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Tempo di lettura: 19 minuti

Ultimo aggiornamento 11 Novembre, 2020, 01:02:04 di Maurizio Barra

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DALLE 13:43 DI MARTEDì 10 NOVEMBRE 2020

ALLE 01:02 DI MERCOLEDì 11 NOVEMBRE 2020

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Covid: A Ferrara più tamponi con drive through dell’esercito
Fino a 600 al giorno, 1.400 su tutta la provincia
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BOLOGNA
10 novembre 2020
13:43
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A Ferrara si amplia la possibilità di effettuare tamponi grazie all’apporto dell’esercito, che ha allestito alla cittadella della salute San Rocco un’area coperta dove transiteranno in auto gli utenti che dovranno sottoporsi ai prelievi (drive through) e diverse postazioni da campo per il personale di servizio.
L’allestimento delle nuove postazioni straordinarie per tamponi è previsto nell’ambito dell’operazione nazionale ‘Igea’.
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Le strutture sono attive da oggi e sono state inaugurate questa mattina alla presenza del sindaco Alan Fabbri, del comandante del reggimento Genio ferrovieri Emilio Giglio e del direttore generale dell’Ausl di Ferrara Monica Calamai.
L’aumento della capacità porterà, a regime, a 600 tamponi al giorno, 400 circa quelli ‘lavorati’ dalla struttura sanitaria e 200 dall’esercito. Nel complesso, su tutta la provincia, contando anche gli altri drive through di Cento e Comacchio e l’attività degli ospedali, i test quotidianamente effettuabili sul territorio sono circa 1.400.
L’esercito gestirà il presidio di Ferrara con un assetto composto da un medico, due infermieri, una squadra di movieri con funzioni di supporto e logistica e una di disinfettori.
Inoltre quotidianamente verrà garantito il trasporto dei tamponi raccolti verso i laboratori dell’ospedale di Cona, dove verranno processati.
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Covid:giornalista Rai fa servizio da letto ospedale L’Aquila
Orsini,37 anni,ricoverato da 8 giorni:momenti duri,ora va meglio
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L’AQUILA
10 novembre 2020
13:58
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“Ho concluso i cinque giorni di terapia antivirale, sono da 24 ore senza ossigeno di sostegno e spero che le cose possano migliorare. E’ una malattia molto difficile, da non sottovalutare, bisogna comportarsi responsabilmente prendendo ogni precauzione e rispettando le norme”.
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Da otto giorni ricoverato in isolamento nel reparto di malattie infettive dell’ospedale dell’Aquila e dopo che “i primi sono stati duri”, parla con un tono di voce decisamente più forte è rassicurante il giornalista della Rai Alberto Orsini, 37 anni, colpito dal coronavirus che gli ha causato una seria polmonite.
Le sue condizioni dopo una fase decisamente difficile (ossigeno per alcuni giorni e saturazione non soddisfacente) sono migliorate tanto che domani potrebbe lasciare il San Salvatore per continuare la convalescenza a casa. “Bisogna stare attenti anche alle cene tra amici stretti e in famiglia perché lì si abbassano le difese sentendosi a casa tra fidati “, ammonisce ancora.
Ieri, il corrispondente dall’Aquila ha trovato la forza di confezionare, dal suo letto di ospedale, un servizio trasmesso dal Tg Rai Abruzzo nel quale ha intervistato il primario, Alessandro Grimaldi, che è entrato nella sua stanza con scafandro e maschera, per fare il punto sull’andamento della seconda ondata del virus che, a differenza della emergenza di marzo, in provincia dell’Aquila sta causando da settimane una impennata di contagi che ha messo a dura prova il sistema sanitario.
Il calvario di Orsini è cominciato 15 giorni fa con i primi sintomi, poi dopo 7 giorni di isolamento a casa c’è stato il tampone che ha rivelato la positività con la situazione che si è aggravata tanto da rendere necessario il ricovero in ospedale.
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Direzione ospedale Como, siamo al limite del collasso
Zanon, subiamo ciò che accaduto a Bergamo in prima ondata
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MILANO
10 novembre 2020
14:04
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“Il triangolo Como-Monza-Varese sta subendo quello che è successo a Bergamo nella prima ondata.
La situazione è al limite delle possibilità e del collasso”.
E’ la testimonianza di Claudio Zanon, Direttore sanitario dell’Ospedale Valduce di Como. “In questo triangolo – ha spiegato Zanon in collegamento con l’Aria che Tira, su La7 – da circa un giorno alcuni pazienti vengono mandati in altre province lombarde. Com’è successo nella prima ondata, si cerca di darsi una mano l’uno con l’altro per evitare di arrivare al completo collasso degli ospedali. La situazione è ampiamente compromessa e molto difficile”.
