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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Libri: Salvy, Il libro dei fiori, tra segreti e colori
Tante curiosità in un viaggio nel tempo e tra le culture
15 gennaio 2020 14:47
– CLAUDE SALVY, IL LIBRO DEI FIORI.
MANUALE PER CHI AMA, OFFRE E COLTIVA FIORI (Odoya Edizioni, pp.176, 14 euro) Dalla A di azalea alla V di violetta, sono davvero tantissime le varietà floreali descritte nel libro di Claude Salvy, in uscita con Odoya il 30 gennaio in tempo per la festa di San Valentino, dal titolo “Il libro dei fiori. Manuale per chi ama, offre e coltiva fiori”. Il volume soddisfa più di una curiosità, presentando al lettore in modo leggero ma intelligente storie e aneddoti, viaggiando tra culture differenti e a cavallo dei secoli tra passato e presente, nonché illustrando significati e informazioni pratiche legate al coloratissimo mondo dei fiori.
Tra le pagine gli appassionati potranno conoscere come abbinare in un bouquet varietà e colori per comunicare un preciso messaggio al destinatario, quali fiori sia meglio donare nelle varie occasioni oppure scoprire per esempio che il saluto arabo ‘salamelek’ allude proprio dal mazzolin di fiori (selam) che veniva accompagnato alle visite nella cultura araba. Inoltre nel manuale sono presenti anche focus su passioni attuali come la cura delle orchidee, l’arte giapponese dell’ikebana, i giardini botanici più belli del mondo e le più fiorite succulente.
Reggia Caserta, al via restauro facciate, stanze e Parco RealeDirettrice, lavori necessari per risolvere finalmente criticità
CASERTA15 gennaio 202014:58
– Partono in questi giorni i lavori di restauro della Reggia di Caserta, che coinvolgeranno l’intero complesso vanvitelliano, dalle superfici esterne, come facciate e tetti, a quelle interne, tra il meraviglioso scalone, le stanze, e opere d’arte; anche il Parco Reale con il Giardino Inglese sarà oggetto di lavori.
Le opere sono finanziate con fondi stanziati dal Mibact per un importo di 13 milioni di euro, che rappresenta la prima tranche dell’intero finanziamento pari a 40 milioni di euro; fondi il cui “obiettivo è risolvere in modo strutturale le più urgenti criticità della Reggia”, ha spiegato la direttrice del monumento patrimonio dell’Unesco Tiziana Maffei nel corso della conferenza stampa convocata per illustrare il piano di lavori.
Si tratta di tre distinti lotti con altrettanti cantieri, che partiranno a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro e che si concluderanno, ha annunciato Maffei, “entro la fine del 2020. I tempi sono stretti ma ce la faremo”.
Libro: Giulietta e Federico, una storia d’amoreIacobelli racconta Fellini ai ragazzi tra fantasia e realtà
15 gennaio 202015:41
– FEDERICA IACOBELLI, GIULIETTA E FEDERICO (Camelozampa, pp.48, 15 euro. Illustrazioni di Puck Koper) C’erano una volta due innamorati, che sono rimasti insieme per tutta la vita, che hanno condiviso sogni e giochi, cambiando per sempre il mondo del cinema e l’immaginario collettivo italiano: è un omaggio, un viaggio poetico fatto di parole e colori, un volo tra fantasia e realtà il libro per ragazzi “Giulietta e Federico” (Camelozampa), picture book scritto da Federica Iacobelli e illustrato da Puck Koper e ispirato alla storia di Federico Fellini e Giulietta Masina.
Il libro prende spunto dal vero incontro avvenuto in radio nel 1943 tra il regista e la sua futura moglie, all’epoca poco più che ventenni, in occasione de Le avventure di Cico e Pallina, le storielle romantiche e stralunate di due fidanzatini di cui lui era autore e lei doppiatrice. Sono proprio i primi due personaggi felliniani, Cico e Pallina, ad accompagnare i giovani lettori nella conoscenza di Federico e Giulietta e della loro straordinaria storia d’amore e di lavoro, in un testo disseminato di citazioni e rimandi all’immaginario felliniano.
Realizzato in occasione dei 100 anni dalla nascita del regista, “Giulietta e Federico” – che si fregia del logo Fellini 100, in occasione delle Celebrazioni per il centenario di Federico Fellini – è un’edizione ad alta leggibilità, con il font EasyReading, carattere adatto anche ai lettori dislessici.
Moda: foto adv Weekend Max Mara nella Galleria Arte ModernaFirmata scatti Ethan James Green, in posa Giadre Dukauskaite
15 gennaio 202016:11
– Scattata da Ethan James Green, all’interno della Galleria d’Arte moderna e Contemporanea di Roma, la campagna pubblicitaria di Weekend Max Mara per la Primavera/Estate 2020, svela l’eterna contrapposizione fra tradizione ed innovazione che accomuna arte e moda. Circondata da una selezione di opere, la protagonista è una donna contemporanea, elegante con nonchalance, sofisticata, una viaggiatrice che sceglie una fuga nella cultura durante una calda giornata estiva. Il suo guardaroba è versatile, essenziale con un tocchi eclettici. Gioca con la contrapposizione di elementi maschili e femminili attraverso stampe, volume e silhouette. Giacche impeccabili sono indossate su abiti disinvolti, camicie lavorate e pantaloni in stile pijama. Il gioco cromatico che alterna toni caldi a toni freddi. Con lo styling di Anastasia Barbieri, protagonista degli scatti di Ethan James Green è la modella Giedre Dukauskaite.
Billie Eilish canterà nel prossimo James BondSuo e di suo fratello Finneas tema portante di “No time to die”
15 gennaio 202016:21
– Sarà Billie Eilish, la giovane cantante statunitense rivelazione del 2019, a cantare il tema portante della colonna sonora del prossimo capitolo di James Bond. “No time to die”, in sala dal 2 aprile, 25/o film della saga di 007.
Billie Eilish, la 18enne artista multiplatino e nominata ai Grammy, ha scritto il brano inedito con il fratello e collaboratore Finneas. Billie è così la più giovane artista della storia ad aver scritto e registrato il brano principale della colonna sonora di James Bond.
“E’ pazzesco essere parte di questo progetto. È un grandissimo onere firmare il brano portante del film che è parte di una serie così leggendaria. James Bond è la saga più incredibile che esista. Sono ancora scioccata”, ha dichiarato la giovane. E il fratello ha aggiunto: “Scrivere il tema del film di James Bond è qualcosa che abbiamo sognato per tutta la nostra vita. Non c’è accoppiata più iconica tra cinema e musica se non brani come Goldfinger e Live And Let Die. Ci sentiamo così fortunati nel ricoprire un ruolo, seppur piccolo, in una saga così leggendaria e longeva come 007”.
“Siamo davvero molto felici di annunciare che Billie e Finneas hanno scritto una canzone incredibilmente potente e commovente per No Time To Die, un brano che è stato confezionato impeccabilmente per inserirsi perfettamente nell’emotività della storia del film”, hanno reso noto Michael G. Wilson e Barbara Broccoli, produttori del film.
A Parigi il 18 gennaio la Notte della LetturaQuattro temi per l’iniziativa dell’Unesco
16 gennaio 202018:33
L’Unesco celebra quest’anno, per la prima volta a Parigi, sabato 18 gennaio la nuova edizione della ‘Notte della lettura’. L’avvenimento, organizzato in collaborazione con il ministero della Cultura francese, vuole essere l’occasione per riunire tutti coloro che fanno della lettura un momento di incontro, scoperta della diversità e cambiamento.
La Notte della lettura, dal 2017, è stata celebrata in altri 32 Paesi. Quest’anno, l’Unesco ha scelto di porre questo evento sotto il tema “Lettura senza frontiere” per rendere omaggio a tutti coloro che fanno della lettura l’occasione per incontrare l’Altro. Quattro saranno i temi su cui soffermarsi: la lettura al servizio dell’inclusione, i giovani e la lettura, leggere per imparare la tolleranza e per capire il mondo.
Fellini 100 anni, a Rimini 7 giorni di festaTra concerti, conversazioni e la ‘Torta dei Sogni’ alta 2 metri
RIMINI15 gennaio 202016:34
– Rimini si prepara a celebrare il centenario della nascita di Federico Fellini con una settimana abbondante di festeggiamenti – dal 19 al 26 gennaio – incluso il taglio della torta di compleanno – previsto alle 19 del 20 in Piazza Cavour -: un dolce alto 2 metri e ribattezzato la Torta dei Sogni’ preparata dal maestro pasticcere pluripremiato a livello internazionale, Roberto Rinaldini.
Il programma di festa avrà momenti significativi come quelli di domenica 19 gennaio, con la musica di Ezio Bosso al Teatro Galli e una Conversazione su Fellini con i registi Marco Bellocchio e Marco Tullio Giordana e il direttore della Cineteca di Bologna, Gianluca Farinelli.
Lunedì 20, nel giorno esatto del centenario della nascita del Maestro del Cinema, sul palcoscenico del ‘Galli’ salirà, alle 21.30, Vince Tempera, per augurare ‘Buon compleanno Federico’ attraverso le musiche che hanno reso immortali le pellicole del grande regista.
Salvemini e don Sturzo, in scena ‘Fuoriusciti’Atto unico di Giovanni Grasso, con Antonello Fassari
15 gennaio 202016:38
– Antifascisti, esuli dall’Italia di Mussolini, don Luigi Sturzo e Gaetano Salvemini si trovano a Brooklyn in una giornata di primavera del 1944: è questa la cornice di ‘Fuoriusciti’ atto unico di Giovanni Grasso, portavoce del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in scena al teatro Mina Mezzadri di Brescia fino al 19 gennaio, prima di approdare dal 28 gennaio al teatro Gobetti di Torino.
Un’occasione per mettere a confronto due pensatori con una diversa visione del mondo ma accomunati dall’amore per la libertà, di rievocare vicende storiche che sono alla base della Costituzione ma che permette di riflettere anche sulla situazione attuale. A dare voce al sacerdote e fondatore del Partito Popolare è Antonello Fassari (conosciuto per aver recitato fra l’altro nei Cesaroni ma anche in pellicole come Muro di gomma di Marco Risi). A interpretare il laico Salvemini Luigi Diperti (‘I medici’ e ‘Saturno contro’ di Ozpetek). La regia invece è affidata a Piero Maccarinelli.
E’ arrivato l’accordatore, la storia del mito FabbriniMaestro pescarese tra grandi del mondo, Steinway e Michelangeli
PESCARA15 gennaio 202016:39
– ANGELO FABBRINI, LA VALIGETTA DELL’ACCORDATORE, Passigli, 160 pp, 18,00 euro) Nel mondo della musica, e in particolare del grande pianismo internazionale, Angelo Fabbrini è un vero mito. A lui si sono rivolti i più grandi pianisti da Benedetti Michelangeli a Pollini, da Zimerman a Brendel, da Sokolov a Martha Argerich, che suonano solo sui gran coda Steinway da lui accordati, e che spesso lo vogliono al loro fianco nelle loro tournée in tutti i paesi del mondo.
Se si considera che Fabbrini si avvale di una ventina di collaboratori e ha acquistato e poi rivenduto oltre 200 gran coda Steinway, e che ne possiede una ventina che affitta in tutti i maggiori teatri ai più valenti pianisti, sarà chiaro che la sua storia non è solo la storia di uno straordinario artigiano del suono, ma anche quella di un valente imprenditore e di un testimone davvero eccezionale. “I pianoforti, viaggiano spesso dall’Europa all’Asia agli Stati Uniti e poi ancora in Europa. Quello di Pollini oggi è a Vienna, domani viene trasferito ad Amsterdam e poi a Londra”.
Così scrive Fabbrini; e con i pianoforti ecco che anche lui viaggia, al seguito dei più grandi interpreti di questo strumento. Le pagine di questo libro, ricche di aneddoti e notizie, sono di sicuro interesse non solo per un pubblico di specialisti e di amanti della musica, ma anche per chiunque sia alla ricerca di una lettura di grande piacevolezza.
Al via Salone Cultura, 500mila titoli e super mostra MeriniIl 18 e 19 gennaio a Milano
15 gennaio 202020:41
– Oltre 500mila titoli, con molti esemplari rari e imperdibili, saranno esposti da librai ed editori alla quarta edizione del Salone della Cultura, che si svolgerà il 18 e 19 gennaio a Superstudio Più, a Milano.
Aperto alla Cultura in tutte le sue forme, il Salone ospiterà in 12.000 metri quadrati conferenze, esposizioni e laboratori con tra gli eventi di punta ‘Il verso d’amore sul Naviglio’, la più grande mostra dedicata ad Alda Merini in Italia che, nel decennale della morte della poetessa, vede esposta per la prima volta la sua intera e sterminata produzione letteraria: solo nelle edizioni Pulcinoelefante di Alberto Casiraghy (di cui Luni Editrice pubblica il catalogo completo), sono stati pubblicati 1189 volumi.
Innovativa formula pensata per rappresentare un punto di incontro tra librai antiquari (ALAI/ILAB), collezionisti, editori e appassionati del settore librario, il Salone della Cultura, che ha il patrocinio della Regione Lombardia, del Comune di Milano e dell’Associazione Italiana Editori, ospiterà il ‘Giornale circostanziato di quanto ha fatto la Bestia Feroce nell’Alto milanese dai primi di luglio dell’anno 1792 sino al giorno 18 settembre’, libro esistente in pochissimi esemplari; ‘Le prime stampe del Manifesto del Futurismo’ e un incontro dedicato allo stato della cultura nei giornali.
A chiudere la manifestazione, il 19 gennaio, saranno il filosofo Umberto Galimberti e il giornalista Armando Torno in un incontro dedicato a ‘La cultura innanzitutto!’ Tra le conferenze, ‘Donne bibliofile: storie di bibliologia, arti del libro e collezionismo al femminile’ e la presentazione della grande mostra in programma tra giugno e luglio 2020 alla Biblioteca nazionale centrale di Roma dedicata alla complessità e ricchezza del patrimonio librario nazionale.
Tra le mostre in primo piano anche ‘Carlo Porta in 200 meno 1 – Carlo Porta e la sua Milano’, in occasione dell’uscita del catalogo monografico dedicato al poeta meneghino; oltre 40 opere di Shepard Fairey da una collezione privata riunite in ‘Obey/Disobbedisco! ‘, nel centenario dell’impresa fiumana compiuta da d’Annunzio (1919-1920), ‘Il porto dell’amore’ e Fondazione 3M propone ‘I protagonisti della dolce vita’, 32 scatti di Elio Luxardo con i più famosi protagonisti del cinema italiano del ‘900 tra cui Alberto Sordi, Sofia Loren, Vittorio De Sica e Gina Lollobrigida.
Marianne & Leonard, il film su Cohen e la sua musaIl 3 e 4 marzo in sala il docu sulla storia d’amore
15 gennaio 202019:47
– Nel settembre del 1960, Leonard Cohen acquistò una casa non lontano dalla costa del Peloponneso, sull’isola greca di Hydra, che fra gli anni ’50 e gli anni ’60 era diventata un rifugio di artisti, raccogliendo una comunità bohémienne di scrittori, pittori, musicisti uniti da uno spirito libero e libertario. All’epoca, Cohen aveva da poco compiuto 26 anni e aveva già scritto Let us compare mythologies e The Spice-Box of Earth. A Hydra, il poeta canadese cercava la pace che gli occorreva per scrivere. È proprio per narrare questa esperienza che nasce MARIANNE & LEONARD. PAROLE D’AMORE, l’ultimo documentario di Nick Broomfield (Kurt & Courtney), composto da filmati d’archivio, testimonianze, immagini di repertorio, in arrivo nei cinema italiani solo per due giorni, il 3 e 4 marzo da Nexo Digital. Presentato in anteprima al Sundance Film Festival 2019, il documentario racconta la storia d’amore tra Leonard Cohen e la sua musa norvegese, Marianne Ihlen. Un amore breve e intenso il loro, iniziato nel 1960 proprio sull’idilliaca isola di Hydra. Con immagini inedite, il film segue Marianne e Leonard a partire dai loro primi giorni sull’isola, all’insegna dell’amore libero e dei matrimoni aperti, sino all’evoluzione della loro relazione, quando Leonard divenne un musicista di successo. Il legame speciale tra i due sarebbe continuato, tra alti e bassi, per il resto delle loro vite. Spiega il regista: “Ero un ventenne in cerca di avventura e divertimento quando sono arrivato sull’isola di Hydra, in Grecia. Ho avuto la fortuna di incontrare Marianne, l’amante di Leonard Cohen. Fu lei a convincermi a realizzare il mio primo film. Quello è stato uno dei periodi più magici della mia vita. Fare questo film ha significato tornare a quel punto di partenza”. La relazione tra Marianne e Leonard, cominciata con Marianne che posava lo sguardo su quel “canadese dai capelli scuri, la coppola, le scarpe da tennis e lo sguardo intenso”, durò fino al 1967. Quando si affermò anche come cantautore, Cohen si allontanò pian piano dalla sua musa, ispiratrice di brani come ‘Hey, That’s No Way to Say Goodbye’, ‘Bird on the Wire’ e naturalmente ‘So long, Marianne’, ma non smise mai di sentirla. Marianne Ihlen si spense il 28 luglio del 2016. Leonard Cohen il 7 novembre dello stesso anno.
‘Vivere in Italia e mangiare pane’, il sogno di JLoPer popstar un futuro senza riflettori in intervista Vanity Fair
NEW YORK15 gennaio 202017:06
– Vivere in un paesino in Italia e mangiare pane. E’ la felicità secondo Jennifer Lopez lontano dai riflettori. In un’intervista a Vanity Fair, la popstar e attrice parla del suo futuro, ma anche della possibilità di di dire addio a Hollywood. In termini di carriera un passo avanti sarebbe dirigere un film, ma se dovesse considerare le cose che sogna di fare prima di morire, la Lopez vuole abbandonare gli Stati Uniti e vivere una vita semplice.
“Mi piacerebbe – dice – vivere in un posto fuori dagli Stati Uniti, in un paesino in Italia, oppure dall’altra parte del mondo a Bali. Vorrei iniziare un’altra vita che sia un po’ più semplice e organica, andare in bicicletta e comprare il pane”.
JLo, che da poco ha compiuto 50 anni, ha anche detto che sogna di cospargere il pane di marmellata, mangiarlo e poi anche dipingere. “Vorrei anche – continua – sdraiarmi su una sedia a dondolo con una bella vista sugli alberi di oliva oppure delle querce e semplicemente sentire l’odore. Ho fantasie di questo tipo”.
Chiude la libreria Paravia, la più antica di TorinoAssessore Piemonte, serve strategia condivisa pubblico-privato
TORINO16 gennaio 202009:34
“Per ogni serranda che cade si spegne una luce e si crea un vuoto. La libreria Paravia a Torino rappresentava un valore aggiunto per la città, si occupava anche di testi scolastici, facendo un lavoro forte nel mondo dell’istruzione. La sua chiusura è un grande dolore”. Lo afferma l’assessore alla Cultura della Regione Piemonte, Vittoria Poggio, commentando la chiusura della storica libreria torinese, nata nel 1802 e seconda più antica d’Italia.
“Purtroppo – afferma Poggio – viviamo in contesto in cui le piccole imprese soffrono da anni. Hanno subito la mannaia delle liberalizzazioni a partire da Bersani, che ha creato un mercato poco regolamentato, con la concorrenza non tanto dei centri commerciali che pur fanno la loro ombra, quanto soprattutto dell’e-commerce”.
“Il mondo – rimarca – non si può cambiare. La Regione intende mettere in campo tutto il sostegno. Però mi auguro che a livello nazionale si arrivi a una visione più benevola verso le aziende”.
A Bologna il 1980 di sangue rivive in un’installazione’Clash City rockers è il vincitore della call ‘PubbliCittà’
BOLOGNA15 gennaio 202017:32
– L’installazione ‘Clash city rockers’ è il lavoro primo classificato della call ‘pubbliCITTÀ_lost&found’, sul tema dei 40 anni dal 1980, per la costruzione di una memoria collettiva, promosso a Bologna dall’associazione Serendipippo nell’ambito di Art City.
La giuria (Cinzia Venturoli e Fabiola Naldi (Unibo), Lorenzo Balbi (Mambo), Roberta Caldana (Tper), Etta Polico (Serendippo) e Ivano Ruscelli (Fondazione Rusconi), ha selezionato sei esposizioni tra quelle pervenute che dal 19 al 31 gennaio saranno visibili sulle pensiline Tper delle Linee 27-28 e 37, oltre a spazi interni pubblici e privati, e due performance che verranno realizzate durante la prossima primavera. Tra i fatti cruciali del 1980, hanno rilevato i giurati, spicca la strage alla stazione di Bologna del 2 agosto, perché è tra gli episodi che più è rimasto nella memoria. In un anno che ha visto anche la crisi Fiat, la chiusura della Borsa a Milano, la svalutazione della lira, la strage di Ustica, il terrorismo, le infiltrazioni mafiose e massoniche nello stato, il terremoto dell’Irpinia, la nascita di Legambiente, l’entrata in funzione del Servizio Sanitario Nazionale, la presentazione del progetto di legge di iniziativa popolare contro la violenza sessuale.
Letizia Calori ha realizzato una playlist del concerto dei Clash in piazza Maggiore dell’1 giugno 1980, che si può scaricare attraverso un serie di Qr code applicati in vari luoghi cittadini. ‘Est ovest’, di Beatrice Caruso, seconda classificata, è una installazione video e audio che riflette sulle testimonianze materiali della strage, con il contrasto tra i due orologi della facciata della stazione: quello est fermo all’ora della strage, l’ovest che segna regolarmente l’ora. VAI ALLE NOTIZIE DEL PIEMONTE
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Da Sotheby’s, linea moda ispirata a Old Masters
T-shirts e felpe per attirare nuovo pubblico alle aste
NEW YORK15 gennaio 202019:46
– I “Grandi Maestri” tornano di moda. Dopo Gucci che nel 2018 si e’ ispirato a capolavori del passato per la collezione capsule “Hallucination”, dopo Louis Vuitton che l’anno prima, in collaborazione con Jeff Koons, aveva messo la Gioconda e Van Gogh sulle borsette, e dopo le incursioni annuali di Dr. Martens tra William Blake, Hieronymous Bosch e Giannicola di Paolo, adesso e’ Sotheby’s che si lancia nel mondo della moda attingendo a opere che di qui a pochi giorni finiranno sotto il martello del battitore.
La casa d’aste ha lanciato una joint venture con Highsnobiety, un popolare blog berlinese a meta’ tra trend e e-commerce: magliette e felpe con o senza cappuccio, iconici elementi della moda di strada ma decorati con immagini di dipinti in vendita da Sothebys a fine mese, debutteranno il 20 gennaio con prezzi compresi tra i 65 e i 125 euro. I capi, su cui sono stampate riproduzioni di opere di scuola italiana, olandese e fiamminga di epoca rinascimentale e barocca, saranno in vendita anche in un pop-up shop di Highsnobiety da Selfridges accanto a brand come Prada, Moncler e Bang & Olufsen. Includono, tra gli altri un “memento mori” di scuola olandese del sedicesimo secolo (stima della vigilia da Sothebys 60-80 mila dollari), una sensuale Galatea di Ginevra Cantofoli (40-60 mila dollari) e paesaggio immaginario con le allegorie dell’Abbondanza e della Castità’ di scuola praghese.
