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Ultimo aggiornamento 11 Gennaio, 2021, 18:05:03 di Maurizio Barra

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DALLE 22:05 DI SABATO 09 GENNAIO 2021

ALLE 18:05 DI LUNEDì 11 GENNAIO 2021

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Azzolina,senza scuola non c’è crescita, continuo a battermi
Un anno fa il giuramento a ministra dell’Istruzione
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09 gennaio 2021
22:05
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“Un anno fa giuravo come Ministra.
Sento, ogni giorno, tutta la responsabilità dell’incarico.
Ho lavorato senza sosta e continuerò a farlo, guidata dall’amore per la scuola e per la Costituzione, guardando all’articolo 34.
Uno dei più belli, quello che mi ha permesso di immaginare e costruire un futuro da donna libera, pur partendo da una condizione di svantaggio. Mi batto per la scuola perché senza la scuola non c’è crescita, aumentano le disuguaglianze, si blocca l’ascensore sociale. E a pagare sono sempre i più deboli.
Continuerò a lavorare in questa direzione, senza risparmiarmi”.
Così la ministra Lucia Azzolina.
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Libia: Di Maio, proteggere negoziati da ogni interferenza
Il dossier libico nei colloqui del ministro in Giordania
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10 gennaio 2021
14:37
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“L’Italia ritiene fondamentale proteggere i risultati negoziali del Foro di Dialogo Politico libico in corso a Ginevra da interferenze interne ed esterne”.
E’ quanto ha sottolineato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio al collega giordano Ayman Safadi in un colloquio avuto oggi ad Amman che ha fornito l’occasione anche per un aggiornamento sulla situazione in Libia.

Il Comitato consultivo del Forum del dialogo politico libico si riunirà la prossima settimana a Ginevra.
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Di Maio, la Giordania un interlocutore di riferimento
Ministro ad Amman, ‘prezioso rapporto, bilaterale e regionale’
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10 gennaio 2021
14:40
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L’Italia considera “prezioso il rapporto con la Giordania, Paese che è per noi un interlocutore di riferimento sul piano bilaterale e sul piano regionale.
Confermo il nostro impegno a consolidare questo rapporto in tutti gli ambiti: dalle relazioni politiche, ai rapporti economico-commerciali, alla collaborazione in ambito culturale, all’ambito multilaterale”.
Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, nella sua visita in Giordania dopo l’incontro con il ministro degli Esteri Ayman Safadi .
“Ringrazio per l’accoglienza e il proficuo incontro che abbiamo avuto. Sia al Ministro Safadi, sia al Primo Ministro, che ho incontrato stamattina, ho sottolineato come dopo la “pandemia, che avuto un impatto negativo sui rapporti commerciali e sulla crescita a livello mondiale, con l’arrivo del vaccino ci stiamo avvicinando a un’uscita da questa emergenza sanitaria. Sarà importante – ha aggiunto Di Maio – cogliere tutte le opportunità per consolidare ed espandere la nostra presenza imprenditoriale nel Regno, già promettente in molti settori quali energia, infrastrutture, trasporti e telecomunicazioni”.
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Ristori: Catalfo, in nuovo dl rifinanzieremo cig
Nel Recovery raddoppiate risorse per il lavoro
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10 gennaio 2021
15:14
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“Con il nuovo decreto Ristori rifinanzieremo la cassa integrazione e ulteriori misure per lavoratori e imprese”. Lo ha detto al Tg1 il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo.

La ministra, che venerdì vedrà le parti sociali, ha sottolineato anche che “la riforma degli ammortizzatori sociali è necessaria, sottolineata anche dall’emergenza”. “La riforma toccherà tre punti fondamentali: universalismo, allargando questi strumenti a tutti i lavoratori con un’attenzione agli autonomi, semplificazione e collegamento con le politiche attive del lavoro”, ha aggiunto.
A proposito del Recovery Plan, la ministra ha detto che aveva “chiesto di investire più risorse sulle politiche del lavoro” per rafforzare le politiche attive e le competenze di giovani, donne, lavoratori anche cassintegrati e disoccupati. “Di fatto”, rispetto alla prima bozza, ha detto, “sono state raddoppiate e sono soddisfatta”.
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Ristori: si accelera su nuovo dl, scostamento 24 miliardi
Gualtieri: ‘Pronto scostamento di bilancio da 24 miliardi’. Di Maio: ‘Subito ristori a chi ha avuto cali nel fatturato’
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11 gennaio 2021
10:15
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Accelerare sullo scostamento di bilancio per poter procedere al più presto con il nuovo decreto ristori. Il Governo è compatto sull’urgenza di nuovi sostegni economici al tessuto produttivo, per far fronte alla necessità di proseguire con le misure restrittive per la pandemia.
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E almeno su questo capitolo la maggioranza in fibrillazione ritrova una convergenza, con Italia Viva che assicura il proprio voto.
Il nuovo scostamento, che come annunciato dal premier Giuseppe Conte verrà portato in settimana in Consiglio dei ministri, varrà più dei 20 miliardi ipotizzati finora. “Stiamo valutando un intervento da un punto e mezzo di pil”, spiega il ministro dell’economia Roberto Gualtieri in un’intervista al Corriere: cioè, circa 24 miliardi, “di cui circa un miliardo e mezzo” per i vaccini, precisa il ministro, sottolineando che nel nuovo provvedimento non ci saranno solo i ristori, ma anche “più di tre miliardi supplementari” per la Sanità.
Nel nuovo dl arriverà anche il rifinanziamento della cig e ulteriori misure per lavoratori e imprese, annuncia la ministra del lavoro Nunzia Catalfo. L’obiettivo dell’esecutivo è fare presto. Prima c’è passaggio “cruciale” del Recovery Plan, ma poi tocca a scostamento e nuovo decreto sui ristori, “indispensabili e urgenti”, avverte Gualtieri. “Vanno approvati subito ristori per autonomi, imprenditori, commercianti e tutti quelli che hanno avuto un notevole calo del fatturato a causa del covid” e questo “lo dobbiamo fare con il prossimo scostamento di bilancio”, incalza il ministro degli esteri Luigi Di Maio. Scostamento su cui è necessario “accelerare e chiudere entro fine mese, per dare un nuovo sostegno alle imprese”, dice la viceministra all’economia Laura Castelli invitando a non perdere tempo con “pseudo crisi”.
E un appello in questo senso arriva anche dal ministro per i rapporti con il Parlamento Federico D’Incà, che chiede fatti, “invece di perdere tempo prezioso a risolvere beghe politiche incomprensibili e inattuali”: serve “un nuovo scostamento di bilancio” e serve “il prima possibile”.
Un’urgenza condivisa anche da Italia Viva, che invece tiene alta la tensione sul Recovery (il testo potrebbe arrivare domani sera). La promessa sui ristori “va mantenuta senza se e senza ma”, dice il presidente dei senatori di Iv Davide Faraone, chiedendo al governo “di presentare in fretta il provvedimento di scostamento in parlamento: Italia Viva non farà mancare come sempre il proprio voto”.
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Usa: Papa, promuovere riconciliazione, tutelare democrazia
‘La violenza è autodistruttiva, sempre: nulla si guadagna con la violenza e tanto si perde’
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CITTÀ DEL VATICANO
10 gennaio 2021
12:50
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“Rivolgo un saluto affettuoso al popolo degli Stati Uniti d’America, scosso dal recente assedio al Congresso – ha detto papa Francesco all’Angelus -. Prego per coloro che hanno perso la vita, cinque, l’hanno persa in quei drammatici momenti”.
“Ribadisco – ha proseguito – che la violenza è autodistruttiva, sempre: nulla si guadagna con la violenza e tanto si perde”. “Esorto le autorità dello Stato e l’intera popolazione a mantenere un alto senso di responsabilità – ha aggiunto il Pontefice – al fine di rasserenare gli animi, promuovere la riconciliazione nazionale e tutelare i valori democratici radicati nella società americana”.
“La Vergine Immacolata, patrona degli Stati Uniti d’America – ha detto ancora il Papa -, aiuti a tenere viva la cultura dell’incontro, la cultura della cura, come via maestra per costruire insieme il bene comune”. “Lo faccia con tutti, con tutti coloro che abitano in quella terra”, ha concluso.
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Cashback: chiuso periodo sperimentale, rimborsi per 222 mln
Soglia minima delle 10 transazioni per 3,2 milioni di cittadini
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10 gennaio 2021
13:33
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5,8 milioni di cittadini iscritti nel periodo sperimentale del programma, con 9,8 milioni di strumenti di pagamento elettronici registrati e oltre 63 milioni di transazioni effettuate. Circa il 50% degli acquisti eseguiti con moneta elettronica ai fini del rimborso nel mese di dicembre ha un importo inferiore ai 25 euro.
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Sono 3,2 milioni i partecipanti all’Extra Cashback di Natale che hanno raggiunto la soglia minima delle 10 transazioni e otterranno un rimborso complessivo di oltre 222 milioni di Euro. Con la chiusura del periodo sperimentale del Cashback, che si è tenuto dall’8 al 31 dicembre 2020, è partita ufficialmente l’iniziativa su base semestrale”. E’ quanto rendono noto fonti di Palazzo Chigi. “La partecipazione – proseguono le stesse fonti – riscontrata ad oggi è stata al di sopra delle aspettative dal punto di vista dei numeri e dei dati di sintesi. In particolare, nel periodo tra l’8 e il 31 dicembre 2020: Oltre 5,8 milioni di cittadini si sono iscritti al Cashback (valore assoluto 5.870.063). Sono stati attivati per l’iniziativa più di 9,8 milioni di strumenti di pagamento elettronici (valore assoluto 9.834.919) di cui oltre 7,6 milioni dall’app IO (valore assoluto 7.637.768). Sono state elaborate dal sistema oltre 63 milioni di transazioni (valore assoluto 63.218.228) per un importo medio di 46 euro. Indicativa la quota di transazioni con valore inferiore ai 25 euro, che rappresenta il 48,5% del totale e segnala l’utilizzo di strumenti di pagamento elettronici nell’ambito del programma anche per acquisti di piccolo importo. Supera i 222,6 milioni di euro (222.668.781) il valore complessivo dei rimborsi da erogare ai 3.230.906 partecipanti che, sul totale dei cittadini iscritti, hanno effettuato il numero minimo delle 10 transazioni per avere diritto all’Extra Cashback di Natale.
