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Patuanelli,Renzi? Chi è problema non può essere soluzione
Non è questione personale ma di affidabilità politica
e
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25 gennaio 2021
12:30
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“Chi è il problema non può essere la soluzione. Non è una questione personale ma di affidabilità politica”.
Lo sottolinea il ministro per lo Sviluppo Economico Stefano Patuanelli a chi gli chiede, dopo l’incontro tra governo e Confindustria, di una possibile apertura al dialogo con Renzi.
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Conte a Confindustria, Recovery è piano di sistema-Italia
Non è del governo. Va ampiamente condiviso
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25 gennaio 2021
12:36
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“Questo non è un piano del governo ma del sistema-Italia, quindi deve essere ampiamente condiviso e costruire le basi per ricostruire e trasformare il Paese garantendo una robusta ripresa, una più efficace resilienza e la realizzazione delle riforme che valgano a superare le carenze strutturali del Paese e migliorarne la competitività”. E’ quanto avrebbe detto, a quanto si apprende, il premier Giuseppe Conte al vertice con Confindustria sul Recovery Plan.
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Regeni: Fico, non ci fermeremo fino alla verità
Un pensiero ai suoi cari a agli altri ‘Giulio’ nel mondo
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25 gennaio 2021
12:39
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“Non ci fermeremo mai, fino a quando non avremo restituito il quadro completo delle responsabilità e dei soggetti coinvolti. A cinque anni dalla scomparsa di Giulio il pensiero va ai suoi cari, a Paola, Claudio e Irene.
E va a tutti gli ‘altri Giulio’ in Egitto e in tutto il mondo, ai quali questa ricerca di verità è dedicata”. Lo afferma il presidente della Camera Roberto Fico in un post su facebook dedicato a Giulio Regeni.
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Governo: Salvini, meglio voto che tirare a campare
Non vedo come Parlamento possa inventarsi formule diverse
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TORINO
25 gennaio 2021
12:43
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“Non vedo come questo Parlamento possa inventarsi formule diverse”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, sulla possibilità di nuove maggioranze.
“Spero che finisca questo teatrino osceno.- aggiunge al termine di un incontro, a Torino, con le associazioni degli albergatori – Le imprese italiane hanno bisogno di certezze, non di un governo che tira a campare su quattro senatori in vendita. Ieri hanno votato in Portogallo, il prossimo mese lo faranno in Catalogna e poi in Olanda e in Israele. È meglio investire due mesi per ridare la parola agli italiani che tirare a campare per altri due anni. Noi come Lega siamo già al domani”.   PIEMONTE

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Di Maio a Ue, la morte di Regeni è una ferita anche europea
Intervenendo al Consiglio europeo
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BRUXELLES
25 gennaio 2021
13:18
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“Gentili colleghi, oggi ricorre l’anniversario della scomparsa di Giulio Regeni. Il suo barbaro omicidio è una ferita ancora aperta in Italia, ma oggi sono qui a confrontarmi con voi perché quella stessa ferita è inevitabilmente anche europea”.
Così il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, intervenendo al Consiglio Ue.
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Di Maio, Ue monitori consegna vaccini agli Stati membri
‘Le aziende si assumano la responsabilità di non fare ritardi’
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BRUXELLES
25 gennaio 2021
13:31
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“Recentemente abbiamo avuto difficoltà nelle consegne settimanali di vaccini. Vorrei ricordare la necessità che le aziende produttrici si assumano la piena responsabilità della consegna diretta e senza ritardi dei vaccini agli Stati membri.
Si tratta di un processo molto delicato e contiamo su un monitoraggio costante e attivo anche da parte della Commissione”. Così il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, intervenendo al Consiglio Ue.
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Ue agli Stati, scoraggiare tutti i viaggi non essenziali
Test prima, più quarantena, per chi viene da zona rosso scuro
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BRUXELLES
25 gennaio 2021
13:39
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La Commissione Ue propone che tutti i viaggi non essenziali siano “fortemente scoraggiati finché la situazione epidemiologica non sia migliorata considerevolmente”. Ciò riguarda specialmente le zone in ‘rosso scuro’.
Per chi viene da quelle aree, gli stati devono prevedere un test prima della partenza e una quarantena all’arrivo.   MONDO

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Governo: Meloni, Zingaretti? Come M5s ha terrore delle urne
Con che coraggio si definiscono democratici?
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25 gennaio 2021
13:53
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“Le parole di Zingaretti sull’ipotesi di elezioni anticipate sono perfettamente rappresentative del terrore che hanno Pd e M5S verso il voto libero dei cittadini.
Con che coraggio questa gente si definisce democratica? Tranquilli, arriverà il giorno in cui dovrete rispondere davanti agli italiani delle vostre bugie e dei vostri fallimenti”.
Lo scrive su facebook Giorgia Meloni, leader di Fdi.
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Regeni:Lega,a 5 anni da scomparsa ancora non sappiamo verità
Ma noi continueremo a lavorare per averla
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25 gennaio 2021
13:57
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“Sono passati 5 anni dal rapimento al Cairo del giovane ricercatore italiano, Giulio Regeni. Cinque anni di silenzi che hanno dimostrato non solo la fragilità della politica estera italiana, ma anche l’incapacità del nostro governo nel difendere, tutelare e far valere i diritti dei propri connazionali””.
Così il gruppo della Lega nella commissione parlamentare nata proprio per far luce sulla vicenda.
“Siamo vicino alla famiglia che continua a lottare con coraggio e dignità nella speranza che un giorno il proprio paese possa rendere giustizia a Giulio. Dal canto nostro continueremo a lavorare affinché la verità possa emergere e questi tristi accadimenti diventare uno sprone per l’intensificarsi delle reti diplomatiche e per la salvaguardia dei diritti umani. Tali ultimi principi vanno coltivati e portati avanti in primis con l’Egitto affinché si creino le condizioni per cui casi come quello Regeni non si ripetano”.
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Giustizia: insediato neo pg Milano, ‘Borrelli mio modello’
Francesca Nanni, mi darò da fare per essere come predecessori
e
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25 gennaio 2021
14:58
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“Mi darò molto da fare per essere all’altezza dei miei predecessori, e Francesco Saverio Borrelli sarà un punto di riferimento pur non avendolo conosciuto: è una figura imprescindibile”. Così Francesca Nanni, il nuovo Procuratore Generale di Milano che da oggi si è insediata in uno degli uffici giudiziari più importanti d’Italia.
Ufficio che, da quando, più di 50 anni fa, sono state aperte le porte della magistratura all’universo femminile, per la prima volta sarà guidato da una donna. “Sono estremamente soddisfatta e orgogliosa – ha aggiunto – per questo ruolo che sarà molto impegnativo e stimolante”.
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Governo: Cav, o esecutivo di unità nazionale o urne
Mi auguro Conte sia consapevole che questa strada è ineludibile
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25 gennaio 2021
16:37
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“La strada maestra è una sola: rimettere alla saggezza politica e all’autorevolezza istituzionale del Capo dello Stato di indicare la soluzione della crisi, attraverso un nuovo governo che rappresenti l’unità sostanziale del paese in un momento di emergenza oppure restituire la parola agli italiani”.
Così il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi.
“Mi auguro che il Presidente del Consiglio sia consapevole dell’ineludibilità di questa strada”.
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Governo: Salvini, no governicchi, Conte si faccia da parte
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TORINO
25 gennaio 2021
16:39
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“Piuttosto che tirare a campare governicchi e ammucchiate è meglio ridare la parola agli italiani e stare tranquilli per 5 anni. Mi aspetto che prevalga il buon senso e amore per gli italiani.
Mi auguro che il governo, se non ha i numeri, si faccia da parte”. Lo ha detto Matteo Salvini oggi a Torino lasciando il Palazzo di Giustizia Dove ha preso parte al processo in cui è imputato di vilipendio all’ordine giudiziario.
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Fonti Pd,stiamo con Conte ma ora numeri non ci sono
Se si va al voto su Bonafede rischio governo vada sotto
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25 gennaio 2021
16:41
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Il Pd è in pressing in queste ore, a quanto si apprende da fonti parlamentari, per convincere il premier Giuseppe Conte che l’unica via per salvare il governo e cercare una maggioranza stabile è passare dalle sue dimissioni-lampo, passaggio ritenuto necessario per far emergere con chiarezza i ‘volenterosi’. I dem hanno assicurato a Conte che il suo ruolo “è imprescindibile” e che il Pd è comunque al suo fianco.
Ma l’hanno messo in guardia sui rischi di andare in Aula per la relazione del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e sul fatto che il governo ne uscirebbe sconfitto visto che ad ora i numeri non ci sono.
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Recovery: Gualtieri, colmeremo presto lacuna governance
Il ministro a Confindustria: vicende politiche non hanno aiutato
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25 gennaio 2021
18:25
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Sulla messa a punto della governance dell’attuazione del Piano Recovery “le note vicende politiche non hanno aiutato ma l’obiettivo del governo è quello di colmare questa lacuna rapidamente”. E’, secondo quanto si apprende, l’indicazione fornita dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri durante l’incontro con Confindustria stamattina a Palazzo Chigi.

L’importanza dell’innovazione, introdotta nella versione del piano approvata dal Consiglio dei Ministri ed apprezzata dal Presidente Bonomi, relativa all’uso di strumenti finanziari a leva per realizzare partnership pubblico private e favorire la mobilitazione degli investimenti privati è stata sottolineata dal ministro dell’Economia. Sul punto il ministro ha auspicato un dialogo con le forze sociali sulla concreta finalizzazione di questi strumenti nei diversi ambiti di applicazione come filiere produttive strategiche e made in Italy ammodernamento delle strutture turistico-ricettive, dell’economia circolare e in altri ambiti
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Bonomi: ‘Difficile che il Governo abbia la forza per le riforme’
‘Sono molto preoccupato. Abbiamo perso molto tempo, dobbiamo fare presto e bene’
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25 gennaio 2021
21:48
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“Anche l’Ue si aspetta da questo Paese quelle grandi riforme strutturali che non sono state fatte. Non dobbiamo perdere tempo di fronte all’occasione storica di rendere questo Paese piu’ moderno”, dice il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, che – ospite di Tg2Post – del momento politico attraversato dal Governo dice: “Siamo in un momento in cui avremo grosse difficoltà a fare le riforme ma in una situazione politica come quella che stiamo vivendo è difficile pensare che ci sia un Governo che abbia la forza per fare riforme incisive”.
Ora, “in pochi giorni decideremo il destino dell’Italia per i prossimi anni.
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E’ una grande responsabilità, lo dicevamo già a marzo, poi a giugno e a settembre…”, sottolinea Bonomi. E sulla attuale fase politica il leader degli industriali aggiunge: “Io mi auguro, come richiamato anche dal commissario Gentiloni, che ci sia un Governo capace, che abbia a cuore il destino del Paese e il futuro del Paese. E’ quello che mi auguro. Io ho dato tutta la disponibilità del mondo imprenditoriale”; “E’ un momento di grande responsabilità: dobbiamo lavorare tutti insieme”. E sugli spazi di confronto con il Governo dice: “Ho dato la mia disponibilità a settembre all’assemblea di Confindustria e sono stato sentito oggi sul Recovery: abbiamo perso mesi”.
Sono “molto preoccupato” dice ancora il presidente di Confindustria – delle difficoltà politiche del Governo. “Sono contento delle parole di Gentiloni, sono quelle che diciamo da mesi. Se lo diciamo noi dicono che attacchiamo il Governo, dette da Gentiloni suonano diversamente”. Il leader degli industriali quindi ribadisce: “Sono molto preoccupato. Abbiamo perso molto tempo. E’ un Paese che ha perso tempo nell’affrontare le riforme. Abbiamo perso tempo: dobbiamo fare presto e bene”.
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Ambasciata italiana promuove beni architettonici di Teheran
Progetto di documentazione e libro dell’architetto Farahbod
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25 gennaio 2021
18:57
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L’Ambasciatore italiano in Iran, Giuseppe Perrone, ha ospitato oggi in residenza l’evento di presentazione di un progetto di documentazione e raccolta di materiale storiografico e architettonico su 340 edifici di Teheran, alcuni dei quali iscritti nella lista del patrimonio culturale del paese e nel patrimonio UNESCO (Palazzo Golestan).
Il progetto, sfociato nella pubblicazione del libro “La mia Teheran” di Amir Reza Farahbod, ha come scopo principale la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale della capitale iraniana in vista di una sua ulteriore attività di promozione.
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La Residenza italiana, si sottolinea in una nota dell’ambasciata, gioca un ruolo fondamentale nel progetto come esempio di pregiata arte dell’epoca qajara e custode di un giardino persiano di otto ettari, uno dei più rari e originali esempi di giardino persiano ancora presenti nella città di Teheran.
Perrone, in apertura della presentazione del progetto, ha sottolineato il continuo impegno dell’Italia a salvaguardare il giardino di Farmanieh, valorizzandone il carattere unico di testimonianza storica e architettonica, e ponendolo al centro di eventi culturali promossi dall’Ambasciata d’Italia.
All’incontro ha partecipato anche il Presidente del Consiglio comunale di Teheran, Mohsen Hashemi Rafsanjani, che ha sottolineato la profondità della ricerca alla base del progetto ed ha auspicato che, nella nuova fase che si sta per aprire nelle relazioni internazionali, vi sia un ulteriore approfondimento dei rapporti tra Italia e Iran, che ha definito storici e particolarmente intensi.
“La mia Teheran” è frutto di un lavoro di circa 10 anni svolto dall’architetto Farahbod in collaborazione con la municipalità di Teheran, il Ministero dei Beni Culturali, del Turismo e dell’Artigianato della Repubblica Islamica dell’Iran, di esperti e ricercatori dell’Università di Teheran.
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Governo: oggi Conte si dimette. Il premier a Palazzo Chigi per il Consiglio dei ministri
Avvio consultazioni difficile prima di mercoledì pomeriggio. Pd, M5S e Leu ribadiscono il proprio sostegno al presidente del Consiglio
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26 gennaio 2021
09:12
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Il premier Giuseppe Conte è arrivato a Palazzo Chigi per il Consiglio dei ministri in cui comunicherà alla sua squadra di governo la decisione di andare al Quirinale a rassegnare le dimissioni.
Giuseppe Conte giocherà al buio la sua partita più rischiosa. Avrebbe voluto evitarlo e invece a metà giornata deve arrendersi ai numeri che ancora non ci sono.
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Il Pd, il M5s, Leu, al culmine di una giornata assai tesa, gli garantiscono che gli faranno da scudo, nella fase che si aprirà con le consultazioni al Quirinale. Ma il premier non si fida: teme una ‘trappola’ di Matteo Renzi, sa che al Quirinale sul suo nome rischia di non materializzarsi la maggioranza necessaria ad avere il reincarico.
“Se Conte non pone veti su Iv, la delegazione Iv non porrà veti sul suo nome”, dicono a sera dal partito di Renzi. L’avvocato non vorrebbe subire più il ricatto dei numeri renziani, ma si arrende a una maggioranza che ancora non c’è. Consapevole del rischio che nei prossimi giorni potrà nascere il Conte ter ma anche un governo con un altro premier. L’avvocato ritarda di qualche ora, prendendosi una intera notte, la convocazione del Consiglio dei ministri in cui comunicherà la sua scelta, prima di salire al Colle. E’ il tempo necessario a ottenere garanzie dagli azionisti del governo e far maturare la scelta di quei “costruttori”, centristi e forzisti, che non hanno sciolto le riserve prima delle sue dimissioni, ma ora nella partita avranno un ruolo determinante. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella attende il passo indietro del premier per gestire una crisi di governo che si apre in un momento delicatissimo per il Paese. Ma anche per questo, osservano dalla maggioranza, nessun passaggio potrà essere formale.
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Le consultazioni con i gruppi parlamentari di maggioranza e opposizione, che non dovrebbero iniziare prima di mercoledì, si annunciano rapide ma ‘vere’, per verificare se ci siano i margini per un reincarico. Dunque sarà importante, certo, la tenuta di M5s, Pd e Leu sul nome di Conte. Ma poiché i loro numeri da soli non bastano, sarà anche cruciale capire se Iv farà il nome del premier uscente. E se lo faranno i presunti ‘responsabili’, da chi ha già votato la fiducia come Maie e Centro democratico, a eventuali nuovi ‘iscritti’ alla maggioranza. Occhi puntati dunque sui centristi e sulle mosse in extremis da Fi. A chi domanda se a questo punto possa cadere il veto su Renzi, da Palazzo Chigi si limitano a dire che ora è tutto nelle mani del capo dello Stato. Rinnovare l’accordo con Iv non sarà facile, dopo che il “mai più” era stato detto con nettezza.
Ma, secondo un deputato Pd, così come Renzi non può più permettersi di dire no a Conte, pena il rischio di spaccare i gruppi di Iv, allo stesso modo Conte non potrebbe dire no a Renzi, se al Quirinale farà il suo nome. L’unico modo per sminarlo è allargare davvero la maggioranza e rendere i suoi senatori non più essenziali. Certo, nei gruppi parlamentari si avverte tensione per la partita che si apre: i Cinque stelle fibrillano e si dividono ancora sul nome di Renzi. Per le segreterie il nome di Conte è ancora blindato: la conferma emerge dalle tante riunioni di vertice (al Nazareno se ne susseguono per tutto il pomeriggio) sia nel M5s che nel Pd. Ma tra le truppe sia Pd che M5s c’è chi dice che la priorità è evitare il voto, non rieleggere Conte.
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Sono scricchiolii che non sfuggono ai centristi e a chi dentro Forza Italia sarebbe pronto anche a iscriversi a una maggioranza Ursula, europeista, con Pd, M5s e Leu. C’è chi sarebbe già pronto – si parla di un gruppetto di deputati e senatori di Fi – a entrare in maggioranza, sedendo al tavolo delle trattative per la nascita del Conte ter (avendo voce in capitolo su programma e squadra di governo).
Ma l’ipotesi che più ricorre quando si diffonde la notizia delle dimissioni è che si condizioni l’ingresso in maggioranza a una discontinuità segnata da un nuovo premier: girano i nomi dei Dem Franceschini e Guerini, sicuramente graditi anche a Renzi, ma il M5s li accetterebbe? L’alternativa sono quelle larghe intese che non solo il Pd e il M5s ma anche Lega e Fdi respingono con forza. Nel balletto del Quirinale, però, molte pedine possono ancora muoversi.
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Dirigente scuole Norcia, è stato come inizio nuovo anno
“Vera gioia e ragazzi responsabili” racconta Tonti
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NORCIA (PERUGIA)
25 gennaio 2021
16:15
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“È stato come iniziare un nuovo anno scolastico e l’atmosfera che si è respirata tra gli studenti, ma anche tra i docenti, è stata di vera gioia”: Rosella Tonti, dirigente dell’istituto omnicomprensivo “De Gasperi-Battaglia” di Norcia, ha descritto così il ritorno in presenza, seppure al 50%, delle scuole superiori avvenuto oggi in Umbria.
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“I ragazzi – ha spiegato Tonti – hanno dimostrato un senso di responsabilità ancora più alto di quello adottato nei mesi scorsi e questo perché a scuola vogliono rimanerci, della didattica a distanza totale non ne potevano più”.
Le superiori di Norcia contano circa 230 studenti e “ogni giorno saranno 115 quelli che entreranno in classe”. “Ma chi sarà chiamato a fare lezione in dad – ha spiegato la dirigente – avrà il proprio docente collegato dalla classe”.
“Già da stamani – ha detto ancora Tonti – abbiano iniziato a pensare a quello che sarà l’esame di maturità per gli studenti del quinto anno. Come si svolgerà ancora non è chiaro. Certo è che questi ragazzi si portano dietro mesi molto complicati, ma lavoreremo con intensità e passione perché possano arrivare all’appuntamento ben preparati”.
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Parlamenti regionali chiedono aiuti attività zone arancioni
Accolta proposta presidente Assemblea Umbria Squarta
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PERUGIA
25 gennaio 2021
17:18
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L’assemblea plenaria della Conferenza dei Parlamenti regionali ha accolto la proposta avanzata dal presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Marco Squarta, che chiede aiuti per le categorie economiche penalizzate dalle restrizioni e dalle limitazioni previste per le zone arancioni. E’ stata quindi inoltrata – ha reso noto lo stesso Squarta – una comunicazione formale al premier, Giuseppe Conte, chiedendo di individuare insieme agli altri rappresentanti dei ministeri competenti di “verificare congiuntamente le misure da mettere in atto per il sostegno delle zone arancioni”.
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Nel documento elaborato dalla Conferenza si sottolinea che “se il criterio delle colorazioni sta sortendo un buon esito per ciò che riguarda il contenimento della diffusione del contagio qualche difficoltà in più si riscontra rispetto al tema dei ristori alle categorie produttive”. La Conferenza dei Parlamenti regionali chiede dunque di conoscere “in maniera dettagliata lo stato dell’arte dei ristori erogati fino a questo momento, anche nell’ottica di mettere concretamente a disposizione la totale collaborazione dei Consigli locali, per definire le prossime misure”. “A destare attenzione nel corso dell’assemblea plenaria odierna – si legge ancora nel documento – è la situazione di quelle realtà che si trovano nelle cosiddette zone arancioni dove, a causa dei mancati introiti legati ad aperture contingentate dal divieto di spostamenti tra Comuni, i commercianti e le categorie economiche lamentano anche la mancata previsione di specifici ristori”.
Squarta, che sin dall’inizio si è battuto per far ottenere i rimborsi ai titolari delle attività commerciali delle zone arancioni, “i cui fatturati sono fortemente indeboliti”, esprime “straordinaria soddisfazione” per la decisione della Conferenza.
“Se il governo terrà in considerazione le proposte dell’Umbria – ha affermato – le categorie economiche dell’intero Paese ne trarranno immediatamente vantaggio. Il mio pensiero è rivolto a tutti coloro che, con tenacia, in questo drammatico momento storico stanno stringendo i denti per evitare una catastrofe economica che il governo, grazie all’approvazione di questo documento, è nelle condizioni di poter scongiurare”.
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I passaggi dopo le dimissioni del premier
Occhi puntati sul Colle. Durante la crisi stop del Parlamento
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26 gennaio 2021
09:05
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Con le dimissioni del presidente del Consiglio si aprono tutta una serie di passaggi istituzionali, di cui il Quirinale è il baricentro, legati alla crisi di governo.
Eccoli, in breve.
– IL COLLE. Quando il presidente della Repubblica riceve le dimissioni del premier può decidere, dopo consultazioni dei gruppi parlamentari, di conferire un mandato esplorativo ad un personaggio istituzionale (nel 2018 Mattarella lo conferì ai presidenti di Camera e Senato), o dare il mandato pieno o esplorativo al presidente del Consiglio uscente (che accetterebbe con riserva), oppure direttamente avviare proprie consultazioni al Quirinale: con i presidenti delle Camere, i rappresentanti dei gruppi parlamentari di Camera e Senato ed il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano.
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Le consultazioni gli servono per constatare la situazione e, di conseguenza, assumere decisioni sulla nomina di un nuovo presidente del Consiglio o, eventualmente, sul conferimento di un altro mandato esplorativo. L’ultima ratio, in caso di impossibilità accertata di formare un nuovo esecutivo, è che decida di sciogliere le Camere per andare ad elezioni.
– GLI ‘AFFARI CORRENTI’. Con le dimissioni, e fino al giuramento di un nuovo Esecutivo nelle mani del Capo dello Stato, il governo uscente rimane in carica per lo svolgimento degli affari correnti. Tra questi rientra l’eventuale emanazione di decreti legge in casi di necessità ed urgenza.
– IL PARLAMENTO. In mancanza del rapporto fiduciario, con la crisi di governo si ferma tutta l’attività parlamentare, eccetto che per gli atti urgenti come la conversione dei decreti legge in scadenza. L’attività ordinaria delle Camere riprende solo dopo che il nuovo Esecutivo avrà incassato la fiducia da entrambe le Camere.
– LA RELAZIONE SULLA GIUSTIZIA. In base alla riforma della legge sull’Ordinamento giudiziario del 2005, entro il ventesimo giorno dalla data di inizio di ciascun anno giudiziario, il ministro della Giustizia rende comunicazioni (cui segue un voto) alle Camere sull’amministrazione della giustizia nel precedente anno. La relazione (in calendario alla Camera per mercoledì 27 gennaio) è di fatto propedeutica alla inaugurazione dell’Anno Giudiziario in Cassazione.
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Tuttavia, si registrano due precedenti di relazioni presentate ma non votate. Il primo è stato nel 2008, quando l’allora Guardasigilli Clemente Mastella si recò in Aula a Montecitorio per tenerla a poche ore dall’arresto (ai domiciliari) della moglie Sandra Lonardo. Mastella parlò alla Camera ed andò a dimettersi, per cui non ci fu un voto sulla relazione. L’unico precedente di relazione tenuta durante un governo dimissionario risale, invece, all’epoca di Mario Monti nel 2013. Si decise in quella occasione di dare per assolto l’obbligo con la semplice trasmissione della relazione alle Camere senza svolgere le comunicazioni in Aula.
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Regione, bagarre dopo intervento Fontana
Seduta sospesa; Usuelli (+Europa) prega per dati, censurato
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MILANO
26 gennaio 2021
12:18
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Bagarre oggi in Aula al Pirellone subito dopo il discorso del governatore lombardo Attilio Fontana. Al termine del suo intervento, il consigliere Michele Usuelli di +Europa, si è polemicamente inginocchiato davanti a lui chiedendo che i dati disaggregati sulla pandemia fossero resi pubblici.
“Dato che non so più come chiederlo, ve lo chiedo in ginocchio” ha detto. I consiglieri di Movimento 5 Stelle e Pd hanno esposto cartelli (“Verità per i lombardi”, “Basta bugie”, “La zona rossa è colpa vostra”) chiedendo le dimissioni della giunta.
Il presidente Fontana, la vice Moratti e parte della giunta hanno lasciato l’Aula. A quel punto il presidente del Consiglio Regionale, Alessandro Fermi, dopo aver formalmente censurato Usuelli ha sospeso la seduta, ripresa dopo circa mezz’ora, per essere subito nuovamente interrotta. “È da giugno che la Lombardia dava all’Iss dati sbagliati per compilare l’Rt, l’ho segnalato già allora in un’interrogazione scritta – ha detto Usuelli, che è stato espulso -. Tutte le regioni compilano i campi in modo giusto, tranne la Regione Lombardia”.
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Giulio Regeni, cinque anni fa la scomparsa. Mattarella: ‘L’Egitto dia risposte’
Il caso al Consiglio degli Esteri Ue. I ministri europei potrebbero decidere di muovere altri passi.
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25 gennaio 2021
09:51
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Il 25 gennaio 2016 alle 19.41 Giulio Regeni inviò dall’Egitto il suo ultimo sms. Di lui non si seppe più nulla fino al 3 febbraio, quando il suo cadavere, torturato, fu trovato su una strada tra Il Cairo e Alessandria.
A cinque anni da quel messaggio la verità sull’assassinio del ricercatore friulano è ancora lontana, nonostante il lavoro della magistratura italiana e l’impegno del governo. In occasione dell’anniversario il caso è al Consiglio Esteri.
Madre Regeni, premier Renzi disse saputo di Giulio il 31/1 – “In questi 5 anni abbiamo sentito tante parole vuote ma anche bugie”, come le parole dell’allora “Presidente del Consiglio che disse di essere stato avvisato appena il 31 gennaio della scomparsa di Giulio”, elemento che “dai dati che abbiamo ci sembra impossibile”.
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Lo ha detto Paola Deffendi, la madre di Giulio, riferendosi ai giorni in cui del rapimento e successivi. All’epoca premier era Matteo Renzi. “Dal 25 gennaio al 3 febbraio quello che è successo in Egitto possiamo saperlo, non sappiamo cosa sia successo in Italia, come mai non sia stato salvato”. “Cosa ha intralciato tutto questo? E’ un aspetto che ci tormenta”, ha concluso
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sottolinea che “l’azione della Procura della Repubblica di Roma, tra molte difficoltà, ha portato a conclusione indagini che hanno individuato un quadro di gravi responsabilità, che, presto, saranno sottoposte al vaglio di un processo, per le conseguenti sanzioni ai colpevoli. Ci attendiamo piena e adeguata risposta da parte delle autorità egiziane, sollecitate a questo fine, senza sosta, dalla nostra diplomazia”.
“La vicenda di Giulio Regeni riguarda tutti, non solo l’Italia”, ha scritto Piero Fassino, presidente della Commissione Affari esteri della Camera dei deputati, ai suoi omologhi Ue chiedendo “di assumere ogni iniziativa parlamentare, sul piano politico e diplomatico, a livello sia bilaterale sia multilaterale, per ottenere verità sul caso di Giulio”. “È un impegno – ha sottolineato – per la legalità internazionale e per il rispetto dei diritti umani, valori su cui si fondano l’identità dell’Unione Europea e le sue relazioni con ogni nazione”.
L’Alto rappresentante dell’Unione europea, Josep Borrell, intervenendo al Consiglio dei ministri degli Esteri ha ringraziato Luigi Di Maio per aver chiesto di discutere del caso di Giulio Regeni alla Ue, poiché è una questione grave non solo per l’Italia ma per tutta l’Unione. Si apprende da fonti, a Bruxelles. Parlando del “brutale” assassinio, Borrell ha evidenziato come da allora si sia chiesto all’Egitto di far luce sul caso e di cooperare. “Siamo sodali” con l’Italia e la famiglia Regeni nella richiesta di far piena luce, ha detto.
“Il caso di Giulio Regeni è una questione grave per l’Italia e per l’intera Unione Europea – ha aggiunto Borrell al termine del Consiglio – Continuiamo ad esortare l’Egitto a cooperare in pieno con le autorità italiane sulle responsabilità, e affinché sia fatta giustizia”.
“Da cinque anni la famiglia di Giulio e tutti noi chiediamo giustizia – ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio al Consiglio Ue –  ma non è ancora arrivata. Di recente la Procura di Roma ha portato a conclusione indagini che hanno individuato gravi responsabilità che presto saranno sottoposte al vaglio di un processo. Sia chiaro, l’Italia ritiene l’Egitto un interlocutore cruciale nel Mediterraneo, e ritiene che il nostro compito in Europa sia quello di avviare un dialogo franco, costruttivo e trasparente con Il Cairo, ma non può avvenire a scapito dei diritti umani”.
“Non ci fermeremo mai, fino a quando non avremo restituito il quadro completo delle responsabilità e dei soggetti coinvolti – ha affermato il presidente della Camera Roberto Fico in un post su facebook dedicato a Giulio Regeni -. A cinque anni dalla scomparsa di Giulio il pensiero va ai suoi cari, a Paola, Claudio e Irene. E va a tutti gli ‘altri Giulio’ in Egitto e in tutto il mondo, ai quali questa ricerca di verità è dedicata”.
Intanto la comunità di Fiumicello, il paese dov’è cresciuto il ricercatore, ricordardano Giulio. Quest’anno, a causa dell’emergenza Covid, tutti gli eventi in streaming sul sito di ‘La Repubblica’ e sulle pagine Facebook. ‘Il comune informa – Fiumicello Villa Vicentina’, ‘Giulio siamo noi’ e Verità per Giulio Regeni’. Il comune invita tutti i cittadini a partecipare da casa e “a colorare di giallo il paese e i propri profili social”.
25 GENNAIO 2021 La comunità di Fiumicello Villa Vicentina, a 5 anni dalla scomparsa del nostro concittadino, continua a…
Pubblicato da Il Comune Informa – Fiumicello Villa Vicentina su Venerdì 22 gennaio 2021
Ed è stata fissata al 29 aprile prossimo l’udienza preliminare davanti al gup di Roma Pier Luigi Balestrieri per i quattro agenti dei servizi segreti accusati del sequestro, delle torture e dell’omicidio di Giulio Regeni. Il 20 gennaio è arrivata la richiesta di rinvio a giudizio per gli 007 Tariq Sabir, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi, Magdi Ibrahim Abdelal Sharif. Nei loro confronti le accuse mosse dal procuratore Michele Prestipino e dal sostituto Sergio Colaiocco variano dal sequestro di persona pluriaggravato al concorso in omicidio aggravato e concorso in lesioni personali aggravate.
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Scuola: Azzolina, puntiamo al rientro in classe. Zaia, da lunedì potremmo riaprire
‘I recuperi si stanno già facendo e se ne faranno di più perché non possiamo aspettare giugno. Ho chiesto altri soldi per i ristori formativi per potenziare i corsi di recupero’
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25 gennaio 2021
14:01
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“Sarò davvero soddisfatta quando tutti gli studenti italiani torneranno in classe”. Lo ha detto la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ad Agorà. “I recuperi si stanno già facendo e se ne faranno di più perché non possiamo aspettare giugno.
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Ho chiesto altri soldi per i ristori formativi per potenziare i corsi di recupero”.
“Recuperare i giorni persi a giugno? Sul calendario la competenza è delle regioni”, ha aggiunto.
La maturità quest’anno “sicuramente sarà diversa da quella ordinaria, perché le condizioni sono diverse, sarebbe irrealistico pretendere di svolgere un esame di maturità come quando non c’era la pandemia”. Così a Buongiorno, su SkyTG24 il presidente dell’Associazione nazionale Presidi Antonello Giannelli. “Credo che rispetto all’anno scorso si possa pensare ad un esame più consistente. Al momento è prematuro identificare un format, ma per il momento è ipotizzabile almeno una prova scritta oltre a quella orale. Dipende molto anche dal piano vaccinale: se potessimo contare su una vaccinazione diffusa per quell’epoca sarebbe diverso”.
“Se i dati restano così partiasmo con l’organizzazione e lunedì riapriamo le scuole”. Lo ha annunciato il presidente del Veneto Luca Zaia. “Una rondine non fa primavera – ha aggiunto – ma adesso abbiamo un trend di 25 giorni. Resto convinto dagli scienziati che dovremo monitorare fortemente il tema scolastico, perché si aumenta un po’ di più il rischio. Le modalità le definiremo nei prossimi giorni, con l’Ufficio scolastico, e tutto il tema dei trasporti”.
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Scuola: Zaia, da lunedì potremmo riaprire
Governatore, speriamo di tornare in zona gialla
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VENEZIA
25 gennaio 2021
13:26
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“Se i dati restano così partiamo con l’organizzazione e lunedì riapriamo le scuole”. Lo ha annunciato il presidente del Veneto Luca Zaia.
“Una rondine non fa primavera – ha aggiunto – ma adesso abbiamo un trend di 25 giorni. Resto convinto dagli scienziati che dovremo monitorare fortemente il tema scolastico, perché si aumenta un po’ di più il rischio. Le modalità le definiremo nei prossimi giorni, con l’Ufficio scolastico, e tutto il tema dei trasporti”.
“Speriamo di rientrare nella zona gialla da venerdì, il Veneto ha fatto i suoi sacrifici” ha poi aggiunto il governatore”. “Ma bisogna sempre rimanere attenti. Io vedo in giro ancora tanti senza mascherina” ha concluso.
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Presidenti ER,Fvg,Veneto,rosso scuro danno a chi fa tamponi
‘Necessario valutare parametri epidemiologici oggettivi’
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TRIESTE
25 gennaio 2021
18:59
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“Imporre ai cittadini delle nostre Regioni l’obbligo di test e quarantena per poter viaggiare nell’Unione europea, così come previsto per le realtà colorate di ‘rosso scuro’, significherebbe penalizzare le amministrazioni che effettuano il maggior numero di tamponi e non, come sarebbe invece necessario, operare una valutazione su parametri epidemiologici oggettivi”.
Lo dichiarano i governatori dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e del Veneto, Luca Zaia, a commento della notizia secondo la quale le tre Regioni rischierebbero di entrare in zona ‘rosso scuro’.
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Il rosso scuro scaturisce da un’incidenza di contagi, calcolata sui 14 giorni, superiore alle 500 unità su 100mila soggetti testati. “Il dato dell’incidenza sui 100mila abitanti – spiegano i tre governatori – implica pertanto che la valutazione viene operata sul numero assoluto di positivi riscontrati. Ne deriva dunque una situazione paradossale – concludono Bonaccini, Fedriga e Zaia – che, anziché incentivare le amministrazioni a potenziare i controlli sui cittadini, andrebbe a premiare quelle realtà che, per non rischiare di sforare i parametri indicati, dovessero deliberatamente decidere di ridurre la somministrazione di tamponi.”
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Governo:Conte comunica ai ministri decisione di dimettersi
Riunito consiglio dei ministri
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26 gennaio 2021
10:58
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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha comunicato ai ministri, a quanto si apprende, la decisione di recarsi al Quirinale per rassegnare le sue dimissioni.
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Capi delegazione Pd-M5s-Leu in Cdm, sostegno a Conte
Dopo che premier ha annunciato decisione di dimettersi
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26 gennaio 2021
11:00
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I capi delegazione del M5s Alfonso Bonafede, del Pd Dario Franceschini e di Leu Roberto Speranza, a quanto si apprende, avrebbero ribadito in Consiglio dei ministri il loro sostegno a Giuseppe Conte, dopo che il presidente del Consiglio ha comunicato la sua decisione di dimettersi.
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Conte in Cdm, ringrazio ogni singolo ministro
Premier in consiglio dei ministri
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26 gennaio 2021
11:02
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“Ringrazio l’intera squadra di governo, ogni singolo ministro, per ogni giorno di questi mesi insieme”. Lo avrebbe detto, a quanto si apprende, il premier Giuseppe Conte in Consiglio dei ministri comunicando la sua decisione di rassegnare le dimissioni.
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Governo: Conte al Quirinale alle 12 per dimissioni
Premier ha riunito cdm
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26 gennaio 2021
10:40
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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, dopo aver riunito il cdm, andrà alle 12 al Quirinale, a quanto si apprende, per rassegnare le dimissioni.
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Da Federalberghi petizione al Governo, “Salvate il turismo”
Il presidente Bocca: “Urgente intervenire subito”
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26 gennaio 2021
12:11
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L’assemblea generale di Federalberghi, riunita in seduta straordinaria, ha approvato una petizione rivolta alle forze politiche, “per invitare il Governo a intervenire con urgenza a tutela delle imprese e dei lavoratori del turismo prima che sia troppo tardi”. Anche singoli imprenditori, lavoratori e cittadini possono aggiungere la propria firma, sottoscrivendo la petizione online, sulla piattaforma change.org.
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Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, dopo aver sottolineato “l’importanza che il turismo riveste per l’economia italiana, rammenta i danni devastanti subiti dalle strutture ricettive a causa della pandemia, con una perdita di flussi turistici e di fatturato superiore al 50%”, elenca gli interventi principali richiesti dagli albergatori: – riconoscimento di ristori efficaci, che ristabiliscano equità per l’anno 2020 ed accompagnino le imprese anche nei mesi a venire; – interventi sulla liquidità (proroga delle rate dei mutui e concessione di prestiti ventennali); – esonero per il 2021 dal pagamento delle imposte (in primis, Imu, Tari e canone Rai); – sostegno alle imprese in affitto per il pagamento del canone di locazione; – riduzione dell’aliquota Iva al 5% in analogia con quanto avvenuto in altri Paesi europei; – riconoscimento di sgravi contributivi per le imprese che richiamano in servizio il personale; – sostegno al reddito per i lavoratori che rimangono disoccupati o sospesi”.
Bocca evidenzia anche “la necessità di far pressione sulla Commissione Europea, per chiedere l’aggiornamento le disposizioni comunitarie che disciplinano gli aiuti di stato a sostegno dell’economia durante la pandemia (cosiddetto “temporary framework”), al fine di aumentare l’intensità degli aiuti che è possibile erogare a ciascuna impresa e di ampliare il periodo di applicabilità, che in assenza di una proroga si concluderà il 30 giugno prossimo”.
“Il documento – conclude Bocca – richiede anche “incentivi per la riqualificazione delle strutture ricettive, che al termine della crisi dovranno confrontarsi con un’agguerrita concorrenza internazionale. Su questo punto, ci soffermeremo anche in occasione dell’audizione sul Recovery Plan, che si svolgerà oggi pomeriggio alla Camera dei deputati”.
I primi firmatari della petizione sono lo stesso Bocca e i presidenti delle organizzazioni aderenti alla federazione presenti oggi in assemblea, in rappresentanza di 27.000 imprese turistico ricettive e termali.
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Vaccino: Lazio, a metà febbraio arriva certificato
Si potrà accedere ad anagrafe vaccinale con Spid e scaricarlo
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26 gennaio 2021
13:03
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A metà febbraio il Lazio varerà il certificato per il vaccino anti Covid. Gli uffici della Regione Lazio sono al lavoro per mettere a punto un meccanismo che permetta ai cittadini che hanno già completato il ciclo vaccinale anti fino al richiamo di scaricare il proprio certificato.
Attraverso lo Spid si potrà in sostanza accedere all’anagrafe vaccinale e scaricare il documento che attesta l’avvenuta vaccinazione.
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Scuola: Ministero, 1 studente su 2 sceglie il liceo
I primi dati delle iscrizioni 2021-2022
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26 gennaio 2021
13:10
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I Licei, con il 57,8% delle preferenze, si confermano in testa alle scelte delle studentesse e degli studenti, vengono scelti da oltre 1 studente su 2.
Seguono gli Istituti tecnici, con il 30,3% delle iscrizioni, e i Professionali, scelti dall’11,9% delle ragazze e dei ragazzi.

Questi i primi dati riferiti alle iscrizioni online al prossimo anno scolastico, il 2021/2022, che hanno riguardato le classi prime della primaria, della secondaria di primo e di secondo grado, secondo quanto rende noto il ministero dell’Istruzione. Per la scuola dell’infanzia la domanda andava presentata in modalità cartacea. La partecipazione delle scuole paritarie alle iscrizioni online era facoltativa. La procedura si è aperta lo scorso 4 gennaio e si è conclusa ieri, lunedì 25 gennaio alle 20.00.
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Vaccino: assessore, in Veneto in corso solo seconde dosi
Lanzarin, domani arriveranno 50.300 dosi Pfizer
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VENEZIA
26 gennaio 2021
13:32
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“Stiamo facendo solo seconde dosi, anche per i problemi legati alla diminuzione delle forniture Pfizer. Domani arriveranno 50.300 dosi da Pfizer e il 31 arriveranno le 5.300 di Moderna”.
Lo ha riferito l’assessore regionale alla Salute Manuela Lanzarin. “Sono quelle – ha precisato – necessarie per la seconda dose a tutte le persone che dal 27 dicembre hanno iniziato la vaccinazione. Non siamo alla fine della prima parte, che è quella legata agli operatori sanitari ospedalieri, agli ospiti e agli operatori delle Rsa, 185 mila persone, in cui sono inseriti privati accreditati e ‘puri’ oltre alle categorie disabili in strutture residenziali e semi-residenziali. Continueremo e riprenderemo il calendario della prima fase, per poi passare alle prossime”, ha concluso.
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Causa su errore zona rossa, chiesti atti
I documenti serviranno per la causa di risarcimento dei danni
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MILANO
26 gennaio 2021
13:51
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Questa mattina gli avvocati Francesco Borasi e Angelo Leone hanno inviato alla Regione Lombardia la richiesta di accesso agli atti che sarebbero alla base del presunto errore di calcolo che ha portato la Lombardia ed essere zona rossa quando in realtà avrebbe dovuto essere ‘arancione’.
I documenti che verranno raccolti, serviranno per la class action, una maxi causa civile davanti al Tribunale di Milano per chiedere il risarcimento dei danni, a cui stanno aderendo commercianti, imprenditori e associazioni di categoria.

Secondo Confesercenti Lombardia il presunto errore è costato alle imprese lombarde “almeno 600 milioni di euro”.   CRONACA   ECONOMIA

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Statuina del presepe di Conte con valigia e cartello ‘Vado e torno’
Così gli artigiani di S.Gregorio Armeno raccontano le sue dimissioni
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NAPOLI
26 gennaio 2021
17:17
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La statuina di Giuseppe Conte che regge una valigetta ed un cartello con scritto ‘Vado e torno’. E’ così che Genny Di Virgilio, artigiano di San Gregorio Armeno a Napoli, racconta le dimissioni del Presidente del Consiglio.
Il ‘pastore’ in terracotta, realizzato come altri prendendo spunto da avvenimenti di attualità, è, nell’intenzione dell’autore, un messaggio di augurio a Conte.