Fellini 100, su Sky Arte il ritratto-omaggio di Wes AndersonIn onda lunedì 20 gennaio alle 21.15, Fantastic Mr Fellini
15 gennaio 202017:56
– Il 20 gennaio del 1920 nasceva a Rimini il grande Federico Fellini. Regista, sceneggiatore e fumettista italiano che ha segnato la storia del cinema italiano. In occasione del centenario della sua nascita Sky Arte (canali 120 e 400) e in streaming Now tv gli rende omaggio, lunedì 20 gennaio alle ore 21.15, con un ritratto del grande regista italiano da un punto di vista inedito: quello del regista americano Wes Anderson. Ritratto impreziosito dal fatto che questa è la prima approfondita intervista che Anderson rilascia al di fuori della promozione dei suoi film.
Stimolato da Francesco Zippel, documentarista e suo collaboratore in “Castello Cavalcanti” e “The Grand Budapest Hotel”, in “Fantastic Mr Fellini” Anderson ha ripercorso alcuni temi a lui cari e, al tempo stesso, vicini alla poetica di Fellini. Pensieri e ricordi del maestro romagnolo, narrati da una voce d’eccezione, quella di Stefano Accorsi, accompagnati da una colonna sonora originale, composta da Rodrigo D’Erasmo, sono per Anderson lo spunto per lasciare fluire le sue riflessioni e per incrociarle con la propria personale esperienza artistica.
Un dialogo volto a mostrare le similitudini tra i due e gli insegnamenti che Anderson ha tratto vedendo i film di Fellini.
Federico Fellini. Wes Anderson, così lontani, così vicini. Due artisti appartenenti a due momenti storici profondamente diversi ma accomunati da un approccio al cinema simile, inventivo e onirico al tempo stesso, in cui il colore, i dettagli e i volti la fanno da padroni.
Mibact, ad Ascoli Piceno nuova Soprintendenza Marche Sud’Decisione su parametri oggettivi, è la sede più appropriata’
SCOLI PICENO15 gennaio 202020:11
– La nuova Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Fermo, Ascoli Piceno e Macerata avrà sede a Ascoli Piceno. Lo ha reso noto il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo nel corso di un’informativa con le parti sociali che si è tenuta questo pomeriggio a Roma al Collegio Romano. La decisione della sede della nuova Soprintendenza introdotta dalla recente riorganizzazione dell’articolazione periferica del ministero voluta dal ministro Dario Franceschini, informa una nota, è avvenuta tenendo conto di parametri oggettivi quali “il numero dei vincoli diretti; la consistenza di patrimonio, anche archeologico; il numero di abitanti e altre questioni logistiche e geografiche che fanno di Ascoli Piceno la sede più appropriata per potenziare le funzioni di tutela e garantire servizi efficaci ed efficienti ai cittadini nel territorio delle Marche meridionali”.
Gli abiti e i gioielli che hanno creato lo ‘Stile Milano’In mostra a Palazzo Morando cambiamenti ed evoluzioni da anni’50
MILANO16 gennaio 202012:06
– Ogni città ha il suo stile e Milano, con la sua sobrietà, è la capitale della moda: la mostra ‘Stile Milano’, aperta a palazzo Morando, dal 21 gennaio al 29 marzo, racconta come lo è diventata. Le ‘Storie di eleganza’ della mostra ideata da Mara Cappelletti, uniscono il mondo dell’abito e del gioiello made in Milano sottolineando lo stretto legame tra il vestito e l’ornamento dagli anni Cinquanta a oggi. Dal dopoguerra in poi le sartorie, da Biki a Jole Veneziani, e i gioiellieri, da Buccellati a Cusi, hanno creato abiti e gioielli personalizzati che esprimono un lusso ricercato e ‘su misura’, all’origine di ciò che eleggerà Milano capitale della moda. La creatività non è solo nella realizzazione di capi, ma anche nel modo di indossarli, nella comunicazione, nel giornalismo, come mostra la ricerca negli archivi del Gruppo Rcs e della Rai, che restituiscono lo sfondo degli avvenimenti sociali che hanno contribuito ai cambiamenti dello stile dal dopoguerra a oggi.
La carismatica Cate Blanchett presiederà la giuria di VeneziaLa 77/a Mostra dal 2 al 12 settembre. Barbera, riferimento per l’intera società
16 gennaio 202019:45
Diversità e uguaglianza di genere cercasi: se gli Oscar, viste le nomination, non lasciano quest’anno speranza – troppo bianchi e troppo maschili – e sembrano riportare indietro rispetto al cambio di rotta innescato la scorsa stagione da #metoo, campagne gender equity e inclusive, ci pensano i festival, i più importanti del mondo, a dare prospettive di progresso. Il festival di Cannes ha annunciato un regista ‘contro’, punto di riferimento degli afro-americani e della Hollywood più democratica come Spike Lee, tenace oppositore di Donald Trump e oggi la Mostra del cinema di Venezia non resta a guardare. Sarà Cate Blanchett, l’attrice australiana, un mito di carisma e bravura, bellezza algida ed eterea, con una incredibile classe che la fa adorare anche nel mondo della moda, due volte premio Oscar (The Aviator e Blue Jasmine) e cinque altre volte candidata, a guidare la giuria che assegnerà il Leone d’oro della 77/a edizione (2-12 settembre).
La Blanchett, sulla linea di una strada già delineata, succede alla argentina Lucrecia Martel e ad Annette Bening, mentre la stessa Blanchett nel 2018 ha presieduto la giuria di Cannes. Predecessore di Spike Lee un anno fa a Cannes il messicano Alejandro Inarritu. Tutti nomi, quelli 2020 e i precedenti recenti, che sembrano andare in una unica direzione di apertura, inclusione, nuove sensibilità (ha tenuto banco lo scorso anno il caso Martel Polanski, tanto per memoria). Sotto queste presidenze sono stati premiati i film dell’anno, molti dei quali sono in nomination: pensiamo al Leone d’oro Joker, 11 candidature e alla Palma d’oro Parasite, sei , senza dimenticare altri candidati C’era una volta a Hollywood (Cannes), Marriage Story (Venezia) e poi The Irishman e Ford V Ferrari (visti, tra l’altro, a Venezia).
Ma allora come mai l’Oscar è quest’anno definito poco inclusivo? Rispetto alle donne i dati parlano chiaro e sono francamente drammatici: solo 5 sono state candidate come miglior regia nella storia degli Oscar, ossia dal 1929 al 2020. Nell’ordine: la nostra Lina Wertmuller, la prima in assoluto, 1977, Jane Campion nel 1994, Sofia Coppola nel 2004, Kathryn Bigelow nel 2010 (prima ed unica ad aver vinto) e Greta Gerwig nel 2018. Al netto di questo secondo gli analisti è il sistema di voto degli Oscar che necessita di una riforma radicale e non solo di un allargamento di piattaforma, diversificando la base elettorale, cosa già avvenuta e non evidentemente sufficiente. L’anno scorso, il 50% dei nuovi membri erano donne e il 29% erano persone di colore. Oggi, il 16% dei quasi 9.000 membri totali sono persone di colore, rispetto a solo l’8% nel 2015. Da una parte i festival sembrano recepire il cambiamento e le nuove sensibilità, dall’altra l’Academy degli Oscar sembra ancora poco reattiva. Il tema è d’attualità e la scelta di Cate Blanchett si presta a questa lettura. Non a caso, il direttore della Mostra del cinema di Venezia, Alberto Barbera, nell’annunciare la scelta dell’attrice ha dichiarato: “Cate Blanchett non è soltanto un’icona del cinema contemporaneo, corteggiata dai più grandi registi dell’ultimo ventennio e adorata dagli spettatori di ogni tipo. Il suo impegno in ambito artistico, umanitario e a sostegno dell’ambiente, oltre che in difesa dell’emancipazione femminile in un’industria del cinema che deve ancora confrontarsi pienamente con i pregiudizi maschilisti, ne fanno una figura di riferimento per l’intera società. Il suo immenso talento d’attrice, unitamente a un’intelligenza unica e alla sincera passione per il cinema, sono le doti ideali per un presidente di giuria. Sarà un enorme piacere ritrovarla in questa nuova veste a Venezia, dopo averla applaudita come magnifica interprete dei film Elizabeth di Shekhar Kapur e I’m not there di Todd Haynes, che le valse la Coppa Volpi come miglior attrice nel 2007”. Blanchett ha ringraziato: “Ogni anno attendo la selezione di Venezia e ogni anno essa risulta sorprendente e notevole. Venezia è uno dei festival di cinema più suggestivi al mondo, una celebrazione di quel mezzo provocatorio e stimolante che è il cinema in tutte le sue forme. E’ un privilegio e un piacere essere quest’anno presidente di giuria”. L’attrice di Che fine ha fatto Bernadette? sta girando la serie tv Mrs America e sarà al festival di Berlino con un altra serie tv, Stateless, mentre è in pre produzione Lucy and Desy, la vita e la carriera della pioniera della tv, Lucille Ball scritta da Aaron Sorkin.
A Tolentino un museo di resti preistorici nel campusSindaco Pezzanesi, campagna scavi non ha fermato iter scuola
TOLENTINO16 gennaio 202012:41
– Un museo con i tesori riaffiorati dagli scavi nell’area archeologica preistorica di Tolentino dove è stato individuato un accampamento databile a circa 10-11mila anni fa, la fase antica del Mesolitico, all’interno del nuovo campus scolastico di contrada Pace a Tolentino. A ipotizzare il progetto è stato il sindaco Giuseppe Pezzanesi, nel corso del convegno “Archeologia preistorica a Tolentino. Nuove acquisizioni per lo studio del Mesolitico nelle Marche e in Italia” , a cui hanno partecipato la soprintendente delle Marche Marta Mazza, e vari esperti. Quella di Tolentino è ritenuta tra le più importanti scoperte archeologiche in Europa.
La campagna scavi, ha spiegato il sindaco, non ha bloccato l’iter per il nuovo campus scolastico, dove stanno proseguendo le ispezioni geologiche e le azioni propedeutiche alla stesura del progetto definitivo: la nuova scuola ospiterà i licei classico, scientifico, coreutico, l’istituto tecnico economico Filelfo e l’istituto professionale Frau.
‘I Quadri di Pietro’, capolavori della collezione BarillaDodici opere arte moderna a cadenza mensile a Pinacoteca Stuard
PARMA16 gennaio 202012:50
– Dodici delle opere più amate da Pietro Barilla (1913-1993) saranno esposte per un anno a cadenza mensile, dal 25 gennaio, nelle sale della Pinacoteca Stuard a Parma, “per raccontare attraverso il pennello di grandi maestri la passione di una vita, vissuta all’insegna dell’eccellenza”.
Il progetto, ‘I Quadri di Pietro’, a cura di Giancarlo Gonizzi, voluto e organizzato dal Comune e dalla famiglia Barilla, mette in mostra per tutto il 2020 – anno di Parma Capitale italiana della Cultura – alcune delle più interessanti opere della Collezione Barilla di Arte Moderna.
Il primo dipinto esposto sarà ‘Coquillages’ di James Ensor, nei mesi successivi verranno presentate opere di Alberto Savinio, Atanasio Soldati, Chaim Soutine, Max Ernst, Giorgio Morandi, Fernand Leger, Ennio Morlotti, Renato Guttuso, Jean Dubuffet, Lucio Fontana e Pablo Picasso. Spiegando quanto contasse l’arte nella sua vita di imprenditore, Barilla diceva: “E’ il mio orizzonte e il mio respiro, mi dà calore e mi fa guardare in avanti”.
Scala: Roméo et Juliette in versione ‘young’Pubblico giovane per l’opera con Grigolo reduce da ‘Amici’
16 gennaio 202012:51
– Un cast che piace ai giovani per un’opera che di giovani parla: ‘Roméo et Juliette’ di Gounod, in scena alla Scala, sembra fatta apposta per avvicinare i ragazzi alla lirica. E lo ha dimostrato al debutto con un pubblico innegabilmente più giovane della media, che ha applaudito per nove minuti, e con un insperato successo di botteghino e due recite su otto già sold out.
I motivi sono diversi. Da un lato il protagonista maschile, Vittorio Grigolo, è diventato un idolo dei ragazzi, che hanno imparato a conoscerlo come insegnante del talent show ‘Amici’.
Ma c’è anche l’interesse degli appassionati per il debutto del ventinovenne Lorenzo Viotti alla conduzione di un’opera alla Scalam, la presenza come Juliette di Diana Damrau, ‘signora’ della lirica e un cast di giovani ormai affermati come il baritono Mattia Oliveri (un atletico Mercutio), il mezzosoprano Marina Viotti come Stéphano, Ruzil Gatin (Tybald).
Calzature sportive, in aumento consumi ed exportA Micam (16-19 febbraio) confermata l’area Players district
16 gennaio 202013:18
– Il mercato delle calzature mostra tendenze che vedono il segmento delle scarpe sportive in crescita, sia per quanto riguarda l’export del Made in Italy, sia per il mercato interno. E Micam, la rassegna internazionale delle calzature, in programma dal 16 al 19 febbraio in Fiera Milano a Rho, ripresenta, dopo il successo ottenuto al debutto, Players Discrict, area pensata per offrire uno spazio inedito al mondo della calzatura sportiva e Outdoor. Nei primi nove mesi del 2019, secondo gli ultimi dati di Confindustria Moda, le famiglie italiane hanno speso il 3,4% in più per le calzature sportive rispetto allo stesso periodo del 2018, per un totale di circa 750 milioni di euro di valore e 15,4 milioni di paia vendute (+3%). Anche i dati Istat delle esportazioni italiane di scarpe sportive risultano caratterizzati da dinamiche positive: l’Italia ha infatti esportato, nei primi 9 mesi del 2019, 11,8 milioni di paia per 645,4 milioni di euro (con incrementi tendenziali rispettivamente del 9,5% e del 6,7%).
Incontrada ‘Come una madre’, torno con favola nera su Rai1Dal 2 febbraio tre prime serate dirette da Andrea Porporati
17 gennaio 202009:57
Vanessa Incontrada uno dei volti più amati dal pubblico della fiction Rai. Torna protagonista su Rai1 nella miniserie ‘Come una madre’ – dal 2 febbraio in tre prime serate – nei panni di Angela, una donna ferita che ha perso il figlio, Matteo di soli 9 anni, in un incidente stradale e si rifugia su un’isoletta in Toscana. Qui diventa amica di una vicina che le affida momentaneamente i due figli, ma una notte verrà uccisa. Una favola nera on the road, che vedrà la donna un’assistente sociale – accusata ingiustamente dell’omicidio della nuova amica – affrontare con i due fanciulli, Valentina e Bruno, un lungo viaggio, una fuga suo malgrado, per ritrovare la pace interiore perduta.
“Ho sempre pensato – racconta nel corso della presentazione a Viale Mazzini – che le donne interpretate da me siano molto coraggiose, non abbiano paura di lottare per quello che vogliono: donne anche fragili, ma determinate”.
Dopo il successo del monologo sull’imperfezione (all’interno dello show ‘Venti anni che siamo italiani), sarà un anno davvero speciale, ricco di novità per la popolare attrice spagnola che in Italia ha trovato il successo, si è sposata e ha avuto due figli. Dal 2 febbraio sarà appunto in ‘Come una madre’, con la regia di Andrea Porporati che firma anche la sceneggiatura e il soggetto. Una produzione 11 marzo film in collaborazione con Rai Fiction. Tra i protagonisti di ‘Come Una Madre’ anche Giuseppe Zeno (Un agente dell’intelligence, Kim. Agli occhi dei bambini quasi un supereroe), con Incontrada ha già recitato nel mistery Scomparsa del 2017. La nuova serie “è una storia popolare e moderna – prosegue Vanessa – che racconta l’esperienza riparativa di una donna rispetto alla sua maternità perduta”. La serie si svolge in tre serate, una sceneggiatura con una trama in cui interagiscono livelli narrativi e riferimenti di genere diversi: una fuga e dunque un inseguimento e la minaccia che incombe, dando spazio all’azione e alla sospensione-attesa del thriller.
La storia di un rapporto che si costruisce tra una donna, Angela che da pochi da pochi mesi ha perso il figlio Matteo di nove anni. “Una tragedia che l’ha spezzata, e il rapporto che lei instaura con i due ragazzini che le vengono affidati: il coraggio e l’amore di una donna che si riscopre madre ed elabora in questo modo il suo lutto”. Nel cast principale Sebastiano Somma (un maggiore dell’intelligence che a un certo punto però ha smarrito i confini tra il bene e il male. Si trova invischiato nel caso dei bambini e della loro madre, cerca di risolverlo e invece finisce sempre più a fondo in una storia di prepotenza e violenza), Simone Montedoro, Crystal Deglaudi, Tancredi Testa, l’ex soprano e oggi attrice Katia Ricciarelli (che interpreta una romantica figura di senzatetto dal grande passato. E’ stata una famosa cantante lirica e si è rovinata per un amore sbagliato), Ivan Franek, Marco Cocci, Luigi Diberti, Eleonora Giovanardi, Ninni Bruschetta.
In questo 2020 la aspettano tanti altri progetti. Si comincia il 7 febbraio, quando l’attrice debutterà al teatro La Fonderia di Follonica (Grosseto) con ‘Scusa sono in riunione… ti posso richiamare?’. Poi in aprile inizierà le riprese di un nuovo film per Rai1. Il regista e autore della sceneggiatura Porporati dice: “si tratta di un “road movie” che vede i tre personaggi alle prese con un viaggio, una fuga che li porta attraverso paesaggi poco raccontati. La necessità di nascondersi spinge i protagonisti a muoversi con mezzi non convenzionali, tra i boschi, le colline, i borghi, le rive del mare che lambisce un’Italia bellissima. Un paesaggio reale e da favola, come questa storia. Uno sfondo che si ispira da una parte a quello che conosciamo, dall’altra a quello di Pinocchio e di altri luoghi dell’anima, come la Vigàta di Montalbano, sospesi a metà tra realtà e fantasia”.
Per la direttrice di Rai Fiction, Eleonora Andreatta, Incontrada “per la Rai rappresenta una certezza, un’interprete che porta con sé un certo tipo di storia, fatta di sentimenti.
Un esempio della forza del femminile”. Come Una Madre aggiunge “conferma come la fiction sia ormai oltre il perimetro dei generi”.
Pitti Bimbo, eleganza “mignon” ha gusto retròGiacche ispirate al mondo dello sci, ma focus su sostenibilità
FIRENZE16 gennaio 202013:42
– Torna il formale, anche nell’abbigliamento per i più piccini. Da una parte le passerelle della moda maschile hanno appena mostrato i codici di stile del nuovo formale, e così anche la moda junior, in mostra da oggi al 18 gennaio alla Fortezza da Basso, propone la nuova eleganza quotidiana in versione mignon. Vestire bene è l’input del prossimo autunno inverno, un fil rouge che si presenta in molteplici declinazioni. Per i maschietti c’è quella vintage che richiama gli anni Trenta e i look da simpatica canaglia (coppola oversize e shorts con calzettone al ginocchio) o da piccoli lord con abiti in velluto liscio, bordati di merletto e pantaloni alla zuava. Il gusto retrò trionfa anche per lei con abitini e scamiciati in tessuto tartan, con tanto sangallo e crochet. Non manca la variante più urban. L’attenzione all’ambiente ridefinisce comunque la filosofia dei brand che, imboccata la strada dell’ecosostenibilità, non finiscono mai di stupire per la costante ricerca di nuove fibre.
Con Kathryn Weir il Madre sempre più internazionaleAl lavoro la neo direttrice artistica. ‘Napoli città unica’
16 gennaio 202020:06
Nata ad Oxford, di origine australiana, passaporto britannico e residenza francese: Kathryn Weir, la nuova direttrice artistica del Museo Madre, si è già innamorata di Napoli: ”una città per me unica non solo in Italia ma in Europa”, la definisce appena insediata, prima donna a ricoprire questo incarico nel museo d’arte contemporanea della Regione Campania che ora vanta quindi un vertice tutto al femminile. Presidente della Fondazione è infatti Laura Valente, appena ‘eletta’ da Artribune ‘miglior presidente di museo’ italiano per il 2019.La neo direttrice trova un Madre in salute: 140mila i visitatori lo scorso anno , con un incremento del 37 per cento (e del 48% nella fascia adolescenti e ragazzi) e una crescente attenzione al sociale. “Kathryn Weir è stata nominata all’unanimità da una commissione indipendente e libera, di cui ha fatto parte anche il direttore uscente Viliani. Con Weir il Madre sarà sempre più nel mondo” ha spiegato Valente. Cinquantadue anni, un’importante esperienza di direttore del Départment du Développement Culturel del Centre Pompidou (dal 2014 è membro del Consiglio), Weir abiterà a Napoli con la famiglia e sta già cercando casa nel centro storico. E’ stata lei l’ideatrice della piattaforma Cosmopolis, format realizzato per il Centre Pompidou e sbarcato nel 2018 Cina, che mette in rete paesi anche lontanissimi con attenzione alle ‘nuove forme di sperimentazione creativa e al pensiero critico’.”Il museo Madre in questo ultimo periodo ha cambiato passo, con una nuova visione progettuale che per me corrisponde alla realtà dell’arte di oggi – nota la direttrice – Cosmopolis è una rete di relazioni ma anche una metodologia; sono sicura che questa esperienza potrà essere trasportata anche a Napoli, ma prenderà altre forme e affronterà questioni differenti. Mettere in rete gli artisti di Napoli ma soprattutto metterli in dialogo con il contesto internazionale è fondamentale. Napoli è una città unica che ha una storia importantissima nelle arti visiva e in tutte le altre arti, questa storia va portata sicuramente a livello internazionale attraverso la proposta di artisti contemporanei”. La prima cosa sulla quale si concentrerà è la conoscenza della città ”andare a incontrare, ascoltare e capire quali sono le dinamiche che esistono oggi qui – spiega – ho già lavorato con degli artisti napoletani, ma voglio approfondire questa mia conoscenza della scena e di tutti gli attori, non solo di Napoli ma anche di tutta la Campania”.Il presidente della regione Vincenzo De Luca cosi saluta Weir: ”Ha fatto in primo luogo una scelta di passione, di amore per la città e di curiosità intellettuale per la vita e l’esperienza del museo Madre”. Tra le mostre del 2020 del museo napoletano anche una coproduzione internazionale dedicata a Peter Lindberg e un omaggio a Mendini.
