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LA TUNISIA VOTA IL RINNOVO DEL PARLAMENTO : CHIAMATI ALLE URNE, CON IL SISTEMA PROPORZIONALE, OLTRE 7 MILIIONI DI CITTADINI PER ELEGGERE 15.737 CANDIDATI, DALLE 08:00 ALLE 18:00 (ORA TUNISI)
AGGIORNAMENTO IN “MONDO” DELLE 09:18 DI DOMENICA 06 OTTOBRE 2019
TUNISIA VOTA RINNOVO PARLAMENTO
TUNISI
– Seggi aperti oggi in Tunisia dalle 8:00 alle 18:00 (19.00 ora italiana) per eleggere con il sistema proporzionale, i 217 membri del Parlamento. Oltre sette milioni sono gli elettori chiamati alle urne, 15.737 i candidati suddivisi in 1.572 liste delle quali 722 indipendenti, 687 di partito e 163 di coalizione. Si tratta di un test fondamentale per la giovane democrazia tunisina che domenica 13 ottobre dovrà anche decidere il proprio presidente, con la scelta tra il giurista conservatore Kais Saied ed il magnate populista Nabil Karoui, in cella dal 23 agosto scorso con l’accusa di riciclaggio ed evasione fiscale. Il voto odierno, il cui esito è piuttosto imprevedibile, rappresenta una verifica importante per i partiti tradizionali, usciti sconfitti dal primo turno delle presidenziali il 15 settembre scorso, con un voto che ha premiato due candidati antisistema, Saied e Karoui, e potrebbe marcare una decisa rottura con il passato ridisegnando il paesaggio politico della Tunisia dei prossimi 5 anni.
Libia: forze Haftar, ‘aeroporto nostro’
Portavoce Haftar, abbiamo perso 14 uomini
IL CAIRO06 aprile 2019 19:17
– L’Esercito nazionale libico (Lna) del generale Khalifa Haftar, anche pubblicando una foto, ha smentito l’annuncio che le milizie filo-Sarraj controllino l’aeroporto internazionale del Cairo, quello chiuso dal 2014 e situato a 25 km in linea d’aria dal centro della città. “Le forze armate in questo momento controllano l’insieme dell’aeroporto internazionale di Tripoli e lo mettono in sicurezza”, si sostiene in un post su Facebook della “Divisione informazione militare” dello Lna. Intanto il portavice del Lna ha riferito che sono 14 i morti nelle fila dell’Esercito nazionale libico dall’inizio dell’attacco lanciato due giorni fa su Tripoli da Haftar.
“Le operazioni militari, dal loro inizio, hanno fatto 14 martiri”, ha detto il portavoce usando il consueto termine islamico che indica i caduti in battaglia.
Libia: Moavero, cessino operazioni’C’è il rischio di un aumento del livello di destabilizzazione’
DINARD (FRANCIA)06 aprile 201919:35
– “Abbiamo parlato di Libia proprio durante gli sviluppi drammatici di queste ore” ma “è molto importante che cessino le operazioni militari che possono contribuire ad accrescere il livello di destabilizzazione”: lo ha detto il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, al termine dei lavori della ministeriale G7 di Dinard, in Bretagna, conversando con i giornalisti. Intanto, un portavoce del dipartimento di stato Usa ha detto che “promuovere la stabilità nel nord Africa e nel Sahel, inclusa la Libia, è una priorità del dialogo strategico Usa-Italia” riconfermando l’impegno Usa a “lavorare con la Libia, l’Onu e i nostri partner internazionali, compresi i nostri alleati italiani, per contribuire ad far avanzare una riconciliazione politica, sconfiggere il terrorismo e promuovere un futuro più stabile per il popolo libico.
A Belgrado nuove proteste contro VucicOppositori e studenti in corteo a sede tv ritenuta pro-governo
06 aprile 201921:35
A Belgrado nuovo sabato di proteste antigovernative e contro il presidente serbo Aleksandar Vucic, accusato di ‘autoritarismo’ e controllo dei media. Hanno cominciato nel pomeriggio gli studenti che, dopo un comizio, si sono mossi in corteo dal quartiere residenziale di Novi Beograd verso la sede del governo, attraversando il ponte Brankov sul fiume Sava. Agli studenti hanno parlato uno scrittore e un professore che hanno denunciato la precaria situazione occupazionale nel Paese, dal quale tanti diplomati e laureati al termine degli studi sono costretti a recarsi all’estero per trovare lavoro. Alla sede del governo gli studenti si uniranno agli altri manifestanti, che per il 18/o sabato consecutivo protestano nella capitale contro il presidente Vucic.
