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LOTTERIA ITALIA: I TAGLIANDI DEI PRIMI CINQUE BIGLIETTI

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LOTTERIA ITALIA: I TAGLIANDI DEI PRIMI CINQUE BIGLIETTI

AGGIORNAMENTO DELLE 00:14

DI LUNEDì 07 GENNAIO 2019

LOTTERIA ITALIA: I TAGLIANDI DEI PRIMI CINQUE BIGLIETTI

E’ stato venduto a Sala Consilina, in provincia di Salerno, il biglietto del primo premio da 5 milioni di euro della Lotteria Italia. La serie e il numero del tagliando sono: G 154304. Il secondo premio da 2.500.000 euro va al tagliando E 449246 venduto a Napoli. Il terzo premio da 1,5 milioni di euro è stato vinto dal biglietto E 265607 venduto a Pompei (NA). Il quarto premio da 1 milione di euro va al tagliando P 386971 venduto a Torino e il quinto e ultimo premio di prima categoria da 500.000 euro va al tagliando F 075026 venduto a Fabro (TR).        [print-me title=”STAMPA”]

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LOTTERIA ITALIA

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LOTTERIA ITALIA

AGGIORNAMENTO DELLE 23:30

DI DOMENICA 06 GENNAIO 2019

LOTTERIA ITALIA

L’Agenzia Dogane e Monopoli comunica le serie e i numeri dei primi cinque biglietti estratti di Prima categoria non ancora abbinati ai premi della Lotteria Italia:
SERIE E NUMERO VENDUTO A E 265607 Pompei (NA) – Via Roma 59 E 449246 Napoli – Piazza Principe Umberto P 386971 Torino – Corso Traiano 158 G 154304 Sala Consilina (SA) – A03 SA-RC  F 075026 Fabro (TR) – A1 MI-NA

I premi saranno 205 per un importo complessivo di oltre 16 milioni di euro. In questa edizione, ricordano dai Monopoli, sono stati venduti circa 7 milioni di biglietti (6.955.460). I premi dei 205 biglietti vincenti saranno così distribuiti: PREMI DI PRIMA CATEGORIA: – primo premio euro 5.000.000 – secondo premio euro 2.500.000 – terzo premio euro 1.500.000 – quarto premio euro 1.000.000 – quinto premio euro 500.000 PREMI DI SECONDA CATEGORIA: 50 premi da euro 50.000 PREMI DI TERZA CATEGORIA: 150 premi da euro 25.000.
Ai rivenditori presso i quali sono stati acquistati i biglietti vincenti è stato riservato un premio complessivo di 75.500 euro.
L’elenco dei biglietti vincenti sarà disponibile sul sito https://www.adm.gov.it.        [print-me title=”STAMPA”]

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 06:38 DI SABATO 05 GENNAIO 2019

ALLE 02:29 DI DOMENICA 06 GENNAIO 2019

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La casa di carta, il set della terza serie è a Firenze
Riprese in centro tra la folla, trama Netflix top secret

FIRENZE05 gennaio 201906:38

– Aspettative confermate con il bagno di folla a Firenze per gli attori di ‘La casa di carta’, la popolare serie spagnola targata Netflix che racconta la rapina alla zecca di Stato di Madrid. Iniziate all’alba in piazza Duomo, per poi spostarsi al piazzale Michelangelo, le riprese della terza stagione hanno attirato centinaia di curiosi, ma soprattutto giovani fan che, armati di cellulari, hanno sfidato la temperatura sotto zero arrivando prestissimo in zona, e portato qualche disagio a cittadini e turisti. Nonostante l’area occupata dalla troupe fosse transennata, con polizia municipale e agenti della sicurezza impegnati a tenere a distanza la folla, è bastato un attimo a un gruppo di giovanissime per superare le transenne e accerchiare i due protagonisti sulla scena. E’ successo, quando i due attori, µlvaro Morte nei panni del ‘Professore’ e Pedro Alonso, nella serie ‘Berlino’, si sono avvicinati per qualche selfie. Il tutto è durato pochissimi minuti: i fan sono stati allontanati e la troupe ha potuto riprendere a girare. Lo stesso sindaco Dario Nardella, su instagram, ha postato una foto con i due attori, ricevuti poi in Palazzo Vecchio: “Benvenuto a Firenze al cast della Casa di Carta, serie tv di grande successo. Grazie per la bella visita”, ha scritto.
Tanta la curiosità dei fan proprio per la presenza di ‘Berlino’, personaggio morto alla fine della seconda stagione.
La scena, girata tra il Battistero e la Cattedrale di Firenze, anche per questo ha incuriosito gli appassionati e posto loro interrogativi: ‘Berlino’ allora non è morto? Oppure si tratta soltanto di uno dei tanti flashback a cui la serie ha abituato i suoi fan? La produzione mantiene il più totale riserbo sulla trama, ma di certo chi era stamani a Firenze ha visto in anteprima la scena che immortala l’abbraccio tra il ‘Professore’, la mente criminale che architetta la rapina, e ‘Berlino’. Per capire se è solo un flashback bisogna avere pazienza. Sicuramente i due appariranno anche al piazzale Michelangelo dove a fine mattinata tutta la troupe si è spostata per girare una scena a bordo di un suv nero vicino alla copia della statua del David. Anche qui tanti fan accorsi sfidando il freddo e, alla fine, Alvaro Morte ha ringraziato quelli più vicini, e in inglese ha detto: “è stato bello girare con voi”. I nuovi episodi arriveranno su Netflix nel 2019: con le prime due parti lanciate lo scorso anno, ‘La casa di carta’ ha conquistato milioni di fan ed è diventata la serie in lingua non inglese più vista in assoluto sulla piattaforma streaming. Nei mesi scorsi Netflix ha annunciato la terza stagione con un video che mostra tutti i protagonisti, compresi il creatore della serie, Alex Pina, e il regista Jesús Colmenar, che leggono il copione sulle note della canzone partigiana ‘Bella ciao’.
Quattro i nuovi personaggi: Hovik Keuchkerian (Bogotà), Najwa Nimri (Alicia), Fernando Cayo (Tamayo) e Rodrigo de la Serna (L’ingegnere).
Abbagnato a Ballo Opera Roma fino a 2021Etoile confermata nell’incarico

05 gennaio 201911:52

– Eleonora Abbagnato confermata alla direzione del Corpo di Ballo del teatro dell’Opera di Roma fino al 2021. L’annuncio arriva stamattina dalla Fondazione del Teatro dell’Opera di Roma. La Abbagnato, étoile dell’Opéra di Parigi era stata nominata nel 2015 e ora la conferma che continuerà ad onorare il suo incarico fino al 31 dicembre 2021.
Virginia Raggi, Sindaca di Roma e Presidente della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma: “Eleonora Abbagnato, grazie al prestigio e alla varietà delle sue esperienze internazionali, ha contribuito a tenere alto il livello della danza del Teatro dell’Opera che è un’eccellenza e patrimonio di tutti i cittadini di Roma. Ha puntato sui giovani, portando avanti un importante lavoro con i suoi ballerini, convinta del fatto che la danza abbia bisogno dei grandi talenti italiani, nei quali ha dimostrato di credere fermamente”.
Il Sovrintendente Carlo Fuortes nel darne notizia evidenzia: “Il lavoro svolto dalla Signora Abbagnato in questo Teatro è stato eccellente”.
Sanremo, Bisio e Raffaele con BaglioniIl 9 annuncio. Attesi ospiti da Bocelli a Pausini-Antonacci

05 gennaio 201918:22

– Claudio Bisio e Virginia Raffaele saranno sul palco dell’Ariston con Claudio Baglioni. L’annuncio è atteso per mercoledì 9 gennaio, alla tradizionale conferenza stampa pre-festival (5-9 febbraio) ma non ci sono più dubbi sulla nuova coppia di conduttori che affiancherà quest’anno il ‘dirottatore artistico’ dopo il binomio vincente Favino-Hunziker dell’edizione 2018. Una coppia che promette scintille, ironia, genialità. Entrambi sono già stati al festival in veste di ospiti. Bisio sorprese l’Ariston nel 2013, anno delle contestazioni a Maurizio Crozza, con un monologo politico.
Virginia Raffaele, dopo aver lasciato il segno al Sanremo di Carlo Conti con le sue parodie, nel 2018 è tornata a Sanremo nei panni di se stessa. Tra i superospiti rumors su Laura Pausini con Biagio Antonacci, e Andrea Bocelli, che potrebbe cantare con il figlio Matteo o con la star britannica Ed Sheeran, con cui ha duettato in “Sì”, Ligabue, Giorgia, Mannoia, Jovanotti

Hospital Sketches, inedito di Louisa May AlcottLa protagonista Tribulation prototipo ‘femminista’ Jo March

05 gennaio 201911:30

– LOUISA MAY ALCOTT ‘HOSPITAL SKETCHES’ (IGUANA EDITRICE pp 232 E. 17,00) Louisa May Alcott è stata una scrittrice prolifica ma è famosa solo per il libro ‘Piccole donne’, letto da milioni di bambine nel mondo e considerato tra le cento opere fondamentali della cultura americana. E nell’anno in cui il suo best seller che continua a vendere migliaia di copie ogni anno, compie 150 anni e ad un’attenta rilettura mostra un importante substrato femminista, esce un libro inedito in Italia delle stessa autrice.
La Alcott, coraggiosa sostenitrice dei diritti delle donne e tenace abolizionista della schiavitù, appena trentenne prestò servizio, tra il 1862 e il 1863, come infermiera volontaria, durante la Guerra di Secessione americana, presso l’Union Hospital di Georgetown. Racconterà questa esperienza dura e dolorosa in un libro poco conosciuto e ora pubblicato in Italia con la versione originale a fronte, ‘Hospital Sketches’. Il romanzo narra, con toni arguti e spassosi, le avventure di Tribulation Periwinkle, un prototipo di Jo March, che tra efferate amputazioni senza anestesia e il dolore di uomini divenuti eroici loro malgrado ci descrive con commovente intelligenza la guerra. Tribulation non è bella, non è ricca, non è fortunata ma è sveglia, coraggiosa, intraprendente, autoironica. È una resiliente. Un modello per tutte le ragazze, una vera eroina moderna. Una femminista come Louisa May Alcott.
Non esita a spor-carsi le mani, si batte per i feriti sopportando spettacoli crudeli, salta i pasti e perde il sonno, ma non rinuncia mai a una battuta ben assestata quando prende di mira i chirurghi frettolosi, gli uomini di Chiesa e la burocrazia. Fiera e determi-nata, procede a grandi falcate nella sua missione fino a quando, contratta la febbre tifoide, è costretta a tornare a casa. La grave malattia minerà per sempre la salute della scrittrice fino alla sua morte precoce a soli 53 anni. Il libro fu scritto dalla Alcott rimaneggiando le lettere inviate alla famiglia durante quell’esperienza che vennero pubblicate sul giornale Boston Commonwealth tra il maggio e il giugno del 1863.
In ‘Hospital Sketches’, pubblicato da Iguana Editrice con la traduzione e cura di Sara Grosoli e la prefazione di Daniela Matronola, Louisa May Alcott esprime i principi di un’educazione familiare all’avanguradia per l’epoca. Ricordiamo che la Alcott , seconda di quattro sorelle, era figlia di una suffraget-ta Abby May e del filosofo trascendentalista Amos Bronson Alcott.
Dunque, ad esempio, la descrizioni dei soldati è quella di ”uomini zelanti e coraggiosi che combattono per la libertà e la giustizia, autentici soldati del Signore”, compresi ”i soldati di colore che hanno dato prova di diritto all’ammirazione e ai buoni uffici dei loro fratelli bianchi”. Tribulation è molto vicina alla Jo March che tutte noi abbiamo amato da piccole e nella quale ci siamo immedesimate, dunque leggere ‘Hospital Sketches’ sarà per molte come tornare indietro nel tempo.
Pitti Uomo 95 il tecno è eco-sostenibileDopo lo sportswear onda green sul classico, in vetta senza piume

05 gennaio 201915:04

– L’eco-sostenibilità diventa diktat anche nel mondo dell’abbigliamento classico maschile. A confermare la svolta sono gran parte dei 1230 marchi che partecipano alla edizione numero 95 di Pitti Uomo. Ma mentre l’ondata green prima aveva contagiato il settore dello sportswear ora coinvolge nella sua religione salva-ambiente anche il segmento di aziende produttrici di abbigliamento. Alla base di tutto la ricerca, condotta attraverso la sperimentazione tecnologica applicata a materiali provenienti da riciclo. Così Ecoalf è la capsule 100% made in Italy creata con cotone e lane riciclate dalla stylist Ana Gimeno con Tiziano Guardini. Blaur Usa utilizza piume e nylon riciclati. Herno lancia Laminar-Sartorial Engineering evoluzione tecno della linea del 2012. Save the Duck celebra la conquista degli 8516 metri d’altitudine da parte dello scalatore Kuntal A.Joisher, raggiunti con una dieta vegana e una tuta del brand di piumini animal-friendly.
ALessio Boni, ai ragazzi no per crescereProfessore musica nella attesa serie Rai1 La compagnia del cigno

