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DALLE 03:19 DI MARTEDì 16 FEBBRAIO 2021
ALLE 03:37 DI MERCOLEDì 17 FEBBRAIO 2021
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Vecchia intervista a Brunetta accende lo scontro in maggioranza
Attacco a smart working, ma era di giugno
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16 febbraio 2021
03:19
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Polemiche sul neo ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta per una sua dichiarazione critica riguardo lo smart working dei dipendenti pubblici, rilanciate dal sito del Corriere della Sera. Parole che però, come precisa quasi allibito l’esponente azzurro, risalivano ad una intervista rilasciata lo scorso giugno, “quando la pandemia sembrava in via di superamento” e sembrava vicino “il ritorno auspicato alla normalità”.
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Lo stesso Corsera si premura di correggere chiedendo scusa al ministro e ai lettori per il “disguido” e “l’errore”.
Ma anche i pochi minuti di permanenza in “pagina”, bastano alla nuova maggioranza per trovare uno spunto di polemica sollevando le immediate proteste di esponenti M5s e Pd. “Non vorremmo che, qualcuno, abbia voglia di tornare indietro di 20 anni, invece che di andare avanti”, dice la capogruppo del MoVimento in commissione Affari costituzionali alla Camera, Vittoria Baldino invitando Brunetta a “pesare le parole” e smetterla “con la retorica dei fannulloni”. Il ministro passa sotto la lente anche del responsabile Lavoro del Partito Democratico Marco Miccoli che, sempre prima della correzione, chiede: “Come si concilia l’allarme lanciato dal Cts sulla variante inglese del virus e l’invito di alzare la guardia nella prevenzione con la scelta del ministro Brunetta di smetterla con lo smart working e far tornare tutto il lavoro in presenza?”.
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Critiche che si spengono sul nascere, dunque. Ma non invece le domande che Brunetta affida ad un nuovo comunicato: “Prendo atto della smentita del ‘Corriere della Sera’, nella quale il quotidiano milanese ammette che ‘per un disguido e un nostro errore è andato online un articolo su una vecchia intervista dell’allora deputato Brunetta che riguardava un contesto completamente diverso in cui si pensava di poter tornare alla normalità’. Ma a questo punto mi chiedo: chi ha interesse ad avvelenare i pozzi? Chi vuole mettere già i bastoni tra le ruote a questo governo? Chi ha interesse a giocare con gli equivoci?”.
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Governo: online appello attivisti M5s, rivotare su Rousseau
Fico, non è questione alleanze ma interesse pubblico
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16 febbraio 2021
22:09
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“Il Movimento ha deciso come sempre attraverso i suoi strumenti. Abbiamo votato su Rousseau ed è stata assunta una decisione.
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E lasciatemi dire un’altra cosa: qui non stiamo facendo nessuna alleanza con FI o con la Lega, proprio nessuna. E non abbiamo firmato cambiali in bianco. Non è una questione di alleanze, ma di capire qual è oggi l’interesse pubblico, cos’è che viene prima di noi e prima delle esigenze di ogni partito. Lo voglio ricordare perché ho come l’impressione che nel dibattito di questi giorni sia scomparso il Paese, e le sofferenze che tanti stanno vivendo”. Lo scrive il presidente della Camera Roberto Fico su Fb.
“Il M5S voterà sì” al governo Draghi, “ogni altro voto sarà considerato in dissenso dal gruppo. Non sarà una fiducia in bianco ma vigileremo e combatteremo sulle cose che non andranno bene”. Lo ha detto, a quanto si apprende da fonti parlamentari M5S che partecipano alla riunione, il capo politico del Movimento Vito Crimi aprendo l’assemblea dei deputati.
Restano agitate le acque in casa M5s in vista del voto di fiducia di mercoledì sul governo Dragi. Un appello “al Capo Politico pro tempore o in sua vece al Garante” per chiedere, tra l’altro, un nuovo voto su Rousseau è comparsa in rete.
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Si chiede l’immediata apertura di una discussione su Rousseau per poter valutare, tra l’altro, sull’ “immediata nuova consultazione, che ponga gli iscritti nella possibilità di esprimersi sulla base di un quesito onesto, sincero, veritiero e reale sul ruolo del Movimento 5 Stelle nel Governo Draghi, e quindi una chiara espressione di voto degli iscritti, tale da consentire ai Portavoce nazionali di non avere dubbi sull’indirizzo politico dell’Assemblea al quale uniformarsi” . La petizione che gira on-line tra la base e che porta la firma di una settantina di iscritti al M5s, parlamentari come Barbara Lezzi,Luisa Angrusani, e Bianca Laura Granato e portavoce locali come Francesca De Vito e Marì Muscarà.
“La perdita di credibilità oltre che di compattezza, per non aver dato seguito ad una votazione reale e concreta sul Governo Draghi, ha portato il gravissimo volontario allontanamento di Alessandro Di Battista che si traduce in una incommensurabile perdita di un esponente che ha incarnato la forza propulsiva del Movimento, concorrendo alla sua creazione e formazione identitaria, sin dalle origini”. Lo scrivono in un appello per tornare a votare su Rousseau, attivisti e parlamentari del Movimento. Nella petizione i sottoscrittori, in qualità di iscritti al M5S, lamentano che ormai da troppi mesi assistono “impotenti alle conseguenze di decisioni politiche e di scelte calate dall’alto, che stanno causando danni irreversibili all’immagine del Movimento, alla coesione interna ed al suo radicamento”.E ricordano che le ragioni della nascita del M5S si basava sulla volontà di dare il controllo delle scelte politiche ai cittadini, attraverso strumenti trasparenti di “democrazia partecipativa” per costruire “proposte programmatiche” e non certo da “compromessi o strategie e convenienze politiche ed economiche”. Insomma, “è ormai sotto gli occhi di tutti il dato allarmante del crollo dei consensi che dal 2018 vede una drastica diminuzione nei sondaggi di almeno il 50%”.
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“Pretendere dai nostri portavoce nazionali il voto di fiducia al governo Draghi e di punirli con l’espulsione, sulla base dell’art. 11 dello statuto del M5S, in caso di dissenso, è da ritenere profondamente illegittimo e ingiustificato, vista la confusione creata dalla totale incoerenza e tendenziosità del quesito sottoposto, con quanto si deve andare a votare in Parlamento”. Lo scrivono i sottoscrittori della petizione per tornare al voto degli iscritti M5ssu Rousseau: gli stessi non escludono di adire le vie legali qualora non vengano adottati i provvedimenti richiesti. C’è infatti la possibilità che possano ricorrere in tribunale affinché ordini il rinnovo delle consultazioni. Quanto alla possibilità di espellere gli “obiettori” , i firmatari dell’appello ricordano “nessun obbligo può essere imposto ai nostri portavoce poichè il Premier non è espressione del M5S sulla base dell’articolo 3 del Codice Etico del M5S”, nè, tanto meno, per la “manifestazione di voto palesemente viziata da un quesito poco chiaro e ipotetico”. Stando così le cose, i “nostri portavoce nazionali dovranno quindi votare secondo coscienza” senza per questo incorrere in qualsiasi successiva espulsione, ma “rispondendo della loro personale fiducia ad un Governo presieduto da colui nel quale non abbiamo mai riposto grande considerazione per le sue pregresse scelte e azioni politiche”.
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Conte,giusto e opportuno intergruppo parlamentare 5S-Pd-Leu – “L’iniziativa annunciata dai Capigruppo in Senato di M5S-Pd-Leu di costituire un intergruppo parlamentare per promuovere iniziative che rilancino l’esperienza positiva di governo che si è appena conclusa è giusta e opportuna”. Lo dichiara l’ex premier Giuseppe Conte. “In questa fase è ancora più urgente l’esigenza di costruire spazi e percorsi di riflessione che valorizzino il lavoro comune già svolto e contribuiscano ad indirizzare la svolta ecologica e digitale e le riforme di efficientamento della Pa e della giustizia nel segno di una maggiore equità e inclusione sociale”, sottolinea.
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Tesoro, la domanda per i Btp sindacati supera i 100 miliardi
Oltre 85 miliardi per decennale e 20 miliardi per trentennale
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16 febbraio 2021
11:16
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La domanda per i Btp sindacati a 10 e 30 anni che il Tesoro sta emettendo ha già superato i 100 miliardi di euro, a testimonianza dell’appetito del mercato per il nostro debito con l’avvento del governo di Mario Draghi. Per il Btp a dieci anni la richiesta ha superato gli 85 miliardi di euro mentre per quello a trent’anni i 20 miliardi. ECONOMIA
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Governo: Gelmini sarà capodelegazione Fi
Scelta di Berlusconi condivisa da altri ministri
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16 febbraio 2021
12:17
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Sarà Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari Regionali e le autonomie, il capo delegazione di Forza Italia al governo. Questa, a quanto si apprende da fonti Fi, l’indicazione del presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi, arrivata a pochi giorni dalla nascita dell’esecutivo.
Decisione, quella del leader Fi, condivisa con la stessa Gelmini e gli altri due ministri, Renato Brunetta e Mara Carfagna.
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Governo: Draghi nomina Mattiolo suo Consigliere diplomatico
Sarà rappresentante personale e Sherpa per i vertici G7 e G20
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16 febbraio 2021
11:26
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Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, ha nominato l’Ambasciatore Luigi Mattiolo suo Consigliere diplomatico e rappresentante personale/Sherpa per i vertici G7 e G20, a decorrere dalla data odierna. L’Ambasciatore Mattiolo è in carriera diplomatica dal 1981 e ha svolto le funzioni di Capo missione presso le sedi di Tel Aviv, Ankara e Berlino.
Lo rende noto un comunicato della presidenza del Consiglio.
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Comune Genova, locali e case gratis per rilancio vicoli
Bucci: Bando su 200 immobili per attività, poi gli appartamenti
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GENOVA
16 febbraio 2021
13:18
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Passa anche attraverso la concessione gratuita di 200 immobili per l’apertura di nuove attività o l’ampliamento di attività già esistenti – che siano commerciali, artigianali, associative o professionali – la rigenerazione urbana del centro storico di Genova. A novembre il Comune ha presentato il complesso del piano “Caruggi” e dopo alcuni azioni già avviate sul fronte del decoro, del sociale e della sicurezza, il prossimo grande progetto sarà lanciare un bando che darà la possibilità a 200 realtà di sfruttare spazi al piano terra di gran parte dei vicoli oggi inutilizzati.
“Gli uffici stanno lavorando alla messa a punto e per la fine di marzo saremo pronti con il bando – dice il sindaco Marco Bucci – si tratta di un modello piuttosto inedito perché non tutti i 200 immobili saranno di proprietà comunale, molti saranno privati e l’amministrazione penserà a coprire le spese di affitto, per 5 anni, di chi si insedierà”. Per questo progetto sono stati stanziati 5 milioni di euro.
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Passaggio di consegne tra Azzolina e Bianchi
“Al ministro Bianchi ho chiesto di continuare a lavorare per la scuola in presenza”
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16 febbraio 2021
16:47
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Il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, ha incontrato oggi l’Onorevole Lucia Azzolina, che ha ricoperto l’incarico di Ministra fino allo scorso 12 febbraio. Il passaggio di consegne si è svolto in un clima cordiale e in un comune spirito di servizio al Paese. Lo rende noto il ministero dell’Istruzione.
“Al nuovo ministro – scrive Azzolina su Fb – ho augurato buon lavoro.
Gli ho chiesto di continuare a lavorare per la scuola in presenza: oggi le scuole in Italia sono aperte, al contrario della maggior parte dei Paesi europei. Ho anche ricordato il lavoro sugli Esami di Stato, con una proposta già definita e nata dall’ascolto di docenti, studenti e famiglie. È stato un anno molto impegnativo e sono fiera del lavoro svolto, che mi auguro non venga disperso”.
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Giustizia:Calenda,congelati emendamenti in rispetto Cartabia
Niente proposte su prescrizione al dl Milleproroghe
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16 febbraio 2021
12:24
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“Per facilitare la partenza del Governo Draghi e in segno di rispetto verso il nuovo ministro della Giustizia, Cartabia, abbiamo deciso con Enrico Costa, di congelare l’emendamento sulla prescrizione”. Lo dichiara il leader di Azione, Carlo Calenda, commentando l’intervista dell’ex ministro e attuale Responsabile Giustizia di Azione, e la decisione di non presentare al voto l’emendamento sulla prescrizione al decreto Milleproroghe.
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Ue: Salvini, Euro irreversibile? Solo la morte lo è
Leader della Lega elude domanda
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16 febbraio 2021
13:25
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“Euro è irreversibile? C’è solo la morte che è irreversibile”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, a “L’aria che tira” su La7.
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Ue: Zingaretti,superfluo ripetere importanza euro per Italia
E’ dimensione per rafforzare futuro Italia
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16 febbraio 2021
15:02
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“L’euro e l’Europa sono la dimensione dove pensare e rafforzare il futuro dell’Italia. Dovrebbe essere anche superfluo ripeterlo”.
Così il segretario Pd Nicola Zingaretti su twitter.
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M5S:al via voto su Rousseau su leadership collegiale
Votazione fino alle 12 di domani
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16 febbraio 2021
15:03
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E’ in corso dalle ore 12 il voto sulla piattaforma Rousseau sulla nuova governance collegiale del M5S. Si vota fino alle 12 di domani.
Si tratta della seconda convocazione degli iscritti visto che, alla prima, oltre l’80% ha detto sì al comitato a 5 ma non era stata raggiunta la maggioranza assoluta. Questa volta non serve il quorum.
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Pd: Pini, non è maschi contro femmine, ne discuta il partito
C’è problema di rappresentanza e di rappresentatività
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16 febbraio 2021
15:04
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“La questione dei Ministri del Pd sta prendendo una piega che non mi piace. Questa non è una guerra di maschi contro femmine e nessuno critica le persone scelte solo “in quanto uomini”.
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Così come il problema non si risolve mettendo nei posti di “vice” delle donne solo “in quanto donne”.
Non è una questione di quote: il problema è più complesso e merita una discussione seria e ponderata all’interno del nostro partito”. Lo scrive in una nota Giuditta Pini, Deputata del Partito Democratico.
“Si tratta – prosegue Pini – di un problema di rappresentanza e di rappresentatività e di come scegliamo chi va a ricoprire incarichi di Governo. Le persone scelte sono tre uomini, etero, ultra-cinquantenni del nord. Se aggiungessi “centro-nord” avremmo l’identikit perfetto dell’establishment del Pd. Le donne, le persone non bianche, i giovani, il sud, non hanno trovato chi li rappresenti all’interno del Partito Democratico nemmeno stavolta. E non basterà spartirsi qualche incarico per placare la sacrosanta rabbia del nostro elettorato. Perché – continua la Deputata Dem – sono anni ormai che diciamo il contrario di quello che facciamo e che pensiamo di risolvere ogni cosa col manuale Cencelli delle correnti. Se non sradichiamo questo meccanismo, se non agiamo con decisione e non lo facciamo ora, saremo condannati a essere sempre più marginali, fino a scomparire. Il luogo in cui discuterne è la Direzione Nazionale. E prima di allora nessuno dovrebbe accettare incarichi di sottogoverno. Né uomo, né donna. Perché qui occorre ridiscutere tutto. Ce lo chiedono le cittadine e i cittadini, le firme di importanti giornali, l’opinione pubblica e chi vorrebbe un’alternativa alle destre e non la trova. Sono arrabbiati e delusi. E hanno ragione”, conclude Pini.
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Vaccini: D’Amato, ReiThera a settembre con 100 mln dosi
I vaccini serviranno anche nei prossimi anni
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16 febbraio 2021
16:09
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“Per noi è importante avere il cosiddetto il vaccino ‘made in Italy’, su cui anche la Regione Lazio ha investito. Ci sono anche altre Regioni che chiedono di poter partecipare al vaccino Reithera.
Noi crediamo che potrebbe essere disponibile a settembre con 100milioni di dosi”.
Lo ha detto l’assessore alla Sanità del Lazio Alessio D’Amato intervenuto oggi in commissione regionale Sanità. “La campagna vaccinale – avverte D’Amato – non si concluderà con la singola o la doppia dose, si concluderà quando raggiungeremo l’immunizzazione di gregge. E’ facilmente prevedibile che anche i prossimi anni dovremmo fare vaccini anti-Covid”.
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L’Ue ai 27, ‘evitare decisioni unilaterali sulle frontiere’
Lettera agli Stati membri: ‘Garantire un approccio coordinato’
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BRUXELLES
16 febbraio 2021
17:15
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La Commissione europea “ha appena inviato una lettera a tutti gli Stati membri per ricordare i loro impegni per garantire un approccio coordinato a livello dell’Unione Europea sulle limitazioni alla libera circolazione”. Lo scrive su Twitter il commissario alla Giustizia Didier Reynders precisando la lettera è stata inviata a nome suo e della commissaria agli Affari interni Ylva Johansson.
“Dobbiamo evitare decisioni unilaterali”, ha aggiunto Reynders, ricordando che ne parlerà al Consiglio affari interni della prossima settimana.
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Berlusconi: incinta la moglie di Luigi, nuovo nipote per Cav
Lo anticipa il numero di ‘Chi’ in edicola domani
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MILANO
16 febbraio 2021
17:52
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Luigi Berlusconi, 32 anni, figlio di Silvio Berlusconi e Veronica Lario, aspetta un figlio da Federica Fumagalli, 31 anni, che ha sposato lo scorso 7 ottobre a Milano dopo nove anni di fidanzamento. Lo rivela il numero di Chi in edicola da domani.
La coppia, che si è laureata alla Bocconi (lui in Economia e lei in Giurisprudenza) si era conosciuta – ricorda ‘Chi’ – durante una serata con gli amici in un noto locale milanese.
Luigi, che deve il proprio nome al nonno paterno, lavora nel campo della finanza, nel 2014 è diventato presidente della holding Italiana Quattordicesima, la cassaforte di famiglia che gestisce il patrimonio suo e delle sue sorelle, mentre Federica, che proviene da una famiglia di imprenditori nel campo manifatturiero, lavora con la MB Projects, che si occupa di pubbliche relazioni, eventi, comunicazione.
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Cisl: Furlan, a marzo lascio, Sbarra mio successore
L’annuncio al Comitato esecutivo
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16 febbraio 2021
18:20
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La segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, lascerà a marzo la guida del sindacato e nei prossimi giorni avvierà le consultazioni con i segretari delle categorie, delle regioni e degli enti: lì “proporrò il nome di Luigi Sbarra, attuale segretario generale aggiunto, come mio successore alla guida della Cisl”. Lo ha affermato concludendo il Comitato esecutivo del sindacato di via Po.
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Transizione: Cingolani,da città a rinnovabili, 6 priorità
Ministro a Repubblica valutare effetti collaterali innovazione
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16 febbraio 2021
18:24
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Un nuovo modello per le città l’accelerazione sulle energie rinnovabili, l’immediata applicazione degli accordi sul clima di Parigi,la qualità dell’aria: Sono queste alcune delle 6 priorità per l’ambiente che il neoministro Roberto Cingolani indica in una lettera a Repubblica nella quale prende commiato dalla Rubrica su Green&blue. Tra le priorità il ministro sottolinea l’esigenza di valutare il costo degli effetti collaterali dell’innovazione e il valore dell'”intelligenza globale”, “che ci salverà”.
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Governo: Senato, voto fiducia domani dalle 22
Alle dieci le dichiarazioni programmatiche del premier
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16 febbraio 2021
19:11
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Avrà inizio intorno alle 22 nell’Aula del Senato la votazione sulla fiducia al governo Draghi. Lo hanno deciso i capigruppo di Palazzo Madama.
Come noto, alle 10 Draghi terrà le sue dichiarazioni programmatiche. Al termine si recherà a Montecitorio a consegnarne il testo. Al Senato il dibattito riprenderà alle 12.30
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Governo: Zingaretti,ora buona volontà o esplodono problemi
Preferivamo maggioranza più omogenea ma ci affidiamo a Draghi
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16 febbraio 2021
19:16
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“È un governo migliore del precedente? È molto diverso e non nascondo che noi avevamo chiesto e, posso dirlo, avremmo preferito una maggioranza politicamente più omogenea che forse avrebbe creato meno problemi. Quindi ci affidiamo ora alla personalità di Draghi.
Sicuramente è un governo che ha una larghissima maggioranza parlamentare e questo può essere un fatto molto positivo, di tranquillità. Ma ora se non ci mettiamo tutti la buona volontà, potrà anche creare problemi come è accaduto in queste ore su alcuni temi che sono riesplosi”. Lo ha detto il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, a Cartabianca.
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Conte,giusto e opportuno intergruppo parlamentare 5S-Pd-Leu
Serve costruire spazi riflessione che valorizzino lavoro comune
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16 febbraio 2021
19:17
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“L’iniziativa annunciata dai Capigruppo in Senato di M5S-Pd-Leu di costituire un intergruppo parlamentare per promuovere iniziative che rilancino l’esperienza positiva di governo che si è appena conclusa è giusta e opportuna”. Lo dichiara l’ex premier Giuseppe Conte.
“In questa fase è ancora più urgente l’esigenza di costruire spazi e percorsi di riflessione che valorizzino il lavoro comune già svolto e contribuiscano ad indirizzare la svolta ecologica e digitale e le riforme di efficientamento della Pa e della giustizia nel segno di una maggiore equità e inclusione sociale”, sottolinea.
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Morto Basso: Casellati, sempre al servizio dei più fragili
La sua era una mission umanitaria
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16 febbraio 2021
19:21
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“Oggi piangiamo la scomparsa del professor Giuseppe Basso, storico direttore della clinica di oncoematologia pediatrica di Padova, una eccellenza assoluta della professione medica. Per Giuseppe Basso la ricerca scientifica e la pratica clinica erano una missione umanitaria al servizio dei più fragili, una lotta personale al fianco dei suoi pazienti.
Con il suo sorriso, con la sua ironia, ha saputo accompagnare anche nelle fasi più difficili della malattia i tanti giovanissimi che in lui hanno trovato una speranza.
Desidero unire il mio abbraccio ideale a quello dei tanti bambini, ora adulti, che grazie a lui hanno superato la prova più difficile, quella per la vita, e che lo ricorderanno sempre con affetto e riconoscenza”. Lo ha dichiarato il Presidente del Senato Elisabetta Casellati.
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Governo: incontro Salvini con Tajani e Ronzulli
Punto alla vigilia fiducia Draghi
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16 febbraio 2021
19:48
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Incontro tra Matteo Salvini e Forza Italia: il leader leghista ha visto il coordinatore nazionale Antonio Tajani e la responsabile dei rapporti con gli alleati Licia Ronzulli. Hanno fatto il punto della situazione alla vigilia del discorso di Mario Draghi.
Lo rende noto la Lega.
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Pd: Zingaretti, a favore di vicesegretario donna
Nessuna ministra Dem? A nostri uomini dico ‘non accada mai più’
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16 febbraio 2021
19:56
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“Io su questo parlo soprattutto agli uomini del Pd: è accaduto, è grave e non deve più accardere”. Lo ha detto il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, ospite di Cartabianca, commentando le proteste delle donne Dem per la mancanza di una ministra espressione del partito nel governo Draghi.
Zingaretti ha aggiunto che avere un “vicesegretario donna è una delle possibilità, io sono a favore. Non nego l’errore, la battuta d’arresto ma questo – ha aggiunto – è l’unico partito italiano in cui le donne rappresentano almeno la metà degli organismi dirigenti ed esecutivi, nella presidenza e nella gestione di molte commissioni”.
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Covid, limitazioni entrata e uscita provincia Ancona
Acquaroli, fino a sabato. Misura dopo confronto Iss e Ministero
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ANCONA
16 febbraio 2021
20:12
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“Da domani mattina alle ore 8 fino alle ore 24 di sabato, sono limitati gli spostamenti da e per la provincia di Ancona, salvi spostamenti per comprovate esigenze lavorative, motivi di salute, di studio e per il rientro nella propria residenza, domicilio o abitazione. Per spostarsi sarà necessaria l’autocertificazione”.
Lo annuncia su Facebook il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli dopo il sensibile aumento di contagi nella provincia in ‘controtendenza’ con il resto del territorio regionale e la presenza di numerosi casi di variante inglese. La decisione è arrivata “dopo il confronto con l’Istituto Superiore di Sanità e d’accordo con il Ministero della Salute”. Non sono previste chiusure o limitazioni all’interno della provincia di Ancona.
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Covid: prefetto Brescia, domani Castrezzato zona rossa
Comune bresciano chiuso per troppi contagi
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BRESCIA
16 febbraio 2021
20:18
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“Ho ricevuto comunicazione dalla Regione che da domani Castrezzato sarà zona rossa”. Lo ha detto il prefetto di Brescia Attilio Visconti.
Il sindaco del paese bresciano – circa 7.000 abitanti – è già stato avvertito.
Ad oggi i contagi hanno superato i 580 casi, con 137 negli ultimi sette giorni.
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Covid: 4 i comuni lombardi in zona rossa da domani
“Chiusi” Castrezzato, Viggiù, Mede e Bollate
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MILANO
16 febbraio 2021
20:39
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Oltre a Castrezzato, anche Viggiù, nel Varesotto, Mede, nel Pavese, e Bollate, alle porte di Milano, dalle 18 di domani saranno zona rossa. Lo ha stabilito con un’ordinanza il presidente della Regione Attilio Fontana.
La decisione – viene spiegato – è dovuta all’insorgere di cluster di contagio legati alla diffusione di varianti del virus.
Il presidente della Regione – sentito il ministro della Salute – ha stabilito con un’ordinanza che, ai sensi dell’art. 3 del dpcm 14 gennaio 2021, nei 4 comuni verranno applicate le disposizioni previste nella cosiddetta ‘fascia rossa’.
Con l’ordinanza firmata oggi da Fontana “si dispone che le attività scolastiche e didattiche di tutte le classi delle scuole primarie e secondarie in questi comuni si svolgano esclusivamente con modalità a distanza. Tale sospensione – viene aggiunto in una nota – riguarda anche asili nidi e scuole materne”. L’ordinanza è valida fino a mercoledì 24 febbraio.
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Lavoro: Orlando, massimo confronto e ascolto
Costruire insieme una prospettiva per il dopo
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16 febbraio 2021
20:50
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“Ho ribadito la volontà di impostare un metodo di lavoro improntato al massimo confronto e all’ascolto, metodo quanto mai necessario nella fase di emergenza che stiamo vivendo”. Così il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Andrea Orlando, in un post su Facebook, dopo il secondo tavolo con le parti sociali.
“Credo che il nostro compito sia quello di provare insieme a costruire una prospettiva” per affrontare l’emergenza e il dopo, aggiunge.
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Vaccini: Fontana, un terzo over 80 già aderito
E’ indispensabile arrivino dosi per poter procedere
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MILANO
16 febbraio 2021
14:16
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“In sole 24 ore oltre un terzo degli aventi diritto over 80 ha già aderito alla campagna anti Covid Lombardia”: il presidente della Lombardia Attilio Fontana su Facebook ha spiegato che sono “state superate le 250 mila adesioni sui 726 mila over 80 lombardi”.
“La piattaforma – ha aggiunto – sta operando correttamente e, cosa più importante, le persone stanno aderendo avendo ben compreso l’importanza del vaccino per mettere un freno al Covid.
Giovedì partiranno le vaccinazioni, è indispensabile che arrivino le dosi così da poter procedere a spron battuto e senza ritardi”.
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Regioni: difensore Traini eletto Garante Marche
Giulianelli legale di autore raid 2018 Macerata contro migranti
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ANCONA
16 febbraio 2021
13:19
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Il nuovo titolare dell’Ufficio del Garante regionale dei diritti della persona delle Marche è l’avvocato penalista maceratese Giancarlo Giulianelli, noto alle cronache come legale di Luca Traini, il 31enne di Tolentino, autore il 3 febbraio 2018 della sparatoria per le vie di Macerata in cui ferì a colpi di pistola sei migranti per ‘vendicare’ l’omicidio della 18enne romana Pamela Mastropietro commesso da un pusher nigeriano. Giulianelli, 59 anni, è stato eletto dal Consiglio regionale alla votazione di ballottaggio, con 18 preferenze contro le 9 attribuite all’avvocato del foro di Ancona, Manuela Caucci.
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Nelle precedenti quattro votazioni non era stato infatti raggiunto il quorum dei due terzi dei votanti.
Il penalista succede nell’incarico all’avvocato anconetano Andrea Nobili che aveva comunicato pubblicamente l’intenzione di non ripresentare candidatura. Il sui nome è stato contestato ieri da Antigone Marche, che lo aveva definito “improponibile perché legato a doppio filo alla politica”, in quanto alle regionali Giulianelli si era candidato, senza successo, come consigliere con la lista civica Movimento per le Marche nel collegio di Macerata, al fianco di Francesco Acquaroli (Fdi), poi eletto presidente di Regione.
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Covid: Esperti favorevoli ai vaccini AstraZeneca fino ai 65 anni
Speranza ha chiesto all’Aifa una verifica per capire se c’è la possibilità di ampliare il limite dell’età
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16 febbraio 2021
21:34
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Si va verso la somministrazione del vaccino AstraZeneca ai soggetti fino ai 65 anni. E’ questa la linea espressa dagli esperti nella riunione di oggi alla quale hanno partecipato rappresentanti del Ministero della Salute, Aifa e Regioni.
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La decisione finale arriverà però solo dopo una ulteriore riunione della Commissione tecnico scientifica dell’Aifa. Secondo quanto si apprende, il ministro della salute Roberto Speranza ha, infatti, chiesto all’ Aifa di “fare ogni verifica sul piano scientifico e sulla base di evidenze, per capire se c’è la possibilità di ampliare il limite dell’età. Tale decisione aiuterebbe a velocizzare la campagna vaccini”.
Sulla possibilità di somministrazione del vaccino AstraZeneca anche agli over-55, il presidente dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Giorgio Palù, a Uno Mattina, ha spiegato che “probabilmente anche noi rivaluteremo, se occorre, questo suggerimento che era derivato, né più né meno, dagli studi clinici di validazione”.
Intanto domani la Commissione europea presenterà domani una procedura accelerata per l’approvazione di vaccini adattati alle nuove varianti Covid e una spinta alla collaborazione tra i produttori per aumentare le forniture, sia dei vaccini già autorizzati sia di quelli per possibili nuovi ceppi virali.
La prima iniziativa, su cui ha lavorato la commissaria Ue alla salute Stella Kyriakides, riguarderà una procedura accelerata per il via libera ai farmaci già autorizzati e adattati alle nuove varianti che passerà necessariamente dall’aumento delle capacità di sequenziamento e di scambio di informazioni tra i sistemi sanitari nazionali.
Sul versante industriale – seguito da vicino dal commissario Ue per il Mercato interno, Thierry Breton, che insieme a Kyriakides guida la task force di contatto con i Ceo delle case farmaceutiche e gli Stati membri – Bruxelles spinge per una maggiore cooperazione tra pubblico e privato. E intende mettere in collegamento diverse aziende farmaceutiche in tutta Europa per ampliare la capacità e i volumi produttivi dell’Unione e garantire che la produzione non subisca più interruzioni.
“Accolgo con favore la notizia della richiesta di Johnson&Johnson all’Ema” per l’ok al “suo vaccino contro il Covid-19. La Commissione Ue sarà pronta a concedere l’autorizzazione non appena l’Ema fornirà un parere scientifico positivo. Vaccini più sicuri ed efficaci sono in arrivo”. Lo scrive su Twitter la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen.
Intanto i sindaci delle 14 città maggiori d’Italia (Roma, Milano, Torino, Napoli, Palermo, Bologna, Firenze, Genova, Venezia, Bari, Cagliari, Catania, Messina, Reggio Calabria) hanno incontrato il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri, per parlare della campagna di vaccinazione, delle criticità e per avanzare proposte. Al termine della riunione, presieduta da Antonio Decaro in qualità di presidente dell’Anci e di sindaco di Bari, è emersa la volontà di collaborare per la migliore riuscita possibile della campagna di vaccinazione.
Una campagna, spiega una nota, che per essere di massa non potrà prescindere dal lavoro che i sindaci dovranno coordinare in ogni città media o grande. Decaro ha chiesto chiarezza sugli oneri: i sindaci offriranno gli impianti, le strutture per stabilire punti di vaccinazione, ma per servizi come pulizia e custodia, occorrerà far fronte a spese straordinarie che non potranno essere sostenute dai Comuni. Su questi punti, Decaro ha inviato una lettera alla neoministra agli Affari regionali e alle Autonomie locali, Gelmini.
Sempre sul fronte vaccini una portavoce della Commissione europea ha detto che “Moderna ci ha annunciato qualche ritardo nelle consegne di febbraio, che saranno recuperate a marzo”. Sulla trattativa che, secondo notizie circolate sulla stampa tedesca, sarebbe in corso per un contratto di preacquisto per ulteriori 150 milioni di dosi con l’azienda biotech americana Moderna (con cui l’Ue ha già un accordo per complessive 160mln di dosi) la portavoce ha risposto “non commentiamo sui negoziati in corso”.
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Sci: Fedriga, stop causa danni per 500mln nel solo Fvg
Governatore contesta tempi e metodi. Ora indennizzi subito
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TRIESTE
16 febbraio 2021
08:33
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“Ammontano complessivamente a circa 500 milioni di euro soltanto per il Friuli Venezia Giulia i danni diretti e indiretti causati dall’ordinanza che ha bloccato l’attività sciistica”. Lo ha detto il presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, intervenendo questa mattina alla trasmissione radiofonica Radio Anch’io.
Fedriga, all’obiezione che la scelta sia stata fatta a causa delle varianti del Covid-19 ha riposto che “lo studio sulle varianti è stato fatto su dati del 3 e 4 febbraio e dunque era noto già ad inizio settimana, non la domenica alle 19”. Fedriga ha anche criticato il fatto che la decisione di non riaprire gli impianti sia stata appresa “tramite comunicato stampa”.
Domenica, però, “gli operatori e le attività avevano già fatto gli ordinativi ed erano pronti ad aprire”. Dunque il Governatore “contesta i tempi e i metodi”, ed ha citato il caso del blocco dello spostamento tra regioni, “che era stato deciso – su proposta delle regioni stesse – già giorni prima”. Fedriga ha infine chiesto “indennizzi immediati alle attività”.
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Transizione: Cingolani,da città a rinnovabili, 6 priorità
Ministro a Repubblica valutare effetti collaterali innovazione
(2)
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16 febbraio 2021
18:26
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Un nuovo modello per le città l’accelerazione sulle energie rinnovabili, l’immediata applicazione degli accordi sul clima di Parigi,la qualità dell’aria: Sono queste alcune delle 6 priorità per l’ambiente che il neoministro Roberto Cingolani indica in una lettera a Repubblica nella quale prende commiato dalla Rubrica su Green&blue. Tra le priorità il ministro sottolinea l’esigenza di valutare il costo degli effetti collaterali dell’innovazione e il valore dell'”intelligenza globale”, “che ci salverà”.
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Governo: Ricci, subito indennizzi sci e stop litigi ministri
Questo è tempo di responsabilità, non di bandierine partiti
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ANCONA
16 febbraio 2021
16:37
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“Il governo indennizzi subito gli operatori degli impianti sciistici e al tempo stesso basta litigi tra ministri. Questo è il tempo della responsabilità, non è il tempo delle bandierine dei singoli partiti.
La salute viene prima di tutto, non si indebolisca la credibilità del governo Draghi”. Così su Instagram il sindaco Pd di Pesaro e presidente di Ali-Autonomie Locali Italiane Matteo Ricci.
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Nasce intergruppo parlamentare 5S-Pd-Leu. Conte: giusto e opportuno
L’ex premier: ‘Serve costruire spazi riflessione che valorizzino lavoro comune’
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16 febbraio 2021
22:09
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“Alla vigilia del voto di fiducia al nuovo governo Draghi, abbiamo deciso, sollecitati da senatrici e senatori dei tre gruppi parlamentari, di intraprendere un’iniziativa comune: la costituzione di un intergruppo parlamentare che, a partire dall’esperienza positiva del Governo Conte II, promuova iniziative comuni sulle grandi sfide del Paese, dalla emergenza sanitaria, economica e sociale fino alla transizione ecologica ed alla innovazione digitale. Con questo spirito, da domani, saremo insieme per rilanciare e ricostruire il nostro Paese”.
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Lo affermano in una nota congiunta i capigruppo al Senato di M5s, Ettore Licheri, del Pd, Andrea Marcucci, e di Leu, Loredana De Petris.
“L’iniziativa annunciata dai Capigruppo in Senato di M5S-Pd-Leu di costituire un intergruppo parlamentare per promuovere iniziative che rilancino l’esperienza positiva di governo che si è appena conclusa è giusta e opportuna”. Lo dichiara l’ex premier Giuseppe Conte.
“In questa fase è ancora più urgente l’esigenza di costruire spazi e percorsi di riflessione che valorizzino il lavoro comune già svolto e contribuiscano ad indirizzare la svolta ecologica e digitale e le riforme di efficientamento della Pa e della giustizia nel segno di una maggiore equità e inclusione sociale”, sottolinea.
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“È una cosa molto importante la scelta che hanno fatto oggi i senatori, dentro questa maggioranza così ampia, di offrire al presidente Draghi un’area omogenea per aiutarlo a raggiungere i suoi obiettivi su un asse politico dell’europeismo che altrimenti sarebbe stato più debole”. Lo ha detto il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, a Cartabianca, riferendosi alla costituzione di un intergruppo parlamentare fra Pd, M5S e Leu.
“La nascita dell’intergruppo parlamentare Leu Pd M5s è un’ottima notizia e indica la strada giusta per coltivare un’idea di Paese che metta al centro la difesa dei beni pubblici fondamentali”. Lo dichiara il ministro della Salute Roberto Speranza.
“La scelta di andare verso una coalizione strutturale tra Pd, M5s e Leu, codificata anche nell’intergruppo parlamentare appena annunciato, apre una prateria per chi vuole costruire la casa dei riformisti. Italia Viva c’è e ci sarà. Per il riformismo, contro il populismo”. Lo scrive su Twitter il presidente di Iv Ettore Rosato.
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“Siamo parlamentari del Pd. Pensiamo a rilanciare l’iniziativa del Pd e a farlo uscire da questa assurda subalternità. Intergruppi che guardano al passato hanno davvero poco senso. Pensiamo semmai al futuro”, lo scrive su Twitter Matteo Orfini, parlamentare del Partito Democratico.
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Il centrodestra sorpreso dall’iniziativa rivendica di avere da tempo dato vita a un coordinamento: l’ipotesi di creare una cabina di regia strutturata fra Lega e Fi, lasciando fuori FdI, complicherebbe la costruzione del puzzle delle alleanze alle amministrative, si rileva nei due partiti.
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Pd: Zingaretti, a favore di vicesegretario donna
Nessuna ministra Dem? A nostri uomini dico ‘non accada mai più’
(2)
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16 febbraio 2021
20:55
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“Io su questo parlo soprattutto agli uomini del Pd: è accaduto, è grave e non deve più accardere”. Lo ha detto il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, ospite di Cartabianca, commentando le proteste delle donne Dem per la mancanza di una ministra espressione del partito nel governo Draghi.
Zingaretti ha aggiunto che avere un “vicesegretario donna è una delle possibilità, io sono a favore. Non nego l’errore, la battuta d’arresto ma questo – ha aggiunto – è l’unico partito italiano in cui le donne rappresentano almeno la metà degli organismi dirigenti ed esecutivi, nella presidenza e nella gestione di molte commissioni”.
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Draghi chiede la fiducia alle Camere. Botta e risposta Salvini-Zingaretti
Il premier prepara il discorso ma c’è il nodo delle liti tra i partiti
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17 febbraio 2021
00:01
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Avrà inizio intorno alle 22 nell’Aula del Senato la votazione sulla fiducia al governo Draghi. Alle 10 Draghi terrà le sue dichiarazioni programmatiche.
P
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Al termine si recherà a Montecitorio a consegnarne il testo. Al Senato il dibattito riprenderà alle 12.30.
La coesione sociale e della politica. Il rigore contro le nuove varianti del Covid. La necessità di procedere a passo ancora più spedito nel piano vaccini. Il presidente del Consiglio Mario Draghi prepara il suo esordio in Parlamento. Il suo discorso non sarà lungo – una ventina di minuti circa – e sarà in gran parte incentrato sulle emergenze e le priorità del Paese. Il Covid, innanzitutto. Ma anche il Recovery Plan con la sua forte impronta ambientalista e le tre grandi riforme da mettere in campo: quella del fisco, quella digitale, quella della giustizia civile.
Non dura quarantotto ore l’appello ai ministri a parlare solo con i fatti. Nelle ore in cui Mario Draghi prepara il discorso sulla fiducia che pronuncerà mercoledì in Parlamento, la sua larghissima maggioranza è già solcata da conflitti, accuse reciproche, distinguo. L’invito al silenzio rivolto in Cdm dal presidente del Consiglio mirava proprio a sminare possibili polemiche prima del voto di fiducia ma è già botta e risposta tra il segretario della Lega Matteo Salvini e il leader del Pd Nicola Zingaretti, che ieri si sono, tra l’altro, incontrati alla Camera.
“Euro è irreversibile? C’è solo la morte che è irreversibile”, dice il numero uno della Lega a ‘L’aria che tira’. “L’euro e l’Europa sono la dimensione dove pensare e rafforzare il futuro dell’Italia. Dovrebbe essere anche superfluo ripeterlo”, è la replica via twitter di Nicola Zingaretti.
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Il vertice tra i due doveva restare segreto ma ilfattoquotidiano.it immortala entrambi i leader all’uscita e Salvini non nega: “Abbiamo parlato di lavoro, del prossimo blocco dei licenziamenti, bisognerà parlare con le parti sociali”. Il Nazareno tace ma il leghista dice di più, che vedrà anche i segretari di M5s, Fi, Iv. I vertici tra i leader potrebbero diventare la camera di compensazione della larghissima maggioranza, spiegano più fonti. “Conto di incontrare gli altri leader entro la settimana. Oggi spero di incontrare Gelmini e Giovannini”, dice sempre a La7.
“Stiamo cercando – sottolinea in un altro passaggio – soluzioni alle tante crisi aziendali: c’è un progetto di fattibilità sul ponte dello Stretto con l’acciaio prodotto a Taranto, Sarebbero circa 100mila posti di lavoro. Mi aspetto che Draghi rilanci il Ponte sullo Stretto”.
In mattinata Salvini aveva sottolineato a Radio Capital la necessità di deporre l’ascia di guerra lavorare insieme e pensare all’occupazione. Sono stato un’ora con Giorgetti, ci cono 140 crisi aziendali ferme da mesi. Il 31 marzo c’è lo sblocco dei licenziamenti, bisogna intervenire subito”.
“Ho visto Salvini ieri per la prima volta nella mia vita. L’ho incontrato innanzitutto perché è giusto dare un segnale di serietà. Penso sia giusto che i partiti debbano collaborare ma non è pensabile che i partiti politici si possano annullare nelle prossime settimane: noi rimaniamo alternativi alla Lega, ma siamo chiamati in questo momento storico a trovare i punti sui quali si deve collaborare. Io almeno dico, mai più una guerriglia quotidiana. Anche in queste ore si dovrebbe evitare di dire cose come quelle sull’Euro, non solo perché sono profondamente sbagliate”. Così il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, a Cartabianca.
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“È un governo migliore del precedente? È molto diverso e non nascondo che noi avevamo chiesto e, posso dirlo, avremmo preferito una maggioranza politicamente più omogenea che forse avrebbe creato meno problemi. Quindi ci affidiamo ora alla personalità di Draghi. Sicuramente è un governo che ha una larghissima maggioranza parlamentare e questo può essere un fatto molto positivo, di tranquillità. Ma ora se non ci mettiamo tutti la buona volontà, potrà anche creare problemi come è accaduto in queste ore su alcuni temi che sono riesplosi”, ha affermato Zingaretti.
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE, SEMPRE AGGIORNATE
DALLE 02:59 DI LUNEDì 15 FEBBRAIO 2021
ALLE 03:19 DI MARTEDì 16 FEBBRAIO 2021
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Governo e ‘nodo’ sci. Centrodestra, ora si cambi – TEMPO REALE
Salvini: ‘Più condivisione’. Tajani: ‘Bertolaso al posto di Arcuri’
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15 febbraio 2021
02:59
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La prima settimana di lavoro per il premier Mario Draghi si apre all’insegna delle polemiche sulla chiusura degli impianti sciistici. Una scelta, fanno sapere da palazzo Chigi, messa nero su bianco dal ministro della Salute Roberto Speranza, ma condivisa dall’intero esecutivo.
La decisione, sottolineano le stesse fonti, rimanda ad una circolare del ministero in cui si evidenzia come la “preoccupazione per la diffusione del Covid e delle altre varianti abbia portato anche Francia e Germania ad adottare misure analoghe”.
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La “grana” dello sci rischia di innalzare le polemiche non solo all’interno dell’esecutivo, ma anche tra le forze della maggioranza. A chiedere “un cambio di metodo” ad esempio è il centrodestra che ritrova l’unità nel condannare la decisione di chiudere gli impianti “all’ultimo momento”. Matteo Salvini invita a mettere fine agli “allarmismi”, dice di avere “piena fiducia” nei ministri, ma chiede che si “cambi qualche tecnico. La comunità scientifica è piena di persone in gamba”. L’ex ministro dell’Interno invoca “maggiore condivisione” e promette poi un cambio di passo sulle politiche migratorie: “Ora che la Lega è in maggioranza dovranno cambiare”. Sul piede di guerra anche Forza Italia.
Antonio Tajani invita il governo ad “ascoltare il grido di dolore delle imprese adottando tutte le misure necessarie per risarcire un settore sull’orlo del collasso”. Il vice presidente di Fi torna anche a chiedere di sostituire il commissario all’emergenza Domenico Arcuri con Guido Bertolaso. Una bocciatura alle prime “mosse” dell’esecutivo arriva anche da Giorgia Meloni. La leader di Fratelli D’Italia alle 18 ha convocato la direzione del partito e nella sua relazione proporrà di votare no alla fiducia al nuovo governo. Il presidente del Consiglio è atteso a metà settimana in Parlamento (mercoledì in Senato e giovedì alla Camera) per chiedere il voto di fiducia, ma difficilmente prima di allora la squadra dell’esecutivo sarà completata con la nomina dei sottosegretari.
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Una partita attesa delle forze politiche, che non mancheranno di chiedere una rappresentanza adeguata anche nei ruoli di sottogoverno.
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Covid: nuova manifestazione contro il lockdown a Bolzano
Circa cento persone protestano in Piazza Magnago
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BOLZANO
15 febbraio 2021
11:38
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Nuova manifestazione a Bolzano contro le restrizioni imposte dalle ultime ordinanze del presidente della Provincia, Arno Kompatscher, per contenere la diffusione del contagio da coronavirus.
Circa cento persone, come già avvenuto una settimana fa, si sono radunate in Piazza Magnago, davanti alla sede del consiglio provinciale e della presidenza della giunta, per protestare contro il lockdown.
L’iniziativa, promossa dal gruppo “Südtiroler gegen den Lockdown”, si svolge in concomintanza con la seduta straordinaria del consiglio provinciale, convocata però in videoconferenza e non i presenza su richiesta delle opposizioni proprio per discutere le nuove misure adottate.
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Crisanti: ‘Nei guai, lockdown come a Codogno’.
‘Altri Paesi Ue chiudono, noi pensiamo a sciare e mangiar fuori’
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15 febbraio 2021
14:07
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Allarme varianti in tutta Europa, altri Paesi Ue chiudono. Piuttosto che pensare a sciare e mangiare fuori, anche in Italia dovremmo decidere un lockdown come è stato un anno fa a Codogno.
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Ormai le zone rosse non bastano più. Anche il virologo Andrea Crisanti, come il consigliere del ministro Speranza Walter Ricciardi, ritiene che il governo debba stringere ancora le misure per la lotta al Covid e ne parla in una intervista a La Stampa.
‘Gli impianti di sci non riaprono? E vorrei vedere! Il 20% dei contagiati presenta la variante inglese e la percentuale è destinata ad aumentare. Bisognava fare il lockdown a dicembre, prevenendo tutto questo, mentre ora siamo nei guai. Come se ne esce? Con un lockdown duro subito per evitare che la variante inglese diventi prevalente e per impedire che abbia effetti devastanti come in Inghilterra, Portogallo e Israele’, risponde Crisanti.
Niente sci, zone gialle e neanche arancioni, per il virologo che ha collaborato con il Veneto di Zaia all’inizio dell’epidemia. ‘Va chiuso tutto e va lanciato un programma nazionale di monitoraggio delle varianti’. ‘Dove si trovano le varianti brasiliana e sudafricana servono lockdown stile Codogno, non le zone rosse che sono troppo morbide’. Gli sviluppi, aggiunge, dipenderanno dalla dinamica del contagio, ‘ma se va come all’estero ci sarà un’impennata importante a fine febbraio’.
D’altra parte, all’estero sono molto prudenti. ‘La Germania continua il lockdown, la Francia pure, l’Inghilterra anche, solo noi pensiamo a sciare e a mangiar fuori. Tutti vogliamo una vita normale, ma non si realizza se non si controlla la pandemia’.
‘Il rischio attuale – afferma Crisanti – è la diffusione della variante inglese, che se non si ferma subito aumenterà di molto la circolazione del virus e di conseguenza il rischio ulteriore di altre varianti, tra cui alcune che potrebbero resistere ai vaccini’.
Quanto al nuovo governo e alla conferma di Speranza, Crisanti risponde: ‘Credo sia stato giusto confermare Speranza, perché conosce le carte. Però conta molto chi lo consiglia e lì forse qualcosa va cambiato. Non può rimanere tutto com’è’. Non si riferisce a Ricciardi, che ha posizioni simili alle sue? ‘Ne sono contento, ma non basta – risponde Crisanti – Mi riferisco ai tecnici del ministero e al Cts, che sono più ascoltati di lui. Le politiche adottate fin qui sono state sempre di rincorsa al virus, mentre è venuto il momento di anticiparlo’.
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Governo, Draghi prepara il discorso sulla fiducia, il nodo della coesione dei partiti
Tensione sui sottosegretari. FdI voterà no alla fiducia
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
15 febbraio 2021
21:31
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Nelle ore in cui Mario Draghi prepara il discorso sulla fiducia che pronuncerà mercoledì in Parlamento, la sua larghissima maggioranza è già solcata da conflitti, accuse reciproche, distinguo. E Fratelli d’Italia delibera all’unanimità che voterà no alla fiducia.
L’invito al silenzio rivolto in Cdm dal presidente del Consiglio mirava proprio a sminare possibili polemiche prima del voto di fiducia.
P
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Alle Camere sarà il premier a indicare infatti la via di una collaborazione in nome del comune impegno a superare le emergenze del Paese.
Intanto si prova a comporre il complicato rebus dei sottosegretari. Draghi lavora per tutto il giorno a Palazzo Chigi, dove viene visto entrare il ministro per l’innovazione tecnologica Vittorio Colao oltre al capo della Polizia Franco Gabrielli.
Nel governo e nella maggioranza si infiamma il dibattito sulle misure anti Covid, nonostante da Palazzo Chigi trapeli che la decisione di chiusura con gli impianti è stata concordata dal premier con il ministro della Salute Roberto Speranza. Ci sono i nodi del ruolo di Domenico Arcuri e della composizione del Cts, fatti bersaglio da Fi e Lega. Ma nulla trapela da Palazzo Chigi, anche se nel merito delle scelte in ambienti di governo si fa notare che alla base di decisioni assai delicate, come quella di un eventuale lockdown, non potrà non esserci innanzitutto una valutazione tecnica, dettata dagli esperti, più che politica.
Coesione, è la parola che Draghi ha usato nelle consultazioni con i partiti. Collaborazione, è la richiesta rivolta ai suoi ministri. Del resto le priorità già poste dal premier al centro della sua azione, dai vaccini alla scuola, dal lavoro all’ambiente, corrispondono ad altrettante emergenze del Paese, che è urgente affrontare, anche attraverso una sostanziale riscrittura del Recovery plan.
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Ci sono 40 deleghe da assegnare, incluse quelle pesanti ai Servizi segreti, che Draghi potrebbe tenere per sé, e agli Affari europei. Ad alcune figure tecniche potrebbero andare incarichi come quello dell’editoria, dove si fa anche il nome di Mauro Masi, o della riforma del fisco (si parla di Ernesto Ruffini viceministro all’Economia). A seconda di quante caselle il premier terrà per i tecnici, dovrebbe essere calcolato il ‘cencelli’ dei partiti, che dovrebbero indicare al premier i loro potenziali nomi.
L’ipotesi è che circa 12 sottosegretari vadano al M5s, 8 alla Lega, 6 o 7 a Pd e Fi, 1 o 2 a Iv o Leu. Tra i Dem c’è il pressing per una presenza numerosa di donne, con l’impegno di Zingaretti a mantenerlo e la difficoltà a conciliarlo con la possibile conferma di figure come i viceministri Antonio Misiani e Matteo Mauri all’Interno. Nel M5s si spinge per deleghe in ministeri che si occupano del Recovery e si parla dell’ipotesi che Vito Crimi vada alla Giustizia, Carlo Sibilia venga confermato all’Interno, Laura Castelli all’Economia. Nella Lega tornano nomi come Nicola Molteni, Stefano Candiani, Durigon, Barbara Saltamartini. In Fi si citano per lo più senatori come Pichetto Fratin, Caliendo, Malan, per riequilibrare tutti ministri-deputati.
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A Palazzo Chigi intanto inizia a insediarsi lo staff del premier.
Arriva come capo di Gabinetto Antonio Funiciello e viene confermato Roberto Chieppa come segretario generale. Non c’è ancora ufficialmente un portavoce ma nello staff dovrebbe comparire la capo della comunicazione di Bankitalia Paola Ansuini. sarebbe stato contattato – si racconta – anche Ferruccio De Bortoli.
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M5s: blog Stelle, domani voto su Statuto e governance
Voto valido qualunque sia il numero dei partecipanti
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15 febbraio 2021
14:18
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Dalle 12 di domani martedì 16 febbraio fino alla stessa ora di mercoledì 17, l’assemblea degli iscritti M5s è chiamata in seconda convocazione sulla piattaforma Rousseau a votare per la modifica dello Statuto M5s e quindi anche la parte relativa alla nuova governance collegiale.
In questa seconda convocazione la votazione è valida qualunque sia il numero dei partecipanti e l’esito è rimesso alla maggioranza dei voti espressi.
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L’Iss: ‘Preoccupano le mutazioni del virus, rafforzare le misure’. A Genova isolata la variante sudafricana
‘Impatto rilevante senza misure adeguate’
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15 febbraio 2021
21:15
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Considerata la circolazione nelle diverse aree del paese “si raccomanda di intervenire al fine di contenere e rallentare la diffusione della variante VOC 202012/0, rafforzando/innalzando le misure in tutto il paese e modulandole ulteriormente laddove più elevata è la circolazione, inibendo in ogni caso ulteriori rilasci delle attuali misure in atto”. E’ quanto afferma l’Istituto superiore di sanità nello studio di prevalenza della variante VOC 202012/01 (Regno Unito) in Italia, relativo alla indagine svolta lo scorso 4-5 febbraio.
“Nel contesto italiano, in cui la vaccinazione delle categorie di popolazione più fragile sta procedendo rapidamente ma non ha ancora raggiunto coperture sufficienti, la diffusione di varianti a maggiore trasmissibilità può avere un impatto rilevante se non vengono adottate misure di mitigazione adeguata”, sottolinea l’Istituto superiore di sanità nello studio di prevalenza della variante VOC 202012/01 (Regno Unito) in Italia relativo alla indagine svolta lo scorso 4-5 febbraio.
Intanto a Genova è stata isolata la variante sudafricana del Sars-Cov-2, riscontrata su una paziente di 25 anni di rientro dall’estero, che avrebbe fatto scalo aereo in un paese a rischio.
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La paziente si è autodenunciata e autoisolata. Positiva dal 31 gennaio, si è negativizzata l’8 febbraio scorso. A ora, informa il Policlinico “non sono stati rilevati casi secondari derivanti”.
A causa delle varianti il rischio associato a un’ulteriore diffusione del Covid nell’Ue è “attualmente valutato come alto-molto alto per la popolazione complessiva e molto alto per gli individui vulnerabili”. Lo scrive l’Ecdc nella sua analisi del rischio aggiornata. I paesi dovrebbero accelerare le campagne di vaccinazione, raccomanda l’Agenzia, poiché le varianti hanno “maggiore trasmissibilità” e potrebbero “determinare una maggiore gravità della malattia”, e “i vaccini con licenza esistenti” potrebbero essere “solo parzialmente o in gran parte meno efficaci”.
Per “contenere e rallentare” la diffusione delle varianti del Covid, “in analogia con le strategie adottate negli altri paesi europei”, è necessaria una “rigorosa osservanza, rafforzamento e incremento delle misure di mitigazione del rischio sia in ambito nazionale che in specifici ambiti locali, evitando ulteriori misure di rilascio”. E’ l’indicazione che gli esperti del Comitato tecnico scientifico hanno dato venerdì scorso al termine della riunione in cui hanno analizzato gli ultimi dati epidemiologici e preso atto dello studio dell’Istituto superiore di sanità sulla diffusione delle varianti del virus in Italia.
“L’incidenza dell’epidemia – hanno scritto nel verbale al termine della riunione i tecnici e gli scienziati – risulta nuovamente in crescita, con un impatto sostenuto sui sistemi sanitari”. E l’incremento dell’incidenza dovuta alle varianti “potrebbe prefigurare scenari con un nuovo rapido aumento diffuso nel numero di casi nelle prossime settimane”. Di qui, è la conclusione, la necessità della “rigorosa osservanza, rafforzamento e incremento” delle misure.
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Intanto è polemica dopo che Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza, ha ipotizzato un lockdown stringente per contrastare la pandemia. ‘Queste sono considerazioni che lascio alla politica. Se posso essere utile al Paese con i miei consigli, lo faccio a livello internazionale e lo faccio anche in Italia. Altrimenti, mi faccio da parte’. Lo afferma Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza, a Rainews24, rispondendo alle polemiche e richieste di dimissioni da parte di alcuni.
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Sci: Piana di Vigezzo non si ferma, impianti aperti
In valle piemontese. Gestore, era tutto pronto e l’abbiamo fatto
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CRAVEGGIA
15 febbraio 2021
12:08
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Lo stop del governo non ferma lo sci alla Piana di Vigezzo, 1.720 metri nel Comune di Craveggia (Vco), nell’omonima valle Vigezzo, in alta Ossola.
Nonostante la decisione del ministro Speranza, i gestori della stazione sciistica hanno deciso di aprire gli impianti.
“Ancora venerdì la Regione ci aveva assicurato l’apertura e noi abbiamo predisposto tutto, in sicurezza, per riaprire. E così lo abbiamo fatto”, dice Luca Mantovani, uno dei titolari della società che gestisce gli impianti nella valle piemontese a ridosso del Canton Ticino. PIEMONTE
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Covid: Antitrust,istruttoria su promozione mascherina U-Mask
Enfatizza efficacia in modo ingannevole e aggressivo
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15 febbraio 2021
13:07
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L’Antitrust ha avviato un procedimento contro la promozione e la vendita delle mascherine U-Mask perché “verrebbe enfatizzata l’efficacia di questi dispositivi con modalità ingannevoli e aggressive, sfruttando indebitamente la situazione di emergenza sanitaria in corso per indurre il consumatore a comprare a prezzi elevati il prodotto reclamizzato”. Lo comunica l’Autorità annunciando l’avvio del “procedimento istruttorio”, nei confronti delle società U-Earth Biotech Ltd.
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e Pure Air Zone Italy S.r.l. L’Antitrust ha condotto oggi ispezioni nelle sedi di U-Earth Biotech Ltd. e Pure Air Zone Italy S.r.l. con la collaborazione dei militari della Guardia di Finanza. Al prodotto U-Mask “è attribuita un’efficacia protettiva (per singolo filtro) di 200 ore di utilizzo effettivo o di un anno, che non sarebbe debitamente comprovata” viene spiegato e questo tipo di mascherina “sarebbe impropriamente comparato con dispositivi di protezione individuale (DPI) rispetto ai quali, secondo la presentazione sul sito web, “U-Mask ha un’efficienza superiore, paragonabile a un FFP3”. Invece U-Mask non è certificata come DPI ma risulta registrata presso il Ministero della Salute come dispositivo medico di “classe I””.
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Governo: Draghi al Senato il 17/2,’chiama’ fiducia in serata
Comunicazioni al via alle 10, poi sospensioni per sanificazioni
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15 febbraio 2021
13:22
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Sono previste mercoledì alle 10 le comunicazioni del premier Mario Draghi nell’aula del Senato, in vista del voto di fiducia al governo, previsto in serata.
Secondo quanto si apprende da fonti parlamentari, dopo il suo intervento l’aula dovrebbe essere sospesa per consentire al presidente del Consiglio di depositare le linee programmatiche alla Camera.
Riprenderebbe quindi verso mezzogiorno con la discussione generale che andrà avanti per alcune ore e che dovrebbe essere sospesa un paio di volte per le sanificazioni anti Covid. Poi repliche e dichiarazioni di voto, fino alla ‘chiama’ dei senatori prevista intorno alle 20.30.
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Pelù, condizione disperata per la musica, ristori per tutti
‘Non solo per grandi enti, anche per migliaia di lavoratori’
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FIRENZE
15 febbraio 2021
13:20
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“La situazione per lo spettacolo dal vivo è in una condizione disperata da ormai un anno. È giusto pensare a dei ristori per il mondo della musica, ma che siano veramente spalmati come si deve e che non siano solo per i grandi enti”.
Lo ha detto il cantautore Piero Pelù, a margine della presentazione del suo libro ‘Spacca l’infinito’.
“Capisco i grandi teatri, i grandi enti lirici che devono essere sostenuti – ha aggiunto – ma c’è anche tutto un mondo che ruota attorno alla musica, a cominciare dalle maestranze, che versano in condizioni disperate. È fondamentale che chi ci governa si renda conto e agisca in maniera concreta e continuativa per sostenere tutte queste migliaia e migliaia di persone”. Sul futuro della musica dal vivo, ha concluso il frontman dei Litfiba, “ancora, purtroppo, si naviga a vista”. SPETTACOLI, MUSICA E CULTURA
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Sci: P.Chigi,provvedimento Speranza condiviso nel governo
Si basa su dati epidemiologici per le varianti. Arrivano ristori
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15 febbraio 2021
13:28
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La decisione sugli impianti di sci è stata condivisa nel governo. Lo confermano fonti di Palazzo Chigi. Le stesse fonti rimandano alla nota diffusa dal ministero della salute in cui si ricorda che “il provvedimento tiene conto dei più recenti dati epidemiologici comunicati venerdì 12 febbraio dall’Istituto Superiore di Sanità, attestanti che la variante VOC B.1.1.7, detta variante UK e caratterizzata da maggiore trasmissibilità, rappresenta una percentuale media del 17,8% sul numero totale dei contagi.
La preoccupazione per la diffusione di questa e di altre varianti del virus SARS-CoV-2 ha portato all’adozione di misure analoghe in Francia e in Germania”.
Nella nota della Sanità si ricorda che sono previsti, “al più presto”, ristori per il settore.
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Covid: Zingaretti, tutti siano impegnati in campagna vaccini
Tutti impegnati nell’obiettivo
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15 febbraio 2021
13:30
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“L’Italia in questo momento ha bisogno di due cose semplici da dire, ma complesse da realizzare: fermare la pandemia; riaccendere l’economia.
Entrambe passano per il successo della campagna vaccinale.
Un obiettivo su cui ora dobbiamo essere tutti impegnati”. Lo scrive su Twitter il segretario del Pd, Nicola Zingaretti.
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Moody’s, con Draghi migliorano prospettive per uso fondi Ue
Ma restano le sfide di lungo termine
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NEW YORK
15 febbraio 2021
14:48
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Il governo di Mario Draghi “migliora” le prospettive dell’Italia per un “efficace utilizzo dei fondi europei”. Lo afferma Moody’s, sottolineando come le “sfide di lungo termine” comunque restano.
Una volta allentata l’urgenza legata alla pandemia, probabilmente si troverà a far fronte a “difficoltà simili e a un’opposzione politica ad alcune riforme strutturali che abbiamo osservato con altri governi nel passato”, osserva Moody’s. ECONOMIAMONDO
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Fi: Berlusconi nomina Tajani coordinatore nazionale
Coordinerà attività e contributo di Fi al governo Draghi
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15 febbraio 2021
16:11
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Il Presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha nominato il vice Presidente, Antonio Tajani, Coordinatore nazionale di Forza Italia. Lo rende noto un comunicato del partito.
All’onorevole Tajani, che è tra i fondatori del Movimento, ha assegnato come principale mandato quello di coordinare lo sviluppo di Forza Italia sul territorio. Tra i primi compiti anche quello di coordinare l’attività e il contributo di Forza Italia al neonato governo di Mario Draghi.
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Università Firenze, conclusa aspettativa Conte
Rettore firma decreto, ex premier torna formalmente in servizio
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FIRENZE
15 febbraio 2021
16:13
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Con decreto del rettore dell’Università di Firenze Luigi Dei, firmato oggi, Giuseppe Conte riprende formalmente servizio presso l’Università di Firenze come professore ordinario a tempo definito di Diritto privato, concluso il periodo di aspettativa obbligatoria scattata nel 2018 con la sua nomina a premier. Lo si apprende da fonti dell’ateneo fiorentino.
Nei prossimi giorni il professor Conte incontrerà il rettore Dei e saranno definiti i suoi impegni didattici, tenendo conto che la programmazione delle lezioni per il secondo semestre di questo anno accademico è già stata stabilita.
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Governo: Fedeli (Pd), assenza donne schiaffo a nostra storia
Le poche che ci sono sopratutto senza portafoglio
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15 febbraio 2021
16:17
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“In Parlamento abbiamo lavorato perché nel piano per il recovery fund la parità di genere fosse trasversale a tutte le misure. L’assenza di donne dem nella squadra di governo è uno schiaffo a questo impegno e alla storia Pd”.
Lo ha detto la senatrice Pd Valeria Fedeli a Rai Gr Parlamento.
“Il riconoscimento e l’inclusione delle competenze femminili, la parità di genere a tutti i livelli, cariche e organismi è principio fondativo di un partito che sia davvero democratico, innovativo, capace di segnare e guidare il cambiamento. Giorgia Meloni – ha aggiunto ancora la senatrice dem – è un’avversaria politica ma sono contenta che negli altri schieramenti ci siano donne leader. Mi dispiace invece che nel governo Draghi ci siano poche donne e quelle che ci sono siano, quasi tutte, in ministeri senza portafoglio”.
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Sci: Meloni,turismo invernale asset economico insostituibile
Chi vive in montagna merita rispetto
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15 febbraio 2021
16:20
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“Chi sostiene che lo sci è un’attività sacrificabile ignora che il turismo invernale è un asset economico insostituibile e non si rende conto che per tanti territori è l’unica fonte di ricchezza e occupazione. Chi vive e lavora in montagna merita rispetto, va sostenuto nell’accesso ai servizi e chiede che lo Stato sia un alleato per favorire residenzialità, combattere lo spopolamento e rilanciare l’imprenditorialità.
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I commenti approssimativi, i pregiudizi e l’ironia che sto leggendo in queste ore per giustificare la folle scelta di Draghi e Speranza di rinviare, peraltro con poche ore di preavviso, la stagione sciistica amatoriale sono un affronto per tantissimi nostri connazionali. Fratelli d’Italia è l’unico partito ad aver celebrato più volte gli Stati Generali della Montagna e ad aver difeso in Parlamento le istanze di tutti quei cittadini che chiedono di poter continuare a vivere e lavorare dove sono nati e cresciuti: lo dimostra la mozione approvata alla Camera ormai un anno fa, rimasta lettera morta per colpa della sinistra e della maggioranza. La montagna è un pezzo dell’identità italiana e non può essere umiliata in questo modo”. Lo scrive su Facebook la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.
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Conte, ora torno a Firenze, poi molti modi per fare politica
E ci sono tanti modi per farla
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15 febbraio 2021
17:06
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“Il mio futuro immediato è il rientro a Firenze, da professore all’università: è terminata l’aspettativa e quindi riprenderò ad andare a Firenze”. Lo dice Giuseppe Conte a il FattoQuotiodiano.it che lo intercetta per chiedergli quale sarà il suo immediato futuro, se sarà un futuro “politico” e in quali forme.
“Ci sono tanti modi per partecipare alla vita politica: lo vedremo insieme agli amici con cui abbiamo lavorato e ai compagni di viaggio” risponde.
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M5s: Morra, scissione? Io 5 stelle fino al midollo, vedremo
Escludo di votare fiducia a Draghi
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15 febbraio 2021
17:24
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“Una scissione? Dal mio punto di vista io mi stento M5s fino al midollo. Poi vediamo.
Se M5s va in altra direzione valuterò, fino ad ora ci siamo sempre intesi”. Così il senatore M5s Nicola Morra intervistato da La7.
“Io a priori non do la fiducia a scatola chiusa, valuterò per singoli provvedimenti. Tutti auspicavano tra l’altro un governo di alto profilo, una mia amica citava Dante Alighieri: ‘perdei la speranza dell’altezza’”, sostiene- “Io escludo di votare a favore” sulla fiducia al governo Draghi. “Spero di poter ottenere, attraverso un dibattito interno alla nostra assemblea, una posizione comune che consenta di non tradire i suoi valori e la sua storia”, aggiunge poi Morra ricordando di aver “chiesto la ripetizion del voto” sulla piattaforma Rousseau riguardo al sostegno al governo Draghi.
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Sci: Bardonecchia si ferma, fiaccati nell’animo
Protesta contro stop, serrata negozi e rintocco campane
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BARDONECCHIA (TORINO)
15 febbraio 2021
17:34
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Bardonecchia, in Alta Valle di Susa, si ferma contro lo stop alla ripresa dello sci. I negozi con le serrande abbassate e il suono delle campane della chiesa parrocchiale hanno accompagnato la protesta di maestri di sci, operatori del turismo, impiantisti e commercianti.
“I tempi e i modi non dovevano essere questi, la scelta di ieri ci fiacca nell’animo – afferma il sindaco, Francesco Avato – siamo stremati”. Al flash mob è intervenuto anche il presidente dell’Uncem, Marco Bussone.
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A.Mittal: legali, rischio crollo forni e distruzione asset
Confindustria, evitare spegnimento area a caldo ex Ilva
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15 febbraio 2021
18:52
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La fermata forzata degli impianti, stabilita dal Tar di Lecce “senza la disponibilità di una stazione di miscelazione azoto e metano, non permetterebbe la tenuta in riscaldo dei forni e ne conseguirebbe il loro crollo e quindi la distruzione dell’asset aziendale di proprietà di Ilva in Amministrazione Straordinaria”. Lo si apprende da fonti legali vicine al dossier Arcelor Mittal, che evidenziano “rischi per la sicurezza”.
Interviene Confindustria: bisogna “Evitare lo spegnimento del ciclo integrale a caldo dell’ex Ilva”.
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Covid: Lazio, al via lunedì vaccinazione personale scuola
Assessore, per docenti e non docenti under 55. Anche università
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15 febbraio 2021
19:24
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Partiranno lunedì prossimo le vaccinazioni anti-Covid del personale della scuola under 55 nel Lazio. Lo ha annunciato l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato, a margine dell’avvio delle vaccinazioni degli over 80 nella caserma Magnasco a Roma.
“Il 18 partiranno le prenotazioni on line per la fascia d’età 55-45 del corpo docente e non docente delle scuole di ogni ordine e grado e delle Università pubbliche e private – ha detto l’assessore – Le vaccinazioni partiranno lunedì 22 febbraio”.
Dal 18 febbraio partono dunque nel Lazio le prenotazioni del vaccino per il personale della scuola e delle università. La modalità di prenotazione, spiega una nota della Regione, è online (link: prenotavaccino-covid.regione.lazio.it) tramite la tessera sanitaria. Potranno prenotare dal 18 febbraio gli appartenenti alla fascia di età compresa tra i 55 e i 45 anni.
Dal 22 febbraio le prenotazioni per la fascia di età tra i 44 e i 35 anni e dal 26 febbraio gli under 34 anni. Le somministrazioni inizieranno dal giorno 22 febbraio.
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Deputati Napoli, Ruffino e Della Frera lasciano Forza Italia
Passano al Misto, portrebbero approdare a Cambiamo!
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15 febbraio 2021
19:27
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I deputati Osvaldo Napoli, Daniela Ruffino e Guido Della Frera lasciano il gruppo di Forza Italia alla Camera. I tre deputati transitano ora al gruppo Misto, ma l’approdo dovrebbe essere Cambiamo!, la componente di Giovanni Toti.
L’addio dei tre deputati di Forza Italia, viene riferito, era nell’aria da diverso tempo. Schierati apertamente contro la linea filo sovranista del partito, i tre parlamentari guardano con interesse al progetto messo in campo da Giovanni Toti, presidente della Liguria e leader di Cambiamo!.
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Sci: Zingaretti, subito dal governo indennizzi e ristori
Il danno per il settore è davvero immenso
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
15 febbraio 2021
19:27
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“Il danno per l’economia dello sci e della montagna è davvero immenso. Il governo subito si adoperi per indennizzi e ristori a chi è stato colpito.
Questa è la priorità assoluta”. Lo ha dichiarato il segretario del Pd Nicola Zingaretti.
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Governo: Fico, super-ministero c’è, è novità storica
Confluirà in ministero transizione ecologica,assieme ad ambiente
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15 febbraio 2021
19:33
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“Il nuovo super ministero c’è. Avrà competenze e perimetro che prima non esistevano.
Tutto ciò che riguarda l’energia confluirà nel ministero della transizione ecologica, assieme all’ambiente. Un cambio di prospettiva storico. Storico, al di là come la si pensi e delle idee politiche di ciascuno. Perché significa che scelte politiche fondamentali per il futuro del Paese da domani dovranno essere filtrate attraverso la lente ambientale, ecologica, e della transizione”. Così in un post il presidente M5s della Camera, Roberto Fico.
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Pd: donne Dem,accanto a Orlando una vicesegretaria
Immagine Pd ha leadership interamente maschile
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15 febbraio 2021
19:39
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“L’immagine” del Pd, “fatta eccezione per la Presidente, guardando alle posizioni apicali, è rappresentata da una leadership interamente maschile. Nelle dichiarazioni di questi giorni ho fatto una fotografia del partito, non ho chiesto le dimissioni del vicesegretario Orlando, a cui rinnovo la mia stima.
Non è il punto. Però penso che ci possa essere una vice segretaria donna, come è già stato.
La segreteria di Zingaretti aveva cominciato con una vicesegreteria duale, con Orlando c’era Paola De Micheli”. Così Cecilia D’Elia, portavoce della Conferenza nazionale delle democratiche, al termine del coordinamento nazionale riunito oggi.
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Eurogruppo, non ritirare troppo presto stimoli economia
Ancora forte incertezza, serve cautela e gradualità
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15 febbraio 2021
20:55
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Lo scenario economico resta caratterizzato da una forte incertezza, che suggerisce cautela e gradualità nel prendere decisioni e che evidenza l’importanza di politiche di supporto all’economia che non devono essere ritirate troppo presto. E’ quanto è emerso nel corso dell’Eurogruppo secondo quanto sottolineano fonti Mef.
Nel corso della riunione dell’Eurogruppo la Commissione ha illustrato le sue previsioni d’inverno, dalle quali emerge un miglioramento delle prospettive, a causa della riduzione di alcuni rischi, ad esempio quello collegato alla scoperta del vaccino e quello legato alla Brexit.
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Vaccini: Toti, fase 2 chiusa entro maggio in Liguria
Nelle strutture sanitarie coinvolti 160 mila anziani
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GENOVA
15 febbraio 2021
12:35
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Somministrare il vaccino anti covid entro maggio a circa 160 mila liguri over 80 residenti fuori dalle residenze sanitarie assistenziali. E’ l’obiettivo indicato dal presidente della Regione Liguria Giovanni Toti stamani a Genova durante la presentazione delle modalità di prenotazione della fase 2 della campagna vaccinale.
“Abbiamo ridotto le scorte di vaccini dal 30 al 15%, ovviamente vaccineremo a seconda degli arrivi da Roma delle varie tipologie di vaccino”, ribadisce Toti. “I vaccini Moderna e Pfizer per gli over 80 saranno somministrati in strutture sanitarie, quando poi arriveranno le consegne imponenti di vaccini AstraZeneca per i più giovani, ovviamente entreranno in campo strutture diverse”, aggiunge.
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Sci: sindaco Sestriere, ‘stop una vergogna, ci boicottano’
‘Montagna è ferma dal 2020, dal governo solo prese in giro
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TORINO
15 febbraio 2021
13:30
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“È un chiaro segnale di disinteresse e maltrattamento della montagna, delle persone e delle famiglie che ci vivono, ci lavorano, e dell’intera filiera del sistema turistico invernale che da sempre ha come colonna portante lo sci alpino”. E’ duro il commento del sindaco di Sestriere, Gianni Poncet, alla decisione del governo di bloccare la ripresa dello sci.
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“La montagna invernale è ferma da marzo 2020. Tra poco sarà un anno di paralisi della principale fonte di economia e di sostentamento per decine di migliaia di famiglie – sostiene il primo cittadino -. Gli unici ristori che sono arrivati, al momento, sono quelli erogati dalle casse del Comune di Sestriere secondo un piano concreto, deliberato: 300 mila euro destinati a salvaguardare i propri cittadini! Per il resto dal governo solo parole, nessuno si è degnato di fare altro se non prenderci in giro con questi continui rinvii dell’ultim’ora dettati dal CTS.
Una vergogna”.
“Non abbiamo mai sottovalutato l’emergenza sanitaria, ci siamo sempre attivati per arginare e tenere sotto controllo l’epidemia – osserva ancora Poncet – nel frattempo vediamo in grandi città centri commerciali presi d’assalto, assembramenti per vie e piazze. E davanti a tutto questo dobbiamo sentirci dire che andare a sciare è pericoloso? Una cosa è certa a questo punto non si deve parlare solo di ristori da parte del governo ma anche di una congrua richiesta di danni causati da una scellerata e totale disattenzione nei confronti di chi vive e lavora in montagna. Gente che da sempre è abituata a rimboccarsi le maniche lavorando in silenzio e che adesso non è più intenzionata a subire atteggiamenti e azioni di boicottaggio”.
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Vaccini: Zaia, abbiamo proposte per 12 e 15 mln dosi
Ci hanno contattato, informato Aifa e Arcuri
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VENEZIA
15 febbraio 2021
13:41
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“Abbiamo avuto un’offerta per 12 e una per 15 milioni di dosi di vaccino. Sono proposte sul mercato europeo.
Abbiamo chiesto le offerte per iscritto”. Lo ha annunciato il presidente del Veneto, Luca Zaia, a proposito dell’acquisto autonomo di vaccini. “Nel frattempo – ha aggiunto – abbiamo scritto all’Aifa, ci ha risposto dopo 10 giorni dicendo di parlare con Arcuri, e lo faremo”.
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Covid: sindaca Comune “rosso”, addolorati ma la superiamo
Lazio, preoccupazione a Roccagorga per sospetta variante inglese
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ROMA
15 febbraio 2021
14:46
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“La situazione è molto delicata”, ma “tutta la popolazione sta rispondendo con grande responsabilità”, e alla fine “supereremo anche questa”. Lo dice Annunziata Piccaro, la sindaca del Comune di Roccagorga in provincia di Latina, in un videomessaggio ai suoi concittadini.
Nel paese si sospetta che sia arrivata la variante inglese del Covid ma ancora si attendono gli ultimi esiti degli esami. In seguito ai contagi rilevati nell’ultimo periodo e alla “situazione di particolare criticità” la Regione Lazio ha deciso l’istituzione della zona rossa a partire da oggi.
“Avere i militari ai varchi del proprio paese non è usuale, non ci era mai capitata, ma ce la faremo e supereremo anche questa”, dice Piccaro dai social del Comune. “La sensazione di incertezza, preoccupazione e dolore per la nostra comunità pervade tutti noi”, continua. Quindi si mette a disposizione di tutti gli abitanti del Paese e ringrazia tutte le forze dell’ordine e le istituzioni “che stanno lavorando in sinergia”.
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Sci: sindaco Aosta, stupore e sconcerto per rinvio
“Ennesimo duro colpo per economia della nostra comunità”
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AOSTA
15 febbraio 2021
14:54
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Il sindaco di Aosta, Gianni Nuti, esprime “stupore e sconcerto” a nome dell’amministrazione comunale per la “decisione da parte del ministro della Salute, Roberto Speranza, comunicata nella tarda serata di ieri, di prorogare il blocco delle attività sciistiche riservate agli amatori il cui via libera sarebbe dovuto arrivare nella giornata odierna”.
“Pur consapevole dell’importanza di tutelare l’interesse pubblico – spiega Nuti – e la salute dei cittadini, mi chiedo se e quanto lo svolgimento delle attività sciistiche con i severi protocolli che erano stati individuati (da noi ancora più restrittivi), permanesse effettivamente incompatibile con il rischio di diffusione del contagio da varianti del virus Sars Cov-2 paventato dal Comitato tecnico-scientifico del Ministero”.
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Secondo il sindaco di Aosta “per l’economia della nostra comunità è l’ennesimo, durissimo colpo” e “lascia attoniti, oltre all’intempestività, la forma scelta per assumere una decisione così impattante su un territorio naturalmente fragile come quello montano e su gran parte dei suoi cittadini: l’emergenza non esclude la condivisione preventiva in una logica di alleanza interistituzionale sulle cose da fare, corredata di giustificazioni plausibili e di strumenti per comunicare adeguatamente notizie così dolorose agli operatori come ai cittadini”.
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Covid: Lazio, regolare avvio vaccinazioni forze ordine
D’Amato, auspico ok Aifa e ministero su Astrazeneca fino 65 anni
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ROMA
15 febbraio 2021
15:02
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“Stamani mi sono recato all’hub vaccinale dell’ aeroporto di Fiumicino allestito presso l’area Lunga Sosta in collaborazione con Croce Rossa Italiana e AdR per verificare l’avvio delle vaccinazioni al personale delle forze dell’ordine e di polizia. Tutto si sta svolgendo regolarmente e ho avuto modo, parlando con gli uomini della polizia, dei carabinieri e della guardia di finanza di verificare il livello di soddisfacimento rispetto alle operazioni di vaccinazione”.
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Lo dichiara l’Assessore alla sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.
“Nei prossimi giorni provvederemo ad aumentare i numeri coerentemente con le dosi a nostra disposizione – aggiunge l’assessore – Ritengo molto importante la pubblicazione sulla rivista scientifica Lancet degli ultimi studi sull’efficacia del vaccino Astrazeneca, che con il richiamo arriva all’82% confermando così il potenziale di riduzione della trasmissione del virus. Auspico che alla luce di questi ulteriori approfondimenti scientifici e della posizione assunta dall’Oms, sia l’Aifa che il ministero della Salute possano aggiornare la raccomandazione fino al limite dei 65 anni come avviene in Germania, consentendo così di non interrompere le fasce lavorative”.
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Sci: Piemonte valuta azioni legali, “subito indennizzi”
Giunta straordinaria dopo stop governo, “5,3 mln come ristori”
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TORINO
15 febbraio 2021
15:09
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“La Regione Piemonte ha previsto di stanziare immediatamente 5,3 milioni di euro come ristori per gli impianti sciistici penalizzati da una politica di chiusura intempestiva e annunciata con nessun anticipo”. Così il governatore Alberto Cirio, che ha riunito la giunta in seduta straordinaria per affrontare la mancata ripartenza dello sci.
La Regione, che scriverà al Governo per sollecitare l’attivazione di ristori e un ulteriore indennizzo per le false partenze, valuta con l’avvocatura di costituirsi parte civile, al fianco dei gestori degli impianti, per chiedere indennizzi proporzionati alla quantificazione dei danni.
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Sci: Bardonecchia si ferma, fiaccati nell’animo
Protesta contro stop, serrata negozi e rintocco campane
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BARDONECCHIA (TORINO)
15 febbraio 2021
17:34
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Bardonecchia, in Alta Valle di Susa, si ferma contro lo stop alla ripresa dello sci. I negozi con le serrande abbassate e il suono delle campane della chiesa parrocchiale hanno accompagnato la protesta di maestri di sci, operatori del turismo, impiantisti e commercianti.
“I tempi e i modi non dovevano essere questi, la scelta di ieri ci fiacca nell’animo – afferma il sindaco, Francesco Avato – siamo stremati”. Al flash mob è intervenuto anche il presidente dell’Uncem, Marco Bussone.
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Sen. Pillon assolto da accusa diffamazione a circolo gay
Da giudici appello, in primo grado era stato condannato a multa
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PERUGIA
15 febbraio 2021
18:06
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La Corte d’appello di Perugia ha assolto “perché il fatto non costituisce reato” l’avvocato Simone Pillon, quale consigliere nazionale del Forum associazioni familiari, per diffamazione nei confronti del circolo gay Omphalos per alcune affermazioni con le quali aveva commentato (quando ancora non era senatore della Lega) una loro iniziativa nelle scuole. Fatti per i quali in primo grado era stato condannato a 1.500 euro di multa (pena sospesa).
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I giudici d’appello hanno così accolto il ricorso presentato dai difensori di Pillon, gli avvocati Laura Modena, Stefano Forzani e Massimiliano Sirchi. In primo grado, il giudice unico di Perugia aveva disposto per Pillon anche il risarcimento, da liquidarsi in sede civile, nei confronti dello stesso circolo e di un attivista, con una provvisione complessiva di 30 mila euro, al pagamento della quale il giudice ha subordinato la sospensione della pena. Somma già versata dal senatore della Lega che ora – si è appreso dai suoi legali – potrà chiedere indietro. Pillon è stato processato per quanto detto come consigliere nazionale del Forum delle associazioni familiari in tre incontri, tutti nel 2014: ad Assisi e Bastia Umbra, a giugno, a San Marino, ad agosto, e ad Ascoli Piceno, a novembre.
Quando cioè non era ancora senatore. In particolare Pillon era accusato di avere offeso la reputazione di Omphalos e dei suoi membri “diffondendo notizie non corrispondenti al vero sull’attività di informazione e di prevenzione delle malattie venere svolte dall’associazione, attribuendole iniziative e messaggi distorti rispetto al loro effettivo contenuto”.
“La formula con la quale il sen. Pillon è stato assolto – ha detto l’avvocato Laura Modena – ci fa ritenere che sia stata riconosciuta la tesi che abbiamo sempre sostenuto. Quella cioè che si sia trattato di un legittimo diritto di critica”.
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Covid: Lazio, al via lunedì vaccinazione personale scuola
Assessore, per docenti e non docenti under 55. Anche università
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ROMA
15 febbraio 2021
19:24
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Partiranno lunedì prossimo le vaccinazioni anti-Covid del personale della scuola under 55 nel Lazio. Lo ha annunciato l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato, a margine dell’avvio delle vaccinazioni degli over 80 nella caserma Magnasco a Roma.
“Il 18 partiranno le prenotazioni on line per la fascia d’età 55-45 del corpo docente e non docente delle scuole di ogni ordine e grado e delle Università pubbliche e private – ha detto l’assessore – Le vaccinazioni partiranno lunedì 22 febbraio”.
Dal 18 febbraio partono dunque nel Lazio le prenotazioni del vaccino per il personale della scuola e delle università. La modalità di prenotazione, spiega una nota della Regione, è online (link: prenotavaccino-covid.regione.lazio.it) tramite la tessera sanitaria. Potranno prenotare dal 18 febbraio gli appartenenti alla fascia di età compresa tra i 55 e i 45 anni.
Dal 22 febbraio le prenotazioni per la fascia di età tra i 44 e i 35 anni e dal 26 febbraio gli under 34 anni. Le somministrazioni inizieranno dal giorno 22 febbraio.
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Cpl Concordia, ex sindaco d’Ischia assolto anche in Appello
L’eurodeputato ex sindaco finì in inchiesta su metanizzazione
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ISCHIA
15 febbraio 2021
21:11
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Si è concluso con la conferma della assoluzione per l’europarlamentare del PD Giosi Ferrandino il processo d’appello celebrato davanti al Tribunale di Napoli per l’inchiesta sulla metanizzazione ad Ischia della CPL Concordia.
Ferrandino venne arrestato nel 2015, quando ricopriva la carica di sindaco di Ischia: insieme a lui venne arrestato anche Silvano Arcamone, dirigente comunale, che invece venne assolto in primo grado con formula piena nel 2018.
“Ho sempre confidato nella Giustizia, sono felice che questa parentesi si sia conclusa, ora posso finalmente guardare avanti” dice Ferrandino. “È stata una esperienza dura che ha causato tante sofferenze a me e alla mia famiglia. La conferma dell’assoluzione ci restituisce serenità dopo anni difficili.
Ringrazio di cuore il pool di avvocati che mi ha difeso in questi anni con professionalità e abnegazione”.
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Unwto, il turismo è ferito, bisogna ripartire assieme
Priante, da Draghi azione coraggiosa, tutti aiutino Garavaglia
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15 febbraio 2021
21:33
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Il 2020 è stato l’anno peggiore della storia del turismo, una ferita senza precedenti per un settore vitale e resiliente che ogni anno instancabile mieteva nuovi record. E invece il Covid si è spinto dove nemmeno il terrorismo e le Torri Gemelle, lo tsunami e la crisi economica erano riusciti: gli arrivi internazionali in calo del 74% rispetto al 2019 con le destinazioni di tutto il mondo che hanno accolto 1 miliardo di turisti in meno a causa di un calo della domanda senza precedenti e di limitazioni ai viaggi diffuse.
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Il settore a livello globale ha perso 1.300 miliardi di dollari, un’emorragia di 11 volte maggiore di quella registrata durante la crisi economica globale del 2009. Ne ragiona Alessandra Priante, prima direttrice e italiana del settore Europa dell’Unwto, l’agenzia che si occupa del turismo mondiale per le Nazioni Unite.
“La situazione – spiega – è iperdrammatica, registriamo un’altissima mortalità specialmente tra le microimprese, ma soprattutto non si riesce a programmare una ripartenza, perché è chiaro che per uscire da questa crisi servono linee, azioni e soluzioni condivise tra tutti i Paesi. Fino a che non ci saranno, non ce la faremo. Abbiamo messo in piedi un comitato di crisi globale sul turismo che si interfaccia continuamente anche tutte le organizzazioni dell’Onu coinvolte dall’Oms a quella del Lavoro (Ilo), tutto il resto del settore privato e ovviamente tutti gli Stati membri. Stiamo aiutando con delle linee guida i vari Paesi anche sulla allocazione del Recovery Fund, su quanto deve pesare il comparto e cosa funziona meglio rispetto ad altro. E abbiamo fatto un prospetto che mette a paragone le varie iniziative prese dagli Stati che speriamo sia utile”.
La Priante, laureata alla Bocconi e con una vasta esperienza diplomatica e finanziaria, per l’Unwto lavora a Madrid. “Nella capitale spagnola – racconta – funziona tutto a pieno regime (gli alberghi sono aperti anche con incentivi e il coprifuoco è alle 22 e sarà esteso a mezzanotte) e quindi questa grossa interruzione del turismo, seppur con delle perdite, non si è vista. Si mantengono anche gli appuntamenti di tipo congressuale: ad esempio Fitur la fiera del turismo è a fine maggio e gli spagnoli ci tengono a dire che si terrà comunque. C’è una grande forza nel portare avanti il messaggio non solo della trasversalità di questo settore, ma soprattutto che se non si aiutano le imprese in questo momento, il tasso di mortalità sarà talmente violento che sarà troppo difficile recuperare”.
Ma c’è anche la Grecia, altro competitor dell’Italia da prendere come esempio: “Ha fatto e sta facendo passi da gigante. Già quest’estate aveva lavorato con un sistema di intelligenza artificiale per fare un sistema di tracciamento sia dei residenti sia dei turisti (sottoposti a tampone) e ora lo sta utilizzando per fare entrare tutti quelli che sono già vaccinati (il primo con cui hanno stretto accordi è Israele che ha la percentuale più alta di vaccinati). Dobbiamo trovare modi per incentivare la ripartenza e uno di questi è lo scambio di informazioni: se qualcuno è vaccinato o negativo tutti lo devono sapere perché si possa muovere. A questo proposito l’Unwto ha anche alzato il tiro dell’interlocuzione europea, alle nostre riunioni è sempre presente il vicepresidente della commissione europea Margaritis Schinas. Come dice il nostro segretario generale Zurab Pololikashvili con tutti i controlli che si fanno adesso viaggiare, specialmente per via aerea, è uno dei modi più sicuri. La metropolitana per assurdo è molto meno controllata”.
Infine nei pensieri della Priante non può mancare l’Italia, vista anche la sua esperienza come capo ufficio delle relazioni internazionali del ministero diretto da Gian Marco Centinaio e anche nella task force che si occupò del passaggio del turismo dalla Cultura all’Agricoltura. “L’Italia, in cui l’Unwto crede molto anche facendo partire da Roma l’operazione di Restart Tourism dopo la prima ondata della pandemia, non deve perdere l’occasione di stare alla pari dei suoi colleghi europei. Quello che sta facendo ora il governo Draghi è un passo molto coraggioso a cui si era già pensato nel 2018. Ora il ministro Massimo Garavaglia si trova davanti un altro momento di transizione, che sarà molto complesso, quello che sarà importante in questa fase sarà destinare una parte adeguata del Recovery Fund al turismo che a questa punto si stacca dalla Cultura. Avrà poi bisogno di dialogare con tutti i colleghi, dal Mef ai Trasporti, dalla Transizione digitale alla Cultura con la visione dall’alto di Mario Draghi, che sicuramente è una carta molto importante in questo momento così difficile”. Ma quello che è essenziale e che la Priante augura a Garavaglia è la collaborazione e l’unità di tutti gli operatori: “Tutto il mondo del turismo deve aiutare Garavaglia e non solo chiedere e basta. Se tutti stanno solo a domandare la loro parte e a rivendicare i loro piccoli interessi, non ne usciremo mai. Il ministero del Turismo ora non esiste e va costruito, in questo momento alla direzione generale Turismo ci sono 15 persone. Garavaglia ha davanti un impegno molto più grande di quello che può sembrare e deve sistemare tante cose che non sono state fatte nel passato. Probabilmente questa può essere una grande occasione. Il G20 è pure una grande occasione e aiuteremo, anche come Unwto, Garavaglia affinché questa transizione di governo non tolga all’Italia la grande posizione di centralità che ha presiedendolo”.
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Gli Usa si congratulano con il nuovo governo italiano
Biden: ‘Non vedo l’ora di collaborare per approfondire le relazioni’
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WASHINGTON
15 febbraio 2021
16:01
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“Gli Stati Uniti hanno una lunga e storica relazione con l’Italia. Ci congratuliamo con il nuovo governo italiano e siamo impazienti di continuare la cooperazione per accrescere i nostri risultati e affrontare le numerose sfide che abbiamo di fronte come comunità globale”: così un portavoce del dipartimento di stato ha commentato il nuovo esecutivo guidato da Mario Draghi.
Poche ore prima il tweet di congratulazioni di Joe Biden allo stesso Draghi, con l’auspicio di una “stretta collaborazione” per affrontare le sfide globali, dal Covid ai cambiamenti climatici:
Congratulations, Prime Minister Mario Draghi. I look forward to working closely with you to deepen our strong bilateral relationship, cooperate during your leadership of the G20, and address global challenges from COVID to climate change.
“Congratulazioni, primo ministro Mario Draghi. Non vedo l’ora di lavorare a stretto contatto con lei per approfondire la nostra forte relazione bilaterale, cooperare durante la sua leadership del G20 e affrontare le sfide globali, dal Covid al climate change”: lo ha twittato Joe Biden.
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Conte, schieramento con Pd-Leu prospettiva a cui credo molto
‘Ora torno a Firenze, poi molti modi per fare politica’
(2)
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15 febbraio 2021
17:04
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“Quello con Pd e Leu è un progetto che non ho declamato a caso ma che abbiamo iniziato anche a realizzare: ha già prodotto dei risultati, altri sono in corso di completamento, altri vanno ancora elaborati e realizzati: quella è una prospettiva a cui credo molto. Ci credo molto da politico, da privato cittadino e da ex presidente del consiglio. Continuerò a dare il mio contributo nelle modalità che decideremo insieme”.
Così Giuseppe Conte intervistato da il FattoQuotidiano.it che gli chiede sarà lui il perno dello schieramento per lo Sviluppo sostenibile.
“Il mio futuro immediato è il rientro a Firenze – ha detto Conte – da professore all’università: è terminata l’aspettativa e quindi riprenderò ad andare a Firenze”, replicando su quale sarà il suo immediato futuro, se sarà un futuro “politico” e in quali forme. “Ci sono tanti modi per partecipare alla vita politica: lo vedremo insieme agli amici con cui abbiamo lavorato e ai compagni di viaggio” risponde.
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Governo: Prima grana alla Camera, si vota su prescrizione
All’esame emendamenti al Milleproroghe: ok decreto entro 1 marzo
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15 febbraio 2021
14:54
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Il governo Draghi non ha ancora incassato la fiducia del Parlamento ma la prima grana è sul tavolo. E’ il voto sulla riforma della prescrizione che fu ‘bandiera’ dell’ex Guardasigilli Alfonso Bonafede e del suo Movimento, ora al centro di alcuni emendamenti al decreto milleproroghe, all’esame della commissione Affari costituzionali della Camera.
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Proposti separatamente da Italia viva, +Europa-Azione e Forza Italia, chiedono la sospensione della riforma fino almeno al 2021.
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Ma in un perimetro rivoluzionato rispetto a poche settimane fa, a una maggioranza fa e con una ministra tecnica com’è Marta Cartabia. Insomma con l’approdo al governo dell’emergenza che vanta una maggioranza quasi bulgara, le storiche barricate di renziani e forzisti potrebbero cadere.
Gli emendamenti per ora restano. Presentati il 3 febbraio, potrebbero essere votati a giorni, più probabile dopo la fiducia di giovedì.
Attendono il parere del governo, al suo primo banco di prova. E in fretta: il milleproroghe scade il primo marzo e in mezzo ancora tre passaggi (aula Camera, commissione Senato, aula di Palazzo Madama).
Non a caso il Pd, che era all’opposizione quando la riforma fu varata dal Conte 1, ora temporeggia. “Bisogna vedere che iniziativa assume il governo, noi attendiamo la fiducia e poi decidiamo”, si limita a dire il deputato Dem Stefano Ceccanti.
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I 5 Stelle chiedono collaborazione. “In questa fase non è tempo di battaglie di bandiera e di provocazioni”, ammonisce Giuseppe Brescia nella doppia veste di presidente della commissione Affari costituzionali e relatore del provvedimento, che poi suggerisce la via d’uscita: “Lasciamo al dibattito già avviato in commissione Giustizia alla Camera il compito di trovare una soluzione”.
In effetti lì è in ballo la riforma del processo penale e la prescrizione potrebbe rientrarci. Non esclude l’ipotesi Lucia Annibali, renziana firmataria dell’emendamento pro sospensione. “Sono due temi che vanno tenuti insieme. Di sicuro c’è tutta la nostra fiducia alla neoministra e non vogliamo mettere in difficoltà il governo, valuteremo insieme ai gruppi”.
Ma rimarca: “La prescrizione non è una bandiera, è un tema importante a cui teniamo”. Non ritira gli emendamenti nemmeno FI, ma lo spirito è cambiato. “Non è più una stagione di contrapposizioni, aspettiamo le valutazioni del governo con uno spirito più collaborativo e meno belligerante”, assicura Francesco Paolo Sisto e taglia corto: “Sono convito che ci sarà il modo di ragionare”.
“Non ci saranno sgambetti né agguati al governo” promette Riccardo Magi che, insieme a Enrico Costa, firma gli emendamenti di +Europa-Azione. “Però la questione va affrontata e finora non è stato fatto – sottolinea – Una soluzione va trovata e indicata, spero che la linea dei 5S non condizioni tutta la maggioranza”.
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Cresce tesi Gualtieri candidato Roma, nodo primarie
Alcuni dem chiedono di accelerare. Abodi in rosa di centrodestra
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ROMA
15 febbraio 2021
15:53
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Dopo la formazione del governo di Mario Draghi, l’ormai ex ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, stando ai rumors, potrebbe diventare il candidato del centrosinistra per il Campidoglio. Il Pd, infatti, non ha ancora individuato un nome per Palazzo Senatorio e ora tra i dem romani si fa strada la speranza che possa essere lui, un ‘big’, a scendere in campo.
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Nel frattempo c’è chi chiede di accelerare sulle primarie, nonostante le difficoltà organizzative legate alla pandemia di Covid. L’ex eurodeputato si sarebbe preso qualche giorno per riflettere sul suo futuro e potrebbe valutare la possibilità della corsa per il Campidoglio. A febbraio dello scorso anno Gualtieri è stato eletto alle suppletiva per la Camera dei Deputati con un risultato largo proprio nel centro di Roma: oltre il 62% dei consensi in un collegio storicamente favorevole per il centrosinistra. Il suo potrebbe diventare quel nome autorevole di cui da mesi il Partito Democratico va a caccia e su cui, magari, provare a dialogare con il M5s in un’eventuale fase di ballottaggio. “Dopo il varo del governo Draghi, si ricomincia finalmente a parlare di Roma. Si parla di un candidato autorevole come Roberto Gualtieri. Ne sono molto soddisfatto – dice Tobia Zevi che già da tempo si è fatto avanti per il Campidoglio -. A questo punto si acceleri sulle primarie stabilendo innanzitutto la data. Sarà una bella sfida, innanzitutto tutto sulle idee e sui programmi per la città”.
Oltre a lui, nel centrosinistra si sono candidati da diverso tempo anche il leader di Azione Carlo Calenda, il presidente del III Municipio Giovanni Caudo e il consigliere regionale Paolo Ciani. “Finalmente una persona di assoluto rilievo”, commenta il del Stefano Pedica parlando di Gualtieri e auspica che “il candidato del Pd passi attraverso le primarie” La sindaca di Roma Virginia Raggi ha annunciato la sua ricandidatura già quest’estate e non appare affatto intenzionata a fare passi indietro. Per questo motivo, nonostante l’alleanza tra Pd e 5s si sia consolidata nel corso del 2020, al momento non sembra possibile che i due partiti possano convergere su un candidato unitario per Roma. Al ballottaggio si aprirà un’altra partita.
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Anche sul fronte del centrodestra, fonti romane indicano come imminente una decisione sul candidato di Lega, FdI e FI. Tra i nomi in pole ci sono Andrea Abodi, presidente dell’Istituto per il credito Sportivo, e Guido Bertolaso (nonostante il suo impegno sul piano vaccini in Lombardia). Le prossime settimane, insomma, potrebbero essere decisive per fare il quadro delle amministrative, il prossimo cruciale appuntamento elettorale.
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Draghi lima squadra governo e staff Chigi – TEMPO REALE
Funicello Capo gabinetto. M5S, in maggioranza con spirito critico
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15 febbraio 2021
16:55
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Al lavoro sul discorso programmatico in vista della fiducia – mercoledì in Senato, giovedì alla Camera – Mario Draghi mette a punto staff di Palazzo Chigi e squadra di sottogoverno. L’imminente nomina di viceministri e sottosegretari porta nuova agitazione tra le forze politiche, che dovranno però tenere conto della volontà del premier di scegliere ancora profili tecnici per caselle chiave nella gestione della macchina di governo.
Capo di gabinetto sarà Antonio Funiciello, 45 anni, laureato in Filosofia all’Università Federico II di Napoli e grande esperto di comunicazione.
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Per i tipi di Rizzoli, nel 2019 Funiciello ha scritto “Il metodo Machiavelli”, un saggio che a partire dalla sua personale esperienza di chief of staff del premier Paolo Gentiloni racconta tratti e caratteristiche del “leader e dei suoi consiglieri”. Verso la conferma Roberto Chieppa, Segretario generale di Palazzo Chigi nell’ultimo governo Conte.
Delicate alcune scelte, che facilmente slitteranno alla settimana successiva alla fiducia, come quella del sottosegretario all’editoria. Pd e M5s lo chiedono per sè, mentre non si esclude un ruolo tecnico di alto profilo. Certamente tecnici saranno anche altri nomi, anche se Draghi pensa di dare spazi ai partiti con deleghe specifiche.
Resta alta la tensione nel Pd sull’assenza di donne nella squadra di governo, con l’intenzione del sottosegretario Nicola Zingaretti di dare loro ampio spazio nei ruoli di viceministro e sottosegretari. Nel mirino del centrodestra ancora la scelta del ministro Speranza di tenere ancora in stop la ragione sciistica.
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Matteo Salvini è sul piede di guerra anche con la ministra Lamorgese sull’ìmmigrazione. Quanto al M5s – dove il fondatore di Rousseau Davide Casaleggio continua a sostenere la possibile astensione al governo Draghi – da registrare oggi la posizione di Giuseppe Brescia, presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera. “Staremo nella maggioranza con spirito critico.
Dovremo difendere i risultati e le conquiste di questi due anni di governo”, avverte garantendo che i cinque stelle faranno pesare in Parlamento la loro forza numerica.
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Governo: migliaia firme a petizione M5s per rivotare
Su Change.org anche petizione per evitare espulsioni
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15 febbraio 2021
17:31
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Ha superato le 5 mila firme la petizione lanciata su Change.org da alcuni iscritti M5s per chiedere al garante Beppe Grillo di rimettere su Rousseau un nuovo quesito sull’adesione del Movimento al governo Draghi.
“Alla luce della compagine di Governo indicata dal Presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi, che si è espresso pubblicamente ieri per la prima volta dopo le consultazioni, siamo a chiedere di mettere ai voti su Rousseau la scelta di dare la fiducia a questo Governo, affinché vi sia il pieno consenso o meno da parte degli iscritti. Reputiamo infatti che solo ora, messi a conoscenza di tali informazioni, sia possibile esprimere un voto pienamente consapevole” scrivono i sottoscrittori della petizione che chiedono a Grillo anche “un suo celere riscontro pubblico”.
Sempre su Chang.org c’è anche un’altra petizione, con meno di un migliaio di adesioni però, con cui, ritenendo sempre pregiudicato l’esito della votazione su Rousseau dalla successiva conformazione del ministero per la Transizione, si chiede di non espellere dal Movimento i parlamentari 5 Stelle che non voteranno la fiducia.
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Nella petizione si chiede infatti che “i Deputati e i Senatori del Movimento 5 Stelle possano votare liberamente, escludendo fin da ora l’applicazione di possibili azioni o sanzioni disciplinari a coloro i quali decideranno di astenersi o di votare contrariamente alla fiducia al nuovo Governo. È evidente che tali posizioni non siano da considerarsi una disattesa del voto degli iscritti. Siamo fermamente convinti che l’adozione di eventuali sanzioni determinerebbe una grave rottura all’interno del Movimento. Per questo, in qualità di portavoce e attivisti del Movimento 5 Stelle, dichiariamo sin da ora di essere pronti ad auto-sospenderci e a mettere in campo azioni ed iniziative nazionali qualora ciò si verificasse”.