“Interessante – sottolineano le stesse fonti – anche il dato relativo alle fasce di rimborso: il 3,1% degli aventi diritto (100.387 valore assoluto) otterrà il rimborso di 150 euro il 14,5% degli aventi diritto (468.822 valore assoluto) otterrà un rimborso di importo incluso tra i 100 e i 149 euro il 49,6% degli aventi diritto (1.602.297 valore assoluto) otterrà un rimborso di importo incluso tra i 50 e i 99 euro l 32,8% degli aventi diritto (1.059.399 valore assoluto) otterrà un rimborso di importo inferiore ai 50 euro. I dati sopra elencati continuano a crescere anche nella partecipazione rilevata a inizio 2021, con l’entrata a regime del programma lo scorso 1° gennaio e l’avvio del primo dei tre semestri in cui si articolerà fino al 30 giugno 2022. All’8 gennaio, sono più di 6,2 milioni il totale dei cittadini iscritti al Cashback, (valore assoluto 6.244.446) e oltre 10,6 milioni di strumenti di pagamento attivati (valore assoluto 10.636.108), con circa 9 milioni di nuove transazioni effettuate ai fini dell’iniziativa solo negli ultimi 8 giorni. A differenza di quanto previsto durante il periodo sperimentale, la soglia minima per acquisire il diritto al rimborso è pari a 50 transazioni valide a semestre. Inoltre, dal 1° gennaio si aggiunge anche la possibilità di ottenere il Super Cashback di 1.500 euro a semestre per i primi 100mila partecipanti che abbiano totalizzato, nel periodo di riferimento, il maggior numero di transazioni con carte e app di pagamento attivate nell’ambito dell’iniziativa. L’aspettativa è che la partecipazione continui a crescere in modo graduale e significativo nei prossimi mesi e che, con il tempo, l’iniziativa abbia un impatto positivo sul cambiamento delle abitudini di consumo degli italiani verso un sempre maggiore utilizzo della moneta elettronica negli acquisti di tutti i giorni.
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Governo, Bellanova: ‘Il tempo è finito’. In documento Renzi 30 punti, da Mes a Comunali
Inviato il 6 gennaio a Bettini: “Iv non non apre crisi, lascia poltrone”
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11 gennaio 2021
09:10
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Ultimatum di Iv con Bellanova che invoca “risposte”: “Per uscire serve discontinuità. Radicale discontinuità, nei metodi e nel merito.
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Ed il compito di metterla in campo, ben oltre qualche post Fb ma con atti politici” spetta a Conte, scrive su Fb Bellanova (IV). “Il tempo è davvero finito” e “questa esperienza per me è archiviata”, scrive. E invoca “risposte”: “Arrivi questo benedetto Recovery Plan, ci si dia il tempo di valutarlo e ci si confronti in Consiglio dei Ministri. Anzi, ci si confronti anche sugli altri nodi” con “un patto di legislatura”. “Se ci sarà tutto questo noi ci siamo. Diversamente l’esito è già scritto e la responsabilità solo di altri”.
“Al Presidente del Consiglio chiediamo, ora sì, chiarezza di comportamento, capacità di rilanciare, onere della sintesi politica, affermazione del proprio ruolo di garanzia di tutte le componenti. In una parola: leadership. Perché a chi queste ore mi chiede che farà Italia Viva dico che la domanda è inversa: cosa risponde Conte? È Conte che deve dire. Noi abbiamo già detto”, prosegue Teresa Bellanova. “Alle domande non è arrivata nessuna risposta, se non un Bignami di 13 pagine. Non c’è ad oggi alcun testo su cui valutare. Non c’è alcuna discontinuità, se non un post Facebook cui, per farlo comprendere, è dovuta seguire un’agenzia di stampa chiarificatrice. Il tempo è davvero finito. E questa esperienza per me è archiviata, perché sono insostenibili questi metodi e queste incertezze sul merito, questo giocare a un rimpiattino intollerabile e offensivo, che toglie forza e credibilità a questa maggioranza. Che ha solo una strada obbligata: guardarsi in faccia, intendersi sul da farsi, sconfiggere questa pigrizia continua, questo lasciar scorrere il tempo scansando problemi e non sciogliendo i nodi”, afferma la capo delegazione di Iv.
“Arrivi questo benedetto Recovery Plan, ci si dia il tempo di leggerlo e valutarlo e ci si confronti in Consiglio dei Ministri.
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Perché noi a confronti sui contenuti non ci siamo mai sottratti, anzi siamo stati quasi sempre i primi a chiederlo a gran voce. Anzi, il confronto si faccia anche sugli altri nodi politici che ci separano, costruendo un patto di legislatura su cui vedo oggi in tanti accapigliarsi reclamandolo a gran voce, ma che Italia Viva chiede da mesi”.
IL DOCUMENTO DI IV – Dal Mes ad Autostrade, dal fisco al Ponte sullo stretto, dalle riforme alle prossime comunali. E’ l’elenco in 30 punti delle “questioni politiche aperte” in maggioranza fatto il 6 gennaio da Matteo Renzi al Dem Goffredo Bettini. Nella notte il senatore avrebbe detto ai parlamentari Iv: senza risposte “non apriamo la crisi ma lasciamo le poltrone”. Nel documento del 6, Renzi a Bettini scrive che Conte non ha mantenuto l’impegno di chiudere i tavoli sul programma entro novembre e chiede: “Con chi si scrive un accordo serio? In che tempi? Chi garantisce che gli impegni si mantengano? Iv è pronta da mesi. Gli altri?”.
Restano le fibrillazioni nella maggioranza sul Recovery. “E’ il Presidente del Consiglio a staccare la spina del governo, non noi, perché è lui a continuare nel suo atteggiamento di non farsi carico dei problemi, ma anzi, mettendoli sotto il tappeto. Non si può andare avanti così. Ci ha detto che ci vedremo in aula sfidandoci? Va bene. Ci vedremo in Parlamento e utilizzeremo la dialettica e i nostri numeri per vedere chi ha ragione rispetto ai ritardi di questo governo”, afferma Ettore Rosato presidente di Italia Viva a Radio Popolare. “Ma che offerta avrebbe fatto Conte? Noi vogliamo risposte alle nostre richieste, Non ci interessano offerte di posti o di chissà quale tavolo di mediazione”. Rosato ha anche ribadito che secondo Italia Viva, anche di fronte a una crisi di governo non si andrà a elezioni anticipate: “Se c’è qualcuno che pensa che i problemi del Paese si risolvano con le elezioni anticipate, si faccia avanti, ma ho l’impressione che le forze politiche sappiano benissimo che non è questa la strada”.
“La crisi economica non aspetta la politica. Chi governa deve dettare i tempi della ripresa, dunque nelle prossime ore chiudiamo il Recovery e consegniamolo al Parlamento, mettiamoci al lavoro sui progetti di rilancio del Paese”, scrive il ministro degli Esteri Luigi Di Maio su Facebook, secondo cui “il Paese non può e non deve restare fermo. I politici sono pagati per lavorare, non per litigare. Ogni ministro, ogni membro di governo, ogni parlamentare è chiamato a dare il massimo, sempre. Le trame di palazzo, i giochini, non dovrebbero nemmeno sfiorarci”.
Un fronte aperto è quello dei ristori. “Quando è stato deciso che a Natale tante attività economiche sarebbero state chiuse o avrebbero ridotto drasticamente il proprio orario di apertura per un incremento dei contagi abbiamo promesso rapidissimi ristori che potessero compensare le perdite. La promessa va mantenuta senza se e senza ma. Chiediamo quindi al governo di presentare in fretta il provvedimento di scostamento in Parlamento: Italia Viva non farà mancare come sempre il proprio voto”. Così in una nota il presidente dei senatori di Italia Viva Davide Faraone.
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Le Regioni che saranno arancioni in base all’ultima ordinanza del ministro Speranza hanno chiesto aiuti per le attività economiche.
E la richiesta i ristori arriva anche dai gestori degli impianti di risalita. “La sbandierata riapertura degli impianti di risalita per il prossimo 18 gennaio appartiene più al mondo degli auspici che non a quello della realtà”, sostiene Giorgio Merlo, sindaco di Pragelato e assessore alla comunicazione dell’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea, in merito alla “stretta di gennaio annunciata dal Governo che, come ovvio, conterrà misure stringenti e restrittive”. Per Merlo, occorre dunque “prendere atto della grave situazione sanitaria senza indicare ulteriori rinvii per la sempre più remota riapertura, e intervenire con rapidità per definire la cifra dei potenziali ristori”.
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Covid: Giani, da domani Toscana è gialla, ne esco vincitore
‘Misure messe in campo giuste. E riapriamo le scuole superiori’
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FIRENZE
10 gennaio 2021
16:58
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“Sono certo che se ci avessero concesso la zona gialla anche prima di Natale la situazione sanitaria non sarebbe peggiorata, e al tempo stesso avremmo dato respiro alle categorie economiche”, “ma io ne esco vincitore: domani saremo zona gialla, e questo dimostra che la Toscana ha posto rimedio alle criticità che ci avevano penalizzato all’inizio”. Lo ha detto il governatore Eugenio Giani sottolineando che nel ritorno a zona gialla della Toscana “torno a fare appello al senso di responsabilità di tutti, specie dopo gli assembramenti di venerdì sera a Lucca e a Livorno che rischiano di vanificare gli sforzi di tanti”.
“Voglio ricordare – ha aggiunto – che le misure messe in campo dalla Toscana si sono rivelate giuste, al punto che domani riapriamo le scuole superiori, un successo di cui vado orgoglioso”.
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Papa: ‘Per la politica questo non è il momento di rompere l’unità’
Intervista del Pontefice al Tg5: ‘In questo momento la classe dirigenziale tutta non ha il diritto dire ‘Io’. Si deve dire ‘Noi’ e cercare un’unita davanti alla crisi’
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10 gennaio 2021
22:37
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“La classe dirigenziale ha il diritto di avere punti di vista diversi e anche di avere la lotta politica. È un diritto: il diritto di imporre la propria politica. Ma in questo tempo si deve giocare per l’unità, sempre”.
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Lo afferma papa Francesco nell’intervista al Tg5 andata in onda in serata su Canale 5. “In questo tempo non c’è il diritto di allontanarsi dall’unità – spiega -. Per esempio, la lotta politica è una cosa nobile, i partiti sono gli strumenti. Quello che vale è l’intenzione di fare crescere il Paese. Ma se i politici sottolineano più l’interesse personale all’interesse comune, rovinano le cose”.
“In questo momento la classe dirigenziale tutta non ha il diritto dire ‘Io’. Si deve dire ‘Noi’ e cercare un’unita davanti alla crisi – ribadisce il Papa rispondendo alle domande del vaticanista di Mediaset Fabio Marchese Ragona -. Passata la crisi ognuno ritorni a dire ‘Io’, ma in questo momento, un politico, anche un dirigente, un vescovo, un sacerdote, che non ha la capacità di dire ‘noi’ non è all’altezza. Deve prevalere il ‘Noi’, il bene comune di tutti. L’unità è superiore al conflitto”. Secondo Francesco, “i conflitti sono necessari, ma in questo momento devono fare vacanze. Bisogna sottolineare l’unità, del paese, della chiesa e della società. Chi dice che ‘in questo modo si possano perdere le elezioni’ dico che non è il momento, questo è il momento della raccolta. ‘L’uva si raccoglie in autunno’, questo è il momento di pace e non crisi, bisogna seminare il bene comune”. “Io dico a tutti i dirigenti – pastorali, politici, imprenditoriali – di cancellare per un po’ la parola ‘io’ e dire la parola ‘noi’. Perdi un’opportunità: la storia te ne darà un’altra. Ma non fare il tuo negoziato, il tuo negozio sulla pelle dei fratelli e delle sorelle che stanno soffrendo per la crisi. Davanti alla crisi, tutti insieme, ‘noi’, cancellare l”io’, per il momento”, aggiunge.
