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Tempo di lettura: 45 minuti

Ultimo aggiornamento 20 Gennaio, 2021, 13:31:06 di Maurizio Barra

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DALLE 22:16 DI LUNEDì 18 GENNAIO 2021

ALLE 13:31 DI MERCOLEDì 20 GENNAIO 2021

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I numeri al Senato e l”amo’ della legge elettorale
Al Senato Conte potrebbe ottenere voti ‘risicati’ per poi rafforzarsi subito dopo con l’apertura di vari dossier come quello dalla riforma del voto in senso proporzionale
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18 gennaio 2021
22:16
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Il lancio dei “volenterosi” da parte di Giuseppe Conte in Aula alla Camera, sarà una operazione in due tempi, che non è destinata a completarsi entro martedì in Senato con il voto di fiducia. Molti dei possibili interlocutori, sia a Montecitorio che a Palazzo Madama, hanno deciso di attendere, di rimanere alla finestra nei due voti di fiducia, che al Senato potrebbe passare con una maggioranza relativa, intorno ai 152-155 voti, a fronte della maggioranza assoluta raggiunta alla Camera con 321 sì.
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Il secondo tempo dell’operazione partirà con il tavolo per il patto di legislatura che si aprirà nei prossimi giorni, con il quale Conte immagina di attirare nuovi parlamentari per rafforzare la propria maggioranza, con l’apertura su alcuni dossier, a cominciare da quello sulla legge elettorale proporzionale.
La decisione di Italia Viva di astenersi nei due rami del Parlamento ha fatto venir meno la possibilità della caduta del governo e di una conseguente possibile fine della legislatura, togliendo quindi ai molti senatori e deputati la fretta di dover decidere e scoprirsi subito. Il che farà si che il governo parta “con numeri angusti”, come ha osservato il segretario Dem Nicola Zingaretti, specialmente al Senato. Alla Camera sei ex M5s oggi nel gruppo Misto hanno detto sì, mentre il gruppo di Centro Democratico di Bruno Tabacci ha accolto altri ex M5s, portando in dote 11 voti a Conte, al quale Tabacci ha chiesto di “farsi parte attiva in questo processo politico”, quello cioè di dar vita a un soggetto centrista, una “lista Conte” che dia una prospettiva politico-elettorale ai parlamentari che aderiranno.
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Una prospettiva che diventa più plausibile con il sistema elettorale proporzionale, annunciato alla Camera da Conte, ma con una soglia ben più bassa del 5% del Germanicum, cioè il testo del relatore Giuseppe Brescia (M5s) approvato come testo base in Commissione lo scorso settembre: già ieri si parlava nei corridoi di Montecitorio di una soglia tra il 3 e il 4%. Altro elemento della legge elettorale su cui si ragiona sono le preferenze, da sempre il cavallo di battaglia dei post Dc, anche se non amate da Pd e M5s.
Tuttavia al momento, dopo il “non possumus” di Forza Italia, con la quale sarebbe nata la maggioranza Ursula, un “niet” è giunto anche dall’Udc, che in Senato ha tre seggi (De Poli, Binetti e Saccone) e che ha ribadito la propria aderenza al centrodestra; altrettanto hanno fatto i tre di Cambiamo-Idea (Romani, Berruti, Quagliariello). Si tratta dei due partiti a cui la maggioranza guarda con maggiori speranze per dar vita ad un gruppo parlamentare, che a Palazzo Madama richiede non solo 10 seggi, ma anche un simbolo che si sia presentato alle ultime elezioni (come l’Udc). Ma queste componenti attendono le prossime mosse di Conte prima di scoprirsi. Anche Popolo protagonista, che ha tre deputati alla Camera e una senatrice (Tiziana Drago) per ora attende: “Noi oggi non voteremo la fiducia – ha detto Gianluca Rospi – ma siamo sempre aperti ad una discussione costruttiva”.
Quindi in Senato ci si ferma a quota 152, che secondo qualche ottimista potrebbe salire di un paio di unità, con i sì dell’ultimo momento. Ben lontani dalla maggioranza assoluta (161) o anche dalla maggioranza “politica” di 158, quella che tiene conto dei soli senatori eletti (315) e non dei quelli a vita (6). Ai 148 della maggioranza, va sottratto il pentastellato Castiello che è malato di Covid, ma vanno aggiunti l’ex M5s Gregorio De Falco, tre senatori a vita: Mario Monti, Elena Cattaneo e Giuliana Segre, che ha deciso di venire a Roma a votare nonostante i medici gliel’avessero sconsigliato e Tommaso Cerno.
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Gli ottimisti sperano in qualche senatore di Fi, ma uno di quelli indicati, Andrea Causin, smentisce: “Mi atterrò alle indicazioni del gruppo”, assicura.
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Governo: fiducia stretta per Conte in Senato. Zingaretti: “Ora rafforzare il governo”
Sono 156 i ‘sì’, i ‘no’ 140, 16 gli astenuti. Il premier: ora rendiamo più solida la maggioranza. Renzi: pronti a un esecutivo di unità nazionale
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20 gennaio 2021
11:53
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“Con il voto di ieri al Senato è stato evitato il salto nel buio di una crisi, ma ora è il momento di voltare pagina, rafforzare la forza parlamentare del governo”. Così il segretario dem Zingaretti che indica i due fronti su cui agire: i problemi degli italiani e una prospettiva politica del governo.
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“Oggi i costruttori vanno cercati nel Paese”, dice intanto il segretario della Cgil Landini, che sollecita il governo a convocare subito le parti sociali, a partire dal confronto sul Recovery plan, perché dai ‘ringraziamenti bisogna passare ai fatti’.
IL FILM DELLA LUNGA GIORNATA AL SENATO
Niente maggioranza assoluta in Senato ma 156 voti favorevoli alla fiducia consentono al governo di andare avanti, per il momento. I no sono 140, 16 astenuti. Il verdetto dell’Aula di Palazzo Madama arriva segnato dalla polemiche. Il presidente Casellati blocca il voto: l’ex 5S Ciampolillo e Nencini arrivano sul filo e riescono a votare, a sostegno del governo, solo in extremis. Protestano Lega e FdI, che annunciano si appelleranno al Colle. Italia Viva conferma l’astensione, in segno di “disponibilità”, seppure a tempo, a discutere ancora con la maggioranza. I senatori guidati da Matteo Renzi al momento tengono in ostaggio l’esecutivo giallo-rosso: se si sommassero alle opposizioni, a Palazzo Madama i rapporti di forza cambierebbero (senza Nencini, sono infatti 17 in tutto, contando anche un senatore assente per Covid, e dunque sommati ai 140 no delle opposizioni supererebbero l’attuale maggioranza).
In Aula come nelle commissioni, paralizzando l’attività parlamentare.
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Che vi sia un “problema di numeri” lo mette a verbale anche il premier: “se non ci sono, il governo va a casa”, dice chiaro e tondo davanti ai senatori. Dove ingaggia anche un duello con l’ormai rivale Renzi: l’ex premier sceglie di intervenire in discussione generale, così da garantirsi la replica del premier. Lo accusa di “non essere salito al Quirinale per paura” e di chiudersi in “un arrocco dannoso”. Come il centrodestra, parla di “mercato indecoroso di poltrone” e con un tono apocalittico torna a ripetere la necessità di un cambio di passo, dalla scuola all’economia, “o i nostri figli ci malediranno”, dice. C’è chi si chiede se il leader di Iv abbia in serbo un cambio di strategia, cercando la rottura definitiva e infischiandosene del rischio diaspora fra i suoi: i parlamentari di Italia Viva si riuniranno poco dopo e confermeranno l’astensione.
Conte riprende la parola e si difende: rivendica il dialogo e ribadisce come la responsabilità della rottura sia tutta sulle spalle di Italia Viva, “difficile governare con chi mina equilibri”, attacca. Occupare “le poltrone” poi non la reputa un’accusa pertinente: l’importante è farlo “con disciplina e onore”, come recita la Costituzione. Quello di cui il Paese ha bisogno “è una politica indirizzata al benessere dei cittadini” per evitare che “la rabbia sociale” esploda e si trasformi in “scontro”, è la tesi argomentata dall’avvocato. E dunque serve un governo, in grado di agire. Con il voto a tarda sera si chiude la maratona parlamentare e si apre però la difficile composizione della crisi aperta dal senatore di Rignano con le dimissioni delle ministre una settimana fa. E ora sarà il momento delle scelte: c’è il ministero dell’Agricoltura da affidare, la delega dei servizi da esercitare e, soprattutto, l’azione del governo da rilanciare con un nuovo patto di legislatura, a partire dal Recovery plan, cercando di allargare la maggioranza a quel drappello di responsabili o ‘volenterosi’, come li ha definiti il presidente del Consiglio, in grado di traghettare in acque più sicure l’esecutivo.
Dieci giorni è l’arco temporale che il presidente del Consiglio si dà per rimettere mano alla sua squadra. Sono le 9.30 quando il premier si alza nell’Aula del Senato la prima volta ma i pontieri non hanno in realtà mai smesso di tenere i contatti e fare di conto. La senatrice Liliana Segre, classe 1930, scende a Roma da Milano per garantire il proprio sostegno. L’Aula le tributa un lungo applauso al suo arrivo e molte le dichiarazioni che ne apprezzano la scelta. A metà mattinata l’asticella segna quota 153 voti certi in favore del governo, 8 in meno dalla maggioranza assoluta pari a 161 (anche se un senatore 5S è assente giustificato per ragioni di Covid), che metterebbe in sicurezza il Conte II.
Alla maggioranza basta, lo vanno ripetendo nei corridoi da giorni, qualche voto in più delle opposizioni per cavarsela. Annunciano il voto favorevole anche il senatore a vita Mario Monti, convinto dalla conversione europeista del premier, la senatrice a vita Cattaneo e Casini. Non ci sono Renzo Piano e Carlo Rubbia.
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Ma proprio senatori a vita subiscono l’attacco di Matteo Salvini: tira in ballo Grillo, il leader della Lega e ricorda – scatenando la bagarre nell’emiciclo – quando il fondatore M5S diceva “muoiono troppo tardi” per stigmatizzare la loro discesa nell’arena parlamentare. Per il sì sono poi arruolati, Lonardo (la moglie di Mastella), l’ex M5S Buccarella, Tommaso Cerno che annuncia di tornare nel Pd e De Falco. Durante tutta la giornata si spera anche nell’effetto Polverini (che ha votato alla Camera la fiducia lasciando FI e ritrovandosi al centro di molti gossip): e a sera sono due i senatori azzurri che votano sì, Maria Rosaria Rossi, che è la vera sorpresa, dal momento che era fra le fedelissime di Berlusconi, e Andrea Causin. Espulsi entrambi dal partito, sono un viatico per l’operazione responsabili.