05 gennaio 201915:30

– Di pacche sulle spalle non se ne può più: i ragazzi per diventare grandi hanno bisogno di ‘no’ e non di ‘poverino’. E’ il credo di Luca Marioni, alias ‘Il bastardo’, il temuto e venerato professore del conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, interpretato da Alessio Boni, attorno al quale ruotano i sette giovanissimi musicisti protagonisti della nuova serie di Rai1 ‘La compagnia del cigno’, in onda dal 7 gennaio per sei serate. “Luca Marioni è serio, severo, non concede sconti, è uno che crede molto nella materia che insegna – racconta Boni – la musica per lui è un’opera d’arte e l’arte non ammette mediocrità: non puoi arrivare svogliato e suonare il violino con il braccio sinistro perché hai le paturnie o ti sei lasciata con il fidanzato, non puoi dare la metà della metà.
Marioni esige tutto e sempre perché quello che insegna ai ragazzi è che solo così potranno riuscire nella vita reale: questo è Marioni ed è bellissimo, dice i suoi concetti in modo severo e austero, ma sono giusti e meravigliosi”.
Tintin, reporter giramondo fa 90 anniMostre e nuove vignette a colori del personaggio ideato da Hergé

BRUXELLES05 gennaio 201915:50

– Tintin, il celebre giornalista esploratore nato dalla matita del belga Hergé, spegnerà 90 candeline il prossimo 10 gennaio, data che segna la prima pubblicazione, nel lontano 1929, della sua prima avventura (Tintin nel Paese dei Soviet) sul giornale Le Petit Vingtième.
Un successo editoriale per Bruxelles e per il Belgio che sarà ricordato con mostre e nuove vignette poiché l’intrepido viaggiatore resta ancora molto popolare presso il grande pubblico e le sue storie continuano a essere riproposte e a vendere milioni di copie nel mondo. Un successo che ha ispirato anche un vasto merchandising: molti sono infatti i gadget ed i pupazzi che lo raffigurano, da solo o con il suo cagnolino Milou e che vengono esposti nelle vetrine dei negozi del centro della capitale belga. Ciò che attrae è soprattutto il coraggio e la curiosità del personaggio che lo portano ad affrontare avventure esotiche o fantastiche del tutto originali come quando passeggiò sulla Luna nel ’53, 16 anni prima di Neil Armstrong.
Elena Sofia Ricci, suor Angela in crisiAttrice, 2018 professionalmente bellissimo ma ho subito perdite

05 gennaio 201915:50

– “Come leggiamo nel primo atto del Macbeth, non avevo mai visto un giorno così bello e brutto allo stesso tempo”. Per Elena Sofia Ricci, si è chiuso un 2018 denso di soddisfazioni professionali al cinema (nastro d’argento come miglior attrice per Loro di Sorrentino), ha ricevuto anche il Premio di miglior attrice teatrale della stagione per Vetri rotti di Arthur Miller e lanciato una sua linea di profumo, allo stesso tempo emotivamente doloroso nel privato. “Alla morte di mia madre (la scenografa Ricci Poccetto) s’è aggiunta quella del mio amico fraterno Ennio Fantastichini, non so spiegare il vuoto, lo smarrimento, non l’ho trovato giusto, ecco mi sono rifugiata nella preghiera”. Torna ora come protagonista della quinta stagione della serie tv, Che Dio Ci Aiuti ambientata nel convento più bizzarro del piccolo schermo, con la regia di Francesco Vicario, su Rai1 dal 10 Gennaio, ogni giovedì in prima serata. L’attrice è la bizzarra suor Angela, che nella nuova serie entra in crisi religiosa.
Furto quadro Uffizi, c’è lettera nazistaCaporale avvisava la moglie, ‘Ho un bel dipinto, te lo mando’

FIRENZE05 gennaio 201915:50

– Una lettera prova che un soldato tedesco della Seconda Guerra Mondiale, il caporale Herbert Stock, aveva trafugato e poi inviato a casa il quadro ‘Vaso di Fiori’ di Jan van Huysum (1682-1749) tra i capolavori evacuati dagli Uffizi nelle ville della campagna fiorentina e poi rubato dalle truppe naziste in ritirata. E’ quanto svela un reportage del settimanale tedesco Der Spiegel. Il 17 luglio 1944 Stock scriveva alla moglie Magdalena avvisandola che le avrebbe inviato la tela: “Ho un bel dipinto, fiori su tela. Lo spedisco.
Starebbe bene in una cornice dorata”. E così la natura morta degli Uffizi arrivò nella sua città, Halle an der Saale, in Sassonia, vicina a Lipsia. E’ l’ultima traccia certa su dove sia stato il quadro poiché poi, per decenni, pur essendo un’opera certificata, non se ne saprà più nulla. Sulla vicenda c’è un’inchiesta della procura di Firenze e gli Uffizi stanno chiedendo la restituzione alla Germania.
Pedro Alonso in visita Duomo di FirenzeIl ‘Berlino’ di serie Netflix in città per riprese terza serie

FIRENZE05 gennaio 201916:26

– L’attore Pedro Alonso, il famoso ‘Berlino’ della serie tv di Netflix ‘La Casa di carta’, ha visitato la cattedrale di Firenze, le Terrazze del Duomo e il Battistero. L’attore, in città per le riprese della terza stagione, ha deciso di prolungare il suo soggiorno nel capoluogo toscano proprio per visitare il Duomo e il Battistero. La visita, iniziata alle nove di questa mattina, è durata tre ore e, ad accompagnarlo, una guida dell’Opera di Santa Maria del Fiore originaria di Madrid. Pedro Alonso, entusiasta della visita, ha voluto capire profondamente ‘lo spirito’ della città e del tempo e non fermarsi ad una visita nozionistica.
Per Alonso, precisa una nota dell’Opera di Santa Maria del Fiore, è stato il suo carattere cosmopolita, le relazioni intraprese con il mondo, che hanno fatto di Firenze una delle più belle e celebri città.

Helen Mirren, così diventa Caterina IILa diva sarà l’Imperatrice di Russia per Sky-Hbo in serie 2019

05 gennaio 201918:00

Helen Mirren si trasforma nell’Imperatrice Caterina II di Russia, ovvero “Catherine the Great”, come titola la nuova produzione originale targata Sky e Hbo che sarà trasmessa da Sky Atlantic nel 2019. Catherine the Great è ambientata nella sfarzosa e spietata corte russa del XVIII secolo. L’iconica Helen Mirren nella serie avrà accanto l’attore Jason Clarke (Zero Dark Thirty, Mudbound) nel ruolo del suo eterno amante, il generale russo Grigory Potemkin.
Il set è in Russia dove di recente si sono svolte le riprese di quattro episodi, girati anche in palazzi e luoghi storici della Lettonia e della Lituania, alcuni dei quali mai aperti prima d’ora. Scritta da Nigel Williams (Elizabeth I) e diretta dal pluripremiato regista Philip Martin (The Crown) Catherine the Great segue gli ultimi anni di reggenza dell’imperatrice e la sua passionale relazione con Potemkin sullo sfondo di scandali, intrighi e grandi conflitti. Impossibilitati a sposarsi, Catherine e Potemkin vivono una storia d’amore totalizzante.
Superando molte avversità, costruiranno la reputazione della Russia come una delle più grandi potenze europee del XVIII secolo.
Catherine the Great è il nuovo progetto nato nell’ambito della partnership internazionale siglata fra Sky ed Hbo per lo sviluppo di produzioni su larga scala, ed è prodotta da Origin Pictures e New Pictures. La serie verrà trasmessa nel 2019 su Sky Atlantic in Italia, ma anche nel Regno Unito, Irlanda, Germania, Austria e Spagna. La distribuzione internazionale è affidata a Sky Vision.
Giorno memoria, musiche donne internateSaranno eseguite in concerto all’Auditorium a Roma il 16 gennaio

05 gennaio 201917:11

– E’ bello pensare che anche là dove la natura umana ha dato il peggio di sè, nei campi di sterminio, nei gulag russi o nei campi giapponesi, qualcuno ha sublimato il suo dramma componendo musica. Lo hanno fatto molte donne internate nei lager tedeschi i cui canti rivivranno in prima assoluta all’Auditorium di Roma il 16 gennaio, in occasione del Giorno della memoria 2019, nel concerto ‘Libero è il mio canto’.
Grazie al lavoro di ricerca del maestro Francesco Lotoro, saranno eseguiti 18 brani creati da compositrici, in cui si alternano sogni d’amore, incitazioni alla resistenza, denunce di crudeltà disumane, ninne nanne per bambini, brani dedicati alla natura e all’arrivo della primavera, ma anche parodie di celebri canzonette, tra cui “Mamma, son tanto felice”, che veniva cantata in polacco nel Stammlager di Auschwitz, con parole struggenti composte per l’occasione. Un repertorio, quello di “Libero è il mio canto”, che copre il periodo fra il 1933 (apertura del KZ Dachau) e il 1953 (morte di Stalin).
Kors a primavera mix glamour e praticoLa top Binx Walton interpreta collezione foto Inez e Vinoodh

05 gennaio 201917:41

– La nuova campagna per la collezione primavera di Michael Kors è firmata dai due fotografi olandesi Inez van Lamsweerde e Vinoodh Matadin, noti come Inez e Vinoodh.
“Volevo che le immagini catturassero la facilità, la fiducia e l’atteggiamento irriverente dei viaggiatori di lusso di oggi” ha spiegato Michael Kors. La nuova campagna è interpretata dalla modella Binx Walton nell’intimità di una suite d’albergo nel famoso hotel Le Negresco, a Nizza, in Francia. Gli interni sontuosi e giocosi dell’albergo sottolineano lo stile Kors che mixa glamour e semplicità. “Ho sempre adorato il modo in cui la moda può sollevare il morale – prosegue Kors – e questa collezione parla di ottimismo, romanticismo e gioia. Gli abiti sono una miscela di rilassatezza e glamour. Colori vivaci e motivi audaci, floreali e stampe animalier si fondono con silhouette ispirate al surf, con broccati metallici e romantici sangalli per creare un guardaroba funzionale e chic. Accessori, borse dipinte a mano adatte alle vacanze e in città.
Teatro, nel cantiere del Piccinni di BariNel 1854 Maria Teresa d’Asburgo negò suo nome per luogo mondano

BARI05 gennaio 201918:52

– A restauro quasi ultimato, dopo quasi otto anni dalla chiusura, con i suoi velluti, gli stucchi dorati e il fastoso palco reale, il teatro Piccinni di Bari ha riaperto le sue porte nel week end della Befana per una visita guidata che consentirà ad oltre 5.000 persone che si sono prenotate di vedere l’avanzamento dei lavori. Il restauro, suddiviso in tre lotti e finanziato nel corso degli anni con fondi europei, regionali e del ministero, sarà concluso in un paio di mesi prima della riapertura prevista per la prossima primavera.
Avrebbe dovuto essere dedicato a Maria Teresa d’Asburgo-Teschen moglie di Ferdinando II, re delle due Sicilie, ma all’ultimo la sovrana non volle che il suo nome fosse associato ad “un logo mondano”. Così il primo teatro di Bari, inaugurato il 4 ottobre del 1854, fu dedicato dalla città al suo più illustre musicista, Niccolò Piccinni, uno dei maestri dell’opera buffa napoletana.        [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 02:51 DI VENERDì 04 GENNAIO 2019

ALLE 06:38 DI SABATO 05 GENNAIO 2019

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Mostre: Metlicovitz, pioniere eclettico della pubblicità
Nella sua Trieste manifesti di grandi marchi e opere liriche

04 gennaio 2019 02:51

– Suo il manifesto dell’inaugurazione del Traforo del Sempione scelto, nonostante fosse stato presentato fuori concorso, per l’Esposizione Universale di Milano del 1906; suoi i manifesti di opere liriche celebri come Madama Butterfly, Manon Lescaut, Turandot e di film del cinema muto, a cominciare da Cabiria del 1914, l’antesignano dei kolossal sceneggiato da D’Annunzio. Ma, come spesso capita ai fuoriclasse della comunicazione pubblicitaria, il grande pubblico adulto non sa che il suo nome è legato a uno dei marchi più diffusi e radicati nella memoria collettiva: l’aquila del Fernet Branca che vola sul mondo stringendo con gli artigli la bottiglia del famoso amaro digestivo. Quando lo disegnò nel 1899 Leopoldo Metlicovitz era da qualche anno direttore tecnico delle Officine Grafiche Giulio Ricordi di Milano, note all’epoca soprattutto nell’ambito dell’editoria musicale. Il giovane triestino, classe 1868, muoveva in quel periodo i primi passi di un cammino che lo avrebbe portato a diventare uno dei maestri assoluti del cartellonismo italiano. Per i 150 anni dalla nascita la sua città gli dedica la retrospettiva “Metlicovitz.
L’arte del desiderio. Manifesti di un pioniere della pubblicità”, curata da Roberto Curci, al Museo Revoltella e al Museo Teatrale “Carlo Schmidl” fino al I7 marzo, e poi al Salce di Treviso dal 6 aprile al 18 agosto. Proprio dalla ricchissima collezione di grafica pubblicitaria di quest’ultima sede espositiva provengono 68 dei 73 manifesti selezionati per documentare il percorso dell’ artista. In mostra, però, il manifesto del mondo Branca non c’è. Curci ha spiegato che malgrado le ricerche manca all’appello la documentazione che ne certifichi paternità e datazione. Per il museo dell’azienda invece, non ci sono dubbi: l’autore è lui. Leopoldo Metlicovitz aveva cominciato a dipingere paesaggi poi, giovanissimo, era entrato come apprendista litografo in uno stabilimento grafico di Udine. Giulio Ricordi lo convinse a trasferirsi a Milano e insieme con altri artisti – il tedesco Adolf Hohenstein, il polacco Franz Laskoff, l’ italiano Aleardo Terzi e il concittadino Marcello Dudovich, di dieci anni più giovane – lavorò a lungo alle officine grafiche milanesi. Fu proprio Ricordi, un gigante del settore, a dare la svolta ampliando il linguaggio della comunicazione grafica. Dagli ultimi anni dell’Ottocento Metlicovitz poté dare sfogo alle sue capacità espressive, non solo come grande esperto dell’arte cromolitografica, ma anche come disegnatore e inventore degli “avvisi figurati”, così allora venivano chiamati i manifesti pubblicitari. Quelle immagini che tappezzavano le città con il loro colori vivaci segnarono anche in Italia la nascita della pubblicità sintonizzata sulle forme che il “modernismo” internazionale proponeva nelle arti applicate, Jugendstil, Modern Style, Art Nouveau, Liberty. In mostra a Trieste anche tre dipinti e una ricca selezione di “grafica minore”, cartoline, copertine di riviste, spartiti musicali. “La produzione cartellonistica di Metlicovitz come dell’ amico Dudovich fu – sottolinea Curci – particolarmente intensa negli anni precedenti la Grande Guerra, con la creazione di autentici capolavori rimasti a lungo nella memoria visiva degli italiani e a tutt’oggi largamente citati e riprodotti in ogni studio sull’evoluzione del messaggio pubblicitario del Novecento”. Da pittore e grafico eccellente quale era, Metlicovitz si impegnò con verve ed eleganza stilistica sia per promuovere realtà popolari come i Grandi Magazzini napoletani dei Fratelli Mele sia per descrivere l’universo musicale e teatrale, che gli era congeniale spiritualmente per il suo impegno da scenografo e costumista alla Scala e anche perché conosceva Verdi ed era amico di Puccini. “Al manifesto italiano, che era rimasto attardato rispetto ad altri paesi – osserva Curci – Metlicovitz diede una impronta originale e personale tra grafica e pittura. Fu un grande eclettico capace di conciliare le esigenze di direttore tecnico e la creatività”. A cavallo tra le due guerre, l’ interesse dell’ artista triestino tornò verso la pittura dal vero, il ritratto e il paesaggio, dal quale era partito. Nel 1938, per divergenze con gli eredi di Ricordi, lasciò le Officine chiudendo un rapporto che era durato più di quaranta anni.
Metlicovitz morì a Ponte Lambro (Como) nel 1944.
Golden Globe, ecco chi si gioca vittoriaIn gara A star is born, Black Panther, Green Book, Vice

