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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE
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DALLE 09:41 DI VENERDì 03 GENNAIO 2020
ALLE 13:09 DI SABATO 04 GENNAIO 2020
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Il 5 gennaio torna la domenica gratuita
Da Pompei al Colosseo, dalla Reggia di Caserta agli Uffizi
03 gennaio 2020 09:41
– Lungo fine settimana dedicato all’arte: con la #domenicalmuseo il 5 gennaio l’ingresso gratuito in tutti i musei e i parchi archeologici dello Stato e dei tanti comuni che aderiscono all’iniziativa. L’elenco degli istituti coinvolti – ricorda il ministero dei Beni culturali e del Turismo in una nota – è visibile su http://www.beniculturali.it/domenicalmuseo. Lunedì 6 gennaio si terrà poi l’apertura straordinaria dei luoghi della cultura statali in occasione dell’Epifania, con i consueti orari e tariffe.
Per la prima domenica gratuita del nuovo anno, la campagna digitale del Mibact sarà dedicata alla seconda edizione di Fumetti nei Musei in mostra gratuitamente per il periodo delle festività all’Istituto della Grafica di Roma, mentre una calza speciale, scelta tra le opere conservate nel museo della pubblicità Salce di Treviso, segnerà sui social l’apertura straordinaria dei musei nel giorno della befana.
Il ciarlatano seduttore di Isaac SingerGran romanzo inedito su diaspora ebraica a NY durante la guerra
03 gennaio 202011:46
– ISAAC BASHEVIS SINGER, ”IL CIARLATANO” (ADELPHI, pp. 268 – 20, 00 euro – Traduzione di Elena Loewenthal) – ”Mentre lui si rendeva ridicolo cacciandosi in avventure sentimentali con donne mature, migliaia giovani morivano in guerra. Chissà quanti ebrei soffrivano nei campi di concentramento e nei ghetti” si dice Hertz Minsker, addentando un panino in un bar di New York inizio anni Quaranta, autocommiserandosi ipocritamente per giustificare la propria inettitudine, il vivacchiare alle spalle di un amico ricco e principalmente delle sue donne e di una moglie che va a fare l’operaia in fabbrica, pur essendo uomo erudito e colto cabalista che potrebbe impegnarsi scrivendo e insegnando.
Herst, pur costruito con più leggerezza, non è diverso dall’Herman Broder di ‘Nemici’, altro romanzo dello scrittore Isaac B. Singer, scritto come questo una decina di anni prima di ricevere il premio Nobel per la letteratura nel 1978 e pubblicato a puntate settimanali sul quotidiano yiddish di New York, fino a oggi inedito in volume e ora per la prima volta pubblicato da Adelphi, come già accaduto per ‘Keyla la Rossa’.
Questi ebrei polacchi arrivati in America per sfuggire al nazismo raccontati da Singer sono come allo sbando. Ma ci sono anche quelli che appena sbarcati si dicono ”L’America non fa per me” ma finiscono per sguazzarvi come fossero sempre a Varsavia, adattandosi bene tanto che si sono anche arricchiti e hanno una buona posizione. Questi ultimi però hanno un qualche vago senso di colpa e molto rispetto per la loro cultura ebraica originaria che hanno un po’ tradito, così che inconsciamente non vedono l’ora di aiutare qualche Rabbi o studioso dei sacri testi, come appunto Hertz, che si dice avesse conosciuto Alfred Adler e Martin Buber e pare fosse stato in corrispondenza con Freud e Bergson oltre a essere impegnato nella scrittura di un saggio fondamentale, che però cresce senza mai prendere una forma e trovare un senso, mentre il suo impegno principale è tradire la moglie Bronia con la moglie Minna del suo miglior amico e sostenitore Morris Kalisher, e occasionalmente anche con altre donne. Attorno a loro, cameriere seducenti, scrittori senza qualità, trafficanti di quadri falsi, tutti in cerca oltreoceano di qualcosa o qualcuno cui aggrapparsi. Un mondo senza senso di miseri esseri umani di cui, ”se c’era qualcuno che si beffava, era proprio Lui, il Dio dell’universo – si disse Hertz – Un Dio onnipotente… che concentrava i suoi sforzi su un patetico pungo di minuscole creature e le caricava di passioni, di peccati, di paure e castighi. Perché non aveva scelto di tormentare qualcuno delle Sue dimensioni?”.
La mistificazione, reale e esistenziale, è un po’ la caratteristica di questo uomo senza qualità, e nel romanzo ha la sua forza esemplare nelle truffaldine sedute spiritiche che conduce Bessie, padrona della casa che ospita Hertz, grande, impenitente e consapevole bugiardo che ama dire di sé ”Sono un ciarlatano”, ma poi ha spesso il pensiero, subito sepolto, di quelle stelle gialle che in Europa sono costretti a portare gli ebrei.
Così, tra donne, di cui non riesce a fare a meno e quindi non sopporta, che perde e cerca di riconquistare in un gioco di necessità per sfuggire se stesso e la propria solitudine, che lascia e ricerca anche quando sembrano inviperite per aver scoperto i suoi tradimenti, conduce una vita apparentemente normalissima e di pura sopravvivenza, in realtà movimentatissima. Le sue giornate, magari in cerca di un bar in cui riparare e talvolta un posto dove dormire, sono piene di imprevisti, colpi di scena e sorprese, scarti e vere e proprie fughe da cui torna con la coda tra le gambe e senza riuscire a approfittare delle occasioni vere che gli si presentano, come quando è chiamato a insegnare alla Black River University da un miliardario invaghitosi delle sue teorie sulla Natura Umana e le sue idee filosofiche su Leibniz, Dio e la religione. Anzi, quello è il momento in cui tutto sembra precipitare e impedirgli finalmente di fare ciò che in cuor suo vuole invece evitare. Una vicenda comica e grottescamente tragica nel cercar di sopravvivere comunque tra bisogno d’amore e paura, sensi di colpa, vitalità e inettitudine di vivere, eros come fuga dal senso della fine, ma anche con quello sguardo ironico ebraico autolamentoso cui ci ha abituati uno come Woody Allen e con una serie di interrogativi assoluti senza risposta: ”Se c’era un Dio, cosa pensava di lui, l’intellettuale corrotto, il seduttore? E se non c’era nessun Dio, cosa restava da sperare a Hertz, uomo anziano con un piede nella fossa?”.
Loach racconta i nuovi schiavi del deliveryEsce l’odissea di Rick in Sorry We Missed You
03 gennaio 202011:47
Prima di fare un acquisto on line o farvi recapitare un pranzo a domicilio o usare le consegne per qualcosa bisogna pensarci bene. Dal 2 gennaio è in sala Sorry We Missed You e sarà un po’ più difficile essere disinvolti in tema delivery: il nuovo film di Ken Loach è un pugno nello stomaco e non lascia indifferenti. Racconta la discesa negli inferi della working class ridotta a schiavitù nell’illusione turbocapitalista e quello che capita al protagonista Ricky e alla sua famiglia ridotta in breve sul lastrico potrebbe accadere a tutti. Sì ma come avrà votato il padroncino del camioncino delle consegne vessato dall’azienda vessata a sua volta? La domanda è lecita dopo l’esito delle elezioni in Gran Bretagna con la schiacciante vittoria dei tory di Boris Johnson.
Ken Loach, l’irriducibile maestro inglese, cantore delle sventure della classe operaia sin dai primissimi film per la Bbc due volte Palma d’oro a Cannes (Il vento che accarezza l’erba, nel 2006 e Io, Daniel Blake nel 2016) in Sorry We Missed You, scritto con il grande Paul Laverty ambienta la nuova storia nella provincia inglese, proprio quella che ha fatto vincere Boris Johnson. Non più contratti regolari, non più assicurazioni, l’illusione di mettersi in proprio e la realtà di venire stritolati da un infernale meccanismo di competizione, deregulation, assenza di diritti elementari. Persino fare pipi’ e’ un lusso: si ferma il camioncino delle consegne e si fa nella bottiglia, neanche un minuto e si riparte, perché tutto e’ tracciato, tutto e’ una performance obbligata. E’ un j’accuse alla società’ in rovina, ad una disgregazione sociale che sembra ormai ad un passo dal baratro definitivo quella che racconta questo film potentissimo con attori non attori ma poveri cristi.
Ricky (Kris Hitchen) è un uomo di mezz’età costretto a ricominciare da capo dopo aver perso il lavoro come tanti.
Mettersi a fare il freelance per le consegne dei pacchi può essere un’idea: il delivery impazza anche a Newcastle, si compra su Amazon qualunque cosa e qualcuno te la deve recapitare.
Peccato che il camioncino costi una follia e che il manager dell’agenzia, sottolineando che è lavoro in proprio, sia a capo di fatto di un’organizzazione di consegne ad orologeria che non ammette altro e per cui non ci sono ferie, non ci sono emergenze, non ci sono diritti, altrimenti la competizione fa fallire anche lui.
Tutto costa a Ricky e il lavoro è fonte di stress e guai, quelli più piccoli (il destinatario del pacco che non si fa trovare) fino a quelli più grandi (il furto del prezioso scannerizzatore delle consegne). Ma intanto è un lavoro e pazienza se bisogna vendere l’utilitaria di Abby (Debbie Honeywood, ipoteca la Palma) che andrà in bus a fare il suo lavoro: custodire per un’agenzia che non paga straordinari le persone in difficoltà, anziani, disabili. Lei ha una regola: trattare tutti come fossero suoi parenti con dolcezza e calore.
A casa ci sono anche i due ragazzi, la dolce Liza di 10 anni (Katie Proctor) e l’adolescente ribelle Seb (Rhys Stone).
E’ una famiglia modesta, ma l’amore tra loro è la vera forza dirompente in una vita di fatica e abbrutimento, miserabile.
Forse persino un anticorpo. Ma le cose non sono lineari, il ragazzo si mette nei guai, viene sospeso a scuola, ha discussioni con il padre: il conflitto familiare esplode ma il lavoro deve venire prima di tutto, chi paga altrimenti le rate del van?
San Zalone ha rifatto il miracolo, in due giorni sfiora 14 milioni è recordValsecchi, è vero fa ridere di meno, ma emoziona di più
03 gennaio 202013:54
Il miracolo di San Zalone si è ripetuto: Tolo Tolo il nuovo film di Luca Medici, atteso come la liquefazione del sangue di San Gennaro dagli esercenti di tutta Italia e ovviamente dagli spettatori orfani dei cinepanettoni di una volta e desiderosi di divertirsi a Natale, forse anche di immedesimarsi, con le imprese del personaggio di Checco, l’italiano medio/mediocre dedito all’arte di arrangiarsi come un Alberto Sordi degli anni Duemila, ha sbancato. E battuto se stesso: uscito il 1 gennaio a tappeto in 1200 sale il film, distribuito da Medusa e diretto per la prima volta dallo stesso Zalone, al primo giorno ha sfiorato gli 8,7 milioni di euro, diventando il film con il maggior incasso di sempre nella storia del cinema italiano nelle prime 24 ore di programmazione e superando il precedente record di Quo Vado (7,3 milioni). Al secondo ha incassato quasi 5 milioni raggiungendo in due giorni poco meno di14 milioni di euro.
Cinema sold out, prenotazioni online in tilt come per una finale di mondiali di calcio: Luca Medici non commenta i suoi successi, ci medita sopra. Il produttore Pietro Valsecchi che di Medici è uno dei due padri cinematografici (lo scopritore fu Gennaro Nuziante, regista dei primi film quando Checco faceva le parodie a TeleNorba, mentre storicamente fu il figlio di Valsecchi a segnalare al padre le performance neomelodiche su Youtube) parla di “risultati entusiasmanti che ripagano di due anni faticosi e difficili, perché il progetto di Luca Medici era ambizioso e la scelta di debuttare alla regia mi era stata sconsigliata da tutti, oggi invece è una scommessa vinta.
Luca aveva una grande responsabilità: il nuovo film atteso da tutti e l’esordio alla regia. Questo record se lo merita: ha dato l’anima per Tolo Tolo, sul set lo chiamavo ‘precisetto’, non soprassedeva su nulla, voleva ogni scena perfetta come l’aveva in mente lui”. Ieri Valsecchi si è intrufolato all’uscita di alcuni cinema per ascoltare in incognito i commenti e dice di aver sentitolo solo cose entusiastiche.
Però rispetto ai precedenti Zalone, che era comico pure nel trattare argomenti sociali come la crisi del lavoro, qui, con una tematica altrettanto attuale come il fenomeno dei migranti, si ride molto meno: “è vero si ride di meno ma ci si emoziona di più – risponde Valsecchi – e anche su questo si è preso un bel rischio, e io da produttore con lui. Luca dice ‘non sono più il comico di 10 anni fa, sono cambiato, cresciuto e il mio sguardo è un altro’. Il pubblico ha capito e apprezzato e il passaparola sono sicuro che funziona anche questa volta”. Se il film ha avuto critiche varie, più o meno positive, il cortometraggio animato che chiude Tolo Tolo è piaciuto a tutti e chissà non divenga spin off di qualcos’altro, magari di un musical.
E le polemiche sui social di istigazione al razzismo? “Lasciano il tempo che trovano. I social sono un megafono, ma decidiamo noi a chi rispondere e con chi litigare e abbiamo deciso con nessuno”. Tolo Tolo, con il suo 1 milione 174 mila presenze del 1 gennaio, guida ovviamente gli incassi ed una top ten, come rileva il presidente dell’Anica Francesco Rutelli, “con tante presenze italiane, segno di vitalità del nostro cinema”. Oltre a Zalone ci sono il Pinocchio di Garrone, Il Primo Natale di Ficarra e Picone e La Dea Fortuna di Ozpetek.
Quanto ai precedenti film di Zalone, ecco un ripasso della marcia trionfale del box office: Il primo film del comico e musicista di Bari, Cado dalle Nubi (2009) incassò 14 milioni 084 mila euro (il primo giorno, il 27 novembre 401.278); il secondo, Che bella giornata (2011) incassò 43 milioni 475 mila euro (il primo giorno, il 5 gennaio, 2.722.367); il terzo, Sole a catinelle (2013) incassò 51 milioni 948 mila euro (il primo giorno, il 31 ottobre 2.354.057), il quarto infine, Quo Vado (2016) raggiunse 65 milioni 365 mila euro (il primo giorno, 1 gennaio 7.360.192).
Capitale italiana della cultura, 44 città candidate per il 2021Mibact, entro il 2 marzo i dossier di candidatura
GENOVA03 gennaio 202013:06
– Sono 44 le città candidate al titolo di Capitale Italiana della Cultura 2021. Lo comunica il Mibact segnalando che entro il 2 marzo vanno presentati i dossier di candidature. Regione per regione le candidature sono: in Abruzzo l’Aquila; in Basilicata Venosa; per la Calabria Tropea. Per la Campania , Capaccio Paestum, Castellammare di Stabia, Giffoni Valle Piana, Padula, Procida, Teggiano. Per l’Emilia Romagna Ferrara, l’Unione dei Comuni della Bassa Reggiana, l’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese. E ancora, in Friuli Venezia Giulia Pordenone, in Lazio Arpino e Cerveteri, in Liguria Genova e in Lombardia Vigevano. Nelle Marche Ancona, Ascoli Piceno, Fano; in Molise Isernia; mentre in Piemonte si candida Verbania. Candidate in Puglia Bari, Barletta, Molfetta, San Severo, Taranto, Trani, l’Unione Comuni Grecia Salentina. In Toscana Arezzo, Livorno, Pisa, Volterra. In Sardegna Carbonia e San Sperate. In Sicilia Catania, Modica, Palma di Montechiaro, Scicli e Trapani; infine in Veneto in lizza Belluno, Feltre, Pieve di Soligo, Verona.
Io scrivo, un laboratorio per vincere la malattiaCon D’Errico su Rai3, 12 pazienti oncologiche a scuola scrittura
04 gennaio 202011:21
“Tutte noi che siamo in quest’aula abbiamo avuto la stessa diagnosi. Tutte noi possiamo pronunciare le stesse parole e capirne il significato”. Parte da qui il nuovo viaggio di Matilde D’Errico, scrittrice, regista, per Rai3 autrice di “Amore criminale” e conduttrice di “Sopravvissute” (entrambi di ritorno dal 19 gennaio), ora al centro di “Io scrivo. Cronache dal pianeta cancro”, docu-film tratto dal laboratorio di scrittura che lei stessa ha realizzato per le pazienti oncologiche del Policlinico Gemelli di Roma, in onda il 4 gennaio, in prima serata, sempre sulla terza rete.”Tutto nasce dalla mia esperienza personale”, racconta la D’Errico che nel 2016, “durante un normale controllo”, scopre e affronta un tumore al seno. “La prima emozione? Paura, paura di morire”, ammette. Ma proprio durante le cure e i controlli l’autrice conosce il reparto di Terapie integrate del Gemelli dove “accanto ai protocolli medici ufficiali se ne affiancano altri per migliorare la vita delle pazienti. Così ho proposto alla onlus Susan G. Komen Italia di realizzare un laboratorio di scrittura per le pazienti oncologiche, perché scrivere – riflette – significa riconoscere le emozioni forti che genera l’incontro con la malattia. E imparare a governarle”. Una classe speciale che è tornata sui banchi per studiare regole di drammaturgia e manuali di scrittura, la cui esperienza – tuttora in corso con un secondo laboratorio – è diventata poi il docu-film che oggi racconta il viaggio di dodici donne con cancro al seno, la vita dei medici e degli infermieri che le hanno in cura al reparto di Senologia del Gemelli e le attività della onlus Susan G. Komen Italia da sempre impegnata nella lotta a questa malattia. “Dodici donne – prosegue l’autrice – che probabilmente non si sarebbero mai incontrate nella vita ‘normale’: dalla carabiniera della forestale alla psicoterapeuta, una casalinga, l’impiegata amministrativa, l’insegnante di inglese, due funzionari pubblici. C’è chi è sposata, chi ha figli. Chi per la prima volta ha pronunciato la parola ‘cancro’, chi in questa battaglia si è sentita più forte di prima. Ma tutte nel laboratorio hanno scoperto di avere un patrimonio comune. Fra di noi possiamo pronunciare le stesse parole e capirne il significato”. La scrittura diventa così strumento per tracciare confini, mettere distanza, conoscere sé stessi anche in una fase delicata come la malattia e la cura. Partendo dalla propria esperienza, lezione dopo lezione, la D’Errico insegna a queste donne a raccontarsi, perché attraverso la scrittura si esternano e comunicano, in modo intimo, emozioni, paure, sensazioni, riflessioni. E si sconfigge il senso profondo di solitudine che spesso si sperimenta nella malattia. Non a caso, la scelta di quel titolo.”‘Io scrivo’ è come dire ‘Io esisto’, ‘io ci sono’ – prosegue la D’Errico – Io stessa nel mio percorso ho scritto molto, a mano, così come ho chiesto nel laboratorio, perché fosse uno sforzo anche fisico. Non so cosa farò di quegli scritti. In parte li ho raccontanti nel laboratorio”. Perché un docu-film? “La speranza è che oltre alla vita delle pazienti e dei medici, possa divulgare messaggi importanti. Innanzitutto, la prevenzione. E poi, quanto sia fondamentale cogliere la propria fragilità, permettersi di avere paura, ma vivere la malattia come occasione per conoscersi. Con le pazienti – conclude – abbiamo lavorato sul Viaggio dell’eroe di Vogler. Ecco, come quell’eroe deve superare delle prove fino ad arrivare alla caverna più recondita, penso che anche con una diagnosi di cancro al seno devi arrivare lì, sfiorare con la mano il muro della caverna e poi mettercela tutta per testimoniare che si può tornare indietro e sopravvivere”.
Striscia la notizia riparte con Ficarra e PiconeDa martedì 7 gennaio alle 20.35 su Canale 5 torna il tg satirico
03 gennaio 202013:42
– Da martedì 7 gennaio, Ficarra e Picone tornano a condurre Striscia la notizia (su Canale 5 alle 20.35). Il duo comico raccoglie il testimone da Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti, in una stagione in cui il tg satirico di Antonio Ricci – sottolinea una nota – ha conservato la leadership in access prime-time sul pubblico 15-64 anni e ha introdotto per la prima volta in Italia l’uso della tecnologia deepfake in tv.
Dal set al bancone più famoso della tv italiana: per i comici siciliani reduci dal successo al botteghino per “Il primo Natale” (film italiano più visto di tutto il 2019), si tratta della sedicesima stagione consecutiva alla guida di Striscia la notizia. Salvatore Ficarra e Valentino Picone hanno debuttato alla conduzione dello storico varietà dell’access prime-time di Canale 5 nella stagione 2004/2005 e a oggi sono arrivati a quota 1098 puntate.
Le Iene, nuovo preserale dal 7/1, poi prime time dal 13/2Ieneyeh striscia quotidiana dedicata al meglio ultimi 20 anni
03 gennaio 202013:51
– La stagione 2020 de “Le Iene” comincia con una novità: da martedì 7 gennaio infatti parte “Ieneyeh”, la nuova striscia quotidiana targata “Le Iene” con il meglio di oltre 20 anni di trasmissione, reportage e studio con ospiti che hanno contribuito alla storia del programma. Uno spin off in day time in onda su Italia1 dal lunedì al venerdì, dalle 19.20 alle 20.20, dedicato alle Iene storiche e ai conduttori dello show – da Simona Ventura ad Enrico Lucci, da Luciana Littizzetto a Luca e Paolo – e ai loro servizi di cronaca e attualità, inchieste, interviste ma anche scherzi e curiosità, dal 1997 fino ad oggi.
“Sarà un viaggio attraverso i vent’anni di messa in onda, con i servizi che meglio hanno raccontato la storia dell’Italia e che celebrano il meglio di tutta l’attività giornalistica, e non, della trasmissione”, spiega Davide Parenti, ideatore del programma. “Ripercorreremo 20 anni di storia d’Italia attraverso l’archivio di tutti i nostri servizi. Ieneyeh: un tuffo nel nostro passato per capire meglio il nostro presente”.
Il giovedì, a partire dal 13 febbraio, ricomincia “Le Iene Show”, in diretta e in prima serata, su Italia 1. La conduzione è affidata, a rotazione, al trio tutto al femminile formato da Nina Palmieri, Roberta Rei e Veronica Ruggeri e a quello maschile composto da Giulio Golia, Filippo Roma e Matteo Viviani. Da martedì 25 febbraio, sempre in prime-time, torna il consueto doppio appuntamento settimanale che vede al timone del programma Alessia Marcuzzi e Nicola Savino, con la Gialappa’s Band.
La legge del sognatore, Pennac omaggia FelliniTesto diventa spettacolo con scrittore a Milano,Torino e Rimini
03 gennaio 202014:03
– DANIEL PENNAC, LA LEGGE DEL SOGNATORE (Feltrinelli Editore, pp.160, 14 euro; traduzione di Yasmina Mélaouah). Un omaggio fatto di sogni, di parole e di emozioni è quello che Daniel Pennac ha pensato per ricordare Federico Fellini a 100 anni dalla nascita con il suo nuovo libro dal titolo “La legge del sognatore” (Feltrinelli Editore), in libreria dal 16 gennaio. Oltre a concepire una storia che sottolinea la potenza e la libertà dei sogni, Pennac, da sempre grande appassionato del regista riminese e della sua visionarietà, ha pensato di trasformare il libro in una lettura teatrale: lo spettacolo, in coproduzione con Intesa Sanpaolo, sarà in scena Milano al Piccolo Teatro Strehler lunedì 20 gennaio (sul palcoscenico a cui tutto il progetto si è ispirato), a Torino all’Auditorium del grattacielo Intesa Sanpaolo il 21 e a Rimini al Teatro Galli il 22. Quest’ultimo appuntamento si inserisce nella settimana di festeggiamenti promossa dal Comune di Rimini per il compleanno di Fellini, che proprio il 20 gennaio 2020 avrebbe compiuto un secolo.
“E il progetto teatrale sulla risurrezione di Fellini è la cosa più reale di tutta questa storia. Dopo averlo sognato, non solo l’ho ideato, ma l’ho raccontato agli attori della nostra troupe, alla nostra banda italiana del Funaro, nonché al mio amico Gianluca che mi ha proposto di parlarne alla direzione del Piccolo”, ha dichiarato Pennac. Inoltre prima di questi impegni, il 19 gennaio a Bologna, lo scrittore sarà alla Biblioteca Salaborsa insieme Silvia Avallone per incontrare i lettori. POLITICAHomeMappa del sitoTECNOLOGIA
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Panariello-Conti-Pieraccioni chiudono a Montecatini
Dopo spettacoli da ‘tutto esaurito’ a Firenze tour va verso fine
MONTECATINI TERME03 gennaio 202014:29
– Il 24 e 25 gennaio andranno in scena al Teatro Verdi di Montecatini Terme (Pistoia) gli ultimi due spettacoli de ‘Il Tour’ con Giorgio Panariello, Carlo Conti e Leonardo Pieraccioni. Per l’occasione sono previste riprese televisive. Sarà, questo, un congedo in grande stile per uno spettacolo amato in tutta l’Italia. Ancora ‘viva’ la festa al palasport Mandela Forum di Firenze, tutto esaurito, per festeggiare il Capodanno con il loro show dove il trio ha accolto il 2020 con oltre 5.000 spettatori e a mezzanotte 1.000 bottiglie di spumante sono state stappate per dare il benvenuto al nuovo anno. Gli spettacoli portano numeri da record: dal 27 al 31 dicembre solo a Firenze hanno fatto registrare 23.000 presenze con quattro date completamente sold out e ben 130.000 la stagione precedente solo nel capoluogo toscano. Le altre date di gennaio 2020 sono Milano (il 15 agli Arcimboldi), Bari (il 17 al Teatro Team); Roma (il 20 al Teatro Brancaccio).
Morte della democrazia, come Hitler conquistò il potereLa storia raccontata da Benjamin Carter Hett come un romanzo
03 gennaio 202014:53
– BENJAMIN CARTER HETT, MORTE DELLA DEMOCRAZIA. L’ASCESA DI HITLER E IL CROLLO DELLA REPUBBLICA DI WEIMAR (Einaudi, pp.324, 30 Euro) È il racconto appassionante di una delle pagine di storia più feroci e drammatiche del XX secolo “Morte della democrazia”, l’ultimo libro di Benjamin Carter Hett (Einaudi, con la traduzione di Anna Tagliavini e Maria Baiocchi) dedicato alla presa del potere da parte di Hitler nella Germania degli anni ’30. Professore di storia alla City University di New York, l’autore ha il talento della narrazione e riesce a raccontare i grandi avvenimenti storici in modo avvincente e senza sminuirne la complessità, strutturando il libro come un romanzo.
Il racconto ha inizio il 27 febbraio 1933, in quella che Benjamin Carter Hett definisce “l’ultima notte della Repubblica di Weimar”: come in un thriller sfilano i personaggi principali e gli eventi cardine di una vicenda che va avanti con rigore scientifico e a ritmo sostenuto, fondendo i fatti a elementi di fiction che “colorano” la narrazione. Mostrando quanto sia fragile la democrazia quando chi è al potere non la rispetta, lo scrittore svela i retroscena del tragico avvento del nazismo: per il pubblico una lettura istruttiva, attuale e coinvolgente, grazie a un registro narrativo capace di tenere incollato il lettore alla pagina.
Musica: ‘Capricci’ Paganini per inaugurazione di Parma 202011/1 Prima assoluta partitura violino-orchestra de La Toscanini
BOLOGNA03 gennaio 202016:24
– Una prima assoluta con la partitura dei 24 ‘Capricci’ di Paganini per violino e orchestra sinfonica realizzata da Roberto Molinelli. Così la Filarmonica ‘Arturo Toscanini’ inaugurerà sabato 11, all”Auditorium Paganini’, le celebrazioni per ‘Parma Capitale della Cultura Italiana 2020’. A dirigere l’orchestra lo stesso Roberto Molinelli mentre il violinista russo Yuri Revich con il suo Stradivari del 1709 – prestito della Goh Family Foundation – sarà il solista impegnato a suonare i 24 funambolici pezzi nella nuova versione.
A spingere ‘La Toscanini’ a proporre i ‘Capricci’ per l’inaugurazione di Parma 2020, i duecento anni dalla loro pubblicazione che ricorrono nel 2020 e il forte legame tra Paganini e la città emiliana dove il compositore è sepolto nel cimitero della Villetta e dove era stato convocato, nel 1843, alla corte della duchessa Maria Luigia per la riorganizzazione della Ducale Orchestra di Corte.
“Quando nel 1820 Paganini li pubblicò – spiega Molinelli riferendosi ai ‘Capricci’ e al lavoro dell’orchestra – li aveva raccolti in tre volumi: i primi sei, poi gli altri sei, e successivamente i dodici rimanenti, e così ho impostato il mio lavoro. Alla base – aggiunge – vi è la sfida lanciata dai ‘Capricci’ all’esecutore che ho raccolto nell’orchestrarli, lasciando intonsa la scrittura paganiniana. Ma a mia volta ho osato, facendo assumere all’orchestra un ruolo spesso da co-protagonista assieme al solista. Quindi – chiosa il direttore d’orchestra e violinista anconetano – ho osato ancora collegando i ‘Capricci’ attraverso dei ponti solamente orchestrali che fungono da raccordo, dando a tutta la composizione la forma di una lunga suite da concerto per violino e orchestra”.
Al via a marzo le riprese della fiction Cuori coraggiosiSi rafforza il ruolo del centro di produzione di Torino
TORINO03 gennaio 202016:27
– Cominceranno lunedì 2 marzo a Torino le riprese della nuova fiction Cuori Coraggiosi, ambientata nella Torino degli anni ’60 e dedicata ai primi trapianti di cuore effettuati all’ospedale Molinette. Lo ha annunciato il direttore del Centro Produzione Rai di Torino, Guido Rossi, durante la presentazione del nuovo allestimento del Museo della Radio e della Televisione Rai.
“E’ stato deciso nell’ultimo consiglio di amministrazione, a fine anno. E’ una coproduzione tra la Rai e la Aurora Film, con otto puntate da 100 minuti ciascuna, che andranno in onda tra novembre e dicembre del 2020. Saranno più di 50 i dipendenti Rai del centro di produzione di Torino coinvolti in tutti i momenti della fiction. Ricostruiremo l’interno dell’ospedale degli anni ’60 negli studi Lumiq e stiamo cercando altre location”, spiega Rossi. “E’ un’iniziativa importante – sottolinea – che rafforza il ruolo del centro di Torino anche per la produzione di fiction, dà un’identità ed è un importante segnale per il futuro”.
Diaco, in tv racconto gli ‘irregolari’Torna Io e te di notte con Grignani, poi Venier, Garko, Lear
04 gennaio 202011:17
Gli irregolari, “cioè chi è capace di rendere normale, perché parte del proprio vissuto, della propria storia, un’opinione che potenzialmente può apparire controcorrente o anticonvenzionale”: sono le persone che ama più intervistare Pierluigi Diaco, di ritorno su Rai1, dal 4 gennaio in seconda serata, per cinque puntate, con ‘Io e te di notte’. Si comincia con Gianluca Grignani, “che considero un amico, ci conosciamo da 25 anni”, per poi proseguire nelle prossime settimane “con Mara Venier – spiega- poi Gabriel Garko, Amanda Lear. E per la quinta puntata ho delle idee in testa… vedremo”.Il programma, dove tornano fra i compagni d’avventura Valeria Graci (“con la sua ironia graffiante”), Sandra Milo per la posta del cuore (“conquista con la sua spontaneità”), Santino Fiorillo e come new entry la giornalista Flavia Perina, ha debuttato quest’estate nel primo pomeriggio della rete ammiraglia e poi è stato confermato, nella variazione ‘di notte’ in autunno, per la tarda serata nel sabato. Una nuova sfida per il giornalista che ha debuttato in radio da adolescente nel 1993, e sul piccolo schermo su Telemontecarlo, quasi diciottenne, nel 1995, con Generazione X, grazie a Sandro Curzi: “un maestro che mi ha cambiato la vita”. Diaco, che continua anche il suo impegno la mattina, dalle 6 alle 9, su Rtl 102.5, con Non stop news, insieme a Giusi Legrenzi e Fulvio Giuliani, nel suo percorso ha appreso una lezione importante: “Se non sincero e leale si capisce, e a me è capitato in passato di non esserlo – dice -. Siamo abituati a tantissime persone che in tv interpretano un ruolo, sono pochi i sinceri”. Qualche esempio? “Mara Venier la trovo molto sincera, come Franca Leosini, o Maria De Filippi, che malgrado le campagne mediatiche di cui è stata vittima, ha avuto la sensibilità e la costanza di raccontare un Italia che nessuno raccontava”. Poi Maurizio Costanzo (per cui Diaco è da anni anche coautore in tv, ndr): “c’è tra noi un rapporto tenerissimo, indissolubile. Io e te è anche frutto di tante conversazioni fatte con lui”.Come trova la tv generalista in Italia di oggi? “L’offerta è molto ricca, non abbiamo niente da invidiare ai nostri competitor internazionali. Mi spiace però che a volte si usi uno stile volgare, che non legga l’Italia nel suo essere anche un Paese generoso e gentile”. A Diaco invece piace fare “una tv come quella che guardavo da piccolo, quella di Barbato, di Rispoli, Costanzo”. E’ uno stile “che oggi porto nei miei programmi senza imbarazzi, senza più ansie di competere. Mi piace essere quello che sono”. La ricetta sembra ripagare anche a livello di ascolti: Io e te (che ha avuto fra gli ospiti Pippo Baudo, Paolo Bonolis, Bianca Berlinguer, Paola Barale, Roberto D’Agostino, Vittorio Sgarbi) si è attestato nell’edizione estiva del pomeriggio “intorno al 12% e nell’edizione del sabato tra il 10,5% e 11%”. Un programma “nato da un’intuizione avuta con il direttore di Rai1 Teresa De Santis – sottolinea -. Il nuovo corso è inaspettato, un riconoscimento al lavoro di tutta la squadra, visto che è un programma realizzato interamente da risorse interne Rai”.In un’epoca “di ossessione della contemporaneità digitale”, attacchi e critiche sui social non lo spaventano: “Non me ne importa niente, non troverete mai una mia risposta pubblica là”. Io e te di notte si concluderà il primo febbraio in coincidenza con la fine in prima serata di ‘Meraviglie’ di Alberto Angela perché “poi partiranno le dirette e saremmo andati in onda troppo tardi”. Comunque “stiamo ragionando con la rete per un ritorno di Io e te d’estate”. Ha anche qualche idea per nuovi programmi? “Mi piacerebbe farne uno dedicato agli animali, mettendo in primo piano il loro rapporto con i padroni. Avere con me in studio il mio bassotto, Ugo, mi ha fatto rendere conto di quante persone sole, soprattutto anziani, debbano tutto all’affetto per un animale”. Quale sarebbe un ospite dei sogni per Io e te? “Quello che vorrebbero tutti, Papa Francesco. E’ il primo pontefice che appare realmente accessibile, ha umanizzato la sua figura mostrandone anche le fragilità”.
Gf Vip, anche Fabio Testi tra i concorrentiDa 8 gennaio su Canale 5 reality condotto da Alfonso Signorini
03 gennaio 202016:42
– L’attore Fabio Testi si aggiunge ai vip già ufficializzati del Grande Fratello Vip che sarà condotto da Alfonso Signorini su Canale 5 dall’8 gennaio. Ad entrare dalla porta rossa anche Rita Rusic, Pago, Michele Cucuzza, Adriana Volpe, Antonella Elia, Antonio Zequila, Clizia Incorvaia, Paola Di Benedetto, Aristide Malnati, Licia Nunez e Fernanda Lessa. A loro si aggiungeranno anche i quattro “Highlander” di Grande Fratello: Salvo Veneziano e Sergio Volpini, della prima edizione, Pasquale Laricchia, concorrente della terza edizione, e Patrick Ray Pugliese, che ha partecipato alla quarta e alla dodicesima edizione. Ma altri nomi restano ancora da svelare.
Originario di Peschiera del Garda, Testi, classe 1941, è uno dei più noti attori del cinema italiano. Un diploma da geometra che lo spingerà a laurearsi in architettura, inizia come controfigura per il film Il buono, il brutto, il cattivo, capolavoro western di Sergio Leone, e da quest’ultimo viene scritturato per una piccola parte nel celebre C’era una volta il West. Il primo ruolo di prestigio arriva con Il Giardino dei Finzi Contini di Vittorio De Sica (tratto dall’omonimo romanzo di Giorgio Bassani e premiato con l’Oscar come miglior film straniero). Da quel momento Testi ha recitato in decine di pellicole di grande successo, ottenendo riconoscimenti anche a livello internazionale. Negli anni ’80 è poi approdato in televisione, con alcuni film molto importanti e anche fiction.
Ma ha partecipato anche come naufrago all’Isola dei famosi.
È sempre stato un latin lover, l’affascinante Fabio. Tanto che, tra le sue conquiste, vanta alcune delle donne più belle del mondo dello spettacolo. Ad esempio, è stato con Ursula Andress,e qualche anno dopo ha frequentato la collega Charlotte Rampling. Chiacchierata la relazione con Edwige Fenech: l’attrice aveva infatti in passato affermato che Fabio era il padre del suo unico figlio Edwin, notizia poi smentita più volte dalla stessa attrice.Testi si è sposato per la prima volta con la stilista spagnola Lola Navarro, da cui poi si è separato. Dal matrimonio sono nati tre figli. Le seconde nozze nel 2015 con Antonella Liguori, gallerista d’arte di trent’anni più giovane.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Debutta a Torino Zio Vanja con Pierabon e Marescotti
In prima nazionale al Carignano dal 7 al 26 gennaio
TORINO03 gennaio 202016:43
– Debutta in prima nazionale al Teatro Carignano di Torino martedì 7 gennaio, alle 19.30, la nuova produzione del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale: Zio Vanja di Anton Cechov, adattamento di Kriszta Székely e Ármin Szabó-Székely, traduzione italiana di Tamara Török curata da Emanuele Aldrovandi. Lo spettacolo, diretto dalla giovane regista ungherese Kriszta Székely, sarà interpretato da Paolo Pierobon, Ivano Marescotti, Ariella Reggio, Ivan Alovisio, Federica Fabiani, Lucrezia Guidone, Franco Ravera, Beatrice Vecchione. Le scene sono di Renátó Cseh, i costumi di Dóra Pattantyus, le luci di Pasquale Mari e il suono di Claudio Tortorici.
Zio Vanja, diretto dalla giovane regista ungherese Kriszta Székely, sarà replicato al Teatro Carignano fino a domenica 26 gennaio per la Stagione in abbonamento del Tst. Dopo le recite torinesi, andrà in scena il 29 e il 30 gennaio 2020 al Teatro Katona József Színház di Budapest.
Moda: capodanno cinese e Anno del Topo in campagna GucciProtagonista della collezione è Mickey Mouse
03 gennaio 202017:09
– In occasione del prossimo capodanno cinese, che cade il 25 gennaio, il direttore creativo di Gucci Alessandro Michele celebra l’Anno del Topo con una collezione di articoli in cui appare Mickey Mouse, il celebre personaggio Disney. La collezione è al centro della nuova campagna realizzata dal fotografo e regista Harmony Korine, che vede come protagonisti Ni Ni, attrice, già volto di altre campagne Gucci, l’attore Earl Cave e la designer, stylist e poetessa Zoe Bleu. Le immagini sviluppano una narrazione che segue Mickey Mouse durante la sua giornata a Disneyland. Le immagini, coloratissime e vivaci, richiamano le cartoline delle vacanze e lo spirito surreale che caratterizza oggi le creazioni Gucci.
La collezione comprende accessori che vanno dalle scarpe alle borse, dalla piccola pelletteria alle sciarpe. Molti nuovi stili si aggiungono ad una serie di classici articoli Gucci. La collezione è improntata ad uno spirito divertente e rétro, con il personaggio Disney abbinato a molti degli iconici motivi della maison. L’elemento chiave della collezione per il capodanno cinese è il nuovo Mini GG Supreme con stampa Topolino, un tessuto beige ed ebano dal motivo vintage Mini GG con sovrapposta la divertente immagine di Mickey Mouse in varie dimensioni. Questo stampato riprende un tessuto della maison degli anni ’80, il cui design, colore e aspetto originali sono stati riprodotti grazie ad un processo di stampa digitale ad alta definizione. Il rivestimento protettivo e la goffratura gli conferiscono l’aspetto e la consistenza del lino. Una targhetta in pelle marrone che identifica la collaborazione ufficiale con la Disney accompagna molti degli articoli.
Cantastorie e pupi insieme per le donne vittime di mafiaAl via collaborazione tra Francesca Prestia e Angelo Sicilia
POTENZA03 gennaio 202017:31
– Francesca Prestia, la “cantastorie calabrese”, ha avviato una collaborazione con Angelo Sicilia, l’inventore dei pupi antimafia che da anni porta i suoi spettacoli in giro per l’Italia e per l’Europa. Una collaborazione finalizzata alla messa in scena di un’opera marionettistica e musicale dedicata alla testimone di giustizia Lea Garofalo, uccisa nel novembre del 2009 dal compagno Carlo Cosco, ed a tutte le donne calabresi vittime della ‘ndrangheta.
Per la prima volta i pupi di Angelo Sicilia affiancheranno Francesca Prestia, che racconterà in forma musicale le emozioni, i turbamenti, il coraggio e la gioia di vivere delle donne che hanno pagato con la vita la loro ribellione alla ‘ndrangheta ed il loro desiderio di riscatto. “I pupi – dice Francesca Prestia – diventeranno ‘pupe’. Dagli eroi antimafia di cui é disseminata la storia della Sicilia e della Calabria si passa alle ‘eroine’ che si sono immolate per il loro impegno in favore della legalità. Perché si sa che il futuro é donna”.
Lavezzi, tour nei teatri per i 50 anni di carriera’…E la vita bussò’, anteprima il 18 gennaio, ospiti e sorprese
03 gennaio 202018:10
– Mario Lavezzi festeggia 50 anni di musica d’autore con il tour teatrale ‘… E la vita bussò’.
Saranno cinque gli appuntamenti dal vivo con il pubblico: l’anteprima è fissata per il 18 gennaio a Cagli (Pesaro e Urbino) al Teatro Comunale; poi il 20 gennaio a Milano, Teatro Dal Verme; il 24 gennaio a Bologna, Teatro Duse; il 28 gennaio a Roma, Auditorium Parco della Musica; e il 31 gennaio a Torino, Teatro Colosseo.
Lavezzi ha scritto, cantato, prodotto, arrangiato, suonato brani tra i più della nostra musica: molti di questi sono stati raccolti nel recente cofanetto “…E la vita bussò”, tra cui “E La Luna Bussò”, “In Altomare” (Loredana Berte’); “Vita” (Lucio Dalla e Gianni Morandi); “Stella Gemella” (Eros Ramazzotti); “Varietà'” (Morandi); “Non Scendo”, “Io No”, “E’ Tutto Un Attimo”, “Eclissi Totale” (Anna Oxa); “Succede”, “Dolcissima”; “Torneranno Gli Angeli” (Fiorella Mannoia); “Stella Nascente”, “Insieme a Te”, “Piccoli Brividi” (Ornella Vanoni), “Avanti Cosi” (Eros Ramazzotti).
Molti ospiti saliranno sul palco con Lavezzi e non mancheranno le sorprese: le canzoni saranno accompagnate da curiosità e racconti inediti messi a punto insieme a Danilo Vizzini e Marzia Turcato e arricchiti da filmati e immagini esclusive che Mario ha trovato e approfondito con l’aiuto del talentuoso scenografo Giuseppe Ragazzini. La regia è affidata a Duccio Forzano. in scaletta non mancheranno i grandi successi scritti da Lavezzi per le celebri voci della musica italiana, alternate alle nuove canzoni. Lo accompagneranno Cristina Di Pietro al pianoforte e voce che duetterà con lui e i Pop Deluxe con Alessandro Governatori al basso, Paolo Tarini alla batteria, Paolo Pedretti alla chitarra, Michele Scarabattoli alle tastiere.
Al via concorso di poesia con immagine ‘I corpi e i luoghi’Via Instagram. Presiede la giuria Franco Arminio
03 gennaio 202019:04
– Al via il terzo concorso di poesia con immagine ‘I corpi e i luoghi’, aperto a tutti, via Instagram, promosso e organizzato dall’Accademia mondiale della poesia. Franco Arminio presiede la giuria. Fino al 10 marzo si potranno inviare le poesie (per iscrizioni e informazioni: http://www.accademiamondialepoesia.com).
“I corpi e i luoghi sono una forma di resistenza al mondo globale. Andare in giro, guardare e scrivere dei luoghi che vediamo è un bell’esercizio contro la miseria spirituale dilagante. Bisogna tenere vive le nostre facoltà percettive. Ci vuole un’attenzione ai dettagli più che alle astrazioni opinionistiche. Questo esercizio ci rende meno apatici, più resistenti alla vertiginosa evanescenza del mondo dominato dall’attualità”. Questa la riflessione di Franco Arminio che ha ispirato il tema del concorso di quest’anno. Il poeta e paesologo guida la giuria composta da Michele Francesco Afferrante (giornalista e autore radiotelevisivo), Ottavio Rossani (giornalista, poeta e curatore del Blog di poesia del Corriere della Sera), Enza Silvestrini (scrittrice) e Anna Lisa Tiberio (rappresentante della Rete Costituzione e Cittadinanza).
Le sezioni del concorso sono tre: Poesia con immagine, Videopoesia e Polaroid. Fino al 10 marzo i lavori potranno essere inviati all’Accademia Mondiale della Poesia che li pubblicherà sul suo profilo Instagram. Le premiazioni si svolgeranno a Verona il 21 marzo, nel corso delle celebrazioni della Giornata mondiale della poesia.
Napoli per Pino Daniele, tanti omaggi 5 anni dopoOggi il pianoforte sul lungomare per cantare in coro
NAPOLI04 gennaio 202012:24
A cinque anni dalla scomparsa, il 4 gennaio a Napoli sarà più che mai vivo il ricordo di Pino Daniele attraverso omaggi con concerti, incontri e programmazioni radiofoniche. Torna anche l’appuntamento con il pianoforte del maestro Danise che suonerà per il quarto anno sul lungomare per chiamare a raccolta tutti i fan. L’invito per l’evento “Pino Daniele, I still love you” è partito dalla pagina Facebook “Ricordando Pino Daniele” in collaborazione con “Danise #scugnizzoDelJazz”.
“Proprio su via Partenope più di 40 anni fa Pinotto ha scritto le prime righe di Napule è” spiegano gli organizzatori.
Diffusa anche la scaletta per prepararsi al coro collettivo: sono 38 titoli dello sterminato canzoniere di Daniele, e naturalmente non mancano tutti i grandi successi. Il via alle 21. Molti sono gli omaggi già annunciati nel corso di eventi in programma domani sera. Tra gli altri, Lina Sastri ricorderà Pino Daniele nel concerto dell’Epifania, Monica Sarnelli alla Domus Ars di Santa Chiara a Napoli.
20 anni senza Charlie Brown e SnoopyIl 3 gennaio 2000 stop alla striscia dopo mezzo secolo
03 gennaio 202019:11
– Charlie Brown continuerà a volare in aria ogni volta che tenterà di calciare il pallone da football americano che Lucy immancabilmente gli sottrarrà all’ultimo minuto e i suoi aquiloni continueranno inesorabilmente ad essere mangiati dagli alberi; il saggio Linus non abbandonerà mai la sua fedele coperta blu, rifugio sicuro dalle insidie del mondo, né il suo dito in bocca; il romantico Schroeder rimarrà in eterno piegato sul suo pianoforte inconsapevole dello sguardo innamorato di Lucy. E Snoopy, il bracchetto superstar amico dell’incomprensibile Woodstock, non finirà mai la frase cult da scrittore mancato “era una notte buia e tempestosa…”.
Esattamente venti anni fa, i personaggi immaginati da Charles Schulz e diventati patrimonio di mezzo mondo con milioni di fan, sono rimasti cristallizzati in un non tempo, in una non dimensione. Il 3 gennaio del 2000, infatti, il papà dei Peanuts dava alle stampe la sua ultima striscia quotidiana dopo 50 anni di carriera (la prima vignetta aveva visto la luce il 2 ottobre 1950), poco prima della sua morte avvenuta il 12 febbraio dello stesso anno.
Il commiato era stato affidato a Snoopy, chino sulla macchina da scrivere sul tetto della sua cuccia, accompagnato dal messaggio: “Sono stato fortunato. Ho disegnato Charlie Brown e i suoi amici per quasi 50 anni”.
I Peanuts sono stati pubblicati su oltre 2600 giornali in tutto il mondo e hanno raggiunto oltre 350 milioni di lettori in 75 paesi e 21 lingue diverse.
Schulz aveva più volte dichiarato che non avrebbe mai lasciato a nessuno in eredità le sue creature: “Quando non potrò più disegnare non voglio che nessuno prenda il mio posto.
Charlie Brown, Snoopy, Linus, Lucy, Woodstock e gli altri miei personaggi usciranno di scena con me”, aveva annunciato. E così è stato, ma la popolarità delle “noccioline” non si è mai fermata.
Rai e Mediaset, tra show e talent è sfida 2020Dal Gf Vip al Cantante Mascherato a C’è posta, ritorni e novità
04 gennaio 202011:14
In attesa della 70/a edizione di Sanremo (dal 4 all’8 febbraio su Rai1) il 2020 televisivo si appresta a nuove sfide in prima serata tra show, intrattenimento e talent che mettono in campo Rai e Mediaset: se Alfonso Signorini con il suo Grande Fratello Vip ha fatto rivoluzionare i palinsesti Mediaset, Milly Carlucci non si troverà ad affrontare, con il nuovissimo show, almeno per una volta, la competitor per antonomasia Maria De Filippi: Il cantante mascherato andrà in onda da venerdì 10 gennaio sull’ammiraglia Rai, mentre C’è posta per te tornerà sabato 11 su Canale 5 e sfiderà le Meraviglie di Alberto Angela su Rai1.
Ma le due signore di Rai e Mediaset si ritroveranno successivamente nella consueta sfida Auditel quando ripartiranno Ballando con le stelle e Amici.
La DOMENICA su Rai1 è prevista la partenza di molte fiction.
Salvo variazioni, saranno collocate di domenica, lunedì e giovedì (dal 9 gennaio parte Don Matteo 12, in 10 prime serate, a distanza di vent’anni dalla primissima puntata della serie targata Lux Vide). Su Canale 5 la domenica tornerà appannaggio di Live – Non è la D’Urso, il nuovo ciclo di puntate, condotte in diretta da Barbara D’Urso, atteso dal 19 gennaio. Su Rai2 confermato l’appuntamento con Fabio Fazio e Luciana Littizzetto a Che Tempo Che Fa. Su Rai3 staffetta tra due trasmissioni di delicata attualità: dal 19 gennaio ci sarà Veronica Pivetti con Amore Criminale, dal 1° marzo Franca Leosini con Storie Maledette.
Dopo la partenza mercoledì 8 gennaio, Grande Fratello Vip si sposta al LUNEDI’ sera, mentre il venerdì ci sarà una seconda puntata settimanale. Rai2 apre l’anno con la messa in onda di alcuni film, per lasciare poi spazio alla comicità; a febbraio sarà la volta de I Sogni son Desideri con Maurizio Battista, mentre a marzo appuntamento con la nuova edizione di Made in Sud. Su Rai3 spazio all’approfondimento con Riccardo Iacona a Presadiretta, per lasciare poi il testimone a metà marzo al ritorno di Report di Sigfrido Ranucci.
Il MARTEDI’ Canale 5 apre l’anno con la serie New Amsterdam, al via dal 14 gennaio. Poi a seguire spazio alla Champions League. Su Rai2 dall’11 FEBBRAIO tornerà Costantino Della Gherardesca con Pechino Express 8, 10 coppie in gara dalla Thailandia alla Cina fino alla Corea. Su Rai3 per tutta la stagione il martedì sarà in compagnia di Bianca Berlinguer a #Cartabianca. Su Italia 1 il 7 gennaio inizia la terza, nuova edizione de La Pupa e Il Secchione – E viceversa. Sempre martedì 7, al via la nuova versione delle Iene, che andrà in onda in preserale, dal lunedì al venerdì, dalle 19.20 fino alle 20.00 circa. Le Iene torneranno anche in prime time dal 13 febbraio.
Il MERCOLEDI su Rai1 spazio ai grandi film. Su Rai3 l’inossidabile Chi l’ha visto? con Federica Sciarelli.
Il GIOVEDI’ su Canale 5 torna il quiz Chi vuol essere milionario?, condotto da Gerry Scotti (stando ai listini, la prima puntata del quiz pare sia prevista per il 23 gennaio). per Rai3 è la serata dedicata all’intrattenimento, a cominciare da Serena Dandini e Stati Generali, che proseguirà fino a metà gennaio; a febbraio (probabilmente il 13 e il 20) in programma due serate con Skianto, lo show di Filippo Timi, cui seguiranno due appuntamenti musicali in Mia e Lucio dedicati a Mia Martini e Lucio Dalla.
Il VENERDI l’intrattenimento di Rai1 sarà inaugurato dal nuovo show di Milly Carlucci, Il cantante mascherato. Da metà febbraio, invece, torna Carlo Conti con una nuova edizione de La Corrida dilettanti allo sbaraglio. Su Canale 5 spazio al Grande Fratello Vip. Su Rai2 quattro puntate de Il Cacciatore 2, fiction con Francesco Montanari di nuovo nei panni del procuratore antimafia Saverio Barone. Da metà febbraio, invece, tornerà l’attualità di Duilio Giammaria con Petrolio. Su Rete4 dal 10 gennaio torna Quarto Grado: il programma di cronaca nera condotto da Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero.
Il SABATO sarà Alberto Angela ad ‘aprire’ la stagione su Rai1 con il nuovo ciclo di puntate di Meraviglie, dal 4 al 25 gennaio, e uno speciale di Ulisse il 1° febbraio. Toccherà, poi, a Tre, Due, Uno… Fiorella con Fiorella Mannoia da sabato 15 febbraio, una serata con Gino Paoli il 14 marzo e la quindicesima edizione di Ballando con le Stelle dal 21 marzo.
Dall’11 gennaio su Canale 5 torna in prima serata C’è posta per te, programma che quest’anno festeggia i 20 anni di messa in onda; la prima puntata fu trasmessa su Canale 5 il 12 gennaio 2000. Fra gli ospiti che si attendono, Mara Venier, Francesco Totti, Johnny Depp. Su Rai3 Gloria Guida con Le Ragazze andrà avanti per tre puntate; bisognerà aspettare aprile per rivedere Raffaella Carrà e scoprire i personaggi cui farà visita con nuove puntate di A raccontare comincia tu.