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Morto Emanuele Macaluso
Politico, giornalista e sindacalista, Macaluso è morto stanotte all’ospedale Gemelli di Roma
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19 gennaio 2021
16:59
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Il giornalista, politico, scrittore e sindacalista Emanuele Macaluso è morto stanotte a Roma all’Ospedale Gemelli. Era ricoverato per problemi cardiaci aggravati dai postumi di una caduta.  Nato a Caltanissetta il 21 marzo del 1924, fu esponente del Partito comunista sin dai tempi della clandestinità e venne chiamato da Palmiro Togliatti alla Segreteria divenendone uno tra i più giovani componenti. Il 1 maggio del 1947 fu tra i testimoni della strage di Portella della Ginestra quando il bandito Salvatore Giuliano sparò contro la folla uccidendo 11 lavoratori e ferendone molti altri.  Macaluso si iscrisse al Partito Comunista d’Italia prima della caduta del Regime fascista.
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Iniziò la sua carriera
politica nel 1951 come deputato regionale siciliano del Partito
Comunista Italiano. Membro della corrente riformista (o, come
egli preferiva, migliorista) del partito, di cui faceva parte
anche Giorgio Napolitano, nel 1960 entrò nella Direzione del
partito. Parlamentare nazionale per sette legislature
(1963-1992), fu anche direttore de l’Unità dal 1982 al 1986 e
ultimo direttore de Il Riformista dal 2011 al 2012. Quando il
Pci si sciolse, aderì al Pds.
Presente su Facebook con la pagina chiamata ‘EM.MA in corsivo’, ha scritto il 21 ottobre scorso il suo ultimo articolo:
IL CONFRONTO CHE CI SERVE
Sul Corriere della Sera, Walter Veltroni scrive: “Se in questo momento drammatico per l’Italia governo e opposizione trovassero, nel rispetto dei ruoli, uno strumento di permanente consultazione e condivisione delle scelte fondamentali? Ci sono contingenze, nella storia di un Paese, in cui le ragioni di parte dovrebbero essere superate dagli interessi generali”.
Veltroni dice cose giuste ma a me pare che parli come se ci fossero ancora Togliatti, De Gasperi, Moro, Nenni, Berlinguer, La Malfa. Oggi quel mondo non c’è più. Guardando ai protagonisti che sono sul campo, gli auspici di Veltroni non sembrano possano avere uno sbocco reale e positivo.
Questo non significa che non bisogna lavorare e operare per superare il clima politico attuale e i rapporti che ci sono tra le forze politiche che appaiono lontane non solo nei loro interessi ma nella visione stessa della vita politica. L’auspicio di Veltroni di vedere, in questo momento drammatico, il governo e l’opposizione costruire uno strumento di consultazione e condivisione delle scelte fondamentali, sembra senza sbocco.
Quel che, invece, potrebbe essere possibile è avviare un dibattito tra le forze politiche, e all’interno stesso dei partiti, per valutare la situazione italiana e mondiale. A questo fine, trovare il modo di avviare un confronto pubblico coinvolgendo anche gli strati intellettuali e manageriali che hanno responsabilità sociali, e anche i sindacati. Bisogna cercare una vita d’uscita.
È ormai evidente che il governo attuale, con tutta la buona volontà del suo presidente, non è in grado di guidare l’Italia in ore difficili come queste. Occorre, quindi, una maggiore convergenza di forze diverse, per trovare soluzioni possibili sul piano economico, sociale e anche su come affrontare la pandemia. Mi pare che non vi sia un’azione adeguata al cospetto della crisi. Occorre una maggiore consapevolezza per radunare le forze che possono dare un contributo e maggiore certezza al domani del Paese.
Vorrei sollecitare il Pd ad avere un’iniziativa su questo fronte dato che, in questa fase, sembra che amministri solo l’esistente e non costruisca il futuro.
(21 ottobre 2020)
Viene ricordato da chi lo ebbe come direttore all’Unità come colui che “sfrondava le questioni andando al nocciolo. Riusciva sempre a cogliere l’intima essenza delle cose e poi su quello era capace di costruire la polemica, il confronto, la riflessione con mirabile arguzia e profondità”.
IL CORDOGLIO DELLA POLITICA
“La morte di Emanuele Macaluso mi addolora profondamente. Desidero esprimere i miei sentimenti di vicinanza ai familiari, a quanti, hanno condiviso con Macaluso impegno e ideali, e a coloro che, nel confronto democratico, anche su posizioni diverse, ne hanno apprezzato l’acuta intelligenza e il senso del bene comune. Macaluso è stato un protagonista della storia repubblicana e ha contribuito da dirigente politico e da intellettuale alla crescita democratica del Paese”, scrive il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
L’Aula del Senato, prima di ascoltare l’intervento del premier Conte che sta per chiedere una nuova fiducia per il suo governo, ha osservato un minuto di silenzio in memoria di Emanuele Macaluso. Il momento di raccoglimento è stato seguito da un applauso unanime dell’Assemblea in piedi. “Mi associo, a nome del governo, a questo ricordo del senatore Macaluso – ha detto Conte –  credo che anche chi non ha condiviso le idee politiche possa condividere che è stato un grande protagonista della vita politica e culturale italiana”.
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Ma anche il presidente del Parlamento europeo Davide Sassoli ricorda il politico scomparso: “”Se non scrivo i miei pensieri mi sento morire”, ripeteva. E così Emanuele Macaluso ha lavorato, riflettuto, fino alla fine dei suoi giorni. Diciamo addio a un pezzo importante di storia della sinistra italiana. Storia politica, culturale, ideale nel senso più nobile della parola”.
“Ho incontrato Macaluso solo negli ultimi anni della sua vita, apprezzando lo straordinario esempio di cultura, ironia, vis polemica. Un grande siciliano, una perdita per la sinistra italiana”, dice il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni.
“Mi mancherà Emanuele Macaluso. Un uomo di rara intelligenza, impegnato fino all’ultimo a dare la sua lettura del mondo e dell’Italia. Un pezzo di storia della Repubblica che ci lascia”, e’ il ricordo del ministro della Salute Roberto Speranza.
“Ciao Emanuele, ciao compagno, ciao maestro. Sei stato quello che dovrebbe essere sempre la sinistra, popolo e pensiero, indignazione e speranza, riscatto e realismo. Le parole e la politica sono state le tue armi per cambiare il mondo e tu puoi dire che hai saputo cambiarlo”. Così Andrea Orlando, vice segretario del Pd.
“Ho conosciuto Emanuele Macaluso alla presentazione di un documentario sui minatori siciliani a Montecitorio. Il suo intervento su lavoro e giustizia sociale fu intenso e appassionato. È stato un protagonista assoluto della politica. Ci mancherà il suo sguardo libero e lucido”, dice il presidente della Camera Roberto Fico.
“A nome della Cgil e mio personale esprimo il più profondo cordoglio per la scomparsa di Emanuele Macaluso. La sua vita e il suo straordinario impegno politico sono profondamente legati alla storia della sinistra, del sindacato e della democrazia del nostro Paese”, dice il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini: “La sua vita ci fa ripercorrere e riscoprire le lotte della sinistra e del sindacato che rappresentano tanta parte della storia della democrazia italiana. La sua curiosità e il suo impegno, così presenti fino ai suoi ultimi giorni, ci danno nuova speranza per cambiare la società in cui viviamo”. Macaluso “è stato espressione di una generazione che si è misurata e cresciuta nella lotta contro il fascismo e nelle lotte sociali per il riscatto delle lavoratrici e dei lavoratori.
Giovanissimo, si afferma come capo della Cgil siciliana e guida in prima persona i contadini nell’occupazione delle terre e nella lotta contro gli agrari, che costò la vita a decine e decine di sindacalisti. In queste lotte ci si scontrava non solo con i grandi proprietari delle terre ma anche con Cosa Nostra, a cui molto spesso gli agrari erano legati”. “Sono queste esperienze, maturate nel vivo delle lotte sociali nella sua terra – prosegue Landini – che hanno fatto di Macaluso un dirigente di primissimo piano del Pci, vicino a Togliatti negli anni ’60 e poi, con Berlinguer, direttore dell’Unità. Cultura e lucidità di analisi sono stati tratti distintivi di Macaluso. E proprio per questa ragione non poteva non cogliere e analizzare con sofferenza la crisi della sinistra degli ultimi anni”
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Covid:Sala, vaccini in base al Pil? Mi cadono le braccia
Sindaco, la crisi politica nazionale è “nel momento sbagliato”
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19 gennaio 2021
10:05
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“Ci sono mattine in cui ti possono cadere le braccia: il tuo Paese in preda a una crisi politica difficile da decifrare e nel momento sbagliato, la tua Regione che chiede l’assegnazione dei vaccini in base al Pil”. Lo ha scritto sulla sua pagina Instagram il sindaco di Milano, Giuseppe Sala.

“Ma ora mangio pane e olio, bevo caffè e poi tornerò a lavorare e a cercare di essere un politico e un uomo giusto”, ha concluso Sala che ha postato una sua foto mentre fa colazione.
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La ‘sfida’ di Conte al Senato, il film della giornata
L’intervento a Palazzo Madama e l’attesa del voto
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19 gennaio 2021
19:28
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Giornata decisiva quella di oggi per il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dopo lo strappo dei giorni scorsi di ‘Italia Viva’ di Renzi. Dopo aver incassato ieri alla Camera la fiducia per il suo Esecutivo con una maggioranza di 321 sì (259 no e 27 astenuti), oggi punta ad ottenere un buon risultato anche a Palazzo Madama dove i numeri si annunciano però piuttosto ‘risicati’.
Il film della giornata
ore 9.30 – Il premier prende posto ai banchi del governo accanto ai ministri Franceschini, Speranza, Guerini, Bonafede, Di Maio, Lamorgese, D’Incà e Amendola e comincia il suo intervento.
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L’Aula è piena. Sugli scranni si notano, tra gli altri, Matteo Salvini e Matteo Renzi. Ribadisce gli impegni del suo Governo e tutti gli appuntamenti internazionali che lo attendono a breve. Torna a sostenere l’importanza di una riforma della legge elettorale in senso proporzionale e della necessità di bloccare le “derive sovraniste e nazionaliste”. Ma soprattutto sottolinea la gravità della pandemia e l’importanza di un fronte coeso per contrastarla. E lancia un appello ai ‘volenterosi’ a “rimarginare la ferita” che si è aperta “con la crisi” di governo provocata da Renzi. Il suo discorso, che dura circa un’ora, è sottolineato da 31 applausi.
ore 10.40 – l’applauso a Liliana Segre – Ma un grande applauso, con tutti i senatori e i componenti del Governo in piedi a cominciare dal premier Conte, è dedicato a Liliana Segre quando entra in Aula. La senatrice a vita ha deciso, infatti, nonostante il veto dei medici, di venire a Roma a votare la fiducia all’Esecutivo colpito da una “crisi incomprensibile”.
