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DALLE 06:41 DI MERCOLEDì 01 GENNAIO 2020
ALLE 07:02 DI GIOVEDì 02 GENNAIO 2020
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Libri: Coppi, mito e dettagli inediti a 60 anni morte
Tornano in libreria due volumi di Ediciclo Editore
01 gennaio 2020 06:41
– Mito intramontabile del ciclismo di altri tempi, Fausto Coppi moriva sessant’anni fa, il 2 gennaio del 1960, ucciso a soli 40 anni da una malaria contratta durante un viaggio in Africa a non diagnosticata. Per l’occasione, Ediciclo Editore rilancia in in libreria ‘COPPI, L’ULTIMO MISTERO – LE VERITA’ MAI RACCONTATE SUL TRAMONTO DEL CAMPIONISSIMO’ di Paolo Viberti e Adriano Laiolo (pp. 208, 15,00 euro) e ‘ALFABETO FAUSTO COPPI – 99 STORIE E UNA CANZONE’ di Gino Cervi e Giovanni Battistuzzi, con i disegni di Riccardo Guasco e la prefazione di Adriano Sofri (pp. 320, 28,00 euro).
Le ricerche di Viberti e la testimonianza visiva di Laiolo restituiscono nel primo volume una realtà diversa da quella conosciuta, con particolari assolutamente inediti. Coppi si rifiutò di prendere il chinino quando era in Africa, pur sapendo di rischiare il contagio? Si sarebbe salvato, se Giulia Occhini (la celebre ‘Dama Bianca’) fosse andata con lui? Laiolo racconta come contrasse la malaria in Alto Volta e spiega come lui e Raphael Geminiani riuscirono a salvarsi. E in un’intervista rilasciata pochi giorni prima di morire, Coppi afferma che nel 1960 avrebbe voluto correre ancora il Giro delle Fiandre, la Parigi-Roubaix e il Giro d’Italia, prima di diventare produttore di mountain bike con 40 anni d’anticipo sul resto del mondo.
Figlio di contadini, nato a Castellania, tra colline e vitigni dell’Alessandrino, Coppi preferì chinarsi sul manubrio anziché sulla terra. E da lì conquistò il mondo, vincendo cinque Giri d’Italia, due Tour de France, tre Milano-Sanremo, una Parigi Roubaix. E ancora tre Mondiali, due su pista e uno su strada, quattro titoli italiani, cinque Giri di Lombardia.
Figura spezzata, contraddittoria: garzone e airone, splendido e goffo, invincibile e fragile, mortale a quarant’anni, immortale a cento: di Coppi, della sua vita, delle sue imprese, della sua morte forse si è già scritto tutto. Nel libro ‘Alfabeto Fausto Coppi’ Cervi e Battistuzzi provano a ricomporre per frammenti lo specchio della sua storia e a riordinarli come in un sillabario, in ordine alfabetico, per piccole illuminazioni laterali: un oggetto, un sentimento, un dettaglio trascurabile al primo sguardo. Dalla A alla Z, cento microstorie, cento piccoli quadri rileggono Fausto Coppi come un’opera cubista, con le 21 lettere dell’alfabeto, racconti tra i racconti, illustrate dal segno inconfondibile di Riccardo Guasco.
Epifania a teatro tra Bolle, Lillo e De CaroPession-Guanciale in After Miss Julie; Pivetti-Viktor Viktoria
01 gennaio 202013:51
– La danza di “Roberto Bolle and friends” a Milano e Lillo scatenato nella “School of rock” di Andrew Lloyd Webber, diretto da Massimo Romeo Piparo, a Imola (BO); le risate di Enzo De Caro in “Non è vero ma ci credo” di Peppino De Filippo, per la regia di Leo Muscato, e quelle per “La cena dei cretini” di Francis Veber con Nicola Pistoia e Paolo Triestino, tutti a Roma; e ancora, Lino Guanciale e Gabriella Pession di nuovo insieme per ”After Miss Julie” di Patrick Marber, tra Figline Valdarno (FI) e RImini, e Veronica Pivetti con ”Viktor und Viktoria” a Fano (PU): sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel lungo week end dell’Epifania.
Claudio Magris, le Polene per guardare oltreLo scrittore racconta gli occhi che guardano il mare
01 gennaio 202014:15
CLAUDIO MAGRIS, POLENE. Occhi del mare (La nave di teseo, pag. 189, euro 20,00) All’inizio era un occhio, soltanto un grande occhio apotropaico che sulla prua di ogni nave che aveva ambizioni di solcare mari poco domestici sfidava con lo sguardo l’orizzonte.
”All’inizio c’è dunque un grande occhio sgranato e malevolo al pare delle perfide onde, simile a un pesce, con ciglia e sopracciglia irte come pinne sul dorso. L’occhio è l’uovo da cui usciranno le figure femminili protese a prua, i seni regali, le mani che cercano di velarli portando una rosa al petto, i volti composti, le labbra socchiuse”. Donne, non uomini, raccomanda Claudio Magris in questo suo affascinante esercizio, più poetico che saggistico, dedicato alle Polene. Perchè se anche esistono figure maschili che adornavano la prua delle navi e se pure sono spesso generali ed eroi, non hanno nulla del valore simbolico e appunto quasi metafisico, delle Polene. Queste donne infatti, racconta Magris corredando il volume di un apparato iconografico di rara bellezza, avevano assunto la funzione che in origine aveva l’occhio, ovvero lanciare lo sguardo verso quell’orizzonte che i marinai non potevano fisicamente e non volevano mentalmente, guardare. Solo in quanto estrema sintesi della femminilità nel loro corpo offerto al nulla, quasi sempre senza gambe, il seno nudo, lo sguardo fiero, sono state oggetti si ma fatti di sogno.
”Chi è in preda al sentimento del sublime, scrive Kant, è immoto e attonito – ed è forse quest’ultimo aggettivo, attonito, che dice la fisiognomica della polena, la sua trasparenza e il suo segreto, lo spavento l’incanto e la corposa dignità che li affronta. Lo sguardo della polena è stupore, da cui nasce la poesia, malia delle cose viste la prima volta o come fosse la prima volta”. Lei vede il mare oltre il mare, mentre loro, i marinai, si agitano sul ponte indaffarati e al suo sguardo vengono attribuiti poteri di seduzione che ovviamente, come sempre per le figure femminili, sono positivi e negativi insieme, nutrono il mito nella loro ambiguità. Così ad esempio, ricorda Magris, ”quando Gunter Grass, nel Tamburo di latta, racconta la storia grottesca e luttuosa di Noibe, la polena verde che semina rovina, riprende – senza rielaborarli con la sua radicale creatività – i topoi della tradizione: la sventura che colpisce, nei secoli, tutti coloro che mettono le mani sulla polena maledetta”. Fascinazione distruttiva o salvifica che sia, spesso legata alla smania di possederla, amore e morte dunque, la polena ha attraversato i mari e anche la letteratura: da Karen Blixen ai poeti sudamericani come Neruda, a Giuseppe Sgarbi, che ne hanno subito il fascino. Oggetto che diventa letteratura, legno che si nutre di versi e che con la sua estrema sensibilità è capace di guardare oltre come fa Claudio Magris in queste meravigiliose pagine.
Robot e visioni di Asimov 100 anni dopoRinnovò la fantascienza dandole credibilità scientifica
01 gennaio 202014:54
La fantascienza, sin verso la metà del secolo scorso, era una narrativa coloritamente fantasiosa, più o meno pulp e di basso consumo e fu Isaac Asimov, nato in Russia a Petrovici il 2 gennaio 1920, quindi giusto cento anni fa, a darle una dimensione e valore diverso, più alto perché legata sempre a una plausibilità scientifica, a conoscenze che intendeva così rendere popolari, divulgative, arricchendole di riflessioni sociologiche e visioni futuristiche.
Un futuro che disegnava abbastanza in modo negativo, per mettere in guardia, per denunciare i vari pericoli che avrebbero potuto portare alla fine del pianeta e all’estinzione del genere umano, di cui grande metafora è la sua ‘Trilogia della Fondazione’ (Cronache della galassia, Il crollo della galassia centrale, L’altra faccia della spirale), che racconta del declino e caduta dell’Impero Galattico e dei lunghi anni d’interregno e di barbarie che ne seguono, ispirandosi a un classico storico come ‘Declino e della caduta dell’Impero romano’ di Edward Gibbon, creando una descrizione sociopolitica di un lontano futuro con cui nasce quella che viene definita psicostoriografia, basata per Asimov su alcuni comportamenti prevedibili dell’uomo messi a fuoco sviluppando secondo leggi matematiche e statistiche alcuni dati di partenza.
Con questa Trilogia, l’altro aspetto diventato quasi mitico dell’opera di Asimov è quello legato ai suoi numerosi racconti e romanzi sui Robot che misero quasi definitivamente da parte quella visione che ne faceva futuristici mostri alla Frankenstein, legando la programmazione del cervello di questi esseri ‘positronici’ a tre leggi fondamentali, tre imperativi categorici: 1 – Un robot non può arrecare danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno. 2 – Un robot deve obbedire agli ordini impartiti da un essere umano, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge. 3 – Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima e con la Seconda Legge. Dopo molti anni, a queste lo stesso Asimov, nell’ultimo racconto della serie dei Robot e nell’ultimo della saga delle Fondazioni, aggiunse una Legge Zero più generale e cui dovevano sottostare tutte le tre precedenti: 0 – Un robot non può danneggiare l’Umanità, né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, l’Umanità riceva danno. Leggi che sono restate un punto di riferimento come la sua opera, che, pur nel passare degli anni e l’incredibile evoluzione scientifica, mantiene per il lettore il suo fascino letterario.
Asimov si laureò in Chimica alla Columbia University, essendo andato a vivere negli Stati Uniti all’età di tre anni, dove, la sua famiglia ebraica di origine russa, si era trasferita parendo a New York una drogheria che vendeva anche giornali e dove il giovane scoprì le prime riviste di fantascienza. A nemmeno vent’anni riesce a farsi pubblicare il suo primo racconto e non smetterà più di scrivere tutta la vita, continuando a pubblicare molte opere senza lasciare però i suoi studi e divenendo nel 1955 professore associato di biochimica, così che si dedicherà per quasi vent’anni solo alla divulgazione scientifica, riprendendo a alternare questa con nuovi testi letterari verso la fine degli anni ’70. Col tempo riprende in mano sia il Ciclo della Fondazione, sia il tema dei robot e nel 1992, poco prima di morire a New York il 6 aprile, vince per la sesta volta il premio Hugo per il racconto ‘Gold’.
Col suo lavoro per tutta la vita si impegnò anche socialmente, come fosse una conseguenza del suo pensare al futuro, sempre dalla parte progressista e del partito Democratico, esponendosi in favore del movimento femminista come contro la guerra in Vietnam, denunciando tra i primi nel 1991 l’effetto serra e i pericoli ambientali per il nostro pianeta, difendendo da ex immigrato il diritto all’immigrazione come l’esistenza dello stato di Israele, ma dicendosi non sionista perché mai nazionalista: ”Gli ideali in cui credo sono pace, libertà e sicurezza per tutti. Lo stato-nazione è obsoleto: abbiamo bisogno di un governo mondiale federale”.
Eletta la prima Miss del 2020, è una mamma di 24 anniSi chiama Beatrice Scolletta, è laziale, ha anche un gatto e cinque cani
01 gennaio 202020:19
Proclamata in diretta su Rai 1 da Amadeus a ‘L’Anno che verrà’ la prima Miss dell’Anno 2020, promossa alle selezioni finali di Miss Italia, 81a edizione. Si chiama Beatrice Scolletta, ha 24 anni, è nata a Roma ed è mamma di due figli: Leone di quattro anni e Vittoria Romana di undici mesi. Beatrice è “Miss 365 – Prima Miss dell’Anno 2020”, titolo che le consente di partecipare direttamente alle selezioni finali di settembre di Miss Italia.
Beatrice, sposata con Roberto, fashion designer con negozio di abbigliamento a Nettuno (Roma), dove risiede con la famiglia, studia Scienze e tecniche psicologiche ed è impiegata nella società di famiglia che su occupa di prevenzione e formazione sulla sicurezza sul lavoro.
La Miss, che ha una sorella, due genitori “super presenti”, ha anche un gatto e cinque cani aspira a realizzarsi “come mamma e come donna lavoratrice”. Al concorso è stata iscritta dal marito, otto anni di conoscenza con la nuova miss e un anno e mezzo di matrimonio. “Credevo nella sua vittoria”, ha detto. Perfezionista, maniaca della pulizia, molto alla mano, nonostante la prima impressione, la nuova Miss 365 ama scherzare e ridere di cuore.
La giuria di fotografi che, in un casting nazionale, ha scelto Beatrice era presieduta da Si chiama Beatrice Scolletta, è laziale, ha anche un gatto e cinque cani, il celebre “re dei paparazzi”. Ai posti d’onore Margot Truffa, 18 anni, romana, e Rebecca Puci, 22 anni, di Mantova, che saranno ammesse alle Prefinali nazionali di Miss Italia 2020. HomeMappa del sito
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DALLE 15:58 DI LUNEDì 30 DICEMBRE 2019
ALLE 06:41 DI MERCOLEDì 01 GENNAIO 2020
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Sulle ali dell’avventura per salvare la natura
Adventure movie da storia vera di ‘Birdman’ salvatore oche rare
30 dicembre 2019 15:58
– Dal 1999, l’ornitologo Christian Moullec, soprannominato “birdman”, dedica la sua vita a allevare e salvare esemplari di oche, rimaste orfane, appartenenti a specie rare che rischiano di estinguersi. Diventandone di fatto la figura ‘paterna’, le guida anche in volo, a bordo di un deltaplano a motore, attraverso l’Europa (che solo negli ultimi 30 anni ha perso 430 milioni di uccelli), per mostrare agli stormi le rotte di migrazione più sicure per la nidificazione.
Una straordinaria storia vera, già raccontata dalla stampa di tutto il mondo e in un documentario, che ora approda anche al cinema di fiction, con Nicolas Vanier, un regista e scrittore da sempre appassionato difensore della natura, capace di declinare spesso il tema in film di grandissimo successo come Belle e Sebastien (2013). Una ricetta riuscita anche con Sulle ali dell’avventura, che dopo essere stato visto oltralpe da oltre un milione di spettatori, arriva in Italia dal 9 gennaio con Lucky Red.
Nella sua rilettura, il cineasta, che ha dedicato alla storia anche un romanzo, dallo stesso titolo, edito in Italia da Sperling & Kupfer, e in arrivo nelle librerie il 14 gennaio, mantiene intatto il ritratto della personalità e della missione di Moullec, che ha collaborato alla sceneggiatura e ha seguito le riprese dalla Francia all’Artico, curando in prima persona quelle in volo con le oche. Il racconto si apre a un pubblico ampio diventando un adventure movie per tutta la famiglia, capace di appassionare e commuovere. E’ basato sul rapporto fra un padre e un figlio, la bellezza delle scene nella natura ma anche sul realismo, con tanto di utilizzo di oche vere e non ricreate digitalmente. Tra le carte vincenti del film c’è anche aver affidato il ruolo del protagonista a un interprete versatile come Jean-Paul Rouve, popolarissimo in Francia grazie alla saga comica dei Les Tuche (che in Italia ha ispirato le commedie di Fausto Brizzi, Poveri ma ricchi e Poveri ma ricchissimi), perfettamente a suo agio anche su toni più seri.
Nella storia Rouve è Christian, padre divorziato, scienziato visionario e appassionato, che dopo essersi visto rifiutare i fondi per il suo progetto di salvaguardia delle oche, decide di andare avanti da solo, anche con mezzi non proprio leciti.
Diventa fondamentale in particolare l’aiuto del figlio 14enne Thomas (Louis Vazquez), teenager di città, che dopo aver cercato in tutti i modi di convincere la madre (Melanie Doutey) a non mandarlo in vacanza per l’estate dal padre, in campagna, finisce per farsi coinvolgere in toto dal progetto del genitore. Tanto da trovarsi, in un momento nel quale il viaggio delle oche sembra doversi interrompere, a prendere una decisione fondamentale.
“Non ho la pretesa di cambiare il mondo con un film – ha spiegato Vanier a La Republique du Centre – ma agisco utilizzando i mezzi che mi appartengono: la meraviglia può provocare l’emozione. E dall’emozione può arrivare la voglia di fare qualcosa. In questo film evoco la tragica scomparsa di tante specie di uccelli e attraverso questo il crollo della biodiversità nel mondo. Nello stesso tempo c’è il messaggio di speranza di quest’uomo che utilizza il suo cuore e la sua energia per essere al servizio della natura”.
Sipario sul Newseum, chiude il museo del giornalismo di WashingtonChiude simbolo “Quarto Potere” tra Casa Bianca e Congresso
NEW YORK30 dicembre 201917:28
Al termine di un anno in cui la stampa e’ stata sotto attacco e i giornali, salvo rare eccezioni, hanno vissuto una stagione di progressivo declino, chiude i battenti a Washington il museo del giornalismo.
Per il Newseum, il museo privato voluto dal fondatore di Usa Today Al Neuhart che per 11 anni ha raccontato la storia moderna attraverso gli occhi dei media, il sipario cala il 31 dicembre: l’ambiziosa sede disegnata dall’architetto James Polshek su Pennsylvania Avenue, celebre per la facciata su cui e’ inciso l’emendamento della Costituzione che protegge la liberta’ di espressione, e’ stata venduta per oltre 372 milioni di dollari alla Johns Hopkins University.
E’ inevitabile non notare il simbolismo di un museo dedicato alla “free press” che chiude in mezzo alla crisi della stampa: i giornali locali faticano per restare a galla, mentre il confine tra giornalismo imparziale e fake news e’ sempre piu’ indefinito e i giornalisti sono definiti dalla Casa Bianca “i nemici del popolo”. Il Newseum professa ottimismo. Per Carrie Christofferson, la curatrice e direttrice esecutiva, il 31 dicembre non sara’ una condanna a morte: “Avremo una nuova sede, si apre un nuovo capitolo”.
Le attivita’ proseguiranno in nuove location e nuove forme, ha promesso Freedom Forum, la no profit a cui fa capo il museo, intanto pero’ il destino dei 310,000 cimeli conservati all’interno di questa Disneyland dei media – la porta scassinata del Watergate, la scrivania usata da Tim Russert in Meet the Press, otto sezioni del Muro di Berlino, gli occhiali del giornalista del Guardian Ben Jacobs rotti nel 2017 dal deputato repubblicano Greg Gianforte tra questi – e’ avvolto nella nebbia: alcuni pezzi donati al museo verranno immagazzinati in Maryland e, se richiesti, prestati ad altre istituzioni, altri torneranno ai legittimi proprietari, come i taccuini degli appunti di David Fahrenthold del Washington Post per una serie premio Pulitzer Prize su Donald Trump.
Simbolo del “Quarto Potere” posizionato strategicamente tra Casa Bianca e Capitol Hill, il Newseum e’ stata per oltre un decennio una macchina multimediale molto costosa, articolata su sette piani, 15 gallerie e 15 teatri, in cui sono stati illustrati i fatti più salienti della storia dell’ultimo secolo.
Sono tanti i fattori che hanno portato alla decisione di chiudere dopo anni di difficolta’ finanziarie e a dispetto dei 10 milioni di visitatori che in 11 anni ne hanno varcato l’ingresso: tra questi la concorrenza a Washington di parecchi musei a ingresso gratuito mentre per entrare al Newseum il biglietto costava 25 dollari a persona.
Queste Oscure Materie, la serie fantasy su Skyl’adattamento kolossal della trilogia fantasy di Philip Pullman
Bosso-Tempera omaggio a Fellini per 100 anni nascitaDue concerti il 19 e il 20 gennaio al Teatro ‘Galli’ di Rimini
RIMINI30 dicembre 201917:54
– I maestri Ezio Bosso e Vince Tempera, in occasione dei 100 anni dalla nascita di Federico Fellini, omaggeranno il cineasta romagnolo con due concerti al Teatro Galli di Rimini. Il primo dirigerà la Europe Philharmonic Orchestra il 19 gennaio, il secondo la SymphonItaly Orchestra il 20. Il termine “Maestro – ha detto Bosso – è un po’ abusato ultimamente. I maestri quelli veri sono quelli che hanno cambiato qualcosa, che ci cambiano la vita, che ci indicano la strada. Non che ci dicono come fare. Fellini è un grande maestro perché ha indicato una strada nuova che non c’era”.
Io, ha ricordato Tempera, “ero bambino quando era uscita ‘La strada’ di Fellini e andai al cinema con mia mamma e mio fratello. Vedere ‘La strada’, sentirne le musiche mi dà sempre una certa emozione, perché ho iniziato la mia vita musicale pensando a quella colonna sonora”.
Bosso e la sua orchestra spazieranno dalle musiche di Nino Rota a Beethoven mentre Tempera si soffermerà sulle arie dei film più celebri di Fellini. VAI ALLE NOTIZIE DEL PIEMONTEVAI ALLE NOTIZIE INTERNAZIONALIVAI ALLA CRONACAVAI ALLA POLITICAVAI ALL’ECONOMIAVAI ALLA TECNOLOGIAVAI AL CALCIOVAI ALLO SPORTVAI A TUTTE LE NOTIZIE DELLA JUVENTUS
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Apre con La vita nascosta il Trieste Film Festival
Al via il 17/1. Saranno premiati Il Traditore e Parasite
TRIESTE30 dicembre 201918:19
– Aprirà con l’anteprima nazionale de La vita nascosta – Hidden Life di Terrence Malick, il Trieste Film Festival (Tsff), appuntamento dedicato al cinema dell’Europa centro orientale, in programma nel capoluogo giuliano dal 17 gennaio. Diretto da Fabrizio Grosoli e Nicoletta Romeo, il Tsff è un osservatorio privilegiato – spiegano gli organizzatori – su cinematografie e autori spesso poco noti al pubblico italiano e più in generale a quello occidentale.
A inaugurare la 31/a edizione, in programma fino al 23 gennaio, il film di Malick, in concorso all’ultimo Festival di Cannes e in uscita nelle sale il 9 aprile distribuito da The Walt Disney Company Italia. La stessa sera il sindacato nazionale dei Critici cinematografici italiani premierà i migliori titoli usciti nel 2019, come Il Traditore di Marco Bellocchio. Parasite di Bong Joon-ho è invece il miglior film in assoluto fra quelli distribuiti in Italia nel 2019, secondo la commissione incaricata di segnalare i Film della Critica.
Parma 2020: camminata inaugurale ‘in giallo’ l’11 gennaioPer le vie della città, dedicata alle ‘Parole della Cultura’
BOLOGNA31 dicembre 201911:46
– Sarà una passeggiata ‘in giallo’, dedicata alle ‘Parole della cultura’, la prima chiamata alla città per l’avvio di ‘Parma Capitale italiana della Cultura 2020’. La camminata inaugurale – che prevede che i partecipanti indossino qualcosa di giallo – è in programma il prossimo 11 gennaio nel pomeriggio: un corteo si sposterà dal Parco Ducale verso Via D’Azeglio fino a raggiungere Piazza Garibaldi in cui si terrà uno spettacolo di immagini, parole e musica.
L’invito dell’Amministrazione parmigiana ai partecipanti è quello di scattare una fotografia e condividerla con l’hashtag #parma2020.
Littizzetto operata alla rotula, ‘Sto bene col gessato’Intervento al Gradenigo di Torino per la showgirl dopo caduta
TORINO31 dicembre 201917:47
Luciana Littizzetto è stata operata alla rotula all’ospedale Humanitas Gradenigo di Torino. “Gnocca da paura ma operazione ok!”, scrive su Instagram la showgirl torinese che domenica è caduta in strada ferendosi ginocchio e polso. Un inconveniente che non le ha fatto perdere il buon umore: nella foto che la ritrae sul letto d’ospedale, l’attrice fa la linguaccia. “Che stacco di coscia eh? Sto bene col gessato?”, scrive commentando un’altra foto che la ritrae con la gamba ingessata e le mani nei capelli.
L’intervento alla rotula destra è stato eseguito nel reparto di Ortopedia e Traumatologia diretto dal dottor René Negretto.
La Littizzetto verrà dimessa in giornata e potrà dunque trascorrere il Capodanno a casa, col gesso. “E buona fine e buon principio”, scriveva domenica, poco dopo l’incidente.
Il 2020 inizia al museo, domenica gratis e aperture Epifania
Da Pompei al Colosseo, dalla Reggia di Caserta agli Uffizi
31 dicembre 201912:36
– Il 2020 si apre all’insegna dell’arte con un lungo fine settimana inaugurato dalla #domenicalmuseo il 5 gennaio con l’ingresso gratuito in tutti i musei e i parchi archeologici dello Stato e dei tanti comuni che aderiscono all’iniziativa. L’elenco degli istituti coinvolti – ricorda il ministero dei Beni culturali e del Turismo in una nota – è visibile su http://www.beniculturali.it/domenicalmuseo. Lunedì 6 gennaio si terrà poi l’apertura straordinaria dei luoghi della cultura statali in occasione dell’Epifania, con i consueti orari e tariffe.
Per la prima domenica gratuita del nuovo anno, la campagna digitale del Mibact sarà dedicata alla seconda edizione di Fumetti nei Musei in mostra gratuitamente per il periodo delle festività all’Istituto della Grafica di Roma, mentre una calza speciale, scelta tra le opere conservate nel museo della pubblicità Salce di Treviso, segnerà sui social l’apertura straordinaria dei musei nel giorno della befana.
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Sanremo: Amadeus, ecco i 22 cantanti del festival
A Repubblica, “Tanti rapper e dai talent, serate imprevedibili”
31 dicembre 201914:56
Achille Lauro, Alberto Urso, Anastasio, Bugo e Morgan, Diodato, Elodie, Enrico Nigiotti, Francesco Gabbani, Giordana Angi, Irene Grandi, Le Vibrazioni, Levante, Elettra Lamborghini, Marco Masini, Michele Zarrillo, Junior Cally, Paolo Jannacci, Piero Pelù, I pinguini tattici nucleari, Rancore, Raphael Gualazzi, Riki: ecco finalmente i nomi dei 22 cantanti in gara a Sanremo. Dopo giorni di “fibrillazione” e anticipazioni ad annunciarli è lo stesso Amadeus in un’intervista a Repubblica dove sottolinea che il suo sarà un festival “freestyle”. “L’ho detto sin da subito – spiega – che sarebbe stato un Sanremo caratterizzato dall’imprevedibilità, ogni serata dovrà essere diversa dall’altra”.A chi gli chiede se ha avuto pressioni Amadeus dice: “Sanremo è come un cavallo imbizzarrito ma io sono figlio di un istruttore di equitazione, accetto di stare in sella a queste condizioni, il festival è troppo affascinate. Ma non si dica che ho subito pressioni: non so neanche di quali case discografiche fossero i 22 cantanti che ho scelto sugli oltre duecento che ho ascoltato”. Non ho avuto secondi fini faccio quello che mi diverte pensando al mercato discografico. E ancora: “Non ho guardato in faccia nessuno, alcuni neanche li conoscevo”.Tra i nomi scelti tanti rapper e artisti dei talent, non da “classico pezzo soft sanremese” ma “brani da scaricare su Spotify”: “Sono canzoni dolci e romantiche ma hanno ritmi scatenati” dice Amadeus.”Il 6 gennaio – dice – saranno tutti ospiti dello speciali di Rai1 I Soliti Ignoti – Lotteria Italia e annunceranno loro i titoli delle canzoni”.
J-Ax, anche Paola Turci nel nuovo albumIl disco ‘ReAle’ in uscita il 24 gennaio
31 dicembre 201915:29
– Dopo aver annunciato Sergio Sylvestre, J-Ax lancia anche l’ingresso di Paola Turci nel suo nuovo album “ReAle”. “Con Paola Turci – spiega J-Ax – abbiamo fatto una canzone nel disco ‘Domani Smetto’ che nel tempo è diventata una delle più amate da chi mi segue. Me lo avete chiesto per anni e quindi sono felice di darvi la buona notizia.
Queen Paola sarà nel mio nuovo album ‘ReAle’ in uscita il 24 gennaio. Grazie sister”.
E’ morto Syd Mead, ‘visual designer’ di Blade RunnerAveva 86 anni, suoi look anche di Aliens, Tron, Mission to Mars
31 dicembre 201916:25
E’ morto a 86 anni Syd Mead, il ‘visual designer’ che ha creato i look di film come Blade Runner, Aliens e Tron. Mead si è spento il 30 dicembre nella sua casa di Pasadena dopo una battaglia di tre anni contro un linfoma, ha annunciato la famiglia all’Hollywood Reporter.Nato nel 1933 a St. Paul, in Minnesota, si formò alla Art Center School di Los Angeles e iniziò a lavorare come progettista per industrie automobilistiche come Ford, ma anche per società come Sony, Honda e Philips Electronics. Il suo lavoro attirò l’attenzione di Hollywood e così Mead debuttò sul set nel 1979 con Star Trek – The Motion Picture cui seguirono poi Blade Runner (1982, film che gli valse per la prima volta il titolo di ‘futurista visuale’), Tron (1982), Aliens (1986), Timecop (1984), Mission to Mars (2000), Mission Impossible: 3 (2006), Elysium (2015) Tomorrowland – Il mondo di domani (2015), Blade Runner 2049 (2017).
E’ morto Harry Kupfer, celebre regista di opere liricheAveva 84 anni. Ha diretto anche la Komische Oper di Berlino
BERLINO31 dicembre 201915:52
– Harry Kupfer, uno dei più grandi registi di opera lirica in Germania, è morto il 30 dicembre a Berlino, dopo una lunga malattia. Ne hanno dato notizia i media tedeschi, citando l’agenzia Arsis di Vienna. Kupfer aveva 84 anni.
La sua carriera era iniziata nella DDR, negli anni ’50, dove era diventato presto direttore della Komische Oper di Berlino.
Ma ebbe molto successo anche nell’Ovest, con capolavori come “L’Anello dei Nibelunghi”, a Bayreuth, nel 1988. Celebre anche la sua regia del “Cavaliere della rosa” al festival di Salisburgo, nel 2014. Fra i momenti di maggiore successo di Kupfer, dieci opere wagneriane, prodotte con la direzione di Daniel Barenboim, alla Berliner Staatsoper Unter den Linden.
Danza con me, Rai1 inaugura il 2020 con BolleTra gli ospiti Benigni, Bocelli, Bollani, Alberto Angela
31 dicembre 201916:26
Per la terza volta di seguito, il nuovo anno di Rai1 si apre all’insegna della grazia e della bellezza con “Danza con me”, il grande show della danza di Roberto Bolle, in onda mercoledì 1 gennaio in prima serata.
Appuntamento ormai tradizionale, eppure sempre diverso, “Danza con me” è riuscito a radunare intorno a sé un pubblico ampio e nuovo, con incredibili successi di share e di critica, fino a vincere nel 2018 il prestigioso premio internazionale del Rose D’Or come miglior programma di entertainment a livello europeo, motivo d’orgoglio per tutta la televisione italiana.
Anche quest’anno “Danza con me” – prodotto da Rai1 in collaborazione con Ballandi e Artedanza srl – torna quindi a puntare tutto sull’arte e sull’eccellenza italiana, con una miscela inedita di danza e ironia, classicità e innovazione in pieno “stile Roberto Bolle” – qui non solo protagonista, ma anche ideatore e direttore artistico del format. Un cast straordinario arricchisce questa nuova edizione con ospiti provenienti non solo dal mondo della danza mondiale, ma anche dal mondo del cinema, del teatro e della musica. Le fila del racconto sono tenute dall’inedita coppia formata da Giampaolo Morelli e Geppi Cucciari che con ironia raccontano e presentano, spiegano e partecipano. E poi molti e prestigiosi gli artisti che hanno voluto partecipare a questo progetto ambizioso e di successo, portando il loro contributo. Si ricompone, per la prima volta in televisione, un terzetto che ha già emozionato quest’estate all’Arena Flegrea di Napoli durante OnDance – la grande festa annuale della danza di Bolle – formato dall’étoile con Andrea Bocelli e Stefano Bollani. Accanto a Roberto, a interpretare uno dei grandi successi del tenore toscano accompagnato dal pianoforte di Bollani, Nicoletta Manni, Prima Ballerina della Scala di Milano.
Il mondo delle favole, cui tanta parte dell’immaginario coreutico è ispirato, è stupendamente rappresentato da Roberto Benigni e Matteo Garrone, che hanno dato vita ad una versione indimenticabile al cinema di Pinocchio. Sulle note del Premio Oscar Dario Marianelli, autore della colonna sonora di Pinocchio, Bolle ancora una volta emoziona ricordando l’universo magico dell’infanzia e del sogno.
Tornano a fare visita anche Virginia Raffaele, sempre sorprendente a fianco dell’Étoile, e il duo Luca e Paolo, in vesti nuove ed esilaranti. Per la prima volta, invece, portano il loro straordinario contributo al programma Alberto Angela e, con un omaggio indimenticabile all’umanità di Charlie Chaplin, Luca Zingaretti.
La musica, sempre protagonista, è rappresentata anche da artisti come Nina Zilli, con la quale si ricorderanno i fantastici anni ’60 in tv e in danza e Marracash che, insieme con Cosmo, farà danzare non solo Bolle, ma i giovani ballerini dell’Accademia Teatro alla Scala, ancora una volta al centro della scena.
Tutti ospiti che giocano, danzano, sperimentano al di là dei generi e dei confini con mise en scène che aprono nuovi scenari e possibilità al balletto.
Sanremo: ipotesi Rula Jebreal conduttrice, divampa polemica sui socialPer gli haters, sarebbe ‘un insulto a tutti gli italiani’
30 dicembre 201916:36
“Mi par di capire che con i soldi del canone #Rai #RulaJebreal potrebbe essere incaricata a #Sanremo di spiegarci quanto le facciamo schifo. Se poi qualcuno si lamenterà sui social, seguiranno accuse di: -razzismo -sessismo – machismo. Pure nel 2020, ci avete già rotto….” E’ Quanto scrive Daniele Capezzone sulla sua pagina ufficiale Twitter. Uno dei tanti commenti polemici, dopo l’indiscrezione rivelata da Dagospia che ha fatto il nome della giornalista Rula Jebreal come possibile conduttrice, per una serata, del prossimo festival di Sanremo assieme ad Amadeus.Per gli haters, la eventuale presenza di Rula sul palco di Sanremo sarebbe “un insulto a tutti gli italiani”. Qualcuno ha lanciato l’hashtag #BoicottaSanremo.Ma altri la difendono: “Io sono italiano, pago le tasse, e non mi sono mai sentito schifato da Rula Jebreal”.Secondo il sito online di Roberto D’Agostino, il conduttore Rai avrebbe incontrato Rula in un albergo milanese proponendole di affiancarlo per una sera sul palco dell’Ariston. E lei avrebbe dato la sua disponibilità. La notizia, ripresa da alcuni quotidiani oggi, aprendo a cascata le polemiche. Tra questi anche Marco Gervasoni docente dell’Università del Molise (noto alle cronache per aver pubblicato tweet offensivi nei confronti della senatrice a vita Liliana Segre) che sempre su Twitter commenta “Mitica la definizione che ne diede in un talk show anni fa Sapelli ” gnocca senza testa”. Aspettatevi un Sanremo pro clandestini, pro islam, pro lgbt, pro utero in affitto, pro sardine, pro investitori d’auto (purché con suv)”.Ma c’è chi difende la giornalista e argomenta: “Grazie #Amadeus per aver scelto #RulaJebreal, stai mandando in tilt i cervelli dei razzisti perché è una donna, straniera, che ha detto chiaramente che l’Italia è un paese fascista. Spero faccia qualche discorsetto durante il festival”.
Figli, ultimo film di Mattia Torre, esce il 23 gennaioCon Paola Cortellesi e Valerio Mastandrea
31 dicembre 201913:53
Figli è l’ultimo film scritto dal compianto Mattia Torre, prematuramente scomparso dopo aver a lungo combattuto con tenacia una lunga malattia, portato sullo schermo da Giuseppe Bonito. Il film uscirà nelle sale il 23 gennaio con Vision Distribution. Protagonisti della pellicola Paola Cortellesi e Valerio Mastandrea che interpretano Sara e Nicola, una coppia innamorata e felice. Sposati da tempo, hanno una figlia di sei anni e svolgono con passione le professioni che hanno scelto. Tutto perfetto fino a quando l’arrivo del secondo figlio li farà scontrare con qualcosa che non avevano previsto… Nel cast, accanto a Cortellesi e Mastandrea, Stefano Fresi, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Andrea Sartoretti, Massimo de Lorenzo, Gianfelice Imparato, Carlo de Ruggeri.
Scritto da Mattia Torre e diretto da Giuseppe Bonito, Figli è prodotto da Lorenzo Mieli e Mario Gianani, una produzione Wildside – The Apartment, parte del gruppo Fremantle, e Vision Distribution.
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ALLE 15:58 DI LUNEDì 30 DICEMBRE 2019
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Paul Feig re della commedia ama le donne
Regista Usa di Last Christmas, ‘Ora però un film di mostri’
CAPRI29 dicembre 2019 16:30
– Paul Feig è un re della commedia che ama le donne, le racconta, ci lavora, le produce e da tempi non sospetti. Premiato a ‘Capri, Hollywood’ per ‘Last Christmas’ il regista americano de ‘Le amiche della sposa’, che firmò anche il ‘Ghostbuster’ al femminile, racconta come si lavora con Emilia Clarke ed Emma Thompson e sogna una storia romantica da ambientare sull’isola azzurra. Ma solo dopo ”un film di mostri top segret per la Universal che spero di girare entro il 2020”.
”Mi piace raccontare l’amicizia al femminile, anzi preferisco che lo facciano direttamente le donne. Con la mia casa di produzione cerco di sostenere le autrici, le registe, ma anche tutte le professionalità impegnate nei ruoli tecnici di un film.
In questo senso le piattaforme possono fare molto e offrire tante opportunità per farsi conoscere, sono assolutamente favorevole” dice Feig autore anche di serie tv di successo.
Ha fatto cantare Emilia Clarke in una delle scene cult del film di Natale ispirato alla celebre canzone di George Michael.
”Vedendola nel ‘Trono di spade’ mi sembrava una persona più seriosa invece lei è davvero divertente e sa cantare, come ha dimostrato anche in uno spot pubblicitario. E pensare che all’inizio non voleva farlo! Ho convinto io Emma Thompson, autrice della sceneggiatura, a recitare nel ruolo della madre, mi sembrava assurdo che una delle più grandi attrici al mondo si limitasse a stare accanto a me sul set. Perchè a me piace che gli autori siano sempre coinvolti nella lavorazione. Questo progetto nasce otto anni fa proprio da lei e parte dalla famosa canzone, poi via via la storia stessa ci ha suggerito di aggiungere le altre, in tutto quindici, alcune non le conoscevo.
Non è stato facile per i diritti ma la volontà di tutti era trovare un accordo e così è stato, in modo da valorizzare questa bella eredità musicale”. Capri più romantica della Londra splendente del suo ultimo film? Feig non si sbilancia. ”Da un ventennio vengo qui ogni estate, qualche anno un matrimonio pazzesco è durato tre giorni e ha coinvolto tutta l’ isola, dalla piazzetta al Faro. E questa potrebbe essere proprio una bella idea per una commedia”. Ora però è tempo di mostri ”sulla scia di vecchi miti come Dracula ma probabilmente ne inventerò anche di nuovi” si limita ad anticipare. Tornando alle donne e il cinema, argomento che tiene banco quest’anno al festival prodotto da Pascal Vicedomini e presieduto dalla regista Francesca Archibugi, lei pensa che il movimento #Metoo abbia contribuito a rendere le donne più influenti nell’industria Usa? ”Certo, e di tutto quello che e successo voglio trarre un bilancio positivo. Non si poteva più chiudere gli occhi sulla differenza abissale tra uomini e donne nel mondo del cinema, su una situazione non equa. Certe inchieste hanno acceso un faro”.
Le note del jazz per funerale Mario GuidiA Foligno l’addio al manager di alcuni dei più grandi artisti
FOLIGNO29 dicembre 201919:24
– Il suono dei Funk Off che colora di note l’uscita della bara: con questo accompagnamento musicale si sono conclusi i funerali di Mario Guidi. Tutto il mondo del jazz italiano è arrivato a Sterpete, piccola frazione di Foligno, per dare l’ultimo saluto al manager di alcuni dei più importanti artisti jazz.
Un pioniere in questo mondo, come è stato ricordato nei giorni scorsi dopo la sua prematura scomparsa. Ed i più grandi erano tutti lì, insieme al figlio Giovanni che avrebbe dovuto suonare ad Orvieto per Umbria jazz winter ma il concerto del quale è stato annullato proprio per la morte del padre. Da Enrico Rava a Stefano Bollani, da Paolo Fresu a Fabrizio Bosso, solo per citarne qualcuno, non sono quindi voluti mancare.
Presenti anche per Umbria jazz l’amico Carlo Pagnotta e Giampiero Rasimelli.
Libro del giorno: al museo tra baci e silenzi parlanti22 scrittori racconta la visita al museo che più hanno amato
30 dicembre 201911:32
– AA. VV. ”PEZZI DA MUSEO” a cura di MAGGIE FERGUSSON (ADELPHI, pp. 270, 16,00 euro).
Ci sono silenzi che parlano e poi si sciolgono in musica e gesti fissati per sempre nel marmo che riprendono vita e diventano sensuali e coinvolgenti, come ci sono immagini che prendono la parola rispecchiandosi in pagine di grandi romanzieri classici. Accade durante la visita a un museo da parte di scrittori che vanno da Roddy Doyle a Dan Paterson, da Ali Smith e Tim Winton a Julian Barnes o William Boyd e molti altri, passando dalla Frick Collection di New York all’Opificio delle pietre dure di Firenze, dal Musée Rodin di Parigi al Leopold Museum di Vienna, ma anche il grande Prado di Madrid, come la piccola Villa San Michele a Capri o il Museo degli ABBA a Stoccolma.
Oggi i musei, spesso grandiosi edifici spettacolari, sono sempre più arricchiti da interventi elettronici per esaltare e suscitare il coinvolgimento dei visitatori, abituati al Web e alla velocità di rapide visioni ad effetto. Un tempo avevano comunque la loro interattività, come l’ha qualsiasi opera d’arte, da un quadro a un libro, se la osservi con attenzione e ti fai coinvolgere dalla verità della sua creazione artistica, che ti parla del passato nel tuo presente che guarda al futuro.
Questo libro, firmato da ventidue grandi scrittori che ci parlano ognuno del loro museo più amato, spesso un museo minore, vuol farci riscoprire quel rapporto più profondo, emozionante e senza filtri tra chi osserva e chi ha creato qualcosa magari secoli prima, tramandandoci la sua percezione del mondo.
Naturalmente qualcosa nel tempo è cambiato e i luoghi d’esposizione di una volta, che avevano fatto assumere alla parola museo nel senso corrente quell’idea di noia, di polveroso, di poco senso, ora sono luoghi luminosi, accoglienti, con le opere ben esposte, magari anche in modo abbastanza spettacolare, e spiegate senza sussiego (si pensi alla trasformazione da sorta di magazzino ottocentesco alla realtà attuale che gioca su spazi e luci del Museo Egizio di Torino).
Così è nata l’idea di far tornare scrittori (non studiosi d’arte) in musei che li avevano suggestionati da giovani per rivisitarli e raccontare cosa gli piaceva adesso, intrecciandolo con i fili della memoria, come spiega la curatrice del volume Maggie Fergusson. Ecco così dei luoghi con un senso particolare, dei contenitori di opere che si espongono e arrivano a noi come messaggi dal passato, che suscitano riflessioni particolari in questi visitatori d’eccezione, riflessioni storiche e culturali, riflessioni emotive, generali come legate alla propria esperienza o ricerca personale.
Bernes ci racconta il suo rapporto con la musica e in particolare ”la fredda eppure turbolenta melanconia” che da adolescente scopre in quella del compositore finlandese Sibelius, tanto da voler un giorno visitare fuori Helsinki la sua casa-museo per capire, nel luogo di incontro tra arte colta e vita pratica, la scelta del silenzio fatta a un certo punto da questo musicista o scoprire i colori dei mobili della sua cucina per lui corrispondenti a una tonalità musicale (per esempio: verde/Fa maggiore, giallo/Re maggiore). Diversissima e molto divertente, per restare in ambito musicale, invece la visita al museo ABBA di un giornalista della BBC, Watthew Sweet, sulle tracce delle popstar celebri per un successo mondiale come ‘Mamma mia!”, ricordando momenti della propria vita di ragazzo legati all’ascoltato dei loro dischi.
Solo per fare qualche altro esempio, ecco allora la scrittrice inglese Allison Pearson (”Ma come fa a far tutto?”, bestseller diventato film con Jessica Parker) che si sente rimescolare tutta davanti al celebre ”Bacio” di Rodin, scultura che la riporta all’emozione della sua prima ”goffa e coinvolgente pomiciata con Dave sulla bitorzoluta brandina di un dormitorio” durante una gita scolastica a Parigi: ”Il primo bacio non si scorda mai”. E se John Lanchester al Prado, davanti al ‘Trionfo della morte’ di Bruegel, capisce che chiunque, anche la persona più digiuna d’arte, capirebbe che si tratta e cosa è un capolavoro, Ali Smith va alla riscoperta della villa di Alex Munthe a Anacapri coinvolta da quel casalingo museo senza etichette, ”luogo così splendido, colorato e luminoso, in cui l’enigma più che mai implica l’oscurità. Munthe non voleva la musealità, voleva il gesto leggero e birichino, il vitale cambiamento di forma, l’atto dell’immaginazione”.
Hit parade, 2019 chiude nel segno di Tiziano FerroSeguono Mina e Ivano Fossati e poi 23 6451 Tha Supreme
30 dicembre 201911:32
E’ Tiziano Ferro con Accetto miracoli l’album più venduto nell’ultima settimana del 2019,. Il disco, uscito il 22 novembre su etichetta Virgin Records (Universal Music Italia), era entrato direttamente al primo posto della top ten. In seconda posizione troviamo la coppia storica Mina e Ivano Fossati con l’album che porta i loro nomi e che è anche terzo tra i vinili. Entra direttamente al terzo posto tra gli album più venduti 23 6451 album di esordio del rapper che ama le felpe viola, Tha Supreme, seguito da Persona di Marracash che ha contribuito anche al suo lavoro. Ancora il meglio di Cremonini in quinta posizione e Non Stop Live di Vasco Rossi in sesta. Settimo è Ultimo con Colpa delle favole e il primo album natalizio lo troviamo solo in ottava posizione con Christmas di Michael Bublè. Doc di Zucchero è nono e chiudono la top ten i Coldplay con Everyday Life. Si tratta degli album più venduti nella settimana dal 20 al 26 dicembre. Al primo posto tra i singoli troviamo Blun7 A Swishaland ancora di THA SUPREME. Mentre al vertice dei vinili chiude l’anno una mitica doppietta dei Pink Floyd, con rispettivamente The Dark Side Of The Moon e The Wall. Teneroni invece i bambini dello Zecchino d’oro che dominano la classifica delle compilation più vendute della settimana. Questa la classifica della settimana dal 20 al 26 dicembre secondo le stime di Fimi/Jfk Italia:1 1 5 ACCETTO MIRACOLI TIZIANO FERRO VIRGIN UNIVERSAL MUSIC2 2 5 MINA FOSSATI MINA & IVANO FOSSATI PDU SONY3 3 6 23 6451 THA SUPREME EPIC SONY4 5 8 PERSONA MARRACASH ISLAND UNIVERSAL MUSIC5 4 4 CREMONINI 2C2C THE BEST OF CESARE CREMONINI VIRGIN UNIVERSAL MUSIC6 6 3 VASCO NONSTOP LIVE VASCO ROSSI VIRGIN UNIVERSAL MUSIC7 8 38 COLPA DELLE FAVOLE ULTIMO HONIRO BELIEVE8 13 6 CHRISTMAS MICHAEL BUBLÈ WARNER BROS WMI9 11 7 D.O.C. ZUCCHERO POLYDOR UNIVERSAL MUSIC10 10 5 EVERYDAY LIFE COLDPLAY COLDPLAY / PLG 3P WMI11 9 5 THE CHRISTMAS PRESENT ROBBIE WILLIAMS COLUMBIA SONY
Musei, il 5 gennaio torna la domenica gratuitaDa Pompei al Colosseo, da Caserta agli Uffizi: aperti gratis
30 dicembre 201913:31
– Il 2020 si apre all’insegna dell’arte con un lungo fine settimana inaugurato dalla #domenicalmuseo il 5 gennaio con l’ingresso gratuito in tutti i musei e i parchi archeologici dello Stato e dei tanti comuni che aderiscono all’iniziativa. L’elenco degli istituti coinvolti è visibile su http://www.beniculturali.it/domenicalmuseo.
Lunedì 6 gennaio si terrà poi l’apertura straordinaria dei luoghi della cultura statali in occasione dell’Epifania, con i consueti orari e tariffe.
Per la prima domenica gratuita del nuovo anno, la campagna digitale del MiBACT sarà dedicata alla seconda edizione di Fumetti nei Musei in mostra gratuitamente per il periodo delle festività all’Istituto della Grafica di Roma, mentre una calza speciale, scelta tra le opere conservate nel museo della pubblicità Salce di Treviso, segnerà sui social l’apertura straordinaria dei musei nel giorno della befana. VAI A TUTTE LE NOTIZIE DELLA REGIONE PIEMONTE
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Capodanno: da Potenza “L’anno che verrà” Rai 1, “una festa”
“Ritmo radiofonico”, da piazza Mario Pagano conduce Amadeus
POTENZA30 dicembre 201913:31
– “Una grande festa, dal ritmo radiofonico” che sarà trasmessa in diretta da Potenza, dove oggi sta nevicando: per domani, in occasione del Capodanno di Rai 1 “L’anno che verrà”, condotto in piazza Mario Pagano da Amadeus, è comunque previsto un netto miglioramento. Stamani, la trasmissione della sera di San Silvestro – in diretta anche su Rai Radio 1 – è stata presentata in una conferenza stampa nella Sala degli Specchi del Teatro Stabile del capoluogo lucano.
Con la regia di Maurizio Pagnussat, la serata (presentata stamani in una conferenza stampa) sarà aperta dagli Stadio con l’omaggio a Lucio Dalla. Nel cast “fortissimo”, hanno sottolineato Amadeus e il capo struttura di Rai 1, Angelo Mellone, anche Al Bano e Romina, Gigi D’Alessio, Cristiano Malgioglio la potentina Arisa, Benji & Fede, Elettra Lamborghini, Marco Masini, gli otto finalisti di Sanremo Giovani, Antonella Ruggiero, The Kolors, Riccardo Fogli, Rocco Hunt, Fausto Leali, Alberto Urso, Ivan Cattaneo, Orietta Berti e Paolo Vallesi.
l’Utopia di Ronconi per Ida Bassignanoregista e autrice è scomparsa improvvisamente il 20 dicembre
30 dicembre 201913:36
– IDA BASSIGNANO, ”L’UTOPIA DI LUCA RONCONI” (IANIERI, pp. 128 + 10 di fotografie – 15,00 euro).
Mentre ”Utopia” si rappresenta a Parigi (per la precisione al Parc Floreal di Vincennes per il Festival d’Automne), ”il 2 novembre 1975 si diffonde la notizia dell’uccisione di Pier Paolo Pasolini. Facciamo un minuto di silenzio prima della nostra ultima rappresentazione” scrive Ida Bassignano, scomparsa improvvisamente venerdì 20 dicembre, a pochi giorni dall’uscita di questo suo libro dedicato a quello storico spettacolo di Luca Ronconi, di cui fu allora assistente regista, continuando a farlo nel 1981 per ”L’uccellino azzurro” di Metterlinck e, alla Scala, per ”Opera” di Luciano Berio, prima di firmare allestimenti in proprio.
”Concludiamo le repliche e partiamo. Finisce ‘Utopia’, ma finisce anche un’epoca: una fine che verrà definitivamente consolidata con l’assassinio di Moro tre anni dopo – conclude la Bassignano – Non finisce però Ronconi, oramai riconosciuto genio teatrale, che prosegue la sua ricerca prima con il Laboratorio di Prato, poi al riparo nelle Istituzioni degli Stabili di Roma e Torino, per approdare infine stabilmente al Piccolo di Milano”.
”Utopia”, presentata prima alla Biennale di Venezia e poi in prima nazionale a Prato il 25 settembre 1975, era uno spettacolo costruito su cinque commedie di Aristofane, rileggendo le quali reinventa quel suo spirito paradossale, critico e provocatorio verso i difetti e le storture degli uomini e soprattutto della società del proprio tempo, portando istanze, aspetti, realtà dei primi anni ’70 in una sorta di sfilata lungo una strada come il corteo di una manifestazione che chiede cambiamenti sperando in una società migliore, portando in scena e in uno spazio altro, simbolico, la propria utopia. Il tutto con un impegno e una creatività in grande, come senza limiti, rivoluzionaria, dopo la rottura degli schemi tradizionali con il suo ”Orlando furioso” del 1969. Così fanno parte dello spettacolo, di questa ”Utopia” in tutti i sensi, del fare e ideologica, assieme a 33 attori e vari arredi (compresi 25 lettini da ospedale con ruote), sei automobili, un pulmino, un camion e persino un Piper, un piccolo aereo, che scorrevano lungo i 60 metri di una strada-spazio scenico, larga una decina, con gli spettatori seduti in tribune ai due lati.
Insomma, una vera avventura artistica e produttiva, che segnò un momento apicale e di non ritorno, in anni in cui la contestazione civile, la ribellione giovanile e operaia stava cambiando e, in alcune frange, prendendo la via clandestina della violenza e delle armi.
Di questo lavoro e dello spettacolo, perse le copie di un documentario del fratelli Frazzi, a parte varie foto e spezzoni di un filmato di una parta della prova generale molto rovinato e dal suono incomprensibile, non è rimasto nulla. Il libro di ricordi e testimonianza in prima persona di questa signora delle nostre scene, laureata Torino nel 1965, formatasi all’estero e nella cantina d’avanguardia del Beat 72 a Roma prima del’incontro con Ronconi, poi raffinata regista in proprio in teatro, ma anche molto per la radio Rai, e infine scrittrice con lo pseudonimo di Maria d’Berloc, è quindi importante per intuire e ricostruire atmosfera e fatti, per rendersi conto di quanto il teatro potesse essere ancora al centro della vita politica e culturale. Per aiutare a capire tutto questo, il volume si chiude con una conversazione tra due testimoni di allora e studiosi di teatro, Gianfranco Capitta e Ferdinando Taviani. Quindi, queste di Ida Bassignano, sono pagine davvero molto interessanti e abbastanza vivaci tanto da riuscire a comunicare e far capire, anche a un giovane che non ha vissuto quegli anni, cosa sia stato l’arrivo di Ronconi sulle scene italiane, cosa abbia rappresentato la sua voglia di sperimentare, di rompere gli spazi e i confini tradizionali di una rappresentazione, il suo pensare spettacolarmente in grande, tanto in grande da creare una mitologia su certi aspetti tecnici e finaziari del suo lavoro, comunque di alto livello.
App single blocca Sharon Stone, pensavano a fakeL’attrice alla ricerca della sua metà
30 dicembre 201914:44
– Anche l’attrice Sharon Stone frequenta le app di incontri, ma in molti hanno pensato che il suo profilo fosse un fake, tanto che l’applicazione in questione – Bumble – le ha bloccato l’account. La star di Basic Instinct è ricorsa a Twitter per protestare ed è stata subito riammessa, con gli auguri della direttrice editoriale Clare O’Connor: “Spero che tu possa trovare il tuo tesoro”. “… hanno chiuso il mio account. Alcuni utenti hanno riferito che non potevo essere io! – ha twittato l’attrice 61enne ai suoi 127.291 follower, secondo quanto riporta la Bbc online -. Ehi @bumble, mi stai escludendo?…”. Ma il blackout è durato poco: “Fidati di noi, sicuramente ti vogliamo sull’alveare”, le ha risposto O’Connor.
Sharon Stone è stata sposata due volte: prima con il produttore Michael Greenburg e poi con il giornalista Phil Bronstein, dal quale ha divorziato nel 2004. E in passato non ha fatto segreto del suo status di single: nel 2014 ha detto di essere “disponibile per appuntamenti” e l’anno scorso, durante il Late Late Show con James Corden ha svelato di essere ancora alla ricerca della sua metà svelando “mi piacciono alti”
Capri, Quentin Tarantino Regista dell’anno’C’era una volta a Hollywood, produttrice McIntosh: ‘Sarà felice’
30 dicembre 201915:12
– Quentin Tarantino per ‘C’era una volta a Hollywood’ ha vinto il premio ‘Best Director’ 2019 alla 24/a edizione di ‘Capri, Hollywood – The International film fest’: il riconoscimento, annunciato a sorpresa da Pascal Vicedomini, fondatore e produttore del festival, è stato consegnato da un nutrito gruppo di premi Oscar alla produttrice Shannon McIntosh già insignita del titolo ‘produttore dell’anno’. Il film è tra i favoriti nella corsa alle statuette 2020 e a tutti gli awards internazionali: conta già cinque nomination ai Golden Globes ( tra cui miglior film e regia e per gli attori Brad Pitt e Leonardo Di Caprio), 4 le candidature ai SAG e 12 ai Critics Choice Award.’ ‘Tarantino sarà felicissimo di ricevere questo premio dall’Italia, come sapete è un paese che lui adora. Lo consegnerò personalmente al mio rientro. Ho lavorato Quentin anche per ‘The Hateful Eight’, ‘Django Unchained’ e ‘Grindhouse’ – ha raccontato la produttrice americana – posso solo dire ed è un vero piacere essere sul set con lui”.
Gennaio al San Carlo, Muti e Tosca De AngelisTorna il maestro il 19 per Concerto d’Imprese, dal 22 l’opera
NAPOLI30 dicembre 201915:16
– Sarà il Teatro di San Carlo ad ospitare la prima data del tour italiano di Riccardo Muti con la Chicago Symphony Orchestra domenica 19 gennaio alle 19. In programma la Suite da Romeo e Giulietta di Sergej Prokof’ev e la Sinfonia n. 9 in mi minore “Dal Nuovo Mondo” di Antonín Dvorák.
Tosca di Giacomo Puccini sarà invece l’opera che aprirà il 2020 operistico del massimo napoletano (dal 22 al 29 gennaio) in una nuova produzione molto attesa, perché porterà la firma di Edoardo De Angelis, regista cinematografico che affronta per la prima volta il palcoscenico lirico. Un inizio di 2020 da non perdere quindi per gli appassionati, a cominciare dall’appuntamento con Muti ad appena un anno di distanza dal ‘Così fan tutte’ della Stagione 2018-2019. Muti sarà nuovamente a Napoli, questa volta alla guida dell’Orchestra del Teatro di San Carlo, a novembre 2020.
L’evento del 19 gennaio rientra in Concerto d’Imprese, progetto di potenziamento della Stagione Sinfonica.
Su Rai1 il concerto di Capodanno dalla FeniceSms solidali e Art Bonus per sostegno teatro dopo acqua alta
VENEZIA30 dicembre 201915:40
– È il grande direttore coreano Myung-Whun Chung il protagonista della 17/a edizione del Concerto di Capodanno dal Teatro La Fenice di Venezia, che Rai Cultura propone mercoledì 1° gennaio alle 12.20 in diretta su Rai1 e in replica alle 18.30 su Rai5. Sul palco, insieme all’Orchestra e al Coro della Fenice, saliranno il soprano Francesca Dotto, il tenore Francesco Demuro, il baritono Luca Salsi e il contralto Valeria Girardello. In programma una selezione di pagine dal repertorio operistico più amato: dai quartetti “Bella figlia dell’amore” da Rigoletto di Verdi e “O Mimì, tu più non torni” dalla Bohème di Puccini al passo corale “Padre augusto” da Turandot di Puccini, ma anche brani sinfonici come la Suite di Rota da ‘Amarcord’ di Fellini. Il concerto, aperto dal ‘Sanctus’ dal Requiem di Verdi, sarà anche l’occasione per aiutare la Fenice nei restauri dopo la grande acqua alta del 12 novembre, attraverso sms solidali (al 45505, solo dall’1 al 5 gennaio) e il classico canale dell’Art Bonus.
Box Office: Pinocchio vince, tre italiani al topTerzo Il Primo Natale, quinta La dea Fortuna
30 dicembre 201910:39
– E’ Pinocchio di Matteo Garrone, con il premio Oscar Roberto Benigni nei panni di uno straordinario Geppetto, a dominare il box office della settimana di Natale, con un incasso di 5.335.839. In seconda posizione il divertente nuovo capitolo di Jumanji: The next level warner che raggiunge in cinque giorni di programmazione 4.945.993. Terzo a distanza ravvicinata un altro film italiano, Il Primo Natale di Ficarra e Picone, con 4.554.611. Scende dalla prima alla quarta posizione Star wars: L’ascesa di Skywalker con un incasso di 3.301.140. In quinta posizione troviamo ancora un film italiano, ovvero La Dea Fortuna di Ferzan Ozpetek con 2.448.098. Tre italiani nella top five per Natale.
Blockbuster 2020, fra 007 e Vedova neraMulan live action. Jolie ‘sovrumana’, Cruise/Maverick
30 dicembre 201913:56
– L’ultima volta di Daniel Craig come 007 in No time to die di Cary Fukunaga, 25/0 film su James Bond, qui richiamato in servizio contro un villain estremamente pericoloso (Rami Malek). Il ritorno a 34 anni da Top Gun, di Tom Cruise nel ruolo dello spericolato asso del volo Maverick (dirige Joseph Kosinski). L’ormai famigliare ondata di supereroi e supercattivi Marvel e Dc, con in prima fila le donne (anche alla regia): Vedova nera /Scarlett Johansson, stavolta assoluta protagonista in Black Widow di Cate Shortland; la ‘cattiva ragazza’ Harley Quinn/Margot Robbie in Birds of prey di Cathy Yan; Wonder Woman/ Gal Gadot in un’avventura, sempre diretta da Patty Jenkins, ambientata nel 1984, Angelina Jolie fra gli esseri sovrumani di The eternals di Chloé Zhao. Sono fra i blockbuster live action che puntano a riempire le sale nel 2020.
Intanto il 2019 si chiude in Usa e Canada con un calo al botteghino del 4% mentre in Italia, sono saliti sia incassi che spettatori. Tra i kolossal, dalla Disney arriva un altro remake live action di un film animato, con Mulan, per la regia di Niki Caro. Protagonista Yifei Liu, che qualche mese fa si è attirata haters sui social e l’avvio di una campagna di boicottaggio del film, dopo un suo post di appoggio all’azione della polizia di Hong Kong contro i manifestanti. Tornano gli inseguimenti adrenalinici di Dom Toretto (Vin Diesel), insieme a amici e nemici (nel cast anche Charlize Theron e Helen Mirren) in Fast & Furious 9 di Justin Lin. Si ripresenta in Bad Boys for life di Adil El Arbi e Bilall Fallah, la coppia di divertenti e spericolati amici poliziotti, composta da Will Smith e Martin Lawrence. E’ già accidentato (visto il flop negli Usa) il percorso del reboot, diretto da Elizabeth Banks delle ‘Charlie’s Angels’, Kristen Stewart, Naomi Scott e Ella Balinska.
Guida ai ‘ponti’ del 2020 da sfruttare, tra arte e relaxWeekend, minivacanze e viaggi con pochi giorni di ferie
URBINO29 dicembre 201917:52
Il prossimo anno si potrà viaggiare o trascorrere lunghi weekend di riposo: con soli 8 giorni di ferie si potrà fare infatti un intero mese di vacanza. Se volete programmare le partenze, ecco una breve guida ai ponti del 2020. Si parte subito il 6 gennaio che cade di lunedì, un’ottima occasione per prolungare le vacanze di fine anno o per organizzare un fine settimana in giro per l’Italia tra manifestazioni folcloristiche, parate dei Re Magi o semplicemente per proseguire con le sciate in montagna. Oppure approfittare dei festeggiamenti a Urbino per il cinquecentesimo anniversario della morte di Raffaello Sanzio: alla Galleria nazionale delle Marche si può vedere la mostra “Raffaello e gli amici di Urbino” che, fino a fine mese, racconta l’ambiente artistico in cui crebbe il geniale artista del Rinascimento.
Il Carnevale comincia il 20 febbraio, giovedì grasso: in ogni angolo d’Italia si celebra con sfilate in maschera e feste per grandi e piccini; tra i festeggiamenti più belli spiccano quelli di Viareggio, Ivrea e Venezia. E’ un’ottima occasione per organizzare una mini vacanza in Italia alla scoperta di antiche tradizioni, ma è anche il periodo migliore per programmare una settimana bianca con tutta la famiglia. Pasqua si festeggia il 12 aprile, consentendo di fare una mini vacanza primaverile prima del 25, giorno della Liberazione, che, purtroppo, cade di sabato. Per le vacanze di Pasqua in Italia si può scegliere una destinazione artistica, come Parma, capitale italiana della cultura, o Livorno che celebra i 100 anni dalla scomparsa del pittore Amedeo Modigliani. Oppure, ancora, Rimini con i 100 ani dalla nascita di Federico Fellini con mostre e spettacoli dedicati. Il primo maggio, festa dei lavoratori, cade di venerdì: è un lungo fine settimana da sfruttare in qualche città d’arte o al mare per passeggiate e i primi bagni di sole. Un suggerimento è di recarsi a Cervia per il 40esimo festival internazionale degli aquiloni: dal 24 aprile al 3 maggio migliaia di aquiloni di ogni forma e colore, creati da oltre 200 artisti del vento, voleranno nel cielo della lunga spiaggia di Pinarella. In programma gare, acrobazie e laboratori di costruzione per bambini, mostre, esibizioni e un mercatino di aquiloni e sculture gonfiabili.
La festa della Repubblica si festeggia il 2 giugno che è un martedì ed è un’ottima occasione per prolungare il weekend e andare al mare o in montagna per qualche giorno di benessere o di attività sportive. Al mare dell’isola d’Elba, per esempio, o sulle Dolomiti di Brenta per chi ama andare in mountain bike sui numerosi chilometri di tracciati ciclabili panoramici come quello che sale a Patascoss, tappa del giro d’Italia, passa per Malga Ritort e torna a Madonna di Campiglio.
Meno fortunate sono le feste del 15 agosto e del primo novembre che cadono, rispettivamente, di sabato e di domenica. Bisogna aspettare l’8 dicembre che è un martedì e che consente di fare un lungo ponte prima delle vacanze di Natale. E’ un’ottima occasione per fare i primi acquisti nei più bei mercatini natalizi: da Merano a Trento, da Livigno ad Aosta e, all’estero, dal Tirolo all’Alsazia, lungo tutto l’arco alpino.
Infine c’è Natale che nel 2020 cade di venerdì, proprio come san Silvestro: allungando il fine settimana consente di organizzare una mini vacanza sulla neve, nella scintillante New York, o Singapore per chi preferisce l’Oriente, o al caldo di qualche resort sulle spiagge più esotiche dei Caraibi o di Capoverde, in Africa.
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Riley, sesto capitolo della saga delle Sette Sorelle
In libreria il 2 gennaio per Giunti
29 dicembre 2019 11:48
LUCINDA RILEY, LA RAGAZZA DEL SOLE (GIUNTI, PP 912 , EURO 19,80). Arriva in libreria il 2 gennaio Il sesto capitolo della saga delle Sette Sorelle di Lucinda Riley che ci porta dai grattacieli di New York alle pianure del Kenya degli anni ’40. Un romanzo epico, indimenticabile. E’ il romanzo epico ‘La ragazza del sole’, pubblicato da Giunti in cui incontriamo Electra D’Aplièse, una delle modelle più famose del mondo, bellissima, ricca e desiderata. Ma dietro l’immagine glamour e la fastidiosa attenzione dei paparazzi si nasconde una donna fragile, che fatica a reggere lo stress di un ambiente in cui contano solo le apparenze.
Electra è la più giovane delle sorelle e mentre tutte le altre sembrano aver superato la morte del padre e trovato la felicità, lei si sente sempre più persa e sola. E così si rifugia in alcol e droghe, specialmente da quando è stata mollata dal suo fidanzato. Ma c’è qualcuno che sta cercando di entrare a far parte della sua vita e tenta di contattarla in tutti i modi; si tratta di Stella Jackson, noto avvocato impegnato nella difesa dei diritti umani, che dice di essere sua nonna.
La Riley, nata in Irlanda, ha iniziato la sua carriera come attrice per il cinema, il teatro e la tv e ha pubblicato il suo primo libro a 24 anni. I suoi romanzi hanno venduto oltre 20 milioni di copie e sono tradotti in 39 Paesi. Dalla saga delle Sette Sorelle verrà tratta una serie tv prodotta a Hollywood.
‘La traversata’ di un sopravvissuto a Charlie HebdoEsce l’8 gennaio il commovente racconto di Philippe Lancon
29 dicembre 201912:38
– PHILIPPE LANCON, LA TRAVERSATA (EDIZIONI E/O, PP 480, EURO 19,00). A cinque anni dall’attentato nella redazione di Charlie Hebdo, arriva in Italia ‘La Traversata’ di Philippe Lancon, collaboratore del giornale satirico francese, sopravvissuto all’attacco di matrice islamistica in cui 12 persone sono morte e 11 sono rimaste ferite. Philippe quel 7 gennaio del 2015 viene ferito alla mano da una pallottola e un’altra gli porta via la mandibola destra, parte del labbro inferiore e i denti.
Ne ‘La Traversata’, che arriva nelle nostre librerie l’8 gennaio per le Edizioni E/O, nella traduzione di Alberto Bracci Testasecca, che in Francia ha venduto più di 350.000 copie , ha vinto il Prix Fémina, e del Prix Renaudot Special, Lancon, che ha affrontato 9 mesi di ospedale e 15 operazioni, compie un viaggio nella sua ricostruzione fisica e mentale. Un percorso nella memoria tra personaggi reali e letterari da Francois Hollande a Mario vargas llosa a Prosut alla chirurga Chloe, l’infermiera Annette e il dottor Hossein.
Il giornalista e scrittore , nato nel 1963 a Vanves, non parla tanto del terrorismo islamico ma di quello spazio-tempo intermedio sospeso tra la vita di prima che non esiste più e la vita dopo, che deve ancora cominciare. Una dimensione in cui il ricordo si mischia con la realtà e con l’allucinazione.
Rocco Schiavone in ‘Ah l’amore l’amore’ di ManziniIn libreria il 9 gennaio per Sellerio
29 dicembre 201915:54
ANTONIO MANZINI, AH L’AMORE L’AMORE (SELLERIO, PP 352). Rocco Schiavone indaga da un letto d’ospedale nel nuovo romanzo di Antonio Manzini ‘Ah l’amore l’amore’ che arriva in libreria il 9 gennaio e inaugura il 2020 di Sellerio.
Le avventure dell’anticonformista vicequestore, che nella fortunata serie in onda su Rai2 è interpretato da Marco Giallini, riprendono dall’ultima pagina del precedente libro, ‘Rien ne va plus’, dove lo abbiamo lasciato ferito in un lago di sangue. Un proiettile ha colpito Rocco in un conflitto a fuoco, ha perso un rene ma non per questo è meno ansioso di muoversi. Nello stesso periodo in cui lui è in ospedale, durante un intervento chirurgico simile al suo, un altro paziente perde la vita: Roberto Sirchia, un ricco imprenditore che si è fatto da sé. La vedova e il figlio di Sirchia puntano il dito contro la malasanità. Ma, una sacca da trasfusione con il gruppo sanguigno sbagliato, agli occhi di Rocco che si annoia e non può reprimere il suo istinto di sbirro, è una disattenzione troppo grossolana. E poi il vicequestore è profondamente grato all’uomo che sarebbe il responsabile numero uno dell’errore, cioè il primario dottor Negri, malinconico e disincantato come lui. E così, con il suo stile dissacrante Rocco comincia a guidare l’indagine dai corridoi dell’ospedale. Ma il movente va cercato fuori. Schiavone ha quasi cinquant’anni, certe durezze si attenuano, forse un amore si affaccia.
Littizzetto cade in strada, braccio e gamba ingessatiL’incidente raccontato dalla stessa attrice sul suo profilo Instagram
TORINO29 dicembre 201914:32
“No comment. Volata per la strada. Rotula e polso”. E’ l’incidente capitato Luciana Littizzetto a Torino come lei stessa ha rivelato sul suo profilo Instagram. L’attrice torinese ha pubblicato una fotografia in cui la si vede seduta su un letto con un braccio e una gamba completamente avvolte da fasciature. L’immagine, dove si mostra sorridente e con il pollice alzato, è corredata da un commento ironico: “E buona fine e buon principio”.
In poche ore il post ha raccolto oltre 155 mila like e 16 mila messaggi di affetto e di auguri.
L’Eduardo di Pasqual perde la sua grande magiaspettacolo di qualità visive ma senza vera umanità
29 dicembre 201914:06
– La delicatezza, la malinconia esistenziale, la sfida e la tragica ironia che caratterizzano i grandi, umanissimi personaggi di Eduardo De Filippo, non sono facili da portare in scena anche dimenticando la grande lezione dello stesso autore. E tanto più questo appare evidente quando si abbandona la lingua napoletana e si affronta il suo testo più italiano, ‘La grande magia’, ora proposta per le feste al Teatro Argentina sino al 5 gennaio in una produzione dello Stabile di Napoli con la regia del catalano Lluis Pasqual, affascinato dal meccanismo e il gioco spettacolare di quel testo, di cui però non coglie le sfumature e la dolorosa, paradossalmente ironica umanità. Così il bravo Claudio Di Palma, nonostante l’impegno e qualità che mette nello scavare la ‘corda pazza’ del suo Calogero Di Spelta, si troverà spiazzato, non trovando sino in fondo il tono giusto, visto che tutto si appiattisce più sulla dialettica e le mistificazioni spettacolari del mago Marvuglia, ben reso in questo senso da Nando Paone.
Tra echi di tanto Pirandello, ma anche di Cechov, Eduardo, con questo lavoro che affascinò anche Strehler, vuol qui dimostrare come la speranza e l’illusione siano una necessità di sopravvivenza nei confronti delle difficoltà e della vanità della vita.
2020, un anno per ricordare i maestri italianiTanti anniversari, da Raffaello e Modigliani fino a Fellini
29 dicembre 201914:58
– I 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio, il terzo centenario della nascita di Giovanni Battista Piranesi, i 100 anni dalla nascita di Federico Fellini, il primo centenario della morte di Amedeo Modigliani e di Gaetano Previati: per il mondo dell’arte il 2020 sarà un anno di importantissime ricorrenze, una grande festa con tante mostre pronte a celebrare il genio di artisti italiani ancora insuperati e amati in patria e all’estero.
ROMA – Si intitola semplicemente “Raffaello” la maxi-mostra monografica allestita alle Scuderie del Quirinale dal 5 marzo al 2 giugno che rappresenta l’evento di punta delle celebrazioni per l’anniversario della morte del maestro del Rinascimento (avvenuta a Roma il 6 aprile 1520). Anche il Parco Archeologico del Colosseo dedica un grande evento espositivo al genio di Raffaello: a marzo aprirà “Raffaello nella Domus Aurea. Da giugno a gennaio il Quirinetta ospiterà la mostra immersiva e multimediale “L’impossibile Modigliani. L’artista italiano e l’arte africana. Simbolo, opere, tecnologia”, che espone oltre 100 opere nel format Modlight.
PERUGIA – Dal 3 ottobre al 10 gennaio alla Galleria Nazionale dell’Umbria “Giovanni Battista Piranesi nelle collezioni della GNU”, per i 300 anni dalla nascita dell’architetto, incisore e teorico veneziano (nato il 4 ottobre 1720).
BASSANO DEL GRAPPA (Vi) – Aprirà il 9 aprile a Palazzo Sturm la mostra “Giambattista Piranesi. Visioni di un architetto senza tempo”, a cura di Chiara Casarin e Pierluigi Panza.
RIMINI – E’ stata inaugurata lo scorso 14 dicembre “Fellini 100 Genio immortale. La mostra”, primo evento delle grandi celebrazioni che per tutto il 2020 ricorderanno il regista riminese.
FERRARA – La città natale di Gaetano Previati dedica al maestro del Divisionismo un grande evento a 100 anni dalla morte: dall’8 febbraio al 7 giugno il Castello Estense allestisce “Oltre la cornice.
Eventi 2020, da Vasco a Ferro e CremoniniBaglioni a Caracalla, Ligabue a Campovolo, Zucchero a Verona
29 dicembre 201915:08
– Il 2020 si annuncia denso di appuntamenti, molti dei quali, come da consuetudine concentrati nella stagione estiva. Protagonisti soprattutto gli artisti italiani, primo fra tutti Vasco Rossi. Stavolta niente stadi per il rocker, che ha preferito i palchi dei festival più importanti: Firenze Rocks (10 giugno), gli I-Days di Milano (15 giugno), il Circo Massimo (19 e 20 giugno) e l’Autodromo di Imola (26 giugno). Claudio Baglioni ha scelto invece le Terme di Caracalla: una residency di 12 serate (dal 6 al 18 giugno), con la rivisitazione in chiave classica dei suoi successi, accompagnato da coro e orchestra. L’antico sito romano è stato scelto anche da Andrea Bocelli, che il 21 giugno saluterà l’arrivo dell’estate.
Bisognerà attendere settembre per il ritorno live di Zucchero, con dodici date (le uniche in Italia) all’Arena di Verona, a partire dal 22. Così come per la data evento allo Stadio Olimpico di Roma della reunion tra Antonello Venditti e Francesco De Gregori. Ligabue festeggia 30 anni di carriera e non poteva che farlo al Campovolo di Reggia Emilia, che lo ha già visto protagonista più volte: il 12 settembre salirà sul palco per “30 anni in un giorno”. Negli stadi italiani si daranno il cambio Tiziano Ferro, che porta dal vivo il suo nuovo album Accetto Miracoli e ha già in programma tre date a Milano e un bis a Roma, Cesare Cremonini che festeggia i 20 anni di carriera (e chiuderà il tour all’Autodromo di Imola il 18 luglio), Max Pezzali che si regala due date a San Siro (10 e 11 luglio), per quello che si annuncia come un karaoke a 40 mila voci. Ci sarà anche il debutto di Ultimo, che dopo i palazzetti, si prepara – artista italiano più giovane di sempre a compiere l’impresa – a conquistare gli spazi più grandi e nella sua Roma chiuderà con l’abbraccio del Circo Massimo (19 luglio).
Torna il ‘parente egiziano’ di Mickey MouseRiscoperta l’opera pionieristica al Cairo di tre fratelli ebrei
TEL AVIV29 dicembre 201915:16
– Negli anni Trenta Mickey Mouse, il gatto Felix e l’avvenente Betty Boop avevano, forse a loro insaputa, dei parenti al Cairo. Il principale era Mish-Mish Effendi. Come loro sullo schermo si muoveva in modo dinoccolato, ma si distingueva dai colleghi americani per il fez incollato in testa e per l’ambiente chiaramente orientale che lo circondava.
Dimenticati ormai da molti decenni, quei pionieristici film di animazione sono stati recuperati di recente e riproposti in un documentario (‘Bukra fil Mish-mish’ di Tal Michael) trasmesso adesso dalla televisione israeliana.
Quei ‘cartoons’ erano stati prodotti in un appartamento del Cairo – con grande creatività, ma con mezzi di fortuna – dai fratelli Hershel, David e Shlomo Frenkel. Nel 1905, per sfuggire alle persecuzioni antisemite, il padre Bezalel aveva lasciato la Bielorussia e si era rifugiato nella Palestina, allora ottomana.
Nel 1914 fu però espulso dalle autorità turche. In Egitto i Frenkel trovarono infine una società cosmopolita ed accogliente.
Là i tre fratelli ebbero i primi contatti con i film di animazione statunitensi. Anche loro, ne erano certi, avevano stoffa da vendere. Invece i produttori locali erano inclini allo scetticismo. Quando chiesero finanziamenti, la risposta fu “Bukra fil mish-mish”. Letteralmente: “domani, con le albicocche”. In parole povere: “ve lo potete sognare”.
Vasco Non Stop Live su Canale 5Il music film di Pepsy Romanoff in esclusiva
29 dicembre 201915:21
– Lunedì 30 dicembre in esclusiva in prima serata su Canale 5 “VASCO NON STOP LIVE 018+019”, il music film di Pepsy Romanoff su Vasco Rossi, la sua musica e il suo pubblico.
La musica del Blasco come non è mai stata raccontata e, per la prima volta, direttamente dalla voce dei protagonisti. “VASCO NONSTOP LIVE 018+019” è un viaggio che celebra due anni di successi dal vivo del Komandate, dal tour nei principali stadi italiani nel 2018 alla conquista di San Siro nel 2019: nessuno, infatti, aveva fatto registrare sei date consecutive sold-out alla Scala del Rock di Milano. Più di 900.000 spettatori che hanno, ancora una volta, incoronato Vasco Rossi Re degli Stadi per due estati di seguito.
Oltre due ore per vivere l’atmosfera unica e irripetibile che si respira a ogni suo concerto, ma anche per entrare dentro il processo creativo della scaletta. Così il regista Pepsy Romanoff: “L’idea è quella di portare sullo schermo un concerto diverso dagli altri, un concerto rock ruvido anche nel trattamento dell’immagine. Il girato è stato così riversato in pellicola per dare il senso del tempo e della bellezza della resa cinematografica”.
Da come nasce una scaletta “perfetta” (da “Cosa succede in città” a “Qui si fa la storia”) al fronte del palco, Vasco, attore principale del film, racconta i segreti delle sue scelte, affida pensieri ed emozioni alla telecamera che lo riprende in vari momenti. Dall’intimità di una sala d’incisione con Vince Pàstano (il “capo orchestra”), alle prove con la band, lo show mentre si compone, fino all’esplosione finale dello stadio, dove il Blasco e il suo pubblico si uniscono per dar vita a uno spettacolo unico nel suo genere.
“VASCO NONSTOP LIVE 018+019″ è prodotto da Universal Music Group in collaborazione con Giamaica realizzato da EXCEPT.
MAXXI miglior museo italiano 2019 per ArtribuneA sorpresa Roma è la città del 2019 per la rivista d’arte
29 dicembre 201915:49
– Artribune premia il MAXXI ”per la grande qualità (e quantità!) di mostre ed eventi che ha proposto nel 2019, su tutti la grande mostra di Maria Lai. Da non sottovalutare anche la grande capacità del museo di stringere partnership con il mondo dell’impresa”. Con queste motivazioni la rivista d’arte ha scelto il MAXXI come miglior museo italiano 2019, nell’annuale rubrica “The best of the year” che ogni anno premia coloro che maggiormente si sono distinti con la propria ricerca, i progetti più sperimentali, i colpi di genio nella scena dell’arte e della cultura contemporanea. Il MAXXI è anche tra le spinte che portano la stessa rivista a scegliere a sorpresa Roma come città dell’arte dell’anno, ”nonostante la politica ci metta tutto il suo impegno per renderla invivibile”. Al MAXXI continua intanto la ricca offerta delle festività natalizie, con dieci mostre, focus e progetti speciali tra arte, architettura, fotografia, illustrazione; aperture straordinarie e visite guidate gratuite, aspettando il 2020,anno in cui il Museo nazionale delle arti del XXI secolo, festeggia i suoi primi 10 anni. Sarà aperto martedì 31 gennaio (ore 11.00 – 17.30) e tutti i giorni da mercoledì 1° gennaio fino a domenica 12 gennaio 2020, anche lunedì 6 gennaio (ore 11.00 – 20.00).
10 mostre: tra i meravigliosi libri cuciti, le sculture di pane e di corda, i celebri telai, le opere di arte pubblica della grande monografica Maria Lai. Mappa del sito
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Profughi del clima, chi sono e dove?
Santolini racconta cause e numeri di emergenza nell’emergenza
29 dicembre 201912:24
FRANCESCA SANTOLINI, ‘”PROFUGHI DEL CLIMA. CHI SONO, DA DOVE VENGONO, DOVE ANDRANNO” (Rubettino, pp.
104 – 12,00 euro). Al termine dell’anno che, forse, mai come prima ha posto il clima in cima alle grandi emergenze globali, dalle piazze piene dei ragazzi dei Fridays for future a Greta Thunberg, che a 17 anni (il 3 gennaio) punta il dito contro i governanti del mondo e finisce sulla copertina del Time come “persona del 2019”, ancora poco si parla però di una delle molte devastanti conseguenze: i migranti ambientali. Una storia nella storia, all’interno della più “grande” e dibattuta problematica delle migrazioni, che rischia di trasformare in “fantasmi” milioni di persone. Parte da qui l’ultima inchiesta di Francesca Santolini, giornalista, esperta di temi ambientali, collaboratrice de La Stampa e tra le voci di Unomattina su Rai1, che firma “Profughi del clima. Chi sono, da dove vengono, dove andranno” (ed. Rubettino), volume con prefazione di Marco Impagliazzo e postfazione di Gianpiero Massolo.
La verità è che “siamo tutti migranti”, scrive subito la Santolini, citando le lettere di Seneca. Ma dei migranti ambientali nessuno parla realmente innanzitutto perché ancora non c’è accordo su chi siano: non godono nel diritto internazionale di un formale riconoscimento, ne’ esiste Paese che preveda uno status giuridico e il diritto d’asilo. Eppure i numeri raccontano un problema di dimensioni epocali: secondo l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, si legge nel libro, entro il 2050 saranno 200-250 milioni i rifugiati costretti a spostarsi dalle proprie terre per motivi climatici, con una media di 6 milioni di persone l’anno. Per il Norwegian Refugee Council, già nel corso degli ultimi otto anni si sono registrati 203,4 milioni di spostamenti collegati ai disastri.
Come dire, il triplo dell’intera popolazione italiana. E secondo un dossier di Legambiente, il numero dei profughi ambientali nel 2015 ha superato quello dei profughi di guerra. Una nuova migrazione forzata alla quale possiamo dare molti nomi (migranti climatici, rifugiati ambientali, eco profughi, indignados del clima), ma che rischia comunque di trasformarsi nella più grave crisi dei rifugiati dalla Seconda guerra mondiale, costretti all’esodo man mano che le condizioni di vita diventano impossibili per catastrofi meteo-climatiche come alluvioni, siccità, aumento del livello del mare, desertificazione, mancanza d’acqua, degrado degli ecosistemi. Dove andranno tutte queste persone che non hanno più una casa? Quale dovrà essere il loro destino? Già perché, spiega la Santolini presentando il volume, quando è il clima a spingerti a scappare, “il fenomeno diventa irreversibile, perché al contrario di una guerra che potenzialmente finisce, il disastro ambientale, la desertificazione, restano”. Per intendersi, “in Africa l’80% della popolazione è impiegata nell’agricoltura, ma due terzi delle terre non sono più coltivabili. Stiamo parlando di milioni di persone che anche volendo non potranno più tornare nei loro territori e nelle loro case”. Numeri che non si arresteranno, ma anzi cresceranno “se non riduciamo le cause”.
Il libro allarga poi lo sguardo anche al futuro dell’umanità, dal tema cruciale dell’acqua (ancora oggi 276 fiumi e 156 laghi sono oggetto di conflitto tra due o più Paesi) ai cicloni e i disastri naturali degli ultimi anni (uno per tutti, il ciclone Idai a marzo ha raso al suolo l’80% di Beira, la seconda città più grande del Mozambico) che sembrano ricordarci che la nostra scellerata noncuranza e il nostro continuo saccheggio non possono non avere conseguenze.
Persino il World Economic Forum, gotha dell’economia mondiale, per la prima volta oggi riconosce il cambiamento climatico come il rischio più grande del pianeta. Le conseguenze del global warming sono davanti ai nostri occhi ma è ancora possibile fare qualcosa. “È la più grande sfida del XXI secolo – conclude la Santolini – Ma nessun paese può farcela da solo. Serve una governance globale. E bisogna muoversi subito”.
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DALLE 06:59 DI SABATO 28 DICEMBRE 2019
ALLE 11:48 DI DOMENICA 29 DICEMBRE 2019
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Da Teocoli a Proietti, Capodanno si festeggia a teatro
A teatro tra repliche speciali, cenoni in platea, attesi ritorni
28 dicembre 2019 06:59
Da Teo Teocoli e Ale e Franz a Milano al tris di risate di Gigi Proietti, Enrico Brignano e Maurizio Battista, a Roma. Oppure un Eduardo Scarpetta con Lello Arena in Miseria e nobiltà a Napoli e i “tre moschettieri della comicità” Panariello, Conti, Pieraccioni a Firenze. Non solo in piazza o a casa con amici e famiglia. L’ultimo dell’anno si festeggia anche a teatro, con tanto di brindisi e bollicine, cenone in platea e party in palcoscenico. Ecco alcuni appuntamenti da non perdere.
MILANO – Ultimo dell’anno tra effetti speciali e risate a Milano. Per una sola serata Teo Teocoli è al Nuovo con il suo one man show, mentre al Manzoni si brinda con Ale e Franz, versione attori girovaghi alle prese con Romeo e Giulietta in “Nati sotto contraria stella” di Leo Muscato. All’Elfo Puccini si chiude l’anno con un “best seller” irreverente da vedere e rivedere: “L’importanza di chiamarsi Ernesto” di Oscar Wilde nella versione di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia, con buffet Wilde style e dj set. “Garden Party” al Franco Parenti con la “feroce”, scorretta e provocante compagnia francese N°8 e cena nelle sale della Palazzina dei Bagni Misteriosi. Ultimo dell’anno sulle note di “Singin’ in the Rain” al Teatro Nazionale CheBanca!, con cena nell’elegante Piazza Piemonte. E, se non fosse abbastanza, c’è anche il Capodanno in dirigibile degli Arcimboldi, con l’ultima sfida acrobatica dei Sonics, lo spettacolare “Steam”, show poetico e divertente, tra performance volanti ed effetti speciali.
ROMA – Quasi una tradizione ormai, l’ultimo dell’anno a teatro nella capitale è con Gigi Proietti e i suoi esilaranti “Cavalli di battaglia” all’Auditorium Parco della musica. Ma c’è anche Nancy Brilli, fresca di debutto in “A che servono gli uomini” di Iaia Fiastri per la regia di Lina Wertmuller, regina della lunga serata del Teatro Quirino, che dopo lo spettacolo, cena e brindisi, trasforma la sala in pista da ballo con Live Dj set dei Flabby. Cocktail d’aperitivo all’Eliseo per Luca Barbareschi e Lucrezia Lante Della Rovere in “Skylight – Il cielo sopra il letto” di David Hare, per proseguire magari con il menù speciale al ristorante del teatro. E ancora, si ride a oltranza al Palalottomatica con uno Speciale (Enrico) Brignano o all’Olimpico dove Maurizio Battista festeggia con “30 e non li dimostra”, dedicato ai suoi trent’anni di carriera, con cena e speciale dopomezzanotte. Al Salone Margherita, cena nei palchi privati con Valeria Marini prima donna eletta al Quirinale ne “La presidente” di Pier Francesco Pingitore. E ancora brindisi e bollicine alla Sala Umberto con Carlo Buccirosso e “La rottamazione di un italiano per bene” o all’Ambra Jovinelli con Vinicio Marchioni, Giuseppe Zeno e tutta la banda de “I soliti ignoti”, dal film di Mario Monicelli.
TORINO – Grande cult per l’ultimo dell’anno del Carignano, con Geppy Gleijeses e Maurisa Laurito in “Così parlò Bellavista”, adattamento teatrale del romanzo, poi film, di Luciano De Crescenzo. Per loro, brindisi e panettone, come al Gobetti per Paolo Nani e i suoi ottanta minuti di comicità e commozione ne “L’arte di morire ridendo”. Un Pirandello invece per Valter Malosti all’Astra con “Il berretto a sonagli” in una messa in scena che recupera la forza espressiva e musicale del testo originario in lingua siciliana.
FIRENZE – Attesissimi, Giorgio Panariello, Carlo Conti e Leonardo Pieraccioni, i “tre moschettieri della comicità” tornano a Firenze con il loro show per quattro nuove date e uno speciale Capodanno al Mandela Forum (27-28-29 e 31 dicembre).
Una reunion nata a vent’anni dal loro debutto insieme, che ha già fatto il giro d’Italia e sembra non fermarsi più tra aneddoti, musica e risate. Dopo aver battutto ogni record di incasso, Vincenzo Salemme debutta invece proprio il 31 al Verdi “Con tutto il cuore”, commedia in cui interpreta Ottavio Camaldoli, mite insegnante di lettere antiche, che subisce un trapianto di cuore, ma non sa che il cuore gli è stato donato era di un feroce delinquente.
VENEZIA – Tra tradizione e risate, al Goldoni torna “Don Chisciotte – Tragicommedia dell’arte” di Michele Mori e Marco Zoppello, ovvero il romanzo di Cervantes secondo due improbabili saltimbanchi, che salgono sul palco per raccontare come sono sfuggiti alla forca grazie a Don Chisciotte, Sancho Panza e soprattutto grazie al pubblico. Al Teatro Corso di Mestre, invece, è “Vernia o non Vernia”, nuovo one man show del comico Giovanni Vernia, già idolo del popolo del web, diretto da Giampiero Solari e Paola Galassi.
NAPOLI – “Miseria e nobiltà. Miseria o nobiltà? Una cosa è certa l’una non esisterebbe senza l’altra, così come il palazzo signorile, affrescato e assolato, non starebbe in piedi senza le sue fondamenta buie, umide e scrostate”. Così Luciano Melchionna racconta la sua messa in scena di “Miseria e Nobiltà” di Eduardo Scarpetta, che saluta il nuovo anno al San Ferdinando. Ma c’è anche Sal Da Vinci all’Augusteo con la “Fabbrica dei sogni” in musical e tutta l’energia degli Stomp, al Bellini, che a Capodanno festeggiano 25 anni di show a Broadway.
Miano, La stagione dell’ombraAffresco dell’Africa sub-sahariana, tra schiavitù e ritualità
28 dicembre 201913:42
LEONORA MIANO, LA STAGIONE DELL’OMBRA (Feltrinelli, pp.208, euro 16). C’è il dolore delle madri, che da un momento all’altro hanno visto sparire i propri figli. C’è la disperazione delle mogli, senza più i mariti. C’è poi lo sgomento degli uomini, incapaci di proteggere il proprio popolo.
A permeare ogni sentimento, la ritualità e il fatalismo di una società precoloniale dalle radici antiche, mentre lontano, emerge l’orrore della tratta degli schiavi.
E’ un potente affresco dell’Africa sub-sahariana il romanzo “La stagione dell’ombra” della scrittrice camerunense Léonora Miano, edito in Italia da Feltrinelli (con la traduzione di Elena Cappellini). Siamo nel piccolo villaggio del clan dei mulongo, appena sconvolto dalla scomparsa improvvisa e inspiegabile di dieci giovani e due anziani. Nessuno sa dove siano finiti, né chi sia il responsabile di questa misteriosa tragedia. Mentre un popolo intero ha perso il sonno e si interroga sul da farsi, con i capi che cercano di trovare una soluzione, una terribile verità si profila all’orizzonte, quella della tratta di esseri umani a opera degli “uomini dai piedi di pollo”, ovvero i bianchi. Da qui inizia il racconto di una vicenda di dolore, smarrimento e ricerca della verità da parte di una comunità costretta a cambiare in modo traumatico i propri punti di riferimento, ma capace anche di rimboccarsi le maniche, di unire le forze abbattendo le diversità, di riscoprirsi resiliente.
La scrittrice, che per questo libro è stata premiata nel 2013 con il Prix Femina 2013, ha la grande capacità di tessere con le parole una tela che avvolge e trascina il lettore in universo sconosciuto, lontano nel tempo, fatto di lentezza e di ritmi naturali, di visioni, di fuochi accesi e arcane magie, di superstizioni, e scandito dal culto dei morti e degli antenati, dai riti di purificazione e d’iniziazione, dal volere di dei implacabili: qui, in questa piccola, semplice comunità, i colori sono sempre vividi e ogni gesto, ogni pensiero viene raccontato con grande efficacia narrativa.
Nella vicenda l’autrice descrive la potenza della natura, i suoi doni e le sue punizioni e spiega il funzionamento di questo microcosmo sociale, in cui ognuno ha il suo ruolo e le credenze sono ben radicate; ma è quando adotta il punto di vista delle donne (e il loro mondo interiore) che la sua scrittura diventa ancora più incisiva. Una lingua poetica quella di Miano, che stupisce ed emoziona: l’autrice non ha paura di affrontare in profondità i sentimenti, cercando di svelare l’anima, le suggestioni, le antiche tradizioni di un Continente troppo spesso violato. La forza del libro è qui, nella volontà di Miano di raccontare il traffico transatlantico degli schiavi dando voce direttamente agli africani rimasti nel Continente, persone che nessuno ha mai ascoltato e delle quali la Storia si è dimenticata.
Rai2: Protestantesimo, ma che arance mangio?
28 dicembre 201912:48
– “Ma che arance mangio?”. E’ il tema della puntata di “Protestantesimo”, in onda su Rai2 domani, domenica 29 dicembre, alle 8.30, Cosa c’è dietro la raccolta delle arance? Manodopera a basso costo, senza tutele sindacali. Come si può arginare questo fenomeno? Si può, adottando un percorso etico che va dal produttore al consumatore, come sta provando a fare la Federazione delle chiese evangeliche a Rosarno con il programma Mediterranean Hope. “Protestantesimo” andrà in replica venerdì 3 gennaio all’1.00 e domenica 5 gennaio alle 2.00, sempre sulla seconda rete.
Luca e Paolo, con noi Il campionato fa 90 (anni)1/a serata Rai2 per varietà-quiz, tra campioni e pagine storiche
28 dicembre 201912:49
– Da tre stagioni sono saldamente al timone di “Quelli che calcio”. Ora anche padroni di casa con Mia Ceran della festa che Rai2 dedica ai 90 anni dalla nascita del girone unico della Serie A, con “Il campionato fa 90”, in prima serata domani, domenica 29 dicembre. Così quasi rischiano di diventare veri esperti di calcio, Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu. “Si, ma esperti ‘scemi’. Quelli seri sono a Rai Sport”, ridono i due attori, pronti a sciorinar domande nel quiz “alla Rischiatutto” che domani sera ripercorrerà i primi 90 anni del massimo campionato, tra Storia e storie, personaggi e persone, partite memorabili, goal straordinari, episodi di costume e squadre fenomenali.
“Sarà un modo per divertirsi ma anche per guardare come siamo cambiati – raccontano – Per rivedere pagine storiche del Campionato, l’Italia che eravamo e quella che siamo diventati”. In gioco a sfidarsi a suon di domande, filmati e pulsanti, nove ex calciatori, protagonisti della serie A dagli anni Sessanta a oggi: Giuseppe Boninsegna, Oscar Damiani, Eraldo Pecci per gli anni 60-70; Evaristo Beccalossi, Giuseppe “Nanu” Galderisi e Bruno Giordano per gli anni 80-90, Federico Balzaretti, Luca Toni e Nicola Ventola per gli anni 2000-10. Le immagini del repertorio Rai accompagneranno il racconto e i quesiti del quiz, mentre in studio arriveranno presidenti, allenatori, ex giocatori, giornalisti e tifosi eccellenti con anche Marco Civoli, Neri Marcorè, Melissa Satta, Bruno Pizzul, Lorenzo Minotti. E si riderà con Ubaldo Pantani nei panni di un grandissimo campione. “Una vera chicca che abbiamo scoperto – anticipano – un giovanissimo Bruno Pizzul alla Domenica Sportiva nel ’72, con l’arbitro Concetto Lo Bello che riguardando le immagini della partita del pomeriggio ammette di aver commesso un errore. Oggi è impensabile una cosa del genere”
Capodanno: al Carlo Felice arriva lo Janoska EnsembleVirtuosismo ensemble rilegge capolavori Strauss e Paganini
GENOVA28 dicembre 201912:49
– Ci sarà anche l’irrinunciabile musica di Johann Strauss jr nel concerto di Capodanno previsto l’1 gennaio alle 16 al Teatro Carlo Felice. Ma non sarà uno Strauss consueto. A proporlo, il vulcanico Janoska Ensemble protagonista del concerto insieme all’Orchestra del Teatro diretta da Jakob Brenner. Lo Janoska Ensemble è un formidabile complesso di Bratislava formato da quattro fratelli (i violinisti Ondrej e Roman, il pianista Frantisek e la voce Arpad) e dal cognato Julius Darvas (contrabbasso). “Fin da piccoli – ha detto Ondrej – suoniamo tutti i giorni e preferibilmente insieme. Musicalmente siamo così legati che spesso intuiamo ciò che l’altro sta per fare”. Tutti in possesso di un solido bagaglio tecnico, hanno maturato uno stile assolutamente personale che consente loro di rileggere pagine celebri creando un mix di esperienze linguistiche differenti: il classico si contamina con il jazz e il popolare con ricerche armoniche particolari (come in ‘Paganinoska’) e con ampio ricorso al grande virtuosismo. Il programma prevede una serie di pagine classiche rilette con estrema fantasia e originalità dal gruppo: l’Ouverture” dal ‘Pipistrello’ di Johann Strauss jr ‘a la Janoska’, la Janoska Sinfonia n.1 ‘Impressions along the Danube’ di Frantisek Janoska, ‘Sul bel Danubio blu’ di Strauss, ‘Cole over Beethoven’ di Frantisek Janoska, ‘Oblivion’ di Piazzolla e ‘Paganinoska’, brillanti variazioni sul Capriccio n.24 di Paganini ancora di Frantisek Janoska. “Ognuno di noi – ha detto Roman Janoska – ha le proprie preferenze musicali che rispettiamo concedendo spazio a tutte. Così i nostri pezzi diventano creazioni congiunte”. HomeMappa del sito
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Libri 2020, tra star e omaggi da Strout a Fellini
Tornano Olive Kitteridge e Rocco Schiavone. Il ricordo di Craxi
28 dicembre 201919:58
Torna in ‘Olive, ancora lei’ (Einaudi) la ruvida Olive Kitteridge con cui Elizabeth Strout ha vinto il Premio Pulitzer per la narrativa nel 2009, e ci riserva nuove sorprese. Riprende la strada del romanzo il Premio Strega 2013 Walter Siti con la storia di due vite radicali e disperate raccontate ne ‘La natura innocente’ (Rizzoli). E, a vent’anni dall’uscita de ‘La ragazza con l’orecchino di perla’ Tracy Chevalier rievoca l’atmosfera dell’Inghilterra degli anni Trenta nel nuovo ‘La ricamatrice di Winchester’ (Neri Pozza). Il 2020 in libreria si apre tra autrici e autori di culto e grandi maestri come Ian McEwan del quale Einaudi pubblica il romanzo sulla Brexit ‘Lo scarafaggio’. E grandi ricorrenze come il centesimo anniversario della nascita, il 20 gennaio 1920, di Federico Fellini al quale rendono omaggio Daniel Pennac ne ‘La legge del sognatore’ (Feltrinelli) e la nuova edizione del romanzo di Ermanno Cavazzoni, ‘Il poema dei lunatici’ (La nave di Teseo) da cui il grande regista trasse il film ‘La voce della luna’. Ai vent’anni dalla morte di Bettino Craxi, avvenuta il 19 gennaio 2000, sono dedicati invece ”Presunto colpevole’ (Einaudi Stile Libero), sugli ultimi giorni del leader socialista raccontati da Marcello Sorgi e ‘L’antipatico. Bettino Craxi e la grande coalizione’ (La nave di Teseo) di Claudio Martelli.Tra i titoli che inaugurano il nuovo anno, l’atteso ‘Ah l’amore l’amore’ (Sellerio) di Antonio Manzini, con protagonista il vicequestore Rocco Schiavone, che prende le mosse dal precedente ‘Rien ne va plus’ e ‘Cadrò, sognando di volare’ (Mondadori) di Fabio Genovesi, Premio Strega Giovani nel 2015, che ci racconta cosa vuol dire credere in qualcosa attraverso uno studente e un’ex missionario uniti dalla passione per il ciclismo. Ed ecco di nuovo tra noi, il grande Vincenzo Malinconico in ‘I valori che contano’ (Einaudi ) di Diego De Silva. Bisognerà invece aspettare qualche mese per il ritorno di Sara Morozzi, la donna invisibile di Maurizio de Giovanni che indaga sui misteri d’Italia, in ‘L’eccezione di Sara’ (Rizzoli), titolo provvisorio del romanzo già opzionato per la realizzazione di una serie tv. In arrivo ‘L’inverno più nero’ (Einaudi) di Carlo Lucarelli, con un’indagine del Commissario De Luca. Il Premio Campiello 2014 Giorgio Fontana ci propone il monumentale e ambizioso ‘Prima di noi’ (Sellerio), storia familiare che attraversa il Novecento raccontata da una voce contemporanea. Ponte alle Grazie punta su ‘Mara’. Una donna del Novecento’ di Ritanna Armeni e Bompiani su Arianna Farinelli con ‘Gotico americano’ , primo titolo di fiction ad uscire nella collana ‘Munizioni’ diretta da Roberto Saviano. Mondadori sfodera grandi nomi da Zadie Smith che in ‘Grand Union’ spazia tra autofiction, sperimentazione formale, surrealismo e satira sociale con 11 storie nuove e inedite insieme ad alcun i dei suoi brani di maggior successo apparsi tra l’altro su New Yorker e Granta. Dopo la grande fortuna avuta in America e nel Regno Unito ecco ‘Tre donne’ dell’italo americana Lisa Taddeo che ci parla del desiderio e c’è grande attesa per l’arrivo in primavera del Quichotte di Salman Rushdie. Massimo Carlotto va oltre il noir in ‘La signora del martedì’ (E/O), in cui ad essere interpellati siamo tutti noi. Un romanzo di spionaggio incredibilmente attuale, tra Medio Oriente ed Europa, è ‘La ragazza nuova’ di Daniel Silva, che apre il 2020 di HarperCollins . E ‘Una donna normale’ (Longanesi) inaugura una nuova serie di Roberto Costantini. Mentre tra Bari e la Lucania ci porta Cinzia Giorgio ne ‘I migliori anni’ (Newton Compton). Con Laura Imai Messina in ‘Quel che affidiamo al vento’ (Piemme) andiamo in un giardino che esiste realmente nel nord-est del Giappone dove una cabina telefonica e un telefono senza fili sono meta di pellegrinaggio per parlare con chi si ha perduto. Bisognerà aspettare maggio per ‘Se scorre il sangue’ (Sperling &Kupfer) di Stephen King in cui torna Holly Gibney. Per i fan e non solo di Virginia Woolf, c’è la prima edizione completa e aggiornata in Italia dei suoi scritti autobiografici in ‘Momenti di essere’ (Ponte alle Grazie). Fazi propone ‘Storia della nostra scomparsa’ di Jing -Jing Lee, considerato il nuovo ‘Memorie di una Geisha’.Tra gli esordi, da segnalare la madrilena Aroa Moreno Duran con ‘Cose che si portano in viaggio’ (Guanda) su una ragazzina che diventa donna mentre il mondo è inquinato dai fascismi e torna la regina del thriller letterario Dolores Redondo con ‘Il lato nord del cuore’ (DeA Planeta) .
Duri e teneri Barbareschi e Lante Della Rovereall’Eliseo coinvolgente ‘Il cielo sopra il letto’
28 dicembre 201914:10
– Un insanabile conflitto psicologico, prima che ideologico, di personalità e del loro inevitabile carattere maschile e femminile, costruito con grande abilità teatrale da Davide Hare in ”Il cielo sopra il letto” e recitato con maestria e coinvolgente verità da Lucrezia Lante Della Rovere e Luca Barbareschi, che firma anche la traduzione-adattamento e la regia, al Teatro Eliseo per le feste sino al 5 gennaio, compresa quindi la recita speciale di capodanno con aperitivo e cena.
A molti sembra facile vedere in questo estremo, ultimo appassionato e duro, ma anche tenero, confronto di due ex che si ritrovano dopo alcuni anni di separazione verificando l’impossibilità di ritrovarsi e rimettersi assieme, un qualcosa di autobiografico dei due interpreti, che sono stati anche loro una coppia anni fa e oggi si ritrovano in scena in questi due personaggi, ma sarebbe superficiale e gratuito, mentre se si vuole appare più trasparente intravedere certi sentimenti di Barbareschi imprenditore dell’Eliseo nell’uomo d’affari che dice di voler creare sogni e posti di lavoro e attacca istituzioni e banche che gli mettono i bastoni tra le ruote.
Ogni attore mette il suo vissuto, la sua umanità, la complessità del suo essere nei personaggi che interpreta, per dargli, anche quando magari appaiono lontani da lui, tutta quella verità che arriva a colpire lo spettatore.
Street art: ‘Banksy vieni da noi,qui pagine bianche per te’Lettera aperta da Candelara, borgo street art nelle Marche
PESARO28 dicembre 201915:43
– “Caro Bansky, sappiamo che è impossibile solo immaginare che tu riesca a venirci a trovare per portare un sorriso anche nella nostra piccola comunità.
Impossibile pensare che i nostri muri possano servirti per scrivere una pagina del tuo libro di protesta verso l’ordine costituito. Però vogliamo almeno sperare di farti sapere che abbiamo delle pagine bianche da scrivere”. E’ l’appello al maestro più elusivo della street art in una lettera aperta di Lorenzo Fattori, operatore culturale di Candelara, frazione di Pesaro, borgo storico rinascimentale, che conta mille abitanti e che qualche mese ha scoperto la street art. Oggi conta vari interventi dello street artist fiorentino Blub. “Abbiamo scoperto che l’arte urbana, può convivere con la bellezza architettonica del nostro borgo, anzi può valorizzare ed arricchire il nostro tessuto urbano fatto di piccoli scorci dovuti alla presenza delle chiese e dei palazzi storici. È una via per valorizzare la bellezza, per tracciare un segno per chi verrà dopo di noi”.
Grande Guerra, in un fumetto i giovani la raccontanoIntreccio tra passato e presente per ricordare uomini di allora
TRIESTE28 dicembre 201916:12
– ‘SUGGESTIONI TRIESTINE – I GIOVANI RACCONTANO LA GRANDE GUERRA’ a cura di LAURA CAPUZZO (WHITE COCAL PRESS, PP. 279, 10 EURO) – Un ragazzo d’oggi e un suo coetaneo di cento anni fa rivivono assieme tre momenti cruciali della Grande Guerra legati alla storia di Trieste e dintorni: la giornata di luglio del 1914 in cui la città fu attraversata dal corteo funebre di Francesco Ferdinando e della moglie, uccisi a Sarajevo, l’incertezza degli eventi causata dall’improvvisa avanzata delle truppe austro-tedesche a Caporetto nel 1917 e infine l’arrivo dell’Italia a Trieste nel novembre 1918, al termine del conflitto. Comincia così il racconto di “Suggestioni triestine”, in cui a rievocare gli anni della Grande Guerra, in “una specie di sogno in cui presente e passato si intrecciano”, sono i giovani di oggi.
