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ALLARME DRONI AEROPORTO NEWARK

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ALLARME DRONI AEROPORTO NEWARK

AGGIORNAMENTO DELLE 02:39

DI MERCOLEDì 23 GENNAIO 2019

ALLARME DRONI AEROPORTO NEWARK

WASHINGTON

– Dopo gli allarmi droni sugli aeroporti londinesi, ora tocca anche all’aeroporto Internazionale di Newark-Liberty, il principale scalo del New Jersey ed il secondo dell’area metropolitana di New York.
La Federal Aviation Administration ha fermato nella giornata di martedì i voli in partenza e in arrivo per la segnalazione di droni nel vicino, piccolo, aeroporto di Teterboro.
In serata l’allarme è rientrato, ma secondo il New York Times vari voli provenienti da altre città sono stati ritardati per smaltire quelli precedenti.        [print-me title=”STAMPA”]

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HEATHROW: AVVISTATO DRONE, PARTENZE BLOCCATE. POI RIPRENDONO

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HEATHROW: AVVISTATO DRONE, PARTENZE BLOCCATE. POI RIPRENDONO

AGGIORNAMENTO DELLE 19:57

DI MARTEDì 08 GENNAIO 2019

HEATHROW: AVVISTATO DRONE, PARTENZE BLOCCATE. POI RIPRENDONO

LONDRA

– Decolli sospesi stasera da Heathrow, il principale aeroporto di Londra, dopo l’avvistamento di un drone non identificato in prossimità dello spazio aereo dello scalo. Lo ha annunciato una portavoce, precisando che la misura è stata presa precauzionalmente per evitare “ogni minaccia alla sicurezza operativa” dei voli mentre si cerca di accertare la natura dell’incidente. Un caso analogo, rimasto non chiarito, aveva causato a dicembre lo stop totale dei voli per due giorni a Gatwick, secondo scalo londinese, in pieno periodo natalizio.

Ripresi i decolli a Heathrow dopo allerta droneIl nuovo caso dopo caos a Gatwick del mese scorso

Voli ripresi all’aeroporto londinese di Heathrow, il principale aeroporto di Londra, dopo un’ora circa di stop seguito all’allarme lanciato per il presunto avvistamento di un drone non identificato vicino allo spazio aereo dello scalo. Lo rende noto una portavoce dello stesso aeroporto.

Un caso analogo, rimasto non chiarito, aveva causato a dicembre lo stop totale dei voli per due giorni a Gatwick, secondo scalo londinese, in pieno periodo natalizio.

Lo stop è scattato poco prima delle 18 locali (le 19 in Italia). La portavoce dell’aeroporto si è scusata con i passeggeri per “i disagi arrecati”, lasciando intendere che si trattava di una precauzione temporanea. Scotland Yard ha da parte sua confermato di aver avviato un’indagine dopo aver ricevuto alcune denunce sul presunto “avvistamento di un drone nelle vicinanze” di Heathrow. “Nostri agenti stanno ora investigando queste denunce insieme con i colleghi (della polizia aeroportuale) di Heathrow”, ha precisato una portavoce di Scotland Yard citata dall’agenzia Pa.Voli ripresi all’aeroporto londinese di Heathrow dopo un’ora circa di stop seguito all’allarme lanciato per il presunto avvistamento di un drone non identificato vicino allo spazio aereo dello scalo. Lo rende noto una portavoce dello stesso aeroporto.                   [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 05:44 ALLE 10:24

DI MERCOLEDì 02 GENNAIO 2019

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Romney attacca Trump: non è all’altezza
A vigilia giuramento in Senato si erge a nuova voce critica Gop

WASHINGTON02 gennaio 201905:44

– L’ex candidato presidenziale repubblicano Mitt Romney, che giurerà giovedì come senatore, ha lanciato un duro attacco al presidente americano Donald Trump proponendosi come nuova voce critica del Grand Old Party dopo la morte di McCain e l’uscita di scena di alcuni senatori ‘dissidenti’.
Romney sostiene che la condotta di Trump “negli ultimi due anni, in particolare le sue azioni in questo mese, sono la prova che il presidente non è stato all’altezza dell’incarico”. Che la presidenza Trump “e’ caduta profondamente” in dicembre con “le partenze del capo del Pentagono Jim Mattis e del capo dello staff della Casa Bianca John Kelly, la nomina di alti dirigenti di minore esperienza, l’abbandono degli alleati che hanno combattuto accanto a noi”.
EuroMillions, vinti 127 mln euro in GbE’ il quarto montepremi più alto mai vinto nel Paese

02 gennaio 201909:53

– Un giocatore britannico si è aggiudicato il jackpot di Capodanno della lotteria EuroMillions, festeggiando così l’avvio del 2019 con un bottino di circa 115 milioni di sterline (oltre 127 milioni di euro).
Si tratta del quarto montepremi più alto mai vinto nel Regno Unito e segue la vincita, il mese scorso, di 76 milioni di sterline – sempre con questa lotteria, riporta la Bbc online – da parte di un muratore del Lincolnshire.
La più grande vincita a una lotteria nella storia del regno è andata nel 2011 ai coniugi Chris e Colin Weir, del North Ayrshire, che si sono aggiudicati un jackpot dell’EuroMillions da 161 milioni di sterline.
Oltre che nel Regno Unito, questa lotteria viene offerta in Austria, Belgio, Francia, Irlanda, Lussemburgo, Portogallo, Spagna e Svizzera. La concorrente di EuroMillions è la lotteria EuroJackpot, alla quale aderiscono 18 Paesi inclusa l’Italia.
Xi a Taiwan, accettate la riunificazione’L’indipendenza porterà solo disagi’, non esclude uso forza

02 gennaio 201909:57

– Il presidente cinese Xi Jinping ha esortato la popolazione taiwanese ad accettare che Taiwan “deve e sarà” ricongiunta alla Cina: Xi ha ribadito la volontà di Pechino di procedere ad una riunificazione pacifica basata sul concetto di ‘un Paese, due sistemi’, ma ha anche avvertito che la Cina si riserva il diritto di usare la forza, riporta la Bbc online. Taiwan si autogoverna e di fatto è indipendente, ma non ha mai dichiarato formalmente la propria indipendenza dalla Cina e Pechino considera l’isola una provincia separatista. Il popolo taiwanese “deve capire che l’indipendenza porterà solo disagi”, ha detto Xi sottolineando che entrambe le parti appartengono alla stessa famiglia cinese e che l’indipendenza di Taiwan rappresenta “una corrente avversa dalla storia e un vicolo cieco”. Pechino, ha proseguito, non tollererà mai qualsiasi forma di attività volta a promuovere l’indipendenza di Taiwan: l’unificazione, ha concluso, è “un requisito indispensabile per il grande ringiovanimento del popolo cinese”.
Pakistan: abbattuto drone spia indianoEsercito, nel Kashmir