Playmobil: The Movie, avventure in un mondo magicoCon Cristina D’Avena e J-Ax doppiatori speciali
04 gennaio 202011:35
Quando il piccolo Charlie scompare misteriosamente in un mondo magico e meraviglioso, sua sorella maggiore Marla decide di andarlo a cercare, vivendo una straordinaria avventura durante la quale, tra incredibili personaggi, capirà che nella vita anche da grandi è sempre bello affidarsi all’immaginazione: emoziona bambini e adulti “Playmobil: The Movie”, il nuovo film diretto da Lino DiSalvo, realizzato e immaginato da ON Animation Studio, in sala dal 31 dicembre distribuito da Notorius Pictures.
Con un prologo e un epilogo in live-action, il film, che ha per protagonisti i mitici giocattoli di plastica alti 7.5 cm, i celeberrimi Playmobil, nella versione italiana ha due doppiatori d’eccezione: Cristina D’Avena, che darà la voce al personaggio della Fata Madrina, fervida sostenitrice dell’importanza di credere nei propri sogni, e J-Ax, che invece interpreterà il cattivo Imperatore Maximus, un dittatore che nasconde dentro di sé una parte infantile.
In questa coloratissima e divertente avventura, in cui anche la colonna sonora del brasiliano Heitor Pereira ha un ruolo fondamentale, tutto l’universo Playmobil viene rappresentato alla perfezione, grazie all’animazione capace di duplicare il modo in cui i giocattoli si muovono mentre i bambini giocano con loro.
200 mila biglietti in 2 mesi per musical PiparoNumeri record, da Full Monty a We will rock you con Anastacia
03 gennaio 202017:46
– Si chiude con numeri da record per tutti i suoi spettacoli e 200mila biglietti staccati tra Italia e Olanda solo negli ultimi due mesi, il 2019 di Massimo Romeo Piparo, regista, produttore con la sua PeepArrow Entertainment e direttore artistico dello storico Teatro Sistina di Roma.
Tocca quota 50mila biglietti “The Full Monty”, il nuovo musical tratto dal film campione di incassi del 1997, che con la regia e l’adattamento di Piparo è in tournée da due mesi in un’edizione rinnovata con Paolo Conticini e Luca Ward protagonisti insieme a Gianni Fantoni, Jonis Bascir e Nicolas Vaporidis. “We Will Rock You” sulle note dei Queen, che ha segnato il debutto nel musical della rockstar Anastacia, ha venduto in Olanda 65mila biglietti. E nonostante il numero ridotto di repliche della ripresa del tour, sono già 15mila i biglietti per “School of Rock”, la commedia che Andrew Lloyd Webber ha tratto dal film di Richard Linklater, arrivata in Italia sempre con adattamento e regia di Piparo, con Lillo Petrolo. A questi, si aggiunge poi il successo di Mary Poppins, scelto tra i titoli in cartellone al Sistina (fino al 6/1), con 70mila biglietti staccati da metà ottobre.
Numeri destinati a crescere (i musical sono tutti ancora in scena), ai quali si affiancano ora anche “Belle Ripiene – Una gustosa commedia dimagrante”, lo spettacolo di Piparo tutto al femminile, interpretato da Rossella Brescia, Tosca D’Aquino, Roberta Lanfranchi e Samuela Sardo, che il 7/1 riparte in tour in oltre 30 città italiane.
Un successo fatto di creatività e talento, impegno, serietà e grande rispetto nei confronti del pubblico, anche in Europa, con cui Piparo conferma sul campo la grande professionalità e gli alti standard che l’Italia sa garantire, sia dal punto di vista artistico che produttivo.
Sordi: per centenario della nascita apre la sua villaMostra, percorso multimediale e proiezione film,ok da Campidoglio
04 gennaio 202012:37
Per il centenario della nascita di Alberto Sordi, la storica residenza romana dell’attore aprirà i battenti per una mostra. A proporla, da marzo a giugno 2020, la Fondazione Museo Alberto Sordi e la giunta Raggi in una memoria ha acconsentito a promuoverla. La mostra si svilupperà “in vari locali della villa”. Si tratterà di “un percorso multimediale” realizzato anche in un padiglione “nel piazzale antistante la villa che ospiterà una sala cinematografica di ingresso gratuito per la proiezione dei vari film” di Sordi. L’esposizione è fortemente voluta dal Campidoglio a guida di Virginia Raggi che l’ha definita, nella memoria approvata, una “indiscutibile opportunità culturale per la città di Roma con la quale Alberto Sordi nei lunghi anni della sua carriera ha creato un unicum tanto che la sua romanità è stata elemento fortemente connotante tutte le sue rappresentazioni artistiche”. Sempre nella memoria, si parla della mostra come di “un percorso volto ad illustrare oltre che le attività artistiche” di Alberto Sordi, “restituendone un ritratto di uomo e di artista”, anche “le poliedriche capacità professionali dell’attore romano che in oltre 60 anni di carriera è stato doppiatore, cantante, compositore, musicista, giornalista e regista. Dalla mostra – la promessa – emergeranno anche aspetti del suo carattere, il suo modo di essere nella vita pubblica e privata, con testimonianze, oggetti, supporti audiovisivi”.
L’anno record della Disney, 11.1 miliardi di dollariDa Captain Marvel ad Avengers, lo studio ha il 33% in Usa
03 gennaio 202015:55
– Box office americano storico per Disney che ha raggiunto nel 2019 la quota del 33% di tutti gli incassi al botteghino nazionali dell’anno. Secondo Comscore, è la prima volta da almeno il 1999 che un singolo studio ha incassato così tanto negli Stati Uniti e in Canada. E nel mondo è record assoluto: 1.1 miliardi di dollari. “Captain Marvel” dei Marvel Studios (1,13 miliardi di dollari) e “Avengers: Endgame” (2,8 miliardi); “Aladdin” della Disney live-action (1,05 miliardi) e “Il Re Leone” (1,66 miliardi); “Toy Story 4” di Pixar (1,07 miliardi); e “Frozen II” di Walt Disney Animation (1,26 miliardi) – e con 815,7 milioni di dollari in tutto il mondo e oltre, “Star Wars: The Rise of Skywalker” di Lucasfilm dovrebbe presto unirsi alla classifica.
“Siamo molto orgogliosi del nostro team Studios e della straordinaria lista di film che hanno consegnato ai fan di tutto il mondo nel 2019”, ha dichiarato Alan Hornman, copresidente e direttore creativo della Disney su Variety e il copresidente Alan Bergman. “Questo è stato un anno come nessun altro!”.
Il 2020 del cinema italiano, da Amelio a MorettiEscono Muccino, Verdone e Mainetti
04 gennaio 202012:23
Parte bene il cinema italiano nel 2020 con TOLO TOLO di Checco Zalone che, nonostante il cambio di registro, sbanca al box office e in due giorni di programmazione sfiora i 14 milioni di euro. E non finisce certo qui. Quest’anno l’Italia vedrà scendere in campo, tra i tanti film annunciati, anche il ritorno massiccio d’autori come Gianni Amelio, Gabriele Muccino, Carlo Verdone, Gabriele Mainetti, Paolo Genovese e Nanni Moretti. Il tutto declinato in un ventaglio di generi, dalla commedia d’autore alla biopic politica. Ecco una lista minima degli ‘imperdibili’ del 2020.HAMMAMET di Gianni Amelio è il racconto di un ennesimo pezzo di storia d’Italia pieno di mistero sullo sfondo del tramonto della prima repubblica. Ovvero il lungo e complicato esilio di Bettino Craxi ad Hammamet. Ad interpretare il segretario del Psi, uno straordinario Pierfrancesco Favino che conferma la sua capacità di metamorfosi dopo il Buscetta del Traditore. Il film sarà in sala il 9 gennaio con 01, in occasione del ventesimo anniversario della morte di Bettino Craxi.Il 13 febbraio arriva invece nelle sale GLI ANNI PIÙ BELLI di Gabriele Muccino, ovvero la storia di quattro amici, Giulio, Gemma, Paolo, Riccardo, nell’arco di quarant’anni, dal 1980 ad oggi. Un affresco che racconta inevitabilmente chi siamo, da dove veniamo e anche un po’ del futuro che ci aspetta. Dopo ‘A casa tutti bene’, Muccino dà corpo a un progetto alla Ettore Scola e al suo C’eravamo tanto amati.PADRE NOSTRO di Claudio Noce punta ancora su Pierfrancesco Favino in quello che si annuncia il progetto più “off” del regista della Foresta di ghiaccio e di quel 1994 firmato insieme a Giuseppe Gagliardi. Ispirato a un fatto di cronaca, il film racconta la storia di due ragazzini, Valerio e Christian, e dell’estate in cui fanno una scoperta terribile, la violenza degli adulti, e una meravigliosa, la forza dell’amicizia. Dentro SI VIVE UNA VOLTA SOLA di Carlo Verdone, in sala sempre a febbraio, tutta la sua antica passione per la medicina. E questo in un film, a suo dire, “cattivo alla Amici miei” e con protagonisti, oltre lui, Rocco Papaleo, Max Tortora e Anna Foglietta, quattro medici on the road in un misterioso viaggio riparatore. In FIGLI diretto da Mattia Torre, scomparso a luglio, e poi da Giuseppe Bonito, sono protagonisti Valerio Mastrandrea e Paola Cortellesi. In sala il 23 gennaio, il film racconta la storia di Nicola e Sara, coppia innamorata e felice con una figlia di sei anni. Tutto perfetto fino all’arrivo del secondo figlio.Ancora una storia d’amore in SUPEREROI di Paolo Genovese. Ovvero quella tra Alessandro Borghi e Jasmine Trinca. Il regista di Perfetti sconosciuti (venduto in oltre 40 paesi e con 25 remake in lavorazione) racconta questa volta in un dramedy sentimentale, in sala nella seconda metà del 2020, gli effetti del tempo che passa sulle coppie e con una domanda sottintesa: “Quanti superpoteri deve avere una coppia per resistere al tempo che passa?”.Gabriele Mainetti, autore di Jeeg Robot, alza il tiro con FREAKS OUT in cui mette insieme un gruppo di freak sperduto in una Roma dilaniata dalle bombe della seconda guerra mondiale. L’impresario Ismael decide di fuggire oltreoceano insieme ai circensi Mario, Cencio, Matilde e Fulvio, ma quando poi scompare nel nulla, i quattro andranno alla sua ricerca mentre i nazisti si metteranno alla loro caccia per sfruttare i loro “poteri”.TRE PIANI di Nanni Moretti intanto ha un primato: è il primo soggetto non originale del regista tratto, come è, dal romanzo omonimo dell’israeliano Eshkol Nevo. Cosa racconta? Le tensioni sociali in un condominio abitato da Margherita Buy, Riccardo Scamarcio, Alba Rohrwacher, Adriano Giannini ed Elena Lietti, già first lady nel Miracolo di Niccolò Ammaniti. Infine, DIABOLIK dei Manetti Bros, forse il titolo italiano più atteso del 2020 (in primavera). Dalle prime immagini tutto sembra pronto. C’è la Jaguar E nera coupé in garage, lo sguardo di ghiaccio e un po’ psicopatico (di Luca Marinelli) sotto la maschera nera d’ordinanza. Ci sono poi la fatale Eva Kant (Miriam Leone) e l’ispettore Ginko (Valerio Mastandrea). Per i Manetti Bros è il passaggio dal mafia-musical Ammore e malavita all’adattamento del fumetto cult che cercavano di fare da anni.
Al via processo Weinstein, in aula molte vittimeCirco mediatico, sei testimoni tra cui Annabella Sciorra
NEW YORK03 gennaio 202017:49
– Per Harvey Weinstein si prepara il giorno del giudizio: il 6 gennaio l’ex potente produttore accusato di molestie e stupri si presenterà davanti al giudice e alcune delle oltre 80 sue presunte vittime saranno ad attenderlo in aula.
Più volte rinviato, il processo al quindicesimo piano della corte di Downtown Manhattan sarà un circo mediatico: oltre 150 reporter hanno chiesto di assistere. Il caso si impernia su due “supertestimoni” – Mimi Haleyi, ex assistente alla produzione alla Weinstein and Co. e una seconda donna rimasta anonima – che sono riuscite a superare gli sbarramenti legali interposti all’apertura di un procedimento penale. Accuse contro Weinstein sono state presentate anche a Los Angeles, Londra e Cannes ma la magistratura di New York e’ la sola finora ad essere riuscita a portare Weinstein davanti alla giuria. Altre accusatrici stanno finalizzando un patteggiamento milionario.
Il caso si è aperto nell’ottobre 2017 quando in simultanea New Yorker e New York Times hanno scoperchiato lo scandalo: dopo Weinstein, a catena, altri potenti uomini nel mondo dello spettacolo tra cui Leslie Moonves, Charlie Rose, Matt Lauer e Brett Ratner, sono stati travolti. Per molte accusatrici l’idea di vedere “l’uomo dell’accappatoio” davanti a una giuria era impensabile quando l’ex capo di Miramax era all’apice del suo potere. Molte si presenteranno in aula per dar forza alle deposizioni di sei testimoni, tra cui l’attrice dei “Soprano” Annabella Sciorra che accusa l’ex produttore di averla stuprata a New York negli anni Novanta.
Hit parade, Tha Supreme di nuovo in vettaRapper-cartoon primo anche tra i singoli
03 gennaio 202020:48
Tha Supreme si riprende la vetta della classifica dei dischi più venduti della settimana secondo le rilevazioni Fimi/Gfk e conquista anche quella dei singoli con il brano Blun7 a Swishland. Il fenomeno delle ultime settimane con l’album 23 6451 continua così a collezionare un successo dopo l’altro. Subito dietro Marracash con Persona e Tiziano Ferro, spodestato dal primo posto, con Accetto Miracoli.
Appena fuori dal podio resiste la coppia d’annata Mina Fossati, con il disco che porta il loro nome. Sempre alto in classifica, ormai da 39 settimane, Colpa delle favole del giovane cantautore romano Ultimo, che precede al quinto posto il cofanetto live di Vasco Rossi, Vasco Nonstop, stabile al sesto.
Il lavoro di Cesare Cremonini, 2C2C the best of, che festeggia 20 anni di carriera dell’artista bolognese, è settimo, in discesa di due posizioni. Salmo piazza la versione live dell’ultimo album Playlist all’ottavo posto. Chiudono la top ten il gruppo trap FSK Satellite, con FSK TRapshit revenge, e Zucchero con D.O.C.
Tra i vinili ancora primi i Pink Floyd con l’evergreen The Dark Side of The moon.
Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 27 dicembre 2019 al 2 gennaio 2020:1) 23 6451, THA SUPREME (EPIC-SONY)2) PERSONA, MARRACASCH (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)3) ACCETTO MIRACOLI, TIZIANO FERRO (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)4) MINA FOSSATI, MINA & IVANO FOSSATI (PDU-SONY)5) COLPA DELLE FAVOLE, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE)6) VASCO NONSTOP LIVE, VASCO ROSSI (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)7) CREMONINI 2C2C THE BEST OF, CESARE CREMONINI (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)8) PLAYLIST LIVE, SALMO (EPIC-SONY)9) FSK TRAPSHIT REVENGE, FSK SATELLITE (THAURUS- UNIVERSAL MUSIC)10) D.O.C., ZUCCHERO (POLYDOR-UNIVERSAL) Ecco la classifica dei primi cinque singoli più scaricati:1) BLUN7 A SWISHLAND, THA SUPREME (EPIC-SME)2) DANCE MONKEY, TONES AN I (ELEKTRA-WMI)3) RITMO (BAD BOYS FOR LIFE), THE BLACK EYED PEAS & J BALVIN (EPIC/VIRGIN-SME/UNI)4) TI VOLEVO DEDICARE, ROCCO HUNT FEAT. J-AX & BOOMDABASH (RCA RECORDS LABEL-SME)5) TUTTO QUESTO SEI TU, ULTIMO (HONIRO BELIEVE) Infine la classifica dei vinili:1) THE DARK SIDE OF THE MOON, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)2) THE WALL, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)3) LEGEND, BOB MARLEY & THE WAILERS (USM-UNIVERSAL MUSIC)4) WISH YOU WERE HERE, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)5) BOHEMIAN RHAPSODY, QUEEN (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC).
Greta Thunberg diventa Sharon su TwitterIronia sulla gaffe della concorrente di un gioco in tv
04 gennaio 202010:11
Greta Thunberg è diventata Sharon sul suo account Twitter in onore di una concorrente di un game show televisivo britannico che l’ha chiamata con questo nome rispondendo a una domanda sull’identità di una nota attivista ambientalista svedese. Secondo quanto riporta la Bbc online, la concorrente in questione è la giovane attrice Amanda Henderson, che partecipato al game show Celebrity Mastermind della stessa Bbc. Un video che mostra Henderson mentre risponde alla domanda cercando di indovinare il nome di Greta è già stato visualizzato oltre cinque milioni di volte sul web.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE SEMPRE AGGIORNATE
DALLE 07:02 DI GIOVEDì 02 GENNAIO 2020
ALLE 09:41 DI VENERDì 03 GENNAIO 2020
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Baglioni, esce l’inedito ‘Gli anni più belli’
Dà il titolo al nuovo film di Muccino, sarà poi nel nuovo album
02 gennaio 2020 07:02
– Arriva il 3 gennaio in radio e digitale ‘Gli anni più belli’, il nuovo brano inedito di Claudio Baglioni, che dà anche il titolo al nuovo film di Gabriele Muccino, nelle sale dal 13 febbraio. Un brano sulla limpidezza, sulla vitalità e sul richiamo di libertà dei sogni dell’adolescenza: (“Noi che volevamo fare nostro il mondo e vincere o andare tutti a fondo”), sul valore dell’amicizia e sul rapporto tra amore e dolore (“E sapere già cos’è un dolore e chiedere in cambio un po’ d’amore”), sull’esigenza di cercare dentro di noi le energie per vivere il futuro (“Noi in una fuga da ribelli un pugno di granelli noi che abbiamo preso strade per cercare in noi gli anni più belli”).
‘Gli anni più belli’ è anche una delle 12 tracce che comporranno il nuovo album di inediti di Baglioni, in uscita in primavera; dodici come le serate di ‘Dodici note’, dodici concerti a giugno alle Terme di Caracalla di Roma, in cui tutti i classici dell’artista verranno presentati per la prima volta in un’inedita e raffinata dimensione classica: grande voce, solisti d’eccezione, grande orchestra e coro.
‘Dodici note’ è anche una ‘prima nella prima’: per la prima volta in assoluto, infatti, la stagione estiva dell’Opera di Roma alle Terme di Caracalla ospiterà dodici serate consecutive dello stesso artista. Queste le date, prodotte e organizzate da Friends & Partners in collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma: 6, 7, 8, 9, 10, 11, 13, 14, 15, 16, 17, 18 giugno a Caracalla.
Morto l’ex fidanzato della figlia di Whitney HoustonEra stato condannato per l’omicidio di Bobbi Kristina Brown
MIAMI02 gennaio 202012:10
– Nick Gordon, l’allora ragazzo di Bobbi Kristina Brown ritenuto responsabile della sua morte per averle dato un ‘cocktail letale’, è morto il 1 gennaio a 30 anni.
Unica figlia della cantante leggenda del pop Whitney Houston, la Brown è morta nel 2015 all’età di 22 anni. In un’inquietante ripetizione della scena della morte di sua madre, la giovane fu trovata incosciente in una vasca da bagno nella sua casa di Atlanta, mentre Gordon e un altro uomo erano ospiti lì.
L’avvocato del 30enne, Joe Habachy, ha affermato di non poter discutere di come è morto il suo cliente. “Posso solo dire che è stato davvero straziante aver assistito in prima persona alla totale devastazione che la tossicodipendenza ha provocato a un gruppo di giovani amici, che erano tutti amati e avevano un potenziale immenso”, ha commentato il legale.
Morto Carlo Quartucci, il teatro come laboratorio permanenteRegista, attore, scenografo, 81 anni. Funerali il 3/1 a Roma
ROMA02 gennaio 202012:10
– È morto nella notte tra il 30 e il 31 dicembre, a 81 anni, Carlo Quartucci, regista, attore e scenografo. Era ricoverato da circa un mese all’ospedale San Giovanni di Roma. I funerali si terranno il 3 gennraio a Roma, alle 12, nella chiesa della Natività, in via Gallia. Carla Tatò, compagna di arte e di vita di Quartucci, ha scelto questo luogo perché nel 1959 Carlo vi debuttò con Aspettando Godot di Samuel Beckett.
“In fondo ‒ amava ripetere Quartucci – non mi interessa definire cosa sia teatro. Mi interessa incontrare sguardi artistici che stravedono”. Per cinquant’anni ha viaggiato nel teatro, senza mai definirlo ma interrogandone il senso e sperimentandone le forme, con un vitalità ludica e visionaria profondissima, una energia travolgente e instancabile.
Siciliano, figlio d’arte, poi studente di architettura, amante di Van Gogh e Malevic, nel 1964, accanto ai primi compagni di viaggio Claudio Remondi, Rino Sudano, Leo de Berardinis, ha firmato la di un memorabile Aspettando Godot a Genova. Sono seguiti Cartoteca, Zip Lip Lap… (insieme a Giuliano Scabia e Lele Luzzati), alla Biennale di Venezia nel 1965, Majakovskij & compagni, quindi l’inizio della intensa collaborazione con Jannis Kounellis a partire dai Testimoni, e poi Lavoro teatrale (sempre alla Biennale nel 1969), quindi il lavoro in radio e in televisione negli anni Settanta, la collaborazione con Roberto Lerici, con Primo Levi, con Giulio Paolini.
Carlo Quartucci ha attraversato intensamente gli anni di avvio del Nuovo teatro italiano, in una continua interrogazione sul suo significato, sperimentando forme e mettendo in discussione radicale ruoli, luoghi e l’intero apparato teatrale.
Si conferma il successo di Umbria Jazz WinterOrganizzatori confermano formula con arte, storia e buona cucina
ORVIETO02 gennaio 202012:15
– Conferma “un successo che non conosce crisi”, secondo gli organizzatori, Umbria jazz winter che si è conclusa a Orvieto il primo gennaio. E lo fa grazie agli ingredienti che fanno parte della sua ricetta, la musica, l’ospitalità, l’arte, la storia, la buona cucina.
Un evento connaturato con il tessuto stesso della città – è stato sottolineato ancora – che non rinuncia alla sua vetrina invernale, richiamando anche quest’anno numerosi visitatori e decretando la riuscita di questa kermesse che ha seguito il trend positivo intrapreso negli ultimi anni.
Nei cinque giorni in cui si è svolto il festival gli appuntamenti in cartellone (90 eventi, sette location, 30 band, più di 150 musicisti) hanno richiamato tantissimi appassionati, che sono affluiti al teatro Mancinelli, al Palazzo del Popolo e al Museo Greco, realizzando quasi sempre il tutto esaurito con circa 200 mila euro d’incasso e 8.000 biglietti.
Notevoli ugualmente i numeri del Palazzo dei Sette e del ristorante del festival, con più di 5.000 presenze.
Ottimi sono stati definiti i risultati per i tre appuntamenti di UJ4Kids, che hanno registrato sempre il tutto esaurito, con il pubblico, composto da bambini e famiglie, che ha occupato anche il palco.
A conferma del grande richiamo della manifestazione i dati degli alberghi del territorio hanno registrato il tutto esaurito.
Costa Ronin a Capri, io dalle serie cult a Tarantino’Sul set di C’era una volta… a Hollywood come in famiglia’
CAPRI02 gennaio 202012:17
– A “Capri, Hollywood”, in rappresentanza del premiato cast del film di Tarantino “C’era una volta…a Hollywwod”, l’australiano di origine russa Costa Ronin è un volto cult per gli amanti delle serie tv e non passa certo inosservato con il suo metro e 93 e l’aria da spia venuta dal freddo.
“Non c’è un attore al mondo che non sogni di essere diretto da Tarantino. Quentin sul set forma una grande famiglia, mette tutti proprio agio, senza far differenza tra noi e le star come Pitt e DiCaprio”, racconta Kostantin, questo il suo vero nome, ricordando l’esperienza nei panni di Wojciech Frykowski, lo sceneggiatore polacco amico di Polanski e Sharon Tate. Un grande regista con la sua visione originale sempre disponibile ad ascoltare gli attori”, lo definisce. Ronin è stato Oleg Igorevich Burov, un ufficiale dell’ambasciata sovietica, nella celebre serie televisiva “The Americans”.
Concerto Capodanno dalla Fenice, successo su Rai1 e sui social3,4 milioni e 23.8% di share, in testa ai trending topic
VENEZIA02 gennaio 202013:48
– Il Concerto di Capodanno del Teatro La Fenice in diretta su Rai1 ha raggiunto il 23,8% di share e 3.418.000 spettatori, confermandosi lo spettacolo di musica classica più seguito della televisione italiana. Lo sottolinea lo stesso Teatro, rilevando che il suo sito, nella fascia oraria compresa tra le 11 e le 15 di ieri, ha registrato quasi 30 mila utenti. L’hashtag #capodannofenice su Twitter si è posizionato, durante la diretta Rai1, tra i primi posti dei trending topic Italia. Instagram ha registrato un engagement del 2,72 %, con circa 30 mila visualizzazioni delle storie e dei video-spot del concerto e 13mila like. Anche sulla pagina ufficiale Facebook le visualizzazioni dei video dal 26 Dicembre all’01 Gennaio sono state 77.860, mentre le interazioni sui post solo della giornata di ieri ben 21.000. VAI ALLE NEWS DI TECNOLOGIA
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Beethoven 2020, l’Italia celebra un gigante della musica
Un anno di eventi in teatri, fondazioni e istituzioni
02 gennaio 202019:10
Ludwig van Beethoven superstar della musica nel 2020. Per ricordare il 250/o anniversario della nascita del grande compositore tedesco l’intero anno sarà costellato di concerti e grandi eventi in tutto il mondo. Cuore delle celebrazioni sarà ovviamente Bonn, in cui il musicista nacque il 16 dicembre 1770, che ha praticamente previsto da quella data del 2019 un evento al giorno fino al 17 dicembre prossimo, quando per la serata conclusiva sul podio dell’ Opera House salirà il maestro Daniel Barenboim per dirigere la Nona Sinfonia con la sua Western-Eastern-Divan Orchestra e lo European Youth Choir condotto da Simon Halsey. Non sarà da meno Vienna, dove Beethoven ventiduenne si trasferì restandovi per 35 anni fino alla morte nel 1827, che ha messo a punto un ricco calendario di spettacoli e una specifica app interattiva. In Italia i grandi teatri, le Fondazioni e le principali istituzioni renderanno omaggio al gigante della musica intensificando dall’inizio dell’anno i programmi con una serie straordinaria di concerti con direttori d’orchestra prestigiosi e solisti di grande richiamo.
ROMA – L’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia presenta due rarissime Ouverture: Re Stefano, diretta da Antonio Pappano (il 16, 17 e 18 gennaio), e La Consacrazione della Casa diretta da Tomáš Netopil (il 19,20 e 21 marzo). A metà febbraio il maestro Gianandrea Noseda con Leonidas Kavakos dirigerà il Concerto per violino. Il 23, 24 e 25 aprile debutterà sul podio il giovanissimo maestro israeliano Lahav Shani che dirigerà il Concerto n. 5 “Imperatore” con il pianista Emanuel Ax. Per la stagione da Camera tornano Nikolai Lugansky (18 marzo) e Maurizio Pollini (6 aprile) che eseguiranno Sonate per pianoforte. Beethoven sarà protagonista anche della tournée che l’Orchestra dell’Accademia, diretta da Daniele Gatti e con Leonidas Kavakos, affronterà ad aprile ad Atene con l’esecuzione della Sinfonia n.7 e il Concerto per violino. A giugno Alexander Lonquich, in veste di pianista e direttore, sarà interprete di un festival monografico dedicato a Beethoven con variazioni, sonate e i 5 Concerti per pianoforte e orchestra. MILANO – Il Teatro alla Scala il 16, 17 e 19 gennaio proporrà l’ appuntamento con Riccardo Chailly per l’ esecuzione dell’ Ouverture Egmont e delle Sinfonie n. 8 e n. 5. Il direttore tornerà l’8, 11 e 12 giugno per chiudere il ciclo beethoveniano con la Sinfonia n. 9 con il Coro scaligero diretto da Bruno Casoni.
VENEZIA – Il Teatro La Fenice ha in programma la Sinfonia n.
9 diretta da Hartmut Haenchen (29 febbraio), i Concerti per pianoforte n. 3 e n. 5 con Rudolf Buchbinder (7 marzo), e la Sinfonia n. 2 diretta da Ton Koopman (6 giugno). Il sovrintendente Fortunato Ortombina ha annunciato che la stagione 2020/2021 sarà inaugurata da Fidelio, unica opera lirica composta da Beethoven, sotto la direzione di Myung-Whun Chung.
TORINO – L’ Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai il 22 e 24 aprile eseguirà l’integrale dei Concerti per pianoforte e orchestra, con Rudolf Buchbinder direttore e solista. Dal 3 giugno il Festival di Primavera vedrà l’esecuzione integrale delle Sinfonie – a eccezione della Nona – distribuite in quattro concerti in serata unica. Il primo, diretto da Myung-Whun Chung, affiancherà la Sesta (“Pastorale”) alla Settima Sinfonia; l’11 sarà la volta di Gustavo Gimeno, con la Prima e la Quinta; il 18 Kazuki Yamada con la Seconda e la Quarta; e in chiusura, il 25 giugno, sul podio ci sarà Fabio Luisi per l’Ottava e la Terza (“Eroica”).
VERONA – Il 23 agosto nello scenario fantastico dell’ Arena il direttore e compositore Ezio Bosso dirigerà la Nona Sinfonia, unico evento sinfonico del Festival 2020.
FIRENZE – Il Festival del Maggio Musicale Fiorentino avrà Zubin Metha sul podio per cinque concerti dedicati a Beethoven.
Il primo l’8 maggio con il violinista Leonidas Kavakos per l’Ouverture Egmont, il concerto per violino e orchestra e, con la sinfonia n. 3, inizierà l’intero ciclo delle nove sinfonie beethoveniane. Gli altri concerti sono fissati il 13 (sinfonie 1, 2 e 4) , il 16 (sinfonie n. 5 e 8) , il 21 (sinfonie n. 6 e 7) e il 30 maggio con la monumentale Nona. Il maestro, nel cartellone operistico del Festival, dirigerà inoltre il Fidelio, in forma di concerto, il 28 e il 31 maggio. Il 18, 19 e 22 maggio il direttore e pianista Kristian Zimerman proporrà l’ integrale dei concerti per pianoforte e orchestra.
NAPOLI – Il Teatro San Carlo in occasione delle Universiadi 2019 ha già proposto il 22 giugno scorso una maratona Beethoven con l’ esecuzione integrale delle nove sinfonie dirette da Juraj Valčuha con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. Al Teatro Mercadante il 21 maggio è in programma il ciclo integrale delle sonate per violino e pianoforte con Kristòf Barati (violino) e Enrico Pace (pianoforte).
PALERMO – Il Teatro Massimo dedica al genio di Bonn un ciclo con l’integrale delle nove Sinfonie. Si comincia il 4 gennaio con la Nona: sul podio Omer Meir Wellber dirigerà l’orchestra del Teatro Massimo e il coro istruito da Ciro Visco. Il 7 febbraio Daniel Cohen con le Sinfonie 2 e 5; il 14 maggio ancora Wellber con la Sinfonia n. 4; il 19 maggio Gabriele Ferro con le Sinfonie 1 e 8; il 23 maggio Daniele Gatti con la Sinfonia n. 6; il 25 settembre torna Wellber con il Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 61 e la Sinfonia n. 7. Il 2 e il 4 novembre due serate dedicate ai cinque concerti per pianoforte e orchestra con Paul Lewis direttore e solista. Infine, l’8 novembre Alpesh Chahuan dirigerà la Sinfonia n. 3.
Musica per Roma, il 2019 chiude con 424mila spettatori, +5%Bene Natale. Nel 2020 Nick Cave, Simple Minds, Paul Weller
ROMA02 gennaio 202017:27
Chiude con successo il 17/o anno di attività della Fondazione Musica per Roma all’Auditorium Parco della Musica con 424.000 spettatori paganti, il 5% in più del 2018 e oltre 800 eventi. Alla Casa del Jazz invece sono stati invece oltre 26.000 gli spettatori. Molto bene anche il bilancio del Natale, che segna 40.000 presenze per un programma che comprende Festival Gospel e i concerti di Britti – Gazzè, Fiorella Mannoia, Nicola Piovani, Ambrogio Sparagna e molti altri artisti.
“Anche quest’anno siamo orgogliosi del dato di affluenza e dell’incasso – commenta il presidente della Fondazione Musica per Roma Aurelio Regina – perché evidenzia una crescita rispetto all’anno precedente e una grande affezione del nostro pubblico sia ai concerti che ai nostri Festival tematici: letteratura, scienza, economia, gospel”. “È stato un anno ricco di grandi nomi e big internazionali – gli fa eco l’amministratore delegato Josè R. Dosal – e la qualità della programmazione è più che premiata dal nostro pubblico. Il nuovo anno porterà tante novità, prime fra tutte le date già annunciate di Roma Summer Fest che vedrà quest’anno salire sul palco della cavea artisti come Nick Cave, Pixies, Simple Minds, Paul Weller”.
Capri, Hollywood premia The Irishman e TarantinoTutti i riconoscimenti del festival 2020
02 gennaio 202017:26
Alla vigilia di due celebri eventi cinematografici, il voto per le nomination agli Oscar e la cerimonia dei Golden Globes prevista domenica 5 gennaio, Franco Nero e il produttore del festival Pascal Vicedomini hanno annunciato i vincitori della 24° edizione del festival internazionale Capri, Hollywood. Due film in particolare si sono aggiudicati ben sei riconoscimenti a testa, fra cui i premi di miglior film, migliore attore non protagonista (Joe Pesci) e migliore sceneggiatura non originale (Steve Zaillian) per The Irishman di Martin Scorsese, e i premi per la migliore regia, miglior cast corale e migliore produttore (Shannon McIntosh) per C’era una volta a Hollywood di Quentin Tarantino.
A Joaquin Phoenix (Joker) è andato il premio di migliore attore, a Renee Zellweger (Judy) quello di migliore attrice, mentre Joe Pesci (The Irishman) è stato riconosciuto migliore attore non protagonista e Laura Dern (Marriage Story) migliore attrice non protagonista.
Il Re Leone ha meritato tre premi (per la canzone originale, il montaggio sonoro e il missaggio sonoro), e Storia di un matrimonio si è aggiudicato due premi (migliore attrice non protagonista e migliore sceneggiatura originale). A Toy Story 4 è andato il premio di miglior film d’animazione, a Parasite il riconoscimento di miglior film internazionale e ad American Factory quello di miglior film documentario. Il Capri Award è stato consegnato a Dolemite is My Name con Eddie Murphy, per la migliore commedia dell’anno mentre il regista Paul Feig (Bridesmaids, Ghostbusters, Last Christmas) ha ricevuto il titolo inaugurale di Re della Commedia.
“E’ stata un’edizione straordinaria per il livello degli artisti che vi hanno preso parte e la varietà dei film che abbiamo presentato”, dichiarano Franco Nero e Vicedomini al termine della kermesse. “Siamo certi che la maggior parte dei nostri vincitori verrà premiata ai Golden Globes e agli Oscar. Auguri a tutti e arrivederci a Los Angeles per il festival di LA Italia 2020, che quest’anno avrà luogo dal 2 all’8 febbraio”.
Presieduto da Francesca Archibugi al fianco della cantante israeliana Noa, l’evento di Capri è tappa importante per i film che concorrono alle premiazioni internazionali. Organizzato dall’Istituto Capri nel mondo, quest’ultima edizione di Capri, Hollywood è stata dedicata a Gillo Pontecorvo, in occasione del centenario della sua nascita.
Capri, Hollywood è presentato con il sostegno di Mibact-Dg Cinema e la Regione Campania, nonché la collaborazione di numerosi sponsor privati
Cinema: per Marvel arriva il primo supereroe transgenderCapo Studios, ‘in un film che stiamo girando in questo momento’
NEW YORK02 gennaio 202019:23
Per Marvel Cinematic Universe arriva il primo supereroe transgender. Accadra’ “molto presto”, ha spiegato il capo di Marvel Studios, Kevin Fiege, durante un incontro con la New York Film Academy: sara’ “in un film che stiamo girando in questo momento”. Quest’anno inoltre The Eternals presenterà il primo personaggio gay in un film Marvel, e secondo le informazioni diffuse dai media nei film che seguono la saga di Avengers Infinity ci sarebbe un personaggio trans.Marvel ha fatto anche sapere che introdurrà il suo primo supereroe sordo in The Eternals e il primo supereroe asiatico-americano in Shang-Chi and the Legend of the Ten Rings.
“Pensiamo al successo di Captain Marvel e Black Panther – ha spiegato Feige – vogliamo che i film riflettano il pubblico e che tutti gli spettatori si vedano rappresentati sullo schermo”.
Alberto Angela torna con nuove MeraviglieSu Rai1 dal 4 gennaio in prima serata
02 gennaio 202020:32
Il duomo di Milano, la reggia di Torino, Paestum, la Basilica di san Marco, le fontane di Roma, il Palazzo Vecchio di Firenze… nelle tante “Meraviglie” italiane che conosciamo – o crediamo di conoscere – Alberto Angela ci rivela l’impronta di urbanisti sapienti e grandi mecenati, artigiani sconosciuti o geni assoluti come Bernini, Vincenzo Bellini, Vasari, il Bronzino. Da sabato 4 gennaio in prima serata su Rai1 va in onda la terza stagione di Meraviglie, il programma di Alberto Angela in viaggio per l’Italia alla scoperta delle bellezze naturali e artistiche che rendono il nostro paese una vera e propria penisola dei tesori di cui andare orgogliosi.
Quattro puntate che costituiscono una dichiarazione d’amore all’Italia, tra siti riconosciuti dall’Unesco come patrimonio dell’umanità e meraviglie artistiche o naturali che tutto il mondo ci invidia.E grazie ad attori come Remo Girone, Violante Placido, Massimo Bonetti, Fabio Troiano, Aurora Ruffino, Francesca Cavallin, Giorgio Marchesi, Fabio Angeletti, ogni tappa è scandita da incontri con personaggi come Gian Galeazzo Visconti, Eleonora Duse, Giacomo Casanova, Eleonora di Toledo, Celestino V, Vincenzo Bellini, Cristoforo Colombo.
La prima puntata prende il via da un luogo magico: Capri, un sogno fatto isola. La storia, il costume, la moda si intrecciano su questo scoglio al largo del golfo di Napoli. Come
dimenticare la mitica Grotta Azzurra? – ma anche la storia: da Villa Jovis, la sontuosa abitazione dell’imperatore Tiberio, a Villa Lysis, culla della mondanità, al sentiero dei fortini. Il regista Mario Martone ci racconterà i suoi primi incontri con l’isola, mentre Violante Placido, impersonando Eleonora Duse, rievocherà il contrastato rapporto della diva con Capri.
“Meraviglie La penisola dei tesori” è un programma in quattro puntate diretto da Gabriele Cipollitti e realizzato interamente da professionalità Rai.
Cinema: 2019, record incassi per film Usa diretti da donneStudio Inclusion Initiative, due nellla top ten box office
NEW YORK02 gennaio 202017:32
– Hollywood e’ ancora un mondo a prevalenza maschile ma nel soffitto di vetro dell’industria dei sogni si stanno aprendo alcune crepe. Il numero dei film diretti da donne che nel 2019 hanno sbancato il box office ha raggiunto livelli record, secondo un nuovo studio della Inclusion Initiative dell’Università della Southern California a Annenberg pubblicato a conclusione di un dibattito di un decennio su come Hollywood discrimini per il colore della pelle, il sesso, l’orientamento sessuale e rilanciato da Variety.
Il segnale e’ che la polemica sul gender gap ha smosso le acque provocando un reale cambiamento. Negli ultimi 12 mesi registe come Greta Gerwig (“Piccole Donne”), Lorene Scafaria (“Hustlers”), Olivia Wilde (“Booksmart”), Lulu Wang (“The Farewell”) e Melina Matsoukas (“Queen and Slim”) hanno contribuito a spingere a nuove altezze la proporzione di film diretti da donne: il 10,6% dei 100 campioni di incassi al box office 2019 con due – “Frozen II” e “Captain Marvel” rispettivamente di Jennifer Lee e Anna Boden – nella Top Ten.
In generale e’ un balzo in avanti rispetto al 2018 dove la fetta dei film diretti da donne era stato di appena il 4,5% in linea con le percentuali dal 2007 quando l’ateneo di Annenberg aveva cominciato a tenere i conti. “Finalmente le cose si muovono”, ha detto Stacy Smith, che ha co-firmato lo studio, secondo cui una confluenza di fattori ha contribuito alla svolta: dall’impatto di movementi come #MeToo e Time’s Up che hanno puntato i riflettori sulle assunzioni da parte degli studi, alla maggiore presenza di donne registe a festival come Sundance, in tv e sulle piattaforme in streaming come Netflix.
Finora il rapporto nella top 100 era stato di una donna ogni venti registi maschi.
Judy con Renee Zellweger esce il 6 febbraioNuova data uscita, in occasione 50/o anniversario morte Garland
02 gennaio 202019:12
Dopo essere stato presentato con grande successo alla 44esima edizione del TIFF – Toronto International Film Festival e alla 14esima edizione della Festa del Cinema di Roma, arriva nelle sale italiane Judy, l’atteso ed emozionante biopic in cui l’attrice premio Oscar Renée Zellweger interpreta Judy Garland, leggendaria icona internazionale e protagonista di enormi successi come Il mago di Oz, È nata una stella e Incontriamoci a St. Louis. Judy sarà distribuito nelle nostre sale da Notorious Pictures a partire dal 6 febbraio 2020, in occasione del 50° anniversario della morte della Garland e dell’80° anniversario de Il Mago di Oz.
Il film – attraverso flashback che regalano alcune delle performance più eccezionali della sua carriera – esplora in particolare l’ultimo periodo della vita della Garland, prima della sua morte, tra amori tormentati, drammi familiari e il costante amore dei suoi fan. A dirigere il film è Rupert Goold (True Story), mentre a completare il cast, tra gli altri, sono Rufus Sewell (Dark City, L’uomo nell’alto castello), Jessie Buckley (A proposito di Rose, Chernobyl), Michael Gambon (Il mistero di Sleepy Hollow, la saga di Harry Potter) e Finn Wittrock (The Normal Heart, American Horror Story).
Mostre: Dario Ballantini pittore a FirenzeRassegna esalta cromatismo personaggio della tv
FIRENZE02 gennaio 202017:54
– Ventun opere nella mostra monografica dedicata alla pittura di Dario Ballantini che indaga la fragilità della condizione umana: è quanto propone ‘Esistenze Inafferrabili’ allestita alla galleria d’arte La Fonderia, a Firenze. A dare il via alla mostra dell’artista livornese, noto al grande pubblico come imitatore e attore, un vernissage in programma per giovedì 11 gennaio (chiusura il 31/1). La rassegna mostra una selezione di opere realizzate ad acrilico su tela, carta intelata e tavola, frutto della sperimentazione stilistica dell’ultimo decennio. Opere che presentano come tema fondante la condizione esistenziale dell’essere umano: pennellate dal cromatismo accentuato con una prevalenza di toni rossi, blu e neri portano in scena l’uomo, vittima e carnefice del proprio tempo, che si trova smarrito e inerme davanti all’incessante scorrere del tempo. Affascinato dalle avanguardie del primo ‘900, Ballantini si dedica all’arte e alle arti performative da oltre 30 anni.
Raffaello, una rosa apre celebrazioni 500 anni mortePer tutto il 2020 sarà posata sulla sua tomba al Pantheon
ROMA02 gennaio 202018:31
– Dal 2 gennaio e per tutto il 2020 una rosa rossa sulla tomba di Raffaello al Pantheon accompagnerà le celebrazioni per i cinquecento anni dalla sua morte, avvenuta a Roma il 6 aprile 1520 ad appena 37 anni.
Le spoglie del celebre artista, detto l’Urbinate, sono conservate al Pantheon per sua stessa volontà. Nel 1520 il corpo venne sepolto nel monumento romano e sistemato nell’edicola della Madonna del Sasso, opera commissionata dallo stesso Raffaello ed eseguita da Lorenzo Lotti detto Lorenzetto. Sulla lapide sono impresse le parole dedicategli da Pietro Bembo che, esaltandone la forza creatrice, scrive: ILLE HIC EST RAPHAEL TIMUIT QUO SOSPITE VINCI RERUM MAGNA PARENS ET MORIENTE MORI, cioè “Qui giace Raffaello dal quale, mentre era in vita, la Natura temette di essere vinta e, quando morì, temette di morire anch’essa”.
Dal 5 marzo al 2 giugno, alle Scuderie del Quirinale a Roma, una grande mostra monografica rappresenterà l’evento di punta del programma approvato dal Comitato Nazionale istituito nel gennaio 2018 dal ministro per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo, Dario Franceschini, e presieduto da Antonio Paolucci.
Rai, un 2019 di ascolti top con Montalbano, Sanremo e fiction su Mia Martini18 posizioni su 20 sono targate Rai1, bene RaiPlay
02 gennaio 202019:08
Fiction, intrattenimento, sport, cinema, cultura, informazione. Sei generi e un unico risultato: “Il successo degli ascolti Rai anche nel 2019, che con 18 programmi di Rai1 occupa altrettante posizioni (e di queste tutte le prime 17) della classifica top 20 dei programmi dell’anno appena trascorso”. Lo sottolinea in una nota Viale Mazzini.
Sul primo gradino del podio, con 11 milioni 574 mila spettatori (e uno share del 45.4 per cento) c’è la serie del Commissario Montalbano con l’episodio andato in onda l’11 febbraio “L’altro capo del filo”, che supera anche – in termini di ascolto – la finale del Festival di Sanremo 2019 con 10 milioni 654 mila spettatori (ma uno share del 65.2 per cento).
Terzo posto, invece, per il film dedicato a Mia Martini “Io sono Mia” visto, il 12 febbraio, da 8 milioni 10 mila persone per uno share del 31.4.
Dal quarto al settimo posto la classifica va a tutto calcio con ascolti superiori ai 7 milioni per Ajax – Juventus di Champions League, Juventus – Milan per la Supercoppa d’Italia, Italia – Bosnia Erzegovina per la qualificazioni agli Europei, e Atalanta – Lazio per la Coppa Italia. Sempre per il calcio da segnalare anche l'”irruzione” di quello femminile che per la prima volta entra nella classifica dei programmi più visti, grazie alla partita dei Mondiali Italia – Brasile: 6 milioni 525 mila spettatori, 29.1 di share e tredicesimo posto nella Top Twenty degli ascolti.
Tornando alle prime dieci posizioni, il film tv tratto da Camilleri “La stagione della caccia. C’era una volta Vigata” occupa l’ottavo posto con 7 milioni 275 mila spettatori e uno share del 31 per cento, precedendo la miniserie “Il nome della rosa” (6 milioni 730 mila e 27.7).
Chiude la Top Ten, una delle ultime novità di maggiore successo: “Viva RaiPlay” con 6 milioni 704 mila e uno share del 25.5, in onda su Rai1.
Da lady Obama alla Novello, è toto-donne all’AristonGasparri, no a tribuna anti-Trump. Fedeli,chi ha posto il veto?
02 gennaio 202020:30
Donne che raccontano storie di donne: non è un mistero che Amadeus voglia fare di Sanremo 2020 (4-8 febbraio) un festival in grado di dare spazio alle diverse sensibilità femminili, ma l’identikit di chi lo affiancherà sul palco dell’Ariston è ancora confinato nel regno delle indiscrezioni.
Qualche indicazione potrebbe arrivare oggi, quando è atteso l’incontro tra il direttore artistico e conduttore e il direttore di Rai1 Teresa De Santis per fare il punto sui nomi sui quali puntare. Intanto però fa discutere l’ipotesi – di cui parla il Corriere della Sera – che la giornalista Rula Jebreal abbia proposto un’intervista all’ex first lady Usa Michelle Obama (o in alternativa a Oprah Winfrey, altra icona femminile contemporanea), salvo poi finire in stand by dopo le polemiche sulla sua possibile presenza al festival, cavalcate in particolare dal centrodestra. “Che c’entra un comizio di Michelle Obama in una rassegna musicale?”, si chiede Maurizio Gasparri (FI), che definisce “geniale l’idea di trasformare il popolarissimo palco di Sanremo in una tribuna anti Trump”. “Chi ha posto il veto? La Rai cosa ha da dire?”, incalza invece dal Pd l’ex ministra Valeria Fedeli.
Se l’idea di portare all’Ariston l’ex first lady americana era già stata accarezzata in passato da Fabio Fazio e Carlo Conti (che per ‘par condicio’ aveva pensato anche a Melania Trump), pur essendo rimasta nel cassetto anche per motivi di budget (il cachet di Michelle Obama si aggirerebbe sui 600mila dollari), nel toto-donne spunta in queste ore Francesca Sofia Novello, la modella che ha conquistato il cuore del campione di MotoGp Valentino Rossi. In quota ‘fidanzate’ circola sempre il nome Georgina Rodriguez, compagna di Cristiano Ronaldo. Data per certa Diletta Leotta, il fronte giornaliste dovrebbe contare su due volti molto amati del Tg1 come Emma D’Aquino e Laura Chimenti. Non si esclude che nel valzer di donne possa entrare anche una star internazionale, mentre resta in piedi il sogno di Amadeus di avere sul palco Monica Bellucci, ma come ospite.
Confermatissimi Fiorello, che oltre ad avere libertà di incursione potrebbe essere ospite del festival durante la prima serata, e Roberto Benigni, che avrà come sempre carta bianca e potrebbe stupire stavolta con una performance diversa dai monologhi che hanno lasciato un segno negli annali di Sanremo.
Tiziano Ferro è atteso all’Ariston tutte le sere: canterà le sue hit ma alcuni successi che hanno fatto la storia del festival…
e poi chissà. Acquisita anche la presenza di Al Bano e Romina Power e quella del rapper Salmo, ufficializzata da Amadeus nell’intervista di qualche giorno fa a Repubblica insieme alla lista ufficiale dei 22 big: Achille Lauro, Alberto Urso, Anastasio, Bugo e Morgan, Diodato, Elodie, Enrico Nigiotti, Francesco Gabbani, Giordana Angi, Irene Grandi, Le Vibrazioni, Levante, Elettra Lamborghini, Marco Masini, Michele Zarrillo, Junior Cally, Paolo Jannacci, Piero Pelù, I pinguini tattici nucleari, Rancore, Raphael Gualazzi, Riki. Nella serata del venerdì attesi anche Pippo Baudo, Carlo Conti, Gigi D’Alessio, Piero Chiambretti e Antonella Clerici, già nella giuria di Sanremo Giovani, invitati ufficialmente da Amadeus.
Tv: un 2020 a tutta fiction per Rai, Mediaset e SkyDa The New Pope a Ferrante, da Don Matteo a Diavoli e Montalbano
02 gennaio 202020:33
Per gli appassionati di serie tv e fiction, il 2020 si preannuncia dai primi mesi ricco di appuntamenti, con numerose proposte d’autore su Rai, Mediaset e Sky.
Apre le danze l’ammiraglia del servizio pubblico con Don Matteo 12 – che festeggia 20 anni di onorata attività – in prima serata dal 9 gennaio. Filo conduttore per la serie targata Lux Vide, i 10 comandamenti. L’Inossidabile coppia formata da Terence Hill nei panni del sacerdote in tonaca e bicicletta e Nino Frassica in quelli del Maresciallo Cecchini, terrà compagnia al pubblico per 10 prime serate.
Martedì 7 gennaio, nel prime time di Canale 5, debutta New Amsterdam 2: qui in Italia, la fortunata serie tv verrà trasmessa in sole quattro puntate.
Il premio Oscar Paolo Sorrentino dal 10 gennaio torna su Sky Atlantic con The New Pope mettendo insieme due pontefici, Jude Law (The Young Pope) e John Malkovich. Guest star Sharon Stone e Marilyn Manson. La serie è prodotta da Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Wildside, parte di Fremantle, e co-prodotta da Haut et Court Tv e The Mediapro Studio. Su Rai2 sempre il 10 gennaio parte la seconda stagione de Il Cacciatore (4 puntate) con Francesco Montanari. La serie è ispirata alla vera storia del magistrato Alfonso Sabella.
Il 13 gennaio su Rai1 va in onda La guerra è finita, serie creata da Sandro Petraglia e diretta da Michele Soavi. Il racconto inizia poco dopo la Liberazione, nei mesi in cui i sopravvissuti alle deportazioni tornano a casa. Prodotta da Palomar con Rai Fiction è interpretata, tra gli altri, da Michele Riondino, Isabella Ragonese, Valerio Binasco, Andrea Bosca, Carmine Buschini. Sempre sull’ammiraglia Rai il 19 gennaio ecco Come una madre: un dramma in tre puntate con Vanessa Incontrada e Giuseppe Zeno. Il 10 febbraio finisce l’attesa e sbarca in prima serata su Rai1 – dopo un passaggio al in sala al cinema (solo il 27.28.29 gennaio) L’amica geniale – Storia del nuovo cognome di Saverio Costanzo con Alice Rohrwacher che firma due puntate. Lila (Gaia Girace) ed Elena (Margherita Mazzucco) sono cresciute e diventate giovani donne che Elena Ferrante descrive fra i seni che si gonfiano e i cuori che si fanno carichi di responsabilità.
Il 13 e il 20 gennaio vanno in onda su Sky Cinema Uno I delitti del BarLume di Roan Johnson, ispirati dal libri di Marco Malvaldi, con Filippo Timi, Lucia Mascino, Corrado Guzzanti e il cast di sempre. Il 14 febbraio su Sky Atlantic il kolossal crime ZeroZeroZero di Stefano Sollima dal libro di Roberto Saviano, produzione girata in tre continenti. Otto episodi – nel cast Andrea Riseborough, Dane DeHaan, Gabriel Byrne, Harold Torres, Giuseppe De Domenico e Adriano Chiaramida – raccontano il narcotraffico, i sistemi criminali e familiari violenti, la sete di potere. Canale 5 darà spazio all’inedito secondo appuntamento col Grande Fratello Vip. Slitta, dunque, la partenza di fiction come Fratelli Caputo che non si vedono da anni, Masantonio (con Alessandro Preziosi) e Made in Italy sul mondo della moda. Ne citiamo una per tutte: Fratelli Caputo, diretta da Alessio Inturri, è una serie in cui si ride molto. Protagonisti due fratelli diversissimi. Nino (Nino Frassica), un agente di spettacolo che vive in Puglia con la madre, da quando il padre è scappato al Nord con un’altra donna, dalla quale ha avuto Alberto (Cesare Bocci), ora diventato sindaco del borgo. Dopo anni di lontananza, i due fratelli dovranno lavorare assieme.