Una graphic novel nata sui banchi di scuola, tra gli studenti del Friuli Venezia Giulia e di altri Paesi europei che hanno partecipato ai progetti avviati dal 2013 dall’organizzazione di volontariato culturale “Radici&Futuro”, in occasione del centenario della Prima Guerra Mondiale. Un racconto in cui la protagonista è Trieste, città simbolo del conflitto, ma anche personalità dell’epoca come, il barone Goffredo de Banfield e le Medaglie d’oro Guido Brunner e Nazario Sauro, alle cui vite sono dedicati alcuni capitoli del fumetto.
E non solo. La seconda sezione del volume – si legge nell’introduzione di Laura Capuzzo, curatrice del volume e segretario generale di “Radici&Futuro” – “comprende un susseguirsi di racconti brevi che rievocano in maniera originale alcuni episodi del primo conflitto mondiale, saltando da una parte all’altra del fronte italo-austriaco, mentre la terza propone un ricco repertorio di pdf, power point e video prodotti dalle scuole”, a cui si può accedere tramite codice QR.
“Messo temporaneamente da parte il testo scolastico”, osserva Capuzzo, i giovani “hanno rivisto con grande sensibilità la guerra in chiave umana, rendendo protagonista l’uomo, il soldato, il familiare, la persona coinvolta nel conflitto. Il loro è un contributo di conoscenza, memoria, recupero del proprio passato”. E alla fine “il messaggio che consegnano è di fiducia e ottimismo, perché sembrano aver compreso che la storia si può scrivere anche”.
Zaillian per serie Ripley in Italia, ciak a settembreIl Premio Oscar a Capri per miglior script a The Irishman
CAPRI28 dicembre 201918:26
– Primo ciak a settembre 2020 ma è già in moto la pre-produzione di ‘Ripley’, la serie tv in otto puntate che Steven Zaillian girerà quasi interamente nel nostro paese con cast in maggioranza italiano, tratta dal primo libro di Patricia Highsmith. Aspettando le nomitation per gli Oscar (13 gennaio, dove è tra i favoriti per ‘The Irishman’ di Martin Scorsese) il regista e sceneggiatore californiano riceve a Capri, Hollywood il premio per il migliore script dell’anno. ”Passerò molto tempo da voi e sono felicissimo. Ho già fatto molti sopralluoghi, Capri, Ischia, Costiera amalfitana: cerchiamo villaggi di pescatori che ci possano riportare agli anni 60 e girando in auto da Salerno a Sorrento ho scoperto Atrani e Cetara che mi hanno colpito molto.Nel libro vi sono ambientazioni a Roma, Venezia, Napoli, Positano, vedrò anche Palermo. Non vedo l’ora di cominciare a girare, amo l’Italia” ha detto Zaillian.
La storia di Pio La Torre raccontata ai ragazziPacifista, politico e sindacalista ucciso dalla mafia nel 1982
PALERMO28 dicembre 201913:41
Melania Federico, “Pio La Torre. Una vita contro i poteri forti e la mafia”, Navarra editore, pp. 78, 10 euro). Un libro racconta ai ragazzi la storia di Pio La Torre, pacifista, politico e sindacalista ucciso dalla mafia il 30 aprile 1982. Una vicenda che ha segnato la storia d’Italia. Un combattente sempre in prima linea che incarna i valori della giustizia sociale, della legalità, della convivenza civile e della pace tra i popoli. Melania Federico racconta a bambini e ragazzi i suoi ideali e il suo impegno civile e sociale, facendone un esempio di cambiamento. Pio La Torre ha speso la sua vita per la giustizia sociale e la lotta alla mafia. Fu sindacalista della Cgil, segretario del Partito comunista in Sicilia e parlamentare nazionale. In prima linea nelle lotte contadine e nell’occupazione delle terre, si batté per la pace e il disarmo e soprattutto per la lotta alla mafia: come membro della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia in Sicilia fu promotore, assieme all’allora ministro dell’Interno Virginio Rognoni, della legge”Rognoni-La Torre” che introdusse per la prima volta nel Codice penale la previsione del reato di “associazione di tipo mafioso” (art. 416 bis) e la conseguente previsione di misure patrimoniali applicabili all’accumulazione illecita di capitali. Il 30 aprile del 1982 fu ucciso dai mafiosi insieme a Rosario Di Salvo. “Raccontare le storie delle vittime delle mafie – dice Melania Federico – per testimoniare le tracce lasciate dalle loro azioni; esempi di vita dai quali ripartire per costruire una società più giusta e legale. In tale ottica educare i giovani alla legalità significa formarli ad un pensiero democratico, pluralista e responsabile per assumere, in quanto cittadini e membri di una comunità, decisioni consapevoli”. Melania Federico, insegnante di scuola primaria, docente a contratto di Letteratura per l’infanzi
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Francesca Pansa, camminare nel dolore
Un romanzo, una storia familiare, l’avventura di un’epoca
27 dicembre 2019 04:52
FRANCESCA PANSA, ‘NESSUNA NOTTE E’ INFINITA’ (Rizzoli, pag. 157, euro 18,00).
””Pochi giorni prima di Natale lei mi aveva detto: ‘Sarà il mio ultimo Natale, ci dovrete essere tutti a tavola, figli e nipoti, dobbiamo essere uniti, prometterci che ci vorremo più bene, che ognuno sia davvero più vicino agli altri, voglio preparare come ogni anno i cuddurielli”. Invece quel Natale Soave non lo festeggiò con la sua famiglia ma la traccia della sua vita è rimasta un po’ nella storia del nostro Paese e molto nel cuore della figlia Francesca che a modo suo, in un romanzo, un po’ saggio, un po’ memoria familiare ne ha ripercorso avanti indietro l’esistenza tanto significativa. Non perchè Soave abbia compiuto imprese eroiche, se per eroismo s’intende quello a cui ci hanno abituato (erroneamente a mio avviso) i ibri di storia, ma perchè l’eroismo l’ha vissuto giorno dopo giorno, ora dopo ora, nella sua battagliera quotidianità di giovane donna del sud con quattro figli e un marito amatissimo impegnato politicamente per cercare di dare alla sua famiglia un mondo migliore. Il maestro Ermanno che l’aveva scelta e l’aveva amata in un istante, sulle note di una canzone popolare, lui figlio di una maestra altrettanto coraggiosa e forte tanto da sfidare la fatica e il pregiudizio.
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Nipote di un ciabattino forse scanzafatiche ma illuminato di una saggezza antica, fatta di proverbi e citazioni e ‘gossip’ da bar di paese. La sapienza di una Calabria anomala, lontana dagli stereotipi, racchiusa in queste pagine dove si parte dalle viuzze di Castrovillari per arrivare a Roma, dove in più fasi, sempre dolorose, si trasferirà una famiglia sempre legata dall’amore e dalla passione.
Pagine in cui si trovano personaggi come gli zii soldati , Saverio e Giovanni, morti nello stesso giorno, insieme, il 16 dicembre, nella prima guerra mondiale in trincea, tanto da far impazzire la nonna Saveria – la mamma di nonna Rosina – che si consumerà per il dolore. Vite vissute insomma nelle varie generazioni, sempre cariche di valori significanti, di caratteri che danno il senso della trasformazione di un mondo e della battaglia di chi ha creduto che agire non sia mai inutile e in questo modo ha disegnato la sua esistenza. Figure che nel libro sono sapientemente alternate da Francesca Pansa a pagine dedicate a grandi autori, e al loro rapporto con la famiglia, da Virginia Woolf e la madre Julia, Ennio Flaiano e il suo rapporto con la figlia, Alberto Moravia che non credeva nei sogni, l’infanzia esilio di Aldo Rosselli.
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Pagine radicate insomma nell’oggi dove universale e locale sono i fili di uno stesso tessuto di emozioni.
il Piccolo Coro dell’Antoniano torna in tour in CinaPer il 5/o anno concerti sold out a Shanghai, Nanchino e Pechino
BOLOGNA27 dicembre 201911:39
Quinta tournée in Cina e otto concerti ‘sold out’ per il Piccolo Coro dell’Antoniano: sei al Children’s Art Theatre di Shanghai, dal 31 dicembre al 2 gennaio, e due il 4 gennaio a Nanchino, al Jiangsu Center for the Performing Arts. Il tour si chiuderà a Pechino, dove per la prima volta il Coro diretto da Sabrina Simoni farà la sua comparsa sul primo canale nazionale televisivo, Cctv-1, in uno dei programmi di maggiore successo della rete, ‘Everlasting Classics’.
Protagoniste dei concerti sono le canzoni dello Zecchino d’Oro, in particolare della 62/a edizione, alternate a grandi classici: da pezzi intramontabili come ’44 gatti’ (in una versione bilingue italiano/cinese) e ‘Il coccodrillo come fa’ alla prima hit estiva del Piccolo Coro ‘Come i pesci, gli elefanti e le tigri’. In scaletta anche un brano interpretato assieme ad alcuni bambini cinesi. Con questo viaggio salgono a 31 le trasferte internazionali del Coro, che è anche Ambasciatore Unicef e Portavoce della Solidarietà dell’Antoniano.
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18 regali, una storia triste inno alla vitaLa vicenda Girotto arriva in sala con Leo, Porcaroli e Puccini
27 dicembre 201911:43
Una storia triste che più triste non potrebbe essere, eppure ’18 regali’ di Francesco Amato, ispirato alla straordinaria vicenda di Elisa Girotto, alla fine oltre a commuovere è un grande inno alla vita. Perfetto così anche per un’uscita natalizia, quella del 2 gennaio con Vision Distribution.
Cosa racconta questa sorta di dramedy? La storia vera di Elisa Girotto, una donna che ha commosso il mondo lasciando 18 regali per i futuri compleanni della figlia quando ha scoperto di avere un tumore e poco tempo per vederla crescere. Così, come racconta il film, ogni anno Alessio (Edoardo Leo) consegna alla figlia Anna (Benedetta Porcaroli) un regalo lasciatole dalla mamma Elisa (Vittoria Puccini). Ma Anna cresce come una ribelle, in guerra con il mondo e lo stesso padre, non avendo mai davvero accettato la morte della mamma. Così il giorno del suo diciottesimo compleanno, quando si ritrova a scartare l’ultimo regalo della madre, la sua rabbia è al massimo, tanto che scappa dalla festa organizzata per lei dai suoi parenti.
Si ritrova così a vagare nella notte per strada quando un’auto all’improvviso la investe. Al suo risveglio in ospedale si ritrova, in una sorta di crasi spazio-temporale, faccia a faccia con quella madre che non ha mai conosciuto (è proprio lei infatti ad averla investita). Per loro, madre e figlia, l’occasione finalmente di conoscersi. Inizialmente sono solo due sconosciute, ma piano piano arriva per Elisa e Anna la consapevolezza che le loro vite sono legate da un destino di dolore, gioia e speranza.
’18 regali’, prodotto da Lucky Red, 3 Marys e Rai Cinema, spiega il regista oggi a Roma, ha avuto una vita travagliata.
“Inizialmente – dice Amato – non volevo farlo, ero spaventato.
Poi sono andato a trovare Alessio Vincenzo, il marito di Elisa, che tra l’altro ha partecipato anche alla sceneggiatura, che mi ha svelato qualche segreto della moglie. Soprattutto mi ha fatto leggere le sue lettere, degli scritti per certi versi filosofici in cui c’è un grande messaggio di speranza. E questo, alla fine, mi ha convinto ad andare avanti”.
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Dice invece Vittoria Puccini: “Quando ho visto gli scritti di Elisa e le sue lettere ho capito quanto dentro quelle sue parole ci fosse di positivo. Sono un inno alla vita anche e proprio per la grande semplicità che vi si avverte”.
E spiega ancora meglio la brava Benedetta Porcaroli (Baby), capace di essere a suo agio in ogni registro interpretativo: “Non doveva essere un film ricattatorio – ci tiene a dire l’attrice 21enne -, dove si piange e ci si dispera. Ci siamo sempre contenuti per non cadere in questo errore”.
Conclude, infine, il regista: “Può sembrare una cosa bizzarra, ma questo film io l’ho visto anche come una commedia.
E va detto che ci siamo divertiti parecchio, cercando sempre di evitare ogni patetismo”.
A Milano 80 mila visitatori per Canova alle GallerieApertura straordinaria lunedì, visite anche il 1 gennaio
MILANO27 dicembre 201912:53
Sono oltre 80 mila in due mesi i visitatori alla mostra Canova -Thorvaldsen che resterà aperta fino al 15 marzo alle Gallerie d’Italia di Milano con 160 opere fra cui le sculture di Amore e Psyche e Le Grazie.
Proprio per il successo di pubblico la mostra sarà visitabile, con apertura straordinaria, anche lunedì dalle 9.30 alle 18. Il 31 le Gallerie saranno aperte invece dalle 9.30 alle 18 e il primo gennaio dalle 14.30 alle 19.30.
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“C’è una particolare soddisfazione per l’attenzione ricevuta e per il gradimento da parte del pubblico per la mostra dedicata al dialogo tra Canova e Thorvaldsen. Quest’anno ormai verso la conclusione – ha osservato Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni storici di Intesa Sanpaolo -, si è rivelato uno dei più significativi dall’apertura delle Gallerie di Piazza Scala, avvenuta nel novembre del 2011. Un’ulteriore dimostrazione del valore dell’impegno di una grande impresa privata nel difendere e diffondere l’importanza della cultura per il nostro Paese”.
Biagio Antonacci da solo a teatro per serie concertiDal 29 settembre al Carcano in versione raccolta e personale
MILANO27 dicembre 201912:55
Non un tour, non i palazzetti o gli stadi: Biagio Antonacci ha scelto di tenere una serie di concerti stanziali, da solo sul palco del Teatro Carcano di Milano, dal 29 settembre, per presentare in una veste più raccolta e personale il suo ultimo album, ‘Chiaramente visibili dallo spazio’.
Il cantautore milanese dedicherà al suo pubblico atmosfere intime in grado di spogliare le sue canzoni più note da tutti i loro ornamenti, permettendo di apprezzarle proprio come sono nate e come sono state concepite in fase di composizione. Per agevolare i fan, sarà realizzata una app dedicata per cercare le soluzioni di viaggio ottimali, nonché prenotare treni, parcheggi convenzionati, trasporto pubblico locale, taxi, e addirittura cercare l’hotel più adatto o godersi un aperitivo pre-show in teatro.
Le prevendite sono disponibili online su ticketone.it dalle 16 del 27 dicembre e nei punti vendita dal 3 gennaio 2020. LEGGI TUTTO SUL MONDO ECONOMICOVAI ALLE PREVISIONI METEO INTERATTIVE
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Opera Roma, 2019 boom per incassi e spettatori
Oltre 15 milioni di euro (+8,4% sul 2018), pubblico + 8%
ROMA27 dicembre 201915:59
Oltre 15 milioni di euro di incassi, nel 2019, per il Teatro dell’Opera di Roma, che registra un incremento dell’8,4 per cento rispetto al 2018 con un bilancio di fine anno che definisce “di grandi successi”. Un risultato “ancora più interessante – fanno notare dalla direzione del Costanzi – se valutato sul medio-lungo periodo , con gli incassi che dal 2013 sono più che raddoppiati”.
Aumenta anche il numero degli spettatori , che passa dai 246.675 dello scorso anno ai 266.500 del 2019, con un incremento di circa 19mila persone (+8%).
Soddisfatta la sindaca di Roma Virginia Raggi, presidente del teatro, che in una nota sottolinea lo “straordinario lavoro di squadra, quest’anno arricchito dalla presenza di Acea e Camera di Commercio di Roma divenuti soci della nostra Fondazione, che ha condotto a risultati importanti”. Risultati, “superiori alle aspettative”, fa notare il soprintendente Carlo Fuortes , che si dice orgoglioso dei risultati raggiunti dal teatro in termini di spettatori e di incassi .
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Il teatro ricorda infine il bilancio artistico della stagione con tanti spettacoli di successo, da Les vepres siciliennes di Verdi diretto da Daniele Gatti all’Orfeo e Euridice di Gluck diretto da Gianluca Capuano , dall’Idomeneo di Mozart con la direzione di Michele Mariotti a La Vedova Allegra con la regia di Damiano Michieletto. E poi la danza con la Serata Philip Glass affidata a tre diversi coreografi e Biancaneve, coreografato da Angelin Preljocaj , ottima prova del corpo di ballo, diretto da Eleonora Abbagnato, a confronto con differenti declinazioni del linguaggio coreografico di oggi.
Teatro: è morta Donatella Ceccarello, recitò con ViscontiAttrice e autrice, ha lavorato anche per la tv
27 dicembre 201918:01
È morta a Roma l’attrice Donatella Ceccarello, volto noto del teatro italiano, apprezzata interprete goldoniana e shakesperiana. Nata il 6 giugno 1937 a Belluno, lascia il figlio Marco.
E’ del 1962 il suo debutto come professionista della scena, dove ha lavorato nei principali teatri stabili italiani, diretta dai importanti registi: da Giorgio Strehler al Piccolo di Milano, a Luchino Visconti allo Stabile di Roma, in occasione della sua inaugurazione, con ‘Il Giardino dei Ciliegi’ di Checov, da Luigi Squarzina a Sandro Sequi, e ancora Edgardo Siroli, Alfredo Arias, Benno Besson, Marco Bernardi, Franco Enriquez, mentre per Maurizio Scaparro è stata la Regina nel ‘Riccardo II’ e la Siora Marta nelle ‘Ultime Sere di Carnovale’ di Goldoni.
Da Visconti Donatella Ceccarello apprese la cura della parola e imparò a difendere uno stile naturale, che diventò il suo tratto distintivo, recitando al fianco anche di Mariangela Melato e Valeria Moriconi.
E’ stata anche autrice teatrale e diversi copioni li ha portati in scena con la sua stessa regia.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA E CULTURA
Rai: Mediterraneo, viaggio lungo un anno nel meglio del 2019
PALERMO27 dicembre 201918:01
Un viaggio lungo un anno che ha toccato decine di Paesi e affrontato ogni argomento: la prossima puntata di Mediterraneo, la rubrica nazionale della TgR in onda domenica alle 12,25 su RaiTre, riproporrà alcuni dei migliori servizi trasmessi nel corso del 2019.
Si comincia con “Il volto di Gesù”, di Piero Marrazzo. Con la barba o senza, adulto o giovane, occhi scuri o celesti: le molte raffigurazioni di Cristo nella storia. E in Israele la scoperta di uno degli affreschi più antichi.
Quindi “La prigione delle madri” di Amedeo Ricucci. Un viaggio nel campo di Al Hol, nel deserto siriano, che ospita solo donne e bambini. Settantamila persone, miliziane o familiari di terroristi dell’Isis.
Il viaggio prosegue in Spagna per “La città intelligente” di Lucia Basso: a Barcellona una rete di connessioni gestisce trasporti, parcheggi, illuminazione, acqua e rifiuti. Tra gli artefici della rivoluzione digitale c’è una economista italiana.
Infine in Francia. “Notre Dame rinascerà così”: Stefano Ziantoni racconta come potrebbe rinascere la cattedrale parigina distrutta dal terribile rogo del 15 aprile. Tetto e guglia di cristallo, o vetri colorati, oppure un giardino o fasci di luce.
Cinema: Pinocchio di Garrone campione di incassiIl regista: “Un’emozione sapere che in tanti lo hanno visto”
27 dicembre 201918:45
Nel giorno di Santo Stefano, per tradizione uno dei più ricchi dell’intero box office italiano, Pinocchio di Matteo Garrone è primo al botteghino, sfiorando 1,9 milioni di euro e superando così i 6,5 milioni di incasso complessivo.
Un dato che, unito a quello altrettanto positivo del 25 dicembre (oltre 1 milione di euro), fa di Pinocchio il maggiore risultato del Natale 2019.
Soddisfattissimo il regista Matteo Garrone: “Che emozione sapere che il film è stato visto da tanti spettatori, grandi e piccoli.
Vogliamo ringraziare tutto il pubblico che ha scelto Pinocchio e che si è lasciato trasportare per un paio di ore in un mondo magico, dove il reale si mescola al fantastico”.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA E CULTURA
Teatro: Cechov di Kriszta Szekely debutta al CarignanoUngherese firma nuova produzione Stabile Torino con Pierobon
TORINO27 dicembre 201919:40
E’ la tragedia delle occasioni mancate, delle aspirazioni deluse, dell’incapacità di essere felici. Racchiude l’essenza del teatro di Anton Čechov, il senso di fallimento, Zio Vanja, capolavoro del drammaturgo russo che approda al Carignano con la direzione della giovane regista ungherese Kriszta Székely, astro nascente del teatro europeo che firma la sua prima regia in Italia per la nuova produzione dello Stabile di Torino.
La prima nazionale di questa nuova edizione del dramma cechoviano il 7 gennaio, con repliche fino al 26 gennaio. Nel cast, tra gli altri, Paolo Pierobon, Ivano Marescotti, Ariella Reggio.
“Zio Vanja è il testo più satirico di Cechov – spiega Kriszta Székely – I personaggi illudono se stessi e gli altri con mutue bugie. Sono pervasi da grandi sentimenti, passioni e piani per cambiare il mondo, ma non sono capaci di viverli e lasciano passare la vita senza esserne partecipi. L’adattamento e lo spettacolo indagano questo modo di essere nella realtà odierna”.
Gandolfo racconta il Piemonte che cambiaArriva la nuova edizione dell’annuario del giornalista
TORINO27 dicembre 201910:30
Un 2019 nel segno del cambiamento.
E’ questa la chiave di lettura di “Un anno in Piemonte”, la nuova edizione dell’almanacco (EnneCi Communication, 370 pagine, 20 euro) compilato dal giornalista Beppe Gandolfo. Cambia il governatore, che ora è Alberto Cirio; cambiano i sindaci di tanti Comuni, cambia Fca con le nozze con Peugeot, “cambia rotta” il Tav con il via libera del premier Conte, cambia il mondo dello sport: Torino passa dal sogno di un’Olimpiade alla realtà delle Afp di tennis, mentre sulla panchina di una Juve che conquista l’ottavo scudetto consecutivo parte Allegri e arriva Sarri.
Il tutto, nel libro, si snoda nella tradizionale forma del diario (per ogni giorno dell’anno sono riportate le notizie più importanti) con a margine un sontuoso condimento di dati, statistiche, tabelle e approfondimenti. “Continuiamo – scrive Gandolfo – a raccontare la nostra terra con la voglia, l’entusiasmo e l’impegno del 2002, anno in cui cominciammo le pubblicazioni”.
Suona mentre viene operato al cervelloL’intervento alle Molinette di Torino con tecnica asleep-awake
TORINO27 dicembre 201914:16
Ha suonato chitarra e tamburello in sala operatoria, alternando il repertorio proposto dalla neuropsicologa a momenti di improvvisazione mentre veniva operato al cervello per un tumore. Un musicista di 35 anni è stato operato da sveglio, alle Molinette della Città della Salute di Torino, con la tecnica ‘asleep-awake’, che consente una exeresi massimale con minimi rischio di deficit neurologici permanenti attraverso il monitoraggio delle funzioni del paziente. L’intervento è perfettamente riuscito.
Non è la prima volta che l’equipe neurochirurgica del professor Diego Garbossa – composta da Antonio Melcarne, Matteo Monticelli, Filippo Veneziano Santonio e Pietro Zeppa – utilizza la awake surgery, la chirurgia a paziente sveglio, per testare le ‘funzioni superiori’ dell’essere umano in sala operatoria durante la rimozione di lesioni celebrali. Nel caso del musicista, compositore della band ‘LaStanzadiGreta’ Alan Brunetta, oltre a salvargli la vita l’intervento ha preservato le sue abilità creative.
Zalone, “Sperimento l’Africa e torno col barcone”In Tolo Tolo l’Italia vista da lontano. In sala in 1200 copie
27 dicembre 201920:26
Più sorrisi che risate in questo atteso Tolo tolo di Checco Zalone, primo film da lui diretto e con una sceneggiatura condivisa con Paolo Virzì. Uscita monstre, 1200 copie distribuite da Medusa dal 1 gennaio per questo film che parla di Africa, emigrazione, Italia, politici improvvisati e fascismo (“Tutti lo abbiamo dentro come la candida”, dice a un certo punto il protagonista Checco approdato in Africa dopo il fallimento dei suoi sogni in Italia). E il trailer sull’emigrazione che ha fatto tanto discutere? Neppure una immagine : “Il trailer non c’entra niente con il film – spiega Zalone – lo avevamo concepito come promozione, ma nessuno si aspettava che andasse a finire nelle prime pagine dei giornali”.
Un film che piacerà a Salvini? “Non c’è proprio Salvini nel film, comunque non volevo fare un film contro di lui. E poi se è contro di lui sarà Salvini stesso a dirlo”. Gli fa eco il produttore Pietro Valsecchi: “Non avrei investito venti milioni di euro per fare un film contro Salvini”.
Questa la storia del film, davvero cattivo solo verso certa Italia cialtrona, ipocrita e vigliacca e, soprattutto, piena di politici improvvisati, su tutti Luigi Gramegna (Gianni D’Addario) dalla carriera lenta, inesorabile e senza merito, da disoccupato a primo ministro (“l’ho immaginato con il carattere di Di Maio, vestito come Conte e con il linguaggio di Salvini”).
Girato tra Kenya, Marocco e Malta, dove sono stati ricreati i campi di detenzione libici, il film ha come protagonista Checco (Zalone), un sognatore che deluso dalla madre patria si trasferisce in Africa dove assiste allo scoppio di una guerra civile con l’arrivo di una sorta di Isis o di Boko Haram.
Vorrebbe tornare indietro, solo che non può farlo perché in Italia è inseguito dai creditori. Si ritrova quindi nella stessa situazione dei migranti: nessuno lo vuole, specie quando la sua famiglia scopre che la sua scomparsa estingue definitivamente i suoi debiti.
L’Africa vissuta da Checco è ovviamente quella piena dei luoghi comuni dell’italiano medio all’Alberto Sordi (“un attore a cui guardo sempre”) dove per accogliere un bambino gli si dice “dammi la zampa” e dove le nere sono quelle destinate a diventare escort. “Chi è davvero il mio personaggio? Semplice – dice Zalone – è uno incapace di guardare oltre i suoi piccoli problemi. E se scoppia una bomba vicino a lui e muore della gente non gliene frega niente”.
Quanto ha pesato il successo al box office dei precedenti film sulla realizzazione di quest’ultimo? “Ha contato molto, dieci su dieci, bisogna riempire le sale!” Nel cast, oltre un cameo di Niki Vendola, ci sono Souleymane Sylla, Manda Touré, Nasser Said Birya, Alexis Michalick, Arianna Scommegna, Antonella Attili, Nicola Nocella, Diletta Acquaviva, Maurizio Bousso e Sara Putignano.
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DALLE 03:28 DI MERCOLEDì 25 DICEMBRE 2019
ALLE 04:52 DI VENERDì 27 DICEMBRE 2019
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
DeVito-Dwayne Johnson strana coppia da videogame
A Natale Jumanji – The Next level. Tornano Black e Gillan.
25 Dicembre 2019 03:28
– Un budget di circa 90 milioni di dollari e incassi globali di dieci volte tanto, per oltre 960 milioni, hanno suggellato il trionfo, non scontato, di Jumanji_ Welcome to the jungle (uscito a fine 2017 negli Usa e in Italia a inizio 2018) di Jake Kasdan con Dwayne Jonhson, Jack Black Kevin Hart e Karen Gillan, sequel dell’adventure comedy del 1995 costruita su un irrefrenabile Robin Williams. Nelle logiche di Hollywood, non poteva mancare un nuovo capitolo, realizzato sempre da Kasdan gli stessi protagonisti per i ‘giocatori’/avatar (con le riuscite new entry di Danny DeVito, Danny Glover e Awkwafina), in Jumanji – The next level, in arrivo in Italia il giorno di Natale distribuito da Warner Bros, in diretto scontro con Star Wars – L’ascesa di Skywalker. L’idea introdotta dal film di due anni fa, è l’aver trasformato il gioco da tavola al centro di Jumanji nel 1995, in un videogame.
Ne era nato un divertente incrocio di identità: la cheerleader Bethany (Madison Iseman) diventava il goffo ma brillante cartografo/paleontologo Dr. Sheldon “Shelly” Oberon (Black) ; i nerd brillanti e timidi Spencer (Alex Wolff) e Martha (Morgan Turner) finivano negli ultratonici e supereroici avatar dell’archeologo Smolder Bravestone (Dwayne Johnson) e della letale, carismatica e acrobatica Ruby Roundhouse (Gillan).
Stavolta a trasformarsi in eroi da videogioco sono anche due ultrasettantennI: Eddie, brontolone nonno di Spencer che finisce a incarnare Bravestone e il tranquillo amico di Eddie, Milo (Glover) , ‘spedito’ nell’avatar dello zoologo Mouse Finbar (Kevin Hart) abitualmente iperattivo, resettato su ritmi decisamente rallentati vista la pacatezza dell’anziano giocatore per caso. “Cosa impareresti di te stesso passando una giornata nel corpo di un’altra persona? E’ il grande punto di partenza di questi film, ovviamente – spiega Jake Kasdan nelle note di produzione -. Ma la serie di risposte cambia totalmente quando la applichi a questi nuovi personaggi, che guardano indietro alle loro vite. Ed ha lo stesso significato importante, secondo me. Solo perché si hanno più anni non vuol dire che non si possano più scoprire cose su se stessi”. A riportare tutti nel videogioco mezzo rotto, è la repentina decisione di Spencer, che sta attraversando un periodo complicato, di concedersi, nonostante avesse promesso insieme a gli amici di non farlo più, una nuova avventura virtuale nel corpo di Bravestone. Le carte però si rimescolano e Spencer finisce a incarnare l’avatar ‘new entry’ Ming (interpretata dalla rapper e performer Awkwafina, vera rivelazione del film), abile ladra affetta da allergie. Il nuovo gruppo si troverà negli scenari del videogame, tra Artico e deserto, giungla e fortezze, ad affrontare un nuovo cattivo, Jurgen (Rory McCann, già interprete de Il trono di spade), che si è appropriato del ‘Gioiello’ che dona fertilità alla terra di Jumanji. Rispetto a Jumanji: Welcome to the jungle, la trama ha perso fatalmente di originalità ma Kasdan riesce a costruisce comunque un godibile percorso per l’adventure comedy, che ha come picchi alcuni scambi comici tra i protagonisti e scene action come lo scontro con un branco di scatenatissimi babbuini.
Una delle sfide principali, la affronta Dwayne Johnson, nel dover riflettere la comicità molto fisica del suo ‘ospite’ DeVito. Un’impresa riuscita a metà per l’ex wrestler, molto più a suo agio nelle schermaglie con gli altri compagni di missione.
In ogni modo, non mancano nella trama, i segnali che i realizzatori, abbiano tutta l’intenzione di regalare dagli universi del folle videogioco, nuove avventure
Cinque giorni di spettacoli con Uj winterA Orvieto dal 28 dicembre con 150 artisti
ORVIETO (TERNI)26 dicembre 201913:09
Al via sabato 28 dicembre l’edizione numero 27 di Umbria Jazz Winter a Orvieto.
Cinque giorni di musica da mezzogiorno alle ore piccole, novanta eventi, sette location nel centro storico, trenta band, più di centocinquanta musicisti, una rappresentanza di altissimo livello del jazz italiano.
Due sono – per gli organizzatori – i tratti identitari della manifestazione orvietana presenti anche quest’anno come in tutte le precedenti ventisei edizioni. Il primo. Musica di generi diversi ma sempre di alto livello. La proposta artistica del festival non ha mai deviato dalla ricerca della qualità, spesso coniugata con formule originali e con la presenza di musicisti emergenti sulla scena italiana e internazionale.
Il secondo. Musica diffusa nel tempo e nello spazio, ambientata in alcuni dei luoghi più belli e importanti del centro storico, in una ideale simbiosi di arte, cultura, qualità della vita. Poche città come Orvieto – evidenziano sempre gli organizzatori -, frutto di una complessa e affascinante stratificazione di tremila anni di storia, si prestano così bene a questa operazione, che si traduce nella formula che ha fatto di Umbria Jazz una manifestazione dal fascino unico.
In programma nella prima giornata di festival due tra i concerti più attesi: al Teatro Mancinelli sono infatti in programma gli omaggi a Mina e ai Beatles.
Teatro: ‘Slava’s snowshow’ torna al PiccoloDal 1993 clown russo porta la neve in giro per il mondo
MILANO26 dicembre 201913:08
– Torna da domani al 12 gennaio al Piccolo Teatro Strehler ‘Slava’s snowshow’, lo spettacolo con cui, dal 1993, il clown russo porta la neve, in ogni stagione dell’anno, nei teatri di tutto il mondo.
Originario della Siberia, Slava Polunin ha compreso che l’originalità del suo spettacolo risiedeva nell’elemento che lo aveva accompagnato dalla nascita: la neve. Il suo clown, tenero e romantico, in tuta gialla da lavoro e pantofole rosse, è nato prendendo spunto dalla tristezza poetica dei clown di Leonid Engibarov, dalla raffinata filosofia della pantomima di Marcel Marceau, dall’umanità e dalla comica amarezza dei film di Chaplin, che Slava considera suoi maestri.
“Un giorno ho capito che volevo creare uno spettacolo che ci potesse riportare ai nostri sogni di bambini, che potesse aiutare le persone adulte che venivano a teatro a tornare alla loro fanciullezza di una volta – racconta lui – Questa era la sfida: ho sentito di aver trovato la strada di una nuova terra inesplorata e affascinante. Ho deciso di inoltrarmi in un sentiero intrapreso da pochi clown prima, in campi nei quali non ti aspetteresti mai di trovare un clown! Volevo andare a fondo nell’ambito della tragicommedia, per capire come fondere il dramma con la risata, per misurare come un personaggio mite e indeciso può mostrarsi al pubblico di oggi, abituato a un caleidoscopio di eventi, colori, suoni, “spazi-tempi””.
E’ nato così Assissai, “epico e lirico, tenero e travolgente, sveglio e naif”.
Greta e i giganti, una favola sulla guerriera dell’ambienteLa storia illustrata della 16enne candidata al Nobel
26 dicembre 201913:14
– ZOE TUCKER, DISEGNI DI ZOE PERSICO – GRETA E I GIGANTI – (GALLUCCI, 15,00 EURO) Greta Thunberg, la sedicenne che ha dato il via alla protesta mondiale per l’ambiente, contro il riscaldamento mondiale, diventa il personaggio di una favola illustrata per bambini, scritto da Zoe Tucker e illustrato da Zoe Persico. Un libro il cui acquisto è collegato ad una donazione a Greenpeace Italia pari all’1,5% del prezzo di copertina (15 euro).
La storia ripercorre le note vicende della ragazzina, candidata al premio Nobel 2019. Greta Thunberg, dopo aver sentito parlare del disastro dovuto al “cambiamento climatico”, ovvero del grave surriscaldamento globale che gli scienziati attribuiscono alle attività dell’uomo, prese infatti coraggio e decise di protestare per il clima, non andando a scuola ma sedendosi davanti alla sede del Parlamento, con un cartello su cui aveva scritto “Sciopero per il clima”. Greta raccolse folle di seguaci, adulti e bambini,e quando la sua protesta dilagò in tutto il mondo, arrivò caparbiamente ad esprimere la sua contestazione davanti ai politici di molti paesi. La storia. “Greta vive in una bellissima foresta minacciata dalle attività dei Giganti. Fin dalla loro comparsa, hanno abbattuto gli alberi per costruire case, poi le case sono aumentate, diventando villaggi e città, e ora della foresta non è rimasto quasi nulla. Un lupo dal soffice manto argentato si fece avanti, con la coda bassa. “Aiutaci, ti prego” le sussurrò.
“La foresta è distrutta e non sappiamo dove andare. I Giganti stanno facendo a pezzi la nostra casa”. I Giganti c’erano sempre stati, pensò Greta. Ma ora il loro comportamento era diventato insostenibile. Erano enormi, maldestri e soprattutto sempre impegnati a fabbricare qualcosa. Per fortuna, a Greta è venuta un’idea. L’indomani mattina, Greta si inoltrò fino al centro della foresta e lì attese l’arrivo dei Giganti. Da sola, in piedi, con un grosso cartello in mano che diceva. BASTA!”. Attese..e attese. Il primo giorno i Giganti non la videro e, goffi e pesanti, passarono oltre. E così fecero il secondo e il terzo giorno. Un ragazzino che l’aveva tenuta d’occhio fece a sua volta un cartello e andò a sedersi proprio accanto a lei.
Non disse nulla, ma Greta sapeva che, in silenzio, provava le sue stesse emozioni. Nel giro di poco tempo altre persone e altri animali, vedendoli, si unirono a loro. Presto una gran folla riempì la foresta e poi si riversò fino in città e nelle strade. Rimasero tutti uniti e attesero. La folla era cresciuta tanto…che i Giganti furono costretti a fermarsi”. Infine, “Non si è mai troppo piccoli per fare la differenza”, il libro indica ai piccoli lettori “qualche suggerimento per aiutarla: X Documentati più che puoi sul cambiamento climatico. Parlane con i tuoi amici e chiedi a loro di impegnarsi a cambiare abitudini.
X Fatti accompagnare da qualche adulto a una manifestazione per il clima, così anche tu potrai scendere in campo contro i Giganti.
X Chiedi ai tuoi insegnanti di poter scrivere (con tutta la classe) a un membro del Parlamento o del Governo per invitarlo a fare di più contro il cambiamento climatico.
X Muoviti a piedi, in bicicletta, con l’autobus o in treno invece di usare automobili e aerei. In questo modo si bruceranno meno combustibili fossili.
X Cerca di convincere la tua famiglia a mangiare meno carne, e chiedi di acquistare alimenti prodotti vicino casa piuttosto che in paesi lontani.
X Prenditi cura delle tue cose: se si rompono, riparale invece di acquistarne di nuove, e prestale ai tuoi amici se non ti servono più.
Forse penserai che questo non faccia una grande differenza, ma se ci mettiamo d’impegno tutti insieme, POSSIAMO CAMBIARE IL MONDO!”
‘Dolore indescrivibile’, Madonna cancella di nuovo il tourPopstar in lacrime per lesioni durante la tappa Madame X a Miami
NEW YORK26 dicembre 201912:01
– Il dolore non da’ pace a Madonna al punto che è costretta a cancellare di nuovo il suo tour in Nord America. In un video su Instagram, la popstar parla di un dolore indescrivibile al punto da lasciarla in lacrime durante un momento della tappa di Madame X a Miami. “Mentre salivo la scala per cantare ‘Batuka’ sabato sera a Miami – scrive Madonna sul social media – ero in lacrime per il dolore causato dalle mie lesioni che è stato indicibile negli ultimi giorni…mi considero una guerriera, non mollo mai tuttavia ora è il momento di dare retta al mio corpo e di accettare che il dolore è preoccupante”.
Madonna poi si scusa con i suoi fan per essere stata costretta a cancellare il suo ultimo show.
Ragazza della Palude di Delia Owens e’ romanzo 20194,5 milioni di copie vendute, batte Grisham, Atwood e King
NEW YORK26 dicembre 201914:36
– “La Ragazza della Palude” e’ il romanzo fenomeno dell’anno: pubblicato nell’estate del 2018 con tiratura iniziale di 28 mila copie, l’opera prima della 70enne zoologa Delia Owens ha chiuso il 2019 con quattro milioni e mezzo di copie vendute: piu’ di John Grisham, Margaret Atwood e Stephen King messi assieme Titolo originale “Dove cantano i gamberi”, il romanzo edito negli Usa da Putnam ha venduto i diritti in 41 paesi tra cui l’Italia (Solferino Editore), mentre l’attrice Reese Witherspoon, che lo ha scelto per il suo book club, ha in programma di ricavarne un film per Fox 2000. Un risultato stupefacente se si pensa che l’autrice, una scienziata schiva delle luci della ribalta, aveva finora scritto di iene, leoni e elefanti, soggetti del suo lavoro nei deserti e nelle valli della Botswana e dello Zambia: paese quest’ultimo dove la Owens non e’ piu’ rientrata dopo che l’allora marito, anche lui zoologo, nel 1995 fu coinvolto nell’assassinio di un bracconiere.
La tenuta di “La Ragazza della palude” nelle hit parade del libro ha lasciato interdetti gli addetti ai lavori quando i bestseller, anche i piu’ fortunati, reggono poche settimane soltanto nelle classifiche. “Crawdads” sembra l’unica eccezione: approdato 67 settimane fa nella hit parade del New York Times, per 30 settimane e’ stato “numero one”. “E’ un libro che sfida le leggi di gravita”, ha detto Peter Hildick-Smith, presidente del Codex Group che analizza l’andamento del mercato editoriale.
“Mai visto nulla del genere in 30 anni”, ha commentato Jaci Updike, che per Penguin Random House ha creato le strategie di bestseller come “Il Codice Da Vinci”. Negli Usa la Owens ha conquistato lettori a tutto campo in un momento in cui gli algoritmi di Netflix e Amazon sembrano indirizzare i consumatori a contenuti studiati ad hoc. Secondo un sondaggio del Codex Group i lettori di “Crowdads” vengono da tutto l’arco dello spettro ideologico: al 55% progressisti, 30% conservatori, 15% di centro.
Meta’ thriller e meta’ romanzo di formazione, il romanzo e’ ambientato nelle paludi della North Carolina, in un villaggio di pescatori dove circolano strane voci su una ragazza che dall’età di sei anni si aggira completamente sola tra canali e canneti.
Kya ha al suo attivo un solo giorno di scuola, ma la palude e le sue creature per lei non hanno segreti: la nutrono, la cullano, la proteggono. Kya sembra bastare a se stessa, ma la sua bellezza insolita, selvatica, sfuggente accende il desiderio nei ragazzi del paese. Quando negli acquitrini riaffiora il corpo senza vita di uno di loro, i sospetti puntano su di lei: i mormorii diventano accuse e il processo, fuori e dentro al tribunale, trascina la vicenda verso l’imprevedibile epilogo. VAI A TUTTE LE NOTIZIE DI TECNOLOGIALEGGI TUTTE LE NOTIZIE ECONOMICHE
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Nick Vallelonga ‘italo americano dell’anno’ a Capri
Edizione 24 di Capri, Hollywood al via domani anche su Rai Uno
CAPRI26 dicembre 201914:48
– E’ il ‘doppio’ premio Oscar Nick Vallelonga, l’ ‘Artista Italo americano’ dell’anno a Capri, Hollywood 2019 – International film fest che si apre domani trasformando l’isola azzurra in red carpet con oltre 70 proiezioni dei film lanciati verso gli awards internazionali, a partire dall’opera inaugurale ‘Piccole Donne’ di Greta Gerwig, anteprima italiana. Vincitore della statuetta come sceneggiatore e produttore di ‘Green book’, di origini calabresi, uno dei simboli della comunità italo americana statunitense, Vallelonga è il figlio del personaggio interpretato da Viggo Mortensen (Toni Lip) nel film di Peter Farrelly che ha conquistato 3 Oscar e 3 Golden Globes. E da domani il festival sarà raccontato su Rai Uno dallo speciale ‘Le stelle di Capri Hollywood’ (ore 0,30), altri appuntamenti il 28 dicembre (alle 0,20 ), il 30 dicembre (alle 0,25) e la sera di Capodanno. La rubrica andrà in onda quotidianamente su Rai Italia e tra i primi ospiti di Pascal Vicedomini ci sarà proprio Vallelonga.
Ficarra e Picone con Il primo Natale top box officeE’ il primo incasso del 25 dicembre con 1.164.118
26 dicembre 201917:25
“Ormai è un matrimonio a tutti gli effetti”. Lo dice sorridendo Valentino Picone, parlando dei 25 anni di amicizia e sodalizio che lo legano da 25 anni a Salvo Ficarra con il quale forma un duo comico che continua a conquistare il pubblico dal teatro (dove da maggio festeggeranno il quarto di secolo insieme con un tour in 20 città), al cinema, alla tv. E’ fissato per il 7 gennaio il loro ritorno come conduttori su Canale 5 a Striscia la notizia, dove hanno debuttato nel 2005, e intanto una ulteriore conferma dell’affetto degli spettatori gli arriva dal successo che sta ottenendo in sala il loro nuovo film da protagonisti e registi, Il primo Natale. Uscito il 12 dicembre con Medusa – Il Primo Natale è il primo incasso di Natale con 1.164.118 nella sola giornata del 25 dicembre, sbaragliando il box office con un totale che sfiora gli 8 milioni di euro (7.915.828), diventando così il primo film italiano del 2019 per incasso e numero di spettatori, che sono oltre 1 milione e 200 mila. “Siamo felici, che nel giorno di Natale, migliaia di persone abbiano scelto il nostro film per trascorrere insieme a noi, un giorno così bello – dicono Ficarra e Picone”. Il Primo Natale, prodotto da Attilio De Razza per Tramp Limited, distribuito da Medusa è il settimo film di Ficarra e Picone.
“Siamo davvero felici che in tantissimi abbiano fatto insieme a noi questo viaggio straordinario alla ricerca del vero Natale e, forse, del vero senso dell’essere uomini” commentano i due attori palermitani, che condividono anche l’anno di nascita, il 1971. Il film, costato circa 11 milioni di euro, vuole raccontare “con situazioni comiche ma anche momenti per pensare il Natale per quello che realmente è, anche se molti se ne dimenticano, cioè il compleanno di Gesù”. Un”incursione’ nel presepe, attraverso l’avventura di Salvo (Ficarra), ladro di oggetti sacri e Don Valentino (Picone), sacerdote con il chiodo fisso del presepe vivente, che vengono proiettati, per ragioni misteriose, nella Palestina dell’anno zero, pochi giorni prima dalla nascita di Gesù. Tra occasioni di ribellione e la caccia di un Erode reso da Massimo Popolizio un villain da antologia, Salvo e Valentino si mettono in cerca di Giuseppe, Maria e della mangiatoia. Un percorso tra scelte complesse e la necessità di abbandonare paure e egoismi per passare all’azione. La tessitura leggera si apre anche a temi attuali, come l’accoglienza evocata sin da una potente sequenza iniziale. “Un richiamo agli ultimi, a vari tipi di ultimi, dal barbone per le strade di Parigi ai migranti”, dicono Ficarra e Picone, anche cosceneggiatori con Nicola Guaglianone e Fabrizio Testini. Scene come quelle della natività “sono state anche sul set particolarmente emozionanti per noi. Siamo da sempre appassionati dei film di Natale, e realizzarne uno è un impegno importante nei confronti del pubblico. Volevamo che fosse diverso e originale”. Il loro film precedente L’ora legale (2017) non l’avevano iscritto alla competizione dei David, perché i due attori-registi non trovavano che i meccanismi di votazione fossero equi: “Il primo Natale invece lo iscriveremo. Dalla decisione presa per L’ora legale era nato un dibattito che ha anche portato a modificare alcune regole del premio”, sottolineano.
Ora, dopo il primo quarto di secolo insieme “speriamo non ce ne sia un secondo”, scherza Ficarra, che con Picone festeggerà l’anniversario proponendo in palcoscenico per oltre 50 date, ’25 – Il tour’, nuovo viaggio teatrale tra alcuni pezzi di repertorio e molti altri inediti. Si debutterà il 2 maggio a La Spezia (Teatro Civico), per poi toccare fra le varie tappe Mantova, Trento, Ferrara, Palermo, il Lucca Summer Festival, Barletta,. Lecce, Teatro Antico di Taormina, e in autunno, Genova, Bologna, Roma, Napoli, Firenze , Torino e Milano.
Arriva fino a Variety il successo di RaiPlayBibbia spettacolo celebra Fiorello e Viva RaiPlay
26 dicembre 201917:24
RaiPlay e il successo dell’operazione Viva RaiPlay varcano i confini. In un articolo intitolato “La Rai utilizza con successo un live show per far crescere il servizio di streaming” la bibbia dello spettacolo internazionale celebra il successo di RaiPlay e di Viva RaiPlay sottolineando come “la piattaforma on line della Rai abbia ottenuto un notevole impulso utilizzando proprio Fiorello per attrarre i telespettatori”. “Viva RaiPlay”, ha portato a un aumento di oltre il 50% degli utenti attivi registrati di Viva RaiPlay a 4,6 milioni di spettatori. Variety riporta le dichiarazioni dell’AD Rai, Fabrizio Salini, che ha organizzato, spinto e voluto l’operazione Viva RaiPlay. L’Ad spiega di aver avuto l’idea del progetto chiedendosi “come possiamo fare qualcosa di sorprendente che metta in scena gli streamers come fa Netflix? I risultati sono stati oltre le aspettative e hanno portato RaiPlay a milioni di famiglie che fino a poche settimane fa non avevano idea della sua esistenza”. “L’Ad della Rai, ex capo di Fox International Channels e dirigente di Sky Italia -scrive ancora Variety- ha affermato che ‘Viva RaiPlay’ ha beneficiato del rapporto tra tv on demand, lineare e radio. Questo è qualcosa che nessun’altra emittente pubblica in tutto il mondo ha mai fatto prima”. Variety sottolinea come Fiorello sia non solo considerato campione di ascolti ma anche innovatore e ricorda che Salini ha dato carta bianca allo showman sul format dello spettacolo. L’articolo ricorda anche gli altri contenuti originali presenti su RaiPlay come “Liberi tutti”.
Nell’intervista con Variety Salini ha affermato infine che vorrebbe vedere produzioni originali RaiPlay realizzate in partner con altri servizi pubblici europei per la distribuzione sulle rispettive piattaforme on line.
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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Federico Fellini, 100 anni di un genio nostalgico
Ritratto appassionato di Moscati, che racconta vita e talento 18 Dicembre 2019 22:45
ITALO MOSCATI, FEDERICO FELLINI CENT’ANNI: FILM, AMORI, MARMI. Visionario, narciso, malinconico, ambiguo, avido di vita vera e di corpi. In tanti modi viene definito Federico Fellini, con quel suo genio sempre pronto a nutrirsi di emozioni e di giochi, mai stanco di partorire idee, storie, suggestioni, immagini, caratteri. Ma c’è una cosa che forse lo ha caratterizzato di più e per tutta la sua esistenza – da quando, ragazzino cresciuto a Rimini tra mare e cinema, spiava le donne prosperose, fino al momento in cui, da adulto, conquistò Roma e la fama eterna con i suoi film – ed è l’attaccamento viscerale alle sue creature, reali e immaginarie, tutte presenti sullo schermo, nei suoi lavori e dentro di lui: lo spiega bene Italo Moscati, autore per Castelvecchi del saggio “Federico Fellini cent’anni: film, amori, marmi”, uscito in occasione del centenario della nascita del grande regista, nato il 20 gennaio 1920.
“Senza forse, basandosi sulle sue parole, si può arrivare a dire che Fellini diventò regista per corteggiare e possedere i volti, le facce; e naturalmente i corpi. Li ha così amati da non volerli abbandonare e da affidare loro il compito di essere i suoi testimoni”, scrive l’autore, che in questo libro permette al lettore di immergersi letteralmente in tutto il mondo felliniano, dai sogni ai film alla vita vissuta intensamente fino alla fine.
E’ un racconto coinvolgente, intimo e al tempo stesso di ampio respiro, nel quale Moscati svela i tanti volti di Fellini, e ne narra il talento inesausto e multiforme, mentre appare sullo sfondo anche il ritratto dell’Italia: in tanti, brevi capitoli, ecco la famiglia, la vita di provincia nella sua Rimini e la scoperta entusiasmante di Roma, città dove rendere concrete le fantasie che affollavano la sua mente. E poi l’ambiente del cinema e i grandi personaggi, da De Sica a Zavattini, i produttori e i politici, Cinecittà che diventa una seconda casa (e poi, dopo la morte di Fellini, un luogo dove celebrarlo in eterno). Seguendo passo passo i film – da La Dolce Vita a Otto e 1/2, da Amarcord ai Vitelloni, e tutti gli altri – il libro mostra come tutto nel percorso felliniano a cavallo del ‘900 sembri una giostra, o una festa, anche se non sempre allegra, in un turbinio di progetti, volti, personaggi che vedono al centro il regista e la sua inesauribile voglia di fare e soprattutto di raccontare noi italiani, tra tabù e cronaca, deliri, satira e fantasia.
Non mancano in questa grande storia ovviamente gli amori, in primis quello con la A maiuscola, vissuto con la donna che gli ha rubato l’anima, e con cui lui ha condiviso tutto, fino alla morte: Giulietta Masina, conosciuta in radio, nel 1941, lui 21 anni, lei 20, corteggiata in un primo appuntamento a cena, in un ristorante del centro, e stretta in un patto d’amore che li avrebbe tenuti fianco a fianco per 50 anni.
Francia 1770, una storia d’amore al femminileEsce ‘Ritratto della giovane in fiamme’ di Celine Sciamma
19 dicembre 201913:38
Arriva in sala dal 19 dicembre con Lucky Red – dopo il Festival di Cannes dove ha vinto il premio per la miglior sceneggiatura – ‘Ritratto della giovane in fiamme’ di Celine Sciamma, un film definito dalla stessa regista “femminile e femminista”. Una storia delicata d’amore tra due donne nella Francia del 1770 che ha nel cast anche Valeria Golino nei panni di una contessa, madre della coprotagonista (Helene Haenel), nel ruolo, forse per la prima volta, di una donna di età avanzata. “Sì la Sciamma mi ha voluto madre e per giunta senza trucco, ma la sceneggiatura mi aveva subito conquistato”, dice l’attrice. Questa la storia. Una pittrice, Marianne (Noémie Merlant), riceve l’incarico di realizzare il ritratto di nozze di Héloise (Haenel), giovane donna appena uscita dal convento. La ragazza però non vuole sposarsi e quindi inizialmente rifiuta il ritratto, ma Marianne cerca di osservarla comunque per poterla dipingere a sua insaputa. Tra le due donne nasce lentamente però una storia d’amore in un film molto delicato, pieno di sguardi, mitologia e un pizzico di Sabba. “La madre che interpreto per la Sciamma – dice la Golino – è una donna severa, malinconica. Ho usato la tristezza che mi suscitava questo personaggio per interpretarlo. Sono amica di Celine -aggiunge -, la stimo molto, la trovo una regista elegante, intelligente, capace di essere molto profonda. Io sono completamente diversa, più irruente. La sua storia d’amore tra donne io l’avrei fatta piena di colpi di scena, burrascosa, invece lei la fa scorrere liberamente”. “Non voleva essere un resoconto di come le donne si amano – spiega invece la regista -. Questo mio film è sull’amore e basta, al di là dei sessi in un immaginario erotico in cui tutti si possono riconoscere”. Per la Golino nessuno scandalo che sullo schermo venga rappresentato un amore lesbico: “Forse dieci anni fa. Ora si vedono tutti i tipi di amori tra cinema e tv, spesso in modo superficiale o troppo politicamente corretto e questo mi infastidisce. La cosa peggiore è essere retorici. Un artista deve restare se stesso, integro, sta qui la sua bellezza. Ed è per questo che non sopporto i social: essere legati ai like o ai commenti lo trovo assurdo, rischi di fare cose per compiacere gli altri”. Per Valeria Golino due film appena conclusi, ‘Sei tornato’ di Stefano Mordini e ‘La terra dei figli’ di Claudio Cupellini.
Infine una serie tv a cui sta lavorando da regista: ‘L’arte della gioia’ ispirata al libro scandalo dell’attrice e scrittrice siciliana Goliarda Sapienza.
Le ‘quantità della vita’, non conta solo la qualitàRiflessioni di un avvocato, ogni aspetto dipende da dose
19 dicembre 201919:21
FILIPPO GERMINETTI, ‘LE QUANTITA’ DELLA VITA’ (Zacinto edizioni, 132 pag) Si parla esclusivamente di qualità della vita. Ma nella ricetta per una esistenza piena e soddisfacente, come in quella per preparare una buona pietanza, oltre alla qualità contano anche le quantità, le dosi, per ogni ingrediente. Ciascuno quindi può decidere di riempire la sua vita in base alle sue priorità: affetti, lavoro, tempo libero, la salute. Ma, come per un buon piatto, la qualità finale sarà determinata anche dalla quantità e confondere le proporzioni, sbagliare la sequenza in termini di tempo e spazio potrebbe portare ad una vita non felice, ‘come una pietanza bruciata, immangiabile, da buttare’.
‘Le quantità della vita’ (Zacinto Edizioni) è il primo libro di Filippo Germinetti, avvocato lombardo con la passione per la cucina. A 60 anni ha tirato un bilancio della sua esperienza di padre e professionista, in un volumetto di 132 pagine. “Ho pensato tanto per scrivere poco – ha scherzato – Ma ho voluto farlo in modo che in qualsiasi punto il libro venga aperto, emergano riflessioni che coinvolgano il lettore nel prender le misure delle sue quantità di vita, che lo stimolano a valutare la qualità della sua esistenza e magari a perfezionarsi”. Quindi quali quantità contano dall’infanzia all’età della pensione, e poi la quantità nella bellezza (che è anche armonia di proporzioni), nella verità (più tesi a suo sostegno, meno spazio per il falso e per la menzogna), nelle esperienze e negli esempi (quanti e quali si fanno o da cui si rifugge). E poi ci sono le quantità minime, che, come certe spezie, erbe, sale, grassi, sono l’aggiunta per dare il giusto sapore, ma è fondamentale dosarle bene: ad esempio l’isolamento, necessario solo il tempo per riprendere concentrazione o dedicarsi ad hobby o la finzione, che sviluppa la fantasia, ma alla lunga porta a confondere la realtà.
Moda: Fay e Arbesser annunciano fine della collaborazioneLa direzione creativa dello stilista austriaco durata due anni
19 dicembre 201911:59
– Termina senza preavviso la direzione creativa dello stilista Arthur Arbesser con il marchio Fay. Ad annunciare la fine del rapporto una nota dell’ufficio stampa del gruppo Tod’s, cui fa capo il brand. Una collaborazione durata due anni quello tra il marchio di punta della holding dei Della Valle e il designer austriaco.
“Ringrazio molto Arthur Arbesser a nome di tutta l’azienda per la sua visione innovativa: ritengo che lavorare insieme sia stato molto stimolante per entrambe le parti” afferma Andrea Della Valle, vicepresidente del Gruppo.
“Con grande soddisfazione ho portato a termine il mio progetto per il marchio Fay. Ringrazio la famiglia Della Valle per questa opportunità e tutti gli eccellenti collaboratori” scrive Arbesser.
Mara Venier al via con nuovo show La Porta dei sogniil venerdì per 3 prime serate su Rai1 grandi ospiti
19 dicembre 201913:18
– Un gran galà della vita, uno show elegante, che grazie ad una spettacolare scenografia unisce la forza dello spettacolo al calore dell’ emotainment classico.
Mara Venier accompagnerà le persone nella realizzazione del sogno di una vita. Storie di trasformazione, ricongiungimento, perdono o gratitudine. La Porta dei sogni, il nuovo grande show show emotainment che celebra i sogni, le storie e le emozioni delle persone e che vede alla conduzione la signora della Domenica, in tre prime serate, a partire dal 20 dicembre in onda ogni venerdì, alle 21.20 su Rai1 in occasione delle festività natalizie.
Non mancheranno ospiti illustri del mondo dello spettacolo, che saranno protagonisti attivi nella realizzazione di alcuni sogni. Nella prima puntata ci saranno Andrea Bocelli, Arisa e Antonino Cannavacciuolo.
Sei le emozionanti storie al centro della prima puntata, in onda venerdì 20 dicembre, tra cui: un viaggio intercontinentale verso un amore lontano; una scalata spettacolare su una delle vette più alte d’Italia per raggiungere un traguardo importante; il regalo di un nuovo sogno di Natale per oltre cento bambini.
“La Porta dei Sogni” è prodotto da Rai1, in collaborazione con Banijay Italia. Un programma di: Cristiano Rinaldi e di Sabrina Bacalini, Davide Corallo, Nadia Forini, Yuri Grandone, Alessandra Guerra, Sara Lorenzini, Marco Luci, Alessandra Molinari, Lucia Ugatti. Scenografia: Susanna Aldinio. Regia: Roberto Croce. Regia esterne: Giacomo Frignani.
I 500 top di Variety, primo Robert Iger (Disney)Tra italiani per terzo anno Scrosati. Da Raffaella Leone a Tozzi
19 dicembre 201913:36
Robert Iger, il ceo della Walt Disney, il leader dell’operazione che ha integrato la Fox nella major di Topolino e lanciato la piattaforma Disney+, è l’uomo più potente dell’industria dello spettacolo da 2.2 trilioni di dollari. E’ al top della classifica Variety500 che, alla terza edizione, ha selezionato le persone più influenti. Al secondo posto una donna, Shari Redstone, presidente di Viacom Cbs, la seconda generazione dei Redston alla guida dell’impero mediatico. Al terzo Tyler Perry, fondatore dell’omonima società che nel 2019 ha realizzato nell’ex base dell’esercito ad Atlanta un gigantesco studio di produzione. Tra gli italiani nella Variety500 Andrea Scrosati, ex capo di Sky Italia, è in classifica per il terzo anno consecutivo: è COO (chief operating officer) di Fremantle dalla fine del 2018. Da quando è in Fremantle, scrive Variety, sta stringendo collaborazioni come quella firmata a giugno con il produttore di “Catch 22” e “True Detective”, Richard Brown. La seconda serie ambientata in Vaticano di Sorrentino, “The New Pope”, prodotta da The Apartment Pictures e Wildside (entrambe parte del gruppo Fremantle), andrà in onda in Italia su Sky Atlantic il 10 gennaio e negli USA su HBO il 13 gennaio. In classifica Marco Bassetti, Riccardo Tozzi, Raffaella Leone, Alberto Barbera, Paolo Del Brocco, Guglielmo Marchetti (new entry con Notorius), Carlo Chatrian, Pier Silvio Berlusconi, Paolo Vasile (ceo Mediaset Spagna).
Ritrovato scudo Garibaldi, era in casa di architettoDonato dal popolo siciliano era sparito da Museo Risorgimento
19 dicembre 201914:14
– I Carabinieri hanno recuperato lo “scudo di Garibaldi”, dono del popolo siciliano in segno di affetto e riconoscenza, dopo lo sbarco in Marsala. Lo scudo fu donato da Garibaldi alla città di Roma, che lo custodì nel Museo Capitolino, per poi essere trasferito presso il Museo Nazionale del Risorgimento nel Palazzo del Vittoriano. Non è ancora chiaro come possa essere sparito dal Museo Nazionale del Risorgimento per essere recentemente localizzato presso l’abitazione di un architetto romano. Sul presunto trafugamento indaga la Procura di Roma.
Mannarino live al Musée d’Orsay a Parigi il 16 gennaioPrimo artista italiano ospite onore al Curieuse nocturne’
19 dicembre 201914:26
– Il cantautore Mannarino sarà l’ospite d’onore della celebre rassegna francese “Curieuse Nocturne” del musée d’Orsay di Parigi, primo artista italiano contemporaneo invitato ad esibirsi, sotto la Navata dell’edificio considerato uno dei musei più spettacolari del mondo.
Un contesto perfetto in cui accogliere il cantautore metropolitano. “Mannarino è uno dei più grandi artisti della sua generazione – dichiara Luc Bouniol-Laffont, Direttore della programmazione culturale e dell’auditorium – La sua musica, colorata e profonda allo stesso tempo, lo identifica come erede diretto di artisti, musicisti, poeti e pittori del XIX secolo.
Lo abbiamo dunque scelto come invitato d’onore al nostro carnevale per permettere al pubblico francese di scoprire la poesia della festa “all’italiana” attraverso la sua musica”.
La performance sarà composta da tre session in cui il musicista eseguirà alcuni dei brani più significativi del suo ricco repertorio. Un set live speciale reso unico da una cornice senza dubbio fuori dal comune, il Musee D’Orsay di Parigi, tempio e custode della bellezza, della cultura e dell’arte considerata patrimonio del mondo. L’evento “Curieuse Nocturne” quest’anno sarà dedicato al Carnaval de Paris, uno dei più antichi d’Europa la cui origine risale alla medievale Fête des Fous.
Torna Bolle e balla con Benigni Ambiente e indifferenza a violenza tra temi show Capodanno Rai1
20 dicembre 201909:28
Per il terzo anno il protagonista della serata di Capodanno su Rai1 sarà Roberto Bolle con ‘Danza con Me’, il grande show dedicato alla danza in tutte le sue forme. Presentato oggi lo spettacolo, prodotto in collaborazione con Ballandi e Artedanza, ripropone la formula collaudata delle precedenti edizioni, alternando momenti dedicati all’eccellenza artistica a parentesi di ironia e leggerezza. “Una grande sfida che accetto volentieri e sempre con grande emozione – ha detto l’étoile della Scala – Mi rende orgoglioso il percorso fatto per arrivare a questo punto, riuscire a esprimere tutto il potenziale creativo per rendere la danza il più possibile adatta al grande pubblico”. Ricco e svariato il cast degli ospiti con cui Bolle darà vita a sketch o passi a due. Come Roberto Benigni che oltre a voler ballare con lui lo sfiderà in uno spogliarello per verificare chi ha il fisico più bello. Ci saranno Alberto Angela e Luca Zingaretti, protagonista di un omaggio all’umanità di Charlie Chaplin. Altro omaggio a Federico Fellini, nel centenario della nascita, con un ballo ispirato al film ‘La Strada’ insieme alla Principal dell’Hamburg Ballett Silvia Azzoni. In uno studio che ricorda i grandi varietà della Rai anni ’60, le fila del racconto sono tenute da Giampaolo Morelli e Geppi Cucciari. Tra gli altri ospiti Andrea Bocelli, Stefano Bollani, Luca e Paolo, Marracash, Virginia Raffaele, Nina Zilli, oltre alle ballerine Svetlana Zakharova e Nicoletta Manni. Durante lo spettacolo saranno affrontati, sempre attraverso la danza, due temi attuali e drammatici. Il primo sarà l’ambiente, con Roberto Bolle che ballerà sotto un cielo di plastica all’inizio colorato e luminoso, poi sempre più cupo, fino a che scenderà per avvolgerlo e soffocarlo. Il secondo tema è invece l’indifferenza verso le tante violenze e sofferenze nel mondo, dalle donne agli immigrati. Bolle darà il volto a queste emozioni ballando davanti ad uno specchio e sdoppiandosi. “È sicuramente il momento più complicato – ha detto – praticamente ballo con un altro io”. Soddisfazione da parte di Rai1 nelle parole del vicedirettore Claudio Fasulo e del direttore Teresa De Santis, che era in collegamento telefonico. “È uno dei nostri programmi di maggior peso presentato a tutti i festival internazionali – ha detto De Santis – Rientra nella nostra idea di innalzamento culturale, ma per tutti, senza escludere nessuno”. VAI A TUTTE LE NOTIZIE DI TECNOLOGIAVAI A TUTTE LE NOTIZIE ECONOMICHEVAI A TUTTA LA CRONACAVAI A TUTTE LE NOTIZIE DAL MONDOVAI A TUTTA LA POLITICA
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Uomo Vitruviano torna a Venezia visibile ogni anno
Gallerie Accademia studiano iniziative valorizzazione virtuale
VENEZIA19 dicembre 201915:23
– E’ rientrato alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, dopo essere stato esposto al Louvre di Parigi, l'”Uomo Vitruviano” di Leonardo Da Vinci. Il viaggio di ritorno si è concluso ieri, sotto la supervisione del direttore Giulio Manieri Elia. Il celebre disegno è stato esposto al Louvre dal 24 ottobre al 16 dicembre, in occasione della mostra ‘Leonard de Vinci’ dedicata al genio toscano per il cinquecentenario della morte, e che prosegue fino al 24 febbraio prossimo. Contro il prestito alla Francia era stato avanzato un ricorso al Tar del Veneto, che era stato respinto. Le Gallerie dell’Accademia stanno mettendo a punto alcune iniziative di valorizzazione del disegno, ed esporre l’Uomo vitruviano ogni anno per un periodo di tempo circoscritto. Sarà progettato inoltre uno spazio permanente dedicato alla complessità del disegno e dei suoi contenuti, attraverso l’utilizzo di tecnologie avanzate per la fruizione virtuale, quando il foglio originale non potrà essere esposto.
Moda: Mishra sfilerà nell’ haute couture a Parigi a gennaioStilista indiano ospite Camera Sindacale alta moda francese
19 dicembre 201915:44
– Il designer indiano Rahul Mishra annuncia che sarà “ospite” della Camera Sindacale della Haute Couture, di cui è membro, in occasione della settimana di Alta Moda che si terrà a Parigi il prossimo gennaio 2020.
Rahul Mishra sostiene la “slow fashion” con tessuti tradizionali indiani. Il suo omonimo brand rappresenta l’eccellenza del lavoro artigianale made in India, realizzato con tessuti pregiati, ricamati a mano e fatti sempre a mano in India. Dal 2014, da quando è stato premiato dall’International Woolmark Prize, Mishra è entrato a far parte del calendario ufficiale della settimana della moda Ready-to-Wear di Parigi. Nel giro di poco tempo Rahul ha suscitato l’ammirazione delle personalità più influenti della moda. La fashion editor di Vogue, Suzy Menkes, estimatrice del suo lavoro, lo ha definito un “tesoro nazionale”.
Tra i suoi numerosi riconoscimenti, Mishra è stato inserito nell’elenco degli stilisti più influenti a livello globale di “BoF 500” per quattro anni consecutivi e più recentemente è stato insignito del premio “International Fashion Award for Sustainable and Ethical Brand” dalla Camera Monegasca della Moda al Monte Carlo Fashion Show.
“Il mio obiettivo è quello di creare posti di lavoro che aiutino le persone nei loro stessi villaggi spiega lo stilista – io mi occupo di loro piuttosto che chiamarli a lavorare per me.
Se i villaggi sono più forti avrai un paese più forte, una nazione più forte e un mondo più forte. Tutta la mia filosofia ruota attorno a questo. Il prodotto passerà attraverso l’evoluzione cambierà, migliorerà, ma la filosofia è costante”.
Carmen Bizet chiude 52/a stagione Pergolesi JesiNuova co-produzione Fondazione,sul podio maestro Beatrice Venezi
JESI19 dicembre 201915:46
– La “Carmen”, titolo più celebre di Georges Bizet (1838-1875), chiuderà il 20 dicembre la 52/a Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi di Jesi, al termine di un cartellone dedicato alle grandi protagoniste femminili con “Madama Butterfly”, “Turandot” e il tributo alla Luna, nuova produzione di “CircOpera”. La Carmen arriva in una nuova co-produzione della Fondazione Pergolesi Spontini con Opéra-Théâtre de Metz Métropole, Opéra de Massy, Opéra de Reims, Centre lyrique Clermont Auvergne, Fondazione Rete Lirica Marche.
L’opéra-comique in quattro atti su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy, dalla novella eponima di Mérimée, viene proposta nella versione originale in lingua francese con dialoghi parlati che debuttò all’Opéra-Comique di Parigi nel 1875. Alcuni dialoghi modificati a cura di Opéra-Théâtre de Metz Métropole. Edizione Alkor. Dopo le date di Jesi, andrà in scena tra gennaio e febbraio 2020 a Fano, Ascoli Piceno e Fermo. Sul podio il maestro Beatrice Venezi. E’ tra le poche donne al mondo a dirigere orchestre a livello internazionale; innovativa, paladina di femminilità, nel 2018 è stata inserita da Forbes” tra i 100 under 30 leader del futuro. Recente il suo album d’esordio “My Journey – Puccini’s Symphonic Works”.
La regia è di Paul-Émile Fourny che torna a Jesi dopo i successi di “Aucassin et Nicolette” (2019), “Werther” (2007), “Cavalleria Rusticana” e “Pagliacci” (2016). Nuovo allestimento con scene realizzate da Benito Leonori nei Laboratori scenografici della Fondazione Pergolesi Spontini, costumi di Giovanna Fiorentini, light designer Patrick Méeüs; assistente alla regia Giovanna Spinelli, e alle scene Elisabetta Salvatori.
Nel ruolo del titolo il mezzosoprano canadese Mireille Lebel al debutto in Italia, mentre il tenore Enrico Casari sarà per la prima volta Don José. Per le recite nei teatri della Rete Lirica, si alternano nel ruolo di Frasquita le cantanti Margherita Hibel e Carmela Osato. Suona la Form – Orchestra Filarmonica Marchigiana, il Coro del Teatro della Fortuna di Fano è diretto da Mirca Rosciani, i Pueri Cantores “D.
Zamberletti” di Macerata sono guidati da Gian Luca Paolucci.
Il Michelangelo di Konchalovsky ora è anche un libroIl volume a cura di Giulia Martinez
19 dicembre 201920:41
GIULIA MARTINEZ, IL PECCATO DI MICHELANGELO (Edizioni Sabinae, pag. 160, euro 25,00) “Caro spettatore lasci pure i pop corn fuori dalla sala, questo è un film sul silenzio”. Questa solo una delle piccole perle a firma di Andrei Konchalovsky nel libro di Giulia Martinez presentato ieri sera al Cinema Rouge et Noir di Palermo dal titolo: ‘Il Peccato di Michelangelo – dietro le quinte del film di Andrei Konchalovsky sul genio di Rinascimento (Edizioni Sabinae).
Nel volume non solo il puntuale racconto del backstage del film illustrato dalle immagini del fotografo russo Sasha Gusov e dai bozzetti dello scenografo Maurizio Sabatini, ma anche l’affascinante viaggio, le sfumature, le curiosità, gli stati d’animo, il sudore e la passione che il Maestro del cinema internazionale, gli attori e la troupe hanno vissuto durante la realizzazione di quest’opera. Alla presentazione del libro, oltre che l’autrice, anche il protagonista del film nei panni di Michelangelo, Alberto Testone, e il giornalista e scrittore Gian Mauro Costa. Questo volume, come d’altronde il film, racconta di un Michelangelo Buonarroti come non si era mai visto, di un uomo geniale quanto imperfetto, in lotta con i potenti del tempo, con la propria famiglia e con se stesso. E tutto questo in una grande co-produzione russo-italiana (Andrei Konchalovsky Studios, Jean Vigo Italia e Rai Cinema). Perché questo libro da parte di una press agent che ha seguito centinaia di film d’autore? “Semplice – spiega la Martinez – perché è un film che ho visto letteralmente nascere al festival di Venezia nel 2016 quando Andrei Konchalovsky aveva portato al Lido Paradise.
Proprio allora il regista aveva parlato di questo progetto, della sua voglia di fare un Michelangelo, duro, sporco e avaro e con tanto di naso rotto. Si era anche pensato di fare casting nelle palestre di pugilato”. E ancora la Martinez autrice nel volume di una lunga intervista al regista :”Ho seguito il film durante tutta la sua lavorazione, una vera e propria avventura alla ricerca delle location giuste dove ci fosse tanta sporcizia e galline sul set.
Per Konchalovsky era diventata una vera ossessione. Il film doveva tramettere il cattivo odore, la puzza di quei tempi”.
Pinocchio: in parco Collodi nasce anche museo interattivoPercorso multimediale ispirato a episodi più celebri burattino
COLLODI19 dicembre 201917:06
– Un museo interattivo dedicato al celebre burattino di legno, che andrà ad arricchire l’offerta culturale del parco tematico su Pinocchio a Collodi (Pistoia).
Il museo interattivo di Pinocchio (Mip), che sarà inaugurato il 21 dicembre, è un percorso multimediale ispirato agli episodi più celebri del romanzo di Carlo Collodi (1826-1890), pseudonimo di Carlo Lorenzini, come la bottega di Geppetto, il bosco vicino al quale viveva la Fata turchina, il Campo dei Miracoli e la pancia del pescecane. La visita al museo è compresa nel biglietto d’ingresso al Parco di Pinocchio. Il percorso espositivo è stato realizzato dalla Fondazione Nazionale Carlo Collodi e arriva dopo l’apertura, nel mese di giugno scorso, del ‘Museo multimediale di Pinocchio e Dante’ in via Ricasoli a Firenze.
Richard Ginori: museo porcellana riaprirà entro il 2022Sarà gestito da nuova Fondazione
FIRENZE19 dicembre 201917:54
– Riaprirà entro fine 2022, con un immobile restaurato e un nuovo allestimento, il Museo Archivio Richard-Ginori della Manifattura di Doccia Sesto Fiorentino: questa la data prevista nel cronoprogramma per la riapertura del museo chiuso nel 2014, in seguito al fallimento della vecchia proprietà Richard Ginori, e che sarà gestito dalla nuova Fondazione costituita il 19 dicembre con un atto firmato dal ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e dal sindaco di Sesto Lorenzo Falchi. Con 1,9 milioni di Fondi Cipe per il restauro e risanamento conservativo del museo, 3,9 milioni per l’acquisto della collezione di opere in porcellana, e somme inferiori per interventi di conservazione, si tratta di un’operazione da 6,15 milioni.
200 anni Infinito, su Rai omaggio di 22 cantantiIniziativa Rai-Mibact. Franceschini: è dono collettivo
19 dicembre 201918:47
– “Un dono senza volto e senza nome, una dichiarazione d’amore collettiva da parte di grandi artisti nei confronti di una poesia che ci portiamo dentro per tutta la vita. Del resto la canzone d’autore è erede della grande poesia”: così il ministro per i Beni e le attività culturali e il Turismo Dario Franceschini ha commentato il video che insieme Rai e Mibact hanno ideato per chiudere il bicentenario dell’Infinito di Giacomo Leopardi, nel quale 22 artisti della canzone italiana leggono un frammento della poesia. In onda su tutti i canali Rai e sulla piattaforma RaiPlay dal 19 al 31 dicembre, questo omaggio sonoro e visivo appare come un grande mosaico di voci misteriose, perché i volti e i nomi degli artisti coinvolti non saranno rivelati: “Non vogliamo dire i nomi di questi artisti che gratuitamente hanno donato la propria voce”, ha aggiunto il ministro, “il primo ad ascoltare e vedere il video è stato oggi il Presidente Sergio Mattarella, che nel 2019 volle fare un viaggio a Recanati al Museo dedicato all’Infinito. Da quel viaggio nacque l’idea di questa iniziativa”.
Omaggio a Pina Bausch con Marigia Maggipinto al MadreA Napoli Quartieri di vita, da domani a 6 gennaio mini-workshop
NAPOLI19 dicembre 201918:58
– Si conclude al museo Madre con i mini-workshop di Marigia Maggipinto, danzatrice e coreografa del Tanztheater Wuppertal, l’omaggio che ‘Quartieri di vita’, il festival di formazione e teatro sociale diretto da Ruggero Cappuccio, dedica all’icona della danza contemporanea Pina Bausch, a dieci anni dalla scomparsa.
Dal 20 dicembre al 5 gennaio, in occasione della videoinstallazione Ensembles, i visitatori avranno l’opportunità di prendere parte a un ciclo di workshop rivolto a tutti gli amanti della danza con ogni livello di preparazione o senza esperienze precedenti. Un mix di tecniche differenti, tradizioni e pratiche fisiche con le quali i partecipanti potranno imparare brevi estratti di coreografie di Bausch, tratti da spettacoli di Pina Bausch come Nelken o Kontakthof. Una visita al museo trasformata, afferma la Maggipinto ”in un’esperienza tridimensionale, fisica ed emotiva, durante la quale il pubblico non solo guarda ed ascolta ma vive in prima persona le coreografie dell’artista”.
Pesaro Urbino 2033: mare e colline, vento e musicaLa presentazione del logo oggi a Matera, Capitale del 2019
19 dicembre 201919:08
– Un segno che lega il mare alle colline, il ritmo del vento e della musica, prospettive e vie di fuga, armonie e contrappunti per sostenere la candidatura di Pesaro e Urbino a Capitale Europea della Cultura nel 2033. E’ il concept che ha portato alla realizzazione del logo delle città marchigiane, presentato il 19 dicembre a Matera, Capitale Europea della Cultura 2019, da cui nasce il progetto di comunicazione sviluppato dall’Istituto superiore per le industrie artistiche (Isia) di Urbino. Il logo è stato realizzo da Isia Urbino, dal direttore, Jonathan Pierini, con i tutor Francesco Del Rosso e Filippo Emiliani in collaborazione con i Comuni di Pesaro di Urbino. Alla presentazione hanno partecipato il sindaco, Matteo Ricci, e il vicesindaco e assessore alla bellezza di Pesaro, Daniele Vimini, il sindaco di Urbino, Maurizio Gambini, e il presidente della Provincia di Pesaro e Urbino, Giuseppe Paolini.
Palazzo Pitti, concluso il restauro della facciata del RondòIntervento è costato 300mila euro
FIRENZE19 dicembre 201919:31
– Concluso, a poco più di un anno dall’avvio, il restauro della facciata principale del Rondò meridionale di Palazzo Pitti a Firenze: l’intervento, compiuto dalle Gallerie degli Uffizi in collaborazione con la Soprintendenza, è costato circa 300mila euro. “A determinare la necessità di una vasta operazione di restauro di questa parte della facciata – spiega una nota degli Uffizi – era stata la caduta di frammenti delle pietre di rivestimento, che in alcuni punti erano in condizioni di grave degrado”. Per mettere in sicurezza “i grandi blocchi di pietra forte, segnati da vene di calcite che ne frammentano la continuità, sono state realizzate legature in cavo di acciaio”, una “vera novità tecnica”. Con il restauro “è stata effettuata un’accurata revisione di tutto il prospetto e un consolidamento del bugnato di pietra”.
L’intervento è stato anche accompagnato “da un’estesa campagna di indagini diagnostiche”, condotte da Soprintendenza e Università di Firenze.
Sanremo, ecco i Giovani che conquistano l’AristonPassano Gassmann, Eugenio in via di Gioia, Fadi, Fasma, Sentieri
SANREMO20 dicembre 201909:39
Comincia a prendere forma il prossimo festival di Sanremo, targato Amadeus. In attesa di conoscere i nomi dei Big e gli ospiti delle cinque serate di febbraio (dal 4 all’8), il conduttore e direttore artistico spalanca le porte dell’Ariston agli otto cantanti che parteciperanno tra i Giovani. Leo Gassmann (con Va bene così), Fadi (Due noi), Marco Sentieri (Billy Blu), Fasma (Per sentirmi vivo), Eugenio in via di Gioia (Tsunami) sono i cinque protagonisti che il 19 dicembre, in diretta tv su Rai1, si sono sfidati a colpi di duelli e musica per conquistare un posto in prima fila all’Ariston. A loro si aggiungono, da Area Sanremo, Gabriella Martinelli e Lula (Il gigante d’acciaio, dedicata a Taranto e alle vicende dell’ex Ilva) e Matteo Faustini (Nel bene e nel male). Approda di diritto all’Ariston anche la giovanissima Tecla Insolia, vincitrice di Sanremo Young. Temi sociali e malessere generazionale corrono tra i brani, gli stessi che arriveranno a febbraio. Sfide secche, dentro o fuori. Per quella che qualcuno considera l’occasione della vita, qualcuno un passaggio obbligato verso il successo. Sono emozionati i ragazzi (e si vede, dalle mani che si contorcono, dagli sguardi persi, dalle gambe che non stanno ferme), anche se molti di loro hanno già alle spalle talent e gavetta. Come Thomas che arriva da Amici, ma deve cedere il passo a Leo Gassmann, da X Factor, figlio di Alessandro – che via Twitter fa il tifo: be brave and rock on! – e nipote di Vittorio (e più di uno gli ricorda che porta un cognome “ingombrante”, mentre la rete ipotizza raccomandazioni, ma lui ribatte che “è la musica a vincere”). Anche Jefeo arriva da Amici e anche lui deve arrendersi a Fasma. Gli Eugenio in via di Gioia portano una ventata di allegria e lasciano fuori il bravo Avincola (con un brano sui rider). Eliminati anche Shari e i Reclame. A decidere i più meritevoli sono televoto, Commissione musicale del festival, giuria demoscopica e giuria televisiva, ovvero i cinque senatori del festival Pippo Baudo, Antonella Clerici, Carlo Conti, Gigi D’Alessio e Piero Chiambretti, alla quale spettava l’ultima parola in caso di parità. E non è mancata qualche stoccata via social, come quella di Enzo Mazza, ceo della FIMI, che in un tweet ha polemicamente sottolineato le differenze d’età tra giudicanti e giudicati. “Date di nascita super giuria #sanremogiovani: 1936, 1956, 1961, 1962, 1967. Artisti in gara secondo regolamento: non aver superato i 36 anni. Ovvero non essere nati dopo 1983. Età media utilizzatori di Spotify: 25 anni, ovvero nati nel 1994”. I giudici, tutti veterani del festival, non raccolgono la provocazione, arrivata già nei giorni della loro ufficializzazione. Anche perché, come dicono in coro: “A Sanremo non si dice mai di no”. E invitati da Amadeus a tornare tra un mese e mezzo, non potranno certo tirarsi indietro per le celebrazioni dei 70 anni del festival (e Conti ha già promesso che sposterà la sua “vacanzina” alle Maldive). Appuntamento, dunque, al 4 febbraio (e prima anche a Potenza con il Capodanno di Rai1, sempre condotto da Amadeus) con in testa già le canzoni.
Pallottino, Una storia delle illustratrici’Le figure per dirlo’ racconta un contributo dimenticato
20 dicembre 201909:47
PAOLA PALLOTTINO, LE FIGURE PER DIRLO – STORIA DELLE ILLUSTRATRICI ITALIANE (Treccani Libri, Fuori Collana, pag. 240, 32 euro). Un affascinante viaggio visivo, storico e critico che mette in luce, per la prima volta, lo straordinario quanto sconosciuto contributo delle artiste italiane attive nel settore dell’immagine riprodotta, dal XVII secolo a oggi. Con ‘Le figure per dirlo’ Paola Pallottino attraversa i principali movimenti culturali del Novecento, facendoci conoscere artiste emarginate due volte, perché donne e perché attive in un ambito considerato ‘minore’, per il quale hanno realizzato immagini di straordinaria qualità – dall’illustrazione pubblicitaria alla moda, dal fumetto alla caricatura fino a calendari, cartoline ed etichette – presenziando e sottolineando i momenti storici del paese.
Pallottino ci accompagna in questo inedito percorso dandoci contemporaneamente accesso al suo ineguagliabile archivio personale, frutto di una vita di ricerca, composto di centinaia e centinaia di dossier sugli artisti dell’illustrazione, migliaia di schede, e oltre 10.000 pubblicazioni del settore, tra libri e riviste, raccolte in oltre quarant’anni di ricerche.
Paola Pallottino è storica dell’arte, illustratrice e paroliera italiana. Già professore associato di Storia dell’arte contemporanea all’Università di Macerata, pioniera degli studi sulla storia dell’illustrazione, ha svolto un’intensa attività di divulgazione, culminata con la fondazione a Ferrara del MIL, Museo dell’Illustrazione – Centro Studi sull’Immagine Riprodotta, che ha diretto dal 1992 al 2005. Ha collaborato all’Enciclopedia universale dell’arte, al Dizionario biografico degli italiani, al Dictionnaire des illustrateurs e all’Allgemeines Künstlerlexikon. La sua opera scientifica comprende una ventina di libri, fra cui Storia dell’illustrazione italiana e Dall’atlante delle immagini.
Parallelamente all’attività di studio, ha coltivato la passione per la scrittura, collaborando con Lucio Dalla, per il quale ha scritto, tra le altre, 4 marzo 1943, e Il gigante e la bambina.
Nel 1974 ha firmato le parole di Donna circo, disco a tematica femminista musicato e cantato da Gianfranca Montedoro e, nel 1994, i testi di Giovanna d’Arco e La ragazza e l’eremita per Angelo Branduardi.
Ferzan Ozpetek torna a casa con La dea fortunaIn sala film con Accorsi-Leo coppia gay. E con Jasmine Trinca
20 dicembre 201909:49
Coppia gay in crisi, famiglie arcobaleno, un po’ di malattia, il tempo che passa, transgender, tutta la musica che occorre, un quartiere popolare dove tutti comunicano, ma anche un palazzo nobiliare con dentro una strega.
Insomma dramma e commedia, dolore e sentimento con un pizzico di magia. Ferzan Ozpetek è tornato a casa con ‘La dea fortuna’ in sala dal 19 dicembre con Warner Bros. E in questa tredicesima opera cinematografica del regista di origine turca, anche l’ombra di Mina che oltre l’apporto della canzone ‘Luna Diamante’, scritta da Ivano Fossati e da lei cantata, ha dato più di un consiglio artistico al regista di Fate ignoranti.
“Con ‘La dea fortuna’ dopo tanti film, mi sono sentito davvero libero di fare un lavoro che somiglia a me”, ha detto Ozpetek.
Questa la storia. Arturo (Stefano Accorsi), scrittore alquanto insoddisfatto, e Alessandro (Edoardo Leo), che fa l’idraulico, si amano e da 15 anni vivono insieme. Pur legati da un grande affetto, tra loro manca la passione e c’è ormai quella crisi che loro non vogliono affrontare. A smuovere le acque sarà Annamaria (Jasmine Trinca), la confusionaria migliore amica di Alessandro che, per problemi di salute, si troverà costretta a lasciare in custodia alla coppia i suoi due figli: Martina ed Alessandro .
La coppia gay troverà una nuova voglia di stare insieme grazie all’arrivo di questi due tonici bambini, e sarà baciata da quella Dea Fortuna che dà il titolo al film prodotto da Warner Bros. Entertainment Italia, R&C Produzioni e Faros Film. “Tutto è nato da una telefonata di mia cognata che per un problema di salute prospettava a me e al mio compagno se ci saremmo potuti occupare dei loro figli. Mi è subito piaciuta questa idea che avrei potuto sviluppare. Mi andava poi di raccontare più che il solito primo incontro di una coppia, la fine di un rapporto quando l’erotismo si trasforma in affetto”, ha aggiunto Ozpetek.
E ha proseguito il regista: “Non volevo comunque dare alcun messaggio con questo film, ma raccontare solo il mio stato d’animo”. Per quanto riguarda la sua amicizia con Mina, dice Ozpetek con grande riserbo, quasi a non voler tradire la sua amica: “è lei che mi ha consigliato Barbara Alberti nel ruolo della nobile madre di Annamaria. Una specie di strega che vive in un maniero alla Hansel e Gretel capace di mille cattiverie”.
“Mio figlio un giorno mi ha detto che Ozpetek cercava una vecchia cattiva con la faccia da carogna, una sorta di mamma, papà, zio e patriarca – ha detto la Alberti con intelligenza e spirito – . Comunque per fortuna – aggiunge – questo film non vuole dare un messaggio, né dire siamo gay o non gay, ma, cosa ancor più importante: siamo felici o non siamo felici”.
Sanremo: Amadeus, Tiziano Ferro ci sarà tutte le sereNessun nome invece per quanto riguarda le donne al suo fianco: ‘Mi piacerebbe averne almeno due a sera…’
SANREMO21 dicembre 201912:58
“Tiziano Ferro? C’è. Tutte le sere”. Amadeus conferma la presenza del cantautore di Latina al prossimo festival di Sanremo. “Ne abbiamo cominciato a parlare – aggiunge – sicuramente canterà. Il resto vedremo”.Sulla presenza delle donne al suo fianco, spiega che “mi piacerebbe averne almeno due a sera, di diversa età, diversa provenienza, per raccontare storie che rappresentino le donne”, ma non si lascia sfuggire nessun nome. “Finché non ho la certezza…”.
Arriva l’abbigliamento coordinato per tutta famigliaOnline da oggi brand nativo digitale Rougeri
20 dicembre 201910:32
– Altro che mini me: debutta oggi online Rougeri, marchio nativo digitale che propone abbigliamento coordinato non nel solo abbinamento mamma-figlia, ma per tutta la famiglia.
Il brand dal gusto minimal-chic offre la possibilità di trovare lo stesso modello, con lo stesso tessuto, nelle varianti uomo, donna, bambino (0-6) e neonato. Per ribadire il Dna matching del brand, la finalizzazione dell’acquisto sulla piattaforma può avvenire soltanto con la scelta di almeno due articoli dello stesso prodotto, per due diversi destinatari.
La collezione autunno inverno 2019/20 include cappotti, capispalla, camicie, pantaloni e abiti, ma anche felpe, polo, accessori e maglieria in cashmere di Cariaggi. Il marchio, spiega il fondatore Roberto Ruggeri, “nasce dal desiderio di offrire la possibilità di trovare un capo di alta qualità uguale per grandi e piccoli. Un modo per esaltare i legami con i propri cari e vivere un’emozione nel segno di uno stile minimal e di assoluta qualità”.
Cinema, ‘Il traditore’ film dell’anno per Il MorandiniContest con il Cinemino di Milano per lancio edizione 2020 guida
20 dicembre 201911:35
– E’ ‘Il traditore’ di Marco Bellocchio il film di copertina del Morandini, lo storico dizionario dei film e delle serie tv, che premia con 4 stelle la pellicola con Pierfrancesco Favino.
Dopo due anni consecutivi di vittoria, Paolo Virzì passa idealmente il testimone a Marco Bellocchio, che conquista la vetta aggiudicandosi ben 4 stelle. Il Morandini 2020 (16.500 opere censite nella versione cartacea, 27.000 in quella digitale, dal 1902 all’estate del 2019), promuove altri film celebri della passata stagione cinematografica: 4 stelle anche per Domani è un altro giorno di Simone Spada, con Valerio Mastandrea e Marco Giallini. Matteo Rovere, con Il Primo Re, riceve invece 3 stelle; stesso punteggio per Dafne di Federico Bondi e per Il Grande Spirito di Sergio Rubini.
Il Morandini, oltre ai film, dedica un’ampia appendice alle serie tv italiane ed estere. Nella guida, una menzione speciale è riservata alla serie tv Il Commissario Montalbano. Bocciato invece Baby, il teen drama tutto italiano firmato Netflix e liberamente ispirato allo scandalo romano delle baby squillo.
In occasione del lancio del Morandini 2020 Zanichelli, in collaborazione con il Cinemino – spazio culturale e aggregativo milanese – invita i cinefili a scegliere il proprio film e la propria serie tv preferita tra una selezione di 32 film e 16 serie tv prodotti in Italia negli ultimi 2 anni. Attraverso un contest sulla pagina Facebook ufficiale di Zanichelli, il pubblico è incoraggiato a esprimere la propria preferenza tra coppie di titoli messi in sfida. Dopo più scontri a eliminazione diretta, il film e la serie tv che si aggiudicheranno la finale saranno premiati con un evento esclusivo il 27 febbraio al Cinemino a Milano.
Dolce e Gabbana, lasceremo a famiglia nostro lavoroStilisti escludono vendita a investitori
20 dicembre 201913:01
– “Sei una madre e non puoi vendere i tuoi figli. Siamo stati fortunati. Non vogliamo diventare i più ricchi del cimitero”. Così Stefano Gabbana ha spiegato in un’intervista a Vogue Business che, quando si ritireranno, cederanno il controllo alla famiglia di Dolce: una mossa che preclude la vendita a investitori o l’ingresso di direttori creativi esterni.
“Ci piacerebbe moltissimo – hanno detto i due – lasciare ai famigliari il nostro lavoro”. Secondo Vogue Business, quest’autunno, i componenti della famiglia Dolce si sono seduti a discutere dei loro ruoli e del futuro dell’azienda. Il fratello di Dolce, Alfonso, 54 anni, è l’Amministratore Delegato della società. La sorella Dora, 64 anni, è responsabile della ricerca e dello sviluppo per la collezione prêt-à-porter. Ci sono vari nipoti coinvolti in azienda e anche i più giovani della famiglia vengono cresciuti per entrare un giorno a farne parte, se lo vorranno.
Piero Angela, con SuperQuark + suRaiplayFoa e De Santis, esempio per tutti
20 dicembre 201914:01
– “A me fa piacere continuare a lavorare. Vorrei fare come Moliere morire sulla scena. Mi sento giovanissimo tra i giovani”. A partire dal prossimo 22 dicembre, giorno del suo 91 compleanno, sulla piattaforma Rai Play, sarà disponibile il nuovo programma di Piero Angela SuperQuark+, presentato oggi a viale Mazzini. Piero Angela sarà il padrone di casa che guiderà lo spettatore nel tema trattato in ogni puntata, 10 in tutto, per la durata di 15 minuti e, ad accompagnarlo in quest’avventura, ci saranno 5 giovani ricercatori-divulgatori, la principale novità di questa nuova versione del programma di divulgazione scientifica. Il direttore di Rai1 Teresa De Santis ha evidenziato come la “fabbrica Angela” sia qualcosa di più, è un’idea, non è solo una serie di programmi. Abbiamo cercato, in quest’anno, di alzare l’asticella dov’è stato possibile. Per noi, è un esempio. Abbiamo tentato di lavorare in questa maniera larga e pop anche per quanto riguarda il varietà e il sabato sera. Con questo progetto, coniughiamo insieme passato, presente e futuro. In questo caso specifico, è evidente la forza di interagire tra le due strutture, Rai1 e Rai Play”. Il presidente della Rai Marcello Foa ha ricordato: “L’anno scorso, abbiamo festeggiato il suo novantesimo compleanno. Piero Angela dimostra sempre la propria vitalità e i novantenni la dimostrano per sempre. L’obiettivo di Angela è sempre stato quello di capire la scienza. A 91 anni, ha accettato una nuova sfida, la stessa sfida che, 38 anni fa, Piero Angela accettò con la prima edizione di Quark. Uno dei volti storici della Rai, un uomo apprezzato per la sua signorilità, è stato scelto per vincere anche questa sfida. La Rai crede in Rai Play, nella divulgazione scientifica e in Piero Angela”.
Il nuovo prodotto di divulgazione scientifica di Piero Angela, realizzato appositamente per la piattaforma “pensato per un pubblico sempre più digitale”, si occuperà di vari temi. Piero Angela li ricorda: “è come elencare i 7 nani – ironizza- dall’amore allo sport, dal sonno alla dieta, dal gioco alla vita extraterrestre” e anche altri argomenti come la memoria, la vista, l’acqua e il freddo”.
Matera 2019: Sassoli, così si accorciano distanze UeIl presidente del Parlamento europeo alla giornata conclusiva
MATERA20 dicembre 201914:33
– “Il merito più importante di quest’anno è che Matera ha vissuto in libertà la possibilità di godere di questo palcoscenico e ha restituito tanto”. Lo ha detto il Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, che oggi è nella Città dei Sassi per la giornata conclusiva dell’anno da Capitale europea della Cultura 2019. “Noi – ha aggiunto – abbiamo un’Europa che è distante da tante zone, da tanti territori, non solo italiani: queste esperienze servono ad accorciare queste distanze”.
Archeologia:a Museo Crotone esposta museruola IV secolo a.C.Reperto proveniente da scavi clandestini recuperato da cc
CROTONE20 dicembre 201915:16
– Una pregiata museruola equina in bronzo del IV secolo a.C. recuperata dai carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Artistico, e riconosciuta come proveniente da scavi clandestini nel territorio del crotonese, sarà esposta dal 21 dicembre al Museo Archeologico Nazionale di Crotone.
Il pezzo, acquisito alla collezione del museo, rappresenta una vera e propria rarità, non solo per il tipo di oggetto, ma anche per la sua decorazione. Nobile ornamento per cavalli, l’oggetto costituiva un’offerta votiva da parte di un componente della cavalleria per il santuario di Hera nella località Vigna Nuova.
L’esposizione rientra nel progetto Vide (VIaggio Dell’Emozione). In questo ambito rientra anche la testa di cavallo in marmo, utilizzata come decorazione del tempio di Hera Lacinia a Capocolonna, che era stata esposta a settembre dopo un lavoro di restauro.
Mostre: collezione Farina, arte e avanguardia a FerraraDonata alla città da compagna direttore Galleria d’Arte Moderna
FERRARA20 dicembre 201916:30
– Tra gli anni Sessanta e Novanta Ferrara si impone come centro propulsivo per l’arte d’avanguardia grazie a Franco Farina, direttore della Civica Galleria d’Arte Moderna. La sua programmazione espositiva a Palazzo dei Diamanti ha dato vita a una stagione costellata di eventi che ha lasciato una testimonianza tangibile nella collezione di opere d’arte a lui appartenuta, un patrimonio recentemente donato alla città da Lola Bonora, direttrice del Centro Video Arte ferrarese e sua compagna di vita.
Un’ampia parte della donazione è in mostra, dal 21 dicembre al 15 marzo, al Padiglione d’Arte Contemporanea: dipinti, sculture, disegni e grafica della collezione Farina sono messi in dialogo con opere delle Gallerie d’Arte Moderna. Un percorso che dagli studi e opere su carta di Carrà, de Chirico e de Pisis muove verso lo spazialismo e l’informale di Emilio Vedova, il New Dada di Rauschenberg e le sperimentazioni cinetiche di Alviani e Colombo, il Nouveau Réalisme e la pop art di Rotella e Schifano.
Teatro: Panariello di nuovo in tour, è La Favola MiaArtista festeggia 20 anni carriera con one man show, da marzo
20 dicembre 201916:36
– Il 2020 sarà un anno speciale per Giorgio Panariello che compie 60 anni e festeggia i 20 anni di carriera dal grandissimo successo di “Torno sabato”! …Dopo aver conquistato le platee accanto agli amici di sempre Carlo Conti e Leonardo Pieraccioni, il comico toscano si prepara infatti a tornare con “La Favola mia”, un one man show unico in pieno stile “Panariello”.
Tante risate, un pizzico di irriverenza, attualità e grandi classici del suo repertorio: saranno questi gli ingredienti di questo nuovo spettacolo in cui Panariello racconta e si racconta ripercorrendo in una veste inedita e attuale i 20 anni che lo hanno visto protagonista tra teatro, cinema e televisione.
Queste le date al momento confermate: 16 marzo al Teatro Massimo di Pescara, 18 marzo al Teatro Rossini di Civitanova Marche (Macerata), 19 marzo al Teatro Dei Marsi di Avezzano (L’Aquila), 20 marzo al Teatro Pala Montepaschi di Chianciano Terme (Siena), 21 marzo al Teatro Pala Bassano Due di Bassano del Grappa (Vicenza), 23 marzo all’Auditorium Santa Chiara di Trento, 24 marzo al Teatro Corso di Mestre (Venezia), 25 marzo Pala Congressi di Lugano, 27 marzo al Grana Padano Theatre di Mantova, 2 aprile al Teatro Lyrick di Assisi, 5 aprile al Teatro Moderno di Grosseto, 7 aprile al Teatro Galli di Rimini, 14 aprile al Teatro Nuovo Giovanni da Udine di Udine, 15 aprile al Teatro Openjob Metis di Varese, 21 aprile al Teatro Dis_Play di Brescia, 28 aprile al Teatro Creberg di Bergamo, 2 maggio al Teatro La Fenice di Senigallia (Ancona), 9 maggio al Politeama Greco di Lecce, 10 maggio al Teatro Team di Bari, 15 maggio al Teatro Golden di Palermo, 16 maggio al Teatro Metropolitan di Catania, 18 maggio al Teatro Mandanici di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina).
Tv: Olivia Colman star di Landscapers, miniserie Sky-HboAlexander Payne dirige crime drama ispirato a fatti veri
20 dicembre 201916:50
– Olivia Colman, l’attrice premio Oscar celebre per La Favorita e The Crown, è la protagonista della nuova serie Sky Original, Landscapers, prodotta da Sister per Sky e Hbo dopo il successo di Chernobyl, premiata quest’anno con 10 Emmy Award.
La miniserie in quattro parti sarà diretta dal due volte Premio Oscar Alexander Payne (Paradiso amaro, Sideway – In viaggio con Jack, A proposito di Schmidt) ed è la prima sceneggiatura per la televisione scritta da Ed Sinclair. Le riprese inizieranno nel 2020 e la serie sarà in esclusiva su Sky in Italia, nel Regno Unito, Irlanda, Germania e Spagna. La distribuzione internazionale è affidata a NBCUniversal Global Distribution.
Ispirata a eventi reali, la serie esplora le vite degli assassini Susan (A. Colman) e Christopher Edwards e si chiede come questa coppia devota e mite sia arrivata ad uccidere i genitori di Susan e seppellirli nel giardino sul retro della loro casa di Mansfield, una cittadina del Nottinghamshire, in un crimine avvenuto nel 1998 e rimasto nascosto per oltre un decennio. Landscapers è un drama con venature dark comedy su una storia realmente accaduta e basato su ricerche approfondite, con ore di interviste agli accusati che si sono sempre professati innocenti.
La serie racconta le vite di Susan e Chris da varie prospettive, comprese quelle degli agenti di polizia e degli avvocati coinvolti nelle indagini, nonché da quella “interna” degli stessi protagonisti. Il pubblico verrà calato in un mondo surreale, frutto di fantasia, che Susan e Christopher hanno creato vestendo i panni dei loro eroi di Hollywood in storie da loro inventate. La storia di un singolare caso di omicidio che coinvolge quattro vite vissute ai margini della società, e che si trasforma in un’esplorazione magnetica e a tinte fosche dell’amore e della fantasia, del loro potere e del loro pericolo.
Landscapers è prodotta per Sky e HBO da Sister, la pluripremiata casa di produzione di Chernobyl, in collaborazione con South of the River Pictures, nuova società di produzione di Olivia Colman e Ed Sinclair.
Olivia Colman, protagonista e produttrice esecutiva della serie, ha dichiarato: «Adoro le sceneggiature di Ed, esattamente come adoro la sua cucina. No, la verità è che è piuttosto raro volere così tanto una parte dopo la prima lettura di una sceneggiatura, ma è quello che è successo in questo caso. È una scrittura coraggiosa, ma anche sottile e tenera: una gioia per qualsiasi attore».
Landscapers è la prima co-produzione originale di Sky e HBO dopo il rinnovo dell’accordo di produzione del mese scorso, che estende la lunga partnership delle due aziende. È anche il primo nuovo lavoro commissionato da entrambe le aziende alla casa di produzione Sister dopo il successo internazionale di Chernobyl, andato in onda nel 2019, la serie Sky Original di maggior successo con la conquista, tra gli altri, di 10 Emmy Awards.
Landscapers è la più recente produzione Sky nel piano di sviluppo di contenuti originali. Il gruppo Sky si è infatti impegnato a raddoppiare il proprio investimento in titoli originali drama, comedy e documentari attraverso Sky Studios, la nuova struttura per lo sviluppo e la produzione di contenuti a livello europeo. Sky Studios porta sullo schermo storie uniche e originali con i migliori talenti in Europa ed è la casa degli Sky Original premiati e amati dai clienti Sky.
Tra gli Sky Original in arrivo su Sky,The New Pope, la nuova serie creata e diretta dal Premio Oscar Paolo Sorrentino con Jude Law e John Malkovich; ZeroZeroZero, diretta da Stefano Sollima e ispirata al libro di Roberto Saviano, con Andrea Riseborough, Dane DeHaan e Gabriel Byrne; Devils, con protagonisti Alessandro Borghi e Patrick Dempsey. Il 2019 è stato un anno record per le serie Sky Original con i 10 Emmy Award conquistati da Chernobyl e le nuove stagioni dei titoli più amati, come Gomorra e 1994, insieme alle novità come Catch-22 e Caterina la Grande.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Danza: 500 artisti a Bologna per ‘Dancin’Bo’
Da Luciana Savignano ai fratelli Gargarelli, da 27/12 a 5/1
BOLOGNA20 dicembre 201917:37
– Una festa del ballo: dall’hip hop al tango, dalla classica alla filuzzi, dalle danze etniche al musical, dalla contemporanea al lindy hop, dal rock acrobatico alla taranta. È ‘Dancin’Bo’ che dal 27 dicembre al 5 gennaio diventerà un festival che avrà a Bologna come palcoscenico 15 luoghi diversi, con oltre 500 ballerini di scuole, associazioni e accademie da tutta Italia, protagonisti in 50 appuntamenti tutti gratuiti, con master class e lezioni tango.
Apertura il 27 nel foyer Respighi del teatro Comunale con l’etoile Luciana Savignana interprete di un estratto de ‘Il lago dei cigni’ e un musical omaggio a Federico Fellini. Finale il 5 gennaio nel sagrato di San Petronio con ‘Danze dal mondo’ con danzatori di gruppi di Filippine, Romania, Russia, Egitto, Iran, Perù e Vietnam. Tra gli altri artisti ospiti ci saranno Kledi Kadiu e Simone Di Pasquale, i giovanissimi fratelli Gargarelli da ‘Italia’s Got Talent’ e Davide Alphandery, vincitore dell’edizione 2019 di ‘Prodigi – La musica è vita’.
Musica: hit parade, Tiziano Ferro risale in vettaVasco Rossi scivola dal primo al sesto gradino
20 dicembre 201918:03
– Accetto Miracoli, il nuovo album di Tiziano Ferro, già disco d’oro a una sola settimana dall’uscita riconquista la vetta della classifica degli album più venduti della settimana dal 13 al 19 dicembre, secondo le stime di Fimi/Jfk Italia. Il disco, uscito il 22 novembre su etichetta Virgin Records (Universal Music Italia), era entrato direttamente al primo posto della top ten. Ora, a distanza di te settimane, detronizza Vasco Rossi con il suo Vasco Nonstop live, il doppio cd, dvd e bluray con tutta la scaletta dei concerti di San Sirodello scorso giugno, che scivola fino alla sesta posizione. Terzo posto per il rapper e produttore Tha Supreme, con 23 6451. Stabile sul quarto gradino Cremonini 2C2C The Best Of, prima grande raccolta della produzione ormai ventennale di Cesare Cremonini, e fermo sul quinto Marracash con Persona. New entry in settima posizione Fine Line, secondo album in studio dell’artista britannico Harry Styles, contenente 12 nuove tracce tra cui i singoli di successo. Primo tra i singoli più scaricati il brano appena uscito di Ultimo , Tutto questo sei tu, primo singolo del cantautore romano dopo l’uscita del suo ultimo album Colpa delle favole, in cui il giovane artista s’interroga su felicità, amore, illusioni e sul fragile equilibrio della vita.
Primo tra i vinili The dark side of the moon dei Pink Floyd.