“Ho scelto di aggiungere il cartello alla statuina – spiega Di Virgilio – perchè spero che al più presto rientri questa crisi di Governo, così da permettere al presidente Conte di affrontare i problemi dovuti alla pandemia”
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IL PUNTO/COVID:Fvg, Fedriga ‘rosso scuro’ non ci sarà
Cala percentuale di positività su tamponi molecolari e ricoveri
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TRIESTE
26 gennaio 2021
17:54
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Il Friuli Venezia Giulia a rischio ‘rosso scuro’ nella mappa del contagio dell’Ue “mi sembra una cosa molto aleatoria, che non accadrà. Già i dati di questa settimana mostreranno che saremo sotto i famosi 500 per 100 mila abitanti”.
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Lo ha affermato il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, a margine di una cerimonia a Trieste.
“Questo tipo di parametro, che abbiamo abolito per il calcolo delle nuove zone in Italia, cioè l’incidenza dei contagi su 100 mila abitanti, è sbagliato perché penalizza i territori che fanno più tamponi” e “noi siamo la regione che in proporzione fa più tamponi molecolari, quelli più affidabili secondo i nostri esperti”. Per Fedriga va “premiato chi fa un forte lavoro di ricerca del positivo, non penalizzato”.
Intanto, cala ancora la percentuale di positività sui tamponi molecolari. Oggi, stando ai dati diffusi dalla Regione, in Fvg, su 6.106 tamponi molecolari, sono stati rilevati 242 nuovi contagi con una percentuale di positività del 3,96%. Sono inoltre 2.841 i test rapidi antigenici realizzati, dai quali sono stati rilevati 179 casi (6,30%). I decessi registrati sono 19 ai quali si aggiungono 14 avvenuti prima del 19 gennaio. I ricoveri nelle terapie intensive sono 64 (ieri 62) mentre quelli in altri reparti sono 668 (ieri 686). I decessi complessivamente ammontano a 2.299, i totalmente guariti sono 49.638, i clinicamente guariti salgono a 1.513, mentre scendono le persone in isolamento che oggi risultano essere 10.758. Dall’inizio della pandemia in Friuli Venezia Giulia sono risultate positive complessivamente 64.940 persone.
Infine sulla somministrazione dei vaccini, per Fedriga, intervenuto a “Dentro i fatti” su Tgcom24, “siamo decisamente indietro. Penso ci sia un serio problema dell’Unione europea.
Quanto danno stiamo facendo a tutti i Paesi europei essendo indietro con i vaccini?”.
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Scuola: Ministero, 1 studente su 2 sceglie il liceo
I primi dati delle iscrizioni 2021- 2022. È il Lazio la Regione con il maggior interesse per i licei, con il 71,2%
APPROFONDIMENTO
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26 gennaio 2021
12:28
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I Licei, con il 57,8% delle preferenze, si confermano in testa alle scelte delle studentesse e degli studenti, vengono scelti da oltre 1 studente su 2. Seguono gli Istituti tecnici, con il 30,3% delle iscrizioni, e i Professionali, scelti dall’11,9% delle ragazze e dei ragazzi.
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Questi i primi dati riferiti alle iscrizioni online al prossimo anno scolastico, il 2021/2022, che hanno riguardato le classi prime della primaria, della secondaria di primo e di secondo grado. Per la scuola dell’infanzia la domanda andava presentata in modalità cartacea. La partecipazione delle scuole paritarie alle iscrizioni online era facoltativa.
I Licei dunque continuano ad essere scelti da oltre uno studente su due: quest’anno il 57,8% delle domande ha riguardato un indirizzo liceale (era il 56,3% un anno fa). Rimane sostanzialmente stabile il Classico, scelto dal 6,5% delle ragazze e dei ragazzi (il 6,7% un anno fa).
Ancora in crescita l’interesse per gli indirizzi del Liceo scientifico, che passano dal 26,2% delle preferenze di un anno fa al 26,9% di quest’anno. Scendendo nel dettaglio, ha scelto lo Scientifico tradizionale il 15,1% dei ragazzi (un anno fa era il 15,5%), il 10% ha scelto l’opzione Scienze applicate, che è in crescita (l’8,9% l’anno scorso), confermata la scelta delle sezioni dello Scientifico a indirizzo Sportivo da parte dell’1,8% delle studentesse e degli studenti.
Il Linguistico scende dall’8,8% all’8,4% delle scelte. Cresce l’Artistico, dal 4,4% al 5,1%. In aumento anche l’interesse per il Liceo delle Scienze umane, dall’8,7 al 9,7% delle preferenze.
In particolare, l’indirizzo tradizionale sale dal 6% al 6,5%, l’opzione Economico-Sociale sale dal 2,7% al 3,2%. Stabile il dato per i Licei ad indirizzo Europeo e internazionale (0,5%). I Licei musicali e coreutici scendono dall’1% allo 0,7%.
È il Lazio la Regione con il maggior interesse per i Licei, con il 71,2%. Seguono Campania (64,3%), Abruzzo (63,9%), Sicilia (63,8%). Veneto ed Emilia Romagna si confermano le Regioni con meno adesioni per gli indirizzi liceali, entrambe al 48,2%..
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Gli utenti sono sempre più autonomi nella compilazione della domanda: l’83,7% ha effettuato autonomamente l’iscrizione online, senza passare dall’intermediazione della scuola. Un dato in forte crescita rispetto all’anno scorso, quando erano il 69,4%. Il picco maggiore di coloro che hanno gestito in autonomia la domanda si registra in Friuli Venezia Giulia (94,6%). Seguono Veneto (93,2%), Lombardia (92,2%) e Sardegna (92,1%). Le Regioni in cui si è registrata una maggiore intermediazione da parte delle scuole sono Puglia (37,5%), Campania (36,2%), Sicilia (33,2%) e Calabria (33,1%).
Triplicato (+270%) il numero di utenti che ha effettuato le iscrizioni online attraverso l’identità digitale unica, lo SPID, che consentiva un accesso diretto al sistema senza registrazione. Sono 512.093, il 37% sul totale, rispetto al 10% di un anno fa.
Quasi due terzi delle iscrizioni online sono state inoltrate utilizzando un pc; il 35% delle famiglie lo ha fatto da mobile, il 3% da tablet.
Alto anche l’apprezzamento verso il servizio. Il 93,8% degli utenti, dato in crescita, ritiene vantaggiosa, in termini di risparmio di tempo, l’iscrizione online. Il 92% ritiene semplice la procedura, dalla fase di registrazione a quella di inoltro della domanda. Oltre 248 mila utenti sono stati supportati durante la compilazione dall’Assistente virtuale messo a disposizione sulla piattaforma per le iscrizioni.
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Crisi: Conte, dimissioni per governo di salvezza nazionale Pd e M5s sostengono il premier
Le consultazioni da mercoledì pomeriggio a venerdì
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26 gennaio 2021
22:12
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Giuseppe Conte ha consegnato le sue dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Conte è uscito in auto dal Quirinale dopo mezz’ora dal suo arrivo. Dopo il Colle, è stato a Palazzo Giustiniani per incontrare la Presidente del Senato, Elisabetta Casellati poi è andato alla Camera dei Deputati per il colloquio con il presidente Roberto Fico. Conte aveva già comunicato le dimissioni nel Consiglio dei Ministri di questa mattina. Un CdM che, a quanto si apprende, si è chiuso con un momento “molto affettuoso” e gli applausi dei ministri al premier.
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“Ringrazio l’intera squadra di governo, ogni singolo ministro, per ogni giorno di questi mesi insieme”, avrebbe detto Conte.
IL MESSAGGIO DEL PREMIER CONTE SU FB –  “La settimana scorsa, in Parlamento, il Governo ha ottenuto la fiducia in entrambe le Camere, ottenendo la maggioranza assoluta alla Camera dei Deputati e la maggioranza relativa al Senato. Il Paese, tuttavia, sta attraversando un momento davvero molto difficile. Da ormai un anno stiamo attraversando una fase di vera e propria emergenza. Le diffuse sofferenze dei cittadini, il profondo disagio sociale e le difficoltà economiche richiedono una prospettiva chiara e un governo che abbia una maggioranza più ampia e sicura”. “È il momento che emergano in Parlamento le voci che hanno a cuore le sorti della Repubblica. Le mie dimissioni sono al servizio di questa possibilità: la formazione di un nuovo governo che offra una prospettiva di salvezza nazionale. Serve un’alleanza, nelle forme in cui si potrà diversamente realizzare, di chiara lealtà europeista, in grado di attuare le decisioni che premono”. “Per parte mia, anche in queste ore continuerò a svolgere gli affari correnti fino all’insediamento del nuovo governo. Continuerò a svolgere il mio servizio al Paese, con senso di responsabilità e con profondo impegno. Sono queste le caratteristiche che hanno caratterizzato il mio operato, quello dell’intero governo e delle forze di maggioranza che ci hanno sostenuto”.
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“L’unica cosa che davvero rileva, al di là di chi sarà chiamato a guidare l’Italia, è che la Repubblica possa rialzare la testa. Allora avremo vinto tutti, perché avrà vinto l’Italia. Quanto a me, mi ritroverete sempre, forte e appassionato, a tifare per il nostro Paese”.
Nasce gruppo “Europeisti” al Senato, ora alla Camera – Si è costituito, di fatto, il gruppo dei responsabili al Senato. A quanto si apprende da fonti parlamentari è stato raggiunto il numero base di dieci senatori. Il gruppo si chiama “Europeisti Maie Centro Democratico” e, a quanto si apprende dalle stessi fonti, ora si costituirà anche alla Camera.
Le consultazioni per la formazione del nuovo governo partiranno domani pomeriggio e si chiuderanno venerdì pomeriggio. Nella mattinata di domani il presidente Mattarella parteciperà alle celebrazioni della “Giornata della Memoria”. Poi la mattina di venerdì 29 gennaio parteciperà all’inaugurazione dell’anno giudiziario del 2021 presso la Corte di Cassazione.
Il Presidente della Repubblica si è riservato di decidere e ha invitato il Governo a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti.

“Dopo giorni di fango contro di noi, tutto è più chiaro. Non è Italia Viva ad aver aperto una crisi: è l’Italia che deve affrontare una crisi da far tremare i polsi”. Così Matteo Renzi nella sua E-News e aggiunge “il Governo Conte era nato per mandare a casa Salvini. Rivendico quella scelta. E ancora ricordo i ‘No, giammai’ del gruppo dirigente del PD che preferiva le urne a un nuovo Governo. Cambiando idea hanno permesso di evitare un esecutivo sovranista. Anche allora fummo criticati come lo siamo oggi. Forse in questa fase il massacro mediatico che abbiamo subito è stato persino peggiore. Ma voglio che tutti sappiano che chi sta in Italia Viva e chi la sostiene sceglie di lottare per il bene comune, non di appiattirsi sui luoghi comuni”. “Noi andremo al Quirinale senza pregiudizi – sottolinea – . Per noi la priorità è aiutare i cittadini a uscire da questa fase di stallo e di difficoltà non solo economica. Sprecare i soldi del Recovery, perdere tempo sui vaccini, ritardare il ritorno a scuola, vivere di sussidi sarebbero errori imperdonabili. Noi ci siamo”.
“È il momento della verità, in queste ore capiremo chi difende e ama la Nazione e chi invece pensa solo al proprio tornaconto. Il MoVimento 5 Stelle rimane il baricentro del Paese e insieme al presidente Giuseppe Conte offriremo il nostro contributo per la stabilità. Questo è il nostro impegno, a questo fine stiamo lavorando. Rendiamoci conto di ciò che sta succedendo in Italia”, ha scritto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio sottolineando che Conte “ha appena rassegnato le dimissioni per via di una crisi di governo senza alcun senso”. Su Facebook il capo politico M5S Vito Crimi: “Siamo e restiamo al fianco del Presidente Giuseppe Conte, che ringraziamo per l’enorme contributo che ha dato al Paese e che, ne siamo certi, può ancora dare. Riteniamo che sia l’unica persona che in questa fase storica possa rappresentare la sintesi e il collante di questa maggioranza.
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Maggioranza che deve essere consolidata e rinforzata e che deve concentrarsi sulle priorità del Paese”.
I capi delegazione del M5s Alfonso Bonafede, del Pd Dario Franceschini e di Leu Roberto Speranza avrebbero ribadito in Consiglio dei ministri il loro sostegno a Giuseppe Conte.
Abbiamo affrontato la pandemia e una delle fasi più difficili della storia repubblicana “al meglio delle nostre capacità e crediamo con molti risultati positivi, grazie alla guida del presidente Conte e al sostegno delle nostre forze politiche”, avrebbe detto, a quanto si apprende, Dario Franceschini in Cdm. “Questo cammino ci consente oggi di pensare a questa maggioranza anche in prospettiva, come una area di forze riformiste alleate non solo temporaneamente. Per questo è fondamentale salvare questa prospettiva anche nel percorso della crisi che abbiamo davanti”.
“Credo che il Pd abbia dimostrato di essere un partito di grandissima respnsabilità – così la vicepresidente del Pd Deborah Serracchiani allo speciale Tg1 -, il Pd è unito e c’è bisgno di essere un punto fermo in un percorso strettissimo e complicato. Abbiamo bisogno di rilanciare l’azione di governo e lo abbiamo detto anche prima di questa crisi che è incomprensibile. Il punto imprescindibile è Conte e bisogna allargare e rilanciare l’azione di governo”. “Nessuno può mettere veti a nessuno e in politica mai dire mai. La crisi è una battuta di arresto che ci preoccupa imemsamente, e prendiamo atto che lo steso Renzi ha detto che non ci debbano essere veti su Conte. Cerchiamo di fare ragionamenti solidi in tempi brevi”.
“Per noi oggi l’ipotesi sul campo è reincaricare Conte, vedremo le indicazioni che daranno gli altri partiti e soprattutto ci atterremo alle indicazioni del capo dello Stato”. Lo dice Andrea Marcucci, capogruppo Pd al Senato, interpellato dai cronisti fuori da Palazzo Madama. A chi gli domanda se sia ‘Conte a tutti i costi’, risponde: “Non c’è un Conte a tutti i costi: io dico che il buonsenso ci deve guidare e ci guida oggi in quella direzione”, aggiunge.
“Il Pd sale al Colle con una posizione molto chiara. Prima di tutto viene l’interesse del Paese: bisogna fare presto e bene”. Lo ha detto il capogruppo Pd Graziano Delrio al Tg2. “Conte – ha aggiunto – è assolutamente un punto di equilibrio insostituibile per questa coalizione. Noi miriamo ad allargare la maggioranza perché le sfide che attendono il Paese meritano un governo solido, robusto che arrivi fino a fine legislatura”. Veti su Matteo Renzi? “Iv ha chiuso la porta a questo governo e aperto la crisi non tenendo presente i bisogni reale del Paese. Devono avvenire fatti che permettano un loro eventuale reingresso”.
“Mattarella – ha detto Ettore Rosato, coordinatore di Italia Viva, a Rai news 24 – ha in mano la regia per dare un governo più solido al Paese con un programma solido. Il governo non aveva più un programma, andava avanti solo con i decreti sull’emergenza. Una volta che si trova una sintesi sulle questioni programmatiche, prima di tutto il Recovery Plan e poi le riforme che l’Ue e le parti sociali ci chiedono, noi non mettiamo veti. Noi non abbiamo mai messo veti o preclusioni su nessuno, ma abbiamo evidenziato l’esigenza di grande chiarezza. E sono convinto che la chiarezza sia una esigenza non solo nostra ma anche degli altri partiti”. Iv al Quirinale farà il nome di Conte? “Non faremo un nome in particolare, chiederemo un governo davvero all’altezza della situazione. I nomi sono la conseguenza delle cose”. Lo ha detto Ivan Scalfarotto di Italia viva a Tagadà su La7.
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“Andremo tutti insieme, anche i centristi, al Quirinale per dire no al Conte ter e affidarci al Presidente Mattarella”. Lo afferma Paolo Romani di Cambiamo! lasciano il vertice di centrodestra che si è tenuto nel pomeriggio, durante il quale, secondo quanto si apprende, Silvio Berlusconi collegato in video avrebbe affermato: “Abbiamo dato prova di grande compattezza, sono d’accordo: andiamo tutti insieme”, riferendosi alle consultazioni che si terranno a partire da mercoledì con il Presidende della Repubblica, Sergio Mattarella. E in una nota congiunta diffusa al termine del vertice si legge: “Il centrodestra unito in tutte le sue componenti (Lega, Fi, FdI con rappresentanti di Udc, Cambiamo! – Idea e Noi con l’Italia) ha chiesto al Presidente della Repubblica di partecipare alle consultazioni con una delegazione unitaria. Nel corso del vertice, il centrodestra ha ribadito la necessità che l’Italia abbia in tempi rapidi un governo con una base parlamentare solida, una forte legittimazione e non, invece, un esecutivo con una maggioranza raccogliticcia. La coalizione è pronta a sostenere in Parlamento tutti i provvedimenti a favore degli italiani, a partire dai ristori e dalla proroga del blocco delle cartelle esattoriali. Ferme restando le posizioni già espresse al Presidente della Repubblica nel corso dell’ultimo incontro, il centrodestra si affida alla sua saggezza”.
“Nessuno disponibile al Conte ter. Proponiamo un governo autorevole altrimenti le urne, altrimenti il voto non è una bestemmia”. Così Maurizio Lupi al termine del vertice di centrodestra. “Noi siamo pronti: diamo la parola agli italiani” ha aggiunto Matteo Salvini.
Per Tajani, vicepresidente di Forza Italia, “la crisi è aperta, ci rimettiamo alla saggezza del capo dello Stato. Se tutti i migliori si mettono assieme per affrontare l’emergenza con un governo di unità nazionale stabile e serio” Forza Italia è d’accordo, “altrimenti per assicurare un governo serio lo strumento è il voto”. “Non c’è nessuna possibilità che Forza Italia esca dal centrodestra”, ha sottolineato.
“Stiamo raggiungendo l’accordo, insieme ai 5 senatori del gruppo Maie (Movimento per gli italiani all’estero, ndr) e altri che non fanno capo al gruppo Misto, dovremmo essere una decina”. A dirlo è il senatore Gregorio De Falco, ex M5s e ora al Misto e che ha appena chiesto di aderire al Centro democratico di Bruno Tabacci. “Stiamo discutendo. Si tratta di costruire il contenuto politico di un costituendo gruppo parlamentare – ha aggiunto in una pausa dell’incontro con gli altri senatori – che punta prima di tutto alla salvaguardia degli italiani in questo momento, e in vista della gestione dei fondi del Recovery”.
Un messaggio arriva ancha dal presidente Cei. La Chiesa “non è di questa o di quell’altra parte – ha detto il card. Gualtiero Bassetti -. Quello che ci sta a cuore è il bene di ogni persona e di ognuno insieme agli altri, quello di cui c’importa è la vita delle persone, quello che sosteniamo è il nostro Paese”. “Guardiamo con attenzione e preoccupazione alla verifica politica in corso in uno scenario già reso precario dalla situazione che stiamo vivendo. Auspichiamo che la classe politica collabori al servizio dei cittadini, uomini e donne, che ogni giorno in tutta Italia lavorano in operoso silenzio e che si giunga a una soluzione che tenga conto delle tante criticità”.
Il portavoce della Commissione europea, Eric Mamer, ha spiegato di “seguire gli sviluppi in Italia. Non commentiamo mai sugli sviluppi politici nazionali. Siamo ansiosi di continuare a lavorare con le autorità italiane sulle molte questioni che affrontiamo insieme e le iniziative che abbiamo intrapreso in questo periodo difficile”.
Sulla questione è intervenuto anche l’Osservatore Romano per il quale “la crisi italiana si apre in un momento delicatissimo. Le sfide che attendono il Paese sono molte e complesse: dalla consegna all’Europa del piano definitivo sul Recovery Fund fino alla definizione della programmazione economica nel medio termine con il Def (Documento di economia e finanza), passando per tutta la serie di misure e incentivi per far ripartire l’economia prostrata dalla pandemia, come il blocco dei licenziamenti e la proroga della Cassa integrazione. Senza contare le scadenze elettorali amministrative, la legge elettorale, fino ad arrivare all’aggiornamento del piano vaccini”.
I responsabili pensano ad un nome per il gruppo al Senato e alla Camera – Si accelera, in queste ore, sulla formazione del gruppo dei responsabili al Senato e alla Camera. E anche il nome del gruppo sarebbe, secondo qualificate fonti parlamentari, in dirittura di arrivo anche se chi lavora alla nuova formazione parlamentare mantiene il massimo riserbo sulla denominazione. Dalle stesse fonti, tuttavia, filtrano i riferimenti, anche politici, che potrebbero avere i responsabili: quello alla “liberaldemocrazia”, ai temi ambientali e all’Europa. In linea, quindi, con quella “coalizione Ursula” alla quale il governo uscente sta guardando per consolidare la maggioranza.
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Giochi: Cdm approva ‘decreto Cio’ per autonomia Coni. Bach: ‘Molto felice’
Provvedimento alla vigilia dell’esecutivo del comitato olimpico
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26 gennaio 2021
14:35
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Il consiglio dei ministri ha appena approvato un decreto legge sull’autonomia del Coni.  Il provvedimento arriva alla vigilia del comitato esecutivo del Cio che ha all’ordine del giorno la questione.
Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha appena informato al telefono il n.1 dello sport mondiale, Thomas Bach, dell’approvazione del decreto. Malagò, che ha interrotto il cda di Milano-Cortina, ha detto al presidente del Cio “la legge è ok, l’autonomia è salva”.
“Sono molto felice”, la replica di Bach.
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Le dimissioni di Conte – Il film della giornata
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26 gennaio 2021
20:35
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Governo Conte 2 al capolinea, con il premier che in mezz’ora di colloquio al Quirinale con il presidente della Repubblica ha rassegnato le dimissioni. Una crisi al buio dopo più di un mese di tensioni fortissime.
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Toccherà ora a Mattarella sbrogliare una matassa intricata. Appoggio a Conte, che guarda ad un terzo mandato, dalle delegazioni Pd-M5s-Leu. I dem: ‘Renzi? nessuno può mettere veti a nessuno’. Il centrodestra intanto convoca un vertice nel pomeriggio. Monito dai vescovi: ‘Serve una soluzione al servizio dei cittadini’.
20.27 – Conte, dimissioni per governo di salvezza nazionale.  “È il momento che emergano in Parlamento le voci che hanno a cuore le sorti della Repubblica. Le mie dimissioni sono al servizio di questa possibilità: la formazione di un nuovo governo che offra una prospettiva di salvezza nazionale. Serve un’alleanza, nelle forme in cui si potrà diversamente realizzare, di chiara lealtà europeista, in grado di attuare le decisioni che premono”. Lo scrive Giuseppe Conte in un post su Fb. “L’unica cosa che davvero rileva, al di là di chi sarà chiamato a guidare l’Italia, è che la Repubblica possa rialzare la testa. Allora avremo vinto tutti, perché avrà vinto l’Italia. Quanto a me, mi ritroverete sempre, forte e appassionato, a tifare per il nostro Paese”.
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20.08 – De Bonis,gruppo in costruzione,anche Causin e Rossi.  “Stiamo definendo lo statuto, i membri e i ruoli, non è ancora definitivo”. Così il senatore del Maie, Saverio de Bonis del gruppo parlamentare che si sta definendo in queste ore al Senato e che dovrebbe formare il nucleo dei cosiddetti ‘responsabili’. Come ha riferito, oltre agli altri 4 senatori della sua stessa componente, il Movimento degli italiani all’estero che rientra nel gruppo Misto, il neogruppo dovrebbe comprendere gli ex di Forza Italia, Andrea Causin e Maria Rosaria Rossi e l’ex 5 Stelle, Gregorio De Falco. Sui tempi, per De Bonis, “potrebbe essere definito entro la fine della settimana”.
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19.52 – Spadafora: per me e M5S unico nome premier è Conte. “Siamo nel pieno di una inspiegabile e ingiustificabile crisi di Governo. La affronteremo, la supereremo: la maggioranza formata da M5S, Pd e LeU è determinata ad andare avanti e ad allargare la base parlamentare verso coloro che sono pronti a spendersi con noi per portare avanti un progetto e un programma di legislatura”. Lo scrive su Fb il ministri uscente Vincenzo Spadafora. “Un dato resta fermo: per me e per il M5S c’è un unico nome come presidente del Consiglio, quello di Giuseppe Conte”, aggiunge.
19.37  Renzi, Conte si è dimesso perché senza numeri. Finalmente verità si afferma sulle veline .”Sono ore delicate per il nostro Paese. Il Presidente Conte ha preso atto di non avere i numeri e si è dimesso”. Così Matteo Renzi nella sua Enews dove aggiunge: “Arriva un momento in cui la verità si afferma sulle veline. E in quel momento diventa chiaro a tutti che la politica è una cosa diversa dal populismo. Italia Viva sarà sempre la casa di chi rifiuta le veline, di chi rifiuta il populismo”. ‘Dopo il fango è chiaro che la crisi non l’ha aperta Italia Viva’
19.09 – Consultazioni fino a venerdì. Le consultazioni per la formazione del nuovo governo si chiuderanno venerdì pomeriggio. Lo si è appreso al Quirinale.
18.29 Davos: annullato “special address” di Conte previsto domani.  E’ stato annullato, a quanto si apprende, lo “special address” del premier Giuseppe Conte previsto per domani mattina alle 11 al World Economic Forum di Davos. L’annullamento è dovuto alla situazione politica italiana venutasi a creare dopo le dimissioni del premier.
18.04 Governo alla Camera sale a quota 324, Senato fermo 157.  Sale a quota 324 il numero dei voti su cui potenzialmente può contare alla Camera Giuseppe Conte, con il passaggio di Fausto Longo al Maie, una componente del gruppo Misto che ha votato la fiducia lo scorso 18 gennaio. Longo faceva prima parte della componente Popolo Protagonista del gruppo Misto (tre deputati alla Camera più la senatrice Tiziana Drago) che, pur dichiarando interesse alla operazione dei “volenterosi” non aveva votato la fiducia. Longo non aveva partecipato al voto che fece registrare 321 sì. A tale cifra vanno aggiunti 2 deputati di M5s allora assenti perché positivi al Covid, e ora Longo. Al Senato invece non cambiano i numeri, visto che il nuovo gruppo annunciato da De Falco raduna senatori che già hanno votato la fiducia, che il 19 gennaio si fermò a 156 sì, a cui si può aggiungere un senatore di M5s anch’egli assente per Covid. Numeri inferiori alla maggioranza assoluta.
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17.17 – Marcucci, avanti con Conte, da domani nessun veto. “Ci attendiamo una maggioranza coesa e un programma definito su tre punti: Recovery, vaccinazione, economia. Giuseppe Conte è stato complessivamente un buon presidente del Consiglio, secondo noi può continuare, ma la crisi ora è nelle buone mani del capo dello Stato. È chiaro che da domani nessuno potrà mettere veti”. Lo ha detto il capogruppo Pd al Senato, Andrea Marcucci.
17.13 – Fico, Camera convocata “a domicilio”. “La Camera sarà convocata ‘a domicilio'”. Lo ha detto nell’Aula di Montecitorio il presidente Roberto Fico dando conto della decisione assunta dalla conferenza dei capigruppo alla luce delle dimissioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. La formula usata significa che solo in caso di necessità le Camere torneranno a riunirsi in seguito ad un telegramma recapitato ai deputati.
16.39- Bellanova (Iv), ripartire da maggioranza Conte bis.  “Auspichiamo si riparta dal perimetro della maggioranza di questi 16 mesi e se ci sono le condizioni allargarla anche ma rimettendo al centro i temi. Il recovery è stato migliorato ma non è ancora soddisfacente e ce lo dice la Ue”. Lo ha detto Teresa Bellanova di Iv a In viva voce’ su Radio 1. “Noi non poniamo veti e non ne accettiamo. Bisogna ripartire da dove si è interrotta questa esperienza. Avevamno chiesto un cambio di programma cui è seguito un cambio di maggioranza, con la ricerca di senatori, che non ha portato a nulla. Il punto non è chi deve dirigere questa fase ma su cosa bisogna impegnare le risorse del Paese”, conclude.
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16.38 – Tajani,ci affidiamo a saggezza Mattarella . “Chiediamo un governo con una base parlamentare solida. Ci affidiamo tutti alla saggezza del Capo dello Stato che conosce già nel nostre posizioni espresse qualche giorno fa come centrodestra. Abbiamo ribadito che voteremo in parlamento tutti i provvedimenti che riguardano gli interessi degli italiani a cominciare dal dl Ristori al Recovery. Siamo pronti a sederci intorno ad un tavolo per elaborare un progetto che consenta al paese di usare i fondi che l’Ue ci mette a disposizione Un governo per l’ordinaria amministrazione c’è”. Lo afferma il vice presidente di Fi Antonio Tajani al termine del vertice del centrodestra.
16.20 – Meloni, c.destra alternativa a pantomima.”Il centrodestra si presenterà compatto: siamo disponibili a dare all’Italia un’alternativa per far finire questa pantomima indegna”. Lo afferma Giorgia Meloni, FdI, al termine del vertice di centrodestra.
16.16 – Salvini, diamo la parola agli italiani . “Noi siamo pronti: diamo la parola agli italiani”. Così Matteo Salvini al termine del vertice di Centrodestra.
16.01 – De Falco chiede aderire a Cd di Tabacci. Il senatore del gruppo Misto ed ex 5S, Gregorio De Falco ha fatto richiesta alla presidenza del Senato di aderire alla componente del Centro democratico che fa capo a Bruno Tabacci (presente attualmente alla Camera, ma non a Palazzo Madama). Per questo la presidente Casellati ha convocato la Giunta per il Regolamento domani alle 12. A riferirlo, il capogruppo del Pd Andrea Marcucci al termine della conferenza dei capigruppo del Senato che si è riunita a Palazzo Madama.
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16.01 – Berlusconi, centrodestra compatto.  “Abbiamo dato prova di grande compattezza, sono d’accordo: andiamo tutti insieme” ha detto Silvio Berlusconi, a quanto si apprende, nel corso della riunione del vertice del centrodestra.
15.59 – Centrodestra unito al Colle ‘No al Conte ter’. “Andremo tutti insieme, anche i centristi, al Quirinale per dire no al Conte ter e affidarci al Presidente Mattarella” . Lo afferma Paolo Romani, lasciando il vertice del Centrodestra.
15.42 – Osservatore Romano, crisi in momento delicatissimo.  “Le sfide che attendono il Paese sono molte e complesse: dalla consegna all’Europa del piano definitivo sul Recovery Fund fino alla definizione della programmazione economica nel medio termine con il Def (Documento di economia e finanza), passando per tutta la serie di misure e incentivi per far ripartire l’economia prostrata dalla pandemia, come il blocco dei licenziamenti e la proroga della Cassa integrazione. Senza contare le scadenze elettorali amministrative, la legge elettorale, fino ad arrivare all’aggiornamento del piano vaccini”. Così l’Osservatore Romano.
15.11 – Pd, Conte punto di equilibrio,ora maggioranza ampia. “Abbiamo chiesto il rilancio dell’azione di governo e lo abbiamo fatto prima che Matteo Renzi aprisse questa crisi incomprensibile. Il presidente Conte e’ un punto di sintesi e di equilibrio, ora bisogna lavorare ad un governo nuovo, con una maggioranza europeista, ampia e solida, per le sfide che abbiamo davanti”. Lo ha detto la vicepresidente del Pd Debora Serracchiani.
15.08 – Senatori Cambiamo!,nessun patto per Conte ter.  “Smentiamo assolutamente la notizia di un accordo fra la componente Idea-Cambiamo! al Senato per un sostegno alla nascita di un governo Conte ter” Lo dichiarano i senatori di Idea-Cambiamo! Massimo Berutti, Gaetano Quagliariello e Paolo Romani.
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14.45 – Conte rientrato a Palazzo Chigi dopo l’incontro con Fico. Il colloquio è durato quasi un’ora.
14.43 – In via di costituzione nuovo gruppo parlamentare al Senato. “E’ tutta in divenire la costituzione di un nuovo gruppo che faccia da quarta gamba al governo e che potrebbe andare alle consultazioni al Quirinale”. Lo conferma il senatore Gregorio De Falco del gruppo Misto a un giorno da Pecora su Radio1. “Si sta verificando – spiega il parlamentare – la coerenza politica di un gruppo attorno al Maie e al centro democratico di Tabacci che avrebbe una rappresentanza in Senato. Siamo circa una decina, il numero che serve per costituire il gruppo”.
14.40 – Al via vertice del centrodestra. Sono presenti Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani. Ci sono anche i rappresentanti dell’Udc e di tutti i partiti della coalizione. In collegamento via zoom Silvio Berlusconi
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14.35 – Assemblea Iv con Renzi slitta a domani alle 22.30 – Si terrà domani alle 22.30, a quanto si apprende, l’assemblea dei gruppi di Italia viva con Matteo Renzi. La riunione era fissata per questa sera, in vista del voto sulla giustizia, ma dopo l’apertura della crisi di governo e in vista delle consultazioni viene rinviata di ventiquattro ore.
14.27 – Crimi, Conte è l’unico che può fare da sintesi maggioranza – “Siamo e restiamo al fianco del Presidente Giuseppe Conte, che ringraziamo per l’enorme contributo che ha dato al Paese e che, ne siamo certi, può ancora dare. Riteniamo che sia l’unica persona che in questa fase storica possa rappresentare la sintesi e il collante di questa maggioranza. Maggioranza che deve essere consolidata e rinforzata e che deve concentrarsi sulle priorità del Paese”. Lo scrive su Fb il capo politico M5S Vito Crimi.
14.25 – Rosato, subito programma poi da Iv nessun veto – “Mattarella ha in mano la regia per dare un governo più solido al Paese con un programma solido. Il governo non aveva più un programma, andava avanti solo con i decreti sull’emergenza. Una volta che si trova una sintesi sulle questioni programmatiche, prima di tutto il Recovery Plan e poi le riforme che l’Ue e le parti sociali ci chiedono, noi non mettiamo veti. Noi non abbiamo mai messo veti o preclusioni su nessuno, ma abbiamo evidenziato l’esigenza di grande chiarezza. E sono convinto che la chiarezza sia una esigenza non solo nostra ma anche degli altri partiti”. Lo dice Ettore Rosato, coordinatore di Italia Viva, a Rai news 24.
14.09 – Tajani, Fi per governo unità ma non lasciamo centrodestra – “La crisi è aperta, ci rimettiamo alla saggezza del capo dello Stato. Se tutti i migliori si mettono assieme per affrontare l’emergenza con un governo di unità nazionale stabile e serio” Forza Italia è d’accordo, “altrimenti per assicurare un governo serio lo strumento è il voto”. Lo ha detto il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani, parlando con i giornalisti fuori da Palazzo Chigi. “Non c’è nessuna possibilità che Forza Italia esca dal centrodestra”, ha sottolineando, spiegando che al vertice oggi si collegherà Berlusconi.
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13.58 – Ue, seguiamo sviluppi, ansiosi riprendere lavoro con Italia – “Stiamo seguendo gli sviluppi in Italia. Non commentiamo mai sugli sviluppi politici nazionali. Siamo ansiosi di continuare a lavorare con le autorità italiane sulle molte questioni che affrontiamo insieme e le iniziative che abbiamo intrapreso in questo periodo difficile”. Così il portavoce della Commissione europea, Eric Mamer, dopo le dimissioni del premier Giuseppe Conte.
13.40 – Binetti, sono di centrodestra, insieme a consultazioni – “Io sono nell’area del centrodestra, sono Udc nell’area di centrodestra e ci muoviamo tutti insieme”. Così la senatrice dell’Udc, Paola Binetti, parlando della sua posizione politica. Alla domanda su come il suo partito andrà alle prossime consultazioni, ha risposto: “Andremo sicuramente con l’area del centrodestra, non da soli siamo troppo piccoli. Andremo insieme agli altri tre partiti, spero proprio di sì”
13.28 – Conte alla Camera per colloquio con Fico – Il premier dimissionario Giuseppe Conte è alla Camera dei deputati per il colloquio con il presidente Roberto Fico. Poco prima era stato al Senato dove aveva incontrato la presidente Elisabetta Casellati.
13.23 – Di Maio, crisi senza senso, ora è il momento della verità – “È il momento della verità, in queste ore capiremo chi difende e ama la Nazione e chi invece pensa solo al proprio tornaconto. Il MoVimento 5 Stelle rimane il baricentro del Paese e insieme al presidente Giuseppe Conte offriremo il nostro contributo per la stabilità. Questo è il nostro impegno, a questo fine stiamo lavorando. Rendiamoci conto di ciò che sta succedendo in Italia”. Lo scrive il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio sottolineando che Conte “ha appena rassegnato le dimissioni per via di una crisi di governo senza alcun senso”.
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12.58 – Conte si dimette,Mattarella si riserva decisione – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa mattina al Palazzo del Quirinale il Presidente del Consiglio dei Ministri Prof. Avv. Giuseppe Conte, il quale ha rassegnato le dimissioni del Governo da lui presieduto. Il Presidente della Repubblica si è riservato di decidere e ha invitato il Governo a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti. Le consultazioni avranno inizio nel pomeriggio di domani, mercoledì 27 gennaio. Il calendario delle consultazioni sarà reso noto attraverso l’Ufficio Stampa.
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12.54 – Quirinale: le consultazioni partono domani pomeriggio – Le consultazioni per la formazione del nuovo governo partiranno domani pomeriggio. Lo ha annunciato il segretario generale del Quirinale Ugo Zampetti.
12.50 -Conte rassegna dimissioni al Colle
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12.44 – Conte incontra Presidente Casellati – Dopo essersi dimesso al Quirinale è giunto a Palazzo Giustiniani per incontrare la Presidente del Senato, Elisabetta Casellati.
12.30 – Conte lascia il Quirinale – Il presidente del Consiglio ha lasciato il Palazzo del Quirinale, dove ha consegnato le sue dimissioni nelle mani del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Conte è uscito in auto da mezz’ora dal suo arrivo.
12.10 – Alle 14: 30 vertice del centrodestra – Convocato per fare il punto della situazione alla luce delle dimissioni del premier Giuseppe Conte.
12.02 – Conte arrivato al Quirinale – Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte si accinge ad essere ricevuto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella cui comunicherà le sue dimissioni.
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12.00 – Bonafede in Cdm, ora compatti attorno a Conte – “Questo governo si è trovato ad attraversare una fase di straordinaria difficoltà come quella determinata dalla pandemia. Abbiamo lavorato per i cittadini con impegno e abbiamo raggiunto una compattezza che all’inizio di questo percorso non avremmo immaginato. Adesso, nell’interesse del Paese, è il momento di confermare e dimostrare questa compattezza attorno al presidente Conte”. A quanto si apprende, è quanto avrebbe detto il capo delegazione del Movimento 5 Stelle, Alfonso Bonafede, durante il Consiglio dei ministri.
11.32 – Assemblea gruppi Iv prevista alle 22.30 – I gruppi erano già convocati in vista del voto sulla giustizia: all’ordine del giorno della riunione ci sarà adesso la linea rispetto alla crisi aperta dalle dimissioni di Conte. Ad ora non si esclude comunque che l’incontro possa slittare a domani.
10.55 – Pd, Renzi? Nessuno può mettere veti a nessuno – “Nessuno può mettere veti a nessuno e in politica mai dire mai. La crisi è una battuta di arresto che ci preoccupa imemsamente, e prendiamo atto che lo steso Renzi ha detto che non ci debbano essere veti su Conte. Cerchiamo di fare ragionamenti solidi in tempi brevi”. Così il vicepresidente del Pd Deborah Serracchiani allo speciale Tg1. “Credo che il Pd abbia dimostrato di essere un partito di grandissima respnsabilità, il Pd è unito e c’è bisgno di essere un punto fermo in un percorso strettissimo e complicato. Abbiamo bisogno di rilanciare l’azione di governo e lo abbiamo detto anche prima di questa crisi che è incomprensibile. Il punto imprescindibile è Conte e bisogna allargare e rilanciare l’azione di governo”.
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10.45 – Franceschini in Cdm, salvare prospettiva alleanza riformista -Abbiamo affrontato la pandemia e una delle fasi più difficili della storia repubblicana “al meglio delle nostre capacità e crediamo con molti risultati positivi, grazie alla guida del presidente Conte e al sostegno delle nostre forze politiche”. Lo avrebbe detto, a quanto si apprende, Dario Franceschini in Cdm. “Questo cammino ci consente oggi di pensare a questa maggioranza anche in prospettiva, come una area di forze riformiste alleate non solo temporaneamente. Per questo è fondamentale salvare questa prospettiva anche nel percorso della crisi che abbiamo davanti”.
10.41- Conte al Quirinale alle 12 per dimissioni – Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte andrà alle 12 al Quirinale, a quanto si apprende, per rassegnare le dimissioni.
10.12 – Stamani alla Camera niente interrogazioni – Essendo il governo Conte dimissionario, oggi non si terrà, come previsto all’ordine del giorno di Montecitorio, lo svolgimento delle interpellanze e delle interrogazioni. Si apprende dai gruppi parlamentari. A breve, sulla base di quanto accadrà in mattinata al Quirinale, dovrebbe essere convocata una conferenza dei capigruppo.
10.10 – Terminato il Consiglio dei ministri – E’ terminata, dopo poco più di mezz’ora, la riunione del Consiglio dei ministri.
10.00 –  Cei, trovare soluzione al servizio dei cittadini – La Chiesa “non è di questa o di quell’altra parte. Quello che ci sta a cuore è il bene di ogni persona e di ognuno insieme agli altri, quello di cui c’importa è la vita delle persone, quello che sosteniamo è il nostro Paese”. Così il presidente Cei card. Gualtiero Bassetti. “Guardiamo con attenzione e preoccupazione alla verifica politica in corso in uno scenario già reso precario dalla situazione che stiamo vivendo. Auspichiamo che la classe politica collabori al servizio dei cittadini, uomini e donne, che ogni giorno in tutta Italia lavorano in operoso silenzio e che si giunga a una soluzione che tenga conto delle tante criticità”.
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9.58 – Capi delegazione Pd-M5s-Leu in Cdm, sostegno a Conte – Alfonso Bonafede, Dario Franceschini e Roberto Speranza, a quanto si apprende, avrebbero ribadito in Consiglio dei ministri il loro sostegno a Giuseppe Conte, dopo che il presidente del Consiglio ha comunicato la sua decisione di dimettersi.
9.56 – Conte comunica ai ministri decisione di dimettersi – Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha comunicato ai ministri, a quanto si apprende, la decisione di recarsi al Quirinale per rassegnare le sue dimissioni.
9.28 – Al via il Consiglio dei ministri -Il premier Giuseppe Conte comunicherà la decisione di andare al Quirinale a rassegnare le sue dimissioni.
9.01 – Conte a Palazzo Chigi per il Consiglio dei ministri – Comunicherà alla sua squadra di governo la decisione di andare al Quirinale a rassegnare le dimissioni.
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Crisi al buio,è caccia ai responsabili – Il tempo reale
Pd-5s-Leu,Conte unica sintesi. Iv, prima programmi.Centro destra unito
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26 gennaio 2021
16:35
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Giuseppe Conte si è dimesso. Un consiglio dei ministri, un colloquio di trenta minuti con Sergio Mattarella, la rituale visita ai Presidenti di Senato e Camera Casellati e Fico sono i fotogrammi della giornata in cui la crisi si apre realmente.
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E con il passare delle ore, sempre più carte sono in tavola: toccherà al Quirinale decidere come giocarle.
Il Capo dello Stato ha fissato per domani pomeriggio consultazioni lampo (da seguire in streaming, come si convenga in era Covid) e tra i gruppi che saliranno allo studio alla vetrata potrebbe essercene uno nuovo: quello dei ‘volenterosi’. Che Conte spera di raggruppare sotto simbolo e nome (forse il Centro Democratico di Tabacci o il MAIE-Italia 23) con nuove adesioni oltre ai senatori che già hanno votato la fiducia al governo. Mattarella indagherà le reali intenzioni delle forze in campo, a partire da quelle che sostengono Conte. E se dovesse dare un reincarico al premier – una delle ipotesi, insieme a quelle di un governo di unità nazionale a guida istituzionale e al voto – i ‘costruttori’ toglierebbero di fatto ad IV la golden share, depotenziando l’eventuale ritorno di Renzi in maggioranza. Ma il premier sa bene che la crisi al buio potrebbe avere altri epiloghi, se al Colle venisse fatto un nome diverso dal suo. Per questo Pd e M5s ripetono come un mantra e con parole identiche che Conte “è e resta punto di sintesi e di equilibrio della coalizione”.
E il dem Goffredo Bettini sprona ad un “allargamento della maggioranza in tempi brevi, modi chiari, nel segno dell’europeismo e senza uno stucchevole dibattito politicista e astratto” su altri nomi. “Prima la sintesi sul programma” fa sapere però IV con Rosato e solo “poi non ci saranno veti da Italia Viva”. Parole non confortanti per Conte, che saranno meglio chiarite nell’assemblea dei gruppi convocata da Renzi per domani e che chiamano Pd, M5s e Leu a fare quadrato attorno al premier. Intanto il centrodestra ribadisce formalmente la sua unità. Una unità però tutta da verificare con i fatti: con Berlusconi aperto a governi di unità nazionale, Meloni tetragona sul voto. E Salvini attento a non incrinare con i distinguo la compattezza della coalizione.
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Scuola, al via la campagna “Fantastica routine”
Lanciata dall’Unhcr per garantire istruzione a 700 mila bambini rifugiati nel Sahel
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25 gennaio 2021
14:32
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L’Agenzia Onu per i Rifugiati (Unhcr) lancia oggi la campagna “Fantastica Routine” per raccogliere fondi da destinare all’emergenza umanitaria ed educativa in corso nel Sahel. Dal 24 gennaio al 14 febbraio, donando via sms o chiamando il 45588, si possono aiutare 700 mila bambini rifugiati nel Sahel a tornare scuola, ricostruendo 4000 scuole distrutte. I fondi raccolti saranno destinati alla costruzione o ristrutturazione di scuole e altri spazi didattici.
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Parte del ricavato sarà inoltre utilizzato per l’organizzazione della didattica a distanza per bambini che vivono in aree dove non c’è la necessaria sicurezza o dove le scuole sono chiuse a causa del Covif-19, per la formazione degli insegnanti, per dare supporto psicosociale e per la fornitura di acqua, gel disinfettanti e altri dispositivi per la prevenzione del virus.
“Già nel 2012 e nel 2013, con la campagna ‘Routine is fantastic’ abbiamo provato ad offrire una chiave di lettura in positivo della nostra quotidianità, troppo spesso sottovalutata, e invitato tutti a immedesimarsi con i rifugiati che da un momento all’altro perdono tutto, la casa, il lavoro e gli affetti. Ma forse mai come oggi questo appello ci sembra coerente e appropriato perché adesso forse possiamo tutti capire meglio quanto siano fondamentali le certezze, soprattutto l’istruzione dei bambini, una indispensabile routine” commenta Laura Iucci, direttrice della raccolta fondi di Unhcr Italia.
“Il Sahel è una delle crisi che – sottolinea – crescono più rapidamente al mondo, in quell’area la mancanza di istruzione è una emergenza assoluta”. Al fianco di Unhcr ci saranno testimonial come Lino Guanciale, Lorena Bianchetti, Francesco Pannofino Nicole Grimaudo. Hanno assicurato il loro supporto anche Cecilia Dazzi, Carolina Crescentini, Fabio Fulco, Mia Ceran, Giovanni Scifoni, Maurizio De Giovanni, Irene Ferri, Maria Chiara Giannetta, Beppe Bergomi, Demetrio Albertini e Alessandro Costacurta.
Anche il mondo del sport scenderà in campo per sostenere la campagna Unhcr. La Serie A dedicherà la 20ma Giornata di Campionato in programma il 29, 30 e 31 gennaio, con l’adesione di tutte le Squadra e attività a supporto in tutti i campi di gioco della Serie A. Ancora una volta, tra i testimonial sportivi che sosterranno l’iniziativa ci sono Demetrio Albertini, Beppe Bergomi, Alessandro Costacurta e la schiacciatrice dell’Imoco Volley e della Nazionale Miriam Sylla. A loro, si aggiunge quest’anno anche l’azzurro Alessandro Florenzi.
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Pd, salta il tavolo sulle comunali. Incontri per ogni città
Incontro sconvocato anche per crisi governo
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25 gennaio 2021
15:12
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Non si terrà oggi al Nazareno il tavolo con le federazioni delle città che andranno al voto come Roma, Milano, Napoli, Torino e Bologna. L’incontro è stato sconvocato anche per la crisi di governo in corso.
La scelta, a quanto si apprende, è di svolgere a partire da domani delle riunioni ordinarie singole con i diversi segretari territoriali per fare una ricognizione dello stato dell’arte. Alle riunioni non parteciperà il segretario nazionale Nicola Zingaretti. Il punto sulle comunali di Roma, dove non è stato ancora indicato un candidato sindaco unitario del centrosinistra, si dovrebbe fare mercoledì.
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Gualtieri: blocco licenziamenti prima per tutti
‘Con una successiva limitata ai settori più in difficoltà che hanno delle perdite come può essere il turismo’
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26 gennaio 2021
23:56
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“Dovremo dare cig aggiuntiva e prorogare il blocco dei licenziamenti, una prima tranche per tutti e poi per i settori in difficoltà”. Lo ha detto il ministro dell’economia, Roberto Gualtieri, a Di Martedì.
“Proseguiamo il lavoro sul dl ristori che comprenderà anche la misura sui licenziamenti”, ha precisato, prima con “una proroga generale e poi, a mio giudizio, con una successiva limitata ai settori più in difficoltà che hanno delle perdite come può essere il turismo”.
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Roma: pronta la moneta per i 150 anni della Capitale
Raggi svela immagine sui social, “il 3/2 festeggeremo la città”
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ROMA
26 gennaio 2021
20:13
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La sindaca di Roma Virginia Raggi ‘svela’ la moneta dedicata ai 150 anni di Roma Capitale emessa oggi dalla Zecca dello Stato. Ad essere raffigurato è il volto della “Dea Roma”, scultura di Angelo Zanelli che campeggia al centro dell’Altare della Patria.
In alto la scritta Roma Capitale con le date 1871-2021, rispettivamente l’anno dell’istituzione di Roma Capitale e quello dell’emissione della moneta. “Ringrazio Alfonso Pecoraro Scanio per avermi portato in Campidoglio uno dei primi esemplari. Il 3 febbraio festeggeremo la nostra città, la Capitale degli italiani”, twitta Raggi.
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Governo: Conte incontra Presidente Casellati
A palazzo Madama dopo aver presentato le dimissioni al Quirinale
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26 gennaio 2021
12:44
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Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, dopo essersi dimesso al Quirinale, è giunto a Palazzo Giustiniani per incontrare la Presidente del Senato, Elisabetta Casellati.
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Governo: alle 14:30 vertice del centrodestra
La riunione per fare il punto dopo le dimissioni di Conte
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26 gennaio 2021
12:57
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Si terrà alle 14:30, a quanto si apprende, il vertice del centrodestra convocato per fare il punto della situazione alla luce delle dimissioni del premier Giuseppe Conte.
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Governo:Crippa, dialogo con parlamentari Iv non con Renzi
La richiesta “è sicuramente complicata”
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26 gennaio 2021
12:58
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“Colui che ha scoperchiato la casa durante un temporale è bizzarro che oggi diventi l’architetto di una copertura in vetro, noi chiediamo invece ai parlamentari di Itala Viva di sostenere un’azione di rilancio”. Così il capogruppo M5s alla Camera Davide Crippa.

