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– Gli Stati Uniti annunceranno oggi che tutti i Paesi dovranno mettere fine all’import di petrolio iraniano a breve e che il 2 maggio non rinnoveranno le esenzioni di 180 giorni concesse ad otto Paesi, tra cui l’Italia. In caso contrario scatteranno sanzioni.
Lo scrive il Washington Post, citando due fonti del dipartimento di Stato americano e spiegando che si tratta di una escalation della campagna di “massima pressione” dell’amministrazione Trump contro Teheran.
Tre degli otto Paesi esentati avevano gia’ cominciato a ridurre la loro importazione di petrolio dall’Iran: Italia, Grecia e Taiwan. Gli altri cinque sono Cina, India, Turchia, Giappone e Corea del Sud. [print-me title=”STAMPA”]
Nuovo attacco Trump a Omar
Ira del tycoon anche su Pelosi che ha difeso deputata musulmana
WASHINGTON15 aprile 2019 16:03
– Donald Trump torna ad attaccare su Twitter la deputata musulmana Ilahn Omar definendola “antisemita”, lanciando i suoi strali anche contro la speaker della Camera Nancy Pelosi che a suo modo di vedere “ha perso il controllo del Congresso”.
“Prima che Nancy decida di difendere la sua leader Omar dovrebbe guardare alle dichiarazioni antisemite, anti Israele e di odio irriconoscente verso gli Usa che Omar ha fatto”. Per Trump la deputata “e’ fuori controllo, ad eccezione del suo controllo su Nancy!”.
MONDO
‘Sposa di Allah’ avrà avvocato pubblico
In ricorso contro revoca cittadinanza. Ministro Hunt protesta
LONDRA15 aprile 201916:36
– Avrà assistenza legale pubblica Shamima Begum, la ragazza londinese fuggita 15enne in Siria nel 2015 con due coetanee per diventare sposa dell’Isis a cui nelle settimane scorse il governo Tory di Theresa May ha precluso la via del ritorno nel Regno Unito. Lo riferisce la Bbc precisando che Shamima e la sua famiglia hanno ottenuto il sostegno della Legal Aid Agency, l’agenzia statale che garantisce il diritto di difesa agli indigenti, nel ricorso preannunciato di fronte alla giustizia contro la decisione del ministro dell’Interno, Sajid Javid, di revocarle d’autorità la cittadinanza britannica.
Un altro ministro, il titolare degli Esteri, Jeremy Hunt, si è detto “molto a disagio” che alla giovane sia stato riconosciuto il diritto d’avere un aiuto “finanziato dai contribuenti”. Shamima, che si trova in un campo profughi siriano, ha chiesto di poter rimpatriare per ragioni umanitarie.
E, dopo qualche iniziale esitazione, ha dichiarato di essere pentita d’aver aderito allo Stato Islamico.
Merkel a Netanyahu, si lavori a 2 StatiCancelliera tedesca si congratula per rielezione in telefonata
BERLINO15 aprile 201917:01
– La cancelliera tedesca Angela Merkel si è congratulata con il premier israeliano Benyamin Nethanyahu per la sua rielezione e ha sottolineato la necessita’ di lavorare ad una soluzione di due stati nell’ambito del conflitto israelo-palestinese. Lo rende noto la cancelleria tedesca. In una conversazione telefonica oggi, Merkel ha insistituo sulla rilevanza di una soluzione a due stati, che la cancelliera tedesca ha ribadito debba essere l’obiettivo degli sforzi a livello internazionale. Merkel ha inoltre espresso la sua volonta’ a lavorare a stretto contatto con il prossimo governo israeliano.
Condannata iraniana simbolo della rivolta contro veloUn anno di carcere a Vida Movahed, la ragazza di Viale Enghelab
15 aprile 201917:01
Per due volte, nel pieno centro di Teheran, si era tolta dalla testa e aveva sventolato davanti ai passanti il velo, obbligatorio in Iran e per molte donne di questo Paese simbolo di repressione. Il suo esempio era stato seguito da decine di altre giovani donne. Ora per Vida Movahed, 32 anni, è arrivato il conto della giustizia islamica: un anno di reclusione per avere diffuso la corruzione morale. La fotografia di Vida Movahed mentre sventolava il suo foulard bianco appeso a un bastone sul Viale Enghelab (Rivoluzione), aveva fatto il giro del mondo.Ad allarmare le autorità era stata anche la coincidenza dell’atto di protesta, nel dicembre del 2017, con un’ondata di proteste violente in tutto il Paese contro il carovita, che aveva provocato decine di morti e migliaia di arresti. Alcuni di quelli finiti in carcere erano poi morti, ufficialmente suicidi. Nelle settimane successive, altre 29 donne furono arrestate per aver seguito l’esempio di Vida. Tre di loro sono state successivamente condannate a due anni di reclusione e alcune, successivamente rilasciate, sono state costrette a riparare all’estero.Anche Vida era stata in un primo momento liberata, dietro la promessa di non ripetere gesti di protesta. Ma nell’ottobre del 2018 la donna, ormai diventata famosa come ‘la ragazza di Viale Enghelab’, si era nuovamente tolta il velo in pubblico. La sentenza, resa nota oggi dal suo avvocato Payam Derefshan ma emessa il mese scorso, si riferisce proprio a questo secondo gesto di sfida. Il legale ha aggiunto che la sua cliente ha chiesto alla Guida suprema, Ali Khamenei, di usufruire dell’amnistia, ritenendo di avere i requisiti necessari. La protesta pubblica di Vida Movahed ha portato alla luce del sole un movimento ormai attivo clandestinamente da anni in Iran, promosso attraverso il sito ‘My Stealthy Freedom’ (la mia libertà nascosta) dall’ex giornalista parlamentare Masih Alinejad, che da tempo ha lasciato il Paese.Le foto di migliaia di donne che si erano fotografate a capo scoperto ma in luoghi appartati erano state pubblicate dal sito per protestare contro l’obbligo dell’hijab, come in arabo viene chiamato l’abbigliamento islamico. La campagna ha contribuito anche a portare allo scoperto quelle che diverse attiviste iraniane giudicano come le contraddizioni delle femministe occidentali sulla condizione delle donne musulmane. La stessa Alinejad, per esempio, ha criticato la decisione del primo ministro neozelandese Jacinda Ardern di indossare il velo in segno di rispetto verso le donne islamiche dopo l’attacco a due moschee a Christchurch che ha provocato 50 morti.L’attivista iraniana ha chiesto alla Ardern e alle altre donne che si sono coperte il capo come lei di mostrare “solidarietà anche per noi, che siamo picchiate, imprigionate e punite perché combattiamo contro l’hijab obbligatorio”.
