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DALLE 05:39 ALLE 11:26 DI LUNEDì 22 APRILE 2019

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Sri Lanka, bilancio sale a 290 morti
Oltre 500 feriti nelle esplosioni di ieri contro chiese e hotel 22 Aprile 2019 05:39

– COLOMBO

– E’ salito ad almeno 290 morti e oltre 500 feriti il bilancio degli attentati esplosivi di ieri contro chiese e hotel in Sri Lanka. Lo rende noto oggi la polizia.
L’India afferma che cinque suoi cittadini sono stati uccisi negli attentati di ieri in Sri Lanka. Il primo ministro indiano Narendra Modi ha parlato con i leader cingalesi e ha condannato gli attacchi esplosivi. “Non c’è posto per tale barbarie nella nostra regione. L’India è solidale con il popolo dello Sri Lanka”, ha scritto Modi su Twitter. Sono almeno 27 gli stranieri morti negli attentati. Gli Stati Uniti hanno detto che molti sono gli americani, ma non hanno dato una cifra. Il Giappone ha confermato un morto. Le autorità cingalesi affermano che tra le vittime straniere ci sono anche un portoghese, due turchi e tre britannici.
Sri Lanka: polizia,arrestati 24 sospettiRiporta la Bbc online

22 aprile 201908:40

– E’ salito a 24 il numero delle persone sospette arrestate nell’ambito delle indagini sugli attentati di ieri nello Sri Lanka: lo riporta la Bbc online, che cita la polizia.
Nissan: nuova incriminazione per GhosnAccusato di abuso di fiducia aggravata, avvocato fa ricorso

TOKYO22 aprile 201908:41

– Il pubblico ministero giapponese ha formalizzato una nuova incriminazione, la terza, nei confronti di Carlos Ghosn, per abuso di fiducia aggravata. Lo anticipano i media nipponici, ricordando come l’ex presidente della Nissan-Renault-Mitsubishi Motors sia ormai bloccato in una battaglia legale a partire da metà novembre, confrontandosi con le molteplici accuse di illeciti finanziari.
Secondo i pm Ghosn avrebbe trasferito fondi societari a una succursale in Oman per interessi personali, causando una perdita di 5 milioni di dollari alla Nissan. L’ex tycoon 65enne era stato arrestato nuovamente a inizio aprile dopo un breve periodo di libertà su cauzione, e continua a negare ogni addebito.
Il suo avvocato ha criticato duramente il modo in cui si sta svolgendo l’inchiesta e ha detto che presenterà un nuovo ricorso di libertà su cauzione dopo l’ultima incriminazione.
Ballottaggio presidente a Skopje 5/5Pendarovski e Siljanovska-Davkova a 2o turno

22 aprile 201909:19

– Nelle elezioni presidenziali di ieri in Macedonia del nord nessuno dei tre candidati ha ottenuto il 50% piu’ uno necessario per vincere al primo turno, e pertanto andranno al ballottaggio del 5 maggio i primi due piu’ votati – il candidato governativo Stevo Pendarovski e la sua rivale dell’opposizione conservatrice Gordana Siljanovska-Davkova, che hanno ottenuto una percentuale di consensi pressocche’ analoga.
Gli ultimi dati diffusi dalla commissione elettorale relativi allo spoglio di quasi il 97% delle schede assegnano infatti a Pendarovski il 42,72% dei consensi, rispetto al 42,58% di Siljanovska-Davkova. Il terzo candidato Blerim Reka, esponente della minoranza albanese, ha ottenuto il 10,35%.
Pendarovski e’ appoggiato dalla coalizione governativa fra socialdemocratici e partito albanese Dui, mentre Siljanovska-Davkova e’ appoggiata dal partito conservatore Vmro-Dpmne.
L’affluenza e’ risultata bassa, al 41,92%, di molto inferiore al 48,86% delle ultime presidenziali del 2014.
Sri Lanka: governo, i kamikaze erano 7Secondo un funzionario che si occupa delle indagini forensi

COLOMBO22 aprile 201909:22

– Erano sette gli attentatori kamikaze che ieri hanno compiuto la strage nello Sri Lanka costata la vita ad almeno 290 persone: lo ha reso noto un funzionario del governo che si occupa delle indagini forensi degli attacchi.
Il funzionario, Ariyananda Welianga, ha aggiunto che gran parte degli otto attentati sono stati realizzati da una persona ciascuno, mentre in almeno un attacco – quello all’hotel Shangri-La di Colombo – gli attentatori erano due.
Ucraina: Zelensky vince con il 73,18%90,25% delle schede scrutinate

MOSCA22 aprile 201910:19

– Con il 90,25% delle schede scrutinate il candidato alla presidenza Vladimir Zelensky è avanti con il 73,18% dei favori rispetto al 24,49% raccolto dal presidente uscente Petro Poroshenko – confermando sostanzialmente quanto previsto dagli exit-poll.
Lo riporta la Commissione Elettorale centrale citata dal canale 112.
Sri Lanka: verso ripristino coprifuocoDalle 20.00 locali (le 16.30 in Italia) alle 4.00 di domani

22 aprile 201910:21

– Le autorità dello Sri Lanka hanno annunciato un nuovo coprifuoco dalle 20.00 locali (le 16.30 in Italia) fino alle 4.00 di domani.
Già ieri, dopo la serie di attentati che hanno colpito il Paese, era stato imposto un coprifuoco di 12 ore, fino alle 6:00 locali di questa mattina. Lo si apprende dai media internazionali.
Mosca, verso migliori rapporti con KievPremier russo su elezione Zelensky, ma serve usare buon senso