Su Rai1 il 23 febbraio arriva Vite in fuga (ma le date potrebbero subire variazioni) La serie diretta da Luca Ribuoli è un thriller familiare in sei puntate. Claudio Caruana (Claudio Gioè) è un dirigente di Banca, sposato con Silvia (Anna Valle) e padre di due adolescenti. A causa delle minacce per uno scandalo finanziario, i Caruana scappano in Alto Adige.
Il marzo di Rai 1 è nel segno del compianto Andrea Camilleri con tre nuovi episodi del Commissario Montalbano, alla 14/a stagione. Nel Il metodo Catalanotti, Salvo Montalbano (Luca Zingaretti) indaga su un delitto. Mentre un doppio mistero è al centro di La rete di protezione, con Vigàta in agitazione per le riprese di una fiction ambientata nel 1950. In Salvo amato, Livia mia, Montalbano deve riuscire a risolvere a distanza l’omicidio di una cara amica della sua compagna Livia. Il 6 aprile poi il film di Roan Johnson tratto dal romanzo storico di Camilleri: La concessione del telefono, con Alessio Vassallo nei panni di Genuardi, povero commerciante di legnami schiacciato dalla burocrazia per aver richiesto una linea telefonica. Con Corrado Guzzanti, Fabrizio Bentivoglio, Thomas Trabacchi.
A fine marzo è atteso su Rai1 Medical Report: il medico Andrea (Luca Argentero) viene colpito con un’arma da fuoco ed entra in coma. Poche ore dopo si risveglia, ma ha completamente rimosso gli ultimi dodici anni della propria vita. Sempre per la Rai Andrea Molaioli firma la regia di Bella da morire.
L’ispettrice di polizia Eva Cantini indaga sulla morte di Gioia Scuderi, la più bella del paese trovata morta in fondo al lago.
Nel cast Cristiana Capotondi, Matteo Martari, Lucrezia Lante della Rovere, Elena Radonicich. La serie è prodotta da Cattleya con Rai Fiction. In arrivo ancora Io ti cercherò di Gianluca Maria Tavarelli, con Valerio (Alessandro Gassmann) ex poliziotto disilluso, espulso dalla Polizia in circostanze poco chiare (la serie è una coproduzione Rai Fiction-Publispei) e la serie del Commissario Ricciardi, tratta dai romanzi di Maurizio de Giovanni (editi da Einaudi) e diretta da Alessandro D’Alatri, con Lino Guanciale, una delle più attese del 2020.
Zalone fa record, 8,7 mln in un giorno per Tolo ToloMaggior incasso di sempre nella storia del cinema italiano
02 gennaio 202012:11
Checco Zalone batte se stesso. Tolo Tolo, quinto film dell’attore, prodotto dalla Taodue, distribuito da Medusa e diretto per la prima volta dallo stesso Zalone, al primo giorno in sala sfiora gli 8,7 milioni di euro, diventando il film con il maggior incasso di sempre nella storia del cinema italiano nelle prime 24 ore di programmazione e battendo il precedente record di Quo Vado (7,3 milioni).
L’incasso di Tolo Tolo è stato di 8.680.232 euro, con oltre 1.175.000 presenze; quattro anni fa Quo Vado aveva rastrellato 7.341.414 euro.
“Checco Zalone ha riunito gli italiani dentro le sale cinematografiche” commenta con soddisfazione Pietro Valsecchi, produttore del film: “Un risultato incredibile che mi rende ancora più felice perché premia l’opera prima di Checco come regista, una scommessa vinta non solo per gli incassi ma anche per la riuscita del film, che ha saputo divertire ed emozionare grandi e piccoli al di là di ogni divisione ideologica. Il nuovo decennio inizia bene per il cinema italiano grazie a questa iniezione di fiducia e di incassi che ricadono su tutto il sistema cinematografico”.
Dagli archivi le lettere di T.S. Eliot alla sua musaPrinceton, da corrispondenza con Emily Hale luce sul rapporto
NEW YORK02 gennaio 202018:20
Lui le aveva ordinato di bruciare le lettere. Lei, l’amica di sempre, aveva disobbedito. E così oggi, dopo esser rimasta per 60 anni chiusa in dodici scatoloni negli archivi della Princeton University Library, la corrispondenza tra il poeta premio Nobel T.S. Eliot e la sua confidente e musa Emily Hale vedrà finalmente la luce.
Per Anthony Cuda, studioso dell’autore di “La Terra Desolata”, “e’ forse l’evento letterario del decennio”. Dagli scatoloni sono emerse oltre mille lettere datate tra 1930 e 1956 che promettono di gettare luce inedita sulla vita e il lavoro di Eliot: su opere ad esempio come “Il libro dei gatti tuttofare” portato a Broadway da Andrew Lloyd Webber con il musical “Cats”.
Il focus e’ ovviamente sulla relazione con Emily, rimasta al centro di congetture per decenni e che ha ispirato romanzi come “The Archivist” di Martha Cooley, ma non solo: come ha notato Princeton, sorprese potrebbero arrivare “sulla conversione religiosa del poeta, il suo atteggiamento verso le donne, le sue decisioni alla casa editrice Faber and Faber e il loro impatto sulla cultura del Regno Unito”.
Era stata la Hale a donare l’archivio a Princeton con la condizione che le lettere restassero segrete fino a 50 anni dalla morte dell’ultimo dei loro autori: lei nel caso specifico, scomparsa nel 1969, mentre Eliot l’aveva preceduta di quattro anni.
Si erano conosciuti ragazzi a Cambridge, Massachusetts, nel 1912 quando Eliot studiava a Harvard e lui, secondo un saggio pubblicano nel 2002 sul New Yorker, si sarebbe segretamente innamorato dell’intellettuale bostoniana. L’amicizia era rinata nel 1927, dopo la crisi del primo matrimonio del poeta con la britannica Vivienne Haigh-Wood, mentre la Hale, che non si era mai sposata, aveva continuato a insegnare teatro in università americane tra cui lo Scripps College in California.
Secondo Cuda, la relazione con Emily doveva essere “incredibilmente importante” e la corrispondenza contenere “dettagli profondamente intimi”, altrimenti non si capisce perché Eliot fosse cosi preoccupato per la pubblicazione.
Le lettere cominciano infatti dopo la fine del primo matrimonio con Vivienne, una donna instabile morta nel 1947 in manicomio. Studiosi hanno notato come “Burnt Norton”, il primo poema della serie “Quartetti” che prende il nome da una casa in Inghilterra visitata con la Hale, e’ significativo per alcuni versi che suggeriscono opportunità mancate e quel che avrebbe potuto essere e non e’ stato.
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Libri: Coppi, mito e dettagli inediti a 60 anni morte
Tornano in libreria due volumi di Ediciclo Editore
01 gennaio 2020 06:41
– Mito intramontabile del ciclismo di altri tempi, Fausto Coppi moriva sessant’anni fa, il 2 gennaio del 1960, ucciso a soli 40 anni da una malaria contratta durante un viaggio in Africa a non diagnosticata. Per l’occasione, Ediciclo Editore rilancia in in libreria ‘COPPI, L’ULTIMO MISTERO – LE VERITA’ MAI RACCONTATE SUL TRAMONTO DEL CAMPIONISSIMO’ di Paolo Viberti e Adriano Laiolo (pp. 208, 15,00 euro) e ‘ALFABETO FAUSTO COPPI – 99 STORIE E UNA CANZONE’ di Gino Cervi e Giovanni Battistuzzi, con i disegni di Riccardo Guasco e la prefazione di Adriano Sofri (pp. 320, 28,00 euro).
Le ricerche di Viberti e la testimonianza visiva di Laiolo restituiscono nel primo volume una realtà diversa da quella conosciuta, con particolari assolutamente inediti. Coppi si rifiutò di prendere il chinino quando era in Africa, pur sapendo di rischiare il contagio? Si sarebbe salvato, se Giulia Occhini (la celebre ‘Dama Bianca’) fosse andata con lui? Laiolo racconta come contrasse la malaria in Alto Volta e spiega come lui e Raphael Geminiani riuscirono a salvarsi. E in un’intervista rilasciata pochi giorni prima di morire, Coppi afferma che nel 1960 avrebbe voluto correre ancora il Giro delle Fiandre, la Parigi-Roubaix e il Giro d’Italia, prima di diventare produttore di mountain bike con 40 anni d’anticipo sul resto del mondo.
Figlio di contadini, nato a Castellania, tra colline e vitigni dell’Alessandrino, Coppi preferì chinarsi sul manubrio anziché sulla terra. E da lì conquistò il mondo, vincendo cinque Giri d’Italia, due Tour de France, tre Milano-Sanremo, una Parigi Roubaix. E ancora tre Mondiali, due su pista e uno su strada, quattro titoli italiani, cinque Giri di Lombardia.
Figura spezzata, contraddittoria: garzone e airone, splendido e goffo, invincibile e fragile, mortale a quarant’anni, immortale a cento: di Coppi, della sua vita, delle sue imprese, della sua morte forse si è già scritto tutto. Nel libro ‘Alfabeto Fausto Coppi’ Cervi e Battistuzzi provano a ricomporre per frammenti lo specchio della sua storia e a riordinarli come in un sillabario, in ordine alfabetico, per piccole illuminazioni laterali: un oggetto, un sentimento, un dettaglio trascurabile al primo sguardo. Dalla A alla Z, cento microstorie, cento piccoli quadri rileggono Fausto Coppi come un’opera cubista, con le 21 lettere dell’alfabeto, racconti tra i racconti, illustrate dal segno inconfondibile di Riccardo Guasco.
Epifania a teatro tra Bolle, Lillo e De CaroPession-Guanciale in After Miss Julie; Pivetti-Viktor Viktoria
01 gennaio 202013:51
– La danza di “Roberto Bolle and friends” a Milano e Lillo scatenato nella “School of rock” di Andrew Lloyd Webber, diretto da Massimo Romeo Piparo, a Imola (BO); le risate di Enzo De Caro in “Non è vero ma ci credo” di Peppino De Filippo, per la regia di Leo Muscato, e quelle per “La cena dei cretini” di Francis Veber con Nicola Pistoia e Paolo Triestino, tutti a Roma; e ancora, Lino Guanciale e Gabriella Pession di nuovo insieme per ”After Miss Julie” di Patrick Marber, tra Figline Valdarno (FI) e RImini, e Veronica Pivetti con ”Viktor und Viktoria” a Fano (PU): sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel lungo week end dell’Epifania.
Claudio Magris, le Polene per guardare oltreLo scrittore racconta gli occhi che guardano il mare
01 gennaio 202014:15
CLAUDIO MAGRIS, POLENE. Occhi del mare (La nave di teseo, pag. 189, euro 20,00) All’inizio era un occhio, soltanto un grande occhio apotropaico che sulla prua di ogni nave che aveva ambizioni di solcare mari poco domestici sfidava con lo sguardo l’orizzonte.
”All’inizio c’è dunque un grande occhio sgranato e malevolo al pare delle perfide onde, simile a un pesce, con ciglia e sopracciglia irte come pinne sul dorso. L’occhio è l’uovo da cui usciranno le figure femminili protese a prua, i seni regali, le mani che cercano di velarli portando una rosa al petto, i volti composti, le labbra socchiuse”. Donne, non uomini, raccomanda Claudio Magris in questo suo affascinante esercizio, più poetico che saggistico, dedicato alle Polene. Perchè se anche esistono figure maschili che adornavano la prua delle navi e se pure sono spesso generali ed eroi, non hanno nulla del valore simbolico e appunto quasi metafisico, delle Polene. Queste donne infatti, racconta Magris corredando il volume di un apparato iconografico di rara bellezza, avevano assunto la funzione che in origine aveva l’occhio, ovvero lanciare lo sguardo verso quell’orizzonte che i marinai non potevano fisicamente e non volevano mentalmente, guardare. Solo in quanto estrema sintesi della femminilità nel loro corpo offerto al nulla, quasi sempre senza gambe, il seno nudo, lo sguardo fiero, sono state oggetti si ma fatti di sogno.
”Chi è in preda al sentimento del sublime, scrive Kant, è immoto e attonito – ed è forse quest’ultimo aggettivo, attonito, che dice la fisiognomica della polena, la sua trasparenza e il suo segreto, lo spavento l’incanto e la corposa dignità che li affronta. Lo sguardo della polena è stupore, da cui nasce la poesia, malia delle cose viste la prima volta o come fosse la prima volta”. Lei vede il mare oltre il mare, mentre loro, i marinai, si agitano sul ponte indaffarati e al suo sguardo vengono attribuiti poteri di seduzione che ovviamente, come sempre per le figure femminili, sono positivi e negativi insieme, nutrono il mito nella loro ambiguità. Così ad esempio, ricorda Magris, ”quando Gunter Grass, nel Tamburo di latta, racconta la storia grottesca e luttuosa di Noibe, la polena verde che semina rovina, riprende – senza rielaborarli con la sua radicale creatività – i topoi della tradizione: la sventura che colpisce, nei secoli, tutti coloro che mettono le mani sulla polena maledetta”. Fascinazione distruttiva o salvifica che sia, spesso legata alla smania di possederla, amore e morte dunque, la polena ha attraversato i mari e anche la letteratura: da Karen Blixen ai poeti sudamericani come Neruda, a Giuseppe Sgarbi, che ne hanno subito il fascino. Oggetto che diventa letteratura, legno che si nutre di versi e che con la sua estrema sensibilità è capace di guardare oltre come fa Claudio Magris in queste meravigiliose pagine.
Robot e visioni di Asimov 100 anni dopoRinnovò la fantascienza dandole credibilità scientifica
01 gennaio 202014:54
La fantascienza, sin verso la metà del secolo scorso, era una narrativa coloritamente fantasiosa, più o meno pulp e di basso consumo e fu Isaac Asimov, nato in Russia a Petrovici il 2 gennaio 1920, quindi giusto cento anni fa, a darle una dimensione e valore diverso, più alto perché legata sempre a una plausibilità scientifica, a conoscenze che intendeva così rendere popolari, divulgative, arricchendole di riflessioni sociologiche e visioni futuristiche.
Un futuro che disegnava abbastanza in modo negativo, per mettere in guardia, per denunciare i vari pericoli che avrebbero potuto portare alla fine del pianeta e all’estinzione del genere umano, di cui grande metafora è la sua ‘Trilogia della Fondazione’ (Cronache della galassia, Il crollo della galassia centrale, L’altra faccia della spirale), che racconta del declino e caduta dell’Impero Galattico e dei lunghi anni d’interregno e di barbarie che ne seguono, ispirandosi a un classico storico come ‘Declino e della caduta dell’Impero romano’ di Edward Gibbon, creando una descrizione sociopolitica di un lontano futuro con cui nasce quella che viene definita psicostoriografia, basata per Asimov su alcuni comportamenti prevedibili dell’uomo messi a fuoco sviluppando secondo leggi matematiche e statistiche alcuni dati di partenza.
Con questa Trilogia, l’altro aspetto diventato quasi mitico dell’opera di Asimov è quello legato ai suoi numerosi racconti e romanzi sui Robot che misero quasi definitivamente da parte quella visione che ne faceva futuristici mostri alla Frankenstein, legando la programmazione del cervello di questi esseri ‘positronici’ a tre leggi fondamentali, tre imperativi categorici: 1 – Un robot non può arrecare danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno. 2 – Un robot deve obbedire agli ordini impartiti da un essere umano, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge. 3 – Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima e con la Seconda Legge. Dopo molti anni, a queste lo stesso Asimov, nell’ultimo racconto della serie dei Robot e nell’ultimo della saga delle Fondazioni, aggiunse una Legge Zero più generale e cui dovevano sottostare tutte le tre precedenti: 0 – Un robot non può danneggiare l’Umanità, né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, l’Umanità riceva danno. Leggi che sono restate un punto di riferimento come la sua opera, che, pur nel passare degli anni e l’incredibile evoluzione scientifica, mantiene per il lettore il suo fascino letterario.
Asimov si laureò in Chimica alla Columbia University, essendo andato a vivere negli Stati Uniti all’età di tre anni, dove, la sua famiglia ebraica di origine russa, si era trasferita parendo a New York una drogheria che vendeva anche giornali e dove il giovane scoprì le prime riviste di fantascienza. A nemmeno vent’anni riesce a farsi pubblicare il suo primo racconto e non smetterà più di scrivere tutta la vita, continuando a pubblicare molte opere senza lasciare però i suoi studi e divenendo nel 1955 professore associato di biochimica, così che si dedicherà per quasi vent’anni solo alla divulgazione scientifica, riprendendo a alternare questa con nuovi testi letterari verso la fine degli anni ’70. Col tempo riprende in mano sia il Ciclo della Fondazione, sia il tema dei robot e nel 1992, poco prima di morire a New York il 6 aprile, vince per la sesta volta il premio Hugo per il racconto ‘Gold’.
Col suo lavoro per tutta la vita si impegnò anche socialmente, come fosse una conseguenza del suo pensare al futuro, sempre dalla parte progressista e del partito Democratico, esponendosi in favore del movimento femminista come contro la guerra in Vietnam, denunciando tra i primi nel 1991 l’effetto serra e i pericoli ambientali per il nostro pianeta, difendendo da ex immigrato il diritto all’immigrazione come l’esistenza dello stato di Israele, ma dicendosi non sionista perché mai nazionalista: ”Gli ideali in cui credo sono pace, libertà e sicurezza per tutti. Lo stato-nazione è obsoleto: abbiamo bisogno di un governo mondiale federale”.
Eletta la prima Miss del 2020, è una mamma di 24 anniSi chiama Beatrice Scolletta, è laziale, ha anche un gatto e cinque cani
01 gennaio 202020:19
Proclamata in diretta su Rai 1 da Amadeus a ‘L’Anno che verrà’ la prima Miss dell’Anno 2020, promossa alle selezioni finali di Miss Italia, 81a edizione. Si chiama Beatrice Scolletta, ha 24 anni, è nata a Roma ed è mamma di due figli: Leone di quattro anni e Vittoria Romana di undici mesi. Beatrice è “Miss 365 – Prima Miss dell’Anno 2020”, titolo che le consente di partecipare direttamente alle selezioni finali di settembre di Miss Italia.
Beatrice, sposata con Roberto, fashion designer con negozio di abbigliamento a Nettuno (Roma), dove risiede con la famiglia, studia Scienze e tecniche psicologiche ed è impiegata nella società di famiglia che su occupa di prevenzione e formazione sulla sicurezza sul lavoro.
La Miss, che ha una sorella, due genitori “super presenti”, ha anche un gatto e cinque cani aspira a realizzarsi “come mamma e come donna lavoratrice”. Al concorso è stata iscritta dal marito, otto anni di conoscenza con la nuova miss e un anno e mezzo di matrimonio. “Credevo nella sua vittoria”, ha detto. Perfezionista, maniaca della pulizia, molto alla mano, nonostante la prima impressione, la nuova Miss 365 ama scherzare e ridere di cuore.
La giuria di fotografi che, in un casting nazionale, ha scelto Beatrice era presieduta da Si chiama Beatrice Scolletta, è laziale, ha anche un gatto e cinque cani, il celebre “re dei paparazzi”. Ai posti d’onore Margot Truffa, 18 anni, romana, e Rebecca Puci, 22 anni, di Mantova, che saranno ammesse alle Prefinali nazionali di Miss Italia 2020. HomeMappa del sito
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Sulle ali dell’avventura per salvare la natura
Adventure movie da storia vera di ‘Birdman’ salvatore oche rare
30 dicembre 2019 15:58
– Dal 1999, l’ornitologo Christian Moullec, soprannominato “birdman”, dedica la sua vita a allevare e salvare esemplari di oche, rimaste orfane, appartenenti a specie rare che rischiano di estinguersi. Diventandone di fatto la figura ‘paterna’, le guida anche in volo, a bordo di un deltaplano a motore, attraverso l’Europa (che solo negli ultimi 30 anni ha perso 430 milioni di uccelli), per mostrare agli stormi le rotte di migrazione più sicure per la nidificazione.
Una straordinaria storia vera, già raccontata dalla stampa di tutto il mondo e in un documentario, che ora approda anche al cinema di fiction, con Nicolas Vanier, un regista e scrittore da sempre appassionato difensore della natura, capace di declinare spesso il tema in film di grandissimo successo come Belle e Sebastien (2013). Una ricetta riuscita anche con Sulle ali dell’avventura, che dopo essere stato visto oltralpe da oltre un milione di spettatori, arriva in Italia dal 9 gennaio con Lucky Red.
Nella sua rilettura, il cineasta, che ha dedicato alla storia anche un romanzo, dallo stesso titolo, edito in Italia da Sperling & Kupfer, e in arrivo nelle librerie il 14 gennaio, mantiene intatto il ritratto della personalità e della missione di Moullec, che ha collaborato alla sceneggiatura e ha seguito le riprese dalla Francia all’Artico, curando in prima persona quelle in volo con le oche. Il racconto si apre a un pubblico ampio diventando un adventure movie per tutta la famiglia, capace di appassionare e commuovere. E’ basato sul rapporto fra un padre e un figlio, la bellezza delle scene nella natura ma anche sul realismo, con tanto di utilizzo di oche vere e non ricreate digitalmente. Tra le carte vincenti del film c’è anche aver affidato il ruolo del protagonista a un interprete versatile come Jean-Paul Rouve, popolarissimo in Francia grazie alla saga comica dei Les Tuche (che in Italia ha ispirato le commedie di Fausto Brizzi, Poveri ma ricchi e Poveri ma ricchissimi), perfettamente a suo agio anche su toni più seri.
Nella storia Rouve è Christian, padre divorziato, scienziato visionario e appassionato, che dopo essersi visto rifiutare i fondi per il suo progetto di salvaguardia delle oche, decide di andare avanti da solo, anche con mezzi non proprio leciti.
Diventa fondamentale in particolare l’aiuto del figlio 14enne Thomas (Louis Vazquez), teenager di città, che dopo aver cercato in tutti i modi di convincere la madre (Melanie Doutey) a non mandarlo in vacanza per l’estate dal padre, in campagna, finisce per farsi coinvolgere in toto dal progetto del genitore. Tanto da trovarsi, in un momento nel quale il viaggio delle oche sembra doversi interrompere, a prendere una decisione fondamentale.
“Non ho la pretesa di cambiare il mondo con un film – ha spiegato Vanier a La Republique du Centre – ma agisco utilizzando i mezzi che mi appartengono: la meraviglia può provocare l’emozione. E dall’emozione può arrivare la voglia di fare qualcosa. In questo film evoco la tragica scomparsa di tante specie di uccelli e attraverso questo il crollo della biodiversità nel mondo. Nello stesso tempo c’è il messaggio di speranza di quest’uomo che utilizza il suo cuore e la sua energia per essere al servizio della natura”.
Sipario sul Newseum, chiude il museo del giornalismo di WashingtonChiude simbolo “Quarto Potere” tra Casa Bianca e Congresso
NEW YORK30 dicembre 201917:28
Al termine di un anno in cui la stampa e’ stata sotto attacco e i giornali, salvo rare eccezioni, hanno vissuto una stagione di progressivo declino, chiude i battenti a Washington il museo del giornalismo.
Per il Newseum, il museo privato voluto dal fondatore di Usa Today Al Neuhart che per 11 anni ha raccontato la storia moderna attraverso gli occhi dei media, il sipario cala il 31 dicembre: l’ambiziosa sede disegnata dall’architetto James Polshek su Pennsylvania Avenue, celebre per la facciata su cui e’ inciso l’emendamento della Costituzione che protegge la liberta’ di espressione, e’ stata venduta per oltre 372 milioni di dollari alla Johns Hopkins University.
E’ inevitabile non notare il simbolismo di un museo dedicato alla “free press” che chiude in mezzo alla crisi della stampa: i giornali locali faticano per restare a galla, mentre il confine tra giornalismo imparziale e fake news e’ sempre piu’ indefinito e i giornalisti sono definiti dalla Casa Bianca “i nemici del popolo”. Il Newseum professa ottimismo. Per Carrie Christofferson, la curatrice e direttrice esecutiva, il 31 dicembre non sara’ una condanna a morte: “Avremo una nuova sede, si apre un nuovo capitolo”.
Le attivita’ proseguiranno in nuove location e nuove forme, ha promesso Freedom Forum, la no profit a cui fa capo il museo, intanto pero’ il destino dei 310,000 cimeli conservati all’interno di questa Disneyland dei media – la porta scassinata del Watergate, la scrivania usata da Tim Russert in Meet the Press, otto sezioni del Muro di Berlino, gli occhiali del giornalista del Guardian Ben Jacobs rotti nel 2017 dal deputato repubblicano Greg Gianforte tra questi – e’ avvolto nella nebbia: alcuni pezzi donati al museo verranno immagazzinati in Maryland e, se richiesti, prestati ad altre istituzioni, altri torneranno ai legittimi proprietari, come i taccuini degli appunti di David Fahrenthold del Washington Post per una serie premio Pulitzer Prize su Donald Trump.
Simbolo del “Quarto Potere” posizionato strategicamente tra Casa Bianca e Capitol Hill, il Newseum e’ stata per oltre un decennio una macchina multimediale molto costosa, articolata su sette piani, 15 gallerie e 15 teatri, in cui sono stati illustrati i fatti più salienti della storia dell’ultimo secolo.
Sono tanti i fattori che hanno portato alla decisione di chiudere dopo anni di difficolta’ finanziarie e a dispetto dei 10 milioni di visitatori che in 11 anni ne hanno varcato l’ingresso: tra questi la concorrenza a Washington di parecchi musei a ingresso gratuito mentre per entrare al Newseum il biglietto costava 25 dollari a persona.
Queste Oscure Materie, la serie fantasy su Skyl’adattamento kolossal della trilogia fantasy di Philip Pullman
Bosso-Tempera omaggio a Fellini per 100 anni nascitaDue concerti il 19 e il 20 gennaio al Teatro ‘Galli’ di Rimini
RIMINI30 dicembre 201917:54
– I maestri Ezio Bosso e Vince Tempera, in occasione dei 100 anni dalla nascita di Federico Fellini, omaggeranno il cineasta romagnolo con due concerti al Teatro Galli di Rimini. Il primo dirigerà la Europe Philharmonic Orchestra il 19 gennaio, il secondo la SymphonItaly Orchestra il 20. Il termine “Maestro – ha detto Bosso – è un po’ abusato ultimamente. I maestri quelli veri sono quelli che hanno cambiato qualcosa, che ci cambiano la vita, che ci indicano la strada. Non che ci dicono come fare. Fellini è un grande maestro perché ha indicato una strada nuova che non c’era”.
Io, ha ricordato Tempera, “ero bambino quando era uscita ‘La strada’ di Fellini e andai al cinema con mia mamma e mio fratello. Vedere ‘La strada’, sentirne le musiche mi dà sempre una certa emozione, perché ho iniziato la mia vita musicale pensando a quella colonna sonora”.
Bosso e la sua orchestra spazieranno dalle musiche di Nino Rota a Beethoven mentre Tempera si soffermerà sulle arie dei film più celebri di Fellini. VAI ALLE NOTIZIE DEL PIEMONTEVAI ALLE NOTIZIE INTERNAZIONALIVAI ALLA CRONACAVAI ALLA POLITICAVAI ALL’ECONOMIAVAI ALLA TECNOLOGIAVAI AL CALCIOVAI ALLO SPORTVAI A TUTTE LE NOTIZIE DELLA JUVENTUS
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Apre con La vita nascosta il Trieste Film Festival
Al via il 17/1. Saranno premiati Il Traditore e Parasite
TRIESTE30 dicembre 201918:19
– Aprirà con l’anteprima nazionale de La vita nascosta – Hidden Life di Terrence Malick, il Trieste Film Festival (Tsff), appuntamento dedicato al cinema dell’Europa centro orientale, in programma nel capoluogo giuliano dal 17 gennaio. Diretto da Fabrizio Grosoli e Nicoletta Romeo, il Tsff è un osservatorio privilegiato – spiegano gli organizzatori – su cinematografie e autori spesso poco noti al pubblico italiano e più in generale a quello occidentale.
A inaugurare la 31/a edizione, in programma fino al 23 gennaio, il film di Malick, in concorso all’ultimo Festival di Cannes e in uscita nelle sale il 9 aprile distribuito da The Walt Disney Company Italia. La stessa sera il sindacato nazionale dei Critici cinematografici italiani premierà i migliori titoli usciti nel 2019, come Il Traditore di Marco Bellocchio. Parasite di Bong Joon-ho è invece il miglior film in assoluto fra quelli distribuiti in Italia nel 2019, secondo la commissione incaricata di segnalare i Film della Critica.
Parma 2020: camminata inaugurale ‘in giallo’ l’11 gennaioPer le vie della città, dedicata alle ‘Parole della Cultura’
BOLOGNA31 dicembre 201911:46
– Sarà una passeggiata ‘in giallo’, dedicata alle ‘Parole della cultura’, la prima chiamata alla città per l’avvio di ‘Parma Capitale italiana della Cultura 2020’. La camminata inaugurale – che prevede che i partecipanti indossino qualcosa di giallo – è in programma il prossimo 11 gennaio nel pomeriggio: un corteo si sposterà dal Parco Ducale verso Via D’Azeglio fino a raggiungere Piazza Garibaldi in cui si terrà uno spettacolo di immagini, parole e musica.
L’invito dell’Amministrazione parmigiana ai partecipanti è quello di scattare una fotografia e condividerla con l’hashtag #parma2020.
Littizzetto operata alla rotula, ‘Sto bene col gessato’Intervento al Gradenigo di Torino per la showgirl dopo caduta
TORINO31 dicembre 201917:47
Luciana Littizzetto è stata operata alla rotula all’ospedale Humanitas Gradenigo di Torino. “Gnocca da paura ma operazione ok!”, scrive su Instagram la showgirl torinese che domenica è caduta in strada ferendosi ginocchio e polso. Un inconveniente che non le ha fatto perdere il buon umore: nella foto che la ritrae sul letto d’ospedale, l’attrice fa la linguaccia. “Che stacco di coscia eh? Sto bene col gessato?”, scrive commentando un’altra foto che la ritrae con la gamba ingessata e le mani nei capelli.
L’intervento alla rotula destra è stato eseguito nel reparto di Ortopedia e Traumatologia diretto dal dottor René Negretto.
La Littizzetto verrà dimessa in giornata e potrà dunque trascorrere il Capodanno a casa, col gesso. “E buona fine e buon principio”, scriveva domenica, poco dopo l’incidente.
Il 2020 inizia al museo, domenica gratis e aperture Epifania
Da Pompei al Colosseo, dalla Reggia di Caserta agli Uffizi
31 dicembre 201912:36
– Il 2020 si apre all’insegna dell’arte con un lungo fine settimana inaugurato dalla #domenicalmuseo il 5 gennaio con l’ingresso gratuito in tutti i musei e i parchi archeologici dello Stato e dei tanti comuni che aderiscono all’iniziativa. L’elenco degli istituti coinvolti – ricorda il ministero dei Beni culturali e del Turismo in una nota – è visibile su http://www.beniculturali.it/domenicalmuseo. Lunedì 6 gennaio si terrà poi l’apertura straordinaria dei luoghi della cultura statali in occasione dell’Epifania, con i consueti orari e tariffe.
Per la prima domenica gratuita del nuovo anno, la campagna digitale del Mibact sarà dedicata alla seconda edizione di Fumetti nei Musei in mostra gratuitamente per il periodo delle festività all’Istituto della Grafica di Roma, mentre una calza speciale, scelta tra le opere conservate nel museo della pubblicità Salce di Treviso, segnerà sui social l’apertura straordinaria dei musei nel giorno della befana.
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Sanremo: Amadeus, ecco i 22 cantanti del festival
A Repubblica, “Tanti rapper e dai talent, serate imprevedibili”
31 dicembre 201914:56
Achille Lauro, Alberto Urso, Anastasio, Bugo e Morgan, Diodato, Elodie, Enrico Nigiotti, Francesco Gabbani, Giordana Angi, Irene Grandi, Le Vibrazioni, Levante, Elettra Lamborghini, Marco Masini, Michele Zarrillo, Junior Cally, Paolo Jannacci, Piero Pelù, I pinguini tattici nucleari, Rancore, Raphael Gualazzi, Riki: ecco finalmente i nomi dei 22 cantanti in gara a Sanremo. Dopo giorni di “fibrillazione” e anticipazioni ad annunciarli è lo stesso Amadeus in un’intervista a Repubblica dove sottolinea che il suo sarà un festival “freestyle”. “L’ho detto sin da subito – spiega – che sarebbe stato un Sanremo caratterizzato dall’imprevedibilità, ogni serata dovrà essere diversa dall’altra”.A chi gli chiede se ha avuto pressioni Amadeus dice: “Sanremo è come un cavallo imbizzarrito ma io sono figlio di un istruttore di equitazione, accetto di stare in sella a queste condizioni, il festival è troppo affascinate. Ma non si dica che ho subito pressioni: non so neanche di quali case discografiche fossero i 22 cantanti che ho scelto sugli oltre duecento che ho ascoltato”. Non ho avuto secondi fini faccio quello che mi diverte pensando al mercato discografico. E ancora: “Non ho guardato in faccia nessuno, alcuni neanche li conoscevo”.Tra i nomi scelti tanti rapper e artisti dei talent, non da “classico pezzo soft sanremese” ma “brani da scaricare su Spotify”: “Sono canzoni dolci e romantiche ma hanno ritmi scatenati” dice Amadeus.”Il 6 gennaio – dice – saranno tutti ospiti dello speciali di Rai1 I Soliti Ignoti – Lotteria Italia e annunceranno loro i titoli delle canzoni”.
J-Ax, anche Paola Turci nel nuovo albumIl disco ‘ReAle’ in uscita il 24 gennaio
31 dicembre 201915:29
– Dopo aver annunciato Sergio Sylvestre, J-Ax lancia anche l’ingresso di Paola Turci nel suo nuovo album “ReAle”. “Con Paola Turci – spiega J-Ax – abbiamo fatto una canzone nel disco ‘Domani Smetto’ che nel tempo è diventata una delle più amate da chi mi segue. Me lo avete chiesto per anni e quindi sono felice di darvi la buona notizia.
Queen Paola sarà nel mio nuovo album ‘ReAle’ in uscita il 24 gennaio. Grazie sister”.
E’ morto Syd Mead, ‘visual designer’ di Blade RunnerAveva 86 anni, suoi look anche di Aliens, Tron, Mission to Mars
31 dicembre 201916:25
E’ morto a 86 anni Syd Mead, il ‘visual designer’ che ha creato i look di film come Blade Runner, Aliens e Tron. Mead si è spento il 30 dicembre nella sua casa di Pasadena dopo una battaglia di tre anni contro un linfoma, ha annunciato la famiglia all’Hollywood Reporter.Nato nel 1933 a St. Paul, in Minnesota, si formò alla Art Center School di Los Angeles e iniziò a lavorare come progettista per industrie automobilistiche come Ford, ma anche per società come Sony, Honda e Philips Electronics. Il suo lavoro attirò l’attenzione di Hollywood e così Mead debuttò sul set nel 1979 con Star Trek – The Motion Picture cui seguirono poi Blade Runner (1982, film che gli valse per la prima volta il titolo di ‘futurista visuale’), Tron (1982), Aliens (1986), Timecop (1984), Mission to Mars (2000), Mission Impossible: 3 (2006), Elysium (2015) Tomorrowland – Il mondo di domani (2015), Blade Runner 2049 (2017).
E’ morto Harry Kupfer, celebre regista di opere liricheAveva 84 anni. Ha diretto anche la Komische Oper di Berlino
BERLINO31 dicembre 201915:52
– Harry Kupfer, uno dei più grandi registi di opera lirica in Germania, è morto il 30 dicembre a Berlino, dopo una lunga malattia. Ne hanno dato notizia i media tedeschi, citando l’agenzia Arsis di Vienna. Kupfer aveva 84 anni.
La sua carriera era iniziata nella DDR, negli anni ’50, dove era diventato presto direttore della Komische Oper di Berlino.
Ma ebbe molto successo anche nell’Ovest, con capolavori come “L’Anello dei Nibelunghi”, a Bayreuth, nel 1988. Celebre anche la sua regia del “Cavaliere della rosa” al festival di Salisburgo, nel 2014. Fra i momenti di maggiore successo di Kupfer, dieci opere wagneriane, prodotte con la direzione di Daniel Barenboim, alla Berliner Staatsoper Unter den Linden.
Danza con me, Rai1 inaugura il 2020 con BolleTra gli ospiti Benigni, Bocelli, Bollani, Alberto Angela
31 dicembre 201916:26
Per la terza volta di seguito, il nuovo anno di Rai1 si apre all’insegna della grazia e della bellezza con “Danza con me”, il grande show della danza di Roberto Bolle, in onda mercoledì 1 gennaio in prima serata.
Appuntamento ormai tradizionale, eppure sempre diverso, “Danza con me” è riuscito a radunare intorno a sé un pubblico ampio e nuovo, con incredibili successi di share e di critica, fino a vincere nel 2018 il prestigioso premio internazionale del Rose D’Or come miglior programma di entertainment a livello europeo, motivo d’orgoglio per tutta la televisione italiana.
Anche quest’anno “Danza con me” – prodotto da Rai1 in collaborazione con Ballandi e Artedanza srl – torna quindi a puntare tutto sull’arte e sull’eccellenza italiana, con una miscela inedita di danza e ironia, classicità e innovazione in pieno “stile Roberto Bolle” – qui non solo protagonista, ma anche ideatore e direttore artistico del format. Un cast straordinario arricchisce questa nuova edizione con ospiti provenienti non solo dal mondo della danza mondiale, ma anche dal mondo del cinema, del teatro e della musica. Le fila del racconto sono tenute dall’inedita coppia formata da Giampaolo Morelli e Geppi Cucciari che con ironia raccontano e presentano, spiegano e partecipano. E poi molti e prestigiosi gli artisti che hanno voluto partecipare a questo progetto ambizioso e di successo, portando il loro contributo. Si ricompone, per la prima volta in televisione, un terzetto che ha già emozionato quest’estate all’Arena Flegrea di Napoli durante OnDance – la grande festa annuale della danza di Bolle – formato dall’étoile con Andrea Bocelli e Stefano Bollani. Accanto a Roberto, a interpretare uno dei grandi successi del tenore toscano accompagnato dal pianoforte di Bollani, Nicoletta Manni, Prima Ballerina della Scala di Milano.
Il mondo delle favole, cui tanta parte dell’immaginario coreutico è ispirato, è stupendamente rappresentato da Roberto Benigni e Matteo Garrone, che hanno dato vita ad una versione indimenticabile al cinema di Pinocchio. Sulle note del Premio Oscar Dario Marianelli, autore della colonna sonora di Pinocchio, Bolle ancora una volta emoziona ricordando l’universo magico dell’infanzia e del sogno.
Tornano a fare visita anche Virginia Raffaele, sempre sorprendente a fianco dell’Étoile, e il duo Luca e Paolo, in vesti nuove ed esilaranti. Per la prima volta, invece, portano il loro straordinario contributo al programma Alberto Angela e, con un omaggio indimenticabile all’umanità di Charlie Chaplin, Luca Zingaretti.
La musica, sempre protagonista, è rappresentata anche da artisti come Nina Zilli, con la quale si ricorderanno i fantastici anni ’60 in tv e in danza e Marracash che, insieme con Cosmo, farà danzare non solo Bolle, ma i giovani ballerini dell’Accademia Teatro alla Scala, ancora una volta al centro della scena.
Tutti ospiti che giocano, danzano, sperimentano al di là dei generi e dei confini con mise en scène che aprono nuovi scenari e possibilità al balletto.
Sanremo: ipotesi Rula Jebreal conduttrice, divampa polemica sui socialPer gli haters, sarebbe ‘un insulto a tutti gli italiani’
30 dicembre 201916:36
“Mi par di capire che con i soldi del canone #Rai #RulaJebreal potrebbe essere incaricata a #Sanremo di spiegarci quanto le facciamo schifo. Se poi qualcuno si lamenterà sui social, seguiranno accuse di: -razzismo -sessismo – machismo. Pure nel 2020, ci avete già rotto….” E’ Quanto scrive Daniele Capezzone sulla sua pagina ufficiale Twitter. Uno dei tanti commenti polemici, dopo l’indiscrezione rivelata da Dagospia che ha fatto il nome della giornalista Rula Jebreal come possibile conduttrice, per una serata, del prossimo festival di Sanremo assieme ad Amadeus.Per gli haters, la eventuale presenza di Rula sul palco di Sanremo sarebbe “un insulto a tutti gli italiani”. Qualcuno ha lanciato l’hashtag #BoicottaSanremo.Ma altri la difendono: “Io sono italiano, pago le tasse, e non mi sono mai sentito schifato da Rula Jebreal”.Secondo il sito online di Roberto D’Agostino, il conduttore Rai avrebbe incontrato Rula in un albergo milanese proponendole di affiancarlo per una sera sul palco dell’Ariston. E lei avrebbe dato la sua disponibilità. La notizia, ripresa da alcuni quotidiani oggi, aprendo a cascata le polemiche. Tra questi anche Marco Gervasoni docente dell’Università del Molise (noto alle cronache per aver pubblicato tweet offensivi nei confronti della senatrice a vita Liliana Segre) che sempre su Twitter commenta “Mitica la definizione che ne diede in un talk show anni fa Sapelli ” gnocca senza testa”. Aspettatevi un Sanremo pro clandestini, pro islam, pro lgbt, pro utero in affitto, pro sardine, pro investitori d’auto (purché con suv)”.Ma c’è chi difende la giornalista e argomenta: “Grazie #Amadeus per aver scelto #RulaJebreal, stai mandando in tilt i cervelli dei razzisti perché è una donna, straniera, che ha detto chiaramente che l’Italia è un paese fascista. Spero faccia qualche discorsetto durante il festival”.
Figli, ultimo film di Mattia Torre, esce il 23 gennaioCon Paola Cortellesi e Valerio Mastandrea
31 dicembre 201913:53
Figli è l’ultimo film scritto dal compianto Mattia Torre, prematuramente scomparso dopo aver a lungo combattuto con tenacia una lunga malattia, portato sullo schermo da Giuseppe Bonito. Il film uscirà nelle sale il 23 gennaio con Vision Distribution. Protagonisti della pellicola Paola Cortellesi e Valerio Mastandrea che interpretano Sara e Nicola, una coppia innamorata e felice. Sposati da tempo, hanno una figlia di sei anni e svolgono con passione le professioni che hanno scelto. Tutto perfetto fino a quando l’arrivo del secondo figlio li farà scontrare con qualcosa che non avevano previsto… Nel cast, accanto a Cortellesi e Mastandrea, Stefano Fresi, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Andrea Sartoretti, Massimo de Lorenzo, Gianfelice Imparato, Carlo de Ruggeri.
Scritto da Mattia Torre e diretto da Giuseppe Bonito, Figli è prodotto da Lorenzo Mieli e Mario Gianani, una produzione Wildside – The Apartment, parte del gruppo Fremantle, e Vision Distribution.
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DALLE 16:30 DI DOMENICA 29 DICEMBRE 2019
ALLE 15:58 DI LUNEDì 30 DICEMBRE 2019
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Paul Feig re della commedia ama le donne
Regista Usa di Last Christmas, ‘Ora però un film di mostri’
CAPRI29 dicembre 2019 16:30
– Paul Feig è un re della commedia che ama le donne, le racconta, ci lavora, le produce e da tempi non sospetti. Premiato a ‘Capri, Hollywood’ per ‘Last Christmas’ il regista americano de ‘Le amiche della sposa’, che firmò anche il ‘Ghostbuster’ al femminile, racconta come si lavora con Emilia Clarke ed Emma Thompson e sogna una storia romantica da ambientare sull’isola azzurra. Ma solo dopo ”un film di mostri top segret per la Universal che spero di girare entro il 2020”.
”Mi piace raccontare l’amicizia al femminile, anzi preferisco che lo facciano direttamente le donne. Con la mia casa di produzione cerco di sostenere le autrici, le registe, ma anche tutte le professionalità impegnate nei ruoli tecnici di un film.
In questo senso le piattaforme possono fare molto e offrire tante opportunità per farsi conoscere, sono assolutamente favorevole” dice Feig autore anche di serie tv di successo.
Ha fatto cantare Emilia Clarke in una delle scene cult del film di Natale ispirato alla celebre canzone di George Michael.
”Vedendola nel ‘Trono di spade’ mi sembrava una persona più seriosa invece lei è davvero divertente e sa cantare, come ha dimostrato anche in uno spot pubblicitario. E pensare che all’inizio non voleva farlo! Ho convinto io Emma Thompson, autrice della sceneggiatura, a recitare nel ruolo della madre, mi sembrava assurdo che una delle più grandi attrici al mondo si limitasse a stare accanto a me sul set. Perchè a me piace che gli autori siano sempre coinvolti nella lavorazione. Questo progetto nasce otto anni fa proprio da lei e parte dalla famosa canzone, poi via via la storia stessa ci ha suggerito di aggiungere le altre, in tutto quindici, alcune non le conoscevo.
Non è stato facile per i diritti ma la volontà di tutti era trovare un accordo e così è stato, in modo da valorizzare questa bella eredità musicale”. Capri più romantica della Londra splendente del suo ultimo film? Feig non si sbilancia. ”Da un ventennio vengo qui ogni estate, qualche anno un matrimonio pazzesco è durato tre giorni e ha coinvolto tutta l’ isola, dalla piazzetta al Faro. E questa potrebbe essere proprio una bella idea per una commedia”. Ora però è tempo di mostri ”sulla scia di vecchi miti come Dracula ma probabilmente ne inventerò anche di nuovi” si limita ad anticipare. Tornando alle donne e il cinema, argomento che tiene banco quest’anno al festival prodotto da Pascal Vicedomini e presieduto dalla regista Francesca Archibugi, lei pensa che il movimento #Metoo abbia contribuito a rendere le donne più influenti nell’industria Usa? ”Certo, e di tutto quello che e successo voglio trarre un bilancio positivo. Non si poteva più chiudere gli occhi sulla differenza abissale tra uomini e donne nel mondo del cinema, su una situazione non equa. Certe inchieste hanno acceso un faro”.
Le note del jazz per funerale Mario GuidiA Foligno l’addio al manager di alcuni dei più grandi artisti
FOLIGNO29 dicembre 201919:24
– Il suono dei Funk Off che colora di note l’uscita della bara: con questo accompagnamento musicale si sono conclusi i funerali di Mario Guidi. Tutto il mondo del jazz italiano è arrivato a Sterpete, piccola frazione di Foligno, per dare l’ultimo saluto al manager di alcuni dei più importanti artisti jazz.
Un pioniere in questo mondo, come è stato ricordato nei giorni scorsi dopo la sua prematura scomparsa. Ed i più grandi erano tutti lì, insieme al figlio Giovanni che avrebbe dovuto suonare ad Orvieto per Umbria jazz winter ma il concerto del quale è stato annullato proprio per la morte del padre. Da Enrico Rava a Stefano Bollani, da Paolo Fresu a Fabrizio Bosso, solo per citarne qualcuno, non sono quindi voluti mancare.
Presenti anche per Umbria jazz l’amico Carlo Pagnotta e Giampiero Rasimelli.
Libro del giorno: al museo tra baci e silenzi parlanti22 scrittori racconta la visita al museo che più hanno amato
30 dicembre 201911:32
– AA. VV. ”PEZZI DA MUSEO” a cura di MAGGIE FERGUSSON (ADELPHI, pp. 270, 16,00 euro).
Ci sono silenzi che parlano e poi si sciolgono in musica e gesti fissati per sempre nel marmo che riprendono vita e diventano sensuali e coinvolgenti, come ci sono immagini che prendono la parola rispecchiandosi in pagine di grandi romanzieri classici. Accade durante la visita a un museo da parte di scrittori che vanno da Roddy Doyle a Dan Paterson, da Ali Smith e Tim Winton a Julian Barnes o William Boyd e molti altri, passando dalla Frick Collection di New York all’Opificio delle pietre dure di Firenze, dal Musée Rodin di Parigi al Leopold Museum di Vienna, ma anche il grande Prado di Madrid, come la piccola Villa San Michele a Capri o il Museo degli ABBA a Stoccolma.
Oggi i musei, spesso grandiosi edifici spettacolari, sono sempre più arricchiti da interventi elettronici per esaltare e suscitare il coinvolgimento dei visitatori, abituati al Web e alla velocità di rapide visioni ad effetto. Un tempo avevano comunque la loro interattività, come l’ha qualsiasi opera d’arte, da un quadro a un libro, se la osservi con attenzione e ti fai coinvolgere dalla verità della sua creazione artistica, che ti parla del passato nel tuo presente che guarda al futuro.
Questo libro, firmato da ventidue grandi scrittori che ci parlano ognuno del loro museo più amato, spesso un museo minore, vuol farci riscoprire quel rapporto più profondo, emozionante e senza filtri tra chi osserva e chi ha creato qualcosa magari secoli prima, tramandandoci la sua percezione del mondo.
Naturalmente qualcosa nel tempo è cambiato e i luoghi d’esposizione di una volta, che avevano fatto assumere alla parola museo nel senso corrente quell’idea di noia, di polveroso, di poco senso, ora sono luoghi luminosi, accoglienti, con le opere ben esposte, magari anche in modo abbastanza spettacolare, e spiegate senza sussiego (si pensi alla trasformazione da sorta di magazzino ottocentesco alla realtà attuale che gioca su spazi e luci del Museo Egizio di Torino).
Così è nata l’idea di far tornare scrittori (non studiosi d’arte) in musei che li avevano suggestionati da giovani per rivisitarli e raccontare cosa gli piaceva adesso, intrecciandolo con i fili della memoria, come spiega la curatrice del volume Maggie Fergusson. Ecco così dei luoghi con un senso particolare, dei contenitori di opere che si espongono e arrivano a noi come messaggi dal passato, che suscitano riflessioni particolari in questi visitatori d’eccezione, riflessioni storiche e culturali, riflessioni emotive, generali come legate alla propria esperienza o ricerca personale.
Bernes ci racconta il suo rapporto con la musica e in particolare ”la fredda eppure turbolenta melanconia” che da adolescente scopre in quella del compositore finlandese Sibelius, tanto da voler un giorno visitare fuori Helsinki la sua casa-museo per capire, nel luogo di incontro tra arte colta e vita pratica, la scelta del silenzio fatta a un certo punto da questo musicista o scoprire i colori dei mobili della sua cucina per lui corrispondenti a una tonalità musicale (per esempio: verde/Fa maggiore, giallo/Re maggiore). Diversissima e molto divertente, per restare in ambito musicale, invece la visita al museo ABBA di un giornalista della BBC, Watthew Sweet, sulle tracce delle popstar celebri per un successo mondiale come ‘Mamma mia!”, ricordando momenti della propria vita di ragazzo legati all’ascoltato dei loro dischi.
Solo per fare qualche altro esempio, ecco allora la scrittrice inglese Allison Pearson (”Ma come fa a far tutto?”, bestseller diventato film con Jessica Parker) che si sente rimescolare tutta davanti al celebre ”Bacio” di Rodin, scultura che la riporta all’emozione della sua prima ”goffa e coinvolgente pomiciata con Dave sulla bitorzoluta brandina di un dormitorio” durante una gita scolastica a Parigi: ”Il primo bacio non si scorda mai”. E se John Lanchester al Prado, davanti al ‘Trionfo della morte’ di Bruegel, capisce che chiunque, anche la persona più digiuna d’arte, capirebbe che si tratta e cosa è un capolavoro, Ali Smith va alla riscoperta della villa di Alex Munthe a Anacapri coinvolta da quel casalingo museo senza etichette, ”luogo così splendido, colorato e luminoso, in cui l’enigma più che mai implica l’oscurità. Munthe non voleva la musealità, voleva il gesto leggero e birichino, il vitale cambiamento di forma, l’atto dell’immaginazione”.
Hit parade, 2019 chiude nel segno di Tiziano FerroSeguono Mina e Ivano Fossati e poi 23 6451 Tha Supreme
30 dicembre 201911:32
E’ Tiziano Ferro con Accetto miracoli l’album più venduto nell’ultima settimana del 2019,. Il disco, uscito il 22 novembre su etichetta Virgin Records (Universal Music Italia), era entrato direttamente al primo posto della top ten. In seconda posizione troviamo la coppia storica Mina e Ivano Fossati con l’album che porta i loro nomi e che è anche terzo tra i vinili. Entra direttamente al terzo posto tra gli album più venduti 23 6451 album di esordio del rapper che ama le felpe viola, Tha Supreme, seguito da Persona di Marracash che ha contribuito anche al suo lavoro. Ancora il meglio di Cremonini in quinta posizione e Non Stop Live di Vasco Rossi in sesta. Settimo è Ultimo con Colpa delle favole e il primo album natalizio lo troviamo solo in ottava posizione con Christmas di Michael Bublè. Doc di Zucchero è nono e chiudono la top ten i Coldplay con Everyday Life. Si tratta degli album più venduti nella settimana dal 20 al 26 dicembre. Al primo posto tra i singoli troviamo Blun7 A Swishaland ancora di THA SUPREME. Mentre al vertice dei vinili chiude l’anno una mitica doppietta dei Pink Floyd, con rispettivamente The Dark Side Of The Moon e The Wall. Teneroni invece i bambini dello Zecchino d’oro che dominano la classifica delle compilation più vendute della settimana. Questa la classifica della settimana dal 20 al 26 dicembre secondo le stime di Fimi/Jfk Italia:1 1 5 ACCETTO MIRACOLI TIZIANO FERRO VIRGIN UNIVERSAL MUSIC2 2 5 MINA FOSSATI MINA & IVANO FOSSATI PDU SONY3 3 6 23 6451 THA SUPREME EPIC SONY4 5 8 PERSONA MARRACASH ISLAND UNIVERSAL MUSIC5 4 4 CREMONINI 2C2C THE BEST OF CESARE CREMONINI VIRGIN UNIVERSAL MUSIC6 6 3 VASCO NONSTOP LIVE VASCO ROSSI VIRGIN UNIVERSAL MUSIC7 8 38 COLPA DELLE FAVOLE ULTIMO HONIRO BELIEVE8 13 6 CHRISTMAS MICHAEL BUBLÈ WARNER BROS WMI9 11 7 D.O.C. ZUCCHERO POLYDOR UNIVERSAL MUSIC10 10 5 EVERYDAY LIFE COLDPLAY COLDPLAY / PLG 3P WMI11 9 5 THE CHRISTMAS PRESENT ROBBIE WILLIAMS COLUMBIA SONY
Musei, il 5 gennaio torna la domenica gratuitaDa Pompei al Colosseo, da Caserta agli Uffizi: aperti gratis
30 dicembre 201913:31
– Il 2020 si apre all’insegna dell’arte con un lungo fine settimana inaugurato dalla #domenicalmuseo il 5 gennaio con l’ingresso gratuito in tutti i musei e i parchi archeologici dello Stato e dei tanti comuni che aderiscono all’iniziativa. L’elenco degli istituti coinvolti è visibile su http://www.beniculturali.it/domenicalmuseo.
