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DALLE 23:25 DI SABATO 01 DICEMBRE 2018

ALLE 08:52 DI DOMENICA 02 DICEMBRE 2018

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Casa Bianca,molto bene incontro Trump-Xi
Faccia a faccia di due ore e mezza, per ora nessun dettaglio

Usa-Cina, niente nuovi dazi da gennaioMedia Pechino, mossa per favorire avvio negoziati Usa-Cina

Trump, incontro con Kim gennaio-febbraioSi stanno valutando tre possibili luoghi

Usa-Cina:tregua su dazi durerà 90 giorniLo ha reso noto la Casa Bianca

Cina sostiene nuovo summit Trump-KimHa assicurato il ministro degli Esteri Wang Yi

Messico: indios celebrano Lopez ObradorDopo cerimonia di purificazione giura di non tradire il popolo

Egitto: ‘abito osé’, rischia 5 anniAttrice Rania Youssef accusata di ‘incitare alla dissolutezza’

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WASHINGTON

– L’incontro tra Donald Trump e Xi Jinping “è andato molto bene”: lo ha detto il consigliere economico della Casa Bianca Larry Kudlow. Il faccia a faccia è durato circa due ore e mezza ma sui risultati per il momento nessun dettaglio.
– WASHINGTON

– Tregua tra Stati Uniti e Cina dopo la cena tra Donald Trump e Xi Jinping a Buenos Aires, al termine del lavori del G20. Secondo quanto riportano alcuni media statali cinesi, ripresi dall’agenzia Bloomberg, i due leader si sarebbero messi d’accordo per non imporre nuovi dazi a partire dal primo gennaio prossimo, cosi’ da favorire l’avvio di negoziati a tutto campo tra i due Paesi.
– A BORDO DELL’AIR FORCE ONE

– Il prossimo incontro tra Donald Trump e il leader nord coreano Kim Jong-un avverrà probabilmente a gennaio o febbraio: lo ha detto lo stesso presidente americano spiegando che attualmente si stanno valutando tre possibili luoghi.
– BUENOS AIRES

– La tregua commerciale concordata a a Buenos Aires tra il presidente americano Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping durerà 90 giorni, durante i quali Stati Uniti e Cina i proseguiranno i negoziati. Lo ha reso noto la Casa Bianca.
– PECHINO

– La Cina “sostiene gli sforzi” per la definizione di un secondo summit tra Usa e Corea del Nord, dopo quello di Singapore del 12 giugno tra i rispettivi leader Donald Trump e Kim Jong-un: è la rassicurazione data dal ministro degli Esteri Wang Yi, nel corso del briefing con i media tenuto al termine del summit a margine del G20 di Buenos Aires tra i presidenti Xi Jinping e Trump.
Dopo aver ricevuto ufficialmente l’investitura presidenziale nel Parlamento del Messico, Andrés Manuel López Obrador si è recato nella storica piazza del Zocalo a Città del Messico dove, davanti ad almeno 120.000 persone, ha partecipato ad una nuova investitura presidenziale da parte di leader delle popolazioni indigene originarie messicane. Questa è avvenuta attraverso una solenne cerimonia di purificazione e la consegna di un bastone di comando di cedro benedetto. Rivolgendosi alla popolazione ‘Amlo’, come lo chiamano i messicani in base alle iniziali del suo nome, ha parlato degli impegni che vuole prendere per “trasformare in realtà la quarta trasformazione del nostro Paese”. “Io mi sono sottoposto ad una purificazione – ha commentato – ma ora viene il momento più importante: vogliamo la purificazione della vita pubblica del Messico”. Di fronte a voi, ha proseguito, “mi impegno a non mentire e non tradire il popolo del Messico”.
L’attrice egiziana Rania Youssef è stata rinviata a giudizio con l’accusa di “incitamento alla dissolutezza” per aver indossato un abito trasparente al Cairo Film Festival. Lo scrive la Bbc online. Se riconosciuta colpevole rischia fino a cinque anni di reclusione. L’attrice, 44 anni, si è scusata spiegando che non avrebbe indossato l’abito se avesse saputo che avrebbe causato problemi di questo tipo.      [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 21:45 DI DOMENICA 25 NOVEMBRE 2018

ALLE 08:43 DI LUNEDì 26 NOVEMBRE 2018

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Migranti: Usa chiudono confine Messico
Sale tensione dopo tentato assalto migranti carovana

Migranti: Usa, rispettare la leggeNielsen, ‘non esiteremo a chiudere il confine’

Riapre confine Usa-Messico a TijuanaEra stato chiuso dopo che a centinaia avevano tentato ingresso

Bermúdez omaggia Fidel a 2 anni da morte’Lottò, trionfò e riscattò la dignità del Paese’

Kiev chiede legge marziale per Mar NeroMosca conferma sequestro 3 navi ucraine Mar Nero. Scontri a Kiev

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NEW YORK

– “Non tollereremo questo tipo di mancato rispetto della legge e non esiteremo a chiudere i porti di ingresso per motivi di sicurezza”. Lo afferma il segretario alla sicurezza nazionale, Kirstjen Nielsen, riferendosi alle tensioni al confine fra Stati Uniti e Messico.
“Migranti hanno cercato di superare la barriera al confine e di colpire gli agenti tirando oggetti”, ricostruisce Nielsen.