Alla domanda se si tratta allora di un sì a Italia Viva senza Renzi, Crippa ammette che si stratta di una richiesta “sicuramente complicata”.
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Quirinale: le consultazioni partono domani pomeriggio
Lo annuncia il segretario generale della Presidenza
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26 gennaio 2021
13:01
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Le consultazioni per la formazione del nuovo governo partiranno domani pomeriggio. Lo ha annunciato il segretario generale del Quirinale Ugo Zampetti.
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Conte si dimette,Mattarella si riserva decisione
Consultazioni da mercoledì 27 gernnaio
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26 gennaio 2021
13:07
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Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa mattina al Palazzo del Quirinale il Presidente del Consiglio dei Ministri Prof. Avv.

Giuseppe Conte, il quale ha rassegnato le dimissioni del Governo da lui presieduto. Il Presidente della Repubblica – annuncia la nota ufficiale del Quirinale – si è riservato di decidere e ha invitato il Governo a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti. Le consultazioni avranno inizio nel pomeriggio di domani, mercoledì 27 gennaio.
Il calendario delle consultazioni sarà reso noto attraverso l’Ufficio Stampa.
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Governo:Camera,stop attività,solo esame Recovery commissioni
Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Montecitorio
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26 gennaio 2021
13:10
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Durante la crisi di governo stop alla Camera per ogni attività legislativa e ispettiva. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Montecitorio.

I gruppi hanno però deciso unanimemente che proseguono solo le audizioni in commissione sul Recovery Plan.
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Governo:Binetti,sono di centrodestra,insieme a consultazioni
La senatrice dell’Udc fa parte del gruppo di Fi
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26 gennaio 2021
13:49
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“Io sono nell’area del centrodestra, sono Udc nell’area di centrodestra e ci muoviamo tutti insieme”.
Così la senatrice dell’Udc, Paola Binetti, parlando della sua posizione politica.
Alla domanda su come il suo partito andrà alle prossime consultazioni, ha risposto: “Andremo sicuramente con l’area del centrodestra, non da soli siamo troppo piccoli. Andremo insieme agli altri tre partiti, spero proprio di sì”
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Conte alla Camera per colloquio con Fico
Premier dimissionario ha già incontrato la presidente del Senato
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26 gennaio 2021
13:53
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Il premier dimissionario Giuseppe Conte è alla Camera dei deputati per il colloquio con il presidente Roberto Fico. Poco prima era stato al Senato dove aveva incontrato la presidente Elisabetta Casellati.
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Governo: senatore De Falco chiede di aderire a Cd di Tabacci
Giunta Regolamento Senato si esprimerà domani
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26 gennaio 2021
16:27
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Il senatore del gruppo Misto ed ex 5S, Gregorio De Falco ha fatto richiesta alla presidenza del Senato di aderire alla componente del Centro democratico che fa capo a Bruno Tabacci (presente attualmente alla Camera, ma non a Palazzo Madama). Per questo la presidente Casellati ha convocato la Giunta per il Regolamento domani alle 12.
A riferirlo, il capogruppo del Pd Andrea Marcucci al termine della conferenza dei capigruppo del Senato che si è riunita a Palazzo Madama.
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Governo: Scalfarotto, Conte? Al Colle non faremo un nome
Chiederemo esecutivo davvero all’altezza della situazione
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26 gennaio 2021
16:29
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Iv al Quirinale farà il nome di Conte? “Non faremo un nome in particolare, chiederemo un governo davvero all’altezza della situazione. I nomi sono la conseguenza delle cose”.
Lo ha detto Ivan Scalfarotto di Italia Viva.
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Governo: atti su conseguenze Covid sono “affari correnti”
Direttiva del governo sembra aprire a varo dl Ristori 5
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26 gennaio 2021
17:23
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Sono da considerarsi ‘disbrigo di affari correnti’ anche tutti “gli atti urgenti – ivi compresi atti legislativi regolamentari ed amministrativi – necessari per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid 19 e ogni relativa conseguenza”. E’ quanto prevede la direttiva della Presidenza del Consiglio inviata ai ministri, vice ministri e sottosegretari di Stato nella quale vengono tratteggiati i limiti dell’azione del governo.
Il testo sembra così aprire anche alla possibilità che il governo nel disbrigo degli affari correnti possa varare il decreto Ristori 5 per aiutare le categorie in difficoltà economiche per la pandemia.
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De Falco, verso accordo per gruppo con Maie, siamo 10
Il senatore del Misto ha intanto chiesto di aderire a Cd
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26 gennaio 2021
17:27
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“Stiamo raggiungendo l’accordo, insieme ai 5 senatori del gruppo Maie (Movimento per gli italiani all’estero, ndr) e altri che non fanno capo al gruppo Misto, dovremmo essere una decina”. A dirlo è il senatore Gregorio De Falco, ex M5s e ora al Misto e che ha appena chiesto di aderire al Centro democratico di Bruno Tabacci.
“Stiamo discutendo. Si tratta di costruire il contenuto politico di un costituendo gruppo parlamentare – ha aggiunto in una pausa dell’incontro con gli altri senatori – che punta prima di tutto alla salvaguardia degli italiani in questo momento, e in vista della gestione dei fondi del Recovery”.
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Governo: De Bonis, gruppo si definisce, anche Causin e Rossi
Al lavoro su Statuto
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26 gennaio 2021
20:24
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“Stiamo definendo lo statuto, i membri e i ruoli, non è ancora definitivo”. Così il senatore del Maie, Saverio de Bonis parlando del gruppo parlamentare che si sta definendo in queste ore al Senato e che dovrebbe formare il nucleo dei cosiddetti ‘responsabili’.
Come ha riferito, oltre agli altri 4 senatori della sua stessa componente, il Movimento degli italiani all’estero che rientra nel gruppo Misto, il neogruppo dovrebbe comprendere gli ex di Forza Italia, Andrea Causin e Maria Rosaria Rossi e l’ex 5 Stelle, Gregorio De Falco. Sui tempi, per De Bonis, “potrebbe essere definito entro la fine della settimana”.
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Governo: Renzi, al Quirinale senza pregiudizi
Priorità aiutare cittadini
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26 gennaio 2021
20:26
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“Noi andremo al Quirinale senza pregiudizi.
Per noi la priorità è aiutare i cittadini a uscire da questa fase di stallo e di difficoltà non solo economica.
Sprecare i soldi del Recovery, perdere tempo sui vaccini, ritardare il ritorno a scuola, vivere di sussidi sarebbero errori imperdonabili. Noi ci siamo”. Così il leader di Iv Matteo Renzi nella sua E-News.
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Governo: Meloni, c’è finestra per andare al voto
Sciogliere Camere
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26 gennaio 2021
20:31
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“C’è la possibilità che il capo dello stato sciolga le camere prima del semestre bianco. La finestra è questa.
A luglio non ci sarà più questa opportunità. Noi andremo compatti al Colle perchè il centrodestra può dare al Paese un governo adeguato”. Lo afferma la leader di FdI, Giorgia Meloni in diretta Fb.
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Conte, dimissioni per governo di salvezza nazionale
Emergano in Parlamento voci che hanno a cuore Republica
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26 gennaio 2021
20:31
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“È il momento che emergano in Parlamento le voci che hanno a cuore le sorti della Repubblica.
Le mie dimissioni sono al servizio di questa possibilità: la formazione di un nuovo governo che offra una prospettiva di salvezza nazionale.
Serve un’alleanza, nelle forme in cui si potrà diversamente realizzare, di chiara lealtà europeista, in grado di attuare le decisioni che premono”. Lo scrive Giuseppe Conte in un post su Fb.
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Giorno Memoria: Segre, contribuisca rinsaldare legame civile
Messaggio a Consiglio Marche, “mai abbassare guardia”
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ANCONA
26 gennaio 2021
14:17
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“Spero che l’occasione del Giorno della Memoria contribuisca a rinsaldare il legame civile e morale fra tutti noi. In un periodo drammatico come l’attuale ne abbiamo particolarmente bisogno”.
E’ l’auspicio espresso dalla senatrice a vita, Liliana Segre, sopravvissuta alla Shoah, in un messaggio al Consiglio regionale delle Marche la cui prima parte di seduta aperta è stata dedicata proprio al ricordo della “liberazione del campo di sterminio di Auschwitz. Quest’anno, scrive Segre nel messaggio letto in aula dal presidente dell’Assemblea, Dino Latini, “purtroppo la Commemorazione del Giorno della Memoria potrà avvenire solo con modalità da remoto ma mi auguro che anche l’iniziativa nella vostra Regione abbia comunque eco e risonanza. Senza Memoria infatti – rimarca – il senso della storia, delle cause, delle conseguenze, delle responsabilità, è impossibile una cittadinanza consapevole e pienamente democratica”.
Segre ricorda le parole di Primo Levi “meditate che questo è stato”. “Era un monito – rileva: se è stato, può ancora essere, può ancora tornare. Mai abbassare la guardia, mai girare la testa dall’altra parte”.
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Sipario su Conte II, 17 mesi nel segno Covid – La cronologia
E’ stato il sessantaseiesimo governo della Repubblica. E’ stato, soprattutto, il governo della pandemia Covid-19.
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26 gennaio 2021
14:28
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E’ stato il sessantaseiesimo governo della Repubblica. E’ stato, soprattutto, il governo della pandemia Covid-19. Dopo quasi 17 mesi si chiude il sipario sul Conte II e su un esecutivo che, nella strategia dell’ex presidente del Consiglio, del Pd e anche di buona parte del M5S, doveva essere l’embrione di una nuova alleanza progressista ed europeista. Ad abbatterlo, tuttavia, non è stato il Covid ma Matteo Renzi, ovvero l’uomo che primo, nell’estate del Papeete, aveva dato il là ad un esecutivo M5S-Pd.
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Pochi giorno dopo il giuramento, tuttavia, Renzi abbandonava i Dem e forma Iv.
5 settembre: Conte giura, al Quirinale, da presidente del Consiglio. Il 9 settembre l’esecutivo incassa la fiducia del Parlamento.
16 settembre: Renzi annuncia la sua uscita dal Pd. In pochi giorni nasce Italia Viva. L’ex premier assicura il sostegno al governo, nel quale mantiene tre membri: le ministre Teresa Bellanova e Elena Bonetti e il sottosegretario Ivan Scalfarotto.
Autunno 2019. E’ segnato dalle sfide economiche per il Conte II: dal dossier ArcelorMittal al tema della revoca di Autostrade ai Benetton, dove è scontro tra M5S e Iv. Alla vigilia di Natale, dopo una turbolenta discussione parlamentare arriva il via libera alla legge di bilancio.
Fioramonti. Le dimissioni di Luciano Fioramonti dal Miur, annunciate il giorno di Natale, innescano la primi mini-crisi del governo. Nella conferenza stampa di fine anno Conte annuncia lo spacchettamento del ministero: all’Università e Ricerca va Gaetano Mandredi, tecnico di area Pd; alla Scuola la 5 Stelle Lucia Azzolina.
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L’arrivo del virus. Il 30 gennaio vengono individuati a Roma i primi due casi di coronavirus: sono due cinesi di Wuhan. Il governo decreta lo stato di emergenza e chiude ai voli dalla Cina. Il 20 febbraio emergono, a Codogno, i primi casi di nazionalità italiana di Covid-19. Il governo, l’8 marzo determina la prima zona rossa: è la Lombardia.
Il lockdown. Il 9 marzo, con il decreto “Io resto a casa”, in una conferenza stampa serale trasmessa sui principali canali tv nazionali Conte annuncia il lockdown in Italia. La misura, nelle settimane successive, viene inasprita con più Dpcm. Il 4 maggio, riaprono le prime attività produttive. I contagi calano e si apre un’estate dove la polemica politica è tutta incentrata su due nodi: quello della scuola e quello dei contagi al “Billionaire”.
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Next Generation Ue. Con il via libera a maggio del Recovery Fund europeo Conte vara la fase 3. A Giugno, a Villa Pamphilij, si tengono gli Stati Generali dell’Economia, chiamati a discutere del piano Colao per la ripresa post-virus. Il 21 luglio il Consiglio Ue dà l’ok definitivo al Next Generation Ue.
Ma le tensioni tra l’Italia e i Paesi frugali si protrarranno per i mesi successivi.
Referendum. Il 21 settembre vince nettamente il Sì (con il 69,96%) al taglio dei parlamentari, storica battaglia M5S. Seconda ondata. La carica del virus torna dalla fine di settembre ma questa volte la strategia di Conte è diversa: nessun lockdown generalizzato ma chiusure a fisarmonica, a seconda del livello regionali di rischio. “Non possiamo permetterci economicamente e socialmente un nuovo lockdown”, è il mantra del governo. Crescono, anche sulle restrizioni, le tensioni interne alla maggioranza già innescate in estate da Iv sulla mozione di sfiducia nei confronti di Alfonso Bonafede.
Lo strappo di Iv. E’ una sera di inizio di dicembre quando la delegazione dei renziani, una volta ricevuta “a notte fonda”, è la loro critica, il Recovery Plan italiano, strappa con la maggioranza. L’ok al testo slitta e da lì in poi Matteo Renzi alza il tiro delle richieste fino al ritiro, con annuncio in conferenza stampa, il 13 dall’esecutivo delle 2 ministre e del sottosegretario. Lo scontro tra i due si materializza il 19 gennaio in Senato. Il premier ottiene una fiducia relativa con 156 voti a favore, Iv si astiene. Conte sale al Quirinale e chiede tempo per formare un nuovo gruppo di costruttori. Fino alle dimissioni del 26 gennaio.
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Covid: nuova bagarre al Pirellone, minoranza lascia aula
Espulsi altri 5 consiglieri opposizione
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MILANO
26 gennaio 2021
15:35
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E’ durata pochissimi minuti la ripresa dei lavori del Consiglio regionale della Lombardia, sospeso poco dopo mezzogiorno e aggiornato alle 14 a causa della bagarre scoppiata in seguito alle comunicazioni del Governatore Attilio Fontana sulla zona rossa. Le opposizioni hanno infatti abbandonato l’Aula del Pirellone (tutte tranne la consigliera di Iv Patrizia Baffi), dopo nuove proteste a suon di fischi e cartelli e con cinque consiglieri di minoranza (Bussolati del Pd e i 5 Stelle, Violi, Verni, Di Marco e De Rosa) censurati e poi espulsi dal presidente Alessandro Fermi.
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Dal Conte ter al nuovo premier, ecco tutti gli scenari possibili
una delle ipotesi è anche un governo di unità nazionale, le elezioni sono l’ultima spiaggia
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26 gennaio 2021
21:55
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Con una crisi al buio, è ampio il ventaglio degli scenari possibili per risolvere la crisi ma le probabilità di una soluzione o dell’altra non sono le stesse.
CONTE TER E’ lo scenario che il premier dimissionario caldeggia: il presidente del Consiglio riesce a formare un nuovo governo con Pd,M5s e Leu allargando la maggioranza dopo la rottura con Iv. Il Conte ter ha però tre varianti: Matteo Renzi rientra al governo garantendo la stabilità oppure Iv resta fuori e la maggioranza si allarga con un nuovo gruppo di volenterosi che però finora non è emerso.
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Se questo gruppo fosse Fi o una parte consistente del gruppo azzurro si potrebbe parlare di maggioranza Ursula. Un’altra ipotesi che viene considerata ottimale sarebbe che nel governo rientra Iv ma anche un nuovo gruppo così da togliere a Matteo Renzi la golden share della maggioranza al Senato.
STESSA MAGGIORANZA, NUOVO PREMIER. E’ lo scenario più temuto dal presidente del Consiglio uscente: i partiti di maggioranza con il rientro di Iv, o con l’ingresso di nuove forze politiche, trovano la quadra per un governo ma con un nuovo premier magari espresso da Pd o da M5s. Stando alle dichiarazioni, però, Pd, M5s e Leu dichiarano la guida di Conte “imprescindibile” e anche Iv ha chiarito che se il premier dimissionario non mette veti su Iv neanche Italia Viva li metterà su Conte.
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GOVERNO DI UNITA’ NAZIONALE. Il governo di unità nazionale, o governissimo, prevede la presenza di tutti o quasi tutti i partiti presenti in Parlamento con un presidente del consiglio ‘terzo’ rispetto ai partiti. A ipotizzarlo è stato Silvio Berlusconi e si è già detto disponibile anche Cambiamo, il partito di Giovanni Toti, Più Europa e Azione. Contrario ad esperienze di governo con la destra è il Pd ma anche Fdi ha detto no a governissimi.
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ELEZIONI. Considerata da tutti l’ultima spiaggia, la strada del voto si aprirebbe se la crisi non si riuscisse a ricomporre. Il presidente della Repubblica a quel punto scioglie le Camere e indice le elezioni.
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Governo: atti su conseguenze Covid sono”affari correnti”
Direttiva del governo sembra aprire a varo dl Ristori 5
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26 gennaio 2021
18:59
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Sono da considerarsi ‘disbrigo di affari correnti’ anche tutti “gli atti urgenti – ivi compresi atti legislativi regolamentari ed amministrativi – necessari per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid 19 e ogni relativa conseguenza”. E’ quanto prevede la direttiva della Presidenza del Consiglio inviata ai ministri, vice ministri e sottosegretari di Stato nella quale vengono tratteggiati i limiti dell’azione del governo.
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Il testo sembra così aprire anche alla possibilità che il governo nel disbrigo degli affari correnti possa varare il decreto Ristori 5 per aiutare le categorie in difficoltà economiche per la pandemia.
La direttiva è firmata dal premier Giuseppe Conte e ricorda agli altri membri del governo la necessità di attenersi alle indicazioni fornite dopo le dimissioni rassegnate dall’esecutivo.
Al primo punto è proprio indicata la determinazione a contrastare l’emergenza Covid e le sue conseguenze. “Dovrà in particolare essere assicurata la continuità dell’azione amministrativa”, viene anche specificato.
Il governo, poi potrà essere convocato per l’approvazione di atti urgenti, leggi regionali e provinciali, nonché di delibere relative a procedimenti amministrativi con atti perentori “come, ad esempio, in materia di golden power”, è scritto nella direttiva.
Il consiglio dei ministri, viene spiegato, non esaminerà nuovi disegni di legge, salvo quelli imposti da obblighi internazionali e comunitari. Eventuali nomine e designazioni “potranno essere fatte solo se strettamente necessarie perché vincolate nei tempi da leggi o regolamenti, ovvero derivanti da esigenze funzionali non procrastinabili”.
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Una norma questa che vale anche per le società partecipate, per le quali serve comunque l’assenso del presidente del Consiglio.
E’ prevista poi la partecipazioni alle riunioni internazionali già programmato a livello tecnico o preparatorie previste in sede Onu, Ue, Nato, Ocse, Osce, Ince, Consiglio Europeo, G7 e G20.
Infine dovrà essere assicurata la partecipazione di rappresentanti del governo ai lavori di aula e commissioni parlamentari per la conversione di decreti legge e quando questa viene richiesta dalle Camere.
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Fontana a Iss, Tar dimostrerà che abbiamo ragione
‘Uscite a orologeria per colpire la Lombardia’
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MILANO
26 gennaio 2021
19:39
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“Aspettiamo fiduciosi il giudizio del Tar del Lazio per dimostrare che abbiamo ragione noi”: il presidente della Lombardia Attilio Fontana replica in questo modo al comunicato dell’Iss che parla di 54 segnalazioni di errori alla Lombardia da maggio, “In difficoltà per proprie mancanze – ha commentato -, l’Istituto Superiore di Sanità continua a spostare il tiro da quello che è il vero tema, ovvero il mal funzionamento dell’algoritmo per il calcolo dell’Rt”. Fontana parla di “uscite a orologeria” per “colpire la Lombardia.
Non solo dal Governo, ma ora anche da quello che dovrebbe essere un organo terzo come l’Iss”.

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Iraq: Papa, addolorato per atto brutale e insensato
‘Confido che si continuerà a lavorare per la pace’
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CITTA DEL VATICANO
21 gennaio 2021
14:22
AGGIORNATO IL
22 GENNAIO 2021
22:49
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Il Papa è “profondamente rattristato” per l’attentato a Baghdad di questa mattina. “Nel deplorare questo insensato atto di brutalità, prega per le vittime decedute e i loro familiari, per i feriti e per il personale impegnato nei soccorsi.
Confidando che tutti continueranno a lavorare per superare la violenza con fraternità, solidarietà e pace, Papa Francesco invoca sulla nazione e sul suo popolo la benedizione dell’Altissimo”. E’ quanto si legge in un telegramma a firma del card. Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, indirizzato al presidente dell’Iraq Barham Salih. Il Papa ha in agenda un viaggio in Iraq dal 5 all’8 marzo.
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Raggi si blinda, ritira delega a vicesindaco e assessore
Bergamo da sempre vicino a sinistra, “diversa visione politica”
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22 gennaio 2021
23:36
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Rimette ancora una volta a punto la sua squadra di governo Virginia Raggi. In serata ha ritirato le deleghe al vicesindaco Luca Bergamo e all’assessore allo Sviluppo economico Carlo Cafarotti.
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Al momento la sindaca di Roma ha ripreso le deleghe alla Crescita culturale e Sviluppo economico, Turismo e Lavoro, ma il riassetto in giunta è alle porte: si parla dell’attuale assessore al personale Antonio De Santis come vicesindaco e al commercio Andrea Coia, attuale presidente della commissione attività produttive dell’assemblea capitolina.
La mossa della sindaca sembra prefigurare una blindatura in vista della corsa al bis in Campidoglio, un modo per dare alla giunta maggiore stabilità politica. Ringraziando entrambi i suoi stretti collaboratori per il lavoro fatto, la sindaca non nasconde la distanza politica con Bergamo. “Ci sono diversità di visioni politiche per il futuro di Roma. Ne abbiamo discusso di recente senza riuscire a trovare una sintesi”, spiega. E che la sintonia, su questo fronte non ci fosse più, era emerso già quando l’ormai vicesindaco aveva accolto non con pieno favore la decisione di Virginia Raggi di ricandidarsi per il secondo mandato, lamentando il fatto che fosse stata presa senza confronto con i partiti.
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Covid: Speranza firma ordinanza, Lombardia arancione
Decisione dopo ‘rettifica dati’ da parte della Regione
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23 gennaio 2021
13:31
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Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato l’ordinanza con cui si annullano gli effetti di quella del 16 gennaio che aveva inserito in zona Rossa la Regione Lombardia, che rientra in zona arancione.
L’ordinanza ha validità dal giorno della pubblicazione in Gazzetta ufficiale per 15 giorni.
La decisione, si legge nell’atto, è stata presa “in ragione degli elementi sopravvenuti conseguenti alla rettifica dei dati operata dalla Regione Lombardia ora per allora, come certificati dalla Cabina di regia”.
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Papa: torna sciatalgia, non celebra messa e Vespri
Officiano Fisichella e Koch. Rinviata udienza Corpo diplomatico
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CITTÀ DEL VATICANO
23 gennaio 2021
18:59
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“A causa del ripresentarsi della sciatalgia, la celebrazione di domani mattina presso l’Altare della Cattedra della Basilica Vaticana non sarà presieduta dal Santo Padre, ma da Sua Eccellenza Mons.
Rino Fisichella.
L’incontro con il Corpo Diplomatico di lunedì 25 gennaio è rimandato, mentre i Vespri per la conclusione della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani nella Basilica di San Paolo saranno presieduti da Sua Eminenza il Card. Kurt Koch. Papa Francesco guiderà comunque la preghiera dell’Angelus nella Biblioteca del Palazzo Apostolico domani alle ore 12:00, come previsto”. Così il portavoce vaticano Matteo Bruni.
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Vaccini: lite tra Arcuri e De Luca in riunione online
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Presidente Campania contesta piano distribuzione
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NAPOLI
23 gennaio 2021
20:29
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Nella riunione di oggi tra Governo e Regioni sul piano vaccini c’è stato un aspro diverbio tra il commissario Arcuri e il governatore campano De Luca.
Nel vertice online convocato dal ministro Boccia, De Luca ha infatti sottolineato la sperequazione nel piano di distribuzione, che aveva già espresso nella diretta fb di ieri, chiedendo un riequilibrio. Un discorso che ha portato a uno scontro diretto con Arcuri finito in lite. “Abbiamo assistito al mercato nero dei vaccini – aveva detto De Luca ieri – è tempo di smetterla con le manfrine, arriveremo a chiedere l’invalidazione del piano di distribuzione”.
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Michel, ‘Ue farà rispettare contratti sui vaccini’
‘Abbiamo a disposizione tutti i mezzi giuridici’
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24 gennaio 2021
13:35
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La Ue intende “fare rispettare i contratti firmati” dalla Pfizer sui vaccini, se necessario anche ricorrendo a mezzi legali. Lo ha detto oggi Charles Michel, presidente del Consiglio europeo, ospite della trasmissione ‘Grand Rendez-vous’ della radio Europe 1.
“Possiamo utilizzare a questo scopo tutti i mezzi giuridici a nostra disposizione”, ha affermato Michel.
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Covid: Fontana, Sala sa che nostri dati sono pubblici
‘Se sindaco vuole sapere errore faccia richiesta al Ministero’
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MILANO
24 gennaio 2021
15:30
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“I dati di Regione Lombardia sono pubblici e il sindaco Beppe Sala lo sa benissimo”. Il governatore lombardo Attilio Fontana risponde così al sindaco di Milano che ha chiesto al Pirellone di mostrare i dati per emergere la verità sul calcolo errato dell’Rt.

“Gli uomini del suo Governo, dopo che abbiamo fatto ricorso al Tar e segnalato anomalie sull’algoritmo dell’Istituto Superiore di Sanità che calcola l’Rt – contrattacca Fontana in un post su Facebook -, ci hanno chiesto di integrare i dati già inviati e non modificati con ulteriori specifiche che non fanno parte delle richieste standard. E, come per magia, il rosso è diventato arancione, se non giallo. Al contempo, la richiesta del Ministero si è trasformata in una ‘rettifica’ della Regione, evidentemente per gettare l’errore sugli altri”.
Dunque, “se Beppe Sala vuole sapere perché l’errore sia stato riscontrato solo per la Lombardia, faccia richiesta al Ministero – prosegue -, a noi non è dato di sapere di un algoritmo segreto che hanno e usano solo a Roma. Magari a lui rispondono”.
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Di Maio, su Navalny pronti anche a sostenere sanzioni Ue
Condanniamo arresto al suo arrivo in aeroporto
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24 gennaio 2021
17:47
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“Condanniamo chiaramente che un leader dell’opposizione sia stato arrestato al suo arrivo in aeroporto e siamo pronti a tutte le azioni diplomatiche, anche eventuali sanzioni da parte dell’Unione europea”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio a Mezz’ora in più su Rai3, parlando del caso Navalny in Russia.
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Scuola: Fontana, medie aperte da lunedì
Per le superiori data ritorno in presenza presa dalle Prefetture
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MILANO
23 gennaio 2021
11:42
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Dato che la Lombardia torna in zona arancione “già da lunedì le scuole medie riprenderanno la propria attività in presenza”: lo ha annunciato il presidente della Regione Attilio Fontana aggiungendo che “quelle secondarie di secondo grado potranno riprendere le lezioni in presenza secondo l’organizzazione stabilita nei piani operativi delle Prefetture”.
“Regione Lombardia, per quanto di propria competenza – ha assicurato – ha già attivato le procedure affinché il Trasporto pubblico locale attui quanto previsto dalle Prefetture”.

La zona arancione è “un’ottima notizia”, secondo Fontana, e “viene confermato quello che da tempo sosteniamo, ovvero che i dati della Lombardia erano tali da collocare la nostra regione in zona arancione. E, in tal senso, la sola presentazione del ricorso al Tar del Lazio contro decisioni inique tutte romane ha contribuito a raggiungere il risultato auspicato”.
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Covid: class action commercianti per ‘errore’ zona rossa
Legale, con imprenditori contro responsabili
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MILANO
23 gennaio 2021
13:05
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“Dopo la conferma sui gravi errori” che “hanno bloccato la Regione Lombardia, locomotiva d’Italia, nella zona rossa, le associazioni di commercianti ed imprenditori hanno deciso di proporre una class action contro i responsabili per i danni subiti”. Lo scrive in una nota l’avv.

Francesco Borasi che, con il collega Angelo Leone, ha già raccolto le adesioni per la maxi causa di tre associazioni e una 20ina di commercianti. “Ci siamo attivati per chiedere i documenti alla Regione – spiega Borasi – ai fini della richiesta di risarcimento” dovuto al presunto errore di calcolo dell’indice Rt.
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Covid: Speranza firma ordinanza, Lombardia arancione
Decisione dopo ‘rettifica dati’ da parte della Regione
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MILANO
23 gennaio 2021
13:31
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Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato l’ordinanza con cui si annullano gli effetti di quella del 16 gennaio che aveva inserito in zona Rossa la Regione Lombardia, che rientra in zona arancione.
L’ordinanza ha validità dal giorno della pubblicazione in Gazzetta ufficiale per 15 giorni.
La decisione, si legge nell’atto, è stata presa “in ragione degli elementi sopravvenuti conseguenti alla rettifica dei dati operata dalla Regione Lombardia ora per allora, come certificati dalla Cabina di regia”.
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Governo, Pd chiede un segnale. Berlusconi ‘vede’ elezioni
Ipotesi rinvio giovedì relazione Bonafede in Senato. Impegni istituzionali, sarà la capigruppo martedì a fissare il calendario
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24 gennaio 2021
09:01
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Il puzzle della complicatissima crisi di governo si arricchisce di nuove tessere, tuttavia le incognite rimangono tutte sul tavolo. Continuano le pressioni per la formazioni di un gruppo di responsabili. Il Pd con Bettini pensa a “un gruppo politico dentro il Parlamento” che esclude Renzi ma apre a forze europee e liberali. In più di qualcuno, però, vede avvicinarsi la possibilità delle elezioni anticipate.
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Un’ipotesi che tira in ballo il leader azzurro Silvio Berlusconi.
“Noi – dice il Cavaliere – avevamo avanzato la proposta di un governo di unità nazionale, proposta che è stata però subito esclusa dal Partito Democratico e dai Cinque Stelle. E’ chiaro che questo rifiuto avvicina il ricorso alle elezioni anticipate”. Lo dichiara in una nota il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi. “Ci siamo allora rivolti al Capo dello Stato affinché fosse lui ad individuare la soluzione più adeguata e più saggia, capace di coniugare il rispetto della volontà popolare e la gravità del momento di emergenza che stiamo attraversando”, aggiunge.
“Mercoledì si andrà a votare la relazione sulla giustizia del ministro Bonafede. Sarà un passaggio molto difficile, non si discuterà davvero della relazione di Bonafede, ma della politica sulla giustizia che è stata fatta nei mesi scorsi. Non solo su quel terreno è difficile allargare la maggioranza, ma è difficile tenere insieme la maggioranza acquisita. Quindi riteniamo che ci voglia una iniziativa politica del governo e del ministro Bonafede per dare il segnale di un fatto nuovo senza il quale si rischia di andare a sbattere”.
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E potrebbe comunque slittare a giovedì la relazione in Senato del ministro Alfonso Bonafede sulla giustizia. E’ quanto si apprende da fonti di maggioranza, secondo le quali sarà in ogni caso la capigruppo, martedì, a fissare il calendario. Per impegni istituzionali del ministro, viene spiegato, la relazione potrebbe essere svolta mercoledì alle 16 alla Camera e al Senato il giorno seguente ma tutto dipenderà dalle valutazioni delle conferenze dei capigruppo.
Intanto, col post che ha chiamato al voto per la modifica dello statuto e, quindi, della nuova governance, il capo politico reggente, Vito Crimi, ha voluto porre le condizione per un MoVimento 5 Stelle pronto a una eventuale campagna elettorale. Altro segnale in questa direzione è che, secondo una fonte di primo piano, alla comunicazione sarebbe stata data la direttiva di “risvegliare” la rete sparsa in tutta Italia. “Non si tratta di un allarme vero e proprio”, fa sapere la stessa fonte ma “l’attivazione delle azioni preliminari per farsi trovare preparati” in caso la situazione dovesse precipitare dopo la crisi innescata da Matteo Renzi.
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Militanti FdI Torino denunciano, aggressione a nostro gazebo
‘Sono stati centri sociali, non è la prima volta’
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TORINO
23 gennaio 2021
16:37
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Aggressione a un gazebo di Fratelli d’Italia al mercato di corso Cincinnato, alla periferia di Torino. I militanti del partito di Giorgia Meloni sono stati accerchiati da alcune persone, che hanno danneggiato il gazebo e tentato di rubare le bandiere.
Lo denunciano gli stessi militanti di FdI.
“Una decina di esponenti dei centri sociali ci ha aggrediti e ha fisicamente cercato di rubare il materiale esposto al gazebo, sferrando calci e pugni contro la struttura e spintonandoci”, racconta Valentina Faccilongo. “Non è la prima volta che siamo oggetto di minacce ed aggressioni da questi facinorosi, ma di certo non riusciranno ad intimidirci”, sottolinea Enrico Forzese.   PIEMONTE   VAI ALL’ECONOMIA   VAI ALLA CRONACA    VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO   VAI ALLA TECNOLOGIA