ISLAMABAD02 gennaio 201909:59

– L’esercito pachistano ha detto di avere abbattuto un drone-spia indiano che aveva oltrepassato la linea che separa i territori controllati da ciascuno dei due Paesi nel Kashmir.
Le forze armate di Islamabad affermano in un comunicato che il velivolo è stato abbattuto nella zona di Bagh lungo la cosiddetta Linea di Controllo (Loc). “Nemmeno a un drone sarà permesso di oltrepassare la Loc, se Dio vuole”, si sottolinea nella nota.
Russia:palazzo crollato, i morti sono 16I dispersi sono ancora 25

MOSCA02 gennaio 201910:03

– I soccorritori hanno trovato altri due cadaveri tra le macerie del condominio crollato nella città di Magnitogorsk, negli Urali. Lo ha riferito alla Tass il servizio stampa del ramo regionale del ministero delle Emergenze russo.
Il bilancio delle vittime sale così a 16 mentre sono ancora 25 le persone disperse. Il crollo secondo le autorità è stato causato da una fuga di gas.

Danimarca: incidente ferroviario, numerosi mortiL’incidente è avvenuto su un ponte che collega due isole nel centro del Paese

02 gennaio 201910:14

Numerose persone sono morte oggi in seguito a un incidente ferroviario in Danimarca: lo ha reso noto la polizia. L’incidente è avvenuto su un ponte che collega due isole nel centro del Paese.       [print-me title=”STAMPA”]

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CONSEGNE CON I DRONI FANNO “RUMORE”

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CONSEGNE CON I DRONI FANNO “RUMORE”

AGGIORNAMENTO DELLE 11:46

DI GIOVEDì 27 DICEMBRE 2018

CONSEGNE CON I DRONI FANNO “RUMORE”

Fanno la felicità di chi compra, un po’ meno dei vicini degli acquirenti. E anche dei loro animali. Il Wall Street Journal dedica un articolo agli effetti sulla popolazione residente di uno dei primi test su larga scala dei droni per le consegne di alimenti effettuato in Australia da Wing, controllata da Alphabet, la stessa casa madre di Google.
“Pensavo fosse impazzita una motosega”, dichiara al quotidiano Robyn McIntyre, ricordando la prima volta che ha sentito un drone sorvolare la sua proprietà a Canberra. I droni, nelle intenzioni delle aziende che ci stanno scommettendo, sono destinati a rivoluzionare il mondo delle consegne, velocizzandone i tempi e riducendone i costi. Ma al momento, scrive il Wsj, stanno dividendo i cittadini di Bonython, dove si stanno svolgendo i test per più consegne su base quotidiana, dal cibo ai medicinali. Fra chi protesta per non poter più usare il giardino per colpa del rumore, chi invece esulta per poter ordinare la crema solare e riceverla in meno di 7 minuti e chi manifesta la sua rabbia sui social per aver dovuto lavar via dal vialetto di accesso una cioccolata calda che non aveva mai ordinato.
Ma i problemi riguardano anche gli animali: in un’associazione cinofila molti membri ormai evitano completamente un’area del club, troppo vicina alla zona di decollo dei droni, perché il rumore innervosisce e spaventa i cani.       [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 17:38 ALLE 23:37

DI VENERDì 21 DICEMBRE 2018

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India, un treno-ospedale porta medici e chirurghi nei villaggi più remoti

CHENNAI (INDIA)

India, un treno-ospedale porta medici e chirurghi nei villaggi più remotiCarlo PizzatiCHENNAI (INDIA)| 21 Dicembre 2018Il Lifeline Express raggiunge le zone più sperdute del Paese: a bordo sale operatorie – e ambulatori con macchinari moderni. Anche i più poveri vengono curati gratuitamenteLA STORIA Quando quei sette vagoni azzurri con sopra dipinti un arcobaleno, nuvole e fiorellini sfilano quieti nella notte buia delle campagne indiane, dove elettricità ce n’è poca e quindi le stelle brillano più intense, si sente mormorare una frase in lingua hindi: «jadoo ki gaadi!», eccolo, arriva, è «il treno magico». Lo chiamano anche il treno dei miracoli, il Lifeline Express, l’ospedale sulle ruote, una piccola meraviglia in un

Paese che ne ha davvero bisogno.

“L’Italia non tema il Global Compact sui migranti, l’Onu rispetta la sua sovranità”

Parla María Fernanda Espinosa, da tre mesi presidente dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite

L’Italia col tempo aderirà il Global Compact sui migranti, quando lo avrà compreso e metabolizzato meglio. Il multilateralismo non è nemico delle nazioni, degli Stati sovrani, ma l’unica strada per affrontare le sfide terribili che ci aspettano. Nessun Paese, per quanto grande, anche il più grande al mondo, può farcela da solo, ma l’Onu, se vuole convincere tutti, deve diventare il “Parlamento del mondo”. Sono le convinzioni di María Fernanda Espinosa.

toria in un ristorante a Vienna: un morto e un ferito, è caccia all’uomo. “Attacco mirato”

VIENNA Momenti di paura, attorno alle ore 13:30, in pieno centro storico a Vienna, dove un uomo ha aperto il fuoco dentro il noto ristorante Figlmueller, al civico 6 di via Baecker nel quartiere Lugeck. L’autore, un uomo secondo la polizia austriaca, ha sparato uccidendo sul colpo una persona e ferendo gravemente una seconda.

tando alle prime informazioni della polizia viennese non si è trattato di «terrorismo ma di un crimine mirato». L’uomo si è dato alla fuga e la caccia è scattata nell’immediato, anche con l’ausilio di un elicottero che sorvolava la città, mentre veniva delimitata l’area dove era avvenuto il fatto di sangue.