LOS ANGELES04 gennaio 201920:47

Il New York Times li ha definiti “Il pit stop più importante sulla strada degli Oscar”. Sono i Golden Globes, che domenica 6 gennaio, porteranno premi a forma di globo d’oro nella calza della Befana di Hollywood. A star is born, Black Panther, Green Book, Vice – L’uomo nell’ombra. Un anno fa la cerimonia fu caratterizzata dalle proteste anti Trump e dal #metoo. I giornalisti dell’Hollywood Foreign Press Association, che da 71 anni a questa parte organizzano, hanno espresso le loro preferenze già un mese fa, in sede di nominations. Domenica sera quindi, si tratterà di capire chi, alla fine, porterà a casa il premio. Solitamente un indicatore abbastanza preciso di quelle che saranno le preferenze ai più importanti Academy Awards. Cosa spiazza di più, nelle scelte dei giornalisti stranieri accreditati a Hollywood, è la divisione dei film nelle due categorie, drammatica e commedia/musical. Il racconto della vita di Freddie Mercury Bohemian Rapsody e A star is born, diretto e interpretato da Bradley Cooper, che ha visto Lady Gaga recitare e cantare nel ruolo che fu di Janet Gaynor, Judy Garland e Barbra Streisand, sono stati inseriti fra i drammi, nonostante il peso delle interpretazioni musicali in entrambi i film, mentre Vice, storia dell’ascesa politica di Dick Cheney – vice di George W Bush – alla vita politica americana, è annoverato fra le commedie. Nella prima categoria potrebbe vincere proprio il quarto remake di A Star is born, che aveva debuttato a settembre a Venezia e che ha ottenuto 5 candidature fra cui miglior film, migliore attore e migliore attrice protagonisti (Cooper e Lady Gaga), miglior regista e migliore canzone originale. Fra i drammi invece sarà probabilmente Vice a battere gli altri candidati. Il film di Adam McKay ha ottenuto sei candidature ma vede la concorrenza, fra le commedie di un altro film molto amato: Green Book, che vede protagonisti Mahershala Ali e Viggo Mortensen nei panni, rispettivamente, di un famoso pianista afroamericano e del suo autista bianco, in viaggio nella razzista America del Sud degli anni Sessanta. Mortensen e Ali, entrambi candidati, come miglior protagonista il primo e non protagonista il secondo, hanno discrete possibilità di vittoria ma Mortensen subisce la concorrenza di Christian Bale, meraviglioso interprete di Dick Cheney in Vice. Fra le donne c’è una certezza: Lady Gaga porterà a casa due globi: miglior canzone, “Shallow” e migliore attrice drammatica, lasciando poco spazio alle colleghe nominate, fra cui Nicole Kidman per Destroyer e Rosamund Pike per la storia della corrispondente di guerra Marie Colvin, A private war. Mentre fra le attrici brillanti la sfida è fra Emily Blunt, protagonista di Mary Poppins Returns e Olivia Colman per La Favorita. Minori possibilità avrà Charlize Theron con Tully. Fra i registi Spike Lee per BlacKkKlansman potrebbe dare del filo da torcere a Alfonso Cuaron autore del dramma targato Netflix Roma, che potrebbe vincere nella categoria miglior film straniero. Ospitata nei saloni da ballo del Beverly Hilton Hotel di Beverly Hills, la cerimonia dei Golden Globes affascina le star per il suo clima disteso. La tensione degli Oscar è ancora lontana e i protagonisti si godono cibo e vino, che scorre a fiumi durante la premiazione. Al contrario degli Oscar poi, anche la tv avrà i suoi riconoscimenti. Fra le serie drammatiche più quotate c’è Homecoming (Amazon), prodotto da Julia Roberts che ne è anche la protagonista nei panni di un’assistente sociale in aiuto ai veterani di guerra, mentre fra le commedie è facile prevedere la vittoria della serie anch’essa targata Amazon, La fantastica Signora Maisel. Fra gli attori drammatici potrebbe vincere Matthew Rhys per la stagione finale del dramma sulla Guerra Fredda The Americans. Fra le colleghe, buone chance di vittoria hanno la presentatrice della serata Sandra Oh, candidata per Killing Eve e la stessa Roberts per Homecoming. Fra gli attori brillanti i nomi dei favoriti sono importanti: Michael Douglas (The Kominsky Method) e Jim Carrey (Kidding), fra le donne Rachel Brosnahan che interpreta la fantastica signora Maisel ha poche rivali. Molto probabile anche la vittoria dell’ex Fonzie, Henry Winkler, migliore attore non protagonista, per Barry, mentre fra le attrici dovrebbe prevalere Patricia Clarkson per il dramma HBO Sharp Objects. Durante la cerimonia Jeff Bridges riceverà il premio alla carriera cinematogratica intitolato a Cecil B. DeMille e da quest’anno, per la prima volta, è stato istituito un analogo riconoscimento alla carriera televisiva. Lo riceverà Carol Burnett e sarà a lei intitolato in futuro.

Donne in regia Usa, drasticamente pocheStudio,calo 3% rispetto a 2017 in pellicole con maggiori incassi

NEW YORK04 gennaio 201917:41

– Le donne sono ‘radicalmente’ sottorappresentate nella regia di un film. Lo rivela uno studio del Center for the Women in Television and Film della San Diego State University secondo cui su 250 film del 2018 con i migliori incassi solo l’8% dei registi era rappresentato da donne. Un calo quindi del 3% rispetto al 2017. La percentuale è anche inferiore al 9% registrato nel 1998.
Buone notizie invece sul fronte di altri ruoli. Ad esempio aumenta il numero di donne impiegate, tra gli altri, come autrici, produttrici, editrici, direttrici della fotografia, compositrici. In totale un aumento del 2%, dal 18 al 20%, rispetto al 2017.
Vice, la verità su Dick CheneyIl trasformista Christian Bale è l’ex superpotente Usa

04 gennaio 201913:44

Il vero potere? Quello che sta nell’ombra, non compare, non si espone. Questa verità tanto decantata, per fare solo un esempio, da Baltasar Gracián ne ‘L’elogio della prudenza’, sta tutta In ‘Vice – L’uomo nell’ombra’, il nuovo biopic del regista Adam McKay in sala dal 3 gennaio con Eagle Pictures e Leone Film Group. Un film, candidato a ben otto Golden Globe, in cui c’è aria di Michael Moore e dei suoi documentari di denuncia, ma questa volta declinati al passato. Cast straordinario – si va da un camaleontico Christian Bale ad Amy Adams, da Steve Carell a Sam Rockwell -, il tutto per raccontare con ritmo e ironia, Dick Cheney, il vice-presidente più potente della storia americana, considerato da molti e a ragione, il “vero numero uno” della Casa Bianca durante l’amministrazione di George W. Bush. In ‘Vice. L’uomo nell’ombra’, che vede di nuovo insieme Bale e il regista McKay a due anni dal campione d’incassi ‘La grande scommessa’, tanti poi i sotto temi. Oltre l’ascesa dell’uomo “nell’ombra”, c’è quello della redenzione di chi parte male e quello dell’importanza della donna dietro la fortuna di molti uomini.
Si parte, attraversando mezzo secolo, con un giovane Cheney ubriaco nel rurale Wyoming fermato nella sua auto dalla polizia (venne arrestato due volte per lo stesso reato). Insomma una partenza da cattivo ragazzo quella del troppo silenzioso Cheney che poi da stagista del Congresso approda, passo dopo passo, alla carica di vice-presidente degli Stati Uniti, ma in realtà co-presidente vista la chiara incapacità del titolare George W.
Bush (Rockwell) di ricoprire la sua delicata funzione.
E questo in anni cruciali, quello che vanno dal 2001 al 2009, partendo proprio dall’attacco delle Torri gemelle, la madre di tutte le tragedie americane, che in realtà venne gestita dal solo Cheney.
Accompagnato da plurimi infarti, il politico responsabile dell’attacco all’Iraq, di Guantanamo con le sue singolari torture, di disinformazione e bugie e di tanti altre operazioni non troppo politicamente corrette ha avuto però sempre dalla sua, come si vede nel film, un amorevole quanto ambiziosa moglie, Lynne (Amy Adams) e un mentore machiavellico e spavaldo come Donald Rumsfeld (Steve Carell).
“Senza dubbio è stata la natura ambiziosa di Lynne a trasformare Dick – spiega il regista – . Quelli che la conoscevano dicevano che chiunque l’avesse sposata avrebbe fatto molta strada. In caso contrario, Dick sarebbe finito a vivere una vita tranquilla nel Wyoming come i suoi fratelli”.
Infine sullo straordinario ruolo da Oscar di Bale dice sempre Adam McKay: “Bale voleva sapere tutto su Cheney e assorbire tutto di lui. Ha anche incontrato un nutrizionista per prendere peso in modo salutare. Aveva poi un coach vocale, uno per i movimenti. Tutto ciò che poteva aiutarlo a trasformarsi in Cheney: il modo in cui camminava, il modo in cui parlava e si muoveva. Poi il giorno in cui abbiamo iniziato a girare – conclude il regista – è diventato quel personaggio. Abbiamo pensato che Cheney fosse lì davanti a noi”.

Fan a Firenze per ‘La casa di carta’Per la terza stagione riprese in Piazza Duomo e al Piazzale

FIRENZE04 gennaio 201911:22

– Centinaia di fan in Piazza Duomo a Firenze per le riprese della popolare serie Netflix, la spagnola ‘La casa di carta’ che racconta la rapina alla zecca di Stato di Madrid. Iniziate all’alba, le riprese hanno attirato centinaia di curiosi, ma soprattutto giovani fan, e comportato alcuni disagi.
E, nonostante l’area occupata dalla troupe fosse transennata, con polizia municipale e agenti della sicurezza della produzione impegnati a tenere a distanza la folla di giovani, è bastato un attimo a un gruppo di giovanissime per superare le transenne e accerchiare i due protagonisti sulla scena. E’ successo, quando i due attori, il ‘Professore’ interpretato da Álvaro Morte e Pedro Alonso nei panni di ‘Berlino’, personaggio morto alla fine della rapina nella seconda stagione della serie, si sono avvicinati alle transenne per qualche selfie. Il tutto è durato pochissimi minuti: la folla è stata allontanate e la troupe ha potuto riprendere le riprese. In mattinata si sposterà poi al Piazzale Michelangelo.
Fashion Kids Festival al Castello GambaBambini-modelli russi sfilano in Valle d’Aosta

AOSTA04 gennaio 201912:47

– La Valle d’Aosta ospiterà dal 5 all’11 gennaio prossimi il Fashion Kids Festival, evento russo dedicato alla moda bimbo. Il momento clou sarà una sfilata di 18 bambini-modelli russi che indosseranno i costumi tradizionali valdostani e sfileranno, lunedì 7 gennaio prossimo, al Castello Gamba di Chatillon, per poi spostarsi, nel pomeriggio, in centro ad Aosta. Nel corso del loro soggiorno valdostano i protagonisti dell’evento saranno in altre località della Valle per promuovere altri siti e beni culturali.
Il Festival è ideato dalla società Isadora Star Production Centre di San Pietroburgo, che riprenderà la sfilata per trasmetterla su emittenti televisive russe dell’area di San Pietroburgo e Samara, oltre che su numerosi canali social. “Tale iniziativa – spiega l’assessore al turismo Laurent Viérin – rientra tra le attività di promozione della Valle d’Aosta su importanti mercati turistici esteri quali quello russo”.
Dal 29 marzo la quarta serie di Gomorra su Sky Atlantic /TRAILER12 nuovi episodi. Regista tra gli altri Marco D’Amore, è esordio