0re 10.45 – il via al dibattito –  Il primo a prendere la parola dopo l’intervento di Conte è il senatore Pier Ferdinando Casini che annuncia la sua fiducia all’Esecutivo. Il dibattito impegna l’Assemblea di Palazzo Madama fino alle 12.30.
Ore 12.30 – la sanificazione e il pallottoliere – Si interrompe il dibattito per consentire la sanificazione dell’emiciclo. Ma intanto si continuano a fare i conti su quanti senatori voteranno la fiducia a Conte. Per il momento si parla di 153, ma le trattative proseguono. E Bruno Tabacci che sta aiutando Conte a trovare i numeri necessari assicura: ‘Dovrebbero essere 158’
Ore 13.46 – riprende il dibattito e Iv conferma l’astensione – Riprende il dibattito che durerà fino alle 16.30, mentre i senatori di Italia Viva fanno sapere che si asterranno in maniera compatta.
Ore 14.19 – l’accusa di ‘trasformismo’ del centrodestra – Il centrodestra, che si era riunito subito dopo la fine del dibattito, in una nota unitaria accusa Conte di aver mascherato “una cinica operazione di trasformismo con un’operazione politica”. Quindi avverte: “Stiamo preparando l’alternativa”. “Diremo no al proporzonale” assicura Maurizio Gasparri (FI).
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Ore 14.47 – Tommaso Cerno torna ai Dem, Sandra Lonardo conferma il suo sì – Il senatore Tommaso Cerno, che era stato eletto con i Dem ma poi era passato al gruppo Misto, dichiara che Conte l’ha convinto e che lui darà la fiducia al Governo e tornerà nel Pd. Anche Sandra Lonardo si schiera con l’Esecutivo e conferma il suo voto a favore.
Ore 14.56 – proseguono i contatti di Conte, maggioranza preoccupata – Nella pausa dei lavori dell’Aula, Conte resta negli uffici di Palazzo Madama da dove avrebbe avuto “diversi contatti telefonici”. La maggioranza si dice “preoccupata” per l’esito del voto e si rimarca che l’obiettivo è dimostrare di poter fare a meno dei 18 parlamentari di Italia Viva.
Ore 17:38 –  Il leader di Italia Viva Matteo Renzi è intervenuto in Senato e rivolgendosi a Conte ha detto: “Signor presidente, se lei parla di crisi incomprensibile, le spiego le ragioni che hanno portato la nostra esperienza al termine. Non è il governo più bello del mondo: pensiamo ci sia bisogno di un governo più forte, non pensiamo possa bastare la narrazione del ‘gli altri paesi ci copiano’. Non è stata aperta ancora una crisi istituzionale perché lei non si è dimesso”.
Ore 18:44 – L’assemblea dei senatori di Italia viva ha confermato la linea dell’astensione sul voto di fiducia in Aula Senato. Lo si apprende da fonti renziane.
Ore 18.50 – La replica di Conte e le dichiarazioni di voto – Il premier replica agli interventi che ci sono stati dopo il suo discorso. Seguono le dichiarazioni di voto
Ore 18:53 – Occorrono investimenti economici strutturati, dobbiamo investire sul futuro e non possiamo farlo creando una crisi di governo o cercando di far cadere un governo. Lo dice il premier Giuseppe Conte in Senato.
Ore 19:24 – “Poltrone? Quando sento questa parola io non mi vergogno di dire che stiamo seduti su queste poltrone. Non è importante – lo dico ai cittadini – dire ‘non sono interessato alla poltrona’ ma essere interessati a star seduti con disciplina e onore”. Lo dice il premier Giuseppe Conte nella replica in Aula al Senato.
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Ore 19:25 – Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha posto la questione di fiducia nell’Aula del Senato sulla risoluzione di maggioranza. E’ ora in corso il dibattito sulla fiducia.
Ore 20.00 – la prima chiama – Le votazioni dovrebbero prendere il via con la prima chiama. Il risultato è atteso intorno alle 20.30.
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De Magistris, mi candido a presidente della Calabria
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NAPOLI
19 gennaio 2021
16:53
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“Mi candido a presidente della Regione Calabria”. Lo annuncia il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ora in Calabria, dove si dovrebbe votare l’11 aprile.
De Magistris, nell’arco della giornata, sarà a Cosenza e Rende per una serie di incontri politici in vista dell’avvio della campagna elettorale.
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Primi volenterosi ‘salvano’ il premier Conte, Iv opposizione
Ciampolillo e Nencini riammessi al voto da un’imprevista ‘Var’ alle 22
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20 gennaio 2021
10:27
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Hanno fatto ‘outing’ in extremis e a urne appena chiuse al Senato, hanno chiesto di votare trasformando la precedente assenza in un sì aperto al governo Conte. La ‘zampata’ è di Lello Ciampolillo, ex del M5S, e di Riccardo Nencini di Italia viva.
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Riammessi al voto da un’imprevista “Var”, entrata in azione dopo le 22 grazie ai senatori questori, i due vengono allo scoperto. E sembrano solo i primi della pattuglia di ‘responsabili’, finora dormienti e che da oggi potrebbero aggiungersi alla maggioranza. “Lavoriamo a renderla più forte”, sottolinea il premier Giuseppe Conte. Ma la sua partita è in salita. Oggi, un vertice potrebbe tenersi per fare il punto. E non si esclude che, sempre nello stesso giorno, Conte vada al Colle. Lì il premier potrà comunicare la volontà di rafforzare la maggioranza. Avrà una manciata di giorni. Il tempo di superare il voto sullo scostamento e quello sul dl ristori, sul quale – al momento – il governo può contare anche su Iv e centrodestra.
La mossa di Ciampolillo e Nencini contribuisce pure ad alzare il margine della fiducia, che a Palazzo Madama arriva a quota 156, cioè 5 voti in meno rispetto alla maggioranza assoluta dei 161. Numericamente, però, Iv resta determinante. E Matteo Renzi, dal salotto di Vespa, promette battaglia. “Dovevamo asfaltarci ma non hanno in numeri. Mi sembra evidente che siamo all’opposizione”, attacca l’ex premier dicendosi pronto ad un governo di unità nazionale ma assicurando che non sarà alleato del centrodestra. La nuova partita a scacchi tra Conte e Renzi è, di fatto, già cominciata. E il premier è a un bivio: per evitare l’ultima ratio dell’appello a FI, può solo mirare a svuotare Iv guardando, al tempo stesso, all’Udc. Operazione difficile ma non impossibile.
“Se non si ricuce, io non vado all’opposizione”, è l’avvertimento del senatore renziano Eugenio Comincini. A tarda sera c’è un dato: i ‘costruttori’ si rivelano meno numerosi e incisivi delle speranze di Conte. Ciampolillo e Nencini lo fanno all’ultimo, pur essendo stati assenti a entrambe le ‘chiame’ in aula. Si difendono dicendo di non aver fatto in tempo a votare, la presidente Casellati ricostruisce poi che l’ex 5S è spuntato alle 22.14 e la dichiarazione di fine voto è di un minuto dopo. Inevitabili le proteste e la bagarre in Aula. Altre sorprese vengono da due forzisti: la fedelissima Maria Rosaria Rossi e Andrea Causin. Nei loro confronti scatta subito la scure di FI: “Sono fuori dal partito: votare con il governo in questo caso non è una questione di coscienza”, sentenzia il vicepresidente Antonio Tajani. Nel partito di Renzi, a parte lo strappo di Nencini e l’assenza per Covid di Marino, l’astensione per ora regge.
Il governo racimola inoltre consensi tra le frange del Misto, gruppo che a Palazzo Madama conta complessivamente 29 senatori di varie componenti. In particolare, pro fiducia si schierano i 7 del gruppo Autonomie (con Pieferdinando Casini in testa), i 5 del Movimento italiani all’estero, fuoriusciti come Gregorio De Falco (ex M5s) e Sandra Lonardo (ex FI) o “rientranti’ come Tommaso Cerno che da stasera ritorna al Pd, l'”ovile” da cui era uscito un anno fa. A loro si aggiungono i senatori a vita Mario Monti, Liliana Segre ed Elena Cattaneo. E, spiegano fonti di governo, vanno considerate le assenze del pentastellato Francesco Castiello e del senatore a vita Carlo Rubbia. Il Pd, che per ora si limita a parlare attraverso “fonti” del partito, parla di “sciagurato salto nel buio” dopo la mossa di Renzi e ribadisce la necessità “il rilancio dell’azione del governo”. Per i Dem Renzi, ormai è out. Diverso il discorso per i parlamentari renziani. Il M5S, con Alfonso Bonafede, sottolinea che, dopo i due voti di fiducia, “una maggioranza alternativa” non esiste. Ma è una maggioranza che va allargata. “Chi intende la politica in modo serio, è chiamato dalla storia a dare il suo contributo. Noi ci siamo”, è il nuovo appello ai costruttori di Luigi Di Maio.
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Renzi attacca Conte ma copre le carte sulle mosse di Iv – IL PUNTO
‘Il suo governo è un arrocco, il Paese non merita questo mercato’ dice il senatore di Iv
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19 gennaio 2021
18:34
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“Noi pensiamo che il suo governo non sia il più bello e il migliore del mondo” e “lei ha cambiato tre maggioranze per rimanere dove è”.
Matteo Renzi mette subito le carte in tavola. E al contrario di Conte, che non lo ha mai nominato in Parlamento, il leader di IV guarda in faccia il premier e “in modo liberatorio e tranquillo”, prende la parola al Senato e affonda: “Lei ha avuto paura di salire al Quirinale, perchè ha scelto un arrocco che farà comodo a lei ma certo non alle istituzioni”. Invece “ora o mai più” bisognava scegliere, “fare un passo in avanti” invece di “preoccuparsi di piazzare qualcuno al posto giusto o garantire qualche poltrona”, non risparmia colpi Renzi, di certo anche parlando al Pd.
Senza però nulla dire su quello che farà Iv di qui a breve – come aveva fatto stamattina l’ex ministra Bellanova annunciando l’astensione – Renzi gela Conte: “Non avrete 161 voti, ma vi auguro di avere una maggioranza.