Gli inquirenti fanno poi sapere di aver effettuato controlli su possibili persone coinvolte. Sempre stando alla polizia, non ci sarebbe stata alcuna minaccia nei confronti di altre persone che si trovavano all’interno del locale.

tema il Global Compact sui migranti, l’Onu rispetta la … In Svizzera spuntano migliaia di euro dal water, chi le ha trovate potrà tenerle

La curiosa e insolita storia delle migliaia di banconote da 500 euro tagliuzzate ed emerse da gabinetti e lavandini di alcuni ritrovi pubblici in un quartiere a Ginevra volge al termine dopo oltre un anno. Il Ministero pubblico cantonale ha infatti deciso che chi ha trovato il denaro potrà tenerselo.

Lo ha indicato oggi il portavoce della Procura ginevrina, Vincent Derouand, confermando una notizia del quotidiano “La Tribune de Genève”. La somma ritrovata ammonta a diverse decine di migliaia di euro. La storia, risalente al settembre 2017, aveva rapidamente fatto il giro del mondo.Il denaro era depositato in una cassaforte di una filiale UBS con sede nel quartiere dove è avvenuta l’insolita vicenda. I proprietari, per motivi ancora sconosciuti, hanno voluto sbarazzarsi delle banconote tagliuzzandole e gettandole nei bagni presenti nei pressi del caveau, intasando i wc.

fatto analogo. Ad accorgersene sono stati camerieri, personale di cucina e una donna delle pulizie.Il Ministero pubblico del canton Ginevra ha emanato un decreto di abbandono per questo caso, determinando che il denaro non era di provenienza illecita. Per questo motivo, coloro che hanno trovato le banconote potranno ora tenersele, dal momento che i legittimi proprietari, evidentemente, non le volevano più.Attualmente, solo alcune delle persone che hanno rinvenuto i soldi sono state identificate. La giustizia ginevrina ha dunque lanciato un appello a chi non si è ancora presentato per recuperare quanto gli spetta.

n tema il Global Compact sui migranti, l’Onu rispetta la … Regno Unito, ripr

Sono ripresi i voli all’aeroporto di Gatwick a Londra dopo che un nuovo avvistamento di un drone ha costretto lo scalo a un blocco delle operazioni. «Le misure militari messe in atto all’aeroporto ci hanno fornito la rassicurazione necessaria che è sicuro riaprire», si legge in una nota.

i collaborano anche esperti militari, non hanno ancora portato all’individuazione dei responsabili.

tema il Global Compact sui migranti, l’Onu rispetta la … Migranti si nascondono su una nave c

Quattro clandestini armati di barre di ferro hanno minacciato l’equipaggio di una nave da carico sull’estuario del Tamigi, chiedendo di poter raggiungere l’Inghilterra. Ad annunciarlo è stato un portavoce del gruppo Grimaldi, proprietario della nave.

“Sono armati di barre di ferro e minacciano l’equipaggio da questa mattina di avvicinarsi alla riva”, ha detto a SkyNews il portavoce Paul Kyprianou. “Stiamo ancora aspettando l’intervento delle autorità”, ha aggiunto. I clandestini sono riusciti a fuggire dalla cabina dove sono stati tenuti dopo che i marinai sono stati scoperti.“Hanno iniziato a minacciare l’equipaggio, chiedendo al comandante di navigare molto vicino alla costa”, ha detto. In risposta “l’equipaggio si è chiuso sul ponte della nave, quindi è sicuro e nessuno è rimasto ferito”.Il portavoce del gruppo Grimaldi ha detto che l’equipaggio era in contatto diretto con la polizia della contea di Essex (Inghilterra sud-orientale) e la guardia costiera britannica.“Continuiamo a gestire un incidente complesso a bordo di una nave”, ha confermato la polizia Essex in una dichiarazione.“In questo momento, non stiamo trattando questo incidente come una presa di ostaggi, un atto di pirateria o un incidente legato al terrorismo”, ha aggiunto.La nave battente bandiera italiana, che trasporta container e macchinari, è attualmente fuori dalla città portuale di Margate, secondo il sito Web MarineTraffic. Partì il 10 dicembre da Lagos, in Nigeria, al porto di Tilbury, a est di Londra.

n tema il Global Compact sui migranti, l’Onu rispetta la … Catalogna, il governo Sanchez a Barcellona sfida le proteste

Tra proteste, arresti e feriti si è tenuto a Barcellona un Consiglio dei ministri blindato, convocato dal premier Pedro Sanchez, e considerato dagli indipendentisti come una «provocazione», in un momento in cui la tensione in Catalogna appare ancora alta.

visto e i ministri di governo hanno annunciato, tra le altre cose, l’adozione di diverse misure «simboliche» per la regione autonoma, come intitolare l’aeroporto El Prat di Barcellona a Josep Tarradellas, l’ex premier esiliato in Francia durante il franchismo.Migliaia i Mossos d’Esquadra dispiegati per mantenere l’ordine. Alcuni degli agenti si sono scontrati con manifestanti incappucciati, che lanciavano oggetti e innalzavano barricate nel centro di Barcellona. Gli arresti sono stati 12 e 51 i feriti, tra cui 30 poliziotti. Le proteste sono state convocate da gruppi come il cosiddetto Comitato per la Difesa della Repubblica (Cdr), il giorno dopo che Sanchez e il governatore catalano, Quim Torra, hanno deciso di cercare una «proposta politica di ampio sostegno» per la crisi catalana, in un incontro privato a Barcellona.I settori indipendentisti hanno visto la convocazione del Consiglio dei ministri come una provocazione, poiché la data coincide con il primo anniversario delle elezioni regionali che si sono svolte l’anno scorso in Catalogna, dopo l’attuazione dell’articolo 155, con cui Madrid ha sospeso parzialmente l’autonomia della regione in seguito al referendum sull’indipendenza.La portavoce del governo, Isabel Celaa’, al termine del Consiglio dei ministri, ha lanciato un appello a tutti i manifestanti a scendere in strada «senza violenza» e ha ribadito la volontà del potere esecutivo centrale di mantenere «canali di dialogo» aperti e di cercare un «soluzione politica» alla crisi.Intanto, si attende il pronunciamento preliminare del Tribunale supremo sui ricorsi presentati dai politici catalani ancora in carcere per aver dichiarato unilateralmente l’indipendenza dopo il referendum del primo ottobre, dichiarato illegale da Madrid. L’avvio del processo agli indipendentisti ancora in carcere – alcuni in sciopero della fame – è atteso per gennaio. L’accusa è «ribellione», e la Procura che ha chiesto condanne fino a 25 anni.

