Tempo di lettura: 19 minutiCRONACA TUTTE LE NOTIZIE
DALLE 19:41 DI VENERDì 21 DICEMBRE 2018
ALLE 01:56 DI SABATO 22 DICEMBRE 2018
CRONACA TUTTE LE NOTIZIE
La prima vigilessa immigrata in Italia ora è cavaliere della Repubblica
Basma Bouzid, 39 anni, al lavoro sul lungolago di Gargnano, località turistica di duemila abitanti sulla sponda bresciana del Lago di Garda
Basma Bouzid, islamica di origine tunisina, è a capo della polizia locale di un paesino in provincia di BresciaLA STORIA Scusate l’assenza, sono impegnata in un controllo di routine all’uscita da scuola». Lo dice al telefono in un italiano perfetto Basma Bouzid, nata trentanove anni fa in Tunisia e oggi comandante della Polizia Locale di Gargnano, località turistica di duemila abitanti sulla sponda bresciana del Lago di Garda. La sua è una storia di coraggio e integrazione, che va oltre pregiudizi e stereotipi sugli stranieri. Il 2 giugno scorso il presidente Sergio Mattarella ha firmato il decreto che l’ha nominata Cavaliere della Repubblica.
Salvini: “Quota 100 da fine giugno per la Pa”
“Si partirà a fine giugno” con quota 100 per la Pa. Lo ha detto il vice premier Matteo Salvini al termine del Cdm. “Aspetto domani l’approvazione” della manovra, ma “sono estremamente soddisfatto della possibilità che offriremo agli italiani” con quota 100, ha poi aggiunto. “Per il blocco del turn over – ha poi precisato – sono esentati interi comparti della Pa: scuola, pubblica sicurezza, Sanità”.
A proposito delle polemiche di chi ha parlato di una manovra scritta sotto dettatura dell’Ue, Salvini ha spiegato che con l’Europa “c’è stata una trattativa seria e rigorosa, l’Italia si è fatta finalmente sentire. Se prima filava tutto liscio senza che volasse una mosca a Bruxelles, Parigi, Berlino è perché – ha sottolineato – andava bene a loro e non a noi”.
Papa Francesco da Ratzinger per gli auguri
Papa Francesco si è recato in serata a trovare il pontefice emerito Joseph Ratzinger per gli auguri di Natale. La visita, fa sapere il Vaticano, è avvenuta alle 18.15, quando Bergoglio è andato al monastero Mater Ecclesiae per il saluto augurale a Benedetto XVI.
Scossa di magnitudo 3.6 in provincia di Pesaro Urbino
Una scossa di magnitudo 3.6 è stata registrata dall’Ingv, alle ore 18.50, in provincia di Pesaro Urbino. I comuni più vicini all’epicentro della scossa, delle ore 18.50, sono stati Apecchio e Mercatello sul Metauro.
Turiste uccise, l’ex di Lulù: “Ti porterò con me per sempre”
Vedevi la bellezza in ogni più piccolo dettaglio. “Eri quella candela di vita capace di accenderne da sola altre mille”. Poche parole d’amore e d’amicizia, condivise su Facebook, per dire addio a Louisa, la sua Lulù. A scriverle l’ex fidanzato Glen Martin che nel post aggiunge “sono stato molto incerto se pubblicare qui su Fb perché appena premerò il pulsante” di pubblicazione “quello che ti è accaduto diventerà reale anche per me”. La sua Lulù, la turista scandinava Louisa Vesterager Jespersen, è stata barbaramente uccisa a soli 24 anni insieme alla sua compagna di viaggio Maren Ueland di 28 anni, mentre erano in vacanza in Marocco. Le due giovani sono state stuprate e decapitate. L’intelligence di Copenhagen sospetta che il sedicente Stato Islamico sia responsabile della loro morte.
“Mi ha spezzato il cuore sapere che c’è stato qualcuno che ti ha fatto del male. E mi ha distrutto sapere che è successo proprio a te che sapevi tirare fuori il meglio dalle persone”. Le scrive come fosse una lettera, condividendo i loro scatti insieme. Abbracciati stretti sul molo, vestiti a festa di tutto punto, lei con il cane e lo sguardo complice. “Cara Fantastica Lulù, eri divertente, piena di energia e di gioia, eri comprensiva, premurosa e riflessiva. Queste erano solo alcune delle tue tante fantastiche qualità”, ma “eri anche “distratta, lenta e goffa” ed erano anche questi piccoli difetti che “ti rendevano amabile”. Bellissima, sempre sorridente e libera. “Avevi la capacità di vedere la bellezza in ogni più piccolo dettaglio” scrive Glen, ricordando le loro escursioni per fare trekking quando “mi giravo e non ti vedevo più, eri ferma ad ammirare un piccolo fiore, un panorama o qualcosa di magnifico che scoprivi solo tu”. Era piena di vita e senza paura. “Hai viaggiato in giro per il mondo proprio come avresti fatto tu, non saresti limitato dalla paura di tutti i pericoli del mondo. Hai fatto quello che volevi e sei stato tosta”. “Ti porto con me il resto della strada e ti porto su sulle montagne e giù i fiumi che non hai mai avuto l’opportunità di sperimentare. Non ti dico addio, ma alla rimpatriata amico mio”.