04 gennaio 201914:04

Debutteranno il 29 marzo su Sky Atlantic in esclusiva per l’Italia, le nuove 12 puntate dell’attesa quarta stagione di Gomorra, la serie originale Sky prodotta da Cattleya, parte di Itv Studios e Fandango in collaborazione con Beta Film, tratta dal romanzo omonimo di Roberto Saviano. Tra i registi c’è anche Marco D’Amore, al debutto dietro la macchina da presa.
I nuovi episodi, come annunciato con il teaser trailer, riprendono la storia dal punto dove si era chiusa la terza stagione, da quello scafo al largo del Golfo di Napoli su cui, morto l’Immortale, Genny è rimasto per la prima volta solo.
Nelle immagini dei nuovi episodi si vedono tutti i protagonisti superstiti: Genny (Salvatore Esposito), Patrizia (Cristiana Dell’Anna), Enzo (Arturo Muselli), Valerio (Loris De Luna) e Azzurra (Ivana Lotito). Ma è da Genny, sempre più solo e per questo in pericolo, che riparte la nuova serie girata tra Napoli e dintorni, Bologna, Reggio Emilia e Londra.
Riconsegnate a “Drigo” chitarre rubateGli strumenti del chitarrista dei Negrita trovati a Perugia

PERUGIA04 gennaio 201914:04

– Sono state riconsegnate a “Drigo”, Enrico Salvi dei Negrita, due chitarre – ritrovate a Perugia – che gli erano state rubate lo scorso dicembre ad Arezzo: l’operazione è stata portata a termine dalla polizia.
Il chitarrista aveva lanciato anche sui social il proprio appello.
Nella tarda mattinata di giovedì, in un negozio di strumenti musicali situato a Perugia, si sono presentati due uomini che proponevano la vendita di due chitarre. Il negoziante si è insospettito e i due sono fuggiti a bordo di un’autovettura, lasciando in negozio le chitarre. L’esercente ha quindi chiamato il 113, fornendo la targa dell’auto. La polizia è così risalita all’intestatario e ha divulgato elementi utili a tutte le forze dell’ordine per la ricerca dei due.
Le chitarre provento di furto, su disposizione dell’Autorità giudiziaria sono state, nell’immediato, sottoposte a sequestro.
Stamani, a seguito del dissequestro, negli uffici della questura di Perugia sono state riconsegnate al musicista.
Teatro 2019, una stagione di best sellerIn scena una pioggia di romanzi da Manzoni a Ferrante

04 gennaio 201920:49

I grandi della letteratura russa, ma anche Elena Ferrante, Manzoni, le ombre scure di Dracula o Napoli a fine ‘800. Sarà una seconda metà di stagione tutta da leggere quella in scena a teatro nelle prossime settimane, tra best seller al debutto o grandi classici riscoperti. Ecco 10 titoli, più qualcuno, da non perdere in libreria e in cartellone. BULGAKOV & CO – Sarà decisamente la stagione dei grandi della letteratura russa, a partire da Michail Bulgakov. Il Maestro e Margherita è in tournée dal 4 gennaio con Michele Riondino e Anna Maria Guarnieri, nella drammaturgia di Letizia Russo. Stefano Massini firma invece l’adattamento di Cuore di cane, romanzo censurato in Russia fino al 1987, ora diretto per il Piccolo di Milano da Giorgio Sangati, con Sandro Lombardi e Paolo Pierobon nei ruoli dello scienziato e della sua ‘creatura’: un cane con ipofisi d’uomo (dal 22 gennaio). Da Dostoevskij arrivano i Fratelli Karamazov di Glauco Mauri con Roberto Sturno (prima nazionale, Firenze, La Pergola 29 gennaio) e il Delitto/Castigo con Sergio Rubini e Luigi Lo Cascio nel febbrile sdoppiamento di Raskolnikov (tournée dal 19 gennaio).I BIMBI GUARDANO – Sette minuti dopo mezzanotte un ragazzo trova morto in giardino il cane della vicina. Christopher ha 15 anni, soffre della sindrome di Asperger e diventa il principale sospettato. Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani dirigono la prima versione teatrale italiana della pluripremiata commedia di Simon Stephens Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, dal best-seller di Mark Haddon (fino al 13 all’Elfo Puccini di Milano poi in tournée). Un romanzo nel romanzo, perché il protagonista, che odia essere toccato e non mangia se cibi diversi vengono a contatto l’uno con l’altro, decide di indagare sul delitto e scriverne un libro degno di Sherlock Holmes.FERRANTE’S FEVER – Dopo i 10 milioni di copie vendute nel mondo e il successo della serie tv di Saverio Costanzo, L’amica geniale di Elena Ferrante è a teatro con la Compagnia Fanny & Alexander, alias Luigi De Angelis e Chiara Lagani, in Storia di un’amicizia (30 gennaio a Trento poi Ravenna, Roma, Modena)UN SECOLO DI LEVI – Nel pieno delle celebrazioni per il centenario della nascita di Primo Levi (1919-1987) Valter Malosti traduce in scena Se questo è un uomo, lucida descrizione degli orrori di un lager nazista, interpretata da Paolo Pierobon. (debutto, aprile al Carignano di Torino). Ma l’eroismo quotidiano di chi si oppose alle SS ha spesso volto femminile. Maddalena Crippa, con Debora Villa, Rossana Mola e Marika Giunta, sceglie Matilde e il tram per San Vittore, testo di Renato Sarti dal libro di Giuseppe Valota Dalla fabbrica ai lager, sulle retate che portarono alla deportazione di 570 operai dopo gli scioperi che dal 1943 paralizzarono i grandi stabilimenti del milanese (debutto, 22 gennaio Gobetti di Torino).L’AMORE AL TEMPO DEI CAVALIERI – Stefano Accorsi torna all’Ariosto diretto da Marco Baliani e, tra feroci saraceni, ippogrifi alati, giovani donzelle e paladini cristiani, si cimenta sul tema dell’amore in Giocando con Orlando – Assolo (tournée dal 10 gennaio). Ma c’è anche Alessio Boni con Serra Yilmaz nel Don Chisciotte di Cervantes (in tournée).TREMATE PLATEE – Ancora Luigi Lo Cascio e Sergio Rubini per l’ultimo grande romanzo gotico, Dracula di Bram Stoker. Un viaggio notturno verso l’ignoto, tra lupi che ululano, banchi di foschia e cavalli dalle narici infuocate, con un giovane procuratore londinese in Transilvania per curare l’acquisto di un appartamento a Londra da parte del Conte Dracula (prima nazionale, marzo a La Pergola di Firenze).IL MILIONE – Migliaia di chilometri e pagine tra l’impero romano e quello cinese attraverso Armenia, Persia, Afghanistan, valle del Palmir e deserto dei Gobi. Maurizio Scaparro dirige Pino Micol in Marco Polo – La straordinaria avventura del Milione, dal diario del grande viaggio lungo la Via della Seta del XIII secolo (debutto, marzo La Pergola di Firenze)FUMETTI IN SCENA – Dopo aver già affrontato il Pinocchio di Collodi, Antonio Latella mette in scena L’isola dei pappagalli con Buonaventura prigioniero degli antropofagi, uno dei libri per l’infanzia di Sergio Tofano. Surreale commedia musicale sul tema del razzismo e colonialismo, dove Bonaventura inaspettatamente non riceve il milione finale, il testo vide Latella giovane attore per lo Stabile di Torino (maggio al Carignano).QUEL RAMO DEL LAGO DI COMO – Dai banchi al palcoscenico, Alessandro Manzoni continua a ispirare. Accanto a testi noti, come I promessi sposi alla prova con Luca Lazzareschi e Laura Marinoni diretti da Andrée Ruth Shammah (da marzo) o La monaca di Monza (febbraio al Franco Parenti di Milano) per Federica Fracassi e Valter Malosti, entrambi da riletture di Giovanni Testori, ecco anche I promessi sposi on air, con Manzoni in vacanza affrontato dai suoi stessi personaggi nel testo di Emiliano Poddi (maggio, Gobetti di Torino).NAPOLI IN SCENA – Uscito prima a puntate su Il Mattino e quindi in volume nel 1891, Paolo Coletta porta in scena Il paese di cuccagna, affresco del capoluogo campano di Matilde Serao. Uno spettacolo ricco di musica, con Peppino Mazzotta, Napoli, la sua gente e il gioco del Lotto (San Ferdinando a febbraio).

Iacona, attualità con lo sguardo all’UeDa lunedì torna Presadiretta, 9 puntate verso il voto europeo

04 gennaio 201920:46

Le aspettative rivolte alle iniziative del nuovo esecutivo, il problema dei conti pubblici, la disuguaglianza e le tensioni sociali, le croniche difficoltà della giustizia, l’emergenza del cambiamento climatico e quella della Sanità pubblica. PresaDiretta, che torna da lunedì 7 gennaio con 9 appuntamenti in prima serata su Rai 3, entra nel vivo delle questioni al centro del dibattito pubblico, con un occhio di riguardo al prossimo, cruciale, appuntamento elettorale, quello delle europee. “Dedicheremo una puntata intera a questo tema, ma è un argomento che in qualche modo sarà sempre presente nelle nostre inchieste”, spiega Riccardo Iacona

. Nella serata incentrata sul futuro dell’Ue, si parlerà della crisi dei valori europei, tra spinte sovraniste e politiche fiscali aggressive con le quali i paesi si fanno concorrenza l’un l’altro. Cercando di rispondere ad una domanda: ci stiamo avvicinando verso la fine dell’Europa? “Il dibattito, in vista delle elezioni, è: Europa sì, Europa no – sottolinea il conduttore -. L’Italia arriva a questo appuntamento con l’esperimento più avanzato in tema di sovranismo. Vedremo il risultato, ma non c’è dubbio che i cittadini siano chiamati a dare un contributo importante: non c’è dossier che non abbia risvolti a livello europeo e cercheremo di dare una visione della complessità delle relazioni che ci legano a questo progetto. E’ il tema dei temi”. Si parte il 7 gennaio con una puntata intitolata “Fossile, il lungo addio”, dedicata al mondo dell’energia. “Cercheremo di capire perché la transizione che ci dovrebbe portare a un mondo senza gas e petrolio faccia tanta fatica a realizzarsi – prosegue Iacona -. Basti pensare, per esempio, che le Eolie, isole dove potrebbe bastare l’energia solare, usano solamente il gasolio. Faremo vedere che, in Europa, i più “indisciplinati” sono i tedeschi e i polacchi, che fanno un uso massiccio del carbone per produrre energia”. Non cambia lo schema delle puntate, con un’anteprima (nella prima puntata intervista a è Walter Ricciardi, ex presidente dell’istituto Superiore di Sanità, che parlerà delle ragioni delle sue dimissioni di poche settimane fa) e un racconto monografico. Le prime tre serate si allungheranno fino a mezzanotte, con una seconda pagina che, nella prima puntata, sarà dedicata al caos nell’amministrazione della giustizia a Bari dopo che la sede del tribunale è stata dichiarata inagibile. Ma la malagiustizia non è solo provocata dalla lentezza: nella seconda puntata Presadiretta indagherà sul mondo dei giudici, sulle correnti della magistratura, sulle pressioni della politica. Tra gli altri temi: la guerra dei dazi, le riforme in arrivo, come quelle che riguardano la famiglia, l’allarme sull’antibiotico resistenza e l’abuso di farmaci, l’ascensore sociale che in Italia non funziona più e chi nasce povero rimane povero. “Partiamo dal buon risultato della prima parte di stagione”, sottolinea Iacona. Uno share medio intorno al 5%, in una giornata dura come il lunedì. “L’approfondimento è il genere nobile della tradizione giornalistica ed è essenziale che trovi spazio nel servizio pubblico – argomenta il giornalista -, il resto lo puoi trovare facilmente sulle reti private o tematiche. La terza rete sta andando bene anche nel daytime, proprio perché tiene aperta una finestra sulla realtà”. Sul futuro della Rai, dopo il cambio dei vertici, il conduttore non si sbilancia: “Gli effetti sul palinsesto ancora non si vedono ma è normale che sia così. La televisione è un animale lento: io sono ottimista, le novità devono essere provate, poi giudicheremo”.