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Papa: ricorda Copti ‘sgozzati da brutalità Isis, sono santi’
Videomessaggio per la Giornata dei Martiri contemporanei
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CITTA DEL VATICANO
15 febbraio 2021
18:35
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Il Papa ricorda i ventuno Copti uccisi in Libia dall’Isis nel febbraio 2015 e li definisce “martiri e “santi”.
“Sono i nostri Santi, Santi di tutti i cristiani, Santi di tutte le confessioni e tradizioni cristiane”, sottolinea Papa Francesco in un videomessaggio per la ‘Giornata dei Martiri Contemporanei’, organizzata dalla Diocesi Ortodossa Copta di Londra, in occasione della commemorazione dei 21 Martiri Ortodossi Copti uccisi il 15 febbraio 2015.
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Le immagini di quei giovani provenienti dall’Egitto e in Libia per lavorare, inginocchiati, con una tuta arancione, e con dietro i militanti dell’Isis pronti ad ucciderli, fece il giro del mondo. “Sono andati a lavorare all’estero per sostenere le loro famiglie: uomini normali, padri di famiglia, uomini con l’illusione, il desiderio, di avere dei figli; uomini con la dignità dei lavoratori, che non solo cercano di avere pane a casa loro, ma di portarlo a casa con la dignità del lavoro. E questi uomini hanno dato testimonianza di Gesù Cristo. Sgozzati dalla brutalità dell’Isis – ricorda il Pontefice -, morivano dicendo: ‘Signore Gesù!’, confessando il nome di Gesù. È vero che c’è una tragedia, che questa gente ha lasciato la vita sulla spiaggia; ma è vero anche che la spiaggia è stata benedetta dal loro sangue”.
L’iniziativa riunisce in un webinar Papa Tawadros II, patriarca della Chiesa ortodossa copta, Justin Welby, arcivescovo di Canterbury, il cardinale Kurt Koch, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, e rappresentanti di altre Chiese.
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Sci: Garavaglia, danno per scelta governo va indennizato
Il ministro: ‘Montagna dimenticata, la stagione è finita’
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15 febbraio 2021
19:49
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“C’è stato un danno per una scelta del governo e i danni vanno indennizzati”: lo ha detto il ministro del Turismo Massimo Garavaglia dopo un incontro con gli operatori della montagna, i rappresentanti degli enti locali insieme al presidente della Lombardia Attilio Fontana e in collegamento il ministro delle per gli Affari regionali Mariastella Gelmini e il governatore del Piemonte Alberto Cirio.
“La montagna – ha aggiunto Garavaglia – è stata dimenticata, non è arrivato nulla se non qualche briciola”.
“Per ripartire – ha detto il ministro – servono due cose fondamentali: finalmente programmazione, non si può sapere il giorno prima cosa si fa il giorno dopo, e poi lavorare per mantenere la competitività del nostro sistema montagna. Quindi bisogna usare i soldi del Recovery per fare investimenti mirati, per ripartire alla grande come la nostra montagna sa fare”.
Secondo Garavaglia, “è evidente che la stagione è finita” ed è “assurdo” che un ministro “possa decidere in autonomia” lo stop agli impianti di sci.
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Il timing del governo, mercoledì fiducia al Senato
Giovedì Draghi alla Camera, venerdì debutto internazionale al G7
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15 febbraio 2021
20:40
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Il discorso programmatico e i sottosegretari. Nelle prime 72 ore da presidente del Consiglio, sono questi i principali dossier su cui si concentra l’attenzione di Mario Draghi.
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Il Senato è convocato mercoledì alle 10 per il discorso con cui il premier chiederà la fiducia sul proprio esecutivo: la ‘chiama’ dei senatori è attesa verso le 20.30, ma sull’articolazione del dibattito deciderà domani pomeriggio la capigruppo. L’indomani il premier si presenterà per la fiducia alla Camera, convocata alle 11.30: anche in questo caso il voto dovrebbe arrivare in serata, ma la scansione dei lavori verrà definita alla vigilia dalla conferenza dei capigruppo.
Draghi sembra intenzionato a chiudere in tempi brevi le nomine di sottosegretari e viceministri. Si parla di un Consiglio dei ministri venerdì, ma il tema agita le forze politiche e non è detto che si riesca a trovare in tempo la quadra su circa quaranta designazioni.
Venerdì sarà anche il giorno del debutto di Draghi sulla scena internazionale come premier: parteciperà da remoto alla riunione dei leader del G7 (la prima dall’aprile 2020), virtualmente ospitata dalla Gran Bretagna, con al centro la lotta al Covid, l’economia mondiale e i rapporti con la Cina.
Avendo per ora tenuto per sé la delega, il premier potrebbe anche partecipare il 23 febbraio, in presenza, alla videoconferenza informale dei ministri degli Affari europei, appuntamento preparatorio in vista del Consiglio europeo straordinario del 25 e 26.
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Intanto, dopo l’esordio di oggi all’Eurogruppo, il ministro dell’Economia, Daniele Franco, domani sarà impegnato nell’Ecofin. Lorenzo Guerini invece mercoledì e giovedì parteciperà da remoto alla riunione dei ministri della Difesa della Nato. Sul fronte interno una delle prime grane per il governo potrebbe arrivare dalla riforma della prescrizione, oggetto di uno degli emendamenti al decreto milleproroghe su cui la Commissione Affari costituzionali della Camera potrebbe esprimersi a giorni.
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Fdi: Meloni a direzione nazionale, propongo il no alla fiducia
La linea di Fratelli d’Italia in vista del voto di mercoledì
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15 febbraio 2021
20:47
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“La posizione di Fratelli d’Italia nella giornata di mercoledì al Senato e di giovedì alla Camera dovrà essere una posizione chiara con un voto contrario alla fiducia del governo Draghi e ribadendo la piena disponibilità a lavorare per il bene della Nazione. Credo che siano giuste una posizione chiara e un’opposizione patriottica”.
E’ quanto ha detto il presidente di FdI Giorgia Meloni intervenendo in videoconferenza durante la direzione nazionale del partito che è ancora in corso.
“Si può dire senza timore di smentita, che gli italiani sono rimasti molto delusi dalla squadra di governo che Mario Draghi ha messo in campo”, ha continuato Meloni affermando che: “Ci sono alcuni elementi che balzano agli occhi anche ai più distratti dalla politica: il primo sicuramente è la totale assenza di una forte discontinuità con l’esperienza di Giuseppe Conte. È curioso che si dica che Draghi sia necessario a salvare l’Italia dal governo Conte se il suo esecutivo ha gli stessi i ministri. Il secondo elemento che balza agli occhi è che il PD è il partito trainante del nuovo governo e questo è oggettivamente intollerabile e ingiustificabile” ha concluso il presidente di FdI. La proposta verrà votata al termine degli interventi.
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M5s: Fico richiama all’unità, comprendo disagio ma serve cambio prospettiva
‘La fase che si apre ora deve essere di costruzione, responsabilità, lungimiranza’
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15 febbraio 2021
20:56
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Resta alta la tensione nel movimento cinque stelle dopo l’ok alla partecipazione al governo Draghi. Diversi gli esponenti pentastellati che hanno fatto sapere che non voteranno la fiducia alle Camere.
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A cercare di fare da pontiere fra le varie anime del movimento è Roberto Fico. “So che molti dei nostri attivisti e parlamentari sono delusi. Comprendo – dice il presidente della Camera – il malumore di chi non digerisce certe scelte e di chi nutre perplessità rispetto a decisioni che appaiono in contrasto con il nostro percorso. Ma dobbiamo adottare un cambio di prospettiva drastico, perché il momento lo richiede”.
“La fase che si apre ora – sottolinea – deve essere di costruzione, responsabilità, lungimiranza e avrà al centro temi che sono cari al Movimento: sostenibilità, ambiente, beni comuni, transizione energetica”. Alla prova del governo il Movimento ha dovuto fare scelte difficili, che sono sempre state fatte dagli iscritti tramite la piattaforma Rousseau. Lo ha fatto per portare avanti temi e realizzare punti di programma. Io stesso non ho nascosto un malessere rispetto ad alcune fasi e ad alcuni provvedimenti, ma ho lavorato dall’interno con serietà e trasparenza a sostegno di una linea scelta insieme” afferma Fico che continua: “Abbiamo un modo solo di andare avanti: difendere le nostre conquiste e raggiungere gli obiettivi finora non realizzati. Migliorare quanto già ottenuto. E dobbiamo lavorare con spirito di abnegazione per portare il nostro Paese fuori da uno dei periodi più difficili della sua storia recente. La fase che si apre ora deve essere di costruzione, responsabilità, lungimiranza e avrà al centro temi che sono cari al Movimento, ai meetup, che hanno contraddistinto l’impegno di tanti di noi in questi anni: sostenibilità, ambiente, beni comuni, transizione energetica”.
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DALLE 11:32 DI DOMENICA 14 FEBBRAIO 2021
ALLE 02:59 DI LUNEDì 15 FEBBRAIO 2021
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Covid: Sci, stop fino al 5 marzo. Speranza firma il provvedimento
Cts, non ci sono più condizioni riaprire. Salvini attacca
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14 febbraio 2021
11:32
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Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato un provvedimento che vieta lo svolgimento delle attività sciistiche amatoriali fino al 5 marzo 2021, data di scadenza del DPCM 14 gennaio 2021. “Il Governo – ha detto Speranza – si impegna a compensare al più presto gli operatori del settore con adeguati ristori”.
Attaccano i ministri Giancarlo Giorgetti e Massimo Garavaglia “La montagna, finora dimenticata, merita rispetto e attenzione: che risposte si danno e in che tempi al documento predisposto dalle regioni? Non è solo questione di cifre: non è detto nemmeno che bastino i 4,5 miliardi richiesti quando la stagione non era ancora compromessa, probabilmente ne serviranno di più, a maggior ragione se ci sono altri stop. Gli indennizzi per la montagna devono avere la priorità assoluta, quando si reca un danno, il danno va indennizzato; già subito nel prossimo decreto”.
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“Per l’economia delle Regioni è una mazzata all’ultimo secondo – ha detto il Coordinatore della Commissione speciale Turismo ed Industria alberghiera della Conferenza delle Regioni, Daniele D’Amario – perché dopo due rinvii arriva un altro stop.
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Le Regioni in zona gialla si erano organizzate per attuare un protocollo di sicurezza e ingaggiare personale adeguato, ma si rispegne una macchina che si era messa in moto nel rispetto delle regole”.
Per l’Anef, l’Associazione Nazionale Esercenti Funiviari “dopo il 3 dicembre, il 7 gennaio, il 18 gennaio e il 15 febbraio, adesso la proroga al 5 marzo. Ormai la stagione è saltata, ci sentiamo presi in giro di fronte a tutto quello che abbiamo speso per l’apertura di domani, in vista della quale abbiamo assunto altro personale. I ristori siano immediati, altrimenti il comparto va in fallimento. Siamo il settore più penalizzato: da 12 mesi senza un euro di incasso ma con spese e stipendi da pagare. La cassa integrazione è arrivata a dicembre, da luglio lavoravamo per preparare l’inverno”.
“Una decisione dell’ultimo secondo che dà un ulteriore colpo gravissimo a un settore che stava faticosamente riavviando la propria macchina organizzativa”: così il presidente della Lombardia Attilio Fontana ha commentato l’alt alla riapertura domani degli impianti sciistici da parte del ministro Speranza. “Ancora una volta – ha aggiunto – si dimostra che il sistema delle decisioni di ‘settimana in settimana’ è devastante sia per gli operatori, sia per i cittadini”.
“Il Cts aveva i dati dei flussi già da martedì quindi poteva dare una indicazione” che avrebbe permesso al ministro Speranza di “prendere una iniziativa più tempestiva” e non decidere di prorogare la chiusura degli impianti da sci, che avrebbero dovuto aprire domani, al 5 marzo.
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Letizia Moratti, assessore al Welfare della Lombardia, ai microfoni del TgR, è partita da questo per spiegare che si tratta di “un danno grave agli operatori”. “Quello che chiediamo al governo è avere tempi più certi e non avere aperture e chiusure così a ridosso l’una dall’altra rispetto ai tempi in cui si devono preparar” ha aggiunto.
Per il presidente della Regione Valle d’Aosta, Erik Lavevaz “una chiusura comunicata alle 19 della vigilia dell’apertura, prevista da settimane, dopo mesi di lavoro su protocolli, assunzioni, preparazione delle società, è sinceramente inconcepibile. Pur capendo le motivazioni sanitarie, la procedura non è sinceramente spiegabile e certamente non è un segno di rispetto e di correttezza di tutto il mondo economico che gira intorno alla montagna e allo sci. Sono molto amareggiato”.
Il presidente dell’Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini esrpime “stupore e sconcerto, anche a nome delle altre Regioni, per la decisione di bloccare la riapertura degli impianti sciistici a poche ore dalla annunciata e condivisa ripartenza”.
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Scattano intanto i cambi di “colore” in alcune regioni, con il governo che boccia la richiesta della Liguria di posticiparli di 24 ore per salvare i pranzi di San Valentino. La regione diventa arancione insieme ad Abruzzo (con Chieti e Pescara zone rosse per decisione del governatore), Toscana e la provincia di Trento.
Stamani il Cts aveva espresso contrarietà alla riapertura degli impianti sciistici. Alla luce delle “mutate condizioni epidemiologiche” dovute “alla diffusa circolazione delle varianti virali” del virus, “allo stato attuale non appaiono sussistenti le condizioni per ulteriori rilasci delle misure contenitive attuali, incluse quelle previste per il settore sciistico amatoriale”. Di qui la richiesta del Comitato di “rivalutare la sussistenza dei presupposti per la riapertura” dello sci, “rimandando al decisore politico la valutazione relativa all’adozione di eventuali misure più rigorose”.
Dal canto suo , consigliere del ministro della Salute, aveva detto che è “urgente cambiare subito la strategia di contrasto al virus SarsCov2: è necessario un lockdown totale in tutta Italia immediato, che preveda anche la chiusura delle scuole facendo salve le attività essenziali, ma di durata limitata.Inoltre va potenziato il tracciamento e rafforzata la campagna vaccinale”.
E’ “evidente – avverte – che la strategia di convivenza col virus, adottata finora, è inefficace e ci condanna alla instabilità, con un numero pesante di morti ogni giorno”.
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“Non ho parole. Non se ne può più di ‘esperti’ che parlano ai giornali, seminando paure e insicurezze, fregandosene di tutto e tutti. Confidiamo che con Draghi la situazione torni alla normalità”. Con queste parole il segretario della Lega Matteo Salvini, interpellato da Affaritaliani.it, commenta le parole di Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute, che ha affermato che chiederà a Roberto Speranza un lockdown totale con la chiusura anche delle scuole.
Poi il leader leghista, a Mezz’ora in più’ su Rai3 torna sul tema. “Prima di terrorizzare gli italiani – dice Salvini – fai il favore di parlarne con il presidente del Consiglio”. “Non ci sta che un consigliere una domenica mattina si alzi e senza dire nulla al suo ministro o al presidente del Consiglio – ha aggiunto – parli di una chiusura totale. Io credo che la gente più lavora e meno parla e meglio è”.
“Tutte le sante domeniche il super consulente del Ministero della Salute #Ricciardi invoca un nuovo lockdown totale. Ogni domenica i cittadini e le imprese italiane si chiedono perché non sia possibile un #lockdown ad personam per Ricciardi. Aiuto… Presidente Draghi…”. Lo scrive su twitter il governatore ligure Giovanni Toti.
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Governo: Fratoianni, proposto a SI di non votare fiducia
Aspetto le decisioni dell’assemblea,non è esecutivo dei migliori
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14 febbraio 2021
15:12
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“Ci aspettavamo di meglio di un ‘governo dei migliori’ con così tanta destra, con la sinistra stretta ai margini seppur rappresentata da persone che stimiamo. Per questo ho proposto a Sinistra Italiana di non accordare la fiducia a questo governo”. Lo scrive su Facebook il segretario nazionale di SI, Nicola Fratoianni, spiegando di attendere “le decisioni dei compagni e delle compagne dell’assemblea” del partito.
“Non è il governo dei migliori.
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Non è quello giusto per il futuro del Paese. La genesi di questo governo, con la manovra di Renzi per fermare le politiche redistributive, purtroppo pesa anche sulla sua composizione – spiega Fratoianni nel suo post -. Avevamo tracciato un percorso di sperimentazione politica con Giuseppe Conte: un dialogo tra sud e nord, un confronto non facile tra forze produttive e mondo del lavoro, un incontro tra chi ha bisogno di protezione e chi può offrirla durante questa crisi durissima, cioè le istituzioni e la politica intesa come servizio. Hanno voluto fermare questa sperimentazione per riavvolgere il nastro, riproporre alcuni dogmi, alcuni tecnici tra quelli più lontani dalla transizione ecologica di cui abbiamo bisogno, accompagnati dai campioni della diseguaglianza e della discriminazione”.
Il segretario di SI chiarisce che quella di proporre all’assemblea di non votare la fiducia al governo Draghi è “una scelta nel merito, non pregiudiziale, che guarda al dopo Draghi. Il fronte progressista deve imparare in Italia a dialogare tra diversi, dandosi l’opportunità di ricostruire un progetto politico che riprenda il cammino interrotto. A cominciare dalle città che andranno al voto molto presto. Ma soprattutto – conclude Fratoianni – da un lavoro comune nella società, intorno alle tante battaglie che possiamo fare insieme, per la giustizia ecologica e sociale: noi ci siamo e ci saremo per tutto questo”.
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Covid: Molise, nuova ordinanza governatore Toma
Prorogate al 28/2 disposizioni emanate con precedenti ordinanze
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CAMPOBASSO
14 febbraio 2021
18:18
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Il presidente della Regione Molise, Donato Toma, ha emanato una nuova ordinanza relativa alle misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. In particolare, è ulteriormente prorogata fino al 28 febbraio 2021 l’efficacia delle disposizioni già previste con precedenti ordinanze su: trasporto pubblico, mobilità intraregionale, assembramento in particolari luoghi pubblici, macellazione suini a domicilio con possibilità di deroga da parte dei sindaci.
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Covid: Chiusi lascia zona rossa, 46 casi su 5.469 tamponi
Comune è confinante con Umbria,sarà arancione come resto Toscana
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CHIUSI (SIENA)
14 febbraio 2021
18:52
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Da domani 15 febbraio il comune di Chiusi (Siena), confinante con l’Umbria, lascia la zona ‘rossa’ ritagliata dal 7 al 14 febbraio per alcuni casi di variante ‘brasiliana’ del Covid, e sarà zona arancione come il resto della Toscana. A Chiusi lo screening di massa disposto dalla Regione ha evidenziato 46 poisitivi un totale di 5.469 tamponi molecolari effettuati in cinque giorni (su circa 8.000 abitanti).
Nello stesso screening, altri 27 tamponi sono risultati debolmente positivi e quindi per queste persone il test dovrà essere ripetuto. Riguardo al ritorno in zona arancione da domani, il sindaco di Chiusi Juri Bettollini ha firmato un’ordinanza con ulteriori misure restrittive: sono sospese fino al 20 febbraio le attività in presenza di asili, scuole dell’infanzia e secondarie di primo grado, elementari, medie e superiori. Rimangono chiusi i parchi pubblici, i giardini e le aree gioco del territorio comunale oltre al divieto in qualsiasi orario di consumo di alimenti e bevande nelle altre aree pubbliche o private aperte al pubblico.
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Vaccini: Toscana, scatta il 15/2 campagna per ultra 80enni
Primo giorno si vaccinano 504 anziani in studi medici
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FIRENZE
14 febbraio 2021
18:58
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Domani, lunedì 15 febbraio, i primi vaccini agli ultraottantenni toscani, somministrati dai propri medici di medicina generale. Una sorta di Vaccine Day dedicato agli Over80, nel quale – annuncia la Regione Toscana – 14 medici, in 12 studi medici distribuiti in tutte le province, inaugureranno questa nuova fase della campagna di vaccinazione.
Domani saranno distribuite 84 fiale di vaccino in totale nella giornata, ovvero una fiala per medico di vaccino Pfizer-BioNTech (una fiala corrisponde a sei dosi), essendo questo infatti il vaccino previsto al momento per questa categoria, insieme a Moderna. Il presidente Eugenio Giani sarà in uno studio di Firenze mentre l’assessore alla sanità Simone Bezzini assisterà alle prime vaccinazioni in un centro medico di Siena. Poi nei prossimi giorni verranno anche aperte sul portale regionale le agende a disposizione dei medici, dove potranno iniziare a prenotare i primi vaccini per i propri assistiti con più di 80 anni, dopo averli contattati e aver concordato con loro data, ora e luogo della vaccinazione.
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Vaccino: Lazio, già 50mila dosi a over80,”è record Italia”
Sono oltre 116 mila le persone che hanno ricevuto i richiami
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ROMA
14 febbraio 2021
18:07
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“Vaccinazioni over 80: raggiunte le prime 50 mila vaccinazioni è’ record in Italia. Ad oggi hanno effettuato la prenotazione oltre 252 mila anziani (più 14 mila richieste domiciliari)”.
Così l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato.
“Dal 1° marzo vaccini anti-covid Astrazeneca dai medici di famiglia – ha ricordato l’assessore – Accordo con tutti i medici di medicina generale che sono stati tutti vaccinati e immunizzati, si parte dal 1° marzo con il vaccino Astrazeneca per la classe 1966. Con le dosi a disposizione si possono fare ogni mese due classi di età pari a 180 mila assistiti, ma la potenzialità è superiore di almeno cinque volte. Questo significa che se avessimo le dosi a disposizione potremmo vaccinare circa 30 mila assistiti al giorno” Oggi si va verso quota 280 mila dosi somministrate nel Lazio e sono oltre 116 mila le persone che hanno ricevuto i richiami.
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Sci: impianti lombardi pronti a ripartire, non siamo burattini
Bertolini, siamo in attesa. Sembra scherzo Carnevale
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BRESCIA
14 febbraio 2021
16:10
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Preoccupati e arrabbiati: è questo il sentimento che accomuna gli operatori della montagna della Lombardia che, pronti ad aprire domani, si trovano con il dubbio che arrivi un nuovo stop. “Abbiamo venduto quasi 4mila ski pass in vista della riapertura di domani, ma ora abbiamo bloccato la vendita online perché non sappiamo cosa succederà.
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Siamo preoccupati”. Lo ha detto Michele Bertolini, direttore di Adamello Sky, del Consorzio Pontedilegno-Tonale in Vallecamonica, nel Bresciano.
“Siamo in attesa, abbiamo allestito tutto, investito soldi e se non si dovesse riaprire per molti potrebbe essere la mazzata finale. Sarebbe stato meglio saperlo una settimana prima se l’idea era già questa”, ha detto Bertolini che ha poi aggiunto: “Abbiamo assunto ieri i dipendenti di biglietteria che rischiamo di dover già licenziare domani. Sembra uno scherzo di carnevale”.
“Non è possibile venire a sapere alla domenica pomeriggio che per il lunedì mattina è tutto cambiato – aggiunge Michela Calvi dell’hotel Stelvio di Bormio -. Non se ne può più con la politica dell’apri chiudi, apri chiudi. Ci sentiamo presi in giro. Noi imprenditori del turismo non siamo burattini. Siamo allo stremo delle forze e tanti rischiano il fallimento delle loro aziende”.
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Orlando vede i sindacati, priorità ammortizzatori e lavoro donne e giovani
Furlan: ‘Riforma ammortizzatori entro fine mese’. Landini: ‘Subito proroga licenziamenti, Cig e ristori’
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14 febbraio 2021
19:30
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Si è tenuto in videoconferenza, il primo incontro tra il neoministro del Lavoro, Andrea Orlando, e i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Pierpaolo Bombardieri. Dopo i sindacati martedì il ministro incontrerà anche le imprese da Confindustria a Confcommercio e Confesercenti
“Alla fine del giro di incontri con le parti sociali – scrive su Fb il ministro del Lavoro Andrea Orlando -proporrò un’agenda delle questioni da affrontare che tra le priorità vede, come ho espresso: ammortizzatori sociali e crisi occupazionale di donne e giovani. Questo è l’orizzonte sul quale credo sia urgente iniziare a muoverci.
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Dal confronto – sottolinea – sono emerse una serie di questioni molto serie e importanti, aggravate dalla crisi economica e sociale che colpisce il Paese e che richiedono risposte urgenti ed efficaci”:
“È importante – afferma il segretario generale della Cisl Annamaria Furlan – che il ministro Orlando si sia impegnato già oggi a portare entro la fine del mese una proposta del governo sulla riforma degli ammortizzatori sociali e di scenario sulle politiche attive, oltre che una agenda sulle altre questioni aperte a partire dal tema dell’occupazione delle donne e dei giovani”.
“Nell’incontro con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali – afferma il leader della Cgil Maurizio Landini – abbiamo ribadito la necessità di prorogare il blocco dei licenziamenti, dando continuità alla cassa Covid e incentivando anche i contratti di solidarietà e di espansione in alternativa ai licenziamenti. Il decreto ristori deve inoltre coprire con le indennità tutte le forme di lavoro già tutelate dai precedenti decreti e chi ne è rimasto escluso, prevedendo anche l’intervento di proroga di Naspi e Discoll, tutto ciò includendo anche i settori maggiormente colpiti come turismo, servizi, spettacolo e cultura”.
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“È necessario, inoltre, dare tutele ai lavoratori fragili e garantire risorse per sostenere i congedi. Serve poi arrivare in tempi brevi ad una riforma per un sistema di ammortizzatori sociali pubblico e universale dentro un regime assicurativo, in grado di garantire tutele e diritti uguali per tutti. La formazione deve diventare un diritto permanente per tutti i lavoratori e vanno riviste le politiche attive per il lavoro, con un potenziamento del ruolo pubblico, facendo le necessarie assunzioni, superando il precariato e prorogando il contratto dei navigator”, aggiunge.
“L’emergenza da affrontare subito è il blocco dei licenziamenti e la proroga degli ammortizzatori sociali. Così come urgenti sono i temi del lavoro al Sud e del lavoro per i giovani e per le donne.
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Poi c’è il tema delle politiche attive del lavoro, questione che va correlata anche al Recovery Fund. Ecco perché occorre chiedere all’Europa il rifinanziamento di un nuovo programma Sure per tutto il 2021”. Sono alcuni dei temi posti dal leader della Uil Pierpaolo Bombardieri nel corso del primo incontro dei sindacati con il neoministro del Lavoro Andrea Orlando, durato poco più di un’ora. Bombardieri, che ha apprezzato la scelta del ministro di convocare subito le parti sociali, ha affrontato anche la questione della “riforma degli ammortizzatori sociali” che “va fatta a bocce ferme e non mentre è in corso l’emergenza e va fatta nel rispetto del principio assicurativo, anche tenendo conto di logiche solidali. Il tema della sicurezza, infine – ha concluso Bombardieri – è fondamentale: noi proponiamo, d’accordo con chi lo ha già fatto, di predisporre un piano di vaccinazione da somministrare all’interno dei luoghi di lavoro, coinvolgendo tutte le parti sociali, le aziende e i lavoratori”. A proposito del confronto sulle pensioni, Bombardieri ha ricordato la necessità di procedere nel percorso di separazione della previdenza dall’assistenza. ECONOMIA
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DALLE 12:52 DI SABATO 13 FEBBRAIO 2021
ALLE 11:32 DI DOMENICA 14 FEBBRAIO 2021
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Tutti i ministri hanno giurato, governo operativo
La cerimonia al Palazzo del Quirinale
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13 febbraio 2021
12:52
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Il presidente del Consiglio Mario Draghi e tutti i 23 ministri hanno giurato nelle mani del Capo dello Stato. L’esecutivo è dunque operativo.
Alla cerimonia erano presenti, in qualità di testimoni, il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Ugo Zampetti, e il Consigliere Militare del Presidente della Repubblica, Generale Roberto Corsini.
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Draghi giunto a P. Chigi, accolto da picchetto d’onore
Dopo la cerimonia della campanella primo Consiglio dei Ministri
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13 febbraio 2021
13:12
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Il presidente del Consiglio Mario Draghi è giunto a Palazzo Chigi accolto, nel cortile, dal picchetto d’onore composto da diverse armi. Il premier prenderà ora parte alla cerimonia della campanella con il suo predecessore, Giuseppe Conte e subito dopo presiederà il primo consiglio dei ministri.
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Governo: in corso primo Cdm presieduto da Draghi
Riunione iniziata in anticipo, con nomina Garofoli
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13 febbraio 2021
14:28
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E’ in corso a Palazzo Chigi, a quanto si apprende, la prima riunione del Consiglio dei ministri presieduta dal presidente del Consiglio Mario Draghi. Il Cdm, che è iniziato in anticipo rispetto alla convocazione prevista alle 14, ufficializza la nomina del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli.
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Governo: Grillo, oggi si deve scegliere, o di qua o di là
Guardiamo a idee del 2099. Serve transizione cerebrale
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13 febbraio 2021
14:28
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“13 febbraio 2021. Vi ricorderete questa data.
Perché da oggi si deve scegliere. O di qua, o di là. Scegliere le idee del secolo che è finito nel 1999 oppure quelle del secolo che finirà nel 2099. Se il 2099 è un’astrazione, allora prova così. Metti lo smartphone in modalità aereo e vola con la fantasia. Chiudi gli occhi.
Visualizza il tuo nipotino. Visualizzalo nonno. Coi capelli bianchi, la prostata così così. Commuoviti”. Così Beppe Grillo sul blog. “Se hai capito questo, è perché hai sentito. Perché per capire col cervello bisogna prima sentire col cuore. E’ di una transizione cerebrale di cui abbiamo bisogno”, aggiunge.
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Governo: Cei, auguri a Draghi, Italia unisca le forze
‘Chiesa pronta a collaborare, famiglie precarie siano priorità’
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13 febbraio 2021
17:00
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Il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il cardinale Gualtiero Bassetti, ha inviato al premier Mario Draghi un messaggio con “i migliori auguri per l’importante e delicato compito che attende Lei e il nuovo Governo in una fase tanto complessa per la storia del nostro Paese, dell’Europa e del mondo intero”. “L’Italia ha bisogno di unire le forze”, sottolinea la Cei.
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“La Chiesa che è in Italia sarà un interlocutore attento e collaborativo, come sempre avvenuto, nel rispetto delle reciproche competenze”, assicura Bassetti.
I vescovi auspicano una particolare attenzione del governo alle famiglie segnate dalla crisi. “Siamo certi che Ella vorrà assegnare una prioritaria attenzione – si legge nel messaggio dell’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve – proprio alle persone e alle famiglie maggiormente segnate dalla sofferenza, dalla precarietà e dalla crisi economica. Abbiamo anche potuto apprezzare, in continuità con i Suoi precedenti incarichi, una particolare sottolineatura dell’orizzonte politico europeo, con uno sguardo rivolto alla solidarietà tra le Nazioni, alla pace, allo sviluppo sostenibile e alla giustizia sociale”.
“Abbiamo seguito con trepidazione e preoccupazione gli sviluppi della recente crisi politica, ben sapendo che l’Italia ha bisogno di unire le forze per affrontare le pesanti, persino tragiche, ricadute della pandemia da Covid-19. Quest’emergenza”, conclude Bassetti, “ha posto in evidenza fratture molteplici: sanitarie, sociali, economiche, educative, generando fra l’altro nuove e diffuse povertà”.
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Il rito della campanella
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13 febbraio 2021
14:51
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Passaggio della campanella con “amuchina” per il premier uscente Giuseppe Conte e il presidente del Consiglio Mario Draghi. Il passaggio fisico della campanella, nonostante il Covid, è avvenuto ma prima Conte e Draghi hanno provveduto a disinfettarsi le mani.
Subito dopo il passaggio foto di rito con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio uscente Riccardo Fraccaro e il suo successore Roberto Garofoli ma, sempre a causa della pandemia, nessuna stretta di mano tra Conte e Draghi. Un applauso finale ha salutato Conte prima che il presidente uscente lasciasse il salone d’onore.
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Governo Draghi, il film della giornata
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13 febbraio 2021
19:02
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Nel primo governo che entra in carica e giura in piena pandemia, spariscono le strette di mano. Per tutti i 23 ministri del governo di Mario Draghi non ci sono stati scambi di mani con il premier e il capo dello Stato subito dopo il giuramento al Quirinale. Assolutamente vietati dal nuovo ‘galateo’ del virus. Sostituiti, quindi, da rapidi cenni del capo rivolti alle autorità quasi a mò di inchino (il più marcato quello di Giancarlo Giorgetti) e qualcuno anche una mano vicina al cuore, inclinando contemporaneamente la testa come saluto.
Passaggio della campanella con “amuchina” per il premier uscente Giuseppe Conte e il presidente del Consiglio Mario Draghi. Il passaggio fisico della campanella, nonostante il Covid, è avvenuto ma prima Conte e Draghi hanno provveduto a disinfettarsi le mani. Subito dopo il passaggio foto di rito con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio uscente Riccardo Fraccaro e il suo successore Roberto Garofoli ma, sempre a causa della pandemia, nessuna stretta di mano tra Conte e Draghi. Un applauso finale ha salutato Conte prima che il presidente uscente lasciasse il salone d’onore.
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Senza mascherine, a distanza e alternati su tre livelli su un palchetto allestito ad hoc nel salone dei Corazzieri del Quirinale. Così sono stati immortalati i 23 ministri del nuovo governo Draghi nella foto di rito scattata al Colle, insieme al capo dello Stato, Sergio Mattarella.
Una penna per ognuno dei 23 ministri del governo Draghi: la cerimonia del giuramento si adegua alle norme anti Covid e così per evitare il rischio contagi, la squadra del neopremier ha firmato usando ciascuno una penna diversa, cambiata di volta in volta dai messi nel salone delle Feste del Quirinale. Unico a firmare con la sinistra Lorenzo Guerini, riconfermato alla Difesa. A tenere la maggiore distanza dalla scrivania, il ministro della Salute Roberto Speranza.
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Conte: ‘Una grande esperienza, mai rammarichi’
‘E’ stata una giornata sobria ed efficace’
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13 febbraio 2021
16:33
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“Grande esperienza, grande esperienza, spero di essermi migliorato anche come persona. E’ stata una giornata sobria ed efficace”.
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Lo dice Giuseppe Conte in un video di Fanpage.it, intercettato dai cronisti dopo aver lasciato Palazzo Chigi. Rammarichi? “Mai rammarichi”, replica Conte che, a chi gli chiede se bisogna guardare avanti replica: “sempre”.
Un lungo, fragoroso applauso saluta Giuseppe Conte a Palazzo Chigi prima che il premier uscente lasci la sede del governo. Dopo il passaggio della campanella con Mario Draghi Conte è stato salutato dal picchetto d’onore nel cortile di Palazzo Chigi, dove si è recato assieme alla compagna Olivia Paladino, e lì i funzionari e dipendenti della presidenza del Consiglio, affacciati alle finestre, hanno omaggiato il premier uscente con un lungo applauso, al quale Conte ha risposto con un gesto di ringraziamento.
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“Conte, Conte, Conte!”. Un gruppetto di persone saluta il premier uscente Giuseppe Conte mentre in auto lascia Palazzo Chigi. L’auto del premier rallenta, Conte saluta dal finestrino, poi si allontana dalla sede del governo.
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“Insieme a tanti preziosi compagni di viaggio abbiamo contribuito a delineare un percorso a misura d’uomo, volto a rafforzare l’equità, la solidarietà, la piena sostenibilità ambientale. Il mio impegno e la mia determinazione saranno votati a proseguire questo percorso. La chiusura di un capitolo non ci impedisce di riempire fino in fondo le pagine della storia che vogliamo scrivere. Con l’Italia, per l’Italia. Grazie”, ha scritto su Fb l’ex premier Giuseppe Conte. “Ho lavorato nel “Palazzo”, occupando la “poltrona” più importante. Ma tra i corridoi e gli uffici di Palazzo Chigi, anche alla fine delle giornate più dure e dopo le scelte più gravose, ho sempre avvertito l’orgoglio, l’onore e la responsabilità di rappresentare l’Italia”. “La forza e il coraggio dimostrati dalla intera comunità nazionale soprattutto durante quest’ultimo anno di pandemia sono stati davvero incredibili.
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Io stesso ho cercato di far tesoro di questa esperienza, pur con i miei limiti, ma – vi assicuro – con tutto il mio impegno e la mia massima dedizione”, aggiunge
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L’Europa applaude Draghi: ‘Risorsa straordinaria’
Da Von der Leyen e Merkel a Macron, coro di auguri ed elogi
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13 febbraio 2021
21:43
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Gli auguri di tutti i leader europei a Mario Draghi che ha giurato oggi da presidente del Consiglio. “Auguro a Mario Draghi ogni bene! Italia e Germania collaborano per un’Europa forte e unita e per un multilateralismo che offra ai nostri giovani un futuro migliore”. E’ il commento della cancelliera tedesca Angela Merkel, come riferisce un tweet della portavoce del governo tedesco Martina Fietz.
“I miei migliori auguri a Mario Draghi! Insieme, Italia e Francia hanno tanto da fare per costruire un’Europa più forte, più solidale e un nuovo multilateralismo, per offrire ai nostri giovani un futuro migliore”, scrive su Twitter il presidente francese Emmanuel Macron.
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“Congratulazioni a Mario Draghi, non vedo l’ora di lavorare a stretto contatto con te nel 2021 quando ospiteremo il G7, voi il G20 e insieme la COP26”, scrive su Twitter il premier britannico Boris Johnson.
“Auguri al Presidente del Consiglio Mario Draghi. Confidiamo che il nuovo governo italiano affronterà le sfide che il suo Paese e tutti gli Stati europei abbiamo davanti a noi.
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Italia e Spagna continueranno a lavorare insieme per la ripresa e il futuro dell’Europa”, scrive su Twitter il premier spagnolo Pedro Sanchez.
“La sua esperienza sarà una risorsa straordinaria non solo per l’Italia, ma per tutta Europa, soprattutto in un momento così difficile. Pronta a lavorare presto insieme per la comune ripresa e per una Ue ambiziosa”. Così su Twitter la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si congratula con il premier Mario Draghi che ha giurato oggi.
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“Congratulazioni e non vedo l’ora di lavorare di nuovo con Mario Draghi per la ripresa e il futuro dell’Europa!”. Lo scrive su Twitter il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel, che in italiano aggiunge: “Congratulazioni al Presidente del Consiglio Mario Draghi per la formazione del nuovo governo in Italia”. Il post si conclude con l’hashtag #WhateverItTakes.
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A Città della Pieve fiducia in Draghi: ‘Non si discute’
Ma tra abitanti borgo umbro perplessità su qualche ministro
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PERUGIA
13 febbraio 2021
16:03
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Si fidano del presidente del Consiglio Mario Draghi, ma qualche perplessità sulla composizione del Governo la nutrono gli abitanti di Città della Pieve, il paese umbro scelto dal neo premier quale suo “buen ritiro”.
“Draghi non si discute”, spiega un’anziana in attesa di entrare in farmacia. “Ma – aggiunge – due, tre ministri non li avrei riconfermati”.
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“Ora – dice ancora l’anziana che racconta di conoscere Serena, la moglie del presidente del Consiglio – spero che le cose possano cambiare in meglio, con Draghi sarà possibile a mio avviso”.
Il sindaco di Città della Pieve, Fausto Risini, oggi è stato impegnato soprattutto a coordinare gli uomini impegnati a ripulire le strade dalla neve caduta sul territorio, ma trova il tempo per commentare la squadra di Governo. “Draghi è riuscito a trovare un equilibrio tra tutte le forze politiche e questo è già molto – sottolinea -, forse ci si poteva attendere qualche novità in più, ma va bene così. Noi ci fidiamo del nostro concittadino”. “Nei prossimi giorni, quando avrà espletato tutte le formalità, proverò a fargli una telefonata – annuncia Risini – per augurargli di cuore buon lavoro e ricordagli che la Pieve è sempre al suo fianco”.
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Ma tra le strade innevate si incontra anche chi rimpiange l’uscente Giuseppe Conte, come nel caso di una signora sulla quarantina. “Stava facendo grandi cose – sostiene -, purtroppo non gli abbiamo dato tempo di portarle a termine. Comunque Draghi è partito bene, è stato abbastanza equilibrato”.
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Ecco il timing del governo, in settimana la fiducia
Draghi mercoledì in Senato, il 23 agli affari generali Ue
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13 febbraio 2021
18:49
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Con il giuramento al Quirinale, il nuovo governo guidato da Mario Draghi è entrato nel pieno delle sue funzioni. Nel giro di poche ore il primo Consiglio dei ministri ha ufficializzato la nomina del sottosegretario Roberto Garofoli, da subito al lavoro con il nuovo premier nel suo ufficio.
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Per prima cosa ora Draghi deve mettere a punto il discorso programmatico con cui si presenterà in Parlamento per chiedere la fiducia: Il primo appuntamento è al Senato mercoledì 17, il giorno dopo, il 18, si aprirà il dibattito recherà alla Camera.
Questo programma di massimo attende la bollinatura dell’ufficialità ma è praticamente deciso. Ma la prossima settimana Draghi lavorerà anche alla squadra dei sottosegretari.
Fra le prime questioni da affrontare per il nuovo esecutivo, le misure anti-Covid. Il 25 febbraio scadrà la proroga al divieto di spostamento fra regioni prevista dal decreto legge lasciato in eredità dal Conte Bis: dovrà scegliere se proseguire fino al 5 marzo, quando scadrà il Dpcm, o se procedere diversamente. Nel giro di una decina di giorni c’è un’altra scadenza delicata: il 24 febbraio è il termine per la presentazione dell’offerta di Cdp e dei fondi su Autostrade.
Il debutto internazionale di Draghi in veste di premier potrebbe avvenire martedì 23 febbraio a Bruxelles per il Consiglio ‘Affari generali’, che riunisce, in presenza, i ministri degli affari europei, delega al momento mantenuta dal premier.
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Già lunedì, invece, il ministro dell’Economia, Daniele Franco, parteciperà in videoconferenza all’Eurogruppo, e l’indomani all’Ecofin. Giovedì 18, invece, sempre in video, c’è il G7 dei ministri della Salute, ma per Roberto Speranza non sarà un debutto.
Il premier farà quindi il suo debutto al Consiglio europeo straordinario, previsto in videoconferenza il 25 e 26 febbraio.
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Al giuramento vincono sobrietà e norme Covid
Senza stampa e parenti. Poca emozione, svista Draghi a picchetto
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13 febbraio 2021
21:28
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Sobrio, essenziale e inevitabilmente ligio alla paura del Covid. Il governo di Mario Draghi entra in carica e il giuramento dei suoi 23 ministri, al Quirinale, si adegua alla pandemia.
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Anche nella forma. Del resto, misurato per eccellenza è il premier stesso che non tradisce emozione quando giura, scandisce i tre paragrafi della formula di rito e all’ultimo rivolge lo sguardo al presidente Mattarella. Undici secondi e via. Niente spettacolo nemmeno dopo, alla cerimonia della campanella con il predecessore Conte, anticipata dall’amuchina con cui entrambi si disinfettano le mani. Per il nuovo capo del governo l’unica svista è davanti al picchetto d’onore, nel cortile di Palazzo Chigi, quando non si ferma davanti al Tricolore e alla bandiera europea.
Ma un attimo dopo ha già rimediato. Solenne come sempre ma più controllata è la cerimonia al Colle. Prima novità, il dress code: nel salone delle Feste domina la mascherina, per tutti la Ffp2, oltre al tampone d’obbligo prima di entrare. Sparisce così la mimica più o meno volontaria. Mancano pure gli occhiolini, come fu tra Giuseppe Conte e Luigi Di Maio nel governo precedente. Il coronavirus si impone su ogni dettaglio, compresa la penna per firmare. Sostituita al volo da un messo a ogni ministro.
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Bandite inoltre le strette di mano con il premier e il capo dello Stato. Grande assente è la stampa, specie l’ala dei fotografi spesso la più rumorosa per i clic. Lo spazio sembra allargarsi. Nella sala di fronte a Mattarella, ci sono 23 sedie distanziate e in più file. Una per ogni ministro, arrivati al Colle senza parenti. Vietati pure quelli. Mancano così le foto del passato, dei quasi ministri accompagnati da mogli, mariti, figli o fidanzati.
Unica stranezza, Vittorio Colao che entra al Colle con zaino e trolley (probabilmente atterrato da Londra). Ridotta all’osso anche la commozione. A tradirla per un attimo è Mariastella Gelmini. Prima delle otto donne a giurare, inizia a recitare la formula di rito, proclama la fedeltà alla Repubblica ma si stoppa. Défaillance della memoria o solo l’ansia del momento. Nei colori dell’outfit trionfano il nero e il blu scuro. Tranne per le cravatte rosse di Andrea Orlando e Roberto Speranza, quella che vira al bordeaux di Draghi, il completo grigio di Roberto Cingolani e il gilet blu notte di Patrizio Bianchi. Elegantissima Mara Carfagna in blu e tacchi a spillo. Fra le colleghe prevale il nero, solo Erika Stefani spariglia con una giacca a motivi bianchi e neri mentre la ministra più giovane, Fabiana Dadone (37 anni compiuti ieri) ‘stacca’ il nero con un top con sfumature rosa. Il galateo dell’era Covid si rompe nella foto di rito: in posa per il tempo di un clic, Mattarella e il governo si tolgono la mascherina.
Basta stare a distanza, garantita da un palchetto a tre livelli. Ma soprattutto sfugge al rigore il saluto al premier uscente. Accompagnato dalla compagna Olivia Paladino, Conte incassa un lungo e fragoroso applauso di funzionari e dipendenti di Palazzo Chigi, mentre il portavoce Rocco Casalino non nasconde gli occhi rossi. Uscendo, Conte ringrazia anche un gruppetto di persone che lo acclama. E ai cronisti ammette: “E’ stata una grande esperienza”, confermando però che bisogna “sempre” guardare avanti. “Mai rammarichi”, aggiunge.
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Poche ministre e zero Dem, nel Pd esplode il caso
Madia, è machismo. Zingaretti vuole bilanciare con sottosegretari
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13 febbraio 2021
21:24
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Dal Conte Bis al governo Draghi, il numero di donne non aumenta, mentre quello delle rappresentanti Dem passa da una a zero. E nel Pd esplode un caso di genere, con accuse tutt’altro che velate al segretario Nicola Zingaretti.
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La gestione della crisi da parte dei Dem è stata “machista”, è convinta Marianna Madia, che sette anni fa di questi tempi giurava nel governo Renzi, l’unico per metà a tinte rosa. La percentuale di donne nei governi Letta, Gentiloni e nelle due esperienze di Conte, oscillava fra il 27% e il 32%, identica a quella della squadra di Mario Draghi, dove ci sono 8 ministre su 23, 3 con portafoglio. Questa volta, però, quando la musica si è fermata, nessuna Dem si è ritrovata in poltrona. “È una ferita – constata in una nota proveniente dal Nazareno Cecilia D’Elia, portavoce della conferenza delle donne democratiche, che dovrebbe riunirsi a inizio settimana -. Una novità per il partito: al restringersi delle postazioni, le donne sono venute meno”.
Secondo Laura Boldrini, “le correnti schiacciano il protagonismo femminile”. “Qualcosa non torna. Bisognerà pensarci bene. Non tanto e non solo tra le donne del Pd. Ma nei suoi organismi decisionali”, il commento di Titti Di Salvo. “Ma non ci sono più scuse nemmeno per le dem” nota Debora Serracchiani, parlando di una “dura lezione: nessuno spazio ci sarà dato per gentile concessione. Quando si tratta di ruoli di potere vero, non funzionano le quote di genere come riserva indiana o gli articoli dello statuto come specchietto per la democraticità interna. Il Pd è un partito per donne? Per me, dovrà esserlo”.
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Appena varato il governo, Zingaretti ha promesso di “fare di tutto” per riequilibrare il rapporto di genere nella fase di identificazione di sottosegretari e viceministri.
E dal canto suo il segretario rivendica di aver sollevato il tema della parità nelle consultazioni con Draghi e poi nella Direzione nazionale del partito. È stato Draghi del resto, fanno notare in ambienti Dem, a scegliere i ministri, e la Direzione del partito ha votato all’unanimità l’ordine del giorno che dava “fiducia” al governo da lui presieduto. Fonti parlamentari dell’area vicina al segretario, riconoscendo che lo stesso Zingaretti ha ammesso il problema, osservano che in queste ore c’è chi sembra utilizzare in modo strumentale la polemica per aprire un fronte interno e rompere l’unità, puntando nei prossimi mesi alla sfida congressuale. Fra chi usa toni critici ci sono Matteo Orfini e ancor più Antonio Decaro. “Un grande rammarico: nemmeno una donna tra i ministri indicati dal mio partito. Forse le donne del Pd dovranno organizzarsi in una corrente se vorranno contare qualcosa nel partito”, dice il sindaco di Bari, da tempo fra i più attivi nel chiedere un congresso. Una questione che tornerà a galla nelle prossime settimane.
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Belluno terra di ministri, Trichiana piccola Chigi
Franco e D’Incà originari del paese in crisi industriale
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VENEZIA
13 febbraio 2021
17:41
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C’è tutto un reparto ‘made in Belluno’ nella nuova squadra di Mario Draghi. Dei quattro ministri veneti che oggi hanno giurato al Quirinale – gli altri sono la vicentina Erika Stefani e il veneziano Renato Brunetta – due, Daniele Franco, nuovo titolare di via XX Settembre, e Federico D’Incà, confermato ai Rapporti con il Parlamento, sono originari di Trichiana, una frazione di neanche 5.000 abitanti, fino a due anni fa comune autonomo, ora confluita nel comune aggregato di Borgo Valbelluna.
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Com’è nel carattere riservato dei bellunesi, però, non c’è particolare esaltazione a Trichiana per l’exploit a Palazzo Chigi. “L’importante non è da dove vengono, ma che qualcosa facciano”, dice chi arriva in piazza, e quel “fare qualcosa” non è un’espressione indistinta. Qui è forte il tema del dissesto industriale: su tutti c’è il nome della Acc, l’industria dei compressori commissariata alla quale rimangono poche settimane di vita se la cordata di banche che hanno promesso 12 milioni di finanziamenti non metteranno la firma. E allora potrà avvenire la fusione con la torinese Embraco per dare luogo alla Italcomp. Altri buchi neri della manifattura sono le crisi di Ceramica Dolomiti e di Ideal Standard.
La gente si ferma davanti all’unica edicola-profumeria di fronte alla chiesa, legge le locandine, ma scambia qualche chiacchiera soprattutto sui Mondiali di sci in corso nella vicina Cortina. “Questa mattina ho sentito tutto e il contrario di tutto”, dice l’edicolante. D’Incà, che era già ministro nel ‘Conte 2’, è volto noto a Trichiana, e il rapporto con i concittadini di fatto lo ha sempre conservato. Di Daniele Franco, invece, molti in paese hanno una percezione più vaga. La famiglia, quando era ancora ragazzo, si era trasferita a Belluno, e qui ha ancora un modesto appartamento, non abitato. I più ricordano il neo titolare del Mef per averlo visto ad una cerimonia pubblica nel 2017, quando – era Ragioniere generale dello Stato – ritirò il premio per i Bellunesi che si sono affermati nel mondo. Anche allora mantenne il proverbiale low profile: pochissime parole per ricordare il legame con la sua terra, e il ringraziamento ai genitori, “ai quali devo tutto”, aveva detto.
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Non solo Draghi, metà governo fuori dai social
La sobrietà del premier e dei tecnici, più attivi i politici
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14 febbraio 2021
11:06
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Poche, pochissime parole, tanto che perfino il “crepi” pronunciato prima di salire in macchina davanti al Quirinale in risposta all’in bocca al lupo dei fotografi ha fatto notizia. La sobrietà del premier Mario Draghi è nota e, almeno nel giorno dell’esordio del governo, sembra aver contagiato i suoi ministri che hanno lasciato poche frasi di circostanza ai giornalisti dopo il giuramento.
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Il silenzio che ha preceduto la formazione della lista, riservato non solo ai giornalisti, ma anche a chi ha rivelato di aver saputo di farne parte solo a cose praticamente fatte, pare aver creato qualche malumore tra le forze politiche, ma è il segno di un cambio di passo nelle strategie comunicative che ha già trovato estimatori tra chi soffre della bulimia comunicativa della politica e raccolto critiche da chi teme che i cittadini avranno meno input informativi diretti dal vertice politico.
La mancata discesa di Draghi nell’agone del mondo social è quasi un unicum nel panorama dei grandi leader mondiali, alcuni dei quali hanno costruito la loro fortuna proprio con le campagne di Twitter e Facebook. Il caso di Donald Trump, con le polemiche poi legate alla sua esclusione, non è certo isolato. Tutti i premier europei sono attivi sulle piattaforme, tranne Angela Merkel che fa della sobrietà uno dei caratteri distintivi proprio come l’ex governatore della Bce.
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A marcare una differenza con il passato l’assenza, almeno per il momento, di un portavoce, figura che ha avuto un ruolo di peso negli ultimi governi, da Paolo Bonaiuti a Filippo Sensi, fino a Rocco Casalino, che ha intitolato la sua autobiografia proprio ‘Il portavoce’, dando il senso della sua centralità nella creazione dell’immagine pubblica di Giuseppe Conte. E’ prevedibile che Draghi voglia dare a tutta la squadra di governo un’immagine di sobrietà, ma già questo sarà un compito non semplice, vista l’ampia presenza di esponenti di forze politiche che sono nate, o comunque cresciute, nel mondo dei social. Non dovrebbe faticare molto con il team di tecnici, per la quasi totalità privi di profili: Marta Cartabia, Luciana Lamorgese, Daniele Franco, Patrizio Bianchi, Cristina Messa, Enrico Giovannini, Roberto Cingolani e Roberto Garofoli non compaiono nè su Twitter nè su Facebook. Unico a far eccezione è il ministro dell’Innovazione Tecnologica, Vittorio Colao, che ha una presenza sporadica sulle piattaforme: su Twitter con post in inglese su temi di sua competenza e su Facebook con foto prevalentemente in bici, la sua passione.
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Lo scenario cambia spostandosi sul lato politico della compagine governativa, dove quasi tutti gli esponenti sono presenti sulle piattaforme, di persona o attraverso lo staff.
Inutile dire che i Cinque Stelle fanno della comunicazione sui social uno dei loro cavalli di battaglia: così Luigi Di Maio che conta oltre 700 mila follower su Twitter dove, anche in virtù del suo ruolo nel Movimento, alterna informazioni istituzionali a prese di posizione sulle vicende politiche. Lo stesso fanno Federico D’Incà, molto presente su Twitter, e Fabiana Dadone che su Facebook posta anche immagini della sua vita pubblica e in qualche caso privata. Anche la Lega ha costruito parte della sua forza con le campagne social. Fanno però eccezione proprio Giancarlo Giorgetti, non a caso considerato il più ‘tecnico’ dei ministri leghisti, ed Erika Stefani, che non hanno profili nè su Twitter, nè su Facebook, a differenza di Massimo Garavaglia.
Tutti presenti sui social i ministri Pd Andrea Orlando, Dario Franceschini e Lorenzo Guerini, così come i colleghi di Forza Italia. A partire da Renato Brunetta, particolarmente attivo con post, retweet, video di interventi in tv e foto, ma anche Maria Stella Gelmini e Mara Carfagna, che conta oltre 200 mila follower. Già attivi come ministri del passato governo anche Elena Bonetti di Italia Viva e Roberto Speranza, che ha spesso utilizzato i suoi profili per invitare alla prudenza gli italiani nel corso della pandemia. VAI ALL’ECONOMIA
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DALLE 11:45 DI VENERDì 12 FEBBRAIO 2021
ALLE 12:52 DI SABATO 13 FEBBRAIO 2021
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Governo: Zingaretti, Pd non ha avanzato alcuna rosa di nomi
Direzione unanime su criteri: pluralismo e differenza genere
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12 febbraio 2021
11:45
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“Il Pd non ha avanzato alcuna rosa di nomi per la composizione del Governo. Come ho detto ieri, ci rimettiamo al rispetto dell’articolo 92 della Costituzione che conferisce al Presidente della Repubblica e al Presidente incaricato questo compito.
Un’ ipotesi sulla quale c’è l’unanimità della direzione nel corso della quale abbiamo suggerito dei criteri per la squadra: qualità, pluralismo politico, differenza di genere”. Così il segretario del Pd Nicola Zingaretti a margine di una visita al Policlinico di Tor Vergata a Roma.
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Governo: Meloni, su voto valuteremo dopo squadra e programma
Sempre stata contraria ai governi tecnici
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12 febbraio 2021
11:53
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“Sul voto è una valutazione che faremo alla fine dopo aver visto la squadra e il programma. Non sappiamo nulla.
Siamo inebriati ma sul nulla”. Così la leader di di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, su Sky Tg 24.
Alla domanda su cosa potrebbe spingerla a cambiare idea, Meloni ha ricordato che lei da sempre è stata contro i governi tecnici.
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Governo:Salvini,con Draghi sintonia su urgenze
Conte parlava di legge elettorale, che c’entra ora?
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12 febbraio 2021
11:55
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“Non l’avevo mai incontrato prima, non riesco a giudicare una persona dopo 2-3 incontri e quindi a differenza di altri, non ho dei pregiudizi. Diciamo che in sintonia sui temi concreti e sulle urgenze vere dell’Italia, ci siamo”.
Così il leader della Lega, Matteo Salvini parlando del premier incaricato, Mario Draghi, ospite di ‘Mattino 5′ su Canale5. E ha aggiunto: “Nelle settimane passate, in tv si sentiva Conte che parlava di legge elettorale, di proporzionale e altre cose che non contano in questo momento per la vita dei cittadini”.
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Pd: Bonaccini, parlare di congresso è da marziani
Persone chiedono risposte sulla pandemia,mi occupo di quello
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BOLOGNA
12 febbraio 2021
12:01
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“Io faccio il presidente della mia Regione e sto facendo il presidente della conferenza delle Regioni e delle Province autonome da cinque anni. E come ho detto in questi giorni, in questo momento parlare di segretari o di congressi vuol dire essere dei marziani”.
Così Stefano Bonaccini, con la stessa similitudine utilizzata da Nicola Zingaretti, ha risposto alla domanda se intende fare il segretario del Pd.
“Le persone – ha aggiunto a 24 Mattino su Radio24 – non chiedono chi farà il segretario del Pd o di qualsiasi partito.
Chiedono come andrà il piano vaccinale, se potranno riaprire attività chiuse o ristrette. Io non ho mai ricevuto tante lettere di persone disperate come in questa fase. E dall’altra parte abbiamo la necessità di scrivere questo Recovery Plan, insieme al Governo Draghi che mi auguro nasca prima possibile.
Io mi sto occupando di questo, non di fare il segretario del Pd”.
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M5s: Casaleggio, basta arroganza o base si allontana
“Larga” parte contraria a scelta presa ieri
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12 febbraio 2021
12:16
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“Chi oggi guida l’azione politica del M5S dovrà fare in modo di non gestire questo momento con arroganza oppure la larga parte contraria alla scelta di ieri potrebbe allontanarsi”. Così il presidente di Rousseau Davide Casaleggio che in un post aggiunge :”Spero che tutti coloro che hanno a cuore il Movimento lavorino per creare le condizioni perché persone come Alessandro possano sentirsi a casa nel Movimento 5 Stelle”.
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Covid: cdm alle 15 per nuovo dl su spostamenti
Attesa proroga stop al 5 marzo
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12 febbraio 2021
12:22
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E’ stato convocato alle 15, a quanto si apprende, il Consiglio dei ministri per approvare il nuovo decreto anti-Covid. Il provvedimento con ogni probabilità prorogherà fino al 5 marzo il blocco degli spostamenti tra Regioni.
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Quasi un caso su 5 in Italia positivo a variante Gb
Risulta dai dati inviati a Iss e ministero su 2 giorni di test
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12 febbraio 2021
13:41
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Circa un caso positivo su cinque in Italia risulta positivo alla variante inglese. Il dato emerge dall’indagine condotta dalle Regioni che hanno inviato al ministero e all’Istituto superiore di sanità i risultati dei test realizzati dal 3 e il 4 febbraio, come indicato in una circolare della scorsa settimana.
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Rt nazionale sale a 0,95
La scorsa settimana a 0,84
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12 febbraio 2021
13:50
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Sale a 0,95 l’Rt nazionale dallo 0,84 della scorsa settimana. Il dato emerge dal monitoraggio Iss-Ministero Salute.
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Di Maio, spero da Di Battista non sia addio, M5S in debito
Su lui commenti vergognosi.Tra noi visioni diverse ma franchezza
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
12 febbraio 2021
14:45
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“Non è un mistero che io ed Ale durante questi anni in diverse circostanze abbiamo avuto una visione diversa, ma ci siamo sempre detti le cose con franchezza ed estrema sincerità e quando potevamo, ci davamo anche qualche consiglio. Ieri ha fatto una scelta che rispetto, ma spero e credo che non sarà un addio.
Per la scelta di Alessandro chiedo rispetto. Ho letto commenti vergognosi contro di lui in queste ore, retroscena e titoli di giornale indegni”. Lo scrive Luigi Di Maio in un post su Fb.
“Con Alessandro, come con pochissimi altri, il MoVimento sarà sempre in debito. In alto i cuori”, aggiunge.
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Governo: De Luca, ad oggi nessuna parola su Mezzogiorno
In relazione ad investimenti e recovery plan
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NAPOLI
12 febbraio 2021
16:03
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Ribadisce più volte che “dobbiamo avere molta prudenza” sul prossimo Governo ma un aspetto, il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, in diretta Fb lo chiama in causa: “Non ho ascoltato nessuna parola sul Mezzogiorno”.
“In relazione agli investimenti, al recovery plan tutte cose che dovemmo verificare – spiega – poi saremo in grado di fare una valutazione”.
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Da lavoro a investimenti, le richieste a Draghi
Ogni categoria ha indicato esigenze in vista del nuovo governo
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11 febbraio 2021
13:36
AGGIORNATO IL
12 FEBBRAIO 2021
11:48
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Dallo stop ai licenziamenti agli investimenti, dalle misure di sostegno alla liquidità delle imprese a nuovi ristori. Nella giornata di consultazioni del premier incaricato Mario Draghi con le parti sociali è emersa in maniera trasversale la disponibilità di sindacati, imprese e organizzazioni di categoria a partecipare attivamente e positivamente al rilancio del paese, puntando su riforme strutturali e investimenti.
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Ma sono arrivate da ciascuno richieste ed esigenze, delle quali Draghi ha preso appunti.
– CONFINDUSTRIA PROMUOVE DRAGHI, ALLEANZA SU INVESTIMENTI: La Confindustria guidata da Carlo Bonomi ha dato un “convinto sostegno all’azione che dovrà intraprendere” il premier incaricato Mario Draghi, sottolineando la “necessità di una grande alleanza pubblico-privato per moltiplicare gli investimenti e concentrarli laddove più servono alla ripresa del Paese”, perchè “c’è davvero molto da fare, e bisogna farlo presto e bene”. Confapi ha sottolineato la necessità di “coniugare lo sviluppo economico alla salute” e investire nelle “risorse umane e nella conoscenze”.
– BANCHE E ASSICURAZIONI, NON INTERROMPERE MISURE: Da Abi e Ania arriva la disponibilità per dare sostegno a imprese, cittadini e sistema Italia. Per l’Abi è importante che le misure varate “non vengano interrotte anzitempo” e “che vengano ridotte gradualmente senza immediatezza, senza integralismi e automatismi”. Gli assicuratori invitano a “una partnership pubblico-privata”, puntando anche su “investimenti a lungo termine”.
– SINDACATI, PROROGA BLOCCO LICENZIAMENTI E CASSA COVID: La richiesta unitaria che arriva dai sindacati Cgil, Cisl e Uil al premier incaricato è di confermare “la proroga del blocco dei licenziamenti e della cassa Covid”. Non per sempre spiegano, “non deve essere sine die, ma ci vogliono i tempi giusti per riformare gli ammortizzatori sociali e far decollare finalmente le politiche attive”. Sulla scuola chiedono di “investire e fare le stabilizzazioni”. I sindacati hanno apprezzato l’ascolto di Draghi e hanno rilanciato la “necessità di una nuova politica industriale”, in particolare su temi come “quelli della transizione energetica e della sostenibilità ambientale” e di “un rilancio serio del lavoro”. A queste richieste Ugl ha aggiunto la richiesta di “una riforma rapida della giustizia civile, per dare certezza a tutti gli operatori del settore”.
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– UNIONCAMERE, NUOVO MODELLO PER SOSTEGNO IMPRESE: Unioncamere ha proposto al premier incaricato l’istituzione di uno strumento in grado di ascoltare esigenze e bisogni delle piccole imprese e di affiancarle ed accompagnarle nella ricerca delle competitività sul modello dell’americana “Small Business Administration”, soprattutto sui temi di sostenibilità e digitalizzazione, a cui sarà destinato gran parte del Recovery.
– AGROALIMENTARE, VOLANO PER PAESE: Il premier incaricato ha spiegato alle associazioni della categoria che “intende puntare sull’agroalimentare quale volano per la crescita e lo sviluppo del Paese, privilegiando contributi mirati invece che sussidi a pioggia e dando una sensibile accelerata al lavoro sulle infrastrutture, vera e propria chiave di volta per accrescere la competitività delle imprese”. I rappresentanti hanno ricordato come sia importante “difendere la sovranità alimentare, ridurre la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento e creare 1 milione di posti di lavoro green entro i prossimi 10 anni con una decisa svolta dell’agricoltura verso la rivoluzione verde”.
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– IL COMMERCIO, APPELLO A FARE PRESTO: Per le associazioni del commercio e dei servizi arriva l’appello per il premier incaricato a fare presto con il piano vaccini, i ristori, e le riforme. Draghi è stato “attento” e loro si aspettano “un cambio di passo”. Per Confcommercio “servono ancora ristori tempestivi ed adeguati alle effettive perdite di fatturato e proroga ampia della cassa covid”. Confesercenti pone l’accento “sulla ripartenza”, sulla necessità di “cogliere questa sfida”, anche con “un piano pluriennale per turismo e città d’arte”, e con “un’Iva che sia uguale agli altri Paesi nostri competitor”.
– GLI ARTIGIANI, AVANTI CON RIFORME: Gli artigiani in “maniera unanime” chiedono di andare avanti con le “grandi riforme che dobbiamo fare dalla Pubblica amministrazione a quella fiscale, a quella della giustizia: è l’occasione per poterle fare, altrimenti non le faremo mai più”. Infrastrutture materiali e immateriali, la transizione al green, il superbonus e la richiesta di portarlo almeno fino al 2023, la transizione 4.0, sono tra le tematiche segnalate dagli artigiani che chiedono ancora ristori, ma soprattutto di puntare agli “investimenti”.
– DALLE COOP RIFORME ESSENZIALI PER MODERNIZZARE PAESE “L’avvio di riforme essenziali per una modernizzazione del Paese”, dal Fisco a P.a., Giustizia, lavoro, pensioni e “l’adozione di una logica di collaborazione tra pubblico e privato, in particolare privato sociale” sono per l’Alleanza delle Cooperative “le precondizioni per garantire il successo del piano di ripresa” – AMBIENTALISTI, BENE MINISTERO TRANSIZIONE ECOLOGICA: Un ministero della transizione ecologica come ottica di sguardo di prospettiva farà parte del prossimo governo come ha rivelato il premier incaricato Draghi alle associazioni ambientaliste.
Soddisfatte per la “centralità” che avrà la trasformazione verde che “dovrebbe ispirare ed essere trasversale alle altre politiche”.
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Super-ministero Ambiente,Italia guarda a modello Ue
Ipotesi accorpamento con Sviluppo. Il tema-chiave dell’energia
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10 febbraio 2021
21:22
AGGIORNATO IL
12 FEBBRAIO 2021
12:01
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I 209 miliardi del recovery fund rischiano di provocare un terremoto politico nei palazzi del potere ministeriale: con il sì di Mario Draghi a un ministero per la Transizione ecologica, l’ambiente, tradizionale Cenerentola nella spartizione del potere e delle risorse, diventa più centrale. L’ipotesi di un accorpamento del relativo ministero con lo Sviluppo economico è l’ipotesi che sembra delinearsi: comporterebbe una ridefinizione di poltrone, competenze e priorità, spostamento di dirigenti, riassegnazione di fondi.
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Per l’Italia, la svolta nella trattativa fra il premier e le rivendicazioni dei 5 Stelle colmerebbe il gap sulle politiche ambientali che la separa dai Paesi europei più avanzati. Se una delle ipotesi era un semplice potenziamento del ministero dell’Ambiente, mettendolo in primo piano nella gestione dei fondi del recovery fund con nuove competenze ad esempio nell’energia a una maggiore assegnazione di fondi, le parole di Luigi Di Maio sembrano aprire ad uno scenario più ambizioso: “Il progetto – ha poi dichiarato su Facebook il ministro degli Esteri uscente – punta infatti a sostenere l’ambiente, come il M5S ha sempre fatto, e ad integrare la difesa della nostra terra con le opportunità di sviluppo e di crescita economica”.
Una soluzione che avvicinerebbe l’Italia al modello europeo: in Francia il ministero delle Transizione ecologia accorpa Trasporti e Infrastrutture e la casella-chiave dell’energia, ed è nella cabina di regìa che gestisce e decide sul recovery assieme al presidente Macron e al ministro dell’Economia Bruno Le Maire. In Spagna lo stesso ministero fa le politiche energetiche. In Svizzera, esiste un unico ‘Dipartimento federale federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni’ che accorpa, appunto, ambiente, Sviluppo economico, trasporti. Soluzioni ariche di ripercussioni politiche in Italia, dove spostare competenze e poteri al Mit, o al Mise, è una piccola rivoluzione. Naturalmente, anche le nomine giocheranno un ruolo chiave, con la casella del nuovo ministero che, se data a al ministro dello Sviluppo economico uscente, Stefano Patuanelli, o a quello degli Esteri Luigi Di Maio, offrirebbe ai 5 Stelle un incentivo in più.
Proprio sugli stanziamenti per la conversione green, sull’utilizzo dei 209 miliardi che l’Europa vuole siano utilizzato per una vera e propria svolta, si profila già il braccio di ferro che caratterizzerà la ‘messa a terra’ del recovery italiano. Proprio la presidente del Wwf, parlando alla Camera, ha messo il dito nella piaga delle “risorse che mancano all’appello” del precedente piano italiano per il recovery fund, con un 31% dedicato alla transizione verde contro il 37% che è la soglia minima imposta dalla Commissione europea.
Draghi – riferisce chi era presente ai colloqui – ha avuto un approccio completamente nuovo sul tema ambientale, normalmente snobbato rispetto ai grandi ‘giochi’ della politica quando si tratta di stabilire nomine e stanziare fondi. “Un approccio in tutt’altra direzione”; ha spiegato Ivan Novelli, presidente di Greenpeace Italia. L’ex presidente della Bce sa bene che l’Europa – per dirla con Christine Lagarde che gli è succeduta all’Eurotower – sulla transizione green “fa sul serio” e non si accontenterà di una spruzzata di verde per dare l’ok a un progetto. Persino la Bce ha dato una svolta ambientalista al modo in cui conduce politica monetaria. ECONOMIA
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Circolare, indagine rapida Iss-Regioni su variante inglese
Ministero Salute, raccolta dati in 2 giorni consecutivi
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08 febbraio 2021
18:09
AGGIORNATO IL
12 FEBBRAIO 2021
12:23
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Al via un’indagine rapida per la valutazione della prevalenza della variante VOC 202012/01 (cosiddetta variante inglese) in Italia e stabilire una prima mappatura del grado di diffusione. L’indagine è coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con tutte le Regioni e province autonome.
Nella circolare diffusa dal Ministero della Salute viene indicato che l’obiettivo è identificare, tra i campioni con risultato positivo per SARS-CoV-2 possibili casi di infezione con la variante, e fornire i dati di prevalenza per eventuali misure. L’indagine si svolgerà in due giorni consecutivi.
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Scuola: i presidi a Draghi, dare a ogni istituto potere di assunzione
Giannelli, prolungare calendario? Sì ma per un tempo contenuto
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08 febbraio 2021
18:58
AGGIORNATO IL
12 FEBBRAIO 2021
15:03
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“Ci sono 800mila posti di insegnamento e oltre 200mila sono scoperti. Bisognerebbe assumere oltre 200mila docenti ed è fattibile se daremo alle scuole il potere di assumere, magari attraverso una forma di concorso alleggerita.
Se il presidente incaricato sta pensando a una riforma strutturale la accogliamo con favore”. Lo ha detto il presidente dell’Associazione nazionale presidi Antonello Giannelli. Sull’ipotesi di prolungamento dell’anno scolastico sottolinea: “se si tratta di un prolungamento relativamente contenuto si può fare, ricordo che il mondo della scuola sta lavorando da settembre, non si può proseguire ad libitum”.
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Covid: anticorpi monoclonali, Lazio punta su ricerca farmaco
Zingaretti visita laboratori Tor Vergata, aiutiamo grande lavoro
r
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ROMA
12 febbraio 2021
15:07
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Il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti ha visitato oggi i laboratori di Biochimica Clinica, Genetica e Virologia del Policlinico di Tor Vergata – diretti dai professori Sergio Bernardini, Giuseppe Novelli e Sandro Grelli – presso i quali si sta portando avanti la ricerca per l’individuazione di farmaci a base di anticorpi monoclonali contro il Covid-19. L’equipe del professor Novelli, in particolare, studia da mesi gli anticorpi monoclonali, prodotti biologici in grado di impedire al virus di entrare nelle cellule ospiti e di impedirne la replicazione.
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Secondo le ultime ricerche, i farmaci di questo tipo, se somministrati all’insorgere dei primi sintomi dell’infezione sono in grado di guarire le persone che hanno contratto il virus, evitando complicazioni e ricovero. Il ricorso ai farmaci a base di anticorpi monoclonali è stato già autorizzato negli Stati Uniti, è attualmente all’esame dell’Agenzia Europea del Farmaco (Ema) e nei giorni scorsi, sulla base delle indicazioni dell’Agenzia Italiana del Farmaco e del parere del Consiglio Superiore di Sanità, il Ministero della Salute ne ha autorizzato la distribuzione temporanea anche in Italia.
La Regione Lazio ha scelto di puntare sulla nuova tecnica messa a punto a Tor Vergata, che utilizza anticorpi sintetici, potenzialmente in grado di adattarsi alle mutazioni del virus; già nell’ottobre scorso è stato firmato un protocollo di intesa Regione- Università di Tor Vergata per sostenere con 2 milioni di euro “la ricerca e la sperimentazione per la messa a punto di un farmaco in grado di curare i malati di Covid-19 nel più breve tempo possibile”. Una scelta che si è affiancata a quella di contribuire alla ricerca sul vaccino.
“Da subito, a partire dal mese di marzo dello scorso anno, la Regione Lazio, prima in Italia, ha deciso di fare la sua parte nella lotta contro il Covid19, direttamente nel campo della ricerca”, ha dichiarato il presidente Zingaretti.
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Anticorpi Monoclonali, la distribuzione è affidata al commissario Arcuri
Lo prevede il decreto Speranza pubblicato in Gazzetta. Ok a temporanea distribuzione ai farmaci Eli Lilly e Regeneron
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08 febbraio 2021
20:15
AGGIORNATO IL
12 FEBBRAIO 2021
00:04
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E’ stato pubblicato in gazzetta ufficiale il decreto del ministro della Salute Roberto Speranza per l”Autorizzazione alla temporanea distribuzione dei medicinali a base di anticorpi monoclonali per il trattamento di COVID-19′.
E’ autorizzata la temporanea distribuzione dell’anticorpo monoclonale bamlanivimab e l’associazione di anticorpi monoclonali bamlanivimab-etesevimab, prodotti dall’azienda farmaceutica Eli Lilly, e l’associazione di anticorpi monoclonali casirivimab-imdevimab dell’azienda farmaceutica Regeneron/Roche.
La distribuzione dei farmaci con anticorpi monoclonali è effettuata dal Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19. Lo prevede il decreto del ministro della Salute ‘Autorizzazione alla temporanea distribuzione dei medicinali a base di anticorpi monoclonali per il trattamento di COVID-19’ pubblicato in gazzetta ufficiale.
Per l’anno 2021, “nello stato di previsione del Ministero della salute, è istituito un fondo con una dotazione di 400 milioni di euro da destinare all’acquisto dei vaccini anti SARS-CoV-2 e dei farmaci per la cura dei pazienti con COVID-19”, si legge nel decreto del ministero della Salute, con riferimento alla legge di bilancio 30 dicembre 2020 n.178.
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Assessore Sanità Umbria, mancano vaccini Covid
“Recuperarli fuori gestione governo potrebbe essere soluzione”
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PERUGIA
11 febbraio 2021
16:43
AGGIORNATO IL
12 FEBBRAIO 2021
01:04
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“Ci sono pochi vaccini contro il Covid”: è l’allarme lanciato dall’assessore alla Sanità della Regione Umbria Luca Coletto. “Abbiamo circa 9 mila dosi Pfizer per 80 mila anziani ultraottantenni”, ha detto nella conferenza stampa settimanale di aggiornamento sulla pandemia.
“C’è – ha sottolineato Coletto – un’enorme difficoltà. Pensare di recuperarli al di fuori di quella che è la gestione governativa, come stanno facendo altre regioni, potrebbe essere una soluzione. Vediamo quello che il mercato ci offre perché effettivamente il problema maggiore in una pandemia è di essere rapidi. Se il sistema attuale è inefficiente noi cercheremo di renderlo efficiente. Ma – ha concluso Coletto – mancano i vaccini”.
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Vaccini: in Calabria dosi a insegnanti insieme ad 80enni
Lo ha deciso Spirlì, scuole resteranno chiuse due settimane
r
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CATANZARO
11 febbraio 2021
22:39
AGGIORNATO IL
12 FEBBRAIO 2021
09:05
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Il personale scolastico calabrese sarà vaccinato contestualmente alla popolazione ultra 80enne. È quanto ha deciso il presidente ff della Regione Calabria Nino Spirlì che oggi ha convocato, in videoconferenza, la responsabile dell’Ufficio scolastico regionale e i rappresentanti di tutte le sigle sindacali del settore per comunicare il nuovo programma, ideato per contrastare con più efficacia la diffusione del Covid-19 e consentire la conclusione dell’anno scolastico in sicurezza.
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“Allo scopo di agevolare la somministrazione della prima dose a tutto il personale scolastico, e di evitare ulteriori disagi e disservizi – è scritto in una nota – Spirlì ha inoltre proposto la chiusura di tutte le scuole regionali di ogni ordine e grado, per un tempo pari a due settimane. Le organizzazioni sindacali, dopo aver manifestato apprezzamento per l’attenzione che il presidente della Regione continua a dimostrare al mondo della scuola, hanno accettato tutte le proposte. Nei prossimi giorni, dirigenti della Regione e sindacati metteranno a punto l’apposito piano delle vaccinazioni, per consentire la somministrazione volontaria delle dosi a tutti quegli operatori scolastici che avranno dato il loro assenso”.
“Ritengo – spiega Spirlì – che tutto il personale scolastico debba essere considerato ‘a rischio’ per la particolare missione che lo vede impegnato quotidianamente tra le giovani generazioni. Il numero elevato di contagi, che ha portato, negli ultimi mesi, alla chiusura forzata di troppi istituti, mi ha convinto, semmai ce ne fosse stato bisogno, che questo sia il momento giusto per intervenire. Vaccinare gli insegnanti e chi con loro contribuisce al buon andamento della scuola italiana è diventato, da pensiero fisso, un dovere. Mi auguro – conclude il presidente ff della Regione – che tutte le famiglie calabresi possano apprezzare questa decisione, perché nasce dalla fraterna urgenza di tranquillizzarle e garantirle. Un passo successivo dovrà essere, tuttavia, quello che interessa le famiglie stesse: non perdere mai l’attenzione nei confronti di un virus che, spietatamente, colpisce soprattutto i disattenti, i distratti, chi lo nega, chi lo sfida”.
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Vaccini: lettera Veneto ad Aifa, cerchiamo 4 mln dosi
Chiede autorizzazione a negoziare. Zaia, noi tiriamo dritti
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VENEZIA
12 febbraio 2021
14:55
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Il Veneto sta cercando sul mercato parallelo 4 milioni di dosi di vaccino anti-Covid19. Lo spiega la lettera che la Regione, attraverso Azienda Zero, ha inviato all’Aifa per chiedere “preventiva autorizzazione a poter negoziare l’acquisto e l’importazione con fornitori esteri di vaccini”, considerata “la carenza circa l’approvvigionamento”.
“Noi tiriamo dritti” ha detto Luca Zaia, rispondendo alle polemiche sulla ricerca di dosi avviata dal Veneto sul mercato.
Nella lettera ad Aifa, che data di protocollo del 3 febbraio, la Regione precisa che “la negoziazione riguarderà esclusivamente tipologie di vaccini già autorizzati Ema”.
12 febbraio 2021
19:38
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DRAGHI HA SCIOLTO LA RISERVA
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Covid: Regione Umbria restringe le proprie zone rosse
Quattro comuni della provincia di Terni tornano arancioni
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PERUGIA
12 febbraio 2021
19:34
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La Regione Umbria – in fascia arancione, con una ‘sottozona rossa’ – ha ristretto l’area in cui sono previste le maggiori restrizioni per il contenimento del Covid: una ordinanza prevede che i comuni di Lugnano in Teverina, Attigliano, Calvi dell’Umbria e Montegabbione, in provincia di Terni, già da stasera non saranno più soggetti alle restrizioni territoriali specifiche. Queste e rimangono valide per l’intera provincia di Perugia e i comuni di Amelia e San Venanzo, nel Ternano, secondo quanto stabilito dalla precedente ordinanza numero 14 del 6 febbraio (valida fino al 21 febbraio).
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Sgarbi, Extraliscio a Sanremo è avanguardia
Festival poteva essere alleato per ripartenza cinema e teatri.
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12 febbraio 2021
19:46
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Elisabetta Sgarbi intreccia mondi, segue le strade delle sue passioni e riesce a far dialogare, con una formula tutta sua, la letteratura, il cinema e ora anche la musica. Storica direttrice editoriale della Bompiani, poi fondatrice, con Umberto Eco, de La nave di Teseo, ideatrice de La Milanesiana, regista e produttrice di tanti film documentari, debutta con la band degli Extraliscio al Festival di Sanremo 2021 come produttrice musicale.
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E tutto questo mentre il film di Pupi Avati, ‘Lei mi parla ancora’ dedicato alla storia dei suoi genitori ottiene un grande successo di pubblico e critica.
Un anno d’oro in cui “guardare il mondo in Extraliscio” la ha portata a Sanremo. Cosa significa per lei? “Nulla di particolare. Mi ci ha portato la Letteratura e il mio lavoro di editore. Io seguivo Ermanno Cavazzoni, che pubblico con grande gioia da qualche anno. Ermanno mi ha portato agli Extraliscio. Io mi sono appassionata e come sempre sono andata fino in fondo alle mie passioni. E siamo arrivati a Sanremo” dice la Sgarbi. E come avete scelto di portare all’Ariston il brano ‘Bianca Luce Nera’? “E’ accaduto in una notte di aprile. Ero a Ro, in pieno lockdown, e Mirco Mariani, leader di Extraliscio, mi ha mandato una melodia con incisa la sua voce. Mi ricordo di averla ascoltata nel silenzio più assoluto, lungo l’argine. C’era già il ritornello e c’era già Bianca Luce Nera. Me ne sono innamorata. Pacifico poi ha dato vita a un testo secondo me straordinario: l’ossessione per qualcosa cui non si può resistere e che alla fine si impara a seguire”.
E cosa pensa del cast del Festival così insolito, giovane, con molti produttori indipendenti? “Beh, i miei Extraliscio sono dei ‘vecchietti’ terribili e scatenati. Questa è una cosa che mi piace molto. Mirco Mariani, Moreno il Biondo, Mauro Ferrara e anche Davide Toffolo hanno una storia musicale straordinaria che abbraccia generi molto diversi” dice la Sgarbi. E aggiunge: “Extraliscio in sé, invece, è un progetto giovane, bambino, innocente e curioso, per molti versi d’avanguardia. Mi piace questo loro essere giovani e vecchi, bambini e adulti, esperti e esordienti. Io vivo così, esattamente così”.
E come vede questa edizione del Festival di Sanremo senza pubblico per l’emergenza sanitaria, accompagnato dalla proteste del mondo della cultura che ha chiesto parità? “Io avrei osato con il pubblico. Sanremo è diventato il bersaglio troppo facile di una rabbia giusta degli operatori dello spettacolo gettati nell’incertezza. Sono da entrambe le parti: ho un film in uscita sine die nelle sale con Nexo dedicato agli Extraliscio e sono a Sanremo con un brano di Extraliscio. Avrei utilizzato Sanremo come alleato per ripartire con cinema e teatri. Così abbiamo ottenuto di tenere tutto chiuso”.
Ma Elisabetta Sgarbi che tipo di musica ascolta? E’ una fan di Sanremo? “Si’, sempre guardato. Anche per ragioni di lavoro: alcuni anni fa ho pubblicato un libro di Di Martino e Cammarata ,’Un mondo raro. Vita e incanto di Chavela Vargas’. Mi sembra che il brano di Di Martino a Sanremo sia molto piaciuto. Quindi rilanceremo il libro. Amo molto un fisarmonicista americano di origine slovena, che sogno di far suonare con gli Extraliscio: Guy Klucevsek e il suo album ‘Flying Vegetables of the Apocalypse'”.
E del film di Avati dice: “Un caleidoscopio di sentimenti. Sofferenza, felicità, molto orgoglio, grande soddisfazione, insopprimibile malinconia. Ho dovuto vedere scene che non avrei mai voluto rivedere, come la malattia e la morte di mia mamma. E ho vissuto scene che non avrei potuto vivere se non al cinema, che vengono prima di me: il fidanzamento dei miei genitori giovani, per esempio. E non dimenticherò il loro ballo, soli al centro di una balera, mentre si dichiarano il loro amore con gli altri ballerini intorno che li guardano, e gli Extraliscio che cantano ‘Non partir’, arrangiato da Mirco Mariani”. Del successo di Pozzetto alla prima interpretazione drammatica spiega: “Su Pozzetto ne ero certa. Ma non per questo non sono rimasta sorpresa. La mia stima per Pupi Avati e per la squadra con cui lavora mi ha sempre indotto a sperare solo che fosse uno dei migliori film di Avati.
E così è stato”.
L’anno della pandemia è stato ricco di successi editoriali per la Sgarbi che ha vinto anche i migliori premi letterari in Italia e all’estero e stanno per uscire titoli attesissimi tra cui ‘Clima’ di Bill Gates e un inedito di Umberto Eco a 5 anni dalla morte. “L’anno d’oro lo si guarda come una bella fotografia in cui sei venuta bene. Per il nuovo anno sono particolarmente lieta di due libri: ‘La notte delle ninfee’ di Luca Ricolfi, già alla quinta edizione; ‘Il pane perduto’ di una grande scrittrice, Edith Bruck, giunto alla terza edizione. E il libro di mio padre che raccoglie tutte le sue opere, ‘Lei mi parla ancora. Memorie edite e inedite di un farmacista’, che è in ristampa”.
Dopo la vittoria con ‘Il colibrì’ di Sandro Veronesi nel 2020, La Nave di Teseo parteciperà al Premio Strega 2021? “Vediamo.
Abbiamo libri molto belli. Ma in quest’annata letteraria ho letto bei libri: Nicola Lagioia, che però ha dichiarato di non partecipare; Silvia Avallone, Aurelio Picca, Teresa Ciabatti, Andrea Bajani. Tutti potenziali vincitori. Ma anche altri.
Vediamo come reagiranno gli amici della domenica ai nostri libri. Le candidature sono libere” spiega la Sgarbi.
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Vaccini: Cirio ‘non aspettiamo Roma, cerchiamo 3mln pezzi’
Rispettosi regole, ma vaccino unica arma per uscire da crisi
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TORINO
12 febbraio 2021
18:24
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“Siamo sabaudi e rispettiamo le regole, ma anche oggi abbiamo proseguito nel lavoro di ricerca autonoma dei vaccini sul mercato internazionale. Abbiamo dato mandato a Scr, la Società di committenza regionale, di cercare tre milioni di pezzi”.
Così il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, sulla campagna vaccinale regionale. “Non vogliamo perdere neanche un minuto – sottolinea il governatore – e soprattutto non stiamo ad aspettare Roma. Se c’è una via nel rispetto delle norme che mi permette un auto-approvvigionamento la devo percorrere, perché il vaccino è l’unica vera arma per uscire da questa crisi”.
12 febbraio 2021
19:45
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BRUNETTA ALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, DI MAIO AGLI ESTERI, CARTABIA GIUSTIZIA
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Casaleggio, Di Battista fondamentale per M5S. Di Maiio: ‘Spero non sia un addio’
‘I Cinquestelle hanno bisogno della sua coerenza e onestà’ dice. Dibba fa un post su Fb:’Rappresaglia dei giornali berlusconiani’. Appendino: ‘Rispetto per Alessandro’
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12 febbraio 2021
15:29
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“Non è un mistero che io ed Ale durante questi anni in diverse circostanze abbiamo avuto una visione diversa, ma ci siamo sempre detti le cose con franchezza ed estrema sincerità e quando potevamo, ci davamo anche qualche consiglio. Ieri ha fatto una scelta che rispetto, ma spero e credo che non sarà un addio.
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Per la scelta di Alessandro chiedo rispetto. Ho letto commenti vergognosi contro di lui in queste ore, retroscena e titoli di giornale indegni”. Lo scrive Luigi Di Maio in un post su Fb. “Con Alessandro, come con pochissimi altri, il MoVimento sarà sempre in debito. In alto i cuori”, aggiunge.
“Alessandro è fondamentale per il Movimento. E’ una persona che stimo, in grado di portare avanti con coerenza i principi e le battaglie del M5S”, dichiara Davide Casaleggio in un post dove aggiunge: “Anche grazie a lui e alla sua passione durante questi anni, oggi molti siedono in posizioni importanti nelle istituzioni. Questa sua scelta dimostra per l’ennesima volta l’onestà intellettuale di Alessandro ed è proprio di questa coerenza che ha bisogno il Movimento”.
E Alessandro di Battista in un altro post spiega: “E’ partita la ‘rappresaglia’ mediatica contro di me dai giornali berlusconiani. Per quale ragione? Per articoli come questo! Qui ho messo in fila fatti. Solo fatti provati e sentenze. Il quadro è da film horror. Soprattutto in virtù del fatto che un partito come Forza Italia (nato con determinati presupposti, con determinate relazioni e con determinati obiettivi), probabilmente, nelle prossime ore, tornerà al governo del Paese”. Di Battista rilancia su Fb un suo articolo, aggiornato, su Tpi in cui attacca Berlusconi e ricorda la “storia della condanna di Dell’Utri”.
“Rispetto Alessandro Di Battista, la sua storia e quello che ha fatto per il Movimento, ma penso che il sì al governo Draghi sia una scelta responsabile”. Lo afferma la sindaca di Torino Chiara Appendino, eletta tra le fila del Movimento 5 Stelle da cui si è auto sospesa, commentando la scelta di Di Battista dopo il voto di Rousseau sul nuovo governo Draghi. “Spero che un giorno Alessandro possa tornare e fare la sua parte per il Movimento, che credo sia la casa di tutti – aggiunge ai microfoni di Radio Veronica One a margine della presentazione dell’edizione 2021 della corsa Just The Woman I Am – ma c’è stato un voto e penso sia giusto rispettarlo. Io auspicavo questo esito, l’ho anche detto pubblicamente, perché credo che un movimento con tanti rappresentanti in Parlamento debba prendersi la responsabilità di governare. Ora spero che temi come innovazione, ambiente e welfare vengano messi al centro dell’agenda di questo governo e, come sindaca, che le città siano coinvolte in particolare sul Recovery Plan e che queste risorse arrivino presto nelle nostre comunità”.
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Governo: voto Rousseau, dal 94% sul Conte 1 al 59% su Draghi
In mezzo alleanza con Pd approvata dagli iscritti M5S con il 79%
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12 febbraio 2021
12:50
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Il via libera al sostegno al Governo Draghi ha registrato un consenso percentuale decisamente più basso rispetto alle due precedenti occasioni in cui gli iscritti al Movimento 5 Stelle si sono espressi sulla piattaforma Rousseau su un’alleanza con altri partiti per formare un esecutivo.
Il miglior risultato è stato ottenuto dal primo governo Conte, quello ribattezzato gialloverde.
Il 18 maggio 2018, infatti, è passato con il 94,3% dei voti favorevoli il ‘Contratto per il Governo del Cambiamento!’ con la Lega, approvato da 42.274 delle 44.796 persone partecipanti alla votazione durata deci ore.
Poco più di un anno più tardi, il 3 settembre 2019, al vaglio della piattaforma nata come strumento di democrazia partecipativa è finito l’accordo di governo con il Pd: nell’arco di nove ore si sono espressi 79.634 iscritti, con 63.146 click sul SI (79,3%) e 16.488 sul NO (20,7%).
Non è andata invece oltre il 59,3% la maggioranza degli iscritti al M5S che ieri ha dato il via libera all’adesione al nascituro governo Draghi: dei 74.537 votanti su Rousseau (su una base arrivata a 119.544 iscritti con diritto di voto), si sono espressi favorevolmente in 44.177, mentre 30.360 (40,7%) hanno votato contro durante la consultazione durata otto ore.
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Casini: ‘Sono positivo al Covid ma sto bene’
Lo afferma il senatore durante la trasmissione ‘l’Aria che Tira’
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12 febbraio 2021
16:16
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“Ho il Covid, ma sto bene”.Lo afferma Pier Ferdinando Casini nel corso di un collegamento con la trasmissione l’Aria che Tira facendo sapere di aver scoperto ieri di essere positivo al Coronavirus.
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Governo: Mario Draghi già premier nel presepe a Napoli
In bottega S. Gregorio Armeno prende posto tra Putin e Biden
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NAPOLI
12 febbraio 2021
14:14
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Ha preso posto sugli scaffali tra Biden e Putin la statuina di terracotta di Mario Draghi che, per gli artigiani di San Gregorio Armeno – la strada del presepe napoletano -, è già presidente del Consiglio. Draghi ‘pastore’, vestito nero e cravatta rosa, è stato realizzato da Genny Di Virgilio che ha voluto così augurare buon lavoro al premier incaricato.
“Viviamo un brutto periodo della nostra storia – ha detto Di Virgilio – e spero che il prestigio mondiale riconosciuto a Mario Draghi, ci aiuti a superarlo”.
Tra le botteghe della strada del centro storico di Napoli, rimaste chiuse per molto tempo a causa della pandemia, la ripartenza è lenta e la crisi ha già messo alle corde qualche artigiano. “Noi artigiani come tutti gli italiani confidiamo, appena usciti dalla morsa del virus, di ripartire al meglio.
Aspettiamo il premier a Napoli e, anche dedicandogli questa statuina, gli auguriamo buon lavoro”, conclude Di Virgilio.
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Covid, Abruzzo, Liguria, Toscana e Trento in zona arancione. Impianti di sci restano chiusi in Trentino
Confermate misure per Umbria e Bolzano. Sicilia in giallo. Arriva l’ok del Cdm alla proroga, stop agli spostamenti fino al 25 febbraio
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12 febbraio 2021
22:51
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Via libera in Consiglio dei ministri al decreto legge Covid, che proroga il blocco degli spostamenti tra le Regioni, anche quelle gialle, dal 15 al 25 febbraio.
“Dal 16 al 25 febbraio – recita la norma – sull’intero territorio nazionale è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione”.
Tre regioni – Abruzzo, Liguria, Toscana – e la provincia di Trento, passano in zona arancione.
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Il ministro della Salute Roberto Speranza firmerà nelle prossime ore le ordinanze, valide a partire da domenica. In arancione restano anche l’Umbria e la provincia di Bolzano anche se per entrambe i governatori hanno disposto misure ancora più restrittive. La Sicilia torna in giallo allo scadere dell’ordinanza.
Con la classificazione arancione del Trentino non ci sarà l’apertura degli impianti di risalita, che era stata prevista il 17 febbraio, non il 15 come altrove, con un’ordinanza già approvata dal presidente Fugatti. Lui stesso però aveva spiegato che il mantenimento della zona gialla sarebbe stato una condizione necessaria per l’apertura. Non sono valsi a nulla, quindi, i preparativi nelle località di montagna, che si erano attrezzate per il contingentamento degli accessi giornalieri limitando la portata oraria degli impianti di risalita, ma anche per l’acquisto degli skipass online e le app anti-coda per evitare assembramenti.
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Governo: Costa, ok transizione ecologica, affronta cambio clima
Ex ministro: ‘Proposi nel 2019, già creato dipartimento transizione in ministero’
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NAPOLI
12 febbraio 2021
15:56
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“Sono felice che della transizione ecologica oggi ne parlino tutti. E’ il tema dei temi, non è una questione energetica, ma ecologica, è il modo per affrontare i mutamenti climatici”.
Lo afferma il ministro per l’ambiente uscente Sergio Costa, commentando l’ok di Mario Draghi al ministero proposto da Grillo.
“Io lo proposi già nel 2019 – spiega Costa – alla nascita del governo Conte 2, era il 21 settembre 2019, il governo lo approvò ma il Parlamento decise di non trovare la sintesi e defalcò l’emendamento governativo. Lo dico per dimostrare che non è un tema solo di Grillo ma esiste da tempo e io ci credo fino in fondo. Al no del Parlamento io feci un decreto per la nascita del dipartimento della transizione ecologica nel ministero dell’Ambiente. Mi auguro che il nuovo ministro sia rigoroso, una persona di visione, perché questi sono provvedimenti che imposti adesso e i cui risultati saranno raccolti dai ministri negli anni a seguire”.
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Governo, ultime ore per definire la squadra
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12 febbraio 2021
16:45
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Sono le ultime ore necessarie al premier incaricato Mario Draghi per definire la squadra di governo. Resterebbero ancora da definire alcune caselle, in particolare quella del ministero della Transizione ecologica, per completare la lista dei ministri.
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Grande prudenza trapela da fonti vicine al premier incaricato e al Colle, che sottolineano come al momento non ci siano previsioni sui tempi.
E’ pressochè al buio ogni ipotesi sui nomi (come quella che vorrebbe al nuovo ministero della Transizione ecologica il fisico Roberto Cingolani, attuale responsabile dell’Innovazione tecnologica di Leonardo, dal 2005 al 2019 direttore dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova).
Non si esclude un ‘superministro’ politico come il premier uscente Conte o lo spacchettamento delle deleghe, dallo sviluppo economico all’ambiente, tra diversi viceministri. Si discute già anche delle ambite deleghe all’Economia, ministero per il quale viene ancora considerato ‘in pole’ Daniele Franco, direttore generale di Bankitalia: si fanno i nomi di Ernesto Maria Ruffini per la riforma del fisco e poi di figure politiche esperte, come il leghista Massimo Garavaglia, nelle caselle di viceministri e sottosegretari. Negli ambienti politici c’è grande agitazione tra chi aspira a entrare al governo, anche da ‘semplice’ sottosegretario. Ma su possibili rose di candidati non c’è alcuna conferma e viene smentita, in ambienti vicini al premier incaricato, l’attendibilità di gran parte delle ipotesi circolate negli ultimi giorni. Sarà Draghi a chiamare i ministri, a ridosso della chiusura della lista. La presenza di donne si annuncia consistente. E c’è chi ipotizza che alla fine ai tecnici nel governo vadano deleghe di peso, ma che numericamente i politici possano essere di più. Continua a circolare l’ipotesi che i ministri di partito siano dodici: tre al M5s, due ciascuno a Pd, Fi e Lega, uno a Leu, Iv e Misto. Quanto ai nomi, si citano Giancarlo Giorgetti e Riccardo Molinari o Giulia Bongiorno per la Lega, Luigi Di Maio e Stefano Patuanelli per il M5s (‘fuori quota’, eventualmente, il premier Giuseppe Conte), per il Pd sarebbero in lizza Andrea Orlando, Dario Franceschini e Lorenzo Guerini (difficile l’ingresso del segretario Nicola Zingaretti, anche perché potrebbe chiedere poi di entrare Matteo Salvini). In Fi si citano Antonio Tajani e Anna Maria Bernini, per Leu Roberto Speranza, per Iv Teresa Bellanova. Resisteranno questi nomi alla prova di Draghi? Difficile dire. Così come non confermati sono i nomi dei possibili tecnici al governo. Circola con insistenza l’ipotesi di Carlo Cottarelli alla Pa, Marta Cartabia alla Giustizia, Luciana Lamorgese all’Interno, Rocco Bellantone alla Salute, Elisabetta Belloni agli Esteri.
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Governo, la diretta dal Quirinale
Mario Draghi incontra il presidente Mattarella
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12 febbraio 2021
19:32
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Colao, nuovo ministro dell’Innovazione Tecnologica
Il manager della sfida della ripartenza
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13 febbraio 2021
11:57
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Da sempre, ad ogni nuovo traguardo di un lunga carriera da supermanager, forse il più internazionale e sicuramente tra i più stimati nel mondo tra gli uomini d’azienda italiani, Vittorio Colao è stato inquadrato nella scalata al successo del vivaio milanese dei ‘McKinsey Boys’. Un manager da sempre apprezzato e corteggiato (e spesso a vuoto) da Governi e politica: bresciano, classe 1961, famiglia con un ramo di origini calabresi, bocconiano con un master a Harvard, nel 2014 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano gli ha conferito l’onorificenza di Cavaliere del Lavoro.
Sempre serio, atteggiamento schivo, cortese e determinato, il suo autoritratto può essere sintetizzato in un episodio che, tempo dopo, lui stesso ha raccontato.
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Nel 2018 aveva così spiegato la scelta di non lasciare il suo lavoro di capo azienda per un incarico al Governo: “E’ vero che in passato mi hanno offerto di fare il ministro, ma avevo un lavoro bello e importante da completare, dipendevano da me più di 100mila persone. Credo che gli impegni di lavoro vadano conclusi”.
La società che non aveva voluto lasciare era un colosso mondiale, il gruppo delle tlc Vodafone che ha guidato dal 2008 al 2018 in un intenso lavoro di riorganizzazione e di crescita. Quel percorso era iniziato nella seconda metà degli anni ’90, in Italia prima di volare a Londra, prima come direttore generale poi amministratore delegato di Omnitel che diventerà Vodafone Italia.
Aver domato le sfide del settore delle tlc, negli anni della fine dei monopoli e delle gare per l’inseguirsi delle nuove tecnologie della rivoluzione del mobile, è forse la sua esperienza più vicina al ruolo che si accinge ad assumere nel Governo di Mario Draghi: ministro per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale.
E’ stato un lungo percorso, quello in Vodafone, interrotto nel 2004 e per un paio di anni, per un altro incarico di primissimo piano, alla guida di Rcs MediaGroup. Più volte il nome di Vittorio Colao è ricorso, negli ambienti del Governo, quando si cercava un manager per problemi da districare. Lo scorso aprile è arrivata la chiamata a cui non poteva dire di no, dal Governo Conte, per la sfida più grande: guidare la la task force per la ‘ripartenza’ dell’Italia, di un Paese e di una economia travolti dall’emergenza del Covid-19. A lui ha fatto riferimento il lavoro del gruppo di ‘alto livello’ di giuristi, economisti, esperti, incaricato di mettere a fuoco le sfide di una emergenza senza precedenti e di studiare le strade per uscire dalla crisi.
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Governo: siparietto all’uscita del Quirinale Draghi ai fotografi: ‘Crepi il lupo!’
Il premier abbassa il finestrino all’uscita dal Quirinale e risponde a chi gli urla ‘In bocca al Lupo’
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12 febbraio 2021
21:33
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Siparietto all’uscita del Quirinale tra il presidente del Consiglio e i fotografi. “Presidente in bocca al lupo” gli gridano i fotografi.
All’augurio di uno dei fotografi, il premier- inaspettatamente – abbassa il finestrino dell’auto e grida “crepi il lupo”, suscitando sorpresa e qualche sorriso tra i presenti.
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Governo: il governo Draghi notizia sui maggiori siti globali
Bbc, Al Jazeera, Guardian, Ft, la svolta fa il giro del mondo
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12 febbraio 2021
23:17
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Dalla Bbc a Al Jazeera, dal Guardian a Le Monde, da Le Figaro allo Spiegel fino a El Pais: la notizia del governo Draghi che si prepara a giurare fa il giro del mondo e finisce sulle home page dei principali siti europei e internazionali, dopo essere stata battuta anche dalle maggiori agenzie di stampa globali.
Almeno per il momento tutti sembrano concentrarsi sulla stretta cronaca politica, senza commenti o editoriali: “Draghi giurerà da primo ministro”, titola la Bbc, “Mario Draghi accetta il posto di premier”, recita Le Monde, “Draghi presenta un governo di tecnici e politici per superare la crisi italiana”, campeggia su El Pais.
La notizia trova spazio anche sul principale quotidiano economico internazionale, il Financial Times, che scrive: “Mario Draghi si appresta a diventare il nuovo primo ministro”.
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Governo Draghi, la diretta del giuramento dal Quirinale
Le immagini del giuramento
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13 febbraio 2021
11:40
Il giuramento di Mario Draghi e dei 23 ministri, il governo è operativo
15 politici in squadra. Il dibattito al Senato da mercoledì
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13 febbraio 2021
12:29
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Nasce il governo Draghi. Il presidente del Consiglio Mario Draghi e tutti i 23 ministri hanno giurato nelle mani del Capo dello Stato. L’esecutivo è nelle sue funzioni.
Draghi e tutti i ministri hanno recitato di fronte al Capo dello Stato la seguente formula: “Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione”.
Intorno alle 13, a Palazzo Chigi, un’altra cerimonia: quella del passaggio della campanella con il suo predecessore, Giuseppe Conte.
A
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Subito dopo si terrà il primo Consiglio dei ministri.
Molti i politici, tante le conferme. Ma ai tecnici vanno tutti i ministeri chiave. La nuova squadra di ministri, che registra anche un terzo di donne, è formata e dà spazio a tutti i partiti dell’ampia maggioranza che sostiene l’esecutivo, con – appunto – figure di fiducia del premier in dicasteri chiave. Il premier sale al Colle alle 19 e dopo quaranta minuti di colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella scioglie la riserva. Come le regole vogliono, poi esce dallo studio del capo dello Stato e legge i 23 nomi. Asciutto nello stile, non aggiunge alcun commento davanti alle telecamere. Solo lasciando il Quirinale si lascia andare per un attimo: “In bocca al lupo”, risponde ai fotografi che lo attendono sommergendolo di flash.
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Ecco la lista dei ministri
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Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Roberto Garofoli
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Sono otto, su un totale di ventitre, le donne ministro del governo Draghi, mentre gli uomini sono quindici.