“Finora è il migliore”, Di Battista sceglie Trump
Di Battista fa la sua scelta. E forse non è quella che ci si aspetterebbe. “In politica estera Trump si sta comportando ad oggi meglio di tutti i presidenti USA precedenti”, scrive l’ex deputato del M5S in un post, pubblicato su Facebook, “incluso quel golpista di Obama (a Tegucigalpa ho parlato a lungo con Manuel Zelaya, ex-Presidente dell’Honduras buttato giù con un colpo di Stato avallato da Obama e dalla Clinton)”.
“La Clinton avrebbe voluto far fare ad Assad la stessa fine di Gheddafi e la Siria vivrebbe ancor più morte e distruzione di quella che ha vissuto in questi ultimi anni – aggiunge mentre è in viaggio in Sud America -. Il ritiro delle truppe dalla Siria e di parecchi uomini dall’Afghanistan è un’ottima notizia. Certo in Siria esiste anche la questione curda ed è una questione delicatissima e se le Nazioni Unite si svegliassero se ne dovrebbero occupare immediatamente. I curdi hanno il diritto di vivere in un loro Stato sovrano. Ad ogni modo oggi l’Italia ha una splendida occasione: quella di smetterla per la prima volta nella sua storia recente di essere ‘più realista del Re'”.
Secondo Di Battista, “occorre iniziare al più presto il ritiro” del nostro contingente “dall’Afghanistan. Ci sono missioni fondamentali come quella in Libano e ci sono missioni da chiudere proprio come quella in Afghanistan costata la vita a valorosissimi soldati italiani, a migliaia di civili afghani e costata, oltretutto, svariati miliardi di euro ai contribuenti italiani. Trump – per ora e su questo punto – sta andando contro parecchi poteri forti USA. Andrebbe riconosciuto senza i paraocchi delle ideologie”. In un post scriptum l’esponente grillino aggiunge: “Anche gran parte del muro con il Messico l’hanno fatto i democratici!”.
Ex Prima Linea difende Battisti su Fb
Il “personaggio” Cesare Battisti è stato “costruito dalla stampa che non solo ne ha fatto un mostro sotto il profilo criminale, ma ne ha costruito anche una immagine antipatica”. E’ quanto sottolinea su Facebook Enrico Galmozzi, tra i fondatori di Prima Linea, ma i familiari delle vittime del terrorismo non ci stanno: Potito Perruggini, nipote di Giuseppe Ciotta, brigadiere di Polizia ucciso nel 1977 dai terroristi rossi (lo stesso Galmozzi fu condannato per quell’omicidio) ha presentato questa mattina una denuncia alla Polizia Postale. Sotto accusa in particolare il post in cui Galmozzi si sofferma sulla “forsennata caccia a Cesare da parte di tutte le forze di polizia brasiliane. Chiunque in questo duello fra una imponente macchina da guerra e un uomo solo in fuga non parteggi per l’uomo in fuga è una merda inside”, scrive.
“Si parla sempre di ex terroristi, ma si dimentica sempre che le vittime restano vittime e non diventano mai ex”
il nipote del brigadiere ucciso. “Queste persone -aggiunge Perruggini, che nel 2010 organizzò una mobilitazione via social per l’estradizione di Battisti- dovrebbero avere il buon gusto di tacere, senza continuare a calcare il palcoscenico. Vogliamo sperare che le istituzioni la smettano con la tolleranza del passato e cambino decisamente direzione. E che chi ha preso parte alla lotta armata parli soltanto quando avrà deciso di dare un contributo alla verità storica sui fatti di terrorismo”.
Su Facebook Galmozzi aggiunge a proposito di Battisti: “Dal momento che nessuno di coloro che ne parlano lo hanno mai conosciuto personalmente (io stesso non lo vedo da 35 anni, non so come sia adesso ma ne conservo un ricordo fraterno) l’antipatia deriva dalle descrizioni delle sue frequentazioni vip e radical chic o dai suoi bagni alla spiaggia di Copacabana e via cazzeggiando. Ora -prosegue- a parte che un po’ di anni di galera (sette) in giro per il mondo se li è fatti, anche in prigioni nelle quali coloro che ne parlano non resisterebbero una settimana, detto che sempre meglio latitanti che in galera, vi assicuro che i suoi 35 anni di latitanza non sono stati tutti rose e fiori…”.