MONDO
Parigi, grosso incendio a Notre-Dame
Forse sviluppato da impalcatura per il restauro
PARIGI15 aprile 201919:22
– Un grande incendio è in corso alla cattedrale Notre-Dame di Parigi. Le immagini diffuse sui social mostrano intenso fumo bianco uscire dal tetto della cattedrale.
Il fumo si sta alzando dal centro di Parigi ed è visibile in gran parte della città. Secondo le prime indicazioni, l’incendio si sarebbe sviluppato da un’impalcatura presente sul posto per i lavori di restauro.
Crollata la guglia di Notre-DameNel devastante incendio alla cattedrale
PARIGI15 aprile 201920:03
– E’ crollata, in fiamme, la parte superiore della guglia di Notre-Dame, uno dei simboli della città di Parigi.
Notre Dame, il simbolo di ParigiE’ il monumento storico più visitato d’Europa. Salve sedici statue del tetto che erano state rimosse per essere restaurate
15 aprile 201920:43
La Cattedrale di Notre-Dame di Parigi, letteralmente ‘Nostra Signora di Parigi’ e dedicata alla Vergine Maria, è un capolavoro dell’architettura gotica, il monumento più visitato in Francia, come spiega il sito dell’ente del turismo, con oltre 12 milioni di turisti ogni anno.Situata nel cuore della capitale, alla fine dell’Ile de la Cité, la sua costruzione iniziò nel 1163 secolo e richiese circa due secoli di lavori, fino alle modifiche che le conferirono la struttura odierna. Ha una pianta a croce latina e due torri campanarie, dove si può salire per godere una vista panoramica della città. L’alta guglia, ben 45 metri, fu costruita nel 1860.All’interno spiccano sontuose le vetrate a rosone: quello a nord raffigura immagini dell’Antico Testamento, quello a sud raffigura Cristo con santi, apostoli e angeli.Notre-Dame subì gravi danni e razzie durante la Rivoluzione francese. E fu oggetto di un imponente restauro dall’architetto Viollet-le-Duc. Cuore della cristianità francese, la cattedrale ha ospitato alcuni dei momenti più importanti della storia del paese, come l’incoronazione di Napoleone Bonaparte e la beatificazione di Giovanna d’Arco. E poi ancora messe per la morte dei presidenti De Gaulle, Pompidou e Mitterand. Nel 2013, lo scrittore e storico vicino all’estrema destra Dominique Venner la scelse per il suo scioccante addio: sparandosi un colpo vicino all’altare.Un giovane e ancora sconosciuto Victor Hugo le tributò un romanzo storico, ‘Notre-Dame de Paris’ che gli diede immediato successo dopo la sua pubblicazione nel 1831. Tutto il mondo da quel momento si innamorò della storia d’amore tra Quasimodo, il gobbo campanaro e la bellissima zingara Esmeralda.
Notre-Dame in fiamme, maxi incendio devasta la cattedrale di ParigiIl rogo per i lavori di restauro. Il dolore di Macron che visita la cattedrale
PARIGI15 aprile 201922:29
Notre-Dame in fiamme: un maxi incendio è esploso nella cattedrale di Parigi, che è stata evacuata. Completamente collassato il tetto. Il rogo intanto si è propagato ad una delle due torri rettangolari del monumento. “Non è certo che Notre-Dame si salvi”, ha detto il sottosegretario all’Interno, Laurent Nunez. Poco prima di lui, i soccorritori avevano dichiarato di non essere “sicuri di poter circoscrivere la propagazione” delle fiamme.Le immagini fanno il giro del mondo. Un denso fumo nero si è subito alzato dal centro della città. I pompieri confermano che l’incendio è “probabilmente” legato ai lavori di ristrutturazione in corso.La procura di Parigi ha aperto un’inchiesta per determinare le cause dell’incendio. Inoltre, il comune della capitale francese ha aperto un’unità di crisi presso l’Hotel de Ville.
“Rilasciare acqua da un aereo su questo tipo di edificio potrebbe causare il crollo dell’intera struttura”: così in un tweet la protezione civile francese dopo che in molti, guardando le fiamme si sono chiesti perché i pompieri non abbiano fatto uso di Canadair o elicotteri. “Al fianco dei pompieri che al momento fanno il massimo per salvare Notre-Dame”, conclude il tweet.Il presidente francese, Emmanuel Macron, che avrebbe dovuto annunciare attese riforme in diretta tv alle 20, ha rinviato l’intervento e va a Notre-Dame. “Notre-Dame di Parigi in preda alle fiamme – questo il tweet di Emmanuel Macron -. Emozione di tutta una nazione. Pensiero per tutti i cattolici e per tutti i francesi. Come tutti i nostri compatrioti, stasera sono triste di veder bruciare questa parte di noi”.
Notre-Dame de Paris en proie aux flammes. Émotion de toute une nation. Pensée pour tous les catholiques et pour tous les Français. Comme tous nos compatriotes, je suis triste ce soir de voir brûler cette part de nous.
“Sta bruciando tutto e non rimarrà nulla della struttura in legno”, ha detto il portavoce di Notre-Dame, Andre Finot.