Lunedì 6 gennaio si terrà poi l’apertura straordinaria dei luoghi della cultura statali in occasione dell’Epifania, con i consueti orari e tariffe.
Per la prima domenica gratuita del nuovo anno, la campagna digitale del MiBACT sarà dedicata alla seconda edizione di Fumetti nei Musei in mostra gratuitamente per il periodo delle festività all’Istituto della Grafica di Roma, mentre una calza speciale, scelta tra le opere conservate nel museo della pubblicità Salce di Treviso, segnerà sui social l’apertura straordinaria dei musei nel giorno della befana. VAI A TUTTE LE NOTIZIE DELLA REGIONE PIEMONTE
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Capodanno: da Potenza “L’anno che verrà” Rai 1, “una festa”
“Ritmo radiofonico”, da piazza Mario Pagano conduce Amadeus
POTENZA30 dicembre 201913:31
– “Una grande festa, dal ritmo radiofonico” che sarà trasmessa in diretta da Potenza, dove oggi sta nevicando: per domani, in occasione del Capodanno di Rai 1 “L’anno che verrà”, condotto in piazza Mario Pagano da Amadeus, è comunque previsto un netto miglioramento. Stamani, la trasmissione della sera di San Silvestro – in diretta anche su Rai Radio 1 – è stata presentata in una conferenza stampa nella Sala degli Specchi del Teatro Stabile del capoluogo lucano.
Con la regia di Maurizio Pagnussat, la serata (presentata stamani in una conferenza stampa) sarà aperta dagli Stadio con l’omaggio a Lucio Dalla. Nel cast “fortissimo”, hanno sottolineato Amadeus e il capo struttura di Rai 1, Angelo Mellone, anche Al Bano e Romina, Gigi D’Alessio, Cristiano Malgioglio la potentina Arisa, Benji & Fede, Elettra Lamborghini, Marco Masini, gli otto finalisti di Sanremo Giovani, Antonella Ruggiero, The Kolors, Riccardo Fogli, Rocco Hunt, Fausto Leali, Alberto Urso, Ivan Cattaneo, Orietta Berti e Paolo Vallesi.
l’Utopia di Ronconi per Ida Bassignanoregista e autrice è scomparsa improvvisamente il 20 dicembre
30 dicembre 201913:36
– IDA BASSIGNANO, ”L’UTOPIA DI LUCA RONCONI” (IANIERI, pp. 128 + 10 di fotografie – 15,00 euro).
Mentre ”Utopia” si rappresenta a Parigi (per la precisione al Parc Floreal di Vincennes per il Festival d’Automne), ”il 2 novembre 1975 si diffonde la notizia dell’uccisione di Pier Paolo Pasolini. Facciamo un minuto di silenzio prima della nostra ultima rappresentazione” scrive Ida Bassignano, scomparsa improvvisamente venerdì 20 dicembre, a pochi giorni dall’uscita di questo suo libro dedicato a quello storico spettacolo di Luca Ronconi, di cui fu allora assistente regista, continuando a farlo nel 1981 per ”L’uccellino azzurro” di Metterlinck e, alla Scala, per ”Opera” di Luciano Berio, prima di firmare allestimenti in proprio.
”Concludiamo le repliche e partiamo. Finisce ‘Utopia’, ma finisce anche un’epoca: una fine che verrà definitivamente consolidata con l’assassinio di Moro tre anni dopo – conclude la Bassignano – Non finisce però Ronconi, oramai riconosciuto genio teatrale, che prosegue la sua ricerca prima con il Laboratorio di Prato, poi al riparo nelle Istituzioni degli Stabili di Roma e Torino, per approdare infine stabilmente al Piccolo di Milano”.
”Utopia”, presentata prima alla Biennale di Venezia e poi in prima nazionale a Prato il 25 settembre 1975, era uno spettacolo costruito su cinque commedie di Aristofane, rileggendo le quali reinventa quel suo spirito paradossale, critico e provocatorio verso i difetti e le storture degli uomini e soprattutto della società del proprio tempo, portando istanze, aspetti, realtà dei primi anni ’70 in una sorta di sfilata lungo una strada come il corteo di una manifestazione che chiede cambiamenti sperando in una società migliore, portando in scena e in uno spazio altro, simbolico, la propria utopia. Il tutto con un impegno e una creatività in grande, come senza limiti, rivoluzionaria, dopo la rottura degli schemi tradizionali con il suo ”Orlando furioso” del 1969. Così fanno parte dello spettacolo, di questa ”Utopia” in tutti i sensi, del fare e ideologica, assieme a 33 attori e vari arredi (compresi 25 lettini da ospedale con ruote), sei automobili, un pulmino, un camion e persino un Piper, un piccolo aereo, che scorrevano lungo i 60 metri di una strada-spazio scenico, larga una decina, con gli spettatori seduti in tribune ai due lati.
Insomma, una vera avventura artistica e produttiva, che segnò un momento apicale e di non ritorno, in anni in cui la contestazione civile, la ribellione giovanile e operaia stava cambiando e, in alcune frange, prendendo la via clandestina della violenza e delle armi.
Di questo lavoro e dello spettacolo, perse le copie di un documentario del fratelli Frazzi, a parte varie foto e spezzoni di un filmato di una parta della prova generale molto rovinato e dal suono incomprensibile, non è rimasto nulla. Il libro di ricordi e testimonianza in prima persona di questa signora delle nostre scene, laureata Torino nel 1965, formatasi all’estero e nella cantina d’avanguardia del Beat 72 a Roma prima del’incontro con Ronconi, poi raffinata regista in proprio in teatro, ma anche molto per la radio Rai, e infine scrittrice con lo pseudonimo di Maria d’Berloc, è quindi importante per intuire e ricostruire atmosfera e fatti, per rendersi conto di quanto il teatro potesse essere ancora al centro della vita politica e culturale. Per aiutare a capire tutto questo, il volume si chiude con una conversazione tra due testimoni di allora e studiosi di teatro, Gianfranco Capitta e Ferdinando Taviani. Quindi, queste di Ida Bassignano, sono pagine davvero molto interessanti e abbastanza vivaci tanto da riuscire a comunicare e far capire, anche a un giovane che non ha vissuto quegli anni, cosa sia stato l’arrivo di Ronconi sulle scene italiane, cosa abbia rappresentato la sua voglia di sperimentare, di rompere gli spazi e i confini tradizionali di una rappresentazione, il suo pensare spettacolarmente in grande, tanto in grande da creare una mitologia su certi aspetti tecnici e finaziari del suo lavoro, comunque di alto livello.
App single blocca Sharon Stone, pensavano a fakeL’attrice alla ricerca della sua metà
30 dicembre 201914:44
– Anche l’attrice Sharon Stone frequenta le app di incontri, ma in molti hanno pensato che il suo profilo fosse un fake, tanto che l’applicazione in questione – Bumble – le ha bloccato l’account. La star di Basic Instinct è ricorsa a Twitter per protestare ed è stata subito riammessa, con gli auguri della direttrice editoriale Clare O’Connor: “Spero che tu possa trovare il tuo tesoro”. “… hanno chiuso il mio account. Alcuni utenti hanno riferito che non potevo essere io! – ha twittato l’attrice 61enne ai suoi 127.291 follower, secondo quanto riporta la Bbc online -. Ehi @bumble, mi stai escludendo?…”. Ma il blackout è durato poco: “Fidati di noi, sicuramente ti vogliamo sull’alveare”, le ha risposto O’Connor.
Sharon Stone è stata sposata due volte: prima con il produttore Michael Greenburg e poi con il giornalista Phil Bronstein, dal quale ha divorziato nel 2004. E in passato non ha fatto segreto del suo status di single: nel 2014 ha detto di essere “disponibile per appuntamenti” e l’anno scorso, durante il Late Late Show con James Corden ha svelato di essere ancora alla ricerca della sua metà svelando “mi piacciono alti”
Capri, Quentin Tarantino Regista dell’anno’C’era una volta a Hollywood, produttrice McIntosh: ‘Sarà felice’
30 dicembre 201915:12
– Quentin Tarantino per ‘C’era una volta a Hollywood’ ha vinto il premio ‘Best Director’ 2019 alla 24/a edizione di ‘Capri, Hollywood – The International film fest’: il riconoscimento, annunciato a sorpresa da Pascal Vicedomini, fondatore e produttore del festival, è stato consegnato da un nutrito gruppo di premi Oscar alla produttrice Shannon McIntosh già insignita del titolo ‘produttore dell’anno’. Il film è tra i favoriti nella corsa alle statuette 2020 e a tutti gli awards internazionali: conta già cinque nomination ai Golden Globes ( tra cui miglior film e regia e per gli attori Brad Pitt e Leonardo Di Caprio), 4 le candidature ai SAG e 12 ai Critics Choice Award.’ ‘Tarantino sarà felicissimo di ricevere questo premio dall’Italia, come sapete è un paese che lui adora. Lo consegnerò personalmente al mio rientro. Ho lavorato Quentin anche per ‘The Hateful Eight’, ‘Django Unchained’ e ‘Grindhouse’ – ha raccontato la produttrice americana – posso solo dire ed è un vero piacere essere sul set con lui”.
Gennaio al San Carlo, Muti e Tosca De AngelisTorna il maestro il 19 per Concerto d’Imprese, dal 22 l’opera
NAPOLI30 dicembre 201915:16
– Sarà il Teatro di San Carlo ad ospitare la prima data del tour italiano di Riccardo Muti con la Chicago Symphony Orchestra domenica 19 gennaio alle 19. In programma la Suite da Romeo e Giulietta di Sergej Prokof’ev e la Sinfonia n. 9 in mi minore “Dal Nuovo Mondo” di Antonín Dvorák.
Tosca di Giacomo Puccini sarà invece l’opera che aprirà il 2020 operistico del massimo napoletano (dal 22 al 29 gennaio) in una nuova produzione molto attesa, perché porterà la firma di Edoardo De Angelis, regista cinematografico che affronta per la prima volta il palcoscenico lirico. Un inizio di 2020 da non perdere quindi per gli appassionati, a cominciare dall’appuntamento con Muti ad appena un anno di distanza dal ‘Così fan tutte’ della Stagione 2018-2019. Muti sarà nuovamente a Napoli, questa volta alla guida dell’Orchestra del Teatro di San Carlo, a novembre 2020.
L’evento del 19 gennaio rientra in Concerto d’Imprese, progetto di potenziamento della Stagione Sinfonica.
Su Rai1 il concerto di Capodanno dalla FeniceSms solidali e Art Bonus per sostegno teatro dopo acqua alta
VENEZIA30 dicembre 201915:40
– È il grande direttore coreano Myung-Whun Chung il protagonista della 17/a edizione del Concerto di Capodanno dal Teatro La Fenice di Venezia, che Rai Cultura propone mercoledì 1° gennaio alle 12.20 in diretta su Rai1 e in replica alle 18.30 su Rai5. Sul palco, insieme all’Orchestra e al Coro della Fenice, saliranno il soprano Francesca Dotto, il tenore Francesco Demuro, il baritono Luca Salsi e il contralto Valeria Girardello. In programma una selezione di pagine dal repertorio operistico più amato: dai quartetti “Bella figlia dell’amore” da Rigoletto di Verdi e “O Mimì, tu più non torni” dalla Bohème di Puccini al passo corale “Padre augusto” da Turandot di Puccini, ma anche brani sinfonici come la Suite di Rota da ‘Amarcord’ di Fellini. Il concerto, aperto dal ‘Sanctus’ dal Requiem di Verdi, sarà anche l’occasione per aiutare la Fenice nei restauri dopo la grande acqua alta del 12 novembre, attraverso sms solidali (al 45505, solo dall’1 al 5 gennaio) e il classico canale dell’Art Bonus.
Box Office: Pinocchio vince, tre italiani al topTerzo Il Primo Natale, quinta La dea Fortuna
30 dicembre 201910:39
– E’ Pinocchio di Matteo Garrone, con il premio Oscar Roberto Benigni nei panni di uno straordinario Geppetto, a dominare il box office della settimana di Natale, con un incasso di 5.335.839. In seconda posizione il divertente nuovo capitolo di Jumanji: The next level warner che raggiunge in cinque giorni di programmazione 4.945.993. Terzo a distanza ravvicinata un altro film italiano, Il Primo Natale di Ficarra e Picone, con 4.554.611. Scende dalla prima alla quarta posizione Star wars: L’ascesa di Skywalker con un incasso di 3.301.140. In quinta posizione troviamo ancora un film italiano, ovvero La Dea Fortuna di Ferzan Ozpetek con 2.448.098. Tre italiani nella top five per Natale.
Blockbuster 2020, fra 007 e Vedova neraMulan live action. Jolie ‘sovrumana’, Cruise/Maverick
30 dicembre 201913:56
– L’ultima volta di Daniel Craig come 007 in No time to die di Cary Fukunaga, 25/0 film su James Bond, qui richiamato in servizio contro un villain estremamente pericoloso (Rami Malek). Il ritorno a 34 anni da Top Gun, di Tom Cruise nel ruolo dello spericolato asso del volo Maverick (dirige Joseph Kosinski). L’ormai famigliare ondata di supereroi e supercattivi Marvel e Dc, con in prima fila le donne (anche alla regia): Vedova nera /Scarlett Johansson, stavolta assoluta protagonista in Black Widow di Cate Shortland; la ‘cattiva ragazza’ Harley Quinn/Margot Robbie in Birds of prey di Cathy Yan; Wonder Woman/ Gal Gadot in un’avventura, sempre diretta da Patty Jenkins, ambientata nel 1984, Angelina Jolie fra gli esseri sovrumani di The eternals di Chloé Zhao. Sono fra i blockbuster live action che puntano a riempire le sale nel 2020.
Intanto il 2019 si chiude in Usa e Canada con un calo al botteghino del 4% mentre in Italia, sono saliti sia incassi che spettatori. Tra i kolossal, dalla Disney arriva un altro remake live action di un film animato, con Mulan, per la regia di Niki Caro. Protagonista Yifei Liu, che qualche mese fa si è attirata haters sui social e l’avvio di una campagna di boicottaggio del film, dopo un suo post di appoggio all’azione della polizia di Hong Kong contro i manifestanti. Tornano gli inseguimenti adrenalinici di Dom Toretto (Vin Diesel), insieme a amici e nemici (nel cast anche Charlize Theron e Helen Mirren) in Fast & Furious 9 di Justin Lin. Si ripresenta in Bad Boys for life di Adil El Arbi e Bilall Fallah, la coppia di divertenti e spericolati amici poliziotti, composta da Will Smith e Martin Lawrence. E’ già accidentato (visto il flop negli Usa) il percorso del reboot, diretto da Elizabeth Banks delle ‘Charlie’s Angels’, Kristen Stewart, Naomi Scott e Ella Balinska.
Guida ai ‘ponti’ del 2020 da sfruttare, tra arte e relaxWeekend, minivacanze e viaggi con pochi giorni di ferie
URBINO29 dicembre 201917:52
Il prossimo anno si potrà viaggiare o trascorrere lunghi weekend di riposo: con soli 8 giorni di ferie si potrà fare infatti un intero mese di vacanza. Se volete programmare le partenze, ecco una breve guida ai ponti del 2020. Si parte subito il 6 gennaio che cade di lunedì, un’ottima occasione per prolungare le vacanze di fine anno o per organizzare un fine settimana in giro per l’Italia tra manifestazioni folcloristiche, parate dei Re Magi o semplicemente per proseguire con le sciate in montagna. Oppure approfittare dei festeggiamenti a Urbino per il cinquecentesimo anniversario della morte di Raffaello Sanzio: alla Galleria nazionale delle Marche si può vedere la mostra “Raffaello e gli amici di Urbino” che, fino a fine mese, racconta l’ambiente artistico in cui crebbe il geniale artista del Rinascimento.
Il Carnevale comincia il 20 febbraio, giovedì grasso: in ogni angolo d’Italia si celebra con sfilate in maschera e feste per grandi e piccini; tra i festeggiamenti più belli spiccano quelli di Viareggio, Ivrea e Venezia. E’ un’ottima occasione per organizzare una mini vacanza in Italia alla scoperta di antiche tradizioni, ma è anche il periodo migliore per programmare una settimana bianca con tutta la famiglia. Pasqua si festeggia il 12 aprile, consentendo di fare una mini vacanza primaverile prima del 25, giorno della Liberazione, che, purtroppo, cade di sabato. Per le vacanze di Pasqua in Italia si può scegliere una destinazione artistica, come Parma, capitale italiana della cultura, o Livorno che celebra i 100 anni dalla scomparsa del pittore Amedeo Modigliani. Oppure, ancora, Rimini con i 100 ani dalla nascita di Federico Fellini con mostre e spettacoli dedicati. Il primo maggio, festa dei lavoratori, cade di venerdì: è un lungo fine settimana da sfruttare in qualche città d’arte o al mare per passeggiate e i primi bagni di sole. Un suggerimento è di recarsi a Cervia per il 40esimo festival internazionale degli aquiloni: dal 24 aprile al 3 maggio migliaia di aquiloni di ogni forma e colore, creati da oltre 200 artisti del vento, voleranno nel cielo della lunga spiaggia di Pinarella. In programma gare, acrobazie e laboratori di costruzione per bambini, mostre, esibizioni e un mercatino di aquiloni e sculture gonfiabili.
La festa della Repubblica si festeggia il 2 giugno che è un martedì ed è un’ottima occasione per prolungare il weekend e andare al mare o in montagna per qualche giorno di benessere o di attività sportive. Al mare dell’isola d’Elba, per esempio, o sulle Dolomiti di Brenta per chi ama andare in mountain bike sui numerosi chilometri di tracciati ciclabili panoramici come quello che sale a Patascoss, tappa del giro d’Italia, passa per Malga Ritort e torna a Madonna di Campiglio.
Meno fortunate sono le feste del 15 agosto e del primo novembre che cadono, rispettivamente, di sabato e di domenica. Bisogna aspettare l’8 dicembre che è un martedì e che consente di fare un lungo ponte prima delle vacanze di Natale. E’ un’ottima occasione per fare i primi acquisti nei più bei mercatini natalizi: da Merano a Trento, da Livigno ad Aosta e, all’estero, dal Tirolo all’Alsazia, lungo tutto l’arco alpino.
Infine c’è Natale che nel 2020 cade di venerdì, proprio come san Silvestro: allungando il fine settimana consente di organizzare una mini vacanza sulla neve, nella scintillante New York, o Singapore per chi preferisce l’Oriente, o al caldo di qualche resort sulle spiagge più esotiche dei Caraibi o di Capoverde, in Africa.
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DALLE 11:48 ALLE 16:30 DI DOMENICA 29 DICEMBRE 2019
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Riley, sesto capitolo della saga delle Sette Sorelle
In libreria il 2 gennaio per Giunti
29 dicembre 2019 11:48
LUCINDA RILEY, LA RAGAZZA DEL SOLE (GIUNTI, PP 912 , EURO 19,80). Arriva in libreria il 2 gennaio Il sesto capitolo della saga delle Sette Sorelle di Lucinda Riley che ci porta dai grattacieli di New York alle pianure del Kenya degli anni ’40. Un romanzo epico, indimenticabile. E’ il romanzo epico ‘La ragazza del sole’, pubblicato da Giunti in cui incontriamo Electra D’Aplièse, una delle modelle più famose del mondo, bellissima, ricca e desiderata. Ma dietro l’immagine glamour e la fastidiosa attenzione dei paparazzi si nasconde una donna fragile, che fatica a reggere lo stress di un ambiente in cui contano solo le apparenze.
Electra è la più giovane delle sorelle e mentre tutte le altre sembrano aver superato la morte del padre e trovato la felicità, lei si sente sempre più persa e sola. E così si rifugia in alcol e droghe, specialmente da quando è stata mollata dal suo fidanzato. Ma c’è qualcuno che sta cercando di entrare a far parte della sua vita e tenta di contattarla in tutti i modi; si tratta di Stella Jackson, noto avvocato impegnato nella difesa dei diritti umani, che dice di essere sua nonna.
La Riley, nata in Irlanda, ha iniziato la sua carriera come attrice per il cinema, il teatro e la tv e ha pubblicato il suo primo libro a 24 anni. I suoi romanzi hanno venduto oltre 20 milioni di copie e sono tradotti in 39 Paesi. Dalla saga delle Sette Sorelle verrà tratta una serie tv prodotta a Hollywood.
‘La traversata’ di un sopravvissuto a Charlie HebdoEsce l’8 gennaio il commovente racconto di Philippe Lancon
29 dicembre 201912:38
– PHILIPPE LANCON, LA TRAVERSATA (EDIZIONI E/O, PP 480, EURO 19,00). A cinque anni dall’attentato nella redazione di Charlie Hebdo, arriva in Italia ‘La Traversata’ di Philippe Lancon, collaboratore del giornale satirico francese, sopravvissuto all’attacco di matrice islamistica in cui 12 persone sono morte e 11 sono rimaste ferite. Philippe quel 7 gennaio del 2015 viene ferito alla mano da una pallottola e un’altra gli porta via la mandibola destra, parte del labbro inferiore e i denti.
Ne ‘La Traversata’, che arriva nelle nostre librerie l’8 gennaio per le Edizioni E/O, nella traduzione di Alberto Bracci Testasecca, che in Francia ha venduto più di 350.000 copie , ha vinto il Prix Fémina, e del Prix Renaudot Special, Lancon, che ha affrontato 9 mesi di ospedale e 15 operazioni, compie un viaggio nella sua ricostruzione fisica e mentale. Un percorso nella memoria tra personaggi reali e letterari da Francois Hollande a Mario vargas llosa a Prosut alla chirurga Chloe, l’infermiera Annette e il dottor Hossein.
Il giornalista e scrittore , nato nel 1963 a Vanves, non parla tanto del terrorismo islamico ma di quello spazio-tempo intermedio sospeso tra la vita di prima che non esiste più e la vita dopo, che deve ancora cominciare. Una dimensione in cui il ricordo si mischia con la realtà e con l’allucinazione.
Rocco Schiavone in ‘Ah l’amore l’amore’ di ManziniIn libreria il 9 gennaio per Sellerio
29 dicembre 201915:54
ANTONIO MANZINI, AH L’AMORE L’AMORE (SELLERIO, PP 352). Rocco Schiavone indaga da un letto d’ospedale nel nuovo romanzo di Antonio Manzini ‘Ah l’amore l’amore’ che arriva in libreria il 9 gennaio e inaugura il 2020 di Sellerio.
Le avventure dell’anticonformista vicequestore, che nella fortunata serie in onda su Rai2 è interpretato da Marco Giallini, riprendono dall’ultima pagina del precedente libro, ‘Rien ne va plus’, dove lo abbiamo lasciato ferito in un lago di sangue. Un proiettile ha colpito Rocco in un conflitto a fuoco, ha perso un rene ma non per questo è meno ansioso di muoversi. Nello stesso periodo in cui lui è in ospedale, durante un intervento chirurgico simile al suo, un altro paziente perde la vita: Roberto Sirchia, un ricco imprenditore che si è fatto da sé. La vedova e il figlio di Sirchia puntano il dito contro la malasanità. Ma, una sacca da trasfusione con il gruppo sanguigno sbagliato, agli occhi di Rocco che si annoia e non può reprimere il suo istinto di sbirro, è una disattenzione troppo grossolana. E poi il vicequestore è profondamente grato all’uomo che sarebbe il responsabile numero uno dell’errore, cioè il primario dottor Negri, malinconico e disincantato come lui. E così, con il suo stile dissacrante Rocco comincia a guidare l’indagine dai corridoi dell’ospedale. Ma il movente va cercato fuori. Schiavone ha quasi cinquant’anni, certe durezze si attenuano, forse un amore si affaccia.
Littizzetto cade in strada, braccio e gamba ingessatiL’incidente raccontato dalla stessa attrice sul suo profilo Instagram
TORINO29 dicembre 201914:32
“No comment. Volata per la strada. Rotula e polso”. E’ l’incidente capitato Luciana Littizzetto a Torino come lei stessa ha rivelato sul suo profilo Instagram. L’attrice torinese ha pubblicato una fotografia in cui la si vede seduta su un letto con un braccio e una gamba completamente avvolte da fasciature. L’immagine, dove si mostra sorridente e con il pollice alzato, è corredata da un commento ironico: “E buona fine e buon principio”.
In poche ore il post ha raccolto oltre 155 mila like e 16 mila messaggi di affetto e di auguri.
L’Eduardo di Pasqual perde la sua grande magiaspettacolo di qualità visive ma senza vera umanità
29 dicembre 201914:06
– La delicatezza, la malinconia esistenziale, la sfida e la tragica ironia che caratterizzano i grandi, umanissimi personaggi di Eduardo De Filippo, non sono facili da portare in scena anche dimenticando la grande lezione dello stesso autore. E tanto più questo appare evidente quando si abbandona la lingua napoletana e si affronta il suo testo più italiano, ‘La grande magia’, ora proposta per le feste al Teatro Argentina sino al 5 gennaio in una produzione dello Stabile di Napoli con la regia del catalano Lluis Pasqual, affascinato dal meccanismo e il gioco spettacolare di quel testo, di cui però non coglie le sfumature e la dolorosa, paradossalmente ironica umanità. Così il bravo Claudio Di Palma, nonostante l’impegno e qualità che mette nello scavare la ‘corda pazza’ del suo Calogero Di Spelta, si troverà spiazzato, non trovando sino in fondo il tono giusto, visto che tutto si appiattisce più sulla dialettica e le mistificazioni spettacolari del mago Marvuglia, ben reso in questo senso da Nando Paone.
Tra echi di tanto Pirandello, ma anche di Cechov, Eduardo, con questo lavoro che affascinò anche Strehler, vuol qui dimostrare come la speranza e l’illusione siano una necessità di sopravvivenza nei confronti delle difficoltà e della vanità della vita.
2020, un anno per ricordare i maestri italianiTanti anniversari, da Raffaello e Modigliani fino a Fellini
29 dicembre 201914:58
– I 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio, il terzo centenario della nascita di Giovanni Battista Piranesi, i 100 anni dalla nascita di Federico Fellini, il primo centenario della morte di Amedeo Modigliani e di Gaetano Previati: per il mondo dell’arte il 2020 sarà un anno di importantissime ricorrenze, una grande festa con tante mostre pronte a celebrare il genio di artisti italiani ancora insuperati e amati in patria e all’estero.
ROMA – Si intitola semplicemente “Raffaello” la maxi-mostra monografica allestita alle Scuderie del Quirinale dal 5 marzo al 2 giugno che rappresenta l’evento di punta delle celebrazioni per l’anniversario della morte del maestro del Rinascimento (avvenuta a Roma il 6 aprile 1520). Anche il Parco Archeologico del Colosseo dedica un grande evento espositivo al genio di Raffaello: a marzo aprirà “Raffaello nella Domus Aurea. Da giugno a gennaio il Quirinetta ospiterà la mostra immersiva e multimediale “L’impossibile Modigliani. L’artista italiano e l’arte africana. Simbolo, opere, tecnologia”, che espone oltre 100 opere nel format Modlight.
PERUGIA – Dal 3 ottobre al 10 gennaio alla Galleria Nazionale dell’Umbria “Giovanni Battista Piranesi nelle collezioni della GNU”, per i 300 anni dalla nascita dell’architetto, incisore e teorico veneziano (nato il 4 ottobre 1720).
BASSANO DEL GRAPPA (Vi) – Aprirà il 9 aprile a Palazzo Sturm la mostra “Giambattista Piranesi. Visioni di un architetto senza tempo”, a cura di Chiara Casarin e Pierluigi Panza.
RIMINI – E’ stata inaugurata lo scorso 14 dicembre “Fellini 100 Genio immortale. La mostra”, primo evento delle grandi celebrazioni che per tutto il 2020 ricorderanno il regista riminese.
FERRARA – La città natale di Gaetano Previati dedica al maestro del Divisionismo un grande evento a 100 anni dalla morte: dall’8 febbraio al 7 giugno il Castello Estense allestisce “Oltre la cornice.
Eventi 2020, da Vasco a Ferro e CremoniniBaglioni a Caracalla, Ligabue a Campovolo, Zucchero a Verona
29 dicembre 201915:08
– Il 2020 si annuncia denso di appuntamenti, molti dei quali, come da consuetudine concentrati nella stagione estiva. Protagonisti soprattutto gli artisti italiani, primo fra tutti Vasco Rossi. Stavolta niente stadi per il rocker, che ha preferito i palchi dei festival più importanti: Firenze Rocks (10 giugno), gli I-Days di Milano (15 giugno), il Circo Massimo (19 e 20 giugno) e l’Autodromo di Imola (26 giugno). Claudio Baglioni ha scelto invece le Terme di Caracalla: una residency di 12 serate (dal 6 al 18 giugno), con la rivisitazione in chiave classica dei suoi successi, accompagnato da coro e orchestra. L’antico sito romano è stato scelto anche da Andrea Bocelli, che il 21 giugno saluterà l’arrivo dell’estate.
Bisognerà attendere settembre per il ritorno live di Zucchero, con dodici date (le uniche in Italia) all’Arena di Verona, a partire dal 22. Così come per la data evento allo Stadio Olimpico di Roma della reunion tra Antonello Venditti e Francesco De Gregori. Ligabue festeggia 30 anni di carriera e non poteva che farlo al Campovolo di Reggia Emilia, che lo ha già visto protagonista più volte: il 12 settembre salirà sul palco per “30 anni in un giorno”. Negli stadi italiani si daranno il cambio Tiziano Ferro, che porta dal vivo il suo nuovo album Accetto Miracoli e ha già in programma tre date a Milano e un bis a Roma, Cesare Cremonini che festeggia i 20 anni di carriera (e chiuderà il tour all’Autodromo di Imola il 18 luglio), Max Pezzali che si regala due date a San Siro (10 e 11 luglio), per quello che si annuncia come un karaoke a 40 mila voci. Ci sarà anche il debutto di Ultimo, che dopo i palazzetti, si prepara – artista italiano più giovane di sempre a compiere l’impresa – a conquistare gli spazi più grandi e nella sua Roma chiuderà con l’abbraccio del Circo Massimo (19 luglio).
Torna il ‘parente egiziano’ di Mickey MouseRiscoperta l’opera pionieristica al Cairo di tre fratelli ebrei
TEL AVIV29 dicembre 201915:16
– Negli anni Trenta Mickey Mouse, il gatto Felix e l’avvenente Betty Boop avevano, forse a loro insaputa, dei parenti al Cairo. Il principale era Mish-Mish Effendi. Come loro sullo schermo si muoveva in modo dinoccolato, ma si distingueva dai colleghi americani per il fez incollato in testa e per l’ambiente chiaramente orientale che lo circondava.
Dimenticati ormai da molti decenni, quei pionieristici film di animazione sono stati recuperati di recente e riproposti in un documentario (‘Bukra fil Mish-mish’ di Tal Michael) trasmesso adesso dalla televisione israeliana.
Quei ‘cartoons’ erano stati prodotti in un appartamento del Cairo – con grande creatività, ma con mezzi di fortuna – dai fratelli Hershel, David e Shlomo Frenkel. Nel 1905, per sfuggire alle persecuzioni antisemite, il padre Bezalel aveva lasciato la Bielorussia e si era rifugiato nella Palestina, allora ottomana.
Nel 1914 fu però espulso dalle autorità turche. In Egitto i Frenkel trovarono infine una società cosmopolita ed accogliente.
Là i tre fratelli ebbero i primi contatti con i film di animazione statunitensi. Anche loro, ne erano certi, avevano stoffa da vendere. Invece i produttori locali erano inclini allo scetticismo. Quando chiesero finanziamenti, la risposta fu “Bukra fil mish-mish”. Letteralmente: “domani, con le albicocche”. In parole povere: “ve lo potete sognare”.
Vasco Non Stop Live su Canale 5Il music film di Pepsy Romanoff in esclusiva
29 dicembre 201915:21
– Lunedì 30 dicembre in esclusiva in prima serata su Canale 5 “VASCO NON STOP LIVE 018+019”, il music film di Pepsy Romanoff su Vasco Rossi, la sua musica e il suo pubblico.
La musica del Blasco come non è mai stata raccontata e, per la prima volta, direttamente dalla voce dei protagonisti. “VASCO NONSTOP LIVE 018+019” è un viaggio che celebra due anni di successi dal vivo del Komandate, dal tour nei principali stadi italiani nel 2018 alla conquista di San Siro nel 2019: nessuno, infatti, aveva fatto registrare sei date consecutive sold-out alla Scala del Rock di Milano. Più di 900.000 spettatori che hanno, ancora una volta, incoronato Vasco Rossi Re degli Stadi per due estati di seguito.
Oltre due ore per vivere l’atmosfera unica e irripetibile che si respira a ogni suo concerto, ma anche per entrare dentro il processo creativo della scaletta. Così il regista Pepsy Romanoff: “L’idea è quella di portare sullo schermo un concerto diverso dagli altri, un concerto rock ruvido anche nel trattamento dell’immagine. Il girato è stato così riversato in pellicola per dare il senso del tempo e della bellezza della resa cinematografica”.
Da come nasce una scaletta “perfetta” (da “Cosa succede in città” a “Qui si fa la storia”) al fronte del palco, Vasco, attore principale del film, racconta i segreti delle sue scelte, affida pensieri ed emozioni alla telecamera che lo riprende in vari momenti. Dall’intimità di una sala d’incisione con Vince Pàstano (il “capo orchestra”), alle prove con la band, lo show mentre si compone, fino all’esplosione finale dello stadio, dove il Blasco e il suo pubblico si uniscono per dar vita a uno spettacolo unico nel suo genere.
“VASCO NONSTOP LIVE 018+019″ è prodotto da Universal Music Group in collaborazione con Giamaica realizzato da EXCEPT.
MAXXI miglior museo italiano 2019 per ArtribuneA sorpresa Roma è la città del 2019 per la rivista d’arte
29 dicembre 201915:49
– Artribune premia il MAXXI ”per la grande qualità (e quantità!) di mostre ed eventi che ha proposto nel 2019, su tutti la grande mostra di Maria Lai. Da non sottovalutare anche la grande capacità del museo di stringere partnership con il mondo dell’impresa”. Con queste motivazioni la rivista d’arte ha scelto il MAXXI come miglior museo italiano 2019, nell’annuale rubrica “The best of the year” che ogni anno premia coloro che maggiormente si sono distinti con la propria ricerca, i progetti più sperimentali, i colpi di genio nella scena dell’arte e della cultura contemporanea. Il MAXXI è anche tra le spinte che portano la stessa rivista a scegliere a sorpresa Roma come città dell’arte dell’anno, ”nonostante la politica ci metta tutto il suo impegno per renderla invivibile”. Al MAXXI continua intanto la ricca offerta delle festività natalizie, con dieci mostre, focus e progetti speciali tra arte, architettura, fotografia, illustrazione; aperture straordinarie e visite guidate gratuite, aspettando il 2020,anno in cui il Museo nazionale delle arti del XXI secolo, festeggia i suoi primi 10 anni. Sarà aperto martedì 31 gennaio (ore 11.00 – 17.30) e tutti i giorni da mercoledì 1° gennaio fino a domenica 12 gennaio 2020, anche lunedì 6 gennaio (ore 11.00 – 20.00).
10 mostre: tra i meravigliosi libri cuciti, le sculture di pane e di corda, i celebri telai, le opere di arte pubblica della grande monografica Maria Lai. Mappa del sito
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Profughi del clima, chi sono e dove?
Santolini racconta cause e numeri di emergenza nell’emergenza
29 dicembre 201912:24
FRANCESCA SANTOLINI, ‘”PROFUGHI DEL CLIMA. CHI SONO, DA DOVE VENGONO, DOVE ANDRANNO” (Rubettino, pp.
104 – 12,00 euro). Al termine dell’anno che, forse, mai come prima ha posto il clima in cima alle grandi emergenze globali, dalle piazze piene dei ragazzi dei Fridays for future a Greta Thunberg, che a 17 anni (il 3 gennaio) punta il dito contro i governanti del mondo e finisce sulla copertina del Time come “persona del 2019”, ancora poco si parla però di una delle molte devastanti conseguenze: i migranti ambientali. Una storia nella storia, all’interno della più “grande” e dibattuta problematica delle migrazioni, che rischia di trasformare in “fantasmi” milioni di persone. Parte da qui l’ultima inchiesta di Francesca Santolini, giornalista, esperta di temi ambientali, collaboratrice de La Stampa e tra le voci di Unomattina su Rai1, che firma “Profughi del clima. Chi sono, da dove vengono, dove andranno” (ed. Rubettino), volume con prefazione di Marco Impagliazzo e postfazione di Gianpiero Massolo.
La verità è che “siamo tutti migranti”, scrive subito la Santolini, citando le lettere di Seneca. Ma dei migranti ambientali nessuno parla realmente innanzitutto perché ancora non c’è accordo su chi siano: non godono nel diritto internazionale di un formale riconoscimento, ne’ esiste Paese che preveda uno status giuridico e il diritto d’asilo. Eppure i numeri raccontano un problema di dimensioni epocali: secondo l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, si legge nel libro, entro il 2050 saranno 200-250 milioni i rifugiati costretti a spostarsi dalle proprie terre per motivi climatici, con una media di 6 milioni di persone l’anno. Per il Norwegian Refugee Council, già nel corso degli ultimi otto anni si sono registrati 203,4 milioni di spostamenti collegati ai disastri.
Come dire, il triplo dell’intera popolazione italiana. E secondo un dossier di Legambiente, il numero dei profughi ambientali nel 2015 ha superato quello dei profughi di guerra. Una nuova migrazione forzata alla quale possiamo dare molti nomi (migranti climatici, rifugiati ambientali, eco profughi, indignados del clima), ma che rischia comunque di trasformarsi nella più grave crisi dei rifugiati dalla Seconda guerra mondiale, costretti all’esodo man mano che le condizioni di vita diventano impossibili per catastrofi meteo-climatiche come alluvioni, siccità, aumento del livello del mare, desertificazione, mancanza d’acqua, degrado degli ecosistemi. Dove andranno tutte queste persone che non hanno più una casa? Quale dovrà essere il loro destino? Già perché, spiega la Santolini presentando il volume, quando è il clima a spingerti a scappare, “il fenomeno diventa irreversibile, perché al contrario di una guerra che potenzialmente finisce, il disastro ambientale, la desertificazione, restano”. Per intendersi, “in Africa l’80% della popolazione è impiegata nell’agricoltura, ma due terzi delle terre non sono più coltivabili. Stiamo parlando di milioni di persone che anche volendo non potranno più tornare nei loro territori e nelle loro case”. Numeri che non si arresteranno, ma anzi cresceranno “se non riduciamo le cause”.
Il libro allarga poi lo sguardo anche al futuro dell’umanità, dal tema cruciale dell’acqua (ancora oggi 276 fiumi e 156 laghi sono oggetto di conflitto tra due o più Paesi) ai cicloni e i disastri naturali degli ultimi anni (uno per tutti, il ciclone Idai a marzo ha raso al suolo l’80% di Beira, la seconda città più grande del Mozambico) che sembrano ricordarci che la nostra scellerata noncuranza e il nostro continuo saccheggio non possono non avere conseguenze.
Persino il World Economic Forum, gotha dell’economia mondiale, per la prima volta oggi riconosce il cambiamento climatico come il rischio più grande del pianeta. Le conseguenze del global warming sono davanti ai nostri occhi ma è ancora possibile fare qualcosa. “È la più grande sfida del XXI secolo – conclude la Santolini – Ma nessun paese può farcela da solo. Serve una governance globale. E bisogna muoversi subito”.
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Da Teocoli a Proietti, Capodanno si festeggia a teatro
A teatro tra repliche speciali, cenoni in platea, attesi ritorni
28 dicembre 2019 06:59
Da Teo Teocoli e Ale e Franz a Milano al tris di risate di Gigi Proietti, Enrico Brignano e Maurizio Battista, a Roma. Oppure un Eduardo Scarpetta con Lello Arena in Miseria e nobiltà a Napoli e i “tre moschettieri della comicità” Panariello, Conti, Pieraccioni a Firenze. Non solo in piazza o a casa con amici e famiglia. L’ultimo dell’anno si festeggia anche a teatro, con tanto di brindisi e bollicine, cenone in platea e party in palcoscenico. Ecco alcuni appuntamenti da non perdere.
MILANO – Ultimo dell’anno tra effetti speciali e risate a Milano. Per una sola serata Teo Teocoli è al Nuovo con il suo one man show, mentre al Manzoni si brinda con Ale e Franz, versione attori girovaghi alle prese con Romeo e Giulietta in “Nati sotto contraria stella” di Leo Muscato. All’Elfo Puccini si chiude l’anno con un “best seller” irreverente da vedere e rivedere: “L’importanza di chiamarsi Ernesto” di Oscar Wilde nella versione di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia, con buffet Wilde style e dj set. “Garden Party” al Franco Parenti con la “feroce”, scorretta e provocante compagnia francese N°8 e cena nelle sale della Palazzina dei Bagni Misteriosi. Ultimo dell’anno sulle note di “Singin’ in the Rain” al Teatro Nazionale CheBanca!, con cena nell’elegante Piazza Piemonte. E, se non fosse abbastanza, c’è anche il Capodanno in dirigibile degli Arcimboldi, con l’ultima sfida acrobatica dei Sonics, lo spettacolare “Steam”, show poetico e divertente, tra performance volanti ed effetti speciali.
ROMA – Quasi una tradizione ormai, l’ultimo dell’anno a teatro nella capitale è con Gigi Proietti e i suoi esilaranti “Cavalli di battaglia” all’Auditorium Parco della musica. Ma c’è anche Nancy Brilli, fresca di debutto in “A che servono gli uomini” di Iaia Fiastri per la regia di Lina Wertmuller, regina della lunga serata del Teatro Quirino, che dopo lo spettacolo, cena e brindisi, trasforma la sala in pista da ballo con Live Dj set dei Flabby. Cocktail d’aperitivo all’Eliseo per Luca Barbareschi e Lucrezia Lante Della Rovere in “Skylight – Il cielo sopra il letto” di David Hare, per proseguire magari con il menù speciale al ristorante del teatro. E ancora, si ride a oltranza al Palalottomatica con uno Speciale (Enrico) Brignano o all’Olimpico dove Maurizio Battista festeggia con “30 e non li dimostra”, dedicato ai suoi trent’anni di carriera, con cena e speciale dopomezzanotte. Al Salone Margherita, cena nei palchi privati con Valeria Marini prima donna eletta al Quirinale ne “La presidente” di Pier Francesco Pingitore. E ancora brindisi e bollicine alla Sala Umberto con Carlo Buccirosso e “La rottamazione di un italiano per bene” o all’Ambra Jovinelli con Vinicio Marchioni, Giuseppe Zeno e tutta la banda de “I soliti ignoti”, dal film di Mario Monicelli.
TORINO – Grande cult per l’ultimo dell’anno del Carignano, con Geppy Gleijeses e Maurisa Laurito in “Così parlò Bellavista”, adattamento teatrale del romanzo, poi film, di Luciano De Crescenzo. Per loro, brindisi e panettone, come al Gobetti per Paolo Nani e i suoi ottanta minuti di comicità e commozione ne “L’arte di morire ridendo”. Un Pirandello invece per Valter Malosti all’Astra con “Il berretto a sonagli” in una messa in scena che recupera la forza espressiva e musicale del testo originario in lingua siciliana.
FIRENZE – Attesissimi, Giorgio Panariello, Carlo Conti e Leonardo Pieraccioni, i “tre moschettieri della comicità” tornano a Firenze con il loro show per quattro nuove date e uno speciale Capodanno al Mandela Forum (27-28-29 e 31 dicembre).
Una reunion nata a vent’anni dal loro debutto insieme, che ha già fatto il giro d’Italia e sembra non fermarsi più tra aneddoti, musica e risate. Dopo aver battutto ogni record di incasso, Vincenzo Salemme debutta invece proprio il 31 al Verdi “Con tutto il cuore”, commedia in cui interpreta Ottavio Camaldoli, mite insegnante di lettere antiche, che subisce un trapianto di cuore, ma non sa che il cuore gli è stato donato era di un feroce delinquente.
VENEZIA – Tra tradizione e risate, al Goldoni torna “Don Chisciotte – Tragicommedia dell’arte” di Michele Mori e Marco Zoppello, ovvero il romanzo di Cervantes secondo due improbabili saltimbanchi, che salgono sul palco per raccontare come sono sfuggiti alla forca grazie a Don Chisciotte, Sancho Panza e soprattutto grazie al pubblico. Al Teatro Corso di Mestre, invece, è “Vernia o non Vernia”, nuovo one man show del comico Giovanni Vernia, già idolo del popolo del web, diretto da Giampiero Solari e Paola Galassi.
NAPOLI – “Miseria e nobiltà. Miseria o nobiltà? Una cosa è certa l’una non esisterebbe senza l’altra, così come il palazzo signorile, affrescato e assolato, non starebbe in piedi senza le sue fondamenta buie, umide e scrostate”. Così Luciano Melchionna racconta la sua messa in scena di “Miseria e Nobiltà” di Eduardo Scarpetta, che saluta il nuovo anno al San Ferdinando. Ma c’è anche Sal Da Vinci all’Augusteo con la “Fabbrica dei sogni” in musical e tutta l’energia degli Stomp, al Bellini, che a Capodanno festeggiano 25 anni di show a Broadway.
Miano, La stagione dell’ombraAffresco dell’Africa sub-sahariana, tra schiavitù e ritualità
28 dicembre 201913:42
LEONORA MIANO, LA STAGIONE DELL’OMBRA (Feltrinelli, pp.208, euro 16). C’è il dolore delle madri, che da un momento all’altro hanno visto sparire i propri figli. C’è la disperazione delle mogli, senza più i mariti. C’è poi lo sgomento degli uomini, incapaci di proteggere il proprio popolo.
A permeare ogni sentimento, la ritualità e il fatalismo di una società precoloniale dalle radici antiche, mentre lontano, emerge l’orrore della tratta degli schiavi.
E’ un potente affresco dell’Africa sub-sahariana il romanzo “La stagione dell’ombra” della scrittrice camerunense Léonora Miano, edito in Italia da Feltrinelli (con la traduzione di Elena Cappellini). Siamo nel piccolo villaggio del clan dei mulongo, appena sconvolto dalla scomparsa improvvisa e inspiegabile di dieci giovani e due anziani. Nessuno sa dove siano finiti, né chi sia il responsabile di questa misteriosa tragedia. Mentre un popolo intero ha perso il sonno e si interroga sul da farsi, con i capi che cercano di trovare una soluzione, una terribile verità si profila all’orizzonte, quella della tratta di esseri umani a opera degli “uomini dai piedi di pollo”, ovvero i bianchi. Da qui inizia il racconto di una vicenda di dolore, smarrimento e ricerca della verità da parte di una comunità costretta a cambiare in modo traumatico i propri punti di riferimento, ma capace anche di rimboccarsi le maniche, di unire le forze abbattendo le diversità, di riscoprirsi resiliente.
La scrittrice, che per questo libro è stata premiata nel 2013 con il Prix Femina 2013, ha la grande capacità di tessere con le parole una tela che avvolge e trascina il lettore in universo sconosciuto, lontano nel tempo, fatto di lentezza e di ritmi naturali, di visioni, di fuochi accesi e arcane magie, di superstizioni, e scandito dal culto dei morti e degli antenati, dai riti di purificazione e d’iniziazione, dal volere di dei implacabili: qui, in questa piccola, semplice comunità, i colori sono sempre vividi e ogni gesto, ogni pensiero viene raccontato con grande efficacia narrativa.
Nella vicenda l’autrice descrive la potenza della natura, i suoi doni e le sue punizioni e spiega il funzionamento di questo microcosmo sociale, in cui ognuno ha il suo ruolo e le credenze sono ben radicate; ma è quando adotta il punto di vista delle donne (e il loro mondo interiore) che la sua scrittura diventa ancora più incisiva. Una lingua poetica quella di Miano, che stupisce ed emoziona: l’autrice non ha paura di affrontare in profondità i sentimenti, cercando di svelare l’anima, le suggestioni, le antiche tradizioni di un Continente troppo spesso violato. La forza del libro è qui, nella volontà di Miano di raccontare il traffico transatlantico degli schiavi dando voce direttamente agli africani rimasti nel Continente, persone che nessuno ha mai ascoltato e delle quali la Storia si è dimenticata.
Rai2: Protestantesimo, ma che arance mangio?
28 dicembre 201912:48
– “Ma che arance mangio?”. E’ il tema della puntata di “Protestantesimo”, in onda su Rai2 domani, domenica 29 dicembre, alle 8.30, Cosa c’è dietro la raccolta delle arance? Manodopera a basso costo, senza tutele sindacali. Come si può arginare questo fenomeno? Si può, adottando un percorso etico che va dal produttore al consumatore, come sta provando a fare la Federazione delle chiese evangeliche a Rosarno con il programma Mediterranean Hope. “Protestantesimo” andrà in replica venerdì 3 gennaio all’1.00 e domenica 5 gennaio alle 2.00, sempre sulla seconda rete.
Luca e Paolo, con noi Il campionato fa 90 (anni)1/a serata Rai2 per varietà-quiz, tra campioni e pagine storiche
28 dicembre 201912:49
– Da tre stagioni sono saldamente al timone di “Quelli che calcio”. Ora anche padroni di casa con Mia Ceran della festa che Rai2 dedica ai 90 anni dalla nascita del girone unico della Serie A, con “Il campionato fa 90”, in prima serata domani, domenica 29 dicembre. Così quasi rischiano di diventare veri esperti di calcio, Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu. “Si, ma esperti ‘scemi’. Quelli seri sono a Rai Sport”, ridono i due attori, pronti a sciorinar domande nel quiz “alla Rischiatutto” che domani sera ripercorrerà i primi 90 anni del massimo campionato, tra Storia e storie, personaggi e persone, partite memorabili, goal straordinari, episodi di costume e squadre fenomenali.
“Sarà un modo per divertirsi ma anche per guardare come siamo cambiati – raccontano – Per rivedere pagine storiche del Campionato, l’Italia che eravamo e quella che siamo diventati”. In gioco a sfidarsi a suon di domande, filmati e pulsanti, nove ex calciatori, protagonisti della serie A dagli anni Sessanta a oggi: Giuseppe Boninsegna, Oscar Damiani, Eraldo Pecci per gli anni 60-70; Evaristo Beccalossi, Giuseppe “Nanu” Galderisi e Bruno Giordano per gli anni 80-90, Federico Balzaretti, Luca Toni e Nicola Ventola per gli anni 2000-10. Le immagini del repertorio Rai accompagneranno il racconto e i quesiti del quiz, mentre in studio arriveranno presidenti, allenatori, ex giocatori, giornalisti e tifosi eccellenti con anche Marco Civoli, Neri Marcorè, Melissa Satta, Bruno Pizzul, Lorenzo Minotti. E si riderà con Ubaldo Pantani nei panni di un grandissimo campione. “Una vera chicca che abbiamo scoperto – anticipano – un giovanissimo Bruno Pizzul alla Domenica Sportiva nel ’72, con l’arbitro Concetto Lo Bello che riguardando le immagini della partita del pomeriggio ammette di aver commesso un errore. Oggi è impensabile una cosa del genere”
Capodanno: al Carlo Felice arriva lo Janoska EnsembleVirtuosismo ensemble rilegge capolavori Strauss e Paganini
GENOVA28 dicembre 201912:49
– Ci sarà anche l’irrinunciabile musica di Johann Strauss jr nel concerto di Capodanno previsto l’1 gennaio alle 16 al Teatro Carlo Felice. Ma non sarà uno Strauss consueto. A proporlo, il vulcanico Janoska Ensemble protagonista del concerto insieme all’Orchestra del Teatro diretta da Jakob Brenner. Lo Janoska Ensemble è un formidabile complesso di Bratislava formato da quattro fratelli (i violinisti Ondrej e Roman, il pianista Frantisek e la voce Arpad) e dal cognato Julius Darvas (contrabbasso). “Fin da piccoli – ha detto Ondrej – suoniamo tutti i giorni e preferibilmente insieme. Musicalmente siamo così legati che spesso intuiamo ciò che l’altro sta per fare”. Tutti in possesso di un solido bagaglio tecnico, hanno maturato uno stile assolutamente personale che consente loro di rileggere pagine celebri creando un mix di esperienze linguistiche differenti: il classico si contamina con il jazz e il popolare con ricerche armoniche particolari (come in ‘Paganinoska’) e con ampio ricorso al grande virtuosismo. Il programma prevede una serie di pagine classiche rilette con estrema fantasia e originalità dal gruppo: l’Ouverture” dal ‘Pipistrello’ di Johann Strauss jr ‘a la Janoska’, la Janoska Sinfonia n.1 ‘Impressions along the Danube’ di Frantisek Janoska, ‘Sul bel Danubio blu’ di Strauss, ‘Cole over Beethoven’ di Frantisek Janoska, ‘Oblivion’ di Piazzolla e ‘Paganinoska’, brillanti variazioni sul Capriccio n.24 di Paganini ancora di Frantisek Janoska. “Ognuno di noi – ha detto Roman Janoska – ha le proprie preferenze musicali che rispettiamo concedendo spazio a tutte. Così i nostri pezzi diventano creazioni congiunte”. HomeMappa del sito
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Libri 2020, tra star e omaggi da Strout a Fellini
Tornano Olive Kitteridge e Rocco Schiavone. Il ricordo di Craxi
28 dicembre 201919:58
Torna in ‘Olive, ancora lei’ (Einaudi) la ruvida Olive Kitteridge con cui Elizabeth Strout ha vinto il Premio Pulitzer per la narrativa nel 2009, e ci riserva nuove sorprese. Riprende la strada del romanzo il Premio Strega 2013 Walter Siti con la storia di due vite radicali e disperate raccontate ne ‘La natura innocente’ (Rizzoli). E, a vent’anni dall’uscita de ‘La ragazza con l’orecchino di perla’ Tracy Chevalier rievoca l’atmosfera dell’Inghilterra degli anni Trenta nel nuovo ‘La ricamatrice di Winchester’ (Neri Pozza). Il 2020 in libreria si apre tra autrici e autori di culto e grandi maestri come Ian McEwan del quale Einaudi pubblica il romanzo sulla Brexit ‘Lo scarafaggio’. E grandi ricorrenze come il centesimo anniversario della nascita, il 20 gennaio 1920, di Federico Fellini al quale rendono omaggio Daniel Pennac ne ‘La legge del sognatore’ (Feltrinelli) e la nuova edizione del romanzo di Ermanno Cavazzoni, ‘Il poema dei lunatici’ (La nave di Teseo) da cui il grande regista trasse il film ‘La voce della luna’. Ai vent’anni dalla morte di Bettino Craxi, avvenuta il 19 gennaio 2000, sono dedicati invece ”Presunto colpevole’ (Einaudi Stile Libero), sugli ultimi giorni del leader socialista raccontati da Marcello Sorgi e ‘L’antipatico. Bettino Craxi e la grande coalizione’ (La nave di Teseo) di Claudio Martelli.Tra i titoli che inaugurano il nuovo anno, l’atteso ‘Ah l’amore l’amore’ (Sellerio) di Antonio Manzini, con protagonista il vicequestore Rocco Schiavone, che prende le mosse dal precedente ‘Rien ne va plus’ e ‘Cadrò, sognando di volare’ (Mondadori) di Fabio Genovesi, Premio Strega Giovani nel 2015, che ci racconta cosa vuol dire credere in qualcosa attraverso uno studente e un’ex missionario uniti dalla passione per il ciclismo. Ed ecco di nuovo tra noi, il grande Vincenzo Malinconico in ‘I valori che contano’ (Einaudi ) di Diego De Silva. Bisognerà invece aspettare qualche mese per il ritorno di Sara Morozzi, la donna invisibile di Maurizio de Giovanni che indaga sui misteri d’Italia, in ‘L’eccezione di Sara’ (Rizzoli), titolo provvisorio del romanzo già opzionato per la realizzazione di una serie tv. In arrivo ‘L’inverno più nero’ (Einaudi) di Carlo Lucarelli, con un’indagine del Commissario De Luca. Il Premio Campiello 2014 Giorgio Fontana ci propone il monumentale e ambizioso ‘Prima di noi’ (Sellerio), storia familiare che attraversa il Novecento raccontata da una voce contemporanea. Ponte alle Grazie punta su ‘Mara’. Una donna del Novecento’ di Ritanna Armeni e Bompiani su Arianna Farinelli con ‘Gotico americano’ , primo titolo di fiction ad uscire nella collana ‘Munizioni’ diretta da Roberto Saviano. Mondadori sfodera grandi nomi da Zadie Smith che in ‘Grand Union’ spazia tra autofiction, sperimentazione formale, surrealismo e satira sociale con 11 storie nuove e inedite insieme ad alcun i dei suoi brani di maggior successo apparsi tra l’altro su New Yorker e Granta. Dopo la grande fortuna avuta in America e nel Regno Unito ecco ‘Tre donne’ dell’italo americana Lisa Taddeo che ci parla del desiderio e c’è grande attesa per l’arrivo in primavera del Quichotte di Salman Rushdie. Massimo Carlotto va oltre il noir in ‘La signora del martedì’ (E/O), in cui ad essere interpellati siamo tutti noi. Un romanzo di spionaggio incredibilmente attuale, tra Medio Oriente ed Europa, è ‘La ragazza nuova’ di Daniel Silva, che apre il 2020 di HarperCollins . E ‘Una donna normale’ (Longanesi) inaugura una nuova serie di Roberto Costantini. Mentre tra Bari e la Lucania ci porta Cinzia Giorgio ne ‘I migliori anni’ (Newton Compton). Con Laura Imai Messina in ‘Quel che affidiamo al vento’ (Piemme) andiamo in un giardino che esiste realmente nel nord-est del Giappone dove una cabina telefonica e un telefono senza fili sono meta di pellegrinaggio per parlare con chi si ha perduto. Bisognerà aspettare maggio per ‘Se scorre il sangue’ (Sperling &Kupfer) di Stephen King in cui torna Holly Gibney. Per i fan e non solo di Virginia Woolf, c’è la prima edizione completa e aggiornata in Italia dei suoi scritti autobiografici in ‘Momenti di essere’ (Ponte alle Grazie). Fazi propone ‘Storia della nostra scomparsa’ di Jing -Jing Lee, considerato il nuovo ‘Memorie di una Geisha’.Tra gli esordi, da segnalare la madrilena Aroa Moreno Duran con ‘Cose che si portano in viaggio’ (Guanda) su una ragazzina che diventa donna mentre il mondo è inquinato dai fascismi e torna la regina del thriller letterario Dolores Redondo con ‘Il lato nord del cuore’ (DeA Planeta) .