Russia: Ue proroga sanzioni economiche per 6 mesi

I governi dell’Unione Europea oggi hanno deciso all’unanimità di prolungare le sanzioni economiche contro la Russia per il suo intervento in Ucraina per un periodo di sei mesi, fino al 31 luglio del 2019. La decisione segue l’accordo politico che era stato raggiunto al Vertice europeo del 13 e 14 dicembre, quando il presidente francese, Emmanuel Macron, e la cancelliera tedesca, Angela Merkel, avevano presentato un rapporto agli altri leader in cui constatavano la mancanza di progressi nell’attuazione degli accordi di Minsk. Il Consiglio dell’Ue ha adottato la decisione oggi per procedura scritta e, come previsto per la politica estera, all’unanimità. Le sanzioni prendono di mira i settori finanziario, energetico e della difesa e alcuni beni a uso duale (civile e militari). Le misure restrittive erano state introdotte per la prima volta il 31 luglio del 2014 e rafforzate nel settembre dello stesso anno in risposta alle azioni destabilizzanti della Russia in Ucraina.

La Nasa ha ammesso un attacco hacker ai suoi serverL’agenzia spaziale ad Agi spiega che non ritiene però che le intrusioni abbiano messo a repentaglio le sue missioni

Il 18 dicembre la Nasa ha reso nota un’intrusione informatica in uno dei suoi server, dal quale sono state estratte informazioni personali di dipendenti ed ex-dipendenti. Con una nota interna inviata al personale, l’Ente Nazionale per le attività Spaziali e Aeronautiche statunitense spiega che il furto di dati ha riguardato anche informazioni identificative (Pii, personally identifiable information). Tra i dati sottratti, si legge nella nota, anche i codici di previdenza sociale dei dipendenti.Scoperta il 23 ottobre, l’intrusione è stata comunicata due mesi dopo. Contattata per un commento, l’Agenzia

ha risposto: “La Nasa non ritiene che le intrusioni abbiano messo a repentaglio le missioni dell’ente. Una volta scoperta (l’intrusione, ndr), la Nasa ha intrapreso un’azione immediata per proteggere i server colpiti e da allora ha iniziato un’analisi forense, processo che richiederà del tempo. L’indagine in corso è una delle principali priorità della Nasa”.Gli autori dell’intrusione potrebbero essere entrati in possesso dei dati di ciascun dipendente assunto o trasferito tra il luglio del 2016 e l’ottobre del 2018.“La Nasa prende molto seriamente la sicurezza informatica e si impegna a dedicare le risorse necessarie per garantire la sicurezza delle informazioni dell’Agenzia e dei sistemi informatici

. L’agenzia continua i suoi sforzi per proteggere tutti i server e sta rivedendo le sue procedure per garantire che le più recenti pratiche di sicurezza siano seguite in tutta l’agenzia”. Nel 2016 un gruppo di hacker noto con il nome di Anonsec aveva sottratto all’agenzia 276 gigabyte di informazioni, tra cui credenziali di centinaia di dipendenti, indirizzi di posta elettronica e più di duemila registri di volo. Dopo aver provato a far schiantare un drone da 222 milioni di dollari (194 milioni di euro) nell’Oceano Pacifico, gli hacker avevano pubblicato un rapporto nel quale spiegavano quali vulnerabilità avevano consentito loro di prendere possesso del drone.A ottobre di quest’anno, un 25enne residente a Salò aveva ammesso di aver attaccato otto domini della Nasa nel 2013, dopo una perquisizione di casa sua disposta dalla procura di Brescia, come spiega La Stampa.

Cosa succede se un drone colpisce un aereoSui siti circolano due video di droni a Gatwick, di nuovo chiuso venerdì pomeriggio per la presenza di un nuovo velivolo. 120 mila persone sono rimaste a terra. Perché un drone ha creato tanta paura e caos? Lo dimostra una ricerca dell’Università di Dayton

Un video pubblicato in queste ore dai giornali anglosassoni mostrerebbe uno dei droni che ha provocato la chiusura di uno dei più grandi aeroporti del Regno Unito per oltre 32 ore, costringendo oltre 120.000 persone a dover rinunciare ai propri voli per cancellazioni, ritardati o deviazioni. L’aeroporto di Gatwick, Londra, è stato chiuso alle 21 di mercoledì per riaprire solo nella mattinata di venerdì. Alle 18 però una nuova chiusura, causata da un nuovo avvistamento di droni vicino la pista. Il primo drone è stato visto mercoledì, quando il personale dell’aeroporto ne ha denunciato la presenza. Il MailOnline, il sito del quotidiano Daily Mail, ha pubblicato in queste ore dei filmati di droni che volavano su Gatwick. Anche la Bbc ha pubblicato un suo video, ma sulla sua veridicità è un po’ più scettica. Venerdì il Daily Mail è andato in edicola con una foto del drone in prima pagina, e un titolo piuttosto esplicativo di quello che ha vissuto la città nelle ultime ore: “Può questo puntino nel cielo aver rovinato le vacanze di Natale a 130 mila persone?”. 110 mila voli sono stati cancellati giovedì, 10 mila mercoledì sera, ma altri voli vengono dirottati o cancellati in queste ore a seguito del nuovo allarme drone. Diverse persone sono state lasciate dormire sul pavimento dei terminal, riferisce la stampa britannica.Perché un drone è così pericoloso?
L’aeroporto di Gatwick ha comunicato che sono stati visti due droni separati, che però la polizia non ha ancora individuato. L’ipotesi più accreditata al momento è che il volo di droni sull’aeroporto sia una dimostrazione di un gruppo ambientalista.
Una cosa è però certa. Un drone è un pericolo enorme per gli aerei e per i passeggeri a bordo. Anche se piccoli e apparentemente leggeri, si tratta di un rischio concreto per gli aerei e per chi ci viaggia. Gli esperimenti effettuati in questi anni, raccontati dalla BBC, raccontano che la collisione tra un aereo e un drone potrebbe bucare l’ala del velivolo, anche se di grosse dimensioni. In un video della Università di Dayton si vede chiaramente un drone perforare un aereo se lanciato ad alta velocità.
Questo per via della violenza dell’impatto, che potrebbe, piegano, danneggiare seriamente la fusoliera, causando incidenti su aerei che possono portare a bordo fino a 300 persone. Attualmente è vietato far volare droni a meno di un chilometro dagli aeroporti, ma è un divieto che può essere facilmente aggirato vista l’estensione dell’aera interessata. Il drone usato nella ricerca, spiega l’università, è di quelli in commercio, di prezzo e peso medio.