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Covid: a Roma Comitato sicurezza,ipotesi chiusura piazze
E contingentamento accesi a luoghi e strade più frequentate
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ROMA
10 novembre 2020
14:10
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Maggiori controlli, un contingentamento degli accessi in luoghi e strade per evitare affollamenti e la chiusura di alcune piazze abitualmente più frequentate. Sarebbero queste, secondo quanto si è appreso, le ipotesi sul tavolo del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato ieri dal prefetto di Roma Matteo Piantedosi e che si svolgerà nel pomeriggio.
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Covid: E-R spingerà per chiusura degli allevamenti di visoni
L’assessore, ‘ad oggi nessun contagio nei due centri regionali’
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BOLOGNA
10 novembre 2020
14:15
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L’eventuale chiusura degli allevamenti di visoni presenti in Emilia-Romagna, nei Comuni di Galeata (Forlì-Cesena) e di Ravenna, e sul territorio nazionale “è di competenza del Ministero della Salute nell’ottica delle strategie di sorveglianza e prevenzione. Per quello che compete a questo assessorato, nelle sedi opportune faremo rilevare che è opportuno considerare la chiusura di questi allevamenti”.
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Lo ha detto l’assessore alle Politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna, Raffaele Donini, rispondendo durante il question time alla consigliera del M5s Silvia Piccinini sulla necessità di chiudere gli allevamenti, come deciso dall’Olanda, per arginare i casi di Covid-19, con mutazione del virus nel passaggio tra uomo e animale.
“Al momento attuale non sono stati segnalati casi di Covid-19 – ha aggiunto Donini – nei due allevamenti di visoni presenti in Emilia-Romagna. Entrambi gli allevamenti sono sottoposti a sorveglianza periodica da parte dei servizi veterinari dell’Azienda Usl Romagna, che hanno rilevato un buono stato sanitario degli animali e l’assenza di scostamenti nei livelli di mortalità rispetto agli anni precedenti”.
In ogni modo, l’assessorato “si farà promotore di un approfondimento di questa tematica nell’ambito dei gruppi di lavoro istituiti a livello ministeriale in materia di sanità e benessere degli animali”. Nella replica Piccinini ha detto di aver “apprezzato” le parole di Donini.
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Alto Adige, elementari solo figli lavoratori essenziali
Dad per medie e superiori e test a tappeto in tutto l’Alto Adige
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BOLZANO
10 novembre 2020
14:31
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A causa dell’andamento epidemiologico in Alto Adige dalla prossima settimana scatta la didattica a distanza per tutte le medie e superiori e l’insegnamento in presenza avviene negli asili e nelle scuole elementari solo per i bambini i cui genitori svolgono lavori essenziali.
Per tutti gli altri alunni e studenti scatta la dad, riducendo in questo modo il numero di alunni nelle aule scolastiche. In Alto Adige partiranno anche test salivari a tappeto. I Comuni, nei quali oltre l’80% delle fasce di popolazione interessate sarà stato testato, già nella seconda settimana potrà riprendere l’insegnamento in presenza, come previsto per le zone rosse.
Ci saranno anche limitazioni nel mondo economico per ridurre il rischio contagi. L’ordinanza, che nelle prossime ore sarà illustrata al ministro Speranza e alle parti sociali, dovrebbe entrare in vigore sabato.
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Covid: ospedale Verduno, trend ricoveri insostenibile
Asl Cuneo, se ancora malati li parcheggeremo sui marciapiedi…
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CUNEO
10 novembre 2020
14:33
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“Siamo in estrema difficoltà nel gestire i ricoveri: questo trend non può continuare a lungo o diventerà insostenibile”. Così Massimo Veglio, direttore generale dell’Asl Cn2, sull’ospedale di Verduno (Cuneo), inaugurato in primavera come ospedale Covid.