La compagine ‘rosa’ del governo è composta da Marta Cartabia, Luciana Lamorgese, Mariastella Gelmini, Mara Carfagna, Fabiana Dadone, Elena Bonetti, Erika Stefani e Cristina Messa.
Gli uomini sono Dario Franceschini, Andrea Orlando, Federico D’Incà, Vittorio Colao, Renato Brunetta, Massimo Garavaglia, Luigi Di Maio, Lorenzo Guerini, Daniele Franco, Giancarlo Giorgetti, Stefano Patuanelli, Roberto Cingolani, Enrico Giovannini, Patrizio Bianchi e Roberto Speranza.
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Ecco tutti i ministri del governo Draghi:
1) Daniele Franco all’Economia
2) Giancarlo Giorgetti ministro Sviluppo economico
3) Roberto Speranza alla Salute
4) Cingolani all’Ambiente Transizione ecologica
5) Luigi Di Maio ministro degli Esteri
6) Marta Cartabia alla Giustizia
7) Renato Brunetta alla Pubblica Amministrazione
8) Andrea Orlando al Lavoro
9) Luciana Lamorgese agli Interni
10) Erika Stefani alle Disabilità
11) Vittorio Colao all’Innovazione tecnologica
12) Patrizio Bianchi all’Istruzione
13) Dario Franceschini alla Cultura
14) Federico D’Incà ai Rapporti con il Parlamento
15) Massimo Garavaglia al Turismo
16) Elena Bonetti pari Opportunità
17) Mara Carfagna ministro al Sud e Coesione
18) Lorenzo Guerini alla Difesa
19) Maria Stella Gelmini alle Autonomie
20) Dadone alle Politiche Giovanili
21) Stefano Patuanelli all’Agricoltura
22) Enrico Giovannini alle Infrastrutture
23) Cristina Messa all’Università.
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Nessuna trattativa estenuante con le forze politiche: la composizione dell’esecutivo è una partita che l’ex numero uno della Bce ha giocato solo affidandosi ai consigli del Colle, come Costituzione vuole. Ciò non toglie che ci sia voluto ugualmente un complesso lavoro di cesello per trovare i giusti equilibri. Prima il giuramento, poi si terrà il primo Consiglio dei ministri. A metà settimana (da mercoledì al Senato) toccherà infine alle Camere votare la fiducia e a quel punto inizierà la corsa contro il tempo.
L’emergenza sanitaria, economica e sociale – lo ha detto Draghi accettando l’incarico il 3 febbraio – sono le priorità: i temi si intrecciano e molto passerà per il Recovery plan. Che sarà rivisto e reso operativo lavorando fianco a fianco con il sottosegretario alla presidenza Garofoli ma soprattutto con il nuovo ministro dell’Economia e il ministro per la Transizione energetica, che fonderà i temi ambientali e alcune competenze in materia energetica: e qui i nomi scelti, quello di Daniele Franco e Roberto Cingolani, sono fuori dal perimetro dei partiti. Il M5s viene dunque solo parzialmente accontentato: il contenitore chiesto da Beppe Grillo c’è ma alla guida non va un esponente del Movimento. “Lo abbiamo fortemente voluto”, rivendica su Fb Luigi Di Maio (che viene confermato alla Farnesina) perché “questo è il governo della transizione ecologica”. Parla invece di una presa in giro Barbara Lezzi, tra le voci critiche dei 5s: “Il super ministero non c’è. Non abbiamo votato per questo”.
Finisce sempre nelle mani di una ‘tecnica’ il ministero della Giustizia, tema particolarmente divisivo per i partiti che compongono la maggioranza: a guidare via Arenula sarà l’ex presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia. All’innovazione tecnologica e digitale va invece Colao.
Molti altri ministeri vengono suddivisi fra i partiti. I 5S vedono rappresentate quasi tutte le proprie anime, il Pd anche con l’entrata di Andrea Orlando che guida il Lavoro. I Dem non portano donne però in Cdm. Nicola Zingaretti assicura di volervi porre rimedio: il “tema della differenza di genere è il cuore del programma per la ricostruzione italiana”, dice il segretario rinviando alla nascita del sottogoverno.
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A incassare un ministero di peso come lo Sviluppo economico è la Lega: va a Giancarlo Giorgetti, mentre l’ex viceministro all’Economia Massimo Garavaglia prende la guida del Turismo che diventa un dicastero a sé. Ma i leghisti ottengono pure la nascita del ministero della Disabilità. “Imprese, turismo, disabili. Lega da subito al lavoro pancia a terra per aiutare e rilanciare il cuore dell’Italia”, twitta per primo Matteo Salvini.
A Forza Italia vanno tre dicasteri ma tutti senza portafoglio: Brunetta alla Pa, Gelmini agli Affari regionali e Carfagna al Sud. Tutti e tre sono stati al governo con Berlusconi. Draghi sceglie invece la continuità per un ministero fondamentale nella gestione dell’emergenza Covid, quello della Sanità: a guidarlo sarà ancora Roberto Speranza di LeU che ricorda come la salute sia “un diritto tutelato dalla Costituzione”. E questo vale anche per chi non può permetterselo, sottolinea tracciando la linea della propria azione politica. Per Italia Viva torna al governo Elena Bonetti, che si occuperà sempre di Famiglia, e che insieme a Teresa Bellanova con le dimissioni ha ufficializzato la crisi del Conte II.
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Il Governo Draghi, 23 ministri: 8 donne e 15 uomini. I tecnici sono otto
Il giuramento alle 12. Quattro ministri M5S, 3 Pd, Fi, Lega, uno per Leu e Iv
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Ma ai tecnici vanno tutti i ministeri chiave. La nuova squadra di ministri, che registra anche un terzo di donne, è formata e dà spazio a tutti i partiti dell’ampia maggioranza che sostiene l’esecutivo, con – appunto – figure di fiducia del premier in dicasteri chiave. Il premier sale al Colle alle 19 e dopo quaranta minuti di colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella scioglie la riserva. Come le regole vogliono, poi esce dallo studio del capo dello Stato e legge i 23 nomi. Asciutto nello stile, non aggiunge alcun commento davanti alle telecamere. Solo lasciando il Quirinale si lascia andare per un attimo: “In bocca al lupo”, risponde ai fotografi che lo attendono sommergendolo di flash.
Alle 12 ci sarà il giuramento del presidente del Consiglio e dei componenti il nuovo Governo al Palazzo del Quirinale. Il presidente del Consiglio terrà nell’Aula del Senato le comunicazioni sulla fiducia al suo governo mercoledì a partire dalle ore 10. Dopo aver tenuto il suo discorso al Senato, draghi si recherà alla Camera per consegnare il testo delle proprie dichiarazioni programmatiche.
Sono, dunque, otto, su un totale di ventitre’, le donne ministro del governo Draghi, mentre gli uomini sono quindici. La compagine ‘rosa’ del governo è composta da Marta Cartabia, Luciana Lamorgese, Mariastella Gelmini, Mara Carfagna, Fabiana Dadone, Elena Bonetti, Erika Stefani e Cristina Messa. Gli uomini sono Dario Franceschini, Andrea Orlando, Federico D’Incà, Vittorio Colao, Renato Brunetta, Massimo Garavaglia, Luigi Di Maio, Lorenzo Guerini, Daniele Franco, Giancarlo Giorgetti, Stefano Patuanelli, Roberto Cingolani, Enrico Giovannini, Patrizio Bianchi e Roberto Speranza.
Otto ministri sono tecnici. Si tratta in particolare di Marta Cartabia (Giustizia), Luciana Lamorgese (Interni); Vittorio Colao (Innovazione tecnologica); Daniele Franco (Economia), Roberto Cingolani (Ambiente e transizione ecologica); Enrico Giovannini (Infrastrutture e Trasporti), Patrizio Bianchi (Istruzione) e Cristina Messa (Università).
Sono sette i ministri del governo Conte Bis confermati nel governo Draghi, che registra 16 new entry. Tra i 23 ministri del governo Draghi, 17 hanno già ricoperto ruoli di governo mentre sei sono esordienti. Questi ultimi, particolare sono Marta Cartabia, Daniele Franco, Roberto Cingolani, Patrizio Bianchi, Vittorio Colao e Cristina Messa.
Sono 4 i ministri del M5S del governo Draghi, tre quelli del Pd, di Forza Italia e della Lega uno di Leu ed uno di Italia Viva. In particolare sono del M5S Luigi Di Maio, Stefano Patuanelli, Fabiana Dadone e Federico D’Incà. Del Pd sono Andrea Orlando, Lorenzo Guerini e Dario Franceschini. Di Forza Italia sono Renato Brunetta, Mariastella Gelmini e Mara Carfagna. Della Lega sono Erika Stefani, Giancarlo Giorgetti e Massimo Garavaglia. Di Iv è espressione Elena Bonetti. Di Leu è espressione Roberto Speranza.
“Presidente in bocca al lupo”; “crepi il lupo!”. E’ il siparietto tra i fotografi e Mario Draghi all’uscita dal Quirinale dopo lo scioglimento della riserva. All’augurio di uno dei fotografi, il premier- inaspettatamente – abbassa il finestrino dell’auto e grida “crepi il lupo”, suscitando sorpresa e qualche sorriso tra i presenti.
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“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”, ha spiegato su Fb il ministro della Salute, Roberto Speranza, dopo la sua riconferma al dicastero.
“Sono molto contento ed emozionato per questo incarico. Sono sicuro che avrò l’aiuto di tutti. Dobbiamo fare una scuola nuova, ce la faremo”. Queste le parole del neo ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, alla rivista specializzata Orizzontescuola.
“Buon lavoro al nuovo governo Draghi che sosterremo con lealtà e convinzione. Auguri alla sua squadra scelta in piena autonomia dal presidente. Ora riprendiamo il cammino con impegno per fermare la pandemia e promuovere investimenti per creare lavoro, rilanciare la scuola, rafforzare la sanità e le reti sociali”, ha scritto su Facebook il segretario del Pd Nicola Zingaretti.
“Ora occorre accelerare nella lotta al Covid, sul piano vaccinale, quanto fatto finora è insufficiente, e sul fronte sicurezza, lotta all’immigrazione clandestina, alla mafia. si può e si deve fare di più, vedremo di fare gioco di squadra”. Così il leader della Lega Matteo Salvini a ‘Stasera Italia’ su Rete 4.
“Forza Italia farà la sua parte”: è quello che avevo dichiarato l’altro giorno al termine dell’incontro con il Presidente Draghi, e che ripeto volentieri stasera. Accolgo infatti con soddisfazione la nomina a Ministri Renato Brunetta, Mariastella Gelmini e Mara Carfagna, sicuro che si impegneranno con l’abituale dedizione portando un contributo di competenza e di esperienza all’azione dell’intera compagine governativa. Al Presidente Draghi e a tutto il Governo il più vivo augurio di buon lavoro”. Così Silvio Berlusconi in una nota
“Buon lavoro al Presidente Mario Draghi che dovrà guidare il Paese in questa difficile fase storica – scrive su Fb il capo politico M5S Vito Crimi -. Il MoVimento 5 Stelle garantirà il suo sostegno all’esecutivo con lealtà e correttezza. Auguro buon lavoro, in particolare, ai 4 ministri del MoVimento e a Roberto Cingolani, nuovo Ministro per la Transizione Ecologica, il dicastero che abbiamo fortemente voluto e che caratterizzerà l’intera azione di questo governo. Questo è il governo della transizione ecologica.”
“Ne valeva la pena?”, ha scritto sempre su Fb Alessandro Di Battista commentando la formazione del nuovo governo.
La senatrice M5S Barbara Lezzi ha scritto su Facebook che “il super ministero chiesto da Beppe Grillo non c’è. Il ministero dell’ambiente non sarà fuso con il ministero dello sviluppo economico. Eh no, perché il ricco ministero dello sviluppo economico sarà affidato alla Lega con Giorgetti. Noi non abbiamo votato per questo sulla piattaforma Rousseau”.
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Dieci ministeri in ritardo con i pagamenti nel 2020
Cgia: Su 12 dicasteri peggiore il Viminale, situazione grave Pa del Sud
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MESTRE (VENEZIA)
13 febbraio 2021
12:06
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Nel 2020 sono stati 10 i ministeri, su un totale di 12, che hanno pagato i forniitori in ritardo rispetto alle disposizioni previste dalla Direttiva europea, in moltissimi casi peggiorando lo score registrato nel biennio precedente e confermando un trend che relega la nostra Pubblica Amministrazione tra le peggiori pagatrici d’Europa. Lo afferma una rilevazione compiuta dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre (Venezia).
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La situazione più critica relativa all’Indicatore di Tempestività nei Pagamenti (Itp) riguarda il Ministero dell’Interno, che ha saldato le fatture ricevute con un ritardo medio di oltre 62 giorni. Seguono il Ministero della Difesa con oltre 36, il Mise con quasi 28 e il Mit con quasi 27. Gli unici dicasteri che hanno anticipato il saldo fattura rispetto alle scadenze previste dalla legge sono il Miur (-7,27) e gli Affari Esteri (-20,34). In Italia, ricorda la Cgia, il volume d’affari che ruota attorno alle commesse di tutta la Pa ammonta complessivamente a circa 140 miliardi di euro all’anno, e il numero delle imprese fornitrici si aggira attorno al milione.
La situazione rimane molto difficile soprattutto nelle Pa del Sud. Come esempio, il Comune di Salerno ha liquidato i propri fornitori con 360 giorni medi di ritardo, quello di Napoli con 314, Lecce con 85, Avellino con 69, Reggio Calabria con 653, l’Asl Napoli 1 Centro con 53, l’Asl di Benevento con 52, il Comune dell’Aquila con 51, Catania e la Regione Campania entrambe con 48 e il Comune di Palermo con 31. Anche lo score del Comune di Torino è stato molto preoccupante: +145 giorni il ritardo medio registrato sempre nel 2020.
L’aspetto più paradossale di questa vicenda – sottolinea l’associazione artigiani – è che non si conosce con precisione a quanto ammonta il debito commerciale della nostra Pa, sebbene le imprese che lavorano per il pubblico siano obbligate da qualche anno a emettere la fattura elettronica. La piattaforma per la fatturazione dei fornitori è lo SdI (Sistema di Interscambio) che la smista all’ente o alla struttura pubblica a cui è indirizzata. I dati vengono acquisiti dalla Piattaforma dei Crediti Commerciali (Pcc) che dovrebbe registrare tutti i pagamenti riconducibili alle transazioni commerciali della Pa. Per intercettare la totalità delle transazioni è stato istituito il “Siope+”, un sistema di rilevazione telematica degli incassi e dei pagamenti degli enti pubblici. Sebbene questa modalità sia iniziata gradualmente e diventata poi operativa a tutti gli effetti a partire dal luglio del 2017, il Mef non conosce ancora a quanto ammonta complessivamente il debito commerciale in capo a tutte le Amministrazioni pubbliche con i propri fornitori, molto probabilmente perché una buona parte dei committenti pubblici, in particolar modo gli enti periferici, continuano a effettuare i pagamenti senza transitare per la piattaforma e con scadenze ben superiori a quelle fissate dalla legge. Secondo i dati Eurostat di ottobre, negli ultimi 4 anni i debiti commerciali nel nostro Paese di sola parte corrente sono in costante aumento. Secondo le stime redatte a livello europeo, nel 2019 lo stock avrebbe toccato i 47,4 miliardi di euro.
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M5s, Lezzi: ‘Nuovo voto su Rousseau o votiamo no al governo’
Mail a Crimi e Grillo. Non c’è il super-ministero del quesito
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13 febbraio 2021
12:41
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“Questa mattina ho inviato, insieme ad alcuni colleghi, una mail al Capo Politico, al Comitato di garanzia e al Garante per segnalare che la previsione del quesito posta nella consultazione dell’11/02/21 non ha trovato riscontro nella formazione del nuovo Governo. Non c’è il super-ministero che avrebbe dovuto prevedere la fusione tra il Mise e il Ministero dell’Ambiente oggetto del quesito.
Chiediamo che venga immediatamente indetta nuova consultazione. E’ evidente che, in assenza di riscontro, al fine di rispettare la maggioranza degli iscritti, il voto alla fiducia deve essere No”. Lo scrive su Fb la senatrice M5S Barbara Lezzi:
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE, SEMPRE AGGIORNATE
DALLE 12:10 DI GIOVEDì 11 FEBBRAIO 2021
ALLE 11:45 DI VENERDì 12 FEBBRAIO 2021
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Muti, Draghi riporti dignità a Paese attraverso la cultura
Appello maestro ‘è momento cambiare rotta, troppi teatri chiusi’
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TORINO
11 febbraio 2021
12:10
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“Mi appello al premier incaricato Draghi, che so essere una persona straordinaria, perché riporti dignità al nostro Paese attraverso la cultura”. Così il maestro Riccardo Muti, presentando in streaming L’opera ‘Così fan tutte’, regia di sua figlia Chiara, che andrà in scena online per il Teatro Regio di Torino l’11 marzo.
“Credo sia il momento giusto per cambiare rotta – ha aggiunto -: siamo il Paese della cultura, ma con tanti, troppi teatri chiusi, per questo mi appello a Draghi”. PIEMONTESPETTACOLI, MUSICA E CULTURA
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Caduta accidentale per Berlusconi, contusione al fianco
Incidente a Roma, accertamenti a Milano, ora dimesso e al lavoro
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11 febbraio 2021
15:08
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“Il Presidente Silvio Berlusconi è rientrato a Milano ieri sera a causa di una caduta accidentale occorsa nella sua residenza romana che gli ha procurato una contusione al fianco. Si è recato presso la Clinica “La madonnina” per gli accertamenti del caso e dove ha trascorso la notte.
È stato dimesso questa mattina ed è a casa, al lavoro, per votare da remoto al Parlamento Europeo”. E’ quanto si legge in una nota di Fi.
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Governo: Crimi, su Rousseau un solo voto, o Si o No
Capo politico M5S chiarisce che non esiste opzione astensione
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11 febbraio 2021
15:27
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Così in un post il capo politico del M5s Vito Crimi chiarisce quindi che non esiste allo stato l’opzione dell’astensione.
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Fondi Lega: Scillieri vuole patteggiare 3 anni e 8 mesi
Cognato 2 anni e 2 mesi, decide gip. Contabili verso ‘immediato’
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11 febbraio 2021
15:34
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Vuole patteggiare 3 anni e 8 mesi e 85mila euro di risarcimento Michele Scillieri, uno dei commercialisti di fiducia della Lega arrestati nell’inchiesta milanese sul caso Lombardia Film Commission e su presunti fondi neri. Anche il cognato Fabio Barbarossa ha chiesto di patteggiare 2 anni e 2 mesi versando 30mila euro.
Le istanze, concordate coi pm, saranno valutate da un gip.
Scillieri, nel cui studio venne registrata la ‘Lega per Salvini premier’, ha reso ammissioni. Per i contabili della Lega in Parlamento Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni e per l’imprenditore Francesco Barachetti si profila la richiesta di giudizio immediato.
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Lezzi(M5S),con No su Rousseau si valuti astensione a governo
Senatrice condivide la posizione di Casaleggio
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11 febbraio 2021
16:30
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La senatrice M5s, Barbara Lezzi, sostenitrice con Alessandro Di Battista dell’opzione “astensione” del M5s al governo Draghi, torna in campo e rilancia sui social la posizione espressa in proposito da Casaleggio (“Qualora vincesse il no, ci sarà da stabilire se il voto sarà negativo o di astensione”).
Anche Lezzi ricorda il governo della “non sfiducia” del ’76 e dice: “ora siete voi, iscritti al M5S, che potete decidere se accomodarvi accanto a Berlusconi, Salvini, Renzi, Calenda e gli altri oppure pretendere che tutto passi dal M5S che avrebbe forza e mani libere per negoziare e trattare ogni voto”.
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Card. Bassetti, mondo politica unito su emergenza epocale
“Guardiamo con ammirazione a mondo sanità” dice presidente Cei
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PERUGIA
11 febbraio 2021
17:19
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“Non è questo il tempo delle polemiche e delle divisioni. Anche il mondo della politica è chiamato a ritrovarsi unito nel far fronte all’emergenza epocale”: così il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei e arcivescovo di Perugia in un messaggio alla comunità diocesana in occasione della Giornata mondiale del malato.
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Dedicata ai temi legati alla pandemia.
“È al mondo della sanità che guardiamo con ammirazione e trepidazione” ha sottolineato Bassetti nella lettera.
“Comprendiamo – ha affermato ancora – le difficoltà in mezzo alle quali operano i medici e i loro collaboratori; molti stanno pagando con l’infezione e la quarantena, taluni addirittura con la vita, la fedeltà al proprio dovere. E le forze sembrano venir meno. Mi unisco, dunque, alla voce di quanti invocano l’aiuto dei medici di altre regioni italiane, che al presente sono meno oppresse dalla diffusione del virus. La burocrazia non freni lo slancio di generosità. Riconoscenti verso quanti si spendono ogni giorno per salvare la vita a tanti fratelli e sorelle, dobbiamo riscoprire il senso profondo della solidarietà”.
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Revoca export bombe, Rwm riavvia produzione in Sardegna
Lavoratori impegnati dall’1 marzo con commesse Paese Ue
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CAGLIARI
11 febbraio 2021
15:23
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Questa mattina la Rwm Italia (del gruppo Tedesco Rheinmetall), durante una riunione in Confindustria, ha comunicato ai sindacati che sospenderà nei prossimi giorni il ricorso agli ammortizzatori sociali per gli 80 lavoratori dello stabilimento di Domusnovas in Cassa Integrazione da settembre 2020. “L’acquisizione tra dicembre e gennaio di alcune commesse urgenti da parte di un Paese Europeo – ha dichiarato l’amministratore selegato di Rwm Italia, Fabio Sgarzi – consentirà qualche mese di continuità lavorativa a tutti i lavoratori dello Stabilimento di Domusnovas.
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È tuttavia evidente che non basta una rondine a fare primavera – ha proseguito – la ripresa, purtroppo, è solo temporanea. Siamo ben lontani dai volumi produttivi e dal numero di lavoratori di due anni fa e soprattutto dalle previsioni di crescita, della produzione e dell’occupazione, collegate alle autorizzazioni prima concesse e ora revocate”. “Chi ha gridato al ricatto occupazionale – licenziamenti in caso di cancellazione delle licenze di esportazione – dovrebbe ricredersi – sostiene ancora l’Ad -La Rwm Italia non pratica questo genere di condotte; al contrario, dove ci sono occasioni di business le coglie, anche a beneficio dei lavoratori e del territorio. Come è normale che sia”. “Ora lo Stato, il Governo e la Regione devono fare la loro parte, dopo 18 mesi di incomprensibile immobilismo – continua Fabio Sgarzi – se oggi è giusto essere soddisfatti per chi torna al lavoro, è altrettanto giusto non dimenticare chi rimarrà, comunque, senza lavoro in conseguenza di una decisione dello Stato”. “I lavoratori senza occupazione a causa della revoca delle licenze di esportazione verso l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti non sono diversi da quelli di altre aziende italiane per le quali lo Stato si è prodigato, a fronte, peraltro, di problemi causati da cattiva gestione o distorte logiche di profitto – conclude – Nel nostro caso, al contrario, i problemi nascono da scelte governative non ponderate e dunque è doveroso, adesso, l’impegno anche dello Stato nella ricerca di soluzioni.
Lo Stato, se vuole, può farlo”.
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Governo, Draghi al lavoro. Fronda 5s, idea astensione
Salvini: ‘Ci sia un ministero per i disabili’. Controlli per il Cav dopo la caduta
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11 febbraio 2021
16:19
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Il premier incaricato Mario Draghi è al lavoro nella Capitale su quella che sarà la squadra ed i punti del programma di governo. Le prossime tappe prevedono che il presidente del Consiglio incaricato si rechi al Quirinale per sciogliere la riserva, presentare la lista dei ministri in modo da procedere con il giuramento e poi con il voto di fiducia in Parlamento.
I riflettori però, non sono puntati solo sulle scelte che compirà l’ex numero uno della Bce.
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C’è attesa infatti per il risultato della votazione sulla piattaforma Rousseau in cui i militanti M5s sono chiamati ad esprimersi sul sostegno al futuro governo. I risultati sono attesi per la serata. Fino ad ora i votanti sono stati circa 40 mila, il record risale al 2018 quando la base del Movimento si espresse sulla nascita del governo con il Pd. La “mobilitazione” on line toccò quota 80 mila voti.
Nell’attesa, torna a farsi sentire sui social Beppe Grillo. Il garante M5S non parla, ma si limita a postare una foto che ritrae Draghi in bilico su un cornicione con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che guarda da una finestra. Con l’immagine la scritta “aspettando Rousseau”. E se dai vertici del Movimento non sono mancati gli endorsement a sostegno del nuovo esecutivo c’è chi come Barbara Lezzi, senatrice ed esponente della minoranza, sui social rilancia l’ipotesi dell’astensione in caso di vittoria del no: “Ora siete voi, iscritti al M5S – dice – che potete decidere se accomodarvi accanto a Berlusconi, Salvini, Renzi, Calenda e gli altri oppure pretendere che tutto passi dal M5S che avrebbe forza e mani libere per negoziare e trattare ogni voto”.
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Alla finestra anche gli altri partiti. Il leader della Lega Matteo Salvini evita di alzare troppo la polemica, ma si limita a “suggerire” al premier incaricato Mario Draghi l’istituzione di un ministero per i disabili “anzichè ministeri che già ci sono”.
Chi invece dovrà assistere da Milano alle prossime tappe che porteranno alla nascita del governo è Silvio Berlusconi. L’ex premier dopo una caduta accidentale nella sua nuova villa romana che gli ha procurato una contusione al fianco è stato costretto a far rientro a Milano per accertamenti. Dopo aver trascorso la notte nella clinica la Madonnina, il Cavaliere, fanno sapere da Fi, è tornato a casa ed è di nuovo al lavoro.
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TEMPO REALE Draghi prepara squadra, attesa dei partiti
Anche il timing nelle mani del premier incaricato
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12 febbraio 2021
10:04
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Dopo il via libera M5s al governo Draghi, cade l’ultimo ostacolo alla formazione dell’esecutivo guidato dall’ex presidente della Bce. Ora il premier incaricato ha il quadro completo della maggioranza e può chiudere il puzzle della squadra di governo.
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Cresce l’attesa dei partiti e dei media, ma il timing e la lista dei ministri restano nelle mani del professore. Draghi potrebbe salire al Colle per sciogliere la riserva già oggi ma anche domani. E sembra ormai chiaro che solo allora le forze politiche che lo sostengono sapranno se i loro desiderata sono stati accolti o meno.
Se sul giuramento i tempi non si conoscono con certezza, sembra invece chiaro che il voto di fiducia alle Camere avverrà all’inizio della prossima settimana, martedì al Senato e mercoledì a Montecitorio. “Come votare lo valuteremo alla fine dopo aver visto la squadra e il programma. Non sappiamo nulla.
Siamo inebriati ma sul nulla”, ironizza la leader Fdi Giorgia Meloni ancora indecisa sul no o sull’astensione.
Non ha dubbi invece Matteo Salvini, pronto anche a governare con esponenti ai suoi antipodi. “Se c’è di mezzo la salute dei nostri figli, il lavoro delle partite Ive, riportare a scuola i ragazzi, metto da parte antipatie e simpatie e mi metto al lavoro”, sostiene il leader della Lega rispetto all’alleanza con Laura Boldrini con la quale ha avuto in passato aspri diverbi. E anche il Pd spera che le acqua interne si calmino: dopo il serrate i ranghi, chiesto ieri dal segretario Nicola Zingaretti, stamattina anche il governatore emiliano Stefano Bonaccini, indicato come competitor al prossimo congresso, stoppa la corsa al congresso: “Parlarne ora è da marziani”, dice usando la stessa metafora del leader dem.
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Sondaggio Pe,metà europei positivi sulla Ue,in Italia il 43%
Rispetto al 2019 aumentati di 10 punti percentuali
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BRUXELLES
12 febbraio 2021
10:28
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Gli europei che si esprimono positivamente sull’Ue sono aumentati di 10 punti percentuali, rispetto all’autunno 2019, arrivando a un totale del 50%. Lo rivela un nuovo sondaggio del Parlamento europeo, in base al quale gli italiani intervistati che hanno un’immagine positiva o molto positiva dell’Ue si assestano al 43%, con 11 punti percentuali di aumento rispetto all’autunno 2019.
“Il messaggio di questo sondaggio è chiaro: i cittadini europei sostengono l’Unione europea e ritengono che l’Ue sia il posto giusto per cercare soluzioni alla crisi. Ma la riforma dell’Ue è chiaramente qualcosa che i cittadini vogliono vedere ed è per questo che dobbiamo lanciare la Conferenza sul futuro dell’Europa il prima possibile”, ha affermato il Presidente del Parlamento europeo David Sassoli.
Il sondaggio è stato condotto fra novembre e dicembre 2020 da Kantar.
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La Consulta: “Il cognome del padre è retaggio patriarcale, basta disparità”
“Non più coerente con i principi dell’ordinamento e con il valore costituzionale dell’uguaglianza tra uomo e donna”
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11 febbraio 2021
16:50
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L’accordo dei genitori sul cognome da dare al figlio può rimediare alla disparità fra di loro se, in mancanza di accordo, prevale comunque quello del padre? Con questo dubbio, la Corte ha sollevato dinanzi a sé la questione di legittimità dell’articolo 262, primo comma, del Codice civile, che detta la disciplina dei figli nati fuori dal matrimonio. L’ordinanza n.
18 depositata oggi (relatore il vicepresidente Giuliano Amato) spiega perché la risposta a questo dubbio sia pregiudiziale rispetto a quanto chiedeva il Tribunale di Bolzano.
L’attuale sistema di attribuzione del cognome paterno ai figli “è retaggio di una concezione patriarcale della famiglia”, e di “una tramontata potestà maritale, non più coerente con i principi dell’ordinamento e con il valore costituzionale dell’uguaglianza tra uomo e donna”. Lo sottolinea, riprendendo una sua pronuncia del 2006, la Consulta, nell’ordinanza con cui ha sollevato davanti a se’ stessa la questione sulla legittimità costituzionale dell’articolo 262 del Codice civile che stabilisce come regola l’assegnazione ai figli del solo cognome paterno.
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Verso la proroga allo stop agli spostamenti. Forse la decisione oggi
Le Regioni chiedono un incontro per una discussione a 360 gradi sul nuovo Dpcm
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12 febbraio 2021
10:01
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L’ultimo decreto del Governo Conte e poi una nuova fase che i territori intendono avviare con il futuro premier, in vista del prossimo Dpcm che dovrebbe entrare in vigore dal 6 marzo. Il divieto di mobilità tra le Regioni potrebbe essere prorogato con il plauso dei governatori già nelle prossime ore almeno per qualche altra settimana, grazie ad un nuovo dl che potrebbe approdare nelle prossime ore in un Consiglio dei ministri ad hoc.
E le piste da sci, pronte a partire dal 15 febbraio con ingressi scaglionati, resterebbero quindi limitate al turismo di prossimità e ai proprietari delle seconde case.
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Oltre alla proroga dello stop alla mobilità, i territori guardano già oltre la scadenza dell’attuale Dpcm tra una ventina di giorni: sul nuovo provvedimento, che porterebbe la firma di Mario Draghi, i governatori chiedono di valutare possibili e graduali riaperture come per cinema, palestre e teatri con ingressi contingentati.
“Al nuovo Governo chiederemo un incontro per una discussione a 360 gradi sul nuovo Dpcm, per valutare possibili graduali riaperture nel rispetto di tutti i protocolli di prevenzione”, spiega il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini che si fa portavoce della richiesta di “prorogare il Dl che vieta gli spostamenti”, da avanzare “al ministro Francesco Boccia, oltre che al premier incaricato, Mario Draghi”.
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Il limite potrebbe essere protratto al 5 marzo (ultima data in cui l’attuale Dpcm è in vigore), allineando così tutte le scadenze sulle misure restrittive per l’emergenza Covid. Ma al momento non si può escludere anche l’ipotesi un provvedimento ponte più breve e valido soltanto per una decina di giorni, in attesa dell’insediamento della nuova squadra di ministri. Aldilà degli scenari all’orizzonte del prossimo Esecutivo, in queste ore i risultati del prossimo report dell’Iss – è quasi certo – decreteranno il ritorno di Toscana e Abruzzo alla fascia arancione, che attualmente è già assegnata a Umbria e Sicilia. Quest’ultima però, aspira a breve ad un allentamento delle misure: “chiederemo al governo non solo l’introduzione della zona gialla, mi piacerebbe se il ministro ci autorizzasse a consentire ai ristoratori e a chi somministra cibo di potere tenere aperti i locali per questo fine settimana fino alle 22, in occasione della festa di San Valentino”, annuncia il Presidente della Regione, Nello Musumeci.
Al contrario, il governatore campano, Vincenzo De Luca, chiede “misure straordinarie per questo week end, nel quale avremo il Carnevale e la festa di San Valentino, per contenimento degli assembramenti”. Un caso a parte è l’Umbria che rischia di diventare rossa, mentre potrebbero aumentare le ‘mini zone rosse’, disposte per contenere il dilagare di nuovi diversi ceppi del virus, soprattutto dopo il caso del cluster della variante inglese emerso da alcuni dei 59 tamponi positivi rilevati in due scuole, materna ed elementare, nella zona di Bollate, nel Milanese. In una bimba di Trieste che manifestava una elevata carica virale, è stata invece riscontrata un’altra mutazione del Covid già rilevata su diversi adulti negli Stati Uniti e in Scozia.
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Anche il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie aggiorna la mappa delle zone a rischio nel Vecchio Continente: il Friuli Venezia-Giulia esce, ma Trento e Umbria si aggiungono a Bolzano come aree ad alta incidenza dei contagi Covid.
Secondo questo monitoraggio internazionale, la Val d’Aosta è invece considerata arancione. Sul fronte delle prossime scadenze, il prossimo 15 febbraio segna la riapertura delle piste da sci con un contingentamento degli ingressi al 30% della capienza possibile e con gli ingressi a bordo delle cabine al 50%: partiranno per prime Piemonte e Lombardia, a cui seguiranno Trentino e Veneto. Visto il blocco tra le Regioni, le prenotazioni per la settimana bianca riguarderanno solo i cittadini all’interno dei territori o al massimo i proprietari delle seconde case. Per questo il presidente della provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, aveva lanciato durante il vertice con le Regioni, ma finora senza alcun esito, l’idea di concedere la possibilità di raggiungere gli impianti da qualsiasi punto del Paese in zona gialla almeno a chi è provvisto di prenotazione di skipass.
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Altre misure arrivano anche per il prossimo Festival di Sanremo in programma dal 2 al 6 marzo, stavolta per i curiosi all’esterno della kermesse: il Comitato per la Sicurezza pubblica riunito ad Imperia ha deciso il divieto di sosta per i pedoni nei pressi dell’Ariston e attorno agli alberghi per evitare assembramenti.
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Roma, alcuni medici under55 rifiutano il vaccino AstraZeneca
“Non adatto al rischio professionale”
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11 febbraio 2021
20:05
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“Ci risulta che alcuni medici liberi professionisti under55 hanno comunicato alle Asl che non si vaccineranno con Astrazeneca perchè ritengono che non sia confacente al loro rischio professionale”. A dirlo il presidente dell’Ordine dei medici di Roma Antonio Magi.
“Pur condividendo che rispetto a questa categoria sia di maggior copertura il Pfizer, come Ordine abbiamo fatto in modo tale che i liberi professionisti venissero censiti per essere vaccinati. Abbiamo raccolto 13mila adesioni e trasmesso di dati alla Regione che li ha inviati alle Asl”.
AstraZeneca prevede di produrre questo mese oltre 100 milioni di dosi del suo vaccino sviluppato insieme all’Università di Oxford e di arrivare a produrre oltre 200 milioni di dosi al mese antro aprile: lo ha detto l’amministratore delegato della società, Pascal Soriot. Lo riporta il Guardian.
Al via in Italia le somministrazioni di questo siero, che il ministero raccomanda solo alla fascia 18-55 anni in buona salute.
Intanto, il gruppo chiude i conti 2020 con un utile netto più che raddoppiato a 3,2 miliardi di dollari e vendite in crescita del 9% a 26,6 miliardi.
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Salvini: ‘Niente litigi e ideologie, è tempo di lavorare’
Meloni: ‘Su voto valuteremo dopo la squadra e il programma’
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12 febbraio 2021
11:25
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“Il Covid ha segnato un cambiamento epocale: lo ricorderemo per decenni. Sono quei passaggi come le guerre che lasciano il segno, per ricostruire il Paese devi lasciare da parte le ideologie e i pregiudizi.
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Per questo periodo lasciamo perdere i litigi, sovranisti, europeisti, tutti al lavoro insieme”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, a Mattino 5 su Canale 5, commentando la sua “conversione” a favore di Mario Draghi.
Poi sulla ‘convivenza’ di una maggioranza allargata in un governo a guida Draghi: “Su temi divisivi evidentemente si passa ad altro. Io penso che sulla messa in sicurezza della salute e piano vaccinale dovranno essere tutti d’accordo, sulla tutela dei posti di lavoro e aiuti veri alle aziende dovrebbero essere tutti d’accordo”, ha risposto Salvini.
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“Sul voto è una valutazione che faremo alla fine dopo aver visto la squadra e il programma. Non sappiamo nulla. Siamo inebriati ma sul nulla”. Così la leader di di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, su Sky Tg 24. Alla domanda su cosa potrebbe spingerla a cambiare idea, Meloni ha ricordato che lei da sempre è stata contro i governi tecnici.
“Subito dopo la fiducia di governo vedremo con gli alleati per le candidature nelle grandi città: penso a figure della società civile, non esponenti di partito”.
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Vaccini: Sassoli, senza Ue vinceva legge del più forte
‘E non è l’Europa che vogliamo’
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BRUXELLES
12 febbraio 2021
11:26
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“Se non ci fosse stata l’assunzione di responsabilità per tutti” da parte della Commissione europea nella corsa ad assicurarsi il vaccino, “cosa sarebbe successo? Avrebbe prevalso la legge del più forte e non è l’Ue che vogliamo”: lo ha detto il presidente del Parlamento Ue, David Sassoli, rispondendo a una domanda sugli errori di Bruxelles nella gestione dei vaccini.
Sassoli ha ricordato che, come dimostra il Recovery fund firmato oggi dalle tre istituzioni Ue, “noi continuiamo a dire che lavoriamo per tutti”.
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Recovery:appello presidenti Ue, ratifiche ora,fondi a giugno
Ok 27 Parlamenti deve arrivare entro marzo
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BRUXELLES
12 febbraio 2021
11:22
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Gli Stati membri devono ratificare il prima possibile la decisione sulle risorse proprie che darà il via libera al Next Generation Eu, affinché i fondi del Recovery possano arrivare già all’inizio dell’estate. E’ l’appello lanciato oggi dal presidente del Parlamento Ue David Sassoli, della Commissione Ursula von der Leyen e della presidenza di turno Antonio Costa, dopo la firma del regolamento sul Recovery fund.
I tre presidenti auspicano una ratifica entro fine marzo, in modo che i piani nazionali possano arrivare a Bruxelles entro fine aprile.
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE, SEMPRE AGGIORNATE
DALLE 13:35 DI LUNEDì 08 FEBBRAIO 2021
ALLE 12:10 DI GIOVEDì 11 FEBBRAIO 2021
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Vaccini: Cisl, dubbi in docenti, serve tavolo con Cts
“Sindacati non coinvolti”
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08 febbraio 2021
13:35
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“Molti operatori della scuola si interrogano sui vantaggi di aderire all’opportunità” di essere sottoposta a vaccinazione, “a causa della dichiarata minore copertura vaccinale di AstraZeneca rispetto ai più efficaci vaccini Pfizer e Moderna. La decisione di inserire il personale della scuola nelle priorità della campagna vaccinale e soprattutto di utilizzare il vaccino AstraZeneca, è stata assunta senza alcun coinvolgimento né del Comitato Tecnico Scientifico né dei Sindacati”.
Lo sottolinea la Cisl Scuola, la quale chiede una audizione al CTS e la revisione del Protocollo di sicurezza per gli Istituti scolastici.
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Conte, candidato sindaco a Roma? No, grazie
Premier uscente cammina per le vie del centro della capitale
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ROMA
08 febbraio 2021
15:03
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Conte candidato sindaco di Roma? “No, grazie”. Così Giuseppe Conte risponde alle telecamere del Tg3 che lo intervistano mentre cammina per le vie del centro di Roma.
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Covid: stop spostamenti scade il 15, nodo su tavolo Draghi
Governo Conte dovrebbe lasciare scelta a nuovo esecutivo
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08 febbraio 2021
15:31
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Prorogare o meno il divieto di spostamenti tra Regioni: dovrebbe essere questa la prima decisione che il nuovo governo guidato da Mario Draghi sarà chiamato a prendere. Il 15 febbraio scade infatti il decreto legge Covid che dispone il blocco degli spostamenti anche tra Regioni gialle.
Per l’eventuale proroga serve un decreto legge, non basta un dpcm o un’ordinanza del ministro della Salute. Il governo Conte è ancora in carica per gli affari correnti e in teoria potrebbe adottarlo ma la scelta, spiegano diverse fonti governative, sarà più probabilmente lasciata al nuovo esecutivo: se non si allungheranno i tempi per la sua formazione, entro il fine settimana potrebbe infatti giurare e dunque essere in carica.
I tempi sono invece più lunghi per il prossimo dpcm, che disegna il quadro normativo delle misure anti contagio: scade infatti il 5 marzo il decreto del presidente del Consiglio attualmente in vigore, con la divisione delle Regioni in fasce di rischio (gialla, arancione e rossa), il coprifuoco e la chiusura di bar e ristoranti alle 18.
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Schullian, Draghi vuol evitare contributi a fondo perduto
Presidente del gruppo Misto lo riferisce dopo le consultazioni
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08 febbraio 2021
15:35
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“Il presidente Draghi ci ha detto che bisogna investire e con i ristori evitare contributi a fondo perduto, ma finanziare le imprese per riprendere”. Lo afferma Manfred Schullian, presidente del gruppo Misto, dopo l’incontro con il premier incaricato Mario Draghi.
“Draghi ci ha illustrato brevemente i pilastri della sua azione. Come premessa non solo simpatica ma essenziale si autodefinisce come futuro presidente di un governo europeista. Tra le priorità che intende seguire con il suo governo: la sanità, la campagna vaccinale che va non solo portata a termine ma iniziata davvero. Ha parlato tanto dell’ambiente, di lavoro e imprese”.
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Vaccini: Zaia, contatti per acquisto, stiamo verificando
Sul mercato prezzi superiori anche di 4/5 volte
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VENEZIA
08 febbraio 2021
15:44
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“Il Veneto ha avuto dei contatti per l’approvvigionamento di vaccini. Lo stiamo facendo nella legalità totale, rispettosi di tutte le leggi nazionali ed europee.
Non la vediamo come contrapposizione al Governo, ma dobbiamo prendere atto che prima viene la salute dei veneti”. Lo ha annunciato il presidente del Veneto, Luca Zaia che segnala una situazione non lineare: “i prezzi, per un caso – ha detto – mostrano un rincaro di 4/5 volte, e in un altro invece è un po’ più basso, di circa il 10%. In due contatti c’è la disponibilità immediata. Le paventate possibilità, da verificare, riguardano vaccini autorizzati”.
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Psi, per Draghi europeismo è sfida, anche bilancio comune
Lo ha riferito il senatore Nencini dopo le consultazioni
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08 febbraio 2021
16:00
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Uno dei quattro punti cardine del programma del presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi, è “una forte cornice europeista e il richiamo all’atlantismo”.
Lo ha detto il senatore del Psi, Riccardo Nencini, dopo le consultazioni, spiegando che “quando Draghi parla di europeismo, parla anche di sfida, tanto che è arrivato a mettere sul tavolo la questione del bilancio comune europeo”.
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Recovery: C.Conti,sarà arduo rientrare da debito 160% Pil
Sbagliato accrescerlo perché non c’è il vincolo esterno dell’Ue
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08 febbraio 2021
16:07
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“Sarebbe sbagliato ritenere che la mancanza di un vincolo esterno (europeo) all’espansione del debito pubblico debba spingerci ad accrescerlo oltre i limiti fin qui prefigurati dai documenti programmatici”. Lo afferma il presidente della Corte dei Conti, Guido Carlino, in una audizione al Senato sul Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) aggiungendo che “rientrare dal 160 per cento del Pil, od oltre, come oggi è giustificato prevedere, sarà compito arduo”.
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Governo: Calenda, a Draghi appoggio incondizionato sempre
Azione e +Europa al fianco del premier incaricato
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08 febbraio 2021
16:13
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“L’appoggio di Azione e +Eu a Draghi è pieno e incondizionato e permarrà: lo abbiamo assicurato a Draghi anche per i momenti difficili che sicuramente arriveranno”. Lo afferma il leader di Azione Carlo Calenda al termine dell’incontro con il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi.
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Superbonus: Fraccaro, +376% in 2 mesi, resti fra le priorità
Per favorire la transizione green e lo sviluppo sostenibile
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08 febbraio 2021
16:19
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“Il Superbonus al 110% è una delle misure più consistenti messe in campo per rilanciare la crescita e tutelare l’ambiente. Gli interventi già ammessi a detrazione sono aumentati del 376% in soli due mesi, per un totale di 338 milioni di euro.
Da dicembre a oggi il valore dei nuovi cantieri è passato da 537 a ben 2.960. Una crescita esponenziale straordinaria che va sostenuta continuando a lavorare al fine di rafforzare questa misura. Per favorire la transizione green e lo sviluppo sostenibile è necessario che il Superbonus resti una priorità”. Lo dichiara il sottosegretario Riccardo Fraccaro, che in un post Facebook allega i dati.
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Covid:nel weekend 180mila controllati,oltre 3mila sanzionati
Dati Viminale, disposta chiusura per 65 locali
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08 febbraio 2021
16:58
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Sono state 180.614 le persone controllate dalle forze dell’ordine lo scorso weekend nell’ambito dei servizi per il rispetto delle prescrizioni anti-Covid: 3.122 i sanzionati e 61 denunciati per aver violato la quarantena. Questi i dati del Viminale nel fine settimana che ha visto gli italiani affollare strade e locali, Bassa la quota di trasgressori rilevata: l’1,8% di quelli controllati.
Gli esercizi commerciali monitorati sono stati 25.635: 244 titolari sono stati sanzionati, per 65 è stata disposta la chiusura.
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Governo: Quagliariello (Cambiamo),no bandierine su programma
Lupi (Nci), ok convinto a Draghi senza veti
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08 febbraio 2021
17:21
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“E’ prevalso un principio di realtà, emerso dalle linee programmatiche di Draghi. In questa fase non si deve fare la corsa per mettere la bandierina sul programma di un governo di salvezza nazionale”.
Lo afferma Gaetano Quagliariello di Cambiamo! al termine dell’incontro con il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi. “Se riusciamo a tornare all’interno dell’euroatlantismo vorrà dire che abbiamo contribuito a che le nostre controparti si riconoscano in quella corrente”, ha aggiunto, sostenendo di aver lasciato un documento sulla gestione del recovery fund. Maurizio Lupi, di Nci, ha spiegato di aver confermato al presidente incaricato Draghi la “condivisione in particolare sulla prospettiva europeista con un baricentro atlantista e sui punti che ha sintetizzato: piano vaccini, lavoro, impresa e scuola. Per noi serve un governo che si rivolge e valorizza i corpi intermedi e il Sud”, ha aggiunto.
“A Draghi – ha concluso – abbiamo offerto un sì convinto e senza veti”.
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Governo: Draghi a partiti, rivedere calendario scolastico
Per recuperare numerosi giorni persi
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
08 febbraio 2021
17:37
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Il futuro governo dovrà “rimodulare il calendario scolastico” dell’anno in corso, per recuperare i “numerosi giorni persi” E’ quanto avrebbe detto il presidente incaricato Mario Draghi ai gruppi parlamentari finora incontrati, secondo quanto è stato riferito.
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Governo: Autonomie, bene l’europeismo di Draghi
In nuovo governo si rispetti parità di genere
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
08 febbraio 2021
18:15
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“Il nostro obbiettivo è una Ue delle regioni senza nazionalismi e quindi non possiamo non dire un convinto sì a questo governo. Il dubbio che avevamo era sull’approccio dei governi tecnici sulle minoranze, ma l’europeismo di Draghi ci tranquillizza anche su questo”.
Lo afferma Julia Unterberger. del gruppo ‘Per le Autonome’, al termine dell’incontro con il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi. “Al presidente Draghi ho anche posto la questione di genere. Ho chiesto che la politica di genere venga messa al centro e in questo governo ci sia una adeguata rappresentanza femminile”, ha aggiunto lasciandosi andare a una battuta sul leader della Lega. “Siccome il senatore Salvini in 12 ore da sovranista è diventato europeista, forse ora diventerà anche femminista…”
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Sanremo: prefetto, non necessarie zone rosse e chiusure
Vertice sulla sicurezza, nei prossimi giorni incontro con Rai
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IMPERIA
08 febbraio 2021
18:41
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“Quello che a noi interessa è l’impatto sulla città. Abbiamo individuato quali possono essere alcune criticità, ma è un lavoro in itinere e non c’è nulla di deciso.
Abbiamo anche valutato che non sarà necessario emettere provvedimenti drastici come zone rosse, chiusure e via dicendo”.
Lo ha dichiarato il prefetto di Imperia, Alberto Intini, nel pomeriggio, al termine di un vertice sulla sicurezza per il Festival di Sanremo, che si è tenuto in prefettura, alla presenza del sindaco della città dei fiori, Alberto Biancheri, dell’Asl e delle forze dell’ordine. Nei prossimi giorni è in programma un incontro con dirigenti Rai.
“Ci saranno ovviamente alcuni punti da attenzionare – ha aggiunto Intini – come gli alberghi dove soggiornano gli artisti, la parte vicino al teatro Ariston, dove ci sarà il triage con i tamponi dei dipendenti e soprattutto bisognerà valutare i punti dove potrebbero crearsi assembramenti. Lì le forze di polizia e la municipale di Sanremo faranno in modo di ridurre eventuali afflussi eccessivi”.
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Morto Franco Marini
Ex presidente Senato stroncato da Covid a 87 anni
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
09 febbraio 2021
09:29
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E’ morto Franco Marini. L’ex presidente del Senato, 87 anni, era ricoverato per Covid da gennaio.Lo si apprende da ambienti parlamentari
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Gentiloni plaude a Draghi, farà accadere le cose giuste
Conosce benissimo i problemi italiani, farà avanzare le riforme
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BRUXELLES
09 febbraio 2021
09:54
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“Sono sicuro che Draghi userà la sua straordinaria esperienza e la sua forte leadership per far accadere le cose giuste”: lo ha detto Paolo Gentiloni, commissario Ue per l’economia in un’intervista al Financial Times online. L’ex presidente della Bce “conosce benissimo i colli di bottiglie, le difficoltà, le sfide inerenti a far avanzare le riforme in Italia”, ha osservato Gentiloni.
Il commissario Ue osserva che un futuro governo Draghi sarà molto diverso da quello che Monti guidò tra il 2011 e 2013. Il governo Monti ha operato in un periodo in cui i rendimenti del debito sovrano erano a livelli insostenibili e quando la Troika stava imponendo riforme impopolari. “Monti aveva una missione di salvataggio, quella di Draghi sarà una missione volta a non mancare un’opportunità storica”, dice Gentiloni, aggiungendo che è per questo che la leadership dell’ex presidente delle Bce è cosi importante.
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Governo: Leu, speriamo atteggiamento univoco con Pd e M5S
Ci riserviamo valutazione complessiva
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
09 febbraio 2021
12:38
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“Il nostro auspicio è che le tre forze dell’alleanza, M5S, Pd e Leu, possano concordare un atteggiamento univoco sul costituendo governo Draghi. Come credo che varrà per tutti i gruppi parlamentari, ci riserveremo di dare una valutazione complessiva dopo che il presidente incaricato avrà svolto le ulteriori fasi”.
Lo ha detto il capogruppo di Leu alla Camera, Federico Fornaro, dopo l’incontro con il presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi.
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Marini: Mattarella, esempio di impegno politico onesto
Eminente esponente della Repubblica
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09 febbraio 2021
12:50
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“La morte di Franco Marini mi addolora profondamente. Rivolgo un pensiero di grande vicinanza ai familiari e a quanti hanno condiviso con lui percorsi di vita e ideali”.
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Lo scrive in una nota il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
“Franco Marini – prosegue – è stato un eminente esponente della Repubblica. Espressione del mondo del lavoro portò le istanze dei lavoratori italiani sino alla più alta carica alla quale venne eletto, quella di Presidente del Senato. Apparteneva alla schiera di quanti hanno saputo trasfondere nelle istituzioni la passione e il valore di aspirazioni autentiche maturate fra la gente”.
“Non dimenticò mai – sono le parole di Mattarella – le battaglie sociali che hanno costantemente caratterizzato la sua vita. In essa possiamo leggere l’ansia di riscatto delle popolazioni delle periferie del Paese, il contributo alla modernizzazione dell’Italia nel segno del progresso, la rigorosa testimonianza di chi poneva i principi del cattolicesimo democratico al servizio della crescita, della coesione e della giustizia sociale.
Dalla Cisl alle istituzioni, da Ministro del Lavoro poi nel Parlamento, poi nella responsabilità di Segretario del Partito Popolare Italiano: il suo contributo, in una fase di transizione della società italiana, è sempre stato connotato dalla intransigente difesa delle ragioni dei più deboli e della libertà dei corpi sociali nel quadro della Costituzione: credeva fermamente nella loro funzione. È stato esempio di un impegno politico onesto e autentico”.
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Cav per la prima volta nella nuova casa,ex dimora Zeffirelli
Berlusconi guidsa delegazione Fi da Draghi
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09 febbraio 2021
12:53
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Silvio Berlusconi, arrivato a Roma per guidare la delegazione di Fi nel secondo giro di consultazioni con Mario Draghi, per la prima volta si recherà nella sua nuova residenza romana, la villa sull’Appia Antica ex dimora del regista Franco Zeffirelli. L’ex capo del governo aveva infatti disdetto il contratto di affitto di palazzo Grazioli dopo l’acquisto della nuova casa.
I lavori nella dimora, iniziati uno anno fa, subirono dei rallentamenti a causa del Covid. Ad accogliere il leader di Fi nella nuova casa, il vice presidente azzurro Antonio Tajani.
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Morto Marini: Prodi, abbiamo condiviso parte importante vita
Ex premier ricorda ex presidente Senato
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09 febbraio 2021
12:57
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“Apprendo con dolore della scomparsa di Franco Marini con cui ho condiviso una parte importante della mia vita politica. Mi stringo alla sua famiglia e a tutti coloro che gli hanno voluto bene”.
Così l’ex premier Romano Prodi ricorda l’ex presidente del Senato.
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Governo: Merlo (Maie), ora tutti europeisti e costruttori
Ne siamo davvero lieti
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09 febbraio 2021
13:15
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“Condividiamo gli obiettivi certamente europeisti del governo che vogliamo davvero raggiunga il risultato. Siamo nati da un appello di Mattarella ai costruttori.
Siamo davvero lieti che il 90% del Parlamento è diventato europeista e costruttore…”. Lo ha detto Ricardo Merlo del Maie al termine della consultazione con il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi.
“Abbiamo parlato con Draghi delle politiche per gli italiani all’estero”, ha concluso.
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Draghi, vaccini prima a insegnanti e personale scuola
Tamponi rapidi per studenti. Buone notizie da Ue per le dosi
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09 febbraio 2021
14:08
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Il presidente del consiglio incaricato Mario Draghi avrebbe indicato negli insegnanti e nel personale scolastico le categorie prioritarie a cui somministrare i vaccini, ritenendo necessario anche l’aumento dell’uso dei tamponi rapidi tra gli studenti. È quanto riferiscono i gruppi parlamentari che il premier incaricato sta incontrando.
Per accelerare il piano vaccinale, ha poi assicurato, “a breve” dovrebbero arrivare dalla Ue “novità positive” per quanto riguarda i contratti con le ditte produttrici, mentre sul piano interno occorre lavorare sulla logistica per la loro somministrazione più rapida.
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Boschi, candidare Conte in Parlamento non è una priorità
Il premier uscente potrebbe correre a Siena per le suppletive
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09 febbraio 2021
14:21
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“Penso sia prematuro parlarne adesso, sentiremo anche i nostri rappresentanti sul territorio. Per Italia viva in questo momento la priorità è dare al Paese un governo prima possibile.
Il destino personale di Conte francamente non è la priorità, prima vengono i 60 milioni di cittadini italiani”. Così Maria Elena Boschi, capogruppo di Iv alla Camera, ha risposto a chi domandava se il suo partito sosterrà una candidatura del premier uscente Giuseppe Conte alle elezioni suppletive alla Camera al collegio di Siena, o un’altra figura come l’ex governatore Enrico Rossi.
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Meloni, Draghi ha escluso la Flat Tax
La leader di FdI ha confermato: ‘Non voteremo la fiducia’
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09 febbraio 2021
15:12
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“Draghi ci ha parlato della sua riforma del fisco, immagina che le tasse non aumenteranno e immagina un sistema progressivo ed esclude la flat tax”. Così la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, al termine delle consultazioni con il Presidente incaricato Mario Draghi.
“E’ stato un incontro basato sui contenuti, ci limitiamo a un confronto franco su questo – ha aggiunto – Non mi aspettavo che Draghi potesse leggere le nostre proposte ieri notte, ma la nostra posizione è immutata. Non voteremo la fiducia ma faremo opposizione responsabile e patriottica”.
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Marini: giovedì funerali a Roma in forma privata
Nella chiesa in piazza Ungheria
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09 febbraio 2021
15:27
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Si terranno giovedì 11 febbraio, alle 11, a Roma, i funerali del senatore Franco Marini: le esequie, in forma strettamente privata, avranno luogo nella chiesa di San Roberto Bellarmino a piazza Ungheria.
Domani sarà invece aperta, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17, la camera ardente presso la casa di cura romana Villa Mafalda.
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Internet: Papa, aiutiamo a smascherare le notizie false
Tweet, tutti responsabili delle informazioni che diamo
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CITTA DEL VATICANO
09 febbraio 2021
15:29
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“Tutti siamo responsabili della comunicazione che facciamo, delle informazioni che diamo, del controllo che possiamo esercitare sulle notizie false, smascherandole. Tutti siamo chiamati a essere testimoni della verità”.
Lo dice Papa Francesco in un tweet accompagnato dall’hashtag #SaferInternetDay.
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Governo: Fratoianni, fiducia? Al momento Leu non ha deciso
Sostenere una squadra con ministri delle Lega sarebbe difficile
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09 febbraio 2021
15:53
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“Non abbiamo ancora deciso, intanto perché non c’è ancora un governo, non ci sono ministri né un programma, al momento sarebbe una decisione un po’ esoterica”.
Lo dice a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, il deputato di LeU Nicola Fratoianni a proposito del voto di fiducia al governo.
“Io sono testardamente convinto che i programmi e le persone che li portano avanti non siano cose che possono separarsi in modo definitivo. Per questo ritengo che sostenere un governo nel quale ci fossero ministri delle Lega, che su tutto ha opinioni opposte alle mie, ad esempio, sarebbe assai difficile. Io diciamo che non ci sarei”. Governerebbe, invece, con Silvio Berlusconi? “Nell’ultimo anno e mezzo abbiamo governato con Renzi, diciamo che sul piano sociale ed economico le differenze non sono poi così marcate, Renzi è quello che ha fatto il Jobs Act”, ha concluso Fratoianni.
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Zingaretti, con Draghi su fisco progressivo e no nuove tasse
Basta condoni. Molto soddisfatti dall’approccio del professore
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09 febbraio 2021
15:59
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Tra le riforme, quella “fiscale è importante”, con “pilastri indicati di progressività fiscale, rifiuto di proporre nuove tasse, rifiuto della cultura dei condoni come soluzione di questo tema che sarebbe sbagliata e attenzione alla fiscalità sul lavoro”. Lo dice il segretario Pd Nicola Zingaretti dopo le consultazioni col premier incaricato Mario Draghi.
“Siamo veramente molto soddisfatti per le linee guida e abbiamo apprezzato l’approccio culturale, strategico del professore – aggiunge – Crediamo che i contenuti e la visione sono sicuramente garanzia di serietà, stabilità, forza e autorevolezza della sfida governativa del professor Draghi. Non possiamo che confermare fiducia”.
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Governo: Berlusconi, sostegno a Draghi, scelga in autonomia
“Non è l’ora di calcoli elettorali o tattiche”
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09 febbraio 2021
16:58
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“Ho confermato al presidente incaricato il sostegno di Forza Italia con la sollecitazione di fare scelte di grande profilo tenendo conto delle indicazioni dei partiti, ma decidendo in piena autonomia”. Lo ha detto il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, dopo le consultazioni con il premier incaricato, Mario Draghi.
“Noi faremo la nostra parte con lealtà e spirito costruttivo – ha aggiunto – La gravità della situazione impone di mettere da parte calcoli, tattiche e interessi elettorali per mettere al primo posto la salvezza del Paese”. “Quello che nasce – ha continuato – è un governo che si fonda sull’unità del Paese e delle forze politiche senza preclusioni alcune. E’ la risposta a una grave emergenza e durerà il tempo necessario per superarla”.
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Salvini, vogliamo Italia protagonista in Ue, no austerità
“Speriamo che nessuno si metta di traverso”
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09 febbraio 2021
18:12
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“Abbiamo parlato di Europa, il nostro obiettivo è che l’Italia torni protagonista in Europa. Ci interessa che si faccia l’interesse nazionale in Ue.
No ad austerità, ed è condiviso”. Così il segretario della Lega, Matteo Salvini, dopo le consultazioni con il Presidente incaricato Mario Draghi. Il “secondo incontro” è stato “utile, proficuo. Speriamo che nessuno si metta di traverso”, ha aggiunto. “Sul fisco – ha continuato – abbiamo presentato la nostra idea di pace fiscale approvata quando eravamo al governo pre Covid e che ha riguardato 13 milioni di cartelle esattoriali, Draghi se andrà a palazzo Chigi si troverà con cartelle esattoriali”.
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Dall’Eurocamera via libera alle regole sul Recovery fund
Gentiloni: ‘Un passo storico, opportunità unica’
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10 febbraio 2021
10:10
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Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva le regole che governano il Recovery fund, il Recovery e Resilience Facility (Rrf). Il regolamento sugli obiettivi, il finanziamento e le regole di accesso al dispositivo europeo è stato approvato con una ampia maggioranza: 582 voti favorevoli, 40 voti contrari e 69 astensioni.
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Giorno Ricordo: Mattarella,orrore foibe colpisce coscienze
Sofferenze e esodo segno indelebile
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10 febbraio 2021
11:49
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“Le sofferenze, i lutti, lo sradicamento, l’esodo a cui furono costrette decine di migliaia di famiglie nelle aree del confine orientale, dell’Istria, di Fiume, delle coste dalmate sono iscritti con segno indelebile”.
Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del Giorno del Ricordo.
“I crimini contro l’umanità scatenati in quel conflitto – afferma il Capo dello Stato – non si esaurirono con la liberazione dal nazifascismo, ma proseguirono nella persecuzione e nelle violenze, perpetrate da un altro regime autoritario, quello comunista”. “L’orrore delle foibe colpisce le nostre coscienze”.
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Governo: al via consultazioni Draghi con enti locali e parti
Si è cominciato con regioni, Anci e Upi
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10 febbraio 2021
11:50
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Al via le consultazioni con enti locali e parti sociali del presidente incaricato Mario Draghi: primo incontro della mattinata con le delegazioni di Regioni, Province e Comuni guidate da Stefano Bonaccini, Michele De Pascale e Antonio Decaro.
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Mattarella e Zingaretti a camera ardente di Marini
Ex presidente del Senato ucciso dal Covid
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10 febbraio 2021
13:14
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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti si sono recati questa mattina per un ultimo saluto a Franco Marini, morto ieri per Covid, presso la camera ardente di Villa Mafalda a Roma.
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Governo: Crimi sul blog, voto è temporaneamente sospeso
Ieri l’annuncio del rinvio da Beppe Grillo
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10 febbraio 2021
11:54
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“Il voto sul governo previsto dalle ore 13.00 di oggi è temporaneamente sospeso. I nuovi orari di inizio e termine votazione saranno successivamente comunicati”.
E’ quanto afferma il capo politico M5S Vito Crimi in un post apparso poco fa sul blog delle Stelle dopo l’annuncio di rinvio dato ieri da Beppe Grillo.
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Circolare ministero, richiamo AstraZeneca dopo 12 settimane
Distanza minima di almeno 10 settimane
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10 febbraio 2021
12:11
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L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) “raccomanda che la seconda dose del vaccino AstraZeneca dovrebbe essere somministrata idealmente nel corso della 12/a settimana (da 78 a 84 giorni) e comunque ad una distanza di almeno 10 settimane (63 giorni) dalla prima dose”. L’indicazione è contenta nella nuova circolare del ministero della Salute ‘Aggiornamento vaccini disponibili contro SARS-CoV-2/COVID-19’.
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Il vaccino, secondo gli studi di fase 3, ha mostrato un’efficacia del 62,1%. Garantisce inoltre, secondo quanto affermato dall’azienda, una copertura “del 100%” contro malattia grave e rischio di ospedalizzazione. Il ciclo di vaccinazione con ‘Covid-19 vaccine AstraZeneca’, si legge nella circolare, consiste in due dosi separate (da 0,5 ml ciascuna). L’Aifa, “rilevando che i dati attualmente disponibili indicano che già dopo 4 settimane dopo la prima dose si raggiunge un livello di protezione efficace che si mantiene fino alla 12/a settimana – chiarisce la circolare – e che, quanto all’effetto della seconda dose, questo appare più consistente quanto più ci si avvicina alla 12/a settimana, raccomanda che la seconda dose dovrebbe essere somministrata idealmente nel corso della 12/a settimana”. Tali indicazioni potranno subire modificazioni nel corso della campagna vaccinale “sulla base di nuove evidenze scientifiche”.
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Governo:Grillo,serve super ministero transizione ecologica
Non lo dico io ma la natura
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10 febbraio 2021
12:21
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“Un super ministero per la transizione ecologica lo hanno Francia, Spagna, Svizzera, Costarica e altri paesi. Presto lo dovranno avere tutti.
Non lo dico io. Ce lo gridano la natura, l’economia, la società”. Così Beppe Grillo in un tweet.
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Arriva ‘Clima’ di Bill Gates, evento editoriale dell’anno
In contemporanea mondiale 16 febbraio. Da noi per Nave di Teseo
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10 febbraio 2021
13:23
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Evento editoriale dell’anno, arriva l’atteso libro di Bill Gates “Clima. Come evitare un disastro.
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Le soluzioni di oggi, le sfide di domani” (pp. 400, euro 22).
Pubblicato in contemporanea mondiale in oltre 35 paesi, sarà in libreria il 16 febbraio 2021, in Italia per La nave di Teseo nella traduzione di Andrea Silvestri.
“Per prevenire i peggiori effetti dei cambiamenti climatici, dobbiamo arrivare a zero emissioni di gas serra. Questo problema è urgente e il dibattito è complesso, ma credo che possiamo unirci per inventare nuove tecnologie, implementare quelle che abbiamo ed evitare una catastrofe” dice Bill Gates.
“Difficilmente un libro potrebbe essere più attuale e urgente, essendo oramai chiaro che anche la pandemia che ci allarma dipende in gran parte dal nostro rapporto con il pianeta Terra e dai cambiamenti climatici. Il libro, ne sono certa, sarà un contributo inevitabile alla discussione su questo tema che verrà percepito in modo radicalmente nuovo” sottolinea Elisabetta Sgarbi, publisher La nave di Teseo.
Nel saggio Bill Gates presenta un programma concreto e realizzabile per azzerare le emissioni di gas serra in tempo per evitare un disastro ambientale. Il fondatore di Microsoft, oggi presidente con la moglie Melinda della Bill & Melinda Gates Foundation, ha passato gli ultimi dieci anni a studiare cause ed effetti del cambiamento climatico.
Nel libro ci introduce alle tecnologie che già oggi aiutano a ridurre le emissioni, mostra dove e in che modo possono diventare più efficienti, indica in quali settori sono necessari progressi immediati, racconta le storie di chi sta lavorando alle prossime scoperte e suggerisce non soltanto le politiche che dovrebbero adottare le amministrazioni, ma anche quello che possiamo fare come cittadini per responsabilizzare su questa missione i governi, le imprese, e noi stessi.
“Azzerare le emissioni non sarà semplice, ma seguendo le proposte di questo libro, finalmente è un obiettivo alla nostra portata” dice Gates che vive a Medina, nello stato di Washington con la moglie e i tre figli e ha lanciato Breakthrough Energy, un programma per commercializzare energia pulita e altre tecnologie legate al clima.
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Musei statali, calo del 75% dei visitatori nel 2020
Rispetto a 2019. Dati Mibact in inchiesta Famiglia Cristiana.
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10 febbraio 2021
14:36
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E’ stato del 75% il calo medio dei visitatori dei musei statali nel 2020 rispetto al 2019. Il dato ha determinato un forte e corrispondente decremento degli incassi: dai 240 milioni di euro del 2019 ai 60 milioni del 2020.
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Lo rivela l’Ufficio statistico del Ministero per i Beni culturali (Mibact) a Famiglia Cristiana che dedica un’inchiesta alla riapertura di mostre e musei in seguito al passaggio in zona gialla di molte Regioni.
“Per superare questa crisi è necessario che i luoghi della cultura ripensino la loro funzione, trasformandosi in centri aperti alla comunità per molteplici attività” spiega Massimo Osanna, da settembre direttore generale dei Musei Statali Italiani.
Nello specifico i dati sul crollo delle visite nel 2020 rispetto all’anno precedente, vedono il Parco archeologico di Pompei registrare un calo dell’85%, il Colosseo dell’80%, il Museo archeologico di Reggio Calabria del 75%, il Museo egizio di Torino del 70%, le Gallerie degli Uffizi di Firenze del 70% e le Gallerie dell’Accademia di Venezia del 68%. “Beni culturali e luoghi della cultura devono immaginare una nuova ‘vita’ al di là dei grandi flussi turistici, spesso alimentati dagli stranieri” ha detto Osanna, già direttore del Parco archeologico di Pompei e docente di Archeologia. “I musei devono diventare sempre più attraenti per chi vive nel territorio circostante, devono essere luoghi aperti, in cui si va per ammirare un capolavoro, ma anche per incontrare altre persone o partecipare a un evento” sottolinea.
Il Recovery Plan potrà aiutare? “Queste risorse andranno spese bene, sia nei grandi centri, sia nei piccoli borghi, luoghi dell’identità locale da preservare a tutti i costi” dice Osanna.
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Bonomi, sostegno convinto a Draghi, c’è molto da fare
Speranza è che il consenso parlamentare sia ampio e solido
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10 febbraio 2021
14:57
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“Abbiamo espresso il nostro più convinto sostegno all’azione che dovrà intraprendere, nella vera speranza che il consenso parlamentare riservato al suo programma sia ampio e solido, perché c’è davvero molto da fare, e bisogna farlo presto e bene”. Così il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, al termine dell’incontro con il premier incaricato Mario Draghi.
“Abbiamo provveduto a informare il presidente Draghi sulle posizioni che Confindustria ha assunto nell’ultimo anno su tutti i maggiori temi che rimangono irrisolti nell’agenda del Paese. – ha aggiunto – Dal Piano nazionale di ripresa e resilienza al piano vaccinale, dalla riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive del lavoro alla riforma della pubblica amministrazione e delle sue procedure, dalla necessità di una grande alleanza pubblico-privato per moltiplicare gli investimenti e concentrarli laddove più servono alla ripresa del Paese, tenendo in considerazione il peso del debito emergenziale che le imprese hanno contratto, alla riforma del fisco, alla sostenibilità generale della finanza pubblica visto l’andamento del debito”.
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Sindacati da Draghi, confermare il blocco dei licenziamenti
Furlan, non sine die ma guardando a riforma degli ammortizzatori
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10 febbraio 2021
15:02
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“Abbiamo illustrato al professor Draghi quelle che per noi sono le priorità da affrontare. Ci sono alcuni temi emergenziali”.
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Così la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, al termine dell’incontro con il premier incaricato. Sul tema del lavoro, ha sottolineato, “ci sono centinaia di migliaia di posti in meno, soprattutto donne e giovani, e abbiamo chiesto che la proroga del blocco dei licenziamenti e della cassa Covid sia assolutamente confermato, con il sostegno alle imprese. Non deve essere sine die ma ci vogliono i tempi giusti per riformare gli ammortizzatori sociali e far decollare finalmente le politiche attive”.
“Noi abbiamo chiesto la proroga del blocco dei licenziamenti e degli ammortizzatori sociali, il presidente ci ha ascoltato, non si è pronunciato. Le posizioni delle parti sociali sono chiare. Speriamo, immaginiamo che, se questo è il metodo, una volta avuta la fiducia del parlamento” al nuovo governo, “si aprirà una discussione” sul tema, ha aggiunto il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri.
Il numero uno della Cgil, Maurizio Landini, si è invece detto soddisfatto per il metodo di confronto avviato dal premier incaricato. “Il primo tema che abbiamo indicato è il fatto, una novità, che le parti sociali siano coinvolte nella fase di istituzione di un nuovo governo, non succedeva da tempo, se mai è successo in passato. E abbiamo sottolineato tutti l’importanza di questo elemento, la responsabilità che comporta e la necessità che sia un segno che il confronto debba proseguire quando il governo avrà avuto la fiducia per affrontare in modo nuovo i problemi”.
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Ascolti tg, pandemia batte politica
L’analisi dello Studio Frasi sui telegiornali della sera
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10 febbraio 2021
15:14
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Pandemia batte politica nell’attenzione del pubblico tv: gli ascolti dei tg della sera si confermano in crescita rispetto a un anno fa, spinti dal desiderio di restare informati sull’andamento dei contagi e sugli effetti dell’emergenza sanitaria, ma rallentano con l’inizio della crisi di governo. E’ la fotografia scattata dall’Osservatorio dello Studio Frasi con l’analisi dei dati Auditel dei tg fra il 13 gennaio e il 6 febbraio 2021: sono i giorni che vanno dall’uscita di Italia Viva dal governo al termine del primo giro di consultazioni del premier incaricato Draghi.
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Nei giorni della crisi i tg della sera – rileva lo Studio Frasi – perdono in media il 5% degli spettatori rispetto ai primi dodici giorni di gennaio, con la sola eccezione del TgLa7 i cui spettatori crescono di 212mila unità (+16%).
Considerando l’insieme dei telegiornali, tutti i segmenti di età presentano valori più o meno negativi. Rispetto ai primi 12 giorni di gennaio tra il 2 e l’8 febbraio cala dell’11,3% l’ascolto dei giovani tra i 15 e i 24 anni, sui 25-54enni il calo è del 9.5%, sugli over 55 è del 2.6%. L’unica regione a veder crescere sia attenzione che presenza davanti ai tg della sera è l’Umbria, che vive una fase molto difficile sul fronte virus.
Il discorso cambia se si confronta l’ascolto dei tg serali con l’analogo periodo del 2020: tra il 13 gennaio e l’8 febbraio 2021 tutti i tg della sera sono cresciuti rispetto agli stessi giorni dell’anno scorso, in particolare l’edizione della TgR (+767.113 spettatori), a conferma dell’attenzione sulla pandemia nei singoli territori. L’insieme dei tg regionali Rai cresce più degli altri anche in percentuale (+29,7%). La classifica resta immutata: in testa c’è il Tg1, l’unico a superare i 6 milioni (in media 6 milioni 151 mila spettatori), seguito nell’ordine da Tg5 (4 milioni 999 mila), TgR (3 milioni 353 mila), Tg3 (2 milioni 606 mila), Tg2 (1 milione 856 mila), TgLa7 (1 milione 537 mila) e Studio Aperto (931 mila), chiude il Tg4 (743 mila).
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Recovery: Lagarde, avanti col piano, ratificare presto
Governi garantiscano stimoli fiscali fino al 2022
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10 febbraio 2021
15:16
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“I Paesi ratifichino al più presto” il Recovery Fund. Lo ha detto la Presidente della Bce, Christine Lagarde, sottolineando che “bisogna fare presto perché la pandemia sta accelerando tutto” quindi “non è il momento di rallentare”.
Infatti, ha aggiunto “è nell’interesse dei paesi muoversi velocemente, dall’Italia, alla Spagna alla Grecia”.
Lagarde ha poi sollecitato i governi dell’Eurozona a mantenere le misure di stimolo fiscale quest’anno e fino al 2022 per far fronte all’impatto della pandemia, mettendo in evidenza come proprio sul versante degli stimoli l’Europa abbia “reagito tempestivamente alla crisi pandemica” e abbia dato “una risposta impressionante”.
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Btp, nuovo minimo storico decennale italiano, allo 0,48%
Spread Btp Bund a 94,3 punti base
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10 febbraio 2021
15:31
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Nuovo minimo storico per il rendimento del decennale italiano, che ha toccato lo 0,489%, mentre lo spread Btp-Bund è arrivato a 94,3 punti base. Il calo si registra nella giornata in cui il premier incaricato, Mario Draghi, è impegnato in un confronto con le parti sociali, conclusi quelli con i partiti politici nei giorni precedenti. ECONOMIAVAI ALLA TECNOLOGIAVAI ALLE NOTIZIE DEL PIEMONTEVAI ALLA CRONACAVAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO
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Recovery: Renzi,ora tutti concordano che va scritto meglio
Governo Draghi non nato ma già ha prodotto novità significative
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10 febbraio 2021
16:12
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“Il Governo di Mario Draghi non ha ancora giurato ma già ha prodotto significative novità. Cresce la fiducia, cresce tra i cittadini ma cresce anche sui mercati e tra le istituzioni internazionali.
Le aziende quotate valgono in media il 10% in più di quello che valevano una settimana fa. Per l’Italia è una gigantesca boccata d’ossigeno. Tutti adesso concordano sul fatto che il Recovery Plan va scritto meglio. E mi sembra un risultato non scontato se penso alle polemiche contro di noi a dicembre”. Lo scrive Matteo Renzi nell’enews.
“Sappiamo che cambiare passo sui vaccini, sulla scuola, sullo sblocco dei cantieri sono le priorità di tutti, non solo di Italia Viva”, aggiunge affermando che “per tutti questi motivi adesso è fondamentale aiutare lo sforzo del nuovo Governo”.
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Visco,rebus debito-crescita, Draghi non ha bacchetta magica
Governatore, non ritirare troppo presto misure anti Covid
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10 febbraio 2021
16:16
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“Non so se il presidente del consiglio incaricato (Mario Draghi ndr) avrà la bacchetta magica per risolvere il problema” di “una crescita del debito pubblico” a causa del Covid e delle misure anti crisi che deve “essere finalizzato a generare l’occupazione”. Lo afferma il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco in audizione alla commissione d’inchiesta sulle banche sottolineando come si tratta di “un problema molto difficile”.
Visco ha sottolineato come noi banchieri centrali continuiamo a dire che “l’uscita dalle misure straordinarie debba essere graduale e progressiva”.
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Spettacolo a Draghi, chiediamo riapertura e sostegno
Presidente Agis dopo consultazioni, ora incentivi e promozione
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10 febbraio 2021
19:04
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Un “vero e proprio disastro culturale” : di questo ha parlato il presidente dell’Agis Carlo Fontana, ascoltato oggi pomeriggio nell’ambito delle consultazioni del presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi. “Abbiamo espresso un ringraziamento al presidente incaricato per l’attenzione mostrata al nostro mondo”, ha detto.
“Abbiamo insistito sulle emergenze del settore, fondamentalmente sulla riapertura dei luoghi di spettacolo. Ma non una riapertura immediata ma programmata, sostenuta, con incentivazioni e promozione. Il riavvio sarà difficile, per questo ci aspettiamo un sostegno adeguato sul quale ha mostrato disponibilità”. SPETTACOLI, MUSICA E CULTURA
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Conte, candidato sindaco a Roma? No, grazie
Comprensibili perplessità M5s ora compatti
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08 febbraio 2021
16:36
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Conte candidato sindaco di Roma? “No, grazie”. Così Giuseppe Conte risponde alle telecamere del Tg3 che lo intervistano mentre cammina per le vie del centro di Roma. “Saremo vicini, li seguirò, continueremo a sentirci”.
Dice poi all’indomani dell’assemblea con i parlamentari M5s, “un’occasione per ringraziare tutti i parlamentari per il grande lavoro che hanno fatto”.
Quanto ai Cinque stelle ancora perplessi sul possibile sostegno a Draghi, Conte afferma: “Non è un passo facilissimo per alcuni di loro, è comprensibile anche che ci siano delle perplessità. Ho detto loro quel che penso: questo è il momento di guardare alle sofferenze delle persone, cercare di concentrarsi sul bene del Paese”. Per il Movimento, aggiunge, “la compattezza è un valore in sé”.
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Bongiorno (Lega): “Nomi? Ok a quelli indicati da Draghi”
La senatrice della Lega, Giulia Bongiorno, chiamata in causa in alcuni retroscena, parlando a Tagadà si chiama fuori dal totoministri
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08 febbraio 2021
19:09
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‘I nomi dei ministri? saranno quelli indicati da Draghi’. La senatrice della Lega, Giulia Bongiorno, chiamata in causa in alcuni retroscena, parlando a Tagadà si chiama fuori dal totoministri: “Non stiamo andando dal premier incaricato per giudicare le sue scelte, andranno bene le personalità che sceglierà”
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Incontri tra Consulta e mondo della cultura, parte nuova serie Podcast
Venerdì il primo, il presidente Coraggio risponde a Paolo Mieli
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09 febbraio 2021
15:04
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I temi sono ad ampio spettro, come la fragilità delle nostre democrazie, il valore della memoria, la sfida dell’ambiente, l’indebitamento e i giovani, la scienza e il diritto, le disabilità, il carcere, l’Università, il diritto d’amore e la legge, la gentilezza, il coraggio e l’ascolto nel discorso pubblico. E sono stati scelti da esponenti del mondo della cultura, inteso nel senso più esteso possibile, con i quali i giudici della Corte costituzionale dialogano a distanza.
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Da venerdì 12 febbraio, con cadenza settimanale, prende il via Incontri, la nuova serie di Podcast, stavolta a due voci, della Libreria della Corte costituzionale.
Nel primo Podcast, il presidente della Corte, Giancarlo Coraggio, risponde allo storico e giornalista Paolo Mieli su “L’impercettibile favor della Consulta per il sistema elettorale proporzionale”. Mentre venerdì 19 febbraio, il vicepresidente Giuliano Amato ragiona con l’attrice Monica Guerritore sul tema da lei scelto: Arte, scienza e informazione.
Tantissimi gli esponenti del mondo della cultura che hanno aderito all’iniziativa. Tra loro, ci sono registi, (Marco Bellocchio e Mario Martone) scrittori (Dacia Maraini, Gianrico Carofiglio e Natalia Aspesi), economisti (Carlo Cottarelli e Stefano Zamagni). E poi ancora, Nicola Piovani, Stefano Boeri, Massimo Cacciari, Eva Cantarella, Luca Formenton, la direttrice del Cern Fabiola Gianotti e la rettrice dell’Università La Sapienza Antonella Polimeni. Alcuni di loro sono anche i protagonisti del trailer da oggi visibile sul sito della Consulta.
Il nuovo progetto si inserisce in quello, più ampio, della Libreria dei Podcast della Corte costituzionale nata il 2 giugno 2020 per mantenere vivo – durante l’emergenza sanitaria – il legame tra il “dentro” e il “fuori”(coltivato negli ultimi anni dalla Corte, in particolare con i Viaggi nelle scuole e nelle carceri), con l’obiettivo di promuovere e consolidare la cultura costituzionale.
Anche gli Incontri si possono trovare sul sito della Corte (nella pagina della Libreria), sulle principali piattaforme di podcasting (Spreaker, Spotify ecc), sul portale della Treccani, che li pubblica settimanalmente. E possono essere ascoltati ogni domenica mattina su Radio radicale.
Il tema musicale della nuova serie è stato composto ed eseguito dal Maestro Riccardo Cimino insieme a Tommaso Orioli e Andrea Giovalè, e si intitola “Incontri”.
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Governo: colpo di scena su Draghi, Grillo rinvia il voto su Rousseau
Crimi sul blog: ‘Nuovi orari saranno successivamente comunicati’
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10 febbraio 2021
10:27
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‘Il voto sul governo previsto dalle ore 13.00 di oggi è temporaneamente sospeso. I nuovi orari di inizio e termine votazione saranno successivamente comunicati”.
I
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È quanto afferma il capo politico M5S Vito Crimi in un post sul blog delle Stelle.
Colpo di scena sulla sorte del governo Draghi. Lo scontro tra i Cinque Stelle costringe Grillo a rinviare il voto degli iscritti su Rousseau per evitare una spaccatura che può essere fatale al tentativo dell’ex presidente della Bce. ‘Aspettiamo a votare che Draghi abbia le idee chiare, un po’ di pazienza. Ho detto no alla Lega e lui mi ha risposto… non lo so, vediamo…’, dice Grillo nel video in cui definisce Draghi ‘un grillino’. Arriva la replica di Salvini: ‘Incredibile Grillo. Noi confermiamo il nostro atteggiamento costruttivo, responsabile, positivo e che ci porta a non parlare di ministeri e a non mettere veti’.
Stop Grillo a voto Rousseau, “Draghi uno di noi” – IL VIDEO – “Pensavo fosse un banchiere di Dio invece è un grillino”. A tarda sera arriva, atteso come se fosse una benedizione da buona parte del M5S, l’endorsement di Beppe Grillo a Mario Draghi e lo stop al voto degli iscritti. Il Garante del M5S, dopo la decisione di mettere su Rousseau la votazione sul governo guidato dall’ex governatore della Bce, è costretto a tornare a Roma e, a sorpresa, a partecipare nuovamente alle consultazioni con Draghi. Serve l’impronta del fondatore sul sì del Movimento al nuovo governo per piegare la trincea dei “contras”, folta al Senato e foltissima tra gli attivisti. Con al conseguenza che, un no della base a Draghi, porterebbe ad una sicura scissione nei gruppi pentastellati. La decisione di affidarsi al voto agli iscritti scatena una guerra fratricida nel Movimento che, secondo fonti parlamentari qualificate, innesca una tensione altissima tra Grillo e Davide Casaleggio, sebbene dall’Associazione Rousseau neghino qualsiasi attrito. E perfino il post con cui il capo politico annuncia, poco dopo ora di pranzo, che il M5S chiederà a Draghi quale sia il perimetro politico della maggioranza, finisce sotto attacco da parte dell’ala pro-governo del Movimento, la più numerosa alla Camera e, probabilmente, anche al Senato. “Se vince il no su Rousseau qui facciamo la scissione al contrario”, spiega nel pomeriggio un big del gruppo a Montecitorio facendo capire che i pro-Draghi potrebbero anche non rispettare il voto “dell’intelligenza collettiva”. Serve che Grillo ritorni in campo. E l’ex comico lo fa. In un video sottolinea alla base come Draghi abbia detto sì al reddito di cittadinanza e all’ambiente come pilastro del nuovo governo. Ma per votare su Rousseau chiede di aspettare. Serve insomma un altro segnale da parte del premier incaricato, che eviti la spaccatura del M5S. E un segnale potrebbe avvenire, secondo un’interpretazione che circola nel Movimento, quando Draghi parlerà al Quirinale dopo il giuramento. E, soprattutto, dopo che avrà stilato la lista dei ministri del nuovo governo. Un governo nel quale Grillo e i vertici del M5S puntano dritti ai temi della transizione ecologica. Nel frattempo, impazza la campagna dei parlamentari a favore o contro il governo. In serata i “contras” si vedono via Zoom al V-Day contro Draghi, per sfogarsi e contarsi, anticipati dall’intervista ad Andrea Scanzi con cui Alessandro Di Battista, proprio mentre Grillo è nella Sala dei Busti con Draghi, ribadisce il suo “no” al professore e al governo con FI e Lega, assicurando che continuerà la battaglia dentro il Movimento. La tensione è altissima. Neppure la mediazione del voto di astensione, proposta dallo stesso Di Battista e da Barbara Lezzi, è una exit strategy. Anche perché, l’ala governista, nell’esecutivo Draghi, ci vuole entrare eccome. E poi ci sono i pontieri, i mediatori e gli indecisi che vogliono prima vederci chiaro proprio sulla natura politica del governo. “Basta protagonismi”, avverte Luigi Iovino. “Questa campagna elettorale interna è uno spettacolo indegno”, incalza Fabio Castaldo. In mezzo a questa tempesta, nel pomeriggio, torna a Roma Beppe Grillo. Agli uffici della Camera, questa volta, l’ex comico si fa più leader e meno showman. Parla soprattutto ai gruppi, in una riunione in cui mancano sia Luigi Di Maio che Giuseppe Conte. Da lì gira il video con cui congela il voto su Rousseau. Chiedendo “pazienza” ma, volutamente, senza precisare la nuova data della votazione. E’ un modo, implicitamente, anche per “far sbollire” l’ala “dibattistiana”. Con conseguenze al momento avvolte nella nebbia: ma, stando alle ultime indiscrezioni, la votazione su Rousseau potrebbe essere indetta dopo che Draghi scioglierà la riserva e prima che andrà in parlamento a chiedere la fiducia. Quando, insomma, al M5S sarà più chiaro quanto di pentastellato entrerà nel programma e magari anche nella squadra di governo.
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E’ morto Franco Marini, politico e sindacalista. Aveva 87 anni
Segretario generale della Cisl, poi presidente del Senato e ministro del Lavoro
APPROFONDIMENTO
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10 febbraio 2021
22:42
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Mondo istituzionale e sindacato in lutto per la morte a 87 anni di Franco Marini, esponente politico e sindacalista di grande valore, stroncato da complicazioni legate al covid. “Esempio di un impegno politico onesto e autentico”, nelle parole del capo dello Stato Sergio Mattarella, che ne ricorda le battaglie sociali che hanno costantemente caratterizzato la sua vita.
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Il presidente della Repubblica si è recato alla camera ardente.
Marini aveva 87 anni. Segretario generale della Cisl, poi presidente del Senato e poi ministro del Lavoro, segretario del Partito popolare italiano ed europarlamentare. Marini è morto per complicazioni legate al Covid. A inizio gennaio era risultato positivo al coronavirus e ricoverato all’ospedale San Camillo de Lellis di Rieti. La notizia della scomparsa è stata data ieri con un tweet da un altro esponente di lungo corso dei Popolari, Pierluigi Castagnetti che ha ricordato l’amico come “uomo integro, forte e fedele a un grande ideale: la libertà come presupposto della democrazia e della giustizia. Quella vera”.
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“Profonda tristezza per la notizia della scomparsa di Franco Marini. Tanti pensieri, tanti ricordi. Un grande protagonista. Un grande amico”, ha scritto sui social Enrico Letta.
“Ci ha lasciato Franco Marini”, ha scritto sui social Pierluigi Castagnetti. “Già presidente del Senato, ministro del Lavoro, segretario generale Cisl e segretario generale Ppi. Uomo integro, forte e fedele a un grande ideale: la libertà come presupposto della democrazia e della giustizia. Quella vera”.
“Ci ha lasciato uno dei grandi protagonisti del sindacato e della politica degli ultimi 40 anni – ha detto Dario Franceschini -. Uno degli artefici della nascita dell’Ulivo e del centrosinistra, quando con coraggio impedì che il PPI scivolasse a destra. Io perdo un Maestro, un Padre, un Amico”.
“Ci ha lasciato Franco Marini. Un grande Italiano – ha scritto su fb il segretario del Pd Nicola Zingaretti -. Instancabile combattente a difesa del futuro e dei diritti dei lavoratori. Protagonista e guida dei cattolici democratici, è stato, davvero per tutti, un esempio e un punto di riferimento per il suo pensiero e per la sua voce libera e autorevole. Tra i fondatori del Partito Democratico, ha combattuto per rafforzare la democrazia e per un Italia più giusta. Siamo tutti più soli”.
“Ciao Franco”: è il messaggio di Matteo Renzi.
“La politica come passione e organizzazione, il mondo del lavoro la sua bussola, il calore nei rapporti umani. Ci mancherà Franco Marini. Ha accompagnato i cattolici democratici nel nuovo secolo”, ha scritto ancora sui social il commissario europeo Paolo Gentiloni.
“Un ricordo affettuoso di Franco Marini. Uomo di riconosciuta tempra morale e politica, grande figura di sindacalista, democristiano e popolare. Un riformatore vero, che non dimenticheremo. Un abbraccio alla sua famiglia”, ha scritto su Twitter Lorenzo Guerini (Pd).
“Il mio cordoglio per la scomparsa di Franco Marini, un uomo delle istituzioni. Grande protagonista nella politica e nel sindacato. Ai suoi cari va la vicinanza mia e di Montecitorio”: così su Twitter il presidente della Camera, Roberto Fico.
Su Twitter scrive anche il presidente del Parlamento europeo David Sassoli: “Confronto e dialogo. Guardare al minimo comun denominatore piuttosto che al massimo comun divisore. Grazie Franco Marini per quella grande lezione di saggezza, di apertura, di moderazione, di lucidità di visione che è stata la tua vita. La terra ti sia lieve”.
“Oggi piangiamo la scomparsa di Franco Marini, politico e sindacalista di spessore – detto il presidente del Senato Elisabetta Casellati -, uomo di indiscussa integrità morale. Presidente del Senato e Ministro, è stato un importante protagonista della nostra storia repubblicana. L’Italia ricorderà il suo prezioso contributo, nei ruoli politici e istituzionali, sui temi del lavoro e sul rafforzamento della democrazia parlamentare. Ai familiari giunga il mio cordoglio e quello del Senato della Repubblica”.
“La scomparsa di Franco Marini è una notizia che ci addolora profondamente. Marini è stato uno dei padri fondatori della Cisl, per tanti anni segretario generale della nostra organizzazione in tempi difficili per il nostro paese, caratterizzati dall’attacco del terrorismo alle istituzioni”, ha detto la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan. “Franco Marini con il suo pragmatismo, la sua storia e cultura di cattolico popolare è stato un baluardo di democrazia, un riformista convinto, un sindacalista autorevole e saggio, sempre vicino ai lavoratori ed ai più deboli. E successivamente – prosegue Furlan – ha trasferito queste sue grandi doti umane e la sua sensibilità sociale alla politica e nei ruoli istitituzionali come presidente del Senato. È stato sempre per la Cisl un punto di riferimento costante, oltre che un amico sincero ed affettuoso che ci è sempre stato vicino con la sua grande umanità e la sua grande personalità. Per questo non lo dimenticheremo mai. La sua scomparsa siamo convinti addolori non solo tutti gli iscritti della Cisl ma tutti gli italiani. Lascia una grande eredità morale, sociale e culturale. In questo momento di profondo dolore, siamo vicini al figlio, alla sua famiglia ed a quanti lo hanno amato ed accompagnato nel corso della sua lunga prestigiosa carriera sindacale e politica”.
“Con profonda commozione e tristezza ho appreso della scomparsa del nostro indimenticabile Franco Marini, uno degli uomini più rappresentativi di un’intera stagione della vita dei democratici cristiani, un sindacalista intrepido e coraggioso, capace di sfidare l’impopolarità, un grande dirigente della DC e successivamente un Presidente del Senato che non dimenticheremo facilmente”, ha scritto Pier Ferdinando Casini. “Alla sua storia – prosegue – si legano pagine indimenticabili della nostra esperienza di giovani democratici cristiani e in seguito della nostra vita in Parlamento e nelle istituzioni. Per tutti, Franco ha avuto parole di umanità e di verità che ne hanno contraddistinto la figura di autentico italiano, in grado di vivere stagioni di grandi successi con la stessa semplicità con cui ha saputo accettare anche talune amarezze forse non meritate”.
“Profondo dispiacere per la scomparsa di Franco Marini, uomo colto e saggio, forte nel fisico e nell’animo. Mio equilibrato ed autorevole predecessore alla Presidenza del Senato, Marini non ha mai mancato di incarnare saggezza e rispetto delle Istituzioni, valori che oggi più che mai sono un esempio da seguire”, ha detto il senatore di Forza Italia Renato Schifani.
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Draghi, gela le attese del centrodestra<br />No alla flat tax- TEMPO REALE
Guiderà delegazione Fi; Lega prepara suo dossier
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
09 febbraio 2021
16:44
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Mario Draghi ha spiegato alle delegazioni che lo hanno incontrato stamane che ha in mente un fisco “progressivo” e confermato che il programma dettagliato del suo governo sarà illustrato in Parlamento. Sul fronte delle delegazioni,sarà Silvio Berlusconi a guidare Forza Italia che verrà ricevuta questo pomeriggio.
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Il Cavaliere è giunto questa mattina nella Capitale dopo aver dato forfait in occasione della prima tornata di incontri. In giornata Draghi riceverà anche gli altri principali partiti, mentre domani sarà la volta delle parti sociali. Poi si concentrerà sulle priorità programmatiche da presentare al Parlamento, già anticipate alle delegazioni, e sulla lista dei ministri. Nel frattempo arrivano nuove aperture rispetto ai temi indicati dal presidente del Consiglio incaricato. “Abbiamo riconfermato a Draghi la nostra disponibilità – dice Federico Fornaro di Leu al termine del colloquio con l’ex numero uno della Bce – ad accogliere l’appello del presidente Mattarella. E’ stato un incontro solo programmatico e non abbiamo discusso di ministri. Abbiamo apprezzato le sue valutazioni positive sulla gestione della pandemia”. Per Liberi e Uguali “l’auspicio è che le tre forze dell’alleanza, M5s, Pd e Leu, possano concordare un atteggiamento univoco sul costituendo governo”. Tra le richieste avanzate dal partito di sinistra c’è anche la “riforma degli ammortizzatori sociali”. E pieno sostegno arriva dal Maie attraverso le parole di Ricardo Merlo: “Condividiamo gli obiettivi certamente europeisti del governo e siamo lieti che il 90% del Parlamento sia diventato europeista e costruttore”. C’è attesa infine per l’incontro tra Draghi e la delegazione della Lega guidata da Matteo Salvini, in agenda per questo pomeriggio. Secondo fonti del partito, il segretario non parlerà “di ruoli o ministeri, ma di progetti concreti”. L’ex ministro dell’Interno sta definendo in queste ore un dossier con le proposte leghiste su lavoro, fisco, infrastrutture, scuola e giustizia.
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Vaticano: serve svolta,assistere gli anziani nelle loro case
Un documento della Pontificia Accademia per la Vita
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CITTA DEL VATICANO
09 febbraio 2021
11:35
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Occorrono “nuove e incisive misure perché sia reso possibile agli anziani di essere accompagnati e assistiti in contesti familiari, nella loro casa e comunque in ambienti domiciliari che assomiglino più alla casa che all’ospedale. Si tratta di una svolta culturale da mettere in atto”.
Lo sottolinea la Pontificia Accademia per la Vita in un documento sugli anziani chiedendo sostanzialmente di superare l’attuale modello di Rsa e case di riposo attraverso l’assistenza domiciliare.
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Navigator in piazza, il ‘nostro lavoro è a rischio’
In 2.700 sono con il contratto in scadenza il 30 aprile
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09 febbraio 2021
12:30
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“Dalla parte dei più fragili con le parole e con i fatti”. È scritto sui cartelli dei ‘Navigator’, che sono scesi in piazza, a Roma davanti a Montecitorio e in diverse città d’Italia tra cui Napoli, in piazza del Plebiscito e Torino, in piazza Castello, a pochi mesi dalla scadenza del contratto.
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Il 30 aprile, in assenza di rinnovi, i circa 2.700 lavoratori assunti per la ricerca del lavoro dei beneficiari del reddito di cittadinanza perderanno il posto di lavoro.
Felsa Cisl, Nidil Cgil e UilTemp hanno proclamato la mobilitazione nazionale, con presidi davanti alla Camera e alle prefetture a partire dalle 10 e mezza di stamattina, per chiedere la valorizzazione di queste professionalità, il rafforzamento delle politiche attive del lavoro e la continuità occupazionale.
“Al momento di prospettive ne abbiamo poche perché il 30 aprile scadrà il nostro contratto. Noi però siamo qui perché vogliamo essere parte delle politiche attive”, dice una delle navigator in piazza, Rossella, in un video postato su Twitter dalla Cgil di Napoli. “Se ne parla tanto – continua Rossella – e se ne parlerà ancora di più soprattutto alla luce della crisi che il Covid-19 ha lasciato, soprattutto perché a breve ci sarà il termine del blocco dei licenziamenti e siamo sicuri che tante persone avranno ancora bisogno di aiuto”.
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Covid, da Tribunale Vasto stop accesso a legali da zone rosse
Avvocato Molise, provvedimento opinabile e di dubbia legittimità
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TERMOLI
09 febbraio 2021
12:51
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Interdetto l’accesso al Tribunale di Vasto (Chieti) e all’ufficio del Giudice di pace per tutti coloro che arrivano dalle zone rosse. Il provvedimento è a firma del presidente Bruno Giangiacomo e del procuratore della Repubblica Giampiero Di Florio.
In particolare, “si invitano gli avvocati provenienti dalle zone rosse a valutare, ove consentito dalle disposizioni di legge, la possibilità di celebrare il procedimento in remoto”. Il documento di fatto rappresenta, soprattutto per gli avvocati del vicino Basso Molise dove 27 Comuni sono in ‘zona rossa’, una forte limitazione, soprattutto per le cause penali.
“Salvo le azioni che il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Larino (Campobasso) vorrà adottare – dichiara l’avvocato di Termoli (Campobasso) Rolando Santagata – ci si rammarica per un provvedimento opinabile e dalla dubbia legittimità che colpisce i professionisti molisani e i propri clienti, i quali, pur non essendo malati, sono di fatto messi nella condizione di non poter lavorare in quel Foro”.
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Berlusconi per la prima volta nella nuova casa, ex dimora di Zeffirelli
La villa venne acquistata dal leader di FI nel 2001 ma il regista rimase a viverci sino alla sua scomparsa
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
09 febbraio 2021
13:06
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Silvio Berlusconi per la prima volta risiederà nella sua nuova dimora romana: la villa sull’Appia Antica ex abitazione del regista Franco Zeffirelli. L’ex capo del governo aveva infatti disdetto da tempo il contratto di affitto di Palazzo Grazioli.
I lavori nella villa, iniziati tempo fa, subirono dei rallentamenti a causa del Covid.
Ad accogliere il leader di Fi nella nuova casa, il vice presidente azzurro Antonio Tajani.
Berlusconi aveva comprato nel giugno del 2001 questa casa sull’Appia Antica che si trova in un comprensorio molto grande realizzato dalla famiglia Papa dove vivono o hanno vissuto anche altri esponenti del mondo della cultura tra cui lo stilista Valentino. Zeffirelli, in seguito ad alcune difficoltà economiche che aveva avuto all’epoca, rischiava di venire sfrattato. Ma il Cav, grande amico del regista, decise di aiutarlo acquistando la proprietà e consentendogli di viverci per il resto della sua vita. Subito dopo l’atto di acquisto, vennero avviati importanti lavori di manutenzione straordinaria che accrebbero “di molto il valore” dell’immobile.
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Umbria chiede ristori per attività in zone rosse
Tesei annuncia di avere scritto a Governo anche per famiglia
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PERUGIA
09 febbraio 2021
13:11
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“Ho scritto al Governo per chiedere ristori per le zone rosse dell’Umbria”: lo ha annunciato la presidente della Regione Donatella Tesei parlando in Assemblea legislativa. “Ho chiesto anche la costituzione di un fondo speciale da dieci milioni di euro per tutte le famiglie che dovranno assistere i bambini sotto i 12 anni a casa e per gli asili costretti a chiudere” ha aggiunto.
“Mi sta particolarmente a cuore – ha annunciato Tesei – un bonus baby sitter per tutti quei nuclei familiari la cui situazione lavorativa non contempli lo smart working per alcuno dei componenti adulti del nucleo e con l’Isee sotto a una certa soglia”.
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Berlusconi a Roma per le consultazioni
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
09 febbraio 2021
19:48
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Silvio Berlusconi è arrivato alla Camera dove guiderà la delegazione di Forza Italia alle consultazioni con il presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi. Si tramuta in un evento l’arrivo di Silvio Berlusconi alla Camera per le consultazioni. Quasi tutti i deputati di Fi hanno atteso il cavaliere in un corridoio di Montecitorio. Quando Berlusconi è comparso per recarsi da Mario Draghi lo hanno accolto con un sonoro applauso.
“Grande Presidente”, hanno urlato. E lo hanno accompagnato, quasi scortandolo, fino al corridoio dei busti. Accompagnato da un gruppo di deputati e da Antonio Tajani, Silvio Berlusconi ha salutato brevemente i cronisti in attesa.
“Arrivato a Roma – scrive Berlusconi sui suoi canali social – per partecipare alle consultazioni con il presidente del Consiglio incaricato, professor Mario Draghi”. L’ex capo del governo allega anche una foto in cui si appresta a scendere dalla scaletta del suo aereo:
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Governo Draghi, Youtrend-Cattaneo: il peso dei partiti in maggioranza
Quanto conteranno le varie aree politiche nella nuova maggioranza a sostegno di Mario Draghi
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
09 febbraio 2021
17:33
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Quanto conteranno le varie aree politiche nella nuova maggioranza a sostegno di Mario Draghi? Secondo le stime di YouTrend e Cattaneo Zanetto & Co, i partiti che componevano la maggioranza del Conte II saranno gli azionisti di maggioranza del nuovo governo, sia alla Camera (53-59 per cento) che al Senato (51-57 per cento), mentre il centrodestra si fermerebbe tra il 39 e il 45 per cento alla Camera, e tra il 40 e il 46 per cento al Senato.
I dati sono degli intervalli e non valori puntuali, rilevano gli istituti, perché sono stati ipotizzati tre diversi scenari: uno nel quale il Movimento 5 Stelle vota compatto la fiducia, uno nel quale circa il 20 per cento dei parlamentari uscirebbe dal Movimento per votare contro il Governo, e infine uno, meno probabile, nel quale la componente “ribelle” si assesterebbe intorno al 40 per cento.
Se si aggregano invece i gruppi parlamentari sulla base degli schieramenti che si sono presentati alle elezioni politiche del 2018, la componente più rilevante della nuova maggioranza sarebbe dunque quella del centrodestra, che supererebbe il Movimento 5 Stelle che il centrosinistra in entrambe le Camere.
Questi equilibri della nuova maggioranza potranno rivelarsi decisivi nella prossima elezione del Presidente della Repubblica, prevista per il 2022.
