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DELLE 03:08 E 08:29

DI MARTEDì 04 DICEMBRE 2018

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Trump rendo omaggio a ex presidente Bush
Con la first lady Melania alla camera ardente a Capitol Hill

Israele: scoperto tunnel HezbollahIn corso operazione ‘Scudo del Nord’ al confine con il Libano

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WASHINGTON

– Il presidente americano Donald Trump e la first lady Melania hanno reso omaggio all’ex presidente George H.W. Bush nella camera ardente allestita nella Rotunda di Capitol Hill.
Gli attuali inquilini della Casa Bianca si sono intrattenuti circa un minuto davanti al feretro raccolti in preghiera, prima che il tycoon facesse il saluto e la first lady portasse la mano sul cuore.
I Trump faranno di persona le condoglianze alla famiglia Bush nelle prossime ore nella Blair House, un ufficio governativo di fronte alla Casa Bianca. Poi giovedì parteciperanno ai funerali alla National Cathedral insieme a tutti gli ex presidenti: George W. Bush, Barack Obama, Bill Clinton e Jimmy Carter.
Saranno presenti anche tutte le ex first lady, tranne Rosalyn Carter.

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TEL AVIV

– L’esercito israeliano ha in corso l’operazione ‘Scudo del Nord’ per distruggere tunnel di attacco degli Hezbollah che dal Libano si addentrano oltre il confine in territorio ebraico. Lo ha annunciato il portavoce militare.
“La costruzione di questi tunnel di attacco che Israele ha scoperto, prima che diventassero operativi e fossero una imminente minaccia per la sicurezza di civili israeliani – ha spiegato il portavoce militare aggiungendo che l’operazione è in corso da questa notte – costituisce una evidente e grave violazione della sovranità israeliana ed è un ulteriore prova del mancato rispetto da parte dell’organizzazione terroristica Hezbollah delle Risoluzione Onu, prima fra tutte la 1701”.
Le attività degli Hezbollah, ha aggiunto il portavoce, sono condotte “dai villaggi del sud Libano mettendo in pericolo sia il paese stesso sia i suoi civili per mettere in piedi queste strutture del terrore”.       [print-me title=”STAMPA”]

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HOUTHI: TREGUA SU RIAD

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HOUTHI: TREGUA SU RIAD

AGGIORNAMENTO DELLE 11:36

DI LUNEDì 19 NOVEMBRE 2018

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HOUTHI: TREGUA SU RIAD

Houthi fermano attacchi missili su Riad
Dopo richiesta Onu e cessate il fuoco della coalizione araba

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Le milizie Houthi in Yemen hanno annunciato che sospenderanno gli attacchi missilistici e con droni contro Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e i loro alleati in Yemen. Lo ha dichiarato in un comunicato Mohammed Ali Al Houthi, a capo del Comitato Rivoluzionario Supremo degli Houthi, secondo quanto riportato il network saudita Al Arabiya. La decisione è stata presa su richiesta delle Nazioni Unite e dopo che la Coalizione Araba ha annunciato la sospensione dell’offensiva militare a Hodeidah.   [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 07:27 ALLE 10:32

DI LUNEDì 19 NOVEMBRE 2018

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Gilet gialli bloccano depositi benzina
I manifestanti chiedono di essere ricevuti da Macron

Protesta a Tijuana per carovana migrantiAlmeno 3000 profughi, per i residenti sono troppi

Hong Kong: leader protesta a processoRischio 7 anni carcere per accusa di ‘disturbo quiete pubblica’

Guatemala: il vulcano del Fuego eruttaChiesta evacuazione di otto villaggi

Russia: Medvedev, Usa sul WTO sono miopiPremier russo commenta tensioni con Cina al vertice Apec

Il governo Netanyahu sopravviveMinistro Bennett: ‘Diamogli fiducia su promesse sicurezza’