Kate Moss testimonial campagna MetrocityIl marchio di borse ha già collaborato con top e star cinema

04 gennaio 201916:04

– Il marchio di borse Metrocity ha scelto l’iconica Kate Moss come protagonista della video-campagna girata a Londra e in altre città della Gran Bretagna, per il lancio della sua nuova collezione e firmata dal fotografo Miguel Reveriego. Il brand nato nel 1992 ha collaborato in passato con molte celebri top model e star del cinema come Milla Jovovich, Megan Fox, Adriana Lima, Kate Beckinsale, Jessica Alba, Barbara Palvin e Rosie Huntington-Whiteley. Metrocity ha scelto Kate Moss per la nuova stagione ma anche per tutte le altre campagne che lancerà durante il 2019. Lo slogan che rende omaggio alla modella, “I AM KATE”, allude alla sua identità unica e inimitabile.
Insinna e la ‘sua’ felicità, è successoQuasi 6mila spettatori, repliche fino al 6/1 alla Sala Umberto

04 gennaio 201917:12

– Ironia, musica, gioco sulle piccole difficoltà quotidiane, ricordi ma anche temi importanti come femminicidio e guerre, poi, e soprattutto, l’interazione costante con il pubblico: questi gli ingredienti del successo per la ‘Macchina della felicità’ di Flavio Insinna, al teatro Sala Umberto di Roma, fino al 6 gennaio.
Dal 21 dicembre, e dopo 16 repliche, quasi in 6mila hanno assistito allo spettacolo con un crescendo di pubblico fino ai sold out di fine dicembre, del capodanno, e anche per questi primi giorni del 2019, fino all’epifania compresa.
Funziona bene la formula di invitare a esprimere pensieri sulla felicità all’entrata in sala. Un centinaio ogni sera le cartoline scritte di pugno dagli spettatori che poi il mattatore Insinna legge all’inizio dello spettacolo. “Non avrei mai pensato che le persone potessero fidarsi così tanto e giocare con noi in questa ricreazione fin dal primo minuto – ha detto Insinna – E la loro voglia di giocare insieme, di raccontarsi, esprimere i pensieri mi emoziona”.
Louboutin lancia capsule sneakers donnaRun Loubi Run con modelli a tinte flou, con tipica suola rossa

04 gennaio 201917:13

– Louboutin, maison iconica di calzature identificata dai più per i suoi modelli di scarpe femminili con i tacchi a spillo e le inconfondibili suole rosse, lancia Run Loubi Run, nuova capsule collection di sneakers da donna.
L’edizione limitata comprende diversi modelli iper colorati e ironici, con lacci e calzini abbinati, in pelle glitterata, raso e tinte fluorescenti, decorate con borchie, pavé di cristalli oppure con graffiti, in numerose varianti. Tutti i modelli sono però dotati dell’inconfondibile suola rossa che contraddistingue la maison tra le più amate dalle fashion victim. La collezione arriverà nei negozi il 30 gennaio.
Della Gherardesca, mio quiz a domicilioDal 7/1 su Rai 2 ‘Apri e vinci’. ‘Mio futuro su Rai2? Attendo’

04 gennaio 201920:43

Un ritratto itinerante degli italiani, da nord a sud. Questo promette ‘Apri e Vinci’, il nuovo quiz condotto da Costantino Della Gherardesca, in onda su Rai 2 dal 7 gennaio (da lunedì a sabato alle 16.45 e domenica alle 20). L’unicità del format di origine israeliana, prodotto per l’Italia da Rai 2 con Stand By Me, sta nel fatto che il quiz si reca direttamente dai concorrenti. Costantino, infatti, sceglie i partecipanti citofonando casa per casa: “Mi piace la televisione non girata negli studi – racconta il conduttore di Pechino Express – Oltre l’elemento del quiz, c’è una rappresentazione della società italiana nell’era dell’informazione, è un ritratto sociologico: vedi le dinamiche familiari, diverse classi, diverse tipologie, dagli immigrati alle famiglie gay fino agli ultracattolici appena rientrati da Lourdes, un ritratto colorito ma sincero”. Tutti i presenti, parenti o coinquilini che siano, sono invitati a rispondere alle domande, e dopo 10 risposte esatte ci si può fermare o tentare la ‘domanda Porcellino’ per un montepremi di 2500 euro in gettoni d’oro. La casa non fa solo da sfondo: i concorrenti possono chiedere aiuto a un vicino, e una domanda verte su un dettaglio dell’abitazione. “Ho notato che non c’è una correlazione tra come vivono e cosa sanno – aggiunge Della Gherardesca – Il voyeurismo funziona perché mi diverto a vedere la vita altrui, mentre non sto vivendo la mia, nell’esistenza asociale connessa con migliaia di persone. Ma nell’osservare queste vite o le conoscenze degli italiani non c’è cinismo: il mio modello è Corrado. Inoltre qui le persone sono più a loro agio perché sono io l’ospite: negli studi i concorrenti sono cervi davanti ai fari abbaglianti”. A margine, il conduttore ha commentato le dichiarazioni del direttore di Rai2 Carlo Freccero sul mancato rinnovo del suo contratto in esclusiva: “Senza persone come Carlo il mondo sarebbe mesto. Attendo informazioni da lui: mi tengo aperto a tutto, ma da un punto di vista affettivo preferisco la Rai”.

Hit parade, Salmo apre in vetta il 2019Sul podio Mengoni e Maneskin, i Queen volano sull’onda del film

04 gennaio 201918:28

– Si apre all’insegna del rap il 2019.
La prima hit parade dell’anno vede in vetta Salmo che, con l’album Playlist, guadagna una posizione e spodesta dalla vetta Marco Mengoni, ora secondo con il suo Atlantico. Sul gradino più basso del podio i Maneskin con Il Ballo della Vita. A seguire Ultimo con Peter Pan. Volano sull’onda del film sulla vita di Freddie Mercury i Queen che piazzano due album, Platinum Collection e Bohemian Rhapsody, al quinto e sesto posto. Parla italiano il resto della top ten con Sfera Ebbasta, Eros Ramazzotti, Giorgia e Mina. Tra i singoli primo Il cielo in una stanza di Salmo con Nstasia, poi i Maneskin con Torna a casa e il giovane rapper vincitore dell’ultima edizione di X Factor Anastasio con La Fine del mondo.
Tra i vinili, non tramonta la passione per i Pink Floyd, primi con il classico The Dark Side of The Moon, secondi con The Wall e quarti con Wish you were here.
Napoli ricorda Pino Daniele 4 anni dopoFans si ritrovano nel centro antico, tra canzoni e ‘pinucci’

NAPOLI04 gennaio 201920:50

Per due giorni Napoli canta Pino Daniele: in occasione del quarto anniversario della scomparsa del cantautore sono tante le iniziative in città per ricordare un artista sempre presente. Domani mattina presso via Santa Maria La Nova, nei luoghi dove l’artista è nato e cresciuto, appuntamento organizzato dalla pagina Facebook ‘Cresciuti a pane e Pino Daniele’. Oggi emozioni per i fans che hanno letto il commuovente post su Facebook della figlia Sara Daniele (‘Quattro anni senza di te, papà meraviglioso’) e nello storico Caffè Gambrinus per l’evento musicale dedicato ai suoi grandi successi interpretati da Rosaria Mallardo. Per tutti poi degustazione dei Pinucci, i pasticcini creati dal locale per ricordare il cantautore e distribuiti gratuitamente in occasione degli anniversari della nascita e della morte. Ed anche il pianoforte di Vincenzo Danise è tornato sul lungomare per coinvolgere nel canto i passanti. Aspettando il 19 marzo per la quarta edizione del concerto degli amici di Pino al Palapartenope.        [print-me title=”STAMPA”]

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INCIDENTE FERROVIARIO DANIMARCA: IL PUNTO

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INCIDENTE FERROVIARIO DANIMARCA: IL PUNTO

AGGIORNAMENTO DELLE 11:20

DI MERCOLEDì 02 GENNAIO 2019

INCIDENTE FERROVIARIO DANIMARCA: IL PUNTO

Almeno sei persone sono morte e un numero ancora imprecisato di persone sono rimaste ferite questa mattina a causa di un incidente ferroviario in Danimarca: lo riportano i media locali.
L’incidente, tra un treno merci e un treno passeggeri, è avvenuto sul ponte Storebaelt, che collega le isole di Zealand e Funen, nel centro del Paese.
Sempre secondo i media locali, la sciagura è stata provocata da un telone del treno merci che ha colpito l’altro convoglio mentre passava in direzione opposta e lo ha costretto ad una brusca frenata. Non è chiaro ancora se il treno passeggeri è anche deragliato.
– Sono almeno otto le persone rimaste ferite in seguito all’incidente ferroviario avvenuto questa mattina in Danimarca e costato la vita ad almeno sei persone: lo riporta l’emittente televisiva danese TV2.
L’incidente è avvenuto sul ponte Storebaelt, che collega le isole di Zealand e Funen, nel centro del Paese. Il ponte consente il passaggio sia dei treni, sia delle auto ma al momento del disastro era chiuso al traffico automobilistico a causa di un forte vento.       [print-me title=”STAMPA”]

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Il 2019 tra il nuovo Houellebecq e ‘Fedeltà’ di Missiroli
Anche maestri come Murakami e italiani da Gamberale ad Albinati

28 dicembre 2018 10:28

– L’atteso ritorno del provocatorio e visionario anticipatore dei mali del nostro tempo Michel Houellebecq con ‘Serotonina’, l’arrivo in Italia di ‘In bocca al lupo’, miglior giallo dell’anno per la BBC e ‘The Times’, del “nuovo John le Carrè” Mick Herron e la ‘Fedeltà’ in tutte le sue luci e ombre raccontata da Marco Missiroli. Il 2019 in libreria si apre tra grandi maestri, da Murakami Haruki alla Pulitzer Jennifer Egan e tra molte novità di autori italiani come Chiara Gamberale ed Edoardo Albinati.Ecco alcuni titoli di punta: La Nave di Teseo parte alla grande con l’uscita il 10 gennaio di ‘Serotonina’, in cui Houellebecq ci racconta la solitudine di un ingegnere agronomo che chiude con tutto: il lavoro, la fidanzata, le amicizie e sopravvive grazie a un antidepressivo. Come era successo con ‘Sottomissione’, uscito nel giorno dell’attentato a Charlie Hebdo, nel nuovo romanzo, dove il sesso ha come sempre un ruolo centrale, lo scrittore sembra anticipare le proteste dei gilet gialli.In tutt’altre atmosfere ci porta ‘In bocca al lupo’ (Feltrinelli), il nuovo capitolo della serie di Jackson Lamb, in cui Herron mette in scena la perfetta occasione di riscatto per ‘i Brocchi’, un branco di agenti segreti allontanati dall’Intelligence, ma ancora in azione. Tutti gli eventi inspiegabili e le apparizioni trovate nel primo volume de ‘L’assassinio del Commendatore’ di Murakami, più volte candidato al Nobel, trovano imprevedibili soluzioni nel secondo volume ‘Metafore che si trasformano’ (Einaudi) in cui ci confrontiamo con le paure che ci divorano. Dopo il successo di ‘Parlarne tra amici’ torna Sally Rooney con ‘Persone normali’ (Einaudi) in cui reinventa il modo di raccontare l’amore. Esce per HarperCollins il nuovo capitolo della saga dei Courtney di Wilbur Smith con David Churchill che ci porta nel cuore del secondo conflitto mondiale ne ‘La guerra dei Courtney’. Undici racconti della Premio Pulitzer Jennifer Egan, raccolti in ‘Emerald City’ (Mondadori) vedono protagoniste modelle e casalinghe, banchieri e studentesse alla ricerca di se stessi. E’ un giallo originale tra realtà e finzione ‘La grande esposizione’ (Guanda) della svedese Marie Hermanson, ispirato a un vero episodio della vita di Albert Einstein.Arriva anche il political thriller ‘Codice Kingfisher’ (Longanesi), tra i titoli più contesi alla Fiera di Francoforte 2018, che getta una nuova luce sui legami politici ed economici tra Stati Uniti e Russia, firmato da uno scrittore e giornalista americano che ha deciso di mantenere l’anonimato per proteggere la sua fonte. E’ ispirato a una storia vera ‘Stella’ (Feltrinelli), il romanzo d’amore ossessivo nella Berlino del 1942, di Takis Wurger, giornalista d’inchiesta per il Der Spiegel. E Matt Haig in ‘Vita su un pianeta nervoso’ (e/o) ci spinge a chiederci come possiamo restare umani in un mondo sempre più tecnologico. Per Fazi esce ‘Nel cuore della notte’, secondo atteso volume della trilogia di Rebecca West. Resistere a una tentazione siamo sicuri che non significhi tradire la nostra indole più profonda? Va al cuore di questo dilemma Marco Missiroli in ‘Fedeltà’ (Einaudi). Tra gli italiani di punta: Chiara Gamberale che ne ‘L’isola dell’abbandono’ (Feltrinelli) da voce alla paura di perdere il controllo della nostra esistenza. Mentre Michela Marzano in ‘Idda’ (Einaudi) indaga sull’identità, la famiglia e l’amore attraverso la storia di due donne di diverse età che si rispecchiano tra passato e presente.In arrivo anche ‘Cuori fanatici’ (Rizzoli), il nuovo romanzo del Premio Strega 2016 Edoardo Albinati che ci porta nel 1981, sullo sfondo di una città bella e disincantata dove la posta in gioco è la profondità oscura della vita. Giuseppe Culicchia ne ‘Il cuore e la tenebra’ (Mondadori) ricostruisce la vita del padre scomparso e Alberto Schiavone in ‘Dolcissima abitudine’ (Guanda) attraverso la voce di Piera, che per la maggior parte della sua vita è stata la prostituta Rosa ci racconta le trasformazioni di Torino e dell’Italia, dagli anni Cinquanta a oggi. Un toro semina invece il terrore a Bellano nel nuovo romanzo ‘Certe fortune’ (Garzanti) di Andrea Vitali. Tra Cormac McCarhty e Quentin Tarantino, arriva anche ‘Il fuoco e la polvere’ (Frassinelli), il nuovo romanzo di Mauro Garofalo, l’autore di ‘Alla fine di ogni cosa’, che ci porta in Maremma.
Torna Mary Poppins, tra omaggio e magiaEmily Blunt nel ruolo iconico che fu di Julie Andrews