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Che sia raccogliticcia è sicuro, perchè dovete fare presto”. L’attesa è ora tutta per la strada che sceglierà di prendere Conte, che nel suo intervento di stamattina per primo aveva ammesso: “i numeri oggi sono ancora più importanti ma quello che conta è la qualità del progetto”. Proprio quanto ai numeri, sul quadernetto di Maurizio Gasparri – un veterano delle conte in Parlamento – , il pallottoliere per Conte si ferma a quota 155 e Forza Italia sarà compatta. Perchè la voce che corre in Senato – mentre i lavori sono stati interrotti per la sanificazione dell’Aula prima dello show down del premier – è che potrebbero essere 2 e forse 4 gli azzurri che – come ieri Renata Polverini (su cui oggi si è abbattuto un pesante gossip oltre alle critiche politiche) – potrebbero invece diventare volenterosi-costruttori. Si aspetta infine il discorso dell’altro Matteo: Salvini, che alla fine dell’ennesima riunione del centrodestra chiosa: “Se continuano a dare numeri falsi vuol dire che sono preoccupati”.
Ma che il numero sia 155 (o 158, come qualcuno dice) il vero tema è che la fiducia probabilmente incassata stasera da Conte certificherà una maggioranza relativa e non assoluta. Quindi nei prossimi giorni il premier dovrà continuare a cercare stabilità, attraendo i volenterosi con le promesse chiave fatte ieri e oggi in Parlamento: legge elettorale proporzionale, rimpasto, una nuova lista Conte in grado di garantire seggi e progetto politico.
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Trump revoca bando viaggi da area Schengen e Gb per Covid
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WASHINGTON
19 gennaio 2021
01:35
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La decisione è stata presa alla luce della direttiva emessa il 12 gennaio scorso dai Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), secondo cui dal 26 gennaio tutti i passeggeri che arrivano in Usa da Paesi stranieri devono avere la prova di un test negativo al Covid-19 o la documentazione attestante la guarigione. Trump ha escluso la Cina e l’Iran per la loro carenza di trasparenza e cooperazione con gli Usa nella lotta alla pandemia.   POLITICA   MONDO   VAI ALL’ECONOMIA   VAI ALLA TECNOLOGIA   VAI ALLA CRONACA   VAI ALLE NOTIZIE DEL PIEMONTE

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Governo: per la maggioranza 153 voti certi ma si tratta ancora
Occhi su Iv-Fi.In M5s assente Covid.Assenti Rubbia e Piano
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19 gennaio 2021
15:48
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Sono 153 i sì ad ora ritenuti certi per la maggioranza in Senato ma il pallottoliere viene continuamente aggiornato e c’è chi confida che l’asticella a sostegno di Conte salga fino ad almeno 158. L’obiettivo, secondo alcune fonti di governo, sarebbe quello di lasciare più di 18 senatori di margine tra i Sì e i No, per dimostrare che Iv non è essenziale alla maggioranza.
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Tra i senatori già in maggioranza si segnala oggi l’assenza per Covid del M5s Francesco Castiello.
Ecco dunque i numeri: 91 M5s (senza Castiello), 35 Pd, 4 senatori del Maie, 6 di Leu più Sandro Ruotolo, 7 delle Autonomie, i senatori a vita Elena Cattaneo, Liliana Segre, Mario Monti. E ancora, dal Misto: Sandra Lonardo, Tommaso Cerno, gli ex M5s Maurizio Buccarella, Gregorio De Falco. Lelio Ciampolillo e Luigi Di Marzio dovebbero votare sì ma non è confermato. Tra i voti incerti – ma dovrebbe astenersi – viene considerato Riccardo Nencini, che siede con Matteo Renzi nel gruppo Iv-Psi.
Occhi puntati sui renziani per eventuali defezioni dell’ultima ora ma al momento non se ne segnalano. In Senato si ipotizza poi qualche sorpresa da Fi, come ieri Renata Polverini alla Camera: tra i due e i quattro senatori azzurri, secondo i rumors, potrebbero votare con la maggioranza. Dovrebbero essere assenti i senatori a vita Giorgio Napolitano, Carlo Rubbia e Renzo Piano.
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Segre, ovazione al Senato per la senatrice a vita
‘Sono venuta a votare sì’ ha detto
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19 gennaio 2021
13:38
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La senatrice a vita Liliana Segre è entrata nell’aula del Senato, accolta dagli applausi e dai parlamentari che si sono alzati, per omaggiarla. A salutarla, dal microfono, è stato Pier Ferdinando Casini durante il suo intervento dopo le comunicazioni del premier Conte in Aula.
“Grazie Liliana Segre” scrive su facebook il segretario del Pd Nicola Zingaretti allegando una foto della senatrice a vita in aula al Senato mentre viene omaggiata da una standing ovation.
“Deciderò quando sarò lì, ma se sono venuta da Milano…”, risponde così la senatrice a vita Liliana Segre ai giornalisti che le chiedono se voterà la fiducia a Conte.
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“Di solito quelle di 90 anni stanno a casa, quindi faccia conto che io stia a casa, la nonna la lasciate stare”, si schernisce.
“Che sia venuta è già una risposta. Sono venuta a votare sì”. Lo dice Liliana Segre, senatrice a vita, a chi la interpella in Senato sulle sue intenzioni di voto sulla fiducia, dopo le comunicazioni del premier Giuseppe Conte. A chi le domanda un’opinione sul discorso di Conte, risponde: “Sono stata prestata alla politica, senza essermene mai occupata, dal presidente Mattarella che un giorno mi ha fatto senatrice a vita. Io sono spettatrice. Ho iniziato molte cose tardi ma tardi così, non pensavo. Devo rileggere quel discorso, capire se ha toccato certi punti che mi interessano”, conclude.
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Governo: Centrodestra chiede al Colle le elezioni, caos in Fi
Salvini, che schifezza. Meloni, al voto. Dubbi su gruppo ‘azzurro’
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19 gennaio 2021
23:28
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Conte non ha una maggioranza solida in grado di guidare il Paese. Al Senato è in piedi solo grazie a transfughi e i senatori a vita: siamo pronti ad andare al Colle per chiedere le elezioni.
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Il centrodestra serra le fila, commenta così a caldo la fiducia ottenuta dal governo al Senato con 156 sì. Tuttavia, nella coalizione cresce l’apprensione sulla tenuta del gruppo azzurro a Palazzo Madama e in generale sul futuro del partito di Silvio Berlusconi. Dopo le costanti assicurazioni che il gruppo sarebbe stato ‘unito e compatto’ sono emerse evidenti crepe. Dopo la defezione di ieri a Montecitorio da parte di Renata Polverini, Forza Italia perde infatti altri due senatori: Andrea Causin e soprattutto Maria Rosaria Rossi, in passato molto vicina al Cavaliere, con il loro voto a favore del governo giallorosso hanno sancito la loro espulsione dal partito, decisa immediatamente da parte del vicepresidente Antonio Tajani. E’ vero che alcuni ex M5s si sono avvicinati all’opposizione, tuttavia il nodo sul futuro del Conte due si gioca al centro. E chissà che la breccia apertasi dentro Forza Italia possa essere da viatico al riposizionamento di altri senatori centristi. In attesa che si capisca di più nelle prossime ore la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ribadisce su Rete 4 che la sua priorità è il ricorso anticipato alle urne: “Ora votare è necessario perchè è l’ultima possibilità che l’Italia ha per rialzarsi, avendo un governo che ha un’idea chiara, che vuole andare tutto da una parte, con le idee chiare”. Nessuna voglia di cercare soluzioni alternative, dalle larghe intese ai governi di unità nazionale. Dubbi anche su un governo a guida centrodestra: “Lo proponemmo nel 2018. Se dessero l’incarico a Salvini, vediamo. Ma in ogni caso il nostro Piano A sono le elezioni”. Per le urne anche Matteo Salvini, convinto che perfino il ‘Prodi due’ quello in piedi grazie a Turigliatto e pochi altri fosse più stabile di questo esecutivo. “Che schifezza quello che abbiamo visto oggi al Senato. La cosa più seria ora – commenta a caldo – è dare la parola agli italiani. Qualcuno può pensare che un Parlamento che deve usare il Var per vedere se un senatore dormiva può portare avanti l’Italia? Che le persone che abbiamo visto possano gestire i soldi Ue?”.
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‘Faccetta nera’ in radio:non passa mozione contro Donazzan
Consiglieri Veneto di Lega e Lista Zaia si astengono
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VENEZIA
19 gennaio 2021
18:28
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La mozione di riserva discussa oggi in Consiglio regionale contro l’assessore all’istruzione del Veneto Elena Donazzan dopo il caso della canzone fascista “Faccetta nera” cantata alla radio non è passata. A determinare il risultato è stata l’astensione compatta della Lega e della Lista Zaia Presidente.
Donazzan aveva ripetuto in aula le proprie scuse, sottolineando che “accade nella vita di sbagliare”.
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Covid, Moratti: mai pensato di declinare vaccini e reddito
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MILANO
19 gennaio 2021
19:53
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Nessun accenno esplicito al Pil bensì a una “prevalenza e incidenza elevate” del virus, “all’elevata urbanizzazione” e alla “mobilità intra ed extra regionale” della Lombardia, “manifestazione del dinamismo economico” della regione che “deve essere preservato in quanto motore trainante del Paese”. Sono questi i “fattori” da tenere in considerazione secondo il vicepresidente della Regione Letizia Moratti, nella lettera inviata al commissario Arcuri in cui si chiede “la revisione degli step di approvvigionamento dei vaccini anti-Covid 19, con anticipo delle dosi”.

 

“Non ho mai pensato di declinare vaccini e reddito”. E’ quanto ha precisato in Consiglio regionale il neo vicepresidente e assessore al Welfare Letizia Moratti, rispetto a quanto emerso ieri dalla riunione con i capigruppo. “Il Pil è un indicatore economico-finanziario che attesta l’attività in una Regione, che, questo sì, ho detto, è il motore dell’Italia. In questo senso questa Regione ha la necessità di essere tenuta in considerazione, non parlo di piano vaccini ma di zona rossa”, ha chiarito Moratti.
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Vaccini: Moratti scrive ad Arcuri, nessun accenno a Pil
Vicepresidente Lombardia chiede revisione modalità assegnazione
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MILANO
19 gennaio 2021
19:54
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Nessun accenno esplicito al Pil bensì a una “prevalenza e incidenza elevate” del virus, “all’elevata urbanizzazione” e alla “mobilità intra ed extra regionale” della Lombardia, “manifestazione del dinamismo economico” della regione che “deve essere preservato in quanto motore trainante del Paese”. Sono questi i “fattori” da tenere in considerazione secondo il vicepresidente della Regione Letizia Moratti, nella lettera inviata al commissario Arcuri in cui si chiede “la revisione degli step di approvvigionamento dei vaccini anti-Covid 19, con anticipo delle dosi”.
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Conte, difficile governare con chi mina equilibri
Accuse di immobilismo e di correre,di pieni poteri e indecisione
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19 gennaio 2021
10:28
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In questi giorni ci sono state “continue pretese, continui rilanci concentrati peraltro non casualmente sui temi palesemente divisivi rispetto alle varie sensibilità delle forze di maggioranza. Di qui le accuse, a un tempo di immobilismo e di correre troppo, di accentrare i poteri e di non aver la capacità di decidere.
