Ultimo aggiornamento 22 Novembre, 2020, 01:28:07 di Maurizio Barra
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Covid: per negozi e ristoranti-bar crisi più pesante
Unioncamere, ma c’e’ un 8% con fatturati in crescita
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21 novembre 2020
10:27
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Le imprese commerciali e di somministrazione sono quelle che hanno subito in modo più pesante la crisi pandemica. Quasi due terzi delle imprese commerciali e di somministrazione dichiara per il 2020 riduzioni del fatturato, una dato peggiore di quello relativo alle altre imprese industriali e di servizi (55%). Vi è comunque nel settore una quota di imprese che dichiarano una stazionarietà delle vendite è del 29% (per le altre imprese è il 36%), e alcune imprese che indicano persino incrementi (8% per le imprese commerciali e di somministrazione, 10% per le altre imprese). E’ quanto emerge da un indagine rapida effettuata nel mese di ottobre da Unioncamere e presentata in una recente audizione in Parlamento.
Guardando alle possibilità di ripresa futura dell’attività su livelli analoghi a quelli pre-COVID-19, il 28% di imprenditori ascoltati non hanno potuto/saputo fornire risposta, c’e’ un nucleo del 27% che ritiene di poter recuperare i propri livelli produttivi “a partire dal 2021”, Il 19% nel 2022, il 6% “solamente dal 2023 in poi.Fra gli intervistati vi è anche un 15% di fortunati che “non ha mai visto ridurre i propri livelli produttivi a causa del Covid” e un 5% che al contrario pensa di non ritornare mai ai livelli produttivi pre-Covid.
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Banche: Sabatini (Abi), servono norme per le bad bank
‘Misure contenimento Covid incideranno su dinamiche del Pil’
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21 novembre 2020
12:52
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“Per gestire i crediti deteriorati è fondamentale che sia introdotta in tempi rapidi una opportuna disciplina per le cosiddette bad bank (Asset management companies) nazionali e, nel contempo, che si consolidi uno strumento efficace come le Gacs, perseguendo la definizione di un quadro europeo che snellisca le procedure di autorizzazione e ne acceleri i tempi”. Così il direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini, in audizione congiunta delle Commissioni di Camera e Senato sul disegno di legge di Bilancio 2021.
“Assistiamo a una importante recrudescenza della pandemia che rende nuovamente necessarie misure di contenimento, che, sebbene meno drastiche che in passato, incideranno sulla dinamica del Pil”, aggiunge Sabatini, secondo il quale “in questo contesto, le conseguenze sul piano sociale e finanziario sono state finora efficacemente mitigate dall’azione convergente delle politiche fiscali a livello nazionale, della politica monetaria europea e, per quanto riguarda nello specifico il settore bancario, della flessibilità delle politiche regolamentari e di vigilanza”, conclude il direttore generale dell’Abi.
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Gualtieri, aumenta di 1,5 miliardi fondo di ristori automatici
Nuovo scostamento di bilancio per 8 miliardi
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21 novembre 2020
14:08
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“Con il Decreto RistoriTer si alimenta con 1,5 miliardi di euro di risorse già disponibili il Fondo che consente di finanziare in modo automatico, rapido ed efficiente, le misure di ristori destinate alle categorie costrette a chiudere, nelle regioni che cambiano di fascia a causa della recrudescenza del virus”. Lo scrive il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri sui social. “La dotazione complessiva sale in questo modo a 1,84 miliardi che serviranno a erogare i contributi a fondo perduto, ma anche per altre misure previste dai precedenti decreti ristori tra cui il credito di imposta sugli affitti commerciali, il congedo parentale e il bonus baby sitter”.
“Anche le risorse provenienti dal nuovo scostamento di bilancio, pari a 8 miliardi, serviranno a rafforzare le misure di sostegno economico, a partire dal rinvio delle nuove scadenze tributarie, per i settori più colpiti da qui alla fine dell’anno, attraverso un #decretoRistoriQuater che sarà adottato subito dopo il voto del Parlamento”. Lo spiega il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri.
“Lo abbiamo detto e lo stiamo mettendo in pratica: senza tentennamenti, faremo tutto quello che serve per sostenere famiglie e imprese italiane, tutelare l’occupazione. Ed andremo avanti con determinazione su questo sentiero di cura e solidarietà finché non supereremo questa sfida epocale, che sono sicuro riusciremo a vincere se manterremo tutti uno spirito di collaborazione, coesione e responsabilità.