“Da dove possiamo ripartire? Io parto da una certezza. La pandemia è stata una crisi durata un anno e che continua ancora oggi. Ma da una crisi non se ne esce mai come prima, o se ne esce migliori o peggiori. Questo è il problema: come fare per uscirne migliori e non peggiori? Cosa ci aspetta in futuro? È una nostra decisione”, ha detto poi papa Francesco nell’intervista esclusiva al Tg5. “Se vogliamo uscirne migliori dovremo prendere una strada, se vogliamo riprendere le stesse cose di prima la strada sarà un’altra strada, e sarà negativa. E oltre alla pandemia ci sarà una sconfitta in più: quella di non esserne usciti migliori”, spiega il Pontefice rispondendo al vaticanista di Mediaset Fabio Marchese Ragona. “Dobbiamo fare un’analisi molto forte delle situazioni brutte che oggi si vivono nel mondo – prosegue -. Pensate ai bambini senza scuola e che soffrono la fame. Ci sono le statistiche delle Nazioni Unite che sono spaventose. Pensate ai bambini che sono nati con la guerra, da dieci anni vivono in guerra e che non sanno cosa sia l’odore della pace. Pensiamo solo ai bambini in generale: le statistiche sono terribili”. Secondo il Papa, “una domanda che tutti ci dovremmo fare è questa: cosa possiamo fare per poter far andare a scuola e per far avere da mangiare a tutti i bambini? Un altro problema riguarda le guerre perché c’è già la terza guerra mondiale, non coinvolge tutto il mondo ma esistono le guerre. E quindi dovremmo chiederci quale sia la strada per la pace. È un problema serio da prendere molto sul serio e se noi vogliamo uscire da questa situazione senza vedere queste cose allora l’uscita sarà peggiore”. “Dobbiamo uscirne considerando le cose concrete, nessuna fantasia: cosa possiamo fare per cambiare questa situazione? Le statistiche dicono che togliendo un mese di spese di guerra potremmo dare da mangiare a tutta l’umanità per un anno. Dobbiamo prendere coscienza di questa drammaticità del mondo, non è tutto una festa – aggiunge Francesco -. Per uscire da questa crisi a testa alta e in modo migliore dobbiamo essere realisti. Ci vuole realismo”.
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Conte: ‘Domani sera il Cdm per il Recovery’. Renzi: ‘Tirino fuori la bozza e valuteremo’
Il premier sul Covid: ‘Stiamo arrivando a una impennata di contagi, non sarà facile, dobbiamo fare ancora dei sacrifici’
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11 gennaio 2021
14:45
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“Domani sera dobbiamo fare il Consiglio dei ministri per approvare il Recovery plan. Dobbiamo correre”, lo ha detto il premier Giuseppe Conte in una intervista al Tg3 nella quale ha parlato anche delle fibrillazioni nella maggioranza. “Lavoriamo per costruire, il momento è così difficile che dobbiamo mettercela tutta per offrire risposte ai cittadini”, ha detto. “Sta arrivando un’impennata” dei contagi “dopo Gran Bretagna, Irlanda, Germania sta arrivando anche da noi: non sarà facile, dobbiamo fare ancora dei sacrifici”.
“Non mi interessa se Conte va al Quirinale o non va al Quirinale, ma che tirino fuori questo benedetto documento perché finora sono solo chiacchiere.
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Quando arriverà lo valuteremo, se non siamo d’accordo diciamo ‘amici come prima, noi le nostre poltrone ve le ridiamo'”. Lo ha detto il leader di Iv Matteo Renzi a L’aria che tira su La7, parlando del Recovery plan.

In mattinata a Rtl 102.5: “Approviamo questo benedetto Recovery, che sono in larga parte prestiti e vanno spesi per creare posti di lavoro, per dare soldi alla sanità. Il 22 luglio ho detto spendiamo soldi, se qualcuno mi dice ‘facciamo veloci’ io dico ‘corri, presenti questo Recovery, e usiamolo ma in cose utili”.
“Io non ho mai chiesto la conta in Aula, Conte ha detto ‘ci vedremo in aula’, non siamo noi a cercare la conta, noi chiediamo più vaccini, più soldi a cultura e teatro, ai giovani. Su questi temi è possibile essere accusati come irresponsabili? Sui post danno tutti ragione a noi ma io voglio vederlo nei documenti, quando ci daranno documenti lo saprò dire” ha aggiunto Renzi precisando che “se ora Conte e Casalino vogliono la conta in aula spero solo che abbiano fatto bene i conti dei numeri”.
“A me del cambio di Governo interessa zero. Il problema non è come si cambia il Governo, ma come si affronta questa pandemia. Io sono antipatico, non guardate me, ma guardiamo la sostanza. Noi abbiamo il maggior numero di morti, il peggior livello di pil e il paese che ha fatto le chiusure più toste, io dico non buttiamo via i soldi che abbiamo. Non ci frega nulla delle poltrone, ma non si buttino via i soldi che non torneranno mai più.
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O li spendiamo bene o spendeteli senza di noi. Io voglio avere la coscienza a posto”. “Il presidente della Repubblica ha detto cose che tutti noi condividiamo – ha aggiunto Renzi – . Suggerisco di non tirare per la giacchetta il presidente della Repubblica, lui è un arbitro e non si mette a dire a un dirigente politico cosa deve fare. Nella sostanza, comunque, approviamo questo benedetto recovery”.
“L’accordo in generale non lo darei per fatto, ci sono molte questioni aperte. Ma sul Recovery siamo contenti che sia passata la nostra linea. Non è una cosa di questo governo e di questa maggioranza, è fondamentale che si metta in sicurezza e che non si intralci il percorso per portarlo in Parlamento”. Così il vicesegretario Pd Andrea Orlando, a Agorà, dopo le parole di Matteo Renzi che ha dato il via libera all’approvazione del Recovery plan.
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Scuola: Azzolina, la dad non funziona più sono preoccupata
Il ministro annuncia a breve decisioni sull’esame di maturità
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11 gennaio 2021
12:52
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Rientro in classe, oggi, per i ragazzi delle scuole superiori in Toscana (poco più di 166 mila), Abruzzo (56.500) e Valle d’Aosta. I ragazzi rientreranno al 50% in presenza.
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Tutte le altre Regioni hanno scelto di rinviare il ritorno sui banchi degli studenti delle superiori in date che vanno dal 18 gennaio al 1 febbraio. Sono previsti per oggi proteste e flash mob. Ragazzi, studenti e docenti, dal Nord al Sud, chiedono di poter tornare a scuola.
“E’ difficile per gli studenti comprendere perchè non rientrano a scuola, capisco le loro frustrazione: la scuola è un diritto costituzionale se a me avessero tolto la scuola non sarei probabilmente qui”. Così la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina a Radio Rai 1. “Nelle regioni a fascia gialla tutto è aperto tranne la scuola superiore e questo creerà profonde cicatrici, i ragazzi hanno bisogno di sfogare la loro socialità. Si fa l’errore di credere che la scuola non produca incassi: se io chiudo un negozio so purtroppo quanto ho perso, sulla scuola questo discorso non si fa ma i costi sono altissimi. Sono molto preoccupata, oggi la dad non può più funzionare, c’è un black out della socialità, i ragazzi sono arrabbiati, disorientati ed sono preoccupata per il deflagrare della dispersione scolastica”.
“Il rischio zero non esiste, ma non esiste in alcun ambito – ha aggiunto – . All’interno delle scuole il rischio è molto basso e lo testimoniano gli studi italiani ed europei. La scuola si è organizzata molto bene. Io ho fatto tutto quello che potevo fare, chiedo a tutti di trattare la scuola non in modo diverso di come si trattano le attività produttive”, ha concluso la ministra Azzolina.
“Da parte mia non vuole esserci polemica con le Regioni. Ma bisogna dire quelli che sono i fatti: volevamo riaprire le scuole il 9 dicembre, qualcuno ci disse no, ma le attività produttive sono partite. Il 23 dicembre si è stipulata un’intesa all’unanimità con le Regioni che hanno garantito che al 50% le scuole superiori sarebbero rientrate. E’ partito un lavoro immane nei tavoli con i prefetti e sono stati previsti molti bus in più. A inizio gennaio molti presidenti di Regione hanno detto che erano addirittura pronti a far rientrare il 75% dei ragazzi in aula. Ci sono regioni che hanno lavorato bene come la Toscana, noi al ministero abbiamo monitorato tutto, abbiamo fatto informative; il lavoro fatto dai dirigenti scolastici è stato encomiabile. E’ difficile per gli studenti comprendere perché oggi non si riapre: hanno ragione, capisco le loro frustrazioni, la scuola è un diritto costituzionale se a me avessero tolto la scuola non sarei probabilmente qui”.
“Il ministro sta lavorando” in vista della maturità. “Abbiamo chiesto agli studenti di farci delle proposte: lo scorso anno ci hanno presentato proposte ragionevoli; una decisione la prenderemo a breve, i ragazzi a causa dell’incertezza assoluta per le date che slittano come la tela di Penelope, hanno bisogno di avere certezze che il ministero deve dare”.
“Capisco i ragazzi: il diritto all’istruzione è essenziale, sarei anch’io arrabbiata – afferma ancora la titolare del ministero dell’Istruzione – . Io ho il dovere di dire loro che il governo ha fatto tutto quello che doveva per il rientro a scuola. A maggio 2020 i medici mi scrivevano per chiedere di lasciare chiusa la scuola e così è stato, oggi ricevo lettere di tanti medici che mi chiedono di aprire le scuole: vedono le difficoltà dei loro figli. Ieri sera ho ricevuto la lettera di un anestesista”.
Il ministro è intervenuto anche sul concorso straordinario che “riprenderà, il 75% delle prove è stato svolto, i commissari potranno iniziare a correggere le prove già svolte, al più presto termineremo le prove di quel concorso, mancano 4 giorni per finire. Poi partirà il concorso ordinario”.
Sulla questione del rientro in classe era intervenuto nella serata di domenica anche il ministro della Salute Roberto Speranza. “Ne discuteremo domani (oggi n.d.r.) con le regioni, ma mi pare complicato vedere le scuole superiori chiuse e gli impianti di sci aperti. Sarà uno dei temi, e poi ancora in Parlamento”.
“Trovo irresponsabile e inutile lo scaricabarile della ministra Azzolina sulle regioni, così come la sua condanna della DAD. Con le regioni ci si confronta, si chiama Costituzione. E alla DAD, che certo non può sostituire la scuola in presenza, andrebbe fatto un monumento”. Lo scrive su Twitter il deputato del Pd Filippo Sensi.
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Perù: ex presidente Fujimori a giudizio per sterilizzazioni forzate
Fra il 1990 e il 1999 la campagna coinvolse oltre 300.000 donne, per lo più indigene, madre di più figli
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LIMA
11 gennaio 2021
11:59
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Un tribunale del Perù terrà oggi una seduta per permettere alla Procura peruviana di formalizzare i capi d’accusa nei confronti dell’ex presidente Alberto Fujimori per una campagna di sterilizzazioni forzate che fra il 1990 e il 1999 coinvolse oltre 300.000 donne, per lo più indigene, madri di più figli.