MOSCA22 aprile 201909:24

– “Non ho alcun dubbio: per quanto riguarda la Russia, il nuovo presidente ucraino aderirà alla retorica che ha usato durante la campagna elettorale”. Lo ha detto il primo ministro russo Dmitri Medvedev commentando la vittoria di Vladimir Zelensky. “Ci sono però ancora possibilità di migliorare la cooperazione con il nostro paese”, ha aggiunto sottolineando come sia necessario da parte del nuovo presidente “un approccio pragmatico e responsabile, un approccio che tenga conto della situazione politica in Ucraina, innanzitutto nell’est del Paese”. “Ecco perché – ha concluso – è importante augurare alla nuova leadership ucraina di usare il buon senso”.
Lo riporta la Tass.
Libia: 254 morti, 32.400 sfollati a Tripoli e dintorniLo scrive l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari (Ocha)

TUNISI22 aprile 201909:47

E’ di 32.400 il numero degli sfollati dall’inizio degli scontri armati a Tripoli e dintorni. Lo scrive l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari (Ocha) in un aggiornamento sulla situazione nei dintorni della capitale.

L’Ocha ha inoltre precisato che 3.600 rifugiati e migranti nei centri di detenzione sono esposti al rischio di conflitto. Il numero delle vittime a Tripoli, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) in Libia, intanto è salito a 254, 1.128 i feriti.          [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 08:10 ALLE 11:07

DI MERCOLEDì 23 GENNAIO 2019

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Spread Btp apre in lieve rialzo a 252
Rendimento al 2,73%

23 gennaio 201908:10

– Il differenziale tra Btp decennali e bund tedeschi apre in lieve rialzo a quota 252 punti base dopo aver chiuso ieri sera a quota 250. Il rendimento dei titoli italiani è pari al 2,738%.
Petrolio: in lieve rialzo a 53,24 dlrBrent a 61,81 dollari

23 gennaio 201908:15

– Petrolio in lieve rialzo in avvio di contrattazioni. Il Wti del Texas guadagna lo 0,43% a 53,24 dollari al barile mentre il Brent avanza dello 0,50% a 61,81 dollari al barile.
Oro: stabile a 1.283,7 dollari l’onciaQuotazione arretra dello 0,13% sulle quotazioni di ieri

23 gennaio 201908:21

– Oro in lieve calo a 1.283,76 dollari l’oncia. Il prezzo del metallo prezioso segna un calo dello 0,13% rispetto al valore della vigilia.
Cambi: euro stabile a 1,1370 sul dollaroIn lieve rialzo sull yen a quota 124,74

23 gennaio 201908:26

– Euro stabile sul dollaro in apertura di seduta. La moneta unica passa di mano a 1,1370 dollari ed a quota 124,74 contro lo yen (+0,49%).
Cgil:verso Landini segretario,Colla viceIpotesi anche Gianna Fracassi altro ‘numero due’

BARI23 gennaio 201908:35

– Cgil ad un passo dall’accordo per il nuovo vertice, con Maurizio Landini segretario generale e Vincenzo Colla vice. Al centro dell’accordo anche la composizione dell’intera segreteria confederale.
Si riunisce infatti la commissione elettorale, nell’ambito del 18/o Congresso nazionale della Cgil a Bari, che giovedì prossimo porterà appunto all’elezione del suo nuovo segretario generale, che succederà a Susanna Camusso. Nella proposta su cui si sta chiudendo è previsto anche l’ingresso di un secondo vice segretario generale donna. L’ipotesi è sul nome di Gianna Fracassi.

Borsa: Asia contrastata, Tokyo -0,14%Futures in calo, rialzo dollaro penalizza esportatori

23 gennaio 201908:39

– Seduta contrastata per le principali borse di Asia e Pacifico dopo il flop di Wall Street.
In attesa dei negoziati tra Usa e Cina sui dazi previsti per la settimana prossima, che si annunciano “decisivi” secondo il consulente della casa Bianca Lawrence Kudlow, gli investitori sono stati a guardare, rinviando le loro decisioni. Poco sotto la parità Tokyo (-0,14%), Taiwan (-0,26%), Sidney (-0,26%) ed Hong Kong (-0,04%), ancora aperta insieme a Mumbai (+0,02%), modesto il rialzo di Shanghai (+0,05%). Negativi i futures sull’Europa e su Wall Street in vista della fiducia delle imprese in Francia e di quella dei consumatori nell’Ue, mentre dagli Usa sono in arrivo le richieste settimanali di mutui, i prezzi delle case e l’indice manifatturiero della Fed di Richmond. Il calo del dollaro sullo yen ha pesato sui titoli dei grandi esportatori giapponesi, a partire da Subaru (-3,44%), Hitachi (-1,74%), Bridgestone (-1,73%) e Toyota (-0,94%).
Borsa: Milano apre in calo (-0,44%)Indice Ftse Mib a quota 19.350 punti

MILANO23 gennaio 201909:02

– Avvio di seduta negativo per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib segna un calo dello 0,44% a 19.350 punti.
Borsa:Europa apre in calo, Londra -0,44%Deboli anche Francoforte (-0,42%) e Parigi (-0,32%)

23 gennaio 201909:07

– Apertura in ribasso per le principali borse europee. Londra cede lo 0,44% a 6.871 punti, Francoforte lo 0,42% a 11.043 punti e Parigi lo 0,32% a 4.831 punti.
Borsa: Milano debole (-0,78%), giù TimIn rialzo lo spread. Bene la Juventus, tiene Saipem

