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Tempo di lettura: 31 minuti

Ultimo aggiornamento 12 Gennaio, 2021, 21:38:03 di Maurizio Barra

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DALLE 14:41 DI LUNEDì 11 GENNAIO 2021

ALLE 21:38 DI MARTEDì 12 GENNAIO 2021

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“Le tecnologie digitali sono entrate in modo dirompente nella nostra quotidianità, diventando imprescindibili in particolare in una fase critica come quella che stiamo vivendo”, sottolinea l’amministratore delegato di Leonardo, Alessandro Profumo: “Siamo parte di una nuova società digitale – dice – che si è posta l’obiettivo di appianare le diseguaglianze garantendo, nel contempo, la prosecuzione di attività legate al lavoro, alla formazione e alla vita di ogni giorno. Avvalendoci del nostro expertise nella digitalizzazione e nella cyber security intendiamo offrire servizi alle comunità che accrescano la consapevolezza delle opportunità e delle potenzialità delle nuove tecnologie”.
Per il presidente di Leonardo, Luciano Carta, è “un efficace esempio di connubio con una prestigiosa istituzione a servizio della società civile”.
La collaborazione tra Leonardo ed i Carabinieri – sottolinea una nota – risponde all’esigenza di ridurre il digital divide anagrafico del Paese, riducendo gli ostacoli all’accesso a Internet da parte delle fasce sociali più anziane. Attraverso l’offerta di un servizio espressamente rivolto alla ‘terza età’, di solito con minori competenze informatiche, saranno raggiunti i piccoli centri con popolazione inferiore agli ottomila abitanti.
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Borsa: Europa peggiora con Wall street, Milano -1%
Più pesanti Londra, Francoforte e Parigi
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11 gennaio 2021
15:39
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Mercati azionari del Vecchio continente nervosi e sempre più negativi dopo aver girato la boa di metà giornata: con l’avvio debole di Wall street, Francoforte e Londra ondeggiano su perdite attorno al punto percentuale e mezzo, Parigi cede l’1,2%, mentre Milano scende dell’1% con l’indice Ftse Mib.
Sui listini pesano soprattutto le incertezze legate al rafforzarsi della pandemia Covid 19 e al cambio del presidente a Washington.
In Piazza Affari sempre pesanti Cattolica dopo il ‘diktat’ dell’Ivass e Mps, con entrambi i titoli che perdono il 2,6%. Pesanti anche Exor (-2,3%), Tenaris (-2%), con Saipem, Unicredit e Mediaset che sono tutti in calo dell’1,8%.
Negativa di un punto percentuale Tim nonostante la forte domanda sul primo green bond, sale invece dell’1% Unipol e dell’1,6% Bper.
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Consob Gb ai risparmiatori, coi bitcoin potete perdere tutto
Diffidate dalla promessa di rendimenti inverosimili e pressioni
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11 gennaio 2021
15:43
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La Consob britannica avverte i risparmiatori sui grandi rischi che corrono acquistando criptovalute. “Investire in criptoasset o investimenti e prestiti ad essi collegati, generalmente comporta alti rischi per i soldi degli investitori.
Investendo in questo tipo di prodotto devono essere preparati a perdere tutto”. L’Fca che si dice “a conoscenza” di società che promettono alti ritorni da investimenti in criptoasset, invita i consumatori ad “essere diffidenti nel caso in cui venissero contattati senza preavviso, pressati ad investire velocemente o allettati dalla promessa di rendimenti troppo alti per essere veri”.   TECNOLOGIA

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Twitter affonda a Wall Street, -10,12%. Facebook -3,30%
Azioni in picchiata dopo blocco su profilo Trump
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NEW YORK
11 gennaio 2021
15:47
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Twitter affonda a Wall Street all’avvio delle contrattazioni. I titoli della società che cinguetta perdono il 10,12%.
In calo anche Facebook, che cede il 3,30%.
Twitter ha annunciato di aver bloccato il profilo del presidente uscente degli Stati Uniti, Donald Trump, dopo l’assalto a Capitol Hill. La decisione ha ricevuto critiche esplicite da Francia e Germania.
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Tridico,con salario minimo a 8 euro +3,3 mld a lavoratori
A netto Tfr e 13ma. Non si rischia riduzione occupazione
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11 gennaio 2021
17:25
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Fissando il salario minimo a 8 euro l’ora al netto della tredicesima e del Tfr ci sarebbe un maggiore reddito disponibile per i lavoratori (saldo tra maggiore retribuzione e maggiori imposte e contributi) di circa 3,3 miliardi. Lo ha detto il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, in una audizione al Senato spiegando che per le imprese ci sarebbe un aumento delle retribuzioni lorde per 4,6 miliardi.
I lavoratori coinvolti sarebbero il 13,8% del totale dei dipendenti privati. L’introduzione del salario minimo secondo Tridico ridurrebbe le disuguaglianze e non dovrebbe portare a una riduzione dell’occupazione così come non è accaduto in Germania. Il maggiore aggravio per le imprese (6,17 miliardi il costo del lavoro supplementare comprensivo degli oneri sociali) si trasferirebbe per la maggior parte sui consumatori.
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Borsa: Milano chiude in lieve calo, Ftse Mib -0,32%
Indice dei principali titoli di Piazza Affari a 22.722 punti
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MILANO
11 gennaio 2021
17:39
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Seduta leggermente negativa per la Borsa di Milano: l’indice Ftse Mib ha chiuso in ribasso dello 0,32% a 22.722 punti.
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Covid: Moody’s,Italia in 2021 tra paesi a rischio rating
Alta esposizione a crisi, spazio di manovra limitato
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11 gennaio 2021
17:41
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“Livelli di debito alti insieme ad una crescita caratterizzata da stop e ripartenze intensificheranno il rischio e l’impatto di un altro shock, in particolare se la fiducia degli investitori in Paesi che hanno bisogno di rifinanziare importi molto elevati di debito si indebolisce” e “i rischi sul merito di credito sono più elevati in Italia, Cipro, Spagna e Portogallo a causa della loro alta esposizione economica alla crisi e ad uno spazio di manovra più limitato”. Lo scrive Moody’s in un rapporto sulle prospettive di rating dei Paesi euro, sottolineando che “la ripresa economica nell’Eurozona sarà lenta, disomogenea e fragile”.
Per l’anno in corso Moody’s prevede una crescita per l’Italia del 5,6% dopo una stima di un -9% nel 2020.
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Borsa: Europa conclude negativa, Londra -1%
In calo anche Parigi e Francoforte
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11 gennaio 2021
18:01
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Mercati azionari del Vecchio continente tutti sotto la parità: Londra ha concluso in ribasso dell’1,09%, Parigi in ribasso dello 0,78% e Francoforte dello 0,80%.
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Cucinelli: ricavi preliminari 2020 in calo a 544 milioni
Cucinelli, 2021 anno del riequilibrio, crescita sarà del 15%
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11 gennaio 2021
18:29
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Cucinelli ha chiuso il 2020 con ricavi preliminari in calo del 10,5% a 544,1 milioni di euro (-9,9% a cambi costanti). Lo si legge in una nota in cui viene indicato che le vendite sono scese dell’1,7% in Europa, dell’1,8% in Cina, comprese Hong Kong e Macao, e del 15,3% in Nord America.
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In calo del 9,9% nel resto del mondo e del 23,9% in Italia. In crescita del 7,2% i ricavi del secondo semestre, mentre gli investimenti di 51 milioni di euro sono rimasti invariati rispetto a prima dello scoppio della pandemia da Covid 19. Secondo il presidente del Gruppo Brunello Cucinelli l’anno “si è chiuso ‘bene’ in considerazione alle premesse di primavera”. “Il fatturato di questi 12 mesi, definiti da noi ‘anno di passaggio’ – ha proseguito – ha avuto una ‘piccola’ diminuzione del 10%”. “Dopo un lungo periodo di dolore sia per il corpo che per l’anima – ha aggiunto – grazie al tanto atteso ‘vaccino’, ci pare di andare verso un desiderato ‘armistizio’ con il Creato”.