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Scuola: quasi 1 milione di studenti ritorna sui banchi
Ma le proteste continuano. Si rientra in 5 regioni. In totale oltre 6 milioni in classe
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24 gennaio 2021
19:53
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Con il passaggio della Lombardia alla zona arancione, tornerà a suonare la campanella per quasi un altro milione di studenti italiani: solo in Lombardia sono 200 mila alle medie e 400 mila delle superiori (ma le scuole superiori milanesi hanno qualche giorno in più per attrezzarsi alla ripresa delle lezioni, che comunque saranno in presenza al 50%). Questi 600 mila lombardi si sommano agli altri 360 mila studenti delle superiori nelle regioni Liguria, Marche, Umbria (che si alterneranno in percentuali che vanno dal 50 al 75%) che rientrano domani a scuola insieme ai ragazzini delle scuole medie in Campania.
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Altri 640 mila studenti delle superiori erano tornati in classe lunedì 18 gennaio nel Lazio, in Emilia Romagna, in Molise e in Piemonte. L’11 gennaio le superiori erano rientrate nelle loro aule in Valle d’Aosta, Toscana e in Abruzzo. In Trentino Alto Adige gli studenti avevano fatto ritorno già dal 7 gennaio. All’appello mancano gli studenti delle superiori in Friuli Venezia Giulia, Veneto, Sardegna, Basilicata, Calabria, Campania e Puglia per i quali è stato stabilito che si tornerà il 1 febbraio. C’è poi la Sicilia che è in zona rossa: qui vanno in presenza i bambini fino alla prima media, tutti gli altri studiano a casa con la didattica a distanza.
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Pur essendo complessivamente ricominciata la scuola in presenza per oltre 6 milioni di ragazzi dalla ripresa dopo la pausa di Natale (in totale gli studenti italiani sono 8,4 milioni) proseguono manifestazioni, occupazioni e iniziative promosse da Comitati e studenti in varie città italiane.
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Governo: Dai vaccini al Recovery, le sfide e gli appuntamenti
Agenda fitta con le scadenze cruciali di aprile
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24 gennaio 2021
11:45
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Dalla consegna all’Europa del piano definitivo sul Recovery fino alla definizione della programmazione economica nel medio termine da scrivere nel Def, passando per tutta quella serie di misure e incentivi per far ripartire l’economia, prostrata dalla pandemia, come i Ristori o il blocco dei licenziamenti e la proroga della Cassa integrazione.
Senza contare le scadenze elettorali amministrative, la stessa legge elettorale che il premier ha esortato a modificare, fino ad arrivare all’aggiornamento del piano vaccini. Sono gli appuntamenti fondamentali che governo e Parlamento sono chiamati ad affrontare nei prossimi mesi.
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Con una dead-line cruciale che è quella di aprile.
E’ infatti entro la fine aprile che il governo, una volta ricevuta la relazione del Parlamento, dovrà inviare in Europa il piano dell’Italia sul Recovery. Il programma è già all’esame delle Camere che stanno svolgendo le prime audizioni e a cui il governo dettaglierà anche i risultati dei tavoli aperti in questi giorni con le parti sociali e le Regioni. Per fine aprile dovrà essere consegnato anche il prossimo Documento di economia e finanza, con gli obiettivi e il quadro delle previsioni economiche per il triennio, che il governo dovrà redigere entro il 10 dello stesso mese per presentarlo in Parlamento. E sempre ad aprile, l’11, si dovranno tenere le elezioni regionali in Calabria mentre, a meno di unificazione con un election day, nulla si sa ancora per le amministrative di Roma, Torino, Napoli e Milano che si dovrebbero svolgere in tarda primavera.
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Nel frattempo, grazie al voto sullo scostamento e ai 32 miliardi di risorse messi a disposizione, sono in definizione misure cruciali come il quinto decreto Ristori, con nuovi aiuti per le partite Iva, a partire dai contributi a fondo perduto, con un occhio a quelle categorie che non erano rientrate nei precedenti provvedimenti. Ma sul piatto ci sono anche il prolungamento della Cassa Covid e il possibile rinnovo del blocco dei licenziamenti anche se in modo più selettivo. In coda, c’è anche il consueto provvedimento di fine anno: il Milleproroghe che contiene tra l’altro la sospensione dell’esecuzione degli sfratti o le misure sullo smart working: il provvedimento è approdato alla Camera dov’è all’esame delle commissioni.
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Governo, Di Maio: ‘O si trova la maggioranza o meglio andare a votare’. M5s:’Attacco a Bonafede è attacco a noi’
Bellanova: ‘Difficile che Iv voti la relazione Bonafede’. Casini: ‘Conte si dimetta e ricucia con Renzi’. Tabacci: ‘Il premier si dimetta, nuovo governo o voto’. Ipotesi di rinvio sul nodo giustizia
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24 gennaio 2021
19:10
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“O nei prossimi giorni si trova la maggioranza, altrimenti sono il primo a dire che stiamo scivolando verso il voto”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio a Mezz’ora in più su Rai3. “Solo che in tempi normali si poteva votare anche ogni anno, in questi tempi ci giochiamo Recovery, vaccini e futuro della ripresa economica”, ha aggiunto.
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Ma “se non ci sono i voti adesso non ci sono neanche per il Conte ter. Se da Italia Viva “non si ritira la sfiducia non ci saranno presupposti per il dialogo”, ha proseguito Di Maio.”Se ci sono forze politiche che si vogliono avvicinare a questo governo ben venga – ha concluso – ma se dev’essere qualcosa di raccogliticcio sono il primo a dire andiamo al voto”. Sulla relazione Bonafede “il voto è un voto sul governo”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio a Mezz’ora in più su Rai3. E’ un atto che riguarda tutto il governo” e il M5s “non sarà – prosegue – né donatore di sangue né di organi per questo governo”. Nel Movimento, ha concluso, “non siamo mai stati così compatti, siamo un monolite”. “Se il tema è riparlare con Renzi, Conte è stato chiaro” sul fatto che non avrebbe più fatto parte della maggioranza “e noi tra Conte e Renzi scegliamo Conte” precisa Di Maio.
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“A chi ancora parla della prescrizione, diciamo solo di andarlo a chiedere alle famiglie delle vittime della strage di Viareggio a cui poco più di un paio di settimane fa tutta la politica ha dato loro solidarietà. L’attacco al nostro Alfonso Bonafede è un attacco a tutti noi”. Così il M5s in un post su Fb dove si ricorda: “da Bonafede, dal ministero da lui guidato e dal governo, sono arrivate anche le riforme del processo civile, di quello penale, del Csm e dell’ordinamento giudiziario, ferme alle Camere per il sopravvenire della pandemia che ha monopolizzato l’attività parlamentare”.
Secondo Pierferdinando Casini Giuseppe Conte dovrebbe recarsi al Quirinale e rassegnare le dimissioni e, forte di reincarico, “recuperare il dialogo con Renzi”. E’ il “consiglio gratuito” che ha dato al premier Pierferdinando Casini, intervistato a “In mezz’ora” su Rai3. Casini ha commentato le affermazioni di Di Maio sul rischio di elezioni se non si risolve la crisi in 48 ore: “Se fossi di Maio direi lo stesso, sapendo che è una bugia. Di Maio è stato bravissimo ad imparare, è più politico di me e dice ciò che alcuni del Pd dicono. Il tema elezioni serve per esasperare e spingere qualche parlamentare a sostenere il governo. Il tema vero è una crisi che è ancora aperta. La rincorsa ai responsabili ha la colpa di uccidere la credibilità del governo. Il tema vero è la politica, quando la politica è sostituita dalla aritmetica è la fine, quando un governo fa il conto con il pallottoliere cade, ricordatevi di Prodi e Berlusconi”.
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La crisi di governo, come nella scena madre di un film di Sergio Leone, è giunta allo stallo messicano, in cui tutti i contendenti si puntano reciprocamente le pistole senza che alcuno possa prevalere. I vertici Dem, infatti, ribadiscono il no al rientro di Iv nella maggioranza, ma aumentano i parlamentari Pd che non sono disposti a “morire per Conte”, mentre questi non è a sua volta disposto alle dimissioni e al reincarico per un Conte ter, non potendo tuttavia contare sull’arrivo in tempi stretti di nuovi “volenterosi”. “Ho fatto quello che potevo – dice in una intervista a ‘Repubblica’ Bruno Tabacci, presidente di Centro Democratico e tra i principali promotori dei “costruttori” –  ma i numeri restano incerti e a questo Paese non serve una maggioranza raccogliticcia. A Conte ho suggerito un gesto di chiarezza: dimettersi per formare un nuovo governo. E se non ci riesce, si va al voto. Per vincere”.
Intanto dal Pd il ministro Boccia dice a SkyTg24: “”Noi un governo con i sovranisti non lo faremo mai, non possiamo farlo per tutelare l’Italia e la posizione italiana in Europa. Con Fi è diverso, ma la domanda va fatta a loro, sono loro che sono alleati con i sovranisti”. Boccia ha ribadito che non è possibile pensare ad un governo con tutti dentro in quanto “ci sono cose su cui non si media”.
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E su Renzi: “Possiamo confrontarci in qualsiasi momento, non è questo il nodo. Il problema di fondo e non farlo con un ricatto come condizione. Non è accettabile e non è accettabile facendolo ritirando i ministri”. “Siamo in Parlamento ed è lì che si può sempre trovare una soluzione”.
Lo stallo potrebbe saltare mercoledì sulla relazione del ministro Bonafede alle Camere, sui cui il governo rischia di essere bocciato, tanto che si ipotizza uno slittamento a giovedì per guadagnare tempo. I petastellati fanno quadrato attorno al ministro. “Il lavoro del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede per migliorare e riformare il campo della giustizia è sotto gli occhi di tutti. Il Paese sta attraversando un momento complicato, ma anche in questo difficile anno, dove i tribunali sono rimasti chiusi a causa della pandemia, la giustizia non si è mai fermata ed è stato portato avanti un grande lavoro per aumentare notevolmente la digitalizzazione del processo”. Così in una nota di deputati e le deputate del MoVimento 5 Stelle, componenti della commissione Giustizia della Camera. “Ci sembra alquanto paradossale quindi, minacciare di non votare la relazione annuale sullo stato della giustizia, senza nemmeno averla ascoltata”.
“Ancora prendere tempo? Il Paese è bloccato e ha bisogno di un governo nel pieno delle sue funzioni e di risposte. Cosa voteremo? Ascolteremo e voteremo, certo il ministro Bonafede non può metterla sul piano di un confronto personale qui si tratta di idee politiche”. Lo ha detto questa mattina a SkyTg24 la senatrice di Italia Viva Teresa Bellanova, a proposito della relazione sulla giustizia. “Bonafede sa da tempo che per noi una giustizia giusta non significa mai diventare manettari ma significa una politica riformista. Se la relazione si basa sulle idee che Bonafede ha portato avanti negli anni è difficile che Iv possa votarla”.
Uno scenario fluido che mette in moto le mosse di Forza Italia e dei centristi che rilanciano il governo di unità nazionale. “L’opzione voto noi non l’abbiamo mai chiesta ma è la situazione che ci sta portando lì. Noi abbiamo sempre anteposto l’interesse nazionale a quello di partito. Non siamo noi che spingiamo per il voto – dice il vicepresidente di Fi Antonio Tajani a Skytg24 – sono i loro veti incrociati che rischiano di portare l’Italia al voto ma la parola poi, se Conte cadrà, sarà al Capo dello Stato che dovrà decidere il da farsi. Non abbiamo premuto noi per andare al voto ma le conseguenze rischiano di essere inevitabili”. “Noi non diamo aiuti sottobanco, ci affidiamo alla saggezza del presidente della Repubblica”.
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Papa prega per Edwin, senzatetto morto vicino a Piazza S.Pietro
‘Pensiamo a cosa sentì quest’uomo nel freddo ignorato da tutti, abbandonato anche da noi’
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CITTÀ DEL VATICANO
24 gennaio 2021
12:58
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“Lo scorso 20 gennaio a pochi metri da Piazza S.Pietro è stato trovato morto a causa del freddo un senzatetto nigeriano di 46 anni di nome Edwin. La sua vicenda s’aggiunge a quella di tanti altri senzatetto recentemente deceduti a Roma nelle stesse drammatiche circostanze”.
Così il Papa all’Angelus. “Preghiamo per Edwin: ci sia di motivo quanto detto da S.Gregorio Magno che dinanzi alla morte per freddo di un mendicante affermò che quel giorno non si sarebbero celebrate messe perché era come Venerdì Santo. Pensiamo a Edwin, a cosa sentì quest’uomo, 46 anni, nel freddo, ignorato da tutti, abbandonato anche da noi. Preghiamo per lui”.
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Card. Bassetti, irresponsabile discutere esistenza virus
Presidente Cei parla di “piaga sanitaria e sociale”
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PERUGIA
24 gennaio 2021
13:24
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Quello del Covid è “un virus che solo gli scienziati con il loro microscopio riescono a vedere e che, proprio per questo, qualcuno, in modo irresponsabile, ne arriva a mettere in discussione addirittura l’esistenza”: lo ha sottolineato il cardinale Gualtiero Bassetti nell’omelia in occasione di San Francesco di Sales. Il presidente della Cei e arcivescovo di Perugia ha evidenziato che “nella nostra società si è abbattuta una piaga sanitaria e sociale prodotta dal virus”.

“Si tratta in realtà – ha sostenuto Bassetti parlando del Covid – di un morbo che attacca i più deboli e i più fragili e che sta sconquassando il nostro tessuto sociale e anche le nostre comunità ecclesiali. Dobbiamo fare di tutto per combatterlo. Con la virtù della prudenza, prima di tutto. Con la vaccinazione, come ha sottolineato Francesco, perché è ‘una scelta etica’. E anche con un racconto degli eventi vero e credibile – ha concluso il card. Bassetti -, senza lasciarsi ammaliare da narrazioni complottistiche o negazioniste”.
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Covid: Fontana, Sala sa che nostri dati sono pubblici
‘Se sindaco vuole sapere errore faccia richiesta al Ministero’
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MILANO
24 gennaio 2021
15:30
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“I dati di Regione Lombardia sono pubblici e il sindaco Beppe Sala lo sa benissimo”. Il governatore lombardo Attilio Fontana risponde così al sindaco di Milano che ha chiesto al Pirellone di mostrare i dati per emergere la verità sul calcolo errato dell’Rt.

“Gli uomini del suo Governo, dopo che abbiamo fatto ricorso al Tar e segnalato anomalie sull’algoritmo dell’Istituto Superiore di Sanità che calcola l’Rt – contrattacca Fontana in un post su Facebook -, ci hanno chiesto di integrare i dati già inviati e non modificati con ulteriori specifiche che non fanno parte delle richieste standard. E, come per magia, il rosso è diventato arancione, se non giallo. Al contempo, la richiesta del Ministero si è trasformata in una ‘rettifica’ della Regione, evidentemente per gettare l’errore sugli altri”.
Dunque, “se Beppe Sala vuole sapere perché l’errore sia stato riscontrato solo per la Lombardia, faccia richiesta al Ministero – prosegue -, a noi non è dato di sapere di un algoritmo segreto che hanno e usano solo a Roma. Magari a lui rispondono”.
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Allarme Senato, pressing su Conte-ter e apertura a Iv
Boccia: ‘Sì al confronto ma no ai ricatti’. Di Maio: ‘Mercoledì voto sul governo’
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25 gennaio 2021
08:49
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Come nelle partite di poker i giocatori alzano la posta per intimorire gli avversari, così in questa crisi di governo latente gli attori in campo drammatizzano lo scontro per spingere gli altri a cedere. La domenica si è infatti segnalata da una parte per la pressione su Conte a riaprire il dialogo con Iv, passando per le dimissioni al Quirinale; dall’altra Luigi Di Maio ha paventato il voto anticipato in caso di bocciatura mercoledì della relazione sulla giustizia del ministro Bonafede alle Camere, dando 48 ore di tempo ai “volenterosi” per uscire allo scoperto.
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I potenziali responsabili sembrano resistere allo spauracchio delle urne ma la pressione su parlamentari di Iv e centristi resta forte e la tensione sembra alzarsi, nelle ore in cui Palazzo Chigi sceglie il silenzio.
A smuovere lo stallo in mattinata ci ha pensato il ministro Dem Francesco Boccia, uno dei più vicini a Conte, che lo ha invitato a riaprire il dialogo con Iv, rompendo quindi il mantra del “mai più con Renzi” finora ripetuto dai vertici del Pd. “In questa crisi irresponsabile aperta da Iv – sottolinea comunque il titolare degli Affari Regionali – non c’è alternativa a Conte Premier”. Anche il capogruppo Dem alla Camera Graziano Delrio, che pure in Aula aveva attaccato Renzi, ha rivolto lo stesso invito a Conte, pur chiedendo al leader di Iv un “gesto” di ravvedimento, un “fatto” oltre alle parole ribadite in giornata da Ettore Rosato o Teresa Bellanova. Un gesto che potrebbe essere per esempio un voto non ostile su Bonafede.
Il problema, infatti, è che in vista del voto mercoledì sulla relazione del Guardasigilli, non si vedono nuove truppe che allarghino l’esiguo drappello dei “volenterosi” emerso la scorsa settimana, come ha confermato uno dei promotori dell’iniziativa, Bruno Tabacci, il quale suggerisce a Conte di rimettere il mandato al Quirinale, riaprire il dialogo con Iv in vista di un Conte ter. La risposta è arrivata da Luigi Di Maio, che ha prima posto un veto a Renzi (“tra Conte e Renzi, scegliamo Conte”); poi ha drammatizzato il voto di mercoledì (“non è un voto su Bonafede ma sul governo”) e infine intimato ai potenziali “responsabili” di palesarsi entro 48 ore, cioè entro il voto di mercoledì, altrimenti si “scivolerebbe verso il voto”. Le parole di Di Maio a “In mezz’ora” sono state smontate subito dopo da Pierferdinando Casini, anch’egli ospite di Lucia Annunziata: “Di Maio parla di elezioni sapendo che è una bugia”, anche perché se dovesse cadere Conte “poi c’è sempre qualcun’altro” su cui si costruisce una maggioranza in Parlamento: ed ecco il “consiglio gratuito” del vecchio democristiano: Conte rimetta il mandato da Mattarella, riapra il dialogo con Renzi, ottenendo il reincarico. Anche Benedetto Della Vedova (+Europa), oggi all’opposizione, rivolge la stessa esortazione come premessa ad un allargamento della maggioranza in chiave europeista. E importanti senatori del Pd, come il capogruppo Andrea Marcucci, il suo vice Gianni Pittella, Dario Stefàno e Stefano Collina hanno palesato l’irritazione verso il muro contro muro di Conte.
In questo scenario Forza Italia, rientrata in gioco sabato con Silvio Berlusconi con la proposta di un governo istituzionale, scommette sul fatto che Conte non ascolti i consigli, venga in Aula per la conta, e la perda. “Conte è parte del problema e non la soluzione” dicono Andrea Cangini e Osvaldo Napoli. Quindi se il premier dovesse cadere si aprirebbero scenari graditi agli azzurri, come un governo Ursula o di unità nazionale. Di qui l’esortazione a tutti gli azzurri di Maria Stella Gelmini a serrare le fila: “tutti i veri garantisti votino ‘no’ a Bonafede”: poi, morto un Papa se ne farà un altro.

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Covid: governatori Lega, cambi il sistema valutazione
Il governo non può ad ogni problema esimersi da responsabilità e incolpare le regioni”
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MILANO
25 gennaio 2021
11:17
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I governatori della Lega rinnovano “la richiesta di una revisione immediata delle procedure” per determinare il colore delle Regione in modo da “affrontare con serenità maggiore una grave situazione”. “Il governo non può ad ogni problema esimersi da responsabilità e incolpare le regioni” sottolineano Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia), Attilio Fontana (Lombardia), Chtistian Solinas (Sardegna), Nino Spirli (Calabria), Donatella Tesei (Umbria) e Luca Zaia (Veneto).
“Il sistema – sostengono i goernatori del Carroccio – può avere conseguenze devastanti sulla vita delle persone e sull’economia, come nel caso della Lombardia, quindi è necessario il massimo rigore nell’analisi dei dati”.

Da qui la richiesta di una revisione. “Ci aspettiamo da Conte e Speranza un atto di realismo e maturità nei confronti dei cittadini e delle istituzioni. Il clima degli insulti – proseguono – non fa bene a nessuno. Ribadiamo la volontà di una leale collaborazione su tutti i temi, dai vaccini alle misure per contrastare la diffusione del virus ma ci aspettiamo dall’esecutivo lo stesso spirito e volontà per il bene del Paese e di tutti i cittadini”
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Bettini: “Renzi dia segnali per aprire fase nuova”
Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti: ‘Il Pd non ha mai puntato e non vuole le elezioni’. Patuanelli: ‘Chi è il problema non può essere la soluzione’
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25 gennaio 2021
11:56
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“Ora Renzi dimostri effettivamente di avere il senso non dell’errore ma un po’ del salto nel buio che lui ha procurato e incominci in Parlamento a dare qualche segnale, se ci sono delle aperture” nella relazione del ministro Alfonso Bonafede sulla giustizia. Lo dice Goffredo Bettini del Pd a Omnibus su La 7.
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“Se è un Renzi che ha rotto direi di no, se si mette nell’ottica di una responsabilità nazionale senza ricatti e senza prepotenze, si può guardare a una fase nuova”, ha spiegato. In ogni caso, per Bettini, “per il ricorso eventuale al voto la responsabilità è di chi ha staccato la spina, noi faremo di tutto per evitarlo”.
“Accusano me ed Andrea Orlando – sostiene Bettini – di aver chiuso a Renzi. Io ho dato a Renzi quel che era giusto dare a quell’area politica. Il Pd è stato il partito della responsabilità, ha sollecitato tutti a fare la loro parte ma se si parla di elezioni è stato Renzi a staccare la spina”.
“Noi pensiamo all’Italia non ai gr parlamentari, il Pd considera le elezioni ora una sciagura”, ha aggiunto. “E’ evidente dai numeri che ci sono attualmente, ma anche se i numeri dovessero crescere nei prossimi giorni, che c’è l’esigenza di costituire un nuovo governo, una fase nuova, che abbia come perno Conte”. “Penso sia giusto fare una verifica della maggioranza a anche sui temi della giustizia, sapendo però che in ogni caso bisogna aprire una fase nuova, con un governo con una maggioranza più larga”, ha rilevato. In ogni caso, ha aggiunto Bettini, “non è possibile ritrarsi di fronte a un nodo che dovrà essere sciolto. Se non c’è un accordo sulla giustizia, come si fa a pensare a un nuovo governo”.
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Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, sottolinea che  “il Pd non ha mai puntato e non vuole le elezioni: siamo stati chi s’è speso di più per non fare le elezioni, siamo stati responsabili e portato avanti la battaglia sui contenuti. E’ stato Renzi che ha portato a questo rischio, con una crisi al buio. Bisogna uscire da questa situazione. Va evitato e per farlo il Pd si sta adoperando per garantire un governo autorevole e con una base parlamentare ampia, europeista”.
E il ministro per lo Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, rincara: “Chi è il problema non può essere la soluzione. Non è una questione personale ma di affidabilità politica”.
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Cinque anni fa spariva Giulio Regeni, oggi il caso in Ue
Fassino, vicenda riguarda tutti. Videocerimonia a Fiumicello
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TRIESTE
25 gennaio 2021
08:55
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Il 25 gennaio 2016 alle 19.41 Giulio Regeni inviò dall’Egitto il suo ultimo sms. Di lui non si seppe più nulla fino al 3 febbraio, quando il cadavere, torturato, fu trovato su una strada tra Il Cairo e Alessandria.
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A cinque anni da quel messaggio la verità sull’assassinio del ricercatore friulano è ancora lontana, nonostante il lavoro della magistratura italiana e l’impegno del governo.
Oggi il caso sarà discusso nel Consiglio degli Esteri Ue, a parlarne in videoconferenza sarà il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. I ministri europei potrebbero decidere di muovere altri passi. “La vicenda di Regeni riguarda tutti, non solo l’Italia”, ha scritto Piero Fassino, presidente Commissione Affari esteri della Camera, agli omologhi Ue, chiedendo “di assumere ogni iniziativa parlamentare, sul piano politico e diplomatico, a livello sia bilaterale sia multilaterale”, un “impegno per la legalità internazionale e per il rispetto dei diritti umani”.
Intanto la comunità di Fiumicello, il paese dov’è cresciuto il ricercatore, si prepara a ricordare Giulio. Quest’anno gli eventi si svolgeranno in streaming sul sito di ‘La Repubblica’ e sulle pagine Facebook ‘Il comune informa – Fiumicello Villa Vicentina’, ‘Giulio siamo noi’ e ‘Verità per Giulio Regeni’.
Sul fronte delle indagini, giorni fa la Procura di Roma ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio per il generale egiziano Tariq Sabir e per altri tre membri dei servizi segreti del regime del Cairo, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi, Magdi Ibrahim Abdelal Sharif. L’obiettivo dei magistrati capitolini è portare a processo i quattro 007 che prelevarono Giulio nel gennaio del 2016, lo trasferirono in una villetta al Cairo dove per giorni venne torturato brutalmente e poi ucciso.
Un processo che l’Egitto ritiene immotivato e basato su “conclusioni illogiche”.
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Regeni: Sassoli, continueremo sempre a chiedere giustizia
Grazie alla magistratura per l’importante lavoro svolto
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BRUXELLES
25 gennaio 2021
09:38
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“Il 25 gennaio, 5 anni fa, Giulio Regeni veniva sequestrato e poi brutalmente torturato e ucciso dalle forze di sicurezza egiziane. Un sentito grazie alla magistratura italiana per l’importante lavoro svolto.
Non ci stancheremo mai di chiedere giustizia”. Così in un tweet il presidente del Parlamento europeo David Sassoli ha ricordato l’anniversario della scomparsa di Giulio Regeni.
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Regeni:Mattarella,Egitto dia adeguata risposta per verità
Presto processo per punire colpevoli
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25 gennaio 2021
09:52
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“L’azione della Procura della Repubblica di Roma, tra molte difficoltà, ha portato a conclusione indagini che hanno individuato un quadro di gravi responsabilità, che, presto, saranno sottoposte al vaglio di un processo, per le conseguenti sanzioni ai colpevoli. Ci attendiamo piena e adeguata risposta da parte delle autorità egiziane, sollecitate a questo fine, senza sosta, dalla nostra diplomazia”.
Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a cinque anni dal rapimento a Il Cairo di Giulio Regeni.
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Regeni: ‘Borrell caso grave per Ue, Egitto faccia luce’
Rappresentante Esteri Ue ringrazia Di Maio per discussione
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BRUXELLES
25 gennaio 2021
10:13
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L’Alto rappresentante dell’Unione europea, Josep Borrell, intervenendo al Consiglio dei ministri degli Esteri ha ringraziato Luigi Di Maio per aver chiesto di discutere del caso di Giulio Regeni alla Ue, poiché è una questione grave non solo per l’Italia ma per tutta l’Unione.
Si apprende da fonti, a Bruxelles.

Parlando del “brutale” assassinio Borrell ha evidenziato come da allora si sia chiesto all’Egitto di far luce sul caso e di cooperare. “Siamo sodali” con l’Italia e la famiglia Regeni nella richiesta di far piena luce, ha detto.
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Scuola: Azzolina, soddisfatta quando tutti studenti in classe
‘I recuperi si stanno già facendo e se ne faranno di più perché non possiamo aspettare giugno. Ho chiesto altri soldi per i ristori formativi per potenziare i corsi di recupero’
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25 gennaio 2021
11:43
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“Sarò davvero soddisfatta quando tutti gli studenti italiani torneranno in classe”. Lo ha detto la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ad Agorà. “I recuperi si stanno già facendo e se ne faranno di più perché non possiamo aspettare giugno.
Ho chiesto altri soldi per i ristori formativi per potenziare i corsi di recupero”.
“Recuperare i giorni persi a giugno? Sul calendario la competenza è delle regioni”, ha aggiunto.
La maturità quest’anno “sicuramente sarà diversa da quella ordinaria, perché le condizioni sono diverse, sarebbe irrealistico pretendere di svolgere un esame di maturità come quando non c’era la pandemia”. Così a Buongiorno, su SkyTG24 il presidente dell’Associazione nazionale Presidi Antonello Giannelli. “Credo che rispetto all’anno scorso si possa pensare ad un esame più consistente. Al momento è prematuro identificare un format, ma per il momento è ipotizzabile almeno una prova scritta oltre a quella orale. Dipende molto anche dal piano vaccinale: se potessimo contare su una vaccinazione diffusa per quell’epoca sarebbe diverso”.
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Scuola: Acquaroli, domani giorno importante, fare attenzione
Virus gira molto. 130 bus in più per trasporto scolastico
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ANCONA
24 gennaio 2021
15:21
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“Domani sarà un giorno importante per la nostra regione perché ripartiranno, seppure al 50%, le scuole superiori in presenza. Mi raccomando, prestiamo la massima attenzione perché il virus gira ancora molto.
Il trasposto scolastico è stato potenziato con oltre 130 autobus, così da evitare calca e assembramenti. Ricordiamo che è sempre possibile, per tutta la popolazione scolastica, studenti, docenti e personale, effettuare il tampone gratuitamente e senza prenotazione nelle sedi predisposte per lo screening di massa, che sono comunicate nel sito istituzionale della Regione. Buon rientro a tutti, sperando che sia un primo passo verso la normalità”. Così il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, su facebook.
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Covid: da oggi Lombardia in arancione. Sala: ‘La Regione mostri dati sull’Rt’
Ira di commercianti e dei presidenti delle due regioni
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MILANO
24 gennaio 2021
21:28
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La Lombardia da oggi torna arancione, dopo essere stata una settimana rossa per errore. Ed è su quell’errore che si è consumato lo scontro politico e non solo, con i commercianti che ora minacciano una class action per i danni immotivati che hanno subito. Il nodo è: di chi è la colpa se la Regione il 16 gennaio, pieno periodo di saldi, è finita in zona rossa anche se non doveva? Errore nei numeri della Regione o nel calcolo della Cabina di regia e del Ministero? Nell’ordinanza firmata per riportare la Lombardia in zona arancione, il ministro della Salute Roberto Speranza ha messo nero su bianco che la decisione è stata presa sulla base dei dati “rettificati” dalla Lombardia.
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E anzi, ha annunciato che il ricorso presentato nei giorni scorsi contro la zona rossa al Tar del Lazio andrà avanti, con l’impugnazione anche dell’ultima ordinanza di Speranza e dei verbali del Cts e della cabina di regia in cui si parla di una rettifica.
“Buttare in rissa la questione dell’Rt lombardo certamente contribuisce a non fare emergere la verità. E i cittadini lombardi, questa volta più che mai hanno il diritto di sapere come stanno le cose”. Per tanto “la cosa più semplice per chiudere la questione è che la Regione Lombardia faccia vedere i dati. Il calcolo dell’Rt è un fatto eminentemente tecnico, non politico!”, ha scritto il sindaco di Milano Beppe Sala sulla sua pagina Instagram, commentando la questione.
Arriva la replica di Fontana: “I dati di Regione Lombardia sono pubblici e il sindaco Beppe Sala lo sa benissimo”. Il governatore lombardo risponde così al sindaco. Dunque, “se Beppe Sala vuole sapere perché l’errore sia stato riscontrato solo per la Lombardia, faccia richiesta al Ministero – prosegue -, a noi non è dato di sapere di un algoritmo segreto che hanno e usano solo a Roma. Magari a lui rispondono”.
E Fontana intanto ha annunciato che alla prossima seduta della conferenza Stati-Regioni chiederà “al governo che nell’ambito del prossimo scostamento autorizzato dal Parlamento venga inserita esplicitamente una somma che equivale a quello che è stato il danno che le nostre categorie hanno subito”.
Sono 14 a questo punto le Regioni in area arancione. Con una ordinanza il ministro della Salute Speranza conferma in area arancione Calabria, Emilia Romagna e Veneto. Restano in questa fascia anche: Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Valle d’Aosta. Con le ultime ordinanze firmate oggi sono, inoltre, entrate in fascia arancione anche la Sardegna e la Lombardia, che prima erano rispettivamente in fascia gialla e rossa.
A criticare le decisioni sulle zone non è solo la Lombardia, che ora si prepara a riaprire con il sindaco di Milano Giuseppe Sala, che ha firmato un’ordinanza per scaglionare gli orari mattutini con l’apertura dei negozi non alimentari posticipata alle 10.15. Contro il passaggio in arancione ha tuonato anche il presidente della Sardegna Christian Solinas, che chiede una rettifica altrimenti, ha spiegato, “tuteleremo le ragioni della Sardegna in altre sedi”. La Provincia autonoma di Bolzano invece continua ad esercitare le sue prerogative: aperti negozi e bar anche se è in zona rossa, ormai solo con la Sicilia.
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Covid: Musumeci, prossima settimana decisiva per zona rossa
Presidente a prefetti,grazie per impegno,intensificare controlli
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PALERMO
23 gennaio 2021
16:52
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Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha incontrato i nove prefetti dell’Isola, ringraziandoli per quello che fanno, e li ha esortati a intensificare i controlli anti Covid, nella convinzione che la prossima settimana possa essere quella decisiva per uscire dalla zona rossa e cominciare a guardare al futuro con maggiore ottimismo. Secondo quanto si è appreso, il presidente Musumeci durante l’incontro avrebbe ribadito che la svolta dipende dalla condotta singola e collettiva dei siciliani richiamando ciascuno alla propria responsabilità.
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Covid: Solinas “Isola arancione paradosso, ci tuteleremo”
Inauguriamo nuova Intensiva ma ministero decide su posti letto
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SASSARI
23 gennaio 2021
14:05
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“Abbiamo già manifestato ieri le nostre perplessità al ministro, speriamo in una rettifica oggi di questa decisione, altrimenti tuteleremo le ragioni della Sardegna in altre sedi”. Così il governatore della Sardegna, Christian Solinas, sul probabile inserimento dell’isola in zona arancione.
“È un paradosso, siamo qui a inaugurare un nuovo reparto di terapia intensiva con 30 posti – dice Solinas a Sassari, al taglio del nastro del nuovo reparto di terapia intensiva dell’Aou – e altri 14 ce ne saranno disponibili tra qualche giorno al Binaghi. Questo mentre il ministero ha preso una decisione per superamento percentuale dei ricoveri”.
A sostegno delle dichiarazioni del presidente Solinas ci sono anche le parole dell’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu, che ribadisce: “È una decisione che non ci aspettavamo, tutto questo è davvero poco comprensibile”.
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Covid: Sardegna in zona arancione, divampano le polemiche
Dubbi da entrambi schieramenti politici,protestano i ristoratori
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CAGLIARI
23 gennaio 2021
13:26
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Dubbi e polemiche, da parte della politica ma non solo, accompagnano il passaggio della Sardegna in zona arancione. Il capogruppo dei Progressisti in Consiglio regionale, Francesco Agus, per esempio, fa notare che “a fine novembre le terapie intensive erano al collasso: stando ai dati reali, i pazienti Covid sono arrivati ad occupare il 55% dei posti disponibili in rianimazione”.
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Eppure, “in quel periodo l’Isola, non ho mai capito sulla base di quali dati e parametri, era classificata stabilmente in area gialla. Oggi invece, con un offerta ospedaliera più adeguata a rispondere all’emergenza e con dati sempre da livello di allerta ma estremamente meno preoccupanti di quelli visti in passato, siamo per la prima volta soggetti a restrizioni più severe”. L’esponente dell’opposizione sottolinea anche che “le restrizioni sarebbero in gran parte a danno delle attività che durante le feste, quindi nel periodo in cui si è verificato il peggioramento dei dati, erano obbligate alla chiusura. Il rischio concreto evidente è quello di attuare misure senza alcun effetto positivo sull’andamento del contagio”. Da qui la richiesta di chiarimenti alla Regione sui dati trasmessi alla cabina di regia nazionale.
Protesta anche Fratelli d’Italia, per voce del deputato Salvatore Deidda: “la Regione Sardegna, con un solo giorno di preavviso per effetto dell’ordinanza dello stesso ministro, diventa zona arancione. Fratelli d’Italia andrà fino in fondo per avere la massima trasparenza”. Inoltre, prosegue il parlamentare, “mancano i decreti attuativi ai precedenti provvedimenti economici, quindi i soldi non possono essere erogati e tarda il nuovo decreto senza più gli odiosi codici Ateco. Il ministro Boccia – conclude l’esponente di FdI – non garantisce la giusta collaborazione con le Regioni”.
Amarezza da parte di chi sarà maggiormente danneggiato dall’ingresso in zona arancione: “Siamo delusi, rispettiamo le regole ma è incomprensibile – scrivono su Facebook baristi e ristoratori sardi – ci chiediamo se sia possibile, dopo aver acquistato giovedì le merci, comunicare il sabato alle 12 la chiusura da domenica”.
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Procida 2022: Amendola, grande responsabilità, lavorare sodo
Il ministro in visita nell’isola accolto dal sindaco Ambrosino
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NAPOLI
23 gennaio 2021
12:42
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“Dobbiamo festeggiare la comunità procidana per il titolo di Capitale Italiana della Cultura ma sarà una grande responsabilità per cui bisognerà lavorare sodo” ha detto il ministro per gli Affari Europei, Vincenzo Amendola, giunto oggi in visita a Procida (Napoli).
Amendola è sbarcato a Marina Grande con una nave di linea proveniente da Napoli; al porto è stato accolto dal sindaco Dino Ambrosino che lo sta accompagnando a Palazzo D’Avalos, l’ex carcere a Terra Murata che in questi giorni viene riaperto al pubblico.
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Scuola: in Lombardia si prepara rientro in classe
Presenza fino in terza media in Sardegna
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23 gennaio 2021
09:21
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Con il passaggio, da domenica, di Lombardia e Sardegna in zona arancione, gli studenti dalla seconda media alle superiori potranno da lunedì, secondo le disposizioni del Dpcm del 14 gennaio, tornare a scuola (gli altri lo hanno già fatto dal 7 gennaio) salvo disposizioni diverse da parte delle Regioni. In Sardegna, in particolare, una ordinanza del governatore Solinas delle scorse settimane ha previsto la DaD al 100% fino al 1 febbraio per le superiori.
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La Prefettura di Milano con una nota ieri sera ha ribadito le condizioni del rientro secondo orari e modalità previste a livello nazionale ovvero per le superiori con una quota di lezioni in presenza che va dal 50% al 75%, come prevede l’ultimo Dpcm.
La Prefettura evidenzia che, dato il preavviso breve e il fine settimana, le scuole, in virtù dell’autonomia scolastica, possono differire di qualche giorno la ripresa delle attività didattiche in presenza, per organizzare al meglio il servizio.
L’ultimo Dpcm ha previsto che nelle cosiddette zone rosse (in cui fino a domani saranno Sardegna e Lombardia) restassero in presenza i servizi educativi per l’infanzia, la scuola dell’infanzia, la primaria e il primo anno della secondaria di primo grado.
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Papa Francesco: ‘Divario economico non segni l’ordine di diffusione dei vaccini’
‘Smascherare le fake news, tutti siamo responsabili’
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CITTÀ DEL VATICANO
23 gennaio 2021
12:18
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“Pensiamo alla questione dei vaccini, come delle cure mediche in genere, al rischio di esclusione delle popolazioni più indigenti – dice il Papa nel Messaggio per la Giornata delle Comunicazioni sociali: “Chi ci racconterà l’attesa di guarigione nei villaggi più poveri dell’Asia, dell’America Latina e dell’Africa? Così le differenze sociali ed economiche a livello planetario rischiano di segnare l’ordine della distribuzione dei vaccini anti-Covid. Con i poveri sempre ultimi e il diritto alla salute per tutti, affermato in linea di principio, svuotato della sua reale valenza”. “Ma anche nel mondo dei più fortunati – aggiunge Francesco – il dramma sociale delle famiglie scivolate rapidamente nella povertà resta in gran parte nascosto: feriscono e non fanno troppa notizia le persone che, vincendo la vergogna, fanno la fila davanti ai centri Caritas per ricevere un pacco di viveri”.
“Tutti siamo responsabili della comunicazione che facciamo, delle informazioni che diamo, del controllo che insieme possiamo esercitare sulle notizie false, smascherandole.
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Tutti siamo chiamati a essere testimoni della verità: ad andare, vedere e condividere”. Così il Papa, sui “rischi di una comunicazione social priva di verifiche”, in cui “le notizie e persino le immagini sono facilmente manipolabili”, “anche solo per banale narcisismo”. Senza “demonizzare lo strumento”, occorrono “una maggiore capacità di discernimento” e “un più maturo senso di responsabilità, sia quando si diffondono sia quando si ricevono contenuti”. Parlando delle “opportunità e insidie nel web” nel suo Messaggio per la 55/a Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali, papa Francesco sottolinea che “la rete, con le sue innumerevoli espressioni social, può moltiplicare la capacità di racconto e di condivisione: tanti occhi in più aperti sul mondo, un flusso continuo di immagini e testimonianze”. “La tecnologia digitale – prosegue – ci dà la possibilità di una informazione di prima mano e tempestiva, a volte molto utile: pensiamo a certe emergenze in occasione delle quali le prime notizie e anche le prime comunicazioni di servizio alle popolazioni viaggiano proprio sul web”. “È uno strumento formidabile – aggiunge -, che ci responsabilizza tutti come utenti e come fruitori”. “Potenzialmente tutti possiamo diventare testimoni di eventi che altrimenti sarebbero trascurati dai media tradizionali, dare un nostro contributo civile, far emergere più storie, anche positive – conclude -. Grazie alla rete abbiamo la possibilità di raccontare ciò che vediamo, ciò che accade sotto i nostri occhi, di condividere testimonianze”.
“Nella comunicazione nulla può mai completamente sostituire il vedere di persona. Alcune cose si possono imparare solo facendone esperienza. Non si comunica, infatti, solo con le parole, ma con gli occhi, con il tono della voce, con i gesti”, afferma papa Francesco nel suo Messaggio per la Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali. “La parola è efficace solo se si ‘vede’ – aggiunge -, solo se ti coinvolge in un’esperienza, in un dialogo. Per questo motivo il ‘vieni e vedi era ed è essenziale. Pensiamo a quanta eloquenza vuota abbonda anche nel nostro tempo, in ogni ambito della vita pubblica, nel commercio come nella politica”.
“Per poter raccontare la verità della vita che si fa storia è necessario uscire dalla comoda presunzione del ‘già saputo’ e mettersi in movimento, andare a vedere, stare con le persone, ascoltarle, raccogliere le suggestioni della realtà, che sempre ci sorprenderà in qualche suo aspetto”. E’ quanto afferma papa Francesco nel suo Messaggio per la 55/a Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali, che quest’anno si celebra il 16 maggio, sul tema “‘Vieni e vedi’ (Gv 1,46). Comunicare incontrando le persone dove e come sono”. “Desidero quindi dedicare il Messaggio, quest’anno, alla chiamata a ‘venire e vedere’ – spiega il Pontefice -, come suggerimento per ogni espressione comunicativa che voglia essere limpida e onesta: nella redazione di un giornale come nel mondo del web, nella predicazione ordinaria della Chiesa come nella comunicazione politica o sociale”. “‘Vieni e vedi’ -aggiunge – è il modo con cui la fede cristiana si è comunicata, a partire da quei primi incontri sulle rive del fiume Giordano e del lago di Galilea”. “Anche il giornalismo, come racconto della realtà, richiede la capacità di andare laddove nessuno va: un muoversi e un desiderio di vedere. Una curiosità, un’apertura, una passione”, dice il Papa nel Messaggio per la 55/a Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali. “Dobbiamo dire grazie al coraggio e all’impegno di tanti professionisti – giornalisti, cineoperatori, montatori, registi che spesso lavorano correndo grandi rischi – se oggi conosciamo, ad esempio, la condizione difficile delle minoranze perseguitate in varie parti del mondo; se molti soprusi e ingiustizie contro i poveri e contro il creato sono stati denunciati; se tante guerre dimenticate sono state raccontate”. “Sarebbe una perdita non solo per l’informazione, ma per tutta la società e per la democrazia se queste voci venissero meno: un impoverimento per la nostra umanità”, avverte Francesco. Secondo il Pontefice, “numerose realtà del pianeta, ancor più in questo tempo di pandemia, rivolgono al mondo della comunicazione l’invito a ‘venire e vedere’. C’è il rischio di raccontare la pandemia, e così ogni crisi, solo con gli occhi del mondo più ricco, di tenere una ‘doppia contabilità'”.
“Pensiamo al grande tema dell’informazione”, dice il Papa nel Messaggio per la 55/a Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali. “Voci attente – prosegue – lamentano da tempo il rischio di un appiattimento in ‘giornali fotocopia’ o in notiziari tv e radio e siti web sostanzialmente uguali, dove il genere dell’inchiesta e del reportage perdono spazio e qualità a vantaggio di una informazione preconfezionata, ‘di palazzo’, autoreferenziale, che sempre meno riesce a intercettare la verità delle cose e la vita concreta delle persone, e non sa più cogliere né i fenomeni sociali più gravi né le energie positive che si sprigionano dalla base della società”. Secondo il Pontefice, “la crisi dell’editoria rischia di portare a un’informazione costruita nelle redazioni, davanti al computer, ai terminali delle agenzie, sulle reti sociali, senza mai uscire per strada, senza più ‘consumare le suole delle scarpe’, senza incontrare persone per cercare storie o verificare ‘de visu’ certe situazioni”. “Se non ci apriamo all’incontro – aggiunge -, rimaniamo spettatori esterni, nonostante le innovazioni tecnologiche che hanno la capacità di metterci davanti a una realtà aumentata nella quale ci sembra di essere immersi”. “Ogni strumento è utile – sottolinea ancora Francesco – e prezioso solo se ci spinge ad andare e vedere cose che altrimenti non sapremmo, se mette in rete conoscenze che altrimenti non circolerebbero, se permette incontri che altrimenti non avverrebbero”. Per il Papa, “il ‘vieni e vedi’ è il metodo più semplice per conoscere una realtà. È la verifica più onesta di ogni annuncio, perché per conoscere bisogna incontrare, permettere che colui che ho di fronte mi parli, lasciare che la sua testimonianza mi raggiunga”.
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Cgia: ‘esplosa’ produzione legislativa Covid, 450 norme
Più prolifico Ministero Salute, ‘scatenata’ macchina burocratica
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VENEZIA
23 gennaio 2021
11:41
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A causa della presenza del Covid-19 la produzione normativa è esplosa: sono 450 le misure legislative, tra circolari, ordinanze, decreti, Dpcm, leggi, linee guida sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, approvate a livello nazionale in poco meno di un anno. Lo rileva oggi l’ufficio studi della Cgia di Mestre (Venezia).
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Tra le 450 norme conteggiate non sono incluse le Faq del Governo e gli accorgimenti normativi anti-Covid che, sempre in questo periodo, sono stati approvati anche dalle Regioni e dagli Enti locali.
La Pubblica Amministrazione più prolifica in materia normativa è stata il Ministero della Salute, con 170 provvedimenti. Seguono la Protezione civile con 86, il Ministero dell’Interno con 37, l’Inps con 36, il Commissario per l’emergenza Covid con 35 e l’Inail con 8.
Ad attivare questa iperproduzione sono stati i 29 Decreti legge approvati finora dal Governo, i 23 Dpcm e le 14 leggi approvate dal Parlamento. La gravità della situazione – precisa la Cgia – ha imposto al legislatore di mettere in campo importanti misure a tutela della salute, disposizioni urgenti per fronteggiare i rischi sanitari e interventi a favorire del lavoro e delle imprese: scelte legittime che, però, hanno “scatenato” in maniera imprevedibile la macchina burocratica pubblica.
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Covid, braccio di ferro Fontana-Speranza. Governatore: ‘Chiederemo i danni’. Ministro: ‘Trasmesso dati errati poi rettificati’
Lombardia e Sardegna in arancione. Restano gialle 4 regioni più Trento. Dopo cinque settimane di crescita ininterrotta, scende l’indice di trasmissibilità
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24 gennaio 2021
08:29
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Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato l’ordinanza con cui si annullano gli effetti di quella del 16 gennaio che aveva inserito in zona Rossa la Regione Lombardia, che rientra in zona arancione. L’ordinanza ha validità dal giorno della pubblicazione in Gazzetta ufficiale per 15 giorni.
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La decisione, si legge nell’atto, è stata presa “in ragione degli elementi sopravvenuti conseguenti alla rettifica dei dati operata dalla Regione Lombardia ora per allora, come certificati dalla Cabina di regia”.
“Se da domenica la Lombardia tornerà arancione lo deve esclusivamente al fatto che noi abbiamo contestato i conteggi del governo”: ha detto il presidente della Lombardia Attilio Fontana in un punto stampa in Regione con l’assessore al Welfare Letizia Moratti. “Sono indignato da quello che leggo e dalle false notizie offensive per la Lombardia e per le persone che ci lavorano”. Il ministro Speranza, che ha firmato la nuova ordinanza per mettere la Lombardia in zona arancione, “pretendeva che dicessimo che c’era stato un errore nostro. Ma non potevamo accettarlo per la dignità della Regione, per le nostre famiglie e le imprese”, ha spiegato l’assessore Letizia Moratti.
“Volevo anticipare che alla prossima riunione della conferenza delle Regioni – ha aggiunto Fontana parlando dei risarcimenti danni che alcune categorie hanno già annunciato di voler chiedere – avanzerò al governo la richiesta che nell’ambito del prossimo scostamento autorizzato dal parlamento venga inserita esplicitamente una somma che equivale a quello che è stato il danno che le nostre categorie hanno subito”.
LA CONFERENZA DI FONTANA:

“La relazione dell’Istituto Superiore di Sanità è chiarissima – ha fatto sapere il ministro della Salute, Roberto Speranza, in una nota -. La Regione Lombardia, avendo trasmesso dati errati, ha successivamente rettificato i dati propedeutici al calcolo del Rt e questo ha consentito una nuova classificazione. Senza l’ammissione di questo errore non sarebbe stato possibile riportare la Regione in zona arancione. Questa è la semplice verità. Il resto sono polemiche senza senso che non fanno bene a nessuno. Soprattutto a chi le fa”.
“La cabina di regia, composta da Istituto superiore di sanità, ministero della Salute e rappresentanti di Regioni, si è riunita per il monitoraggio dell’andamento epidemiologico dal quale è emerso che erano presenti alcune incongruenze nei dati della Regione Lombardia che la Regione stessa ha corretto, reinviando il file il 20 gennaio. Ciò ha permesso di ricalcolare l’Rt e di collocare quindi la Lombardia in zona arancione”. A chiarirlo è il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza.
Restano gialle 4 regioni più la Provincia autonoma di Trento in base all’ordinanza firmata dal ministro Speranza. Nello scorso provvedimento era presente la Sardegna che invece da sarà arancione. Le Regioni gialle, oltre alla Provincia Autonoma di Trento, sono Campania, Basilicata, Molise e Toscana. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha infatti firmato tre nuove Ordinanze: il 22 gennaio una per la Regione Sardegna e una per Calabria, Emilia Romagna e Veneto; il 23 gennaio per la Regione Lombardia, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia (DM 30 aprile 2020), che si è riunita il 22 gennaio 2021. Le Ordinanze saranno in vigore dal 24 gennaio 2021. Sono 14 le Regioni in area arancione. Con una ordinanza il ministro della Salute Speranza conferma in area arancione Calabria, Emilia Romagna e Veneto. Restano in questa fascia anche: Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Valle d’Aosta. Con le ultime ordinanze firmate oggi sono, inoltre, entrate in fascia arancione anche la Sardegna e la Lombardia, che prima erano rispettivamente in fascia gialla e rossa. In base alla nuova configurazione dell’Italia per l’emergenza Covid, restano in area rossa la Sicilia e la Provincia Autonoma di Bolzano. Lo comunica il ministero della Salute facendo il punto sulle nuove ordinanze.
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SARDEGNA – “Abbiamo già manifestato ieri le nostre perplessità al ministro, speriamo in una rettifica oggi di questa decisione, altrimenti tuteleremo le ragioni della Sardegna in altre sedi”. Così il governatore della Sardegna, Christian Solinas, sul probabile inserimento dell’isola in zona arancione. “È un paradosso, siamo qui a inaugurare un nuovo reparto di terapia intensiva con 30 posti – dice Solinas a Sassari, al taglio del nastro del nuovo reparto di terapia intensiva dell’Aou – e altri 14 ce ne saranno disponibili tra qualche giorno al Binaghi. Questo mentre il ministero ha preso una decisione per superamento percentuale dei ricoveri”. Dopo cinque settimane di crescita ininterrotta, scende l’indice di trasmissibilità Rt in Italia collocandosi a quota 0,97, e calano anche i ricoveri nelle terapie intensive e nei reparti ordinari. Ma è troppo presto per pensare ad una effettiva inversione di rotta della curva epidemica da Covid-19: restano ancora troppi i decessi ed i casi – 472 le vittime nelle ultime 24 ore, con 13.633 nuove infezioni – e 12 regioni si mantengono comunque sopra la soglia critica del 30% di occupazione delle Rianimazioni. Continua ad essere un quadro preoccupante, sia pure con qualche primo segnale di miglioramento, quello che si evince dall’ultimo monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità e ministero della Salute (dati relativi alla settimana 11/1/2021-17/1/2021, aggiornati al 20/1/2021) sull’andamento dell’epidemia da SarsCov2 nel Paese. Attualmente sono dieci le regioni con Rt sopra 1. Molise e Sicilia guidano la classifica dell’Rt rispettivamente con 1.38 e 1.27. Questo il quadro degli Rt puntuali regione per regione contenuto nella bozza del 36/o monitoraggio settimanale Iss-Ministero della Salute con dati al 20 gennaio 2021 relativi alla settimana 11/1/2021-17/1/2021.
LOMBARDIA – “Un’ottima notizia”: era stato il primo commento del presidente della Lombardia Attilio Fontana alla decisione di passare la Lombardia da zona rossa a zona arancione. Secondo Fontana, “viene confermato quello che da tempo sosteniamo, ovvero che i dati della Lombardia erano tali da collocare la nostra regione in zona arancione. E, in tal senso, la sola presentazione del ricorso al Tar del Lazio contro decisioni inique tutte romane ha contribuito a raggiungere il risultato auspicato”. Ancora una volta il presidente contro quelli che definisce “i professionisti della mistificazione della verità”, ripete “ancora una volta che i ‘dati richiesti’ alla Lombardia sono sempre stati forniti con puntualità e secondo i parametri standard. Semmai qualcuno a Roma dovrebbe chiedersi come mai Regione Lombardia abbia dovuto segnalare il ‘mal funzionamento’ dell’algoritmo che determina l’Rt dell’ISS. Chi, invece, sostiene il contrario lo deve dimostrare con atti concreti e non manipolando la realtà a uso propagandistico”. Dato che la Lombardia torna in zona arancione “già da lunedì le scuole medie riprenderanno la propria attività in presenza”: lo ha annunciato il presidente della Regione Attilio Fontana aggiungendo che “quelle secondarie di secondo grado potranno riprendere le lezioni in presenza secondo l’organizzazione stabilita nei piani operativi delle Prefetture”. “Regione Lombardia, per quanto di propria competenza – ha assicurato – ha già attivato le procedure affinché il Trasporto pubblico locale attui quanto previsto dalle Prefetture”. E sulla lettura di quello che è successo a proposito dei dati lombardi interviene l’assessore regionale del Pd Bussolati. “Qualche giorno fa i Sindaci di Peschiera, Cesano Boscone, Segrate, Vittuone e altri Comuni avevano denunciato gravi errori e dati sballati nel sistema informatico di Regione Lombardia sui contagi, con i numeri dei positivi sui territori schizzati da un giorno all’altro alle stelle e cittadini ormai Covid-negativi segnalati da Regione come ancora positivi”. E’ quanto sottolinea in post su Facebook il consigliere regionale del Pd, Pietro Bussolati, sul caso dei numeri poi aggiornati sui contagi che la scorsa settimana hanno portato la Lombardia in zona rossa. “Avevo chiesto di verificare i dati di Aria (società acquisti di Regione) che è la fornitrice del sistema, e chiesto se non ci fosse correlazione con i dati trasmessi al Governo nazionale. Ci avevano risposto che non era così, che i dati non erano gli stessi. Casualmente, due giorni dopo – osserva Bussolati -, la Giunta Fontana si è messa a correggere i dati sballati e ha inviato una rettifica al Governo, e oggi vengono ridotti i contagi sul sistema informatico regionale a disposizione dei sindaci. Proprio oggi sono stati rettificati, così come rettificati sono i dati nazionali. L’errore di calcolo è esattamente lo stesso, i guariti non considerati come tali e quindi lasciati per errore tra i contagiati”. Da qui l’attacco alla Regione dell’esponente dem: “Si sono accorti dell’errore dopo la denuncia dei Sindaci! È vergognoso che Fontana e la sua giunta abbiano commesso un errore così grave e se ne siano accorti così in ritardo, solo dopo le nostre segnalazioni. A pagare sono i commercianti e gli artigiani lombardi, i lavoratori, i cittadini, gli studenti. Non ci sono scuse: dimissioni”.
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Recovery: Panetta, è occasione unica, farne uso accorto
Covid aumenta rischi di divario ricchi-poveri
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25 gennaio 2021
11:52
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“I Piani di ripresa e resilienza che i paesi europei sono chiamati a predisporre per accedere alle risorse del programma Next Generation EU offrono un’occasione unica per rilanciare la crescita, orientandola verso percorsi sostenibili”. Lo sottolinea Fabio Panetta, membro del comitato esecutivo della Bce, intervenendo al 50° anniversario dell’Aiaf secondo cui “lo shock provocato dal COVID-19 ha fatto riemergere, accentuandole, fragilità economiche, sociali e ambientali a livello globale, acuendo i rischi di un incremento delle iniquità e dei divari tra ricchi e poveri”.
“È divenuta evidente l’urgenza di affrontare i problemi in grado di condizionare il benessere dell’umanità. L’attività economica è al tempo stesso causa e vittima dei cambiamenti climatici”.
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Familiari Paolo Rossi ricevuti da Papa Francesco
Per loro messaggio di speranza in un momento dolore profondo
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PERUGIA
25 gennaio 2021
12:01
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Papa Francesco ha ricevuto, in udienza privata a Santa Marta, la moglie, la giornalista perugina Federica Cappelletti, e i figli di Paolo Rossi, Maria Vittoria, Sofia Elena e Alessandro con la fidanzata Matilde. Con loro gli amici di famiglia, con i quali ‘Pablito’ portava avanti progetti di beneficenza.

L’incontro in onore del campione del mondo di Spagna ’82, è stato un momento di grande commozione per tutti i familiari di Rossi, che ha incarnato valori importanti. I congiunti di Rossi hanno visto nell’incontro con Papa Francesco un messaggio di fede e speranza in un momento di dolore profondo.
Il Papa, è stato riferito, ha ricordato la responsabilità che ogni sportivo di livello ha nei confronti della gente e delle giovani generazioni. E Paolo ha sicuramente incarnato certi valori e principi sani.
I familiari di Paolo Rossi hanno donato al Papa un pallone in vetro di Murano, riproduzione di quello del Mondiale 1982.  CALCIO

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DALLE 13:31 DI MERCOLEDì 20 GENNAIO 2021

ALLE 22:49 DI VENERDì 22 GENNAIO 2021

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Regeni: M5s, bene procura, ora da Egitto domicilio imputati
E basta con gli alibi
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20 gennaio 2021
13:31
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“Se ci riteniamo soddisfatti dell’ottimo lavoro svolto dalla procura di Roma, che ha ufficializzato il rinvio a giudizio per i 4 uomini della National Security egiziana, non possiamo dire la stessa cosa per le autorità del Cairo le quali, al di là degli annunci, non hanno ancora fornito l’elezioni a domicilio degli imputati dimostrando di non voler collaborare con la magistratura italiana. Basta alibi”.
Lo dichiarano in una nota congiunta i deputati del MoVimento 5 Stelle in commissione Esteri e quelli presenti nella commissione di inchiesta Regeni.
“Già ci eravamo espressi con sdegno a proposito delle affermazioni della procura egiziana secondo cui non ci sarebbero prove certe sui responsabili del rapimento, tortura e uccisione di Giulio Regeni. Adesso le autorità del Cairo hanno l’occasione di collaborare con la giustizia italiana e pretendiamo che lo facciano”, aggiungono i portavoce.
“Intanto come MoVimento 5 Stelle, oltre a ribadire di avere piena fiducia nell’operato della magistratura italiana, continueremo ad agire in tutte le sedi, inclusa l’Unione europea, affinché si faccia finalmente giustizia sul barbaro omicidio di Regeni”, conclude la nota.
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Governo: in corso vertice di maggioranza con Conte
Collegati capi delegazione e leader partiti
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20 gennaio 2021
13:46
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E’ in corso a Palazzo Chigi, a quanto si apprende, una riunione di maggioranza con il premier Giuseppe Conte. Sono collegati capi delegazione e leader dei partiti.
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Regeni: chiesto processo per 007 egiziani
Quattro accusati delle torture ed omicidio del ricercatore
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20 gennaio 2021
13:54
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La Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per i quattro appartenenti ai servizi segreti egiziani accusati del sequestro, delle torture e dell’omicidio di Giulio Regeni, il ricercatore italiano trovato privo di vita in Egitto nel febbraio del 2016. Per il generale Tariq Sabir, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi, Magdi Ibrahim Abdelal Sharif le accuse variano dal sequestro di persona pluriaggravato al concorso in omicidio aggravato e concorso in lesioni personali aggravate.

In una nota la Procura capitolina afferma che “nella mattinata odierna, nel procedimento per il sequestro la tortura e l’omicidio di Giulio Regeni, non essendo intervenuto alcun fatto nuovo dopo la notifica dell’avviso di conclusioni delle indagini, ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio negli uffici del Giudice dell’udienza preliminare nei confronti dei quattro cittadini egiziani appartenenti agli apparati di sicurezza”.
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Gualtieri,se tempestivi su interventi,Pil non molto sotto 6%
Nel 2020 48 miliardi alle imprese, 35 al lavoro e 8 alla sanità
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20 gennaio 2021
14:21
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“Sussistono rischi al ribasso per la previsione programmatica 2021 (crescita del 6%). Tuttavia, se la campagna di vaccinazione proseguirà secondo le previsioni e se da un lato gli interventi di politica economica definiti dalla legge di bilancio e integrati dalle misure di sostegno del prossimo decreto, e accompagnati dagli investimenti previsti nel recovery plan, se tutto questo sarà tempestivamente attuato, il risultato di crescita di quest’anno potrà non risultare molto inferiore a quanto previsto nella Nadef”.
Così il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, in audizione sullo scostamento. Il settore delle imprese, “considerando anche gli interventi fiscali, ha beneficiato di interventi per oltre 48 miliardi, al lavoro e al sociale sono stati destinati circa 35 miliardi, agli enti territoriali sono stati destinati oltre 12 miliardi, la sanità ha ricevuto maggiori risorse per oltre 8 miliardi, i servizi pubblici e sociali sono stati potenziati con ulteriori 4,5 miliardi”.   ECONOMIA

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Navalny: Di Maio, arresto inaccettabile, rilasciarlo subito
Il ministro a Montecitorio
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20 gennaio 2021
15:10
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“L’Italia ritiene inaccettabile” l’arresto dell’oppositore russo Alexey Navalny e ne “chiede l’immediato rilascio”. Lo ha ribadito il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, nel question time a Montecitorio.
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Covid: ricorso Lombardia, ‘zona rossa illegittima’
La Regione chiede di annullare l’ordinanza del ministro Speranza
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MILANO
20 gennaio 2021
16:29
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“Per quanto non sia certamente intenzione dell’amministrazione regionale sottrarre il proprio territorio alle più idonee misure di prevenzione e contenimento del contagio (che costituiscono presidio ineludibile a tutela della salute di tutti i cittadini), quelle – illegittimamente – disposte con l’Ordinanza impugnata costituiscono un vulnus gravissimo (ed ingiustificato) al tessuto economico, sociale e produttivo della Regione: la classificazione nell’ambito della ‘zona rossa’ preclude infatti, come noto, lo svolgimento di una vastissima platea di attività”. E’ quanto si legge nel ricorso di Regione Lombardia al Tar del Lazio.

La Lombardia chiede dunque di annullare, anche con un decreto presidenziale, l’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza del 14 gennaio con cui la Regione è stata inserita in zona rossa e anche il Dpcm del 14 gennaio 2021 nella parte in cui definisce i criteri per la classificazione di zona arancione e zona rossa così come il Decreto Ministeriale 30 aprile 2020 sul monitoraggio e di ogni altro atto ad essi presupposto, conseguente o comunque coordinato o connesso”.
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Ezio Mauro, dannazione della sinistra da Livorno ad oggi
Sabato su Rai3 docu per 100 anni Pci, inediti e filmati storici
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20 gennaio 2021
16:39
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“Non ha più senso rimettere insieme i cocci. Adesso che ci siamo liberati dall’ideologia, il sogno deve tornare a volare alto”.
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Sono le parole con cui Achille Occhetto chiude il documentario “La dannazione della sinistra – Cronache di una scissione”, realizzato da Ezio Mauro, che andrà in onda sabato 23 in prima serata su Rai3, a 100 anni dalla nascita del Pci. Un lavoro di ricostruzione storica, che proietta lo spettatore al centro del Teatro Goldoni di Livorno dove il 21 gennaio 1921 si compì la grande scissione tra socialisti e comunisti. Analizzando, dai luoghi nei quali si sono svolti gli avvenimenti essenziali di quegli anni, il percorso che ha portato alla nascita del più grande partito comunista d’occidente e alla sua dissoluzione.
“E’ un lavoro sul campo – racconta Mauro -, perché andare sui posti era indispensabile. Prima di tutto a Livorno per riaprire le porte del Teatro Goldoni, dove abbiamo avuto la fortuna di trovare un documento inedito: il quaderno di un barbiere di 18 anni che andava al teatro per guardare il congresso, sul quale aveva segnato dove erano seduti i leader di allora. Si sapeva in linea di massima dove erano posizionati Turati, Serrati e Gramsci, ma non con questa precisione”. La narrazione del documentario, prodotto da Simona Ercolani per Stand by me e diretto da Cristian di Mattia, si snoda attraverso le interviste a testimoni che hanno caratterizzato la storia della sinistra fino al 1991, l’anno in cui il PCI cambia nome. Tra loro Achille Occhetto, Massimo D’Alema, Fausto Bertinotti, Luciana Castellina, Nichi Vendola, Claudio Martelli, Pier Luigi Bersani, Ugo Intini, Ugo Sposetti, ed ancora, nella sua ultima intervista Emanuele Macaluso, la cantautrice Giovanna Marini.
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Governo: Conte alle 18.30 al Quirinale da Mattarella
All’indomani del voto di fiducia alle Camere
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20 gennaio 2021
17:10
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Il premier Giuseppe Conte dovrebbe recarsi, a quanto si apprende, alle 18.30 al Quirinale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il colloquio avverrà all’indomani del voto di fiducia in Senato sulle comunicazioni del premier sul governo.
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Maturità:Azzolina vede maggioranza, dare certezze a studenti
“Esame terrà conto dell’anno ma sarà serio e completo”
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20 gennaio 2021
21:23
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“Dobbiamo decidere a breve” per “dare certezze” alle scuole e agli studenti e “offrire un quadro chiaro”. La prossima Maturità “terrà conto dell’anno in corso” ma dovrà essere comunque un esame “completo, serio, capace di offrire un quadro adeguato delle competenze degli studenti”.
Lo ha assicurato la Ministra Lucia Azzolina intervenendo stasera alla riunione di maggioranza con gli esponenti delle commissioni competenti di Camera e Senato. “Nessuna decisione definitiva è ancora stata presa, ha spiegato la Ministra”.
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Governo:Tabacci,guardiamo a impegno diretto Conte a elezioni
E’ un problema di obiettivo politico
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21 gennaio 2021
11:07
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“E’ un problema di obiettivo politico generale. Noi non abbiamo fatto mistero che guardiamo anche all’impegno diretto di Conte alla possibilità di presentarsi alle elezioni, che è la cosa più diretta, quando saranno”.
Così Bruno Tabacci, presidente del Centro Democratico, ad Agorà Rai Tre, condotto da Luisella Costamagna, su una Lista Conte.
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Cesa,estraneo a fatti,fiducia giudici, lascio segreteria Udc
Ho ricevuto avviso garanzia per fatti 2017
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21 gennaio 2021
11:27
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“Ho ricevuto un avviso di garanzia su fatti risalenti al 2017. Mi ritengo totalmente estraneo, chiederò attraverso i miei legali di essere ascoltato quanto prima dalla procura competente.
Come sempre ho piena e totale fiducia nell’operato della magistratura. E data la particolare fase in cui vive il nostro Paese rassegno le mie dimissioni da segretario nazionale come effetto immediato”. Così Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell’Udc.
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Gualtieri: “Con lo scostamento fondi anche per primavera”
Lettera ai commissari Ue, non esclusa la proroga delle restrizioni
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21 gennaio 2021
14:51
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La richiesta di un nuovo scostamento da 32 miliardi serve per mettere in campo “un nuovo pacchetto di aiuti per attutire l’impatto economico” delle restrizioni anti-Covid, ma si giustifica anche con la volontà del governo di “avere a disposizione risorse sufficienti” se le restrizioni all’attività economica dovessero protrarsi “anche in primavera”. Un’eventualità che “non si può escludere”, scrive il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri in una lettera al vicepresidente della Commissione Europea, Valdis Dombrovskis, e al Commissario all’Economia, Paolo Gentiloni.
“Non si può escludere” una proroga delle regime di restrizioni anti-Covid entrato in vigore il 16 gennaio “in primavera” e “di conseguenza il governo desidera avere risorse sufficienti per rispondere a questa eventualità e prolungare, se necessario, lo schema di integrazione salariale fino all’autunno”, scrive inoltre Gualtieri alla commissione Ue.
“Le misure di sostegno a favore delle imprese e dei lavoratori autonomi saranno selettive e consisteranno principalmente in crediti d’imposta al fine di promuovere la tax compliance”, scrive il ministro. Le misure dei nuovi ristori, assicura, saranno “temporanee e mirate” e l’itero pacchetto sarà “pienamente coerente con l’approccio raccomandato dalla Commissione”.
Tra le misure elencate da Gualtieri vi sono fondi per il Reddito di cittadinanza e per la scuola, per adattare gli strumenti educativi, e il rinvio della riscossione spostando parte delle entrate al 2022.
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Confermata la proroga della Cig, sostegni alla liquidità delle imprese direttamente o indirettamente interessate dalle chiusure; specifiche misure di sostegno per i settori economici più colpiti; compensazione a regioni ed enti locali per il calo del gettito; fondi per sanità e protezione Civile e uno stanziamento una tantum per Transizione 4.0 nel 2021.
“Stiamo lavorando al primo decreto attuativo per disciplinare il fondo, istituito in legge di Bilancio, per l’esonero del pagamento dei contributi previdenziali di lavoratori autonomi e professionisti più colpiti dalla crisi. Con il nuovo Dl Ristori rifinanzieremo con un miliardo e mezzo questo fondo per garantire loro un ‘anno bianco’ contributivo”. Lo ha detto, secondo quanto riferiscono fonti presenti all’incontro, la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, nel corso del tavolo di confronto con le associazioni dei lavoratori autonomi.
Comincia poi il confronto tra governo e parti sociali sul Recovery Plan: il premier Giuseppe Conte ha convocato i sindacati per domani mattina alle 11.  All’incontro potrebbe partecipare anche il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri.
“Penso che le autorità italiane siano consapevoli della necessità di rafforzare la proposta presentata finora, servono specialmente due cose: un messaggio chiaro sulle riforme legate alle raccomandazioni Ue del 2019, e i dettagli sui tempi e gli obiettivi dei progetti”: lo ha detto il commissario all’economia Paolo Gentiloni.
“La Commissione lavora con il governo italiano e continuerà a farlo con l’obiettivo di avere successo nel piano di Recovery, perché il suo successo è importante per quello generale visto che l’Italia è la maggiore beneficiaria”, ha aggiunto Gentiloni.
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Senato, la prima volta della ‘Var’ in Aula, il precedente di Barani
Il moviolone è stato già usato in ufficio di presidenza anche con il presidente Grasso per comminare sanzioni successive, ma mai nell’immediatezza dell’evento
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20 gennaio 2021
16:27
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Ieri, per decidere sul voto in extremis dei senatori Lello Ciampolillo e Riccardo Nencini al governo Conte, è stata la prima volta che al Senato si è usata la ‘Var’ nell’immediatezza di un evento accaduto in Aula, ma, come ‘strumento’ per decidere eventuali sanzioni nell’Ufficio di Presidenza di Palazzo Madama, il ‘moviolone’ era già stato usato diverse volte. Uno dei precedenti più noti fu quello che nel 2015 riguardò la senatrice del M5S Barbara Lezzi offesa da ‘gesti sessisti’ compiuti nei suoi confronti dal senatore Lucio Barani durante una seduta dedicata alle riforme costituzionali.
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E la sanzione venne decisa dall’allora presidente del Senato, Pietro Grasso.
Nel Consiglio di presidenza, che venne convocato per decidere come punire i gravi disordini che c’erano stati nell’emiciclo della Camera Alta, venne allestito un maxi schermo sul quale vennero fatte passare, alla moviola, tutte le immagini degli scontri. Alla fine della seduta, vennero comminati 5 giorni di sospensione, con effetto immediato, ai senatori verdiniani Lucio Barani (che ne rischiava 10) e Vincenzo D’Anna. Uno al senatore M5s Alberto Airola per aver aggredito verbalmente la senatrice del Pd Angelica Saggese. Gli episodi, dichiarò Grasso, annunciando le sanzioni in aula, sono stati “di tale gravità” che “hanno offeso persone e senatori” ed hanno “minato la credibilità delle istituzioni”.
Ma sempre ‘grazie’ alla moviola vennero comminate altre sanzioni per i disordini avvenuti in altre sedute. Tra le ‘vittime’ della ‘var’ ci furono anche l’allora capogruppo M5s, Gianluca Castaldi e l’intero gruppo della Lega Nord ‘responsabili’ anche loro di tafferugli e disordini avvenuti in Aula il 1 ottobre 2015.
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Le faq del Governo, possibile andare nelle seconde case
Ma bisogna provare di avere avuto titolo prima del 14 gennaio
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21 gennaio 2021
17:57
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E’ possibile raggiungere le seconde case, anche in un’altra Regione o Provincia autonoma (e anche da o verso le zone “arancione” o “rossa”), ma solo a coloro che possano comprovare di avere effettivamente avuto titolo per recarsi in quell’immobile prima dell’entrata in vigore del decreto-legge del 14 gennaio. E’ quanto si legge nelle Faq del Governo appena pubblicate. Nelle faq si spiega che si tratta di una possibilità limitata al ‘rientro’ e questo perchè le disposizioni in vigore consentono, dal 16 gennaio 2021, di fare “rientro”, appunto, alla propria residenza, domicilio o abitazione, senza prevedere più alcuna limitazione rispetto alle cosiddette “seconde case”.
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Il titolo per recarsi nella seconda casa, “per ovvie esigenze antielusive, deve avere data certa (come, per esempio, la data di un atto stipulato dal notaio, ovvero la data di registrazione di una scrittura privata) anteriore al 14 gennaio 2021”. Sono dunque esclusi, precisano le faq, tutti i titoli di godimento successivi a tale data (comprese le locazioni brevi non soggette a registrazione). Naturalmente, “la casa di destinazione non deve essere abitata da persone non appartenenti al nucleo familiare convivente con l’avente titolo, e vi si può recare unicamente tale nucleo”. La sussistenza dei requisiti potrà essere comprovata con copia del titolo di godimento avente data certa o, eventualmente, anche con autocertificazione. La veridicità delle autocertificazioni sarà oggetto di controlli successivi e la falsità di quanto dichiarato costituisce reato.
Sì agli accompagnatori per gli spostamenti tra regioni
Se una persona è giustificata a spostarsi tra regioni di diverso colore ma non ha la macchina o la patente, o non sia autosufficiente o abbia un altro impedimento, può farsi accompagnare da un familiare (preferibilmente convivente) o da una persona incaricata del trasporto, da e verso la propria abitazione, anche tenuto conto dell’esigenza di limitare quanto più possibile l’utilizzo di mezzi pubblici. Lo spiegano le Faq del Governo. Nel caso in cui l’accompagnatore e l’accompagnato non siano conviventi devono indossare entrambi la mascherina. Nel rispetto di tali condizioni, anche lo spostamento dell’accompagnatore è giustificato.
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Da rossa in altre zone per lavoro, necessità o salute
Il transito nelle aree con restrizioni agli spostamenti diverse dalla rossa (quindi arancione o gialla) è consentito, come ogni altro spostamento, “esclusivamente per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità (per esempio l’acquisto di beni necessari) o motivi di salute”. È inoltre consentito “se strettamente necessario ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza, se prevista”. Lo spiegano le Faq del Governo.
Sì ad asporto fino 22, non a bar senza cucina o simili
“La vendita con asporto è possibile anche dalle 18.00 alle 22.00, ma è vietata in tali orari ai soggetti che svolgono come attività prevalente quella di bar senza cucina (e altri esercizi simili – codice ATECO 56.3) o commercio al dettaglio di bevande (codice ATECO 47.25)”. E’ quanto si legge nelle Faq sul sito del Governo, nello specifico per tutte le aree. “La consegna a domicilio – si legge ancora – è consentita senza limiti di orario, ma deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti”. Nelle sezioni sulla zona arancione e rossa viene aggiunto che “è consentita, senza limiti di orario, anche la consumazione di cibi e bevande all’interno degli alberghi e delle altre attività ricettive, per i soli clienti ivi alloggiati”.
Sì a spostamenti tra regioni per funerali parenti
Si agli spostamenti tra regioni di diverso colore per i funerali dei parenti. Lo prevedono le Faq del Governo. “La partecipazione a funerali di parenti stretti (per tali potendosi ragionevolmente ritenere almeno quelli fino entro il secondo grado) o di unico parente rimasto – si legge nelle Faq – sempre nel rispetto di tutte le misure di prevenzione e sicurezza, costituisce causa di necessità per spostamenti, anche tra aree territoriali a diverso rischio e con discipline differenziate per il contrasto e il contenimento dell’emergenza da Covid-19”.
Sì a sport all’aperto nei circoli in zona gialla
“È consentito recarsi presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, dell’area gialla, per svolgere esclusivamente all’aperto l’attività sportiva di base, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall’Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI), con la prescrizione che è interdetto l’uso di spogliatoi interni a detti circoli”. E’ quanto si legge nelle Faq sul sito del Governo.
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Sospeso in zona gialla servizio musei e luoghi cultura
Nella zona gialla “il servizio di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura (di cui all’articolo 101 del Codice dei beni culturali e del paesaggio) è sospeso”.
Sì a caccia e pesca in area gialla, vietate in zona rossa
L’attività venatoria o la pesca dilettantistica o sportiva sono consentite ovunque all’interno dell’area gialla; consentite in area arancione solo nell’ambito del proprio Comune; vietate in area rossa. E’ quanto si legge nelle Faq sul sito del Governo.
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Il caso Cesa sulla crisi. Centrodestra al Quirinale, governo finito
Renzi rilancia. Salvini, Meloni e Tajani a Mattarella: ‘Maggioranza  inconsistente, impossibile lavorare’.
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22 gennaio 2021
11:28
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L’inchiesta di Catanzaro lascia senza guida l’Udc e spiazza i negoziatori di Conte. Il leader del partito centrista Lorenzo Cesa è indagato per associazione a delinquere aggravata da metodo mafioso e la sua casa romana viene perquisita di buon mattino: la notizia piomba nei palazzi della politica dove si sta trattando per evitare che la crisi deflagri aumentando i timori di chi vede davanti a sé una partita sempre più difficile da vincere.
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Allargare al centro è un’operazione fallita già in partenza secondo il centrodestra, che sale al Colle a metà pomeriggio per un colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Con questo Parlamento è impossibile lavorare, la maggioranza è inconsistente”, hanno scritto in una nota congiunta al termine sottolineando di confidare nella “saggezza” del Capo dello Stato.