Tunisia: Essebsi, non mi ricandidoAperto congresso del partito modernista Nidaa Tounes
TUNISI06 aprile 201919:44
– “La Tunisia ha bisogno di cambiamento ed io non ho intenzione di presentarmi alle presidenziali”. Lo ha detto il presidente della Repubblica tunisina, Beji Caid Essebsi, oggi a Monastir in apertura del congresso del partito modernista di cui è anche fondatore, eliminando ogni dubbio sulla possibilità di una sua ricandidatura alle elezioni presidenziali del 17 novembre prossimo. Nidaa Tounes, uscito vincitore dalle elezioni politiche del 2014, partito della coalizione di governo, vive da anni una crisi profonda che ha causato scissioni, perdita di parlamentari e consensi in generale. Particolarmente difficili i rapporti tra l’attuale premier, Youssef Chahed ed il figlio del presidente tunisino, nonché direttore esecutivo di Nidaa Tounes, Hafedh Caid Essebsi. Il comitato esecutivo del partito, preso atto della posizione di Chahed decise a settembre di “sospendere l’adesione” del primo ministro. Oggi il presidente Essebsi a Monastir ha chiesto lo sblocco di questo “congelamento”.
Afghanistan: raffica attacchi, 10 mortiUn attentato contro un posto di blocco rivendicato dai talebani
KABUL06 aprile 201919:48
– Almeno sette poliziotti e tre civili sono stati uccisi oggi in Afghanistan in una serie di attacchi, uno dei quali è già stato rivendicato dai talebani.
Almeno quattro poliziotti sono morti e altri cinque sono rimasti feriti durante un attacco contro un posto di blocco nella provincia settentrionale di Sari Pul. Sempre nel corso di attacchi a posti di blocco, questa volta nella provincia orientale di Ghazni, sono morti altri tre agenti e altri sette sono rimasti feriti.
Inoltre, tre civili sono morti e altri 19 sono rimasti feriti in seguito all’esplosione di due bombe nella provincia orientale di Nangarhar. I talebani hanno finora rivendicato solo l’attacco di Ghazni.
Obama a giovani Ue, cambiate il mondoL’ex presidente a Berlino, ‘così io mi posso rilassare un po’
SABERLINO06 aprile 201919:51
– “Voi potete cambiare il mondo. E io mi posso rilassare un po’”. Spiritoso, ma non troppo, Barack Obama a Berlino davanti a 300 giovani europei individuati quali ‘giovani leader’ dalla Obama Foundation che li ha invitati oggi all’incontro con l’ex presidente. “Con ispirazione, strumenti, sostegno, imparando gli uni dagli altri, siete voi che potete cambiare il mondo. E io mi posso rilassare un po’”, ha detto, spiegando che tra gli obiettivi della sua vita dopo la Casa Bianca c’e’ proprio l’impegno per il coinvolgimento della prossima generazione nella societa’ civile, nelle comunita’, che è una delle principali attivita’ della Obama Foundation che ha organizzato l’evento nella capitale tedesca.
Israele, più sovranità su CisgiordaniaNetanyahu annuncia il suo programma in caso di rielezione
06 aprile 201921:29
Se rieletto il premier Benyamin Netanyahu intende estendere la sovranità israeliana a parti della Cisgiordania. “Io – ha detto in tv sottolineando che di questo si sta discutendo nel governo – mi accingo ad estendere la sovranità in Giudea e Samaria (Cisgiordania) e non faccio differenze tra zone omogenee di insediamento ebraico e insediamenti isolati”. “Non dividerò Gerusalemme – ha aggiunto – non evacuerò alcuna comunità e avrò cura che Israele controlli il territorio ad ovest del Giordano”.
Guaidò, prepariamo incontro leader’Per parlare della situazione in Venezuela’
CARACAS06 aprile 201922:06
– Juan Guaidó, capo dell’opposizione venezuelana autoproclamatosi presidente ad interim, ha rivelato a Caracas che nell’ambito della nuova fase di lotta per mettere fine alla “usurpazione” del potere da parte del presidente Nicolas Maduro, si realizzerà “un grande incontro mondiale di leader per parlare della situazione in Venezuela. Lo riferisce l’emittente Union Radio.