Notre-Dame, il simbolo della cristianità in Francia
LA DIRETTA DA FRANCE 24
L’intera Ile-de-la Cité, dove sorge la cattedrale di Notre-Dame, è isolata. Le autorità di Parigi hanno deciso di evacuare i circa mille residenti e ha messo a disposizione uno spazio in un altro quartiere per coloro che non hanno altre soluzioni per passare la notte.
Salve 16 statue, rimosse per lavori 4 giorni fa LO CHOC NEL MONDOUn terribile incendio è in corso alla cattedrale di Notre-Dame de Paris – ha scritto su Twitter la sindaca di Parigi, Anne Hidalgo -. I pompieri di Parigi stanno tentando di domare le fiamme. Siamo mobilitati sul posto in stretto contatto con la diocesi di Parigi. Invito tutte e tutti a rispettare il perimetro di sicurezza”.
So horrible to watch the massive fire at Notre Dame Cathedral in Paris. Perhaps flying water tankers could be used to put it out. Must act quickly!
Macron: “Brucia una parte di noi’
Il presidente francese annulla il suo intervento per annunciare le riforme. Merkel: ‘I nostri pensieri con i nostri amici francesi’
15 aprile 201922:30
“Notre-Dame di Parigi in preda alle fiamme. Emozione di tutta una nazione. Pensiero per tutti i cattolici e per tutti i francesi. Come tutti i nostri compatrioti, stasera sono triste di veder bruciare questa parte di noi”: questo il tweet di Emmanuel Macron.
Notre-Dame de Paris en proie aux flammes. Émotion de toute une nation. Pensée pour tous les catholiques et pour tous les Français. Comme tous nos compatriotes, je suis triste ce soir de voir brûler cette part de nous.
Il presidente francese ha annullato il suo intervento che avrebbe dovuto fare in diretta tv alle 20 per annunciare le riforme.
“E’ doloroso guardare queste orribili immagini di Notre-Dame in fiamme. Notre-Dame e’ un simbolo della Francia e della nostra cultura europea. I nostri pensieri con i nostri amici francesi”. Lo ha twittato il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert.
E’ così orribile vedere il grande incendio alla cattedrale di Notre-Dame a Parigi. Forse gli aerei anti-incendio potrebbero essere utilizzati per spegnerlo. Occorre agire in fretta”. Così il presidente Usa, Donald Trump, su Twitter dopo che la notizia e le immagini del rogo di Notre Dame stanno facendo il giro del mondo.
“Seguo minuto per minuto l’incendio di cui è preda Notre-Dame di Parigi”, che “appartiene all’umanità intera”. “Che triste spettacolo, che orrore. Condivido l’emozione della nazione francese che è anche la nostra”. Cosi il presidente della commissione Ue Jean-Claude Juncker in una nota.
Quanto sta avvenendo a Notre Dame è “un colpo al cuore per i francesi e per tutti noi europei”. Lo ha scritto su twitter, in francese, il premier Giuseppe Conte.
“Sono vicino agli amici francesi per questo grave incendio che sta devastando a Parigi la cattedrale di #NotreDame, monumento di valore inestimabile per l’intera umanità”, scrive su twitter il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli.
Salve 16 statue, rimosse per lavori 4 giorni faSarebbero dovute tornare al loro posto, dopo il restauro, nel 2022
15 aprile 201921:07
Sedici statue del tetto di Notre-Dame si sono salvate per un soffio dall’incendio che sta devastando la cattedrale di Parigi: erano state rimosse per essere restaurate solo 4 giorni fa, l’11 aprile. Lo riferiscono i media francesi.Le statue, altre tre metri e pesanti 250 chili, sarebbero dovute tornare al loro posto, dopo il restauro, nel 2022.
Incendio a Notre Dame, quando il fuoco distrugge l’arteDal Palazzo del Vignola alla Fenice, alla Cappella della Sindone
15 aprile 201922:07
Il fuoco, doloso o accidentale, ha distrutto nell’ultimo secolo molte sedi della cultura in Italia e nel mondo, provocando talvolta anche morti e feriti.Ecco alcuni precedenti al disastro di Notre Dame.PALAZZO DEL VIGNOLA, TODI 1982 – L’incendio, il 25 aprile 1982, provoca un bilancio di 35 morti e oltre 40 feriti. Nell’ultimo giorno di apertura di una grande mostra di antiquariato, le fiamme, scaturite per cause mai realmente chiarite (un corto circuito o un mozzicone di sigaretta oppure la deflagrazione improvvisa di gas, come ipotizzato dai periti di parte dell’organizzatore della mostra) si propagano rapidamente, favorito dai materiali infiammabili (tessuti e moquette) utilizzati per l’allestimento della mostra. Il Palazzo, privo di adeguate uscite di sicurezza, è gremito di gente: molti faticano a trovare una via di uscita, mettendosi in salvo nei modi più vari. Altre persone invece restano bloccate dal fumo e dal fuoco. Ai funerali prenderà parte il presidente della Repubblica Sandro Pertini. Sulla facciata del palazzo, nel frattempo restaurato e nel 1993 riaperto al pubblico, nel 2008 è stata collocata una lapide in memoria delle vittime.TEATRO PETRUZZELLI, BARI 1991 – Nella notte tra il 26 e il 27 ottobre 1991 il teatro viene devastato da un violento incendio doloso e solo il collasso della cupola, soffocando le fiamme, ne impedisce la distruzione. L’ultima opera rappresentata è la Norma. Il Petruzzelli, ricostruito interamente con soldi pubblici, è stato restituito al Comune di Bari il 7 settembre 2009.TEATRO LA FENICE, VENEZIA 1996 – Nella notte del 29 gennaio un incendio doloso esplode all’interno del Teatro, distruggendolo. Dopo il rogo la ricostruzione. Al motto di “com’era dov’era”, il teatro viene prima messo in sicurezza e dopo il dissequestro si passa alla rimozione delle macerie. La nuova vita della Fenice inizia il 14 dicembre 2003 quando Riccardo Muti, in diretta tv, dirige il concerto inaugurale della nuova struttura.CAPPELLA DELLA SINDONE – TORINO, 1997 – Nella notte tra venerdì 11 e sabato 12 aprile, poco prima di mezzanotte, un furioso incendio si sviluppa nella Cappella della Sindone posta tra la Cattedrale torinese e Palazzo Reale. Le fiamme devastano la cappella barocca seicentesca progettata da Guarino Guarini e si estendono al torrione nord-ovest del palazzo distruggendo alcune decine di quadri preziosi. Solo alle luci dell’alba i vigili del fuoco riescono a spegnere definitivamente le fiamme. La Sindone non viene direttamente interessata dall’incendio poiché il 24 febbraio 1993, per consentire i lavori di restauro della Cappella, è stata provvisoriamente trasferita al centro del coro della Cattedrale, dietro all’altare maggiore.BIBLIOTECA ACCADEMIA DELLE SCIENZE, MOSCA 2015 – Un pezzo del patrimonio culturale russo va in fumo in un gigantesco incendio che distrugge parzialmente un’antica biblioteca dell’Accademia delle Scienze, quella dell’istituto dell’informazione scientifica sulle scienze sociali (Inion). Fondata nel 1918, un anno dopo la rivoluzione bolscevica, è una delle biblioteche più grandi del Paese, con oltre 14 milioni di libri e riviste, tra cui rari testi medievali in lingue slave, documenti dell’Onu e dell’Unesco, rapporti parlamentari da paesi stranieri – compresi gli Usa – risalenti al 1789. Dieci milioni di opere sono custodite nell’edificio bruciato, il 15% degli esemplari finisce in cenere.