Questa mattina sono stati ricoverati una decina di pazienti Covid dal Torinese, dove il sistema è in crisi per l’afflusso di malati. “Se a Verduno continuano ad arrivare malati Covid da ricoverare, saremo costretti a parcheggiarli sui marciapiedi”, aggiunge con una provocazione Veglio.   PIEMONTE   VAI ALLA POLITICA  VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO   VAI ALLA TECNOLOGIA   VAI ALL’ECONOMIA

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Covid: E-R farà ordinanza anti-assembramenti
Bonaccini,obiettivo fermare contagio e invertire curva pandemica
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BOLOGNA
10 novembre 2020
15:12
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La Regione Emilia-Romagna sta valutando di assumere, con un’ordinanza che probabilmente uscirà domani, nuove misure per evitare gli assembramenti. Lo ha annunciato il presidente della Regione Stefano Bonaccini, che ha sentito anche i presidenti del Veneto e del Friuli Venezia Giulia e il ministro Speranza “per arrivare a ordinanze regionali il più possibile concordate.
L’obiettivo di tutti è quello di fermare il contagio e invertire la curva pandemica”, ha detto Bonaccini.
Stasera è in programma una videoconferenza fra Bonaccini e i sindaci dei Comuni capoluogo e i presidenti di Provincia.
“Stiamo valutando – ha spiegato Bonaccini – di assumere nuove misure per evitare gli assembramenti che si continuano a vedere nelle città e non solo, basti pensare all’ultimo fine settimana”.
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Discoteche aperte in Sardegna, Procura apre inchiesta
Pm Cagliari ipotizza reato di epidemia colposa
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CAGLIARI
10 novembre 2020
15:48
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Un’inchiesta per epidemia colposa è stata aperta dalla Procura di Cagliari a seguito della messa in onda di un servizio di Report, ieri sera, sull’apertura delle discoteche estive in Sardegna che avrebbe favorito la diffusione del Covid prima nell’Isola e poi in varie regioni italiane. I magistrati vogliono capire se la Regione abbia consentito l’apertura dei locali della Costa Smeralda nonostante fosse a conoscenza dei rischi.
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La procuratrice Maria Alessandra Pelagatti ha affidato l’indagine all’aggiunto Paolo De Angelis, che guida il gruppo specializzato in colpe mediche composto dai sostituti Guido Pani, Daniele Caria e Diana Lecca. Nell’immediato gli investigatori della Procura si concentreranno sul parere del Comitato tecnico scientifico che risulta allegato alla decisione del governatore Solinas. Nel servizio di Report vari consiglieri regionali di maggioranza e opposizione hanno fatto riferimento a quel documento, ma dichiarando di non averlo mai visto.
Lo stesso conduttore Sigfrido Ranucci ha rimarcato la stranezza del fatto che nessuno avesse visto quell’atto, ipotizzando che gli esperti della task force regionale possano non aver autorizzato la riapertura e sollevando il dubbio sull’esistenza stessa del documento. Un dubbio che, a quanto pare, anche la Procura di Cagliari ha deciso di fugare.
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Morto Renzo Gattegna, ex presidente ebrei italiani
In carica dal 2006 al 2016 per tre mandati
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ROMA
10 novembre 2020
15:50
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E’ morto a Roma Renzo Gattegna ex presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane (Ucei). Lo ha annunciato Moked, il Portale dell’ebraismo italiano. Gattegna – nato a Roma nel 1939 – era stato presidente dell’organizzazione dal 2006 al 2016 per tre mandati.
Durante le sue tre esperienze al vertice dell’Unione, Gattegna ha intensamente lavorato per fare del mondo ebraico un attore di primo piano della vita nazionale attraverso iniziative volte a favorire il dialogo, l’incontro, il confronto delle idee, scrive Moked. Un confronto sempre a testa alta, con la piena consapevolezza dell’immensa eredità di oltre duemila anni di storia e radici.
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Leadership salda, disponibilità all’ascolto, valorizzazione del pluralismo, capacità di incidere sui grandi temi del dibattito pubblico. Questi sono stati i dieci anni di Gattegna, figura dall’immenso valore umano oltre che eccellente diplomatico e mediatore tra posizioni diverse.
“L’ebraismo – ammoniva nella sua ultima relazione di fine mandato – deve conservare le sue caratteristiche originarie di rifiuto di qualsiasi forma di idolatria e di conciliare rigore e flessibilità, lasciando, come il Talmud insegna, ampi spazi alla dissertazione filosofica, alla ricerca scientifica e alla libertà di interpretare e sviluppare il dibattito come valore positivo e irrinunciabile, rispettando le diverse correnti di pensiero, ma conservando sempre la capacità di riportare tutto all’unità”.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, profondamente colpito dalla scomparsa dell’avvocato Renzo Gattegna, ha inviato alla famiglia un messaggio di cordoglio nel quale ricorda “l’impegno profuso con intelligenza, garbo ed equilibrio durante i lunghi anni vissuti alla guida dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane”. E’ quanto si legge in una nota del Quirinale.