Duri e teneri Barbareschi e Lante Della Rovereall’Eliseo coinvolgente ‘Il cielo sopra il letto’
28 dicembre 201914:10
– Un insanabile conflitto psicologico, prima che ideologico, di personalità e del loro inevitabile carattere maschile e femminile, costruito con grande abilità teatrale da Davide Hare in ”Il cielo sopra il letto” e recitato con maestria e coinvolgente verità da Lucrezia Lante Della Rovere e Luca Barbareschi, che firma anche la traduzione-adattamento e la regia, al Teatro Eliseo per le feste sino al 5 gennaio, compresa quindi la recita speciale di capodanno con aperitivo e cena.
A molti sembra facile vedere in questo estremo, ultimo appassionato e duro, ma anche tenero, confronto di due ex che si ritrovano dopo alcuni anni di separazione verificando l’impossibilità di ritrovarsi e rimettersi assieme, un qualcosa di autobiografico dei due interpreti, che sono stati anche loro una coppia anni fa e oggi si ritrovano in scena in questi due personaggi, ma sarebbe superficiale e gratuito, mentre se si vuole appare più trasparente intravedere certi sentimenti di Barbareschi imprenditore dell’Eliseo nell’uomo d’affari che dice di voler creare sogni e posti di lavoro e attacca istituzioni e banche che gli mettono i bastoni tra le ruote.
Ogni attore mette il suo vissuto, la sua umanità, la complessità del suo essere nei personaggi che interpreta, per dargli, anche quando magari appaiono lontani da lui, tutta quella verità che arriva a colpire lo spettatore.
Street art: ‘Banksy vieni da noi,qui pagine bianche per te’Lettera aperta da Candelara, borgo street art nelle Marche
PESARO28 dicembre 201915:43
– “Caro Bansky, sappiamo che è impossibile solo immaginare che tu riesca a venirci a trovare per portare un sorriso anche nella nostra piccola comunità.
Impossibile pensare che i nostri muri possano servirti per scrivere una pagina del tuo libro di protesta verso l’ordine costituito. Però vogliamo almeno sperare di farti sapere che abbiamo delle pagine bianche da scrivere”. E’ l’appello al maestro più elusivo della street art in una lettera aperta di Lorenzo Fattori, operatore culturale di Candelara, frazione di Pesaro, borgo storico rinascimentale, che conta mille abitanti e che qualche mese ha scoperto la street art. Oggi conta vari interventi dello street artist fiorentino Blub. “Abbiamo scoperto che l’arte urbana, può convivere con la bellezza architettonica del nostro borgo, anzi può valorizzare ed arricchire il nostro tessuto urbano fatto di piccoli scorci dovuti alla presenza delle chiese e dei palazzi storici. È una via per valorizzare la bellezza, per tracciare un segno per chi verrà dopo di noi”.
Grande Guerra, in un fumetto i giovani la raccontanoIntreccio tra passato e presente per ricordare uomini di allora
TRIESTE28 dicembre 201916:12
– ‘SUGGESTIONI TRIESTINE – I GIOVANI RACCONTANO LA GRANDE GUERRA’ a cura di LAURA CAPUZZO (WHITE COCAL PRESS, PP. 279, 10 EURO) – Un ragazzo d’oggi e un suo coetaneo di cento anni fa rivivono assieme tre momenti cruciali della Grande Guerra legati alla storia di Trieste e dintorni: la giornata di luglio del 1914 in cui la città fu attraversata dal corteo funebre di Francesco Ferdinando e della moglie, uccisi a Sarajevo, l’incertezza degli eventi causata dall’improvvisa avanzata delle truppe austro-tedesche a Caporetto nel 1917 e infine l’arrivo dell’Italia a Trieste nel novembre 1918, al termine del conflitto. Comincia così il racconto di “Suggestioni triestine”, in cui a rievocare gli anni della Grande Guerra, in “una specie di sogno in cui presente e passato si intrecciano”, sono i giovani di oggi.
Una graphic novel nata sui banchi di scuola, tra gli studenti del Friuli Venezia Giulia e di altri Paesi europei che hanno partecipato ai progetti avviati dal 2013 dall’organizzazione di volontariato culturale “Radici&Futuro”, in occasione del centenario della Prima Guerra Mondiale. Un racconto in cui la protagonista è Trieste, città simbolo del conflitto, ma anche personalità dell’epoca come, il barone Goffredo de Banfield e le Medaglie d’oro Guido Brunner e Nazario Sauro, alle cui vite sono dedicati alcuni capitoli del fumetto.
E non solo. La seconda sezione del volume – si legge nell’introduzione di Laura Capuzzo, curatrice del volume e segretario generale di “Radici&Futuro” – “comprende un susseguirsi di racconti brevi che rievocano in maniera originale alcuni episodi del primo conflitto mondiale, saltando da una parte all’altra del fronte italo-austriaco, mentre la terza propone un ricco repertorio di pdf, power point e video prodotti dalle scuole”, a cui si può accedere tramite codice QR.
“Messo temporaneamente da parte il testo scolastico”, osserva Capuzzo, i giovani “hanno rivisto con grande sensibilità la guerra in chiave umana, rendendo protagonista l’uomo, il soldato, il familiare, la persona coinvolta nel conflitto. Il loro è un contributo di conoscenza, memoria, recupero del proprio passato”. E alla fine “il messaggio che consegnano è di fiducia e ottimismo, perché sembrano aver compreso che la storia si può scrivere anche”.
Zaillian per serie Ripley in Italia, ciak a settembreIl Premio Oscar a Capri per miglior script a The Irishman
CAPRI28 dicembre 201918:26
– Primo ciak a settembre 2020 ma è già in moto la pre-produzione di ‘Ripley’, la serie tv in otto puntate che Steven Zaillian girerà quasi interamente nel nostro paese con cast in maggioranza italiano, tratta dal primo libro di Patricia Highsmith. Aspettando le nomitation per gli Oscar (13 gennaio, dove è tra i favoriti per ‘The Irishman’ di Martin Scorsese) il regista e sceneggiatore californiano riceve a Capri, Hollywood il premio per il migliore script dell’anno. ”Passerò molto tempo da voi e sono felicissimo. Ho già fatto molti sopralluoghi, Capri, Ischia, Costiera amalfitana: cerchiamo villaggi di pescatori che ci possano riportare agli anni 60 e girando in auto da Salerno a Sorrento ho scoperto Atrani e Cetara che mi hanno colpito molto.Nel libro vi sono ambientazioni a Roma, Venezia, Napoli, Positano, vedrò anche Palermo. Non vedo l’ora di cominciare a girare, amo l’Italia” ha detto Zaillian.
La storia di Pio La Torre raccontata ai ragazziPacifista, politico e sindacalista ucciso dalla mafia nel 1982
PALERMO28 dicembre 201913:41
Melania Federico, “Pio La Torre. Una vita contro i poteri forti e la mafia”, Navarra editore, pp. 78, 10 euro). Un libro racconta ai ragazzi la storia di Pio La Torre, pacifista, politico e sindacalista ucciso dalla mafia il 30 aprile 1982. Una vicenda che ha segnato la storia d’Italia. Un combattente sempre in prima linea che incarna i valori della giustizia sociale, della legalità, della convivenza civile e della pace tra i popoli. Melania Federico racconta a bambini e ragazzi i suoi ideali e il suo impegno civile e sociale, facendone un esempio di cambiamento. Pio La Torre ha speso la sua vita per la giustizia sociale e la lotta alla mafia. Fu sindacalista della Cgil, segretario del Partito comunista in Sicilia e parlamentare nazionale. In prima linea nelle lotte contadine e nell’occupazione delle terre, si batté per la pace e il disarmo e soprattutto per la lotta alla mafia: come membro della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia in Sicilia fu promotore, assieme all’allora ministro dell’Interno Virginio Rognoni, della legge”Rognoni-La Torre” che introdusse per la prima volta nel Codice penale la previsione del reato di “associazione di tipo mafioso” (art. 416 bis) e la conseguente previsione di misure patrimoniali applicabili all’accumulazione illecita di capitali. Il 30 aprile del 1982 fu ucciso dai mafiosi insieme a Rosario Di Salvo. “Raccontare le storie delle vittime delle mafie – dice Melania Federico – per testimoniare le tracce lasciate dalle loro azioni; esempi di vita dai quali ripartire per costruire una società più giusta e legale. In tale ottica educare i giovani alla legalità significa formarli ad un pensiero democratico, pluralista e responsabile per assumere, in quanto cittadini e membri di una comunità, decisioni consapevoli”. Melania Federico, insegnante di scuola primaria, docente a contratto di Letteratura per l’infanzi
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Francesca Pansa, camminare nel dolore
Un romanzo, una storia familiare, l’avventura di un’epoca
27 dicembre 2019 04:52
FRANCESCA PANSA, ‘NESSUNA NOTTE E’ INFINITA’ (Rizzoli, pag. 157, euro 18,00).
””Pochi giorni prima di Natale lei mi aveva detto: ‘Sarà il mio ultimo Natale, ci dovrete essere tutti a tavola, figli e nipoti, dobbiamo essere uniti, prometterci che ci vorremo più bene, che ognuno sia davvero più vicino agli altri, voglio preparare come ogni anno i cuddurielli”. Invece quel Natale Soave non lo festeggiò con la sua famiglia ma la traccia della sua vita è rimasta un po’ nella storia del nostro Paese e molto nel cuore della figlia Francesca che a modo suo, in un romanzo, un po’ saggio, un po’ memoria familiare ne ha ripercorso avanti indietro l’esistenza tanto significativa. Non perchè Soave abbia compiuto imprese eroiche, se per eroismo s’intende quello a cui ci hanno abituato (erroneamente a mio avviso) i ibri di storia, ma perchè l’eroismo l’ha vissuto giorno dopo giorno, ora dopo ora, nella sua battagliera quotidianità di giovane donna del sud con quattro figli e un marito amatissimo impegnato politicamente per cercare di dare alla sua famiglia un mondo migliore. Il maestro Ermanno che l’aveva scelta e l’aveva amata in un istante, sulle note di una canzone popolare, lui figlio di una maestra altrettanto coraggiosa e forte tanto da sfidare la fatica e il pregiudizio.
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Nipote di un ciabattino forse scanzafatiche ma illuminato di una saggezza antica, fatta di proverbi e citazioni e ‘gossip’ da bar di paese. La sapienza di una Calabria anomala, lontana dagli stereotipi, racchiusa in queste pagine dove si parte dalle viuzze di Castrovillari per arrivare a Roma, dove in più fasi, sempre dolorose, si trasferirà una famiglia sempre legata dall’amore e dalla passione.
Pagine in cui si trovano personaggi come gli zii soldati , Saverio e Giovanni, morti nello stesso giorno, insieme, il 16 dicembre, nella prima guerra mondiale in trincea, tanto da far impazzire la nonna Saveria – la mamma di nonna Rosina – che si consumerà per il dolore. Vite vissute insomma nelle varie generazioni, sempre cariche di valori significanti, di caratteri che danno il senso della trasformazione di un mondo e della battaglia di chi ha creduto che agire non sia mai inutile e in questo modo ha disegnato la sua esistenza. Figure che nel libro sono sapientemente alternate da Francesca Pansa a pagine dedicate a grandi autori, e al loro rapporto con la famiglia, da Virginia Woolf e la madre Julia, Ennio Flaiano e il suo rapporto con la figlia, Alberto Moravia che non credeva nei sogni, l’infanzia esilio di Aldo Rosselli.
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Pagine radicate insomma nell’oggi dove universale e locale sono i fili di uno stesso tessuto di emozioni.
il Piccolo Coro dell’Antoniano torna in tour in CinaPer il 5/o anno concerti sold out a Shanghai, Nanchino e Pechino
BOLOGNA27 dicembre 201911:39
Quinta tournée in Cina e otto concerti ‘sold out’ per il Piccolo Coro dell’Antoniano: sei al Children’s Art Theatre di Shanghai, dal 31 dicembre al 2 gennaio, e due il 4 gennaio a Nanchino, al Jiangsu Center for the Performing Arts. Il tour si chiuderà a Pechino, dove per la prima volta il Coro diretto da Sabrina Simoni farà la sua comparsa sul primo canale nazionale televisivo, Cctv-1, in uno dei programmi di maggiore successo della rete, ‘Everlasting Classics’.
Protagoniste dei concerti sono le canzoni dello Zecchino d’Oro, in particolare della 62/a edizione, alternate a grandi classici: da pezzi intramontabili come ’44 gatti’ (in una versione bilingue italiano/cinese) e ‘Il coccodrillo come fa’ alla prima hit estiva del Piccolo Coro ‘Come i pesci, gli elefanti e le tigri’. In scaletta anche un brano interpretato assieme ad alcuni bambini cinesi. Con questo viaggio salgono a 31 le trasferte internazionali del Coro, che è anche Ambasciatore Unicef e Portavoce della Solidarietà dell’Antoniano.
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18 regali, una storia triste inno alla vitaLa vicenda Girotto arriva in sala con Leo, Porcaroli e Puccini
27 dicembre 201911:43
Una storia triste che più triste non potrebbe essere, eppure ’18 regali’ di Francesco Amato, ispirato alla straordinaria vicenda di Elisa Girotto, alla fine oltre a commuovere è un grande inno alla vita. Perfetto così anche per un’uscita natalizia, quella del 2 gennaio con Vision Distribution.
Cosa racconta questa sorta di dramedy? La storia vera di Elisa Girotto, una donna che ha commosso il mondo lasciando 18 regali per i futuri compleanni della figlia quando ha scoperto di avere un tumore e poco tempo per vederla crescere. Così, come racconta il film, ogni anno Alessio (Edoardo Leo) consegna alla figlia Anna (Benedetta Porcaroli) un regalo lasciatole dalla mamma Elisa (Vittoria Puccini). Ma Anna cresce come una ribelle, in guerra con il mondo e lo stesso padre, non avendo mai davvero accettato la morte della mamma. Così il giorno del suo diciottesimo compleanno, quando si ritrova a scartare l’ultimo regalo della madre, la sua rabbia è al massimo, tanto che scappa dalla festa organizzata per lei dai suoi parenti.
Si ritrova così a vagare nella notte per strada quando un’auto all’improvviso la investe. Al suo risveglio in ospedale si ritrova, in una sorta di crasi spazio-temporale, faccia a faccia con quella madre che non ha mai conosciuto (è proprio lei infatti ad averla investita). Per loro, madre e figlia, l’occasione finalmente di conoscersi. Inizialmente sono solo due sconosciute, ma piano piano arriva per Elisa e Anna la consapevolezza che le loro vite sono legate da un destino di dolore, gioia e speranza.
’18 regali’, prodotto da Lucky Red, 3 Marys e Rai Cinema, spiega il regista oggi a Roma, ha avuto una vita travagliata.
“Inizialmente – dice Amato – non volevo farlo, ero spaventato.
Poi sono andato a trovare Alessio Vincenzo, il marito di Elisa, che tra l’altro ha partecipato anche alla sceneggiatura, che mi ha svelato qualche segreto della moglie. Soprattutto mi ha fatto leggere le sue lettere, degli scritti per certi versi filosofici in cui c’è un grande messaggio di speranza. E questo, alla fine, mi ha convinto ad andare avanti”.
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Dice invece Vittoria Puccini: “Quando ho visto gli scritti di Elisa e le sue lettere ho capito quanto dentro quelle sue parole ci fosse di positivo. Sono un inno alla vita anche e proprio per la grande semplicità che vi si avverte”.
E spiega ancora meglio la brava Benedetta Porcaroli (Baby), capace di essere a suo agio in ogni registro interpretativo: “Non doveva essere un film ricattatorio – ci tiene a dire l’attrice 21enne -, dove si piange e ci si dispera. Ci siamo sempre contenuti per non cadere in questo errore”.
Conclude, infine, il regista: “Può sembrare una cosa bizzarra, ma questo film io l’ho visto anche come una commedia.
E va detto che ci siamo divertiti parecchio, cercando sempre di evitare ogni patetismo”.
A Milano 80 mila visitatori per Canova alle GallerieApertura straordinaria lunedì, visite anche il 1 gennaio
MILANO27 dicembre 201912:53
Sono oltre 80 mila in due mesi i visitatori alla mostra Canova -Thorvaldsen che resterà aperta fino al 15 marzo alle Gallerie d’Italia di Milano con 160 opere fra cui le sculture di Amore e Psyche e Le Grazie.
Proprio per il successo di pubblico la mostra sarà visitabile, con apertura straordinaria, anche lunedì dalle 9.30 alle 18. Il 31 le Gallerie saranno aperte invece dalle 9.30 alle 18 e il primo gennaio dalle 14.30 alle 19.30.
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“C’è una particolare soddisfazione per l’attenzione ricevuta e per il gradimento da parte del pubblico per la mostra dedicata al dialogo tra Canova e Thorvaldsen. Quest’anno ormai verso la conclusione – ha osservato Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni storici di Intesa Sanpaolo -, si è rivelato uno dei più significativi dall’apertura delle Gallerie di Piazza Scala, avvenuta nel novembre del 2011. Un’ulteriore dimostrazione del valore dell’impegno di una grande impresa privata nel difendere e diffondere l’importanza della cultura per il nostro Paese”.
Biagio Antonacci da solo a teatro per serie concertiDal 29 settembre al Carcano in versione raccolta e personale
MILANO27 dicembre 201912:55
Non un tour, non i palazzetti o gli stadi: Biagio Antonacci ha scelto di tenere una serie di concerti stanziali, da solo sul palco del Teatro Carcano di Milano, dal 29 settembre, per presentare in una veste più raccolta e personale il suo ultimo album, ‘Chiaramente visibili dallo spazio’.
Il cantautore milanese dedicherà al suo pubblico atmosfere intime in grado di spogliare le sue canzoni più note da tutti i loro ornamenti, permettendo di apprezzarle proprio come sono nate e come sono state concepite in fase di composizione. Per agevolare i fan, sarà realizzata una app dedicata per cercare le soluzioni di viaggio ottimali, nonché prenotare treni, parcheggi convenzionati, trasporto pubblico locale, taxi, e addirittura cercare l’hotel più adatto o godersi un aperitivo pre-show in teatro.
Le prevendite sono disponibili online su ticketone.it dalle 16 del 27 dicembre e nei punti vendita dal 3 gennaio 2020. LEGGI TUTTO SUL MONDO ECONOMICOVAI ALLE PREVISIONI METEO INTERATTIVE
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Opera Roma, 2019 boom per incassi e spettatori
Oltre 15 milioni di euro (+8,4% sul 2018), pubblico + 8%
ROMA27 dicembre 201915:59
Oltre 15 milioni di euro di incassi, nel 2019, per il Teatro dell’Opera di Roma, che registra un incremento dell’8,4 per cento rispetto al 2018 con un bilancio di fine anno che definisce “di grandi successi”. Un risultato “ancora più interessante – fanno notare dalla direzione del Costanzi – se valutato sul medio-lungo periodo , con gli incassi che dal 2013 sono più che raddoppiati”.
Aumenta anche il numero degli spettatori , che passa dai 246.675 dello scorso anno ai 266.500 del 2019, con un incremento di circa 19mila persone (+8%).
Soddisfatta la sindaca di Roma Virginia Raggi, presidente del teatro, che in una nota sottolinea lo “straordinario lavoro di squadra, quest’anno arricchito dalla presenza di Acea e Camera di Commercio di Roma divenuti soci della nostra Fondazione, che ha condotto a risultati importanti”. Risultati, “superiori alle aspettative”, fa notare il soprintendente Carlo Fuortes , che si dice orgoglioso dei risultati raggiunti dal teatro in termini di spettatori e di incassi .
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Il teatro ricorda infine il bilancio artistico della stagione con tanti spettacoli di successo, da Les vepres siciliennes di Verdi diretto da Daniele Gatti all’Orfeo e Euridice di Gluck diretto da Gianluca Capuano , dall’Idomeneo di Mozart con la direzione di Michele Mariotti a La Vedova Allegra con la regia di Damiano Michieletto. E poi la danza con la Serata Philip Glass affidata a tre diversi coreografi e Biancaneve, coreografato da Angelin Preljocaj , ottima prova del corpo di ballo, diretto da Eleonora Abbagnato, a confronto con differenti declinazioni del linguaggio coreografico di oggi.
Teatro: è morta Donatella Ceccarello, recitò con ViscontiAttrice e autrice, ha lavorato anche per la tv
27 dicembre 201918:01
È morta a Roma l’attrice Donatella Ceccarello, volto noto del teatro italiano, apprezzata interprete goldoniana e shakesperiana. Nata il 6 giugno 1937 a Belluno, lascia il figlio Marco.
E’ del 1962 il suo debutto come professionista della scena, dove ha lavorato nei principali teatri stabili italiani, diretta dai importanti registi: da Giorgio Strehler al Piccolo di Milano, a Luchino Visconti allo Stabile di Roma, in occasione della sua inaugurazione, con ‘Il Giardino dei Ciliegi’ di Checov, da Luigi Squarzina a Sandro Sequi, e ancora Edgardo Siroli, Alfredo Arias, Benno Besson, Marco Bernardi, Franco Enriquez, mentre per Maurizio Scaparro è stata la Regina nel ‘Riccardo II’ e la Siora Marta nelle ‘Ultime Sere di Carnovale’ di Goldoni.
Da Visconti Donatella Ceccarello apprese la cura della parola e imparò a difendere uno stile naturale, che diventò il suo tratto distintivo, recitando al fianco anche di Mariangela Melato e Valeria Moriconi.
E’ stata anche autrice teatrale e diversi copioni li ha portati in scena con la sua stessa regia.
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Rai: Mediterraneo, viaggio lungo un anno nel meglio del 2019
PALERMO27 dicembre 201918:01
Un viaggio lungo un anno che ha toccato decine di Paesi e affrontato ogni argomento: la prossima puntata di Mediterraneo, la rubrica nazionale della TgR in onda domenica alle 12,25 su RaiTre, riproporrà alcuni dei migliori servizi trasmessi nel corso del 2019.
Si comincia con “Il volto di Gesù”, di Piero Marrazzo. Con la barba o senza, adulto o giovane, occhi scuri o celesti: le molte raffigurazioni di Cristo nella storia. E in Israele la scoperta di uno degli affreschi più antichi.
Quindi “La prigione delle madri” di Amedeo Ricucci. Un viaggio nel campo di Al Hol, nel deserto siriano, che ospita solo donne e bambini. Settantamila persone, miliziane o familiari di terroristi dell’Isis.
Il viaggio prosegue in Spagna per “La città intelligente” di Lucia Basso: a Barcellona una rete di connessioni gestisce trasporti, parcheggi, illuminazione, acqua e rifiuti. Tra gli artefici della rivoluzione digitale c’è una economista italiana.
Infine in Francia. “Notre Dame rinascerà così”: Stefano Ziantoni racconta come potrebbe rinascere la cattedrale parigina distrutta dal terribile rogo del 15 aprile. Tetto e guglia di cristallo, o vetri colorati, oppure un giardino o fasci di luce.
Cinema: Pinocchio di Garrone campione di incassiIl regista: “Un’emozione sapere che in tanti lo hanno visto”
27 dicembre 201918:45
Nel giorno di Santo Stefano, per tradizione uno dei più ricchi dell’intero box office italiano, Pinocchio di Matteo Garrone è primo al botteghino, sfiorando 1,9 milioni di euro e superando così i 6,5 milioni di incasso complessivo.
Un dato che, unito a quello altrettanto positivo del 25 dicembre (oltre 1 milione di euro), fa di Pinocchio il maggiore risultato del Natale 2019.
Soddisfattissimo il regista Matteo Garrone: “Che emozione sapere che il film è stato visto da tanti spettatori, grandi e piccoli.
Vogliamo ringraziare tutto il pubblico che ha scelto Pinocchio e che si è lasciato trasportare per un paio di ore in un mondo magico, dove il reale si mescola al fantastico”.
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Teatro: Cechov di Kriszta Szekely debutta al CarignanoUngherese firma nuova produzione Stabile Torino con Pierobon
TORINO27 dicembre 201919:40
E’ la tragedia delle occasioni mancate, delle aspirazioni deluse, dell’incapacità di essere felici. Racchiude l’essenza del teatro di Anton Čechov, il senso di fallimento, Zio Vanja, capolavoro del drammaturgo russo che approda al Carignano con la direzione della giovane regista ungherese Kriszta Székely, astro nascente del teatro europeo che firma la sua prima regia in Italia per la nuova produzione dello Stabile di Torino.
La prima nazionale di questa nuova edizione del dramma cechoviano il 7 gennaio, con repliche fino al 26 gennaio. Nel cast, tra gli altri, Paolo Pierobon, Ivano Marescotti, Ariella Reggio.
“Zio Vanja è il testo più satirico di Cechov – spiega Kriszta Székely – I personaggi illudono se stessi e gli altri con mutue bugie. Sono pervasi da grandi sentimenti, passioni e piani per cambiare il mondo, ma non sono capaci di viverli e lasciano passare la vita senza esserne partecipi. L’adattamento e lo spettacolo indagano questo modo di essere nella realtà odierna”.
Gandolfo racconta il Piemonte che cambiaArriva la nuova edizione dell’annuario del giornalista
TORINO27 dicembre 201910:30
Un 2019 nel segno del cambiamento.
E’ questa la chiave di lettura di “Un anno in Piemonte”, la nuova edizione dell’almanacco (EnneCi Communication, 370 pagine, 20 euro) compilato dal giornalista Beppe Gandolfo. Cambia il governatore, che ora è Alberto Cirio; cambiano i sindaci di tanti Comuni, cambia Fca con le nozze con Peugeot, “cambia rotta” il Tav con il via libera del premier Conte, cambia il mondo dello sport: Torino passa dal sogno di un’Olimpiade alla realtà delle Afp di tennis, mentre sulla panchina di una Juve che conquista l’ottavo scudetto consecutivo parte Allegri e arriva Sarri.
Il tutto, nel libro, si snoda nella tradizionale forma del diario (per ogni giorno dell’anno sono riportate le notizie più importanti) con a margine un sontuoso condimento di dati, statistiche, tabelle e approfondimenti. “Continuiamo – scrive Gandolfo – a raccontare la nostra terra con la voglia, l’entusiasmo e l’impegno del 2002, anno in cui cominciammo le pubblicazioni”.
Suona mentre viene operato al cervelloL’intervento alle Molinette di Torino con tecnica asleep-awake
TORINO27 dicembre 201914:16
Ha suonato chitarra e tamburello in sala operatoria, alternando il repertorio proposto dalla neuropsicologa a momenti di improvvisazione mentre veniva operato al cervello per un tumore. Un musicista di 35 anni è stato operato da sveglio, alle Molinette della Città della Salute di Torino, con la tecnica ‘asleep-awake’, che consente una exeresi massimale con minimi rischio di deficit neurologici permanenti attraverso il monitoraggio delle funzioni del paziente. L’intervento è perfettamente riuscito.
Non è la prima volta che l’equipe neurochirurgica del professor Diego Garbossa – composta da Antonio Melcarne, Matteo Monticelli, Filippo Veneziano Santonio e Pietro Zeppa – utilizza la awake surgery, la chirurgia a paziente sveglio, per testare le ‘funzioni superiori’ dell’essere umano in sala operatoria durante la rimozione di lesioni celebrali. Nel caso del musicista, compositore della band ‘LaStanzadiGreta’ Alan Brunetta, oltre a salvargli la vita l’intervento ha preservato le sue abilità creative.
Zalone, “Sperimento l’Africa e torno col barcone”In Tolo Tolo l’Italia vista da lontano. In sala in 1200 copie
27 dicembre 201920:26
Più sorrisi che risate in questo atteso Tolo tolo di Checco Zalone, primo film da lui diretto e con una sceneggiatura condivisa con Paolo Virzì. Uscita monstre, 1200 copie distribuite da Medusa dal 1 gennaio per questo film che parla di Africa, emigrazione, Italia, politici improvvisati e fascismo (“Tutti lo abbiamo dentro come la candida”, dice a un certo punto il protagonista Checco approdato in Africa dopo il fallimento dei suoi sogni in Italia). E il trailer sull’emigrazione che ha fatto tanto discutere? Neppure una immagine : “Il trailer non c’entra niente con il film – spiega Zalone – lo avevamo concepito come promozione, ma nessuno si aspettava che andasse a finire nelle prime pagine dei giornali”.
Un film che piacerà a Salvini? “Non c’è proprio Salvini nel film, comunque non volevo fare un film contro di lui. E poi se è contro di lui sarà Salvini stesso a dirlo”. Gli fa eco il produttore Pietro Valsecchi: “Non avrei investito venti milioni di euro per fare un film contro Salvini”.
Questa la storia del film, davvero cattivo solo verso certa Italia cialtrona, ipocrita e vigliacca e, soprattutto, piena di politici improvvisati, su tutti Luigi Gramegna (Gianni D’Addario) dalla carriera lenta, inesorabile e senza merito, da disoccupato a primo ministro (“l’ho immaginato con il carattere di Di Maio, vestito come Conte e con il linguaggio di Salvini”).
Girato tra Kenya, Marocco e Malta, dove sono stati ricreati i campi di detenzione libici, il film ha come protagonista Checco (Zalone), un sognatore che deluso dalla madre patria si trasferisce in Africa dove assiste allo scoppio di una guerra civile con l’arrivo di una sorta di Isis o di Boko Haram.
Vorrebbe tornare indietro, solo che non può farlo perché in Italia è inseguito dai creditori. Si ritrova quindi nella stessa situazione dei migranti: nessuno lo vuole, specie quando la sua famiglia scopre che la sua scomparsa estingue definitivamente i suoi debiti.
L’Africa vissuta da Checco è ovviamente quella piena dei luoghi comuni dell’italiano medio all’Alberto Sordi (“un attore a cui guardo sempre”) dove per accogliere un bambino gli si dice “dammi la zampa” e dove le nere sono quelle destinate a diventare escort. “Chi è davvero il mio personaggio? Semplice – dice Zalone – è uno incapace di guardare oltre i suoi piccoli problemi. E se scoppia una bomba vicino a lui e muore della gente non gliene frega niente”.
Quanto ha pesato il successo al box office dei precedenti film sulla realizzazione di quest’ultimo? “Ha contato molto, dieci su dieci, bisogna riempire le sale!” Nel cast, oltre un cameo di Niki Vendola, ci sono Souleymane Sylla, Manda Touré, Nasser Said Birya, Alexis Michalick, Arianna Scommegna, Antonella Attili, Nicola Nocella, Diletta Acquaviva, Maurizio Bousso e Sara Putignano.
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DALLE 03:28 DI MERCOLEDì 25 DICEMBRE 2019
ALLE 04:52 DI VENERDì 27 DICEMBRE 2019
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DeVito-Dwayne Johnson strana coppia da videogame
A Natale Jumanji – The Next level. Tornano Black e Gillan.
25 Dicembre 2019 03:28
– Un budget di circa 90 milioni di dollari e incassi globali di dieci volte tanto, per oltre 960 milioni, hanno suggellato il trionfo, non scontato, di Jumanji_ Welcome to the jungle (uscito a fine 2017 negli Usa e in Italia a inizio 2018) di Jake Kasdan con Dwayne Jonhson, Jack Black Kevin Hart e Karen Gillan, sequel dell’adventure comedy del 1995 costruita su un irrefrenabile Robin Williams. Nelle logiche di Hollywood, non poteva mancare un nuovo capitolo, realizzato sempre da Kasdan gli stessi protagonisti per i ‘giocatori’/avatar (con le riuscite new entry di Danny DeVito, Danny Glover e Awkwafina), in Jumanji – The next level, in arrivo in Italia il giorno di Natale distribuito da Warner Bros, in diretto scontro con Star Wars – L’ascesa di Skywalker. L’idea introdotta dal film di due anni fa, è l’aver trasformato il gioco da tavola al centro di Jumanji nel 1995, in un videogame.
Ne era nato un divertente incrocio di identità: la cheerleader Bethany (Madison Iseman) diventava il goffo ma brillante cartografo/paleontologo Dr. Sheldon “Shelly” Oberon (Black) ; i nerd brillanti e timidi Spencer (Alex Wolff) e Martha (Morgan Turner) finivano negli ultratonici e supereroici avatar dell’archeologo Smolder Bravestone (Dwayne Johnson) e della letale, carismatica e acrobatica Ruby Roundhouse (Gillan).
Stavolta a trasformarsi in eroi da videogioco sono anche due ultrasettantennI: Eddie, brontolone nonno di Spencer che finisce a incarnare Bravestone e il tranquillo amico di Eddie, Milo (Glover) , ‘spedito’ nell’avatar dello zoologo Mouse Finbar (Kevin Hart) abitualmente iperattivo, resettato su ritmi decisamente rallentati vista la pacatezza dell’anziano giocatore per caso. “Cosa impareresti di te stesso passando una giornata nel corpo di un’altra persona? E’ il grande punto di partenza di questi film, ovviamente – spiega Jake Kasdan nelle note di produzione -. Ma la serie di risposte cambia totalmente quando la applichi a questi nuovi personaggi, che guardano indietro alle loro vite. Ed ha lo stesso significato importante, secondo me. Solo perché si hanno più anni non vuol dire che non si possano più scoprire cose su se stessi”. A riportare tutti nel videogioco mezzo rotto, è la repentina decisione di Spencer, che sta attraversando un periodo complicato, di concedersi, nonostante avesse promesso insieme a gli amici di non farlo più, una nuova avventura virtuale nel corpo di Bravestone. Le carte però si rimescolano e Spencer finisce a incarnare l’avatar ‘new entry’ Ming (interpretata dalla rapper e performer Awkwafina, vera rivelazione del film), abile ladra affetta da allergie. Il nuovo gruppo si troverà negli scenari del videogame, tra Artico e deserto, giungla e fortezze, ad affrontare un nuovo cattivo, Jurgen (Rory McCann, già interprete de Il trono di spade), che si è appropriato del ‘Gioiello’ che dona fertilità alla terra di Jumanji. Rispetto a Jumanji: Welcome to the jungle, la trama ha perso fatalmente di originalità ma Kasdan riesce a costruisce comunque un godibile percorso per l’adventure comedy, che ha come picchi alcuni scambi comici tra i protagonisti e scene action come lo scontro con un branco di scatenatissimi babbuini.
Una delle sfide principali, la affronta Dwayne Johnson, nel dover riflettere la comicità molto fisica del suo ‘ospite’ DeVito. Un’impresa riuscita a metà per l’ex wrestler, molto più a suo agio nelle schermaglie con gli altri compagni di missione.
In ogni modo, non mancano nella trama, i segnali che i realizzatori, abbiano tutta l’intenzione di regalare dagli universi del folle videogioco, nuove avventure
Cinque giorni di spettacoli con Uj winterA Orvieto dal 28 dicembre con 150 artisti
ORVIETO (TERNI)26 dicembre 201913:09
Al via sabato 28 dicembre l’edizione numero 27 di Umbria Jazz Winter a Orvieto.
Cinque giorni di musica da mezzogiorno alle ore piccole, novanta eventi, sette location nel centro storico, trenta band, più di centocinquanta musicisti, una rappresentanza di altissimo livello del jazz italiano.
Due sono – per gli organizzatori – i tratti identitari della manifestazione orvietana presenti anche quest’anno come in tutte le precedenti ventisei edizioni. Il primo. Musica di generi diversi ma sempre di alto livello. La proposta artistica del festival non ha mai deviato dalla ricerca della qualità, spesso coniugata con formule originali e con la presenza di musicisti emergenti sulla scena italiana e internazionale.
Il secondo. Musica diffusa nel tempo e nello spazio, ambientata in alcuni dei luoghi più belli e importanti del centro storico, in una ideale simbiosi di arte, cultura, qualità della vita. Poche città come Orvieto – evidenziano sempre gli organizzatori -, frutto di una complessa e affascinante stratificazione di tremila anni di storia, si prestano così bene a questa operazione, che si traduce nella formula che ha fatto di Umbria Jazz una manifestazione dal fascino unico.
In programma nella prima giornata di festival due tra i concerti più attesi: al Teatro Mancinelli sono infatti in programma gli omaggi a Mina e ai Beatles.
Teatro: ‘Slava’s snowshow’ torna al PiccoloDal 1993 clown russo porta la neve in giro per il mondo
MILANO26 dicembre 201913:08
– Torna da domani al 12 gennaio al Piccolo Teatro Strehler ‘Slava’s snowshow’, lo spettacolo con cui, dal 1993, il clown russo porta la neve, in ogni stagione dell’anno, nei teatri di tutto il mondo.
Originario della Siberia, Slava Polunin ha compreso che l’originalità del suo spettacolo risiedeva nell’elemento che lo aveva accompagnato dalla nascita: la neve. Il suo clown, tenero e romantico, in tuta gialla da lavoro e pantofole rosse, è nato prendendo spunto dalla tristezza poetica dei clown di Leonid Engibarov, dalla raffinata filosofia della pantomima di Marcel Marceau, dall’umanità e dalla comica amarezza dei film di Chaplin, che Slava considera suoi maestri.
“Un giorno ho capito che volevo creare uno spettacolo che ci potesse riportare ai nostri sogni di bambini, che potesse aiutare le persone adulte che venivano a teatro a tornare alla loro fanciullezza di una volta – racconta lui – Questa era la sfida: ho sentito di aver trovato la strada di una nuova terra inesplorata e affascinante. Ho deciso di inoltrarmi in un sentiero intrapreso da pochi clown prima, in campi nei quali non ti aspetteresti mai di trovare un clown! Volevo andare a fondo nell’ambito della tragicommedia, per capire come fondere il dramma con la risata, per misurare come un personaggio mite e indeciso può mostrarsi al pubblico di oggi, abituato a un caleidoscopio di eventi, colori, suoni, “spazi-tempi””.
E’ nato così Assissai, “epico e lirico, tenero e travolgente, sveglio e naif”.
Greta e i giganti, una favola sulla guerriera dell’ambienteLa storia illustrata della 16enne candidata al Nobel
26 dicembre 201913:14
– ZOE TUCKER, DISEGNI DI ZOE PERSICO – GRETA E I GIGANTI – (GALLUCCI, 15,00 EURO) Greta Thunberg, la sedicenne che ha dato il via alla protesta mondiale per l’ambiente, contro il riscaldamento mondiale, diventa il personaggio di una favola illustrata per bambini, scritto da Zoe Tucker e illustrato da Zoe Persico. Un libro il cui acquisto è collegato ad una donazione a Greenpeace Italia pari all’1,5% del prezzo di copertina (15 euro).
La storia ripercorre le note vicende della ragazzina, candidata al premio Nobel 2019. Greta Thunberg, dopo aver sentito parlare del disastro dovuto al “cambiamento climatico”, ovvero del grave surriscaldamento globale che gli scienziati attribuiscono alle attività dell’uomo, prese infatti coraggio e decise di protestare per il clima, non andando a scuola ma sedendosi davanti alla sede del Parlamento, con un cartello su cui aveva scritto “Sciopero per il clima”. Greta raccolse folle di seguaci, adulti e bambini,e quando la sua protesta dilagò in tutto il mondo, arrivò caparbiamente ad esprimere la sua contestazione davanti ai politici di molti paesi. La storia. “Greta vive in una bellissima foresta minacciata dalle attività dei Giganti. Fin dalla loro comparsa, hanno abbattuto gli alberi per costruire case, poi le case sono aumentate, diventando villaggi e città, e ora della foresta non è rimasto quasi nulla. Un lupo dal soffice manto argentato si fece avanti, con la coda bassa. “Aiutaci, ti prego” le sussurrò.
“La foresta è distrutta e non sappiamo dove andare. I Giganti stanno facendo a pezzi la nostra casa”. I Giganti c’erano sempre stati, pensò Greta. Ma ora il loro comportamento era diventato insostenibile. Erano enormi, maldestri e soprattutto sempre impegnati a fabbricare qualcosa. Per fortuna, a Greta è venuta un’idea. L’indomani mattina, Greta si inoltrò fino al centro della foresta e lì attese l’arrivo dei Giganti. Da sola, in piedi, con un grosso cartello in mano che diceva. BASTA!”. Attese..e attese. Il primo giorno i Giganti non la videro e, goffi e pesanti, passarono oltre. E così fecero il secondo e il terzo giorno. Un ragazzino che l’aveva tenuta d’occhio fece a sua volta un cartello e andò a sedersi proprio accanto a lei.
Non disse nulla, ma Greta sapeva che, in silenzio, provava le sue stesse emozioni. Nel giro di poco tempo altre persone e altri animali, vedendoli, si unirono a loro. Presto una gran folla riempì la foresta e poi si riversò fino in città e nelle strade. Rimasero tutti uniti e attesero. La folla era cresciuta tanto…che i Giganti furono costretti a fermarsi”. Infine, “Non si è mai troppo piccoli per fare la differenza”, il libro indica ai piccoli lettori “qualche suggerimento per aiutarla: X Documentati più che puoi sul cambiamento climatico. Parlane con i tuoi amici e chiedi a loro di impegnarsi a cambiare abitudini.
X Fatti accompagnare da qualche adulto a una manifestazione per il clima, così anche tu potrai scendere in campo contro i Giganti.
X Chiedi ai tuoi insegnanti di poter scrivere (con tutta la classe) a un membro del Parlamento o del Governo per invitarlo a fare di più contro il cambiamento climatico.
X Muoviti a piedi, in bicicletta, con l’autobus o in treno invece di usare automobili e aerei. In questo modo si bruceranno meno combustibili fossili.
X Cerca di convincere la tua famiglia a mangiare meno carne, e chiedi di acquistare alimenti prodotti vicino casa piuttosto che in paesi lontani.
X Prenditi cura delle tue cose: se si rompono, riparale invece di acquistarne di nuove, e prestale ai tuoi amici se non ti servono più.
Forse penserai che questo non faccia una grande differenza, ma se ci mettiamo d’impegno tutti insieme, POSSIAMO CAMBIARE IL MONDO!”
‘Dolore indescrivibile’, Madonna cancella di nuovo il tourPopstar in lacrime per lesioni durante la tappa Madame X a Miami
NEW YORK26 dicembre 201912:01
– Il dolore non da’ pace a Madonna al punto che è costretta a cancellare di nuovo il suo tour in Nord America. In un video su Instagram, la popstar parla di un dolore indescrivibile al punto da lasciarla in lacrime durante un momento della tappa di Madame X a Miami. “Mentre salivo la scala per cantare ‘Batuka’ sabato sera a Miami – scrive Madonna sul social media – ero in lacrime per il dolore causato dalle mie lesioni che è stato indicibile negli ultimi giorni…mi considero una guerriera, non mollo mai tuttavia ora è il momento di dare retta al mio corpo e di accettare che il dolore è preoccupante”.
Madonna poi si scusa con i suoi fan per essere stata costretta a cancellare il suo ultimo show.
Ragazza della Palude di Delia Owens e’ romanzo 20194,5 milioni di copie vendute, batte Grisham, Atwood e King
NEW YORK26 dicembre 201914:36
– “La Ragazza della Palude” e’ il romanzo fenomeno dell’anno: pubblicato nell’estate del 2018 con tiratura iniziale di 28 mila copie, l’opera prima della 70enne zoologa Delia Owens ha chiuso il 2019 con quattro milioni e mezzo di copie vendute: piu’ di John Grisham, Margaret Atwood e Stephen King messi assieme Titolo originale “Dove cantano i gamberi”, il romanzo edito negli Usa da Putnam ha venduto i diritti in 41 paesi tra cui l’Italia (Solferino Editore), mentre l’attrice Reese Witherspoon, che lo ha scelto per il suo book club, ha in programma di ricavarne un film per Fox 2000. Un risultato stupefacente se si pensa che l’autrice, una scienziata schiva delle luci della ribalta, aveva finora scritto di iene, leoni e elefanti, soggetti del suo lavoro nei deserti e nelle valli della Botswana e dello Zambia: paese quest’ultimo dove la Owens non e’ piu’ rientrata dopo che l’allora marito, anche lui zoologo, nel 1995 fu coinvolto nell’assassinio di un bracconiere.
La tenuta di “La Ragazza della palude” nelle hit parade del libro ha lasciato interdetti gli addetti ai lavori quando i bestseller, anche i piu’ fortunati, reggono poche settimane soltanto nelle classifiche. “Crawdads” sembra l’unica eccezione: approdato 67 settimane fa nella hit parade del New York Times, per 30 settimane e’ stato “numero one”. “E’ un libro che sfida le leggi di gravita”, ha detto Peter Hildick-Smith, presidente del Codex Group che analizza l’andamento del mercato editoriale.
“Mai visto nulla del genere in 30 anni”, ha commentato Jaci Updike, che per Penguin Random House ha creato le strategie di bestseller come “Il Codice Da Vinci”. Negli Usa la Owens ha conquistato lettori a tutto campo in un momento in cui gli algoritmi di Netflix e Amazon sembrano indirizzare i consumatori a contenuti studiati ad hoc. Secondo un sondaggio del Codex Group i lettori di “Crowdads” vengono da tutto l’arco dello spettro ideologico: al 55% progressisti, 30% conservatori, 15% di centro.
Meta’ thriller e meta’ romanzo di formazione, il romanzo e’ ambientato nelle paludi della North Carolina, in un villaggio di pescatori dove circolano strane voci su una ragazza che dall’età di sei anni si aggira completamente sola tra canali e canneti.
Kya ha al suo attivo un solo giorno di scuola, ma la palude e le sue creature per lei non hanno segreti: la nutrono, la cullano, la proteggono. Kya sembra bastare a se stessa, ma la sua bellezza insolita, selvatica, sfuggente accende il desiderio nei ragazzi del paese. Quando negli acquitrini riaffiora il corpo senza vita di uno di loro, i sospetti puntano su di lei: i mormorii diventano accuse e il processo, fuori e dentro al tribunale, trascina la vicenda verso l’imprevedibile epilogo. VAI A TUTTE LE NOTIZIE DI TECNOLOGIALEGGI TUTTE LE NOTIZIE ECONOMICHE
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Nick Vallelonga ‘italo americano dell’anno’ a Capri
Edizione 24 di Capri, Hollywood al via domani anche su Rai Uno
CAPRI26 dicembre 201914:48
– E’ il ‘doppio’ premio Oscar Nick Vallelonga, l’ ‘Artista Italo americano’ dell’anno a Capri, Hollywood 2019 – International film fest che si apre domani trasformando l’isola azzurra in red carpet con oltre 70 proiezioni dei film lanciati verso gli awards internazionali, a partire dall’opera inaugurale ‘Piccole Donne’ di Greta Gerwig, anteprima italiana. Vincitore della statuetta come sceneggiatore e produttore di ‘Green book’, di origini calabresi, uno dei simboli della comunità italo americana statunitense, Vallelonga è il figlio del personaggio interpretato da Viggo Mortensen (Toni Lip) nel film di Peter Farrelly che ha conquistato 3 Oscar e 3 Golden Globes. E da domani il festival sarà raccontato su Rai Uno dallo speciale ‘Le stelle di Capri Hollywood’ (ore 0,30), altri appuntamenti il 28 dicembre (alle 0,20 ), il 30 dicembre (alle 0,25) e la sera di Capodanno. La rubrica andrà in onda quotidianamente su Rai Italia e tra i primi ospiti di Pascal Vicedomini ci sarà proprio Vallelonga.
Ficarra e Picone con Il primo Natale top box officeE’ il primo incasso del 25 dicembre con 1.164.118
26 dicembre 201917:25
“Ormai è un matrimonio a tutti gli effetti”. Lo dice sorridendo Valentino Picone, parlando dei 25 anni di amicizia e sodalizio che lo legano da 25 anni a Salvo Ficarra con il quale forma un duo comico che continua a conquistare il pubblico dal teatro (dove da maggio festeggeranno il quarto di secolo insieme con un tour in 20 città), al cinema, alla tv. E’ fissato per il 7 gennaio il loro ritorno come conduttori su Canale 5 a Striscia la notizia, dove hanno debuttato nel 2005, e intanto una ulteriore conferma dell’affetto degli spettatori gli arriva dal successo che sta ottenendo in sala il loro nuovo film da protagonisti e registi, Il primo Natale. Uscito il 12 dicembre con Medusa – Il Primo Natale è il primo incasso di Natale con 1.164.118 nella sola giornata del 25 dicembre, sbaragliando il box office con un totale che sfiora gli 8 milioni di euro (7.915.828), diventando così il primo film italiano del 2019 per incasso e numero di spettatori, che sono oltre 1 milione e 200 mila. “Siamo felici, che nel giorno di Natale, migliaia di persone abbiano scelto il nostro film per trascorrere insieme a noi, un giorno così bello – dicono Ficarra e Picone”. Il Primo Natale, prodotto da Attilio De Razza per Tramp Limited, distribuito da Medusa è il settimo film di Ficarra e Picone.
“Siamo davvero felici che in tantissimi abbiano fatto insieme a noi questo viaggio straordinario alla ricerca del vero Natale e, forse, del vero senso dell’essere uomini” commentano i due attori palermitani, che condividono anche l’anno di nascita, il 1971. Il film, costato circa 11 milioni di euro, vuole raccontare “con situazioni comiche ma anche momenti per pensare il Natale per quello che realmente è, anche se molti se ne dimenticano, cioè il compleanno di Gesù”. Un”incursione’ nel presepe, attraverso l’avventura di Salvo (Ficarra), ladro di oggetti sacri e Don Valentino (Picone), sacerdote con il chiodo fisso del presepe vivente, che vengono proiettati, per ragioni misteriose, nella Palestina dell’anno zero, pochi giorni prima dalla nascita di Gesù. Tra occasioni di ribellione e la caccia di un Erode reso da Massimo Popolizio un villain da antologia, Salvo e Valentino si mettono in cerca di Giuseppe, Maria e della mangiatoia. Un percorso tra scelte complesse e la necessità di abbandonare paure e egoismi per passare all’azione. La tessitura leggera si apre anche a temi attuali, come l’accoglienza evocata sin da una potente sequenza iniziale. “Un richiamo agli ultimi, a vari tipi di ultimi, dal barbone per le strade di Parigi ai migranti”, dicono Ficarra e Picone, anche cosceneggiatori con Nicola Guaglianone e Fabrizio Testini. Scene come quelle della natività “sono state anche sul set particolarmente emozionanti per noi. Siamo da sempre appassionati dei film di Natale, e realizzarne uno è un impegno importante nei confronti del pubblico. Volevamo che fosse diverso e originale”. Il loro film precedente L’ora legale (2017) non l’avevano iscritto alla competizione dei David, perché i due attori-registi non trovavano che i meccanismi di votazione fossero equi: “Il primo Natale invece lo iscriveremo. Dalla decisione presa per L’ora legale era nato un dibattito che ha anche portato a modificare alcune regole del premio”, sottolineano.