Oscar: Mollica, mi piacerebbe per Giannini e MorettiRicordi nel libro L’Italia agli Oscar.De Gregori a presentazione
16 gennaio 202014:38
– ” Sono stato molto contento dell’Oscar alla carriera per Lina Wertmuller. Mi piacerebbe ne arrivasse uno anche per Giancarlo Giannini e uno a Nanni Moretti… chissà cosa succederebbe su quel palcoscenico”. Lo dice un maestro del giornalismo come Vincenzo Mollica che ripercorre decenni di eventi e aneddoti legati alla statuetta in ‘l’Italia agli Oscar – Racconto di un cronista’, il libro a cura di Steve della Casa (Luce Cinecittà/Edizioni Sabinae) realizzato in occasione dello storico accordo per una partnership almeno quinquennale fra Istituto Luce Cinecittà e il Museo dell’Academy of Motion Pictures di Los Angeles, di cui sono ancora in corso i lavori.
Il cronista de Tg1, ha presentato il volume insieme a Steve della Casa in un incontro romano al quale è arrivato per salutarlo anche Francesco De Gregori. “La mia prima volta a Hollywood per gli Oscar è stata 30 anni fa – ricorda Mollica -.
Era candidato Peppuccio Tornatore, con Nuovo cinema Paradiso ed erano 15 anni che l’Italia non vinceva come miglior film straniero. Quando vinse, Giuseppe era felicissimo, anche se non ebbe il tempo di parlare sul palco dopo il produttore Franco Cristaldi, riusci solo a dire grazie”.
Moda: l’uomo Valentino romantico ha un fiore sul cappottoCollaborazione con Onitsuka Tiger per rilettura sneaker icona
16 gennaio 202014:46
– La nuova collezione maschile di Valentino che ha sfilato a Parigi decreta il trionfo del cappotto e il ritorno a uno stile decisamente romantico per un uomo delicato, che osa mettere il soprabito scuro, con una peonia gigante dipinta e cucita in 3D su un lato, oppure la camicia candida con una enorme rosa colorata. Sono le immagini floreali di Inez e Vinoodh cucite sui capi, e le parole sentimentali di Melanie Matranga (need) ingrandite su tutte le superfici fino a diventare segni e astrazioni. Ma il direttore creativo della maison, Pierpalo Piccioli avverte che “il significato del romanticismo oggi è mutato. Lo è in particolare per gli uomini, che si sono evoluti da modelli imposti per quel che riguarda il loro apparire e il loro sentire. Nuovi contesti creano nuovi significati. Nuovi significati definiscono nuovi atteggiamenti. In questo flusso, il sartoriale sembra essere di nuovo un valore centrale. È lo spirito che è cambiato”. Per troppo tempo, l’abito formale è stato considerato un’uniforme grigia, qualcosa in cui nascondersi, un modo di vestire senza personalità. Per Piccioli sono importanti la precisione della costruzione, l’attenzione ai dettagli e, in definitiva, il senso di intimità della sartoria. Per questo in pedana sfilano giacche, cappotti, completi, ma anche capi sportivi in una lettura sartoriale, si mescolano in modi che non obbediscono a norme e regolamenti. Emerge un’idea di sartorialità sensibile e romantica, mentre si materializza una silhouette strutturata, snella e fluida, poggiata su scarpe con suole a carrarmato e completata da cappelli. La palette va dal bianco all’avorio, bordeaux, piombo, blu, nero. La sartorialità, in definitiva, offre un vocabolario, non un modo di conformarsi. Si tratta di avere le parole adatte per esprimersi, con sensibilità e spontaneità. La maison Valentino ha collaborato con il marchio giapponese di sportswear Onitsuka Tiger, per una rivisitazione dell’iconico modello di sneaker Mexico 66 SD reinterpretata da Piccioli in quattro diverse tonalità colori. Home Mappa del sito
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Mostre: personale Luciano De Vita in Pinacoteca a Bologna
Allievo e assistente di Giorgio Morandi, famoso come incisore
BOLOGNA16 gennaio 202015:28
– La figura di Luciano De Vita (1929-1992), una delle più interessanti del panorama artistico di tre decenni del secondo dopoguerra italiano, è al centro di una mostra personale promossa dall’Accademia di Belle Arti di Bologna, curata da Silvia Evangelisti e in programma dal 22 gennaio al 23 febbraio, nell’ambito di Art City Segnala 2020.
Allievo e assistente di Giorgio Morandi, famoso come incisore, non è altrettanto conosciuto come artista a tutto tondo, nonostante gli inviti alla Biennale di Venezia e l’importante attività di creatore di scenografie per l’opera lirica. La mostra riunisce in un unico luogo le diverse attitudini di De Vita, testimoniandone la forza creativa nella pittura, nella scultura, nella scenografia e naturalmente nell’incisione. In esposizione saranno una trentina di dipinti anche di grandi dimensioni, disegni, sculture, un ampio corpus di incisioni arricchito dai quattro libri d’artista realizzati nella sua vita e rari materiali per il teatro come costumi, bozzetti e maquette.
Musica: Turandot in diretta streaming da ParmaIl 19 gennaio alle 15.30, nell’ambito di un progetto triennale
PARMA16 gennaio 202015:37
– L’opera di Giacomo Puccini, Turandot, che ha inaugurato la stagione lirica del Teatro Regio di Parma alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sarà trasmessa in diretta streaming il 19 gennaio alle 15.30 su OperaStreaming.com, il primo portale online gratuito di opera lirica in Italia.
Il progetto triennale, sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna e realizzato in collaborazione con Edunova e Università di Modena e Reggio Emilia, nasce per divulgare e diffondere la passione per la musica e per l’opera lirica, rendendo fruibile a tutti, soprattutto a chi non può assistervi dal vivo, uno spettacolo teatrale e promuovere l’Emilia-Romagna attraverso una ricca programmazione di trasmissioni video realizzate nei principali teatri ed enti lirici della Regione (Bologna, Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini), territorio di tradizione musicale e di produzione operistica di prestigio internazionale.
Nel portale, disponibile in italiano e in inglese, è possibile trovare approfondimenti sul teatro, sugli interpreti, sulle opere trasmesse in streaming e notizie sulle città in cui verranno eseguite. Le opere in cartellone verranno trasmesse in chiaro sul canale YouTube di OperaStreaming e resteranno poi disponibili gratuitamente per i sei mesi successivi. Il programma di trasmissioni di OperaStreaming proseguirà con Falstaff di Verdi dal Teatro Municipale di Piacenza (26 gennaio), Cavalleria Rusticana e Pagliacci di Mascagni e Leoncavallo dal Teatro Valli di Reggio Emilia (9 febbraio); Lucrezia Borgia di Donizetti dal Teatro Alighieri di Ravenna (8 marzo); Elisir d’amore sempre di Donizetti dal Comunale di Bologna (10 aprile); Madama Butterfly di Puccini dal Comunale di Ferrara (4 maggio) e infine la nuova opera in prima esecuzione Otherness, Fear and Discovery, dal Comunale di Modena (8 maggio).
Amadeus, si difende: sessista? Sono stato frainteso’Tante sensibilità su palco, anche storie comuni violenza donne’
17 gennaio 202014:28
Nessuna intenzione di offendere le donne, soltanto un equivoco. Anche perché Sanremo vuole celebrare i diversi aspetti della sensibilità femminile. Amadeus prova a smorzare i toni della polemica sollevata dalle parole che ha rivolto in conferenza stampa a Francesca Sofia Novello, modella 25enne, legata sentimentalmente a Valentino Rossi, una delle donne che condivideranno con lui il palco. Presentandola, ha spiegato di “averla scelta per la bellezza, ma anche per la capacità di stare accanto a un grande uomo, stando un passo indietro”. Affermazioni che hanno incendiato i social, tra accuse di “sessismo”, “superficialità” e “ritorno al Medioevo”. E intanto scoppia il caso Elisabetta Gregoraci che denuncia di essere stata esclusa dall’AltroFestival di Nicola Savino per motivi “politici”. “Mi dispiace che sia stata interpretata malevolmente la mia frase, sono stato frainteso”, si accalora Amadeus. “Quel ‘passo indietro’ – spiega – si riferiva alla scelta di Francesca di stare fuori dai riflettori che inevitabilmente sono puntati su un campione come Valentino. Un’altra ragazza avrebbe forse potuto ‘cavalcare’ tanta popolarità e invece Francesca ha scelto di essere più discreta, di rimanere più defilata”, aggiunge il direttore artistico e conduttore di Sanremo. “Purtroppo non credo che sia il passo avanti o indietro ad assicurare e a garantire il ruolo della donna”, gli fa eco la stessa Novello. “Mi fa ridere tutto questo tam tam, però fa parte del gioco. Il Sanremo che ha immaginato Amadeus è incentrato sulla valorizzazione delle donne in tutte le diverse sfumature e sfaccettature”. Quel ‘passo indietro’ e gli apprezzamenti sulla “bellezza” delle ‘regine’ del festival hanno fatto il giro del web: a catalizzare la protesta, l’hashtag #boycottSanremo lanciato dall’economista Imen Boulahrajane: “Chiara Ferragni e Rula Jebreal no, ma le fidanzate di Valentino Rossi e Cristiano Ronaldo sì”, ha scritto su Instagram. “Sia mai che qualche ragazza che vi guarda con occhi sognatori dalla provincia di Varese pensi che una donna nel 2020 possa fare l’imprenditrice senza passare per Temptation Island o che possa fare la giornalista di successo senza sfoderare il suo davanzale ai quattro venti in prima visione”. Le commissioni Pari opportunità di Fnsi e Usigrai e l’associazione Giulia evocano la “violazione del contratto di servizio”, in particolare “gli articoli che riguardano la promozione della parità di genere e il superamento della rappresentazione stereotipata delle donne”, mentre dal Pd Monica Cirinnà parla di “spettacolo indecente” e chiede all’ad della Rai Fabrizio Salini di “prendere le distanze”. Amadeus rivendica “sensibilità e rispetto per le donne” e promette che ciascuna delle sue partner porterà all’Ariston “la sua sensibilità”, facendo spazio anche a momenti di riflessione sui temi sociali. Su tutti, la violenza sulle donne, che sul palco non coinvolgerà soltanto Rula Jebreal: “Ci sarà spazio anche per testimonianze di persone comuni: ho invitato Gessica Notaro (la showgirl sfregiata dall’acido nel 2017 dall’ex fidanzato) e ci sono buone probabilità che venga”. Quanto alla vicenda Gregoraci: la showgirl lamenta su Instagram di essere stata esclusa da Nicola Savino dal ruolo di co-conduttrice dell’Altrofestival, che andrà in onda su RaiPlay dopo le serate, in base a “motivi inesistenti, pretestuosi e strumentali, tra i quali (affermazione pronunciata nel corso di una nostra conversazione telefonica privata e che mi ha molto ferito) la presunta appartenenza politica alla destra del mio ex marito (Flavio Briatore, ndr), in quanto all’interno del format avrebbe già incluso comici sostenitori di sinistra”. Una questione di cui Giorgio Mulè (Forza Italia), Paolo Tiramani (Lega) e Daniela Santanchè (Fdi) sono pronti a investire la commissione di Vigilanza
La voce di Giorgia per salvare le tartarughe. Greenpeace lancia un corto
16 gennaio 202015:56
La voce di Giorgia per salvare le tartarughe. Greenpeace lancia “Tartarughe in viaggio”, il corto di animazione realizzato per l’organizzazione dal pluripremiato studio Aardman, creatore tra gli altri di “Galline in fuga” e “Wallace e Gromit”, che mostra come i nostri oceani siano in pericolo e quanto sia importante agire subito per proteggerli.
Con la partecipazione straordinaria dei premi Oscar Olivia Colman and Dame Helen Mirren, per la versione internazionale, e di Giorgia e Adriano Giannini, doppiatori per la versione italiana, il video racconta la storia di una famiglia di tartarughe che tenta di tornare a casa, in un oceano che è sempre più minacciato da cambiamenti climatici, inquinamento da plastica, trivellazioni petrolifere e pesca eccessiva.
La cantautrice Giorgia, doppiatrice di “mamma tartaruga”, dichiara: “Sono felice di dar voce a una tartaruga grazie a Greenpeace. La casa è quanto di più prezioso abbiamo, uno spazio sicuro per noi e la nostra famiglia. Eppure la stiamo togliendo a tartarughe, balene, pinguini e tanti altri animali. Se non agiamo ora, rischiamo di causare danni irreversibili ai nostri oceani e di perdere alcune specie per sempre. Spero che questo corto faccia prendere coscienza a sempre più persone dei danni che stiamo causando al mare”.
Negli ultimi 500 anni le popolazioni di tartarughe marine si sono fortemente ridotte, principalmente a causa della caccia. Oggi le principali minacce alla loro sopravvivenza sono la pesca industriale, l’urbanizzazione costiera, l’inquinamento e i cambiamenti climatici. Le tartarughe marine migrano per migliaia di chilometri attraverso i mari per spostarsi tra le spiagge dove nidificano, le aree dove si accoppiano e quelle più ricche di cibo per alimentarsi.
In contemporanea all’uscita del corto, Greenpeace lancia i risultati di uno studio realizzato per tracciare le migrazioni delle tartarughe liuto, la specie di tartarughe più grande al mondo, dalle aree di riproduzione in Guyana francese. Lo studio “Turtles Under Threat” mostra come a causa dei cambiamenti climatici le tartarughe debbano viaggiare quasi il doppio per raggiungere le aree dove si alimentano consumando una gran quantità di energia. Questo potrebbe avere impatti gravissimi sulla loro già ridotta capacità di deporre uova. Il numero di uova deposte dalle tartarughe marine sulle spiagge della Guyana francese rispetto agli anni Novanta è diminuito di circa 100 volte, con meno di 200 nidi per stagione, rispetto ai 50 mila di allora.
“Sei delle sette specie di tartarughe marine sono minacciate di estinzione e senza un’azione urgente la situazione non potrà che peggiorare. Non c’è più tempo da perdere: i governi di tutto il mondo devono firmare un Accordo Globale che garantisca la reale protezione degli oceani. La comunità scientifica chiede di tutelare almeno il 30 per cento della superficie marina entro il 2030 con una rete di Santuari per permettere alla vita marina di sopravvivere in un mondo sempre più minacciato dalle attività umane, cambiamenti climatici in primis” dichiara Giorgia Monti responsabile Campagna mare di Greenpeace Italia.
Un Accordo Globale sugli oceani verrà definito alle Nazioni Unite quest’anno. Greenpeace ha inviato ieri al Ministero degli Esteri una lettera per chiedere che l’Italia, originariamente uno dei paesi promotori del trattato ma recentemente assente dai negoziati internazionali, assuma una posizione forte a tutela degli oceani.
Rai: Verducci (PD), per Agcom tg salvinizzati e giù ascolti
16 gennaio 202016:01
– ” I Dati Agcom confermano due cose: la salvinizzazione sfrontata dei tg ed il precipizio allarmante degli ascolti. I tg Rai non sanno più cosa sia il pluralismo, è uno sfregio continuo agli obblighi del servizio pubblico. La continua perdita di ascolti significa che la Rai è in picchiata quanto a credibilità e prestigio dell’informazione, e questo è inaccettabile. Il fatto che di fronte a tutto questo l’Ad Salini non intervenga, nonostante abbia il potere e il dovere di farlo, è diventata una situazione insostenibile. La conduzione di Salini è ingiustificabile e insostenibile”. Lo dice il senatore del Pd Francesco Verducci, della commissione di Vigilanza Rai.
Scrittura e salute, concorso letterario de BanfieldFino 31/1 invio scritti su Alzheimer. Marzano presiede giuria
TRIESTE16 gennaio 202016:02
– Si può partecipare fino al 31 gennaio al primo concorso letterario ideato e promosso dall’associazione de Banfield (impegnata da 30 anni nel sostegno degli anziani non autosufficienti) dal titolo “La nonna sul pianeta blu. Brevi racconti di memoria smarrita”, sul tema dell’Alzheimer. Per il momento, alla giuria, presieduta dalla scrittrice Michela Marzano, sono giunti oltre trenta racconti, da tutta Italia. Il concorso non ha precedenti a livello nazionale, “La nonna sul pianeta blu”, è ispirato ad una frase pronunciata proprio da una assistente nel gruppo di sostegno che frequenta nella struttura triestina. L’Alzheimer interessa in Italia circa 1,2 milioni di persone. La scelta della presidente è caduta sulla Marzano anche perché il suo ultimo romanzo, “Idda”, parla proprio di memoria perduta e di Alzheimer. Le premiazioni sono previste il prossimo marzo: i 10 migliori racconti saranno pubblicati in una raccolta con una prefazione firmata dalla stessa Marzano.
Moda: Hugo, capsule unisex ispirata a David BowieCopertine albume e slogan del Duca Bianco su T-shirt e accessori
16 gennaio 202016:05
– Hugo (gruppo Hugo Boss) lancia la capsule uomo e donna Hugo loves Bowie, che rende omaggio e s’ispira al mitico David Bowie e al suo stile inimitabile. La collezione combina T-Shirt e accessori che raffigurano le copertine degli album del Duca Bianco e gli slogan che hanno fatto la storia della musica. “David Bowie era uno spirito ribelle che viveva la vita a modo suo” afferma lo stilista Bart de Backer. “Questa capsule è un’opportunità per celebrare l’influenza che ha avuto e i valori che condividiamo”.
La Berlin Trilogy, ossia i tre album ispirati alla capitale tedesca, composta dagli album Low, Heroes e Lodger, è citata in tutta la capsule. La felpa, creata per omaggiare l’album del 1977 Heroes, presenta le fotografie di Bowie scattate per la copertina dell’album da Masayoshi Sukita. Lo slogan Tomorrow belongs to those who can hear it coming, utilizzato per promuovere l’album, è stampato su accessori e T-Shirt.
Tv: arriva nuovo canale Mediaset, Cine34 film solo italianiDal 20 si parte con omaggio a Fellini. Cicli da western a eros
16 gennaio 202016:46
– Solo film italiani, di tutti i generi, da quelli prodotti dagli anni ’40 in poi, decine dei quali mai trasmessi in televisione. Debutta il 20 gennaio il nuovo canale tematico Mediaset, Cine34, interamente dedicato al cinema italiano. Ci saranno diversi cicli dedicati a tutti i generi dai polizieschi al western fino all’erotico in tarda serata” La scelta della data non è casuale. Il 20 si celebra il centenario della nascita di Federico Fellini e al grande regista sarà dedicata la programmazione dell’intera giornata. “Nel panorama televisivo mancava un canale dedicato solo al cinema italiano e ci abbiamo pensato noi – ha detto Marco Costa, direttore dell’offerta tematica Mediaset nella conferenza stampa di presentazione a Milano – Altri eliminano i canali tematici e noi ne apriamo di nuovi: con questo siamo a 10 e finora abbiamo la conferma che intercettano nuovo pubblico senza erodere lo share delle reti generaliste”.
Arte: danneggiata teca opera Kounellis esposta in PugliaOrganizzatori, ‘rotto solo vetro di protezione, opera integra’
16 gennaio 202017:23
– E’ stato danneggiato in una mostra a Novoli il vetro di protezione di una teca che contiene un’opera di Jannis Kounellis, esposta nuovamente in occasione della Fòcara, tradizionale falò che si accende ogni anno proprio il 16 gennaio. L’artista l’aveva realizzata per la Fòcara nel 2015 ed è composta da bicchieri anneriti dal fumo di candele e posti a formare una croce, che s’interseca con una rosa.
Gli organizzatori della mostra, inaugurata il 12 gennaio e aperta fino al 19 al Palazzo Baronale, precisano che è stato infranto solo il vetro di protezione e che “l’opera è integra”.
E’ stata ritirata dall’esposizione – che ospita opere anche di Paladino, Nespolo, Nagasawa, Baruchello – in attesa di individuare il modo adeguato di ripristinare la protezione. Il danno è stato scoperto ieri alla chiusura serale della mostra e oggi i tecnici del Comune e il sindaco Marco De Luca hanno compiuto un sopralluogo; sarà la Polizia municipale ad accertare se si è trattato di un incidente o di gesto vandalico.
Whitney Houston entra in Rock and Roll Hall of FameAnche Depeche Mode, The Doobie Brothers, The Notorious B.I.G.
NEW YORK16 gennaio 202017:25
– Whitney Houston entra nella Rock and Roll Hall of Fame. Lo ha deciso una giuria internazionale composta da oltre mille artisti. Con lei anche i Depeche Mode, The Doobie Brothers, Nine Inch Nails, The Notorious B.I.G. e T-Rex. La cerimonia di ammissione si terrà a Cleveland in Ohio il prossimo due maggio e sarà trasmessa dal vivo da Hbo.
Tra gli artisti che sono stati nominati, ma che non entreranno nella Hall of Fame, Benatar, Judas Priest, Kraftwerk, Dave Matthews Band, MC5, Motorhead, Rufus and Chaka Khan, Todd Rundgren, Soundgarden e Thin Lizzy.
“Siamo incredibilmente onorati – hanno detto i Depeche Mode in un comunicato – di essere stati ammessi nella Rock and Roll Hall of Fame e di essere al fianco di altri incredibili performers nella Rock Hall e di quelli che uniranno quest’anno.
Un immenso grazie va a chi ci ha sostenuti negli anni, sono stati loro a renderlo possibile”.
Per entrare nella Rock and Roll Hall of Fame bisogno aver pubblicato un album almeno 25 anni prima dell’anno in cui si viene nominati. Il Rock and Roll Hall of Fame and Museum è un museo che si trova a Cleveland ed è dedicato alla memoria di alcuni tra i più importanti e influenti artisti, produttori, ingegneri del suono e personalità che hanno influenzato l’industria musicale.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Arte: al Booming contemporary debutta pittore Luca Carboni
Cento artisti e 31 gallerie, a Bologna dal 23/1
16 gennaio 202017:27
– BOLOGNA
– L’arte in stato di ’emergenza’ sarà il tema di Booming contemporary art show, dal 23 al 26 gennaio a Bologna allo spazio DumBO, a cui parteciperanno 31 gallerie italiane e straniere ed oltre cento artisti. “Emergente non come dato anagrafico – ha spiegato la curatrice Simona Gavioli – ma come ‘essere in procinto di emergere’: come emergenza, quindi, necessità, urgenza, ma anche come momento di criticità foriero di cambiamenti”.
Previste anche due esibizioni off: ‘Il giardino abitato’ di Margherita Paoletti a Palazzo Boncompagni, e ‘Le forme della materia’, sculture di cera di David Aaron Angeli in Galleria Cavour. All’ingresso di DumBO sarà posta la grande installazione ‘Per farla finita con il giudizio di Dio’ di Leandro Summo, progettata dall’Apulia center for art and technology, con all’opera un braccio meccanico mentre scolpisce un enorme blocco di polistirolo. Debutterà poi con una personale il cantante Luca Carboni, che dipinge da anni, con ‘Cattedrali erranti’ nello spazio Casarini 7.