Notre-Dame: media Usa, crollo ricorda l’11 settembreShock parigini per immagini guglia come quello per Torri Gemelle
WASHINGTON15 aprile 201921:22
Lo shock per il crollo della guglia di Notre-Dame, uno dei simboli di Parigi, come quello del per il crollo delle Torri Gemelle, simbolo di Manhattan. Su alcuni media Usa e sui social media in America inevitabile il parallelo tra lo sconcerto vissuto dai parigini davanti alle immagini della distruzione della secolare cattedrale con quello che vissero i newyorchesi l’11 settembre 2001 nel vedere sgretolarsi le iconiche Twin Towers. La sequenza del cedimento della guglia e del tetto di Notre-Dame vengono riproposte ininterrottamente sulle tv Usa con in sottofondo le urla e la disperazione dei testimoni increduli.Incidente anche per YouTube, dove sotto le immagini in streaming del rogo di Parigi è comparso il link di un sito di informazioni sugli attacchi dell’11 settembre. Un episodio imbarazzante visto che ancora gli investigatori francesi non hanno individuato le cause e nessuno ha finora ipotizzato il movente del terrorismo.
MONDO
Migliaia a protesta ambientalista Londra
Fa parte di iniziativa globale chiamata ‘Extinction Rebellion’
LONDRA15 aprile 201916:31
– Migliaia di manifestanti hanno preso parte a una protesta ambientalista nel centro di Londra, durante la quale sono state bloccate alcune vie della metropoli.
Secondo il sito della Bbc, i sostenitori della campagna organizzata dal gruppo internazionale ‘Extinction Rebellion’ hanno fermato il traffico al Waterloo Bridge e a Marble Arch.
Inoltre hanno ‘parcheggiato’ una piccola barca a vela di colore rosa a Oxford Circus per protestare contro il surriscaldamento climatico e l’innalzamento del livello dei mari. La manifestazione è stata pacifica e la polizia non ha compiuto arresti. E’ stato segnalato solo qualche disagio alla circolazione della capitale britannica. L’iniziativa fa parte di una campagna mondiale che prevede manifestazioni nei prossimi giorni in 80 città di 33 Paesi.
Amazon, sciopero dei dipendenti in GermaniaSerrata prima di Pasqua in 4 centri del Paese per aumento salari
BERLINO15 aprile 201917:14
Al via lo sciopero dei dipendenti di Amazon in quattro centri logistici della Germania, indetto dal sindacato tedesco ‘Verdi’. La protesta si inserisce in una campagna in corso che rivendica aumenti salariali e migliori condizioni di lavoro per i dipendenti tedeschi. L’azione sindacale durera’ da oggi fino a giovedi’, a ridosso quindi del periodo pasquale.
Libia: Onu, 147 morti e 18mila sfollatiDall’inizio dell’offensiva di Haftar su Tripoli il 4 aprile
15 aprile 201916:06
– Almeno 147 morti e 614 feriti. E’ il nuovo bilancio diffuso oggi dall’Organizzazione mondiale della sanità sulla situazione in Libia a partire dall’inizio dell’offensiva di Khalifa Haftar contro Tripoli lanciata il 4 aprile scorso. Gli scontri hanno prodotto almeno 18mila sfollati, secondo le stime dell’Onu. Il crescente numero di morti ha spinto l’Organizzazione Mondiale della Sanità a schierare team di chirurghi “per sostenere gli ospedali dell’area di Tripoli mentre affrontano il flusso dei casi di emergenza”, si legge in un tweet dell’Oms.
Almeno otto ambulanze sono state colpite durante gli scontri nella periferia meridionale della capitale dopo che entrambe le parti hanno ignorato gli appelli internazionali per fermare i combattimenti. L’Oms ha esortato “tutte le parti a esercitare moderazione ed evitare di causare danni collaterali a ospedali, ambulanze e operatori sanitari”.