Vi assicuro che è complicato governare con chi mina continuamente un equilibrio politico pazientemente raggiunto dalle forze di maggioranza”. Lo dice il premier Giuseppe Conte intervenendo al Senato.
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Conte, opere mai bloccate, nel 2020 cresciuti appalti
Da 39 a 43 mld,grazie collaborazione di tutti.Ci sono commissari
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19 gennaio 2021
10:29
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“Si è detto che le opere” del decreto semplificazioni “sarebbero ancora bloccate per la designazione dei commissari: innanzitutto la lista c’è ma poi non è così, le opere non sono mai state bloccate, perché i poteri dei commissari sono stati attribuiti dal decreto semplificazioni ai responsabili unici di progetto. Gli appalti di Anas e Fsi sono cresciuti 43,3 mld rispetto ai 39,4 del 2019.
E’ un florilegio ma lo dico: questo è stato possibile grazie alla condivisione, collaborazione, responsabilità in ciascuna forza politica”. Lo dice il premier Giuseppe Conte al Senato facendo riferimento a una critica che gli è stata mossa da Iv.
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Governo: Salvini, Conte parla di buon lavoro, davvero?
Leader Lega parlerà in Senato in dichiarazione voto
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19 gennaio 2021
10:31
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“Conte: abbiamo lavorato bene e fatto tanto per tutti, partite Iva e famiglie, studenti e lavoratori, medici e commercianti, donne, giovani e pensionati.Davvero? Voi ve ne siete accorti???” . Lo scrive su Twitter il senatore e leader della Lega, Matteo Salvini, in aula durante le comunicazioni del premier Conte a Palazzo Madama.
Salvini dovrebbe intervenire in serata per le dichiarazioni di voto sulla fiducia.
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Conte, maggioritario creerebbe instabilità politica
Con proporzionale accordi programma di alto profilo per governo
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19 gennaio 2021
10:35
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Sulla proposta del sistema proporzionale “leggo delle interpretazioni, diciamo così maliziose. Negli anni passati abbiamo subito una frantumazione della rappresentanza.
Sono emersi nuovi processi, anche in maniera dirompente, non possiamo fare una legge che costringa forze così diverse. Questo artificio contribuirebbe all’instabilità politica, non stabilirebbe il quadro”. Lo dice il premier Giuseppe Conte intervenendo al Senato.
Le forze politiche, dopo le elezioni “saranno chiamate a definire accordi programmatici di alto profilo per governare, in modo da consentire una solida prospettiva politica” ai cittadini, aggiunge.
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Dpcm: Fontana, fatto il ricorso al Tar
Chiesto al Ministro di rivedere i parametri della decisione
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MILANO
19 gennaio 2021
11:02
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“Come anticipato nei giorni scorsi, abbiamo presentato ricorso al Tar contro la decisione del governo, e chiesto al Ministro di rivedere i parametri che regolano questa decisione, così impattante sulla vita dei nostri cittadini e delle nostre imprese”. Così, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, intervenendo in Consiglio Regionale, ha confermato la presentazione del ricorso al Tribunale amministrativo contro l’assegnazione della zona rossa alla Regione Lombardia, definita “fortemente, e ingiustamente, penalizzante per la nostra regione”
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Vaccino: intesa Piemonte con medici base, Cirio ‘noi primi’
Somministreranno Astra-Zeneca che non ha problemi conservazione
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TORINO
19 gennaio 2021
12:22
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“Oggi definiremo l’accordo per l’inoculazione del vaccino anti-Covid attraverso i medici di medicina generale: saremo la prima Regione d’Italia a chiudere un accordo di questo tipo. Siamo sabaudi e vogliamo essere pronti”.
Così il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, all’inaugurazione di un nuovo hot spot per tamponi rapidi a Torino. “Abbiamo 3.200 sentinelle della nostra salute con cui dobbiamo costruire una rete di sempre maggiore collaborazione. I medici di medicina territoriale collaboreranno alla campagna somministrando il vaccino Astra-Zeneca, che non presenta problemi di conservazione, non appena disponibile”.
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Milano, stop fumo in parchi e stadi
Da 2025 divieto scatterà in tutte le aree pubbliche all’aperto
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MILANO
19 gennaio 2021
13:47
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Da oggi Milano diventa smoking free e bandisce il fumo all’aria aperta in alcune zone della città, dalle fermate dei mezzi pubblici, ai parchi, fino agli stadi e strutture sportive, cimiteri e aree cani. Lo ha stabilito il Comune di Milano con l’approvazione, il 19 novembre scorso, del nuovo Regolamento per la qualità dell’aria.
Il divieto entra in vigore in modo soft: sarà possibile fumare all’aperto in quei luoghi se ci si trova a distanza di 10 metri dalle altre persone. Dal primo gennaio 2025 il divieto di fumo sarà esteso a tutte le aree pubbliche all’aperto.
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Expo:Appello,Sala falso sì ma prescritto
Giudici, non è privo di rilevanza penale ma estinto
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MILANO
19 gennaio 2021
13:51
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Non è ritenuto “innocuo e di conseguenza privo di rilevanza penale” ma è comunque prescritto il falso contestato al sindaco di Milano Giuseppe Sala finito sotto processo per aver firmato, quando era ad di Expo, due verbali retrodatati, che servirono a sostituire due commissari incompatibili della gara per la Piastra dei servizi.
Lo scrive la corte d’Appello di Milano nelle motivazione della sentenza dello scorso 21 ottobre con cui ha rigettato la richiesta di assoluzione nel merito da parte della difesa di Sala ma ha dichiarato l’estinzione del reato per prescrizione.
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Reddito cittadinanza a 1,25 milioni nuclei, +3,3% a dicembre
Inps, pagate 1,5 milioni mensilità Reddito emergenza in 8 mesi
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19 gennaio 2021
14:10
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Con il mese di dicembre 2020 si registrano 1,25 milioni di nuclei familiari beneficiari di Reddito/Pensione di cittadinanza, con 2,9 milioni di persone coinvolte ed un importo medio di 528 euro. Si tratta di un incremento del 3,3% sul mese precedente (1.249.809 beneficiari rispetto ai 1.209.381 di novembre).
Lo si legge nell’Osservatorio Inps. Il 61% dei nuclei percettori risiede al Sud e nelle Isole, il 23% al Nord ed il 16% al Centro.
Per quanto riguarda il Reddito di emergenza, fa inoltre sapere l’Inps, sono circa 1,5 milioni le mensilità pagate in 8 mesi, da maggio a dicembre 2020, in base ai tre diversi decreti che lo hanno introdotto e prorogato.
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Belsito non creò danni immagine alla Lega, assolto
Decisione giudici Genova. Partito aveva chiesto 500 mila euro
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GENOVA
19 gennaio 2021
14:16
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Nessun danno di immagine per la Lega. E’ quanto deciso dai giudici della corte di Appello di Genova nel processo d’Appello contro Francesco Belsito e tre imprenditori nel quale il Carroccio ha chiesto un risarcimento da 500 mila euro all’ex tesoriere perché secondo i legali del partito dopo il deflagrare dell’inchiesta sui fondi della Lega, nella quale era rimasto coinvolto Belsito, ci sarebbe stata una perdita di consenso elettorale nel 2011 e 2013.
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I giudici hanno assolto Belsito. “La giustizia finalmente sta arrivando e ha dimostrato che da parte della Lega non c’è stata correttezza”.
Lo ha detto l’ex tesoriere della Lega Francesco Belsito dopo la sentenza di assoluzione. “Sono felice per me e i miei avvocati che hanno creduto in questa assoluzione. In tutti questi processi che vanno avanti da tanti anni, alla fine l’unico sempre presente e a pagare sono stato sempre io. Mi sono tolto un grosso sasso dalla scarpa”.
Il caso nasce sulla scia delle indagini sui rimborsi elettorali per 49 milioni di euro non dovuti (la Cassazione ha confermato la confisca, i soldi sono spariti, la procura di Genova li cerca e intanto la Lega ha stabilito una rateizzazione da 600 mila euro all’anno), e sugli investimenti a Cipro e in Tanzania. Gli anni in questione vanno dal 2008 al 2013.
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Banche:Abi, a dicembre accelerano prestiti e depositi
Per famiglie e imprese non finanziarie sono cresciuti del 5,5%
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19 gennaio 2021
16:44
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Accelera la crescita dei prestiti bancari a dicembre. Secondo quanto si ricava dal rapporto mensile Abi i finanziamenti a famiglie e imprese non finanziarie sono cresciuti del 5,5% contro il +5,3% di novembre.
L’andamento continua a beneficiare delle misure straordinarie del governo e dal “ruolo di sostegno delle banche all’economia”, come spiega il vice dg dell’associazione Gianfranco Torriero secondo cui si tratta di una dato “in controtendeza rispetto agli altri paesi”.
“C’è un ricorso delle aziende alle banche per creare buffer di liquidità e traghettarle verso la nuova normalità” post pandemia, ha aggiunto Torriero. E nuovo balzo dei depositi bancari a dicembre. Dopo il lieve rallentamento di novembre quando avevano segnato un +8%, sono tornati a crescere a due cifre, con un rialzo del 10,3% e salendo di oltre 162 miliardi di euro a 1.736 miliardi rispetto a un anno fa. La raccolta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) risulta in crescita del +7,8%.
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Girolamini: assolto a Napoli l’ex senatore Dell’Utri
Era accusato di concorso in peculato per appropriazione 13 libri
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NAPOLI
19 gennaio 2021
16:45
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La prima sezione penale del Tribunale di Napoli (presidente Pellecchia) ha assolto – con la formula ‘il fatto non sussiste’ – l’ex senatore e cofondatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri, accusato di concorso in peculato in relazione all’appropriazione di 13 volumi trafugati dalla Biblioteca dei Girolamini di Napoli, libri consegnati all’imputato dall’ex direttore della biblioteca Massimo Marino De Caro. Gli inquirenti partenopei avevano chiesto la condanna a sette anni di reclusione per Dell’Utri.
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Covid: Boccia, proporrò ritiro impugnativa legge anti Dpcm Vda
“Corte costituzionale ci ricorda principio leale collaborazione”
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AOSTA
19 gennaio 2021
16:59
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“Dopo la sentenza della Corte Costituzionale sul caso della Valle d’Aosta, Regione autonoma che ha collaborato costruttivamente al confronto successivo alla presentazione del ricorso, ho ritenuto opportuno informare il Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, per l’insegnamento e l’opportunità che la sentenza della Corte Costituzionale dà a tutte le Regioni. La Corte ci ricorda con nuovi approfondimenti che le azioni di prevenzione e contrasto della pandemia da Covid-19 devono essere costantemente improntati al principio di leale collaborazione tra tutti i livelli istituzionali con differenti responsabilità.