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Con Covid più insidie nel web, Tiktok chiede l’età
Monito del Papa contro notizie false. Più 77% i reati contro minori
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
09 febbraio 2021
19:09
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Nella ricorrenza del Safer Internet Day, la Giornata mondiale per la sicurezza in Rete, sembra essere partita in Italia una contraffensiva per difendere i minori soprattutto i più piccoli, dai pericoli del web accentuati dai lunghi mesi di isolamento dovuti alla pandemia. TikTok chiederà l’eta agli utenti italiani. Decisione arrivata dopo le richieste del Garante della Privacy in seguito alla morte della bambina palermitana di 10 anni uccisa da quella che sembrerebbe una ‘sfida’ avvenuta su TiKTok. Così l’app ha deciso di mettere una stretta ai profili dei minori di 13 anni che potrebbe portare alla conseguente chiusura degli account.
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Un monito sui pericoli della Rete, in particolare sulle notizie false, arriva anche da Papa Francesco.”Tutti siamo responsabili – ha scritto in un tweet – della comunicazione che facciamo, delle informazioni che diamo, del controllo che possiamo esercitare sulle notizie false, smascherandole. Tutti siamo chiamati a essere testimoni della verità”.
Per richiamare anche i genitori a svolgere un ruolo attivo di vigilanza il Garante per la Privacy insieme a Telefono Azzurro ha avviato sulle tv nazionali una campagna di sensibilizzazione dal titolo ‘Se non hai l’età, i social possono attendere’. E sempre per proteggere i diritti dei minori e allo stesso tempo tutelare i loro dati personali, Telefono Azzurro ha lanciato la call to action #AgeVerification aperta a istituzioni, aziende tecnologiche, studiosi e società civile.
Del resto negli ultimi giorni sondaggi, ricerche, studi hanno tutti concordato che il Covid ha aumentato i rischi che corrono i minorenni italiani in Rete, soprattutto i bambini. Una conferma e al tempo stesso un campanello dall’allarme viene dai dati forniti dalla polizia postale, da cui emerge che nel 2020 le vittime minorenni sono aumentate del 77% rispetto all’anno precedente per reati che vanno dalla pedopornografia, all’adescamento, al cyberbullismo, alle truffe online fino al furto di identità digitale. Ma il dato di “forte preoccupazione” da parte della Polizia Postale è l’aver constatato nel 2020 un incremento dei casi di adescamento di minori online, soprattutto per quanto riguarda la fascia d’età 0-9 anni.
A chiedere sicurezza in Rete sono proprio i ragazzi come dimostra una ricerca condotta per la Polizia da ‘Generazioni Connesse’: se, infatti, venisse introdotto un patentino per l’uso sicuro dei social, il 55% degli adolescenti sarebbe interessato a prenderlo ed 1 su 4 lo renderebbe obbligatorio.
Per la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina “occorre che la scuola e la famiglia siano presidi fondamentali nell’educazione all’uso appropriato delle nuove tecnologie. Per questo una componente centrale nell’insegnamento dell’educazione civica, che abbiamo voluto introdurre, è costituita proprio dall’educazione alla cittadinanza digitale”.
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Recovery: Lega, voteremo a favore al Parlamento Ue
La stagione dell’austerity è finalmente archiviata, si aprirà una stagione nuova per l’utilizzo dei fondi
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BRUXELLES
09 febbraio 2021
20:30
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Il primo voto della Lega a favore di Mario Draghi arriva al Parlamento europeo, con il sì compatto dei 28 europarlamentari del Carroccio al Recovery fund. Una svolta inimmaginabile fino a qualche giorno fa, che rompe il fronte sovranista a Bruxelles con conseguenze ancora tutte da esplorare negli equilibri tra i gruppi dell’Europarlamento.
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“Preso atto dell’impegno che non ci sarà alcun aumento della pressione fiscale, che la stagione dell’austerity è finalmente archiviata, che si ridiscuteranno i vecchi parametri lacrime e sangue e che si aprirà una stagione nuova per l’utilizzo dei fondi del Recovery, prendiamo l’occasione per riportare l’Italia protagonista”, mettono nero su bianco gli europarlamentari della Lega Marco Zanni, presidente del gruppo Identità e democrazia, e Marco Campomenosi, capo delegazione al Parlamento Europeo, annunciando il voto favorevole al Recovery “per dare concretezza alla fase nuova che sta per iniziare”.
Poco prima era stato lo stesso Salvini a dettare la linea alla delegazione leghista a Bruxelles in videoconferenza dopo il faccia a faccia con Draghi a Roma nel secondo giro di consultazioni. “Il nostro obiettivo – è stato il messaggio dell’ex ministro dell’Interno – è che l’Italia torni protagonista in Europa, ci interessa che si faccia l’interesse nazionale. Siamo in Europa per cambiare alcune regole europee che lo stesso Draghi ha riconosciuto non corrispondere allo spirito del tempo.
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Non stiamo in Europa per cambiare magliette, guardiamo alla sostanza”. Il voto favorevole di stasera segna un vero e proprio ribaltamento rispetto alle precedenti astensioni leghiste, fatta eccezione per l’unico sì al programma ReactEu. La Lega si allinea così a Pd, M5S, Forza Italia e Italia Viva, che hanno confermato il loro assenso al meccanismo di governance del Recovery, e rompe con Fratelli d’Italia, che ha scelto invece l’astensione. Ma soprattutto entra in rotta di collisione con gli altri colleghi sovranisti. Tra bocche cucite e no comment, dal gruppo Id trapela un forte imbarazzo: se i francesi del partito di Marine Le Pen sono rimasti in silenzio, i tedeschi di Alternative fur Deutschland avevano già alzato la voce quando il loro eurodeputato (e numero due del gruppo) Joerg Meuthen si era scontrato con Zanni proprio sulla figura di Draghi.
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Governo: atteso il voto M5s su Rousseau. “Ci sarà un ministero per la transizione ecologica”
Conte: ‘Se fossi iscritto alla piattaforma, voterei sì a Draghi’
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11 febbraio 2021
08:18
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Anche in Italia ci sarà il superministero per la transizione ecologica. E’ il segnale che i vertici del M5s hanno chiesto a Draghi per sbloccare il voto sulla piattaforma Rousseau e portare la base del Movimento a sostenere il nuovo governo.
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Nessuna dichiarazione del premier incaricato, così come in molti fra i 5s chiedevano. A farsi ambasciatori sono gli ambientalisti: al termine dell’incontro con l’ex banchiere centrale, è il Wwf a dare la “buona notizia”.
Il voto dei Cinquestelle su Rousseau si terrà giovedì 11 febbraio dalle 10 alle 18. Il quesito, pubblicato sul Blog delle Stelle, verte sul governo tecnico-politico. “Sei d’accordo che il MoVimento sostenga un governo tecnico-politico: che preveda un super-Ministero della Transizione Ecologica e che difenda i principali risultati raggiunti dal MoVimento, con le altre forze politiche indicate dal presidente incaricato Mario Draghi?”.
Ma 13 parlamentari del Movimento scrivono: il quesito su cui votare “è stato formulato in maniera suggestiva e manipolatoria, lasciando intendere che solo con la partecipazione del M5s al governo si potranno difendere i provvedimenti adottati dal precedente governo e dalla precedente maggioranza”. Nella nota definiscono la votazione “tendenziosa e palesemente volta a inibire il voto contrario alla partecipazione del M5s al Governo Draghi”.
“Io voterò convintamente sì”, ha detto Luigi Di Maio in una diretta fb alla vigilia del voto su Rousseau sulla partecipazione al governo Draghi. “Non esiste una maggioranza senza di noi. Semplicemente disimpegnarci dal governo vuol dire non dare una maggioranza e un governo a questo Paese”, ha spiegato. “Dobbiamo partecipare” al governo “per difendere quello che abbiamo ottenuto e spendere bene quello che abbiamo conquistato”, ha aggiunto riferendosi tra le altre cose al Recovery Fund.
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“Draghi ha garantito non si tocca il reddito cittadina e non si è citato il Mes”, ha aggiunto Di Maio, lanciando un appello agli iscritti del M5s a votare sulla piattaforma Rousseau per la nascita del terzo governo della legislatura.
“Se fossi iscritto a Rousseau voterei sì perchè ci sono tali urgenze che comunque è bene che ci sia un governo”, dice il premier uscente Giuseppe Conte. Io presidente del M5S? “Io non ambisco a incarichi personali e formali, l’importante è avere una traiettoria politica da offrire agli elettori”, aggiunge Conte.
Non è noto quando Draghi salirà al Colle per sciogliere la riserva (e presentare la lista dei ministri) ma è ragionevole pensare che solo allora – da uomo delle Istituzioni che ha fatto della riservatezza la sua cifra – parlerà. Intanto, è stata cancellata la cerimonia per il Concordato prevista per il pomeriggio di venerdì.
“Nel comitato politico Pd è stato espresso sostegno unanime alla proposta di Zingaretti di proseguire sulla strada del progetto di governo con Draghi. Un dibattito approfondito e in spirito unitario, nel quale si è sottolineato come, con le proprie idee e proposte, il Pd è pronto a sostenere un governo che, come chiesto nell’appello di Mattarella, affronti le grandi emergenze. Dalla pandemia alla campagna vaccinale, all’emergenza sanitaria, sociale ed economica in corso. Con il massimo impegno per attuare il Next Generation Eu in tempi rapidi e aprire una stagione di investimenti per il lavoro e l’economia”. Così una nota del Pd.
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L’incarico che l’ex Governatore ha ricevuto dal Colle è di lavorare ad un governo “di alto profilo, che non debba identificarsi con alcuna formula politica”. Dunque senza lasciarsi ingabbiare dalle dinamiche dei partiti. Che tuttavia dovranno poi votare la fiducia e sostenere Draghi, quindi si aspettano fin d’ora che il premier incaricato dimostri la sua capacità mediatoria. Per questo Beppe Grillo e i 5 stelle – nelle ore di una crisi importante del M5s – attendono un segnale. Nel suo video-intervento notturno il Garante ha chiesto esplicitamente che Draghi “faccia in modo pubblico le dichiarazioni fatte a noi” nelle consultazioni, su green, recovery, ambiente, giovani.
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Intanto Giorgia Meloni – mentre Silvio Berlusconi e Matteo Salvini si incontrano nella nuova villa sull’Appia del Cav – nell’attuale scenario che vedrebbe Fi e Lega in maggioranza si troverebbe ad occupare da sola lo spazio dell’opposizione (con tanto di presidenza delle commissioni per legge o per prassi ad essa assegnate).
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Governo: su Rousseau il voto degli iscritti dalle 10 alle 18
Il quesito: volete un governo tecnico-politico con un superministero della transizione ecologica?
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11 febbraio 2021
11:12
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Ha preso il via sulla piattaforma Rousseau la votazione degli iscritti sul governo Draghi. Il voto sarà possibile fino alle 18 e i risultati, si legge sul blog delle Stelle, “saranno pubblicati dopo le ore 19”.
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Il quesito su cui si esprimeranno eletti e militanti è: “Sei d’accordo che il MoVimento sostenga un governo tecnico-politico che preveda un super-Ministero della Transizione Ecologica e che difenda i principali risultati raggiunti dal MoVimento, con le altre forze politiche indicate dal presidente incaricato Mario Draghi?”.
Il quesito “è stato formulato in maniera suggestiva e manipolatoria, lasciando intendere che solo con la partecipazione del M5s al governo si potranno difendere i provvedimenti adottati dal precedente governo e dalla precedente maggioranza”. Così 13 parlamentari del Movimento sottoscrivono una nota in cui definiscono la votazione “tendenziosa e palesemente volta a inibire il voto contrario alla partecipazione del M5s al Governo Draghi”.
“La motivazione addotta per il rinvio del voto su Rousseau era l’asserita esigenza di attendere lo scioglimento della riserva sulla composizione della coalizione che sosterrà il Governo Draghi nonché l’imprescindibile necessità di valutare il programma di tale governo. Oggi quel voto è stato indetto senza che nulla di certo si sappia né sull’accozzaglia di partiti che voteranno la fiducia, né su ciò che tale eterogenea maggioranza intende realizzare” scrivono i 5 Stelle Mattia Crucioli, Pino Cabras, Bianca Laura Granato, Andrea Colletti, Elio Lannutti, Luisa Angrisani, Rosa Silvana Abate, Alvise Maniero, Leda Volpi, Paolo Giuliodori, Jessica Costanzo, Margherita Corrado e Andrea Vallascas.
“Nessun obiettivo sostanziale del governo Draghi è stato messo per iscritto né è stato anche semplicemente enunciato verbalmente. La motivazione del rinvio era dunque un mero pretesto per posticipare il voto ad un momento maggiormente propizio per condizionarne l’esito” affermano i parlamentari secondo i quali, inoltre, “il quesito pone particolare rilevanza spacciando come risolutiva la ‘creazione’ di un Ministero che in realtà altro non è che la mera ridenominazione del già esistente Dipartimento per la transizione ecologica, che peraltro avrebbe comunque avuto particolare importanza per espressa previsione del Recovery plan”. Tutto ciò, aggiungono, “getta dubbi sull’utilizzo imparziale dello strumento di democrazia diretta da parte dei vertici del movimento”.
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Arriva l’ok di Draghi al ministero caro a M5S, atteso voto Rousseau
Contatto Grillo-premier incaricato. Verso quesito “soft” su rete
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11 febbraio 2021
08:16
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Il sì di Mario Draghi al ministero della transizione ecologica e – secondo alcune fonti parlamentari M5S – un possibile contatto tra il premier incaricato e Beppe Grillo potrebbero agevolare lo sblocco dell’impasse interno al Movimento. Ed è atteso nelle prossime ore – probabilmente già staseta – il voto su Rousseau dove gli attivisti dovranno dire sì o no al governo Draghi.
Il quesito, tuttavia, secondo fonti qualificate pentastellate, potrebbe essere più “soft”: non ci dovrebbe essere, quindi una domanda che porrà la base di fronte a un bivio netto di fronte al nuovo governo.
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Più probabile che la domanda verta sul programma, con un focus sui temi dell’ambiente e del super-ministero chiesto da Grillo con la postilla che, se Draghi da qui alla formazione del governo, non manterrà quanto assicurato al Garante del M5S, la fiducia dei cinquestelle potrebbe anche venire a mancare.
La votazione su Rousseau dovrebbe comunque avvenire prima dello scioglimento della riserva da parte di Draghi, atteso – secondo fonti ben informate – a partire da venerdì. E, da qui alle prossime ore, spiegano fonti del M5S, nuovi contatti ci potrebbero essere sul tipo di governo, se politico, tecnico o un mix dei due, che ha in mente l’ex governatore della Bce. Con un’appendice: nel primo caso il ministero della Transizione ecologica sarebbe richiesto, chiaramente, dal M5S.
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Al via le vaccinazioni con AstraZeneca, la partenza è a rilento
Le Regioni: ‘Superare le incertezze’. Il Ministero: ‘Il richiamo dopo 12 settimane’
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11 febbraio 2021
09:32
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Parte a rilento la campagna di vaccinazione con Astrazeneca: le prime 249mila dosi consegnate all’Italia sono state tutte distribuite ma le somministrazioni non sono ancora cominciate.
Solo poche Regioni inizieranno mentre la maggior parte definirà il programma nel fine settimana o ancora più avanti. Un weekend che dovrebbe coincidere con la prima scelta ‘operativa’ del presidente incaricato Mario Draghi, se avrà sciolto la riserva e giurato al Quirinale: prorogare o meno il divieto di spostamento tra le Regioni, che scade il 15 febbraio e che coincide con la riapertura degli impianti sciistici.
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Alla base della falsa partenza ci sono sostanzialmente una serie di nodi politici irrisolti, come conferma la nota delle Regioni al termine della riunione della Commissione salute con la quale si chiede un “tavolo tecnico paritetico” al ministro uscente Roberto Speranza per “sgomberare il campo dalle incertezze che stanno creando difficoltà all’andamento della campagna”. Ma ci sono anche problemi organizzativi, visto che ogni regione sta andando per conto suo, che confermano quanto lo stesso Draghi ha sottolineato nei colloqui con i partiti: la necessità di rivedere tutta la logistica e la gestione della campagna vaccinale, anche in vista del prevedibile aumento delle dosi destinate al nostro paese nelle prossime settimane, e di far finalmente partire la piattaforma informatica e il call center per la gestione delle prenotazioni e il monitoraggio in tempo reale dell’andamento delle somministrazioni.
Le “indicazioni precise” chieste dalle Regioni al ministro, spiega il coordinatore della Commissione e assessore alla Salute del Piemonte Luigi Icardi, sono tre: sull’uso di Astrazeneca sulle persone over 55 e senza patologie, sull’acquisto da parte dell’Italia di vaccini in autonomia rispetto agli accordi con l’Europa e sulla data di somministrazione della seconda dose”. Su quest’ultimo punto il ministero ha risposto con la circolare pubblicata oggi con la quale l’Aifa raccomanda che la seconda dose sia somministrata “idealmente nel corso della 12/a settimana (da 78 a 84 giorni) e comunque ad una distanza di almeno 10 settimane (63) giorni dalla prima dose”. Nella circolare si sottolinea inoltre che, non essendoci dati disponibili sull’intercambiabilità del siero con altri vaccini, “i soggetti che hanno ricevuto la prima dose” di Astrazeneca, “devono ricevere la seconda dose” dello stesso farmaco “per completare il ciclo di vaccinazione”. Anche sulla possibilità di utilizzare il siero per le persone oltre i 55 anni senza patologie l’Aifa ha già risposto, il 2 febbraio: “sulla base dei risultati di immunogenicità e dei dati di sicurezza, il rapporto beneficio/rischio di tale vaccino risulta favorevole anche nei soggetti più anziani senza fattori di rischio”.
Posizione alla quale si aggiunge la precisazione arrivata dagli esperti dell’Oms che ne hanno raccomandato l’utilizzo anche per le persone con oltre 65 anni. Quanto all’acquisto di vaccini in autonomia rispetto all’Ue – rilanciata anche oggi da Luca Zaia e dal governatore del Piemonte Alberto Cirio – il governo ha difeso più volte la scelta fatta. Come la stessa Commissione Ue, che ad una domanda specifica sulla volontà di alcune regioni italiane ha ricordato come gli stati membri “siano d’accordo a non avviare negoziati paralleli”: “la base della strategia Ue – ha detto un portavoce – è di negoziare insieme e non in parallelo, perché questo rimetterebbe in questione la forza e l’efficacia della nostra strategia”. Il dato certo è che la vaccinazione con Astrazeneca – destinato agli appartenenti alle forze di polizia e armate, al personale scolastico e a quello delle carceri – è ancora al palo. E tra giovedì e venerdì arriveranno altre 292.800 dosi, che saranno consegnate entro il fine settimana.
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La prima a partire dovrebbe essere la Toscana, già nelle prossime ore: in 24 ore tutte le 15.400 dosi arrivate sono state prenotate. Parte anche il Piemonte, con forze dell’ordine e polizia municipale, e il Lazio, dove però le dosi non saranno destinate alle categorie del piano quanto piuttosto a concludere la vaccinazione dei medici liberi professionisti e degli altri professionisti sanitari under 55 anni.
“Troppa confusione, occorre una parola definitiva da parte di Aifa e del ministero – ha detto l’assessore alla Salute Alessio D’Amato – è necessario non spaccare le categorie lavorative, si crea un discrimine e si rallenta la vaccinazione”. A breve dovrebbe partire anche la Liguria, con i transfrontalieri, mentre il Veneto stabilirà solo nel fine settimana il programma per la somministrazione puntando a vaccinare fin da subito anche i servizi essenziali. Tutte le altre sono ancora indietro.
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Governo: Salvini vede Berlusconi, dare contributo senza veti
In modo da risollevare il Paese da una gravissima crisi sanitaria, economica e sociale
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10 febbraio 2021
12:47
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“Lungo e cordiale colloquio tra Matteo Salvini e Silvio Berlusconi a Villa Grande, la nuova residenza romana del presidente di Forza Italia. I due leader si sono confrontati sulla situazione politica e sui contenuti delle proposte che sono state presentate al Presidente del Consiglio incaricato Professor Mario Draghi.
Salvini e Berlusconi hanno ribadito la ferma volontà di dare un contributo, con senso di responsabilità e senza porre alcun veto, per risollevare il Paese da una gravissima crisi sanitaria, economica e sociale”.
E’ quanto si legge in una nota della Lega.
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Giorno del ricordo, foibe. Celebrazioni con Mattarella, Fico e Casellati
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10 febbraio 2021
09:06
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Oggi è il Giorno del Ricordo per ricordare la tragedia di tutte le vittime delle foibe. Previste le celebrazione con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e i presidenti della Camera Roberto Fico e del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati
“Le sofferenze, i lutti, lo sradicamento, l’esodo a cui furono costrette decine di migliaia di famiglie nelle aree del confine orientale, dell’Istria, di Fiume, delle coste dalmate sono iscritti con segno indelebile”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del Giorno del Ricordo.
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“I crimini contro l’umanità scatenati in quel conflitto – afferma il Capo dello Stato – non si esaurirono con la liberazione dal nazifascismo, ma proseguirono nella persecuzione e nelle violenze, perpetrate da un altro regime autoritario, quello comunista”. “L’orrore delle foibe colpisce le nostre coscienze”.
Istituito per “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle #foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati e della più complessa vicenda nel confine orientale”#StoriadItaliapic.twitter.com/kK9m2SpqWx
Anche il Parlamento europeo ha osservato un minuto di silenzio per ricordare le vittime delle foibe. Lo ha annunciato il presidente dell’Eurocamera David Sassoli aprendo la sessione odierna. “In occasione del ‘Giorno del Ricordo’ che si celebra oggi, vorrei ricordare la memoria degli italiani, di tutte le vittime delle foibe e dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra”, ha detto Sassoli. “Quello che è successo, per molti anni ignorato o addirittura negato, ci impone l’obbligo di tenere viva la memoria – ha aggiunto -. Chi, come noi, difende i valori di pace, giustizia e libertà ha il dovere di rendere onore alle vittime di questa tragedia. La costruzione dell’Europa non è solo una straordinaria risposta politica a quelle persecuzioni ma è anche uno dei motori fondamentali del processo di integrazione tra Paesi democratici”.
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Dall’Eurocamera via libera alle regole sul Recovery fund
Gentiloni: ‘Un passo storico, opportunità unica’
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10 febbraio 2021
10:10
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Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva le regole che governano il Recovery fund, il Recovery e Resilience Facility (Rrf). Il regolamento sugli obiettivi, il finanziamento e le regole di accesso al dispositivo europeo è stato approvato con una ampia maggioranza: 582 voti favorevoli, 40 voti contrari e 69 astensioni.
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Ministero: ‘La Regione Puglia in area gialla dopo la rettifica dei dati’
Speranza firmerà l’ordinanza, valida dall’11 febbraio
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09 febbraio 2021
21:42
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Sulla base dei dati del monitoraggio della Cabina di Regia riunitasi a seguito della rettifica dei dati da parte della Regione Puglia, il Ministro della Salute firmerà un’ordinanza che porta in area gialla la Puglia a partire dall’11 febbraio. Lo rende noto il ministero.
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‘Clima Comune’ – I sindaci italiani uniti contro il global warming
Viaggio virtuale alla scoperta delle migliori pratiche attuate dai comuni
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10 febbraio 2021
17:23
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Un viaggio virtuale per l’Italia con i Sindaci che racconteranno le migliori pratiche del proprio comune nella difesa dell’ambiente. Un’occasione per coinvolgere i primi cittadini di tanti comuni italiani nelle proposte per la via alla sostenibilità e alla lotta ai cambiamenti climatici.
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L’incontro si svolgerà in Rete oggi, integrando prima un momento di discussione aperta sugli strumenti di iniziativa popolare a disposizione dei cittadini e poi un viaggio virtuale per l’Italia con i Sindaci che racconteranno le migliori pratiche del proprio comune nella difesa dell’ambiente e spiegheranno le ragioni di adesione a StopGlobalWarming.Eu.
L’evento è organizzato da Eumans, movimento paneuropeo di cittadini che, attraverso gli strumenti della democrazia partecipativa, mirano a raggiungere gli obiettivi Onu sullo sviluppo sostenibile. L’ attuale campagna di Eumans è StopGlobalWarming.eu, l’Iniziativa dei Cittadini Europei per proporre alla Commissione Europea una tassa sulle emissioni di c02. L’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) è uno strumento previsto dai Trattati UE e con un milione di firme obbliga la Commissione ad esprimersi su un tema. StopGlobalWarming.eu chiede di istituire un prezzo minimo europeo per le emissioni di CO2 e di usare i ricavi per la transizione ecologica e per abbassare le tasse sul lavoro.
La scadenza per raggiungere il milione di firme è il 22 Aprile 2021, Giornata Mondiale della Terra. ‘StopGlobalWarming.Eu’, riprende un’idea di 27 Premi Nobel ed è sottoscritta da Mogens Lykketoft, Presidente dell’Assemblea generale ONU ai tempi degli accordi di Parigi, Navy Pillai, già Alto Commissario ONU per i diritti umani, e centinaia di artisti e intellettuali. In Italia, sono oltre venti i Comuni che hanno deciso di sostenere l’iniziativa, al fianco di altre città europee come Monaco, Francoforte, Dublino, Dortmund e altre. Con decine di milioni di europei già convinti nella priorità di contrastare il riscaldamento globale, l’obiettivo di raccogliere almeno un milione di firme sarebbe facilmente raggiungibile se solo diventasse obiettivo di tutti i Comuni che cercano una via sostenibile per la propria comunità, spesso senza trovare sufficiente ascolto nel dibattito politico nazionale.
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Brusaferro, da conoscenze salute anche effetto sull’economia
Il presidente dell’Istituto superiore di sanità in videoconferenza alla Commissione Affari sociali della Camera
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09 febbraio 2021
17:36
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“Attraverso l’interazione e la cooperazione si possono sviluppare piani che possono darci un’opportunita’ nella salute e benessere, anche in termini economici, perche’ sviluppare le conoscenze che garantiscono la salute significa anche creare strumenti ampi”. Lo ha detto il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro nel corso dell’audizione in commissione Affari sociali della Camera nell’ambito dell’esame in sede consultiva della proposta di piano nazionale di ripresa e resilienza, “Investire in integrazione sociale significa investire in benessere e salute.
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Una parola chiave e’ il termine fiducia, emerso in maniera prepotente anche nella letteratura scientifica.
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Per il rinnovamento e la riforma del servizio sanitario l’obiettivo e’ quello “della ricerca, lo sviluppo e l’elemento tecnologico”. Lo ha detto Brusaferro. ”I piani che stiamo sviluppando possono essere un’opportunita’ per la salute e il benessere dei cittadini e possono incidere sulla qualita’ della vita e sul futuro di ognuno di noi, ma sono importanti anche per la crescita economica del Paese”.
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Scuola: via libera dal Cts alla ripresa del concorso
Ministero, ‘calendario lungo’ ipotesi già in campo
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09 febbraio 2021
19:21
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Può ripartire il concorso straordinario per l’immissione in ruolo dei docenti che abbiano insegnato almeno tre anni. Il via libera è arrivato dal Comitato tecnico scientifico al termine della riunione.
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e che si terranno il 15, 16, 18 e 19 febbraio.
L’idea di prolungare il calendario, data la particolarità di questo e del passato anno scolastico, era già stata presa in considerazione: la ministra dell’istruzione Lucia Azzolina a fine dicembre aveva proposto alle Regioni di prolungare le lezioni fino a giugno. L’idea in campo era di discutere del tema con i governatori che hanno la competenza sul calendario scolastico. Sarebbero poi state le Regioni, in raccordo col ministero dell’Istruzione, a capire, date anche le situazioni territoriali, chi doveva prolungare e dove. Nel frattempo in queste ultime settimane sono stati chiesti dalla ministra Azzolina al Mef 250 milioni per i ristori formativi, per lezioni e recuperi da fare subito in particolare nelle zone dove è più forte la povertà educativa In agosto infine è stato siglato un accordo con gli psicologi per 40 milioni per supporto psicologico e sportelli a favore dei giovani; altrettante risorse sono state cercate ed erogate in questi mesi sempre a questo fine. L’attuale anno scolastico è partito il 14 settembre 2020. Le Regioni hanno la facoltà di adottare le determinazioni di propria competenza in materia di calendario scolastico, ferma restando la necessità di effettuare almeno duecento giorni di lezione, secondo quanto stabilito dalla normativa.
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Il timing della crisi tra sprint e riflessioni
Draghi potrebbe giurare venerdì ma non si escludono slittamenti
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09 febbraio 2021
08:14
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Con gli incontri con i gruppi parlamentari più consistenti, oggi si concluderanno a Montecitorio le consultazioni del presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi per la formazione di un nuovo governo.
Da quel momento, ogni momento sarà buono per andare al Colle e sciogliere la riserva con cui ha accettato l’incarico dal presidente Mattarella, lo scorso 3 febbraio. Anche se le problematiche legate alla composizione della squadra potrebbero portarlo a prendersi qualche altro giorno di approfondimento, tanto da scavallare la settimana.
Ecco un possibile timing.
LE PARTI SOCIALI: Mercoledì Draghi consulterà le parti sociali ed i rappresentanti delle Autonomie Locali: nella sua dichiarazione al Quirinale, lo scorso 3 febbraio, aveva detto che le avrebbe interpellate in vista della formazione del suo governo.
LA VOTAZIONE SU ROUSSEAU.
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La consultazione online sulla piattaforma degli iscritti del Movimento Cinque Stelle su un eventuale supporto a un Governo presieduto da Mario Draghi.avrà inizio alle ore 13 di mercoledì 10 febbraio per concludersi alle ore 13 di giovedì 11 febbraio 2021. Pare escluso che prima di allora Draghi possa salire al Colle.
LO SCIOGLIMENTO DELLA RISERVA. Il premier incaricato potrebbe recarsi al Colle tra giovedì o venerdì per sciogliere la riserva e comunicare al presidente Mattarella che accetta l’incarico. A quel punto, si lavorerebbe alla nomina dei ministri e al giuramento della squadra.
IL GIURAMENTO. Se la riserva venisse sciolta giovedì, una volta concordata con il Capo dello Stato la lista dei ministri, si procede al giuramento del governo nel Salone delle Feste del Quirinale: potrebbe aver luogo venerdì. In ambienti politici si commenta: non prima di venerdì. A seguire si terrà il passaggio delle consegne a Palazzo Chigi (per consuetudine effettuato con la consegna al presidente entrante ,da parte dell’uscente, della “campanella” suonata per dare inizio ai consigli dei ministri) e la prima riunione del Consiglio dei ministri, con all’ordine del giorno la nomina del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio che svolge le funzioni di segretario del Consiglio dei ministri.
LA FIDUCIA ALLE CAMERE. Il dibattito sulla fiducia in Parlamento si tiene normalmente un paio di giorni dopo il giuramento: con un giuramento giovedì si potrebbe impegnare il fine settimana. Ma essendoci al momento molti dubbi sui tempi rapidi dello scioglimento della riserva, non si escludono slittamenti alla prossima settimana. In base alla consuetudine dell’alternanza tra i due rami del Parlamento, la “culla” del governo Draghi sarebbe il Senato: il governo Conte Bis, infatti, era “nato” alla Camera.
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Superbonus: Fraccaro, +376% in 2 mesi, resti fra le priorità
Per favorire la transizione green e lo sviluppo sostenibile
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09 febbraio 2021
10:24
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“Il Superbonus al 110% è una delle misure più consistenti messe in campo per rilanciare la crescita e tutelare l’ambiente. Gli interventi già ammessi a detrazione sono aumentati del 376% in soli due mesi, per un totale di 338 milioni di euro.
Da dicembre a oggi il valore dei nuovi cantieri è passato da 537 a ben 2.960. Una crescita esponenziale straordinaria che va sostenuta continuando a lavorare al fine di rafforzare questa misura. Per favorire la transizione green e lo sviluppo sostenibile è necessario che il Superbonus resti una priorità”. Lo dichiara il sottosegretario Riccardo Fraccaro, che in un post Facebook allega i dati.
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Consultazioni: le dichiarazioni dei gruppi in diretta
Ripartono i colloqui del premier incaricato Mario Draghi con le forze politiche in vista della formazione del governo
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09 febbraio 2021
10:54
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Villani(Cts): ‘mobilità tra le regioni sicure è ipotizzabile, ma serve cautela’
Il pediatra parla ‘a titolo personale’. ‘Dati incoraggianti’
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11 febbraio 2021
11:37
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“L’apertura della mobilità tra Regioni? Vediamo i dati. Quelli di adesso sono incoraggianti, ma basta l’illusione di pochi gruppi di popolazione che sia tutto finito e in poco tempo stiamo da capo”.
Così Alberto Villani, pediatra e membro del Cts, su Sky Tg24, precisando di rispondere a titolo personale.
“Con i dati attuali sarebbe pensabile una apertura tra regioni sicure, ma è tutto molto complesso, in primis disciplinare i comportamenti dei singoli – aggiunge -. Aperture o non aperture, vaccinazioni o no, ricordiamoci tutti di usare sempre le precauzioni: mascherine, distanze e lavaggio delle mani”.
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Al via voto M5s su Draghi. Fico, voto sì
Risultati degli iscritti M5s dopo le 19. Il premier incaricato al lavoro alla Camera
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11 febbraio 2021
11:39
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E’ partita, come prevista alle 10, la votazione di eletti e iscritti M5s sul governo Draghi. Un voto molto atteso, dopo il rinvio annunciato da Beppe Grillo, che definirà il perimetro della maggioranza dell’esecutivo guidato dall’ex presidente Bce.
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Come ogni mattina, intanto, il premier incaricato è ripartito dal casale di Città della Pieve alla volta di Montecitorio, dove oggi lo attende una giornata di contatti dopo le consultazioni dei giorni scorsi.
Il voto sulla piattaforma Rousseau durerà fino alle 18 e i risultati saranno resi noti dopo le 19. Se gli umori della base M5s sono molto variegati, è partito il pressing dei big del Movimento per votare sì all'”governo tecnico-politico” guidato dal professore che ieri ha assicurato la creazione di un ministero per la transizione ecologica. Dopo Luigi Di Maio e Giuseppe Conte, stamattina è intervenuto anche il presidente della Camera Roberto Fico. “Il momento delicato che il Paese sta vivendo – afferma Fico motivando il suo sì – ci impone una riflessione seria e un’assunzione di responsabilità. Come ha spiegato in modo estremamente chiaro il Presidente della Repubblica, non è pensabile in questo momento storico far precipitare il Paese verso le urne”.
Se gli alleati della vecchia maggioranza giallo-rossa attendono l’esito del referendum M5s, non hanno dubbi sul sostegno a Draghi Fi e Lega, asse rinsaldato nell’appoggio al professore. “Salvini ha fatto bene a seguire la scelta di Berlusconi. Speriamo che ora il M5S non faccia altri capricci”, commenta Antonio Tajani.
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Governo: Di Maio, voto sì,mi fido di Grillo,Conte e di voi
Ex ministro invita iscritti al voto per Draghi
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11 febbraio 2021
10:52
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“Io mi fido di Beppe Grillo, che è sempre stato più lungimirante di tutti noi. Io mi fido di Giuseppe Conte, perché non era scontato che dicesse di votare sì su Rousseau per la formazione del nuovo governo.
È stato un gesto di grande responsabilità. Io mi fido di voi, di quello che abbiamo fatto insieme negli ultimi otto anni”. Così il ministro degli Esteri, Lugi Di Maio, in un post su facebook invitando gli iscritti M5S a votare sì sulla piattaforma Rousseau per l’appoggio al governo Draghi.
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Governo: Casaleggio, verso cittadinanza digitale
Grande interesse dall’estero su nostro modello
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11 febbraio 2021
10:35
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E’ “nuovo modello di partecipazione, un passo avanti importante verso un concetto di cittadinanza digitale che si sta sempre più affermando con grande interesse anche dall’estero per capire come questo modello sta funzionando”.
Lo ha detto Davide Casaleggio in riferimento al voto sulla piattaforma Rosseau sul governo Draghi.
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Le consultazioni di Draghi, le dichiarazioni LIVE
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10 febbraio 2021
11:06
Le consultazioni del Presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi, proseguono con il seguente calendario:
– 10.30-11 Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome, Anci, Upi
– 11-11.20 Abi
– 11.20-11.35 Ania
– 11.40-12.10 Confindustria – 12.10-12.25 Confapi
– 12.30-13.15 Cgil Cisl Uil – 13.15-13.30 Ugl
– 14.45-15 Unioncamere – 15.05-15.35 Coldiretti Agrinsieme
– 15.35-15.50 Confcommercio
– 16-16.15 Confesercenti
– 16.20-16.50 Confartigianato Cna Casartigiani
– 16.55-17.25 Alleanza delle cooperative italiane Ue.Coop
– 17.30-18 Wwf Italia Greenpeace Italia Legambiente
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Governo: il turno delle parti sociali – Il film della giornata
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10 febbraio 2021
23:23
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Il presidente del Consiglio incaricato incontra gli enti locali e le parti sociali. Un giro di consultazioni che dovrebbe aiutare Draghi a completare il quadro programmatico. E’ tutt’altro che chiaro il quadro delle forze politiche che sono pronte a sostenere l’esecutivo guidato dall’ex presidente della Bce.
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E, in un tweet, Grillo ha chiesto un ‘super ministero green’, come già accade in altri paesi
Ecco il film della giornata
18:30 Draghi alle parti sociali, turismo industria su cui investire – Interessato e attento alle indicazioni che via via gli vengono illustrate. La garanzia che ci sarà il suo “impegno” sulle cose da fare, alcune subito altre con programmazione più lunga. E’ una giornata di ascolto quella del presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi, come la descrive chi ha partecipato alle consultazioni. Draghi “ha ascoltato” più che parlare, è il refrain, e “non si è sbilanciato”, “non ha preso impegni”. Tra le poche eccezioni un accento sul turismo “industria su cui investire”, avrebbe sottolineato, all’interno di un ragionamento generale sui settori con maggiori potenzialità di ripresa.
17:42 Confartigianato: investire nelle pmi per rilancio – “L’Italia può ripartire se investirà sugli artigiani e sulle piccole imprese che rappresentano il 94% del sistema produttivo, sono l’anima del made in Italy e fattore di coesione sociale. Le riforme del fisco e della pubblica amministrazione e un piano di investimenti infrastrutturali rappresentano le priorità sulle quali agire subito”. Lo afferma Marco Granelli, presidente Confartigianato, dopo l’incontro con il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi. “Speriamo di rivestire una ruolo importante, il mondo della piccola impresa e dell’artigianto – afferma Granelli – credo che possa far bene al paese, possa coniugare sostenibilità ambientale ed economica. Questa situazione ci da una straordinaria possibilità di fare degli investimenti importanti”. Vanno realizzate le riforme “non più rinviabili”: alle misure emergenziali vanno fatti seguire nuovi interventi strutturali: “riduzione della pressione fiscale sui redditi Irpef e snellimento degli adempimenti tributari, riforma della Pa all’insegna della semplificazione e della gestione manageriale al servizio dei cittadini”.
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17:38 Non previsti interventi pubblici di Draghi – Non è previsto che questa sera il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi faccia un intervento pubblico al termine delle sue consultazioni per la formazione del nuovo governo.
16:59 Confesercenti, pensare a ripartenza, focus turismo – Confesercenti ha rappresentato a Mario Draghi “le problematiche delle imprese di prossimità”, del “mondo delle “piccole e piccolissime imprese”, dal tema dei ristori, “uno dei punti fondamentali”, alla “gestione dell’emergenza” dal piano vaccinale all’allarme per i posti di lavoro. Ma – lo ha spiegato la presidente Patrizia De Luise, dopo aver partecipato alle consultazioni – l’associazione ha posto l’accento “soprattutto sulla ripartenza”, su come mettere le imprese “in grado di ripartire e continuare a dare lavoro”, e “più forti di prima”. La presidente di Confesercenti si sofferma in particolare sul settore del turismo: bisogna “cogliere questa sfida”, anche con “un piano pluriennale per turismo e città d’arte”, e con “un’Iva che sia uguale agli altri Paesi nostri competitor”, dice. E riferisce che Mario Draghi “ha convenuto ed ha ben chiara quale sia importanza di questo settore per l’economia del nostro Paese”. Un accenno anche alla “concorrenza sleale del mondo dell’online”, ed ai temi della “formazione continua”, dell’esigenza di “politiche attive del lavoro” in grado di puntare ad una occupazione che sia anche “di qualità”.
16:23 Confcommercio: ristori adeguati e proroga della cassa Covid – La crisi delle imprese è “drammatica” serve prorogare la cassa integrazione covid e continuare con ristori adeguati. E’ la richiesta del presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, al presidente del Consiglio Incaricato Mario Draghi, in occasione delle consultazioni, che è sembrato “attento” e “dalle sue espressioni farà di tutto per dare delle risposte positive”.
16:09 Coldiretti, ripartire da 45 mld di export alimentare – “A trainare la transizione ecologica del Paese deve essere l’agroalimentare, unico settore cresciuto all’estero nel 2020 registrando 45 miliardi di prodotti Made in Italy sulle tavole di tutto il mondo, nonostante le difficoltà della pandemia”. Lo ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini, all’incontro con il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi.
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14:10 Landini, bene la disponibilità di Draghi al confronto – “Il primo tema che abbiamo indicato è il fatto, una novità, che le parti sociali siano coinvolte nella fase di istituzione di un nuovo governo, non succedeva da tempo, se mai è successo in passato. E abbiamo sottolineato tutti l’importanza di questo elemento, la responsabilità che comporta e la necessità che sia un segno che il confronto debba proseguire quando il governo avrà avuto la fiducia per affrontare in modo nuovo i problemi”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.
14:02 Furlan, il blocco dei licenziamenti sia confermato – “Abbiamo chiesto che la proroga del blocco dei licenziamenti e della cassa Covid sia confermata, con il sostegno alle imprese. Non deve essere sine die ma ci vogliono i tempi giusti per riformare gli ammortizzatori sociali e far decollare finalemente le politiche attive”. Così la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan.
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12:59 Bonomi: informato Draghi delle proposte Confindustria – Il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, ha “condiviso” con Mario Draghi tutte le proposte di Confindustria “dell’ultimo anno”. “Abbiamo provveduto a informare il presidente Draghi sulle posizioni che Confindustria ha assunto nell’ultimo anno su tutti i maggiori temi che rimangono irrisolti nell’agenda del Paese”, ha detto Bonomi dopo aver partecipato alle consultazioni: “Dnal piano nazionale di ripresa e resilienza al piano vaccinale, dalla riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive del lavoro alla riforma della pubblica amministrazione e delle sue procedure, dalla necessità di una grande alleanza pubblico-privato per moltiplicare gli investimenti e concentrarli laddove più servono alla ripresa del Paese, tenendo in considerazione il peso del debito emergenziale che le imprese hanno contratto, alla riforma del fisco, alla sostenibilità generale della finanza pubblica visto l’andamento del debito”.
13.01 Iv e il Mes – “Se si possono ottenere più soldi per la sanità con un tasso migliore del mes è evidente che non siamo innamorati a dei soldi del mes”. Lo ha detto Maria Elena Boschi (Iv) in un’intervista a TgCom24, parlando dell’andamento dello spread con l’arrivo di Mario Draghi.
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12.35 Le imprese sostengongono Draghi. ‘La vera speranza – dice il leader degli industriali, Carlo Bonomi – è che il consenso parlamentare riservato al suo programma sia ampio e solido, perché c’è davvero molto da fare’.
12.12 – Il super ministero green – “Un super ministero per la transizione ecologica lo hanno Francia, Spagna, Svizzera, Costarica e altri paesi. Presto lo dovranno avere tutti”, dice Beppe Grillo in un tweet.
12:10 Salvini vede il Cav, dare contributo senza veti – “Lungo e cordiale colloquio tra Matteo Salvini e Silvio Berlusconi. I due leader si sono confrontati sulla situazione politica e sui contenuti delle proposte che sono state presentate a Draghi. Salvini e Berlusconi hanno ribadito la ferma volontà di dare un contributo, con senso di responsabilità e senza porre alcun veto”. E’ quanto si legge in un nota della Lega.
11.33 – Massima collaborazione dalle Regioni. Sono le parole di Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni, al termine della consultazione con lo stesso Draghi.
“Abbiamo ringraziato a nome degli ottomila sindaci italiani” il professor Mario Draghi “per questo incontro dalla valenza forte dal punto di vista simbolico e sostanziale”, dice il presidente dell’Anci Antonio Decaro
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11.22 L’incontro con la delegazione dell’Abi. L’associazione chiede di non interrompere le misure di sostegno
10.24 ‘M5s, stop al voto su Rousseau – Il voto sul governo previsto dalle ore 13.00 di oggi è temporaneamente sospeso. I nuovi orari di inizio e termine votazione saranno successivamente comunicati”. L’annuncio del capo politico M5S Vito Crimi
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Grillo chiede un ministero, Lega e FI dicono ‘no’ a veti – TEMPO REALE
M5s annuncia la sospensione del voto on line. Da Bonomi “pieno sostegno”
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10 febbraio 2021
17:00
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Dopo essere stati ricevuti dal premier incaricato Mario Draghi nell’ambito delle consultazioni per la formazione del nuovo governo, le forze politiche fissano i propri paletti in vista della presentazione della squadra e del programma dell’esecutivo. Il garante del Movimento Cinque Stelle Beppe Grillo torna a chiedere l’istituzione di un “super ministero per la transizione ecologica”.
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E’ una delle condizioni dei pentastellati, che nel frattempo ufficializzano la sospensione della votazione on line sulla piattaforma Rousseau chiamata a decidere sul sostegno al governo.
Una scelta che non convince Italia Viva: “Mi auguro che l’esecutivo possa partire il prima possibile, non possiamo attendere i tempi della piattaforma”, dice Maria Elena Boschi.
Quasi contemporaneamente, Matteo Salvini fa sapere di aver incontrato Silvio Berlusconi a villa Grande, la nuova residenza romana del Cavaliere. I due leader “si sono confrontati sulla situazione politica e sui contenuti delle proposte presentate a Draghi”, ribadendo “la ferma volontà di dare un contributo, con senso di responsabilità e senza porre alcun veto per risollevare il Paese”.
Toccherà ora al presidente del Consiglio incaricato fare una sintesi delle diverse posizioni, dopo aver ultimato le consultazioni con le parti sociali in agenda nella giornata di oggi. A farsi sentire è prima di tutto Confindustria, con il presidente Carlo Bonomi: “Abbiamo espresso il nostro più convinto sostegno, nella vera speranza che il consenso parlamentare riservato al programma sia ampio e solido, perché c’è davvero molto da fare, e bisogna farlo presto e bene”.
In mattinata, inoltre, l’ex numero uno della Bce ha incontrato i rappresentanti degli enti locali. “Massima collaborazione” al premier incaricato è stata assicurata da Stefano Bonaccini, presidente della conferenza delle Regioni. A fargli eco è Antonio Decaro, presidente dell’Anci, che offre la disponibilità dei centri estivi “per dare modo di recuperare il gap” della formazione scolastica avvenuto a causa del Covid. Dalla delegazione dell’Abi arriva invece la richiesta di non interrompere anzitempo “i provvedimenti eccezionali che in questi mesi sono stati varati a sostegno dell’economia produttiva, con prestiti garantiti e moratorie”.
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Covid, Cesa ricoverato allo Spallanzani
Le sue condizioni sono stazionarie
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10 febbraio 2021
14:37
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“Lorenzo Cesa è stato ricoverato ieri sera per Covid all’ospedale Spallanzani, a Roma, presso il dipartimento guidato dal Professor Nicola Petrosillo. Le sue condizioni sono da considerarsi stazionarie”.
Lo rende noto l’Ufficio stampa del partito.
‘Mi spiace molto del ricovero di Cesa, sapevo che aveva contratto il virus e anche per questo l’altro giorno abbiamo sospeso la direzione nazionale dell’Udc ma stava a casa, l’avevo sentito. Mi spiace molto e spero che ne venga fuori alla grande. Da psicologa, penso che abbia pesato anche lo stress per l’avviso di garanzia delle settimane scorse. Mi spiace che si siano sommate tante, troppe, contrarierà nello stesso momento” ha detto la senatrice dell’Udc, Paola Binetti parlando del ricovero del segretario dimissionario del suo partito.
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TEMPO REALE / I partiti alzano l’asticella, si attende Draghi
Grillo chiede Ministero di Transizione economica: “Il Governatore parli”
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10 febbraio 2021
17:00
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I partiti alzano sempre di più l’asticella delle loro richieste e Mario Draghi – infrangendo la liturgia delle trattative che da sempre accompagnano la formazione dei governi – tace e conclude il suo giro di consultazioni con parti sociali e terzo settore. Non è noto quando salirà al Colle per sciogliere la riserva (e presentare la lista dei ministri) ma è ragionevole pensare che solo allora – da uomo delle Istituzioni che ha fatto della riservatezza la sua cifra – parlerà.
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Intanto, è stata cancellata la cerimonia per il Concordato prevista per il pomeriggio di venerdì.
L’incarico che l’ex Governatore ha ricevuto dal Colle è di lavorare ad un governo “di alto profilo, che non debba identificarsi con alcuna formula politica”. Dunque senza lasciarsi ingabbiare dalle dinamiche dei partiti. Che tuttavia dovranno poi votare la fiducia e sostenere Draghi, quindi si aspettano fin d’ora che il premier incaricato dimostri la sua capacità mediatoria. Per questo Beppe Grillo e i 5 stelle – nelle ore di una crisi importante del M5s- attendono un segnale. Nel suo video-intervento notturno il Garante ha chiesto esplicitamente che Draghi “faccia in modo pubblico le dichiarazioni fatte a noi” nelle consultazioni, su green, recovery, ambiente, giovani.
Questo darebbe una spinta ai sì al governo, nel voto online su Rousseau al momento stoppato da Grillo per evitare drastiche spaccature. Il Garante chiede anche quello che in Francia già esiste e si chiama Ministero della Transizione ecologica (ma lo hanno anche Spagna, Svizzera, Costarica e altri paesi), un corpo a tre teste composto da Mef Mise e Ambiente.
Intanto Giorgia Meloni – mentre Silvio Berlusconi e Matteo Salvini si incontrano nella nuova villa sull’Appia del Cav – nell’attuale scenario che vedrebbe Fi e Lega in maggioranza si troverebbe ad occupare da sola lo spazio dell’opposizione (con tanto di presidenza delle commissioni per legge o per prassi ad essa assegnate).
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Draghi: In corso il voto di Rousseau sul governo. Casaleggio: ‘Con no decideremo se voto negativo o astensione’
Il premier uscente al Corriere, ‘spero il governo si formi al più presto’
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11 febbraio 2021
11:41
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E’ il giorno della verità per gli M5s con il voto degli iscritti sulla piattaforma online di Rousseau per scegliere tra l’adesione o meno al governo di Mario Draghi. La votazione ha preso il via alle 10. Il voto sarà possibile fino alle 18 e i risultati, si legge sul blog delle Stelle, “saranno pubblicati dopo le ore 19”.
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Il quesito su cui si esprimeranno eletti e militanti è: “Sei d’accordo che il MoVimento sostenga un governo tecnico-politico che preveda un super-Ministero della Transizione Ecologica e che difenda i principali risultati raggiunti dal MoVimento, con le altre forze politiche indicate dal presidente incaricato Mario Draghi?”.
E’ “nuovo modello di partecipazione, un passo avanti importante verso un concetto di cittadinanza digitale che si sta sempre più affermando con grande interesse anche dall’estero per capire come questo modello sta funzionando”, ha detto Davide Casaleggio in riferimento al voto online. “Qualora vincesse il no – sottolinea – ci sarà da stabilire se il voto” del Movimento 5 Stelle al nuovo Governo “sarà negativo o di astensione”.
Fino alle 18 di oggi, dunque, le votazioni dopo che ieri, grazie anche a un contatto telefonico tra il premier incaricato e il garante pentastellato il movimento ha incassato all’interno della compagine che si va formando anche la figura di un super ministro ‘green’: titolare di un dicastero che accomuni che competenze dell’ambiente e dello sviluppo per una ‘transizione ecologica’.
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Molti i big in campo. “Il Movimento in queste ore consulterà i propri iscritti per decidere se partecipare a un governo che metta al centro il superamento delle emergenze attuali, il Recovery Plan e la transizione ecologica, guidato da Mario Draghi. Votero’ si'”. Così il presidente della Camera Roberto Fico su Facebook. “Il momento delicato che il Paese sta vivendo – afferma il presidente della Camera – ci impone una riflessione seria e un’assunzione di responsabilità. Come ha spiegato in modo estremamente chiaro il Presidente della Repubblica, non e’ pensabile in questo momento storico far precipitare il Paese verso le urne”.
“Io mi fido di Beppe Grillo, che è sempre stato più lungimirante di tutti noi. Io mi fido di Giuseppe Conte, perché non era scontato che dicesse di votare sì su Rousseau per la formazione del nuovo governo. È stato un gesto di grande responsabilità. Io mi fido di voi, di quello che abbiamo fatto insieme negli ultimi otto anni”. Così il ministro degli Esteri, Lugi Di Maio, in un post su Facebook.
“Proprio perché siamo nati sulle idee e non sulle ideologie, perché abbiamo sempre detto che prima dei colori ci sono i progetti, prima del consenso ci sono i cittadini, prima del tornaconto politico c’è il Paese. Ora è il momento di dimostrarlo. È il momento di dimostrare la forza delle idee”. Ad affermarlo, in merito al voto su Rousseau per il nuovo governo, la sindaca di Torino Chiara Appendino.
Intanto il premier uscente Giuseppe Conte auspica che il nuovo governo possa formarsi al più presto e che il Paese possa essere quanto prima in sicurezza. Ma al Corriere della Sera, rivela una preoccupazione: “È evidente che, essendo il quadro delle forze che si dichiarano disponibili ad appoggiare la maggioranza molto esteso, possa risentirne la coesione tra le forze stesse”. Il rischio è che possano aumentare “le difficoltà nell’azione di governo, rispetto a questioni che esulino dalla stretta emergenza”. Le priorità non cambiano: nuovo decreto Ristori, completare la campagna vaccinale, completare il Recovery plan.
Ma il voto agita i pentastellati e ieri in serata alcuni parlamentari sono andati all’attacco. Il quesito su cui votare sulla piattaforma Rousseau “è stato formulato in maniera suggestiva e manipolatoria, lasciando intendere che solo con la partecipazione del M5s al governo si potranno difendere i provvedimenti adottati dal precedente governo e dalla precedente maggioranza”. Così 13 parlamentati del Movimento sottoscrivono una nota in cui definiscono la votazione “tendenziosa e palesemente volta a inibire il voto contrario alla partecipazione del M5s al Governo Draghi”.
“E’ stato Vito Crimi, in qualità di capo politico” del Movimento 5 Stelle, “a decidere in merito al quesito da porre” sul Governo attraverso la piattaforma Rousseau.
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Governo: il giorno di Russeau, il film della giornata
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11 febbraio 2021
11:18
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Il premier incaricato Mario Draghi lavora alla squadra dei ministri e potrebbe salire già domani al Quirinale. Intanto è iniziata sulla piattaforma Rousseau la consultaizone dei militanti pentastellati sull’adesione al governo dell’ex governatore della Banca centrale europea.
Ecco il film della giornata:
Ore 7.18 – Il premier uscente Giuseppe Conte auspica che il nuovo governo possa formarsi al più presto e che il Paese possa essere quanto prima in sicurezza.
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Ma al Corriere della Sera, rivela una preoccupazione: “È evidente che, essendo il quadro delle forze che si dichiarano disponibili ad appoggiare la maggioranza molto esteso, possa risentirne la coesione tra le forze stesse”. Il rischio è che possano aumentare “le difficoltà nell’azione di governo.
Ore 10 – “Il Movimento in queste ore consulterà i propri iscritti per decidere se partecipare a un governo che metta al centro il superamento delle emergenze attuali, il Recovery Plan e la transizione ecologica, guidato da Mario Draghi. Votero’ si'”. Così il presidente della Camera Roberto Fico su Facebook. “Il momento delicato che il Paese sta vivendo – afferma il presidente della Camera – ci impone una riflessione seria e un’assunzione di responsabilità. Come ha spiegato in modo estremamente chiaro il Presidente della Repubblica, non e’ pensabile in questo momento storico far precipitare il Paese verso le urne”.
Ore 10 – Ha preso il via sulla piattaforma Rousseau la votazione degli iscritti sul governo Draghi. Il voto sarà possibile fino alle 18 e i risultati, si legge sul blog delle Stelle, “saranno pubblicati dopo le ore 19”. Il quesito su cui si esprimeranno eletti e militanti è: “Sei d’accordo che il MoVimento sostenga un governo tecnico-politico che preveda un super-Ministero della Transizione Ecologica e che difenda i principali risultati raggiunti dal MoVimento, con le altre forze politiche indicate dal presidente incaricato Mario Draghi?”.
Ore 10.37 – E’ “nuovo modello di partecipazione, un passo avanti importante verso un concetto di cittadinanza digitale che si sta sempre più affermando con grande interesse anche dall’estero per capire come questo modello sta funzionando”. Lo ha detto Davide Casaleggio in riferimento al voto sulla piattaforma Rosseau sul governo Draghi. “Qualora vincesse il no, ci sarà da stabilire se il voto” del Movimento 5 Stelle al nuovo Governo “sarà negativo o di astensione”.
Ore 10.45 – “Io mi fido di Beppe Grillo, che è sempre stato più lungimirante di tutti noi. Io mi fido di Giuseppe Conte, perché non era scontato che dicesse di votare sì su Rousseau per la formazione del nuovo governo. È stato un gesto di grande responsabilità. Io mi fido di voi, di quello che abbiamo fatto insieme negli ultimi otto anni”. Così il ministro degli Esteri, Lugi Di Maio, in un post su facebook invitando gli iscritti M5S a votare sì sulla piattaforma Rousseau per l’appoggio al governo Draghi.
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DALLE 19:53 DI MARTEDì 02 FEBBRAIO 2021
ALLE 13:35 DI LUNEDì 08 FEBBRAIO 2021
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L’appello di Mattarella. Il testo integrale del discorso
L’appello del presidente della Repubblica. Ecco il testo integrale del discorso del Capo dello Stato
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02 febbraio 2021
19:53
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Questo il discorso integrale del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, prima dell’annuncio della convocazione di Mario Draghi al Quirinale.
“Ringrazio il presidente della Camera dei deputati per l’espletamento impegnato, serio e imparziale del mandato eplorativo che gli avevo affidato.
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Dalle consultazuioni al Quirinale era emersa come unica possibilità di governo a base politica quella della maggioranza che sosteneva il governo precedente. La verifica della sua concreta realizzazione ha dato esito negativo”.
“Vi sono adesso due strade fra loro alternative: dare immediatamente vita a un governo, adeguato a fronteggiare le gravi emergenze presenti, sanitaria, sociale, economica-finanziaria, ovvero quella di immediate elezioni anticipate. Questa seconda strada va attentamente considerata perché le elezioni rappresentano un esercizio di democrazia. Di fronte a qeusta ipotesi ho il dovere di porre in evidenza alcune circostanze che oggi devono fare riflettere sull’opportunità di questa soluzione”.
“Ho il dovere di sottolineare come il lungo periodo di campagna elettorale e la conseguente riduzione dell’attività di governo coinciderebbe con un momento cruciale per le sorti dell’Italia”.
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“Sotto il profilo sanitario, i prossimi mesi saranno quelli in cui si può sconfiggere il virus oppure rischiare di esserne travolti. Questo rinchiede un governo nella pienezza delle sue funzioni, per adottare i provvedimenti via via necessari, e non un governo con attività ridotta al minimo, come è inevitabile in campagna elettorale. Lo stesso vale per lo sviluppo decisivo della campagna di vaccinazione, da condurre in stretto coordinamento fra lo Stato e le Regioni”..
“Sul versante sociale, fra l’altro, a fine marzo verrà meno il blocco dei licenziamenti, e questa scadenza richiede decisioni e provvedimenti di tutela sociale adeguati e tempestivi, molto difficili da assumere da parte di un governo senza pienezza di funzioni, in piena campagna elettorale”.
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“Entro il mese di aprile va presentato alla Commissione europea il piano per l’utilizzo dei grandi fondi europei ed è fortemente auspicabile che questo avvenga prima di quella data di scadenza, perché quegli indispnsabili finanziamenti vengano impegnati presto. E prima si presenta il piano, più tempo si ha per il confronto con la Commissione. Questa ha due mesi di tempo per discutere il piano con il nostro Governo, con un mese ulteriore per il Consiglio europeo per approvarlo. Occorrerà quindi successivamente provvedere tempestivamente al loro utilizzo per non rischiare di perderli”.
“Un governo dall’attività ridotta non sarebbe in grado di farlo. Per qualche aspetto, neppure piotrebbe e non possiamo permetterci di mancare questa occasione fondamentale per il nostro futuro”.
“Va ricordato che dal giorno in cui si sciolgono le Camere, a quello delle elezioni, sono necessari almeno 60 giorni.
Successivamente ne occorrono poco meno di 20 per proclamare gli eletti e riunire le Camere.
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Queste devono nei successivi giorni nominare i propri organi di presidenza. Occorre quindi formare il Governo e questo per operare a pieno ritmo deve ottenere la fiducia di entrambe le Camere. Deve inoltre organizzare i propri uffici di collaborazione nei vari ministeri. Dallo scioglimento delle Camere nel 2013 sono trascorsi quattro mesi, nel 2018 sono trascorsi cinque mesi. Si tratterebbe di tenere il nostro Paese con un Governo senza pienezza di funzioni per mesi cruciali, decisivi per la lotta alla pandemia, per utilizzare i finanziamenti europei e per far fronte ai gravi problemi sociali. Tutte queste preoccupazioni sono ben presenti ai nostri concittadini, che chiedono risposte concrete e rapide ai loro problemi quotidiani”.
“Credo che sia giusto aggiungere una ulteriore considerazione. Ci troviamo nel pieno della pandemia, il contagio del virus è diffuso e allarmante, e se ne temono nuove ondate nelle sue varianti.
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Va ricordato che le elezioni non consistono soltanto nel giorno in cui ci si reca a votare ma includono molte e complesse attività precedenti per formare e presentare le candidature. Inoltre, la successiva campagna elettorale richiede inevitabilmente tanti incontri affollati, assemblee, comizi. Il ritmo frenetico elettorale è pressoché impossibile che si svolgano con i necessari distanziamenti”.
“In altri Paesi, in cui si è votato obbligatoriamente perché erano scadute le legislature dei parlamenti o i mandati dei presidenti, si è verificato un grave aumento dei contagi. Questo fa riflettere, pensando alle tante vittime che purtroppo continuiamo ogni giorno, anche oggi, a registrare.
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Avverto pertanto il dovere di rivolgere un appello a tutte le forze politiche presenti in Parlamento perché conferiscano la fiducia a un governo di alto profilo che non debba identificarsi con alcuna formula politica. Conto quindi di conferire al più presto un incarico per formare un governo che faccia fronte con tempestività alle gravi emergenze non rinviabili che ho ricordato”.
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Supermario, l’Italiano che ha salvato l’Europa – FOTO
L’emergenza Covid e il Recovery sono la nuova sfida di Draghi
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03 febbraio 2021
21:08
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Supermario: spetta ora a Mario Draghi affrontare una nuova sfida. L’italiano che ha salvato l’Europa dovrà ora essere in grado, con il suo prestigio, di coagulare una solida maggioranza parlamentare.
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Il suo nome ha attraversato fin dall’inizio il confronto e il dibattito che si è aperto con le dimissioni del premier Conte, tanto da essere considerato da subito l’unico in grado di sciogliere la matassa del confronto che sembra aver imbrigliato la politica, l’ultima carta prima delle elezioni per affrontare le difficoltà sanitarie, sociali, economiche provocate dal Covid. E vincere la sfida che il Paese deve gestire con i fondi europei. Supermario, appunto.
Come Draghi ha dimostrato alla guida della Bce, salvaguardando con rigore i principi dell’Europa ma nel contempo riuscendo a fare da scudo alle difficoltà e contraddizione dell’Unione anche nei confronti dei mercati. Supermario.
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Laurea alla Sapienza e master al Mit di Boston, Draghi è stato direttore generale del Tesoro – con il ministro Carlo Azeglio Ciampi, il primo tra i Ciampi boys – dove ha gestito la stagione delle privatizzazioni. Una breve parentesi a Goldman Sachs e poi ha ricoperto il ruolo di governatore della Banca d’Italia, una carica che l’ha catapultato negli snodi internazionali del Financial Stability Board e nella Bce come membro del consiglio.
Ma per tutti Mario Draghi è l’uomo che ha salvato l’Europa, quando nel 2011 ha visto coagularsi sulla sua candidatura anche il consenso dei Paesi più attenti ai conti pubblici, Germania compresa. Il suo debutto è stato fulminante con il ‘whetever it takes’, tre parole in inglese (“tutto ciò che serve”), in grado di fermare i mercati e di fare da scudo al Paesi in tensione per l’andamento dei tassi sui titoli di Stato. Parole alle quali sono seguiti fatti, in un’accorta gestione di parole e decisioni, culminate nel quantitative easing: l’impegno della Bce – e delle banche centrali dei diversi Paesi europei – a sostenere i loro titoli sul mercato. Di fatto ha cambiato la ‘cassetta degli attrezzi’ della Bce senza snaturarne il ruolo.
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“Il futuro? Chiedete a mia moglie”, ha detto lasciando la Bce alla guida di Christine Lagarde. Ma già da prima la politica lo candidava nei ruoli più importanti. Impossibile negare che, anche prima dell’attuale crisi politica, in molti hanno pensato a lui come il possibile successore di Mattarella alla Presidenza della Repubblica, visto che l’attuale inquilino del Colle ha fatto sapere di non pensare ad un nuovo settennato.
Defilatissimo rispetto alla politica, Supermario ha la capacità di mantenere grande equilibrio, senza nascondere la sua opinione. “Ci troviamo di fronte a una guerra contro il coronavirus e dobbiamo muoverci di conseguenza”, ha detto rompendo il silenzio dopo l’uscita dalla Bce con un intervento pubblicato lo scorso marzo sul Financial Times. “Il costo dell’esitazione potrebbe essere irreversibile”, ha quindi aggiunto, con un monito che appare in piena sintonia con l’urgenza e i timori espressi in serata da Mattarella.
Quest’estate il suo intervento quest’estate per focalizzare l’attenzione sui giovani, chiedendo ai Paesi di intervenire per garantire liquidità alle imprese e sostenere i redditi, anche a discapito dell’aumento del debito.
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L’ultimo messaggio, a dicembre, sulla sfida che l’Italia deve ora affrontare, quella del Recovery Fund. “La sostenibilità del debito pubblico in un certo Paese sarà giudicata sulla base della crescita e quindi anche di come verranno spese le risorse di Next Generation Eu”, una frase accompagnata da un monito ai Paesi sull’utilizzo delle risorse: “Se saranno sprecate il debito alla fine diventerà insostenibile perché i progetti finanziati non produrranno crescita”.
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Salvini chiede voto ma FI guarda a Draghi
Centrodestra sul dopo Conte. Azzurri: ‘Non si può ignorare appello Colle’
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03 febbraio 2021
08:37
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Il centrodestra è compatto nel chiedere che finisca prima possibile “questo vergognoso teatrino” della crisi. Matteo Salvini, nelle vesti di capo della coalizione, sente tutti i leader per fare il punto, trovare un minimo comun denominatore, in attesa degli ultimi sviluppi di questa interminabile crisi.
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E gli ultimi sviluppi sono arrivati con la convocazione del professor Mario Draghi al Quirinale con l’obiettivo di un governo di alto profilo sganciato dalle tradizionali logiche politiche. Con Salvini che si appella al voto subito e cita l’articolo 1 della Costituzione sulla sovranità popolare. Ma se da un lato emergono dubbi sulla tenuta di Forza Italia in caso di un ‘governo di larghe intese’, dall’altro, la Lega segue con attenzione cosa potrebbe accadere all’interno dell’area di ‘insoddisfatti’ tra i senatori pentastellati. La notizia dell’addio di Emilio Carelli – che oggi ha parlato con Luigi Di Maio – è stata accolta con grande soddisfazione da parte del partito verde che da giorni è molto attento all’insoddisfazione crescente in alcune anime del Movimento.
Tanto che qualcuno, tra i leghisti, non esclude, magari non ora ma in futuro, uno “smottamento” a proprio favore di quell’area politica. Qualcosa di più di una sensazione, come spiega lo stesso Carelli a Rainews24: “Ho parlato con alcuni deputati e senatori del M5S e ho trovato una disponibilità, spero che nei prossimi giorni facciano un altro passo”.
Intanto, al termine di un giro di telefonate con i leader, il segretario leghista diffonde una nota in cui ribadisce come “non sia possibile che la sinistra perda altro tempo, le priorità sono salute e lavoro, non i litigi per poltrone e ministeri.
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Abbiamo le idee chiare su quello che serve per rilanciare il Paese”. Non si parla di elezioni, non particolarmente grate ai ‘piccoli’, tuttavia si cerca di dare un segnale di unità in un momento in cui, soprattutto dentro Fi, cresce la tensione in attesa di capire come muoversi nel del ‘dopo Conte’. E partendo dal presupposto che non si può ignorare l’appello di Mattarella.
Matteo Salvini, da giorni ha deciso di marcare stretto Fratelli d’Italia non lasciando che il partito di Giorgia Meloni sia l’unico a chiedere a gran voce le elezioni anticipate. Ma il naufragio del tentativo di Conte apre uno scenario totalmente nuovo, in cui tutto ovviamente torna in gioco.
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Lo sanno benissimo dentro Forza Italia, dove i gruppi potrebbero non tenere di fronte all’attrazione di un eventuale governo istituzionale. Da giorni, a partire da Silvio Berlusconi, il partito azzurro auspica un non ben definito “governo dei migliori”. Formula bocciata bruscamente dallo stesso Salvini: “Il governo dei migliori sostenuto dal Parlamento dei peggiori è una cosa surreale che fa rabbrividire”, osserva in mattinata.
Detto questo, la Lega garantisce che il Presidente Berlusconi, parlando con Salvini, lo abbia rassicurato a favore di una linea unitaria. Anche il vicepresidente azzurro, Antonio Tajani, in modo molto metto ha escluso ogni ipotesi di accordo con i ‘giallorossi’: “Non esiste la sostanziale unità del Paese se manca mezzo Paese. Voglio dire una cosa chiara e netta: la maggioranza Ursula in Italia non esiste.
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Si è realizzata a Bruxelles – sottolinea l’ex Presidente del Parlamento europeo – perché a guida Partito Popolare Europeo, che ha vinto le elezioni, al quale gli altri si sono accodati”. Ma le voci dai gruppi parlamentari sono meno nette. Come già accaduto nella fase di ‘scouting’ dei cosiddetti ‘responsabili’, molti azzurri non si sono mossi rassicurati dal fatto che non ci sarebbero state le elezioni. Ma se quella condizione dovesse venire meno, tutto potrebbe cambiare repentinamente.
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Tre governi tecnici nella storia della Repubblica
Il quarto in arrivo, con Mario Draghi
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03 febbraio 2021
10:36
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Sono stati tre i governi tecnici nella storia della Repubblica, vale a dire presieduti da personalità estranee ai partiti. E il quarto potrebbe essere quello di Mario Draghi.
Il primo fu quello presieduto da Carlo Azeglio Ciampi sul finire dell’XI legislatura, dopo che il precedente governo di Giuliano Amato era stato falcidiato dagli avvisi di garanzia.
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Il presidente della Repubblica Scalfaro affidò l’incarico al governatore della Banca d’Italia, Ciampi, che giurò il 28 aprile 1993 e si dimise il 13 gennaio 1994, dopo l’approvazione della nuova legge elettorale maggioritaria, il Mattarellum.
I ministeri furono guidati in parte da politici (es Nicola Mancino, Nino Andreatta, Rosa Russo iervolino, Valdo Spini, Fabio Fabbri) e da tecnici di altissimo profilo ai portafogli economici (Luigi Spaventa, Luigi Gallo, Piero Barucci). I giornali parlarono per la prima volta di “governo del presidente”.
Il secondo esecutivo tecnico fu quello guidato da Lamberto Dini, dopo la caduta del Berlusconi I. Anche in questo caso fu Scalfaro a incaricare quello che era stato il ministro del Tesoro del governo Berlusconi, oltre che Direttore generale di Bankitalia. Dini giurò il 17 gennaio 1995 assieme ad una squadra composta esclusivamente da tecnici, tenendo per sé il Tesoro.
Dopo un anno, l’11 gennaio 1996 rassegnò le dimissioni. Attorno a quell’esperienza di governo nacque Rinnovamento Italiano, che alle elezioni, alleato con l’Ulivo superò lo sbarramento dell’4% ed entrò in Parlamento.
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Nel 2011, quando la crisi dello spread spinse alle dimissioni il governo Berlusconi IV, il presidente Napolitano incaricò Mario Monti, che era stato nei giorni precedenti nominato senatore a vita. L’ex commissario europeo giurò al Quirinale il 16 novembre 2011, portando co sé una squadra di soli tecnici.
Anche in quel caso si parlò di “governo del presidente”. Monti si dimise il 21 dicembre, e anche lui diede vita aun partito Scelta Civica, formato da personalità della società civile, che alle elezioni prese l’ 8,3% all’interno di un polo che si assestò al 10,56%.
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Conte 2 anni su ottovolante, ora chance politica
Da scontro con Salvini a Covid, due anni e mezzo su ottovolante
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03 febbraio 2021
13:05
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Oltre due anni e mezzo sull’ottovolante. Prima “avvocato del popolo” nel governo giallo-verde a trazione sovranista.
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Poi a capo di un esecutivo giallo-rosso, potenziale embrione per un’alleanza Pd-M5S. Ora la strada di Giuseppe Conte si interrompe. E si interrompe di fronte all’uomo forse più temuto a Palazzo Chigi, Mario Draghi, la figura più evocata da chi voleva la fine di Conte.
Su Draghi il premier si è più volte espresso. Con esiti alterni. Il 5 settembre, ad esempio, spiegò come l’ex governatore della Bce non fosse “un rivale” ma “un’eccelenza” e raccontò di averlo proposto a Bruxelles come presidente della commissione Ue. Proposta che lo stesso Draghi rifiutò. Il 23 novembre scorso, ancora una volta interpellato su Draghi Conte rispose in maniera netta: “mi fido di Gualtieri”: E ora, al termine del mandato esplorativo del presidente della Camera Roberto Fico, finito in nulla di fatto, sarà proprio Draghi a prendere il posto dell’avvocato pugliese.
Cosa farà Conte lo si capirà solo nelle prossime ore. Di certo il premier uscente passerà alla cronaca come l’uomo che si è trovato di fronte alla più grande crisi sanitaria mondiale, governata dapprima con un lockdown rigido e, in un secondo tempo, con la formula delle chiusure regionali che, assieme ai numerosissimi Dpcm messi in campo, si è attirata non poche critiche, e non solo dalle opposizioni. Non è solo la pandemia ad aver segnato il Conte II. Nel luglio del 2020 il capo del governo M5S-Pd-Leu-Iv otteneva il Recovery Fund riuscendo a piegare l’oltranzismo dei falchi e dei cosiddetti Paesi frugali.
Proprio sul Recovery, tuttavia, il Conte II si è inceppato. E in particolare su quella cabina di regia che il premier uscente aveva inizialmente voluto trovando, tuttavia, la rottura di Matteo Renzi. Se il governo giallo-rosso ha visto Conte come premier protagonista l’esordio in politica dell’avvocato era stato totalmente diverso. Scelto dopo il naufragio della candidatura di Guido Sapelli l’allora candiato M5S al ministero della Pa era arrivato a Palazzo Chigi nello scetticismo generale e nella convinzione che sarebbe finito schiacciato tra i suoi due vicepremier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Era il primo giugno del 2018 e nasceva, in Italia, un governo inedito: quello del M5S e della Lega.
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Sono stati, quelli, i mesi del Conte “populista”, che passava dal reddito di cittadinanza a quota 100, fino alla messa in campo, contestata anche nel M5S, dei decreti Salvini sull’immigrazione.
Ma sono stati anche i mesi in cui Conte è stato chiamato a gestire, ottenendo il sì di Bruxelles alla manovra, il complicato rapporto tra il governo giallo-verde e l’Europa. Mesi in cui Conte ha costruito il suo profilo di moderato, europeista e progressista, cruciale per essere poi scelto a capo del governo giallo-rosso dopo che nell’agosto del 2019, la crisi del “Papeete” era sembrata tagliare le gambe al premier. Ma nel discorso del Senato del 20 agosto Conte, mostrando una durezza sconosciuta nei confronti del suo vicepremier, ebbe di fatto la meglio sul leader leghista.
E, con il passare dei mesi, sono emersi anche gli aspetti privati dell’avvocato del popolo. Nato nel piccolo comune di Volturara Appula l’8 agosto del 1964, studente di diritto a Roma, docente alla facoltà di giurisprudenza dell’ateneo di Firenze. Padre di un bambino, separato, discreto calciatore dilettante e tifoso della Roma, il suo nome negli anni è stato legato a quello del professor Guido Alpa, con cui ha a lungo collaborato. Ma, non è facile che Conte torni al suo lavoro.
L’arrivo di Draghi – e quindi non del voto nel breve periodo – adombra le possibilità di un suo ingresso in politica. Ma la lista Conte potrebbe essere solo rimandata.
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Conte, ‘da me nessun ostacolo a Draghi. Auspico la formazione di un governo politico’
‘I sabotatori cercateli altrove’ dice il premier dimissionario che rassicura M5s: ‘Ci sono e ci sarò sempre’. A Pd e Leu: ‘Continuiamo a lavorare insieme’. I ringraziamenti di Speranza e Di Maio
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04 febbraio 2021
20:08
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Il presidente del Consiglio dimissionario Giuseppe conte ha rilasciato alcune dichiarazioni alla stampa davanti a Palazzo Chigi. “Ho sempre lavorato per il bene del Paese e perché si possa formare un nuovo governo. Da questo di vista auspico un governo politico che sia solido e che abbia la sufficiente coesione per fare scelte politiche”. “Da me nessun ostacolo a Draghi.
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I sabotatori cercateli altrove” ha sottolineato.
“Ieri ho incontrato Draghi: un colloquio lungo, molto aperto al termine del quale gli ho fatto gli auguri di buon lavoro. Mi descrivono come un ostacolo, evidentemente non mi conoscono o parlano in mala fede. I sabotatori cerchiamoli altrove”. Il premier dimissionario ha ringraziato il capo dello Stato Mattarella (‘è stato un prezioso interlocutore sia nei rapporti istituzionali sia in quelli personali”)
“Agli amici del Movimento 5 stelle dico: io ci sono e ci sarò” dice Conte . “Agli amici Pd e di Leu dico che dobbiamo lavorare tutti insieme perché l’alleanza per lo sviluppo sostenibile che abbiamo iniziato a costruire è un progetto forte e concreto”. “Le urgenze del Paese richiedono scelte politiche, non possono essere affidate a squadre di tecnici”.
“Ringrazio profondamente Giuseppe Conte per le sue parole, per la responsabilità istituzionale mostrata ancora una volta, in un momento di grande difficoltà per il Paese. Condivido pienamente la necessità di un forte impulso politico nel governo che andrà a formarsi” dichiara il ministro degli Esteri uscente Luigi Di Maio. “Il Movimento gli è riconoscente e continuerà ad essere protagonista anche grazie a lui”.
“Grazie Giuseppe Conte per quanto fatto al servizio del Paese. Dobbiamo continuare a lavorare insieme per costruire un’Italia più forte e più giusta”. Lo afferma su Twitter il ministro della Salute e esponente di LeU Roberto Speranza.
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Governo, Draghi al Quirinale – LA DIRETTA
Alle 12
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03 febbraio 2021
13:44
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Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha convocato per oggi alle ore 12.00, al Palazzo del Quirinale, il Professor Mario Draghi.
LA DIRETTA:
Governo Draghi, consultazioni al via alle 15.30, si chiude sabato
Si comincia con i partiti piccoli da Azione a +Europa. Ultimi Lega e M5s. Doppia apertura al premier incaricato da Di Maio e Berlusconi. Segnali positivi per l’incarico, scende lo spread
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04 febbraio 2021
20:17
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Cominciano oggi alle 15.30 le consultazioni del premier incaricato Mario Draghi con le forze politiche e si concluderanno sabato in tarda mattinata. Si parte con i partiti piccoli, da Azione e +Europa a Maie, Cd, Europeisti-Maie, Misto Camera, Nci, Cambiamo.
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Domani, dalle 11, è la volta delle Autonomie, di LeU, Iv, Fdi, Pd e Fi. Si chiude sabato dalle 11 con la Lega e M5S. Gli incontri hanno durata di mezzora o di un’ora a seconda del peso dei partiti.
Doppia apertura a Draghi a poche ore dall’avvio del primo giro di consultazioni. Arriva da Berlusconi e Di Maio. Il presidente di Fi avverte il centrodestra che la scelta di Mattarella per l’ex presidente della Bce ‘va nella direzione che abbiamo indicato da settimane: quella di una personalità di alto profilo istituzionale attorno alla quale si possa tentare di realizzare l’unità sostanziale delle migliori energie del Paese.
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La politica deve assumersi la responsabilità delle scelte’. Il ministro degli Esteri si rivolge al M5s, chiedendo di ascoltare il presidente incaricato prima di decidere, mostrando ‘il rispetto istituzionale’ dovuto e di essere ‘maturi agli occhi del Paese’ malgrado legittime preoccupazioni. “Rompiamo gli schemi, il M5s apra a Draghi”. Lo dice Virginia Raggi parlando con il foglio. “Bisogna partire dai temi e puntare su un governo politico. Il paragone con il precedente Monti è sbagliato. Dal Recovery alla burocrazia si può fare molto”, dice ancora Raggi. (TEMPO REALE)
Draghi ha lasciato la sua casa alle porte di Città della Pieve. La vettura della scorta e un’altra auto con i vetri oscurati, quella probabilmente con a bordo il presidente del Consiglio incaricato, sono uscite dalla tenuta del centro umbro. Si sono quindi dirette sulla strada principale dalla quale è possibile anche raggiungere l’autostrada.
Anche la pattuglia dei carabinieri che sorveglia gli ingressi si è allontanata. Draghi ha trascorso in Umbria la prima notte da presidente del Consiglio incaricato nella sua casa immersa in un bosco alle porte di Città della Pieve. L’ex presidente della Bce è arrivato in serata accompagnato dalla scorta.
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Ha probabilmente scelto la tranquillità del borgo umbro per trascorrere qualche ora in famiglia dopo avere ricevuto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella l’incarico di formare il nuovo Governo in vista delle consultazioni con i partiti. Nell’area dove si trova il casolare della famiglia Draghi nessun maxi dispiegamento di forze di polizia. La scorta ha sorvegliato ‘discretamente’ tutta l’area mentre una pattuglia dei carabinieri era all’ingresso di uno dei viali che conduce alla casa. In mattinata Draghi ha quindi lasciato Città della Pieve diretto probabilmente a Roma dove è atteso dalle consultazioni per la formazione del nuovo governo.
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Si punta ad un governo di “alto profilo”, secondo gli auspici del Capo dello Stato Sergio Mattarella. Un governo certamente europeista, con l’obiettivo di vincere la pandemia, garantire la campagna dei vaccini, rilanciare il Paese e spendere nel modo migliore le risorse europee. Al momento Draghi può contare sul sicuro appoggio di Pd,Iv,Leu e Forza Italia, oltre a quello di forze minori, mentre la spaccatura nel M5s e nel centrodestra (con Fdi ferma sul voto o al massino su un’astensione unitaria e la Lega in forse su un’apertura purchè si voti a breve) ancora non consente di dire quale maggioranza e quanto allargata appoggerà il governo.
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Il calendario delle consultazioni dovrebbe essere noto in tarda mattinata, mentre continuano gli appelli del Pd ai Cinque stelle – dopo la riunione di ieri con Leu e M5s – a non disperdere il patrimonio del percorso comune nel Conte bis e per un ingresso dei grillini nel governo. Tra i modelli dei governi tecnici del passato, i partiti auspicano che Draghi non scelga come Monti un esecutivo di soli tecnici, ma si ispiri allo schema misto di Ciampi, avvalendosi anche di ministri politici. Il premier incaricato farà la sua scelta tenendo conto della logica stringente dei numeri, quella stessa che ha sbarrato il passo ad un Conte ter. “Quando uno fa il suo lavoro è sempre sereno”, ha chiosato intanto stamattina Giuseppe Conte entrando a Palazzo Chigi.
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Mario Draghi accetta con riserva l’incarico di formare il nuovo governo che gli ha conferito il presidente della Repubblica Mattarella. ‘È un momento difficile. L’emergenza richiede risposte all’altezza. Sono fiducioso che dal confronto con i partiti emerga unità’. Lotta al virus, vaccinazioni, rilancio dell’Italia sono le sfide indicate dal presidente incaricato, che ha visto i presidenti delle Camere e ha avuto poi un lungo incontro con Conte a Palazzo Chigi.
Grande attenzione anche ai rapporti con le parti sociali che potrebbero essere incontrate da Draghi a margine delle consultazioni con i partiti.
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La scelta dell’ex presidente della Bce per l’incarico scuote i partiti che si stanno riunendo per decidere la linea in vista delle consultazioni. Giuseppe Conte non sarebbe disponibile a fare il ministro nel nuovo governo guidato da Mario Draghi. E’ quanto si apprende in ambienti M5s, da chi dice di aver sentito il premier uscente nelle ultime ore. Fonti di Palazzo Chigi, interpellate al riguardo, non confermano né smentiscono l’indiscrezione.
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“Serve un governo politico, basta tecnici”, ha detto Matteo Salvini. “Quella del voto su Rousseau è una ipotesi da non trascurare. Ovviamente dico ipotesi perchè dobbiamo aspettare che prima ci sia un contenuto reale da sottoporre, votare su una persona soltanto mi sembra riduttivo”. Lo dice il capo politico M5S Vito Crimi ai gruppi M5S.
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LE PAROLE DI DRAGHI – “Ringrazio il presidente della Repubblica per la fiducia che mi ha voluto accordare. E’ un momento difficile”, ha detto Draghi dopo l’incontro. “Vincere la pandemia, completare la campagna vaccinale, offrire risposte ai problemi quotidiani, rilanciare il Paese sono le sfide”, ha spiegato. “Abbiamo a disposizione le risorse straordinarie dell’Ue, abbiamo la possibilità” di operare “con uno sguardo attento alle future generazioni e alla coesione sociale”. Poi ancora: “La consapevolezza dell’emergenza richiede risposte all’altezza della situazione e con questa speranza che rispondo all’appello” di Mattarella. “Sono fiducioso – ha aggiunto – che dal confronto con i partiti, con i gruppi parlamentari e le forze sociali emerga unità e capacità di dare una risposta responsabile”.
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Tempo reale: Draghi “fiducioso”, domani le consultazioni
Grillo,”Leali a Conte”.Pd fa appello a 5s-Leu per cammino comune
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03 febbraio 2021
16:34
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Mario Draghi accetta l’incarico di Sergio Mattarella e prova a cercare una maggioranza per sostenere quel governo “di alto profilo” che ieri il Capo dello Stato ha evocato per risolvere le gravi emergenze del Paese. Un governo, non c’è dubbio, dal chiaro profilo europeista, che dovrà contare su una robusta maggioranza.
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Forse proprio per questo, quando Draghi dice di accettare “con riserva”, non pronuncia solo una formula di rito ma esprime la consapevolezza di una sfida difficile.
Tuttavia – prima di incontrare i presidenti di Senato e Camera Casellati e Fico e poi raggiungere Conte a Palazzo Chigi – Draghi si dice “consapevole dell’emergenza” ma “fiducioso nel dialogo con i partiti, i gruppi parlamentari, le parti sociali”. Domani dunque il presidente incaricato dovrebbe iniziare le consultazioni alla Camera ed i partiti sono già tutti riuniti e chiamati ad una scelta. Decisiva l’assemblea congiunta dei gruppi del M5s, con Beppe Grillo che ai suoi ha consegnato un messaggio netto: “Leali a Conte”.
Il reggente Vito Crimi ribadisce anche oggi il no ad un governo a guida Draghi (ma su questo i M5s potrebbero spaccarsi), aggiungendo che “per qualunque misura a livello parlamentare si deve sempre o comunque passare dai 5s”, che hanno numeri determinanti e sarebbero “condizionanti”.
Per ora l’appoggio a Draghi è invece certo da parte di Pd (Zingaretti chiede a 5 stelle e Leu un incontro per “andare avanti insieme anche in questa nuova fase”), Iv (Renzi afferma “ora è il tempo dei costruttori), Responsabili e un’area di centro. Forza Italia, con Silvio Berlusconi, ha più volte espresso il suo favore ad un governo di salvezza nazionale ma ancora non ha assunto una posizione ufficiale rispetto a Draghi, nella necessità di mantenre la “compattezza” del centrodestra che ancora oggi Matteo Salvini evoca nel vertice con gli alleati. Ma se Giorgia Meloni insiste sul voto, Salvini indica le elezioni come “via maestra” ma si dice disponibile ad andare a vedere le carte di Draghi.
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Anche per Mario Draghi varrà la stringente logica dei numeri che ha sbarrato la strada al Conte ter ma il Capo dello Stato ieri è stato chiaro: o un governo di “alto profilo” (la cui guida Mattarella ha affidato all’ex Governatore di Bankitalia e della Bce) o il voto. Tertium non datur.
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Draghi e l’incognita dei numeri in Parlamento
Parte da 260 voti alla Camera e 139 al Senato
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03 febbraio 2021
20:50
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Mario Draghi non è ancora entrato in campo e le consultazioni con i partiti cominceranno solo domani. Ma perchè il suo governo nasca servono numeri più solidi di quelli iniziali che al momento non garantiscono la maggioranza nè alla Camera nè al Senato.
A Montecitorio i voti a favore, dando per scontato il supporto di Fi, sono 250/260: 93 del Pd, 91 di Fi, 28 di Iv, 4 di Azione, 15 di Centro Democratico di Tabacci, 4 del Maie, 4 delle minoranze, 12 di Nci.
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Leu al momento è spaccata tra i 7 di Art.1 che sembrano più favorevoli e i 5 di Sinistra italiana che, con il segretario Nicola Fratoianni, al momento ha chiuso.
A questi vanno aggiunti, secondo il pallottoliere parlamentare, 3-4 voti da Misto. Mancherebbero quindi circa 55 voti per la maggioranza che si attesta a quota 316.
Molto cambierebbe se M5s (191 deputati), ora ferma sul no, si spostasse sul sì, tutti o almeno una parte, o se la Lega (131) decidesse alla fine di sostenere il governo.
Viene data per scontato che Fdi con i suoi 33 deputati resti all’opposizione, magari astenendosi.
I ‘pontieri’ verso M5s sono già al lavoro, in qualche modo facilitati dall’uscita dal Movimento di Emilio Carelli e dall’input alla collaborazione lanciato da Giorgio Trizzino, il deputato considerato il più “Mattarelliano” del Movimento. I due potrebbero svolgere un ruolo da catalizzatori di consensi al nuovo governo in entrambe le Camere.
Al Senato i voti considerati sicuri sono 139: 35 di Pd, 18 di Iv, 52 di Fi, 10 Europeisti, 52 di Fi, 7 delle Autonomie, 17 su 22 del gruppo Misto. Nei voti a favore sono inclusi anche i senatori a vita Cattaneo, Segre e Monti, mentre non votano da tempo Rubbia, Piano e Napolitano.
In questo scenario mancherebbero 22 voti per la maggioranza assoluta di 161 voti. Scenario diverso se cambiassero idea tutti o almeno una parte dei 92 senatori M5s o se la Lega decidesse di appoggiare il governo con i suoi 63 senatori escludendo che possa arrivare il via libera al governo dai 19 senatori di Fdi.
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Migranti: ‘baraccopoli’ Foggia sarà ‘Cittadella Accoglienza’
Ristrutturazione Cara e area abusiva circostante con risorse Cis
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FOGGIA
04 febbraio 2021
11:03
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Interventi di ristrutturazione per circa 3,5 milioni di euro sono previsti nel Centro richiedenti asilo (Cara) di Borgo Mezzanone (Foggia) e nell’area circostante in cui è sorta negli anni la ‘baraccopoli’ abusiva dove vivono centinaia di migranti: tutta la zona sarà oggetto di lavori per la realizzazione di una ‘Cittadella dell’Accoglienza’ che ospiterà i lavoratori stagionali con l’obiettivo, tra gli altri, di sottrarli al caporalato. Il protocollo di intesa per la realizzazione del progetto dovrebbe essere pronto entro un mese: a sottoscriverlo saranno la Prefettura di Foggia, la Provincia, la Regione Puglia e l’Agenzia del Demanio.
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Lo comunica la stessa prefettura che lo scorso 1 febbraio ha affrontato la questione in una riunione.
Secondo quanto comunicato, Invitalia sarà responsabile della gara per i lavori di bonifica dell’area in cui sorge la ‘baraccopoli’, per la quale sono a disposizione della provincia circa 3,5 milioni dal Contratto di sviluppo istituzionale (Cis) per la Capitanata, con un ulteriore cofinanziamento di 150mila euro del dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione del ministero dell’Interno. Per rendere possibile la cantierizzazione dei lavori di bonifica, l’area dell’insediamento abusivo dovrà essere liberata e i migranti verrebbero trasferiti in strutture di accoglienza presenti in Puglia. La Regione Puglia, inoltre, presenterà all’Autorità di gestione del Pon Legalità un progetto per la realizzazione di una foresteria regionale a Borgo Mezzanone, che andrebbe ad aggiungersi anche a quelle già previste a Poggio Imperiale e Foggia.
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Governo Draghi, Salvini: ‘Divisi a consultazioni, ognuno dica ciò che pensa’
Berlusconi guiderà la delegazione di Forza Italia alle consultazioni. Di Maio: ‘Capisco gli umori del M5s ma dobbiamo essere maturi’. Renzi: ‘Avrà la fiducia’
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04 febbraio 2021
20:35
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“E’ meglio che ognuno dica liberamente quello che ha in testa. Noi non siamo costretti a fare nulla controvoglia, l’unità del centrodestra è un valore, governiamo in 14 regioni su 20”.
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Lo afferma il leader della Lega Matteo Salvini entrando alla Camera e commentando il fatto che il centrodestra andrà alle consultazioni separatamente. Secondo fonti della Lega, il segretario Matteo Salvini ha convocato la segreteria politica del partito che si riunirà alle 15, in presenza o in videocollegamento.
La Lega è disponibile e interessata a discutere di tasse, grandi opere, difesa dei confini, aiuti concreti per famiglie e imprese. Non è possibile ipotizzare alcun confronto se arrivano insulti (si pensi alla recente dichiarazione di Laura Boldrini, valorizzata sui social di Salvini) né è immaginabile una riedizione del governo Conte con gli stessi ministri e un premier diverso. E’ quanto trapela in queste ore da fonti leghiste. “Draghi è un fuoriclasse come Ronaldo. Uno come lui non può stare in panchina”. Lo afferma il vicesegretario della Lega Giancarlo Giorgetti parlando del premier incaricato. Giorgetti dopo la segreteria della Lega si è fermato a prendere un caffè con Matteo Salvini e Lorenzo Fontana.
“Berlusconi è il leader di Forza Italia, quindi sarà lui a guidare la delegazione (nelle consultazioni di domani con il premier incaricato, ndr), parlerà lui con Draghi. Del resto fu lui a indicarlo come governatore alla Banca centrale europea, tra loro c’è un’antica conoscenza e assonanza sulle politiche economiche seguite quando era alla guida della Bce”. L’ha detto il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani a ‘Speciale tg1’ su Rai1. “Vedremo cosa dirà Draghi – ha aggiunto – Noi andremo al tavolo con uno spirito molto costruttivo, parleremo di Recovery, di giustizia, di vaccinazioni, tutte questioni che stanno a cuore agli italiani. Naturalmente chiederemo un governo adeguato, all’altezza della situazione, quello che era il governo dei migliori”.
“Penso che in questo momento sia normale avere qualche difficoltà nel dibattito politico, ma sono sicuro che Draghi avrà la fiducia del Parlamento, probabilmente succederà prossima settimana”. Lo dice Matteo Renzi, leader di Iv, in un’intervista a Bloomberg tv. Il governo Draghi “sarà in grado di scrivere il Recovery plan, 209 miliardi per l’economia italiana, risorse importantissime dell’Ue, e sarà in grado di aiutare l’Europa nella campagna vaccinale, perchè l’Europa ha avuto un’ottima risposta per quanto riguarda l’economia ma purtroppo per quanto riguarda le vaccinazioni non ha dato il meglio”. “Draghi non è solo un buon leader italiano, ma è stato e sarà anche un importantissimo leader europeo. Penso che dalla prossima settimana avremo un nuovo governo con un uomo incredibile, l’uomo giusto al posto giusto”, aggiunge. Il governo Draghi sarà tecnico o politico? “Non lo so, forse il modello per Draghi sara l’esempio di Carlo Azeglio Ciampi, del 1993.
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Draghi è un tecnico ma con grande intelligenza politica: so che riuscirà ad avere una grande leadership politica. Non mi interessa quale sarà il tipo di governo ma di sicuro questa sarà una grande chance per l’Italia”, aggiunge Renzi.
“Oggi si aprono le consultazioni del premier incaricato Mario Draghi, secondo la strada tracciata dal capo dello Stato Sergio Mattarella, che ringrazio. In questa fragile cornice, il MoVimento 5 Stelle ha, a mio avviso, il dovere di partecipare, ascoltare e di assumere poi una posizione sulla base di quello che i parlamentari decideranno. Siamo la prima forza politica in Parlamento e il rispetto istituzionale viene prima di tutto”. Così in una nota il ministro Luigi Di Maio. “Comprendo gli animi e gli umori di queste ultime ore. È legittimo. Stiamo attraversando una crisi politica complessa e non abbiamo colpe. Non abbiamo cercato noi lo stallo, non avremmo mai voluto che si arrivasse a questo, con una pandemia in corso e le enormi difficoltà del nostro comparto produttivo. Ma è proprio in queste precise circostanze che una forza politica si mostra matura agli occhi del Paese”. Così Luigi Di Maio.
“Rompiamo gli schemi, il M5s apra a Draghi”. Lo dice Virginia Raggi parlando con il foglio. “Bisogna partire dai temi e puntare su un governo politico. Il paragone con il precedente Monti è sbagliato. Dal Recovery alla burocrazia si può fare molto”, dice ancora Raggi.
“La scelta del Presidente della Repubblica di conferire a Mario Draghi l’incarico di formare il nuovo governo va nella direzione che abbiamo indicato da settimane: quella di una personalità di alto profilo istituzionale attorno alla quale si possa tentare di realizzare l’unità sostanziale delle migliori energie del Paese”. Lo afferma il Presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi. “Ci siamo confrontati e continueremo a confrontarci con i leader del centro-destra, convinti dell’importanza di preservare un’alleanza essenziale per il futuro del Paese”, aggiunge Berlusconi. “L’Italia, come sottolineato dal Presidente della Repubblica, ha bisogno di ricevere risposte certe e immediate sull’emergenza sanitaria, economica e sociale: è compito della politica assumersi la responsabilità delle scelte con le donne e gli uomini che la rappresenteranno nell’esecutivo”, conclude.
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Tecnici e politici al governo, ecco il toto-ministri
La maggioranza più larga possibile, di salvezza nazionale. Il perimetro parlamentare di Mario Draghi potrebbe spaziare dalla Lega a Leu, passando per Pd e M5s
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05 febbraio 2021
09:28
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La maggioranza più larga possibile, di salvezza nazionale. Il perimetro parlamentare di Mario Draghi potrebbe spaziare dalla Lega a Leu, passando per Pd e M5s.
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Al primo giorno di consultazioni, mentre sfilano davanti al premier incaricato i piccoli gruppi parlamentari di Camera e Senato, fino a ieri indispensabili per immaginare un Conte ter, si intravede uno spazio politico prima inimmaginabile. La formula sarebbe il modello Ciampi, con pochi ministri ‘tecnici’ di alto profilo ad affiancare il premier sui dossier più delicati, come l’economia, la giustizia e forse anche la sanità, ma in Consiglio dei ministri i rappresentanti (magari anche i leader) di tutti i partiti.
E’ questa l’ipotesi che rimbalza nei rumors parlamentari. Draghi mantiene un riserbo assoluto, nei colloqui con le delegazioni, sulla forma politica che intende dare al suo esecutivo. Solo al secondo giro di consultazioni potrebbe scoprire le sue carte. Per ora prende appunti, ascolta, annota auspici e condizioni. Un governo di tutti – senza Fdi e forse un pezzo di sinistra – sarebbe la risposta più corale possibile all’appello del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
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L’unità nazionale. Realizzarla non sarà semplice: la presenza di parte del M5s ma soprattutto della Lega è ancora un’incognita.
Le riforme, a partire da quella della pubblica amministrazione. Il piano vaccinale, come premessa indispensabile di una ripresa, non solo economica, che si annuncia “lenta”. Il Recovery plan come occasione storica, per l’Italia e per l’Ue, da non sprecare. I giovani e la scuola, i posti di lavoro da creare e l’appuntamento da far tremare i polsi, a stretto giro, con la fine del blocco dei licenziamenti. Ai rappresentanti dei piccoli gruppi parlamentari l’ex presidente della Bce fornisce in pochi tratti le sue priorità.
“Ha una visione”, commentano i più entusiasti. “Si vede che è abituato a far oscillare i mercati con le sue frasi: ogni parola al suo posto”, si stupisce un deputato. Ai gruppi chiede proposte e spunti, prende appunti, si sente dire a più riprese che il governo deve essere politico, che i gruppi parlamentari vanno ascoltati. Batte molto – questo lo riferiscono tutti – sul tasto della campagna vaccinale.
Che governo sceglierà per questa missione, è ancora un’incognita. Ma tra i partiti si diffonde la convinzione che non sarà solo tecnico, sarà anche politico. E non solo perché lo chiedono quasi tutti, a partire dai Cinque stelle. Ma anche perché portare in Cdm i rappresentanti dei partiti vorrebbe dire avere un più saldo canale con il Parlamento. Certo, comporre tutti i desiderata non è facile. Il Pd vorrebbe una maggioranza Ursula, solo con gli europeisti, senza Lega e Fdi. La Lega auspica forte discontinuità con il Conte bis, il che vorrebbe dire fuori i ministri uscenti (e il premier). Il M5s, che ha i numeri più importanti in Parlamento, vuole garanzie sui suoi temi e i suoi ministri. Forza Italia chiede rassicurazioni sul futuro Guardasigilli. A dare carta bianca sono +Europa e Azione, che si candidano a fare i pasdaran ‘draghiani’, mentre potrebbero stare fuori parte del M5s e anche i parlamentari più di sinistra.
La maggioranza potrebbe prendere forma nel secondo giro di consultazioni. Potrebbe essere quello il momento in cui emergeranno anche con più chiarezza i profili dei ministri. C’è chi ipotizza una squadra snella, “di competenti”. Per ora ci si affida solo a ipotesi e rumors, ci si interroga se Draghi al dunque farà la sua lista o chiederà ai gruppi di indicare rose di nomi.
All’Economia, c’è chi accredita l’ipotesi che il premier tenga l’interim, ma viene considerato più probabile che scelga un tecnico di sua fiducia come Daniele Franco o Luigi Federico Signorini (Bankitalia), Daniele Scannapieco (Bei), mentre vengono considerate in ribasso le quotazioni dell’uscente Roberto Gualtieri.
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Alla giustizia continua a farsi il nome di Marta Cartabia o Paola Severino. Un tecnico come Ilaria Capua potrebbe andare alla sanità, dove però non è esclusa la conferma di Roberto Speranza. All’interno Luciana Lamorgese potrebbe restare, anche se su quel ministero pesa l’incognita Lega. Carlo Cottarelli potrebbe entrare in squadra così come la rettrice della Sapienza Antonella Polimeni.
Quanto ai politici, Nicola Zingaretti non sembra escludere del tutto un suo ingresso, se Draghi glielo chiederà. Per ora lo smentisce, ma non viene escluso, anche Giuseppe Conte, che con il suo sostegno ‘sposta’ il M5s. Potrebbe essere confermato per il M5s Luigi Di Maio e per il Pd Lorenzo Guerini, Dario Franceschini o Andrea Orlando se Zingaretti decidesse di no.
Matteo Renzi ai suoi esclude di essere interessato, potrebbe indicare Ettore Rosato o Maria Elena Boschi. Per Fi Antonio Tajani. Per la Lega, naturalmente, Giancarlo Giorgetti o un tecnico d’area.
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I desiderata dei partiti rischiano però di scontrarsi con i piani del premier incaricato e con la necessità di dare la sua impronta non solo sui temi, ma anche nella squadra, anche per superare i veti incrociati. C’è chi non esclude che alla fine i partiti possano entrare solo nei posti di viceministro o sottosegretario. Difficile, però, che si accontentino: il M5s l’ha detto più chiaro di tutti, se il governo non sarà ‘politico’ difficile che voti sì.
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Editoria: il gruppo Athesis lancia il nuovo Bresciaoggi
‘Carta, web e social network. Una nuova era per la testata’
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05 febbraio 2021
12:58
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Bresciaoggi si rinnova. Da mercoledì 10 febbraio un restyling grafico a 360 gradi coinvolgerà l’edizione cartacea, il sito web e i profili social del quotidiano fondato nel 1974.
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Un layout più chiaro, immediato, con testi più leggibili e colori che caratterizzeranno ogni area tematica. Le novità riguarderanno anche i contenuti: Bresciaoggi offrirà ai lettori un’informazione qualificata e puntuale su tutto il territorio con nuove pagine dedicate all’hinterland e ai quartieri, dando voce all’intera provincia. Notizie locali, approfondimenti, inchieste, analisi, storie di vita e spazi per raccontare la nuova Brescia che sta emergendo.
‘Da oltre quarant’anni Bresciaoggi è la voce libera dei bresciani. Da quel primo numero nel lontano 1974 sono cambiati il mondo, l’Italia e Brescia. Come pure è profondamente mutato il modo di fare informazione – spiega Maurizio Cattaneo, direttore di Bresciaoggi – La nostra società è diventata più complessa, le sfide globali, il futuro per i giovani più incerto. Sono aumentate le sfide ma anche le opportunità. Vi sono strade straordinariamente nuove, ma si corre anche il rischio di omologazione culturale. In questo contesto diventa ancor più importante dare una informazione autorevole e soprattutto libera. Non di parte ma al servizio del lettore.
Questo vuole essere Bresciaoggi che oggi cresce, si rinnova ma mantiene lo spirito dei fondatori: il coraggio di dire la verità’.
‘Il Bresciano è un territorio che sta cambiando molto velocemente – aggiunge Piergiorgio Chiarini, vicedirettore di Bresciaoggi – e ha bisogno di strumenti di informazione autorevoli e capaci di valorizzarne le potenzialità e la propensione a cercare sempre nuove strade’. Un giornale che punta ad essere sempre più vicino alle persone, alle aziende, alla propria città.