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PARIGI

– Svolta sul terreno e nell’organizzazione dei gilet gialli, i manifestanti contro il caro-carburante in Francia: questa mattina, mentre proseguono i blocchi stradali su diverse autostrade, sono stati bloccati anche una decina di depositi di carburante. Diversi organizzatori, intervistati dai media, chiedono “un gesto” da parte del governo, in particolare la possibilità di “essere ricevuti all’Eliseo da Emmanuel Macron”.
– Centinaia di persone sono scese in strada ieri sera a Tijuana, in Messico, per protestare contro il passaggio di migliaia di migranti provenienti dal centro America, nel tentativo di arrivare negli Stati Uniti. Finora quasi tremila profughi hanno raggiunto Tijuana negli ultimi giorni, ma il governo federale stima che il loro numero potrebbe presto aumentare fino a 10.000. Secondo il sindaco Juan Manuel Gastelum la città non è preparata a sopportare tale “valanga”.
Così ieri sera i residenti sono scesi in piazza sventolando bandiere messicane, cantando l’inno nazionale e slogan “Fuori! Fuori!”, a circa un chilometro dal confine statunitense, e denunciano una “invasione” di profughi.
– PECHINO

– Nove leader della protesta degli ombrelli pro-democrazia del 2014 a Honk Kong hanno partecipato all’avvio dell’udienza del processo a loro carico sul ruolo avuto nella “disobbedienza civile” che bloccò l’ex colonia britannica per due mesi e mezzo circa.
Tutti, tra cui gli accademici Benny Tai e Chan Kin-man, e il reverendo Chu Yiu-ming, cofondatori del movimento “Occupy Central”, si sono dichiarati innocenti, in base alle immagini trasmesse dalle tv locali. Prima dell’udienza, un centinaio di sostenitori ha manifestato fuori dalla West Kowloon Magistrates’ Courts a favore di una più robusta versione di democrazia e per la cancellazione degli addebiti in forza delle leggi varate nel periodo coloniale britannico. I nove devono rispondere di una o più accuse per il ruolo nelle manifestazioni pro-democrazia che variano dalla “cospirazione finalizzata al disturbo della quiete pubblica”, “incitamento al disturbo della quiete” e “incitamento di persone a incitare altri al disturbo della quiete pubblica”.
– GUATEMALA CITY

– Le autorità del Guatemala hanno chiesto a otto comunità di evacuare la zona del Vulcano del Fuego, nel sud del paese, per la sua crescente attività eruttiva. La protezione civile locale ha spiegato che monitorando l’attività del vulcano è stato notato che l’intensità della sua eruzione rimane costante, quindi c’è un rischio per la popolazione. Le comunità interessate ospitano circa duemila persone, ma ognuna di loro potrà decidere se evacuare o meno. Secondo i media locali, tre hanno iniziato ad abbandonare l’area.
Lo scorso giugno l’eruzione del vulcano provocò quasi 200 morti e altrettanti dispersi, ma secondo le organizzazioni che avevano prestato assistenza ai villaggi i dispersi sarebbero stati migliaia. Il Vulcano del Fuego è uno dei più attivi dell’America Centrale.

– MOSCA

– La posizione degli Stati Uniti contro una riforma del WTO è “miope”. Lo ha detto il premier russo Dmitri Medvedev dal Vietnam, dove ha incontrato la sua controparte Nguyen Xuan Phuc. Medvedev, commentando lo scontro fra Cina e Usa al vertice Apec, ha detto che “le guerre commerciali” sono già in corso e che l’intera economia globale ne patirà le conseguenze. Lo riporta la Tass.

– TEL AVIV

– Colpo di scena nella crisi di governo israeliana: Naftali Bennett e Ayelet Shaked, ministri di ‘Focolare ebraico’, hanno deciso di non dimettersi e di dare fiducia al cambiamento che il premier Benyamin Netanyahu ha annunciato sulla sicurezza. In una conferenza stampa, Bennett ha detto di “ritirare il suo ultimatum” visto il discorso pronunciato ieri sera dal premier e quindi “di provare a dare fiducia”. “Ora la palla – ha aggiunto – spetta a lui”. Con le mancate dimissioni, il governo attuale ha ancora una maggioranza parlamentare.   [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 19:03 ALLE 20:35

DI DOMENICA 18 NOVEMBRE 2018

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Netanyahu assume ministero Difesa
Premier, non si abbattono governi, non si gioca alla politica

Madrid, protesta Femen contro FrancoLa polizia le allontana per evitare il linciaggio