“Con la scomparsa di Renzo Gattegna, l’ebraismo italiano perde una guida saggia e appassionata. Durante la sua presidenza dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane, sono stati tanti i momenti di confronto e condivisione in cui ho avuto modo di conoscere meglio Renzo, una persona perbene che mancherà a tutte e tutti”. Lo scrive su Twitter il segretario nazionale del Pd, Nicola Zingaretti.
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Arresto Genovese: difesa, ancora molte zone ombra
Si indaga su immagini a circuito chiuso e tracce in appartamento
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MILANO
10 novembre 2020
16:41
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Ci sono “ancora molte zone d’ombra nella ricostruzione delle ore che Alberto Genovese e la persona offesa hanno passato insieme. La vicenda appare più complessa (…) e risulta doveroso un approfondimento di molti temi sui quali noi stessi abbiamo disposto degli accertamenti di parte”.
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Lo dichiarano Davide Luigi Ferrari e Marco Stucchi, difensori dell’imprenditore, in carcere con l’accusa di aver prima reso incosciente con un mix di droga e poi stuprato una 18enne nel suo appartamento a Milano.
Intanto le indagini che venerdì scorso hanno portato in carcere Genovese puntano a definire con ulteriori accertamenti, tra cui quelli sulle tracce biologiche raccolte nell’appartamento di lusso con vista Duomo, il quadro delle accuse sulla violenza sessuale ai danni della ragazza. Indagini che poi andranno avanti per verificare se, ai festini a base di stupefacenti, il 43enne abbia commesso altri abusi e se siano coinvolte altre persone, che potrebbero aver chiuso un occhio, se non addirittura aiutato l’uomo.
Su questo ultimo fronte di presunti abusi in serie, ancora da accertare, fondamentali potrebbero essere le analisi delle immagini delle telecamere del circuito interno dell’appartamento (ancora sotto sequestro), che vengono visionate dagli investigatori della Squadra mobile.
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Covid: record contagi in Sardegna,489 e 11 vittime in 24 ore
Meno ricoveri (in tutto 454) ma vicini a soglia di rischio
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CAGLIARI
10 novembre 2020
16:55
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E’ record di contagi in Sardegna.
Sono 489 i nuovi casi di Covid accertati nelle ultime 24 ore, 162 in più rispetto a ieri, 222 rilevati attraverso attività di screening e 267 da sospetto diagnostico.
Salge così a 13.077 il totale dei positivi dall’inizio dell’emergenza. Giornata nera anche per i decessi: 11 le vittme (279 in tutto) tra i 66 e 91 anni, cinque residenti della Città Metropolitana di Cagliari, tre del nord Sardegna, due della provincia di Oristano e una del Sud Sardegna.
In totale sono stati eseguiti 300.600 tamponi con un incremento di 3.377 test. Sul fronte ospedali, l’unità di crisi regionale aggiorna il bollettino dei ricoveri: 403 pazienti (-5) in reparti non intensivi e 51 (-7) in quelli intensivi. Le persone in isolamento domiciliare sono invece 8.506. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 3.769 (+99) pazienti guariti, più altri 69 guariti clinicamente. Sul territorio, di 13.077 casi positivi complessivamente accertati, 2.648 (+101) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 2.196 (+96) nel sud Sardegna, 1.105 (+38) a Oristano, 1.657 (+154) a Nuoro, 5.471 (+100) a Sassari.
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Anticipo misure restrittive per ER, Campania, FVG e Veneto
Sono a rischio moderato ma ad alta probabilità di progressione
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10 novembre 2020
17:40
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Sono Emilia Romagna, Campania, Friuli Venezia Giulia e Veneto le quattro Regioni per cui l’Istituto superiore di sanità, sulla base dei dati dell’ultimo monitoraggio, ritiene opportuno che siano anticipate le misure più restrittive. Ciò sulla base del report, che indica le regioni entrate in scenario 4 a rischio moderato con alta probabilità di progressione.
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Covid: trovato lanciarazzi in ospedale Milano
Al Niguarda, non funzionante. Si indaga su gesto dimostrativo
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MILANO
10 novembre 2020
18:03
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Un lanciarazzi di tipo militare non funzionante è stato trovato abbandonato oggi pomeriggio in una sala d’attesa dell’ospedale Niguarda di Milano. Sull’episodio stanno indagando la Digos e il pool antiterrorismo della Procura, guidato da Alberto Nobili, che dopo un’informativa degli investigatori aprirà un’inchiesta per detenzione e porto di arma da guerra per individuare chi l’abbia lasciata là.