Attraverso una udienza virtuale, riferisce la radio RPP di Lima, il giudice Rafael Martín Martínez ascolterà la relazione del pm Pablo Espinoza che formulerà le accuse contro Fujimori, gli ex ministri della Salute dell’epoca, ed altre importanti personalità coinvolte nella realizzazione del piano governativo che risale a più di 22 anni fa.
Secondo l’emittente la Procura sosterrà la tesi che le sterilizzazioni realizzate senza il consenso delle donne coinvolte, sicuramente alcune migliaia, rappresentano “crimini contro l’umanità” che dovranno essere puniti severamente.
Attualmente Fujimori, 81 anni, è in carcere per scontare una pena di 13 anni per crimini contro l’umanità e corruzione.
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Spara da balcone: Iaccarino, resto in maggioranza
Presidente Consiglio Foggia non si dimette e attende voto aula
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FOGGIA
11 gennaio 2021
14:19
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Conferma che non intende dimettersi, che attenderà il voto in aula sulla mozione di sfiducia presentata dai consiglieri comunali e sottolinea che, in ogni caso, resta un componente della maggioranza di centrodestra. E’ quanto emerso nel corso della conferenza stampa indetta quest’oggi dal presidente del consiglio comunale di Foggia, Leonardo Iaccarino, ex Forza Italia ora indipendente, protagonista di un video che lo ritraeva mentre, dal balcone della sua abitazione, sparava alcuni colpi con la sua pistola scacciacani per festeggiare l’arrivo del nuovo anno.
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Immagini che hanno fatto il giro del web, a seguito delle quali, tutti i consiglieri comunali di Foggia hanno presentato nei suoi confronti una mozione di sfiducia dalla carica di presidente della massima Assise cittadina. Iaccarino aveva inizialmente manifestato l’intenzione di dimettersi ma poi aveva cambiato idea. “Convocherò una conferenza con i capigruppo e insieme a loro stabiliremo lo svolgimento consiglio comunale” – ha precisato Iaccarino rispondendo alle domande di alcuni cronisti che gli chiedevano quando convocherà il consiglio comunale durante il quale sarà votata la sua sfiducia -. Iaccarino alle scorse elezioni comunali del 2019 si era candidato con Forza Italia (partito che ha preso le distanze dopo la pubblicazione del video) ottenendo oltre 1300 preferenze. “Sono stato eletto tra le fila della maggioranza ed ho sposato il progetto politico presentato nel 2019 dal candidato sindaco del centrodestra Franco Landella, pertanto qualora in aula si voti la mia sfiducia da presidente della massima Assise cittadina, tornerò ad accomodarmi tra i banchi della maggioranza” – precisa Iaccarino -.
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Recovery: Renzi, tirino fuori bozza e valuteremo
Non mi interessa se Conte va al Quirinale o no
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11 gennaio 2021
13:20
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“Non mi interessa se Conte va al Quirinale o non va al Quirinale, ma che tirino fuori questo benedetto documento perché finora sono solo chiacchiere. Quando arriverà lo valuteremo, se non siamo d’accordo diciamo ‘amici come prima, noi le nostre poltrone ve le ridiamo'”.
Lo dice il leader di Iv Matteo Renzi a L’aria che tira su La7, parlando del Recovery plan.
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Governo: Romani,disponibili solo a governo unità nazionale
Tra emergenze, vaccini e crisi economica
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11 gennaio 2021
13:07
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“I costruttori, come richiamati dal Capo dello Stato, intervengono quando c’è qualcosa da costruire.
Noi non siamo minimamente interessati né al Conte bis né al Conte ter.
Nessuna stampella, dunque, possiamo essere interessati e partecipi nel momento in cui il Presidente della Repubblica, verificato che non ci sia più una maggioranza giallo-rossa, dovesse indicare la necessità di un governo, di scopo, istituzionale o di unità nazionale, per fare uscire il Paese dalle tre emergenze eccezionali che il nostro Paese si trova ad affrontare: fenomeno pandemico, piano vaccinale e crisi economica”. Così Paolo Romani, senatore di Idea-Cambiamo! intervenendo a Rai news 24.
“L’orizzonte temporale del Recovery Fund travalica questo esecutivo e coinvolgerà sicuramente più di un governo. La classe politica – prosegue – dovrebbe essere fatta solo di costruttori se fosse una buona classe politica, tutta coinvolta, maggioranza e opposizione, nella definizione e nella finalizzazione delle risorse, nel rispetto dei vincoli europei, ben più condizionanti di quelli del MES sanitario”.
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Card. Parolin conferma Enoc al Bambino Gesù per altri 3 anni
Guida l’ospedale pediatrico dal 2015
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CITTA DEL VATICANO
11 gennaio 2021
12:44
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Il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, “in base ai poteri conferitegli da Sua Santità Papa Francesco”, ha nominato Mariella Enoc presidente del Consiglio di Amministrazione dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù per i prossimi 3 anni. Il mandato della presidente Enoc all’ospedale Bambino Gesù era già stato rinnovato una prima volta nel 2017.
La presidente è in carica da febbraio 2015.
“La decisione della Santa Sede – dichiara Mariella Enoc – è un attestato di stima per il lavoro che l’Ospedale ha fatto in questi anni. Questo ci conforta e personalmente mi rende molto lieta. Stiamo vivendo tutti un grande momento di difficoltà legato alla pandemia, ma sono certa che riusciremo a superare anche questa sfida, inimmaginabile fino a qualche tempo fa.
Lavoreremo nei prossimi mesi per costruire un progetto strategico che possa guardare al futuro dell’ospedale, per continuare a garantire l’eccellenza delle cure e della ricerca scientifica”.
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Papa: nuovi ruoli alle donne, apre a Lettorato e Accolitato
‘Ma la Chiesa non può conferire loro l’ordinazione sacerdotale’
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CITTA DEL VATICANO
11 gennaio 2021
12:37
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Papa Francesco ha stabilito con un Motu proprio che i ministeri del Lettorato e dell’Accolitato siano d’ora in poi aperti anche alle donne, in forma stabile e istituzionalizzata con un apposito mandato. Le donne che leggono la Parola di Dio durante le celebrazioni liturgiche o che svolgono un servizio all’altare in realtà già ci sono con una prassi autorizzata dai vescovi.
Fino ad oggi però tutto ciò avveniva senza un mandato istituzionale vero e proprio.
Aprire ufficialmente le porte alle donne nel Lettorato e nell’Accolitato non significa che potranno diventare sacerdoti.
E’ quanto precisa lo stesso Papa facendo proprie le parole di Giovanni Paolo II: “Rispetto ai ministeri ordinati la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l’ordinazione sacerdotale”.
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Governo: Gelmini, subito scostamento e nuovo dl ristori
Priorità paese non è ricomposizione squadra governo
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11 gennaio 2021
11:52
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“Da oggi alcune Regioni sono tornate in fascia arancione, mentre si annunciano nuove restrizioni con il prossimo Dpcm: di fronte a tutto ciò, all’emergenza sanitaria in atto e all’impatto sulle categorie economiche della crisi, la priorità per il Paese non è la composizione della squadra di governo. I lavoratori, le piccole imprese, il mondo del commercio e dell’artigianato, non sono interessati a sapere chi farà il ministro di cosa in un governo rimpannucciato, ma quante risorse saranno messe a disposizione per risarcire i danni delle chiusure.
Ha ragione il presidente Berlusconi: occorre fare presto. L’esecutivo pensi a portare subito in Parlamento il nuovo scostamento di bilancio che dovrà necessariamente essere in grado di rifinanziare il fondo di perequazione per i ristori 2020, azzerato dalla legge di bilancio, e un nuovo decreto risarcimenti per le chiusure già in atto nel nuovo atto. Non c’è tempo da perdere; prima che dei loro posti discutano dei posti di lavoro degli italiani”. Lo afferma in una nota Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera.
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Governo: D’Incà,Renzi?Chi dà instabilità non ha molti meriti
Nessuno ‘scouting’ per senatori responsabili
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11 gennaio 2021
11:21
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“Renzi pone problematiche importanti per lui, noi come M5S siamo distanti dalle sue considerazioni.
Il problema di questo Paese è stato per tutti questi anni l’instabilità, per cui, chiunque dia instabilità non ha molti meriti”.
Lo afferma il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà a 24 Mattino su Radio 24. A chi gli chiede se ci sia uno scouting in corso di responsabili per sostenere Conte, risponde: “La nostra maggioranza è questa e su questa vogliamo andare avanti. Non c’è nessuno scouting, rassicuro tutti: la volontà di tutti è andare avanti, mettendo fine alle polemiche e concentrarsi sul prossimo decreto ristori e piano vaccinazioni”.
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Governo:Orlando,accordo non chiuso ma bene Recovery a riparo
Su Recovery passata linea Pd
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11 gennaio 2021
10:12
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“L’accordo in generale non lo darei per fatto, ci sono molte questioni aperte. Ma sul Recovery siamo contenti che sia passata la nostra linea.
Non è una cosa di questo governo e di questa maggioranza, è fondamentale che si metta in sicurezza e che non si intralci il percorso per portarlo in Parlamento”. Così il vicesegretario Pd Amdrea Orlando, a Agorà, dopo le parole di Matteo Renzi che ha dato il via libera all’approvazione del Recovery plan.
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Renzi, se premier vuole conta faccia bene i calcoli
Io non ho mai chiesto conta
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11 gennaio 2021
10:10
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“Io non ho mai chiesto la conta in Aula, Conte ha detto ‘ci vedremo in aula’, non siamo noi a cercare la conta, noi chiediamo più vaccini, più soldi a cultura e teatro, ai giovani. Su questi temi è possibile essere accusati come irresponsabili? Sui post danno tutti ragione a noi ma io voglio vederlo nei documenti, quando ci daranno documenti lo saprò dire”.
Lo ha detto Matteo Renzi a Rtl 102.5 aggiungendo che “se ora Conte e Casalino vogliono la conta in aula spero solo che abbiano fatto bene i conti dei numeri”.
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Scuola: oggi riaprono le superiori in tre Regioni
Toscana, Abruzzo e VdA. Proteste studenti per mancato rientro
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11 gennaio 2021
08:22
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Rientro in classe, oggi, per i ragazzi delle scuole superiori in Toscana (poco più di 166 mila), Abruzzo (56.500) e Valle d’Aosta. I ragazzi rientreranno al 50% in presenza.
Tutte le altre Regioni hanno scelto di rinviare il ritorno sui banchi degli studenti delle superiori in date che vanno dal 18 gennaio al 1 febbraio. Sono previsti per oggi proteste e flash mob. Ragazzi, studenti e docenti, dal Nord al Sud, chiedono di poter tornare a scuola.
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Azzolina,studenti arrabbiati per scuole chiuse,hanno ragione
“Ora anche i medici mi chiedono che le scuole vengano riaperte”
A
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11 gennaio 2021
08:21
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“Capisco i ragazzi: il diritto all’istruzione è essenziale, sarei anch’io arrabbiata. Io ho il dovere di dire loro che il governo ha fatto tutto quello che doveva per il rientro a scuola.