Via libera definitiva alla riforma del copyright europeoIl Consiglio ha approvato senza discussione, l’Italia ha votato contro
15 aprile 201916:03
Via libera definitivo alla riforma del copyright europeo: il Consiglio ha approvato come punto A, cioè senza discussione, la direttiva che modifica le regole sul diritto d’autore. Come annunciato, l’Italia ha votato contro assieme a Svezia, Finlandia, Polonia, Olanda e Lussemburgo. Astenuti Slovenia, Estonia e Belgio. La Germania ha fatto mettere a verbale un suo protocollo in cui invita la Commissione, responsabile dell’attuazione, ad evitare filtri all’upload e censura.”Sono molto contento che abbiamo ottenuto un testo bilanciato, creando molte opportunità per il settore creativo europeo, che rifletterà meglio la nostra diversità culturale, e per gli utenti, la cui libertà di espressione su internet sarà consolidata. E’ una pietra miliare per lo sviluppo di un mercato unico digitale robusto e ben funzionante”, ha detto Valer Daniel Breaz, ministro rumeno della cultura e presidente di turno del Consiglio Ue.Tra le novità più importanti della riforma, viene data la possibilità (non l’obbligo) agli editori di stampa di negoziare accordi con le piattaforme per farsi pagare l’utilizzo dei loro contenuti. Gli introiti dovranno essere condivisi con i giornalisti. Viene riconosciuto il diritto a colmare il divario tra i ricavi che le grandi piattaforme commerciali fanno diffondendo contenuti protetti da copyright e la remunerazione offerta a musicisti, artisti o detentori dei diritti. Gli utenti non rischiano più sanzioni per aver caricato online materiale protetto da copyright non autorizzato, ma la responsabilità sarà delle grandi piattaforme come YouTube o Facebook. Non ci sono filtri ex-ante ma l’obbligo per le piattaforme di fare il “massimo sforzo” per non rendere disponibili i contenuti per cui non hanno i diritti. Obbligatori anche meccanismi rapidi di reclamo, gestiti da persone e non da algoritmi, per presentare ricorso contro un’ingiusta eliminazione di un contenuto.”Con l’accordo di oggi rendiamo le regole del copyright adatte all’era digitale. L’Europa avrà ora regole chiare che garantiscono equa remunerazione ai creatori, diritti per gli utenti e responsabilità per le piattaforme. La riforma era il pezzo mancante del completamento del mercato unico digitale”, ha detto il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker.
Notre-Dame: pompieri, struttura è salvaNonostante il devastante incendio
PARIGI15 aprile 201923:01
– Secondo i pompieri di Parigi, nonostante l’incendio, “la struttura di Notre-Dame è salva e preservata nella sua totalità”.
Forze Sarraj controllano Suani ben AdemSoldati di Haftar accerchiati nella località a 25 km da Tripoli
SUANI BEN ADEM (LIBIA)15 aprile 201919:09
– Suani ben Adem, 25km a sudovest di Tripoli, teatro di violenti scontri nei giorni scorsi, è ora sotto il controllo delle forze governative libiche. Residue avanguardie di Khalifa Haftar sono accerchiate e intrappolate in alcuni edifici alla periferia sud della città, nodo nevralgico a 6 km dall’aeroporto internazionale. I soldati di Haftar sono stati costretti ad arretrare di diversi chilometri verso Aziziya dopo il contrattacco dei Katiba fedeli al governo Sarraj. [print-me title=”STAMPA”]
ATTACCO AI BASIJ IN IRAN: UN MORTO E CINQUE FERITI
AGGIORNAMENTO DELLE 10:53
DI SABATO 02 FEBBRAIO 2019
ATTACCO AI BASIJ IN IRAN: UN MORTO E CINQUE FERITI
TEHERAN
– È di un morto e cinque feriti il bilancio di un attacco terroristico in un quartier generale dei Basij (le forze volontarie che operano sotto il comando dei Pasdaran) a Nikshahr, nella provincia sudorientale del Sistan-Baluchestan. Lo riferisce l’Irna.
Due terroristi armati, hanno reso noto le Guardie rivoluzionarie, hanno attaccato la base durante la cerimonia dell’alzabandiera nel quartier generale dei Basij, uccidendone uno e ferendone altri cinque. Nessun gruppo ha ancora rivendicato la responsabilità dell’attacco. [print-me title=”STAMPA”]
ISRAELE FFICIALIZZA ATTACCO CONTRO OBBIETTIVI MILITARI IRANIANI IN SIRIA
AGGIORNAMENTO DELLE 03:14
DI LUNEDì 21 GENNAIO 2019
ISRAELE UFFICIALIZZA ATTACCO CONTRO OBBIETTIVI MILITARI IRANIANI IN SIRIA
GERUSALEMME
– Con una mossa davvero insolita, l’esercito israeliano ufficializza l’attacco contro obiettivi militari iraniani in Siria e intima alle autorità siriane di non vendicarsi contro Israele. La dichiarazione arriva ore dopo il bombardamento aereo diurno effettuato nei pressi dell’aeroporto internazionale di Damasco. Fino ad ora Israele non aveva mai ammesso operazioni militari nella vicina Siria. Obiettivo di Israele è la ‘Forza Qods’ iraniana in territorio siriano. [print-me title=”STAMPA”]
La Cina del ct Marcello Lippi si è qualificata per i quarti di finale della Coppa d’Asia battendo la Thailandia per 2-1 nella sfida degli ottavi giocata oggi nello stadio Hazza Bin Zayed Stadium di Al Ain, negli Emirati Arabi. Thailandesi in vantaggio con Jaided al 31′ pt, poi la Cina ha ribaltato la situazione con Xiao Zhi al 22′ st e Gao Lin, su rigore, al 28′ st. Ai quarti anche il Vietnam, che ha battuto la Giordania 4-2 dopo i rigori, e l’Iran che ha battuto l’Oman per 2-0.