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Proporrò al Consiglio dei ministri il ritiro dell’impugnativa sulla legge regionale della Valle d’Aosta e dei provvedimenti simili delle altre Regioni di fronte ad un ulteriore raccordo tra Stato e Regioni e relative integrazioni nella gestione dell’emergenza sanitaria e nel rafforzamento delle misure di contrasto al Covid-19”. Lo scrive, in una nota, il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Francesco Boccia, che aggiunge: “Soltanto praticando nelle azioni quotidiane la leale collaborazione richiamata dalla Consulta potremo realizzare azioni condivise per garantire un più efficace raggiungimento degli obiettivi comuni volti al contrasto della diffusione del virus e al superamento degli effetti negativi economici e sociali derivanti dalla pandemia finalizzati al rilancio del nostro Paese”.
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Ue propone di estendere aiuti di Stato al 31 dicembre
Per proseguire sostegno aziende. Tetti aumentati in alcuni casi
c
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BRUXELLES
19 gennaio 2021
19:01
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La Commissione Ue ha proposto agli Stati di prolungare fino al 31 dicembre 2021 lo schema temporaneo di aiuti di Stato messo in piedi a marzo scorso per sostenere le economie durante la pandemia. “Con la seconda ondata che continua ad avere un forte impatto sulle nostre vite, le aziende europee hanno bisogno di ulteriore supporto”, ha detto la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager, precisando che saranno anche aumentati i tetti degli aiuti in certi casi.
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La Commissione propone, “vista la durata prolungata della crisi”, di aumentare i massimali per gli importi limitati di aiuti concessi nell’ambito del quadro temporaneo (attualmente fino a 120.000 euro per aziende nel settore della pesca e dell’acquacoltura, 100.000 euro quelle agricole, e 800.000 euro per tutti gli altri settori) e per le misure che contribuiscono ai costi fissi delle aziende che non sono coperti dai loro ricavi (attualmente fino a 3 milioni di euro per azienda).
Inoltre, Bruxelles propone di consentire agli Stati membri di convertire gli strumenti rimborsabili concessi (inclusi i prestiti) in sovvenzioni dirette, anche in una fase successiva: l’obiettivo è spingere gli Stati a scegliere, in primo luogo, strumenti rimborsabili come forma di aiuto. Gli Stati membri hanno ora la possibilità di commentare la proposta della Commissione prima che venga approvata.
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Papa: via armi nucleari dal mondo per contribuire alla pace
Il 22 gennaio entra in vigore il trattato internazionale
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CITTA DEL VATICANO
20 gennaio 2021
10:29
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“Incoraggio vivamente tutti gli Stati e tutte le persone a lavorare con determinazione per promuovere le condizioni necessarie per un mondo senza armi nucleari contribuendo all’avanzamento della pace e della cooperazione multilaterale di cui oggi l’umanità ha tanto bisogno”. Lo ha detto il Papa al termine dell’udienza generale ricordando che “dopodomani, venerdì 22 gennaio, entrerà in vigore il trattato per la proibizione delle armi nucleari”.
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Vaccini, il governo attiva l’Avvocatura dello Stato contro Pfizer
Arrivate le ultime dosi del carico settimanale della casa farmaceutica americana
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20 gennaio 2021
12:51
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Il Governo italiano ha attivato l’Avvocatura Generale dello Stato per valutare i diversi profili di responsabilità della casa farmaceutica Pfizer in caso di inadempienza e le possibili azioni da intraprendere a tutela degli interessi del Paese e dei cittadini. È quanto si apprende da ambienti di Governo e della struttura Commissariale per l’Emergenza.  Sono arrivate oggi in Italia le ultime dosi di vaccini del carico settimanale di Pfizer, circa 330mila. Complessivamente questo lotto, come già annunciato, è privo del 29% delle dosi previste da contratto.
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Anche la prossima settimana, con l’arrivo del nuovo carico, è previsto sul lotto specifico un altro ammanco che – a quanto si apprende – sarà però inferiore al 29%.
Rivedere la distribuzione dei vaccini, rimodulando le consegne in modo che nessuna regione resti senza dosi e possa procedere con i richiami. A meno di 20 giorni dall’inizio della campagna vaccinale, il governo è già costretto a rimettere mano al piano presentato a inizio dicembre in Parlamento dal ministro della Salute Roberto Speranza per rispondere ai ritardi nelle consegne decisi unilateralmente da Pfizer. Mentre il ministro degli Affari Regionali, Francesco Boccia, annuncia “azioni legali concordate” nei confronti di Pfizer per il taglio e il ritardo nella consegna delle dosi dei vaccini, e chiede alle Regioni “un accordo di solidarietà per garantire i richiami a tutti”. Anche perché, come ha riferito il commissario Domenico Arcuri, la prossima settimana ci sarà una “pur lieve ulteriore riduzione delle consegne”, fatto per il quale Arcuri ha detto di valutare la presentazione di un esposto alla procura per “impatto sulla salute per inadempimento del contratto pubblico”.
La decisione di rivedere il piano è diventata necessaria visto che la casa farmaceutica americana non ha dato alcuna garanzia concreta che dalla settimana prossima si torni alla normalità, limitandosi a promettere in un comunicato stampa che si riprenderà con il “calendario iniziale di distribuzione all’Ue a partire dalla settimana del 25 gennaio”. Non solo. Al taglio di 165mila dosi annunciato venerdì – che ha ridotto del 29% le consegne al nostro paese per questa settimana, passate da 562.770 dosi a 397.800 – Pfizer ha fatto sapere solo alle 17 di lunedì, quando le fiale di vaccino sarebbero già dovute essere in Italia, che avrebbe ritardato ulteriormente la distribuzione, portando a destinazione la maggior parte delle dosi, poco più di 241mila, solo mercoledì. Un nuovo intoppo che rischia non solo di far slittare la campagna vaccinale di diverse settimane ma anche di creare più di qualche problema nella somministrazione della seconda dosa per i richiami, prevista 21 giorni dopo la prima. In questa situazione, Boccia ha sottolineato che Governo, Regioni e Commissario per l’Emergenza hanno deciso di procedere con un’azione legale congiunta nei confronti della casa farmaceutica americana.
L’incontro tra il governo, con i ministri Francesco Boccia e Roberto Speranza e il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri, e le Regioni, ha avuto l’obiettivo primario di evitare che vengano vanificati gli sforzi fatti finora, garantendo al milione e 200mila italiani che hanno già fatto il vaccino di poter fare anche il richiamo. L’ipotesi di un ‘meccanismo di solidarietà’ tra regioni – chi ha conservato più dosi ne cederebbe una parte a quelle che hanno somministrato di più senza tenere le scorte, la Campania e il Veneto su tutte – resta ancora in piedi, anche se tra i governatori una linea comune non c’è, con le regioni più virtuose che fanno resistenza e non accettano di essere penalizzate per aver rispettato le indicazioni date dallo stesso governo. In quella direzione sembrerebbe invece andare la proposta di Luca Zaia in base alla quale le seconde dosi devono essere “garantite da un magazzino nazionale”. Tutti però chiedono garanzie, come ribadisce il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini: le riduzioni “siano solo temporanee”. E che sia il governo a decidere dove devono andare i vaccini, non Pfizer. Per questo l’ipotesi più concreta è di rivedere il piano della distribuzione in modo che siano gli uffici del Commissario a stabilire la rimodulazione delle quantità e dei luoghi di consegna. Garantendo in maniera equa, sulla base dei criteri già definiti, meno dosi ma per tutti.
Intanto, dopo Arcuri, anche il direttore generale dell’Aifa Nicola Magrini ha criticato le decisioni di Pfizer. “E’ un ritardo molto preoccupante” anche perché “è stato comunicato tutto all’ultimo minuto”. Magrini sottolinea comunque che “se si tratta di un ritardo di una sola settimana le conseguenze potrebbero non essere così gravi”. Il problema è che non c’è certezza, come dimostrano le parole della commissaria alla Salute dell’Ue Stella Kyriakides: “il collo di bottiglia” nelle consegne “dipende dalla scarsa capacità di produzione a livello mondiale” da parte dell’azienda. E Per questo “lavoriamo in modo costante con Pfizer-Biontech per sostenere la capacità e il rafforzamento della produzione nell’Ue”.
I ritardi nelle consegne un risultato, negativo, lo hanno comunque già prodotto: lo slittamento di almeno due settimane dell’inizio della campagna di vaccinazione per gli over 80 e dei 400mila pazienti oncologici, ematologici e cardiologici. Il Lazio, dopo le prime dosi somministrate ieri, ha fissato l’apertura al primo febbraio, il Piemonte al 30 gennaio mentre la Puglia non aprirà le prenotazioni fino a quando non sarà fatta chiarezza.
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Papa: tempo di gravi disagi, unità prevalga sui conflitti
Bene prevalga su particolarismi. Divisioni cristiani ‘scandalo’
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CITTA DEL VATICANO
20 gennaio 2021
10:21
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“In questo tempo di gravi disagi è ancora più necessaria la preghiera perché l’unità prevalga sui conflitti. È urgente accantonare i particolarismi per favorire il bene comune, e per questo è fondamentale il nostro buon esempio: è essenziale che i cristiani proseguano il cammino verso l’unità piena, visibile”.
Lo ha detto il Papa nell’udienza generale dedicata alla Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Il Pontefice ha definito uno “scandalo” le divisioni tra le diverse confessioni cristiane.
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Scuola: iscrizioni online, oltre 1mln domande già inoltrate
Procedura aperta dal 4 gennaio, c’è tempo fino al 25
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
19 gennaio 2021
14:54
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Sono 1.000.424 le domande online per le iscrizioni all’anno scolastico 2021/2022 già inoltrate alle 12 di oggi. Questo il dato aggiornato sulla procedura che è in corso di svolgimento.
Le iscrizioni, aperte il 4 gennaio scorso, potranno infatti essere effettuate fino alle ore 20 del 25 gennaio 2021. Lo rende noto il ministero dell’Istruzione.
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Vaccini: Bonaccini,è momento della serietà e responsabilità
‘Fornitura Pfizer torni regolare, Governo e Ue devono vigilare’
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BOLOGNA
19 gennaio 2021
13:29
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Sul fronte vaccinale in cui “in questi minuti stiamo superando quota 120mila” vaccini somministrati “l’Emilia-Romagna è pronta. Proseguiamo a vaccinare.
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Noi vogliamo accelerare, e siamo in grado di farlo”.
E’ quanto scrive, in un post sulla sua pagina Facebook, il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini che, in merito alla riduzione delle forniture da parte di Pfizer invita il Governo e l’Unione Europea “a vigilare” poichè “è’ il momento della serietà e della responsabilità”.