A maggio 2020 i medici mi scrivevano per chiedere di lasciare chiusa la scuola e così è stato, oggi ricevo lettere di tanti medici che mi chiedono di aprire le scuole: vedono le difficoltà dei loro figli. Ieri sera ho ricevuto la lettera di un anestesista”. Lo ha detto la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina su Radio Rai 1.   VAI ALL’ECONOMIA   VAI ALLA TECNOLOGIA   VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO   VAI ALLA CRONACA   VAI ALLE NOTIZIE DEL PIEMONTE

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Azzolina,senza scuola non c’è crescita, continuo a battermi
Un anno fa il giuramento a ministra dell’Istruzione

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10 gennaio 2021
11:30
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“Un anno fa giuravo come Ministra.
Sento, ogni giorno, tutta la responsabilità dell’incarico.
Ho lavorato senza sosta e continuerò a farlo, guidata dall’amore per la scuola e per la Costituzione, guardando all’articolo 34.
Uno dei più belli, quello che mi ha permesso di immaginare e costruire un futuro da donna libera, pur partendo da una condizione di svantaggio. Mi batto per la scuola perché senza la scuola non c’è crescita, aumentano le disuguaglianze, si blocca l’ascensore sociale. E a pagare sono sempre i più deboli.
Continuerò a lavorare in questa direzione, senza risparmiarmi”.
Così la ministra Lucia Azzolina.
Scuola: domani rientro in classe per oltre 220 mila ragazzi
In Toscana e Abruzzo. Rientrano I e II elementare in Campania
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10 gennaio 2021
14:05
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Rientro in classe domani, oltre che per i 5 milioni di studenti italiani delle materne, elementari e medie tornati sui banchi giovedì scorso 7 gennaio, anche per i ragazzi delle superiori in Toscana (sono 166 mila) e in Abruzzo (56.600) e in Valle D’Aosta. che si alterneranno a scuola in base alla percentuale stabilita del 50%.
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A questi numeri vanno aggiunti i bambini delle prime due classi delle elementari che torneranno anche loro in presenza domani in Campania. In Trentino Alto Adige già dal 7 gennaio tutti gli alunni dalle materne alle superiori sono rientrati in classe. Nelle altre regioni il rientro dei ragazzi delle superiori è posticipato con date differenziate a territorio a territorio che vanno dal 18 gennaio (Piemonte, Lazio, Liguria, Molise, Puglia) fino al 1 febbraio (Marche, Calabria, Basilicata, Sardegna, Sicilia, Veneto, Friuli Venezia Giulia). Il 25 gennaio torneranno invece in classe i ragazzi delle superiori in Emilia Romagna, Campania, Lombardia e Umbria.
A casa domani rimarranno anche tutti gli studenti siciliani: il presidente Musumeci ha disposto infatti il rientro il 1 febbraio per gli studenti delle superiori e il 18 gennaio per quelli del primo ciclo.
Scuola: studenti, basta dad, vogliamo rientrare in sicurezza
“Scuola sia priorità per Governo e Regioni”
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11 gennaio 2021
15:26
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Stamattina studenti e studentesse di tutto il Lazio hanno organizzato azioni simboliche davanti alle proprie scuole per chiedere che siano garantite le condizioni per un rientro in aula in sicurezza.
“La didattica a distanza ha grossi limiti strutturali e non può essere una soluzione di lungo termine – dichiarano i rappresentanti della Rete degli Studenti Medi – per questo bisogna sfruttare ogni giorno a disposizione per costruire le condizioni di sicurezza necessarie a svolgere la didattica in presenza.
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Servono garanzie: gli studenti sono confusi e disorientati dalle incertezze sul rientro in classe ed è pericolosamente aumentato il livello di dispersione scolastica.
È necessario un impegno da parte di tutte le istituzioni per garantire l’accesso al diritto allo studio e la sicurezza degli studenti e del personale scolastico. Finora è mancato il coinvolgimento nei tavoli con l’Ufficio Scolastico Regionale e le Prefetture. Le decisioni prese sugli scaglionamenti e sull’organizzazione non garantiscono le esigenze di tutte e tutti: per questo chiediamo che gli studenti vengano inclusi in questi momenti di confronto per portare la voce di chi la scuola la vive ogni giorno”.
Sui trasporti e sullo screening dei casi postivi – assicurano gli studenti – il confronto con la Regione è serrato. “Si sta andando nella direzione giusta e ci aspettiamo che si possano riscontrare già nei prossimi giorni i risultati indicati. Noi siamo pronti a raccogliere la sfida della partecipazione ai processi decisionali, stando attenti a monitorare sugli impegni presi, raccogliendo le segnalazioni e portando il nostro punto di vista. La scuola deve essere la priorità per il governo e per le amministrazioni: un paese che non mette al centro la scuola, è un paese che non pensa al futuro”, concludono i ragazzi.
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Patuanelli,boom interventi superbonus,per oltre 200mln euro
Fine dicembre altri 1000 interventi, per 100 mln crediti imposta
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11 gennaio 2021
15:12
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“Si conferma la crescita esponenziale del Superbonus 110%, una misura fortemente voluta dal Ministero dello Sviluppo Economico, dal sottosegretario Riccardo Fraccaro e da tutto il Governo. Nelle ultime due settimane di dicembre sono stati registrati altri mille interventi per ulteriori 100 milioni di crediti d’imposta prenotati.
Il totale sale dunque a circa 1700 interventi per oltre 200 milioni di euro”. Lo scrive il ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli su Facebook.
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Recovery: Marcucci, credo che Iv darà ok a bozza
E’ stata corretta nell’interesse degli italiani
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
11 gennaio 2021
14:36
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“Non so se c’è un accordo, ma penso che Iv approverà la bozza del Recovery che è stata corretta in modo sostanziale perché è nell’interesse degli italiani. Oggi sarebbe una follia e mi sembra che le dichiarazioni di Renzi vadano in quella direzione”.
Così il capogruppo del Pd al Senato, Andrea Marcucci ospite di ‘Un giorno da pecora’ su Radio 1.
E alla domanda su chi vincerà alla fine tra il premier Conte e il leader di Italia viva, Renzi, Marcucci ha risposto: “Spero che vinca il Paese e siccome il Pd vuoel il bene del Paese, se vince il Paese vince il Pd”.
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Conte, crisi? Lavoriamo per costruire, dobbiamo correre
Momento è difficile, dobbiamo dare risposte ai cittadini
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
11 gennaio 2021
14:33
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“Dobbiamo correre” sul Recovery plan.
Lo dice il premier Giuseppe Conte al Tg3.
E a una domanda sulla crisi dice: “Lavoriamo per costruire, il momento è così difficile che dobbiamo mettercela tutta per offrire risposte ai cittadini”, aggiunge.
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Recovery: Conte, domani sera il Cdm per approvarlo
Lo annuncia il premier
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
11 gennaio 2021
14:31
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“Domani sera dobbiamo fare il Consiglio dei ministri per approvare il Recovery plan”. Lo dice il premier Giuseppe Conte al Tg3.
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Recovery: FdI, su voto regolamento al Pe ci asterremo
‘Rischi di penalizzare Italia’
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BRUXELLES
11 gennaio 2021
13:45
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“Siamo a favore del Recovery Fund ma non possiamo accettare un Regolamento che reintroduce le regole dell’austerità mettendo a serio rischio la fase attuativa del piano in Italia. Perché, è inutile negarlo, la pandemia sta colpendo tutta Europa ma le conseguenze sulle economie nazionali sono e saranno differenti ed è necessaria la massima flessibilità per evitare di interrompere gli stanziamenti alle nazioni più indebitate, che sono anche le più bisognose del sostegno europeo”.
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È quanto dichiara Raffaele Fitto, Co-Presidente del gruppo Ecr e membro della Commissione Affari Economici del Parlamento Europeo, annunciando la sua astensione sul provvedimento nella seduta odierna della commissione del Parlamento europeo.
“Il Recovery Fund non può e non deve trasformarsi in un nuovo Mes, un nuovo strumento per strangolare le economie del sud Europa, a partire da quella italiana. Se vuole essere davvero uno strumento per la ripresa si deve consentire di spendere fino all’ultimo centesimo le risorse previste, naturalmente con trasparenza e regolarità ma senza reintrodurre dalla finestra la stagione dell’austerità che tutti a parole dichiarano di aver archiviato per sempre”, aggiunge il Capodelegazione di Fratelli d’Italia a Bruxelles, Carlo Fidanza.
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Governo:Delrio,Conte presenti presto piano Patto legislatura
Coalizione ne discuta con spirito unitario
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
11 gennaio 2021
13:28
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“La drammatica crisi economica e sociale innescata dalla pandemia ha messo a nudo le fragilità del sistema Paese accentuando strutturali squilibri e diseguaglianze. Ricostruire un’Italia migliore e più giusta è la sfida della politica e in particolare di maggioranza e governo.

Con le risorse e i progetti del Next Generation Eu possiamo mettere l’Italia sulla strada giusta. La parola d’ordine deve essere costruire insieme e l’imperativo è fare presto. Anche per questo, come noi democratici chiediamo da mesi, serve un deciso rilancio dell’azione di governo attraverso un Patto di legislatura che dia alla maggioranza, nella mutata condizione complessiva, una visione definita ed unitaria del cambiamento necessario all’Italia che certamente non ha bisogno di crisi al buio o perenni conflittualità”. Così il capogruppo democratico alla Camera Graziano Delrio.
“Il Presidente del Consiglio sta lavorando alla sintesi delle proposte già avanzate dai partiti per la definizione di un patto di fine legislatura. Ci aspettiamo che rapidamente la coalizione ne discuta, in uno spirito unitario di cui lo stesso Conte non può che essere garante”, conclude.
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Zaia, assessore si deve quantomeno scusare
Donazzan aveva cantato ‘Faccetta Nera’ alla radio
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VENEZIA
11 gennaio 2021
13:31
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“L’asessore si deve quantomeno scusare. Conosco la sua sensibilità.
Non l’ho sentita, penso che le scuse siano doverose”. Lo ha detto il presidente del veneto Luca Zaia, a proposito delle polemiche sull’assessore Elena Donazzan che aveva intonato ‘Faccetta nera’ alla radio. Sulle richieste di dimissioni “prendo atto delle richieste. me ne arrivano ogni giorno”, ha concluso Zaia.
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Covid: Crisanti, screening e vaccini per Sardegna free
Prof in Ogliastra per secondo step, anche per lui il tampone
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LANUSEI
11 gennaio 2021
12:45
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“La campagna di screening che estenderemo dall’Ogliastra a tutti i territori dell’Isola, più le vaccinazioni, avranno un effetto sinergico importantissimo che porterà a delineare un quadro più completo per la popolazione, liberando la Sardegna dal virus”. Così Andrea Crisanti, il microbiologo e ordinario dell’Università di Padova che ha messo a punto lo screening di massa voluto dalla Regione con la campagna “Sardi e sicuri”.
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Il professore questa mattina è a Lanusei per seguire il secondo giro di tamponi previsto sui cittadini ogliastrini, ed è stato il primo a sottoporsi al test.