“Ci auguriamo insieme di ritrovare grande umiltà, coraggio, serietà e creatività – ha sottolineato – per affrontare questo nuovo anno del ‘riequilibrio'”.
Quanto al 2021, “il posizionamento del brand e l’ottimo riscontro sulle collezioni Autunno Inverno 21 – ha concluso – ci portano ad immaginare per l’anno in corso una ‘bella crescita’ intorno al 15%”.
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Borsa: Milano fiacca ma meglio d’Europa, giù Mps e Unicredit
Pesano tensioni Usa e Covid-19. Bene Unipol, Bper e Hera
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11 gennaio 2021
18:29
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Prima giornata della settimana debole per Piazza Affari, che comunque conclude un po’ meglio delle altre Borse europee: l’indice Ftse Mib ha chiuso in ribasso dello 0,32% a 22.722 punti, l’Ftse in calo dello 0,23% a quota 24.769.
Più importanti le perdite degli altri mercati del Vecchio continente, tutti appesantiti dalle tensioni della politica negli Stati Uniti e soprattutto dalla forza della pandemia Covid-19 che soffoca l’economia: Londra ha concluso in calo dell’1,09%, Francoforte dello 0,80% e Parigi in ribasso dello 0,78%.
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In questo quadro, in Borsa a Milano spicca il calo del 2,3% di Mediaset e del 2,2% di Cattolica, in quest’ultimo caso dopo l’intervento dell’Ivass che chiede un cambio del Cda e di mandare in porto la seconda tranche dell’aumento di capitale.
Vendite anche su Mps (-2,1% finale a 1,11 euro) prima dei risultati del Cda, con Unicredit anche’essa debole e in calo dell’1,7% a quota 8 euro. Giù Tim (-1,7% a 0,38) nonostante le forte richiesta sul primo green bond, con Exor che ha chiuso con perdite dello stesso livello.
Tra i titoli principali di Piazza Affari, rialzi apprezzabili per Unipol (+1,8%), Bper (+2%) e soprattutto Hera, cresciuta del 2,3% a 3,1 euro con uno scatto nel finale di seduta.
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Diasorin: nuovo test anche per determinare efficacia vaccini
Lanciato su mercato con marcatura CE, chiesta autorizzazione Fda
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11 gennaio 2021
19:28
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Il gruppo farmaceutico DiaSorin, quotato alla Borsa di Milano, ha lanciato il suo nuovo test Liaison SARS-CoV-2 TrimericS IgG, un sierologico quantitativo disponibile nei mercati che accettano la marcatura CE per misurare gli anticorpi IgG contro il SARS-CoV-2. Lo annuncia la società, specificando che il nuovo test “a completamento degli studi clinici sui vaccinati, potrà essere utilizzato per valutare i livelli di anticorpi al fine di determinare l’efficacia dei vaccini COVID-19”.

Il test è stato sottoposto alla Food and Drug Administration americana per richiederne l’autorizzazione all’Uso di Emergenza (Eua) nel mercato statunitense.
Il Liaison SARS-CoV-2 TrimericS IgG “è stato sviluppato utilizzando l’intera proteina Spike del SARS-CoV-2 nella sua forma trimerica che imita perfettamente la conformazione nativa della proteina”, spiega DiaSorin.
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Fisco: Bankitalia, Irpef poco efficiente e non equo
In Italia prelievo alto su patrimoni e lavoro
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12 gennaio 2021
09:13
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L’Irpef “presenta diverse criticità dal punto di vista dell’efficienza e dell’equità della tassazione”. Fra queste “l’andamento delle aliquote marginali effettive e la capacità redistributiva dell’imposta”.
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Lo ha detto in audizione Giacomo Ricotti di Bankitalia. Una riforma dell’Irpef “dovrà contenere le irregolarità nell’andamento delle aliquote marginali, anche per ridurre i disincentivi all’offerta di lavoro”. “Al contempo non potrà prescindere dal riordino degli istituti a essa collegati (come i trasferimenti sociali e le addizionali locali)da realizzare in maniera organica e coordinata”.
“Anche se negli ultimi anni diversi interventi hanno concorso a diminuire il livello dell’imposizione, l’Italia, nel confronto internazionale, si caratterizza ancora per l’alta incidenza del carico fiscale sul capitale e soprattutto sul lavoro”, afferma Banca d’Italia in audizione alla Camera.  “Dati i vincoli di bilancio, a parità di spesa pubblica ulteriori riduzioni del prelievo sul lavoro potrebbero essere finanziate attraverso un maggiore carico fiscale sui consumi e sulla ricchezza, considerato meno dannoso per la crescita”. Il prelievo effettivo sui consumi è infatti più basso che in altri Paesi
Intanto il direttore dell’agenzia delle entrate Ernesto Ruffini, nella sua audizione in commissione Finanze alla Camera, richiamando il modello dell’Irpef spagnola ipotizza un “reddito minimo esente dalla tassazione e riconosciuto a tutte le famiglie. Variabile, però, in base alla composizione della stessa famiglia.  Potrebbe rispondere alla esigenza di “semplificazione e trasparenza nel calcolo dell’Irpef” al posto delle delle detrazioni per tipo di lavoro e componenti familiari e degli assegni familiari (nonché di altre misure per i figli, come il bonus natalità, il bonus asili nido, ecc.)”
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Tridico, con il salario minimo a 8euro, +3,3 miliardi ai lavoratori
‘Non si rischia la riduzione dell’occupazione’
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11 gennaio 2021
20:45
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Fissando il salario minimo a 8 euro l’ora al netto della tredicesima e del Tfr ci sarebbe un maggiore reddito disponibile per i lavoratori (saldo tra maggiore retribuzione e maggiori imposte e contributi) di circa 3,3 miliardi. Lo ha detto il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, in una audizione al Senato spiegando che per le imprese ci sarebbe un aumento delle retribuzioni lorde per 4,6 miliardi.
I lavoratori coinvolti sarebbero il 13,8% del totale.
L’introduzione del salario minimo secondo Tridico ridurrebbe le disuguaglianze e non dovrebbe portare a una riduzione dell’occupazione così come non è accaduto in Germania.
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Petrolio: prezzo in lieve rialzo a 52,5 dollari
Brent sale a 55,89 dollari
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12 gennaio 2021
08:12
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Prezzo del petrolio in lieve rialzo sui mercati. Il greggio Wti del Texas sale dello 0,52% a 52,5 dollari al barile mentre il Brent del Mare del Nord avanza dello 0,41% a 55,89 dollari.
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Oro: prezzo sale a 1860 dollari l’oncia
Rialzo dello 0,89%
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12 gennaio 2021
08:14
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Prezzo dell’oro in rialzo. Sui mercati asiatici il metallo con consegna immediata avanza dello 0,89% a 1860 dollari.
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Cambi: euro stabile a 1,215 dollari
Yen poco mosso a 104,1.Avanza la sterlina a 1,355
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12 gennaio 2021
08:16
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Euro stabile all’avvio di giornata.
La moneta unica scambia a 1,215 dollari.
Avanza la sterlina a 1,355 dollari. In Asia lo yen è poco mosso a 104,1.
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Borsa: Asia incerta ma Cina corre, venduti titoli Stato Usa
Piatti i futures sull’avvio dei listini europei
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12 gennaio 2021
08:33
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Mercati azionari asiatici e dell’area del Pacifico senza una direzione precisa, ma con una corsa delle Borse cinesi: Tokyo ha chiuso di qualche frazione sopra la parità (Nikkei 225 +0,09%), con Hong Kong che sale dello 0,9%.