MILANO23 gennaio 201909:38

– Piazza Affari si conferma debole nella prima mezz’ora di scambi (Ftse Mib -0,78%), frenata ancora una volta da Tim (-2,47%), da diversi giorni protagonista di una caduta inarrestabile sulle prospettive per il 2019, sul tema dello scorporo della rete, dopo la bocciatura dell’AgCom della soluzione ibrida proposta dall’ex amministratore delegato Amos Genish, e con i litigi tra i soci Vivendi ed Elliott. Il rialzo dello spread oltre 252 punti penalizza invece Banco Bpm (-1,7%), Ubi Banca (-1,6%) e Bper (-1,5%), Unicredit (-1,2%) e Intesa (-1,1%), pesante Creval (-3,43%) a differenza di Mps (+0,6%). In calo Stm (-1,5%), dopo le stime trimestrali della rivale Asml.
Pochi i rialzi sul paniere principale, limitati a Juventus (+1,2%), oggetto di riposizionamenti da parte dei fondi, Saipem (+0,15%), Italgas (+0,27%) e Tenaris (+0,05%). Deboli Fca (-1,21%) e Ferrari (-0,89%), tra i minori sprint di Stefanel (+12,9%), in calo Pininfarina (-2,28%).
Nissan:Ghosn verso dimissioni da RenaultGiovedì il Cda della casa francese potrebbe nominare successore

TOKYO23 gennaio 201909:47

– L’ex presidente del gruppo Nissan-Renault-Mitsubishi Motors, Carlos Ghosn – in stato di fermo a Tokyo da oltre due mesi per le accuse di illeciti finanziari – è pronto a dimettersi dal suo ruolo di presidente e amministratore delegato della casa auto francese. Lo anticipa il canale pubblico Nhk, che cita fonti a conoscenza del dossier.
Notizia, questa, già da me anticipata questa notte.

Borsa: Europa debole, Milano -0,2%Fiducia imprese Francia sotto le stime, atteso indice Richmond

23 gennaio 201910:18

– Si confermano deboli le borse europee nella mattinata, da Londra (-0,49%) a Francoforte (-0,37%), da Parigi (-0,17%) a Milano (-0,2%) che migliora, mentre Madrid (+0,31%) è l’unica a salire. Girano in positivo i futures Usa dopo il dato sulla fiducia delle imprese in Francia lievemente sotto le stime, mentre l’indice manifatturiero della Fed di Dallas è atteso in miglioramento per il mese di gennaio.
Gli investitori guardano alla Brexit e alle trattative tra Usa e Cina sui dazi della prossima settimana dopo la parentesi del vertice di Davos, al secondo giorno. In assestamento lo spread tra Btp e Bund a 251,4 punti, mentre il dollaro si rafforza sull’euro e sullo yen, il petrolio risale sopra 53 dollari a barile e l’oro si porta a 1.286 dollari l’oncia (+0,05%).         [print-me title=”STAMPA”]

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NISSAN-RENAULT: GHOSN PRONTO A DIMETTERSI

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NISSAN-RENAULT: GHOSN PRONTO A DIMETTERSI

AGGIORNAMENTO DELLE 05:20

DIMERCOLEDì 23 GENNAIO 2019

NISSAN-RENAULT: GHOSN PRONTO A DIMETTERSI

TOKYO

– L’ex presidente del gruppo Nissan-Renault-Mitsubishi Motors, Carlos Ghosn – in stato di fermo a Tokyo da oltre due mesi con le accuse di illeciti finanziari – è pronto a dimettersi dal suo ruolo di presidente e amministratore delegato della casa auto francese. Lo anticipa il canale pubblico Nhk, che cita fonti a conoscenza del dossier.         [print-me title=”STAMPA”]

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FUSIONE RENAULT-NISSAN: LE MAIRE SMENTISCE

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FUSIONE RENAULT-NISSAN: LE MAIRE SMENTISCE

AGGIORNAMENTO DELLE 23:09

DI DOMENICA 20 GENNAIO 2019

FUSIONE RENAULT-NISSAN: LE MAIRE SMENTISCE

Una fusione tra Renault e Nissan per dare stabilità ed equilibrio al gruppo automobilistico dopo la vicenda dell’arresto di Carlos Ghosn, l’ex presidente considerato il principale artefice del consolidamento dell’alleanza.
A fare pressing in questa direzione, secondo la stampa giapponese, è Parigi, che avrebbe chiesto al Giappone di valutare la possibilità di un ‘merger’, anche se il ministro delle Finanze Bruno Le Maire ha smentito con decisione.        [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 06:30 ALLE 08:28

DI VENERDì 11 GENNAIO 2019

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Ex premier Su guiderà nuovo governo
Ex premier Su sostituisce Lai dopo sconfitta al voto novembre

PECHINO11 gennaio 2019 06:30

– La presidente di Taiwan, Tsai Ing-wen, ha annunciato oggi che l’ex premier Su Tseng-chang sarà alla guida di un nuovo governo dopo le dimissioni presentate oggi dall’esecutivo guidato da William Lai.
Il cambio è maturato dopo la pesante sconfitta che il Partito democratico progressista (Dpp), lo stesso di Tsai, ha incassato a novembre durante un’importante tornata elettorale locale che ha visto vincere con ampi margini il partito nazionalista (Kmt).
Si è trattato di elezioni viste come una prova generale per testare l’umore dell’elettorato in vista del voto presidenziale e delle politiche del 2020. Su ha guidato il governo dal 2006 al 2007 ed è stato presidente del Dpp tra il 2012 e il 2014.
Durante la presidenza Tsai i rapporti tra Taiwan e Cina sono diventati pessimi: Pechino vede Taipei come parte integrante del suo territorio sotto il principio della “Unica Cina”, al quale Tsai ha sempre rifiutato la sua adesione.
Nissan: Ghosn rimane in carcerePer abuso di fiducia aggravata, detenuto dal 19 novembre