Franceschini “Scommessa vinta”Boom di turisti. Bilancio positivo per Capitale cultura Ue
MATERA21 dicembre 201913:02
Un anno straordinario. Numeri da “boom” turistico. Una scommessa vinta dalla Basilicata, dal Sud e dall’Italia intera. Matera 2019 chiude con un bilancio molto positivo e, insieme a Plovid (Bulgaria) passa il testimone da Capitale europea della Cultura 2020 a Fiume (Croazia) e Galway (Irlanda). L’ultima, lunga giornata di un anno da Capitale, cominciato lo scorso 19 gennaio, è stata segnata dalla presenza del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, e dei Ministri per i Beni culturali e per il Sud, Dario Franceschini e Giuseppe Provenzano. All’unisono, hanno evidenziato che il 2019 deve essere “solo” un punto di partenza. Ma il reale punto di partenza di un anno straordinario è fissato in una data ben precisa: il 17 ottobre 2014, quando, a sorpresa, fu proprio Franceschini (anche all’epoca Ministro per i Beni culturali) a scrivere su un tablet il nome di Matera come città italiana designata a essere Capitale europea della Cultura 2019. In questi cinque anni – pur se con alcuni passaggi a vuoto, in particolare per l’aspetto infrastrutturale – la Città dei Sassi ha “conquistato” il mondo. Non a caso solo pochi mesi fa ha ospitato per diverse settimane le riprese dell’ultimo film di 007. E così gli ultimi dati parlano di 865 mila pernottamenti nell’anno che sta per finire, con un eccellente +44% di presenze di turisti stranieri. Sono stati invece 1.228 gli eventi (dei quali 410 in vari centri della Basilicata) organizzati dalla Fondazione Matera Basilicata 2019 con un totale di 328 mila accessi, 74 mila i “passaporti” venduti e 1.500 volontari impegnati. Numeri che però non bastano per rendere in pieno l’idea del riscatto totale raggiunto da Matera, solo qualche decina di anni fa la “vergogna d’Italia” per la situazione di degrado dei Sassi. “Il merito più importante di quest’anno è che Matera – ha sottolineato Sassoli – ha vissuto in libertà la possibilità di godere di questo palcoscenico e ha restituito tanto. Noi – ha aggiunto – abbiamo un’Europa che è distante da tante zone, da tanti territori, non solo italiani: queste esperienze servono ad accorciare queste distanze”. Per Provenzano, Matera 2019 “è una grande scommessa vinta: ha dimostrato all’Italia e all’Europa che il Sud non è una causa persa ma che invece è un posto bellissimo su cui si può investire e si può puntare”. E nelle parole del presidente della Regione, Vito Bardi, l’orgoglio della Basilicata e in quelle di Franceschini un’enorme soddisfazione perché “la sfida vinta nel 2014 è stata portata a compimento con successo e ha avviato un cammino di crescita sostenibile del territorio sul quale sono certo si proseguirà con determinazione”. La prossima città italiana Capitale europea della Cultura sarà nel 2033, anche se Franceschini sta provando a convincere i suoi “colleghi” continentali ad aumentare da due a tre il numero di Capitali all’anno. Si vedrà. Per ora i riflettori si spostano su Parma, Capitala italiana europea della Cultura 2020. “Ci prendiamo e portiamo a casa – ha detto il sindaco Federico Pizzarotti – le buone pratiche di Matera 2019”.
Tra Wonka, Mary Poppins e Grimm, c’era una volta a teatroTante favole da non perdere in scena fino alla Befana
21 dicembre 201910:59
– C’era una volta, anche a teatro. Non c’è periodo migliore dell’anno delle feste di Natale per far scoprire la magia del palcoscenico anche agli spettatori più piccoli. Con un carico di favole in scena fino alla Befana. Tra le dieci da non perdere, Charlie e la fabbrica di cioccolato con Willy Wonka, il più grande imprenditore di dolci, che dal romanzo di Roald Dahl canta in musical alla Fabbrica del vapore di Milano; e Mary Poppins e il suo spazzacamini Bert, con tanto di brindisi speciale a Capodanno, al Sistina di Roma. E poi immancabile sotto l’albereo, A Christmas carol, dalla versione con Roberto Ciufoli a quella diretta da Tiziano Panici; Pollicino, le favole di Rodari, Peter Pan, Cenerentola, le marionette dei fratelli Colla e lo “spettacolo della neve” dello Slava’s snowshow. Nel vero Bosco del Sasseto a Torre Alfina – Acquapendente (VT), lo stesso che il National Geographic ha definito “il bosco di Biancaneve”, si va alla scoperta di elfi, fate, streghe e re. E c’è anche tutta la danza de Lo schiaccianoci, tra il Roma City Ballet Company di Luciano Cannito, il Balletto di Roma, l’Accademia di Ballo del Teatro alla Scala, il Balletto di San Pietroburgo e il Moscow Classical Russian Ballet.
Musica: Bobby Rush torna a 86 anni al Porretta Soul FestivalIn cartellone a luglio anche Leo Nocentelli e McCrary Sisters
BOLOGNA21 dicembre 201911:31
– A 86 anni, compiuti un mese fa, nel 2020 sarà per la terza volta al ‘Porretta soul festival’ Bobby Rush, che nel corso della carriera ha ricevuto 46 nomination e vinto 12 premi della Blues Foundation. Inoltre è da poco uscito ‘Sitting on top of the blues’, il 26/o album in studio della sua lunga carriera e la 75/a pubblicazione a suo nome.
Tra gli artisti confermati per la prossima edizione, dal 23 al 26 luglio nella località termale dell’Appennino bolognese, c’è Leo Nocentelli, componente fondatore dei The Meters, vincitore del Grammy Lifetime Achievement Award nel 2018 e quattro volte nominato per la Rock’n’Roll Hall of Fame. Ed ancora Latimore, icona della black music e mentore di Joss Stone; McCrary Sisters, che propongono un personale stile gospel; Chick Rogers, considerata “la più bella voce di Memphis”; Vasti Jackson, John Nemeth, Curtis Salgado, Leon Beal & The Luca Giordano Band e Eddie Harrison, leader degli Short Cuts, che partecipò alla prima edizione del Festival nell’88 con Rufus Thomas.
Nuovo museo per la fotografia, Gallerie d’Italia a TorinoAltra sede espositiva Intesa Sanpaolo dopo Milano,Napoli,Vicenza
TORINO21 dicembre 201912:04
– La fotografia trova casa a Torino.
Palazzo Turinetti, storico edificio della centralissima piazza San Carlo sede legale di Intesa Sanpaolo, diventa il quarto polo museale delle Gallerie d’Italia, dopo quelli di Milano, Napoli e Vicenza. Un progetto voluto dai vertici della banca e guidato da Michele Coppola, che di Intesa Sanpaolo è il direttore Arte, Cultura e Beni Storici.
Il cantiere partirà nei prossimi mesi e sarà concluso in un paio d’anni. I 6mila metri quadri del nuovo museo, 3 mila riservati alle attività espositive, ospiteranno opere delle collezioni della banca tra cui l’Archivio Publifoto, circa 7 milioni di scatti su eventi, personalità e luoghi realizzati dagli anni Trenta agli anni Novanta. Spazio anche alle mostre temporanee di grandi fotografi in sinergia con istituzioni culturali italiane e straniere, a cominciare da Camera – Centro Italiano per la fotografia di cui Intesa Sanpaolo è Socio fondatore, mentre il piano nobile potrà ospitare opere classiche dalle collezioni della banca.
Il progetto delle Gallerie d’Italia in piazza San Carlo sarà illustrato il 14 gennaio dal presidente Emerito di Intesa Sanpaolo Giovanni Bazoli, dal presidente Gian Maria Gros-Pietro e da Carlo Messina, Consigliere Delegato e CEO, alla presenza della sindaca di Torino Chiara Appendino, del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio.
A San Severino reportage sull’arte ferita dal terremoto’Scherza con i fanti e lascia stare i santi’
SAN SEVERINO MARCHE21 dicembre 201912:52
– Una mostra e un catalogo per ricordare le ferite del sisma e aiutare a non dimenticare. Si intitola “Scherza con i fanti e lascia stare i santi” la rassegna di foto scattate sui luoghi del terremoto del 2016 allestita nelle sale espositive della biblioteca comunale “Tacchi Venturi” di San Severino Marche. L’esposizione, patrocinata dal Comune, presenta una serie di istantanee realizzate dall’architetto Luca Maria Cristini durante la sua attività professionale nell’area del cratere. “La fretta di agire in situazioni di pericolo di crollo, con la minaccia di repliche sismiche anche significative, il costante sottofondo di quei sordi boati che si avvertono solo nelle zone vicine alle faglie, mi ha regalato istantanee talvolta sfocate, mosse o con entrambi i problemi; tuttavia ognuna di queste – spiega Cristini – sembra trasmetterci un sentimento vivo”.
La camelia, fiore di Proust e di ChanelBorghesi racconta origini, specie e riferimenti letterari
21 dicembre 201914:04
– LA CAMELIA – LA NAZIONE DELLE PIANTE – ANGELA BORGHESI – (EDITORI LATERZA , PP 179, 16 EURO) – Marcel Proust “Non poteva che regalar camelie e metterle all’occhiello, come allora s’usava: una moda che aveva scalzato garofano e gardenia e, per lui che soffriva d’asma, quanto mai opportuna. Sto parlando del narratore – il Je della Recherche – che come l’autore, Marcel Proust, era spesso soffocato dagli attacchi del male”. “Gabrielle Bonheur Chanel (1883-1971), meglio nota come Coco, portò per la prima volta in passerella abiti con broches di candide camelie di chiffon. Il modello era la Camellia japonica Alba plena, i cui petali sovrapposti possono persino averle suggerito il logo della doppia C incrociata. Divenne il simbolo della maison Chanel solo nel 1959 ma da quella prima apparizione, mai più sparì dalle sfilate del marchio”.
Marcel Proust e Coco Chanel sono solo due delle grandi figure della letteratura e della moda, tra i tanti citati dall’autrice del volume La camelia – La nazione delle piante (Editori Laterza, pp 179, 16 euro), Angela Borghesi, docente di Letteratura Italiana contemporanea all’Università di Milano Bicocca, per il loro stretto legame con il nobile fiore. Nata a Brescia nel 1959, l’autrice deve l’attenzione appassionata per il mondo floreale e animale al nonno Giulio Conforti e al maestro e ornitologo Giuliano Salvini. Una passione quella per i fiori, che ha portato Angela Borghesi a indagare il senso della presenza floreale e arborea nell’opera di Fenoglio, Zanzotto e Calvino. Infatti dal 2011 la scrittrice dirige una rubrica di botanica e letteratura, Clorofilla, sulla rivista online Doppiozero. La camelia meritava un libro. Del resto è un fiore che può stupire con corolle sontuose ed eccentriche o con la sua complessa perfezione geometrica, monocromatica o dalle screziature più bizzarre. Ma può anche incantare con un semplice e profumato giro di petali. La sua specie conta oltre 22.000 varietà. Novità travolgente nei giardini dell’Ottocento, divenne il fiore del Risorgimento nazionale, un’icona di stile che decretò fortune letterarie, di bellezza e musicali. Ma prima dei suoi fiori bellissimi in Europa sono arrivate le foglie. Quanti sanno infatti che la pianta del tè è una camelia? Prima ancora di diventare il simbolo della maison Chanel, Angela Borghesi ricorda che, “Nel 1915 Shinzo Fukuhara, figlio del fondatore Arinobu Fukuhara, divenne presidente della Shiseido, l’azienda giapponese leader mondiale della cosmesi.
Aveva studiato arte a Parigi e molto ammirato l’Art Nouveau. Fu lui a disegnare il bozzetto del ramo della camelia in un bicchiere, con un fiore dritto e uno reclinato, simbolo dell’ aspirazione e della modestia: nulla di più giapponese. L’ hanatsubaki (il fiore della camelia) è tutt’ora il logo di Shiseido e della sua idea di bellezza semplice, al contempo moderna e senza tempo”. Ma la camelia tocca anche il mondo del teatro e dell’opera lirica. La mitica “Sarah Bernhardt, l’attrice osannata anche da Proust, più volte tra il 1896 e il 1898 portò in scena la sua Marguerite Gautier. Lo spettacolo ebbe perfino l’affiche firmata da Alphonse Mucha, il maestro dell’art Nauveau. Pubblicato ben quarant’anni prima, nel 1848, e riproposto da lui medesimo poco dopo in versione teatrale, La Dame aux camelias continuava infatti a mietere consensi senza che nessuno dei suoi petali si sgualcisse”. “La struggente, patetica figura di Marguerite Gautier è ispirata alla vicenda di Marie Duplessis, nota cortigiana della Parigi di Luigi Filippo e amante di Dumas, morta di tisi a soli 23 anni. Il nomignolo se l’era guadagnato perchè solita mostrarsi in pubblico con l’immancabile bouquet di camelie bianche che, in alcuni giorni del mese mutavano colore”.
Non c’è traccia di camelie ne La traviata di Giuseppe Verdi, ma l’autrice ricorda che il maestro le coltivava e che Giosué Carducci, amico del compositore, conosceva bene le camelie e qual era il loro ambiente favorevole, come mostra nella lirica Piemonte (1890).
Serata-evento con Siani, a Natale ricordatevi la felicitàSu Sky il primo one-man-show con l’attore napoletano
TARANTO21 dicembre 201919:02
“Lo so che non bastano un tour, o uno show o un libro per raccontare la felicità, ma io vorrei essere un po’ come quei post che si mettono sul frigo per non dimenticare qualcosa: ecco io la notte di Natale Preferisce definirlo un cinema- people-show, lo spettacolo che porterà su Sky la sera del 24 dicembre Alessandro Siani, attore napoletano al debutto con un programma tutto suo in televisione.
“In realtà i miei inizi in tv sono stati con Bulldozer su Rai 2 – ci ha tenuto a precisare – Comunque quando mi hanno chiesto ‘ti andrebbe di fare un one-man-show?’ io ho risposto ‘no meglio un cinema-show perché c’è tanto cinema e un people-show perché ci sono tanti amici”.
Alle 21.15 della vigilia su Sky e Now Tv si accenderanno i riflettori quindi su ‘Stasera felicità’, serata-evento il cui titolo richiama quello del tour che l’attore napoletano sta portando in giro per l’Italia da un anno. Riferimento centrale del progetto è il cinema, ma pensato per la tv, con una scenografia che è un omaggio al film ‘The Truman Show’, esibizioni e perfomance sul palco di Alessandro, insieme a tanti ospiti come Diego Abatantuono, Rossella. Brescia, Alessandro Cattelan, Achille Lauro, Diletta Leotta, Ana Caterina Morariu, Nek, Franco Nero, Giorgio Panariello, Lidia Schillaci, Nina Zilli.
“Ci sarà anche una scena inedita ispirata a ‘Benvenuti a Sud’ che interpreterò con Nunzia Schiano, nel film mia madre, e Valentina Lodovini”, ha aggiunto Siani ricordando il successo cinematografico del film di Claudio Bisio.
“Era il 2009 e fu un vero miracolo e da li sono partiti 10 anni importanti per me, i biglietti d’oro, la possibilità di tornare a teatro – ha raccontato l’attore – Ma in questa fase della mia vita avevo voglia di sperimentare”.
“Certo non bastano un tour, o uno show o un libro per raccontare la felicità – ha aggiunto – Ma io vorrei essere un po’ come quei post che si mettono sul frigo per non dimenticare qualcosa: ecco io la notte di Natale vorrei dire a tutti ricordiamoci stasera la felicità, che poi è la gioia di stare con le persone che ami e che ti amano”. Prodotto da Friends & Partners in collaborazione con Buona Luna per Sky, per la regia di Cristian Biondani, ‘Stasera felicità’ coinvolgerà anche un coro gospel e a uno di voci bianche. Tutto con l’ironia con cui Siani affronterà i temi legati ai sentimenti e alle atmosfere del Natale, tra sketch, monologhi in studio e momenti di varietà, sfruttando idee e tecniche proprie del grande schermo.
“E’ la prima volta che facciamo uno show di questo tipo e per noi rappresenta qualcosa di nuovo – ha detto Antonella D’Errico, Vice President Sky Branded Channel – Ma questo progetto sposa profondamente l’anima di Sky perché coniuga perfettamente intrattenimento e cinema”.vorrei dire a tutti ricordiamoci stasera la felicità”. Lo ha detto Alessandro Siani presentando, ‘Stasera felicità’, serata-evento su Sky, il primo spettacolo televisivo interamente da protagonista dell’attore napoletano, in onda il 24 dicembre. Lo spettacolo è un one-man-show cinematografico pensato per la tv durante il quale con ironia Siani affronterà i temi legati ai sentimenti e alle atmosfere del Natale, tra sketch, monologhi in studio e momenti di varietà con tanti ospiti, sfruttando idee e tecniche proprie del grande schermo.
Ci sarà anche una scena legata al film ‘Benvenuti a Sud’ che interpreterà sul palco con Nunzia Schiano, nel film la madre, e Valentina Lodovini. Tra gli altri ospiti Diego Abatantuono, Rossella. Brescia, Alessandro Cattelan, Achille Lauro, Diletta Leotta, Ana Caterina Morariu, Nek, Franco Nero, Giorgio Panariello, Lidia Schillaci, Nina Zilli.
“E’ la prima volta che facciamo uno show di questo tipo e per noi rappresenta qualcosa di nuovo – ha detto Antonella d’Errico, vicepresidente Sky Branded Channel – Ma questo progetto sposa profondamente l’anima di Sky perché coniuga perfettamente iintrattenimento e cinema”
Addio a Ungaro, lo stilista che amava le donneAveva 86 anni. I funerali lunedì 23 a Parigi
22 dicembre 201916:37
– E’ morto a Parigi all’età di 86 anni lo stilista Emanuel Ungaro, grande couturier. Lo conferma la famiglia. Francese di nascita ma di origini pugliesi (il padre era un sarto antifascista di Francavilla Fontana emigrato durante il fascismo). Ungaro lascia la moglie Laura Bernabei, figlia di Ettore, e una figlia, Cosima. I funerali si terranno domani mattina a Parigi. “Mi piace la definizione di stilista che ama le donne – spiegava – perché non lavoro su un’idea ma sul corpo in movimento, con le sue forme e la sua realtà”. A Parigi, che considerava la sua città (“L’Italia è bella, vibrante e mi coinvolge. Ma la mia città è Parigi. L’Italia sarà il mio scalo, la mia dolce vita”) era stato l’allievo prediletto del grande Balenciaga e poi aveva fondato, nel 1965, la sua maison dalla quale uscirono abiti meravigliosi che hanno vestito attrici e principesse, da Catherine Deneuve a Jackie Kennedy, da Lauren Bacall a Caroline di Monaco, Ira Furstenberg, Isabelle Adjani. L’alta moda per lui rappresentava la “libertà estrema”, un esercizio di stile. Nel 2004 l’addio alle passerelle: “Ho consacrato più di 35 anni della mia vita all’Alta Moda. L’ho amata con una passione divorante. -disse – Assieme all’universo che rappresenta: laboratori, artigiani, ricamatori, tutti detentori di un savoir faire che rischia di morire. Se c’e’ un dramma e’ quello di questa gente che perde l’arte e il lavoro. Certe sarte erano con me dall’inizio. Ma bisogna tagliare i fili, disfare questa famiglia che si era formata nell’armonia”. Un addio definitivo. Malato da tempo, si è spento assistito dai suoi affetti, la moglie amatissima Laura, che era stata sua musa e sua compagna di lavoro, e la figlia Cosima. Lunedì 23 dicembre, nella ville Lumière, i funerali.
La Pompei intima di Giulio Polibio70 oggetti raccontano le ultime ore di un’agiata famiglia
22 dicembre 201919:55
POMPEI -Un beauty in legno e bronzo con le sue boccette di vetro piene di profumi e unguenti, i resti del letto con la sua maestosa testata, un cratere in bronzo che già allora, nel 79 d.C poteva far mostra di sé come un ricco pezzo di antiquariato. Enorme e raffinata, le decine di stanze affrescate con i colori più in voga, il magnificente e odoroso giardino pieno di piante da frutto e di fiori, la casa di Giulio Polibio, candidato di punta alle elezioni che si sarebbero dovute svolgere a breve, era una delle più belle di Pompei, ricca come il suo padrone, facoltoso liberto della gens Julia, commerciante in carriera dalle alte ambizioni e dai gusti elevati. Ma forse anche di più, visto che per gli archeologi questa dimora dalla pianta particolarmente complessa potrebbe essere appartenuta in passato proprio alla gen Julia , in particolare ad un certo L.Julius Philippus il cui sigillo è stato trovato in giardino e che forse potrebbe averla abitata prima che venisse ceduta a Giulio Polibio.Tant’è, quella meraviglia da 7.500 metri quadrati edificata proprio accanto alla domus dei Casti Amanti (siamo sempre sulla famosa via dell’Abbondanza) è stata abitata fino all’ultimo istante della tragedia, i suoi 13 abitanti, componenti della famiglia di Polibio sono morti tutti fra quelle mura, qualcuno anche nel suo letto, senza portare via nulla, dai gioielli alle suppellettili, i mobili, le argenterie, il vasellame da cucina. “Con tutta probabilità avevano deciso di non muoversi perché la giovane figlia di Polibio, una ragazzina poco più che sedicenne, era incinta e la gravidanza era ormai agli sgoccioli, sarebbe stato difficile per lei fuggire”, spiega il direttore del Parco Archeologico Massimo Osanna.Quello che è rimasto insieme ai resti dei corpi e a quel carico di suppletiva tragedia è una sorta di manuale della vita pompeiana che ora rivive in una mostra raffinata che in attesa che vengano completati i lavori di restauro della domus Osanna ha voluto allestire nelle sale dell’Antiquarium. Aperta al pubblico da domani, lunedì 23 dicembre 2019, la rassegna fa parte di una serie di esposizioni monografiche sulle più importanti abitazioni della antica colonia romana. E con la sua storia così drammatica e insieme paradigmatica dell’orrore che lo scoppio del vulcano inflisse alla cittadina permette un tuffo ad alto tasso emotivo nella quotidianità di una agiata famiglia di allora.In mostra, anticipa Osanna, “ci sono oltre 70 oggetti frutto degli scavi terminati all’inizio degli anni ’80 da Zevi ed esposti per la prima volta tutti insieme. Una vetrina raccoglie la bellissima scatola beauty (ricostruita all’epoca dello scavo sulla base di un calco) con le sue preziose ferramenta intagliate, e poi lucerne, porta lucerne, bruciaprofumi, vasellame per la cottura dei cibi, coppe per banchetti e bottiglie di vetro, scaldavivande da sala , candelabri, finanche il calco perfetto di un cesto di vimini. E poi il sigillo di Julius Philippus naturalmente, ma anche un salvadanaio di terracotta e dei dadi da gioco oltre al meraviglioso cratere istoriato ( che arriverà a Pompei il 6 gennaio direttamente dalla mostra romana allestita alle Scuderie del Quirinale) e alla statua in bronzo di Apollo che Polibio aveva voluto nel vestibolo (anche la statua, bellissima, arriverà a gennaio di ritorno da una mostra su Pompei allestita a Oxford).Ma non solo: a rendere se possibile più commovente questo salto indietro di duemila anni nell’intimità di una famiglia distrutta dall’eruzione, ci sono anche i volti di tre dei suoi componenti, tra cui proprio quello della giovane donna incinta. “Le teste sono il frutto di un esperimento di estrema avanguardia che fu fatto dai tecnici negli anni ’70-’80, qualcosa per allora di assai pionieristico – sottolinea Osanna – noi abbiamo deciso di esporle così ognuna accanto al suo teschio per dare una volta di più l’idea di quello che è stato”. Certo non è detto che quei volti ricostruiti siano in tutto e per tutto fedeli agli originali (ci mancano i dati sui capelli per esempio o sulle sopracciglia, che non sono da poco) ma l’impatto per chi ci si trova davanti è comunque da togliere il fiato.Oggetto di un infelice e costoso restauro nel 2010 all’epoca del ministro Bondi e del commissario Fiori (con una spesa di oltre 1 milione di euro che comprendeva un ricco corredo di multimedialità per la sua valorizzazione comprensivo di ologramma del padrone di casa e persino un percorso ‘olfattivo’ che i visitatori dovevano seguire bendati ) la domus di Polibio fu poi subito richiusa (già nel 2011) per il crollo di un’architrave. Il nuovo restauro, che comprende naturalmente l’intervento sul fronte di scavo, oltre che il rifacimento delle coperture, è in programma per il 2020.
The Farewell, le bugie buone, la famiglia cineseClip esclusiva del film della regista Lulu Wang, in sala dal 24 dicembre
19 dicembre 201911:22
La famiglia in Cina ha una marcia in piu’, specie se a raccontarla e’ Lulu Wang. Ma il secondo film della regista, ‘The Farewell. Una bugia buona’ (titolo provvisorio), passato alla Festa del Cinema di Roma e in sala con la Bim dal 24 dicembre, ha anche altri meriti. Tra questi sicuramente quello di raccontare un Paese, come la Cina, dove stride sempre piu’ il confronto tra tradizione e modernizzazione, mettere a confronto Oriente ed Occidente e affrontare, infine, anche il tema della morte e della malattia. Ma sempre con malinconica ironia, in commedia. Protagonista del film e suo vero motore Billi (Awkwafina), ragazza molto smart in cerca di lavoro, nata in Cina e cresciuta negli Stati Uniti, esattamente a New York. Quando la sensibile Billi scopre che l’amata nonna, Nai-Nai (una grandissima Zhao Shuzhen), rimasta in Cina, ha solo poche settimane di vita, in cuor suo si dispera. In famiglia questa ferale notizia e’ nota ormai a tutti, ma di comune accordo si e’ deciso di tenere nascosta la verita’ alla diretta interessata per farle vivere serenamente i suoi ultimi giorni. Cosi’, con l’espediente di un matrimonio da celebrare in fretta e furia, tutta la famiglia – chi dall’America, chi dal Giappone – si riunisce a casa di Nai-Nai, a Changchun. Una rimpatriata nel passato da parte di Billi in una citta’ ormai a lei sconosciuta. Unica certezza, invece, la famiglia, con le sue pazzie, rituali ed affetti. Al centro di questa ovviamente c’e’ Nai-Nai, una vera e propria matriarca, una donna prepotente e dolce. Intorno alla sua ingombrante figura, che diventa il simbolo di una cultura incontaminata, si raccoglie tutta la famiglia a cui e’ comune il segreto della sua malattia. La domanda e’: cosa e’ giusto, nasconderle la verita’ della sua imminente morte o comunicargliela? A un certo punto lo zio di Billi, che vive in Giappone, dice la sua sulla differenza nella percezione della morte tra Oriente ed Occidente. “In Oriente – sottolinea – una persona e’ parte di un tutto e conta piu’ questo della sua stessa individualita’, cosi’ sta a noi prenderci il peso del dolore della sua scomparsa e non dire niente a lei”. “Non mi riconosco in queste persone che hanno romanticismo verso la patria – dice la regista di questo film molto autobiografico che, tra l’altro, ha vinto il premio del pubblico al Sundance -. Ogni volta che torno in Cina, mi sento piu’ americana che mai, quindi e’ questa la vera domanda: ‘Beh, dov’e’ davvero casa?’ Il fatto e’ che noi la cerchiamo sempre e non ci inseriamo mai completamente nei luoghi in cui ci ritroviamo”
Cattive acque, legal thriller sull’ambiente /TRAILERUna storia vera firmata da Todd Haynes con Mark Ruffalo
24 dicembre 201909:27
‘Cattive acque’ di Todd Haynes è un film green per l’ambiente, ma anche un legal thriller ispirato a una storia vera, quella di Robert Bilott (Mark Ruffalo) avvocato ambientalista protagonista di una estenuante battaglia legale durata diciannove anni contro il colosso chimico DuPont. Una battaglia non da poco se si considera che si trattava di rappresentare 70mila cittadini dell’Ohio e della Virginia, la cui acqua potabile era stata contaminata dallo sversamento incontrollato di PFOA (acido perfluorooctanico). Tutto inizia il 6 gennaio 2016, quando il New York Times parla di Bilott, socio dello studio legale Taft Stettinius & Hollister LLP, che ha scoperto come una sostanza chimica stava contaminando da anni una comunità rurale. Il film, in sala dal 20 febbraio con la Eagle, ha la cadenza di un horror: i Tennant, proprietari agricoli da generazioni, iniziano a perdere il bestiame. La loro pelle si riempie di lesioni, gli occhi si cerchiano di rosso, una bava bianca gocciola dalla bocca e i denti diventano neri. Convinto che la causa sia una fuoriuscita tossica dalla vicina discarica di Dry Run, dove l’impianto Washington Works di proprietà della DuPont scarica i suoi rifiuti, Wilbur Tennant prova per anni a ottenere inutilmente delle risposte. Disperato, alla fine si rivolge a Bilott, che da bambino aveva passato del tempo nella Virginia occidentale, a Parkersburg, proprio vicino alla fattoria dei Tennant. “Quello che Mark Ruffalo non poteva sapere, è quanto io fossi un fan segreto di questo genere di film – dice Haynes -. Dubito di essere l’unico ad avere una così grande ammirazione per ‘la trilogia della paranoia’ degli anni ’70 di Alan Pakula (e Gordon Willis) – Una squillo per l’ispettore Klute, Perché un assassinio e Tutti gli uomini del Presidente – o per i film che sono seguiti nei decenni successivi, come Silkwood di Mike Nichols e Insider – Dietro la verità di Michael Mann. Ad attirarmi verso questo genere c’è sempre stato qualcosa, che va ben oltre lo scoprire come i potenti possano fare una brutta fine”. “In Cattive Acque – continua il regista – tutto si fonda sul personaggio di Rob Bilott, non-eroe per eccellenza, le cui idee sulle normali pratiche aziendali vengono ribaltate dalle sue scoperte sulla DuPont. Diffidente, imparziale e circospetto di natura, Bilott, come molte tipiche ‘talpe’, è già una figura solitaria quando inizia la storia. E come sempre accade l’isolamento, come un virus, s’insinua nell’evoluzione della storia, diffondendosi non solo a Wilbur Tennant, ma a tutti i diversi personaggi, intrecciando classi differenti, affliggendo la vita pubblica, la vita famigliare e, nella sua scia, la vita religiosa. La verità è che, pur avendo legami solidi – conclude Haynes -, sfidare potenti gruppi d’interesse, finisce comunque con il creare isolamento, oltre a mettere in seria discussione facoltà e valori personali. Un film come Cattive Acque descrive – nei minimi dettagli – questo processo”. Nel cast, oltre Ruffalo, Anne Hathaway, Tim Robbins e Bill Pullman.
Raffaello, a Roma mostra monografica mai vista primaA Scuderie del Quirinale da 5 marzo, evento clou 500 anni morte
23 dicembre 201919:57
Duecento capolavori, 50 provenienti dagli Uffizi, per la più spettacolare monografica mai dedicata a Raffaello in 500 anni dalla sua morte, si aprirà il 5 marzo alle Scuderie del Quirinale. Con la maxi-mostra a Roma culmineranno le celebrazioni per l’artista a livello mondiale: protagoniste ne saranno oltre cento opere di mano dell’Urbinate mai riunite tutte insieme prima d’ora. Una grande mostra monografica, con oltre duecento capolavori tra dipinti, disegni ed opere di confronto, dedicata a Raffaello Sanzio, superstar del Rinascimento, nel cinquecentenario della sua morte, avvenuta a Roma il 6 aprile 1520 ad appena 37 anni.
L’esposizione, intitolata semplicemente RAFFAELLO, costituisce l’apice delle celebrazioni mondiali e rappresenta l’evento di punta del programma approvato dal Comitato Nazionale appositamente istituito dal Ministro Dario Franceschini e presieduto da Antonio Paolucci. Realizzata dalle Scuderie del Quirinale (appartenenti alla Presidenza della Repubblica e gestite dal Mibact attraverso la società in-house ALES), in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi, la mostra è curata da Marzia Faietti e Matteo Lafranconi con il contributo di Vincenzo Farinella e Francesco Paolo Di Teodoro.
Un autorevole comitato scientifico presieduto da Sylvia Ferino ha affiancato e approfondito il lavoro del team curatoriale, stimolando un dialogo fruttuoso tra gli specialisti del settore più accreditati al mondo, come Nicholas Penny (già direttore National Gallery di Londra), Barbara Jatta (direttore Musei Vaticani), Dominique Cordellier (Musée du Louvre), Achim Gnann (Albertina, Vienna), Alessandro Nova (Kunsthistorisches Institut, Firenze).
In occasione della mostra, è stato raccolto un vastissimo corpus di opere di mano di Raffaello: oltre 100, tra dipinti e disegni, per una raccolta di creazioni dell’urbinate mai viste al mondo in così gran numero tutte insieme. Anche in termini di capolavori in prestito (oltre che di lavoro scientifico svolto), è stato determinante il contributo delle Gallerie degli Uffizi, con circa 50 opere delle quali oltre 40 dello stesso Raffaello.
Non ci saranno però – a quanto si apprende – pesi massimi della sala degli Uffizi dedicata ai capolavori di Michelangelo e dell’Urbinate come i ritratti dei coniugi Doni e la Madonna del Cardellino. Questo anche perchè la mostra è pensata come un dialogo tra la Capitale e Firenze: in modo che la mostra di Roma possa essere completata dalle opere di Raffaello che resteranno al loro posto a Firenze. Ma anche tanti altri musei di importanza internazionale hanno contribuito ad arricchire la rassegna: le Gallerie Nazionali d’Arte Antica, la Pinacoteca Nazionale di Bologna, il Museo e Real Bosco di Capodimonte, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, la Fondazione Brescia Musei, e all’estero, oltre ai Musei Vaticani, il Louvre, la National Gallery di Londra, il Museo del Prado, la National Gallery of Art di Washington, , l’Albertina di Vienna, il British Museum, la Royal Collection, l’Ashmolean Museum di Oxford, il Musée des Beaux-Arts di Lille. Complessivamente saranno più di 200 le opere in mostra.
L’esposizione, che trova ispirazione particolarmente nel fondamentale periodo romano di Raffaello e che lo consacrò quale artista di grandezza ineguagliabile e leggendaria, racconta con ricchezza di dettagli tutto il complesso e articolato percorso creativo. Ne faranno parte creazioni amatissime e celebri in tutto il mondo, quali, solo per fare alcuni esempi, la Madonna del Granduca delle Gallerie degli Uffizi, la Santa Cecilia dalla Pinacoteca di Bologna, la Madonna Alba dalla National Gallery di Washington, il Ritratto di Baldassarre Castiglione e l’Autoritratto con amico dal Louvre, la Madonna della Rosa dal Prado, la celebre Velata di nuovo dagli Uffizi. La mostra verrà inaugurata il 3 marzo 2020 alla presenza delle più alte cariche dello Stato e dei rappresentanti ufficiali dei principali paesi prestatori.
Dal 5 marzo la mostra aprirà al pubblico e sarà visitabile fino al 2 giugno. Per Franceschini ”è una grande mostra europea che raccoglie capolavori mai riuniti finora. Il giusto modo per celebrare la grandezza e la fama di un artista universale a 500 anni dalla sua morte. La prestigiosa esposizione alle Scuderie del Quirinale, che come quella dedicata a Leonardo al Louvre vede la collaborazione dei più grandi musei italiani e internazionali, permetterà al pubblico di ammirare un corpus considerevole di opere di Raffaello”.
Per il presidente e ad Ales- Scuderie del Quirinale Mario Di Simoni la mostra ” è la dimostrazione di quanto sia corretta la collocazione delle Scuderie del Quirinale in stretto collegamento con il grande sistema dei musei statali. È il coronamento ideale dei vent’anni di apertura al pubblico delle Scuderie del Quirinale”. Infine il direttore delle Gallerie degli Uffizi Erike Schmidt dice: “Le Gallerie degli Uffizi, dove si concentra il più grande numero di dipinti e disegni di Raffaello al mondo, partecipano con entusiasmo all’organizzazione di questa ricorrenza epocale, per offrire una nuova, approfondita visione di Raffaello, specialmente per il periodo in cui l’artista visse a Roma. La mostra, frutto di una collaborazione senza precedenti tra le Gallerie degli Uffizi e le Scuderie del Quirinale, si svolge non a caso nella capitale: Roma non è solo una tappa biografica dell’artista, ma il simbolo della dimensione nazionale della sua arte e del suo pensiero
Lazzaro Felice è terzo film dell’anno per GuardianCresto Dina, Alice Rohrwacher è tra le voci mondiali del cinema
23 dicembre 201913:38
Lazzaro Felice di Alice Rohrwacher, già premio per la sceneggiatura al Festival di Cannes nel 2018, è secondo The Guardian al terzo posto tra i 50 film più belli del 2019 dopo “The Irishman” di Martin Scorsese e “Marriage Story” di Noah Baumbach. Intanto a New York chiude al MoMa la mostra The Wonders, Alice and Alba Rohrwacher.
“Per noi è un onore e un insegnamento lavorare con Alice – commenta da Londra il produttore Carlo Cresto-Dina, la cui casa di produzione ‘tempesta’ ha prodotto tutti i film della Rohrwacher -, una delle voci più autentiche e sorprendenti del cinema internazionale. Fa parte ormai di un gruppo di autrici e autori che stanno disegnando il cinema mondiale di questi anni.
Il fatto che molti di questi nomi oggi siano italiani, che siano seguiti all’estero forse ancora più che da noi, dovrebbe farci orgogliosi”.
Uscito in Gran Bretagna con il titolo “Happy as Lazzaro”, il terzo film di Alice Rohrwacher continua a raccogliere importanti consensi, sempre il The Guardian infatti l’ha inserito tra i 100 migliori film del 21/o secolo mentre è la rivista specializzata Indiewire a eleggerlo come uno dei 100 titoli più importanti del decennio.
Box office, Star Wars batte tuttiIncassa 4 milioni in 5 giorni, Pinocchio di Garrone è secondo
23 dicembre 201913:32
Come era prevedibile (e come ha confermato anche il botteghino Usa), l’uscita del nuovo capitolo della saga di Star Wars, L’ascesa di Skywalker, ha catalizzato l’attenzione degli spettatori nel primo weekend di programmazione: in 5 giorni, in 821 sale, l’incasso è stato oltre 4 milioni (4.101.661) di euro, con una media per sala (la più alta della classifica) di 4.996 euro. Cerca di difendersi il Pinocchio immaginato da Matteo Garrone, con un cast di tutto rispetto con Roberto Benigni nel ruolo di Geppetto e Gigi Proietti in quello di Mangiafuoco, che al debutto centra il secondo posto con 2 milioni 655 mila euro. La commedia tutta natalizia diretta e interpretata da Ficarra e Picone, Il primo Natale, scivola dalla vetta al terzo posto con poco più di 2 milioni (oltre 6 milioni di incasso in due settimane). Rimane fuori dal podio Ferzan Ozpetek con l’atteso La Dea Fortuna, che porta a casa poco meno di un milione e mezzo nel weekend. Frozen 2, in sala da un mese, ha superato ormai quota 16 milioni e non accenna a fermarsi, anche in vista dei giorni di Natale. Sesto posto per la commedia romantica Last Christmas con 662mila euro in quattro giorni, seguito dal crime in stile Agatha Christie, Cena con delitto con Daniel Craig nei panni di un acuto investigatore, che in tre settimana ha guadagnato 3 milioni 254 mila euro. Seguono poi L’immortale (5,5 milioni in 3 settimane), il cartone animato canadese Paw Patrol mighty Pups (104mila euro in 2 giorni) e il francese Ritratto della giovane in fiamme (89mila euro al debutto).
Il box office ha totalizzato 13 milioni 263mila euro, con un +53% rispetto a una settimana fa (8 milioni 692mila) e un significativo +35.51% rispetto all’analogo weekend del 2018.
Natale: arriva il fumetto-regalo ‘Graphiman contro i perfidi Rognoni’Realizzato da Carlotta Pignatti Costamagna, la ‘ragazza del grafene’
23 dicembre 201912:59
‘Graphiman contro i perfidi Rognoni’. E’ il titolo del fumetto-regalo realizzato da Carlotta Pignatti Costamagna e disegnato da Carola Zerbone. La Costamagna, presidente di Pellan Italia, “la ragazza del Grafene” è stata indicata da Forbes , quest’anno, tra i 20 innovatori in Italia.La giovane imprenditrice è anche sul podio dei maggiori investimenti in start up per il 2019, terza assoluta con BeDimensional, spin off dell’Istituto Italiano di Tecnologia che con un gruppo di scienziati guidati da Vittorio Pellegrini industrializza il grafene.La struttura del racconto che Carlotta ha immaginato segue i canoni delle storie dei supereroi. Ed il suo Graphiman – il fumetto è una originale sorpresa che il misterioso fidanzato di Carlotta troverà sotto l’albero di Natale – interpreta la storia di un innamoramento, ma anche di un sogno industriale: che il grafene, il materiale delle meraviglie, possa presto confermare le importanti aspettative che la sua scoperta ha generato.
The Farewell. Una bugia buona da non perderePer il Natale una famiglia cinese piena di sentimento
23 dicembre 201909:59
Al di là di ogni retorica la famiglia raccontata in The Farewell. Una bugia buona di Lulu Wang ti riconcilia con questa istituzione spesso a rischio durante le feste natalizie. E questo è solo uno dei meriti di questo secondo film della regista, già alla Festa di Roma e ora in sala con la Bim dal 24 dicembre.
In questo film, da non perdere, tanti i temi. Tra questi il racconto di un paese, la Cina, dove stridono sempre più tradizione e modernizzazione e poi l’inevitabile confronto, tra Oriente ed Occidente, sul modo di affrontare morte e malattia.
Tutto questo con malinconica ironia, in commedia.
Protagonista del film e suo vero motore, Billi (Awkwafina, rapper statunitense di origine cinese), ragazza molto smart in cerca di lavoro, nata in Cina e cresciuta negli Stati Uniti, a New York. Ora quando la sensibile Billi scopre che l’amata nonna, Nai-Nai (una grandissima Zhao Shuzhen), rimasta in Cina, ha solo poche settimane di vita, in cuor suo si dispera. In famiglia questa ferale notizia è nota ormai a tutti, ma di comune accordo si è deciso di tenere nascosta la verità alla diretta interessata per farle vivere serenamente i suoi ultimi giorni. Così, con l’espediente di un matrimonio da celebrare in fretta e furia, tutta la famiglia – chi dall’America, chi dal Giappone – si riunisce a casa di Nai-Nai, a Changchun. Una rimpatriata nel passato da parte di Billi in una città ormai a lei sconosciuta. Unica certezza, invece, la famiglia, con le sue pazzie, rituali ed affetti. Al centro di questa ovviamente c’è Nai-Nai, una vera e propria matriarca, una donna prepotente e dolce. Intorno alla sua ingombrante figura, che diventa il simbolo di una cultura incontaminata, si raccoglie tutta la famiglia a cui è comune il segreto della sua malattia. La domanda è: cosa è giusto, nasconderle la verità della sua imminente morte o comunicargliela? A un certo punto lo zio di Billi, che vive in Giappone, dice la sua sulla differenza nella percezione della morte tra Oriente ed Occidente. “In Oriente – sottolinea – una persona è parte di un tutto e conta più questo della sua stessa individualità, così sta a noi prenderci il peso del dolore della sua scomparsa e non dire niente a lei”. “Non mi riconosco in queste persone che hanno romanticismo verso la patria – dice la regista di questo film molto autobiografico che, tra l’altro, ha vinto il premio del pubblico al Sundance -.
Ogni volta che torno in Cina, mi sento più americana che mai, quindi è questa la vera domanda: ‘Beh, dov’è davvero casa?’ Il fatto è che noi la cerchiamo sempre e non ci inseriamo mai completamente nei luoghi in cui ci ritroviamo”.
Agli Uffizi mostra virtuale per augurare Buon NataleEike Schmidt, ‘Nella luce degli angeli’ ispira dolcezza e pace
21 dicembre 201918:28
– Un viaggio nella storia dell’arte attraverso i capolavori di Giotto, Beato Angelico, Botticelli, Leonardo e tanti altri grandi, in compagnia delle creature più poetiche e amate: è ’Nella luce degli Angeli’, mostra virtuale curata in occasione del Natale dalle Gallerie degli Uffizi e offerta al pubblico – virtualmente in tutto il mondo – sulle pagine del sito ufficiale del museo all’indirizzo https://www.uffizi.it/mostre-virtuali/nella-luce-degli-angeli .
Dell’ipervisione fanno parte 12 riproduzioni in altissima definizione di altrettante celebri opere appartenenti alle Gallerie degli Uffizi. Tra queste, la Maestà di Ognissanti di Giotto, l’Incoronazione della Vergine del Beato Angelico, la Madonna del Magnificat di Sandro Botticelli, il Battesimo di Cristo di Andrea del Verrocchio e del giovane Leonardo da Vinci, il simpatico Angelo musicante di Rosso fiorentino. In ognuno di questi capolavori, gli angeli, mediatori tra il mondo umano e quello divino, catturano la nostra attenzione, sia per la bellezza della resa pittorica sia per certe tenerissime invenzioni figurative.
Nella Bibbia, erano identificati con la parola mal’ak cioè messaggero, un termine in seguito utilizzato anche nel Corano, il testo sacro rivelato a Maometto proprio dall’arcangelo Gabriele, inviato da Dio. L’equivalente greco è anghelos, e connotava Hermes, il messaggero degli dei; dalla mitologia la parola transita nel Cristianesimo e assume il significato valido ancora oggi in quasi ogni lingua. E proprio in quanto messaggeri di Dio gli angeli popolano l’Antico Testamento, appaiono nel libro del Genesi a mettere in atto la cacciata di Adamo ed Eva dal Giardino dell’Eden, corrono a fermare Abramo un attimo prima che vibri il colpo mortale sul figlio Isacco, o rivestono il ruolo di spirito guida: è il caso del giovane Tobiolo, scortato amorevolmente dall’arcangelo Raffaele nel lungo viaggio intrapreso per recuperare i crediti del vecchio padre. Anche nei Vangeli il compito di queste creature eteree, né umane né divine, è quello di connettere terra e cielo, accompagnando la vita di Gesù e della sua famiglia. Commenta il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt: “Lo scorso anno la prima ipervisione natalizia con capolavori degli Uffizi ‘Oggi è nato per voi un Salvatore’ (dedicata al tema della Natività) aveva riscosso grande successo, con decine di migliaia di visite virtuali da tutto il mondo solo durante le settimane delle feste natalizie. Abbiamo deciso di ripetere l’appuntamento anche quest’anno con un tema che ispira dolcezza e pace, infondendo l’idea di prossimità tra umano e divino. Con queste magnifiche immagini le Gallerie degli Uffizi augurano Buone Feste a tutti nel mondo”.
Tv: per Natale nasce su Fox+1 un canale dedicato ai GriffinEcco GRIFFIN HOLIDAY JUKEBOX. Da 22 dicembre al 5 gennaio.
21 dicembre 201917:46
Per festeggiare il Natale insieme alla famiglia più pazza d’America nasce su Fox+1 il GRIFFIN HOLIDAY JUKEBOX, un canale interamente dedicato ai Griffin. Dal 22 dicembre al 5 gennaio il canale 113 di Sky, infatti, avrà un’intera programmazione dedicata alla famiglia più irriverente d’America con oltre 100 ore di Griffin. Gli episodi delle prime dodici stagioni si susseguiranno in modalità shuffle per permettere ai fan della serie di apprezzare episodi vecchi e nuovi senza nessun ordine prestabilito, aggiungendo suspense e imprevedibilità alla messa in onda.
Sarà l’occasione perfetta per rivedere episodi imperdibili come La fine del mondo, in cui la famiglia americana si vedrà costretta a fronteggiare il millennium bug ed adattarsi alla vita quotidiana in una realtà post-apocalittica, ma anche Genio ritardato durante il quale il capofamiglia Peter Griffin si convincerà di essere un genio. Tornerà sul piccolo schermo anche l’esilarante episodio Abbasso la censura, dove Peter lancerà la sua emittente televisiva priva di qualsiasi tipo di censura.
Viaggio nel multiuniverso, seguito in America da più di 10 milioni di telespettatori durante la prima messa in onda, riporterà in tv le avventure di Stewie e Brian, che con un telecomando riescono ad accedere ad universi paralleli. Con la riproposizione shuffle andrà in onda anche E alla fine furono di meno, spassosa parodia di Dieci piccoli indiani di Agatha Christie e l’episodio Il pezzo grosso in cui compare come guest star il famoso Dottor House.
NY Times, Gomorra tra le migliori serie del decennioLa serie Sky quinta fuori dagli Usa. Unico titolo italiano
21 dicembre 201912:56
– Gomorra, la serie Sky Original prodotta da Cattleya è al quinto posto nella classifica delle migliori produzioni internazionali (non US) del decennio secondo la tradizionale classifica stilata dal New York Times.
Unica serie italiana tra le 30 selezionate dal critico tv del quotidiano Mike Hale, Gomorra è definita un esemplare racconto criminale, “brutale, meditabondo, assolutamente avvincente”.
Immediatamente successivo in classifica il successo Made in Britain The Crown e ancora, a poche lunghezze, le quotatissime Fleabag, Killing Eve e A very English scandal. Una nuova attestazione per la serie ispirata dal romanzo di Roberto Saviano che, dal debutto su Sky nel 2014, ha collezionato riconoscimenti di pubblico e critica e ha conquistato 190 territori nel mondo. Una serie tv fortunata che è stata anche volano di successo per altri titoli come L’Immortale di Marco D’Amore (Attleya/Vision Distribution) un film legato a doppio filo a Gomorra che ha raccolto oltre 5 milioni di euro di incassi e il miglior debutto di sempre di un film crime in Italia . Mentre Salvatore Esposito, anche lui sul set di Gomorra. è oggi impegnato negli USA nelle riprese della nuova stagione di Fargo, altra serie cult, ispirata al film dei fratelli Coen, qui nel ruolo di produttori esecutivi
De Andrè-Pfm, un film da storico concerto ritrovatoRegia di Veltroni. Dori Ghezzi, rivivo emozione 40 anni fa
20 dicembre 201909:38
Fu un sodalizio artistico irripetibile, la fotografia di un’epoca: Fabrizio De André e Pfm insieme. Accadeva 40 anni fa e ci sarà da emozionarsi a febbraio rivedere insieme uno degli artisti italiani più amati e la rock band sul palco quel 3 gennaio 1979 a Genova. Diventerà infatti un docufilm diretto da Walter Veltroni lo storico filmato del concerto, uno dei più celebrati della musica italiana, recentemente ritrovato dopo essere stato custodito dal regista Piero Frattari che partecipò alla realizzazione delle riprese. Dopo un lungo periodo di ricerca con il supporto di Franz Di Cioccio, il nastro che si credeva perduto per sempre è stato rintracciato. Venuta a conoscenza dell’esistenza del filmato, la Sony Music si è accordata con Frattari per procedere al restauro del filmato integrale del concerto così da poterlo rendere disponibile al grande pubblico e ai tantissimi fan che questo concerto non avrebbero mai immaginato di poter un giorno vedere. “Fabrizio De André e PFM. Il concerto ritrovato”, arriverà nelle sale cinematografiche il 17, 18 e 19 febbraio 2020 con Nexo Digital (prevendite aperte dal 17 gennaio), con al centro quel documento veramente straordinario, visto che si tratta delle uniche immagini di quel’incredibile tournée. Tra l’altro si avvicina l’ottantesimo anniversario dalla nascita di Fabrizio De André (1940-1999). “Strana la vita, non finisce mai di riservarti sorprese – commenta Dori Ghezzi – Per fortuna, come in questo caso, si tratta di una sorpresa davvero bella. Sono anch’io molto curiosa ed emozionata di rivedere quello storico concerto. Se ci penso mi sento già riproiettata in quei momenti travolgentemente belli, di 40 anni fa”. E Franz Di Cioccio della PFM aggiunge: “Che bello ritrovare Fabrizio sul palco con noi… vedere il film del concerto sarà come riabbracciarlo. Un grande amico che ha sempre raccontato gli uomini e le donne senza dare ‘buoni consigli’.” Nel docufilm le immagini saranno raccontate dai protagonisti di quell’avventura straordinaria – Dori Ghezzi, Franz Di Cioccio, Patrick Djivas, Franco Mussida, Flavio Premoli, David Riondino, Piero Frattari, Guido Harari – che rievocheranno l’atmosfera di quel giorno, le emozioni provate, il dietro le quinte e la magia di un’esperienza mai più replicata. Solo nel 1975 Fabrizio De André decise di esibirsi in pubblico, in locali e palasport, eseguendo il suo repertorio quasi ed esclusivamente nella versione originale. Nel 1978 la PFM lo convinse a fare un tour insieme lungo tutto lo stivale e ad arrangiare i suoi brani in chiave rock. Un’unione artistica unica nella storia, un legame nato ai tempi della registrazione in studio dell’album “La buona novella”, un’amicizia che porta Fabrizio e PFM a rincontrarsi nel tempo, come in occasione di un concerto estivo della band a Nuoro proprio nell’agosto del 1978. Fu così che De André tornò nella sua città per quel concerto rimasto nel cuore di tutti e che cambiò per sempre la storia della musica italiana. “Fabrizio De André e PFM. Il concerto ritrovato” sarà un viaggio nella memoria ma anche un viaggio emozionale nel quale si ricercano le suggestioni di un’epoca unica della storia del nostro paese, segnata da eventi drammatici, un’epoca di grandi trasformazioni sociali e fermenti ideologici, e di tantissima energia creativa che proprio nella musica trovò l’espressione più dirompente e innovativa. “È un documento inedito di grande valore musicale e culturale, sottratto alla distruzione, che mostreremo integralmente. Attraverso le interviste dei protagonisti gli spettatori viaggeranno nel tempo e nello spazio, fino alle porte del padiglione C della Fiera di Genova, quel 3 gennaio del 1979”, ha detto Veltroni, chiamato a realizzare il docufilm per Except
18 regali, storia triste e inno alla vitaLa vicenda Girotto arriva in sala con Leo, Porcaroli e Puccini
20 dicembre 201909:33
Una storia triste che più triste non potrebbe essere, eppure ’18 regali’ di Francesco Amato, ispirato alla straordinaria vicenda di Elisa Girotto, alla fine oltre a commuovere è un grande inno alla vita. Perfetto così anche per un’uscita natalizia, quella del 2 gennaio con Vision Distribution. Cosa racconta questa sorta di dramedy? La storia vera di Elisa Girotto, una donna che ha commosso il mondo lasciando 18 regali per i futuri compleanni della figlia quando ha scoperto di avere un tumore e poco tempo per vederla crescere. Così, come racconta il film, ogni anno Alessio (Edoardo Leo) consegna alla figlia Anna (Benedetta Porcaroli) un regalo lasciatole dalla mamma Elisa (Vittoria Puccini).Ma Anna cresce come una ribelle, in guerra con il mondo e lo stesso padre, non avendo mai davvero accettato la morte della mamma. Così il giorno del suo diciottesimo compleanno, quando si ritrova a scartare l’ultimo regalo della madre, la sua rabbia è al massimo, tanto che scappa dalla festa organizzata per lei dai suoi parenti. Si ritrova così a vagare nella notte per strada quando un’auto all’improvviso la investe. Al suo risveglio in ospedale si ritrova, in una sorta di crasi spazio-temporale, faccia a faccia con quella madre che non ha mai conosciuto (è proprio lei infatti ad averla investita). Per loro, madre e figlia, l’occasione finalmente di conoscersi. Inizialmente sono solo due sconosciute, ma piano piano arriva per Elisa e Anna la consapevolezza che le loro vite sono legate da un destino di dolore, gioia e speranza.’18 regali’, prodotto da Lucky Red, 3 Marys e Rai Cinema, spiega il regista, ha avuto una vita travagliata. “Inizialmente – dice Amato – non volevo farlo, ero spaventato. Poi sono andato a trovare Alessio Vincenzo, il marito di Elisa, che tra l’altro ha partecipato anche alla sceneggiatura, che mi ha svelato qualche segreto della moglie. Soprattutto mi ha fatto leggere le sue lettere, degli scritti per certi versi filosofici in cui c’è un grande messaggio di speranza. E questo, alla fine, mi ha convinto ad andare avanti”.Dice invece Vittoria Puccini: “Quando ho visto gli scritti di Elisa e le sue lettere ho capito quanto dentro quelle sue parole ci fosse di positivo. Sono un inno alla vita anche e proprio per la grande semplicità che vi si avverte”. E spiega ancora meglio la brava Benedetta Porcaroli (Baby), capace di essere a suo agio in ogni registro interpretativo: “Non doveva essere un film ricattatorio – ci tiene a dire l’attrice 21enne -, dove si piange e ci si dispera. Ci siamo sempre contenuti per non cadere in questo errore”. Conclude, infine, il regista: “Può sembrare una cosa bizzarra, ma questo film io l’ho visto anche come una commedia. E va detto che ci siamo divertiti parecchio, cercando sempre di evitare ogni patetismo”.
Cinema: Capri,Hollywood, più di 100 ospiti e 70 proiezioniDal 27 dicembre le star nel golfo. Premio anche a Marriage Story
NAPOLI20 dicembre 201915:31
– Oltre settanta proiezioni, più di 100 ospiti, Hollywood sbarca nel golfo di Napoli insieme ai protagonisti del cinema italiano per la 24 esima edizione di “Capri, Hollywood – The International Film Festival” (da 27 dicembre al 2 gennaio) nel segno delle donne; chairpersons 2019 sono la regista Francesca Archibugi, presidente l’artista israeliana Noa.
Evento ponte tra cinema italiano e americano, fondato e prodotto da Pascal Vicedomini, il festival si conferma anteprima ideale delle premiazioni globali, dai Golden Globes agli Oscar: e alla lunga lista di riconoscimenti annunciati alla presentazione del programma si aggiunge anche anche un premio a ‘Marriage Story’ (Netflix) per la miglior sceneggiatura originale di Noah Baumbach. L’americana Shannon Mcintosh (‘C’era una volta…a Hollywood) è la produttrice dell’anno. Madrina è la modella Maylin Aguirre. Tra gli ospiti, ben otto premi Oscar: Bille August, Cristian Mongiu, Bobby Moresco, Nick Vallelonga, tra gli altri.
Scorsese, The Irishman forse è mio ultimo filmRegista al Guardian, da formato Netflix liberta’ creativa
NEW YORK20 dicembre 201921:03
“The Irishman”, una rivoluzione nel mondo di fare e vedere cinema, potrebbe anche essere l’ultimo film di Martin Scorsese. Lo ha confidato al Guardian il regista americano, reduce dall’aver raccontato per Netflix la saga della scomparsa del sindacalista Jimmy Hoffa: “So che sono alla fine di una lunga, lunga corsa…Non so quanti film potro’ ancora girare. Forse questo sara’ l’ultimo”, ha detto Scorsese al quotidiano britannico che ha incoronato “The Irishman” la miglior opera di cinema del 2019. Non e’ solo una questione di anni, anche se gli anni contano: “Siamo tutti alla fine delle nostre vite”, ha detto il 77enne Scorsese, riferendosi anche alle sue star, Robert De Niro, Joe Pesci e Al Pacino, e osservando che alla sua eta’ “il tempo ha il massimo del suo valore”. Il vero problema, e qui Scorsese e’ tornato su una polemica lanciata in ottobre, e’ che “le sale cinematografiche sono ostaggio dei film dei supereroi” e “non c’e’ spazio per nessun altro tipo di film”. Martin ha aggiunto che “se questo avrebbe dovuto essere il suo ultimo film, l’idea era almeno di girarlo e poi farlo vedere per un giorno al National Film Theatre di Londra, un’altro giorno alla Cinematheque a Parigi. Non sto scherzando”. Poi pero’ e’ arrivato Netflix. “Quando ho accettato di andare con Netflix, ho capito quel che avrebbe comportato. Ma a quel punto dovevamo fare il film e ci servivano i finanziamenti”. In cambio della distribuzione limitata nelle sale, Scorsese ha avuto dal servizio in streaming carta bianca creativa: “abbiamo abbracciato questo nuovo mondo di vedere film” e “siamo stati in grado di sperimentare di piu’ in fatto di stile narrativo, stile visivo, lunghezza”, ha spiegato il regista al Guardian, parlando di “una rivoluzione” perche’ non c’e’ piu’ un unico luogo dove il suo film sara’ visto dagli spettatori. “Sono cresciuto in un’epoca dove c’era un unico luogo per vedere un film. Poi sono arrivati i piccoli schermi televisivi, ed e’ stato li’ che ho visto classici come i primi David Lean, Il Terzo Uomo o Citizen Kane”: un po’ come oggi con i servizi in streaming. Quanto a The Irishman”, in pole position tra i candidati agli Oscar dopo aver conquistato cinque candidature per i Golden Globes, Scorsese ha detto di aver seguito i suoi istinti “in termine di stile e di lunghezza” e questo ancor prima che arrivassero gli effetti speciali della CGI che hanno ringiovanito i protagonisti. “Sono l’evoluzione del make up”: anche quello “straordinariamente sperimentale”.
Playmobil: The Movie, avventure in un mondo magicoDal 31/12, con Cristina D’Avena e J-Ax doppiatori speciali
21 dicembre 201916:37
Quando il piccolo Charlie scompare misteriosamente in un mondo magico e meraviglioso, sua sorella maggiore Marla decide di andarlo a cercare, vivendo una straordinaria avventura durante la quale, tra incredibili personaggi, capirà che nella vita anche da grandi è sempre bello affidarsi all’immaginazione: promette di emozionare bambini e adulti “Playmobil: The Movie”, il nuovo film diretto da Lino DiSalvo, realizzato e immaginato da ON Animation Studio, che arriverà in sala dal 31 dicembre distribuito da Notorius Pictures.
Con un prologo e un epilogo in live-action, il film, che ha per protagonisti i mitici giocattoli di plastica alti 7.5 cm, i celeberrimi Playmobil, nella versione italiana avrà due doppiatori d’eccezione: Cristina D’Avena, che darà la voce al personaggio della Fata Madrina, fervida sostenitrice dell’importanza di credere nei propri sogni, e J-Ax, che invece interpreterà il cattivo Imperatore Maximus, un dittatore che nasconde dentro di sé una parte infantile. In questa coloratissima e divertente avventura, in cui anche la colonna sonora del brasiliano Heitor Pereira ha un ruolo fondamentale, tutto l’universo Playmobil viene rappresentato alla perfezione, grazie all’animazione capace di duplicare il modo in cui i giocattoli si muovono mentre i bambini giocano con loro.
Star Wars boom nel box office UsaL’ultimo capitolo della saga incassa 175 milioni di dollari
23 dicembre 201909:58
– Un incasso boom di 175,5 milioni di dollari negli Usa, anche se bisognerà vedere il giudizio degli analisti, che si aspettavano ancora di più per il nono e ultimo episodio della saga di Guerre Stellari che domina questa settimana la classifica del botteghino americano, seguito a molta distanza da Jumanji the next level con 26,1 milioni di dollari. In terza posizione (era secondo una settimana fa) scivola un altro blockbuster di casa Disney, Frozen II con un incasso questa settimana di 12,3 milioni di dollari (il raccolto totale è comunque di 386,5 milioni di dollari). Seguono al quarto posto Cats, che alla sua prima uscita nelle sale americane raccoglie 6,5 milioni di dollari , e al quinto Cena con delitto (knives out) che perde due posizioni (l’incasso totale è di oltre 89 milioni di dollari).
Pinocchio sbarca a Capri, per Ielapi premio FutureMostra sul film di Garrone. Award a Jessica Cressy (Martin Eden)
NAPOLI22 dicembre 201919:44
– Ci sarà anche il costume originale di Pinocchio a ‘Capri, Hollywood’ in una doppia mostra tutta dedicata al film di Matteo Garrone, per festeggiare Federico Ielapi, il giovanissimo attore che si è trasformato nel burattino più famoso del mondo, vincitore del premio ‘Capri Future’ 2019 della 24 edizione dell’International film festival (27 dicembre – 2 gennaio). ”A soli otto anni Federico ha recitato con grande bravura e professionalità con il premio Oscar Roberto Benigni e un grande regista come Garrone ne ha lodato la serietà nel sottoporsi al lungo trucco quotidiano durante le riprese. Siano felici che possa ricevere l’ abbraccio del festival e divertirsi godendosi la nostra sezione kids” annuncia Marina Cicogna per l’Istituto Capri nel Mondo.
Cheryl Boone Isaacs, già presidente dell’Academy, inaugurerà il 28 dicembre (ore 15.00)la mostra con bozzetti scenici, foto e costumi di ‘Pinocchio’ di Matteo Garrone (01 Distribution) con 30 immagini selezionate dallo stesso regista, esposte al pubblico per la prima volta cosi come il costume di Pinocchio, ideato da Massimo Catini Parrini e realizzato dalla sartoria Tirelli Costumi-Roma che ne ha concesso il prestito. Alla Certosa di San Giacomo si aprirà anche la mostra ‘My Divas’ di Roberto Rocco con 30 immagini delle più popolari star tra le tante che il fotografo, cresciuto alla scuola di Zeffirelli, ha ritratto. La grande festa del cinema internazionale (raccontata dal programma di Pascal Vicedomini ‘Le stelle di Capri, Hollywood’ su Rai Italia), sarà nel segno delle donne: chairperson è la regista Francesca Archibugi, presidente l’artista israeliana Noa, madrina la modella italo-cubana Maylin Aguirre. Il festival – oltre 70 proiezioni gratuite nei cinema di Capri e Anacapri – si aprirà con l’anteprima di ‘Piccole donne’ di Greta Gerwig e gode del sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali D.G. Cinema e Audiovisivo e della Regione Campania.
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Giuliacci, il clima che non ti aspetti
Una ricca analisi sui cambiamenti climatici in atto
22 dicembre 201920:06
– ANDREA GIULIACCI, IL CLIMA CHE NON TI ASPETTI (RONCA EDITORE, PP 124, 22,00 EURO) Non ci sono più le stagioni di una volta: ormai questa frase è diventata all’ordine del giorno per commentare gli eventi meteorologici che ormai ci accompagnano nella vita quotidiana.
Si passa da estati che sono diventate molto più roventi rispetto al passato con frequenti bolle di caldo nordafricano, ad inverni sempre più spesso tiepidi e poco nevosi, a perturbazioni che assomigliano sempre più a monsoni che scaricano delle vere e proprie bombe d’acqua in zone limitate del territorio spesso accompagnate da trombe d’aria. Di questo e di molti altri aspetti legati al cambiamento climatico si occupa l’ultimo libro del metereologo Andrea Giuliacci, “Il clima che non ti aspetti”.
“Il clima che non ti aspetti – afferma Giuliacci – è quello dei nubifragi sempre più violenti e numerosi, è quello dei ghiacciai alpini che in appena 50 anni si sono rimpiccioliti di circa un terzo, è quello degli anni più caldi dell’era moderna tutti concentrati nell’ultimo decennio. Ma non solo. Il clima che non ti aspetti è anche quello che favorisce un aumento dei crimini violenti, quello che sta facendo calare la natalità indipendentemente dai fattori sociali ed economici, quello che scatena veri e propri conflitti armati, come accaduto in Siria.
Oltre a descrivere il cambiamento climatico dal punto scientifico, il libro racconta come il clima stia modificando anche i nostri comportamenti e stili di vita, la nostra salute, la cultura e l’economia, in modi che talvolta sembrano insospettabili”.
Nel libro sono descritte anche le più credibili proiezioni sul clima del futuro, quelle ottenute grazie a complesse simulazioni al computer, e che tracciano per i prossimi decenni un clima e un paesaggio decisamente diversi da quelli che conosciamo, anche e soprattutto in Italia. Un Paese, il nostro, che entro la fine del secolo potrebbe perdere, a causa dell’avanzata del mare, una fetta di territorio grande più o meno come la Liguria. Ma il modo per combattere il cambiamento climatico c’è e, come scrive Giuliacci nel libro, parte dalla scuola, dallo spiegare agli adulti di domani come affrontare un fenomeno che, anche secondo i vertici del Pentagono, nei prossimi anni rappresenterà la più grande minaccia all’ordine mondiale. Sebbene il cambiamento climatico rappresenti un grande pericolo, combatterlo e resistergli si può, attraverso adeguate politiche di mitigazione e adattamento: emettere meno gas serra per contenere il cambiamento climatico futuro (mitigazione) e modificare territorio e abitudini per limitare i danni provocati da eventi meteo più estremi (adattamento)”.
Quadro Klimt: da uno periti emergerebbero dubbi su operaIn base a prime indiscrezioni non ufficiali dopo avvio analisi
PIACENZA22 dicembre 201920:39
Ci sarebbero dubbi su ‘Ritratto di Signora’, il dipinto di Gustav Klimt ritrovato casualmente nei giorni scorsi alla galleria d’arte moderna Ricci Oddi di Piacenza a 22 anni dal furto avvenuto nello stesso luogo nel 1997. Dalla Procura della Repubblica di Piacenza trapelano alcune indiscrezioni – non ufficiali – circa una prima perizia effettuata nelle ultime ore da uno dei consulenti nominati dalla magistratura per stabilire l’effettiva autenticità dell’opera.
Tutta la vicenda, fin dal giorno del ritrovamento della tela inestimabile in una scaffale nel giardino dentro un sacco della spazzatura, è avvolta da un riserbo impenetrabile mantenuto degli inquirenti. Il quadro si trova attualmente in una località segreta, sotto custodia, per essere sottoposto alle necessarie perizie.
Gli esperti ai quali è stato conferito l’incarico sono tre, e proprio uno di questi, il primo ad aver visto la tela, avrebbe sollevato i primi dubbi, anche se al momento non è dato sapere se si tratti di elementi tecnici e fisici sui materiali, oppure artistici legati al dipinto e alla tecnica del suo autore.
Eddie Murphy a Saturday Night Live dopo 35 anniStar “Dolemite” per Netflix tenne in vita show negli anni ’80
NEW YORK23 dicembre 201909:58
Eddie Murphy torna a “Saturday Night Live” per la prima volta in 35 anni e sono ovazioni e risate a scena aperta: la star di “Dolemite is My Name” per Netflix ha fatto da padrone di casa per l’ultimo show del 2019, “ma se sei un nero, questo e’ il primo episodio da quando me ne sono andato nel lontano 1984”, ha detto il comico che nei primi anni ’80 aveva fatto da mattatore a “SNL” contribuendo a mantenere in vita il programma satirico del sabato sera con personaggi come “Mister Robinson”, una parodia del “Mister Rogers” resuscitato da Tom Hanks per il grande schermo in “A Beautiful Day in the Neighborhood”, “Buckwheat’ e “Gumby”.
L’ultima volta che l’oggi 58enne Murphy aveva aperto “SNL” era stato il 15 dicembre 1984: l’ex ragazzo prodigio, che era entrato nel cast dello show nel 1980 a 19 anni, aveva lasciato il programma per concentrarsi nella sua promettente carriera di attore. Ieri, per il grande ritorno, centinaia di spettatori si erano messi in fila fin di prima mattina fuori dagli studi della Nbc a Rockefeller Center.
Eddie e’ sulla cresta dell’onda con le due nomination di “Dolemite” ai Golden Globe e voci di un suo ritorno al microfono della comicità stand-up probabilmente su Netflix. “E’ come se Michael Jordan uscisse dalla pensione…per la prima volta”, ha commentato su Twitter il comico newyorchese Hari Kondabolu.
Per la serata Murphy ha rivisitato i suoi personaggi piu’ iconici, accompagnato da un cast stellare di titani della comicità afro-americana tra cui Tracy Morgan, Dave Chapelle e Chris Rock mentre a Lizzo, cantante dell’anno di Time, erano stati affidati i numeri musicali. Trancianti le battute: riprendendo i panni di “Mister Robinson” (la felpa col cappuccio al posto del maglione con la cerniera e le sneaker), Eddie ha istruito il pubblico dello studio 8H sul significato della parola “gentrificazione”: “E’ una specie di un gioco di prestigio: i bianchi pagano molti soldi e poi, pouf, tutti i neri scompaiono”. Nel monologo iniziale l’attore si era fermato a riflettere su come la sua vita sia cambiata in 35 anni. “Ho dieci figli adesso, undici se conti Kevin Hart. Se mi avessi detto 30 anni fa che sarei diventato questo noioso papa’ casalingo e che Bill Cosby sarebbe finito in prigione, perfino io avrei accettato la scommessa”, ha detto, scivolando poi nell’interpretazione del comico condannato l’anno scorso per molestie sessuali: “Chi e’adesso il papa’ d’America?”.
La ninna nanna in lingua sarda in un corto d’autoreIl coro di Nuoro e Paolo Fresu tra i protagonisti
NUORO23 dicembre 201911:59
– La tromba di Paolo Fresu avvolge di dolcezza le voci del coro di Nuoro e dà vita a una emozionante interpretazione della “Ninna nanna de Anton’ Istene-Malos bisos e tancas fioridas” in un corto d’animazione, illustrato dal disegnatore nuorese Manuelle Mureddu.
Un’opera che nasce su iniziativa del Coro nuorese come omaggio al compianto Gian Paolo Mele, direttore storico del coro, che nel 1975 aveva musicato le celebri rime del poeta Montanaru, scritte dopo il dolore della perdita di un figlio appena nato. Un progetto che vede il coinvolgimento di quattro illustri esponenti della cultura sarda, del passato e del presente, e che viene riproposto facendo cantare nello stesso pezzo musicale, il Coro di Nuoro di due epoche diverse: quello del 1977 diretto da Giampaolo Mele, e quello del 2018 guidato dal figlio Francesco, in un ensamble di voci unite dalla magica tromba di Paolo Fresu. Nel brano, presentato domenica 22 dicembre nell’auditorium dell’Isre a Nuoro, si stratificano vicende umane degli autori. Anche Gian Paolo Mele come Montanaru è spinto a comporre quelle musiche, dopo la perdita di un figlio. “Da ragazzo l’ascolto della Ninna Nanna de Anton’Istene era come un battito di cuore all’unisono che mi colpiva per la qualità delle voci e per una armonia dal sapore ancestrale – ha spiegato Paolo Fresu nel suo messaggio -. Negli anni ho prestato attenzione al testo scoprendone una trama che si evolve. Credo si celi in questo il bisogno di eseguirla coinvolgendo nel tempo diversi artisti e accettando di contribuire alla emozionante versione del coro di Nuoro in ricordo di Giampaolo Mele”.
“Sono nato ascoltando i melismi della Ninna Nanna cantata da mio padre – ha detto Francesco Mele – Nei miei ricordi di bambino era una bella melodia. Molti anni dopo diventando padre anche io, ho capito da vicino il dolore e l’armonia composita del brano”. “Sono cresciuto a pochi passi da casa Mele e conosco la storia umana che sta dietro questo canto formidabile – spiega Manuelle Mureddu – Disegnarla per crearne il video illustrato è stata un’esperienza introspettiva all’interno di una famiglia”.
Natale a teatro, da Nancy Brilli a Leo e AndòBuccirosso e i drammi dell’italiano di oggi; Siani e la felicità
24 dicembre 201909:40
Tra debutti, racconti e risate, tanto teatro per il lungo week end sotto l’albero di Natale. Da Nancy Brilli in “A che servono gli uomini” a Carlo Buccirosso con “La rottamazione di un italiano per bene”, entrambi a Roma; Edoardo Leo in “Ti racconto una storia”, ancora nella capitale, e “Ditegli sempre di si” di Eduardo nella mise en scene di Roberto Andò, a Firenze. E poi “Dio ride” per Moni Ovadia a Brescia e il “Felicità tour special edition” di Alessandro Siani a Napoli: sono alcuni degli spettacoli in scena nei prossimi giorni.
ROMA – Una donna in carriera stufa del genere maschile, soddisfatta della sua vita da single ma con il rimpianto di non aver mai avuto un figlio, ruba una provetta da un istituto per ricerca genetiche e riesce a coronare il suo sogno. Ma il padre chi è? Sembra scritta oggi, ma invece è degli anni ’80 “A che servono gli uomini”, piece di Iaia Fiastri (autrice con Garinei e Giovannini delle più belle commedie musicali italiane) che torna in scena alla vigilia delle feste, con Nancy Brilli protagonista e la mano di Lina Wertmuller alla regia. Da questa sera al Quirino Gassman, la commedia nel 1988 venne interpretata da Ombretta Colli e suo marito Giorgio Gaber ne scrisse la colonna sonora. Oggi nel cast anche Giulia Gallone, Igi Meggiorin, Nicola D’Ortona, Daniele Antonini, Fioretta Mari. Dal 23 Dicembre al 6 gennaio.
ROMA – Debutto a Santo Stefano alla Sala Umberto per Carlo Buccirosso e “La rottamazione di un italiano per bene”, suo nuovo spettacolo ispirato, appunto, ai “drammi” che attanagliano un italiano di oggi. Con Alberto Pisapa, ristoratore sull’orlo del fallimento, in lotta tra le cartelle di Equitalia e la malvagità di sua suocera Clementina, spietato e integerrimo funzionario proprio dell’Agenzia delle Entrate. Con anche Donatella De Felice, Elvira Zingone, Giordano Bassetti, Fiorella Zullo, Gennaro Silvestro, Peppe Miale, Matteo Tugnoli, Davide Marotta, Tilde De Spirito. Dal 26 dicembre al 19 gennaio.
ROMA – Nel pieno del successo al cinema de “La dea bendata” di Ferzan Ozpetek, Edoardo Leo torna al teatro e porta per la prima volta anche nella “sua” Roma “Ti racconto una storia”, reading-spettacolo di appunti, suggestioni, letture e pensieri che l’attore e regista romano ha raccolto dall’inizio della sua carriera a oggi. Due serate, venerdì e sabato, all’Auditorium Conciliazione, tra parole e musica, comicità e poesia, per spiegare che, in fondo, non sono così lontane. Il 27 e 28 dicembre.
FIRENZE – “Il tema della pazzia ha sempre offerto spunti comici o farseschi, ma di solito è giocato a rovescio, con un sano che si finge pazzo. Invece qui il protagonista è realmente pazzo, il dolore e il senso di minaccia pervadono l’opera. Tra porte che si aprono e si chiudono, equivoci, fraintendimenti, menzogne, illusioni, bovarismi, in un clima sospeso tra la surrealtà di Achille Campanile e un Luigi Pirandello finalmente privato della sua filosofia, irresistibilmente proiettato nel pastiche”. Così Roberto Andò racconta la sua mise en scene di “Ditegli sempre di si”, commedia di Eduardo De Filippo, che torna in scena, da venerdì a La Pergola, con la Compagnia di Luca De Filippo.
Protagonisti, Gianfelice Imparato e Carolina Rosi. Dal 27 dicembre al 5 gennaio BRESCIA – Dopo una lunga e fortunata tournée, Moni Ovadia torna al Teatro Sociale da sabato con “Dio ride”, speciale edizione per le feste natalizie. Protagonisti, sei vagabondi, cinque musicanti e un narratore di nome Simkha Rabinovich. A chi sente il desiderio di ascoltare, Simkha racconta le vicissitudini di una gente esiliata, canta le canzoni – tristi, allegre e nostalgiche – di quel popolo sospeso fra cielo e terra e in permanente attesa, per indagarne la vertiginosa spiritualità.
Con la musica dal vivo della Moni Ovadia Stage Orchestra. Dal 28 al 31 dicembre.
NAPOLI – “Quando si è da soli la felicità dura poco, ma se condivisa dura nu’ poco e’ cchiu”. Parola di Alessandro Siani, in scena per tutte le feste al Diana con “Felicità tour special edition”, spettacolo che lo vede tornare alla formula del monologo. Un’occasione per raccontare il dietro le quinte dei film della sua carriera, ma anche parlare delle differenze tra nord e sud, tra ricchi e poveri, le nuove tendenze religiose e, soprattutto, evidenziare tic e manie di una società divisa tra ottimisti e pessimisti, tra disperati di professione e sognatori disoccupati. Fino al 12 gennaio.
Last Christmas, lezioni pratiche per amarsiGeorge Michael colonna sonora film romantico con Emilia Clarke
24 dicembre 201909:43
Imparare a riamare se stessi per essere in grado di amare anche gli altri: è la lezione pratica scandita con humour e delicatezza, utilizzando come colonna sonora circa 15 canzoni di George Michael da solista e con gli Wham! (a cominciare da quella evocata dal titolo), nella commedia romantica Last Christmas di Paul Feig (King of comedy a Capri Hollywood dal 26 dicembre al 2 gennaio), con Emilia Clarke e Henry Golding, in sala dal 19 dicembre con Universal. Un viaggio di sentimenti, che non si ferma alla classica storia d’amore infiocchettata dall’atmosfera natalizia ma che vuole parlare di “come usare il cuore, come vivere e come amare sé stessi” e di “come ci comportiamo, come ci prendiamo cura dell’altro” in un mondo moderno “in cui è così difficile non farsi distrarre” spiega nelle note di produzione la due volte premio Oscar Emma Thompson che del film è cosceneggiatrice (il soggetto l’ha scritto con il marito Greg Wise), oltre che coproduttrice e cointerprete. Un racconto costruito sulla stella emergente Emilia Clarke (Daenerys Targaryen, ‘madre dei draghi’ in Il trono di spade e eroina da dramma romantico nel campione d’incassi Io prima di te), nei panni di Katarina detta Kate che lavora (si fa per dire) come commessa, vestita da elfo, in un negozio di decorazioni natalizie sognando di diventare attrice. La ragazza, reduce da un’operazione molto seria, è alle prese con un periodo di piccoli ma continui disastri personali che la costringe anche a tornare a vivere in famiglia (i suoi sono immigrati in Gran Bretagna 25 anni prima dalla Ex Yugoslavia per sfuggire alla guerra). L’incontro con l’ottimista e ben più pacato Tom (Golding), porta Kate, fra incursioni su piste del ghiaccio, esplorazioni di giardini segreti e rifugi per senzatetto, a comprendere di dover cambiare prospettiva. Emma Thomspon (già fra i volti di un altro classico delle Feste, Love Actually) regala alcuni dei momenti più divertenti nei panni della ossessiva e autoritaria mamma della protagonista, Petra, che vive in una perenne atmosfera di dramma autoinflitto ed è terrorizzata dalla Brexit. Nel cast fra gli altri, anche Michelle Yeoh, nel ruolo della severa ma comprensiva proprietaria del negozio dove lavora Kate. Una bottega dove tra lucette per l’albero e vischio si può trovare proprio di tutto, da Bambin Gesù in scala 1:1 a gibboni giocattolo che cantano Last Christmas, a mini presepi alternativi in versione techno.
L’idea base del film, ispirarsi a un evergreen degli Wham! Last Christmas era nata otto anni fa e George Michael, scomparso prematuramente nel 2016,era entusiasta dell’idea ma aveva posto come condizione proprio il coinvolgimento di Emma Thompson (che uno dei suoi due Oscar, l’ha vinto come sceneggiatrice di Ragione e sentimento) nel film. “George era un uomo molto gentile che amava l’idea della storia … – spiega Emma Thompson – e gli elementi di coscienza sociale in essa contenuti, perché ne era sempre molto coinvolto”. Dopo la morte del cantautore, l’amico d’infanzia e manager del musicista, David Austin ha spiegato ai realizzatori quanto fosse importante per George Michael il film e li ha incoraggiati ad andare avanti, permettendogli anche di utilizzare un brano inedito, ‘This Is How (We Want You To Get High)’.”Il film non è un musical ma le canzoni di George influenza tutta la storia – dice il regista Paul Feig -. Ci sono un paio di parti dove gli attori interagiscono con la sua musica e altre dove la musica guida o accompagna il racconto”.
Il presepio in cento parole’Purchè non manchi la stella’ di Villoressi
24 dicembre 201909:46
LUCA VILLORESI, PURCHÉ NON MANCHI LA STELLA (DONZELLI, PP 157, EURO 18). Il presepio, le sue radici, i suoi simboli e personaggi, le interpretazioni e le scene che si sono amplificate nel tempo riportandoci però a quel fermo immagine della Natività che sospende il tempo. Che ci fa tornare a quell’initium mundi che “ha obiettivamente battezzato l’Occidente dividendo la storia tra un prima e un dopo, tra un avanti Cristo e un dopo Cristo”. Ce lo racconta, tra sacro e profano, come una sconfinata narrazione popolare, il giornalista Luca Villoresi nel dizionarietto ‘Purchè non manchi la stella’ pubblicato nelle saggine di Donzelli.
Un prezioso libretto che include varie suggestioni iconografiche, che ci fa scoprire tante cose che pensavamo di sapere o sulle quali non ci siamo mai interrogati, su quel rito che si compie ogni anno, lo spacchettamento degli scatoloni per allestire il palcoscenico con il bue, l’asinello, Giuseppe e Maria, i pastorelli, i Re magi e alla mezzanotte del 24 dicembre la cerimonia dedicata al Bambinello che viene posto nella mangiatoia.
“Una succinta raccolta dei fatti e delle leggende più note testimonia l’enorme e a volte insospettata valenza culturale di un rito casalingo che nasconde più di quel che mostra. Tutto sembra solo un gioco, un teatrino, già predisposto in una scatola fai da te. Eppure, proprio se lo si osserva con un occhio critico, più da agnostico che da fedele, quell’altarino domestico si espande e prende i contorni di uno spazio multidimensionale” spiega Villoresi nell’introduzione che chiama “Avvertenze per l’uso”.
In questo presepio in cento parole trovano spazio voce per voce, da ‘Abacuc’ a ‘Zingara’, tutte le storie, i simboli e i personaggi che lo compongono, con tante sorprese. I re Magi erano davvero tre, oppure erano dodici? Perché c’è un pastore che dorme e non deve essere svegliato? E chi è il ‘caganer? E Benino, il pastore addormentato, in quanti modi viene chiamato? “Classica figura del presepe spagnolo, in particolare di quello catalano, il ‘caganer’, un signore accovacciato colto nell’atto di defecare, è presente anche tra i personaggi napoletani e francesi” racconta l’autore del dizionarietto e spiega che : secondo alcuni studiosi “sarebbe di origine antichissima e rappresenterebbe forse il dio Saturno, forse il suo maestro, Stercuzio, che insegnò agli uomini a fertlizzare con lo sterco”.
E scopriamo anche che una particolarità dei presepi romani era l’usanza di montarli davanti a una finestra per sfruttare le vedute esterne. Una tradizione, spiega Villoresi nella voce dedicata ai presepi romani, mutuata da alcuni famosi allestimenti dei nobili che, dall’alto dei loro palazzi, usavano come sfondo i paesaggi reali.” Il presepio più famoso di questo genere , sulla Torre degli Anguillara, cambiava posizione ogni giorno per passare, a rotazione, dalla vista sull’Aventino a quella del Palatino, dal Celio al Campidoglio”.
Attraverso le parole chiave scelte da Villoresi, che non vogliono certo essere esaustive del panorama, la scena della Natività viene esplorata tra religione, miti e credenze, tra santi ufficiosi e qualche divinità di ultima generazione, da Totò a Maradona, con riferimenti internazionali e con uno sguardo anche alla sua sospensione tra visioni opposte, a partire dal nome: si dice ‘presepe’ o ‘presepio’? ” La più contaminata e la più multiculturale delle manifestazioni cristiane, tuttavia, sembra essere anche quella più contestata in nome del multiculturalismo. Un paradosso che, a suo modo, conferma la vocazione bipolare del presepio: un’immagine che suscita evidenti sentimenti di attrazione-repulsione. Non si tratta di adorare, e nemmeno semplicemente di rispettare. Si tratta di fermarsi, per un attimo, a meditare” afferma Villoresi ed “è bene che ognuno coltivi il proprio presepio”.
Ed è bello pensare che siano vere quelle teorie, secondo le quali, “la collocazione del presepio ai piedi dell’albero rafforzerebbe l”axis mundi’, l’asse di comunicazione ideale, fisico e psichico, tra cielo e Terra” ci ricorda l’autore.
Esce colonna sonora de I MediciOltre 40 composizioni firmate dal compositore Paolo Buonvino
23 dicembre 201913:55
– Archiviata in tv la terza serie della fiction Rai I Medici, esce in digitale per Sugar, in collaborazione con Lux Vide, la colonna sonora che racchiude tutte le musiche, firmata dal compositore, musicista e direttore d’orchestra Paolo Buonvino.
Oltre 40 composizioni che coniugano la musica colta con le sonorità dell’elettronica attraversando rivisitazioni delle atmosfere rinascimentali. Più di tre anni di lavoro compositivo all’interno del quale Paolo Buonvino ha trasferito il suo personale senso e valore di rinascita umana e creativa. Nella tracklist anche “Renaissance”, il brano nato dalla fortunata collaborazione tra il compositore e Skin per la prima stagione della serie.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Remo Girone ‘Capri Award’ per Ferrari in Le Mans 66
Festival in rosa,tributo a soprano Sumi Jo nell’anno di Parasite
NAPOLI23 dicembre 201915:40
– E’ stato assegnato a Remo Girone per la sua interpretazione di Enzo Ferrari in ‘Le Mans66-La grande sfida’ di James Mangold l’Italian Worldwide Award nel nome di Giuseppe Patroni Griffi, riconoscimento della 24esima edizione di ‘Capri, Hollywood – The International Film Festival’ (27 dicembre – 2 gennaio). Il film (titolo originale ‘Ford Vs.
Ferrari’) con Matt Damon e Christian Bale racconta la leggendaria sfida della Ford alla casa di Maranello, un kolossal da cento milioni di dollari targato 20th Century Fox, è stato uno dei più grandi successi della stagione.
”Ed e’ questa la migliore occasione per dare un riconoscimento all’intera carriera di Girone, uno straordinario attore – annuncia Toni Petruzzi, presidente dell’Istituto Capri nel mondo – dal prestigioso percorso teatrale alla popolarità mondiale con ‘La Piovra’. Tanta televisione e cinema, dalla commedia ai grandi autori, ne fanno uno dei volti più amati dal pubblico e apprezzati anche all’estero”.
Thomas, a gennaio esce album ImperfettoDopo eliminazione a Sanremo Giovani pronto a rimettersi in gioco
23 dicembre 201916:03
– Eliminato allo sprint finale da Sanremo Giovani (nello scontro diretto con leo Gassmann), Thomas non si perde d’animo e annuncia l’uscita del suo nuovo album, Imperfetto, prevista per il 24 gennaio (Warner Music).
Il 19enne vicentino unisce il canto e il ballo e fonde insieme testi autobiografici, sonorità brillanti e un sound internazionale.
L’album conterrà il brano “Ne 80”, presentato alle selezioni per le Nuove Proposte di Sanremo, e altri cinque brani inediti in cui Thomas partecipa come coautore, tra amore e amicizia.
“Imperfetto – racconta Thomas – come il suono, come l’amore, come tutto ciò che c’è di più puro, questo album lo è..
Imperfetto”.
Pompei: da domani percorso ‘verde’ tra giardini ornamentaliRestituiti all’antico splendore con interventi ad hoc
POMPEI23 dicembre 201916:21
– Un suggestivo itinerario nel verde dell’antica Pompei per visitare in maniera inedita gli scavi e comprenderne il modo di vivere, sotto diversi aspetti: è una delle proposte del Parco archeologico della città vesuviana per le feste di Natale e fine anno.
L’itinerario green, aperto da domani al 6 gennaio, conduce lungo i giardini ornamentali, sia raffigurati sulle pareti ad ampliare lo spazio visivo degli ambienti, sia come spazi verdi interni, laddove la dimora lo consentiva, caratterizzavano molte delle abitazioni dell’antica città.
Due splendidi esempi di giardini interni sono quelli della Casa dell’Efebo e di Trittolemo, di recente restituiti al loro splendore, a seguito degli interventi di manutenzione del verde, che ne hanno previsto la risistemazione secondo progetti non impattanti e criteri storico-botanici nella scelta dell’essenze.
Oltre alla casa di Trittolemo e dell’Efebo, tra le belle domus con ampi giardini interni meritano una visita: la casa degli Amorini Dorati, anche essa riaperta da poco dopo gli interventi di manutenzione, la Casa dell’Ancora con il singolare giardino sottoposto, la Casa del Menandro, i Praedia di Giulia Felice, la Casa della Venere in Conchiglia, la Casa di Marco Lucrezio su via Stabiana.
Del Noce, Riforma cattolica e filosofia modernaA 30 anni da morte, torna la modernità del pensiero su Cartesio
23 dicembre 201916:30
– AUGUSTO DEL NOCE, Riforma cattolica e filosofia moderna. I. Cartesio (Scholé, pp.737, euro 35). A 30 anni dalla scomparsa di Augusto Del Noce – morto a Roma il 30 dicembre 1989 -, uno dei principali filosofi cattolici della seconda metà del ‘900, torna in libreria “Riforma cattolica e filosofia moderna. I. Cartesio” (Scholé), con una postfazione di Enzo Randone e Giuseppe Riconda. Del Noce, che con acume ha indagato il fascismo in una dimensione anche transpolitica, prevedendo la fine del comunismo e l’avvento di una società sostanzialmente dominata dal pensiero nichilistico e ateistico, in questo volume ha affrontato la filosofia cartesiana facendone emergere l’ambiguità, superando le interpretazioni più classiche, razionalistiche, idealistiche, positivistiche o religiose: la ricerca della vittoria sul Dio ingannatore e malvagio appare quindi essere l’anima della metafisica cartesiana, che si specifica nella storia del pensiero religioso come un antinaturalismo connesso con la genesi del principio d’immanenza. Perciò il cartesianismo, sorto nell’orizzonte della Riforma cattolica, ne rappresenta, insieme, la crisi.
Nuovo museo privato apre nel cuore di Brooklynda Copenhagen e Pechino arte bue chip con Fondazione Faurschou
NEW YORK23 dicembre 201917:31
– Nell’ex quartiere polacco di Greenpoint, ora cuore hipster di Brooklyn, ha aperto in tempo per Natale un nuovo polo per l’arte contemporanea. Faurschou New York e’ l’avamposto newyorchese della fondazione creata dall’ex gallerista danese Jens Faurschou che, dopo aver conquistato Copenhagen e Pechino, ha adesso messo gli occhi sulla Big Apple.
“Il fagiolo rosso cresce nel sud” e’ il suggestivo titolo della mostra inaugurale, ispirato da una poesia di Wang Wei, artista e politico della Dinastia Tang del settimo secolo. A pochi passi da pizzerie, caffe’ e “tattoo parlors”, la mostra aperta fino all’11 aprile presenta 17 opere firmate da artisti “blue chip” come Louise Bourgeois, Robert Rauschenberg, Anselm Kiefer, Paul McCarthy, Tracey Emin, Yoko Ono e Ai Weiwei. Faurschou, ex co-fondatore nel 2015 di Contemporary Copenhagen, ha creato la fondazione, a cui appartengono tutti i pezzi in mostra, dopo decenni di lavoro come gallerista di arte contemporanea.
Tre opere di artisti cinesi sottolineano i legami con la Cina: “Una barca coi sogni” di Cai Guo-Qiang del 2008, “Witness to Grow” di Yu Hong e “Due Figure” di Ai Weiwei (2018), ma il posto d’onore e’ riservato alla fantasmagorica installazione di Edward Kienholz e Nancy Reddin Kienholz, “The Ozymandias Parade” del 1985, ispirata al poema di Percy Blythe Shelley. Del vietnamita-danese Dan Voh “Le foto del dottor Joseph Carter” riappropria immagini di giovani uomini asiatici scattate da un antropologo americano durante la guerra dl Vietnam.
Commovente il video di Yoko Ono, “Happy Xmas/War is Over”: bimbi dell’Harlem Community Choir a cui Yoko e JohnLennon avevano insegnato il brano cantano la canzone del 1971 contro la guerra del Vietnam, ma le immagini sono aggiornate all’Iraq 2003. Nessuna delle opere esposte e’ in vendita anche se occasionalmente Faurschou vende per finanziare i suoi spazi espositivi.
Teatro: omaggio al Flamenco con il Balletto di NapoliIn scena ‘Lumbre de Vida’ di Mara Fusco
NAPOLI23 dicembre 201918:42
– La Spagna ed il flamenco protagoniste di “Lumbre de vida”, la nuova produzione del Balletto di Napoli diretto da Mara Fusco che sarà presentata, in anteprima nazionale, venerdì 27 dicembre (ore 18, repliche il 28 e 29) alla Mostra d’Oltremare, nell’allestimento realizzato al Teatro dei Piccoli per la rassegna “La Scena Sensibile”.
Il “fuoco della vita”, ovvero “la grande scintilla che è sintesi di amore e passione” è la suggestione da cui prende corpo un intenso spettacolo che, nelle coreografie originali di Mara Fusco, Laura Perez e Raffaella Caianiello, rende omaggio alla grande tradizione musicale e coreutica di matrice iberica.”La forza della danza flamenca – sottolinea Mara Fusco – riesce a offrire un sorprendente esempio di come si possa tradurre per la scena i moti più intimi e antitetici dell’animo umano. Amore, passione e gioia fanno da contraltare a odio, gelosia e dolore e sono proprio questi sentimenti a nutrire l’azione scenica attraverso la combinazione di vari stili di danza”.
Colosseo: dal 1 gennaio cambia il sistema ticketingNuova bigliettazione Parco archeologico integra Fori Imperiali
24 dicembre 201913:44
– Dal 1 gennaio 2020 è operativa la nuova bigliettazione del Parco archeologico del Colosseo che integra i Fori Imperiali all’interno di tutte le proprie tipologie di biglietto e di visita con il rinnovo dell’accordo tra Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina e Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo.
Nasce il FORUM PASS SUPER, valido 1 giorno, che consente la visita con un unico biglietto di € 16,00 al circuito Foro Romano, Palatino, Fori Imperiali e siti SUPER (Museo Palatino, Criptoportico neroniano, Aula Isiaca/Loggia Mattei, Casa di Augusto, Casa di Livia, Domus Transitoria, Tempio di Romolo, Rampa imperiale e Santa Maria Antiqua con l’Oratorio dei Quaranta Martiri). I dieci contesti monumentali, straordinari per la loro testimonianza storica e per i cicli pittorici che conservano raccontati attraverso il multimediale, mantengono la formula del contingentamento e dell’accesso secondo orari e giorni prestabiliti. Per rendere completa l’esperienza di visita all’interno del “cuore” di Roma, a partire dal 1 gennaio 2020 sarà possibile acquistare anche il FULL EXPERIENCE: il biglietto, dal costo di € 22,00, consente, nell’arco di 2 giorni, 1 ingresso al Colosseo, compresa l’arena o i sotterranei, e 1 ingresso al circuito del Forum Pass Super (Fori imperiali, Foro Romano, Palatino, siti Super).
Nel corso dei primi mesi del 2020, inoltre, in occasione delle celebrazioni per i 150 anni di Roma Capitale, la “passeggiata” sarà ulteriormente arricchita da un percorso speciale legato alle origini di Roma. Parco archeologico del Colosseo e Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma lavoreranno insieme, in collaborazione con Electa, per riscoprire e restituire alla pubblica fruizione un’importante porzione del cuore di Roma antica, nell’area monumentale e urbana che va dal Foro Boario alle pendici meridionali del Palatino, con la possibilità di riaprire all’interno del PArCo un accesso esistente che congiunge le pendici del Colle con via dei Cerchi e il Circo Massimo.
Arriva docusocial del tour Laura Biagio Stadi 2019Dal 26 dicembre sulle pagine social dei due artisti
24 dicembre 201918:07
A sorpresa Laura Pausini e Biagio Antonacci preparano il loro regalo di Natale ai fan. Il 26 dicembre esce “LBDOCU”, 10 pillole per 10 canzoni tratte da Laura Biagio Stadi 2019, il tour che i due artisti hanno portato in giro negli stadi, per la prima volta insieme, l’estate scorsa.
Si tratta del primo docusocial di un tour, ovvero un cortometraggio pensato esclusivamente per essere fruito sui social. Sarà postato sulle pagine ufficiali di Pausini e Antonacci (Instagram, Facebook e Twitter) alle 18 del 26 dicembre.
Con il docusocial i fan potranno rivivere i concerti dell’estate 2019 attraverso le immagini inedite girate dietro le quinte, momenti speciali sul palco impreziositi dal direttore artistico Luca Tommassini, video dei fan.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE SEMPRE AGGIORNATE
DALLE 14:25 DI GIOVEDì 12 DICEMBRE 2019 ALLE 22:45 DI MERCOLEDì 18 DICEMBRE 2019
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Moda: tema Africa e codici Dior nella capsule Dioriviera
Maria Grazia Chiuri prosegue su scia collezione Cruise 2020
12 dicembre 2019 14:25
– Lo spirito della nuova capsule Dioriviera disegnata da Maria Grazia Chiuri per Dior, mostra un guardaroba estivo che trae ispirazione, com’è avvenuto per la collezione Cruise 2020, dal design, dai colori vivaci e dalle stampe d’ispirazione Africa, mescolate ai codici iconici di Dior.
Fanno parte della capsule anche le emblematiche borse modello Book Tote, le Diorcamp e la Lady Dior, nonché i costumi da bagno, i sarong pieni di stampe animalier sul tema giungla o i motivi rivisitati dei tarocchi. Questi pezzi iconici si fondono con il toile de Jouy, l’importante cifra della maison, oltre che con una selezione di gioielli, che riportano il nome di “Christian Dior” – e con altri accessori progettati da Maria Grazia Chiuri.
Moda: Marc Jacobs lancia nuova linea orologiIn collaborazione con Bedrock Manufacturing Company
12 dicembre 201915:54
Marc Jacobs International e Bedrock Manufacturing Company presentano la nuova collezione di orologi firmati The Marc Jacobs. Forme pulite attirano l’attenzione sui dettagli. La superficie ininterrotta enfatizza la semplicità della forma, mentre i quadranti riportano la sigla The Chain Watch Marc Jacobs, presente in tutte le categorie della linea. Ricca la tavolozza dei colori dei quadranti, mentre i cinturini possono essere in pelle oppure in acciaio inossidabile.
“Ammiro l’impegno di Bedrock nell’artigianato e siamo entusiasti di collaborare al lancio degli orologi The Marc Jacobs” ha detto Marc Jacobs.
Esce su Netflix ‘6 undergorund’ di BayGirato in Emirati Arabi, California e Italia
TARANTO12 dicembre 201916:14
– Esce su Netflix il 13 dicembre ‘6 underground’, nuovo film dell’americano Michael Bay (regista anche della saga Transformers) interpretato da Ryan Reynolds e girato tra California, Emirati Arabi e diverse città italiane, tra Firenze, Roma, Siena. A Taranto, set promosso dall’Apulia Film Commission, sono state prodotte alcune delle scene più spettacolari di questo thriller d’azione costato intorno ai 150 milioni di dollari. In Puglia la troupe ha lavorato tra il 26 settembre e il 5 ottobre 2018, anche sul Ponte girevole di Taranto e con scenari di guerra all’ombra del Castello Aragonese dove è stato ancorato il panfilo da 65 milioni di dollari Kismet. Riprese anche tra le vie dalla Città Vecchia e in Corso Due Mari, con l’esplosione di due auto, oltre a inseguimenti e incidenti che all’epoca avevano monopolizzato i social dei tarantini. “Adesso – sottolinea l’Apulia Film Commission – tocca agli spettatori di tutto il mondo apprezzare la mega produzione americana e le straordinarie bellezze di Taranto”.
La Bohème a Rocca di Vignola con Raina Kabaivanska e allieviConcerto di Natale il 13 dicembre, serata a ingresso libero
12 dicembre 201916:32
– I giovani allievi della scuola della celebre soprano Raina Kabaivanska saranno protagonisti del concerto di Natale ospitato venerdì 13 dicembre alle 20.30 nella Sala dei Contrari della Rocca di Vignola.
All’evento, organizzato dalle associazioni culturali Vignola e Identità e Mezaluna, con il supporto dell’amministrazione comunale e del sindaco Simone Pelloni, presenzierà la stessa Kabaivanska che presenterà uno a uno i cantanti. Marily Santoro, Alexandrina Mihailova, Reynaldo Droz e Carlo Seo si esibiranno nella Bohème di Giacomo Puccini, accompagnati al pianoforte dal Maestro Paolo Andreoli. Dalla scuola del grande soprano sono usciti i nomi più importanti dell’attuale panorama musicale internazionale, come quello di Maria Agresta, voce oggi fra le più celebri al mondo. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.
L’evento è stato reso possibile dal supporto di Bper e di aziende come Sitma di Spilamberto, Chiarli e Biagini Tempra Metalli. La serata gode del patrocinio dei club Rotary e Lions di Vignola e della parrocchia dei SS Nazario e Celso. La sala è stata concessa dalla Fondazione di Vignola.
I sei finalisti del ‘Premio Wondy’ per la letteratura resilienteIl 9 marzo 2020 la premiazione
12 dicembre 201916:34
– Sono stati annunciati i sei autori finalisti della terza edizione del Premio Wondy per la letteratura resiliente, nato nel 2018 in memoria della giornalista e scrittrice Francesca Del Rosso , morta nel 2016, autrice di ‘Wondy – ovvero come si diventa supereroi per guarire dal cancro’ (Rizzoli) nel quale ha raccontato, con ironia e coraggio, la sua lotta contro il tumore. La premiazione sarà al Teatro Manzoni di Milano il 9 marzo 2020 nel corso di una serata di festa, organizzata dall’associazione “Wondy Sono Io”.
Selezionate dal Comitato Promotore del Premio tra le 62 proposte inviate dalle case editrici,, ecco le sei opere finaliste che verranno sottoposte al giudizio di due giurie, una tecnica e una popolare, sono: “Senza salutare nessuno” (Laterza) di Silvia Dai Prà , sull’esodo degli italiani d’Istria e Dalmazia e le ‘foibe’; ” La straniera” (La nave di Teseo) di Claudia Durastanti, già nella cinquina del Premio Strega 2019. Il racconto di un’educazione sentimentale contemporanea, disorientata dalla cognizione della diversità fisica e da distinzioni sociali irriducibili. ‘Cinzia’ (Bao Publishing) di Leo Ortolani, un romanzo grafico nel quale l’autore racconta uno dei suoi personaggi più memorabili e amati: Cinzia, una transessuale patinata; ‘ L’uomo che trema’ (Einaudi) di Andrea Pomella. La storia della depressione di un giovane uomo che guarda il suo male in faccia; ‘Come mosche nel miele’ (Solferino) di Francesca Tassini, che racconta il cuore di tenebra di una generazione, devastata dalla tossicodipendenza e ‘Ninfa dormiente’ (Longanesi) di Ilaria Tuti, un thriller resiliente con Teresa Battaglia, commissario di polizia che indaga con tenacia nonostante sia minata dalla malattia.
La giuria tecnica per questa edizione è presieduta da Massimo Gramellini. Al vincitore decretato dalla giuria tecnica andrà un premio di 5000 euro e un’opera su tela dell’artista Luca Tridente. Alla giuria popolare potranno partecipare tutti coloro che, a partire dal 7 gennaio 2020, esprimeranno la propria preferenza sulla pagina facebook del Premio (www.facebook.com/wondysonoio). Il vincitore avrà un premio di 2000 euro.
Elodie protagonista campagna feste di YamamayFoto di Alfonso Ohner. Nel video cantante intona Jingle Bells
12 dicembre 201917:33
– Elodie di Patrizi è la protagonista della nuova campagna per le feste di Natale di Yamamay che prevede oltre alle immagini firmate dal fotografo Alfonso Ohnur, anche un videoclip. La cantante si esibisce nel filmato sulle note di Jingle Bells, reinterpretata in esclusiva per il brand, in una versione inedita. Ad accompagnare Elodie, quattro ballerini d’eccezione che indossano i capi della collezione natalizia: Greta Zuccarello e Giulia Pauselli, già protagoniste lo scorso autunno della campagna Yamamay ‘Everybody’, Arianna Griffini, Alimah Grasso e Marcello Sacchetta, guidati dal coreografo Mommo Sacchetta.
Zavattini, il viaggio come impegno Ritratto inedito su ruolo e fortuna dell’artista all’estero
12 dicembre 201917:45
ricchezza vivida delle idee mai disgiunta dall’impegno; lo sguardo “neorealista” capace di andare oltre le apparenze della realtà attraverso il cinema, la letteratura, il pensiero; il viaggio inteso come scoperta ma anche come occasione di diplomazia culturale. Sarà un ritratto inedito quello offerto dalla mostra “Zavattini oltre i confini.
Un protagonista della cultura internazionale”, in programma a Reggio Emilia negli spazi di Palazzo Da Mosto dal 14 dicembre al 1 marzo, che racconta al pubblico non solo lo spirito eclettico ma soprattutto il ruolo rivestito all’estero da Cesare Zavattini.
Il progetto, che prende vita nel trentennale dalla morte dell’intellettuale di Luzzara, ha richiesto ben 2 anni di lavoro da parte di uno “staff multidisciplinare composto da 12 studiosi per approfondire, accanto all’attività svolta da Zavattini nei diversi ambiti artistici, la sua capacità di intessere relazioni straordinarie anche al di fuori dall’Italia”, ha detto in un’intervista Alberto Ferraboschi, curatore della mostra. In particolare l’esposizione svela di Za, come lo chiamavano gli amici, lo spiccato talento di “stabilire reti in tutto il mondo partendo dalla cultura come veicolo di pace, fratellanza, incontro e conoscenza di altre culture”, ha aggiunto. Una sorta di “diplomazia informale” la sua, sviluppata a partire dagli anni ’50 e portata avanti con determinazione in periodi di certo non facili per gli equilibri internazionali, tra Guerra Fredda e contrapposizioni ideologiche. Ecco dunque la sua amicizia con lo scrittore Gabriel García Márquez, i rapporti con gli ambienti ebraici e la mediazione culturale in quelli del patto di Varsavia, l’impegno per la decolonizzazione e la nascita di una cinematografia sperimentale in Africa: aspetti che rivelano la modernità innegabile e l’intelligenza di un personaggio centrale nella cultura del ‘900 in Italia e che oggi forse andrebbe riscoperto soprattutto dai più giovani.