“La campagna sta andando benissimo – commenta Crisanti – Abbiamo avuto una adesione al primo screening di una settimana fa dell’80% della popolazione, una cifra al di sopra delle aspettative. L’obiettivo – ribadisce – è quello di interrompere la trasmissione del contagio e rendere sostenibile l’impatto di eventuali casi residui. La campagna ci permette anche di valutare la macchina organizzativa e le prestazione dei test, che faremo due volte a distanza di una settima sulla stessa popolazione. I tamponi della prima fase sono diversi da quelli che ripeteremo dopo una settimana: la prima volta testeremo la popolazione con un tampone antigenico di seconda generazione, mentre la seconda useremo un tampone antigenico con immunofluorescenza, ovvero di terza generazione che ha una sensibilità più elevata al virus”.
Nella prima parte della campagna in Ogliastra sono state 26mila e 936 le persone sottoposte allo screening, di cui solo 132 sono risultate positive (lo 0,5%), oggi il test si ripete su tutti i negativi. Per il microbiologo “è ancora presto per fare bilanci” ma chiarisce che la doppia azione screening-vaccini è una formula vincente. Risponde così alle polemiche di chi accusa la Regione di aver avviato la campagna fuori tempo e a ridosso delle vaccinazioni, sottraendo a queste prezioso personale sanitario. “Le due cose non sono in antitesi ma vanno insieme – replica Crisanti – I vaccini infatti, essendo ancora in numero insufficiente a immunizzare tutti rapidamente, non sono in grado di risolvere i problemi subito”.
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Scuola: protesta a Palazzo Lombardia
Assemblea davanti a Regione, ‘chiediamo un rientro serio’
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MILANO
11 gennaio 2021
11:55
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Circa un centinaio di studenti si sono radunati questa mattina di fronte al palazzo della Regione Lombardia a Milano, per protestare contro l’ennesimo rinvio della riapertura delle scuole. “L’obiettivo – racconta uno degli organizzatori della Rete degli Studenti (Rsm) – è quello di consegnare al governatore Attilio Fontana un documento in cui spieghiamo i nostri disagi e avanziamo la semplice richiesta di tornare tra i banchi in sicurezza”.

“Oggi dovevamo essere a scuola” recita uno degli striscioni appeso davanti a Palazzo Lombardia, dove i ragazzi si sono seduti a terra in assemblea a formare un grande cerchio per illustrare poi le loro idee alternandosi al megafono. Cinque i punti fondamentali delle richieste degli studenti: la fine della didattica a distanza, che “non può essere un’alternativa alla scuola”, presidi medici in ogni istituto, potenziamento del trasporto pubblico, protocolli chiari e più personale scolastico.
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Covid: Fontana, ‘La Lombardia si sta avviando alla zona rossa’
‘Stiamo peggiorando in tutti i parametri’
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MILANO
11 gennaio 2021
12:49
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In Lombardia “la scorsa settimana l’Rt si è improvvisamente innalzato a 1,24 e tenendo conto dei nuovi parametri ci stiamo sicuramente avvicinando alla zona rossa”: così ha spiegato il presidente della Lombardia Attilio Fontana a Sky TG24.
“Mi auguro che questi numeri si invertano” ha aggiunto, ma se non avverrà il rischio della zona rossa è più che concreto. E in questo caso, la zona rossa prevede “la chiusura delle scuole”, tutte.
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“Stiamo peggiorando in tutti i parametri”.

Sulla campagna vaccinale in Lombardia “non c’è un ritardo perché questa non è una gara a chi arriva prima. Anzi, chi arriva prima rischia di trovarsi in difficoltà” secondo il presidente della Lombardia “Abbiamo concluso con il commissario Arcuri un accordo in base al quale dovremo finire il primo giro di vaccinazioni il 28 gennaio – ha spiegato a Sky Tg24 – e il 28 gennaio finiremo il primo giro di vaccinazioni. Poi dovremo fare il richiamo per cui, dato che deve essere svolto fra il 19mo e il 23mo giorno, dovremo avere la certezza di avere le altre dosi di vaccino, altrimenti c’è il rischio di aver fatto il primo giro e di non averlo per il secondo perché si è arrivati troppo presto. E quindi dover ripartire da capo”.
La Lombardia ha quindi tenuto le dosi per il richiamo “per essere sicuri che se iniziamo una operazione, la portiamo a termine”. “Io – ha concluso – non capisco perché si debba in ogni caso creare una sorta di competizione che non ha senso”.
Il responsabile della campagna vaccinale anti-Covid in Lombardia, Giacomo Lucchini, e il direttore generale del Welfare, Marco Trivelli, saranno uditi mercoledì mattina in commissione Sanità del Consiglio regionale per presentare il piano vaccini e rispondere alle richieste dei consiglieri. Lo comunica il presidente della stessa commissione, Emanuele Monti, consigliere regionale della Lega.
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Covid: Leoluca Orlando,governo dichiari Sicilia ‘zona rossa’
Sindaco Palermo, Musumeci intanto la istituisca per i capoluoghi
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PALERMO
10 gennaio 2021
20:26
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“Siamo di fronte al dilagare dell’epidemia, spinto anche da comportamenti irresponsabili di tanti. Oggi si è registrato un ulteriore aumento dei contagi e, fatto ancor più preoccupante, un indice di positività che sfiora il 20%, con gli ospedali e i Pronto soccorso prossimi alla saturazione.
Prima che sia troppo tardi, prima che si contino in Sicilia migliaia di morti, torno a chiedere al Governo nazionale di dichiarare la nostra regione Zona Rossa”. Lo afferma il sindaco di Palermo Leoluca Orlando che aggiunge: “in attesa che questo avvenga, chiedo al Presidente Musumeci di provvedere a dichiarare Zone Rosse tutti i capoluoghi, che sono quelli più esposti, come dimostrano i dati di Catania, Messina, Palermo e Siracusa”.
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Covid: da oggi l’Italia zona gialla, eccetto 5 regioni arancioni
Regioni contro i parametri della zona rossa, oggi vertice con governo
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11 gennaio 2021
13:48
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Il governo prepara il primo provvedimento del 2021 con nuove limitazioni e una stretta in particolare sulla movida, arrivata dopo gli ultimi episodi di assembramenti e feste illegali, vietando l’asporto dai bar a partire dalle 18 ed estendendo il divieto di spostamento tra regioni anche nelle zone gialle, così come avvenuto dalle feste di Natale ad oggi. Ma sul tavolo c’è anche la possibilità di istituire una zona bianca, seppur difficile da raggiungere (servirebbe un Rt sotto 0.5), in cui poter riaprire tutto senza limitazioni.
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Sono le ipotesi trapelate al termine della riunione del premier Giuseppe Conte con i capi delegazione e che saranno presentate oggi alle Regioni nel vertice con il ministro Francesco Boccia. Un incontro nel quale i governatori hanno già annunciato di volersi opporre a quella sembra molto più di un’ipotesi, e cioè alla possibilità di far scattare automaticamente la zona rossa nel caso si superasse il limite dei 250 contagiati per 100 mila abitanti. Una raccomandazione, perorata dagli scienziati, che però potrà vedere la luce solo dopo il confronto di oggi e solo dopo il passaggio in parlamento del ministro della Salute, Roberto Speranza, in programma il 13 gennaio. “Quel limite non l’ha chiesto nessuna regione – tuona il presidente dei governatori, Stefano Bonaccini – e, se volete la mia impressione, non entrerà fra quelli utilizzati per decidere la colorazione o lo spostamento delle Regioni”.
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L’intenzione di Palazzo Chigi sarebbe quella di seguire le raccomandazioni di Istituto Superiore di Sanità e Comitato Tecnico Scientifico per varare il nuovo provvedimento che entrerà in vigore il 16 gennaio: se l’incidenza settimanale dei casi supera i 250 casi ogni centomila abitanti, la Regione è automaticamente in zona rossa. Un’ipotesi che, con i dati attuali, metterebbe il Veneto in zona rossa (con i suoi 453,31 casi) e l’Emilia-Romagna di poco fuori (242,44 casi). Dati comunque suscettibili ad altri cambiamenti nel corso dei giorni. Il governo cercherà di trovare un’intesa, ma appare chiara la volontà di stringere le maglie anche, e soprattutto, per evitare la temuta terza ondata e contenere i contagi che, oggi, hanno registrato oltre 18 mila nuovi casi e 361 vittime, con un incremento del tasso di positività salito al 13,3%. Per questo nel nuovo Dpcm non dovrebbe cambiare la norma che prevede la possibilità una sola volta al giorno e per un massimo di due persone (oltre ai minori di 14 anni) di andare a trovare amici o parenti. Nel provvedimento, oltre alla scuola, entrerà molto probabilmente anche la proroga della chiusura degli impianti da sci, che al momento dovrebbero riaprire il 18 gennaio. L’unica cosa certa al momento è che il nuovo provvedimento – al quale sarà affiancato un Dl per estendere il divieto di spostamento tra le regioni – continuerà a prevedere le zone colorate e il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino. Smentita invece la possibilità di istituire i weekend arancioni: le giornate di sabato e domenica, dunque, avranno le stesse limitazioni delle zone di appartenenza. Resteranno ancora chiuse palestre e piscine, così come teatri, musei e cinema. Intanto da oggi, quando riapriranno le scuole superiori in sole tre regioni (Valle d’Aosta, Toscana e Abruzzo), quasi tutta Italia tornerà in zona gialla, eccezion fatta per Calabria, Emilia-Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto che resteranno in arancione. Per tutti, però, varrà il divieto di spostamento tra regioni, salvo che per esigenze lavorative, motivi di salute o rientro nelle proprie abitazioni, domicili o residenze. Gli ultimi cinque giorni prima del nuovo Dpcm e dei nuovi dati del monitoraggio che potrebbero rivedere dunque colori, divieti e limitazioni.
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Via Lattea ‘ripartenza sci remota, subito ristori’
Merlo, annunciata stretta conterrà misure restrittive
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TORINO
10 gennaio 2021
15:03
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“La sbandierata riapertura degli impianti di risalita per il prossimo 18 gennaio appartiene più al mondo degli auspici che non a quello della realtà”. Lo sostiene Giorgio Merlo, sindaco di Pragelato e assessore alla comunicazione dell’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea, in merito alla “stretta di gennaio annunciata dal Governo che, come ovvio, conterrà misure stringenti e restrittive”.
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Per Merlo, occorre dunque “prendere atto della grave situazione sanitaria senza indicare ulteriori rinvii per la sempre più remota riapertura, e intervenire con rapidità per definire la cifra dei potenziali ristori”.
Oltre a “definire la cifra dei potenziali ristori”, Merlo auspica che vengano subito individuate “le categorie interessate dal provvedimento e la tempistica certa per evitare che migliaia di lavoratori e centinaia di piccole e medie aziende entrino in una crisi irreversibile e definitiva”. Misure che adesso, sostiene l’assessore dell’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea, “si rendono sempre più necessarie ed indispensabili se non vogliamo che questa filiera economica e produttiva, a cominciare dal comparto territoriale della Via Lattea con i suoi impianti e le sue piste, entri in un vicolo cieco senza più la possibilità di riprendere il suo corso normale”.
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Patuanelli,boom interventi superbonus,per oltre 200mln euro
Fine dicembre altri 1000 interventi, per 100 mln crediti imposta
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11 gennaio 2021
15:12
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“Si conferma la crescita esponenziale del Superbonus 110%, una misura fortemente voluta dal Ministero dello Sviluppo Economico, dal sottosegretario Riccardo Fraccaro e da tutto il Governo. Nelle ultime due settimane di dicembre sono stati registrati altri mille interventi per ulteriori 100 milioni di crediti d’imposta prenotati.