Domani sono in programma altre tre partite dei quarti, Giappone-Arabia Saudita, Australia-Uzbekistan ed Emirati Arabia-Kirghizistan mentre martedì si giocheranno Qatar-Iraq e Corea del Sud-Bahrein. [print-me title=”STAMPA”]
Iran: aereo contro muro aeroporto, 15 morti
Soltanto una delle persone a bordo è sopravvissuta
14 January 201909:33
Almeno 15 persone sono morte a causa dell’incidente aereo nell’aeroporto Fath di Karaj, non lontano da Teheran: solo un membro dell’equipaggio del Boeing 707 cargo che ha sfondato il muro di cinta dello scalo e si è schiantato contro alcuni palazzi residenziali incendiandosi è sopravvissuto. Lo ha detto il portavoce del dipartimento per le emergenze, Mojtaba Khaledi. Non si hanno notizie di eventuali vittime nella zona residenziale colpita. L’aereo trasportava carne e secondo Farsnews apparteneva all’esercito iraniano. iI pilota del Boeing è atterrato nell’aeroporto sbagliato ed ha perso il controllo del velivolo. Lo ha reso noto il capo del dipartimento delle emergenze, Pirhossein Kolivand. L’aereo era partito da Bişkek, la capitale del Kirghizistan, ed era diretto all’aeroporto di Payam, una città a sudovest di Karaj, circa 35 km da Tehran.
Aereo Indonesia, ritrovato registratoreScoperti anche resti delle 189 vittime
GIACARTA14 gennaio 201909:33
– I sommozzatori della Marina indonesiana hanno localizzato il registratore di cabina del volo della Lion Air che si è schiantato nel Mar di Giava a ottobre scorso uccidendo tutte le 189 persone a bordo. Lo rendono noto le autorità.
Il viceministro Ridwan Djamaluddin ha aggiunto che sul fondale marino sono stati scoperti anche resti delle vittime.
“Stamattina abbiamo ricevuto la conferma dal presidente della commissione nazionale per la sicurezza dei trasporti”, ha affermato. Usando apparecchiature ad alta tecnologia, i sub hanno trovato il registratore vocale sotto 8 metri di sabbia. Il Boeing 737 si era inabissato per 30 metri sotto il livello del mare pochi minuti dopo il decollo da Giacarta. Il registratore dati dell’abitacolo era stato recuperato pochi giorni dopo l’incidente e mostrò che l’indicatore della velocità del jet non funzionava correttamente negli ultimi 4 voli. Se il registratore vocale non fosse danneggiato, potrebbe fornire preziose informazioni aggiuntive agli investigatori.
May, ora più probabile Gb non lasci l’UePiuttosto che il Paese abbandoni l’Unione senza un accordo
14 gennaio 201911:02
– Se il Parlamento non approverà il piano concordato con Bruxelles è probabile che la Brexit non si farà affatto perche’ i parlamentari britannici sono adesso più propensi a bloccarla piuttosto che abbandonare la Ue senza un accordo: è il messaggio che la premier britannica Theresa May porterà oggi agli operai di una fabbrica di Stoke-on-Trent, dove terrà un ultimo discorso prima del fatidico voto di domani ai Comuni. Secondo quanto riportano i media britannici, May dirà inoltre che una bocciatura del piano distruggerebbe la fiducia nella politica: “Chiedo ai parlamentari di valutare le conseguenze delle loro azioni sulla fiducia del popolo britannico nella nostra democrazia”, sosterrà la premier, secondo quanto riporta il Guardian. Come è noto, il leader del Labour Jeremy Corbyn ha detto che il suo partito voterà contro il piano della May e avvierà le procedure per elezioni anticipate se l’accordo verrà bocciato domani.
Yemen: accordo Pompeo-Salman su treguaLo riferisce l’ambasciata americana a Riad
BEIRUT14 gennaio 201911:17
– Gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita si sono accordati per continuare ad applicare i termini della tregua siglata in Svezia tra insorti yemeniti e forze lealiste filo-saudite. Lo riferisce l’ambasciata americana a Riad sul suo profilo Twitter dopo l’incontro avvenuto nelle ultime ore nella capitale saudita tra il principe ereditario Muhammad ben Salman e il segretario di Stato Usa Mike Pompeo. In un comunicato, l’ambasciata afferma che i Pompeo e ben Salman si sono trovati d’accordo nel proseguire gli sforzi per una soluzione politica del conflitto in Yemen e per continuare il disimpegno di truppe dal porto conteso di Hudayda, sul Mar Rosso, dove transita circa l’80% degli aiuti umanitari Onu destinati al paese in guerra.
Gaza: morto 14enne ferito venerdìMinistero sanità, colpito alla testa
14 gennaio 201911:21
– TEL AVIV
– Un palestinese di 14 anni ferito negli scontri con l’esercito israeliano venerdì scorso lungo la barriera difensiva con lo stato ebraico, è morto in ospedale. Lo ha fatto sapere il ministero della sanità di Gaza, riferito da fonti locali.
Abdelraouf Salhah – questo il nome del ragazzo – era stato ferito alla testa. Nella stessa giornata – che aveva registrato, per l’esercito israeliano, diverse sfondamenti della barriera difensiva con infiltrazioni dei dimostranti in territorio dello stato ebraico – era stata colpita a morte anche una manifestante di 43 anni.
May, Brexit o sarà catastrofe democraziaPremier alza toni, poi va ai Comuni per rassicurare su backstop
LONDRA14 gennaio 201911:37
– “Abbiamo il dovere di attuare” la Brexit” o sarà “catastrofico” per la democrazia. Theresa May alza ancora i toni alla vigilia del voto dei Comuni sulla ratifica del suo accordo di divorzio con Bruxelles. “Cosa diremmo se avesse vinto Remain e il Parlamento cercasse di portare fuori il Regno Unito dall’Ue?”, si domanda la premier Tory in un discorso a Stoke-on-Trent, roccaforte pro-Leave al referendum del 2016. “La fiducia del popolo nel processo democratico e nei politici subirebbe un danno catastrofico.
Ue-19: industria a novembre -1,7%Record in Irlanda (-7,5%), male Germania (-1,9%), Italia -1,6%
BRUXELLES14 gennaio 201911:38
Crollo della produzione industriale europea a novembre rispetto a ottobre: nella zona euro è scesa dell’1,7%, nella Ue-28 dell’1,3%. Lo comunica Eurostat. A ottobre era aumentata di 0,1% in entrambe le aree.