Il percorso, sviluppato in 9 sale come un lungo viaggio seguendo i Paesi visitati da Zavattini – dalla Francia alla Spagna, dall’Americano Latina agli Usa all’Europa orientale fino all’Africa – si compone di immagini fotografiche, carte originali, libri, video, manifesti, annotazioni autografe, ma anche di dettagli che restituiscono l’uomo, come il basco, la macchina da scrivere, la borsa da viaggio. Interessantissima la sezione dedicata al rapporto stretto con l’arte e i suoi protagonisti: “Zavattini aveva la passione del collezionismo e ai suoi amici artisti chiedeva di ricevere due piccoli quadretti, di formato 8x10cm, uno con l’autoritratto e l’altro a soggetto libero”, prosegue Ferraboschi. E la mostra documenta questa passione, presentando 150 quadretti (dei 1500 della collezione di Zavattini) firmati da artisti del calibro di Burri, Fontana, Guttuso, Balla, Sironi, de Chirico, Depero. Non manca il tema del ritorno a casa, a Luzzara, “la sua piccola patria a cui era legatissimo, anche con alcuni scatti inediti di Gianni Berengo Gardin, fotografo al quale Zavattini aveva chiesto di rileggere il suo libro su Luzzara fatto nel 1955 con Paul Strand”, ha spiegato il curatore.
Promossa dalla Fondazione Palazzo Magnani, Regione Emilia-Romagna-IBC, Comune di Reggio Emilia e Archivio Cesare Zavattini, la mostra prevede anche una corposa attività didattica per far conoscere ai bambini e ai ragazzi delle scuole la fondamentale e attualissima figura di Zavattini.
Ermal Meta, live nei palasport nella primavera 2021Dopo la sparizione dai social, l’annuncio di sette date
12 dicembre 201918:37
– Dopo aver destato la curiosità del popolo web (diventando Trend Topic su Twitter) con la sparizione improvvisa e sospetta di tutti i suoi post su Instagram e la comparsa sui canali social di misteriosi video, Ermal Meta annuncia a sorpresa sette date live nei palasport previste per la primavera del 2021.
Questi concerti toccheranno, dal mese di marzo, le arene indoor delle principali città italiane: mercoledì 3 marzo al PalaInvent di Jesolo (Ve), venerdì 5 marzo al Mediolanum Forum di Assago (Mi), lunedì 8 marzo al Palaflorio di Bari, sabato 13 marzo al Pala Alpitour di Torino, martedì 16 marzo al Nelson Mandela Forum di Firenze, sabato 20 marzo al Palazzo dello Sport di Roma e lunedì 22 marzo alla Unipol Arena di Casalecchio di Reno (Bo).
Carmen Consoli live a Roma a CapodannoTra gli ospiti al Circo Massimo
12 dicembre 201918:44
– “Avevamo preso un impegno: che il programma de La Festa di Roma – Capodanno 2020 sarebbe stato sorprendente. Oggi vi annuncio che il 31 dicembre sarà con noi un’altra grande artista: si tratta di Carmen Consoli, che sarà tra gli ospiti del Circo Massimo insieme alla sua band, per un live in versione rock!”. Lo annuncia la sindaca di Roma Virginia Raggi su Fb.
Da Altan a Ratigher per Fumetti nei musei29 nuovi albi a Istituto grafica. Terza tappa andrà in Sicilia
13 dicembre 201912:51
i esploratori dell’Appia antica, la “regina delle strade”. Papi, soldati, mercanti, imperatori che, chissà, per i ragazzi di Gud hanno lasciato qualche tesoro da ritrovare. La voce della Dea che nei tratti di Eliana Albertini soffia nella notte tra Villa Adriana e Villa d’Este a Tivoli. E ancora i samurai di Marco Galli al Museo Orientale di Venezia o le “quattro chiacchiere” con il mammut di Spugna al MuNDA dell’Aquila, fino al Maestro Altan che per il Castello Scaligero di Sirmione in Acqua passata ripercorre la leggenda del fantasma Ebengardo da 700 anni vaga in cerca della sua Arice. Seconda tappa per Fumetti nei musei, il progetto Mibact realizzato con Cocoino Press – Fandango e il supporto di Ales spa, per avvicinare il pubblico più giovane alle collezioni d’arte e archeologia e ai luoghi preziosi che li ospitano. Dopo il successo dei 22 fumetti della prima edizione, premiata nel 2018 con il Gran Guinigi come miglior iniziativa editoriale dell’anno al Lucca Comics & Games, la collana si arricchisce ora di altri 29 albi, ambientati in altrettanti musei italiani, per offrire una diversa visione a bambini e ragazzi dei laboratori didattici, a suon di tavole, vignette e ballon, fino al 16 febbraio anche in mostra collettiva all’Istituto Centrale per la grafica di Roma.”Un modo di avvicinare i ragazzi ai musei. Questa volta, poi, accanto a realtà molto frequentate ne abbiamo anche di meno note”, racconta il ministro dei Beni culturali e Turismo, Dario Franceschini. “Un percorso iniziato qualche tempo fa. Non era previsto fossimo qui anche per la seconda tappa”, sorride. E che risponde “alle linee di questo mandato” perché se “abbiamo fatto molto per il patrimonio che ci hanno lasciato dal passato, molto poco abbiamo fatto invece per far conoscere la creatività di questa generazione. E qui ci sono i lavori di 51 artisti che sono arte contemporanea”. Così accanto ai Passatempo delle nuvolette di Risuleo e Pronostico al Parco Archeologico di Ostia antica ecco la Naumachia di Luca Negri R.S.M. al complesso monumentale della Pilotta a Parma; bimbo Tito per Marco Corona al Museo Nazionale di Palazzo Massimo a Roma e L’eterno galoppo dei cavalieri Bulgari guidati al Museo Sannitico di Campobasso, per Ratigher, nella doppia veste di autore e direttore editoriale Coccoino Press – Fandango. L’Istituto Centrale per la grafica “acquisirà le tavole dando vita alla nostra nuova collezione sulla graphic novel”, spiega la direttrice Maria Cristina Misiti. Ma questa volta è anche protagonista dell’albo disegnato da Giacomo Nanni che mette insieme Roma e i Cardinali Lorenzo e Neri Corsini ne L’immaginifico signore.”Abbinamenti a volte quasi ‘obbligati’, altri vere scommesse come Mara Cerri, al suo primo fumetto per la Rocca di Gradara – racconta Ratigher – Solo ad Altan abbiamo detto ‘fai quello che vuoi’. E lui, per l’occasione, ha ripreso a disegnare dopo non meno di 15 anni che faceva solo storie per adulti, ad esclusione della Pimpa, con un racconto divertentissimo, in cui ridi già alla seconda pagina, sugli elementi umani”. Presto anche in vendita, i “Fumetti nei musei – aggiunge Mattia Morandi, tra gli ideatori del progetto – avranno un sito e con il Miur si lavora a percorsi tematici ad hoc”. Una “nuova terza edizione” vedrà la luce già “nel 2020 e questa volta – conclude – sbarcherà in Sicilia”, che essendo Regione Autonoma non ha musei statali “ma dove potremo raccontare archivi o istituti”.
Milano e London Fashion Week alleate partendo dall’uomoDal 10 al 14 gennaio 2020 77 collezioni
12 dicembre 201919:42
l giorno in cui in Gran Bretagna si vota, divisi tra Brexit e no Brexit, la moda si è già espressa. La Camera Nazionale della Moda Italiana annuncia una collaborazione con il British Fashion Council (BFC) che porterà a Milano, durante l’edizione di Milano Moda Uomo in programma dal 10 al 14 gennaio 2020, una parte della London Fashion Week, tra i quali Stella McCartney e Alexander McQueen. “E’ una preziosa opportunità per realizzare un importante lavoro di congiunzione e unione tra i nostri mondi – commenta il Presidente di Camera Nazionale della Moda Italiana, Carlo Capasa – Questo progetto darà a CNMI la possibilità di espandere i suoi orizzonti e di rendere Milano Moda Uomo ancora più internazionale”.
Le sfilate apriranno venerdì 10 gennaio con le sfilate di Dsquared2, che celebrerà il 25/o anniversario e di Ermenegildo Zegna. Tornano a sfilare poi sulle passerelle milanesi Gucci, che chiuderà le sfilate martedì 14, Iceberg, Miaoran, MSGM, N.21, Prada e Salvatore Ferragamo. Al debutto troviamo invece Fabio Quaranta che sfilerà supportato da CNMI, il danese Han Kjbenhavn e il cinese Reshake. In cinque giorni saranno presentate 77 collezioni, con 26 sfilate, 46 presentazioni, 5 presentazioni su appuntamento e 22 eventi in calendario. Il London show Rooms occuperà lo Spazio Savona 56 e sarà un ‘contenitore di talenti’ in cui verranno presentate le collezioni di 10 designer emergenti inglesi e 5 italiani. Verrà esposta anche un’installazione curata da The Mill e prodotta da YouConcept per raccontare i nuovi trend della moda, con un focus sulla diversità, l’energia e il talento dei giovani designer che dopo l’evento sarà aperta al pubblico. Nell’ambito della stessa collaborazione lunedì 13 gennaio sfilerà a Palazzo del Ghiaccio il vincitore del Bfc/Gq Designer Menswear Fund & Newgen, A-Cold-WallL. VAI ALLE NOTIZIE IN TEMPO REALE
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Tamaro, mi ritiro dalla vita pubblica
“Non ho più energie, rimango a casa per poter ancora scrivere”
TERNI12 dicembre 201920:22
– “Mi ritiro dalla vita pubblica perché non ho più energie. Come sapete soffro di una sindrome neurologica, la sindrome di Asperger, che dà tanti vantaggi, come una memoria spaventosa, ma anche tanti svantaggi, soprattutto dopo 50 anni”: ad annunciarlo è stata Susanna Tamaro, parlando ad una platea di lettori durante l’evento ‘Buon compleanno, Susanna’, organizzato in occasione del suo 62/o compleanno ad Orvieto dalla Fondazione Luca&Katia Tomassini.
“Finché non ero giovane ho potuto gestire la malattia – ha spiegato – dopo i 50 anni ho cominciato a peggiorare, perché porta grande alterazione delle percezioni. Non posso più muovermi, viaggiare, fare incontri, non ho più forza per farlo e dovendo scegliere scelgo di rimanere a casa per poter ancora scrivere. Non è un ritiro per il disgusto del mondo”.
X Factor 2019, la vittoria va a Sofia TornambeneOspiti della finale Robbie Williams,Ultimo e Lous and the Yakuza
13 dicembre 201911:13
Il vincitore dell’edizione 2019 di X Factor è Sofia Tornambene. Il risultato è arrivato al termine di una lunga serata di musica sul palco del Mediolanum Forum di Milano, sul quale si erano presentati i quattro concorrenti del talent di Sky, rimasti in gara dopo le selezioni delle prove live. I finalisti del giudice Samuel erano due, per la prima volta nella categoria band, ovvero Booda e Sierra. Malika ha invece portato fino al palco del Forum Davide Rossi, mentre a rappresentare le ‘under donna’ di Sfera ci ha pensato la diciassettenne Sofia. Senza concorrenti, alla finale, è arrivata invece Mara Maionchi. Come super ospite internazionale della serata, al Forum si è presentato Robbie Williams. Ospiti anche Ultimo, che ha presentato in anteprima assoluta il suo nuovo singolo ‘Tutto questo sei tu’, oltre alla stella nascente della musica internazionale Lous and the Yakuza.
Mostre, tre secoli di storia del gioco da tavolo a Ravenna’Oche, civette e dadi’ dal 20 dicembre alla Biblioteca Classense
RAVENNA13 dicembre 201911:17
– Un viaggio in tre secoli di storia del gioco da tavola: è quello che propone dal 20 dicembre al 2 febbraio, alla Biblioteca Classense di Ravenna, la mostra ‘Oche, cuvette e dadi’. Sarà possibile ammirare alcuni degli oltre 300 esemplari di gioco conservati in Classense, volumi e materiali per un totale di circa 60 documenti. L’allestimento si compone soprattutto di giochi di percorso, sul genere del ‘gioco dell’oca’, ma è ricca anche la presenza di giochi di dadi e ad estrazione, con pezzi a tema letterario, pubblicitari, di viaggio, legati a raffigurazioni carnevalesche o di animali.
Saranno esposti alcuni giochi incisi alla fine del Seicento dall’artista bolognese Giuseppe Maria Mitelli, tra cui ‘Il Gioco della Cucagna che mai si perde, e sempre si guadagna’. Uno dei fogli più antichi in mostra è un Gioco dell’oca tedesco datato agli anni Ottanta del Seicento, mentre tra i più recenti c’è un’opera di Jacovitti creata negli anni ’80 del Novecento, che promuoveva la riduzione dei consumi elettrici.
Palazzo Doria Pamphilj apre il Ninfeo di DianaRoma, con la biblioteca sarà visitabile gratuitamente
ROMA16 dicembre 201912:33
– La vasca-conchiglia in marmo bianco al centro della piccola sala affrescata a grottesche, agli angoli statue di epoca romana e sulle pareti i le immagini e i frutti delle quattro stagioni. E’ il Ninfeo di Diana, la sala da bagno-alcova pompeiana commissionata dal principe Filippo Andrea nel 1840 per farne dono alla moglie Mary Talbot, che apre le porte ai visitatori di Palazzo Doria Pamphilj, nel cuore di Roma. Il gioiello architettonico degli appartamenti privati Floridi dello splendido edificio si potrà ammirare gratuitamente dal 14 dicembre, insieme con la biblioteca, altro ambiente finora chiuso al pubblico.
Sarà l’occasione anche per ripercorrere momenti salienti delle antiche famiglie nobiliari descritti dalla mostra itinerante ‘Memorie/Tradimenti’, organizzata fino al 12 gennaio dalla Associazione Genius Loci Floridi Doria Pamphili, alla sua ultima tappa dopo aver toccato i castelli e i borghi tra le Alpi e gli Appennini liguri. Alle testimonianze dell’arte antica si aggiunge il segno contemporaneo dell’ artista senese Flavia Bigi, due grandi dadi in marmo bianco e nero che sotto il titolo ‘Traditur’ evocano il richiamo alla tradizione, alle possibilità offerte dalla sorte e ai tradimenti che hanno scandito i rapporti tra le casate.
L’associazione Genius Loci, fondata da Donna Gesine Pogson Doria Pamphilj e Don Massimiliano Floridi (ideatore e curatore della mostra), si propone di valorizzare sul piano storico, culturale e turistico i luoghi legati alla storia delle due famiglie che dalla Liguria alla Calabria ha toccato Roma, Napoli, Venezia e Genova e più di cento piccoli comuni italiani.
Palazzo Doria Pamphilj – galleria privata con opere straordinarie della pittura classica e capolavori di Caravaggio, Tiziano, Velasquez, Tintoretto, Raffaello, Guercino – è stato dimora di principi e principesse dal Seicento, quando Camillo Pamphilj volle ampliare la residenza con magnifiche sale, decorate e arredate di volta in volta secondo il gusto del principe padrone di casa.
Tirabassi torna in tv con Liberi tutti, prima serie RaiPlay/ VIDEOda autori di Boris, con Caprioli, Trabacchi, dal 14 dicembre
13 dicembre 201918:57
Una commedia “metropolitana, raccontata con uno stile spettinato e moderno”. Liberi tutti è la prima serie originale di RaiPlay scritta e diretta da Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo (noti per aver scritto Boris con Mattia Torre, scomparso quest’anno) con protagonisti Giorgio Tirabassi, Anita Caprioli, Thomas Trabacchi, Valeria Bilello, Caterina Guzzanti. Sarà disponibile integralmente, in esclusiva, su RaiPlay a partire da sabato 14 dicembre. Una coproduzione Rai Fiction – Italian International Film, prodotta da Fulvio e Paola Lucisano. Composta da dodici episodi della durata di mezz’ora, ruota attorno a Michele Venturi (Tirabassi), arido avvocato che pensa solo a se stesso e che si ritrova costretto agli arresti domiciliari in un cohousing gestito dall’ex moglie, Eleonora, ex giornalista interpretata da Anita Caprioli, che ha una stabile relazione con Riccardo (Trabacchi). Il cohousing è un modello di coabitazione solidale ed ecosostenibile, dove le famiglie vivono condividendo spazi, servizi, consumi e diverse filosofie di vita. – “Il meccanismo base della serie era il politicamente corretto della cohousing. Ci siamo ritrovati subito – ad essere una classe di quinto anno di liceo, con quel tipo di affiatamento e di goliardia. Quando ho visto i primi montati, ne chiedevo subito altri. Spero che la stessa cosa avvenga per i telespettatori. RaiPlay è il futuro”. Così il protagonista Giorgio Tirabass che segna il ritorno in video dopo l’infarto che l’ha colpito un mese fa, dell’amatissimo e poliedrico attore. “Sono Michele – rileva – un avvocato arido e spregiudicato, ma il mio personaggio subirà un’evoluzione. All’inizio viene sorpreso con 25 milioni nell’auto e arrestato, e per non finire in carcere opterà per i domiciliari dalla sua ex moglie… peccato che da anni vive in un posto particolare”. Composta da dodici episodi della durata di mezz’ora, la serie vede nel cast anche Ludovica Martino, Ugo Dighero, Giordano De Plano, Rossana Gentili.
“Eleonora è un’idealista nel senso bello del termine – dice Caprioli -. L’apparente equilibrio della cohousing viene minato dall’arrivo di Michele. Dico apparente perché ogni personaggio, alla fine, ha le proprie debolezze. Sono personaggi ai quali vuoi bene”. “Io non sono stato usato spesso nella commedia – afferma Trabacchi -. Il mio è un ruolo estremamente interessante da giocare, è un mediatore. Provo tenerezza per questo personaggio “discutibile”.
Liberi tutti è lo slogan che accomuna i protagonisti: se lo dicono i cohouser alla fine delle interminabili assemblee, Michele (Tirabassi) potrebbe farne il sottotitolo della sua esistenza e gli intercettatori se lo ripetono a fine turno per comunicarsi il sollievo di staccare. Ma liberi da cosa? Definire la convivenza vuol dire definire il tipo di libertà che si cerca. La direttrice di Rai Fiction Eleonora Andreatta rileva: “è un titolo importante per il suo processo di innovazione.
Liberi Tutti rappresenta l’apertura di un nuovo capitolo. Visto che è una comedy tagliente e ironica, dal formato di 30 minuti, poco sfruttato in Italia e che invece ha una grande diffusione a livello internazionale”.
Dopo VivaRaiPlay, che si sta rivelando uno strumento importante per l’avvicinamento del grande pubblico alla piattaforma, arriva Liberi tutti. Per Elena Capparelli, direttrice di RaiPlay, “questo è un passaggio verso il futuro”.
Una coproduzione Rai Fiction – Italian International Film, prodotta da Fulvio e Paola Lucisano. Liberi tutti sarà disponibile in esclusiva sulla nuova piattaforma digitale della Rai da domani. Le puntate saranno pubblicate tutte assieme in un box set.
In maniera scanzonata ma attenta al sociale, Vendruscolo e Ciarrapico raccontano come l’avvocato, costretto nel cohousing, ribattezzato ‘Il Nido’ e gestito da Eleonora’ passi da un iniziale disprezzo verso la vita in comunità ad aiutare gli altri inquilini, che rischiano uno sgombero per motivi sanitari.
Ritroviamo inoltre Caterina Guzzanti (era tra le protagoniste di Boris ndr) nei panni di Martina, la migliore amica di Eleonora. In “Liberi tutti” le vite dei protagonisti vengono osservate da un occhio esterno, quello di due intercettatori che indagano sui loschi affari di Michele. A forza di ascoltare gli inquisiti, finiranno per condividerne i problemi, le ansie e le emozioni. Tirabassi è nel ricco cast dell’attesissimo film di Gabriele Mainetti, Freaks Out, la cui uscita è prevista per il 2020.
Bestseller della Niven su Netflix dal 28 febbraio 2020Per DeA Planeta esce 11/2 anche ‘L’universo nei tuoi occhi ‘
13 dicembre 201913:40
– Il bestseller mondiale ‘Raccontami di un giorno perfetto’ (DeA Planeta) di Jennifer Niven sarà disponibile su Netflix dal 28 febbraio 2020, in contemporanea mondiale in 190 Paesi. Lo annuncia DeA Planeta Libri. La Niven, che vive a Los Angeles ma è cresciuta nello Stato dell’Indiana, è coinvolta nella sceneggiatura.
I protagonisti del romanzo sono Violet e Finch, due adolescenti fragili che nel film sono interpretati da Elle Fanning e Justice Smith. DeA Planeta ha in catalogo anche il secondo romanzo, ‘L’universo nei tuoi occhi’, della Niven che sarà in libreria con l’edizione tie-in di ‘Raccontami di un giorno perfetto’ l’11 febbraio 2020.
‘Raccontami di un giorno perfetto’ è un libro young adult da record: in corso di pubblicazione in 31 Paesi, in testa alle classifiche di vendita mondiali per settimane, oltre 30.000 copie vendute solo in Italia, vincitore di moltissimi e prestigiosi premi letterari, tra cui il Premio Mare di Libri 2016, il Goodreads Choice Award e il Guardian Best Book of the Year 2015 e finalista alla Carnegie Medal 2015 e al Premio Andersen 2016.
Bestseller della Niven su Netflix dal 28 febbraio 2020Per DeA Planeta esce 11/2 anche ‘L’universo nei tuoi occhi ‘
13 dicembre 201913:40
– Il bestseller mondiale ‘Raccontami di un giorno perfetto’ (DeA Planeta) di Jennifer Niven sarà disponibile su Netflix dal 28 febbraio 2020, in contemporanea mondiale in 190 Paesi. Lo annuncia DeA Planeta Libri. La Niven, che vive a Los Angeles ma è cresciuta nello Stato dell’Indiana, è coinvolta nella sceneggiatura.
I protagonisti del romanzo sono Violet e Finch, due adolescenti fragili che nel film sono interpretati da Elle Fanning e Justice Smith. DeA Planeta ha in catalogo anche il secondo romanzo, ‘L’universo nei tuoi occhi’, della Niven che sarà in libreria con l’edizione tie-in di ‘Raccontami di un giorno perfetto’ l’11 febbraio 2020.
‘Raccontami di un giorno perfetto’ è un libro young adult da record: in corso di pubblicazione in 31 Paesi, in testa alle classifiche di vendita mondiali per settimane, oltre 30.000 copie vendute solo in Italia, vincitore di moltissimi e prestigiosi premi letterari, tra cui il Premio Mare di Libri 2016, il Goodreads Choice Award e il Guardian Best Book of the Year 2015 e finalista alla Carnegie Medal 2015 e al Premio Andersen 2016.
Gino e Michele, esce il ‘Frankenstein delle formiche”Il Formichetti 2020’ con oltre 8 mila battute
15 dicembre 201915:16
NO & MICHELE, IL FORMICHETTI 2020 (BALDINI+CASTOLDI, PP 1280, EURO 30. Sono state raccolte per la prima volta in un unico volume, ‘Il Formichetti 2020’ di Gino & Michele, tutte le formiche dal 1990 ad oggi. Sono “oltre 8000 battute in un tomo pesantissimo ma solo nel peso fisico, perché poi si ride e moltissimo” spiegano Gino & Michele del libro che esce per Baldini+Castoldi a trent’anni da ‘Anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano’.
“Come per il Dizionario dei Film che tutto il mondo ci invidia – che vanta più imitazioni della Settimana Enigmistica -, anche per il Formichetti come per il Mereghetti ci saranno numerosi indici ragionati, che renderanno la lettura anche un modo per ripercorrere trent’anni e più di comicità mondiale; per capire cosa siamo diventati. E riderci su”. Gino e Michele spiegano come è nata l’idea di raccogliere in un libro le migliori battute:”Intorno alla metà degli anni Ottanta, all’interno del gruppo di autori di Drive In, fra i quali c’eravamo anche noi: si annotava che esistevano manuali di ogni cosa, ma che mancava una classificazione seria della materia che, in fondo, era il nostro pane quotidiano. Poi accadde che, chiusa l’esperienza televisiva, ci venne l’idea di selezionarne cento, le migliori a nostro giudizio, e inviarle a cento fra comici e addetti ai lavori, chiedendo a ciascuno di sceglierne 5 per poi raccogliere il tutto e proclamare la Battuta del Secolo.
Tutto questo si concretizzò in un live show veramente speciale condotto da Claudio Bisio e Antonio Catania all’inizio del 1990, allo Zelig. La battuta vincitrice e quindi giudicata la migliore del secolo era di Walter Fontana, allora non ancora autore affermato, e così recitava: ‘Era un bambino presuntuoso e saccente. Quando la maestra di prima elementare gli chiese ‘Ma tu credi in Dio?’, lui rispose: ‘Beh, credere è una parola grossa. Diciamo che lo stimo'”. “A quel punto – raccontano – divenne per noi quasi una sfida cercare un editore che pubblicasse la nostra ormai corposa raccolta. Quando ormai tutto sembrava perduto, il mitico Oreste del Buono, allora responsabile dei tascabili Einaudi, si impuntò (spalleggiato dal nipote Alessandro Dalai, ad di Einaudi e poi fondatore della prima Baldini&Castoldi) affinché ‘Anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano’ uscissero con il prestigioso Struzzo torinese. Tre editori, qualche milione di copie e trent’anni dopo oggi il cerchio si chiude, e per la prima volta il Frankenstein delle Formiche vede la luce”.
Cinema: Polvere, contro la droga per sensibilizzare ragazziUn cortometraggio con Alessandra Ferrara. Presentato al Senato
13 dicembre 201914:21
– S’intitola Polvere, il cinema contro la droga, il cortometraggio diretto da Francesco Bellomo e Walter Croce, con Alessandra Ferrara e Giulio Base, parte di un progetto di Corte Arcana sui giovani e le dipendenze: la droga, la ludopatia, il bullismo, l’alcolismo.
L’iniziativa, riguarda le scuole del territorio del Comune di Roma e, in particolare, gli studenti delle Scuole Secondarie di secondo grado ed è stata presentata a Palazzo Giustiniani, presso il Senato di Roma. All’evento c’era parte del cast- Daniele Locci, Noemi Esposito, Sara Baccarini, Daniele Gatti, Massimo Vulcano – il produttore e regista Francesco Bellomo, il co-regista Walter Croce, lo sceneggiatore Mauro Graiani, il vicepresidente del Senato Ignazio La Russa. Relatore dell’evento lo psichiatra e saggista Raffaele Morelli, il quale ha parlato di quanto le dipendenze possano distruggere le persone e che quindi vanno combattute in ogni modo, soprattutto quando si è ancora giovani, cercando di conoscere se stessi, parlando con amici e genitori di tutto, cercando di essere positivi, trovandosi una passione e coltivarla, portando avanti i propri sogni. In Polvere, Rosa è una giovane e bella studentessa siciliana, appena arrivata a Roma che condivide con altri due ragazzi, Nunzio e Lina, oltre all’appartamento, la passione per la recitazione. I tre ragazzi frequentano infatti l’ambito corso di recitazione di un grande attore di teatro e cinema, che si rivela anche nelle sue lezioni, maestro di vita. Rosa insieme agli amici, vive la spensieratezza dei primi “incontri” nel mondo di mezzo dello spettacolo: feste, party; anche se dopo un po’ non tardano ad arrivare i problemi. La conoscenza con ricchi personaggi senza scrupoli, le false promesse, la droga, l’imminente dipendenza. Ad affiancarla in questa discesa agli inferi ci sarà, tutto il tempo, un ambiguo personaggio, Cesare, una sorta di mediatore molto conosciuto nel mondo dello spettacolo. Un giorno, Cesare, le promette un incontro importante, tutto sembra apparentemente migliorare, in realtà è solo l’inizio di un declino inarrestabile. Rosa entra in un giro sempre più pericoloso.
Guns N’ Roses, unica data in Italia nel 2020 a FirenzeRock band salirà sul palco del Visarno Arena festival il 12 giugno
FIRENZE13 dicembre 201915:45
Unica data italiana nel 2020 per i Guns N’ Roses al Firenze Rocks: la rock band salirà sul palco della Visarno Arena venerdì 12 giugno 2020. Lo annunciano gli organizzatori.Si completa così il calendario di concerti per l’edizione 2020 del festival, che inizierà con Vasco Rossi il 10 giugno, a cui seguiranno i Green Day l’11, i Guns N’ Roses il 12 e Red Hot Chili Peppers il 13 giugno.
Notte Taranta, il cinema tema portante edizione 2020Il maestro concertatore Buonvino, “incontro tra generi diversi”
MELPIGNANO (LECCCE)13 dicembre 201915:31
– Sarà il cinema il tema dell’edizione 2020 della Notte della Taranta, che già nel 2015 aveva avviato un percorso di apertura alle altre arti.
L’annuncio è stato dato oggi nella sede della Fondazione Notte della Taranta durante la presentazione di alcune anticipazioni della prossima edizione del festival che avrà il suo clou il 22 agosto con il concertone di Melipignano. All’incontro hanno partecipato il maestro concertatore, Paolo Buonvino, il presidente della Fondazione Notte della Taranta, Massimo Manera, l’assessore regionale al Turismo, Loredana Capone e il sindaco di Melpignano, Ivan Stomeo.
“Ho già iniziato a incontrare gli artisti” ha raccontato Buonvino che ha sottolineato l’importanza del concetto di “incontro” tra generi, stili e mondi diversi. “Mi sono sentito a casa, venendo qui – ha detto – ho ritrovato molte cose della mia Sicilia che ci accomunano. Ma soprattutto condivido con gli organizzatori e i musicisti, con gli studiosi, una cultura dell’incontro”.
Musica: Mingardi presenta il vinile ‘Ho visto cose che…’Il 17/12 a Bologna. 13 brani e nuovo singolo ‘Riaprono i locali’
BOLOGNA13 dicembre 201915:33
– Andrea Mingardi presenta martedì 17 dicembre a Bologna, nello spazio eventi Gallery 16 dalle ore 19, il vinile del suo ultimo lavoro ‘Ho visto cose che…’: 13 brani che spaziano dal soul al jazz, dal pop al rock, dal blues alla ballad. E’ inoltre in via di pubblicazione una riedizione in digitale di alcuni brani tratti dal catalogo jazz dell’artista bolognese, in cui reinterpreta live grandi pezzi di Porter, Gershwin e altri autori.
Il vinile, in cui Mingardi è accompagnato dalla sua band storica, i Supercircus, sarà lanciato con il nuovo singolo ‘Riaprono i locali’. La sua uscita è stata preceduta dal cd, con tre singoli proposti nell’ultimo anno: ‘Ci vuole un po’ di Rock’n’roll’, ‘La cosa più importante’ e ‘Anima Soul’ featuring Frankie Hi-NRG, che hanno totalizzato migliaia di passaggi in radio. ‘Ci vuole un po’ di Rock’n’roll’, in particolare, primo video e singolo del nuovo lavoro, è uscito a 12 anni dall’ultimo inedito del cantautore ed è stato interpretato anche da Mina nell’album ‘Maeba’.
“Bluesman”, la storia da riscoprire di Guido ToffolettiPioniere del blues italiano, amico di A.Korner e Rolling Stones
VENEZIA13 dicembre 201915:37
– Sono passati venti anni dalla tragica scomparsa a 48 anni di Guido Toffoletti, il musicista veneziano considerato uno dei pionieri del blues italiano. Il giornalista Giò Alajmo ne ricostruisce la storia attraverso testimonianze, aneddoti, fatti e ricordi. Figlio scapestrato di un giornalista, cresciuto a Venezia, Guido ha fatto della sua vita un omaggio alla sua grande passione per la musica attraversando, diventandone uno dei protagonisti, l’ultimo quarto musicale del Novecento.Era sotto il palco del Piper ai tempi del beat, ospite fisso come al Big Club di Mestre, roadie per i Renegades e poi per Joe Strummer dei futuri Clash, poi i tv con Claudio Ambrosini e la sua prima opera beat. L’incontro a Londra con Alexis Korner, venerato padre del blues inglese, lo galvanizzò al punto da creare una propria band e incidere nel 1976 il primo disco blues di un musicista italiano. La sua Blues Society fu scuola per numerosi giovani musicisti locali, veneti e friulani, chiamati a suonare e a incidere con i grandi del blues internazionale che riusciva di volta in volta a coinvolgere. E tra le collaborazioni più prestigiose di Guido si ricordano oltre a Korner, anche Paul Jones, John Mayall, Andy J.
Forest. B.B. King e altri. Nonche’ con Ian Stewart, Keith Richard e Mick Taylor, tre dei Rolling Stones. Appassionato di rock’n’roll, dei Beatles e di Elvis Presley, collezionista di chitarre elettriche e di memorabilia legate ai suoi idoli musicali, Toffoletti che ha inciso oltre 20 album, era anche un romantico solitario, un amico che sapeva creare con tutti rapporti che sembravano unici, era un burlone e un eterno Peter Pan che aveva inseguito i suoi sogni fino a toccarli. La sua storia si interruppe tragicamente, il 22 agosto 1999, travolto da una macchina mentre correva in bici in piena notte.
Kappa festeggia a Miami 50 anni di logo con ominiPerformance di Vanessa Beecroft e Neville Wakefield
13 dicembre 201915:56
– Kappa, marchio icona dell’abbigliamento sportivo, ha festeggiato all’Art Basel Miami i primi 50 anni del logo degli Omini con l’artista italiana Vanessa Beecroft. Nel giorno dell’inaugurazione pubblica di Art Basel, l’autore e curatore d’arte britannico Neville Wakefield, assieme alla Beecroft, ha presentato un’inedita rilettura del marchio italiano con una performance di ballerini che ne ha interpretato il logo attraverso 50 diverse iterazioni.
“Tratteggi minimalisti, performance art, film e moda – spiega Neville Wakefield – le performance di Vanessa si sono sempre distinte come forma particolare di ritrattistica dal vivo. Dando vita all’iconico logo Kappa, l’artista ci invita a esplorare non solo le relazioni tra individui, in continua evoluzione qui rappresentati dalla coppia degli Omini ma anche quelle di un marchio con il mondo nella sua complessità”.
Nella performance, Vanessa Beecroft, artista celebre per i suoi tableau vivant, quadri viventi interpretati, in passato, da donne più o meno vestite, per la prima volta metterà in scena entrambi i sessi: 100 attori divisi a coppie per rievocare il logo Kappa, di cui la performance di Vanessa enfatizza la natura unisex. Gli Omini prendono vita nella scenografia di 50 coppie disposte lungo l’intera superficie del Lot 11.
Gli attori sono vestiti con toni neutri e inizieranno la performance in piedi, per poi liberarsi, assumere la posizione del logo Kappa – un uomo e una donna seduti schiena contro schiena – e infine si spostano nello spazio secondo gli schemi della coreografia di Jacob Jonas The Company, orchestrata dalla Beecroft, attraverso movimenti coreografici alternati ad altri ricchi di spontaneità. La performance è fortemente ispirata a Zabriskie Point, opera anticonformista e film-cult del regista italiano Michelangelo Antonioni.
Matera 2019: passeggiata urbana per scoprire la CapitaleDomani, nella zone della Città dei Sassi rigenerate dall’arte
MATERA13 dicembre 201916:01
– Dalla periferia al centro di Matera (Capitale europea della Cultura 2019). Un percorso che racconta una “nuova identità”, tutta da scoprire. Quella dell’arte urbana realizzata da artisti di fama internazionale, come Momo, Jorit, Mister Thoms, Giorgio Bartocci su tutto il territorio lucano, anche grazie ai progetti promossi dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019, come le residenze artistiche, i progetti di comunità e il progetto Capitale per un giorno.
Sabato 14 dicembre, sarà possibile passeggiare nelle zone della Città dei Sassi rigenerate da queste forme d’arte, create in molti casi con il coinvolgimento delle realtà cittadine di riferimento. Una vera e propria mappa dell’arte urbana verrà presentata e consegnata a tutti coloro che vorranno aderire a quest’esperienza, creata dalla Fondazione Matera Basilicata 2019 insieme alla Momart Gallery.
Luci e ombre, il ‘600 napoletano dopo CaravaggioA Prato dipinti mai visti raccontano la storia di due collezioni
PRATO16 dicembre 201912:33
– Un Cristo con barba e cappello che sfiora gentile i capelli rossi della Maddalena eppure non la tocca e non la guarda, quasi non la vedesse, ormai lontano, come gli occhi di lei, bellissimi, non riescono a incontrare quelli di lui. C’è tanto del Caravaggio, almeno nella.luce e nelle ombre, nella carnalità dei protagonisti di Noli me tangere del napoletano Giovanni Battista Caracciolo, detto il Battistello, e c’è già la consapevolezza del ‘dopo’ di una pittura che il genio del Merisi rompendo le regole aveva ormai cambiato.
A questo ‘dopo”, allo spartiacque che nella pittura napoletana del ‘600, epoca d’oro dell’arte, creò il passaggio di Caravaggio, è dedicata a Prato una piccola, preziosa esposizione – dal 14 dicembre al 13 aprile 2020 a Palazzo Pretorio – che indaga il dialogo tra due collezioni, quella ricchissima di Palazzo Pretorio appunto e quella più raccolta, ma infinitamente raffinata, messa insieme nell’ultima metà del secolo scorso da Giuseppe De Vito, e insieme racconta, proprio attraverso le raccolte di opere d’arte, la storia e le ricchezze, i rapporti con Roma, con Napoli e con i protagonisti dell’arte di allora, di alcune famiglie di Prato.
Due sale in tutto nelle quali l’intimo allestimento tende a ricreare l’atmosfera di un salotto, come sottolineano le.curatrici Rita Iacopino e Nadia Bastogi, ricche però di opere molto poco conosciute, in alcuni casi mai viste, accanto a tele seicentesce di grande notorietà e suggestione del museo pretorio, per una mostra accompagnata da un ricco catalogo e da una serie di studi che hanno portato a novità per la storia del territorio e che offrono ai visitatori una finestra raffinata e interessante su un momento fondamentale della pittura italiana.
Libro dell’anno 2019, ‘Il colibrì’ di Sandro VeronesiClassifica Qualità de la Lettura , 2/o Serotonina di Houellebecq
13 dicembre 201919:40
‘Il colibrì’ di Sandro Veronesi il miglior libro del 2019. Il romanzo, pubblicato da La nave di Teseo, ha vinto con un larghissimo margine sugli altri titoli. Questo secondo la Classifica di Qualità de la Lettura del Corriere della sera, arrivata alla sua ottava edizione. ‘Il colibrì’, che racconta il nostro presente attraverso la storia di un uomo imperfetto, Marco Carrera, che cerca ostinatamente di rimanere fermo mentre la sua vita cambia a ritmo vertiginoso, ha superato ‘Serotonina’ di Michel Houellebecq, pubblicato sempre da La nave di Teseo, che è arrivato secondo. In terza posizione ‘Transiti’ di Rachel Cusk (Einaudi). La cerimonia di premiazione si terrà il 24 febbraio alle 18.30 al Piccolo Teatro Grassi a Milano.La giuria della Classifica di Qualità, presieduta da Marzio Breda, segretario del premio Severino Colombo, quest’anno è composta da 317 membri, redattori, collaboratori, amici de ‘La Lettura’ e traduttori: ciascun partecipante è stato chiamato a esprimere un massimo di tre preferenze tra tutti i libri usciti in Italia nel 2019, spaziando liberamente tra narrativa italiana e straniera, saggistica, varia, libri per ragazzi, poesia, graphic novel. I libri votati in questa edizione sono stati in totale 441. La stessa giuria aveva anche la possibilità di esprimersi per la migliore traduzione.Arrivata alla terza edizione, la Classifica della Traduzione vede al primo posto Silvia Pareschi per ‘La generosità della sirena’, volume di racconti di Denis Johnson, pubblicato da Einaudi. Al secondo posto Susanna Basso per ‘Macchine come me’ di Ian McEwan (Einaudi), al terzo posto pari merito tre traduzioni da tre lingue diverse (inglese, ebraico e spagnolo): Fabio Pedone ed Enrico Terrinoni per Finnegans Wake di James Joyce (Mondadori), Raffaella Scardi per L’ultima intervista di Eshkol Nevo (Neri Pozza) e Bruno Arpaia per In tutto c’è stata bellezza di Manuel Vilas (Guanda). Silvia Pareschi è stata votata anche per la traduzione de I ragazzi della Nickel di Colson Whitehead (Mondadori) e di Ragioni per vivere di Amy Hempel (Sem). Ai vincitori un’opera dell’artista Velasco Vitali.
Moda: Balmain ha un nuovo ceo, è Jean Jacques GuévelNegli ultimi tre anni è stato ceo di Zadig et Voltaire
13 dicembre 201917:23
– Jean-Jacques Guével è stato nominato ceo della storica maison di moda parigina Balmain. La nomina, annunciata in una nota della Balmain – segue alla recente decisione del precedente ceo, Massimo Piombini, di lasciare l’azienda per motivi personali, dopo aver guidato Balmain negli ultimi due anni. Guével inizierà a lavorare per Balmain nel febbraio 2020. Laureato alla Business School e Sciences a Parigi, Guével ha iniziato la sua esperienza nel campo della moda e del lusso da Louis Vuitton e ha ricoperto incarichi dirigenziali presso Céline e nel gruppo Lvmh. Negli ultimi tre anni è stato ceo di Zadig et Voltaire. Come ceo di Balmain, supporterà l’espansione della maison, lo sviluppo delle sue linee di accessori e accelererà sulla crescita.
La maison è stata fondata nel 1945 da Pierre Balmain. Fin dall’inizio il suo stile audace e femminile ha trasformato la casa parigina in una delle preferite della elite europea e di Hollywood. Dalla morte di Pierre Balmain nel 1982, la maison è stata guidata da diversi designer. Quando il direttore creativo Olivier Rousteing, allora 25enne, è stato scelto come capo del team creativo di Balmain nel 2011, è diventato uno dei talenti più giovani mai nominati alla guida di una storica maison parigina. Sin dalla sua prima collezione, Rousteing ha lavorato coerentemente sulla storia della casa, riflettendo sempre i gusti della sua generazione, il suo “Balmain Army” come dice lui. Il gruppo d’investimento Mayhoola ha acquisito il controllo del 100% di Balmain nel 2016.
Forever, un profumo dedicato a Laura BiagiottiEssenza evocativa firmata dal maestro Jordi Férnandez
13 dicembre 201917:46
Forever, nuovo profumo dedicato a Laura Biagiotti, è l’essenza che lega le tre generazioni di donne della famiglia: Delia, fondatrice dell’azienda, Laura che l’ha trasformata in un gruppo, Lavinia, ultima generazione proiettata nel futuro. Forever vuole essere il profumo della memoria, un’essenza evocativa.
“I ricordi sono una cosa che hai o che hai perduto ?”si chiede Woody Allen nel film “Un’ altra donna”. Jordi Férnandez, maestro profumiere di Givaudan risponde con la complessa partitura olfattiva di Forever, una eau de parfum che appartiene alla famiglia dei floreali, chypre e gourmand. Nelle note di testa forti ed evidenti (bergamotto italiano, ribes nero, bacche di rose Co2, accordi di mela e di pera). In quelle di cuore vibranti come i primi segnali del cambiamento e tutta l’eccitazione di una nuova scoperta (rosa, mughetto, viola, praline e tuberosa). Le note di fondo sono sottili e persistenti, prive d’incertezza e affidabili come l’amore di una donna (vaniglia, musk, fava Tonka e benzoino del Laos).
Il flacone riproduce in verticale il simbolo dell’ infinito che ha la forma di un otto disteso. Inventato nel 1655 dal matematico John Wallis, viene anche detto “lemniscata” che in latino significa nastro. Il flacone di Forever Laura Biagiotti è infatti costruito dalle preziose volute di un nastro metallico che in alto forma l’intero tappo e sotto abbraccia il flacone di cristallo. Da qui traspare il colore rosa della fragranza.
La campagna del profumo dedicato a Laura Biagiotti, è stato girato nella capitale, città-simbolo del brand e del concetto di eternità. La testimonial è l’attrice e modella Laura Chiatti che cammina sui tipici sampietrini delle strade di Roma a passi lenti sui tacchi alti, arriva in Piazza di Spagna, supera la Barcaccia e prima di cominciare a salire la scalinata di Trinità dei Monti, spruzza due gocce di profumo che si rivela un potente attivatore di ricordi…
Addio Danny Aiello, l’italoamericano di Spike LeeFu anche in C’era una volta in America. Aveva 86 anni
W YORK13 dicembre 201919:07
– E’ morto a 86 anni Danny Aiello, considerato l’italoamericano del cinema. Aiello aveva infatti interpretato il ruolo (non protagonista) in film come ‘Fa’ la cosa giusta’ di Spike Lee per il quale fu nominato ai Premi Oscar 1990 e ‘C’era una volta in America’ di Sergio Leone.
L’attore ha lavorato anche con Madonna, interpreta infatti la parte del padre della cantante nel video della canzone ‘Papa don’t preach’.
La hit parade incorona subito VascoSul podio Ferro e The Supreme, in testa anche tra i singoli
13 dicembre 201919:19
Vasco NonStop Live 2019, il doppio cd, dvd e bluray con tutta la scaletta dei concerti di San Siro dello scorso giugno, si prende subito la vetta della classifiche di vendita Fimi-Gfk (ed è quinto nella top ten dei vinili). Resiste al secondo posto, con Accetto miracoli, Tiziano Ferro, davanti a Tha Supreme, con 23 6451. Il rapper e produttore dei record guida anche la classifica dei singoli con Blun7 a Swishland.Scivola in quarta posizione Cremonini 2C2C The Best Of, prima grande raccolta della produzione ormai ventennale di Cesare Cremonini, che precede Marracash con persona e e Mina Fossati”, stabile al sesto posto. Risale dalla 27/a posizione alla settima Salmo con Playlist Live (da ben 57 settimane in classifica), davanti a FSK Trapshit Revenge, versione deluxe del disco d’esordio degli FSK Satellite. Chiudono la top ten i Coldplay con Everyday Life.Tra i vinili balzo in vetta per Lorenzo sulla luna, il concept album di Jovanotti.Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 6 al 12 dicembre:1) VASCO NONSTOP LIVE, VASCO ROSSI (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)2) ACCETTO MIRACOLI, TIZIANO FERRO (VIRGIN – UNIVERSAL MUSIC)3) 23 6451, THA SUPREME (EPIC SONY)4) CREMONINI 2C2C THE BEST OF, CESARE CREMONINI (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)5) PERSONA, MARRACASCH (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)6) MINA FOSSATI, MINA & IVANO FOSSATI (PDU – SONY)7) PLAYLIST LIVE, SALMO (EPIC-SONY)8) FSK TRAPSHIT REVENGE, FSK SATELLITE (THAURUS-SONY)9) EVERYDAY LIFE, COLDPLAY (COLDPLAY / PLG 3P-WMI)10)CHIARAMENTE VISIBILI DALLO SPAZIO, BIAGIO ANTONACCI (IRIS SRL-SONY)Ecco la classifica dei singoli più scaricati:1) BLUN7 A SWISHLAND, THA SUPREME (EPIC SME)2) DANCE MONKEY, TONES AN I (ELEKTRA-WMI)3) CHARLES MANSON (BUON NATALE 2), SALMO, DANI FAIV & NITRO FEAT. LAZZA (EPIC-SME)4) FUCK 3X, THA SUPREME (EPIC-SME)5) SUPREME (L’EGO), MARRACASH, THA SUPREME & SFERA EBBASTA (ISLAN-UNI)Infine, la classifica dei vinili:1) LORENZO SULLA LUNA, JOVANOTTI (POLYDOR-UNIVERSAL MUSIC)2) KO DE MONDO, C.S.I. (UNIVERSAL STRATEGIC-UNIVERSAL MUSIC)3) LUCIO DALLA LEGACY EDITION, LUCIO DALLA (RCA RECORD LABEL-SONY)4) THE DARK SIDE OF THE MOON, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)5) VASCO NONSTOP LIVE, VASCO ROSSI (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)
Cinema: a Rotterdam Rosa Pietra Stella di Marcello SanninoOpera prima con Ludovica Nasti, la Lila de L’amica Geniale
13 dicembre 201919:11
Sarà presentato in anteprima mondiale, in Selezione Ufficiale, al prestigioso International Film Festival di Rotterdam (22 gennaio/2 febbraio) Rosa Pietra Stella, opera prima di Marcello Sannino, affermato documentarista, interpretato da Ivana Lotito, Fabrizio Rongione e Ludovica Nasti.
È la storia di Carmela è una giovane donna, bella e indomita come un’amazzone che tira avanti giorno per giorno con lavori precari e vane ambizioni, finché non le capita, per conto di un avvocato, di fare affari con gli immigrati clandestini. È stata la madre poco presente di una bambina di 11 anni, Maria, ma ora vuole rimediare, assumersi le proprie responsabilità e vivere la sua maternità. Conosce Tarek, un quarantenne algerino, e lo travolge nella sua lotta per trovare un equilibrio, una vita.
Gran parte del film è ambientato a Portici, un piccolo ma popoloso paese vicino Napoli dove Carmela ha il volto di Ivana Lotito (l’Azzurra Avitabile, moglie di Genny Savastano di Gomorra), e la figlia di dodici anni, Maria, è Ludovica Nasti (la piccola attrice rivelazione di L’amica geniale nei panni di Lila). Il tunisino Tarek ha il volto di Fabrizio Rongione e Anna, la madre di Carmela, è Imma Piro.
“Carmela usa le poche armi che ha a disposizione per la sua sopravvivenza. È quello che può fare in un mondo dove la lotta di classe è stata sostituita da una lotta interna tra coloro che vivono nella marginalità, nella clandestinità. Questo è l’ambito sociale e politico nel quale si svolge la storia – dichiara il regista Marcello Sannino, pluripremiato regista di documentari come Corde, La seconda natura, Porta Capuana tra gli altri, ora alla sua opera prima di finzione – Il punto è: parlare delle persone o dei problemi sociali? In realtà, secondo me, non esiste nessun problema sociale chiaramente delineato. I problemi sono tutti problemi umani. Certo, siamo nel pieno di una fase di decadenza, di ingiustizia sociale, di disumanizzazione, ma lo sappiamo tutti e non abbiamo più armi per difenderci. Quindi ripartiamo dalla persona, dalla gente coinvolta negli argomenti, spinta dalla necessità di sopravvivere e di cercare la vita”.
Il film è una produzione Parallelo 41, Bronx Film, PFA Films con Rai Cinema.
Ravenna Festival 2020, da Philip Glass alla Fura dels BausAnche Capossela e 100 Cellos. Sul podio Muti, Fischer e Gergiev
RAVENNA14 dicembre 201912:05
– Sulla 31/a edizione di Ravenna Festival (3 giugno-17 luglio 2020) splende un cielo dal “dolce color d’oriental zaffiro”: quello che Dante descrive nel Purgatorio (I, 13) e che forse aveva ammirato nei mosaici di Galla Placidia. Questa immagine luminosa ha il proprio lato oscuro in un Oriente non più da favola, ricordato nel concerto Le vie dell’Amicizia diretto da Riccardo Muti ‘Per la Siria’, ma anche nella minacce al nostro paradiso terrestre, ritratto nell’inno ambientalista di ‘Koyaanisqatsi’.
Se il capolavoro di Philip Glass apre il Festival, la conclusione è affidata alla Fura dels Baus con i Carmina Burana in esclusiva italiana e al gala omaggio ad Alicia Alonso. Nel firmamento danza anche il debutto del ‘Don Juan’ di Johan Inger, il Balletto delle Fiandre e la Hofesh Shechter Company. Salgono sul podio, oltre a Muti, Ivan Fischer e Valery Gergiev. E ancora, Vinicio Capossela, Stefano Bollani, Neri Marcorè e i 100 Cellos, mentre Sant’Apollinare Nuovo ospita Theatre of Voices di Paul Hillier.
Ravenna Festival, Cristina Muti accetta presidenza onorariaOfferta dal sindaco ‘a coronamento 30 anni straordinario lavoro’
RAVENNA14 dicembre 201913:15
– Il sindaco di Ravenna Michele de Pascale ha offerto a Cristina Mazzavillani Muti la presidenza onoraria di Ravenna Festival, in occasione della presentazione della 31/a edizione, “a coronamento di 30 anni di straordinario lavoro” e nella certezza che “la grandezza di chi ha saputo costruire la storia culturale di Ravenna sta non solo in quanto ha fatto, ma in quanto ha preparato per il futuro”. “Rimarrò vigile e innamorata – ha risposto Cristina Muti, nell’accettare la presidenza onoraria – in fondo non si può sostituire una mamma e continuerò a promuovere il Festival. Resterò sempre la prima sostenitrice”.
Nei giorni scorsi la stampa cittadina aveva riferito di una lettera ai dipendenti con la quale Cristina Muti spiegava di lasciare la presidenza di Ravenna Festival dopo anni di lavoro “meraviglioso”. Una notizia che “ci ha colto di sorpresa”, le aveva scritto a stretto giro il sindaco dicendosi preoccupato “per il percorso futuro del Festival e più in generale dell’offerta culturale di Ravenna”.
Musica: Hänsel und Gretel, applausi e ovazioni a CagliariIncanto favola in musica chiude in bellezza Stagione del Lirico
CAGLIARI14 dicembre 201913:24
– Una favola metropolitana, dove realtà e sogno si intrecciano. Tra boschi incantati e case di marzapane, bambini, la strega cattiva, una folla di clochard con tanto di giacigli di cartone si aggira sullo sfondo di una opulenta città. Ci sono voluti 60 anni per riportare a Cagliari l’incanto e la meraviglia di Hänsel und Gretel, opera romantica di Engelbert Humperdinck, ispirata all’omonima fiaba dei fratelli Grimm. Un piccolo capolavoro del Natale che chiude, tra lunghi applausi e ovazioni, la Stagione di Lirica e Balletto. In sala anche il nuovo sovrintendente Nicola Colabianchi. Una serata all’insegna della bellezza, con il raffinato allestimento nato per il Teatro alla Scala e ora acquisito dalla Fondazione cagliaritana, con la regia di Sven-Eric Bechtolf, ripresa a Cagliari da Daniela Zedda. Efficaci e affascinanti gli effetti scenici tra quinte in movimento che si aprono su mondi colorati e fantastici, proiezioni video, bambini trasformati in biscotto, giganteschi alberi e uccelli. Al suo debutto sul podio cagliaritano, Johannes Debus ha diretto la compagnia di canto, un’orchestra del Teatro Lirico dalle belle sonorità e il coro dei bambini, l’ensemble di voci bianche del Conservatorio guidato da Enrico Di Maira, protagonista di una toccante esibizione. L’opera è andata in scena nella versione originale tedesca con i sopratitoli in italiano. Perfetta nel suo ruolo – la madre Gertrud – ha fatto sentire la sua presenza scenica e vocale Susan Neves. Per lei sono partiti ovazioni e entusiastici “brava”. Buona prova per tutto il cast che ha raccolto grandi tributi da parte del pubblico: Anna-Doris Capitelli, convincente Hänsel (en travesti), Francesca Manzo, la timorosa e intraprendente Gretel, accanto a Gustavo Castillo, Martina Serra, Francesca Pia Vitale. Una rilettura contemporanea della fortunata favola drammatica, in cui la dimensione onirica e fiabesca si intreccia alle contraddizioni della moderna civiltà: la miseria morale e materiale della famiglia e lo sfruttamento dei bambini, affamati e malvestiti, non spegne la gioia di vivere e la curiosità dei piccoli protagonisti.
Musica: concerto di Natale nella Basilica di AssisiPresente anche Mattarella. Sarà trasmesso su Rai 1 il 25
AEROPORTO DI PERUGIA SANT’EGID14 dicembre 201913:27
– Alla presenza anche del presidente della Repubblica Sergio Mattarella – che ha ricevuto dai frati di Assisi la Lampada della pace – del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e del presidente della Conferenza Episcopale Italiana, card. Gualtiero Bassetti, si è tenuto questa mattina ad Assisi il tradizionale Concerto di Natale nella Basilica Superiore di San Francesco.
Diretto dal maestro Steven Mercurio e con la partecipazione di Massimo Ranieri, Anna Tifu al violino, Marco Braito ed Ercole Ceretta alle trombe, il concerto verrà poi trasmesso su Rai 1 il 25 dicembre alle 12.30 dopo il messaggio Urbi et Orbi di Papa Francesco. Ad accompagnare gli artisti nei tradizionali canti natalizi è stata l’Orchestra sinfonica nazionale della Rai, il coro di voci bianche “I piccoli musici” e il coro maschile del “Coenobium vocale”, guidati dai maestri Mario Mora e Maria Dal Bianco.
Prima dell’inizio del concerto il presidente Mattarella ha ricevuto da padre Gambetti la Lampada della pace.
Natale: Bach per il tradizionale concerto in Duomo a MilanoIngresso libero fino ad esaurimento dei posti
MILANO14 dicembre 201914:13
– Si rinnova l’appuntamento divenuto ormai tradizione nel panorama milanese in attesa del Natale: il grande concerto in Duomo offerto alla città dalla Veneranda Fabbrica e dal Comune di Milano.
Il concerto si terrà il 20 dicembre alle 19.30: protagonista dell’evento, realizzato anche con il sostegno di Assolombarda, sarà laBarocca, l’ensemble specializzato in musica sei-settecentesca dell’Orchestra Verdi diretto dal Maestro Ruben Jais, affiancato dall’ensemble vocale diretto dal Maestro Jacopo Facchini e da quattro voci soliste.
Il programma musicale prevede estratti dall’Oratorio di Natale per soli, coro e orchestra BWV 248 di Johann Sebastian Bach (Prima cantata: “Jauchzet, frohlocket” e Sesta cantata: “Herr, wenn die stolzen Feinde schnauben”). L’ingresso al concerto in Duomo, libero fino ad esaurimento posti, sarà consentito a partire dalle 18.45. VAI A TUTTE LE NOTIZIE ECONOMICHE IN TEMPO REALE
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La parola ai giurati di Simi
Romanzo su un delitto e sei cittadini chiamati in Corte d’Assise
14 dicembre 201917:35
– GIAMPAOLO SIMI, ”I GIORNI DEL GIUDIZIO” (SELLERIO, pp. 546 – 15,00 euro). Ecco un gruppo di giurati popolari prescelti per estrazione e che si sentono più o meno obbligati a confrontarsi con qualcosa che è loro spesso estraneo, il codice penale e le regole di un processo, a cominciare dal fatto, che ricorda loro il presidente, anzi in questo caso la presidente, ”una sentenza non può essere motivata da un documento o una prova che non abbiamo visto, letto o ascoltato in aula”, aggiungendo che ”l’intimo convincimento è sacrosanto, ma non può prescindere da motivazioni derivanti solo da quanto le parti hanno portato nel processo”. E’ la cosiddetta ”verità processuale” che potrebbe anche essere diversa dalla…. verità dei fatti.
Quindi, la parola ai giurati, o meglio ecco, raccontati da Giampaolo Simi, i giurati che avranno parola nel giudicare della colpa o dell’innocenza altrui. In un processo che scotta, che li coinvolge anche fuori dell’aula, perché riguarda gente ricca e importante, i Bonarrigo, e tra le mura provinciali di Lucca non si parla d’altro, con due cadaveri rimasti a terra, violentemente trucidati nella loro villa la Falconaia, quello di Esther Bonarrigo e quello del suo presunto amante Jacopo Corti, così che sospetti e indizi si concentrano sulla figura del marito di lei, Daniel Bonarrigo, proprietario di una catena internazionale di piccoli ristoranti a cucina italiana.
Il racconto quasi corale (e un po’ costruito e scritto come pensando a uno sceneggiato tv) vede intrecciarsi indagini e dibattito processuale coi suoi risvolti gialli e vicende personali e private dei giurati che indosseranno la fascia tricolore in Corte d’Assise. Sono sei (guidati dalla presidente e da un giudice a latere) e a ognuno Simi intitola un capitolo, di cui l’intestatario e un po’ il perno ma con tutti gli altri che continuano a girargli attorno. C’è Emma ex Miss e spregiudicata proprietaria di una boutique a Viareggio; Serena, cameriera precaria in una grande birreria e in attesa di un principe azzurro, con nonno Anselmo di cui occuparsi; Terenzio, pensionato che ce l’ha con tutto e tutti, col figlio Tommaso che studia da geometra; Malcom esperto del Web, amante di videogames e in più Youtuber di successo, col gatto Ponzio; la bibliotecaria Iris, di buon carattere, femminista e attenta agli altri, atea e materialista; Ahmed, magazziniere di origine marocchina, perso tra i pancali dei giorni precedenti il Natale, tifoso del Barcellona e seguace di rapper volgari che ostentano la loro ricchezza. Insomma un manipolo di persone messe assieme a caso e che pare poco possano amalgamarsi e trovare una qualche unità di vedute. Dal giorno in cui vengono prescelti pian piano sembra che tutto vada degenerando, che di ognuno esca la parte peggiore durante i preliminari e poi l’inizio del processo, dando un ritratto desolante di chi dovrebbe amministrare la giustizia e decidere della vita di un altro, del ricco, importante, adulato, invidiato, odiato Daniel. Ma Simi non è un narratore che punta al colore, al noir fine a se stesso, inquietante a tinte forti, perché non perde di vista che quella piccola corte è un po’ lo specchio di una città e, in fondo, di tutto il paese, e allora costruisce ritratti intriganti, mostra interazioni, complicità, seduzioni, interessi e antipatie, portandoci senza colpi di scena eclatanti, ma con un racconto che si sviluppa denso, sino al finale che ci rifiutiamo di dire a sorpresa, ma che che mostra quel po’ di ottimismo e fiducia nelle persone che è sempre necessario e spesso vero.
Il nostro Papa, Bergoglio migrante italianoIn sala il documentario di Tiziana Lupi e Marco Spagnoli
15 dicembre 201915:32
rriva in sala con l’Istituto Luce il 16 e il 17 dicembre – in coincidenza con il compleanno del Pontefice (il 17 dicembre) – il film-documentario Il Nostro Papa, diretto da Marco Spagnoli e Tiziana Lupi. Una sorta dì mockumentary tratto dall’omonimo libro a firma della stessa Lupi che mette al centro di tutto la natura di migrante di Papa Bergoglio. Senza l’emigrazione della sua famiglia in Argentina, fa capire più volte il filmato, oggi in Vaticano non ci sarebbe nessun Papa Francesco. Una tesi, quest’ultima, che percorre tutto il documentario nello spirito che la storia si ripete sempre. Così quella parte d’Italia oggi che è intollerante verso la migrazione non sa di aver avuto degli antenati migranti che hanno subito la stessa intolleranza e pregiudizi. Il film intreccia allo stesso tempo immagini storiche, interviste, memorie pubbliche e private del percorso e del pontificato di Jorge Mario Bergoglio. Ci sono cosi materiali d’archivio (dell’Istituto Luce, degli archivi Vaticani e della Fondazione Ansaldo tra gli altri) e una parte di pura fiction con protagonista Iago Garcia (Il segreto, Non dirlo al mio capo) , un attore sulle tracce di quel Papa Bergoglio che deve interpretare. Tutto parte da Genova, dove si sono imbarcati verso l’Argentina milioni di italiani, con Massimo Minella esperto di storia delle migrazioni dall’Italia all’Argentina tra ‘800 e ‘900 che ci racconta questa storia poco conosciuta. Il nostro Papa ripercorre così la storia della famiglia Bergoglio a partire dalle sue origini italiane e dall’emigrazione in Argentina, che l’ha vista, tra l’altro, scampare a un terribile naufragio (quello della Principessa Mafalda). Nel docu poi anche più di un intervento del Papa, sempre sul tema emigrazione, nel segno di “quel perché loro e non noi” che indica come il nostro destino favorevole ci dovrebbe far riflettere. Il film – co-produzione tra Italia e Argentina, prodotta da Mario Rossini per Red Film e Antonio Cervi per Lazos de Sangre, in collaborazione con Rai Cinema – dovrebbe approdare su Raiuno il prossimo anno e sarà visto quanto prima dallo stesso Papa Bergoglio. “La nostra sembra una favola, ma è solo quanto accaduto alla famiglia di Francesco e allo stesso Papa, un uomo che per impegno e dedizione merita solo rispetto e attenzione, ma anche una sconfinata ammirazione per la sua semplicità e la sua determinazione a cambiare lo stato delle cose. Per i poveri, certo, ma anche per gli umili, gli offesi, i piccoli, i deboli, gli uomini e le donne che non godono della protezione di niente e di nessuno”, dicono Spagnoli e Lupi nelle loro note di regia.
E ancora i registi: ‘È il racconto delle origini del Papa: una sorta di prequel ideale a quanto sappiamo o crediamo di conoscere di lui”.
In tempi di Brexit vince il British style di tweed e tartanAnche per l’uomo è vincente il made in London
16 dicembre 201911:14
In tempi di Brexit, è inevitabile subire un’ondata di British style nel nostro guardaroba, a cominciare dalla quintessenza dello stile tipicamente inglese, che vede i suoi principali alleati nel tweed, nel tartan, nei trench, nei tipici cappelli da Ascot. E nei volti da copertina di due donne iconiche britanniche, imitate in tutto il mondo, l’inossidabile top model Kate Moss e l’ineguagliabile duchessa di Cambridge, Kate Middleton.
Per non parlare della sartoria maschile made in Gb, l’osannato tailoring. “L’abito maschile sta a Londra come il parmigiano sta a Parma” disse Boris Johnson, fieramente in posa fra un gruppo di modelli sul marciapiede di Savile Row, mecca dell’autentico su misura di alta classe. E ora per la gioia dei fan della sartoria inglese, il british style trasmigra da noi, poiché la London Fashion Week si è alleata con Camera della Moda di Milano per accogliere 10 marchi inglesi emergenti nelle sfilate delle collezioni maschili del gennaio 2020. Sfileranno da noi anche gli inglesissimi Stella McCartney e Alexander McQueen, ma gli inglesi manterranno in patria lo zoccolo duro dei marchi cool come Burberry e Richard James, gli stilisti emergenti in ascesa Edward Meadham e Benjamin Kirchhoff.
Sandro Veronesi, i fili del suo ColibrìLibro dell’anno per la classifica di Qualità de la Lettura
14 dicembre 201915:12
– Mette tutta la sua energia nel restare fermo Marco Carrera, ‘Il Colibrì’ del nuovo romanzo di Sandro Veronesi, scelto come libro dell’anno dalla Classifica di Qualità 2019 de ‘la Lettura’, pubblicato da La nave di Teseo. Ma lo stare fermo di Marco, in un tempo come il nostro che da sempre più valore al cambiamento, è un atto di coraggio. In questa storia, ambientata a Roma e Firenze, sono tanti i fili e le sospensioni reali e simboliche. Come il filo che sente di avere attaccato alla schiena la figlia del protagonista, Adele, avuta con la moglie Marina. La bambina manifesta questo disturbo percettivo a tre anni i si isola. Il filo “per qualche ragione nessuno lo vedeva, e quindi lei era costretta a stare sempre attaccata al muro, per evitare che la gente ci inciampasse o ci rimanesse intrappolata” racconta Veronesi. O come l’amaca, che diventa la culla trasportabile in ogni luogo della piccola Miraijin, la figlia di Adele che aveva trovato quel nome per la sua bambina in una saga di manga giapponesi. Lei è tutto per il nonno Marco e il nonno è tutto per lei che apre a un nuovo mondo, a una nuova umanità, apre all’uomo del Futuro (che è il significato del suo nome in giapponese), dopo i grandi dolori che hanno segnato la vita del Colibrì. Dopo i tanti lutti, la morte dei genitori, il suicidio della sorella Irene, che hanno travolto Marco compreso quello per cui non è ancora stato trovato un nome, la morte di un figlio. Una perdita innominabile che Veronesi racconta facendoci entrare nell’incubo in pagine scritte al ritmo del driiin di una telefonata che azzera la vita.
Colibrì era il nome con cui la mamma chiamava il suo bambino che non cresceva, che restava basso e minuto per un deficit ormonale, corretto poi con una cura che non era stato facile far accettare a Probo, il padre di Marco. Ma alla fine anche Luisa Lattes, la donna che Marco ha sempre amato, che aspettava di vedere d’estate, alla quale ha scritto tante lettere, lo chiamerà colibrì dando in questo modo corpo a due opposti che non si incontrano eppure si intercettano: il movimento, il cambiamento e lo stare fermi, immobili . Due condizioni opposte che hanno tenuto separati Marco e Luisa. Ma la vita cambia a ritmo vertiginoso anche per chi crede di restare fermo, come accade a Marco, che soffre anche per la lontananza del fratello Giacomo, e nella cui figura, in un certo senso, si incontrano lo spazio e il tempo.
Premio Strega 2006 con ‘Caos calmo’ diventato un film di Antonello Grimaldi, con protagonista Nanni Moretti, Veronesi ne ‘Il colibrì’ scende in modo potente alla radici di quell’energia che annienta e fa rinascere, ci racconta in un’architettura romanzesca perfetta la perdita e l’amore, il destino e le scelte , la ricerca di se stessi, la psicoanalisi, i sogni, i simboli con tante suggestioni e citazioni letterarie di cui lo scrittore da ampio conto alla fine del romanzo che ha una copertina gialla un po’ fluo. La storia procede seguendo gli episodi della vita di Marco e al centro ci sono la famiglia, con tutte le sue mitologie, come la collezione di Urania del padre, e l’amore che è anche contemplazione.
Per Natale ai bimbi tante emozioni di cartaParole e disegni per affrontare insieme i grandi temi della vita
17 dicembre 201910:03
n solo giocattoli: sotto l’albero di Natale è bello far scoprire ai nostri bambini e ragazzi tante emozioni fatte di carta, parole e disegni, anche per provare ad affrontare insieme, con un pizzico di leggerezza, sorrisi e toni adeguati, i grandi temi della vita. Via libera dunque ai libri da scartare nella sera più magica dell’anno, sfruttando le tante proposte delle case editrici.
Andrée Poulin/Enzo Lord Mariano, QUI DA NOI NON C’E’ POSTO (Lindau Junior, pp.32, 16 euro). “Qui da noi non c’è posto”, con i testi di Andrée Poulin e i disegni di Enzo Lord Mariano, è l’albo illustrato più “impegnato” di Lindau Junior: l’accoglienza e la speranza sono al centro del libro con la storia dei fratelli Marwan e Tarek che, in fuga dal proprio Paese, dopo una lunga traversata per mare riescono a trovare rifugio grazie alla generosità di altri bambini.
Francesca Cavallo, ELFI AL QUINTO PIANO (Feltrinelli, pp.128, 14 euro). Francesca Cavallo scrive per Feltrinelli la fiaba “Elfi al quinto piano”, illustrata da Verena Wugeditsch: protagonisti i piccoli Manuel, Camila e Shonda con le loro due mamme Isabella e Dominique, alle prese con i pregiudizi dei nuovi vicini di casa e con la missione impossibile di un gruppo di simpatici elfi che chiedono aiuto per impacchettare oltre 200 mila regali di Natale.
John Burningham, L’ULTIMO REGALO DI NATALE (Mondadori, pp.48, 17 euro). Beniamino Stamberbugio, un bambino molto povero la cui casa si trova sul Monte Rotolo, molto molto lontano, rischia di rimanere senza il suo unico regalo perché Babbo Natale si è dimenticato di consegnarglielo: è la fiaba di John Burningham, edita da Mondadori, in cui il buon Babbo Natale combatterà la stanchezza e dimostrerà coraggio e determinazione per non venire meno al suo ultimo impegno nella sera della vigilia.
Bian Floca, L’UOMO SULLA LUNA (Jaca Book Ragazzi, pp.56, 18 euro). Colpiscono l’estrema precisione e il rigore scientifico, non senza una buona dose di poesia, nel racconto che Brian Floca fa di una delle imprese più incredibili e sconvolgenti dell’umanità: perfetto per stupire i bambini a Natale è “L’uomo sulla Luna”, libro di Jaca Book che narra l’allunaggio del 1969 e i suoi protagonisti, in cui la grande storia si fonde con l’avventura e le emozioni.
Disordinary Family & Enrica Mannari, LA FAMIGLIA 3 COGNOMI (De Agostini, pp.48, 12.90 euro). Famiglia è ovunque ci sia amore e fiducia: è il messaggio de “La famiglia 3 cognomi”, edito da De Agostini, che racconta la storia di Orsetta Mannara e suo fratello Gatto Vampiro. I due piccoli non si somigliano e hanno un papà diverso ma poco importa, perché a legarli è il bene che si vogliono.
Paul McCartney, CHE STORIA, NONNO! (HarperCollins, pp.32, 16 euro). Pesci volanti, mandrie imbufalite e micidiali valanghe: dalla fantasia di un mito della musica come Paul McCartney e dal talento dell’illustratrice Kathryn Durst, arriva per HarperCollins “Che storia, Nonno!”, un libro adatto a chiunque sia curioso di conoscere il mondo e vivere imperdibili avventure. Al centro della vicenda c’è il nonno di Lucy, Tom, Em e Bob, un intrepido e instancabile esploratore.
Fernando Aramburu, MARILUZ E LE SUE STRANE AVVENTURE (Guanda, pp.80, 13 euro). Sembra una bambina normale, ma in realtà Mariluz ha davvero qualcosa di speciale: si affida completamente alla fantasia e grazie a questo, se da un lato si caccia nei guai, dall’altro riesce a vivere strabilianti e magiche avventure. “Mariluz e le sue strane avventure” (Guanda) è un libro affascinante, scritto con sapienza dal grande autore basco Aramburu, con le illustrazioni di Clara Luna.
Rania Zbib Daher, IL CANTO DEL MARE (Gallucci, pp.36, 14 euro). Un bel regalo potrebbe essere “Il canto del mare”, libro bilingue di Rania Zbib Daher, con i disegni di Debora Guidi e la traduzione dall’arabo di Elisabetta Bartuli, della collana Gallucci Kalimat, nata per favorire il dialogo tra i bambini del Mediterraneo e le diverse culture. La storia di Lyn è un inno alla speranza: la bambina, che trasforma in allegre canzoni le storie portate dalle onde, dovrà inventare un modo per far fronte alla tristezza del mare.
Passaggi di penna, a scrivere 46 autoriVolume di racconti di viaggio ne contiene altri 29
FIRENZE15 dicembre 201919:28
n libro che ne contiene in realtà 29, scritti a mano da 46 scrittori di tutta Italia che ne hanno riempito le pagine con i loro racconti sul viaggio. E’ ‘Passaggi di penna’, edito da Apice Libri di Firenze (400 pagine, 15 euro), frutto di un progetto di Claudia Piccini e Daniele Locchi. I 29 libri hanno fisicamente viaggiato dal Nord al Sud dell’Italia e gli scrittori se li sono materialmente passati di mano. Una volta conclusi poi sono stati scannerizzati e stampati, mantenendo le caratteristiche di impaginazione originarie di ciascuno. Il pittore Leonardo Locchi ha arricchito il volume con le sue illustrazioni che verranno esposte in occasione della presentazione. Piccini e Locchi, spiega una nota, “nell’era del pc” hanno “voluto recuperare la fisicità, ormai sconosciuta ai più, dello scrivere a mano, portando sulla carta il carattere, il sentimento, la fatica del voler comunicare con le parole qualcosa che va al di là delle parole stesse e trasforma le pagine di un libro da tela neutra, a testimonianza originale ed unica impressa dalla scrittura. Un modo anche per fidarsi dell’altro, passandogli il libro nel quale hai appena scritto, con grande fatica, il tuo pezzo unico, il tuo racconto. Ti scelgo, mi fido, ti affido una parte importante di me. Perché l’arte può non essere soltanto un afflato individuale, ma anche un fenomeno collettivo prodotto da tanti individui per tante persone”.
Fotografia: Come una danza, la Tuscia di Roberto SalbitaniNell’ateneo di Viterbo l’occhio del maestro su luoghi e natura
13 dicembre 201916:05
– Raccontare la Tuscia in maniera fantastica e visionaria cogliendo forme, colori e fascino misterioso di vie cave, resti archeologici etruschi e medievali, abitazioni ipogee e ponti, con una puntata finale alla Torre di Chia dove Pier Paolo Pasolini si ritirava per meditare e scrivere nel suo ultimo periodo di vita. L’ occhio di Roberto Salbitani, uno dei maestri della fotografia italiana, grande viaggiatore dalla fine degli anni Sessanta, si è soffermato per oltre dieci anni su territori, luoghi e natura di questo spicchio di Italia seguendo il ritmo di un ballo “lento e necessario”. A darne conto sono gli scatti in bianco e nero, una quarantina di immagini stampate in formato circolare, esposti dal 17 dicembre al prossimo 20 gennaio a Santa Maria in Gradi, sede dell’ Università della Tuscia, nella mostra ‘Danzare la terra. La Tuscia antica dello sguardo’.
La storia di Salbitani, padovano di 74 anni, è storia di viaggi come necessità fisiologica di movimento, intrecciata al bisogno di osservare, andando in profondità, di leggere al di là delle immagini. Capitoli fondamentali della sua ricerca sono diventati passaggi cruciali della cultura fotografica italiana, a partire dal lungo itinerario seguito attraversando le città italiane ed europee, raccontando nel libro ‘ La città invasa’ (1978) lo spazio urbano, luogo per eccellenza della modernità, con le grandi trasformazioni degli anni Settanta. Negli ultimi anni l’ autore si è mosso tra Roma e il territorio della Tuscia, coniugando l’ attenzione per la metropoli e la provincia, la città eterna e l’entroterra viterbese, i segni visivi riconosciuti nell’immaginario globalizzato e la bellezza di tratti inediti e spesso nascosti, esplorando e cercando natura, forme e cultura oltre il confine della grande città, in un territorio dalla bellezza misteriosa. In questo scenario di luoghi arcaici, antiche necropoli e simboli misteriosi “il fotografare – dice l’ autore – aiuta come un filo di Arianna sgualcito ma in grado talvolta di rischiarare la visuale dello spettatore accecato dalle sue stesse emozioni”.
La mostra ”Danzare la terra” è la prima tappa del progetto “L’archivio sensibile” che Il Dipartimento di Scienze umanistiche, della comunicazione e del turismo (Disucom), diretto dal prof. Giovanni Fiorentino, ha pensato offrendo uno spazio per ricevere, conservare e valorizzare la produzione fotografica contemporanea che nel tempo si aggiungerà per arricchire la raccolta. Salbitani è il primo fotografo ad inaugurare il progetto donando una trentina di stampe fotografiche vintage, parte delle quali riguardano appunto la Tuscia Viterbese, che andranno a costituire il primo nucleo di un archivio fotografico dedicato alla fotografia contemporanea e alla Tuscia. Il giorno dell’ inaugurazione, alla presenza dell’ autore, alle 11:30 nell’ Aula Magna dell’ Università della Tuscia, presente l’ autore, interverranno il Rettore Stefano Ubertini; il sindaco di Viterbo Giovanni Arena; e l’ archeologa Marina Micozzi, e docente dell’ ateneo. “Archivio sensibile/la fotografia per la Tuscia – spiega Fiorentino – punta ad accogliere collezioni, archivi e frammenti fotografici locali del XIX e XX secolo Inizialmente l’attenzione si concentrerà sull’opera di fotografi contemporanei che hanno lavorato a Viterbo e nel territorio della Tuscia e dell’alto Lazio. L’ obiettivo più generale è raccogliere tasselli indispensabili per costruire una mappa del patrimonio fotografico nazionale evitandone così la sua dispersione”.
Liberarsi dalle false immagini di DioVolume del teologo Cosentino con prefazione di Enzo Bianchi
CATANZARO15 dicembre 201915:15
FRANCESCO COSENTINO “NON E QUEL CHE CREDI” EDB, p. 168, EURO 13. Liberarsi delle immagini distorte e negative di Dio e superare il conseguente fraintendimento che s’insinua anche tra i credenti e che rischia di offuscare la freschezza e l’umanità del Vangelo. S’interroga (e induce a interrogarsi) sulla necessità e l’urgenza di affrontare una delle più grandi sfide che il mondo cattolico ha davanti Francesco Cosentino, docente di Teologia fondamentale alla Pontificia Università Gregoriana e officiale della Congregazione per il clero, nel suo ultimo libro “Non è quel che credi. Liberarsi dalle false immagini di Dio”, edito dalle Dehoniane di Bologna (pagine 168, euro 13).
A metà strada tra analisi e provocazione, il nuovo volume di Cosentino, giunto alla terza ristampa, si propone di dare risposte sull’attualità della fede invitando il lettore a ritornare alla parola e all’essenza del messaggio cristiano. “A che punto è – si domanda Enzo Bianchi, nella prefazione – l’annuncio del Vangelo come buona notizia nella nostra società italiana? Con che linguaggio possiamo rendere le nostre parole su Dio comprensibili, prima ancora che accettabili e convincenti? Se dopo secoli di cristianità, in cui esigenze evangeliche, precetti ecclesiali, morale privata, etica pubblica, diritto civile, istituzioni statali viaggiavano in sostanziale armonia – insiste il fondatore della Comunità di Bose – sono bastati pochi decenni di secolarizzazione perché molti battezzati vedessero prevalere attorno e dentro di sé immagini di Dio negative e malsane, com’è possibile ritrovare la freschezza del Vangelo e ridare splendore al volto di Cristo, il Figlio di Dio, l’uomo Gesù che ha saputo narrarci il Padre con parole che nessuno aveva mai udito prima?”.
Di pagina in pagina le argomentazioni del giovane teologo calabrese – partendo da questi presupposti e facendo propria l’impostazione del papato di Francesco – si appalesano limpide e propongono, davanti all’impasse del Vangelo nella società contemporanea, la necessità di una nuova evangelizzazione. In più l’autore invita a liberarsi delle immagini di Dio “false e oppressive” che condizionano tanto chi crede quanto contribuiscono ad aumentare il fossato che esiste con i non credenti. “Ci sono immagini di Dio – mette in guardia Cosentino – che hanno generato un atteggiamento religioso alimentato dalla paura, portando alcune persone a vivere nel senso di colpa e a non sentirsi mai a proprio agio dinanzi a una presenza divina sperimentata non come ‘amore misericordioso’, ma come giudice severo e spietato”.
L’autore prende in esame, poi, le immagini di Dio presenti nella Bibbia e, in particolare, il ritratto che Gesù fa del Padre come di un Dio-amore, che si prende cura dei suoi figli, ha compassione per le loro ferite, accompagna la loro storia coinvolgendosi dal di dentro e, alla fine, sospinge con un colpo d’ali, senza mortificare mai e offrendo a tutti la possibilità di rialzarsi e cambiare. In definitiva, come suggerisce nelle righe finali l’autore, si tratta di “tornare a leggere, meditare e pregare il Vangelo. Solo così sarà possibile l’incontro personale con Gesù e l’affascinante riscoperta dell’autentica immagine di Dio, quell’immagine che ogni essere umano custodisce indelebile nel più profondo del proprio essere”.
Sofia Loren ‘Legend award’ a Capri, HollywoodIl 30 dicembre il premio sarà consegnato da Lina Wertmüller
NAPOLI14 dicembre 201916:52
Sofia Loren riceverà il 30 dicembre il Capri Legend Award dalle mani della sua amica Lina Wertmüller. L’evento avverrà ad Anacapri in occasione del Galà della 24esima edizione di ‘Capri, Hollywood – The International Film Festival’. La celebre regista è chairperson onoraria del festival sin dal 1995.
“La più grande diva al mondo, icona del cinema italiano, avrà tutti gli onori possibili in una cerimonia ideale proseguimento dalla notte dei Governors Awards (gli Oscar alla carriera, lo scorso ottobre, ndr), quando fu proprio Sofia Loren a chiamare sul palco la sua grande amica regista – dichiara Pascal Vicedomini, fondatore e produttore di Capri Hollywood – Sofia a Capri e’ una magia, un sogno che si avvera. Il miglior modo per iniziare le celebrazioni del 25.mo anniversario della fondazione dell’Istituto Capri nel mondo e del nostro Festival”.
“Ad Hollywood davanti al Chinese Theatre ci sono le impronte della celebre attrice al fianco di quelle di Marcello Mastroianni – racconta Tony Renis, un ‘ambasciatore’ del Festival caprese – Sulla Walk of Fame c’è poi una stella a lei dedicata, la numero 2000. Nel 1999 l’American Film Institute inserì Sofia Loren al ventunesimo posto tra le più grandi star della storia del cinema. Dieci anni dopo, nel 2009 Sofia è entrata nel Guinness dei Primati come l’attrice italiana più premiata al mondo. Insomma stiamo per accogliere a Capri la leggenda di tutte le leggende”.
Capri e’ il luogo dove sessant’anni fa l’attrice giro’ ‘La baia di Napoli’ di Melville Shavelson insieme a Clark Gable.
Remo Anzovino, cofanetto con tutte le colonne sonoreDa “Hitler contro Picasso e gli altri” a “Frida. Viva La Vida”
14 dicembre 201919:31
Reduce dalla prima tournée americana (Washington, Chicago e New York), il pianista e compositore Remo Anzovino ha pubblicato “Art Film Music” (Sony Classical), il box set celebrativo che contiene in 5 cd le colonne sonore da lui scritte, dirette e orchestrate per la serie “La Grande Arte al Cinema” di Nexo Digital.
Da “Hitler contro Picasso e gli altri” a “Frida. Viva La Vida”, passando per “Van Gogh tra il grano e il cielo”, “Le Ninfee di Monet” e “Gauguin a Tahiti”, sono i 5 album di Anzovino, celebrati in Italia con il Nastro D’Argento 2019 – Menzione Speciale Musica dell’Arte.
“Le mie colonne sonore per il cinema – dichiara Anzovino – non nascono mai insieme alle immagini. Passo molto tempo, piuttosto, a leggere la sceneggiatura e a guardare il film, quasi disinteressandomi di quale musica proporrò. Cerco, cioè, di assorbire il più possibile la storia e lo stile visivo. Solo poi, ricordando le emozioni che il racconto ha suscitato in me, e con lo schermo rigorosamente spento, compongo la musica principale. In qualche modo – conclude il compositore – questo permette anche a me di sentirmi spettatore del film e, soprattutto, dal punto di vista creativo mi rende libero e non limitato dai tempi delle scene, ottenendo così una musica non didascalica e ispirata, che possa aggiungere valore alle immagini e, insieme, una musica capace di avere un arco narrativo completamente autonomo dal film e che il pubblico godrà nell’album della colonna musicale”.
Questo progetto tra arte, cinema e musica, si è completato alla fine di novembre con “Frida. Viva La Vida”, il docu-film dedicato a Frida Kahlo con la regia di Giovanni Troilo che dopo il debutto in Italia verrà proiettato in oltre 50 Paesi.
Reunion per Grease, tornano Danny e SandyOlivia Newton-John e John Travolta nei panni della coppia
15 dicembre 201914:33
– “Per la prima volta in costume da quando abbiamo girato il film. Sono così felice!”. Così Olivia Newton-John ha commentato su Instagram la reunion con John Travolta nei panni di Danny e Sandy, protagonisti di Grease. I due attori, 41 anni dopo l’uscita della celebre pellicola, hanno indossato i costumi di scena: camicetta, cardigan e gonna gialla per lei e la mitica giacca di pelle per lui. La reunion, avvenuta per la prima volta dal 1978, si è svolta al Coral Sky Amphitheatre di West Palm Beach, in Florida.
DeVito-Dwayne Johnson strana coppia da videogameA Natale Jumanji – The Next level. Tornano Black e Gillan
15 dicembre 201914:29
budget di circa 90 milioni di dollari e incassi globali di dieci volte tanto, per oltre 960 milioni, hanno suggellato il trionfo, non scontato, di Jumanji_ Welcome to the jungle (uscito a fine 2017 negli Usa e in Italia a inizio 2018) di Jake Kasdan con Dwayne Jonhson, Jack Black Kevin Hart e Karen Gillan, sequel dell’adventure comedy del 1995 costruita su un irrefrenabile Robin Williams. Nelle logiche di Hollywood, non poteva mancare un nuovo capitolo, realizzato sempre da Kasdan gli stessi protagonisti per i ‘giocatori’/avatar (con le riuscite new entry di Danny DeVito, Danny Glover e Awkwafina), in Jumanji – The next level, in arrivo in Italia il giorno di Natale distribuito da Warner Bros, in diretto scontro con Star Wars – L’ascesa di Skywalker. L’idea introdotta dal film di due anni fa, è l’aver trasformato il gioco da tavola al centro di Jumanji nel 1995, in un videogame.Ne era nato un divertente incrocio di identità: la cheerleader Bethany (Madison Iseman) diventava il goffo ma brillante cartografo/paleontologo Dr. Sheldon “Shelly” Oberon (Black) ; i nerd brillanti e timidi Spencer (Alex Wolff) e Martha (Morgan Turner) finivano negli ultratonici e supereroici avatar dell’archeologo Smolder Bravestone (Dwayne Johnson) e della letale, carismatica e acrobatica Ruby Roundhouse (Gillan). Stavolta a trasformarsi in eroi da videogioco sono anche due ultrasettantennI: Eddie, brontolone nonno di Spencer che finisce a incarnare Bravestone e il tranquillo amico di Eddie, Milo (Glover) , ‘spedito’ nell’avatar dello zoologo Mouse Finbar (Kevin Hart) abitualmente iperattivo, resettato su ritmi decisamente rallentati vista la pacatezza dell’anziano giocatore per caso. “Cosa impareresti di te stesso passando una giornata nel corpo di un’altra persona? E’ il grande punto di partenza di questi film, ovviamente – spiega Jake Kasdan nelle note di produzione -. Ma la serie di risposte cambia totalmente quando la applichi a questi nuovi personaggi, che guardano indietro alle loro vite.Ed ha lo stesso significato importante, secondo me. Solo perché si hanno più anni non vuol dire che non si possano più scoprire cose su se stessi”. A riportare tutti nel videogioco mezzo rotto, è la repentina decisione di Spencer, che sta attraversando un periodo complicato, di concedersi, nonostante avesse promesso insieme a gli amici di non farlo più, una nuova avventura virtuale nel corpo di Bravestone. Le carte però si rimescolano e Spencer finisce a incarnare l’avatar ‘new entry’ Ming (interpretata dalla rapper e performer Awkwafina, vera rivelazione del film), abile ladra affetta da allergie. Il nuovo gruppo si troverà negli scenari del videogame, tra Artico e deserto, giungla e fortezze, ad affrontare un nuovo cattivo, Jurgen (Rory McCann, già interprete de Il trono di spade), che si è appropriato del ‘Gioiello’ che dona fertilità alla terra di Jumanji. Rispetto a Jumanji: Welcome to the jungle, la trama ha perso fatalmente di originalità ma Kasdan riesce a costruisce comunque un godibile percorso per l’adventure comedy, che ha come picchi alcuni scambi comici tra i protagonisti e scene action come lo scontro con un branco di scatenatissimi babbuini. Una delle sfide principali, la affronta Dwayne Johnson, nel dover riflettere la comicità molto fisica del suo ‘ospite’ DeVito. Un’impresa riuscita a metà per l’ex wrestler, molto più a suo agio nelle schermaglie con gli altri compagni di missione. In ogni modo, non mancano nella trama, i segnali che i realizzatori, abbiano tutta l’intenzione di regalare dagli universi del folle videogioco, nuove avventure.
Verdone premiato a Cagliari per 40 anni carriera”Fare un film qui? Perché no, ho visto scorci interessanti”
CAGLIARI15 dicembre 201914:29
gno di folla a Cagliari per il regista e attore Carlo Verdone, premiato per i quarant’anni di carriera dall’associazione culturale L’Alambicco. Tutti in fila e posti esauriti per la serata di premiazione questa sera al T-hotel.
Il protagonista di Un sacco bello e Borotalco ha dedicato due giorni alla visita del capoluogo. Magari cercando un posto e l’ispirazione per un prossimo film. “C’è una bella luce – ha detto Verdone incontrando i giornalisti prima della cerimonia – ho visto degli scorci molto interessanti nella parte vecchia che in genere non si conosce, c’è tanta poesia. Non mi interessa l’immagine da cartolina, ma ci vuole un soggetto preciso legato all’ambientazione. E allora, se mi venisse un’idea, perché no?”.
Lunghi giri nei quartieri storici. “Ho visitato la Cattedrale, bellissima – ha detto – e le stradine della Marina.
E poi mi sono fermato davanti alla casa di Emilio Lussu”.
Ma Verdone è rimasto piacevolmente sorpreso dalla gente. “La cosa più bella, tutti gentili, accoglienti e premurosi”.
Promosso anche il cibo: “Ho provato di tutto – ha continuato Verdone – sono un ghiottone. Mi sono piaciuti molto i dolcetti.
Anzi no, in realtà mi è piaciuto davvero tutto. Davvero una bella cucina”.
Una battuta sul calcio e sul Cagliari, club con tanti ex della Roma, la squadra del cuore di Verdone: “Una squadra molto simpatica, ma mi starà anche più simpatica lunedì (quando alla Sardegna Arena ci sarà Cagliari-Lazio, ndr).
Morta Anna Karina, attrice simbolo della Nouvelle Vague e musa di Godard
16 dicembre 201909:52
E’ morta Anna karina, l’attrice francese simbolo della Nouvelle Vague, conosciuta soprattutto per i suoi ruoli nei film di Jean-Luc Godard, è deceduta a Parigi per un cancro all’età di 79 anni. Da ‘Questa è la mia vita’
“Anna è partita ieri in un ospedale di Parigi a causa di un cancro, era un’artista libera, unica”, ha detto il suo agente, Laurent Balandras, citato da Le Figaro. “Oggi il cinema francese è rimasto orfano. Perde una delle sue leggende”, ha twittato il ministro della Cultura, Franck Riester. “Il suo sguardo – ha aggiunto il ministro – era lo sguardo della Nouvelle Vague. Resterà per sempre”.
Di origine danese, Anna Karina aveva girato sette film con Godard, a quel tempo suo compagno, negli anni ’60. Ha avuto anche una carriera da cantante, specie al fianco di Serge Gainsbourg. Alla fine degli anni ’60 il giornale Paris Match l’aveva battezzata come “la fidanzata della Nouvelle Vague”.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
La Casa del Cinema ricorda Furio Scarpelli
Una mostra e una giornata di celebrazioni
16 dicembre 201909:44
nedì 16 dicembre a partire dalle ore 16 alla Casa del Cinema la giornata dedicata al grande sceneggiatore con la proiezione di Ballando Ballando, un incontro a lui dedicato e l’inaugurazione della mostra con i suoi disegniRoma, 13 dicembre 2019 – Per celebrare i 100 anni dalla nascita del grande sceneggiatore Furio Scarpelli, il 16 dicembre alla Casa del Cinema di Roma, in collaborazione con Romics, ci sarà una giornata di eventi e proiezioni e l’inaugurazione della grande mostra che rivela e racconta il Furio Scarpelli Disegnatore.A partire dalle ore 16.00 si partirà con la proiezione del film Ballando Ballando di Ettore Scola, in collaborazione con la Cineteca Nazionale, il capolavoro del 1983 che racconta mezzo secolo di storia tra musica, sguardi e atmosfere uniche. A seguire l’imperdibile incontro che coinvolgerà registi, attori, personaggi del mondo della cultura e dell’arte che hanno lavorato con lui e amato le sue opere e l’inaugurazione dell’originale mostra, in collaborazione con Romics, che rivela e racconta il Furio Scarpelli disegnatore, illustratore e fumettista.La Mostra è un affascinante percorso, in quattro sezioni, che narra di una passione e di un’instancabile attività che ha percorso tutta la vita di Furio Scarpelli: il disegno. Una mostra antologica tra storici fumetti, ritratti, vignette satiriche e sceneggiature disegnate, che rivela il talento dello sceneggiatore. Passando anche per l’inedito progetto, come sempre accompagnato da illustrazioni, firmato insieme ad Age e a Monicelli nel 1967: un soggetto per un film dal titolo Big Deal on the Moon. La storia anticipava di qualche anno lo sbarco di Armstrong e Aldrin e rappresentava una sorta di seguito ideale ai Soliti ignoti, in cui i protagonisti si uniscono per tentare l’impresa che li riscatti e li renda immortali: raggiungere la Luna. Romics con questa mostra ha voluto fortemente portare alla luce un patrimonio quasi del tutto inedito con un lavoro coordinato dal figlio Giacomo Scarpelli, Sabrina Perucca, Direttore Artistico di Romics e in collaborazione con Gallucci Editore.ore 16.00 Ballando ballando di Ettore Scola (1983, 112’)
«Diviso, come La famiglia, in cinque momenti storici pienamente identificabili (il 1936, il 1940, il 1956 e il 1968), ritenuti cruciali per la storia francese ed europea, il film, che ha una rigorosa e rigida struttura corale, può essere quasi considerato un’esercitazione virtuosistica, magnificamente eseguita, per dimostrare (quasi sulla scia del grande teorico tedesco Rudolph Arnheim) come il linguaggio cinematografico, pur disponendo del sonoro (infatti ascoltiamo solo rumori e soprattutto musica), possa farne a meno e possa raccontare storie senza bisogno di dialoghi, pervenendo a una sintesi espressiva molto efficace e poetica. Il film poggia su evidenti rimandi al teatro, all’operetta, al balletto e al musical, ma non può ridursi né a teatro né a operetta né a musical» (Bispuri).a seguire l’inaugurazione della mostra e l’incontro moderato da Sabrina Perucca con Carlo Gallucci, Giorgio Gosetti, Francesco Martinotti, Leone Pompucci, Giacomo Scarpelli
Strenne, da Allende a Ferrante tante scrittrici sotto l’alberoTra le sorprese il graphic novel Mahabaratha
17 dicembre 201910:05
La potente voce di Isabel Allende e quella di Margaret Atwood, di Elena Ferrante e di Melania Mazzucco. Una Nobel tutta da scoprire in Italia, la polacca Olga Tokarczuk, e nel decimo anniversario della scomparsa di Alda Merini un libro che raccoglie le poesie più significative dell’ultimo decennio Sono le scrittrici a dominare la scena tra le Strenne 2019.
Momento d’oro per recuperare il tempo perduto, le feste natalizie possono riservare anche grandi sorprese e tra quelle da mettere sotto l’albero spicca il graphic novel Il Mahabaratha che merita davvero un posto speciale.
Ecco una scelta di titoli: – LUNGO PETALO DI MARE (FELTRINELLI) DI ISABEL ALLENDE. La storia di un uomo e una donna in fuga per sopravvivere agli sconvolgimenti della Storia del Ventesimo secolo. La Allende ci porta dalla Spagna alla fine della guerra civile alla fuga in Francia e da li in Cile, a bordo del piroscafo preso a noleggio da Pablo Neruda per trasportare più di duemila profughi spagnoli.
– I TESTAMENTI (PONTE ALLE GRAZIE), DI MARGARET ATWOOD. Evento letterario dell’anno, l’attesissimo seguito de ‘Il racconto dell’ancella’ da cui e’ stata tratta la premiatissima serie tv, distribuita in Italia da Timvision,ci porta nel regime di Gilead che si e’ evoluto: non e’ piu’ all’inizio, ma nel periodo di mezzo. Ed è il momento delle purghe.
– LA VITA BUGIARDA DEGLI ADULTI (E/O) DI ELENA FERRANTE. Non ci sono Lila e Lenù, ma il rapporto tra Giovanna, una ragazzina di dodici anni che vive in una casa con tanti libri, e la zia paterna Vittoria che è la cosa più intensa e forte di questo nuovo romanzo. Siamo sempre a Napoli, ma anche in quella del Rione Alto e del Vomero e seguiamo le menzogne dei grandi, lo sgretolarsi delle certezze, la separazione dei genitori di Giovanna e una poco esaltante iniziazione sessuale.
– L’ARCHITETTRICE (EINAUDI) DI MELANIA MAZZUCCO.
Il ritratto di una straordinaria donna del Seicento, Plautilla, la prima architettrice della storia moderna che nasconde audacia e sogni per poter realizzare l’impresa in grado di riscattare una vita intera: costruire un’originale villa di delizie sul colle che domina Roma, disegnata, progettata ed eseguita da lei.
– I VAGABONDI (BOMPIANI) DI OLGA TOCARCZUK. Costruito a costellazioni è il romanzo con cui, prima polacca, ha vinto l’International Man Booker Prize 2018. Il viaggio, la liberta’ di spostarsi da un luogo all’altro, il tempo di chi non sta mai fermo, sono l’anima del romanzo dove a fare da spirito guida è una narratrice che fin da bambina ha un grande desiderio, essere in movimento.
– VOCE DI CARNE E ANIMA (FRASSINELLI) DI ALDA MERINI. Carnalità e trascendenza in questa scelta di versi, dal 2000 al 2009, tratti dai libri che la Merini ha affidato negli ultimi dieci anni della sua vita all’amico Arnoldo Mosca Mondadori, per la prima volta raccolti in volume. Da Corpo d’amore al Poema della croce a La carne degli angeli, al Magnificat fino al travolgente Eternamente vivo.
– MARIA CALLAS, IO, MARIA (RIZZOLI, PP 560, EURO 21). La Divina e la donna in un sorprendente autoritratto che le restituisce la sua voce vera, più intima. La scopriamo in Maria Callas. ‘Io, Maria’ a cura del regista e fotografo Tom Volf che ha raccolto le sue memorie e un’ampia raccolta di lettere private, per la maggior parte inedite, dal 1946 al 1977.
– IL SEGRETO DEL CANTO DI NATALE (HARPER COLLINS) DI VANESSA LAFAYE. In perfetto stile Strenna, piccolo caso editoriale in Inghilterra, questo romanzo commovente di amicizia e solidarietà, ci riporta nelle atmosfere del capolavoro di Dickens raccontandoci la storia di uno dei suoi personaggi più misteriosi, il socio in affari di Ebenezer Scrooge. L’autrice è scomparsa nel 2018, prima di poterlo finire e la sua migliore amica, Rebecca Mascull, ne ha raccolto il testimone.
– IL MAHABHARATA (L’IPPOCAMPO) DI JEAN-CLAUDE CARRIERE CON ILLUSTRAZIONI DI JEAN-MARIE MICHAUD. L’opera letteraria più estesa al mondo è finalmente disponibile in un graphic novel che mantiene la stessa intensità narrativa e forza espressiva. Ci sono voluti oltre tre anni di grande lavoro da parte del disegnatore e fumettista Jean-Marie Michaud, che ha illustrato in migliaia di tavole i testi del grande sceneggiatore Jean-Claude Carrière , amico di Luis Bunuel, per restituirci in 440 pagine il complesso e labirintico “poema del mondo”.
Passerelle, il lungo cammino di una donnaPeretti descrive le emozioni dell’universo femminile
15 dicembre 201919:29
MURIEL PERETTI, PASSERELLE (Ensemble, pp.82, 12 euro). Una scrittura che, in modo languido e musicale, vivido e penetrante, riesce a descrivere nell’intimo le varie fasi del cammino di una donna, dall’infanzia alla maturità: è il libro di Muriel Peretti, dal titolo “Passerelle”, edito da Ensemble. La scrittrice corsa, in questo primo libro in lingua italiana, racconta i passaggi che una donna deve attraversare nella sua vita: sono tanti, e tutti diversi, sono fisici e affettivi, biologici e anche spirituali. Nelle pagine, in capitoli brevi e intensi, si rincorrono i sentimenti: sono emozioni che fluiscono e si modificano al cambiare della donna, dapprima bambina, che percorre le passerelle del gioco, allegre e spensierate, e poi adulta, che si ritrova a camminare lungo nuovi, più complessi passaggi. Ed è proprio in queste nuove ‘passerelle’ che la donna incontrerà l’amore, forse per tutta la vita o forse solo una breve e travolgente passione, e poi la gioia, la nostalgia e anche il dolore, quando magari una persona che si ama va via per sempre e bisogna dirle addio.
Tra librerie e biblioteche, dieci film girati tra i libriDa La storia infinita a Notting Hill, storie d’amore e mistero
15 dicembre 201918:22
– Piccole librerie, biblioteche prestigiose e storiche e megastore modernissimi: sono molti i film che girano scene tra libri, manoscritti e volumi antichi.
Eccone 10 da rivedere per chi ama leggere e vuole ritrovare quelle atmosfere uniche ed emozionanti.
Colazione da Tiffany E’ nella biblioteca pubblica di New York, all’angolo tra la 42esima e la Fifth Avenue, che Paul dichiara il suo amore a Holly: tra i volumi della sala dei cataloghi i protagonisti di “Colazione da Tiffany”, film del 1961 tratto dall’omonimo romanzo di Truman Capote, girano una scena indimenticabile.
Paul, interpretato da George Peppard, accompagna Holly, una giovane e bellissima Audrey Hepburn che ama solo la vita notturna, a scoprire luoghi storici e culturali della città come la biblioteca pubblica nello Stephen A. Schwarzman Building. Qui le sussurra tutto il suo amore.
Tutti gli uomini del presidente Nella Library of Congress, la biblioteca del Congresso di Washington, i giornalisti Woodward e Bernstein – interpretati da Robert Redford e Dustin Hoffman nel film del 1976 “Tutti gli uomini del presidente” – controllano alcune schede elettorali. I due giovani cronisti stanno seguendo una pista di corruzione che porta direttamente a Richard Nixon e alla sua rielezione come Presidente degli Stati Uniti. La ricerca in biblioteca mostra tutta la fatica che si faceva prima dell’avvento di Internet.
La storia infinita Diretto nel 1994 da Wolfgang Petersen e tratto dall’omonimo romanzo di Michael Ende, il film racconta la storia di Bastian che, per scappare da tre bulli, entra nella prima porta che trova, una libreria fatiscente piena di vecchi testi, dove un anziano signore lo accoglie molto duramente. L’uomo tiene in mano uno strano libro intitolato “La storia infinita”, che il ragazzino gli ruba, portandoselo a casa; qui inizia a leggere la storia di questo libro di fantasia, di cui diventa il narratore.
Breakfast Club Alle prese con l’ultimo anno in un liceo di Chicago cinque adolescenti sono costretti per punizioni varie a trascorrere l’intero sabato nella biblioteca della scuola. Il preside Richard Vernon, che deve sorvegliarli, assegna loro il tema “Chi sono io?”. Nella noiosa biblioteca scolastica del film “Breakfast Club”, diretto da John Hughes nel 1985, il tempo sembra non passare mai ma costringe gli studenti ad aprirsi e a raccontarsi.
Il nome della rosa Tratto dal celebre romanzo di Umberto Eco e girato nel 1986, il film racconta di Malachia, bibliotecario di un’abbazia sperduta tra le Alpi piemontesi, dove avvengono morti inspiegabili.
Malachia è l’unico che può entrare nella biblioteca costruita come un labirinto perché è il solo capace di orientarsi tra i libri, registrati nella sua memoria «secondo l’ordine delle acquisizioni, delle donazioni, del loro ingresso nelle nostre mura». Nella biblioteca esiste una sezione a tutti inaccessibile ma il francescano Guglielmo e il benedettino Adso riescono a entrarvi e scoprono che gli omicidi sono opera dell’ex bibliotecario cieco Jorge che ha voluto impedire la lettura di un libro secondo lui pericoloso per la cristianità, avvelenandone le pagine. Scoperto, Jorge dà fuoco alla biblioteca.
Il cielo sopra Berlino La Staatsbibliothek zu Berlin è la biblioteca di Stato di Berlino, frequentata da alcuni angeli nel film in bianco e nero “Il cielo sopra Berlino”, diretto da Wim Wenders nel 1987.
Ispirato dalle poesie di Rainer Maria Rilke, il film narra di due angeli che vagano e ascoltano i pensieri di alcuni berlinesi, riflettendo sulla vita degli esseri umani. Le due entità vivono nella biblioteca e le scene girate tra i libri sono tra le più riuscite, grazie all’accogliente struttura dell’edificio. Qui i due angeli consolano gli avventori e sbirciano da sopra le loro spalle quello che stanno leggendo.
C’è posta per te E’ una commedia romantica del 1998 interpretata da Tom Hanks e Meg Ryan: attorno alla loro storia d’amore si parla del sempre attuale problema della sopravvivenza delle piccole librerie indipendenti, minacciate dai potenti megastore. Nel film “C’è posta per te” la protagonista Kathleen è la proprietaria del negozio “The Shop Around The Corner”, dove si punta tutto sulla competenza e sull’empatia; la giovane si scontra con Joe, cinico proprietario della catena “Fox and Sons Books”. I due, ignari delle loro rispettive identità, cominciano una fitta e tenera corrispondenza per mail ma scoprono di essere nemici quando l’amore è già scoppiato. Il film è anche un omaggio alla tenacia dei piccoli librai che sopravvivono, seppur con difficoltà, alle leggi di mercato dei più forti.
Notting Hill William Thacker, interpretato da Hugh Grant nel film “Notting Hill” del 1999, è il proprietario di un piccolo negozio specializzato in libri di viaggio nel quartiere londinese di Notting Hill. Un giorno incontra Anna Scott, interpretata da Julia Roberts, che nel film è un’attrice di successo. Lì, tra i libri, nasce l’amore ma una serie di difficoltà e incomprensioni rende difficile il loro rapporto.
La nona porta Boris Balkan è un editore e bibliofilo newyorkese che commissiona a un esperto di libri antichi un’indagine su un testo di cui possiede uno dei tre esemplari esistenti al mondo, “Le nove porte del Regno delle Ombre”, scritto nel 1666 dal veneziano Aristide Torchia, giustiziato sul rogo dalla Santa Inquisizione. L’esperto, interpretato da Johnny Deep, si reca in Europa dai collezionisti in possesso delle altre due copie per scoprire e identificare quella autentica. Il film “La nona porta”, diretto nel 1999 da Roman Polanski, racconta una storia fitta di misteri e simbolismi che girano attorno ai libri e a collezionisti bibliofili.
Angeli e demoni Tratto dal romanzo di Dan Brown “Angeli e demoni”, è un thriller diretto nel 2009 da Ron Howard che racconta del professore di simbologia Robert Langdon, interpretato da Tom Hanks, invitato in Vaticano per decifrare il significato di un simbolo recapitato insieme con una lettera minatoria. La ricerca porta a una setta segreta che vuole distruggere la Chiesa. Il film d’azione è ricco di suspense e di misteri; piene di suggestione sono le scena nella Biblioteca Angelica di Roma e nella Biblioteca Vaticana, dove il protagonista trova molte informazioni utili per la sua ricerca.
‘Piccole donne’ aprirà Capri,HollywoodIl 27 dicembre anteprima del film, aspettando la Loren
NAPOLI15 dicembre 201919:00
– Sarà l’anteprima di ‘Piccole Donne’ (‘Little Women’) di Greta Gerwig ad aprire la 24esima edizione di ‘Capri, Hollywood – The International Film Festival’, il 27 dicembre: film di Natale negli Usa, con un super cast (Saorise Ronan, Emma Watson, Laura Dern, Timothee Chalamet e Meryl Streep), uscirà nelle sale italiane il 9 gennaio.