Il totale sale dunque a circa 1700 interventi per oltre 200 milioni di euro”. Lo scrive il ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli su Facebook.
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Covid, Conte: ‘Arriva impennata, non è facile, ancora sacrifici’. Governo conferma stop asporto bar alle 18
Governo conferma stop asporto bar alle 18. Tre Regioni chiedono zona arancione in tutta Italia. Boccia garantisce: ‘Ristori a chi sarà chiuso’
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GENOVA
11 gennaio 2021
17:14
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“Sta arrivando un’impennata” dei contagi “dopo Gran Bretagna, Irlanda, Germania sta arrivando anche da noi: non sarà facile, dobbiamo fare ancora dei sacrifici”. Lo dice il premier Giuseppe Conte al Tg3 parlando del Covid.
Il governo intanto ha incontrato le Regioni in vista delle nuove misure e conferma di voler introdurre nel Dpcm il divieto per i bar di vendere cibi e bevande da asporto dopo le 18.
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La scelta sarebbe stata ribadita nel corso della riunione con le regioni nel quale sono state illustrate anche le altre misure: conferma per tutte le zone della regola che consente a massimo due persone di andare a trovare a casa parenti e amici, stop alla mobilità tra le regioni, anche tra quelle gialle, istituzione di una zona bianca, per “dare un segnale” del lavoro che si sta facendo e che consentirà di entrare in una fase diversa in tempi però più lunghi.
Intervenire sugli indici di rischio per facilitare gli ingressi in zona arancione delle regioni a rischio alto: è quanto avrebbe proposto, secondo quanto si apprende, il ministro della Salute Roberto Speranza nel corso della riunione tra governo e Regioni, ribadendo che sarà mantenuto il modello delle fasce e che sarà confermato nel nuovo Dpcm l’abbassamento della soglia dell’Rt: con 1 si va in arancione e con 1,25 in zona rossa. Senza le misure restrittive introdotte per le vacanze di Natale “avremmo altri numeri”, avrebbe sottolineato Speranza nel corso delle riunione con le Regioni, invitando a guardare cosa sta succedendo nel resto d’Europa, dove c’è “una situazione complessa”.
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Il divieto di ospitare a casa più di due parenti o amici “si è dimostrata una norma ragionevole che ha funzionato nel periodo natalizio. Credo che avrebbe senso confermarla”, ha detto Speranza a Rai Radio2 il ministro della Salute Roberto Speranza, al termine dell’odierna riunione tra Governo e regioni. “Domani sarà il Parlamento ad esprimersi ed entro giovedì venerdì avremo un testo definitivo. La situazione epidemiologica non è da sottovalutare, l’epidemia è ancora molto forte e per questo – ha ribadito – servono ancora restrizioni e comportamenti corretti”.
“Ho detto al Governo – dice Giovanni Toti via Facebook al termine dell’incontro – di essere contrario al divieto di asporto take away per ristoranti e bar dopo le 18”. “Queste attività, pur potendo continuare con le consegne a domicilio, rischiano di essere penalizzate ancora di più, dopo aver già subito pesanti restrizioni. Bene invece l’introduzione di una zona bianca, come avevamo proposto già oltre un mese fa, cioè una zona dove, virus permettendo, si possa cominciare un lento ritorno alla normalità”.
Alle aziende che gestiscono i trasporti pubblici urbani ed extaurbani che hanno messo o metteranno in campo servizi aggiuntivi per gli studenti, deve essere riconosciuto un ristoro per i mancati ricavi dalla vendita dei biglietti e degli abbonamenti dovuti alla riduzione della presenza degli altri passeggeri. E’ quanto avrebbe chiesto, secondo quanto si apprende, il presidente dell’Anci Antonio Decaro nel corso della riunione con le Regioni e il governo. Altrimenti, avrebbe aggiunto, “non ci si può aspettare che quelle aziende garantiscano i servizi aggiuntivi indispensabili ad assicurare il distanziamento per gli studenti”.
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Tutte le attività che rimarranno chiuse “saranno ristorate”. E’ quanto ha garantito, secondo quanto si apprende, il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia alle Regioni nel corso della riunione di oggi. Il ministro ha ribadito la validità del sistema a fasce – “ci ha salvato due volte da un nuovo lockdown” – e ha riconvocato le Regioni per una nuova riunione giovedì, dopo che il ministro della Salute Roberto Speranza avrà illustrato le misure in Parlamento.
In mattinata il presidente della Lombardia Attilio Fontana parlando a Sky TG24 ha fatto sapere che “la scorsa settimana l’Rt si è improvvisamente innalzato a 1,24 e tenendo conto dei nuovi parametri ci stiamo sicuramente avvicinando alla zona rossa”. “Mi auguro che questi numeri si invertano” ha aggiunto, ma se non avverrà il rischio della zona rossa è più che concreto. E in questo caso, la zona rossa prevede “la chiusura delle scuole”, tutte. “Stiamo peggiorando in tutti i parametri”.
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Scuola: Abruzzo, superiori in aula al 50% ma si invoca lo ‘sciopero digitale’
Così più confusione che in Dad, dubbi su trasporti e tracciamento
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PESCARA
11 gennaio 2021
08:29
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Lezioni in presenza al 50%, da oggi, in Abruzzo, per le scuole secondarie di secondo grado. Ma sono tante le voci contrarie alla riapertura parziale e a sostegno dello ‘sciopero digitale’ degli studenti di Pescara annunciato da ‘Libera Associazione Studentesca’, Cobas scuola, ‘Priorità alla scuola’ e ‘Patto per l’Abruzzo resiliente’.
Questa mattina è previsto un presidio in Piazza Unione, davanti alla sede del Consiglio regionale, per rivendicare un tavolo permanente di confronto con la Regione e per un rientro a scuola del 100% degli studenti in condizioni di sicurezza.
“Sostengo in pieno l’iniziativa di studenti e associazioni – dice il consigliere regionale Antonio Blasioli (Pd) – occorre riaprire, ma va fatto in sicurezza: con un sistema di trasporti sicuro ed efficiente, strutturazione di presidi sanitari nelle scuole e confrontandosi con il mondo della scuola”.
Anche Rifondazione Comunista, federazione di Pescara, sostiene lo ‘sciopero digitale’.
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Mentre alunni e personale di infanzia, primaria e medie inferiori hanno continuato a rimanere in presenza. Dei 57.000 studenti abruzzesi delle superiori solo metà rientrerà in classe, gli altri resteranno in Dad. “La Regione e ciascuno dei Dipartimenti di Prevenzione delle 4 Asl quanto personale hanno dedicato per il tracciamento nelle scuole? E perché manca una pianificazione periodica dei test rapidi e sierologici per studenti e personale scolastico, come avviene per il personale sanitario? Tutte le scuole hanno attivato le commissioni covid? In quali condizioni sono gli autobus? Con quale frequenza sono assicurate pulizia e sanificazione?”.
“Tornare nelle aule è pericolosissimo – dichiara il segretario regionale del sindacato Snals Carlo Frascari – siamo tutti convinti dei danni che provoca la didattica a distanza, tuttavia il ciclone della pandemia ha messo in luce le carenze strutturali del sistema scolastico e dei trasporti, che non possono essere risolte in pochi mesi. Da ciò la nostra convinzione che la riammissione in presenza (sia pure parziale) alle superiori ha il sapore di un azzardo fondato, sia a livello centrale sia periferico, su una scommessa politica o peggio ancora demagogica. Le rassicurazioni di Marsilio e dell’Ufficio scolastico Regionale non ci convincono, sia per la complessa organizzazione delle turnazioni al 50% (che investono anche i trasporti) sia per la scelta di non attendere almeno due settimane in una fase di nuovo aumento dei contagi. I danni provocati dalla mancata presenza sono almeno pari a quelli provocati da un’organizzazione temporanea e alternata della didattica che genera ansie e confusione tra alunni e docenti”.
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Vaccino, Arcuri: ‘Entro la fine di marzo saranno vaccinati 6 milioni di italiani’
De Luca: ‘Esaurite le dosi di vaccini’. La replica: ‘Nuova distribuzione’
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NAPOLI
11 gennaio 2021
11:11
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Entro la fine di marzo saranno vaccinati 6 milioni di italiani, ha detto il Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri a ‘In mezzora in più’ su Rai3 sottolineando che i contratti aggiuntivi sottoscritti dall’Ue con Pfizer e Moderna consentiranno “di raggiungere quel numero di vaccinati”. Nel corso dell’anno, ha aggiunto Arcuri, “l’Italia otterrà 60 milioni di dosi da questi due produttori e potremo vaccinare 30 milioni di italiani”.
“In Italia resta, al momento, l’indicazione di effettuare la seconda dose, ovvero il richiamo, del vaccino Pfizer-BioNTech dopo 21 giorni dall’inoculazione della prima.
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Ciò sulla base delle attuali indicazioni dell’Agenzia italiana del farmaco Aifa e degli studi disponibili”, ha affermato Luca Richeldi, presidente della Società italiana di pneumologia e componente del Comitato tecnico scientifico (Cts).
Intanto i vaccinati in Italia sono stati 627.946 di cui 367.821 donne e 260.125 uomini. Sono state somministrate il 68,4% delle 918.450 dosi consegnate. E’ quanto emerge dal report delle 20,45. L’Umbria ha già somministrato l’89,8% delle dosi consegnate, seguita da Campania (89,5%) e Veneto (87,9%). All’ultimo posto la provincia autonoma di Bolzano (34,8%), preceduta da Calabria (41,8%) e Lombardia (43,1%).
Da lunedì 30mila saturimetri verranno distribuiti gratuitamente nelle farmacie ai nuclei familiari al cui interno vi sia un membro affetto da patologie respiratorie. Lo annuncia Luca Richeldi, presidente della Società italiana di pneumologia e componente del Comitato tecnico scientifico (Cts). L’iniziativa è in collaborazione con Federfarma e coinvolgerà 1200 farmacie in tutta Italia. L’obiettivo è anche di prevenire le complicanze gravi legate a Covid-19, particolarmente pericolose per questi pazienti.
In serata il ministro della Salute, Roberto Speranza, a Che tempo che fa su Rai3, ha detto che “quando avremo a disposizione un numero di vaccini molto alto, i medici di medicina generale, che ho incontrato in parte pochi minuti fa, sono disponibili ad essere protagonisti, così come i pediatri di libera scelta ed abbiamo una disponibilità di massima a vaccinare da parte delle farmacie e siamo pronti ad eseguire le vaccinazioni anche in luoghi straordinari. Ma abbiamo bisogno della materia prima, cioè il vaccino”. “Gli anziani verranno contattati per la vaccinazione anti-Covid attraverso i medici di medicina generale e i dipartimenti di prevenzione. Abbiamo un elenco esatto di queste persone, i loro indirizzi e ci metteremo in contatto con loro attraverso le strutture del Ssn e quando sarà necessario attiveremo anche la nostra capacità di andare nei luoghi dove queste persone vivono”.