Food Waste, le cinque regole antisprecoI consigli del promotore del movimento e della campagna Spreco Zero, Andrea Segrè BEST PRACTICES
Un vademecum in cinque mosse per prevenire lo spreco alimentare, tra un pranzo di Natale e un cenone di Capodanno. A firmarlo il promotore del movimento e della campagna Spreco Zero, Andrea Segrè.
Primo: check in. Ovvero fare la spesa passando in rassegna frigorifero, dispensa e cantina, per chi c’è l’ha, tenendo contro del numero dei commensali.
Secondo: chek-out. Evitare le sirene del marketing: il 3×2, gli sconti e il sottocosto non servono se ci si mette in viaggio per le feste.Terzo: weight&waste watchers. Pesare gli alimenti e tenere contro degli invitati prima di cucinare quantità che si adattano meglio a una caserma.Quarto: day after sharing. Recuperare tutto ciò che rimane di pranzi e cene della festa per creare un superpasto del giorno dopo, da condividere con gli altri.Quinto: #zerowaste #sprecozero. Differenziare nei bidoni o nei sacchi dedicati della spazzatura tutto ciò che resta a tavola e sotto l’albero, dagli avanzi agli imballaggi.Secondo i dati sullo spreco reale nelle case degli italiani, monitorati attraverso il test dei Diari di famiglia (su un campione statistico di 400 famiglie di tutta Italia), promosso dal progetto Reduce del ministero dell’Ambiente – Università di Bologna Distal con la campagna Spreco Zero, lo spreco settimanale pro capite è di 700,7g per un valore di 3,76 euro. Il valore dello spreco alimentare pro capite annuale è di 196 euro che si traduce a livello nazionale in oltre 11 mld di euro, pari allo 0,69% del Pil.Ma perché sprechiamo il cibo? Sempre i Diari di Famiglia hanno accertato che 1 italiano su 2 (45,8%) dichiara ‘di non aver fatto in tempo a consumare il cibo’; 1 italiano su 4 (25,8 %) ha dichiarato che non gradiva il cibo acquistato e per questo non lo ha consumato. Mentre 1 italiano su 5 (18,2 %) ne aveva cucinato troppo.Nella top ten dello spreco, la verdura è saldamente in testa al cibo gettato (24,9 %), quindi frutta (15,6 %), latte e latticini (17, 6 %), prodotti da forno (11,6 %).
Gestori: volatilità in Borsa nel 2019 ma azioni meglio dei bond
Il 2019 si annuncia ricco di tensioni per i mercati finanziari internazionali. La volatilità esplosa negli ultimi mesi del 2018 continuerà a divampare anche nei primi mesi del prossimo anno, alimentata da eventi concentrati nel primo semestre. Il r allentamento dell’economia mondiale, il calo del prezzo del petrolio, la normalizzazione della politica monetaria, le trattative sul commercio fra Stati Uniti e Cina, la Brexit e le elezioni europee di maggio nei prossimi mesi terranno alta la tensione sul mercato azionario. Con nuove possibili correzioni. E i gestori di patrimoni, dopo un 2018 per molti versi inaspettato, con forti cali dei principali indici nonostante il buon andamento dell’economia mondiale, sono particolarmente cauti e suggeriscono un approccio proattivo e selettivo agli investimenti.
Se l’azionario è preferito all’obbligazionario, la cautela dei gestori prevale in particolare su Stati Uniti, Europa e Giappone, con qualche nota di ottimismo sui Paesi emergenti. Nei mercati maturi i settori azionari più promettenti sono il finanziario e l’assicurativo, le tlc e le infrastrutture, alcuni segmenti dei consumi e l’health care. Ma soprattutto i gestori raccomandano di selezionare le singole società, in particolare quelle attente ai criteri Esg, attive su temi come l’ambiente, la società e la corporate governance.