L’annuncio è stato fatto durante un intervento pubblico di Guaidó nell’urbanizzazione El Marqués in cui ha invitato ancora una volta i suoi sostenitori a scendere in strada mercoledì prossimo.
L’autoproclamatosi presidente ad interim non ha fornito particolari sul futuro incontro, ma suoi collaboratori hanno comunicato ai media che i dettagli verranno forniti nei prossimi giorni.
Trump deride giovane deputata demOcasio-Cortez, ‘Green New Deal proposto da meravigliosa barista’
WASHINGTON06 aprile 201923:21
– Il Green New deal, l’ambizioso piano per salvare l’ambiente con energie rinnovabili, è stato proposto da “una meravigliosa giovane barista”: lo ha detto Donald Trump alla riunione annuale della Republican Jewish Coalition a Las Vegas, riferendosi senza nominarla alla deputata dem Alexandria Ocasio-Cortez, che in passato ha lavorato come cameriera in un locale.
Sudan: migliaia in piazza contro BashirPolizia lancia lacrimogeni contro i manifestanti
IL CAIRO06 aprile 201919:40
– Decine di migliaia di dimostranti sono scesi in piazza in Sudan chiedendo le dimissioni del presidente Omar al Bashir in una delle più grandi manifestazioni che da tre mesi scuotono il Paese africano. La polizia ha lanciato gas lacrimogeni contro un gruppo di persone che è riuscito ad arrivare nei pressi del quartier generale dell’esercito nella capitale Khartoum.
Le manifestazioni sono iniziate in dicembre per protestare contro gli aumenti dei prezzi e la scarsità di generi alimentari.
Ruanda: omaggio Ue a vittime genocidioOggi Paese trasformato grazie a determinazione ruandesi
BRUXELLES06 aprile 201919:53
– “In questa giornata internazionale di riflessione sul genocidio dei Tutsi in Ruanda, nel 1994, ci uniamo alla commemorazione e rendiamo omaggio agli oltre 800.000 uomini, donne e bambini che hanno perso la vita a causa delle inumane atrocità commesse deliberatamente contro di loro. Esprimiamo la nostra solidarietà alle famiglie”: lo ha dichiarato l’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini, a nome dell’Unione europea, in occasione delle celebrazioni per il 25/mo anniversario del genocidio. “Venticinque anni dopo, il Ruanda è, per molti versi, un Paese trasformato, grazie alla determinazione dei ruandesi a ricostruire le loro vite e il loro Paese e a perseguire la riconciliazione nazionale”, ha proseguito. “In questo sforzo continuo, i ruandesi meritano il sostegno permanente e la solidarietà della comunità internazionale”. [print-me title=”STAMPA”]
Israele: antiaerea contro missile Siria
Media siriani, attacco nei pressi di Damasco
25 dicembre 201822:44
– I sistemi di difesa aerea di Israele sono stati attivati stasera per intercettare un missile di antiaerea lanciato dalla Siria. Lo ha riferito il portavoce militare senza fornire per ora altri elementi.
Questo annuncio e’ giunto mentre dalla Siria giungono informazioni di un attacco di fonte finora imprecisata contro obiettivi nella zona di Damasco. Secondo la tv di stato, la difesa aerea siriana ha neutralizzato un attacco missilistico nei pressi della capitale Damasco.
Tunisia: manifestazione contro carovitaSindacato giornalisti annuncia uno sciopero per il 14/1/19
TUNISI25 dicembre 201822:44
– Un centinaio di giovani attivisti ha sfilato in serata nella centralissima Avenue Bourguiba a Tunisi per protestare contro il carovita e la marginalizzazione delle regioni dell’interno del Paese. Tra gli slogan i manifestanti hanno urlato “basta!” e “il popolo vuole la caduta del regime”. Intanto a Kasserine nel tardo pomeriggio sono ripresi gli scontri tra giovani disoccupati e forze dell’ordine, come nella serata di ieri in seguito alla morte del reporter precario Abderrazak Zorgui, immolatosi con il fuoco per protestare contro il governo e la marginalizzazione del governatorato di Kasserine. Il sindacato nazionale giornalisti tunisini (Snjt) a seguito della notizia della morte del giovane corrispondente ha annunciato oggi in un comunicato uno sciopero generale della categoria per il 14 gennaio 2019, data fortemente simbolica, ad otto anni esatti dalla fuga del presidente deposto Ben Ali dal Paese che ha dato il via alle Primavere arabe. [print-me title=”STAMPA”]
Nissan: libertà su cauzione per Kelly
Assistente era stato arrestato assieme a Ghosh il 17 novembre
TOKYO25 dicembre 201810:26
– La Corte distrettuale di Tokyo ha accordato la libertà su cauzione a Greg Kelly, il direttore operativo della Nissan e assistente dell’ex presidente del gruppo Carlos Ghosn, con cui era stato arrestato il 19 novembre.