Ma sono i listini di Shanghai (+2,1%) e Shenzhen (+1,8%) a mostrare i rialzi maggiori, anche per la forte vendita di titoli di Stato Usa per il rialzo dei loro tassi con la previsione di un rilancio degli investimenti da parte della maggioranza democratica.
Questo ‘sell off’ ha portato immediati acquisti in azioni da parte degli investitori sui mercati finanziari cinesi, che non hanno però toccato le Borse di Seul e Sidney, che sono scese rispettivamente dello 0,7% e dello 0,2%.
Senza grandi variazioni i listini finanziari minori dell’area asiatica e piatti (con una leggera tendenza positiva, soprattutto per Milano) i futures sull’avvio delle Borse europee.
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Spread Btp/Bund apre stabile a 107 punti
Rendimento del decennale allo 0,589%
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12 gennaio 2021
08:36
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Apertura stabile per lo spread fra Btp e Bund tedesco che segna 107 punti contro i 106 della chiusura di ieri. Il rendimento del decennale italiano è pari allo 0,589%.
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Borsa: Milano apre in leggero rialzo, Ftse Mib +0,29%
In crescita anche l’indice Ftse All share, +0,27%
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MILANO
12 gennaio 2021
09:03
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Avvio positivo per Piazza Affari: l’indice Ftse ha aperto in rialzo dello 0,29%, l’Ftse All share in aumento dello 0,27%.
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Borsa: Europa apre piatta, Londra +0,1%
In marginale rialzo anche Parigi, più convinta Francoforte
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12 gennaio 2021
09:08
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Mercati azionari del Vecchio continente in marginale aumento in avvio di contrattazioni: Londra segna un aumento dello 0,19%, mentre Parigi ha aperto in crescita dello 0,17% e Francoforte in rialzo dello 0,35%.
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Borsa: Milano tiene con Azimut e Mediolanum, giù Prysmian
Piazza Affari ondeggia sulla parità, piatta Cattolica
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12 gennaio 2021
09:25
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Piazza Affari nei primi scambi conferma l’avvio marginalmente positivo, ma in un clima incerto che la fa ondeggiare sulla parità: l’indice Ftse Mib sale dello 0,1% sostenuto da Azimut (+4%) dopo i conti e con in scia Mediolanum, che cresce di tre punti percentuali e già aveva fornito robusti dati di raccolta.
In positivo anche Tenaris, Stm e Banca Generali che salgono oltre l’1%, in rialzo dello 0,8% e sempre molto volatile Mps, in crescita in avvio di circa mezzo punto percentuale Cattolica dopo lo scivolone di ieri, per poi portarsi attorno alla parità.

Piatta Unicredit, in calo dell’1% Terna e vendite più consistenti per Prysmian, che scende del 3% a 29,5 euro dopo l’accelerate bookbuilding di Clubtre (Tip) sul 3,7% del capitale.
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Borsa: Europa incerta guarda a Usa, Milano nervosa
Piazza Affari oscilla sotto parità, bene risparmio gestito
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12 gennaio 2021
10:23
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Pochi movimenti sui mercati azionari del Vecchio continente nella prima parte della seduta: una lievissima corrente di vendite ha portato Londra di qualche frazione sotto la parità (Ftse 100 -0,1%), con Parigi piatta, mentre Francoforte e Madrid ondeggiano su un calo dello 0,1%.
Milano è passata in terreno marginalmente negativo (Ftse Mib -0,2%), in un clima piuttosto nervoso guardando anche alle fibrillazioni nel governo in attesa dell’asta dei Bot.
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Gli operatori in genere sembrano orientati ad attendere gli sviluppi del passaggio di consegne presidenziali negli Stati Uniti, con i futures sull’avvio di Wall street che comunque tengono. In Piazza Affari, nel particolare, prosegue lo scivolone di Prysmian (-3,8%) dopo l’accelerate bookbuilding di Clubtre (Tip) sul 3,7% del capitale, con Terna che cede l’1,2% e Tim circa un punto percentuale.
In calo dello 0,6% sia Cattolica sia Unicredit, in rialzo di un punto percentuale a 1,13 euro Mps, accelerano rispetto all’avvio Banco Bpm (+1,1%), Mediobanca (+1,6%), Fineco (+1,7%) e Pirelli, che sale di quasi due punti percentuali. Sempre molto forte il risparmio gestito dopo i dati di Azimut (+3,6% a 18,4 euro), con Banca Mediolanum che cresce del 4% a quota 7,3.
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Istat, calano vendite ma cresce e-commerce (+50,2%)
In crescita le vendite dei beni alimentari (+1,0% in valore e in volume) calano altri settori come le calzature (-45%). Secondo la Banca d’Italia oltre 2000 Pmi pronte a quotarsi in Borsa
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12 gennaio 2021
12:58
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Rispetto a novembre 2019, il valore delle vendite al dettaglio diminuisce sia per la grande distribuzione (-8,3%) sia per le imprese operanti su piccole superfici (-12,5%). Lo rileva l’Istat precisando che le vendite al di fuori dei negozi calano del 14,3% mentre il commercio elettronico è in forte aumento (+50,2%).
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Nel dettaglio, viene segnalata la marcata diminuzione registrata nel comparto dei beni non alimentari che ha investito sia la grande distribuzione (-25,7%) sia, in misura inferiore, le imprese operanti su piccole superfici (-16,9%).
A novembre 2020 si stima, per le vendite al dettaglio, un calo rispetto a ottobre del 6,9% in valore e del 7,4% in volume. In crescita le vendite dei beni alimentari (+1,0% in valore e in volume) mentre le vendite dei beni non alimentari diminuiscono sia in valore sia in volume (rispettivamente del 13,2% e del 13,5%). Lo comunica l’Istat. Su base tendenziale, a novembre, le vendite al dettaglio diminuiscono dell’8,1% in valore e dell’8,4% in volume. A pesare, le vendite dei beni non alimentari, in deciso calo (-15,1% in valore e in volume), mentre le vendite dei beni alimentari sono in aumento (+2,2% in valore e +0,7% in volume). L’Istat osserva che a novembre scorso la diminuzione delle vendite al dettaglio sia rispetto al mese precedente sia su base annua “è determinato dal comparto dei beni non alimentari, settore fortemente colpito dall’applicazione delle nuove misure di chiusura legate all’emergenza sanitaria”.   Nel trimestre settembre-novembre 2020, le vendite al dettaglio registrano un aumento congiunturale dello 0,5% in valore e dell’1,5% in volume. Crescono le vendite dei beni alimentari (+2,0% in valore e in volume) mentre quelle dei beni non alimentari calano in valore (-0,6%) e aumentano in volume (+1,1%).  Per quanto riguarda i beni non alimentari, si registrano variazioni tendenziali negative per quasi tutti i gruppi di prodotti ad eccezione di Dotazioni per l’informatica, telecomunicazioni, telefonia (+28,7%) e Utensileria per la casa e ferramenta (+2,0%). Le flessioni più marcate si evidenziano, invece, per calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-45,8%) e abbigliamento e pellicceria (-37,7%).
E arriva l’allarme di Confcomercio: “Il nuovo e profondo acuirsi della crisi rende più concreto il rischio di una depauperazione del sistema imprenditoriale, con molte aziende che, in presenza di un prolungato vuoto di domanda a cui non corrispondono sostegni adeguati, sono già uscite o usciranno dal mercato. Per le piccole imprese di alcuni settori come l’abbigliamento e le calzature, i danni inflitti dalla pandemia si sono trasformati in disastri a causa dello spostamento della domanda verso il commercio elettronico che, a questo punto, rappresenta una strada obbligata per il completamento dell’offerta e delle strategie anche dei negozi di prossimità”. “A questo scopo – osserva l’Ufficio Studi di Confcommercio – una parte delle risorse europee dovrà essere utilmente impiegata per spingere innovazione e digitalizzazione anche delle micro e piccole imprese”.