Gli Usa hanno chiesto la scarcerazione immediata dei canadesi detenuti in Cina
Si tratta di due uomini detenuti da dieci giorni dopo l’arresto il 1 dicembre della direttrice finanziaria di Huawei, Meng Wanzhou

Gli Stati Uniti hanno chiesto “l’immediato rilascio” dei due canadesi detenuti in Cina da dieci giorni dopo l’arresto il 1 dicembre della direttrice finanziaria di Huawei, Meng Wanzhou. “Esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per la detenzione da parte del governo cinese di due canadesi e chiediamo il loro immediato rilascio”, ha affermato il portavoce del dipartimento di Stato, Robert Palladino.

Le autorità cinesi hanno arrestato l’analista ed ex diplomatico, Michael Kovrig, e l’uomo d’affari Michael Spavor, accusandoli di “attività che minacciano la sicurezza dello Stato”, formula spesso usata per indicare il reato di spionaggio. La misura sembra una ritorsione per l’arresto il 1 dicembre scorso a Vancouver della numero due di Huawei. La donna, figlia del fondatore del gigante cinese delle Tlc, è stata rilasciata su cauzione in attesa della sentenza sulla sua estradizione negli Stati Uniti, che la accusano di violazione delle sanzioni all’Iran. Insieme agli Stati Uniti, anche il Canada ha fatto sentire la sua voce con Pechino sul caso dei due concittadini detenuti da 10 giorni in Cina dopo l’arresto il 1 dicembre scorso a Vancouver della direttrice finanziaria di Huawei, Meng Wanzhou. In un comunicato, il ministero degli Esteri di Ottawa ha chiesto “l’immediata liberazione” dell’analista ed ex diplomatico, Michael Kovrig, e dell’uomo d’affari Michael Spavor, accusati da Pechino di “attivita’ che minacciano la sicurezza dello Stato”.La loro detenzione sembra una ritorsione per l’arresto di Meng, accusata dagli Usa di violazione delle sanzioni all’Iran.

I voli sono stati nuovamente sospesi nel tardo pomeriggio di oggi all’aeroporto londinese di Gatwick dopo che c’è stato un altro “sospetto avvistamento di un drone”. Dopo una breve chiusura, l’attività dello scalo è ripresa. Un portavoce dell’aeroporto, citato dalla Bbc, ha precisato che i voli sono stati interrotti per misura precauzionale durante le indagini sul nuovo avvistamento. Ora l’aeroporto è tornato operativo “perché le misure militari messe in funzione ci hanno dato le necessarie assicurazioni sulla sicurezza della riaperture delle piste”.
L’aeroporto di Gatwick aveva riaperto gradualmente dopo lo stop provocato dalle incursioni di droni che hanno paralizzato il traffico aereo per oltre 24 ore. Le indagini, a cui collaborano anche esperti militari, non hanno ancora portato all’individuazione dei responsabili.      [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 09:57 ALLE 15:35

DI MARTEDì 27 NOVEMBRE 2018

SOMMARIO

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Boom del traffico dati ‘mobile’, +79% in un anno
Rapporto Ericsson, in 6 anni 5G coprirà oltre 40% popolazione

LG brevetta uno smartphone con 16 fotocamereMontate a quadrato, hanno diverse lunghezze focali e peculiarità

Trump alza i toni sulla Cina, pronto a colpire iPhoneMinaccia a pochi giorni da G20, Apple giù in Borsa

Lascia un altro manager di WhatsAppE’ il Chief Business Officer Neeraj Arora

Le telecomunicazioni Esa compiono 25 anniGuarda al futuro puntando sui satelliti 5G e comunicazioni laser

Nel 2025 ci saranno 23mila droni per il trasporto merciStudio su mobilità verticale di Porsche Consulting Italia

Consumatori contro Google, non rispetta privacy Ue7 associazioni pronte a denuncia Garanti dati geolocalizzazione

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S’impenna il traffico dei dati da dispositivi mobili: nell’ultimo anno è cresciuto del 79%, la percentuale più alta registrata dal 2013. A spingere la crescita sono

principalmente la Cina e il nord est asiatico. Sono i dati dell’ultima edizione dell’Ericsson Mobility Report, che mette in rilievo come la tecnologia 5G entro il 2024 coprirà il 40% della popolazione mondiale.

Il 5G – spiega il rapporto – sarà la tecnologia cellulare che verrà implementata più velocemente su scala globale, rispetto alle precedenti generazioni. Le previsioni parlano, in sei anni, di oltre 4 miliardi di connessioni cellulari IoT, ovvero l’Internet delle Cose, cioè gli oggetti connessi in rete in casa e nelle città. Per Ericsson, con un aumento di circa il 140% tra fine 2017 e fine 2018, il nord est asiatico si posiziona al secondo posto per traffico dati da smartphone con 7,3 gigabyte al mese. Un dato, questo, che può essere paragonato allo streaming di video in HD per circa 10 ore al mese.Secondo il rapporto Ericsson, il Nord America detiene ancora il più alto traffico dati da smartphone, che raggiungerà gli 8,6 gigabyte al mese entro la fine di quest’anno (pari allo streaming di video in HD per oltre 12 ore mensili). Tra il 2018 e il 2024, il traffico dati da mobile totale aumenterà fino a cinque volte e il 25% del traffico mobile sarà trasportato da reti 5G entro la fine del periodo.”Con l’ingresso del 5G nel mercato, prevediamo che la diffusione della copertura e degli abbonamenti saranno più veloci rispetto alle precedenti generazioni tecnologiche – spiega Fredrik Jejdling, Executive Vice President e Head of Business Area Networks Ericsson – Allo stesso tempo, le connessioni cellulari IoT continueranno a crescere fortemente. Ciò a cui stiamo assistendo è l’inizio di cambiamenti che saranno fondamentali e che avranno un impatto non solo sul mercato consumer, ma anche in molti settori industriali”

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Nel 2018 il comparto fotografico degli smartphone ha sperimentato una moltiplicazione dei sensori, con la tripla fotocamera posteriore del P20 Pro e poi del Mate 20 Pro di Huawei, cui ha fatto seguito il mese scorso la quadrupla fotocamera del Galaxy A9 di Samsung. Nel 2019 si potrebbe però assistere a una crescita esponenziale, con 16 sensori piazzati sul retro del telefono. L’idea, per ora solo sulla carta, è stata brevettata negli Stati Uniti dalla coreana LG, che sembrerebbe pronta a un’accelerazione.