Raccogliendo l’indicazione della presidente onoraria del Festival Lina Wertmuller , espressa nella notte dei Governors Awards nel ricevere l’Oscar alla carriera proprio dalla Gerwig (insieme a Sofia Loren, Isabella Rossellini e Jane Campion), ‘Capri, Hollywood’ 2019 sarà dedicato al ruolo delle donne nell’industria cinematografica e alla parità di genere, un tema al quale potrà dare il suo contributo Sofia Loren, il 30 dicembre attesa sull’isola azzurra per ritirare il Legend Award dalle mani dell’ amica regista.
‘Piccole Donne’ è considerato dalla critica americana uno dei film lanciati verso più nomination 2020 da parte dell’Academy.
”Siamo onorati che Sony Pictures abbia scelto ‘Capri, Hollywood’ per la sua prima proiezione italiana” dichiara il presidente dell’Istituto Capri nel mondo Tony Petruzzi.
Affermata attrice, Greta Gerwig (‘ To Roma with Love’, ‘Jackie’), ha debuttato come regista con ‘Lady Bird’ (2017 ) ricevendo subito due nomination all’Oscar (miglior sceneggiatura e miglior regia), quinta donna della storia degli Academy Awards ad essere candidata per questa categoria. ‘Piccole donne’ è per l’ American Film Institute e per la rivista Time uno dei migliori dieci film dell’anno, ed ha ricevuto due nomination ai Golden Globes. Ottavo adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo del 1868 di Louisa May Alcott, il film è prodotto da Amy Pascal, Denise Di Novi e Robin Swicord.
Roberto Benigni torna a Sanremo, è una favola ‘Eccome se ci vado!’, ha risposto a Che tempo che fa a Fabio Fazio che gli chiedeva se sarebbe stato presente all’Ariston
16 dicembre 201918:08
Roberto Benigni torna al Festival Di Sanremo. “Eccome se ci vado!”, ha risposto a Fabio Fazio che gli chiedeva se sarebbe stato presente all’Ariston nel corso di Che tempo che fa, dove era ospite con il regista Matteo Garrone per presentare il film Pinocchio. “Sono io che lo preparo, sono la cosa sicura, Amadeus non so se verrà! – ha scherzato – Quando mi dicono Sanremo per me è come dire Pinocchio, è una favola, è il 70esimo anniversario, è la festa degli italiani più bella, è veramente una favola! Sarà un Sanremo straordinario”.
Benigni torna all’Ariston – il palco dal quale lanciò il celebre ‘Wojtylaccio’ – dopo la straordinaria performance del 2011, una lezione di storia patria dedicata ai 150 anni dell’unità d’Italia: il suo commento all’inno di Mameli – con il memorabile ingresso sul palco a bordo di un cavallo bianco – fece volare il festival oltre i 15,3 milioni di spettatori in prima serata, unendo il Paese, raccogliendo apprezzamenti bipartisan e il plauso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Del resto Benigni da record all’Ariston non è una novità: sfiorò i 20 milioni nel 2002, ospite di Pippo Baudo, quando in uno degli interventi più emozionanti della storia del festival presentò una sua versione in chiave politica del Giudizio Universale e si lanciò in battute sugli organi sessuali dello stesso Baudo (“Sono stato io a mettere per primo le mani lì, anche prima della signora Ricciarelli” e giù con la celebre ‘strizzatina’), di Berlusconi, Di Pietro, Fassino. A tenere banco per tutta la settimana sanremese era stata la minaccia di Giuliano Ferrara, creatore del comitato BoBe (Boicottiamo Benigni): il direttore del Foglio aveva promesso di sbarcare al festival per lanciare uova contro il comico. Ma poi non se ne fece nulla.
E ancora nel 2009 il suo show di mezz’ora, tutto incentrato sulla politica, superò i 15 milioni di spettatori e il 55% di share. Spazio a Veltroni, a Berlusconi, ma anche agli omosessuali che “non sono fuori dal piano di Dio”. Nel 2011 è stato ospite di capitan Gianni Morandi, con l’intervento dedicato all’inno nazionale ma ricco come sempre di spunti di attualità: “Dov’è la vittoria sembra scritto dal Pd”, “150 anni per una nazione che volete che siano, e’ una bambina … una minorenne, ‘sta storia delle minorenni e’ nata a Sanremo con la Cinquetti si e’ spacciata per la nipote di Claudio Villa. Ruby Rubacuori: l’ho detto, se non ti piace cambia canale e vai sul Due: no, la’ c’e’ Santoro”; “ha detto che e’ la nipote di Mubarak, bastava andare all’anagrafe in Egitto e vedere se Mubarak di cognome fa rubacuori”. Poi il cambio di registro e l’esegesi dell’inno: Benigni si trasformò in un cantore appassionato, mescolando l’analisi del resto alla storia e alla letteratura e facendo emergere dal passato uomini e donne che hanno contribuito alla nascita del nostro Paese.
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Star Wars, sfida resta ‘in famiglia’
Icone saga in L’ascesa di Skywalker che chiude trilogia sequel
18 dicembre 201916:45
I legami famigliari, di sangue e non, che portano alla salvezza o alla dannazione, sono fra gli elementi fondanti dei mondi creati da George Lucas in Star Wars.
Un viatico che ritorna con un trionfo di simboli della saga, in L’ascesa di Skywalker, l’attesissimo capitolo finale della trilogia sequel, che dal 18 dicembre ‘invade’ le sale italianein 800 copie distribuito da Walt Disney. Un’uscita che precede di due giorni il debutto in Usa, con previsioni di incassi globali nel mondo per il primo weekend, intorno ai 450 milioni di dollari.
Dietro la macchina da presa torna J.J Abrams, motore del ritorno “nella galassia lontana lontana”, e già regista del primo capitolo della nuova trilogia ‘Il risveglio della Forza’ (2015), seguito nel 2017 da ‘Gli ultimi Jedi’ di Rian Johnson, che aveva provato qualche scelta più eterodossa rispetto alla ‘Bibbia’ della saga, attirandosi sui social gli attacchi dei fan più oltranzisti. Abrams, azzera, o quasi, i rischi di Johnson, regalando agli appassionati un viaggio dal ritmo incalzante dominato da icone (compresi un paio di cameo a sorpresa) e nuovi miti per la sfida senza appello tra l’Ordine finale dei Sith, guidato dal malefico Imperatore Palpatine (Ian McDiarmid, di ritorno dalla trilogia originale) e la Resistenza del Generale Leia (Carrie Fisher, scomparsa nel 2016, ma presente in maniera rilevante nel film, grazie all’uso di scene non utilizzate per Il risveglio della Forza). Proprio la Forza e il suo lato Oscuro abitano il confronto fra le due figure di riferimento della ‘nuova generazione’ : la ‘predestinata’ Jedi Rey (Daisy Ridley) che ha di fronte nuove pericolose domande ed emozioni difficili da controllare nella sua ricerca di identità e il leader del primo Ordine Kylo Ren (Adam Driver), tra riconoscimento reciproco, rimorsi, dubbi, scoperte e rinascite. Un percorso nel quale si rinnovano i ruoli centrali dei coprotagonisti John Boyega (Finn) e Oscar Isaac (Poe), in un cast che comprende il ritorno di un altro interprete icona della trilogia originale, Billy Dee Williams, per Lando Calrissian, e fra gli altri, Mark Hamill, Anthony Daniels Domhnall Gleeson, Lupita Nyong’o, Joonas Suotamo e Kelly Marie Tran. Fra le new entry, Abrams recluta Richard E.
Grant generale dell’Ordine finale e continua a puntare su donne forti: Naomi Ackie, nel ruolo di Jannah, nuova alleata della Resistenza, e Keri Russell (che per il regista è già stata interprete della sua prima serie tv di successo, Felicity e di Mission Impossible III) qui nei panni dell’abilissima e ironica Zorri Bliss, furfante intergalattica, ed ex compagna di scorribande di Poe. Abrams, anche coproduttore, ha deciso di cofirmare la sceneggiatura e dirigere il film, dopo l’addio al progetto per divergenze artistiche, in fase di preparazione, di Colin Trevorrow (Jurassic World). Dopo varie riscritture, per arrivare alla versione finale dello script c’è stato anche un incontro con George Lucas. Abrams chiude il cerchio con mano sicura, disegnando un’avventura fin troppo carica di elementi (il rischio di esagerare non l’ha spaventato) ma comunque spettacolare, introspettiva e densa di emozioni, alleggerita con sapienza da momenti di humour affidati in particolare alle interazioni con i droidi (che non vanno mai sottovalutati, ci ricorda Leia), C-3PO (Daniels, presente sin dal primo film della trilogia originale nel 1977), R2-D2 e il nuovo arrivato D-O e alla bromance di Finn e Poe. Non si lesinano le citazioni cinefile e artistiche, da Intrigo internazionale a La signora di Shanghai, da Escher a Shakespeare. La saga degli Skywalker può essersi (per ora) chiusa ma la Disney ha intenzione di continuare a esplorare l’Universo di Guerre stellari: si sta iniziando a immaginare un nuovo film, che avrà come coproduttore Kevin Feige, presidente dei Marvel Studios, altro asset di grande valore per la casa madre di Topolino. Intanto sulla piattaforma Disney+ ha debuttato la serie originale nata da Star Wars, The mandalorian.
Benigni torna al festival di Sanremo, ecco le altre volte sul palco dell’AristonL’ultima volta nel 2011, memorabile il show con Pippo Baudo nel 2002
“Quando mi dicono Sanremo per me è come dire Pinocchio, è una favola, è il 70esimo anniversario, è la festa degli italiani più bella, è veramente una favola! Sarà un Sanremo straordinario”. Roberto Benigni ha annunciato così il suo ritorno sul palco dell’Ariston. Ecco le altre volte:Nel 2011, ospite di Gianni Morandi, entra sul palco in sella a un cavallo bianco e fa una lezione di storia patria dedicata ai 150 anni dell’unità d’Italia. Fa volare il festival oltre i 15,3 milioni di spettatori in prima serata. Plauso del presidente Napolitano.Nel 2009 il suo show di mezz’ora, tutto incentrato sulla politica, supera i 15 milioni di spettatori e il 55% di share. Spazio a Veltroni, a Berlusconi, ma anche agli omosessuali che “non sono fuori dal piano di Dio”. Il conduttore, Paolo Bonolis. Sfiora i 20 milioni di spettatori il suo intervento nel 2002, uno dei più memorabili della storia del festival: presenta una sua versione in chiave politica del Giudizio Universale e si lancia in battute sugli organi sessuali di Pippo Baudo.
Incassi, debutto in vetta per Il primo NataleFrozen perde il trono e va al secondo posto segue L’Immortale
16 dicembre 201911:06
– Debutto in vetta alla classifica degli incassi nelle sale cinematografiche italiane del week end appena trascorso, secondo i dati forniti da Cinetel, per “Il primo Natale”, la commedia sulla nascita di Gesù di Salvo Ficarra e Valentino Picone, registi e protagonisti, che, uscito in 773 sale, registra 3.142.556 euro in quattro giorni di programmazione (3.142.947 totali) . Perde lo scettro da noi e anche in Nord America Frozen 2 – Il segreto di Arendelle, il cartoon blockbuster Disney del 2019, che anche negli Usa resta comunque secondo e fa suoi altri 5 milioni, sfondando il tetto del miliardo di dollari incassati in tutto il mondo e da noi ottiene 1.640.886 (14.959.715 in tre settimane). Scivola di una posizione e si ferma al terzo posto anche L’Immortale, di e con Marco D’Amore e con Giuseppe Aiello, film sulle tracce della serie tv Gomorra in cui debutta in proprio il personaggio Ciro di Marzio, che registra 1.114.347 euro, 4.921.958 euro in due settimane. Perde una posizione e scivola al quarto posto Cena con delitto di Rian Johnson, con Daniel Craig nei panni di un ispettore alla Poirot, che segna 1.024.963 euro, 2.540.498 totali. Segue sul quinto gradino la nuova commedia di Woody Allen Un giorno di pioggia a New York che registra 395.422 euro, 2.927.418 euro in tre settimane. L’ultimo debutto nella top ten si piazza al sesto posto, è Che fine ha fatto Bernadette? con Cate Blanchett nei panni di una leggenda nel campo dell’architettura che a un certo punto sparisce, film tratto dall’omonimo romanzo bestseller di Maria Semple che ha ottenuto 180.700 euro.
Il totale incassi è 8.547.934 euro, -18% rispetto alla precedente settimana, ma +16% rispetto allo stesso periodo del 2018, che segnava 7.368.708 euro.
Premi: il Mario La Cava a Nadia Terranova per Addio FantasmiRiconoscimento speciale al critico letterario Walter Pedullà
BOVALINO16 dicembre 201911:19
– Nadia Terranova, con “Addio fantasmi” (Einaudi), si è aggiudicata l’edizione 2019 del Premio letterario “Mario La Cava” la cui cerimonia di consegna si è svolta a Bovalino, città natale dello scrittore.
La giuria tecnica, composta da Andrea Di Consoli, Stefano Ercolino, Marco Gatto, Loredana Lipperini e Vito Teti, con scrutinio segreto, ha decretato l’opera vincitrice nella terna che comprendeva anche “Ti rubo la vita” di Cinzia Leone (Mondadori) e “L’ora del mondo” di Matteo Meschiari (Hacca).
Il Premio, organizzato dal Comune di Bovalino in collaborazione con il Caffè letterario “La Cava”, con il patrocinio della Regione Calabria e il contributo del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Locri, giunto alla terza edizione, era incentrato sul tema “Il viaggio. Percorsi vissuti, narrati e immaginati”.
Premio speciale “La Melagrana” consegnato al critico letterario Walter Pedullà che a Mario La Cava è stato legato da profonda stima e amicizia.
Moda: la doppia vita del cachemire rigeneratoLo propone il marchio Malo nei suoi laboratori
16 dicembre 201912:18
– Malo, storico marchio fiorentino specializzato in maglieria di cashemire lancia il servizio di rigenerazione dei suoi capi, ovvero la possibilità di dare nuova vita agli articoli del brand realizzati in cashemire, lana e fibre naturali di qualsiasi età. Si tratta di una sorta di servizio di riparazione e rigenerazione artigianale che avviene nei laboratori di Malo, dove ogni capo viene esaminato, riparato dove necessario, lavato con cura grazie all’uso di saponi delicatissimi che rendono le fibre ancor più morbide al tatto.
Dopo il lavaggio vine eseguita la rasatura, essenziale per eliminare eventuali “pallini” dovuti all’utilizzo negli anni. In questa fase il capo viene delicatamente pettinato a mano in tutte le sue parti. Dopo il trattamento ogni capo riprende corpo e lucentezza, rimesso a nuovo per una nuova vita. Il capo da rigenerare può essere consegnato al personale nei negozi Malo che lo manda in lavorazione nei laboratori. Nella stessa boutique avverrà anche il ritiro alla riconsegna.
Teatro: un viaggio nella Sicilia di Sciascia con VilloresiIl 21 dicembre a Palazzo Reale e il 22 al Biondo di Palermo
16 dicembre 201912:25
A trent’anni dalla sua scomparsa, un viaggio antologico letterario e teatrale rende omaggio all’opera creativa di Leonardo Sciascia, esplorando anche il contesto degli autori siciliani dell’epoca. “La Sicilia come Metafora” nasce da un’idea della Fondazione Federico II e del Teatro Biondo. È già tutto esaurito per la prima del 21 dicembre in Sala Mattarella a Palazzo Reale. La replica è in programma al Teatro Biondo il 22 dicembre alle 19.30.
In scena con la straordinaria partecipazione di Pamela Villoresi andranno gli allievi della “Scuola dei mestieri dello spettacolo” del Teatro Biondo diretta da Emma Dante. Lo spettacolo è a cura di Michele di Martino, musiche di Luciano Vavolo eseguite in scena dallo stesso e da Nicola Innocenti.
“Lo spettacolo – afferma Gianfranco Miccichè, presidente e della Fondazione Federico II – intende dare voce al ‘coro’, talvolta rimasto inascoltato, di innumerevoli siciliani che cercano quotidianamente il superamento di quella Sicilitudine analizzata da Sciascia anche nella sua accezione negativa: un eccesso di identità astratta, inconcludente, parolaia e selvatica, da ribaltare in positivo”.
“Nel viaggio antologico proposto – dichiara Patrizia Monterosso, direttore generale della Fondazione Federico II -, il ‘coro’ è guidato idealmente dallo scrittore di Regalpetra, accompagnato da autori siciliani come Pirandello, Vittorini, Quasimodo, Buttitta, Bufalino e Consolo. Questa non è una commemorazione. Il teatro restituisce un pensiero di Sciascia al presente. Il pungolo della riflessione vive attraverso il pensiero dei poeti messo in scena attraverso il talento degli attori, a cominciare da quello di Pamela Villoresi”.
Pamela Villoresi dice di provare “grande emozione” per questo spettacolo: “Far rivivere le belle parole di Sciascia, ripensare i suoi pensieri, rivedere questa terra attraverso i suoi occhi… a distanza di anni da quel bel progetto, Regalpetra, che ideammo con Michele Abbate; declamare i suoi versi con i suoi familiari, i nuovi amici; ricordarlo per questa ricorrenza, con la preziosa collaborazione della Fondazione Federico II, a Palazzo Reale e nel Teatro che orgogliosamente dirigo; ma soprattutto, farlo attraverso i nostri allievi, con la consapevolezza di trasmettere loro un grande patrimonio, di regalargli un tesoro, di passare un testimone”.
Scala: festa per Domingo, non posso credere passati 50 anniStanding ovation del pubblico e poi torta nel retropalco
16 dicembre 201912:59
– La Scala vuole bene a Placido Domingo, al di là delle polemiche sul #metoo, e ieri lo ha dimostrato con una festa per i suoi 50 anni di collaborazione con il teatro milanese nell’ultimo giorno da sovrintendente di Alexander Pereira, da oggi alla guida del Maggio musicale fiorentino.
Prima si è svolto il Gala in cui il cantante si è esibito con il soprano Saioa Hernández, il tenore Jorge de León e il basso Ferruccio Furlanetto, terminato con 18 minuti di applausi. Poi nel retropalco si è svolta la festa con tanto di torta a tema con sopra un’immagine del teatro e la scritta 50. “Non posso credere che siano passati cinquant’anni – ha detto -. Ho visto nascere e crescere i miei figli nel frattempo. Ma ho ritrovato nell’applauso di questa sera quello di 28 anni fa”.
“Grazie ad Alexander – ha aggiunto -. Abbiamo fatto tanti progetti insieme. E ogni volta mi chiedevo se avrei avuto la voce per cantare”. Di voce ne ha ancora e infatti ha spiegato di essere “felice di tornare a giugno” per cantare il ruolo di Germont nella Traviata.
Boni è Ambrosoli, un esempio speventoso per tutti / VIDEOAnteprima in Bankitalia con Visco, nel quarantesimo omicidio
17 dicembre 201909:35
“All’inizio non me la sentivo di interpretare Giorgio Ambrosoli, non sono neanche un’unghia di quest’uomo… Ma quando sono entrato nella sua vita… non sono più riuscito ad uscirne. Era un uomo che faceva il suo lavoro che, per la sua etica ha continuato ad andare avanti consapevole dei rischi che correva. E’ un esempio spaventoso per noi adulti e per le nuove generazioni. Ambrosoli mi ha dato una lezione irripetibile”. Così Alessio Boni, che a quarant’anni dall’assassinio dell’eroe borghese (come lo aveva ribattezzato Corrado Stajano), interpreta il protagonista nella docu-fiction “Giorgio Ambrosoli – Il Prezzo del coraggio”, prodotta da Stand by me in collaborazione con Rai Fiction e in onda mercoledì 18 dicembre in prima serata su Rai1.
La proiezione in anteprima a Roma nella Sede della Banca D’Italia preceduta dal saluto del governatore Ignazio Visco, del Presidente della Rai Marcello Foa e dell’AD Fabrizio Salini, alla presenza della vedova dell’avvocato, la signora Annalori e dei figli Umberto e Francesca . Per raccontare alle nuove generazioni la storia esemplare di un uomo comune ed eroico al tempo stesso, che amava la sua famiglia e il suo lavoro e che credeva nel significato della responsabilità e della legalità.
“Oggi – ha detto Visco – viviamo in un clima difficile, la situazione economica non è favorevole e si è spesso alla ricerca di illusori capri espiatori e i sentimenti di odio che ne derivano possono portare i nostri giovani a pensare che non vi sia più spazio per la competenza, per l’integrità morale e per il senso del dovere”. Visco nel descrivere la figura dell’avvocato milanese sottolinea: “Ambrosoli aveva un grande senso del dovere, a cui univa una notevole preparazione professionale e un coraggio davvero eccezionale”.
Nel cast oltre a Boni nei panni dell’avvocato, Dajana Roncione (la vedova Annalori Ambrosoli), Claudio Castrogiovanni (Silvio Novembre), Fabrizio Ferracane (Michele Sindona). Una narrazione mixata tra fiction e racconto documentaristico.
Il racconto si concentra sugli anni cruciali della vicenda, dall’ottobre del 1974 fino all’uccisione l’11 luglio 1979, periodo in cui Ambrosoli fu commissario liquidatore della Banca Privata Italiana di Michele Sindona. Il punto di vista è quello del maresciallo della Guardia di Finanza Silvio Novembre che fu suo collaboratore nei cinque anni del suo incarico. Cinque anni in cui Ambrosoli indagò gli snodi di un sistema politico-finanziario corrotto e letale sono ricostruiti nelle scene di finzione e approfonditi con rigore filologico all’interno dei contenuti documentaristici, tra materiali di repertorio e documenti chiave (in particolare le agende private, in cui Ambrosoli annotava tutto, custodite nell’Ufficio Corpi di Reato del Tribunale di Milano, e gli atti relativi alla Banca Privata Italiana e alla sua liquidazione, che dopo il deposito presso l’archivio della Camera di Commercio di Milano sono stati resi disponibili al pubblico solo alla fine del 2016).
Tra le testimonianze ‘intervista alla moglie Annalori. Il marito aveva lasciato una lettera-testamento a lei indirizzata: “Sarà per te una vita dura, ma sei una ragazza talmente brava che te la caverai sempre e farai come sempre il tuo dovere costi quello che costi”. Ai suoi funerali, nessuna autorità pubblica.
Nel tv movie viene mostrata anche un frame dell’intervista di repertorio ad Andreotti del 2009 con la celebre risposta: “Se l’andava cercando”.
Tra i testimoni della fiction, il figlio Umberto; i cari amici di famiglia Giorgio Balzaretti e Franco Mugnai; il professor Vittorio Coda e l’avvocato Sinibaldo Tino, che affiancarono Ambrosoli nel lavoro di liquidazione; i magistrati Gherardo Colombo e Giuliano Turone, incaricati dei processi a carico di Sindona; lo scrittore Corrado Stajano autore del libro “Un eroe borghese”; Anna Maria Tarantola, all’epoca dei fatti in Banca d’Italia; il procuratore americano John Kenney, titolare delle indagini sul fallimento della Franklin Bank di Sindona, che collaborò assiduamente con Ambrosoli. Il figlio Umberto Ambrosoli: “Ho sentito l’esigenza, in occasione del quarantesimo anniversario, di rafforzare il senso di comunità.
Il nostro patrimonio storico è ricco di risorse dalle quali attingere per quanto riguarda il nostro ruolo di cittadini e di uomini. Quest’anno, inoltre, è venuto a mancare Silvio Novembre”.
Il direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta sottolinea: “si completa il trittico di docu-fiction civili che abbiamo realizzato per la rete. Giorgio Ambrosoli, fu uno dei più grandi rappresentanti del senso di responsabilità, fino al punto di sacrificare la propria vita, per costruire un domani migliore per le generazioni future. Fu un uomo lasciato solo”.
Mirò, le immagini dedicate agli amiciEsposto in Puglia anche libro d’artista voluto da Eugene Ionesco
BARI16 dicembre 201914:13
– Si chiama “Miró. Quelques fleurs pour des amis” (‘Alcuni fiori per gli amici’) la mostra delle immagini che l’artista catalano ha dedicato agli amici come Ionesco, Max Ernst, Matisse, Nina Kandinsky e che, raccolte nell’omonimo libro d’artista, saranno esposte in tre sedi della provincia di Bari dal 22 dicembre al 26 aprile 2020. A Casamassima, la mostra sarà a Palazzo Monacelle; a Gioia del Colle a Palazzo San Domenico e a Turi nella Chiesa di Sant’Oronzo. Il libro d’artista, stampato nel 1964, è la trasposizione litografica voluta da Eugène Ionesco nel raccogliere in un unico volume gli acquarelli di questa serie di un fiore e una dedica. La mostra, organizzata da Sistema Museo con i Comuni interessati, è visitabile con un biglietto unico per tutte le tre sedi.
Nasce Brera/z, trimestrale di cultura e artePromosso da Equita, collaborazione tra Domus e ‘sistema Brera’
16 dicembre 201920:10
Nasce ‘Brera/z’, nuovo trimestrale dedicato al mondo delle mostre, dell’arte contemporanea, delle gallerie, dell’architettura e alle storie che rendono Brera un grande laboratorio di cultura a Milano.
La rivista è frutto della collaborazione tra Editoriale Domus e l’intero ‘sistema Brera’ – che comprende Pinacoteca, Accademia, Osservatorio astronomico, Orto botanico, l’archivio Ricordi e l’Istituto lombardo di scienze e lettere -, ed è finanziata da Equita.
“Brera/z è un piccolo grande evento, perché colma un vuoto che esisteva nei confronti di una delle più significative realtà europee – ha detto Walter Mariotti, direttore editoriale del magazine oltre che di Domus -. Parlare di Brera significa parlare di uno dei ventricoli del cuore di Milano, che desideriamo continui a battere”.
Di cuore ha parlato anche James Bradburne, direttore della Pinacoteca: “Ventricolare è un’espressione non casuale, il mio scopo è sempre stato quello di rimettere Brera nel cuore della città”.
Cesare Bocci guida d’eccezione in VaticanoScheri, più spazio alla divulgazione, l’attore presto in fiction
16 dicembre 201919:02
o come Alberto Angela? No, è troppo bravo, certo mi piacerebbe essere come lui, soprattutto quando si dimostra curioso e affascinato, descrivendo le cose, la chiave giusta per attirare cuore e attenzione di chi ci sta guardandolo”. Cesare Bocci sbarca su Canale 5 come guida d’eccezione nel Vaticano, in una serata-evento ‘Viaggio nella grande bellezza’, in onda mercoledì 18 dicembre in prima serata. Ma non solo. L’attore, caro al grande pubblico per il ruolo di Mimì Augello, il vice del commissario Montalbano nella serie televisiva di Rai1, è anche il protagonista di una fiction, ‘I fratelli Caputo’, che andrà in onda presto sulla rete Mediaset. Coprotagonista Nino Frassica.Realizzato da Rti in collaborazione con Vatican Media e RealLife Television, lo speciale di mercoledì’ sera, ha detto il direttore Giancarlo Scheri, potrebbe anche essere il primo di una serie sul genere divulgazione scientifica. E potrebbe pure segnare un cambio di passo nelle prime serate di Canale 5, finora prevalentemente all’insegna delle fiction e dell’intrattenimento. “La tv generalista ha bisogno di tutti i generi e noi facciamo 200 ore l’anno anche di programmi dedicati al territorio, alla cultura, come Melaverde, che proprio nell’ultima puntata ha realizzato il record del 18% di share – ha detto Scheri – E’ vero che in prima serata era un po’ che non facevamo nulla sulla divulgazione scientifica, ma abbiamo comunque una lunga tradizione, ora proviamo con questo speciale, realizzato come tutti i nostri programmi tenendo conto del pubblico a cui è rivolto, fatto da famiglie, dai bambini agli adulti, con un linguaggio popolare che non vuol dire basso, ma comprensibile a tutti”. Il cammino di Bocci in Vaticano parte da Piazza San Pietro, il perimetro delineato dalle 284 colonne del Bernini, coronato dalla Basilica, la più grande al mondo, e dalla Cupola, icona della Roma spirituale e urbana. Il tracciato seguito dall’attore-guida procede quindi verso i Palazzi Vaticani, sede dei principali Dicasteri Pontifici.Con il direttore dei Musei Vaticani, il cicerone di ‘Viaggio nella Grande Bellezza’ va alla riscoperta della Cappella Sistina: 2500 mq di affreschi, tra cui il Giudizio Universale di Michelangelo e La creazione di Adamo del Buonarroti. Ci sono anche gli interventi di testimoni come il Cardinale Angelo Comastri, Vicario di Sua Santità per la Città del Vaticano; Monsignor George Gänswein, Prefetto della Casa Pontificia; Andrea Tornielli, direttore editoriale del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede; Barbara Jatta, direttore dei Musei Vaticani. Attraverso l’uso di droni e tecniche di ripresa di ultima generazione, l’esperienza visiva offerta è inedita, con punti di osservazione unici e privilegiati. Per Bocci una grande soddisfazione aver partecipato a questo progetto, con una sola delusione, ha scherzato, non aver incontrato il Papa. “Perché c’e’ una domanda che avrei voluto tanto fargli: ogni volta che entro lì dentro mi sento piccolo piccolo e – ha detto – avrei voluto chiedergli come si è sentito lui”.
Max Pezzali raddoppia a San SiroSold out il concerto del 10 luglio, nuova data l’11
16 dicembre 201916:18
In tre settimane “San Siro canta Max”, il concerto evento di MAax Pezzali allo Stadio San Siro di Milano registra il tutto esaurito e raddoppia. Dopo la data annunciata del 10 luglio, si aggiunge così quella dell’11.
Durante i due live, Pezzali ripercorre insieme al pubblico i più grandi successi della sua carriera. “Per me l’idea di cantare a San Siro è inspiegabile, devo ancora metabolizzarla: è come un sogno che ho sempre avuto paura di sognare perché troppo grande e bello – racconta Max Pezzali -. Un sogno così bisogna meritarselo e ora so di voler mettere tutto me stesso per poterlo realizzare e per far vivere una serata unica e indimenticabile alle persone che verranno a cantare con me le mie canzoni. Per me sarà sicuramente sarà memorabile”.
Da “Nord Sud Ovest Est” a “Come mai”, passando per “Sei un mito” e “L’universo tranne noi” fino ai successi più recenti: San Siro diventerà il luogo che celebrerà oltre 25 anni di carriera del cantautore per dare vita a un grande karaoke.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Ian Anderson e Griminelli in concerto a Ferrara
Il 21/12 per sostegno reparto Oncologia pediatrica ospedale Cona
FERRARA16 dicembre 201916:29
– Il leader dei Jethro Tull, Ian Anderson, e il flautista solista Andrea Griminelli saranno i protagonisti del concerto ‘Christmas Jethro Tull charity tour’, sabato 21 dicembre al teatro Comunale di Ferrara, a favore dell’associazione di volontariato Giulia: i fondi serviranno per sostenere il reparto di Oncologia pediatrica dell’ospedale di Cona con strumentazioni e figure professionali come lo psicologo e il musicoterapeuta. Già esauriti, in soli due giorni di apertura della biglietteria, gli 880 posti a disposizione.
Il Comune di Ferrara ha sostenuto l’iniziativa con un contributo da parte dell’assessorato alle Politiche sociali e con la concessione gratuita del Comunale, che per la prima volta ospita l’evento ‘Un angelo di nome Giulia’, giunto alla 13/a edizione.
Griminelli, considerato uno dei maggiori flautisti al mondo, ha ottenuto importanti riconoscimenti, dal Grammy al Prix de Paris. I Jethro Tull sono una leggenda della musica, con più di 60 milioni di album venduti in tutto il mondo.
Matera 2019: il 20/12 la chiusura, coordina Manuel AgnelliLa cerimonia nella Cava del Sole, dove ci fu l’inaugurazione
MATERA16 dicembre 201916:45
– “Gli Afterhours saranno la band che farà da collante rispetto agli altri artisti che saliranno sul palco e che suoneranno con noi”: così Manuel Agnelli ha presentato, a Milano, il programma di “Open Future, Together!” la cerimonia conclusiva di Matera 2019 che si terrà il 20 dicembre alle ore 19, nella Cava del Sole, nello stesso luogo quindi della prima parte dell’inaugurazione dello scorso 19 gennaio.
Oltre ad Agnelli (coordinatore artistico della cerimonia), sono intervenuti alla conferenza stampa anche Rodrigo D’Erasmo, degli Afterhours, e il direttore generale della Fondazione Matera Basilicata 2019, Paolo Verri. Il 20 dicembre saliranno sul palco di Matera anche Damon Albarn, Lous and the Yakuza, Fatoumata Diawara, Carmen Consoli, Daniele Silvestri e Rancore.
Su La7 ‘Eden’ , torna Licia l’ambientalistaCiclo di puntate da 40 Paesi del mondo
16 dicembre 201919:11
L’editore di La7 Urbano Cairo, annunciando l’arrivo sulla rete di Licia Colò con un programma dedicato all’ambiente, l’aveva paragonata ad una Greta ante litteram. “Magari avessi ottenuto il consenso e i risultati che è riuscita a smuovere quella ragazzina, ce ne fossero come lei – ha detto oggi la conduttrice – L’ho preso per un complimento, e comunque io è dal 1989 che faccio informazione di questo genere”. L’ultima sua battaglia a favore dell’ambiente si intitola ‘Eden, un pianeta da salvare’, e andrà in onda dall’8 gennaio in prima serata. Un ciclo di puntate sui posti più interessanti, le varie criticità e il delicato equilibrio tra uomo e ambiente, in un giro da 40 paesi del mondo.”Eden è quello che abbiamo sotto i piedi, non abbiamo un pianeta B – ha detto la conduttrice – e noi vogliamo accendere i riflettori sulla bellezza che rischiamo di perdere e avvertire che abbiamo preso una strada che potrebbe non avere ritorno, ma io sono ottimista e sono sicura che si può ancora fare molto”. “È arrivato il momento che La7 ricominci a parlare di natura – ha aggiunto il direttore di rete Andrea Salerno – Questo programma è un po’ un incrocio tra le cose più belle del pianeta e un report ambientalistico”.Tra i servizi previsti la desertificazione (con un racconto dal Neghev in Israele), i tesori del sottosuolo (come la grotta di ghiaccio più grande del mondo), l’abbandono dei territori italiani, ovviamente l’Amazzonia, ma anche i luoghi più green, le nuove tecnologie che aiutano l’ambiente, i paradisi che restano naturali, l’energia circolare e la sostenibilità ambientali di alcune città, prima fra tutte Oslo, nominata nel 2019 ‘European Green capital’. “Ma tutti dobbiamo imparare ad essere responsabili delle nostre scelte – ha aggiunto Licia Colò – Penso che sia sbagliato legare l’ambiente alla politica, perché questa è una tematica nell’interesse di tutti”. In ogni puntata ci saranno anche cinque minuti dedicati ai rischi e alle difficoltà incontrate dalla stessa Licia e da tutta la troupe per riprendere luoghi spettacolari ma spesso anche rischiosi.
Dalle calzature dei soldati alle scarpe delle starA Palazzo Pitti 80 opere antiche a confronto con Genny e Celine
FIRENZE16 dicembre 201917:27
– Dalle robuste caligae dei soldati romani ai sandali delle cortigiane greche; dai calzari indossati dagli dei alle calzature ai piedi delle star nei kolossal dedicati all’antichità: è quanto propone la mostra ‘Ai piedi degli dei’ nel museo della Moda e del costume di Palazzo Pitti a Firenze dal 16 dicembre al 19 aprile 2020.
Il percorso espositivo, curato da Lorenza Camin, Caterina Chiarelli e Fabrizio Paolucci, mette in mostra 80 opere, esemplari delle principali tipologie di calzature usate nel periodo compreso fra il V secolo a.C. e il IV d.C. tra le quali anche rilievi e vasi dipinti. L’antico inoltre è messo a diretto confronto con il contemporaneo: scarpe di alcuni stilisti come Genny, Céline, Richard Tyler, Renè Caovilla, Donna Karan saranno esposte insieme ai modelli realizzati per il cinema, in particolare i sandali di Liz Taylor nei panni di Cleopatra, i calzari di Charlton Heston-Ben Hur, quelle del Gladiatore Russell Crowe, le calighe dell’Alexander-Colin Farrell.
A due anni dall’ultimo tour Kodō ritorna in ItaliaPrevendite aperte per le date di Milano, Firenze e Roma
16 dicembre 201917:39
– A due anni dall’ultimo tour Kodō ritorna in Italia con un programma inedito: Kodō One Earth Tour 2020: Legacy, che sottolinea già dal titolo la continuità con una tradizione più che quarantennale. Il cambio generazionale e la crescita creativa, sviluppata sotto la direzione artistica della star del Kabuki Tamasaburo Bando, sono avvenuti nel segno dell’evoluzione, senza rinnegare mai i principi del gruppo fondatore, Sado no Kuni Ondekoza (1971-1979), che ha rivoluzionato a livello mondiale la pratica delle percussioni.
Il programma di questo tour nasce da un lungo studio del repertorio tradizionale del gruppo, integrandolo con nuove composizioni. Il regista dello spettacolo, Yuichiro Funabashi, afferma di essersi interrogato sulle forme emblematiche delle performance di Kodō nel corso degli anni, per poter poi procedere, solo dopo aver estratto la quintessenza del lavoro dai ricchi archivi dell’ensemble, alla creazione del programma che ora presentano al pubblico europeo e italiano.
Prevendite aperte per il 3 e 4 marzo a Milano al Teatro Dal Verme, il 7 marzo a Firenze Teatro Verdi e il 9 marzo a Roma Auditorium Parco della Musica-Sala Santa Cecilia.
Premio Andersen, debutta la categoria professionistiSezione per graphic novel in occasione centenario Gianni Rodari
GENOVA16 dicembre 201919:46
a categoria dedicata agli scrittori professionisti e una sezione dedicata alle graphic novel in occasione del centenario dalla nascita di Gianni Rodari saranno le principali novità del 53/o Premio Andersen, in programma dal 4 al 7 giugno a Sestri Levante per incoronare le migliori fiabe inedite. La rassegna è stata presentata a Genova dall’assessore regionale alla Cultura Ilaria Cavo, dal sindaco di Sestri Levante Valentina Ghio, dall’assessore comunale alla Cultura Maria Elisa Bixio e un video collegamento della scrittrice Lidia Ravera.
“Entro il 20 marzo gli scrittori potranno presentare una fiaba inedita composta da un minimo di tre ad un massimo di dieci cartelle e il premio in palio sarà di 3.000 euro”, spiega Ghio ricordando le oltre mille favole arrivate l’anno scorso da tutto il mondo. “Un concorso che è cresciuto tanto in questi anni, dedicare anche una parte ai professionisti penso che sia un grande segnale”, commenta Cavo ringraziando Ravera per l’impegno come presidente della giuria. Nella sezione ‘graphic novel’ sarà chiesto ai partecipanti di raccontare una storia il cui tema centrale tragga ispirazione dalle opere di Gianni Rodari o che esprimano ciò che l’autore rappresenta per loro.
In programma anche la 23/a edizione dell’Andersen Festival incentrata sul tema ‘mondi possibili’ che dal 4 al 7 giugno trasformerà Sestri in un teatro di strada con spettacoli, artisti, danza e musica.
Antonello Venditti, 5/o sold out a Roma in un annoCon il tour che celebra i 40 anni di Sotto il Segno dei pesci
16 dicembre 201917:45
– Ancora un sold out per Antonello Venditti a Roma. Il cantautore torna, il 20 dicembre, per la quinta volta in un anno nella Capitale e registra il nuovo tutto esaurito al Palazzo dello Sport, a testimonianza del forte legame che unisce l’artista alla sua città.
In scaletta la celebrazione di un album, Sotto il segno dei Pesci, che nel 1978, anno della sua pubblicazione, ebbe un forte impatto sul Paese, sia a livello musicale che culturale. Tra tematiche sociali mai affrontate prima in maniera così esplicita in una canzone (come in Sara o Giulia), brani dagli arrangiamenti moderni e rivoluzionari (come Sotto il segno dei Pesci, ancora oggi un’inesauribile fonte di ispirazione per i nuovi cantautori it-pop) e tracce che sono una preziosa testimonianza della scena musicale anni ’70 (come Francesco, dedicata all’amico De Gregori), l’album riuscì a farsi strada nel cuore e nell’immaginario italiano. A novembre è stato pubblicato Sotto Il Segno dei Pesci – The Anniversary Tour.
Il tour, oltre alla data di Roma del 20 dicembre, fa ancora tappa il 15 febbraio a Livorno, il 29 febbraio a Jesolo, l’8 marzo a Londra.
Nel centro storico di Genova un murales per De AndréLo sta realizzando lo street artist Cufrini
GENOVA16 dicembre 201918:02
– Un murales dedicato a Fabrizio De André nel nel centro storico di Genova, ai giardini Luzzati. Sta prendendo forma in questi giorni, grazie allo street artist Umberto Cufrini, su una parete vicino a piazzetta Rostagno, sul retro di un asilo nido. Lo stile di questo artista è molto particolare, è simile a un bassorilievo ma con la tecnica dello stencil. “Il volto di De André rimarrà così testimonianza perenne ai Giardini Luzzati – Spazio Comune – spiegano i promotori dell’iniziativa – luogo di condivisione e inclusione per eccellenza. Attraverso testi, musica e parole, Faber, più di ogni altro, è riuscito con le sue canzoni a fornire uno spaccato realistico e poetico della nostra società e della precaria condizione dell’essere umano”. L’opera è un omaggio a Faber che, il prossimo 18 febbraio, avrebbe compiuto 80 anni. In queste settimane Genova è capitale della street art, con i murales illuminati sui palazzi di Certosa, vicino al cantiere del nuovo ponte, alla mostra dedicata a Banksy a palazzo Ducale.
Lionel Richie ‘leggenda’ in nome di Capri, HollywoodAlla popstar il ‘Person Award’ alla vigilia del festival
16 dicembre 201919:21
– Lionel Richie ha ricevuto a Roma, dalle mani di Tony Renis e dei premi Oscar Bertolazzi e Quaranta, il premio ‘Capri Person of the Year Award’ (in virtù del suo sincero e costante impegno umanitario) durante il Gala del festival ‘Capri, Hollywood’, aspettando la kermesse sull’Isola Azzurra dal 27 dicembre al 2 gennaio. Richie si è prestato a cantare e ballare alcuni dei suoi successi: All Night Long, Hello, Amo, ti amo e nel gran finale We Are The World.
Dopo aver raccontato divertito la sofferenza nell’imparare a cantare in italiano con un maestro severo come Renis, e dopo aver ribadito il proprio amore per l’Italia, la sua cultura ed i suoi ambasciatori culturali più carismatici di sempre ” Luciano Pavarotti e Sofia Loren”, il leggendario artista Usa è scappato nella notte insieme alla nuova fidanzata Lisa Parigi ed al suo manager Bruce Erskowitz, promettendo al pubblico di ritornare nella Penisola prima possibile. “E’ tra le mie destinazioni preferite”, ha detto Richie, e ha poi aggiunto a Pascal Vicedomini, produttore di ‘Capri, Hollywood’: “Sono commosso di tanto calore e dell’ affetto genuino che mi avete dimostrato. E poi succedere nell’albo d’oro delle leggende premiate in passato col Capri Person Award, mi inorgoglisce e mi fa riflettere. Tra tutti il mio pensiero più affettuoso va a Luciano Pavarotti che premiaste nel 1996. Luciano aveva una voce unica e duettare con lui al Pavarotti and friends è stato uno dei momenti più emozionanti della mia carriera”.
Reduce dall’udienza con Papa Francesco dopo il concerto di Natale registrato per Canale 5 in Vaticano, Richie si era intrattenuto anche col regista Paolo Genovese, col flautista Andrea Griminelli, con i premi Oscar Alessandro Bertolazzi e Gianni Quaranta, con Enrico e Federica Vanzina e lo stilista Gianluca Isaia.
Poletto
Testo parte con la bella editoriaDg Pitti racconta la mostra, quasi 25.000 titoli e 100 editori
16 dicembre 201919:36
– Quasi 25.000 titoli in mostra, 100 case editrici italiane e un’arena con 7 stazioni che raccontano il percorso e la vita di un libro. Ecco i numeri di ‘Testo. Come si diventa libro’, la nuova fiera organizzata da Pitti Immagine da un’idea della libreria fiorentina Todo Modo, negli spazi della Stazione Leopolda di Firenze con i suoi 2.100 mq. La prima edizione è prevista a marzo 2020, dal 20 al 22, con una formula speciale: fiera aperta al pubblico, ingresso gratuito (con registrazione al front desk) e in omaggio un ‘kit da lettore’, con un taccuino dove annotare i titoli preferiti. A raccontare la filosofia e la genesi della nuova fiera è Agostino Poletto, direttore generale di Pitti Immagine e anima del progetto.
“Quando Testo è nato abbiamo bussato agli editori, grandi e piccoli, c’è stata una grande adesione, – racconta Agostino Poletto – voglia di sentire un racconto diverso sul libro, guardare al libro con una visione sistematica, non solo come un parallelepipedo chiuso; da chi lo scrive a chi lo legge c’è un filo in mezzo, riempito da numerosi mestieri e figure.
Noi a Pitti siamo produttori-registi, mi è arrivata una bella sceneggiatura da Todo Modo, presentata con energia e l’abbiamo sentita vicina al dna di Pitti”. L’idea è di raccontare il libro in tutto il suo percorso di vita.
“Lavoreremo dentro la Leopolda, ci saranno tre tappe: una prima con gli editori. Qui abbiamo fatto una selezione (siamo già a 80 editori, l’obbiettivo è di arrivare a 100, tutti italiani). Ogni editore si presenterà con i suoi 40 volumi più interessanti, le novità e collane che vuole spingere, esposti su tavoli quadrati con dispositivi scenografici per mettere in risalto i volumi. Avranno accanto una scaffalatura lunga come tutta la Leopolda con altri 200 titoli ciascuno”.
Quindi in totale circa 400 titoli sui tavoli, e altri 20.000 sugli scaffali. La seconda tappa è l’arena “dove noi costruiremo un nostro programma di eventi. Ci saranno 7 stazioni e 7 capi-stazione, ognuna rappresenterà una fase della vita del libro”, spiega Poletto. Qui saranno organizzati incontri, workshop, letture su 7 temi diversi: il manoscritto, il risvolto su come si pubblica un libro, la traduzione, il segno (la grafica), il racconto, la libreria e infine il lettore. “Abbiamo puntato su questa sceneggiatura per mettere in risalto 7 mestieri e tutte le cose importanti che valorizzano un libro. – continua Poletto – Ogni tappa avrà un evento centrale. Su questa matrice si aggiungeranno altre iniziative”.
La terza tappa è la libreria, in cui ci saranno 7 volumi per ogni editore, ispirati ai 7 temi dell’arena. Quindi almeno altri 700 libri. Alla fiera si potrà fare acquisti e trovare anche audiolibri, collane per bambini, libri di fotografia, insomma tutta la bella editoria italiana, per riscoprire l’oggetto libro e il piacere di leggere. “Il libro va raccontato – conclude Poletto – bisogna riportare l’attenzione sulla ricchezza del fenomeno libro, in un moto oscillatorio tra piacere materiale del libro e la sua forma di racconto, anche digitale”.
I 250 anni di Beethoven, al via il giubileo a BonnConcerti in casa e intelligenza artificiale, il genio rivive
BERLINO16 dicembre 201920:05
Ottocento concerti in casa, per dimostrare che “Beethoven è con noi”. Gigante inarrivabile, eppure parte della nostra quotidianità. Ma la musica eseguita negli ultimi due giorni fra appartamenti, chiese, birrerie, case di riposo, stazioni e centri di yoga in Germania era solo il prologo. Duecentocinquanta anni fa, il 16 dicembre 1770, nasceva a Bonn il compositore della musica più suonata nel mondo, Ludwig van Beethoven. E il 16 dicembre, nell’ex capitale dell’ovest, si è aperto un anno giubilare che vede oltre 700 eventi dedicati a questo mito assoluto del repertorio classico.”Scoprire di nuovo Beethoven” è il motto che hanno scelto i promotori della serie di iniziative, non solo tedesche, che si concluderà il 17 dicembre del 2020. La portata del simbolo si capisce bene dal fatto che sia stato scritto un passaggio del contratto di governo Merkel IV, sull’impegno politico in gioco per questo compleanno. E dunque un migliaio di concerti, conferenze, mostre. C’è perfino il tentativo di ascoltare la sua decima sinfonia: completata per l’occasione da alcuni musicologi, con l’intelligenza artificiale. Il risultato del progetto (sostenuto dalla Deutsche Telekom) sarà presentato il 28 aprile, sempre nella città natale.”Beethoven incontra l’essere umano nel suo nucleo più profondo. Incontra la nostra umanità, la nostra capacità di provare gioia e dolore. La responsabilità che abbiamo nella protezione del creato”, ha detto Monika Gruetters, sottosegretaria alla Cultura, parlando al magazine digitale che fa da voce all’anniversario, sul sito ufficiale. “Non è solo il musicista più eseguito al mondo, ma anche il più importante ambasciatore della cultura tedesca nel mondo”. Stasera, nella casa di Beethoven, ha lodato “quell’aura di autenticità che ci avvicina a lui”, fra le quattro mura con i due pianoforti a martello. Dopo gli 800 concerti in casa, fra il 14 e il 15 dicembre, il 16 dicembre all’Opera di Bonn si è tenuto alle 20 il Festakt, che apre l’anno beethoveniano. Ed è accessibile al pubblico una mostra che approfondisce e rivede il classico itinerario nella casa del compositore, esponendo manoscritti sottratti da tempo al pubblico, per motivi di manutenzione. Come lo schizzo dell’ode alla Gioia, oggi inno europeo, del 1812.Annunciati anche due Emoti chairs che tentano di far capire agli appassionati come percepisse Beethoven la musica quando era ormai sordo; condizione che lo colpì a partire dai 32 anni e con la quale dovette convivere e continuare a comporre, sfidando il suo genio. Quella partita vinta che lo portò ad andare ben oltre l’orizzonte estetico del suo tempo. Fino al 26 aprile sarà possibile anche seguire una esposizione dedicata al celebre ritratto di Josef Karl Stieler. Il Fidelio, sua unica opera lirica, sarà proposto a Vienna, dal 16 marzo, nel teatro in cui fu messo in scena per la prima volta nel 1805. Mentre il 25 e il 26 aprile ci sarà una “Beethoven Marathon” di 24 ore, a cura della Filarmonica, a Berlino. Il programma si chiude con un concerto nel parlamento di Bonn il 17 dicembre, fra un anno.
Su Sky arriva The Race, una corsa per sopravvivereDal 17/12 su Atlantic la nuova serie con Sean Bean e Adam Brody
16 dicembre 201920:21
– Quello immaginato in The Race- Corsa Mortale, la nuova adrenalinica serie britannica firmata Sky Original in arrivo su Sky Atlantic e Now TV dalle 21.15 del 17 dicembre, è un mondo che all’imbrunire diventa letale per colpa di un pericolosissimo virus. Un mondo in cui scesa la notte, serrate porte e finestre e svuotate le strade, un rigido coprifuoco ha inizio. L’unico modo per ottenere la libertà e lasciare la Gran Bretagna è vincere una delle corse clandestine più folli e mortali al mondo, organizzata da un misterioso miliardario (interpretato da Adam Brody, l’amatissimo Seth Cohen di The O.C.). Nel cast Sean Bean (indimenticato Ned Stark ne Il Trono di Spade), Billy Zane (Titanic, Zoolander) e la vincitrice di due Golden Globe Miranda Richardson.
In un distopico futuro prossimo il Regno Unito è infettato da un inarrestabile virus dalle origini ignote, in grado di trasformare gli esseri umani in feroci creature che temono la luce e il cui unico obiettivo è infettare quanti sono rimasti sani. Per impedire il propagarsi del virus, e scoraggiare quanti vogliono lasciare la città, un governo totalitario ha indetto un rigidissimo coprifuoco notturno controllato dalle autorità: chiunque venga catturato sarà posto in quarantena.
Max Larssen è un genio del tech che fece il suo primo milione di sterline a 12 anni. A 18 diventò miliardario. Gli algoritmi erano la sua specialità: scrivendo codici, sviluppando software, riuscì a predire il futuro, a investire le sue fortune di conseguenza e a prevedere – unico al mondo – l’arrivo del virus che avrebbe infestato la Gran Bretagna. Muovendosi tempestivamente, acquistò un’isola nel Sud Pacifico, fornendola di risorse che avrebbero garantito la sopravvivenza per almeno 60 anni. Ma l’isola andava popolata. Per dar nuova vita al mondo non bastavano scienziati, artisti e ingegneri di prim’ordine, aveva bisogno anche di persone con il fuoco nelle vene, gente disposta a tutto pur di sopravvivere. Per questo motivo decise di indire una corsa automobilistica clandestina che garantisse la salvezza e una via di fuga a quanti avrebbero vinto la gara.
Ogni anno, per tutta una lunga e folle notte che potrebbe cambiare per sempre le vite dei partecipanti, venticinque squadre si mettono in viaggio, un viaggio lungo 1000 chilometri.
Ad attenderli, la libertà.
Bellocchio fuori dalla corsa all’Oscar’Il traditore’ escluso da shortlist per miglior film straniero
WASHINGTON17 dicembre 201900:44
– L’Italia con ‘Il traditore’ di Marco Bellocchio è fuori dalla corsa per il Best international feature film (nuova definizione dell’Oscar per il miglior film straniero). L’Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha appena comunicato le shortlist preliminari di alcune categorie, tra le quali quella del miglior film internazionale. I dieci titoli ancora in corsa sono ‘Parasite’ di Bong Joon-ho (Sud Corea), ‘Dolore e gloria’ di Pedro Almodovar (Spagna), ‘The Painted Bird’ di Vaclav Marhoul (Repubblica Ceca), ‘Truth and Justice’ di Tanel Toom (Estonia), ‘I Miserabili’ di Ladj Ly (Francia), ‘Those Who Remained’ di Barnabás Tóth (Ungheria), ‘Honeyland’ di Tamara Kotevska e Ljubomir Stefanov (Macedonia del Nord), ‘Corpus Christi’ di Jan Komasa (Polonia), ‘La ragazza d’autunno’ di Kantemir Balagov (Russia) e ‘Atlantics’ di Mati Diop (Senegal). Le candidature finali per tutte le categorie saranno annunciate il 13 gennaio e la cerimonia degli Oscar 2020 si svolgerà il 9 febbraio.
Schweblin, ecco il mio robottino KentukiUn romanzo tra tecnologia e relazioni umane
17 dicembre 201910:06
SAMANTA SCHWEBLIN, KENTUKI (SUR, PP 230, EURO 16,50). Non ha nulla a che vedere con i social network, ma allo stesso tempo ha molto a che fare con tutto questo. Ecco a voi il kentuki, un dispositivo inventato che ci mostra il rapporto tra tecnologia e relazioni umane in modo inquietante. A immaginarlo è la scrittrice argentina Samanta Schweblin che di questo robottino che scruta, sbircia, si muove dentro la vita di un’altra persona, ci mostra gli effetti nel suo romanzo che si chiama appunto ‘Kentuki’, pubblicato in Italia da Sur nella traduzione di Maria Nicola.
“Cercavo qualcosa che mi permettesse di parlare della vita tecnologica e del nostro rapporto con i social in un solo oggetto. Doveva funzionare a livello simbolico. Mi piacerebbe che tra 50 anni, se qualcuno dovesse leggere questo libro, senza avere idea di che cosa sono facebook o whatsapp, capisse quali sono i problemi che stiamo avendo con l’uso della tecnologia” spiega
la Schweblin che è nata a Buenos Aires nel 1978, vive da 7 anni a Berlino e nel 2010 è stata selezionata dalla rivista Granta come una dei 22 migliori scrittori in lingua spagnola sotto i 35 anni.
All’apparenza innocui e adorabili peluche che vagano per il salotto di casa, questi robottini con telecamere al posto degli occhi e rotelle ai piedi collegate casualmente ad un utente anonimo che potrebbe essere ovunque, a Zagabria come aTel Aviv, fanno sì, tra voyeurismo e ossessione, che un ragazzino di Antigua possa lanciarsi in un’avventura per le lande norvegesi e che una pensionata di Lima possa seguire le giornate di un’adolescente tedesca.
“Credo sia una situazione che può interessare tutti. In fondo si tratta di voyerismo che non è interessante solo perchè ci permette di vedere le tette della vicina, ma nasconde una questione più esistenziale. Che ha a che fare con la ricerca della verità, non solo in termini astratti ma anche nelle piccole cose. Per esempio ci chiediamo: ‘sarò mai felice?’ ‘E come si fa a misurare la felicità?’. Credo che, anche se può essere sbagliato, molto spesso la misuriamo paragonandoci agli altri. E anche quello però è incerto perchè come facciamo a sapere se gli altri sono davvero felici? Guardare gli altri ci da la sensazione di scoprire chi sono, che cosa vogliono, se davvero ci vogliono bene. Quello credo sia il desiderio più profondo, tantrico degli utenti del kentuki” sottolinea la Schweblin, tra i protagonisti dell’edizione 2019 della fiera della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’.
“Il libro è un insieme di domande su un tema che mi preoccupa molto. Il kentuki, i social, la tecnologia in generale, in qualche modo tolgono il corpo dalle nostre relazioni. E che cosa succede? Che una grande parte del linguaggio viene perduta. Se si toglie il corpo dalla comunicazione c’è una sorta di neutralità che non sempre ha un senso e non sappiamo interpretare le reazioni dell’altro senza vedere il suo corpo” afferma la Schweblin che trasporta il lettore in un’atmosfera ipnotica.
L’idea di questo robottino “mi è venuta riflettendo su questi temi. Ero a Buenos Aires in un momento in cui c’è stata una sorta di boom di fotografie scattate dai droni e all’improvviso con i miei amici abbiamo scoperto dei posti del nostro quartiere, dei luoghi che avevamo frequentato per tutta la nostra vita, che ci risultavano nuovi perchè non avevamo mai visto che cosa c’era dietro il muro del vicino. Allora, mi sono detta, se esiste un drone può esistere anche un dispositivo semplice come un kentuki. Che poi che cos’è in fondo? E’ come una specie di apparecchietto che si muove per il salotto e diventa interessante perché si muove nel salotto della casa di qualcun altro, non nella nostra”.
Il nome racconta la scrittrice argentina “è apparso per la prima volta dal nulla mentre stavo scrivendo la prima bozza del romanzo. Molto tempo dopo, avevo quasi concluso il libro, mi sono resa conto che dovevo pensarci sul serio e quindi ho fatto una lista di tutte le cose che volevo che il nome del dispositivo evocasse. Volevo che suonasse straniero, americano, gringo ma anche un po’ giapponese. Volevo che fosse qualcosa di economico, da quattro soldi. Che fosse popolare, accessibile e mi sono resa conto che kentuki aveva tutto questo. Allora lo ho cercato su google e mi sono accorta che non era soltanto il kentucky fried chicken, l’importante marca americana, ma anche una città in Ucraina, un famosissimo cavallo da corsa russo o uno dei cibi giapponesi più importanti”, dice la Schweblin che non ha avuto più dubbi che dovesse restare così.
Ridley, un degno finale per la trilogia di Star WarsAttrice, comprenderete la personalità di Kylo e la solitaria Rey
17 dicembre 201909:45
– ‘L’ascesa di Skywalker’, è per la nuova trilogia di Star Wars, “un finale molto degno. Spero che il pubblico sarà d’accordo. Sul set c’era un sentimento condiviso di gioia. Eravamo molto felici di quello che stavamo facendo. E penso che tutto questo si vedrà anche sullo schermo”.
Lo dice nelle interviste ufficiali per il film Daisy Ridley, protagonista, nei panni della potente e misteriosa Jedi Rey, della trilogia sequel per l’universo creato da George Lucas, che si conclude con l’ultimo capitolo ‘L’ascesa di Skywalker’, nelle sale italiane dal 18 dicembre con Walt Disney due giorni prima dell’uscita americana. Torna dietro la macchina da presa J.J Abrams, motore del nuovo corso della saga e già regista del primo capitolo ‘Il risveglio della Forza’ (2015), seguito nel 2017 da ‘Gli ultimi Jedi’ di Rian Johnson.
Fra le chicche già annunciate (anche dal trailer) c’è il ritorno di Billy Dee Williams, nei panni di uno dei personaggi icona della trilogia originale, Lando Calrissian. Nel cast, insieme ai coprotagonisti John Boyega, Oscar Isaac e Adam Driver, ci sono, fra gli altri, anche Anthony Daniels, Naomi Ackie, Domhnall Gleeson, Richard E. Grant, Lupita Nyong’o, Keri Russell, Joonas Suotamo, Kelly Marie Tran, Ian McDiarmid e in forme che il pubblico scoprirà, Carrie Fisher e Mark Hamill. Sulla trama come al solito massimo riserbo, a parte due righe di stringatissima sinossi ufficiale, che garantiscono un nuovo “epico viaggio verso una galassia lontana lontana”, nell'”avvincente conclusione dell’iconica saga degli Skywalker, in cui nasceranno nuove leggende e avrà luogo la battaglia finale per la libertà”.
Per Daisy Ridley “J.J. è la persona giusta per questo film, ed essendo anche un grandissimo fan di Star Wars con un’enorme conoscenza di base (della saga), sa collegare tutti gli elementi meravigliosamente”. L’attrice inglese, classe 1992, che da giovane promessa è diventata, già con il primo capitolo della saga sequel, una star globale, considera il percorso del suo personaggio in questo terzo film “difficile. Ma penso che Rey si sia formata grazie a ognuno (degli altri personaggi) in una maniera che capirete. Comprenderete la personalità intricata di Kylo (Driver) e quella solitaria di Rey. Capirete tutti”.
L’attrice, che si è a lungo allenata prima delle riprese (“ho anche imparato la kickboxing”) per affrontare al meglio le scene di combattimento e d’azione (tra le quali una spettacolare con i velocissimi speeders), è stata molto toccata dal film anche a livello emotivo: “Qualcuno mi ha detto che sono stata forte per tutto il tempo. Ma ci sono state così tante lacrime. Ti coinvolge emozionalmente girare quelle scene, per ottime ragioni. E’ come fare un film con qualcuno che ami veramente. E’ stata dura”.
Daisy Ridley considera L’ascesa di Skywalker ” anche molto commovente. Lo è stato per me e penso per molti altri. Se togli l’elemento dello spazio, si parla di persone che cercano il modo di affrontare e superare degli ostacoli veramente difficili. Si è di fronte a piccole e grandi storie emozionanti che sono tutte interconnesse e a un elemento centrale che attraverso una causa e un effetto si ripercuote su tutta la galassia”. Fra le scene più complesse da girare quella di combattimento con Adam Driver “nella quale continuavano ad inzupparci con cannoni ad acqua.
Eravamo in Inghilterra a novembre, quindi faceva freddo, Ma sapevo dentro di me di potercela fare”. Tra gli altri interpreti, ritroviamo anche un’altra icona di Star Wars, Anthony Daniels, che fin dal primo film della trilogia originale, ha dato vita al robot C-3PO, che in questo ultimo film, torna ad avere un ruolo importante: “Gli sono successe delle cose, è stato coinvolto, è tornato parte del team. Non capitava dal primo film di Star Wars che C-3PO vivesse una vita così piena”. Ritroveremo anche Chewbacca, l’imponente e incomprensibile Wookie interpretato nella trilogia sequel dal finlandese Joonas Suotamo: “Uno di motivi di fascino infinito di queste storie è l’ambire ad entrare in questo mondo che ci ricorda in qualche modo il nostro – spiega – ma che ci offre anche una realtà dove poterci rifugiare, imparare qualcosa e vivere attraverso questi personaggi”.
Arbore, Fiorello straordinario, Amadeus farà benissimoTorna per tre serate su Rai2 con ‘Ll’arte d’ ‘o sole’
17 dicembre 201921:13
a “scorpacciata colossale di canzoni napoletane, una cinquantina in tutto, una più bella dell’altra, per sei ore di musica, distribuite in tre puntate, registrate a Napoli negli Studi di Napoli di ‘Guarda e Stupisci, dove c’erano ancora quelle belle scenografie di Cappellini e Licheri, ma anche in tutto il mondo nelle mie tournée in Italia e all’estero, da Pechino a Mosca, da New York a Rio de Janeiro, dall’Olympia di Parigi alla Royal Albert Hall di Londra con L’Orchestra Italiana”. Parola di Renzo Arbore che
racconta il suo ritorno su Rai2, con un’edizione aggiornata di “Ll’arte d’ ‘o sole” in onda il 18, il 25 dicembre e l’1 gennaio in seconda serata.Le immagini che vengono dalle tournée, “le ho sempre fatte io di mia iniziativa, per avere un documento. Il programma così è stato a costo praticamente zero per la Rai, circa 5000 euro a puntata”, aggiunge. “Ho in cantiere anche altri progetti su Rai2, vedremo con il nuovo direttore – dice lo showman -. Un altro che mi appassiona in particolare è la mia web tv, Renzoarborechannel, che per adesso tengo un po’ carbonara, Ci sono cose mie e altre che scelgo, del passato e del presente, in Italia e all’estero, mi diverte fare da scopritore di tv di qualità”. A proposito di web, ha visto il programma su Rai Play di Fiorello? “Come no, certo, è molto carino, lui è sempre simpatico, dinamico, straordinario. E ha una musicalità straordinaria, che gli permette di lavorare con tutti i cantanti”. Tuttavia, escludendo artisti come Fiorello, “nella tv generalista di oggi, quello che manca un po’ è l’intrattenimento d’autore, che piaccia a tutti. C’è molto a livello musicale, ma poche grandi risate”.Arbore fa anche il tifo per Amadeus a Sanremo: “Penso che sarà un successo, anche perché la manifestazione resta un evento. Amadeus lo farà benissimo, metterà il gotha della canzone moderna, insieme a grandi personaggi come Fiorello e Benigni, sarà una bella kermesse. D’altronde questi sono tutti ragazzi molto bravi”. Tornando a Ll’arte d’ ‘o sole, con Arbore e l’Orchestra Italiana ci sarà anche Maurizio Casagrande che leggerà e commenterà i testi di alcuni di questi brani, per “celebrare l’importanza della canzone napoletana d’autore, da metà dell’800, scritta spesso da grandissimi letterati, come l’autore della Canzone del Piave, E. A. Mario (pseudonimo di Ermete Giovanni Gaeta, ndr), che ha firmato Tammurriata nera e Santa Lucia lontana, Salvatore Di Giacomo, Donizetti, che da bergamasco ha scritto brani meravigliosi come Io te voglio bene assaje, fino a Pino Daniele, Gragnaniello e Lucio Dalla, autore di un capolavoro come Caruso”. Sono “le canzoni più belle del mondo, per le liriche, che sono delle poesie, e le melodie che, come dico sempre, sono le più melodiose del mondo. Se ne possono trovare di questo valore solo in alcune opere, come quelle di Verdi. Tanto è vero che i grandi cantanti lirici hanno sempre canzoni napoletane nel loro repertorio”. Un percorso, quello di Arbore con l’Orchestra italiana, che va avanti da quasi 30 anni: “L’ho fondata nel 1991, nel 1993 ho fatto il primo concerto a New York. Da allora ne abbiamo fatti tra Italia e estero, fatti circa 1500, con la stessa formazione. E’ l’Orchestra stabile più longeva del mondo; con questi ragazzi, o ex ragazzi, siamo andati e continuiamo ad andare dappertutto. E’ un’esperienza straordinaria”.”L’arte d’o sole’ (che era andato in onda in una prima versione su Rai5, ottenendo un grande successo) prende il titolo “da un’antica canzone napoletana che parla di questa arte che ha il sole di fare quello che vuole lui. I napoletani ne sono beneficiati tutto il giorno, anche per la posizione della città”. In questo viaggio nella musica napoletana, c’è una canzone preferita? “Era de maggio, che poi era anche la canzone preferita di Luciano De Crescenzo. E’ stata riscoperta da tanti grandi artisti. Lucio Dalla diceva: ‘Rispetto a Era de maggio, Let it be è un jingle televisivo'”.
Cinema e letteratura, a Modena il primo ‘Buk Film Festival’A marzo affiancherà consueta kermesse piccola e media editoria
MODENA18 dicembre 201920:56
Dal 2020 a Modena il Buk Festival affiancherà la consueta kermesse dedicata alla piccola e media editoria italiana con un concorso cinematografico che vedrà in gara una selezione di lungometraggi, tutti tratti da un libro o adattamento di un’opera letteraria. Evento di spicco della prima edizione di Buk Film Festival (5-8 marzo), con proiezioni non solo nel capoluogo ma anche a Sassuolo e Castelfranco, sarà l’omaggio al comico francese Louis de Funès, con spezzoni di film, documenti rari, raccolte di Gaumont, fotografie, taccuini di lavoro. Per l’8 marzo, Giornata internazionale della donna, il percorso sarà dedicato alle questioni di genere, con la prima del cortometraggio ‘Conciliare stanca’, protagonista l’attrice Carmen Di Marzo, che tratta il tema della violenza sulle donne.
Il festival, fondato da Francesco Zarzana, vede alla direzione artistica l’autrice, filmmaker e produttrice francese Capucine Lemaire. La giuria sarà guidata da Eric Garandeau, presidente del Centro francese di cinematografia.
Tv: Benedetta Barzini, arriva il docu diretto dal figlioSu Laf ‘La scomparsa di mia madre’ di Beniamino Barrese
17 dicembre 201913:24
– La trasposizione visiva dell’intimo dialogo tra un figlio e una madre, che, a 75 anni, sceglie di “scomparire”, di lasciare la propria quotidianità e gli affetti e iniziare un’altra vita, lontana da tutto ciò che ha sempre conosciuto. Mercoledì 18 dicembre alle ore 21.00 arriva in prima tv assoluta su laF (Sky 135) il documentario “La scomparsa di mia madre”, che vede protagonista Benedetta Barzini, icona di bellezza e stile degli anni ’60, musa di artisti e fotografi internazionali come Andy Warhol, Salvador Dalì, Irving Penn, scrittrice, giornalista e docente. L’opera, che ha già ricevuto importanti riconoscimenti dalla critica nazionale e internazionale, è girata dal figlio Beniamino Barrese. Il documentario è stato proiettato nei migliori festival di cinema di tutto il mondo, dal Sundance Film Festival al BFI London Film Festival, nominato agli European Film Awards nella categoria Documentario Europeo.
“Ho sempre avuto l’illusione che nessuno mi abbia mai fotografata. Ho interpretato dei ruoli, con le ciglia lunghe, il trucco, gli infiniti cambi d’abito, ma la mia persona non è fotografabile”. È così che Benedetta Barzini introduce il tema cardine del documentario, quello dell’immagine: della donna nella società degli anni ’70, vincolata allo stereotipo della maternità quale sublimazione del suo ruolo biologico e sociale, e di se stessa come icona di una bellezza sfuggente che non riconosce come merito”. In un’alternanza tra girati contemporanei e video di repertorio, tra il racconto in prima persona e senza filtri della protagonista e la scelta di affidare a diverse attrici la narrazione di alcuni momenti cruciali della sua vita e della sua carriera, emerge la sua poliedrica personalità: modella e antropologa della moda controcorrente, femminista e attivista per i diritti delle donne, madre che sceglie di “ferire se stessa” per assecondare il desiderio del figlio di riprendere il periodo antecedente alla propria scomparsa.
“Il lavoro che stiamo facendo, è un lavoro di separazione” – racconta la Barzini alla telecamera del figlio. “Tutto il lavoro si basa esclusivamente sul tuo desiderio di farlo, e non sul mio desiderio di vederlo fatto. Come fai a dimenticarti ogni volta che io non ho niente a che fare mentre tu hai tutto a che vedere con l’immagine? Questo problema è insolvibile e lo sarà fino alla fine”; “Io odio la memoria, non la voglio, non la capisco.
Non ci serve per andare avanti. Capisco che il cinema voglia le immagini, ma le immagini sono quello che io disprezzo”.
“La scomparsa di mia madre”, scritto da Beniamino Barrese, è prodotto da Nanof in collaborazione con Rai Cinema e Ryot Film con il supporto del MiBAC – Direzione Generale Cinema e realizzato nell’ambito del Programma Sensi Contemporanei Toscana per il Cinema. Le musiche sono firmate da Aaron Cupples, Miguel Miranda & Jose Miguel Tobar.
Ezio Bosso, la musica lenisce tutti i doloriTorna su Rai3 Che storia è la musica per serata evento a Natale
17 dicembre 201921:14
a musica ti cambia la vita, la musica lenisce tutti i dolori. Bisogna credere in lei e lasciarsi guidare”. Il maestro Ezio Bosso, dopo il successo a giugno scorso, che incollò davanti alla tv più di un milione di spettatori su Rai3, raccoglie nuovamente la sfida per una serata evento di ‘Che storia è la musica’, il giorno di Natale alle 21.20. Dopo Beethoven, stavolta il racconto si snoderà tra la vita e la genialità di Cajkovskij, avvicinando il pubblico alla sesta sinfonia, la celebre “Patetica”.”Nessuno più di lui poteva essere il protagonista di Natale, amò questa festa come nessun altro”, sottolinea il compositore e direttore d’orchestra che non nasconde i suoi timori nell’accettare il nuovo impegno. “Avevo paura, sì. I motivi sono tanti, a partire dal fatto che dopo due minuti che mi vedo sullo schermo sono già stufo e la considero un’occupazione militare dei media. Poi per ragioni personali e per il fatto di aver preso mazzate in passato. A convincermi ad accettare è stata l’Orchestra e il fatto che ritengo non importante ciò che farai, ma ciò che hai fatto e che lascerai”. Ma non si tratta di una semplice replica, in una linea già tracciata: “Abbiamo alzato l’asticella rispetto a giugno, c’è molta più musica. Rifare la stessa cosa avrebbe significato cadere nella banalità: io continuo ad andare contro i luoghi comuni”.Ad intervallare il racconto tra parole e musica, che andrà avanti per quasi tre ore, ci saranno diversi ospiti, anche apparentemente lontani dal mondo classico: da Corrado Augias a Diego Bianchi, passando per Max Tortora, Mario Tozzi, Igor Cassina. “Ogni ospite entra personaggio ed esce persona – dice Bosso – perché la musica emoziona e spoglia di tutte le maschere. La mia maschera è la bacchetta, che nasconde il dolore. Cajkovskij (considerato tra i più grandi compositori russi, ebbe un’esistenza segnata da depressione e lutti, ndr) è l’esempio più grande di come la musica riesca a curare i malati”. “Ezio Bosso è in grado di superare qualsiasi grammatica verbale – dice il direttore di Rai3 Stefano Coletta -. Il successo di questa trasmissione è nella sua capacità di emozionare e di arrivare diretto al cuore di chi ascolta e guarda”.’Che storia è la musica’ (registrato al Teatro dell’Unione di Viterbo, con la direzione artistica di Angelo Bozzolini) vede protagonista, accanto a Bosso, l’Orchestra Europa Filarmonica, da lui fondata e per l’occasione arricchita dai giovani dell’Orchestra Filarmonica di Benevento, e il Coro Filarmonico Rossini di Pesaro. “Ascoltateci a tutto volume, disturbate i vicini quella sera. Cambieremo il mondo a colpi di musica”, è l’auspicio di Ezio Bosso che il 21 e 22 dicembre torna anche sul podio dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, all’Auditorium Parco della Musica, per dirigere due delle sinfonie più conosciute di Beethoven: la Sinfonia n. 5 e la Sinfonia n. 7, preludio alle celebrazioni nel 2020 per i 250 anni dalla nascita del compositore.
Sul palco a gennaio le donne valorose di Lella CostaDebutta ‘Se non posso ballare, allora non è la mia rivoluzione’
17 dicembre 201913:58
– “Se non posso ballare, allora non è la mia rivoluzione”, scriveva Emma Goldman nella sua biografia. Ha per titolo la frase dell’ attivista anarchica e femminista, il nuovo spettacolo teatrale di Lella Costa, che sarà in tour in tutta Italia dal 25 gennaio 2020 all’autunno 2021, accompagnato da un progetto didattico, ‘Io ballo per lei’, rivolto alle ragazze e ai ragazzi tra i 14 e i 19 anni e realizzato grazie a The Circle Italia Onlus.
La rappresentazione teatrale, ispirata al libro Il Catalogo delle donne valorose di Serena Dandini edito da Mondadori, grazie all’idea drammaturgica della regista Serena Sinigaglia, mette in scena una straordinaria schiera di donne che hanno lottato per raggiungere traguardi che sembravano inarrivabili, se non addirittura impensabili. Lo spettacolo debutterà il 25 gennaio a Melzo (MI) -Fondazione Teatro Trivulzio e toccherà poi le principali città d’Italia.
Il progetto didattico voluto da The Circle Italia Onlus, il network di donne fondato da Annie Lennox, è stato ideato per coinvolgere anche i più giovani a contribuire alla stesura di un nuovo grande catalogo di donne valorose. Agli studenti, in tante città d’Italia, verrà chiesto di esprimere la preferenza per la propria donna valorosa.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Venezia, rinascono dopo il restauro i Giardini Reali
Franceschini, una bella storia ricca di generosità
VENEZIA17 dicembre 201914:11
– Venezia si riappropria di un altro dei suoi gioielli, i Giardini Reali, alle spalle di Piazza San Marco. Il 17 dicembre la cerimonia di riapertura dopo il restauro, cui ha contribuito la Fondazione The Human Safety Net.
“I Giardini Reali sono nel cuore di Venezia, erano un luogo di abbandono, ma grazie a un restauro perfetto e all’impegno del volontariato e di imprese che hanno donato somme importanti, questo spazio è stato restituito alla città. Grazie anche allo strumento fiscale dell’art bonus, mi sembra proprio una bella storia per tutta Italia e un esempio da imitare per molti” ha detto il ministro dei Beni e delle attività culturali, Dario Franceschini. Un importante sostegno al restauro è stato dato da Generali, che sta anche curando la ristrutturazione delle Procuratie di piazza San Marco. Il ceo della compagnia, Philippe Donnet, ha detto di sperare che la conclusione del restauro possa arrivare nel 2021, l’anno del 190/o anniversario delle Generali.
Razzismo: media stranieri, ‘trittico scimmie è un oltraggio’Network Fare, calcio italiano lascia il mondo senza parole
17 dicembre 201915:18
– ”Ancora una volta il calcio italiano lascia il mondo senza parole. Una campagna che sembra uno scherzo malato. Queste creazioni sono un oltraggio”. Oltre ad alcuni club e alle proteste sui social, anche alcuni media internazionali bocciano la scelta della Lega Serie A di presentare un’iniziativa anti razzismo con l’opera Trittico di tre scimmie realizzato da Simone Fugazzotto. Le parole di Fare (Football Against Racism in Europe) network nato per combattere la discriminazione nel calcio europeo supportato da FIFA, Uefa e commissione europea, pubblicate ieri su Twitter vengono condivise dal The New York Times, dalla BBC, dalla CNN e dal The Sun, solo per citare alcune testate.
Numerosi gli articoli che esprimono perplessità sulla scelta della Lega Serie A per un’opera che era stata realizzata nel maggio scorso in occasione della finale della Coppa Italia.
”Queste creazioni sono un oltraggio – continua Fare -, saranno controproducenti e continueranno la disumanizzazione delle persone di origine africana. È difficile capire cosa pensasse la Serie A, con chi si sono consultati? È tempo che i club progressisti della Lega facciano sentire la loro voce”.
Goal.com parla di ”clamoroso autogol”. Anita Asante, giocatrice del Chelsea, in un tweet si domanda: ”Cosa c’è di sbagliato nella Lega Serie A? Quante persone hanno guardato questa opera d’arte commissionata e l’hanno approvata?”.
Les Étoiles, il gala tra tradizione e contemporaneoTre serate a Roma con grandi star, da Ivenko a Bernal e Choi
17 dicembre 201919:26
a maratona di grande danza, ma soprattutto una festa affollata di stelle provenienti da ogni parte del mondo: saranno tre quest’anno le serate del gran gala Les Étoiles, a cura di Daniele Cipriani, in programma il 24 e 25 gennaio (ore 21) e il 26 (ore 17) alla Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. Un appuntamento ormai storico, giunto alla nona edizione, che come da tradizione proporrà al pubblico un programma capace di spaziare dai classici di repertorio di Petipa, a brani di coreografi del XX secolo per arrivare fino ai giorni nostri: grande varietà di stili e scuole, dunque, vista anche la diversità dei protagonisti, che sul palco daranno vita a momenti di ineguagliabile grazia e “impossibili” prodezze tecniche.I nomi delle “ètoiles” faranno girare la testa agli appassionati: Oleg Ivenko, divenuto famoso dopo aver interpretato il giovane Nureyev nel film “The white crow” (Tatar Academic State Opera and Ballet Musa Jalil), che interpreterà il “Tartaro volante”, Eleonora Sevenard in coppia con Denis Rodkin, entrambi del Teatro Bolshoi di Mosca, impegnati nel “Passo a due Il Cigno Nero”, l’argentina Marianela Nuñez, ormai presenza costante al gala, che danzerà con il russo Vadim Muntagirov (tutti e due dal Royal Ballet di Londra) i passi a due de “La Bayadère” e “Bella Addormentata”. E ancora, Aurélie Dupont (direttrice dell’Opera di Parigi) interpreterà la ricostruzione di “Ekstasis”, assolo di Martha Graham, mentre la coppia formata da Robert Fairchild del New York City Ballet e Stella Abrera dell’American Ballet Theatre porteranno il pubblico nel mondo del musical. Un ricordo della grande ballerina Alicia Alonso, scomparsa recentemente, sarà invece offerto da Yanela Piñera (Queensland Ballet di Brisbane) e Luis Valle (Ballet Méditerrannée dell’Opera di Nizza), impegnati in un brano tatto dal “Don Chisciotte” e nel passo a due “Acque di Primavera” di Asaf Messerer. Un’importante novità riguarderà poi due danzatori, il madrileno Sergio Bernal, del Balletto Nazionale Spagnolo, e il coreano Young Gyu Choi, del Balletto Nazionale Olandese, che nei loro brani, rispettivamente il carismatico e appassionato “Zapateado” e l’esotico e virtuosistico “Idolo d’Oro”, indosseranno costumi disegnati per l’occasione da un gigante della moda, Roberto Capucci.”A 90 anni un maestro come Capucci si cimenta nella danza. Da qualche anno disegna bozzetti per danzatori, ormai nella sua collezione sono circa 400, ma questa è la prima volta che due costumi vengono realizzati”, ha spiegato oggi a Roma Daniele Cipriani, anticipando che la collaborazione con lo stilista “continuerà anche la prossima estate, con un importante progetto nell’ambito di un grande festival, nel quale saranno realizzati 20 dei suoi 400 bozzetti”. “Grazie al costume di Capucci due arti come la danza e la moda si mescolano. La Spagna è tutta in quel costume di color rosso vivo e oro”, ha detto il ballerino Sergio Bernal, in questi giorni nella Capitale, che tornerà a grande richiesta al gala anche quest’anno. Il ballerino madrileno sarà impegnato in un brano di flamenco, nel quale darà prova anche della sua perfezione tecnica: “la danza classica si fonde perfettamente con il moderno e anche con il flamenco. Le posizioni, le linee e il virtuosismo del classico di sposano con la forza della danza tradizionale spagnola”, ha spiegato. “In questo gala c’è davvero un grande lavoro: è importante per il pubblico che si riescano a radunare su uno stesso palco artisti di questa qualità ed è una cosa difficile perché tutti abbiamo agende complicate”, ha poi aggiunto, “per noi danzatori è fondamentale confrontarci gli uni con gli altri: sarà davvero una festa di grandi artisti”.
Torre Pisa: paleografa decifra scritta, ‘La fece Bonanno’Decrittata incisione latina. E’ stesso nome tramandato da Vasari
PISA17 dicembre 201916:08
– Un’incisione non decifrata su una matrice in pietra per la fusione di una lastra di bronzo, ritrovata per caso nel 1838 e finora mai rivelata nel contenuto, nasconderebbe la ‘firma’ di colui che sarebbe l’autore della Torre Pendente di Pisa, ossia lo scultore e bronzista medievale Bonanno Pisano. Lo rivela uno studio di Giulia Ammannati, ricercatrice di paleografia alla Scuola Normale di Pisa, che pubblica uno studio nel libro ‘Menia Mira Vides. Il Duomo di Pisa: le epigrafi, il programma, la facciata’ (ed. Istituti Editoriali e Poligrafici Internazionali). Giulia Ammannati ricostruisce il testo di quell’epigrafe, che fu redatto dall’autore in forma poetica in latino: ‘Mìrificùm qui cèrtus opùs condéns statui ùnum, Pìsanùs civìs Bonànnus nòmine dìcor’, (‘Io che sicuro ho innalzato, fondandola, un’opera mirabile sopra ogni altra, sono il cittadino pisano chiamato Bonanno’).
Reynolds si prende una pausa dagli Imagine DragonsFrontman vuole passare più tempo con moglie, figli e amici
NEW YORK17 dicembre 201916:19
– Dan Reynolds, frontman degli Imagine Dragons, si prende una pausa dalla band per dedicarsi alla famiglia e agli amici. Lo ha detto lui stesso in un’intervista alla Cnn specificando che non c’è alcun problema con gli altri membri del gruppo ma spiegando che dopo circa dieci anni di intensa attività musicale tutti avevano bisogno di prendersi un po’ di tempo per se stessi.
“Ci siamo presi una pausa – ha detto – per riconnetterci con la famiglia e gli amici. Siamo in giro da quasi dieci anni consecutivi e ognuno di noi aveva bisogno di riscoprire cosa vuol dire essere un padre, un amico o un figlio”.
Ed in questi giorni, Reynolds si gode un periodo di relax a Las Vegas con la moglie Aja Volkman, la figlia Arrow di sette anni, i gemelli Gia e Coco, di due anni e il nuovo arrivato Valentine.
Torna Masterchef, giuria a tre e nuovo grembiuleDa 19/12 talent Sky con Barbieri, Cannavacciuolo e Locatelli
17 dicembre 201921:14
Torna Masterchef Italia e sarà una competizione di “alto livello”, con un nuovo grembiule grigio durante la selezione degli aspiranti chef e la nuova prova dello Skill Test. “Quest’anno abbiamo alzato l’asticella”, hanno detto i ‘giudici stellati’ Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli, schierati nella nona edizione in un tridente dopo la pausa di Joe Bastianich, “un grandissimo amico che ha fatto la storia del programma e che rimane sempre nel giro”, ha detto Cannavacciuolo.”Sono passati 9 anni, io li ho fatti tutti: posso garantire che quest’anno abbiamo fatto un grandissimo lavoro e ci siamo concentrati sulla cucina – ha spiegato il decano dei giudici Barbieri alla presentazione a Milano -. I concorrenti li abbiamo scelti con un solo criterio: il talento. Sono preparati, hanno capito che per venire a Masterchef bisogna saper fare, e vengono per vincere”. “Quando nove anni fa parlavamo di tecniche vedevamo il vuoto negli occhi, oggi ci rispondono: vuol dire che si è alzato il livello”, gli ha fatto eco Cannavacciuolo. Tra le novità del programma, il metodo di assegnazione dei grembiuli e una nuova prova di abilità durante la gara. Chi riceve tre sì unanimi alla presentazione di un piatto a scelta riceve il grembiule bianco ed accede direttamente all’ultimo step della selezione; il nuovissimo grembiule grigio andrà invece a chi riceve 2 sì su 3, e passerà alla prova successiva. Stesso grembiule grigio anche a chi riceverà un solo sì dello chef che “mettendoci la faccia e la firma” concederà una seconda chance ad un concorrente, scommettendo sulle sue qualità.Una volta formata la classe dei 20 aspiranti Masterchef d’Italia, alle prove già note del talent – Mistery Box, Invention Test e Pressure Test – si aggiunge lo Skill test, esame di abilità tecnica a sorpresa. Un talent culinario, quello di Sky Uno prodotto da Endemol Shine Italia (in onda da giovedì 19 dicembre alle 21.15 su Sky Uno e su Tv Now), che di fatto ha cambiato l’idea di cucina e i connotati di un mestiere: se prima la cucina era confinata ai ristoranti o alle casalinghe, ora “c’è il sogno di diventare chef, un mestiere che è un privilegio”, ha detto Locatelli. Un sogno, infatti, che per diversi dei vecchi concorrenti è diventato un lavoro vero anche a riflettori spenti: da Maradona, concorrente della 5/a edizione che ha aperto due locali in Libano, a Gilberto, 24enne dell’ultima edizione entrato proprio ieri nella brigata di Locatelli a Londra. “E’ bello quando alla fine del programma pensiamo a chi vorremmo a lavorare con noi, vuol dire che tra quei concorrenti c’è qualità”, ha detto Cannavacciuolo. Non mancheranno poi i super ospiti tra cui il maestro Iginio Massari, gli chef stellati Yannick Alléno, Jeremy Chan e Henrique Fogaca, mentre diminuiscono le prove in esterna “per riportare l’attenzione sulla cucina”: sfide a La Colombaia di Vercelli, al Teatro Regio di Parma, al ristorante Armani di Milano e in un segretissimo ristorante stellato all’estero prima del gran finale.
Viva RaiPlay, per finale De Gregori e VendittiPoi Malika, Jovanotti e Giorgia
17 dicembre 201916:59
– “L’esperienza da piattaformista, tra le diverse novità, mi ha dato la grande soddisfazione di sentirmi cercato e scelto davvero da ciascuno degli spettatori, ops! utenti. E la magia è che sabato le luci del live saranno spente, ma noi saremo a portata di click per tutto il 2020”. Lo sottolinea Rosario Fiorello in occasione del gran finale: mancano tre appuntamenti al termine di Viva RaiPlay! (18-19-20 dicembre, ore 20,35), la più innovativa operazione multimediale di varietà che la Rai abbia realizzato e che ha come protagonista proprio lo showman. Tra gli altri, sono previsti domani 18 dicembre Francesco De Gregori ed Antonello Venditti, giovedì 19 Malika Ayane e venerdì 20 dicembre Jovanotti e Giorgia.
In un comunicato si ricorda che la sfida di Viva Rai Play “di proporre uno show nuovo e di esplorare i più moderni modi di fruizione del varietà è già vinta: nelle sei settimane di programmazione è tra i contenuti più visti on demand e il più visto in diretta streaming. Sono 13,4 milioni le visualizzazioni totali, di cui oltre il 33% in live streaming e 4,1 milioni sono le visualizzazioni su YouTube. Uno show live di poco più di 60 minuti ottiene risultati confrontabili con i più importanti eventi Rai come Sanremo e le partite della Nazionale di calcio.
In 6 settimane, l’impatto di Viva RaiPlay si è fatto sentire sia nella fruizione in diretta con +50% utenti registrati attivi, sia sull’on demand con +23% di utenti registrati attivi e un incremento del 61% di utenti registrati attivi da app e app tv.
Numeri che certificano il successo della mission Rai: ampliare la platea conquistando una nuova fetta di pubblico. Con l”operazione Fiorello’ si è raggiunto anche un ottimo posizionamento di RaiPlay, oggi conosciuta dalla maggior parte del pubblico”. In sintesi oltre 30 ore di grande varietà live, più di cento ospiti, duetti e monologhi cult nel primo format originale della piattaforma Rai
Mariah Carey al numero 1 con “All I want for Christmas”Miracolo natalizio 25 anni dopo l’uscita in “Merry Christmas”
NEW YORK17 dicembre 201919:24
Miracolo natalizio per Mariah Carey: “All I Want for Christmas is You”, a 25 anni dal debutto nel 1994, e’ diventata per la prima volta “number one”. La canzone e’ anche la prima “number one” della cantante dal 2008 nella classifica Billboard 100 e la sua 19esima, a un solo passo dai Beatles che detengono il primato. Completando un viaggio di 25 anni, la canzone co-star di “LoveActually”, il film piu’ amato e odiato di Natale quando a interpretarla fu la teenager Olivia Olson, era stata originariamente pubblicata nell’album “Merry Christmas”.Il miracolo e’ dovuto in parte al crescente uso della tecnologia che ha cambiato le abitudini degli ascoltatori tra cui l’ubiquita’ delle playlist per la stagione delle feste che hanno decretato l’ingresso della canzone nel canone natalizio accanto a brani iconici come “White Christmas”. Recentemente la Carey ha spiegato a “USA Today” la sua versione della genesi della canzone: “Avevo cominciato a pensare cosa mi piaceva a Natale? Luci, regali, caminetti accesi? Amavo Natale da fin da bambina, ma sono sempre stata senza soldi e dunque non ho mai potuto vivere la festa come i miei coetanei. Venendo da una famiglia disfunzionale volevo che il mio Natale fosse perfetto. Cosi’ quando l’ho scritta ci ho messo ogni grammo del mio voler cercare di ricostruire un attimo perfetto”.Un’altra versione della storia vede la diva del pop da sola in una casa nelle campagne di New York davanti alla tv dove andava in onda un’altra icona dell’entertainment natalizio, “La Vita e’ una Cosa meravigliosa”. Mariah aveva creato una melodia e i primi accordi della canzone furono poi sviluppati nell’arrangiamento del suo braccio destro Walter Afanasieff.E’ intanto dal 2014 che la Carey e’ tornata in tournee con un serie di show natalizi ancorati sulla canzone del miracolo con tappe a Las Vegas, Parigi, Londra e Madrid. Domenica scorsa a New York ha chiuso il tour al Madison Square Garden con un tutto esaurito circondata da undici alberi di Natale, coro gospel, i due figli, neve finta e Santa Claus. In novembre in vista del 25esimo anniversario, Sony ha ripubblicato un’edizione di lusso dell’album “Merry Christmas”, con quattro versioni di “All I Want”. Il risultato: la scorsa settimana la versione in streaming e’ stata ascoltata da 45 milioni di persone, un record per gli Stati Uniti.
Ken Loach a Bologna: ‘i diritti conquistati stanno sparendo’Dopo proiezione dell’ultimo film dibattito con riders e Fiom
17 dicembre 201918:05
– Le elezioni in Gran Bretagna, i diritti dei lavoratori, i sindacati, la crisi della sinistra e i cambiamenti climatici. Il regista britannico Ken Loach è arrivato a Bologna per presentare il suo ultimo film, ‘Sorry we missed you’ (in sala dal 2 gennaio), una storia senza speranza sui nuovi lavoratori sfruttati in Gran Bretagna, quelli che consegnano i pacchi coi loro furgoni e lavorano fino a 14 ore di fila senza tutele, e dopo la proiezione si è confrontato a 360 gradi con alcuni giovani rider e con i lavoratori dell’azienda Samp in crisi. “Facendo questo film ci siamo accorti che il lavoro è cambiato, tutto ciò che hanno raggiunto i sindacati, garanzie e diritti, stava scomparendo”, ha spiegato Loach. Una situazione difficilmente risolvibile. “Finché si permetterà al sistema capitalista di essere concorrente basandosi sulla riduzioni degli standard di lavoro – ha detto – per i lavoratori non ci sarà modo di cambiare niente”. La speranza può arrivare solo dai giovani, che hanno “le idee giuste”.
Venezia, terminato restauro Pietà Battistero San MarcoIntervento sostenuto da Coop Alleanza 3.0
VENEZIA17 dicembre 201918:26
– E’ stato restituito alla Basilica di San Marco a Venezia il complesso statuario della Pietà del Battistero, interamente restaurato, grazie ai soci di Coop Alleanza 3.0. La Pietà del Battistero della basilica marciana appartiene al genere Vesperbild, termine di origine tedesca usato per indicare “l’immagine del Vespro o della sera”. Era infatti davanti a immagini come questa che si riunivano la sera i fedeli per la preghiera e si celebravano nelle chiese le messe vespertine. E’ stata realizzata in un tipo di pietra gessosa di colore grigio scuro ed è cava sul retro: la Madonna siede su un sedile decorato su ciascun lato da un motivo gotico a bifore sovrastate da un arco trilobato.
Berlino: Garrone porta “Pinocchio” per “special Gala”Categoria fuori concorso sarà eliminata da nuovo festival
BERLINO18 dicembre 201914:20
Il regista italiano Matteo Garrone presenterà alla Berlinale di quest’anno il suo nuovo film “Pinocchio”, con Roberto Benigni. Lo ha comunicato il festival oggi a Berlino. Quest’anno la categoria “fuori concorso” non ci sarà, si legge sul sito della rassegna cinematografica dell’Orso, diretto da quest’anno da Carlo Chatrian. I film che non partecipano alla competizione, come quello di Garrone, saranno parte del “Berlinale Special Gala”. L’edizione 2020 della Berlinale parte il 20 febbraio.
Mostre: il genio di Escher, antologia di 200 opere a TriestePer la prima volta esposte xilografie su giorni della Creazione
TRIESTE17 dicembre 201919:17
– Una collezione di circa 200 opere per raccontare il “genio” artistico di Maurits Cornelis Escher: è la mostra antologica “Escher”, dal 18 dicembre al 7 giugno al Salone degli Incanti di Trieste.
Un allestimento con i lavori più rappresentativi dell’artista olandese – “amato dai matematici ma non solo”, ha sottolineato il curatore, Federico Giudiceandrea – a cui si aggiunge, in esposizione per la prima volta al mondo, una sezione dedicata a “I giorni della creazione”, un nucleo di sei xilografie realizzate tra il dicembre 1925 e il marzo 1926, che racconta i primi sei giorni della Creazione del mondo.
In mostra, ancora, le opere più iconiche della sua produzione quali Mano con sfera riflettente (1935), Vincolo d’unione (1956), Metamorfosi II (1939) Giorno e notte (1938) e la serie degli Emblemata. L’iniziativa – presentata oggi a Trieste – è promossa in collaborazione da Comune di Trieste, Arthemisia, Generali Valore Cultura e Promoturismo Fvg.
Arriva ‘Capitan Tsubasa’ e la sigla è di Cristina D’AvenaRemake di ‘Holly e Benji’, la cantante ha firmato anche il brano
BOLOGNA17 dicembre 201919:30
– Sarà Cristina D’Avena a cantare la sigla di ‘Capitan Tsubasa’, remake della serie cult ‘Holly e Benji’, che andrà in onda dal 23 dicembre su Italia 1. Il brano, intitolato ‘Tutta d’un fiato (fino al fischio finale)’ – edito da Rti e disponibile da venerdì 20 dicembre in tutti gli store digitali – è firmato dalla stessa D’Avena in collaborazione con Jacopo Ettorre, Giordano Cremona e Federico Mercuri.
L’artista, con Mediaset, ha tenuto vivo un catalogo molto particolare per la discografia italiana: le sigle dei cartoni animati, infatti, continuano a essere ascoltate, scaricate e amate da diverse generazioni. I 52 episodi che andranno in onda seguono fedelmente il racconto del manga ideato nel 1981 da Yoichi Takahashi, che vede protagonisti i piccoli calciatori Holly e Benji. Una curiosità: in uno degli episodi di questa nuova edizione, ci sarà, in versione fumetto, Yuto Nagamoto, il calciatore giapponese, ex Inter, oggi in forza al Galatasaray.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Sanremo: in un libro la storia del festival
Autori Marino Bartoletti e Lucio Mazzi
BOLOGNA17 dicembre 201920:27
– Oltre duemila interpreti e 2.003 canzoni nella storia della più celebre rassegna canora italiana, un vero Abc. E’ l”Almanacco del Festival di Sanremo’, pubblicato da Marchesini Editore in cui i giornalisti Marino Bartoletti e Lucio Mazzi raccontano le sessantanove edizioni della kermesse in 400 pagine riccamente illustrate, con tanto di dizionario, molti aneddoti, le statistiche e l’elenco di tutte le canzoni, la prefazione di Renzo Arbore, Pippo Baudo e Carlo Conti, e i disegni di ‘Matitaccio’.
Gli autori lo hanno presentato a Bologna, a Palazzo d’Accursio, insieme all’assessore alla cultura del Comune, Matteo Lepore – “Bologna è sempre più la città della musica” ha detto -; al trio de ‘Il Volo’ che vinse il Festival nel 2015, ormai bolognesi di adozione; a Silvia Mezzanotte dei Matia Bazar; a Andrea Mingardi e al direttore d’orchestra, Fio Zanotti;, oltre al duo ‘Idea’ di Zelig.
Libri: Silvia Dai Pra’, senza salutare nessunoTerzo romanzo dell’autrice che parte da una violenza subita
17 dicembre 201920:53
– SILVIA DAI PRA’, ‘SENZA SALUTARE NESSUNO’, (LATERZA, PAG. 160, 16 EURO) – Le conseguenze della violenza taciuta tracciano solchi in cui la storia si annida, intrecciandosi al destino delle famiglie. Ma non sempre la memoria storica e quella familiare coincidono come racconta Silvia Dai Pra’ che in “Senza salutare nessuno. Un ritorno ad Istria”, il suo terzo romanzo edito da Laterza, ci restituisce con piglio lieve e a tratti post-adolescenziale una tragedia personale che è un pezzo di storia: quella del Paese di nonna Iole, istriana d’origine.
Silvia è poco più che 20enne quando l’ex Jugoslavia è teatro di truci stermini, l’esito del collasso di lunghe lotte intestine, ed è ancora una studentessa di lettere quando decide di partire come volontaria per la Bosnia; quel viaggio è il pretesto per riannodarsi alle proprie radici istriane lungo le tappe a ritroso di una triste storia che parte dal disfacimento del regno di Tito fino alla vicenda di Romeo Martini, nato Martinchich, il suo bisnonno infoibato. Chi era e perché è finito nella foiba di Vines? Inizia qui il percorso sulle tracce della sciagura taciuta che è all’origine dei quei lunghi pianti inspiegabili di nonna Iole, sparita quando Silvia aveva solo 11 anni, lasciandosi dietro un biglietto: “non mi salutate nessuno”.
Un padre comunista, l’altra nonna – materna – ex partigiana e sullo sfondo la città di Massa, medaglia d’oro alla Resistenza.
Silvia cresce lungo la linea gotica, ha la tessera dei Giovani Comunisti e fuma Diana Blu quando sente per la prima volta urlare: “E allora le foibe?”, slogan preso a prestito da formazioni neofasciste alla fine degli anni Novanta.
L’aveva già sentita pronunciare quella parola ma sottovoce, un balbettio servito dalla signora Mercedes insieme a un sorso di rakjia. La vecchietta le aveva detto che “erano tanto ricchi…” i suoi nonni quando furono costretti a scappare, nel ’43, lasciandosi dietro ogni ricchezza.
Un genogramma spezzato, questo il termine tecnico indicato dalla terapista a Silvia che, mentre porta in grembo la sua bimba, comprende che per ricostruirlo dovrà portare avanti un’indagine lunga due anni, tra archivi distrutti, foto, interviste rubate e lettere strappate.
Il risultato è in questo libro che spezza il tempo del silenzio, necessario per continuare a vivere, e segna quello della ricostruzione.
Sheng Keyi, in Cina si pensa solo ai soldiScrittrice cinese in Italia con ‘Fuga di morte’
18 dicembre 201910:43
SHENG KEYI, FUGA DI MORTE (FAZI, PP 429, EURO 18,50). L’eredità della protesta di Tienanmen e il tabù intorno agli eventi del 1989. Con coraggio si confronta con questi temi la scrittrice Sheng Keyi, una delle voci più interessanti della narrativa cinese contemporanea, in ‘Fuga di morte’. Pubblicato da Fazi editore nella traduzione di Eugenia Tizzano, il romanzo, rifiutato in Cina per il suo contenuto controverso, uscito per la prima volta in inglese, mette in scena l’apparizione di un enorme escremento a forma di pagoda sulla piazza principale di Beiping, capitale dello Stato di Dayang. Da qui esplodono gravi tensioni che innescano un movimento di protesta guidato da poeti e intellettuali.
“Molte cose sono cambiate in Cina da Tienanmen a oggi. E’ cambiata la percezione dei valori. L’89 ha portato ad una grande divisione. Molti intellettuali si sono convertiti al commercio per arricchirsi. Non si parla più di ideali, non ci sono più sogni da realizzare. Il successo e i soldi hanno sostituito tutto. Le persone inseguono la ricchezza, il governo vuole alzare il valore del Pil interno” racconta Sheng Keyi che è nata nel 1973 in un remoto villaggio della provincia di Hunan, si è trasferita a Shenzhen nei primi anni Novanta e oggi vive a Pechino.
“Ci sono stati tantissimi scempi ambientali e sociali. La maggior parte dei fiumi è inquinata. Alcune statistiche indicano la sparizione del 50% dei fiumi in Cina. E anche sul piano morale si peggiora sempre di più. Ci sono abusi sessuali negli asili e nelle scuole in generale, vaccini falsi. I prodotti alimentari sono inquinati. Tutto questo porta sfiducia” dice con rammarico Keyi. E racconta che “la verdura viene messa a bagnomaria con un prodotto chimico e una volta nel frigorifero continua a crescere da sola. Queste sono tutte mie esperienze, cose vere. Tutto ciò ha provocato tantissime forme di tumori in Cina. C’è solo una categoria di persone che riesce ad ottenere prodotti di qualità perchè hanno un orto dedicato e fornitori specializzati. Con l’export non accade, è tutto controllato”.
L’eredità della protesta è per Keyi “dolore, ripensamenti, delusioni ma anche speranza. Nel romanzo ho utilizzato tantissime metafore. Gli escrementi sono una di queste, rappresentano la corruzione della pubblica amministrazione, del governo, che ha provocato la rivolta degli studenti, la stessa cosa di Tienanmen” afferma la scrittrice che è stata tra gli ospiti dell’ultima edizione della fiera degli editori indipendenti ‘Più libri più liberi’ a Roma.
In ‘Fuga di morte’ leader della protesta è Qi Zi che scomparirà in circostanze misteriose. Il suo compagno, il poeta-medico Yuan Mengliu, che non riesce ad accettare la repressione ma neppure ad abbracciare in pieno gli ideali rivoluzionari di Qi Zi, parte alla sua ricerca e si ritoverà in un luogo sperduto, la Valle dei Cigni, un inquietante mondo utopico e totalitario.
“Quando avevo vent’anni ho conosciuto molti intellettuali degli anni Sessanta. Gli anni Ottanta sono stati il periodo di massima fioritura intellettuale in Cina. Le persone e i ragazzi avevano molti ideali, sogni e sentimenti. Li stimo molto” spiega l’autrice che ha dedicato il romanzo “ai cinesi nati negli anni Sessanta”.
E del rifiuto di ‘Fuga di morte’ in Cina dice: “A Taiwan ho visto un tipo di fiore di ciliegio che si apre al rovescio, verso il basso. Fiorisce al contrario. Ho pensato che fosse dovuto all’ambiente molto nebbioso. Poi mi hanno spiegato che invece questo fiore cresce proprio così. Ecco, a proposito di censura, ci sono degli intellettuali che si comporterebbero come questi fiori, a prescindere dalle condizioni ambientali. E ci sono invece intellettuali che si comportano in un certo modo perchè ci sono determinate condizioni ambientali. La cosa più importante è l’autore nella sua determinazione e indipendenza” racconta la scrittrice cinese addolorata per la situazione ad Hong Kong. “Quando ero piccola era come se fosse il paradiso.
Amavamo la sua cultura, l’ambiente, la voglia di libertà. Adesso se apro la tv quello che vedo è il sangue, Hong Kong è diventata l’inferno. Qualcosa di bello è stato distrutto ma spero che si torni in pace e che i cittadini possano vivere come vorrebbero” dice Sheng Keyi.
A teatro, Marchioni e Zeno, ‘banda’ per MonicelliBarbareschi-Lante Della Rovere 20 anni dopo; Guanciale regista
18 dicembre 201911:33
– Luca Barbareschi e Lucrezia Lante Della Rovere, vent’anni dopo, in “Skylight – Il cielo sopra il letto” di David Hare e “I soliti ignoti”, capolavoro di Mario Monicelli, secondo Vinicio Marchioni con Giuseppe Zeno, tutti a Roma; Lino Guanciale alla sua prima regia per “Nozze” del Premio Nobel Elias Canetti, a Bologna, e Sal Da Vinci con Fatima Trotta nel musical “La fabbrica dei sogni”, a Napoli; Mascia Musy, a Palermo, diretta da Emanuela Giordano in “Anna dei miracoli” di William Gibson e il ritorno di Gianluca Guidi in “Aggiungi un posto a tavola”, di Garinei, Giovannini e Iaia Fiastri sulle musiche di Armando Trovajoli, ancora nella capitale: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.
Saviano lancia collana ‘Munizioni’ in esclusiva su StorytelPreceduta da tre video muti campagna #TellTheStories
18 dicembre 201911:57
– “Sono rimasto in silenzio un giorno intero per dimostrare cosa significhi essere censurati”. Svelato il significato dei tre misteriosi video muti postati il 17 dicembre da Roberto Saviano sui suoi canali social nei quali lo scrittore appariva in uno studio di registrazione tra casse e microfoni, parlava ma non si sentiva nulla di quello che diceva.
“Ogni anno, nel mondo, centinaia di persone vengono minacciate da organizzazioni di stampo criminale e dalle lobby di potere dei Paesi in cui vivono. Le loro voci appartengono ad amministratori locali, giornalisti, scrittori. Appartengono a chi non ha mai avuto paura di dire la verità” dice in un video, questa volta con audio, Saviano svelando il significato della campagna di sensibilizzazione #TellTheStories. E annunciando l’arrivo della collana ‘Munizioni’ di Bompiani su Storytel, la piattaforma di audiolibri e podcast che pubblicherà in esclusiva l’audiolibro di ciascun titolo di ‘Munizioni’. Il primo, disponibile dal 18 dicembre su Storytel, è quello con cui è partita la collana: ‘Di’ la verità anche se la tua voce trema’ della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia , assassinata nel 2017. “La situazione sta diventando piuttosto allarmante.
Sarebbero felici di vedermi morta: sembra essere l’unico modo di zittirmi” è la voce della Caruana Galizia che Saviano fa sentire al registratore. Il 20 dicembre sarà sulla piattaforma anche Fariña di Nacho Carretero.
“Abbiamo deciso di raccogliere queste voci all’interno di Munizioni, una collana nata con l’intento di dare voce a quelle storie che ogni giorno rischiano di venire zittite dalle minacce, dalla censura e dalle intimidazioni. E, insieme a Storytel, vogliamo essere sicuri che nessuna di queste voci venga messa a tacere per sempre” sottolinea lo scrittore nel video.