La mission di Bresciaoggi che vedrà sempre più protagonista la community del quotidiano coinvolta anche grazie allo sviluppo dei social network con contenuti ad hoc e una maggiore interazione. ‘Con il lancio del nuovo Bresciaoggi si rafforza l’interesse e l’impegno del Gruppo editoriale Athesis verso Brescia e la sua provincia – dice Matteo Montan, amministratore delegato del Gruppo Athesis – e si conferma la nostra vocazione di media company al servizio del territorio lombardo-veneto.
Quello compreso tra Verona e Vicenza, Mantova e Brescia costituisce uno straordinario bacino di persone e di imprese che ogni giorno cerchiamo non solo di raccontare ma anche di valorizzare con ogni tipo di iniziativa, una su tutte il Festival del Futuro che proprio a Brescia ha aperto l’edizione 2020. Crediamo di essere una voce indispensabile per il grande pubblico ma anche per i grandi stakeholders del territorio, e a loro vogliamo continuare a dare il meglio, potendo contare su un team agile e molto motivato che ogni mattina si sveglia e combatte con la forza e l’entusiasmo del piccolo leone che abbiamo scelto come protagonista della nostra campagna di lancio’.
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A caratterizzare la nuova release del sito Bresciaoggi sarà una migliore user experience con il potenziamento delle sezioni video, foto ed eventi digitali, un sito più facile da navigare e una maggiore possibilità di interazione per gli utenti che potranno muoversi nel portale in modo più dinamico e con una qualità di contenuti ancora più elevata. Il restyling del sito del Bresciaoggi segue di poco quello de L’Arena e de Il Giornale di Vicenza e completa il piano di evoluzione delle testate del Gruppo Athesis.
Il nuovo sito – progettato insieme ad AQuest, creative production & technology company del gruppo WPP con base a Verona – presenta una grafica più innovativa, un design responsive che si adatta alle dimensioni di ogni dispositivo e un’ampia palette di elementi e varianti, per vestire al meglio la notizia. I contenuti, si legge in una nota del Gruppo, sono riorganizzati in modo da aiutare il lettore ad individuare più rapidamente le news che lo interessano, grazie anche a un preciso utilizzo dei tag e degli hot topics, che mettono subito in evidenza i temi del momento. Sul sito troveranno ampio spazio le iniziative del gruppo, con contenitori verticali, branded content e nuovi formati banner. Il sito si appoggerà su Google AdManager, piattaforma leader del settore per gli investimenti pubblicitari.
‘Il sito di Bresciaoggi – prosegue la nota – è cresciuto in utenti unici del +30% rispetto al 2019 (fonte Google Analytics, a novembre 2020). Un trend confermato anche dal successo della newsletter MyDaily della testata che, dal suo lancio a maggio 2020, ha un tasso di iscrizione ogni settimana in continua crescita (+15% nell’ultimo mese). Il lancio del nuovo Bresciaoggi sarà accompagnato da una campagna di promozione multimediale la cui creatività è stata firmata dall’agenzia So Bright: il planning coinvolge i canali web e social, out of home, visibilità nei canali gdo, stampa e radio’.
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Primo no a Draghi, Meloni ‘daremo una mano’ – Il tempo reale
Renzi, sostegno a prescindere. Cav non viene ma anticipa il sì
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05 febbraio 2021
16:46
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Forse tornerà ancora nella sua casa tra i boschi di Città della Pieve Mario Draghi, dopo aver appuntato con diligenza e con la sua penna Bic le richieste delle forze politiche in questo secondo giorno di consultazioni.In attesa di chiudere domani con Lega e M5s il primo giro e aprirne un secondo, nei primi giorni della prossima settimana.
Oggi si chiude con il Pd, che ha già largamente anticipato il suo appoggio ma che Matteo Renzi ha voluto sorpassare in una ideale gara di lealtà. “Iv sosterrà il governo indipendentemente dal nome dei ministri, da quanti di essi saranno tecnici o politici”, ha detto scandendo l’avverbio il leader di Iv dopo il colloquio con Draghi.
“Siamo al suo fianco e a sua disposizione” ha aggiunto, invitando le altre forze politiche a fare altrettanto in risposta all’appello del Capo dello Stato.
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Di bianco vestita e con le stampelle ha portato il suo no a Draghi Giorgia Meloni: “una scelta che non ha a che fare con pregiudizi nei suoi confronti, ma l’Italia non è democrazia di Serie B”. Fdi “darà una mano” da forza patriottica, ma non governerà mai con Pd-Iv-5s. Dopo il sofferto confronto nel centrodestra Forza Italia garantirà al contrario al premier incaricato un convinto sostegno, con la delegazione all’ultimo momento orfana di Silvio Berlusconi. Il Cav preferisce, per personali “motivi precauzionali”, lasciare ad Antonio Tajani il compito di guidare gli azzurri, dopo una lunga e cordiale telefonata con l’ex Governatore, che Berlusconi ricorda di aver voluto alla guida di Bankitalia e poi della Bce. Se il Cavaliere non arriva nella Capitale, Beppe Grillo e Davide Casaleggio si spostano invece a Roma per incontrare Draghi domani. E sedare gli animi nel M5s spaccato sull’adesione al governo ed agitato dalla scesa in campo di Giuseppe Conte. Decisivo per chiarire i contorni politici ma anche programmatici del governo Draghi sarà infine domani l’ultimo incontro del primo giro di consultazioni, con la Lega di Matteo Salvini. Come ricorda il governatore del Veneto Zaia “primo partito non solo in termini numerici ma qualitativi, governando i territori produttivi del Paese”. Per questo Salvini ha già messo in chiaro che sono “strampalate” le ipotesi di appoggi esterni. Se decidesse di essere della partita, vuole il posto a capo tavola che merita la Lega, “primo partito italiano” e non accetterà che altri lo additino come l’ospite che crea imbarazzo.
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Grillo apre a Draghi, la svolta in una telefonata
Prima delle consultazioni vertice con Conte
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06 febbraio 2021
08:16
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Una telefonata fra Beppe Grillo e Mario Draghi porta alla svolta nella posizione del M5s sul nuovo esecutivo, ora più indirizzato al sì. Lo stesso leader del movimento è a Roma dove domani farà parte della delegazione.
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Prima però ci sarà un vertice con i dirigenti e Giuseppe Conte. Brescia chiarisce: “Ascolteremo, poi decideremo. Il nuovo esecutivo dovrà saper rompere gli schemi”. A Roma anche Davide Casaleggio secondo il quale che tra i Cinque Stelle “c’è consenso sul fatto che l’unico modo per avere una coesione del Movimento sarà chiedere agli iscritti su Rousseau”.
Tutti in presenza, rigorosamente senza cellulare a portata di mano: è questa la richiesta che, secondo quanto si apprende da fonti parlamentari, sarebbe arrivata da Beppe Grillo in vista del vertice alla Camera con i big e i ministri M5S prima delle consultazioni con il premier incaricato Mario Draghi. Vertice al quale parteciperà anche il premier uscente Giuseppe Conte. E la riunione, è stata l’indicazione di Grillo, è che la riunione sia in “strooming”: un modo per ironizzare sullo streaming che ha segnato i primi anni del M5S. Ma i tempi sono cambiati, domani, 6 febbraio, i collegamenti saranno interrotti anche via telefonino.
“Ogni ora che passa, per quanto mi riguarda, si aggiungono ragioni su ragioni per dire NO a Draghi. Si dice: “non sarà un governo tecnico ma un governo politico”. Benissimo. Allora ragioniamo di politica….”. Lo ha scritto in un post l’ex deputato M5s Alessandro Di Battista che, dopo aver elencato una serie di questioni, dalle concessioni autostradali alla banca pubblica di investimenti, dal conflitto di interessi al sostegno alla sanità, scuola e beni pubblici, aggiunge; “Governo politico è una parola che non ha alcun senso in questo scenario. Cosa c’è di Politico nel governare con PD, LEU, Forza Italia, Più Europa, Centro Democratico e, probabilmente, Lega Nord? Ci sarà qualche “politico” dentro.
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Un numero, tra l’altro, decisamente inferiore a quel che si immaginano molti sostenitori del sì a Draghi. Ma di politico non vi sarà nulla”. Per Di Battista, “Draghi, nei primi mesi di luna di miele concessa da una pubblica opinione stremata da un anno di pandemia, si dedicherà al piano vaccinale e a mettere nero su bianco un Recovery gradito ai potentati che lo incensano. Nulla più. Poi, senza colpo ferire, si farà eleggere Presidente della Repubblica. D’altro canto non avrebbe mai accettato senza questa garanzia. A quel punto ci si renderà conto che il “governo dei migliori” come già viene definito, era solo l’inizio della restaurazione. Un film già visto. Opporsi a questo scenario è l’unica scelta, propriamente politica, che si possa fare”.
“Definire il perimetro e fare la sintesi è compito del professor Draghi, noi offriremo i contenuti, a partire dal fisco progressivo e dalle politiche attive sul lavoro. Non arretreremo di un millimetro sull’ancoraggio europeo e faremo le nostre scelte a partire dai contenuti. Voglio capire perché la Lega non ha votato Von der Leyen alla Commissione Ue, quello è il modello che può definire un perimentro”, ha detto Nicola Zingaretti a Radio Anch’io. “Noi lavoreremo e ci schiereremo per un programma fondato su certi principi e non non a caso Mattarella ha indicato una persona adeguata a produrre una sintesi, c’è grande fiducia”.
“Se ci sono spazi per aiutare milioni di italiani noi ci siamo”, ha detto Matteo Salvini a Rainews24 a proposito della partecipazione della Lega al governo Draghi. Ma anche con ministri della Lega? “Se ci siamo, ci siamo non facciamo le cose a metà. Se non ci siamo collaboriamo come opposizione come abbiamo fatto in questo anno e mezzo”.
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Leggi, leader e alleati, quando M5S vota su Rousseau
Oltre 300 consultazioni, fra hacker e dubbi su rappresentatività
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05 febbraio 2021
18:49
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Proposte di legge, programmi elettorali, strategie politiche, candidati alle elezioni, dalle amministrative locali alle Europee, riorganizzazione del Movimento, ma anche leadership e alleanze politiche, dal contratto con la Lega all’accordo con il Pd: è vasta la collezione di temi su cui i Cinque Stelle hanno fatto ricorso al voto su Rousseau, una delle principali eredità del fondatore, Gianroberto Casaleggio, la piattaforma studiata come strumento di democrazia on-line, finita anche nel mirino di hacker, di critici convinti che non sia un sistema effettivamente rappresentativo, nonché del Garante della privacy.
In rete dal 12 aprile 2016, Rousseau è sostenuto anche da una raccolta fondi che in un anno frutta un milione di euro, anche se sono sempre meno le donazioni che arrivano dai parlamentari, che per “contratto” dovrebbero devolvere 300 euro delle loro indennità.
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Ora vuole un voto anche sul governo Draghi Davide Casaleggio, il figlio del fondatore, che ha girato l’Europa presentando la piattaforma per la gestione del movimento nelle sue varie componenti elettive e la partecipazione degli iscritti, oggi 188.549, di cui 119.918 con diritto di voto.
La prima delle 334 consultazioni (6.913.886 di preferenze espresse) risale al 5 luglio 2016: Lex Iscritti, si scelgono due fra 129 proposte di legge che i ‘portavoce’ stellati porteranno in Parlamento. Nel 2017, fra l’altro, si vota sul programma per le elezioni in Sicilia, sulle priorità di politica estera del M5S ma anche sui candidati sindaci nelle città. Intanto vengono aggiornati il sistema operativo e la veste grafica, ma Rousseau diventa obiettivo di ‘rogue0’, hacker che a più riprese si intrufola nelle consultazioni: sostiene di aver votato decine di volte nelle primarie online che il 21 settembre incoronano Luigi Di Maio candidato premier e leader movimento.
Ci sono grillini che immaginano di “inserire strumenti di democrazia diretta e partecipata in Costituzione”, e l’Associazione Rousseau mira a implementare la tecnologia blockchain sul portale, e, nelle intenzioni, anche per destinare 3 milioni di euro dagli stipendi dei parlamentari alla Protezione Civile, per decidere di far correre da solo il M5S alle Regionali in Emilia Romagna e Calabria, o per nominare i ‘facilitatori’. Di fatto il sistema Rousseau debutta nella formazione di un governo quando il 18 maggio 2018 viene approvato con il 94% dei voti il contratto con la Lega. A febbraio 2019 la consultazione serve invece a ratificare i capilista scelti da Di Maio per le circoscrizioni per le Europee, nonché per stabilire la linea stellata sul caso Diciotti: in 52mila votano contro l’autorizzazione a procedere per Matteo Salvini, che in quel caso applaude, salvo attaccare quando su Rousseau un anno e mezzo più tardi 63mila su 79mila votanti dicono sì alla nascita dell’esecutivo giallorosso con il Pd: “È più serio chiedere il parere a 60 milioni di italiani” dice in quell’occasione.
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Le consultazioni di Draghi. M5s: “Ci saremo con lealtà”. Salvini: “Lega a disposizione”
Il secondo giro riprenderà alle 15 di lunedì con il gruppo misto della Camera e si chiuderà martedì alle 17 con il Movimento 5 stelle
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07 febbraio 2021
15:16
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A settantadue ore dal conferimento dell’incarico Mario Draghi allarga il perimetro della maggioranza: assicura lealtà il M5s e ci sta, senza porre “veti e condizioni”, anche la Lega. La dote del Recovery plan, con oltre 200 miliardi da gestire, è troppo ghiotta per restarne fuori.
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L’ex presidente Bce al momento può contare su un sostegno che va oltre la formula Ursula: ma se e come includere il partito di Matteo Salvini non è una carta facile da giocare. I vertici del Pd ribadiscono il proprio appoggio ma sedere accanto all’avversario di sempre fa emergere qualche nervosismo nel partito. Che va sommato allo scetticismo di LeU e alle divisioni che attraversano i 5s. Tutti ora guardano a Draghi e alla sintesi di cui si dovrà fare carico. Terminato il primo giro di consultazioni, lunedì e martedì il premier incaricato si appresta a farne un secondo: lo schema è identico, prima le forze più piccole, poi i partiti più grandi ma i tempi sono meno dilatati. E partirà anche il dialogo con le parti sociali. Squadra e programma sono tutti da comporre. Draghi ha chiesto “fiducia” ai propri interlocutori, che ora attendono che scopra le carte. Si tratta di capire se l’esecutivo avrà una prevalenza di tecnici, se saranno di area e dunque legati ai partiti, o se entreranno direttamente esponenti delle varie forze politiche. E se il programma avrà un respiro ampio, di legislatura o un orizzonte più ristretto con pochi punti all’ordine del giorno.
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Il secondo giro di consultazioni del premier incaricato Mario Draghi riprenderà alle 15 di lunedì con il gruppo misto della Camera e si chiuderà martedì alle 17 con il Movimento 5 stelle.
Toti a Draghi: servono leggi per spendere in fretta – “Tutti si preoccupano di riscrivere un Recovery Plan che con le leggi e le regole dell’Italia non realizzeremo mai. Servono leggi per spendere i soldi in fretta, come abbiamo fatto a Genova per ricostruire il ponte, per ricostruire le strade e i porti dopo la grande mareggiata dell’autunno del 2018”. E’ una delel cose che il leader di Cambiamo! Giovanni Toti dirà doamni a Draghi nel secondo guro di consultazioni. “Servono accordi con le Regioni per fare i bandi di spesa. Tutti vorrebbero disegnare la grande politica economica del Paese, ma poi se non saremo in grado di realizzarla, anche il più bel disegno sarà stato inutile”.
IL MOVIMENTO CINQUE STELLE
“Abbiamo ribadito il concetto che quando e se si formerà un nuovo governo noi ci saremo sempre con lealtà”, ha detto il capo politico M5S Vito Crimi dopo le consultazioni con il premier incaricato Mario Draghi. Il nuovo governo deve avere “un’ambizione solidale, ambientalista, europeista. E partendo da quello che è stato già realizzato. Abbiamo trovato da parte sua la consapevolezza di partire con l’umiltà di chi accoglie quanto fatto prima. Abbiamo ribadito la nostra volontà che non siano indebolite misure come il reddito di cittadinanza”. “Oggi abbiamo ribadito che serve – ed è un dato essenziale – una maggioranza politica solida, che possa sostenere un governo solida. E serve superare quelle criticità che hanno portato alla fine del governo Conte II. Gli atti fatti da qualche forza politica sono comunque presenti nei nostri ricordi”, conclude. “E’ importante – aggiunge Crimi – che l’attuazione del recovery Plan sia fatta non solo nell’interesse specifico dei progetti ma c’è il mondo che ci guarda e giudicherà se l’Italia è un Paese che è cambiato. E noi con le nostre caratteristiche valoriali verificheremo che l’attuazione di quei fondi sia fatta con onestà, traparenza e nell’interesse dei cittadini”.
“Dobbiamo guardare sempre il bene dell’Italia, quindi nessun rammarico. Vediamo se si creano le condizioni perché il Paese sia messo in sicurezza al più presto”, ha detto il premier uscente Giuseppe Conte fuori da Montecitorio, dopo le consultazioni.
LA LEGA
“Noi non poniamo condizioni. Altri lo fanno, noi nessuna conizione né su persone né sulle idee. Il bene del paese deve superare interesse personale e partitico”. Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini al termine dell’incontro con Draghi. “Nessuna tassa, semmai una pace fiscale per aiutare i cittadini. Molto tempo lo abbiamo impiegato sullo sviluppo e crescita”. “E’ stata mezz’ora di confronto interessante e stimolante sui temi concreti sull’idea dell’Italia che per diversi aspetti coincide”, ha detto il segretario della Lega aggiungendo: “Noi siamo a disposizione, siamo la prima forza politica del paese, siamo una forza che dove governa lo fa con ottimi risultati a differenza di altri crediamo non si può andare avanti a colpi di no”. “Ciascuno deve rinunciare ad un pezzo di priorità per fare un tratto di strada che, non sarà lungo, insieme. Sull’immigrazione l’Ue ci chiede di difendere le frontiere non penso dunque che sia questo un tema divisivo”, ha quindi aggiunto Salvini.
LA RIUNIONE M5S CON GRILLO E CASALEGGIO
Beppe Grillo in mattinata e’ arrivato alla Camera per il vertice M5S che ha preceduto le consultazioni con il premier incaricato Mario Draghi. Presenti anche Luigi Di Maio, Davide Casaleggio e il premier uscente Giuseppe Conte e quasi tutti i ministri M5S chiamati a partecipare al vertice, da Stefano Patuanelli (“il movimento e’ compatto, spiega il titolare del Mise”) a Fabiana Dadone, da Federico D’Inca’ a Alfonso Bonafede.
“Adesso dobbiamo ripartire in maniera convinta, per questo sono certo che ancora una volta il MoVimento 5 Stelle dimostrerà maturità e responsabilità istituzionale. Dobbiamo farlo per gli italiani, ci sono 209 miliardi da spendere. Oggi tutti insieme vedremo Beppe Grillo prima delle consultazioni. La posta in gioco per il Paese è altissima e lui sa sempre guardare lontano”, scrive Luigi Di Maio su Fb.
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“Oggi è un momento di compattezza con la presenza di tutti, di Grillo, Casaleggio e anche di Conte. Oggi la famiglia si allarga”. L’ha detto l’ex capo politico del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio
“In alto i profili”. E’ questo il titolo di un post di Beppe Grillo in cui il Garante del M5S sembra pubblicare una serie di temi cardine da portare al tavolo con Mario Draghi. Tra questi la creazione di “un ministero per la transizione ecologica” al quale affidare la politica energetica e la riduzione alle “societa’ benefit” dell’imposta sul reddito di impresa. “Le fragole sono mature. Le fragole sono mature”, scrive Grillo.
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Orlando, non basta dire ‘arriva Draghi’, va aiutato
Per far nascere un governo serve convergenza sul programma
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03 febbraio 2021
11:48
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“Non basta dire ‘è arrivato Draghi, Viva Draghi’, bisogna dare una mano a Draghi perchè può sembrare che la forza del nome possa risolvere i problemi ma è fuorviante perché per far nascere un governo c’è l’esigenza di una convergenza di forze sul programma per il Recovery ma anche serve una grande capacità di sintonia con il paese per evitare che il rischio di una crisi economiche e sociale che crei una rottura. Bisogna evitare gli errori del passato”.
Così il vicesegretario Pd Andrea Orlando, a Radio Immagina.
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Governo: Fratoianni, difficile sostenere Draghi
Renzi voleva colpire maggioranza, guarda a FI
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03 febbraio 2021
11:49
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“Mi pare molto difficile sostenere un governo di questo tipo”. Così Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana e parlamentare di Liberi e Uguali, ad Agorà Rai Tre, sul nuovo governo Draghi.
“C’era un obiettivo politico di Renzi e lo ha raggiunto: colpire questa maggioranza per impedire che diventasse una prospettiva per il futuro. Perché? Perché in questa maggioranza Renzi era marginale politicamente e culturalmente. Renzi guarda a Forza Italia in modo esplicito e naturalmente ha cercato di imporre un’altra collocazione”, aggiunge.
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Governo:Salvini,no pregiudizi su Draghi ma orizzonte è voto
Non sprechiamo questi mesi, si apre una nuova fase
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03 febbraio 2021
11:55
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“Si apre una nuova fase. Non abbiamo pregiudizi nei confronti di Draghi.
Vogliamo parlare di taglio di tasse e apertura dei cantieri con la prospettiva del voto.
Voterà mezza Europa e lo faranno tante città italiane per cui la democrazia non può essere sospesa in questi mesi. Ma non sprechiamo questi mesi”. Lo ha detto Matteo Salvini a Omnibus.
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Governo:alle 12.30 vertice del centrodestra
Berlusconi collegato via zoom
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03 febbraio 2021
11:59
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È previsto intorno alle 12.30 un vertice del centrodestra per fare il punto sulla linea politica da tenere dopo la decisione del Capo dello Stato Sergio Mattarella di affidare a Mario Draghi il tentativo di formare un nuovo governo. Alla riuniome prenderanno parte tutti i leader delle forze della coalizione mentre Silvio Berlusconi sarà collegato via zoom.
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Governo: Renzi, è tempo costruttori, sostenere Draghi
Ora sobrietà e zero polemiche
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03 febbraio 2021
12:00
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“Ora è il momento dei costruttori.
Ora tutte le persone di buona volontà devono accogliere l’appello del Presidente Mattarella e sostenere il governo di Mario Draghi.
Ora è il tempo della sobrietà. Zero polemiche, Viva l’Italia”. Lo afferma sui social Matteo Renzi.
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Draghi è arrivato al Quirinale
L’ex presidente Bce convocato per formare un nuovo governo
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03 febbraio 2021
12:04
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Mario Draghi è arrivato al Quirinale.
L’ex presidente della Bce è stato convocato dal Capo dello Stato in vista dell’incarico per formare un nuovo governo che sia in grado di affrontare la crisi sanitaria, sociale ed economica.
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Morgan Stanley vede nuovo Governo e Pil 2021 a +4%
Nel 2022 crescita del 5,3%
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03 febbraio 2021
13:32
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“Il nostro scenario di base prevede che si eviteranno le elezioni e si formerà un nuovo governo”. Lo scrive Morgan Stanley in un report che parla della situazione italiana “Dopo la contrazione del Pil – prosegue – dell’8,9% nel 2020, prevediamo una crescita rispettivamente del 4% e del 5,3% nel periodo 2021/22, con il ritorno del Pil al livello pre-Covid nel terzo trimestre del 2022”.
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A differenza di molti Paesi simili, la crescita dell’Italia non ha “sorpreso significativamente al rialzo nel quarto trimestre del 2020, arrivando al -2% nel periodo”, evidenzia ancora Morgan Stanley. Inoltre, a differenza di molti dei suoi pari, l’Italia si è recentemente orientata verso un “allentamento delle restrizioni. Questo ha permesso ai ristoranti di riaprire durante il giorno e potrebbe aiutare la ripresa a breve termine, ma nasconde anche ulteriori rischi. Il settore manifatturiero italiano dovrebbe inoltre beneficiare della persistente forte domanda di esportazioni, mentre il Recovery Fund dovrebbe guidare gli investimenti pubblici dalla fine di quest’anno”.
L’incertezza politica è nel frattempo il “principale rischio a breve termine, dopo la rottura della coalizione di governo il mese scorso”, conclude. POLITICAECONOMIAVAI ALLA CRONACAVAI ALLA TECNOLOGIAVAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO
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Draghi,rispondo ad appello Mattarella
Emergenza richiede risposte ad altezza situazione
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03 febbraio 2021
13:40
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“La consapevolezza dell’ emergenza richiede risposte all’altezza della situazione e con questa speranza che rispondo all’appello” di Sergio Mattarella. Lo dice Mario Draghi al termine del colloquio cn il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
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Draghi,fiducioso che emerga responsabilità
E unità dal confronto con partiti gruppi e forze sociali
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03 febbraio 2021
13:42
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“Sono fiducioso che dal confronto con i partiti, con i gruppi parlamentari e le forze sociali emerga unità e capacità di dare una risposta responsabile”.
Lo ha detto Mario Draghi dopo l’incontro con il presidente Sergio Mattarella al Quirinale.
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Draghi giunto alla Camera
Per incontrare presidente Camera Fico
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03 febbraio 2021
13:47
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Il presdente del Consiglio incaricato Mario Draghi è giunto alla Camera per incontrare il presidente della Camera Roberto Fico.
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Zingaretti,con Draghi fase nuova,ora incontro con M5s-Leu
Portare Paese fuori da incertezza crisi irresponsabile e assurda
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03 febbraio 2021
13:53
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“Con l’incarico a Mario Draghi si apre una fase nuova che può portare il Paese fuori dall’incertezza creata da una crisi irresponsabile e assurda.
Siamo pronti a contribuire con le nostre idee a questa sfida per fermare la pandemia”.
Così Nicola Zingaretti per il quale “non bisogna perdere la forza e le potenzialità di una alleanza con il Movimento 5 Stelle e con Leu basata su proposte comuni sul futuro dell’Italia. Per affrontare questi temi chiederemo nelle prossime ore un incontro con il Movimento 5 Stelle e Leu”.
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Inps: Tridico, pagate 27 milioni di prestazioni Cig nel 2020
Domande cresciute di 20 volte, dipendenti dormivano in azienda
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03 febbraio 2021
14:37
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“Diciassette milioni di prestazioni di cassa integrazione pagati dall’istituto e oltre 10 milioni anticipati dall’azienda per un totale di 27 milioni di prestazioni pagate durante il 2020 con gli stessi uomini e donne del 2019, con le stesse infrastrutture del 2019”. Sono i numeri citati dal presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, in un’audizione alla commissione Lavoro della Camera sul recovery plan dove indica come “l’afflusso di domande di cassa integrazione avuto nel 2020 è stato 20 superiore a quello del 2019”.
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“Lo sforzo di queste persone è stato enorme, alcuni dipendenti dell’informatica dormivano qui in alcuni giorni. Non hanno avuto ferie, non hanno avuto vacanze, non hanno avuto nulla”, aggiunge Tridico ringraziando per “l’abnegazione” i dipendenti. Rispondendo a una domanda sui ritardi nelle erogazioni Tridico spiega che “i colli di bottiglia possono essere nelle aziende, nei consulenti, nell’Inps. Noi stiamo cercando di sminare qualsiasi collo di bottiglia attraverso dei tutorial che stiamo consegnando agli intermediari” ma anche i nostri stessi dipendenti su come si lavora la cassa integrazione. “In alcune aree del paese, nel Sud Italia la cassa integrazione non l’avevano mai vista, era uno strumento nuovo sia per le aziende sia per in nostri dipendenti”, sottolinea Tridico.
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Conte, quando uno fa suo lavoro è sempre sereno
Lo dice l’ex premier entrando a Palazzo Chigi
w
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04 febbraio 2021
10:29
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“Quando uno fa il suo lavoro è sempre sereno”. Lo ha detto il premier uscente, Giuseppe Conte, mentre stava entrando a Palazzo Chigi.
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Tim: Vivendi appoggia lista cda, Cdp si riserva di decidere
Egon Zhender avvia ricerca candidati, la prima long list il 18/2
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03 febbraio 2021
19:03
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Vivendi e il mercato “supportano l’iniziativa” mentre Cdp aspetta di sottoporre il tema al suo cda prima di esprimersi sulla lista del board per Tim. Il cda del gruppo, dopo che il presidente Salvatore Rossi ha riferito del sondaggio preliminare tra i soci e i rappresentanti del mercato, ha approvato all’unanimità i criteri di selezione della lista e ha già fissato una prossima sriunione il 18 febbraio.
Anche il Comitato per le nomine e la remunerazione ha dato il suo parere favorevole e ora Egon Zehnder può avviare le ricerche per stilare una prima ‘long list’ da sottoporre al cda fra due settimane.
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Stellantis: Melfi; settemila in cig dall’8 al 14/2
Per le conseguenze del Covid sul mercato e per le forniture
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MELFI
03 febbraio 2021
16:46
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Stellantis chiederà la cassa integrazione ordinaria, dall’8 al 14 febbraio prossimo, per gli oltre settemila dipendenti dello stabilimento di Melfi (Potenza). La produzione nella fabbrica lucana di Jeep Compass e Renegade è legata alla “necessità di fronteggiare gli effetti della complessiva situazione di mercato” causata dall’epidemia e dalle sue “ricedute sul sistema globale delle forniture di componenti di produzione essenziali”.
La decisione della direzione dello stabilimento lucano è stata comunicata a Fim, Uilm, Fismic, Uglm, Aqcf e Fiom e riguarda i 7.174 lavoratori della fabbrica. Dall’8 al 14 febbraio potrebbe entrare in fabbrica solo il personale addetto alla manutenzione delle linee produttive. Domani mattina i rappresentanti dell’azienda incontreranno i sindacati, in videoconferenza, per esaminare insieme la situazione.
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Covid: ricavi del settore Media -10% con crollo pubblicità
Area studi Mediobanca su 1/0 semestre 2020, tiene tv a pagamento
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03 febbraio 2021
15:16
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La pandemia Covid ha colpito con forza anche il settore media & entertainment: nel primo semestre del 2020 in Italia i ricavi aggregati del comparto sono stati di 3,9 miliardi, con un calo del 10,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Lo afferma il report dell’Area studi Mediobanca sul settore, con una riduzione che colpisce principalmente la radio (-29% sul primo semestre 2019), seguita dalla Tv in chiaro (-14%), mentre ha tenuto la televisione a pagamento (-0,8%).
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Il calo dei ricavi deriva soprattutto dai mancati proventi della pubblicità, che segnano una riduzione del 24,4% rispetto allo stesso semestre 2019.
A livello mondiale gli effetti della pandemia Covid hanno accelerato invece un processo già in corso: quest’anno nel mondo i ricavi degli abbonamenti per video on-demand supereranno quelli da botteghino e entro il 2024 saranno il doppio di quelli ‘fisici’. Nei primi sei mesi dell’anno scorso nel suo complesso il settore delle grandi multinazionali ha perso comunque una fetta importante di ricavi, scendendo a 185 miliardi di dollari contro i 205 miliardi dello stesso periodo del 2019.
Il report dell’Area studi di Mediobanca conferma infine che l’Italia presenta il canone per la televisione pubblica più basso fra i maggiori Paesi europei, inferiore anche alla media europea (0,25 euro al giorno per abbonato contro una media europea di 0,33 euro). Secondo lo studio, dal 2015 al 2019 fra i maggiori Paesi europei solo l’Italia ha ridotto il canone pro-capite.
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Draghi arrivato alla Camera
Oggi le consultazioni
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04 febbraio 2021
11:14
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Il presidente del consiglio incaricato, Mario Draghi, è arrivato alla Camera. Oggi sono in programma le consultazioni con i partiti politici.
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Governo: Di Maio,M5s ha dovere ascoltare Draghi
Poi valuterà in base a decisioni dei parlamentari
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04 febbraio 2021
12:48
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“Oggi si aprono le consultazioni del premier incaricato Mario Draghi, secondo la strada tracciata dal capo dello Stato Sergio Mattarella, che ringrazio. In questa fragile cornice, il MoVimento 5 Stelle ha, a mio avviso, il dovere di partecipare, ascoltare e di assumere poi una posizione sulla base di quello che i parlamentari decideranno.
Siamo la prima forza politica in Parlamento e il rispetto istituzionale viene prima di tutto”. Così in una nota il ministro Luigi Di Maio.
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Tajani, pieno appoggio a governo dei migliori
Come già anticipato da Silvio Berlusconi
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05 febbraio 2021
18:44
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“Abbiamo confermato il pieno appoggio, già anticipato da Berlusconi, a un governo con tutte le forze migliori della politica dell’economia e della cultura”.
Così il Vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani, dopo le consultazioni con il Presidente incaricato Mario Draghi.
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Dolomiti Superski attende l’ok, con l’Alto Adige in panchina
Si attende definitivo via libera di Roma
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BOLZANO
05 febbraio 2021
19:04
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Il consorzio Dolomiti Superski è pronto a mettere in funzione gli impianti di risalita, anche con l’Alto Adige in panchina a causa del lockdown provinciale, ma attende comunque l’ok definitivo di Roma. Il via libera al protocollo di sicurezza è stato infatti solo il primo passo, serve però anche quello politico.
Come si apprende, il cda di Dolomiti Superski prende tempo e attende indicazioni precise da Roma, soprattutto per quanto riguarda gli spostamenti tra le regioni, dopo il 15 febbraio. A causa del lockdown altoatesino, che durerà fino al 28 febbraio, i famosi caroselli sciistici sulle Dolomiti, come la Sellaronda, che tocca il Trentino, Bellunese e appunto l’Alto Adige, saranno percorribili solo in parte.
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Metalmeccanici: siglato il contratto, aumento 112 euro
Ok Federmeccanica e Fiom-Fim-Uilm ma durata estesa a giugno 2024
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05 febbraio 2021
19:27
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Arriva il nuovo contratto nazionale dei metalmeccanici: dopo una lunga trattativa, partita 15 mesi fa, Federmeccanica e Assistal e Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil hanno siglato l’accordo per il rinnovo del Ccnl scaduto a fine 2019, prevedendo un aumento salariale medio di 112 euro sui minimi, a regime. La vigenza contrattuale viene però allungata: si parte da gennaio 2021 e si arriva a giugno 2024 (rispetto alla normale scadenza che sarebbe stata nel 2022).
Per il 2020 previsto l’adeguamento all’inflazione Ipca sui minimi, come dal contratto precedente. Il rinnovo interessa 1,6 milioni di lavoratori.
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Oltre un mln italiani vaccinati anche con richiamo
Dati del sito del governo sulle vaccinazioni
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05 febbraio 2021
19:57
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Sono 1.024.271 gli italiani a cui è stata somministrata anche la seconda dose di vaccino. E’ quanto emerge dal sito del Governo sui dati delle vaccinazioni.
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Visco, paese ritrovi coesione per riprendere via sviluppo
Governatore, strategia comune su sostenibilità e digitale
w
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06 febbraio 2021
11:36
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“La nostra economia ha dimostrato capacità di ripresa, il Paese deve ora trovare la coesione necessaria per riprendere la via dello sviluppo, sfruttando l’opportunità offerta dalla risposta venuta dall’Unione europea e affrontando i problemi strutturali che lo frenano”. Lo afferma il governatore della Banca d’Italòia Ignazio Visco, intervenendo all’Assiom Forex che auspica “una strategia comune, che ha al centro le sfide della sostenibilità ambientale e della transizione digitale”.
“Una ritrovata fiducia nella qualità delle politiche e nelle prospettive dell’economia potrebbe consentire l’ulteriore riduzione del differenziale di rendimento tra i BTP italiani e i Bund tedeschi, che è ancora vicino al doppio di quelli di Spagna e Portogallo”, afferma. “Con il miglioramento della congiuntura – aggiunge – un’adeguata strategia di riequilibrio graduale dei conti pubblici potrebbe rafforzare tali effetti di fiducia e accelerare ulteriormente la riduzione del rapporto tra debito e prodotto”.
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Visco,pandemia non superata ma possibile Pil oltre le stime
Governatore a Forex, uscita misure sostegno sia progressiva
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06 febbraio 2021
11:38
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La “pandemia, con i suoi enormi costi economici e di vite umane, non è superata e i margini di incertezza sulla sua evoluzione rimangono elevati” ma “è possibile, coltivando una visione di più lungo termine, fare meglio di quello che suggeriscono le proiezioni tendenziali” per l’economia. Lo afferma il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco nel suo intervento virtuale al convegno Assiom Forex degli operatori finanziari.
Visco ha ricordato come “le nostre proiezioni prefigurano una ripresa dell’attività produttiva dalla primavera; questo scenario dipende in modo cruciale da una progressiva attenuazione dell’epidemia”. Le misure di “sollievo” a famiglie e imprese “restano indispensabili” al momento ma “con il ridursi dell’incertezza sull’economia” occorre pensare a una progressiva loro riduzione rendendoli “via via più selettivi”, ha detto. “L’accesso a istituti oggi ad ampio spettro e significativamente più generosi di quelli ordinari potrà essere rivisto condizionandolo alla capacità delle imprese di salvaguardare i livelli di occupazione e allentando al contempo il blocco generalizzato dei licenziamenti”.
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Di Maio, posta in gioco alta, M5S sara’ responsabile
Oggi vedremo Grillo, lui sa guardare lontano
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06 febbraio 2021
12:33
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“Adesso dobbiamo ripartire in maniera convinta, per questo sono certo che ancora una volta il MoVimento 5 Stelle dimostrerà maturità e responsabilità istituzionale. Dobbiamo farlo per gli italiani, ci sono 209 miliardi da spendere.
Oggi tutti insieme vedremo Beppe Grillo prima delle consultazioni. La posta in gioco per il Paese è altissima e lui sa sempre guardare lontano”. Lo scrive Luigi Di Maio su Fb. “Siamo la prima forza politica in Parlamento, abbiamo delle responsabilità nei confronti degli italiani e sapremo affrontare al meglio anche questa delicata fase”, conclude.
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Governo: Salvini,da Lega o sì convinto o nulla
Se accetteremo saremo partecipi, non alla finestra
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06 febbraio 2021
12:34
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“La Lega non sarà per il forse, se sarà sì sarà un sì convinto e saremo partecipi, non alla finestra. Se non ci saranno le condizioni, allora sarà un giudizio diverso.
Ma io penso che stiamo dimostrando lealtà e serietà”. L’ha detto il segretario della Lega, Matteo Salvini al termine delle consultazioni con il premier incaricato Mario Draghi.
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Salvini, abbiamo detto a Draghi che siamo a disposizione
Siamo la prima forza politica del Paese
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06 febbraio 2021
12:37
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“Noi siamo a disposizione, siamo la prima forza politica del paese, siamo una forza che dove governa lo fa con ottimi risultati a differenza di altri crediamo non si può andare avanti a colpi di no”.Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini al termine dell’incontro con Draghi.
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Grillo, in alto profili, ora min.transizione ecologica
In post Garante M5S lancia proposte Movimento
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06 febbraio 2021
12:40
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“In alto i profili”. E’ questo il titolo di un post di Beppe Grillo in cui il Garante del M5S sembra pubblicare una serie di temi cardine da portare al tavolo con Mario Draghi.
Tra questi la creazione di “un ministero per la transizione ecologica” al quale affidare la politica energetica e la riduzione alle “societa’ benefit” dell’imposta sul reddito di impresa. “Le fragole sono mature. Le fragole sono mature”, scrive Grillo.
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Reddito cittadinanza: nel 2021 prevista spesa 7,2 miliardi
Bilancio preventivo 2021 Inps
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06 febbraio 2021
13:40
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Nel 2021 dovrebbero essere spesi per il reddito e la pensione di cittadinanza 7,197 miliardi, in linea con l’assestato 2020 (7,264 miliardi): è quanto si legge nel bilancio preventivo dell’Inps per il 2021 secondo il quale per Quota 100 la spesa dovrebbe essere di 4,629 milioni , in aumento di 338 milioni rispetto all’assestato 2020. Nel 2019 (dato consuntivo) sono stati spesi per il reddito (la misura è partita ad aprile) 3,825 miliardi.
Nel complesso quindi nei primi tre anni si dovrebbero spendere quasi 18,3 miliardi.
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Crimi, se ci sarà nuovo governo ci saremo con lealtà
Abbiamo ribadito il concetto
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06 febbraio 2021
13:45
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“Abbiamo ribadito il concetto che quando e se si formerà un nuovo governo noi ci saremo sempre con lealtà.” Lo dice il capo politico M5S Vito Crimi dopo le consultazioni con il premier incaricato Mario Draghi.
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Crimi, serve maggioranza politica solida per governo
Non dimentichiamo azioni di qualche forza politica in Conte II
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06 febbraio 2021
13:47
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“Oggi abbiamo ribadito che serve – ed è un dato essenziale – una maggioranza politica solida, che possa sostenere un governo solida. E serve superare quelle criticità che hanno portato alla fine del governo Conte II.
Gli atti fatti da qualche forza politica sono comunque presenti nei nostri ricordi”. Lo dice il capo politico M5S Vito Crimi dopo le consultazioni con il premier incaricato Mario Draghi.
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Vaccini: arrivate in Italia prime dosi Astrazeneca
All’aeroporto militare di Pratica di Mare
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06 febbraio 2021
16:51
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Sono arrivate all’aeroporto militare di Pratica di Mare (Roma) le prime 249.600 dosi del vaccino AstraZeneca, a quanto fa sapere la Difesa. Nei prossimi giorni, salvo imprevisti, saranno distribuite nei centri di somministrazione nelle varie regioni.
Inizialmente era previsto che le dosi arrivassero in Italia il prossimo 15 febbraio.
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Covid: Coldiretti,weekend da 200 mln euro per bar-ristoranti
‘Boom di prenotazioni. Ora apertura serale’
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07 febbraio 2021
11:17
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Una boccata di ossigeno da quasi 200 milioni di euro per bar, ristoranti, pizzerie ed agriturismi aperti nelle regioni ‘gialle’ durante il weekend dove sono potuti tornare al lavoro tanti italiani impegnati dall’attività di ristorazione alla fornitura di cibi e bevande nella filiera alimentare che occupa 3,6 milioni di persone. E’ quanto emerge da una stima della Coldiretti sugli effetti dell’apertura nel fine settimana con l’eccezione di Umbria, Puglia, Sardegna, Sicilia e la Provincia di Bolzano dove si concentrano circa il 20% dei locali che sono restati chiusi perché in zona arancione.
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Un boom di prenotazioni, segnala Coldiretti, con molti degli oltre 293mila locali aperti nelle zone gialle che hanno registrato il tutto esaurito anche per le limitazioni dei posti disponibili per le stringenti misure di sicurezza e di necessario distanziamento adottate dalle strutture sulle quali continua peraltro ad incidere pesantemente – sottolinea l’associazione – la chiusura serale che vale fino all’80% dei ricavi.
“Il prossimo passo – conclude – deve essere la possibilità in zona gialla di apertura serale per i ristoranti, anche alla luce del progredire delle vaccinazioni e delle importanti misure di sicurezza adottata, quali il distanziamento dei posti a sedere facilmente verificabile, il numero strettamente limitato e controllabile di accessi, la registrazione dei nominativi di ogni singolo cliente ammesso”.
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Migranti: Italia concede porto Augusta a Ocean Viking
Tra 422 a bordo anche 8 positivi al Covid
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07 febbraio 2021
12:56
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L’Italia – a quanto si apprende – ha concesso il porto di Augusta (Siracusa) alla Ocean Viking che ha a bordo 422 migranti salvati nei giorni scorsi al largo della Libia. Tra di loro anche 8 risultati positivi al Covid.
La nave di Sos Mediterranee si trova ora a poche miglia dalle coste sudorientali della Sicilia.
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Zaki: attivisti, parlamentari Ue rinnovano appello rilascio
Video su Facebook, da Gualmini a Bartolo: ‘Patrick libero’
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BOLOGNA
07 febbraio 2021
15:11
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“Patrick libero”. Lo chiedono alcuni europarlamentari italiani, e non solo, in un video appello pubblicato dalla pagina Facebook degli attivisti che si battono per la libertà del ricercatore egiziano di 29 anni dell’Università di Bologna in carcere in Egitto da un anno.
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Lo “firmano” con messaggi video Fabio Massimo Castaldo (vice presidente del Parlamento Ue), Pierfrancesco Majorino, Soraya Rodríguez, Alessandra Moretti, Pina Picierno, Elisabetta Gualmini, Pietro Bartolo, Patrizia Toia, Brando Benifei. “La sua unica colpa è stata avere opinioni libere”, sottolinea Castaldo, che aggiunge: “La situazione richiede una risposta concreta e immediata, anche anche sotto forma di sanzioni Ue”.
“Oggi, il 7 febbraio 2021 – scrivono gli attivisti su Facebook condividendo il filmato – segna un anno dalla detenzione di Patrick all’aeroporto internazionale del Cairo. In questa occasione, i membri del Parlamento europeo rinnovano la loro richiesta per il rilascio di Patrick e promettono di continuare a lottare per lui. Li ringraziamo per essere la voce di Patrick e per usare la loro posizione per promuovere un mondo più sicuro dove i diritti umani vengano rispettati”.
“La sua colpa – afferma Bartolo nel video – è essersi occupato di diritti umani”. “Patrick è il simbolo dell’Europa come la vorremmo”, ricorda Picierno, “ma è purtroppo diventato il simbolo del fallimento dell’Europa che abbiamo di fronte”.
“Vogliamo che torni prima possibile a Bologna”, dice Gualmini.
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Tesei, seguito indicazioni Sanità umbra e Iss
Per presidente zone rosse “provvedimento pesante ma necessario”
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PERUGIA
07 febbraio 2021
15:49
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“Abbiamo dovuto adottare un provvedimento pesante che presuppone sacrifici per tutti ma ho seguito le indicazioni e le richieste della sanità. Non solo quelle regionali ma anche dell’Istituto superiore”: lo ha detto la presidente della Regione Umbria Donatella Tesei in merito alla zona rossa disposta da lunedì per tutta la provincia di Perugia e sei comuni di quella di Terni in seguito all’emergere delle varianti inglesi e brasiliana.
La governatrice è stata intervistata dalla TgR Rai dell’Umbria. Ha quindi parlato di “misure necessarie”.
“Ho adottato – ha ricordato ancora Tesei – un principio di massima precauzione per evitare che il virus possa dilagare anche al resto dell’Umbria e alle regioni limitrofe. Credo che questo approfondimento che è stato fatto sia utile all’intero Paese e adesso anche altre Regioni stanno cominciando a intervenire con esami più approfonditi per isolare le varianti.
La variante brasiliana è stata individuata il 10 gennaio e noi siamo riusciti a porre la questione all’Iss. Questo significa – ha concluso Tesei – che il sistema è in grado di poter reagire immediatamente”.
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Mario Draghi ha lasciato la sua casa a Città della Pieve
Dopo fine settimana trascorso nella quiete campagna umbra
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CITTÀ DELLA PIEVE (PERUGIA)
08 febbraio 2021
08:50
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Mario Draghi ha appena lasciato la sua abitazione a Città della Pieve.
Nel casolare immerso nella quiete della campagna dell’Umbria, il presidente del Consiglio incaricato ha trascorso il fine settimana.
Probabilmente impegnato a mettere a punto gli ultimi particolari in vista dei confronti decisivi per formare il nuovo Governo.
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Covid: Da oggi l’Italia è più gialla tra 7 giorni decisioni su spostamenti tra Regioni
Attesa per le direttive di Draghi. Martedì al via alle vaccinazioni con AstraZeneca
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
08 febbraio 2021
11:23
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Si aprirà all’insegna del giallo sempre più diffuso e del rosso localizzato la settimana alla fine della quale sarà probabilmente il nuovo governo di Mario Draghi a prendere le sue prime decisioni per il contrasto alla pandemia, Da oggi anche la Sardegna tornerà del colore che indica minime restrizioni, unendosi ad altre 15 regioni e alla Provincia autonoma di Trento. Ma inizierà anche il lockdown in Alto Adige, deciso per tre settimane dalle autorità locali, così come in provincia di Perugia e in alcuni comuni del ternano e abruzzesi.
Il resto d’Italia – Puglia, Sicilia e la parte restante dell’Umbria – resterà arancione.
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Passato il primo weekend in giallo per la maggior parte del Paese, con folle in città e sulle spiagge, mentre l’epidemia appare stabile su numeri ancora alti, ci si avvia ad un’altra scadenza importante: la fine del divieto di spostamento tra Regioni (anche gialle) il 15 febbraio, mentre l’ultimo Dpcm firmato dal premier uscente Giuseppe Conte scadrà il 5 marzo. Bisognerà vedere cosa deciderà il nuovo esecutivo guidato da Draghi, che secondo alcune previsioni potrebbe giurare prima di venerdì, proprio nel giorno del monitoraggio settimanale della cabina di regia e delle eventuali ordinanze del ministro della Salute.
“Sarà il nuovo governo a fare una valutazione, sulla base del quadro epidemiologico, sulla mobilità tra le Regioni – ha detto giorni fa il ministro uscente degli Affari regionali Francesco Boccia – nelle diverse fasce e in particolar modo in fascia gialla, anche perché eventuali misure limitative necessitano di un apposito decreto”. La fine del divieto di spostamento tra regioni viene invocata tra gli altri dai gestori di impianti sciistici, la cui riapertura, ma solo nelle zone gialle, è stata già avallata dal Comitato tecnico scientifico e prevista proprio per il 15 febbraio.
Ma sono altre le sfide che attendono l’ex numero uno della Banca centrale europea nel suo ruolo di presidente del Consiglio. I lockdown localizzati in Umbria e Abruzzo e quello cosiddetto di Carnevale in Alto Adige sono dovuti in gran parte alla scoperta di casi di variante inglese del coronavirus. E la minaccia costituita dalle mutazioni – anche quella sudafricana e quella brasiliana – si intreccia alla campagna vaccinale, che ha accumulato circa tre settimane di ritardo a causa dei pesanti tagli delle aziende alle forniture di dosi. Il siero di AstraZeneca è arrivato invece con due giorni di anticipo e le 250 mila fiale del primo carico saranno somministrate da martedì agli under 55 in buona salute, a partire da insegnanti e membri delle forze dell’ordine.
Contestualmente si procederà a completare la vaccinazione di sanitari e ospiti delle Rsa e si procederà con quella degli ultraottantenni (nel Lazio da oggi con 214 mila già prenotati). Queste ultime categorie hanno avuto destinati i vaccini Pfizer-BioNtech e Moderna, per un totale di oltre 2,5 milioni di dosi somministrate finora e oltre 1,1 milioni di italiani che hanno ricevuto anche il richiamo e sono quindi davvero vaccinati. L’obiettivo è immunizzare 4 milioni e mezzo di persone entro fine aprile.
A marzo si prevede che l’Agenzia europea del farmaco (Ema) dia via libera al vaccino della statunitense Johnson&Johnson, monodose, quindi più facile da conservare e da somministrare: l’Italia ne aveva opzionate inizialmente decine di milioni di dosi.
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Ma viste le brutte sorprese delle ultime settimane da parte di altre aziende, sembra ormai chiaro che la vera campagna di vaccinazione di massa difficilmente inizierà prima di marzo.
“Completare la campagna vaccinale” è tra gli obiettivi indicati da Draghi nel suo finora unico breve discorso, al Quirinale.
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Covid: l’Alto Adige è tornato in lockdown
Chiusi negozi, bar, ristoranti e scuole
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BOLZANO
08 febbraio 2021
09:19
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Da oggi l’Alto Adige è tornato in lockdown. Sono chiusi negozi, bar e ristoranti, mentre le scuole sono in Dad, aperti invece nidi e asili.
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E’ vietato lasciare il Comune di residenza se non per motivi di lavoro, studio, salute o esigenze di necessità. Per le attività produttivi si raccomanda l’utilizzo della mascherine Ffp2 e test periodici.
L’ordinanza del governatore Arno Kompatscher ha una durata di tre settimane.
L’attività motoria all’aperto è consentita, dalle 5 alle 20, in forma individuale e nel rispetto delle norme su distanziamento (due metri da persone non conviventi) e mascherine. Muovendosi a piedi o in bicicletta, è possibile anche superare i confini comunali. E’ consentita la vendita da asporto sino alle ore 20 e la consegna a domicilio sino alle ore 22. Le strutture ricettive non possono più ospitare turisti, ma solo per chi si sposta per lavoro. Restano aperti gli esercizi che vendono generi di prima necessità, che comunque dovranno essere chiusi la domenica.
Da oggi medie e superiori sono in Dad, le elementari da giovedì 11 febbraio, mentre settimana prossima sono in programma le tradizionali chiusure scolastiche per il Carnevale. Per tutti le lezioni in presenza riprendono il 22 febbraio, mentre commercio e ristorazione resteranno chiusi ancora una settimana.
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Comune Covid ‘libero’ ma zona rossa, sindaco protesta
In Umbria.Perplessità anche in altri centri provincia Terni
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LUGNANO IN TEVERINA (TERNI)
07 febbraio 2021
11:33
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LUGNANO IN TEVERINA (TERNI), 07 FEB – È polemica a Lugnano in Teverina contro l’ordinanza della Regione Umbria che ha istituito la zona rossa, a partire da lunedì, anche per il piccolo comune (su sei in totale) della provincia di Terni. Da ieri il territorio è infatti ‘Covid free’, avendo azzerato il numero dei contagi, secondo quanto annunciato dal sindaco, Gianluca Filiberti.
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Il quale ha inviato stamani una lettera alla governatrice Donatella Tesei per esprimere il proprio dissenso rispetto al provvedimento e chiedere chiarimenti.
“Il nostro paese di piccole dimensioni (1430 abitanti) è da circa venti giorni che non ha evidenziato alcun caso da coronavirus e il trend non mostra alcun segnale di peggioramento” scrive Filiberti. “La realtà del mio Comune – continua – non si discosta da quella dei Comuni limitrofi che non sono stati oggetto di questa ordinanza. L’applicazione di norme più restrittive comporta danni alle nostre piccole attività già devastate da questa pandemia oltre ad un’esasperazione dei miei concittadini”.
Non condivide e giudica “tardivo e comunque inappropriato” il provvedimento anche Guido Grillini, sindaco di Calvi dell’Umbria. Qui sono cinque gli attuali positivi al Covid, su circa 1.700 abitanti. “Non è plausibile – sottolinea su Facebook – chiudere un Comune quando i casi positivi sono in diminuzione e si stanno quasi azzerando. Attendo, come gli altri sindaci, chiarimenti efficaci”.
Di “assurdità” parla Leonardo Fazio, sindaco di Attigliano, altro Comune del ternano inserito in zona rossa, con nove casi per circa 2 mila abitanti. “Stiamo lavorando per rimediare” spiega.
“Di fronte ad una analisi che proviene dal Cts, avallata dalla sanità regionale e dal ministero della Salute, non si può fare altro che eseguire, pur mantenendo le perplessità” è invece il commento di Marsilio Marinelli, sindaco di San Venanzo.
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Tutta la provincia di Perugia in zona rossa
E sei comuni del Ternano.Le disposizioni dureranno due settimane
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PERUGIA
06 febbraio 2021
21:12
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tta la provincia di Perugia e sei piccoli comuni del Ternano saranno da lunedì prossimo in zona rossa. Lo prevede un’ordinanza che la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, si appresta a firmare.
La presidente ha illustrato il provvedimento a tutti i sindaci in una lunga riunione terminata in serata.
Prevista anche la chiusura totale di nidi e materne.
Le disposizioni avrenno validità per due settimane.
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Cts: no a riaperture serali dei ristoranti, modificherebbe l’efficacia delle misure
Per gli esperti ogni valutazione spetta a decisore politico. Vanno considerate anche le diverse tipologie dei pubblici esercizi. Il vice ministro della Salute Pierpaolo Sileri: ‘necessari ristoranti aperti la sera in zona gialla’
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06 febbraio 2021
11:38
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“E’ fondamentale rimanere a casa il più possibile”. Con le Regioni in pressing sul governo dimissionario per riaprire i ristoranti nelle zone gialle anche la sera, nonostante il parere contrario del Comitato tecnico scientifico, l’Istituto superiore di sanità rilancia l’allarme: la situazione epidemiologica è in peggioramento, anche a causa delle varianti del Covid ormai diffuse in diverse regioni, con il rischio concreto di un rapido aumento della diffusione del virus.
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Per il momento la maggior parte dell’Italia resta però in fascia gialla, dove si aggiungerà la Sardegna a partire da lunedì, ma già 4 Regioni hanno disposto zone rosse locali. L’analisi settimanale degli scienziati è tutt’altro che positiva, tenuto anche conto che i dati del monitoraggio si riferiscono a 15 giorni fa, quando la maggior parte delle regioni era ancora arancione e non gialla. E quindi la settimana prossima non potranno che peggiorare. I numeri, dunque. In 13 regioni sono segnalati casi in aumento, l’Rt è in crescita (0.84 contro lo 0.81 della scorsa settimana) così come le regioni a rischio alto (tre contro una di 7 giorni fa). “Si osserva un lieve generale peggioramento dell’epidemia” dicono gli esperti, “in un contesto preoccupante” dovuto alla presenza delle varianti del Covid “in molteplici regioni italiane”. Una fase molto “delicata” e in “contro tendenza” rispetto alla settimana scorsa, dunque, che richiede la massima cautela e la necessità di evitare “tutte le occasioni di contatto”. Altrimenti, si potrebbe registrare “un nuovo rapido aumento” del numero dei casi se “non venissero rigorosamente messe in atto adeguate misure di mitigazione sia a livello nazionale che regionale”.
E in quattro regioni gli interventi sono già scattati, con l’istituzione di zone rosse locali o provinciali. Sono in lockdown 3 comuni in Abruzzo (Atessa, San Giovanni Teatino e Tocco da Casauria) e da lunedì tutti gli studenti delle scuole superiori saranno di nuovo in didattica a distanza; il comune di Chiusi in Toscana; la provincia di Bolzano, che ha un’incidenza di 686 casi su 100mila abitanti (a fronte di una media nazionale di 130); e anche l’Umbria, dove sono stati riscontrate alcune decine di casi della variante brasiliana. Ci saranno “misure puntuali” ha detto la presidente Donatella Tesei che “interesseranno le aree più colpite della provincia di Perugia. A Roma, invece, è stata chiusa una piazza a San Lorenzo, una delle zone della movida, a causa degli assembramenti che si erano creati. Un quadro tutt’altro che confortante in cui si inserisce però il pressing dei governatori – Attilio Fontana e Giovanni Toti in testa -, delle categorie e di membri all’ex governo giallorosa, come il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri, per riaprire i ristoranti anche la sera.
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Richiesta che il Cts ha già respinto nella riunione del 26 gennaio, rispondendo al ministero dello Sviluppo economico che chiedeva di “favorire la ripresa” di bar e ristoranti. “Non c’è alcun via libera alla riapertura della ristorazione” dicono gli esperti sottolineando che nel parere “ci sono, anzi, alcune considerazioni sul rafforzamento delle misure restrittive”. Non solo la situazione epidemiologica “evidenzia ancora un rischio moderato/alto” e il settore ha alcune “criticità” dovute all’ovvio mancato uso delle mascherine, dicono gli esperti. Ci sono infatti altri due fattori che richiedono “altri elementi di cautela”: la ripresa delle scuole in presenza, per la quale bisognerà attendere almeno 14 giorni per valutarne l’impatto, e una “possibile maggiore trasmissibilità” del virus dovuta alle varianti. Dunque, conclude il Cts, le “valutazioni” spettano al “decisore politico” anche se “una rimodulazione dei pacchetti di misure potrebbe modificare l’efficacia nella mitigazione del rischio”. Un rischio che, secondo il consulente del ministro Speranza Walter Ricciardi, l’Italia sta però già correndo. “Questa è la quiete prima della tempesta – dice – auguro a tutti di godersi questo weekend ma è sbagliato riaprire, tra tre settimane il virus ci presenterà il conto”.
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Arcuri, scontro su mio nome? Io lavoro, non penso
Se ho sentito Draghi? Sta facendo le consultazioni
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05 febbraio 2021
13:39
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“Io non penso, lavoro”. Così il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri ha risposto a chi gli chiedeva cosa pensasse del fatto che il suo era uno dei nomi su cui si è consumato lo scontro nella ex maggioranza durante le trattative per il Conte Ter.
“Se ho sentito Draghi? – ha poi risposto alla domanda se avesse avuto contatti con il presidente incaricato – Sta facendo le consultazioni con le forze politiche”.
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Arcuri, piano vaccinale funziona a pieno ritmo
Vaccini: 249mila dosi AstraZeneca arrivano domani in Italia. In anticipo rispetto previsioni.A breve poi consegna nei Centri. Martedì parte somministrazione a under 55
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05 febbraio 2021
12:09
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Arrivano in anticipo in Italia, già da domani, le prime 249.600 dosi del vaccino AstraZeneca. Le dosi saranno poi stoccate nell’hub di Pratica di Mare e nei giorni successivi, salvo imprevisti, saranno distribuite nei centri di somministrazione nelle varie regioni.
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Inizialmente era previsto che le dosi arrivassero in Italia il prossimo 15 febbraio.
E’ prevista martedì, salvo imprevisti, l’inizio della campagna di vaccinazione degli under 55 con le dosi di AstraZeneca. Il vaccino arriverà per la prima volta domani in Italia e lunedì prossimo dovrebbe essere completata la distribuzione nei 293 centri di somministrazione. Martedì – a quanto si apprende – le dosi dovrebbero già essere disponibili per le somministrazioni.
Il piano vaccinale messo a punto con le regioni e le province “funziona a pieno ritmo”. Lo ha detto il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri confermando che domani arriveranno le prime dosi del vaccino di Astrazenaca Entro marzo “potremmo avvicinarci alla vaccinazione di 7 milioni di italiani”. Lo ha detto il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri sottolineando che “è quello che si può fare” visto che nel primo trimestre l’Italia avrà il 50% delle dosi di vaccino che erano inizialmente previste. “A gennaio abbiamo ricevuto 2,3 milioni di dosi, a febbraio ne avremo, se le previsioni saranno rispettate e noi confidiamo in questo, ne riceveremo 4,2 e a marzo 8,2 milioni. In totale avremo nel primo trimestre 14,7 milioni di dosi – ha concluso Arcuri – quando ne avremmo dovute avere 28 milioni”.
In Italia ci sono 293 punti di destinazione dei vaccini. Le somministrazioni avverranno poi anche in altre strutture, come le residenze per anziani, e quando tutti gli anziani si saranno vaccinati nei 1.300 punti di somministrazioe inizialmente previsti, questi smetteranno di essere utilizzati e se ne aggiungeranno progressivamente altri decisi dalle regioni. A questi si aggiungeranno anche le primule”, ha aggiunto Domenico Arcuri:
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Elezioni comunali:Tar Puglia conta schede,sindaco per 1 voto
A Binetto, nel barese, dopo riconteggio non cambia esito
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BARI
05 febbraio 2021
10:17
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Sindaco per un voto. Accade a Binetto, un piccolo Comune di circa 2.200 abitanti in provincia di Bari, dove l’esito delle elezioni comunali del maggio 2019 è finito davanti al Tar.
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I giudici, dopo aver disposto la verifica di 33 schede nulle contestate hanno rideterminato l’attribuzione dei voti validi sancendo “uno scarto di un voto in favore della lista civica Bozzi Sindaco” e quindi mantenendo “inalterata la conclusiva proclamazione dell’elezione alla carica di sindaco del Comune di Binetto di Vito Bozzi”.
La contesa, durata un anno e mezzo, è partita dal ricorso presentato dal candidato sindaco risultato sconfitto, Pasquale Scarola, che a fronte dei 743 voti che erano stati attribuiti alla sua lista rispetto ai 746 dello sfidante Vito Bozzi, lamentava schede annullate che invece riteneva contenessero voti validi in suo favore. Il sindaco eletto, dal canto suo, ha presentato un ricorso incidentale chiedendo la verifica di ulteriori schede.
All’esito del riconteggio, valutando scheda per scheda i nomi illegibili o di fantasia, i soprannomi scritti dagli elettori o i candidati votati sulla riga sbagliata, Scarola ha guadagnato 4 voti e Bozzi altri 2, con il risultato finale di 747 a 748 in favore del sindaco. I tre voti iniziali di scarto si sono ridotti a 1 senza determinare una modifica nel risultato finale sull’elezione.
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Vaccini: assessore Sardegna, piano nazionale va rivisto
“Sbagliato non inserire già in prima fase categorie più fragili”
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CAGLIARI
08 febbraio 2021
11:40
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“Il piano di vaccinazione nazionale deve essere rivisto: non è pensabile che le categorie più fragili non vengano considerate prioritarie e inserite già nella prima fase. Il Governo, di fatto, congela la fase due per la somministrazione delle dosi Pfizer e Moderna ai soggetti fragili, tra cui disabili e le persone con patologie croniche e invalidanti”.
Così l’assessore della Sanità della Regione Sardegna, Mario Nieddu, a proposito del piano vaccinale nazionale.
“L’impatto sociale che la pandemia ha avuto su queste persone è enorme a causa dei vari lockdown e delle conseguenze che le restrizioni hanno avuto su tanti servizi – sostiene Nieddu – ora è il momento di fare la cosa giusta. Il moltiplicarsi degli appelli, lanciati dalle famiglie e dalle tante associazioni in questi ultimi giorni sono un richiamo al buonsenso ed è doveroso che queste richieste vengano proposte con forza a ogni livello istituzionale”, conlude.
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Zingaretti, Pd unito sul sostegno a Draghi con le nostre idee
“E’ una fase nuova, Salvini sulla Ue dà ragione a noi”
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07 febbraio 2021
15:45
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Nel Pd c’è unità assoluta su un punto che condivido anche io: con Draghi con le nostre idee, con i nostri valori. Perché la storia sta dimostrando che le nostre idee hanno fondamento.
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Draghi ha garantito un’idea di Europa”. Lo dice Nicola Zingaretti, segretario del Pd, a Mezz’ora in più su Rai3.
“Non c’è dubbio che è una novità: Salvini ha dato ragione al Pd, non ci siamo scostati noi. Tutti possono riconoscere che l’idea di risolvere i problemi distruggendo l’Europa era fallimentare. Si apre una fase nuova, non c’è dubbio: vedremo le coerenze”, dice ancora Zingaretti. “Ho visto scricchiolare il progetto politico per cui il nuovo era un attacco alle democrazie occidentali e la morte dell’Europa”, aggiunge.
Il Pd farà il congresso? “Il Pd – risponde Zingaretti – deve avere il coraggio per il futuro di rilanciare la propria prospettiva politica. Spero solo che nessuno voglia rimettere indietro le lancette dell’orologio. La discussione congressuale che faremo, quando la faremo, sarà una vittoria di tutto il Pd unito. Il congresso è previsto tra due anni ma appena finirà questa vicenda” della formazione del governo “porrò al partito l’interrogativo se e come andare avanti. Lo posso fare perché il Pd si è unito molto più di quanto non lo sia mai stato in 12 anni”.
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Consultazioni, la diretta streaming
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06 febbraio 2021
11:48
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02 febbraio 2021
18:27
AGGIORNATO ALLE
19:53
MANCA INTESA SU VERBALE, PER IV NON RISPECCHIA POSIZIONI.
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Draghi, quella volta che la moglie disse: mio marito non al governo
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03 febbraio 2021
05:41
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“Lui non lo fa il governo, non e’ un politico”. Così la moglie di Mario Draghi rispose davanti al seggio elettorale presso il liceo Mameli di Roma, dove la coppia si era era recata per andare a votare.
Correva l’anno 2018, era marzo.
“Dai, stai zitta” la bacchettò, salendo in macchima l’ex presidente della Bce. Mercoledì mattina Draghi è atteso al Quirinale da Mattarella alle 12, dopo il fallimento del mandato esploratore di Fico e l’affossamento del Conte ter per i veti incrociati
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Tutte le parole della crisi di governo.
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03 febbraio 2021
14:12
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Dopo quattro giorni di consultazioni, nella serata di ieri Fico ha riferito al Presidente della Repubblica che l’esito delle stesse era negativo e che dunque non vi erano gli estremi per formare un governo composto sostanzialmente dalla stessa maggioranza del ‘Conte II’.
In seguito al colloquio con il Presidente della Camera, preso atto della situazione, Mattarella ha tenuto un discorso ,del quale abbiamo realizzato la word cloud, alla nazione nel quale ha ricordato i tempi e le conseguenze per il Paese di un ritorno alle urne. E poco dopo il Consigliere per la Stampa e la Comunicazione, Giovanni Grasso, ha annunciato che sarebbe stato convocato Draghi, per oggi alle 12 al Quirinale, con l’obiettivo di dar vita ad un governo “tecnico”.
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Abbiamo voluto sondare gli umori e le reazioni a caldo sui social da parte degli italiani esaminando le conversazioni online relativamente a tre parole chiave: “Draghi”, “Mattarella” e “Renzi”, colui che i due principali azionisti della scorsa maggioranza hanno indicato come la causa del mancato raggiungimento di un accordo per dar vita al “Conte Ter”. Dei tre soggetti analizzati, Mario Draghi è quello che ha generato il maggior numero di citazioni. Nelle ultime ventiquattro ore sono state poco meno di 98 mila le mention di Draghi, da parte di circa 10 mila autori unici, i cui contenuti hanno coinvolto (like + condivisioni + commenti) più di 332 mila persone. I contenuti relativi all’ex Presidente della BCE hanno generato una portata potenziale (“opportunity to be seen”) pari a 978 miliardi di impression, che stimiamo ragionevolmente abbiano dato luogo a 48.1 miliardi di impression effettive, al lordo delle duplicazioni. Questo a causa della grande amplificazione mediatica data dai giornali online alla notizia.
Nelle conversazioni relative a Draghi sono tre i soggetti che hanno generato maggior coinvolgimento. L’account Twitter del Quirinale quello del comico Luca Bizzarri e quello di Mario Calabresi. Escludendo il Quirinale, che naturalmente mantiene una comunicazione istituzionale, sia il comico che il giornalista hanno espresso soddisfazione per l’incarico affidato a Draghi. Appena meno di 82 mila le citazioni di Mattarella, da parte di 11 mila autori unici, i cui contenuti hanno coinvolto circa 348 mila persone. In questo caso, la portata potenziale, così come sopra definita, è stata di 179. 3 miliardi di impression, che stimiamo ragionevolmente abbiano dato luogo a 48.2 miliardi di impression effettive, al lordo delle duplicazioni.
La maggior portata dei contenuti relativi al Presidente della Repubblica rispetto a quella di Draghi, nonostante il minor numero di citazioni, si spiega con il maggior numero di articoli online che citano Mattarella. Di tre politici i contenuti che hanno generato maggior coinvolgimento. Quelli di Cottarelli, Gentiloni e Renzi. Proprio a Renzi, come non poteva essere altrimenti, sono state dedicate moltissime citazioni. Per l’esattezza sono state poco meno di 73 mila le mention online per il leader di Italia Viva da parte di circa 9 mila autori unici, i cui contenuti hanno coinvolto più di 260 mila persone. 11.6 miliardi le impression da noi stimate che sono state generate da tali volumi di conversazioni. Il post che ha generato maggior coinvolgimento è stato quello dell’autore satirico “Le frasi di Osho” che nella mattinata di ieri ironizzava sulle pretese di Renzi. Prevalentemente negative le reazioni nei confronti del leader di Italia Viva con il 30.2% di “sentiment” negativo. Aspetto che si conferma sia dall’hashtag più utilizzato nelle conversazioni relative a Renzi: #RenziPretendeCose, che dalle emoji maggiormente associato che è la faccina rossa di rabbia.
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Draghi da Mattarella. Faro su mosse partiti
Attesa per le parole dell’ex presidente Bce. Vertice centrodestra. Nodo M5s
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03 febbraio 2021
13:03
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C’è attesa per le prime parole che Mario Draghi pronuncerà al termine del colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. L’ex numero uno della Bce è salito al Quirinale intorno a mezzogiorno ed è stato ricevuto dal Capo dello Stato che ha puntato sulla sua figura per risolvere la crisi di governo aperta da Italia Viva e culminata con le dimissioni di Giuseppe Conte ed il fallimento del mandato esplorativo affidato al presidente della Camera Roberto Fico, che aveva il compito di verificare le condizioni per un Conte ter.
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Nel frattempo le forze politiche si interrogano e discutono al loro interno sul sostegno ad un esecutivo Draghi. In particolare gli occhi sono puntati sul centrodestra ed il Movimento Cinque Stelle. Finora nelle dichiarazione pubbliche i pentastellati hanno bocciato la proposta di Mattarella, indicando nelle urne la strada preferita. “Non voteremo un governo tecnico guidato da Mario Draghi – ribadisce Paola Taverna – riteniamo che l’unica strada giusta sia quella delle elezioni anticipate. I cittadini devono poter scegliere chi dovrà risollevare le sorti di questo nostro Paese”.
Ma è possibile che nel partito emergano posizioni di segno opposto provocando una spaccatura nel Movimento. Anche il centrodestra discute delle prossime mosse in un vertice convocato ad hoc. La più critica rimane Giorgia Meloni che indica le elezioni come unica soluzione. Più sfumata la posizione della Lega: “Non abbiamo pregiudizi nei confronti di Draghi – mette in chiaro Matteo Salvini – vogliamo parlare di taglio di tasse e apertura dei cantieri con la prospettiva del voto”. Ampie aperture arrivano invece da Forza Italia, anche perchè Silvio Berlusconi ha sempre rivendicato la scelta di Draghi alla guida della Bce, e dai partiti più piccoli da sempre a favore di un’esecutivo di salvezza nazionale.
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Mario Draghi sulla stampa estera
Media Gb: ‘Super Mario’ per salvare l’Italia
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LONDRA
03 febbraio 2021
17:55
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“Super Mario, il banchiere che ha salvato l’euro, pronto a soccorrere l’Italia”. E’ il titolo del Times di Londra che dedica un articolo alla convocazione di Mario Draghi al Quirinale per tentare di formare un nuovo governo dopo le dimissioni di Giuseppe Conte da presidente del Consiglio.
Nell’analisi del corrispondente Tom Kington si legge: “A lui sarà affidato il compito di guidare l’Italia fuori dalla sua peggiore recessione economica dalla Seconda guerra mondiale”. E ancora: “Ora deve ottenere il sostegno della miriade di partiti politici italiani”, sottolinea il giornalista, affermando che Conte “si è dimostrato un abile operatore ma alla fine non è riuscito a sopravvivere alle eterne macchinazioni politiche di Roma”.
Alla crisi politica italiana viene dato spazio anche su altre testate britanniche.
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Il filo-conservatore Daily Telegraph, che si concentra sul ritorno dell'”ex banchiere” ed ex presidente della Bce in veste di premier, sottolinea come la caduta del governo Conte sia stata causata dalla discussione su come utilizzare il Recovery Fund messo a disposizione dell’Ue per l’Italia colpita dalla pandemia. E si ricorda inoltre come il presidente Mattarella “abbia usato l’unica arma per poter evitare le elezioni”.
Il progressista Guardian in un suo articolo online si concentra invece sui problemi che deve fronteggiare il Paese: “La crisi politica arriva nel bel mezzo della pandemia, che ha causato quasi 90.000 vittime in Italia, e mentre il Paese è alle prese con la peggiore recessione dalla Seconda guerra mondiale”.
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Rettore Istituto Massimo: ‘Pagella di Draghi ottima’
“Grazie a educazione Gesuiti, orientato a onestà e bene comune”
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03 febbraio 2021
12:57
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C’è sicuramente orgoglio nella voce di padre Giovanni La Manna, rettore dell’Istituto Massimo, tempio romano dell’educazione gesuitica, che non si sorprende affatto per conoscere più nel dettaglio il profilo dell’ex-allievo Mario Draghi, oggi incaricato dal presidente Mattarella di guidare un governo che dovrà traghettare il Paese nelle difficili sfide dell’emergenza economica e di quella sanitaria.
“La pagella di Draghi – fa sapere La Manna – sarebbe protetta dalla privacy ma sicuramente posso dire che l’abbiamo riguardata, come abbiamo riguardato il materiale d’archivio sulla sua formazione e ho trovato indici molto soddisfacenti del suo percorso, come anche viene fuori una bravura in matematica che del resto ha dimostrato poi nella sua carriera professionale”. Per La Manna i tratti di Draghi che derivano dalla sua educazione presso i Gesuiti sono certamente “l’onestà” e l’interiorizzazione che “ogni persona è una risorsa e va valorizzata per i talenti che ha”.
“Draghi ha detto lui stesso di portarsi dietro il bagaglio culturale, umano e spirituale acquisito al Massimo”, aggiunge il padre gesuita, ritenendo che la missione del futuro premier, sulla scorta di questa storia, sarà orientata “al bene comune”.
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Conoscenza, coraggio e umiltà, le parole chiave nei discorsi di Mario Draghi
L’ultimo intervento da presidente della BCE, in occasione del conferimento della Laura honoris causa in Economia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore
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03 febbraio 2021
13:06
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Ecco l’ultimo intervento da presidente della BCE, in occasione del conferimento della Laura honoris causa in Economia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Fra poche settimane si concluderà il mio mandato di Presidente della Banca centrale europea. È una occasione per sollevare lo sguardo dalle incombenze quotidiane, per riflettere sull’esperienza fatta nella speranza che le lezioni apprese possano essere utili per altri.
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Parlerò poco di politica monetaria o della professione del central banking: preferisco concentrarmi sulla natura delle responsabilità del policy maker. Ho avuto il privilegio di ricevere nelle varie posizioni che ho occupato un mandato da politici designati dalla volontà dei cittadini.
Qui in Italia, al Tesoro e alla Banca d’Italia; in Europa, alla BCE e al Comitato economico e finanziario europeo; a livello globale al Financial Stability Board. Ho avuto la fortuna di lavorare con banchieri centrali, funzionari dello Stato e politici di eccezionale valore, persone da cui ho appreso molto e a cui mi lega un debito di gratitudine . Spero che almeno alcune delle lezioni apprese da loro possano servire alla prossima generazione di servitori dello Stato. Molti studenti di questa e di altre università vestiranno nel corso della propria vita i panni del servitore pubblico: il futuro della società dipende dal sentire il bene pubblico da parte dei giovani migliori e dall’impegno che profondono nel raggiungerlo. Vorrei oggi condividere con voi quelle che mi paiono caratteristiche frequenti nelle decisioni che consideriamo “buone”: la conoscenza, il coraggio, l’umiltà. Naturalmente la loro presenza non garantisce che si prenda sempre la decisione giusta.
I policy maker spesso decidono in condizioni di incertezza in cui i risultati raramente sono conosciuti e valutabili con sicurezza. “Quasi tutti i problemi sono estremamente complessi […] la realtà è per sua natura complessa e ambigua” notava qualche anno fa l’ex Segretario al Tesoro degli Stati Uniti Robert Rubin.
La conoscenza
L’incertezza in cui operano i policy maker è dunque sostanziale. A maggior ragione le loro decisioni dovrebbero cercare di essere fondate sulla conoscenza degli esperti. Essa fornisce le basi: per comprendere nel profondo un problema, per essere in grado di prendere decisioni ponderate, il cui merito tecnico è tenuto distinto dal merito politico, e per saperle eventualmente correggere alla luce delle nuove evidenze. Il policy maker non può appoggiarsi alla realtà empirica nello stesso modo di uno scienziato ma può utilizzare lo stesso approccio nell’analisi dell’esperienza e nel processo di verifica delle ipotesi adottate con l’obiettivo di rispondere meglio alle richieste che i cittadini rivolgono ai governi.
Oggi viviamo però in un mondo in cui la rilevanza della conoscenza per il policy making è messa in discussione. Sta scemando la fiducia nei fatti oggettivi, risultato della ricerca, riportati da fonti imparziali; aumenta invece il peso delle opinioni soggettive che paiono moltiplicarsi senza limiti, rimbalzando attraverso il globo come in una gigantesca eco. In questo contesto è più facile per iI policy maker rispecchiare semplicemente quelli che egli reputa essere gli umori della pubblica opinione, sminuendo il valore della conoscenza, assumendo prospettive di breve respiro e obbedendo più all’istinto che alla ragione. Ma solitamente ciò non serve l’interesse pubblico. La lezione della storia è invece che le decisioni destinate ad avere un impatto duraturo e positivo sono basate su un lavoro di ricerca ben condotto, su fatti accuratamente accertati e sull’esperienza accumulata. Così è stato ad esempio per il sistema di Bretton Woods che ha stabilizzato l’economia globale dopo la Guerra, assistendone lo sviluppo per decenni e creando le istituzioni finanziarie senza le quali non potremmo oggi cercare di governare le conseguenze della globalizzazione. Quel sistema non sarebbe mai nato senza la incessante ricerca empirica condotta durante la guerra da un grande economista: Ragnar Nurske e senza l’esperienza e la visione di John Maynard Keynes. La competenza fondata sulla conoscenza è essenziale per capire la complessità, nel nostro caso, delle dinamiche economiche e sociali, per quantificare i rischi associati a determinate situazioni e per valutare di conseguenza l’effettiva necessità di una certa azione; per stimare i trade off e gli effetti distributivi di un intervento, individuando coloro che ne beneficiano e coloro che ne vengono danneggiati. Credo ciò sia importante in ogni ambito di policy. Un esempio particolarmente significativo è costituito dal cambiamento climatico.
È solo grazie al lavoro degli studiosi del clima che possiamo comprendere gli scenari che ci aspettano, i feedback potenziali fra i vari ecosistemi, quantificando i rischi estremi e i costi dell’inazione – come ha mostrato brillantemente l’economista Martin Weitzman – e prevedendo le regioni e i settori produttivi maggiormente esposti come ad esempio l’agricoltura che in Italia e in molti altri Paesi verrà investita da eventi metereologici sempre più difficili da gestire. Come per la crisi ecologica, la crisi dell’area dell’euro ha rivelato l’esistenza di molteplici circoli viziosi precedentemente non ben compresi, ad esempio quello fra debiti sovrani, banche e imprese. La crisi ha inoltre messo in discussione ciò che sapevamo su alcune relazioni di fondo nell’economia, come quella fra disoccupazione e inflazione. La ricerca e l’analisi accurata dei dati dell’economia dell’eurozona, il lavoro degli economisti e degli statistici sono da decenni il pilastro su cui poggiano le valutazioni della BCE. In più occasioni queste attività hanno avuto un’importanza cruciale nel contestualizzare correttamente il problema e nel fornire le coordinate per una risposta efficace. Un esempio in questo senso è l’inedito insieme di misure disegnato nel 2014-15, con l’introduzione di tassi di interesse negativi e l’acquisto di titoli pubblici, per scongiurare l’incipiente deriva verso la deflazione. Allora molti policy maker, me incluso, si interrogavano su come queste misure potessero funzionare nell’area dell’euro.
I tassi di interesse non erano mai stati sospinti nella zona negativa in una grande economia; non conoscevamo gli effetti degli acquisti di titoli pubblici in un’economia basata sulle banche come l’area dell’euro. Entravamo in terra incognita, dove per definizione gli effetti delle nostre azioni non potevano essere previsti con certezza. Le decisioni furono tuttavia guidate dai riscontri di cui disponevamo e da una valutazione complessiva dei rischi e delle opzioni utilizzabili per rispondervi. L’evidenza era allora univoca: senza ricorrere a misure non convenzionali la BCE non sarebbe stata in grado di adempiere al suo mandato di tutelare la stabilità dei prezzi. Le analisi suggerivano che il limite effettivo dei tassi di interesse era inferiore a quanto precedentemente ritenuto e che gli acquisti di titoli pubblici potevano avere un impatto rilevante tramite le banche perché ne avrebbero ridotto i costi di finanziamento e le avrebbero incentivate a far credito all’economia reale piuttosto che al settore pubblico. Le più recenti stime lo hanno confermato. Esse mostrano che le misure introdotte hanno avuto un impatto sostanziale, contribuendo per 2,6 punti percentuali alla crescita del PIL nell’area dell’euro fra il 2015 e il 2018 e per 1,3 punti percentuali all’inflazione. Almeno un quinto dell’impatto complessivo sulla crescita nell’anno di picco, il 2017, è attribuibile ai tassi negativi, mentre gli acquisti di titoli contribuiscono per la maggior parte della quota restante. Nelle nostre valutazioni tenevamo conto anche dei possibili effetti collaterali.
Tutte le politiche monetarie ne producono, anche in tempi normali, incidendo su alcune categorie più che su altre. Ma come banca centrale dell’intera area la BCE deve valutare il quadro complessivo e verificare se i benefici netti delle misure intraprese superano i costi potenziali. I dati suggerivano – e continuano a suggerire – che così in effetti era, una conclusione condivisa da tutta la comunità del central banking, come mostra un recente rapporto della Banca dei regolamenti internazionali.
Tuttavia, come sempre per il policy making basato sull’evidenza empirica, le conclusioni che si raggiungono devono essere aggiornate e riviste, quando necessario. È in quest’ottica che la BCE ha recentemente corretto il tiro, in materia di tassi negativi, introducendo un sistema a due livelli per la remunerazione delle riserve in eccesso. In altre circostanze, sempre un’accurata analisi fattuale ha mostrato come la preoccupazione di un peggioramento della diseguaglianza a seguito delle politiche non convenzionali fosse infondata, rafforzando la determinazione della BCE a proseguire nella stessa direzione. Questo non significa che gli esperti – inclusi quelli della BCE – possano contare su una conoscenza perfetta. Le teorie non spiegano necessariamente tutto e le previsioni che ne discendono possono rivelarsi errate. La crisi ha mostrato che l’opinione prevalente nella professione sbagliava nel ritenere che i mercati finanziari potessero autoregolarsi. In effetti, lo ha spiegato Robert Shiller, non solo gli agenti operanti sul mercato ma anche gli esperti possono cadere vittima di “epidemie narrative” con effetti negativi sull’economia. Contrastare questi fenomeni non significa rifiutare il valore della conoscenza. Gli esperti devono continuamente mettere in discussione le loro ipotesi, riesaminare le evidenze, e saper ascoltare la voce di chi non è d’accordo. Per i policy maker i dissensi sono come uno specchio con cui osservare le proprie azioni e costituiscono uno strumento con cui spezzare la forza delle narrative dominanti.
Ciò è essenziale per l’avanzamento della conoscenza e rappresenta il fondamento del progresso scientifico. Nulla può sostituire per chi deve prendere decisioni il ruolo di un’analisi rigorosa, accompagnata dell’esperienza. Il coraggio La conoscenza non è però tutto. Una volta stabilito nella misura del possibile come stanno i fatti arriva il momento della decisione. Anche nel caso della politica economica, le azioni hanno sempre effetti collaterali e conseguenze indesiderate. Vi sono situazioni in cui anche le migliori analisi non danno quella certezza che rende una decisione facile: la tentazione di non decidere è frequente. È in questo momento che il policy maker deve far leva sul coraggio.
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Anche il non agire rappresenta infatti una decisione. Quando l’inazione compromette il mandato affidato al policy maker dai legislatori, decidere di non agire significa fallire. In molti casi i policy maker devono agire consapevoli che le conseguenze delle loro decisioni sono incerte , ma convinti che l’inazione porterebbe a conseguenze peggiori e al tradimento del loro mandato. Spesso, durante la crisi dell’ultimo decennio la necessità di prendere decisioni anche cruciali si è scontrata con il timore che non tutte le possibili complicazioni fossero state considerate, con l’opposizione da parte di interessi costituiti, con i dubbi sulla legittimità ad agire. L’inazione trova la sua radice nella convinzione che l’esistente non abbia bisogno di modifiche, anche quando tutta l’evidenza e l’analisi indicano la necessità di agire. Questo autocompiacimento acritico si avvale delle giustificazioni più diverse e generalmente non verificate nella realtà. La costituzione del Meccanismo europeo di stabilità (ESM), il varo della vigilanza bancaria europea, la creazione del Fondo di risoluzione unico sono stati tutti ostacolati adducendo problemi di azzardo morale che sarebbero discesi dalla riallocazione a livello europeo di alcune responsabilità nazionali. In retrospettiva, ai governi dell’area dell’euro non è mancato il coraggio; hanno saputo compiere i passi giusti nei momenti cruciali. L’unione monetaria è ora più forte e gran parte delle paventate complicazioni si sono rivelate infondate. Il punto importante, in questa sede non è che queste decisioni si siano rivelate appropriate ex post; conta invece che, quando la necessità di agire è stata documentata e motivata è stato trovato il coraggio di decidere, senza esitazioni, per il bene dell’Unione economica e monetaria.
Il secondo ostacolo incontrato dai riformatori è l’opposizione da parte degli interessi costituiti. Fu infatti immediatamente chiaro che alcuni governi avrebbero dovuto varare un programma di riforme strutturali per migliorare le prospettive di crescita e ridurre la disoccupazione. Le riforme strutturali non possono beneficiare tutti: accanto ai vincitori ci sono i perdenti che si oppongono alla loro realizzazione. Eppure quei governi hanno saputo distinguere gli interessi costituiti dall’interesse pubblico, guardando alla larga maggioranza che si sarebbe giovata delle riforme. I risultati positivi sono oggi sotto gli occhi di tutti. Con riferimento specifico al mercato del lavoro, l’evidenza mostra chiaramente come le riforme realizzate dopo la crisi abbiano ridotto sia la componente strutturale della disoccupazione che quella ciclica. Esse hanno inoltre accresciuto la reattività dell’occupazione alla crescita, contribuendo per questa via all’aumento di 11 milioni di occupati registrato nell’area dell’euro dalla metà del 2013, quando si avviò la ripresa. Il terzo ostacolo sono i dubbi sulla legittimità ad agire. Anche la BCE ha incontrato quest’ostacolo con riferimento a molte delle sue misure non convenzionali, non da ultimo le operazioni monetarie definitive (OMT) introdotte nell’estate del 2012. Alcuni vi si opposero con decisione, perché a loro parere il compito di stabilizzare l’area dell’euro spettava ai politici, non alla banca centrale che così facendo avrebbe invaso il campo della politica fiscale. Da un lato, vi era il timore che l’impegno ad acquistare illimitatamente titoli pubblici avrebbe potuto rendere incerto il confine fra la politica monetaria e le altre politiche. Ma in questo caso si trattava più di una questione di disegno che di principio. Era necessario mettere in campo garanzie e limiti che contenessero i rischi, obiettivo che realizzammo, fra l’altro, con la condizione che fosse attivato simultaneamente un programma da parte del Fondo europeo di stabilità (ESM) in grado di garantire l’attuazione di politiche di bilancio adeguate per poter accedere all’OMT. La Corte di giustizia europea confermò che il disegno delle operazioni era pienamente conforme al mandato della BCE. D’altro canto emergeva il rischio concreto che se non avessimo agito con decisione l’area dell’euro sarebbe stata investita da una catastrofica destabilizzazione, con profondi effetti deflattivi. Nel luglio del 2012 gli spread dei titoli pubblici a 10 anni rispetto all’equivalente titolo tedesco erano pari rispettivamente a 500 punti base in Italia e a 600 in Spagna; valori ancora più elevati si registravano per la Grecia, il Portogallo e l’Irlanda. Il costo di protezione dalla deflazione era cresciuto da 184 punti base nel gennaio del 2012 a 276 in luglio.
Il coraggio necessario per agire venne dalla convinzione che i rischi incombenti sarebbero stati assai maggiori se non avessimo fatto nulla. Saremmo in questo caso semplicemente venuti meno al nostro mandato e avremmo potenzialmente messo a rischio l’integrità della moneta che avevamo il compito di preservare. Ciò rendeva inevitabile la decisione presa; era l’unica possibile per un policy maker responsabile. Le operazioni monetarie definitive OMT non sono state mai attivate ma l’effetto del nostro impegno a fare tutto ciò che fosse necessario per preservare l’euro fu potente, equivalente a quello di un programma di acquisto di titoli su larga scala. Gli spread nei paesi esposti caddero in media di 400 punti base nei successivi due anni. L’impatto macroeconomico dell’annuncio del programma fu di entità analoga a quella di altri programmi di acquisto di attività finanziarie che vennero attuati in altri Paesi. Ricerche condotte nella BCE mostrano che gli effetti sul PIL e sui prezzi sono stati sostanzialmente in linea con quelli prodotti dall’espansione monetaria (QE) attuata negli Stati Uniti e nel Regno Unito.
L’umiltà
Essa discende dalla consapevolezza che il potere e la responsabilità del servitore pubblico non sono illimitati ma derivano dal mandato conferito che guida le sue decisioni e pone limiti alla sua azione. I funzionari pubblici, le banche centrali in particolare, ricevono un mandato politico, nel senso che esso è il frutto di un processo politico. I membri del Comitato esecutivo della BCE sono nominati dal Consiglio degli Stati – il Consiglio europeo – e sugli stessi esprimono un parere i rappresentanti dei cittadini: il Parlamento europeo. Sono vincolati da un obiettivo, la stabilità dei prezzi, che in Europa ha valore costituzionale – è iscritto nel Trattato. Altrove è definito dalla legge, ma scaturisce sempre da un processo democratico.
Essi devono dunque rispondere ai parlamenti della loro azione. Un mandato politico è essenziale affinché l’indipendenza della banca centrale sia compatibile con la democrazia. Le banche centrali sono potenti e indipendenti ma non sono elette dai cittadini: è un assetto accettabile solo se esse agiscono sulla base di un mandato chiaramente definito dato da coloro che sono eletti e a cui devono pubblicamente rispondere. Il Presidente della BCE viene ascoltato almeno ogni tre mesi dal Parlamento europeo, e nel mio caso ciò ha comportato quaranta audizioni in otto anni; inoltre sono stato convocato dalle commissioni parlamentari in diversi Paesi per spiegare le nostre azioni e per rispondere alle loro domande. La natura politica del nostro mandato ha alcune implicazioni essenziali: non abbiamo la libertà di decidere se dobbiamo fare ciò che è necessario fare per assolvere il nostro mandato. È nostro dovere farlo. Rassegnarsi a venirvi meno non è un’opzione accettabile se abbiamo gli strumenti per adempiere alle nostre responsabilità. Al contempo, il mandato implica l’obbligo permanente di agire rigorosamente nei limiti della legge. Nessun policy maker responsabile può mai concepire di agire ultra vires. Tutta l’azione della BCE durante la crisi è stata guidata da questo principio. Un esempio particolarmente significativo è la situazione che dovemmo affrontare in Grecia alla metà del 2015. Fronteggiavamo allora due posizioni diametralmente opposte. La prima sosteneva che la BCE avrebbe dovuto interrompere i finanziamenti alla Grecia; ciò avrebbe determinato il collasso completo dell’economia greca e la probabile uscita del Paese dall’euro. La seconda riteneva che dovessimo in ogni caso fornire liquidità illimitata e incondizionata al governo e all’economia della Grecia. Nel primo caso la BCE avrebbe innescato un processo eminentemente politico di enorme portata con possibili ricadute sul mandato stesso della BCE, una decisione comunque di competenza delle autorità politiche, espressione della volontà dei cittadini. Nel secondo, avremmo potenzialmente avviato un finanziamento monetario o sostenuto banche senza adeguato collaterale, violando così il Trattato. Seguimmo un sentiero che rispondeva ai doveri del mandato, rimanendo rigorosamente entro i limiti della legge. Il sostegno dato alla Grecia fu sostanziale: al suo picco, la somma dei prestiti erogati dalla BCE e dalla Banca di Grecia alle banche del Paese raggiunse 127 miliardi, corrispondenti al 71% del PIL. Ma i finanziamenti non furono mai né incondizionati né illimitati. L’aderenza a un programma di risanamento concordato con l’Eurogruppo garantiva la qualità del collaterale, i titoli di Stato dati dalle banche greche come garanzia per il loro finanziamento. Inoltre varie clausole evitavano qualsiasi finanziamento monetario del bilancio pubblico.
La BCE si mantenne così entro i limiti del suo mandato. In ultima analisi la nostra scelta si è rivelata giusta, sia per la Grecia che per l’Europa, anche se il prezzo per i cittadini greci è stato alto. Grazie alla solidarietà dell’Europa, al coraggio e all’impegno dei successivi governi greci si è trovato un percorso per uscire dalla crisi. Siamo sempre stati consapevoli della entità e dei limiti dei nostri obblighi legali. Per questo non ci hanno preoccupato i ricorsi contro alcune nostre decisioni presentati alla Corte di giustizia europea. Anzi, ne siamo stati lieti perché ciò ha consentito alla più alta autorità giuridica europea di confermare la piena legittimità delle nostre azioni e di chiarire quali ne fossero i limiti. La Corte non soltanto affermò che gli acquisti di attività sono uno strumento legittimo di politica monetaria nell’area dell’euro, ma rilevò anche l’ampia discrezionalità della BCE nel ricorrere a tutti i suoi strumenti secondo necessità e in maniera proporzionata per conseguire il suo obiettivo. Ho descritto la nostra posizione con l’imperativo di “fare tutto ciò che dobbiamo entro il nostro mandato e per adempiere al nostro mandato”. Ma il riconoscimento dell’estensione e dei limiti del nostro mandato comporta l’obbligo di parlare chiaramente quando necessario e di spiegare le opzioni disponibili. Oggi ciò è necessario. Descrissi una volta l’indipendenza della banca centrale come indipendenza nell’interdipendenza. Intendevo con ciò sottolineare che il contesto istituzionale nel quale operiamo influenza la velocità con la quale raggiungiamo il nostro obiettivo e l’entità degli effetti collaterali delle nostre azioni. È doveroso esprimere con chiarezza quando altre politiche potrebbero rendere il nostro compito più agevole e rapido. L’indipendenza della banca centrale non è un fine in se stesso. Il suo scopo risiede nel garantire la credibilità della banca centrale nel perseguimento della stabilità dei prezzi e nello scongiurare che la politica monetaria sia succube della politica fiscale; essa assicura così una “dominanza monetaria”.
L’indipendenza della banca centrale non impedisce perciò un dialogo con il governo quando è evidente che esso consentirebbe un più rapido ritorno alla stabilità dei prezzi. Pone soltanto dei limiti ai suoi eventuali effetti. In particolare un coordinamento delle politiche, quando necessario, deve contribuire alla stabilità monetaria e non può ostacolarla. Per questa ragione sin dal 2014 abbiamo rivolto sempre maggiore attenzione al mix di politica macroeconomica nell’area dell’euro, vale a dire alla combinazione dei contributi forniti dalle politiche monetaria e fiscale al sostegno dell’economia. Dove la politica fiscale ha svolto un ruolo più rilevante dopo la crisi, il ritorno alla stabilità dei prezzi è stato più rapido. Negli Stati Uniti, ad esempio, dal 2009 al 2018 il disavanzo primario strutturale è stato in media pari al 3,6% del PIL potenziale, nell’area dell’euro si è registrato un avanzo pari allo 0,5%. È una delle ragioni per cui i tassi di interesse hanno potuto risalire più velocemente negli Stati Uniti, mentre nell’area dell’euro sono bassi o negativi da lungo tempo. Una politica fiscale più attiva nell’area dell’euro permetterebbe quindi di modificare più celermente quelle politiche dei cui effetti negativi su alcune categorie di cittadini e di intermediari siamo ben consapevoli. È sempre avendo in mente “indipendenza nell’interdipendenza” che, durante il mio mandato, la BCE ha continuamente auspicato il varo di ulteriori riforme istituzionali nell’area dell’euro. Abbiamo accolto con favore i progressi realizzati ed esortato governi e parlamenti a proseguire il loro impegno in questa direzione. Lo abbiamo fatto perché siamo convinti che solo in questo modo la nostra unione monetaria potrà divenire più robusta e essere più capace di rispondere alle attese che ne hanno motivato la creazione.
Conclusioni
Come ho detto nell’introduzione, mi auguro che molti studenti di questa università decidano un giorno di mettere le loro capacità al servizio pubblico. Se deciderete di farlo, non dubito che incontrerete ostacoli notevoli, come succede a tutti i policy maker.
Ci saranno errori e ritirate perché il mondo è complesso. Spero però che vi possa essere di conforto il fatto che nella storia le decisioni fondate sulla conoscenza, sul coraggio e sull’umiltà hanno sempre dimostrato la loro qualità. La creazione dell’Unione europea, l’introduzione dell’euro e l’attività della BCE hanno incontrato molti ostacoli e dovuto fronteggiare molte critiche.
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Hanno dimostrato nondimeno il loro valore; oggi sono coloro che dubitavano a essere messi in discussione. Ciò riflette lo sviluppo normale delle unioni monetarie, che è lento, non lineare, accidentato. Gli Stati Uniti, ad esempio, non ebbero una banca centrale per più di 130 anni dopo la loro fondazione; il bilancio federale ha assunto un vero ruolo solo negli anni Trenta dello scorso secolo. Oggi pochi penserebbero di ritornare indietro. È essenziale per lo sviluppo di un’unione monetaria che i suoi cittadini credano nell’unione e la assumano comunque, anche criticamente, come riferimento piuttosto che considerare tutti i problemi guardando all’orizzonte del loro punto di vista particolare. Mi sembra che le ultime elezioni per il Parlamento europeo, forse le prime incentrate su temi prevalentemente europei, lo abbiano confermato. Anche chi mirava a rallentare l’integrazione europea non ha contestato la legittimità delle istituzioni dell’Unione, pur criticandole anche duramente. I parlamentari eletti sono risultati in maggioranza a favore dell’Europa. Per questa ragione sono ottimista sul futuro dell’Europa. Penso che col tempo essere parte dell’UE e dell’Unione monetaria sia diventato normale per gran parte dei cittadini. L’euro è più popolare che mai; il sostegno all’UE tocca i valori più alti registrati dall’inizio della crisi. Nei dibattiti sul futuro dell’Europa si discute sempre meno se la sua esistenza abbia senso e assai di più sulla via migliore per avanzare. Su queste basi la nostra Unione può durare e prosperare.
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Governo, Draghi lavora alla squadra. Oggi e domani secondo giro di consultazioni. Di Maio: ‘M5s decisivi nel Conte I e II, lo saremo ancora’
Obiettivo del nuovo giro di colloqui far incastrare tutti i tasselli di una nuova allargatissima maggioranza
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08 febbraio 2021
12:24
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Riprendono nel primo pomeriggio le consultazioni di Mario Draghi. La sua unità nazionale prenderà forma in questo secondo giro. Il presidente del Consiglio incaricato è a Palazzo Montecitorio.
“Siamo stati decisivi nel Conte I con provvedimenti simbolo come il Reddito di Cittadinanza e la legge anticorruzione. Siamo stati fondamentali nel Conte II con riforme che faranno la storia, come il taglio dei parlamentari.
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E continueremo ad essere determinanti. Il MoVimento in questi anni ha sempre mostrato serietà e responsabilità”, ha scritto Luigi Di Maio su Fb, aggiungendo che “sentiamo il peso del 33% di voti ricevuti nel 2018, degli 11 milioni di italiani che ci hanno dato fiducia e che rappresentiamo in Parlamento”.
Il centrodestra ha l’obiettivo di presentarsi unito “a tutte le elezioni amministrative” in programma questa primavera, ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini durante un punto stampa davanti alla sede di Regione Lombardia rispondendo a una domanda sul possibile cambio di rapporti all’interno della coalizione dopo il no di Fdi a Draghi. “Il centrodestra governa in 14 Regioni su 20 e l’obiettivo – ha aggiunto – è di presentarci uniti a tutte le amministrative”.
“Altri mettono veti e fanno capricci, noi abbiamo buttato il cuore oltre l’ostacolo”, ha aggiunto poi il leader della Lega. “Noi abbiamo raccolto l’appello del Presidente della Repubblica – ha aggiunto – senza mettere veti in casa d’altri”. “Domani la priorità che porteremo al tavolo del professor Draghi, mentre altri si occupano di ministeri e di poltrone, sarà soprattutto la salute. C’è un modello lombardo che è il più avanzato dal punto di vista della messa in sicurezza della popolazione e delle vaccinazioni. Proporremo a Draghi il modello Bertolaso”.
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Per il coordinatore di Iv e vicepresidente della Camera, Ettore Rosato “Matteo Salvini sta rispondendo con intelligenza. Non ci vedo niente di strano, anzi credo che sia necessario che vengano rimossi paletti e veti e si faccia fare a Draghi il suo lavoro”. “Le posizioni che sta assumendo la Lega sono di grandissima importanza – ha detto a L’Aria che Tira su La7 -. E lo stesso quello che sta facendo il M5s. Stiamo rendendo i sovranisti marginali nello schieramento politico” ha detto ancora Rosato che a proposito di governo tecnico o politico dice “sarà come preferisce Draghi. Mi sembra che ci sono molte pressioni per un governo politico ma noi non ci aggiungiamo”.
“Sia chiaro, non ho dubbi che il Professor Draghi sia una persona onesta, preparatissima ed autorevole – ha scritto Alessandro Di Battista in un post dove aggiunge: “questo non significa che lo si debba appoggiare per forza. Io contrasto Draghi non sul piano personale ma su quello politico. E, ripeto, non cambio idea. Oltretutto l’assembramento parlamentare che si sta delineando è l’antitesi della Politica”. “Ripeto. Si può rispettare un uomo anche facendo opposizione. Io la mia scelta l’ho presa, e vado fino in fondo”.
“E’ chiaro che con il governo Draghi non nasce una nuova maggioranza: quando si andrà a votare, una volta sconfitto il coronavirus, il centrodestra si presenterà insieme”, ha spiegato il vicepresidente di Fi Antonio Tajani a L’Aria che tira su La7. “Io rispetto Meloni: certo avrei fatto un passo in più ma ha fatto comunque un discorso di grande responsabilità. Non c’è un arroccamento da parte di FdI”.
“Non c’è un pregiudizio personale nei confronti del presidente incaricato Mario Draghi, ma piuttosto c’è un’esigenza di chiarezza e di coerenza – ha spiegato il capogruppo dei senatori di Fratelli d’Italia, Luca Ciriani, in collegamento con UnoMattina – . In questi anni Fratelli d’Italia ha sempre fatto un’opposizione responsabile, votando quei provvedimenti utili per il Paese e per gli italiani. Per noi si può essere utili alla Nazione anche rimanendo all’opposizione senza chiedere posti di governo. Ecco, quando si tratta degli interessi generali dell’Italia noi ci siamo, ma non possiamo partecipare a un governo che mette insieme il M5S, il Pd e pezzi del centrodestra anche perchè una maggioranza con dentro tutti non funzionerà, così come quella gialloverde e poi giallorossa. Infatti, quando si mettono insieme partiti troppo diversi l’esito è la paralisi del governo. E’ un film che abbiamo già visto e non crediamo sia il caso di insistere”. “Fratelli d’Italia è nata per creare un’alternativa di centrodestra e abbiamo promesso ai nostri elettori che mai avremmo governato insieme alla sinistra e noi siamo un partito che crede nella coerenza e abbiamo fatto della coerenza la nostra bandiera. Perciò coerentemente con quanto promesso rimarremo all’opposizione votando, come ha spiegato il nostro presidente Giorgia Meloni, quei provvedimenti utili al Paese”.