Il brevetto mostra i 16 sensori posteriori montati a quadrato, in quattro file da quattro, con varie caratteristiche e lunghezze focali. Ciascun sensore contribuirebbe alla resa delle diverse tipologie di scatto, dal panorama al ritratto, ma offrirebbe anche funzioni inedite, come la possibilità di scattare 16 foto contemporaneamente, scegliere l’angolazione preferita dello scatto o combinare più foto, usando gli elementi preferiti di ognuna.

La mole di dati catturata dai sensori si rileverebbe utile soprattutto nella post-produzione, per regolare la messa a fuoco, modificare e rielaborare le immagini. Lo smartphone con 16 fotocamere potrebbe però non arrivare presto sul mercato, o non arrivarci affatto perché, come accade sempre, non tutte le tecnologie brevettate si traducono in un prodotto messo in commercio.

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Trump alza i toni contro la Cina. A pochi giorni dal G20, e dall’atteso faccia faccia con il presidente Xi Jinping, il tycoon avverte: se non ci sarà accordo, gli Stati Uniti imporranno dazi su tutto il Made in China. Nel mirino potrebbe finire anche l’iPhone. Il presidente americano non esclude infatti dazi sullo smartphone prodotto in Cina e suggerisce ad Apple e alle altre società americane di produrre negli Stati Uniti. Immediata la reazione di Cupertino, che nelle contrattazioni after hours a Wall Street arriva a perdere l’1,7%. ”Forse, forse” dice in un’intervista al Wall Street Journal riferendosi alla possibilità di dazi sull’iPhone.
”Dipende dall’ammontare” delle tariffe: ”se saranno al 10%, i consumatori potrebbero sopportarle tranquillamente” spiega Trump. Le parole del presidente sono una doccia fredda per Apple e per Corporate America, e seguono le critiche mosse da Trump a General Motors. ”Dovrebbe smetterla di produrre auto in Cina: dovrebbe produrle invece negli Stati Uniti” ha spiegato il tycoon commentando la riorganizzazione della casa automobilistica. I toni duri di Trump mostrano anche come le trattative con Xi per un accordo commerciale sono tutte in salita.
Minacciando di colpire tutto il Made in China con dazi in caso di mancanza di un’intesa, Trump mette in evidenza come e’ probabile che gli Stati Uniti andranno intanto avanti con l’aumento dei dazi al 25% su 200 miliardi di prodotti Made in China. E’ ”molto improbabile” che Trump possa accettare la richiesta di Pechino di non procedere con il rincaro. Un accordo ci sarà – taglia corto Trump – ”solo se la Cina aprirà il paese alla concorrenza americana”.

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Va via un altro pezzo di Facebook, o meglio di una sua società collegata. Lascia il Chief Business Officer di WhatsApp, Neeraj Arora per “ricaricarsi e stare più tempo con la famiglia”. Era nella società dal 2011 – scrive il sito Cnbc – ed era stato dunque presente all’acquisizione dell’app da parte di Facebook nel 2014. Un anno fa e’ andato via il co-fondatore della chat Brian Acton. “Sono fiducioso che la società continui ad offrire un prodotto semplice e sicuro anche per gli anni a venire”, ha scritto Arora in un post su Facebook, ringraziando i fondatori dell’app, Jan Koum e Brian Acton.
Oltre a WhatsApp, Facebook ha fronteggiato altre perdite di manager. Come Alex Stamos, ex capo della sicurezza, andato via ad agosto. Riguardo le società satellite, hanno lasciato negli ultimi mesi i co-fondatori di Instagram Kevin Systrom e Mike Krieger e il cofondatore di Oculus Brendan Iribe.
Un anno fa Brian Acton è andato via da WhatsApp per dedicarsi ad una fondazione no profit e poi ha appoggiato il movimento #deletefacebook, nato dopo lo scandalo Cambridge Analityca. In seguito si è raccontato in una lunga intervista a Forbes facendo mea culpa: “sono un venduto”, ha detto riferendosi alle politiche di Zuckerberg sulla monetizzazione della piattaforma.

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Compie 25 anni il programma delle telecomunicazioni dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), Artes (Advanced Research on Telecommunication Satellite Systems) e guarda al futuro, puntando a internet veloce via satellite e alle telecomunicazioni laser, per l’invio di informazioni tramite segnali ottici che sono più veloci e anche più sicuri, perché più difficili da intercettare.
Creato nel 1993 per promuovere la competitività dell’industria europea delle telecomunicazioni satellitari, il programma Artes era nato in un periodo di grande trasformazione nel settore spaziale europeo. I progressi nella tecnologia satellitare negli anni ’90 avevano portato la Tv via satellite nelle case e avevano consentito connessioni telefoniche di alta qualità nel mondo. Dal 2016, però le entrate derivanti dai servizi di Tv satellitare si sono appiattite e non si sono ancora riprese. In combinazione con il costo in continua diminuzione della banda larga, questo ha costretto gli operatori satellitari a stringere la cinghia.
Il mercato delle telecomunicazioni è infatti in continua evoluzione: la televisione tradizionale viene guardata da un numero sempre minore di persone, mentre si fanno sempre più strada le tv on-demand online, come Netflix e Amazon Prime Video, che si basano su connessioni internet a banda larga, che viene fornita in modo schiacciante dalle reti terrestri e non dai satelliti. Alla luce di questi cambiamenti la sfida dell’Esa è aiutare l’industria a continuare a prosperare in un mercato sempre più difficile e in rapida evoluzione.
A tale scopo intende concentrarsi su alcuni settori strategici e alcune applicazioni chiavi, come i satelliti per la connettività di quinta generazione, la cosiddetta rete 5G ultraveloce, e i satelliti per le telecomunicazioni laser, che garantiscono maggiore velocità e sicurezza. Questi satelliti, a esempio, saranno cruciali nelle future comunicazioni basate sulle tecnologie quantistiche che non possono essere intercettate, perché quando la chiave per decifrare il messaggio viene ascoltata cambia l’orientamento della particella nella quale viaggia e si scopre la violazione.