TOKYO11 gennaio 201907:26

– Il pubblico ministero di Tokyo ha formalizzato una seconda incriminazione nei confronti dell’ex presidente del gruppo Nissan-Renault-Mitsubishi Motors, Carlos Ghosn, con l’accusa di abuso di fiducia aggravata.
L’ex tycoon 64enne si trova in stato di fermo al centro di detenzione della capitale nipponica dal giorno del suo arresto, il 19 novembre.
Migranti:Trump pensa emergenza nazionalePer bypassare il Congresso e finanziare costruzione muro

WASHINGTON11 gennaio 201907:50

– La Casa Bianca sta gettando le basi per dichiarare una emergenza nazionale che consentirebbe al presidente americano Donald Trump di bypassare il Congresso e finanziare il muro al confine col Messico, mettendo fine all’impasse dello shutdown.
Secondo il Washington Post, che cita due fonti anonime, l’amministrazione vorrebbe utilizzare fondi non usati del Genio dell’esercito, cui ha già chiesto quanto velocemente potrebbero essere firmati i contratti e se la costruzione potrebbe iniziare in 45 giorni. La Casa Bianca pensa in particolare ad una legge sui disastri naturali approvata dal Congresso lo scorso anno che comprende 13,9 miliardi di dollari che sono stati stanziati, ma non ancora spesi, per una serie di progetti.        [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 04:45 ALLE 09:28

DI LUNEDì 31 DICEMBRE 2018

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Nissan, esteso fermo ex presidente Ghosn
Rimarrà in prigione in Giappone fino all’11 gennaio

TOKYO31 dicembre 201804:45

– Il tribunale di Tokyo ha deciso di estendere il periodo di fermo dell’ex presidente della Nissan-Renault-Mitsubishi Motors, Carlos Ghosn, fino all’11 gennaio, su richiesta del pubblico ministero, in base alle ultime accuse di illeciti finanziari.
Bangladesh, larga vittoria per la HasinaLa premier uscente potrà formare il suo terzo governo

DACCA31 dicembre 201805:42

– L’alleanza al governo in Bangladesh guidata dalla premier Sheikh Hasina ha vinto a larga maggioranza le elezioni di ieri. Lo rende noto la commissione elettorale.
L’alleanza guidata dalla Lega popolare bengalese ha vinto 288 seggi, ha reso noto il segretario della commissione Helal Uddin Ahmed alla fine dello spoglio elettorale.
Il Partito nazionale guidato dall’ex presidente H.M.Ershad ne ha conquistati 20, mentre l’alleanza dell’opposizione guidata dal noto avvocato Kamal Hossain ne ha avuti solo sette. La larga maggioranza ottenuta consente alla Hasina di formare il suo terzo governo consecutivo.
Le opposizioni hanno respinto l’esito del voto, con Hossain che ha definito l’elezione farsesca e ha chiesto che una nuova consultazione venga svolta sotto l’autorità di un “governo apartitico”.
Filippine: 68 morti per maltempoFrane e inondazioni causate da forti piogge

31 dicembre 201808:34

– E’ salito ad almeno 68 vittime il bilancio delle frane e delle inondazioni provocate in questi giorni da forti piogge nelle Filippine.
Secondo quanto riporta oggi il Guardian, 57 persone sono morte nella regione di Bicol, a sudest di Manila, e altre 11 sull’isola di Samar (centro est).
Le piogge sono dovute ad una forte depressione tropicale – denominata ‘Usman’ – che ha colpito la parte settentrionale e centro-orientale del Paese.
Secondo Claudio Yucot, direttore dell’ufficio della protezione civile di Bicol, il bilancio delle vittime è destinato a salire perche’ molte aree non sono state ancora raggiunte dalle squadre dei soccorsi.
Usa: leone uccide addetta centro naturaAnimale abbattuto, in centro naturalistico North Carolina

WASHINGTON31 dicembre 201808:50

– Un leone è scappato dal recinto di un centro naturalistico di Burlington (North Carolina) e ha ucciso una addetta alla pulizie. L’animale è stato abbattuto per consentire il recupero della donna gravemente ferita, che però è morta poco dopo. Lo rende noto il Conservators Center. La vittima faceva parte di un team specializzato e stava pulendo l’area quando il leone è uscito dallo spazio che si supponeva chiuso. Sulla vicenda è stata aperta un’indagine. La struttura è stata aperta nel 1999 e ospita oltre 80 animali, tra cui 14 tra leoni e tigri. Dal 2007 organizza tour per i visitatori, che sono oltre 16 mila l’anno.      [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 10:26 ALLE 14:22

DI MARTEDì 25 DICEMBRE 2018

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Nissan: libertà su cauzione per Kelly
Assistente era stato arrestato assieme a Ghosh il 17 novembre

TOKYO25 dicembre 201810:26

– La Corte distrettuale di Tokyo ha accordato la libertà su cauzione a Greg Kelly, il direttore operativo della Nissan e assistente dell’ex presidente del gruppo Carlos Ghosn, con cui era stato arrestato il 19 novembre.
La cauzione è stata fissata a 70 milioni di yen, l’equivalente di 550mila euro, e il pubblico ministero può ancora presentare ricorso.
Kelly era stato incriminato lo scorso 10 novembre assieme a Ghosn con l’accusa di aver sottostimato i compensi per almeno 5 anni per un valore di 5 miliardi di yen e altre omissioni fiscali di varie entità. Accuse che entrambi i manager respingono.
Abu Mazen a Messa di Natale a BetlemmeLa città affollata di turisti e pellegrini