29 dicembre 201810:54

– C’è un altro Mr Banks che ha bisogno di essere salvato e non può che pensarci la tata magica più amata da piccoli e grandi. E’ il punto di partenza de Il ritorno di Mary Poppins, sequel di Rob Marshall con Emily Blunt per il ruolo reso iconico da Julie Andrews nel capolavoro del 1964 tratto dalla serie letteraria di P.L. Travers. In sala dal 20 dicembre con Disney, questo seguito, ripropone temi universali, come l’infanzia a confronto con le durezze del mondo adulto e il rapporto padre – figli, filtrati da magia, canzoni corali, coreografie e un tocco di animazione 2d, rendendo un omaggio rispettoso nelle virgole ma vitale al film di Robert Stevenson. Insieme a Emily Blunt (doppiata in italiano da Domitilla D’Amico, e per le canzoni da Serena Rossi) ci sono, fra gli altri, il nuovo re di Broadway, Lin-Manuel Miranda, Ben Whishaw, Emily Mortimer, Julie Walters, Colin Firth. Senza dimenticare i cameo di Meryl Streep, nei panni della bizzarra cugina di Mary Poppins, Topsy (che canta anche uno dei brani più riusciti della colonna sonora, ‘Sopra Sotto’), Angela Lansbury e il sempre straordinario, oggi 93enne, Dick Van Dyke a fianco di Julie Andrews nel 1964.Con la trama originale scritta da David Magee, che ha tratto spunto dagli elementi principali nei libri di P.L Travers, si viene trasportati nella Londra degli anni ’30, alle prese con le conseguenze della Grande Depressione, 25 anni dopo la prima avventura. Michel Banks (Whishaw) ora è adulto, sempre legatissimo alla sorella Jane (Mortimer), e padre di tre bambini, Annabel (Pixie Davies), John (Nathanael Saleh) e Georgie (Joel Dawson). Per loro è un periodo molto difficile: stanno affrontando il lutto per la recente morte della madre dei piccoli e la prospettiva di perdere, a causa di un debito, la casa di famiglia. Una situazione che impone il ritorno della tata ‘praticamente perfetta’ e dalle mille risorse, sempre giovane, Mary Poppins. Ad aiutarla a guidare i Banks fuori dal tunnel, ci sono il lampionaio Jack (Miranda, che partecipa anche a una delle coreografie più belle del film, un numero di lampionai ballerini/biker), e le incursioni in mondi paralleli 2d, dal mare esplorato con una vasca da bagno a Vasellamia, all’interno di un vaso rotto.L’empatia istintiva e la solarità di Julie Andrews (oggi 83enne, che ha rifiutato di apparire in un cameo, proprio per lasciare libera la nuova protagonista, ndr) sono inimitabili, ma Emily Blunt saggiamente prende una strada diversa. La sua Mary Poppins, apparentemente più riservata, conquista i bambini e il pubblico con charme, dolcezza e uno humour molto personale.”Quando mi hanno offerto di interpretare Mary Poppins sono stata contemporaneamente elettrizzata all’idea ma anche terrorizzata perché è un personaggio così iconico e amato dal pubblico – ha spiegato l’attrice a Entertainment Weekly -. Mi sono chiesta cosa potessi portare di mio al ruolo e in questo mi ha aiutato molto Rob Marshall che è riuscito a rendere il film intimo pur essendo una grande sfida per tutti”. A confrontarsi con le indimenticabili canzoni dei fratelli Sherman nel primo film, sono Marc Shaiman (autore di tutte le musiche) e Scott Wittman (testi) che evocano le atmosfere di brani come ‘Supercalifragilistichespiralidoso’ e ‘Un poco di zucchero’, senza però ritrovare la stessa immediatezza. Regalano comunque alcune canzoni emozionanti, come la ninna nanna “Il Posto Dove si Nasconde” e “L’Abito Non Fa il Monaco”.Molti critici Usa pur apprezzando generalmente il sequel e l’interpretazione di Emily Blunt, rimproverano al regista di essere rimasto troppo legato all’originale, ma per Marshall “questo è probabilmente il film più personale che io abbia mai realizzato, principalmente perché è incentrato sull’idea di trovare il bambino che si nasconde dentro di noi e mantenere viva la speranza in tempi oscuri. un tema che mi sembra davvero attuale, considerando lo stato in cui il mondo si trova al momento”.

Castelli, ville e manicomi, l’Italia abbandonataViaggio fotografico tra luoghi splendidi piombati nell’incuria

29 dicembre 201810:56

– ROBIN BRINAERT, “ITALIA ABBANDONATA” (JONGLEZ, PP. 288, 39,95 EURO) Cinema in disuso, ex manicomi, impianti industriali, antiche ville nobiliari dai panorami mozzafiato ma travolte da un oblìo che appare inesorabile, e persino vecchi ospedali e castelli da fiaba. Il volume fotografico “Italia Abbandonata” di Robin Brinaert, edito da Jonglez, conduce in uno spettacolare viaggio tra i luoghi dimenticati sparsi lungo lo Stivale. Brinaert è riuscito a restituire luce a luoghi sui quali da anni è calato il buio dell’incuria e, talvolta, della negligenza. Sfogliando il volume sarà possibile imbattersi, per esempio, in un’imponente torre industriale con pareti punteggiate di finestre: è il caso dell’ex distilleria “Oculus” in Toscana, fondata nel 1889 e poi caduta in disuso una quindicina di anni fa. Rimanendo nella stessa regione, si possono immaginare le grandiose serate danzanti organizzate in una grande discoteca che occupava gli ambienti di un finto castello medievale che ospitò personaggi di fama mondiale come Alain Delon. Rimasta attiva solo quattro anni, da tempo i cancelli sono chiusi e l’intero edificio è in totale disuso.
Inerpicandosi in un piccolo villaggio umbro si potrà scorgere, attraverso alcune finestre, cosa rimane del set cinematografico del film “Pinocchio” girato da Roberto Benigni.
Il “Castello di R” in Piemonte colpisce per i suoi affreschi da sogno e le raffinate torrette medievali: panorami e scenografie che non potranno non richiamare alla mente storie e suggestioni tipiche dei luoghi misteriosi e segreti, consumati dal tempo e dall’oblìo.
Un trionfo di Art Nouveau caratterizza invece la splendida Villa Camilla in Lombardia, che fu offerta come regalo di nozze alla moglie dal ricco imprenditore che la fece costruire. Non mancano, tra gli oltre 50 luoghi fotografati, una ex fabbrica di tessuti nelle Marche, dove decine di macchine da cucire sembrano rimuginare sul loro arresto forzato, e un grandioso esempio di architettura tardo-barocca nel Lazio.
Robin Brinaert, fotografo ed esploratore urbano, ha viaggiato in giro per l’Italia per oltre otto anni alla ricerca di luoghi abbandonati, proibiti e dimenticati.”Non si tocca nulla, non si deteriora nulla, si fa solo qualche scatto. E poi si va. Il mondo è un teatro e io ho scelto di guardare anche dietro le quinte”, scrive nella prefazione del volume. Classe 1988, vive nella provincia dell’Hainaut, in Belgio. Da alcuni anni percorre, con la sua macchina fotografica, le strade del suo Paese e di quelli limitrofi alla ricerca dell’insolito e del bizzarro, per stimolare una riflessione sulla necessità di una più incisiva azione di salvaguardia del patrimonio architettonico e culturale.
I live accendono Capodanno in SardegnaNotte di San Silvestro in musica, dj set d’eccezione ad Alghero

CAGLIARI29 dicembre 201812:57

– Nannini, Subsonica, Màneskin, Mannarino, la Fura dels Baus. Un ventaglio di proposte tra musica e performance per accendere il Capodanno in Sardegna. Gianna Nannini è l’attesissima star dell’ultimo dell’anno a Castelsardo, l’antico Borgo dei Doria, per una notte dall’anima rock. 40 anni di successi racchiusi nel tour “fenomenale”. A Cagliari dove come a Castelsardo le misure di sicurezza impongono anche lo stop allo spray urticante, arrivano i Subsonica, reduci dal tour europeo e attesi da febbraio sui palchi italiani. Oltre ai loro successi presenteranno nel capoluogo sardo anche alcuni brani dell’album ‘8’ uscito a ottobre. Riflettori puntati a Olbia sui Màneskin, band rivelazione dell’anno, arrivata al secondo posto a X Factor nel 2017, mentre a salutare il Capodanno a San Teodoro sarà il cantautore Mannarino, premio De Andrè 2018.
Conto alla rovescia ad Alghero con i big della consolle Albertino, Fargetta, Molella e Prezioso.
E’ morta Iaia Fiastri, regina della commedia musicaleFirmò con Garinei e Giovannini le più celebri commedie musicali

29 dicembre 201815:40

– E’ morta il 28 dicembre, nella sua casa di Roma, all’età di 84 anni, dopo una lunga malattia, Iaia Fiastri, commediografa e sceneggiatrice. Ne dà notizia il figlio Iacopo. Nata a Roma nel 1934, Iaia Fiastri ha iniziato la sua carriera scrivendo per il cinema, collaborando con Pasquale Festa Campanile e Dino Risi. Ma è soprattutto nel teatro che ha lasciato il segno, nel trentennale sodalizio con Garinei e Giovannini, con cui ha firmato alcune tra le più celebri commedie musicali, da Aggiungi un posto a tavola ad Alleluja brava gente, a Taxi a due piazze.
Lotto…e dintorni, a Monte San GiustoUna drammatica ‘Crocifissione’ e un gioiello rinascimentale

MONTE SAN GIUSTO (MACERATA)29 dicembre 201813:03

– Non ci sono solo le splendide sale di Palazzo Buonaccorsi a Macerata per la mostra “Lorenzo Lotto. Il richiamo delle Marche”. Le opere dell’artista veneto si possono ammirare in otto città lottesche, che rappresentano un vero e proprio museo diffuso sul territorio marchigiano. Centri grandi e piccoli come Monte San Giusto (Macerata), dove si trova Palazzo Bonafede, una delle maggiori architetture del Rinascimento nelle Marche, insieme al Palazzo Ducale di Urbino. Di fronte c’è la chiesa di Santa Maria in Telusiano, dove è custodita la “Crocifissione” (1529-1530), capolavoro di Lotto, ancora inserita nella sua cornice originale, un’eccellenza dell’ebanistica rinascimentale. Secondo Berenson, è “la più bella e intensa rappresentazione del Golgota del Rinascimento”: il committente, il vescovo di Chiusi Niccolò Bonafede compare in basso inginocchiato: caso eccezionale di raffigurazione del committente dal vivo. La pala venne realizzata in gran parte a Venezia e conclusa a Monte San Giusto.
Merisana, un’app per leggenda dolomiticaLa storia della regina raccontata con 400 animazioni

BOLZANO29 dicembre 201813:32

– Una nuova app per bambini racconta Merisana, la più celebre leggenda delle Dolomiti sulla felicità, in una maniera nuova. Le illustrazioni di Licia Zuppardi celano innumerevoli elementi interattivi. L’app della casa editrice bolzanina Larixpress, la terza dopo Re Laurino e Ötzi dedicata a storia e leggende altoatesine, contiene oltre 400 animazioni.
Un tempo nel cuore delle Dolomiti viveva la bellissima regina delle ondine Merisana. Nonostante avesse tutto ciò che una regina potesse desiderare, era molto preoccupata. Sentiva la tristezza delle altre creature e avrebbe voluto donare loro la felicità. Un giorno il re dei Raggi, passando dal suo regno, si innamorò perdutamente della regina dal gran cuore. Riuscirà il re a realizzare il sogno di Merisana e a renderla sposa felice? L’app è disponibile in italiano, inglese, tedesco, – visto che si tratta di una leggenda delle Dolomiti – ladino (Badiot e Gherdëina), oltre alla voce di speaker professionali anche i genitori possono registrare il testo.
Da Matera il Capodanno di Rai1 con AmadeusDal 19 gennaio il presentatore con ‘Ora o mai più’

MATERA29 dicembre 201819:50

MATERA – Nella sera di San Silvestro, da Matera, Capitale europea della Cultura 2019, Rai1 trasmetterà “L’Anno che verrà”, uno show di Capodanno “cantabile, con le canzoni che piacciono a tutti, grandi e piccini”. Sarà quindi “un Capodanno per la famiglia, come nella migliore tradizione di Rai1”. Così lo hanno pensato gli autori e così lo vuole il presentatore, Amadeus, che dal 19 gennaio sarà invece alla guida della seconda edizione del talent “Ora o mai più”, sempre sulla rete ammiraglia, sei puntate il sabato sera, le prime tre prima di Sanremo e le altre dopo il tradizionale appuntamento con il Festival della canzone italiana.”E’ un gran bel progetto e – ha detto Amadeus – sono molto contento di rifarlo e di averlo potuto anticipare da giugno a gennaio”. Per il Capodanno, la Rai ha scelto un cast “fortissimo” – ha sottolineato il presentatore nella conferenza stampa che si è tenuta nella Casa Cava, affascinante location nel Sassi – con tanti ospiti, con nomi noti e meno noti. Da Massimo Ranieri, Malika Ayane, Il Volo, Fausto Leali, Red Canzian, Gianni Togni, Michele Zarrillo, Ivana Spagna, Alan Sorrenti, Donatella Rettore, Formerly of Chic, Massimo Di Cataldo, Lisa, I Jalisse, Ice Mc, Edoardo Vianello, l’Orchestraccia, i Los Locos per finire con Maggie & Bianca per i più piccoli. Dopo il messaggio a reti unificate del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, su Rai1 da Matera saranno trasmesse nelle case degli italiani “canzoni che conoscono tutti e che – ha sottolineato Amadeus, il quale dovrà fare i conti con le incursioni del comico Sergio Friscia – fanno parte del nostro repertorio. Fino all’1 di notte vogliamo far cantare le famiglie italiane”. Sul mega palco di piazza Vittorio Veneto – 500 metri quadrati, regia di Maurizio Pagnussat che utilizzerà tecnologie innovative e a risparmio energetico, orchestra diretta dal maestro Stefano Palatresi – ci saranno anche tre gruppi lucani (I Tarantolati di Tricarico, Officine lucane e Renanera). E durante lo show saranno trasmesse cinque clip con Samanta Togni che promuoverà la Basilicata, la terra che per il quarto anno consecutivo, grazie a un accordo tra la Regione e la Rai, ospiterà il Capodanno di Rai1.A Matera – dove, per motivi di sicurezza, nei pressi del palco ci potranno essere 7.500 persone, 13 mila invece quelli che potranno accedere al centro storico – si torna dopo l’edizione del Capodanno 2016, nel 2017 e nel 2018 era toccato a Potenza e Maratea. “Tre anni dopo – ha ammesso Amadeus – ho trovato una città ancora più viva, più ospitale e con negli occhi della gente l’orgoglio dell’appartenenza”. Una città che con il Capodanno di Rai1 farà le prove generali per la cerimonia inaugurale dell’anno da Capitale europea della Cultura prevista per il 19 gennaio. E, anche in quell’occasione, ci saranno le telecamere di Rai1, che trasmetterà la fase più importante della giornata, quella con il discorso di Mattarella.