Proprio perchè la Regione è pronta ad accelerare, osserva, “ci siamo rivolti al Governo, al ministro Speranza e al commissario Arcuri, perché la riduzione della fornitura Pfizer-BioNtech che registriamo questa settimana sia solo temporanea, che la fornitura torni regolare già dalla prossima settimana, compreso il recupero delle dosi non arrivate in questi giorni. Su questo – prosegue Bonaccini – il Governo, così come l’Unione europea, devono vigilare e non arretrare di un centimetro: le dosi acquistate devono arrivare nei territori, la campagna di vaccinazione deve proseguire a pieno ritmo. Punto.
E’ il momento della serietà e della responsabilità. Questa battaglia – conclude il presidente emiliano-romagnolo – è troppo importante. La dobbiamo combattere tutti insieme, non c’è tempo da perdere”.
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Maturità: ministero al lavoro, verso esame ‘light’
Due le ipotesi al momento in campo
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19 gennaio 2021
12:06
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Il Ministero dell’Istruzione è al lavoro in vista dello svolgimento degli Esami di Stato: nei giorni scorsi la ministra Lucia Azzolina ha assicurato che una decisione arriverà in tempi rapidi.
“Il ministro sta lavorando” in vista della maturità, ha detto la ministra qualche giorno fa.
“Abbiamo chiesto agli studenti di farci delle proposte: lo scorso anno ci hanno presentato proposte molto ragionevoli; una decisione la prenderemo a breve, i ragazzi a causa dell’incertezza assoluta per le date di rientro che slittano come la tela di Penelope, hanno bisogno di avere certezze che il ministero darà a breve”.
Due le ipotesi, a quanto si apprende, alle quali si starebbe lavorando: secondo la prima si ricalca l’esame dello scorso anno, con una sola prova orale in presenza, davanti ad una commissione di docenti interni; la seconda ipotesi prevede una sola prova scritta (invece di due) e una prova orale. E’ molto probabile comunque che non ci sarà una ammissione generalizzata, come ci fu un anno fa.
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Sciopero toghe onorarie,basta paghe indegne e nessuna tutela
Si astengono dalle udienze sino a venerdì 22, ‘ora un dl’
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19 gennaio 2021
10:50
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Riparte la protesta dei magistrati onorari. Da oggi e sino a venerdì 22 si asterranno dalle udienze civili e penali.
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“Non è tollerabile l’indifferenza dello Stato verso questa categoria di lavoratori” afferma in una nota la Consulta della magistratura onoraria, segnalando che all'”assenza di tutele” e a una retribuzione “indegna” si unirà tra qualche mese, per effetto della riforma Orlando, anche “un dimezzamento degli impieghi, a scapito dell’efficienza” degli uffici giudiziari.
“Un Governo che si professa europeista disattende completamente le sentenze della Corte di Giustizia e le Direttive cui, quale Paese aderente all’Unione, è obbligatoriamente vincolato”, accusa la Consulta che ritiene “incostituzionale, e, sordo a tutti i moniti nazionali, della Anm e della Corte Costituzionale, nonché sovranazionali” il ddl di modifica della riforma Orlando, prospettato come soluzione dalle senatrici Valente ed Evangelista.
La Consulta informerà la Commissione europea di questa, come delle altre, proteste “per le opportune valutazioni in termini di Recovery Fund, non essendo, nei piani italiani, previsto un solo centesimo per la magistratura precaria in servizio. L’unica soluzione praticabile – afferma -è la decretazione di urgenza, che preveda la permanenza nelle funzioni e i diritti lavoristici imposti dalla normativa violata”.
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Zingaretti: “Abbiamo evitato un salto nel buio”
“Ora è il momento di voltare pagina, di rafforzare la forza parlamentare del governo”
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20 gennaio 2021
10:29
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“Ieri abbiamo evitato il salto nel buio di una crisi e abbiamo fatto bene. Ora dobbiamo agire su due fronti i problemi degli italiani e una prospettiva politica del governo”.
Lo ha detto il segretario del partito democratico Nicola Zingaretti a Radio Immagine, la neoemittente dem.
Zingaretti ha aggiunto di aver sentito il premier Conte ieri sera “c’è assoluta consapevolezza – ha assicurato – di muoverci su questi due fronti”. “Ora è il momento di voltare pagina, di rafforzare la forza parlamentare del governo. Perché è un governo che trova la sua legittimazione nel voto parlamentare”, ha detto il segretario del Pd.
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19 gennaio 2021
19:13
CONTE: MORTI COVID? TENIAMOLI FUORI DA CONTESA POLITICA.
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In giorno ‘volenterosi’ al Senato spuntano Razzi-Scilipoti
Ex senatore abruzzese,”non cambia nulla, ognuno fa i fatti suoi”
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19 gennaio 2021
14:12
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Nel D-Day del governo Conte-bis, nel giorno dell’appello ai “volenterosi”, a Palazzo Madama spuntano Antonio Razzi e Domenico Scilipoti, due senatori simbolo dell’ora “responsabilità”.
Nel 2010, infatti, con l’avvicinarsi della mozione di sfiducia al governo Berlusconi IV i due allora senatori lasciarono l’Italia dei Valori e votarono contro la sfiducia all’esecutivo di centrodestra ergendosi a “re dei responsabili” o, come sottolineato per anni da chi, a partire dal M5S, li ha messi nel mirino, “re dei voltagabbana”.

“Mi hanno accusato per anni, alla fine non cambia mai niente, ognuno si fa i c…suoi”, spiega Razzi nel Transatlantico del Senato.
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Secondo Razzi “se non ci fosse stata la riforma c’era pure la possibilità di votare ma con il taglio dei parlamentari chi vuole andare a casa?. Quando nel 2010 votai per il governo Di Pietro neanche ci salutava eppure noi avevamo portato voti al partito”. “Se è la mia rivincita? Ma no. Però è un peccato non andare in tribuna, purtroppo è vietato per il Covid”, conclude l’ex senatore abruzzese.
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Il Copasir chiede audizioni di Conte, Di Maio, Renzi e Casalino
Sulle vicende dei pescatori in Libia e la visita di Barr in Italia
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POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
20 gennaio 2021
11:37
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Il Copasir ha chiesto l’audizione del premier Giuseppe Conte, del capo ufficio stampa di Palazzo Chigi Rocco Casalino e del ministro degli Esteri Luigi Di Maio in relazione alla vicenda dei pescatori trattenuti per alcuni mesi in Libia. Il Comitato ha anche chiesto l’audizione del senatore Matteo Renzi “al fine di arricchirsi di ulteriori ed eventuali notizie relative alla vicenda riguardante la visita nel 2019 del procuratore generale degli Stati Uniti, William Barr”.
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Papa: incontra la squadra dello Spezia Calcio, ‘Bravi!’
Si complimenta per la vittoria di ieri sulla Roma
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CITTA DEL VATICANO
20 gennaio 2021
11:53
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Papa Francesco, prima dell’udienza generale di stamattina, ha incontrato in Vaticano la squadra dello Spezia Calcio: mi piace, ha detto, “vedere lo sforzo dei giovani e delle giovani nello sport”.
Dal Papa in Vaticano dopo le fatiche di ieri sera sul prato dell’Olimpico, con la vittoria a sorpresa sulla Roma in Coppa Italia.
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Anche Papa Francesco ne era informato – riferisce Vatican News – e stamattina, incontrando in Vaticano i giocatori della squadra di calcio dello Spezia, non ha potuto non ricordarlo. Nessun discorso preparato per l’occasione, ma un incontro e un saluto spontanei prima di spostarsi nella Biblioteca per l’udienza generale.
“Prima di tutto, complimenti! Perché ieri siete stati bravi.
Complimenti!”, ha detto il Papa riferendosi al match di ieri. E poi una battuta per ricordare che “in Argentina si balla il tango” e che il tango è una musica il cui ritmo si basa sul tempo dei due quarti. E “voi oggi siete 4 a 2”, ha scherzato con i calciatori. Quindi li ha ringraziati per la loro visita e per la loro testimonianza sportiva. “A me piace vedere – ha detto Francesco – lo sforzo dei giovani e delle giovani nello sport, perché lo sport è una meraviglia. Lo sport porta su tutto il meglio che noi abbiamo dentro. Continuate con questo” perché “porta a una nobiltà grande”.
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Covid: niente ritiro di Quaresima ad Ariccia per il Papa
‘Preghiera personale dal 21 al 26 febbraio’
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CITTA DEL VATICANO
20 gennaio 2021
12:19
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Niente ritiro di Quaresima per il Papa e la Curia romana. “Considerato il permanere dell’attuale emergenza sanitaria, quest’anno – riferisce la sala stampa vaticana – non sarà possibile vivere comunitariamente gli Esercizi Spirituali della Curia Romana presso la Casa Divin Maestro in Ariccia.
Il Santo Padre ha pertanto invitato i Cardinali residenti a Roma, i Capi Dicastero e i Superiori della Curia Romana a provvedervi in modo personale, ritirandosi in preghiera, dal pomeriggio di domenica 21 a venerdì 26 febbraio. In quella settimana saranno sospesi tutti gli impegni del Santo Padre, compresa l’Udienza Generale di mercoledì 24 febbraio”.
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Tutte le parole di Giuseppe Conte alla camera e al Senato
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
20 gennaio 2021
13:11
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Nel suo discorso alla Camera il premier ha utilizzato 5.632 parole per un totale di 32.563 caratteri. Il termine più ricorrente è stato “Paese” (24 volte).
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Nel suo intervento al Senato, le parole sono state 6.682, per un totale di 38.690 caratteri. Quella più usata è stata “Politica” (32 volte), ma anche “Paese” è rimasto ‘in pole’ con 28 citazioni.
Sono state passate sotto la lente d’ingrandimento tutte le conversazioni online riguardanti il Premier Conte (social + news + blog + forum) dal 13 gennaio, il giorno in cui si è ufficialmente aperta la crisi di Governo con le dimissioni delle due Ministre di Italia Viva, a ieri, quando il Governo ha incassato la fiducia a Palazzo Madama.
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In quest’arco temporale,  il presidente del Consiglio è stato citato circa 710 mila volte, da parte di circa 59 mila ‘autori unici’, con contenuti che hanno coinvolto (like + commenti + condivisioni) quasi 4.5 milioni di persone. Un volume di conversazioni che ha generato una portata potenziale, “opportunity to be seen” di ben 815.5 miliardi, che si stima aver dato luogo a 40.7 miliardi di impression, al lordo delle duplicazioni.
Le due giornate dedicate ai voti di fiducia, alla Camera e al Senato, sono state quelle con il maggior numero di conversazioni. In entrambi i giorni si sono superate abbondantemente le 140 mila citazioni di Giuseppe Conte.