Il commissario per l’emergenza Arcuri ha inoltre replicato al presidente della Campania che aveva lancato in mattinata un allarme sull’esaurimento delle dosi di vaccino nella sua Regione. De Luca, ha detto Arcuri, “sa già che domani ci sarà la nuova distribuzione dei vaccini. Lui ha giustamente lanciato l’allarme ma se domani il modello distributivo di Pfizer funzionerà, e io non ho dubbi di questo, riceverà le nuove dosi”. Arcuri si è omplimentato con De Luca per la somministrazione di tutte le dosi. “Mi chiedo cosa sarebbe successo – ha aggiunto – se un governatore invece avesse tenuto i 60mila vaccini ricevuti in un freezer e non li avesse somministrati”.
In mattinata De Luca aveva sottolineato che le dosi nella sua regione erano finite. “Ancora nella giornata di ieri – ha detto De Luca – la Campania ha raggiunto, con il 90%, la percentuale più alta d’Italia nella somministrazione dei vaccini. Oggi in tutte le aziende sanitarie si esauriscono le dosi consegnate alla nostra regione. Questa sera le aziende si fermano per mancanza di vaccini. E’ questo l’esito di una distribuzione fatta in modo sperequato nei giorni scorsi”. L’esaurimento delle dosi di vaccini in Campania è stato segnalato dal governatore Vincenzo De Luca “al commissario Arcuri, sollecitando un invio immediato. Martedì dovrebbero arrivare nuove forniture, ed è necessario che questo avvenga, riequilibrando i nostri quantitativi. Così come è necessario e urgente l’invio di personale aggiuntivo per le vaccinazioni, per far fronte alla situazione di forte sottodimensionamento del nostro personale nella quale si sta lavorando. Voglio ringraziare – aggiunge De Luca – tutte le nostre strutture sanitarie per i risultati straordinari conseguiti pure in carenza di personale. La campagna vaccinale sarà nei prossimi mesi la nostra priorità, per portare la Campania fuori dall’epidemia e verso una vita normale”.
La Campania ha usato 89,5% di dosi, altre 3 regioni all’80% – La Campania è la regione italiana che ha somministrato il maggior numero di dosi di vaccino consegnate: 60.001 su 67.020, pari all’89,5% del totale. E’ quanto emerge dal report sulla somministrazione pubblicato dal Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri, aggiornato alle 11 di questa mattina e in base al quale sono state consegnate complessivamente in Italia 918.450 dosi e ne sono state somministrate 589.798, il 64,2% del totale. Dagli uffici del Commissario è stato sottolineato nei giorni scorsi che l’indicazione data alle regioni era quella di conservare il 30% delle dosi ricevute in modo da poter garantire la somministrazione della seconda iniezione, prevista dopo 21 giorni dalla prima. Ma non tutte hanno rispettato l’indicazione: 3 hanno superato o sfiorano l’80% (il Veneto è all’ 81,8%, la Toscana al 79,9% e l’Umbria al 79,6%) mentre altre 8 tra regioni e province autonome si attestano attorno al 70% e in alcuni casi lo superano (la Sicilia al 74,5%, la provincia di Trento al 72,3%, la Valle d’Aosta al 72,2%, il Lazio al 71,3%, l’Emilia Romagna e la Puglia al 70,2%, le Marche al 69,7%, la Sardegna al 69,3%). All’opposto, con una percentuale di somministrazione che non raggiunge il 40%, ci sono 3 regioni: la Calabria, al 39,3%, la Lombardia al 38% e la provincia di Bolzano, al 34,8%. A partire da lunedì, stando agli accordi con Pfizer, dovrebbe arrivare in Italia la terza tranche del vaccino: altre 470mila dosi in una settimana che verranno consegnate nei 294 punti di somministrazione indicati dalle regioni direttamente dalla casa farmaceutica americana.
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Entro febbraio in Italia 764mila dosi vaccino Moderna
133mila a gennaio. Speranza: è inizio, unica strada per uscirne
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
09 gennaio 2021
23:07
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Arrivano a partire da lunedì le prime 47mila dosi del vaccino di Moderna ed entro la fine di febbraio l’Italia ne avrà a disposizione 764mila, che si andranno ad aggiungere a quelle garantite da Pfizer con un invio di 470mila a settimana e a quelle, se l’Ema autorizzerà la commercializzazione entro fine gennaio, di AstraZeneca. Superata la soglia del mezzo milione di italiani, entra nel vivo la campagna vaccinale: “la vera strada – ha ribadito il ministro della Salute Roberto Speranza – per uscire da questi mesi e da questa crisi così difficile”.
Il cronoprogramma degli arrivi del vaccino di Moderna è stato messo a punto dagli uffici del Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri.
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A differenza di Pfizer, Moderna spedirà le dosi ogni due settimane: dopo le prime 47mila, è previsto per la settimana del 25 gennaio l’invio di altre 66mila, per quella dell’8 febbraio di 163mila e per quella del 22 febbraio di 488mila. Per ora, a differenza di quanto era stato pianificato in un primo momento, anche questi vaccini non transiteranno per l’hub nell’aeroporto militare di Pratica di Mare: le confezioni verranno consegnate direttamente nelle Regioni ai punti di somministrazione indicati. Per far decollare la campagna, però, c’è bisogno di più dosi.
Lo stesso Speranza lo conferma quando sottolinea che “siamo ancora all’inizio del percorso e le dosi di cui disponiamo sono ancora evidentemente limitate”. Importanti, a questo punto, le dosi AstraZeneca per arrivare a coprire intanto i 6.4 milioni indicati nel piano (1,4 tra medici e infermieri, 570mila tra personale e ospiti delle Rsa e 4,4 milioni di over ottanta), senza voler considerazione la possibilità che venga ampliato lo spettro delle categorie prioritarie: in molti chiedono che tra queste rientri il personale della scuola e il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa ha annunciato che il governo sta ragionando se aggiungere ai fragili i pazienti ematologici e oncologici.
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Irpef: Ruffini, così disincentiva lavoro e guadagno
In 2018 evasione a 79,8 mld
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11 gennaio 2021
16:57
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L’attuale sistema dell’Irpef “disincentiva l’offerta di lavoro” e “a guadagnare di più”. Lo ha detto il direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini in commissione finanza alla Camera.
“Il sistema delle detrazioni e delle deduzioni – ha spiegato – ha determinato con il tempo una deformazione della progressività dell’imposta ‘effettiva’ rispetto alle aliquote nominali, determinando un potente disincentivo a lavorare e guadagnare di più” Anche a causa di “detrazioni decrescenti” che provocano su redditi medio-bassi (55.000 euro) un ‘salto di aliquota’.
Riguardo ai dati sull’evasione fiscale Ruffini ha rilevato che nel 2018 l’agenzia delle Entrate ha registrato per Irpef, Ires, Iva e Irap un tax gap di 79,8 miliardi di euro con una riduzione “molto ampia” di 5 miliardi rispetto all’anno di imposta 2017. “Il risultato – ha detto – è dovuto alle misure di contrasto all’evasione fiscale e al miglioramento della tax compliance”.
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Bankitalia:in Italia forte peso fisco su capitale e lavoro
Possibile riequilibrio tassando consumi e ricchezza
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11 gennaio 2021
16:57
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“Anche se negli ultimi anni diversi interventi hanno concorso a diminuire il livello dell’imposizione, l’Italia, nel confronto internazionale, si caratterizza ancora per l’alta incidenza del carico fiscale sul capitale e soprattutto sul lavoro”.E’quanto afferma Banca d’Italia in audizione alla Camera sulla riforma dell’Irpef.
“Dati i vincoli di bilancio, a parità di spesa pubblica ulteriori riduzioni del prelievo sul lavoro potrebbero essere finanziate attraverso un maggiore carico fiscale sui consumi e sulla ricchezza, considerato meno dannoso per la crescita”.Il prelievo effettivo sui consumi è infatti più basso che in altri Paesi
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Governo: in 2019 reddito Conte scende a 158mila euro
Primo anno interamente dedicato a istituzioni
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11 gennaio 2021
17:43
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Ammonta a 158.4848 mila euro il reddito del premier Giuseppe Conte nel 2019, il primo anno da lui interamente dedicato alle istituzioni, con un calo rispetto all’anno precedente, quando i primi mesi furono dedicati all’attività forense e all’insegnamento universitario e ancora di più al 2017. E’ quanto emerge dalla dichiarazione dei redditi pubblicata sul sito del Senato, dove compaiono le situazioni patrimoniali dei membri del governo che non sono parlamentari. Nel 2018 il reddito di Conte (che ha assunto l’incarico di governo l’1 giugno) è ammontato a 1.155.229 euro, mentre quello del 2017, quando Conte ero ancora “solo” un avvocato e un docente, faceva segnare 370.314 euro.
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Tridico,con salario minimo a 8 euro +3,3 mld a lavoratori
A netto Tfr e 13ma. Non si rischia riduzione occupazione
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
11 gennaio 2021
17:25
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Fissando il salario minimo a 8 euro l’ora al netto della tredicesima e del Tfr ci sarebbe un maggiore reddito disponibile per i lavoratori (saldo tra maggiore retribuzione e maggiori imposte e contributi) di circa 3,3 miliardi. Lo ha detto il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, in una audizione al Senato spiegando che per le imprese ci sarebbe un aumento delle retribuzioni lorde per 4,6 miliardi.
I lavoratori coinvolti sarebbero il 13,8% del totale dei dipendenti privati. L’introduzione del salario minimo secondo Tridico ridurrebbe le disuguaglianze e non dovrebbe portare a una riduzione dell’occupazione così come non è accaduto in Germania. Il maggiore aggravio per le imprese (6,17 miliardi il costo del lavoro supplementare comprensivo degli oneri sociali) si trasferirebbe per la maggior parte sui consumatori.
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Scuola:Consiglio Stato rigetta ricorso Regione Calabria
Lezioni rimangono in presenza
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CROTONE
11 gennaio 2021
17:41
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Il Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso presentato dalla Regione Calabria contro il decreto di sospensione dell’ordinanza emessa dal presidente facente funzione, Nino Spirlì, con la quale era stato disposto il rinvio al 15 gennaio dell’apertura delle scuole elementari e media in presenza. Lo stabilisce il decreto numero 18 del 2021 della sezione terza del Consiglio di Stato, presieduta da Franco Frattini.
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Le lezioni rimangono in presenza.
Nel decreto si rileva che l’ordinanza del presidente Spirlì doveva essere accompagnata da dati scientifici. “A fronte di norme statali successive alla ordinanza regionale – è scritto nel testo – l’eventuale misura regionale più restrittiva, tenuto conto della rilevanza del diritto alla istruzione e del contesto di socialità specialmente per gli alunni più giovani, avrebbe dovuto essere motivata con dati scientifici evidenzianti il collegamento tra focolai attivi sul territorio e impatto della attività scolastica in presenza”. Inoltre, viene evidenziato che “nella ordinanza regionale vi è una chiusura generalizzata senza alcuna, ove esistente, indicazione di zone interessate da incremento di contagi; né, peraltro, le problematiche relative al trasporto (movimentazione di persone) – risolvibili con diligente ed efficace impegno amministrativo nei servizi interessati – possono giustificare la compressione grave di diritti costituzionalmente tutelati dagli studenti interessati”.

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