Intanto la Banca d’Italia fa il punto sulle piccole e medie imprese. Il flusso di quotazioni in Borsa sul mercato Ai, delle Pmi italiane riprenderà appena si esauriranno gli effetti della crisi Covid che ha ridotto il bacino di aziende quotabili che resta comuque elevato e sopra le 2000 unità. E’ quanto si legge nelle ‘note Covid’ della Banca d’Italia secondo cui, in base alle simulazioni sui bilanci aziendali 2020 (che contengono gli effetti della prima ondata pandemica) e un’analoga stima per il 2021, il numero delle imprese quotabili rimarrebbe superiore a 2.000 anche a inizio 2021, nonostante gli effetti della crisi sanitaria riducano del 20-25% il numero di PMI idonee alla quotazione. Via Nazionale notacome le PMI italiane abbiano fatto ricorso più al finanziamento bancario e meno alla raccolta di capitale di rischio. Ciò ha contribuito a un sottodimensionamento del mercato borsistico italiano rispetto alle altre economie avanzate. Il rapporto tra capitalizzazione di mercato e PIL in Italia a fine 2019 era al 36%, più del 100% in Francia e nel Regno Unito e più del 50% in Germania. Negli ultimi anni il numero di ammissioni in borsa di PMI, è aumentato anche grazie a misure legislative e di mercato che hanno ridotto gli oneri di quotazione, fra cui la creazione del mercato AIM Italia per imprese di minori dimensioni e ad alto potenziale di crescita. La prima ondata della pandemia e la conseguente crisi economica hanno interrotto tale tendenza.
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Commercio: Istat, calo vendite del 6,9% a novembre
Ribasso 8,1% su anno. Crollo 15,1% vendite beni non alimentari
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12 gennaio 2021
10:55
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A novembre 2020 si stima, per le vendite al dettaglio, un calo rispetto a ottobre del 6,9% in valore e del 7,4% in volume. In crescita le vendite dei beni alimentari (+1,0% in valore e in volume) mentre le vendite dei beni non alimentari diminuiscono sia in valore sia in volume (rispettivamente del 13,2% e del 13,5%).
Lo comunica l’Istat. Su base tendenziale, a novembre, le vendite al dettaglio diminuiscono dell’8,1% in valore e dell’8,4% in volume. A pesare, le vendite dei beni non alimentari, in deciso calo (-15,1% in valore e in volume), mentre le vendite dei beni alimentari sono in aumento (+2,2% in valore e +0,7% in volume).
Rispetto a novembre 2019, il valore delle vendite al dettaglio diminuisce sia per la grande distribuzione (-8,3%) sia per le imprese operanti su piccole superfici (-12,5%). Le vendite al di fuori dei negozi calano del 14,3% mentre il commercio elettronico è in forte aumento (+50,2%). Nel dettaglio, viene segnalata la marcata diminuzione registrata nel comparto dei beni non alimentari che ha investito sia la grande distribuzione (-25,7%) sia, in misura inferiore, le imprese operanti su piccole superfici (-16,9%).
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Casa: cedolare secca per 2,5 milioni,ad erario 2,75 miliardi
Elexia, quando fisco è semplice contribuenti si adeguano
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12 gennaio 2021
12:19
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La cedolare secca sugli affitti delle abitazioni piace sempre di più ai proprietari di immobili. A otto anni dall’esordio, i contribuenti che l’hanno scelta sono cresciuti di cinque volte, passando dai 504.000 del 2011 ai 2 milioni 545.000 del 2018.
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I redditi soggetti all’imposta sostitutiva sono balzati da 4,2 a 15,6 miliardi. L’incasso per l’erario è triplicato: da 875 milioni di euro a 2,75 miliardi.
E’ quanto risulta da un’elaborazione di Elexia.
Nel corso degli anni è sceso il valore medio annuale del reddito da locazione soggetto all’imposta sostitutiva. Al debutto, nel 2011, era di 8.363 euro. Nel 2018 è sceso a 6.144 euro.
Sette contribuenti su dieci hanno optato nel 2018 per la formula a canone libero, con una tassazione al 21%. Gli altri tre, invece, hanno scelto il “canone concordato”, erede del vecchio equo canone, con un’imposta ancora più leggera, al 10%.
Il forte vantaggio fiscale ha fatto crescere la schiera di proprietari che hanno scelto di affittare la casa a un canone più contenuto, beneficiando così di una tassazione molto vantaggiosa. Questo segmento, infatti, ha registrato il maggior successo, passando dai 65.000 contribuenti del 2011 ai 793.000 del 2018.
“La diffusione progressiva della cedolare secca”, rileva Andrea Migliore di Elexia, “dimostra che è stata adottata da grandi e piccoli proprietari e si è estesa a tutte le tipologie di affitto, facendo così emergere aree una volta sommerse”.
“La grande popolarità della cedolare secca”, osserva Andrea Migliore, partner di Elexia, “dimostra che quando il fisco applica imposte semplici e in misura ragionevole, i contribuenti si adeguano. Sarebbe utile estendere questo sistema ad altre tipologie di locazione”.
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Immobiliare: covid impatta su esecuzioni, giù aste e fallimenti
Analisi Cribis, blocco procedure rallenta recupero efficienza
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12 gennaio 2021
12:22
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Il covid impatta anche sulle esecuzioni immobiliari e procedure concorsuali: cala il numero delle aste (in media -85% tra marzo e maggio 2020) e quello dei fallimenti (-33,3% nello stesso periodo).E’ quanto evidenzia l’osservatorio Npe realizzato da Cribis Credit Management da cui che emerge che il blocco delle procedure giudiziali (ex DL Cura Italia) rallenta il recupero di efficienza ottenuto tramite l’introduzione del Processo Civile Telematico e la riforma del codice di procedura civile.
Relativamente alle esecuzioni immobiliari, nel periodo 2015-2019 si registra una variazione complessivamente negativa a livello nazionale, con la chiusura di circa 384.000 esecuzioni immobiliari a fronte di 305.000 procedure aperte.
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La modalità di chiusura delle procedure mostra che il 79% delle procedure monitorate negli ultimi 5 anni ha seguito un normale decorso, mentre il 9% è stato chiuso per inefficacia e il 6% per via stragiudiziale.
La durata media complessiva risulta in lieve riduzione, passando da 5 anni nel triennio 2015-2017 ai 4,76 anni dell’ultima rilevazione, per effetto principalmente di un miglioramento delle performance nelle regioni del Sud Italia.
Tuttavia, permane un gap significativo tra la durata media delle procedure al Sud (5,8 anni) e quella rilevata a Nord Ovest e Nord Est (rispettivamente 3,2 e 3,8 anni).
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Bankitalia: Covid pesa su Pmi ma oltre 2000 pronte a Borsa
Tendenza a quotazione riprenderà appena fine crisi
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12 gennaio 2021
14:27
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Il flusso di quotazioni in Borsa sul mercato Ai, delle Pmi italiane riprenderà appena si esauriranno gli effetti della crisi Covid che ha ridotto il bacino di aziende quotabili che resta comuque elevato e sopra le 2000 unità. E’ quanto si legge nelle ‘note Covid’ della Banca d’Italia secondo cui, in base alle simulazioni sui bilanci aziendali 2020 (che contengono gli effetti della prima ondata pandemica) e un’analoga stima per il 2021, il numero delle imprese quotabili rimarrebbe superiore a 2.000 anche a inizio 2021, nonostante gli effetti della crisi sanitaria riducano del 20-25% il numero di PMI idonee alla quotazione.
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Via Nazionale notacome le PMI italiane abbiano fatto ricorso più al finanziamento bancario e meno alla raccolta di capitale di rischio. Ciò ha contribuito a un sottodimensionamento del mercato borsistico italiano rispetto alle altre economie avanzate. Il rapporto tra capitalizzazione di mercato e PIL in Italia a fine 2019 era al 36%, più del 100% in Francia e nel Regno Unito e più del 50% in Germania.