Un presunto gesto dimostrativo che desta allarme dato il clima di tensione di questi giorni attorno alla sanità per l’emergenza Covid.
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Covid: in Lombardia 129 vittime, rapporto al 23,2%
Oltre tremila contagi a Varese, nell’intera regione sono 10.955
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MILANO
10 novembre 2020
18:42
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Sono 129 le nuove vittime lombarde del Covid e 10.955 i nuovi positivi riscontrati dai 47.194 tamponi effettuati, per un rapporto pari al 23,2% (ieri era al 22,6%). Altre 38 persone sono entrate in intensiva, 268 negli altri reparti, mentre guariti e dimessi sono 6780.
Il maggior numero di contagi è stato riscontrato a Milano, 3.336, di cui 1.339 in città, seguita da Varese con 3.081 nuovi casi. E poi gli altri nuovi fronti: Como con 1.356, Monza e Brianza con 860.
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Bt: processo per 21 a Milano, una condanna a 1 anno
Fissato il dibattimento per il 26 gennaio
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MILANO
10 novembre 2020
18:58
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Il gup di Milano ha rinviato a giudizio 21 imputati, società compresa, e ha condannato, in abbreviato, a un anno di reclusione una persona, per la vicenda con al centro il caso Bt Italia, la controllata di British Telecom. Fissato il dibattimento per il 26 gennaio.
Sono usciti dal procedimento l’ex ad Gianluca Cimini, morto la scorsa estate, e l’ex presidente di Bt Italia, Luis Satorre Alvarez, per prescrizione.
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COVID: faro Procura su apertura disco sarde
Intanto si registra nuovo record di contagi (489) e 11 decessi
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CAGLIARI
10 novembre 2020
19:10
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Mentre si registra il record di contagi in Sardegna dall’inizio della pandemia (489 nuovi casi e 11 decessi), divampa la polemica sulla decisione del presidente della Regione Christian Solinas di tenere aperte le discoteche ad agosto, decisione finita ora nel mirino della Procura di Cagliari, a seguito della messa in onda di un servizio di Report, ieri sera su Rai3. I magistrati vogliono capire se la Regione abbia consentito l’apertura dei locali notturni nonostante fosse a conoscenza dei rischi.
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La procuratrice Maria Alessandra Pelagatti ha affidato l’indagine all’aggiunto Paolo De Angelis, che guida il gruppo specializzato in colpe mediche.
Nell’immediato gli investigatori della Procura si concentreranno sul parere del Comitato tecnico scientifico che risulta allegato alla decisione del governatore Solinas. Nel servizio di Report vari consiglieri regionali di maggioranza e opposizione hanno fatto riferimento a quel documento, ma dichiarando di non averlo mai visto. Lo stesso conduttore Sigfrido Ranucci ha rimarcato la stranezza del fatto che nessuno avesse visto quell’atto, ipotizzando che gli esperti della task force regionale possano non aver autorizzato la riapertura e sollevando il dubbio sull’esistenza stessa del documento. Un dubbio che, a quanto pare, anche la Procura di Cagliari ha deciso di fugare.
Non solo. L’inchiesta giornalistica di Report potrebbe finire presto anche nel corposo fascicolo aperto già da mesi dalla Procura di Tempio Pausania. Da agosto gli inquirenti, coordinati dal procuratore Gregorio Capasso, sono impegnati per accertare se nel territorio gallurese vi siano state negligenze, omissioni o manchevolezze di rilievo penale che abbiano contribuito a incrementare il ‘bollettino di guerra’ dei decessi e dei contagi negli ospedali, nelle case di riposo e, più in generale, in tutto il nord Sardegna.
Intanto, per frenare i contagi di questa seconda ondata, l’assessore della Sanità Mario Nieddu ha chiesto al Governo, in uno degli ultimi confronti sulla gestione dell’emergenza, di chiudere tutte le scuole, elementari, medie e superiori. Un’idea subito bocciata da un ampio schieramento di insegnanti e sindacati.
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Pazienti Alzheimer maltrattati, 8 anni a neurologo
Chiuso processo Sassari,condanna anche per consigliere regionale
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SASSARI
10 novembre 2020
20:07
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Condanna a 8 anni e 6 mesi di carcere, interdizione per 5 anni dai pubblici uffici e 3 anni e 6 mesi dalla professione medica per il neurologo di Ittiri Giuseppe Dore, principale imputato nel processo ribattezzato “caso Alzheimer”, che vedeva alla sbarra altre 20 persone accusate a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, abuso d’ufficio, maltrattamenti, lesioni, sequestro di persona e omicidio colposo. Condanna a 4 anni di reclusione e 5 di interdizione dai pubblici uffici per il consigliere regionale Antonello Peru (Cambiamo Udc).