Su base annuale è crollata del 3,3% nell’area euro e del 2,2% nella Ue-28. Il calo più ampio si registra in Irlanda (-7,5%), Portogallo (-2,5%), Germania e Lituania (-1,9%). In Italia confermato il calo di 1,6%, dato già pubblicato dall’Istat venerdì scorso. [print-me title=”STAMPA”]
Gen. Eisenkot, operiamo in Libano in ‘dimensioni segrete’
10 gennaio 201919:34
– TEL AVIV
– Israele ha avvertito oggi che potrebbe sferrare attacchi in territorio libanese se l’Iran tentasse di crearvi una propria presenza militare, così come è avvenuto in Siria. ”Noi per il momento non attacchiamo in Libano in forma aperta” ha detto il capo di stato maggiore uscente gen. Gady Eisenkot, in risposta ad una domanda della televisione statale. ”Noi operiamo la’ in molte dimensioni segrete e nascoste per garantire la sicurezza di Israele, senza provocare una escalation”. ”Ma se si creasse una presenza militare (iraniana, ndr), essa sarebbe oggetto di una azione israeliana”.
Il gen. Eisenkot terminerà il proprio mandato nei prossimi giorni e sarà sostituito dal gen. Aviv Kochavi.
Scossa del 4.8 vicino a isola di CretaAl momento non si ha notizia di danni a cose o a persone
10 gennaio 201920:11
– Un terremoto di magnitudo 4.8, secondo l’istituto sismologico europeo Csem, si è verificato alle 18.24 (19.24 ora italiana) in mare, a un centinaio di chilometri dall’isola di Creta, in Grecia e a circa 400 da Izmir, in Turchia. Al momento non si ha notizia di danni alle cose o alle persone.
Trump diserterà Davos causa shutdownChiede scusa a organizzatori, ‘colpa intransigenza dei dem’
WASHINGTON10 gennaio 201920:18
– Donald Trump ha cancellato la sua partecipazione al World Economic Forum di Davos. Lo ha annunciato lo stesso tycoon su Twitter chiedendo scusa agli organizzatori e dando la colpa di questa decisione alla “intransigenza dei democratici” che sta causando lo shutdown.
Polizia Las Vegas chiede esame Dna CR7Per confrontarlo con tracce trovate su abiti accusatrice
WASHINGTON10 gennaio 201920:27
– La polizia di Las Vegas ha ordinato che Cristiano Ronaldo si sottoponga all’esame del Dna.
Lo scopo e’ quello confrontare i risultati del test con le tracce di Dna rinvenute sugli abiti della donna che lo accusa di violenza sessuale. Lo riporta il Wall Street Journal citando fonti delle forze dell’ordine. La richiesta – spiega il Wsj – e’ stata inviata di recente alle autorita’ giudiziarie italiane competenti. Il caso dei presunti abusi è stato riaperto dalla polizia di Las Vegas lo scorso autunno, dopo che una donna, Kathryn Mayorga, denuncio’ la star della Juventus accusandola di violenza sessuale. I fatti, sempre negati da CR7, risalirebbero al 2009 e sarebbero avvenuti proprio a Las Vegas. Secondo l’accusa il calciatore avrebbe quindi pagato la donna 375 mila dollari per ottenerne il silenzio. Tra le possibili prove in mano agli investigatori il vestito che Mayorga indossava la sera del presunto episodio di stupro, sul quale sarebbero state rinvenute tracce di Dna che non appartengono alla donna [print-me title=”STAMPA”]
Afghanistan: ucciso soldato Usa
Faceva parte della missione ‘Resolute support’ della Nato
Gilet gialli a Parigi, città blindataIn arrivo i primi gruppi, dispiegati 3.000 agenti
Taiwan: al voto per amministrativeVari referendum, uno su nome attribuito da Pechino,Taipei cinese
Bahrein: al via voto rinnovo ParlamentoAperti i seggi, tra i 506 candidati molte donne
Hale, per Trump, partnership essenzialiSottosegretario di Stato, ma tutti devono fare la loro parte –
Gilet gialli, invasi gli Champs-Elysees
Nonostante divieto, manifestanti vogliono incontrare Macron
Tunisia: media contro visita SalmanAnnunciata per il prossimo 27 novembre – Iran, Trump per accordo su stop nucleare
Sottosegretario Usa, Teheran fermi comportamenti destabilizzanti – Gilet gialli, ieri incidenti nel nord
Henin-Beaumont, polizia circondata da manifestanti volto coperto
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L’ARTICOLO
KABUL
– Un soldato Usa della missione ‘Resolute Support’ della Nato è stato ucciso in Afghanistan. Lo riferisce la stessa Alleanza in un comunicato senza però fornire ulteriori dettagli sull’identità o sulle cause della morte. Sale così a otto il numero dei militari americani rimasti uccisi nel Paese dall’inizio dell’anno.
Gli Stati Uniti e la Nato hanno concluso formalmente la loro missione di combattimento in Afghanistan nel 2014, ma continuano a fornire un supporto vitale alle forze di sicurezza locali che negli ultimi anni lottano per combattere i talebani che si sono rafforzati e un gruppo affiliato all’Isis. Sono ancora 15mila i soldati americani che stanno attualmente prestando servizio in Afghanistan.
– PARIGI
– I primi gruppi di gilet gialli sono a Parigi, in particolare, già attorno alle 9, diversi di loro si aggirano nella zona della Concorde, alla fine degli Champs-Elysees, dove il ministero dell’Interno ha vietato ogni assembramento. Per il loro “Atto 2/o”, dopo la manifestazione di una settimana fa, i manifestanti contro il caro-carburante sembrano determinati a non accettare l’offerta delle autorità di manifestare a Champ-de-Mars, il grande spazio vicino alla Tour Eiffel. Ma le autorità, dopo i tentativi di una settimana fa di alcuni gruppi di raggiungere il vicino Eliseo, hanno vietato e transennato tutta la zona.