Negli ultimi anni il numero di ammissioni in borsa di PMI, è aumentato anche grazie a misure legislative e di mercato che hanno ridotto gli oneri di quotazione, fra cui la creazione del mercato AIM Italia per imprese di minori dimensioni e ad alto potenziale di crescita. La prima ondata della pandemia e la conseguente crisi economica hanno interrotto tale tendenza.
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Petrolio: in rialzo a Ny, +1,13%
A 52,83 dollari al barile
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NEW YORK
12 gennaio 2021
15:08
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Il petrolio è in rialzo a New York, dove le quotazioni salgono dell’1,13% a 52,83 dollari al barile.
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Borsa: Europa al palo, bene futures Usa, Milano -0,36%
Attesi interventi responsabili Fed, risale greggio, spread a 113
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12 gennaio 2021
15:11
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Si confermano deboli le principali borse europee nonostante il rialzo dei futures Usa, in attesa degli interventi di diversi membri del Comitato Federale della Fed, a 8 giorni dall’insediamento del nuovo presidente Joe Biden. In arrivo in serata le scorte settimanali di greggio, il cui prezzo continua a salire (Wti +1,09% a 52,83 dollari al barile).
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Milano (Ftse Mib -0,36%) è penultima davanti a Londra (-0,66%) e dietro a Parigi (-0,12%), Francoforte (-0,11%) e Madrid (+0,02%). In calo le quotazioni dei metalli, dal rame (-3,28%) all’oro (-0,8%), mentre si muove in controtendenza l’acciaio (+0,12%). In rialzo lo spread tra Btp e Bund tedeschi (113 punti) con le tensioni all’interno della maggioranza di Governo. Stabile l’euro a 1,21 dollari, mentre non si arresta la risalita della sterlina, che sfiora quota 1,36 dollari.
Il rialzo del greggio sostiene Shell (+2,44%) e Bp (+2,14%), più caute invece le continentali Eni (+1,14%) e Total (+1,1%).
Acquisti sui bancari Sabadell (+6,25%), tra i protagonisti dell’imminente risiko bancario europeo insieme ad Abn Amro (+1,37%) e SocGen (+0,9%) secondo diversi analisti. In Piazza Affari sprint di Mediolanum (+4%) sull’onda lunga della raccolta, e Azimut (+2,3%) dopo i conti. Bene Tenaris (+1,15%), sotto pressione Prysmian (-5,08% a 29 euro), sotto il prezzo di vendita del collocamento accelerato di Clubtre (Tip, +2,15%) sul 3,72% del capitale, passato di mano a 29,25 euro per azione.
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Bain: e-commerce inarrestanile, per moda raddoppio in 2025
Prioreschi, superati 30 miliardi di volume d’affari complessivo
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12 gennaio 2021
15:16
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Con oltre 30 miliardi di euro di volume d’affari nel 2020, il commercio elettronico in Italia “è un trend “forzatamente accelerato nel 2020, causa Covid, che continuerà nei prossimi anni”, è “inarrestabile”, secondo il managing director Bain & Company per l’Italia, Roberto Prioreschi. Prioreschi indica la previsione di un raddoppio dell’ecommerce per i prodotti di moda e lusso nel 2025 rispetto ai volumi di acquisti attuali. Nel 2020, i settori più abituati all’ecommerce come l’editoria o l’abbigliamento sono cresciuti nell’ordine del 15-20% mentre in settori come il food, che partivano più lontani dal commercio elettronico, l’incremento nel 2020 è stato di oltre il 60-70%. “C’è stata una spinta molto forte – spiega il responsabile della società di consulenza strategica – bilanciata in negativo da alcuni servizi come i viaggi e il turismo, con numeri negativi, rispetto al 2019, nell’ordine del 50-60%”.
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Arriva Piano Recovery,più fondi a scuola e digitale
Per la svolta dell’Italia.Nelle riforme taglio Irpef e giustizia
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12 gennaio 2021
15:33
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Un piano in 171 pagine, 6 missioni, 47 linee di intervento e 4 tabelle: arriva la bozza del Piano Recovery che, inviata ai partiti dal Mef e da Palazzo Chigi, approderà domani al Consiglio dei Ministri. Il documento promette di spendere subito, nel 2021, 25 miliardi di euro per gli obiettivi individuati e aumenta le risorse per i due importanti capitoli di istruzione e digitale.
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Ai 222,9 miliardi (144,2 per nuovi interventi) previsti imbarcando anche i fondi per la coesione, vengono poi aggiunti i soldi della programmazione di bilancio 2021-26. Il totale sale così 310 miliardi. Una massa enorme dalla quale il governo si aspetta una “svolta per l’Italia nella programmazione e attuazione degli investimenti” per un Paese che intende essere “protagonista del rinascimento europeo”.
Tre sono gli assi strategici del progetto – digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica e inclusione sociale – ma tre sono alcune priorità trasversali a molti progetti sui quali il governo intende porre l’attenzione: le donne, i giovani, il Sud. Ovviamente un posto primario ha la sanità, alla quale vanno quasi 20 miliardi di interventi, 19,72 per l’esattezza.
Rispetto alla prima stesura i cambiamenti sono molti, ma anche se si guarda al documento di confronto tra partiti di qualche giorno fa si scopre che aumentano le risorse per il capitolo istruzione e ricerca (da 27,91 a 28,49 miliardi) e quelle per la digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura (da 45,86 a 46,18 miliardi). Non cambiano le somme cumulate degli altri capitoli: 68,9 miliardi per la Rivoluzione Verde e Transizione ecologica, 31,98 miliardi per le infrastrutture per una mobilità sostenibile, 21,28 miliardi per l’inclusione e la coesione.
Attenzione anche all’agricoltura, cara alla ministra Bellanova che guida all’interno del governo le posizioni di pungolo di Italia Viva. Difficile scorporare la cifra in un capitolo che parla anche di fonti energetiche come l’idrogeno, che ammonta in totale a 6,3 miliardi, a dire il vero gli stessi previsti nella prima bozza. Ma il piano prevede comunque di “rendere la filiera agroalimentare sostenibile, preservandone la competitività. Implementare pienamente il paradigma dell’economia circolare”. Altrettanto importante per Italia Viva anche il capitolo famiglia che compare con oltre 30 miliardi della programmazione di bilancio al 2026, volti a finanziare l’assegno unico a partire da quest’anno.
Rimane tutta da sciogliere invece la questione della governance. Nel testo solo poche righe. “Il Governo, sulla base delle linee guida europee per l’attuazione del Piano, – si legge – presenterà al Parlamento un modello di governance che identifichi la responsabilità della realizzazione del Piano, garantisca il coordinamento con i Ministri competenti a livello nazionale e gli altri livelli di governo, monitori i progressi di avanzamento della spesa”.
Viene invece indicato il contesto nel quale il governo utilizzerà le risorse che serviranno a rilanciare la crescita.
Il Pnrr verrà accompagnato da una serie di riforme per “rafforzare l’ambiente imprenditoriale, ridurre gli oneri burocratici e rimuovere i vincoli che hanno rallentato gli investimenti”. In particolare la riforma della giustizia e quella dell’Irpef con “la riduzione delle aliquote effettive sui redditi da lavoro, dipendente ed autonomo, in particolare per i contribuenti con reddito basso e medio-basso, in modo da aumentare il tasso di occupazione, ridurre il lavoro sommerso e incentivare l’occupazione delle donne e dei giovani”.