Main section e Solo show saranno le due sezioni in cui si articolerà la manifestazione, declinate in emergenze dell’ambiente e femminismi. La prima sarà all’insegna del Climax, sui temi della natura in pericolo, della fragilità e della bellezza del pianeta; tra le ospiti della seconda sezione la fotografa Letizia Battaglia, l’artista argentina Silvia Levenson e la francese MadMeg. Previsto anche Plasticad’a-mare, eco festival #plasticfree protagonista dell’Estate Romana 2019, con il tema dell’inquinamento da plastica nei mari. Cosima Montavoci, vincitrice della ‘Call for artists’ lanciata dalla manifestazione, esporrà le sue opere frutto di una ricerca sul riuso dei rifiuti e coinvolgerà il pubblico nella realizzazione live di un’opera site specific. In calendario anche talk, incontri e appuntamenti sulle professionalità del mondo dell’arte.
Teatro: torna a Ny la Broadway Week, show a metà prezzoDal 21 gennaio al nove febbraio. Tra le hit West Side Story
NEW YORK16 gennaio 202017:30
– Per il decimo anno torna a New York la Broadway Week. Grazie all’iniziativa dal 21 gennaio al nove febbraio sarà possibile acquistare due spettacoli a Broadway pagandone uno solo. Alla settimana di Broadway partecipano 21 show, tra questi le new entry West Side Story, To Kill a Mockingbird, My Name is Lucy Barton, A Soldier’s Play mentre si confermano, tra gli altri, Harry Potter and the Cursed Child, Frozen, The Lion King, Aladdin.
“La popolarità della NYC Broadway Week, ora al decimo anno – ha detto in un comunicato Fred Dixon, presidente e Ceo di NYC & Company, l’ente che si occupa della promozione turistica della Grande Mela – continua a svolgere un ruolo importante nell’aiutare i visitatori a pianificare la loro vacanza in base alla possibilità di vedere teatri di punta con convenienza”.
Contemporaneamente alla settimana di Broadway c’è anche la Restaurant Week con la possibilità di pranzare o cenare nei miglior ristoranti della città a prezzo scontati e la Must See Week con le attrazioni a metà prezzo.
Lividi su volti donne potenti, virali i poster chocPalombo, io il Banksy sociale, ma in Italia non c’è coscienza
16 gennaio 202017:51
– Le protagoniste della politica mondiale ritratte come vittime di violenza, da Angela Merkel a Brigitte Macron, tappezzano i muri di Milano dal 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne ma ora le opere manifesto dell’artista aleXsandro Palombo hanno preso una nuova eco.
Sui poster affissi all’ingresso dell’università degli Studi, sulla facciata del Teatro Lirico e su quella del Litta, lo slogan “Solo perché sono una donna” è accompagnata da frasi come Sono vittima di violenza domestica – Vengo pagata poco – Sono stata violentata.
“Le opere sono state realizzate per il 25 novembre, se avessi usato i miei rapporti con i media per renderle note avrei scatenato qualcosa che non volevo, volevo invece vedere – spiega Palombo – come avrebbe reagito la città a quest’opera.
Se l’avessi fatta a Londra o Parigi sarebbe stato facile, ma volevo vedere quanto tempo ci metteva qui ad arrivare alla popolarità, ed è accaduto attraverso gli stranieri di passaggio, che l’hanno resa virale”. Per lui “era interessante vedere le reazioni delle persone, spesso c’è chi le reputa troppo forti, io – sottolinea – metto solo a nudo la realtà che nessuno vuole vedere, perché viviamo nel mondo social dove è costantemente alterata: ti posti a petto nudo su Instagram e sei bellissimo, poi magari hai appena pestato la tua compagna, basta vedere cosa è successo al Grande Fratello. Io con il mio lavoro ti porto la realtà e ti dico: questo è il mondo dove viviamo”.
Regeni: Giulio fa cose, da genitori libro in cerca di veritàIn libreria da 23 gennaio. Il 19 ospiti di Fazio su Rai2
16 gennaio 202018:28
– I genitori di Giulio Regeni hanno firmato il libro “Giulio fa cose”, scritto con il loro avvocato Alessandra Ballerini, in uscita il prossimo 23 gennaio da Feltrinelli, dove ricostruiscono questi ultimi 4 anni della loro vita, nei quali si sono sempre strenuamente battuti per ottenere la verità e la giustizia sulla morte del figlio, scomparso il 25 gennaio 2016 al Cairo. Domenica 19 gennaio Fabio Fazio ospiterà a Che tempo che fa (in onda dalle 21 su Rai2), Paola Deffendi e Claudio Regeni.
Sabrina Salerno, a Sanremo porto la mia solaritàSu Radio1, ‘Seguo Salvini su Instagram? L’ha messo mio figlio’
16 gennaio 202018:29
– A Sanremo “porto me stessa, la mia solarità, la mia voglia di divertirmi, è un palco importante al quale tengo particolarmente”. Parola di Sabrina Salerno, una delle donne che sarà all’Ariston con Amadeus, ospite a Un giorno da pecora su Rai Radio1.
Seguitissima sui social, “tra i politici che segue c’è Matteo Salvini”, le fa notare il conduttore Giorgio Lauro. “E’ mio figlio che me l’ha messo, ha quindici anni, è un fan di Matteo Salvini”, la risposta della cantante e showgirl. Quanto all”amicizia’ con Beppe Grillo, “è genovese come me, mi è capitato spesso di incontrarlo, ma amici è un parolone”, spiega.
“L’ho conosciuto giovanissima, ci siamo trovati in più situazioni. Con i genovesi ho un’affezione particolare, come con Gino Paoli”.
Le richieste più stravaganti dei fan sui social? “Far vedere i piedi, ma è pieno di casi strani”. Top secret lo stilista che la vestirà al festival: “Non voglio mettere i tacchi alti – si limita a confessare – ma i ‘Camperos’, gli stivali texani.
Volete farmi fare le scale? Ho paura”. Per molti è ancora una “bomba sexy”, la incalza Lauro. “Sono una donna matura…
Diciamo che mi difendo bene: il mio fisico, grazie allo sport e a un’alimentazione costante, ha una buona tenuta”.
1917, l’orribile meraviglia della Grande GuerraFilm Mendes, 10 candidature Oscar, immersivo e coinvolgente
17 gennaio 202012:21
“Volevo percorrere ogni passo al fianco di questi ragazzi, sentire ogni loro respiro, ed è per questo che, insieme al direttore della fotografia Roger Deakins, ho realizzato 1917 come un’esperienza totalmente immersiva”. Così, nelle note di regia, Sam Mendes parla del film candidato a dieci Oscar e in sala dal 23 gennaio con 01. Il regista di ‘Skyfall’, ‘Spectre’ e ‘American Beauty’ non delude riuscendo, per oltre due ore, a far vivere in sala le stesse esperienze dei protagonisti di ‘1917’ grazie a un interminabile e vampiresco piano sequenza. E questo per condividere – come in un videogioco ‘spara tutto’ in soggettiva – l’orrore della guerra tra umide trincee, topi giganti, cadaveri, fango, cecchini, fame, freddo e sporco.Tutto inizia il 6 aprile 1917 quando a Blake (Dean Charles Chapman) e Schofield (George MacKay), due giovani caporali britannici dell’8° Battaglione, in stanza nel territorio francese viene affidata una missione suicida: attraversare le linee nemiche tedesche e consegnare entro 36 ore un messaggio ‘di non attacco’ che potrebbe salvare la vita di 1600 uomini (tra questi anche il fratello maggiore di Blake). Da qui la lotta contro il tempo da parte di questi due giovani caporali, raccontata appunto ‘in tempo reale’ con un solo inedito piano sequenza. Per poter unire le varie scene del film ognuna è stata infatti girata con la massima precisione in modo tale che due frame potessero poi essere uniti senza soluzione di continuità. Ciò ha richiesto una esasperata attenzione ai dettagli che doveva tener conto dell’azione, del clima, degli attori e del set.Non solo, per garantire la fluidità Mendes ha utilizzato vari metodi: come personaggi che varcano una soglia o che passano attraverso una tenda o che entrano in un bunker e, a volte si è avvalso dell’escamotage fluidificante di una silhouette, di un movimento corporeo, di un oggetto di scena. Ad ispirare invece la trama di ‘1917’, scritto dallo stesso Mendes con Krysty Wilson-Cairns, il nonno del regista: “La prima volta che ho capito cos’è una guerra è stato quando mio nonno mi ha raccontato la sua esperienza nella prima guerra mondiale.Ma questo film – sottolinea – non esplora certo la sola storia di mio nonno bensì lo spirito dell’epica, gli eventi vissuti da quegli uomini, i loro sacrifici, cosa voleva dire credere in qualcosa che andava al di là di se stessi”. Candidato a dieci premi Oscar e vincitore di due Golden Globe, il film di Mendes – tra l’altro premiato con una media del 90% dal sito di Rotten Tomatoes sia da parte della critica che pubblico – è probabilmente il più diretto concorrente di ‘Joker’ di Todd Phillips che di candidature ne ha avute una in più, undici. Va detto che molto probabilmente la giuria dell’Academy si dividerà in due, per ‘Joker’ peserà molto l’interpretazione di Phoenix, mentre per 1917 prevarrà l’idea di un film di ‘pura visibilità’ grazie anche a un’espediente tecnico che non ha mancato di provare tutta la sua poesia e pathos. Nel cast del film, infine, anche Mark Strong, Andrew Scott, Richard Madden, Colin Firth e Benedict Cumberbatch.
L’ultimo libro di Bourdain uscirà postumo a ottobreLo chef suicida nel 2018 condivide consigli di viaggi e cibi
NEW YORK16 gennaio 202019:14
L’ultimo libro di Anthony Bourdain, a cui lo star-chef stava lavorando quando quasi due anni fa si è tolto la vita, vedrà finalmente la luce. “World Travel: An Irreverent Guide”, una guida illustrata di riflessioni di Bourdain sulle sue mete preferite in tutto il globo, è stato completato da Laurie Woolever, l’assistente storica di Bourdain, mentre il vignettista Tony Millionaire ha curato le illustrazioni di ciascun capitolo.
L’appuntamento in libreria fissato dalla casa editrice HarperCollins è per il 13 ottobre. “World Travel”, oltre ai consigli di Bourdain “su cosa mangiare, dove stare… e in alcuni casi, cosa evitare”, raccoglierà testi di membri della sua famiglia e di amici: tra questi il fratello Chris, mentre l’impresario musicale Steve Albini ha curato una guida ai migliori locali di Chicago dove mangiare a buon mercato.
L’annuncio del libro è arrivato a pochi giorni dalla morte della madre di Bourdain. Gladys Bourdain, 85 anni, era stata a lungo correttrice di bozze al New York Times e in questo ruolo aveva aiutato la carriera del figlio convincendo un redattore, il futuro direttore del New Yorker David Remnick, a pubblicare il primo articolo di Tony.
La Woolever, che ha lavorato con Bourdain per oltre un decennio e nel 2017 ha scritto con lui “Appetites”, aveva raccontato un anno fa alla Cnn il terremoto emotivo provato nel riprendere in mano il libro del maestro: “E’ stato terribile tornare a quel manoscritto mentre cercavo di superare il lutto per la perdita della sua gentile, irriverente, sorprendente e brillante esistenza”.
Annunciando l’uscita postuma di World Travel, la Woolever ha commentato che “il libro permetterà ai fan di Tony di continuare a viaggiare sulle sue orme. Dopo essersi formato al Culinary Institute of America, Bourdain divenne famoso nel 2000 con “Kitchen Confidential: Adventures in the Culinary Underbelly”, un exposé dietro le quinte del mondo della ristorazione.
Successivamente era diventato conduttore di programmi televisivi che lo hanno portato a raccontare le tradizioni alimentari di luoghi e popoli diversi: dalle tribù del Borneo alla fibrillazione cosmopolita di Buenos Aires o Shanghai, le foreste della Tanzania e la solitudine del deserto dell’Oman.
Bourdain, che all’epoca del suicidio era legato ad Asia Argento, si è ucciso nel giugno 2018 mentre girava in Francia un episodio del suo popolare programma per la Cnn “Parts Unknown”.
Lo chef aveva 61 anni e sulle cause del suo gesto nessuno è ancora riuscito a fare completa luce.
La top Elsa Hosk protagonista per Luisa SpagnoliLa supermodella in posa per l’obiettivo di Giampaolo Sgura
16 gennaio 202019:37
– Nella nuova campagna di Luisa Spagnoli per la collezione primavera estate 2020, gli scatti del fotografo Giampaolo Sgura immortalano una donna grintosa e di carattere, interpretata dalla supermodella svedese e volto social da 6 milioni di follower, Elsa Hosk.
La nuova donna di Luisa Spagnoli coniuga femminilità e praticità, senza rinunciare ai dettagli couture, passando con naturalezza da un total look snake print ad un abitino stampa vichy, fino ad arrivare alle lavorazioni preziose nervature, volant, drappeggi delle maxi skirt e di alcuni cocktail dress.
Protagonisti gli accessori con i quali la modella gioca nelle foto: i grandi cappelli in paglia, i foulard portati sul capo, i misteriosi occhiali da sole e le borse tra cui l’iconica Luisa, declinata in tre formati e in diverse colorazioni. Ogni scatto a colori è affiancato e completato da ritratti o piani americani attraverso i quali il fotografo è riuscito a cogliere lo stile da giovane lady di Luisa Spagnoli.
Mostra permanente a Meis di Ferrara ‘1938: l’umanità negata’Rassegna allestita per mesi al Quirinale passa al Museo Shoah
FERRARA16 gennaio 202019:39
– È una mostra pensata e voluta dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella e esposta per mesi al Quirinale, “la casa degli italiani come dice sempre il Presidente”: lo ha ricordato Giovanni Grasso, portavoce dello stesso Mattarella, nonchè curatore della mostra insieme a Paco Lanciano, presentando “1938: l’umanità negata”, rassegna allestita nel 2018 a Roma in occasione degli 80 anni dalla promulgazione delle leggi razziali e trasferita da oggi – in pianta stabile – negli spazi del Meis, il museo nazionale sull’ebraismo italiano e della Shoah di Ferrara.
“Quando abbiamo pensato a questa mostra – ha raccontato – non volevano farla documentaria, l’idea è stata quella di fare una mostra ’emotiva’ per dare informazioni ma lasciare qualcosa dentro a chi la visitava”. La mostra – con installazioni multimediali, immagini e filmanti e documenti d’epoca – permette a chi la visita, soprattutto scuole che che lo hanno fatto per mesi e mesi al Quirinale, di capire il dramma delle leggi razziali.
‘Sono le venti’, Gomez racconta e analizza i fatti’Fastidio due pesi e due misure’ e frecciata a Lilli Gruber
16 gennaio 202020:03
I competitor sono ovviamente “quelli che vanno in onda alle 20”, ovvero i Tg, ma ‘Sono le venti’, il programma al via il 20 gennaio sul Canale Nove di Discovery, scritto e condotto dal direttore del Ilfattoquotidiano.it Peter Gomez, vuole raccontare “cose diverse o raccontarle in modo diverso”. La striscia quotidiana, prodotta da Loft Produzioni, in onda dal lunedì al venerdì, ovviamente alle 20, vuole infatti raccontare e approfondire anche ciò che durante la giornata il telespettatore ha appreso (o gli è sfuggito) sui social o da altri mezzi di informazione che ormai ci accompagnano per tutta la giornata.Il tutto con un’attenzione particolare alla “memoria storica” per interpretare la realtà di oggi, spiega Gomez che ironizza: “perché per fare il nostro mestiere bene basterebbe avere una memoria di poco superiore a quella di un pesce rosso ed è importante, quando si ha un ospite, ricordare ciò che ha detto e fatto negli anni”. Nessuna velleità, al momento, di sfidare i Tg tradizionali in termini di audience ma “abituati come siamo a fare tutto allo stesso modo, magari farlo in modo diverso può indurre qualcuno a cambiare canale” e in più c’è il vantaggio della novità.Il sottotitolo del format, con la direzione artistica di Duccio Forzano, regista e autore televisivo che ha lavorato con Fiorello e Fabio Fazio e anche firmato la regia del Festival di Sanremo è'”L’informazione che si vede’ e il programma vuole raccontare “quello che è davvero importante”, approfondendo le notizie con l’intervento di protagonisti e di opinionisti, trattando temi che vanno dalla politica internazionale, dal costume allo spettacolo. Nel programma “l’alto e il basso”. Non solo, infatti, politici ma anche personaggi ‘pop’ (di recente proprio durante ‘La confessione’ di Gomez Fedez ha ammesso il rischio che possa contrarre la sclerosi multipla) raccontati e intervistati “con imparzialità, se ci riusciremo” perché, sollecitato dai giornalisti, Gomez spiega che la cosa che gli dà più fastidio sono “i due pesi e due misure”. Cita come esempio negativo Lucia Annunziata e lancia una frecciata a Lilli Gruber: “Quando Salvini va da loro per essere intervistato vanno al limite dell’aggressione, e non che non lo meriti, ma quando viene intervistato un politico più vicino, per il cui partito ti sei fatta eleggere in maniera discutibile all’Europarlamento, l’intervista non è più un’intervista”.Nello studio avveniristico ci sono totem digitali sui quali scorreranno le notizie e le immagini dalla giornata mentre il giornalista da una scrivania interattiva lancerà i temi di giornata. I telespettatori potranno inviare domande direttamente in redazione e in formato video (rigorosamente verticale) alla mail redazione.sonole20@gmail.com alle quali risponderà il conduttore.
Arte: monumentale ‘Ballerina’ di Cavallini in mostra a DubaiBronzo alto più di 3 metri esposto per a ‘Difc Sculpture Walk’
FIRENZE16 gennaio 202020:36
– C’è anche monumentale ‘Ballerina’, di Sauro Cavallini, bronzo alto più di tre metri, in mostra a Dubai alla ‘Difc Sculpture Walk’, allestimento nel distretto finanziario della capitale degli Emirati Arabi, con una selezione di opere di artisti di rilevanza internazionale in esposizione fino a primavera 2020. Il progetto nella metropoli araba nasce dalla collaborazione tra 71StructuralArt di Dubai e la Galleria Frilli di Firenze.
La ‘Ballerina’ che Cavallini realizzò nel 1979 sarà al centro della Gate Avenue di Dubai, per rappresentare, si spiega, l’eccellenza italiana nell’arte scultorea contemporanea. La ‘Difc Sculpture Walk’, dove l’opera di Sauro Cavallini è collocata, introduce un vasto programma di eventi che faranno di Dubai Expo2020 uno dei principali appuntamenti attrattivi mondiali di quest’anno.
Il Cdm istituisce 25 marzo giornata di DanteIl ministro Franceschini: “Rappresenta l’unità nazionale”
18 gennaio 202011:16
Il consiglio dei ministri, su proposta del ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini ha approvato la direttiva che istituisce per il 25 marzo la giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri. “Ogni anno, il 25 marzo, data che gli studiosi riconoscono come inizio del viaggio nell’aldilà della Divina Commedia – spiega – si celebrerà il Dantedì. Una giornata per ricordare in tutta Italia e nel mondo il genio di Dante con moltissime iniziative che vedranno un forte coinvolgimento delle scuole, degli studenti e delle istituzioni culturali”. “A un anno dalle celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante – ha aggiunto Franceschini – sono già tanti i progetti al vaglio del Comitato per le celebrazioni presieduto dal prof. Carlo Ossola. Dante – ha concluso Franceschini – ricorda molte cose che ci tengono insieme: Dante è l’unità del Paese, Dante è la lingua italiana, Dante è l’idea stessa di Italia”.
La proposta della giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri oltre ad essere oggetto di diversi atti parlamentari aveva raccolto l’adesione di intellettuali e studiosi e di prestigiose istituzioni culturali dall’Accademia della Crusca, alla Società Dantesca, alla Società Dante Alighieri, all”Associazione degli Italianisti alla Società italiana per lo studio del pensiero medievale.
Esce a sorpresa album di Eminem, contro le armiMusic to Be Murdered By è l’undicesimo per il rapper
NEW YORK17 gennaio 202015:53
Eminem pubblica a sorpresa nella notte un nuovo album. L’uscita di Music to Be Murdered è stata annunciata su Twitter e il titolo del brano di punta, Darkness, è stato ispirato da Alfred Hitchcock. Il brano è anche accompagnato da un video nel quale si chiede di cambiare le leggi sulle armi. In particolare viene descritta una sparatoria durante un concerto e l’allusione è al massacro di Las Vegas nel 2017 quando durante un festival musicale un folle fece fuoco sulla folla uccidendo 58 persone. ‘Quando finirà? Quando abbastanza persone se ne interesseranno’ – si legge alla fine del video. Poi un invito a registrasi per votare, l’unico modo per far sentire la propria voce e aiutare a cambiare le legge sulle armi in America.Music to Be Murdered è l’undicesimo album di Eminem e per il quale si è avvalso della collaborazione di Ed Sheeran, Young M.A., Juice WRLD (il rapper 21enne è tuttavia deceduto lo scorso dicembre), Skylar Grey, Don Toliver, Anderson .Paak, KXNG Crooked, Royce da 5’9″, Joell Ortiz.Eminem è considerato il più grande MC di sempre con all’attivo oltre 250 milioni di dischi venduti nel mondo e 15 Grammy Awards.
Mannarino a Parigi, festa notturna al Museo d’OrsayFolla di italiani lo acclama. E lui rende omaggio agli scioperi
PARIGI17 gennaio 202014:48
Mannarino accende la festa sotto la grande navata del Museo d’Orsay, uno dei luoghi mitici di Parigi, consacrato all’arte. Primo italiano ad essere invitato come ospite d’onore alla rassegna “Curieuse Nocturne”, il cantautore romano si è esibito in due parti davanti a una folla di oltre 2.000 italiani, che hanno cantato all’unisono con lui, saltando e tributandogli ovazioni.
Fra i corridoi dove i pochi avventori estranei al concerto continuavano ad ammirare le opere della collezione del museo, la grande navata si è infiammata fin dall’inizio per la performance di Mannarino e del suo gruppo, per gli accenti colorati e trascinanti della sua musica. Il set è cominciato con “Apriti cielo”, il quarto e più recente album dell’artista e il pubblico, in piedi, ha cominciato a ballare. Una dopo l’altra, Mannarino ha investito la navata del museo, sotto la volta a vetrata dell’ex stazione ristrutturata da Gae Aulenti, con “Tevere Grand Hotel”, “Animali”. Poi i cori quasi da stadio per “Arca di Noè” e il bis “Me so’ mbriacato”.
Perfettamente a suo agio nel cuore di Parigi, da cantautore metropolitano ormai abituato a successi internazionali con i suoi tour, Mannarino ha poi salutato tutti i presenti parlando in italiano. E prendendo spunto dall’attualità: “Sono arrivato a Parigi un po’ preoccupato, mi avevano parlato di scioperi – ha detto – ma io vengo da Roma e non me ne sono accorto. Anzi, voglio dire che fa piacere che ci sia qualcuno che si fa carico dei problemi di tutti…”. Un omaggio alla battaglia sociale contro la riforma delle pensioni che da 43 giorni imperversa in Francia e che soltanto negli ultimi giorni ha conosciuto un inizio di pacificazione. Le parole del cantautore sono state salutate da un lungo applauso.