La cauzione è stata fissata a 70 milioni di yen, l’equivalente di 550mila euro, e il pubblico ministero può ancora presentare ricorso.
Kelly era stato incriminato lo scorso 10 novembre assieme a Ghosn con l’accusa di aver sottostimato i compensi per almeno 5 anni per un valore di 5 miliardi di yen e altre omissioni fiscali di varie entità. Accuse che entrambi i manager respingono.
Abu Mazen a Messa di Natale a BetlemmeLa città affollata di turisti e pellegrini
TEL AVIV25 dicembre 201810:43
– Migliaia di pellegrini e di turisti hanno partecipato la scorsa notte a Betlemme alle tradizionali celebrazioni natalizie nella Piazza del Mangiatoia e alla Messa di Mezzanotte celebrata dall’Amministratore apostolico del Patriarcato Latino Pierbattista Pizzaballa. Nella Basilica della Natività erano presenti il presidente palestinese Abu Mazen, il premier Rami Hami Hamdallah e personalità politiche e diplomatiche fra cui il Console generale italiano a Gerusalemme Fabio Sokolowicz. Nell’omelia mons. Pizzaballa ha espresso ammirazione per i lavori di restauro quasi completati nella Basilica e vi ha visto un messaggio più generale di fiducia in quanto, ha rilevato, a volte sotto una apparente sporcizia possono nascondersi tesori. L’affluenza a Betlemme per il Natale è stata particolarmente elevata. “Il messaggio dei palestinesi in questa occasione – ha detto il sindaco Anton Salman – è che noi intendiamo resistere alla occupazione fino alla costituzione di uno Stato palestinese indipendente”.
Libia: attacco kamikaze a sede del ministero degli Esteri, 3 i morti A Tripoli. Secondo alcuni testimoni, l’esplosione è stata accompagnata anche da colpi d’arma da fuoco
BENGASI25 dicembre 201810:51
Attentato suicida stamani contro la sede del ministero degli Esteri libico a Tripoli. Secondo fonti della sicurezza libica, tre persone sono morte nell’attacco. Secondo alcuni testimoni, l’esplosione è stata accompagnata anche da colpi d’arma da fuoco. Dalle immagini diffuse dai siti libici si vede una densa colonna di fumo sprigionarsi dall’edificio principale del ministero.
Libia: uccisi 5 assalitori del ministeroTre le vittime, tra cui un diplomatico e due dipendenti libici
25 dicembre 201812:44
– Sono cinque i terroristi che hanno tentato l’assalto al ministero degli Esteri libico stamani a Tripoli: due si sono fatti esplodere, gli altri tre sono rimasti uccisi. Lo riferiscono fonti qualificate, aggiungendo che la situazione è ora sotto controllo e le forze di sicurezza presidiano la zona. Tre le vittime dell’attacco: Hibraim Shibani, diplomatico e direttore generale del Dipartimento relazioni islamiche del Ministero degli Esteri libico, e due dipendenti civili libici. Intorno alle 10 di stamani (le 9 in Italia), i cinque assalitori hanno ingaggiato uno scontro a fuoco con membri della Guardia presidenziale nel tentativo di entrare nella sede del ministero. Dopo alcuni minuti, aggiungono le fonti, si è udita una forte esplosione, probabilmente dovuta a un terrorista che si è fatto esplodere nelle vicinanze del cancello del ministero. I 5 terroristi sarebbero di origine subsahariana come quelli dell’attacco condotto contro la sede della Noc (National oil corporation) lo scorso settembre.
Israele: sondaggio, Likud in vantaggioMa un ex generale potrebbe cambiare la scena politica
TEL AVIV25 dicembre 201812:46
– All’indomani dell’annuncio che ad aprile Israele andrà ad elezioni anticipate, Benyamin Netanyahu ha avuto conferma oggi da un sondaggio di opinione che il suo partito Likud è lanciato verso una nuova vittoria e che probabilmente lui stesso presiederà il suo quinto governo.