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Borsa: Wall Street apre positiva, Dj +0,07%, Nasdaq +0,23%
S 500 sale dello 0,10%
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NEW YORK
12 gennaio 2021
15:33
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Wall Street apre positiva. Il Dow Jones sale dello 0,07% a 31.031,54 punti, il Nasdaq avanza dello 0,23% a 13.063,78 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,10% a 3.803,40 punti.
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Borsa: Europa frena con Wall Street e Redbook, Milano -0,6%
Sale greggio, sprint Sabadell e Mediolanum, giù Prysmian
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12 gennaio 2021
16:09
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Frenano le borse europee sulla scia degli indici Usa poco mossi dopo il Redbook sul commercio, che ha segnato un calo del 2,6% contro il precedente rialzo dello 0,5%. Londra (-0,83%) è la peggiore, Milano cede lo 0,58%, Francoforte e Madrid lo 0,35% e Parigi lo 0,4%.
Il rialzo del greggio sostiene Bp (+2,35%) e Shell (+2%) più caute invece le continentali Eni (+1%) e Total (+0,6%). Acquisti sui bancari Sabadell (+5,32%), tra i protagonisti dell’imminente risiko bancario europeo insieme ad Abn Amro (+0,9%) e SocGen (+0,5%) secondo diversi analisti. In Piazza Affari sprint di Mediolanum (+4,38%) sull’onda lunga della raccolta, e Azimut (+2%) dopo i conti. Bene Tenaris (+2,7%), sotto pressione Prysmian (-5,37% a 28,9 euro), sotto il prezzo di vendita del collocamento accelerato di Clubtre (Tip, +2,15%) sul 3,72% del capitale, passato di mano a 29,25 euro per azione.
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Borsa: Europa meglio nel finale, sale greggio, Milano -0,1%
Spread scende a 112 punti, Shell, Bp e Tenaris, pesante Prysmian
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12 gennaio 2021
17:27
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Migliorano le Borse europee nel finale, portandosi quasi tutte vicino alla parità ad eccezione di Londra (-0,4%). Milano e Madrid cedono lo 0,1%, Parigi è invariata e Francoforte sale dello 0,1%.
In calo a 112 punti lo spread tra Btp e Bund tedeschi, salito in giornata fino a quota 113, mentre prosegue il rialzo del greggio (Wti +1,55%), che supera i 53 dollari al barile. Ne traggono vantaggio soprattutto i petroliferi Shell (+3,69%), Bp (+3,28%), Eni (+1,9%) e Total (+1,15%), insieme a Tenaris (+3,28%). Acquisti sui bancari a partire dalla spagnola Sabadell (+5,6%), tra i protagonisti dell’imminente risiko bancario europeo. Bene anche Lloyds (+2,3%), Barclays (+2,16%), Credit Agricole (+1,9%) e Commerzbank (+1,83%), mentre in Piazza Affari gli acquisti si concentrano sul risparmio gestito. Mediolanum (+4,38%) corre all’indomani dei dati sulla raccolta di dicembre, mentre Azimut (+2,5%) ha annunciato le stime sull’utile di fine esercizio.
Sotto pressione Prysmian (-5,9% a 28,78 euro), sotto il prezzo di vendita del collocamento accelerato di Clubtre (Tip, +1,4%) sul 3,72% del capitale, passato di mano a 29,25 euro per azione.
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Borsa: Milano chiude in calo, -0,33%
Indice Ftse Mib a quota 22.646 punti
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MILANO
12 gennaio 2021
17:38
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Chiusura in calo per Piazza Affari.
L’indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,33% a 22.646 punti.
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Fca: lo scontro di Mirafiori 10 anni fa. Airaudo, ora la svolta
‘Con Stellantis inizia una fase nuova, modello Marchionne superato’
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TORINO
12 gennaio 2021
18:14
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Sono passati dieci anni dal referendum che il 13 gennaio 2011 spaccò i lavoratori di Mirafiori, fabbrica simbolo della Fiat, e aprì una lunga stagione di conflitti con l’azienda e tra i sindacati. Giorgio Airaudo, che è stato uno dei protagonisti di quello scontro e oggi è tornato alla guida della Fiom Piemonte, dopo l’esperienza in Parlamento con Sel, vede in Stellantis “l’inizio di una fase nuova”.
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“Il modello imposto da Sergio Marchionne è stato superato.
Per il sindacato Stellantis è una grande sfida”, sostiene. “Il referendum interessò 5.130 lavoratori delle carrozzerie e i sì vinsero per poco – 54% contro il 46% – con il voto decisivo degli impiegati. In molti casi tra gli operai prevalse il no. In cambio di quell’accordo, che riduceva le pause, modificava i turni e limitava il diritto di sciopero, Marchionne aveva promesso piena occupazione, salari più alti e tanti modelli. Uno scenario che non si è realizzato”.
Oggi le cose sono diverse. “Marchionne – osserva Airaudo – voleva portare in Italia un modello di relazioni sindacali di tipo americano, anche perché voleva un accordo con Gm. Le cose sono andate in modo diverso. Ci sarà bisogno di un’armonizzazione tra modello Usa e modello europeo: il sindacato dovrà porsi unitariamente questo obiettivo senza voglia di rivincite o rendite di posizioni”.   PIEMONTE

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Borsa: Europa chiude sotto la parità, Parigi -0,2%
Giù Londra (-0,65%), Francoforte (-0,06%) e Madrid (-0,21%)
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12 gennaio 2021
17:59
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Chiusura in ribasso per le principali Borse europee. Parigi ha ceduto lo 0,2% a 5.650 punti, Londra lo 0,65% a 6.754 punti, Francoforte lo 0,06% a 13.928 punti e Madrid lo 0,21% a 8.340 punti.
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Borsa: Milano debole in chiusura (-0,33%), pesante Prysmian
Rialzo greggio spinge Tenaris ed Eni, bene Mediolanum a Azimut
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12 gennaio 2021
18:42
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Piazza Affari non riesce a cogliere lo slancio finale e si ferma in territorio negativo (Ftse Mib -0,33% a 22.646 punti), tra scambi nella norma per oltre 2,2 miliardi di euro di controvalore. In rialzo lo spread a 112 punti, al di sotto comunque dei massimi raggiunti in giornata, con le tensioni all’interno della maggioranza che sostiene il governo Conte bis.
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Il rialzo del greggio che ha rotto un nuovo argine, con il Wti salito sopra ai 53 dollari al barile ha spinto Tenaris (+2,88%) ed Eni (+0,85%). Ma il botto lo ha fatto Mediolanum (+3,6%) all’indomani della raccolta di dicembre. In luce anche Pirelli (+3,28%) e Azimut (+2,16%), che ha diffuso le stime sull’utile del 2020. Acquisti su Fca (+2,05%), a cui Moody’s ha alzato il giudizio sul merito di credito a Baa3, migliorando a ‘stabile’ la prospettiva di Peugeot (+3,13%), a una settimana esatta dal debutto in Borsa della nuova entità Stellantis, frutto delle nozze tra i due Gruppi. Acquisti su Eni (+0,85%) e Saipem (+0,54%), cauta Generali (+0,3%), fiacca Unicredit (-0,11%) alla vigilia del Cda che farà il punto sul processo di successione del dimissionario Ad Jean Pierre Mustier. Segno meno anche per Ferrari (-0,14%), Intesa (-0,24%) e Campari (-0,48%). Sotto pressione Prysmian (-6,03% a 28,7 euro), ben al di sotto dei 29,25 euro ad azione pagati a Clubtre (Tip, +1,15%), che ha collocato il 3,72% del produttore di cavi.
Pesanti anche Tim (-3,04%), Nexi (-2,58%) ed Inwit (-2,57%).
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Dalla scuola alla sanità, il Recovery Plan dell’Italia
Tra progetti 5G, Giubileo, asili, strade e ‘case della comunità’
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12 gennaio 2021
19:12
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Dagli asili nido alla telemedicina, dall’alta velocità al Giubileo, dai pagamenti digitali alle reti 5G. Con una dotazione di 222 miliardi il Pnrr spazia su ogni ordine di progetti per fare dell’Italia un Paese più moderno, più digitale, più verde e più inclusivo.