-meglio-dei-bond_HdwLCUEEAPGgMObLt2IReJ.html Ma per prevedere le tendenze del 2019 bisogna guardare agli ultimi mesi del 2018. Quest’anno, spiega all’Adnkronos Luca Trabattoni, a capo dell’Italia e dei Paesi del Mediterraneo per Ubp, Union Bancaire Privée, a livello macroeconomico “non ci sono state cattive sorprese e le prospettive di crescita economica sono state rispettate”, con il Pil mondiale aumentato del 3,7%. “Eppure l’84% delle asset class a livello globale presenta un segno negativo”. Un andamento dovuto al fatto che “il sentimento dominante non è supportato dai dati macro e non lo sarà neanche nel 2019”. Nonostante la crescita dell’economia sia in frenata, le prospettive non sono nere. Il Pil globale dovrebbe crescere del 3,5%, gli Stati Uniti attorno al 2% e l’Europa dell’1,8-1,9%. Il problema è che il mercato dopo otto anni di crescita “teme una recessione e di non essere pronto” e quindi “è più nervoso”, sottolinea Trabattoni.Geopolitica, tensioni commerciali e dati economici sotto le aspettative “hanno posto un accento più negativo sulle stime introducendo molta negatività proprio nell’ultima parte dell’anno”, evidenzia Alessandro Allegri, amministratore delegato di Ambrosetti Asset Management Sim. Nonostante un quadro macroeconomico immutato, “sono venute a mancare reazioni significative dei mercati azionari” e il quadro per il 2019 vede “un decadimento progressivo dei potenziali di crescita nei trimestri a venire”.Si sta quindi aprendo una nuova fase per i mercati finanziari. Dopo anni di crescita indifferenziata, sia per settori che per regioni, “ora siamo in una fase in cui l’inflazione aumenterà e le banche centrali offriranno meno sostegno ai mercati”, avverte Luca Tenani, a capo dell’Italia per Schroders. In questo contesto “servirà un approccio molto attivo e una comprensione molto più accurata di quelli che sono i fondamentali di una società, per individuare le aziende in grado di generare profitti per tutti gli azionisti non solo nel medio termine ma anche nel lungo”. In uno scenario fatto di incertezza e timori i gestori continuano a consigliare le azioni. “Fra azioni e obbligazioni noi restiamo favorevoli all’investimento azionario, anche se i titoli di Stato Usa offrono ora rendimenti interessanti”, afferma Trabattoni di Ubp.Fra le aree geografiche l’Europa, continua Trabattoni, per il 2019 si presenta “con un clima da novembre, con parecchia nebbia”. Le tensioni europee “sono tutte sul tavolo”, dalle problematiche sociali in Francia alla Spagna con la questione catalana e le spinte nazionalistiche in Andalusia, dalla Brexit fino alle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo, con il destino incerto dei partiti tradizionali. E, nonostante l’accordo raggiunto fra Commissione europea e governo sulla manovra 2019, anche l’Italia resta un fattore di rischio per i mercati. Cautela sull’Italia anche per Tenani di Schroders. La crescita al palo pesa sul quadro economico italiano “che potrebbe darci poche soddisfazioni sui mercati finanziari”, sostiene. “C’è prudenza sull’azionario Italia e neutralità sul debito italiano. Le riforme strutturali sono ancora lontane e non vediamo dei segnali precisi per dare soluzione ai problemi strutturali del Paese”.Un insieme di fattori che frena l’appetito degli investitori verso l’Europa. Anche se, ricorda Tenani, “le valutazioni dell’azionario europeo al momento sono sui minimi degli ultimi cinque anni”. E se gli investitori sono freddi anche su Stati Uniti e Giappone, sono più ottimisti sui Paesi emergenti, che “potrebbero rappresentare la sorpresa positiva del 2019”, dopo essere stati “particolarmente penalizzati negli ultimi anni, a causa di un dollaro molto forte, che ha creato una pressione molto forte sugli emergenti”. Un indebolimento del biglietto verde “dovrebbe aiutare ad allentare questa pressione, cosa che dovrebbe essere particolarmente favorevole per questi Paesi”, dice Tenani.Intanto, con l’atteso aumento del tasso di inflazione si potrebbe assistere a una rotazione degli