Con loro sono stati condannati per associazione a delinquere gli altri medici imputati. Assolti invece gli ex dirigenti dell’Ats Marcello Giannico e Nicolò Licheri.
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Caos sanità Calabria, Conte sente Gino Strada
Ipotesi affiancamento e ruolo nazionale. Dubbi sul suo sì
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CATANZARO
10 novembre 2020
20:38
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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha sentito il fondatore di Emergency Gino Strada.
Lo confermano fonti di Palazzo Chigi.
Il nome di Gino Strada è stato proposto da esponenti del Movimento 5 stelle e dalle Sardine per la sanità in Calabria, dopo il caso emerso attorno alla nomina di Giuseppe Zuccatelli a commissario della sanità regionale. L’ipotesi su cui starebbe ragionando il Governo è di affiancare Gino Strada al commissario Giuseppe Zuccatelli, sul fronte dell’emergenza sanitaria in Calabria. A quanto si apprende da fonti ministeriali, l’idea al vaglio sarebbe non tanto quella di sostituire Strada a Zuccatelli, come auspicato da alcuni esponenti del M5s e delle Sardine, ma di affidare al fondatore di Emergency, anche alla luce della sua esperienza, il compito di organizzare i reparti Covid e gli ospedali da campo per far fronte alla pandemia. In ambienti politici locali è circolata anche la voce di un no da parte di Strada ( ma senza alcun riscontro ufficiale) per il quale si prospetterebbe anche un ruolo nazionale.
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Per spaccio a San Vittore 5 arresti, anche infermiera
Donna corriere portava in carcere droga ordinata detenuti
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MILANO
10 novembre 2020
20:47
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Per un giro di spaccio a San Vittore sono state arrestate 4 persone e per una è stato disposto l’obbligo di dimora. L’ordinanza è stata eseguita oggi dal Nic, il nucleo investigativo centrale della polizia penitenziaria.
Per la Procura il rifornimento di hashish e piccoli quantitativi di cocaina dentro il carcere milanese è avvenuto, nei mesi scorsi, tramite una infermiera in servizio nell’istituto. Arrestata in flagranza qualche giorno fa, in cambio di soldi, avrebbe consegnato un microcellulare e un I-Phone a due detenuti i quali, di notte, chiamavano i loro referenti esterni per fare gli ‘ordini’. L’infermiera andava poi a ritirare la droga e la portava il carcere.
L’attività di spaccio, portata avanti nel carcere milanese di San Vittore da due detenuti con l’aiuto di un’infermiera, era “ben avviata e foriera di non minimi profitti, se si considerano anche i costi della corruzione”, ossia i soldi che incassava la donna per portare dentro droga e telefoni. Lo scrive il gip di Milano Manuela Accurso Tagano nell’ordinanza a carico in totale di cinque persone, eseguita dal Nic della polizia penitenziaria nell’inchiesta del pm Paolo Storari.
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Mostro di Firenze, gip archivia ultimi due indagati
Resta però aperta indagine su pistola e depistaggio
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FIRENZE
10 novembre 2020
20:50
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Si chiude con un’archiviazione l’ultima inchiesta che vedeva indagati un ex legionario di 89 anni e un medico di 88 per gli otto duplici omicidi attribuiti al cosiddetto mostro di Firenze. Il gip fiorentino, Angela Fantechi, ha ritenuto che non ci fossero elementi per sostenere l’accusa, in un processo, contro Giampiero Vigilanti, ex soldato della Legione straniera, e il dottor Francesco Caccamo.
Rigettando così l’istanza di opposizione all’archiviazione presentata dall’avvocato Vieri Adriani, il legale che assiste i familiari di Nadine Mauriot e Jean Michel Kraveichvili, francesi, ultime due vittime del maniaco: la coppia fu uccisa, 35 anni fa, a Scopeti.
La richiesta di opposizione riguardava in particolare la posizione di Vigilanti.
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Ma il gip ha definito, nel suo provvedimento, le nuove indagini proposte dal legale “inconcludenti e inidonee a condurre a un diverso esito rispetto a quello prospettato”. In particolare, afferma il giudice “viene richiesta l’escussione di testi che hanno già reso dichiarazioni del tutto vaghe e inattendibili senza indicare la forte della loro conoscenza”. Sempre il gip afferma di aver accolto la richiesta di archiviazione avanzata dal pm Luca Turco perché “allo stato non sono stati acquisiti elementi indiziari che consentano l’esercizio dell’azione penale”, poiché “le nuove indagini scientifiche, svolte in modo serio e approfondito”, non hanno consentito di acquisire elementi per sostenere l’accusa in giudizio nei confronti di Vigilanti e Caccamo”.