Ora, dopo il primo quarto di secolo insieme “speriamo non ce ne sia un secondo”, scherza Ficarra, che con Picone festeggerà l’anniversario proponendo in palcoscenico per oltre 50 date, ’25 – Il tour’, nuovo viaggio teatrale tra alcuni pezzi di repertorio e molti altri inediti. Si debutterà il 2 maggio a La Spezia (Teatro Civico), per poi toccare fra le varie tappe Mantova, Trento, Ferrara, Palermo, il Lucca Summer Festival, Barletta,. Lecce, Teatro Antico di Taormina, e in autunno, Genova, Bologna, Roma, Napoli, Firenze , Torino e Milano.
Arriva fino a Variety il successo di RaiPlayBibbia spettacolo celebra Fiorello e Viva RaiPlay
26 dicembre 201917:24
RaiPlay e il successo dell’operazione Viva RaiPlay varcano i confini. In un articolo intitolato “La Rai utilizza con successo un live show per far crescere il servizio di streaming” la bibbia dello spettacolo internazionale celebra il successo di RaiPlay e di Viva RaiPlay sottolineando come “la piattaforma on line della Rai abbia ottenuto un notevole impulso utilizzando proprio Fiorello per attrarre i telespettatori”. “Viva RaiPlay”, ha portato a un aumento di oltre il 50% degli utenti attivi registrati di Viva RaiPlay a 4,6 milioni di spettatori. Variety riporta le dichiarazioni dell’AD Rai, Fabrizio Salini, che ha organizzato, spinto e voluto l’operazione Viva RaiPlay. L’Ad spiega di aver avuto l’idea del progetto chiedendosi “come possiamo fare qualcosa di sorprendente che metta in scena gli streamers come fa Netflix? I risultati sono stati oltre le aspettative e hanno portato RaiPlay a milioni di famiglie che fino a poche settimane fa non avevano idea della sua esistenza”. “L’Ad della Rai, ex capo di Fox International Channels e dirigente di Sky Italia -scrive ancora Variety- ha affermato che ‘Viva RaiPlay’ ha beneficiato del rapporto tra tv on demand, lineare e radio. Questo è qualcosa che nessun’altra emittente pubblica in tutto il mondo ha mai fatto prima”. Variety sottolinea come Fiorello sia non solo considerato campione di ascolti ma anche innovatore e ricorda che Salini ha dato carta bianca allo showman sul format dello spettacolo. L’articolo ricorda anche gli altri contenuti originali presenti su RaiPlay come “Liberi tutti”.
Nell’intervista con Variety Salini ha affermato infine che vorrebbe vedere produzioni originali RaiPlay realizzate in partner con altri servizi pubblici europei per la distribuzione sulle rispettive piattaforme on line.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE SEMPRE AGGIORNATE
DALLE 22:45 DI MERCOLEDì 18 DICEMBRE 2019
ALLE 03:28 DI MERCOLEDì 25 DICEMBRE 2019
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Federico Fellini, 100 anni di un genio nostalgico
Ritratto appassionato di Moscati, che racconta vita e talento 18 Dicembre 2019 22:45
ITALO MOSCATI, FEDERICO FELLINI CENT’ANNI: FILM, AMORI, MARMI. Visionario, narciso, malinconico, ambiguo, avido di vita vera e di corpi. In tanti modi viene definito Federico Fellini, con quel suo genio sempre pronto a nutrirsi di emozioni e di giochi, mai stanco di partorire idee, storie, suggestioni, immagini, caratteri. Ma c’è una cosa che forse lo ha caratterizzato di più e per tutta la sua esistenza – da quando, ragazzino cresciuto a Rimini tra mare e cinema, spiava le donne prosperose, fino al momento in cui, da adulto, conquistò Roma e la fama eterna con i suoi film – ed è l’attaccamento viscerale alle sue creature, reali e immaginarie, tutte presenti sullo schermo, nei suoi lavori e dentro di lui: lo spiega bene Italo Moscati, autore per Castelvecchi del saggio “Federico Fellini cent’anni: film, amori, marmi”, uscito in occasione del centenario della nascita del grande regista, nato il 20 gennaio 1920.
“Senza forse, basandosi sulle sue parole, si può arrivare a dire che Fellini diventò regista per corteggiare e possedere i volti, le facce; e naturalmente i corpi. Li ha così amati da non volerli abbandonare e da affidare loro il compito di essere i suoi testimoni”, scrive l’autore, che in questo libro permette al lettore di immergersi letteralmente in tutto il mondo felliniano, dai sogni ai film alla vita vissuta intensamente fino alla fine.
E’ un racconto coinvolgente, intimo e al tempo stesso di ampio respiro, nel quale Moscati svela i tanti volti di Fellini, e ne narra il talento inesausto e multiforme, mentre appare sullo sfondo anche il ritratto dell’Italia: in tanti, brevi capitoli, ecco la famiglia, la vita di provincia nella sua Rimini e la scoperta entusiasmante di Roma, città dove rendere concrete le fantasie che affollavano la sua mente. E poi l’ambiente del cinema e i grandi personaggi, da De Sica a Zavattini, i produttori e i politici, Cinecittà che diventa una seconda casa (e poi, dopo la morte di Fellini, un luogo dove celebrarlo in eterno). Seguendo passo passo i film – da La Dolce Vita a Otto e 1/2, da Amarcord ai Vitelloni, e tutti gli altri – il libro mostra come tutto nel percorso felliniano a cavallo del ‘900 sembri una giostra, o una festa, anche se non sempre allegra, in un turbinio di progetti, volti, personaggi che vedono al centro il regista e la sua inesauribile voglia di fare e soprattutto di raccontare noi italiani, tra tabù e cronaca, deliri, satira e fantasia.
Non mancano in questa grande storia ovviamente gli amori, in primis quello con la A maiuscola, vissuto con la donna che gli ha rubato l’anima, e con cui lui ha condiviso tutto, fino alla morte: Giulietta Masina, conosciuta in radio, nel 1941, lui 21 anni, lei 20, corteggiata in un primo appuntamento a cena, in un ristorante del centro, e stretta in un patto d’amore che li avrebbe tenuti fianco a fianco per 50 anni.
Francia 1770, una storia d’amore al femminileEsce ‘Ritratto della giovane in fiamme’ di Celine Sciamma
19 dicembre 201913:38
Arriva in sala dal 19 dicembre con Lucky Red – dopo il Festival di Cannes dove ha vinto il premio per la miglior sceneggiatura – ‘Ritratto della giovane in fiamme’ di Celine Sciamma, un film definito dalla stessa regista “femminile e femminista”. Una storia delicata d’amore tra due donne nella Francia del 1770 che ha nel cast anche Valeria Golino nei panni di una contessa, madre della coprotagonista (Helene Haenel), nel ruolo, forse per la prima volta, di una donna di età avanzata. “Sì la Sciamma mi ha voluto madre e per giunta senza trucco, ma la sceneggiatura mi aveva subito conquistato”, dice l’attrice. Questa la storia. Una pittrice, Marianne (Noémie Merlant), riceve l’incarico di realizzare il ritratto di nozze di Héloise (Haenel), giovane donna appena uscita dal convento. La ragazza però non vuole sposarsi e quindi inizialmente rifiuta il ritratto, ma Marianne cerca di osservarla comunque per poterla dipingere a sua insaputa. Tra le due donne nasce lentamente però una storia d’amore in un film molto delicato, pieno di sguardi, mitologia e un pizzico di Sabba. “La madre che interpreto per la Sciamma – dice la Golino – è una donna severa, malinconica. Ho usato la tristezza che mi suscitava questo personaggio per interpretarlo. Sono amica di Celine -aggiunge -, la stimo molto, la trovo una regista elegante, intelligente, capace di essere molto profonda. Io sono completamente diversa, più irruente. La sua storia d’amore tra donne io l’avrei fatta piena di colpi di scena, burrascosa, invece lei la fa scorrere liberamente”. “Non voleva essere un resoconto di come le donne si amano – spiega invece la regista -. Questo mio film è sull’amore e basta, al di là dei sessi in un immaginario erotico in cui tutti si possono riconoscere”. Per la Golino nessuno scandalo che sullo schermo venga rappresentato un amore lesbico: “Forse dieci anni fa. Ora si vedono tutti i tipi di amori tra cinema e tv, spesso in modo superficiale o troppo politicamente corretto e questo mi infastidisce. La cosa peggiore è essere retorici. Un artista deve restare se stesso, integro, sta qui la sua bellezza. Ed è per questo che non sopporto i social: essere legati ai like o ai commenti lo trovo assurdo, rischi di fare cose per compiacere gli altri”. Per Valeria Golino due film appena conclusi, ‘Sei tornato’ di Stefano Mordini e ‘La terra dei figli’ di Claudio Cupellini.
Infine una serie tv a cui sta lavorando da regista: ‘L’arte della gioia’ ispirata al libro scandalo dell’attrice e scrittrice siciliana Goliarda Sapienza.
Le ‘quantità della vita’, non conta solo la qualitàRiflessioni di un avvocato, ogni aspetto dipende da dose
19 dicembre 201919:21
FILIPPO GERMINETTI, ‘LE QUANTITA’ DELLA VITA’ (Zacinto edizioni, 132 pag) Si parla esclusivamente di qualità della vita. Ma nella ricetta per una esistenza piena e soddisfacente, come in quella per preparare una buona pietanza, oltre alla qualità contano anche le quantità, le dosi, per ogni ingrediente. Ciascuno quindi può decidere di riempire la sua vita in base alle sue priorità: affetti, lavoro, tempo libero, la salute. Ma, come per un buon piatto, la qualità finale sarà determinata anche dalla quantità e confondere le proporzioni, sbagliare la sequenza in termini di tempo e spazio potrebbe portare ad una vita non felice, ‘come una pietanza bruciata, immangiabile, da buttare’.
‘Le quantità della vita’ (Zacinto Edizioni) è il primo libro di Filippo Germinetti, avvocato lombardo con la passione per la cucina. A 60 anni ha tirato un bilancio della sua esperienza di padre e professionista, in un volumetto di 132 pagine. “Ho pensato tanto per scrivere poco – ha scherzato – Ma ho voluto farlo in modo che in qualsiasi punto il libro venga aperto, emergano riflessioni che coinvolgano il lettore nel prender le misure delle sue quantità di vita, che lo stimolano a valutare la qualità della sua esistenza e magari a perfezionarsi”. Quindi quali quantità contano dall’infanzia all’età della pensione, e poi la quantità nella bellezza (che è anche armonia di proporzioni), nella verità (più tesi a suo sostegno, meno spazio per il falso e per la menzogna), nelle esperienze e negli esempi (quanti e quali si fanno o da cui si rifugge). E poi ci sono le quantità minime, che, come certe spezie, erbe, sale, grassi, sono l’aggiunta per dare il giusto sapore, ma è fondamentale dosarle bene: ad esempio l’isolamento, necessario solo il tempo per riprendere concentrazione o dedicarsi ad hobby o la finzione, che sviluppa la fantasia, ma alla lunga porta a confondere la realtà.
Moda: Fay e Arbesser annunciano fine della collaborazioneLa direzione creativa dello stilista austriaco durata due anni
19 dicembre 201911:59
– Termina senza preavviso la direzione creativa dello stilista Arthur Arbesser con il marchio Fay. Ad annunciare la fine del rapporto una nota dell’ufficio stampa del gruppo Tod’s, cui fa capo il brand. Una collaborazione durata due anni quello tra il marchio di punta della holding dei Della Valle e il designer austriaco.
“Ringrazio molto Arthur Arbesser a nome di tutta l’azienda per la sua visione innovativa: ritengo che lavorare insieme sia stato molto stimolante per entrambe le parti” afferma Andrea Della Valle, vicepresidente del Gruppo.
“Con grande soddisfazione ho portato a termine il mio progetto per il marchio Fay. Ringrazio la famiglia Della Valle per questa opportunità e tutti gli eccellenti collaboratori” scrive Arbesser.
Mara Venier al via con nuovo show La Porta dei sogniil venerdì per 3 prime serate su Rai1 grandi ospiti
19 dicembre 201913:18
– Un gran galà della vita, uno show elegante, che grazie ad una spettacolare scenografia unisce la forza dello spettacolo al calore dell’ emotainment classico.
Mara Venier accompagnerà le persone nella realizzazione del sogno di una vita. Storie di trasformazione, ricongiungimento, perdono o gratitudine. La Porta dei sogni, il nuovo grande show show emotainment che celebra i sogni, le storie e le emozioni delle persone e che vede alla conduzione la signora della Domenica, in tre prime serate, a partire dal 20 dicembre in onda ogni venerdì, alle 21.20 su Rai1 in occasione delle festività natalizie.
Non mancheranno ospiti illustri del mondo dello spettacolo, che saranno protagonisti attivi nella realizzazione di alcuni sogni. Nella prima puntata ci saranno Andrea Bocelli, Arisa e Antonino Cannavacciuolo.
Sei le emozionanti storie al centro della prima puntata, in onda venerdì 20 dicembre, tra cui: un viaggio intercontinentale verso un amore lontano; una scalata spettacolare su una delle vette più alte d’Italia per raggiungere un traguardo importante; il regalo di un nuovo sogno di Natale per oltre cento bambini.
“La Porta dei Sogni” è prodotto da Rai1, in collaborazione con Banijay Italia. Un programma di: Cristiano Rinaldi e di Sabrina Bacalini, Davide Corallo, Nadia Forini, Yuri Grandone, Alessandra Guerra, Sara Lorenzini, Marco Luci, Alessandra Molinari, Lucia Ugatti. Scenografia: Susanna Aldinio. Regia: Roberto Croce. Regia esterne: Giacomo Frignani.
I 500 top di Variety, primo Robert Iger (Disney)Tra italiani per terzo anno Scrosati. Da Raffaella Leone a Tozzi
19 dicembre 201913:36
Robert Iger, il ceo della Walt Disney, il leader dell’operazione che ha integrato la Fox nella major di Topolino e lanciato la piattaforma Disney+, è l’uomo più potente dell’industria dello spettacolo da 2.2 trilioni di dollari. E’ al top della classifica Variety500 che, alla terza edizione, ha selezionato le persone più influenti. Al secondo posto una donna, Shari Redstone, presidente di Viacom Cbs, la seconda generazione dei Redston alla guida dell’impero mediatico. Al terzo Tyler Perry, fondatore dell’omonima società che nel 2019 ha realizzato nell’ex base dell’esercito ad Atlanta un gigantesco studio di produzione. Tra gli italiani nella Variety500 Andrea Scrosati, ex capo di Sky Italia, è in classifica per il terzo anno consecutivo: è COO (chief operating officer) di Fremantle dalla fine del 2018. Da quando è in Fremantle, scrive Variety, sta stringendo collaborazioni come quella firmata a giugno con il produttore di “Catch 22” e “True Detective”, Richard Brown. La seconda serie ambientata in Vaticano di Sorrentino, “The New Pope”, prodotta da The Apartment Pictures e Wildside (entrambe parte del gruppo Fremantle), andrà in onda in Italia su Sky Atlantic il 10 gennaio e negli USA su HBO il 13 gennaio. In classifica Marco Bassetti, Riccardo Tozzi, Raffaella Leone, Alberto Barbera, Paolo Del Brocco, Guglielmo Marchetti (new entry con Notorius), Carlo Chatrian, Pier Silvio Berlusconi, Paolo Vasile (ceo Mediaset Spagna).
Ritrovato scudo Garibaldi, era in casa di architettoDonato dal popolo siciliano era sparito da Museo Risorgimento
19 dicembre 201914:14
– I Carabinieri hanno recuperato lo “scudo di Garibaldi”, dono del popolo siciliano in segno di affetto e riconoscenza, dopo lo sbarco in Marsala. Lo scudo fu donato da Garibaldi alla città di Roma, che lo custodì nel Museo Capitolino, per poi essere trasferito presso il Museo Nazionale del Risorgimento nel Palazzo del Vittoriano. Non è ancora chiaro come possa essere sparito dal Museo Nazionale del Risorgimento per essere recentemente localizzato presso l’abitazione di un architetto romano. Sul presunto trafugamento indaga la Procura di Roma.
Mannarino live al Musée d’Orsay a Parigi il 16 gennaioPrimo artista italiano ospite onore al Curieuse nocturne’
19 dicembre 201914:26
– Il cantautore Mannarino sarà l’ospite d’onore della celebre rassegna francese “Curieuse Nocturne” del musée d’Orsay di Parigi, primo artista italiano contemporaneo invitato ad esibirsi, sotto la Navata dell’edificio considerato uno dei musei più spettacolari del mondo.
Un contesto perfetto in cui accogliere il cantautore metropolitano. “Mannarino è uno dei più grandi artisti della sua generazione – dichiara Luc Bouniol-Laffont, Direttore della programmazione culturale e dell’auditorium – La sua musica, colorata e profonda allo stesso tempo, lo identifica come erede diretto di artisti, musicisti, poeti e pittori del XIX secolo.
Lo abbiamo dunque scelto come invitato d’onore al nostro carnevale per permettere al pubblico francese di scoprire la poesia della festa “all’italiana” attraverso la sua musica”.
La performance sarà composta da tre session in cui il musicista eseguirà alcuni dei brani più significativi del suo ricco repertorio. Un set live speciale reso unico da una cornice senza dubbio fuori dal comune, il Musee D’Orsay di Parigi, tempio e custode della bellezza, della cultura e dell’arte considerata patrimonio del mondo. L’evento “Curieuse Nocturne” quest’anno sarà dedicato al Carnaval de Paris, uno dei più antichi d’Europa la cui origine risale alla medievale Fête des Fous.
Torna Bolle e balla con Benigni Ambiente e indifferenza a violenza tra temi show Capodanno Rai1
20 dicembre 201909:28
Per il terzo anno il protagonista della serata di Capodanno su Rai1 sarà Roberto Bolle con ‘Danza con Me’, il grande show dedicato alla danza in tutte le sue forme. Presentato oggi lo spettacolo, prodotto in collaborazione con Ballandi e Artedanza, ripropone la formula collaudata delle precedenti edizioni, alternando momenti dedicati all’eccellenza artistica a parentesi di ironia e leggerezza. “Una grande sfida che accetto volentieri e sempre con grande emozione – ha detto l’étoile della Scala – Mi rende orgoglioso il percorso fatto per arrivare a questo punto, riuscire a esprimere tutto il potenziale creativo per rendere la danza il più possibile adatta al grande pubblico”. Ricco e svariato il cast degli ospiti con cui Bolle darà vita a sketch o passi a due. Come Roberto Benigni che oltre a voler ballare con lui lo sfiderà in uno spogliarello per verificare chi ha il fisico più bello. Ci saranno Alberto Angela e Luca Zingaretti, protagonista di un omaggio all’umanità di Charlie Chaplin. Altro omaggio a Federico Fellini, nel centenario della nascita, con un ballo ispirato al film ‘La Strada’ insieme alla Principal dell’Hamburg Ballett Silvia Azzoni. In uno studio che ricorda i grandi varietà della Rai anni ’60, le fila del racconto sono tenute da Giampaolo Morelli e Geppi Cucciari. Tra gli altri ospiti Andrea Bocelli, Stefano Bollani, Luca e Paolo, Marracash, Virginia Raffaele, Nina Zilli, oltre alle ballerine Svetlana Zakharova e Nicoletta Manni. Durante lo spettacolo saranno affrontati, sempre attraverso la danza, due temi attuali e drammatici. Il primo sarà l’ambiente, con Roberto Bolle che ballerà sotto un cielo di plastica all’inizio colorato e luminoso, poi sempre più cupo, fino a che scenderà per avvolgerlo e soffocarlo. Il secondo tema è invece l’indifferenza verso le tante violenze e sofferenze nel mondo, dalle donne agli immigrati. Bolle darà il volto a queste emozioni ballando davanti ad uno specchio e sdoppiandosi. “È sicuramente il momento più complicato – ha detto – praticamente ballo con un altro io”. Soddisfazione da parte di Rai1 nelle parole del vicedirettore Claudio Fasulo e del direttore Teresa De Santis, che era in collegamento telefonico. “È uno dei nostri programmi di maggior peso presentato a tutti i festival internazionali – ha detto De Santis – Rientra nella nostra idea di innalzamento culturale, ma per tutti, senza escludere nessuno”. VAI A TUTTE LE NOTIZIE DI TECNOLOGIAVAI A TUTTE LE NOTIZIE ECONOMICHEVAI A TUTTA LA CRONACAVAI A TUTTE LE NOTIZIE DAL MONDOVAI A TUTTA LA POLITICA
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Uomo Vitruviano torna a Venezia visibile ogni anno
Gallerie Accademia studiano iniziative valorizzazione virtuale
VENEZIA19 dicembre 201915:23
– E’ rientrato alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, dopo essere stato esposto al Louvre di Parigi, l'”Uomo Vitruviano” di Leonardo Da Vinci. Il viaggio di ritorno si è concluso ieri, sotto la supervisione del direttore Giulio Manieri Elia. Il celebre disegno è stato esposto al Louvre dal 24 ottobre al 16 dicembre, in occasione della mostra ‘Leonard de Vinci’ dedicata al genio toscano per il cinquecentenario della morte, e che prosegue fino al 24 febbraio prossimo. Contro il prestito alla Francia era stato avanzato un ricorso al Tar del Veneto, che era stato respinto. Le Gallerie dell’Accademia stanno mettendo a punto alcune iniziative di valorizzazione del disegno, ed esporre l’Uomo vitruviano ogni anno per un periodo di tempo circoscritto. Sarà progettato inoltre uno spazio permanente dedicato alla complessità del disegno e dei suoi contenuti, attraverso l’utilizzo di tecnologie avanzate per la fruizione virtuale, quando il foglio originale non potrà essere esposto.
Moda: Mishra sfilerà nell’ haute couture a Parigi a gennaioStilista indiano ospite Camera Sindacale alta moda francese
19 dicembre 201915:44
– Il designer indiano Rahul Mishra annuncia che sarà “ospite” della Camera Sindacale della Haute Couture, di cui è membro, in occasione della settimana di Alta Moda che si terrà a Parigi il prossimo gennaio 2020.
Rahul Mishra sostiene la “slow fashion” con tessuti tradizionali indiani. Il suo omonimo brand rappresenta l’eccellenza del lavoro artigianale made in India, realizzato con tessuti pregiati, ricamati a mano e fatti sempre a mano in India. Dal 2014, da quando è stato premiato dall’International Woolmark Prize, Mishra è entrato a far parte del calendario ufficiale della settimana della moda Ready-to-Wear di Parigi. Nel giro di poco tempo Rahul ha suscitato l’ammirazione delle personalità più influenti della moda. La fashion editor di Vogue, Suzy Menkes, estimatrice del suo lavoro, lo ha definito un “tesoro nazionale”.
Tra i suoi numerosi riconoscimenti, Mishra è stato inserito nell’elenco degli stilisti più influenti a livello globale di “BoF 500” per quattro anni consecutivi e più recentemente è stato insignito del premio “International Fashion Award for Sustainable and Ethical Brand” dalla Camera Monegasca della Moda al Monte Carlo Fashion Show.
“Il mio obiettivo è quello di creare posti di lavoro che aiutino le persone nei loro stessi villaggi spiega lo stilista – io mi occupo di loro piuttosto che chiamarli a lavorare per me.
Se i villaggi sono più forti avrai un paese più forte, una nazione più forte e un mondo più forte. Tutta la mia filosofia ruota attorno a questo. Il prodotto passerà attraverso l’evoluzione cambierà, migliorerà, ma la filosofia è costante”.
Carmen Bizet chiude 52/a stagione Pergolesi JesiNuova co-produzione Fondazione,sul podio maestro Beatrice Venezi
JESI19 dicembre 201915:46
– La “Carmen”, titolo più celebre di Georges Bizet (1838-1875), chiuderà il 20 dicembre la 52/a Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi di Jesi, al termine di un cartellone dedicato alle grandi protagoniste femminili con “Madama Butterfly”, “Turandot” e il tributo alla Luna, nuova produzione di “CircOpera”. La Carmen arriva in una nuova co-produzione della Fondazione Pergolesi Spontini con Opéra-Théâtre de Metz Métropole, Opéra de Massy, Opéra de Reims, Centre lyrique Clermont Auvergne, Fondazione Rete Lirica Marche.
L’opéra-comique in quattro atti su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy, dalla novella eponima di Mérimée, viene proposta nella versione originale in lingua francese con dialoghi parlati che debuttò all’Opéra-Comique di Parigi nel 1875. Alcuni dialoghi modificati a cura di Opéra-Théâtre de Metz Métropole. Edizione Alkor. Dopo le date di Jesi, andrà in scena tra gennaio e febbraio 2020 a Fano, Ascoli Piceno e Fermo. Sul podio il maestro Beatrice Venezi. E’ tra le poche donne al mondo a dirigere orchestre a livello internazionale; innovativa, paladina di femminilità, nel 2018 è stata inserita da Forbes” tra i 100 under 30 leader del futuro. Recente il suo album d’esordio “My Journey – Puccini’s Symphonic Works”.
La regia è di Paul-Émile Fourny che torna a Jesi dopo i successi di “Aucassin et Nicolette” (2019), “Werther” (2007), “Cavalleria Rusticana” e “Pagliacci” (2016). Nuovo allestimento con scene realizzate da Benito Leonori nei Laboratori scenografici della Fondazione Pergolesi Spontini, costumi di Giovanna Fiorentini, light designer Patrick Méeüs; assistente alla regia Giovanna Spinelli, e alle scene Elisabetta Salvatori.
Nel ruolo del titolo il mezzosoprano canadese Mireille Lebel al debutto in Italia, mentre il tenore Enrico Casari sarà per la prima volta Don José. Per le recite nei teatri della Rete Lirica, si alternano nel ruolo di Frasquita le cantanti Margherita Hibel e Carmela Osato. Suona la Form – Orchestra Filarmonica Marchigiana, il Coro del Teatro della Fortuna di Fano è diretto da Mirca Rosciani, i Pueri Cantores “D.
Zamberletti” di Macerata sono guidati da Gian Luca Paolucci.
Il Michelangelo di Konchalovsky ora è anche un libroIl volume a cura di Giulia Martinez
19 dicembre 201920:41
GIULIA MARTINEZ, IL PECCATO DI MICHELANGELO (Edizioni Sabinae, pag. 160, euro 25,00) “Caro spettatore lasci pure i pop corn fuori dalla sala, questo è un film sul silenzio”. Questa solo una delle piccole perle a firma di Andrei Konchalovsky nel libro di Giulia Martinez presentato ieri sera al Cinema Rouge et Noir di Palermo dal titolo: ‘Il Peccato di Michelangelo – dietro le quinte del film di Andrei Konchalovsky sul genio di Rinascimento (Edizioni Sabinae).
Nel volume non solo il puntuale racconto del backstage del film illustrato dalle immagini del fotografo russo Sasha Gusov e dai bozzetti dello scenografo Maurizio Sabatini, ma anche l’affascinante viaggio, le sfumature, le curiosità, gli stati d’animo, il sudore e la passione che il Maestro del cinema internazionale, gli attori e la troupe hanno vissuto durante la realizzazione di quest’opera. Alla presentazione del libro, oltre che l’autrice, anche il protagonista del film nei panni di Michelangelo, Alberto Testone, e il giornalista e scrittore Gian Mauro Costa. Questo volume, come d’altronde il film, racconta di un Michelangelo Buonarroti come non si era mai visto, di un uomo geniale quanto imperfetto, in lotta con i potenti del tempo, con la propria famiglia e con se stesso. E tutto questo in una grande co-produzione russo-italiana (Andrei Konchalovsky Studios, Jean Vigo Italia e Rai Cinema). Perché questo libro da parte di una press agent che ha seguito centinaia di film d’autore? “Semplice – spiega la Martinez – perché è un film che ho visto letteralmente nascere al festival di Venezia nel 2016 quando Andrei Konchalovsky aveva portato al Lido Paradise.
Proprio allora il regista aveva parlato di questo progetto, della sua voglia di fare un Michelangelo, duro, sporco e avaro e con tanto di naso rotto. Si era anche pensato di fare casting nelle palestre di pugilato”. E ancora la Martinez autrice nel volume di una lunga intervista al regista :”Ho seguito il film durante tutta la sua lavorazione, una vera e propria avventura alla ricerca delle location giuste dove ci fosse tanta sporcizia e galline sul set.
Per Konchalovsky era diventata una vera ossessione. Il film doveva tramettere il cattivo odore, la puzza di quei tempi”.
Pinocchio: in parco Collodi nasce anche museo interattivoPercorso multimediale ispirato a episodi più celebri burattino
COLLODI19 dicembre 201917:06
– Un museo interattivo dedicato al celebre burattino di legno, che andrà ad arricchire l’offerta culturale del parco tematico su Pinocchio a Collodi (Pistoia).
Il museo interattivo di Pinocchio (Mip), che sarà inaugurato il 21 dicembre, è un percorso multimediale ispirato agli episodi più celebri del romanzo di Carlo Collodi (1826-1890), pseudonimo di Carlo Lorenzini, come la bottega di Geppetto, il bosco vicino al quale viveva la Fata turchina, il Campo dei Miracoli e la pancia del pescecane. La visita al museo è compresa nel biglietto d’ingresso al Parco di Pinocchio. Il percorso espositivo è stato realizzato dalla Fondazione Nazionale Carlo Collodi e arriva dopo l’apertura, nel mese di giugno scorso, del ‘Museo multimediale di Pinocchio e Dante’ in via Ricasoli a Firenze.
Richard Ginori: museo porcellana riaprirà entro il 2022Sarà gestito da nuova Fondazione
FIRENZE19 dicembre 201917:54
– Riaprirà entro fine 2022, con un immobile restaurato e un nuovo allestimento, il Museo Archivio Richard-Ginori della Manifattura di Doccia Sesto Fiorentino: questa la data prevista nel cronoprogramma per la riapertura del museo chiuso nel 2014, in seguito al fallimento della vecchia proprietà Richard Ginori, e che sarà gestito dalla nuova Fondazione costituita il 19 dicembre con un atto firmato dal ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e dal sindaco di Sesto Lorenzo Falchi. Con 1,9 milioni di Fondi Cipe per il restauro e risanamento conservativo del museo, 3,9 milioni per l’acquisto della collezione di opere in porcellana, e somme inferiori per interventi di conservazione, si tratta di un’operazione da 6,15 milioni.
200 anni Infinito, su Rai omaggio di 22 cantantiIniziativa Rai-Mibact. Franceschini: è dono collettivo
19 dicembre 201918:47
– “Un dono senza volto e senza nome, una dichiarazione d’amore collettiva da parte di grandi artisti nei confronti di una poesia che ci portiamo dentro per tutta la vita. Del resto la canzone d’autore è erede della grande poesia”: così il ministro per i Beni e le attività culturali e il Turismo Dario Franceschini ha commentato il video che insieme Rai e Mibact hanno ideato per chiudere il bicentenario dell’Infinito di Giacomo Leopardi, nel quale 22 artisti della canzone italiana leggono un frammento della poesia. In onda su tutti i canali Rai e sulla piattaforma RaiPlay dal 19 al 31 dicembre, questo omaggio sonoro e visivo appare come un grande mosaico di voci misteriose, perché i volti e i nomi degli artisti coinvolti non saranno rivelati: “Non vogliamo dire i nomi di questi artisti che gratuitamente hanno donato la propria voce”, ha aggiunto il ministro, “il primo ad ascoltare e vedere il video è stato oggi il Presidente Sergio Mattarella, che nel 2019 volle fare un viaggio a Recanati al Museo dedicato all’Infinito. Da quel viaggio nacque l’idea di questa iniziativa”.
Omaggio a Pina Bausch con Marigia Maggipinto al MadreA Napoli Quartieri di vita, da domani a 6 gennaio mini-workshop
NAPOLI19 dicembre 201918:58
– Si conclude al museo Madre con i mini-workshop di Marigia Maggipinto, danzatrice e coreografa del Tanztheater Wuppertal, l’omaggio che ‘Quartieri di vita’, il festival di formazione e teatro sociale diretto da Ruggero Cappuccio, dedica all’icona della danza contemporanea Pina Bausch, a dieci anni dalla scomparsa.
Dal 20 dicembre al 5 gennaio, in occasione della videoinstallazione Ensembles, i visitatori avranno l’opportunità di prendere parte a un ciclo di workshop rivolto a tutti gli amanti della danza con ogni livello di preparazione o senza esperienze precedenti. Un mix di tecniche differenti, tradizioni e pratiche fisiche con le quali i partecipanti potranno imparare brevi estratti di coreografie di Bausch, tratti da spettacoli di Pina Bausch come Nelken o Kontakthof. Una visita al museo trasformata, afferma la Maggipinto ”in un’esperienza tridimensionale, fisica ed emotiva, durante la quale il pubblico non solo guarda ed ascolta ma vive in prima persona le coreografie dell’artista”.
Pesaro Urbino 2033: mare e colline, vento e musicaLa presentazione del logo oggi a Matera, Capitale del 2019
19 dicembre 201919:08
– Un segno che lega il mare alle colline, il ritmo del vento e della musica, prospettive e vie di fuga, armonie e contrappunti per sostenere la candidatura di Pesaro e Urbino a Capitale Europea della Cultura nel 2033. E’ il concept che ha portato alla realizzazione del logo delle città marchigiane, presentato il 19 dicembre a Matera, Capitale Europea della Cultura 2019, da cui nasce il progetto di comunicazione sviluppato dall’Istituto superiore per le industrie artistiche (Isia) di Urbino. Il logo è stato realizzo da Isia Urbino, dal direttore, Jonathan Pierini, con i tutor Francesco Del Rosso e Filippo Emiliani in collaborazione con i Comuni di Pesaro di Urbino. Alla presentazione hanno partecipato il sindaco, Matteo Ricci, e il vicesindaco e assessore alla bellezza di Pesaro, Daniele Vimini, il sindaco di Urbino, Maurizio Gambini, e il presidente della Provincia di Pesaro e Urbino, Giuseppe Paolini.
Palazzo Pitti, concluso il restauro della facciata del RondòIntervento è costato 300mila euro
FIRENZE19 dicembre 201919:31
– Concluso, a poco più di un anno dall’avvio, il restauro della facciata principale del Rondò meridionale di Palazzo Pitti a Firenze: l’intervento, compiuto dalle Gallerie degli Uffizi in collaborazione con la Soprintendenza, è costato circa 300mila euro. “A determinare la necessità di una vasta operazione di restauro di questa parte della facciata – spiega una nota degli Uffizi – era stata la caduta di frammenti delle pietre di rivestimento, che in alcuni punti erano in condizioni di grave degrado”. Per mettere in sicurezza “i grandi blocchi di pietra forte, segnati da vene di calcite che ne frammentano la continuità, sono state realizzate legature in cavo di acciaio”, una “vera novità tecnica”. Con il restauro “è stata effettuata un’accurata revisione di tutto il prospetto e un consolidamento del bugnato di pietra”.
L’intervento è stato anche accompagnato “da un’estesa campagna di indagini diagnostiche”, condotte da Soprintendenza e Università di Firenze.
Sanremo, ecco i Giovani che conquistano l’AristonPassano Gassmann, Eugenio in via di Gioia, Fadi, Fasma, Sentieri
SANREMO20 dicembre 201909:39
Comincia a prendere forma il prossimo festival di Sanremo, targato Amadeus. In attesa di conoscere i nomi dei Big e gli ospiti delle cinque serate di febbraio (dal 4 all’8), il conduttore e direttore artistico spalanca le porte dell’Ariston agli otto cantanti che parteciperanno tra i Giovani. Leo Gassmann (con Va bene così), Fadi (Due noi), Marco Sentieri (Billy Blu), Fasma (Per sentirmi vivo), Eugenio in via di Gioia (Tsunami) sono i cinque protagonisti che il 19 dicembre, in diretta tv su Rai1, si sono sfidati a colpi di duelli e musica per conquistare un posto in prima fila all’Ariston. A loro si aggiungono, da Area Sanremo, Gabriella Martinelli e Lula (Il gigante d’acciaio, dedicata a Taranto e alle vicende dell’ex Ilva) e Matteo Faustini (Nel bene e nel male). Approda di diritto all’Ariston anche la giovanissima Tecla Insolia, vincitrice di Sanremo Young. Temi sociali e malessere generazionale corrono tra i brani, gli stessi che arriveranno a febbraio. Sfide secche, dentro o fuori. Per quella che qualcuno considera l’occasione della vita, qualcuno un passaggio obbligato verso il successo. Sono emozionati i ragazzi (e si vede, dalle mani che si contorcono, dagli sguardi persi, dalle gambe che non stanno ferme), anche se molti di loro hanno già alle spalle talent e gavetta. Come Thomas che arriva da Amici, ma deve cedere il passo a Leo Gassmann, da X Factor, figlio di Alessandro – che via Twitter fa il tifo: be brave and rock on! – e nipote di Vittorio (e più di uno gli ricorda che porta un cognome “ingombrante”, mentre la rete ipotizza raccomandazioni, ma lui ribatte che “è la musica a vincere”). Anche Jefeo arriva da Amici e anche lui deve arrendersi a Fasma. Gli Eugenio in via di Gioia portano una ventata di allegria e lasciano fuori il bravo Avincola (con un brano sui rider). Eliminati anche Shari e i Reclame. A decidere i più meritevoli sono televoto, Commissione musicale del festival, giuria demoscopica e giuria televisiva, ovvero i cinque senatori del festival Pippo Baudo, Antonella Clerici, Carlo Conti, Gigi D’Alessio e Piero Chiambretti, alla quale spettava l’ultima parola in caso di parità. E non è mancata qualche stoccata via social, come quella di Enzo Mazza, ceo della FIMI, che in un tweet ha polemicamente sottolineato le differenze d’età tra giudicanti e giudicati. “Date di nascita super giuria #sanremogiovani: 1936, 1956, 1961, 1962, 1967. Artisti in gara secondo regolamento: non aver superato i 36 anni. Ovvero non essere nati dopo 1983. Età media utilizzatori di Spotify: 25 anni, ovvero nati nel 1994”. I giudici, tutti veterani del festival, non raccolgono la provocazione, arrivata già nei giorni della loro ufficializzazione. Anche perché, come dicono in coro: “A Sanremo non si dice mai di no”. E invitati da Amadeus a tornare tra un mese e mezzo, non potranno certo tirarsi indietro per le celebrazioni dei 70 anni del festival (e Conti ha già promesso che sposterà la sua “vacanzina” alle Maldive). Appuntamento, dunque, al 4 febbraio (e prima anche a Potenza con il Capodanno di Rai1, sempre condotto da Amadeus) con in testa già le canzoni.
Pallottino, Una storia delle illustratrici’Le figure per dirlo’ racconta un contributo dimenticato
20 dicembre 201909:47
PAOLA PALLOTTINO, LE FIGURE PER DIRLO – STORIA DELLE ILLUSTRATRICI ITALIANE (Treccani Libri, Fuori Collana, pag. 240, 32 euro). Un affascinante viaggio visivo, storico e critico che mette in luce, per la prima volta, lo straordinario quanto sconosciuto contributo delle artiste italiane attive nel settore dell’immagine riprodotta, dal XVII secolo a oggi. Con ‘Le figure per dirlo’ Paola Pallottino attraversa i principali movimenti culturali del Novecento, facendoci conoscere artiste emarginate due volte, perché donne e perché attive in un ambito considerato ‘minore’, per il quale hanno realizzato immagini di straordinaria qualità – dall’illustrazione pubblicitaria alla moda, dal fumetto alla caricatura fino a calendari, cartoline ed etichette – presenziando e sottolineando i momenti storici del paese.
Pallottino ci accompagna in questo inedito percorso dandoci contemporaneamente accesso al suo ineguagliabile archivio personale, frutto di una vita di ricerca, composto di centinaia e centinaia di dossier sugli artisti dell’illustrazione, migliaia di schede, e oltre 10.000 pubblicazioni del settore, tra libri e riviste, raccolte in oltre quarant’anni di ricerche.
Paola Pallottino è storica dell’arte, illustratrice e paroliera italiana. Già professore associato di Storia dell’arte contemporanea all’Università di Macerata, pioniera degli studi sulla storia dell’illustrazione, ha svolto un’intensa attività di divulgazione, culminata con la fondazione a Ferrara del MIL, Museo dell’Illustrazione – Centro Studi sull’Immagine Riprodotta, che ha diretto dal 1992 al 2005. Ha collaborato all’Enciclopedia universale dell’arte, al Dizionario biografico degli italiani, al Dictionnaire des illustrateurs e all’Allgemeines Künstlerlexikon. La sua opera scientifica comprende una ventina di libri, fra cui Storia dell’illustrazione italiana e Dall’atlante delle immagini.
Parallelamente all’attività di studio, ha coltivato la passione per la scrittura, collaborando con Lucio Dalla, per il quale ha scritto, tra le altre, 4 marzo 1943, e Il gigante e la bambina.
Nel 1974 ha firmato le parole di Donna circo, disco a tematica femminista musicato e cantato da Gianfranca Montedoro e, nel 1994, i testi di Giovanna d’Arco e La ragazza e l’eremita per Angelo Branduardi.
Ferzan Ozpetek torna a casa con La dea fortunaIn sala film con Accorsi-Leo coppia gay. E con Jasmine Trinca
20 dicembre 201909:49
Coppia gay in crisi, famiglie arcobaleno, un po’ di malattia, il tempo che passa, transgender, tutta la musica che occorre, un quartiere popolare dove tutti comunicano, ma anche un palazzo nobiliare con dentro una strega.
Insomma dramma e commedia, dolore e sentimento con un pizzico di magia. Ferzan Ozpetek è tornato a casa con ‘La dea fortuna’ in sala dal 19 dicembre con Warner Bros. E in questa tredicesima opera cinematografica del regista di origine turca, anche l’ombra di Mina che oltre l’apporto della canzone ‘Luna Diamante’, scritta da Ivano Fossati e da lei cantata, ha dato più di un consiglio artistico al regista di Fate ignoranti.
“Con ‘La dea fortuna’ dopo tanti film, mi sono sentito davvero libero di fare un lavoro che somiglia a me”, ha detto Ozpetek.
Questa la storia. Arturo (Stefano Accorsi), scrittore alquanto insoddisfatto, e Alessandro (Edoardo Leo), che fa l’idraulico, si amano e da 15 anni vivono insieme. Pur legati da un grande affetto, tra loro manca la passione e c’è ormai quella crisi che loro non vogliono affrontare. A smuovere le acque sarà Annamaria (Jasmine Trinca), la confusionaria migliore amica di Alessandro che, per problemi di salute, si troverà costretta a lasciare in custodia alla coppia i suoi due figli: Martina ed Alessandro .
La coppia gay troverà una nuova voglia di stare insieme grazie all’arrivo di questi due tonici bambini, e sarà baciata da quella Dea Fortuna che dà il titolo al film prodotto da Warner Bros. Entertainment Italia, R&C Produzioni e Faros Film. “Tutto è nato da una telefonata di mia cognata che per un problema di salute prospettava a me e al mio compagno se ci saremmo potuti occupare dei loro figli. Mi è subito piaciuta questa idea che avrei potuto sviluppare. Mi andava poi di raccontare più che il solito primo incontro di una coppia, la fine di un rapporto quando l’erotismo si trasforma in affetto”, ha aggiunto Ozpetek.
E ha proseguito il regista: “Non volevo comunque dare alcun messaggio con questo film, ma raccontare solo il mio stato d’animo”. Per quanto riguarda la sua amicizia con Mina, dice Ozpetek con grande riserbo, quasi a non voler tradire la sua amica: “è lei che mi ha consigliato Barbara Alberti nel ruolo della nobile madre di Annamaria. Una specie di strega che vive in un maniero alla Hansel e Gretel capace di mille cattiverie”.
“Mio figlio un giorno mi ha detto che Ozpetek cercava una vecchia cattiva con la faccia da carogna, una sorta di mamma, papà, zio e patriarca – ha detto la Alberti con intelligenza e spirito – . Comunque per fortuna – aggiunge – questo film non vuole dare un messaggio, né dire siamo gay o non gay, ma, cosa ancor più importante: siamo felici o non siamo felici”.
Sanremo: Amadeus, Tiziano Ferro ci sarà tutte le sereNessun nome invece per quanto riguarda le donne al suo fianco: ‘Mi piacerebbe averne almeno due a sera…’
SANREMO21 dicembre 201912:58
“Tiziano Ferro? C’è. Tutte le sere”. Amadeus conferma la presenza del cantautore di Latina al prossimo festival di Sanremo. “Ne abbiamo cominciato a parlare – aggiunge – sicuramente canterà. Il resto vedremo”.Sulla presenza delle donne al suo fianco, spiega che “mi piacerebbe averne almeno due a sera, di diversa età, diversa provenienza, per raccontare storie che rappresentino le donne”, ma non si lascia sfuggire nessun nome. “Finché non ho la certezza…”.
Arriva l’abbigliamento coordinato per tutta famigliaOnline da oggi brand nativo digitale Rougeri
20 dicembre 201910:32
– Altro che mini me: debutta oggi online Rougeri, marchio nativo digitale che propone abbigliamento coordinato non nel solo abbinamento mamma-figlia, ma per tutta la famiglia.
Il brand dal gusto minimal-chic offre la possibilità di trovare lo stesso modello, con lo stesso tessuto, nelle varianti uomo, donna, bambino (0-6) e neonato. Per ribadire il Dna matching del brand, la finalizzazione dell’acquisto sulla piattaforma può avvenire soltanto con la scelta di almeno due articoli dello stesso prodotto, per due diversi destinatari.
La collezione autunno inverno 2019/20 include cappotti, capispalla, camicie, pantaloni e abiti, ma anche felpe, polo, accessori e maglieria in cashmere di Cariaggi. Il marchio, spiega il fondatore Roberto Ruggeri, “nasce dal desiderio di offrire la possibilità di trovare un capo di alta qualità uguale per grandi e piccoli. Un modo per esaltare i legami con i propri cari e vivere un’emozione nel segno di uno stile minimal e di assoluta qualità”.
Cinema, ‘Il traditore’ film dell’anno per Il MorandiniContest con il Cinemino di Milano per lancio edizione 2020 guida
20 dicembre 201911:35
– E’ ‘Il traditore’ di Marco Bellocchio il film di copertina del Morandini, lo storico dizionario dei film e delle serie tv, che premia con 4 stelle la pellicola con Pierfrancesco Favino.
Dopo due anni consecutivi di vittoria, Paolo Virzì passa idealmente il testimone a Marco Bellocchio, che conquista la vetta aggiudicandosi ben 4 stelle. Il Morandini 2020 (16.500 opere censite nella versione cartacea, 27.000 in quella digitale, dal 1902 all’estate del 2019), promuove altri film celebri della passata stagione cinematografica: 4 stelle anche per Domani è un altro giorno di Simone Spada, con Valerio Mastandrea e Marco Giallini. Matteo Rovere, con Il Primo Re, riceve invece 3 stelle; stesso punteggio per Dafne di Federico Bondi e per Il Grande Spirito di Sergio Rubini.
Il Morandini, oltre ai film, dedica un’ampia appendice alle serie tv italiane ed estere. Nella guida, una menzione speciale è riservata alla serie tv Il Commissario Montalbano. Bocciato invece Baby, il teen drama tutto italiano firmato Netflix e liberamente ispirato allo scandalo romano delle baby squillo.
In occasione del lancio del Morandini 2020 Zanichelli, in collaborazione con il Cinemino – spazio culturale e aggregativo milanese – invita i cinefili a scegliere il proprio film e la propria serie tv preferita tra una selezione di 32 film e 16 serie tv prodotti in Italia negli ultimi 2 anni. Attraverso un contest sulla pagina Facebook ufficiale di Zanichelli, il pubblico è incoraggiato a esprimere la propria preferenza tra coppie di titoli messi in sfida. Dopo più scontri a eliminazione diretta, il film e la serie tv che si aggiudicheranno la finale saranno premiati con un evento esclusivo il 27 febbraio al Cinemino a Milano.
Dolce e Gabbana, lasceremo a famiglia nostro lavoroStilisti escludono vendita a investitori
20 dicembre 201913:01
– “Sei una madre e non puoi vendere i tuoi figli. Siamo stati fortunati. Non vogliamo diventare i più ricchi del cimitero”. Così Stefano Gabbana ha spiegato in un’intervista a Vogue Business che, quando si ritireranno, cederanno il controllo alla famiglia di Dolce: una mossa che preclude la vendita a investitori o l’ingresso di direttori creativi esterni.
“Ci piacerebbe moltissimo – hanno detto i due – lasciare ai famigliari il nostro lavoro”. Secondo Vogue Business, quest’autunno, i componenti della famiglia Dolce si sono seduti a discutere dei loro ruoli e del futuro dell’azienda. Il fratello di Dolce, Alfonso, 54 anni, è l’Amministratore Delegato della società. La sorella Dora, 64 anni, è responsabile della ricerca e dello sviluppo per la collezione prêt-à-porter. Ci sono vari nipoti coinvolti in azienda e anche i più giovani della famiglia vengono cresciuti per entrare un giorno a farne parte, se lo vorranno.
Piero Angela, con SuperQuark + suRaiplayFoa e De Santis, esempio per tutti
20 dicembre 201914:01
– “A me fa piacere continuare a lavorare. Vorrei fare come Moliere morire sulla scena. Mi sento giovanissimo tra i giovani”. A partire dal prossimo 22 dicembre, giorno del suo 91 compleanno, sulla piattaforma Rai Play, sarà disponibile il nuovo programma di Piero Angela SuperQuark+, presentato oggi a viale Mazzini. Piero Angela sarà il padrone di casa che guiderà lo spettatore nel tema trattato in ogni puntata, 10 in tutto, per la durata di 15 minuti e, ad accompagnarlo in quest’avventura, ci saranno 5 giovani ricercatori-divulgatori, la principale novità di questa nuova versione del programma di divulgazione scientifica. Il direttore di Rai1 Teresa De Santis ha evidenziato come la “fabbrica Angela” sia qualcosa di più, è un’idea, non è solo una serie di programmi. Abbiamo cercato, in quest’anno, di alzare l’asticella dov’è stato possibile. Per noi, è un esempio. Abbiamo tentato di lavorare in questa maniera larga e pop anche per quanto riguarda il varietà e il sabato sera. Con questo progetto, coniughiamo insieme passato, presente e futuro. In questo caso specifico, è evidente la forza di interagire tra le due strutture, Rai1 e Rai Play”. Il presidente della Rai Marcello Foa ha ricordato: “L’anno scorso, abbiamo festeggiato il suo novantesimo compleanno. Piero Angela dimostra sempre la propria vitalità e i novantenni la dimostrano per sempre. L’obiettivo di Angela è sempre stato quello di capire la scienza. A 91 anni, ha accettato una nuova sfida, la stessa sfida che, 38 anni fa, Piero Angela accettò con la prima edizione di Quark. Uno dei volti storici della Rai, un uomo apprezzato per la sua signorilità, è stato scelto per vincere anche questa sfida. La Rai crede in Rai Play, nella divulgazione scientifica e in Piero Angela”.
Il nuovo prodotto di divulgazione scientifica di Piero Angela, realizzato appositamente per la piattaforma “pensato per un pubblico sempre più digitale”, si occuperà di vari temi. Piero Angela li ricorda: “è come elencare i 7 nani – ironizza- dall’amore allo sport, dal sonno alla dieta, dal gioco alla vita extraterrestre” e anche altri argomenti come la memoria, la vista, l’acqua e il freddo”.
Matera 2019: Sassoli, così si accorciano distanze UeIl presidente del Parlamento europeo alla giornata conclusiva
MATERA20 dicembre 201914:33
– “Il merito più importante di quest’anno è che Matera ha vissuto in libertà la possibilità di godere di questo palcoscenico e ha restituito tanto”. Lo ha detto il Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, che oggi è nella Città dei Sassi per la giornata conclusiva dell’anno da Capitale europea della Cultura 2019. “Noi – ha aggiunto – abbiamo un’Europa che è distante da tante zone, da tanti territori, non solo italiani: queste esperienze servono ad accorciare queste distanze”.
Archeologia:a Museo Crotone esposta museruola IV secolo a.C.Reperto proveniente da scavi clandestini recuperato da cc
CROTONE20 dicembre 201915:16
– Una pregiata museruola equina in bronzo del IV secolo a.C. recuperata dai carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Artistico, e riconosciuta come proveniente da scavi clandestini nel territorio del crotonese, sarà esposta dal 21 dicembre al Museo Archeologico Nazionale di Crotone.
Il pezzo, acquisito alla collezione del museo, rappresenta una vera e propria rarità, non solo per il tipo di oggetto, ma anche per la sua decorazione. Nobile ornamento per cavalli, l’oggetto costituiva un’offerta votiva da parte di un componente della cavalleria per il santuario di Hera nella località Vigna Nuova.
L’esposizione rientra nel progetto Vide (VIaggio Dell’Emozione). In questo ambito rientra anche la testa di cavallo in marmo, utilizzata come decorazione del tempio di Hera Lacinia a Capocolonna, che era stata esposta a settembre dopo un lavoro di restauro.
Mostre: collezione Farina, arte e avanguardia a FerraraDonata alla città da compagna direttore Galleria d’Arte Moderna
FERRARA20 dicembre 201916:30
– Tra gli anni Sessanta e Novanta Ferrara si impone come centro propulsivo per l’arte d’avanguardia grazie a Franco Farina, direttore della Civica Galleria d’Arte Moderna. La sua programmazione espositiva a Palazzo dei Diamanti ha dato vita a una stagione costellata di eventi che ha lasciato una testimonianza tangibile nella collezione di opere d’arte a lui appartenuta, un patrimonio recentemente donato alla città da Lola Bonora, direttrice del Centro Video Arte ferrarese e sua compagna di vita.
Un’ampia parte della donazione è in mostra, dal 21 dicembre al 15 marzo, al Padiglione d’Arte Contemporanea: dipinti, sculture, disegni e grafica della collezione Farina sono messi in dialogo con opere delle Gallerie d’Arte Moderna. Un percorso che dagli studi e opere su carta di Carrà, de Chirico e de Pisis muove verso lo spazialismo e l’informale di Emilio Vedova, il New Dada di Rauschenberg e le sperimentazioni cinetiche di Alviani e Colombo, il Nouveau Réalisme e la pop art di Rotella e Schifano.