Il picco massimo si è avuto tra le 22:00 e le 23:00 di ieri, durante e dopo la concitata votazione al Senato, con 20.399 citazioni.
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Durante il discorso di Conte alla Camera, alle 12:00 circa del 18 gennaio scorso, è stato menzionato online circa 14.326 volte, ma un picco si è avuto anche  durante la conferenza stampa di Renzi, il 13 gennaio, con 10.145 citazioni.
Tra i 120 termini più frequenti nelle conversazioni online relative a Conte, oltre al nome del Premier, le due parole ‘protagoniste’  sono state “crisi” (25.4%) e “Renzi” (25.2%). Oltre a #Conte, l’hashtag più utilizzato (circa 7 mila citazioni) è stato #CrisidiGoverno.
A partecipare a questo intenso dibattito politico dell’ultima settimana sono stati prevalentemente uomini (il 65% del totale) di età compresa tra i 25 e 34 anni (il 45% del totale).
Molto ampia la copertura della crisi di governo da parte dei media che ha generato l’enorme numero di impression riportate.
Ad esclusione degli account social delle diverse testate d’informazione, l’account che ha generato maggior engagement, cioè più coinvolgimento, è stato quello di una tale Mary che, come molti altri italiani, si è chiesta se ci fosse davvero bisogno di aprire questa in crisi in un momento tanto difficile per il Paese.
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Vaccini:Governo attiva Avvocatura Stato contro Pfizer
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
20 gennaio 2021
12:45
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Il Governo italiano ha attivato l’Avvocatura Generale dello Stato per valutare i diversi profili di responsabilità della casa farmaceutica Pfizer in caso di inadempienza e le possibili azioni da intraprendere a tutela degli interessi del Paese e dei cittadini. È quanto si apprende da ambienti di Governo e della struttura Commissariale per l’Emergenza.
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Vaccini: governatori Lega, Conte si prenda responsabilità
Abbiamo dovuto dimezzare vaccini, non ne abbiamo
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MILANO
20 gennaio 2021
12:49
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“Da ieri abbiamo dovuto dimezzare il numero dei vaccini anti covid perché non abbiamo sufficienti dosi e personale medico per rispettare il piano vaccinale.
Invece di cercare i voti dei Ciampolillo in Parlamento, Conte, se ancora è presidente del Consiglio, si assuma la responsabilità di risolvere la questione”: questo chiedono i governatori della Lega Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia), Attilio Fontana (Lombardia), Maurizio Fugatti (Trentino), Chtistian Solinas (Sardegna), Nino Spirli (Calabria) e Luca Zaia (Veneto)
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Governo: Causin,entro nel Misto,spero ‘volenterosi’ crescano
Ok fiducia è scelta responsabilità. Non è stata sorpresa per FI
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
20 gennaio 2021
12:52
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“Da oggi entrerò nel gruppo Misto del Senato, insieme alla senatrice Maria Rosaria Rossi, e mi auguro che da domani si rafforzi il gruppo di parlamentari che, come me, hanno deciso di dare un sostegno al governo, per cui non escluderei che si possa formare un gruppo autonomo in Parlamento che sia poi embrione di un’iniziativa politica orientata al progetto europeista, cattolico e socialista di cui ha parlato Conte”. Così il senatore Andrea Causin, dopo l’ok alla fiducia espresso ieri al Senato, in dissenso con Forza Italia.
Esponente del partito di Berlusconi da 4 anni, Causin è stato espulso ieri sera per la scelta fatta e condivisa con la senatrice Rossi, anche lei fuori da FI.
“Ho votato la fiducia per senso del dovere e perché l’instabilità istituzionale è la peggiore medicina a questa crisi – ha aggiunto – Ho fatto una valutazione attenta e sofferta. Ricordo che la mia insegnante di latino diceva che la parola ‘decidere’ deriva dal latino e significa anche ‘recidere’. E’ stato un po’ così per me, ma avevo avuto un confronto con il partito. La mia scelta non è stata insomma una sorpresa per FI”.
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Governo:Salvini a elettori 5s,oggi sono con Monti e Mastella
E che dire dei due di Fi eletti della Lega?
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
20 gennaio 2021
12:56
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“Vogliamo parlare dei due parlamentari di Forza Italia, eletti anche con i voti della Lega? Vogliamo parlare di Monti, di Mastella, degli elettori M5s che ora vedono i suoi votare il governo con Monti, con Mastella?”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, in diretta Facebook.
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A studio altre 26 settimane Cig Covid e proroga sgravi
Misiani, blocco licenziamenti avanti solo per i settori in crisi
e
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
20 gennaio 2021
12:57
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Altre 26 settimane di Cig Covid e licenziamenti bloccati dopo il 31 marzo ma solo per le imprese dei settori in crisi: sono due delle ipotesi che avanzano nel governo al lavoro per mettere a punto il prossimo decreto Ristori, dopo il via libera delle Camere allo scostamento da 32 miliardi atteso per oggi.
Sul fronte degli ammortizzatori si starebbe lavorando sull’ipotesi di estendere la Cig Covid garantendo una maggiore copertura, fino a 26 settimane per assegno ordinario e cassa in deroga.
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In parallelo si dovrebbe anche confermare l’esonero contributivo alternativo all’utilizzo della cassa Covid, per chi fa rientrare i dipendenti al lavoro. Nei giorni scorsi il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, aveva parlato di una “consistente proroga” della Cig Covid con il prossimo decreto Ristori, ipotizzando però altre 18 settimane.
Partita aperta anche sul blocco dei licenziamenti che però potrebbe non essere più generalizzato: “L’Italia – dice il viceministro all’Economia Antonio Misiani – non può permettersi un’ondata di licenziamenti, ma non possiamo nemmeno andare avanti con una logica emergenziale. Personalmente credo che” il blocco “debba essere prorogato per i settori maggiormente in crisi, mentre chi ha recuperato i livelli del 2019 credo debba lavorare per tornare alla normalità”. Quanto ai ristori veri e propri Misiani ha confermato l’intenzione di superare il meccanismo legato ai codici Ateco, concentrando gli aiuti sulle perdite di fatturato: la soglia dovrebbe essere quella del 33%, utilizzata finora. In arrivo anche, assicura, un miliardo e mezzo in più per l’anno ‘bianco’ dei contributi per gli autonomi.
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Governo:Salvini,Ciampolillo?Voleva le canne per curare Covid
Voleva denunciare chi vende latte, perchè il latte è del vitello
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
20 gennaio 2021
13:02
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“Ciampolillo, quello che ieri ha chiesto il Var per votare, è lo stesso che voleva curare il Covid con le canne, poi voleva denunciare chi vende latte perchè il latte è del vitello. In un momento normale mi sarei messo a ridere, oggi mi cadono le palle.
E vuole diventare ministro dell’Agricoltura. Questo è il governo…”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, in diretta Facebook.
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Governo: Toti, è l’ora della responsabilità
Ne serve uno con migliori energie Paese,ampia forza parlamentare
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GENOVA
20 gennaio 2021
13:07
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“La giornata di ieri in Senato ci consegna la fotografia di un Paese ingovernabile”: lo sottolinea il presidente della Regione Liguria e leader di Cambiamo Giovanni Toti in un post su Facebook. “Per la terza volta in tre anni, l’Italia si ritrova con un Governo formato da forze politiche che stanno insieme per necessità, incoerente per progetto politico e fragile numericamente” e “mentre infuria la pandemia, i vaccini stentano ad arrivare, le imprese chiudono, esplode il dramma della disoccupazione, il debito pubblico sale al 170% e rischiamo pure di perdere l’occasione unica del Recovery”.
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“Penso che questo non sia il momento dei ‘responsabili’ dalla pelosa morale e dalla dubbia utilità. Credo che sia invece il momento della ‘responsabilità’. Per uscire dall’emergenza più difficile della nostra storia recente serve un Governo che tenga insieme le migliori energie del Paese, con un’ampia forza parlamentare, una grande capacità di dialogo con le forze economiche e sociali, una importante capacità di influenzare le politiche europee. Nessuno può chiamarsi fuori da questo sforzo collettivo, così come nessuno può considerarsi autosufficiente solo per aver preso un pugno di voti in più. Né tantomeno, con spocchiosa ipocrisia, qualcuno può sentirsi l’unico detentore della patente di democraticità, liberalismo, europeismo”. “Per quando ci riguarda, noi di Cambiamo! – afferma Toti – siamo pronti a lavorare con tutti coloro che vogliono mettere al centro della politica l’impegno, la serietà, la responsabilità, la competenza, le tradizioni popolari, liberali e riformiste del nostro Paese, per troppo tempo marginalizzate.
Lavoriamo per costruire un grande e nuovo contenitore dove tanti possano tornare a sentirsi a casa”.
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Governo: Zingaretti, ieri abbiamo evitato salto nel buio
Con Conte ci siamo sentiti ieri sera
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20 gennaio 2021
13:13
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“Ieri abbiamo evitato il salto nel buio di una crisi e abbiamo fatto bene. Ora dobbiamo agire su due fronti i problemi degli italiani e una prospettiva politica del governo”.
Lo ha detto il segretario del partito democratico Nicola Zingaretti a Radio Immagine, la neo emittente dem.
Zingaretti ha aggiunto di aver sentito il premier Conte ieri sera “c’è assoluta consapevolezza – ha assicurato – di muoverci su questi due fronti”.
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Bei: anche in 2020 Italia prima beneficiaria con 12 mld
Per un totale di 32,4 miliardi investimenti sostenuti
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
20 gennaio 2021
12:29
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L’Italia è, anche nel 2020, il primo beneficiario della finanza della Bei, la Banca europea per gli investimenti. E’ quanto ha affermato il vicepresidente Dario Scannapieco (che ricopre anche la carica di presidente del Fei) presentando i risultati in una conferenza stampa virtuale: lo scorso anno è stata destinataria di 11,9 miliardi (+8,2%) per 32,4 miliardi di investimenti sostenuti, di cui 10,9 miliardi di prestiti Nel nostro paese sono state realizzate 65 operazioni.

E la Bei ha mobilitato a favore dell’Italia 6,6 miliardi di euro per affrontare la pandemia Covid, il 30% dell’intera Ue. E’ quanto ha reso noto la banca europea degli investimenti presentando i risultati dello scorso anno per il nostro paese.
In particolare la Bei ha destinato 2 miliardi per la Sanità (1 miliardo già erogato): 8.000 posti in terapia intensiva e sub-intensiva, 651 pronto soccorso e 9.600 assunzioni. E’ stata inoltre disposta una moratoria per comuni e province, 640 milioni per le politiche regionali, inclusi 150 milioni del fondo Emergenza Imprese. Inoltre sono stati erogati oltre 4,4 miliardi di prestiti in partnership con banche e CDP in favore delle Pmi italiane.

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