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Il premier Benyamin Netanyahu ha annunciato questa sera di aver assunto la responsabilità del dicastero della difesa dai cui nei giorni scorsi si è dimesso Avigdor Lieberman contrario ad una tregua con Hamas. “Siamo – ha detto – in un periodo di sicurezza molto complesso e non si abbattono i governi e non si gioca alla politica”. Netanyahu si è augurato quindi che “i partner” di governo abbiano la stessa responsabilità e “non rovescino il governo”.
Tre attiviste del gruppo femminista Femen hanno inscenato una protesta a Madrid durante manifestazione per commemorare la morte del dittatore Francisco Franco. “Fascismo legale, vergogna nazionale”, lo slogan scritto sul busto delle femministe che sono state allontanate dalla polizia per evitare che la folla di nostalgici di Franco le linciasse. La marcia in onore del dittatore si svolge ogni anno nella domenica precedente il 20 novembre, giorno della morte.   [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 03:30 ALLE 10:16

DI MARTEDì 13 NOVEMBRE 2018

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Suu Kyi: Amnesty, non più Ambasciatrice
Ong, ‘non è più simbolo speranza’ dopo vicenda Rohingya

Libia: Haftar non sarà a plenariaPortavoce, ‘a Palermo per partecipare a una serie di incontri’

Gaza: Hamas, se ancora raid altri razziIsraele ammonisce Hamas, riunito consiglio difesa

Libia: mini-vertice con Haftar e SarrajMedia, tra gli altri anche Conte, al Sisi e Medvedev

Pence a Tokyo, incontro con AbeCorea del Nord e commercio internazionale al centro dei colloqui

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Amnesty International ha annunciato che sta revocando il prestigioso riconoscimento di Ambasciatore della Coscienza alla leader birmana Aung San Suu Kyi, che è anche Nobel per la Pace, esprimendo “profonda costernazione” per il suo silenzio sulle “atrocità” compiute sulla minoranza musulmana dei Rohingya.
Si tratta solo dell’ultimo di una serie di riconoscimenti tolti alla leader de facto della Birmania che le erano stati tributato per il suo pluridecennale impegno per la democrazia e i diritti umani che le era costato 15 anni di arresti domiciliari durante la dittatura militare.
“Siamo profondamente costernati che lei non rappresenti più un simbolo di speranza, coraggio e di indomita difesa dei diritti umani”, ha scritto in una lettera a San Suu Kyi il segretario generale di Amnesty, Kumi Naidoo. “Il fatto che neghi la gravità e l’entità delle atrocità (contro i Rohingya) significa che ci sono poche speranze che la situazione possa migliorare”, ha aggiunto.
– PALERMO

– “Il maresciallo Haftar è arrivato in Italia ieri (lunedì) per una serie di incontri con i leader di Paesi vicini. Non è lì per partecipare alla Conferenza di Palermo”. Lo ha twittato, in italiano e inglese, il portavoce dell’esercito nazionale libico guidato dall’uomo forte della Cirenaica.
– TEL AVIV

– Il portavoce dell’ala militare di Hamas ha minacciato di colpire Beersheba e Ashdod se Israele persiste nella sua aggressione” sulla Striscia. Anche la jihad islamica ha fatto eco al comunicato di Hamas sostenendo che le fazioni palestinesi hanno la capacità di continuare la loro offensiva.
Il premier Benyamin Netanyahu ha convocato questa mattina una riunione del Consiglio di Difesa per esaminare la situazione in corso a Gaza. Israele ha ammonito Hamas che continuerà ad attaccare nella Striscia se continueranno “attacchi intenzionali contro civili israeliano”. “Hamas sta cercando di cambiare le regole del gioco – ha detto il portavoce del ministero degli Affari esteri, Emmanuel Nahshon – e usa i cittadini israeliani come ostaggi del terrore allo stesso modo di come tratta la propria popolazione a Gaza