A teatro note e fantasie, in viaggio con Fellini21-22/1 Francesco Sala in 1/o spettacolo calendario centenario
18 gennaio 202010:41
Un set cinematografico spoglio. La sedia da regista, con il megafono a terra. Due riflettori accesi e, al collo, l’inconfondibile sciarpa rossa. A cento anni esatti dalla nascita, il mito di Federico Fellini (Rimini, 20 gennaio 1920 – Roma, 31 ottobre 1993), il maestro del cinema conosciuto in tutto il mondo, torna in scena con il volto di Francesco Sala, protagonista e regista di “In viaggio con Fellini – Note, ricordi, sue fantasie”, in prima nazionale il 21 e 22 gennaio al teatro Lo Spazio di Roma e primo spettacolo inserito nelle manifestazioni Mibact per il centenario.
“Uno spettacolo, concerto, reading – spiega Sala – in cui è Fellini stesso a raccontare di sé, dei suoi incontri, della sua arte”. E dove ogni parola, “è stata realmente pronunciata dal Maestro”. L’idea nasce dall’esperimento della “cena teatrale” “Sotto casa di Federico”, realizzata dal ristorante il Margutta Veggy Food & Art, proprio a due passi dalla casa romana del Maestro e da lui a lungo frequentato. “Fellini non era assolutamente vegetariano – sorride oggi la proprietaria Tina Vannini – Ma al tempo qui vedeva entrare personaggi curiosi: indiani, modelle, stranieri. Così, dovendo a un certo punto mettersi forzatamente a dieta, passò ed entrò”. Ne nacque una lunga amicizia e quelle sale divennero per lui un secondo salotto, con un buon Sangiovese camuffato nella teiera e “produttori di tutto il mondo che venivano a mangiare qui con lui pur di parlargli”.
“In viaggio con Fellini”, a oggi “l’unico spettacolo con il bollino ufficiale del Comitato Fellini 100”, dice Enrico Carretta, produttore insieme alla compagnia Gl’Incamminati, ripercorre la sua storia, tra aneddoti personali e set di grandi successi come La Strada, Le notti di Cabiria, 8 1/2, Amarcord e i cinque Oscar collezionati. “Sono cresciuto con i racconti in famiglia su mio zio Riccardo, che partecipò alle Notti di Cabiria – dice Sala – E’ il bambino con la maglietta a righe che strimpella e fa ridere la Masina. Oggi ho cucito insieme le dichiarazioni originali di Fellini in una sorta di conversazione interrotta, per citare Flaiano, in cui è lui stesso a raccontare i suoi amici, Rimini, inciampi e sogni. Diamo corpo anche agli scarti che buttò nel cestino affidandoli agli allievi della scuola Cantiere Teatrale”. Ecco allora l’arrivo del circo di notte. “Un’apparizione – recita Sala – quasi una mongolfiera: la sera c’era, la mattina dopo non c’era più”. E con quel gran tendone, anche il clown bianco; Giovannone, il matto di paese che saltella come uno spaventapasseri; la Monaca nana, che “poverina, stava un po’ in convento un po’ al manicomio”. E ancora, sulle note della cantante Raffaella Siniscalchi e del Maestro Antonio Nasca, con le immagini delle opere di Brivido Pop (alias Marco Innocenti), si parla di Gadda, Pasolini, Moravia. Del leggendario progetto mai realizzato per Il viaggio di Mastorna. Di quanto sia difficile trovare un titolo per un film (“Amarcord” arrivò giocando con Tonino Guerra sul nome dell’Amaro Cola) o di come la scena topica di Ciccio Ingrassia che corre minacciando il suicidio se non gli viene data una donna fosse tratta da un vero fatto di cronaca.
“Un progetto che nasce in Italia, ma che ha potenzialità enormi.
Non solo per il centenario, ma per perché Fellini è il primo nome italiano che viene in mente all’estero – spiega Carretta- C’è grande interesse per lo spettacolo, non solo attraverso le istituzioni italiane, ma anche dai festival di cinema e teatro.
Ce lo hanno chiesto persino in Iran”. Intanto, “il 25 settembre saremo ad Amsterdam, poi in Polonia. Stiamo definendo per Budapest e in attesa ci sono anche Parigi, Hong Kong e Berlino”.
È autentico il quadro di Klimt ritrovato a PiacenzaRitratto di Signora rubato nel ’97 era tra più cercati al mondo
TORINO17 gennaio 202016:17
– È autentico il ‘Ritratto di signora’ di Gustav Klimt ritrovato a Piacenza lo scorso dicembre dal personale che eseguiva interventi di manutenzione straordinaria alla Galleria Ricci Oddi su incarico del Comune.
“Una notizia di importanza storica per la comunità artistica e culturale e per la città di Piacenza”, comunicano il sindaco piacentino Patrizia Barbieri e l’assessore alla Cultura Jonathan Papamarenghi.
L’annuncio, accompagnato da applausi in sala, è stato dato a Piacenza durante una conferenza stampa della Polizia di Stato che ha dato conto degli esiti degli accertamenti tecnici disposti sul ‘Ritratto di Signora’ attribuito a Klimt. Il dipinto era stato rubato nel 1997 alla Galleria d’arte moderna Ricci Oddi ed era tra i più ricercati al mondo. Il 10 dicembre scorso, durante i lavori di ripulitura su una parete esterna della stessa Galleria, era stata scoperta un’intercapedine chiusa da uno sportello, all’interno della quale c’era un sacco con dentro il quadro.
Altaroma al via con cento marchi in ascesaFashion week dal 23 al 26 gennaio torna a ex caserma Guido Reni
ROMA17 gennaio 202016:24
– Ritorno alla ex Caserma Guido Reni, per la nuova edizione della Roma Fashion Week organizzata da Altaroma che vedrà in pedana tra sfilate ed esposizioni un centinaio di marchi in ascesa dal 23 al 26 gennaio. Su questa linea, giunge alla V edizione Showcase, stavolta comprensivo di 56 designer, 14 brand al giorno a rotazione, che presenteranno le loro collezioni in un’esposizione. Da questa edizione Showcase si avvarrà della nuova partnership con Lazio Innova (Regione Lazio) che destinerà ai designer del Lazio servizi di supporto alla crescita. Per Who Is On Next? sfileranno le nuove collezioni di Federico Cina, Jing Yu, Hibourama, Iuri, Maiorano, Nahiot Hernandez e Twins Florence, con i protagonisti dell’edizione di luglio. Il contest ha decretato finora il successo di 150 designer, come Marco De Vincenzo, Stella Jean, Msgm di Massimo Giorgetti, Arthur Arbesser, Benedetta Bruzziches, Max Kibardin, Nicholas Kirkwood, Sergio Zambon. Si consolida la presenza di designer del territorio capitolino con Caterina Moro, Italo Marseglia, Morfosis, Roi Du Lac, Antonio Martino, e Gall che mostreranno le loro collezioni. Debutta Ginevra Odescalchi con un’esposizione al Museo Andersen e torna a sfilare Sylvio Giardina al Guido Reni con la collezione Dark Celebration. Per Rome Is My Runway, format che promuove brand emergenti che hanno partecipato a Showcase, in pedana Asciari, Chiara Perrot, Gentile Catone, Sartoria 74. Per gli atelier sfileranno le collezioni di Sabrina Persechino, Giada Curti (Ht St Regis) mentre Nino Lettieri mostrerà un tableaux vivant a Palazzo Ferrajoli. Il 24 gennaio toccherà alla IV edizione di International Couture Fashion Show, organizzata dall’Istituto Culturale Italo Libanese che sfilerà i marchi Abiddikkia, Barocqo Jewelry, Marcela de Cala, Missaki Couture, Natasha Pavluchenko. Per le scuole debutta l’accademia milanese Naba. Lo Ied Italia presenterà Amphibia, rassegna di fashion film sul tema della sostenibilità realizzati dagli studenti. Saranno presentati inoltrel l’Accademia di Belle Arti di Frosinone, Accademia Di Belle Arti Di Roma, Accademia Costume & Moda, Accademia Koefia, Accademia Moda Maiani.
Moda: Angelo Cruciani, un italiano nel nuovo talent NetflixAl via il 29 gennaio ‘Next in fashion’ con Alexa Chung
17 gennaio 202016:25
– Lo stilista Angelo Cruciani è stato scelto per il talent show di Netflix ‘Next in Fashion’, condotto da Tan France e Alexa Chung, che debutterà a livello mondiale il 29 gennaio, già tradotto in 14 lingue. La première a New York, in occasione della fashion week. Il programma, in 10 puntate e con 18 concorrenti, mette in palio 250mila dollari e una collezione su Net-a-Porter.
Attivista per i diritti Lgbt, creatore dei flash mob del Gay pride e stilista con la sua linea Yezael, il 42enne Angelo non nasconde la sua soddisfazione: “Non mi aspettavo di essere scelto, hanno fatto prima una selezione tramite i direttori di giornali moda, poi un casting durato 6 mesi, ci hanno portato in 28 a Los Angeles, e siamo rimasti in 18, ognuno famoso nel suo Paese ma non altrettanto a livello internazionale. Io non mi aspettavo di entrare perché sono una briciola rispetto agli altri concorrenti e ad altri colleghi italiani che sfilano in calendario e hanno un percorso ben avviato”. Se la sua moda nel programma Netflix è stata definita grunge, glamour, rock e fashion, per lui l’importante è “mandare un messaggio, dare un mio punto di vista sul pensiero positivo e credo che questo sia stato un punto forte per la selezione. Per Netflix è importante il mio attivismo sociale e ideologico anche con Amnesty, che patrocina sempre le mie mostre. La mia – sottolinea – è una moda impegnata e non una decorazione, per me devi essere consapevole che quello che appari sei: ogni monaco sceglie suo abito”.
Artemisia Gentileschi, star alla National Gallery a LondraDa aprile a luglio la monografica con 30 opere dell’artista
LONDRA17 gennaio 202017:07
– Una delle pittrici più talentuose e di successo del barocco italiano, la cui vita e arte continuano ancora oggi a essere fonte di ispirazione, sarà protagonista in Gran Bretagna in primavera: alla National Gallery sarà allestita per la prima volta una grande monografica dedicata ad Artemisia Gentileschi, in programma dal 4 aprile al 26 luglio, e intitolata semplicemente “Artemisia”. Il progetto espositivo, concepito dopo l’acquisizione da parte del museo londinese dell’Autoritratto di Artemisia Gentileschi raffigurata come Santa Caterina d’Alessandria (il primo dipinto dell’artista ad entrare in una collezione pubblica del Regno Unito), prevede l’esposizione di circa 30 opere della pittrice provenienti da istituzioni pubbliche e collezioni private di tutto il mondo.
Un’autentica novità per il pubblico britannico, se si considera che la maggior parte dei lavori presenti in mostra non sono mai stati esposti in Inghilterra. Il percorso, che vuole delineare la figura della pittrice a 360 gradi anche con lettere personali scoperte di recente e documentare quanto la sua identità personale sia strettamente intrecciata con la sua produzione artistica, segue un ordine cronologico, a partire dai primi dipinti di Artemisia, tra cui la sua prima opera firmata e datata, Susannah and the Elders, realizzata dall’artista a 17 anni. Nell’esposizione anche lo straordinario confronto le due versioni della più famosa e iconica composizione di Artemisia – Judith beheading Holofernes, Giuditta che decapita Oloferne -, quella conservata al Museo e Real Bosco di Capodimonte e quella delle Gallerie degli Uffizi di Firenze.
Versace, nuovi flagship store a Londra e ParigiDonatella, ‘due città che adoro’
17 gennaio 202017:08
– Versace aprirà questo autunno due nuovi flagship store a Londra e Parigi. In rue Saint-Honoré, la boutique di Parigi si sviluppa su una superficie di 780 mq distribuiti su tre piani e presenterà capi e accessori ready-to-wear, sia per donna che per uomo. Lo store di Londra aprirà in New Bond Street e coprirà un’area di 670 metri quadrati. Anche in questo caso, la boutique offrirà una selezione di capi e accessori ready-to-wear sia per donna sia per uomo, disposti su tre piani. “Stiamo aprendo due flagship store – dice Donatella Versace – in due città che adoro. Parigi è al centro dell’Europa, la ammiro per la sua bellezza, la sua arte e la sua storia senza paragoni. Londra è la città più variegata al mondo. Non si ferma mai, oltrepassando i confini e infrangendo le regole. Sono sempre ispirata dalla sua eccentricità e dalla sua cultura, così presente nel mondo della musica e così attenta alla ricerca di nuovi trend”. VAI ALLE NOTIZIE DI TECNOLOGIA
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Moda: Galliano by Maison Margiela lancia la borsa unisex
Si chiama Snatched, omaggio a generazione genderless
17 gennaio 202017:10
– Il suo nome è Snatched, è la borsa genderless disegnata dal direttore creativo di Maison Margiela, John Galliano, che ha sfilato in passerella a Parigi, in omaggio al gergo di una nuova generazione espressione dei valori di indipendenza, diversità e inclusività.
Snatched in inglese è un’espressione slang sinonimo di “look impeccabile”. Riferito poi alla clutch con angoli asimmetrici, ripiegati come un origami, una chiusura a ribalta e una fascia attraverso cui passare la mano, il nome allude anche al significato più letterale del termine, ovvero “afferrare prontamente un oggetto”.
Snatched è disponibile in due versioni multi funzionali: un formato più grande da portare come pochette o tracolla, e un formato più piccolo da portare come pochette, tracolla o marsupio grazie all’aggiunta di una cintura.
Regeni, un libro, i genitori e la ricerca della veritàA 4 anni dalla morte, il punto su situazione e sviluppi
TRIESTE18 gennaio 202011:21
Un libro in cerca della verità, un altro che invece ritiene che la verità si sappia ma che questo non trascinerà i responsabili in Tribunale. Giulio Regeni, quattro anni dopo la scomparsa (25 gennaio 2016), è ancora un caso-mistero ma intanto escono due libri: il primo scritto dai genitori Paola Deffendi e Claudio Regeni con il loro avvocato Alessandra Ballerini – “Giulio fa cose” (Feltrinelli, in libreria il 23 gennaio), il secondo da un navigato giornalista, Camillo Arcuri – “Ricatto di Stato” per la Castelvecchi (sempre il 23 gennaio), che aveva già pubblicato “Morire al Cairo” nello stesso 2016, scritto da Antonella Beccaria e Gigi Marcucci.
I genitori dello studioso friulano – che appariranno in televisione domenica 19 gennaio alla trasmissione di Fabio Fazio ‘Che tempo che fa’ (in onda dalle 21 su Rai2) – nel volume ricostruiscono questi ultimi 4 anni della loro vita, un periodo di strenue battaglie per ottenere la verità e la giustizia sulla morte del figlio, una battaglia che riguarda tutti perché nel rapimento, nelle torture e nell’uccisione di Giulio Regeni la ragion di Stato sembra aver messo a tacere la giustizia. Paola e Claudio chiedono “una verità processuale” sulle torture, i depistaggi, i mandanti e gli esecutori, convinti che “su Giulio sono stati violati tutti i diritti umani, compreso il diritto di tutti noi ad avere verità”. I genitori ritengono che nel silenzio della politica gli egiziani abbiano “ucciso cinque innocenti, inventato storie incredibili, falsificato documenti per allontanare i sospetti dai loro apparati” ma la Procura di Roma ha tuttavia individuato e messo sotto inchiesta 5 funzionari della Nsa, i servizi segreti del Cairo. Però, i genitori hanno dalla loro parte la cosiddetta ‘onda gialla’ che ha letteralmente investito l’Italia con striscioni, bracciali, testimonianze di attenzione di ogni tipo.
Anche Arcuri parla dei cinque esponenti dei servizi segreti e si spinge fino a individuare in un conflitto tra gli apparati civili e quelli militari la ragione della sua morte. Secondo il giornalista sarebbero stati i servizi civili a sequestrare Giulio e, accortisi di non aver preso una spia o una persona pericolosa, di averlo consegnato ai ‘colleghi’ del settore militare. Sarebbero stati questi a ucciderlo. Mentre il ritrovamento del corpo sarebbe stato uno sgarbo che uno degli apparati avrebbe fatto all’altro visto che sarebbe stato facile farne perdere le tracce, come è accaduto per tanti che sono spariti nel nulla. Il giornalista fa ancora un passo in avanti: cosa fare? La verità storica raggiunta dalla Procura di Roma probabilmente non si convertirà in una verità giudiziaria poiché le autorità egiziano non consegneranno mai i cinque indagati e armi spuntate appaiono pure la possibilità di ricorrere all’Aja o alla Corte dei diritti umani di Strasburgo.
Arcuri sottolinea anche la forza della lobby egiziana che opera all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani che, paradosso nel dolore, ha ottenuto che la brutale dittatura di al-Sisi venisse classificata rispettosa dei detenuti. Incredibile ma vero: perfino più rispettosa di paesi davvero civili come la Svezia.
Grammy: è caos, organizzazione silura primo presidente donnaDeborah Dugan in carica da solo sei mesi. Si parla di golpe
NEW YORK17 gennaio 202017:44
A meno di dieci giorni dalla cerimonia per l’assegnazione dei Grammy, l’organizzazione mette alla porta il suo leader. Deborah Dugan, la prima donna alla guida dei premi che sono considerati gli Oscar della musica, è stata rimossa dalla sua carica a neanche sei mesi dalla sua nomina. Un comunicato ufficiale parla di accuse di cattiva condotta da parte di un’altra donna membro della Recording Academy (ente che organizza i Grammy).
Secondo indiscrezioni invece riferite da Variety, nei confronti della Dugan ci sarebbe stato un vero e proprio golpe.
I cambiamenti proposti dalla Ceo, all’insegna della diversità e di una maggiore inclusione, sarebbero stati infatti mal digeriti da alcuni membri più anziani dell’organizzazione, poco inclini ad una cosiddetta ‘riforma’. Al posto della Dugan, ad interim è stato nominato il produttore Harvey Mason Jr.
La cerimonia dei Grammy si terrà il prossimo 26 gennaio. Sono previste esibizioni da parte di artisti come Lizzo, che ha avuto otto nomination, Aerosmith, Camila Cabello, Billie Eilish, H.E.R., The Jonas Brothers, Demi Lovato, Bonnie Raitt, Gwen Stefani.
Sanremo: Coletta, difendo Amadeus da accuse sessisteNeo direttore Rai1, “è una persona perbene”
17 gennaio 202018:02
– “Pur avendolo appena conosciuto, difendo Amadeus, una persona specchiata e perbene”. Stefano Coletta, direttore di Rai1 appena insediatosi, prende le parti del conduttore e direttore artistico del Festival di Sanremo, dopo le polemiche scatenate dalle sue frasi ritenute sessiste e da una petizione partita su change.org per chiedere la sua rimozione.
“Credo che la Rai abbia dimostrato in tante espressioni di dedicare spazio alle donne – ha aggiunto Coletta, a margine degli ascolti dei brani di Sanremo per gli addetti ai lavori, a Milano -. Io vengo da Rai3, dove c’è sempre stata attenzione nel raccontare il mondo femminile. E’ un po’ perturbante pensare ad accuse sessiste. La petizione su change.org è legittima, nel senso che è democratico esprimere proprio pensiero, ma io difendo Amadeus, è chiaro che non era sua intenzione offendere nessuno”.
Dante, il 25 marzo sarà il giorno del Sommo PoetaFranceschini, Dante è l’unità del Paese, l’idea stessa d’Italia
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18 gennaio 202011:18
Il 25 marzo sarà il giorno del Sommo Poeta. A un anno dalle celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Dante, il consiglio dei ministri, su proposta del ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Dario Franceschini, ha approvato la direttiva che istituisce la giornata nazionale dedicata all’Alighieri. Sarà “il Dantedì” come spiega il ministro Franceschini, che verrà celebrato “ogni anno, il 25 marzo, data che gli studiosi riconoscono come inizio del viaggio nell’aldilà della Divina Commedia. Una giornata per ricordare in tutta Italia e nel mondo il genio di Dante con moltissime iniziative che vedranno un forte coinvolgimento delle scuole, degli studenti e delle istituzioni culturali”. “Dante ricorda molte cose che ci tengono insieme: Dante è l’unità del Paese, Dante è la lingua italiana, Dante è l’idea stessa di Italia” ha detto il ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo. E per le celebrazioni dantesche, l’impegno globale dello Stato, chiarisce Franceschini, sarà di due milioni di euro (uno aggiunto proprio con l’ultima finanziaria).
Accolta con grande favore da Andrea Martella, il Dantedì “sarà una grande occasione. Per riscoprire una dimensione alta della nostra identità e per ritrovarci uniti attorno alla bellezza della cultura” ha detto in un tweet il sottosegretario all’editoria. Una proposta di legge, targata Fratelli d’Italia, per fare si che l’anniversario dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri “non faccia la fine delle celebrazioni di Leonardo Da Vinci che sono finite in Francia” è stata poi annunciata dalla presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, al termine di una visita alla tomba del padre della lingua italiana, in occasione di un incontro elettorale a Ravenna. “Abbiamo presentato una proposta di legge per chiedere che ci siano risorse, che ci siano dei comitati, che ci sia anche una migliore difesa della lingua italiana” ha detto la Meloni.
La proposta di una giornata nazionale dedicata a Dante, oltre ad essere oggetto di diversi atti parlamentari aveva raccolto l’adesione di intellettuali e studiosi e di prestigiose istituzioni culturali, dall’Accademia della Crusca, alla Società Dantesca, alla Società Dante Alighieri, all’Associazione degli Italianisti alla Società Italiana per lo studio del pensiero medievale. E “sono già tanti – come ha detto il ministro Franceschini – i progetti al vaglio del Comitato per le celebrazioni presieduto dal professor Carlo Ossola”.
“Al comitato sono arrivati 322 progetti, da tutta Italia e anche dall’estero, in seguito al bando che scadeva il 31 dicembre 2019. Ci sono bellissime proposte di mostre, spettacoli teatrali, reading che stiamo valutando sotto la guida del professor Ossola e pensiamo di vagliarli entro marzo 2020” ha spiegato Maria Ida Gaeta, segretario generale del Comitato nazionale per le Celebrazioni Dante 2021 che ha ricordato come a dare il via alle celebrazioni sarà “il 4 settembre un concerto di Riccardo Muti a Ravenna che sarà replicato a Firenze e Verona. Ci sarà anche una grande mostra a marzo alle scuderie del Quirinale”.
Nella miriade di iniziative per le celebrazioni dantesche grande protagonista sarà l’Italia dei comuni, dei centri piccoli e piccolissimi, dei borghi e delle frazioni, nel progetto con il sostegno di Poste Italiane che prevede di puntare su 70 comuni, ma potranno essere anche di più” come ha anticipato l’ad Matteo Del Fante.
E che le celebrazioni del Sommo Poeta non si possano limitare a un solo luogo ce lo fa comprendere bene anche il libro di Giulio Ferroni, ‘L’Italia di Dante’ (La Nave di Teseo) nel suo ” Viaggio nel paese della Commedia” di oltre mille pagine sulla traccia dei luoghi danteschi.