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Sei le missioni principali che a loro volta raggruppano 16 componenti: Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura; Rivoluzione verde e transizione ecologica; Infrastrutture per una mobilità sostenibile; Istruzione e ricerca; Inclusione e coesione; Salute.
DIGITALIZZAZIONE, DA CIBER SECURITY A GIUSTIZIA – La missione è suddivisa in tre componenti – PA, sistema produttivo e cultura – per oltre 46 miliardi. Vi rientrano infrastrutture digitali per la raccolta dei dati (con la nascita di Poli Strategici Nazionali), per garantire più servizi digitali, dalla ‘cittadinanza digitale’ alla digitalizzazione dei pagamenti, ma anche per la cyber security e la gestione di dati sensibili.
Semplificare ed accelerare i processi sono le parole d’ordine per la giustizia, mentre per la digitalizzazione del sistema produttivo, che potrà beneficiare del piano Transizione 4.0, si punta su tecnologie, ricerca, sviluppo e innovazione, reti ultraveloci in fibra ottica, 5G e satellitari. Negli 8 miliardi del capitolo cultura e turismo trovano infine spazio la riqualificazione di borghi, parchi, giardini storici e periferie, un progetto speciale per Roma ‘Caput mundi’ in vista del Giubileo del 2025 e un ‘Progetto Cinecittà’ per il cinema.
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RIVOLUZIONE VERDE, DALL’ILVA AI BOSCHI – Ridurre le emissioni, migliorare l’efficienza energetica, proteggere e conservare l’Italia per consegnarla migliore alla Next Generation: territorio, acque, mari, patrimonio culturale e paesaggistico, città e foreste. Alla “Rivoluzione verde e transizione ecologica” è destinata la fetta maggiore di risorse: 68,9 miliardi. Si va dall’idrogeno verde alle energie rinnovabili, dalle ciclovie (con 1.000 km di piste ciclabili in città e 1.626 km di piste turistiche) al rimboschimento fino al riciclo dei rifiuti. In particolare 6,3 miliardi sono destinati a progetti su “Impresa verde ed economia circolare”, 18,2 miliardi a “Transizione energetica e mobilità locale sostenibile”, 29,3 miliardi per “Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici”, 15 miliardi per “Tutela e valorizzazione del territorio e della risorsa idrica”. Rientra anche la decarbonizzazione dell’ex Ilva.
INFRASTRUTTURE, ALTA VELOCITA’ E MANUTENZIONE STRADE 4.0 – Con circa 32 miliardi di risorse, l’intervento sulle infrastrutture punta a realizzare un “sistema infrastrutturale di mobilità moderno, digitalizzato e sostenibile”. L’intervento più corposo (28,3 miliardi) è destinato a ferrovie e strade: si punta a rafforzare le grandi linee di comunicazione del Paese, innanzitutto ferroviarie, con un focus sul Mezzogiorno; risorse anche per la messa in sicurezza e il monitoraggio digitale di viadotti e ponti stradali con maggiori criticità. Altri 3,68 miliardi sono per intermodalità e logistica integrata, con investimenti per rendere i porti più competitivi e sostenibili.
ISTRUZIONE, DA INSEGNANTI A SCUOLE CABLATE – Colmare il deficit di competenze che limita il potenziale di crescita, migliorare i percorsi scolastici e universitari degli studenti agevolandone l’accesso e rafforzare i sistemi di ricerca e la loro interazione con il mondo delle imprese e delle istituzioni. Sono questi i principali obiettivi del capitolo “Istruzione e ricerca” per il quale verranno stanziati un totale di 28,5 miliardi di euro: 16,7 per il potenziamento delle competenze e diritto allo studio e i restanti 11,7 per la ricerca all’impresa. Per scuola e formazione, tra i principali intenti ci sono l’aumento dell’offerta di asili nido e servizi per l’infanzia, l’ampliamento delle opportunità di accesso all’istruzione, il contrasto all’abbandono scolastico (14,5% in Italia contro una media UE del 10,6%) e una migliore formazione e reclutamento dei docenti. E’ inoltre previsto l’efficientamento energetico e la cablatura delle scuole.
INCLUSIONE, PRIORITA’ DONNE E GIOVANI – Intervenire sulle ‘fragilità’ sociali: donne e lavoro, giovani, famiglie ‘marginali’ con una precisa attenzione alle discriminazioni di genere. La missione, con un impegno di 27,26 miliardi, è dedicata proprio al “sostegno all’empowerment femminile e al contrasto alle discriminazioni di genere” e all’aumento dell’occupazione, soprattutto giovanile. Per il lavoro si ipotizza la revisione delle politiche attive, con il rafforzamento dei centri per l’impiego e la loro integrazione con i servizi sociali e con la rete degli operatori privati. La seconda componente, “Infrastrutture sociali, Famiglie, Comunità e Terzo settore”, mira invece a supportare situazioni di fragilità sociale ed economica, a sostenere le famiglie e la genitorialità. Una specifica linea d’intervento è pensata per le persone con disabilità o non autosufficienti e prevede l’incremento di infrastrutture e la messa a disposizione di servizi e reti di assistenza. Infine sono previsti “Interventi speciali di coesione territoriale” con il rafforzamento della Strategia nazionale delle aree interne rilanciata dal Piano Sud 2030.
SANITÀ PIÙ VICINA CON “CASE DELLA COMUNITÀ” – Assistenza di prossimità e digitalizzazione sono i due snodi per i quali il governo mette in gioco 19,72 miliardi. La sanità – spiega il piano – deve essere “vicina ai bisogni delle persone”, con strutture sul territorio e telemedicina. La novità è l’arrivo di 2.564 “case della Comunità”, una ogni 24.500 abitanti, che diventeranno il punto di riferimento sul territorio, anche per l’assistenza domiciliare integrata sulla quale si conta di realizzare 575 centrali di coordinamento, attivare 51.750 medici e fornire kit specializzati a 282mila pazienti. Previsti anche 730 mini-ospedali entro il 2026 e l’ammodernamento del parco tecnologico ospedaliero con l’arrivo del Fascicolo Sanitario Elettronico.
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Gualtieri: giovedì il Cdm sui ristori, incompatibile con la crisi
Il ministro dell’Economia: ‘Chiederemo l’autorizzazione del Parlamento a un nuovo scostamento’
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12 gennaio 2021
19:24
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“Nei prossimi giorni, forse già giovedì, faremo il Consiglio dei ministri per chiedere l’autorizzazione del Parlamento a un nuovo scostamento. Atto che, naturalmente, richiede un Governo nella pienezza delle sue funzioni, che non è compatibile con una crisi di governo”.
Lo ha detto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, rispondendo a Radio popolare di Milano a una domanda sull’iter per il nuovo decreto ristori. “Poi, mentre il Parlamento voterà auspicabilmente questo scostamento, predisporremo quanto abbiamo già iniziato a fare, per arrivare dopo il voto alla sua approvazione”, ha aggiunto.

Il Piano per la ripresa e la resilienza italiano “richiede la partecipazione di tutti gli attori del Paese, è fondamentale il coinvolgimento delle parti sociali e della società civile, che vogliamo avviare subito dopo il cdm per la finalizzazione del piano”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri a Radio popolare di Milano. “Vogliamo costruire una partnership con questi attori anche nella sua realizzazione, penso al terzo settore, agli enti locali”, ha detto Gualtieri.