investimenti, dalle aziende che in un contesto di tassi bassi facevano bene a quelle che potrebbero fare meglio con l’inflazione in aumento. In questo contesto, spiega i gestori, i titoli finanziari potrebbero beneficiarne e, all’interno del settore finanziario, gli assicurativi.Ma anche le telecomunicazioni, le infrastrutture e alcuni settori dei consumi, come i produttori di automobili, che in questo momento, soprattutto in Europa, prezzano a sconto, e che potrebbero essere favoriti da una maggiore fiducia sul fronte dei consumi. I gestori sono positivi anche sul tema della tecnologia, in particolare se agganciato all’health care e alle biotecnologie.Ma la parola d’ordine per il 2019 sembra essere ‘selezione’. “Le aziende che hanno dimostrato di saper generare forti cash flow e di investirli a tassi di rendimento elevati sono state quelle premiate dal mercato”, sottolinea Trabattoni. Il mercato in un momento di incertezza cerca le aziende forti e con bilanci sani, che sanno anche investire a tassi di rendimento elevati. “E questo continuerà a essere uno dei temi di investimento per il prossimo anno”, continua il capo dell’Italia e dei Paesi del Mediterraneo di Ubp.Inoltre nella valutazione degli investimenti sui singoli titoli si cominceranno a introdurre anche i criteri finora un po’ in disparte, come gli Esg, “per identificare le aziende in grado di creare una crescita sostenibile”, dice Tenani. E anche per Trabattoni “sta emergendo sempre con più vigore l’approccio impact investing, l’investimento a impatto, ossia investire in quelle aziende che hanno l’obiettivo di generare valore inspirandosi però ad una definizione più ampia di valore includendo cioè anche i profitti non finanziari quali i criteri Esg e altri fattori che portano a un cambiamento nella società e nei consumi”.Un altro tema per il prossimo anno è il passaggio dal petrolio ai metalli industriali. Una delle principali incognite sui mercati sarà il prezzo del petrolio, con il Wti scivolato sotto i 50 dollari al barile. “Il prezzo per il prossimo anno dovrebbe oscillare fra i 50 e i 55 dollari al barile e, se rompe i 50 dollari, che è un supporto anche psicologico, il range può andare dai 40 ai 45 dollari”, sottolinea Massimo Siano, co-head della Southern Europe Distribution di WisdomTree. Difficilmente il prezzo salirà, visto che l’offerta mondiale di petrolio “non è affatto in diminuzione”. Il problema è quindi nella domanda. Tolti gli Stati Uniti, ormai indipendenti dal punto di vista energetico, e l’Europa, con il Pil in crescita moderata, i sospetti ricadono sulla Cina. “La mia ipotesi è che la Cina non stia proprio benissimo e questo deprime il prezzo del greggio. Se le cose vanno così, il prezzo non potrà che scendere ancora nei prossimi mesi”, dice Siano.L’oro, dopo un 2018 non particolarmente brillante, potrebbe riservare qualche sorpresa. L’oro potrebbe essere “chiamato nel breve a svolgere un ruolo di temporaneo bene rifugio e ad accogliere flussi in acquisto probabilmente più significativi”, prevede Allegri di Ambrosetti Asset Management Sim. E Siano si dice “estremamente positivo sull’oro”, che potrebbe essere “la scommessa del prossimo anno”. Più freddo sul metallo giallo Tenani. “Non abbiamo una posizione forte. L’oro è un bene rifugio, ma le tendenze populiste e le guerre commerciali non sono così forti da giustificare un sovrappeso dell’oro”, dice il capo dell’Italia di Schroders.
Mannoni: “Dirigenti sfumino Berlinguer se sfora”
“Bisognerebbe ripristinare ciò che accadeva prima quando i programmi, in caso di sforamento dell’orario, si sfumavano. Ed era il responsabile di palinsesto a dare l’ordine di andare a nero. E’ accaduto anche a me, quando conducevo ‘Ultimo minuto’ il sabato sera in prima serata, di venire sfumato”. E’ da tempo che Maurizio Mannoni, apre la conduzione di ‘Linea Notte’, con espliciti rimbrotti per il ritardo accumulato da #cartabianca, condotto dalla sua collega Bianca Berlinguer. E oggi
passa alle proposte. Chissà che così le cose non tornino al loro posto.