Arte: Palazzo Ducale Genova esporta mostra a LondraBertolucci, anno ottimo e grande successo per Bansky
GENOVA17 gennaio 202018:52
– Palazzo Ducale esporterà a aprile una mostra all’Historical Collection di Londra in autunno alla Biblioteca estense di Modena sarà presente con la mostra dedicata agli anni Venti che sta riscuotendo grande successo a Genova. Lo ha detto Serena Bertolucci, direttore di Palazzo Ducale. “E’ stato un anno ottimo – ha detto – per Palazzo Ducale. Tutte le mostre hanno superato e 20 mila visitatori con la grande sorpresa di Bansky che ha permesso di avvicinare un pubblico differente: il pubblico giovane Genova esiste – ha sottolineato Bertolucci – e che anzi bisogna lavorare proprio in prospettiva di sollecitare questo pubblico a essere ancora più partecipe e attivo”. Per questo “abbiamo in cantiere una mostra a sorpresa: stiamo firmando proprio in questi giorni. Quindi oltre al calendario già annunciato saremo in grado di offrire qualcosa di più. C’è la voglia del Ducale di essere disposizione dei giovani che hanno dimostrato di voler partecipare a questo progetto”.
Musica:San Carlo, la Tosca senza tempo di Edoardo De Angelis22 gennaio, il regista dal cinema all’opera debutta con Puccini
NAPOLI17 gennaio 202019:13
– ‘Tosca è storia di donne e di uomini, ma parla di Dio. Questa storia accade oggi in una periferia che è il centro della terra”: debutta nella lirica con il capolavoro di Giacomo Puccini uno dei registi più interessanti del cinema italiano, Edoardo De Angelis, aprendo con uno spettacolo da ‘tutto esaurito’ il 2020 operistico del Teatro di San Carlo. La nuova produzione, dal 22 gennaio, ha le scene firmate dall’artista Mimmo Paladino e una ambientazione senza tempo. ”Una storia di tanti anni fa, di un luogo lontano e capitale come Roma. Questa storia accade oggi in un luogo che è terreno bagnato e bruciato, letto di fiume”. Direttore Donato Renzetti, sul podio dell’Orchestra e del Coro, un cast di rango con Carmen Giannattasio che si alterna con Monica Zanettin nei panni di Floria Tosca, Fabio Sartorie Arsen Soghomonyan saranno Mario Cavaradossi, Enkhbat Amartuvshine George Gagnidzei due Barone Scarpia, Renzo Ran sarà Cesare Angelotti, Matteo Peirone il Sagrestano, Francesco Pittari, Spoletta.
Livermore a Genova, “siamo pirati della bellezza”Nuovo direttore ‘Nazionale’, io innamorato del teatro pubblico
GENOVA18 gennaio 202010:39
“Il teatro deve andare l’attacco dell’immaginario della società. Vogliamo essere pirati della bellezza”. Sta in queste parole, che hanno raccolto gli applausi a scena aperta di un pubblico fatto di media e amanti del teatro, tutto l’impeto e la passione di Davide Livermore, che si è presentato a Genova nelle vesti di nuovo direttore del Teatro Stabile-teatro Nazionale affermando di essere “innamorato del teatro pubblico”. Una vera e propria star, per di più molto attesa, cui affidare le sorti del teatro per un rilancio globale, rilancio che prevede una possibile internazionalizzazione. Per questo Livermore, ex direttore del Baretti di Torino, del Centre de Perfeccionament Placido Domingo e del Palau Les Arts Regina Sofia di Valencia oltre che apprezzatissimo regista lirico, scenografo, sceneggiatore, cantante lirico e pure scrittore (notevole il suo Mozart e il violino di Lucifero, scritto a 4 mani con Rosa Mogliasso, ed.
Salani), l’uomo che ha fatto della cultura uno strumento rivoluzionario di vera aggregazione, ha adesso in mano il timone di una istituzione – lo Stabile appunto, oggi Nazionale – chiaramente in sofferenza. Potrà, il carismatico Livermore, dettare la linea immaginando ampi spazi per la nuova drammaturgia e spazi-riserve non più indiane destinate ai classici, “storie meravigliose che hanno affascinato la gente nei secoli, meccanismi perfetti che non hanno bisogno di riscrittura”. Uno Shakespeare per esempio, che bellezza se in lingua originale, ma per pietà con “l’esigenza di fare un Macbeth come si deve”. Livermore il vulcanico ha mille idee pronte per una ricetta sicura: azioni per coinvolger ei giovani, attenzione alla multiculturalità del territorio genovese, con particolare attenzione ala comunità ecuadoriana, ma anche la spinta verso l’estero: come inaugurare la stagione il 12 ottobre, il ‘Columbus day’, “quale giornata migliore per l’apertura della stagione del Teatro di Genova se non il giorno più importante a New York e nelle tante città latino americane?”. Ma non basta. E anche se Livermore non anticipa nulla di quello che sarà il suo programma, c’è già in cantiere la prima edizione del Premio Ivo Chiesa dedicato al fondatore del teatro, e la collaborazione con il Museo dell’Attore e la Scuola di recitazione del Teatro di Genova, la migliore accademia italiana. Infine, la questione dei finanziamenti: “dire che con la cultura non si mangia è affermare il falso.
Studi economici dimostrano che ogni euro investito in cultura può valere in media cinque volte tanto. Come direttore di questo teatro, da sempre uno dei più importanti d’Italia, vorrei pungolare la politica perché possa avere maggiore consapevolezza dell’importanza del nostro lavoro. E’ giusto chiedere risorse per la bellezza, il teatro migliora la qualità della vita”.
Addio di Gaultier alle sfilate, l’ultima il 22 gennaioPer stilista non è addio a moda, lavorerò con nuovo concept
17 gennaio 202019:18
– Jean Paul Gaultier dice addio alle sfilate e annuncia che il suo ultimo defilé di alta moda, che segnerà 50 anni di attività, è quello prossimo di Parigi il 22 gennaio. L’annuncio in un comunicato stampa e sui suoi social.
L’ultima sfilata si terrà al Théâtre du Châtelet. Lo stilista, 67 anni, non si ritira: ha precisato infatti che proseguirà a lavorare nella moda con un nuovo concept.
Hit parade, Cip! conquista la vettaSeguono 23 6451 e Marracash
17 gennaio 202020:12
E’ l’album appena uscito a firma del cantautore calabrese Brunori Sas, dal titolo onomatopeico Cip!, a conquistare la vetta della classifica Fimi/Jfk degli album più venduti della settimana che va dal 10 al 16 gennaio e anche il primo posto tra i vinili più venduti. Che fosse il principale discendente di una certa tradizione di cantautori di razza era apparso chiaro sin dal primo album di Brunori, Vol. 1, che l’anno scorso ha compiuto i suoi primi dieci anni e dov’è sviluppato uno stile personale con un’attitudine alla De Gregori nel modo di raccontare certe cose con orgoglio, quanto di un humour alla Lucio Dalla. Il nuovo album, disco più maturo, precede il suo primo tour che partirà a Jesolo il 3 marzo.
Undici tracce, registrate tra Milano e la Calabria e prodotto dallo stesso artista con Taketo Gohara, per parlare “dell’Uomo, e non degli uomini”. Un lavoro che cerca di sfumare divisioni e confini. Cip! spodesta dal trono 23 6451 di Tha Supreme, che scivola al secondo posto e spinge al terzo Marracash con Persona. Quarta posizione per Ultimo con Colpa delle favole (41 settimane in classifica). Quinto gradino per il gruppo trap FSK Satellite, con FSK TRapshit revenge. Primo tra i singoli Blun7 A Swishland di Tha Supreme.
E’ autentico il quadro di Klimt ritrovato a Piacenza (2)
Rubato nel 1997, era saltato fuori durante una pulizia
PIACENZA17 gennaio 202020:15
“E’ con non poca emozione che confermiamo l’autenticità dell’opera”. Così il sostituto procuratore di Piacenza Ornella Chicca, titolare dell’indagine sul misterioso furto del 1997 del “Ritratto di Signora” di Gustav Klimt dalla galleria Ricci Oddi di Piacenza e sul suo recente e misterioso ritrovamento nello stesso luogo dopo 22 anni, ha confermato che quella tela trovata casualmente il 10 dicembre scorso a Piacenza dentro un anfratto nel giardino della stessa galleria, è l’autentico capolavoro del pittore austriaco.
Un quadro dal valore inestimabile, che per 22 anni è stato in cima alla lista delle opere d’arte trafugate più ricercate al mondo.
L’annuncio, atteso da giorni e per questo carico di suspense ed emozione, si è tenuto nella sede piacentina della Banca d’Italia, unico luogo inespugnabile “per custodirlo al sicuro durante le indagini svolte dai tre periti nominati dalla procura” è stato detto in apertura ringraziando la disponibilità mostrata fin da subito dalla Banca.
Accanto alla titolare dell’indagine, tutti i protagonisti della conclusione di una vicenda avvincente e con il lieto fine: il procuratore facente funzione Antonio Colonna, il maggiore Giuseppe De Gori del Tpc carabinieri di Bologna, la dirigente della squadra mobile di Piacenza Serena Pieri. E poi i tre super esperti, la cui identità è rimasta un mistero fino alla conferenza stampa, incaricati di analizzare da vicino e in ogni sua parte la tela trovata il mese scorso da alcuni operai durante la manutenzione del giardino della Ricci Oddi.
“Non sono state necessarie indagini invasive per stabilirne l’autenticità” ha sottolineato subito Diego Cauzzi (funzionario per le tecnologie del complesso monumentale della Pilotta, Parma), che ha condotto analisi scientifiche rigorose, mentre Anna Selleri (funzionario restauratore delle Pinacoteca nazionale di Bologna) e Claudia Collina (storica e critica d’arte, funzionaria Ibc specialista in Beni Culturali) hanno condotto indagini sullo stato e le caratteristiche della tela e un approfondito lavoro di analisi e confronto storico dell’arte.
“Il quadro è vero. E’ quello acquistato dal collezionista Giuseppe Ricci Oddi nel 1925 e conservato fino al 1997, anno del furto” hanno concordato gli esperti.
Le indagini sulla vicenda sono però ancora lontane dalla conclusione e moltissime sono le domande senza una risposta.
Mentre il destino del capolavoro è quello di tornare entro breve tempo esposto alla galleria d’arte moderna nel centro di Piacenza, la domanda principale alla quale ora la procura vuole dare una risposta è “da quanto tempo si presume che la tela si trovasse in quell’anfratto?”. “Per ora su questo aspetto vi è ancora il segreto di indagine” hanno detto gli inquirenti in conclusione dell’incontro.
Trieste Film Fest apre con Malick e BellocchioSi alza il sipario al Politeama Rossetti sulla 31/a edizione
TRIESTE17 gennaio 202020:20
– E’ con A hidden Life di Terrece Malick che al Politeama Rossetti si è alzato questa sera il sipario sulla 31/a edizione del Trieste Film Fest, l’appuntamento dedicato alla cinematografia dell’Europa orientale (fino al 23 gennaio). Ospite speciale della serata inaugurale, il regista Bellocchio che ha ricevuto il Premio del Sindacato nazionale Critici Cinematografici italiani per il miglior film italiano del 2019 con Il Traditore. Una quarantina i Paesi ospiti della rassegna diretta da Fabrizio Grosoli e Nicoletta Romeo, per un’area geografica che dai Balcani si estende fino al Caucaso, con 34 – fra lungometraggi, documentari e corti – che saranno giudicati dal pubblico.
A ricevere il Eastern Star Award sarà la modella e attrice polacca, Kasia Smutjnak, che con il suo lavoro ha contribuito a gettare un ponte tra Europa dell’Est e dell’Ovest. Omaggio anche a Federico Fellini, nel centenario dalla sua nascita con un focus speciale.
Sanremo, il festival dei sentimenti tra rap e ’80Amadeus: ‘Ho scelto le canzoni che possono durare nel tempo’
18 gennaio 202010:33
I sentimenti. Sempre loro. Quelli che si prendono Sanremo e lo monopolizzano. Che sia l’amore, a volte felice a volte no, per il partner (Enrico Nigiotti, Diodato, Le Vibrazioni, Riki), quello per la madre (Giordana Angi), un figlio (Paolo Jannacci) o il nipotino che da poco si è affacciato alla vita (Piero Pelù). La legge del festival colpisce anche quest’anno e fa niente se il mondo va a rotoli, tra gas serra che ci soffocano e guerre alla porta di casa che sembrano poter esplodere da un momento all’altro. All’Ariston, come da tradizione, è sempre la rima cuore-amore a farla da padrona per almeno metà delle 24 canzoni in gara. L’altra metà si divide tra riflessioni sull’attualità (Rancore e Junior Cally), su se stessi (Marco Masini, Irene Grandi, Rita Pavone), sulla diversità (Levante) e sulla difficoltà di rapportarsi ad un mondo che ci vorrebbe tutti omologati e schiavi del pensiero unico (Michele Zarrillo e il grido generazionale lanciato da Anastasio). “Il Festival è tante cose insieme: show, varietà, ospiti. Ma il clou sono le canzoni. E sono contentissimo dei brani selezionati – rivendica Amadeus, conduttore e direttore artistico -. Ci ho messo mesi per trovare una composizione che possa essere attuale e contemporanea”. Racconta che non ha usato il bilancino nella scelta dei generi musicali (né tantomeno in quello delle quote azzurre o rosa), “ma sono andato su brani che ritenevo forti e che avessero le caratteristiche per durare nel tempo”. E allora tanto ritmo, tanto rock, parecchie sonorità anni Ottanta, una dose rinforzata di urban e rap, qualche ballad e un paio di pezzi molto “sanremesi”. Il ventaglio musicale è vario e variegato. Convincono i più giovani. Su tutti Junior Cally, Elodie, Rancore. Il primo, tra rap e pop antipopulista, fa riferimenti neanche troppo velati a Matteo Salvini (“odio il razzista che pensa al Paese ma è meglio il mojito”) e a Matteo Renzi (“il liberista di centro sinistra che perde partite e rifonda il partito”). Elodie si affida a Mahmood e Dardust (e si sente) per un brano urban che graffia e lascia il segno (e lo farà anche in radio). C’è la mano di Dardust (Dario Faini) anche nel pezzo di Rancore, che l’anno scorso si fece notare con Daniele Silvestri in Argentovivo. Le Vibrazioni pescano nella loro storia con un brano dal ritornello ipnotico (Dov’è, dov’è, dov’è, la gioia dov’è, ripetuto come un mantra). Sorprendono anche Bugo e Morgan, con il loro salto nell’elettro-pop in pieni anni Ottanta, tra Battiato e Ivan Cattaneo. Anastasio si fa notare con il suo grido disperato “Come ti senti? Disinnescato”. Emozionante e intensa Giordana Angi, che conferma le sue doti di scrittura, mentre Irene Grandi valorizza il brano scritto per lei da Vasco Rossi e Gaetano Curreri. Qualcuno invece delude un po’. Achille Lauro, che solo un anno fa stupì, ripete se stesso e la sua Me ne frego ricalca un po’ troppo Rolls Royce. Anche per Enrico Nigiotti (bene nel 2019 con Nonno Hollywood) sembra un’occasione persa: non getta il cuore oltre l’ostacolo e la sua rock ballad non osa, mantenendosi sul tranquillo binario della tipica composizione sanremese. Anche per il ritorno di Riki, che gioca con l’autotune, le aspettative erano più alte. C’è anche chi prova a spiazzare l’ascoltatore, come Raphael Gualazzi, che abbandona l’immagine del serioso pianista per concedersi atmosfere più caraibiche, condite di elettronica. Al suo 13/o festival anche Michele Zarrillo cerca di cambiare pelle, mentre Rita Pavone rivendica un suo ruolo nella musica italiana e la voce sembra darle ragione. Una botta di allegria dance proveranno a portarla i Pinguini Tattici Nucleari, la quota indie del festival, che dal loro passaggio all’Ariston hanno solo da guadagnare. Come Elettra Lamborghini, che ha scelto la comfort zone del reggaeton. Sembrano parlarsi a distanza i due ex Diodato e Levante. Lei canta: “Ciao tu, animale stanco, sei rimasto da solo” e lui, che racconta un amore finito, sembra risponderle: “Sai che cosa penso, che non dovrei pensare, che se poi penso sono un animale”. Completano il quadro Alberto Urso che, c’è da giurarci, incontrerà il favore del pubblico con il suo nostalgico pop-lirico, Francesco Gabbani con una filastrocca in cui gioca con le parole, Paolo Jannacci che cerca la sua strada nel cantautorato. Marco Masini si guarda allo specchio e fa pace con se stesso, mentre Piero Pelù veste i panni del nonno rock. La voce di Tosca impreziosisce un brano dall’atmosfera sognante
Musica, morta la madre di Celine DionTherese aveva 92 anni, lanciò la carriera della figlia
MONTREAL (CANADA)18 gennaio 202006:19
– E’ morta a 92 anni Therese Dion, madre della cantante Celine.
“Mamma, ti amiamo così tanto… Dedichiamo lo spettacolo a te stasera e canterò per te con tutto il cuore”, ha twittato la star canadese prima di un concerto ieri sera a Miami. Celine ha anche pubblicato una vecchia foto di famiglia in bianco e nero, che mostra ‘Maman Dion’ – così era soprannominata Teresa – con accanto suo marito e i loro 14 figli.
Therese lanciò la carriera della sua figlia più giovane quando aveva 12 anni inviando nel 1981 un nastro al produttore René Angelil, che sarebbe poi diventato anche marito di Celine.
Thérèse ha condotto per diversi anni un programma di cucina in tv, commercializzando i suoi piatti con il marchio ‘Les pâtés de Maman Dion’. Ha anche creato la ‘Fondation Maman Dion’, che mira in particolare a sostenere il percorso scolastico dei giovani del Quebec da 5 a 16 anni provenienti da contesti svantaggiati.
Kavafis segreto in ‘Tutte le poesie’Per la prima volta escono in Italia in Poesia Donzelli
18 gennaio 202011:15
KONSTANDINOS P. KAVAFIS, TUTTE LE POESIE A CURA DI PAOLA MARIA MINUCCI (DONZELLI, PP 716, EURO 35,00). Le poesie che pensava di dover conservare “segretamente”, i primi versi, i componimenti rifiutati e quelli più antichi, pubblicati su riviste o fatti circolare in foglietti volanti. Si entra nel laboratorio poetico di Konstandinos Kavafis con ‘Tutte le poesie’ in cui viene presentata per la prima volta nella sua completezza l’opera di uno dei maggiori poeti del Novecento, nella collana Poesia della Donzelli, con testo greco a fronte .
Grazie al lavoro di Paola Maria Minucci, il lettore italiano potrà conoscere versi nascosti e un intero universo di poesie fino ad oggi mai pubblicate in italiano.
Se si esclude qualche eccezione, finora Kavafis era conosciuto come l’autore di 154 poesie, di Itaca (“E se la trovi povera, Itaca non ti ha illuso”) o di Aspettando i barbari, di quei versi che aveva destinato alla pubblicazione, sottraendoli al continuo lavoro di riscrittura che caratterizzava il suo processo creativo. Alle poesie riconosciute si aggiungono nella raccolta di Donzelli 74 poesie nascoste e 27 poesie tra le prove poetiche più antiche, che aveva poi rifiutato negli anni successivi.
La lettura di tutta l’opera mette in luce, come sottolinea la Minucci, traduttrice e docente alla Sapienza di Roma, “il lavoro ossessivo su ogni testo, rielaborato per anni, se non per decenni”, ma soprattutto offre “un quadro della sua poesia e delle tematiche che l’attraversano decisamente più ricco e dagli orizzonti più aperti”.
“Dalle mie azioni meno evidenti /e dai miei scritti più segreti – /da questi soltanto riusciranno a capirmi” scriveva Kavafis nel 1908 in Segreti.
Romantico, come nelle prime poesie del decennio 1884-1894 in cui scrive: “Lo specchio non m’inganna, veritiera è l’immagine/, sulla terra non c’e’ un’altra così bella”, Kavafis ricorre alla storia, alla memoria, al simbolismo, ma è quando lascia che i suoi versi siano attraversati dall’erotismo che raggiunge le vette più alte. Come in ‘Torna’ del 1912: “Torna spesso e prendimi,/amata sensazione torna e prendimi -/quando si risveglia la memoria del corpo,/e l’antico desiderio penetra nel sangue”.
Queste pagine “sono un tramite, un mezzo per capire meglio ciò che si cela dietro le sue parole, per andare oltre i veri mascheramenti, storici, mitologici e finanche autobiografici.
Sotto questa luce la sua poesia diventa una grande metafora e l’opera completa una chiave per leggerla” dice la Minucci.
Nato ad Alessandria d’Egitto nel 1863 da genitori discendenti da antiche famiglie aristocratiche di Costantinopoli, Kavafis che era amico di Giuseppe Ungaretti e che nel 1929 Marinetti, in visita ad Alessandria, volle conoscere, ha stampato la sua prima raccolta – fascicolo di 14 poesie nel 1904 e nel 1907 si è trasferito nella sua casa di via Lepsius 10 ad Alessandria dove ha vissuto per tutta la vita. Morto il 29 aprile del 1933 , nello stesso giorno in cui era nato, la sua opera è rimasta inedita fino al 1935 se si escludono poche poesie pubblicate su una rivista ateniese e i versi fatti circolare su foglietti volanti.
Poeta del relativo e dell’empirico, come spiega la curatrice della raccolta, è ‘Miris'”l’unica delle poesie mature di Kavafis” che “mette a frutto tutte le risorse del suo metodo poetico, risultato di una fusione dell’intuizione storica e di una visione erotica” .”Mi precipitai fuori da quella casa d’incubo,/corsi lontano, prima che il loro cristianesimo/mi rubasse e distruggesse il ricordo di Miris” sono i versi di Kavafis che chiudono la poesia.
A Salerno oltre cento foto ‘raccontano’ David BowieScatti del maestro Sukita fino a 27 febbraio a Palazzo Fruscione
NAPOLI18 gennaio 202013:03
– David Bowie non lo conosceva nemmeno, non sapeva chi fosse. Ma decise comunque di andare ad un suo concerto. E lo fece perché rimase colpito, attratto, dal manifesto dell’evento: c’era Bowie, con una gamba alzata e su uno sfondo nero. Inizia tutto da lì. E’ da quel giorno che le foto di Masayoshi Sukita hanno iniziato a raccontare i ‘volti’ di Bowie. Foto, alcune delle quali, oltre cento, fino al 27 febbraio saranno esposte a Palazzo Fruscione, a Salerno. Una retrospettiva, “Stardust Bowie by Sukita”, organizzata dall’associazione culturale Tempi Moderni e ONO arte contemporanea, con il supporto della Regione Campania, che racconta non solo il quarantennale rapporto professionale tra i due ma che racconta anche il tempo che Bowie ha vissuto e in parte ha anticipato.