Teatro: Panariello di nuovo in tour, è La Favola MiaArtista festeggia 20 anni carriera con one man show, da marzo
20 dicembre 201916:36
– Il 2020 sarà un anno speciale per Giorgio Panariello che compie 60 anni e festeggia i 20 anni di carriera dal grandissimo successo di “Torno sabato”! …Dopo aver conquistato le platee accanto agli amici di sempre Carlo Conti e Leonardo Pieraccioni, il comico toscano si prepara infatti a tornare con “La Favola mia”, un one man show unico in pieno stile “Panariello”.
Tante risate, un pizzico di irriverenza, attualità e grandi classici del suo repertorio: saranno questi gli ingredienti di questo nuovo spettacolo in cui Panariello racconta e si racconta ripercorrendo in una veste inedita e attuale i 20 anni che lo hanno visto protagonista tra teatro, cinema e televisione.
Queste le date al momento confermate: 16 marzo al Teatro Massimo di Pescara, 18 marzo al Teatro Rossini di Civitanova Marche (Macerata), 19 marzo al Teatro Dei Marsi di Avezzano (L’Aquila), 20 marzo al Teatro Pala Montepaschi di Chianciano Terme (Siena), 21 marzo al Teatro Pala Bassano Due di Bassano del Grappa (Vicenza), 23 marzo all’Auditorium Santa Chiara di Trento, 24 marzo al Teatro Corso di Mestre (Venezia), 25 marzo Pala Congressi di Lugano, 27 marzo al Grana Padano Theatre di Mantova, 2 aprile al Teatro Lyrick di Assisi, 5 aprile al Teatro Moderno di Grosseto, 7 aprile al Teatro Galli di Rimini, 14 aprile al Teatro Nuovo Giovanni da Udine di Udine, 15 aprile al Teatro Openjob Metis di Varese, 21 aprile al Teatro Dis_Play di Brescia, 28 aprile al Teatro Creberg di Bergamo, 2 maggio al Teatro La Fenice di Senigallia (Ancona), 9 maggio al Politeama Greco di Lecce, 10 maggio al Teatro Team di Bari, 15 maggio al Teatro Golden di Palermo, 16 maggio al Teatro Metropolitan di Catania, 18 maggio al Teatro Mandanici di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina).
Tv: Olivia Colman star di Landscapers, miniserie Sky-HboAlexander Payne dirige crime drama ispirato a fatti veri
20 dicembre 201916:50
– Olivia Colman, l’attrice premio Oscar celebre per La Favorita e The Crown, è la protagonista della nuova serie Sky Original, Landscapers, prodotta da Sister per Sky e Hbo dopo il successo di Chernobyl, premiata quest’anno con 10 Emmy Award.
La miniserie in quattro parti sarà diretta dal due volte Premio Oscar Alexander Payne (Paradiso amaro, Sideway – In viaggio con Jack, A proposito di Schmidt) ed è la prima sceneggiatura per la televisione scritta da Ed Sinclair. Le riprese inizieranno nel 2020 e la serie sarà in esclusiva su Sky in Italia, nel Regno Unito, Irlanda, Germania e Spagna. La distribuzione internazionale è affidata a NBCUniversal Global Distribution.
Ispirata a eventi reali, la serie esplora le vite degli assassini Susan (A. Colman) e Christopher Edwards e si chiede come questa coppia devota e mite sia arrivata ad uccidere i genitori di Susan e seppellirli nel giardino sul retro della loro casa di Mansfield, una cittadina del Nottinghamshire, in un crimine avvenuto nel 1998 e rimasto nascosto per oltre un decennio. Landscapers è un drama con venature dark comedy su una storia realmente accaduta e basato su ricerche approfondite, con ore di interviste agli accusati che si sono sempre professati innocenti.
La serie racconta le vite di Susan e Chris da varie prospettive, comprese quelle degli agenti di polizia e degli avvocati coinvolti nelle indagini, nonché da quella “interna” degli stessi protagonisti. Il pubblico verrà calato in un mondo surreale, frutto di fantasia, che Susan e Christopher hanno creato vestendo i panni dei loro eroi di Hollywood in storie da loro inventate. La storia di un singolare caso di omicidio che coinvolge quattro vite vissute ai margini della società, e che si trasforma in un’esplorazione magnetica e a tinte fosche dell’amore e della fantasia, del loro potere e del loro pericolo.
Landscapers è prodotta per Sky e HBO da Sister, la pluripremiata casa di produzione di Chernobyl, in collaborazione con South of the River Pictures, nuova società di produzione di Olivia Colman e Ed Sinclair.
Olivia Colman, protagonista e produttrice esecutiva della serie, ha dichiarato: «Adoro le sceneggiature di Ed, esattamente come adoro la sua cucina. No, la verità è che è piuttosto raro volere così tanto una parte dopo la prima lettura di una sceneggiatura, ma è quello che è successo in questo caso. È una scrittura coraggiosa, ma anche sottile e tenera: una gioia per qualsiasi attore».
Landscapers è la prima co-produzione originale di Sky e HBO dopo il rinnovo dell’accordo di produzione del mese scorso, che estende la lunga partnership delle due aziende. È anche il primo nuovo lavoro commissionato da entrambe le aziende alla casa di produzione Sister dopo il successo internazionale di Chernobyl, andato in onda nel 2019, la serie Sky Original di maggior successo con la conquista, tra gli altri, di 10 Emmy Awards.
Landscapers è la più recente produzione Sky nel piano di sviluppo di contenuti originali. Il gruppo Sky si è infatti impegnato a raddoppiare il proprio investimento in titoli originali drama, comedy e documentari attraverso Sky Studios, la nuova struttura per lo sviluppo e la produzione di contenuti a livello europeo. Sky Studios porta sullo schermo storie uniche e originali con i migliori talenti in Europa ed è la casa degli Sky Original premiati e amati dai clienti Sky.
Tra gli Sky Original in arrivo su Sky,The New Pope, la nuova serie creata e diretta dal Premio Oscar Paolo Sorrentino con Jude Law e John Malkovich; ZeroZeroZero, diretta da Stefano Sollima e ispirata al libro di Roberto Saviano, con Andrea Riseborough, Dane DeHaan e Gabriel Byrne; Devils, con protagonisti Alessandro Borghi e Patrick Dempsey. Il 2019 è stato un anno record per le serie Sky Original con i 10 Emmy Award conquistati da Chernobyl e le nuove stagioni dei titoli più amati, come Gomorra e 1994, insieme alle novità come Catch-22 e Caterina la Grande.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Danza: 500 artisti a Bologna per ‘Dancin’Bo’
Da Luciana Savignano ai fratelli Gargarelli, da 27/12 a 5/1
BOLOGNA20 dicembre 201917:37
– Una festa del ballo: dall’hip hop al tango, dalla classica alla filuzzi, dalle danze etniche al musical, dalla contemporanea al lindy hop, dal rock acrobatico alla taranta. È ‘Dancin’Bo’ che dal 27 dicembre al 5 gennaio diventerà un festival che avrà a Bologna come palcoscenico 15 luoghi diversi, con oltre 500 ballerini di scuole, associazioni e accademie da tutta Italia, protagonisti in 50 appuntamenti tutti gratuiti, con master class e lezioni tango.
Apertura il 27 nel foyer Respighi del teatro Comunale con l’etoile Luciana Savignana interprete di un estratto de ‘Il lago dei cigni’ e un musical omaggio a Federico Fellini. Finale il 5 gennaio nel sagrato di San Petronio con ‘Danze dal mondo’ con danzatori di gruppi di Filippine, Romania, Russia, Egitto, Iran, Perù e Vietnam. Tra gli altri artisti ospiti ci saranno Kledi Kadiu e Simone Di Pasquale, i giovanissimi fratelli Gargarelli da ‘Italia’s Got Talent’ e Davide Alphandery, vincitore dell’edizione 2019 di ‘Prodigi – La musica è vita’.
Musica: hit parade, Tiziano Ferro risale in vettaVasco Rossi scivola dal primo al sesto gradino
20 dicembre 201918:03
– Accetto Miracoli, il nuovo album di Tiziano Ferro, già disco d’oro a una sola settimana dall’uscita riconquista la vetta della classifica degli album più venduti della settimana dal 13 al 19 dicembre, secondo le stime di Fimi/Jfk Italia. Il disco, uscito il 22 novembre su etichetta Virgin Records (Universal Music Italia), era entrato direttamente al primo posto della top ten. Ora, a distanza di te settimane, detronizza Vasco Rossi con il suo Vasco Nonstop live, il doppio cd, dvd e bluray con tutta la scaletta dei concerti di San Sirodello scorso giugno, che scivola fino alla sesta posizione. Terzo posto per il rapper e produttore Tha Supreme, con 23 6451. Stabile sul quarto gradino Cremonini 2C2C The Best Of, prima grande raccolta della produzione ormai ventennale di Cesare Cremonini, e fermo sul quinto Marracash con Persona. New entry in settima posizione Fine Line, secondo album in studio dell’artista britannico Harry Styles, contenente 12 nuove tracce tra cui i singoli di successo. Primo tra i singoli più scaricati il brano appena uscito di Ultimo , Tutto questo sei tu, primo singolo del cantautore romano dopo l’uscita del suo ultimo album Colpa delle favole, in cui il giovane artista s’interroga su felicità, amore, illusioni e sul fragile equilibrio della vita.
Primo tra i vinili The dark side of the moon dei Pink Floyd.
Franceschini “Scommessa vinta”Boom di turisti. Bilancio positivo per Capitale cultura Ue
MATERA21 dicembre 201913:02
Un anno straordinario. Numeri da “boom” turistico. Una scommessa vinta dalla Basilicata, dal Sud e dall’Italia intera. Matera 2019 chiude con un bilancio molto positivo e, insieme a Plovid (Bulgaria) passa il testimone da Capitale europea della Cultura 2020 a Fiume (Croazia) e Galway (Irlanda). L’ultima, lunga giornata di un anno da Capitale, cominciato lo scorso 19 gennaio, è stata segnata dalla presenza del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, e dei Ministri per i Beni culturali e per il Sud, Dario Franceschini e Giuseppe Provenzano. All’unisono, hanno evidenziato che il 2019 deve essere “solo” un punto di partenza. Ma il reale punto di partenza di un anno straordinario è fissato in una data ben precisa: il 17 ottobre 2014, quando, a sorpresa, fu proprio Franceschini (anche all’epoca Ministro per i Beni culturali) a scrivere su un tablet il nome di Matera come città italiana designata a essere Capitale europea della Cultura 2019. In questi cinque anni – pur se con alcuni passaggi a vuoto, in particolare per l’aspetto infrastrutturale – la Città dei Sassi ha “conquistato” il mondo. Non a caso solo pochi mesi fa ha ospitato per diverse settimane le riprese dell’ultimo film di 007. E così gli ultimi dati parlano di 865 mila pernottamenti nell’anno che sta per finire, con un eccellente +44% di presenze di turisti stranieri. Sono stati invece 1.228 gli eventi (dei quali 410 in vari centri della Basilicata) organizzati dalla Fondazione Matera Basilicata 2019 con un totale di 328 mila accessi, 74 mila i “passaporti” venduti e 1.500 volontari impegnati. Numeri che però non bastano per rendere in pieno l’idea del riscatto totale raggiunto da Matera, solo qualche decina di anni fa la “vergogna d’Italia” per la situazione di degrado dei Sassi. “Il merito più importante di quest’anno è che Matera – ha sottolineato Sassoli – ha vissuto in libertà la possibilità di godere di questo palcoscenico e ha restituito tanto. Noi – ha aggiunto – abbiamo un’Europa che è distante da tante zone, da tanti territori, non solo italiani: queste esperienze servono ad accorciare queste distanze”. Per Provenzano, Matera 2019 “è una grande scommessa vinta: ha dimostrato all’Italia e all’Europa che il Sud non è una causa persa ma che invece è un posto bellissimo su cui si può investire e si può puntare”. E nelle parole del presidente della Regione, Vito Bardi, l’orgoglio della Basilicata e in quelle di Franceschini un’enorme soddisfazione perché “la sfida vinta nel 2014 è stata portata a compimento con successo e ha avviato un cammino di crescita sostenibile del territorio sul quale sono certo si proseguirà con determinazione”. La prossima città italiana Capitale europea della Cultura sarà nel 2033, anche se Franceschini sta provando a convincere i suoi “colleghi” continentali ad aumentare da due a tre il numero di Capitali all’anno. Si vedrà. Per ora i riflettori si spostano su Parma, Capitala italiana europea della Cultura 2020. “Ci prendiamo e portiamo a casa – ha detto il sindaco Federico Pizzarotti – le buone pratiche di Matera 2019”.
Tra Wonka, Mary Poppins e Grimm, c’era una volta a teatroTante favole da non perdere in scena fino alla Befana
21 dicembre 201910:59
– C’era una volta, anche a teatro. Non c’è periodo migliore dell’anno delle feste di Natale per far scoprire la magia del palcoscenico anche agli spettatori più piccoli. Con un carico di favole in scena fino alla Befana. Tra le dieci da non perdere, Charlie e la fabbrica di cioccolato con Willy Wonka, il più grande imprenditore di dolci, che dal romanzo di Roald Dahl canta in musical alla Fabbrica del vapore di Milano; e Mary Poppins e il suo spazzacamini Bert, con tanto di brindisi speciale a Capodanno, al Sistina di Roma. E poi immancabile sotto l’albereo, A Christmas carol, dalla versione con Roberto Ciufoli a quella diretta da Tiziano Panici; Pollicino, le favole di Rodari, Peter Pan, Cenerentola, le marionette dei fratelli Colla e lo “spettacolo della neve” dello Slava’s snowshow. Nel vero Bosco del Sasseto a Torre Alfina – Acquapendente (VT), lo stesso che il National Geographic ha definito “il bosco di Biancaneve”, si va alla scoperta di elfi, fate, streghe e re. E c’è anche tutta la danza de Lo schiaccianoci, tra il Roma City Ballet Company di Luciano Cannito, il Balletto di Roma, l’Accademia di Ballo del Teatro alla Scala, il Balletto di San Pietroburgo e il Moscow Classical Russian Ballet.
Musica: Bobby Rush torna a 86 anni al Porretta Soul FestivalIn cartellone a luglio anche Leo Nocentelli e McCrary Sisters
BOLOGNA21 dicembre 201911:31
– A 86 anni, compiuti un mese fa, nel 2020 sarà per la terza volta al ‘Porretta soul festival’ Bobby Rush, che nel corso della carriera ha ricevuto 46 nomination e vinto 12 premi della Blues Foundation. Inoltre è da poco uscito ‘Sitting on top of the blues’, il 26/o album in studio della sua lunga carriera e la 75/a pubblicazione a suo nome.
Tra gli artisti confermati per la prossima edizione, dal 23 al 26 luglio nella località termale dell’Appennino bolognese, c’è Leo Nocentelli, componente fondatore dei The Meters, vincitore del Grammy Lifetime Achievement Award nel 2018 e quattro volte nominato per la Rock’n’Roll Hall of Fame. Ed ancora Latimore, icona della black music e mentore di Joss Stone; McCrary Sisters, che propongono un personale stile gospel; Chick Rogers, considerata “la più bella voce di Memphis”; Vasti Jackson, John Nemeth, Curtis Salgado, Leon Beal & The Luca Giordano Band e Eddie Harrison, leader degli Short Cuts, che partecipò alla prima edizione del Festival nell’88 con Rufus Thomas.
Nuovo museo per la fotografia, Gallerie d’Italia a TorinoAltra sede espositiva Intesa Sanpaolo dopo Milano,Napoli,Vicenza
TORINO21 dicembre 201912:04
– La fotografia trova casa a Torino.
Palazzo Turinetti, storico edificio della centralissima piazza San Carlo sede legale di Intesa Sanpaolo, diventa il quarto polo museale delle Gallerie d’Italia, dopo quelli di Milano, Napoli e Vicenza. Un progetto voluto dai vertici della banca e guidato da Michele Coppola, che di Intesa Sanpaolo è il direttore Arte, Cultura e Beni Storici.
Il cantiere partirà nei prossimi mesi e sarà concluso in un paio d’anni. I 6mila metri quadri del nuovo museo, 3 mila riservati alle attività espositive, ospiteranno opere delle collezioni della banca tra cui l’Archivio Publifoto, circa 7 milioni di scatti su eventi, personalità e luoghi realizzati dagli anni Trenta agli anni Novanta. Spazio anche alle mostre temporanee di grandi fotografi in sinergia con istituzioni culturali italiane e straniere, a cominciare da Camera – Centro Italiano per la fotografia di cui Intesa Sanpaolo è Socio fondatore, mentre il piano nobile potrà ospitare opere classiche dalle collezioni della banca.
Il progetto delle Gallerie d’Italia in piazza San Carlo sarà illustrato il 14 gennaio dal presidente Emerito di Intesa Sanpaolo Giovanni Bazoli, dal presidente Gian Maria Gros-Pietro e da Carlo Messina, Consigliere Delegato e CEO, alla presenza della sindaca di Torino Chiara Appendino, del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio.
A San Severino reportage sull’arte ferita dal terremoto’Scherza con i fanti e lascia stare i santi’
SAN SEVERINO MARCHE21 dicembre 201912:52
– Una mostra e un catalogo per ricordare le ferite del sisma e aiutare a non dimenticare. Si intitola “Scherza con i fanti e lascia stare i santi” la rassegna di foto scattate sui luoghi del terremoto del 2016 allestita nelle sale espositive della biblioteca comunale “Tacchi Venturi” di San Severino Marche. L’esposizione, patrocinata dal Comune, presenta una serie di istantanee realizzate dall’architetto Luca Maria Cristini durante la sua attività professionale nell’area del cratere. “La fretta di agire in situazioni di pericolo di crollo, con la minaccia di repliche sismiche anche significative, il costante sottofondo di quei sordi boati che si avvertono solo nelle zone vicine alle faglie, mi ha regalato istantanee talvolta sfocate, mosse o con entrambi i problemi; tuttavia ognuna di queste – spiega Cristini – sembra trasmetterci un sentimento vivo”.
La camelia, fiore di Proust e di ChanelBorghesi racconta origini, specie e riferimenti letterari
21 dicembre 201914:04
– LA CAMELIA – LA NAZIONE DELLE PIANTE – ANGELA BORGHESI – (EDITORI LATERZA , PP 179, 16 EURO) – Marcel Proust “Non poteva che regalar camelie e metterle all’occhiello, come allora s’usava: una moda che aveva scalzato garofano e gardenia e, per lui che soffriva d’asma, quanto mai opportuna. Sto parlando del narratore – il Je della Recherche – che come l’autore, Marcel Proust, era spesso soffocato dagli attacchi del male”. “Gabrielle Bonheur Chanel (1883-1971), meglio nota come Coco, portò per la prima volta in passerella abiti con broches di candide camelie di chiffon. Il modello era la Camellia japonica Alba plena, i cui petali sovrapposti possono persino averle suggerito il logo della doppia C incrociata. Divenne il simbolo della maison Chanel solo nel 1959 ma da quella prima apparizione, mai più sparì dalle sfilate del marchio”.
Marcel Proust e Coco Chanel sono solo due delle grandi figure della letteratura e della moda, tra i tanti citati dall’autrice del volume La camelia – La nazione delle piante (Editori Laterza, pp 179, 16 euro), Angela Borghesi, docente di Letteratura Italiana contemporanea all’Università di Milano Bicocca, per il loro stretto legame con il nobile fiore. Nata a Brescia nel 1959, l’autrice deve l’attenzione appassionata per il mondo floreale e animale al nonno Giulio Conforti e al maestro e ornitologo Giuliano Salvini. Una passione quella per i fiori, che ha portato Angela Borghesi a indagare il senso della presenza floreale e arborea nell’opera di Fenoglio, Zanzotto e Calvino. Infatti dal 2011 la scrittrice dirige una rubrica di botanica e letteratura, Clorofilla, sulla rivista online Doppiozero. La camelia meritava un libro. Del resto è un fiore che può stupire con corolle sontuose ed eccentriche o con la sua complessa perfezione geometrica, monocromatica o dalle screziature più bizzarre. Ma può anche incantare con un semplice e profumato giro di petali. La sua specie conta oltre 22.000 varietà. Novità travolgente nei giardini dell’Ottocento, divenne il fiore del Risorgimento nazionale, un’icona di stile che decretò fortune letterarie, di bellezza e musicali. Ma prima dei suoi fiori bellissimi in Europa sono arrivate le foglie. Quanti sanno infatti che la pianta del tè è una camelia? Prima ancora di diventare il simbolo della maison Chanel, Angela Borghesi ricorda che, “Nel 1915 Shinzo Fukuhara, figlio del fondatore Arinobu Fukuhara, divenne presidente della Shiseido, l’azienda giapponese leader mondiale della cosmesi.
Aveva studiato arte a Parigi e molto ammirato l’Art Nouveau. Fu lui a disegnare il bozzetto del ramo della camelia in un bicchiere, con un fiore dritto e uno reclinato, simbolo dell’ aspirazione e della modestia: nulla di più giapponese. L’ hanatsubaki (il fiore della camelia) è tutt’ora il logo di Shiseido e della sua idea di bellezza semplice, al contempo moderna e senza tempo”. Ma la camelia tocca anche il mondo del teatro e dell’opera lirica. La mitica “Sarah Bernhardt, l’attrice osannata anche da Proust, più volte tra il 1896 e il 1898 portò in scena la sua Marguerite Gautier. Lo spettacolo ebbe perfino l’affiche firmata da Alphonse Mucha, il maestro dell’art Nauveau. Pubblicato ben quarant’anni prima, nel 1848, e riproposto da lui medesimo poco dopo in versione teatrale, La Dame aux camelias continuava infatti a mietere consensi senza che nessuno dei suoi petali si sgualcisse”. “La struggente, patetica figura di Marguerite Gautier è ispirata alla vicenda di Marie Duplessis, nota cortigiana della Parigi di Luigi Filippo e amante di Dumas, morta di tisi a soli 23 anni. Il nomignolo se l’era guadagnato perchè solita mostrarsi in pubblico con l’immancabile bouquet di camelie bianche che, in alcuni giorni del mese mutavano colore”.
Non c’è traccia di camelie ne La traviata di Giuseppe Verdi, ma l’autrice ricorda che il maestro le coltivava e che Giosué Carducci, amico del compositore, conosceva bene le camelie e qual era il loro ambiente favorevole, come mostra nella lirica Piemonte (1890).
Serata-evento con Siani, a Natale ricordatevi la felicitàSu Sky il primo one-man-show con l’attore napoletano
TARANTO21 dicembre 201919:02
“Lo so che non bastano un tour, o uno show o un libro per raccontare la felicità, ma io vorrei essere un po’ come quei post che si mettono sul frigo per non dimenticare qualcosa: ecco io la notte di Natale Preferisce definirlo un cinema- people-show, lo spettacolo che porterà su Sky la sera del 24 dicembre Alessandro Siani, attore napoletano al debutto con un programma tutto suo in televisione.
“In realtà i miei inizi in tv sono stati con Bulldozer su Rai 2 – ci ha tenuto a precisare – Comunque quando mi hanno chiesto ‘ti andrebbe di fare un one-man-show?’ io ho risposto ‘no meglio un cinema-show perché c’è tanto cinema e un people-show perché ci sono tanti amici”.
Alle 21.15 della vigilia su Sky e Now Tv si accenderanno i riflettori quindi su ‘Stasera felicità’, serata-evento il cui titolo richiama quello del tour che l’attore napoletano sta portando in giro per l’Italia da un anno. Riferimento centrale del progetto è il cinema, ma pensato per la tv, con una scenografia che è un omaggio al film ‘The Truman Show’, esibizioni e perfomance sul palco di Alessandro, insieme a tanti ospiti come Diego Abatantuono, Rossella. Brescia, Alessandro Cattelan, Achille Lauro, Diletta Leotta, Ana Caterina Morariu, Nek, Franco Nero, Giorgio Panariello, Lidia Schillaci, Nina Zilli.
“Ci sarà anche una scena inedita ispirata a ‘Benvenuti a Sud’ che interpreterò con Nunzia Schiano, nel film mia madre, e Valentina Lodovini”, ha aggiunto Siani ricordando il successo cinematografico del film di Claudio Bisio.
“Era il 2009 e fu un vero miracolo e da li sono partiti 10 anni importanti per me, i biglietti d’oro, la possibilità di tornare a teatro – ha raccontato l’attore – Ma in questa fase della mia vita avevo voglia di sperimentare”.
“Certo non bastano un tour, o uno show o un libro per raccontare la felicità – ha aggiunto – Ma io vorrei essere un po’ come quei post che si mettono sul frigo per non dimenticare qualcosa: ecco io la notte di Natale vorrei dire a tutti ricordiamoci stasera la felicità, che poi è la gioia di stare con le persone che ami e che ti amano”. Prodotto da Friends & Partners in collaborazione con Buona Luna per Sky, per la regia di Cristian Biondani, ‘Stasera felicità’ coinvolgerà anche un coro gospel e a uno di voci bianche. Tutto con l’ironia con cui Siani affronterà i temi legati ai sentimenti e alle atmosfere del Natale, tra sketch, monologhi in studio e momenti di varietà, sfruttando idee e tecniche proprie del grande schermo.
“E’ la prima volta che facciamo uno show di questo tipo e per noi rappresenta qualcosa di nuovo – ha detto Antonella D’Errico, Vice President Sky Branded Channel – Ma questo progetto sposa profondamente l’anima di Sky perché coniuga perfettamente intrattenimento e cinema”.vorrei dire a tutti ricordiamoci stasera la felicità”. Lo ha detto Alessandro Siani presentando, ‘Stasera felicità’, serata-evento su Sky, il primo spettacolo televisivo interamente da protagonista dell’attore napoletano, in onda il 24 dicembre. Lo spettacolo è un one-man-show cinematografico pensato per la tv durante il quale con ironia Siani affronterà i temi legati ai sentimenti e alle atmosfere del Natale, tra sketch, monologhi in studio e momenti di varietà con tanti ospiti, sfruttando idee e tecniche proprie del grande schermo.
Ci sarà anche una scena legata al film ‘Benvenuti a Sud’ che interpreterà sul palco con Nunzia Schiano, nel film la madre, e Valentina Lodovini. Tra gli altri ospiti Diego Abatantuono, Rossella. Brescia, Alessandro Cattelan, Achille Lauro, Diletta Leotta, Ana Caterina Morariu, Nek, Franco Nero, Giorgio Panariello, Lidia Schillaci, Nina Zilli.
“E’ la prima volta che facciamo uno show di questo tipo e per noi rappresenta qualcosa di nuovo – ha detto Antonella d’Errico, vicepresidente Sky Branded Channel – Ma questo progetto sposa profondamente l’anima di Sky perché coniuga perfettamente iintrattenimento e cinema”
Addio a Ungaro, lo stilista che amava le donneAveva 86 anni. I funerali lunedì 23 a Parigi
22 dicembre 201916:37
– E’ morto a Parigi all’età di 86 anni lo stilista Emanuel Ungaro, grande couturier. Lo conferma la famiglia. Francese di nascita ma di origini pugliesi (il padre era un sarto antifascista di Francavilla Fontana emigrato durante il fascismo). Ungaro lascia la moglie Laura Bernabei, figlia di Ettore, e una figlia, Cosima. I funerali si terranno domani mattina a Parigi. “Mi piace la definizione di stilista che ama le donne – spiegava – perché non lavoro su un’idea ma sul corpo in movimento, con le sue forme e la sua realtà”. A Parigi, che considerava la sua città (“L’Italia è bella, vibrante e mi coinvolge. Ma la mia città è Parigi. L’Italia sarà il mio scalo, la mia dolce vita”) era stato l’allievo prediletto del grande Balenciaga e poi aveva fondato, nel 1965, la sua maison dalla quale uscirono abiti meravigliosi che hanno vestito attrici e principesse, da Catherine Deneuve a Jackie Kennedy, da Lauren Bacall a Caroline di Monaco, Ira Furstenberg, Isabelle Adjani. L’alta moda per lui rappresentava la “libertà estrema”, un esercizio di stile. Nel 2004 l’addio alle passerelle: “Ho consacrato più di 35 anni della mia vita all’Alta Moda. L’ho amata con una passione divorante. -disse – Assieme all’universo che rappresenta: laboratori, artigiani, ricamatori, tutti detentori di un savoir faire che rischia di morire. Se c’e’ un dramma e’ quello di questa gente che perde l’arte e il lavoro. Certe sarte erano con me dall’inizio. Ma bisogna tagliare i fili, disfare questa famiglia che si era formata nell’armonia”. Un addio definitivo. Malato da tempo, si è spento assistito dai suoi affetti, la moglie amatissima Laura, che era stata sua musa e sua compagna di lavoro, e la figlia Cosima. Lunedì 23 dicembre, nella ville Lumière, i funerali.
La Pompei intima di Giulio Polibio70 oggetti raccontano le ultime ore di un’agiata famiglia
22 dicembre 201919:55
POMPEI -Un beauty in legno e bronzo con le sue boccette di vetro piene di profumi e unguenti, i resti del letto con la sua maestosa testata, un cratere in bronzo che già allora, nel 79 d.C poteva far mostra di sé come un ricco pezzo di antiquariato. Enorme e raffinata, le decine di stanze affrescate con i colori più in voga, il magnificente e odoroso giardino pieno di piante da frutto e di fiori, la casa di Giulio Polibio, candidato di punta alle elezioni che si sarebbero dovute svolgere a breve, era una delle più belle di Pompei, ricca come il suo padrone, facoltoso liberto della gens Julia, commerciante in carriera dalle alte ambizioni e dai gusti elevati. Ma forse anche di più, visto che per gli archeologi questa dimora dalla pianta particolarmente complessa potrebbe essere appartenuta in passato proprio alla gen Julia , in particolare ad un certo L.Julius Philippus il cui sigillo è stato trovato in giardino e che forse potrebbe averla abitata prima che venisse ceduta a Giulio Polibio.Tant’è, quella meraviglia da 7.500 metri quadrati edificata proprio accanto alla domus dei Casti Amanti (siamo sempre sulla famosa via dell’Abbondanza) è stata abitata fino all’ultimo istante della tragedia, i suoi 13 abitanti, componenti della famiglia di Polibio sono morti tutti fra quelle mura, qualcuno anche nel suo letto, senza portare via nulla, dai gioielli alle suppellettili, i mobili, le argenterie, il vasellame da cucina. “Con tutta probabilità avevano deciso di non muoversi perché la giovane figlia di Polibio, una ragazzina poco più che sedicenne, era incinta e la gravidanza era ormai agli sgoccioli, sarebbe stato difficile per lei fuggire”, spiega il direttore del Parco Archeologico Massimo Osanna.Quello che è rimasto insieme ai resti dei corpi e a quel carico di suppletiva tragedia è una sorta di manuale della vita pompeiana che ora rivive in una mostra raffinata che in attesa che vengano completati i lavori di restauro della domus Osanna ha voluto allestire nelle sale dell’Antiquarium. Aperta al pubblico da domani, lunedì 23 dicembre 2019, la rassegna fa parte di una serie di esposizioni monografiche sulle più importanti abitazioni della antica colonia romana. E con la sua storia così drammatica e insieme paradigmatica dell’orrore che lo scoppio del vulcano inflisse alla cittadina permette un tuffo ad alto tasso emotivo nella quotidianità di una agiata famiglia di allora.In mostra, anticipa Osanna, “ci sono oltre 70 oggetti frutto degli scavi terminati all’inizio degli anni ’80 da Zevi ed esposti per la prima volta tutti insieme. Una vetrina raccoglie la bellissima scatola beauty (ricostruita all’epoca dello scavo sulla base di un calco) con le sue preziose ferramenta intagliate, e poi lucerne, porta lucerne, bruciaprofumi, vasellame per la cottura dei cibi, coppe per banchetti e bottiglie di vetro, scaldavivande da sala , candelabri, finanche il calco perfetto di un cesto di vimini. E poi il sigillo di Julius Philippus naturalmente, ma anche un salvadanaio di terracotta e dei dadi da gioco oltre al meraviglioso cratere istoriato ( che arriverà a Pompei il 6 gennaio direttamente dalla mostra romana allestita alle Scuderie del Quirinale) e alla statua in bronzo di Apollo che Polibio aveva voluto nel vestibolo (anche la statua, bellissima, arriverà a gennaio di ritorno da una mostra su Pompei allestita a Oxford).Ma non solo: a rendere se possibile più commovente questo salto indietro di duemila anni nell’intimità di una famiglia distrutta dall’eruzione, ci sono anche i volti di tre dei suoi componenti, tra cui proprio quello della giovane donna incinta. “Le teste sono il frutto di un esperimento di estrema avanguardia che fu fatto dai tecnici negli anni ’70-’80, qualcosa per allora di assai pionieristico – sottolinea Osanna – noi abbiamo deciso di esporle così ognuna accanto al suo teschio per dare una volta di più l’idea di quello che è stato”. Certo non è detto che quei volti ricostruiti siano in tutto e per tutto fedeli agli originali (ci mancano i dati sui capelli per esempio o sulle sopracciglia, che non sono da poco) ma l’impatto per chi ci si trova davanti è comunque da togliere il fiato.Oggetto di un infelice e costoso restauro nel 2010 all’epoca del ministro Bondi e del commissario Fiori (con una spesa di oltre 1 milione di euro che comprendeva un ricco corredo di multimedialità per la sua valorizzazione comprensivo di ologramma del padrone di casa e persino un percorso ‘olfattivo’ che i visitatori dovevano seguire bendati ) la domus di Polibio fu poi subito richiusa (già nel 2011) per il crollo di un’architrave. Il nuovo restauro, che comprende naturalmente l’intervento sul fronte di scavo, oltre che il rifacimento delle coperture, è in programma per il 2020.
The Farewell, le bugie buone, la famiglia cineseClip esclusiva del film della regista Lulu Wang, in sala dal 24 dicembre
19 dicembre 201911:22
La famiglia in Cina ha una marcia in piu’, specie se a raccontarla e’ Lulu Wang. Ma il secondo film della regista, ‘The Farewell. Una bugia buona’ (titolo provvisorio), passato alla Festa del Cinema di Roma e in sala con la Bim dal 24 dicembre, ha anche altri meriti. Tra questi sicuramente quello di raccontare un Paese, come la Cina, dove stride sempre piu’ il confronto tra tradizione e modernizzazione, mettere a confronto Oriente ed Occidente e affrontare, infine, anche il tema della morte e della malattia. Ma sempre con malinconica ironia, in commedia. Protagonista del film e suo vero motore Billi (Awkwafina), ragazza molto smart in cerca di lavoro, nata in Cina e cresciuta negli Stati Uniti, esattamente a New York. Quando la sensibile Billi scopre che l’amata nonna, Nai-Nai (una grandissima Zhao Shuzhen), rimasta in Cina, ha solo poche settimane di vita, in cuor suo si dispera. In famiglia questa ferale notizia e’ nota ormai a tutti, ma di comune accordo si e’ deciso di tenere nascosta la verita’ alla diretta interessata per farle vivere serenamente i suoi ultimi giorni. Cosi’, con l’espediente di un matrimonio da celebrare in fretta e furia, tutta la famiglia – chi dall’America, chi dal Giappone – si riunisce a casa di Nai-Nai, a Changchun. Una rimpatriata nel passato da parte di Billi in una citta’ ormai a lei sconosciuta. Unica certezza, invece, la famiglia, con le sue pazzie, rituali ed affetti. Al centro di questa ovviamente c’e’ Nai-Nai, una vera e propria matriarca, una donna prepotente e dolce. Intorno alla sua ingombrante figura, che diventa il simbolo di una cultura incontaminata, si raccoglie tutta la famiglia a cui e’ comune il segreto della sua malattia. La domanda e’: cosa e’ giusto, nasconderle la verita’ della sua imminente morte o comunicargliela? A un certo punto lo zio di Billi, che vive in Giappone, dice la sua sulla differenza nella percezione della morte tra Oriente ed Occidente. “In Oriente – sottolinea – una persona e’ parte di un tutto e conta piu’ questo della sua stessa individualita’, cosi’ sta a noi prenderci il peso del dolore della sua scomparsa e non dire niente a lei”. “Non mi riconosco in queste persone che hanno romanticismo verso la patria – dice la regista di questo film molto autobiografico che, tra l’altro, ha vinto il premio del pubblico al Sundance -. Ogni volta che torno in Cina, mi sento piu’ americana che mai, quindi e’ questa la vera domanda: ‘Beh, dov’e’ davvero casa?’ Il fatto e’ che noi la cerchiamo sempre e non ci inseriamo mai completamente nei luoghi in cui ci ritroviamo”
Cattive acque, legal thriller sull’ambiente /TRAILERUna storia vera firmata da Todd Haynes con Mark Ruffalo
24 dicembre 201909:27
‘Cattive acque’ di Todd Haynes è un film green per l’ambiente, ma anche un legal thriller ispirato a una storia vera, quella di Robert Bilott (Mark Ruffalo) avvocato ambientalista protagonista di una estenuante battaglia legale durata diciannove anni contro il colosso chimico DuPont. Una battaglia non da poco se si considera che si trattava di rappresentare 70mila cittadini dell’Ohio e della Virginia, la cui acqua potabile era stata contaminata dallo sversamento incontrollato di PFOA (acido perfluorooctanico). Tutto inizia il 6 gennaio 2016, quando il New York Times parla di Bilott, socio dello studio legale Taft Stettinius & Hollister LLP, che ha scoperto come una sostanza chimica stava contaminando da anni una comunità rurale. Il film, in sala dal 20 febbraio con la Eagle, ha la cadenza di un horror: i Tennant, proprietari agricoli da generazioni, iniziano a perdere il bestiame. La loro pelle si riempie di lesioni, gli occhi si cerchiano di rosso, una bava bianca gocciola dalla bocca e i denti diventano neri. Convinto che la causa sia una fuoriuscita tossica dalla vicina discarica di Dry Run, dove l’impianto Washington Works di proprietà della DuPont scarica i suoi rifiuti, Wilbur Tennant prova per anni a ottenere inutilmente delle risposte. Disperato, alla fine si rivolge a Bilott, che da bambino aveva passato del tempo nella Virginia occidentale, a Parkersburg, proprio vicino alla fattoria dei Tennant. “Quello che Mark Ruffalo non poteva sapere, è quanto io fossi un fan segreto di questo genere di film – dice Haynes -. Dubito di essere l’unico ad avere una così grande ammirazione per ‘la trilogia della paranoia’ degli anni ’70 di Alan Pakula (e Gordon Willis) – Una squillo per l’ispettore Klute, Perché un assassinio e Tutti gli uomini del Presidente – o per i film che sono seguiti nei decenni successivi, come Silkwood di Mike Nichols e Insider – Dietro la verità di Michael Mann. Ad attirarmi verso questo genere c’è sempre stato qualcosa, che va ben oltre lo scoprire come i potenti possano fare una brutta fine”. “In Cattive Acque – continua il regista – tutto si fonda sul personaggio di Rob Bilott, non-eroe per eccellenza, le cui idee sulle normali pratiche aziendali vengono ribaltate dalle sue scoperte sulla DuPont. Diffidente, imparziale e circospetto di natura, Bilott, come molte tipiche ‘talpe’, è già una figura solitaria quando inizia la storia. E come sempre accade l’isolamento, come un virus, s’insinua nell’evoluzione della storia, diffondendosi non solo a Wilbur Tennant, ma a tutti i diversi personaggi, intrecciando classi differenti, affliggendo la vita pubblica, la vita famigliare e, nella sua scia, la vita religiosa. La verità è che, pur avendo legami solidi – conclude Haynes -, sfidare potenti gruppi d’interesse, finisce comunque con il creare isolamento, oltre a mettere in seria discussione facoltà e valori personali. Un film come Cattive Acque descrive – nei minimi dettagli – questo processo”. Nel cast, oltre Ruffalo, Anne Hathaway, Tim Robbins e Bill Pullman.
Raffaello, a Roma mostra monografica mai vista primaA Scuderie del Quirinale da 5 marzo, evento clou 500 anni morte
23 dicembre 201919:57
Duecento capolavori, 50 provenienti dagli Uffizi, per la più spettacolare monografica mai dedicata a Raffaello in 500 anni dalla sua morte, si aprirà il 5 marzo alle Scuderie del Quirinale. Con la maxi-mostra a Roma culmineranno le celebrazioni per l’artista a livello mondiale: protagoniste ne saranno oltre cento opere di mano dell’Urbinate mai riunite tutte insieme prima d’ora. Una grande mostra monografica, con oltre duecento capolavori tra dipinti, disegni ed opere di confronto, dedicata a Raffaello Sanzio, superstar del Rinascimento, nel cinquecentenario della sua morte, avvenuta a Roma il 6 aprile 1520 ad appena 37 anni.
L’esposizione, intitolata semplicemente RAFFAELLO, costituisce l’apice delle celebrazioni mondiali e rappresenta l’evento di punta del programma approvato dal Comitato Nazionale appositamente istituito dal Ministro Dario Franceschini e presieduto da Antonio Paolucci. Realizzata dalle Scuderie del Quirinale (appartenenti alla Presidenza della Repubblica e gestite dal Mibact attraverso la società in-house ALES), in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi, la mostra è curata da Marzia Faietti e Matteo Lafranconi con il contributo di Vincenzo Farinella e Francesco Paolo Di Teodoro.
Un autorevole comitato scientifico presieduto da Sylvia Ferino ha affiancato e approfondito il lavoro del team curatoriale, stimolando un dialogo fruttuoso tra gli specialisti del settore più accreditati al mondo, come Nicholas Penny (già direttore National Gallery di Londra), Barbara Jatta (direttore Musei Vaticani), Dominique Cordellier (Musée du Louvre), Achim Gnann (Albertina, Vienna), Alessandro Nova (Kunsthistorisches Institut, Firenze).
In occasione della mostra, è stato raccolto un vastissimo corpus di opere di mano di Raffaello: oltre 100, tra dipinti e disegni, per una raccolta di creazioni dell’urbinate mai viste al mondo in così gran numero tutte insieme. Anche in termini di capolavori in prestito (oltre che di lavoro scientifico svolto), è stato determinante il contributo delle Gallerie degli Uffizi, con circa 50 opere delle quali oltre 40 dello stesso Raffaello.
Non ci saranno però – a quanto si apprende – pesi massimi della sala degli Uffizi dedicata ai capolavori di Michelangelo e dell’Urbinate come i ritratti dei coniugi Doni e la Madonna del Cardellino. Questo anche perchè la mostra è pensata come un dialogo tra la Capitale e Firenze: in modo che la mostra di Roma possa essere completata dalle opere di Raffaello che resteranno al loro posto a Firenze. Ma anche tanti altri musei di importanza internazionale hanno contribuito ad arricchire la rassegna: le Gallerie Nazionali d’Arte Antica, la Pinacoteca Nazionale di Bologna, il Museo e Real Bosco di Capodimonte, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, la Fondazione Brescia Musei, e all’estero, oltre ai Musei Vaticani, il Louvre, la National Gallery di Londra, il Museo del Prado, la National Gallery of Art di Washington, , l’Albertina di Vienna, il British Museum, la Royal Collection, l’Ashmolean Museum di Oxford, il Musée des Beaux-Arts di Lille. Complessivamente saranno più di 200 le opere in mostra.
L’esposizione, che trova ispirazione particolarmente nel fondamentale periodo romano di Raffaello e che lo consacrò quale artista di grandezza ineguagliabile e leggendaria, racconta con ricchezza di dettagli tutto il complesso e articolato percorso creativo. Ne faranno parte creazioni amatissime e celebri in tutto il mondo, quali, solo per fare alcuni esempi, la Madonna del Granduca delle Gallerie degli Uffizi, la Santa Cecilia dalla Pinacoteca di Bologna, la Madonna Alba dalla National Gallery di Washington, il Ritratto di Baldassarre Castiglione e l’Autoritratto con amico dal Louvre, la Madonna della Rosa dal Prado, la celebre Velata di nuovo dagli Uffizi. La mostra verrà inaugurata il 3 marzo 2020 alla presenza delle più alte cariche dello Stato e dei rappresentanti ufficiali dei principali paesi prestatori.
Dal 5 marzo la mostra aprirà al pubblico e sarà visitabile fino al 2 giugno. Per Franceschini ”è una grande mostra europea che raccoglie capolavori mai riuniti finora. Il giusto modo per celebrare la grandezza e la fama di un artista universale a 500 anni dalla sua morte. La prestigiosa esposizione alle Scuderie del Quirinale, che come quella dedicata a Leonardo al Louvre vede la collaborazione dei più grandi musei italiani e internazionali, permetterà al pubblico di ammirare un corpus considerevole di opere di Raffaello”.
Per il presidente e ad Ales- Scuderie del Quirinale Mario Di Simoni la mostra ” è la dimostrazione di quanto sia corretta la collocazione delle Scuderie del Quirinale in stretto collegamento con il grande sistema dei musei statali. È il coronamento ideale dei vent’anni di apertura al pubblico delle Scuderie del Quirinale”. Infine il direttore delle Gallerie degli Uffizi Erike Schmidt dice: “Le Gallerie degli Uffizi, dove si concentra il più grande numero di dipinti e disegni di Raffaello al mondo, partecipano con entusiasmo all’organizzazione di questa ricorrenza epocale, per offrire una nuova, approfondita visione di Raffaello, specialmente per il periodo in cui l’artista visse a Roma. La mostra, frutto di una collaborazione senza precedenti tra le Gallerie degli Uffizi e le Scuderie del Quirinale, si svolge non a caso nella capitale: Roma non è solo una tappa biografica dell’artista, ma il simbolo della dimensione nazionale della sua arte e del suo pensiero
Lazzaro Felice è terzo film dell’anno per GuardianCresto Dina, Alice Rohrwacher è tra le voci mondiali del cinema
23 dicembre 201913:38
Lazzaro Felice di Alice Rohrwacher, già premio per la sceneggiatura al Festival di Cannes nel 2018, è secondo The Guardian al terzo posto tra i 50 film più belli del 2019 dopo “The Irishman” di Martin Scorsese e “Marriage Story” di Noah Baumbach. Intanto a New York chiude al MoMa la mostra The Wonders, Alice and Alba Rohrwacher.
“Per noi è un onore e un insegnamento lavorare con Alice – commenta da Londra il produttore Carlo Cresto-Dina, la cui casa di produzione ‘tempesta’ ha prodotto tutti i film della Rohrwacher -, una delle voci più autentiche e sorprendenti del cinema internazionale. Fa parte ormai di un gruppo di autrici e autori che stanno disegnando il cinema mondiale di questi anni.
Il fatto che molti di questi nomi oggi siano italiani, che siano seguiti all’estero forse ancora più che da noi, dovrebbe farci orgogliosi”.
Uscito in Gran Bretagna con il titolo “Happy as Lazzaro”, il terzo film di Alice Rohrwacher continua a raccogliere importanti consensi, sempre il The Guardian infatti l’ha inserito tra i 100 migliori film del 21/o secolo mentre è la rivista specializzata Indiewire a eleggerlo come uno dei 100 titoli più importanti del decennio.
Box office, Star Wars batte tuttiIncassa 4 milioni in 5 giorni, Pinocchio di Garrone è secondo
23 dicembre 201913:32
Come era prevedibile (e come ha confermato anche il botteghino Usa), l’uscita del nuovo capitolo della saga di Star Wars, L’ascesa di Skywalker, ha catalizzato l’attenzione degli spettatori nel primo weekend di programmazione: in 5 giorni, in 821 sale, l’incasso è stato oltre 4 milioni (4.101.661) di euro, con una media per sala (la più alta della classifica) di 4.996 euro. Cerca di difendersi il Pinocchio immaginato da Matteo Garrone, con un cast di tutto rispetto con Roberto Benigni nel ruolo di Geppetto e Gigi Proietti in quello di Mangiafuoco, che al debutto centra il secondo posto con 2 milioni 655 mila euro. La commedia tutta natalizia diretta e interpretata da Ficarra e Picone, Il primo Natale, scivola dalla vetta al terzo posto con poco più di 2 milioni (oltre 6 milioni di incasso in due settimane). Rimane fuori dal podio Ferzan Ozpetek con l’atteso La Dea Fortuna, che porta a casa poco meno di un milione e mezzo nel weekend. Frozen 2, in sala da un mese, ha superato ormai quota 16 milioni e non accenna a fermarsi, anche in vista dei giorni di Natale. Sesto posto per la commedia romantica Last Christmas con 662mila euro in quattro giorni, seguito dal crime in stile Agatha Christie, Cena con delitto con Daniel Craig nei panni di un acuto investigatore, che in tre settimana ha guadagnato 3 milioni 254 mila euro. Seguono poi L’immortale (5,5 milioni in 3 settimane), il cartone animato canadese Paw Patrol mighty Pups (104mila euro in 2 giorni) e il francese Ritratto della giovane in fiamme (89mila euro al debutto).
Il box office ha totalizzato 13 milioni 263mila euro, con un +53% rispetto a una settimana fa (8 milioni 692mila) e un significativo +35.51% rispetto all’analogo weekend del 2018.
Natale: arriva il fumetto-regalo ‘Graphiman contro i perfidi Rognoni’Realizzato da Carlotta Pignatti Costamagna, la ‘ragazza del grafene’
23 dicembre 201912:59
‘Graphiman contro i perfidi Rognoni’. E’ il titolo del fumetto-regalo realizzato da Carlotta Pignatti Costamagna e disegnato da Carola Zerbone. La Costamagna, presidente di Pellan Italia, “la ragazza del Grafene” è stata indicata da Forbes , quest’anno, tra i 20 innovatori in Italia.La giovane imprenditrice è anche sul podio dei maggiori investimenti in start up per il 2019, terza assoluta con BeDimensional, spin off dell’Istituto Italiano di Tecnologia che con un gruppo di scienziati guidati da Vittorio Pellegrini industrializza il grafene.La struttura del racconto che Carlotta ha immaginato segue i canoni delle storie dei supereroi. Ed il suo Graphiman – il fumetto è una originale sorpresa che il misterioso fidanzato di Carlotta troverà sotto l’albero di Natale – interpreta la storia di un innamoramento, ma anche di un sogno industriale: che il grafene, il materiale delle meraviglie, possa presto confermare le importanti aspettative che la sua scoperta ha generato.
The Farewell. Una bugia buona da non perderePer il Natale una famiglia cinese piena di sentimento
23 dicembre 201909:59
Al di là di ogni retorica la famiglia raccontata in The Farewell. Una bugia buona di Lulu Wang ti riconcilia con questa istituzione spesso a rischio durante le feste natalizie. E questo è solo uno dei meriti di questo secondo film della regista, già alla Festa di Roma e ora in sala con la Bim dal 24 dicembre.
In questo film, da non perdere, tanti i temi. Tra questi il racconto di un paese, la Cina, dove stridono sempre più tradizione e modernizzazione e poi l’inevitabile confronto, tra Oriente ed Occidente, sul modo di affrontare morte e malattia.
Tutto questo con malinconica ironia, in commedia.
Protagonista del film e suo vero motore, Billi (Awkwafina, rapper statunitense di origine cinese), ragazza molto smart in cerca di lavoro, nata in Cina e cresciuta negli Stati Uniti, a New York. Ora quando la sensibile Billi scopre che l’amata nonna, Nai-Nai (una grandissima Zhao Shuzhen), rimasta in Cina, ha solo poche settimane di vita, in cuor suo si dispera. In famiglia questa ferale notizia è nota ormai a tutti, ma di comune accordo si è deciso di tenere nascosta la verità alla diretta interessata per farle vivere serenamente i suoi ultimi giorni. Così, con l’espediente di un matrimonio da celebrare in fretta e furia, tutta la famiglia – chi dall’America, chi dal Giappone – si riunisce a casa di Nai-Nai, a Changchun. Una rimpatriata nel passato da parte di Billi in una città ormai a lei sconosciuta. Unica certezza, invece, la famiglia, con le sue pazzie, rituali ed affetti. Al centro di questa ovviamente c’è Nai-Nai, una vera e propria matriarca, una donna prepotente e dolce. Intorno alla sua ingombrante figura, che diventa il simbolo di una cultura incontaminata, si raccoglie tutta la famiglia a cui è comune il segreto della sua malattia. La domanda è: cosa è giusto, nasconderle la verità della sua imminente morte o comunicargliela? A un certo punto lo zio di Billi, che vive in Giappone, dice la sua sulla differenza nella percezione della morte tra Oriente ed Occidente. “In Oriente – sottolinea – una persona è parte di un tutto e conta più questo della sua stessa individualità, così sta a noi prenderci il peso del dolore della sua scomparsa e non dire niente a lei”. “Non mi riconosco in queste persone che hanno romanticismo verso la patria – dice la regista di questo film molto autobiografico che, tra l’altro, ha vinto il premio del pubblico al Sundance -.
Ogni volta che torno in Cina, mi sento più americana che mai, quindi è questa la vera domanda: ‘Beh, dov’è davvero casa?’ Il fatto è che noi la cerchiamo sempre e non ci inseriamo mai completamente nei luoghi in cui ci ritroviamo”.
Agli Uffizi mostra virtuale per augurare Buon NataleEike Schmidt, ‘Nella luce degli angeli’ ispira dolcezza e pace
21 dicembre 201918:28
– Un viaggio nella storia dell’arte attraverso i capolavori di Giotto, Beato Angelico, Botticelli, Leonardo e tanti altri grandi, in compagnia delle creature più poetiche e amate: è ’Nella luce degli Angeli’, mostra virtuale curata in occasione del Natale dalle Gallerie degli Uffizi e offerta al pubblico – virtualmente in tutto il mondo – sulle pagine del sito ufficiale del museo all’indirizzo https://www.uffizi.it/mostre-virtuali/nella-luce-degli-angeli .
Dell’ipervisione fanno parte 12 riproduzioni in altissima definizione di altrettante celebri opere appartenenti alle Gallerie degli Uffizi. Tra queste, la Maestà di Ognissanti di Giotto, l’Incoronazione della Vergine del Beato Angelico, la Madonna del Magnificat di Sandro Botticelli, il Battesimo di Cristo di Andrea del Verrocchio e del giovane Leonardo da Vinci, il simpatico Angelo musicante di Rosso fiorentino. In ognuno di questi capolavori, gli angeli, mediatori tra il mondo umano e quello divino, catturano la nostra attenzione, sia per la bellezza della resa pittorica sia per certe tenerissime invenzioni figurative.