L’ambasciatore Piero Benassi, attuale consigliere diplomatico del premier Giuseppe Conte, è stato nominato sottosegretario con Delega ai Servizi.
A dire il vero, al Quirinale si presentano solo Lega, FdI e Fi senza i ‘piccoli’. Un segnale di crepe anche all’interno delle opposizioni, dunque non così compatte sulla richiesta di andare al voto. Il lavorio per far salire i senatori a sostegno della maggioranza oltre quota 161 e dare una nuova chance al governo Conte non si ferma. “Se volete confrontarvi nelle sedi istituzionali, noi ci siamo”, dice ancora una volta Matteo Renzi. Ma al momento il leader Iv viene considerato fuori dai giochi: si guarda invece ai suoi, convinti che qualche senatore di Italia Viva possa tornare nell’alveo della maggioranza. Per allargare ai ‘volenterosi’ si deve puntare sul centro e la dote di Bruno Tabacci, che alla Camera lavora alla formazione di un gruppo, non basta. E’ al Senato che occorre rafforzare le truppe ed è lì che si guarda ai tre senatori Udc: Paola Binetti, Antonio Saccone e Antonio De Poli. E c’è chi non esclude che proprio la tegola caduta sulla testa di Cesa, il meno favorevole a lasciare la casa del centrodestra, possa rappresentare anche un insperato aiuto.
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Anche se è vero che bisogna fare i conti con l’imbarazzo del M5S.
Il primo a parlare è Alessandro Di Battista, segue poi Luigi Di Maio: “mai il M5S potrà aprire un dialogo con soggetti condannati o indagati per mafia o reati gravi”. Tra l’altro ufficialmente il partito dello scudo crociato si schiera a fianco del suo capo: Saccone, De Poli e Binetti dichiarano infatti piena solidarietà con una nota non appena la notizia diventa pubblica. Lui, a sua volta, si dichiara “estraneo ai fatti” e poi fa sapere però che “data la particolare fase in cui vive il nostro Paese” rassegna le dimissioni da segretario nazionale. Fatto sta che il tempo a disposizione è poco: il primo appuntamento a cui occorre presentarsi ben armati è per mercoledì 27 gennaio quando nelle aule parlamentari si discuterà la relazione sullo stato della giustizia del ministro Alfonso Bonafede. Italia Viva (che stasera torna a riunirsi) ha già detto che non la voterà ed è difficile al momento immaginare una maggioranza in grado di reggere alla prova a Palazzo Madama. La linea del Guardasigilli è infatti tra le più criticate fuori dal perimetro dell’attuale maggioranza. I giorni a disposizione per dare corpo all’appello ai volenterosi sono davvero pochi: “se riusciamo a consolidare e allargare i numeri avremo maggiore agio nella vita parlamentare e allora bene”; l’alternativa resta il “voto”, dice il dem Goffredo Bettini che vede comunque nel primo caso un Conte ter all’orizzonte. Una via diversa dunque da un rimpasto contenuto, che pure resta ancora un’opzione sul tavolo del presidente del Consiglio.
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Il premier intanto fa una prima mossa e convoca il Consiglio dei ministri per cedere, come promesso, la delega sui servizi segreti. Conte fa anche mostra di non voler lasciare a metà il lavoro intrapreso: convoca a Palazzo Chigi domani i sindacati, imprese e Regioni a inizio della prossima settimana per discutere del Recovery plan. Il grande progetto da oltre 200 miliardi ha bisogno di “essere dettagliato”, mette intanto sull’avviso il commissario europeo Paolo Gentiloni. Ora la parola è alle Camere, dove peraltro in assenza di nuovi equilibri, la maggioranza è in difficoltà in molte commissioni parlamentari a causa dell’uscita dei deputati e dei senatori guidati da Matteo Renzi.
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‘Ndrangheta: blitz in tutta Italia, indagato Cesa
Impegnato personale Dia, Polizia, carabinieri e Guardia finanza
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CATANZARO
22 gennaio 2021
09:50
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E’ accusato di associazione a delinquere aggravata dalle modalità mafiose Lorenzo Cesa, indagato nell’inchiesta della Dda di Catanzaro sulle cosche della ‘ndrangheta. Tredici persone sono state arrestate e portate in carcere e 35 poste ai domiciliari nel corso dell’operazione “Basso profilo” coordinata dalla Dda di Catanzaro. L’operazione ha visto impegnati duecento donne e uomini della Direzione Investigativa Antimafia e centosettanta unità tra Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza con il supporto di quattro unità cinofile e un elicottero. La casa di Roma di Cesa è stata perquisita dalla Dia.
“Mi ritengo totalmente estraneo – ha detto Cesa -.
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Come sempre ho piena e totale fiducia nell’operato della magistratura. E data la particolare fase in cui vive il nostro Paese rassegno le mie dimissioni da segretario nazionale come effetto immediato. Da una prima lettura sommaria degli atti a me notificati dalla Procura – scrive Cesa in una nota – prendo atto del mio coinvolgimento in una limitata vicenda, contigua all’indagine ben più ampia che ha interessato oltre 40 persone, sarebbe cristallizzata ad una partecipazione ad un pranzo di lavoro organizzato a Roma da Franco Talarico, nel 2017, unitamente ai suoi commensali di cui non ricordo neanche il nome. Ritengo mio dovere rendermi disponibile ad una eventuale richiesta di chiarimento da parte degli inquirenti. Ripongo piena fiducia nell’operato della Magistratura, e sono sereno di fronte alle evidenze documentali”
In particolare, Cesa, che all’epoca dei fatti, il 2017, era eurodeputato dell’Udc, d’intesa con Francesco Talarico – l’assessore regionale arrestato nella stessa operazione e all’epoca segretario regionale dell’Udc della Calabria – avrebbe aiutato due imprenditori, indagati nella stessa inchiesta e ritenuti legati a cosche di ‘ndrangheta del crotonese e del reggino ad ottenere appalti nel settore della fornitura di materiali per l’antinfortunistica.
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I due politici – scrivono i pm nel capo di imputazione – “avrebbero assicurato di intercedere con pubblici ufficiali in servizio presso enti pubblici ovvero con amministratori di società in house a livello nazionale (i cui enti o società avrebbero bandito gare di appalto per forniture di prodotti antinfortunistici ovvero di pulizie), nonché proponendosi di corrompere altri pubblici ufficiali preposti alle stazioni appaltanti ovvero, per le società in house, ai competenti uffici appalti”. Cesa, in particolare, scrivono i pm, “si impegnava ad appoggiare il gruppo per soddisfare le mire dei sodali nel campo degli appalti. Con le condotte in parola contribuivano a salvaguardare gli interessi delle compagini associativa di tipo ‘ndranghetistico di riferimento, in particolare le cosche dell’alto jonio catanzarese e del basso jonio crotonese”, cui era legato un altro indagato, Antonio Gallo, “e le cosche reggine” cui era legato un altro indagato, Antonino Pirrello.
Per sugellare il patto ci sarebbe stato, secondo l’accusa, un pranzo con Cesa in un ristorante romano. A volerlo l’imprenditore Antonio Gallo, attorno a cui ruota l’inchiesta. Gallo, secondo l’accusa, si rivolge a Cesa per ottenere, con modalità illecite, appalti per la fornitura di prodotti antinfortunistici erogati dalla sua impresa e banditi da enti pubblici economici e società in house. L’incontro, come documentato dagli investigatori, avviene in un ristorante di Roma il 7 luglio 2017 e vi partecipano, Cesa, Gallo, Talarico, Tommaso Brutto e Saverio Brutto. “L’auspicio dei soggetti calabresi – scrivono i pm – era di potere approfittare della carica di Parlamentare europeo di Cesa per avere entrature in enti pubblici, per appalti, oltre che per gli investimenti in Albania e comunque nell’est Europa”. “Addirittura – scrivono ancora i magistrati – ma questo non è stato riscontrato, Brutto Saverio e Talarico Francesco intendevano remunerare Lorenzo Cesa con una percentuale del 5% sugli affari che grazie ai suoi uffici sarebbero stati agevolati”.
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“Questa indagine è la sintesi di ciò che diciamo da anni: la ‘ndrangheta spara di meno però corrompe sempre di più, ha rapporti con il mondo dell’imprenditoria e politica. Dimostra appieno il rapporto diretto tra ‘ndrangheta, politica ed economia, con la consapevolezza che l’interlocutore è espressione della criminalità”. A dirlo il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri.
I senatori dell’Udc Antonio De Poli, Antonio Saccone e Paola Binetti esprimono “piena e totale solidarietà. Siamo scossi. E siamo certi che potrà dimostrare la sua totale estraneità. Confidiamo nell’operato della Magistratura, nell’auspicio che si possa fare chiarezza quanto prima”.
“Chi ha condanne sulle spalle e indagini per reati gravi, perché Cesa non è certo indagato per diffamazione, non può essere un interlocutore”, dice l’esponente M5S Alessandro Di Battista.
Altri dettagli dell’inchiesta
Un’interdittiva è stata emessa a carico del notaio Rocco Guglielmo, di 58 anni, di Catanzaro, uno dei più noti ed attivi notai calabresi.
Tra gli arrestati, secondo quanto si è appreso, vi sono molto “molti” colletti bianchi di Catanzaro e provincia. L’operazione  coinvolge i maggiori esponenti delle ‘ndrine tra le più importanti di Crotone, Isola Capo Rizzuto e Cutro come “Bonaventura” “Aracri”, “Arena” e “Grande Aracri”, nonché imprenditori di spessore ed esponenti della pubblica amministrazione collusi, secondo l’accusa, con le organizzazioni criminali.
La movimentazione illecita di denaro per un valore di oltre trecento milioni di euro è stata accertata nel corso dell’indagine. Oltre alle misure cautelari, la Procura della Repubblica di Catanzaro ha disposto l’esecuzione di numerosi sequestri di beni costituiti da compendi aziendali, immobili, autoveicoli, conti correnti bancari e postali.
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Slitta la decisione sul ricorso della Lombardia per la zona rossa
Rinvio per acquisire nuovi dati epidemiologici, prossima udienza il 25 gennaio
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21 gennaio 2021
19:18
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Nuova audizione lunedì al Tar del Lazio nell’ambito del ricorso della Regione Lombardia contro la zona rossa. Si è conclusa l’audizione di oggi e il giudice ha deciso per l’aggiornamento dell’udienza alla prossima settimana.
Nel frattempo il giudice attraverso un decreto istruttorio acquisirà alcuni dati epidemiologici. Si tratta del “Report fase 2” contenente i dati sull’emergenza da Covid-19 relativi alla scorsa settimana.
Questa è la documentazione richiesta dal Tar del Lazio per decidere – seppure in sede monocratica – in merito al ricorso amministrativo proposto dalla Regione Lombardia contro l’ordinanza con la quale il 16 gennaio scorso il ministro della Salute ha applicato la zona rossa. E’ il contenuto del decreto monocratico a firma del presidente della terza sezione quater, Riccardo Savoia.
Il presidente di sezione del Tar, considerato che “a seguito dell’odierna audizione delle parti … risulta opportuna l’acquisizione del Report fase 2 contenente i dati relativi alla settimana 11 gennaio/ 17 gennaio 2021, la cui pubblicazione è attesa per la giornata di domani, venerdì 22 gennaio 2021”. Le parti in causa “sono invitate a depositare la detta documentazione in tempo utile per il suo esame, differendosi l’audizione a lunedì 25 gennaio”.
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Elisa Isoardi, Salvini la storia più importante della mia vita
Ospite in esclusiva a Verissimo in onda il 23 gennaio su Canale5
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22 gennaio 2021
16:40
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“Con Matteo sono stati cinque anni d’amore bellissimi. Io l’ho amato tantissimo, è stata la storia più importante della mia vita e la porterò sempre nel cuore.
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Adesso ho solo ricordi belli, ma ci sono voluti tre anni per metabolizzare. Quando si ama tanto, si soffre tanto. Bisogna avere rispetto dell’amore che c’è stato”. Elisa Isoardi parla così del suo rapporto con Matteo Salvini nella puntata di ‘Verissimo’ in onda sabato 23 gennaio alle 16.00 su Canale 5.
Ospite in esclusiva di Silvia Toffanin che le chiede se abbia sofferto tanto per la fine di questo amore, la conduttrice risponde: “Sì, ho sofferto. Non importa chi ha lasciato o chi sia stato lasciato, è sempre un fallimento”. La Isoardi commenta anche il discusso selfie che la ritraeva a letto insieme all’ex ministro: “Uno paga per le scelte d’amore, ma anche per quelle di libertà. Ognuno deve fare ciò che si sente. Per me era una foto d’amore con una frase d’amore.
Non lo trovo per niente volgare e assurdo. Mi prendo le mie colpe, ma penso di non aver fatto niente di grave”.
E, dopo la rottura con Salvini, oggi fidanzato con Francesca Verdini, la Isoardi adesso è pronta ad aprire le porte all’amore: “Sono felice per lui, che abbia metabolizzato più velocemente di me. Oggi il mio cuore è pronto a ricevere, ma al momento non c’è nessuno. In questi tre anni non l’ho voluto io, non ero ancora pronta” dice e aggiunge: “Mi piacerebbe diventare mamma”.
La conduttrice racconta anche la sua esperienza nel 2018 alla conduzione de ‘La prova del cuoco’, coincisa con la fine della storia con Salvini: “Non ero in forma, è stato un periodo difficile perché con Matteo c’eravamo lasciati. Ho provato tante volte in questo lavoro a indossare una maschera ma non ce la faccio. Da un lato è bello perché il pubblico ti vede trasparente, dall’altro è disastroso perché qualsiasi cosa tu abbia si vede”. E, infine, alla domanda se veda il suo futuro in Rai o altrove, afferma: “Ricomincio da me, da chi mi sa più apprezzare. Sono pronta ad accogliere anche in questo senso.
Sono stati diciotto anni bellissimi e dico grazie. Adesso sono pronta a tante cose”.
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Anarchici: Appendino tranquilla, continuiamo nostro lavoro
Dobbiamo tutelare sicurezza e fragilità
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TORINO
20 gennaio 2021
14:40
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“L’effetto di ieri è che purtroppo i cittadini dovranno pagare danni fatti da alcune persone. Noi andiamo avanti nel ripristino della legalità, che si accompagna peraltro all’accompagnamento sociale”.
Si dice “tranquilla” la sindaca di Torino, Chiara Appendino, dopo le minacce nei suoi confronti per lo sgombero di ieri. “Dobbiamo tutelare ordine pubblico, sicurezze e fragilità e continueremo a farlo.
Significa dover essere sotto scorta? Ne ero consapevole”, aggiunge rispondendo ai giornalisti all’uscita dal Comune.
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I ‘protagonisti’ della fiducia di ieri al Senato
Il socialista Nencini: ‘Ora conte allarghi la maggioranza’
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20 gennaio 2021
17:49
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Nella giornata di ieri, che ha visto il governo incassare la fiducia al Senato seppur di misura, ci sono diversi protagonisti, anche non diretti, a cominciare dai cosiddetti ‘volenterosi’ o ‘costruttori’ o ‘responsabili’, che oggi fanno il punto della situazione.
Riccardo Nencini – ‘Ora Conte allarghi la maggioranza’ : uno dei protagonisti del voto di ieri è senz’altro il senatore socialista Riccardo Nencini. L’uomo che ha reso possibile a Matteo Renzi la formazione del gruppo di ‘Italia Viva’, mettendogli a disposizione il simbolo con cui si era presentato alle elezioni, è stato anche quello che ha consentito al governo di Conte di avere una maggioranza dignitosa al Senato (156 sì).
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Anche se il suo voto è arrivato in extremis, proprio alla fine della terza chiama, tanto che la sua richiesta di votare, insieme a quella del senatore ex M5S Ciampolillo, si è dovuta rivedere alla ‘var’ prima di consentirla. “Io non sono un singolo, ho un partito di riferimento che valuta la posizione da tenere, per cui ieri sera dopo la replica del presidente Conte al Senato è stata convocata la segreteria del partito socialista per valutare tra l’astensione o il voto a favore della fiducia. Io del resto ero già in maggioranza e quindi è stata una scelta ancor più ponderata”, dichiara oggi per gustificare il suo voto in extremis di ieri. Ma “se fossi in Conte – aggiunge – riunirei subito la maggioranza per cercare di capire come si può allargare, sapendo che questa non è una maggioranza politica. Affinché diventi una maggioranza solida, però, non si va a cercare tizio e caio ma si fa con un progetto politico che riguardi il futuro dell’Italia. Questo progetto c’é? Noi abbiamo fatto un’apertura di credito al governo, ora ci aspettiamo di vederlo all’opera”.
Andrea Causin, Maria Rosaria Rossi – ‘Non escluderei ora la formazione di un gruppo autonomo’ :  “Ho fatto l’unica scelta che potevo fare rispondendo a Mattarella e a Conte perchè di fronte all’ipotesi di far precipitare il Governo e l’Italia in una grave crisi pandemica ed economica non potevo restare con le mani in mano”. “Maria Rosaria Rossi ed io ora passiamo al gruppo misto da Forza Italia, tra quelli che hanno votato la maggioranza. Nei prossimi mesi ci sarà il mio e il nostro impegno per contribuire alle cose che Conte ha profilato nel suo intevento, chiamando a raccolta Popolari, Riformisti: in, una parola sola gli Europeisti”. Causin anmmette che “le decisioni in politica non sono mai indolori”, ma che quella presa è stata l’unica possibile “anche dopo essersi confrontato a lungo con o compagni di partito”. mi auguro che da domani si rafforzi il gruppo di parlamentari che, come me, hanno deciso di dare un sostegno al governo, per cui non escluderei che si possa formare un gruppo autonomo in Parlamento che sia poi embrione di un’iniziativa politica orientata al progetto europeista, cattolico e socialista di cui ha parlato Conte”.
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“Ci sono 8-10 senatori che sono a disagio rispetto a una deriva ‘fascio-leghista’ del centrodestra, ritengono che questo sia il momento della responsabilità”. “Non sentivo la senatrice Rossi da molto tempo – avrebbe commentato Silvio Berlusconi nel vertice di centrodestra di oggi –  ma è stato un fulmine a ciel sereno: una cosa imprevedibile e inaccettabile, che non trova spiegazione. Non so cosa possano averle promesso…”. Alcuni esponenti forzisti, però, sostengono che quella della Rossi fosse “un’operazione concordata” con i vertici del partito.
Lello Ciampolillo – ‘Il Paese ha bisogno di un governo che operi’: ‘Il Paese ha bisogno di un governo che operi e non di queste sceneggiate da Prima Repubblica’. Il senatore Lello Ciampolillo spiega così perchè ha deciso di votare la fiducia al governo Conte dopo aver lasciato il M5S, con il quale era stato eletto, a febbraio dell’anno scorso. Il parlamentare ha votato all’ultimo momento insieme a Nencini e la sua preferenza è stata ammessa solo al termine di un’aspra contesa che si è risolta grazie alla ‘var’ visionata dai senatori questori. Il senatore è oggi duramente attaccato dalla Lega secondo la quale sarebbe davvero  ‘in pole’ per il ministero dell’Agricoltura lasciato vacante dalle dimissioni di Teresa Bellanova. ‘Sarebbe una tragedia’ scrivono in una nota congiunta i deputati della Lega Lorenzo Viviani, Franco Manzato, Marzio Liuni, Martina Loss, Flavio Gastaldi, Guglielmo Golinelli, Fabrizio Cecchetti e Aurelia Bubisutti, componenti della Commissione Agricoltura di Montecitorio.
Tommaso Cerno – ‘Ampliare base? Sì se idee prevalgono su numeri:  “Il Governo non può certo accontentarsi di una partenza con la Var come è stato ieri in Senato, quando gli ultimi due “Sì” sono stati convalidati dall’arbitro Casellati al fotofinish. Fa bene Conte a rinnovare il suo appello di allargamento della base politica e numerica. Ma, a maggior ragione, serve che le idee e i valori portanti del patto Pd-5 Stelle risuonino alti a definire il campo di gioco dei progressisti. Mentre la destra difende Trump e l’assalto al Campidoglio, noi difendiamo la libertà, i diritti e l’ambiente come patrimonio comune del pianeta di domani e immaginiamo di costruire un progetto che parta dall’emergenza per indicare una visione dell’Italia e della nuova Europa nei prossimi decenni e non certo nelle prossime ore. Se parte così, c’è uno spiraglio per fare qualcosa di buono. Se invece sarà la settimana di Babbo Natale, il regalo sarà una crisi politica e di valori che renderà difficile essere creduti dal Paese”, dice Tommaso Cerno, il senatore che è tornato nel Pd (era da mesi iscritto al gruppo Misto) per dire sì al governo Conte.
Sandra Lonardo – ‘Un gesto di responsabilita’ : “Questo Paese richiede, da chi lo ama, non crisi di governo, ma slanci generosi e governabilità” dice la senatrice Sandra Lonardo spiegando il suo voto favorevole al Governo Conte. Sin dall’inizio e in assoluta trasparenza la parlamentare eletta con il centrodestra aveva dichiarato la sua disponibilità a sostenere l’Esecutivo colpito da una ‘crisi incomprensibile’.
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Paola Binetti – ‘Il rafforzamento di Conte è possibile solo con i centristi’:  “Se immagino un’ipotesi di un governo che rafforza la propria posizione, lo immagino con un ampliamento e questo non può che avvenire, esclusivamente, da un’area di centro. Non penso solo all’Udc, ma a un soggetto politico con l’Udc come nucleo aggregatore di persone che ne condividono principi, idee e valori”. A dirlo è la senatrice dell’Udc, Paola Binetti il giorno dopo il suo ‘no’ alla fiducia al governo Conte, in linea con il suo partito. Alla domanda se fra i centristi ‘responsabili’ includerebbe anche Forza Italia, Binetti ha risposto: “Assolutamente sì, ma anche qualche moderato della Lega, di Iv o del gruppo Misto”. E sull’esito del voto di ieri ha chiarito: “E’ un governo indebolito, la fiducia c’è ma è francamente più fragile di prima. Bisogna prenderne atto, così come bisogna prendere atto che andare alle elezioni adesso, non serve al Paese. Non si può perdere tempo ora soprattutto sui vaccini e sul Recovery plan. Sono questioni che richiedono l’impegno di tutte le forze responsabili”.
– Tra i ‘protagonisti’ del voto di due giorni fa alla Camera è stata invece Renata Polverini, anche lei passata dal centrodestra al voto favorevole al governo Conte-
Renata Polverini aderisce al ‘Centro Democratico’ di Tabacci – L’ ex deputata di Forza Italia che ha votato per la fiducia al governo Conte, si accinge ad aderire al Centro democratico, la formazione di Bruno Tabacci. Scomparire? “Vedremo. A volte scompare anche chi resta nello stesso partito”, risponde la parlamentare commentando le parole di Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia, che ha detto che chi cambia partito è destinato a scomparire.
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Governo: Bettini, la rottura con Renzi è troppo profonda
Esponente Dem: ‘La maggioranza dovrebbe ‘dialogare con Forza Italia sulla legge elettorale’. Zingaretti? ‘E’ un gatto…’. Di Conte ‘colpisce la tenacia’
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20 gennaio 2021
15:40
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“Matteo Renzi dopo aver aperto la crisi, attraverso Rosato ha detto ‘in due ore si risolve tutto’; lo ha detto dopo, non prima. Ma come? Sei insoddisfatto in modo tale da far cadere il governo e poi con lo stesso governo in due ore risolvi tutto? Non è un modo serio di fare.
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Io penso che la rottura è stata così profonda che non si può far finta di niente. Addebitare a Conte un vulnus alla democrazia italiana non è superabile”. Lo ha detto Goffredo Bettini a Sky Tg24.
Diverso il discorso per i parlamentari di Iv: “Renzi ha fatto astenere i gruppi perché dentro aveva un malessere e molti di loro non hanno condiviso la crisi aperta da Renzi”.
Zingaretti è “innanzi tutto onesto, con senso di responsabilità, e sente la sfida. Poi è un uomo molto per bene e poi è un gatto: ha una sensibilità, un istinto felino. La bonomia la lego al fatto che è responsabile, ma in politica non basta la bonomia, occorre l’istinto”, aggiunge Bettini rispondendo alla domanda sulle tre principali caratteristiche del segretario del Pd e del Premier Conte.
“Di Conte – ha detto il dirigente Dem – mi colpisce la tenacia. Mi disse che era nuovo alla politica, ma ai Consigli Ue incontrava gente che aveva 30 anni di esperienza alle spalle che alla fine gli dava ragione per sfinimento. Poi è un uomo molto umano, semplice, piacevole. E poi è libero e questo dà fastidio. Io ho un feeling perché è avvocato e mio padre era avvocato”.
Alla domanda se fosse amico di Conte, Bettini ha replicato: “Non mi posso permettere, lui è il presidente del Consiglio, io sono un dirigente scosso, galoppo. Ma da parte mia c’è un senso di amicizia, di piacevole rapporto, scherzoso, praticato in territori fuori dalla politica”.
Per quanto riguarda la legge elettorale, Bettini dice che la maggioranza dovrebbe dialogare con Fi.  “Vararla in tempi brevi non so, è una sfida difficile, ma la legge elettorale non è cosa astratta. Abbiamo una crisi della rappresentanza, una distanza tra istituzioni e cittadini. Non c’è stata più qualcosa di simile ai partiti di massa. In un Paese così diviso, sbrindellato, non c’è bipolarismo ma pluralità, e il proporzionale è garanzia di dare voce a tutti. Poi questi partiti devono fare compromessi alti, da fare davanti ai cittadini”. “Penso – osserva il dirigente del Pd – sia uno dei temi che può essere condiviso da Fi. E’ evidente che a una parte grande di Fi non piace stare sotto il tallone di Salvini, di forze amiche di Orban e non di Merkel, perché Fi sta con la Cdu, non con i sovranisti. Poi scelgono con chi stare al governo, e il proporzionale gli permette di avere una voce”.
“Non è che le elezioni non si possono fare, perché si fanno in tutta Europa. Ma se non riusciamo a rafforzare il governo, non c’è un governo della destra o con le destre. Superata la fase acuta dell’epidemia si va alle elezioni”, dichiara Bettini. Secondo il dirigente del Pd, la verifica sulla possibilità di allargare la maggioranza va fatta “rapidamente”, in “poche settimane” dopo di che si potrebbe procedere ad un rimpasto, mentre la sostituzione delle due ministre di Iv andrebbe fatta “subito” con personalità “fuori dalla trattativa” per l’allargamento della maggioranza. “Noi – spiega – abbiamo chiesto la fiducia perché sarebbero state sbagliate le elezioni, fuori tempo, fuori dalla sensibilità dei cittadini, ed ecco perché vogliamo allargare i confini della maggioranza, perché con questi numeri non si può governare fino a fine legislatura”. Bettini giudica impraticabile un governo di unità nazionale: “Un Governo con tutti dentro? Sarebbe incomprensibile, perché abbiamo una destra di un certo tipo. Il Pd non lo voterebbe mai”. In ogni caso o si allarga l’attuale maggioranza oppure “c’è il voto” perché “non è che le elezioni non si possono fare, dato si fanno in tutta Europa”. La verifica sull’allargamento, prosegue, va fatta “in poco tempo, e il tempo si misura in settimane. Si capisce in poche settimane se ci sono le condizioni per un patto di legislatura. Noi del Pd la verifica l’abbiamo chiesta già da prima, ma non in modo distruttivo come ha fatto Renzi, che ha fatto una svolta incomprensibile”. Terza tappa il rimpasto: “Noi abbiamo posto il problema di un rafforzamento, Conte è d’accordo e deve avvenire dopo un chiarimento sul programma. In queste settimane dobbiamo lavorare alle emergenze, sostituendo le ministre che si sono dimesse. Suggerisco di scegliere personalità fuori dalle trattative.
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Poi se in corso d’opera si costruisce una alleanza numerica più ampia e vediamo un programma di legislatura, a quel punto si può pensare a un rafforzamento”, ha concluso Bettini.
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Covid: ricorso Lombardia, ‘zona rossa illegittima’
La Regione chiede di annullare l’ordinanza del ministro Speranza
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MILANO
20 gennaio 2021
16:29
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“Per quanto non sia certamente intenzione dell’amministrazione regionale sottrarre il proprio territorio alle più idonee misure di prevenzione e contenimento del contagio (che costituiscono presidio ineludibile a tutela della salute di tutti i cittadini), quelle – illegittimamente – disposte con l’Ordinanza impugnata costituiscono un vulnus gravissimo (ed ingiustificato) al tessuto economico, sociale e produttivo della Regione: la classificazione nell’ambito della ‘zona rossa’ preclude infatti, come noto, lo svolgimento di una vastissima platea di attività”. E’ quanto si legge nel ricorso di Regione Lombardia al Tar del Lazio.

La Lombardia chiede dunque di annullare, anche con un decreto presidenziale, l’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza del 14 gennaio con cui la Regione è stata inserita in zona rossa e anche il Dpcm del 14 gennaio 2021 nella parte in cui definisce i criteri per la classificazione di zona arancione e zona rossa così come il Decreto Ministeriale 30 aprile 2020 sul monitoraggio e di ogni altro atto ad essi presupposto, conseguente o comunque coordinato o connesso”.
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Pci: Macaluso inedito, ‘voce dei senza voce’
L’ex dirigente si era raccontato per i 100 anni del partito
e
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SIENA
20 gennaio 2021
18:16
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Intervista inedita a Emanuele Macaluso in un libro sui 100 anni del Pci di cui domani ricorre l’anniversario della storica nascita a Livorno nel 1921. “La vita che ho vissuto mi racconta che ho ancora qualcosa da dire e parla con la voce dei senza voce ancora dentro di me”, diceva Macaluso, storico dirigente del Pci scomparso appena ieri a 96 anni, in un’intervista che uscirà postuma nel libro ‘I capi del Pci, storia di un gruppo dirigente visto da vicino’ (ed. Primamedia, 144 pp, 14 euro) di Gianni Manghetti in uscita il prossimo febbraio.
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“Mi chiedi che cosa ha pesato di più sulla mia vita, niente mi è più chiaro: il mondo dei contadini sfruttati”, raccontava ancora Macaluso. “E pesavano ancora i minatori per i quali ho lottato come sindacalista in tutto il dopoguerra; il mio riformismo nasce da lì”.
“Ogni giorno era buono per migliorare le condizioni di vita dei lavoratori – ancora pensieri di Macaluso – ogni giorno poneva la necessità di trovare soluzioni coerenti con i conflitti sociali; senza aspettare un domani messianico, perché è nell’oggi che gli uomini soffrono”. Il volume descrive il gruppo dirigente che per lunghi anni governò il Pci, facendone la storia ma contribuendo anche alla profonda trasformazione del Paese: dalle difficili posizioni sulla politica estera al cosiddetto ‘compromesso storico’; dagli anni della solidarietà nazionale alla strategia dell’alternanza democratica; fino ai tentativi compiuti a partire dal 1968 per conseguire l’autonomia dall’Unione Sovietica. Oltre alla figura di Macaluso, il lavoro di Manghetti approfondisce anche quelle di Aldo Tortorella, Alessandro Natta, Pietro Ingrao, Ugo Pecchioli, Alfreedo Reichlin, Giorgio Napolitano, Luigi Longo ed Enrico Berlinguer.
Proprio sul centenario della fondazione Pci domani partono a Livorno iniziative che dureranno tutto l’anno.
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Recovery: Conte incontra sindacati domani mattina
Al via il confronto tra il governo e le parti sociali
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21 gennaio 2021
13:00
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Al via il confronto tra governo e parti sociali sul Recovery Plan: secondo quanto si apprende il premier Giuseppe Conte ha convocato i sindacati per domani mattina alle 11. Inizialmente si era ipotizzato un appuntamento lunedì alle 17 che poi è stato anticipato.
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All’incontro potrebbe partecipare anche il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri.
“Siamo stati convocati dal presidente del Consiglio domani mattina per iniziare il confronto sul Recovery plan e penso anche sul decreto Ristori. Il Recovery plan è una occasione straordinaria di cambiare il Paese e in meglio ed è l’ultima di avere risorse così ingenti per far ripartire il Paese, l’economia, il lavoro, la giustizia sociale”. Lo dice la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, ospite di Rainews24, sostenendo la necessità di una cabina di regia con la presenza anche delle parti sociali per monitorare i tempi e gli investimenti per l’attuazione dei progetti. Il piano “non può essere fatto in stanze chiuse senza la partecipazione di chi rappresenta lavoro”, aggiunge Furlan, sottolineando quindi la richiesta del sindacato che “le parti sociali siano in qualche modo presenti nella governace non tanto nella gestione del piano ma nel monitoraggio dei progetti. E’ una opportunità importante – rimarca -, va eseguita e gestita bene”.
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Giustizia: Iv ribadisce il no alla proposta di Bonafede. Il nodo della relazione del 27
Faraone: ‘Il ministro sa che la sua riforma non ci piace’
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21 gennaio 2021
15:18
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“Siamo disponibili a costruire una nuova compagine governativa che affronti i problemi, ma non siamo disponibili a governi raccogliticci che tirano a campare”. Davide Faraone, capogruppo al senato di Iv, a “The Breakfast Club” su Radio Capital, mette per esempio subito in chiaro che “sulla riforma della giustizia di Bonafede non pensiamo nulla di buono. La prossima settimana vediamo cosa ci verrà a dire il ministro, ma sa già cosa pensiamo della sua riforma”.
Iv ribadisce, dunque la propria contrarietà alla proposta di Bonafede. I numeri sono fragili, dunque.
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E c’è una data segnata in rosso sul calendario: il 27, salvo rinvii, si voterà in Parlamento la relazione sulla giustizia del ministro e capo delegazione M5s Bonafede: Renzi ha già schierato Iv per il No e il centrodestra spera di saldare al Senato i suoi 140 voti ai 16 ‘superstiti’ di Iv, per battere il governo, confidando sul fatto che martedì l’asticella si è fermata a 156 e che la maggioranza non può sempre fare affidamento sulla presenza dei senatori a vita. Non accadrà, ribattono dal governo.
Giovedì il ministro Federico D’Incà potrebbe riunire i capigruppo di maggioranza per iniziare a serrare le fila. Mentre i pontieri proseguono il lavoro per allargarle. Franceschini avrebbe spiegato ai capigruppo Pd Delrio e Marcucci, in una videoconferenza in serata con Zingaretti e Orlando, che l’allargamento è la priorità. Non solo per il voto sulla giustizia, ma anche perché ora in quasi tutte le commissioni Iv tiene in scacco la maggioranza e invece se nascesse un nuovo gruppo sarebbe possibile un riequilibrio dei componenti.
“La settimana prossima in Parlamento il ministro della Giustizia porta una relazione che va votata e sappiamo già che Renzi voterà contro. Alla Camera non dovrebbero esserci problemi ma al Senato con questi numeri dipende da cosa fa l’opposizione”. E’ quanto ha sottolineato il deputato del Pd Emanuele Fiano a “TrueShow – Attenti a quei due”, su Telelombardia. “Io penso che ci siano solo due strade, ed è una cosa che si deve risolvere nell’arco di poche ore o pochi giorni”, ha spiegato Fiano: “Se nell’arco di questi giorni la compagine di Governo non realizza o un progetto compiuto più centrista, rivolto a caratteri cattolico-liberali, che è un po’ il progetto a cui sta lavorando Bruno Tabacci, che riesce a coagulare intorno a sé senatori e deputati che l’altro giorno non hanno votato a favore del Governo, o, cosa che vedo veramente difficile, si riapre un dialogo con Italia Viva o con dei parlamentari di Italia Viva, oppure non ci sono i numeri per questo Governo”. Per il deputato dem un governo di larghe intese “sembra molto difficile in questo momento, peraltro Matteo Renzi ha detto sarebbe per le larghe intese ma non per allearsi con la destra, il che non é tanto comprensibile”.
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Conte: ‘Il rientro degli Usa negli accordi di Parigi è una fantastica notizia’
Lavoriamo con Washington per costruire un pianeta sostenibile
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21 gennaio 2021
13:11
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“La ri-adesione del presidente degli Usa Joe Biden agli accordi di Parigi è una notizia fantastica. Come presidente del G20 e co-presidente del Cop26 guarda al lavoro assieme agli Usa per costruire un pianeta sostenibile e assicurare un futuro migliori alle prossime generazioni”. Lo scrive in un tweet il premier Giuseppe Conte.
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Ad Adro polemiche su rifiuto cittadinanza a Liliana Segre
Sindaco della Lega respinge proposta dell’Anpi locale
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21 gennaio 2021
16:17
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E’ polemica per il rifiuto della cittadinanza onoraria a Liliana Segre a Adro, cittadina bresciana assurta agli onori delle cronache undici anni fa, per l’inaugurazione della nuova scuola tappezzata di simboli del Sole delle Alpi, lo stesso riportato su tante bandiere della Lega.
A proporre la cittadinanza, in vista del Giorno della Memoria era stata l’Anpi locale ma – riportano Il giornale di Brescia e Bresciaoggi – il sindaco del Carroccio Paolo Rosa, ha detto di no spiegando che la senatrice a vita non ha alcun legame con Adro.
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“Crediamo che la cittadinanza onoraria abbia senso se la città che la concede ha avuto una parte anche piccola nel percorso di vita di una persona – ha osservato il sindaco – Non abbiamo avuto la fortuna di incrociare la nostra storia con quella di una persona che è integerrima e portatrice di valori, ma con la quale non avrebbe molto senso tracciare un legame che non c’è stato”.
“Come si può dire che il fascismo non ha incontrato il nostro paese? – ha replicato il presidente dell’Anpi Gualtiero Tonoli – Hanno intitolato un polo scolastico a un ideologo della Lega, Gianfranco Miglio, che nulla ha a che vedere con la storia adriense: che differenza c’è con la nostra proposta?”.
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Governo: Bellanova,vedo odio verso Renzi, ci distruggono e poi?
“Conte ha preferito il voto dell’ex segretaria di Berlusconi che il mio”
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21 gennaio 2021
16:39
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“Io vedo tanta rabbia e tanto rancore: ma una volta che hanno distrutto Italia Viva – e che magari riusciranno le operazioni di smembramento, perché l’odio viscerale che si sta alimentando verso Renzi è qualcosa di incommentabile – saranno in grado di affrontare i problemi di questo Paese? Perché io idee non ne vedo in giro e questo mi preoccupa. In questo anno noi abbiamo dato onore alle questioni di cui ci siamo occupati.
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La filiera agroalimentare è tornata ad essere strategica ed è stata molto sottovalutata dal Presidente Conte e da parte di altri ministri, perché evidentemente pur di fare guerra a Italia Viva non hanno riconosciuto il grande contributo che è stato dato all’Italia”.
Lo ha detto ad RTL 102.5 l’ex ministra di Iv Teresa Bellanova, che conferma di aver ricevuto battute infelici da colleghi del Consiglio dei Ministri: “E’ vero che è successo, ma non è il punto, il problema non sono le questioni personali”.
“Evidentemente era più interessante avere, per il Presidente Conte, il voto dell’ex segretaria di Berlusconi – ha aggiunto Bellanova – di chi non riconosce la scienza, dei no vax piuttosto che quello di un forza responsabile che io ho rappresentato”.
“Conte ha avuto un atteggiamento di chiusura e arroganza, perché io in questi mesi ho lavorato e davvero messo l’anima per le deleghe che avevo e per il contributo che ho cercato di dare come capo delegazione di Italia Viva, non mi sono mai sottratta. Ho svolto con lealtà e onore la mia funzione e mi aspettavo da parte di Conte un maggior ascolto, invece c’è stata chiusura, spesso arroganza fino all’ultimo momento quando gli ho mandato un messaggio per annunciare quello che stavamo andando a fare e non si è degnato neanche di una risposta” ha precisato.
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Segre: post ingiurioso su Fb. Consiglio Fvg, vergogna
Apparso e tolto su profilo gestore luogo eccidio Friuli
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TRIESTE
21 gennaio 2021
17:17
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Un post “ingiurioso” nei confronti della senatrice a vita Liliana Segre è stato pubblicato oggi, e poi rimosso, sul profilo Facebook di Marino Screm, gestore della Malga Pramosio a Paluzza (Udine), dove avvenne un eccidio perpetrato da nazifascisti nel 1944. A denunciare l’accaduto, in una nota, è il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Piero Mauro Zanin.
Nel post anche una foto della senatrice dove si evidenzia lo stipendio mensile e annuo, seguito dal commento “per una firma”.
Si tratta, condanna Zanin, di “un insulto ingiustificabile e vergognoso che non può passare inosservato, a maggior ragione se indegnamente formulato da colui che gestisce un bene regionale ad alto impatto simbolico quale Malga Pramosio e nei cui confronti si devono attivare immediate procedure di verifica”.
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Gualtieri, continuare con politiche espansive fino alla crescita
Per il ministro sono sei le priorità, da salute a clima a fisco equo e green
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22 gennaio 2021
11:57
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22 gennaio 2021
11:57
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“Siamo convinti dell’importanza di continuare a seguire politiche fiscali e monetarie espansive fino a quando non saremo tornati su un sentiero consolidato di crescita”. Così il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri in un intervento sul Sole 24 Ore dedicato alla presidenza italiana al G20, in cui mette in fila una serie di priorità da perseguire, dalla sanità al Green deal.
“Ritirare anzitempo il supporto all’attività economica sarebbe un grave errore – dice – occorrerà semmai orientare la politica di bilancio verso la spinta agli investimenti; non vogliamo e non possiamo accontentarci di un ritorno alla normalità”.   VAI ALLA CRONACA   VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO   VAI ALLA TECNOLOGIA

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Gualtieri,se tempestivi su interventi,Pil non molto sotto 6%
Nel 2020 48 miliardi alle imprese, 35 al lavoro e 8 alla sanità
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20 gennaio 2021
14:21
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“Sussistono rischi al ribasso per la previsione programmatica 2021 (crescita del 6%). Tuttavia, se la campagna di vaccinazione proseguirà secondo le previsioni e se da un lato gli interventi di politica economica definiti dalla legge di bilancio e integrati dalle misure di sostegno del prossimo decreto, e accompagnati dagli investimenti previsti nel recovery plan, se tutto questo sarà tempestivamente attuato, il risultato di crescita di quest’anno potrà non risultare molto inferiore a quanto previsto nella Nadef”.
Così il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, in audizione sullo scostamento. Il settore delle imprese, “considerando anche gli interventi fiscali, ha beneficiato di interventi per oltre 48 miliardi, al lavoro e al sociale sono stati destinati circa 35 miliardi, agli enti territoriali sono stati destinati oltre 12 miliardi, la sanità ha ricevuto maggiori risorse per oltre 8 miliardi, i servizi pubblici e sociali sono stati potenziati con ulteriori 4,5 miliardi”.
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Recovery: Conte incontra i sindacati domani mattina
All’incontro potrebbe partecipare anche il ministro Gualtieri
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21 gennaio 2021
12:57
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Al via il confronto tra governo e parti sociali sul Recovery Plan: il premier Giuseppe Conte  incontra i sindacati . Lundì gli incontri proseguiranno.