L’archiviazione dell’inchiesta non pone comunque fine del tutto alle indagini sui delitti attribuiti al mostro. Come sottolineato anche dal gip nell’ordinanza di archiviazione, sono tutt’ora in corso da parte della procura accertamenti in relazione “al recente ed ultimo rinvenimento di una pistola Beretta calibro 22”, lo stesso tipo di arma che le perizie indicano essere stata usata per gli omicidi, trovata a gennaio scorso in una piazzola lungo la superstrada Firenze-Siena. E resta aperto anche un altro filone di indagine, per un presunto depistaggio. E comunque, lo sottolinea lo stesso gip, “l’archiviazione del procedimento non comporta preclusioni di nessun tipo” a una riapertura delle indagini sul maniaco delle coppiette.
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Si dà fuoco in mezzo alla strada, 77enne muore in Brianza
Rimasto solo per morte moglie, soffriva da tempo di solitudine
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MONZA
10 novembre 2020
21:22
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Un uomo di 77 anni è morto dopo essersi dato fuoco a Roncello (Monza). A quanto emerso aveva già tentato il suicidio un’altra volta nei mesi trascorsi, forse a causa della solitudine dovuta alla morte di sua moglie.
Dopo essersi cosparso di benzina in strada, ha lasciato cadere un accendino e si è lasciato avvolgere dalle fiamme. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i soccorritori del 118, che nulla hanno potuto fare per salvargli la vita.
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Coronavirus: L’opera di Maupal ispirata a Furio
Murales dello street artist a Roma che inserisce il celebre personaggio di Verdone nell’attualità della pandemia
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10 novembre 2020
22:20
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‘Magda mi adori? Hai lavato le mani? mascherina?’. Lo street artist Maupal gioca con ironia nella sua ultima opera in centro a Roma nella quale inserisce Furio, il celebre personaggio di Carlo Verdone, nell’attualità della pandemia.
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Efa, poker di candidature per Martin Eden agli Oscar europei
Bene anche Elio Germano e i fratelli D’Innocenzo
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10 novembre 2020
13:08
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MARTIN EDEN di Pietro Marcello fa poker alle candidature per gli European Film Awards 2020, correndo in ben quattro categorie: miglior film europeo, regista, attore (LUCA MARINELLI) e sceneggiatura (PIETRO MARCELLO & MAURIZIO BRAUCCI).
E per l’Italia non finisce qui.
Sono andati infatti in nomination: ELIO GERMANO, miglior attore per Volevo Nascondermi, e FABIO & DAMIANO D’INNOCENZO per la sceneggiatura di Favolacce.
Lo ha annunciato l’European Film Academy in un evento virtuale in collaborazione con il Festival del Cinema Europeo di Siviglia. Le nomination per la 33/a edizione degli European Film Awards saranno votate ora dagli oltre 3.800 membri dell’EFA. I vincitori saranno, infine, annunciati in una serie di serate evento virtuali in live streaming dall’8 al 12 dicembre.
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Cc ucciso: teste in aula, bendai Natale per calmarlo
Sentito il militare che mise foulard a fermato in caserma
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10 novembre 2020
14:49
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“Volevo riportare alla calma Natale, per questo l’ho bendato”. E’ quanto ha affermato in aula Fabio Manganaro, il carabiniere che bendò Natale Hjorth, il giovane accusato con il Finnegan Lee Elder dell’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello.
Natale venne bendato in una caserma dell’Arma poche ore dopo i fatti. “Il bendaggio duro’ 10 minuti scarsi – ha detto il teste indagato in procedimento connesso per il reato di misura di rigore non consentita dalla legge e ora sospeso dal servizio -. Non avevo mai bendato un fermato ma in quel contesto lo feci per preservare l’indagine e per l’incolumita’ del soggetto”.
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Myss Keta, nel nuovo Ep oso tra testi, suoni, vocalità
Esce Il cielo non è un limite, “per esplorare le tante Myss”
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10 novembre 2020
14:36
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Il suo segno distintivo è sempre stata la mascherina a coprirle il volto, abbinata a un paio di occhiali scuri. Myss Keta, rapper dall’identità sconosciuta, suo malgrado, ha anticipato i tempi.