TEL AVIV25 dicembre 201810:43

– Migliaia di pellegrini e di turisti hanno partecipato la scorsa notte a Betlemme alle tradizionali celebrazioni natalizie nella Piazza del Mangiatoia e alla Messa di Mezzanotte celebrata dall’Amministratore apostolico del Patriarcato Latino Pierbattista Pizzaballa. Nella Basilica della Natività erano presenti il presidente palestinese Abu Mazen, il premier Rami Hami Hamdallah e personalità politiche e diplomatiche fra cui il Console generale italiano a Gerusalemme Fabio Sokolowicz. Nell’omelia mons. Pizzaballa ha espresso ammirazione per i lavori di restauro quasi completati nella Basilica e vi ha visto un messaggio più generale di fiducia in quanto, ha rilevato, a volte sotto una apparente sporcizia possono nascondersi tesori. L’affluenza a Betlemme per il Natale è stata particolarmente elevata. “Il messaggio dei palestinesi in questa occasione – ha detto il sindaco Anton Salman – è che noi intendiamo resistere alla occupazione fino alla costituzione di uno Stato palestinese indipendente”.
Libia: attacco kamikaze a sede del ministero degli Esteri, 3 i morti A Tripoli. Secondo alcuni testimoni, l’esplosione è stata accompagnata anche da colpi d’arma da fuoco

BENGASI25 dicembre 201810:51

Attentato suicida stamani contro la sede del ministero degli Esteri libico a Tripoli. Secondo fonti della sicurezza libica, tre persone sono morte nell’attacco. Secondo alcuni testimoni, l’esplosione è stata accompagnata anche da colpi d’arma da fuoco. Dalle immagini diffuse dai siti libici si vede una densa colonna di fumo sprigionarsi dall’edificio principale del ministero.
Libia: uccisi 5 assalitori del ministeroTre le vittime, tra cui un diplomatico e due dipendenti libici

25 dicembre 201812:44

– Sono cinque i terroristi che hanno tentato l’assalto al ministero degli Esteri libico stamani a Tripoli: due si sono fatti esplodere, gli altri tre sono rimasti uccisi. Lo riferiscono fonti qualificate, aggiungendo che la situazione è ora sotto controllo e le forze di sicurezza presidiano la zona. Tre le vittime dell’attacco: Hibraim Shibani, diplomatico e direttore generale del Dipartimento relazioni islamiche del Ministero degli Esteri libico, e due dipendenti civili libici. Intorno alle 10 di stamani (le 9 in Italia), i cinque assalitori hanno ingaggiato uno scontro a fuoco con membri della Guardia presidenziale nel tentativo di entrare nella sede del ministero. Dopo alcuni minuti, aggiungono le fonti, si è udita una forte esplosione, probabilmente dovuta a un terrorista che si è fatto esplodere nelle vicinanze del cancello del ministero. I 5 terroristi sarebbero di origine subsahariana come quelli dell’attacco condotto contro la sede della Noc (National oil corporation) lo scorso settembre.
Israele: sondaggio, Likud in vantaggioMa un ex generale potrebbe cambiare la scena politica

TEL AVIV25 dicembre 201812:46

– All’indomani dell’annuncio che ad aprile Israele andrà ad elezioni anticipate, Benyamin Netanyahu ha avuto conferma oggi da un sondaggio di opinione che il suo partito Likud è lanciato verso una nuova vittoria e che probabilmente lui stesso presiederà il suo quinto governo.
Secondo il sondaggio di Maariv, il Likud disporrà di 30 dei 120 seggi alla Knesset, con largo vantaggio su tutti gli altri partiti. Restano tuttavia alcuni elementi di incertezza. Il primo riguarda i futuri orientamenti di un esordiente nella scena politica, l’ex capo di Stato maggiore Benny Gantz, che secondo Maariv irromperebbe alla Knesset con 13 deputati. Il secondo è legato alle indagini condotte su Netanyahu. Yair Lapid, leader del partito centrista Yesh Atid, ha fatto oggi appello al consigliere legale del governo Avichai Mandelblit (che è anche capo della magistratura) affinché pubblichi prima del voto le proprie conclusioni su quelle indagini.
Tunisia: 6 agenti feriti in scontri ieriIn piazza a Kasserine giovani disoccupati, numerosi gli arresti

TUNISI25 dicembre 201812:48

– E’ di sei agenti feriti e numerosi arresti tra i manifestanti il bilancio degli scontri avvenuti ieri sera a Kasserine, tra polizia e giovani disoccupati scesi per le strade per protestare per il diritto al lavoro contro la marginalizzazione della regione e in solidarietà al gesto estremo del reporter precario Abderrazak Zorgui. Lo ha riferito il portavoce del ministero dell’Interno di Tunisi, Sofiene Zaag, alla radio locale Mosaique fm, parlando di pietre contro le unità di sicurezza e pneumatici bruciati.       [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 03:58 ALLE 10:25

DI VENERDì 21 DICEMBRE 2018

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Nissan, nuovo arresto per Ghosn
L’ex presidente è accusato di abuso di fiducia