Ii segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Pierpaolo Bombardieri, avevano chisto di accelerare, rilanciando la necessità di prorogare il blocco dei licenziamenti oltre il 31 marzo, per tutti e non in maniera selettiva, così come l’estensione della cig Covid.
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Gualtieri, interventi di sostegno per tutto il tempo necessario
Al Senato passa la risoluzione di maggioranza, 291 sì e nessun no
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20 gennaio 2021
21:38
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Via libera alla risoluzione di maggioranza che autorizza lo scostamento dal pareggio di bilancio. Alla Camera i voti a favore sono stati 523, tre contrari, due gli astenuti.
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In base alla Costituzione era richiesta la maggioranza assoluta dei componenti dell’Assemblea, pari a 316 voti. Al Senato, 291 sì, nessun contrario e un astenuto.
Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato ha illustrato quelli che saranno gli obiettivi da raggiungere con lo scostamento di bilancio che oggi sarà votato in Parlamento e ha sottolineato che “uno fra i più positivi messaggi che la politica nel suo insieme ha saputo lanciare al Paese nel corso dei duri mesi del 2020 è consistito proprio nella capacità del Parlamento di presentarsi unito, al di là dei perimetri di maggioranza e opposizione, ad appuntamenti come questo”.
L’auspicio, secondo Gualtieri, è che non solo si determini un’ampia convergenza per consentire uno scostamento di bilancio necessario, per predisporre e attuare misure indispensabili ma anche nella predisposizione e nel miglioramento delle misure concrete che saranno oggetto del prossimo decreto”.
Ecco alcuni passaggi del suo intervento alle Commissioni riunite:
“Grazie allo scostamento di bilancio proseguiremo e completeremo gli interventi di sostegno già approvati e riconosciuti finora ai settori più colpiti dalla pandemia, che riteniamo debbano proseguire per tutto il tempo necessario” ha specificato il ministro elencando le misure del prossimo decreto, dalla proroga della Cig “per le imprese in difficoltà” alle risorse per trasporti e sanità fino alla “rimodulazione dell’attività della riscossione” delle cartelle.
Lo scorso anno “complessivamente sono state varate misure pari a circa il 6,6% del Pil, 108 miliardi, a cui si aggiungono 300 miliardi di crediti oggetto di moratoria e 150 miliardi di prestiti garantiti. Si tratta di uno degli interventi più rilevanti d’Europa paragonabile solo a quello messo in campo dalla Germania”.
“Il settore delle imprese, considerando anche gli interventi fiscali, ha beneficiato di interventi per oltre 48 miliardi, al lavoro e al sociale sono stati destinati circa 35 miliardi, agli enti territoriali sono stati destinati oltre 12 miliardi, la sanità ha ricevuto maggiori risorse per oltre 8 miliardi, i servizi pubblici e sociali sono stati potenziati con ulteriori 4,5 miliardi”.
“Guardando al deficit, che noi stimiamo tra il 10,5 e il 10,8% nel 2020, sarà di circa 2,5 punti percentuali di Pil inferiore alla somma del deficit ciclico e degli interventi effettuati, una prova che gli interventi anticiclici hanno una loro efficacia, che giustifica interventi così significativi”.
“Sussistono rischi al ribasso per la previsione programmatica 2021 (crescita del 6%). Tuttavia, se la campagna di vaccinazione proseguirà secondo le previsioni e se da un lato gli interventi di politica economica definiti dalla legge di bilancio e integrati dalle misure di sostegno del prossimo decreto, e accompagnati dagli investimenti previsti nel recovery plan, se tutto questo sarà tempestivamente attuato, il risultato di crescita di quest’anno potrà non risultare molto inferiore a quanto previsto nella Nadef”.
“Nelle intenzioni del Governo, questo è l’ultimo scostamento di bilancio che chiediamo al Parlamento di autorizzare per contrastare la pandemia”. L’Agenzia delle Entrate ha erogato “in poche settimane oltre 10 miliardi di euro, facendo partire milioni di bonifici che sono stati accreditati sui conti correnti dei beneficiari”. Con gli ultimi 4 decreti Ristori, ha ricordato Gualtieri, sono stati disposti “interventi che nel complesso ammontano a circa 18 miliardi nel 2020 e circa 9 miliardi nel 2021”.
“Non c’è dubbio alla luce della pandemia che occorre prolungare” la Cig Covid ma “occorre anche introdurre una selettività rispetto alle necessità in alcuni settori più colpiti” valutando anche se prolungare “ulteriormente il blocco dei licenziamenti e tornare alla normalità su settori meno impattati”.
Con il prossimo decreto Ristori ci sarà “anche un intervento sulla Naspi, parte del pacchetto lavoro” e il finanziamento “di un miliardo e mezzo” per la decontribuzione degli autonomi, “è un impegno che il governo ha preso”.
“Questo scostamento coprirà anche un pezzo di Transizione 4.0 che non è coperto dal Recovery, che copre la parte di iperammortamento, parte delle risorse sarà destinato a questo, unico caso di spesa non direttamente legata alla pandemia, ma è una spesa di complemento a quello che abbiamo fatto in legge di Bilancio anche alla luce della interlocuzione con la commissione europea”.
Il rapporto debito/Pil nel 2020 “dovrebbe chiudere su un livello inferiore al 158% previsto nella Nadef probabilmente per circa un punto percentuale. “Abbiamo ben presente anche il tema degli impianti sciistici, quindi qualsiasi sarà il criterio finale è evidente che questi settori dovranno essere sostenuti in modo adeguato perché saranno colpiti anche nei prossimi mesi non siamo di fronte a qualcosa che è alle nostre spalle”.
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Chi è Piero Benassi, da consigliere diplomatico di Conte ai Servizi
Mossa del premier pro-dialogo per risolvere la crisi
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22 gennaio 2021
14:48
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Ambasciatore di livello. Capo di Gabinetto dei ministri degli Esteri Emma Bonino e Federica Mogherini.
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Braccio destro di Giuseppe Conte sui delicatissimi dossier affrontati dal premier nei due governi da lui guidati. E’ Piero Benassi il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con la delega ai Servizi scelto dal Consiglio dei Ministri. Una scelta che cade su un uomo di massima fiducia del capo del governo ma anche su un profilo che, al Pd, non può dispiacere.
La cessione della delega concretizza la “mano tesa” di Conte al dialogo sul nodo dell’intelligence proprio mentre Matteo Renzi sta riunendo i gruppi Iv. E’ una scelta “politica” che arriva in una giornata di sostanziale impasse nelle trattative per il gruppo di costruttori. Una scelta con cui, tuttavia, Conte non cede su un punto: destinare la delega ad una personalità di massima fiducia. Una fiducia costruita nei due anni e mezzo di lavoro a Palazzo Chigi di Conte con il suo consigliere diplomatico. Ed è nel governo M5S-Lega che Benassi fa valere il suo curriculum europeista e merkeliano. Forte dell’esperienza da ambasciatore italiano a Berlino, Benassi fa da primo collegamento tra il premier di un governo (quello giallo-verde) non certo ben visto a Bruxelles e la cancelliera tedesca. E da lì in poi il sodalizio con Conte non si è mai affievolito.
Un sodalizio fatto anche di una collaborazione strettissima coltivata in questi trenta mesi, ma di certo non di legami politici. Il link fra l’ormai ex consigliere diplomatico di Palazzo Chigi e il M5S è pressoché inesistente, infatti. E la carriera di Benassi, 62 anni, romano d’origine e romanista di fede calcistica, è stata tutta nella diplomazia.
Prima di essere ambasciatore a Berlino (dal 2014 al 2018) e di fungere da capo di Gabinetto alla Farnesina, Benassi è stato ambasciatore a Tunisi, dal 2009 al 2013, ovvero nei turbolenti mesi della Primavera araba. La sua carriera inizia al dipartimento affari economici della Farnesina, per poi fare tappa a Cuba e a Varsavia. Con Conte, invece, è a Bruxelles che Benassi affronta i dossier più delicati, da quello dell’immigrazione, alla manovra – invisa dai falchi – in cui furono varati reddito di cittadinanza e quota 100. Fino all’ultima sfida del Next Generation Ue. A lui, ora, spetterà guidare uno dei rami del governo finito più nel mirino dell’opposizione e di Iv. A cominciare dal caso della missione segreta in Italia del General Attorney dell’amministrazione Trump William Barr per il caso Russiagate.
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Governo: Tensione sui responsabili, ‘Non rimpasto, ma nuovo esecutivo’
Italia Viva, ‘Stallo istituzionale serve una soluzione politica’. Di Battista: ‘Allontanare il renzismo dalla politica’
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22 gennaio 2021
20:09
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Non si scioglie il nodo della crisi. In vista del voto di mercoledì sulla giustizia e il ministro Bonafede, la maggioranza è a caccia dei numeri al Senato.
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Tra i responsabili, anche chi ha votato la fiducia martedì, come la senatrice Lonardo, ora chiede ‘garanzia’ prima di dire sì al Guardasigilli.
Tabacci, che lavora a nuovi gruppi centristi, va da Di Maio a Palazzo Chigi e chiede un Conte-ter: ‘Rafforzare la maggioranza si può, ma serve un governo nuovo, non basta un piccolo rimpasto. Conte è l’unico punto di equilibrio di questa legislatura’, dice. Intanto, Italia Viva apre, ma chiede ‘una soluzione politica di respiro’.
I deputati e i senatori di Italia Viva osservano “con preoccupazione lo stallo istituzionale di questi giorni, la difficile situazione sanitaria e i drammatici dati economici del nostro Paese” e “ribadiscono con forza la necessità, già espressa nel dibattito parlamentare, di una soluzione politica che abbia il respiro della legislatura e offra una visione dell’Italia per i prossimi anni”. E’ quanto si legge in un documento di Iv, che conferma che “si muoveranno tutti insieme in modo compatto e coerente in un confronto privo di veti e pregiudizi, da effettuarsi sui contenuti nelle sedi preposte”.
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Nel documento, approvato al termine della lunga assemblea notturna dei gruppi Iv e che porta la firma di tutti i deputati e i senatori, si ringrazia “Teresa Bellanova, Elena Bonetti, Ivan Scalfarotto per la straordinaria dimostrazione di coraggio, libertà e spirito di squadra che hanno dato e stanno dando in questi giorni lottando per le idee e gli ideali non solo di Italia Viva”.
“Leggiamo dichiarazioni e interviste di esponenti politici ancora convinti che ci sia spazio per ricucire con Renzi. Questo nonostante le mie e le nostre affermazioni nei giorni precedenti siano state chiarissime in tal senso. Allora lo ribadisco, a scanso di ogni equivoco: per il Movimento non ci sono margini per ricucire con Renzi, la porta è definitivamente chiusa”. Lo sottolinea il capo politico M5S Vito Crimi. “Non torneremo con chi è inaffidabile fino a questo punto: con chi si è reso responsabile di una crisi in un momento tanto drammatico per il Paese”, aggiunge.
“Ho sempre ritenuto che la mancata revoca” di Autostrade “durante il Conte I fosse imputabile alla pavidità di Salvini. Al contrario ritenevo che il Conte II avrebbe trovato le stesse identiche difficoltà per la contiguità di taluni esponenti del pd con determinati gruppi industriali italiani. E mi riferivo, soprattutto, alla compagine renziana, trombettieri del peggior establishment del Paese. Oggi che allontanare definitivamente il renzismo dalla scena politica italiana non è affatto impossibile, credo sia un dovere morale andare fino in fondo”. Così Alessandro Di Battista in un editoriale su Tpi.it rilanciato su Fb. “Non dimentico le parole che l’Ing. De Benedetti disse al suo broker il 16 gennaio 2015: “Faranno un provvedimento. Il governo farà un provvedimento sulle popolari”. E ancora: “Passa, ho parlato con Renzi ieri, passa”. Poco dopo il governo Renzi fece il provvedimento e l’Ingegnere incassò centinaia di migliaia di euro di plusvalenze. Non dimentico il #Ciaone lanciato dal renziano Carbone per irridere milioni di italiani che si stavano recando alle urne per votare al referendum sulle trivelle. Non dimentico lo strisciante liberismo che si nascondeva dietro le leggi renziane sul lavoro”, ricorda l’ex deputato M5S. “Non dimentico le offensive da borghesucci che si sentono élite contro il reddito di cittadinanza, oltretutto avanzate da chi, nel 2019, ha dichiarato un reddito di oltre un milione di euro. Non dimentico, sebbene la stragrande maggioranza dei media sembra averlo fatto, le indagini che coinvolgono i principali esponenti del giglio magico: Renzi, Boschi, Carrai, l’avvocato Bianchi. Tutti indagati nell’ambito dell’inchiesta che riguarda la Fondazione Open. L’indagine che coinvolge Bonifazi riguarda un’altra fondazione, la Eyu. Sono tutti, ovviamente, innocenti per queste inchieste ma sono colpevoli le loro politiche.
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Conte ai sindacati: ‘Con il Recovery salto di qualità per l’occupazione’
Quasi tre ore di riunione in videoconferenza con Landini, Furlan e Bombardieri
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22 gennaio 2021
20:25
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“Questo piano ha una valenza trasformativa per il Paese: è un piano che serve a fare un salto di qualità alla nostra capacità produttiva e occupazionale, a realizzare una svolta risolutiva per la modernizzazione del Paese”. Lo ha avrebbe detto, a quanto si apprende, il premier Giuseppe Conte concludendo l’incontro con i sindacati sul Recovery Plan.
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La riunione è durata quasi tre ore. In videocollegamento per Cgil, Cisl e Uil ci sono i segretari generali, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Pierpaolo Bombardieri. hanno partecipato i ministri in presenza Stefano Patuanelli, Paola De Micheli e Riccardo Fraccaro. In videocollegamento Roberto Gualtieri, Nunzia Catalfo e Beppe Provenzano.
Si tratta del primo della serie di incontri con parti sociali, categorie produttive e Regioni sul Recovery Plan.
Dopo i sindacati Conte ha incontrato Coldiretti, Confagricoltura, Cia e Copagri. Sono presenti alla riunione anche i ministri Stefano Patuanelli e Nunzia Catalfo. Subito dopo il premier vedrà l’Alleanza per le Cooperative.
“Il governo ha gestito una fase molto delicata con grande impegno. Stiamo lavorando per rispondere a lavoratori, imprese e famiglie. Non possiamo perdere tempo: dobbiamo spendere presto e bene i 209 miliardi del Recovery plan, è la nostra unica preoccupazione”. Così il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro, parlando con i giornalisti fuori Palazzo Chigi, prima dell’inizio del confronto.
“Vi vedo con gran piacere”, ha detto Conte aprendo la riunione, secondo quanto riferito da partecipanti all’incontro. “Grazie per il contributo che avete dato al paese in questi mesi difficili rinunciando anche alla vostre legittime rivendicazioni” ha aggiunto.
Il contributo dei sindacati sarà “valorizzato, perché questo passaggio che faremo con voi ci spingerà a modificare ulteriormente, per quanto necessario e opportuno, questo progetto”, ha sottolinato poi il presidente del Consiglio. “Oggi inizia il confronto con le parti sociali. Un confronto che vogliamo intenso e costruttivo. Abbiamo una versione aggiornata, oggettivamente migliorata, del Piano. Questo Piano deve servirci a liberare il potenziale di crescita dell’economia, a dare impulso alla produttività e all’occupazione”. “E lo dobbiamo fare – ha aggiunto il premier Giuseppe Conte – aumentando la capacità del nostro Paese di affrontare queste sfide e le trasformazioni in atto che riguardano anche le modalità organizzative del mondo del lavoro, rafforzando al contempo anche la coesione sociale”.
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“Secondo le prime valutazioni effettuate dal Mef, gli investimenti, gli incentivi e le riforme contenute nel Piano avranno un impatto che nel 2026, l’anno finale del Piano, dovrebbe tradursi in una crescita di 3 punti percentuali più alta rispetto allo scenario a politiche invariate”. Lo avrebbe detto il premier durante il suo incontro con i sindacati. “Ma a noi – ha aggiunto Conte – non interessa solo il Pil. A noi interessa, direi ancor più, che il Piano avrà un impatto positivo anche su tutti gli indicatori di benessere e di sviluppo sostenibile, grazie agli investimenti attivati direttamente e indirettamente, e alle innovazioni tecnologiche introdotte”.
Nel Recovery plan sono previsti investimenti sulle politiche attive del lavoro di 3,1 miliardi a cui si aggiungono i 500 milioni stanziati nella legge di bilancio. Lo ha detto la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo. L’obiettivo del piano – ha detto ancora – è una rete unica per la formazione di tutti i lavoratori rafforzando i centri per l’impiego e con la collaborazione delle regioni e delle agenzie private.
Il ministro Gualtieri ha annunciato che la prossima settimana il Governo incontrerà i sindacati sul decreto ristori e ha precisato che “è stata potenziata la dimensione al sostegno alle politiche attive del lavoro con 4 miliardi: vogliamo riempire questi interventi di contenuti nel dialogo con voi partendo dall’assegno di ricollocazione”. Ci sono poi – ha aggiunto – “una serie di grandi operazioni sulle infrastrutture e sulla mobilità sostenibile, con un investimento massiccio sulle infrastrutture ferroviarie in tutto il paese, sui porti, sul rinnovo del Trasporto locale collegato alla costruzione di una filiera produttiva italiana in questo settore”.
Infine Gualtieri ha ricordato che è stato “potenziato molto il capitolo dedicato all’istruzione e ricerca” e quello delle infrastrutture sociali, dagli asili nido alle infrastrutture per il lavoro di cura; puntiamo a sostenere sia l’indipendenza dei giovani – penso alle case dello studente e ad altre misure di questo tipo – ha concluso – sia la liberazione delle donne dal lavoro di cure, attraverso, appunto, tutta una coerente filiera di infrastrutture sociali.
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Lavoro: ministero, nel 2020 saldo negativo 42.000 posti
Studio con Bankitalia, era stato positivo per 300.000 nel 2019
e
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22 gennaio 2021
11:35
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Nell’intero 2020 i contratti di lavoro attivati sono stati solo 42.000 in meno rispetto a quelli cessati. Lo rileva il ministero del Lavoro in uno studio con la Banca d’Italia sulle comunicazioni obbligatorie sul lavoro privato non agricolo ricordando che il saldo era stato positivo per quasi 300.000 posti di lavoro nel 2019.
Questo andamento risente del calo delle assunzioni (4,78 milioni nel 2020 -28%) e delle cessazioni (4,8 milioni, -24%)) legate al blocco dei licenziamenti e al crollo dei nuovi contratti a termine.
” I dati – afferma la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo – evidenziano la sostanziale stabilità del numero complessivo dei posti di lavoro. Le misure messe in campo dal Governo hanno contribuito ad arginare l’impatto negativo della crisi permettendo di preservare centinaia di migliaia di posti di lavoro che altrimenti sarebbero andati perduti”.
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Mare: appello del Propeller Club, istituire ministero ad hoc
Seguire esempi di Grecia, Cipro, Francia e Spagna
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TRIESTE
21 gennaio 2021
21:23
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L’istituzione di un Ministero del Mare, che sia al fianco del Cluster Marittimo italiano, il quale riveste un ruolo fondamentale per il rilancio dell’economia nazionale. E’ la richiesta fatta dal Presidente del Propeller Club, Umberto Masucci, che sottolinea gli 8.000 chilometri di costa al centro del Mediterraneo a fronte dei 14mila di un Paese immenso come la Cina.
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Se questa è “l’importanza del Mare nel nostro Paese, non può non esserci un dicastero dedicato ad un settore così vitale”, spiega Masucci, convinto che in questo momento “storico così complesso”, l’Italia possa “ricoprire un ruolo di guida e di riferimento per l’Unione Europea valorizzando le conoscenze e facendo del Mediterraneo un centro per rilanciare trasporto, turismo, risorse sottomarine, pesca, industria, gestione integrata delle coste e degli spazi marittimi”.
Segnalando gli esempi di Grecia, Cipro, Francia e Spagna che hanno un ministero del Mare o qualcosa che gli assomiglia, Masucci sostiene che alla “portualità italiana serve una visione d’insieme dove le interconnessioni tra Porti, reti stradali e ferroviarie, supportate da un adeguato sistema di logistica integrata ed innovativa, rivestano un ruolo determinante, anche attraverso lo sviluppo della cosiddetta ‘smart logistic'”. E in questo senso rivolge un appello anche “a tutte le Associazioni del Cluster perché si uniscano nella richiesta”.
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Mattarella chiama Rodano, auguri per i 100 anni
La telefonata del Capo dello Stato a Marisa
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21 gennaio 2021
12:10
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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha telefonato questa mattina all’onorevole Maria Lisa Cinciari Rodano formulandole gli auguri per il suo centesimo compleanno.
Lo rende noto il Quirinale.
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Scuola: Tar Veneto respinge richiesta sospensiva
Fissata udienza in Camera di Consiglio il 27 gennaio
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VENEZIA
21 gennaio 2021
12:13
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Il Tar del Veneto ha respinto l’istanza di sospensiva presentata da 17 genitori contro l’ordinanza del presidente regionale, Luca Zaia, che aveva bloccato la ripresa delle lezioni in presenza per le scuole secondarie superiori fino al 31 gennaio. Il giudice della prima sezione del Tribunale amministrativo, Maddalena Filippi, ha fissato un’udienza in camera di consiglio per il giudizio cautelare al 27 gennaio prossimo.
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Cesa: Bernini, solidarietà, certa sua estraneità
Conosciamo sua storia politica e caratura umana
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21 gennaio 2021
12:22
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“Conoscendo la storia politica e la caratura umana di Lorenzo Cesa sono certa della sua totale estraneità all’accusa infamante che gli viene contestata. Le sue dimissioni, immediate e non dovute, da segretario dell’Udc confermano la sua correttezza e la sua comprovata sensibilità istituzionale.
Nell’esprimergli la mia piena solidarietà personale e politica auspico che venga convocato al più presto dai magistrati nella certezza che saprà chiarire rapidamente la sua posizione”. Lo dichiara in una nota la presidente dei senatori di Forza Italia Anna Maria Bernini.
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Governo:Salvini, parola torni agli elettori
Basta governi minestrone e parlamentari in vendita
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21 gennaio 2021
12:41
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“Parlamentari in vendita, Var in Senato, governi minestrone, alleanze solo per la poltrona.
Basta, fiducia negli italiani, la parola passi a loro”.
Lo afferma il leader della Lega Matteo Salvini, che tra poche ore salirà al Quirinale insieme agli altri leader del centrodestra.
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Cesa, fiducia nei giudici, non credo a tempi sospetti
Ora sto lasciando il partito, non mi occupo di vicende governo
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21 gennaio 2021
14:08
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“Io sono sempre stato rispettoso della magistratura e lo sono anche ora: non credo a tempi sospetti”. Così Lorenzo Cesa, da poche ore ex segretario dell’Udc, esclude che il suo coinvolgimento nell’inchiesta di Catanzaro possa essere letto come una ‘mina’ sulle interlocuzioni sulla crisi.
“Il centrodestra è unito. Detto questo sono una persona seria e lo sono anche oggi: non mi occupo più di vicende politiche. E’ un momento difficile. L’unica cosa che devo fare – conclude – è prendere le carte e lasciare il mio ufficio nella sede dell’Udc”.
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Iraq: Papa, addolorato per atto brutale e insensato
‘Confido che si continuerà a lavorare per la pace’
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CITTA DEL VATICANO
21 gennaio 2021
14:22
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Il Papa è “profondamente rattristato” per l’attentato a Baghdad di questa mattina. “Nel deplorare questo insensato atto di brutalità, prega per le vittime decedute e i loro familiari, per i feriti e per il personale impegnato nei soccorsi.
Confidando che tutti continueranno a lavorare per superare la violenza con fraternità, solidarietà e pace, Papa Francesco invoca sulla nazione e sul suo popolo la benedizione dell’Altissimo”. E’ quanto si legge in un telegramma a firma del card. Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, indirizzato al presidente dell’Iraq Barham Salih. Il Papa ha in agenda un viaggio in Iraq dal 5 all’8 marzo.
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Governo: Casini, serve governo unità nazionale
Perchè non cambia se governo ha 160 voti invece di 158
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21 gennaio 2021
15:53
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“Può esser che ci siano costruttori, ma cosa cambia se il governo ha 160 voti invece di 158? Non vedo lo spazio per grandissimi allargamenti e mi sembra difficile che Fi possa sostenere questo esecutivo. Purtroppo non si riuscirà a fare quel che serve al paese, cioè un governo di unità nazionale.
Se non lo si fa ora quando?”. Lo dice a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, il senatore Pierferdinando Casini.
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Governo: Bettini,istituzionale? Mai con antieuropeisti
O si allarga attuale maggioranza o c’è il voto
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21 gennaio 2021
16:59
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“Un governo Istituzionale? ma come facciamo a fare un governo istituzionale con una destra che in Europa è legata a Orban. Noi siamo legati alle forze europeiste, a Macron alla Merkel ai socialisti spagnoli.
Non si puo’ mettere insieme cose che non stanno insieme: forze europeiste ed antieuropeiste, persino che sono negazioniste del virus. Sarebbe ulteriore confusione e precarietà”. Lo ha detto Goffredo Bettini a “Oggi è un altro giorno” su Rai 1, ribadendo che o si allarga l’attuale maggioranza o c’è il voto.
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Scuola: genitori Fvg,Tar respinge secondo ricorso su rientro
Avvocato, “ne usciamo comunque vincitori”
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TRIESTE
21 gennaio 2021
19:42
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Il Tar del Fvg ha respinto – perché non ci sono i tempi tecnici per organizzare il rientro in classe – il secondo ricorso presentato da un gruppo di genitori, contro la seconda ordinanza firmata dal governatore Fvg Massimiliano Fedriga, “che blocca la ripresa della didattica in presenza nelle scuole superiori di secondo grado della regione”.
Lo ha confermato poco fa l’avvocato Filippo Pesce, legale dei ricorrenti.
“Ne usciamo comunque vincitori”, ha dichiarato l’avvocato. Il Tar aveva accolto invece il primo ricorso, analogo nei contenuti.
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Moody’s, da Covid sfide temibili per governo indebolito
Elezioni improbabili ma deve gestire pandemia e fondi Ue
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22 gennaio 2021
13:29
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“Una maggioranza più fragile”, quale quella che è emersa dal voto del Senato, “intensifica le sfide delle politiche post-pandemiche” per l’Italia. E’ quanto afferma Moody’s in un report dedicato alla situazione politica italiana.
“Mentre le elezioni anticipate sono improbabili, questo governo indebolito affronta temibili sfide politiche sia nella gestione dell’attuale fase della pandemia che nell’assicurare un efficace e tempestivo assorbimento dei fondi europei, fondamentali per migliorare il basso potenziale di crescita dell’Italia”.
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Le stelle sul ghetto di Roma e il dovere della memoria
Giulio Base racconta su RaiPlay il 16 ottobre 1943
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22 gennaio 2021
15:11
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UN CIELO STELLATO SOPRA IL GHETTO DI ROMA di Giulio Base mischia passato e presente, anche per mettere in evidenza come certi valori siano inevitabilmente senza tempo. In questo caso nel film – disponibile in esclusiva dal 27 gennaio su RaiPlay e poi in onda su Rai1 sabato 6 febbraio alle 22.50 – i valori sono quelli del ricordo, della memoria, della Shoah partendo da quel 16 ottobre 1943, anche detto il ‘sabato nero degli ebrei’.
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Quel giorno ci fu un massiccio rastrellamento nel ghetto, il quartiere ebraico romano, da parte della Gestapo insieme ad alcuni fascisti. Una caccia all’uomo che comportò la cattura di 1259 persone: 689 donne, 363 uomini e 207 bambini. Da questa tragica vicenda del passato, in cui si vede tra l’altro una suora del convento di Sant’Alessio salvare una bambina dalla cattura, si passa alla Roma contemporanea.
Qui in una soffitta la diciottenne Sofia (Bianca Panconi), figlia di un famoso pianista internazionale (Giulio Base), trova in una vecchia valigia una commovente lettera di una donna che racconta di una bambina ebrea scomparsa proprio quella notte.
Insieme alla lettera c’è anche una fotografia ingiallita della bambina che ha anche un nome: Sarah Cohen. Per la sensibile Sofia quella foto e quella lettera diventano ben presto un’ossessione. Dove è finita Sarah? Insieme con i suoi amici e alcuni ragazzi ebrei la ragazza contatta la comunità ebraica alla ricerca di qualche notizia.
Ben presto Sarah Cohen sarà oggetto di un vero e proprio culto da parte di questi giovani, tanto che a un certo punto si penserà bene, mentre continuano le ricerche, di renderle omaggio con una pièce a lei dedicata. Nel frattempo la realtà, come spesso capita, non mancherà di stupire tutti con il più incredibile dei colpi di scena.
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Governo: Mastella,mia moglie incerta su relazione Bonafede
Senatrice Lonardo “non voterà contro ma non credo a favore”
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22 gennaio 2021
15:32
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“Mia moglie è perplessa su Bonafede”.
Potrebbe votare no? “Non lo so, ma a lei non piace l’idea che (Bonafede, ndr) ha fatto della giustizia, il giustizialismo fino alle estreme conseguenze.
Non vota contro, ma a favore non lo so”. Così Clemente Mastella, sindaco di Benevento e ospite di ‘Un giorno da pecora’ su Radio2, riguardo alla posizione della moglie, la senatrice del Misto, Sandra Lonardo, sulla relazione sulla giustizia che il 27 gennaio il Guardasigilli riferirà al Senato. E su un’eventuale astensione, ha risposto: “Vediamo”.
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Fontana, Lombardia torni arancione, dati sempre corretti
A Roma devono smettere di calunniarci per coprire loro mancanze
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MILANO
22 gennaio 2021
15:53
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“La Lombardia deve essere collocata in zona arancione. Lo evidenziano i dati all’esame della Cabina di regia, ancora riunita”.
Lo dichiara il governatore, Attilio Fontana. “Abbiamo sempre fornito informazioni corrette. A Roma devono smetterla di calunniare la Lombardia per coprire le proprie mancanze”, aggiunge il governatore.
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Di Battista,allontanare renzismo da politica dovere morale
Compagine ex premier è stata contro revoca Autostrade
e
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22 gennaio 2021
16:51
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“Ho sempre ritenuto che la mancata revoca” di Autostrade “durante il Conte I fosse imputabile alla pavidità di Salvini. Al contrario ritenevo che il Conte II avrebbe trovato le stesse identiche difficoltà per la contiguità di taluni esponenti del pd con determinati gruppi industriali italiani.
E mi riferivo, soprattutto, alla compagine renziana, trombettieri del peggior establishment del Paese. Oggi che allontanare definitivamente il renzismo dalla scena politica italiana non è affatto impossibile, credo sia un dovere morale andare fino in fondo”. Così Alessandro Di Battista in un editoriale su Tpi.it rilanciato su Fb.
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Scuola: Puglia, superiori in presenza al 50% da febbraio
Per elementari e medie lezioni in classe con possibilità dad
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BARI
22 gennaio 2021
16:08
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Dal 25 al 30 gennaio in Puglia tutti gli studenti delle scuole superiori svolgeranno le lezioni con la didattica digitale, mentre gli alunni delle scuole elementari e medie, nonché i bimbi della scuola dell’infanzia, proseguiranno con la didattica in presenza con possibilità per i genitori di chiedere la didattica a distanza.
Dal primo febbraio e sino al 6 febbraio, invece, i ragazzi delle superiori potranno tornare a svolgere le lezioni in presenza, ma con il limite del 50% di presenza di studenti in ogni istituto.
E’ quanto dispone la nuova ordinanza regionale firmata dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.
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22 gennaio 2021
14:38
ISS:BOZZA,RT SCENDE A 0,97 DOPO CINQUE SETTIMANE DI CRESCITA.
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Vaccini: Zaia, abbiamo le dosi per fare i richiami
Poi partiremo con vaccinazione over 75
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VENEZIA
22 gennaio 2021
14:03
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“Per la prossima settimana abbiamo i vaccini per fare tutti i richiami previsti”. Lo dice il presidente del Veneto Luca Zaia.
“Sembra che dalla prossima settimana si riparta con la quota di vaccini prevista – aggiunge – quindi dovremmo ripartire in quota, partendo dagli over 75”.
All’esterno della sede della Protezione Civile, dove è in corso la conferenza stampa del governatore, è in corso una manifestazione di genitori di ragazzi delle superiori per i quali non sarà previsto il rientro in aula prima di febbraio.
“Noi non ce l’abbiamo con le scuole – ribadisce -. Siamo chiamati ad applicare piani di sanità pubblica”.
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Ndrangheta stragista: sentenza,non esclusi mandanti politici
Corte Assise Reggio C.:atti trasmessi a Procura per indagini
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REGGIO CALABRIA
22 gennaio 2021
11:15
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“Non può affatto escludersi, anzi appare piuttosto assai probabile, che dietro tali avvenimenti vi fossero dei mandanti politici che attraverso la ‘strategia della tensione’ volevano evitare l’avvento al potere delle sinistre, temuto anche dalle organizzazioni criminali, che erano riuscite con i precedenti referenti politici a godere di benefici e agevolazioni. Si può, quindi, affermare che in tale circostanza si era venuta a creare una sorta di convergenza di interessi tra vari settori che hanno sostenuto ideologicamente la strategia stragista di Cosa Nostra”.
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È quanto si afferma nelle motivazioni della sentenza del processo”‘Ndrangheta stragista” con la quale la Corte d’Assise di Reggio Calabria, su richiesta del procuratore Giovanni Bombardieri e dell’aggiunto Giuseppe Lombardo, sono stati condannati all’ergastolo lo scorso 24 luglio il boss siciliano Giuseppe Graviano e Rocco Santo Filippone, considerato dalla Dda il referente della cosca Piromalli.
Graviano e Filippone sono ritenuti i mandanti degli attentati ai carabinieri Antonio Fava e Vincenzo Garofalo uccisi il 18 gennaio 1994 sulla Salerno-Reggio Calabria, nei pressi dello svincolo di Scilla. “Le conclusioni cui è pervenuta questa Corte in ordine alla responsabilità degli imputati – è scritto nella sentenza – costituiscono soltanto un primo approdo, dal momento che la complessa istruttoria dibattimentale, ivi comprese le dichiarazioni di Giuseppe Graviano, lascia intravedere il coinvolgimento di ulteriori soggetti che hanno concorso nella ideazione e deliberazione degli eventi in esame. Ciò che si ricava è che dietro tutto ciò non vi sono state soltanto le organizzazioni criminali, ma anche tutta una serie di soggetti provenienti da differenti contesti (politici, massonici, servizi segreti), che hanno agito al fine di destabilizzare lo Stato per ottenere anch’essi vantaggi di vario genere, approfittando anche di un momento di crisi dei partiti tradizionali”.
Per questo motivo, “con riferimento alla identificazione di tali soggetti”, la Corte d’Assise di Reggio Calabria ha trasmesso alcuni atti del processo alla Procura della Repubblica perché continui a indagare.
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Nuovo dpcm, le faq : possibile andare nelle seconde case
Possibile raggiungere le seconde case, anche in un’altra Regione. Da rossa in altre zone per lavoro, necessità o salute
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22 gennaio 2021
11:36
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E’ possibile raggiungere le seconde case, anche in un’altra Regione o Provincia autonoma (e anche da o verso le zone “arancione” o “rossa”), ma solo a coloro che possano comprovare di avere effettivamente avuto titolo per recarsi in quell’immobile prima dell’entrata in vigore del decreto-legge del 14 gennaio. E’ quanto si legge nelle Faq del Governo appena pubblicate. Nelle faq si spiega che si tratta di una possibilità limitata al ‘rientro’ e questo perchè le disposizioni in vigore consentono, dal 16 gennaio 2021, di fare “rientro”, appunto, alla propria residenza, domicilio o abitazione, senza prevedere più alcuna limitazione rispetto alle cosiddette “seconde case”.
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Il titolo per recarsi nella seconda casa, “per ovvie esigenze antielusive, deve avere data certa (come, per esempio, la data di un atto stipulato dal notaio, ovvero la data di registrazione di una scrittura privata) anteriore al 14 gennaio 2021”. Sono dunque esclusi, precisano le faq, tutti i titoli di godimento successivi a tale data (comprese le locazioni brevi non soggette a registrazione). Naturalmente, “la casa di destinazione non deve essere abitata da persone non appartenenti al nucleo familiare convivente con l’avente titolo, e vi si può recare unicamente tale nucleo”. La sussistenza dei requisiti potrà essere comprovata con copia del titolo di godimento avente data certa o, eventualmente, anche con autocertificazione. La veridicità delle autocertificazioni sarà oggetto di controlli successivi e la falsità di quanto dichiarato costituisce reato.
Ok a non conviventi in auto, ma davanti solo guidatore
Si può usare l’automobile “con persone non conviventi, purché siano rispettate le stesse misure di precauzione previste per il trasporto non di linea: ossia con la presenza del solo guidatore nella parte anteriore della vettura e di due passeggeri al massimo per ciascuna ulteriore fila di sedili posteriori, con obbligo per tutti i passeggeri di indossare la mascherina”. E’ quanto si legge nelle Faq sul sito del Governo. “L’obbligo di indossare la mascherina – si legge ancora – può essere derogato nella sola ipotesi in cui la vettura risulti dotata di un separatore fisico (plexiglas) fra la fila anteriore e posteriore della macchina, essendo in tale caso ammessa la presenza del solo guidatore nella fila anteriore e di un solo passeggero per la fila posteriore”.
Sì agli accompagnatori per gli spostamenti tra regioni
Se una persona è giustificata a spostarsi tra regioni di diverso colore ma non ha la macchina o la patente, o non sia autosufficiente o abbia un altro impedimento, può farsi accompagnare da un familiare (preferibilmente convivente) o da una persona incaricata del trasporto, da e verso la propria abitazione, anche tenuto conto dell’esigenza di limitare quanto più possibile l’utilizzo di mezzi pubblici. Lo spiegano le Faq del Governo. Nel caso in cui l’accompagnatore e l’accompagnato non siano conviventi devono indossare entrambi la mascherina. Nel rispetto di tali condizioni, anche lo spostamento dell’accompagnatore è giustificato.
Da rossa in altre zone per lavoro, necessità o salute
Il transito nelle aree con restrizioni agli spostamenti diverse dalla rossa (quindi arancione o gialla) è consentito, come ogni altro spostamento, “esclusivamente per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità (per esempio l’acquisto di beni necessari) o motivi di salute”. È inoltre consentito “se strettamente necessario ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza, se prevista”. Lo spiegano le Faq del Governo.
Sì ad asporto fino 22, non a bar senza cucina o simili
“La vendita con asporto è possibile anche dalle 18.00 alle 22.00, ma è vietata in tali orari ai soggetti che svolgono come attività prevalente quella di bar senza cucina (e altri esercizi simili – codice ATECO 56.3) o commercio al dettaglio di bevande (codice ATECO 47.25)”. E’ quanto si legge nelle Faq sul sito del Governo, nello specifico per tutte le aree. “La consegna a domicilio – si legge ancora – è consentita senza limiti di orario, ma deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti”. Nelle sezioni sulla zona arancione e rossa viene aggiunto che “è consentita, senza limiti di orario, anche la consumazione di cibi e bevande all’interno degli alberghi e delle altre attività ricettive, per i soli clienti ivi alloggiati”.
Sì a spostamenti tra regioni per funerali parenti
Si agli spostamenti tra regioni di diverso colore per i funerali dei parenti. Lo prevedono le Faq del Governo. “La partecipazione a funerali di parenti stretti (per tali potendosi ragionevolmente ritenere almeno quelli fino entro il secondo grado) o di unico parente rimasto – si legge nelle Faq – sempre nel rispetto di tutte le misure di prevenzione e sicurezza, costituisce causa di necessità per spostamenti, anche tra aree territoriali a diverso rischio e con discipline differenziate per il contrasto e il contenimento dell’emergenza da Covid-19”.
In zona rossa confermate visite da parte di due persone
Dal 16 gennaio al 5 marzo 2021, in area rossa sono consentiti esclusivamente spostamenti per comprovati motivi di lavoro, salute o necessità (anche verso un’altra Regione) ed è sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, comprese le seconde case. Lo ribadiscono le Faq del Governo, che confermano come, tra le 5 e le 22, una volta al giorno, è consentito lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata situata nello stesso Comune, a un massimo di due persone, oltre a quelle già conviventi nell’abitazione. La persona o le due persone che si spostano potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni e le persone disabili o non autosufficienti che convivono con loro. A chi vive in un Comune fino a 5.000 abitanti, tale spostamento è consentito anche entro i 30 km dal confine del proprio Comune (quindi anche in un’altra Regione o Provincia autonoma), con il divieto però di spostarsi verso i capoluoghi di Provincia. Il rientro a casa dopo essere andati a trovare amici o parenti deve sempre avvenire tra le 5 e le 22, su tutto il territorio nazionale e indipendentemente dal fatto che il giorno sia feriale o festivo. I motivi che giustificano gli spostamenti tra le 22 e le 5 restano esclusivamente quelli di lavoro, necessità o salute.
Sì a spostamenti tra zone per assistere non autosufficienti
Le Faq del Governo spiegano che lo spostamento per dare assistenza a parenti non autosufficienti è consentito anche tra Comuni e Regioni in aree diverse, “ove non sia possibile assicurare loro la necessaria assistenza tramite altri soggetti presenti” in quel Comune o Regione. Non è possibile, comunque, spostarsi in numero superiore alle persone strettamente necessarie a fornire l’assistenza necessaria: di norma un solo parente adulto, eventualmente accompagnato dai minori o disabili che abitualmente egli già assiste. All’interno della zona rossa si può andare ad assistere un parente o un amico non autosufficiente perchè è “una condizione di necessità”. Nel caso si tratti di persone anziane o già affette da altre malattie bisogna però tenere presente “che sono categorie più vulnerabili e quindi occorre cercare di proteggerle dai contatti il più possibile”. Per chi vive in zona rossa, invece, fino al 15 gennaio sono vietati gli spostamenti in un’altra regione per andare a trovare i propri genitori, anziani ma in buona salute.
Genitori separati possono andare sempre a trovare figli. Possibile ma fortemente sconsigliato portarli dai nonni
I separati o divorziati possono andare a trovare i figli minorenni anche in un’altra Regione o all’estero. Lo spiegano le Faq del Governo, secondo cui “gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti anche tra Regioni e tra aree differenti”. Questi spostamenti dovranno in ogni caso avvenire “scegliendo il tragitto più breve” e nel rispetto delle prescrizioni sanitarie (persone in quarantena, positive, immunodepresse, eccetera). Per quanto riguarda gli spostamenti da e per l’estero occorre informarsi sulle specifiche prescrizioni sanitarie relative al Paese da cui si proviene o in cui ci si deve recare. E’ invece “possibile ma fortemente sconsigliato” spostarsi per accompagnare i propri figli dai nonni o per andarli a riprendere all’inizio o al termine della giornata di lavoro perché “gli anziani sono tra le categorie più esposte al contagio e devono quindi evitare il più possibile i contatti con altre persone”. Pertanto, questo spostamento è ammesso “solo in caso di estrema necessità, se entrambi i genitori sono impossibilitati a tenere i figli con sé per ragioni di forza maggiore”. In questo caso i genitori possono accompagnare i bambini dai nonni, “percorrendo il tragitto strettamente necessario per raggiungerli e recarsi sul luogo di lavoro, oppure per andare a riprendere i bambini al ritorno”. Ma se possibile, “è assolutamente da preferire che i figli rimangano a casa con uno dei due genitori che usufruiscono di modalità di lavoro agile o di congedi”.
Sì a sport all’aperto nei circoli in zona gialla
“È consentito recarsi presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, dell’area gialla, per svolgere esclusivamente all’aperto l’attività sportiva di base, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall’Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI), con la prescrizione che è interdetto l’uso di spogliatoi interni a detti circoli”. E’ quanto si legge nelle Faq sul sito del Governo.
Musei e gli altri luoghi della cultura in zona gialla
Il servizio di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura (di cui all’articolo 101 del Codice dei beni culturali e del paesaggio) è assicurato, dal lunedì al venerdì, con esclusione dei giorni festivi, con modalità di fruizione contingentata e nel rispetto delle misure anti-Covid. Alle stesse condizioni sono aperte al pubblico anche le mostre.
Sì a caccia e pesca in area gialla, vietate in zona rossa
L’attività venatoria o la pesca dilettantistica o sportiva sono consentite ovunque all’interno dell’area gialla; consentite in area arancione solo nell’ambito del proprio Comune; vietate in area rossa. E’ quanto si legge nelle Faq sul sito del Governo.
Dog sitting permesso anche in zona rossa, è come attività colf
“L’attività di dog sitting è consentita dal dpcm” perché si tratta “di attività lavorativa assimilabile a quella di collaborazione domestica”. E’ quanto si legge nelle Faq sul sito del Governo, nella sezione che riguarda l’area rossa.
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Covid: proposta delle Regioni, 4,5 miliardi per ristori dello sci
Fondo per operatori e nuovi interventi una tantum per lavoratori
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AOSTA
21 gennaio 2021
17:05
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La costituzione di un Fondo ristori per gli operatori economici del settore del turismo invernale legato alle stazioni sciistiche e ulteriori interventi una tantum a compensazione del mancato reddito per i lavoratori del medesimo settore: sono i due punti contenuti nella proposta condivisa dalle Regioni – su input della Lombardia – per i ristori nel settore dello sci. Sulla base delle stime effettuate, i due interventi – da inserire nel decreto legge “ristori-, richiedono complessivamente uno stanziamento pari a 4,5 miliardi di euro.
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Vaccini: De Luca ad Arcuri, ci tuteleremo in ogni sede
Invito commissario a linea equità ed oggettività assoluta
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NAPOLI
21 gennaio 2021
12:52
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“Invito il commissario Arcuri a procedere sulla base di una linea di equità e oggettività assoluta, a tutela dei nostri concittadini e nel rispetto di uno sforzo organizzativo enorme compiuto dalla Regione Campania, e che non può essere vanificato. Siamo pronti, in caso contrario, a tutelarci in ogni sede”.
Lo sottolinea il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, in merito alla comunicazione che le forniture di vaccini prevista per la Campania il giorno 25 gennaio è stata dimezzata.
“E’ indispensabile garantire il completamento dei richiami per i primi vaccinati”, aggiunge.
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Scuola: Tar Veneto respinge richiesta sospensiva
Fissata udienza in Camera di Consiglio il 27 gennaio
e
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VENEZIA
21 gennaio 2021
12:13
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Il Tar del Veneto ha respinto l’istanza di sospensiva presentata da 17 genitori contro l’ordinanza del presidente regionale, Luca Zaia, che aveva bloccato la ripresa delle lezioni in presenza per le scuole secondarie superiori fino al 31 gennaio. Il giudice della prima sezione del Tribunale amministrativo, Maddalena Filippi, ha fissato un’udienza in camera di consiglio per il giudizio cautelare al 27 gennaio prossimo.
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Maturità: Nardelli (Pd), prova scritta pensiamo vada fatta
“Incontro interlocutorio di maggioranza ieri sera”
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21 gennaio 2021
11:43
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Prevedere una prova scritta di italiano all’esame di maturità dà maggiore “dignità” all’esame stesso, non ha l’obiettivo “di rendere più pesante l’esame di Stato ma di renderlo più dignitoso, anche tenendo presente tutte le difficoltà che ci sono e ci sono state. Tenere l’asticella alta favorisce chi non ha altre possibilità.
Nell’incontro di maggioranza di ieri sera sull’esame di maturità si è sottolineato che era un incontro interlocutorio, è stato uno scambio di idee. Noi del Pd abbiamo sottolineato che prendere una decisione così in anticipo è una resa, se poi la situazione epidemiologica peggiora ci si penserà. Soprattutto riteniamo che una prova di italiano scritto vada fatta”. Lo dice Flavia Nardelli capogruppo Pd in Commissione Istruzione alla Camera.
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Maturità: Granato (M5S), orientamento è per maxi-orale
“Ma decisione finale da prendere. Ordinanza entro gennaio”
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21 gennaio 2021
10:48
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“C’è un forte orientamento a lasciare la maturità 2021 come lo scorso anno, ovvero un maxi orale, con una stretta maggiore sull’ammissione all’esame per incentivare gli studenti a ‘stare sul pezzo’. Questo perchè c’è una geografia delle aperture che ci sorprende: non è possibile riuscire a gestirla in modo unitario.
La ministra Azzolina sta comunque procedendo a delle consultazioni. Il pd aveva proposto una prova scritta e una orale ma dobbiamo poter dare certezza al personale scolastico e agli studenti e al momento non è possibile garantire a tutti lo stesso numero di giorni di scuola; il rischio è di dover cambiare le carte in tavola all’ultimo momento”. A dirlo è Bianca Granato, capogruppo M5S in commissione Istruzione al Senato. La decisione finale assunta ieri sera al termine della riunione di maggioranza è che la ministra Azzolina proceda ad altre consultazioni come richiesto anche dai membri delle due commissioni. L’ordinanza sulla maturità deve uscire entro gennaio.
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Maturità:Azzolina vede maggioranza, dare certezze a studenti
“Esame terrà conto dell’anno ma sarà serio e completo”
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20 gennaio 2021
21:23
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“Dobbiamo decidere a breve” per “dare certezze” alle scuole e agli studenti e “offrire un quadro chiaro”. La prossima Maturità “terrà conto dell’anno in corso” ma dovrà essere comunque un esame “completo, serio, capace di offrire un quadro adeguato delle competenze degli studenti”.
Lo ha assicurato la Ministra Lucia Azzolina intervenendo stasera alla riunione di maggioranza con gli esponenti delle commissioni competenti di Camera e Senato. “Nessuna decisione definitiva è ancora stata presa, ha spiegato la Ministra”.
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Belsito non creò danni all’immagine della Lega, assolto
Decisione giudici Genova. Il partito aveva chiesto 500 mila euro
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GENOVA
19 gennaio 2021
18:27
AGGIORNATO IL
20 GENNAIO 2021
ALLE
14:04
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Nessun danno di immagine per la Lega. E’ quanto deciso dai giudici della  Corte di Appello di Genova nel processo d’Appello contro Francesco Belsito e tre imprenditori nel quale il Carroccio ha chiesto un risarcimento da 500 mila euro all’ex tesoriere perché secondo i legali del partito dopo il deflagrare dell’inchiesta sui fondi della Lega, nella quale era rimasto coinvolto Belsito, ci sarebbe stata una perdita di consenso elettorale nel 2011 e 2013.
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I giudici hanno assolto Belsito.
Il partito guidato da Matteo Salvini aveva impugnato la sentenza con la quale nel giugno del 2019 il tribunale aveva assolto i quattro (con Belsito, Romolo Girardelli, Stefano Bonet, Stefano Lombardelli) dall’accusa di associazione a delinquere per un giro di consulenze tecnologiche fasulle per grandi gruppi industriali in cambio di sgravi fiscali. La sentenza è passata in giudicato nell’aspetto penale, perché la procura non l’ha impugnata, ma la Lega, che si era costituita parte civile, lo ha fatto per cercare di avere un risarcimento.
Il caso nasce sulla scia delle indagini sui rimborsi elettorali per 49 milioni di euro non dovuti (la Cassazione ha confermato la confisca, i soldi sono spariti, la procura di Genova li cerca e intanto la Lega ha stabilito una rateizzazione da 600 mila euro all’anno), e sugli investimenti a Cipro e in Tanzania. Il processo ruotava attorno alla Polare, società guidata da Bonet. Gli anni in questione vanno dal 2008 al 2013.
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M5S vara nuovo Statuto, 9-10/2 Assemblea per votazioni
Arriva Comitato Direttivo al posto Capo Politico
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22 gennaio 2021
19:26
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Cambia lo Statuto del M5S e al posto della figura del capo Politico, all’articolo 5, si prevede l’istituzione del Comitato Direttivo, ovvero dell’organo collegiale. Le modifiche allo Statuto saranno votate, annuncia Vito Crimi sul blog delle Stelle,”dall’Assemblea degli iscritti convocata dalle ore 12 di martedì 9 febbraio 2021 fino alle ore 12 di mercoledì 10 febbraio 2021 in prima convocazione e dalle ore 12 di martedì 16 febbraio 2021 fino ore 12 di mercoledì 17 febbraio 2021 in seconda convocazione”.
“Al fine di venire incontro all’esigenza ampiamente manifestata da parte degli iscritti, si prevede inoltre che il Comitato direttivo possa autorizzare, anche emanando linee guida generali, spazi di lavoro fisici e/o digitali per gli iscritti del MoVimento.
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Prima dello svolgimento della votazione delle modifiche allo Statuto, sarà resa nota, da parte del Comitato di Garanzia, la bozza di regolamento per l’elezione del nuovo organo direttivo da adottarsi qualora la modifica abbia il parere favorevole dell’assemblea degli iscritti”, spiega Crimi nel post sul blog che, a un anno dal passaggio di consegne tra Di Maio e il capo politico pro-tempore annuncia quindi il prossimo epilogo dell’attuale reggenza.
“La proposta di modifica prevede il trasferimento di tutte le funzioni di competenza del Capo Politico ad un “Comitato direttivo” di nuova istituzione, composto da 5 membri, eletti dagli iscritti, della durata di tre anni e le cui deliberazioni sono assunte a maggioranza dei membri. Tale Comitato direttivo dovrà prevedere una rappresentanza di genere equilibrata, e al proprio interno non potrà esserci una tipologia di portavoce che abbia all’interno di tale Comitato la maggioranza dei membri. Nessuna limitazione è invece prevista per coloro che non sono portavoce”.
“Il Comitato direttivo elegge e revoca al proprio interno a maggioranza, con rotazione annuale, colui che assumerà le funzioni di rappresentante legale ed istituzionale del MoVimento 5 Stelle e per l’esercizio delle sole funzioni che le leggi pro tempore vigenti richiedono. Il Comitato direttivo è l’organo che ha tutti i necessari poteri di ordinaria amministrazione. Gli atti di straordinaria amministrazione sono subordinati al consenso e/o ratifica da parte dei componenti del Comitato di Garanzia”. E’ quanto si legge all’articolo 7 nel nuovo Statuto del M5S che sarà votato il 9 febbraio prossimo. “Il Comitato di Garanzia, nella definizione del regolamento per l’elezione dei membri del comitato direttivo, individuerà eventuali cause di incompatibilità, e stabilirà che ciascun genere sia rappresentato per almeno i due quinti e che ciascuna delle seguenti tipologie di portavoce: membri del governo, parlamentari europei, nazionali, consiglieri regionali e consiglieri comunali, non sia rappresentato all’interno del Comitato da un numero di membri superiore ai due quinti”, si legge ancora nel testo che aggiunge: “il Comitato direttivo, o uno o più membri dello stesso, può essere sfiduciato con delibera assunta a maggioranza assoluta dei componenti del Comitato di Garanzia e/o dal Garante, ratificata da una consultazione in Rete degli iscritti, in conformità a quanto previsto dal presente Statuto. Il Comitato direttivo delibera a maggioranza dei propri membri”.
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Giorno memoria: Emanuele Filiberto, leggi razziali una vergogna
Lettera alla comunità ebraica di Roma: ‘Non ci riconosciamo in ciò che fece Vittorio Emanuele III: una firma sofferta, dalla quale ci dissociamo fermamente, un documento inaccettabile’
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22 gennaio 2021
20:29
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“Condanno le leggi razziali del 1938, di cui ancora oggi sento tutto il peso sulle mie spalle e con me tutta la Real Casa di Savoia e dichiaro solennemente che non ci riconosciamo in ciò che fece Vittorio Emanuele III: una firma sofferta, dalla quale ci dissociamo fermamente, un documento inaccettabile, un’ombra indelebile per la mia Famiglia, una ferita ancora aperta per l’Italia intera”. E’ un passaggio della lettera alla comunità ebraica scritta da Emanuele Filiberto di Savoia, che ne parla in una intervista nello Speciale Tg5 Parole dal Silenzio in onda domani in seconda serata, anticipata dal Tg5 delle 20 di stasera.
Emanuele Filiberto di Savoia nella lettera di scuse scrive: “Mi rivolgo a tutti voi, Fratelli della Comunità Ebraica italiana, per esprimervi la mia sincera amicizia e trasmettervi tutto il mio affetto nel solenne ‘Giorno della Memoria’.
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Vi scrivo a cuore aperto una lettera certamente non facile, una lettera che può stupirvi e che forse non vi aspettavate. Eppure sappiate che per me è molto importante e necessaria, perché reputo giunto, una volta per tutte, il momento di fare i conti con la Storia e con il passato della Famiglia che oggi sono qui a rappresentare, nel nome millenario di quella Casa Reale che ha contribuito in maniera determinante all’unità d’Italia, nome che orgogliosamente porto”. “Scrivo a voi, Fratelli Ebrei, nell’anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, data simbolo scelta nel 2000 dal Parlamento della Repubblica Italiana, a memoria perpetua di una tragedia che ha visto perire per mano della follia nazi-fascista 6 milioni di ebrei europei, di cui 7500 nostri fratelli italiani”, si legge ancora nella lettera. È nel ricordo “di quelle sacre vittime italiane che desidero oggi chiedere ufficialmente e solennemente perdono a nome di tutta la mia Famiglia. Ho deciso di fare questo passo, per me doveroso, perché la memoria di quanto accaduto resti viva, perché il ricordo sia sempre presente”. Quindi il passaggio in cui Emanuele Filiberto afferma di condannare le leggi razziali del 1938, “di cui ancor oggi sento tutto il peso sulle mie spalle e con me tutta la Real Casa di Savoia e dichiaro solennemente che non ci riconosciamo in ciò che fece Re Vittorio Emanuele III: una firma sofferta, dalla quale ci dissociamo fermamente, un documento inaccettabile, un’ombra indelebile per la mia Famiglia, una ferita ancora aperta per l’Italia intera. Condanno le leggi razziali nel ricordo del mio glorioso avo Re Carlo Alberto che il 29 marzo 1848 fu tra i primi Sovrani d’Europa a dare agli italiani ebrei la piena uguaglianza di diritti.
Condanno le leggi razziali nel ricordo dei numerosi italiani ebrei che lottarono con grandissimo coraggio sui campi di battaglia dell’Ottocento e del primo Novecento da veri Patrioti. Condanno la firma delle leggi razziali nel ricordo della visita alla nuova Sinagoga di Roma che proprio mio bisnonno Vittorio Emanuele III fece nel 1904, dopo che il 13 gennaio dello stesso anno si disse addirittura favorevole alla nascita dello stato ebraico e così si espresse: ‘gli ebrei, per noi, sono Italiani, in tutto e per tutto'”. “Desidero che la Storia non si cancelli, che la Storia non si dimentichi e che la Storia abbia sempre la possibilità di raccontare quanto accaduto a tutti coloro che hanno fame e sete di verità. Le vittime dell’Olocausto non dovranno mai essere dimenticate e per questo motivo, ancor oggi, esse ci gridano il loro desiderio di essere giustamente ricordate. Anche la mia Casa ha sofferto in prima persona, sebbene per motivi politici, ed è stata ferita profondamente negli affetti più cari: come potremmo dimenticare – osserva nella missiva alla comunità ebraica – la tragica fine di mia zia Mafalda di Savoia, morta il 28 agosto 1944 nel campo di concentramento di Buchenwald dopo un’atroce agonia? Come potrei dimenticare che anche mia zia Maria di Savoia fu deportata con il marito e con due dei loro figli in un campo di concentramento vicino a Berlino? Ed entrambe erano figlie sempre dello stesso Vittorio Emanuele III”. “Scrivo a voi fratelli Ebrei, con viva e profonda emozione nel lancinante ricordo del rastrellamento del Ghetto avvenuto il 16 ottobre 1943. Scrivo a voi fratelli Ebrei, nell’angoscioso ricordo delle troppe vittime che la nostra amata Italia ha perso. Scrivo a voi questa mia lettera, sinceramente sentita e voluta, che indirizzo a tutta la Comunità italiana, per riannodare quei fili malauguratamente spezzati, perché sia un primo passo verso quel dialogo che oggi desidero riprendere e seguire personalmente. Con tutta la mia sincera fratellanza” conclude Emanuele Filiberto di Savoia. Nello speciale ‘Parole del silenzio’, in onda domani in seconda serata e curato da Roberto Olla, le telecamere del Tg5 sono andate a casa di Sami Modiano, a Roma, e al Memoriale Binario 21, a Milano, assieme a Liliana Segre.
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A.Mittal: Arcuri, noi curiamo tutti gli stabilimenti
C’è sviluppo solo con l’acciaio. Obiettivo è Ilva leader
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GENOVA
22 gennaio 2021
18:13
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“L’ingresso dello Stato nel capitale non è avvenuto per preservare, investire in uno stabilimento piuttosto che in un altro”, ma “con la volontà di prenderci cura di tutti gli stabilimenti che ci sono in Italia”.
Lo ha detto l’Ad di Invitalia Domenico Arcuri, intervenendo nello stabilimento Arcelor Mittal di Genova Cornigliano, in occasione della commemorazione di Guido Rossa, il sindacalista dell’Italsider ucciso 42 anni fa dalle Br.
“Tra qualche settimana questo ingresso sarà avvenuto e vi faccio una promessa e chiedo un impegno: dobbiamo metterci a lavorare come fanno le persone normali”.
“Credo che senza industria non ci sia uno sviluppo possibile, neanche in Italia, e senza l’acciaio non ci può essere industria, neanche in Italia e neanche nel 2021”, ha aggiunto Arcuri. “L’obiettivo di questa nuova stagione è far diventare l’Ilva leader di mercato nella produzione dell’acciaio progressivamente sempre più verde”, ha con cluso.
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Berlusconi, “governo nocivo al Paese, Renzi voti contro”
L’ex premier: “La crisi va risolta in fretta, con un nuovo esecutivo o col voto”
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22 gennaio 2021
13:38
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“Questa crisi è pericolosa e va risolta in fretta, con un altro esecutivo o con il voto, secondo ciò che il presidente della Repubblica riterrà più opportuno. Non entreremo mai nella maggioranza del governo Conte e non vedo la disponibilità dei partiti per un’ipotesi Draghi. Chi di noi ha dato la fiducia ha fatto un grave sbaglio”.
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Lo afferma Silvio Berlusconi in un’intervista a La Verità, nella quale invita Matteo Renzi ad andare fino in fondo e a passare ora dall’astensione al voto contro la fiducia al governo che aveva contribuito a far nascere.
“Non vedo come Fi potrebbe sostenere mai il governo Conte, che è espressione di forze politiche incompatibili con noi e del resto non ha ottenuto risultati soddisfacenti – afferma il presidente di Fi – tanto è vero che lo stesso premier ha parlato più volte in questi giorni della necessità di una svolta, di un cambio di passo. Come sarebbe possibile con gli stessi partiti che hanno governato finora?”.
Quanto ai tre parlamentari azzurri che hanno votato la fiducia a Conte (Renata Polverini, Andrea Causi e Maria Rosaria Rossi), Berlusconi esprime “stupore. Non me l’aspettavo e non capisco. Credo che abbiano commesso un grave errore”.
L’ex premier smentisce che Fi sia stata messa sotto accusa nel centrodestra per le tre defezioni: “Se fosse accaduto, non l’avrei tollerato”, afferma mentre saluta l’arrivo in Fi dal gruppo Misto della deputata di Veronica Giannone.
Berlusconi respinge il paragone tra i responsabili che votarono il suo governo nel 2011 e quelli che oggi cerca Conte.
“Quelli di allora mantennero in vita un governo rispettoso del risultato elettorale, il governo Conte di oggi, invece, nasce da forze politiche che alle urne a marzo 2018 si erano combattute ferocemente e che le elezioni le avevano perse”.
Quanto a Renzi, il leader azzurro afferma che “si è ritirato dal governo che lui stesso si era vantato di aver fatto nascere un anno fa. Ha aperto una crisi politica, ma fin qui non ha potuto o voluto andare fino in fondo. Sa al Senato Iv avesse votato no alla fiducia, il governo Conte non esisterebbe più”.
“Fin dai prossimi passaggi parlamentari, Renzi avrà l’occasione di trarre le conseguenze” delle sue azioni. Una risposta anche su quello di cui si parla come il futuro partito di Conte che punterebbe agli elettori di centro: “Non capisco come potrebbe occupare il centro chi ha guidato prima un governo M5s-Lega e poi un governo M5s-Pd. Tutte forze che non si definiscono certo di centro”
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Sala paragona Anna Frank a Greta, polemiche dal centrodestra
‘Strumentalizza’; il sindaco a Comunità ebraica, dramma Shoah è unico
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MILANO
22 gennaio 2021
16:10
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Il sindaco di Milano Giuseppe Sala paragona Anna Frank a Greta Thunberg e questo fa scattare le polemiche dal parte del centrodestra. Sala ne ha parlato ai microfoni di Rai Documentari durante le riprese al Piccolo teatro dell’anteprima del docu-film #AnneFrank. Vite parallele.
Secondo il capogruppo di Forza Italia in Comune, Fabrizio De Pasquale, così ha banalizzato “la immane tragedia della Shoah” e per questo dovrebbe “chiedere scusa alla comunità Ebraica”. Anche secondo il consigliere regionale leghista Gianmarco Senna “con le sue parole Sala non soltanto insulta la memoria di Anne Frank, ma mette anche in difficoltà la stessa Greta Thunberg, strumentalizzandola”.
“È più che evidente che non ci fosse la volontà da parte mia di fare un paragone, che del resto non avrebbe alcun senso, tra il dramma della Shoah e le vicende politiche dell’oggi – ha scritto Sala a Milo Hasbaini, presidente della Comunità ebraica -. Si parlava di coraggio di giovani donne e il giornalista mi ha portato sull’attualità, facendo un riferimento a Greta. Lo ribadisco con chiarezza: il dramma della Shoah è tragicamente unico e non esiste paragone possibile”.
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Governo, Mastella: ‘Mia moglie incerta sulla relazione di Bonafede’
Senatrice Lonardo ‘non voterà contro ma non credo a favore’
(2)
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22 gennaio 2021
16:38
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“Mia moglie è perplessa su Bonafede”. Potrebbe votare no? “Non lo so, ma a lei non piace l’idea che ha fatto della giustizia, il giustizialismo fino alle estreme conseguenze. Non vota contro, ma a favore non lo so”.
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Così Clemente Mastella, sindaco di Benevento e ospite di ‘Un giorno da pecora’ su Radio1, riguardo alla posizione della moglie, la senatrice del Misto, Sandra Lonardo, sulla relazione sulla giustizia sulla quale il 27 gennaio il Guardasigilli riferirà al Senato. E su un’eventuale astensione, ha risposto: “Vediamo”.
Quello della giustizia potrebbe – del resto – diventare il terreno minato per il governo. Se il primo inciampo dell’ormai fragile esecutivo guidato da Giuseppe Conte ci potrebbe essere mercoledì prossimo, quando il Parlamento dovrà votare sulla relazione del ministro Bonafede sullo stato della giustizia, anche le riforme sembrano destinate a “ballare”, messe a rischio dai numeri risicati della maggioranza nelle Commissioni di Camera e Senato. Il rischio che il governo mercoledì vada sotto è concreto. Soprattutto al Senato.”Alla Camera non dovrebbero esserci problemi ma al Senato con questi numeri dipende da cosa fa l’opposizione”,ammette il deputato del Pd Emanuele Fiano. Intanto anticipa il suo “no” l’ex M5S Mario Giarrusso . E il senatore di Forza Italia Luigi Vitali, che indiscrezioni davano vicino all’appoggio al governo Conte, spiega che non potebbe mai “sostenere un governo che ha come ministro della giustizia Alfonso Bonafede”. L’opposizione non sembra intenzionata ad aiutare la maggioranza.Da Forza Italia, la senatrice Fiammetta Modena, membro della Commissione giustizia di Palazzo Madama, parla di “un anno nero per la giustizia”. Se pure mercoledì il governo dovesse farcela, l’iter delle riforme nelle Commissioni potrebbe diventare un Vietnam.
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Non a caso ieri il presidente della Commissione Giustizia della Camera Mario Perantoni (M5S) ha lanciato l’allarme: le riforme su processo civile e penale, Csm e ordinamento giudiziario “sono parte integrante del Piano nazionale di resilienza e ripresa, sarebbe un gravissimo errore ostacolarle”. In bilico c’è anche la riforma della prescrizione,da sempre osteggiata da Renzi: il termine per gli emendamenti scade il primo febbraio e non è escluso che Iv possa fare fronte comune con l’opposizione. Così come l’incidente potrebbe essere dietro l’angolo in Commissione Affari costituzionali della Camera sulla legge per la separazione delle carriere in magistratura, a cui il governo è contrario. Di fronte a uno scenario più che problematico, il ministro sceglie oggi la strada del silenzio. Resta la constatazione dell’annuncio del voto contrario di Renzi alla sua relazione, senza nemmeno averla letta e pur avendo concorso alle riforme e agli interventi che saranno illustrati in Aula. Tra l’altro l’impegno per il 2021 si concentra tutto sul rispetto delle scadenze per gli investimenti previsti nel Recovery plan, che ammontano in tema di giustizia a quasi 3 miliardi. Somme che mirano ad azzerare l’arretrato e consentire alla giustizia – ne è convinto Bonafede – di diventare il “motore per la ripartenza del Paese”: “Il recupero di efficienza della giustizia – viene fatto osservare da via Arenula – è condizione essenziale per l’approvazione in sede europea del Recovery plan”.
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Governo: Tabacci vede Di Maio a Palazzo Chigi, Conte-ter per fine crisi
Continua attivismo promotore Costruttori
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22 gennaio 2021
19:57
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“La possibilità di rafforzare la maggioranza c’è ma serve un governo nuovo, non basta un piccolo rimpasto. Io penso che Conte sia l’unico punto di equilibrio di questa legislatura”.
Lo dice Bruno Tabacci uscendo da Palazzo Chigi dove -spiega il presidente di Cd- ha “incontrato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio”. “Per concludere la crisi è necessario aprire a un ventaglio di forze più ampio. Renzi al Senato ha fatto un discorso di rottura ma credo che in Iv ci siano posizioni più concilianti. E poi c’è l’area dei liberal-democratici di FI”, aggiunge.
“Mercoledì c’è una prova di fuoco e si vedrà quali sono le intenzioni reali. L’alternativa sono le elezioni. C’è tempo fino a mercoledì e il Conte-ter favorirebbe” una nuova maggioranza. Lo dice Bruno Tabacci uscendo da Palazzo Chigi tornando sulla possibilità che una parte “liberal-democratica” di FI appoggi la maggioranza. “Loro si arrabbiano, ieri hanno fatto finta di chiedere il voto al Colle, il tema è che restano succubi di Salvini e Meloni si apre uno spazio liberal-democratico nel Paese”, spiega ancora il presidente di Cd.
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Salvini, se Lombardia rossa per errore, governo paghi danni
‘Dieci milioni rinchiusi in casa per mesi’
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MILANO
22 gennaio 2021
16:20
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“Se 10milioni di cittadini lombardi sono stati rinchiusi in casa per mesi in base a dati e valutazioni sbagliate del governo, saremmo di fronte a danni morali ed economici enormi, un vero e proprio sequestro di massa”: così sui social il segretario della Lega Matteo Salvini ha commentato la collocazione in zona rossa la scorsa settimana della Lombardia, che ora dovrebbe tornare arancione.
“Chi ha sbagliato paghi, chieda scusa e ripari al danno causato” ha concluso.
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Governo: Camere ostaggio della crisi, commissioni in bilico
Al Senato nella metà dei parlamentini maggioranza senza numeri
e
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22 gennaio 2021
17:03
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L’esame delle leggi in Parlamento rischia di rimanere bloccato. La maggioranza, dopo l’apertura della crisi da parte di Italia Viva, infatti non ha i numeri per approvare i provvedimenti in due commissioni alla Camera, Giustizia e Difesa, e ben in sette commissioni in Senato, dalla Affari costituzionali alla Bilancio.
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Gli equilibri potrebbero cambiare solo con la formazione di un gruppo autonomo che porterebbe a ridisegnare le presenze anche nei ‘parlamentini’.
Il quadro più difficile è quello di Palazzo Madama: contando in maggioranza i due senatori azzurri che hanno votato l’ultima fiducia al premier, Rossi e Causin, le forze che sostengono il governo sopravanzano le opposizioni solo in 7 commissioni e in alcune delle più importanti a conti fatti si andrebbe a un pareggio, che in Senato è pari ad una sconfitta. “In caso di parità di voti, la proposta si intende non approvata”, recita infatti il regolamento. La speranza, in parte, è dunque appesa alle scelte dei singoli senatori, quelli di Iv in particolare: nella commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama a fare la differenza potrebbe essere il senatore di Iv Grimani, così come in Bilancio gli occhi sono puntati sul senatore di Italia Viva Comincini.
Più difficile spuntarla in commissione Giustizia sia alla Camera che al Senato, dove peraltro la guida è leghista: a Montecitorio al momento il tabellone consegna il pareggio, insufficiente a portare a casa i provvedimenti, e al Senato il risultato è addirittura 12 a 13 a favore del centrodestra.
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Alla Camera la maggioranza soffre nella commissione Affari costituzionali, dove si esamina tra l’altro la legge elettorale: anche se Iv si saldasse con la minoranza, potrebbe farcela per il rotto della cuffia qualora Riccardo Magi votasse con i partiti di governo (si finirebbe 24 a 23). Uno scarto di un voto anche in commissione Finanze, dove però il presidente è il renziano Luigi Marattin, che per prassi però non vota. Sempre a guida di un’esponente renziana, Raffaela Paita, anche la commissione Trasporti dove per riuscire nell’impresa la maggioranza deve poter contare su 4 voti del gruppo Misto, tra esponenti di Centro democratico ed ex 5S.
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Conte nomina Massagli e Della Volpe a Aise, De Donno a Aisi
Tutti con la carica di vicedirettori
e
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22 gennaio 2021
18:54
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Il premier Giuseppe Conte, a quanto si apprende da fonti qualificate, ha nominato i due vicedirettori dell’Aise e il vicedirettore dell’Aisi: all’Aise vanno il suo consigliere militare Carlo Massagli e il generale della Guardia di Finanza Luigi Della Volpe, mentre all’Aisi va il generale dei Carabinieri Carlo De Donno. Il decreto di nomina è stato firmato nel pomeriggio.
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Covid: il Fvg rimane in zona arancione
Seconda settimana. Rt cala, regione non più ad alto rischio
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TRIESTE
22 gennaio 2021
21:18
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Il Friuli Venezia Giulia resta regione in zona arancione, come si attendeva visto che è in questa fascia soltanto da una settimana. Tuttavia, seppure rimanga forte la pressione sugli ospedali, è in ulteriore abbassamento l’indice rt e non si è più tra le regioni ad alto rischio.
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Covid: Giani, per terza settimana Toscana gialla
‘Siamo comunità attenta rispetto regole, avanti così’
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FIRENZE
22 gennaio 2021
22:25
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“Ho appena parlato con il Ministro Speranza: la Toscana per la terza settimana di fila sarà zona gialla”. Lo ha scritto il governatore toscano Eugenio Giani su Fb.