Secondo il sondaggio di Maariv, il Likud disporrà di 30 dei 120 seggi alla Knesset, con largo vantaggio su tutti gli altri partiti. Restano tuttavia alcuni elementi di incertezza. Il primo riguarda i futuri orientamenti di un esordiente nella scena politica, l’ex capo di Stato maggiore Benny Gantz, che secondo Maariv irromperebbe alla Knesset con 13 deputati. Il secondo è legato alle indagini condotte su Netanyahu. Yair Lapid, leader del partito centrista Yesh Atid, ha fatto oggi appello al consigliere legale del governo Avichai Mandelblit (che è anche capo della magistratura) affinché pubblichi prima del voto le proprie conclusioni su quelle indagini.
Tunisia: 6 agenti feriti in scontri ieriIn piazza a Kasserine giovani disoccupati, numerosi gli arresti
TUNISI25 dicembre 201812:48
– E’ di sei agenti feriti e numerosi arresti tra i manifestanti il bilancio degli scontri avvenuti ieri sera a Kasserine, tra polizia e giovani disoccupati scesi per le strade per protestare per il diritto al lavoro contro la marginalizzazione della regione e in solidarietà al gesto estremo del reporter precario Abderrazak Zorgui. Lo ha riferito il portavoce del ministero dell’Interno di Tunisi, Sofiene Zaag, alla radio locale Mosaique fm, parlando di pietre contro le unità di sicurezza e pneumatici bruciati. [print-me title=”STAMPA”]
Usa: lascia favorito sostituto Kelly
Nick Ayers lavorerà a rielezione Trump. Ora 4 candidati
Brexit: leadership May nel mirinoSe accordo bocciato. E Corbyn pronto a guidare governo minoranza
Khashoggi: ultime parole ‘non respiro’Fonte rivela trascrizione registrazione omicidio
Tokyo, Huawei esclusa da appalti pubbliciGoverno cede a pressioni Usa ma attento a rapporti con Pechino
Nissan, Ghosn incriminato in GiapponeAccuse di illeciti finanziari, agli arresti dal 19 novembre
Tunisia: arrivano i gilet rossiInsegnanti annunciano mobilitazione
Elezioni Armenia,maggioranza per premierIl 70,4% dei voti, con la sua alleanza ‘Il mio passo’ – Amnesty, in Italia ‘gestione repressiva’ delle migrazioni
Il rapporto dell’organizzazione delinea un quadro negativo del Paese
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WASHINGTON
– Nick Ayers non prenderà il posto di John Kelly come capo dello staff della Casa Bianca.
Ayers, attuale capo dello staff del vicepresidente Mike Pence, ha twittato che lascerà invece l’amministrazione a fine anno e lavorerà “con il team di Maga (Make America great again, ndr) per far avanzare la causa”, un riferimento alla campagna per la rielezione di Donald Trump. Fonti riferiscono che Ayers, 36 anni, un operativo repubblicano, lavorerà con il super Pac della prossima campagna del tycoon. Secondo il Washington Post, avrebbe declinato l’offerta alla luce delle difficoltà incontrate da Kelly e dal suo predecessore, Reince Priebus, in una Casa Bianca dominata ancora da intrighi e tensioni.
Secondo i media Usa, sono quattro ora i candidati all’esame del presidente. Tra questi il direttore dell’ufficio management e budget Mick Mulvaney, che è anche capo ad interim dell’ufficio per la protezione finanziaria dei consumatori, e il deputato repubblicano Mark Meadows.
– LONDRA
– Tornano a materializzarsi, sui media britannici, le sfide di potenziali pretendenti a scalzare Theresa May dalla leadership del Partito conservatore, alla vigilia del voto sulla ratifica parlamentare dell’accordo sulla Brexit in calendario – salvo rinvii che per ora Downing Street esclude – domani sera. Voto che rischia di risolversi in una sconfitta sonora per la premier e forse in una crisi di governo.
In interviste in tv, ben tre ex ministri brexiteers – Boris Johnson, Dominic Raab ed Esther McVey, dimessi in dissenso dalla linea May – si sono rifiutati di escludere una loro candidatura.