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Nel 2025 saranno lanciati servizi commerciali di mobilità verticale con droni elettrici. Dieci anni dopo, nel 2035, il mercato mondiale della mobilità verticale sarà di circa 23.000 unità e genererà un valore per 32 miliardi di dollari nel trasporto delle persone. Le stime sono nello studio ‘The Future of Vertical Mobility’, presentato da Josef Nierling, amministratore delegato Porsche Consulting Italia, alla prima edizione del Vtm, convention internazionale dedicata all’innovazione nella mobilità.
Alcuni esempi? Si potrà andare dall’aeroporto di Torino alle Ogr – spiega Nierling – in 4 minuti pagando 44 euro. A Venezia dall’aeroporto Marco Polo sino in zona Piazza San Marco, con un’apposita piattaforma galleggiante di atterraggio, sarà possibile affrontare il viaggio in 3 minuti, a un costo di 25. A Milano un volo da Malpensa all’eliporto di Palazzo Lombardia costerebbe 120 euro ma la durata sarebbe di 12 minuti. A Roma, da Fiumicino al Colosseo ci vorrebbero 7 minuti al costo di 68 euro.

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Sette associazioni di consumatori in Europa sono pronte a denunciare Google ai rispettivi garanti nazionali perché con il suo sistema di geolocalizzazione degli utenti non rispetterebbe le nuove regole Ue sulla privacy. Lo rende noto l’associazione ombrello europea dei consumatori Beuc, di cui fanno parte la Forbrukerradet (Norvegia), Consumentenbond (Olanda), Ekpizo (Grecia), dTest (Repubblica ceca), Zveza Potrosnikov Slovenije (Slovenia), Federacja Konsumentow (Polonia) e Sveriges Konsumenter (Svezia).
Secondo un rapporto dell’organizzazione norvegese Forbrukerradet, il gigante tech raccoglie i dati geolocalizzati dei suoi utenti – luoghi di vacanza, bar, spostamenti giornalieri – tramite le funzioni ‘storico delle posizioni’ e ‘attività sul web e applicazioni’, che fanno parte integrante degli account Google. Queste vengono attivate con sotterfugi o in modo poco chiaro, senza che l’utente ne sia veramente cosciente o informato o gli venga data una vera scelta.
Il problema riguarda soprattutto gli smartphone che funzionano con Android, in quanto viene richiesto di avere un account Google per poterli utilizzare. Per le associazioni dei consumatori queste pratiche non rispettano il regolamento Ue Gdpr in quanto Google non ha una base giuridica per trattare i dati, oltre al fatto che gli utenti non sono liberi di dare o meno il loro consenso né c’è un ‘interesse legittimo’ a farlo da parte della società tech visto il carattere intrusivo di questa operazione sulle libertà personali degli utenti.
“Le pratiche ingannevoli di Google contraddicono la lettera e lo spirito del regolamento” Ue sulla tutela dei dati personali, “è inaccettabile che le imprese fingano di rispettare la legge quando in realtà la aggirano”, ha dichiarato la direttrice del Beuc Monique Goyens, ritenendo “la situazione più che allarmante” in quanto “gli smartphone sono utilizzati per spiare i nostri minimi gesti”. Da qui la decisione di ricorrere alle autorità nazionali competenti per la tutela della vita privata: “vogliamo mettere fine allo sfruttamento dei consumatori e forzare i giganti del web ad assumersi le loro responsabilità”, ha concluso Goyens.   [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 07:46 ALLE 17:45

DI VENERDì 23 NOVEMBRE 2018

SOMMARIO

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Apple come Google, pensa a chiavetta tv
Indiscrezioni, più piccola e più economica della Apple tv

Scuola crea profili social dei personaggi studiatiDa Dante a Manzoni, a Firenze ideato nuovo metodo d’insegnamento

Usa a paesi alleati, “non usate Huawei, rischio cybersicurezza”Immediata la replica della società, ‘sorpresi dagli Usa, è oltre la loro giurisdizione’

Scuse Samsung per malattie di dipendentiLe scuse sono parte di un accordo per il risarcimento dei malati

Apple, in Giappone incentivi a tlc per ridurre prezzo iPhoneRiguardano modello XR, nel paese in auge modelli meno recenti

Di Maio, blockchain entrerà in ordinamento dello Stato Grazie al riconoscimento legale di questa tecnologia

Drone da record, solleva in aria 101 kgLo ha realizzato Forvola con sostegno di Fpt Industrial

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Apple come Google e Amazon, pensa ad una chiavetta tv per guardare i contenuti in streaming.
L’indiscrezione arriva dal sito The Information: il dispositivo dalle dimensioni più piccole della Apple tv, la ‘scatoletta’ che serve allo stesso scopo, sarebbe anche più economico. La testata cita fonti anonime, che però non hanno confermato se Cupertino porterà avanti i piani per produrre la chiavetta. Il dispositivo potrebbe essere simile al Chromecast di Google e al Fire Stick di Amazon.
Secondo altri ‘rumors’ circolati qualche settimana fa, sempre del sito The Information e anche di Bloomberg, Apple entro la metà del 2019 dovrebbe lanciare il suo servizio di streaming che potrebbe essere a pagamento e soprattutto esclusivo solo per gli utenti dei suoi dispositivi, ovvero iPad, iPhone e Apple Tv.
Secondo le rilevazioni della società di analisi Thinknum, negli Stati Uniti la Apple Tv 4K sta vivendo un periodo di popolarità tra gli utenti che di solito utilizzano un dispositivo per lo streaming di contenuti con quella definizione.

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Ideare e animare profili Instagram di 14 personaggi studiati a scuola, da Dante e Beatrice al Manzoni, passando per Seneca, Aristotele, Machiavelli e Lincoln, ipotizzandone linguaggio e comportamento ‘social’. E’ la singolare iniziativa su cui sono stati chiamati a sfidarsi circa 100 studenti degli istituti fiorentini. A vincere, con il profilo di Alessandro Manzoni, gli studenti del liceo classico Galileo aggiudicandosi il titolo di scuola più ‘social’ di Firenze.
La sfida del ‘Social challenge’, spiega una nota, è un metodo pensato per l’uso dei social network nelle scuole, ideato da DataLifeLab, laboratorio di ricerca dell’Università di Firenze, insieme alla cooperativa di progettazione ReteSviluppo e alla startup tecnologica Kinoa. Il metodo è stato presentato e testato nell’ambito del Forum studenti Firenze, una tre giorni recentemente svolta presso il liceo classico Galileo.
“Il metodo Social Challenge può tranquillamente entrare tra i banchi di scuola – spiega una nota – e aiutare a dare vita a personaggi, materie, nozioni. I social network, piuttosto che essere banditi dalle aule scolastiche, se saputi gestire attraverso format e metodi appropriati, possono divenire un valido strumento per il trasferimento dei contenuti studiati nel linguaggio del quotidiano, oltre che oggetto di discussione e riflessione. E’ questa la sfida che Kinoa e Data Life Lab lanciano a insegnanti e studenti, per una scuola ancorata al presente che non abbia paura dei social network ma li utilizzi con arguzia e creatività”.