Con Munizioni Roberto Saviano dà spazio a storie di giornalisti e scrittori vittime di controllo e minacce, alcuni dei quali hanno pagato con la vita il diritto a mantenere la propria libertà di parola, e propone testi che attraverso le parole mirano a incidere nella realtà. Ma presta anche letteralmente la voce a chi non viene ascoltato leggendo la prefazione al primo titolo della collana su Storytel.
In arrivo a fine gennaio, in contemporanea con l’uscita in libreria, il romanzo Gotico americano di Arianna Farinelli.
La matematica dietro le armonie delle opere di LeonardoCagliari, in mostra i retabli dell’epoca che dimostrano teoria
CAGLIARI18 dicembre 201912:45
– La soluzione dell’enigma dell’uomo vitruviano e della sua armonia non è nel cerchio e non è nel quadrato. Ma in una doppia spirale con misure perfette e ripetute. Non solo in quell’opera ma anche nella Gioconda e nel Cenacolo. Dai retabli sardo catalani alla soluzione di uno dei misteri della storia dell’arte internazionale. I “trucchetti” di Leonardo Da Vinci usati per la “divina proporzione” di una delle sue opere più celebri, sono già nei dipinti ospitati alla Pinacoteca di Cagliari. E sono il tratto comune delle più importanti opere della storia dell’arte. È il risultato dello studio condotto in oltre trent’anni di fatiche dallo storico dell’arte Roberto Concas.
Matematica e “spirito divino” che guidano la mano degli artisti. Leonardo stesso – ha spiegato Concas – usava i suoi codici e le sue ‘doppie spirali’ geometriche nelle sue opere.
Qualcosa che era davanti agli occhi di tutti, ma che è stato decifrato proprio da Concas e mostrato (e dimostrato) matematicamente a 500 anni dalla morte di Leonardo. Per la prima volta si propone una teoria inedita della storia dell’arte tra il IV e il XVIII secolo. L’illuminazione è arrivata proprio dall’analisi attentissima ed esperta dei retabli di Castello a Cagliari. E dal confronto con l’armonia e la perfezione dell’uomo vitruviano. Un enigma mai sciolto. Anche andando a guardare e riguardare cerchio e quadrato dell’opera di Leonardo.
“La soluzione non era lì, in quel cerchio e in quel quadrato – ha ribadito Concas – noi abbiamo trovato una chiave matematica, dimostrabile e ripetibile. Senza nessuna presunzione, nessuno aveva dimostrato la ricorrenza di queste geometrie in maniera così rigorosa”.
Il 19 dicembre a Cagliari si ribadirà il concetto anche con fili di lana che sui retabli andranno a dimostrare la scoperta di Concas. Ed è un punto di vista nuovo che sicuramente farà discutere perché propone chiavi di lettura inedite su secoli di arte. Concas ha svelato anche il perché delle quattro gambe dell’uomo vitriviano. La soluzione? Un banalissimo specchio che consente di guardare gli arti inferiori anche da un altro punto di vista.
Moda: Kate Moss protagonista campagna di ScervinoLa top model in posa a Londra con i fotografi Luigi
18 dicembre 201913:19
– Kate Moss è la protagonista della nuova campagna di Eermanno Scervino Ermanno Scervino per la primavera/estate 2020. La top model ha posato a scattata a Londra negli scatti in bianco e nero dei fotografi Luigi & Iango.
Le immagini, realizzate in studio, focalizzano lo sguardo su Kate Moss e sulla sua interpretazione dei capi più significativi della collezione. Una semplicità di stile volta a sottolineare il fortissimo impatto visivo della bellezza femminile, esaltata dalle creazioni della maison toscana.
“Ho sempre voluto fare una campagna con Kate – ha commenta Ermanno Scervino – perché mi è sempre piaciuta molto. Per me lei è sempre stata un’icona della moda, e mai come in questo momento, per rappresentare i miei capi avevo più bisogno di un’icona che di una modella”.
La campagna debutterà sulla stampa internazionale a partire da febbraio.
Moda: London style ed è subito party anche per luiCollezione agender da Beautiful bastard
8 dicembre 201913:19
– London style, un pò bad boy e un poco baronetto inglese, ed è subito party anche nell’abbigliamento maschile. Sofisticato, irriverente, fluido, il marchio Beautiful Bastard nasce dalla commistione tra couture e amore per la contemporaneità. Ha un’anima complessa divisa tra metropoli e cuore del Mediterraneo, culla dell’Occidente, luogo di transito costante, punto d’incontro e di scambio. Non conosce generi, né stagioni; rifiuta tutte le imposizioni. Tessuti e trame, forme e volumi: i particolari di ogni capo restituiscono la complessità della ricerca, del lavoro. La collezione plasma elementi in contrapposizione. Sono state scelte le righe per farlo, chiamate a combaciare, a unirsi, a giocare tra loro. E con uguale libertà anche i colori, il gli stili concorrono a generare effetti contrastanti. Il bianco e il nero, il maschile e il femminile, il formale e l’informale: tutti gli opposti contribuiscono a creare armonia.La collezione nasce sotto il segno della fluidità: è composta da giacche sahariane di organza oppure in denim doppiato in organza, leggere come camicie, in tessuti morbidi e sensuali, quasi liquidi, da camicie gessati trasparenti e opache, da giacche e completi in colori sensuali come quello in tasmanian rosso sangue.
Musica: nuova data italiana per Kraftwerk, 23 maggio a ParmaLa città emiliana si aggiunge ai concerti di Padova e Milano
PARMA18 dicembre 201913:22
– I Kraftwerk aggiungono una nuova data italiana, il 23 maggio al teatro Regio di Parma, al tour ‘3-D 2020’. I pionieri della musica elettronica – già in cartellone il 21 maggio al Gran Teatro Geox di Padova e il 25 e 26 al Teatro degli Arcimboldi di Milano – si esibiranno dal vivo con uno show multimediale, che fonde insieme musica e arte performativa. Il concerto emiliano sarà un’anteprima del festival ‘Parma Cittadella Musica’, che si terrà dall’8 al 23 luglio.
I Kraftwerk, nati nel ’70 dall’unione di Ralf Hutter e Florian Schneider, con la loro visione avanguardistica hanno creato la colonna sonora per l’era digitale del 21/o secolo e nelle performance dal vivo emerge con forza la loro profonda fiducia nell’interazione tra uomo e macchina. Nel 2016 Hutter è stato insignito del Grammy alla carriera e lo scorso anno i Kraftwerk si sono aggiudicati il Grammy per il miglior album di musica dance ed elettronica con ‘3-D The Catalogue’, rivisitazione in chiave high-tech dei precedenti lavori della band.
2400 libri di Franca Sozzani a Ied e Accademia Costume&ModaDonazione dal figlio e nipote storica direttrice Vogue Italia
18 dicembre 201913:57
– I libri di Franca Sozzani andranno agli studenti dell’Istituto Europeo di Design (Ied)e dell’Accademia di Costume & Moda di Roma. Le biblioteche delle due scuole di moda e design beneficeranno di una donazione di volumi appartenuti alla storica direttrice di Vogue Italia. I patrimoni della Sala Consultazione di Ied Moda Milano e della Biblioteca dell’ Accademia Costume & Moda saranno arricchiti dall’importante donazione dei volumi appartenuti a alla storica guida di Vogue Italia prematuramente scomparsa nel dicembre 2016. La donazione a vantaggio dei futuri talenti del design e della moda, arriva su iniziativa del figlio della Sozzani, Francesco Carrozzini, e di sua nipote, Sara Sozzani Maino: si tratta di edizioni italiane e internazionali che spaziano dal fashion design al gioiello, dalla storia del costume alle arti visive (in primis fotografia e pittura, con le preziose edizioni monografiche dell’editrice Charta, ma anche scultura, graphic art e cinema, soprattutto dal punto di vista delle sue icone femminili); e poi architettura e design di prodotto fino alla musica, alla letteratura e alla storia. Così, proprio a tre anni dalla sua scomparsa, inoltre, Ied Milano intitola la Sala Consultazione di Moda a Franca Sozzani, che per oltre dieci anni ha seguito la direzione scientifica dell’area fashion Ied, mentre la storica Biblioteca, Emeroteca & Archivio (Bea/SbnEi) dell’Accademia Costume & Moda, aggiunge al patrimonio a disposizione del pubblico il Fondo Franca Sozzani.
“Non c’è nulla che mi piaccia di più del vedere un giovane imparare quello che cerchi di trasmettergli – diceva spesso Franca Sozzani – .Quando poi vedi che va avanti da solo e che trova la sua strada o che addirittura diventa bravo e famoso, allora senti veramente di aver fatto qualcosa: non hai solo realizzato un numero del giornale, ma hai realizzato il sogno di una persona. Che è molto di più. Sia nel lavoro che a scuola o all’università, lo scambio con i giovani è importante. Loro apprendono dalla tua esperienza, ma tu impari dalla loro naturalezza, dalla loro mente fresca, ancora libera da condizionamenti”.
Star Wars, sfida resta ‘in famiglia’Icone saga in L’ascesa di Skywalker che chiude trilogia sequel
18 dicembre 201914:21
– L’attesa è finita: esce mercoledì 18 dicembre da Walt Disney nei cinema italiani il nono e ultimo film della saga Star Wars: si intitola L’Ascesa di Skywalker e completerà la saga creata da George Lucas iniziata nel 1977.
Dietro la macchina da presa torna J.J Abrams, motore del ritorno “nella galassia lontana lontana”, e già regista del primo capitolo della nuova trilogia ‘Il risveglio della Forza’ (2015), seguito nel 2017 da ‘Gli ultimi Jedi’ di Rian Johnson, che aveva provato qualche scelta più eterodossa rispetto alla ‘Bibbia’ della saga, attirandosi sui social gli attacchi dei fan più oltranzisti. Abrams regala agli appassionati un viaggio dominato da icone (compresi un paio di cameo a sorpresa) e nuovi miti per la sfida senza appello tra l’Ordine finale dei Sith, guidato dal malefico Imperatore Palpatine (Ian McDiarmid, di ritorno dalla trilogia originale) e la Resistenza del Generale Leia (Carrie Fisher, scomparsa nel 2016, ma presente in maniera rilevante nel film, grazie all’uso di scene non utilizzate per Il risveglio della Forza). Proprio la Forza e il suo lato Oscuro abitano il confronto fra le due figure di riferimento della ‘nuova generazione’ : la ‘predestinata’ Jedi Rey (Daisy Ridley) e il leader del primo Ordine Kylo Ren (Adam Driver). Un percorso nel quale si rinnovano i ruoli centrali dei coprotagonisti John Boyega (Finn) e Oscar Isaac (Poe), in un cast che comprende il ritorno di un altro interprete icona della trilogia originale, Billy Dee Williams, per Lando Calrissian, e fra gli altri, Mark Hamill, Anthony Daniels Domhnall Gleeson, Lupita Nyong’o, Joonas Suotamo e Kelly Marie Tran. Fra le new entry, Abrams recluta Richard E. Grant generale dell’Ordine finale e continua a puntare su donne forti: Naomi Ackie, nel ruolo di Jannah, nuova alleata della Resistenza, e Keri Russell (che per il regista è già stata interprete della sua prima serie tv di successo, Felicity e di Mission Impossible III) qui nei panni dell’abilissima e ironica Zorri Bliss, furfante intergalattica, ed ex compagna di scorribande di Poe.
Sanremo: Amadeus, ho scelto i Big ma ora penso ai giovani19 dicembre su Rai1 Sanremo Giovani,in palio 8 pass per Ariston
18 dicembre 201914:30
– “Il festival edizione n.70 è entrato nel vivo, ma io non sono agitato, sono felice. Fosse per me mi sarei trasferito a Sanremo già due mesi fa”. Ostenta tranquillità Amadeus che alla prima uscita in vista del prossimo festival ha già battuto un record: è il primo conduttore a fare la conferenza stampa all’Ariston. L’occasione è la presentazione di Sanremo Giovani, che domani 19 dicembre su Rai1 in prima serata, decreterà gli 8 finalisti che si daranno battaglia tra le Nuove Proposte a febbraio (4-8 febbraio). “I giovani sono stati il mio primo pensiero, volevo ripartire da loro, per dare vita a un Sanremo che rispetti la tradizione e guardi alla realtà discografica”.
A decretare chi avrà il pass sarà la giuria tv composta da Pippo Baudo, Piero Chiambretti, Antonella Clerici, Carlo Conti, Gigi D’Alessio, insieme alla Commissione del Festival, alla giuria demoscopica e al televoto.
Ma Amadeus è al lavoro anche sui Big, che saranno svelati il 6 gennaio durante I Soliti Ignoti. “La mia playlist di 22 è pronta. Almeno dieci sono rimasti fuori con dispiacere”.
Tra le novità Al Bano e Romina Power super ospiti di Sanremo 2020. Lo ha anticipato lo stesso cantante a Porta a Porta, mentre durante la trasmissione VivaAsiago10! Fiorello ha annunciato che Jovanotti non sarà al festival.
Mostre: a Milano macchine a spalla, monumenti in movimentoGigli di Nola, Varia di Palmi e altri patrimoni umanità Unesco
MILANO18 dicembre 201914:50
– Monumenti in movimento che accompagnano da secoli la storia italiana, conservando la memoria degli avvenimenti per cui sono nate, le macchine a spalla sono protagoniste della mostra ‘Con straordinario trasporto’ allestita nella chiesa sconsacrata di San Sisto, sede dello Studio Museo Francesco Messina.
Per la prima volta in mostra e per la prima volta insieme: i Gigli di Nola, la Varia di Palmi, la Macchina di Santa Rosa di Viterbo e i Candelieri di Sassari, che fanno parte della “Rete delle Grandi Macchine a Spalla Italiane” Patrimonio dell’Umanità UNESCO. La Torre del Giglio di Nola svetta dal piano inferiore dello Studio fino alla cupola; “Spirale di Luce”, al piano terra, riproduce una storica Macchina di Santa Rosa; la gigantesca Varia di Palmi, sulla cui cima il giorno della festa ‘vola’ una bambina; i Candelieri di Sassari con i loro nastri colorati e, infine, i Ceri di Gubbio in arrivo dalla gloriosa “Corsa” eugubina. La mostra, appena aperta, sarà visitabile fino al 14 febbraio.
S. Cecilia, Ezio Bosso dirige BeethovenI due concerti fuori abbonamento, ultimo appuntamento 2019
18 dicembre 201914:57
– E’ dedicato a Beethoven l’ ultimo appuntamento del 2019 di Santa Cecilia che vedrà sul podio dell’ Audiorium Parco della Musica Ezio Bosso dirigere l’ Orchestra dell’ Accademia Nazionale in due delle sinfonie più conosciute del genio di Bonn: la Quinta e la Settima. I due concerti fuori abbonamento – sabato 21 e domenica 22 dicembre alle 20:30 faranno da preludio alle celebrazioni nel 2020 per i 250 anni dalla nascita del compositore. Ezio Bosso, compositore e direttore d’orchestra, ha anche il merito di aver riportato la grande musica classica in tv, in prima serata, con “Che storia è la musica” (Rai 3) in cui ha affrontato due grandi sinfonie, appunto Quinta e Settima, alla testa della Europe Philharmonic Orchestra. Bosso ha debuttato a Santa Cecilia nel 2017 proprio con la Settima di Beethoven, invece nel 2018 ha diretto la sua Sinfonia n. 1 “Oceans” e la Sinfonia n. 9 “Dal nuovo mondo” di Dvořák. La Quinta sinfonia di Beethoven, che aprirà il concerto, include probabilmente l’incipit più noto della storia della musica. I primi appunti sulla Quinta risalgono a un periodo compreso tra il 1802 e il 1804 e già allora nella mente di Beethoven era chiaro il celebre attacco, anche se la Sinfonia fu poi completata nel 1808, eseguita la prima volta in un concerto, diretto dallo stesso autore, il 22 dicembre dello stesso anno al Teatro an der Wien.
Natale all’americana, Robbie Williams spopola a LondraPopstar promuove album e riconquista l’Arena fra show e aneddoti
LONDRA18 dicembre 201920:32
Performance da 10 e lode per Robbie Williams all’Arena di Wembley a Londra, ma solo per chi non sia allergico alle gioconde melodie delle feste e alle celebrazioni natalizie american style. Il concerto di Natale dell’ex Take That per promuovere l’album fresco di uscita The Christmas Present ha confermato le doti di showman del cantante, che ha mandato in visibilio ieri sera una platea punteggiata di festose paillettes e berretti rossi orlati di pelliccia, con un mix di vecchie hit e brani natalizi tratti dal suo nuovo disco.
“Se avete comprato il biglietto per il concerto, ma non il mio album, siete un po’ fottuti, ma se rimanete nei paraggi, canterò Angels”, ha rassicurato i fan con un pizzico d’ironia la popstar di Stoke-on-Trent, vestito a festa con una giacca luccicante scarlatta. Accompagnato da una schiera di ballerine degne di un musical di Broadway, Williams ha cantato senza mai sbagliare una nota, ballando con l’energia di quando era un giovane Take That e intrattenendo l’audience con aneddoti sulla sua vita, introdotti con sapienza istrionica fra un track e l’altro. Come quando ha raccontato di avere scritto No Regrets in un periodo di rabbia, durante il quale viveva in balia di droga e alcol, o di come il lavoro lo possa trattenere via da casa anche per 5 o 6 settimane, al punto che la figlia per Natale ha espresso il desiderio che lui non lavori mai più.
In un valzer di arabeschi di luce che disegnavano cristalli di neve sul palco, il cantante inglese ha alternato canti natalizi della tradizione popolare, talora rivisitati, a suoi successi storici come Let Me Entertain You, Kids e Feel. Fra gli inediti di Natale tratti dal nuovo album, ha spiccato il singolo Time for Change.
Gioielli di Gianni De Benedittis by futuroRemoto in un libroBiografia del designer di Gattinoni di Giovanna Ciracì
18 dicembre 201915:12
GIANNI DE BENEDITTIS FUTUROREMOTO GIOIELLI – DI GIOVANNA CIRACI’ – I QUADERNI DEL BARDO EDIZIONI DI STEFANO DONNO) – Gianni De Benedittis, considerato un orafo artista, partendo dal Salento, la sua terra d’origine, crea il marchio di gioeilli futuroRemoto, con cui raggiungerà un successo globale. Il cinema di Ferzan Ozpetek e la moda di Gattinoni lo accolgono come il creatore ufficiale di gioielli dallo stile identificabile, che abbelliscono molte celebrities. Collane, pendenti, orecchini e spille sorprendono per le forme inusuali. Nelle sue collezioni ogni pezzo lascia stupiti, non solo per come è stato costruito, ma soprattutto per quello che rappresenta, come nel caso dell’Anello Orinatoio o dell’Anello Etilometro. De Benedittis è l’ideatore di un mondo tutto da scoprire, in cui nulla è lasciato al caso, ma ogni elemento è studiato nei minimi dettagli.
Giovanna Ciracì, analizzando la personalità dell’orafo e tutto ciò che ruota attorno a lui, conduce il lettore in un viaggio nella storia di uno dei marchi pugliesi più apprezzati nel mondo del fashion. Partendo dalle origini fino al suo presente, l’autrice di questa monografia racconta l’ascesa e l’evoluzione di un successo che continua a crescere. Il volume si presenta come un prodotto editoriale innovativo, una monografia che reinterpreta la formula del catalogo d’arte, nato dall’incontro tra la casa editrice I Quaderni del Bardo di Stefano Donno, l’autrice e giornalista e Gianni De Benedittis. Un lavoro che rende omaggio al fondatore di futuroRemoto con l’obiettivo di porre in rilievo una delle eccellenze salentine che ha saputo far apprezzare a livello internazionale. Designer e creatore di gioielli, fondatore e direttore creativo del brand futuroRemoto Gianni De Benedittis nel 2007 ha vinto vince il concorso Who is on Next? per la gioielleria; nel 2009, a Milano, il Premio delle Arti, Premio della Cultura. Numerose le mostre in Italia e all’estero. Ha collaborato con il regista Ferzan Ozpetek nella creazione dei gioielli per il film Mine Vaganti (2010); per Aida del 74/o Maggio Musicale Fiorentino (2011); nel film Magnifica Presenza (2012); ne La Traviata al Teatro San Carlo di Napoli (2012), a Hong Kong (2013), a Bari (2014), a Napoli (2017); per i film Allacciate le cinture (2014), Rosso Istanbul (2017), Napoli Velata (2017). Dal 2009 disegna e crea gioielli per le collezioni alta moda di Gattinoni disegnate da Guillermo Mariotto.
L’Amica Geniale su Rai1 da 10 febbraioStoria nuovo cognome al cinema il 27, 28 e 29 gennaio
18 dicembre 201917:38
Dal 10 febbraio in prima visione su Rai1 arriva la seconda stagione de L’amica geniale. Gli eventi del secondo libro de L’amica geniale riprendono esattamente dal punto in cui è terminata la prima stagione. Lila (Gaia Girace) ed Elena (Margherita Mazzucco) hanno sedici anni e si sentono in un vicolo cieco. Lila si è appena sposata ma, nell’assumere il cognome del marito, ha l’impressione di aver perso sé stessa.
Elena è ormai una studentessa modello ma, proprio durante il banchetto di nozze dell’amica, ha capito che non sta bene né nel rione, né fuori. Nel corso di una vacanza a Ischia le due amiche ritrovano Nino Sarratore (Francesco Serpico), vecchia conoscenza d’infanzia diventato ormai studente universitario di belle speranze. L’incontro, apparentemente casuale, cambierà per sempre la natura del loro legame, proiettandole in due mondi completamente diversi. Lila diventa un’abile venditrice nell’elegante negozio di scarpe della potente famiglia Solara al centro di Napoli; Elena, invece, continua ostinatamente gli studi ed è disposta a partire per frequentare l’università a Pisa. Le vicende de L’amica geniale ci trascinano nella vitalissima giovinezza delle due ragazze, dentro il ritmo con cui si tallonano, si perdono, si ritrovano.
“L’Amica Geniale – Storia del Nuovo Cognome” (8 episodi da 50′) è prodotta da The Apartment e Wildside, parte di Fremantle, e da Fandango in collaborazione con Rai Fiction e con HBO Entertainment e in co-produzione con Umedia. La serie, di Saverio Costanzo tratta dal Best Seller di Elena Ferrante edito da Edizioni E/O, ha visto la partecipazione di 125 attori e migliaia di comparse, circa 8500 maggiorenni e 860 minorenni, e la realizzazione di circa 2.000 costumi tra realizzazioni originali e di repertorio. I primi due episodi della nuova stagione saranno presentati in anteprima nelle sale italiane solo il 27, 28 e 29 gennaio. L’evento al cinema è distribuito in esclusiva da Nexo Digital.
Musica: una bacchetta femminile torna all’opera del CairoNuovo concerto di Ambrosini nella capitale egiziana
18 dicembre 201916:41
– Una direttrice italiana è tornata a esibirsi al Cairo, alla guida dell’orchestra sinfonica della capitale egiziana che quasi mai si affida a una bacchetta femminile: protagonista dell’evento è stata ancora una volta Isabella Ambrosini che con questo ritorno, dopo un primo concerto tenuto quasi due anni fa, ha consolidato così l’apertura fatta dall’istituzione musicale cairota.
L’esibizione, avvenuta sabato scorso alla Cairo Opera House, ha proposto un programma tutto italiano, ad eccezione del doppio concerto di Bach per due violini e orchestra che ha concluso la prima parte del programma, connotato dal belcanto e dall’interpretazione di uno dei maggiori soprano egiziani, Iman Moustafa. Ha risaltato anche un foltissimo coro delle proporzioni (50 elementi) richieste dall’Inno del sole dell’Iris di Pietro Mascagni.
Ambrosini, che fra l’altro ebbe l’onore di dirigere più volte alla presenza di papa Giovanni Paolo II e resta dal 2012 l’unica donna ad aver diretto un’orchestra a Montecitorio, ha reso anche un tributo indiretto al Cairo e ai 150 anni dell’inaugurazione del Canale di Suez interpretando l’ouverture dell’Aida: l’opera infatti è legata a Ismail Pascià, il Chedivé d’Egitto, che voleva commissionare a Verdi un inno per celebrare l’apertura del Canale di Suez avvenuta nel novembre del 1869; il compositore di Roncole di Busseto rifiutò dicendo che non scriveva musica d’occasione ma poi compose la partitura per l’inaugurazione del nuovo teatro del Cairo aperto nel dicembre 1871.
Direttore artistico e musicale – oltre che fondatrice – dell’Orchestra Roma Sinfonica e del Coro Roma Tre, Ambrosini ha scelto un programma che ha incluso anche musiche di Puccini e Respighi.
Artista nativo riscrive storia colonizzazione al MetMonumentali dipinti di Kent Monkman accolgono il visitatore
NEW YORK18 dicembre 201917:04
In giorni come i nostri, “i musei non possono restare neutrali”: il Metropolitan di New York sfida la storia della colonizzazione del “nuovo mondo” mettendo in mostra nell’atrio di ingresso due monumentali dipinti di Kent Monkman, artista canadese della tribu’ dei Cree, che appropriano l’arte occidentale – tecniche, immagini, motivi – e la trasformano per esprimere le storie dei popoli indigeni e allo steso tempo affrontare di petto temi del nostro tempo: migrazioni, razzismo, cambiamento climatico, identità sessuale. The Great Hall Commission: mistikôsiwak (Wooden Boat People) in mostra fino al 9 aprile, prende il nome da una parola Cree usata per i primi coloni francesi ma qui applicata a tutti gli europei che colonizzarono il Nord America. L’installazione e’ parte di una serie di nuove commissioni del museo che include le “cariatidi” di della keniota-americana Wangechi Mutu sulla facciata installate in settembre: “Luoghi inaspettati del museo per invitare al dialogo con le nostre collezioni”, ha detto il direttore Max Hollein. Le nuove iniziative hanno molti significati, storico-politici e socioculturali: una istituzione fondata sull’appropriazione di antichita’ dai “vecchi mondi” e con una visione della cultura eurocentrica si apre di nuovo all’esterno con un progetto che ha ben poco di europeo. La commissione a Monkman arriva alla vigilia del 150/o del Met a conferma dell’impegno di Hollein di espandere il dialogo con artisti contemporanei fuori dal canone occidentale. Nel 2018 del resto, per la prima volta in quasi 150 anni, il Met aveva riclassificato l’arte degli indiani d’America: non più arte tribale indigena, ma arte americana di pieno diritto. L’affondo sugli orrori del colonialismo proseguira’ nel 2020 con la riapertura delle gallerie britanniche. Nel caso di Monkman, l’ispirazione e’ anche a opere nelle collezioni tra cui l’iconico “Washington Crossing the Delaware” di Emanuel Leutze del 1851. Ma, come ha fatto notare l’artista, l’iconografia si appropria di altre iconiche immagini del canone euro-americano: Rubens,Saint-Gaudens, Delacroix, Crawford, Courbet, Tiziano.
Diodato, Che vita meravigliosa il nuovo albumsingolo omonimo fa parte colonna sonora film La Dea Fortuna
18 dicembre 201917:50
– Esce il 14 febbraio, dopo l’uscita del singolo omonimo e l’annuncio di due date live a Milano e Roma ad aprile 2020, “Che Vita Meravigliosa” (Carosello Records), il terzo e nuovo album di inediti di Diodato, cantautore tra i più apprezzati del nuovo pop italiano.
Il suo nuovo progetto discografico è un album composto da 11 brani che rappresenta un’evoluzione, la voglia e la curiosità di sperimentare, crescere, rinnovarsi, mantenendo sempre uno stile di scrittura introspettivo e profondo, accompagnato da un sound dinamico e mai prevedibile che rendono la musica di Diodato immediata e carica di carnalità e passione.
Che Vita Meravigliosa” è anticipato, oltre che dal precedente singolo “Non ti amo più” e dal brano “Il Commerciante”, dal nuovo omonimo singolo che è il romantico tributo di Diodato alla vita, in tutte le sue sfaccettature e declinazioni. Questo canto di un essere umano disperso nel mare esistenziale, è stato scritto dal cantautore immaginando le atmosfere del cinema di Ferzan Ozpetek, con il quale è nato poi un proficuo confronto che ha permesso di arrivare alla versione del brano che fa parte della colonna sonora de “La Dea Fortuna”, il nuovo film del regista italo-turco, con protagonisti Stefano Accorsi, Edoardo Leo e Jasmine Trinca, nelle sale da domani, giovedì 19 dicembre, distribuito da Warner Bros Pictures. Il nuovo album, i cui testi e musiche sono di Diodato ed è prodotto da Tommaso Colliva, produttore discografico di fama internazionale, nonché vincitore di un Grammy Award nel 2015, arriva a distanza di tre anni dall’ uscita di “Cosa siamo diventati” (Carosello Records, 2017).
Diodato, inoltre, è pronto a tornare sul palco con due imperdibili date live: mercoledì 22 aprile 2020 all’Alcatraz di Milano, e mercoledì 29 aprile 2020 all’Atlantico di Roma.
Faggiani e Buoninconti vincono il Biblioteche di RomaRiconoscimenti 2019 per la narrativa e per la saggistica
18 dicembre 201920:55
anco Faggiani con ‘Il guardiano della collina dei ciliegi’ (Fazi editore), per la narrativa, e Francesca Buoninconti con ‘Senza confini’ (Codice edizioni), per la saggistica, sono i vincitori del Premio ‘Biblioteche di Roma’ 2019.
I vincitori sono stati proclamati il 18 dicembre alla presenza di Paolo Fallai, presidente delle Biblioteche di Roma e del Comitato Scientifico del Premio presieduto da Gioacchino De Chirico.
Faggiani, autore de ‘La manuenzione dei sensi’, nel suo romanzo che è quasi una favola ‘Il guardiano della collina dei ciliegi’ racconta la storia di Shizo Kanakuri, un maratoneta giapponese realmente esistito, mescolando elementi reali e di fantasia. In ‘Senza confini’ la naturalista Buoninconti, ripercorre le straordinarie storie degli animali migratori.
Il Premio Biblioteche di Roma, è promosso dalle Biblioteche di Roma – Assessorato alla Crescita culturale e si distingue nel panorama dei premi letterari italiani per l’attività diffusa sul territorio tramite la rete delle biblioteche e un costante coinvolgimento dei lettori riuniti in Circoli di lettura.
Mostre: alla Gam La Fiera di Saluzzo, quadro monumentaleRealizzato da Carlo Pittara, è alto più di 4 metri e largo 8
TORINO18 dicembre 201917:17
– E’ esposto alla Gam di Torino la maestosa Fiera di Saluzzo, presentata da Carlo Pittara nel 1880 alla IV Esposizione Nazionale di Belle Arti di Torino. Il quadro, che rievoca una fiera seicentesca con animali, ambientata poco fuori le mura di Saluzzo, ha dimensioni monumentali: 4,08 metri di altezza per 8,11 metri di larghezza.
L’opera fu esposta per l’ultima volta nell’estate del 1981 a Palazzo Madama, nell’ambito della mostra Alfredo d’Andrade.
Tutela e restauro. La tela fu poi avvolta su rullo e riposta nei depositi del Museo dove è stata conservata fino a oggi.
Al dipinto è affiancato un grande grafico che permette di individuare edifici e dimore saluzzesi, e apprezzare lE specie degli animali raffigurati. Per il riconoscimento e lo studio degli animali dipinti da Pittara, la mostra si avvale dell’apporto di docenti ed ex docenti del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Torino, una collaborazione nell’ambito delle celebrazioni per i 250 anni della Scuola Veterinaria di Torino.
Capodanno: laguna-terraferma,doppio San Silvestro a VeneziaFuochi artificio in Bacino, musica e dj in piazza a Mestre
VENEZIA18 dicembre 201918:14
– Venezia lancia il ‘doppio’ Capodanno, con feste, musica e fuochi d’artificio sia in laguna che in terraferma, a Mestre. La notte di San Silvestro sarà illuminata dalla spettacolo pirotecnico in Bacino San Marco, e nello stesso tempo, mentre i turisti si augureranno buon 2020 davanti alla laguna, a Mestre scatterà la festa in Piazza Ferretto, con un programma musicale che vedrà sul palco, tra gli altri, il rapper Anastasio e i Dj di Radio Stereo Città. E’ il Capodanno promosso da Vela Spa per conto dell’amministrazione comunale. A Mestre le dnaze si apriranno in Piazza Ferretto già alle 22.00 – alle 23.15 sul palco entrerà Anastasio – mentre a Venezia si attenderà la mezzanotte per vedere accendersi il Bacino di San Marco con i fuochi d’artificio, e i giochi di luce sull’acqua. Anche un consiglio per i turisti: la visuale migliore per godere dello spettacolo – suggerisce Vela spa – è in prossimità della fermata Actv Arsenale.
Arbesser firma costumi per Der Rosenkavalier Opera BerlinoGli abiti in scena a febbraio firmati da stilista austriaco
18 dicembre 201918:15
– Arthur Arbesser firma i costumi della nuova produzione “Der Rosenkavalier” di Richard Strauss al Berlin State Opera. In occasione della messa in scena della sua prima opera, l’artista multimediale André Heller ha affidato allo stilista austriaco la cura del guardaroba degli artisti che calcheranno il palcoscenico. Per realizzarlo, Arthur Arbesser illustra la scena: “Vienna, XVIII secolo, Der Rosenkavalier è una storia spiritosa di amore, relazioni e società – speiga Arbesser – con ricchi costumi ispirati alla bellezza dell’Art Decò viennese. Mentre gli abiti dell’aristocratico Marschallin sono sinonimo di modernità sofisticata e mondanità con intensi blocchi di colore accanto alla grafica in bianco e nero, alla festa di fidanzamento di Sophie le ragazze ricche della città competono per l’abito più sopra le righe. Con lo splendore dorato di Gustav Klimt, motivi geometrici e tanto colore questa produzione dovrebbe essere, come desiderava il regista André Heller ‘una festa per gli occhi e un sogno da guardare'”.
La nuova produzione di Der Rosenkavalier di Richard Strauss, la cui prima si terrà il 9 febbraio 2020, si preannuncia il momento clou della stagione 2019/20. Il direttore d’orchestra sarà il famoso Zubin Mehta, direttore d’onore della Staatskapelle di Berlino, mentre la scenografia sarà curata dalla pittrice austriaca Xenia Hausner. Günther Groissbock interpreterà il barone Ochs auf Lerchenau. Il resto del cast è composto da: Camilla Nylund (The Marschallin), Michèle Losier (debutto come Ottaviano), Roman Trekel (Herr von Faninal) e la soprano americana Nadine Sierra (debutto come Sophie).
Torino Città Cinema 2020, al lavoro su Comitato scientificoGhigo, obiettivo è dare sostegno a numerose iniziative previste
TORINO18 dicembre 201918:16
– Torino Città del Cinema 2020 si appresta a confermarsi capitale della settimana arte. Pochi giorni e si entrerà nel vivo del programma di iniziative previste per l’occasione e ribattezzato ‘Un film lungo un anno’.
Per dare organicità ai numerosi eventi in programma, il Museo Nazionale del Cinema sta pensando di dare vita ad un comitato scientifico. Ad annunciarlo il presidente Enzo Ghigo nel tradizionale incontro con i giornalisti per gli auguri di Natale.
“L’obiettivo è quello di sostenere Torino 2020, attraverso il lavoro congiunto dei soci della Fondazione, per offrire alla città – spiega Ghigo – un programma all’altezza delle aspettative degli appassionati di cinema e non solo”. Tra le iniziative già in programma l’installazione di venti totem nei luoghi di Torino che hanno fatto da scenografia a film famosi, per dare vita a un percorso cine-turistico, masterclass per studenti e la mostra ‘Cinema Addosso’ di Anna Moda sui costumi di scena.
Dal 14 febbraio su Sky la nuova serie Zerozerozero /TRAILERSet in tre continenti su cocaina. Da bestseller Saviano, regia di Sollima
18 dicembre 201920:31
Prime immagini ufficiali per ZeroZeroZero, l’attesa serie Sky Original diretta da Stefano Sollima e tratta dall’omonimo libro di Roberto Saviano edito da Feltrinelli. Un mastodontico affresco a tinte crime sul traffico internazionale di droga che si svela per la prima volta nell’adrenalinico trailer ufficiale. Tre continenti (America, Europa e Africa), sei lingue (inglese, spagnolo, italiano, francese, wolof e arabo) e quasi un anno di riprese per otto episodi prodotti da Cattleya – parte di ITV Studios – e Bartlebyfilm per Sky, CANAL+ , Amazon Prime Video e Studiocanal TV in esclusiva per l’Italia su Sky dal 14 febbraio 2020.
ZeroZeroZero racconta di sistemi criminali e familiari diversi tra loro ma ugualmente violenti e assetati di potere, e come i cartelli messicani, la ‘ndrangheta e uomini d’affari americani corrotti si contendano la supremazia delle rotte della merce più distribuita al mondo: la cocaina. Internazionale il grande cast della serie, con protagonisti Andrea Riseborough e Dane DeHaan e con Gabriel Byrne, Harold Torres, Giuseppe De Domenico , Adriano Chiaramida, Francesco Colella e Tcheky Karyo. ZeroZeroZero è creata da Stefano Sollima e dagli head writers Leonardo Fasoli e Mauricio Katz, di cui il primo episodio basato sul trattamento degli stessi Fasoli e Sollima con Stefano Bises e Roberto Saviano. Max Hurwitz e Maddalena Ravagli completano il team di scrittura. Con Stefano Sollima alla regia, Janus Metz e Pablo Trapero .
Roberto Alagna e Aleksandra Kurzak in Arena VeronaPer la serata di gala di Cavalleria rusticana e Pagliacci
VERONA18 dicembre 201918:45
– Roberto Alagna e Aleksandra Kurzak saranno tra i protagonisti del Festival 2020 all’Arena di Verona, in scena per la serata di gala di Cavalleria Rusticana e Pagliacci dell’8 agosto: il tenore, al suo debutto areniano, si esibirà insieme alla compagna d’arte e di vita.
La nuova produzione, che aprirà la stagione areniana il 13 giugno, vivrà l’8 agosto una serata speciale con Alagna e Kurzak che daranno voce ai protagonisti dei capolavori di Mascagni e Leoncavallo. I due artisti, definiti dalla rivista tedesca Oper! Das Magazin come “la coppia ideale del mondo dell’opera”, hanno espresso grande entusiasmo per questo evento all’Arena di Verona.
Il cartellone del 98/o Festival lirico proporrà dal 13 giugno al 5 settembre Cavalleria rusticana e Pagliacci, insieme ai grandi titoli già conosciuti e apprezzati in Arena: Aida, Turandot, Nabucco e La Traviata, più le serate di gala.
Skam Italia, la quarta stagione su Netflix e TimvisionIn contemporanea nel 2020. Da 1 gennaio prime stagioni
18 dicembre 201919:01
– Sarà disponibile in contemporanea su Timvision e su Netflix nel 2020 la quarta stagione di Skam Italia, la cui produzione è in fase di ultimazione da Cross Productions e Timvision, in associazione con Netflix. A partire dal 1 gennaio 2020, le prime 3 stagioni di Skam Italia saranno disponibili anche su Netflix, in co-esclusiva con Timvision. Skam Italia e’ un remake della serie norvegese Skam, un teen drama amato dal pubblico giovane. La regia e la sceneggiatura della quarta stagione sono affidate nuovamente a Ludovico Bessegato, produttore creativo per Cross Productions.
Le prime tre stagioni sono una produzione Cross Productions e Timvision, nella quarta è entrata anche Netflix in associazione.
Pompei: domani in anteprima la “Casa del Frutteto”Riapre a Febbraio Domus di un ricco vinaio pompeiano
NAPOLI18 dicembre 201919:24
– E’ una delle case più belle di via dell’Abbondanza, a Pompei, dove tuttora i restauratori sono al lavoro per completare il recupero degli affreschi. La “casa del Frutteto” è stata restituita al pubblico. Con i fondi ordinari, e non più del Grande Progetto Pompei, che volge al termine, viene riaperta al pubblico la Domus appartenuta probabilmente ad un ricco vinaio dell’antica Pompei.
L’ ipotesi è emersa quando, durante gli scavi del Maiuri nel 1951, nel giardino della casa furono rinvenute molte anfore destinate a contenere vino. Tra gli utensili della casa, si trovò anche un grande bollitore, che i romani utilizzavano per riscaldare l’acqua da mescolare al vino.
Domani e dopodomani i visitatori potranno osservare da vicino, in anteprima, i meravigliosi affreschi della Domus, mentre i restauratori sono ancora all’opera: ambienti di bellezza sorprendente, che riproducono le essenze arboree utilizzate nei giardini. Limoni, corbezzoli, peri, ciliegi, susini che documentano le piante esistenti nei luoghi abitati.
Mostre: il Realismo magico nell’arte sarda del ‘900Collezione de Montis a Cavalese, da un’idea di Vittorio Sgarbi
TRENTO18 dicembre 201919:32
– “Il Realismo magico nell’arte sarda. La Collezione De Montis” è il titolo di una mostra aperta dal 21 dicembre a Cavalese, al palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme, da un’idea di Vittorio Sgarbi e a cura di Beatrice Avanzi. In esposizione una selezione della più importante raccolta di arte sarda del ‘900, con opere e oggetti provenienti dalla Collezione privata del professor Stefano De Montis, unica per ricchezza e varietà di dipinti, sculture, tessuti, argenti e prodotti dell’artigianato sardo.
La mostra, aperta fino al 13 aprile, inaugura il progetto ‘Galassia Mart’, una nuova proposta di mostre e appuntamenti sul territorio per valorizzare il Trentino come sistema museale diffuso.
Cinema: l’Andromeda a Primavalle compie 20 anniLa storica sala di Lucisano festeggia e si aggiorna
18 dicembre 201920:08
– Nel territorio urbano dove le sale cinematografiche chiudono continuamente, c’è un cinema storico, neppure centrale ma nel quartiere Primavalle, che arriva a festeggiare 20 anni. E’ il cinema Andromeda, storico esercizio di Lucisano Media Group, che il 19 dicembre a tutti gli spettatori regala per il traguardo biglietti gratuiti da usare fino a giugno.
«Il terreno sul quale ora sorge la Multisala – racconta Lucisano – era l’orto di mio padre nel quale noi bambini ci recavamo per giocare e andare a cavallo, prendevamo il tram 34 fino a Forte Braschi partendo da Piazza Cavour, dove vivevamo, e poi da lì a piedi fino al terreno. Via Mattia Battistini era inesistente vi scorrevano le acque piovane. Nel punto esatto dove ora sorge il cinema c’era un capannone industriale che acquistai in seguito da mio padre».
Nel corso della sua storia, il Cinema Andromeda non ha mai messo da parte la volontà di ampliarsi e rinnovarsi e per i suoi 20 anni si doterà di un’altra sala, che va ad aggiungersi alle 8 già presenti, per complessivi 1175 posti, tutti accessibili ai portatori di handicap, dotate di proiettori Sony 4K e innovativo audio Dolby Atmos, al passo con le sale europee.
In un momento in cui le sale cittadine vanno sparendo, l’Andromeda si espande, si dota di aree comuni multifunzionali, di servizi accessibili a tutti, confermandosi luogo di aggregazione e incontro a servizio del quartiere e si arricchisce di uno spazio dedicato ai bambini, un sushi bar plastic free e una piccola libreria.
Fulvio Lucisano conferma la sua vocazione di esercente che crede fortemente nella sala cinematografica come luogo ineguagliabile di esperienza visiva, dove poter apprezzare il cinema in tutta la sua bellezza con immagini di qualità altissima, poltrone ultra confortevoli, servizi come il kids garden per far tornare le coppie al cinema.
Come già in molte città europee, la sala cinematografica si potenzia, per diventare luogo in cui incontrarsi, stare insieme e godere di un’esperienza impossibile da eguagliare con l’home vision.
E in più, l’Andromeda è anche a impatto zero, essendo stato il primo cinema a dotarsi con i pannelli solari, di impianto fotovoltaico per limitare il consumo di energia.
Amadeus,voglio festival pop e imprevedibileDomani sera è la volta dei Giovani, scelti i 22 Big in gara
SANREMO18 dicembre 201920:28
l festival di Sanremo dichiara ufficialmente aperti i lavori per l’edizione 2020, quella che celebra i 70 anni. Affidato ad Amadeus, conduttore e direttore artistico della manifestazione, il simbolico taglio del nastro con il primo incontro alla vigilia di Sanremo Giovani, in onda stasera su Rai1, che decreterà gli otto giovani che si sfideranno sul palco dell’Ariston a febbraio (da martedì 4 a sabato 8). “Finalmente ci siamo – dice il padrone di casa -, fosse stato per me, mi sarei trasferito qui già due mesi fa. Agitato? Per niente, anzi sono felice. Ho la fortuna di fare tv tutti i giorni e vedere la telecamera accesa è normale”. Si va per gradi, però: prima i giovani, poi i Big.
“I giovani sono stati il mio primo pensiero, quando sono stato chiamato come conduttore e direttore artistico. Volevo ripartire da loro, per dare vita a un festival che rispettasse la tradizione senza dimenticare la realtà discografica”. E’ proprio questa la cifra del prossimo Sanremo, condivisa anche dal direttore di Rai1 Teresa De Santis: guardare al passato, in un anniversario importante, per rivolgersi al futuro. E anche se il cast non è stato ancora ufficializzato (lo sarà la sera del 6 gennaio durante I Soliti Ignoti su Rai1), i nomi che circolano sono quelli che più cercano di riflettere il panorama attuale: da Levante a Giordana Angi, da Francesco Gabbani a Raphael Gualazzi, passando per Piero Pelù, Paolo Jannacci, Irene Grandi, Rancore, Anastasio, Diodato, i Pinguini Tattici Nucleari, Marco Masini. “I giochi sono fatti per i Big. La mia playlist è pronta, ma almeno dieci che meritavano sono rimasti fuori. Ho scelto 22 canzoni bellissime, al passo con l’attualità e la discografia di oggi. Io le conosco già a memoria”, ammette Amadeus che avrebbe voluto far salire il numero dei cantanti in gara fino a 24, dovendo poi arrendersi ai tempi stretti dettati dalla tv.
Carte sparigliate, invece, sul fronte ospiti. Se da una parte il conduttore vorrebbe tornare a dare un’impronta internazionale “come spetta a Sanremo” (che Claudio Baglioni aveva invece rinnegato) con artisti del calibro di Lady Gaga (“vedremo, non abbiamo chiuso. Nomi importanti ci saranno ma i contratti saranno confermati solo a ridosso della manifestazione e dipenderà da chi è in Europa, chi in promozione”), dall’altro ci dovrà esserci spazio per celebrare la memoria del festival e i suoi protagonisti. Jovanotti, dato per certo fino a poche ore fa, si è defilato causa “viaggio in bici in Perù” per interposta persona (Fiorello, che sarà il “folletto” del festival). Al Bano, che inizialmente sembrava in lizza per la gara, nello studio di Bruno Vespa a Porta a Porta ha annunciato di andare con Romina da ospite (stesso annuncio, altra trasmissione qualche giorno fa per Roberto Benigni). “Se lo ha detto lui…”, se la ride Ama che sostiene di non sapere cosa faranno i suoi amici (Jova e Fiore), ma che per loro la porta sarà sempre aperta. “Vorrei che fosse un festival imprevedibile, oltre che pop. Non in senso dispregiativo, ma inteso come qualcosa che possa arrivare a tutti”, aggiunge.
Tornando a Sanremo Giovani sono Avincola (con il brano Un rider), Eugenio in via di Gioia (Tsunami), Fadi (Due noi), Fasma (Per sentirmi vivo), Leo Gassmann (Va bene così), Jefeo (Un due tre stella), Réclame (Il viaggio di ritorno), Marco Sentieri (Billy Blu), Shari (Stella), Thomas (Ne 80) i dieci artisti in cerca di un pass per il festival (selezionati tra 842 candidati). I ragazzi saranno giudicati da Giuria televisiva (formata da Carlo Conti, Pippo Baudo, Piero Chiambretti, Antonella Clerici, Gigi D’Alessio), Commissione del Festival (di cui fa parte lo stesso Amadeus), giuria demoscopica e televoto.
“Chiederò ai cinque giudici tv di tornare anche a febbraio”, annuncia poi Amadeus che si dice “strafelice” se un passaggio all’Ariston lo facesse anche Paolo Bonolis. Ai cinque finalisti, si aggiungeranno la vincitrice di Sanremo Young, Tecla, e due artisti da Area Sanremo. Tutti e 8 saranno protagonisti anche del Capodanno di Rai1 da Potenza (padrone di casa il solito Amadeus), mentre i migliori quattro saranno in tour in sette Paesi ospiti degli istitui italiani di cultura all’estero. E si pensa anche a lavorare sul brand Sanremo Giovani, con un contest.
Il lago dei cigni del tradimento di Pech all’Opera di Roma1/o titolo stagione balletto. Ricavi pomeridiana 2/1 a La Fenice
18 dicembre 201920:29
“Dai, se hai coraggio, colpiscimi”. Benno, l’amico, insospettabile traditore, sfida il principe Siegfried. E lui, accecato dall’odio, imbraccia la balestra. Un attimo e l’esito è fatale, mentre Odette, colpita al cuore, cade a terra. È il dramma della gelosia, del tradimento, del senso di rivalsa, quello che Benjamin Pech torna a mettere in scena con il suo Lago dei cigni, che dal 31 dicembre all’8 gennaio inaugurerà la stagione di balletto 2019-2010 del Teatro dell’Opera di Roma. Un grande classico di repertorio, che nella versione del coreografo francese lo scorso anno ha registrato i massimi incassi della storia del balletto in scena al Costanzi.
“Sono rimasto in gran fedele al libretto immaginato da Petipa”, racconta lui, già etoile dell’Opera di Parigi, oggi primo maître e assistente alla Direzione del Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, mentre in sala, tutù rosa, a trasformarsi in cigno oggi è l’étoile Rebecca Bianchi. Ma nel corso delle repliche sul palcoscenico ci saranno anche i primi ballerini Susanna Salvi, Claudio Cocino e Alessio Rezza, i solisti Giacomo Castellana e Michele Satriano, oltre a ospiti internazionali come Polina Semionova (prima ballerina che “incarna la ‘russità’ di questo balletto”, dice Pech), Amandine Albisson étoile dell’Opéra di Parigi (“la mia eredità artistica, quel tocco francese immancabile”) e Daniel Camargo guest principal dancer, con il corpo di ballo dell’Opera di Roma diretto da Eleonora Abbagnato.
“Il ricavato della recita pomeridiana del 2 gennaio – fa sapere il sovrintrendente Carlo Fuortes – sarà devoluto al Teatro La Fenice. Un gesto di vicinanza e solidarietà per la difficilissima situazione in cui il teatro si è trovato nei giorni immediatamente prima dell’inaugurazione della nuova stagione, in seguito allo straordinario fenomeno dell’acqua alta, e un contributo ai lavori necessari per il restauro”.
Intanto, in sala prove, ecco il Principe e Benno (per un giorno interpretati da Michele Satriano e Loick Pireaux) che si fronteggiano. Pur rimanendo fedele all’originale, Pech ha rielaborato la drammaturgia del libretto in una ‘sua’ versione, che non prevede il mago Von Rothbart. E che, soprattutto, finisce tragicamente. “Mi sono ispirato all’Otello di Shakespeare e al tradimento di Iago – racconta il coreografo in perfetto italiano – La versione in cui il cigno torna principessa non mi ha mai convinto, non ci credo. È lo stesso Čajkovskij che sin dall’inizio ci dice che finirà male”. Così Benno geloso e avido di potere, che manipola il Principe Siegfried e solo alla fine del terzo atto rivelerà la sua vera natura. “Siegfried – spiega Pech – è un principe che rifiuta le sue responsabilità. L’altro vorrebbe il suo posto e pensa che distruggendolo di dolore potrà prenderne il posto. Sono due uomini stupidi”. A pagarne le conseguenze è Odette, uccisa per un fatale errore. È il dramma del tradimento, quello di Benno nei confronti del Principe e del Principe nei confronti di Odette, pur senza volerlo. “A distanza di un anno – aggiunge Pech – ho avuto modo di vedere e di rivedere il balletto. Non ho cambiato nulla, solo piccoli aggiustamenti. Ho lavorato sulla profondità, rendendola più prospettica, e sulla pantomima, facendola più asciutta e vicina alla modernità. E sulla presenza scenica di Benno, rafforzando la sua duplice natura di amico e di traditore”. Le scene raffinate e i preziosi decori sono firmati dallo scenografo Aldo Buti. Dirigono l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, Nir Kabaretti e Carlo Donadio (il 7 e 8 gennaio).
Ken Loach, vi racconto gli schiavi di AmazonSorry We Missed You un pugno allo stomaco sulle nuove schiavitù
18 dicembre 201920:31
Prima di fare un acquisto on line, magari per i regali di Natale, o farvi recapitare un pranzo a domicilio o usare le consegne per qualcosa pensateci bene. Dal 2 gennaio con l’uscita in sala di Sorry We Missed You vi sarà un po’ più difficile essere disinvolti in tema delivery: il nuovo film di Ken Loach è un pugno nello stomaco e non lascia indifferenti. Racconta la discesa negli inferi della working class ridotta a schiavitù nell’illusione turbocapitalista e quello che capita al protagonista Ricky e alla sua famiglia ridotta in breve sul lastrico potrebbe accadere a tutti. Sì ma come avrà votato il padroncino del camioncino delle consegne vessato dall’azienda vessata a sua volta? La domanda è lecita dopo l’esito delle elezioni in Gran Bretagna con la schiacciante vittoria dei tory di Boris Johnson.
Ken Loach, l’irriducibile maestro inglese, cantore delle sventure della classe operaia sin dai primissimi film per la Bbc due volte Palma d’oro a Cannes (Il vento che accarezza l’erba, nel 2006 e Io, Daniel Blake nel 2016) arriva in Italia, ieri a Bologna oggi a Roma, ancora stordito dalla batosta. La stampa gli tributa una standing ovation lunghissima e affettuosa al cinema Quattro Fontane al termine della proiezione, lui, 83 anni di lucida consapevolezza politica, ringrazia. “Mi auguro che i miei protagonisti abbiano votato per Jeremy Corbyn, ma non sono sicuro, magari erano confusi anche loro come tanti nel mio paese”, dice Loach. Le bugie della propaganda Tory di Boris Johnson “hanno ridicolizzato il programma di sinistra radicale di Jeremy Corbyn e convinto l’elettorato che fosse razzista o addirittura simpatizzante di terroristi o nemico della tecnologia, quando invece nel suo programma si diceva una cosa sensata, ossia di puntare a 32 ore settimanali di lavoro”: afferma Ken il rosso che ha appoggiato fortemente il leader laburista sconfitto.
Secondo Loach l’esito del voto è dovuto alla macchina “feroce e sofisticata della propaganda” ma anche alle polemiche dei LibDem. In Sorry We Missed You, scritto con il grande Paul Laverty, siamo nella provincia inglese, proprio quella che ha fatto vincere Boris Johnson. Non piu’ contratti regolari, non piu’ assicurazioni, l’illusione di mettersi in proprio e la realta’ di venire stritolati da un infernale meccanismo di competizione, deregulation, assenza di diritti elementari.
Persino fare pipi’ e’ un lusso: si ferma il camioncino delle consegne e si fa nella bottiglia, neanche un minuto e si riparte, perche’ tutto e’ tracciato, tutto e’ una performance obbligata. E’ un j’accuse alla societa’ in rovina, ad una disgregazione sociale che sembra ormai ad un passo dal baratro definitivo quella che racconta questo film potentissimo con attori non attori ma poveri cristi.
Ricky (Kris Hitchen) e’ un uomo di mezz’eta’ costretto a ricominciare da capo dopo aver perso il lavoro come tanti.
Mettersi a fare il freelance per le consegne dei pacchi puo’ essere un’idea: il delivery impazza anche a Newcastle, si compra su Amazon qualunque cosa e qualcuno te la deve recapitare.
Peccato che il camioncino costi una follia e che il manager dell’agenzia, sottolineando che e’ lavoro in proprio, sia a capo di fatto di un’organizzazione di consegne ad orologeria che non ammette altro e per cui non ci sono ferie, non ci sono emergenze, non ci sono diritti, altrimenti la competizione fa fallire anche lui.
Tutto costa a Ricky e il lavoro e’ fonte di stress e guai, quelli piu’ piccoli (il destinatario del pacco che non si fa trovare) fino a quelli piu’ grandi (il furto del prezioso scannerizzatore delle consegne). Ma intanto e’ un lavoro e pazienza se bisogna vendere l’utilitaria di Abby (Debbie Honeywood, ipoteca la Palma) che andra’ in bus a fare il suo lavoro: custodire per un’agenzia che non paga straordinari le persone in difficolta’, anziani, disabili. Lei ha una regola: trattare tutti come fossero suoi parenti con dolcezza e calore.
A casa ci sono anche i due ragazzi, la dolce Liza di 10 anni (Katie Proctor) e l’adolescente ribelle Seb (Rhys Stone).
E’ una famiglia modesta, ma l’amore tra loro e’ la vera forza dirompente in una vita di fatica e abbrutimento, miserabile. Forse persino un anticorpo. Ma le cose non sono lineari, il ragazzo si mette nei guai, viene sospeso a scuola, ha discussioni con il padre: il conflitto familiare esplode ma il lavoro deve venire prima di tutto, chi paga altrimenti le rate del van?
Bestseller della Niven sbarca su Netflix a febbraioPer DeA Planeta esce 11/2 anche ‘L’universo nei tuoi occhi ‘
13 dicembre 201919:42
l bestseller mondiale ‘Raccontami di un giorno perfetto’ (DeA Planeta) di Jennifer Niven sarà disponibile su Netflix dal 28 febbraio 2020, in contemporanea mondiale in 190 Paesi. Lo annuncia DeA Planeta Libri. La Niven, che vive a Los Angeles ma è cresciuta nello Stato dell’Indiana, è coinvolta nella sceneggiatura. I protagonisti del romanzo sono Violet e Finch, due adolescenti fragili che nel film sono interpretati da Elle Fanning e Justice Smith. DeA Planeta ha in catalogo anche il secondo romanzo, ‘L’universo nei tuoi occhi’, della Niven che sarà in libreria con l’edizione tie-in di ‘Raccontami di un giorno perfetto’ l’11 febbraio 2020.’Raccontami di un giorno perfetto’ è un libro young adult da record: in corso di pubblicazione in 31 Paesi, in testa alle classifiche di vendita mondiali per settimane, oltre 30.000 copie vendute solo in Italia, vincitore di moltissimi e prestigiosi premi letterari, tra cui il Premio Mare di Libri 2016, il Goodreads Choice Award e il Guardian Best Book of the Year 2015 e finalista alla Carnegie Medal 2015 e al Premio Andersen 2016.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Tom Cruise è tornato, il nuovo trailer di Top GunIl sequel in sala nel 2020 dopo 34 anni
16 dicembre 201919:00
“Il vostro istruttore è uno dei migliori che questo programma abbia prodotto. Le sue imprese sono leggendarie. Ciò che ha da insegnarvi può significare la differenza tra la vita e la morte”. I piloti di aerei da caccia hanno un nuovo istruttore: 34 anni dopo il film che lo rese una star, Tom Cruise torna a interpretare Pete “Maverick” Mitchell, nel sequel del film del 1986 che uscirà nelle sale cinematografiche di mezzo mondo nel 2020.E’ stato diffuso da Paramount Pictures in tutti i paesi il nuovo trailer che vede Cruise invecchiato ma sempre in formissima. Da quel poco che si riesce a intuire, il film è ambientato più o meno ai giorni nostri e vede Maverick chiamato a fare da istruttore a una nuova generazione di piloti per aerei da guerra. Il regista di ‘Top Gun: Maverick’ è Joseph Kosinski.”La sua reputazione la precede”, viene chiesto a Maverick dai superiori. “Devo ammettere che non mi aspettavo un invito a tornare”, è la risposta. “Non è un invito, è un ordine”, la controreplica. Insomma dopo più di trent’anni di servizio nella Marina, il tenente Pete Mitchell (Tom Cruise) non ha perso la sfrontatezza, quando viene chiamato ad allenare un distaccamento di allievi dell’accademia per una missione specializzata che nessuno al mondo ha mai portato a compimento. Il film, le cui riprese sono iniziate nellìestate del 2018, non vedrà tra i protagonisti l’attrice Kelly McGillis, la fascinosa Charlie Blackwood che fece innamorare il pilota ribelle. IL TRAILER
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
John Frusciante torna nei Red Hot Chili Peppers
Il rientro dello storico chitarrista annunciato sui social
16 dicembre 201917:48
John Frusciante, storico chitarrista dei Red Hot Chili Peppers, torna nella band californiana dieci anni dopo il suo addio. Ad annunciarlo sui social è stato lo stesso gruppo, comunicando l’addio al chitarrista che li ha accompagnati nell’ultimo decennio, Josh Klinghoffer. “Josh è un grande musicista che rispettiamo e a cui vogliamo bene – si legge nel posto -. Siamo molto grati per il tempo trascorso insieme. Annunciamo inoltre, con grande entusiasmo e di cuore, che John Frusciante rientra nel gruppo”.
Frusciante entrò nella band a 18 anni, nel 1988 per poi lasciarla una prima volta nel 1992 per problemi di dipendenza dall’eroina ed altri problemi personali. Newyorkese, con famiglia di origine campana, fu la chitarra di Blood Sugar Sex Magik, uno dei capolavori della band californiana, uscito nel 1991.Dopo una carriera da solista tornò nuovamente nel gruppo nel 1998 per poi lasciarla ancora una volta nel 2009. Inserito nella Rock and Roll Hall of Fame, Frusciante nel 2010 è stato riconosciuto dalla Bbc come miglior chitarrista degli ultimi 30 anni, mentre la rivista Rolling Stones lo ha riconosciuto come uno dei 100 migliori chitarristi di sempre. Nel 1994 Enrico Brizzi si ispirò a lui per il titolo del suo romanzo Jack Frusciante è uscito dal gruppo, divenuto poi anche un film.
Ricerca: Eurac, ben conservate le mummie del museo EgizioLo rivela uno studio di Eurac Research
BOLZANO16 dicembre 201911:36
– Dopo due anni di lavori uno studio di Eurac Research di Bolzano ha accertato che lo “stato di salute” di tutte le mummie custodite al museo Egizio di Torino è buono.
Microrganismi e umidità, se non controllati, possono portare alla totale decomposizione dei reperti antichi, intaccando un patrimonio culturale di inestimabile valore. Per questo il Museo Egizio ha affidato agli esperti di Eurac Research lo studio dello stato di conservazione di tutte le mummie esposte o conservate a Torino. Dopo due anni di esami nel museo e nei laboratori di Bolzano, i ricercatori di Eurac Research hanno potuto rassicurare i loro partner scientifici: con un grado di umidità relativa compreso tra il 25 e il 65 per cento, i 116 resti umani conservati nelle vetrine e negli archivi del Museo Egizio sono nell’intervallo di sicurezza e quindi in buona salute. Le analisi microbiologiche svolte dagli esperti di Eurac Research sui reperti hanno individuato molte spore di microrganismi, ma anche verificato che gli ambienti di conservazione sono idonei a non farle proliferare. Il risultato di questa approfondita analisi è stato pubblicato sulla Rivista del Museo Egizio. Concluso lo studio sullo stato di conservazione, un altro importante capitolo della ricerca in collaborazione con il Museo Egizio entra nel vivo. Nei laboratori dell’Istituto di Eurac Research, i ricercatori stanno portando avanti le analisi antropologiche e genetiche delle mummie per determinare aspetti come il sesso, l’età, la causa di morte e le patologie di cui soffrivano in vita, si legge in una nota di Eurac.
Giorgio Bassani, teorico del sèLe sue interviste, gli incontri con gli amici, una vita
16 dicembre 201912:30
GIORGIO BASSANI, INTERVISTE 1955-1993. (Feltrinelli, pag 404, Euro 25,00).
”I cosiddetti libri d’autore non sono popolari, in Italia, perchè, in genere, non sono fatti per essere popolari. E’ un bene? E’ un male? Forse è un male. Ma la popolarità non può costituire un proposito. Quando si verifica è sempre un dono, un premio non cercato”. Lui, Giorgio Bassani, è stato uno degli intellettuali che in Italia ha avuto maggiore possibilità di incidere sul tessuto culturale del paese grazie anche alla sua popolarità e al fiuto per l’altrui popolarità. Romanziere di successo, capacità infallibile da editore, sceneggiatore, poeta, vicedirettore Rai, politico, fondatore di Italia Nostra, un uomo capace di coniugare in molteplici forme il dono per quella che lui chiamava solo e semplicemente ”poesia”.
”Ho abbastanza fiducia nel mio gusto, e nella reazione, quasi fisica, che provoca in me la presenza della poesia. La poesia, diceva Barenson, produce sempre in noi una sorta di aumento della vitalità”. Una sensazione che aveva provato, racconta, quando aveva letto le prime pagine di quel manoscritto che gli aveva raccomandato Elisa Croce, la figlia di Benedetto.
Era Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, un capolavoro ma anche uno straordinario successo editoriale appunto. Bassani poi – qui in veste di editore per Feltrinelli – aveva capito subito che era un libro incompleto ma l’autore era oramai morto e allora era salito sul treno di corsa verso la Sicilia cercando di recuperare le parti mancanti dalla vedova riottosa.
Della poesia racconta a Walter Pedullà in un’intervista del 1960 mentre a L’Express nel 1962 spiega che in quel libro ”per la prima volta i lettori italiani, di tutta Italia, hanno potuto leggere un romanzo non dialettale che esprimeva il pessimismo di tutta Italia, il loro pessimismo. Il Gattopardo ha sgonfiato un secolo di letteratura nazionale. Gli italiani hanno applaudito la propria sconfitta”. Si legge in questo meraviglioso libro appena pubblicato da Feltrinelli che raccoglie le Interviste, o meglio le parole che Giorgio Bassani ha donato agli altri sul suo lavoro tra il 1955 e il 1993, in frammenti altamente significanti. Tanto che nell’introduzione Domenico Scarpa racconta di quanto si disperassero gli amici Claudio Varese e Mario Soldati, che lui non scrivesse quelle riflessioni tanto lucide che faceva, ma solo a voce, sul suo stesso lavoro e su quello degli altri. Sono interlocutori altrettanti affascinanti, come Manlio Cancogni, Enzo Siciliano, Aldo Rosselli, Ferdinando Camon e molti altri quelli con cui si misura in queste pagine che restituiscono l’impressione di una voce in presa diretta.
Bassani non aveva tempo per il riflettere evidentemente preferiva il fare, così come non entrava mai nelle polemiche, a chi ad esempio gli chiede degli attacchi del Gruppo 53 non vuole mai replicare, glissa sostenendo con ferocia che ci parlerà quando scriveranno qualcosa, che sono infantili. Pagine straordinarie insomma che ci riportano in modo vivo in una realtà italiana in cui il dibattito culturale e quello sociale e politico erano strettamente intrecciati nella dottrina, appunto, del fare. ”Io scrivo soltanto per dare testimonianza di me e della mia verità. Ora ho questo tema in mente, ma a un certo punto non sono io, è il personaggio stesso che si fa avanti, che decide d’essere scritto” e anche, dalla sua voce, raccontato.
Totonomi festival tra Gabbani, Pelù, Gualazzi e JannacciTanti ex talent, tra ipotesi anche Morgan e Pelù. Lista il 6 gennaio
14 dicembre 201914:59
llice in alto o pollice verso: l’arena dell’Ariston sta dando i primi verdetti. Stanno arrivando, infatti, in queste ore le telefonate da Sanremo ai venti artisti (senza escludere che il numero iniziale previsto dal regolamento possa salire a 22 o a 24) che dal 4 all’8 febbraio saranno in gara sul palco del festival, per l’edizione che ne celebra i 70 anni. Per l’ufficialità dei nomi, però, bisognerà attendere il 6 gennaio, quando Amadeus, padrone di casa e direttore artistico della manifestazione, li renderà noti durante la trasmissione I Soliti Ignoti, in prima serata su Rai1.
E così, nell’attesa, impazza il totonomi. Sembra data per certa la presenza di Francesco Gabbani, che dopo l’exploit che lo ha visto vincere due anni consecutivi prima tra le Nuove Proposte e poi tra i Big, è a caccia di un rilancio. Accreditato anche Marco Masini, che festeggerebbe così i 30 anni dalla vittoria tra i Giovani con Disperato nel 1990 (e avrebbe la meglio su Paolo Vallesi). Prima volta in gara, invece, per Piero Pelù, senza i Litfiba. Anche Paolo Jannacci, figlio dell’indimenticato Enzo e raffinato musicista a sua volta, avrebbe conquistato un pass per l’Ariston. Atteso nella Città dei Fiori Raphael Gualazzi (l’ultima volta aveva gareggiato nel 2014, insieme al musicista mascherato The Bloody Beetroots), così come Michele Zarrillo, Diodato e Rocco Hunt.
Ma è il plotone dei “giovani” a farla da padrone. I nomi che più convincono sono quelli di Levante, di Achille Lauro (sarebbe un bis per lui, dopo l’ottima prova dell’anno scorso), di Rancore (un anno fa in coppia con Daniele Silvestri per la bellissima Argentovivo che si aggiudicò il Premio della Critica). In quota talent, cercano spazio e visibilità Alberto Urso, il vincitore dell’ultimo Amici, e Giordana Angi, la seconda classificata, ma anche Elodie ed Anastasio (re di X Factor 2018).
Tra i nomi che non ti aspetti spunta quello dei Pinguini Tattici Nucleari, che a fine febbraio hanno in programma un tour nei palazzetti e non disdegnerebbero un po’ della popolarità che è in grado di regalare Sanremo. Altra band quotata è quella de Le Vibrazioni. Irene Grandi vuole festeggiare i suoi 25 anni di carriera su un palco importante come quello del festival, e tornerebbe volentieri anche Giusy Ferreri, magari in duetto.
Possibile anche il ritorno di Noemi e magari anche quello di Annalisa. Una sorpresa potrebbe essere Fred De Palma, il re del reggaeton italiano.
Scendono le quotazioni per Al Bano (con o senza Romina) e salgono invece quelle di Ghali e di Morgan.
E poi ci sono le certezze. Fiorello che, in nome dell’amicizia che lo lega ad Amadeus, ha confermato da tempo che ci sarà. Come anche lo scozzese Lewis Capaldi, primo ospite internazionale ufficializzato. Tra gli italiani non dovrebbero mancare Tiziano Ferro (che potrebbe addirittura essere presente quattro sere su cinque per duettare con gli altri ospiti), Jovanotti e Ultimo. Probabile che un passaggio lo faccia anche il vincitore dello scorso anno Mahmood e che si affacci Emma, nell’anno dei festeggiamenti dei suoi 10 anni di carriera.
Cate Blanchett donna in crisi di nervi
In sala Che fine ha fatto Bernadette? di Linklater
13 dicembre 201910:04
– Quella faccia indisponente e spocchiosa di Bernadette Fox (Cate Blanchett) alla fine nasconde un film natalizio. Ma bisogna compiere il lungo percorso previsto in ‘Che fine ha fatto Bernadette?’ di Richard Linklater, in sala dal 13 dicembre con Eagle Pictures e Leone Film Group. E va detto che la Blanchett – in un ruolo che le è valso la decima candidatura ai Golden Globe – è perfetta per interpretare una leggenda nel campo dell’architettura che a un certo punto da Los Angeles si è ritirata a Seattle, con tanto di marito e figlia adolescente, per fare una vita privata che odia.Il film, tratto dall’omonimo romanzo di Maria Semple che dopo il debutto nel 2012 è subito salito in cima alla lista dei bestseller del New York Times, racconta appunto di questo architetto geniale che sembra odiare davvero tutti, compresa se stessa. Fatto sta che nessuno la può vedere. A salvarsi, almeno in parte, dalla sua cronica anaffettività sono la figlia Bee (Emma Nelson) e il marito Elgie Branch (Billy Crudup) ricercatore Microsoft.
Quando ormai la depressione con tendenze suicide di Bernadette diventa un fatto conclamato e una psicologa è pronta ad intervenire, la figlia Bee le chiede di accompagnarla in un viaggio in Antartide come premio per la sua pagella perfetta. La madre sembra accettare il viaggio, ma tutta una serie di imprevisti fanno sì che Bernadette, più che seguire la figlia, si dia alla fuga. La solitudine è la cosa che le è più congeniale come quella creatività che da troppo tempo ha soffocato. Nel cast di questo film anche Kristen Wiig, Judy Greer e Laurence Fishburne.”È il ritratto davvero complesso di una donna di mezza età particolarmente geniale ma che non pratica la sua arte – dice il regista -. Ciò che viene dopo è divertente e anche un po’ spaventoso. Per chiunque. È anche un ritratto meravigliosamente complesso di una relazione a lungo termine, della genitorialità e degli alti e bassi che la caratterizzano”. Per il premio Oscar Cate Blanchett, invece: “è uno sguardo molto divertente e doloroso su una donna che si trova in un momento di caos, in procinto di affrontare un enorme cambiamento nella sua vita. Tutte le negatività vengono fuori da ciò che pensavi di essere, dovendo affrontare chi sei veramente, per passare poi a chi potresti diventare. E così – ribadisce l’attrice – troviamo Bernadette e la sua famiglia in un momento di crisi. Penso che stia attraversando il caos, perché non si può sfuggire a ciò che si pensa di essere, e ci si deve confrontare con chi si è in realtà prima di poter andare avanti – e ciò accade spesso nella mezza età”. E, infine, sempre la Blanchett: “La cosa con cui forse mi sono identificata maggiormente è l’impossibilità di sfuggire a se stessi e soprattutto il fatto che, quando si invecchia, è necessario affrontare il passato e assumersi la responsabilità di se stessi per poter andare avanti”.
Roberto Benigni, il mio Geppetto è un super babboGarrone, è un Pinocchio per tutti,universale con amore al centro
13 dicembre 201915:42
tteo Garrone affronta il racconto che lo accompagna da bambino, “lo disegnavo a sei anni e da allora è con me, era difficile resistere alla tentazione di farci un film, nel rispetto assoluto di Collodi ma con una cifra in più di leggerezza, ironia e comicità”. Il regista parla di Pinocchio, il suo nuovo, atteso film, una trasposizione produttivamente impegnativa del romanzo universale e con un cast tutto italiano guidato da Geppetto – Roberto Benigni, in sala in 600 copie dal 19 dicembre con 01.“Il mio nome è spesso legato ad un cinema violento e duro – dice il regista – vorrei invece che si capisse che questo mio Pinocchio è per i piccoli e per i grandi. Mi appartiene ogni fotogramma, ma si rivolge a tutti così come il capolavoro di Collodi, mi piace l’idea di far riscoprire ancora una volta un grande classico, magari riuscendo a sorprendere ancora anche se è una storia che tutti abbiamo dentro”. Tra Benigni e Garrone c’era un accordo: non farsi i complimenti. Ma Roberto lo infrange subito: “Non mi ricordo l’ultimo che ho visto e chi lo ha fatto ma questo di Matteo è decisamente il più bello”, scherza il regista che nel 2002 aveva diretto un Pinocchio, riservandosi il ruolo del burattino di legno. Questa volta è invece Geppetto, “ma io farei anche la balena. Garrone è un grande regista, è un pittore, racconta in maniera unica con le immagini, è commovente e divertente, questo Pinocchio, per i bambini dai 4 agli 80 anni, è un regalo per il mio cuore. E poi Geppetto, che dire di questo babbo per eccellenza, il più famoso insieme a San Giuseppe, entrambi con due figli adottivi che più discoli non potrebbero essere?”. Garrone replica sottolineando il Benigni “straordinario, generoso, coraggioso che si è messo a disposizione del film”.
Emoziona, non emoziona? Il Pinocchio di Garrone si accende nei personaggi chiave del film, la volpe (Massimo Ceccherini), il gatto (Rocco Papaleo), nell’irresistibile lumaca (Maria Pia Timo), nello scenario neorealista alla Paisà come pure Benigni sottolinea. “La povertà come la rappresenta Garrone non è solo dignitosa, ma è quella che ti fa sembrare la vita un miracolo in ogni cosa che accade, come in Chaplin”. La storia di Pinocchio è “un libro che non è solo una fiaba ma quasi divinatorio – dice Benigni – con simbolismi, metafore, allegorie, mille insegnamenti: non dire le bugie che si allunga il naso, ad esempio, una trovata geniale altro che Spiderman, oppure studia se no diventi un somaro, o attento ai brutti incontri e al denaro facile, credi nei miracoli che poi avvengono, ama chi ti ama. Pinocchio è un puro che pensa che nel mondo non ci sia il male e Garrone ce lo restituisce con libertà e originalità”.
L’universalità del racconto di Collodi è alla base del fascino di uno dei libri più amati non solo in Italia, ma Garrone ammette che delle tante chiavi di lettura quella che ha fatto leva su di lui è la più spontanea: “la storia d’amore tra un padre e un figlio, la potenza della redenzione e l’importanza dell’amore, la debolezza delle tentazioni. Ciascuno si riconosce in questo”. Dal punto di vista iconografico, “sono partito dalle origini, dalle illustrazioni di Enrico Mazzanti che lavorò con Collodi stesso alla fine dell’Ottocento”, spiega Garrone, includendo nelle sue ispirazioni i Macchiaioli e il Pinocchio tv di Comencini.
Per convincere i suoi attori, Garrone con la complicità di Pietro Scola ha mostrato una rielaborazione già negli abiti del personaggio: “sembravo mio nonno”, scherza Benigni, “ero Geppetto e non lo sapevo”, “io invece sembravo Rasputin”, aggiunge Proietti che nel film è Mangiafuoco. E poi Ceccherini, anche sceneggiatore, in duo con Papaleo “è innamorato della lumaca” e il Pinocchio in carne ed ossa, Federico Ielapi, 8 anni “quattro ore di trucco al giorno per tre mesi, è stato duro ma mi pagavano bene ed avevo vicino il premio Oscar Benigni e il truccatore Mark Coulier, che di Oscar ne ha ben due”.
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“Il mio nome è spesso legato ad un cinema violento e duro – dice il regista – vorrei invece che si capisse che questo mio Pinocchio è per i piccoli e per i grandi. Mi appartiene ogni fotogramma, ma si rivolge a tutti così come il capolavoro di Collodi, mi piace l’idea di far riscoprire ancora una volta un grande classico, magari riuscendo a sorprendere ancora anche se è una storia che tutti abbiamo dentro”. Tra Benigni e Garrone c’era un accordo: non farsi i complimenti. Ma Roberto lo infrange subito: “Non mi ricordo l’ultimo che ho visto e chi lo ha fatto ma questo di Matteo è decisamente il più bello”, scherza il regista che nel 2002 aveva diretto un Pinocchio, riservandosi il ruolo del burattino di legno. Questa volta è invece Geppetto, “ma io farei anche la balena. Garrone è un grande regista, è un pittore, racconta in maniera unica con le immagini, è commovente e divertente, questo Pinocchio, per i bambini dai 4 agli 80 anni, è un regalo per il mio cuore. E poi Geppetto, che dire di questo babbo per eccellenza, il più famoso insieme a San Giuseppe, entrambi con due figli adottivi che più discoli non potrebbero essere?”. Garrone replica sottolineando il Benigni “straordinario, generoso, coraggioso che si è messo a disposizione del film”.
Emoziona, non emoziona? Il Pinocchio di Garrone si accende nei personaggi chiave del film, la volpe (Massimo Ceccherini), il gatto (Rocco Papaleo), nell’irresistibile lumaca (Maria Pia Timo), nello scenario neorealista alla Paisà come pure Benigni sottolinea. “La povertà come la rappresenta Garrone non è solo dignitosa, ma è quella che ti fa sembrare la vita un miracolo in ogni cosa che accade, come in Chaplin”. La storia di Pinocchio è “un libro che non è solo una fiaba ma quasi divinatorio – dice Benigni – con simbolismi, metafore, allegorie, mille insegnamenti: non dire le bugie che si allunga il naso, ad esempio, una trovata geniale altro che Spiderman, oppure studia se no diventi un somaro, o attento ai brutti incontri e al denaro facile, credi nei miracoli che poi avvengono, ama chi ti ama. Pinocchio è un puro che pensa che nel mondo non ci sia il male e Garrone ce lo restituisce con libertà e originalità”.
L’universalità del racconto di Collodi è alla base del fascino di uno dei libri più amati non solo in Italia, ma Garrone ammette che delle tante chiavi di lettura quella che ha fatto leva su di lui è la più spontanea: “la storia d’amore tra un padre e un figlio, la potenza della redenzione e l’importanza dell’amore, la debolezza delle tentazioni. Ciascuno si riconosce in questo”. Dal punto di vista iconografico, “sono partito dalle origini, dalle illustrazioni di Enrico Mazzanti che lavorò con Collodi stesso alla fine dell’Ottocento”, spiega Garrone, includendo nelle sue ispirazioni i Macchiaioli e il Pinocchio tv di Comencini.
Per convincere i suoi attori, Garrone con la complicità di Pietro Scola ha mostrato una rielaborazione già negli abiti del personaggio: “sembravo mio nonno”, scherza Benigni, “ero Geppetto e non lo sapevo”, “io invece sembravo Rasputin”, aggiunge Proietti che nel film è Mangiafuoco. E poi Ceccherini, anche sceneggiatore, in duo con Papaleo “è innamorato della lumaca” e il Pinocchio in carne ed ossa, Federico Ielapi, 8 anni “quattro ore di trucco al giorno per tre mesi, è stato duro ma mi pagavano bene ed avevo vicino il premio Oscar Benigni e il truccatore Mark Coulier, che di Oscar ne ha ben due”.
Archistar Libeskind a Torino, visita Museo CinemaMole Antonelliana struttura senza uguali nel mondo, è sogno
TORINO12 dicembre 201920:18
– “Nessun museo del cinema nel mondo ha uno spazio come questo, è una struttura senza uguali, un pezzo di fantasia. Questo è un posto per sognare. E non c’è niente di più importante dei sogni, tanto più per il cinema, che è l’arte dei sogni”. Così Daniel Libeskind, archistar del decostruttivismo, dopo avere visitato la Mole Antonelliana simbolo di Torino, sede del Museo Nazionale del Cinema. La visita su invito dei nuovi vertici del Museo, il presidente Enzo Ghigo e il direttore Domenico De Gaetano.
“Qualunque architetto – ha sottolineato l’archistar – dovrebbe vedere questa struttura unica al mondo, e Torino è fortunata ad averla”. Ma interpellato su come interverrebbe per ristrutturarla, Libeskind non si sbilancia: “ogni edificio – dice – deve essere rimodernato in termini di tecnologia e di allestimento, è un processo naturale”.
Golino, madre senza trucco per SciammaIn sala dal 19 ‘Ritratto della giovane in fiamme’
13 dicembre 201919:33
riva in sala dal 19 dicembre con Lucky Red – dopo il Festival di Cannes dove ha vinto il premio per la miglior sceneggiatura – ‘Ritratto della giovane in fiamme’ di Celine Sciamma, un film definito dalla stessa regista “femminile e femminista”. Una storia delicata d’amore tra due donne nella Francia del 1770 che ha nel cast anche Valeria Golino nei panni di una contessa, madre della coprotagonista (Helene Haenel), nel ruolo, forse per la prima volta, di una donna di età avanzata.”Sì la Sciamma mi ha voluto madre e per giunta senza trucco, ma la sceneggiatura mi aveva subito conquistato”, dice oggi a Roma l’attrice nell’incontro stampa tenuto insieme alla regista. Questa la storia. Una pittrice, Marianne (Noémie Merlant), riceve l’incarico di realizzare il ritratto di nozze di Héloise (Haenel), giovane donna appena uscita dal convento. La ragazza però non vuole sposarsi e quindi inizialmente rifiuta il ritratto, ma Marianne cerca di osservarla comunque per poterla dipingere a sua insaputa. Tra le due donne nasce lentamente però una storia d’amore in un film molto delicato, pieno di sguardi, mitologia e un pizzico di Sabba. “La madre che interpreto per la Sciamma – dice la Golino – è una donna severa, malinconica. Ho usato la tristezza che mi suscitava questo personaggio per interpretarlo. Sono amica di Celine -aggiunge -, la stimo molto, la trovo una regista elegante, intelligente, capace di essere molto profonda. Io sono completamente diversa, più irruente. La sua storia d’amore tra donne io l’avrei fatta piena di colpi di scena, burrascosa, invece lei la fa scorrere liberamente”.”Non voleva essere un resoconto di come le donne si amano – spiega invece la regista -. Questo mio film è sull’amore e basta, al di là dei sessi in un immaginario erotico in cui tutti si possono riconoscere”. Per la Golino nessuno scandalo che sullo schermo venga rappresentato un amore lesbico: “Forse dieci anni fa. Ora si vedono tutti i tipi di amori tra cinema e tv, spesso in modo superficiale o troppo politicamente corretto e questo mi infastidisce. La cosa peggiore è essere retorici. Un artista deve restare se stesso, integro, sta qui la sua bellezza. Ed è per questo che non sopporto i social: essere legati ai like o ai commenti lo trovo assurdo, rischi di fare cose per compiacere gli altri”. Per Valeria Golino due film appena conclusi, ‘Sei tornato’ di Stefano Mordini e ‘La terra dei figli’ di Claudio Cupellini. Infine una serie tv a cui sta lavorando da regista: ‘L’arte della gioia’ ispirata al libro scandalo dell’attrice e scrittrice siciliana Goliarda Sapienza.
Morto Danny Aiello, l’italoamericano di Spike LeeFu anche in C’era una volta in America. Aveva 86 anni
NEW YORK14 dicembre 201908:10
morto a 86 anni Danny Aiello, considerato l’italoamericano del cinema. Aiello aveva infatti interpretato il ruolo (non protagonista) in film come ‘Fa’ la cosa giusta’ di Spike Lee per il quale fu nominato ai Premi Oscar 1990 e ‘C’era una volta in America’ di Sergio Leone.L’attore ha lavorato anche con Madonna, interpreta infatti la parte del padre della cantante nel video della canzone ‘Papa don’t preach’.
Maselli ad Ascoli 60 anni dopo I DelfiniRegista si commuove, per me fu esperienza bellissima
ASCOLI PICENO13 dicembre 201920:43
– C’era anche il regista Citto Maselli oggi ad Ascoli Piceno per la proiezione della versione digitalizzata del film I Delfini, da lui girato in città 60 anni fa. Una iniziativa voluta dal Caffé Meletti, in piazza del Popolo che ha fatto da sfondo a parecchie scene con, una giovane Claudia Cardinale, Antonella Lualdi, Tomas Milian, tra gli altri. Un film che Maselli ha raccontato oggi di aver ambientato del tutto casualmente ad Ascoli, avendo scoperto la città solo perché, bloccato da una bufera di neve, aveva dovuto alloggiare in un hotel del centro. Maselli, particolarmente commosso, ha ringraziato per l’invito. “Sono tornato ad Ascoli e mi sono commosso molto nel rivedere piazza del Popolo, il Caffè Meletti. Avevo 30 anni quando sono stato qui per girare I Delfini e quella per me è stata un’esperienza bellissima ed emozionante per la mia vita”. Presente al cine teatro Piceno anche il regista ascolano Giuseppe Piccioni che nella sua città ha ambientato Il grande Black. “Maselli – ha detto Piccioni – con questo film ha legittimato l’idea di Ascoli città cinematografica. L’ha usata senza esplorare ambiti sociologici, gergali. Ne ha fatto l’emblema di città di provincia, piccolo borghese, che trova nel Caffè Meletti le contraddizioni più evidenti”.
In migliaia a Rimini per la mostra su FelliniGran folla per il primo week-end a Castel Sismondo
BOLOGNA15 dicembre 201917:52
– Migliaia di visitatori per i primi due giorni di apertura della mostra ‘Fellini 100 Genio immortale’, esposizione ideata e progettata da Studio Azzurro e allestita nelle sale di Castel Sismondo a Rimini. Sono stati quattromila i visitatori nel primo giorno: dopo il taglio del nastro ufficiale avvenuto alla presenza del sindaco di Rimini Andrea Gnassi, del presidente della Regione Stefano Bonaccini, del paroliere e produttore discografico Mogol, della stilista Alberta Ferretti, della giornalista e nipote del maestro Francesca Fabbri Fellini, una folla incessante è entrata nel castello per un viaggio multimediale nell’immaginario di uno degli artisti più visionari del ventesimo secolo.
Il tutto attraverso documenti inediti, disegni, costumi, manoscritti, film. Fra i visitatori, nella serata, anche il critico d’arte Vittorio Sgarbi. Un successo di pubblico che si è ripetuto nella giornata di domenica.
Il mito di Parsifal torna sul grande schermoMarco Filiberti racconta il viaggio iniziatico del giovane folle
16 dicembre 201909:26
Fine riprese negli studi di Cinecittà per ‘Parsifal’ di Marco Filiberti, più che film opera d’arte totale dove si mescolano mito, spiritualità e destino umano. Quarto film del regista, scrittore e sceneggiatore Filiberti, (Il Compleanno e “Poco più di un anno fa – Diario di un pornodivo), Parsifal ha necessariamente un impianto teatrale. Di scena Palamède e Cador, due marinai a bordo della loro imbarcazione, il Dedalus, in un imprecisato porto del Nord, un luogo senza tempo nel quale sono ben chiari i segni di un mondo oltre la rovina. L’arrivo di Parsifal, personaggio leggendario discendente di Titurel e padre di Lohengrin, giovane folle e ingenuo che sembra venuto dal nulla, costringe i due marinai a scendere a terra, dopo che il ragazzo ha sciolto il nodo che tiene ancorato il mercantile. Palamede e Cador si imbattono così in Elsa e Senta, due prostitute conosciute nella taverna-bordello del porto gestita da Kundry, una donna che, inaspettatamente, riesce ad avvicinare Parsifal del quale lei solo sembra conoscere il passato. Parsifal, il cui destino si lega strettamente alla ricerca del Graal, prosegue poi la sua peregrinazione, il suo viaggio iniziatico, fino ad arrivare in un non luogo dove un uomo, Amfortas, ferito all’inguine, è abitato da visioni apocalittiche e straziato dal dolore del mondo del quale si sente responsabile, poiché dominato dal desiderio. Parsifal, turbato da quella visione, si dirige nel tempo e nel luogo dove quella ferita ha avuto origine, la taverna-bordello di Kundry. Questa la storia evocativa del film che ha come cast artistico gli attori della Compagnia degli Eterni Stranieri: Matteo Munari, Diletta Masetti, Luca Tanganelli, Giovanni De Giorgi, Elena Crucianelli, Zoe Zolferino (e lo stesso Marco Filiberti). “Penso che questo film sia contemporaneo – dice il regista
– perché è contrario al sistema-mondo. E questo con un afflato spirituale che però non incanala mai la spiritualità nel sistema, ma casomai lo rompe. Quello che intendo dire – continua Filiberti- è che la vera rivoluzione in assoluto è quella che deve avvenire dentro di noi. Parsifal è allo stesso tempo il soggetto di un una rivoluzione individuale e universale”. Qual è la forza di Parsifal? “Quella di rinunciare totalmente all’Ego. Qui non si tratta di un io che patisce per questa sua rivoluzione, ma piuttosto di un atto liberatorio, di una rivoluzione iniziatica per affrancarsi dall’io” Cos’è il Graal che cerca Parsifal? È l’adesso – conclude Filiberti- e non a caso il film si chiude con questa parola”. Le riprese di Parsifal , prodotto dalla neo-nata Dedalus SRL, oltre che a Cinecittà, hanno avuto come location: l’Abbazia di San Galgano, l’Abbazia di Sant’Antimo, la Pieve di Corsignano, i Bagni di San Filippo, la Cripta dei Longobardi a Abbadia San Salvatore e le celle di San Francesco a Sarteano.
Box office Usa, Jumanji supera FrozenMa il film Disney va oltre quota un miliardo incassato nel mondo
15 dicembre 201918:55
– Ottima partenza per Jumanji: The Next Level, terzo capitolo della saga, che ruba il primato del box office Usa a Frozen 2 e rastrella 60 milioni di dollari al debutto nel mercato nordamericano e oltre 110 milioni a livello globale. Perde lo scettro dopo quattro settimane Frozen 2, che resta comunque secondo e fa suoi altri 5 milioni, sfondando il tetto del miliardo di dollari incassati in tutto il mondo.
Terzo Knives Out – Cena con Delitto, che si avvicina alla non trascurabile cifra di 80 milioni di incassi negli Usa, in 19 giorni. Non sfonda invece Richard Jewell di Clint Eastwood, quarto con soli 5 milioni in tasca.
Cinema: è on line sito dell’archivio Michelangelo AntonioniRaccoglie patrimonio del Fondo intitolato al regista ferrarese
FERRARA16 dicembre 201916:56
– E’ on line il sito http://www.archivioantonioni.it, che raccoglie il patrimonio del Fondo intitolato al regista ferrarese: foto, lettere, appunti, articoli, opere d’arte, raccolte di libri e musica, soprattutto i film, con l’idea di creare un museo virtuale in cui scoprire tutti gli aspetti della sua attività.
Il sito, che contiene il ricco archivio del Fondo Michelangelo Antonioni acquisito dal Comune di Ferrara nel 1998 e costituito da circa 47mila pezzi, è frutto di un complesso lavoro di studio, catalogazione e digitalizzazione, realizzato in collaborazione dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea del Comune, Fondazione Ferrara Arte, Ibc Emilia-Romagna, Ateneo di Ferrara e università eCampus.
Il sito, che resterà un work in progress, fornisce a studiosi e appassionati un accesso diretto ad una gran mole di documenti ed è anche una tappa di avvicinamento al futuro museo stabile che sarà dedicato ad Antonioni a Ferrara, arricchito pure da nuovi materiali promessi in dono dalla moglie Enrica Fico.
C’era una volta Sergio Leone, tra mito e rivoluzioneGrande esposizione a Roma. Raffaella Leone, papà l’avrebbe amata
16 dicembre 201917:06
In C’era una volta in America, Noodles (Robert De Niro) attraversando un portone di Coney Island, ci trasportava nel racconto a trent’anni dopo. E’ una delle tante emozioni ricreate in C’era una volta Sergio Leone, coinvolgente mostra dedicata al grande cineasta romano, concepita e realizzata dalla Cinémathèque Française e la Cineteca di Bologna, che dopo il debutto circa un anno fa a Parigi (dove ha ottenuto un grande successo), riporta gli universi cinematografici e privati del cineasta nella sua città, al Museo dell’Ara Pacis, dal 17 dicembre al 3 maggio.
Un viaggio scandito da oggetti personali, come la scrivania del regista, alcuni dei suoi libri o il piano Petrof dove Ennio Morricone faceva ascoltare all’amico d’infanzia (erano compagni di scuola alle elementari) le partiture delle colonne sonore per i suoi film, insieme a modellini, scenografie, sceneggiature, storyboard, bozzetti, costumi, oggetti di scena, centinaia di fotografie dal set e di famiglia. Un mondo di immagini e suoni arricchiti dagli schermi, che ci riportano ai capolavori del cineasta, capace tanto di rivoluzionare le forme di racconto, il genere western in primis, quanto di celebrare il mito. “Sono molto emozionata perché questa mostra che ho già visto a Parigi è straordinaria – spiega l’ad della Leone Film Group, e figlia del cineasta, Raffaella Leone (sorella di Andrea e Francesca), che con la famiglia ha messo a disposizione molto del materiale -. Si racconta mio padre, l’uomo, il regista. E’ come un tuffo nel passato. Ho apprezzato il far vedere da dove è partita la sua opera e dove è arrivata, facendo capire cosa ha lasciato nel tempo. Mi ha emozionato anche il racconto di quell’ironia che gli apparteneva. Poi non c’era posto più bello e significativo per riportare a Roma un romano. So che per lui sarebbe stato molto importante di questa mostra, ne sarebbe stato soddisfatto”.
Tante novità per 50 anni Giffoni Film FestivalGubitosi, nel 2021 avremo trecento giovani a lavorare
SALERNO16 dicembre 201917:52
– “Oggi è un giorno speciale e sono orgogliosamente emozionato perché ci avviciniamo all’atteso 2020, che è l’anno dei cinquant’anni della nostra storia”. Lo ha detto il direttore di Giffoni Opportunity, Claudio Gubitosi, al liceo Torquato Tasso di Salerno durante la presentazione del programma messo a punto per celebrare i cinquant’anni del festival del cinema per ragazzi, che quest’anno andrà in scena dal 16 al 25 luglio.
“Siamo ormai nel tempo di Giffoni Opportunity – ha proseguito Gubitosi – perché è questo che vogliamo continuare a fare, offrire opportunità. Lo faremo nel 2021 quando avremo trecento giovani a lavorare e Giffoni sarà la casa dei progetti innovativi e creativi che metteremo in cantiere da qui a poco”.
L’organizzazione sta lavorando per allestire una delle tappe all’estero anche a Disneyland Paris, in Francia e proporrà alcune attività in collaborazione con la Fondazione Scholas Occurrentes, promossa da Papa Francesco e attiva in tutto il mondo.
C’era una volta Sergio Leone, mostra a RomaAl Museo dell’Ara Pacis, dal 17 dicembre al 3 maggio
17 dicembre 201908:38
C’era una volta in America, Noodles (Robert De Niro) attraversando un portone di Coney Island, ci trasportava nel racconto a trent’anni dopo. E’ una delle tante emozioni ricreate in C’era una volta Sergio Leone, coinvolgente mostra dedicata al grande cineasta romano, scomparso a 60 anni nel 1989, concepita e realizzata dalla Cinémathèque Française e dalla Cineteca di Bologna, che dopo il debutto un anno fa a Parigi (dove ha ottenuto un grande successo), riporta gli universi cinematografici e privati del cineasta nella sua città, al Museo dell’Ara Pacis, dal 17 dicembre al 3 maggio.Un viaggio che si snoda per 300 mq in più rispetto alla mostra parigina, scandito da oggetti personali, come la scrivania del regista, alcuni dei suoi libri o il piano Petrof dove Ennio Morricone faceva ascoltare all’amico d’infanzia (erano compagni di scuola alle elementari) le musiche per i suoi film, insieme a modellini, scenografie, sceneggiature, storyboard, bozzetti, costumi, oggetti di scena, centinaia di fotografie dal set e di famiglia. Un mondo di immagini e suoni arricchiti dagli schermi, che ci riportano ai capolavori del cineasta, capace tanto di rivoluzionare le forme di racconto, il genere western in primis, quanto di celebrare il mito. Un genio raccontato anche dalle interviste, le fonti di ispirazione che hanno nutrito il suo cinema, da La sfida del samurai di Kurosawa citato a piene mani in Per un pugno di dollari, a de Chirico, dall’amato Goya (ne collezionava stampe all’acquaforte) a Cervantes da Edward Hopper al maestro della pop art Robert Indiana.Ricchissima poi la galleria di scene che hanno reso omaggio a Leone, dal Bond movie Skyfall a Le conseguenze dell’amore di Sorrentino, da Incontri ravvicinati del Terzo tipo di Spielberg a Mad Max Oltre la sfera del tuono di George Miller, a videogiochi come Red Dead Redemption. Senza dimenticare il suo impegno come produttore, per film come Il mio nome è nessuno o le prime regie di Carlo Verdone, e il grande progetto incompiuto di Leone, Leningrad, nel quale il regista avrebbe voluto raccontare gli anni di assedio alla città da parte dell’esercito tedesco durante la II guerra mondiale. “Sono molto emozionata perché questa mostra che ho già visto a Parigi è straordinaria – spiega l’ad della Leone Film Group, e figlia del cineasta, Raffaella Leone (sorella di Andrea e Francesca), che con la famiglia ha messo a disposizione molto del materiale -. Si racconta mio padre, l’uomo, il regista. E’ come un tuffo nel passato. Ho apprezzato il far vedere da dove è partita la sua opera e dove è arrivata, facendo capire cosa ha lasciato nel tempo.Mi ha emozionato anche ritrovare quell’ironia che gli apparteneva. Poi non c’era posto più bello e significativo per riportare a Roma un romano. So che per lui sarebbe stato molto importante di questa mostra, ne sarebbe stato soddisfatto”. Con straordinaria generosità “la famiglia ha aperto i suoi archivi – dice il direttore della Cineteca di Bologna Gian Luca Farinelli – Sergio Leone non ha realizzato film su Roma, ma forse è il regista più romano della storia del cinema, e ne ha la grandiosità. Da sempre ha giocato sfide molto rischiose e coraggiose”.Il percorso, a tinte ricche e sorprendenti, parte dalla nascita in Sergio Leone della passione per il cinema grazie ai genitori: il padre Roberto Roberti, nome d’arte di Vincenzo Leone, era stato attore, direttore artistico e regista e la madre, Edvige Valcarenghi, era un’attrice. Le immagini ci riportano ai suoi anni da aiuto regista e al debutto con il suo primo film, Il peplum Il colosso di Rodi (1961), fino all’approdo ai western, e al lavoro monstre durato 15 anni, sul capolavoro C’era una volta in America. Si rende anche omaggio anche ai suoi attori nelle loro trasformazioni e ai collaboratori del cineasta, dai rumoristi a compagni di set come il direttore della fotografia Tonino Delli Colli. Oltre che con la mostra, ricorda il vicesindaco di Roma con delega alla Crescita culturale Luca Bergamo, “Roma renderà omaggio a Leone attraverso una serie di iniziative tra febbraio e aprile, con 20 giornate dedicate al regista nelle Biblioteche civiche e alla Casa del Cinema”.
‘Il traditore’ fuori da corsa miglior film stranieroLe candidature finali per tutte le categorie il 13 gennaio
WASHINGTON17 dicembre 201909:36
– L’Italia con ‘Il traditore’ di Marco Bellocchio è fuori dalla corsa per il Best international feature film (nuova definizione dell’Oscar per il miglior film straniero). L’Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha appena comunicato le shortlist preliminari di alcune categorie, tra le quali quella del miglior film internazionale. I dieci titoli ancora in corsa sono ‘Parasite’ di Bong Joon-ho (Sud Corea), ‘Dolor y gloria’ di Pedro Almodovar (Spagna), ‘The Painted Bird’ di Vaclav Marhoul (Repubblica Ceca), ‘Truth and Justice’ di Tanel Toom (Estonia), ‘I Miserabili’ di Ladj Ly (Francia), ‘Those Who Remained’ di Barnabás Tóth (Ungheria), ‘Honeyland’ di Tamara Kotevska e Ljubomir Stefanov (Macedonia del Nord), ‘Corpus Christi’ di Jan Komasa (Polonia), ‘La ragazza d’autunno’ di Kantemir Balagov (Russia) e ‘Atlantics’ di Mati Diop (Senegal). Le candidature finali per tutte le categorie saranno annunciate il 13 gennaio e la cerimonia degli Oscar 2020 si svolgerà il 9 febbraio.
Ozpetek torna a casa con La dea fortunaIl film con Accorsi, Leo e Trinca in sala dal 19/12
17 dicembre 201921:12
Coppia gay in crisi, famiglie arcobaleno, un po’ di malattia, il tempo che passa, transgender, tutta la musica che occorre, un quartiere popolare dove tutti comunicano, ma anche un palazzo nobiliare con dentro una strega. Insomma dramma e commedia, dolore e sentimento con un pizzico di magia. Ferzan Ozpetek è tornato a casa con ‘La dea fortuna’ in sala dal 19 dicembre con Warner Bros. E in questa tredicesima opera cinematografica del regista di origine turca, anche l’ombra di Mina che oltre l’apporto della canzone ‘Luna Diamante’, scritta da Ivano Fossati e da lei cantata, ha dato più di un consiglio artistico al regista di Fate ignoranti. “Che vita meravigliosa” (Carosello Records), è invece il nuovo singolo di Diodato, romantico tributo dell’artista alla vita, in tutte le sue sfaccettature e declinazioni scritto immaginando le atmosfere dei film di Ferzan Ozpetek, con cui è nato un incontro che ha portato alla stesura della versione presente nella colonna sonora del film “La Dea Fortuna”.”Con ‘La dea fortuna’ dopo tanti film, mi sono sentito davvero libero di fare un lavoro che somiglia a me”, dice oggi a Roma Ozpetek. Questa la storia. Arturo (Stefano Accorsi), scrittore alquanto insoddisfatto, e Alessandro (Edoardo Leo), che fa l’idraulico, si amano e da 15 anni vivono insieme. Pur legati da un grande affetto, tra loro manca la passione e c’è ormai quella crisi che loro non vogliono affrontare. A smuovere le acque sarà Annamaria (Jasmine Trinca), la confusionaria migliore amica di Alessandro che, per problemi di salute, si troverà costretta a lasciare in custodia alla coppia i suoi due figli: Martina ed Alessandro . La coppia gay troverà una nuova voglia di stare insieme grazie all’arrivo di questi due tonici bambini, e sarà baciata da quella Dea Fortuna che dà il titolo al film prodotto da Warner Bros. Entertainment Italia, R&C Produzioni e Faros Film. “Tutto è nato da una telefonata di mia cognata che per un problema di salute prospettava a me e al mio compagno se ci saremmo potuti occupare dei loro figli. Mi è subito piaciuta questa idea che avrei potuto sviluppare. Mi andava poi di raccontare più che il solito primo incontro di una coppia, la fine di un rapporto quando l’erotismo si trasforma in affetto”, dice Ozpetek. E aggiunge il regista: “Non volevo comunque dare alcun messaggio con questo film, ma raccontare solo il mio stato d’animo”. Per quanto riguarda la sua amicizia con Mina, dice Ozpetek con grande riserbo, quasi a non voler tradire la sua amica: “è lei che mi ha consigliato Barbara Alberti nel ruolo della nobile madre di Annamaria. Una specie di strega che vive in un maniero alla Hansel e Gretel capace di mille cattiverie”. “Mio figlio un giorno mi ha detto che Ozpetek cercava una vecchia cattiva con la faccia da carogna, una sorta di mamma, papà, zio e patriarca – dice la stessa Alberti con intelligenza e spirito – . Comunque per fortuna – aggiunge – questo film non vuole dare un messaggio, né dire siamo gay o non gay, ma, cosa ancor più importante: siamo felici o non siamo felici”.
Charlize Theron, quando mamma uccise mio padre”Era alcolizzato e violento. Fu legittima difesa”
17 dicembre 201919:45
– L’attrice Charlize Theron, oggi 44 anni, reduce dall’uscita di “Bombshell’, a Los Angeles ha rievocato – in un’intervista a Npr – la notte più traumatica della sua vita, quella in cui sua madre uccise a colpi di pistola suo padre per legittima difesa. Ma ha detto di non vergognarsi nel raccontare quel momento che risale al 1991.
Allora Theron aveva solo 15 anni e viveva con la famiglia in Sudafrica, dove è nata e cresciuta. “Mia madre e io eravamo nella mia stanza e ci spingevamo contro la porta perché tentava di sfondarla, era ubriaco”, ha aggiunto. “Nessuno di quei proiettili ci ha mai colpito, il che è solo un miracolo”. A quel punto, la madre della star, Gerda, si è risolta all’inevitabile: per salvare la vita a se stessa e alla figlia ha sparato a sua volta al marito. “Ma è stato per legittima difesa”, ha assicurato l’attrice. Gerda non è mai stata incriminata per aver aperto il fuoco. “Non mi vergogno – ha confessato Theron a Npr – a parlarne, perché penso che più parliamo di queste cose, più capiamo di non essere soli”
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Da Altan a Ratigher per Fumetti nei musei29 nuovi albi a Istituto grafica. Terza tappa andrà in Sicilia
12 dicembre 201919:23
– Gli esploratori dell’Appia antica, la “regina delle strade”. Papi, soldati, mercanti, imperatori che, chissà, per i ragazzi di Gud hanno lasciato qualche tesoro da ritrovare. La voce della Dea che nei tratti di Eliana Albertini soffia nella notte tra Villa Adriana e Villa d’Este a Tivoli. E ancora i samurai di Marco Galli al Museo Orientale di Venezia o le “quattro chiacchiere” con il mammut di Spugna al MuNDA dell’Aquila, fino al Maestro Altan che per il Castello Scaligero di Sirmione in Acqua passata ripercorre la leggenda del fantasma Ebengardo da 700 anni vaga in cerca della sua Arice.
Seconda tappa per Fumetti nei musei, il progetto Mibact realizzato con Cocoino Press – Fandango e il supporto di Ales spa, per avvicinare il pubblico più giovane alle collezioni d’arte e archeologia e ai luoghi preziosi che li ospitano. Dopo il successo dei 22 fumetti della prima edizione, premiata nel 2018 con il Gran Guinigi come miglior iniziativa editoriale dell’anno al Lucca Comics & Games, la collana si arricchisce ora di altri 29 albi, ambientati in altrettanti musei italiani, per offrire una diversa visione a bambini e ragazzi dei laboratori didattici, a suon di tavole, vignette e ballon, fino al 16 febbraio anche in mostra collettiva all’Istituto Centrale per la grafica di Roma.
“Un modo di avvicinare i ragazzi ai musei. Questa volta, poi, accanto a realtà molto frequentate ne abbiamo anche di meno note”, sottolinea il ministro dei Beni culturali e Turismo, Dario Franceschini.
Modigliani 2020, il genio e l’ereditàMostra a Roma e tanti eventi per il centenario della morte
12 dicembre 201913:16
– Una mostra-evento a Roma, con oltre 100 capolavori esposti sfruttando le possibilità espressive della tecnologia, per un’esperienza immersiva. E poi dibattiti e convegni, produzioni editoriali, un ologramma e la realizzazione di una casa tecnologica per ricordare un grande artista facendo attivamente cultura. Sono gli eventi che animeranno le celebrazioni dedicate nel corso del 2020 ad Amedeo Modigliani, nel centenario della morte, realizzate dall’IAM, Istituto Amedeo Modigliani. Un modo per ricordare l’attività del genio livornese, il tratto unico – nelle forme e nella luce – dei suoi dipinti e delle sue sculture, ma anche per permettere di approfondire la conoscenza della sua figura, rafforzando l’interesse del pubblico, anche attraverso l’eterogeneità delle iniziative. L’evento principale, in programma a giugno 2020, sarà “L’Impossibile Modigliani. L’artista italiano e l’arte africana. Simbolo, opere, tecnologia”, grande mostra, allestita al Quirinetta, che fonderà la tecnologia alle opere uniche del grande Modì e nell’ambito della quale per la prima volta al mondo sarà presentato l’ologramma Modigliani. Per tutto il 2020 poi l’arte del maestro livornese, morto giovanissimo nel 1920, a 35 anni, arriverà fino in Cina: l’IAM infatti organizzerà due mostre seguendo il format Modlight, ideato e registrato dall’Istituto. Ma un anticipo delle celebrazioni si avrà già il 12 dicembre, con la presentazione alla Casa del Cinema del libro “Il principe Modigliani” di Angelo Longoni.