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Faro dell’Ue sull’Alitalia, Bruxelles chiede chiarimenti
Lettera al governo, fare chiarezza su discontinuità
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BRUXELLES
12 gennaio 2021
20:48
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La Commissione Ue ha chiesto una serie di chiarimenti sull’operazione che dovrebbe portare alla newco Ita. Secondo quanto confermano fonti europee, l’antitrust Ue ha inviato al governo una lettera per chiedere in particolare di approfondire le condizioni che garantirebbero la discontinuità con la vecchia Alitalia.

La lettera, precisano le fonti, rientra nella normale procedura di dialogo con le autorità.

La Commissione non commenta la lettera inviata dalla dg Comp alle autorità italiane su Alitalia, ma “in generale” ricorda che “la discontinuità economica” con la vecchia società viene analizzata “usando un set di criteri tra cui non soltanto l’ampiezza degli asset trasferiti ma anche il prezzo di trasferimento, l’identità dell’acquirente, la tempistica del trasferimento e la logica economica della transazione”. In questa fase, precisa il portavoce, “in assenza di elementi definitivi su questo aspetto, la Commissione non può prendere posizione sulla continuità economica”. I contatti tra Dg Comp e autorità italiane sono comunque in corso e, secondo quanto si apprende, ci sarà una riunione a livello tecnico venerdì.
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Istat, per 9 editori su 10 forti perdite nel 2020
Nel lockdown 62% italiani ha letto. Teenager grandi lettrici
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11 gennaio 2021
19:21
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Il 2020, anno della pandemia, è stato per gli editori “estremamente difficile e incerto”: nove su dieci, intervistati nel periodo tra maggio e settembre, hanno previsto per il 2020 una perdita consistente del proprio fatturato rispetto al 2019. Uno su tre editori dal 25% al 50% in meno (32,0%), circa uno su quattro tra il 50% e il 75% (24,9%). Solo il 7,4% ha previsto di non subire perdite.
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E’ quanto emerge dalla rilevazione Istat su “Produzione e lettura di libri in Italia”.
Gli scenari più negativi, in termini di fatturato, sono stati prospettati dagli operatori della piccola e micro-editoria: un micro editore su cinque ha previsto una perdita di oltre il 75%, circa un piccolo editore su quattro ha stimato tra il 50% e il 75% in meno. Il 40% dei medi invece ha previsto una riduzione di circa un quarto del proprio fatturato (fino al 25% in meno), mentre l’8,6% dei grandi ha previsto di non avere alcuna variazione significativa.
Tra le conseguenze più evidenti che la prima fase dell’emergenza sanitaria ha avuto sull’attività editoriale, gli intervistati segnalano: la cancellazione o la sospensione degli eventi e delle manifestazioni per la presentazione al pubblico delle nuove proposte editoriali (83,4%), la mancata partecipazione a saloni/festival letterari (74,1%), il ricorso alla cassa integrazione per il proprio personale (30,3%) e la sospensione o la cessazione di contratti con clienti o fornitori (29%).
Per fare fronte all’impatto della pandemia, le iniziative promosse e realizzate dagli operatori sono state in primo luogo: il rinvio delle nuove uscite editoriali in programma (79,6%), la revisione del piano editoriale 2020 (74,4%), il potenziamento dei canali di vendita online (56,4%), il ricorso al lavoro in modalità smart working per il personale interno (54,4%). Quasi un operatore su tre (29,2%) ha inoltre promosso l’ampliamento dell’offerta di titoli in formato digitale.
Nel periodo del lockdown, gli editori hanno attuato anche delle iniziative di promozione della lettura: il 43,6% ha attivato reti con le librerie indipendenti per la vendita e la consegna di libri a domicilio, il 42,8% organizzato eventi di promozione e interazione con i lettori attraverso i canali social o il proprio sito internet. Il 26,9% degli editori ha organizzato presentazioni online, letture e consigli di lettura da parte degli autori.
Durante la prima fase della pandemia la lettura ha accompagnato le giornate di più di 6 persone su 10 (62,6%), rappresentando la terza attività del tempo libero maggiormente svolta dopo la tv-radio (93,6%) e i contatti telefonici/videochiamate con parenti ed amici (74,9%).
Secondo il rapporto Istat, nel 2019 sono stati pubblicati in media 237 libri al giorno, quasi 1,3 libri ogni mille abitanti; di questi, due terzi sono novità (58,4%) e nuove edizioni (8,5%). Il 40,0% della popolazione di 6 anni e più legge almeno un libro all’anno. Il 77,2% dei lettori legge solo libri cartacei, il 7,9% solo e-book o libri online. Nove editori su dieci avevano previsto per il 2020 una perdita consistente del proprio fatturato rispetto all’anno precedente.
Nel 2019 – sempre secondo l’Istat – nella produzione di libri in Italia sono 1.706 le imprese e le istituzioni che svolgono come principale la pubblicazione di libri. Il 53% (considerando il volume complessivo della produzione editoriale in termini di quantità di copie stampate nell’anno di riferimento) di queste sono definibili “micro-editori” (hanno stampato non più di 5.000 copie), il 38,1% piccoli editori (tiratura massima di 100.000 copie), il 6,8% medi editori (tiratura non superiore a un milione di copie), il 2,1% grandi editori (hanno pubblicato titoli per una tiratura superiore a un milione di copie). I “grandi” e “medi” editori insieme realizzano oltre la metà (il 59,1%) della produzione in termini di titoli e il 91,3% della tiratura. Accanto agli operatori di maggiori dimensioni, l’ampia e variegata platea di piccoli e micro-editori, in buona parte imprese e istituzioni che svolgono edizione di libri come attività principale, contribuisce per il 40,9% all’offerta dei titoli pubblicati e per quasi un decimo del mercato (8,7%) in termini di tiratura. In media, se i micro e i piccoli editori hanno pubblicato rispettivamente 8 e 43 titoli all’anno, i medi editori hanno prodotto 208 opere librarie e le grandi case editrici 771. I grandi editori contribuiscono per il 63,3% al valore totale della produzione libraria, i medi per il 30,1%, i piccoli e i micro per il rimanente 6,6%.
Oltre il 50,0% degli editori attivi ha sede nel Nord del Paese (31,3% nel Nord-ovest e 18,8% nel Nord-est), il 28,7% al Centro e il 21,2% nel Mezzogiorno (14,7% al Sud e 6,5% nelle Isole). Si punta sulle novità, ma molto resta invenduto. In assoluto, il pubblico più affezionato alla lettura è rappresentato dalle ragazze tra gli 11 e i 19 anni (oltre il 60% ha letto almeno un libro nell’anno). La quota di lettrici scende sotto il 45% dopo i 55 anni, mentre per i maschi è sempre inferiore al 50% a partire dai 20 anni.
Il traino è l’editoria scolastica e per ragazzi: delle 86.475 opere pubblicate nel 2019 più di nove titoli su dieci sono libri (92,6%) mentre i restanti sono opuscoli (7,4%). L’offerta editoriale sta progressivamente integrando la produzione cartacea con quella digitale: ormai quasi la metà (il 45,3%) delle opere pubblicate a stampa è infatti disponibile anche in versione e-book.   SPETTACOLI, MUSICA E CULTURA

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Bankitalia:in Italia forte peso fisco su capitale e lavoro
Possibile riequilibrio tassando consumi e ricchezza
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11 gennaio 2021
16:57
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“Anche se negli ultimi anni diversi interventi hanno concorso a diminuire il livello dell’imposizione, l’Italia, nel confronto internazionale, si caratterizza ancora per l’alta incidenza del carico fiscale sul capitale e soprattutto sul lavoro”.E’quanto afferma Banca d’Italia in audizione alla Camera sulla riforma dell’Irpef.
“Dati i vincoli di bilancio, a parità di spesa pubblica ulteriori riduzioni del prelievo sul lavoro potrebbero essere finanziate attraverso un maggiore carico fiscale sui consumi e sulla ricchezza, considerato meno dannoso per la crescita”.Il prelievo effettivo sui consumi è infatti più basso che in altri Paesi

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