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Il governo Usa ha avviato una “straordinaria campagna di sensibilizzazione” dei Paesi alleati, Italia compresa, per persuadere le compagnie di tlc a non usare le apparecchiature di rete prodotte da Huawei. Lo scrive il Wall Street Journal citando persone a conoscenza della situazione.

Funzionari Usa avrebbero informato, in merito a rischi sulla cybersicurezza, le loro controparti governative e i dirigenti delle telco in Paesi amici tra cui Germania, Italia e Giappone, dove i prodotti Huawei sono già ampiamente usati.

Immediata la risposta di Huawei che si dice “sorpresa dai comportamenti del governo Usa descritti nell’articolo” del Wall Street Journal. “Se il comportamento di un governo si estende oltre la sua giurisdizione – dice un portavoce Huawei – tale attività non dovrebbe essere incoraggiata”. “Prodotti e soluzioni Huawei sono ampiamente usati in oltre 170 Paesi in tutto il mondo, servono 46 dei primi 50 operatori mondiali, aziende di Fortune 500 e centinaia di milioni di consumatori”. E conclude: “Ci scelgono perché si fidano pienamente”.
Gli Stati Uniti – scrive il Wall Street Journal – starebbero valutando l’ipotesi di aumentare gli aiuti finanziari per lo sviluppo delle telecomunicazioni in Paesi che evitano le apparecchiature prodotte in Cina, le quali esporrebbero a rischi di cyberspionaggio. Tra le preoccupazioni del governo ci sarebbe l’uso di prodotti di tlc cinesi in Paesi che ospitano basi militari americane. Il Dipartimento della Difesa ha i propri satelliti e la propria rete di telecomunicazioni per le comunicazioni sensibili, ma la maggior parte del traffico in molte basi militari viaggia attraverso reti commerciali, spiega il quotidiano. La messa in guardia dei Paesi alleati su Huawei, che negli Usa fatica a commercializzare anche i propri smartphone, si inserisce nelle crescenti tensioni economiche tra Washington e Pechino, sfociate nell’apposizione di dazi.

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Samsung china il capo e chiede scusa per la malattia e la morte di alcuni lavoratori, ammettendo di non essere stata in grado di creare un ambiente di lavoro sicuro nelle sue fabbriche. Nel corso di una conferenza stampa a Seul il presidente della divisione dispositivi Samsung, Kinam Kim, ha ammesso che la società non è riuscita a “gestire in modo adeguato le minacce per la salute” nelle sue linee di produzione di semiconduttori e display a cristalli liquidi. “Porgiamo le più sincere scuse ai nostri lavoratori che hanno sofferto per malattie, e alle loro famiglie”.
La dichiarazione del colosso coreano arriva a settimane di distanza dall’accordo, raggiunto tra Samsung e i rappresentanti di lavoratori malati, per un risarcimento che ha posto fine allo stallo in atto tra le due parti da oltre un decennio. Le scuse della compagnia erano parte dell’intesa.
Nel corso dell’ultimo decennio decine di lavoratori di Samsung hanno riportato malattie gravi come leucemia e tumore al cervello.

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A meno di un mese dall’arrivo dei negozi dell’iPhone XR, il più economico dei melafonini, Apple si muove in Giappone per offrire incentivi agli operatori tlc a sostegno delle vendite del dispositivo. Lo riporta il Wall Street Journal. Lo sconto, unito ai piani sui tagli di produzione per il modello XR, sono un “segnale”, secondo la testata, dell’entusiasmo limitato tra i consumatori per il modello che ha meno funzioni rispetto alle nuove versioni dell’iPhone e anche a modelli più vecchi ma popolari come l’iPhone 8. Non è noto se gli incentivi si estenderanno anche agli operatori di telecomunicazioni di altri paesi del mondo.
La testata Usa, nei giorni scorsi, ha riportato di un rallentamento da parte di Apple dei piani di produzione per tutti e tre i modelli presentati a settembre, con una particolare attenzione per il modello XR. Secondo gli analisti, la domanda più debole del previsto dell’XR potrebbe rispecchiare quanto successo nel 2013 con l’iPhone 5c, anche questo più economico e colorato. Per contro, secondo il Wsj, in Giappone restano popolari modelli meno recenti come l’iPhone 8 e l’iPhone X, entrambi lanciati nel 2017. Il primo, ancora disponibile sugli scaffali, è ancora più economico del modello XR. Riguardo il secondo, di recente, i fornitori Apple hanno ripreso a produrlo anche per i contratti in essere con Samsung che fornisce i display.
Cupertino ha bisogno di acquistare una certa quantità di pannelli dal produttore sudcoreano e, dato il taglio degli attuali modelli, sta cercando – secondo il Wsj – di colmare il divario con il vecchio dispositivo.

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“Blockchain entrerà nell’ordinamento dello Stato grazie al riconoscimento legale di questa tecnologia. Sono innovazioni che entreranno tutte con il decreto semplificazioni che rispettano la prima promessa del programma elettorale”. Lo afferma il vicepremier Luigi Di Maio. “Presto riunirò al Mise il tavolo sulle pmi previsto dal testo unico del 2011 e servirà per migliorare la legge di bilancio e il decreto semplificazione: nei primi giorni di dicembre sarà legge il decreto”, aggiunge Di Maio.

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TORINO

– Entra nel Guinness dei primati il superdrone realizzato dalla torinese Forvola: ha sollevato 101

kg in aria a un’altezza di oltre 1,5 metri. Il record del mondo è stato raggiunto, grazie al sostegno di Fpt Industrial, durante il Tech Day 2018 presso il Cnh Motor Village a Torino ed è stato registrato da due giudici professionisti del settore. Il drone di 300 chili e dotato di 16 eliche in futuro potrà anche assicurare il trasporto di componenti e materiali in zone remote o difficili da raggiungere senza richiedere la presenza dell’uomo. Fórvola è nata nel 2015 a Govone (Torino) dal sogno di due ingegneri di Torino, Gregory Alessio e Piercarlo Ponchione.
Il precedente record era di 61 kg.   [print-me title=”STAMPA”]