Johnson, sul Telegraph di oggi, s’è anzi poi spinto più in là: delineando un suo piano per rinegoziare con Bruxelles rifiutando il backstop sul confine irlandese, ventilando un dimezzamento del conto di divorzio da 39 miliardi di sterline e intensificando i preparativi di un ‘no deal’. Il leader laburista Jeremy Corbyn ha fatto sapere d’essere pronto a subentrare a Downing Street anche in mancanza di nuove elezioni.
– WASHINGTON
– “Non posso respirare”: sono le ultime parole pronunciate da Jamal Khashoggi, il giornalista saudita dissidente ucciso nel consolato di Riad a Istanbul da agenti del suo Paese. Lo riporta la Cnn, citando una fonte informata sull’indagine nell’omicidio del reporter e che ha letto la trascrizione dell’audio contenente i suoi ultimi strazianti momenti di vita. Secondo la fonte è chiaro che l’uccisione non era la conseguenza non voluta di un improvvisato tentativo di sequestro ma l’esecuzione di un piano premeditato per eliminare il giornalista.
– TOKYO
– Il governo giapponese conferma le anticipazioni della stampa e annuncia l’esclusione dei due colossi cinesi delle telecomunicazioni, Huawei e Zte, dagli appalti pubblici, a causa dei presunti rischi sulla cybersecurity in ambito militare e finanziario. La decisione di Tokyo segue quella dello scorso agosto degli Stati Uniti, che tramite il ‘National Defense Authorization Act’ avevano vietato i prodotti della Huawei e Zte negli apparati statali, a causa degli stretti legami ipotizzati tra il governo cinese e le due aziende. Nell’annunciare la decisione l’esecutivo di Tokyo non ha fatto riferimento diretto alla due società, per non inasprire i rapporti commerciali con la Cina, ma si è limitato a specificare la delicata procedura dei contratti riguardanti la sicurezza nazionale.
– TOKYO
– Il pubblico ministero giapponese ha formalizzato l’incriminazione per Carlos Ghosn, ex-presidente del gruppo Nissan-Renault-Mitsubishi Motors, detenuto in un centro penitenziario a nord di Tokyo dal 19 novembre. L’ex tycoon 64enne è accusato di aver violato i regolamenti finanziari in tema di compensi e di altri illeciti finanziari per un periodo di almeno 5 anni, fino al 2014.
– TUNISI
– Sul modello dei Gilet gialli francesi nasce in Tunisia il movimento dei Gilet rossi. Ad annunciarlo lo stesso movimento sulla propria pagina facebook, rivendicando per i giovani “dignità e diritto ad una vita degna” e denunciando la visione sfuocata dell’attuale classe politica e il divario esistente tra essa e il popolo tunisino. Per ora solo virtuale, il movimento, “aperto a tutti” e pacifico, avrà numerosi coordinamenti regionali e locali
sparsi in tutto il Paese, si legge nel comunicato di presentazione del gruppo. السترات الحمراء Gilets Rouges.
Intanto, la Federazione generale per l’insegnamento secondario in Tunisia ha annunciato una mobilitazione permanente a partire da oggi in tutti i provveditorati del Paese e una ‘Giornata della rabbia’ per il 12 dicembre con una manifestazione di protesta nella capitale. Per il 19 dicembre è previsto inoltre un sit-in davanti alla sede del ministero dell’Educazione.
– Il premier armeno ad interim, l’ex giornalista 43enne Nikol Pashinian, ha ottenuto la maggioranza in Parlamento alle elezioni di ieri con l’alleanza ‘Il mio passo’: lo ha reso noto la Commissione elettorale del Paese, riporta la Bbc online. La sua alleanza, che include il suo partito ‘Contratto civile’, ha ottenuto il 70,4% dei voti.-
“Gestione repressiva del fenomeno migratorio”, “erosione dei diritti umani dei richiedenti asilo”, “retorica xenofoba nella politica”, “sgomberi forzati senza alternative”. Non è un quadro positivo dell’Italia, quello delineato dal rapporto “La situazione dei diritti umani nel mondo. Il 2018 e le prospettive per il 2019”, pubblicato da Amnesty International in occasione del 70esimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani.