NEW YORK

– Sale la tensione al confine fra Stati Uniti e Messico. Le autorita’ americane hanno chiuso tutti gli ingressi di veicoli e pedoni a San Ysidro, porto di entrata fra Tijuana e San Diego. La chiusura del confine e’ stata decisa – secondo quanto riportano alcuni media americani – dopo che centinaia di migranti hanno cercato di prendere l’assalto e forzare l’ingresso negli Stati Uniti. Gli agenti statunitensi hanno reagito lanciando gas lacrimogeni.

– NEW YORK

– Riaperto il confine fra Stati Uniti e Messico, nell’area fra Tijuana e San Diego. Lo.
annunciano le autorità americane. Il confine, al porto di ingresso di San Ysidro, era stato chiuso dopo che centinaia di migranti avevano cercato di entrare negli Stati Uniti.

– L’AVANA

– A due anni dalla morte, il presidente cubano Miguel Díaz-Canel Bermúdez, ha reso omaggio ieri attraverso il suo account in Twitter a Fidel Castro Ruz, leader storico della rivoluzione, “che lui guidò, per cui lottò, trionfò e attraverso cui riscattò la dignità del Paese e forgiò un’opera emancipatrice che non ha paragoni”.
Il capo dello Stato ha aggiunto che Fidel “ha affrontato con decisione l’imperialismo, è cresciuto con il suo popolo, e per molteplici ragioni sarà sempre fra di noi”. Infine Díaz-Canel Bermúdez ha sottolineato che Castro ha collocato Cuba in un posto prestigioso nel mondo per il suo contributo allo sviluppo umano e sociale. “Ci ha mostrato – ha concluso – che un mondo migliore è possibile e per questo, con convinzione, lottiamo”.
Nato il 13 agosto del 1926, quello che fu da molti conosciuto come il ‘lider maximo’, morì il 25 novembre 2016, alle 22,29 ora locale per cause mai ufficialmente specificate.

Il Consiglio nazionale ucraino di sicurezza e difesa si è riunito d’urgenza in piena notte a Kiev, con il presidente Petro Poroshenko, per chiedere al Parlamento di dichiarare la legge marziale, dopo l’incidente sullo stretto di Kerch, fra Mar Nero e Mar d’Azov. Le forze armate russe hanno confermato l’incidente di ieri, in cui sono stati sparati colpi di cannone, sono stati feriti alcuni marinai ucraini e anche il sequestro di tre navi ucraine da parte della Russia: si tratta di due unità militari cannoniere e un rimorchiatore.
Durante la notte è scoppiata la protesta a Kiev e alcune auto sono state incendiate davanti all’ambasciata russa.
Poroshenko, ha precisato che la legge marziale non significa “una dichiarazione di guerra”. “L’Ucraina non ha in programma di fare la guerra a nessuno”, ha assicurato il presidente, definendo l’incidente di ieri “non provocato e folle”. Il ministero della difesa ha però reso noto di aver diramato l’ordine di mettere le forze armate in stato di allerta operativa.Russia e Ucraina da ieri si stanno scambiando accuse di aver provocato la crisi, nella quale sono stati sparati dei colpi, che hanno provocato il ferimento di alcuni marinai ucraini, è stato speronato un rimorchiatore ucraino che stava trainando due unità militari della Marina di Kiev attraverso lo stretto di Kerch, che divide il Mar Nero dal Mare di Azov, e la penisola di Crimea a est dal terriyorio continentale della Federazione russa. Una violazione delle acque territoriali russe, secondo Mosca; un’aggressione non provocata secondo Kiev, che afferma di aver avvertito preventivamente la Russia del passaggio. Si tratta si una delle escalation più gravi fra i due Paesi vicini dopo l’annessione della Crimea alla Russia nel 2014.   [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 21:41 DI MERCOLEDì 21 NOVEMBRE 2018

ALLE 07:20 DI GIOVEDì 22 NOVEMBRE 2018

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Brexit: May, buoni progressi con Juncker
La premier, torno a Bruxelles sabato per nuovo incontro

Maduro agli studenti: “Studio e fucile”Il presidente venezuelano offre 20.000 borse a giovani

Messico arresta 300 migranti verso UsaFacevano parte di una delle carovane di centroamericani