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IL PUNTO
Il premier incaricato definirà perimetro e linee programmatiche della sua maggioranza. Solo dopo, non in una trattativa con i partiti ma facendosi carico di fare sintesi tra i desiderata di ciascuno, comporrà la sua squadra di ministri, da portare al Quirinale per proporla al capo dello Stato. In un mix che dovrebbe essere tecnico-politico, per dare “gambe” forti nei partiti e in Parlamento al governo. Con una significativa presenza di donne e il possibile ingresso a Palazzo Chigi di sottosegretari alla presidenza politici. Ma senza i leader di partito, perché far sedere in Cdm Matteo Salvini con Nicola Zingaretti o Roberto Speranza sarebbe arduo.
Draghi continua a lavorare nel più assoluto riserbo, trascorre la domenica nella campagna umbra di Città della Pieve, impegnato in diversi colloqui telefonici.
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Il premier incaricato sarebbe tornato a sentire anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dal quale dovrebbe tornare a sciogliere la riserva entro la settimana. Agli atti resta il breve discorso tenuto mercoledì da Draghi al Quirinale e che reca impresse le grandi priorità per portare il Paese fuori da quella che ha definito una crisi economica, sanitaria, sociale ma anche culturale ed educativa.
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In cima all’agenda l’ex presidente della Bce porrà la gestione dell’emergenza sanitaria e un’accelerazione del piano vaccinale, unica via per poter costruire il rilancio. Subito il governo dovrà affrontare il nuovo dpcm anti contagio e varare il decreto con i ristori per i quali il Parlamento aveva approvato uno scostamento di bilancio da 32 miliardi. Poi il grande progetto cui mettere mano è il Recovery plan e i partiti si aspettano di capire meglio, nel secondo giro di consultazioni, se il nuovo premier intende riscriverlo o ripartire dalla bozza del governo Conte, nel segno di maggiori investimenti e meno bonus.
Tra i primi dossier spinosi che Draghi avrà sul tavolo c’è poi la fine del blocco dei licenziamenti, prevista a fine marzo. Ne dovrebbe discutere – secondo fonti parlamentari – in un tavolo di concertazione con aziende e sindacati con i quali, come detto al Quirinale, intende interloquire.
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Ma non è escluso che prima di sciogliere la riserva senta i segretari confederali e i vertici delle associazioni datoriali per un primo, più generale, confronto. Lavoro e tasse sono i temi su cui è più alta l’attenzione dei partiti, anche considerato che in una maggioranza da Leu alla Lega le distanze sarebbero su alcuni punti notevoli: dalla flat tax alla progressività fiscale, da quota 100 leghista allo stop ai condoni fiscali dei Dem.
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Altro tema spinoso, con una maggioranza così vasta, è quello della gestione di sicurezza e immigrazione. Ma dopo il primo giro di consultazioni la convinzione è che il premier incaricato si concentri su altre priorità per iniziare, come la scuola.
Quanto alle riforme, Draghi potrebbe puntare sulla pubblica amministrazione, mentre quelle istituzionali come la legge elettorale dovrebbero essere lasciate al confronto parlamentare.
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Fin qui il programma. La spinta di Pd, M5s e Leu resta quello per una maggioranza omogenea e quindi – è il ragionamento – più forte, con l’europeista Berlusconi ma senza l’euroscettico Salvini. Non sembra però questa la strada imboccata da Draghi. Anzi, alcune fonti accreditano già un possibile ingresso nel governo di Giancarlo Giorgetti. E l’ipotesi che si affaccia è che torni a Palazzo Chigi da sottosegretario alla presidenza, magari insieme a due sottosegretari per Pd e M5s (circolano i nomi di Andrea Orlando e Stefano Patuanelli), che facciano da camera di compensazione politica per il governo.
I più escludono che Draghi faccia della lista dei ministri un oggetto di contrattazione con i partiti. Come sempre, i nomi da lui proposti saranno vagliati dal presidente della Repubblica, ma sarà il governo di Draghi. Certo, se anche il secondo giro di consultazioni confermasse che per il M5s e per la Lega avere ministri politici è una condizione, difficile che il premier si sottragga. Di qui le ipotesi di Luigi Di Maio, magari ancora alla Farnesina, di Giuseppe Conte, nonostante le smentite, di Giorgetti ma anche di Antonio Tajani agli affari europei, e Roberto Speranza – se Leu deciderà l’appoggio – alla Salute. Una parte del Pd spinge perché i ministri siano tecnici d’area e non politici. Ma anche in questo caso, deciderà Draghi, anche sul mix dei nomi (si ipotizzava 12 politici e 8 tecnici).
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Per l’economia non si esclude che Draghi possa tenere l’interim o incaricare Daniele Franco (Bankitalia). Per ministeri economici si fanno anche i nomi di Francesca Bria, presidente di Cdp venture capital, Marcella Panucci, ex Confindustria, Dario Scannapieco, della Bei, Lucrezia Reichlin. Agli esteri potrebbe andare Elisabetta Belloni, al Viminale restare Luciana Lamorgese e alla Giustizia, se non Conte, Marta Cartabia o Paola Severino, a segnare una forte presenza di donne. Circolano poi nomi come Vittorio Colao e Carlo Cottarelli. Ma per ora sono ancora solo indiscrezioni. Come anche quelle sulle deleghe: da un ministero per i giovani, a una delega ad hoc per il Recovery a un tecnico come Marco Buti.
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Draghi, tra domani e mercoledì di nuovo al Colle, in settimana forse il giuramento
Finito il primo giro di consultazioni, si entra nel vivo con il secondo round
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08 febbraio 2021
11:23
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Un giorno e mezzo di stacco nella riservatissima villa in Umbria e poi Mario Draghi riprenderà le consultazioni per provare a dare un nuovo governo all’Italia.
Finito il primo giro, si entra nel vivo con il secondo round. L’ultimo, probabilmente.
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Obiettivo: far incastrare tutti i tasselli di una nuova allargatissima maggioranza (dal Pd e Leu fino all’inaspettata Lega, dal M5s a Forza Italia), salire al Quirinale con il puzzle finito e sciogliere la riserva dell’incarico ricevuto il 3 febbraio.
Al presidente Mattarella, Draghi potrebbe riferire mercoledì 10 o addirittura la sera prima, dopo i colloqui con i partiti. Nella migliore delle scalette, il successore di Giuseppe Conte e la sua squadra potrebbero giurare entro venerdì 12. L’incaricato potrebbe anche confrontarsi con le parti sociali. Un dialogo molto atteso da imprese e sindacati, anticipato da Draghi subito dopo aver ricevuto il mandato dal Colle ma per ora senza convocazione ufficiale. Tanto da far pensare che sindacati, imprese e categorie potrenno essere chiamate formalmente a governo fatto, direttamemnte a Palazzo Chigi.
Certo è invece il calendario delle consultazioni politiche.
Oggi pomeriggio toccherà ai partiti piccoli: dalle 15 con il gruppo Misto della Camera fino alle 17.30 con le Autonomie (in mezzo, il Movimento italiani all’estero, Azione, +Europa, i radicali, Noi con l’Italia, Cambiamo, Centro democratico).
Martedì, giornata densa dalle 11 alle 17.15. I primi a sedersi di nuovo al tavolo con Draghi saranno i cosiddetti ‘responsabili’, il gruppo di Europeisti-Maie-Centro democratico nato al Senato dopo le dimissioni di Conte. Poi Leu, Italia viva, Fratelli d’Italia, Pd, Forza Italia, Lega e M5s.
A quel punto il quadro potrebbe essere chiaro per far scattare la sintesi del super banchiere, mentre la fiducia del Parlamento potrebbe anche arrivare la settimana successiva, dopo il 14 febbraio.
In ogni caso, secondo la prassi dell’alternanza, il primo voto dovrebbe essere al Senato. Ma dovrebbe decidere la conferenza dei capigruppo, in base anche a valutazioni politiche. Nel frattempo, a causa delle dimissioni di Conte il 26 gennaio, l’attività parlamentare è in standby.
‘Sospese’ le aule di Camera e Senato, la prossima settimana il lavoro proseguirà in sparute commissioni monopolizzate dalle audizioni per l’esame della proposta di Piano di ripresa e resilienza, funzionale al Recovery plan.
Sarà così nelle commissioni Bilancio di Montecitorio e in quelle Bilancio e Politiche europee di Palazzo Madama. Inoltre, alla Camera ci saranno audizioni per la riforma dell’Irpef alla commissione Finanze mentre la Affari sociali sentirà il commissario straordinario, Domenico Arcuri, sul piano vaccini.
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Salvini: ‘Se si vota tra due anni noi siamo fuori’
“Sono il segretario del primo partito del Paese, vado ad ascoltare”
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04 febbraio 2021
10:14
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“Ridare la parola agli italiani resta la via maestra. Se Draghi dirà che si andrà a votare tra due anni è chiaro che noi non potremo votare lui.
Anche perché non è vero che non si possa andare alle elezioni”. Matteo Salvini, in un colloquio con La Stampa, resta fermo sulla linea del voto il prima possibile: “Questa primavera voteranno venti milioni di italiani, a Roma, Milano, Torino, Bologna e così via. Di una cosa però sono certo. Il centrodestra è compatto e continuerà a muoversi come ha fatto finora: tutto insieme. E comunque ci vuole un governo politico, basta con i tecnici”.
“Io sono il segretario del primo partito della coalizione e del Paese e ai miei alleati ho detto: andiamo ad ascoltare quello che Draghi ci dirà, valutiamo e troviamo una posizione comune.
Questo è il mio obiettivo – afferma -. Ma ne parleremo dopo che avremo incontrato Draghi. Farlo prima è inutile”.
Berlusconi per il Quirinale? “Da un punto di vista legale, Berlusconi è perfettamente eleggibile. E da quello politico è molto meglio lui di molti altri”, afferma. Quanto alle voci di strategia con Renzi per far cadere Conte, “ma figuriamoci, sono tutte leggende. Con Renzi non abbiamo concordato alcunché”, conclude.
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Renzi: ‘Draghi fino a 2023, felice ma ho patito odio’
Buona squadra fa il Recovery in tre giorni. Inspiegabile linea del Pd
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04 febbraio 2021
10:14
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“A chi mi domanda perché la crisi rispondo semplice: se dobbiamo spendere 200 miliardi di euro preferisco li spenda Draghi che Conte. Poi il governo Draghi lo fa nascere il Parlamento su indicazione di Mattarella, non il sottoscritto.
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Io faccio il tifo e voto la fiducia”. Matteo Renzi, intervistato da Repubblica, è sicuro che “la maggioranza ci sarà”. Dice di non aver “niente da festeggiare” con l’uscita di scena di Giuseppe Conte. Ma “sono solo felice di vedere una personalità come Draghi pronta a guidare il Paese”.
“Il governo Draghi sarà la salvezza dell’Italia: ha messo in sicurezza l’euro quasi dieci anni fa, metterà in sicurezza il Recovery Plan per i nostri figli”, afferma il leader di Italia Viva: “Una buona squadra scrive il Recovery in tre giorni”.
Draghi è il naturale candidato alla presidenza della Repubblica? “La legislatura durerà fino al 2023 – risponde Renzi -. Quanto al capo dello Stato deciderà il Parlamento tra un anno. Ora preoccupiamoci di dare la fiducia al governo e lasciamolo partire per la sua navigazione”.
Quanto al braccio di ferro con il Partito democratico, afferma: “La linea politica del Pd in questa crisi per me è inspiegabile. Potevano svolgere una funzione di mediazione, di equilibrio, di rilancio. Hanno scelto di appiattirsi sulla posizione ‘O Conte o voto'”; e aggiunge: “C’è chi sostiene che Zingaretti e Bettini avessero una raffinata strategia in testa.
Evidentemente era talmente raffinata da sembrare inesistente”.
“Italia Viva crescerà come punto di riferimento di chi non si allinea all’accordo Pd-M5S-Leu e di chi non vuole morire sovranista. Dal punto di vista personale, invece, voglio rifiatare. Ho vissuto con molto dolore l’aggressione mediatica di queste settimane: l’odio e il pregiudizio non mi avevano mai fatto male come stavolta, devo confessarlo”, conclude.
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Draghi: i possibili scenari in Parlamento
Elaborazione YouTrend/Cattaneo Zanetto
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03 febbraio 2021
19:06
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Ci sono i numeri in Parlamento per un governo guidato da Mario Draghi? Il nuovo premier incaricato ha infatti affermato, nel suo breve discorso dopo il colloquio con Mattarella, di essere fiducioso sulla possibilità di trovare un sostegno parlamentare. Ma le prime dichiarazioni provenienti dai partiti non sembrano poter garantire con certezza che ci sarà una maggioranza per Draghi.
Questi gli scenari elaborati da YouTrend e Cattaneo Zanetto & Co. Diamo per scontato che Partito Democratico, Forza Italia, Italia Viva, LeU e altri gruppi minori (autonomie, europeisti, misto) votino a favore, e allo stesso modo che Fratelli d’Italia voti contro.
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I dubbi riguardano il Movimento 5 Stelle e la Lega, cioè proprio i due partiti con il maggior numero di parlamentari, sia alla Camera che al Senato.
Vediamo allora cosa accadrebbe ipotizzando diversi scenari, ottenuti incrociando 1) la scelta della Lega (voto favorevole, voto contrario oppure astensione) e 2) la compattezza del M5S nel votare sì oppure no.
Se la Lega voterà a favore, secondo YouTrend/CZ, la maggioranza per Draghi è praticamente certa in ogni caso, anche senza l’appoggio del M5S: il nuovo governo avrebbe almeno 199 voti favorevoli (su 315) al Senato e 400 (su 630) alla Camera.
Se invece la Lega dovesse votare contro, il governo Draghi potrebbe partire solo se il M5S votasse sì, limitando quanto più possibile le defezioni; viceversa, se anche il M5S fosse contrario, Draghi non avrebbe nemmeno la maggioranza assoluta – men che meno una molto ampia.
Una terza soluzione per la Lega è quella dell’astensione: in questo caso, l’asticella per il voto di fiducia si abbasserebbe a quota 127 al Senato e 249 alla Camera, e diventerebbe così possibile far partire il governo Draghi anche con il voto contrario di tutto il M5S (oltre che di FDI), con 138 sì a Palazzo Madama e 269 a Montecitorio.
A questo punto, secondo le elaborazioni di YouTrend e Cattaneo Zanetto & Co i numeri sulla carta ci sarebbero, ma entrerebbe in gioco un’altra variabile: ossia la (eventuale) indisponibilità dello stesso Draghi a guidare un esecutivo che non abbia una maggioranza parlamentare solida. Ecco perché, qualunque cosa decida di fare la Lega, diventa decisivo anche capire quale sarà l’orientamento – anche solo prevalente – dei gruppi parlamentari del Movimento 5 Stelle.
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Popolo social saluta Draghi, tra timori e ironie
Da chi ‘vende’ banconote autografe a complotto planetario
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03 febbraio 2021
18:32
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Popolo dei social scatenato sull’incarico all’ex presidente della Bce, Mario Draghi. In particolare su Facebook i ‘naviganti’ si dividono più o meno in due categorie: chi fa ironia e chi invece esprime una forte preoccupazione ricordando, ad esempio, cosa e’ successo con il governo ‘tecnico’ di Mario Monti.
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Ma molti sono anche gli utenti che plaudono alla scelta del Presidente Sergio Mattarella.
Così accanto a chi pubblica l’annuncio ironico “vendo banconota di 20 euro con autografo di Mario Draghi a 50 euro” c’è anche chi va a rispolverare gli interventi dell’ex numero uno della Bce, che non avrebbe un suo profilo social (molti sarebbero i ‘fake’). In particolare gira molto un intervento di Mario Draghi al Financial Times, pubblicato nel 2020 (uno dei suoi ultimi interventi pubblici). L’utente invita i suoi amici: “Invece di parlare di Draghi solo per stereotipi e pregiudizi, leggetevi il suo intervento”.
Mentre alcuni rispolverano il ”bazooka” c’e’ anche chi inventa giochi: “scrivi ‘se Draghi fa il governo allora io… e lascia continuare la tastiera…’ e chi, come la pagina di Lercio, fa parlare ironicamente l’ex ministro Danilo Toninelli: “Toninelli: ‘Sì a governo Draghi a patto che il Presidente del Consiglio sia Conte'”.
Così tra foto e filmati di veri draghi che sputano fuoco e battute (a volte triviali come quella sul nuovo tampone cinese) c’è anche chi seriamente si interroga e interroga gli amici su quale potrà essere l’orizzonte temporale del nuovo esecutivo.
Moltissimi sono quelli che raccontano (anche con fotomontaggi) di un Sergio Mattarella esausto per la situazione politica. E altrettanti quelli che appunto esprimono preoccupazione per l’ennesimo governo tecnico che potrebbe ”prosciugare” i risparmi degli italiani a favore di generiche ”banche”. Da questo assunto partono una serie di teorie del ‘complotto planetario’ che danno vita a scontri neanche troppo eleganti tra utenti inferociti.
Tutti indistintamente ricordano la sua formula più famosa, pronunciata ormai 9 anni fa, “whatever it takes” (“faremo tutto quello che e’ necessario” contro la crisi) e gettonatissimo è il video di quando come presidente della Banca centrale europea fu assalito (con dei coriandoli) da una manifestante durante una conferenza stampa. Didascalia della foto? “Ecco un povero che assale Draghi”. Infine trova spazio anche il romanticismo: “Sei bella – si legge in un post – come il whatever it takes Di Draghi”.
A differenza di politici e ministri Draghi non ha un suo profilo ma che il popolo social si sia surriscaldato lo rileva anche l’osservatorio politico Reputation Science che ha monitorato le conversazioni online riferite a Mario Draghi.
Nell’ultima settimana, con un picco tra la serata di martedì 2 e le prime ore di oggi, l’ex presidente della Bce è stato menzionato sul web oltre 200 mila volte. Nelle ultime 24 ore, inoltre, il suo nome compare abbinato a quello del presidente Mattarella in oltre 35 mila contenuti online. Il mondo dei social ha accolto con frenesia la sua convocazione: per gli hashtag #Draghi e #DraghiPremier si contano infatti, rispettivamente, 72 mila e 7 mila risultati, frutto dell’attività social dell’ultima giornata.
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‘L’emergenza richiede risposte all’altezza’, le parole di Draghi
Rispondo appello Mattarella, mi rivolgo a Camere e a tutte forze
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03 febbraio 2021
23:44
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Il colloquio tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ed il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi è durato un’ora e dieci minuti. “Ringrazio il presidente della Repubblica per la fiducia che mi ha voluto accordare – ha detto il presidente incaricato parlando dopo l’incontro con il Capo dello Stato – conferedomi l’incarico per la formazione di un nuovo governo. E’ un momento difficile.
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Il presidente ha ricordato la drammatica crisi sanitaria con i suoi gravi effetti sulla vita delle persone, sull’economia e sulla società. La consapevolezza dell’emergenza richiede risposte all’altezza della situazione. Ed è con questa speranza e con questo impegno che rispondo positivamente all’appello del presidente della Repubblica. Vincere la pandemia, completare la campagna vaccinale, offrire risposte ai problemi quotidiani dei cittadini rilanciare il Paese sono le sfide che ci confrontano. Abbiamo a disposizione le risorse straordinarie della Ue, l’opportuinità di fare molto per il Paese con uno sguardo attento al futuro delle giovani generazioni e al rafforzamento della coesione sociale. Con grande rispetto mi rivolgerò innanzitutto al Parlamento, espressione della volontà popolare. Sono fiducioso che dal confronto con i partiti ed i gruppi parlamentari e dal dialogo con le forze sociali emerga unità e con essa la capacità di dare una risposta responsabile e postiva all’appello del presidente della Repubblica. Scioglierò la riserva al termine delle consultazioni”.
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Draghi: nel suo quartiere, ‘è riservato, aiuterà l’ Italia’
A Parioli lo vedono spesso fare la spesa con la moglie
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03 febbraio 2021
15:24
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Riservato. Dal barista all’ex vicina di casa, fino al pescivendolo, nei dintorni della sua casa romana al quartiere Parioli, tutti scelgono quell’aggettivo per descrivere Mario Draghi, per come hanno conosciuto in scampoli di vita privata l’ex presidente della Bce che presto potrebbe guidare il nuovo governo italiano.
Al mercato rionale Pinciano, Manuel preferirebbe proprio non parlarne, per proteggere la privacy dell’illustre cliente che “da anni, anche una volta a settimana”, compra da lui il pesce.
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Tempo fa, si limita a raccontare, chiese a Draghi di fare una foto con lui da pubblicare sul sito della pescheria, ma la risposta fu negativa. “Proprio perché è molto riservato”, aggiunge condividendo con una cliente la convinzione che l’ex banchiere “aiuterà l’Italia, soprattutto in Europa”. Il banco di frutta e verdura al centro del mercato è un’ altra meta fissa di Draghi e della moglie Serenella, descritta come “una persona semplice, anche lei molto riservata”. Nessuno dei due si è visto e le serrande del loro appartamento al terzo piano sono rimaste chiuse in questa mattinata destinata a cambiare la loro vita famigliare e forse un po’ anche quella del quartiere: “Certo – dice una signora affacciandosi da un negozio di fronte al palazzo, con una quarantina di giornalisti operatori tv e fotografi appostati – che qua ora inizierà un movimento…”.
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Governo: Messina, con Draghi spread tra 50-60 punti
Intervista Bloomberg Tv,priorità crescita Pil, riforme, Recovery
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08 febbraio 2021
12:07
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“Un Governo Draghi può accelerare la crescita del nostro Paese e portare lo spread a 50-60 punti”.
Lo ha detto il consigliere delegato e ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, nel corso di una intervista a Bloomberg Tv.
“Tutto ciò – ha aggiunto – sarà molto positivo per l’Europa intera e non solo per l’Italia. Sarà positivo anche per il comparto bancario”. L’Italia ha dei “fondamentali solidi ed è un Paese forte”, ha aggiunto Messina. Le priorità da affrontare sono la “crescita del Pil, le riforme e un piano per utilizzare i fondi del Recovery fund”, ha concluso.
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Governo: i bookmaker appoggiano Draghi, fiducia data a 1,30
Totoministri, al Viminale testa a testa Lamorgese-Giorgetti. Alla giustizia in testa Marta Cartabia e poi Paola Severino. Si allontana la riconferma di Gualtieri
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05 febbraio 2021
19:49
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Tra le aperture del Movimento 5 Stelle, il “no” di Giorgia Meloni e il sostegno di Pd, Italia Viva e Forza Italia, si comincia a definire il perimetro della maggioranza che potrebbe sostenere Mario Draghi che, a pochi giorni dall’incarico ricevuto dal presidente Mattarella, incassa anche la fiducia dei bookmaker. Secondo i betting analyst di oddsdealer.com, il via libera del Parlamento è l’ipotesi più probabile a 1,30, contro il “no” più lontano a 2,20.
In attesa che si concluda il primo giro di consultazioni, i trader hanno già cominciato a comporre il puzzle della squadra di Governo: all’Economia, rileva Agipronews, il favorito a 2,75 è il direttore di Bankitalia Daniele Franco, che batte la concorrenza del membro del Comitato esecutivo della Banca Centrale Europea, Fabio Panetta (a 3,90).
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Terzo posto in lavagna per il vicedirettore di Bankitalia, Luigi Federico Signorini, a 4,20, mentre il vicepresidente della Banca europea degli investimenti, Dario Scannapieco, insegue a 5,85. L’economista Carlo Cottarelli è l’outsider degli analisti, a 6,80, mentre si allontana a 12,50 la conferma di Roberto Gualtieri. Il manager Vittorio Colao alla guida del Mef si gioca a 15,50, difficile che Draghi conservi l’interim, un’ipotesi che chiude il tabellone a 25 volte la scommessa.
Testa a testa per il Ministero dell’Interno tra Luciana Lamorgese e Giancarlo Giorgetti. In bilico, secondo gli analisti, anche la scelta per il Ministero della Giustizia: il ritorno di Paola Severino apre la lista a 2,20, con Marta Cartabia poco più in alto, a 2,80. Raffaele Cantone al momento è terzo, a quota 4,25, mentre a chiudere l’elenco c’è Sabino Cassese a 6,00.
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Libano: Brigata Sassari rientrata in Sardegna
Militari sbarcati stasera ad Alghero dopo missione di sei mesi
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ALGHERO
05 febbraio 2021
21:04
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I primi militari della Brigata “Sassari” sono rientrati questa sera in Sardegna al termine della missione di pace Onu in Libano, dove per sei mesi hanno coordinato le azioni di 3.800 caschi blu di 16 Paesi.
I “Dimonios” con il generale Andrea Di Stasio sono atterrati intorno alle 20 all’aeroporto di Alghero.
Nel Paese del Vicino Oriente la Brigata Sassari è stata al comando della missione di pace consistita nel garantire il rispetto della risoluzione 1701 dell’11 agosto 2006 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu che prevede il monitoraggio della cessazione delle ostilità tra Israele e Libano, l’assistenza al governo libanese nell’esercizio della propria sovranità sul territorio e nel garantire la sicurezza dei propri confini, in particolare dei valichi di frontiera con lo Stato israeliano. Ieri la Brigata Sassari ha lasciato il comando della missione passando le consegne alla Brigata alpina Taurinense, ed è quindi rientrata in patria.
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Squadra tecnica o politica, il nodo di Draghi
Cambio di scenario per l’Unità nazionale con la Lega, anche sul programma
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Il sostegno della Lega a Mario Draghi scombussola i piani di una ‘maggioranza Ursula’ e rischia di cambiare l’assetto che l’ex presidente della Bce potrebbe aver avuto in mente fino ad oggi per il suo esecutivo: non più un Governo tecnico, sia pure con una forte connotazione e presenza politica, ma un Esecutivo di unità nazionale più simile a quello che fu guidato da Dini. Dunque, ministeri tecnici, eventualmente alcuni anche spuri, con esperti d’area ma non espressione diretta dei partiti.
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Papa: “Tutelare la vita, finisca l’inverno demografico in Italia”
Francesco torna ad affacciarsi su Piazza S.Pietro per l’Angelus e dice ai fedeli: “Sono contento di vedervi di nuovo in piazza”
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CITTÀ DEL VATICANO
08 febbraio 2021
11:48
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“Oggi si celebra in Italia la Giornata per la Vita sul tema ‘Libertà e vita’. Mi unisco ai vescovi italiani nel ricordare che la libertà è il grande dono che Dio ci ha dato per ricercare e raggiungere il bene proprio e degli altri, a partire dal bene primario della vita.
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La nostra società va aiutata a guarire da tutti gli attentati alla vita, perché sia tutelata in ogni sua fase”. Così il Papa, con in più una sua “preoccupazione”: “per l’inverno demografico italiano. In Italia le nascite sono calate e il futuro è in pericolo”. “Cerchiamo che questo inverno demografico finisca e fiorisca una nuova primavera di bambini e bambine”.
Dopo i lunghi mesi in cui, per le restrizioni dovute all’emergenza-Covid, ha recitato l’Angelus in diretta video dalla Sala della Biblioteca del Palazzo apostolico, senza la presenza di fedeli, oggi papa Francesco è tornato ad affacciarsi alla finestra dello studio dell’Appartamento pontificio per recitare la preghiera mariana con i fedeli e i pellegrini riuniti in Piazza San Pietro.
“Un’altra volta in piazza!”, ha detto il Papa, nelle sue prime parole, ai fedeli in Piazza San Pietro, non molto numerosi anche a causa della giornata di pioggia. “Sono contento di vedervi di nuovo radunati nella piazza, anche quelli habitué, le suore spagnole che sono brave, sempre, con pioggia, con sole sono lì. Anche i ragazzi dell’Immacolata. Tutti voi. Sono contento!”. Con queste parole papa Francesco, al termine dell’Angelus, ha salutato i fedeli riuniti in Piazza San Pietro nonostante la giornata di pioggia, nella domenica in cui, dopo i lunghi mesi in cui per l’emergenza Covid ha recitato la preghiera mariana in diretta video dal chiuso della Biblioteca del Palazzo apostolico, è tornato ad affacciarsi dalla finestra sulla piazza.
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Draghi, nuovo giro di consultazioni. Conte apre ‘ma non sarò nel governo’
Forse al Quirinale per sciogliere la riserva tra il 9 e il 10
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
08 febbraio 2021
08:13
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Un giorno e mezzo di stacco nella riservatissima villa in Umbria e poi Mario Draghi riprenderà le consultazioni per provare a dare un nuovo governo all’Italia.
Finito ieri il primo giro, lunedì si entra nel vivo con il secondo round.
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L’ultimo, probabilmente. Obiettivo: far incastrare tutti i tasselli di una nuova allargatissima maggioranza (dal Pd e Leu fino all’inaspettata Lega, dal M5s a Forza Italia), salire al Quirinale con il puzzle finito e sciogliere la riserva dell’incarico ricevuto il 3 febbraio.
In serata, il premier uscente Giuseppe Conte ha parlato in un’assemblea congiunta dei gruppi M5S. L’ex premier avrebbe fatto un’apertura all’esecutivo di Mario Draghi. “Non è il momento dell’auto-isolamento, non possiamo trascurare il bene del Paese”, spiega Conte che, tuttavia, sottolinea di “non volere” entrare nell’esecutivo”. Noi abbiamo una grande responsabilità verso il paese ma non dimentichiamo chi collabora lealmente e chi lo fa in modo irresponsabile: sappiamo chi ci ha voltato le spalle ed ora cerca di entrare per lucrare qualche vantaggio. Si cercherà di porre condizioni tali che alcuni soggetti non potranno più rimanere al tavolo. Ma noi, invece, al tavolo dobbiamo rimanere perché dobbiamo dare una prospettiva al paese e altre soluzioni diverse ora non ci sono”.
Al presidente Mattarella, Draghi potrebbe riferire mercoledì 10 o addirittura la sera prima, dopo i colloqui con i partiti.
Nella migliore delle scalette, il successore di Giuseppe Conte e la sua squadra potrebbero giurare entro venerdì 12.
L’incaricato potrebbe anche confrontarsi con le parti sociali.
Un dialogo molto atteso da imprese e sindacati, anticipato da Draghi subito dopo aver ricevuto il mandato dal Colle ma per ora senza convocazione ufficiale. Tanto da far pensare che sindacati, imprese e categorie potrenno essere chiamate formalmente a governo fatto, direttamente a Palazzo Chigi.
Certo è invece il calendario delle consultazioni politiche.
Lunedì pomeriggio toccherà ai partiti piccoli: dalle 15 con il gruppo Misto della Camera fino alle 17.30 con le Autonomie (in mezzo, il Movimento italiani all’estero, Azione, +Europa, i radicali, Noi con l’Italia, Cambiamo, Centro democratico).
Martedì, giornata densa dalle 11 alle 17.15 I primi a sedersi di nuovo al tavolo con Draghi saranno i cosiddetti ‘responsabili’, il gruppo di Europeisti-Maie-Centro democratico nato al Senato dopo le dimissioni di Conte. Poi Leu, Italia viva, Fratelli d’Italia, Pd, Forza Italia, Lega e M5s. A quel punto il quadro potrebbe essere chiaro per far scattare la sintesi del super banchiere, mentre la fiducia del Parlamento potrebbe anche arrivare la settimana successiva, dopo il 14 febbraio. In ogni caso, secondo la prassi dell’alternanza, il primo voto dovrebbe essere al Senato. Ma dovrebbe decidere la conferenza dei capigruppo, in base anche a valutazioni politiche. Nel frattempo, a causa delle dimissioni di Conte il 26 gennaio, l’attività parlamentare è in standby. ‘Sospese’ le aule di Camera e Senato, la prossima settimana il lavoro proseguirà in sparute commissioni monopolizzate dalle audizioni per l’esame della proposta di Piano di ripresa e resilienza, funzionale al Recovery plan. Sarà così nelle commissioni Bilancio di Montecitorio e in quelle Bilancio e Politiche europee di Palazzo Madama. Inoltre, alla Camera ci saranno audizioni per la riforma dell’Irpef alla commissione Finanze mentre la Affari sociali sentirà il commissario straordinario, Domenico Arcuri, sul piano vaccini.
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Mario Draghi ha lasciato la sua casa a Città della Pieve
Dopo fine settimana trascorso nella quiete campagna umbra
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CITTÀ DELLA PIEVE (PERUGIA)
08 febbraio 2021
08:50
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Mario Draghi ha appena lasciato la sua abitazione a Città della Pieve.
Nel casolare immerso nella quiete della campagna dell’Umbria, il presidente del Consiglio incaricato ha trascorso il fine settimana.
Probabilmente impegnato a mettere a punto gli ultimi particolari in vista dei confronti decisivi per formare il nuovo Governo.
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Via a II round, si guarda a formula governo – IL TEMPO REALE
Lega apre, ancora tensioni 5s
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
08 febbraio 2021
13:17
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La Lega butta “il cuore oltre l’ostacolo”, come dice scandendo le parole il suo leader, Matteo Salvini, e torna a rivendicare un ruolo di responsabilità non mettendo “veti in casa d’altri”. Ma allo stesso tempo sembra voler anticipare a Draghi la propria preferenza per un governo con una forte connotazione politica.
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Magari con Salvini ministro. Una ‘candidatura’, quest’ultima, avanzata con forza dal capogruppo alla Camera, Riccardo Molinari: “Se il governo sarà politico, la logica vuole che Salvini debba essere ministro”, spiega a Radio Capital, mettendo un primo ‘paletto’ politico di giornata sulla formazione del Governo, quando la formula stessa dell’esecutivo – più o meno allargato, tecnico o tecnico-politico – non è ancora chiara.
“Salute, lavoro e riaperture, sono i temi. Di altro domani al tavolo con il professor Draghi non parleremo”, frena Salvini applaudito a distanza da Iv con il suo coordinatore, Ettore Rosato: “Le posizioni che sta assumendo la Lega sono di grandissima importanza” e “Matteo Salvini sta rispondendo con intelligenza”. Ma se la Lega ha da giorni messo sul piatto la sua totale disponibilità indietreggiando anche sulla richiesta di un governo “a tempo”, altrettanto non si può dire in casa 5 Stelle. Resta infatti mosso, tendente al molto mosso, il mare pentastellato.
A ribadire il proprio No a Draghi, cercando di fare proseliti, è ancora Alessandro Di Battista che, premettendo di non aver dubbi “che il Professor Draghi sia una persona onesta, preparatissima ed autorevole” chiede espressamente ai pentastellati di non appoggiarlo. Incassando un indiretto altolà di Luigi Di Maio che torna a rivendicare la rilevanza del Movimento negli ultimi governi e avvertendo che “nessuno riuscirà a dividerci”. In attesa di capire quando Draghi incontrerà i rappresentanti di sindacati e imprese (sul tavolo, oltre alle normali relazioni tra governo e parti sociali c’è l’urgente e spinosa questione del blocco dei licenziamenti), il calendario di oggi si concentra in 3 ore no-stop in cui il presidente incaricato incontrerà – dalle 15 – tutti i cosiddetti “piccoli”. Tutti per un quarto d’ora, tranne che le Autonomie (Svp-patt,Uv) del Senato che avranno a disposizione mezz’ora. Poi, alle 18, le porte della Sala della Regina si richiuderanno per riaprirsi domani con i “big” in quella che dovrebbe essere la giornata in cui il Professor Draghi conta di avere un quadro certo per poter tirare le somme.
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Governo: Rosato, posizione Lega di grande importanza
Necessario rimuovere paletti e veti
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POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
08 febbraio 2021
12:39
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“Matteo Salvini sta rispondendo con intelligenza. Non ci vedo niente di strano, anzi credo che sia necessario che vengano rimossi paletti e veti e si faccia fare a Draghi il suo lavoro”.
Lo ha detto il coordinatore di Iv e vicepresidente della Camera, Ettore Rosato a L’Aria che Tira su La7.
“Le posizioni che sta assumendo la Lega sono di grandissima importanza. E lo stesso quello che sta facendo il M5s. Stiamo rendendo i sovranisti marginali nello schieramento politico” ha detto ancora Rosato che a proposito di governo tecnico o politico dice “sarà come preferisce Draghi. Mi sembra che ci sono molte pressioni per un governo politico ma noi non ci aggiungiamo”.
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Governo: Salvini, proporremo a Draghi modello Bertolaso
Altri invece si occupano di ministeri e poltrone
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08 febbraio 2021
12:32
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“Domani la priorità che porteremo al tavolo del professor Draghi, mentre altri si occupano di ministeri e di poltrone, sarà soprattutto la salute. C’è un modello lombardo che è il più avanzato dal punto di vista della messa in sicurezza della popolazione e delle vaccinazioni.
Proporremo a Draghi il modello Bertolaso”.
Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, nel corso di una conferenza stampa a Milano.
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Di Maio, M5S decisivi nel Conte I e II, lo saremo ancora
Sentiamo peso 33% voti ricevuti nel 2018
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08 febbraio 2021
12:36
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“Siamo stati decisivi nel Conte I con provvedimenti simbolo come il Reddito di Cittadinanza e la legge anticorruzione. Siamo stati fondamentali nel Conte II con riforme che faranno la storia, come il taglio dei parlamentari.
E continueremo ad essere determinanti. Il MoVimento in questi anni ha sempre mostrato serietà e responsabilità”. Lo scrive Luigi Di Maio su Fb, aggiungendo che “sentiamo il peso del 33% di voti ricevuti nel 2018, degli 11 milioni di italiani che ci hanno dato fiducia e che rappresentiamo in Parlamento”.
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Governo: ecco il programma delle consultazioni di oggi
Secondo giro si concluderà domani
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08 febbraio 2021
12:58
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Ecco il programma di oggi del secondo giro di consultazioni con il premier incaricato, Mario Draghi e i gruppi parlamentari, che si concluderanno domani.
Si parte dalle ore 15 alle 15.15 con il gruppo Misto della Camera-minoranze linguistiche.
Dalle 15.30 alle 15.45, Maie-Movimento italiani all’estero-Psi (componente gruppo Misto della Camera). Dalle 16 alle 16.15, Azione, +Europa-Radicali (componente gruppo Misto della Camera) e +Europa, Azione (componente gruppo Misto del Senato). Dalle ore 16.30 alle 16.45, Noi con l’Italia-Usei-Cambiamo!-Alleanza di centro (componente gruppo Misto della Camera) e Idea-Cambiamo! (componente gruppo Misto del Senato).
Dalle 17 alle 17.15 Centro democratico- Italiani in Europa (componente gruppo Misto della Camera). E si chiude alle 17.30 fino alle 18 con il gruppo per le Autonomie (Svp-patt,Uv) del Senato.
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ALLE 19:53 DI MARTEDì 02 FEBBRAIO 2021
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Consultazioni: Renzi, faremo la nostra parte ma su un documento scritto
Alle 10 sarà la volta del nuovo gruppo, l’ultimo a dialogare con Fico, quello degli europeisti
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31 gennaio 2021
23:39
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I Cinque Stelle, il Pd e Leu ‘blindano’ Giuseppe Conte. Matteo Renzi, invece, si tiene ancora le mani libere, chiedendo un approfondimento sui “contenuti”, e un “documento scritto” sul programma, ricordando che per Italia Viva “le idee vengono prima dei nomi”.
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E confermando la sua preferenza per “un governo politico ad uno istituzionale”. Una mossa che inevitabilmente complica la trattativa per il futuro governo. Tuttavia l’impressione alla fine della prima giornata di consultazioni del presidente Fico è che Renzi abbia sminato la bomba mes e mostrato un certo ottimismo sul fatto che “nell’interesse degli italiani un punto di caduta” possa essere trovato. Un punto importante a favore del lavoro di Fico è che si sia iniziato a lavorare concretamente sul programma. Insomma, sembra partire nelle difficoltà previste il compito del Presidente della Camera Roberto Fico di “esplorare” la possibilità di avere un nuovo governo solido, frutto di una intesa all’interno della ex maggioranza giallorossa. Ma siamo solo al primo giorno di un confronto che probabilmente tra alti e bassi, andrà avanti sino a martedì. Nei suoi uffici a Montecitorio, Fico avvia le consultazioni con tutte le forze dell’ex maggioranza giallorossa per assolvere il mandato ricevuto ieri dal Presidente della Repubblica. Un calendario dei lavori fitto: dalle 16 sino alle 21, prima Movimento Cinque Stelle, poi Pd, quindi Italia Viva e infine Leu. Alle 10 sarà la volta del nuovo gruppo, l’ultimo a dialogare con Fico, quello degli europeisti.
Il capo politico dei Cinque Stelle, Vito Crimi, definisce “indiscutibile” l’indicazione del Movimento a favore di Giuseppe Conte. Quindi avanza alcune richieste: “Abbiamo posto l’esigenza che si lavori a un cronoprogramma dettagliato in temi e tempi, che dia comunicazione certa del lavoro che il governo dovrà fare, e che dovrà essere solennemente sottoscritto da tutte le forze che parteciperanno al governo”. Poi pianta un paletto chiaro sulla strada del confronto: “Abbiamo chiesto che siano accantonati alcune temi, strumentali e divisivi, penso al Mes” e “prendere atto che non c’è una maggioranza” che lo appoggia e quindi che “venga tolto dall’agenda e ci si concentri sulle questioni che hanno un sentire comune e siano più importanti”. Anche il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, prima di incontrare Fico, ribadisce su Fb che il suo nome secco Conte, definito come “la sola personalità capace di raccogliere i consensi necessari”. Ora è necessario, aggiunge il leader dem, “sviluppare in queste ore quel confronto programmatico richiesto da tutti e che noi ci auguriamo sia franco, approfondito e privo di strumentalità e di confusi diversivi e obiettivi politici. Mantenere la dignità della politica è un tutt’uno con la ricostruzione di un governo ampio fondato su un programma vincolante e strategico”, insomma rilancia un patto di legislatura. Quindi punzecchia implicitamente Matteo Renzi, ricordando “la distanza ormai quasi insopportabile tra il sentimento degli italiani e le loro preoccupazioni quotidiane e un dibattito politico ai più incomprensibile, chiuso in se stesso, in alcuni casi mosso da soli interessi personali o di partito”. Dopo il colloquio con Fico, sempre Zingaretti chiede “lealtà” a tutti gli alleati e “un patto di legislatura”, perchè, conclude, “questo punto non si può davvero sbagliare”. Infine, la posizione di Matteo Renzi, che senza indicare nomi di premier chiede che si parli prima di “contenuti” e che è necessario “un documento scritto”. Quanto al Mes, e alla richiesta dei Cinque Stelle di non parlarne, Renzi usa toni più cauti che nel passato: “Se il M5s è contrario cercheremo di capire le ragioni e di affrontare tutti i punti in discussione, non solo sul Mes. Se siamo disponibili a trovare soluzioni sul Mes lo siano anche gli altri”.
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Le consultazioni in diretta dalla Camera dei Deputati
Mattarella ha dato al presidente Fico un mandato esplorativo
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30 gennaio 2021
17:32
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Il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha dato al presidente Roberto Fico un mandato esplorativo.
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La Nuova Sardegna compie 130 anni, via alle celebrazioni
L’editore DBInformation annuncia diverse iniziative da febbraio
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SASSARI
30 gennaio 2021
16:26
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Cuore e testa a Sassari, storico quartier generale, sguardo vigile sulla Sardegna e i fenomeni sociali, politici, economici e culturali che la attraversano, autoctoni o ispirati a quanto accade in Italia, in Europa e nel mondo. La Nuova Sardegna compie 130 anni.
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Diffuso soprattutto nel nord isolano, il giornale compie gli anni il 9 agosto: quel giorno del 1891 intellettuali e politici sassaresi, democratici e progressisti, mandarono in stampa il primo numero di quello che sino al 17 marzo 1892 era un settimanale e divenne un quotidiano.
Tra i suoi fondatori Enrico Berlinguer, nonno dell’omonimo ex segretario del Pci, Pietro Satta Branca, Giuseppe Castiglia e Antonio Stara. Redazioni a Cagliari, Nuoro, Olbia e Oristano oltreché a Sassari, dal 1980 La Nuova fa capo al Gruppo Editoriale L’Espresso, che nel 2016 l’ha ceduta in affitto di ramo d’azienda alla DBInformation. Chiusa nel 1926 dal regime fascista, riprese le pubblicazioni nel 1947. Vent’anni dopo la comprò l’imprenditore Nino Rovelli.
Su iniziativa dell’attuale editore, da oggi La Nuova Sardegna celebra i 130 anni. L’età non le pesa “perché 130 anni somigliano a un diario di eventi, storie, personaggi, epoche che ha raccontato senza reticenze”, si legge nella sovracopertina dell’edizione odierna. Ma si celebra “guardando al presente e al futuro, perché nel capire la storia del nostro giornale attraverso la storia della nostra terra e delle nostre grandi donne e grandi uomini possiamo guardare avanti”.
Da mercoledì sarà in edicola il libro “130 anni con La Nuova Sardegna”, edito da DBInformation. Alla prefazione del direttore Antonio Di Rosa seguiranno contributi prestigiosi: tra i quali lo scrittore Marcello Fois.
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Governo, Fico: ‘Disponibilità comune delle forze politiche a un confronto’
Convocato tavolo di lavoro con rappresentanti di ogni gruppo
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01 febbraio 2021
09:13
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Parte a Montecitorio il cantiere sul programma, tappa necessaria lungo la strada per arrivare al Conte ter. Roberto Fico convoca un tavolo tecnico composto dai rappresentanti dei gruppi che ha consultato negli ultimi giorni.
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Saranno circa una ventina di persone (i capigruppo più un eventuale tecnico) riunite nella sala della Lupa di Montecitorio. Ma resta un clima di incertezza, a partire dalle scelte di Matteo Renzi che non ha ancora dato il via libera all’indicazione di Giuseppe Conte come futuro presidente incaricato. E, a quanto s’apprende, nemmeno al tavolo intende fare nomi.
“Dagli incontri con le forze politiche è emersa la disponibilità comune a procedere su un confronto sui temi e punti programmatici per raggiungere una sintesi”, ha detto il presidente della Camera, Roberto Fico, al termine delle consultazioni.
Saranno i capigruppo di Camera, Graziano Delrio, e Senato, Andrea Marcucci, i rappresentanti Pd al tavolo di lavoro, secondo quanto si apprende da fonti dem. Altri componenti potrebbero aggiungersi sulla base delle modalità della giornata.
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Per Italia Viva parteciperanno i capigruppo alla Camera, Maria Elena Boschi, e al Senato, Davide Faraone. Non ci sarà il leader Matteo Renzi. I nodi da sciogliere riguardano Mes e recovery, oltre e temi di economia e giustizia. Al tavolo, per Liberi e Uguali parteciperanno i capigruppo alla Camera, Federico Fornaro, e al Senato, Loredana De Petris, spiegano fonti Leu. Parteciperanno al tavolo di lavoro per M5s, i capigruppo al Senato e alla Camera Ettore Licheri e Davide Crippa.
E si è concluso il secondo giorno di consultazioni del mandato esplorativo per il presidente della Camera Fico. Europeisti, Maie, Centro Democratico, Autonomie, Psi e la senatrice De Petris di Leu per il Misto di Palazzo Madama guardano a Conte come punto di equilibrio per la maggioranza e chiedono di affidare a lui l’incarico per formare il nuovo governo politico e concordare il programma scritto chiesto anche da Italia Viva.
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La mossa di Matteo Renzi inevitabilmente complica la trattativa per il futuro governo. Tuttavia l’impressione è che Renzi abbia sminato la bomba Mes e mostrato un certo ottimismo sul fatto che “nell’interesse degli italiani un punto di caduta” possa essere trovato. Un punto importante a favore del lavoro di Fico è che si sia iniziato a lavorare concretamente sul programma.
“Siamo pronti a un programma di legislatura e la persona giusta per portare avanti questo programma e guidare un governo è Giuseppe Conte. Stiamo lavorando su un programma, sulle questioni che riguardano la pandemia e la crisi, sicuramente ci saranno altre occasioni per incontrare il presidente” della Camera Roberto Fico “ma sarà lui a informare”, ha affermato Ricardo Merlo, a nome del gruppo parlamentare “Europeisti – Maie – Centro Democratico” del Senato, dopo l’incontro con Roberto Fico.
“Abbiamo ribadito al presidente Fico la nostra indicazione per un incarico a Conte, in quanto riteniamo che sia la garanzia di un soluzione rapida e che possa garantire continuità col precedente governo, che era stato per noi particolarmente soddisfacente”, ha spiegato Gianclaudio Bressa, in rappresentanza del gruppo parlamentare per le Autonomie, al Senato, dopo la consultazionea Montecitorio. “Abbiamo dato indicazione non solo di fare in fretta ma di dare incarico per il nuovo governo a Giuseppe Conte”.
“Siamo per un governo politico, guidato da Conte, che arrivi al termine della legislatura, sapendo che l’alternativa è il governo del Presidente della Repubblica che porti il Paese alle votazioni, ma questo significa che il parlamento non riesce a esprimere una maggioranza”, ha detto Bruno Tabacci, in rappresentanza di Centro Democratico – Italiani in Europa, al termine delle consultazioni con il presidente della camera Roberto Fico. “Quando responsabili diventa un termine negativo io non mi ci posso riconoscere – ha aggiunto – Sono responsabile di quello che dico e che faccio. Abbiamo dato vita a una iniziativa politica che ha portato al Senato alla nascita del gruppo europeisti e alla Camera a un gruppo che conta 15 deputati”. Nuovi ‘responsabili’? “Ritengo che la partita si svolgerà quando il presidente incaricato avrà presentato la sua squadra e il suo programma e si vedrà chi vota e chi non vota. Non è il caso ora di fare dei vaticini”ha precisato Tabacci, convinto che una maggioranza Ursula “qua non c’è”.
“Ripartire imprescindibilmente dal presidente del consiglio uscente, Giuseppe Conte. Noi lo sosterremo convintamente”, ha detto il deputato Antonio Tasso, esponente del Maie alla Camera.
“Abbiamo indicato il nome di Conte come unica guida possibile del prossimo governo. L’indicazioni su Conte è di tutta evidenza che non è separabile dai contenuti programmatici”, ha affermato la capogruppo del Misto al Senato Loredana De Petris dopo le consultazioni con il presidente della Camera Roberto Fico. “Conte deve essere il garante di un accordo programmatico che dovrà assicurare una continuità con il governo uscente. Bene il patto di legislatura, ma il patto è strettamente collegato all’indicazione per Conte”, aggiunge.
Intanto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, in un post su Fb ha sottolineato la necessità di un governo forte in tempi rapidi. “In questi momenti – ha scritto – serve un esecutivo forte, mentre noi agli occhi del mondo appariamo deboli. O ci mettiamo in testa che dobbiamo ripartire in fretta con un nuovo governo puntando a sfruttare al meglio i 209 miliardi del Recovery oppure le future generazioni piangeranno le follie di una politica che invece di pensare ai problemi degli italiani, litigava per le poltrone”.
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Revoca export bombe,Rsu Sulcis “Governo ci toglie il lavoro”
“Nessuna indignazione invece per vendita due navi a Egitto”
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CAGLIARI
31 gennaio 2021
10:37
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“Una situazione paradossale, inverosimile e vergognosa, il Governo ci toglie definitivamente il lavoro. Ci lascia a casa, additandoci come gli unici responsabili dei conflitti internazionali, mortificando il nostro lavoro, che da anni svolgiamo con grande serietà e professionalità, senza assumersi le proprie responsabilità, senza che si sia adoperato affinché trovasse le dovute soluzioni a tutela dei posti di lavoro di un’azienda che oggi rappresenta un assetto strategico di rilevanza Nazionale e Europeo”.
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Lo scrive in una nota la Rsu dei lavoratori della Rwm dello stabilimento di Domusnovas, dopo la revoca delle licenze per l’esportazione delle bombe in Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti e l’annuncio dell’azienda con sede a Ghedi (brescia) di presentare ricorso contro il provvedimento del governo.
“Ci sarebbe piaciuta la stessa indignazione anche quando, lo stesso Governo, senza clamori ha dato il via libera, alla vendita di due navi militari all’Egitto – aggiunge la rappresentanza sindacale unitaria che sottolinea “il silenzio assordante del Mise” riferendosi alla sottosegretaria Alessandra Todde – Siamo preoccupati per quello che nel futuro prossimo saranno le decisioni della proprietà che, a causa di un’assenza di programmazione da parte del Governo Nazionale sull’industria bellica, possa decidere di non attuare più nessun tipo di investimento fino ad arrivare ad un totale disimpegno nel nostro territorio, già martoriato e penalizzato da scellerate precedenti decisioni politiche”.
Al Governo nazionale la Rsu chiede di “assumersi le proprie responsabilità mettendo in campo tutti i soggetti e tutte le iniziative possibili a tutela dei posti di lavoro, prendendo una volta per tutte una chiara posizione su cosa intende fare dell’industria bellica in generale e in particolare del nostro stabilimento. La dignità del lavoro non è solo un fatto economico ma anche una questione etica e sociale”.
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Covid: Sala, bene zona gialla ma ancora incertezza numeri
‘Bisogna avere certezza che i dati dichiarati siano corretti’
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MILANO
31 gennaio 2021
13:19
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“Per la zona gialla sono contento come tutti, poi quello che pensavo rispetto alla gestione dei numeri l’ho detto. È chiaro che la qualità dei numeri è fondamentale e io ancora oggi vedo incertezza”.
Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, parlando dell’ingresso della Lombardia in zona gialla a margine dell’evento in ricordo della deportazione degli ebrei da Milano.
“Ci sono due modelli per poter governare la pandemia, o quello tedesco dove la Merkel decide e comunica agli Stati cosa devono fare, oppure il nostro sistema che è molto tecnico con 20 parametri che definiscono l’area di rischio – ha aggiunto -. Ma bisogna avere la certezza che i numeri che oggi vengono dichiarati sono numeri corretti. A ieri i contagiati a Milano mi pare che fossero 2441, voglio evitare che si vedano dei balzi incomprensibili”.
Per quanto riguarda la riapertura dei musei a Milano, Sala ha spiegato invece che “va un attimo organizzata e programmata”.
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Comunali: Salvini, a breve nomi candidati sindaci Roma-Milano
Il leader della Lega: ‘Più di una persona si è messa a disposizione’
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01 febbraio 2021
10:02
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“Entro breve ci saranno anche i nomi dei candidati sindaci di Milano, Roma e delle grandi città”. Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, intervenendo alla trasmissione Buongiorno Lombardia, su Telelombardia.
“Abbiamo fortunatamente più di una persona che si è messa a disposizione. Spero che questa manfrina del governo si chiuda entro questa settimana, perché nel frattempo abbiamo sospeso tutti i ragionamenti sui candidati sindaci”. Alla domanda se il nome del candidato sindaco di Milano per il centrodestra uscirà entro questa settimana, Salvini ha risposto: “Credo proprio di sì”.
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Il tempo reale – Fico stringe. Colle, continuità ministeri
Attenzione su pandemia-Recovery. Braccio di ferro su documento
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01 febbraio 2021
16:04
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Roberto Fico cerca un’accelerazione per poter tornare domani pomeriggio dal presidente Sergio Mattarella con un’indicazione chiara. Restano altre 24 ore e fonti parlamentari ricordano che il Quirinale, alle consultazioni della settimana scorsa, aveva già definito un perimetro spiegando ai suoi interlocutori che avrebbe vigilato per cercare continuità d’azione per i ministeri chiave.
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Quelli che insistono sulle emergenze identificate da tutte le forze politiche, cioè la crisi sanitaria con l’esigenza di un imponente e rapido piano vaccinale e l’approvazione e l’esecuzione del Recovery plan. Una vigilanza già nota e che rientra nei poteri del presidente della Repubblica che sulla scelta dei ministri ha diritto d’interlocuzione.
E’ ovvio che l’impostazione del presidente viene confermata anche per la partenza di quello che sarà, ove mai si realizzasse, a tutti gli effetti un nuovo governo. Mentre vanno avanti gli sforzi del presidente della Camera è da registrare un’uscita di Matteo Renzi che ha assicurato nella sua Enews che che “alla fine di questa settimana ci sarà il nuovo Governo”. “Dovrà essere all’altezza delle sfide di questo periodo. E dovrà essere un governo di persone capaci e meritevoli”. Ma ha insistito sulla pre-condizione di elaborare subito un programma: “va deciso adesso”, ha ribadito. Si profila quindi anche un braccio di ferro sulla necessità o meno di un documento per il quale Italia viva preme. Una sottolineatura che va contro quanto emerge da molte forze che tentano di comporre la maggioranza secondo le quali la riunione del tavolo sul programma del governo non dovrebbe concludersi con un documento scritto. Lo hanno riferito Bruno Tabacci, leader di Cd, e Antonio Tasso, capogruppo del Maie alla Camera. E sulla stessa linea si attesta LeU. “Non ci sarà alcun documento alla fine della riunione – ha spiegato Tasso – che serve piuttosto a verificare se non ci sono condizioni ostative ad andare avanti con le intese sul nome da indicare al presidente Mattarella per l’incarico”.
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Vaccini: Bertolaso sarà coordinatore Lombardia per fase 2
Oggi in Regione per incontrare Fontana e Moratti
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MILANO
01 febbraio 2021
20:12
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In Lombardia è in arrivo Guido Bertolaso come coordinatore del piano vaccinale anti-Covid per la fase 2. L’ex capo della Protezione Civile e consulente per l’allestimento dell’Ospedale alla Fiera di Milano si trova già Palazzo Lombardia per incontrare il governatore e il neo assessore al Welfare Letizia Moratti.
L’annuncio ufficiale dell’incarico – a quanto si apprende – è previsto per domani mattina.
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Tempo reale: Pd propone “lodo” sulla prescrizione, Iv dice no
Tavolo maggioranza avanti fino alle 15. Attesa per riunione Renzi
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02 febbraio 2021
12:59
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La giustizia, uno dei nodi più controversi del possibile programma di governo, finisce sul tavolo delle forze di maggioranza. E’ il vicesegretario del Pd Andrea Orlando a proporre un “lodo” per risolvere il problema dei tempi della prescrizione.
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La mediazione avanzata dal dem prevede di andare avanti con il ddl che riforma il processo penale, accorciando i tempi dei processi. Se entro sei mesi il testo non dovesse essere approvato, però, allora si interverrebbe direttamente sull’attuale regime della prescrizione. Nonostante le prime aperture del Movimento, arriva un secco no da fonti di Italia Viva, secondo cui non c’è condivisione del lodo Orlando e “nessun accordo sulla prescrizione e sul processo penale”. Tutti segnali di un percorso ancora in salita per un eventuale Conte ter. I partiti hanno tempo fino alle 15 per provare a raggiungere un’intesa, poi toccherà al presidente della Camera Roberto Fico tirare le somme e riferire, entro la giornata, al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. I passi successivi saranno definiti dal Capo dello Stato.
Nel frattempo, dalla maggioranza si sottolinea come il tavolo rappresenti solo un passaggio intermedio dell’iter per arrivare ad un nuovo esecutivo. “Qui – dice Bruno Tabacci a nome di Centro Democratico – non stiamo scrivendo il programma di governo, quello lo decide il presidente del Consiglio incaricato con le forze politiche della maggioranza”. E proprio la scelta del premier resta al centro della contesa: “Finché non si scoglie questo nodo – sottolinea Loredana De Petris di Leu – qualsiasi lavoro è utile, ma non decisivo”. Un altro indizio sull’esito della trattativa si avrà dalla riunione di Matteo Renzi con i parlamentari di Italia Viva, prevista in giornata.
Ultimo miglio di Fico,ripreso il tavolo – Le forze politiche del Conte 2 tornano a riunirsi nella sala della Lupa a Montecitorio per una nuova riunione del tavolo per il programma. E il presidente della Camera Roberto Fico si accinge a compiere l’ultimo miglio da esploratore per capire se ci sono le condizioni per il Conte ter. E poi salire in serata al Quirinale a riferire al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
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La prima giornata di lavori si è in realtà chiusa con molti nodi rimasti irrisolti. E un continuo gioco al rialzo di Italia Viva che insiste per un documento scritto al termine del tavolo tecnico. Su tavoli paralleli e non visibili, con contatti intensi, si svolge invece la partita per la squadra di governo.
Rumors e totonomi si rincorrono, smentiti dai diretti interessati. “Questo è un tweet di 20 giorni fa. Vale anche oggi”, scrive la capogruppo di Iv alla Camera Maria Elena Boschi, accredita al ministero delle Infrastrutture. L’ex ministro nega l’interesse per “le poltrone” di Iv e accusa: “Come al solito i 5stelle non leggono fino in fondo. O non capiscono”.
E in salita sembra partire anche la seconda e ultima giornata del confronto dei capigruppo alla Camera se è vero, come si apprende da uno dei partecipanti, che si comincia discutendo della giustizia, tema di scontro altissimo tra Iv e M5s. Non nega le distanze e “il confronto serrato” su tante questioni il capogruppo Pd Andrea Marcucci che però, a differenza di altri, si mostra fiducioso sull’esito della trattativa. “Certamente ci sono posizioni differenziate, sulla giustizia come sul Mes, però un conto è che le posizioni di partenza siano differenziate, un conto è che sia impossibile trovare un accordo. Io sono tra quelli che pensa sia possibile trovare un accordo”.
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Torna a chiedere di fare in fretta Matteo Salvini che esclude esecutivi di unità nazionale. Se dovesse saltare la trattativa tra i partiti di maggioranza, sostiene il leader della Lega, sarebbe meglio “ridare la parola agli italiani”.
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Mattarella cita Segni: ‘Meglio non rieleggibilità che semestre’
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02 febbraio 2021
14:50
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“La figura e l’opera di Antonio Segni appartengono alla storia repubblicana, che lo annovera tra gli artefici della ricostruzione e dello sviluppo del Paese”. Lo scrive il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un passaggio del messaggio occasione dei 130 anni della nascita di Antonio Segni.
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“Fu anche l’occasione per esprimere la convinzione che fosse opportuno introdurre in Costituzione il principio della ”non immediata rieleggibilità” del Presidente della Repubblica.
In quell’occasione Segni definiva ”il periodo di sette anni sufficiente a garantire una continuità nell’azione dello Stato”. Inoltre – aggiungeva – ”la proposta modificazione vale anche ad eliminare qualunque, sia pure ingiusto, sospetto che qualche atto del Capo dello Stato sia compiuto al fine di favorirne la rielezione”. Di qui l’affermazione che ”una volta disposta la non rieleggibilità del Presidente, si potrà anche abrogare la disposizione dell’art.88 comma 2° della Costituzione, che toglie al Presidente il potere di sciogliere il Parlamento negli ultimi mesi del suo mandato”. Una disposizione che – a giudizio del Presidente Segni – ”altera il difficile e delicato equilibrio tra poteri dello Stato e può far scattare la sospensione del potere di scioglimento delle Camere in un momento politico tale da determinare gravi effetti”.
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Inviato al Cts il protocollo Rai per Sanremo
Stop pubblico, eventi esterni e programmi collegati al festival
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02 febbraio 2021
13:56
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E’ stato inviato al Comitato tecnico scientifico – si apprende da fonti di Viale Mazzini – il protocollo messo a punto dalla Rai per lo svolgimento in sicurezza del Festival di Sanremo, previsto dal 2 al 6 marzo.
Il documento, che concentra lo show nelle cinque serate all’Ariston, cancella la presenza del pubblico in platea, gli eventi esterni e la presenza a Sanremo di programmi collegati al Festival.
Il responso del Cts è atteso nel giro di qualche giorno.
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Da lavoro a ministeri, i nodi della trattativa
Reddito e giustizia minano accordo su maggioranza
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01 febbraio 2021
20:59
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Dalle politiche del lavoro, ed in particolare il reddito di cittadinanza, la gestione dell’Anpal (Agenzia Nazionale Politiche Attive Lavoro) ed il salario minimo, alla predisposizione ed all’implementazione dei progetti relativi al recovery fund. Dalla riforma della prescrizione in materia di Giustizia all’attivazione del Mes per far fronte alle spese determinate dall’emergenza Covid fino al piano vaccini. Passando, poi, per la gestione dei Servizi di informazione e sicurezza.
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Sono questi, oltre ai nomi di chi dovrà guidare i dicasteri di maggior peso, i temi più spinosi sul tavolo delle forze politiche che sostengono il Conte bis allargato a nuovi apporti che partecipano alle consultazioni legate al mandato esplorativo conferito dal Capo dello Stato al presidente della Camera Roberto Fico. Eccoli nel dettaglio.
IL LAVORO. Italia Viva punta, se non alla cancellazione al ridimensionamento del reddito di cittadinanza e chiede un cambio al vertice dell’Anpal, l’ente pubblico italiano vigilato dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali diretto dal 2019 da Mimmo Parisi. Ma per il Movimento Cinque Stelle il reddito non si tocca, anzi andrebbe ulteriormente esteso nella sua applicazione durante la pandemia da Coronavirus. Il salario minimo rimane un cavallo di battaglia per i pentastellati che non intendono fare marce indietro.
IL RECOVERY FUND e LE RIFORME. Al tavolo di Montecitorio arriva la richiesta di una sempre maggiore collegialità nella elaborazione e soprattutto della implementazione del piano. Su questo e sulle riforme, a partire da quella elettorale, i renziani chiedono una bicamerale la cui presidenza andrebbe affidata a un esponente della opposizione.
COVID, MES e VACCINI. Sul tavolo incombono le richieste, prevalentemente da Iv, per maggiori risorse per il settore della Sanità in generale e per la prevenzione del Coronavirus, con particolare riferimento alla campagna vaccinale. Renzi ribadisce la necessità di ricorrere ai fondi del MES; un tema su cui c’è il no di M5S ma anche la contrarietà di Leu.
LA GIUSTIZIA. La riforma Bonafede sulla prescrizione spacca la maggioranza e rimane uno dei temi più controversi. Anche su questo sarà necessario trovare una difficile mediazione.
I MINISTERI. I rumors di Montecitorio riferiscono che Renzi ed i suoi sarebbero entrati a piedi uniti sul tema della squadra di governo, puntando il dito soprattutto su Giustizia, Lavoro e Pubblica Amministrazione, che nel governo Conte Bis erano guidati da ministri del M5S e chiedendo un cambio al Mef. C’è poi il tema dei servizi segreti: Giuseppe Conte la scorsa settimana ha assegnato la delega al suo ex consigliere diplomatico, l’ambasciatore Piero Benassi, ma Italia Viva chiede che a gestire questa delicatissima delega sia chiamato un soggetto più neutro.
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Birmania:Italia condanna arresti e chiede rilascio Suu Kyi
Farnesina: ‘liberare tutti i leader politici’
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01 febbraio 2021
10:50
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“L’Italia condanna fermamente l’ondata di arresti in Myanmar e chiede l’immediato rilascio di Aung San Suu Kyi e di tutti i leader politici arrestati”. Lo si legge in una nota della Farnesina.
“La volontà della popolazione è chiaramente emersa nelle ultime elezioni e va rispettata. Siamo preoccupati per questa brusca interruzione del processo di transizione democratica e chiediamo che venga garantito il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali”.
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Scuola: Invalsi, dati utili per capire le carenze legate alla Dad
Il dirigente Ricci: aiuteremo i più fragili a non rimanere indietro
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02 febbraio 2021
11:26
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“Proprio perché questo è l’anno della pandemia e siamo tutti preoccupati per le carenze nell’apprendimento che possono essere state causate dalla lunghe restrizioni per contenere il contagio del Covid 19, le prove Invalsi hanno ancora più ragione di essere effettuate come strumento in grado di fornirci i dati che ci diranno se i nostri studenti stanno raggiungendo gli obiettivi prefissati dal legislatore oppure no, e in che misura questo avviene”. A dirlo è Roberto Ricci, responsabile dell’area Prove nazionali di Invalsi, che difende la bontà delle finalità dell’istituto, ancora di più, spiega in un’intervista diffusa sui canali social, “perchè le prove Invalsi fornendo un dato ampio ed esaustivo, possono servirci a supportare le evidenze e dove riscontrassimo, appunto, delle carenze nell’apprendimento, ci permetteranno di andare incontro a quegli studenti che si sono rivelati più fragili a causa delle lunghe fasi di Dad”.
Ricci spiega di condividere le preoccupazioni che da più parti sono state espresse per l’eventuale perdita di competenze degli studenti in questi dieci mesi che hanno messo la scuola tutta a dura prova.
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“La lunga chiusura ha creato problemi non irrilevanti – afferma -, che tutti noi dovremmo affrontare non cercando colpe ma soluzioni per aiutare gli studenti a superare le difficoltà. Ci tengo a precisare alcuni aspetti: cercare di capire che cosa è successo non è importante solo per capire i limiti della Dad che è stata e sarà anche in futuro uno strumento utile. Ma dobbiamo individuare che cosa non siamo riusciti ad ottenere dalla Dad, in senso positivo. La Dad ha consentito di non interrompere il filo tra scuole e studenti quando eravamo costretti a casa, questo però non vuol dire che non ci siano stati apprendimenti che non sono stati persi”.
Tutti di nuovo in classe da oggi i circa 8 milioni di studenti italiani, compresi i 2,5 milioni delle superiori anche se con percentuali che vanno dal 50 al 75% in presenza, come prevede l’ultimo Dpcm. A rimanere a casa un’altra settimana sono solo gli studenti delle scuole superiori della Sicilia, diventata ‘arancione’, dove oggi ritorneranno tra i banchi i ragazzi della seconda e terza media (per tutti gli altri la scuola era rimasta in presenza anche nei giorni scorsi).
Ultime in ordine di tempo a far ritornare i ragazzi delle superiori nei loro istituti sono, oggi, le Regioni Sardegna, Calabria, Puglia, Basilicata, Veneto, Campania, Friuli Venezia Giulia per un totale di 976.668 studenti che si aggiungono ai 144.974 delle medie in Sicilia.
Nel Veneto però c’è una novità: sono stati tolti dalle aule e rimessi in magazzino i banchi a rotelle acquistati nei mesi scorsi dal Governo per facilitare il distanziamento tra gli studenti in classe. La ragione principale dell’accantonamento dei banchi anti-Covid sarebbe che favoriscono l’insorgere di mal di schiena nei ragazzi, come ha riferito l’assessore regionale all’istruzione, Elena Donazzan.
“In queste ore si sta completando il rientro a scuola dei ragazzi delle superiori. Il primo ciclo, lo sapete, è sempre rimasto aperto, circa 5 milioni di studentesse e studenti non hanno mai lasciato le loro aule. Le scuole superiori hanno invece ripreso la didattica in presenza, gradualmente. E in queste settimane, dove si è aperto per primi, i contagi sono rimasti stabili. È un elemento che conforta, ma l’attenzione deve rimanere molto molto alta. La scuola va protetta anche fuori dalle aule. E questa è una responsabilità di tutti. Ricordiamocelo sempre”. Così la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina alla ripresa delle lezioni. “Ricevo molti messaggi degli studenti e delle loro famiglie: tutti consapevoli del fatto che bisogna mantenere grande prudenza, ma anche tutti ansiosi e felici di questo rientro in classe. A scuola le regole di sicurezza si rispettano, bisogna fare lo stesso anche fuori, in tutti gli spazi e le attività della giornata”, conclude la ministra.
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Covid: Italia quasi tutta zona gialla, è allarme assembramenti. ‘Così la curva esplode’
Da Milano a Napoli folla e feste abusive. Per Speranza, il cambio di colore ‘non è scampato pericolo’
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01 febbraio 2021
08:17
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Nelle ultime ore ‘arancioni’ sono tornati gli assembramenti in tutto il Paese, dai Navigli di Milano a via del Corso a Roma, dalle zone universitarie di Bologna alle strade della movida a Napoli, dai parchi di Torino al centro di Firenze.
Intanto in 24 ore sono stati 11.252 i nuovi casi di coronavirus in Italia, con 237 vittime, rende noto il nuovo bollettino del ministero della Salute. Sono stati 213.364 i tamponi effettuati, con un tasso di positività rispetto ai nuovi casi (11.252) del 5,27% (+0,9% rispetto a sabato). Gli attualmente positivi sono 453.968, 9.384 in meno del giorno prima.
Alla vigilia del cambio di colore, dunque, si sono riempite le strade di alcune città. E’ accaduto a Milano, dove, complice anche il bel tempo e, soprattutto nella zona dei Navigli, si sono creati assembramenti di giovani che si sono fermati a gruppi nella zona pedonale lungo la Darsena.
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Molta gente in giro anche in corso Vittorio Emanuele e a Porta Nuova, tra piazza Gae Aulenti e corso Como. Folla anche a Roma, a via del Corso, via dello shopping al centro della Capitale.
A partire da oggi l’Italia diventa quasi tutta zona gialla. In area arancione quattro regioni (Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria) e la Provincia Autonoma di Bolzano.
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Anche il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha avvertito: ‘La zona gialla non significa scampato pericolo’.’Serve ancora la massima prudenza se non vogliamo tornare indietro rispetto ai passi avanti delle ultime settimane”, ha detto il ministro della Salute.
In serata, il commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri, intervistato a Che tempo che fa da Fabio Fazio, ha detto che “se noi automaticamente ricominciamo a far finta di niente e assistiamo alle scene di folla perderemo di nuovo il controllo dell’epidemia. Il virus non è stato sconfitto ma circola ancora”. Sui vaccini Arcuri ha detto che “con AstraZeneca avremo l’importante opportunità di ridurre la moltiplicazione dei contagi”. “Appena arriva, speriamo dalla settimana prossima – ha sottolineato – avremo due percorsi paralleli. Da una parte la riduzione dei decessi e delle terapie intensive” con Pfizer e Moderna “e dall’altro la riduzione dei contagi” con AstraZeneca preferibilmente destinato a chi ha tra i 18 e i 55 anni. “Abbiamo iniziato il piano delle vaccinazioni con uno schema che prevedeva in Italia sarebbero arrivati 28 milioni e 600 mila vaccini. Stiamo lavorando adesso con uno schema che prevede 11 milioni e 200 mila vaccini. Si tratta di oltre il 60% in meno”.
Sono attualmente 1.958.691 le dosi di vaccino somministrate in Italia, con 617.867 persone che hanno ricevuto anche il richiamo. Lo riporta il report quotidiano del governo. La regione più virtuosa resta sempre la Campania che ha utilizzato il 98% delle fiale a disposizione (gliene restano appena poco più di 3.500), seguita da Marche (94,4%) e Umbria (90,9%). Fanalino di coda la Liguria che ha somministrato il 67,2% delle dosi a disposizione.
FRIULI VENEZIA GIULIA, C’E’ LO STOP ASSEMBRAMENTI – Divieto di consumare alimenti e bevande per asporto nelle vicinanze dei locali e nei luoghi dove siano possibili assembramenti. Divieto di consumazione al banco nei locali dopo le ore 11. E’ quanto dispone l’ordinanza firmata dal governatore Massimiliano Fedriga per evitare gli assembramenti alla vigilia della zona gialla. L’ordinanza, in vigore dal 1 febbraio al prossimo 5 marzo, ripropone una serie di limitazioni già previste nel provvedimento dello scorso 5 dicembre, nonostante il rientro del Fvg in zona gialla.
L’ITALIA SI SVEGLIERA’ IN GIALLO, con un allentamento dei divieti che alleggerirà il clima pesante respirato nelle ultime settimane a causa di un indice Rt elevato che finalmente si è abbassato. Complice anche una nuova interpretazione del Dpcm che ha eliminato la terza settimana di ‘osservazione’ per passare nella fascia di minor rigore, interpretazione sollecitata dai governatori pressati dalle categorie ‘vittime’ della stretta. Meno consolatoria la situazione della Sicilia e della Provincia autonoma di Bolzano che diventeranno arancioni, mentre Puglia, Sardegna e Umbria lo resteranno. E nonostante la Campania sarà gialla, Torre Annunziata si dichiara arancione.
Intanto il Tar della Sardegna ha chiesto al ministero della Salute un chiarimento. Serve un supplemento di istruttoria al Tar della Sardegna per decidere in merito alla richiesta urgente della Regione Sardegna di sospendere l’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza sulla fascia arancione per l’Isola sino al 7 febbraio. Con un decreto pubblicato oggi, il presidente del Tar Sardegna Dante D’Alessio, ha ordinato al ministero della Salute di fornire entro le 15 di lunedì 1 febbraio tutti i “chiarimenti sulle ragioni che hanno determinato la permanenza della Sardegna per un’altra settimana in zona arancione, anche nel confronto con i dati riguardanti le altre Regioni”.
ECCO ORA COSA SI POTRA’ FARE – Nelle regioni ‘gialle’ sarà consentito muoversi liberamente tra i comuni ma sarà ancora vietato, fino al 15 febbraio e per tutti, spostarsi da una regione all’altra. Resta il coprifuoco dalle 22 alle 5 che si può infrangere per “comprovate esigenze”, motivi di lavoro, salute ed emergenze. L’autocertificazione è necessaria solo dopo le 22. Nella zona gialla i bar resteranno aperti dalle 5 alle 18, dopo è vietato l’asporto dai locali senza cucina. Anche i ristoranti saranno aperti fino alle 18, dopo è permessa la consegna a domicilio e fino alle 22 è possibile comprare cibo da asporto. Sarà inoltre possibile visitare un museo o ammirare una mostra dal lunedì al venerdì ma non nei festivi e comunque con ingressi contingentati. Aperti nei giorni feriali i centri commerciali: di sabato e nei festivi farmacie, tabaccherie, edicole e alimentari situati al loro interno resteranno comunque aperti. Nelle regioni situate in fascia arancione bar e ristoranti saranno chiusi: per i bar è consentito l’asporto fino alle 18 nei locali provvisti di cucina; per i ristoranti è permesso l’asporto e la consegna a casa. Gli spostamenti possono avvenire solo all’interno del proprio comune; si può uscire dal comune solo per motivi di salute, lavoro, necessità e urgenza. E’ infine consentito recarsi in due da parenti o amici dalle 5 alle 22.
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Indagati i consiglieri comunali di Cogoleto, avevano fatto saluto romano
Il procuratore: ‘Nel nostro ordinamento il razzismo e l’antisemitismo non sono opinioni ma delitti’
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GENOVA
30 gennaio 2021
17:09
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La procura di Genova ha indagato per violazione della legge Mancino Valeria Amadei, Francesco Biamonti e Mauro Siri, i tre consiglieri comunali di Cogoleto che nella seduta consiliare del 27 gennaio, in cui si celebrava il giorno della Memoria, avrebbero ripetutamente fatto il saluto romano mentre votavano alcune delibere. “Si tratta di una iscrizione doverosa – sottolinea il procuratore aggiunto Francesco Pinto – perché deve essere chiaro che nel nostro ordinamento il razzismo e l’antisemitismo non sono opinioni ma delitti e la reazione deve essere immediata quando succedono certi fatti”.
L’articolo 2 della legge Mancino punisce “chiunque, in pubbliche riunioni, compia manifestazioni esteriori od ostenti emblemi o simboli propri o usuali delle organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi” che incitano alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.
A denunciare pubblicamente l’accaduto era stato ieri il sindaco di Cogoleto Paolo Bruzzone che aveva condannato l’episodio attraverso la sua pagina Facebook.
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Governo: il calendario completo delle consultazioni di Fico
L’inizio è previsto per sabato alle 16 e termineranno domenica alle 14
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31 gennaio 2021
09:01
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IL CALENDARIO
Sabato 30 gennaio
Ore 16 – Gruppi Parlamentari “Movimento 5 Stelle” del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati
Ore 17.20 – Gruppi Parlamentari “Partito Democratico” del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati
Ore 18.40 – Gruppi Parlamentari “Italia Viva – PSI” del Senato della Repubblica e “Italia Viva” della Camera dei deputati
Ore 20 – Gruppo Parlamentare “Liberi e Uguali” della Camera dei deputati.
Domenica 31 gennaio
Ore 10 – Gruppo parlamentare “Europeisti – MAIE – Centro Democratico” del Senato della Repubblica
Ore 11.20 – Gruppo Parlamentare “Per le Autonomie (SVP-PATT, UV)” del Senato della Repubblica
Ore 12.40 – Gruppo Parlamentare Misto della Camera dei deputati limitatamente alle Componenti che fanno riferimento alla maggioranza: Centro Democratico- Italiani in Europa; Maie-Movimento associativo Italiani all’estero-Psi; Minoranze linguistiche
Ore 14 – Gruppo Parlamentare Misto del Senato della Repubblica limitatamente ai componenti che fanno riferimento alla maggioranza.
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Carelli lascia M5S, ora casa di Centro per riunire scontenti
Il deputato: ‘Il Movimento ha perso la sua anima’
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02 febbraio 2021
16:22
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“Non senza sofferenza interiore annuncio la mia uscita dal Gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle. In questo modo dico addio ad un Movimento che ha perso la sua anima.” Lo afferma il deputato Emilio Carelli.
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“La mia decisione arriva dopo una lunga riflessione. Mentre entro nel Gruppo Misto della Camera voglio propormi come aggregatore di una nuova componente “Centro – Popolari Italiani”, che potrebbe diventare una casa accogliente per tutti i colleghi che intendono lasciare il Movimento ma temono di restare isolati, ma anche per chi proviene da altri gruppi”, aggiunge.
“La mia decisione arriva dopo una lunga riflessione ed un bilancio di questi quasi tre anni trascorsi in Parlamento, durante i quali ho cercato in tutti i modi di contribuire alla crescita e al benessere del Paese e a realizzare i valori fondativi del M5S nei quali credo e mi riconosco ancora e che continuo a portare nel cuore. Purtroppo il bilancio finale non è positivo. Troppe volte ho assistito a scelte sbagliate che non ho condiviso, persone sbagliate e incompetenti nei posti sbagliati che non ho condiviso. Ed ogni volta che ho cercato di esprimere il mio parere, di portare un contributo corroborato da oltre 40 anni di esperienza professionale, sono rimasto inascoltato”, spiega Carelli.
“Alla mia decisione ha contribuito anche il triste spettacolo di queste ultime settimane con il tentativo di compravendita di singoli parlamentare delle opposizioni o dei gruppi minori al solo fine di garantire la maggioranza, peraltro risicata, ad un governo che i voti non aveva più, ma anche l’inadeguatezza del piano di attuazione del Recovery fund”, spiega Carelli che conclude: “Sarà una componente moderata, di centro destra, che vuole rappresentare il primo passo verso la costituzione di un nuovo gruppo parlamentare che vorrei in sintonia col Ppe, sostenitore dell’Europa, della difesa dell ambiente, del mondo delle imprese e della tutela dei lavoratori mettendo l’innovazione e la ricerca al centro delle proprie iniziative. Una iniziativa politica che intende dare voce a tutta quell’area moderata e liberale che guarda con diffidenza agli estremismi di ogni genere e che esige risposte concrete ai problemi reali”, conclude.
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Vaccini, quasi 560 mila i richiami Covid eseguiti in Italia
Attese oggi 66 mila dosi Moderna, domani alle regioni
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31 gennaio 2021
02:09
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Sono 558.668 le seconde dosi di vaccino anti-Covid somministrate finora in Italia, su un totale di 1.895.483 somministrazioni eseguite. Lo rende noto l’ultimo report della Presidenza del Consiglio dei ministri.
A livello nazionale sono state somministrate l’81,5% delle dosi consegnate. Oggi arriveranno 66 mila dosi del vaccino Moderna, che da domani saranno disponibili presso le regioni.
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Covid: Moratti chiama Bertolaso per piano vaccini
‘Sondata disponibilità per partecipare a vaccinazione regionale’
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MILANO
30 gennaio 2021
18:24
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“La vice presidente e assessore al Welfare di Regione Lombardia, Letizia Moratti, in accordo con il presidente Attilio Fontana, nella giornata di ieri ha parlato con il dottor Guido Bertolaso per sondare la sua disponibilità a collaborare al progetto di vaccinazione di massa anti-Covid per l’intera popolazione lombarda”. Lo comunica in una nota la Regione Lombardia.
“Con il dottor Guido Bertolaso – prosegue la nota – si è concordato di approfondire il confronto sulla possibilità di avviare una collaborazione in tal senso nei prossimi giorni”.
A Bertolaso è stata chiesta la disponibilità di partecipare al “piano che dovrà far seguito alla prima fase delle somministrazioni riservata a medici, operatori sanitari e non sanitari e agli ospiti Rsa”.
Come ho giià scritto più sopra, Bertolaso ha accettato l’incarico.
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Papa: chi non segue il Concilio è fuori dalla Chiesa
Alla Cei, ‘avviate il processo per un Sinodo nazionale’
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CITTA DEL VATICANO
30 gennaio 2021
12:21
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Coloro che criticano il Concilio Vaticano II o non lo seguono, sono fuori dalla Chiesa.
“O tu stai con la Chiesa e pertanto segui il Concilio”, “o se lo interpreti a tuo modo non sei nella Chiesa, il Concilio non va negoziato”.
Lo ha detto Papa Francesco nell’udienza all’ufficio catechistico della Cei. “Per favore nessuna concessione a coloro che cercano di presentare una catechesi che non sia in accordo con il magistero della Chiesa”, ha aggiunto il Papa.
Poi Papa Francesco ha invitato la Chiesa italiana ad avviare il processo per un Sinodo nazionale. Menzionando il Convegno di Firenze, ha detto: “Dopo cinque anni la Chiesa italiana deve ritornare a quel Convegno, deve cominciare un processo di Sinodo nazionale, comunità per comunità, diocesi per diocesi”.
Nei lavori di quello storico incontro che si tenne a Firenze “c’era l’intuizione per fare questo Sinodo”; il Papa ha invitato a “riprenderlo, è il momento di incominciare a camminare”.
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Parte lunedì la lotteria degli scontrini, premi da marzo
Vale per tutti gli acquisti con carte di almeno 1 euro
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30 gennaio 2021
10:57
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Parte la lotteria degli scontrini.
Dal primo febbraio gli acquisti di beni e servizi di almeno 1 euro pagati con strumenti elettronici presso esercenti che trasmettono telematicamente i corrispettivi potranno generare biglietti virtuali validi per partecipare alla prima estrazione.
In serbo premi sia per chi compra sia per chi vende: l’11 marzo la prima estrazione mensile che distribuirà premi da 100.000 euro a 10 acquirenti e premi da 20.000 a 10 esercenti a fronte di scontrini trasmessi e registrati al Sistema lotteria nel mese di febbraio.
Alla lotteria possono partecipare tutti i maggiorenni residenti in Italia che pagano con carte di credito, prepagate, bancomat o app beni o servizi per almeno 1 euro di spesa presso esercenti che trasmettono telematicamente i corrispettivi.
Non possono invece partecipare alla lotteria, specificano Mef, Agenzia delle Entrate, Agenzia delle Dogane e Sogei, gli acquisti in contanti, gli acquisti online, quelli per i quali si emette fattura e quelli per i quali il cliente fornisce all’esercente il proprio codice fiscale o tessera sanitaria a fini di detrazione o deduzione fiscale. ECONOMIA
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Confindustria, ripresa da metà anno se vaccini rapidi
Allentamento misure può fare ripartire consumi, stime al ribasso
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30 gennaio 2021
10:50
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Il recupero del Pil italiano è “posticipato” e “un forte rimbalzo è atteso solo dal terzo trimestre 2021, sopra le stime iniziali se la vaccinazione sarà efficace e rapida” e ripartiranno i consumi. E’ la previsione del Centro studi di Confindustria contenuta nella congiuntura Flash.
“Un allentamento delle restrizioni anti-pandemia – osserva il Csc – rilancerebbe anche la fiducia e quindi la domanda, liberando per i consumi le risorse accumulate in questi mesi col risparmio ‘forzato'”. In ogni caso “la flessione stimata per fine 2020 e la debolezza attuale fanno già rivedere al ribasso la crescita complessiva attesa per quest’anno”.
Confindustria sottolinea quindi che l’impatto della crisi sanitaria sui settori industriali in Italia è stato “molto disomogeneo” e “i settori manifatturieri più penalizzati, con crolli di attività oltre il 20%, restano quelli legati alla filiera della moda (tessile, abbigliamento, pelle) e dell’automotive”. La pandemia, evidenziano gli imprenditori, “ha inferto un duro colpo all’industria italiana” che, nei primi 11 mesi del 2020 ha registrato un calo della produzione manifatturiera “di circa il 13% rispetto al 2019”.
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Mps: approvato capital plan, obiettivo è una fusione
Senza accordi serve rafforzamento patrimoniale da 2,5 miliardi
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
29 gennaio 2021
23:40
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Mps ha approvato il capital plan da sottoporre alla Bce. Il piano, si legge in una nota, “è stato predisposto avendo presente l’obiettivo di trovare una potenziale soluzione strutturale per la Banca, inclusa un’operazione di M&A con un partner di primario standing”.
Nel caso in cui Mps non dovesse riuscire a realizzare “una soluzione strutturale”, inclusa una fusione, “in un orizzonte di breve/medio termine”, il capital plan approvato dalla banca “prevede un rafforzamento patrimoniale di 2,5 miliardi di euro che, se realizzato, è previsto avvenire a condizioni di mercato e con la partecipazione pro-quota dello Stato italiano”, conclude il comunicato emesso al termine del Cda della banca.
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Unicredit: da cda unanimità ad Orcel nuovo ceo
Padoan, è un leader di respiro internazionale
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27 gennaio 2021
19:01
AGGIORNATO ALLE
23:50 DI VENERDì 29 GENNAIO 2021
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Il Cda di UniCredit ha identificato all’unanimità Andrea Orcel come prossimo Amministratore Delegato, da inserire nella lista dei candidati per il rinnovo del Consiglio, in sostituzione dell’a.d uscente, Jean Pierre Mustier. La lista sarà presentata per l’approvazione alla prossima assemblea degli azionisti del 15 aprile.
Ottenuta l’approvazione da parte dell’assemblea, il board confermerà la sua nomina ad Amministratore Delegato.
“Andrea Orcel è un solido leader di respiro internazionale, molto rispettato e impegnato a raggiungere risultati insieme alla sua squadra”, sottolinea il presidente designato di Unicredit, Pier Carlo Padoan. Orcel “ha una vasta esperienza e una straordinaria capacità di visione strategica, che rileva – sarà essenziale per guidare UniCredit nel futuro. Per il presidente Cesare Bisoni, è stato scelto “un banchiere di assoluta caratura internazionale con un ragguardevole track record”.
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Confindustria, sì stop licenziamenti ma per settori in crisi
Furlan, blocco sia per tutti. Non capisco differenziazioni
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31 gennaio 2021
16:27
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“Laddove ci sono settori in grossa sofferenza o chiusi per disposizione del governo, lì ci sia la cassa Covid gratuita e il blocco dei licenziamenti. Nei settori che avranno una ripresa diciamo invece dateci la possibilità di liberare”.
Lo ha ribadito il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, A In mezz’ora in più.
La manifattura, ha aggiunto, se il piano vaccinale funzionerà, “potrebbe avere una ripresa”.
Per la segretaria della Cisl, Annamaria Furlan, il blocco deve essere invece generalizzato. “Non capisco chi propone di selezionare i settori dove i licenziamenti devono essere bloccati”, ha detto al Congresso nazionale di Sinistra Italiana.
“Abbiamo una economia interdipendente, non esistono settori produttivi ed economici che non sono stati colpiti dalla crisi per effetto della pandemia. Differenziare il blocco dei licenziamenti – ha spiegato – sarebbe un errore tragico”.
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Scuola: ritornano in classe gli 8 mln di studenti italiani
A casa solo le superiori in Sicilia. Oggi rientro in 7 Regioni
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01 febbraio 2021
08:09
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Tutti di nuovo in classe da oggi i circa 8 milioni di studenti italiani, compresi i 2,5 milioni delle superiori anche se con percentuali che vanno dal 50 al 75% in presenza, come prevede l’ultimo Dpcm. A rimanere a casa un’altra settimana sono solo gli studenti delle scuole superiori della Sicilia, diventata ‘arancione’, dove oggi ritorneranno tra i banchi i ragazzi della seconda e terza media (per tutti gli altri la scuola era rimasta in presenza anche nei giorni scorsi).
Ultime in ordine di tempo a far ritornare i ragazzi delle superiori nei loro istituti sono, oggi, le Regioni Sardegna, Calabria, Puglia, Basilicata, Veneto, Campania, Friuli Venezia Giulia per un totale di 976.668 studenti che si aggiungono ai 144.974 delle medie in Sicilia.
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Appello di Fontana, viviamo la zona gialla con responsabilità
‘Sindaci e prefetture vigilino sugli assembramenti’
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MILANO
01 febbraio 2021
10:52
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“Siamo in zona gialla, un’occasione che dobbiamo vivere con grande senso di responsabilità affinché gli sforzi fatti finora non siano vanificati”. E’ questo il messaggio pubblicato su Facebook dal presidente della Regione Attilio Fontana, nel giorno in cui la Lombardia torna in zona gialla.
“Oltre alla responsabilità dei singoli – ha aggiunto – è necessaria la massima collaborazione di sindaci e delle Prefetture affinché vigilino sugli assembramenti”.
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Anci, su assembramenti basta tiro al bersaglio sui sindaci
Decaro, ‘Miozzo e il Cts pensino a fare la loro parte’
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01 febbraio 2021
11:08
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“Basta con il tiro al bersaglio sui sindaci, il Cts pensi a fare la sua parte. Dare la colpa ai sindaci sta diventando il nuovo sport nazionale”: lo afferma il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro.
“Miozzo, che ci accusa di immobilismo di fronte agli assembramenti nelle città, sembra impegnato in un disperato tentativo di allontanare da sé le responsabilità e addossarle sugli obiettivi più facili, quelli che per natura e per senso del proprio dovere, sono abituati a esporsi in prima persona, sempre”, sottolinea Decaro.
“Voglio ricordare a Miozzo – aggiunge Decaro – che noi sindaci non siamo responsabili della sorveglianza di strade e piazze nelle azioni di contrasto alla diffusione del virus. E che, fino a oggi, ci siamo ben guardati dallo scagliarci contro alcune discutibili scelte dello stesso Cts. Abbiamo sempre, al contrario, provato a tenere insieme le nostre comunità, ormai economicamente e psicologicamente stremate, dopo un anno di restrizioni”.
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Azzolina, dove scuola riaperta contagi stabili ma attenzione
5 mln non hanno mai lasciato le loro aule
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01 febbraio 2021
11:55
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“In queste ore si sta completando il rientro a scuola dei ragazzi delle superiori. Il primo ciclo, lo sapete, è sempre rimasto aperto, circa 5 milioni di studentesse e studenti non hanno mai lasciato le loro aule.
Le scuole superiori hanno invece ripreso la didattica in presenza, gradualmente. E in queste settimane, dove si è aperto per primi, i contagi sono rimasti stabili. È un elemento che conforta, ma l’attenzione deve rimanere molto molto alta. La scuola va protetta anche fuori dalle aule. E questa è una responsabilità di tutti. Ricordiamocelo sempre”. Così la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina alla ripresa delle lezioni.
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Ag.Entrate, 11 milioni e 350mila tessere sanitarie nel 2020
Online guida. Ruffini, piccolo gesto attenzione verso cittadini
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01 febbraio 2021
11:55
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Oltre 11 milioni e 350mila tessere sanitarie emesse nel 2020; di queste, quasi 10 milioni e 230mila valgono come Carta nazionale dei servizi (Cns) e consentono di accedere ai servizi online delle pubbliche amministrazioni.
Circa 521mila le tessere inviate alle famiglie con neonati.
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Sono i dati dell’Agenzia delle Entrate, che ha realizzato una nuova guida, online, su come ottenere la tessera sanitaria e su come richiederne un duplicato. “In un periodo così difficile per il Paese, l’Agenzia delle Entrate – afferma il direttore Ernesto Maria Ruffini – vuole fare la sua parte per garantire un accesso semplice e veloce alle prestazioni sanitarie. Un piccolo gesto di attenzione verso tutti i cittadini”.
Delle tessere sanitarie arrivate nel 2020, inoltre, più di 2 milioni e 100mila sono state emesse agli assistiti dal Sistema sanitario nazionale che sono nati all’estero. E ancora, oltre 2 milioni e 600mila duplicati sono stati emessi per furto o smarrimento nei 12 mesi da poco trascorsi. In particolare, quasi 2 milioni di questi duplicati riguardano Cns.
A cosa serve la tessera sanitaria e come comportarsi in caso di furto o smarrimento o se è scaduta e si ha bisogno di assistenza sanitaria: sono alcune delle domande a cui è possibile trovare una risposta nella nuova guida disponibile da oggi sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Online, sempre da oggi, anche un filmato sul canale YouTube delle Entrate.
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Governo: Zingaretti, Conte e Gualtieri punti fermi
Pd convoca comitato politico alle 13
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01 febbraio 2021
12:37
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“Sono cose che non vanno nemmeno ripetute perché poi diventano una notizia”. Così il segretario del Pd Nicola Zingaretti, a margine di una iniziativa della Regione Lazio, risponde a chi gli chiede se sul fronte del governo Giuseppe Conte e Roberto Gualtieri siano dei punti fermi.
Zingaretti ha convocato alle 13 il comitato politico con i big del partito.
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Governo: Bernini, serve esecutivo di alto profilo
Shopping parlamentari ci offende
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01 febbraio 2021
12:40
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“Lo shopping parlamentare tenutosi a Palazzo Chigi ancora ci offende. Il risultato finale è una maggioranza comunque risicata che dipende totalmente dagli umori di Renzi per andare avanti.
Per questo diciamo no a un Conte ter in continuità con il governo precedente, che condanna l’Italia all’immobilismo, al rinvio dei problemi. A questa crisi surreale si risponde solo con un esecutivo di alto profilo, che fissi pochi e chiari obiettivi e li faccia gestire dalle personalità più competenti in materia. Il presupposto però deve essere che il centrodestra resti unito, che si entri in questo esecutivo tutti insieme o si trovi insieme un accordo. L’alternativa è il voto, che si può celebrare in massima sicurezza anche a pandemia in corso e del quale non abbiamo paura”. Così Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia in diretta ad Agorà.
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Governo: Salvini, Mattarella senta cosa pensa il Paese
‘Piuttosto che pastrocchi restituisca parola agli italiani’
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01 febbraio 2021
12:42
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“Non si commenta mai il Presidente della Repubblica e ci si affida alla sua saggezza. Noi contiamo che senta che cosa pensa il Paese, e quindi piuttosto che i pastrocchi e i ricatti tra Conte, Renzi e Di Maio, restituisca la parola agli italiani e poi saranno loro a scegliere e fare giustizia”.
Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini parlando della crisi di Governo, su Telelombardia.
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Renzi, a fine settimana spero governo dei meritevoli
Sia all’altezza di sfide periodo
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01 febbraio 2021
13:08
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“Alla fine di questa settimana avremo, spero, il nuovo Governo. Dovrà essere all’altezza delle sfide di questo periodo.
E dovrà essere un governo di persone capaci e meritevoli. Solo così l’Italia si salva, solo così”. Lo scrive Matteo Renzi nella sua e-news.
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Aspi:Cdp-fondi chiedono tempo fino fine febbraio per offerta
Inviata lettera ad Atlantia, cda il 5 febbraio per decidere
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01 febbraio 2021
14:44
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Cassa depositi e prestiti, insieme ai fondi Blackstone e Macquarie, chiedono tempo fino alla fine di febbraio per un’offerta vincolante per Aspi. Il consorzio, secondo quanto si apprende da ambienti finanziari, ha inviato ieri sera una lettera ad Atlantia in cui esprime la convinzione di poter formulare un’offerta ‘binding’ entro la fine di febbraio.
Nella lettera, secondo quanto si apprende, non viene formulato nessun prezzo.
A questo punto Atlantia convocherà il cda per venerdì 5 febbraio per valutare la missiva e decidere come procedere.
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Governo: Buccarella, al tavolo clima collaborativo
“Sul nome del prossimo premier Iv non ha posto veti”
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01 febbraio 2021
15:27
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“C’è stato un clima collaborativo, quasi inaspettatamente per me che partecipo per la prima volta”.
L’ha detto il senatore Maurizio Buccarella del gruppo degli Europeisti-Maie-Cd a proposito del tavolo con la maggioranza a cui sta partecipando e convocato dal presidente della Camera, Roberto Fico per definire la crisi di governo.
“Fico ha parlato all’inizio e ci ha comunicato quello che si aspetta – ha aggiunto il senatore – e cioè che entro oggi gli facciamo sapere se ci sono le condizioni per lavorare insieme, se c’è un punto di caduta. Si sta partendo dal documento sottoscritto dalla maggioranza precedente nel dicembre scorso”.
Ha confermato che si è parlato anche del reddito di cittadinanza (“C’è la volontà di verificare eventualmente quello che c’è da correggere”) e ha negato che ci siano stati momenti di tensione in mattinata (“Non credo ci saranno”). Infine, sui nomi del prossimo premier? “Per molti sarebbe opportuno che il presidente dimissionario restasse al governo”. E su questo cosa ha detto Italia viva? “Non ha posto veti ma non ci siamo addentrati”. E ha concluso: “Spero che ora procederemo spediti”.
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Governo: ripresa riunione tavolo del programma
Dopo pausa a ora pranzo
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01 febbraio 2021
15:28
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E’ ricominciata attorno alle 14,20 la riunione del tavolo sul programma con i partiti che dovrebbero dar vita al nuovo programma.
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Indicazione stop lezioni presenza a 31 Comuni umbri
Da Servizio sanità pubblica per limitare contagi Covid
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PERUGIA
01 febbraio 2021
15:44
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Indicazioni “cogenti” di adottare misure per limitare i contagi Covid, che prevedono tra l’altro la sospensione delle lezioni in presenza in tutte le scuole, sono state date dal Servizio igiene e sanità pubblica territoriale a 31 Comuni umbri, quasi tutti della provincia di Perugia, che presentano una maggiore incidenza di casi. Lo ha annunciato l’Anci al termine della riunione di oggi.
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Le ordinanze dovranno essere adottate dai singoli Comuni che ne stabiliranno anche la decorrenza.
Nella lettera dell’Isp – riferisce Anci Umbria – si legge che “in considerazione del progressivo diffondersi del Covid-19 sul territorio, tenuto conto che tale diffusione determina un grave rischio per la salute pubblica, si richiede l’emissione di provvedimento ordinativo contingibile ed urgente finalizzato all’adozione delle misure di contenimento della diffusione del Covid-19”, fra cui, appunto, la sospensione dell’attività didattica.
All’incontro hanno preso parte anche il direttore regionale della Sanità Claudio Dario e il commissario per l’emergenza Covid Massimo D’Angelo i quali hanno ribadito “la necessità dei provvedimenti anche a scopo preventivo, considerato il tasso di propagazione molto elevato dell’infezione”.
“I sindaci – commenta il presidente facente funzioni di Anci Umbria, Michele Toniaccini – hanno evidenziato che qualora le condizioni epidemiologiche dovessero consentirlo, e in accordo con le autorità sanitarie locali, si potrà procedere a una revisione del provvedimento. Inoltre, è stato anche chiesto che ci siano maggiori controlli sui territori per non vanificare le misure restrittive adottate con grande senso di responsabilità e con spirito di collaborazione fra enti e istituzioni diversi, con l’unico interesse di tutelare la salute dei cittadini”.
I Comuni coinvolti sono Gubbio, Magione, Passignano sul Trasimeno, Tuoro sul Trasimeno, Piegaro, Città della Pieve, Panicale, Castiglione del Lago, Fratta Todina, Deruta, Collazzone, Marsciano, San Venanzo, Torgiano, Perugia, Corciano, Bevagna, Montefalco, Valtopina, Foligno, Spello, Sellano, Nocera Umbra, Gualdo Cattaneo, Trevi, Calvi dell’Umbria, Amelia, Lugnano in Teverina, Attigliano, Giano dell’Umbria e Montegabbione.
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Governo:niente documento da riunione tavolo programma
Lo rendono noto Tabacci e Tasso
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01 febbraio 2021
15:51
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La riunione del tavolo sul programma del governo non dovrebbe concludersi con un documento scritto.
Lo hanno riferito ai cronisti Bruno Tabacci, leader di Cd, e Antonio Tasso, capogruppo del Maie alla Camera.
“Non ci sarà alcun documento alla fine della riunione – ha spiegato Tasso – che serve piuttosto a verificare se non ci sono condizioni ostative ad andare avanti con le intese sul nome da indicare al presidente Mattarella per l’incarico”. Analoghe le parole di Tabacci, che ha confermato l’assenza di un documento programmatico scritto al termine del tavolo.
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Covid: nel weekend 190mila controllati, 3.100 sanzionati
Dati Viminale, 20 denunciati per violata quarantena
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01 febbraio 2021
16:33
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Sono poco più di 190mila le persone controllate dalle forze dell’ordine nel fine settimana nell’ambito delle misure per contrastare la diffusione del Covid: 3.181 i sanzionati, ai quali si aggiungono 20 denunciati per il mancato rispetto della quarantena. Sono i dati del Viminale relativi a sabato e domenica scorsi.
Gli esercizi commerciali sottoposti a controllo sono stati oltre 28mila: 158 titolari sono stati multati, mentre per 53 locali è stata disposta la chiusura.
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Governo: Orlando propone “lodo” su prescrizione, no da Iv
La proposta è stata avanzata dai Dem al tavolo sul programma
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02 febbraio 2021
12:22
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Al tavolo sul programma di governo in corso a Montecitorio il vicesegretario del Pd Andrea Orlando ha proposto un “lodo” sulla prescrizione su cui c’è stata una apertura da parte di M5s mentre Italia viva fa sapere di “non condividerlo”. Non c’è “alcun accordo sulla prescrizione e sul processo penale”, affermano fonti del partito guidato da Matteo Renzi.
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Governo:Salvini,voto è soluzione,ad aprile esecutivo valido
Basta teatrino, vogliamo votare subito decreti utili al Paese
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02 febbraio 2021
12:25
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“Se non trovano l’accordo, la soluzione più seria ed efficace per avere un governo che dà risposte a imprese e famiglie è quella di ridare la parola agli italiani ed entro aprile ci sarà un Parlamento, quindi un governo che per 5 anni lavoreranno in santa pace. Qualunque governo venga fuori dagli accordi sottobanco di Palazzo non sarà un governo in grado di salvare questo Paese”.
Così il leader della Lega, Matteo Salvini parlando all’esterno del Senato.
“Chiediamo di poter votare subito in Parlamento i decreti che interessano agli italiani – ha chiarito – i rimborsi per le imprese, il blocco delle cartelle esattoriali, lo sblocco di tutti i cantieri fermi, un piano vaccinale serio, modello Lombardia. Speriamo di poter parlare già da domani di questo e di finire il teatrino Conte-Di Maio e Zingaretti”.
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Governo: tavolo programma avanti fino alle 15
Tra primi temi affrontati c’è la giustizia
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02 febbraio 2021
12:28
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Il tavolo sul programma di governo, in corso a Montecitorio, andrà avanti un paio di ore in più del previsto, fino alle 15 anziché alle 13. Lo hanno riferito alcuni partecipanti durante una breve pausa caffè.
Loredana De Petris, capogruppo di Leu al Senato, ha riferito che la richiesta è stata comunicata al presidente Roberto Fico, che ha ricevuto il mandato esplorativo dal Capo dello Stato.