Il governo Conte, scrive la ong, “si è subito distinto per una gestione repressiva del fenomeno migratorio”, in cui “le autorità hanno ostacolato e continuano a ostacolare lo sbarco in Italia di centinaia di persone salvate in mare, infliggendo loro ulteriori sofferenze e minando il funzionamento complessivo del sistema di ricerca e salvataggio marittimo”. Parlando del Dl sicurezza, Amnesty afferma che contiene misure che “erodono gravemente i diritti umani di richiedenti asilo e migranti e avranno l’effetto di fare aumentare il numero di persone in stato di irregolarità presenti in Italia”.
Afghanistan: ucciso soldato Usa
Faceva parte della missione ‘Resolute support’ della Nato
Gilet gialli a Parigi, città blindataIn arrivo i primi gruppi, dispiegati 3.000 agenti
Taiwan: al voto per amministrativeVari referendum, uno su nome attribuito da Pechino,Taipei cinese
Bahrein: al via voto rinnovo ParlamentoAperti i seggi, tra i 506 candidati molte donne
Hale, per Trump, partnership essenzialiSottosegretario di Stato, ma tutti devono fare la loro parte –
Gilet gialli, invasi gli Champs-Elysees
Nonostante divieto, manifestanti vogliono incontrare Macron
Tunisia: media contro visita SalmanAnnunciata per il prossimo 27 novembre – Iran, Trump per accordo su stop nucleare
Sottosegretario Usa, Teheran fermi comportamenti destabilizzanti – Gilet gialli, ieri incidenti nel nord
Henin-Beaumont, polizia circondata da manifestanti volto coperto
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L’ARTICOLO
KABUL
– Un soldato Usa della missione ‘Resolute Support’ della Nato è stato ucciso in Afghanistan. Lo riferisce la stessa Alleanza in un comunicato senza però fornire ulteriori dettagli sull’identità o sulle cause della morte. Sale così a otto il numero dei militari americani rimasti uccisi nel Paese dall’inizio dell’anno.
Gli Stati Uniti e la Nato hanno concluso formalmente la loro missione di combattimento in Afghanistan nel 2014, ma continuano a fornire un supporto vitale alle forze di sicurezza locali che negli ultimi anni lottano per combattere i talebani che si sono rafforzati e un gruppo affiliato all’Isis. Sono ancora 15mila i soldati americani che stanno attualmente prestando servizio in Afghanistan.
– PARIGI
– I primi gruppi di gilet gialli sono a Parigi, in particolare, già attorno alle 9, diversi di loro si aggirano nella zona della Concorde, alla fine degli Champs-Elysees, dove il ministero dell’Interno ha vietato ogni assembramento. Per il loro “Atto 2/o”, dopo la manifestazione di una settimana fa, i manifestanti contro il caro-carburante sembrano determinati a non accettare l’offerta delle autorità di manifestare a Champ-de-Mars, il grande spazio vicino alla Tour Eiffel. Ma le autorità, dopo i tentativi di una settimana fa di alcuni gruppi di raggiungere il vicino Eliseo, hanno vietato e transennato tutta la zona.
La giornata, dopo i 2 morti, 620 feriti fra i manifestanti e 136 fra i poliziotti della settimana di manifestazioni, si annuncia tesa. A Parigi in particolare, dove è in programma un’altra manifestazione, #NousToutes, contro tutte le violenze sessiste e sessuali.
Centinaia di gilet gialli hanno invaso già prima delle 10 questa mattina gli Champs-Elysees, che il prefetto di Parigi ha vietato agli assembramenti, mentre la manifestazione autorizzata è fissata alle 14 a Champ de Mars, vicino alla Tour Eiffel. La polizia continua a bloccare i manifestanti all’entrata di Place de la Concorde ed alcune decine stanno risalendo l’avenue in senso contrario. I manifestanti chiedono di incontrare il presidente della Repubblica, Emmanuel Macron.
– Seggi aperti stamani in Taiwan dove i cittadini sono chiamati a votare non solo per le elezioni amministrative, ma anche per 10 referendum.
Tra le diverse consultazioni, anche quella per decidere se a partire dalle prossime Olimpiadi di Tokyo 2020 e negli altri eventi internazionali dovranno chiamarsi con il nome attuale, non riconosciuto però da Pechino, che considera l’isola una propria provincia ribelle, oppure ‘Taipei cinese’.
“Siamo il solo Paese membro del Comitato olimpico internazionale che non può usare il proprio inno nazionale e non può vedere sventolare la propria bandiera. Siamo gli unici. E questo dimostra quanto la Cina ci soffochi”, lamenta Chio Cheng, che vinse una medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Messico 1968.