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“Myss Keta indossa la maschera da un punto di vista concettuale: per far immergere le persone nel suo personaggio e nel suo mondo – racconta l’artista parlando di sé in terza persona, nel giorno in cui presenta il nuovo Ep Il Cielo non è un limite, in uscita il 13 novembre per Island Records/Universal Music Italia -. Depotenziata? No, Myss è ancora forte e capace di dire tante cose, ma ho capito quanto è complicato parlare con persone di cui non vedi l’espressione”.
Il Cielo non è un limite, anticipato dai singoli Giovanna Hardcore e Due e che contiene in tutto sette tracce, è focalizzato sugli elementi naturali di aria e cielo. Arriva dopo Una vita in capslock e Paprika. “E’ venuto naturale, dopo aver passato tanto tempo chiusi in luoghi delimitati, dalle nostre finestre riuscivamo a vedere il cielo come fosse incorniciato in un quadro, un’apertura non solo verso l’esterno ma anche verso le nostre interiorità”.
Un lavoro in cui Myss Keta osa, senza limiti, esplorando anche le tante possibilità offerte dal doppelganger, dalla moltiplicazione dell’io. “In ogni canzone c’è una Myss Keta diversa”, racconta ancora la Regina di Porta Venezia, di cui si è occupato anche il New York Times, spiegando come dal punto di vista dei suoni, il mondo di riferimento siano stati quelli futuristici degli anni Novanta, dalla jungle alla deep house.
“Sonorità supersperimentali e superistintive. Ho osato anche nella vocalità: molto recitata e molto estremizzata. Direi performativa. E nei testi, cantando in tedesco, inglese e greco antico”.
A febbraio Myss Keta ha assaporato l’aria di Sanremo, conducendo L’altroFestival con Nicola Savino, ma per ora nessuna intenzione di andare in gara. “Non ho presentato il pezzo.
Tornare a condurre? Non so ancora cosa mi riserverà il 2021”.
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Ottobre al top, gli ascolti più alti degli ultimi 5 anni
Studio Frasi su Auditel e mobilità, con lockdown più consumo tv
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10 novembre 2020
13:58
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Un ottobre con gli ascolti più alti degli ultimi cinque anni, trend confermato anche dalla prima settimana di novembre. L’emergenza Covid e il dilagare della seconda ondata tornano a incollare gli italiani al piccolo schermo: in particolare, nella scorsa settimana (1-7 novembre), caratterizzata anche dall’incertezza dei risultati del voto Usa, l’ascolto nelle 24 ore è stato di 11 milioni 748 mila spettatori.
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A fotografare il peso del lockdown, seppure parziale, sulle abitudini degli italiani è lo Studio Frasi. Nell’intero mese di ottobre, l’ascolto medio nell’intera giornata è stato di 10 milioni 722 mila spettatori, il dato più alto degli ultimi cinque anni; bisogna andare indietro di dieci anni, in era pre-social, per trovarne uno simile (10,7 milioni a ottobre 2011). A crescere sono soprattutto Rai e Mediaset: il maggior incremento premia le generaliste del servizio pubblico (+252mila spettatori +8,8% rispetto all’ottobre 2019), mentre per Mediaset sono i canali digitali a crescere di più (+115mila, +14,8%).
Sale anche l’ascolto di Discovery (+2.26%).
Lo Studio Frasi ha messo a confronto le curve dell’Auditel e il monitoraggio di Google Mobility Report sui movimenti delle persone. Dal 21 febbraio al 6 maggio, durante la prima fase dell’emergenza, la mobilità è crollata dell’80% rispetto al periodo precedente, con una punta del -86% tra il 25 e il 31 marzo a cui corrisponde un +36,4% negli ascolti televisivi. Poi la mobilità è ripresa e l’ascolto di tv è tornato via via a valori abituali; da ottobre, con i dcpm sulle nuove restrizioni, la mobilità riprende a scendere (-36%) e l’ascolto a salire (+4%). “Le persone – spiega Francesco Siliato, responsabile dell’Osservatorio dello Studio Frasi – iniziano autonomamente un loro lockdown e le uscite diurne e serali si rarefanno ancora prima che sia il governo a stabilirlo. Con le dovute eccezioni della parte più giovane e irrequieta della popolazione, che rimane comunque a casa più del solito già da metà ottobre. Nella prima settimana di novembre l’audience dei giovani tra i 15 e i 19 anni sale del 18%, la crescita più alta tra quelle rilevate in tutti gli altri segmenti d’età”.

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