La giornata, dopo i 2 morti, 620 feriti fra i manifestanti e 136 fra i poliziotti della settimana di manifestazioni, si annuncia tesa. A Parigi in particolare, dove è in programma un’altra manifestazione, #NousToutes, contro tutte le violenze sessiste e sessuali.
Centinaia di gilet gialli hanno invaso già prima delle 10 questa mattina gli Champs-Elysees, che il prefetto di Parigi ha vietato agli assembramenti, mentre la manifestazione autorizzata è fissata alle 14 a Champ de Mars, vicino alla Tour Eiffel. La polizia continua a bloccare i manifestanti all’entrata di Place de la Concorde ed alcune decine stanno risalendo l’avenue in senso contrario. I manifestanti chiedono di incontrare il presidente della Repubblica, Emmanuel Macron.
– Seggi aperti stamani in Taiwan dove i cittadini sono chiamati a votare non solo per le elezioni amministrative, ma anche per 10 referendum.
Tra le diverse consultazioni, anche quella per decidere se a partire dalle prossime Olimpiadi di Tokyo 2020 e negli altri eventi internazionali dovranno chiamarsi con il nome attuale, non riconosciuto però da Pechino, che considera l’isola una propria provincia ribelle, oppure ‘Taipei cinese’.
“Siamo il solo Paese membro del Comitato olimpico internazionale che non può usare il proprio inno nazionale e non può vedere sventolare la propria bandiera. Siamo gli unici. E questo dimostra quanto la Cina ci soffochi”, lamenta Chio Cheng, che vinse una medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Messico 1968.
Il referendum di oggi necessità del quorum di almeno un quarti dei 19 milioni di aventi diritto al voto per essere approvato. E molti osservatori dubitano che verrà raggiunto. L’altro referendum di particolare interesse è quello sui matrimoni dello stesso sesso.
Aperti i seggi per le elezioni parlamentari in Bahrein, ma il voto si svolgerà senza i rappresentanti dell’opposizione, molti dei quali rinchiusi in carcere. Secondo i gruppi a sostegno dei diritti umani, la votazione avviene in un contesto repressivo, che non favorisce elezioni libere.
Poco prima delle elezioni del 2014, il partito di opposizione più grande del Paese, Al-Wefaq, venne sospeso nell’ambito di un giro di vite nel Paese a maggioranza shiita, ma governato dai sunniti. Da allora, il gruppo è stato sciolto e il suo leader, Sheikh Ali Salman, è stato condannato all’ergastolo. I seggi si sono aperti alle 8, ora locale, (le 7 in Italia) e si chiuderanno alle 20 (le 19 in Italia). I candidati sono 506 tra cui un gran numero di donne e ci si attende una maggiore affluenza rispetto al 2014 quando il numero di partecipanti raggiunse il 53%.
– “Uno dei concetti fondamentali dell’amministrazione Trump in politica estera, anche se questo potrà sorprendere molti, è la partnership. Tutto è basato su questo, ma una partnership in cui tutti devono fare la loro parte”: lo ha detto, intervenendo ai Med Dialogues di Roma, il sottosegretario di Stato Usa David Hale.
“Il presidente – ha proseguito – è molto interessato negli accordi, ma accordi che devono servire gli interessi americani e dei nostri partner”. Hale ha poi indicato gli altri concetti fondamentali dell’amministrazione Usa: “Ricentrare la politica estera sugli interessi americani; considerare la sovranità delle nazioni come la base per l’ordine mondiale”.
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PARIGI
– Centinaia di gilet gialli hanno invaso già prima delle 10 questa mattina gli Champs-Elysees, che il prefetto di Parigi ha vietato agli assembramenti, mentre la manifestazione autorizzata è fissata alle 14 a Champ de Mars, vicino alla Tour Eiffel.
La polizia continua a bloccare i manifestanti all’entrata di Place de la Concorde ed alcune decine stanno risalendo l’avenue in senso contrario. I manifestanti chiedono di incontrare il presidente della Repubblica, Emmanuel Macron.
– TUNISI
– Il sindacato nazionale dei giornalisti tunisini (Snjt) ha espresso profonda indignazione per la visita in Tunisia del principe ereditario saudita Mohamed Bin Salman prevista per il 27 novembre. In una lettera aperta indirizzata al presidente della Repubblica, Béji Caïd Essebsi, il sindacato ha affermato di respingere fermamente la visita del principe ereditario saudita, definendola “provocatoria” nella misura in cui costituisce una “palese violazione dei principi della rivoluzione del 2011”. “Mohamed Bin Salman è un vero pericolo per la pace e la sicurezza nel mondo, è il nemico della libertà di espressione”, si legge nella lettera firmata dal segretario generale dell’Snjt, Soukeina Abdessamad. In particolare, il sindacato rende noto di essere sorpreso dalla visita del principe ereditario Mohamed Bin Salman, che arriva un mese dopo l’assassinio del giornalista saudita Jamal Khashoggi nel consolato del regno saudita ad Istanbul. – “L’accordo sul nucleare iraniano non ha funzionato, la strategia dell’Iran ha conosciuto un’accelerazione, basti vedere la situazione in Yemen, le minacce nella regione e in Europa. Per questo sono state imposte le sanzioni. Ma il presidente Trump ha chiarito di essere aperto a negoziare un accordo che veda il regime abbandonare il programma nucleare e i comportamenti destabilizzanti”: lo ha detto ai Med Dialogues di Roma il sottosegretario di Stato Usa David Hale.-
PARIGI
– Violenti incidenti ieri sera e fino a tarda notte a Henin-Beaumont, nel nord della Francia, dove la polizia è stata circondata da decine di gilet gialli con il volto coperto da passamontagna e bersagliati dal lancio di lattine e sassi.
Sette poliziotti sono rimasti feriti mentre i manifestanti hanno incendiato un’auto.