California: incendi, morti salgono a 83Scende invece a 540 il numero delle persone disperse

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LONDRA

– “E’ stato un buon incontro e abbiamo fatto ulteriori progressi”. Così Theresa May al termine del faccia a faccia con Jean-Claude Juncker. La premier britannica si è detta ottimista che il colloquio sia servito a dare impulso alla parte finale dei negoziati sulla cornice delle relazioni post Brexit da allegare all’intesa già raggiunta sul divorzio. “Spero possa condurre alla soluzione delle questioni rimaste”, ha proseguito, annunciando che tornerà a Bruxelles a vedere Juncker sabato prima del cruciale vertice di domenica.
– CARACAS

– Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha ingiunto agli studenti di prepararsi nelle “milizie universitarie” a difendere la patria da qualsiasi tentativo di invasione da parte degli Usa.
Il capo dello Stato ha invocato “studio e fucile, affinché la gioventù universitaria difenda con le armi in mano la Patria se necessario di fronte all’imperialismo e all’oligarchia”.
Maduro ha poi l’offerta di aiuti economici a giovani colombiani che non possono studiare per il perdurante sciopero che paralizza le università del loro Paese. In Colombia, ha ricordato il presidente, “gli studenti sono in sciopero da oltre 40 giorni perché il governo non intende stanziare più fondi per l’istruzione pubblica”. Io, ha proclamato, “offro 20.000 borse di studio agli studenti colombiani che vogliano venire in Venezuela. Che vengano qui a studiare medicina e ingegneria, o quello che vogliono!”.
– CITTA’ DEL MESSICO

– Agenti della polizia federale e dell’Istituto nazionale delle migrazioni (Inm) hanno arrestato circa 300 migranti centroamericani entrati ieri in Messico guadando il Rio Suchiate dal Guatemala. Lo scrive il quotidiano La Jornada.
Citando fonti governative dello Stato di Chiapas il giornale ha precisato che i cittadini centroamericani, che formavano la quarta carovana entrata in territorio messicano da metà ottobre, sono stati bloccati nel comune di Metapa de Domínguez quando insieme si dirigevano a Tapachula per poi proseguire verso la frontiera degli Stati Uniti. Dopo una tesa discussione con i migranti, per lo più salvadoregni, gli agenti messicani li hanno fatti salire su un gruppo di autobus che li ha condotti nella stazione migratoria ‘Siglo 21′ a Tapachula. Le stesse fonti hanno infine detto che dietro questa carovana ne esiste una quinta, composta da circa 200 persone, che si trova oggi a Tecún Umán, in Guatemala, in attesa di entrare in Messico, sempre attraversando il Rio Suchiate.
– CHICO (USA)

– E’ salito a 83 morti il bilancio degli incendi che hanno devastato la California, secondo gli ultimi dati ufficiali. Scende invece a 560 il numero delle persone ancora disperse.   [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 22:49 DI DOMENICA 18 NOVEMBRE 2018

ALLE 07:27 DI LUNEDì 19 NOVEMBRE 2018

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Musk lancerà altri 7.518 satelliti
Per garantire banda larga ovunque. Piano anti detriti spaziali

Trump, tutti sapevano dov’era Osama’Potevano prenderlo prima’. Amm. McRaven tra critici presidente

Uruguay darà asilo a ex presidente PerùLo ha detto il ministro degli Esteri Nin Novoa

Messico, boss narcos morto d’infartoHéctor Leyva trasportato dal carcere in ospedale d’urgenza

rtiVietnam, tempesta causa frana, 13 mortiSi cercano ancora dispersi, evacuate zone ad alto rischio

Haiti: proteste e scontri, 6 mortiMobilitazioni contro corruzione in varie parti del Paese

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WASHINGTON

– Elon Musk lancia un nuovo, avveniristico programma per portare internet anche nelle aree più remote del mondo: la sua società Space X ha infatti ottenuto l’autorizzazione a mettere in orbita 7.518 satelliti dalla Federal Communications Commission (Fcc), che nello stesso tempo ha chiesto però di ridurre i crescenti rischi legati ai detriti spaziali. Space X ha già due satelliti di prova in orbita e in precedenza si era aggiudicata l’autorizzazione per altri 4.425 satelliti, anche questi progettati per fornire comunicazioni a banda larga ma utilizzando orbite alte, oltre i mille chilometri dal nostro pianeta. Gli ultimi invece saranno micro satelliti di nuova generazione (alcuni lunghi solo 10 centimetri e pesanti meno di un chilo e mezzo) che, volando veloci su orbite molto più basse e collegati tra loro, consentiranno di coprire in modo capillare ogni angolo del mondo, senza limiti legati alle condizioni meteo. E con minori costi.
– WASHINGTON