TOKYO21 dicembre 201803:58

– Un nuovo mandato di arresto del pubblico ministero giapponese è stato emesso nei confronti dell’ex presidente dell’alleanza Nissan-Renault-Mitsubishi, Carlos Ghosn, con l’accusa di abuso di fiducia nei confronti del gruppo auto. E’ esclusa dunque – almeno nelle prossime 48 ore – la possibilità che l’ex top manager possa uscire su cauzione, come appariva invece possibile fino a ieri, dopo il rifiuto della corte distrettuale di Tokyo di estendere il fermo di altri 10 giorni dopo due mandati di arresto.
Usa, ok Camera a bilancio, 5,7 mld muroPresto va al Senato, ma probabile bocciatura, verso shutdown

NEW YORK21 dicembre 201805:48

– La Camera americana ha approvato un progetto di legge di bilancio che finanzia il governo fino agli inizi di febbraio e prevede lo stanziamento di 5,7 miliardi di dollari per la costruzione del muro con il Messico, così come richiesto da Donald Trump. Il provvedimento è stato approvato con 217 voti a favore e 185 contrari. La misura passa ora al Senato dove quasi sicuramente non sarà approvata perché ai repubblicani mancherebbero i 60 voti necessari al via libera.
Questo aumenta le chance di uno shutdown del governo alla mezzanotte di venerdì.      [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 02:41 ALLE 09:06

DI LUNEDì 10 DICEMBRE 2018

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Usa: lascia favorito sostituto Kelly
Nick Ayers lavorerà a rielezione Trump. Ora 4 candidati

Brexit: leadership May nel mirinoSe accordo bocciato. E Corbyn pronto a guidare governo minoranza

Khashoggi: ultime parole ‘non respiro’Fonte rivela trascrizione registrazione omicidio

Tokyo, Huawei esclusa da appalti pubbliciGoverno cede a pressioni Usa ma attento a rapporti con Pechino

Nissan, Ghosn incriminato in GiapponeAccuse di illeciti finanziari, agli arresti dal 19 novembre

Tunisia: arrivano i gilet rossiInsegnanti annunciano mobilitazione

Elezioni Armenia,maggioranza per premierIl 70,4% dei voti, con la sua alleanza ‘Il mio passo’ – Amnesty, in Italia ‘gestione repressiva’ delle migrazioni
Il rapporto dell’organizzazione delinea un quadro negativo del Paese

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WASHINGTON

– Nick Ayers non prenderà il posto di John Kelly come capo dello staff della Casa Bianca.
Ayers, attuale capo dello staff del vicepresidente Mike Pence, ha twittato che lascerà invece l’amministrazione a fine anno e lavorerà “con il team di Maga (Make America great again, ndr) per far avanzare la causa”, un riferimento alla campagna per la rielezione di Donald Trump. Fonti riferiscono che Ayers, 36 anni, un operativo repubblicano, lavorerà con il super Pac della prossima campagna del tycoon. Secondo il Washington Post, avrebbe declinato l’offerta alla luce delle difficoltà incontrate da Kelly e dal suo predecessore, Reince Priebus, in una Casa Bianca dominata ancora da intrighi e tensioni.
Secondo i media Usa, sono quattro ora i candidati all’esame del presidente. Tra questi il direttore dell’ufficio management e budget Mick Mulvaney, che è anche capo ad interim dell’ufficio per la protezione finanziaria dei consumatori, e il deputato repubblicano Mark Meadows.
– LONDRA

– Tornano a materializzarsi, sui media britannici, le sfide di potenziali pretendenti a scalzare Theresa May dalla leadership del Partito conservatore, alla vigilia del voto sulla ratifica parlamentare dell’accordo sulla Brexit in calendario – salvo rinvii che per ora Downing Street esclude – domani sera. Voto che rischia di risolversi in una sconfitta sonora per la premier e forse in una crisi di governo.
In interviste in tv, ben tre ex ministri brexiteers – Boris Johnson, Dominic Raab ed Esther McVey, dimessi in dissenso dalla linea May – si sono rifiutati di escludere una loro candidatura.
Johnson, sul Telegraph di oggi, s’è anzi poi spinto più in là: delineando un suo piano per rinegoziare con Bruxelles rifiutando il backstop sul confine irlandese, ventilando un dimezzamento del conto di divorzio da 39 miliardi di sterline e intensificando i preparativi di un ‘no deal’. Il leader laburista Jeremy Corbyn ha fatto sapere d’essere pronto a subentrare a Downing Street anche in mancanza di nuove elezioni.
– WASHINGTON

– “Non posso respirare”: sono le ultime parole pronunciate da Jamal Khashoggi, il giornalista saudita dissidente ucciso nel consolato di Riad a Istanbul da agenti del suo Paese. Lo riporta la Cnn, citando una fonte informata sull’indagine nell’omicidio del reporter e che ha letto la trascrizione dell’audio contenente i suoi ultimi strazianti momenti di vita. Secondo la fonte è chiaro che l’uccisione non era la conseguenza non voluta di un improvvisato tentativo di sequestro ma l’esecuzione di un piano premeditato per eliminare il giornalista.
– TOKYO

– Il governo giapponese conferma le anticipazioni della stampa e annuncia l’esclusione dei due colossi cinesi delle telecomunicazioni, Huawei e Zte, dagli appalti pubblici, a causa dei presunti rischi sulla cybersecurity in ambito militare e finanziario. La decisione di Tokyo segue quella dello scorso agosto degli Stati Uniti, che tramite il ‘National Defense Authorization Act’ avevano vietato i prodotti della Huawei e Zte negli apparati statali, a causa degli stretti legami ipotizzati tra il governo cinese e le due aziende. Nell’annunciare la decisione l’esecutivo di Tokyo non ha fatto riferimento diretto alla due società, per non inasprire i rapporti commerciali con la Cina, ma si è limitato a specificare la delicata procedura dei contratti riguardanti la sicurezza nazionale.
– TOKYO