“Vedere David Bowie sul palco mi ha aperto gli occhi sul suo genio creativo. In quella circostanza osservai Bowie esibirsi con Lou Reed ed era davvero potente… Bowie era diverso dalle altre rock star, aveva qualcosa di speciale che dovevo assolutamente catturare con la mia macchina fotografica”, raccontò Sukita che, dopo quel concerto, riuscì ad incontrare Bowie di persona. I due si incontrarono e scatta qualcosa. Nel 1973 Sukita ritrae di nuovo Bowie, sia negli Stati Uniti che durante il suo primo tour in Giappone, ma l’incontro indubbiamente più significativo avviene nel 1977 quando Bowie torna a Tokyo per la promozione dell’album “The Idiot” di Iggy Pop, che aveva prodotto. Sukita scatta 6 rullini e realizza anche la fotografia che non sapeva sarebbe divenuta la celebre copertina dell’album “Heroes”.
I sogni di Pennac, fra sorpresa, delusione e incubiA teatro con omaggio a Fellini, soffriva quando non li ricordava
18 gennaio 202013:49
– “Una delle funzioni dei sogni è la sorpresa, ma ci sono anche delusioni assolute al risveglio e incubi che non vorrei rifare”. Così racconta il suo rapporto con l’onirico Daniel Pennac, che ha reso omaggio a Federico Fellini con il suo nuovo libro, ‘La legge del sognatore’ (Feltrinelli Editore), e farà rivivere a teatro il grande poeta del cinema nel centenario della sua nascita. “Quando avevo vent’anni, Fellini prima mi ha sconvolto con Il bidone e poi meravigliato con gli altri suoi film, Amarcord, Roma, Intervista, Ginger e Fred – spiega lo scrittore francese, in scena lunedì 20 gennaio a Milano, al Piccolo Teatro Strehler, il 21 gennaio a Torino e il 22 gennaio a Rimini -.
L’attitudine a sognare credo sia legata all’intensità dei desideri provati nel corso della giornata, e invecchiando sono meno intensi. Forse c’è una minore frequenza del ricordo.
Proprio non riuscire più a ricordare i sogni ferì molto Fellini”.
Sanremo: Salmo, non vado al festival, non me la sento”Tra i due santi Sanremo e San Siro, preferisco San Siro”
18 gennaio 202015:15
Salmo non va a Sanremo: ”non me la sento”. Il rapper lo annuncia con un video in una stories su Instagram. ”Allora prima di farmi venire un aneurisma…io volevo ringraziare di cuore Amadeus e tutto lo staff di Sanremo che mi aveva invitato come super ospite della prima serata del festival ma non sarò presente al festival, non me la sento, mi sentirei a disagio. Vi ringrazio di cuore. Tra i due santi, Sanremo e San Siro scelgo san Siro. Quindi se volete venire a sentirmi nel posto giusto con la gente giusta venite a San Siro il 14 giugno”.
Terremoto: Basilica Tolentino, tesori ancora off limitsPriore agostiniani, senza risorse per museo, cripta, biblioteca
TOLENTINO18 gennaio 202014:38
– “A oltre tre anni dal terremoto non ci sono fondi stanziati e nemmeno un progetto di ristrutturazione. Di questo passo parte del monastero, la biblioteca, il museo, la cripta, la sagrestia monumentale della Basilica di San Nicola rischiano di restare chiusi al pubblico almeno per altri 10 anni”. A fare il quadro impietoso in cui versa ancora un’ampia porzione della grande chiesa di Tolentino, risalente al XII secolo è padre Giustino Casciano, priore degli agostiniani che custodiscono e diffondono il messaggio di San Nicola. La navata principale della Basilica è stata da tempo riaperta al culto. “Per il suo recupero e per quello del cappellone e delle cupole danneggiate – spiega padre Giustino – sono stati stanziati 3 milioni e 800 mila euro, ma purtroppo per il grosso dei danni non è al momento previsto alcun finanziamento”. é presente un labirinto di stanze tra le ceramiche del museo, la sala degli ex voto e gli oltre 80 mila libri custoditi sugli scaffali dell’enorme biblioteca.
Gli 80 di Iva Zanicchi: ‘Festeggio senza parolacce”Benigni? L’ho perdonato’
18 gennaio 202021:09
“Il mio ultimo Festival è stato molto triste perché sono successe delle cose molto spiacevoli con Roberto Benigni e ne ho sofferto molto. Però l’ho perdonato perché la satira si sa com’è e poi lui ha avuto la carineria di chiamarmi e soprattutto chiedere perdono alla mia famiglia e io l’ho apprezzato moltissimo”.Iva Zanicchi ha parlato ai microfoni di Rai Radio2 nel programma condotto da Pino Strabioli Viva Sanremo, in onda il sabato e la domenica dalle 11 alle 12 e che oggi ha voluto celebrare gli 80 anni dell’artista dedicandole parte della puntata. In occasione del suo compleanno. Ha anche dichiarato di avere fatto un fioretto: “Non dico più le parolacce! Ho fatto un fioretto e non mi sentirete mai più dire parolacce come “vaffanculo” e quelle robe lì che io non dirò più!”.
Pennac, i miei sogni felliniani, sorprese e incubiA teatro omaggio a regista. ‘All’Ue serve un’educazione europea’
18 gennaio 202019:04
I sogni sono diventati un libro e dal libro ha preso forma uno spettacolo teatrale. Daniel Pennac rende omaggio a Federico Fellini con il suo ultimo romanzo ‘La legge del sognatore’ (Feltrinelli), portandolo in scena nel centenario della nascita del poeta del cinema, da cui ha mutuato l’abitudine ad annotare al mattino le esperienze oniriche della notte.
“L’ultima dopo aver letto un romanzo del giapponese Akira Mizubayashi che parla di un violino. Nel sogno non mi stupiva affatto che il piccolo violino parlasse con la voce di Akira, ma che quella voce fosse il suono di un violoncello. Una delle funzioni del sogno è proprio la sorpresa”, ricorda in un’intervista lo scrittore francese, 75 anni, gustandosi ancora la sensazione di stupore che permea anche la catena di sogni al centro del suo ultimo libro, confusa fra finzione e realtà.
Ne ha fatti di indimenticabili che dopo un po’ non tornano più. Come quello ambientato “nella mia casa perfetta, dopo cui impiegavo giorni a capire che in realtà non esisteva”. Ma anche incubi. “Da giovane, lasciato per la prima volta, sognavo di incontrare quella ragazza in metropolitana, ci correvamo incontro e pensavo ‘Allora mi ama ancora’. Ma al momento di abbracciarsi, mi passava attraverso saltando su un vagone con la mia famiglia. Tremendo”, ricorda leggermente raffreddato, girandosi fra le mani una biro nella sede di Feltrinelli a Milano, dove porterà in scena la lettura teatrale al Piccolo Teatro Strehler lunedì 20, replicando martedì 21 a Torino e mercoledì 22 a Rimini, dove il 20 gennaio 1920 nacque Fellini.
“L’attitudine a sognare è legata all’intensità dei desideri provati nel corso della giornata, invecchiando sono meno intensi. Non riuscire più a ricordare i sogni ferì molto Fellini”, spiega Pennac, che a vent’anni fu “meravigliato e poi sconvolto” dalle pellicole del regista, ma non ha mai pensato di cimentarsi a sua volta con un film. “La cinepresa cattura un mondo che ha senso dentro l’inquadratura e lo perde spostandosi anche solo di un centimetro. Io sono un contastorie”.
Da dietro i suoi occhialini tondi, inquadra un mondo in cui “c’è un forte distacco generazionale” e un’Ue che “potrebbe darsi un’identità con un’educazione europea”. “Se dagli anni ’80 avessimo mandato i bambini dalla prima media due mesi in un altro paese ogni anno, oggi avremmo un’Europa poliglotta, il vicino non sarebbe un’astrazione” dice, per nulla sorpreso della candidatura di Marine Le Pen per le presidenziali francesi 2022.
“E’ una costante, più si aggrava la crisi economica e più certi istinti si esprimono attraverso personalità politiche di estrema destra, nazionaliste”, spiega Pennac, che viaggia con un trolley rosso su cui ha disegnato il suo Benjamin Malaussene, personaggio simbolo del capro espiatorio: “E’ un elemento costitutivo della storia dell’umanità, non passa di moda. E’ all’origine del martirio di Gesù, dell’antisemitismo, del sessismo… L’antidoto è la curiosità: il capro espiatorio funziona perché non ci interessiamo agli altri, è il gruppo che si richiude su se stesso e si costituisce a partire dall’esclusione di un diverso”.
Carminati direttore artistico del Bellini di CataniaNominato dal commissario Lo Cascio, succede a Nicolosi
CATANIA18 gennaio 202019:02
Fabrizio Maria Carminati è il nuovo direttore artistico del Teatro Massimo ‘Vincenzo Bellini’ di Catania. Operatore musicale di fama internazionale è stato in passato direttore artistico della Fondazione Arena di Verona. Lo ha nominato il commissario straordinario dell’Ente, Daniela Lo Cascio, su proposta del sovrintendente Giovanni Cultrera. Succede al pianista catanese Francesco Nicolosi.
Fabrizio Maria Carminati, nato a Bergamo nel 1958, diplomatosi in pianoforte sotto la guida di Carlo Pestalozza, ha proseguito gli studi di composizione a Milano con Vittorio Fellegara. Ha conseguito il diploma di direzione d’orchestra a pieni voti. Entrato giovanissimo al Teatro Regio di Torino vi ha esordito come direttore d’orchestra dove entra a fare parte del Cda, dal 2001 al 2006, su indicazione ministeriale. Dal 2000 al 2004 è stato direttore artistico del Teatro Donizetti di Bergamo, dal 2004 al 2006 della Fondazione Arena di Verona. Nel 2008 è stato nominato primo direttore ospite fino al 2015.
Nigiotti, torno al festival per rafforzare mio percorsoCon Baciami adesso, che sarà nel nuovo album “Nigio”
18 gennaio 202019:07
Dodici mesi fa era tra le scommesse del festival con l’intensa Nonno Hollywood, stavolta prova a confermare i buoni risultati raggiunti in un anno che gli ha dato molte soddisfazioni. Enrico Nigiotti, livornese classe ’87, aria da duro con il cuore tenero, torna a Sanremo con una canzone “ancora una volta di pancia”, dal titolo Baciami adesso.
“E’ nata di getto e parla d’amore – racconta il cantautore dai mille tatuaggi, che dopo le esperienze da talent con Amici e X Factor ha già scritto brani per Eros Ramazzotti, Gianna Nannini e Laura Pausini -. Credo che le canzoni d’amore mi portino fortuna, forse perché più di altre me le sento addosso, sulla pelle. E’ un flusso di energia che non posso fermare”.
Se nel 2019 non aveva nulla da perdere o quasi, il festival 2020 è un banco di prova decisamente più impegnativo. “L’anno scorso speravo, ora miro a consolidare il percorso, a salire un altro gradino, ma la vittoria non è un obiettivo primario. Nonno Hollywood ha segnato un passaggio importante per la mia carriera: è come se, dopo tanta gavetta, ad un certo punto il pubblico si fosse accorto di tutto quello che ho fatto in precedenza, riconoscendone il valore”.
Baciami adesso, che sarà contenuta nel nuovo album dal titolo Nigio (il soprannome che ha da sempre) in uscita il 14 febbraio, è una romantica ballad con inserti rock “che mi sembrava perfetta per il palco dell’Ariston. Per questo l’ho presentata.
Senza dubbi e senza ripensamenti”, racconta Nigiotti che sul palco torna anche a imbracciare la chitarra. “E’ un po’ la cifra distintiva di tutto il nuovo album, che definirei ‘americano’ per le sonorità che spaziano dall’hip hop a John Mayer”.
Nel disco, il quinto di inediti, ha cercato di far confluire sensazioni, argomenti, stimoli diversi, “senza schemi precostituiti”, dice con il sorriso che non lo abbandona mai.
Per realizzarlo ha scelto Bologna, “per la magia che sprigiona e che mi ha trasmesso. Credo ancora nella dimensione del bar sport, dell’osteria, del contatto umano. Mi piace star comodo in un posto: Bologna era tutto questo”. Per concentrarsi su Sanremo (“mi sono messo a regime, dal 1 gennaio non bevo. Sanremo per me è una sorta di rehab”, scherza”) ha anche detto qualche no. “Alcuni artisti importanti, tre-quattro, mi avevano chiesto di scrivere qualche pezzo per i loro album. E ben otto case editrici mi hanno contattato per scrivere un libro. Ho declinato tutte le offerte: non voglio distrazioni. Non voglio vivere il festival come un’esperienza fine a se stessa, ma come un percorso”.
Dopo Sanremo e dopo l’uscita dell’album, l’attenzione si sposterà sulla dimensione live (“ma riprenderò anche a scrivere, per me e per altri”, promette): dal 2 maggio Nigiotti sarà in tour nei teatri. “Saranno concerti molto suonati, durante i quali omaggerò anche due grandi artisti del passato: uno sarà Pino Daniele, l’altro potrebbe essere Lucio Battisti”.
Dopo 150 anni a Trieste ‘Lucrezia Borgia’,è successoMelodramma Donizetti ben diretto da Gianola, bravi protagonisti
TRIESTE18 gennaio 202019:15
Se è un’opera minore, è inaspettatamente di alto livello. E gli oltre tre minuti di applausi che il pubblico del Teatro Verdi ha tributato alla ‘Lucrezia Borgia’ di Gaetano Donizetti diretta da Roberto Gianola ne è la testimonianza. Un’opera non immediatamente afferrabile, con un palcoscenico spesso calcato da più di 40 persone, con una scenografia moderna, con una trama animata da valori d’antan (libretto di Felice Romani), complessa, un po’ si confonde nel caldo lessico ottocentesco. Ma arie, buona esecuzione e bravura dei cantanti sono una bella sorpresa. A sorprendere è anche la Lucrezia (Carmela Remigio). tratteggiata dal regista Andrea Bernard: non la donna di potere figlia di un Papa e moglie dell’influente Alfonso d’Este (Dongho Kim), ma un’eroina umana nelle debolezze come nel furore, che il regista inquadra in un contesto paragonabile ai miti greci. Lucrezia di amor si strugge per Gennaro (Stefan Pop), ma di vendetta si nutre, fino a morirne, colpita da un fato avverso sin dalla prima scena.
Sabrina Salerno, Amadeus frainteso’Donne con percorsi diversi per comporre un gruppo eterogeneo’
18 gennaio 202019:18
“Le parole di Amadeus sono state fraintese. Lo ritengo una persona gentile e rispettosa nei confronti di tutti. Non ho ancora avuto modo di conoscere tutte le donne di questo Festival, ma sono convinta che il direttore artistico abbia scelto, per calcare un palcoscenico così prestigioso, donne con percorsi diversi così da comporre un gruppo eterogeneo”. Lo dice Sabrina Salerno, che sarà sul palco di Sanremo con Amadeus, dopo le polemiche di questi giorni.
Mulan, la guerriera Disney diventa action kolossalCast di 900 attori. Il film n sala dal 26 marzo
15 gennaio 202019:46
– “Una guerriera con grazia”. Si definisce così Niki Caro, regista neozelandese che ha diretto il remake del cartone Disney ‘Mulan’, sugli schermi italiani dal 26 marzo in ‘anteprima’ rispetto agli Stati Uniti, dove uscirà il 27 marzo, portando ‘in battaglia’ sul set un cast di oltre 900 attori. Una guerriera tenace e sensibile come Mulan (interpretata da Yifei Liu), ragazza di un piccolo villaggio cinese che per proteggere la sua famiglia si traveste da uomo e risponde alla chiamata alle armi dell’imperatore, prende il posto del padre malato e si arruola nella leggendaria Armata Imperiale cinese per difendere il paese dagli Unni. ‘Leale, vera e impavida’, come riportano le incisioni sulla spada del padre, coraggiosa anche nel mostrare le paure perché, per avere coraggio, bisogna avere paura. Un personaggio, quello tratto dalla tradizionale ballata cinese di Mulan, che già nel 1998, anno di uscita del cartone Disney, raccontava una storia di forza e successo al femminile lontana dalle più classiche principesse che attendono il principe azzurro: “l’empowerment femminile è nel dna di questa storia, Mulan ha un percorso che mi ha ha appassionato: la vediamo compiere un cammino di crescita da ragazzina del villaggio a soldato uomo a guerriero. Rappresenta tutti noi ed è una storia per tutti: c’è un elemento femminile ma anche una fluidità di genere che rende la storia valida per tutti”, ha detto la regista alla presentazione del footage a Milano. E in questa sua impresa al femminile Mulan ce la farà senza l’aiuto de drago Mushu, grande assente nel film: un personaggio “insostituibile” e talmente “perfetto che è impossibile ricrearlo”, ha spiegato la regista. In questo remake “ho voluto onorare l’animazione Disney e anche la ballata originale. Il mio compito è stato quello di renderla reale”. Sfatando il cliché del ‘film d’azione, film roba da maschi’, dirigere ‘Mulan’ per Niki Caro è stata “la cosa più naturale del mondo”. E mentre di solito gli action movie devono risultare “cool, qui ho cercato di concentrare le scene sulla storia, sull’anima. Per questo risulta più reale”. “Mulan è una donna che guida un esercito di uomini, è quello che ho cercato di fare anche io e mi sento assolutamente a mio agio come donna in questo mondo”, ha spiegato. “Quando è travestita da uomo, pur essendo leale, coraggiosa e impavida, non è sincera e solo quando mostra la sua vera identitá riesce a essere potente davvero. È questo il mio messaggio al mondo”, ha concluso la regista. Nel film, in cui la regista ha riportato in modo accurato e il più possibile fedele la tradizione cinese, tra i protagonisti anche Donnie Yen nel ruolo del comandante Tung, Jason Scott Lee sarà Bori Khan, Yoson An come Cheng Hongui e Jet Li come imperatore della Cina.
Cinema: coproduzione internazionale nuovo film Edoardo LeoCommedia romantica Lasciarsi un giorno a Roma, partner spagnoli
17 gennaio 202015:42
– “Lasciarsi un giorno a Roma”, il nuovo film di Edoardo Leo, sarà una coproduzione internazionale: l’avvio delle riprese è previsto a marzo. Lo rende noto la Lucisano Media Group annunciando di aver siglato un accordo con Neo Art Producciones, società spagnola con sede a Barcellona. Il film sarà inoltre coprodotto e distribuito da Vision Distribution.
Dopo successi come “Buongiorno papà” (2013), “Noi e la Giulia” (2015) e “Che vuoi che sia” (2016), Edoardo Leo torna dietro la macchina da presa con una commedia romantica che racconta quanto sia complicato lasciarsi dopo tanti anni di convivenza, ma senza perdere lo sguardo ironico e disincantato che contraddistingue il suo cinema.
“L’accordo con Neo Art Producciones rappresenta un nuovo passo avanti nella strategia di internazionalizzazione della nostra linea editoriale”, ha commentato Federica Lucisano, Amministratore delegato di Lucisano Media Group.
“Grazie a collaborazioni come questa non puntiamo soltanto a un ampliamento della capacità produttiva, necessario per restare al passo con le richieste di un mercato in continua crescita, ma anche a dare un taglio sempre più internazionale al nostro peculiare modo di intendere, vivere e fare cinema, ampliando gli sbocchi commerciali delle nostre opere. Siamo convinti – ha aggiunto – che in quest’ottica un film come ‘Lasciarsi un giorno a Roma’ potrà regalarci importanti soddisfazioni”.
Cortellesi e Mastandrea, noi genitori tragicomiciEsce Figli, commedia nello spirito di Mattia Torre
18 gennaio 202010:38
– L’orrore delle feste mascherate, dei pediatri guru, delle suocere poco disponibili, delle chat scolastiche, dei pianti dei neonati, del sonno perso, della divisione dei compiti nelle coppie, insomma l’inferno dei ‘Figli’ da crescere nello spirito di Mattia Torre, l’autore di Boris. Sua infatti questa commedia brillante, in sala dal 23 gennaio in 400 copie distribuite da Vision con protagonisti Paola Cortellesi e Valerio Mastandrea, ma poi firmata da Giuseppe Bonito dopo la sua scomparsa il 19 luglio 2019.
In ‘Figli’ la storia surreal-comica di Nicola (Mastandrea) e Sara (Cortellesi), una coppia felice con una figlia di sei anni che entra in un incubo con l’arrivo di Pietro, il secondo figlio. Tutto cambia, non si dorme più, emergono vecchi rancori, i suoceri non collaborano, le babysitter, quelle giuste, non si trovano e anche gli amici possono fare poco in preda spesso alle loro stesse situazioni. Nel film, tratto dal celebre monologo ‘I figli ti invecchiano’, scritto per Valerio Mastandrea proprio da Mattia Torre (e raccolto con altri sei atti comici nel libro “In mezzo al mare” di Mondadori, recitano anche tanti altri amici di Mattia Torre: Stefano Fresi, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Andrea Sartoretti, Massimo de Lorenzo, Gianfelice Imparato, Carlo De Ruggeri. Una curiosità, a produrre ‘Figli’, il cui primo ciak è stato battuto il 16 settembre 2019, è stato con Wildside, Lorenzo Mieli, produttore storico e grande amico di Mattia che aveva annunciato la realizzazione del film durante la serata di commemorazione organizzata al Teatro Ambra Jovinelli a Roma nel corso dell’estate. “Torre mi manca molto – spiega oggi a Roma Giuseppe Bonito -. Tutto è stato così repentino. Mattia mi ha chiamato e mi ha detto che aveva bisogno di un regista di sostegno. Ho subito detto di sì”. E ancora il regista sullo spirito del film: “È un tratto tipico della sua scrittura capace di passare dalla realtà alla surrealtà, dalla sfrontatezza all’inconscio e tutto questo con cambi di registro dal comico al tragico”. Per Paola Cortellesi il film non è solo una storia di figli: “Certo c’è il difficile equilibrio di coppia da mantenere in una lunga relazione, ma Figli è soprattutto un’opera sull’amore. Mi sono ritrovata in tante cose che succedono – aggiunge l’attrice – perché Mattia Torre non racconta solo cose surreali, ma cose vere in maniera surreale”. E che il film non sia certo solo un modo per parlare di figli è l’opinione anche di Mastandrea: “Non parla di figli e basta – dice l’attore -, ma piuttosto di come resistere agli urti della vita”. Personaggio cult del film, quello interpretato da Stefano Fresi, un amico giornalista di Nicola che vive perennemente frustato dai suoi due figli che si accaniscono sulle sue spalle con i loro tubi di plastica.
Cinema: Cineteca e Università di Bologna omaggiano FelliniLunedì 20 ‘giornata speciale’ e inaugurazione mostra foto Pais
BOLOGNA17 gennaio 202017:09
– Cineteca e Università di Bologna rendono omaggio a Federico Fellini nel centenario della nascita con una giornata speciale e una mostra.
Lunedì 20 gennaio, giorno del centenario, la Cineteca festeggerà con una giornata tra proiezioni di restauri e rarità, incontri sull’universo felliniano, accompagnati da piadina e sangiovese. Ospiti i registi Marco Bellocchio, Franco Maresco, Giorgio Diritti, Gianni Zanasi, lo scrittore Ermanno Cavazzoni (che con Fellini lavorò all’ultimo film ‘La voce della luna’) e il pianista ed autore di colonne sonore Daniele Furlati.