– Donald Trump ha deriso William H. McRaven, il venerato ammiraglio in pensione dei Navy Seal a capo delle operazioni che portarono all’uccisione di Osama bin Laden, suggerendo in una intervista a Fox News che avrebbe potuto catturare prima il leader di Al Qaida. “Non sarebbe stato bello se avessimo catturato Osama bin Laden un po’ prima?”, ha chiesto il presidente, sostenendo che il capo del network terroristico viveva in Pakistan in una bella residenza “proprio vicino all’accademia militare”. “Tutti in Pakistan sapevano che era lì”, ha aggiunto, definendo inoltre McRavem un “fan di Hillary Clinton” e un “sostenitore di Obama”. L’ammiraglio in precedenza lo aveva criticato pesantemente.
– MONTEVIDEO

– L’Uruguay è orientato a concedere l’asilo politico all’ex presidente peruviano Alan Garcia che sabato sera lo ha richiesto presentandosi fisicamente nell’ambasciata uruguaiana a Lima. Lo ha detto il ministro degli Esteri uruguaiano, Rodolfo Nin Novoa, parlando con i giornalisti. D’altra parte lo stesso capo della diplomazia uruguaiana, interrogato da El Comercio di Lima, ha indicato che “non esiste un termine preciso per rispondere alla richiesta dell’ex capo dello Stato peruviano”, aggiungendo che “stiamo aspettando informazioni su questo tema annunciate dal Perù, che esamineremo, e dopo le quali daremo la nostra risposta ufficiale”. La decisione, ricordano gli esperti, sarà adottata in base alla Convenzione sull’asilo diplomatico del 1954, di cui sono firmatari sia il Perù sia l’Uruguay. Si è appreso che Garcia ieri ha telefonato personalmente al presidente uruguaiano Tabaré Vázquez a cui ha richiesto l’ asilo politico.
– CITTA’ DEL MESSICO

– Uno dei più noti boss del narcotraffico messicano, Héctor Manuel Beltrán Leyva, è morto oggi per una crisi cardiaca in un ospedale messicano dove era stato trasferito d’urgenza da un carcere dello Stato del Messico. Lo riferisce l’agenzia di stampa Notimex.
Conosciuto con il soprannome di ‘El H’ Leyva, 56 anni, era stato arrestato a San Miguel Allende, Stato di Guanajuato, ed era in prigione dal 2 marzo 2016 in attesa di essere processato per numerosi reati legati alla sua attività.
In un primo momento alleato con i suoi fratelli a Joaquín Guzmán Loera (‘El Chapo’ Guzmán), capo del Cartello di Sinaloa, Leyva ne era diventato acerrimo nemico.
Prima del suo arresto, risiedeva nello Stato di Querétaro e operava con un profilo basso, facendosi passare per una persona benestante che commerciava in immobili ed in opere d’arte.
– HANOI

– Uno smottamento dovuto alle forti piogge che hanno accompagnato una tempesta tropicale ha ucciso almeno 13 persone in Vietnam. Secondo un funzionario della protezione civile della provincia di Khanh Hoa circa 600 soldati sono stati mobilitati per la ricerca dei dispersi e per evacuare la popolazione dalle zone ad alto rischio. La frana provocata dalla tempesta tropicale Toraji ha fatto crollare diverse case seppellendone gli occupanti in diversi billaggi della città turistica di Nha Trang. La tempesta si è poi declassata a depressione tropicale – ha fatto sapere l’Autoprità vietnamita per la gestione dei disastri – una volta al largo delle provincie costiere meridionali di Binh Thuan e Ninh Thuan. Il Vietnam è soggetto a tempeste e inondazioni che uccidono ogni anno centinaia di persone.
– PORT-AU-PRINCE

– Sei persone sono morte e almeno 5 sono rimaste ferite ad Haiti durante alcune dimostrazioni in varie parti del Paese contro le malversazioni avvenute nell’ambito di un programma venezuelano che forniva al Paese petrolio in sovvenzione.
Il presidente Jovenel Moise ha fatto appello al dialogo con i gruppi di opposizione che chiedono le sue dimissioni per non aver saputo individuare i responsabili. Migliaia di haitiani hanno marciato verso il Palazzo nazionale della capitale Portau-Prince sollecitando una indagine sui 3,8 miliardi di dollari ricevuti da Haiti nell’ambito del programma regionale Petrocaribe. Gli scontri con la polizia sono scoppiati dopo che i manifestanti avevano inscenato blocchi stradali e roghi di penumatici. Altri scontri si sarebbero verificati in altre città. Un’indagine del Senato haitiano ha fatto emergere episodi di corruzione a carico di almeno 14 ex esponenti dell’amministrazione dell’ex presidente Michel Martelly, ma nessuno di loro è stato rinviato a giudizio.   [print-me title=”STAMPA”]