Al tempo stesso, con la Legge di Bilancio e il Recovery Plan, predisponiamo un’ambiziosa strategia di rilancio e di trasformazione dell’Italia incentrata su investimenti, lavoro, welfare e istruzione, e orientata all’innovazione, alla sostenibilità, alla coesione e all’equità. Perché l’Italia del dopo Covid sia migliore, più forte e più giusta”.
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Tirrenia: Uil, dall’1/12 chiudono tratte con Sardegna
Annunciati centinaia di licenziamenti, “è mobilitazione”
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CAGLIARI
21 novembre 2020
17:51
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Tirrenia chiude dall’1 dicembre tutti i collegamenti in convenzione con la Sardegna e annuncia centinaia di licenziamenti “a causa della situazione di incertezza in merito alla proroga della Convenzione del servizio di continuità territoriale marittima”. Lo fa sapere William Zonca segretario generale della Uiltrasporti dell’Isola che annuncia la mobilitazione e chiede un intervento del ministero dei Trasporti e della Regione Sardegna: “Non possiamo permetterci una ulteriore riduzione dei collegamenti con la Penisola perché è a rischio l’economia di un intero territorio”.
In particolare, senza risposte sulla convenzione, saranno chiuse le tratte Genova-Olbia-Arbatax, Napoli-Cagliari, Cagliari-Palermo, Civitavecchia-Arbatax-Cagliari. Stop anche alla Termoli-Tremiti.
Restano invece in piedi i collegamenti merci e passeggeri da e per la Sardegna Civitavecchia-Olbia e Genova Porto-Torres e la tratta merci Livorno-Cagliari e le altre tratte non citate da Tirrenia. Nella lettera alle istituzioni la compagnia di navigazione ricorda che ad oggi, sono rimaste senza riscontro, le richieste sulla conferma in merito alla proroga della Convenzione per i collegamenti in continuità territoriale marittima scaduta lo scorso 18 luglio. Non solo Tirrenia è pronta a chiedere il corrispettivo dei servizi effettuati da luglio sino ad oggi.
“Siano fortemente preoccupati per la riduzione delle possibilità di movimento dei passeggeri e delle merci in Sardegna con questa contrazione delle rotte – osserva Zonca – ed esprimiamo molta preoccupazione per i quasi cinquecento marittimi i cui posti di lavoro sono messi a rischio da questa presa di posizione di Tirrenia”.
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illycaffé: A.Illy, Rhone compagno strategico non finanziario
Per più penetrazione in mercato Usa e passaggio generazionale
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TRIESTE
21 novembre 2020
17:59
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Accelerare il processo di internazionalizzazione dell’azienda – e farlo negli Stati Uniti – e garantire il passaggio generazionale. Così Andrea Illy, spiega perché per cui per la prima volta nella storia della società (tranne un breve episodio 40 anni fa) la illycaffè apre a un socio non familiare. Il presidente della società definisce dunque Rhone Capital “futuro compagno di viaggio”, scelto dopo una selezione cominciata oltre un anno fa e affidata a Goldman Sachs. Un ingresso deciso per motivi “strategici e non finanziari”.
“La illycaffè è la marca di caffè più globale al mondo, siamo in oltre 140 paesi e due terzi del fatturato è sviluppato fuori dall’Italia, ma siamo ancora ‘tascabili’, per diventare marca globale dobbiamo ancora fare un grande sviluppo, e vogliamo farlo negli Stati Uniti”, spiega Illy. Da questo punto di vista, “le elezioni sono per noi motivo di conforto, e concentrare gli sforzi su un mercato unico come gli Stati Uniti è una scelta strategica importante”.
La seconda finalità è il passaggio generazionale: “Ho guidato la illycaffè per 26 anni, ora va dato spazio alla quarta generazione, che è preparata ma riteniamo che, per la dimensione del mercato e per la sua complessità, vadano create le condizioni perché questo passaggio sia verso un capitale e una governance aperti”, sintetizza Andrea Illy. Insomma, una “family business atipica: controllo familiare ma gestione manageriale”. VAI ALLA POLITICA