L’atrio della Biblioteca universitaria, in via Zamboni, ospiterà invece dal 20 gennaio al 28 febbraio la mostra ‘Federico Fellini: fotografie di Rodrigo Pais’, che farà vivere il mondo del cinema italiano tra la seconda metà degli anni ’50 e gli anni ’70. Le foto narreranno eventi collegati alle opere cinematografiche, mentre una sezione speciale sarà dedicata al documentario tv di Sergio Zavoli realizzato nel 1964 dopo il successo di ‘8 1/2’.
Sorpresa in metro Ny, Awkwafina fa annunciVoce di attrice sulla linea 7. Sponsorizza suo nuovo show
NEW YORK17 gennaio 202019:10
– ‘Questa è la 103ma Strada-Corona Plaza e non è dove si fa la birra’. Un insolito annuncio con una voce nota ha sorpreso I pendolari sulla Linea 7 della metropolitana di New York. E’ quella di Awkwafina che per sponsorizzare il suo nuovo show ‘Nora From Queens’ per una settimana renderà più leggero il viaggio lungo il percorso della linea che collega il Queens a Manhattan.
La rapper e attrice, all’anagrafe Nora Lum, quindi alternerà l’annuncio delle fermate con alcune battute, ad esempio, “Questa è Hudson Yards-34ma Strada e spero che vi piaccia l’architettura strana”.
E’ la prima volta in assoluto nella storia del sistema dei trasporti di New York (Mta) che un annuncio pre-registrato viene usato per uno spot oppure che vengono aggiunte delle battute.
Mta non ha rivelato quanto incasserà dallo spot ma spera che per il futuro ci siano altre opportunità di unire gli annunci di servizio a sponsorizzazioni. “Stiamo esplorando modi nuovi e diversi per generare introiti – ha detto Sarah Mayer a capo della divisione del servizio ai clienti – ma anche per sorprendere e dilettare i pendolari”.
Bellocchio, a fine primavera riprese ‘Esterno notte”Camilleri mi suggerì di fare il regista’
TRIESTE18 gennaio 202013:17
– “Girerò una serie interessante dal titolo ‘Esterno notte’ che parte dalla strage di via Fani e racconta quello che è accaduto esternamente alla prigione di Moro nel corso dei 55 giorni di prigionia”. Lo ha annunciato il regista Marco Bellocchio prima di ricevere un premio al Trieste Film Festival. Il regista ha precisato che si tratta di “sei puntate e che Rai1 è interessata. Sono ottimista, forse anche le televisioni generaliste vogliono cambiare il loro prodotto”. Le riprese dovrebbero cominciare a fine primavera.
Rispondendo a una domanda su come cambia il cinema con nuovi protagonisti come Netflix e Amazon, Bellocchio ha osservato che queste piattaforme offrono “possibilità professionali” anche ai giovani “ma ti costringono a una serialità”. Nel ripercorrere infine la sua carriera, ha ricordato Andrea Camilleri: “E’ stato mio insegnante di recitazione. L’aneddoto vuole che sia stato proprio lui a consigliarmi di passare alla regia perché vedeva che come attore ero titubante”.
Felliniana, Ferretti racconta FelliniA Cinecittà la storia di un sodalizio artistico e umano
18 gennaio 202015:47
– La Fiat 125, luogo in cui immaginare progetti e storie, ma anche teatro di confessioni e di sogni, che sui suoi sedili ha visto nascere e consolidarsi un’amicizia destinata a durare una vita. La “casa di piacere”, così come ce la restituisce La città delle donne, con lo scivolo toboga e le soubrettes che circondano Marcello Mastroianni. E poi il cinema Fulgor, piccolo universo quasi mitico, dove Fellini da ragazzino ha visto i primi film e dove ha iniziato a prendere forma il suo immaginario. Sono le tre tappe del viaggio di “Felliniana – Ferretti sogna Fellini”, mostra-installazione che da fine gennaio, proprio per celebrare i 100 anni dalla nascita dell’indimenticabile maestro, aprirà le porte negli Stabilimenti di Cinecittà e che sarà allestita in modo permanente nella storica Palazzina Fellini. Prodotta e promossa da Istituto Luce-Cinecittà, la mostra porta la firma di un grande artista, nonché amico del regista riminese, lo scenografo premio Oscar Dante Ferretti, che l’ha realizzata insieme con Francesca Lo Schiavo, sua compagna di vita e di lavoro, scenografa e set decorator. Il progetto, concepito come una sorta di regalo al tempo stesso fisico e onirico, rappresenta la perfetta modalità per raccontare non solo la vivida fantasia di Fellini ma anche il sodalizio artistico e umano che, nato dall’incontro nel 1969 sul set del Satyricon, ha legato il regista allo scenografo.
Sindaco invita Jennifer Lopez a vivere in UmbriaPost da Gualdo Cattaneo per la popstar e attrice
GUALDO CATTANEO (PERUGIA)18 gennaio 202019:03
GUALDO CATTANEO (PERUGIA) – Jennifer Lopez venga a vivere a Gualdo Cattaneo, piccolo centro dell’entroterra umbro. A invitarla è il sindaco Enrico Valentini. In un’intervista a Vanity Fair la popstar e attrice ha detto che risiedere in un paesino in Italia e mangiare pane per lei sarebbe la felicità, ipotizzando la possibilità di dire addio a Hollywood.
“E quale posto migliore del Comune di Gualdo Cattaneo?” ha scritto il sindaco sul suo profilo Facebook. “Non è un caso – ha aggiunto – che nel 2019 il nostro comune avesse il 30% degli ultra centenari umbri”. E domanda alla Lopez “sai perché?”, Valentini ha elencato una serie di specialità del luogo, indicandole in dialetto: “Perché noi mangiamo le lumache alla pomontina, perché ovunque vai vedi oliveti unici che producono un olio unico e fenomenale, perché il ‘cicotto’ esiste solo a Grutti, perché la porchetta de ‘Guallo’ è la migliore d’Italia, perché siamo uno dei pochi comuni che ha il tartufo bianco e nero nello stesso comune”. “Perché tutti i funghi che si trovano a Gualdo Cattaneo – ha sottolineato ancora – in un solo giorno un americano non li mangerà nemmeno durante tutta la sua vita”.
La lettera “aperta” affidata ai social si completa con altre informazioni che Valentini fornisce sempre in chiave ironica.
Mettendo ad esempio in guardia la Lopez da chi gioca alle carte al bar. Ma in chiusura si fa serio e l’invito diventa reale. “Io amo Gualdo Cattaneo – ha concluso – e sono certo che se verrai a vivere anche a te nel nostro Comune non te ne andrai più”.
Fellini: Franceschini e Zingaretti a mostra per centenarioIl ministro della Cultura e il segretario Pd in tappa a Rimini
RIMINI18 gennaio 202018:50
– Il ministro per i Beni e le Attività culturali Dario Franceschini e il segretario del Pd Nicola Zingaretti hanno visitato la mostra allestita a Castel Sismondo a Rimini per i 100 anni dalla nascita di Federico Fellini.
Entrambi in tour elettorale in Romagna, sono stati accompagnati nella visita a ‘Fellini 100 – Genio immortale’ dal sindaco di Rimini Andrea Gnassi e dal curatore dell’esposizione Marco Bertozzi. La mostra in 14 sale ripercorre l’arte e l’immaginario di Fellini, con ‘set’ dedicati, proiezioni e cimeli.
‘Le orme dell’acqua’, le reti della memoria di Gilda PantulianoArtista espone a Trastevere le sue intricate trame tra ecologia e inconscio
18 gennaio 202019:03
Un viaggio tra creature mostruose e intricatissime trame create con fotografie che ritraggono reti da pesca. È questo il percorso creativo della personale di Gilda Pantuliano che inaugura il 25 gennaio alle 18.30 alla Art G.A.P Gallery in via San Francesco a Ripa a Roma a cura della storica dell’arte Federica Fabrizi.”È come un carosello di colori squillanti, a tratti violenti e dissonanti – spiega una nota dei curatori – quelli utilizzati dall’artista che, attraverso la sua arte, grida tutto il suo amore e la sua preoccupazione per la sorte del mare. ’Le orme sull’acqua’ è il titolo della serie di collages fotografici digitali che denuncia gravi fenomeni relativi all’ambiente marino: la pesca fantasma e la sovrapesca. Già dal gioco di parole del titolo si evince il messaggio.”Il mio sogno – spiega Patuliano – sarebbe di far scendere a zero l’impronta ecologica dell’uomo sull’ecosistema marino. Il monito sempre presente nelle mie opere è di gestire con saggezza il terribile potere che deteniamo: quello di distruggere o salvaguardare la Natura”.I soggetti di molte opere sono le pareidolìe, basate sulla tendenza dell’artista a riconoscere forme antropomorfe e zoomorfe note in elementi dalle forme casuali, come le nuvole. L’osservatore può scegliere se seguire le suggestioni indicate dal titolo oppure immergersi nelle forme solo apparentemente astratte alla ricerca di figure, come in un test di Rorschach. Nelle opere converge molta introspezione psicologica: da esse emerge il suo stile visionario e la sua indole intuitiva, con il perenne bisogno di esplorare le profondità del proprio inconscio alla ricerca di emozioni sommerse.Le opere sono state esposte al Carrousel del Museo del Louvre, in gallerie di Madrid, Amburgo e Parigi, e a Napoli a Castel dell’Ovo, al Maschio Angioin e nel Museo di Pietrarsa.
Morto a 95 figlio di Tolkien, custode sua operaCuratore e letterato raffinato, criticò adattamento hollywoodiano
LONDRA17 gennaio 202011:27
E’ morto a 95 anni Christopher Tolkien, figlio dell’autore del Signore degli Anelli e curatore negli ultimi decenni dell’opera del celebre scrittore e accademico britannico. Ad annunciare la notizia sono state la Tolkien Society e la casa editrice HarperCollins UK.
Terzogenito di Tolkien, Christopher ne ha custodito l’eredità fin dalla sua scomparsa, nel 1973, curando la pubblicazione di buona parte delle varie edizioni originali dei lavori paterni in inglese uscite da allora con scrupolo e devozione. Una devozione che lo portò fra l’altro a criticare le libertà dell’adattamento cinematografico della trilogia, valsa un gigantesco successo planetario al regista premio Oscar Peter Jackson, come un tradimento del testo – e dello straordinario sottofondo culturale e spirituale dell’autore – in favore di “un film d’azione per ragazzi fra i 15 e i 25 anni”.
Charlie Redmayne, chief executive di HarperCollins, ha ricordato “Christopher” in un messaggio di condoglianze come un curatore colto, raffinato e rispettoso, capace di contribuire alla straordinaria popolarità letteraria consolidatasi attorno a JRR Tolkien negli ultimi decenni e a “portare le giovani generazioni verso la Terra di Mezzo”. “E’ stato un onore conoscere e lavorare con lui, il più affascinante degli uomini e un autentico gentleman”, conclude Redmayne, inchinandosi alla sua memoria e rivolgendo i propri pensieri ai familiari.
Al cinema nel 2019, crescono incassi e presenze
16 gennaio 202009:25
Nel 2019 al box office italiano si sono incassati 635.449.774 euro per un numero di presenze in sala pari a 97.586.858. Rispetto al 2018 si è registrata una crescita degli incassi del 14,35% e un aumento delle presenze del 13,55%. Sono fra i dati Cinetel sull’andamento generale dell’anno, illustrati oggi all’Anica.
E’ cresciuto rispetto al 2019 il box office della produzione italiana (incluse le coproduzioni): ha registrato un incasso di 134.8 milioni di euro (+5.39% rispetto al 2018) per una quota totale del 21.22% (nel 2018 era del 23,03%). E’ aumentata la quota del cinema statunitense con un risultato sul totale del 65,16% (era del 55,57% nel 2018) per un incasso di circa 414 milioni di euro.
“ll 2019 è un anno decisamente positivo – commenta Francesco Rutelli, presidente dell’Anica -. C’è un pieno ritrovato feeling con un grande pubblico nelle sale cinematografiche”. Questa crescita, tuttavia, “non può essere legata a pochi mesi all’anno e deve esserci una piena attuazione della legge Franceschini in tutta la sua articolazione, con i suoi strumenti per la produzione, la distribuzione, l’esercizio, le regole per le piattaforme, gli investimenti e le programmazioni nelle televisioni. la priorità adesso è il tax credit produttivo”.
In termini generali il primo incasso assoluto del 2019 è Il re leone con oltre 37,5 milioni di euro, seguito da Avengers: Endgame e Joker. Il film italiano che ha incassato di più nel 2019 è Il primo Natale di Ficarra e Picone (sesto posto generale, unico italiano nella top ten) con 13,3 milioni.
Seguono, fra gli italiani, Pinocchio (12/o) e 10 giorni senza mamma (19/o). Tra i primi 50 titoli per incassi, 13 sono italiani. Il fatto che sia sceso il numero di film distribuiti (495 nel 2019,-34 rispetto al 2018), di cui 193 di produzione o coproduzione italiana (-18 rispetto al 2018), ha favorito l’aumento dell’incasso medio, che per i film italiani registra +22,01%. “Le monosale sono quelle che sono cresciute di più come incassi – aggiunge Mario Lorini, presidente dell’Anec – ma in generale il fatto che l’esercizio si sia riunito è stato molto importante per avere una svolta”.
Dopo i primi tre mesi dell’anno negativi, “da aprile la filiera si è messa insieme per un impegno comune strutturato e sono arrivati i risultati” sottolinea il presidente Cinetel Davide Novelli. Ha ripagato la nuova programmazione estiva più ricca: i saldi positivi maggiori dell’anno sono stati registrati a luglio (+108,90%) e agosto (+45,91%, il più alto incasso per il periodo dal 1995), seguiti da aprile (+41,15%). Particolarmente brillante anche dicembre (+13,76 % rispetto al 2018), il migliore dell’ultimo decennio il terzo in assoluto dal ’95. Nella settimana di Natale gli incassi sono saliti del 13,94% e le presenze del 14.73%. Aggiungendo poi i giorni di festa fino alla Befana (quindi anche i primi sei giorni d’uscita di Tolo Tolo di Zalone), si arriva a +39,78% di incassi e +38.37% di presenze rispetto al 2018. “Sono numeri che ci Incoraggiano nel lavoro che stiamo facendo e anche nel differenziare l’offerta, una scelta che ha pagato in particolare a Natale dove gli spettatori, pur non trovando cinepanettoni, hanno scelto spesso nostri film – dice Francesca Cima, presidente della sezione produttori dell’Anica -. Nell’anno, gli ottimi incassi anche per film come Il traditore e Martin Eden dimostrano che il pubblico vuole qualità e vuole essere sorpreso”.
Nei primi mesi del 2020, “siamo già a +24 milioni rispetto al 2019 (grazie principalmente a Tolo Tolo, ndr) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ma non va dato per scontato che in totale nel 2020 si supereranno i dati del 2019, ci sono ancora varie incognite – dice Luigi Lonigro, presidente della sezione distributori dell’Anica -. I numeri positivi dell’anno scorso ci fanno uscire da un triennio orribile. Nel 2019 siamo riusciti anche a superare i dati al botteghino della Spagna, un risultato che sembrava impossibile, ottenuto grazie a un’estate straordinaria che ci ha rimesso in linea con gli altri Paesi europei”.
Scherza con i fanti, storia e musica di italiani in divisaIn sala il premiato documentario di Pannone e Sparagna
16 gennaio 202013:58
Dire che ‘Scherza coi fanti’ di Gianfranco Pannone e Ambrogio Sparagna e’ solo un documentario dedicato al rapporto tra italiani ed esercito e’ ingiusto e riduttivo. Perche’ il film mettendo insieme belle immagini di repertorio, straordinarie musiche e pagine di diari dal fronte, alla fine, oltre a raccontare la guerra, fa anche una poetica operazione-nostalgia di un’Italia semplice che non c’e’ piu’.
Arriva nei cinema dopo la prima mondiale alle Giornate degli Autori dell’ultimo Festival di Venezia, applaudito e ben accolto dalla critica, il film, prodotto e distribuito da Istituto Luce-Cinecittà, uno dei documentari più premiati dell’anno: dalla recente vittoria come miglior docu al Festival del Cinema Italiano di Madrid, al Premio Speciale della giuria CICT-UNESCO ‘Enrico Fulchignoni’, il Premio SIAE al Talento Creativo assegnato a Pannone e Sparagna alle Giornate degli Autori, e il premio alla Carriera a Pannone conferito dal Festival del Documentario ‘Visioni dal Mondo-Immagini dalla Realtà’ di Milano. Ed entrato nella quindicina finalista come Miglior documentario ai David di Donatello. Una carrellata di riconoscimenti e attenzione di pubblico e critica, che accompagna l’uscita del film nelle sale italiane, dal 16 gennaio e fino a tutto febbraio, con un tour di proiezioni e teniture nelle principali città: Roma, Milano, Torino, Bologna, Firenze, Genova, e molte altre in calendario.Un tour che prevede la presenza degli autori in dibattiti in sala e di piccoli eventi musicali con protagonista Sparagna, una delle più brillanti e amate voci della musica popolare in Italia.
Dopo il viaggio nel mondo della credenza religiosa di ‘Lascia stare i santi’, la coppia creativa, tra cinema e musica, composta da Gianfranco Pannone e Ambrogio Sparagna torna cosi’ ad analizzare la nostra identita’ culturale, ma sul fronte della guerra. E lo fa appunto con un percorso lungo oltre cent’anni, attraverso inediti canti popolari e immagini, e quattro diari di guerra che vengono dal passato. Ed esattamente: il diario di un soldato lombardo del Regio Esercito di stanza a Pontelandolfo, in Campania, tra i protagonisti dell’eccidio di civili piu’ cruento all’indomani dell’Unita’ d’Italia; quello di un autista viterbese del Regio Esercito, che nel 1935 ando’ a combattere in Etiopia dove scopri’ la realta’ dei gas ai danni della popolazione locale e quello di una giovane donna borghese, che divenne partigiana sulle montagne tra Parma e La Spezia. Infine, nel film anche le parole di un sergente napoletano della Marina militare, oggi quarantenne, che negli anni Novanta ha prestato servizio nelle missioni di pace internazionali e che in Kosovo ha scritto un diario ricco di umanita’. Sua grande preoccupazione, come si vede in una lunga intervista, quella di fornire abiti ai tanti bambini che incontrava in zona di guerra.
I diari nel docu si intrecciano ovviamente con i canti e le musiche popolari scelti, e talvolta composti ad hoc, dallo stesso Ambrogio Sparagna e con il repertorio di memoria dell’Archivio storico Luce. Tra le molte testimonianze quella di Ferruccio Parazzoli, che il destino ha voluto abitasse su quel Piazzale Loreto da lui “cantato” nei suoi romanzi. Chiusura in musica con la commovente e poetica ‘San Lorenzo’ di Francesco De Gregori
Manzini, Schiavone indaga dall’ ospedaleIl vicequestore torna in Ah l’amore l’amore
16 gennaio 202009:17
ANTONIO MANZINI, AH L’AMORE L’AMORE (SELLERIO, PP 335, EURO 15). Un proiettile “piccolo e infido” ha frantumato un rene a Rocco Schiavone. Il vicequestore è in ospedale, ad Aosta, e si annoia tra brodini con le stelline e bollito. Nel nuovo romanzo di Antonio Manzini, ‘Ah l’amore l’amore’, pubblicato da Sellerio, ripartiamo dalla fine del precedente libro ‘Rien ne va plus’ dove avevamo lasciato Rocco ferito in un lago di sangue. Colpito in uno scontro a fuoco durante l’arresto di una banda di falsari e rapinatori responsabili di un duplice omicidio a Saint-Vincent, il vicequestore ha perso un rene ma è irrequieto e non riesce a reprime il suo istinto da sbirro.
Schiavone, che nella fortunata serie in onda su Rai2 è interpretato da Marco Giallini, ha conquistato il cuore dei lettori con il suo anticonformismo , ma non smette mai di stupirci e questa volta indaga dalle corsie dell’ospedale dove lo sguardo sulla realtà diventa più introspettivo. Negli stessi giorni in cui lui è ricoverato, un altro paziente, l’imprenditore Roberto Sirchia, ha perso la vita in un intervento chirurgico simile al suo. Tutto sembra sia dipeso da una sacca da trasfusione con il gruppo sanguigno sbagliato. La vedova e il figlio dell’imprenditore si scagliano contro la malasanità, ma a Rocco non convince questa ipotesi. Anche perchè ha molta stima del primario, il dottor Filippo Negri, che sarebbe il principale responsabile dell’errore. “I capelli bianchi pettinati come un vecchio senatore della Democrazia Cristiana, basso, cicciotello, con il naso che sembrava attaccato direttamente agli occhiali, gli ricordava un gnomo delle favole, quei personaggi piccoli e industriosi di cui ti puoi fidare ciecamente”: ecco il ritratto di Negri fatto da Manzini, che è anche sceneggiatore, ed ecco che Rocco capisce di dover indagare fuori dall’ospedale. “Lì dentro il tempo era sospeso, a regolare l’esistenza e la cadenza temporale erano i dolori,le pillole, analisi e prelievi. E le visite” racconta Manzini nelle oltre 330 pagine di ‘Ah l’amore l’amore’ che ha cominciato la serie con protagonista Schiavone nel 2013 con ‘Pista nera’.
Con il suo stile dissacrante, il vicequestore di stanza ad Aosta, comincia a guidare a distanza la sua squadra, ma è difficile dai corridoi dell’ospedale, che riempie di fumo di ogni tipo, raccogliere indizi, scavare nella vita dell’imprenditore, trovare il movente. “Ma possibile che solo io penso che sia un omicidio?” dice ad un certo punto Rocco che si affida sempre di più al suo intuito. Tra i riti e le atmosfere ospedaliere, gli odori e il cibo immangiabile, in malinconiche giornate di pioggia, Schiavone, ormai vicino ai cinquant’anni, diventa un po’ più morbido. C’e’ sempre un’ombra che lo segue lì fuori ,ma forse si affaccia anche un nuovo amore e le vicende private della sua squadra hanno maggior peso in questo caso.
Fino al primo giorno fuori dall’ospedale che Schiavone vive in sella alla Triumph Bonneville, senza casco. E poi, è un po’ stanco, ma è perchè si apre sempre, a modo suo, alla vita.
Netflix interessata a Harry e MeghanI vertici ammettono, la porta è aperta
19 gennaio 202012:59
– A partire dalla primavera Harry e Meghan non dovranno più adempiere ad obblighi legati alla famiglia reale, non utilizzeranno il titolo di altezze reali e non rappresenteranno formalmente la regina. Allora perchè non guardarsi intorno e puntare magari sulla più influente piattaforma in streaming di produzione tv, Netflix, come hanno fatto anche Michelle e Barack Obama? Nulla osta ad un loro coinvolgimento, secondo i vertici di Netflix: Ted Sarandos, a capo dei contenuti, lo ha confermato alla Press Assiciation durante un evento a Los Angeles. “Chi non sarebbe interessato? Si, certo”, ha detto.