I lavori hanno ripreso questa mattina dopo essersi interrotti ieri sera e tra i primi temi affrontati c’è quello della giustizia. I rappresentanti dei partiti sono riuniti anche oggi nella Sala della Lupa e sono supportati da alcuni esperti.
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Governo: De Petris, nodo rimane nome premier
Lavoro del tavolo programma utile ma non decisivo
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02 febbraio 2021
12:30
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“Sicuramente questo tavolo è utile, ma non è qui che si scrive il programma del governo. Questo lo si fa assieme al presidente del Consiglio incaricato.
Finché non si scioglie questo nodo, qualsiasi lavoro è utile ma non decisivo”. Lo ha detto Loredana De Petris, capogruppo di Leu al Senato, durante una pausa caffè del tavolo sul programma in corso a Montecitorio.
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Lavoro: Meloni, crisi colpisce ma sinistra pensa a poltrone
Mandiamo a casa incompetenti, serve esecutivo coeso e forte
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02 febbraio 2021
12:35
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“La crisi occupazionale colpisce gli italiani, a farne le spese sono soprattutto i lavoratori autonomi e le fasce più giovani. Fratelli d’Italia ribadisce la necessità di un’indennità parametrata sul modello della cassa integrazione e rivolta a chi avesse avuto un calo di fatturato del 50% rispetto allo stesso mese del 2019.
Mentre la sinistra è impegnata a spartirsi le poltrone e in biechi giochi di Palazzo, il Paese affronta uno dei momenti più difficili di sempre. È tempo di mandare a casa questi incompetenti e dare all’Italia un governo forte e coeso. Non c’è più tempo da perdere”. Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.
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Governo: Pd, a tavolo accordo su ambiente e scuola
Su scuola serve rilancio investimenti
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02 febbraio 2021
12:35
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“Sui temi della sostenibilità ambientale con la mozione approvata in Senato, e sui temi della scuola con l’esigenza di un rilancio prioritario degli investimenti, si è registrata una significativa convergenza dei gruppi parlamentari presenti al tavolo con il Presidente Fico”.
Lo fa sapere il Pd.
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Lavoro: Spadoni, dati Istat su donne agghiaccianti
Dobbiamo dare risposte e soluzioni concrete
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02 febbraio 2021
12:37
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“L’Istat ha recentemente pubblicato i dati aggiornati sulla situazione occupazionale, dati agghiaccianti che ci dicono che la crisi economica e lavorativa scatenata dal coronavirus sta colpendo duramente le donne.
Secondo l’Istat, a Dicembre 2020 gli occupati sono diminuiti di 101.000 unità di cui 99.000 sono donne.
Parliamo quindi del 98% dei licenziamenti”.Lo dichiara in una nota la vicepresidente della Camera, Maria Edera Spadoni.
“Bisogna assolutamente invertire la rotta – afferma – poiché questo crollo potrebbe prolungarsi anche in futuro. Abbiamo bisogno di un Governo forte e stabile per risolvere le problematiche che preoccupano la nostra società”, conclude la vicepresidente della Camera.
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Vaccini: Bertolaso, finiremo per giugno
‘Sarà più importante operazione di Protezione civile in Italia’
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02 febbraio 2021
13:50
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“Il traguardo di vaccinare tutta la regione Lombardia prima di giugno è assolutamente possibile”: è quanto ha detto Guido Bertolaso, nuovo consulente della Lombardia per la campagna vaccinale regionale, nel corso di una conferenza stampa con il presidente Attilio Fontana e la vicepresidente Letizia Moratti. “Non voglio soldi, faccio il volontario e mi sono abbassato lo stipendio: da un euro zero”, ha aggiunto.
“Sarà la più importante operazione di Protezione civile mai realizzata in Italia”
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Renzi a Iv, noi per l’intesa ma non accettano mediazioni
Non stanno concedendo nulla, su giustizia zero assoluto
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02 febbraio 2021
14:07
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“Non stanno concedendo nulla”: Italia viva è “favorevole a un accordo, ma” gli altri partiti “non accettano nessuna mediazione sui temi grossi e non vogliono neppure mettere nulla per iscritto”. Lo avrebbe detto Matteo Renzi, a quanto si apprende, ai parlamentari di Iv in assemblea parlando della trattativa sul governo.
Sulla giustizia, avrebbe aggiunto, “lo zero assoluto”.
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Orlando a Renzi, su giustizia aperture,non sprecare chance
Su riforma penitenziaria,modifica prescrizione e intercettazioni
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02 febbraio 2021
14:24
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“Renzi dice che su giustizia “siamo allo zero assoluto”. Probabilmente sono stato invitato a un’altra riunione..
Apertura su riforma penitenziaria, modifica prescrizione, intercettazioni… Non sprechiamo questa possibilità!”. Lo scrive su Twitter il vicesegretario del Pd Andrea Orlando, commentando quanto trapela dall’assemblea di Italia viva.
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Governo: Renzi a Iv, fino all’ultimo cercheremo intesa
Ma finora nessun passo avanti su nessun contenuto
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02 febbraio 2021
14:32
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Finora non è stato fatto nessun passo avanti su nessun contenuto: “fino all’ultimo” proveremo a vedere se c’è una disponibilità a una mediazione. Lo avrebbe detto Matteo Renzi, a quanto si apprende, nel suo intervento in assemblea con i parlamentari di Italia viva.
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Scuola: sos presidi Roma, con Covid ancora classi pollaio
“Nostre richieste non accolte, troppi 27 per aula”
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02 febbraio 2021
14:39
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“Neanche l’emergenza Covid ha fatto sì che la nostra pluriennale richiesta di abolire le classi pollaio sia stata accolta. Ci ritroviamo a pochi giorni dalla scadenza per consegnare l’organico delle classi del prossimo anno scolastico con il vecchio parametro dei 27 alunni per classe alle superiori, con possibilità di arrivare anche a 30”.
E’ l’allarme lanciato dal presidente dell’associazione presidi di Roma e Lazio e componente del consiglio Anp. “Siamo delusi – dice Rusconi -, solo qualche mese fa il presidente del Consiglio aveva annunciato l’eliminazione delle classi pollaio.
La situazione rimarrà invariata”.
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Tavolo chiuso entro le 18, poi Fico andrà al Quirinale
‘Entro stasera’ il presidente della Camera riferirà a Mattarella
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02 febbraio 2021
15:51
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Il presidente della Camera, Roberto Fico, si recherà “entro stasera” al Quirinale per riferire al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al termine del suo mandato esplorativo. Lo ha detto lo stesso Fico intervenendo poco dopo le 15 al tavolo sul programma, a cui ha riunito negli ultimi due giorni i partiti della maggioranza in seguito alla crisi di governo.
Dopo aver aperto ieri mattina i lavori ed essersi intrattenuto per poco più di mezz’ora, oggi il presidente della Camera è intervenuto nuovamente nella Sala della Lupa di Montecitorio per pochi minuti, comunicando alle forze politiche la disponibilità di spazio fino alle 18. Fico ha spiegato ai partecipanti l’intenzione di recarsi “entro stasera” al Quirinale per riferire sul mandato esplorativo affidatogli da Mattarella. I partecipanti alla riunione hanno tuttavia affermato di poter concludere i lavori prima di quell’ora.
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Dini, sarebbe bello se Draghi accettasse di fare il premier
Fossi in lui lo farei se potessi definire programma io, non i 5S
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02 febbraio 2021
15:55
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“A dicembre dicevo che non c’erano le condizioni”, per avere Mario Draghi al governo, ma “adesso, se Fico fallisce nel suo tentativo, credo ci siano le condizioni per un’apertura a un governo piu largo, un governo istituzionale, questo lo deciderà il presidente della Repubblica”. E’ il pensiero di Lamberto Dini, ex premier e più volte ministo, ospite di Un giorno da pecora, su Rai Radio1.
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“Se io fossi nei panni di Draghi, accetterei se il programma di governo lo posso definire io, non i 5 Stelle”, ha aggiunto Dini, spiegando di conoscere bene l’ex presidente della Bce: “Siamo stati colleghi, amici per tanti anni. Di recente non l’ho sentito, non volevo interferire in alcun modo. Draghi – ha notato – è una riserva per la Repubblica, poi dipenderà dai partiti se arriverà alla presidenza della Repubblica. Certo, se accettasse di fare il presidente del Consiglio, sarebbe una bella scelta, importante: ha esperienza, caratura internazuionale, è ammirato e stimato nel mondo”.
Secondo Dini, che nel 1995 è stato a capo del primo esecutivo composto da tecnici, “che sia eletto non eletto, nel momento in cui si fa, un governo è politico: è inutile definirlo tecnico, è politico nel momento in cui riceve l’investitura del Parlamento”.
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Renzi a assemblea di Iv, fino all’ultimo proviamo mediazione
Orlando (Pd), aperture su giustizia, non sprechiamo possibilità
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02 febbraio 2021
16:04
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Finora non è stato fatto nessun passo avanti su nessun contenuto: “fino all’ultimo” proveremo a vedere se c’è una disponibilità a una mediazione. Lo avrebbe detto Matteo Renzi, a quanto si apprende, nel suo intervento in assemblea con i parlamentari di Italia viva.
“Non stanno concedendo nulla”: Italia viva è “favorevole a un accordo, ma” gli altri partiti “non accettano nessuna mediazione sui temi grossi e non vogliono neppure mettere nulla per iscritto”, avrebbe spiegato il leader di Iv ai parlamentari del partito, parlando della trattativa con le altre forze di maggioranza sul governo. Sulla giustizia, avrebbe aggiunto Renzi, “lo zero assoluto”.
A stretto giro, dal fronte del Pd è arrivato l’intervento del vicesegretario Andrea Orlando. “Renzi dice che su giustizia ‘siamo allo zero assoluto’. Probabilmente sono stato invitato a un’altra riunione.. Apertura su riforma penitenziaria, modifica prescrizione, intercettazioni… Non sprechiamo questa possibilità!”, ha scritto su Twitter Orlando.
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Cucchi: giudici,Stato non può disinteressarsi di un detenuto
Depositate motivazioni sentenza processo appello a 5 medici
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02 febbraio 2021
16:27
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“Lo Stato ha certamente il diritto di fare un prigioniero, ma non di disinteressarsene. Questo è il terreno del tutto trascurato, in cui una vicenda, dal punto di vista giudiziario banale (un arresto in tema di stupefacenti), volge in pochi giorni in tragedia”.
E’ quanto scrivono i giudici della corte d’appello di Roma nelle motivazioni della sentenza con cui il 14 novembre del 2019 hanno disposto una assoluzione e riconosciuto quattro prescrizioni per cinque medici dell’ospedale Sandro Pertini coinvolti nella vicenda di Stefano Cucchi. Erano tutti accusati di omicidio colposo. “Una sentenza oramai sostanzialmente pletorica rispetto al caso, i cui termini di redazione delle motivazioni sono anche caduti nel drammatico periodo della vicenda Covid; un fallimento della giustizia, come sempre avviene allorché cada la mannaia della prescrizione ma anche un monito severo ed una occasione di riflessione per chiunque operi a contatto con i detenuti”, scrivono tra l’altro i giudici. Detenuti che, a detta dei giudici, non vanno “considerati un numero, ma esseri umani”.
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Governo: Fico stasera al Quirinale da Mattarella
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02 febbraio 2021
17:18
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Il presidente della Camera Roberto Fico si recherà “entro stasera” al Quirinale per riferire al presidente Mattarella. Previste poi le comunicazioni al termine del mandato esplorativo di Fico. LA DIRETTA:
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Governo: salta incontro con Abi, inviato documento su misure
Patuelli: esecutivo cambi norme Eba su crediti
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26 gennaio 2021
10:54
AGGIORNATO ALLE
23:45 DI VENERDì 29 GENNAIO 2021
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Le dimissioni del Governo hanno impedito lo svolgimento dell’incontro fra Abi e il Governo. E’ quanto si legge in una ntoa dell’associazione bancaria che “rende comunque noto ciò che avrebbe illustrato al Governo”: “il Presidente dell’ABI Antonio Patuelli, si legge nel comunicato “ha affermato che le banche sostengono ogni settore economico e apprezzano innanzitutto l’utilizzazione dei fondi europei per investimenti, dopo una fase di prevalenti necessari sostegni alle emergenze sociali”.
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In proposito l’ABI ha inviato al governo un documento sulle forme degli strumenti finanziari utili per meglio sostenere le imprese nell’attuazione dei progetti di investimento finanziati con fondi europei.
“Il Presidente Patuelli e il Direttore Generale dell’ABI Giovanni Sabatini apprezzano la proroga delle moratorie ex lege disposta dalla legge di Bilancio, ma essa rischia di essere vanificata se l’Eba, l’Autorità bancaria europea, che comprende anche i paesi europei non Euro (da non confondersi con la BCE), non corregge o almeno non interpreta con flessibilità le linee guida dell’EBA stessa che pongono il limite di nove mesi alla durata complessiva delle sospensioni dei pagamenti”. E’quanto si legge in una nota dopo che, a causa della crisi di governo, è saltato l’incontro di oggi fra l’associazione bancaria e l’esecutivo. “Vi è il rischio – spiegano i vertici Abi – di dover classificare come deteriorate le esposizioni in moratoria che superino i nove mesi, hanno segnalato Patuelli e Sabatini che hanno chiesto al Governo ogni urgente sforzo per far sospendere o, almeno, far interpretare estensivamente questa disposizione dell’EBA che è anacronistica in presenza della così grave e prolungata pandemia”.
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Lavoro: Gentiloni, oggi in arrivo all’Italia 4,5 mld da SURE
Per coprire i costi della Cig
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BRUXELLES
02 febbraio 2021
11:30
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“Oggi dalla Commissione Ue nuovo finanziamento all’Italia di 4,5 miliardi per il lavoro” nell’ambito del programma SURE di sostegno alla cig: lo annuncia su twitter il commissario all’economia Paolo Gentiloni.
Gentiloni ha commentato i dati sull’andamento del Pil nel 2020 parlando di “speranza e incertezza in questo avvio di 2021”.
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P.a: al via progetto Interlink trasformazione digitale
In Italia coinvolti Dedagroup, Fondazione Kessler e Mef
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
02 febbraio 2021
12:59
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Superare le barriere che impediscono alle amministrazioni di “riutilizzare e condividere servizi con partner privati (compresi i cittadini), sviluppando un nuovo modello di governance collaborativa e trasparente”. A questo punta il progetto europeo di open innovation Interlink (Innovating government and citizen co-delivery for the digital single market) che in Italia coinvolgerà il Ministero dell’Economia e Finanze.
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Come spiega una nota il progetto “per i prossimi tre anni vedrà collaborare i partner per l’implementazione delle tecnologie necessarie alla realizzazione di tre casi d’uso applicati a tre differenti Pubbliche Amministrazioni: il Ministero italiano dell’Economia e delle Finanze, il Ministero lettone per lo Sviluppo Regionale e la Città di Saragozza.
Rappresenteranno l’Italia la Fondazione Bruno Kessler, centro di ricerca internazionale con sede a Trento, che avrà il ruolo di coordinatore, Dedagroup Public Services, l’azienda che fa capo a Dedagroup e che affianca Enti centrali, locali e Aziende di Pubblico Servizio nella trasformazione digitale, e lo stesso MEF.
“Il progetto INTERLINK intende promuovere la collaborazione tra ricerca, industria, pubblica amministrazione e società civile, ed è un perfetto esempio del modello dell’innovazione detto quadrupla elica”, ha sottolineato Matteo Gerosa, coordinatore del progetto INTERLINK e responsabile del gruppo di Project Management della Fondazione Bruno Kessler. Per Luigi Zanella, Head of Business Development & Innovation di Dedagroup Public Services. “Il nostro obiettivo è quello di contribuire alla creazione di tecnologie che possano essere rimesse a disposizione a livello europeo e riutilizzate anche al temine di questo progetto, così da arricchire il patrimonio comune dei building blocks esistenti e sostenere la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione in tutti i Paesi dell’Unione.”.
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Confindustria: Bonomi incontra leader industriali Piemonte
Focus ‘su territorio e Paese’. Gay, momento di grande incertezza
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02 febbraio 2021
17:35
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Confronto “sulla situazione economica del territorio”, in Piemonte, ma anche “del Paese”, oggi per il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, che lo scrive su Twitter. “Ho incontrato – spiega – l’amico e presidente di Confindustria Piemonte, Marco Gay, insieme ai presidenti delle Associazioni Piemontesi e Piccola Industria, Giovani Imprenditori ed Ance Piemonte”.
“In un momento di grande incertezza per il Paese abbiamo avuto l’opportunità di confrontarci con il presidente Bonomi”, dice Marco Gay, tra l’altro presidente dell’associazione delle imprese del settore dell’Ict, Anitec-Assinform, e past president dei Giovani Imprenditori di Confindustria: “Molti i temi affrontati, partendo dal territorio Piemontese, tra cui la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza e della sua governance, che deve prevedere il coinvolgimento di Confindustria: il sistema delle imprese mette a disposizione le sue competenze per la progettazione delle linee programmatiche”.
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Messina, obiettivo Paese sia crescita Pil superiore al 2%
‘Sistema bancario non è problema, può aiutare crescita’
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02 febbraio 2021
17:42
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“Con la crisi in atto nel nostro Paese il settore bancario non rappresenta un problema. E’ un sistema che può accompagnare il Paese verso la ripresa”.
Lo ha detto il consigliere delegato e ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, nel corso del convegno “Vecchi e Nuovi problemi nel dopo emergenza”, organizzato dall’Università di Tor Vergata e dalla Fondazione Civita.
“Il sistema bancario – ha aggiunto – ora non rappresenta un problema come invece è accaduto nelle crisi passate. E questo lo vediamo dall’ammontare enorme delle moratorie concesse alle aziende e le azioni messe in campo dal Governo con i crediti garantiti dallo Stato”. La combinazione di “imprese, famiglie e settore bancario può realmente consentire di avere degli elementi strutturali su cui lavorare per il recupero del nostro Paese”.
“Se non ci sarà crescita – ha proseguito Messina – non ci sarà la possibilità di ritornare a livelli di Pil accettabile.
Dobbiamo porci come obiettivo quello della crescita del Pil superiore al 2%. Quindi i fondi del Next Generation Eu devono favorire la ripresa e la crescita. Se non ci sarà crescita non ci sarà possibilità di far diminuire il debito”.
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Bonomi difende Gualtieri, deve restare, Recovery merito suo
Al di là dei partiti, serve governo serio e competente
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31 gennaio 2021
16:45
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“Per il bene del Paese alcune persone devono restare e faccio riferimento al ministro dell’Economia”.
Lo ha detto il numero uno di Confindustria, Carlo Bonomi, parlando della crisi di governo a In mezz’ora in più su Raitre.
“Quel che portiamo a casa con il Recovery Fund è merito del ministro Gualtieri”, ha aggiunto.
Quello che serve, ha proseguito Bonomi, è “stabilità” e – al di là dei nomi e dei partiti – serve un governo “serio, competente e autorevole”.
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Vaccini agli over 80, il calendario delle Regioni
Il Trentino ha già iniziato, il Lazio l’8 febbraio, Lombardia a fine mese
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02 febbraio 2021
17:18
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Tra tagli e ritardi nella consegna delle dosi, la seconda fase del piano vaccinale italiano, quella cioè che prevede la somministrazione del vaccino agli over 80, ne ha già subito le conseguenze con alcuni slittamenti dei tempi.
La prima regione a cominciare sarà il Lazio, dopo un posticipo di sette giorni, cui seguiranno Veneto e Liguria.
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Di seguito il calendario delle regioni, in via di aggiornamento.
VALLE D’AOSTA – La Regione conta di iniziare la somministrazione dall’8 febbraio.
PIEMONTE – Il ‘Vaccine day’ per gli over 80, inizialmente fissato per il 30 gennaio, è slittato al 21 febbraio.
LOMBARDIA – Si parte il 24 febbraio.
TRENTINO ALTO ADIGE – Seconda fase già cominciata da giorni. Si è già arrivati alla somministrazione dei richiami.
VENETO – Il 15 febbraio si partirà con gli over 80 e, dal 22, con gli over 75.
FRIULI VENEZIA GIULIA – Il via alla seconda fase è fissato per la seconda metà di febbraio.
LIGURIA – Come auspicato dal governatore, Giovanni Toti, 12 febbraio (Toti) 15 febbraio
EMILIA-ROMAGNA – Campagna di vaccinazione partita il 2 febbraio.
TOSCANA – Non c’è ancora una data ufficiale.
MARCHE – Non c’è ancora una data ufficiale
UMBRIA – Al via dopo l’8 febbraio.
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LAZIO – Dal 1 febbraio aperte le prenotazioni. Le somministrazioni cominceranno l’8 febbraio
ABRUZZO – Aperte le prenotazioni, ma non c’è ancora una data ufficiale per l’inizio della somministrazione.
MOLISE – Non c’è ancora una data ufficiale.
CAMPANIA – Sono attive le prenotazioni. Si parte tra il 10 e il 15 febbraio.
BASILICATA – Si era pensato all’1 febbraio, ma la data è stata ‘congelata’ a causa dei ritardi delle consegne. Potrebbe cominciare l’ultima settimana di febbraio.
PUGLIA – Si parte la prossima settimana.
CALABRIA – Non c’è ancora una data.
SICILIA – L’inizio della fase due è slittata a fine febbraio.
SARDEGNA – L’avvio era previsto per metà febbraio, ma è slittato di quattro settimane, quindi, presumibilmente, a metà marzo.
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Vaccini: Zaia, ci muoviamo per trovarli sul mercato
Ragioniamo su comparti imprenditoriali ‘covid free’
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VENEZIA
02 febbraio 2021
15:21
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“Ci stiamo muovendo per vedere se sul mercato possiamo trovare altri vaccini”. Lo spiega il Presidente del Veneto Luca Zaia, sottolineando che ritiene la cosa “legittima” se fatta nel rispetto delle regole.
“E’ altrettanto legittimo – cominciare a ragionare sui comparti ‘covid free’: noi dobbiamo essere i primi con le nostre imprese”
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Vaccini: Zingaretti, un over 80 su 4 prenotato nel Lazio
“Insieme vinceremo questa sfida”
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ROMA
02 febbraio 2021
14:45
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“Vaccino per over 80 anni. Superati i 100.000 appuntamenti gia’ fissati in meno di 24 ore.
Nel Lazio prenotato un anziano su 4. Grazie a chi sta lavorando, ai cittadini per la pazienza e la collaborazione. Uniti vinceremo questa sfida”. Cosi’ su Twitter il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.
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Tar, Sardegna resta arancione
Udienza domanda cautelare il 17 febbraio
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CAGLIARI
02 febbraio 2021
12:12
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La Sardegna resta arancione. Lo ha deciso il Tribunale amministrativo della Sardegna respingendo il ricorso presentato dalla Regione contro l’ordinanza firmata lo scorso 22 gennaio dal ministro della Salute Roberto Speranza che aveva riclassificato l’Isola “costretta” a misure più restrittive per il contenimento della diffusione del Covid 19.
Il provvedimento arriva con un decreto monocratico del presidente del Tar, Dante d’Alessio, a fronte dell’istanza urgente presentata dai legali della Giunta che avevano chiesto una decisione immediata ancor prima della discussione della richiesta cautelare che verrà discussa il 17 febbraio.
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Covid: accordo Regione Lombardia-farmacie per tamponi rapidi
Assessore Moratti, così si migliora capacità screening
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MILANO
01 febbraio 2021
17:12
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Regione Lombardia ha approvato un accordo con le farmacie lombarde per l’esecuzione di tamponi antigienici rapidi. Grazie all’intesa, firmata dalla direzione generale Welfare con Federfarma Lombardia, Assofarm Conservizi Lombardia e la Federazione regionale Ordini dei Farmacisti, riconosce alle farmacie 12 euro (iva esclusa) per ogni test rapido effettuato.
Un compenso comprensivo dei costi per l’approvvigionamento dei materiali di consumo, dei dispositivi di protezione individuale e della remunerazione del servizio.
“Si tratta – spiega l’assessore al Welfare e vice presidente di Regione Lombardia, Letizia Moratti – di un importante contributo al contrasto della pandemia. E rappresenta un ulteriore esempio di collaborazione tra gli attori in campo in questa lotta”. “Ribadisco – aggiunge Letizia Moratti – quanto è importante il ruolo che le farmacie svolgono anche in qualità di farmacia dei servizi. L’obiettivo dell’accordo risponde all’esigenza di aumentare la capacità di testing nello screening della popolazione asintomatica su tutto il territorio regionale”.
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Sospese lezioni in presenza in scuole di Perugia
Fino al 14 febbraio come misura per limitare contagi Covid
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PERUGIA
01 febbraio 2021
16:59
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Sospesa l’attività didattica in presenza delle scuole primarie e secondarie di Perugia da martedì 2 fino a domenica 14 febbraio. Lo prevede un’ordinanza del sindaco Andrea Romizi nell’ambito degli interventi per limitare i contagi da Covid.
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La decisione è stata presa in seguito agli incontri con i vertici della Regione in sede Anci Umbria, durante i quali è stato richiesto un intervento da parte di 31 Comuni particolarmente interessati dalla diffusione dei casi.
Il Comune ha spiegato che la sospensione delle lezioni in presenza si è resa necessaria “al fine di tutelare la salute di tutta la comunità perugina in osservanza del parere del Cts e del Commissario emergenza Covid”.
Gli alunni con disabilità potranno comunque proseguire le lezioni in classe, mentre sono escluse le attività di laboratorio che continueranno in modalità a distanza.
Sulla scorta del testing già intrapreso per gli studenti delle scuole superiori, l’amministrazione sta poi valutando la possibilità di avviare lo stesso percorso anche per i ragazzi delle scuole primarie di tutto territorio comunale, al fine di anticipare il rientro a scuola, di concerto con le autorità sanitarie.
“L’Amministrazione comunale – prosegue la nota – seguirà con attenzione l’evolversi della situazione epidemiologica al fine di procedere ad una revisione del provvedimento in accordo con le autorità sanitarie locali”.
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Indicazione stop lezioni presenza a 31 Comuni umbri
Da Servizio sanità pubblica per limitare contagi Covid
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PERUGIA
01 febbraio 2021
15:44
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Indicazioni “cogenti” di adottare misure per limitare i contagi Covid, che prevedono tra l’altro la sospensione delle lezioni in presenza in tutte le scuole, sono state date dal Servizio igiene e sanità pubblica territoriale a 31 Comuni umbri, quasi tutti della provincia di Perugia, che presentano una maggiore incidenza di casi. Lo ha annunciato l’Anci al termine della riunione di oggi.
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Le ordinanze dovranno essere adottate dai singoli Comuni che ne stabiliranno anche la decorrenza.
Nella lettera dell’Isp – riferisce Anci Umbria – si legge che “in considerazione del progressivo diffondersi del Covid-19 sul territorio, tenuto conto che tale diffusione determina un grave rischio per la salute pubblica, si richiede l’emissione di provvedimento ordinativo contingibile ed urgente finalizzato all’adozione delle misure di contenimento della diffusione del Covid-19”, fra cui, appunto, la sospensione dell’attività didattica.
All’incontro hanno preso parte anche il direttore regionale della Sanità Claudio Dario e il commissario per l’emergenza Covid Massimo D’Angelo i quali hanno ribadito “la necessità dei provvedimenti anche a scopo preventivo, considerato il tasso di propagazione molto elevato dell’infezione”.
“I sindaci – commenta il presidente facente funzioni di Anci Umbria, Michele Toniaccini – hanno evidenziato che qualora le condizioni epidemiologiche dovessero consentirlo, e in accordo con le autorità sanitarie locali, si potrà procedere a una revisione del provvedimento. Inoltre, è stato anche chiesto che ci siano maggiori controlli sui territori per non vanificare le misure restrittive adottate con grande senso di responsabilità e con spirito di collaborazione fra enti e istituzioni diversi, con l’unico interesse di tutelare la salute dei cittadini”.
I Comuni coinvolti sono Gubbio, Magione, Passignano sul Trasimeno, Tuoro sul Trasimeno, Piegaro, Città della Pieve, Panicale, Castiglione del Lago, Fratta Todina, Deruta, Collazzone, Marsciano, San Venanzo, Torgiano, Perugia, Corciano, Bevagna, Montefalco, Valtopina, Foligno, Spello, Sellano, Nocera Umbra, Gualdo Cattaneo, Trevi, Calvi dell’Umbria, Amelia, Lugnano in Teverina, Attigliano, Giano dell’Umbria e Montegabbione.
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Azzolina, dove scuola riaperta contagi stabili ma attenzione
5 mln non hanno mai lasciato le loro aule
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01 febbraio 2021
11:55
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“In queste ore si sta completando il rientro a scuola dei ragazzi delle superiori. Il primo ciclo, lo sapete, è sempre rimasto aperto, circa 5 milioni di studentesse e studenti non hanno mai lasciato le loro aule.
Le scuole superiori hanno invece ripreso la didattica in presenza, gradualmente. E in queste settimane, dove si è aperto per primi, i contagi sono rimasti stabili. È un elemento che conforta, ma l’attenzione deve rimanere molto molto alta. La scuola va protetta anche fuori dalle aule. E questa è una responsabilità di tutti. Ricordiamocelo sempre”. Così la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina alla ripresa delle lezioni.
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Vaccini: superate 2 milioni di dosi in Italia
In Lombardia è in arrivo Guido Bertolaso come coordinatore del piano vaccinale anti-Covid
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02 febbraio 2021
09:52
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E’ stata superata la soglia dei due milioni di dosi di vaccino somministrate in Italia. Secondo i dati del Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri, sono 2.003.543 gli italiani vaccinati con la prima dose, mentre sono 659.565 quelli che hanno avuto la doppia dose”.
In Lombardia è in arrivo Guido Bertolaso come coordinatore del piano vaccinale anti-Covid per la fase 2.
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L’ex capo della Protezione Civile e consulente per l’allestimento dell’Ospedale alla Fiera di Milano si trova già Palazzo Lombardia per incontrare il governatore e il neoassessore al Welfare Letizia Moratti.
Via Ue l’Italia ha ricevuto un totale di oltre 1,8 milioni di dosi di vaccino, di queste 1,4 milioni sono state somministrate. Emerge dal nuovo strumento “traccia-vaccini” del Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie (Ecdc). L’Italia è prima per dosi distribuite, ma mancano i dati della Francia, e per alcuni parametri anche Germania, Finlandia e altri. Le dosi distribuite in Italia per cento abitanti sono 3,6 (5,4 Olanda; 6,1 Danimarca; fino a 11,8 in Irlanda). Il 2,5% di italiani ha avuto la prima dose, il 2,6% di tedeschi, l’11,5% di irlandesi.
Over 80 Lazio, entro stasera 25mila prenotati – Entro stasera saliranno a quota 25mila le prenotazioni nel Lazio per i vaccino over 80. “L’obiettivo e’ quello di garantire in una decina di giorni la doppia prenotazione per ognuno degli over 80 del Lazio -spiega l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato- una platea di circa 500mila persone: e’ una sfida ambiziosa poiche’ parliamo di numeri molto rilevanti superiori all’intera popolazione della settima citta’ italiana”. Alle ore 16 è stata superata la quota delle 11 mila prenotazioni. In totale nel Lazio sono state somministrate oltre 193 mila dosi (sono gia’ quasi 14 mila quelle per gli over 80 anni) e oltre 71 mila le persone che gia’ hanno ricevuto i richiami.
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Lombardia riapre, da oggi zona gialla
Ristorazione solo a pranzo e pian piano anche i musei
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MILANO
01 febbraio 2021
09:44
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Da oggi la Lombardia è nuovamente in zona gialla e quindi sono diverse le attività che tornano a riaprire mentre aumenta la libertà d’azione dei cittadini che possono circolare maggiormente e nel comune senza autocertificazione dalle 5 alle 22.
A partire oggi, 1 febbraio, infatti, in una Lombardia che passa da arancione a giallo, riapriranno anche i musei, anche se con tempistiche diverse: ad esempio Gallerie d’Italia dovrebbe essere tra i primi mentre il Museo della Scienza e della Tecnologia potrebbe attendere.
Anche il ritorno in ‘giallo’ però è stato segnato da polemiche: “La decisione del governo di far passare la Lombardia da fascia arancione a fascia gialla a partire da lunedì, anziché da domenica, è incomprensibile e toglie una domenica d’ossigeno a oltre 50mila attività” ha detto ieri l’assessore regionale all’Agricoltura e all’Alimentazione Fabio Rolfi.
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Il Papa istituisce la Giornata mondiale dei nonni
Si terrà ogni anno la quarta domenica di luglio
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CITTA DEL VATICANO
31 gennaio 2021
15:43
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“I nonni tante volte sono dimenticati e noi così dimentichiamo questa ricchezza di custodire le radici e trasmetterle”. Lo ha detto il Papa all’Angelus, sottolineando che “la vecchiaia è un dono” e annunciando l’istituzione della Giornata mondiale dei nonni e degli anziani “che si terrà in tutta la Chiesa la quarta domenica di luglio in prossimità della ricorrenza dei Santi Gioacchino ed Anna, i nonni di Gesù”.
In occasione della I° Giornata mondiale, Papa Francesco presiederà la messa vespertina di domenica 25 luglio, compatibilmente con la situazione sanitaria, in San Pietro.
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‘Memoria della deportazione dalla stazione di Milano’, con la senatrice Segre, e il sindaco Sala
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31 gennaio 2021
20:05
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‘Memoria della deportazione dalla stazione di Milano’. Alle 13 l’intitolazione a Nedo Fiano di una delle stanze delle Testimonianze. ll ricordo degli ebrei partiti dalla Stazione Centrale il 30 gennaio 1944 e nei mesi successivi.
La senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta, partita per Auschwitz dalla Stazione Centrale, all’età di tredici anni, il 30 gennaio 1944, ha portato la sua testimonianza.
IL VIDEO:
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Tar Sardegna a Ministero, “chiarisca perchè arancione”
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CAGLIARI
31 gennaio 2021
12:19
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Serve un supplemento di istruttoria al Tar della Sardegna per decidere in merito alla richiesta urgente della Regione Sardegna di sospendere l’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza sulla fascia arancione per l’Isola sino al 7 febbraio. Con un decreto pubblicato oggi, il presidente del Tar Sardegna Dante D’Alessio, ha ordinato al ministero della Salute di fornire entro le 15 di lunedì 1 febbraio tutti i “chiarimenti sulle ragioni che hanno determinato la permanenza della Sardegna per un’altra settimana in zona arancione, anche nel confronto con i dati riguardanti le altre Regioni”.
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Vaccini, quasi 560 mila i richiami Covid eseguiti in Italia
Attese oggi 66 mila dosi Moderna, domani alle regioni
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31 gennaio 2021
02:09
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Sono 558.668 le seconde dosi di vaccino anti-Covid somministrate finora in Italia, su un totale di 1.895.483 somministrazioni eseguite. Lo rende noto l’ultimo report della Presidenza del Consiglio dei ministri.
A livello nazionale sono state somministrate l’81,5% delle dosi consegnate. Oggi arriveranno 66 mila dosi del vaccino Moderna, che da domani saranno disponibili presso le regioni.
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Covid:Sardegna arancione, decreto Tar atteso domani o lunedì
Regione ha scelto procedura d’urgenza contro ordinanza Speranza
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CAGLIARI
30 gennaio 2021
20:06
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E’ atteso tra domani e lunedì il pronunciamento del presidente del Tribunale amministrativo della Sardegna in merito al ricorso depositato ieri dalla Regione per il declassamento in zona arancione e la mancata rivalutazione dello status da parte del ministero della Salute. L’avvocatura della Regione ha chiesto un decreto cautelare “inaudita altera parte”.
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Questo significa che il pronunciamento con decreto presidenziale sarà immediato. In teoria sarebbe potuto arrivare oggi stesso, ma è più probabile che venga pubblicato tra domani o lunedì. E’ possibile che il presidente del tribunale abbia già chiesto all’avvocatura dello Stato di presentare delle brevi osservazioni e si sia riservato di studiarle stasera o domani mattina per poi comunicare la decisione presa. Certo sarebbe straordinario se già domani facesse un decreto, indipendentemente che sia di accoglimento o di rigetto, considerato che un pronunciamento di domenica non è frequente.
La richiesta di decreto cautelare inaudita altera parte è cosa diversa dalla richiesta di sospensiva ordinaria che è tale per cui si decide in camera di consiglio nella prima udienza utile già fissata. L’inaudita altera parte, invece, è fatta con richiesta di pronunciamento prima dell’udienza già fissata, in via straordinaria.
Come poi ho già scritto sopra, la Sardegna è per ora, stata confermata Arancione.
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
30 gennaio 2021
20:07
RENZI,SU VACCINI NON SERVONO “PRIMULE”MA RISORSE IN SANITÀ.
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Vaccini, assessore Marche, Regioni vogliono produrli in Italia
Saltamartini, ho chiesto investimenti su anticorpi monoclonali
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ANCONA
30 gennaio 2021
18:15
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Di fronte alla riduzione delle fornitura dei vaccini, alcune Regioni hanno chiesto oggi durante la Conferenza Stato-Regioni di valutare “la possibilità di produrre i vaccini in Italia”. Lo riferisce l’assessore alla Sanità delle Marche Filippo Saltamartini, che ha partecipato all’incontro e che già nelle scorse settimane aveva avanzato questa ipotesi.
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“Il commissario Arcuri, anche se ha affermato che ci sono notevoli difficoltà al riguardo, ha aggiunto che tuttavia non è una strada impraticabile e per questo convocherà le ditte produttrici per verificare la possibilità di utilizzare gli stabilimenti italiani per l’aumento della produzione – spiega Saltamartini -. Ho richiesto anche l’avvio della contrattazione nazionale con i Medici di Medicina generale per giungere ad un accordo per la somministrazione domiciliare dei vaccini, tenuto conto dell’urgenza di somministrare 122mila vaccini agli over 80 della nostra regione”. L’assessore alla Sanità delle Marche ha poi rinnovato la richiesta per l’acquisto, come ha fatto recentemente la Germania con un investimento di 300 milioni, per le cure al Covid 19 degli anticorpi monoclonali. “Dobbiamo occuparci non solo dell’immunizzazione ma anche della cura – ha detto Saltamartini – e procedere nella sperimentazione poiché come sempre l’uso di questa terapia nelle fasi preliminari accentua in modo significativo le guarigioni. Anche su questo punto il Commissario Arcuri ha dichiarato che l’Italia si attiverà per il finanziamento di una produzione italiana di anticorpi monoclonali e che avrebbe chiesto ad Aifa di valutare i prodotti attualmente in commercio per un uso anche nel nostro Paese”.
Infine “la Regione Marche ha chiesto uno stanziamento per le premialità del personale del settore della sanità che recentemente ha visto le organizzazioni sindacali ventilare azioni di mobilitazione. Già nel decreto legge Milleproroghe andrebbero riconosciuti questi trattamenti per tutti coloro i quali sono da mesi sotto stress in più fronti” conclude Saltamartini.
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Covid: Fontana, non capisco perché zona gialla da lunedì
‘Vanno cambiati criteri astrusi e incomprensibili dei Dpcm’
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MILANO
30 gennaio 2021
13:16
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“Tornare lunedì in zona gialla è un risultato importante e soprattutto meritato. Anche se francamente continuo a non capire perché il provvedimento non sia stato reso operativo da domenica”.
Lo scrive su Facebook il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.
“Un risultato meritato dai lombardi – continua Fontana – che hanno sempre dimostrato senso civico nel rispetto delle regole e grande spirito di sacrificio. Dobbiamo proseguire su questa strada confermando che i dati della Lombardia erano da tempo e sono oggi quelli che ci consentono di essere ‘gialli’.
Fontana spiega inoltre che obiettivo della Lombardia è “fare fronte compatto con tutte le Regioni affinché il Governo centrale riveda i criteri troppo spesso astrusi e incomprensibili dei Dpcm (penalizzando fortemente singole categorie produttive) e provveda a ristorare concretamente e in tempi certi, come ha fatto per quanto nelle proprie disponibilità la Regione Lombardia, chi più degli altri ha subito i danno della pandemia”.
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Giustizia: Bonafede, aula bunker Lamezia in soli 5 mesi
Ministro a inaugurazione anno giudiziario Catanzaro
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LAMEZIA TERME
30 gennaio 2021
12:39
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“Nel contesto del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è previsto lo stanziamento di 470 milioni per l’edilizia giudiziaria. La particolare attenzione rivolta dal Ministero a questo tema è testimoniata anche dalla realizzazione, in 5 mesi, di questa aula bunker, con la fondamentale collaborazione dei componenti della Conferenza permanente, del Commissario Arcuri, della Regione Calabria e dell’Agenzia del Demanio, che ringrazio”.
Lo ha detto il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, nel suo intervento alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario di Catanzaro che si è celebrata nella nuova aula bunker realizzata nell’area industriale di Lamezia Terme.
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Papa: chi non segue il Concilio è fuori dalla Chiesa
Alla Cei, ‘avviate il processo per un Sinodo nazionale’
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CITTA DEL VATICANO
30 gennaio 2021
12:21
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Coloro che criticano il Concilio Vaticano II o non lo seguono, sono fuori dalla Chiesa.
“O tu stai con la Chiesa e pertanto segui il Concilio”, “o se lo interpreti a tuo modo non sei nella Chiesa, il Concilio non va negoziato”.
Lo ha detto Papa Francesco nell’udienza all’ufficio catechistico della Cei. “Per favore nessuna concessione a coloro che cercano di presentare una catechesi che non sia in accordo con il magistero della Chiesa”, ha aggiunto il Papa.
Poi Papa Francesco ha invitato la Chiesa italiana ad avviare il processo per un Sinodo nazionale. Menzionando il Convegno di Firenze, ha detto: “Dopo cinque anni la Chiesa italiana deve ritornare a quel Convegno, deve cominciare un processo di Sinodo nazionale, comunità per comunità, diocesi per diocesi”.
Nei lavori di quello storico incontro che si tenne a Firenze “c’era l’intuizione per fare questo Sinodo”; il Papa ha invitato a “riprenderlo, è il momento di incominciare a camminare”.
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Covid, Speranza firma ordinanza che proroga il blocco dei voli dal Brasile
‘Manteniamo approccio della massima prudenza’
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
30 gennaio 2021
12:11
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Firmata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, l’ordinanza che proroga il blocco dei voli dal Brasile. Lo annuncia lo stesso ministro sul suo profilo Facebook.
“Ho firmato una nuova ordinanza che proroga il blocco dei voli in partenza dal Brasile e il divieto di ingresso in Italia di chi negli ultimi 14 giorni vi è transitato”, si legge. “Manteniamo l’approccio della massima prudenza – aggiunge – mentre i nostri scienziati continuano a studiare le varianti Covid”.
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Governo: le parole di Mattarella al termine delle consultazioni
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
29 gennaio 2021
20:05
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“L’Italia, come tutti i Paesi di ogni parte del mondo sta affrontando nuove e pericolose offensive della pandemia da sconfiggere con una diffusa e decisiva campagna di vaccinazione. A questa emergenza si aggiunge una pesante crisi sociale, con tanti concittadini in gravi difficoltà, e pesanti conseguenze sulla nostra economia”, ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
“Queste ulteriori emergenze – ha proseguito – possono essere fronteggiate soltanto attraverso l’utilizzo rapido ed efficace delle grandi risorse dell’Unione Europea.
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Come è evidente, le tre emergenze, sanitaria, sociale ed economica, richiedono immediati provvedimenti di governo. E’ doveroso quindi dar vita presto ad un governo con un adeguato sostegno parlamentare, per non lasciare il nostro Paese esposto agli eventi in questo momento così decisivo per la sua sorte”.
“Dai colloqui – ha quindi osservato il capo dello Stato – svolti qui al Quirinale in queste 32 ore, dalle forze politiche e parlamentari, è emersa la prospettiva di una maggioranza politica composta a partire dai gruppi che sostenevano il governo precedente. Questa disponibilità a me manifestata durante le consultazioni, va peraltro doverosamente verificata nella sua concreta praticabilità. A questo scopo adotterò nell’immediatezza una iniziativa”, ha concluso Mattarella.
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Manca intesa su verbale, per Iv non rispecchia posizioni
Renzi aveva chiesto un cronoprogramma
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
02 febbraio 2021
18:28
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Non c’è intesa, a quanto si apprende da fonti di maggioranza, sul verbale che dovrebbe chiudere il tavolo sul programma dopo due giorni di lavori. Italia viva, che aveva chiesto un documento con cronoprogramma, avrebbe poi detto sì alla scelta di redigere un verbale di fine riunione ma avrebbero lamentato, alla lettura del testo, che non rispecchia le diverse posizioni che si sono registrate al tavolo su alcuni temi.
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Carelli, parlato con altri M5S, spero facciano mio passo
Ho trovato una disponibilità nelle mie interlocuzioni
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02 febbraio 2021
18:39
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“Ho parlato con alcuni deputati e senatori del M5S e ho trovato una disponibilità, spero che nei prossimi giorni facciano un altro passo”. Lo dice il deputato Emilio Carelli ai microfoni di Rainews24 spiegando di aver trovato “un disagio” nei colleghi con cui ha parlato.
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Vertice alleati-Renzi, è rottura su Bonafede e Azzolina
Fonti IV, nessuna apertura da Mes ad Arcuri, muro M5s
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02 febbraio 2021
19:01
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Fumata nera questo pomeriggio a un vertice di Matteo Renzi con Dario Franceschini, Vito Crimi e Roberto Speranza per cercare un’intesa sulla nascita di un governo Conte ter. A quanto si apprende da fonti di Italia viva, sia sui temi che sulla squadra, dal Mes al ruolo di Arcuri, non si sarebbero registrate le aperture attese.
In particolare, secondo le stesse fonti, Crimi avrebbe detto no alla richiesta di sostituire i ministri Alfonso Bonafede e Lucia Azzolina. In più, sarebbe stato “posto un veto” su Teresa Bellanova al ministero del Lavoro.
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DALLE 01:19 DI MERCOLEDì 27 GENNAIO 2021
ALLE 23:39 DI VENERDì 29 GENNAIO 2021
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Giorno Memoria:Conte, ricordo unico vaccino per complottisti
Premier cita Levi,’comprendere impossibile,conoscere necessario’
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27 gennaio 2021
01:19
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“Sfruttando la crisi pandemica, le teorie complottiste, in cui anche gli ebrei sono spesso considerati capri espiatori, si sono rinvigorite e, attraverso l’utilizzo dei social, si sono diffuse in maniera pericolosamente rapida e capillare. L’unico vaccino che abbiamo contro tali fenomeni è quello di promuovere la conoscenza dei fatti storici, di mantenere viva la luce della Memoria della Shoah perché, come ha detto George Santayana, “Quelli che non sanno ricordare il passato sono condannati a ripeterlo”.
E con le parole di Primo Levi “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre”. Lo afferma il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in un messaggio nel Giorno della Memoria.
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Giorno Memoria: Papa, ricordare perché non accada più
All’udienza generale commemora le vittime della Shoah
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CITTA DEL VATICANO
27 gennaio 2021
10:16
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Il Papa all’udienza generale ha parlato del Giorno della Memoria per commemorare le vittime della Shoah: “Ricordare è una espressione di umanità, ricordare è segno di civiltà, ricordare è condizione per un futuro migliore di pace e di fraternità, ricordare è anche stare attenti perché queste cose possono succedere un’altra volta, incominciando dalle proposte ideologiche che vogliono salvare un popolo e finendo a distruggere un popolo e l’umanità. State attenti a come è incominciata questa strada di morte, di sterminio, di brutalità”.
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Governo: in Senato nasce nuovo gruppo Europeisti, sono 10
Fantetti presidente e Causin vice
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27 gennaio 2021
10:41
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“Si è costituito oggi il nuovo gruppo parlamentare Europeisti Maie Centro democratico”. Lo ha comunicato in apertura di seduta la presidente del Senato Elisabetta Casellati formalizzandone la nascita della neoformazione a Palazzo Madama.
I componenti sono dieci: Andrea Buccarella, Adriano Cairo, Andrea Causin, Saverio De Bonis, Gregorio De Falco, Raffaele Fantetti, Gianni Marilotti, Riccardo Merlo, Mariarosaria Rossi e Tatjana Rojc. Fantetti sarà il presidente del gruppo, Causin il vice presidente.
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27 gennaio 2021
12:19
MATTARELLA, IL DOVERE DELLA MEMORIA È FONDAMENTO DELLA COSTITUZIONE.
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Governo:Amendola,Conte punto equilibrio nuova maggioranza
Sia solida e abbia programma di fine legislatura
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27 gennaio 2021
10:42
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Una “maggioranza di europeisti” costruita “su punti di equilibrio”: lo ha auspicato ai microfoni di Radio Anch’io il ministro per gli Affari Europei, Vincenzo Amendola, rispondendo a una domanda sul futuro governo. E il Pd, ha sottolineato il ministro, vede “come punto di equilibrio di questa nuova maggioranza larga e solida, con un programma di fine legislatura, il presidente Conte”.
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Ruby ter: legale,per Cav riposo assoluto
Per condizioni in cui tuttora versa. Ma no legittimo impedimento
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MILANO
27 gennaio 2021
10:43
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Per le “condizioni di salute in cui tuttora versa” Silvio Berlusconi ha bisogno di un “periodo di riposo domiciliare assoluto per 15 giorni dal 19 gennaio”. Lo ha spiegato l’avvocato Federico Cecconi all’inizio dell’udienza del processo Ruby ter a Milano, depositando certificazione medica del professore Alberto Zangrillo successiva al ricovero dell’ex premier all’ospedale del Principato di Monaco da cui è stato dimesso il 15 gennaio.
La difesa comunque non ha presentato istanza di legittimo impedimento e il processo prosegue.
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Giorno Memoria: Fico, Istituzioni impegnate contro odio
Oggi occasione per riflettere
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27 gennaio 2021
11:09
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“Il 27 gennaio del 1945 i cancelli di Auschwitz furono aperti, rivelando al mondo l’orrore del genocidio nazista. Questa data è stata poi scelta per commemorare le vittime dell’Olocausto, per ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte.
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Il Giorno della Memoria è un’occasione per riflettere, per ricordare come l’odio, in tutte le sue forme ed in ogni contesto storico, è sempre causa di una progressione criminale capace di giungere ad esiti aberranti: il passaggio dal pregiudizio all’annientamento dell’altro è più rapido di quanto si possa immaginare”. Lo afferma il presidente della Camera Roberto Fico in occasione del Giorno della Memoria.
“Questa consapevolezza – prosegue – deve aiutarci a tenere sempre alta l’attenzione contro l’intolleranza, l’indifferenza, l’ignoranza e l’oblio che, ancora oggi, rischiano di alimentare nuovi orrori e nuove atrocità. Le istituzioni, italiane ed europee, devono essere costantemente impegnate in questo esercizio di memoria e di responsabilità civile promuovendo tutti gli strumenti utili a combattere ogni forma di integralismo, pregiudizio e intolleranza ed a difendere una società fondata sul rispetto della dignità di ogni essere umano”.
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Giorno Memoria: Di Maio, tenere vivo il ricordo della Shoah
Il Ministro, chi non conosce la storia è condannato a ripeterla
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27 gennaio 2021
11:30
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“Settantasei anni fa, il 27 gennaio del 1945, i cancelli dei campi di sterminio di Auschwitz-Birkenau furono aperti. In questa simbolica data, in cui la più abietta tra le tragedie della storia lasciò il posto alla scintilla della speranza, teniamo vivo il ricordo della Shoah, unendoci alle comunità ebraiche italiane e di tutto il mondo nelle celebrazioni della Giornata della Memoria”.
Lo scrive il ministro degli Esteri Luigi Di Maio in una lettera in occasione del giorno della memoria.
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Giorno memoria: Gentiloni, libertà e umanità non negoziabili
Lo scrive in un tweet
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27 gennaio 2021
11:40
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“Noi che ascoltiamo commossi le testimonianze dei sopravvissuti abbiamo il dovere di ricordare sempre che libertà e umanità non sono negoziabili”. Lo scrive in un tweet in occasione della Giornata della memoria Paolo Gentiloni.
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Politica: tra Napoli e Milano nasce scuola di formazione
Iniziativa Fond. Salvatore-Atenei per giovani tra 18 e 33 anni
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27 gennaio 2021
13:12
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Una “Scuola di formazione per Architetti della politica” per riempire un vuoto lasciato dai partiti di oggi. In un momento in cui il quadro politico non potrebbe essere più fragile, la Fondazione Salvatore, nata nel 2005 per sviluppare e diffondere la cultura in tutte le sue forme attraverso Il Sabato delle Idee, un incubatore progettuale che ha visto in questi anni l’alternarsi di illustri personaggi come Jacques Attali, Josè Manuel Barroso, Romano Prodi e Mario Monti, promuove la scuola ‘PolìMiNa’ (Politica Milano-Napoli), sull’asse Milano-Napoli: “per costruire una competenza politica che consideri la necessità di ricucire il Paese, oramai spaccato in due, e di considerare la dimensione europea in cui Nord-Sud oggi si collocano”, con il coinvolgimento delle Università Federico II, Suor Orsola Benincasa e Statale di Milano.
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I corsi di formazione sono rivolti a giovani tra i 18 ed i 33 anni per educarli all’azione politica e alla diffusione della cultura e della formazione, necessarie per una buona gestione della cosa comune in tutti i settori della vita pubblica per favorire la riflessione utile alla crescita di idee necessarie lo sviluppo dopo il “crash” della pandemia da Coronavirus.
A chiudere il primo appuntamento della Scuola, un webinar sulla professione politica, in programma sabato 30 gennaio 2021 (ore 10.30), sarà il ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi. L’incontro, a cui parteciperanno i Rettori della Statale di Milano, della Federico II e dell’ateneo Suor Orsola Benincasa di Napoli, inizierà con gli interventi della sondaggista Alessandra Ghisleri e del direttore di Huffington Post Mattia Feltri che parleranno del rapporto tra politica, comunicazione e sondaggi. Seguiranno le analisi delle organizzazioni politiche in Italia a cura di Maurizio Ferrera e sul bisogno di cultura politica di Claudio Martelli.
I prossimi incontri saranno a cadenza mensile: sabato 27 febbraio e sabato 27 marzo, rispettivamente su “Riflessioni sul futuro del Paese” e “Organizzare un Paese, la dimensione pratica e funzionale”.
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Piazza San Carlo: un anno e mezzo a sindaca Appendino
Stessa condanna a 5 imputati per morti e feriti caos folla 2017
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TORINO
27 gennaio 2021
15:18
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La sindaca di Torino, Chiara Appendino, è stata condannata a un anno e mezzo nel processo con rito abbreviato per i fatti di piazza San Carlo. Stessa condanna per gli altri 4 imputati (un quinto aveva in precedenza patteggiato).
Il processo si riferisce a quanto accadde a Torino la sera del 3 giugno 2017, durante la proiezione su maxischermo della finalissima di Champions League, quando una serie di ondate di panico tra la folla portarono a 1.600 feriti e in seguito al decesso di due donne. PIEMONTE
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Governo: Bellanova, non c’è solo Conte
Non poniamo veti e non li subiamo
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27 gennaio 2021
16:15
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“Noi non poniamo veti su Conte e non subiamo veti da nessuno ma sicuramente non c’è solo Conte.
Quello che ci interessa è come si affronta la crisi.
Non discutiamo gli uomini , discutiamo prima dell’impianto programmatico”. L’ha detto la presidente di Iv ed ex ministro Teresa Bellanova a Tgcom24
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Zingaretti,irresponsabile apertura crisi da Iv
Dimissioni ministre Iv interrotto azione rilancio
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27 gennaio 2021
16:18
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Il processo di rilancio dell’azione di governo, chiesto dal Pd, “è stato interrotto dalle dimissioni delle ministre Iv, un’irreponsabile apertura della crisi politica che è stato un errore poltiico sbagliato e grave”. Così Nicola Zingaretti alla direzione Pd.
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Governo: Zingaretti, Conte punto di equilibrio
Governo europeista ha ottenuto fiducia nei 2 rami Parlamento
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27 gennaio 2021
16:30
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“Conte è punto di equilibrio politico”. Così Nicola Zingaretti alla direzione Pd affermando che dopo il “salto nel buio che ha aperto una pericolosa stagione di precarietà” “era giusto tornare in parlamento e l’appello alla responsabilità del premier Conte per un governo europeista ha ottenuto la fiducia nei 2 rami del Parlamento senza il voto di Iv”.
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Governo: Marcucci,maggioranza va estesa,risicata già prima
Ben venga riapertura dialogo tra Conte e Renzi
X
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27 gennaio 2021
16:34
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“Il Pd ha guardato con simpatia e aiutato la nascita di gruppo europeista, è importante in termini di logica politica e può essere che il gruppo possa attrarre altri favorevoli a questa nuova avventura governativa ma che non hanno il luogo fisico in cui sedersi. Io penso che anche la maggioranza precedente fosse risicata, quindi abbiamo l’esigenza di allargarla.
Ben venga il nuovo gruppo e ben venga la riapertura del dialogo tra Conte e Renzi su patti chiari”. L’ha detto Andrea Marcucci, presidente dei senatori del Pd, a ‘L’aria che tira’ su La7. (segue)
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Di Maio, massima lealtà a Conte, sarà unico nome a Colle
Mi tirano in ballo per mettermi contro lui ma sono al suo fianco
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27 gennaio 2021
17:00
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“Tirano in ballo il mio nome col chiaro intento di mettermi contro il presidente Conte. Sanno benissimo che sto lavorando al fianco con lui, con la massima lealtà, per trovare una soluzione a questa inspiegabile crisi”.
Lo ha detto, a quanto si apprende, il ministro Luigi Di Maio nel corso di una riunione, commentando le parole dell’esponente Iv Teresa Bellanova. Nella stessa riunione Di Maio ha confermato l’intenzione del M5S di salire al Colle in occasione delle consultazioni facendo come “unico nome quello di Giuseppe Conte”.
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Consultazioni: al via con Casellati al Quirinale
Dopo sarà la volta del presidente della Camera Fico
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27 gennaio 2021
17:06
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Al via le consultazioni del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per la formazione del nuovo governo. La presidente del Senato Elisabetta Casellati è infatti arrivata al Quirinale.
Subito dopo Mattarella consulterà il presidente della Camera Roberto Fico.
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Mattarella alla stampa,buon lavoro in situazione particolare
Presidente saluta giornalisti prima di inizio Consultazioni
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27 gennaio 2021
17:28
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Poco prima che si avviassero le consultazioni, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha salutato i giornalisti presenti al Quirinale in presenza drasticamente ridotta a causa delle misure anti-Covid.
La stampa accreditata attendeva nel Salone delle feste, una sistemazione inusuale visto che per consuetudine i cronisti attendono nella Sala alla Vetrata.
Il presidente ha incrociato i giornalisti recandosi verso lo studio dove lo attendeva la presidente del Senato Elisabetta Casellati per avviare le consultazioni. Il capo dello Stato si è avvicinato ai cronisti, seduti distanziati tra loro, e ha detto: “Ne approfitto per auguravi buon lavoro, è una situazione particolare ma siamo nel Salone delle feste”.
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Governo: Renzi, in Parlamento scandalo gruppi improvvisati
Noi abbiamo rinunciato a poltrone per far prevalere le idee
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27 gennaio 2021
19:11
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“Mentre in Parlamento assistiamo a un autentico scandalo, al tentativo di far passare delle persone non su un’idea ma su una gestione opaca delle relazioni personali e istituzionali, assistiamo alla creazione di gruppi improvvisati, noi siamo qui a dire con forza che, grazie a Teresa, Elena e Ivan, abbiamo rinunciato alle nostre poltrone perché vogliamo far prevalere le nostre idee”. Lo dice Matteo Renzi, leader di Iv, in un video su Facebook.
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Fico, siamo tutti al lavoro per il bene del Paese
Presidente Camera dopo il colloquio con Mattarella
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27 gennaio 2021
19:14
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“Siamo tutti al lavoro per il bene del Paese”. Lo ha detto il presidente della Camera, Roberto Fico, al termine del colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
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Camera: Aiello ed Ermellino entrano nel gruppo CD
Componente Cd del Misto arriva a 15 deputati
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27 gennaio 2021
19:16
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“Dopo un confronto aperto sui temi e le proposte che abbiamo portato avanti fin dall’inizio del nostro mandato parlamentare, abbiamo deciso di aderire alla componente del Gruppo Misto Centro Democratico”. Lo annunciano deputate del Gruppo Misto Piera Aiello e Alessandra Ermellino, elette nel M5S.
La componente Cd del Misto con le nuove entrate arriva a quindici deputati.
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Franceschini, niente pubblico a Sanremo, neanche figuranti
“L’Ariston teatro come gli altri, norme non lo consentono”
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28 gennaio 2021
09:42
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“Il Teatro Ariston di #Sanremo è un teatro come tutti gli altri e quindi, come ha chiarito ieri il ministro @robersperanza, il pubblico, pagante, gratuito o di figuranti, potrà tornare solo quando le norme lo consentiranno per tutti i teatri e cinema. Speriamo il prima possibile”.
Lo scrive su Twitter il ministro di Beni culturali e Turismo, Dario Franceschini. SPETTACOLI, MUSICA E CULTURA
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Governo, Vitali ci ripensa, nessuno appoggio a Conte ter
Senatore resta iscritto a gruppo Forza Italia
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28 gennaio 2021
10:05
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Il senatore di Forza Italia Luigi Vitali, che ieri sera aveva annunciato di lasciare FI per andare a sostenere un governo guidato da Conte, ci ripensa e questa mattina in una nota fa sapere: “Ribadisco dunque nessun appoggio politico al Conte Ter”. Il senatore resta iscritto al gruppo di Forza Italia.
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Istat: fiducia consumatori cala a gennaio, sale per imprese
Leggera variazione. Peggiorano attese famiglie su disoccupazione
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28 gennaio 2021
10:10
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A gennaio si stima una leggera flessione dell’indice del clima di fiducia dei consumatori (da 101,1 a 100,7) mentre l’indice composito del clima di fiducia delle imprese aumenta lievemente (da 87,7 a 87,9). Lo indica l’Istat.
Gli indici “mostrano modeste variazioni”, commenta l’Istituto, spiegando che per le imprese il clima è “trainato dal settore dei servizi, dalle aspettative sull’occupazione nelle costruzioni e sulle vendite nel commercio al dettaglio”; per i consumatori “sono in peggioramento i giudizi sulla situazione economica generale e le attese sulla disoccupazione; recuperano, invece, per il secondo mese consecutivo le aspettative sulla situazione economica generale e familiare”.
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Giorno Memoria: oggi al Quirinale la premiazione delle scuole
Concorso nazionale ‘I giovani ricordano la Shoah’
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27 gennaio 2021
10:47
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In occasione del Giorno della Memoria, che si celebra oggi, sono numerose le iniziative promosse per coinvolgere studentesse e studenti nella riflessione sul tema della Shoah. Alle 11.00, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Palazzo del Quirinale, si terranno le celebrazioni ufficiali della Giornata. Sarà presente anche il premier dimissionario, Giuseppe Conte.
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Parteciperanno, inoltre, la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, la Presidente dell’Ucei (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane), Noemi Di Segni e Sami Modiano, sopravvissuto all’Olocausto.
L’evento potrà essere seguito in diretta streaming anche sui profili social del Ministero e in diretta televisiva su Rai Uno.
La cerimonia al Palazzo del Quirinale sarà preceduta, alle 10.30, dalla premiazione delle scuole che si sono distinte nel concorso ‘I giovani ricordano la Shoah’, giunto alla sua 19esima edizione e promosso annualmente dal Ministero dell’Istruzione sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con la collaborazione dell’Ucei. Il concorso è rivolto a tutte le scuole del primo e del secondo ciclo con l’obiettivo di promuovere l’approfondimento e la riflessione sulla Shoah tra le studentesse e gli studenti.
In occasione del Giorno della Memoria il Ministero ha poi inviato a tutte le istituzioni scolastiche l’annuale circolare per favorire iniziative didattiche dedicate in occasione di questa ricorrenza.
Sarà poi disponibile il reading di alcuni brani tratti dall’opera di Primo Levi – scelti dai testi ‘I sommersi e i salvati’ e ‘Così fu Auschwitz’ – realizzato dal Ministero dell’Istruzione. Il reading è stato realizzato da Fabrizio Gifuni e per un mese intero sarà sul sito Scuola e Memoria curato dal Ministero dell’Istruzione. La lettura è destinata alle studentesse e agli studenti delle secondarie di secondo grado e ai loro docenti. Le riprese sono state realizzate nella biblioteca ‘Luigi De Gregori’ nella sede del Ministero di viale Trastevere a Roma, con la collaborazione dell’Istituto Luce Cinecittà. Il reading è accompagnato dal testo ‘Lettura Primo Levi in occasione del Giorno della Memoria 2020-2021’ – disponibile in formato open access e a stampa – per iniziativa congiunta della biblioteca ‘Luigi De Gregori’ e del Centro Internazionale di Studi Primo Levi.
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Giorno Memoria: Conte, ricordo unico vaccino per complottisti – I messaggi dal mondo della politica
Casellati, via per vincere buio indifferenza. Zingaretti, sono vietate distrazioni
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27 gennaio 2021
11:18
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“Sfruttando la crisi pandemica, le teorie complottiste, in cui anche gli ebrei sono spesso considerati capri espiatori, si sono rinvigorite e, attraverso l’utilizzo dei social, si sono diffuse in maniera pericolosamente rapida e capillare. L’unico vaccino che abbiamo contro tali fenomeni è quello di promuovere la conoscenza dei fatti storici, di mantenere viva la luce della Memoria della Shoah perché, come ha detto George Santayana, “Quelli che non sanno ricordare il passato sono condannati a ripeterlo”.
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E con le parole di Primo Levi “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre”. Lo afferma il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in un messaggio nel Giorno della Memoria.
“Oggi è la Giornata della Memoria, la ricorrenza che ogni anno ci consente di onorare le vittime della Shoah. Desidero quindi rivolgere a nome mio personale e di tutto il Senato un sincero pensiero di vicinanza e di amicizia alla comunità ebraica italiana e internazionale. 76 anni fa l’apertura dei cancelli di Auschwitz ha svelato al mondo l’orrore dello sterminio ebraico.
Il dolore del genocidio è ancora vivo in noi. Perché quel male, inferto a donne e uomini senza colpa, è un male universale, che non potrà mai essere dimenticato. Il ricordo è l’unica via per vincere il buio dell’indifferenza”. Così il presidente del Senato Elisabetta Casellati nell’Aula del Senato per il Giorno della memoria.
“Solo la memoria – afferma Casellati – può renderci davvero consapevoli. Consapevoli del passato e consapevoli del futuro che vogliamo.
Conoscere la storia non basta. È necessario comprenderla, capirla, sentirla nella sua terrificante realtà. Solo così il ricordo di ciò che è stato diventa ispirazione per vincere l’indifferenza, per non voltarsi mai dall’altra parte, per battersi sempre e comunque in difesa del bene supremo della vita e della dignità umana. La libertà, la democrazia, l’uguaglianza, sono il lascito che la Shoah ci ha affidato. Sono una eredità che va coltivata ogni giorno, lottando contro le tante insidie esistenti, costruendo solidi antidoti contro i germi della discriminazione, della violenza, della sopraffazione. Ciascuno di noi può fare molto perché il ricordo diventi la nostra coscienza collettiva e perché quella coscienza ci renda sempre vigili interpreti dell’oggi. Questo è il compito che la Giornata della Memoria ci affida, e sono certa che specialmente i giovani sapranno essere i nostri migliori testimoni di pace”.
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“Il 27 gennaio del 1945 i cancelli di Auschwitz furono aperti, rivelando al mondo l’orrore del genocidio nazista. Questa data è stata poi scelta per commemorare le vittime dell’Olocausto, per ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte. Il Giorno della Memoria è un’occasione per riflettere, per ricordare come l’odio, in tutte le sue forme ed in ogni contesto storico, è sempre causa di una progressione criminale capace di giungere ad esiti aberranti: il passaggio dal pregiudizio all’annientamento dell’altro è più rapido di quanto si possa immaginare”. Lo afferma il presidente della Camera Roberto Fico in occasione del Giorno della Memoria. “Questa consapevolezza – prosegue – deve aiutarci a tenere sempre alta l’attenzione contro l’intolleranza, l’indifferenza, l’ignoranza e l’oblio che, ancora oggi, rischiano di alimentare nuovi orrori e nuove atrocità. Le istituzioni, italiane ed europee, devono essere costantemente impegnate in questo esercizio di memoria e di responsabilità civile promuovendo tutti gli strumenti utili a combattere ogni forma di integralismo, pregiudizio e intolleranza ed a difendere una società fondata sul rispetto della dignità di ogni essere umano”.
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“Il 27 gennaio 1945 furono abbattuti i cancelli del campo di sterminio di Auschwitz, il luogo simbolo dell’odio nazista e della Shoah, dove furono uccise milioni di persone innocenti. Sono stato tante volte in quel luogo di morte e persecuzione, insieme a migliaia di ragazze e ragazzi con i quali abbiamo ricordato la pagina più buia della nostra storia attraverso le voci, le testimonianze, le lacrime dei sopravvissuti. A loro dico sempre grazie, per il coraggio con cui portano avanti la missione di tenere vivo il ricordo doloroso della Shoah. Quest’anno non sarà possibile, a causa del Covid. Ma la memoria non si può fermare. Anche oggi, mentre siamo assorbiti da un’emergenza sanitaria, sociale ed economica con pochi precedenti, sono vietate distrazioni. Viviamo in una fase di estrema fragilità, ed è proprio nei momenti di difficoltà che rialzano la testa estremismi e fanatismi, così come della bestia nascosta dell’antisemitismo. Per questo dobbiamo tenere gli occhi ben aperti: la memoria sulla tragedia prodotta dal nazifascismo è indispensabile per tenere vive le ragioni e la necessità della democrazia e dei valori che la sorreggono, e per sbarrare la strada a chi vorrebbe di nuovo dividere gli esseri umani soffiando sulle paure e sulle angosce delle persone. Andare alla radice dell’odio e comprendere come l’uomo finì in quel vortice di crudeltà è la più importante condizione per poter dire MAI PIÙ”. Così il segretario Pd Nicola Zingaretti su fb.
“Ricordare per onorare. Ricordare per contrastare l’antisemitismo in ogni sua forma, affinché gli orrori del passato non tornino mai più. Nel Giorno della Memoria un pensiero commosso a tutte le vittime della Shoah e a chi ancora oggi porta nell’anima i segni indelebili di quelle atrocità. Tra loro tanti italiani uccisi lontano da casa e dai loro affetti più cari”. Lo afferma il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. “E un ricordo dovuto ai giusti tra le Nazioni: uomini e donne coraggiosi che hanno rischiato la loro vita per salvarne altre dalla ferocia della persecuzione”, aggiunge.
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“Settantasei anni fa, il 27 gennaio del 1945, i cancelli dei campi di sterminio di Auschwitz-Birkenau furono aperti. In questa simbolica data, in cui la più abietta tra le tragedie della storia lasciò il posto alla scintilla della speranza, teniamo vivo il ricordo della Shoah, unendoci alle comunità ebraiche italiane e di tutto il mondo nelle celebrazioni della Giornata della Memoria”. Lo scrive il ministro degli Esteri Luigi Di Maio in una lettera in occasione del giorno della memoria. “Anche quest’anno – prosegue – il Ministero degli Esteri intende partecipare a questa significativa ricorrenza, sentita con grande intensità da tutti gli italiani, in patria come all’estero. Numerosi eventi di commemorazione sono in programma nelle nostre Sedi diplomatico-consolari e negli Istituti Italiani di Cultura: proiezioni, seminari e dibattiti per suscitare momenti di riflessione su quei tragici avvenimenti”. “È insegnamento universale – aggiunge il ministro – che chi non conosce la storia sia condannato a ripeterla. Per quanto dure e difficili ci appaiano le attuali contingenze, mentre ci allontaniamo dalle miserie del secolo scorso e si esauriscono le testimonianze dirette di chi ne fu vittima, rimane di importanza essenziale rinnovare la memoria di ciò che è stato. E che non deve ripetersi. Tale è lo spirito che anima le iniziative della Farnesina in questo giorno di solenne raccoglimento, di commozione e di pura umanità”. Sono gli stessi sentimenti, spiega, che hanno certamente provato quanti, come me, hanno avuto l’onore di poter assistere lo scorso ottobre, presso la Cittadella della Pace di Rondine, all’ultima, toccante testimonianza pubblica della Senatrice Liliana Segre, donna straordinaria che ha saputo parlare ai giovani di guerre, odio e orrori irripetibili con la schiettezza e la dolcezza dei messaggi diretti al cuore”.
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Zingaretti, Conte è il punto di equilibrio – Il tempo reale
Stasera Gruppi Iv, Bellanova non esclude Di Maio premier
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27 gennaio 2021
17:36
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Ad un’ora dall’inizio delle consultazioni al Quirinale – Sergio Mattarella vedrà nel pomeriggio allo studio alla vetrata i presidenti di Senato e Camera Casellati e Fico – oggi è anche il giorno dei partiti, chiamati a decidere la linea in vista delle consultazioni di domani e venerdì al Colle. “Siamo davanti a un passaggio strettismo”, apre la segreteria Pd Nicola Zingaretti, accusando ancora Iv della “irresponsabile” apertura della crisi.
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Al Nazareno il segretario sonda gli umori dei dem e difende il Conte ter. Conte “è il punto di equilibrio”, dice.
Ma a tutti è noto che non tutto il Pd è disponibile ad impiccarsi a Conte, Fari puntati anche sulla riunione notturna dei gruppi di Italia Viva, con Matteo Renzi ancora decisivo per un eventuale Conte ter. Il neonato gruppo degli Europeisti ancora non è così robusto numericamente da garantire la maggioranza assoluta a Palazzo Madama (“Cresceremo, ci sono interlocuzioni in corso”, assicura però il Maie Merlo) e Renzi resta ago della bilancia per il reincarico a Conte. Ciò mette in fibrillazione il M5s, per metà convinto del definitivo “mai più” al senatore di Rignano. Il capogruppo Pd al Senato Marcucci olia la trattativa: “c’era una maggioranza risicata anche prima, si ha il dovere si allargarla” con gli Europeisti ma anche con Italia Viva.
Ma mentre la Bellanova non esclude Di Maio premier, le parole di Ettore Rosato non aiutano la trattativa, quando evocano l’arrivo di una donna a Palazzo Chigi e comunque subordinano la scelta di un nome al confronto sui programmi. Al Colle Iv andrà senza porre veti ma certo anche senza fare il nome di Conte, su cui ancora Pd e M5s fanno quadrato, nonostante evidenti crepe nei rispettivi partiti. Il centrodestra intanto si prepara a salire al Colle in delegazione unitaria, ma senza una vera unitaria proposta. Salvini insiste: Lega, Fdi e Fi chiederanno le elezioni.Ma la capogruppo azzurra Gelmini smentisce un attimo dopo: “Forza Italia non chiede il voto”. Un cubo di Rubik che toccherà al Capo dello Stato allineare.
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Nasce ‘PoliMiNa’, la scuola per i politici 2.0
Una “Scuola di formazione per Architetti della politica”, aperta ai giovani tra i 18 e i 33 anni, “per riempire il vuoto lasciato dai partiti di oggi”
APPROFONDIMENTO
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27 gennaio 2021
13:33
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Una “Scuola di formazione per Architetti della politica” per riempire un vuoto lasciato dai partiti di oggi. In un momento in cui il quadro politico non potrebbe essere più fragile, la Fondazione Salvatore, nata nel 2005 per sviluppare e diffondere la cultura in tutte le sue forme attraverso il “Sabato delle Idee” (www.ilsabatodelleidee.com), un incubatore progettuale che ha visto in questi anni l’alternarsi di illustri personaggi come Jacques Attali, Josè Manuel Barroso, Romano Prodi e Mario Monti, promuove la scuola ‘PolìMiNa’ (Politica Milano-Napoli), sull’asse Milano-Napoli, “per costruire una competenza politica che consideri la necessità di ricucire il Paese, oramai spaccato in due, e di considerare la dimensione europea in cui Nord-Sud oggi si collocano”, con il coinvolgimento delle Università Federico II, Suor Orsola Benincasa e Statale di Milano.
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I corsi di formazione sono rivolti a giovani tra i 18 ed i 33 anni per educarli all’azione politica e alla diffusione della cultura e della formazione, “necessarie per una buona gestione della cosa comune in tutti i settori della vita pubblica per favorire la riflessione utile alla crescita di idee necessarie lo sviluppo dopo il “crash” della pandemia da Coronavirus”.
A chiudere il primo appuntamento della Scuola, un webinar sulla professione politica, in programma sabato 30 gennaio 2021 (ore 10.30), sarà il ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi. L’incontro, a cui parteciperanno i Rettori della Statale di Milano, della Federico II e dell’ateneo Suor Orsola Benincasa di Napoli, inizierà con gli interventi della sondaggista Alessandra Ghisleri e del direttore di Huffington Post Mattia Feltri che parleranno del rapporto tra politica, comunicazione e sondaggi. Seguiranno le analisi delle organizzazioni politiche in Italia a cura di Maurizio Ferrera e sul bisogno di cultura politica di Claudio Martelli.
I prossimi incontri saranno a cadenza mensile: sabato 27 febbraio e sabato 27 marzo, rispettivamente su “Riflessioni sul futuro del Paese” e “Organizzare un Paese, la dimensione pratica e funzionale”.
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Debuttano i “Costruttori”, numeri in salita
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27 gennaio 2021
18:21
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Nel giorno in cui si aprono le consultazioni al Quirinale, a Palazzo Madama si formalizza la nascita del gruppo dei cosiddetti Costruttori. Il contenitore servirà a sostenere un nuovo governo guidato da Giuseppe Conte.
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In termini numerici però, al momento, il gruppo non modifica gli equilibri tra maggioranza e opposizione visto che i 10 membri che lo compongono hanno già votato la fiducia al governo in occasione dell’ultimo passaggio parlamentare. Ne fanno parte tra gli altri i senatori del Maie, gli ex Fi Maria Rosaria Rossi e Andrea Causin, ma per raggiungere la quota di 10 tappa obbligata per la costituzione del gruppo è stato necessario coinvolgere il Pd con la senatrice Tatiana Roijc andata in “soccorso” degli Europeisti.
Non ne farà parte Sandra Lonardo Mastella che, in polemica con Maria Rosaria Rossi sul nome da dare del gruppo, ha deciso di non aderire. L’obiettivo è quello di favorire nuovi passaggi dall’opposizione in maggioranza, in modo da rafforzare l’area di governo. Chi invece si chiama ancora fuori è l’Udc: “Un Esecutivo con qualche stampella è un’operazione di Palazzo – dice il senatore Antonio De Poli – noi come forza di centrodestra auspichiamo un governo solido”.
Nel frattempo, il Capo dello Stato che nella mattinata ha preso parte alla cerimonia per ricordare il Giorno della Memoria, nel pomeriggio aprirà le consultazioni. Oggi sarà la volta dei vertici delle Istituzioni. Da domani toccherà alla forze politiche, molte delle quali impegnate in riunioni con i propri vertici.
Il governatore della Liguria Giovanni Toti vedrà gli esponenti di Cambiamo!, ufficialmente indisponibili a sostenere un Conte ter. A ribadire la posizione del centrodestra ci pensa poi il leader della Lega Matteo Salvini: “La via maestra se non c’è un governo all’altezza è il voto”.
Alle 16 è prevista la direzione del Pd, mentre a tarda sera sarà Matteo Renzi a fare il punto con i suoi parlamentari. Proprio la posizione di Iv rispetto all’eventualità di un Conte ter resta uno dei nodi di questa fase.
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Governo: Marcucci, la maggioranza va estesa
“Se ci sarà, come auspico, un re-incarico a Conte, ci sarà un confronto con tutte le forze politiche”, aggiunge. “L’interesse del paese deve prevalere”
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27 gennaio 2021
14:33
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“Il Pd ha guardato con simpatia e aiutato la nascita di un gruppo europeista, è importante in termini di logica politica e può essere che il gruppo possa attrarre altri favorevoli a questa nuova avventura governativa, ma che non hanno il luogo fisico in cui sedersi. Io penso che anche la maggioranza precedente fosse risicata, quindi abbiamo l’esigenza di allargarla.
Ben venga il nuovo gruppo e ben venga la riapertura del dialogo tra Conte e Renzi su patti chiari”. L’ha detto Andrea Marcucci, presidente dei senatori del Pd, a ‘L’aria che tira’ su La7.
Alla domanda se Marcucci sappia se si è riaperto il dialogo fra il premier dimissionario e il leader di Italia Viva, il senatore ha risposto: “Non lo so, però credo che se ci sarà, come auspico un re-incarico a Conte, ci sarà un confronto con tutte le forze politiche” ricordando che “la critica rispetto alla responsabilità dell’apertura della crisi è stata unanime dentro il Pd, poi ci sono le considerazioni politiche e deve prevalere l’interesse del Paese”.
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Governo: ecco il calendario delle consultazioni al Quirinale
I colloqui con Mattarella termineranno venerdì
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28 gennaio 2021
10:12
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Ecco il calendario delle consultazioni al Quirinale:
MERCOLEDÌ 27 GENNAIO
ore 17:00
Presidente del Senato della Repubblica, Sen. Avv. Maria Elisabetta Alberti Casellati
ore 18:00
Presidente della Camera dei deputati, On. Dott. Roberto Fico
GIOVEDÌ 28 GENNAIO –
ore 10.00
Gruppo Parlamentare “Per le Autonomie (SVP-PATT, UV)” del Senato della Repubblica
ore 10.30-12.30 e ore 16.00-16.45
Rappresentanti dei gruppi Misti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati
ore 16.45
Gruppo Parlamentare “Liberi e Uguali” della Camera dei deputati
ore 17.30
Gruppi Parlamentari Italia Viva – PSI del Senato della Repubblica e Italia Viva della Camera dei deputati
ore 18.30
Gruppi Parlamentari “Partito Democratico” del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati
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VENERDI’ 29 GENNAIO –
ore 16.00
Gruppi Parlamentari “Fratelli d’Italia” del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati
Gruppi Parlamentari “Forza Italia – Berlusconi Presidente – UDC” del Senato della Repubblica e “Forza Italia Berlusconi Presidente” della Camera dei deputati
Gruppi Parlamentari “Lega – Salvini Premier” del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati
Rappresentanti delle componenti “Idea e Cambiamo” del Gruppo Misto del Senato della Repubblica e “Noi con l’Italia – USEI – e Cambiamo” del Gruppo Misto della Camera dei deputati
ore 17.00
Gruppi Parlamentari “Movimento 5 Stelle” del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati.
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Gruppo dei ‘Volenterosi’ con soccorso “rosso”
Luigi Vitali di FI, che sembrava pronto ad aderire al nuovo gruppo oggi ha precisato che la sua è un’interlocuzione solo sui temi della giustizia ma che resterà nel suo partito
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28 gennaio 2021
09:42
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C’è voluto il “soccorso rosso”, cioè il prestito di una senatrice da parte del Pd, per far nascere il gruppo dei “volenterosi”, che dovrebbe sostenere Giuseppe Conte nella sua corsa verso il ter. Ma a puntellare l’aiutino di Zingaretti – necessario per i litigi tra i senatori e le senatrici “responsabili” – sembrava pronta ad arrivare anche una sponda da Forza Italia con l’ingresso del senatore Luigi Vitali che invece stamattina ha precisato che non darà alcun sostegno al Conte ter: “Nelle scorse ore ho avuto modo di interloquire con il Presidente del Consiglio Conte sottoponendogli l’urgenza e l’importanza per il Paese di una riforma complessiva della Giustizia dichiarando il mio appoggio ad un ritorno allo stato di diritto e di garanzie nel processo”, spiega Vitali.
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“È inaccettabile pensare che in un Paese civile siano stati aboliti i termini della prescrizione quando i processi hanno una media di durata al di là di tutti gli standard europei. Questo ragionamento condiviso con Conte” conclude “era nel solco di quanto già dichiarato dal Presidente Berlusconi sull’apertura ad un Governo Istituzionale e a quanto dichiarato dal Segretario Matteo Salvini circa la volontà di parlare con chiunque a patto che fossero messi al centro i contenuti di una piattaforma di Governo che prevedesse tra gli altri una riforma della Giustizia e Fiscale. Percorsi utili ed essenziali per evitare elezioni anticipate che tutt’ora ritengo insensate. Ribadisco dunque nessun appoggio politico al Conte Ter”.
Il partito di Renzi, che aveva già visto nel prestito della senatrice Dem un gesto ostile del segretario del Pd nei suoi confronti, registra la novità e si vede ulteriormente “neutralizzare” dal punto di vista numerico.
L’annuncio della costituzione del nuovo gruppo è stato dato in Aula a Palazzo Madama dalla presidente Maria Elisabetta Casellati, che ha riferito che il nuovo gruppo si chiamerà “Europeisti-Maie-Centrodemocratico”. Alla lettura dei dieci nomi (numero minimo per costituire un gruppo), è emersa l’assenza di Lello Ciampolillo e di Sandra Lonardo Mastella. Senza la senatrice Dem, la scrittrice Tatjana Rojc, ci si sarebbe fermati a quota nove. Per altro Rojc ha chiarito subito che rimane nel Pd e che ha solo dato un aiuto alla nascita del gruppo. In ogni caso si tratta di dieci senatori che avevano già votato la fiducia martedì 19 gennaio, e otto di loro la votavano già prima. A questi, ora, si aggiunge Vitali e, come fiducioso annuncia il leader del Maie, Ricardo Merlo, a sostenere il Conte ter “arriveranno” altri senatori oggi all’opposizione.
Il capogruppo è Raffaele Fantetti, ex Fi che vota la fiducia dallo scorso ottobre, e Andrea Causin, che assieme a Maria Rosaria Rossi ha votato la fiducia la scorsa settimana lasciando Fi. Fantetti, Causin e Merlo andranno da Mattarella oggi alle 11,50 a proporre il reincarico a Giuseppe Conte.
Sandra Lonardo Mastella ha spiegato i motivi della mancata adesione: l’assenza del nome della sua associazione politica “Noi campani” dalla dicitura ufficiale del gruppo. Si tratta solo di un apparente capriccio visto che l’avere un gruppo parlamentare in uno dei due rami del Parlamento esonera dalla raccolta delle firme alle successive elezioni.
Al momento i numeri del Senato timidamente schiodano dagli attuali 157 (i sì alla fiducia comprensivi dei tre senatori a vita) per quotarsi a 158/159. Alla Camera lo scenario è quasi in fotocopia: due senatrici ex M5s che avevano votato il 18 la fiducia a Conte hanno aderito alla componente Centro Democratico di Bruno Tabacci, che sale da 13 a 15, mentre per formare un gruppo ne servono 20.
Operazioni in corso, dunque, che irritano – e non poco – il leader di Iv su cui Zingaretti, in Direzione, ha detto di nutrire “fondati dubbi sulla affidabilità per il futuro”. Non il modo migliore per addolcire Renzi che infatti ha parlato di “autentico scandalo”.
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Governo, Renzi: ‘Dopo i veti ci dicano se ci vogliono’
Ripresi nel pomeriggio gli incontri. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha visto prima il gruppo parlamentare Liberi e Uguali
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29 gennaio 2021
09:37
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Matteo Renzi dice no all’ipotesi di un incarico immediato a Giuseppe Conte per formare un nuovo governo subito. Prima, dice al capo dello Stato, bisogna chiarire se Pd e M5s vogliono ancora Italia viva in maggioranza.
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Si allontana così la soluzione della crisi. Il leader di Iv non pone un veto sul nome di Conte ma il suo auspicio è che si affidi un mandato esplorativo a una personalità terza per verificare se ci siano le condizioni di rimettere insieme la maggioranza, poi tutte le strade saranno aperte. E’ lui, dice Nicola Zingaretti al Quirinale, l’unico “punto di sintesi” possibile. Ma Renzi, dopo aver avuto un colloquio telefonico con il premier dimissionario, non esclude altre soluzioni. ‘Fare presto, fare bene, fare lietamente’: cita Paolo VI il leader di IV e assicura di essere pronto a un governo politico e in subordine anche istituzionale ma vuole sapere se i veti sul suo partito siano caduti. Non esiste un’altra maggioranza possibile secondo il leader di Italia Viva e i fatti lo dimostrerebbero.
La seconda giornata di consultazioni:
Per questo, nonostante la “guerra del fango” degli ultimi 15 giorni, la soluzione alla crisi passa per il confronto con Iv, dice: Pd e M5S “devono capire se vogliono stare o no con noi”. E un eventuale mandato esplorativo a una figura istituzionale potrebbe servire proprio a prendere ancora tempo e a riaprire il dialogo. Dopo Italia Via, tocca al Partito democratico andare a colloquio con Mattarella: la scena cambia, i volti sono tesi, le parole misurate e stringate. Nicola Zingaretti ribadisce il sostegno dei Dem al premier dimissionario. Una “soluzione rapida”, è quanto vuole il Nazareno per uscire dal “momento buio”, che pure il Pd “ha cercato di contrastare” in ogni modo. Pochi minuti di dichiarazione e poi la delegazione Dem scivola via dal salone del Quirinale senza rispondere alle domande dei cronisti. Devono ancora salire al Colle il Movimento cinquestelle e il centrodestra ma l’attesa ora è tutta per le scelte di Sergio Mattarella, che potrebbe decidere di affidare l’incarico esplorativo ad una personalità terza, istituzionale.
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Le posizioni degli altri partiti:
– Liberi e Uguali – “Abbiamo comunicato al presidente Mattarella la nostra disponibilità a proseguire la esperienza di governo con il presidente Conte, fondata sull’alleanza tra M5S, Pd,e Leu come nel 2018 e che possa allargarsi a chi crede nei valori costituzionali ed in una Ue solidale”. Lo ha detto Federico Fornaro di Leu al termine dell’incontro al Quirinale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
La prima forza politica a salire al Colle è stato il gruppo delle Autonomie. “Abbiamo una preferenza per un eventuale Conte Ter. Abbiamo avuto una buona esperienza con Conte che ci ha sempre dato una mano. Pensiamo sia un punto di equilibrio tra tutti i partiti che formano questo governo e senza di lui è difficile avere una stabilità”, ha detto Julia Unterberger del Gruppo “Per le Autonomie” al Senato al termine dell’incontro con il presidente della Repubblica. “Abbiamo confermato al presidente Mattarella il sostegno per qualsiasi formazione purchè sia fortemente europeista e abbia nel programma la tutela delle minoranze linquistiche e delle autonomie speciali. Il Paese non ha bisogno di una crisi. Si deve trovare una soluzione politica e non un governo tecnico”, ha aggiunto. Ora è la volta del gruppo Misto.
– Misto Senato – “Abbiamo con molta chiarezza dato la nostra indicazione nel senso del presidente Conte: riteniamo indispensabile e necessario costruire intorno a lui e rinforzare la maggioranza e certamente allargarla su temi molto chiari e per portare a compimento il recovery fund. E’ necessario per il Paese che Conte possa continuare in Ue il lavoro importante che è stato fatto ed ha prodotto cambiamenti”, dice Loredana De Petris del Gruppo Misto al Senato al termine dell’incontro al Quirinale con il quale è andata insieme anche al leader di Leu Pietro Grasso. “Il nostro giudizio sull’affidabilità di Iv è abbastanza critico – ha aggiunto – non possiamo essere alla mercè di posizioni poco chiare e comprensibili e poco collegate all’azione di governo. Bisogna garantire la stabilità senza continue contrattazioni”. “Questa crisi ha lo scopo di scompaginare il quadro politico e spaccare una maggioranza che ha dimostrato di lavorare bene. L’alleanza tra il Movimento Cinque Stelle, il Pd e Leu va difesa non solo per il presente ma per il futuro. Non consentiremo che i giochi dei prossimi giorni mettano in discussione questa prospettiva”, prosegue Grasso.
– Misto-Radicali +Europa – “Abbiamo manifestato al presidente Mattarella con chiarezza che non siamo disponibili a nessun tipo di continuità ma siamo disponibili a discutere di contenuti con un nuovo eventuale presidente incaricato con un autorevole profilo europeista e riformatore con una maggioranza più ampia e pari a quella che nella Commissione Ue sostiene Ursula Von Der Leyen”, dichiara invece Emma Bonino di +Eu al termine dell’incontro al Quirinale.
– Misto Camera – “Abbiamo manifestato al presidente Mattarella una generale preoccupazione per una crisi che non ci voleva, Come componente delle minoranze linguistiche auspico la formazione di un governo stabile con maggioranza solida. Per noi è essenziale che sia un governo europeistico con una sensibilità molto alta per le autonomie e le minoranze linguistiche”, dice il dpeutato Manfred Schuullian al termine dell’incontro al Quirinale. “Serve una maggioranza stabile che guarda alla Ue. Un reincarico a Conte ci sembra necessario in quanto unico punto di equilibrio possibile in questa legislatura. Ci affidiamo alla saggezza del presidente Mattarella che si è dimostrato capace di iniziative adeguate”, osserva Bruno Tabacci della componente Centro democratico
– Gli ‘Europeisti’ – “Abbiamo come punto di riferimento il premier Conte: per noi è l’unica soluzione per poter continuare ad andare avanti in questa legislatura”, dice Ricardo Merlo al termine dell’incontro al Quirinale. “Un reincarico a Conte è necessario. In questa pandemia lui è già ‘up to date'”, aggiunge Gregorio De Falco.
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Europeisti, sì a Conte. Bonino apre a ‘maggioranza Ursula’ – TEMPO REALE
Al Quirinale le delegazioni dei gruppi Misti, Autonomie ed Europeisti. Nel pomeriggio Leu, IV e Pd
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28 gennaio 2021
13:35
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Comincia a delinearsi il quadro dei ‘desiderata’ dei partiti che da stamattina incontrano il presidente della Repubblica Sergio Mattarella alle consultazioni al Quirinale per cercare di uscire dalla crisi. Le Autonomie e le minoranze linguistiche, il neonato gruppo degli Europeisti e la presidente del gruppo Misto del Senato Loredana De Petris hanno sostenuto l’appoggio ad un ‘Conte ter’ definendo il premier dimissionario un ‘punto di equlibrio’.
Chi ha invece stroncato l’esperienza dell’avvocato del popolo e della maggioranza è stata Emma Bonino, salita al Quirinale con la delegazione di Più Europa e Azione.
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“Non siamo disponibili – chiarisce l’ex Commissario europeo – a nessun tipo di continuità ma siamo disponibili a discutere contenuti con un nuovo eventuale presidente incaricato con autorevole profilo europeista e riformatore, in grado di racogliere una maggioranza più ampia, che unisca le forze che al Parlamento sostengono la Commissione Europea guidata da Ursula von der Leyen”. Bonino dà quindi il via libera alla cosidetta maggioranza Ursula, un’ipotesi contemplata tra gli scenari possibili come sblocco alla crisi.
Ma il clou della giornata di consultazioni sarà nel pomeriggio. Al Colle saliranno Leu, Iv e il Pd. E gli occhi sono puntati sulle mosse di Matteo Renzi, autore dello strappo con Conte e che finora non dà segnali di retromarcia.”Dopo settimane – afferma l’ex premier nell’enews – in cui si sono tentate improbabili soluzioni personali è finalmente venuto il tempo di seguire la Costituzione, di affidarsi al Capo dello Stato e di parlare con il linguaggio della verità davanti al Paese”. Iv si affida alla regia di Mattarella al quale toccherà nei prossimi giorni tirare le fila di questa complessima situazione.
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Università: Manfredi, reazione straordinaria a pandemia
Ministro,lauree in linea 2019.Spero febbraio lezioni in presenza
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ANCONA
28 gennaio 2021
13:11
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“Il sistema universitario italiano, in questo momento di estrema difficoltà, ha avuto una straordinaria reazione. Nel 2020 abbiamo avuto un numero di laureati e di esami sostenuti che è perfettamente in linea con il 2019 e in alcuni casi anche superiore come numero”: è quanto ha detto stamani il ministro dell’Università e ricerca, Gaetano Manfredi, partecipando in videoconferenza all’inaugurazione del 685/o anno accademico dell’Università di Camerino.
“Un risultato – ha sottolineato il ministro – che è dovuto alla straordinaria reazione e al grande impegno del personale tecnico-amministrativo, dei docenti, all’impegno degli studenti che con grande senso civico hanno trasformato questa emergenza in un’ulteriore occasione di impegno”. “Mi auguro che con l’inizio del secondo semestre, a febbraio, – ha aggiunto – si possa ripartire con le lezioni in aula, rispettando le condizioni di sicurezza imposte dall’emergenza Covid”.
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Governo, secondo giorno di consultazioni. Il film della giornata
Le delegazioni dei partiti al Quirinale. La ‘prima volta’ al Colle degli ‘Europeisti’. Renzi. ‘no mandato esplorativo a Conte’. Zingaretti: ‘Incarico al premier è punto di sintesi’
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28 gennaio 2021
22:42
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Quello di oggi potrebbe essere il giorno della verità per un eventuale governo ‘Conte ter’. Al Quirinale infatti è la volta dei partiti.
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E, forse, dopo che il presidente della Repubblica, Sergio Matarella, avrà ascoltato le delegazioni dei vari gruppi Misti di Camera e Senato, di Italia Viva, di Leu e del Pd, il quadro per una soluzione della crisi di governo, aperta dallo strappo di Renzi, potrebbe cominciare a farsi un po’ più chiaro.
Questo il film della giornata minuto per minuto:
Ore 9.10 – Il senatore di Forza Italia Luigi Vitali, dopo aver annunciato ieri sera di voler aderire al nuovo gruppo degli ‘Europeisti’ per dare una mano alla nascita del ‘Conte ter’, di prima mattina ci ripensa e avverte che una telefonata prima con Berlusconi e poi Salvini lo hanno convinto a fare un passo indietro. Ufficialmente spiega che lo ha fatto perché non ha ricevuto ‘adeguate garanzie’ da Conte sui temi della giustizia, ma a Palazzo Madama i dubbi restano.
Ore 10.25 – “Non abbiamo nessuna intenzione di chiuderci nelle nostre stanze a cercare un governo a qualunque costo”, “prendiamoci cura dell’Italia e credo che la cura giusta sia un governo di legislatura”, scrive su Facebook il segretario Dem Nicola Zingaretti
Ore 10.30 – Il gruppo delle Autonomie va al Quirinale e dice sì ad un eventuale ‘Conte ter’
Ore 10.50 – E’ la volta del gruppo Misto del Senato presieduto da Loredana De Petris, accompagnata dal leader di Leu Pietro Grasso, che ribadisce il sostegno a Conte. “Riteniamo indispensabile e necessario costruire intorno a lui” rinforzando e allargando la maggioranza
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Ore 11.00 – Arriva al Colle la componente del Misto-Radicali +Europa con Emma Bonino che conferma il no ad un nuovo governo guidato da Conte e propone una maggioranza ‘Ursula’, cioè una maggioranza più ampia come quella che nella Commissione Ue sostiene Ursula Von Der Leyen”.
Ore 11.08 – GiuseppeConte ascotato come testimone nel processo per la nave Gregoretti. E’ cominciata a Palazzo Chigi la deposizione del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, come testimone, nell’ambito dell’udienza preliminare del procedimento Gregoretti per la richiesta di rinvio a giudizio di Matteo Salvini. L’ex ministro dell’Interno, presente nella sala assieme al suo legale, l’avvocato Giulia Bongiorno, è imputato per sequestro di persona per il ritardo dello sbarco di 131 migranti nel luglio del 2019.
Ore 11.30 – Il gruppo Misto della Camera dice, con il deputato Manfred Schuullian, che punta a “un governo stabile con maggioranza solida”. Mentre Bruno Tabacci della componente Centro democratico parla della “necessità” di un reincarico a Conte.
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Ore 11.50 – Quindi tocca agli ‘Europeisti – Maie’ che, essendosi appena costituiti al Senato, fanno il loro esordio al Colle con una delegazione composta da Ricardo Merlo, Andrea Causin e Gregorio De Falco. Ovviamente il loro “punto di riferimento” per il prossimo Esecutivo è “il premier Conte”.
Ore 12. 10 – Questa parte delle consultazioni si interrompe. Riprenderà nel pomeriggio con le delegazioni di Leu, di Italia Viva e del Pd
Ore 12.25 – Governo: Merlo (Maie),allargare maggioranza senza esclusioni – “Non pensiamo a una campagna per allargare il nostro gruppo. Parliamo con tutti per allargare la maggioranza senza escludere nessuno”. Lo ha detto Ricardo Merlo del Maie al termine dell’incontro con il presidente Mattarella rispondendo a un cronista che gli ha chiesto se stia continuando il “suo proselitismo”.
Ore 12.28 – Bonafede, fondi Recovery legati a riforme giustizia. Si conoscono alcuni dei passaggi più significativi della Relazione sullo stato della Giustizia trasmessa ieri sera dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, il cui voto da parte del Parlamento (che dopo le dimissioni di Conte non ci sarà) era atteso come il ‘banco di prova’ per la tenuta del Governo. Non soltanto gli investimenti richiesti dal Ministero della Giustizia, ma l’intero Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sarà scrutinato tenendo conto della capacità di affrontare con riforme normative, investimenti e misure organizzative i problemi del processo civile e penale e di apprestare un’efficace prevenzione della corruzione”.E’ uno dei passaggi più significativi della Relazione sullo stato della Giustizia che il ministro Alfonso Bonafede ha trasmesso alle Camere.
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Ore 12.34 – Europeisti, avanti con Conte per la stabilità. “La nostra delegazione ha presentato al presidente Mattarella la richiesta di una rapida soluzione della crisi di governo aperta dopo l’uscita dalla maggioranza di Italia Viva. Il gruppo Europeisti-Maie-Cd sostiene il presidente Conte e non ha nessuna preclusione nei confronti delle forze che hanno sostenuto l’attuale governo”. Lo dichiara Raffaele Fantetti, presidente del gruppo Europeisti-Maie-Cd al Senato.
Ore 13.04 Governo: Bonaccini, giusto partire da ipotesi di Conte ter. “Giusto partire dall’ipotesi e dalla proposta di un ‘Conte ter’ e ci sia una maggioranza che lo sostenga più larga di quella di oggi, altrimenti” si ha “un Governo ostaggio di ricatto parlamentare quotidiano”. Così il presidente dell’Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, a ‘L’Aria che tira’ su La7.
Ore 13.37 Gregoretti: finita udienza Gip a Palazzo Chigi. Si è conclusa la deposizione del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, come testimone, nell’ambito dell’udienza preliminare del procedimento Gregoretti per la richiesta di rinvio a giudizio di Matteo Salvini. L’ex ministro dell’Interno è imputato per sequestro di persona per il ritardo dello sbarco di 131 migranti dalla nave nel luglio del 2019.
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Ore 14.32 Salvini, o Governo centrodestra o voto. “Ci vuole serietà, non vado al governo a tutti i costi: la parola va data agli italiani: l’unica alternativa è un governo di centrodestra oppure si deve andare al voto” . Così il leader della Lega Matteo Salvini. “Confidiamo – ha aggiunto – in Mattarella, che speriamo non tolleri ancora a lungo questo teatrino, con la caccia disperata al viandante. L’italia non lo merita”.
Ore 16.31 – LeU al Quirinale. Riprendono le consultazioni. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alle 16.45 riceverà il gruppo parlamentare Liberi e Uguali della Camera. La delegazione di Leu appena giunta al Quirinale è composta da Federico Fornaro e Rossella Muroni.
Ore 16.36 – Si riunisce la “fronda” deputati M5S, senza Conte no a fiducia. Riunione, in gran parte in videocall, di un gruppo deputati M5S questa mattina. Alla riunione, riferisce una fonte parlamentare presente all’incontro, ha partecipato un numero di deputati superiore alla ventina e “proveniente trasversalmente da tutta la penisola”. E al tavolo è stato sottolineato un concetto: “senza Conte non sarà votata la fiducia a un altro premier”. Nella riunione, che ripercorre un po’ quella di ieri sera al Senato, secondo la stessa fonte è stato comunque “tenuto presente” che il gruppo è compatto su Conte ma è stata anche rimarcata la necessità di aprire al rientro in maggioranza di Italia Viva.
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Ore 16.55 – -Toti, ora la palla nel campo avversario. “La palla è nell’altra metà campo: se Conte sarà il Presidente reincaricato, si discuterà il centrosinistra. Come abbiamo detto la cosa non ci riguarda. Noi continueremo a svolgere il nostro ruolo di opposizione responsabile”. Così il leader di Cambiamo e Presidente della Regione, Liguria, Giovanni Toti, al termine di una riunione con i suoi senatori. “Se invece il Conte ter non ci sarà, allora restano due strade: o le forze più responsabili presentano un progetto di emergenza del paese prima di andare a votare. O altrimenti la via delle urne è sempre percorribile. Noi al Colle diremo che dalle ceneri di Conte non può nascere un altro suo governo. Poi tra noi c’è chi pensa al voto e chi a un esecutivo di salute pubblica, ma ci interrogheremo dopo esito primo giro”.
Ore 17.01 – Leu, continuare con Conte e allargare. “Abbiamo comunicato al presidente Mattarella la nostra disponibilità a proseguire la esperienza di governo con il presidente Conte, fondata sull’alleanza tra M5S, Pd,e Leu come nel 2018 e che possa allargarsi a chi crede nei valori costituzionali ed in una Ue solidale”. Lo ha detto Federico Fornaro di Leu al termine dell’incontro al Quirinale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Le elezioni sono una delle possibilità. In questo caso secondo noi l’ultima. Se ci si va, il sistema elettorale non è una variabile indipendente. Il rosatellum spinge alle alleanze nell’uninominale. Se si va in quella direzione sarebbe folle che gli attuali componenti della maggioranza andassero divisi: si darebbe un vantaggio competitivo alla destra non elevatissimo ma gravissimo”.
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Ore 17.01 Consultazioni: Iv a colloquio con Mattarella. La delegazione di Italia Viva è a colloquio al Quirinale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La delegazione è composta, oltre che dai capigruppo di Senato e Camera Davide Faraone e Maria Elena Boschi, da Matteo Renzi e da Teresa Bellanova.
Ore 18.05 Pd al Quirinale per l’incontro con Mattarella – La delegazione del Partito democratico è giunta al Quirinale per l’incontro con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, l’ultimo della seconda giornata di consultazioni. Al colloquio con il capo dello Stato, in programma alle 18.30, oltre al segretario del Pd, Nicola Zingaretti, parteciperanno i presidenti dei gruppi Dem di Senato e Camera, Andrea Marcucci, Graziano Delrio, la presidente del partito, Valentina Cuppi, e il vicesegretario, Andrea Orlando.