Incidenti librari in mostra a MilanoEsposti al Castello Sforzesco volumi dal 700 al 1700

29 dicembre 201814:22

– Serve a mostrare come non si tiene un libro l’esposizione gratuita allestita nella sala del tesoro della Biblioteca Trivulziana, all’interno del castello Sforzesco di Milano, fino al 14 aprile.
Un modo per mostrare alcuni tesori delle raccolte civiche, con volumi dall’VIII secolo fino al XVIII, con una particolarità. Si tratta infatti di volumi (manoscritti, pergamene, cartacei e libri a stampa) che hanno avuto degli ‘incidenti’.
Non a caso il titolo della mostra è preso a prestito da Gaetano Volpi che nel 1756 pubblicò un dizionario per mettere in guardia contro la cattiva conservazione, la sciatta rilegatura e stampa dei volumi: ‘Avvertenze necessarie e profittevoli a’ Bibliotecarj, e agli Amatori de’ buoni Libri’. Così in un percorso con supporti multimediali e didattici (e anche una ‘versione’ divulgativa per i ragazzi) si trovano volumi ‘gonfiati’ dall’acqua, rovinati dal fuoco e persino la pergamena superstite di un’antica Bibbia in ebraico posta a protezione di un testo in latino.
I curatori (Isabella Fiorentini, con Loredana Minenna e Stefano Dalla Via) saranno presenti per una serie di incontri, a cui si aggiungeranno anche laboratori e persino visite animate.

Gazzè, La favola di Adamo ed Eva 20 anni dopoAl via da Roma il tour per lo storico album del ’98

29 dicembre 201819:48

– Gli scherzi del tempo, che trasformano anche una ghost truck (ricordate, la traccia nascosta quando c’erano ancora i Cd?) nella canzone di apertura di un tour. Un ventennio dopo. Così Max Gazzè è con il brano Etereo che ha aperto ieri sera all’Auditorium Parco della Musica di Roma il primo dei tre concerti-evento de La favola di Adamo ed Eva Tour, grande festa per i 20 anni esatti di quell’album che nel ’98 segnò una svolta per la sua carriera, con uno dei lavori pop più amati e sperimentali di questi anni, tra testi ironici, surreali e poetici e suoni a tratti avveniristici.Il 29 e 30 dicembre si fa il bis a Roma, poi il tour, targato OTR Live, prosegue a Torino (3-5 gennaio al Teatro Concordia Venaria Reale) e poi Reggio Emilia, Roncade (TV), Livorno e Teramo. “Sono passati 20 anni e sono accadute molte cose – racconta Gazzè dal palco al pubblico dell’Auditorium – Sono molto soddisfatto del mio percorso dal ’98 a oggi. Questo è stato un album importante, che mi ha dato la possibilità di farne altri. E’ stato anche l’inizio della collaborazione con mio fratello Francesco sull’idea di scrivere canzoni con una certa assonanza e ironia. E allora ho deciso di farvelo riascoltare tutto – sorride – Anche i brani che non abbiamo mai suonato dal vivo. Chissà perché…”. Una dopo l’altra ecco le 15 tracce dell’album, tra le animazioni di sirene e onde di Filippo Rossi che accompagnano Vento d’estate e poi Come si conviene con il “futuro che fa le fusa”, Autoironia (quasi uno stile di vita per il cantautore), i versi poetici de L’amore pensato e Comunque vada, le canzoni più sperimentali come Nel verde, L’origine del mondo, Colloquium Vitae. O il “dadaista” (come lui stesso lo definisce ridendo) Due apparecchi cosmici, “storia di un coltello che salva un granello di zucchero dalla terribile macchina per lo zucchero filato”.Due ore tutte di musica e poche chiacchiere, con Gazzè, reduce anche dal tour europeo, che sprizza voglia di suonare e dopo i concerti sinfonici di Alchemaya Tour della scorsa estate riprende in mano il basso, accompagnato dalla sua band storica (Clemente Ferrari a tastiere e sintetizzatori, Cristiano Micalizi alla batteria e Adriano Viterbini alla chitarra elettrica, Max ‘Dedo’ De Domenico ai fiati). Colto e popolare, come è nella sua cifra, si mixano fino ai ritornelli più amati, con La favola di Adamo ed Eva che dà il titolo all’album e Cara Valentina sul quale, anche 20 anni dopo, tra Madonne su draghi alati, il pubblico gli scandisce il tempo nell’inesauribile coro “Valentina/Non è vero/Che poi mi dilungo spesso/Su un solo argomento”. “Sono 20 anni che va avanti questa storia”, sorride sornione lui. Vent’anni, ma i brani non sembrano soffrirli. “Quando lo suonavamo questo era un album molto rock, ‘cazzuto’ – racconta ancora dal palco – Ora mi adatto a suonare con le cuffiette. Capitemi, io suono il basso. Il Sol dovrei sentirlo nelle palle. Ora lo sento nelle cuffiette – ride incredulo – Domani mi porto un Woofer da Ritorno al futuro”. Poi via agli assoli sulle note de La musica può fare, che lo portò a Sanremo Giovani nel ’99 (e che venne poi inserita ne La favola di Adamo ed Eva). Seconda parte, con alcuni dei successi venuti dopo quell’album, da L’uomo più furbo a Il solito sesso (altro Sanremo nel 2008), Ti sembra normale, L’amore non esiste, la circense La vita com’è. Chiude Sotto casa, con tutto il pubblico della blasonata sala Santa Cecilia in piedi sotto il palco.

Suspiria tra donne, estetica e sabbaIn sala dal 1 gennaio il remake di Argento, a firma Guadagnino

9 dicembre 201819:35

– Certo in quanto a cura estetica e approfondimento dei personaggi e temi, ‘Suspiria’ di Luca Guadagnino, che arriva in sala dal 1 gennaio con Videa, non fa certo rimpiangere l’originale di Dario Argento. Le streghe raccontate dal premio Oscar sono in una Berlino dove c’è chi va ad ascoltare le lezioni di Lacan, dove si parla di persone affette da “costruzioni mitologiche” e dove irrompe, anche con il suo femminismo nascente, la banda Rote Armee Fraktion, la RAF più conosciuta come Banda Baader-Meinhof.Quello che resta all’incirca uguale tra originale e remake è l’ossatura della storia e la consapevolezza che, se nel film di Argento le ballerine-streghe erano forse solo un pretesto per dare dei personaggi a un horror, anche se con il sostegno del testo di Thomas De Quincey, in quello di Guadagnino la componente femminile è centrale, ingombrante, totale, sostenuta e voluta. “In Suspiria ho messo in scena donne potenti, non vittime, una caratteristica tutto il mio cinema dove c’è sempre complicità e piacere nell’indagare l’universo femminile”, ha detto Guadagnino alla Mostra del cinema di Venezia dove il film era concorso per l’Italia.A confrontarsi in questo nuovo Suspiria sono, infatti, solo donne: streghe dichiarate, streghe inconsapevoli o solo in essere. E a prevalere nel remake è il culto della madre terra nella triplice versione demoniaca di Quincey che nel libro ‘Suspiria De Profundis’, a cui si è ispirato Argento, dice di aver sognato la dea latina Levana, che lo avrebbe introdotto alle Nostre Signore del Dolore: Mater Lacrimarum, Nostra Signora delle Lacrime; Mater Suspiriorum, Nostra Signora dei Sospiri e Mater Tenebrarum, Nostra Signora delle Tenebre. “Suspiria – ha spiegato ancora il regista – ha segnato il mio immaginario da sempre. Avevo sei anni quando è uscito il film e mi ricordo un po’ quell’atmosfera politica che si avverte chiaramente nel film di Argento, fatti come il rapimento di Moro e soprattutto la violenza che c’era nell’aria”.Differenze con l’originale? “Il cinema è il figlio di chi lo fa – ha precisato Guadagnino -. Quello di Dario brulicava di una tensione che era propria di quel periodo, noi abbiamo avuto la fortuna di farlo in un modo più controllato, che rispettasse maggiormente i nostri tempi”. La storia ha luogo nella Germania degli anni ’70, in un’accademia di danza, la Tanz Akademie, alla quale una ballerina americana Susie Bannon (Dakota Johnson), piena di entusiasmo e talento, decide di iscriversi. A capo della compagnia, la Markos Tanz Company, l’algida e luciferina coreografa Madame Blanc (Tilda Swinton) che sembra tanto Pina Bausch. Ma la scomparsa di alcune ragazze, e i tanti misteri che lentamente si rivelano nella scuola, ci portano in maniera diretta dentro il più tradizionale dei sabba, dove la danza è possessione (“è come fare sesso con un animale” dice a un certo punto Susie) e dove le streghe hanno un vantaggio sugli umani: “ci vedono come parte del mondo reale”, dice una di loro con disprezzo.Nel cast del remake dell’omonimo classico horror diretto da Dario Argento nel 1977 anche Mia Goth, Chlo Grace Moretz e Jessica Harper, già protagonista dell’originale. La colonna sonora è curata da Tom York, frontman dei Radiohead. Frase cult del film, quella che la Swinton dice alla sua allieva Susie come indicazione estetica per una danza-sabba perfetta: “Bisogna rompere il naso a tutto ciò che è bello”.

Addio Gimbel, creò sigla Happy DaysAutore e paroliere vinse Oscar e Grammy, aveva 91 anni

29 dicembre 201816:25

La mitica sigla di Happy Days ma anche la famosissima Killing Me Softly o la versione inglese della canzone della bossa nova brasiliana The Girl from Ipanema.
Il mondo della musica piange Norman Gimbel, autore e paroliere americano morto a 91 anni in California, consacrato nella Hall of Fame degli autori musicali e premiato con tantissimi riconoscimenti tra cui Oscar e Grammy. La notizia della morte è stata data dal figlio Tony all’Hollywood Reporter.   Assieme al compositore Charles Fox, Gimbel creò Killing Me Softly (cantata da Roberta Flack nel ’73 e poi ripresa dai Fugees nel ’96) con cui vinse un Grammy. Tre anni dopo fu la volta della canzone iniziale della serie tv con Fonzie protagonista, divenuta famosissima anche in Italia.    Di Gimbel-Fox anche I Got a Name di Jim Croce, pubblicata dopo la tragica morte del cantante in un incidente aereo nel 1973.    Nel 1997 arrivò la consacrazione dell’Oscar, vinto con David Shire per la miglior canzone originale con It Goes Like It Goes nel film Norma Rae. Gimbel con Fox aveva ottenuto la nomination anche per Richard’s Window cantata da Olivia Newton-John nel film Una finestra sul cielo e Ready to Take a Chance Again interpretata da Barry Manilow nel film Gioco sleale.
Nella loro trentennale collaborazione Gimbel e Fox hanno composto più di 150 canzoni e hanno scritto anche temi per Laverne & Shirley, Paper Chase, Lifestyles of the Rich and Famous e Wonder Woman.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Harris cancella concerti Uj winter
A causa di un’indisposizione, modificato programma rassegna

ORVIETO (TERNI)29 dicembre 201816:43

– Barry Harris ha cancellato, a causa di una indisposizione, i suoi concerti previsti a Umbria Jazz Winter#26 in programma a Orvieto fino al 31 dicembre. Lo hanno reso noto gli organizzatori.
Il programma delle serate al Teatro Mancinelli prevede quindi il 29 dicembre Ethan Iverson feat. Ben Street & Lewis Nash “Bud Powell in the 21 century”, il 30 e 31 dicembre Dado Moroni feat. Ben Street & Lewis Nash.
Umbria jazz ha reso noto che tutti i possessori del biglietto per le tre date modificate avranno la possibilità di richiedere il rimborso tramite il canale attraverso il quale hanno fatto l’acquisto.