– Il pubblico ministero giapponese ha formalizzato l’incriminazione per Carlos Ghosn, ex-presidente del gruppo Nissan-Renault-Mitsubishi Motors, detenuto in un centro penitenziario a nord di Tokyo dal 19 novembre. L’ex tycoon 64enne è accusato di aver violato i regolamenti finanziari in tema di compensi e di altri illeciti finanziari per un periodo di almeno 5 anni, fino al 2014.
– TUNISI

– Sul modello dei Gilet gialli francesi nasce in Tunisia il movimento dei Gilet rossi. Ad annunciarlo lo stesso movimento sulla propria pagina facebook, rivendicando per i giovani “dignità e diritto ad una vita degna” e denunciando la visione sfuocata dell’attuale classe politica e il divario esistente tra essa e il popolo tunisino. Per ora solo virtuale, il movimento, “aperto a tutti” e pacifico, avrà numerosi coordinamenti regionali e locali

sparsi in tutto il Paese, si legge nel comunicato di presentazione del gruppo. السترات الحمراء Gilets Rouges.
Intanto, la Federazione generale per l’insegnamento secondario in Tunisia ha annunciato una mobilitazione permanente a partire da oggi in tutti i provveditorati del Paese e una ‘Giornata della rabbia’ per il 12 dicembre con una manifestazione di protesta nella capitale. Per il 19 dicembre è previsto inoltre un sit-in davanti alla sede del ministero dell’Educazione.
– Il premier armeno ad interim, l’ex giornalista 43enne Nikol Pashinian, ha ottenuto la maggioranza in Parlamento alle elezioni di ieri con l’alleanza ‘Il mio passo’: lo ha reso noto la Commissione elettorale del Paese, riporta la Bbc online. La sua alleanza, che include il suo partito ‘Contratto civile’, ha ottenuto il 70,4% dei voti.-

“Gestione repressiva del fenomeno migratorio”, “erosione dei diritti umani dei richiedenti asilo”, “retorica xenofoba nella politica”, “sgomberi forzati senza alternative”. Non è un quadro positivo dell’Italia, quello delineato dal rapporto “La situazione dei diritti umani nel mondo. Il 2018 e le prospettive per il 2019”, pubblicato da Amnesty International in occasione del 70esimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani.

Il governo Conte, scrive la ong, “si è subito distinto per una gestione repressiva del fenomeno migratorio”, in cui “le autorità hanno ostacolato e continuano a ostacolare lo sbarco in Italia di centinaia di persone salvate in mare, infliggendo loro ulteriori sofferenze e minando il funzionamento complessivo del sistema di ricerca e salvataggio marittimo”. Parlando del Dl sicurezza, Amnesty afferma che contiene misure che “erodono gravemente i diritti umani di richiedenti asilo e migranti e avranno l’effetto di fare aumentare il numero di persone in stato di irregolarità presenti in Italia”.

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DALLE 06:33 ALLE 12:22

DI DOMENICA 25 NOVEMBRE 2018

SOMMARIO

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Brexit, ok dei 27 leader Ue ad accordo
Juncker, ora Gb voti sì. Tragedia ma è intesa migliore possibile

Il presidente del Ciad oggi in IsraeleLo anticipa la radio statale. Visita ‘storica’.

Juncker, nessuna guerra, ‘ti amo Italia’Concordato contatto permanente per diminuire divergenze

Brexit: Irlanda, accordo che ci proteggeVaradkar, ‘oggi conclusione di due anni di duro lavoro’

Brexit: Tajani, Pe voterà accordoE’ un segnale anche per Westminster, intesa buona per Ue e Gb’

Taiwan: referendum respinge nozze gayConsultazione promossa da gruppi cristiani

Nissan: presidente Ghosn respinge accuse’Mai commessi illeciti finanziari’

Brexit: Ue-27, ora perfezionare intesaRipreso vertice, c’è anche Theresa May

Macron, Brexit segno che Ue va rifondata’Buon accordo,marcata unità 27 davanti scelta sovrana popolo Gb’

Naufragio sul Lago Vittoria, 29 mortiA bordo c’erano 90 persone, bilancio potrebbe salire

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BRUXELLES

– “I 27 leader Ue hanno dato il via libera politico all’Accordo di divorzio” dal Regno Unito “e alla Dichiarazione politica congiunta” sulle relazioni future.
L’annuncio è stato dato dal presidente del Consiglio europeo Donald Tusk su Twitter. Ora la parola passa a Londra. “Se fossi un parlamentare britannico voterei a favore dell’accordo” – ha detto il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker al suo arrivo al vertice – perché “è il migliore possibile per la Gran Bretagna”, e perchè l’Ue non cambierà le sue posizioni fondamentali”. “Oggi – ha anche ribadito – è un giorno triste, vedere un Paese come la Gran Bretagna abbandonare l’Ue non è un momento di giubilo ma una tragedia”. “Ora – ha detto il capo negoziatore Ue Michel Barnier – è giunto il momento che ognuno si assuma le sue responsabilità”, in quanto “questo accordo” di divorzio “è il passo necessario per costruire la fiducia tra l’Ue e la Gran Bretagna per costruire i prossimi passi”.

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TEL AVIV

– Dopo una serie di preparativi segreti, il presidente del Ciad, Idriss Deby, inizierà oggi una visita in Israele. Lo ha anticipato la televisione statale israeliana. Il Ciad e’ un Paese islamico che non mantiene relazioni con Israele. La visita di Deby, secondo alcuni media locali, ha dunque un’importanza “storica”. In programma, secondo le anticipazioni, un incontro col premier Benyamin Netanyahu.