Ore 18.11 – Renzi, c’è indecorosa caccia a parlamentari. No c’è maggioranza senza Iv, ci dicano se ci vogliono “La Caccia al singolo parlamentare è indecoroso, si è fatto credere che con un voto o due si affrontasse la crisi. Iv è esattamente l’opposto come dimostrano le nostre ministre che si sono dimesse”. Così Matteo Renzi al termine delle consultazioni. “Andare ad elezioni sarebbe un errore per l’Italia, rischiamo di perdere l’appuntamento con il recovery. Occorre un governo presto e abbiamo dato disponibilità al presidente per individuare le soluzioni più opportune, preferiamo un governo politico che istituzionale ma siamo disponibili anche a un governo istituzionale”. “Abbiamo subito 15 giorni di fango perché siamo stati gli unici a porre problemi di merito. Noi non ci siamo prestati alla guerra del fango. Il punto fondamentale per noi oggi è dire che siamo pronti ad appoggiare un governo istituzionale o politico, con larga preferenza per quest’ultimo, ma questa proposta politica necessita il passaggio ulteriore di capire se vogliono stare o no con noi. Devono confrontarsi con noi, non con gli hashtag. Poi discuteremo delle persone. Io non vedo altra maggioranza politica che non contempli Italia viva” ha detto Matteo Renzi al termine del colloquio con Mattarella.
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Ore 18.30 – Rampelli (Fdi), è caos dentro e fuori dai palazzi. “Conte vorrebbe proseguire il suo cammino dichiarando di avere la maggioranza per allungare il Conte 2, Renzi vorrebbe sostituirlo con chiunque passi – anche per sbaglio – in Piazza Colonna, il Pd forse protende per un Conte 3 e nel frattempo “presta” una senatrice ai responsabili che altrimenti non avrebbero il numero legale per varare il Gruppo, i responsabili vanno e vengono e non sembrano comunque sufficienti a sostituire la pattuglia renziana a sostegno di Giuseppi, venti grillini ricattano il Capo dello Stato minacciando di non votare la fiducia al nuovo governo se l’avvocato del popolo non sarà confermato, qualcuno chiede un governo di unità nazionale, Orlando non ne vuole sentire parlare, i cacciatori di responsabili non si accorgono di non avere seggi da offrire ai responsabili, il centrodestra che invece li avrebbe non intende usarli per comprare parlamentari, Sergio Mattarella barcolla in questa giostra sbilenca, priva di un centro di gravità permanente… la sinistra spregiudicata e furbacchiona, more solito, pone il problema dell’Europa, trasfigurando Bruxelles in una cricca di oligarchi insensibili al giudizio dei popoli. Forse occorrerebbe partire da chi aveva vinto le elezioni nel 2018, perché questa legislatura inizia da lì, o no?”. Lo scrive il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia sulla sua bacheca Facebook.
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Ore 18.49 Malumori Fdi su alleati, Meloni valuti delegazione unitaria. Forti malumori tra i dirigenti di Fratelli d’Italia sarebbero emersi già dai primi interventi durante la direzione nazionale del partito in corso su zoom e che vede la partecipazione del presidente Giorgia Meloni. Le indiscrezioni apparse sulla stampa che raccontano che gli alleati di centrodestra non escluderebbero governi insieme al M5S e al Pd, non sono piaciute agli esponenti del partito di via della Scrofa. “Il centrodestra deve essere alternativo alla sinistra e per questo abbiamo sempre e coerentemente rifiutato inciuci e giochi di Palazzo” avrebbe detto un autorevole dirigente FdI, mentre altri hanno ribadito quanto sia “assurdo anche solo pensare di fare un governo con M5s, Pd o Renzi e dunque con chi sta mettendo in ginocchio l’Italia e ha gestito malissimo l’emergenza covid dal punto di vista economico e sanitario e che dopo aver sperperato i soldi degli italiani in banchi a rotelle e bonus monopattini ora vorrebbe fare la stessa cosa con le risorse del recovery plan”. In molti, inoltre – raccontano – hanno chiesto al presidente Meloni di ponderare bene la decisione di partecipare domani alle consultazioni con il Capo dello Stato al Quirinale con una delegazione unitaria.
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Ore 19.04 – Zingaretti, Pd sostiene incarico a Conte, è punto sintesi. “Abbiamo indicato la disponibilità a sostenere un incarico al presidente Conte che anche nell’ultimo voto di fiducia si è rivelato punto di sintesi ed equilibrio avanzato”. Lo dice Nicola Zingaretti, segretario del Partito democratico, al termine delle consultazioni al Quirinale. Il Pd ha comunicato di sostenere l’incarico al presidente uscente Giuseppe Conte “per un governo che possa contare su un’ampia e solida base parlamentare, che sia nel solco della migliore tradizione europeista, che sia in grado di affrontare le emergenze della pandemia e che realizzi con riforme istituzionali quella macchina pubblica in grado di far ripartire il Paese”. Lo dice il segretario del Pd Nicola Zingaretti al termine delle consultazioni al Colle.
Ore 19.18 Renzi dice no mandato esplorativo a Conte,prima altro nome. No a un incarico subito a Giuseppe Conte: si dia prima un mandato esplorativo a un’altra personalità per verificare se M5s e Pd vogliono ancora una maggioranza con Italia viva. E’ la posizione che avrebbe espresso Matteo Renzi al Quirinale nel corso delle consultazioni, aggiungendo che successivamente tutte le soluzioni sarebbero aperte senza preclusioni sui nomi.
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Ore 19.34 Gasparri, a Renzi interessa solo sua visibilità. “Il mezzo è il messaggio diceva McLuhan. Renzi ha fatto capire chiaramente cosa gli interessa. Uscito dal colloquio con il Presidente della Repubblica ha occupato per un tempo interminabile la sala del Quirinale per stare sugli schermi televisivi e fare la sua propaganda. Fallito come presidente del Consiglio, fallito come segretario del Pd, fallito il suo progetto scissionista di Italia Viva inchiodato al 2-3% ha scatenato la crisi per far parlare di sé, per stare in televisione, per monopolizzare la comunicazione anche adesso con una scorrettezza istituzionale che quasi quasi faceva intervenire i corazzieri, vista la sua ostinazione a impossessarsi dei microfoni del Quirinale”. Lo dichiara il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri “Renzi – aggiunge – è affetto da bulimia, da protagonismo, è un perdente che dal 40 è sceso al 3% e vuole imporre la sua logica agli italiani. Fingendo di parlare di cose di buon senso delle quali non gliene importa niente. Gli interessa se stesso, la sua visibilità, il suo potere. È il peggiore protagonista di questa crisi. Noi siamo alternativi a tutto ciò, al Pd, ai falliti grillini, all’esibizionista Renzi”.
Ore 20.09 M5s, domani al Quirinale Crimi e i capigruppo. “La delegazione del Movimento 5 Stelle che, domani pomeriggio, alle ore 17.00, sarà ricevuta al Quirinale dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nell’ambito delle consultazioni, sarà composta dal capo politico, Vito Crimi, e dai capigruppo del Senato e della Camera, Ettore Licheri e Davide Crippa”. Lo rende noto Il Movimento 5 Stelle.
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Ore 20.12 Leu, allargare base parlamentare senza veti .”La soluzione di questa crisi passa per una ripartenza del governo Conte e un ampliamento della base parlamentare della maggioranza, senza partire da veti nei confronti di nessuno e nella consapevolezza della difficile fase economica e di emergenza sanitaria che sta vivendo l’Italia”. Lo scrivono in una nota i capigruppo di Leu al Senato e alla Camera Loredana De Petris e Federico Fornaro.
Ore 20.25 Orlando,Iv in maggioranza? Dipende da veto su Conte. “Per riprendere Renzi in maggioranza bisogna capire se Renzi pone un veto su Conte o no, cioè se è vero quello che ha detto al Quirinale o se è vero quello che ha fatto uscire dopo sulle agenzie. Ma se con Renzi i numeri restano risicati, si continuerà a ballare e per questo vogliamo un allargamento della maggioranza. L’ultima parola naturalmente spetta a Mattarella ma ci sono più scenari e si rischia di rotolare ad elezioni”. Così Andrea Orlando (PD), ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7.
Ore 21.00- Meloni, serve voto, maggioranza coesa è impossibile. “Nell’attuale parlamento è impossibile, per quelli che sono i numeri, creare una maggioranza coesa. Il problema attualmemte non è il governo ma il parlamento. E’ il parlamento che bisogna cambiare se si vuole dare un governo serio a questa nazione. E lo puoi cambiare solo con le elezioni. Poi, da noi si inventano qualunque cosa e non si può mai votare. Qualunque scusa è buona: c’è il derby domenica? E non si può votare. Ma in tutta Europa stanno votando, in tutto il mondo: in Portogallo le persone erano in fila, composte, e negli Stati uniti la stessa cosa”. Lo ha detto la leader di FdI, Giorgia Meloni, intervistata da Paolo Del Debbio a Diritto e rovescio, su Rete 4. “Chiediamo agli italiani cosa serve all’Italia, il popolo sceglie meglio del palazzo – ha aggiunto -. Renzi, i 5 Stelle e il Pd per garantirsi la poltrona devono impedire che gli italiani votino perché, a occhio, li mandano a casa”.
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Nave Gregoretti. Ascoltato Conte a Palazzo Chigi. Bongiorno: ‘Ha ribadito quanto detto da Salvini’
Il Gup di Catania Sarpietro: ‘I singoli eventi erano curati dai singoli ministri’
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CATANIA
28 gennaio 2021
16:56
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Matteo Salvini “ha tutelato l’interesse nazionale e ha agito in linea con la politica governativa ribadita oggi da Giuseppe Conte”. È quanto dice la difesa dell’allora ministro dell’Interno dopo l’udienza preliminare per il caso della nave Gregoretti.
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Stamattina è stato sentito il presidente del Consiglio dimissionario Giuseppe Conte che, come sottolineano ancore i legali del leader della Lega, ha confermato di essere “stato protagonista” nella politica della redistribuzione prima degli sbarchi”.
Ma Conte, affermano gli avvocati di parte civile dopo l’udienza nella quale Conte è stato sentito, in qualità di testimone, dal Gip di Catania a Palazzo Chigi, “ha chiarito che la decisione sul pos (place of safety) per la Gregoretti è stata presa dall’allora ministro dell’interno Matteo Salvini “.
“La coralità” delle azioni del governo “atteneva alla politica generale, i singoli eventi erano curati dai singoli ministri: il ministro Salvini prima e la ministra Lamorgese dopo”, dichiara il Gup di Catania Nunzio Sarpietro all’uscita di Palazzo Chigi. “Conte è stato molto collaborativo e molto profondo nelle risposte”, aggiunge Sarpietro. E ancora: “Non c’è una collaborazione” tra presidente del Consiglio e ministro dell’Interno, “c’è un indirizzo politico che il ministro dell’Interno esegue”, sottolinea il Gup che precisa: “Non parliamo ancora di reati, stiamo parlando di un processo in cui bisogna accertare se c’è un reato”.
Gli avvocati di Salvini, intanto, dicono di essersi basati su nuovi documenti ottenuti dopo la precedente udienza di Catania. Documenti che – a loro giudizio – confermano che Salvini operò in linea con la politica governativa: il ministro si opponeva in attesa della redistribuzione dei migranti.
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Una prassi, ricordano i legali, proseguita anche con il governo ‘giallorosso’. Nel corso della deposizione di Conte, gli avvocati hanno evidenziato un altro aspetto: il premier aveva scritto a Salvini per sollecitare lo sbarco dei minori a bordo della Open Arms (episodio successivo alla Gregoretti, ma consumato negli ultimi giorni del ‘Conte Uno’) senza far cenno ai maggiorenni e senza aver mai preso iniziative simili in precedenza. “L’ennesima dimostrazione – secondo la difesa dell’ex ministro dell’Interno – della piena consapevolezza e condivisione del governo”.
A questo, si aggiungerebbe una lettera aperta di Conte, ricordata durante l’udienza dall’avvocato Giulia Bongiorno, che sul ‘Corriere della Sera’ ribadiva implicitamente di non aver mai voluto far sbarcare i migranti maggiorenni. “Siamo soddisfatti – dichiara Bongiorno – perché Conte ha ribadito quanto detto da Salvini. Col governo Conte I c’è stato un cambio di linea sull’immigrazione e si è stabilito che le redistribuzioni dei migranti si decidessero prima degli sbarchi. Il premier ha parlato di gioco di squadra e quella di Salvini non è stata quindi la scelta scellerata di un singolo ministro ma una linea che Conte ha condiviso”, osserva l’avvocatessa ed ex ministro nel governo Conte-Salvini.
L’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini è accusato di sequestro di persona per il ritardo dello sbarco di 131 migranti dalla nave Gregoretti nel luglio del 2019.
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Bonafede, fondi Recovery legati alle riforme della giustizia
Il Guardasigilli ha trasmesso ieri sera la sua Relazione sulla Giustizia. Procedimenti penali in corso: 2.676.750. Oltre 7mila detenuti in meno
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28 gennaio 2021
15:37
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“Non soltanto gli investimenti richiesti dal Ministero della Giustizia, ma l’intero Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sarà scrutinato tenendo conto della capacità di affrontare con riforme normative, investimenti e misure organizzative, i problemi del processo civile e penale e di apprestare un’efficace prevenzione della corruzione”.E’ uno dei passaggi più significativi della Relazione sullo stato della Giustizia che il ministro Alfonso Bonafede ha trasmesso ieri sera alle Camere. Relazione sulla quale, dopo le dimissioni di Conte, non ci sarà alcun voto in Parlamento, ma che era stata considerata un possibile ‘momento di verità’ per la tenuta dell’Esecutivo visto che in molti, a cominciare da Italia Viva, avevano annunciato voto contrario.
– RIFORME E RECOVERY – “La confidence delle istituzioni europee verso le prospettive di rilancio del nostro Paese è dunque fortemente condizionata dall’approvazione di riforme e investimenti efficaci nel settore della giustizia” sottolinea ancora Bonafede.
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“Non può del resto sfuggire come qualsiasi progetto di investimento – anche estraneo al settore giustizia strettamente inteso – per essere reputato credibile dev’essere immunizzato dal rischio che un lungo contenzioso giudiziario ne ostacoli la realizzazione entro le scadenze stabilite dal Regolamento Next Generation EU “, prosegue il ministro, ricordando che “i progetti di riforma del processo penale, del processo civile e dell’ordinamento giudiziario, approvati dal Consiglio dei Ministri nell’anno 2019 e nel 2020, sono attualmente all’esame del Parlamento”.Si tratta “di misure elaborate prima della pandemia, della crisi economica e sociale che ne è conseguita e, dunque, prima che si aprissero le prospettive di ripresa incarnate dal Next Generation EU”.
“Dei circa 3 miliardi di euro attribuiti dalla bozza di PNRR trasmessa al Parlamento al settore della giustizia, 2,3 miliardi sono destinati ad assunzioni a tempo determinato dedicate in larga parte al rafforzamento e alla riqualificazione dell’Ufficio per il processo”. Ufficio che “potrà ora essere alimentato da 16.000 addetti con contratto a tempo determinato e da 2.000 magistrati onorari aggregati. Lo sottolinea ancora il ministro Bonafede, nella relazione in cui spiega che l’obiettivo è “assorbire, nell’orizzonte previsto (2026), l’arretrato che rappresenta il principale fattore di rallentamento dei processi e l’ostacolo pratico all’attuazione del diritto alla ragionevole durata”. Altri 4.200 operatori a tempo determinato saranno chiamati a rafforzare la capacità amministrativa del sistema. E un contingente di 100 magistrati onorari ausiliari supporterà la sezione tributaria della Corte di Cassazione, “che è gravata da un numero di pendenze superiore al dato globale di tutte le altre sezioni civili della Corte di legittimità”.
– PROCEDIMENTI IN CORSO – Nel corso dell’ultimo anno il numero complessivo di procedimenti penali pendenti presso gli Uffici giudiziari è rimasto stabile, attestandosi a 2.676.750 procedimenti alla data del 30 settembre 2020. Il dato è contenuto sempre nella Relazione del Guardasigilli. Nei primi nove mesi del 2020, in relazione con il rallentamento delle attività dovuto alla pandemia, il totale dei procedimenti penali pendenti presso gli uffici giudicanti è cresciuto del 4,3%. Nello stesso periodo si è, invece, ridotto il numero di procedimenti pendenti dinanzi agli uffici requirenti (-2,7%). Rispetto all’anno precedente a un generalizzato calo del numero delle nuove iscrizioni (-11,71% sul totale), corrisponde un altrettanto generale calo delle definizioni (pari al -16,40%). Globalmente, si registra un aumento delle pendenze pari all’1,51%.
– PROCURE – Per quanto riguarda le Procure il trend delle definizioni, fortemente influenzato dalla situazione pandemica, evidenzia una generalizzata riduzione pari, rispettivamente, al 17,59% per i reati di competenza della DDA, al 10,74% per i reati ordinari e al 17,29% per i reati di competenza del giudice di pace.
– TRIBUNALE – Per gli uffici di Tribunale, nel complesso, l’anno giudiziario 2019/2020, rispetto al precedente, evidenzia una diminuzione delle iscrizioni (in calo del 14,35%) e delle definizioni (in calo del 19,43%).
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– CORTE DI CASSAZIONE – Stesso discorso per la Corte di Cassazione (diminuite iscrizioni e definizioni, rispettivamente nella misura del 18,62% e del 28,78%). E per le Corti di Appello: ad un calo delle iscrizioni pari al 15,79% corrisponde una riduzione delle definizioni nella misura del 25,08%.
– CARCERI – Al 31 dicembre del 2020, erano presenti 53.364 detenuti nelle carceri, oltre 7mila in meno in rapporto con l’anno precedente (60.769). Rispetto alla totalità della popolazione carceraria, gli stranieri sono 17.344, gli uomini 51.109, le donne 2.255. I condannati in via definitiva sono 36.183, i detenuti in attesa di giudizio sono 8.655, gli appellanti 4.078 e i ricorrenti 3.065. Tre sono gli internati.
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Governo: si riunisce “fronda” deputati M5S, senza Conte no a fiducia
Incontro in videocall in mattinata, riaprire a Iv in maggioranza
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28 gennaio 2021
17:36
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Riunione, in gran parte in videocall, di un gruppo deputati M5S questa mattina. Alla riunione, riferisce una fonte parlamentare presente all’incontro, ha partecipato un numero di deputati superiore alla ventina e “proveniente trasversalmente da tutta la penisola”.
E al tavolo è stato sottolineato un concetto: “senza Conte non sarà votata la fiducia a un altro premier”.
Nella riunione, che ripercorre un po’ quella di ieri sera al Senato, secondo la stessa fonte è stato comunque “tenuto presente” che il gruppo è compatto su Conte ma è stata anche rimarcata la necessità di aprire al rientro in maggioranza di Italia Viva.
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Governo: Vitali, da relatore della ex Cirielli all’idea Conte
Il profilo del senatore che ha cambiato idea nell’arco di una notte
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28 gennaio 2021
18:10
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Finito sotto i riflettori per aver cambiato idea, nell’arco di una notte, ritirando il suo sostegno al governo, Luigi Vitali, senatore di Forza Italia con un passato nel Movimento Sociale non è nuovo alle cronache politiche. Quattro legislature alle spalle, eletto per la prima volta in Parlamento nel 1996, due volte sottosegretario alla Giustizia nei governi guidati da Silvio Berlusconi, Vitali viene ricordato per aver presentato emendamenti nel 2001 sul falso in bilancio e per essere stato dal 2005 il relatore della legge ex Cirielli.
Ma soprattutto il senatore finì al centro delle polemiche per l’introduzione sempre nella legge ex Cirielli di un emendamento che l’opposizione di allora ribattezzò “salva Previti”e che prevedeva una riduzione dei tempi di prescrizione dei reati.
Il nome di Vitali torna di nuovo sulla scena nel 2011 quando decise di presentare una proposta di legge per abbreviare i tempi della prescrizione agli over 65.
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Una norma, che a detta sempre delle opposizioni, avrebbe inciso anche sui processi dell’ex premier Silvio Berlusconi, caso Ruby incluso. Non mancarono pesanti polemiche tanto che Niccolò Ghedini, avvocato del Cavaliere prese le distanze dalla proposta di legge chiedendo al senatore di ritirarla.
Nel 2015 Vitali è stato nominato commissario della sua Regione, la Puglia con l’obiettivo di limitare il raggio di azione di Raffaele Fitto. Incarico mantenuto fino al 2018. Nel 2019 si avvicinò a Cambiamo! il movimento di Giovanni Toti, ma senza mai lasciare Forza Italia.
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Afghanistan: Pentagono, talebani non rispettano impegni
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WASHINGTON
28 gennaio 2021
22:57
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I talebani non hanno rispettato gli impegni contenuti nell’accordo di pace sull’Afghanistan. Lo afferma l’amministrazione Biden tramite il Pentagono, guidato dal nuovo segretario alla difesa Lloyd Austin.
“Gli Stati Uniti – ha detto il portavoce del Dipartimento della Difesa John Kirby – restano impegnati sul fronte degli sforzi previsti dall’accordo.
Ma senza un impegno dei talebani nel rinunciare al terrorismo e nel fermare i violenti attacchi contro le forze di sicurezza nazionale afghane sarà molto difficile avere sviluppi in avanti dei negoziati”. Il portavoce ha quindi aggiunto che nessuna decisione è stata ancora presa dall’amministrazione Biden sul futuro delle truppe americane in Afghanistan. MONDO
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Le possibili mosse di Mattarella dopo le consultazioni
Gli scenari che si aprono secondo i costituzionalisti Guzzetta e Olivetti
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29 gennaio 2021
15:33
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Sono diverse le possibili future scelte del presidente Sergio Mattarella al termine delle consultazioni, a seconda dei diversi scenari politici. A sottolinearlo sono alcuni costituzionalisti che evidenziano tuttavia due elementi: “se le scelte possono essere molteplici, visto che l’Italia ha il record mondiale delle crisi”, come osserva Giovanni Guzzetta, è anche vero che i poteri del Presidente della Repubblica “non sono illimitati, ma anzi perimetrati dalla Costituzione”, come sottolinea Marco Olivetti.
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“Il punto di partenza – ricorda il prof Marco Olivetti – è che bisogna collegare il potere del Presidente della Repubblica con il voto di fiducia che le Camere devono dare al governo.
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Il Presidente deve perseguire l’obiettivo di far nascere un governo che abbia la fiducia. Poi esistono altri fattori, come il sistema politico o il sistema elettorale, dato che il margine di intervento del Presidente varia tra un assetto proporzionale rispetto a quello maggioritario”.
La prassi costituzionale per la nascita del governo richiede quattro passi: consultazioni, incarico, nomina e giuramento. “Il presidente – spiega Olivetti – può evitare di ripetere tutti i passi precedenti se il cammino si interrompe ad uno di essi. Ad esempio nel 1979, dopo che Andreotti rinunciò all’incarico datogli, Pertini lo diede a La Malfa senza ripetere le consultazioni”.
Molto dipenderà da quello che diranno i partiti tra oggi e domani, specie Iv. “Il primo scenario – dice Guzzetta – è che già al primo giro si identifichi una maggioranza attorno a un nome al quel dare l’incarico. Sembra tuttavia poco probabile, a giudicare dalle dichiarazioni dei leader di partito. Qualora al primo giro non emerga alcuna indicazione utile, potrebbe esserci da parte del presidente Mattarella un secondo giro di consultazioni graduate a seconda di quanto emerso nel primo”. Ma potrebbero esserci decisioni anche al termine del primo giro: “sembra plausibile – commenta Olivetti – un incarico a Conte” già dopo il primo giro.
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Qui ci possono essere due tipi di mandato: un pre-incarico ed un incarico pieno. “Il pre-incarico – spiega Olivetti – non è una diminutio, può essere un modo per esporre la persona di meno. In fondo il governo Conte bis aveva la fiducia: in assenza di una assenza di veto da parte di Iv, ci potrebbero essere le condizioni per riproporre la situazione ante-dimissioni”. Per Stefano Ceccanti, “se Renzi non pone veti sul nome di Conte, Mattarella potrebbe dare un incarico a Conte”: pieno o un pre-incarico? “Un incarico senza aggettivi – risponde Ceccanti -. Il Quirinale non ci tiene a etichettarlo.
Un incarico a formare un nuovo governo è un incarico, poi starebbe a Conte condurlo in porto”. Qualcosa di simile, dicono sia Guzzetta che Olivetti, a quello di Bersani nel 2013, che però fallì. E in caso di ulteriore nulla di fatto, c’è la possibilità di un incarico esplorativo ad uno dei due presidenti delle Camere, come avvenne nel 2018 per Casellati e Fico, “con lo scopo di fornire informazioni utili al Presidente”, ricorda Olivetti.
Ma potrebbe anche esserci “un ruolo pro-attivo da parte del Presidente Mattarella”, analogo, ricorda Olivetti, “a quello di Scalfaro con i governi Amato e Ciampi, e di Napolitano con il governo Monti”. Secondo Guzzetta poi, “la soluzione più corretta dal punto di vista politico-istituzionale, sarebbe un governo di larghe intese o istituzionale. Il Recovery, infatti, vincolerà le finanze pubbliche delle prossime legislature e sarebbe corretto che tali scelte fossero condivise dal più largo arco di forze”. Ma, sottolinea Guzzetta, “occorrerebbe un passo anche da parte delle opposizioni che dovrebbero assumersi le loro responsabilità”.
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Fontana, Lombardia da zona gialla, Ministero ne tenga conto
Settimana ingiustamente passata in zona rossa
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MILANO
29 gennaio 2021
11:20
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“Da tre settimane la Lombardia ha i dati da zona gialla”: è quanto scrive su Facebook il presidente della Regione Attilio Fontana, auspicando che “dopo la settimana ingiustamente passata in zona rossa, oggi il Ministero possa prendere una decisione che tenga conto della reale situazione epidemiologica della nostra regione”. L’ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza il 23 gennaio con cui la Lombardia è stata riclassificata da rossa ad arancione dura 15 giorni.
Per passare prima in zona gialla servirebbe dunque un nuovo provvedimento ministeriale. Nel suo messaggio sui social, Fontana spiega che nella regione i “tassi di incidenza tra tamponi e positivi” sono “fortemente al di sotto della soglia d’allarme dei 250 casi su 100 mila abitanti”. Da qui l’augurio che il Ministero possa tener conto “della reale situazione epidemiologica” lombarda, “soprattutto – aggiunge – considerando che i ristori per commercianti e categorie, colpite da chiusure da parte del Governo, non arrivano e sono insufficienti”.
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M5s al Colle, no veti a Italia viva. Centrodestra unito – TEMPO REALE
Ma c’è una fronda interna al Movimento. Attesa per la scelta di Mattarella
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29 gennaio 2021
16:11
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Pieno sostegno a Giuseppe Conte, ma “mai più Matteo Renzi”. Ad alzare il tiro è il senatore pentastellato Elio Lannutti, annoverato tra i cosiddetti frondisti al momento irremovibili all’idea di un riavvicinamento del leader di Iv alla maggioranza.
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Una presa di posizione netta, più dura rispetto alla posizione ufficiale del Movimento che è quella di non porre veti netti su nessuna forza politica, Iv compresa, mettendo al centro il sostegno al capo del governo dimissionario. Certo è che i distinguo all’interno del M5s non aiutano a rendere il quadro più chiaro a poche ore dall’incontro con il Capo dello Stato. La delegazione pentastellata infatti sarà l’ultima ad essere ricevuta al Quirinale, chiudendo di fatto il giro di consultazioni aperto da Mattarella giovedì pomeriggio. E non è meno carico di incognite l’incontro tra il presidente della Repubblica e la delegazione del centrodestra.
Dissipati i dubbi sull’ipotesi di andare separati all’incontro con il Capo dello Stato, i leader della coalizione si sono riuniti alla Camera per fare il punto sulla linea da tenere nel corso delle consultazioni. Ufficialmente il centrodestra ribadirà che le uniche alternative, di fronte al fatto che l’attuale maggioranza non ha più i numeri per sostenere un esecutivo, restano due: un governo affidato al centrodestra oppure il ritorno alle urne. Una presa di posizione ufficiale dietro cui però si nascondono diversi distinguo. Non è un mistero infatti che Fi e Cambiamo!, il movimento di Giovanni Toti, non chiudano all’ipotesi di un governo di unità nazionale a differenza di Lega e Fdi.
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Il fronte sovranista, infatti, è indisponibile alle larghe intese, preferendo il ritorno alle urne.
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Governo, terzo giorno di consultazioni. Il film della giornata
I leader del centrodestra tutti insieme al Quirinale. M5S si prepara al Colle: no veti a Italia Viva, Conte è un punto fermo
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29 gennaio 2021
16:32
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Terzo e ultimo giorno di consultazioni con il presidente Mattarella per la formazione di un nuovo Governo: nel pomeriggio saliranno al Quirinale, prima il centrodestra con Lega-FI-FdI e poi il M5s. Renzi ieri ha aperto a un mandato esplorativo, ma a una personalità diversa da Conte. Zingaretti invece ha riaffermato l’appoggio al premier uscente.
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Questo il film della giornata minuto per minuto:
9.04- “Ogni giorno leggo che il centro-destra è diviso e che è stato devastato da senatori voltagabbana: non è andata così.
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E’ andata che Conte si è dovuto dimettere. Mi pare che il centrodestra nei fatti è unito e che l’opzione su cui siamo tutti d’accordo è andare a votare: non mi pare che cambierà”. Lo ha detto la leader di FdI Giorgia Meloni a Radio Anch’io su Rai Radio1. “Un governo Ursula? Ho sentito Berlusconi e non mi pare sia interessato. A me pare che l’Italia abbia bisogno di un governo di patrioti e non di un governo che fa gli interessi di Francia e Germania. Un governo sedicente europeista già lo abbiamo”, ha aggiunto la leader di FdI sottolineando: “In Fi sono europeisti? Per carità, sono inseriti in una dinamica europea: ma se è per questo anche noi siamo inseriti in questa dinamica ma noi ci stiamo per difendere gli interessi nazionali e non quelli di Francia o Germania”.
09:08 – “Questa maggioranza ha in Conte l’unico punto di equilibrio. Ora tutte le forze devono sedersi a un tavolo e trovare con umiltà e responsabilità un accordo. Occorre fare presto, c’è il rischio di rallentare il decreto Ristori e che partano milioni di cartelle esattoriali”. L’ha detto il senatore di Leu, Pietro Grasso ospite di ‘Radio anch’io’ su Radio1.
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09.14 – “Siamo ai fatti, i retroscena non mi appartengono. Al Presidente abbiamo detto che non poniamo e non subiamo veti ma da giorni si sta facendo un mercato indecoroso di parlamentari, tentando lo svuotamento di Italia Viva e dall’altra si va dicendo che siamo inaffidabili: le forze politiche devono dire se Iv è ritenuta affidabile e parte integrante della coalizione. E la risposta deve arrivare da tutti il prima possibile perché non si può perdere tempo”. Lo ha detto la presidente di Iv Teresa Bellanova a Radio Anch’io su Rai Radio1. “Un mandato al presidente Fico è nelle disponibilità del Presidente della Repubblica: a noi andrà bene quello che decide”, ha aggiunto.
09.23 – “Se c’è un governo che governa bene, noi siamo pronti a portare avanti le nostre proposte ma di vita reale, non di filosofia”. L’ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini ospite di ‘Agorà’ su Rai3, precisando che si riferisce a “un governo a guida centrodestra” che si occupi del taglio delle tasse, lavoro, aiuti alle famiglie, salvataggio quota 100. Alla domanda se di conseguenza la sua posizione escluda il voto anticipato, ha risposto: “Se non c’è un governo, come non c’è, scelgono i cittadini”.”Al presidente della Repubblica oggi diremo che l’Italia ha fretta e fame di lavoro, salute e scuola”, ha aggiunto il leader leghista. “Il centrodestra si è dimostrato serio e compatto, è la coalizione che governa 14 regioni su 20. Sono contento, nelle differenze di culture e identità, della serietà dimostrata”. ha detto Salvini, che alla domanda se teme altre fuoriuscite da Forza Italia e se vuole scommettere su questo, ha risposto ironicamente: “Non ho mai vinto nemmeno alla schedina..”
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09.26 – “Se vuoi continuare a governare con un Conte ter, cosa che io auspico, devi avere i numeri in parlamento. E i numeri in parlamento passano dal mettere insieme il centrosinistra che oggi governa l’Italia con una maggioranza auspicabilmente più ampia, evitando però che si sia appesi al Ciampolillo di turno. Di questo io mi vergogno”. Così il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, in diretta su Agorà, su Rai3. “I numeri in parlamento ci dicono che se non metti insieme un’alleanza che riparta da quello che c’è rischi di avere il Ciampolillo di turno che ti condanni ogni giorno a una pena infinita e non riesci più a governare”.
11.37 – Vertice dei leader del centrodestra prima di salire al Quirinale alle 16. A quanto si apprende, una riunione è prevista alle 13.45 alla Camera. Partecipa in videoconferenza Berlusconi, mentre alle consultazioni andrà il vicepresidente Tajani.
12.16 – “Suggerisco ai miei dirigenti del Pd di non farsi ossessionare da Renzi. Non abbiamo bisogno di stabilire le nostre mosse sempre sulla base di quello che dichiara o stabilisce prima Renzi: tutti si chiedono cosa vuole Renzi, io vorrei chiedermi cosa vuole l’Italia. Partiamo da cosa vuole il Pd: io non posso credere che nel mio partito ci sia chi spera di andare alle elezioni anticipate”. Lo ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella, collegato con la trasmissione ‘L’aria che tira’ su La7.
12.26 – “Il Presidente Mattarella saprà indicare la soluzione ideale alla crisi di governo. La nostra fiducia in lui e la disponibilità a collaborare a un’intesa alta per il bene del Paese non sono mancate e non mancheranno. Escluso il Conte ter, i partiti si assumano questa responsabilità”. Lo scrive su Twitter Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia.
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12.53 – “Mezza Europa se non ha il governo va ad elezioni, fa decidere ai cittadini e in Italia invece no. Detto questo, l’unica alternativa è un governo di centrodestra che rimetta al centro l’impresa, lo sviluppo, la crescita”. Lo ha detto il leader della Lega, Salvini, incontrando gli operatori dello sport che stanno manifestando a piazza Montecitorio.
13.30 – “Qualsiasi scelta farà il presidente della Repubblica sarà la migliore possibile. Veti su Conte? E’ una domanda ridondante, lo abbiamo detto mille volte che non abbiamo veti e preclusioni su nessuno”. Lo dice il presidente di Iv Ettore Rosato parlando con i cronisti. Se ci sono veti su Renzi e non su Iv da parte degli altri? “Non esiste il veto ad personam, se ci sono veti su Iv basta dirlo. Senza il nostro leader non c’è neanche Italia Viva”, aggiunge Rosato.
13.45 – “Renzi, anziché mostrarsi col capo coperto di cenere e chiedere scusa al Paese per averlo immobilizzato quando più ha bisogno di andare avanti, ha dettato le sue condizioni con arroganza più sfacciata del solito. Per noi la strada resta: sempre col presidente Conte, ma senza Renzi”. Lo scrive su twitter il senatore M5S Elio Lannutti.
14.09 – E’ iniziato da pochi minuti alla Camera il vertice del centrodestra per fare il punto in vista delle consultazioni con il Presidente della Repubblica.
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15.26 – Tutti i leader del centrodestra saliranno insieme al Colle per le consultazioni. Lo si apprende dal vertice della coalizione.
15.35 – Nessun veto netto contro una forza politica, Iv compresa. Giuseppe Conte come premier un punto fermo. Attenzione non sui nomi ma sui programmi. Il M5s, secondo quanto si apprende da diverse fonti parlamentari, starebbe definendo su queste posizioni la linea da tenere al Colle, dove salirà alle 17. La linea ufficiale sarà spiegata solo dopo l’incontro con il presidente Sergio Mattarella e una serie di riunioni si è tenuta questa mattina sul punto. Anche perché, una fronda – minoritaria – del M5S, sostiene una posizione molto più dura nei confronti di Iv: quella del “mai con Renzi e sempre con Conte”.
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Rete disarmo, Italia revoca export bombe verso Arabia e Eau
Bloccati anche 12.700 ordigni autorizzati da Governo Renzi
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29 gennaio 2021
12:50
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“Con un atto di portata storica il Governo ha deciso di revocare, non solo sospendere, le autorizzazioni in corso per l’esportazione di missili e bombe d’aereo verso Arabia saudita ed Emirati arabi uniti”. Lo afferma la Rete italiana pace e disarmo.
Secondo quanto appreso dalla Rete, “il provvedimento riguarda almeno 6 diverse autorizzazioni già sospese con decisione presa a luglio 2019 tra le quali la licenza MAE 45560 decisa verso l’Arabia Saudita nel 2016 durante il Governo Renzi (relativa a quasi 20mila bombe aeree della serie MK per un valore di oltre 411 milioni di euro). La revoca decisa dall’Esecutivo per questa sola licenza andrà a cancellare la fornitura di oltre 12.700 ordigni”.
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Centrodestra, al via vertice pre-consultazioni
Per fare il punto in vista dell’incontro con il Presidente della Repubblica
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29 gennaio 2021
14:52
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E’ iniziato da pochi minuti alla Camera il vertice del centrodestra per fare il punto in vista delle consultazioni con il Presidente della Repubblica.
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Renzi, pronto a parlare di Riad ma non sia diversivo
Polemiche per la partecipazione di Renzi alla ‘Davos del deserto’. Lite M5s-Iv
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29 gennaio 2021
16:57
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“L’Italia si sta giocando il futuro. La crisi deve decidere del Recovery plan, vaccini, scuole.
P
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Chi ha idee porta le idee al tavolo, chi non ne ha usa i diversivi, l’aggressione personale, la simpatia, il carattere”. Lo dice Matteo Renzi in un video pubblicato sui social. “Il diversivo di oggi è la conferenza internazionale a Riad. Prendo l’impegno di discutere con tutti i giornalisti in conferenza stampa dei miei incarichi internazionali, delle mie idee sull’Arabia saudita, di tutto. Ma lo facciamo la settimana dopo la fine della crisi di governo. Adesso è del futuro dell’Italia non del futuro dei sauditi che stiamo discutendo”.
La vicenda è quella che riguarda la partecipazione dell’ex premier alla ‘Davos del deserto’ nei giorni scorsi. Intanto il governo interviene per revocare le autorizzazioni per l’espostazione di armi verso l’Arabia Saudita.
“La nostra azione di governo – dice il ministro Luigi Di Maio – è ispirata da valori e principi imprescindibili. Lo stiamo facendo anche in queste ore, lavorando con serietà e impegno. Oggi vi annuncio che il Governo ha revocato le autorizzazioni in corso per l’esportazione di missili e bombe d’aereo verso l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti. Un atto che ritenevamo doveroso, un chiaro messaggio di pace che arriva dal nostro Paese. Il rispetto dei diritti umani è un impegno per noi inderogabile. Continuiamo a lavorare seguendo la strada maestra”.
dlla Farnesina si difende comunque l’operato del governo Renzi sulla questione. “No, non è proprio così, i contratti di export di armi con alcuni Paesi non sono iniziati nel 2014, ma prima, quindi è tecnicamente sbagliato attribuirli a un singolo o a una singola forza politica”. Così fonti della Farnesina rispondono alla domanda se la vendita di bombe ai sauditi è un’eredità del governo Renzi. “Peraltro – aggiungono le stesse fonti – se si considerano i 3 anni precedenti la guerra in Yemen e i 3 anni successivi, il valore complessivo di armamenti venduti a Riad non è aumentato, anzi è diminuito. Lo stop all’export di bombe e missili arrivò con una risoluzione del parlamento poche settimane prima del Conte II”, il che significa che le esportazioni di armamenti andarono avanti per tutto tutto il corso del Conte I.
Diversi esponenti M5s sono comunque intervenuti polemizzando sulla partecipazione di renzi alla conferenza. ”Da pacifista prima ancora che da Sottosegretario di Stato – dice il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano – sono estremamente felice del percorso fatto, insieme alla società civile e al Parlamento, per bloccare una vergogna lasciataci in eredità da Matteo Renzi ai tempi del suo mandato da Premier, la maxi commessa da oltre 20.000 bombe all’Arabia Saudita nel 2016, proprio nel momento peggiore della guerra in Yemen”, dice il sottosegretario agli Esteri, Manlio Di Stefano, che aggiunge ”sono felice che Rete Disarmo ci dia atto di questa scelta storica”. ”Un percorso chiuso ormai da oltre una settimana – prosegue Di Stefano – che si conclude solo formalmente oggi, con una temporalità che fa riflettere sul problema enorme ancora irrisolto del conflitto d’interessi dei nostri politici, proprio al ritorno del Senatore di Rignano da una strapagata conferenza a Riad”. ”Voglio ringraziare i professionisti della UAMA per il difficile lavoro tecnico svolto e soprattutto ci tengo a esortare ancora una volta il Parlamento a intervenire sulla legge 185/90 per migliorarla”.
“Eppure – risponde da Iv Ivan Scalfarotto – la replica fu proprio Manlio Di Stefano a venire in aula, nel giugno 2019, a chiedere a nome del Conte 1 il voto per l’embargo solo su bombe di aereo e missili e non sulle altre armi. Con la nostra maggioranza, il mese scorso, si è riparato al grave errore di allora”.
“Risoluzione di revoca a prima firma Yana Chiara Ehm, iter gestito da me come delegato e da Luigi Di Maio come ministro, approvazione finale di Giuseppe Conte. TUTTI nomi espressione del M5S. O vivi di manie di protagonismo come il tuo leader o sei molto confuso”. Così il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano replica alla dichiarazione di Scalfarotto sulla revoca delle autorizzazioni per l’esportazione di missili e bombe d’aereo verso l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti.
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In Cdm ok decreto per rinvio cartelle di un mese. Gualtieri: ‘Non è la soluzione ottimale’
Nuova sospensione fino a fine febbraio. Il ministro dell’Economia avrebbe chiesto una misura più strutturale
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29 gennaio 2021
15:52
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Invio delle cartelle esattoriali sospeso per un altro mese: secondo quanto si apprende da fonti del governo, il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto di proroga fino alla fine di febbraio.
Il provvedimento potrebbe essere ‘travasato’ per la conversione nel decreto Milleproroghe.
Quella trovata sulle cartelle esattoriali non è “la soluzione ottimale” perché sarebbero servite “misure più articolate”. A dirlo, secondo quanto si apprende, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri nel corso del Cdm in cui ha proposto il solo rinvio di un mese.
Si tratta, avrebbe sottolineato con i colleghi il titolare di via XX Settembre, di uno degli “effetti dannosi” della crisi, che impedisce di assumere decisioni che richiedano “valutazioni politiche impegnative”.
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Zingaretti, non un governo a ogni costo, sia di legislatura
Noi avremmo fatto volentieri a meno della crisi
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28 gennaio 2021
10:37
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“Non abbiamo nessuna intenzione di chiuderci nelle nostre stanze a cercare un governo a qualunque costo. Non è questa la nostra storia e non è questo che serve alla nazione.
Prendiamoci cura dell’Italia e credo che la cura giusta sia un governo di legislatura, europeista, repubblicano, che rilanci lo sviluppo, socialmente giusto e attento agli ultimi”. Così il segretario Pd Nicola Zingaretti su fb.
“Un governo attento alla salute e al futuro degli italiani.
Questa crisi non l’abbiamo voluta noi. Ne avremmo fatto volentieri a meno. Ripeto. L’Italia può e deve guarire”.
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Gregoretti: udienza preliminare con Conte a Palazzo Chigi
Gip, dal premier aspettiamo indicazioni fondamentali
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28 gennaio 2021
11:24
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E’ cominciata a Palazzo Chigi la deposizione del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, come testimone, nell’ambito dell’udienza preliminare del procedimento Gregoretti per la richiesta di rinvio a giudizio di Matteo Salvini. L’ex ministro dell’Interno, presente nella sala assieme al suo legale, l’avvocato Giulia Bongiorno, è imputato per sequestro di persona per il ritardo dello sbarco di 131 migranti nel luglio del 2019.
L’udienza è presieduta dal presidente dei Gip di Catania, Nunzio Sarpietro. Sono presenti anche i legali delle parti civili, gli avvocati Daniela Ciancimino (Legambiente nazionale e Sicilia), Antonio Feroleto (Arci nazionale) e Corrado Giuliano (Accoglierete) e il penalista Massimo Ferrante che rappresenta una famiglia di migranti presente su nave Gregoretti.
“Penso che il presidente abbia una posizione chiave in questo momento. E credo sia l’unico che ci possa dare indicazioni fondamentali per il processo” ha affermato il Gip di Catania, Nunzio Sarpietro, prima di entrare a Palazzo Chigi.
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Gregoretti:Salvini a P.Chigi, da ministro difeso mio paese
Leader Lega a Chigi dove magistrati sentono Conte
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28 gennaio 2021
11:31
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“Qui Palazzo Chigi.Pronto questa mattina al processo per ‘sequestro di persona’.Da ministro ho difeso il mio paese, ridotto sbarchi e dispersi in mare, salvato vite, fatto risparmiare milioni e protetto gli italiani.Ne sono fiero”. Così su twitter il leader della Lega Matteo Salvini per l’audizione a Palazzo Chigi del premier dimissionario Giuseppe Conte, per il caso Gregoretti.
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Renzi,dopo improbabili soluzioni personali ora seguire Colle
Parliamo linguaggio verità davanti al Paese
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28 gennaio 2021
11:56
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“Dopo settimane in cui si sono tentate improbabili soluzioni personali è finalmente venuto il tempo di seguire la Costituzione, di affidarsi al Capo dello Stato e di parlare con il linguaggio della verità davanti al Paese. La verità, non le veline.
La politica, non il populismo”.
Così Matteo Renzi nell’enews alla vigilia delle consultazioni.
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Gualtieri, cartelle saranno scaglionate,provvedimento lunedì
Riduzione importi di alcuni atti delle Entrate
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28 gennaio 2021
12:03
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“Stiamo lavorando allo scaglionamento delle cartelle per diluire nel tempo il loro invio e ridurre la pressione sui contribuenti”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri parlando del provvedimento previsto, ha detto, “per il primo febbraio”.
“Pensiamo ad una riduzione degli importi di alcuni atti delle Entrate per i soggetti che abbiano subito un calo del fatturato per effetto della pandemia”, ha spiegato ancora Gualtieri indicando “gli elementi di un provvedimento che – ha detto – stiamo finalizzando consapevoli della scadenza del primo febbraio”.
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Fmi: debito Italia sale al 159,7% nel 2021, è sostenibile
Per quest’anno la previsione è di un deficit al 7,5%
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NEW YORK
28 gennaio 2021
14:18
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Il debito italiano è atteso salire al 159,7% nel 2021 dal 157,5% del 2020. Lo afferma il Fmi rivedendo le stime per l’Italia rispetto a ottobre, quando prevedeva un debito al 161,8% per il 2020 e al 158,3% quest’anno.
“Il debito pubblico italiano è sostenibile, supportato dai bassi tassi di interesse e una prevista ripresa nella crescita”, afferma Vitor Gaspar, il responsabile del Fiscal Monitor. Per quanto riguarda il deficit l’Fmi spiega che nel 2020 si è attestato al 10,9%. Il Fondo ha inoltre migliorato le stime del disavanzo italiano rispetto allo scorso ottobre, quando stimava un 13%. Per quest’anno la previsione è di un deficit al 7,5%, in peggioramento rispetto al 6,5% stimato in ottobre.
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Ue prolunga schema aiuti di Stato al 31 dicembre
Vestager, l’impatto del Covid è ancora forte
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BRUXELLES
28 gennaio 2021
15:56
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La Commissione Ue ha deciso di prolungare fino al 31 dicembre 2021 lo schema temporaneo di aiuti di Stato messo in piedi a marzo scorso per sostenere le economie durante la pandemia. Il sostegno continuerà ad avvenire attraverso sovvenzioni dirette, vantaggi fiscali, garanzie statali sui prestiti, prestiti pubblici agevolati alle imprese, come avvenuto finora.
“L’impatto del Covid è ancora forte, dobbiamo agire velocemente per gestirlo”, ha detto la vicepresidente della Commissione Ue, Margrethe Vestager.
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Covid: Speranza per 5 ore da pm Bergamo, clima ‘sereno’
Sentiti anche Miozzo, Brusaferro, Rezza e Ippolito
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MILANO
28 gennaio 2021
16:45
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Si è conclusa nel primo pomeriggio l’audizione del ministro Roberto Speranza, sentito come persona informata sui fatti, dal procuratore aggiunto di Bergamo Cristina Rota in trasferta a Roma con un pool di pm che indagano sulla gestione del Covid nella Bergamasca. Da quanto si è saputo la deposizione di Speranza, durata per circa 5 ore, è avvenuta presso il Ministero in un clima “disteso” e di “serenità” e ha riguardato in particolare il presunto mancato aggiornamento del piano pandemico e la mancata attuazione di quello in vigore quando è scoppiata la prima ondata e tuttora vigente che, secondo gli inquirenti, è fermo al 2006.
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Dopo quella del ministro della Salute Roberto Speranza, sono in corso a Roma le deposizioni del presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro, del direttore della prevenzione del ministero Gianni Rezza e del direttore scientifico dell’ospedale Spallanzani Giuseppe Ippolito. I magistrati concluderanno la tornata di audizioni oggi.
In mattinata nella sede della Guardia di Finanza in via dell’Olmata sono stati sentiti dai pm pure il coordinatore del Cts Agostino Miozzo e l’ex direttore della prevenzione Donato Greco, colui che ha redatto il piano pandemico di 15 anni fa.
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Governo: Giammanco, contattata da maggioranza, non lascio FI
Governo poteva dare risposte a italiani e non l’ha fatto
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28 gennaio 2021
16:54
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“Non è vero che potrei lasciare FI per appoggiare un Conte Ter, lo avevo smentito già ieri”. A parlare è Gabriella Giammanco, senatrice di FI, al microfono del programma di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora.
La parlamentare racconta anche di essere stata “contattata da qualcuno del governo”. “Mi hanno chiesto – aggiunge – di entrare a far parte della maggioranza, me lo hanno chiesto sia di persona sia via WhatsApp, sempre la stessa persona. Io però ho detto di no perché credo che questo governo abbia avuto la possibilità di dare risposte agli italiani e non l’abbia fatto”.
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Governo: Toti, ora la palla nel campo avversario
O Conte ter, o esecutivo di salute pubblica o voto
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28 gennaio 2021
16:59
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“La palla è nell’altra metà campo: se Conte sarà il Presidente reincaricato, si discuterà il centrosinistra. Come abbiamo detto la cosa non ci riguarda.
Noi continueremo a svolgere il nostro ruolo di opposizione responsabile”. Così il leader di Cambiamo e Presidente della Regione, Liguria, Giovanni Toti, al termine di una riunione con i suoi senatori. “Se invece il Conte ter non ci sarà, allora restano due strade: o le forze più responsabili presentano un progetto di emergenza del paese prima di andare a votare. O altrimenti la via delle urne è sempre percorribile. Noi al Colle diremo che dalle ceneri di Conte non può nascere un altro suo governo. Poi tra noi c’è chi pensa al voto e chi a un esecutivo di salute pubblica, ma ci interrogheremo dopo esito primo giro”.
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Maturità: ordinanza dopo la crisi, testo in stand by
Ministero ha terminato incontri con docenti, studenti e genitori
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28 gennaio 2021
18:11
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L’ordinanza sugli Esami di Stato arriverà, con ogni probabilità, a crisi conclusa. Il Ministero dell’Istruzione, secondo quanto si è in grado di apprendere, ha portato a termine gli incontri con le rappresentanze di docenti, studenti e genitori.
Ma ora si attendono gli sviluppi del quadro politico. Il tempo per decidere c’è: quest’anno non è prevista la consueta scadenza del 31 gennaio per il decreto materie. A disciplinare gli Esami di Stato, come stabilito in Legge di Bilancio, sarà infatti un’ordinanza, ora messa in stand-by dalla crisi di Governo.
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Consulta, tutelare meglio bimbi nati con maternità surrogata
Monito al legislatore anche su bambini di una coppia di donne
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28 gennaio 2021
20:25
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La Consulta, riunita oggi in camera di consiglio, ha esaminato le questioni di legittimità sollevate dalla Cassazione sull’impossibilità di riconoscere in Italia, perché in contrasto con l’ordine pubblico, un provvedimento giudiziario straniero che attribuisce lo stato di genitori a due uomini italiani uniti civilmente, che abbiano fatto ricorso alla tecnica della maternità surrogata. La questione è stata dichiarata inammissibile.
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Ma la Corte, fermo restando il divieto penalmente sanzionato di maternità surrogata, ha ritenuto che l’attuale quadro giuridico non assicuri piena tutela agli interessi del bambino nato con questa tecnica.
Una sollecitazione è stata avanzata dalla Corte anche sulla questione del riconoscimento dello status di figli per i nati mediante tecnica di procreazione medicalmente assistita eterologa, praticata all’estero da due donne, questione anch’essa dichiarata inammissibile. In assenza di una disciplina applicabile al caso concreto, la Corte ha ritenuto, allo stato, di non intervenire ed ha rivolto un forte monito al legislatore affinché individui urgentemente le forme più idonee di tutela dei minori, anche alla luce delle fonti internazionali.
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Da lunedì tutti in aula gli 8,3mln studenti italiani
Rientro in 7 regioni. E l’ordinanza su maturità è in stand by
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28 gennaio 2021
20:32
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Sette regioni, le ultime che mancavano all’appello, sono pronte da lunedì 1 febbraio a far rientrare in classe i propri studenti delle scuole superiori: si tratta del Veneto, del Friuli Venezia Giulia, della Basilicata, della Campania, della Puglia, della Calabria e della Sardegna i cui ragazzi che torneranno in presenza al 50%, alternandosi in classe. Al di là dei colori e delle disposizioni previste dai vari Dpcm, infatti, i presidenti di queste Regioni hanno firmato ordinanze che hanno previsto la didattica a distanza fino a lunedì prossimo.
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E potrebbero tornare in classe anche gli studenti in Sicilia: la regione potrebbe passare dalla zona rossa, in cui si trova attualmente, all’arancione e quindi i ragazzi dalla seconda media alle superiori potrebbero anch’essi rientrare in aula. Con la ripresa delle lezioni in presenza, lunedì, per tutti i 2,5 milioni di studenti delle scuole superiori italiane, si completa quindi il quadro del rientro degli 8,3 milioni di studenti della penisola: alcuni, i più piccoli, in alcune regioni, non hanno mai smesso di frequentare la scuola, ma altri, i più grandi – e non solo loro, in alcune regioni come la Campania – sono rimasti a casa per molte settimane, fin dai primi di novembre, e calcolando che l’anno scolastico passato si è concluso con la didattica a distanza, in alcune zone d’Italia i ragazzi sono stati senza scuola in presenza quasi un anno.
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Blinken a Di Maio, avanti la cooperazione in Libia
‘Rafforzare la partnership tra Usa e Italia’
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WASHINGTON
28 gennaio 2021
22:01
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“Ricostruire e rafforzare la duratura partnership tra Stati Uniti e Italia”: questo l’auspicio espresso dal segretario di stato americano Tony Blinken in una telefonata al ministro degli esteri Luigi Di Maio.
Blinken in particolare si è detto d’accordo nel continuare la cooperazione tra i due Paesi in Libia.
Nella conversazione – fa sapere la Farnesina – i due hanno fatto stato delle eccellenti relazioni bilaterali, soffermandosi sui principali dossier di comune interesse, dalla Libia al terrorismo, al caso Navalny e la Russia. Nell’augurare a Blinken buon lavoro, Di Maio ha ribadito la profonda amicizia tra Italia e Usa e, alla luce dell’attuale presidenza italiana del G20, la volontà di cooperare per dare nuovo impulso ad un multilateralismo efficace. Si tratta finora del primo contatto tra un esponente del governo e la nuova amministrazione Usa.
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Governo: Meloni, centrodestra unito su opzione elezioni
A Cav non interessa maggioranza Ursula
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29 gennaio 2021
11:18
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“Ogni giorno leggo che il centro-destra è diviso e che è stato devastato da senatori voltagabbana: non è andata così. E’ andata che Conte si è dovuta dimettere.
Mi pare che il centrodestra nei fatti è unito e che l’opzione su cui siamo tutti d’accordo è andare a votare: non mi pare che cambierà”. Lo ha detto la leader di FdI Giorgia Meloni a Radio Anch’io su Rai Radio1.
“Un governo Ursula? Ho sentito Berlusconi e non mi pare sia interessato. A me pare che l’Italia abbia bisogno di un governo di patrioti e non di un governo che fa gli interessi di Francia e Germania. Un governo sedicente europeista già lo abbiamo”, aggiunge.
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Governo: Salvini,scommetto in ritorno maggioranza Pd-M5S-Iv
Non sto dialogando con Renzi, dirlo è una provocazione
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29 gennaio 2021
11:24
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“Speriamo che la finiscano presto, potrebbe anche finire che si rimettono tutti insieme Pd-5 Stelle e Renzi e la prossima settimana torniamo qua e abbiamo perso un mese. Scommettiamo un caffè della macchinetta? Scommettiamo che hanno fatto passare un mese e poi troveranno 3 ministeri in più e in meno e la maggioranza sarà Pd-5 Stelle e Renzi e gli italiani si chiederanno perché tutto questo casino?”.
L’ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini ospite di ‘Agorà’ su Rai3.
Alla domanda sulla disponibilità espressa dal leghista Gian Marco Centinaio a sedersi al tavolo con il leader di Italia viva, Salvini ha risposto: “Evidentemente era una provocazione, Renzi ha fatto nascere questo governo”. Il leader della Lega ha poi smentito che ci sia un confronto con Renzi: “Non sto dialogando con Renzi, lo incontro al Senato come tanti altri colleghi e per educazione ci parlo, come ieri ho parlato con Conte perché testimone a un processo e ho parlato con lui per educazione, interesse e l’ho ringraziato per la correttezza della sua testimonianza”.
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Consultazioni: vertice centrodestra alle 13.45
Berlusconi partecipa via zoom, al Colle andrà Tajani
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29 gennaio 2021
11:44
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Vertice dei leader del centrodestra prima di salire al Quirinale alle 16. A quanto si apprende, una riunione è prevista alle 13.45 alla Camera.
Partecipa in videoconferenza Berlusconi, mentre alle consultazioni andrà per Forza Italia il vicepresidente Tajani.
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Papa: resta seduto a udienza, ‘sciatica ospite molesto’
Così alla Rota. Sciatalgia ha impedito anche alcune celebrazioni
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CITTA DEL VATICANO
29 gennaio 2021
12:30
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Il Papa si è scusato con i giudici della Rota Romana per il fatto di restare seduto durante l’udienza. “Buon giorno, dovrei parlare in piedi ma voi sapete che la sciatica è un ospite un po’ molesto.
Vi chiedo scusa, vi parlerò seduto”, ha esordito il Papa nell’udienza alla Rota in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.
Sono diverse settimane che il Pontefice è afflitto da attacchi di sciatalgia che gli hanno anche impedito di presenziare ad alcune celebrazioni.
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Governo:Lannutti, per M5S strada è con Conte e senza Renzi
Ex premier dovrebbe chiedere scusa e invece detta condizioni
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29 gennaio 2021
13:47
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“Renzi, anziché mostrarsi col capo coperto di cenere e chiedere scusa al Paese per averlo immobilizzato quando più ha bisogno di andare avanti, ha dettato le sue condizioni con arroganza più sfacciata del solito. Per noi la strada resta: sempre col presidente Conte, ma senza Renzi”.
Lo scrive su twitter il senatore M5S Elio Lannutti.
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Governo: Rosato, Conte? Non abbiamo veti su nessuno
Stop a Renzi ma non a Iv? Se non c’è lui non c’è neanche gruppo
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29 gennaio 2021
13:54
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“Qualsiasi scelta farà il presidente della Repubblica sarà la migliore possibile. Veti su Conte? E’ una domanda ridondante, lo abbiamo detto mille volte che non abbiamo veti e preclusioni su nessuno”.
Lo dice il presidente di Iv Ettore Rosato parlando con i cronisti. Se ci sono veti su Renzi e non su Iv da parte degli altri? “Non esiste il veto ad personam, se ci sono veti su Iv basta dirlo. Senza il nostro leader non c’è neanche Italia Viva”, aggiunge Rosato.
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Scuola: studenti, riapertura in condizioni drammatiche
Manifestazioni in oltre 20 piazze italiane, ‘non siamo tutelati’
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29 gennaio 2021
14:44
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“Nella maggior parte delle regioni italiane le scuole superiori hanno riaperto, ma in condizioni drammatiche per la sicurezza di studenti e lavoratori, con le classi pollaio, i trasporti sovraffollati e con l’assenza di un adeguato tracciamento dei contagi”. Per questo gli studenti si sono mobilitati in più di 20 città italiane questa mattina da Roma a Torino, passando per Milano e Catania, per denunciare le condizioni della riapertura delle scuole.
“La DAD non è la soluzione a questa situazione in quanto aumenta le barriere per il diritto allo studio penalizzando i giovani delle periferie e delle classi popolari come indicano i recenti dati IPSOS che segnalano 34 mila studenti tra i 14 e i 18 anni a rischio abbandono. Servono classi da 15 studenti, assumere insegnanti a tempo indeterminato, aumentare gli spazi scolastici, garantire un numero maggiore di mezzi pubblici e un efficace tracciamento dei contagi con accesso diretto e gratuito ai tamponi per studenti e lavoratori della scuola”, hanno detto i manifestanti.
La mobilitazione ha aderito allo sciopero generale indetto da SICobas, SlaiCobas e promosso dall’Assemblea dei Lavoratori combattivi.
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In Cdm ok decreto per rinvio cartelle di un mese
Nuova sospensione fino a fine febbraio
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29 gennaio 2021
15:00
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Invio delle cartelle esattoriali sospeso per un altro mese: secondo quanto si apprende da fonti del governo, il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto di proroga fino alla fine di febbraio. Il provvedimento potrebbe essere ‘travasato’ per la conversione nel decreto Milleproroghe.
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Scuola: Emiliano,inconcepibile obbligo frequenza in pandemia
‘Viola diritto alla salute previsto dalla Costituzione’
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BARI
29 gennaio 2021
15:09
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“A scuola vige l’obbligo di presenza, ma l’obbligo di frequenza durante una pandemia è inconcepibile.
Chi pretende di dire ad una famiglia ‘devi portare per forza fisicamente tuo figlio a scuola’, viola il diritto alla salute previsto dalla Costituzione.
Con le nostre ordinanze stiamo tutelando il diritto alla salute di coloro che vogliono rimanere a casa, visto che la scuola, a differenza di altri settori, ha previsto un sistema alternativo che è la didattica a distanza”.
Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.
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Fisco: nuovo stop alle cartelle, rinviate per un altro mese
Gualtieri, non è soluzione ottimale, ‘colpa’ della crisi
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29 gennaio 2021
16:25
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Invio delle cartelle esattoriali sospeso per un altro mese: il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto di proroga fino alla fine di febbraio, evitando che da lunedì iniziassero ad essere spedite le cartelle sospese ormai da quadi un anno.
Il provvedimento, immediatamente operativo con la pubblicazione in Gazzetta, potrebbe essere ‘travasato’ per la conversione nel decreto Milleproroghe.
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Secondo il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, quella trovata in cdm non è “la soluzione ottimale” perché sarebbero servite “misure più articolate”. Si tratta, avrebbe sottolineato con i colleghi il titolare di via XX Settembre, di uno degli “effetti dannosi” della crisi, che impedisce di assumere decisioni che richiedano “valutazioni politiche impegnative”.
“Oggi non si poteva fare diversamente, – ha dichiarato la viceministra Laura Castelli del M5S – per questo è positivo che il Cdm abbia deciso il rinvio di un mese, con la sospensione fino al 28 febbraio, dell’invio e riscossione di atti esattoriali e cartelle. Un Governo nel pieno delle funzioni potrà così affrontare, in modo organico, e all’interno di un disegno complessivo, il tema”.
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Renzi, pronto a parlare di Riad ma non sia diversivo
Chi non ha idee aggredisce ma ora c’è futuro Italia non Arabia
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29 gennaio 2021
17:03
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“L’Italia si sta giocando il futuro.
La crisi deve decidere del Recovery plan, vaccini, scuole.
Chi ha idee porta le idee al tavolo, chi non ne ha usa i diversivi, l’aggressione personale, la simpatia, il carattere”. Lo dice Matteo Renzi in un video pubblicato sui social.
“Il diversivo di oggi è la conferenza internazionale a Riad.
Prendo l’impegno di discutere con tutti i giornalisti in conferenza stampa dei miei incarichi internazionali, delle mie idee sull’Arabia saudita, di tutto. Ma lo facciamo la settimana dopo la fine della crisi di governo. Adesso è del futuro dell’Italia non del futuro dei sauditi che stiamo discutendo”.
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Salvini, con voto è possibile un governo coeso
Con maggioranza forte per affrontare problemi Paese
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29 gennaio 2021
17:13
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“Al Presidente della Repubblica è stata quindi confermata la nostra richiesta di valutare l’ipotesi di scioglimento delle Camere e del ricorso ad elezioni. Il centrodestra auspica che sia così offerta agli italiani la possibilità di dare vita in breve tempo ad un governo coeso con un programma comune condiviso dagli elettori e con una maggioranza forte per affrontare in tempi brevi i gravi problemi della nazione”.
Così il leader della Lega, Matteo Salvini, parlando a nome di tutto il centrodestra, al termine delle consultazioni al Quirinale.
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Consultazioni: Salvini, senza voto valuteremo scelta Colle
Massimo rispetto per decisioni che Carta affida a Presidente
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29 gennaio 2021
17:18
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“Tutti i componenti si sono riservati, ove non si andasse a elezioni, di valutare con il massimo rispetto ogni decisione che spetta costituzionalmente al Capo dello Stato all’esito delle consultazioni in corso”. L’ha detto il segretario della Lega, Matteo Salvini parlando a nome di tutto il centrodestra al termine delle consultazioni al Quirinale.
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Crimi, partire da questa maggioranza, Conte premier
Serve governo politico
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29 gennaio 2021
17:39
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“Al presidente Mattarella abbiamo reso la nostra disponibilità ad un confronto con chi ha a cuore l’interesse del Paese, per un governo politico a partire dalle forze di maggioranza” attuali “ma con un patto di legislatura.
L’unica persona in grado di presiedere questo governo, per il M5S è Giuseppe Conte”.
Lo dice il capo politico M5S Vito Crimi dopo le consultazioni.
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Recovery: Gentiloni,è l’occasione della vita
Lavorare insieme e con poche polemiche
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29 gennaio 2021
17:49
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“Il Next Genration Eu non è un debito che viene accumulato per le prossime generazioni. E’ l’occasione della vita per rendere possibili alcuni miglioramenti e funzionamenti nella nostra società”.
Così il commissario Ue all’Economia, Paolo Gentiloni, sottolineando che il Paese “intero” deve “sfruttarla al meglio”. Ha spiegato che “impegno e ambizione di questi piani sono necessari di fronte ad un contesto in cui comincia a manifestarsi in alcuni paesi una certa fatica di questa pandemia”. E “credo nessuno tra i decisori pubblici possa sottovalutare il rischio di questa fatica a cui si risponde lavorando insieme e con poche polemiche”.
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C.destra al Colle, se esplorativo, allora a Casellati
“Sorprendente” se seconda carica Stato non avesse incarico
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29 gennaio 2021
18:01
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Il centrodestra, dopo aver ribadito la richiesta di elezioni anticipate, durante le consultazioni col Capo dello Stato, avrebbe esaminato anche l’ipotesi ventilata nelle ultime ore di un incarico esplorativo. In tal caso, il centrodestra, nel pieno rispetto delle prerogative che la Costituzione affida al Presidente, avrebbe definito “sorprendente” che questo incarico non andasse alla seconda carica dello Stato, la Presidente del Senato.
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Governo: Lezzi, su cambio linea su Iv serve voto iscritti M5s
I 2 governi formati dal 2018 hanno visto centrale voto iscritti
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29 gennaio 2021
18:20
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La posizione del M5s su Renzi “è un repentino cambio di linea al quale, per essere legittimato, deve seguire un voto degli iscritti. I due governi formati dal 2018 hanno visto centrale il voto dei nostri iscritti.
Anche in questo caso è necessario”. Lo scrive in un post la senatrice M5s Barbara Lezzi che commenta un tweet del deputato Emilio Carelli che diceva: “Il M5s ha definito la linea per il Colle: no a veti su Italia Viva, ma avanti con Giuseppe Conte”.
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Mattarella, dar vita presto governo con adeguato sostegno
Lo dice Mattarella al termine delle consultazioni
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29 gennaio 2021
19:09
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“E’ doveroso dar vita presto a un governo con un adeguato sostegno parlamentare” in un “momento così decisivo”. Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al termine delle consultazioni al Quirinale.
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Governo: Mattarella convoca Fico al Quirinale
Capo dello Stato, iniziativa per verifica maggioranza politica
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29 gennaio 2021
19:16
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“Il presidente Sergio Mattarella ha convocato il presidente della Camera Roberto Fico alle 19.30 al Quirinale”. Lo ha comunicato il portavoce del Quirinale Giovanni Grasso”.
Il Capo dello Stato Sergio Mattarella aveva detto in precedenza di voler adottare una iniziativa al fine di verificare “la prospettiva di una maggioranza politica composta a partire dai gruppi che sostenevano il governo precedente”.
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Fisco: Ruffini, magazzino di 1.000 mld non più riscuotibili
Una cifra stratificata in 20 anni e che rallenta efficienza
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28 gennaio 2021
12:10
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Ammonta a circa 1.000 miliardi la consistenza del cosiddetto “magazzino” della riscossione, una “montagna di cartelle di pagamento stratificata in 20 anni dal 2000 al 2020”. Lo ha detto il direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini durante “Telefisco Sole 24 ore”.
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“Una rilevante parte di questo magazzino non è più riscuotibile – ha detto – ma questa situazione impedisce l’efficienza e il buon funzionamento dell’azione amministrativa e non permette all’Agenza delle entrate-Riscossione di concentrarsi su crediti più recenti ed con più probabilità di essere riscossi”. Le diverse rottamazioni delle cartelle e le varie misure di “definizione agevolata dei debiti residui”, benché “abbiano contribuito a sostenere i risultati della riscossione, “non possono però incidere significativamente sulla riduzione del volume complessivo dei crediti ancora da riscuotere” ha proseguito Ruffini, queste misure, infatti hanno “ridotto il magazzino solo in minima parte”. Secondo il direttore generale dell’Agenzia dell’entrate il “magazzino” è “principalmente costituito da quote rilevanti le cui aspettative di riscossione sono assai remote”. Per dare una misura.
Rispetto al 1.000 miliardi, la prima rottamazione “ha inciso sul magazzino per circa 12,3 miliardi di euro, le altre 2 edizioni di definizione agevolata: “Rottamazione-bis”, “Rottamazione-ter” e l’istituto del “Saldo e Stralcio” potranno complessivamente interessare il magazzino “per circa 24,2 miliardi di euro” ha detto Ruffini. Infine l’annullamento automatico di cartelle per importi residui fino a 1.000 euro “ha determinato una riduzione del magazzino di circa 32,2 miliardi di euro”, ha concluso.
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Sanremo: Franceschini, niente pubblico, neanche figuranti. Riunione Rai-Cts, esperti confermano perplessità. Amadeus pronto a lasciare
Il ministro: “L’Ariston teatro come gli altri, norme non lo consentono”. Il sindaco: “Usare coscienza, il comune rischia default”
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29 gennaio 2021
11:05
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“Il Teatro Ariston di #Sanremo è un teatro come tutti gli altri e quindi, come ha chiarito ieri il ministro @robersperanza, il pubblico, pagante, gratuito o di figuranti, potrà tornare solo quando le norme lo consentiranno per tutti i teatri e cinema. Speriamo il prima possibile”.
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Lo scrive su Twitter il ministro di Beni culturali e Turismo, Dario Franceschini.
Uno stop al pubblico, anche dei figuranti che avrebbe portato Amadeus – a quanto si apprende – a valutare la possibilità di lasciare il suo ruolo da direttore artistico e conduttore di Sanremo 2021.
La questione festival è uno dei nodi sul tavolo del cda in corso a Viale Mazzini. Amadeus ha sempre difeso l’idea di un festival con il pubblico e la linea prevalsa finora era appunto quella di aprire la platea dell’Ariston a figuranti contrattualizzati. Ipotesi che non era stata esclusa dal ministro della Salute Roberto Speranza, come ha fatto invece oggi Franceschini.
“Per quanto concerne gli spettacoli che si svolgono in sale teatrali – qual è, per l’appunto, il Festival di Sanremo – restano vigenti le prescrizioni di cui all’articolo 1 comma 10 del decreto del presidente del Consiglio dei ministri 14 gennaio 2021, che consente lo svolgimento degli spettacoli in assenza di pubblico”. E’ quanto si legge nella lettera inviata dal ministro Speranza al coordinatore del Cts Agostino Miozzo dopo le richieste dei discografici sullo svolgimento del festival di Sanremo.
“Credo che gli artisti, operatori e tutti i lavoratori dello spettacolo abbiano apprezzato le parole del Ministro Franceschini sulla necessità di interpretare senza eccezioni le norme relative alla sicurezza nei teatri e nei cinema”, e quindi senza eccezioni nemmeno per il festival di Sanremo: è partito da questo il sovrintendente della Scala Dominique Meyer per chiedere “regole comuni”.
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Teatro o studio tv? Il nodo della presenza del pubblico all’Ariston per il Festival di Sanremo è legato alle disposizioni in vigore: i teatri sono chiusi, ma la presenza di pubblico è ammessa negli studi televisivi, “in quanto alle trasmissioni televisive non si applica il divieto previsto per gli spettacoli, perché la presenza di pubblico in studio rappresenta soltanto un elemento ‘coreografico’ o comunque strettamente funzionale alla trasmissione”, ferme restando le norme di distanziamento. Lo si legge nelle Faq sul sito di Palazzo Chigi.
Alcuni programmi tv, come Amici di Maria De Filippi, si svolgono con il pubblico, nel rispetto delle norme anti contagio. La linea della Rai è ‘equiparare’ l’Ariston ad uno studio che ospita “un programma tv seriale”, come ha spiegato ieri anche il direttore di Rai1 Stefano Coletta e quindi può svolgersi in presenza di pubblico (comparse, figuranti, ospiti) come prevede la risposta alla domanda pubblicata nelle Faq.
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“La mancata realizzazione del Festival e la reiterata chiusura del Casinò, dopo un 2020 economicamente devastante, porterebbe un minor introito alle casse comunali da portare il Comune al default, richiedendo l’intervento prefettizio sulla gestione ordinaria”. Lo afferma il sindaco Alberto Biancheri. “L’eventuale annullamento – aggiunge – avrebbe gravi ripercussioni sugli alberghi, con molti già provati da un anno di crisi che sarebbero costretti a chiudere. Auspico che tutte le istituzioni affrontino con coscienza ogni problematica propedeutica al regolare svolgimento del Festival nel rispetto dei protocolli sanitari”.
Gli esperti del Comitato tecnico scientifico hanno ribadito le proprie perplessità sulla possibilità di far svolgere il festival di Sanremo con la presenza del pubblico, seppur composto da figuranti. E’ questo, secondo quanto si apprende, l’orientamento dei tecnici del governo al termine della riunione con i vertici della Rai per fare il punto sull’organizzazione dell’evento.
Nel corso dell’incontro la Rai ha presentato un documento, che non è stato ancora trasmesso al Comitato e che prevede una riorganizzazione completa del teatro Ariston, per far sì che vengano rispettate le misure di sicurezza in vigore.
I tecnici hanno però sollevato tre questioni. La prima è legata al Dpcm attualmente in vigore: è stato ribadito che le norme prevedono per gli spettacoli teatrali lo svolgimento in assenza di pubblico. Un altro elemento è legato alla situazione epidemiologica: ad oggi la Liguria ha dati che la collocano in zona gialla, ma nessuno può al momento prevedere quali saranno i dati in occasione del Festival ed è evidente che, se la situazione epidemiologica ponesse la regione in zona arancione o rossa, non sarebbe comunque possibile alcuna apertura. Infine, i tecnici hanno sottolineato che il Festival potrebbe richiamare in città migliaia di persone e, dunque, è necessario evitare il rischio assembramenti.
Nella riunione con il Comitato tecnico scientifico, la Rai – a quanto si apprende – ha approfondito le linee guida del protocollo sanitario e organizzativo che sarà ufficialmente sottoposto al Cts all’inizio della prossima settimana. A quanto emergerebbe, a preoccupare non sarebbe tanto la gestione degli spazi chiusi, come l’Ariston ed eventualmente il Palafiori, quanto l’esterno dove si rischiano eventi imprevedibili e assembramenti. Un problema che si porrebbe indipendentemente dalla presenza del pubblico in platea e della realizzazione del festival a porte chiuse.
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Covid: l’Ue corregge la mappa, Emilia Romagna e Veneto solo rosse
Restano ‘rosso scuro’ il Friuli Venezia Giulia e la provincia di Bolzano
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BRUXELLES
29 gennaio 2021
11:21
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L’Ecdc ha corretto la mappa sui contagi da Covid pubblicata oggi intorno alle 13. Nella nuova versione, Veneto ed Emilia Romagna non sono più rosso scuro ma solo rosse.
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In Italia le aree definite come ad alto contagio – e quindi in rosso scuro – rimangono il Friuli Venezia Giulia e la Provincia autonoma di Bolzano.
Aumentano le aree rosse scuro nella Penisola iberica, diminuiscono in Germania e nel sud della Svezia.
I colori dell’Unione europea per il Covid sono cinque: verde, arancione, rosso e grigio (quest’ultimo indica assenza di sufficienti dati), a cui si è aggiunto il rosso scuro. La mappa si basa sulla proposta presentata dalla Commissione europea martedì scorso.
Il “rosso scuro” indica le aree in cui il virus circola a livelli molto elevati, con il tasso di notifica dei casi superiore a 500 ogni 100mila persone. Secondo la mappa aggiornata, oltre che nelle regioni italiane menzionate, queste caratteristiche sono riscontrabili in quasi tutta la penisola iberica (Spagna e Portogallo), l’Irlanda, i paesi baltici, alcune zone della Francia, Olanda e Svezia, la Germania dell’Est e la Cechia.
“È vergognoso che il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) abbia oggi aggiornato la mappa dei contagi da Covid-19 in Europa, collocando Fvg, Veneto ed E-R fra le aree in rosso scuro. Si tratta di Regioni che in Italia non sono mai state nemmeno in zona rossa. Chiediamo al Governo di intervenire subito a livello europeo per chiedere la correzione di questa mappatura”. Lo ha detto il governatore Fvg, Massimiliano Fedriga, in chiusura della seduta della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.
Secondo il Governatore Fvg, questa mappatura, “prendendo in considerazione un unico parametro, penalizza esclusivamente chi è in grado di fare molti tamponi”. Il Presidente della Regione è convinto che “questo meccanismo di valutazione della diffusione della pandemia produca danni gravissimi all’immagine dell’intero Nord Est con pesanti ripercussioni in particolare sul nostro comparto turistico”. Dunque, “non possiamo accettare una mappatura che non poggi su dati scientifici condivisi. Per questo – ha concluso Fedriga – chiediamo all’esecutivo nazionale di agire immediatamente in difesa delle Regioni italiane”.
“La valutazione dell’Ecdc si basa soprattutto sull’incidenza settimanale che per la Provincia di Bolzano risulta alta perché effettuiamo moltissimi test, anche il doppio di altri territori vicini”. Lo ha detto l’assessore alla sanità Thomas Widmann. “Comprendiamo le preoccupazioni del settore turistico, ma la giunta provinciale proseguirà sulla strada intrapresa e continuerà a testare molto. Questo ci permetterà di tenere sotto controllo la pandemia ed avere i dati in regola quando tornerà la libertà di viaggio”, ha ribadito Widmann, sottolineando che gli ospedali non sono a rischio collasso.
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Vaccino: in Italia le dosi di AstraZeneca non arriveranno da Anagni
Necessaria validazione in altri Paesi Ue
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28 gennaio 2021
17:12
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Dallo stabiilmento ad Anagni di AstraZeneca, addetto all’infialamento delle dosi, le fiale non saranno distribuite direttamente in Italia ma saranno prima necessari altri passaggi di validazione in altri Paesi. E’ quanto si apprende in merito alla distribuzione del vaccino di AstraZeneca.
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Consulta, tutelare meglio bimbi nati con maternità surrogata
Esaminata anche la questione del riconoscimento dello status di figli per i nati mediante tecnica di procreazione medicalmente assistita eterologa, praticata all’estero da due donne
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29 gennaio 2021
12:13
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La Consulta ha esaminato le questioni di legittimità sollevate dalla Cassazione sull’impossibilità di riconoscere in Italia, perché in contrasto con l’ordine pubblico, un provvedimento giudiziario straniero che attribuisce lo stato di genitori a due uomini italiani uniti civilmente, che abbiano fatto ricorso alla tecnica della maternità surrogata. La questione è stata dichiarata inammissibile.
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Ma la Corte, fermo restando il divieto penalmente sanzionato di maternità surrogata, ha ritenuto che l’attuale quadro giuridico non assicuri piena tutela agli interessi del bambino nato con questa tecnica.
La Consulta, riunita in camera di consiglio, ha esaminato la questione del riconoscimento dello status di figli per i nati mediante tecnica di procreazione medicalmente assistita eterologa, praticata all’estero da due donne. In attesa del deposito della sentenza, l’Ufficio stampa della Corte fa sapere che la questione è stata dichiarata inammissibile. In assenza di una disciplina applicabile al caso concreto, la Corte ha ritenuto, allo stato, di non intervenire ed ha rivolto un forte monito al legislatore affinché individui urgentemente le forme più idonee di tutela dei minori, anche alla luce delle fonti internazionali.
Era stato il Tribunale di Padova a sollevare la questione di costituzionalità. I giudici veneti avevano riscontrato un vuoto di tutela in presenza di una situazione conflittuale della coppia, che rendeva, tra l’altro, impraticabile il ricorso all'”adozione non legittimante”.
“Sono molto delusa, speravo in una decisione diversa”. E’ il commento al pronunciamento della Consulta della mamma che aveva dato il via al caso. La vicenda riguardava due donne padovane che avevano avuto due figlie con la fecondazione assistita. Da questa pratica messa in atto a Barcellona sono nate due bambine. Poi le due donne si sono separate. La mamma “biologica” non ha più voluto far vedere le bambine all’altra madre, che quindi si è rivolta ad un avvocato. Dal tribunale dei minori all’Appello al Tribunale di Padova, nessuno ha trovato un appiglio giuridico al quale fare riferimento. Il tribunale di Padova ha quindi rimesso il caso alla Corte Costituzionale, che oggi ha dichiarato il caso inammissibile.
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Via libera del Consiglio Stato, ripartono i test sui macachi
Per il progetto Lightup sulla vista. Università di Torino e Parma soddisfatte. La Lav protesta
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TORINO
28 gennaio 2021
21:50
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Il Consiglio di Stato mette fine alla lunga querelle sulla sperimentazione sui macachi e, dopo lo stop dello scorso ottobre, conferma in via definitiva la validità dell’autorizzazione rilasciata dal Ministero della Salute per il progetto Lightup delle Università di Torino e di Parma, che ha l’obiettivo di ridare la vista a migliaia di persone che l’hanno persa. “Ci auguriamo ora il miglior successo della ricerca a beneficio del progresso delle conoscenze e della salute dei pazienti”, commentano i due atenei, mentre la Lav parla di “speranze di salvezza svanite per gli animali”.
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E annuncia nuove battaglie.
Il progetto era stato sospeso una volta dal Consiglio di Stato un anno fa, poi a maggio il Tar aveva respinto i ricorsi degli animalisti dando, appunto, di nuovo via libera alle sperimentazioni, bloccata dai giudici amministrativi che oggi, in udienza collegiale, hanno dato via libera alla sperimentazione. “La sentenza – dichiara Giuliano Grignaschi, direttore di Research4Life – sancisce definitivamente che tutto è stato fatto nel rispetto delle normative e degli obiettivi di una sperimentazione che è giudicata di grande interesse a livello europeo”.
Soddisfatti anche i due atenei: la pronuncia – dicono – prova oltre ogni ragionevole dubbio l’inattaccabile solidità e correttezza sul piano etico, tecnico-scientifico e formale non soltanto del progetto ma anche dell’iter autorizzativo svolto dagli organismi competenti, Ministero della Salute in primis.
Il rammarico della Lav. “Sono svanite le speranze di salvezza. Abbiamo combattuto una battaglia per oltre due anni, contro i giganti favorevoli alla sperimentazione animale. Una lotta con cui abbiamo svelato ciò che accadeva in quei laboratori, per questo studio autorizzato all’Università di Torino, finanziato con fondi europei” dicono gli animalisti.
“Si chiude oggi una triste pagina giuridica del nostro Paese che si sarebbe potuta concludere sul nascere anni fa”. Questo il primo commento della scienziata e Senatrice a vita Elena Cattaneo sulla decisione del Consiglio di Stato che autorizza la prosecuzione del progetto LightUp delle Università di Torino e di Parma, comprendente una fase di sperimentazione su macachi. “È importante che le ragioni e il rigore delle valutazioni scientifiche proposte dai ricercatori, i professori Marco Tamietto e Luca Bonini, abbiano prevalso sulla propaganda”.
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Anno giudiziario al via in Cassazione, Curzio cita Draghi: il peso del Recovery grava sulle spalle dei giovani
Il presidente, in una relazione che richiama i valori della Ue, esorta a riformare subito la giustizia
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29 gennaio 2021
11:24
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“E anche qualora tutte le risorse venissero acquisite dovranno in parte cospicua essere restituite. Il debito dovrà essere ripagato principalmente da coloro che sono oggi i giovani”.
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Lo sottolinea il Primo Presidente della Cassazione Pietro Curzio nell’apertura dell’anno giudiziario e parlando del Recovery Fund sulle spalle dei giovani. Curzio cita Mario Draghi e le parole dell’ex governatore della Bce per cui “privare un giovane del futuro è una delle forme più gravi di diseguaglianza”. A tal fine per Curzio, “dobbiamo rimetterci al lavoro” ciascuno “in adempimento dei propri doveri”.
“La pandemia – prosegue Curzio – ha ulteriormente mostrato l’inadeguatezza del sistema, la gracilità e la vetustà di molti suo gangli, e pone in modo deciso la necessità di un cambiamento profondo e incisivo prima di tutto culturale. Per fare fronte alla crisi si è scelto di impegnare risorse economiche in misura impensabile fino a un anno fa. Ma per ottenere dall’Europa i relativi finanziamenti è necessario tracciare un quadro di riforme, prima tra tutte della giustizia, che dia idonee garanzie di conseguire gli obiettivi prefissati”.
Allarme per l’aumento dei minori maltrattati durante l’emergenza Covid segnalato dalle Corti di appello: lo lancia il Primo presidente della Cassazione Pietro Curzio in apertura dell’anno giudiziario. “Nell’anno appena trascorso, in assenza di quella stanza di compensazione che è la scuola e di attività esterne, si è riscontrato un silenzioso aumento dei maltrattamenti in famiglia verso minori e più in generale l’incremento di situazioni concernenti minori maltrattati o abbandonati”. Servizi di mediazione familiare sono stati attivati per fare fronte “all’esplosione della aggressività in famiglia legata alla pandemia”, rileva Curzio.
“Ci auguriamo che il 2021 sia l’anno della ‘svolta italiana’ all’interno della svolta europea, che il piano prospetta, e che il progetto si trasformi in un processo operativo articolato ed efficace”, afferma Curzio a proposito del Pnrr, il piano nazionale di ripresa e resilienza che prevede investimenti anche nel settore giustizia. In particolare, Curzio ricorda che su “digitalizzazione, semplificazione, nuove risorse umane e strumentali, ufficio del processo” ci sono “impegni precisi” nel Pnrr.
“Si segnala in controtendenza rispetto al generale calo delle sopravvenienze, il deciso aumento degli affari di volontaria giurisdizione, in particolare delle amministrazioni di sostegno, verosimilmente riconducibile. in un recente passato, al progressivo invecchiamento della popolazione, ma, attualmente, anche al preoccupante diffondersi di fragilità e patologie di natura psicologica”, sottolinea il Primo presidente della Cassazione Pietro Curzio a proposito delle persone anziane e ‘deboli’, spesso sole, per le quali è necessario nominare un ‘tutore’ giudiziario.
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29 gennaio 2021
11:39
ARCURI, ANCHE MODERNA HA ANNUNCIATO TAGLIO 20% DOSI.
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Vaccini, Arcuri: “Da Moderna taglio del 20%, ci mancano almeno 300mila dosi”
Altri ritardi delle formiture dopo quelli annunciati da Pfizer e AstraZeneca. “Un italiano ogni 23 si è contagiato” ma “è difficile cominciare una vaccinazione di massa senza vaccini”
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29 gennaio 2021
14:39
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Dopo Pfizer e Astrazeneca, anche Moderna annuncia un taglio nelle consegne di vaccino. “Moderna ci ha appena informato che per la settimana dell’9 febbraio delle previste 166mila dosi ne consegnerà 132mila, il 20% in meno”.
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Lo ha annunciato il Commissario per l’Emergenza Domenico Arcuri. “Il nostro stupore, la nostra preoccupazione e il nostro sconforto aumentano, ormai quasi ogni giorno le previsioni subiscono una rettifica”, ha aggiunto. “Ci mancano almeno 300mila dosi di vaccino che avremmo dovuto ricevere e che non abbiamo ricevuto”, ha detto Arcuri.
La conferenza stampa del commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri (DIRETTA STREAMING):
“Un italiano ogni 23 si è contagiato da inizio epidemia”, per oltre 2,5 milioni di casi, ha ricordato il commissario. “Ma grazie alle misure di contenimento la curva viene tenuta entro ambiti di non esplosività”, ha aggiunto. Tuttavia, prosegue il commissario,”è molto difficile iniziare una campagna di vaccinazione di massa, se non ci sono i vaccini”. “Il 20 gennaio abbiamo bandito la gara per i padiglioni temporanei (le Primule, ndr) per le vaccinazioni, il termine per la presentazione delle offerte è prorogato al 3 febbraio, come prorogati sono i termini per la realizzazione – ha spiegato – fino a quando potrà iniziare la campagna di massa, molto difficile se non ci sono i vaccini”
L ‘obiettivo strategico” è quello di dare all’Italia una “rete di ricerca e sviluppo” migliore di quella precedente, in grado anche di arrivare a produrre “un livello accettabile di vaccini e farmaci idonei a contrastare il Covid”. Arcuri sottolinea che la scelta “autoctona” non significa che l’Italia non continuerà a sostenere un’azione comune europea. Quanto al vaccino di ReiThera, Arcuri ha ribadito che si tratta di un farmaco “molto promettente” e che sarà fatto “ogni sforzo affinché possa presentare il prima possibile l’autorizzazione in commercio”.
“Il vaccino non è una bibita e neanche una merendina, il vaccino è l’unico antidoto per uscire da una notte che dura un anno, non si può scherzare né voltarsi dall’altra parte quando si tratta della salute delle persone”. “Non si devono fare propaganda, annunci e promesse, si devono consegnare i vaccini che – aggiunge – i contratti prevedono debbano essere consegnati”.
Speranza partecipa a G7 Salute,’Insieme contro le sfide Covid’ – Il ministro Roberto Speranza ha partecipato oggi al G7 dei ministri della Salute. Al centro dell’incontro svolto in videoconferenza, rende noto il ministero della salute in un comunicato, la preparazione del vertice guidato dalla Gran Bretagna e del G20 guidato dall’Italia. I temi in discussione sono stati la lotta alla pandemia da coronavirus e la cooperazione internazionale come elemento centrale per ogni crisi sanitaria. “Perché – ha dichiarato Speranza a margine del suo intervento – soltanto insieme affronteremo al meglio le sfide di questa crisi”.
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Fontana: ‘ La Lombardia ha i dati da zona gialla da tre settimane’, il ministero ne tenga conto
Zaia: giallo è lo scenario più probabile per il Veneto. Il Piemonte chiede chiarezza
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VENEZIA
29 gennaio 2021
15:57
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“Da tre settimane la Lombardia ha i dati da zona gialla”: è quanto scrive su Facebook il presidente della Regione Attilio Fontana, auspicando che “dopo la settimana ingiustamente passata in zona rossa, oggi il Ministero possa prendere una decisione che tenga conto della reale situazione epidemiologica della nostra regione”.
Le Regioni attendono eventuali cambi di colore. “Il giallo è il nuovo scenario che probabilmente ci troveremo ad affrontare a partire da lunedì”. E’ fiducioso il Presidente del Veneto Luca Zaia (“non ho certezze, sto ragionando come ipotesi” puntualizza) sul fatto che la regione esca dai confini della zona arancione per entrare in quella giallo.
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“Nel cruscotto del Piemonte in questo momento non c’è più una spia accesa, il quadro è da scenario giallo. Attendiamo in serata la decisione del Ministero, perché c’è una differenza di interpretazione del Dpcm”. Così il governatore Alberto Cirio, a margine di un incontro stampa, sull’ipotesi che il Piemonte resti ancora per una settimana in zona arancione. “Ciò che è in corso di approfondimento – ha detto Cirio – è che il Ministero riterrebbe che i 14 giorni di dati da zona gialla dovrebbero decorrere solo dalla data di rilevamento, che per loro è il 22 gennaio. Facciamo notare che quei dati si riferiscono all’11-17 gennaio”.
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Post contro gli ebrei, consigliere Biella si dimette
Dopo la richiesta del sindaco e della Lega
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BIELLA
29 gennaio 2021
14:21
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Il consigliere comunale di Biella Franco Mino, della Lega, ha rassegnato le sue dimissioni, dopo che questa mattina il sindaco Claudio Corradino, anche lui del Carroccio, e il segretario cittadino del partito, Michele Mosca, lo hanno invitato a lasciare. Motivo della richiesta il post “gli ebrei non meritano la mia attenzione” scritto da Mino su Facebook in occasione del Giorno della Memoria, da cui nelle scorse ore l’amministrazione comunale e la Lega hanno preso le distanze.
“Se ne sono sempre fregati delle violenze sugli africani”, aveva scritto Mino mercoledì, in occasione della Giornata della Memoria, a proposito degli ebrei. “Nel ruolo che ricopro di primo cittadino e a nome di tutta l’amministrazione comunale non condivido il pensiero di Mino sul tema della Shoah e della Giornata della Memoria.
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Credo nella sua buona fede e che si sia trattata solo di una ingenuità”, è il commento del sindaco Corradino, che ne ha chiesto le dimissioni. “Quelle parole appaiono quanto mai fuori luogo e non condivisibili – ha aggiunto il segretario della Lega Mosca -. La Lega è da sempre dalla parte di coloro che soffrono e lo è ancor di più nei confronti del popolo ebraico. Sono stupito, Mino è uno storico militante del nostro movimento, evidentemente quando le scriveva non deve averne compreso appieno la portata e la gravità delle sue parole”.
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Massimo Franco, Andreotti inedito nelle lettere alla moglie
Nuovi documenti nella riedizione del libro edito da Solferino
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29 gennaio 2021
16:26
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Giulio Andreotti scriveva alla moglie Livia chiamandola quasi sempre Liviuccia, qualche volta ‘caro scoglio’: non si capisce se perché per lui era un appiglio o un ironico ostacolo. L’uso del vezzeggiativo è solo una delle sorprese che emergono dalle lettere finora inedite che Massimo Franco, inviato e notista politico de Il Corriere della Sera, ha raccolto nella nuova edizione del suo libro “C’era una volta Andreotti – Ritratto di un uomo, di un’epoca e di un Paese” (SOLFERINO, 528 PP, 16 EURO) pubblicato nel 2019 a 100 anni dalla nascita, come aggiornamento del primo volume sulla figura del Divo Giulio che risale al 2008.
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L’autore, scavando ancora nell’immenso lascito di una figura unica nel panorama del potere in Italia per longevità, sopravvivenza agli scandali, dimestichezza con gli apparati dello Stato, ha trovato nuovi documenti che fanno luce sia sulla sua attività pubblica, che sulla sua sfera privata. Dettagli e retroscena sulla gestione del potere in larga parte del secolo scorso, ma anche nuovi elementi sulla sua vita coniugale, rimasta a lungo misteriosa.
Dall’Archivio Apostolico Vaticano sono spuntate, ad esempio, carte che confermano il suo ruolo tra le due sponde del Tevere: nel dopoguerra i Savoia si raccomandavano ad Andreotti tramite la Santa Sede e il Vaticano era consultato da lui anche per la nomina di un giudice costituzionale. I suoi diari, invece, aiutano a ricostruire i retroscena di eventi con molti protagonisti di rilievo.
Non solo la sua ben nota e arguta ironia, ma anche un legame profondo e un modo di relazionarsi in maniera particolarmente affettuosa, che stride con l’immagine austera dell’uomo politico, emergono dalle lettere in cui l’ex presidente del Consiglio si confida con la moglie ‘Liviuccia’, finora inedite.
I figli hanno trovato le buste nel fondo di una vecchia scrivania nell’appartamento di corso Vittorio Emanuele II a Roma. In quelle pagine – scrive l’autore – scorre il trantran ministeriale di un marito in città o fuori per lavoro, mentre moglie e quattro figli sono al mare o in montagna, o aspettano il suo ritorno a Roma. Le prime lettere portano la data del 1947, quando Andreotti cominciava ad affacciarsi ai piani alti del potere politico, e si fermano più o meno a metà degli anni Sessanta.
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Trecento missive che proiettano in un mondo orami lontano, nel quale Andreotti non si faceva bastare il telefono per comunicare con la moglie, ma si confidava con lei, coltivando evidentemente anche il piacere della scrittura con la sua calligrafia minuta. Le raccontava le sue giornate, dove mangiava, descrivendo minuziosamente pranzi o cene, chi incontrava, come le venditrici di sigarette che lo salutano calorosamente a piazza San Silvestro. Sullo sfondo della Roma del dopoguerra, spuntano qua e là anche frammenti di storia, come il racconto dell’ictus che colpisce il presidente della Repubblica Giovanni Segni nel 1964 o l’elezione di Papa Paolo VI nel 1963.
Andreotti concludeva la corrispondenza con lei firmandosi a volte Giulio, altre Iulius, in latino, anche sottolineando la firma. Curiosità, indizi, racconti che squarciano il velo su un rapporto durato 60 anni che Andreotti ha tenuto riservato per tutta la vita, e che oggi aiutano a comprendere una personalità complessa e centrale nella storia recente del nostro paese. Il suo pessimismo sulla natura umana e la capacità affrontarlo con profonda ironia, che ancora oggi, in un mondo del tutto cambiato rispetto a quello in cui ha vissuto, continuano ad affascinare gli italiani.
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Denis Verdini agli arresti domiciliari
Lo ha deciso Tribunale di Sorveglianza, in carcere per 80 giorni
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29 gennaio 2021
16:04
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L’ex senatore Denis Verdini va agli arresti domiciliari. Lo ha disposto il Tribunale di Sorveglianza.
Verdini lascia il carcere di Rebibbia dopo 80 giorni di detenzione: si era costituito dopo che la Cassazione aveva confermato la condanna nei suoi confronti a sei anni e mezzo di reclusione nell’ambito del processo per il crac del Credito cooperativo fiorentino.
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Governo, Salvini: ‘Fico? Altri giorni persi. Al voto’. Renzi: Scelta che onoreremo, no alla caccia al parlamentare’
Le reazioni alla decisione del Quirinale di dare un mandato esplorativo a Roberto Fico
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29 gennaio 2021
22:46
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Sciogliere la distanza politica tra Giuseppe Conte e Matteo Renzi. Ricucire la faglia tra i parlamentari del Movimento 5 stelle.
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Un duplice, difficile, incarico attende il presidente della Camera Roberto Fico. “Esplora” le possibilità di un Conte ter. E’ quella, del resto, l’unica possibilità praticabile, per il M5s. E’ il governo cui lavora il Pd, senza subordinate. Renzi preferirebbe un altro premier politico e proverà probabilmente a sondare la tenuta di pentastellati e Dem su un altro premier politico, magari lo stesso Fico. Ma per il Quirinale il mandato è chiaro: verificare se ci siano i margini per un Conte ter. Se così non sarà, per il “veto” di Renzi sul nome dell’avvocato, si aprirà una fase nuova gestita dal presidente Sergio Mattarella. E l’orizzonte del voto non è escluso. Le elezioni sarebbero uno scenario non sgradito al premier, se sfumasse un incarico ‘ter’. Su questa linea sono schierati anche i Cinque stelle anti-renziani e ultra-contiani vicini ad Alessandro Di Battista. Ma sulle elezioni rischiano di spaccarsi i Dem e anche le truppe parlamentari M5s. Ecco perché, tra i ‘pontieri’ più vicini al premier che fino all’ultimo confidavano in un reincarico, c’è chi adesso teme la postilla scritta in calce alla dichiarazione congiunta del centrodestra, che apre uno spiraglio a un governo di larghe intese. E’ proprio su quella postilla che fa leva Renzi per sostenere – ancora oggi – che l’unica alternativa a un governo politico con una maggioranza di centrosinistra che includa Iv è un governo tecnico, con premier alla Mario Draghi. In realtà un tecnico potrebbe essere chiamato da Mattarella anche a guidare un governo elettorale. E fonti parlamentari non a caso ricordano che quando nel 2018 il capo dello Stato diede l’incarico a Carlo Cottarelli, scattò la molla anti-urne e la corsa all’alleanza M5s-Lega.
“Fico? Pur di non mollare la poltrona, ci riprovano. Altri giorni persi, l’Italia che lavora non ne può più. #vogliamovotare”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini su twitter. E’ il primo a commentare la scelta del capo dello stato di dare un mandato esplorativo al presidente della Camera per verificare la possibilità di un nuovo governo a partire dall’attuale maggioranza.
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“Lavoreremo al fianco del presidente Fico a cui è stato affidato un compito cruciale in questo frangente. Concentriamoci sui temi che ci accomunano e togliamo tutti i temi divisivi”. Lo dichiara il M5S in una nota.
“Buon lavoro al presidente della Camera Roberto Fico. Sarà punto di riferimento per favorire il dialogo in questa fase delicatissima e arrivare alla formazione di un nuovo Governo. Ci auguriamo che prevalga il senso di responsabilità da parte di tutti. Massimo e pieno sostegno a Giuseppe Conte”.
“La decisione del Presidente è una scelta saggia che Italia Viva onorerà lavorando sui contenuti: vaccini, scuola, lavoro, Recovery sono priorità su cui si gioca il futuro. Diciamo no alla caccia al parlamentare, diciamo sì a idee e contenuti. No al populismo, sì alla politica”, scrive Matteo Renzi su twitter.
“Sosteniamo con fiducia e lealtà lo sforzo che il Presidente della Repubblica sta compiendo e le iniziative assunte per risolvere questa crisi che si conferma, così come avevamo paventato, grave ed ingiustificata. Ribadiamo la nostra disponibilità a sostenere un governo guidato da Giuseppe Conte, con solida base politica e numerica, fondata sulla convergenza delle forze europeiste presenti in Parlamento, dando così vita ad una maggioranza più coesa e rafforzata” E’ quanto si legge in una nota del Pd.
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Governo: Da Merzagora a Fico, tutti i mandati esplorativi
L’ultimo nel 2018 a Casellati e, poi, a Fico
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29 gennaio 2021
21:20
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Sono una decina i mandati esplorativi assegnati dal Capo dello Stato al presidente del Senato o della Camera registrati nella storia della Repubblica. Il primo a ricevere un mandato del genere fu il presidente del Senato Cesare Merzagora, chiamato nel 1957 dal presidente della Repubblica Giovanni Gronchi dopo la caduta del governo di Antonio Segni per i contrasti nella Dc.
Merzagora ebbe successo, con la nascita di un esecutivo centrista guidato da Adone Zoli.
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Il 4 marzo del 1960, (ancora una volta era caduto un governo guidato da Antonio Segni), Gronchi decise di affidare il compito al presidente della Camera Giovanni Leone.
La crisi fu superata con l’arrivo del governo di Fernando Tambroni, uno dei più controversi della storia repubblicana (viveva grazie ai voti della destra neofascista del Msi). Nel 1968 a vestire i panni dell’esploratore fu il presidente di Montecitorio Sandro Pertini, incaricato da Giuseppe Saragat dopo la crisi del governo di centrosinistra guidato da Aldo Moro: Pertini concluse il suo mandato nell’arco di 24 ore, con un nulla di fatto. Nel 1982 toccò al presidente del Senato Tommaso Morlino, che fu incaricato da Pertini, nel frattempo arrivato al Quirinale.
Anche l’esplorazione di Morlino non ebbe successo, poi la situazione politica portò al governo guidato dal repubblicano Giovanni Spadolini. Il 4 luglio 1986 Amintore Fanfani, presidente del Senato, fu chiamato a “esplorare” dal presidente Francesco Cossiga. Al governo c’era Bettino Craxi: cinque giorni dopo, terminata la sua esplorazione, Fanfani riferì che si poteva varare un governo Craxi-bis. E così fu.
La prima volta di una “esploratrice”, fu il 27 marzo del 1987: Cossiga chiamò al Colle la presidente della Camera Nilde Iotti, che doveva districare una situazione particolarmente ingarbugliata, dalla quale si uscì con un governo Fanfani che non fu votato dalla Dc e portò il Paese alle elezioni anticipate.
Dal 26 maggio all’11 giugno 1989 fu chiamato per un mandato esplorativo, sempre da Cossiga, Giovanni Spadolini: lo portò a termine dopo due giri di consultazioni. A nascere fu l’ultimo governo guidato da Giulio Andreotti VI. Nella seconda Repubblica, prima di sciogliere le Camere dopo le dimissioni di Romano Prodi nel gennaio del 2008, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il 30 gennaio affidò al presidente del Senato Franco Marini, che lo rimise il 4 gennaio.
Particolare il caso del 2018. Il 18 aprile il presidente Mattarella diede un mandato esplorativo “circoscritto” alla presidente Casellati, nel senso che doveva verificare la possibilità di una intesa unicamente tra centrodestra e M5s. La verifica non portò ad un esito positivo, e così, una volta che Casellati rimise il mandato il 20 aprile nelle mani del Presidente della Repubblica, questi diede un nuovo incarico “circoscritto” il 23 al presidente della Camera Roberto Fico, il chiamato a verificare la praticabilità di un accordo tra M5s e Pd. Anche tale tentativo non ebbe esito.
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Musei Vaticani riaprono dal primo febbraio
La chiusura è durata 88 giorni, più lunga dalla guerra mondiale
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CITTÀ DEL VATICANO
29 gennaio 2021
22:25
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I Musei Vaticani riaprono le loro porte al pubblico. Dopo 88 giorni di chiusura per l’emergenza Covid, a partire da lunedì prossimo, 1 febbraio 2021, sarà finalmente possibile tornare a visitare le Collezioni Vaticane tutti i giorni, dal lunedì al sabato, dalle ore 8:30 alle ore 18:30, con ultimo ingresso alle ore 16,30, con prenotazione online obbligatoria.
Lo comunicano in via ufficiale i Musei Vaticani sui loro canali social. Per le Collezioni pontificie si tratta della più lunga chiusura dalla Seconda guerra mondiale.