Black Mirror, su Netflix la tv interattivaLe scelte degli spettatori portano a cinque diversi finali

NEW YORK29 dicembre 201819:45

– Ogni decisione, anche quella apparentemente più futile, ha le sue conseguenze. “Black Mirror” è tornato su Netflix con una puntata interattiva che fin dall’inizio dello show testa lo spettatore imponendogli di scegliere per il protagonista lo svolgimento successivo del film. Si intitola “Bandersnatch”, dal nome dell’animale fantastico di “Alice nel Paese delle Meraviglie” ma anche da quello di un videogioco mai realizzato degli anni Ottanta di Imagine Software, l’unico episodio della saga di fantarealtà creata da Charlie Brooker uscito a sorpresa in vista del lungo ponte di fine anno.”Bandersnatch” è più di una singola puntata: dietro la trama ambientata nel 1984 del teenager programmatore di videogiochi Steven Butler (Fionn Whitehead di “Dunkirk”) ci sono 312 minuti di contenuti complessivi, un percorso in media di 90 minuti per ogni trama (ma si va da un minimo di 40 a un massimo di due ore e mezza) ed è possibile guardarlo più volte per valutare la portata delle scelte nelle sue possibili varianti. I numeri ufficiali indicano cinque diversi finali, ciascuno con multiple variazioni a cui si arriva sulla base di 250 segmenti e mille miliardi di possibili permutazioni uniche influenzate dalle scelte dello spettatore.Il primo “bivio” arriva all’inizio dello show, ed è apparentemente irrilevante: il padre di Steven chiede al figlio, impegnato nella creazione di un videogame basato su un romanzo di Jerome F. Davies lasciato dalla madre morta in un deragliamento ferroviario, quali cereali preferisce per la colazione. Il pulsante a due opzioni che appare sulla banda alla base dello schermo è solo il primo nell’arco dello show che rappresenta una “prima storica” per la tv in streaming. Netflix aveva già testato il modello dell’interattività con due programmi per bambini (“Il gatto con gli stivali – Intrappolato in una storia epica” e “Buddy Thunderstruck”), ma stavolta è una prima assoluta per un pubblico di adulti. Contrastato il giudizio della critica: per il Guardian “Bandestnatch” è “un capolavoro di sofisticazione”, mentre “Variety” è convinto che lo show abbia imboccato la strada sbagliata”. Polemiche anche per alcuni limiti posti agli spettatori: il nuovo “Black Mirror” non si può vedere su Apple TV, Chromecast e su “qualche modello più anziano di smart tv”.

Verdi e Puccini per il Capodanno alla FeniceCon l’Unicef raccolta fondi per i bimbi, in diretta su Rai1

VENEZIA29 dicembre 201819:43

– C’è una marcia da Carmen di Georges Bizet, con un coro di bambini, o “Una furtiva lacrima” da L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti, ma la parte dedicata al melodramma del Concerto di Capodanno del Teatro La Fenice di Venezia, diretto dal maestro Myung-Whun Chung, ha le “voci” di Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini con arie dalle loro opere più celebri: da Traviata, Nabucco o Rigoletto per il ‘cigno di Bussetto’, a Tosca o Turandot per il maestro toscano. Verdi e Puccini, nella seconda parte del concerto, in diretta su Rai1 il primo gennaio, dopo l’apertura orchestrale con la Sinfonia n.7 di Beethoven, si spartiranno idealmente anche i brindisi di augurio per il nuovo anno.Se il tradizionale “Libiam ne’ lieti calici” verdiano chiuderà, un’altra alzata di bicchieri ci sarà a metà concerto con “Bevo al tuo fresco sorriso” da “La rondine” pucciniana. Giunto alla sedicesima edizione, forte dei risultati d’ascolto maturati in questi anni, il Concerto di Capodanno alla Fenice”, in coproduzione con Rai Cultura, con i solisti Nadine Sierra e Francesco Meli, insieme all’Orchestra e Coro del Teatro, presenta una serie di novità. Sul piano della scaletta, nella parte finale restano due capisaldi del patrimonio musicale italiano – il coro de “Va’ pensiero” e il brindisi da Traviata – intervallati stavolta dal finale della Turandot con i versi “Padre augusto, conosco il nome dello straniero! il suo nome è amor”.Versi che si rifanno a un fatto personale tra la principessa cinese e Calaf, ma che in sede di conferenza stampa hanno stuzzicato qualche domanda su una loro possibile attualizzazione temporale. “La grande musica – ha risposto il sovrintendente Fortunato Ortombina – è una esortazione al cuore dell’uomo, ci deve dare un grande messaggio di speranza”, ha detto, sottolineando che i grandi musicisti, come Verdi, Puccini, Donizetti, quelli che hanno scritto “la nostra letteratura”, non erano solo compositori, “ma anche profeti. Hanno saputo cogliere il cuore dell’uomo. Hanno saputo mettere sulla carta per sempre delle musiche con messaggi all’umanità, che trascendono ogni limite di spazio e tempo”. Un messaggio di solidarietà arriva dalla collaborazione con Unicef, con un tavolo nel foyer del Teatro per la raccolta fondi a favore dei bambini in tutto il mondo. Una collaborazione fortemente voluta dal maestro Chung, che da anni è Unicef Goodwill Ambassador, e da lui è partito un caldo invito a sostenere l’attività dell’organizzazione. Chung ha ricordato che si è recato in varie parti del mondo per vedere come lavora Unicef. “Posso dire con sicurezza – ha aggiunto – che vale la pena avere fiducia”.La musica del Concerto di Capodanno in diretta su Rai1, ma anche in vari Paesi europei e in Corea – trasmesso poi in differita in Cina, Giappone e negli Emirati Arabi – sarà punteggiata da momenti danzanti, con la compagnia Abbondanza Bertoni. Nei contributi video protagonisti anche gli alunni di una scuola multietnica (21 nazionalità) di Porto Marghera, proprio a sottolineare l’impegno di Unicef a favorire la nascita di una società interculturale dove le diverse tradizioni e culture dialoghino tra loro e lavorino per l’integrazione.

Jonathan Pryce, che commozione essere Papa FrancescoL’attore inglese a Capri parla di ‘The Pope’ di Meirelles

CAPRI (NAPOLI)29 dicembre 201819:54

CAPRI (NAPOLI) – “Non sono cattolico ma interpretare papa Bergoglio mi ha lasciato qualche cosa dentro. Rivedere la scena in cui lo impersono a Lampedusa mi ha commosso”. Da Don Quixote a Francesco: chi è più ‘leggenda’ di Jonathan Pryce? Il settantunenne attore inglese si gode Capri, Hollywood con l’amico Terry Gilliam (che ne ha fatto il suo ‘feticcio’ sin dal cult ‘Brazil’) in attesa di ritirare il 30 dicembre il ‘Legend award’, massimo riconoscimento della manifestazione prodotta da Pascal Vicedomini. E per la prima volta parla diffusamente del suo ruolo in ‘The Pope’ di Fernando Meirelles, film Netflix attualmente in post produzione, con Anthony Hopkins nel ruolo di Ratzinger ed alcune scene girate alla Reggia di Caserta.”Da non religioso sono entrato come in un mondo alieno – racconta -. Sappiamo che Bergoglio non è un santo, ma un uomo che ha avuto dei problemi per la sua vita passata, nel suo paese, l’Argentina, una storia che ha generato anche delle controversie di cui il film parla. Non è un biopic, ma spero che possa essere un’opera apprezzata da tutti perché il regista ha fatto davvero un grande lavoro. Anche se si basa sulle conversazioni immaginarie di due anziani uomini è un film pieno di energia. I due Papi si dicono però cose realmente dichiarate da entrambi. E sono due Papi gallesi!”, nota ironico il grande attore. “Per entrare nella parte di Francesco mi sono rasato e ho messo su qualche chilo, per il resto ho seguito la sceneggiatura come faccio sempre, senza compiere ulteriori ricerche”. La forza di Bergoglio, però, lo ha colpito. “La colpa di nessuno è la colpa di tutti”, ripete Pryce rinnovando la sua emozione nel girare la scena del discorso di Lampedusa ai migranti, quando il Papa parlò di perdita della responsabilità collettiva dinanzi alla tragedia.Settantuno anni, settanta film (l’ultimo The Wife al fianco di Glenn Close, favorita alle vittoria dell’Oscar 2019) e quarantasei titoli televisivi all’attivo tra cui ‘Il trono di Spade’ (era l’Alto Passero), Jonathan Pryce è stato anche Elliot Carver nel film ‘007 – Il domani non muore mai’, il perfido magnate che vuol scatenare una guerra tra Cina e Regno Unito. Ma chi sarebbe oggi un cattivo per antonomasia? Pryce non ha dubbi. “Qualcuno che ha a che fare con twitter, con i social e che manipola le persone per stravolgere la realtà”.       [print-me title=”STAMPA”]

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AUTO PIRATA UCCIDE DICIASSETTENNE

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AUTO PIRATA UCCIDE DICIASSETTENNE

AGGIIORNAMENTO DELLE 23:30

DI VENERDì 28 DICEMBRE 2018

AUTO PIRATA UCCIDE DICIASSETTENNE

SIENA

– Un ragazzo di 17 anni è morto questa sera dopo essere stato investito da un’auto pirata a Sovicille (Siena) nei pressi dell’aeroporto di Ampugnano dove il giovane, che camminava sul ciglio della strada provinciale 73, in quel punto scarsamente illuminata, è rimasto travolto e ucciso. La vettura, secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, avrebbe urtato il pedone, sbalzandolo di alcuni metri, poi il conducente non si è fermato a prestare soccorso. Hanno chiamato i soccorsi alcuni passanti che hanno notato la borsa del ragazzo finita in terra a bordo carreggiata. Sul posto i vigili del fuoco e il personale del 118 che ha provato a rianimarlo. Il 17enne è stato portato all’ospedale Le Scotte di Siena ma è deceduto. I carabinieri stanno sentendo testimoni per capire la dinamica dell’incidente e intanto cercano l’auto pirata e il suo conducente.       [print-me title=”STAMPA”]

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ESPLODE CENTRALE ELETTRICA. MIGRANTI

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ESPLODE CENTRALE ELETTRICA. MIGRANTI

AGGIORNAMENTO DELLE 06:14 E 09:46

DI VENERDì 28 DICEMBRE 2018

ESPLODE CENTRALE ELETTRICA. MIGRANTI

Esplode centrale elettrica a New York
Enorme scia azzurra in cielo. Sindaco, “Nessuna invasone aliena”

NEW YORK28 dicembre 201806:14

– Momenti di paura a New York dove l’esplosione di un impianto dell’azienda elettrica cittadina Con Edison nel quartiere di Astoria, nel Queens, non solo ha fatto tremare le case della zona gettando nel panico gli abitanti ma ha anche causato nel cielo una insolita lunga scia di luce intensa, azzurra ed intermittente visibile da tutta la città e anche dal vicino New Jersey. Un fenomeno che ha causato enorme curiosità, con centinaia di post sui social in pochi minuti, ma anche inquietudine. Tanto che il sindaco Bill de Blasio è dovuto intervenire così per rassicurare i newyorchesi: “Nessuna invasione aliena o minaccia dallo spazio”. Tutt’altro che una battuta, visto che una rassicurazione simile è arrivata anche dal New York Police Department e dai vigili del fuoco impegnati a spegnere l’incendio causato dalla deflagrazione. Chiuso per sicurezza il vicino aeroporto di La Guardia, anche per una serie di blackout provocati dal’incidente. Non si registra nessun ferito.
Migranti: approdata in Spagna Open Arms310 a bordo

28 dicembre 201809:46

– E’ approdata oggi nel porto spagnolo di Algesiras la nave di Open Arms con a bordo 310 migranti salvati il 21 dicembre dall’unità della ong spagnola Proactiva al largo delle coste libiche. Tra i migranti vi sono 139 minorenni.       [print-me title=”STAMPA”]

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TRUMP CONTRO HUAWEI E ZTE

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TRUMP CONTRO HUAWEI E ZTE

AGGIORNAMENTO DELLE 23:59

DI GIOVEDì 27 DICEMBRE 2018

TRUMP CONTRO HUAWEI E ZTE

Il presidente americano Donald Trump sta valutando la possibilità di firmare un ordine esecutivo nel nuovo anno che vieterebbe alle società Usa di usare apparecchiature per le telecomunicazioni prodotte dalle compagnie cinesi Huawei e ZTE: lo scrive sul proprio sito la Reuters, che cita tre fonti bene informate.
Secondo Washington queste due società sono agli ordini dal governo cinese e le loro apparecchiature potrebbero essere utilizzate per attività di spionaggio negli Stati Uniti.
L’ordine esecutivo, che l’amministrazione sta valutando da oltre otto mesi, potrebbe essere emesso anche a gennaio e probabilmente non chiamerà in causa direttamente la Huawei e ZTE, ma secondo le fonti verrebbe interpretato dai funzionari del Dipartimento del Commercio americano come il via libera per limitare la diffusione nel Paese di apparecchiature prodotte da queste due società.      [print-me title=”STAMPA”]

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SISMA CATANIA: IL PUNTO (2)

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SISMA CATANIA: IL PUNTO (2)

AGGIORNAMENTO DELLE 10:51

DI MERCOLEDì 26 DICEMBRE 2018

SISMA CATANIA: IL PUNTO (2)

Sono 10 le persone rimaste ferite, in maniera non grave, per i danni provocati dalla scossa di magnitudo 4.8 sull’Etna: è quanto emerso dalle due riunioni che si sono tenute nelle prime ore di oggi al Centro coordinamento dei soccorsi convocato dal prefetto di Catania, Claudio Sammartino. Tracciato un primo bilancio provvisorio dei danni, con i crolli di muri e case e danni a chiese, soprattutto a Fleri, frazione di Zafferana Etnea, e della chiusura a scopo precauzionale del tratto tra Acireale e Giarre dell’autostrada A18 Catania-Messina, per lesioni presenti sull’asfalto della carreggiata vicino ad Acireale. Sono state 190 le telefonate giunte, tra le 3.23 e le 7 del mattino, al 112, di cui 150 smistate ai vigili del fuoco e 40 al settore di intervento medico. Nel frattempo nel Catanese, oltre alle squadre dei vigili del fuoco al lavoro dalla notte – arrivate anche da Siracusa, Messina e dalla Calabria – sta giungendo altro personale dei pompieri dalla Campania e dal Lazio.      [print-me title=”STAMPA”]