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BRUXELLES

– “Ho messo in chiaro ieri sera che non siamo in guerra con l’Italia”, al contrario, “ti amo Italia” (in italiano, ndr). Così il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, al suo arrivo al vertice sulla Brexit, sulla cena sulla manovra con il premier Conte che è stata “vivace e interessante”. Al termine dell’incontro “abbiamo concordato di restare in contatto permanente per diminuire le divergenze di vedute tra la Commissione e l’Italia”, ha detto Juncker.

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BRUXELLES

– “Questa è la conclusione di due anni di duro lavoro” che hanno permesso di “raggiungere il nostro obiettivo, quello di un accordo che ci protegge e che protegge la nostra economia: oggi lo abbiamo”. Così il premier irlandese Leo Varadkar al suo arrivo al vertice Ue straordinario sulla Brexit, elencando i punti chiave ottenuti da Dublino nell’accordo di addio quali un’area di viaggio comune, niente barriere doganali e il backstop tra Irlanda e Ulster.
– BRUXELLES

– “Sono ottimista che il Parlamento europeo voterà a favore dell’accordo” sulla Brexit, prima con una risoluzione a dicembre e poi con il voto finale a gennaio o al più tardi a febbraio, e questo “è un segnale anche per il Parlamento britannico”. Così il presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani al suo arrivo al vertice Ue, sottolineando che si tratta di “un accordo buono per l’Ue e per la Gran Bretagna, per questo spero che anche Westminster voti a favore”. Ora “dobbiamo preparare la strada per le relazioni dopo la Brexit”.

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TAIPEI

– Con un referendum che si è tenuto ieri e i cui risultati sono stati ora resi noti, gli elettori di Taiwan hanno approvato la richiesta che il matrimonio sia ristretto all’unione tradizionale tra uomo e donna, infliggendo così una sconfitta alla comunità Lgbt che sperava di vedere Taiwan diventare il primo Paese in Asia in cui sono consentiti i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Si tratta di una consultazione avvenuta su iniziativa dei gruppi cristiani, che rappresentano circa il 5 per cento della popolazione locale, e il cui risultato contrasta con una decisione adottata nel 2017 dalla Corte suprema. I giudici avevano allora esortato il legislatore a rendere legali entro due anni i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Il referendum è in realtà solo di carattere consultivo, ma si prevede che condizionerà sensibilmente i parlamentari, molti dei quali dovranno affrontare la campagna per essere rieletti nel 2020.
– TOKYO

– Carlos Ghosn, l’ex presidente del gruppo Nissan-Renault-Mitsubishi, attualmente detenuto al centro penitenziario di Tokyo, ha respinto le accuse di aver dichiarato il falso sull’attribuzione dei suoi compensi, o di aver commesso altri illeciti finanziari. Lo hanno riferito fonti investigative al canale pubblico Nhk, menzionando per la prima volta dichiarazioni attribuite allo stesso Ghosn, riprese durante lo svolgimento degli interrogatori.
Il top manager 64enne, arrestato lo scorso lunedì, è sospettato di aver omesso nella dichiarazione dei propri redditi decine di milioni di dollari per un periodo di almeno 8 anni. Il Cda della Nissan giovedì ha confermato con una decisione unanime il licenziamento di Ghosn, mentre lo stesso organo della Renault, alleata di Nissan, ha deciso di mantenerlo nel suo attuale doppio incarico di presidente e amministratore delegato, ribadendo di non essere in grado di verificare le accuse dell’indagine attualmente in corso a Tokyo.

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BRUXELLES

– I 27 leader Ue hanno adottato il testo di conclusioni del vertice sulla Brexit, in cui si invitano “Commissione, Parlamento europeo e Consiglio, a fare i passi necessari per garantire che l’accordo possa entrare in vigore il 30 marzo 2019, in modo da assicurare un recesso ordinato” del Regno Unito. Si legge sull’account Twitter di Preben Aamann, portavoce del presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. La sessione a 27 del vertice europeo sulla Brexit è terminata. Ha preso da poco il via la seconda parte, quella con la premier britannica Theresa May.
– BRUXELLES

– L’addio della Gran Bretagna “mostra che l’Ue ha bisogno di una rifondazione in profondità su cui stiamo lavorando e su cui dobbiamo continuare a lavorare”, e che “ha una parte di fragilità, è perfettibile e da migliorare”.
Così il presidente francese Emmanuel Macron al suo arrivo al vertice Ue sulla Brexit, affermando che questo “deve marcare l’unità e la responsabilità in un momento grave” davanti “alla scelta di un popolo sovrano”. L’intesa sul tavolo, che tutela gli interessi francesi, “è un buon accordo, lo sostengo”, ha detto.

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KAMPALA

– Almeno 29 persone sono morte la notte scorsa in seguito al rovesciamento di una imbarcazione nelle acque del lago Vittoria nei pressi di Kampala, in Uganda.
Lo hanno reso noto fonti di polizia, precisando che le operazioni di soccorso hanno portato al recupero di 27 superstiti, e sottolineando che a bordo dell’imbarcazione, poi affondata, c’erano almeno 90 passeggeri, cosa che fa temere un bilancio ancora più pesante. Secondo quanto ha affermato un portavoce della polizia, l’imbarcazione era alquanto malandata e non aveva la licenza di navigazione. Nonostante ciò, continuava a trasportare passeggeri per mini crociere turistiche sul lago, molto popolari soprattutto tra i giovani nel corso dei weekend.   [print-me title=”STAMPA”]