– PALERMO

– Il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi, a Palermo per la Conferenza sulla Libia, parteciperà stamani a un ‘mini-summit’ con il premier italiano Giuseppe Conte, il generale libico Khalifa Haftar, il capo del governo di unità nazionale Fayez al Sarraj, il premier russo Dmitri Medvedev, l’inviato dell’Onu Ghassam Salamè e i leader di Tunisia, Algeria, Niger, Ciad. Lo riferisce l’agenzia ufficiale egiziana Mena, rilanciando l’ipotesi che di fatto possa esserci un incontro tra i due ‘rivali’ libici a latere della Conferenza.E’ in corso a Villa Igiea, a quanto si apprende, la riunione alla quale partecipano il premier Giuseppe Conte e i leader libici Fayez al Sarraj e Khalifa Haftar. All’incontro, a margine della Conferenza per la Libia, partecipano anche il premier russo Dmitri Medvedev, il presidente dell’Egitto Al Sisi, il presidente della Tunisia Essebsi, il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk, il ministro degli Esteri francese Le Drian, il premier algerino Ouyahia e l’inviato Onu per la Libia Salamè.
– TOKYO

– Cooperazione nel programma di denuclearizzazione della penisola coreana ed espansione degli scambi commerciali – che siano vantaggiosi per entrambe le nazioni. Sono stati questi i temi al centro dei colloqui nell’incontro avvenuto a Tokyo tra il vice presidente Usa, Mike Pence, e il premier nipponico Shinzo Abe. Il vice di Donald Trump è giunto lunedì sera in Giappone nella prima tappa di un viaggio che lo porterà nella Papua Nuova Guinea, dove è in programma il forum dei Paesi che fanno parte dell’organismo della Cooperazione Economica Asiatico-Pacifica (Apec). Nella conferenza che ha seguito l’incontro, i due leader hanno riferito di aver discusso della necessità della messa a punto delle risoluzioni Onu per il completo abbandono del programma missilistico e nucleare della Corea del Nord, e affrontato la questione dei cittadini nipponici rapiti dal regime di Pyongyang tra gli anni ’70 e ’80, che Tokyo vorrebbe vedere riconsegnati.   [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 14:36 DI LUNEDì 12 NOVEMBRE 2018

ALLE 00:53 DI MARTEDì 13 NOVEMBRE 2018

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Gaza: bus israeliano colpito da razzo
Vicino Sderot in sud Israele. Almeno un ferito. Suona allarme

Gaza: funerali per miliziani uccisiFazioni armate minacciano ritorsioni

200 razzi da Gaza Raid di IsraeleIn circa venti minuti. Uno caduto a Sderot

Afghanistan: 67 morti in 24 oreIn attacchi dei Talebani in tre distretti e attentato Kabul

Gaza: raid Israele su StrisciaDopo la pioggia di razzi sullo Stato ebraico

Corea Nord: ‘programma in basi nascoste’Piano balistico prosegue, scrive il New York Times

Gaza: raid Israele,3 i palestinesi mortiFonti mediche, nel sud della Striscia ad est di Rafah

Thailandia, ‘Cavatassi è innocente’Sorella: condannato a morte, imminente sentenza definitiva

‘Romania non pronta per presidenza Ue’, dice presidenteLo dice presidente Iohannis, che chiede dimissioni governo

Libia: Conte, ridurre distanze tra partiPremier fa appello a dialogo, Conferenza Palermo non finisce qui

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– Un autobus israeliano è stato colpito da un razzo o da un colpo di mortaio lanciato dalla Striscia vicino a Sderot. Lo ha detto la Radio statale israeliana e secondo cui c’è almeno un ferito.
Le sirene di allarme antimissili hanno risuonato per almeno due volte nel sud di Israele. Lo ha detto il portavoce militare.
– TEL AVIV