Nella Bibbia, erano identificati con la parola mal’ak cioè messaggero, un termine in seguito utilizzato anche nel Corano, il testo sacro rivelato a Maometto proprio dall’arcangelo Gabriele, inviato da Dio. L’equivalente greco è anghelos, e connotava Hermes, il messaggero degli dei; dalla mitologia la parola transita nel Cristianesimo e assume il significato valido ancora oggi in quasi ogni lingua. E proprio in quanto messaggeri di Dio gli angeli popolano l’Antico Testamento, appaiono nel libro del Genesi a mettere in atto la cacciata di Adamo ed Eva dal Giardino dell’Eden, corrono a fermare Abramo un attimo prima che vibri il colpo mortale sul figlio Isacco, o rivestono il ruolo di spirito guida: è il caso del giovane Tobiolo, scortato amorevolmente dall’arcangelo Raffaele nel lungo viaggio intrapreso per recuperare i crediti del vecchio padre. Anche nei Vangeli il compito di queste creature eteree, né umane né divine, è quello di connettere terra e cielo, accompagnando la vita di Gesù e della sua famiglia. Commenta il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt: “Lo scorso anno la prima ipervisione natalizia con capolavori degli Uffizi ‘Oggi è nato per voi un Salvatore’ (dedicata al tema della Natività) aveva riscosso grande successo, con decine di migliaia di visite virtuali da tutto il mondo solo durante le settimane delle feste natalizie. Abbiamo deciso di ripetere l’appuntamento anche quest’anno con un tema che ispira dolcezza e pace, infondendo l’idea di prossimità tra umano e divino. Con queste magnifiche immagini le Gallerie degli Uffizi augurano Buone Feste a tutti nel mondo”.
Tv: per Natale nasce su Fox+1 un canale dedicato ai GriffinEcco GRIFFIN HOLIDAY JUKEBOX. Da 22 dicembre al 5 gennaio.
21 dicembre 201917:46
Per festeggiare il Natale insieme alla famiglia più pazza d’America nasce su Fox+1 il GRIFFIN HOLIDAY JUKEBOX, un canale interamente dedicato ai Griffin. Dal 22 dicembre al 5 gennaio il canale 113 di Sky, infatti, avrà un’intera programmazione dedicata alla famiglia più irriverente d’America con oltre 100 ore di Griffin. Gli episodi delle prime dodici stagioni si susseguiranno in modalità shuffle per permettere ai fan della serie di apprezzare episodi vecchi e nuovi senza nessun ordine prestabilito, aggiungendo suspense e imprevedibilità alla messa in onda.
Sarà l’occasione perfetta per rivedere episodi imperdibili come La fine del mondo, in cui la famiglia americana si vedrà costretta a fronteggiare il millennium bug ed adattarsi alla vita quotidiana in una realtà post-apocalittica, ma anche Genio ritardato durante il quale il capofamiglia Peter Griffin si convincerà di essere un genio. Tornerà sul piccolo schermo anche l’esilarante episodio Abbasso la censura, dove Peter lancerà la sua emittente televisiva priva di qualsiasi tipo di censura.
Viaggio nel multiuniverso, seguito in America da più di 10 milioni di telespettatori durante la prima messa in onda, riporterà in tv le avventure di Stewie e Brian, che con un telecomando riescono ad accedere ad universi paralleli. Con la riproposizione shuffle andrà in onda anche E alla fine furono di meno, spassosa parodia di Dieci piccoli indiani di Agatha Christie e l’episodio Il pezzo grosso in cui compare come guest star il famoso Dottor House.
NY Times, Gomorra tra le migliori serie del decennioLa serie Sky quinta fuori dagli Usa. Unico titolo italiano
21 dicembre 201912:56
– Gomorra, la serie Sky Original prodotta da Cattleya è al quinto posto nella classifica delle migliori produzioni internazionali (non US) del decennio secondo la tradizionale classifica stilata dal New York Times.
Unica serie italiana tra le 30 selezionate dal critico tv del quotidiano Mike Hale, Gomorra è definita un esemplare racconto criminale, “brutale, meditabondo, assolutamente avvincente”.
Immediatamente successivo in classifica il successo Made in Britain The Crown e ancora, a poche lunghezze, le quotatissime Fleabag, Killing Eve e A very English scandal. Una nuova attestazione per la serie ispirata dal romanzo di Roberto Saviano che, dal debutto su Sky nel 2014, ha collezionato riconoscimenti di pubblico e critica e ha conquistato 190 territori nel mondo. Una serie tv fortunata che è stata anche volano di successo per altri titoli come L’Immortale di Marco D’Amore (Attleya/Vision Distribution) un film legato a doppio filo a Gomorra che ha raccolto oltre 5 milioni di euro di incassi e il miglior debutto di sempre di un film crime in Italia . Mentre Salvatore Esposito, anche lui sul set di Gomorra. è oggi impegnato negli USA nelle riprese della nuova stagione di Fargo, altra serie cult, ispirata al film dei fratelli Coen, qui nel ruolo di produttori esecutivi
De Andrè-Pfm, un film da storico concerto ritrovatoRegia di Veltroni. Dori Ghezzi, rivivo emozione 40 anni fa
20 dicembre 201909:38
Fu un sodalizio artistico irripetibile, la fotografia di un’epoca: Fabrizio De André e Pfm insieme. Accadeva 40 anni fa e ci sarà da emozionarsi a febbraio rivedere insieme uno degli artisti italiani più amati e la rock band sul palco quel 3 gennaio 1979 a Genova. Diventerà infatti un docufilm diretto da Walter Veltroni lo storico filmato del concerto, uno dei più celebrati della musica italiana, recentemente ritrovato dopo essere stato custodito dal regista Piero Frattari che partecipò alla realizzazione delle riprese. Dopo un lungo periodo di ricerca con il supporto di Franz Di Cioccio, il nastro che si credeva perduto per sempre è stato rintracciato. Venuta a conoscenza dell’esistenza del filmato, la Sony Music si è accordata con Frattari per procedere al restauro del filmato integrale del concerto così da poterlo rendere disponibile al grande pubblico e ai tantissimi fan che questo concerto non avrebbero mai immaginato di poter un giorno vedere. “Fabrizio De André e PFM. Il concerto ritrovato”, arriverà nelle sale cinematografiche il 17, 18 e 19 febbraio 2020 con Nexo Digital (prevendite aperte dal 17 gennaio), con al centro quel documento veramente straordinario, visto che si tratta delle uniche immagini di quel’incredibile tournée. Tra l’altro si avvicina l’ottantesimo anniversario dalla nascita di Fabrizio De André (1940-1999). “Strana la vita, non finisce mai di riservarti sorprese – commenta Dori Ghezzi – Per fortuna, come in questo caso, si tratta di una sorpresa davvero bella. Sono anch’io molto curiosa ed emozionata di rivedere quello storico concerto. Se ci penso mi sento già riproiettata in quei momenti travolgentemente belli, di 40 anni fa”. E Franz Di Cioccio della PFM aggiunge: “Che bello ritrovare Fabrizio sul palco con noi… vedere il film del concerto sarà come riabbracciarlo. Un grande amico che ha sempre raccontato gli uomini e le donne senza dare ‘buoni consigli’.” Nel docufilm le immagini saranno raccontate dai protagonisti di quell’avventura straordinaria – Dori Ghezzi, Franz Di Cioccio, Patrick Djivas, Franco Mussida, Flavio Premoli, David Riondino, Piero Frattari, Guido Harari – che rievocheranno l’atmosfera di quel giorno, le emozioni provate, il dietro le quinte e la magia di un’esperienza mai più replicata. Solo nel 1975 Fabrizio De André decise di esibirsi in pubblico, in locali e palasport, eseguendo il suo repertorio quasi ed esclusivamente nella versione originale. Nel 1978 la PFM lo convinse a fare un tour insieme lungo tutto lo stivale e ad arrangiare i suoi brani in chiave rock. Un’unione artistica unica nella storia, un legame nato ai tempi della registrazione in studio dell’album “La buona novella”, un’amicizia che porta Fabrizio e PFM a rincontrarsi nel tempo, come in occasione di un concerto estivo della band a Nuoro proprio nell’agosto del 1978. Fu così che De André tornò nella sua città per quel concerto rimasto nel cuore di tutti e che cambiò per sempre la storia della musica italiana. “Fabrizio De André e PFM. Il concerto ritrovato” sarà un viaggio nella memoria ma anche un viaggio emozionale nel quale si ricercano le suggestioni di un’epoca unica della storia del nostro paese, segnata da eventi drammatici, un’epoca di grandi trasformazioni sociali e fermenti ideologici, e di tantissima energia creativa che proprio nella musica trovò l’espressione più dirompente e innovativa. “È un documento inedito di grande valore musicale e culturale, sottratto alla distruzione, che mostreremo integralmente. Attraverso le interviste dei protagonisti gli spettatori viaggeranno nel tempo e nello spazio, fino alle porte del padiglione C della Fiera di Genova, quel 3 gennaio del 1979”, ha detto Veltroni, chiamato a realizzare il docufilm per Except
18 regali, storia triste e inno alla vitaLa vicenda Girotto arriva in sala con Leo, Porcaroli e Puccini
20 dicembre 201909:33
Una storia triste che più triste non potrebbe essere, eppure ’18 regali’ di Francesco Amato, ispirato alla straordinaria vicenda di Elisa Girotto, alla fine oltre a commuovere è un grande inno alla vita. Perfetto così anche per un’uscita natalizia, quella del 2 gennaio con Vision Distribution. Cosa racconta questa sorta di dramedy? La storia vera di Elisa Girotto, una donna che ha commosso il mondo lasciando 18 regali per i futuri compleanni della figlia quando ha scoperto di avere un tumore e poco tempo per vederla crescere. Così, come racconta il film, ogni anno Alessio (Edoardo Leo) consegna alla figlia Anna (Benedetta Porcaroli) un regalo lasciatole dalla mamma Elisa (Vittoria Puccini).Ma Anna cresce come una ribelle, in guerra con il mondo e lo stesso padre, non avendo mai davvero accettato la morte della mamma. Così il giorno del suo diciottesimo compleanno, quando si ritrova a scartare l’ultimo regalo della madre, la sua rabbia è al massimo, tanto che scappa dalla festa organizzata per lei dai suoi parenti. Si ritrova così a vagare nella notte per strada quando un’auto all’improvviso la investe. Al suo risveglio in ospedale si ritrova, in una sorta di crasi spazio-temporale, faccia a faccia con quella madre che non ha mai conosciuto (è proprio lei infatti ad averla investita). Per loro, madre e figlia, l’occasione finalmente di conoscersi. Inizialmente sono solo due sconosciute, ma piano piano arriva per Elisa e Anna la consapevolezza che le loro vite sono legate da un destino di dolore, gioia e speranza.’18 regali’, prodotto da Lucky Red, 3 Marys e Rai Cinema, spiega il regista, ha avuto una vita travagliata. “Inizialmente – dice Amato – non volevo farlo, ero spaventato. Poi sono andato a trovare Alessio Vincenzo, il marito di Elisa, che tra l’altro ha partecipato anche alla sceneggiatura, che mi ha svelato qualche segreto della moglie. Soprattutto mi ha fatto leggere le sue lettere, degli scritti per certi versi filosofici in cui c’è un grande messaggio di speranza. E questo, alla fine, mi ha convinto ad andare avanti”.Dice invece Vittoria Puccini: “Quando ho visto gli scritti di Elisa e le sue lettere ho capito quanto dentro quelle sue parole ci fosse di positivo. Sono un inno alla vita anche e proprio per la grande semplicità che vi si avverte”. E spiega ancora meglio la brava Benedetta Porcaroli (Baby), capace di essere a suo agio in ogni registro interpretativo: “Non doveva essere un film ricattatorio – ci tiene a dire l’attrice 21enne -, dove si piange e ci si dispera. Ci siamo sempre contenuti per non cadere in questo errore”. Conclude, infine, il regista: “Può sembrare una cosa bizzarra, ma questo film io l’ho visto anche come una commedia. E va detto che ci siamo divertiti parecchio, cercando sempre di evitare ogni patetismo”.
Cinema: Capri,Hollywood, più di 100 ospiti e 70 proiezioniDal 27 dicembre le star nel golfo. Premio anche a Marriage Story
NAPOLI20 dicembre 201915:31
– Oltre settanta proiezioni, più di 100 ospiti, Hollywood sbarca nel golfo di Napoli insieme ai protagonisti del cinema italiano per la 24 esima edizione di “Capri, Hollywood – The International Film Festival” (da 27 dicembre al 2 gennaio) nel segno delle donne; chairpersons 2019 sono la regista Francesca Archibugi, presidente l’artista israeliana Noa.
Evento ponte tra cinema italiano e americano, fondato e prodotto da Pascal Vicedomini, il festival si conferma anteprima ideale delle premiazioni globali, dai Golden Globes agli Oscar: e alla lunga lista di riconoscimenti annunciati alla presentazione del programma si aggiunge anche anche un premio a ‘Marriage Story’ (Netflix) per la miglior sceneggiatura originale di Noah Baumbach. L’americana Shannon Mcintosh (‘C’era una volta…a Hollywood) è la produttrice dell’anno. Madrina è la modella Maylin Aguirre. Tra gli ospiti, ben otto premi Oscar: Bille August, Cristian Mongiu, Bobby Moresco, Nick Vallelonga, tra gli altri.
Scorsese, The Irishman forse è mio ultimo filmRegista al Guardian, da formato Netflix liberta’ creativa
NEW YORK20 dicembre 201921:03
“The Irishman”, una rivoluzione nel mondo di fare e vedere cinema, potrebbe anche essere l’ultimo film di Martin Scorsese. Lo ha confidato al Guardian il regista americano, reduce dall’aver raccontato per Netflix la saga della scomparsa del sindacalista Jimmy Hoffa: “So che sono alla fine di una lunga, lunga corsa…Non so quanti film potro’ ancora girare. Forse questo sara’ l’ultimo”, ha detto Scorsese al quotidiano britannico che ha incoronato “The Irishman” la miglior opera di cinema del 2019. Non e’ solo una questione di anni, anche se gli anni contano: “Siamo tutti alla fine delle nostre vite”, ha detto il 77enne Scorsese, riferendosi anche alle sue star, Robert De Niro, Joe Pesci e Al Pacino, e osservando che alla sua eta’ “il tempo ha il massimo del suo valore”. Il vero problema, e qui Scorsese e’ tornato su una polemica lanciata in ottobre, e’ che “le sale cinematografiche sono ostaggio dei film dei supereroi” e “non c’e’ spazio per nessun altro tipo di film”. Martin ha aggiunto che “se questo avrebbe dovuto essere il suo ultimo film, l’idea era almeno di girarlo e poi farlo vedere per un giorno al National Film Theatre di Londra, un’altro giorno alla Cinematheque a Parigi. Non sto scherzando”. Poi pero’ e’ arrivato Netflix. “Quando ho accettato di andare con Netflix, ho capito quel che avrebbe comportato. Ma a quel punto dovevamo fare il film e ci servivano i finanziamenti”. In cambio della distribuzione limitata nelle sale, Scorsese ha avuto dal servizio in streaming carta bianca creativa: “abbiamo abbracciato questo nuovo mondo di vedere film” e “siamo stati in grado di sperimentare di piu’ in fatto di stile narrativo, stile visivo, lunghezza”, ha spiegato il regista al Guardian, parlando di “una rivoluzione” perche’ non c’e’ piu’ un unico luogo dove il suo film sara’ visto dagli spettatori. “Sono cresciuto in un’epoca dove c’era un unico luogo per vedere un film. Poi sono arrivati i piccoli schermi televisivi, ed e’ stato li’ che ho visto classici come i primi David Lean, Il Terzo Uomo o Citizen Kane”: un po’ come oggi con i servizi in streaming. Quanto a The Irishman”, in pole position tra i candidati agli Oscar dopo aver conquistato cinque candidature per i Golden Globes, Scorsese ha detto di aver seguito i suoi istinti “in termine di stile e di lunghezza” e questo ancor prima che arrivassero gli effetti speciali della CGI che hanno ringiovanito i protagonisti. “Sono l’evoluzione del make up”: anche quello “straordinariamente sperimentale”.
Playmobil: The Movie, avventure in un mondo magicoDal 31/12, con Cristina D’Avena e J-Ax doppiatori speciali
21 dicembre 201916:37
Quando il piccolo Charlie scompare misteriosamente in un mondo magico e meraviglioso, sua sorella maggiore Marla decide di andarlo a cercare, vivendo una straordinaria avventura durante la quale, tra incredibili personaggi, capirà che nella vita anche da grandi è sempre bello affidarsi all’immaginazione: promette di emozionare bambini e adulti “Playmobil: The Movie”, il nuovo film diretto da Lino DiSalvo, realizzato e immaginato da ON Animation Studio, che arriverà in sala dal 31 dicembre distribuito da Notorius Pictures.
Con un prologo e un epilogo in live-action, il film, che ha per protagonisti i mitici giocattoli di plastica alti 7.5 cm, i celeberrimi Playmobil, nella versione italiana avrà due doppiatori d’eccezione: Cristina D’Avena, che darà la voce al personaggio della Fata Madrina, fervida sostenitrice dell’importanza di credere nei propri sogni, e J-Ax, che invece interpreterà il cattivo Imperatore Maximus, un dittatore che nasconde dentro di sé una parte infantile. In questa coloratissima e divertente avventura, in cui anche la colonna sonora del brasiliano Heitor Pereira ha un ruolo fondamentale, tutto l’universo Playmobil viene rappresentato alla perfezione, grazie all’animazione capace di duplicare il modo in cui i giocattoli si muovono mentre i bambini giocano con loro.
Star Wars boom nel box office UsaL’ultimo capitolo della saga incassa 175 milioni di dollari
23 dicembre 201909:58
– Un incasso boom di 175,5 milioni di dollari negli Usa, anche se bisognerà vedere il giudizio degli analisti, che si aspettavano ancora di più per il nono e ultimo episodio della saga di Guerre Stellari che domina questa settimana la classifica del botteghino americano, seguito a molta distanza da Jumanji the next level con 26,1 milioni di dollari. In terza posizione (era secondo una settimana fa) scivola un altro blockbuster di casa Disney, Frozen II con un incasso questa settimana di 12,3 milioni di dollari (il raccolto totale è comunque di 386,5 milioni di dollari). Seguono al quarto posto Cats, che alla sua prima uscita nelle sale americane raccoglie 6,5 milioni di dollari , e al quinto Cena con delitto (knives out) che perde due posizioni (l’incasso totale è di oltre 89 milioni di dollari).
Pinocchio sbarca a Capri, per Ielapi premio FutureMostra sul film di Garrone. Award a Jessica Cressy (Martin Eden)
NAPOLI22 dicembre 201919:44
– Ci sarà anche il costume originale di Pinocchio a ‘Capri, Hollywood’ in una doppia mostra tutta dedicata al film di Matteo Garrone, per festeggiare Federico Ielapi, il giovanissimo attore che si è trasformato nel burattino più famoso del mondo, vincitore del premio ‘Capri Future’ 2019 della 24 edizione dell’International film festival (27 dicembre – 2 gennaio). ”A soli otto anni Federico ha recitato con grande bravura e professionalità con il premio Oscar Roberto Benigni e un grande regista come Garrone ne ha lodato la serietà nel sottoporsi al lungo trucco quotidiano durante le riprese. Siano felici che possa ricevere l’ abbraccio del festival e divertirsi godendosi la nostra sezione kids” annuncia Marina Cicogna per l’Istituto Capri nel Mondo.
Cheryl Boone Isaacs, già presidente dell’Academy, inaugurerà il 28 dicembre (ore 15.00)la mostra con bozzetti scenici, foto e costumi di ‘Pinocchio’ di Matteo Garrone (01 Distribution) con 30 immagini selezionate dallo stesso regista, esposte al pubblico per la prima volta cosi come il costume di Pinocchio, ideato da Massimo Catini Parrini e realizzato dalla sartoria Tirelli Costumi-Roma che ne ha concesso il prestito. Alla Certosa di San Giacomo si aprirà anche la mostra ‘My Divas’ di Roberto Rocco con 30 immagini delle più popolari star tra le tante che il fotografo, cresciuto alla scuola di Zeffirelli, ha ritratto. La grande festa del cinema internazionale (raccontata dal programma di Pascal Vicedomini ‘Le stelle di Capri, Hollywood’ su Rai Italia), sarà nel segno delle donne: chairperson è la regista Francesca Archibugi, presidente l’artista israeliana Noa, madrina la modella italo-cubana Maylin Aguirre. Il festival – oltre 70 proiezioni gratuite nei cinema di Capri e Anacapri – si aprirà con l’anteprima di ‘Piccole donne’ di Greta Gerwig e gode del sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali D.G. Cinema e Audiovisivo e della Regione Campania.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Giuliacci, il clima che non ti aspetti
Una ricca analisi sui cambiamenti climatici in atto
22 dicembre 201920:06
– ANDREA GIULIACCI, IL CLIMA CHE NON TI ASPETTI (RONCA EDITORE, PP 124, 22,00 EURO) Non ci sono più le stagioni di una volta: ormai questa frase è diventata all’ordine del giorno per commentare gli eventi meteorologici che ormai ci accompagnano nella vita quotidiana.
Si passa da estati che sono diventate molto più roventi rispetto al passato con frequenti bolle di caldo nordafricano, ad inverni sempre più spesso tiepidi e poco nevosi, a perturbazioni che assomigliano sempre più a monsoni che scaricano delle vere e proprie bombe d’acqua in zone limitate del territorio spesso accompagnate da trombe d’aria. Di questo e di molti altri aspetti legati al cambiamento climatico si occupa l’ultimo libro del metereologo Andrea Giuliacci, “Il clima che non ti aspetti”.
“Il clima che non ti aspetti – afferma Giuliacci – è quello dei nubifragi sempre più violenti e numerosi, è quello dei ghiacciai alpini che in appena 50 anni si sono rimpiccioliti di circa un terzo, è quello degli anni più caldi dell’era moderna tutti concentrati nell’ultimo decennio. Ma non solo. Il clima che non ti aspetti è anche quello che favorisce un aumento dei crimini violenti, quello che sta facendo calare la natalità indipendentemente dai fattori sociali ed economici, quello che scatena veri e propri conflitti armati, come accaduto in Siria.
Oltre a descrivere il cambiamento climatico dal punto scientifico, il libro racconta come il clima stia modificando anche i nostri comportamenti e stili di vita, la nostra salute, la cultura e l’economia, in modi che talvolta sembrano insospettabili”.
Nel libro sono descritte anche le più credibili proiezioni sul clima del futuro, quelle ottenute grazie a complesse simulazioni al computer, e che tracciano per i prossimi decenni un clima e un paesaggio decisamente diversi da quelli che conosciamo, anche e soprattutto in Italia. Un Paese, il nostro, che entro la fine del secolo potrebbe perdere, a causa dell’avanzata del mare, una fetta di territorio grande più o meno come la Liguria. Ma il modo per combattere il cambiamento climatico c’è e, come scrive Giuliacci nel libro, parte dalla scuola, dallo spiegare agli adulti di domani come affrontare un fenomeno che, anche secondo i vertici del Pentagono, nei prossimi anni rappresenterà la più grande minaccia all’ordine mondiale. Sebbene il cambiamento climatico rappresenti un grande pericolo, combatterlo e resistergli si può, attraverso adeguate politiche di mitigazione e adattamento: emettere meno gas serra per contenere il cambiamento climatico futuro (mitigazione) e modificare territorio e abitudini per limitare i danni provocati da eventi meteo più estremi (adattamento)”.
Quadro Klimt: da uno periti emergerebbero dubbi su operaIn base a prime indiscrezioni non ufficiali dopo avvio analisi
PIACENZA22 dicembre 201920:39
Ci sarebbero dubbi su ‘Ritratto di Signora’, il dipinto di Gustav Klimt ritrovato casualmente nei giorni scorsi alla galleria d’arte moderna Ricci Oddi di Piacenza a 22 anni dal furto avvenuto nello stesso luogo nel 1997. Dalla Procura della Repubblica di Piacenza trapelano alcune indiscrezioni – non ufficiali – circa una prima perizia effettuata nelle ultime ore da uno dei consulenti nominati dalla magistratura per stabilire l’effettiva autenticità dell’opera.
Tutta la vicenda, fin dal giorno del ritrovamento della tela inestimabile in una scaffale nel giardino dentro un sacco della spazzatura, è avvolta da un riserbo impenetrabile mantenuto degli inquirenti. Il quadro si trova attualmente in una località segreta, sotto custodia, per essere sottoposto alle necessarie perizie.
Gli esperti ai quali è stato conferito l’incarico sono tre, e proprio uno di questi, il primo ad aver visto la tela, avrebbe sollevato i primi dubbi, anche se al momento non è dato sapere se si tratti di elementi tecnici e fisici sui materiali, oppure artistici legati al dipinto e alla tecnica del suo autore.
Eddie Murphy a Saturday Night Live dopo 35 anniStar “Dolemite” per Netflix tenne in vita show negli anni ’80
NEW YORK23 dicembre 201909:58
Eddie Murphy torna a “Saturday Night Live” per la prima volta in 35 anni e sono ovazioni e risate a scena aperta: la star di “Dolemite is My Name” per Netflix ha fatto da padrone di casa per l’ultimo show del 2019, “ma se sei un nero, questo e’ il primo episodio da quando me ne sono andato nel lontano 1984”, ha detto il comico che nei primi anni ’80 aveva fatto da mattatore a “SNL” contribuendo a mantenere in vita il programma satirico del sabato sera con personaggi come “Mister Robinson”, una parodia del “Mister Rogers” resuscitato da Tom Hanks per il grande schermo in “A Beautiful Day in the Neighborhood”, “Buckwheat’ e “Gumby”.
L’ultima volta che l’oggi 58enne Murphy aveva aperto “SNL” era stato il 15 dicembre 1984: l’ex ragazzo prodigio, che era entrato nel cast dello show nel 1980 a 19 anni, aveva lasciato il programma per concentrarsi nella sua promettente carriera di attore. Ieri, per il grande ritorno, centinaia di spettatori si erano messi in fila fin di prima mattina fuori dagli studi della Nbc a Rockefeller Center.
Eddie e’ sulla cresta dell’onda con le due nomination di “Dolemite” ai Golden Globe e voci di un suo ritorno al microfono della comicità stand-up probabilmente su Netflix. “E’ come se Michael Jordan uscisse dalla pensione…per la prima volta”, ha commentato su Twitter il comico newyorchese Hari Kondabolu.
Per la serata Murphy ha rivisitato i suoi personaggi piu’ iconici, accompagnato da un cast stellare di titani della comicità afro-americana tra cui Tracy Morgan, Dave Chapelle e Chris Rock mentre a Lizzo, cantante dell’anno di Time, erano stati affidati i numeri musicali. Trancianti le battute: riprendendo i panni di “Mister Robinson” (la felpa col cappuccio al posto del maglione con la cerniera e le sneaker), Eddie ha istruito il pubblico dello studio 8H sul significato della parola “gentrificazione”: “E’ una specie di un gioco di prestigio: i bianchi pagano molti soldi e poi, pouf, tutti i neri scompaiono”. Nel monologo iniziale l’attore si era fermato a riflettere su come la sua vita sia cambiata in 35 anni. “Ho dieci figli adesso, undici se conti Kevin Hart. Se mi avessi detto 30 anni fa che sarei diventato questo noioso papa’ casalingo e che Bill Cosby sarebbe finito in prigione, perfino io avrei accettato la scommessa”, ha detto, scivolando poi nell’interpretazione del comico condannato l’anno scorso per molestie sessuali: “Chi e’adesso il papa’ d’America?”.
La ninna nanna in lingua sarda in un corto d’autoreIl coro di Nuoro e Paolo Fresu tra i protagonisti
NUORO23 dicembre 201911:59
– La tromba di Paolo Fresu avvolge di dolcezza le voci del coro di Nuoro e dà vita a una emozionante interpretazione della “Ninna nanna de Anton’ Istene-Malos bisos e tancas fioridas” in un corto d’animazione, illustrato dal disegnatore nuorese Manuelle Mureddu.
Un’opera che nasce su iniziativa del Coro nuorese come omaggio al compianto Gian Paolo Mele, direttore storico del coro, che nel 1975 aveva musicato le celebri rime del poeta Montanaru, scritte dopo il dolore della perdita di un figlio appena nato. Un progetto che vede il coinvolgimento di quattro illustri esponenti della cultura sarda, del passato e del presente, e che viene riproposto facendo cantare nello stesso pezzo musicale, il Coro di Nuoro di due epoche diverse: quello del 1977 diretto da Giampaolo Mele, e quello del 2018 guidato dal figlio Francesco, in un ensamble di voci unite dalla magica tromba di Paolo Fresu. Nel brano, presentato domenica 22 dicembre nell’auditorium dell’Isre a Nuoro, si stratificano vicende umane degli autori. Anche Gian Paolo Mele come Montanaru è spinto a comporre quelle musiche, dopo la perdita di un figlio. “Da ragazzo l’ascolto della Ninna Nanna de Anton’Istene era come un battito di cuore all’unisono che mi colpiva per la qualità delle voci e per una armonia dal sapore ancestrale – ha spiegato Paolo Fresu nel suo messaggio -. Negli anni ho prestato attenzione al testo scoprendone una trama che si evolve. Credo si celi in questo il bisogno di eseguirla coinvolgendo nel tempo diversi artisti e accettando di contribuire alla emozionante versione del coro di Nuoro in ricordo di Giampaolo Mele”.
“Sono nato ascoltando i melismi della Ninna Nanna cantata da mio padre – ha detto Francesco Mele – Nei miei ricordi di bambino era una bella melodia. Molti anni dopo diventando padre anche io, ho capito da vicino il dolore e l’armonia composita del brano”. “Sono cresciuto a pochi passi da casa Mele e conosco la storia umana che sta dietro questo canto formidabile – spiega Manuelle Mureddu – Disegnarla per crearne il video illustrato è stata un’esperienza introspettiva all’interno di una famiglia”.
Natale a teatro, da Nancy Brilli a Leo e AndòBuccirosso e i drammi dell’italiano di oggi; Siani e la felicità
24 dicembre 201909:40
Tra debutti, racconti e risate, tanto teatro per il lungo week end sotto l’albero di Natale. Da Nancy Brilli in “A che servono gli uomini” a Carlo Buccirosso con “La rottamazione di un italiano per bene”, entrambi a Roma; Edoardo Leo in “Ti racconto una storia”, ancora nella capitale, e “Ditegli sempre di si” di Eduardo nella mise en scene di Roberto Andò, a Firenze. E poi “Dio ride” per Moni Ovadia a Brescia e il “Felicità tour special edition” di Alessandro Siani a Napoli: sono alcuni degli spettacoli in scena nei prossimi giorni.
ROMA – Una donna in carriera stufa del genere maschile, soddisfatta della sua vita da single ma con il rimpianto di non aver mai avuto un figlio, ruba una provetta da un istituto per ricerca genetiche e riesce a coronare il suo sogno. Ma il padre chi è? Sembra scritta oggi, ma invece è degli anni ’80 “A che servono gli uomini”, piece di Iaia Fiastri (autrice con Garinei e Giovannini delle più belle commedie musicali italiane) che torna in scena alla vigilia delle feste, con Nancy Brilli protagonista e la mano di Lina Wertmuller alla regia. Da questa sera al Quirino Gassman, la commedia nel 1988 venne interpretata da Ombretta Colli e suo marito Giorgio Gaber ne scrisse la colonna sonora. Oggi nel cast anche Giulia Gallone, Igi Meggiorin, Nicola D’Ortona, Daniele Antonini, Fioretta Mari. Dal 23 Dicembre al 6 gennaio.
ROMA – Debutto a Santo Stefano alla Sala Umberto per Carlo Buccirosso e “La rottamazione di un italiano per bene”, suo nuovo spettacolo ispirato, appunto, ai “drammi” che attanagliano un italiano di oggi. Con Alberto Pisapa, ristoratore sull’orlo del fallimento, in lotta tra le cartelle di Equitalia e la malvagità di sua suocera Clementina, spietato e integerrimo funzionario proprio dell’Agenzia delle Entrate. Con anche Donatella De Felice, Elvira Zingone, Giordano Bassetti, Fiorella Zullo, Gennaro Silvestro, Peppe Miale, Matteo Tugnoli, Davide Marotta, Tilde De Spirito. Dal 26 dicembre al 19 gennaio.
ROMA – Nel pieno del successo al cinema de “La dea bendata” di Ferzan Ozpetek, Edoardo Leo torna al teatro e porta per la prima volta anche nella “sua” Roma “Ti racconto una storia”, reading-spettacolo di appunti, suggestioni, letture e pensieri che l’attore e regista romano ha raccolto dall’inizio della sua carriera a oggi. Due serate, venerdì e sabato, all’Auditorium Conciliazione, tra parole e musica, comicità e poesia, per spiegare che, in fondo, non sono così lontane. Il 27 e 28 dicembre.
FIRENZE – “Il tema della pazzia ha sempre offerto spunti comici o farseschi, ma di solito è giocato a rovescio, con un sano che si finge pazzo. Invece qui il protagonista è realmente pazzo, il dolore e il senso di minaccia pervadono l’opera. Tra porte che si aprono e si chiudono, equivoci, fraintendimenti, menzogne, illusioni, bovarismi, in un clima sospeso tra la surrealtà di Achille Campanile e un Luigi Pirandello finalmente privato della sua filosofia, irresistibilmente proiettato nel pastiche”. Così Roberto Andò racconta la sua mise en scene di “Ditegli sempre di si”, commedia di Eduardo De Filippo, che torna in scena, da venerdì a La Pergola, con la Compagnia di Luca De Filippo.
Protagonisti, Gianfelice Imparato e Carolina Rosi. Dal 27 dicembre al 5 gennaio BRESCIA – Dopo una lunga e fortunata tournée, Moni Ovadia torna al Teatro Sociale da sabato con “Dio ride”, speciale edizione per le feste natalizie. Protagonisti, sei vagabondi, cinque musicanti e un narratore di nome Simkha Rabinovich. A chi sente il desiderio di ascoltare, Simkha racconta le vicissitudini di una gente esiliata, canta le canzoni – tristi, allegre e nostalgiche – di quel popolo sospeso fra cielo e terra e in permanente attesa, per indagarne la vertiginosa spiritualità.
Con la musica dal vivo della Moni Ovadia Stage Orchestra. Dal 28 al 31 dicembre.
NAPOLI – “Quando si è da soli la felicità dura poco, ma se condivisa dura nu’ poco e’ cchiu”. Parola di Alessandro Siani, in scena per tutte le feste al Diana con “Felicità tour special edition”, spettacolo che lo vede tornare alla formula del monologo. Un’occasione per raccontare il dietro le quinte dei film della sua carriera, ma anche parlare delle differenze tra nord e sud, tra ricchi e poveri, le nuove tendenze religiose e, soprattutto, evidenziare tic e manie di una società divisa tra ottimisti e pessimisti, tra disperati di professione e sognatori disoccupati. Fino al 12 gennaio.
Last Christmas, lezioni pratiche per amarsiGeorge Michael colonna sonora film romantico con Emilia Clarke
24 dicembre 201909:43
Imparare a riamare se stessi per essere in grado di amare anche gli altri: è la lezione pratica scandita con humour e delicatezza, utilizzando come colonna sonora circa 15 canzoni di George Michael da solista e con gli Wham! (a cominciare da quella evocata dal titolo), nella commedia romantica Last Christmas di Paul Feig (King of comedy a Capri Hollywood dal 26 dicembre al 2 gennaio), con Emilia Clarke e Henry Golding, in sala dal 19 dicembre con Universal. Un viaggio di sentimenti, che non si ferma alla classica storia d’amore infiocchettata dall’atmosfera natalizia ma che vuole parlare di “come usare il cuore, come vivere e come amare sé stessi” e di “come ci comportiamo, come ci prendiamo cura dell’altro” in un mondo moderno “in cui è così difficile non farsi distrarre” spiega nelle note di produzione la due volte premio Oscar Emma Thompson che del film è cosceneggiatrice (il soggetto l’ha scritto con il marito Greg Wise), oltre che coproduttrice e cointerprete. Un racconto costruito sulla stella emergente Emilia Clarke (Daenerys Targaryen, ‘madre dei draghi’ in Il trono di spade e eroina da dramma romantico nel campione d’incassi Io prima di te), nei panni di Katarina detta Kate che lavora (si fa per dire) come commessa, vestita da elfo, in un negozio di decorazioni natalizie sognando di diventare attrice. La ragazza, reduce da un’operazione molto seria, è alle prese con un periodo di piccoli ma continui disastri personali che la costringe anche a tornare a vivere in famiglia (i suoi sono immigrati in Gran Bretagna 25 anni prima dalla Ex Yugoslavia per sfuggire alla guerra). L’incontro con l’ottimista e ben più pacato Tom (Golding), porta Kate, fra incursioni su piste del ghiaccio, esplorazioni di giardini segreti e rifugi per senzatetto, a comprendere di dover cambiare prospettiva. Emma Thomspon (già fra i volti di un altro classico delle Feste, Love Actually) regala alcuni dei momenti più divertenti nei panni della ossessiva e autoritaria mamma della protagonista, Petra, che vive in una perenne atmosfera di dramma autoinflitto ed è terrorizzata dalla Brexit. Nel cast fra gli altri, anche Michelle Yeoh, nel ruolo della severa ma comprensiva proprietaria del negozio dove lavora Kate. Una bottega dove tra lucette per l’albero e vischio si può trovare proprio di tutto, da Bambin Gesù in scala 1:1 a gibboni giocattolo che cantano Last Christmas, a mini presepi alternativi in versione techno.
L’idea base del film, ispirarsi a un evergreen degli Wham! Last Christmas era nata otto anni fa e George Michael, scomparso prematuramente nel 2016,era entusiasta dell’idea ma aveva posto come condizione proprio il coinvolgimento di Emma Thompson (che uno dei suoi due Oscar, l’ha vinto come sceneggiatrice di Ragione e sentimento) nel film. “George era un uomo molto gentile che amava l’idea della storia … – spiega Emma Thompson – e gli elementi di coscienza sociale in essa contenuti, perché ne era sempre molto coinvolto”. Dopo la morte del cantautore, l’amico d’infanzia e manager del musicista, David Austin ha spiegato ai realizzatori quanto fosse importante per George Michael il film e li ha incoraggiati ad andare avanti, permettendogli anche di utilizzare un brano inedito, ‘This Is How (We Want You To Get High)’.”Il film non è un musical ma le canzoni di George influenza tutta la storia – dice il regista Paul Feig -. Ci sono un paio di parti dove gli attori interagiscono con la sua musica e altre dove la musica guida o accompagna il racconto”.
Il presepio in cento parole’Purchè non manchi la stella’ di Villoressi
24 dicembre 201909:46
LUCA VILLORESI, PURCHÉ NON MANCHI LA STELLA (DONZELLI, PP 157, EURO 18). Il presepio, le sue radici, i suoi simboli e personaggi, le interpretazioni e le scene che si sono amplificate nel tempo riportandoci però a quel fermo immagine della Natività che sospende il tempo. Che ci fa tornare a quell’initium mundi che “ha obiettivamente battezzato l’Occidente dividendo la storia tra un prima e un dopo, tra un avanti Cristo e un dopo Cristo”. Ce lo racconta, tra sacro e profano, come una sconfinata narrazione popolare, il giornalista Luca Villoresi nel dizionarietto ‘Purchè non manchi la stella’ pubblicato nelle saggine di Donzelli.
Un prezioso libretto che include varie suggestioni iconografiche, che ci fa scoprire tante cose che pensavamo di sapere o sulle quali non ci siamo mai interrogati, su quel rito che si compie ogni anno, lo spacchettamento degli scatoloni per allestire il palcoscenico con il bue, l’asinello, Giuseppe e Maria, i pastorelli, i Re magi e alla mezzanotte del 24 dicembre la cerimonia dedicata al Bambinello che viene posto nella mangiatoia.
“Una succinta raccolta dei fatti e delle leggende più note testimonia l’enorme e a volte insospettata valenza culturale di un rito casalingo che nasconde più di quel che mostra. Tutto sembra solo un gioco, un teatrino, già predisposto in una scatola fai da te. Eppure, proprio se lo si osserva con un occhio critico, più da agnostico che da fedele, quell’altarino domestico si espande e prende i contorni di uno spazio multidimensionale” spiega Villoresi nell’introduzione che chiama “Avvertenze per l’uso”.
In questo presepio in cento parole trovano spazio voce per voce, da ‘Abacuc’ a ‘Zingara’, tutte le storie, i simboli e i personaggi che lo compongono, con tante sorprese. I re Magi erano davvero tre, oppure erano dodici? Perché c’è un pastore che dorme e non deve essere svegliato? E chi è il ‘caganer? E Benino, il pastore addormentato, in quanti modi viene chiamato? “Classica figura del presepe spagnolo, in particolare di quello catalano, il ‘caganer’, un signore accovacciato colto nell’atto di defecare, è presente anche tra i personaggi napoletani e francesi” racconta l’autore del dizionarietto e spiega che : secondo alcuni studiosi “sarebbe di origine antichissima e rappresenterebbe forse il dio Saturno, forse il suo maestro, Stercuzio, che insegnò agli uomini a fertlizzare con lo sterco”.
E scopriamo anche che una particolarità dei presepi romani era l’usanza di montarli davanti a una finestra per sfruttare le vedute esterne. Una tradizione, spiega Villoresi nella voce dedicata ai presepi romani, mutuata da alcuni famosi allestimenti dei nobili che, dall’alto dei loro palazzi, usavano come sfondo i paesaggi reali.” Il presepio più famoso di questo genere , sulla Torre degli Anguillara, cambiava posizione ogni giorno per passare, a rotazione, dalla vista sull’Aventino a quella del Palatino, dal Celio al Campidoglio”.
Attraverso le parole chiave scelte da Villoresi, che non vogliono certo essere esaustive del panorama, la scena della Natività viene esplorata tra religione, miti e credenze, tra santi ufficiosi e qualche divinità di ultima generazione, da Totò a Maradona, con riferimenti internazionali e con uno sguardo anche alla sua sospensione tra visioni opposte, a partire dal nome: si dice ‘presepe’ o ‘presepio’? ” La più contaminata e la più multiculturale delle manifestazioni cristiane, tuttavia, sembra essere anche quella più contestata in nome del multiculturalismo. Un paradosso che, a suo modo, conferma la vocazione bipolare del presepio: un’immagine che suscita evidenti sentimenti di attrazione-repulsione. Non si tratta di adorare, e nemmeno semplicemente di rispettare. Si tratta di fermarsi, per un attimo, a meditare” afferma Villoresi ed “è bene che ognuno coltivi il proprio presepio”.
Ed è bello pensare che siano vere quelle teorie, secondo le quali, “la collocazione del presepio ai piedi dell’albero rafforzerebbe l”axis mundi’, l’asse di comunicazione ideale, fisico e psichico, tra cielo e Terra” ci ricorda l’autore.
Esce colonna sonora de I MediciOltre 40 composizioni firmate dal compositore Paolo Buonvino
23 dicembre 201913:55
– Archiviata in tv la terza serie della fiction Rai I Medici, esce in digitale per Sugar, in collaborazione con Lux Vide, la colonna sonora che racchiude tutte le musiche, firmata dal compositore, musicista e direttore d’orchestra Paolo Buonvino.
Oltre 40 composizioni che coniugano la musica colta con le sonorità dell’elettronica attraversando rivisitazioni delle atmosfere rinascimentali. Più di tre anni di lavoro compositivo all’interno del quale Paolo Buonvino ha trasferito il suo personale senso e valore di rinascita umana e creativa. Nella tracklist anche “Renaissance”, il brano nato dalla fortunata collaborazione tra il compositore e Skin per la prima stagione della serie.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Remo Girone ‘Capri Award’ per Ferrari in Le Mans 66
Festival in rosa,tributo a soprano Sumi Jo nell’anno di Parasite
NAPOLI23 dicembre 201915:40
– E’ stato assegnato a Remo Girone per la sua interpretazione di Enzo Ferrari in ‘Le Mans66-La grande sfida’ di James Mangold l’Italian Worldwide Award nel nome di Giuseppe Patroni Griffi, riconoscimento della 24esima edizione di ‘Capri, Hollywood – The International Film Festival’ (27 dicembre – 2 gennaio). Il film (titolo originale ‘Ford Vs.
Ferrari’) con Matt Damon e Christian Bale racconta la leggendaria sfida della Ford alla casa di Maranello, un kolossal da cento milioni di dollari targato 20th Century Fox, è stato uno dei più grandi successi della stagione.
”Ed e’ questa la migliore occasione per dare un riconoscimento all’intera carriera di Girone, uno straordinario attore – annuncia Toni Petruzzi, presidente dell’Istituto Capri nel mondo – dal prestigioso percorso teatrale alla popolarità mondiale con ‘La Piovra’. Tanta televisione e cinema, dalla commedia ai grandi autori, ne fanno uno dei volti più amati dal pubblico e apprezzati anche all’estero”.
Thomas, a gennaio esce album ImperfettoDopo eliminazione a Sanremo Giovani pronto a rimettersi in gioco
23 dicembre 201916:03
– Eliminato allo sprint finale da Sanremo Giovani (nello scontro diretto con leo Gassmann), Thomas non si perde d’animo e annuncia l’uscita del suo nuovo album, Imperfetto, prevista per il 24 gennaio (Warner Music).
Il 19enne vicentino unisce il canto e il ballo e fonde insieme testi autobiografici, sonorità brillanti e un sound internazionale.
L’album conterrà il brano “Ne 80”, presentato alle selezioni per le Nuove Proposte di Sanremo, e altri cinque brani inediti in cui Thomas partecipa come coautore, tra amore e amicizia.
“Imperfetto – racconta Thomas – come il suono, come l’amore, come tutto ciò che c’è di più puro, questo album lo è..
Imperfetto”.
Pompei: da domani percorso ‘verde’ tra giardini ornamentaliRestituiti all’antico splendore con interventi ad hoc
POMPEI23 dicembre 201916:21
– Un suggestivo itinerario nel verde dell’antica Pompei per visitare in maniera inedita gli scavi e comprenderne il modo di vivere, sotto diversi aspetti: è una delle proposte del Parco archeologico della città vesuviana per le feste di Natale e fine anno.
L’itinerario green, aperto da domani al 6 gennaio, conduce lungo i giardini ornamentali, sia raffigurati sulle pareti ad ampliare lo spazio visivo degli ambienti, sia come spazi verdi interni, laddove la dimora lo consentiva, caratterizzavano molte delle abitazioni dell’antica città.
Due splendidi esempi di giardini interni sono quelli della Casa dell’Efebo e di Trittolemo, di recente restituiti al loro splendore, a seguito degli interventi di manutenzione del verde, che ne hanno previsto la risistemazione secondo progetti non impattanti e criteri storico-botanici nella scelta dell’essenze.
Oltre alla casa di Trittolemo e dell’Efebo, tra le belle domus con ampi giardini interni meritano una visita: la casa degli Amorini Dorati, anche essa riaperta da poco dopo gli interventi di manutenzione, la Casa dell’Ancora con il singolare giardino sottoposto, la Casa del Menandro, i Praedia di Giulia Felice, la Casa della Venere in Conchiglia, la Casa di Marco Lucrezio su via Stabiana.
Del Noce, Riforma cattolica e filosofia modernaA 30 anni da morte, torna la modernità del pensiero su Cartesio
23 dicembre 201916:30
– AUGUSTO DEL NOCE, Riforma cattolica e filosofia moderna. I. Cartesio (Scholé, pp.737, euro 35). A 30 anni dalla scomparsa di Augusto Del Noce – morto a Roma il 30 dicembre 1989 -, uno dei principali filosofi cattolici della seconda metà del ‘900, torna in libreria “Riforma cattolica e filosofia moderna. I. Cartesio” (Scholé), con una postfazione di Enzo Randone e Giuseppe Riconda. Del Noce, che con acume ha indagato il fascismo in una dimensione anche transpolitica, prevedendo la fine del comunismo e l’avvento di una società sostanzialmente dominata dal pensiero nichilistico e ateistico, in questo volume ha affrontato la filosofia cartesiana facendone emergere l’ambiguità, superando le interpretazioni più classiche, razionalistiche, idealistiche, positivistiche o religiose: la ricerca della vittoria sul Dio ingannatore e malvagio appare quindi essere l’anima della metafisica cartesiana, che si specifica nella storia del pensiero religioso come un antinaturalismo connesso con la genesi del principio d’immanenza. Perciò il cartesianismo, sorto nell’orizzonte della Riforma cattolica, ne rappresenta, insieme, la crisi.
Nuovo museo privato apre nel cuore di Brooklynda Copenhagen e Pechino arte bue chip con Fondazione Faurschou
NEW YORK23 dicembre 201917:31
– Nell’ex quartiere polacco di Greenpoint, ora cuore hipster di Brooklyn, ha aperto in tempo per Natale un nuovo polo per l’arte contemporanea. Faurschou New York e’ l’avamposto newyorchese della fondazione creata dall’ex gallerista danese Jens Faurschou che, dopo aver conquistato Copenhagen e Pechino, ha adesso messo gli occhi sulla Big Apple.
“Il fagiolo rosso cresce nel sud” e’ il suggestivo titolo della mostra inaugurale, ispirato da una poesia di Wang Wei, artista e politico della Dinastia Tang del settimo secolo. A pochi passi da pizzerie, caffe’ e “tattoo parlors”, la mostra aperta fino all’11 aprile presenta 17 opere firmate da artisti “blue chip” come Louise Bourgeois, Robert Rauschenberg, Anselm Kiefer, Paul McCarthy, Tracey Emin, Yoko Ono e Ai Weiwei. Faurschou, ex co-fondatore nel 2015 di Contemporary Copenhagen, ha creato la fondazione, a cui appartengono tutti i pezzi in mostra, dopo decenni di lavoro come gallerista di arte contemporanea.
Tre opere di artisti cinesi sottolineano i legami con la Cina: “Una barca coi sogni” di Cai Guo-Qiang del 2008, “Witness to Grow” di Yu Hong e “Due Figure” di Ai Weiwei (2018), ma il posto d’onore e’ riservato alla fantasmagorica installazione di Edward Kienholz e Nancy Reddin Kienholz, “The Ozymandias Parade” del 1985, ispirata al poema di Percy Blythe Shelley. Del vietnamita-danese Dan Voh “Le foto del dottor Joseph Carter” riappropria immagini di giovani uomini asiatici scattate da un antropologo americano durante la guerra dl Vietnam.
Commovente il video di Yoko Ono, “Happy Xmas/War is Over”: bimbi dell’Harlem Community Choir a cui Yoko e JohnLennon avevano insegnato il brano cantano la canzone del 1971 contro la guerra del Vietnam, ma le immagini sono aggiornate all’Iraq 2003. Nessuna delle opere esposte e’ in vendita anche se occasionalmente Faurschou vende per finanziare i suoi spazi espositivi.
Teatro: omaggio al Flamenco con il Balletto di NapoliIn scena ‘Lumbre de Vida’ di Mara Fusco
NAPOLI23 dicembre 201918:42
– La Spagna ed il flamenco protagoniste di “Lumbre de vida”, la nuova produzione del Balletto di Napoli diretto da Mara Fusco che sarà presentata, in anteprima nazionale, venerdì 27 dicembre (ore 18, repliche il 28 e 29) alla Mostra d’Oltremare, nell’allestimento realizzato al Teatro dei Piccoli per la rassegna “La Scena Sensibile”.
Il “fuoco della vita”, ovvero “la grande scintilla che è sintesi di amore e passione” è la suggestione da cui prende corpo un intenso spettacolo che, nelle coreografie originali di Mara Fusco, Laura Perez e Raffaella Caianiello, rende omaggio alla grande tradizione musicale e coreutica di matrice iberica.”La forza della danza flamenca – sottolinea Mara Fusco – riesce a offrire un sorprendente esempio di come si possa tradurre per la scena i moti più intimi e antitetici dell’animo umano. Amore, passione e gioia fanno da contraltare a odio, gelosia e dolore e sono proprio questi sentimenti a nutrire l’azione scenica attraverso la combinazione di vari stili di danza”.
Colosseo: dal 1 gennaio cambia il sistema ticketingNuova bigliettazione Parco archeologico integra Fori Imperiali
24 dicembre 201913:44
– Dal 1 gennaio 2020 è operativa la nuova bigliettazione del Parco archeologico del Colosseo che integra i Fori Imperiali all’interno di tutte le proprie tipologie di biglietto e di visita con il rinnovo dell’accordo tra Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina e Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo.
Nasce il FORUM PASS SUPER, valido 1 giorno, che consente la visita con un unico biglietto di € 16,00 al circuito Foro Romano, Palatino, Fori Imperiali e siti SUPER (Museo Palatino, Criptoportico neroniano, Aula Isiaca/Loggia Mattei, Casa di Augusto, Casa di Livia, Domus Transitoria, Tempio di Romolo, Rampa imperiale e Santa Maria Antiqua con l’Oratorio dei Quaranta Martiri). I dieci contesti monumentali, straordinari per la loro testimonianza storica e per i cicli pittorici che conservano raccontati attraverso il multimediale, mantengono la formula del contingentamento e dell’accesso secondo orari e giorni prestabiliti. Per rendere completa l’esperienza di visita all’interno del “cuore” di Roma, a partire dal 1 gennaio 2020 sarà possibile acquistare anche il FULL EXPERIENCE: il biglietto, dal costo di € 22,00, consente, nell’arco di 2 giorni, 1 ingresso al Colosseo, compresa l’arena o i sotterranei, e 1 ingresso al circuito del Forum Pass Super (Fori imperiali, Foro Romano, Palatino, siti Super).
Nel corso dei primi mesi del 2020, inoltre, in occasione delle celebrazioni per i 150 anni di Roma Capitale, la “passeggiata” sarà ulteriormente arricchita da un percorso speciale legato alle origini di Roma. Parco archeologico del Colosseo e Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma lavoreranno insieme, in collaborazione con Electa, per riscoprire e restituire alla pubblica fruizione un’importante porzione del cuore di Roma antica, nell’area monumentale e urbana che va dal Foro Boario alle pendici meridionali del Palatino, con la possibilità di riaprire all’interno del PArCo un accesso esistente che congiunge le pendici del Colle con via dei Cerchi e il Circo Massimo.
Arriva docusocial del tour Laura Biagio Stadi 2019Dal 26 dicembre sulle pagine social dei due artisti
24 dicembre 201918:07
A sorpresa Laura Pausini e Biagio Antonacci preparano il loro regalo di Natale ai fan. Il 26 dicembre esce “LBDOCU”, 10 pillole per 10 canzoni tratte da Laura Biagio Stadi 2019, il tour che i due artisti hanno portato in giro negli stadi, per la prima volta insieme, l’estate scorsa.
Si tratta del primo docusocial di un tour, ovvero un cortometraggio pensato esclusivamente per essere fruito sui social. Sarà postato sulle pagine ufficiali di Pausini e Antonacci (Instagram, Facebook e Twitter) alle 18 del 26 dicembre.
Con il docusocial i fan potranno rivivere i concerti dell’estate 2019 attraverso le immagini inedite girate dietro le quinte, momenti speciali sul palco impreziositi dal direttore artistico Luca Tommassini, video dei fan.