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DALLE 12:04 DI DOMENICA 08 DICEMBRE 2019
ALLE 14:25 DI GIOVEDì 12 DICEMBRE 2019
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Record per Tosca in tv, 2,85 milioni
Trasmessa su Rai1, ha battuto anche Madama Butterfly
MILANO08 dicembre 201912:04
– Tosca è la prima della Scala in assoluto più vista in tv: ieri sera la diretta su Rai1, curata da Rai Cultura, è stata infatti vista da una media di 2 milioni 850 mila spettatori con uno share del 15%. Circa ottocentomila in più dell’Attila di Verdi dello scorso anno e anche della Madama Butterfly (finora record) di tre anni fa che fu vista da 2 milioni 644 mila persone. Anche la presentazione dell’opera prima dell’inizio ha fatto un risultato di tutto rispetto con 1 milione 947 mila spettatori e uno share del 14,2%, ben più del programma precedente.
‘Canzone d’autore’, un genere ‘battezzato’ 50 anni faIl ‘papà’ de Angelis lo celebra con incontro-spettacolo a Roma
VERONA08 dicembre 201914:33
– Il 13 dicembre 1969 comparve per la prima volta il termine ‘canzone d’autore.Lo battezzò Enrico de Angelis, per 20 anni direttore artistico del Club Tenco.
L’anniversario sarà festeggiato il 13 dicembre a Roma.”Era il 1969 – racconta de Angelis – e avevo bisogno di trovare lavoro.
Per un mero colpo di fortuna fui assunto all’Arena, il quotidiano della mia città, Verona. Ero appassionato di cantautori e li amavo. La prima cosa che cercai di fare fu quella di piazzare in pagina Spettacoli qualche articolo sui cantanti sui generis che certo allora non conoscevano la fama di oggi: Tenco, De André, Gaber… Riuscii a fare di questi articoli una rubrica, e si trattava perciò di trovare la formula da mettere nella testatina. Mi vennero in mente due espressioni: “canzone d’arte” e “canzone d’autore”. Scelsi quest’ ultima, evidentemente mutuata dal cinema.Il 13 dicembre 1969 una rubrica di “canzone d’autore” appare dunque per la prima volta su un giornale. Il primo artista di cui parlavo era, guarda caso, Luigi Tenco”.
Pereira, record Scala in tv? Italia è Paese melodramma’Qui si risponde a offerta di qualità con numeri impensabili’
ILANO08 dicembre 201914:35
– “L’Italia è ancora il Paese del melodramma” e il successo di ascolti della Tosca che il 7 dicembre ha aperto la stagione lirica della Scala lo conferma secondo il sovrintendente della Scala Alexander Pereira.
I 2 milioni 850mila spettatori di media sono il record assoluto da quando esiste l’Auditel. “L’opera è un elemento fondamentale dell’identità e della cultura di questo Paese che infatti risponde a un’offerta di qualità con numeri altrove impensabili. Il record di ascolti – ha aggiunto – è il risultato di una straordinaria sinergia tra la Scala e la Rai, due grandi istituzioni italiane che collaborano da oltre quarant’anni e che per il quarto anno hanno stretto ancora di più il loro legame con la trasmissione delle Prime in diretta su Rai1. Unica è anche la partecipazione della città di Milano: con Prima Diffusa abbiamo realizzato con Comune di Milano e Edison un vero festival che coinvolge tutti i milanesi in una festa condivisa”.
The Outsider apre le danze del brivido 2020Serie Hbo tratta da un thriller di Stephen King che la promuove
08 dicembre 201920:21
L’omicidio di un undicenne, indagini, atmosfere cupe, misteriose coincidenze e prove schiaccianti, ma non tutto è come sembra. The Outsider è la miniserie targata Hbo tratta da un thriller di Stephen King che aprirà le danze per gli amanti del brivido del 2020, con uscita negli Usa il 12 gennaio. In Italia arriverà a seguire: ad aggiudicarsi i diritti è stata Sky Atlantic.Il nuovo trailer è stato appena diffuso e se lo scrittore – è noto – ha sempre avuto qualche difficoltà con le trasposizioni sullo schermo dei suoi bestseller, in questo caso, appena uscito il video, ha commentato positivamente sul suo profilo ufficiale twitter: “Si tratta di uno dei migliori adattamenti tratti da un mio lavoro. Spero che lo guarderete”. Il libro omonimo di King è uscito nel maggio 2018. Jason Bateman (Martin Byrde in Ozark), oltre ad essere il regista dei primi due episodi, rivestirà i panni di Terry Maitland.La serie racconta le vicende del detective di polizia Ralph Anderson (Ben Mendelsohn), impegnato a indagare sulla morte dell’undicenne Frankie Peterson, il cui cadavere mutilato è stato ritrovato nei boschi della Georgia. I misteriosi avvenimenti che gravitano attorno a questo orrendo crimine portano Ralph a coinvolgere l’investigatrice privata Holly Gibney (Cynthia Erivo), le cui insolite abilità potrebbero riuscire a spiegare l’inspiegabile Testimoni oculari e impronte digitali indicano inconfondibilmente uno dei cittadini più popolari della città di Flint: si tratta di Terry Maitland, allenatore della Little League, insegnante di inglese, marito e padre di due ragazze. Il detective Anderson, il cui figlio è stato un tempo allenato proprio da Terry, ordina un arresto rapido. Maitland ha un alibi, ma Anderson e il procuratore distrettuale aggiungono presto le prove del Dna alle impronte digitali e le testimonianze. Mentre l’indagine si espande e risposte terrificanti iniziano ad emergere, la storia propulsiva di King prende il sopravvento, generando una forte tensione e una suspense quasi insopportabile. Terry sembra un bravo ragazzo, ma ha anche un’altra faccia. Nel cast anche Bill Camp, nel ruolo di Howie Salomon; Mare Winningham è la moglie di Ralph, Jeannie Anderson; Paddy Considine nel ruolo di Claude Bolton, manager di uno strip club; Julianne Nicholson nel ruolo di Glory Maitland; Yul Vázquez è l’agente del Bureau Yunis Sablo, Jeremy Bobb nei panni di Alec Pelley, un investigatore privato assunto da Howie; e Marc Menchaca nel ruolo del detective Jack Hoskins.
Lurex, broccato, velluto, paillettes ed è subito partyLe proposte delle griffe per le feste di Natale
08 dicembre 201915:34
Lurex, broccato in seta, raso e velluto liscio, ed è subito party time. L’atmosfera festosa dei giorni di Natale è il momento migliore per scegliere di brillare sotto le luci, magari con un abito in broccato dai bagliori dorati, oppure con una gonna in lurex da indossare con una maglia soft dalle tinte neutre come da Max Mara che veste anche l’iconica Pasticcino Bag, in una versione micro beads in damasco. E in tempi di serie tv e film sulle grandi regine, perché non farsi tentare dall’indossare un abito principesco, lungo, in velluto liscio, dal taglia minimal, ma sfarzoso nei colori delle pietre preziose, blu zaffiro, verde smeraldo o rosso rubino.
Tutto è prezioso da Chanel Métiers d’Art che a Parigi ha presentato una collezione di abiti in tessuti sontuosi, tweed laminati e vellutio, esaltati da ricami di perle e paillettes realizzati negli atelier della maison a Lesage su disegno del direttore creativo Virginie Viard.
Genny accende i party natalizi con il suo punto di rosso, passionale e inebriante, un colore di carattere e ultra femminile. “Red is the new black” per la stilista di Genny, Sara Cavazzi Facchini, una tonalità iconica e irriverente, una nuance magnetica per eccellenza, conforme allo stile della maison.
L’abito proposto da Genny ha un taglio asimmetrico ed è formato da un corpetto simile a una giacca senza maniche rifinita da rever in seta lucida. Sull’abito si abbina una cappa, sempre in tono rosso incandescente.
Paul Feig e Siani ‘re della commedia’ a CapriRegista di Last Christmas al festival al via il 27 dicembre
NAPOLI08 dicembre 201916:35
– Paul Feig e Alessandro Siani sono i ‘Re della commedia’ a ‘Capri, Hollywood the international film fest’ in programma dal 27 dicembre al 2 gennaio.
Il regista americano del film di Natale ‘Last Christmas’ (in sala dal 19 dicembre) ispirato dalla celebre canzone di George Michael, e l’autore della commedia italiana attualmente in cima agli incassi della stagione (‘Il giorno più bello del mondo’), saranno ospiti della 24/a edizione dove ritireranno rispettivamente il Capri Award e il premio speciale del pubblico. ”Siamo lieti di premiare il regista e produttore Paul Feig – annuncia Marina Cicogna per l’Istituto Capri nel Mondo – e tra i suoi titoli ricordiamo anche ‘Le amiche della sposa’, ‘Ghostbuster’, ‘Il Corpo del Reato’, insieme al nostro Alessandro Siani, un artista che quest’anno ha scommesso e vinto con una commedia originale, pensata per tutta la famiglia”.
Totti tra la fiction e il desiderio del quarto figlioA Più libri più liberi: “Ilray per me è tutto”
08 dicembre 201917:00
– “Vorrei uno che mi assomigli, non è facile. Se no lo faccio io”. Lo ha detto Francesco Totti parlando della fiction a lui dedicata, Un capitano, attesa nel 2020, per la quale diverse indiscrezioni puntano sul nome del figlio di Sergio Castellitto, Pietro, come protagonista.
“Non è stato deciso nulla. Ci stiamo lavorando. Io lo farei, il problema è trovare il tempo e non è facile. Da una parte mi piacerebbe, dall’altra no. Se non si trova la materia prima mi ci metto io. Ma si troverà tanto” ha spiegato Totti, superstar nel giorno di chiusura della fiera della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’, alla Nuvola di Roma, dove è venuto con Paolo Condò – autore de ‘La storia del calcio in 50 ritratti’ (Centuaria) , con illustrazioni di Massimiliano Aurelio – a margine della presentazione del libro, condotta da Walter Veltroni.
Totti ha parlato anche del rapporto con la moglie Ilary Blasi e del desiderio di un quarto figlio: “Ilary per me è tutto. Mi ha fatto crescere, mi ha fatto capire tante cose. Mi ha dato tre perle…sto riuscendo a portarla sulla strada della quarta, devo trovare il momento giusto. Io devo tutto a Ilary. E’ il mio braccio sinistro”.
Sfida in sala Pinocchio-Star Wars aspettando ZalonePer Feste anche Ozpetek sequel Jumanji e Spie sotto copertura
09 dicembre 201909:55
A tre anni da Quo vado (oltre 65 milioni di euro al botteghino) è di nuovo il primo gennaio la data scelta per il ritorno in sala dell’uomo meraviglia per gli incassi al cinema, Checco Zalone, con la sua nuova commedia Tolo Tolo. E’ un’onda sempre più lunga quella dei film delle Feste (inizia a fine novembre come dimostra l’uscita anticipata di Frozen II – Il segreto di Arendelle) fra generi, blockbuster, animazione, family movie, autori e comicità. Una scorpacciata di titoli che comprende, fra gli altri, Star Wars – L’ascesa di Skywalker, il Pinocchio di Matteo Garrone, Il primo Natale di Ficarra e Picone la famiglia allargata de La dea fortuna firmato Ferzan Ozpetek passando per il super agente segreto animato di Spie sotto copertura, il film dei Playmobil, o il ritorno nel folle adventure game di Jumanji: The next level.Per Natale la sfida principale si prospetta fra fantascienza e fantasy. Il 18 dicembre arriva Star Wars – L’ascesa di Skywalker di J.J Abrams, capitolo conclusivo della nuova trilogia iniziata con Il risveglio della forza, che oltre alla battaglia finale per la libertà, guidata da Rey (Daisy Ridley), Finn (John Boyega) e Poe Dameron (Oscar Isaac) contro il leader supremo del Primo Ordine Kylo Ren (Adam Driver) promette di fondare “nuove leggende”. Un giorno dopo, il 19, debutta Pinocchio di Matteo Garrone, rilettura estremamente fedele alla favola di Collodi, con il piccolo Federico Ielapi nei panni del bambino di legno, Roberto Benigni per Geppetto e fra gli altri Gigi Proietti (Mangiafuoco), Rocco Papaleo e Massimo Ceccherini per il Gatto e la Volpe.Guardando ai prossimi giorni, fra gli altri, si possono riscoprire o far conoscere a una nuova generazione i piccoli divertenti protagonisti de I Goonies, adventure comedy diretta nel 1985 da Steven Spielberg che torna il sala dal 9 all’11 dicembre. Il duo comico abituato agli alti incassi Ficarra & Picone compie un viaggio nel tempo fino alla Palestina dell’anno zero, pochi giorni prima della nascita di Gesù in Il primo Natale (12 dicembre). Stesso weekend di debutto per chi preferisce un Natale da incubo con Black Christmas di Sophia Takal dove alcune studentesse universitarie devono affrontare uno stalker letale. Cate Blanchett si dà alla fuga nella commedia esistenziale Che fine ha fatto Bernadette? di Richard Linklater (Boyhood) mentre in Dio è donna e si chiama Petrunya di Teona Mitevska, premiato con il Lux del Parlamento Europeo, dove la protagonista single e disoccupato trova il suo destino legato a una croce lignea. Il 19 dicembre scende in campo Ferzan Ozpetek con La dea fortuna. Protagonisti Arturo (Stefano Accorsi) e Alessandro (Edoardo Leo) coppia da più di quindici anni, che sconvolgono la propria routine quando accettano di ospitare i due bambini di Annamaria (Jasmine Trinca). Emilia Clarke dopo Il trono di spade torna al cinema con la commedia romantica Last Christmas di Paul Feig, che rende omaggio alle canzoni di George Michael. A firmare la sceneggiatura c’è il premio oscar Emma Thomson (anche cointerprete). Fabrice Luchini e Camille Luchini si lanciano nella ricerca dell’enigmatico autore di un bestseller in Il mistero di Henri Pick di Rémi Bezancon. Restando in Francia, si torna al 1770 con Ritratto di una giovane in fiamme di Celine Sciamma, sul legame che nasce fra la giovane pittrice Marianne (Noémie Merlant), e la ragazza, futura sposa, che deve ritrarre, Héloise (Adèle Haenel).I più piccoli ritroveranno sul grande schermo, dal 21 Al 25 dicembre, gli eroici cagnolini animati della serie tv in Paw Patrol Mighty Pups – Il film dei super cuccioli di Charles E. Bastien. Debutta il giorno di Natale Jumanji: The Next Level di Jake Kasdan, nuova immersione nel folle videogame tra avventure in giro per il mondo con Dwayne Johnson, Jack Black, Kevin Hart, Karen Gillan, Danny De Vito e Nick Jonas. Si vira sull’animazione per le Spie sotto copertura Nick Bruno e Troy Quane con protagonista il super agente segreto Lance Sterling, che intrappolato in un originalissimo “travestimento biodinamico”, dovrà cercare di salvare il mondo Il primo gennaio è di scena Checco Zalone, anche regista (fra i cosceneggiatori c’è Paolo Virzì) per Tolo Tolo, dove interpreta un comico napoletano che per le minacce di un boss è costretto a scappare in Kenya. Stesso giorno di esordio per l’animato Playmobil: The movie di Lino DiSalvo (tra i doppiatori italiani J-Ax e Cristina D’Avena), sull’incredibile viaggio di Marla e del fratellino Charlie nel mondo dei pupazzetti giocattolo
Più libri chiude con record, oltre 100mila presenzeEditori soddisfatti. Franceschini, va sostenuta filiera libro
08 dicembre 201919:25
– Supera le 100 mila presenze, con un nuovo record di affluenza, la Fiera della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’ che chiude l’8 dicembre l’edizione dei diciott’anni archiviando uno straordinario successo che ha visto nell’ultimo giorno scoppiare la Tottimania con l’arrivo dellex capitano della Roma. Nel giorno finale alla Nuvola super ospiti Carlo Verdone ed Ami Stewart e grande omaggio ad Andrea Camilleri che ormai era diventato tradizione chiudesse la manifestazione.
Organizzata dall’Associazione Italiana editori (AIE) e ospitata per il terzo anno al Roma Convention Center La Nuvola, la fiera che nel 2018 aveva avuto poco più di 97 mila presenze, vede numeri in ulteriore crescita. “Anche quest’anno Più libri più liberi si conferma un’iniziativa di successo per avvicinare alla lettura” ha detto il ministro per i Beni Culturali e il Turismo, Dario Franceschini. “così come avviene per altri settori è arrivato il momento per cui anche per il libro venga definito un intervento organico a sostegno dell’intera filiera: le librerie piccole e grandi, i distributori, gli autori, le giovani firme e gli editori. Il governo è al lavoro e penso che un simile provvedimento possa godere di un ampio consenso in Parlamento” ha sottolineato Franceschini.
Soddisfatti gli espositori,oltre 520 distribuiti in oltre 3500 metri quadrati, che hanno bissato il successo di vendita del 2018. Tra gli eventi più seguiti quello con la giovane attivista russa Olga Misik, con la sindaca di Danzica Aleksandra Dulkiewicz, con lo scrittore Yasmina Khadra e con Romano Prodi.
Netflix, La casa di carta 4 debutterà il 3 aprile 2020L’annuncio a sorpresa al Brazil Comic Con Experience
09 dicembre 201908:55
La casa di carta parte 4 debutterà su Netflix il 3 aprile 2020, in tutti i Paesi in cui il servizio è attivo. L’annuncio è arrivato a sorpresa al CCXP (Brazil Comic Con Experience), alla presenza di più di 3.500 fan.Gli amati protagonisti della serie – Alba Flores (Nairobi), Esther Acebo (Stoccolma), Pedro Alonso (Berlino), Darko Peric (Helsinki) e Rodrigo de la Serna (Palermo) – hanno svelato la data e mostrato immagini inedite in occasione di un incontro dedicato allo show. I fan de La Casa di Carta possono seguire tutte le notizie riguardanti lo show su Instagram, YouTube o Twitter usando l’hashtag #LCDP4.
Incassi Usa, inarrestabile Frozen 2Vola verso il miliardo. Sul podio Cena con delitto e Le Mans ’66
08 dicembre 201920:06
– Inarrestabile Frozen 2: il cartoon continua la sua marcia al box office incassando nelle sale Usa 34,7 milioni di dollari nel week end. A livello globale, ha rastrellato oltre 900 milioni e si prepara a diventare il sesto blockbuster Disney a superare il muro del miliardo nel 2019.
Buon risultato in seconda posizione per Cena con delitto – Knives out, che mette a segno 14,2 milioni di dollari nel fine settimana, raggiungendo in totale quota 63,4 milioni sul mercato americano. Terza piazza per Le Mans ’66 – La grande sfida (Ford vs Ferrari), con 6,5 milioni di dollari (oltre 91 complessivi).
A sorpresa in quarta posizione troviamo Queen & Slim (6,5 milioni nel week end), davanti a Un amico straordinario (A Beautiful Day in the Neighborhood), con 5,2 milioni di dollari (oltre 43 in totale). Molto deludente il risultati di Playmobil: The Movie: il cartoon Paramount deve accontentarsi di appena 660mila dollari e della 14/a posizione in classifica.
Più libri chiude con record, oltre 100mila presenzeEditori soddisfatti.
09 dicembre 201909:50
Supera le 100 mila presenze, con un nuovo record di affluenza, la fiera della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’ che chiude l’8 dicembre l’edizione dei diciott’anni archiviando uno straordinario successo che ha visto nel l’ultimo giorno scoppiare la Tottimania con l’arrivo dell’ex capitano della Toma. Nel giorno finale alla nuvola super ospiti Carlo Verdone ed Amii Stewart, l’evento finale sarà un omaggio ad Andrea Camilleri.Organizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE) e ospitata per il terzo anno al Roma Convention Center La Nuvola, la fiera, che nel 2018 aveva avuto poco più di 97 mila presenze, vede numeri in ulteriore crescita. Moltissimi – più di 1800 – gli ospiti italiani e internazionali che hanno partecipato alla manifestazione, di cui cura il programma editoriale Silvia Barbagallo, con direttore Fabio Del Giudice e presidente Annamaria Malato. “Anche quest’anno più libri più liberi si conferma un’iniziativa di successo per avvicinare alla lettura” ha commentato il ministro per i Beni e le attività culturali e per il Turismo, Dario Franceschini. “Così come avviene per altri settori è arrivato il momento per cui anche per il libro venga definito un intervento organico a sostegno dell’intera filiera: le librerie piccole e grandi, i distributori, gli autori, le giovani firme e gli editori. Il governo è al lavoro e penso che un simile provvedimento possa godere di un ampio consenso in parlamento” ha sottolineato il ministro. Grande soddisfazione fra gli espositori – più di 520, distribuiti in oltre 3500 metri quadrati – che hanno bissato il successo dello scorso anno. Adelphi, alla sua prima esperienza in fiera, ha registrato particolare interesse da parte dei visitatori per le novità.Tra gli appuntamenti più seguiti, quelli con la giovane attivista russa Olga Misik, con la sindaca di Danzica Aleksandra Dulkiewicz, con lo scrittore Yasmina Khadra e con Romano Prodi e poi Yasmina Reza, Salvatore Scibona, Valeria Luiselli, Eduard Limonov.Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha ricordato che “La Regione Lazio ha voluto dare il suo contributo al successo di questa edizione, proponendo anche quest’anno il buono libro che ha avvicinato alla lettura 10.000 bambini e ragazzi delle scuole del territorio o possessori della lazio youth card”. Felice anche la sindaca di Roma Virginia Raggi: “una manifestazione alla quale Roma capitale ha preso parte attraverso la presenza delle biblioteche di Roma che hanno proposto un fitto programma di iniziative, incontri, laboratori, spettacoli, mostre e proiezioni” ha sottolineato. “I piccoli editori sono grandi: nell’edizione dei diciott’anni, Più libri più liberi si conferma un eccezionale avvenimento culturale” ha sottolineato il presidente dell’AIE Ricardo Franco Levi. “Quest’anno abbiamo scelto un tema fondamentale per il nostro futuro, I confini dell’Europa e siamo felici di essere riusciti ad affrontarlo attraverso un’infinità di incontri che hanno raccolto visitatori da tutta italia” ha sottolineato la Malato e Del Giudice ha affermato: “l’edizione della maggiore età ha giustamente coinciso con la più bella ed entusiasmante delle 18 sino ad oggi realizzate”. Sono stati 93 gli espositori italiani impegnati in 635 incontri B2B e 35 i delegati stranieri di 19 paesi. E record di presenze agli eventi organizzati dalle Biblioteche di Roma con circa 800 visitatori nell’Arena Biblioteche e oltre 3.700 nello Spazio Ragazzi. Tutto esaurito anche per gli 80 laboratori. “I ventuno incontri professionali si sono tradotti in proposte pratiche e operative per il comparto per rendere più efficiente la filiera” ha detto il presidente del gruppo piccoli editori di Aie, Diego Guida.
Livermore, con la cultura si mangiaRegista, gravissimo tarpare ali, artisti devono avvicinare gente
09 dicembre 201909:55
Non ha stupito Davide Livermore il successo televisivo della Tosca che ieri ha inaugurato la stagione d’opera della Scala con la sua regia, perché “abbiamo lavorato per questo. La partita andava vinta – spiega – era un’occasione straordinaria per fare innamorare gli spettatori della storia e far capire che questa bellezza è per loro”. E’ stato un modo insomma, per avvicinare la gente alla cultura, che lui considera essenziale ma anche maltrattata in Italia, soprattutto dalla politica, come dimostrano i tagli arrivati al “33% e mai ripristinati”. “In tempi di crisi, si considera la cultura superflua ma – dice – fa benissimo al morale e all’economia. Lo dimostra anche uno studio dell’università di Bologna sugli effetti del festival Rossini di Pesaro: ogni euro investito ne produce 5”. Quindi “non è vero che con la cultura non si mangia”, anzi la cultura “è il nostro petrolio e quindi è gravissimo tarparle le ali”. “Bisogna creare valore attraverso la cultura che è la vera possibilità di rilancio del Paese” è convinto il regista.Se la sua critica va alla politica (se non ci fosse un presidente come Mattarella “a tenere il timone – sottolinea – verso la stella polare, saremmo una barca in balia dell’ammutinamento e del tradimento dei valori della Costituzione”), comunque chiede assunzione di responsabilità a tutto il settore. “C’è bisogno che artisti e chi gestisce la cultura – spiega – avvicinino la gente, senza svenderla”. “Le persone sono piene di valore, tutte. E lo Stato deve ricordarlo attraverso la cultura”. “In Italia ci sono tante realtà straordinarie – aggiunge – che non possono solo sopravvivere. Qui siamo tollerati e costretti a piatire, mentre all’estero ci trattano da star”. In questo la politica deve anche “mettere la faccia” nelle proprie scelte. “Non credo nei concorsi, spesso i giochi sono già fatti. Preferisco il senso di responsabilità di dire: voglio questa persona per questo motivo”.Livermore è reduce da otto anni in Spagna di cui tre come direttore artistico del Palau de les Arts Reina Sofia di Valencia. Ora assumerà la guida del teatro Nazionale di Genova, dove intende guardare a una dimensione internazionale ma anche locale della città, cercando di coinvolgerla il più possibile perché “credo – conclude – che una cosa fondamentale nel teatro d’opera e di prosa sia considerare che le persone hanno bisogno di innamorarsi delle storie e partecipare”.
L’uomo N21 torna in passerella a MilanoAbbandonato formato coed adottato a settembre
09 dicembre 201911:14
– N21 ha deciso di riportare l’uomo in passerella a gennaio 2020 durante Milano Moda Uomo, abbandonando il format co-ed adottato a settembre 2019 per la sfilata delle collezioni Primavera/ Estate 2020.
“La scelta di tornare ad avere una sfilata dedicata – spiega Alessandro Dell’Acqua, fondatore e direttore creativo del marchio – rispecchia la volontà di dare più spazio e sostegno al segmento dell’uomo che al momento sta dando importanti segnali di crescita, rappresentando un grande potenziale per la crescita del brand. La scelta rispecchia anche la volontà di fare sistema con Camera della Moda e contribuire a dare rilevanza alle sfilate maschili di Milano insieme ai marchi che stanno perseguendo la stessa strada”.
Limatola, albero di Natale gemellato con gli UsaIniziativa per valorizzare tradizioni locali nel mondo
BENEVENTO09 dicembre 201912:09
– Valorizzare nel mondo le tradizioni sannite, dall’enogastronomia all’artigianato: è stato l’obiettivo dell’evento “Italia-Usa, uniti nelle tradizioni”, promosso dal comune di Limatola (Benevento) nel suggestivo borgo al cui interno sorge il castello medievale che ha ospitato “I Mercatini di Natale”, tra i primi tre più belli in Europa. Per l’occasione il sindaco Domenico Parisi e la comunità italoamericana di Baltimora hanno acceso in contemporanea gli alberi di Natale a dimostrazione di quanto “siano ancora forti i legami tra l’Italia e le comunità negli Usa”, ha testimoniato da New York Louis Tallarini, già presidente della Columbus Foundation. Durante l’evento la Italian Language Foundation (ILF), presieduta da Margaret Cuomo, ha anche reso noto l’accordo con l’Ambasciata d’Italia a Washington per l’avvio di workshop per gli insegnanti di lingua italiana AP negli Usa.
“Quest’anno – ha commentato Parisi – Limatola con i suoi mercatini ha ospitato più di 200mila visitatori provenienti da tutta Italia”.
Salemme, il mio teatro ha il bello della direttaSu Rai2, l’11, 18 e 25 dicembre tre commedie in prima serata
NAPOLI09 dicembre 201919:58
Un regalo di Natale, in diretta dal palcoscenico, nelle case degli italiani. “Un regalo che la Rai ha fatto anche a me dandomi l’occasione di portare il teatro in televisione e la televisione a teatro”. E’ entusiasta Vincenzo Salemme alla vigilia del debutto, l’11 dicembre in prima serata su Rai2, di ‘Salemme…il bello della diretta!. Appuntamento inaugurale della mini rassegna, dall’Auditorium Scarlatti del centro Rai di Napoli, con ‘Di mamma ce n’è una sola’; seguiranno il 18 dicembre ‘Sogni e bisogni ‘ e il 25 dicembre ‘Una festa esagerata’, tre tra i titoli dell’autore, regista, attore napoletano che puntualmente, da anni, con i suoi lavori registra sold out nei teatri da nord a sud e incassi record.”Perché ho scelte proprio queste commedie? Semplicemente volevo raccontare gli ultimi 25 anni della mia carriera, come sono cambiato, io e la mia scrittura, la sua evoluzione. ‘Sogni e bisogni’ l’ho scritta nel 1995, ‘Di mamma ce n’è una sola’ festeggia i 20 anni e sono felicissimo del fatto che ritorni accanto a me Maurizio Casagrande. ‘Una festa esagerata’, del 2016, è diventata anche un film. Il gruppo di attori che vedrete in scena è rodato, stiamo facendo un gran lavoro nelle prove, nei giorni che precedono la ‘diretta’ ci saranno recite solo per il pubblico”, racconta Salemme. Ed anche per queste naturalmente è già caccia al biglietto. E chi è a casa che teatro vedrà? ”Non sarà un prodotto costruito, ma appunto una diretta, un teatro fatto con naturalezza, con tutto il cuore. Facendo una battuta possiamo dire che per gli spettatori sul divano di casa sarà come assistere ad un reality, trasmetteremo l’emozione del teatro. Anche una partita di calcio non è più bella quando è in diretta piuttosto che registrata?”. Come nasce questo progetto originale? ”Da un’ idea di Antonio Parlati, della Rai di Napoli, Carlo Freccero ne fu subito entusiasta. Per me una esperienza affascinante”.Nella prima commedia Salemme veste i panni femminili di una madre e si mescolano dialetti diversi, dal napoletano antico a quello dell’entroterra campano, dalla parlesia, il linguaggio codice dei musicisti napoletani, a vocaboli di fantasia. Nel cast con Casagrande anche Ombretta Ciccarelli, Teresa Del Vecchio, Gino Monteleone, Andrea Di Maria, Mirea Flavia Stellato, Sergio D’Auria, Vincenzo Borrino, Franco Cortese, Massimo Andrei, Luana Pantaleo. “Sogni e bisogni” è una vera commedia dell’arte, una favola divertente che parte da un presupposto surreale: il distacco di un ‘attributo’ dal corpo del proprio ‘padrone’. “Una festa esagerata”, punta sul lato oscuro e grottesco dell’animo umano per invitare le persone al dialogo e al rispetto reciproco.Vincenzo Salemme è divenuto negli ultimi anni anche un protagonista dell’intrattenimento Rai, in particolare partecipando a ‘Tale e quale’ come giudice e a ‘Che tempo che fa’ tra gli ospiti del tavolo di Fabio Fazio. ”Sono molto contento di questa popolarità televisiva. Se può avvicinare più persone al teatro? Non so, è il teatro che deve sforzarsi di attrarre di più. E il pubblico che ci guida, senza di loro noi non ci saremmo, questo lo ricordo sempre, e lo ringrazio”. Dal 26 dicembre Salemme ripartirà con la tournèe della sua commedia più recente ‘Con tutto il cuore’. Nel 2020 tornerà al cinema con ‘E’ per il tuo bene’ di Rolando Ravello con Marco Giallini, Giuseppe Battiston, Isabella Ferrari, ed entro l’anno dovrebbe tornare sul set anche come regista.
Salone Libro: aumenta spazio ragazzi, un focus su RodariSi chiamerà SalTo Diventi, al centro temi Agenda 2030
ORINO09 dicembre 201919:02
Aumenta lo spazio per i bambini e i ragazzi al Salone del Libro di Torino: occuperà tutta l’ultima porzione del secondo Padiglione del Lingotto Fiere con 3 sale, 10 laboratori, 2 librerie e mostre dedicate ai giovani e alle famiglie. Oltre 400 ore di programmazione in 3 sezioni: 0/7 anni, 8/13 anni e +14 anni. Al centro i temi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, con il coinvolgimento degli editori, delle scuole e dei giovani di Fridays For Future. Un focus sarà dedicato a Gianni Rodari nel centenario della nascita.
“La formazione è il tema fondamentale del Paese, o si riparte da qui o non si ripartirà. E’ fondamentale il potere trasformato dell’istruzione”, sottolinea il direttore editoriale Nicola Lagioia. “L’educazione un aspetto cruciale quanto quello del confronto e dell’esperienza. SalTo Diventi, lavoriamo con il Salone del Libro per progettarne i contenuti”, spiega il segretario generale della Compagnia di San Paolo, Alberto Anfossi.
Torna il Buono da leggere della Regione Piemonte.
‘Febbre’ di Jonathan Bazzi Libro dell’anno di FahrenheitScelto tra dodici opere pubblicate da piccoli e medi editori
09 dicembre 201914:50
09 dicembre 201914:50
– E’ ‘Febbre’ (Fandango) di Jonathan Bazzi il Libro dell’anno di Fahrenheit, la trasmissione di Rai Radio3. Attraverso una febbre reale e metaforica, il romanzo autobiografico di Bazzi racconta il disagio di un trentenne dell’estrema periferia milanese, nel momento in cui scopre di essere sieropositivo e si imbatte in una malattia ormai quasi dimenticata, ma ancora minacciosa come l’Aids. Da questa edizione il premio assume una connotazione particolare, che esalta l’attenzione di Fahrenheit verso la bibliodiversità.
‘Febbre’ – che sarà anche uno dei prossimi titoli di “Ad alta voce”, il programma di Radio 3 dedicato alla lettura di racconti e romanzi – è stato scelto tra dodici opere pubblicate da piccoli e medi editori “offrendo così la massima visibilità possibile a un settore spesso penalizzato dai media, dal sistema di distribuzione, dagli spazi in libreria” spiega una nota del premio. “La decisione di dedicare un premio così prestigioso all’editoria indipendente va quindi a colmare un deficit di attenzione verso un territorio attraversato da molte difficoltà, ma anche in continuo fermento, e di fatto rappresenta un caso unico nel vasto panorama dei premi letterari” sottolinea la nota. I dodici titoli finalisti sono stati scelti dai molti romanzi di editori medio-piccoli presentati nei pomeriggi di Fahrenheit nel periodo compreso tra il 1° novembre 2018 e il 31 ottobre 2019. I romanzi selezionati sono stati sottoposti a una giuria composta da tre gruppi di lettori: dodici ascoltatori, dodici studenti universitari e i dodici scrittori finalisti dell’edizione scorsa del premio.
Ognuno è perfetto, fiction che azzera la diversitàSu Rai1 con Leo e Capotondi, protagonisti giovani sindrome down
10 dicembre 201910:19
”Lui per amore attraversa paesi e frontiere, coinvolge amici e genitori, pronto a viaggiare su ogni mezzo e disposto a finire anche in prigione. Lui sa che la strada per ritrovare il suo grande amore e conquistare la sua libertà è lunga, ma sa che il suo cuore e il suo coraggio sono grandi e che con loro si arriva ovunque. Ma Rick non si arrende perché quando vuole qualcosa lui se la va a prendere”. Comincia con queste parole – pronunciate da Piera degli Esposti – “Ognuno è Perfetto”, una storia che commuove e fa sorridere grazie ad attori talentuosi e raffinati (tra cui Edoardo Leo, Cristiana Capotondi, Nicole Grimaudo, Lele Vannoli) accompagnati da un irresistibile e straordinario gruppo di esordienti (Gabriele Di Bello, Alice De Carlo, Aldo Arturo Pavesi, Matteo Dall’Armi e Valentina Venturin). Una serie tv in tre prime serate, in onda su Rai1 il 16, il 17 e il 23 dicembre, a partire dalle ore 21:25 che racconta l’incredibile avventura di Rick (Di Bello), un ragazzo di 24 anni con la sindrome di Down, disposto a tutto per rincorrere i suoi sogni e inseguire ciò̀ che ama con la regia e la consueta sensibilità e delicatezza di Giacomo Campiotti, basata sulla serie televisiva Tytgat Chocolat. Ragazze e ragazzi con la Sindrome di Down che danno vita a personaggi forti e autentici, di cui sarà difficile non innamorarsi. L’anteprima è stata proiettata in un cinema a Roma alla presenza del presidente della Rai Marcello Foa dell’ Ad Fabrizio Salini (“la Rai guarda all’inclusione perché azzera diversità. Quando il servizio pubblico riesce a farlo è un momento di particolare orgoglio per tutto il paese”), del direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta e di 150 studenti di provenienti da varie scuole superiori. Una coproduzione Rai Fiction-Viola Film in collaborazione con il CPTV RAI di Torino.
Edoardo Leo (che vedremo presto al cinema nell’ultima pellicola di Ferzan Ozpetek ‘La Dea Fortuna’ dal 19 dicembre in sala) è Ivan, padre di Rick, ha ceduto la sua attività per dedicarsi interamente a lui e consentire alla moglie Alessia (Nicole Grimaudo) di riprendere la sua carriera, nel frattempo però la coppia di genitori entra in crisi e deciderà di separarsi. Rick troverà lavoro nel reparto packaging dell’Antica Cioccolateria Abrate, una piccola azienda diretta da Miriam, interpretata da Cristiana Capotondi, e fondata dalla famiglia di sua madre Emma (Piera degli Esposti struggente in questo ruolo è sulla sedia a rotelle non parla ma è la voce narrante della storia e instaura con Rick un rapporto speciale). Grazie al suo nuovo lavoro, Rick scoprirà anche l’amore, ma la sua storia con Tina (Alice De Carlo – i due entrambi 25 anni hanno rivelato di essere una coppia nella vita da 5 anni si sono conosciuti mentre giravano il programma di Rai3 hotel a 6 stelle) sarà ricca di ostacoli e di imprevisti. Edoardo Leo: “E’ stata un’avventura vera, abbiamo creato un gruppo di lavoro molto particolare e intenso. Non facevo fiction, e non fatta tanta prima, da 10 anni. Mi sono dedicato di più al cinema ma anche a lavoro di regista. Ho amato subito quando mi è stato proposto il progetto ed ho accettato prima di leggere. Volevo realizzarlo prima come uomo e poi da attore. L’energia di questi ragazzi ci ha aiutato.
Abbiamo imparato un sacco di cose straordinarie da questa storia”. Capotondi: “Questo è l’esempio migliore di cosa questo mestiere può darti. E questo ci ha aiutato. L’esperienza è stata particolarmente bella in Serbia e in Croazia “. Ognuno è Perfetto” ci porta in modo inedito nel mondo della disabilità e di chi si trova a viverla tra mille ostacoli, avendo nel cuore i desideri di tutti. Ci racconta con ironia la possibilità di uno sguardo dove la diversità vista con occhi nuovi diventa forza.
La sceneggiatura porta la firma di Fabio Bonifacci. Eleonora Andreatta ha rilevato: “questa serie interpreta al meglio il principio che ispira la linea editoriale di Rai Fiction, “Nessuno escluso”, ovvero valorizzare la ricchezza delle condizioni, il valore della solidarietà, la forza dei diritti, raccontando la molteplicità dei punti di vista. Non è la normalità che guarda (e stabilisce) ciò che è diverso, ma à la diversità di una condizione che sale in primo piano, diventa punto di vista e ricontestualizza il racconto. Ognuno è perfetto rovescia gli schemi e gli stereotipi e affronta un importante tabù: i protagonisti sono gli esclusi e cadono le barriere nel segno dell’umanità di tutti”. VUOI SAPERE TUTTO SULL’ECONOMIA? VAI A TUTTE LE NOTIZIE ECONOMICHE IN TEMPO REALE
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Scoperte a Faida, sulle tracce dell’Impero Assiro
10 rilievi in scavi di Università Udine nel Kurdistan iracheno
09 dicembre 201919:54
La roccia che dal passato accende i riflettori sull’impero assiro, fornendo nuove informazioni sulle nostre comuni radici; la meraviglia di maestosi, rarissimi e imponenti rilievi che raffigurano la processione del sovrano in preghiera al fianco di una serie di divinità d’Assiria sul dorso dei loro animali simbolo, dal leone al grifone al toro; una campagna di scavi lunga 7 anni in un sito minacciato da fondamentalismo religioso, vandalismo e modernità, che diventa strumento di cooperazione internazionale e diplomazia culturale.
Sono davvero sorprendenti le scoperte portate alla luce dalla missione archeologica dell’Università di Udine e della Direzione delle Antichità di Duhok, condotta a partire dal 2012 nel sito di Faida, nel Kurdistan iracheno settentrionale, che oggi sono state presentate a Roma.
Guidato dal professor Daniele Morandi Bonacossi e dal dottor Hasan Ahmed Qasim, il progetto italo-curdo (intitolato Land of Nineveh Archaeological Project), è stato finanziato in 7 anni con quasi 1.5 milioni di euro da una cordata di istituzioni e privati (Governo Regionale del Kurdistan-Iraq, Ministero degli Esteri, Regione Friuli Venezia Giulia, MIUR, Fondazione Friuli, ArcheoCrowd, Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo) e non solo ha permesso di approfondire la conoscenza di una terra, la Mesopotamia del Nord, rimasta per tanti anni inesplorata (a causa dell’instabilità politica) ma di compiere una vera e propria missione di salvataggio di importantissimi rilievi rupestri risalenti all’VIII secolo a.C., 10 in totale per ora (il numero però è destinato a crescere).
La storia di questi antichi reperti, grandi pannelli di quasi 5 m larghezza e 2 di altezza ritrovati lungo il canale di Faida, antico canale di irrigazione di quasi 7km fatto costruire probabilmente dal sovrano assiro Sargon (720-705 a.C.), inizia già nel 1972, quando un archeologo inglese del British Museum, Julian Reade, individuò nella zona 3 bassorilievi ma non riuscì a portarli alla luce. Dopo 40 anni, gli archeologi italiani hanno individuato altri 6 bassorilievi, che finalmente oggi sono riemersi dopo una assidua attività sul campo. L’impresa non è stata facile: basti pensare che la zona degli scavi si trova solo a 25 km dalla linea del fronte della guerra con l’Isis, sconfitto nel 2017, inoltre è minacciata dal vandalismo e dall’espansione del vicino villaggio. Il progetto continuerà anche nei prossimi mesi, con la pulizia e il restauro dei reperti, con la prosecuzione degli scavi fatti per ora solo in minima parte (l’area interessata è immensa), e la creazione di un parco archeologico che incoraggi il turismo locale e internazionale.
“Sviluppare la consapevolezza dell’importanza del patrimonio culturale è la principale missione di progetti come questi: non esiste protezione se i primi difensori non sono gli abitanti del luogo in cui si trova il sito”, ha spiegato Daniele Morandi Bonacossi, “questo è un sito fragile, continuamente minacciato, in una zona poco studiata ma centrale nella storia della Mesopotamia e nella storia delle ricerche archeologiche. Ora siamo riusciti a fare una biografia insediativa della terra di Ninive, dalla preistoria più antica fino al periodo ottomano”.
“Nell’VIII secolo a.C. l’impero assiro è stato il primo impero globale della storia dell’Uomo”, ha proseguito, “i reperti ritrovati sono stati realizzati sicuramente da artisti di corte, tale è la finezza e il dettaglio delle figure: il significato rimanda alla commemorazione dell’attività del sovrano, alla celebrazione del nuovo canale di irrigazione e all’associazione simbolica tra la figura del sovrano e degli dei con l’acqua e il concetto di fertilità. Ma forse c’è anche il richiamo alla Festa del Nuovo Anno, antichissima celebrazione della rinascita della natura”.
“Nonostante la zona fosse pericolosa per via dell’Isis, gli archeologi sono rimasti e hanno scavato le nostre radici”, ha detto Rezan Kader, Alto Rappresentante Governo Regionale del Kurdistan, “la Mesopotamia è la culla della civiltà: il nostro popolo ringrazia l’Italia”.
A Milano nascerà Museo nazionale Resistenza, da Mibact 15mlnAnnuncio di Franceschini e Sala, sede in seconda piramide Herzog
ILANO09 dicembre 201915:38
– Nascerà a Milano il Museo nazionale della Resistenza. Lo hanno annunciato il ministro dei Beni e Attività Culturali, Dario Franceschini, insieme al sindaco di Milano, Giuseppe Sala.
Il museo avrà sede in piazzale Baiamonti nella seconda piramide di Herzog, che verrà realizzata di fronte a quella già esistente dove ha sede la Fondazione Feltrinelli.
Il ministero dei Beni culturali stanzierà altri 15 milioni di euro per il progetto che si aggiungono ai 2,5 milioni già stanziati in passato.
Parma 2020, primo concerto di Capodanno con La ToscaniniAll’Auditorium Paganini Znaider dirige Filarmonica Emilia-R.
BOLOGNA09 dicembre 201916:05
– Per segnare l’inizio del 2020, anno di Parma Capitale italiana della cultura, La Toscanini organizza un concerto di Capodanno nell’auditorium Paganini: per la prima volta la Filarmonica dell’Emilia-Romagna saluta il nuovo anno esibendosi l’1 gennaio (ore 10.45) insieme al celebre violinista Nikolaj Znaider, impegnato nel duplice ruolo di solista e direttore d’orchestra.
Il programma del concerto di Capodanno sarà all’insegna della fiaba, dell’incanto e della festa: dopo il virtuosistico Concerto per violino e orchestra n. 1 in sol minore op. 26 di Max Bruch, saranno proposti l’Intermezzo, il Notturno e la celeberrima Marcia nuziale da Ein Sommernachtstraum (‘Sogno di una notte di mezza estate’) di Felix Mendelssohn-Bartholdy, per poi entrare nel mondo sonoro della suite per orchestra ‘La bella addormentata’ op. 66/a di Pëtr Il’ič Čajkovskij. In chiusura non mancherà uno spazio per i valzer viennesi della famiglia Strauss. Nikolaj Znaider, da poco nominato direttore musicale dell’Orchestre National de Lyon, è considerato fra i più importanti virtuosi dei nostri giorni.
I festeggiamenti per il nuovo anno continueranno dopo il concerto. Per l’occasione la sala Gavazzeni sarà infatti allestita per ospitare un pranzo riservato a solo 200 persone, durante il quale sarà possibile degustare le eccellenze del territorio.
Simple Minds celebrano 40 anni di carriera con tourIl via il 28 febbraio dalla Norvegia, 4 date in Italia in estate
09 dicembre 201916:43
– I Simple Minds celebrano 40 anni di carriera con un colossale tour mondiale, che li porterà anche in Italia per 4 show la prossima estate: al Pistoia Blues l’11 luglio, alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica in Roma il 15, al Teatro Antico di Taormina il 18 e all’Arena di Verona il 4 agosto (la band torna ad esibirsi qui trent’anni dopo la sua prima e unica volta precedente, durante il tour di “Street Fighting Years”).
Il “40 Years of HITS Tour 2020”, oltre 60 date attraverso 14 Paesi solo nella prima parte in Europa, debutta il prossimo 28 febbraio in Norvegia. Il tour segue l’uscita di “40: The Best Of – 1979-2019” (Universal Music), una raccolta che ripercorre i quaranta anni di carriera della band capitanata da Jim Kerr e Charlie Burchill.
Dall’esordio con Life In A Day del 1979 i Simple Minds sono diventati fra le più popolari icone della musica del nostro tempo con canzoni entrate nella storia come New Gold Dream, Up On The Catwalk, Speed Your Love To Me, Waterfront, Glittering Prize, Don’t You (Forget About Me), Alive and Kicking, Sanctify Yourself, Belfast Child, She’s a River, Mandela Day, per citarne solo alcune.
“I Simple Minds sono diversi ora – racconta Kerr -. Anche se sono molto fiero della nostra storia professionale e dei successi ottenuti, non siamo una rock band da repertorio. Sono abbastanza pazzo da pensare che possiamo toccare ancora altissimi livelli, scrivendo musica e suonando dal vivo”.
Charlie Burchill aggiunge che “ci sono state varie incarnazioni dei Simple Minds negli anni, ma abbiamo sempre mantenuto la nostra identità, e questo ha a che fare con la nostra attitudine ad esibirci live. È da sempre la nostra forza”.
Arthur Miller segreto torna alla luce in TexasUniversita’ apre archivi autore di “Uno Sguardo dal Ponte”
NEW YORK09 dicembre 201917:01
– Due anni dopo aver acquistato l’archivio letterario di Arthur Miller, l’Harry Ransom Center dell’Università del Texas a Austin ha finito di catalogarne il materiale e lo ha aperto ai ricercatori. La collezione comprende 300 scatole di documenti che coprono ogni fase della carriera del drammaturgo di “Uno Sguardo dal Ponte”, “Morte di un Commesso Viaggiatore” e “Il Crogiolo” da quando era studente all’Universita’ del Michigan.
L’archivio comprende anche 50 diari dagli anni ’40 a dopo il 2000 e lettere a familiari e ad altri esponenti del teatro e della letteratura tra cui Edward Albee, Saul Bellow, Norman Mailer, Cynthia Ozick e John Steinbeck. Dulcis in fundo: il materiale relativo all’inchiesta su Miller della Commissione del Congresso per “attività non americane” negli anni del maccartismo. Nel 1956 Miller sfido’ la Commissione rifiutandosi di fare il nome di colleghi sospettati di simpatie comuniste e guadagnandosi una condanna successivamente archiviata dalla Corte Suprema.
L’epoca della “caccia alle streghe” e il ruolo di Miller nel contrasto a ogni tipo di censura a livello nazionale e internazionale come presidente del PEN, sono uno dei punti di interesse dell’archivio arrivato al Ransom Center in piu’ fasi, a partire dagli anni Sessanta quando lo scrittore, a corto di soldi e con una bolletta di tasse che non riusciva a pagare, dono’ 13 scatole di materiali per ottenere sgravi fiscale. Nel 1983, dopo un incendio nella casa di Roxbury in Connecticut, altre scatole di materiale furono trasferite in Texas. Nel gennaio 2005, poco prima di morire, Miller ordino’ la spedizione di altro materiale al Ransom Center. Tutto questo materiale era rimasto giacente fino a quando, dopo l’acquisto del resto dell’archivio nel 2017, e’ cominciata la catalogazione.
“La collezione cattura idee e pensieri personali e contiene frammenti di lavori non finiti che contribuiscono a dare una immagine molto piu’ ampia di Miller. Molto che non e’ mai stato visto prima”, ha detto Eric Colleary, responsabile per il teatro del Ransom Center. Ad Austin, che ha convinto gli eredi a snobbare altri archivi letterari famosi tra cui Yale dove sono conservati gli archivi di Inge Morath, la terza moglie di Miller, le carte del drammaturgo sono in buona compagnia accanto a quelle di James Joyce, Ernest Hemingway, William Faulkner, Mailer, Jorge Luis Borges, Gabriel Garcia Marquez, Sam Shepard, Tennessee Williams, Samuel Beckett, George Bernard Shaw e Tom Stoppard.
Ci sono anche gli archivi di Stella Adler, la maestra di recitazione le cui note sul copione di “Morte di Un Commesso Viaggiatore” influenzarono allievi come Marlon Brando e Robert De Niro. Yale era entrato in gioco nel 2015 con una offerta di 2,7 milioni di dollari su cui Austin aveva ribattuto citando la lettera del 1983 in cui Miller esprimeva l’auspicio che il resto delle sue carte finissero in Texas.
Auditel, arrivano gli ascolti via appDa martedì 10 dicembre pubblicati quotidianamente
Natale, luminarie Teramo per Graziani, Campobasso per BongustoTesti dei due artisti per volontà Comuni delle città d’origine
TERAMO09 dicembre 201918:45
– Parole di Ivan Graziani per le strade di Teramo, testi di Fred Bongusto a Campobasso. Dopo l’omaggio di Bologna a Lucio Dalla per le festività 2018, la città abruzzese e il capoluogo molisano rendono omaggio quest’anno con le luminarie natalizie agli artisti loro concittadini. Ciascuno con il proprio stile, ognuno con il proprio messaggio – in comune hanno avuto, in tempi diversi, il batterista Gilberto Rossi detto ‘Attila’ – sono rimasti nei cuori e nelle voci delle loro città d’origine e queste hanno voluto ricordarli.
Così a Teramo i testi di ‘Agnese’ e ‘Maledette malelingue’ illuminano la centrale via Capuani. La scelta del sindaco, Gianguido D’Alberto, su proposta dell’assessore delegato agli eventi Antonio Filipponi, è stata accolta con favore dalla cittadinanza, da sempre legata a Ivan Graziani, nato nella città abruzzese nell’ottobre 1945 e venuto a mancare a Novafeltria (Pesaro Urbino) nel giorno di Capodanno 1997. Tanto che l’amministrazione comunale sta pensando a un’installazione permanente che accompagni tutto l’anno i teramani nella passeggiata sulla via parallela al corso principale.
‘Una rotonda sul mare’, ‘Frida’, ‘Balliamo’, ‘Tre settimane da raccontare’ sono i titoli che risplendono nel centro storico di Campobasso per ricordare Fred Bongusto, morto a 84 anni nel novembre scorso a Roma. Un tributo che l’Amministrazione comunale ha voluto rendergli in segno di affetto e riconoscenza.
E la cittadinanza ha apprezzato.
Napoleone, storia di un uomo nato leaderIl ritratto in “Napoleon the Communicator” di Roberto Race
09 dicembre 201918:48
– Roberto Race, “Napoleon the Communicator: Thinking with the mind of the winner” (ScriptaManent). Genio militare, ma anche statista e visionario; per alcuni un dittatore, per altri un precursore dell’idea europea. C’è ancora molto da scoprire sulla figura poliedrica di Napoleone e molte sono le interpretazioni possibili: è quanto spiega Roberto Race nel suo libro “Napoleon the Communicator: Thinking with the mind of the winner” (ScriptaManent), versione in inglese e aggiornata del “Napoleone il Comunicatore” edito da Egea, la casa editrice dell’Università Bocconi. In particolare Race approfondisce una dote spiccata di Napoleone, ossia l’impareggiabile capacità di dialogare con l’opinione pubblica.
Una categoria concettuale che nasce proprio con lui e che renderebbe questo personaggio storico simile “a quei leader che sanno motivare e coinvolgere i loro collaboratori rendendoli partecipi delle sfide, che dovranno affrontare assieme”, scrive l’autore. Secondo Race, “quello che per Napoleone è il campo di battaglia per l’imprenditore e il manager sono la fabbrica e il mercato, dove solo chi sa cosa vuol dire essere in prima linea può dare gli ordini ed essere ascoltato. Un identikit classico di quello che oggi consideriamo un imprenditore di successo”. Da domani (per 3 giorni) il libro, che nell’edizione inglese presenta la postfazione di Charles Bonaparte, ultimo erede di Napoleone e presidente della Federazione Europea delle città napoleoniche, sarà scaricabile gratuitamente in versione kindle da Amazon.
Al via Retape, rassegna dedicata a scena emergente romana12 gruppi per sei appuntamenti all’Auditorium dal 10/12 al 4/5
09 dicembre 201918:48
– Ritorna per il quarto anno Retape, la rassegna che porta all’Auditorium Parco della Musica, a Roma, le migliori espressioni della scena attuale della capitale. Rap, rock, canzone d’autore, trap, reggae, soul, folk e molto altro ancora, rendono Roma il centro più vivace di produzione musicale in Italia, con nuove etichette, nuove associazioni, nuove band e nuovi solisti, e una piccola ma efficace rete di club e locali che danno spazio alla nuova musica.
La Fondazione Musica per Roma con Retape vuole valorizzare le giovani formazioni e ai solisti che sono oggi in circolazione nelle strade di Roma. La rassegna proporrà 12 gruppi per 6 appuntamenti dal 10 dicembre al 4 maggio. Protagonisti saranno Fulminacci, Yuman, Puritano, Dola, Life in the woods, Galeffi, I Quartieri, Von Datty, Valeries, Alice Robber, Nuvola, Side baby.
Franco Arminio: “L’amore come politica”
10 dicembre 201918:25
Il poeta: “Metto insieme poesia e impegno civile”
Netflix domina ai Golden Globe, 17 nominationIncetta per Marriage Story. Snobbato Robert De Niro
NEW YORK09 dicembre 201920:00
Netflix fa storia ai Golden Globe portando a casa una nomination per la categoria ‘Miglior film’ per ben quattro sue produzioni, The Irishman diretto da Martin Scorsese, Marriage Story (Storia di un matrimonio) di Noah Baumbach, I due papi di Fernando Meirelles e Dolemite Is My Name di Craig Brewer’. In totale la piattaforma in streaming online si presenterà con 17 nomination alla cerimonia durante la quale verranno assegnati tra i più importanti riconoscimenti televisivi e cinematografici e che si terrà il prossimo cinque gennaio, a circa un mese dagli Oscar. Solo Marriage Story, film drammatico interpretato da Scarlett Johansson e Adam Driver, ha avuto sei nomination, tra cui miglior attrice (Scarlett Johansson), miglior attore, (Adam Driver), miglior sceneggiatura (Noah Baumbach), miglior colonna sonora originale (Randy Newman). Per The Irishman si aggiudicano una nomination Martin Scorsese come miglior regista, Steven Zaillian come miglior sceneggiatura, Al Pacino e Joe Pesci, come miglior attori non protagonisti. La Hollywood Foreign Press Association (la giuria che assegna i Golden Globe) snobba quindi Robert De Niro, la figura centrale del film diretto da Scorsese, come lui sono stati snobbati anche When They See Us, la miniserie diretta da Ava DuVernay sempre per Netflix sullo stupro di Central Park nel 1989 e per il quale furono ingiustamente accusati cinque giovani di cui quattro afro-americani e un ispanico, Jennifer Lopez in Hustlers (Le ragazze di Wall Street – Business Is Business). L’avanzata di Netflix quindi non fa altro che confermare il cambiamento radicale che sta avvenendo a Hollywood e la fine dell’importanza dell’uscita tradizionale al cinema nella corsa ai premi.
Tra i film con il maggior numero di nomination ci sono The Irishmen e Once Upon a Time in… Hollywood (C’era una volta a… Hollywood) di Quentin Tarantino, entrambi a quota cinque.
Joker ne avute invece quattro, tra cui miglior film e miglior attore (Joaquin Phoenix), quattro nomination anche per I due papi. Per la categoria miglior attrice in un film drammatico oltre alla Johansson sono state nominate Cynthia Erivo per Harriet, Saoirse Ronan per Little Women, Charlize Theron per Bombshell e Renee Zellweger per Judy, mentre come miglior attore in un film drammatico oltre a Joaquin Phoenix sono stati nominati Christian Bale per Ford v Ferrari (Le Mans 66 – La grande sfida), Antonio Banderas per Pain and Glory (Dolor y Gloria), Adam Driver per Marriage Story, Jonathan Pryce per I due papi.
Come miglior dramma televisivo hanno ricevuto nomination Big Little Lies (Piccole grandi bugie) con tra gli altri Nicole Kidman e Reese Wintherspoon, The Crown, Killing Eve, The Morning Show (Jennifer Aniston), Succession. Per la categoria serie comica o musical, La fantastica Signora Maisel (The Marvelous Mrs. Maisel), Barry, Fleabag, The Politician.
Chiara Valerio, come vivere senza cuoreUn romanzo sui sentimenti e la forza delle relazioni
10 dicembre 201910:10
CHIARA VALERIO, ”IL CUORE NON SI VEDE” (EINAUDI, pp. 150 – 17,50 euro).
E’ inquietante, ma assieme divertente e alla fine persino consolatorio questo romanzo un po’ anche apologo di Chiara Valerio sui pericoli del chiudersi in se stessi, del difendersi dai sentimenti e l’importanza delle relazioni: “Qualsiasi relazione umana è, per la maggior parte del tempo, un improponibile baratto tra il terrore di restare soli e la gioia della condivisione, uno scambio iniquo tra il proprio tempo, che è poi il proprio modo di essere, e la natura umana, che è dividerlo con gli altri”.
Nella propria solitudine, ognuno può essere senza cuore ma può poi pure mancargli l’aria e non funzionare più bene il metabolismo biologico e sociale. Ed è quel che accade a Andrea Dileva, intellettuale e professore universitario di successo, che prima perde il cuore, poi i polmoni e quindi il fegato.
Nonostante questo continua a vivere o sopravvivere come prima, barcamenandosi tra la moglie Laura, che voleva lasciarlo prima che avesse questa malattia che mangia gli uomini dall’interno e ora le sembra impossibile farlo, e l’amatissima amica (ma senza sesso) Carla col figlio Simone con cui supplisce al non aver lui avuto il coraggio di fare un figlio. Sopravvive con stupore anche della sua amica medico Angelica, che dopo essere stata con lui da giovane si scoprì lesbica, e ora verifica come quegli organi non si sentano e non si vedano più nemmeno con i raggi X, pur continuando a svolgere le proprie funzioni.
La storia appare via via sempre più il ritratto di una generazione, quella degli amori e di una vita in cui tutto appare mobile, sempre incompleto, mai vissuto sino in fondo, giocando in bilico tra realtà e metafora, tra l’interrogarsi se certe sensazioni e ricordi continueranno ad esistere anche in quel suo essere menomato e arrivare a tentare il suicidio tagliandosi le vene, per scoprire che non avendo più il cuore a pompare, il sangue non esce. Ma quanto si può campare in una simile condizione? La scrittura procede cambiando spesso punto di vista, lavorando sui vari personaggi con racconti, discorsi indiretti, brevi dialoghi, incursioni nel passato e il tutto, più che divagazioni, pare un flusso vitale di arricchimenti, un non tralasciare uno spunto, inglobando ogni narrazione a 360 gradi, come crescendo per partenogenesi. Allora la dimensione da personale diventa multipla ed esistenziale, sempre come in attesa di una soluzione, senza scarti o colpi di scena in un modo di essere e vivere che si lascia molto condizionare e trasportare dagli eventi. Così, con qualche inserto filosofico e mitologico troppo insistito (Andrea è docente di Greco) e con belle, non sottolineate notazioni sottili sul maschile e il femminile, pian piano le cose si rivelano e a esplicitarle è la sorella minore del protagonista, Cristina, per la quale ognuno, ogni individuo è parte di un organismo più grande, famigliare e sociale: “il corpo malato non è che una cellula, o un organo se preferisci, di un corpo relazionale più esteso, e dunque, se si ammala, le altre parti di questo corpo corrono in soccorso” e poi conclude, incalzata da Andrea, “con tutto il sangue in comune che abbiamo io sono il tuo fegato”. Insomma, la verità è che chi si apre agli altri, chi ha relazioni sentimentali e di amicizia solide guarisce prima, sopravvive meglio, persino se il cuore non si vede.
Luca e Silvana, film racconta loro sì specialeRegista Stefano Lisci racconta storia d’amore della coppia down
BOLZANO10 dicembre 201910:44
– Sembrava un sogno irrealizzabile quello di Luca e Silvana: si amano e si sono amati oltre ogni difficoltà, oltre ogni pregiudizio, oltre ogni sindrome, anche quella di down. E così non si sono arresi e sono riusciti a sposarsi. Da oltre dieci anni i bolzanini Luca Di Biasi e Silvana Saudino hanno inseguito questo sogno, dopo aver affrontato innumerevoli difficoltà lo scorso gennaio sono finalmente convolati a nozze. Il regista Stefano Lisci racconta questa storia d’amore in un film, realizzato dalla Cooperativa 19.
“Ci siamo, il film è pronto dopo ben tre anni di lavorazione”, annuncia il sardo e bolzanino d’adozione Lisci, già regista del film “Bar Mario”. “Luca e Silvana” ora sarà proiettato ai festival per poi essere distribuito anche nei cinema. “Lavorare con loro è stato interessante, anche per questo aspetto di imprevedibilità. Un’esperienza davvero bella e unica”, confessa Lisci.
In mostra i Queen immortalati da Denis O’Regan’Helicopter’s days’ dal 12/12 alla galleria Ono arte di Bologna
BOLOGNA10 dicembre 201911:30
– I Queen all’apice del loro splendore immortalati dal fotografo britannico Denis O’Regan: la galleria Ono arte di Bologna presenta dal 12 dicembre all’1 febbraio la mostra ‘Helicopter’s days’, 40 foto con una sezione dedicata ai Queen e una sugli artisti che O’Regan, 66 anni, tra i principali collaboratori del New Musical Express e fotografo ufficiale del Live Aid, ha immortalato in carriera (David Bowie, U2, Amy Winehouse, Rolling Stones, Bob Marley fra i tanti).
Quando O’Regan vide per la prima volta i Queen in concerto era il dicembre 1973 e la band suonava come gruppo di spalla dei Mott the Hoople all’Hammersmith Odeon di Londra. Tredici anni dopo, il 9 agosto 1986, i Queen avevano raggiunto l’apice della fama diventando il più importante fenomeno socio-culturale del pianeta e, a grande richiesta, il gruppo fu costretto ad annunciare una data in più in all’interno del ‘The Magic Tour’, che era andato sold out immediatamente. Fu così che, al Knebworth Park a nord di Londra, suonarono per un pubblico di circa 115.000 persone. A causa del grande traffico attorno al luogo del concerto, i Queen dovettero arrivare in elicottero.
Per poter scattare le foto che sarebbero diventate tra le più famose della rock band britannica, Denis O’Regan si recò in un aeroporto locale e la band affittò per lui un elicottero con pilota, in modo che potesse scattare loro le foto mentre volavano da Londra. “Nella mia foto più importante dei Queen, i Queen non si vedono”, avrebbe detto più tardi: “ma questo è anche la testimonianza di quanto fossero diventati grandi. E l’elicottero parlava per loro”. O’Regan, fotografo ufficiale del tour, ha firmato scatti sul palco e nel backstage in ogni città europea che i Queen hanno visitato quell’estate, incluse due serate allo stadio di Wembley a Londra, ognuna delle quali con 85.000 persone. Uno dei più famosi è il grandangolo di Freddie Mercury che indossa la sua famosa corona d’oro, un braccio alzato al cielo e il mantello regale drappeggiato sulle spalle.
In Italia nel 2020 il miglior film animazione agli Efa’Bunuel – Nel labirinto delle tartarughe’ da vera storia regista
10 dicembre 201912:29
– Uscirà in Italia nei primi mesi del 2020 “Buñuel – Nel labirinto delle tartarughe”, il film di Salvador Simó che ha vinto il premio per la Miglior Animazione Europea 2019 agli EFA – European Film Awards. Il film d’animazione, già pluripremiato in numerosi festival internazionali, tra cui l’Annecy International Animated Film Festival, è tratto dalla vera storia del maestro del cinema surrealista spagnolo Luis Buñuel (1900-1983).
Dopo essere stato allontanato dall’industria cinematografica francese, in seguito allo scandalo suscitato dal suo film “L’Age D’Or”, diretto nel 1930 insieme al celebre pittore Salvador Dalì, Luis Buñuel decide di documentare in un film la vita in una delle zone più povere della Spagna, Las Hurdes. Aiutato economicamente dal suo amico scultore Ramón Acín, dopo un’incredibile vittoria alla lotteria, il regista si imbarca in un’impresa complicata e sconvolgente. In una suggestiva combinazione di animazione ed estratti di immagini e musiche dall’opera filmica originaria, l’opera racconta un’avventura affascinante e drammatica, dalla quale emerge uno spaccato della vita del grande regista, alla ricerca di una sua libera espressione artistica.
“Buñuel – Nel labirinto delle tartarughe” tratto dal graphic novel di Fermín Solís “Buñuel in the Labyrinth of the Turtles” e diretto da Salvador Simó, scritto da Eligio Montero e Salvador Simó, prodotto da Sygnatia, The Glow, Submarine, Hampa Studio, Telemadrid, Canal Extremadura Tv, arriverà in selezionati cinema italiani con la Draka Distribution di Corrado Azzollini.
Casa Bellonci, i segreti dello Strega in un museo Lavori al via a gennaio. Franceschini, itinerari turismo colto
10 dicembre 201920:28
Casa Bellonci, anima del Premio Strega, luogo mitico della votazione della cinquina, diventa una casa Museo. L’appartamento romano che dal 1951 ha ospitato le riunioni degli Amici della domenica (la giuria del premio), dove sono passati Moravia, Flaiano e i grandi della letteratura italiana del secondo Novecento, con un patrimonio librario di 24 mila volumi e una collezione di opere pittoriche e grafiche di artisti come Mafai, Cagli, De Pisis, tornerà a splendere mantenendo l’aspetto originario, con nuove dotazioni tecnologiche. I lavori di ristrutturazione conservativa “cominceranno a gennaio 2020 e dureranno circa un anno” ha annunciato il direttore della Fondazione Bellonci, Stefano Petrocchi, nell’appartamento di Via Fratelli Ruspoli, a Roma, alla presenza del ministro dei Beni Culturali e del Turismo, Dario Franceschini.”Recuperare Casa Bellonci, questo luogo straordinario, unico, per trasformarlo in una casa museo è un’idea bellissima. In Italia c’è un grande bisogno, come è avvenuto in altri Paesi, di avere degli itinerari letterari che passino anche attraverso le abitazioni di grandi scrittori italiani e che consentano di puntare a un turismo colto, intelligente, che viene in Italia a cercare e rispettare la bellezza e di cui abbiamo bisogno” ha sottolineato il ministro. “E’ davvero una bella cosa che vorrei fosse capofila di un grande intervento di recupero. Io soffro ancora a pensare che, mi pare verso la fine degli anni Novanta, la casa di Giorgio Bassani , quella della famosa magnolia, fu venduta e oggi ci sono degli appartamenti. Era a 100 metri da casa mia, vedevo la mamma di Bassani camminare, andare a fare la spesa. Bassani giocava nei campi da tennis dietro casa mia con mio padre, con Antonioni” ha raccontato il ministro.Una volta finiti i lavori, “tornerà a essere anche la sede della prima votazione del Premio Strega, non sarà soltanto una casa museo” ci ha tenuto a dire il direttore della Fondazione, Stefano Petrocchi. E il presidente della Fondazione, Giovanni Solimine, in un videomessaggio ha sottolineato: “ci è sembrato importante che le testimonianze di un’intensa vita culturale conservate da Casa Bellonci non fossero riservate solo ai frequentatori abituali di questo luogo, ma fossero messe a disposizione di un pubblico più vasto. Ciò è possibile grazie al sostegno generoso di BPER Banca, che da anni affianca la Fondazione nelle sue attività, e a quello delle istituzioni nazionali e regionali che ci stanno aiutando nel valorizzare il patrimonio librario, artistico e documentario della Fondazione”.”I lavori costeranno complessivamente 75 mila euro: 35 mila euro vengono dalla Regione Lazio e il resto da Bper Banca” ha spiegato Petrocchi e precisato che “la cifra riguarda i lavori strutturali. I 24 mila volumi della biblioteca di Casa Bellonci, comprese moltissime preziose prime edizioni, saranno trasferiti durante i lavori alla Biblioteca Nazionale Centrale di di Roma”. L’architetto che se ne occuperà è Patrizia del Vescovo. “Siamo davvero orgogliosi che la Fondazione faccia parte degli Istituti Culturali del Lazio, una rete che raccoglie 43 luoghi in cui si tutelano e si raccontano l’arte, la letteratura, la storia, i territori e le tradizioni. Un patrimonio di immenso valore che la nostra amministrazione si sta impegnando a sostenere al meglio grazie a uno stanziamento di oltre 1 milione di euro nel 2019 destinato a lavori di ristrutturazione e acquisto di beni e attrezzature, ma anche al sostegno delle strutture e alla realizzazione di iniziative culturali” ha affermato il Capo di Gabinetto della Regione Lazio, Albino Ruberti. “La scelta di contribuire al progetto di ristrutturazione e musealizzazione di Casa Bellonci rafforza il nostro legame con la Fondazione in un’ottica di partneship ispirata a valori condivisi” ha sottolineato Stefano Rossetti, vice direttore generale vicario di BPER Banca che da anni sostiene il Premio Strega.”La Biblioteca Nazionale Centrale di Roma si occuperà sia della conservazione dei libri sia di effettuare un censimento conservativo dei materiali. Purtroppo come le opere d’arte i libri hanno subito dei processi di fotolisi, la luce ha danneggiato sia le copertine sia la composizione chimica della carta che si è annerita. Ci piacerebbe che le dediche ai Bellonci e le postille alle opere confluissero nel nostro portale nella sezione riservata alle dediche” ha spiegato il direttore della BNCR, Andrea De Pasquale. Del patrimonio artistico si occuperà la storica dell’arte e componente del Cda della Fondazione Bellonci, Raffaella Morselli che ha sottolineato: “gli oggetti della collezione sono cresciuti con la storia della casa. Goffredo era il vero appassionato d’arte”.
Peta Usa premia Save the duck come azienda dell’anno 2019Il brand di abbigliamento è stato scelto per i piumini ‘vegani’
10 dicembre 201913:32
– Il brand Save the duck è stato nominato dall’associazione animalista Peta Usa azienda dell’anno 2019. Il marchio è stato scelto e premiato – spiega una nota di Peta Usa – “per i suoi piumini ‘vegani’, per suoi capi caldi ed eleganti senza piume. Per aver espanso il mercato dell’outwear vegano di lusso in tutto il mondo ed aver risparmiato ad innumerevoli uccelli l’agonia di avere le loro piume strappate nella crudele industria dei piumini”. “Invece di usare piume nelle giacche, Save the Duck ha aperto la strada alla rivoluzionaria tecnologia di isolamento Plumtech. All’inizio di quest’anno, il brand con sede a Milano ha aperto il suo primo negozio in Asia – specificamente in Cina, il principale fornitore di piume al mondo – ed è stato il primo marchio di moda italiano a ottenere l’ambita certificazione B Corp, riservata ai “migliori performers a livello sociale e ambientale”. “Non capivo perché l’industria – spiega il fondatore dell’azienda Nicolas Bargi – continuasse a usare le piume nelle giacche. Avevo una coscienza”.
“Sotto tutti i punti di vista, l’abbigliamento di Save the Duck vola molto più in alto delle altre aziende di abbigliamento da esterno che pigre e poco creative, si affidano a pellicce e piume di animali maltrattati e macellati”, aggiunge la presidente Peta Ingrid Newkirk – Peta sta riconoscendo questa azienda sostenibile per i suoi piumini perfetti che dimostrano che il futuro della moda è vegano. Solitamente nell’industria dei piumini gli operai stringono gli uccelli tra le ginocchia quando sono ancora vivi, strappano manciate di piume mentre gli animali lottano e gridano per il dolore. Le penne degli animali vengono tirate così violentemente che la loro pelle si squarcia, lasciandole con ferite aperte che poi vengono cucite, senza dare agli animali alcun antidolorifico. Un’indagine della Peta in questo settore industriale in Cina ha documentato che i lavoratori delle aziende agricole connessi a società certificate sostenibili e responsabili hanno lasciato le oche e le anatre ferite a morire lentamente. Uccelli morti sono stati trovati in decomposizione in gabbie e stagni, altri sono stati gettati via come spazzatura”.
S. Cecilia, Dudamel malato, Gerts sul podio in tournèèNei concerti italiani a Torino, Brescia, Udine e Rimini
10 dicembre 201914:50
Il direttore venezuelano Gustavo Dudamel è costretto a rinunciare ai concerti per motivi di salute: il maestro estone Mihhail Gerts guiderà l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia nella tournée italiana che farà tappa a Torino (il 10 dicembre, al Lingotto), Brescia (l’ 11 al Teatro Grande), Udine (il 12 al Teatro Giovanni da Udine), e Rimini (il 14 al Teatro Galli). Nelle date in cartellone saranno proposti la Sinfonia dalla Semiramide di Rossini, la Sinfonia n. 2 di Schubert e la Sinfonia n. 1 di Brahms. L”opera di Rossini è famosa per essere l’ultima composta per i teatri italiani (1823), prima del trasferimento a Parigi, ma anche per la sua Sinfonia iniziale, considerata una delle più complesse ed elaborate che il compositore pesarese abbia mai scritto. Della Sinfonia n. 1 di Brahms. Il critico Eduard Hanslick nella sua recensione alla prima esecuzione di Vienna del 1876 aveva richiamato più volte il tardo stile di Beethoven, di cui la neonata composizione testimoniava la diretta continuità, mentre il celebre direttore Hans von Bülow la definì la «Decima di Beethoven». Infine, la Sinfonia n. 2 di Schubert, opera che manca dal cartellone ceciliano dal 1996, non fu mai eseguita quando l’autore era in vita. Acclamato dalla critica per la sua “straordinaria precisione”, Mihhail Gerts si è distinto per recenti debutti di con la Royal Liverpool Philharmonic, BBC Symphony Orchestra e Orchestre Philharmonique de Radio France e collabora regolarmente con orchestre come la RTÉ National Symphony Orchestra, la Sinfonia Varsovia, la National Philharmonic of Russia e la Estonian National Symphony Orchestra.
Piazza Fontana: ‘Io ricordo’, fiction Rai per 50/o strageGiovanna Mezzogiorno interpreta la figlia di una vittima
MILANO10 dicembre 201915:01
– “Io ricordo Piazza Fontana”, in onda su Rai1 in prima serata il 12 dicembre, 50/o anniversario dell’eccidio che causò 17 morti e oltre 80 feriti nel 1969 nella Banca Nazionale dell’Agricoltura a Milano, trae il titolo da un telegramma che la famiglia di Pietro Dendena, una delle vittime, inviò al Presidente della Repubblica dopo i tanti “non ricordo” dei politici italiani nel processo di Catanzaro.
La docufiction è prodotta da Rai Fiction e Aurora e sono Nicole Fornaro e Giovanna Mezzogiorno a interpretare il ruolo di Francesca, figlia di Pietro Dendena, da giovane e in età adulta.
Obiettivo è per la prima volta raccontare la strage dal punto di vista dei familiari delle vittime. Francesca, a 17 anni, lottò per fare chiarezza sui colpevoli con l’Associazione Famigliari Vittime di Piazza Fontana che confluì nell’Associazione delle Vittime delle Stragi. Testimonianze anche di Bruno Vespa, del prefetto Achille Serra, del magistrato Guido Salvini e dell’avvocato dei familiari Federico Sinicato.
Cinema: progetto Flashback fa rivivere filmati amatorialiHa collaborato a prima serie del film ‘L’Amica Geniale’
TORINO10 dicembre 201915:04
– Fare rivivere i filmati amatoriali del passato per riportare in vita immagini, ricordi e momenti storici. È l’obiettivo di Flashback, progetto sociale per il recupero della memoria audiovisiva. Un laboratorio di restauro e digitalizzazione in 4K di pellicole cinematografiche nei formati 8 mm, super8, 9,5 mm, 16 mm, creato grazie al progetto del Comune FaciliTo. Fornisce a privati cittadini, ma anche a istituzioni e aziende servizi ad alta professionalità “Siamo gli unici in Piemonte ad avere questa tecnologia che consente di digitalizzare anche film molto danneggiati. Il nostro non vuole essere solo un servizio, ma uno spazio aperto dove trovare insieme le soluzioni migliori”, spiega Paolo Rapallino, responsabile del progetto e socio di Zenit Arti Audiovisive, da cui è nata con una sorta di spin off Flashback.
Tra le attività svolte c’è la collaborazione all’ultima puntata del film L’Amica geniale e, per la seconda serie, in onda su Rai1 a inizio 2020, la realizzazione del trailer con pellicole super8.
Libri: NYT, “Effetto Ferrante” su scrittrici italiane”Scossone establishment letterario” tra premi e traduzioni
NEW YORK10 dicembre 201915:23
– Effetto Elena Ferrante: secondo il “New York Times”, le scrittrici italiane sono in ascesa e, grazie al successo dell'”Amica Geniale” e degli altri romanzi napoletani della sua elusiva autrice, stanno provocando uno scossone nell’ establishment letterario nazionale dominato dagli uomini.
“Scrittrici stano vincendo premi prestigiosi, vengono tradotte e vendono libri”, scrive il quotidiano americano, secondo cui questi risultati “hanno aperto un dibattito su cosa costituisce letteratura in un paese dove la virtuosità autoreferenziata viene spesso privilegiata rispetto alla narrazione, la risonanza emotiva e temi come il sessismo e i ruoli di genere”.
“Una volta eravamo piu’ riluttanti a scrivere di certi argomenti per non restare etichettate come ‘roba da donna'”, ha detto al “New York Times” Veronica Raimo, autrice del romanzo “Miden” tradotto quest’anno in inglese come “The Girl at the Door”. Secondo la Raimo, “l’idea era che storie raccontate da donne non potessero essere universali, ma questo sta cambiando”.
Tra le altre autrici protagoniste del cambiamento c’e’ anche Helena Janeczek, che dopo aver pubblicato libri per decenni, l’anno scorso e’ diventato la prima donna in 15 anni a vincere un premio Strega per “La ragazza con la Laica”.
E sempre il “Times” ricorda che negli ultimi due anni, romanzi di autrici donne hanno conquistato circa la meta’ delle classifiche dei top 20 italiani per la fiction, il doppio rispetto al 2017. Effetto Ferrante anche sul rinnovato interesse per i classici della letteratura al femminile: una nuova traduzione di “Lessico Familiare” di Natalia Ginzburg e’ uscita nel 2017 e altri tre romanzi sono stati ripubblicati quest’anno, due dei quali in nuove traduzioni. Stessa sorte per Elsa Morante, che la Ferrante ha citato come fonte di ispirazione, con una nuova traduzione del classico “L’Isola di Arturo”.
Morta Marie Fredriksson, la cantante dei RoxetteAveva 61 anni, era malata da tempo
11 dicembre 201907:30
Marie Fredriksson, la metà femminile del duo pop svedese Roxette, è morta all’età di 61 anni.Fredriksson formò i Roxette con Per Gessle nel 1986. I due pubblicarono il loro primo album lo stesso anno per poi raggiungere il successo internazionale alla fine degli anni ’80 e nei ’90.
I can’t believe it😢, this song & Roxette kept my mind straight when I was in #DesertStorm and a US Airman @ the al’Jubail airport re-introduced Roxette to me. Got me through some real tough times. I’m forever grateful for #MarieFredriksson, #RestInPower
L’artista è morta lunedì “per le conseguenze di una lunga malattia”. “È con grande dispiacere che dobbiamo informarvi della scomparsa di una delle più grandi e amate artiste”, ha dichiarato la sua agenzia di management.
Marie Fredriksson si ammalò nel 2002 e le fu diagnosticato un tumore cerebrale.
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Gabinetto Vieusseux festeggia 200 anni
Presentato calendario di mostre, pubblicazioni e incontri
FIRENZE10 dicembre 201915:54
– Compie 200 anni, e festeggia con un calendario di eventi il Gabinetto Vieusseux di Firenze.
Fondato nel 1820 per volere di Giovan Pietro Vieusseux, ha attirato letterati come Stendhal, Gide e Dostoevskij ed è stato il luogo di incontro tra Leopardi e Manzoni. Ancora oggi è un centro di ricerca e studio: conserva più di 150 archivi.
Per celebrare i due secoli presentato un calendario di mostre, pubblicazioni e conferenze in programma il 2020 e il 2021. Tra gli eventi ‘Il Novecento negli autografi dell’Archivio contemporaneo’, esposizione con rarità archivistiche e bibliografiche di personalità quali Montale, Ungaretti, e Pratolini, ‘Scrivere e riscrivere. L’Archivio delle scrittrici del nuovo millennio’, ospiti tra le altre Michela Murgia e Silvia Avallone, ‘Sotto una buona stella. Giovan Pietro Vieusseux a Firenze’, incontri per approfondire momenti significativi della storia del Gabinetto e ‘1820-2020 storia di #10 parole’ per leggere il nostro tempo attraverso parole come cui Europa, migrazione, progresso ed educazione.
Papa Bergoglio, un film sulle sue origini di migrante italianoIn sala il documentario ‘Il nostro Papa’ di Spagnoli e Lupi
10 dicembre 201920:48
Arriva in sala con l’Istituto Luce il 16 e il 17 dicembre – in coincidenza con il compleanno del Pontefice (il 17 dicembre) – il film-documentario Il Nostro Papa, diretto da Marco Spagnoli e Tiziana Lupi. Una sorta dì mockumentary tratto dall’omonimo libro a firma della stessa Lupi che mette al centro di tutto la natura di migrante di Papa Bergoglio. Senza l’emigrazione della sua famiglia in Argentina, fa capire più volte il filmato, oggi in Vaticano non ci sarebbe nessun Papa Francesco. Una tesi, quest’ultima, che percorre tutto il documentario nello spirito che la storia si ripete sempre. Così quella parte d’Italia oggi che è intollerante verso la migrazione non sa di aver avuto degli antenati migranti che hanno subito la stessa intolleranza e pregiudizi. Il film intreccia allo stesso tempo immagini storiche, interviste, memorie pubbliche e private del percorso e del pontificato di Jorge Mario Bergoglio. Ci sono cosi materiali d’archivio (dell’Istituto Luce, degli archivi Vaticani e della Fondazione Ansaldo tra gli altri) e una parte di pura fiction con protagonista Iago Garcia (Il segreto, Non dirlo al mio capo) , un attore sulle tracce di quel Papa Bergoglio che deve interpretare. Tutto parte da Genova, dove si sono imbarcati verso l’Argentina milioni di italiani, con Massimo Minella esperto di storia delle migrazioni dall’Italia all’Argentina tra ‘800 e ‘900 che ci racconta questa storia poco conosciuta. Il nostro Papa ripercorre così la storia della famiglia Bergoglio a partire dalle sue origini italiane e dall’emigrazione in Argentina, che l’ha vista, tra l’altro, scampare a un terribile naufragio (quello della Principessa Mafalda). Nel docu poi anche più di un intervento del Papa, sempre sul tema emigrazione, nel segno di “quel perché loro e non noi” che indica come il nostro destino favorevole ci dovrebbe far riflettere. Il film – co-produzione tra Italia e Argentina, prodotta da Mario Rossini per Red Film e Antonio Cervi per Lazos de Sangre, in collaborazione con Rai Cinema – dovrebbe approdare su Raiuno il prossimo anno e sarà visto quanto prima dallo stesso Papa Bergoglio. “La nostra sembra una favola, ma è solo quanto accaduto alla famiglia di Francesco e allo stesso Papa, un uomo che per impegno e dedizione merita solo rispetto e attenzione, ma anche una sconfinata ammirazione per la sua semplicità e la sua determinazione a cambiare lo stato delle cose. Per i poveri, certo, ma anche per gli umili, gli offesi, i piccoli, i deboli, gli uomini e le donne che non godono della protezione di niente e di nessuno”, dicono Spagnoli e Lupi nelle loro note di regia. E ancora i registi: ‘È il racconto delle origini del Papa: una sorta di prequel ideale a quanto sappiamo o crediamo di conoscere di lui”.
Bill Cosby perde l’appello su condanna per violenza sessualeLa causa era basata su altre 5 testimoni dell’accusa
NEW YORK10 dicembre 201918:47
Bill Cosby ha perso l’appello sulla condanna per violenza sessuale. Una corte d’appello della Pennsylvania ha respinto la richiesta dell’attore di annullare la sentenza di primo grado che era basata sulla decisione del giudice di lasciare testimoniare altre cinque accusatrici. Gli avvocati di Cosby sostenevano che il magistrato aveva impropriamente permesso alle cinque donne di essere sentite nel nuovo processo dell’anno scorso, ma il tribunale ha affermato che la legge statale consente la testimonianza se questa mostra che Cosby aveva un modello ben determinato nel drogare e molestare le sue vittime. L’attore 82enne deve scontare una pena detentiva compresa tra i tre e i dieci anni per l’episodio avvenuto del 2004 nella sua casa di Filadelfia, che lui sostiene sia stato consensuale.
Last Christmas, lezioni pratiche per amarsiGeorge Michael colonna sonora film romantico con Emilia Clarke
10 dicembre 201920:49
Imparare a riamare se stessi per essere in grado di amare anche gli altri: è la lezione pratica scandita con humour e delicatezza, utilizzando come colonna sonora circa 15 canzoni (compreso un inedito) di George Michael da solista e con gli Wham! (a cominciare da quella evocata dal titolo), in Last Christmas di Paul Feig, commedia romantica delle Feste con Emilia Clarke e Henry Golding, in sala dal 19 dicembre con Universal. Un viaggio di sentimenti, che non si ferma alla classica storia d’amore infiocchettata dall’atmosfera natalizia ma che vuole parlare di “come usare il cuore, come vivere e come amare sé stessi” e di “come ci comportiamo, come ci prendiamo cura dell’altro” in un mondo moderno “in cui è così difficile non farsi distrarre” spiega nelle note di produzione la due volte premio Oscar Emma Thompson che del film è cosceneggiatrice (il soggetto l’ha scritto con il marito Greg Wise), oltre che coproduttrice e cointerprete. Un racconto costruito sulla stella emergente Emilia Clarke (Daenerys Targaryen, ‘madre dei draghi’ in Il trono di spade e eroina da dramma romantico nel campione d’incassi Io prima di te), nei panni di Katarina detta Kate che lavora (si fa per dire) come commessa, vestita da elfo, in un negozio di decorazioni natalizie sognando di diventare attrice. La ragazza, reduce da un’operazione molto seria, è alle prese con un periodo di piccoli ma continui disastri personali che la costringe anche a tornare a vivere in famiglia (i suoi sono immigrati in Gran Bretagna 25 anni prima dalla Ex Yugoslavia per sfuggire alla guerra). L’incontro con l’ottimista e ben più pacato Tom (Golding), porta Kate, fra incursioni su piste del ghiaccio, esplorazioni di giardini segreti e rifugi per senzatetto, a comprendere di dover cambiare prospettiva. Emma Thomspon (già fra i volti di un altro classico delle Feste, Love Actually) regala alcuni dei momenti più divertenti nei panni della ossessiva e autoritaria mamma della protagonista, Petra, che vive in una perenne atmosfera di dramma autoinflitto ed è terrorizzata dalla Brexit. Nel cast fra gli altri, anche Michelle Yeoh, nel ruolo della severa ma comprensiva proprietaria del negozio dove lavora Kate. Una bottega dove tra lucette per l’albero e vischio si può trovare proprio di tutto, da Bambin Gesù in scala 1:1 a gibboni giocattolo che cantano Last Christmas, a mini presepi alternativi in versione techno. L’idea base del film, ispirarsi a un evergreen degli Wham! Last Christmas era nata otto anni fa e George Michael, scomparso prematuramente nel 2016,era entusiasta dell’idea ma aveva posto come condizione proprio il coinvolgimento di Emma Thompson (che uno dei suoi due Oscar, l’ha vinto come sceneggiatrice di Ragione e sentimento) nel film. “George era un uomo molto gentile che amava l’idea della storia … – spiega Emma Thompson – e gli elementi di coscienza sociale in essa contenuti, perché ne era sempre molto coinvolto”. Dopo la morte del cantautore, l’amico d’infanzia e manager del musicista, David Austin ha spiegato ai realizzatori quanto fosse importante per George Michael il film e li ha incoraggiati ad andare avanti, permettendogli anche di utilizzare un brano inedito, ‘This Is How (We Want You To Get High)’.”Il film non è un musical ma le canzoni di George influenza tutta la storia – dice il regista Paul Feig -. Ci sono un paio di parti dove gli attori interagiscono con la sua musica e altre dove la musica guida o accompagna il racconto”.
Venere in fur riciclata e rimessa a modelloDoppia vita per la pelliccia da The Attico
10 dicembre 201917:04
– La nuova Venere in pelliccia di TheAttico, in linea con il concetto di upcycled, indossa pellicce vintage ricondizionate, a cui è stata data nuova vita dalle designers del marchio di abbigliamento, attraverso l’utilizzo di nuovi bottoni e di una nuova fodera, così come i cristalli Swarovski utilizzati sono di fatto delle rimanenze. Tutto ha un’aria retrò come le immagini e il video di Kinoproby, dove la modella sembra rivivere in un flashback. Call me back sussurra al telefono la ragazza pettinata in stile anni Quaranta, mentre sembra uscire da un vortice rosso e ipnotico.
Le scene notturne che abita sono ricordi di momenti che ha già vissuto o premonizioni di situazioni che sta per vivere. Eccola davanti ad una macchina, nel bosco, oppure intenta a camminare sulla moquette rossa dello stretto corridoio di un albergo.
Eccola di nuovo davanti ad un jukebox, indecisa sulla canzone da suonare. Venus in furs è la sua scelta, insolente. Infatti, indossa una pelliccia: un pezzo unico, parte di una selezione di sei oggetti unici, scelti personalmente dalle stiliste Gilda Ambrosio e Giorgia Tordini e rivisti in chiave The Attico: forme, fodere, bottoni. In piedi su tacchi a spillo ricamati, la donna è un tripudio di allure. Qualcosa, però, è diverso. Il cappotto che indossa, come i cristalli Swarovski leftover che adornano le sue scarpe, hanno avuto una vita precedente, proprio come i suoi ricordi. La filosofia di The Attico in questa speciale capsule collection rappresenta il secondo capitolo dedicato all’ esplorazione di materiali e tessuti upcycled, dopo la collaborazione con il brand di denim Re/Done. Sigilla il messaggio in Lipsynch matt, cherry pink: una speciale tonalità di rossetto sviluppata con il marchio eco-conscious La Bouche Rouge, contenuta in una custodia in pelle vegana.
Nike si tuffa nella “modest fashion”linea per nuoto oltre il burkina coincide con mostra a NY
NEW YORK10 dicembre 201917:12
– Mentre da San Francisco la grande mostra sulla “modest fashion” si prepara a volare a New York, la Nike si tuffa in piscina con una nuova collezione dedicata alle donne di fede islamica e ai loro comportamenti “pudici” quando si trovano in pubblico.
Al di là del puro stimolo fisico, ciò che rende speciale il nuoto e gli sport acquatici è la sensazione di connessione con l’acqua: la libertà dell’assenza di gravità, la pace della fluidità intorno a tutto il corpo. È con questo spirito che questa settimana Nike ha presentato la sua nuova linea Victory Swim Collection disponibile dal primo febbraio su nike.com e presso rivenditori selezionati in tutto il mondo. L’ispirazione iniziale e’ venuta dal feedback delle atlete al Nike Pro Hijab, il primo hijab sportivo professionale introdotto due anni fa.
“Più ascoltavamo, più vedevamo possibilità di aiutare le atlete in nuove dimensioni, progettando in modo inclusivo e per far si’ che sempre piu’ donne si sentano a proprio agio a praticare sport”, spiega Martha Moore, vicepresidente e direttore creativo Nike.
La collezione, che comprende il costume da bagno premium Nike Victory Full-Coverage completato da capi accessori per il nuoto quali Nike Victory Swim Hijab, Nike Victory Swim Tunic Top e Nike Victory Swim Leggings, introduce performance innovative nella linea di costumi da bagno pensate per le atlete che desiderano potersi muovere liberamente in acqua pur restando completamente coperte. Tra le tecnologie adottate, una e’ ispirata a come gli squali aprono la bocca mentre nuotano per contrastare la resistenza opposta dagli strati di tessuto al libero movimento nell’acqua.
Il lancio della linea Victory precede di poche settimane l’arrivo il 28 febbraio al Cooper Hewitt di New York dei una nuova edizione della mostra sulla “modest fashion” dei Fine Arts Museum di San Francisco: uno spaccato di diverse interpretazioni del lusso, della streetwear e della haute couture nel mondo islamico che l’anno scorso aveva messo in catalogo anche il Pro Hijab della Nike.
Musei: ‘il futuro dimenticato’ in 3D su progetti di BolognaDalla torri di Kenzo Tange alla Manifattura delle Arti
BOLOGNA10 dicembre 201917:35
– Il Pilastro, la Manifattura delle Arti, le torri di Kenzo Tange per un viaggio virtuale nei progetti urbanistici che hanno modellato la città di Bologna.
Nasce per raccontare la città e il suo progetto di futuro, le sue aspirazioni, le visioni dell’avvenire ‘Il futuro dimenticato’, la nuova sala del Museo della Storia di Bologna che ospita l’applicazione di realtà virtuale ideata da Fabio Roversi Monaco e Marco Roccetti, e progettata da Loop e WhatWeare.
Con l’utilizzo di visori, si ha accesso ad un ‘volo’ all’interno di un ambiente stilizzato e ricostruito in 3D, con voce narrante. Il primo percorso, ‘Il futuro realizzato’ (nel 2020 ne seguirà un altro) mostra tre progetti, a cominciare dalle torri di Kenzo Tange del fiera district. Poi la Manifattura delle Arti, nel vecchio porto sul canale Navile; infine il quartiere Pilastro, progetto di edilizia popolare in periferia inaugurato nel 1966.
Libri: “Buon compleanno Susanna” per festeggiare TamaroScrittrice dona a Fondazione pc di “Và dove ti porta il cuore”
ORVIETO10 dicembre 201918:05
– Sessantadue anni all’anagrafe, 30 di carriera e di vita nell’orvietano, 30 libri pubblicati: Susanna Tamaro si appresta a festeggiamenti importanti in occasione del suo compleanno, il 12 dicembre. “Buon compleanno, Susanna” è infatti l’evento in programma proprio quel giorno presso il Vetrya corporate campus di Orvieto, durante il quale, per celebrare le varie ricorrenze personali e professionali, la scrittrice consegnerà alla Fondazione Luca e Katia Tomassini, fondatori dell’azienda digital, il Mac originale del 1992 con il quale ha scritto il suo successo editoriale più conosciuto, ‘Va’ dove ti porta il cuore’.
L’appuntamento sarà seguito dal concerto della maestra Elisa Casasole.
“Quest’anno voglio condividere questa gioia con i miei lettori” ha scritto Tamaro ‘promuovendo’ l’evento sui social.
“Ci sarà un piccolo concerto – ha aggiunto – e poi vi racconterò un po’ di cose di questi 30 anni. E naturalmente ci sarà la torta”.
“Il computer è per uno scrittore non dissimile da quello che il pennello è per un pittore, o uno strumento musicale per un musicista” commentano Luca e Katia Tomassini. “Il nostro Corporate campus – aggiungono – è stato costruito con l’intento di diventare un punto di riferimento per il territorio in materia di innovazione, ed è per questo che siamo orgogliosi del fatto che una delle più grandi scrittrici italiane lo abbia scelto per celebrare la propria carriera. Il Macintosh che ha deciso di donare alla nostra Fondazione, con il quale è stato scritto il capolavoro ‘Va’ dove ti porta il cuore’, sarà il fiore all’occhiello delle nostre esposizioni museali, che intendono promuovere in ogni sua forma la cultura dell’innovazione, cuore pulsante dell’attività umana”.
Morta a 96 anni ‘donna’ Jolanda, mamma di Al Bano CarrisiI funerali domani pomeriggio a Cellino San marco
CELLINO SAN MARCO10 dicembre 201918:31
– La mamma di Al Bano Carrisi, ‘donna’ Jolanda, è morta oggi pomeriggio all’età di 96 anni nella sua casa di Cellino San Marco. Il cantante era molto legato alla mamma che spesso aveva coinvolto in interviste e servizi televisivi girati nella tenuta di famiglia. Per Al Bano la mamma era la colonna portante della sua vita, tanto da averla definita “la migliore donna e mamma del mondo”. I funerali si terranno l’11 dicembre i alle 16.00 nella chiesa madre di Cellino San Marco.
Ritrovato quadro a Piacenza, ipotesi Klimt rubato’Ritratto di signora’ spunta durante i lavori di ripulitura
PIACENZA10 dicembre 201918:37
– Potrebbe essere stato ritrovato il dipinto di Gustav Klimt ‘Ritratto di Signora’ rubato nel 1997 alla Galleria d’arte moderna Ricci Oddi di Piacenza.
Durante i lavori di ripulitura di un’edera che copriva una parete esterna della stessa Galleria, si è scoperta un’intercapedine chiusa da uno sportello, all’interno della quale c’era un sacco, con dentro il quadro. Una prima expertise, a quanto si apprende, avrebbe confermato che si tratta dell’opera rubata, una delle più ricercate al mondo. Sono in corso ulteriori analisi per certificarne l’autenticità.
Beyoncè in copertina su Elle, lancia Ivy Park-AdidasPer suo brand sportivo. Popstar parla anche di stress quotidiani
NEW YORK10 dicembre 201918:44
– Beyoncè è la star della copertina di Elle del prossimo numero di gennaio. L’occasione, tra le altre cose, è il lancio della collaborazione con Adidas per la sua linea sportiva. Ivy Park-Adidas debutterà ufficialmente il 18 gennaio e la popstar viene ritratta in una serie di scatti mentre indossa i capi della sua collezione. Appare in una serie di diversi contesti quotidiani come in lavanderia o al supermercato. In copertina è ritratta invece con una mise estremamente sensuale e con lunghe treccine.
Il suo brand ‘gender-neutral’ Ivy Park lanciato nel 2016 ha fatto di lei una delle donne più giovani nonché l’unica afro-americana ad avere il pieno controllo di un marchio ‘athleisure’ (abbigliamento sportivo indossato anche a lavoro, ndr). Durante l’intervista ad Elle Beyonce’ ha parlato anche dei suoi stress quotidiani come la difficoltà di far conciliare la carriera e il privato.
“Per me – ha detto – la cosa più stressante e bilanciare lavoro e privato. Fare in modo di essere per i miei bambini, accompagnare Blue a scuola, accompagnare Rumi e Sir alle loro attività, uscire con mio marito oppure essere a casa a cena con la mia famiglia. Tutto ciò è difficile mentre si manda avanti un’azienda”. Ha sottolineato anche che la domanda che più le dà fastidio è quando le chiedono se è incinta.
Leonardo: di nuovo esposto a Torino l’AutoritrattoNella Biblioteca Reale fino all’8 marzo 2020
TORINO10 dicembre 201918:47
– L’Autoritratto di Leonardo da Vinci sarà esposto fino all’8 marzo 2020 alla Biblioteca Reale nella mostra “Il tempo di Leonardo. 1452 – 1519”, organizzata dai Musei Reali. Presente fino all’estate alla Galleria Sabauda nella rassegna “Leonardo. Disegnare il futuro”, il ritratto ha dovuto rimanere per un po’ di tempo lontano dalla luce: il supporto cartaceo su cui è impresso, infatti, è delicato e ha bisogno di periodi al buio.
La nuova mostra ripercorre oltre sessant’anni di storia italiana ed europea. Il primo caveau, la Sala Leonardo, accoglie una selezione di opere di artisti italiani contemporanei a Leonardo, accanto al Codice sul volo degli uccelli. Nove disegni autografi del maestro vinciano accompagnano il celebre Autoritratto. La seconda sala presenta manoscritti miniati, incunaboli, cinquecentine, preziose carte geografiche antiche, disegni e incisioni, affiancati da un ricco corredo didascalico, per illustrare i personaggi e i principali eventi storici occorsi durante la vita di Leonardo.
Rina Lipa, sorella di Dua, in posa per Red ValentinoMa la18enne è in ascesa nel cinema
10 dicembre 201918:47
– L’attrice emergente Rina Lipa ritratta dalla famosa fotografa Sharna Osborne è la protagonista della nuova campagna per la primavera del marchio Red Valentino.
Nelle immagini Rina Lipa insieme alle modelle Celina, a Rina, Bo, e Zoe sono lasciate libere di esprimersi recitando, ballando e suonando in modo non convenzionale in una spazio che imita il teatro di una scuola. musica.
Con un’estetica immediatamente riconoscibile e una visione unica di ciò che significa catturare la figura umana, Sharna Osborne, nata in Nuova Zelanda e residente a Londra, ha creato un genere unico nel campo della fotografia della moda. La diciottenne Rina Lipa è conosciuta come la sorella minore della famosa cantante Dua Lipa. Vantando oltre 700.000 follower su Instagram, ora sta entrando sotto i riflettori come attrice emergente.
Nobel Letteratura, consegnato a Handke e TokarczukPremier Erdogan attacca, Nobel a razzista che nega Srebrenica
10 dicembre 201919:23
– Lo scrittore austriaco Peter Handke ha ricevuto, al Concert Hall di Stoccolma, il Premio Nobel per la Letteratura 2019. L’assegnazione delll’ambito riconoscimento dell’Accademia di Svezia ad Handke è stata accompagnata, fin dall’annuncio, lo scorso ottobre, da polemiche boicottaggi per le sue posizioni filoserbe e la sua partecipazione al funerale di Milosevic. Infuriate le Madri di Srebrenica e tra le defezioni quella ldi Peter Englund, membro dell’Accademia Svedese dal 2002. Il 10 dicembre è sceso in campo il presidente Erdogan che ha sottolineato: “Nella Giornata dei diritti umani, dare il premio Nobel per la Letteratura a un razzista che nega il genocidio in Bosnia Erzegovina e difende i criminali di guerra equivale a premiare le violazioni dei diritti umani” .
Consegnato anche il Nobel per la letteratura 2018 alla scrittrice polacca Olga Tokarczuk, dopo la mancata assegnazione per lo scandalo molestie che aveva travolto l’Accademia svedede l’anno scorso a Stoccolma i vincitori sul palco erano due.
Moda,Kristina Ti e Irreplaceable insiemeSpeciale ‘shop in shop’ per special edition Miami Tricolor
TORINO10 dicembre 201919:55
– Entrambe imprenditrici, mamme e torinesi. L’incontro fra Cristina Tardito ed Elisa Giordano era inevitabile. I loro marchi, Kristina Ti e Irreplaceable, sono del resto ispirati allo stesso tipo di donna: forte, sexy, indipendente.
La maglieria, caposaldo dei due brand di moda, costituisce il terreno comune per una collaborazione unica: una special edition del Miami Tricolor, iconico modello tricot di Irreplaceable Elisa Giordano, declinato in due diverse varianti con i colori tradizionali di Kristina Ti.
Per celebrare quest’unione verrà creato uno speciale “shop in shop”, con la presentazione della relativa Capsule collection, presso il flagship-store di Kristina Ti, nella centrale Maria Vittoria, a Torino. L’inaugurazione domani, mercoledì 11 dicembre, alle ore 16, con un evento esclusivo.
Piazza Fontana: Libri, Bettin-Dianese, la Strage degli InnocentiPerchè è senza colpevoli
10 dicembre 201920:18
– LA STRAGE DEGLI INNOCENTI, DI GIANFRANCO BETTIN, MAURIZIO DIANESE (FELTRINELLI- PP. 256 – EURO 17).
Alla fine degli anni sessanta, nel triangolo fra Padova, Treviso e Venezia abitano alcuni degli uomini più feroci del terrorismo italiano. Hanno un disegno: spargere terrore per instaurare un regime militare autoritario, proprio come era accaduto in Grecia con il golpe dei colonnelli.
Alle 16.37 del 12 dicembre 1969, a Milano, sotto il grande tavolo al centro della sala aperta al pubblico della Banca nazionale dell’agricoltura esplode una bomba. Diciassette persone muoiono. Centinaia rimangono ferite. Da allora sono passati anni di inchieste e decine di sentenze. Di questa strage sappiamo molto, anche se un colpevole manca.
Maurizio Dianese e Gianfranco Bettin hanno lavorato sulle carte delle indagini e dei processi, hanno intervistato protagonisti e testimoni e sono andati nei luoghi di questa lunga storia, per gettare un po’ di luce sullo spazio in cui hanno agito e si sono a lungo nascosti alcuni dei suoi personaggi principali. Chi sono gli ideologi e gli esecutori della stagione feroce in cui il rischio di perdere la nostra “democrazia difficile”, come la definì Aldo Moro, è stato altissimo? Questo è un viaggio nel capitolo più buio e violento della storia italiana, nel quale la violenza dell’estrema destra di Ordine nuovo, l’Ufficio Affari riservati del ministero dell’Interno, i servizi segreti militari, le stragi, gli omicidi e la strategia della tensione sono i tasselli che ancora oggi la giustizia non è riuscita a comporre nel quadro definitivo della verità processuale.
Beni culturali: Ascoli si candida per nuova SoprintendenzaSindaco Fioravanti scrive a Franceschini
ASCOLI PICENO10 dicembre 201920:35
– “La città di Ascoli Piceno è pronta a ospitare la Soprintendenza delle Marche Meridionali”.
Lo annuncia il sindaco Marco Fioravanti. “In merito alla lodevolissima intenzione del ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini di istituire una Soprintendenza dedicata al territorio delle Marche Sud, competente per le province di Ascoli, Fermo e Macerata – spiega -, come Amministrazione Comunale ci siamo immediatamente attivati recapitando una lettera al ministro stesso nella quale sono state evidenziate le principali specificità che possono concorrere a candidare Ascoli come sede ideale della nuova Soprintendenza. La città, inserita nel cratere del terremoto, può vantare uno straordinario tessuto artistico e culturale”. Fioravanti cita i teatri, i resti archeologici, la sezione del Museo Nazionale Archeologico, la Facoltà di Architettura, il Corso per la Diagnostica dei Beni Culturali e la rete dei Musei Civici. La città sarà inoltre capofila di due progetti culturali”.
Segre: nuova edizione ‘La memoria rende liberi’ con MentanaDiritti andranno alla Fondazione Opera San Francesco
10 dicembre 201920:43
– Esce in libreria una nuova edizione con testi inediti di ‘La memoria rende liberi’ di Liliana Segre ed Enrico Mentana. Su espressa richiesta degli autori, tutti i diritti maturati saranno devoluti alla Fondazione Opera San Francesco per i Poveri Onlus. La casa editrice Rizzoli si impegna, allo stesso modo, a versare alla suddetta Fondazione parte del ricavato proveniente dalle vendite della presente edizione.
Enrico Mentana raccoglie le memorie di una testimone d’eccezione in un libro crudo e commovente, ripercorrendo la sua infanzia, il rapporto con l’adorato papà Alberto, le persecuzioni razziali, il lager, la vita libera e la gioia ritrovata grazie all’amore del marito Alfredo e ai tre figli. Un racconto emozionante su uno dei periodi più tragici del secolo scorso che invita a non chiudere gli occhi davanti agli orrori di ieri e di oggi, perché “la chiave per comprendere le ragioni del male è l’indifferenza: quando credi che una cosa non ti tocchi, non ti riguardi, allora non c’è limite all’orrore”.
Liliana ha otto anni quando, nel 1938, le leggi razziali fasciste si abbattono con violenza su di lei e sulla sua famiglia. Discriminata come “alunna di razza ebraica”, viene espulsa da scuola e a poco a poco il suo mondo si sgretola: diventa “invisibile” agli occhi delle sue amiche, è costretta a nascondersi e a fuggire fino al drammatico arresto sul confine svizzero che aprirà a lei e al suo papà i cancelli di Auschwitz.