– Decine di migliaia di palestinesi hanno preso parte a Khan Yunes, a sud di Gaza, ai funerali dei 7 miliziani rimasti uccisi la scorsa notte in uno scontro armato con una unità speciale israeliana penetrata di alcuni chilometri entro la Striscia. Sei dei miliziani erano di Hamas, e fra questi vi era Nur Barake, un comandante locale. Il settimo militava in un’altra fazione armata. I loro corpi sono stati deposti su barelle e portati a spalla fino al cimitero da membri dell’ala militare di Hamas, mentre dalla folla venivano scanditi slogan di vendetta nei confronti di Israele.
I portavoce di diversi gruppi armati – fra cui quelli di Hamas e della Jihad islamica – hanno avvertito che “il sangue dei caduti non sarà stato versato invano” e hanno minacciato ritorsioni. Intanto sul web la battaglia della scorsa notte a Khan Yunes è stata ricostruita graficamente da Hamas, che ha fornito così ulteriori dettagli sul suo svolgimento.
Tensione altissima in Medio Oriente. Una salva di razzi è stata lanciata da Gaza verso il sud di Israele e quest’ultimo risponde con raid aerei sulla Striscia, uccidendo almeno tre palestinesi.Dopo le prime sirene, i sistemi di allarme hanno cominciato a risuonare ininterrottamente nelle zone israeliane a ridosso della Striscia. L’allarme è suonato perfino vicino al Mar Morto. Almeno sette le persone ferite in Israele. Secondo la Radio militare i razzi sparati in circa 20 minuti sono stati 300, uno è caduto vicino a Sderot. Un autobus in Israele è stato colpito ed è rimasto ferito in modo grave un 19enne.
“Velivoli dell’aviazione israeliana stanno colpendo obiettivi terroristici in tutta la Striscia di Gaza”. Lo riferisce il po I lanci sono avvenuti “in risposta al crimine di ieri, il comando unificato delle fazioni palestinesi annuncia l’inizio di bombardamenti su insediamenti del nemico con salve di razzi”, ha fatto sapere Hamas, che governo nella Striscia di Gaza, mentre si tenevano i funerali dei 7 miliziani, fra cui un comandante dell’ala militare di Hamas, uccisi ieri in un’incursione di soldati israeliani in territorio palestinese, costata anche la vita a un soldato israeliano. Operazione che il portavoce militari ha detto stato “nè un tentativo di rapimento, nè un’esecuzione mirata”, ma” un’azione importante per la sicurezza di Israele”.

– KABUL

– Sono almeno 67 i morti nelle ultime 24 ore di sangue in Afghanistan. Nel distretto di Farah, almeno 30 i soldati afghani uccisi in un attacco dei talebani a Khost.
Le vittime civili sono 6, tra le quali 2 bambini. Nei distretti di Lamistan e Jaghori, dove centinaia di civili sono in fuga, almeno 10 i morti tra i militari e 15 tra i civili. A queste vittime vanno aggiunti 6 morti in un attacco avvenuto durante una dimostrazione della comunità Hazara che protestava contro le violenze a Ghazni.
– TEL AVIV

– “Velivoli dell’aviazione israeliana stanno colpendo obiettivi terroristici in tutta la Striscia di Gaza”. Lo riferisce il portavoce militare dopo la pioggia di razzi lanciati da Gaza nel sud di Israele.
– WASHINGTON

– La Corea del nord sta procedendo con il suo programma di missili balistici in 16 basi nascoste che sono state identificate nelle nuove immagini di un satellite commerciale, un network a lungo conosciuto dall’intelligence americana ma rimasto nell’ombra mentre il presidente Usa Donald Trump rivendica di aver neutralizzato la minaccia nucleare di Pyongyang. Le immagini satellitari, scrive il new York Times, suggeriscono che la Corea del nord abbia operato un grande raggiro: offrire di smantellare un importante sito di lanci – una misura avviata ma poi fermata – continuando a fare miglioramenti in oltre una dozzina di siti che rafforzeranno i lanci di testate convenzionali e nucleari. L’esistenza di basi di missili balistici, che Pyongyang non ha mai riconosciuto, contraddice le dichiarazioni del tycoon che la sua diplomazia ha portato all’eliminazione della minaccia nucleare, secondo il Nyt.
– TEL AVIV

– Un terzo palestinese è stato ucciso negli attacchi aerei dell’aviazione israeliana su Gaza dopo la pioggia di razzi lanciata nel sud di Israele. Lo riferiscono fonti mediche della Striscia aggiungendo che l’uomo è stato ucciso ad est di Rafah nel sud dell’enclave palestinese.
– “Mio fratello è innocente, c’è stato solo un enorme sbaglio, contro di lui non c’è nessuna prova, e speriamo che la Corte Suprema thailandese possa sancire la sua assoluzione dopo anni di calvario”: Romina, sorella di Denis Cavatassi, condannato a morte in due gradi di giudizio quale presunto mandante dell’omicidio di un amico e socio in affari, Luciano Butti, riafferma