“Le regole in televisione ci sono, ma funziona come con i limiti di velocità, sta a noi rispettarlo – osserva – Certo, nel caso degli sforamenti in tv, non ci sono multe da pagare, ma immagino che non siano mancati richiami da parte dei dirigenti della Rai ai quali credo stia a cuore che le cose vadano in un certo modo. Io non ne ho la certezza ma voglio sperare che i richiami ci siano stati. Il compito di farli è del direttore di Rai 3 e dei responsabili di palinsesto ma in Rai succede che ognuno è padrone in casa sua – fa notare Mannoni – e diventa difficile controllare”.”E poi – entra ancor più nel merito il giornalista – ci sono degli sforamenti che sono comprensibili, perché è accaduto qualcosa, c’è stata una emergenza, ma quando si fanno altri due giri di domande ad ospiti che sono lì da due ore, non se ne comprende la necessità. E sembra esserci, piuttosto, l’intenzione di farlo in modo programmato perché si valuta che possa avere un impatto positivo sullo share. Si può sforare, però, anche per altre ragioni, perché magari non si è capaci di governare una trasmissione o perché i responsabili dei palinsesti calcolano male le durate di vari programmai. A volte accade addirittura con programmi registrati”.Ma perché all’improvviso è saltata la regola di sfumare un programma che sfora? “Non lo so. Forse prima c’era un’idea di azienda più forte e certe regole andavano rispettate. Può darsi – è l’auspicio di Mannoni – che i nuovi dirigenti ripristino le regole di quando la Rai era la Rai”. Tornando a ‘Linea Notte’, Mannoni spiega: “Io faccio un programma che comincia a mezzanotte ed è naturale che lo sforamento si senta in modo più forte: il nostro pubblico ci attende già con le palpebre semichiuse e se lo facciamo a spettare altri minuti, va a letto”.E poi ‘Linea Notte’ “in fondo è un Tg e che un Tg debba cominciare in perfetto orario è una delle regole auree della tv. Se il Tg3 cominciasse in ritardo – tanto per fare un esempio – si penserebbe a un colpo di Stato! E’ pur vero – ragiona Mannoni – che su di noi pesano i ritardi che si accumulano nel corso di tutta la giornata e magari per recuperarli via via bisognerebbe pensare a qualche soluzione, per esempio quella di eliminare gli spot di rete quando necessario”.”In ogni caso fa tutto parte di una situazione un po’ decaduta – riflette a voce alta il giornalista – per cui non c’è nessuno che abbia sul prodotto una responsabilità totale e che possa prendere decisioni anche drastiche. Questa almeno è l’apparenza”. Un’ultima considerazione, forse per far riflettere la collega: “Quando Bianca faceva questa trasmissione con me (Linea Notte, ndr) avrebbe detto, parola per parola, quel che ora ho detto io, magari anche con più veemenza “.
Tim, Vivendi torna all’attacco di Elliott
Non si placa l’offensiva a colpi di accuse tra Vivendi, primo azionista di Tim con circa il 24%, ed Elliott contro i cui consiglieri (indipendenti, eletti nella lista presentata dal fondo Usa) si è scagliato oggi il gruppo francese con l’accusa di nuocere all’andamento del titolo, praticamente di aver contribuito al suo crollo. Pronta la replica fatta filtrare da ambienti vicini al presidente di Tim, Fulvio Conti, per il quale le affermazioni odierne di un portavoce di Vivendi sono “inopportune e oltremodo pretestuose” e anzi a penalizzare il titolo del gruppo telefonico è proprio l’atteggiamento del suo principale socio.
A dare fuoco alle polveri, dopo l’uscita di scena dell’ex Ad Amos Genish sfiduciato dal cda di Tim , in cui dieci dei quindici consiglieri sono sostenuti da Elliott, la richiesta di Vivendi di convocazione di un’assemblea: l’ipotesi che si tenesse comunque per indicare i nuovi revisori dei conti, per cui la best practice indica la nomina un anno prima della scadenza, ha fatto si’ che il socio francese attendesse esprimendo l’auspicio che fosse il board a provvedere sua sponte. Poi il 14 dicembre scorso Vivendi ha rotto gli indugi inviando una lettera al cda di Tim per convocare con urgenza l’assemblea degli azionisti della società, chiedendo di farlo “il prima possibile”.Il board ha convocato due riunioni in merito: la prima si è svolta oggi “per avviare l’istruttoria sulla richiesta” e tornerà a riunirsi il 14 gennaio 2019 per deliberare in merito.Secondo il Codice civile l’assemblea che Vivendi chiede che si svolga per nominare i nuovi revisori dei conti, nonchè revocare cinque dei dieci membri del board riconducibili alla lista di Elliott e proporre la nomina di cinque nuovi amministratori dovrebbe svolgersi il piu’ presto possibile, come indica l’articolo 2367 della normativa.A spiegare le proprie ragioni Vivendi provvede nella relazione che accompagna la richiesta di convocazione dell’assemblea di Tim, documento che contiene un vero e proprio ‘j’accuse’ della società capitanata da Vincent Bollorè. Il consiglio di amministrazione di Tim, scrive il gruppo, “non è più rappresentativo degli