Il referendum di oggi necessità del quorum di almeno un quarti dei 19 milioni di aventi diritto al voto per essere approvato. E molti osservatori dubitano che verrà raggiunto. L’altro referendum di particolare interesse è quello sui matrimoni dello stesso sesso.
Aperti i seggi per le elezioni parlamentari in Bahrein, ma il voto si svolgerà senza i rappresentanti dell’opposizione, molti dei quali rinchiusi in carcere. Secondo i gruppi a sostegno dei diritti umani, la votazione avviene in un contesto repressivo, che non favorisce elezioni libere.
Poco prima delle elezioni del 2014, il partito di opposizione più grande del Paese, Al-Wefaq, venne sospeso nell’ambito di un giro di vite nel Paese a maggioranza shiita, ma governato dai sunniti. Da allora, il gruppo è stato sciolto e il suo leader, Sheikh Ali Salman, è stato condannato all’ergastolo. I seggi si sono aperti alle 8, ora locale, (le 7 in Italia) e si chiuderanno alle 20 (le 19 in Italia). I candidati sono 506 tra cui un gran numero di donne e ci si attende una maggiore affluenza rispetto al 2014 quando il numero di partecipanti raggiunse il 53%.
– “Uno dei concetti fondamentali dell’amministrazione Trump in politica estera, anche se questo potrà sorprendere molti, è la partnership. Tutto è basato su questo, ma una partnership in cui tutti devono fare la loro parte”: lo ha detto, intervenendo ai Med Dialogues di Roma, il sottosegretario di Stato Usa David Hale.
“Il presidente – ha proseguito – è molto interessato negli accordi, ma accordi che devono servire gli interessi americani e dei nostri partner”. Hale ha poi indicato gli altri concetti fondamentali dell’amministrazione Usa: “Ricentrare la politica estera sugli interessi americani; considerare la sovranità delle nazioni come la base per l’ordine mondiale”.
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PARIGI
– Centinaia di gilet gialli hanno invaso già prima delle 10 questa mattina gli Champs-Elysees, che il prefetto di Parigi ha vietato agli assembramenti, mentre la manifestazione autorizzata è fissata alle 14 a Champ de Mars, vicino alla Tour Eiffel.
La polizia continua a bloccare i manifestanti all’entrata di Place de la Concorde ed alcune decine stanno risalendo l’avenue in senso contrario. I manifestanti chiedono di incontrare il presidente della Repubblica, Emmanuel Macron.
– TUNISI
– Il sindacato nazionale dei giornalisti tunisini (Snjt) ha espresso profonda indignazione per la visita in Tunisia del principe ereditario saudita Mohamed Bin Salman prevista per il 27 novembre. In una lettera aperta indirizzata al presidente della Repubblica, Béji Caïd Essebsi, il sindacato ha affermato di respingere fermamente la visita del principe ereditario saudita, definendola “provocatoria” nella misura in cui costituisce una “palese violazione dei principi della rivoluzione del 2011”. “Mohamed Bin Salman è un vero pericolo per la pace e la sicurezza nel mondo, è il nemico della libertà di espressione”, si legge nella lettera firmata dal segretario generale dell’Snjt, Soukeina Abdessamad. In particolare, il sindacato rende noto di essere sorpreso dalla visita del principe ereditario Mohamed Bin Salman, che arriva un mese dopo l’assassinio del giornalista saudita Jamal Khashoggi nel consolato del regno saudita ad Istanbul. – “L’accordo sul nucleare iraniano non ha funzionato, la strategia dell’Iran ha conosciuto un’accelerazione, basti vedere la situazione in Yemen, le minacce nella regione e in Europa. Per questo sono state imposte le sanzioni. Ma il presidente Trump ha chiarito di essere aperto a negoziare un accordo che veda il regime abbandonare il programma nucleare e i comportamenti destabilizzanti”: lo ha detto ai Med Dialogues di Roma il sottosegretario di Stato Usa David Hale.-
PARIGI
– Violenti incidenti ieri sera e fino a tarda notte a Henin-Beaumont, nel nord della Francia, dove la polizia è stata circondata da decine di gilet gialli con il volto coperto da passamontagna e bersagliati dal lancio di lattine e sassi.
Sette poliziotti sono rimasti feriti mentre i manifestanti hanno incendiato un’auto.