la totale estraneità del fratello, agronomo di Tortoreto (Teramo) prestato all’industria turistica thailandese, al delitto. Le autorità italiane stanno seguendo il caso da vicino e la sentenza definitiva dovrebbe giungere entro fine anno. Cavatassi è attualmente l’unico italiano su cui pende una condanna a morte.
Romina Cavatassi ha ricostruito l’odissea del fratello, accusato di aver fatto uccidere nel 2011 il socio Luciano Butti per un credito in realtà inesistente. Nel 2015 Cavatassi è stato condannato a morte in primo grado, sentenza confermata in secondo grado nel 2017.
La Romania non è pronta ad assumere la presidenza di turno dell’Unione europea, che inizia il 1 gennaio: lo ha dichiarato Il presidente della repubblica romena, Klaus Iohannis, chiedendo apertamente le dimissioni del governo della premier socialdemocratica Viorica Dancila. Citato dai media, Iohannis ha detto che la situazione “è uscita dai binari” e che vi è una “necessità politica” di cambiare l’attuale esecutivo da lui definito “un incidente della democrazia romena”. Nei giorni scorsi si era dimesso a sorpresa il ministro Victor Negrescu, responsabile affari europei e incaricato di preparare il semestre di presidenza romeno della Ue. Il motivo, per i media, è l’insoddisfazione degli altri membri del governo per il suo lavoro. “Non si sa chi nel governo siano i responsabili, mentre quelli che devono occuparsi della presidenza Ue si dimettono”, ha affermato il presidente Iohannis. Liviu Dragnea, capo del Partito socialdemocratico, ha criticato la dichiarazione di Iohannis: “Non fa bene alla Romania”.

– PALERMO

– “Chiedo a tutti, pur nel rispetto delle posizioni di ciascuno, di vivere questa conferenza con uno spirito costruttivo, con il desiderio di lavorare per il bene della Libia e del suo straordinario popolo”. Lo ha affermato, secondo quanto si apprende, il premier Giuseppe Conte alla “welcome dinner” della Conferenza di Palermo lanciando un appello a “dialogo e inclusione” tra i capi delle delegazioni libiche presenti al summit. “La Conferenza di Palermo è una tappa di un percorso più ampio che non è iniziato certo oggi e che non finirà domani”, ha spiegato.   [print-me title=”STAMPA”]

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DELLE 10:55

DI LUNEDì 22 OTTOBRE 2018

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Mo: accoltellatore ferito a Hebron
Attacco vicino alla Tomba dei Patriarchi

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Un tentativo di accoltellamento è stato sventato stamane nei pressi della Tomba dei Patriarchi di Hebron, in Cisgiordania. Lo riferisce il Jerusalem Post, aggiungendo che le forze di sicurezza israeliane hanno aperto il fuoco ferendo l’assalitore. Sull’episodio è stata aperta un’inchiesta.   [print-me title=”STAMPA”]

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MONDO: Lieberman obbligati a colpire Hamas

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DELLE 10:19

DI DOMENICA 14 OTTOBRE 2018

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MONDO: Lieberman obbligati a colpire Hamas

Lieberman, obbligati a colpire Hamas
Vane le altre opzioni. La violenza al confine è arma strategica

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MONDO: Lieberman obbligati a colpire Hamas

TEL AVIV

– ”Siamo giunti al punto in cui dovremo assestare a Hamas il colpo più duro possibile. Nei mesi scorsi non abbiamo lesinato sforzi per verificare tutte le altre opzioni. Ora sarà il Consiglio di difesa del nostro governo a decidere”: questo l’avvertimento odierno del ministro della difesa Avigdor Lieberman, dopo che venerdì 16 mila palestinesi si sono nuovamente lanciati da Gaza contro le linee di confine con Israele. In quegli scontri (che hanno visto anche l’apertura di una breccia sul confine e l’attacco ad una postazione militare in territorio israeliano) sono rimasti uccisi 7 palestinesi. ”Due di loro – ha precisato Lieberman, in un’intervista al sito Ynet – erano membri del braccio armato di Hamas”.
Lieberman ha spiegato che venerdì Israele sperava in un ritorno alla calma avendo autorizzato l’ingresso a Gaza di forniture di combustibile per la centrale elettrica. ”Ma ormai Hamas ha trasformato la violenza al confine in un’arma strategica per logorarci”, ha aggiunto.   [print-me title=”STAMPA”]