interessi e delle aspettative di tutti gli azionisti”. Azionisti, sottolinea il socio francese, “che, in occasione dell’assemblea del 4 maggio 2018, hanno votato in favore della lista presentata da Elliott sull’assunto che la società sarebbe stata guidata da Amos Genish, con il supporto di un consiglio di amministrazione effettivamente indipendente”.Cosa che secondo Vivendi non è accaduta. I nomi dei consiglieri Tim indicati per la revoca sono quelli di Fulvio Conti, Alfredo Altavilla, Massimo Ferrari, Dante Roscini e Paola Giannotti de Ponti. Al loro posto, il gruppo francese propone cinque consiglieri di cui quattro italiani: Flavia Mazzarella, Franco Bernabè, Gabriele Galateri di Genola, Rob van der Valk e Francesco Vatalaro. “Tutti candidati indipendenti e di grande e comprovata esperienza”, sottolinea Vivendi.Che oggi contro i membri del board “sostenuti da Elliott” ha affondato il colpo. “I gravi problemi di governance, i fallimenti e queste nuove tattiche per sprecare tempo al fine di ritardare l’inevitabile, sono opera dei membri del consiglio di amministrazione sostenuti da Elliott e indeboliranno gravemente l’azienda, sia finanziariamente che dal punto di vista sociale” ha detto un portavoce. “Inoltre – ha proseguito – riteniamo che i membri del Cda sostenuti da Elliott siano responsabili per l’andamento negativo del titolo, -40% dal 4 maggio”.A stretto giro la replica di Fulvio Conti: “le affermazioni odierne di Vivendi sulle responsabilità dei consiglieri Elliott per il crollo del titolo sono inopportune e oltremodo pretestuose” dice secondo quanto fanno filtrare fonti che gli sono vicine .“Quando Vivendi nel 2015 è entrata nell’azionariato il titolo era ben sopra 1,10 euro per azione, mentre quando sono iniziati i rumors sul possibile investimento di Elliott a inizio 2018 il titolo era a circa 0,70 centesimi con un massimo di 0,80 centesimi” prosegue il ragionamento del presidente di Tim. “Dal settembre 2017 e fino a metà dello scorso novembre, inoltre, l’azienda è stata guidata da un Ad nominato da Vivendi, con un piano approvato dalla stessa Vivendi che non ha portato risultati coerenti” afferma ancora Conti, secondo quando riferiscono le fonti, riferendosi all’ex amministratore delegato Amos Genish.”Risulta quindi evidente come queste dichiarazioni, fatte anche a mercati aperti, non possano che arrecare ulteriore danno all’azienda, al suo corso di Borsa e quindi a tutti gli azionisti. Un dato che evidenzia come a nuocere al titolo siano state proprio gli atteggiamenti e la strategia di Vivendi” conclude il presidente di Tim.
Lodi, il Comune si adegua al Tribunale: via norme su mense
Il Comune di Lodi ha annullato le modifiche al regolamento che imponevano ai cittadini stranieri di presentare documentazione aggiuntiva dei Paesi di origine per accedere ai servizi agevolati, come le mense scolastiche. Il Consiglio comunale di Lodi ha dato adempimento all’ordine del Tribunale di Milano e ha votato a favore della cancellazione delle modifiche introdotte nell’ottobre 2017.
“Le modifiche agli articoli 8 e 17, che erano state introdotte nell’ottobre 2017, sono state integralmente cancellate e la situazione è quindi tornata ad essere quella che è sempre stata: ciascun cittadino di Lodi potrà accedere alle tariffe sulla base del proprio Isee e italiani e stranieri tornano ad essere trattati in maniera uguale: uguali nel dovere di fornire alla pubblica amministrazione tutte le notizie richieste sui loro redditi e patrimoni, uguali nella soggezione a verifiche, ma uguali prima di tutto nel diritto di accedere alle prestazioni sociali senza essere vittime di pretese irragionevoli e, soprattutto, contrarie alla legge dello Stato”, si spiega in un comunicato di Coordinamento Uguali Doveri, Asgi e Naga.
Baglioni vara il Sanremo del grande abbraccio, da Achille Lauro a Patty Pravo
È il festival del grande abbraccio. Con una varietà di generazioni e generi e un’apertura al nuovo che forse non si era mai vista prima a Sanremo. Con l’annuncio degli altri 11 artisti in gara, durante la seconda serata di ‘Sanremo Giovani’ (che ha promosso al festival di febbraio Mahmood), Sanremo 2019 è al completo con i suoi 24 concorrenti alla vittoria. Pippo Baudo e Fabio Rovazzi, alla loro seconda prova di conduzione in coppia sul palco del Teatro del Casinò, hanno annunciato in gara Nino D’Angelo in coppia con il giovane rapper Livio Cori (già attore in ‘Gomorra la serie’ ma anche tra i ‘sospettati’ di essere Liberato, il rapper napoletano senza volto) con il brano ‘Un’altra luce’, Ex Otago con ‘Solo una canzone’, Patty Pravo e Briga con ‘Un po’ come la vita’, Boomdabash con ‘Per un milione’, Francesco Renga con ‘Aspetto che torni’, Arisa con ‘Mi sento bene’, Achille Lauro con ‘Rolls Royce’, Daniele Silvestri con ‘Argento vivo’, i Negrita con ‘I ragazzi stanno bene’, Enrico Nigiotti con ‘Nonno Hollywood’ e Federica Carta e Shade con ‘Senza farlo apposta’.