Dal lager ritornerà sola, ragazzina orfana tra le macerie di una Milano appena uscita dalla guerra, in un Paese che non ha nessuna voglia di ricordare il recente passato né di ascoltarla.
Dopo trent’anni di silenzio, una drammatica depressione la costringe a fare i conti con la sua storia e la sua identità ebraica a lungo rimossa. “Scegliere di raccontare – si legge nel libro – è stato come accogliere nella mia vita la delusione che avevo cercato di dimenticare di quella bambina di otto anni espulsa dal suo mondo. E con lei il mio essere ebrea”.
Ritrovato quadro a Piacenza, sarebbe un Klimt rubato’Ritratto di Signora’ rimasto nascosto per 22 anni a pochi metri
PIACENZA10 dicembre 201920:45
Era uno dei quadri rubati più ricercati del mondo. Ma dopo un furto rocambolesco alla vigilia di una mostra, il ‘Ritratto di signora’ di Gustav Klimt potrebbe essere rimasto nascosto per 22 anni e 9 mesi in un’intercapedine su un muro esterno del museo, la Galleria Ricci Oddi di Piacenza, da dove è stato rubato. Senza che nessuno se ne accorgesse e senza che chi lo aveva rubato andasse a prenderselo.
Anzi, la tela ha rischiato seriamente di finire fra i rifiuti quando un addetto ai lavori di pulizia dello spazio esterno lo ha trovato, chiuso dentro un sacco nero, in una cavità protetta da uno sportello in lamiera che nel frattempo era stata nascosta dall’edera. Nei prossimi giorni analisi più approfondite diranno una parola definitiva sulla sua autenticità, ma una prima expertise ha confermato che si tratta proprio di quel dipinto: nella parte posteriore vi sono infatti anche i timbri delle esposizioni in cui l’opera era stata esposta in passato.
Il furto della ‘Signora’ fu, nel febbraio 1997, una storia da film che finì sui giornali di tutto il mondo: del furto ci si accorse il 22 febbraio, ma probabilmente avvenne qualche giorno prima, nella confusione del trasloco di parecchi dipinti per una mostra a Palazzo Gotico dedicata proprio a Klimt. Un ritardo che causò una grave danno alle indagini.
Si avanzarono le tesi più varie e fantasiose, specie dopo che fu trovata la cornice, smontata, nello sgabuzzino di un lucernario: ci fu chi pensò a ladri acrobati, chi suppose che il dipinto fosse uscito tranquillamente dalla porta principale, approfittando del trambusto di quei giorni.
Dalla sala in cui era esposto (era ovviamente il pezzo più importante della pinacoteca) aveva fatto solo poche decine di metri, andando a finire nell’intercapedine appena fuori dalla porta del museo. Probabilmente doveva essere, nell’intenzione di chi l’ha rubato, un nascondiglio temporaneo: poi, però, forse anche per l’attenzione mediatica, la sorveglianza delle forze dell’ordine e il rischio di ricettare un’opera divenuta così celebre, i ladri potrebbero non essere mai tornati a riprenderselo.
Nel corso degli anni si sono alimentate voci e leggende su questo quadro che ne hanno alimentato il mito: dalla possibilità che fosse stato usato per riti satanici o che fosse finito in un fantomatico ‘tesoro di Craxi’ nascosto in Tunisia.
Inizialmente furono indagati gli allora custodi della Galleria, ma la loro posizione fu ben presto archiviata dal gip per mancanza di prove. Nel 2016 l’inchiesta fu riaperta dopo il ritrovamento di una traccia di dna sulla cornice, ma non ci furono particolari sviluppi.
Ora il colpo di scena che potrebbe acclarare che il dipinto, uno dei più ricercati del mondo, non si è mai mosso dalla Ricci Oddi. Ma per dirlo con certezza serviranno altri accertamenti degli inquirenti. Che proveranno anche a far chiarezza sui tanti lati oscuri di una vicenda apparentemente assurda.
Lewis Capaldi ospite al festival di SanremoIl brano Someone You Loved è da tre settimane al vertice della classifica singoli in America
12 dicembre 201910:06
E’ Lewis Capaldi il primo ospite internazionale del Festival di Sanremo (4-8 febbraio). Lo confermano fonti Rai. L’artista rivelazione scozzese, 23 anni, con il suo album di debutto Divinely Uninspired to a Hellish Extent, pubblicato nel 2019, disco più venduto dell’anno in Gran Bretagna, ha collezionato 1,5 milioni di copie vendute nel mondo e 2,6 milioni di stream. A dare il via al successo, il brano Someone You Loved, disco di platino in 20 Paesi (80 milioni di views per il video) e candidato ai prossimi Grammy Awards nella categoria Song of the Year.Il brano Someone You Loved è da tre settimane al vertice della classifica singoli in America: era dal 2016 che un artista britannico non raggiungeva la vetta della top ten Usa. Il successo del primo singolo è stato confermato dal successivo Hold Me While You Wait e dal singolo Bruises.A sostenere questo ragazzone scozzese, passato in poco tempo dal cantare nei club di Glasgow ad esibirsi sui palchi di tutta Europa (come Glastonbury) sono stati tanti amici artisti, che gli hanno dato la possibilità di farsi conoscere come supporter dei loro tour (Ed Sheeran, Sam Smith, i Bastille, Rag’n’ Bone Man e Niall Horan). Capaldi è stato anche ribattezzato l'”hardest working artist of 2019″ grazie ai 195 show tenuti quest’anno in 23 paesi (68 concerti in UK e 127 nel mondo).
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Melania Mazzucco racconta l’architettrice
La sorprendente storia dell’artista del ‘600 Plautilla Bricci
11 dicembre 201909:52
Grazie alla testimonianza dell’autore della scritta, sappiamo che ”da qualche parte, tra le fondamenta di Villa Benedetta c’è ancora la lamina di piombo che reca scritto il nome di chi la disegnò, la progettò e la costruì”: Plautilla Bricci, architettrice appunto della villa detta del Vascello sul Gianicolo nel 1663. Di lei, per secoli, non si è saputo più nulla. Una donna, allora, non poteva avere rilevanza e tanto meno fama e riconoscimento, così sarebbe difficilissimo trovare citazioni che la riguardino (pur avendo quadri esposti ai Musei Vaticani), almeno sino a una monografia di soli due anni fa, firmata da Consuelo Lollobrigida (Gangemi, pp. 190 – euro 20,40), quando Melania Mazzucco vi lavorava da oltre dieci anni, dai tempi in cui fu incuriosita da alcune notizie su questa donna mentre faceva ricerche per i suoi libri sul Tintoretto, a cominciare dal romanzo ”La lunga attesa dell’angelo”, e, a proposito della figlia di questo Marietta, sulle artiste donne del passato.
Dopo alcuni importanti romanzi molto belli nati dalla cronaca dei nostri giorni, ecco che la scrittrice premio Strega con ”Vita” nel 2003 è tornata a una narrazione storica di sorprendente ricchezza e densità, tutta in bilico tra saggio e romanzo, tra storia e invenzione, che è rilevante, data la mancanza di dati e documenti, e resa viva dall’intento di ridare un’anima, dei sentimenti, un carattere a Plautilla, cresciuta nella Roma seicentesca popolare e papalina di Borgo, che in queste pagine prende fascinosamente vita. Una Roma in cui ha grande rilevanza la divisione in classi, in cui il potere ecclesiastico si sente forte e può diventare violento: si veda il racconto fatto al giovane Giovan Francesco Romanelli da Giovanni Briccio, padre di Plautilla. Da ragazzina gracile e malaticcia si crede poco amata e sarà invece la prediletta, quella educata a essere diversa, scrivendo per lei i libri di studio che non ci si può permetter di comprare, a avere coscienza di sé, a sviluppare il suo dono d’artista, di pittrice. Quest’uomo infatti, figlio di un materassaio, è anche lui un artista eclettico e un intellettuale, pittore devoto al Cavalier d’Arpino sino a diventar fuori moda e essere dimenticato quando cambieranno i gusti, ma anche attore e autore di testi teatrali di grande popolarità ma che poco gli rendono.
Contano, nella vita di Plautilla, il fratello Basilio che le è spesso accanto, la bella sorella Albinia, e poi una suora carmelitana pittrice, Eufrasia Benedetti, che sarà il tramite col proprio fratello, l’Abate Elpidio, che diverrà uomo della sua vita in tutti i sensi pur nel continuo perdersi e ritrovarsi. Lui finisce tra l’altro importante figura a Parigi nell’entourage del Cardinal Mazzarino e poi inviato a Roma di Luigi XIV, dove darà all’amata gli incarichi prestigiosi e di cui riusciamo a saper qualcosa: un palazzo da ristrutturare per Elpidio stesso, poi la cappella in San Luigi de’ Francesi che ospita i tre Caravaggio, infine appunto la grande villa barocca del vascello a san Pancrazio, che sembra proprio una nave e che resterà distrutta dalle cannonate francesi durante l’estrema difesa della Repubblica Romana nel 1849 che, saltando quasi due secoli, è un po’ la conclusione del romanzo.
Un romanzo, quindi, molto ricco di storie, invenzioni, ricostruzioni, frutto di lunghe ricerche (di cui una nota finale dà notizie), che riesce a immetterci, tra miserie e grandezze, nella vita sociale, storica e culturale della Roma di quegli anni, ma anche in quella artistica assai ricca e ci introduce, attraverso i grandi autori alla pittura dell’epoca col suo mutare di stili, citando rari documenti e brani letterari, ma soprattutto ci coinvolge grazie alla vivida figura della protagonista, che grazie alla forza della letteratura trova quella verità di fatti e d’essere andati perduti, ridando proprio posto e valore a Plautilla, attraverso la quale Melania Mazzucco riscatta tutte le donne artiste volutamente dimenticate, anche se oggi si è cominciato ad andare a ritirarle fuori dal buio in cui sono sepolte. Non a caso forse si cita di sfuggita anche la Gentileschi, quella ”Artemisia” con cui Anna Banti nel 1947 fu anticipatrice di tante letterarie reinvenzioni e rivalutazioni.
Renoir, maestro di vita e coloreIl ritratto del pittore nel volume antologico cura di Monia Rota
11 dicembre 201919:54
AA.VV., IL GRANDE RACCONTO DI RENOIR, a cura di Monia Rota (Edizioni della Sera, pp. 200, 15 euro).
Difficile non perdersi nei giochi di luce, i colori vibranti, nelle figure eteree e umanissime, e le particolarissime, affascinanti atmosfere, quasi sospese nel tempo eppure così reali, dei suoi quadri: a 100 anni dalla morte, Pierre-Auguste Renoir continua a ispirare nuove appassionanti storie, come quelle narrate nel libro “Il grande racconto di Renoir” (Edizioni della Sera). A cura di Monia Rota, il volume antologico rievoca attraverso le parole degli autori tele immortali come “Il palco”, “La passeggiata”, “La colazione dei canottieri”, restituendone il cromatismo, ma anche tutte le tematiche sociali e psicologiche care a Renoir e agli altri “colleghi” Impressionisti tra il 1800 e il 1900, anche con l’obiettivo di documentare l’impegno dell’artista nella diffusione di un linguaggio nuovo, più moderno. Non mancano nei racconti presenti nel testo la gioia di vivere e la passione per il divertimento del grande pittore, nonché il fascino della vita quotidiana e della bellezza della natura.
Reggia Caserta: principio d’incendio in locale-guardarobaAl piano terra, è in gestione ad associazione temporanea imprese
11 dicembre 201910:39
– Un incendio di ridotte dimensioni si è sviluppato un uno locale usato come guardaroba al piano terra della Reggia di Caserta. Sul posto i vigili del fuoco che hanno prontamente spento le fiamme.
Il locale – fanno sapere dalla Direzione del monumento borbonico – è dato in gestione a Civita, associazione temporanea di imprese che gestisce la biglietteria della Reggia.
La prima dell’Opera Roma: applausi ai ‘Vespri’ di Verdi, pubblico diviso sulla regiaOvazione per il maestro Daniele Gatti, consensi e buu alla regista argentina Carrasco
11 dicembre 201911:17
Il Verdi monumentale ma poco rappresentato per una apertura in grande della nuova Stagione del Teatro dell’ Opera di Roma. ”Les vêpres siciliennes’, dramma complesso del compositore di Busseto su libretto di Eugène Scribe e Charles Duveyrier, ha inaugurato tra grandi applausi il cartellone 2019-2020 la sera del 10 dicembre. Il pubblico ha tributato una lunga ovazione al maestro Daniele Gatti, direttore musicale alla sua prima prova sul podio del Teatro Costanzi, che ha guidato con grande efficacia la straordinaria esecuzione dell’ orchestra. Ottima la prova del cast di voci. Pubblico diviso, invece, tra i buu delle logge e i consensi della platea sulla messa in scena della giovane regista argentina Valentina Carrasco. Tra gli interpreti, apprezzamenti sono andati in particolare a Roberto Frontali (Monfort), John Osborn (Henri), Roberta Mantegna (Hélène) e a Michele Pertusi (Procida). Lo spettacolo – proposto nella versione integrale in cinque atti, in francese, oltre tre ore di musica più due lunghi intervalli – mancava dal cartellone dell’ Opera di Roma dal 1997 e in precedenza è stato presentato solo tre volte, nel 1940, 1956 e 1964 ma in italiano . E’ il primo dramma composto da Giuseppe Verdi per l’ Opèra di Parigi e ebbe la sua prima rappresentazione nel 1855 nella capitale francese. Il soggetto consentiva vaste scene di massa, quadri grandiosi e danze, elementi tipici del grand-opéra parigino. Il pubblico che ha occupato i 1400 posti del Costanzi ha apprezzato apertamente la scelta di una proposta che ha richiesto lo spiegamento di tutte le energie del Teatro dell’ Opera- 300 persone sul palcoscenico, ha precisato il sovrintendente Carlo Fuortes -, dall’ orchestra, al coro, all’ intero corpo di ballerini protagonista della scena del Ballo delle Stagioni che per mezz’ ora occupa il terzo atto. Belle le scenografie di Richard Peruzzi. Nell’ allestimento per l’ apertura della nuova Stagione dell’ Opera di Roma, la regista ha tralasciato il contesto storico e geografico originario ambientando la vicenda tra blocchi di pietra per puntare sul concetto universale dell’ oppressione, dell’ abuso di potere che può materializzarsi ovunque. E, dunque, non un’ epoca lontana, non la Sicilia medioevale che si ribella ai francesi. I temi al centro dell’ attenzione danno forma a storia senza tempo in cui l’ elemento più interessante – ha spiegato Carrasco – non è tanto la rivolta, appena accennata da Verdi, quanto la paura degli invasori. In questo quadro, assume un peso particolare il confronto-conflitto che anima il governatore Monfort dopo la scoperta che il ribelle Henri è in realtà suo figlio, frutto di una violenza sessuale, al quale garantisce che risparmierà i rivoltosi solo se il giovane acconsentirà a chiamarlo ‘padre’. Del resto lo stesso Gatti, nel presentare l’ opera, ha messo in luce la duplice chiave di lettura del lavoro verdiano, quella politica per i moti antifrancesi nella Palermo del 1282, e l’ aspetto intimo e privato dei personaggi, primo tra tutti, appunto, Monfort, combattuto tra la ragion di stato e l’ affetto per il figlio ritrovato, che gli fa riscoprire sentimenti dimenticati e concepire la stessa idea del potere in modo nuovo. Su tutto domina la grande musica di Verdi che dà colore e profondità alle scene corali ai come i duetti intensi, tratteggiando gli sviluppi dell’ intreccio. Una prima contestazione dalle logge aveva preso di mira la scena suggestiva del balletto con il ‘rito purificatorio’ delle ragazze che si lavano e giocano a lanciarsi acqua quasi a voler rimuovere le tracce delle violenze e degli abusi subiti da parte delle truppe di occupazione. Dopo gli applausi che hanno coronato la serata, artisti, mecenati, sostenitori e un elenco selezionato di personalità si sono ritrovati nella cena di gala per 250 invitati nel laboratori di scenografia e costumi. Lo spettacolo si replica fino a domenica 22 dicembre.
A Parma Salvator Dalì a trent’anni dalla morteFollia e genio di un artista tra più influenti del Novecento
PARMA11 dicembre 201911:40
– A trent’anni dalla sua scomparsa, una mostra celebra alla galleria Art&Co di Parma, dal 14 dicembre al 28 febbraio, la figura di Salvator Dalì in un percorso fra scultura e pittura, raccontando con oltre venti opere follia e genio di uno degli artisti più influenti e profondi del ‘900.
‘Salvator Dalì 30 Years after the Genius’ presenta una parte significativa della memoria e del suo testamento artistico, attraverso opere quali l’orologio de ‘La persistenza della memoria’ o la figura di ‘Alice in wonderland’ di Lewis Carroll, molto cara a Dalì perché strettamente legata al tema del sogno, dell’onirico e del surreale. Non manca un omaggio all’amatissima Gala e al surrealismo stesso, con il ‘Surrealism King’, così come riferimenti alla mitologia classica o ai tarocchi. Il genio catalano ha fatto di se stesso un’opera d’arte vivente: lui stesso era una sua creazione. Art&Co proporrà inoltre l’inserimento di sculture monumentali di Dalì nel contesto cittadino nell’ambito di Parma 2020 Capitale della Cultura.
Zavattini, il viaggio come impegnoRitratto inedito su ruolo e fortuna dell’artista all’estero
11 dicembre 201911:53
– La ricchezza vivida delle idee mai disgiunta dall’impegno; lo sguardo “neorealista” capace di andare oltre le apparenze della realtà attraverso il cinema, la letteratura, il pensiero; il viaggio inteso come scoperta ma anche come occasione di diplomazia culturale. Sarà un ritratto inedito quello offerto dalla mostra “Zavattini oltre i confini.
Un protagonista della cultura internazionale”, in programma a Reggio Emilia negli spazi di Palazzo Da Mosto dal 14 dicembre al 1 marzo, che racconta al pubblico non solo lo spirito eclettico ma soprattutto il ruolo rivestito all’estero da Cesare Zavattini.
Il progetto, che prende vita nel trentennale dalla morte dell’intellettuale di Luzzara, ha richiesto ben 2 anni di lavoro da parte di uno “staff multidisciplinare composto da 12 studiosi per approfondire, accanto all’attività svolta da Zavattini nei diversi ambiti artistici, la sua capacità di intessere relazioni straordinarie anche al di fuori dall’Italia”, ha detto in un’intervista Alberto Ferraboschi, curatore della mostra.
Il percorso, sviluppato in 9 sale come un lungo viaggio seguendo i Paesi visitati da Zavattini – dalla Francia alla Spagna, dall’Americano Latina agli Usa all’Europa orientale fino all’Africa – si compone di immagini fotografiche, carte originali, libri, video, manifesti, annotazioni autografe, ma anche di dettagli che restituiscono l’uomo, come il basco, la macchina da scrivere, la borsa da viaggio.
Promossa dalla Fondazione Palazzo Magnani, Regione Emilia-Romagna-IBC, Comune di Reggio Emilia e Archivio Cesare Zavattini, la mostra prevede anche una corposa attività didattica per far conoscere ai bambini e ai ragazzi delle scuole la fondamentale e attualissima figura di Zavattini.
Buonvino maestro del Concertone di MelpiganoCompositore per Elisa, Skin e colonne sonore, anche serie Medici
MELPIGNANO (LECCE)11 dicembre 201911:57
– Sarà Paolo Buonvino il maestro concertatore della Notte della Taranta 2020: il compositore siciliano dirigerà l’Orchestra Popolare il 22 agosto nel Concertone di Melpignano che celebra la pizzica salentina.
Buonvino è in Salento per un primo incontro con i musicisti e una visita nei paesi della Grecìa salentina. La decisione è una nuova sfida per la Fondazione che punta alla commistione tra linguaggio popolare e colto, la stessa che ha portato Buonvino a comporre hit di successo come ‘Renaissance’ per Skin, colonna sonora della serie ‘I Medici’ e in passato ‘Eppure Sentire’ interpretata da Elisa, ‘Baciami ancora’ di Jovanotti, ‘Tutto può succedere’ con Giuliano Sangiorgi; è stato premiato anche con il David di Donatello come miglior musicista 2008 per il film Caos Calmo.
“Ho voluto che questa avventura cominciasse molto presto – ha detto Buonvino incontrando l’Orchestra – perché l’incontro con i musicisti, studiosi e professionisti potesse essere il più approfondito e intenso possibile”.
Al temine della prima sezione di prove con l’Orchestra Popolare, venerdì 13 dicembre alle 12 nella sede della Fondazione a Melpignano (Lecce), il maestro Buonvino presenterà il tema dell’edizione 2020 con il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e l’assessore alla cultura Loredana Capone.
“Abbiamo chiesto a Buonvino di celebrare la nostra epoca proiettandola nel futuro, fondendo sonorità del passato a ritmi e arrangiamenti che esprimano la profondità e la passione della Notte della Taranta e dei suoi protagonisti”, sottolinea il presidente della Fondazione, Massimo Manera, rilevando che “la programmazione pluriennale consente al maestro di lavorare sul Concertone per nove mesi. La scelta di un compositore è infatti determinata dalla volontà di consegnare al pubblico un’opera che sia frutto di una ricerca musicale sul campo”.
A teatro, Solfrizzi è Federer, Dix come BorgesTorna Priscilla, la regina del deserto; Enia racconta L’abisso
11 dicembre 201912:48
– “L’operazione – Lo spettacolo da vedere per forza!” di Rosario Lisma e il ritorno “Priscilla, la regina del deserto” in musical, entrambi a Roma; Davide Enia e il racconto su “L’Abisso”, dal suo romanzo “Appunti per un naufragio”, ancora nella capitale, e Gioele Dix nei panni di Borges in “Cita a ciegas” di Mario Diament, diretto da Andrée Ruth Shammah, a Milano. E poi, “L’angelo di Kobane” di Henry Naylor, con Anna Della Rosa tra l’incubo dell’Isis, a Genova, ed Emilio Solfrizzi nuovamente “Rorger” (Federer) per Umberto Marino tra Montecchio Maggiore (VI) e San Martino Buon Albergo (VR): sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.
Palazzo Barberini cambia volto per raccontare il ‘60010 sale restaurate, nuovo percorso tra Caravaggio,Tiziano e Reni
11 dicembre 201913:21
– Un nuovo percorso espositivo circolare, che valorizza i capolavori di una collezione unica, da Caravaggio a Tintoretto, da Reni a Carracci e Tiziano, e che racconta molto anche della splendida complessità di uno dei palazzi storici più belli della Capitale: si respira aria nuova a Palazzo Barberini, che continua il suo processo di rinnovamento con la riapertura di ben 10 sale situate nell’Ala nord del piano nobile, dopo il restauro dei mesi scorsi dell’Ala sud. L’inaugurazione ci sarà il 12 dicembre, con un’apertura straordinaria a partire dalle 18, per celebrare un restauro ragionato che ha interessato le strutture architettoniche, l’impianto di illuminazione, la grafica e gli apparati didattici lungo un’area di 550 mq. Un allestimento completamente ripensato, dunque, a cura della direttrice Flaminia Gennari Santori, con Maurizia Cicconi e Michele Di Monte (su progetto di Enrico Quell), con ambienti diversi e nuove modalità di fruizione, per proporre al pubblico la possibilità di una visita più consapevole (sono state cambiate le didascalie, con spiegazioni più lunghe, e predisposti nuovi pannelli, anche dedicati a una singola opera): il percorso sarà caratterizzato da un ritmo discontinuo e dalla possibilità di comprendere la relazione che lega i prestigiosi e imponenti saloni ai corridoi e ai vari ambienti dell’edificio, con i quadri che fungono da raccordo per esaltare il racconto del palazzo stesso.
Tornano in libreria le memorie di Licia PinelliRaccolte nel volume-intervista di Piero Scaramucci
11 dicembre 201913:25
– LICIA PINELLI-PIERO SCARAMUCCI, ‘UNA STORIA QUASI SOLTANTO MIA’ (FELTRINELLI, PP. 224, 9.50 EURO) “Uno Stato che non ha il coraggio di riconoscere la verità è uno Stato che ha perduto, uno Stato che non esiste”. Sono le parole di Piero Scaramucci (giornalista, storico fondatore e direttore di Radio Popolare, scomparso nel settembre scorso).
Torna in libreria per Feltrinelli ‘Una storia quasi soltanto mia’ (prima edizione 1982 per Mondadori) che Piero scrisse raccogliendo le confidenze di Licia (oggi 91 anni), vedova dell’anarchico Giuseppe Pinelli, incolpato della strage di piazza Fontana e poi morto precipitando dalla finestra della questura a Milano durante gli interrogatori per la strage. Un libro-intervista in cui si svelavano le trame dietro la strage e gli anni bui che ne seguirono.
“Questa è la storia che Licia Pinelli mi raccontò agli inizi degli anni Ottanta. Era rimasta appartata, quasi silenziosa per una decina di anni, da quell’inverno del 1969, quando la bomba fece strage alla Banca dell’Agricoltura di piazza Fontana a Milano, suo marito Pino, ferroviere anarchico, precipitò da una finestra della questura e l’Italia scoprì che la democrazia era sotto attacco. Licia si era tenuta lontana dai riflettori concentrandosi in una tenace battaglia per ottenere giustizia sulla Giustizia. Non la ottenne. Dopo dieci anni Licia fece forza sul suo severo riserbo e si decise a raccontare di sé e di quel che era successo. Scelse lei stessa di parlare e mi chiese di intervistarla. Non fu un percorso facile, per Licia fu come reimparare a parlare e a guardare dentro se stessa dopo anni di silenzio e autocensura. Oggi, a distanza di tanto tempo, questo documento appare come un racconto di rara verità, chi vorrà scrivere la storia di quegli anni durissimi non ne potrà prescindere.” Il racconto è arricchito da una cronologia degli eventi più importanti dell’epoca e da un inserto di foto.
Piero Scaramucci è nato a Praga l’8 gennaio 1937 e morto l’11 settembre scorso. Giornalista, inviato speciale alla Rai dove ha lavorato dal 1961 al 1992 per le testate radiofoniche e televisive, dal 1992 al 2002 è stato direttore di Radio Popolare, che aveva contribuito a fondare nel 1976. Ha svolto un’intensa attività sindacale: è stato consigliere della Federazione Nazionale della Stampa, cofondatore del Gruppo di Fiesole ed estensore dello Statuto della Federazione nazionale della stampa del 1999.
Gianni Morandi compie 75 anni, pioggia auguri su FbMigliaia ‘like’ e commenti, oggi pausa serie concerti a Bologna
BOLOGNA11 dicembre 201913:37
– Gianni Morandi compie 75 anni e il pubblico lo riempie di auguri con migliaia di like e di post sulla sua pagina Facebook. Volto sorridente, in mano un rametto di bacche natalizie, il cantante di Monghidoro pubblica una ‘foto segna tempo’ realizzata da Anna Dan, seconda moglie e sua compagna da un quarto di secolo. I commenti lievitano di minuto in minuto, e per tutti i fan Morandi ha una parola di ringraziamento e di affetto, com’è nel suo stile social.
Per il ‘Gianni nazionale’ è un giorno di pausa nella serie di concerti da tutto esaurito ‘Stasera gioco di casa’, che lo vedono protagonista al teatro Duse di Bologna dall’1 novembre e fino al 27 febbraio: venticinque appuntamenti, di cui 17 ancora da affrontare, a ripartire da domani sera, giovedì, su quel palco che lo vide esibirsi per la prima volta nel 1964 e sul quale ora, attraverso il concerto in forma acustica, Morandi ripercorre tutte le emozioni della sua vita in musica.
Piazza Fontana, le rivelazioni del giudice SalviniIl volume scritto con il giornalista Andrea Sceresini
11 dicembre 201914:21
– GUIDO SALVINI CON ANDREA SCRESINI, ‘LA MALEDIZIONE DI PIAZZA FONTANA’ (CHIARELETTERE PP. 614, 22 EURO) C’è un video che riprende la strage di Piazza Fontana di cui ricorre il cinquantesimo anniversario. A svelarlo è il libro inchiesta ‘La maledizione di Piazza Fontana’ scritto per Chiarelettere dal giudice Guido Salvini e dal giornalista Andrea Sceresini. Si tratta di “due nastri Super 8, che mostrano cosa accadde quel pomeriggio di dicembre di fronte alla Banca nazionale dell’agricoltura. La cinepresa si trovava sull’altro lato dello slargo, in direzione di piazza Beccaria, ed era azionata da uomini dei servizi segreti o da chi lavorava per loro”, rivela l’Antiquario, figlio del socio di Tom Ponzi, presunto regista del film della strage rinchiuso in nastri di cui si sono perse le tracce.
Rivelazioni su cui il giudice Salvini continua a interrogarsi: quelle bobine esistono ancora? Quante persone vi hanno avuto accesso nel corso degli anni? E con quale scopo? Sono domande che probabilmente resteranno per sempre prive di una risposta. Salvini negli anni Novanta ha condotto le indagini poi confluite nel terzo processo per la strage, chiusosi nel 2005 con una sentenza della Cassazione che, pur riconoscendo la responsabilità in quei fatti dei militanti veneti di Ordine Nuovo. assolse anche gli ultimi imputati ad eccezione di Carlo Digilio, l’artificiere del gruppo, la cui pena sarà però prescritta.
Nel settembre del 2008 Salvini riceve una lettera, da un ex ordinovista padovano: “la prego contattarmi personalmente – recita – per novità su Piazza Fontana.” E’ il primo passo di una lunga e puntigliosa inchiesta privata. Salvini spiega che “ci sono storie che non si staccano, che ti seguono ovunque e non ti lasciano più. Piazza Fontana per me è una di queste, un’ombra, un pensiero di sottofondo. Ti occupi d’altro, ma ci ritorni sempre”. Il libro, corredato da molte foto, è un rendiconto del lungo lavoro compiuto dall’allora giudice istruttore di Milano per far luce sulle responsabilità dei neofascisti, ma indica anche quanti elementi e possibili testimonianze siano emerse in seguito, facendo ulteriore luce sulla vicenda. La “maledizione” di cui parla Salvini sta proprio in questa impossibilità di fissare definitivamente una verità già emersa, malgrado tutto, in tanti anni di indagini e contro-inchieste. Dopo la sentenza della Cassazione, il giudice ha continuato il suo lavoro di ricerca, “da cittadino e studioso”, fino ad affermare che “se un nuovo processo venisse celebrato oggi, sommando quello che è emerso in tutti i processi e gli elementi contenuti in questo libro, è probabile che i responsabili della strage avrebbero tutti o quasi un nome”.
Nel libro, frutto di un’indagine durata oltre dieci anni, si svela anche l’identità del Paracadutista, il giovane ordinovista veronese che avrebbe fisicamente messo la bomba che causò 17 morti e 88 feriti. Dopo una lunghissima e controversa vicenda giudiziaria, che ha visto i processi concludersi con l’assoluzione degli imputati, nel 2005 la Cassazione ha affermato che la strage fu realizzata dalla cellula eversiva di Ordine Nuovo capitanata da Franco Freda e Giovanni Ventura, non più processabili in quanto assolti con sentenza definitiva nel 1987. Non c’è mai stata, invece, una sentenza per gli esecutori materiali, coloro che cioè portarono la valigia con la bomba all’interno della Banca nazionale dell’Agricoltura.
Opera Roma, torna la Tosca StoricaCome la vide Puccini alla prima nel 1900. Cinque repliche
12 dicembre 201911:02
Il 14 gennaio del 1900 c’ era anche Giacomo Puccini tra il pubblico del Teatro Costanzi per la prima assoluta della sua Tosca. Il capolavoro del grande compositore dopo 119 anni torna in scena al Teatro dell’ Opera di Roma in quello stesso storico allestimento da giovedì 12 a sabato 21 dicembre, in cinque repliche che si alterneranno a quelle dei Vêpres siciliennes di Giuseppe Verdi, che martedì 10 hanno inaugurato la stagione 2019/2020. Sul podio ci sarà Pier Giorgio Morandi. Grazie al progetto “La Memoria”, la Tosca del 1900 è presente in ciascuna stagione nel cartellone lirico, a partire dal marzo 2015, quando l’allestimento originale fu riproposto per la prima volta con la regia ad Alessandro Talevi. La stessa regia sarà ripresa da Arianna Salzano. Le scene e i costumi, ricostruiti sui bozzetti e sui figurini di Adolf Hohenstein, sono firmati da Carlo Savi e Anna Biagiotti, le luci da Vinicio Cheli.
Nel cast il soprano ucraino Liudmyla Monastyrska, al debutto al Teatro dell’Opera di Roma, che si alterna con Monica Zanettin (18, 21 dicembre) nel ruolo di Tosca, e Andrea Giovannini che torna su questo palcoscenico per la prima volta nei panni di Spoletta. E’ un ritorno anche per Giorgio Berrugi e Diego Cavazzin (21 dicembre) nel ruolo Cavaradossi; Claudio Sgura come Scarpia; Domenico Colaianni nei panni del Sagrestano, e Luciano Leoni in quello di Angelotti. Il Coro e la Scuola di Canto Corale dell’Opera di Roma sono diretti dal maestro Roberto Gabbiani. Dopo la prima di giovedì 12 dicembre (alle 20), Tosca sarà replicata sabato 14 (alle 18), mercoledì 18 e venerdì 20 (alle 20) e sabato 21 (alle 18).
Mantegna a Torino, 130 opere con prestigiosi prestitiA Palazzo Madama. Gros-Pietro, sancisce legame Intesa con città
ORINO11 dicembre 201916:00
– Apre a Torino, a Palazzo Madama, la mostra ‘Andrea Mantegna. Rivivere l’antico, costruire il moderno’, dedicata a uno dei più grandi artisti del Rinascimento. Sono esposte fino al 4 maggio 2020 più di 130 opere, grazie a prestiti internazionali dalle più grandi collezioni del mondo tra le quali il Victoria and Albert Museum e la National Gallery di Londra, il Louvre e il Metropolitan Museum. I testi e le audioguide, incluse nel biglietto, sono disponibili in italiano, inglese e francese. La mostra, con orario prolungato il giovedì, il sabato e durante le feste di Natale, è organizzata da Fondazione Torino Musei, Intesa Sanpaolo e Civita Mostre e Musei.
“E’ una mostra straordinaria che rafforza il ruolo di Torino come faro culturale”, osserva Maurizio Cibrario, presidente della Fondazione Torino Musei. “Questa mostra sancisce il legame della banca con Torino in un campo, quello artistico-culturale, che ci vede fortemente impegnati”, spiega il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro.
Tre generazioni di storici in ‘Dopo le bombe’Un saggio corale
11 dicembre 201920:16
DOPO LE BOMBE, AUTORI VARI (MIMESIS, PP 230, EURO 18). In un saggio corale tre generazioni di storici inquadrano gli eventi e cercano di fornire nuovi strumenti di studio sulla strage di Piazza Fontana e i suoi nodi irrisolti e sulla strategia della tensione, cinquant’anni dopo. E’ ‘Dopo le bombe- Piazza Fontana e l’uso pubblico della storia’, con la postfazione di Mirco Dondi, pubblicato da Mimesis, con scritti di Aldo Giannuli, Davide Conti, Elia Rosati, Giulio D’Errico, Elio Catania, Erica Picco, Sara Troglio e Fabio Vercilli.
Nel primo capitolo ’50 anni dopo’ , a cura degli autori, vengono ricordate le parole di Franco Fortini dal racconto-testimonianza ‘I funerali di Pinelli’, scritto nell’immediatezza della strage e dell’uccisione del ferroviere anarchico.. “Non so come ma ho la certezza che con la strage di pochi giorni fa, l’orrendo coro dei giornali e questo assassinio del Pinelli, è davvero finita un’età, cominciata ai primi del decennio” scriveva Fortini. Il libro si chiude con una “cassetta degli attrezzi”, a cura di Fabio Vercilli, per l’approfondimento della strategia della tensione, con una cronologia essenziale degli eventi e una bibliografia ragionata.
Dondi si sofferma nella postfazione sul fatto che “nell’immediato, nessuno lesse piazza Fontana come un episodio (incrollato) di guerra fredda. Di certo, dopo i primi mesi, apparve sempre più evidente come il taglio interpretativo dell’evento fosse stato funzionale a logiche di schieramento e a concordate convenienze”.
Esperti al lavoro, risposte rapide sul quadro di KlimtNotizia fa il giro del mondo, perizia per l’autenticità
BOLOGNA12 dicembre 201910:07
-Un pool di esperti è al lavoro per confermare in tempi brevi l’autenticità del quadro trovato ieri a Piacenza, oltre che per ricostruire le circostanze di un ritrovamento incredibile. A distanza di 22 anni dal furto del ‘Ritratto di Signora’ di Gustav Klimt dalla Galleria Ricci Oddi, ieri pomeriggio alcuni giardinieri, mentre ripulivano dall’edera una parete della struttura museale, hanno scoperto un’intercapedine con uno sportello. L’hanno aperto e hanno visto un sacco nero. All’interno c’era una tela perfettamente conservata e soprattutto identica al capolavoro rubato, con alcuni particolari estremamente significativi.La notizia ha fatto il giro del mondo e a Piacenza si respira emozione, seppur con cautela. Chi indaga, infatti, non si sbilancia. In Procura, dove è stato aperto un fascicolo per ricettazione, il pm Ornella Chicca coordina un gruppo di lavoro di cui fanno parte i poliziotti della squadra mobile, della Scientifica, che nel pomeriggio ha fatto un sopralluogo alla Galleria, ma anche i carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale e del nucleo investigativo di Piacenza che hanno seguito le indagini in questi anni. La tela è sotto sequestro è custodita in un luogo sicuro. Qui sarà analizzata dagli specialisti chiamati dal Mibact. Un aspetto è reputato cruciale dagli inquirenti: il quadro originale è stato infatti dipinto dal pittore viennese sopra un altro ritratto di donna con un cappello, esposto a Dresda nel 1912, poi dato per disperso. Se dalle analisi si avrà conferma di questo doppio ritratto, la conseguenza sarà la certificazione della sua autenticità. Intanto, però, ci sono altri elementi significativi. Sul retro dell’opera ritrovata ci sono i timbri e la ceralacca originale, ma anche cavi di rame che facevano parte del sistema d’allarme dell’epoca.L’altro fronte delle indagini è legato alla domanda su come e in che momento la tela sia finita nella botola a muro, ora anche questa sequestrata. Saranno fatti accertamenti sulle manutenzioni, per capire quando è stata fatta l’ultima ripulitura della parete. Un’ipotesi è che la tela sia stata nascosta subito dopo il furto, scoperto il 22 ottobre 1997, e avvenuto presumibilmente nei tre giorni precedenti, quando era in corso un trasloco per una mostra al vicino Palazzo Gotico. Non è mai stato chiarito se il capolavoro venne fatto uscire dal tetto (la cornice venne trovata vicino al lucernario) o in altro modo. Una notizia circolata a Piacenza, non confermata, ma neppure smentita dagli inquirenti, farebbe però pensare a un altro scenario, e cioè che l’opera possa essere stata portata via e poi, solo in seguito, per qualche misterioso motivo, riportata. Il sacco che l’avvolgeva, infatti, sarebbe di una società che poteva operare a Piacenza solo in anni successivi al 1997, dopo il 2005. Una circostanza che dovrà essere accertata.Ma la prima questione da risolvere è sull’autenticità e avverrà in tempi brevi. “Eseguiremo una serie di esami tecnici specifici che in pochissimo tempo ci daranno la certezza”, ha assicurato il comandante dei carabinieri Tpc di Bologna, Giuseppe De Gori.
A Napoli ‘Albino e Plautilla’, i ‘buffi’ di L. VinciVenerdì debutto per la produzione della Pietà de’ Turchini
NAPOLI11 dicembre 201918:35
– “Albino e Plautilla”, intermezzo buffo di Leonardo Vinci, debutterà venerdì prossimo, 13 dicembre, nel Museo Aragona Pignatelli Cortes di Napoli, per la drammaturgia e regia di Angela Di Maso con Gaia Petrone (mezzosoprano), José Povedano Ruiz (baritono), Bruno Leone (maestro burattinaio) e l’ensemble Talenti Vulcanici diretto da Stefano Demicheli. Una produzione della Fondazione Pietà de’ Turchini, che con questo allestimento, si sottolinea, “rinnova il suo impegno per la valorizzazione del repertorio musicale di Scuola Napoletana”. Con i costumi di Giusi Giustino e la consulenza musicologica Paologiovanni Maione, “Albino e Plautilla” verrà presentata nell’ambito del convegno internazionale: Napoli e Venezia nel Settecento, due capitali dello spettacolo (12-14 dicembre). “Albino e Plautilla” sono i protagonisti dell’intermezzo buffo che il compositore Leonardo Vinci (1696-1730), pone tra gli atti della tragedia “Silla Dittatore”. Sottratte all’originaria scrittura, le avventure di Albino (il capitano di milizie) e Plautilla (la damigella innamorata) si svolgono succedendosi in travestimenti e danze, lezioni erudite e pratiche ciarlatane, fino ad un atteso quanto immancabile lieto fine. Dall’analisi della partitura originale di Vinci, Angela Di Maso trae spunto per la sua originale drammaturgia in cui è lo stesso compositore, divenuto personaggio, interpretato dall’attore Massimo Finelli, a condurre lo spettatore nelle trame e nei segreti della sua vita e, ancor più, della sua misteriosa morte. Alla seriosità del personaggio fa da contraltare il Pulcinella delle “guarattelle”, nelle sue incursioni affidate a Bruno Leone, maestro indiscusso in questa antichissima forma d’Arte.
Save me!, Howtan Re contro l’imbarbarimento dell’uomoA Roma la personale con 14 sculture che ritraggono Cristo
ROMA11 dicembre 201918:50
– Ritrovare il bisogno di spiritualità, concordia e pacificazione attraverso un Cristo che fonde armoniosamente maschile e femminile, una figura umana ma perfetta come risposta al preoccupante scenario politico mondiale, all’imbarbarimento dell’uomo contemporaneo, al ritorno all’uso delle religioni come motivo di odio: apre a Roma l’11 dicembre la mostra “Save me!” dell’artista Howtan Re, nato in Persia ma ormai italiano d’adozione. A cura di Barbara Martusciello e allestita fino al 14 febbraio presso Howtan Space, la mostra presenta 14 sculture, come le 14 stazioni della Via Crucis, tutte con le fattezze di Cristo nelle quali l’artista propone la sua riflessione sulla perdita di umanità e spiritualità, laica o religiosa che sia, e il suo bisogno di rimediare a ogni ingiustizia e discriminazione. Dialogando con la scritta al neon sulla parete, le sculture, tutte diverse fra loro e ognuna con la corona di spine, esprimono una richiesta di aiuto ribaltata: è Cristo infatti a reclamare il sostegno dell’uomo affinché salvaguardi il suo messaggio.
Piazza Fontana, bomba vista dai Millennials in podcast StorytelCon interventi di Benedetta Tobagi e Giorgio Fontana
11 dicembre 201918:50
– La strage di Piazza Fontana attraverso lo sguardo di chi, nato nel 1990, è arrivato dopo, ma è diventato adulto dovendo fare i conti con le sue conseguenze.
La racconta il giovane giornalista Nicolò Porcelluzzi nelle sei puntate di ‘La bomba in testa’, il nuovo podcast originale Storytel su una delle vicende più dolorose e irrisolte del nostro Novecento.
La ricostruzione di Porcelluzzi, nato a Mestre pochi mesi dopo la caduta del Muro, è fatta anche di tanti personaggi già dimenticati. Così, davanti all’ingresso del palazzo di Mestre dove le Brigate rosse avevano assassinato Sergio Gori, vicedirettore del Petrolchimico di Marghera, e dove lui prendeva il gelato con gli amici mentre studiava per la maturità, Porcelluzzi riflette: “Nessuno di noi sapeva chi fosse l’uomo ricordato da quella lapide, e quale storia si nascondesse dietro l’angolo del palazzo. Perché di tutto questo si parla così poco? Perché le ferite sono ancora aperte, certo. Ma è un’inerzia pericolosa, che porta alla disinformazione un’intera generazione. La mia”.
È dunque soprattutto alla generazione dei Millennials che si rivolgono i sei episodi de La bomba in testa. Studiando centinaia di documenti, libri e autobiografie, viaggiando per l’Italia, intervistando vittime ed ex terroristi, storici e intellettuali, Porcelluzzi ha cercato di capire l’anti-epica della lotta armata. Ha raccontato le grandi contraddizioni interne al movimento – le difficoltà emotive dei terroristi, la condizione delle donne, il pentimento, la necessità di fare i conti con la violenza e con le ferite procurate a un intero Paese. E ha provato ad analizzare perché ancora oggi si faccia fatica ad avere una memoria condivisa su quegli anni terribili, gli Anni di piombo.
Un accurato lavoro di ricerca, durato un anno, con documenti audio originali degli archivi Luce e del Movimento Operaio. Con le voci, tra gli altri, di Benedetta Tobagi, Mario Ferrandi, Ermanno Taviani, Gianfranco Bettin e Giorgio Fontana e il racconto in prima persona di molti protagonisti dell’epoca, negli stralci dalle loro memorie. Non una ricostruzione convenzionale, ma un resoconto “da dentro” di uno dei fenomeni più controversi della storia italiana.
Piazza Fontana, Giannuli e Cucchiarelli la storia e il segretoinchiesta sull’inchiesta e nuova edizione di Ponte alle Grazie
11 dicembre 201919:34
– ALDO GIANNULI, STORIA DELLA ‘STRAGE DI STATO’ (PONTE ALLE GRAZIE). PAOLO CUCCHIARELLI, IL SEGRETO DI PIAZZA FONTANA (PONTE ALLE GRAZIE) A cinquant’anni da Piazza Fontana, Aldo Giannuli, ricercatore di Storia contemporanea all’università di Milano, collaboratore fino al 2001 con la Commissione Stragi, riprende in mano ‘La strage di Stato’, il libro del 1970 che per primo indagò sulla strage e sul coinvolgimento dei movimenti di estrema destra e delle istituzioni, e mette in atto un'”inchiesta sull’inchiesta”. Quel libro di un anonimo gruppo di militanti torna a farci porre delle domande: che cosa sapevamo,? Che cosa sappiamo? Che cosa manca ancora di sapere? Tra rivelazioni ed errori ci si reimmerge così in una storia molto meno lontana di quel che potrebbe sembrare, in cui si ripercorrono e ricostruiscono vicende, ‘verità’ processuali emerse nei decenni, altre verità meno appariscenti, misteri che ancora aspettano di essere sciolti.
Torna in libreria, sempre per Ponte alle Grazie, in una nuova edizione aggiornata ‘Il segreto di Piazza Fontana’ di Paolo Cucchiarelli, da cui Marco Tullio Giordana ha liberamente tratto il film ‘Romanzo di una strage’ del 2012. Giornalista parlamentare per oltre trent’anni, Cucchiarelli, autore tra l’altro de ‘L’ultima notte di Aldo Moro’ , ha indagato per dieci anni sul segreto indicibile delle doppie bombe, piazzate dagli anarchici e raddoppiate dai fascisti, su quello di altre due bombe scomparse e dell’esplosivo utilizzato in quel giorno fatidico, su quello che sapeva la Dc, il Pci, gli Usa e la Nato.
Un segreto che non salva nessuno.
Pryce è Bergoglio, “lui sì che è un leader politico”Da 20 dicembre su Netflix I due Papi, film capolavoro di Meirelles
12 dicembre 201910:10
Nonostante dovremmo essere abituati al fascino del Vaticano e dei pontefici, dopo ‘Habemus Papam’ e ‘The Young Pope’, ‘I due papi’, il film ora proposto da Netflix dal 20 dicembre, sorprende anche di più. Tanti i motivi: Fernando Meirelles (City of God e The Constant Gardener – La cospirazione) alla regia; Anthony McCarten alla sceneggiatura (La teoria del tutto, L’ora più buia e Bohemian Rhapsody) e poi due protagonisti da Oscar come Jonathan Pryce e Anthony Hopkins, rispettivamente nei ruoli di Papa Francesco e Papa Benedetto XVI sono una miscela davvero esplosiva. E se questo non bastasse, al centro del film un fatto storico epocale: la compresenza in Vaticano di due papi. Tra l’altro due pontefici che più diversi non potrebbero essere, ma che hanno in comune santità e peccato.Ricostruzione filologica degli ambienti perfetta, compresa una Cappella Sistina che sembra autentica, un conclave più vero del vero (con tanto di stufa per la fumata bianca) e poi il rapporto, tra pop e spirituale, tra i due papi che si sfiorano, si studiano, si accusano prima di diventare, nonostante tutto, amici. Tutto inizia quando il cardinale Bergoglio (Pryce) chiede per lettera il permesso di ritirarsi a Papa Benedetto (Hopkins), una sorta di schiaffo al pontefice conservatore di cui non condivide nulla. Di fronte al rischio di uno scandalo nel clero, Papa Benedetto convoca invece il suo critico più duro, nonché suo futuro successore a Roma, per rivelare un segreto destinato a scuotere le fondamenta della Chiesa cattolica: la sua stessa voglia di rinunciare, ma al soglio papale.Da questo incontro nasce, almeno nel film, l’amicizia tra un Ratzinger conservatore, poco disponibile verso omosessualità, matrimonio dei preti, un uomo che si è allontanato forse troppo dalla gente per i troppi libri e che non sa neppure chi sono i Beatles, e un Bergoglio invece rivoluzionario, aperto a una Chiesa nuova, meno corrotta, francescana. Ad unirli, secondo la tesi del film, anche la colpa. Quella di Ratzinger che confessa a Bergoglio come, da cardinale della Congregazione per la dottrina della fede, non avesse mostrato i documenti sulla colpevolezza dei preti pedofili, e le colpe poi di papa Francesco. Ovvero quando in Argentina aveva mostrato forse troppa tolleranza verso la dittatura di Videla che aveva martirizzato più di un sacerdote .”Nel caso di Ratzinger – spiega a Roma il regista brasiliano – è noto il caso di padre Maciel e dei legionari di Cristo e di come avesse i dossier dei colpevoli sulla scrivania da tanto tempo. Nel caso di Bergoglio – continua Meirelles – è un fatto risaputo che si senta colpevole di quel periodo in Argentina. Ho parlato coi alcuni seminaristi di allora e, devo dire, a nessuno piaceva Bergoglio come cardinale. Sembra poi che nessuno lo avesse visto sorridere prima di diventare Papa”.Spiega invece Pryce, fisicamente un gemello di Papa Bergoglio: “Quando fu eletto, uno dei miei figli mi chiese vedendo l’immagine di Bergoglio in tv: ma allora sei tu il Papa? Devo dire – aggiunge l’attore, candidato al Golden Globe proprio per questo ruolo – che per fare Papa Francesco è come se mi fossi preparato fin dalla nascita. Io che sono protestante vedo quest’uomo, per il suo modo di vedere l’economia e i cambiamenti climatici, più come il leader politico che vorrei. Se penso a chi c’è ora nel mio Paese, la Gran Bretagna, non voglio neppure fare il nome…”. Totalmente in linea anche Meirelles: “Oggi in America abbiamo Trump e nel mio paese un idiota (Bolsonaro, ndr) che ha avuto il coraggio di chiamare Greta, una ‘piece of shit'”.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Il disagio contemporaneo ha un nome, Nancy
Andrea Riseborough protagonista ottimo esordio Christina Choe
2 dicembre 201909:55
na delle migliori attrici della sua generazione, la britannica Andrea Riseborough, classe 1981, poliedrica, intensa, sorprendente, ha già regalato una serie di performance potenti tra teatro, cinema e tv è la protagonista in sala, dal 12 dicembre con Mariposa Cinematografica, di Nancy, premiato al Sundance 2018 per la migliore sceneggiatura. E’ il coinvolgente debutto alla regia di Christina Chloe, che ha nel cast anche Steve Buscemi, J. Smith-Cameron, Ann Dowd e John Leguizamo. Tra viaggio introspettivo e thriller intimo, Il film, che ha un team completamente al femminile di produttrici (tra le quali figura anche Andrea Riseborough), tecnici di produzione e finanziatrici. è costruito sulla capacità dell’attrice britannica di rendere enigmatica e a suo modo affascinante, la personalità della protagonista. La 35enne Nancy si è rinchiusa in un limbo, vivendo con una madre autoritaria e malata (Dowd) e non riuscendo a realizzare le proprie aspirazioni di scrittrice.
La sua creatività la sfoga da bugiarda patologica tendente alla mitomania. propina, anche online, storie di avventure e battaglie personali inventate, spacciandole per reali (da un viaggio in Nord Corea al fingersi incinta). La verità rischia però di entrare in maniera prepotente nella sua vita, quando la donna, dopo aver visto un programma televisivo dedicato al caso, si convince, per una vaga somiglianza, di poter essere la figlia, scomparsa misteriosamente 30 anni prima, di Leo e Ellen Lynch (J. Smith-Cameron e Steve Buscemi) coppia che non si è mai ripresa dal trauma. Nancy chiama Ellen e riceve un invito a fare visita a quelli che potrebbero essere i suoi genitori. Inizia così un percorso reciproco di conoscenza, fra dubbi, diffidenze, domande e ricordi, cercando di arrivare alla verità. “In Nancy, nel bene e nel male c’è molta umanità ed è l’elemento che mi ha convinto a interpretarla – ha spiegato l’attrice a Motionpicture.org – Nei film le donne in genere vengono ipersessualizzate o presentate desessualizzate. Si rappresentano sempre gli stessi 3 o 4 tipi femminili. E’ una visione molto limitata di come possano essere le donne ed è molto dannosa soprattutto per le ragazze. Hanno bisogno di vedere donne che vivano serenamente la propria sessualità, e donne con dei difetti o che commettono errori. Non cresciamo e non impariamo senza averne fatti”
Deaglio, ombre e verità di Piazza Fontana’La bomba’ ci riporta a 50 anni fa attraverso personaggi chiave
12 dicembre 201910:04
ENRICO DEAGLIO, ‘LA BOMBA’ (FELTRINELLI, PP. 304, 18,00 EURO) “La fronte della persona con cui stavo conversando improvvisamente si illuminò come una lampadina, o come un raggio che veniva dal cielo. Io rimasi a bocca aperta, e il mio interlocutore capì subito quello che era successo: ‘Sono frammenti di vetro sottopelle. Quando il sole li colpisce con un certo angolo, si illuminano, ma dura poco’. Mi disse che era ‘un sopravvissuto’ della strage di Piazza Fontana del 1969, allora ventinovenne impiegato di banca. Rimase ferito a una gamba, pensò di perdere il lavoro. Andò ai funerali con la stampella, si ricordava il cielo nero, i passi della gente e uno sgomento, come se ci stessimo tutti avviando a una ‘fucilazione'”.
Con il libro “La bomba. Cinquant’anni di Piazza Fontana” Enrico Deaglio riporta il lettore indietro nel tempo e lo fa seguendo alcuni personaggi chiave. Vediamo Valpreda in taxi verso il luogo del delitto, con la testimonianza del tassista Rolandi che lo accusa di averlo accompagnato proprio qualche minuto prima dello scoppio della bomba. Fin dalle prime pagine l’autore sottolinea gli eventi, utili per districarsi nella marea di avvenimenti, nomi, trame, che costellano questa storia.
Deaglio, inoltre, collega la vicenda di Piazza Fontana ai luoghi che tocca. Poi ci sono i dubbi sulla morte del ferroviere anarchico Pinelli ‘volato’ dalla finestra della questura (in apertura una dedica alla sua famiglia e a tutti i loro amici ndr), le parole di alcuni testimoni. Sullo sfondo c’è un Paese che cambia e si trasforma. Sono passati cinquant’anni, ma ci sono domande che ancora non hanno una risposta. Perché, per esempio, venne scelta la Banca nazionale dell’agricoltura? L’anno più tetro della storia italiana continua a essere pieno di misteri irrisolti. Forse proprio per le trasformazioni in corso, accadde quello che sconvolse Milano. Il giudice Salvini, che ha scoperto i veri autori della bomba, accusa la magistratura milanese di aver taciuto colpevolmente per decenni.
E la storia comincia dalle cicatrici, dalle premonizioni, dalle coincidenze, dai luoghi da cui la Storia è passata.
L’angosciante Veneto profondo in cui la bomba venne concepita, le manovre finanziarie intorno alla banca della strage, la sublime arte del depistaggio che da allora ci ha sempre accompagnato. La ricerca diventa così uno “studio in rosso” sulla struttura del potere in Italia e sulle nobili forme di resistenza che lo hanno contrastato, con le armi dell’amicizia, della parola, della musica, del coraggio civile.
In mezzo campeggia, senza tempo, il grande quadro di Enrico Baj – la nostra Guernica -, che venne bendato perché troppo vero.
Questo è un viaggio nella memoria, che ha l’andamento di un giallo e racconta l’ultimo mezzo secolo di storia italiana, come non l’abbiamo mai sentita. Chi non c’era potrà respirare l’aria pesante di quei giorni, quando sembrava che fosse buio a mezzogiorno. Chi c’era ritroverà la ferocia della bomba che scoppia, e poi si ritira, e poi si riproduce, e continua a scoppiare per decenni, con il potere di assoggettare tutti – tutti? – alla sua ferocia e al suo ricatto.
Con lo sguardo di chi ha vissuto questa storia dall’inizio, Enrico Deaglio ricompone l’intrigo mettendo insieme le scoperte degli ultimi dieci anni e nuovi spunti di ricerca con la speranza che una verità si possa raggiungere e, soprattutto, rendere nota.
Palazzo Barberini cambia volto per raccontare il ‘60010 sale restaurate, nuovo percorso tra Caravaggio,Tiziano e Reni
12 dicembre 201910:12
– Un nuovo percorso espositivo circolare, che valorizza i capolavori di una collezione unica, da Caravaggio a Tintoretto, da Reni a Carracci e Tiziano, e che racconta molto anche della splendida complessità di uno dei palazzi storici più belli della Capitale: si respira aria nuova a Palazzo Barberini, che continua il suo processo di rinnovamento con la riapertura di ben 10 sale situate nell’Ala nord del piano nobile, dopo il restauro dei mesi scorsi dell’Ala sud.L’inaugurazione il 12 dicembre, con un’apertura straordinaria a partire dalle 18, per celebrare un restauro ragionato che ha interessato le strutture architettoniche, l’impianto di illuminazione, la grafica e gli apparati didattici lungo un’area di 550 mq. Un allestimento completamente ripensato, dunque, a cura della direttrice Flaminia Gennari Santori, con Maurizia Cicconi e Michele Di Monte (su progetto di Enrico Quell), con ambienti diversi e nuove modalità di fruizione, per proporre al pubblico la possibilità di una visita più consapevole (sono state cambiate le didascalie, con spiegazioni più lunghe, e predisposti nuovi pannelli, anche dedicati a una singola opera): il percorso sarà caratterizzato da un ritmo discontinuo e dalla possibilità di comprendere la relazione che lega i prestigiosi e imponenti saloni ai corridoi e ai vari ambienti dell’edificio, con i quadri che fungono da raccordo per esaltare il racconto del palazzo stesso.Subito di sente aria di novità con l’immagine evidente di un nuovo equilibrio: l’illuminazione è più accurata, le pareti sono dipinte con colori differenti (per le sale con le opere del tardo ‘500 il grigio chiaro, per quelle dedicate a Caravaggio il grigio scuro, per il ‘600 un caldo bianco-panna) e sono state dotate di una pellicola di protezione per poter lasciare eventualmente anche le finestre aperte. Poi l’allestimento delle opere, che permette di esaltare i capolavori e instaurare nuovi dialoghi tra i quadri: dai 3 dipinti di Caravaggio (Giuditta e Oloferne, Narciso e San Francesco) divisi in 3 differenti sale ad alcune opere mai esposte prese dai depositi (come i bozzetti di Pietro Francavilla), dal confronto tra El Greco e Tintoretto e Tiziano alla sala dedicata a una singola opera di Annibale Carracci, l’Altarolo portatile databile al 1601, che segna il passaggio al nuovo secolo, fino alla pittura di genere, ai paesaggi di Paul Bril e alla riflessione sulla fortuna critica della discussa opera Donna con turbante (presunto ritratto di Beatrice Cenci) di Ginevra Cantofoli ma attribuita a lungo a Guido Reni.”E’ una fortuna, un onore e un onere poter cambiare i nostri allestimenti per raccontare la storia dell’arte e degli artisti, ma anche come si sta dentro un museo, mettendo in relazione il visitatore con le opere”, ha detto oggi la direttrice Santori, che ha già in programma di rinnovare il prossimo ottobre le sale dedicate al ‘500, e di concludere poi con il restauro del piano terra, nel 2021, “vogliamo raccontare il palazzo attraverso il modo in cui viene percorso: non è un contenitore che imita un palazzo principesco, ma un luogo che accoglie una collezione moderna”.
Mostre: la ‘Madonna del Patrocinio’ di Durer 50 anni dopoCelebre tavola del Maestro di Norimberga torna a Bagnacavallo
RAVENNA12 dicembre 201910:56
– La Madonna del Patrocinio di Albrecht Durer torna a Bagnacavallo (Ravenna) dopo 50 anni, protagonista di un focus nelle sale del Museo Civico, un tempo monastero delle suore Clarisse cappuccine dove fino al 1969 il dipinto era custodito e venerato nel segreto della clausura. La tavola del Maestro di Norimberga sarà visibile dal 14 dicembre al 2 febbraio. Già da settembre 2019 (e fino al 19 gennaio 2020) le sale del Museo Civico ospitano la mostra ‘Albrecht Durer, il privilegio dell’inquietudine’, progetto espositivo sulla produzione grafica di Durer, con oltre 120 opere provenienti da collezioni pubbliche e private italiane.
Il nuovo progetto si concentra su tre aspetti: momenti salienti, protagonisti e vicissitudini della storia di quel piccolo dipinto, scoperto nel ’61 e venduto nel 1969 al collezionista-mecenate Luigi Magnani; la ricostruzione della storia conservativa del dipinto; l’indagine storico-artistica sulla tavola, di una qualità tale da configurarla come una prova di assoluto valore dell’artista.
San Carlo, una Dama di Picche che conquistaApplausi per l’elegante allestimento che apre la stagione
NAPOLI12 dicembre 201911:46
– Sette minuti di applausi e un successo pieno. Non era scontato con un titolo come ‘La dama di picche’ decisamente poco frequentato nei teatri italiani nonostante sia considerano un capolavoro di Pëtr Il’ič Čajkovskij , oltretutto con libretto in russo. Convince la scelta originale per la prima del teatro di San Carlo (repliche fino al 15 dicembre), ultima apertura di stagione della soprintendente Rosanna Purchia che, in conclusione di un doppio mandato positivo, ha accolto nel palco reale il successore Stephan Lissner, direttore artistico dell’Opera di Parigi (dopo i dieci anni alla Scala), insediato dal prossimo aprile ma già ieri sera sorridente protagonista di una serata riuscita.
Scommessa pienamente vinta questa ‘Pikovaja Dama’ sopratutto per Juraj Valčuha, direttore musicale del Massimo napoletano, sul podio a dirigere l’orchestra e del coro del San Carlo, entrambi protagonisti di un ottima prova , e naturalmente tanta soddisfazione per il direttore artistico Paolo Pinamonti.
Mussolini e i 700 mila italiani internati in Germania”Salvateli”, una storia inedita raccontata da Alfio Caruso
PALERMO12 dicembre 201911:57
– ALFIO CARUSO, ‘SALVATE GLI ITALIANI. MUSSOLINI CONTRO HITLER. BERLINO 1944 (NERI POZZA, PP.
223, 18 EURO) Il 12 settembre 1943, quando i tedeschi liberano Benito Mussolini a Campo Imperatore, il duce spera che quei militari giunti fin lì siano inglesi. Scoprendo che le cose stanno diversamente, la sua delusione è palese, ma questo non gli impedisce di mentire a Otto Skorzeny: “Sapevo – dice al militare – che Adolf Hitler, il mio amico, non mi avrebbe abbandonato”.
Continua così la tragica commedia che va avanti fino alla fine, quando gli italiani, nel silenzio della Repubblica di Salò, non sanno cosa fare a Berlino davanti all’avanzata sovietica nella primavera del ’45: “A molti sembra ripetersi l’identica situazione dell’8 settembre, allorché nessuno aveva saputo in che modo comportarsi con i tedeschi e ciascuno si era regolato secondo coscienza e convenienza”, scrive Alfio Caruso, che nel suo “Salvate gli italiani” continua a scavare nella storia del Ventennio, grazie anche alle testimonianze di Renzo Morena, figlio del generale Umberto, che a Berlino fu il capo della missione militare all’ambasciata guidata da Filippo Anfuso; Prisca Bettoni, figlia del consigliere d’ambasciata Gian Galeazzo; Oreste Foppiani, il cui padre, Armando, era delegato della Croce rossa.
Caruso porta allo scoperto una storia finora inedita di quel periodo: il tentativo di Mussolini di salvare settecentomila italiani internati, fascisti e non, costretti da Hitler a una condizione di quasi schiavitù, utilizzati prevalentemente come forza lavoro, come accadde ai centomila impiegati per liberare strade e piazze dopo il bombardamento di Berlino del 23 novembre ’43 da parte degli alleati.
Il 20 luglio 1944, durante una sosta a Gorlitz del treno che trasporta Mussolini a Rastemburg per l’incontro con Hitler, da qualche ora scampato all’attentato architettato dal colonnello von Stauffenberg, dice a Morera che bisogna riportare a casa i settecentomila connazionali che si sono rifiutati di aderire alla Repubblica di Salò: non un italiano deve morire o tornare in patria mutilato o tubercolotico, furono, in sintesi, le sue parole.
Non è chiaro cosa spinga il duce a questa determinazione.
Proprio lui, sottolinea Caruso, che quattro anni prima aveva portato in guerra il Paese, sostenendo cinicamente che gli serviva qualche migliaio di morti. Forse è “l’ultimo dispetto del duce al Fuhrer. La conclusione di un rapporto in cui il primo ha sempre subito il secondo. Una stizzita presa di distanza che giunge troppo tardi, sulla quale ha probabilmente pesato la ‘larvata e umiliante occupazione’ di quella parte d’Italia appaltata alla Repubblica”. Probabilmente si concedeva un’altra chance, facendo risaltare che “lui aveva ottenuto dal suo soprastante quello che Badoglio non aveva ottenuto da Roosevelt e Churchill, pur avendo dichiarato guerra alla Germania: il rilascio dei prigionieri in mano alleata”.
Qualunque sia stata la ragione, molti vengono salvati. Prisca Bettoni racconta un episodio che le fu riferito nel 1959 da Carlo Azeglio Ciampi, futuro presidente della Repubblica: in divisa da ufficiale tedesco, il padre, che conosceva molto bene la lingua ed era biondo con gli occhi azzurri, “si presenta ai commissariati dove sono reclusi gli italiani nei guai con la giustizia. Ogni volta esibisce un falso ordine di scarcerazione”. L’operazione va avanti per parecchi giorni, “finché papà non percepisce che le SS si sono insospettite”. Gli italiani liberati vengono nascosti nei sotterranei dell’ambasciata, già utilizzati da Foppiani per nascondere gli internati in fuga.
Modigliani 2020, il genio e l’ereditàMostra a Roma e tanti eventi per il centenario della morte
12 dicembre 201913:16
– Una mostra-evento a Roma, con oltre 100 capolavori esposti sfruttando le possibilità espressive della tecnologia, per un’esperienza immersiva. E poi dibattiti e convegni, produzioni editoriali, un ologramma e la realizzazione di una casa tecnologica per ricordare un grande artista facendo attivamente cultura. Sono gli eventi che animeranno le celebrazioni dedicate nel corso del 2020 ad Amedeo Modigliani, nel centenario della morte, realizzate dall’IAM, Istituto Amedeo Modigliani. Un modo per ricordare l’attività del genio livornese, il tratto unico – nelle forme e nella luce – dei suoi dipinti e delle sue sculture, ma anche per permettere di approfondire la conoscenza della sua figura, rafforzando l’interesse del pubblico, anche attraverso l’eterogeneità delle iniziative. L’evento principale, in programma a giugno 2020, sarà “L’Impossibile Modigliani. L’artista italiano e l’arte africana. Simbolo, opere, tecnologia”, grande mostra, allestita al Quirinetta, che fonderà la tecnologia alle opere uniche del grande Modì e nell’ambito della quale per la prima volta al mondo sarà presentato l’ologramma Modigliani. Per tutto il 2020 poi l’arte del maestro livornese, morto giovanissimo nel 1920, a 35 anni, arriverà fino in Cina: l’IAM infatti organizzerà due mostre seguendo il format Modlight, ideato e registrato dall’Istituto. Ma un anticipo delle celebrazioni si avrà già il 12 dicembre, con la presentazione alla Casa del Cinema del libro “Il principe Modigliani” di Angelo Longoni.
Incassi, Frozen 2 da record resta sul tronoSeguono due new entry, L’immortale e Cena con delitto
09 dicembre 201911:11
– E’ ancora Frozen 2 a dominare la classifica Cinetel degli incassi del fine settimana appena trascorso. Mentre il cartoon di Disney continua la sua marcia al box office superando i 900 milioni a livello globale, preparandosi a superare il muro del miliardo, nelle sale italiane ottiene 3.501.901 euro, 12.667.733 euro in due settimane di programmazione.
Sul podio seguono due new entry: L’Immortale di e con Marco D’Amore e con Giuseppe Aiello, Salvatore D’Onofrio, film sulle tracce della serie tv Gomorra che vede l’esordio del personaggio Ciro di Marzio che registra 2.816.156 euro posizionandosi sul secondo gradino; Cena con delitto di Ryan Johnson, con Daniel Craig nei panni del celebre ispettore Hercule Poirot dei romanzi di Agatha Christie , e un cast stellare che comprende tra gli altri Chris Evans, Jamie Lee Curtis, Don Johnson, Michael Shannon, Christopher Plummer, che segna 1.200.046 euro piazzandosi in terza posizione. Scivola dal secondo al quarto posto la commedia di Woody Allen Un giorno di pioggia a New York , che segna 790.475 euro, 2.367.671 in due settimane. Dal terzo gradino slitta al quinto Cetto c’è, senzadubbiamente, che ottiene 389.120 euro, 4.724.547 euro in tre settimane dall’uscita.
Totale incassi 10.323.568 euro, -18% rispetto alla settimana precedente (12.601.367) che ha visto numerosi debutti, +3.69% sullo stesso periodo del 2018 (9.955.792 euro).
Cate Blanchett donna in crisi di nerviIn sala Che fine ha fatto Bernadette? di Linklater
09 dicembre 201918:54
Quella faccia indisponente e spocchiosa di Bernadette Fox (Cate Blanchett) alla fine nasconde un film natalizio. Ma bisogna compiere il lungo percorso previsto in ‘Che fine ha fatto Bernadette?’ di Richard Linklater, in sala dal 13 dicembre con Eagle Pictures e Leone Film Group. E va detto che la Blanchett è perfetta per interpretare una leggenda nel campo dell’architettura che a un certo punto da Los Angeles si è ritirata a Seattle, con tanto di marito e figlia adolescente, per fare una vita privata che odia. Un ruolo che le è valso la nomination (la decima, a fronte di tre vittorie) alla prossima edizione dei Gloden Globe, in programma il 5 gennaio a Los Angeles.Il film, tratto dall’omonimo romanzo di Maria Semple che dopo il debutto nel 2012 è subito salito in cima alla lista dei bestseller del New York Times, racconta appunto di questo architetto geniale che sembra odiare davvero tutti, compresa se stessa. Fatto sta che nessuno la può vedere. A salvarsi, almeno in parte, dalla sua cronica anaffettività sono la figlia Bee (Emma Nelson) e il marito Elgie Branch (Billy Crudup) ricercatore Microsoft. Quando ormai la depressione con tendenze suicide di Bernadette diventa un fatto conclamato e una psicologa è pronta ad intervenire, la figlia Bee le chiede di accompagnarla in un viaggio in Antartide come premio per la sua pagella perfetta. La madre sembra accettare il viaggio, ma tutta una serie di imprevisti fanno sì che Bernadette, più che seguire la figlia, si dia alla fuga.La solitudine è la cosa che le è più congeniale come quella creatività che da troppo tempo ha soffocato. Nel cast di questo film anche Kristen Wiig, Judy Greer e Laurence Fishburne. “È il ritratto davvero complesso di una donna di mezza età particolarmente geniale ma che non pratica la sua arte – dice il regista -. Ciò che viene dopo è divertente e anche un po’ spaventoso. Per chiunque. È anche un ritratto meravigliosamente complesso di una relazione a lungo termine, della genitorialità e degli alti e bassi che la caratterizzano”. Per il premio Oscar Cate Blanchett, invece: “è uno sguardo molto divertente e doloroso su una donna che si trova in un momento di caos, in procinto di affrontare un enorme cambiamento nella sua vita. Tutte le negatività vengono fuori da ciò che pensavi di essere, dovendo affrontare chi sei veramente, per passare poi a chi potresti diventare. E così – ribadisce l’attrice – troviamo Bernadette e la sua famiglia in un momento di crisi. Penso che stia attraversando il caos, perché non si può sfuggire a ciò che si pensa di essere, e ci si deve confrontare con chi si è in realtà prima di poter andare avanti – e ciò accade spesso nella mezza età”. E, infine, sempre la Blanchett: “La cosa con cui forse mi sono identificata maggiormente è l’impossibilità di sfuggire a se stessi e soprattutto il fatto che, quando si invecchia, è necessario affrontare il passato e assumersi la responsabilità di se stessi per poter andare avanti”.
Polanski contrattacca, vogliono fare di me un mostroSu Paris-Match regista nega accuse stupro di Valentine Monnier
PARIGI12 dicembre 201910:06
“Vogliono trasformarmi in un mostro”: dopo settimane di silenzio Roman Polanski esce allo scoperto respingendo con forza le accuse di stupro mosse a suo
carico dall’ex modella e fotografa francese, Valentine Monnier. “Questa storia è aberrante”, ribatte l’ottantaseienne regista franco-polacco, in un’intervista con richiamo in prima pagina realizzata in esclusiva dal settimanale Paris-Match, domani in edicola.
Come già fatto in passato attraverso i comunicati del suo legale, l’autore premiato a Venezia per ‘J’accuse’ (L’ufficiale e la spia), il suo ultimo lungometraggio sull’affaire Dreyfus, torna a “negare” tutto. La Monnier afferma di essere stata picchiata e violentata da Polanski ormai oltre 40 anni fa, nel
1975, quando lei era appena diciottenne, durante un soggiorno sciistico nello chalet del regista a Gstaad, in Svizzera. Accuse che il diretto interessato smentisce in toto sulle colonne di Paris-Match. “E’ un delirio! Non picchio le donne”, assicura, dicendo di ricordarsi “a malapena” della donna. E ancora: “Non
ho chiaramente alcun ricordo di ciò che racconta, visto che è falso”. Deplora quindi che l’accusatrice “prenda a testimoni tre
miei amici presenti nello chalet: il mio assistente Hercules Bellville, nonché Gérard Brach e la moglie Elizabeth. I primi due sono morti, comodo, così non possono confermare né smentire le dichiarazioni che li vengono attribuite. Quanto alla signora Brach, la stampa non l’ha trovata”. Di più. Per Polanski è “facile accusare quando i fatti sono prescritti da una decina d’anni, e quando si ha la garanzia che non ci saranno procedure giudiziarie per discolparmi”.
Nella cruda testimonianza pubblicata a inizio novembre dal quotidiano Le Parisien, Valentine Monnier precisò di non voler rivolgersi alla giustizia, anche perché i fatti sono ormai ampiamente prescritti, ma di voler lanciare un grido d’allarme contro i comportamenti del regista in coincidenza con l’uscita in Francia del suo ultimo film, che verte su un errore giudiziario. Un ‘siluro’ che nel lungo autunno francese ha suscitato veleni e polemiche, con appelli a ‘boicottare’ il film,, annullamenti, e proteste delle femministe dinanzi ad alcuni cinema, anche se al botteghino è andato benone.
La testimonianza della donna si aggiunge ad altre simili accuse di stupro mosse in passato contro Polanski. Tra l’altro, il regista che ha lungamente beneficiato di forti appoggi in Francia continua ad essere nel mirino della giustizia Usa, per lo scandalo legato agli abusi su una minorenne, Samantha Geimer,
nel 1977.
Sag Award, 4 nomination per TarantinoSorpresa Bombshell, fra serie tv sbanca la signora Maisel
NEW YORK11 dicembre 201918:18
‘The Irishman’ di Martin Scorsese e ‘C’era una volta a… Hollywood’ di Quentin Tarantino dominano le nomination per i Sag Award, i premi istituti dal sindacato degli attori che sono i precursori per cercare di individuare chi vincerà gli Oscar.
‘Bombshell’ di Jay Roach si rivela la sorpresa con quattro nomination, lo stesso numero conquistato da ‘Storia di un matrimonio’ e C’era una volta a… Hollywood. Fra le serie televisive è invece ‘La fantastica signora Maisel’ a conquistare il maggior numero di nomination. I premi saranno consegnati domenica 19 gennaio e durante la cerimonia Robert De Niro riceverà il Life Achievement Award per il suo lavoro sul grande e piccolo schermo e per il suo impegno umanitario.
Claudia Gerini madrina di Filming Italy – Los Angeles20-22 gennaio. Nuova collaborazione con Women in Film
11 dicembre 201917:52
Claudia Gerini sarà la madrina della quinta edizione di Filming Italy – Los Angeles, che si terrà dal 20 al 22 gennaio 2020 tra l’Istituto Italiano di Cultura Los Angeles e l’Harmony Gold Theater, alla presenza di personalità dell’industria cinematografica italiana e hollywoodiana. Creato e organizzato da Tiziana Rocca, Agnus Dei e Valeria Rumori, Istituto Italiano di Cultura Los Angeles, Filming Italy – Los Angeles promuove l’Italia come set cinematografico e ponte tra la cultura italiana e americana.
Il Festival, con la direzione artistica di Tiziana Rocca, è presentato sotto gli auspici del Consolato Generale d’Italia a Los Angeles.
“Siamo molto felici di annunciare la quinta edizione del Filming Italy – Los Angeles, ancora una volta all’insegna del grande cinema e dei talenti nostrani conosciuti e stimati in tutto il mondo e quest’anno dedicata alle Donne del cinema italiano del passato e del presente. Madrina d’eccezione: Claudia Gerini”, sottolinea Tiziana Rocca, Direttore artistico. “Nuova è la collaborazione con Women in Film, grazie alla quale verranno supportati il talento e i diritti delle donne che lavorano nel mondo del cinema, anche con l’aiuto di associazioni americane che operano nel settore.” “L’Istituto presenta ogni anno una programmazione ricca di eventi cinematografici, anche in partenariato con istituzioni e festival italiani e locali, con l’obiettivo di promuovere la produzione italiana di qualità nei suoi aspetti artistici, culturali e territoriali”, afferma Valeria Rumori, Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles. “Filming Italy è diventato uno degli appuntamenti più attesi a Los Angeles e nella California del Sud, e le personalità internazionali che vi partecipano dimostrano che il nostro cinema è un importante punto di riferimento nel mondo”.
Dio è donna ed è pure femministaFilm macedone in sala, storia sul tema delle donne nella chiesa
11 dicembre 201910:08
Una storia al femminile e femminista con protagonista una 32enne macedone, piuttosto massiccia e sicuramente molto ostinata. Una vicenda per certi versi buffa, kafkiana, proprio come il titolo, ‘Dio è donna e si chiama Petrunya’ di Teona Strugar Mitevska, già al Festival di Berlino e al Tff , ora in sala dal 12 dicembre con Teodora. Ispirato a un fatto vero, il lungometraggio ha appunto come protagonista Petrunya (Zorica Nusheva), 32 anni, laureata in storia. Una donna che vive nella cittadina macedone di Štip senza un’occupazione e forse anche poco interessata a trovare lavoro.
Rientrando verso casa, dopo l’ennesimo colloquio di lavoro andato male, Petrunya si ferma ad assistere a una cerimonia ortodossa che prevede il lancio di una piccola croce lignea nel fiume da parte di un prete e il suo recupero, subito dopo, da parte di fedeli maschi in costume. Petrunya, vicina alla riva, con un po’ di fortuna raggiunge l’oggetto sacro prima di tutti, ma ne nasce subito una rissa. Gli uomini non ci stanno, vogliono strapparle la croce. Nasce un grande putiferio e così la donna viene portata al posto di polizia per essere interrogata, ma in realtà senza una precisa accusa. Inizia così un braccio di ferro tra Petrunya e gli agenti, ma a fare la differenza sarà il fatto che una giornalista, venuta a sapere della curiosa notizia, monta il caso che diventa subito oggetto di dibattito nazionale.
” Io la penso come Ken Loach, il cinema può essere un’arma – ha detto la regista – . Il cinema deve provocare, attaccare i tabù, porre delle domande, ma non amo poi per questo mettermi in cattedra”. Molto articolata invece la sua risposta sul discrimine che colpisce le donne all’interno di quasi tutte le gerarchie sacerdotali.
“Crescendo – dice – mi sono posta molte volte la domanda se ci sarà mai un Papa donna e anche dove mai fosse scritto che Dio sia un uomo. Una volta – continua la Mitevska – sono riuscita ad avere un colloquio con un cardinale a Roma ed ero davvero molto emozionata. Quando ho chiesto però al cardinale se forse tra cinquanta anni poteva sedere sul trono del Vaticano una papessa, il cardinale ha cambiato tono. Mi ha detto che per le donne era diverso, che sono esseri che danno la vita, esseri speciali in altre forme. Insomma ha evitato di rispondermi”.
Nadia Toffa, Notre Dame, sardine: cosa cercano gli italiani su GoogleCome ogni anno il motore di ricerca svela i trend 2019, tra attualità e curiosità
11 dicembre 201918:07
Nadia Toffa e Notre Dame sono le parole emergenti dell’anno per gli utenti italiani del motore di ricerca Google. La conduttrice del programma televisivo Le Iene, venuta a mancare lo scorso agosto, è anche in cima alla lista dei personaggi del 2019. La domanda più digitata dagli utenti di Google nel corso dell’anno che sta finendo è “perché è caduto il governo”, ma anche “perché si chiamano sardine” riferito al movimento che sta riempiendo le piazze italiane.
Google, come ogni anno, condivide i trend più interessanti dei 12 mesi passati dividendoli in liste: ci sono le parole emergenti, i personaggi, fai da te, come fare, cosa significa, i perché, le mete di vacanza, le ricette, i biglietti degli eventi. Nelle ricerche degli italiani al primo posto emerge per il terzo anno di seguito Nadia Toffa (tra i personaggi più popolari anche nell’analisi di Twitter diffusa ieri): è dal 2017, anno in cui rese pubblica la sua malattia, che la conduttrice de Le Iene catalizza l’attenzione degli utenti. Nella lista delle parole emergenti di Google c’è anche Notre Dame, la cattedrale di Parigi è stata devastata da un incendio il 15 aprile 2019.
Seguono Sanremo, le Elezioni Europee, l’attore Luke Perry, morto il 4 marzo scorso, e noto per aver recitato nella serie televisiva Beverly Hills 90210. Poi il Governo, Joker, personaggio del film interpretato da Joquin Phoenix che ha vinto Il Leone d’Oro a Venezia, Mia Martini, Mahmood (che ha vinto il festival di Sanremo 2019 con il brano Soldi) e il personaggio dei fumetti Thanos. Tra le ricerche più curiose, segno dei tempi, come fare domanda per navigator (la nuova figura professionale prevista nel decreto del Reddito di Cittadinanza per aiutare i cittadini a trovare un lavoro); cosa significa Macchu Picchu; mentre la meta di vacanze al top è Zanzibar e la ricetta emergente è di nuovo la pastiera napoletana.Nei giorni scorsi Google ha reso noto anche la classifica dei video più visti su YouTube: al primo posto Carote di Nuela, segue la parodia di Soldi di Mahmood fatta da iPantellas e la prima puntata de Il Collegio dal titolo IO ragazzi arrivano al Collegio. In cima ai video non musicali più popolari dell’anno in Italia ci sono le blind audition della giovane Hindaco nella competizione canora The Voice of Italy ma anche Le canzoni di Sanremo cantate da nonna di Casa Surace.
Visori 3d e nuove luci per la Basilica dei misteriLe novità dai nuovi restauri. Gli effetti speciali nel 2020
10 dicembre 201918:27
– La lunga galleria che portava giù nelle viscere della terra, nove metri sotto il livello stradale.
Poi i colori del vestibolo con decorazioni che riecheggiavano i lussi della Domus Aurea, le scene nilotiche allora così in voga, i mosaici rischiarati dalla luce caliginosa filtrata dall’alto lucernario.
Duemila anni fa come oggi doveva essere pieno di suggestione l’ingresso alla Basilica sotterranea degli Statili, edificio privato, raffinato e misterioso, forse luogo di culto forse monumento funerario, forse tutte e due le cose come si tende a pensare dopo una nuova stagione di restauri e di studi. Un piccolo, incredibile tesoro proprietà di una famiglia ricca e potente che la condanna dell’imperatore Claudio fece spogliare e dimenticare per secoli e secoli. Intrigante e piena di fascino con i suoi richiami al culto neo pitagorico, si offre al pubblico ancora più leggibile dopo una nuova fase di restauro la Basilica Sotterranea, monumento unico e incredibile rimasto nascosto nel sottosuolo di Roma sotto la centralissima via Prenestina, a un passo da Piazza Maggiore. Scoperto e portato alla luce per caso nel 1917, oggetto di importanti restauri negli anni ’50, questa meraviglia torna ora a splendere grazie anche alla generosità di una fondazione svizzera, la Evergète, che ha finanziato una nuova fase di lavori per un totale di 2, 2 milioni di euro.
Entro il 2020, annuncia la soprintendente speciale di Roma Daniela Porro insieme con il direttore del monumento Anna de Santis, sono previste novità che renderanno se possibile ancora più suggestiva e coinvolgente la visita, con un’ illuminazione che riprodurrà l’atmosfera e i colori originali. Ma anche speciali visori 3d che come già avviene per la Domus Aurea, saranno in grado di ricostruire, scientificamente, la realtà di allora. I restauri intanto proseguono con una terza fase già finanziata per la pulitura di un’altra parete della navata di sinistra della basilica . Poi si affronterà la navata di destra (dovrebbero servire circa 800 mila euro).Tant’è, in attesa della nuova illuminazione e dei visori 3d, l’impatto è da togliere il fiato, oggi ancora di più di cinque anni fa quando la Basilica venne riaperta alle visite. Soprattutto quando superato quel che resta del lungo dromos e la pace del vestibolo ci si affaccia nelle imponenti navate della Basilica vera e propria. Dove mani sapienti con l’aiuto del laser hanno riportato in vita una serie di candidi stucchi miracolosamente sopravvissuti ad un interramento di secoli e alle infiltrazioni di acqua, percolati, inquinanti. Figure e quadretti che rimandano a episodi della mitologia greco romana, dal ratto di Ganimede al mito di Orfeo e Euridice. E poi ornamenti che raccontano scene di vita quotidiana.Nella parte centrale dell’abside protagonista assoluta è Saffo che si getta dalla rupe. Un volo verso la morte che non ha nulla di drammatico, fa notare l’archeologa De Santis, non una fine piuttosto un passaggio in un’altra dimensione – come indicavano le teorie neo pitagoriche- reso più surreale dal bianco che dominava questo ambiente anche nella prima metà del I secolo quando l’edificio venne costruito, volutamente sottoterra e nascosto ai più, ma decorato senza risparmio da una fucina di artigiani augustei “di altissimo livello”, tra i quali primeggiava un certo Secundus Tarianus tector, che gli specialisti hanno riconosciuto come l’autore principale. In tanto abbagliante candore, reso brillante dalla madreperla con la quale era impastato lo stucco, l’unica nota scura era data dalla parte inferiore dell’abside, dipinta di un azzurro profondo che doveva richiamare il mare. “Un blu prezioso che venne staccato e portato via quando la basilica fu abbandonata”, spiega De Santis.Nell’insieme un luogo magico, reso ancora più intrigante dal mistero che ancora ne avvolge storia e destinazione d’uso, dopo decenni di confronti tra gli studiosi, compreso lo psicanalista Aldo Carotenuto che nel 1971 le dedicò un lungo, argomentato saggio. C’è chi pensa che si trattasse di un luogo di culto, per lo più neo pitagorico secondo la teoria di Jerome Carcopino, e chi invece immagina un monumento funebre per aristocratici. “Forse tutte e due”, dice oggi l’archeologa. Il mistero del resto continua ad avvolgere anche il suo fondatore: Carcopino lo indicò in Tito Statilio Tauro, morto suicida nel 53 d.C. perché accusato di culti magici da Agrippina madre di Nerone. Un altro storico, Gilles Sauron, pensava invece a un omonimo Tito Statilio Tauro, membro della stessa famiglia, che fu luogotenente di Augusto e console nell’11 d.C. I recenti restauri hanno fatto ipotizzare due fasi nella vita della Basilica, forse edificata dal primo Tito in età augustea e passata poi al secondo, in età neroniana, prima dell’abbandono dopo il suicidio di quest’ultimo. La prossima fase di lavori e gli studi ancora in corso potranno, chissà, offrire una soluzione al mistero. L’obiettivo intanto, assicura la soprintendente Porro, è aumentare le domeniche di apertura al pubblico.
In Vaticano è sfida diabolica tra Law e Malkovich /TRAILERThe New Pope di Sorrentino, rilasciato il provocatorio trailer
10 dicembre 201918:37
“Chi è senza peccato scagli la prima pietra”: è un duello quello tra Pio XIII (Jude Law) svegliatosi dal coma e Giovanni Paolo III (John Malkovich). Il trailer ufficiale di The New Pope, la serie creata e diretta dal premio Oscar Paolo Sorrentino è provocatorio e aumenta l’attesa per il debutto della nuova serie ambientata in Vaticano in onda su Sky e Now Tv il 10 gennaio 2020. Il trailer rivela al pubblico che Lenny Belardo si è risvegliato dal coma, mentre il Vaticano, in profonda crisi e in overdose di scandali, ha scelto l’aristocratico inglese sir John Brannox come nuovo papa sofisticato e megalomane che al termine del servizio fotografico per il debutto come Giovanni Paolo III esclama: “niente nudo?”.
Belardo-Jude Law di nuovo sveglio e aitante (si mantiene in forma con il modaiolo girotonic) non è solo il più amato dalle folle di piazza San Pietro, ma il più idolatrato con fan che indossano felpe con il suo volto e pregano incessantemente e ossessivamente per lui. Chi è il Papa adesso? Entrambi hanno e vogliono il potere. Con il diavolo non si tratta. Si ma chi è dei due? The New Pope è una serie originale Sky-Hbo-Canal+, prodotta da Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Wildside, parte del gruppo Fremantle, e co-prodotta da Haut et Court TV e The Mediapro Studio. Il distributore internazionale è Fremantle. Scritta da Paolo Sorrentino con Umberto Contarello e Stefano Bises, è la seconda serie di Sorrentino ambientata in Vaticano. Tutti i nove episodi sono diretti da Paolo Sorrentino.
Il cast, oltre ai due volte nominati agli Oscar Jude Law e John Malkovich, include Silvio Orlando, Javier Cámara, Cécile de France, Ludivine Sagnier, Maurizio Lombardi, già protagonisti in The Young Pope. New entry nella serie sono Henry Goodman, Ulrich Thomsen, Mark Ivanir, Yuliya Snigir, Massimo Ghini e le guest star Sharon Stone e Marilyn Manson.
X Factor, i finalisti: ‘Sogniamo la vittoria ma sfida è dopo’Booda, Sierra, Davide Rossi e Sofia Tornambene, la finale sarà festa – VIDEO
10 dicembre 201915:45
Sognano tutti la vittoria ma sono pure più che convinti che la vera sfida e i traguardi si misureranno dopo i quattro finalisti di X Factor 2019.Giovedì su Sky Uno ci sarà l’ultima puntata in una serata dove sono attesi come ospiti Robbie Williams, che duetterà anche con i concorrenti, Ultimo e Lous and The Yakuza.I 4 sfidanti (I Booda, la Sierra, Davide Rossi e Sofia Tornambene) hanno incontrato i giornalisti al Forum di Assago, da dove andrà in onda la sfida in diretta. Tutti emozionati ma già soddisfatti. E per tutti la stessa riflessione. “La vera vittoria è stata la semifinale, quella di giovedì sarà solo una festa”, ha detto il 21/enne David Rossi.”Vincere o no non è il vero traguardo, anche se importantissimo – hanno aggiunto i romani Giacomo e Massimo, i due 26/enni dei Sierra – l’obiettivo è trovare un nostro posto nel mercato in futuro”. “Nessuna delusione se non vinceremo”, hanno ripetuto i Booda. E per Sofia Tornambene, con i suoi 17 anni la più giovane del gruppo, la vittoria è già aver dimostrato di potercela fare da sola scoprendo punti di forza di se stessa che ancora non conosceva.
Golden Globe 2020, Marriage Story in testa con 6 nominationNominati anche The Irishman, Joker e I due papi
NEW YORK09 dicembre 201919:58
Golden Globe, le nomination: Marriage Story (Storia di un matrimonio) guida la lista con sei candidature, per la 77/a edizione. L’annuncio è stato fatto dalla Hollywood Foreign Press Association.Prodotto da Netflix, diretto da Noah Baumbach e interpretato da Scarlett Johansson e Adam Driver, è candidato tra l’altro come miglior film insieme a The Irishman, Joker, I due papi e 1917. Volkswagen Transporter.Transporter 6.1 con finanziamento TAN 0% fisso, TAEG 1,16% in 48 rate da 417€ più anticipoVolkswagenScopriloScarlett Johansson, protagonista di Marriage Story (Storia di un matrimonio), ha ottenuto la nomination come miglior attrice in un film drammatico; per la stessa categoria sono state nominate anche Cynthia Erivo per Harriet, Saoirse Ronan per Little Women, Charlize Theron per Bombshell e Renee Zellweger per Judy.Come miglior attore in un film drammatico sono stati nominati Christian Bale per Ford v Ferrari (Le Mans 66 – La grande sfida), Antonio Banderas per Pain and Glory (Dolor y Gloria), Adam Driver per Marriage Story, Joaquin Phoenix per Joker, Jonathan Pryce per I due papi.Nella categoria miglior regista sono candidati Martin Scorsese per The Irishman, Bong Joon Ho per Parasite, Sam Mendes per 1917, Todd Phillips per Joker, Quentin Tarantino per Once Upon a Time in Hollywood (C’era una volta a… Hollywood).
David Lopez, racconto una generazione sospesaA Roma con il libro d’esordio ‘Il feudo’
09 dicembre 201909:48
DAVID LOPEZ, IL FEUDO, (SELLERIO, PP 227, EURO 16)Caso editoriale in Francia con il romanzo d’esordio ‘Il feudo’, David Lopez racconta una generazione di trentenni “sospesa” tra la periferia e la campagna, né sobborgo, né quartiere chic, con protagonista il pugile Jonas e i suoi amici. “C’è questa dimensione dell’essere a metà tra due mondi, sia dal punto di vista geografico, tra la città e la campagna, sia dal punto di vista sociale. I personaggi cercano sempre di capire chi siano ma non sanno mai chi sono. E alla fine questa ricerca della propria identità trova una risposta positiva soltanto nello stare insieme” racconta Lopez, 35 anni, originario di Nemours, al centro della Francia, che fa pugilato, ha un talento particolare per la scrittura e uno stile tutto suo fatto di oralità e linguaggio letterario. “I ragazzi del romanzo non riescono a ritrovarsi nelle aspettative che la società ha nei loro confronti. E’ tutto molto sospeso ed è questa sospensione a tenere insieme la mancata capacità di decidere da parte dei personaggi. La domanda da porsi è: quali sono le scelte da fare in base a chi si è davvero?” dice Lopez alla fiera della piccola e media editoria Più libri più liberi alla Nuvola di Roma.L’ambientazione della storia – che alterna momenti divertenti all’amarezza e vede questo gruppo di amici scandire il tempo al ritmo delle canne “è una scelta che viene un po’ dal caso, ma soprattutto è stata – dice lo scrittore – una mia urgenza perché riporta tutto a una realtà che conosco bene. Questa città è indefinita: è un po’ Nemours, ma potrebbe essere qualsiasi luogo della Francia. La sua caratteristica principale è la distanza dalla metropoli”. La precisione nel raccontare è invece una cosa a cui tiene molto Lopez, che con ‘Il feudo’, pubblicato in Italia da Sellerio nella traduzione di Marina Di Leo e Giulio Sanseverino, ha vinto il Prix du Livre Inter 2018. “Subisco molto la fascinazione della scomposizione dei gesti. Così descrivere lentamente i passaggi del fumare una canna mi ha permesso nel libro di dilatare il tempo facendo entrare il lettore nella narrazione. Ci sono possibilità diverse delle conseguenze del fumo: ci può essere uno stadio della vita in cui fumare a certi livelli può diventare nefasto, ma, per questi ragazzi che non sono ancora adulti e non più adolescenti, la cannabis è uno strumento per procrastinare le decisioni, per spostare sempre in avanti qualcosa che si sente come pressione esterna” sottolinea Lopez. Jonas è un pugile di un certo talento e ha una ragazza che lo chiama per fare sesso ma da lui non vuole altro. Trascorre le giornate con il suo gruppo di amici, che sono gli stessi delle elementari , giocando a carte, litigando, parlando di boxe.Senza particolari passioni o forme di protesta, semplicemente sentendosi sicuro in questo “feudo”. “Non volevo trovare in questo libro delle scuse a un certo modo di vivere, né giudicare. In questo modo si possono mostrare molti più aspetti umani dei personaggi. L’umanità viene fuori dall’umorismo, dal fatto che si ride pur essendoci molta amarezza. C’è anche la noia e nello stesso tempo passività e inventiva” sottolinea lo scrittore che ha le mani piene di anelli colorati. “Il rapporto tra Jonas e la boxe è un po’ come il mio con la letteratura. Ci sono persone che mi dicono continuamente che ho del talento ma io non ci credo. La boxe è anche lo sport perfetto per descrivere ogni movimento muscolare e quindi della narrazione” racconta Lopez che vive sempre a Nemours e non ha cambiato vita. “La mescolanza di lingua orale e letteraria è arrivata dopo aver provato a scrivere in maniera più tradizionale, come mi aspettavo che dovesse essere un romanzo.Ma per me non funzionava e ad un certo punto ho capito che questo ambiente non poteva venir fuori che dal linguaggio che io ho usato. Questo mi ha liberato da quella visione di letterarietà che un romanzo dovrebbe avere secondo alcuni canoni” sottolinea. Il successo in Francia “mi ha dato molta fiducia perché ‘Il feudo’ è nato come una scommessa. Mi ha dato molta sicurezza, ma nello stesso tempo ho sentito che per scrivere ho bisogno di sentire la fragilità del rischio. Per dare il meglio devo trovarmi in sfida con me stesso” afferma e annuncia che il romanzo è stato opzionato per farne un film, “ma è tutto nella fase di costruzione. Il copione dovrebbe essere pronto il prossimo autunno”.
Il primo Natale, Ficarra e Picone nel presepeIn sala dal 12 dicembre, fra leggerezza e temi come accoglienza
09 dicembre 201909:45
accontare “con situazioni comiche ma anche momenti per pensare il Natale per quello che realmente è, anche se molti se ne dimenticano, cioè il compleanno di Gesù”. E’ nata così, spiegano Salvo Ficarra e Valentino Picone, registi e protagonisti, la loro irruzione nel presepe nella loro nuova commedia, Il primo Natale. Per il duo (che festeggerà nel 2020 25 anni di sodalizio artistico con un tour teatrale che toccherà oltre 20 città) è il primo film che arriva in sala in sala durante le Feste: sarà in sala dal 12 dicembre in oltre 600 copie con Medusa.
Utilizzando il modello dell’avventura in un’altra epoca storica, molto popolare in commedia anche in Italia, da Totò e Cleopatra a Non ci resta che piangere con Benigni-Troisi, passando per i viaggi nel tempo di Villaggio e Boldi-De Sica, la tessitura leggera si apre anche a temi attuali, come l’accoglienza evocata sin da una potente sequenza iniziale: “Un richiamo agli ultimi, a vari tipi di ultimi, dal barbone per le strade di Parigi ai migranti”, dicono Ficarra e Picone, anche cosceneggiatori con Nicola Guaglianone e Fabrizio Testini. Scene come quelle della natività “sono state anche sul set particolarmente emozionanti per noi – spiegano -. Siamo da sempre appassionati dei film di Natale, e realizzarne uno è un impegno importante nei confronti del pubblico. Volevamo che fosse diverso e originale”.
Prodotta con un budget di circa 11 milioni di euro da Attilio De Razza (Tramp Limited) in collaborazione con Medusa, la commedia traccia l’avventura di Salvo (Ficarra), ladro di oggetti sacri e Don Valentino (Picone), sacerdote con il chiodo fisso del presepe vivente, che vengono proiettati, per ragioni misteriose, nella Palestina dell’anno zero, pochi giorni prima dalla nascita di Gesù. Tra occasioni di ribellione e la caccia di un Erode reso da Massimo Popolizio un villain da antologia, Salvo e Valentino si mettono in cerca di Giuseppe, Maria e della mangiatoia. Un percorso tra scelte complesse e la necessità di abbandonare paure e egoismi per passare all’azione. Nel cast, fra gli altri, anche Roberta Mattei, Giacomo Mattia e la piccola Giovanna Marchetti. A dare forza al film, oltre alle ambientazioni marocchine, ci sono le scenografie di Francesco Frigeri e i costumi di Cristina Francioni. “Il racconto è come una parabola, comprensibile anche per chi non crede – sottolinea Nicola Guaglianone, già coautore con Ficarra e Picone de L’ora legale – L’inizio ci mostra la maniera nella quale tutti noi a volte reagiamo come fossimo anestetizzati davanti a certe immagini”. Con Salvo e Valentino “si cerca sempre lo sguardo ironico. Qui trattiamo anche temi seri, come l’immigrazione senza che serva mai nominarla Come diceva Leo Benvenuti (grande sceneggiatore, ndr), col tempo le cose cambiano, l’ironia le fissa invece nella loro verità”.
Fanno capolino nel film anche alcune battute pungenti come quella innescata dal riutilizzo di uno slogan leghista: ‘Roma ladrona’, tirato fuori contro l’esercito romano invasore, con i due protagonisti che commentano: “Dicevano così anche da noi…
poi se ne sono dimenticati”.
Il loro film precedente L’ora legale (2017) non era stato iscritto da Ficarra e Picone alla competizione dei David, perché i due attori-registi non trovavano che i meccanismi di votazione fossero equi: “Il primo Natale invece lo iscriveremo. Dalla decisione presa per L’ora legale era nato un dibattito che ha anche portato a modificare alcune regole del premio”, sottolineano.
‘Acca’ vince il 62/o Zecchino d’OroDodici canzoni in gara, giurie di bambini e ospiti vip
08 dicembre 201912:13
‘Acca’ (testo di Flavio Careddu e Irene Menna, musica di Alessandro Visintainer), brano cantato da Rita Longordo, 8 anni, di Sanremo (Imperia), ha vinto la 62/a edizione dello Zecchino d’Oro, il più conosciuto festival di canzoni per l’infanzia, trasmesso in prima serata su Rai1 dall’Unipol Arena di Casalecchio di Reno (Bologna). Al secondo posto – e pezzo più votato sul web – ‘I pesci parlano’ (Ciprì-Baggio), interpretato da Matilde Gazzotti, 4 anni, di Casalecchio e Giulia Rizzo, 5 anni, di Palermo. Terzo ‘Non capisci un tubo’ (Careddu-Spera), cantato da Gabriele Tonti, 5 anni, di Sabaudia (Latina). ‘Acca’ parla in musica della lettera più silenziosa, quella meno scritta, ma molto importante.
Presentati da Carlo Conti e Antonella Clerici, con la direzione musicale di Peppe Vessicchio, e accompagnati dal Piccolo Coro dell’Antoniano diretto da Sabrina Simoni, sono stati riproposti tutti i 12 brani inediti in gara, cantati da 16 piccoli interpreti provenienti da undici regioni. A votare le canzoni in finale, assieme alla tradizionale giuria di bambini tra 8 e 12 anni, una giuria vip con Giovanni Allevi, Luciana Littizzetto, Ficarra e Picone, Laura Chiatti, Claudia Gerini e Stefano De Martino.
Anche nella serata finale ampio spazio è stato dedicato alla campagna ‘Operazione Pane’, che sostiene 15 mense francescane in Italia e ad Aleppo, in Siria, mettendo a tavola e aiutando persone e famiglie in condizioni di grave disagio sociale. Per offrire un contributo basta un sms o una telefonata da rete fissa al numero solidale 45588.
Ella, da rifugiata a venditore topCon lei il reparto gastronomia di un supermercato è uno dei più produttivi d’Italia
12 dicembre 201913:29
Ella Antony, nigeriana di 33 anni, fa parte di quella minoranza di rifugiati che sono riusciti ad integrarsi in Italia. Cinque anni fa dopo aver attraversato il deserto nel Niger, ha raggiunto la Libia e con un barcone ha attraversato il Mediterraneo sbarcando a Taranto. Dal 19 luglio è addetta alle vendite nel reparto gastronomia di un supermercato Carrefour a Roma. “Per il momento questa è la mia strada – spiega – e voglio imparare bene”.Ma già adesso il suo impegno nel supermercato in zona piazza Bologna, è un successo. “Ella ha imparato rapidamente – spiega Aniello Bove, responsabile delle Risorse Umane di Carrefour – e grazie alla sua contagiosa forza di volontà c’è stato uno scambio ed uno stimolo reciproco con i suoi colleghi: il volume d’affari del reparto gastronomia è cresciuto ed ha raggiunto i primi posti in Italia”. Il giorno del mio compleanno i colleghi mi hanno fatto una sorpresa: ho trovato torta e regali”. Ella prima di allora non lo aveva mai festeggiato.
Al via quarta edizione ‘Fai viaggiare la tua storia’Promosso da Autogrill e Libromania per aspiranti narratori
12 dicembre 201914:07
– Al via la quarta edizione del Premio ‘Fai viaggiare la tua storia’ dedicato alla ricerca di nuovi talenti letterari, promosso da Autogrill e Libromania. Per concorre al premio, rivolto agli aspiranti autori di narrativa, si possono candidare le proprie opere dal 9 dicembre 2019 al 22 marzo 2020 (http://autogrill.libromania.net). Il manoscritto dovrà avere un numero di caratteri compresi tra 240.000 e i 600.000. La selezione delle opere sarà curata da Libromania insieme a una giuria di esperti, composta dalla direzione editoriale di DeA Planeta, dall’autrice Anita Pulvirenti – in uscita a gennaio per DeA Planeta – e dal vincitore dell’ultima edizione, Dario Galimberti. Anche in questa edizione sarà parte delle commissione valutativa Gabriele Colleoni, vicedirettore del Giornale di Brescia. La giuria avrà il compito di selezionare le opere finaliste, decidere quale premiare con la pubblicazione in edizione cartacea e individuare i dieci titoli da pubblicare in digitale.
I finalisti e il vincitore di ‘Fai viaggiare la tua storia’ saranno comunicati a maggio 2020 in un evento dedicato. L’opera vincitrice sarà pubblicata entro luglio 2020 e sarà disponibile in anteprima nei punti vendita Autogrill e poi nelle librerie.
Tutte le opere finaliste saranno pubblicate in eBook entro l’estate 2020.
Un’ombra sul lago di Dario Galimberti, il romanzo vincitore dell’edizione 2019, definito da Matteo Strukul “un giallo asciutto ed efficace che suona già come un classico”, ha raggiunto finora le 10.000 copie in tutte le edizioni. Alla terza edizione di Fai viaggiare la tua Storia sono state ammesse 457 opere, con un incremento del 15% sull’anno precedente.
L’iniziativa, in tre anni, ha coinvolto circa 2.000 aspiranti autori e ha visto la pubblicazione di un totale di 37 libri in digitale e in edizione cartacea print on demand.
“Ci auguriamo che sempre più aspiranti scrittori decidano di far viaggiare la loro storia con noi” dice Stefano Bordigoni, amministratore delegato Libromania.
Premi: al via quarta edizione ‘Fai viaggiare la tua storia’Promosso da Autogrill e Libromania per aspiranti narratori
12 dicembre 201914:07
– Al via la quarta edizione del Premio ‘Fai viaggiare la tua storia’ dedicato alla ricerca di nuovi talenti letterari, promosso da Autogrill e Libromania. Per concorre al premio, rivolto agli aspiranti autori di narrativa, si possono candidare le proprie opere dal 9 dicembre 2019 al 22 marzo 2020 (http://autogrill.libromania.net). Il manoscritto dovrà avere un numero di caratteri compresi tra 240.000 e i 600.000. La selezione delle opere sarà curata da Libromania insieme a una giuria di esperti, composta dalla direzione editoriale di DeA Planeta, dall’autrice Anita Pulvirenti – in uscita a gennaio per DeA Planeta – e dal vincitore dell’ultima edizione, Dario Galimberti. Anche in questa edizione sarà parte delle commissione valutativa Gabriele Colleoni, vicedirettore del Giornale di Brescia. La giuria avrà il compito di selezionare le opere finaliste, decidere quale premiare con la pubblicazione in edizione cartacea e individuare i dieci titoli da pubblicare in digitale.
I finalisti e il vincitore di ‘Fai viaggiare la tua storia’ saranno comunicati a maggio 2020 in un evento dedicato. L’opera vincitrice sarà pubblicata entro luglio 2020 e sarà disponibile in anteprima nei punti vendita Autogrill e poi nelle librerie.
Tutte le opere finaliste saranno pubblicate in eBook entro l’estate 2020.
Un’ombra sul lago di Dario Galimberti, il romanzo vincitore dell’edizione 2019, definito da Matteo Strukul “un giallo asciutto ed efficace che suona già come un classico”, ha raggiunto finora le 10.000 copie in tutte le edizioni. Alla terza edizione di Fai viaggiare la tua Storia sono state ammesse 457 opere, con un incremento del 15% sull’anno precedente.
L’iniziativa, in tre anni, ha coinvolto circa 2.000 aspiranti autori e ha visto la pubblicazione di un totale di 37 libri in digitale e in edizione cartacea print on demand.
“Ci auguriamo che sempre più aspiranti scrittori decidano di far viaggiare la loro storia con noi” dice Stefano Bordigoni, amministratore delegato Libromania.