Ieri erano stati annunciati Loredana Bertè con ‘Cosa ti aspetti da me’, Il Volo con ‘Musica che resta’, Ghemon con ‘Rose viola’ , Paola Turci con ‘L’ultimo ostacolo’, Simone Cristicchi con ‘Abbi cura di me’, Nek con ‘Mi farò trovare pronto’, Motta con ‘Dov’è l’Italia’ , Irama con ‘La ragazza col cuore di latta’, Ultimo con ‘I tuoi particolari’, Anna Tatangelo con ‘Le nostre anime di notte’ e Zen Circus con ‘L’amore è una dittatura’ ed era stato promosso dalla gara dei giovani al festival di febbraio Einar. E se nella prima serata di ‘Sanremo Giovani’ il Premio della Critica era andato a Federica Abbate, nella seconda manche se lo è aggiudicato lo stesso Mahmood con il brano ‘Gioventù bruciata’.In attesa di ascoltare i brani, il cast di Sanremo 2019 promette davvero musica per tutti i gusti, anche per quei pubblici finora molto distanti dal festival e dalla tv generalista. La presenza di artisti come Motta, Zen Circus, Gheimon, Livio Cori e Achille Lauro potrebbero avvicinare all’Ariston pubblici di nicchia e millennials mancati finora all’appello festivaliero. Se questo succederà davvero, il direttore artistico Claudio Baglioni non solo avrà vinto una bella scommessa nel suo bis da condottiero ma avrà fatto molto bene al futuro del festival.
Esplosione in miniera, 13 morti in Repubblica Ceca
Almeno 13 operai sono stati uccisi in un’esplosione di metano nella miniera di carbone a Karvina, nei pressi di Ostrava, nel nord della Repubblica Ceca. Lo riferisce l’agenzia di stampa ‘CTK’, citando un portavoce della compagnia mineraria OKD. L’incidente è avvenuto a una profondità di 800 metri in una zona dell’impianto nella quale erano impiegati soprattutto minatori provenienti dalla Polonia. Altri tre sono rimasti feriti, uno in modo critico.
Si tratta di “una grande tragedia pre-natalizia” ha detto il sindaco locale Ondrej Feber all’edizione online del quotidiano ‘Pravo’. Il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki e il suo omologo ceco Andrej Babis sono stati invitati a visitare il sito dell’incidente venerdì. La miniera, a circa 300 chilometri a est di Praga, opera dal 1968 ed era stata privatizzata ma è stata recentemente
rinazionalizzata. Il complesso minerario fornisce lavoro a circa 9.500 persone della zona.
Lite in strada, insegue giovane e lo accoltella
Un colombiano 18enne residente a Torino è stato arrestato dai carabinieri perché ritenuto responsabile del tentato omicidio commesso la sera del 10 dicembre scorso a Pinerolo ai danni di un 29enne che si trovava in strada con la sua ragazza.Al culmine di una lite per futili motivi legati a dissidi di carattere personale, il 18enne ha inseguito la vittima con un coltello e l’ha colpita con violenza 5 volte alla schiena. Durante l’aggressione, il giovane ha ferito anche la fidanzata del 29enne con una coltellata alla mano.Il colombiano è stato identificato sia a seguito delle dichiarazioni delle vittime sia con l’analisi delle immagini delle telecamere posizionate in zona, che hanno consentito di stabilire la dinamica ipotizzata. Il gip ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere per il colombiano.
Sparò e uccise ladro, “è omicidio volontario”
Sparò e uccise un ladro, per Mirco Franzoni confermata condanna per omicidio volontario. “La sentenza d’Appello” rispecchia “quella di primo grado che gli aveva dato 9 anni e 4 mesi di carcere” dice
l’avvocato Gianfranco Abate, legale di Franzoni. Con un colpo di fucile il 14 dicembre del 2013 Franzoni uccise il 26enne albanese che aveva rubato nella casa del fratello. Lo colpì per le strade di Serle nel bresciano. La difesa aveva sostenuto che “si fosse trattato di un fatto accidentale”.
Protesta Ncc a Roma, disagi sulla Colombo
Torna a farsi sentire la protesta degli Ncc a Roma: una cinquantina di mezzi ‘lumaca’ stanno creando disagi al traffico in via Cristoforo Colombo, dall’altezza della Laurentina in direzione Centro. Sul posto stanno intervenendo molte pattuglie della polizia locale per gestire il traffico. Altri mezzi degli Ncc sarebbero convogliati invece in zona piazza Venezia. [print-me title=”STAMPA”]
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