“Siamo una grande comunità, consapevole e attenta al rispetto delle regole come abbiamo ampiamente dimostrato in queste settimane. Adesso continuiamo così, manteniamo la responsabilità che ci appartiene e impegniamoci per diminuire sempre più i contagi. La #ToscanasiCura dipende da ciascuno di noi, forza!”.

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ALLE 13:31 DI MERCOLEDì 20 GENNAIO 2021

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I numeri al Senato e l”amo’ della legge elettorale
Al Senato Conte potrebbe ottenere voti ‘risicati’ per poi rafforzarsi subito dopo con l’apertura di vari dossier come quello dalla riforma del voto in senso proporzionale
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18 gennaio 2021
22:16
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Il lancio dei “volenterosi” da parte di Giuseppe Conte in Aula alla Camera, sarà una operazione in due tempi, che non è destinata a completarsi entro martedì in Senato con il voto di fiducia. Molti dei possibili interlocutori, sia a Montecitorio che a Palazzo Madama, hanno deciso di attendere, di rimanere alla finestra nei due voti di fiducia, che al Senato potrebbe passare con una maggioranza relativa, intorno ai 152-155 voti, a fronte della maggioranza assoluta raggiunta alla Camera con 321 sì.
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Il secondo tempo dell’operazione partirà con il tavolo per il patto di legislatura che si aprirà nei prossimi giorni, con il quale Conte immagina di attirare nuovi parlamentari per rafforzare la propria maggioranza, con l’apertura su alcuni dossier, a cominciare da quello sulla legge elettorale proporzionale.
La decisione di Italia Viva di astenersi nei due rami del Parlamento ha fatto venir meno la possibilità della caduta del governo e di una conseguente possibile fine della legislatura, togliendo quindi ai molti senatori e deputati la fretta di dover decidere e scoprirsi subito. Il che farà si che il governo parta “con numeri angusti”, come ha osservato il segretario Dem Nicola Zingaretti, specialmente al Senato. Alla Camera sei ex M5s oggi nel gruppo Misto hanno detto sì, mentre il gruppo di Centro Democratico di Bruno Tabacci ha accolto altri ex M5s, portando in dote 11 voti a Conte, al quale Tabacci ha chiesto di “farsi parte attiva in questo processo politico”, quello cioè di dar vita a un soggetto centrista, una “lista Conte” che dia una prospettiva politico-elettorale ai parlamentari che aderiranno.
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Una prospettiva che diventa più plausibile con il sistema elettorale proporzionale, annunciato alla Camera da Conte, ma con una soglia ben più bassa del 5% del Germanicum, cioè il testo del relatore Giuseppe Brescia (M5s) approvato come testo base in Commissione lo scorso settembre: già ieri si parlava nei corridoi di Montecitorio di una soglia tra il 3 e il 4%. Altro elemento della legge elettorale su cui si ragiona sono le preferenze, da sempre il cavallo di battaglia dei post Dc, anche se non amate da Pd e M5s.
Tuttavia al momento, dopo il “non possumus” di Forza Italia, con la quale sarebbe nata la maggioranza Ursula, un “niet” è giunto anche dall’Udc, che in Senato ha tre seggi (De Poli, Binetti e Saccone) e che ha ribadito la propria aderenza al centrodestra; altrettanto hanno fatto i tre di Cambiamo-Idea (Romani, Berruti, Quagliariello). Si tratta dei due partiti a cui la maggioranza guarda con maggiori speranze per dar vita ad un gruppo parlamentare, che a Palazzo Madama richiede non solo 10 seggi, ma anche un simbolo che si sia presentato alle ultime elezioni (come l’Udc). Ma queste componenti attendono le prossime mosse di Conte prima di scoprirsi. Anche Popolo protagonista, che ha tre deputati alla Camera e una senatrice (Tiziana Drago) per ora attende: “Noi oggi non voteremo la fiducia – ha detto Gianluca Rospi – ma siamo sempre aperti ad una discussione costruttiva”.
Quindi in Senato ci si ferma a quota 152, che secondo qualche ottimista potrebbe salire di un paio di unità, con i sì dell’ultimo momento. Ben lontani dalla maggioranza assoluta (161) o anche dalla maggioranza “politica” di 158, quella che tiene conto dei soli senatori eletti (315) e non dei quelli a vita (6). Ai 148 della maggioranza, va sottratto il pentastellato Castiello che è malato di Covid, ma vanno aggiunti l’ex M5s Gregorio De Falco, tre senatori a vita: Mario Monti, Elena Cattaneo e Giuliana Segre, che ha deciso di venire a Roma a votare nonostante i medici gliel’avessero sconsigliato e Tommaso Cerno.
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Gli ottimisti sperano in qualche senatore di Fi, ma uno di quelli indicati, Andrea Causin, smentisce: “Mi atterrò alle indicazioni del gruppo”, assicura.
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Governo: fiducia stretta per Conte in Senato. Zingaretti: “Ora rafforzare il governo”
Sono 156 i ‘sì’, i ‘no’ 140, 16 gli astenuti. Il premier: ora rendiamo più solida la maggioranza. Renzi: pronti a un esecutivo di unità nazionale
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20 gennaio 2021
11:53
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“Con il voto di ieri al Senato è stato evitato il salto nel buio di una crisi, ma ora è il momento di voltare pagina, rafforzare la forza parlamentare del governo”. Così il segretario dem Zingaretti che indica i due fronti su cui agire: i problemi degli italiani e una prospettiva politica del governo.
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“Oggi i costruttori vanno cercati nel Paese”, dice intanto il segretario della Cgil Landini, che sollecita il governo a convocare subito le parti sociali, a partire dal confronto sul Recovery plan, perché dai ‘ringraziamenti bisogna passare ai fatti’.
IL FILM DELLA LUNGA GIORNATA AL SENATO
Niente maggioranza assoluta in Senato ma 156 voti favorevoli alla fiducia consentono al governo di andare avanti, per il momento. I no sono 140, 16 astenuti. Il verdetto dell’Aula di Palazzo Madama arriva segnato dalla polemiche. Il presidente Casellati blocca il voto: l’ex 5S Ciampolillo e Nencini arrivano sul filo e riescono a votare, a sostegno del governo, solo in extremis. Protestano Lega e FdI, che annunciano si appelleranno al Colle. Italia Viva conferma l’astensione, in segno di “disponibilità”, seppure a tempo, a discutere ancora con la maggioranza. I senatori guidati da Matteo Renzi al momento tengono in ostaggio l’esecutivo giallo-rosso: se si sommassero alle opposizioni, a Palazzo Madama i rapporti di forza cambierebbero (senza Nencini, sono infatti 17 in tutto, contando anche un senatore assente per Covid, e dunque sommati ai 140 no delle opposizioni supererebbero l’attuale maggioranza).
In Aula come nelle commissioni, paralizzando l’attività parlamentare.
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Che vi sia un “problema di numeri” lo mette a verbale anche il premier: “se non ci sono, il governo va a casa”, dice chiaro e tondo davanti ai senatori. Dove ingaggia anche un duello con l’ormai rivale Renzi: l’ex premier sceglie di intervenire in discussione generale, così da garantirsi la replica del premier. Lo accusa di “non essere salito al Quirinale per paura” e di chiudersi in “un arrocco dannoso”. Come il centrodestra, parla di “mercato indecoroso di poltrone” e con un tono apocalittico torna a ripetere la necessità di un cambio di passo, dalla scuola all’economia, “o i nostri figli ci malediranno”, dice. C’è chi si chiede se il leader di Iv abbia in serbo un cambio di strategia, cercando la rottura definitiva e infischiandosene del rischio diaspora fra i suoi: i parlamentari di Italia Viva si riuniranno poco dopo e confermeranno l’astensione.
Conte riprende la parola e si difende: rivendica il dialogo e ribadisce come la responsabilità della rottura sia tutta sulle spalle di Italia Viva, “difficile governare con chi mina equilibri”, attacca. Occupare “le poltrone” poi non la reputa un’accusa pertinente: l’importante è farlo “con disciplina e onore”, come recita la Costituzione. Quello di cui il Paese ha bisogno “è una politica indirizzata al benessere dei cittadini” per evitare che “la rabbia sociale” esploda e si trasformi in “scontro”, è la tesi argomentata dall’avvocato. E dunque serve un governo, in grado di agire. Con il voto a tarda sera si chiude la maratona parlamentare e si apre però la difficile composizione della crisi aperta dal senatore di Rignano con le dimissioni delle ministre una settimana fa. E ora sarà il momento delle scelte: c’è il ministero dell’Agricoltura da affidare, la delega dei servizi da esercitare e, soprattutto, l’azione del governo da rilanciare con un nuovo patto di legislatura, a partire dal Recovery plan, cercando di allargare la maggioranza a quel drappello di responsabili o ‘volenterosi’, come li ha definiti il presidente del Consiglio, in grado di traghettare in acque più sicure l’esecutivo.
Dieci giorni è l’arco temporale che il presidente del Consiglio si dà per rimettere mano alla sua squadra. Sono le 9.30 quando il premier si alza nell’Aula del Senato la prima volta ma i pontieri non hanno in realtà mai smesso di tenere i contatti e fare di conto. La senatrice Liliana Segre, classe 1930, scende a Roma da Milano per garantire il proprio sostegno. L’Aula le tributa un lungo applauso al suo arrivo e molte le dichiarazioni che ne apprezzano la scelta. A metà mattinata l’asticella segna quota 153 voti certi in favore del governo, 8 in meno dalla maggioranza assoluta pari a 161 (anche se un senatore 5S è assente giustificato per ragioni di Covid), che metterebbe in sicurezza il Conte II.
Alla maggioranza basta, lo vanno ripetendo nei corridoi da giorni, qualche voto in più delle opposizioni per cavarsela. Annunciano il voto favorevole anche il senatore a vita Mario Monti, convinto dalla conversione europeista del premier, la senatrice a vita Cattaneo e Casini. Non ci sono Renzo Piano e Carlo Rubbia.
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Ma proprio senatori a vita subiscono l’attacco di Matteo Salvini: tira in ballo Grillo, il leader della Lega e ricorda – scatenando la bagarre nell’emiciclo – quando il fondatore M5S diceva “muoiono troppo tardi” per stigmatizzare la loro discesa nell’arena parlamentare. Per il sì sono poi arruolati, Lonardo (la moglie di Mastella), l’ex M5S Buccarella, Tommaso Cerno che annuncia di tornare nel Pd e De Falco. Durante tutta la giornata si spera anche nell’effetto Polverini (che ha votato alla Camera la fiducia lasciando FI e ritrovandosi al centro di molti gossip): e a sera sono due i senatori azzurri che votano sì, Maria Rosaria Rossi, che è la vera sorpresa, dal momento che era fra le fedelissime di Berlusconi, e Andrea Causin. Espulsi entrambi dal partito, sono un viatico per l’operazione responsabili.
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Morto Emanuele Macaluso
Politico, giornalista e sindacalista, Macaluso è morto stanotte all’ospedale Gemelli di Roma
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19 gennaio 2021
16:59
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Il giornalista, politico, scrittore e sindacalista Emanuele Macaluso è morto stanotte a Roma all’Ospedale Gemelli. Era ricoverato per problemi cardiaci aggravati dai postumi di una caduta.  Nato a Caltanissetta il 21 marzo del 1924, fu esponente del Partito comunista sin dai tempi della clandestinità e venne chiamato da Palmiro Togliatti alla Segreteria divenendone uno tra i più giovani componenti. Il 1 maggio del 1947 fu tra i testimoni della strage di Portella della Ginestra quando il bandito Salvatore Giuliano sparò contro la folla uccidendo 11 lavoratori e ferendone molti altri.  Macaluso si iscrisse al Partito Comunista d’Italia prima della caduta del Regime fascista.
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Iniziò la sua carriera
politica nel 1951 come deputato regionale siciliano del Partito
Comunista Italiano. Membro della corrente riformista (o, come
egli preferiva, migliorista) del partito, di cui faceva parte
anche Giorgio Napolitano, nel 1960 entrò nella Direzione del
partito. Parlamentare nazionale per sette legislature
(1963-1992), fu anche direttore de l’Unità dal 1982 al 1986 e
ultimo direttore de Il Riformista dal 2011 al 2012. Quando il
Pci si sciolse, aderì al Pds.
Presente su Facebook con la pagina chiamata ‘EM.MA in corsivo’, ha scritto il 21 ottobre scorso il suo ultimo articolo:
IL CONFRONTO CHE CI SERVE
Sul Corriere della Sera, Walter Veltroni scrive: “Se in questo momento drammatico per l’Italia governo e opposizione trovassero, nel rispetto dei ruoli, uno strumento di permanente consultazione e condivisione delle scelte fondamentali? Ci sono contingenze, nella storia di un Paese, in cui le ragioni di parte dovrebbero essere superate dagli interessi generali”.
Veltroni dice cose giuste ma a me pare che parli come se ci fossero ancora Togliatti, De Gasperi, Moro, Nenni, Berlinguer, La Malfa. Oggi quel mondo non c’è più. Guardando ai protagonisti che sono sul campo, gli auspici di Veltroni non sembrano possano avere uno sbocco reale e positivo.
Questo non significa che non bisogna lavorare e operare per superare il clima politico attuale e i rapporti che ci sono tra le forze politiche che appaiono lontane non solo nei loro interessi ma nella visione stessa della vita politica. L’auspicio di Veltroni di vedere, in questo momento drammatico, il governo e l’opposizione costruire uno strumento di consultazione e condivisione delle scelte fondamentali, sembra senza sbocco.
Quel che, invece, potrebbe essere possibile è avviare un dibattito tra le forze politiche, e all’interno stesso dei partiti, per valutare la situazione italiana e mondiale. A questo fine, trovare il modo di avviare un confronto pubblico coinvolgendo anche gli strati intellettuali e manageriali che hanno responsabilità sociali, e anche i sindacati. Bisogna cercare una vita d’uscita.
È ormai evidente che il governo attuale, con tutta la buona volontà del suo presidente, non è in grado di guidare l’Italia in ore difficili come queste. Occorre, quindi, una maggiore convergenza di forze diverse, per trovare soluzioni possibili sul piano economico, sociale e anche su come affrontare la pandemia. Mi pare che non vi sia un’azione adeguata al cospetto della crisi. Occorre una maggiore consapevolezza per radunare le forze che possono dare un contributo e maggiore certezza al domani del Paese.
Vorrei sollecitare il Pd ad avere un’iniziativa su questo fronte dato che, in questa fase, sembra che amministri solo l’esistente e non costruisca il futuro.
(21 ottobre 2020)
Viene ricordato da chi lo ebbe come direttore all’Unità come colui che “sfrondava le questioni andando al nocciolo. Riusciva sempre a cogliere l’intima essenza delle cose e poi su quello era capace di costruire la polemica, il confronto, la riflessione con mirabile arguzia e profondità”.
IL CORDOGLIO DELLA POLITICA
“La morte di Emanuele Macaluso mi addolora profondamente. Desidero esprimere i miei sentimenti di vicinanza ai familiari, a quanti, hanno condiviso con Macaluso impegno e ideali, e a coloro che, nel confronto democratico, anche su posizioni diverse, ne hanno apprezzato l’acuta intelligenza e il senso del bene comune. Macaluso è stato un protagonista della storia repubblicana e ha contribuito da dirigente politico e da intellettuale alla crescita democratica del Paese”, scrive il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
L’Aula del Senato, prima di ascoltare l’intervento del premier Conte che sta per chiedere una nuova fiducia per il suo governo, ha osservato un minuto di silenzio in memoria di Emanuele Macaluso. Il momento di raccoglimento è stato seguito da un applauso unanime dell’Assemblea in piedi. “Mi associo, a nome del governo, a questo ricordo del senatore Macaluso – ha detto Conte –  credo che anche chi non ha condiviso le idee politiche possa condividere che è stato un grande protagonista della vita politica e culturale italiana”.
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Ma anche il presidente del Parlamento europeo Davide Sassoli ricorda il politico scomparso: “”Se non scrivo i miei pensieri mi sento morire”, ripeteva. E così Emanuele Macaluso ha lavorato, riflettuto, fino alla fine dei suoi giorni. Diciamo addio a un pezzo importante di storia della sinistra italiana. Storia politica, culturale, ideale nel senso più nobile della parola”.
“Ho incontrato Macaluso solo negli ultimi anni della sua vita, apprezzando lo straordinario esempio di cultura, ironia, vis polemica. Un grande siciliano, una perdita per la sinistra italiana”, dice il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni.
“Mi mancherà Emanuele Macaluso. Un uomo di rara intelligenza, impegnato fino all’ultimo a dare la sua lettura del mondo e dell’Italia. Un pezzo di storia della Repubblica che ci lascia”, e’ il ricordo del ministro della Salute Roberto Speranza.
“Ciao Emanuele, ciao compagno, ciao maestro. Sei stato quello che dovrebbe essere sempre la sinistra, popolo e pensiero, indignazione e speranza, riscatto e realismo. Le parole e la politica sono state le tue armi per cambiare il mondo e tu puoi dire che hai saputo cambiarlo”. Così Andrea Orlando, vice segretario del Pd.
“Ho conosciuto Emanuele Macaluso alla presentazione di un documentario sui minatori siciliani a Montecitorio. Il suo intervento su lavoro e giustizia sociale fu intenso e appassionato. È stato un protagonista assoluto della politica. Ci mancherà il suo sguardo libero e lucido”, dice il presidente della Camera Roberto Fico.
“A nome della Cgil e mio personale esprimo il più profondo cordoglio per la scomparsa di Emanuele Macaluso. La sua vita e il suo straordinario impegno politico sono profondamente legati alla storia della sinistra, del sindacato e della democrazia del nostro Paese”, dice il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini: “La sua vita ci fa ripercorrere e riscoprire le lotte della sinistra e del sindacato che rappresentano tanta parte della storia della democrazia italiana. La sua curiosità e il suo impegno, così presenti fino ai suoi ultimi giorni, ci danno nuova speranza per cambiare la società in cui viviamo”. Macaluso “è stato espressione di una generazione che si è misurata e cresciuta nella lotta contro il fascismo e nelle lotte sociali per il riscatto delle lavoratrici e dei lavoratori.
Giovanissimo, si afferma come capo della Cgil siciliana e guida in prima persona i contadini nell’occupazione delle terre e nella lotta contro gli agrari, che costò la vita a decine e decine di sindacalisti. In queste lotte ci si scontrava non solo con i grandi proprietari delle terre ma anche con Cosa Nostra, a cui molto spesso gli agrari erano legati”. “Sono queste esperienze, maturate nel vivo delle lotte sociali nella sua terra – prosegue Landini – che hanno fatto di Macaluso un dirigente di primissimo piano del Pci, vicino a Togliatti negli anni ’60 e poi, con Berlinguer, direttore dell’Unità. Cultura e lucidità di analisi sono stati tratti distintivi di Macaluso. E proprio per questa ragione non poteva non cogliere e analizzare con sofferenza la crisi della sinistra degli ultimi anni”
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Covid:Sala, vaccini in base al Pil? Mi cadono le braccia
Sindaco, la crisi politica nazionale è “nel momento sbagliato”
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19 gennaio 2021
10:05
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“Ci sono mattine in cui ti possono cadere le braccia: il tuo Paese in preda a una crisi politica difficile da decifrare e nel momento sbagliato, la tua Regione che chiede l’assegnazione dei vaccini in base al Pil”. Lo ha scritto sulla sua pagina Instagram il sindaco di Milano, Giuseppe Sala.

“Ma ora mangio pane e olio, bevo caffè e poi tornerò a lavorare e a cercare di essere un politico e un uomo giusto”, ha concluso Sala che ha postato una sua foto mentre fa colazione.
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La ‘sfida’ di Conte al Senato, il film della giornata
L’intervento a Palazzo Madama e l’attesa del voto
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19 gennaio 2021
19:28
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Giornata decisiva quella di oggi per il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dopo lo strappo dei giorni scorsi di ‘Italia Viva’ di Renzi. Dopo aver incassato ieri alla Camera la fiducia per il suo Esecutivo con una maggioranza di 321 sì (259 no e 27 astenuti), oggi punta ad ottenere un buon risultato anche a Palazzo Madama dove i numeri si annunciano però piuttosto ‘risicati’.
Il film della giornata
ore 9.30 – Il premier prende posto ai banchi del governo accanto ai ministri Franceschini, Speranza, Guerini, Bonafede, Di Maio, Lamorgese, D’Incà e Amendola e comincia il suo intervento.
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L’Aula è piena. Sugli scranni si notano, tra gli altri, Matteo Salvini e Matteo Renzi. Ribadisce gli impegni del suo Governo e tutti gli appuntamenti internazionali che lo attendono a breve. Torna a sostenere l’importanza di una riforma della legge elettorale in senso proporzionale e della necessità di bloccare le “derive sovraniste e nazionaliste”. Ma soprattutto sottolinea la gravità della pandemia e l’importanza di un fronte coeso per contrastarla. E lancia un appello ai ‘volenterosi’ a “rimarginare la ferita” che si è aperta “con la crisi” di governo provocata da Renzi. Il suo discorso, che dura circa un’ora, è sottolineato da 31 applausi.
ore 10.40 – l’applauso a Liliana Segre – Ma un grande applauso, con tutti i senatori e i componenti del Governo in piedi a cominciare dal premier Conte, è dedicato a Liliana Segre quando entra in Aula. La senatrice a vita ha deciso, infatti, nonostante il veto dei medici, di venire a Roma a votare la fiducia all’Esecutivo colpito da una “crisi incomprensibile”.
0re 10.45 – il via al dibattito –  Il primo a prendere la parola dopo l’intervento di Conte è il senatore Pier Ferdinando Casini che annuncia la sua fiducia all’Esecutivo. Il dibattito impegna l’Assemblea di Palazzo Madama fino alle 12.30.
Ore 12.30 – la sanificazione e il pallottoliere – Si interrompe il dibattito per consentire la sanificazione dell’emiciclo. Ma intanto si continuano a fare i conti su quanti senatori voteranno la fiducia a Conte. Per il momento si parla di 153, ma le trattative proseguono. E Bruno Tabacci che sta aiutando Conte a trovare i numeri necessari assicura: ‘Dovrebbero essere 158’
Ore 13.46 – riprende il dibattito e Iv conferma l’astensione – Riprende il dibattito che durerà fino alle 16.30, mentre i senatori di Italia Viva fanno sapere che si asterranno in maniera compatta.
Ore 14.19 – l’accusa di ‘trasformismo’ del centrodestra – Il centrodestra, che si era riunito subito dopo la fine del dibattito, in una nota unitaria accusa Conte di aver mascherato “una cinica operazione di trasformismo con un’operazione politica”. Quindi avverte: “Stiamo preparando l’alternativa”. “Diremo no al proporzonale” assicura Maurizio Gasparri (FI).
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Ore 14.47 – Tommaso Cerno torna ai Dem, Sandra Lonardo conferma il suo sì – Il senatore Tommaso Cerno, che era stato eletto con i Dem ma poi era passato al gruppo Misto, dichiara che Conte l’ha convinto e che lui darà la fiducia al Governo e tornerà nel Pd. Anche Sandra Lonardo si schiera con l’Esecutivo e conferma il suo voto a favore.
Ore 14.56 – proseguono i contatti di Conte, maggioranza preoccupata – Nella pausa dei lavori dell’Aula, Conte resta negli uffici di Palazzo Madama da dove avrebbe avuto “diversi contatti telefonici”. La maggioranza si dice “preoccupata” per l’esito del voto e si rimarca che l’obiettivo è dimostrare di poter fare a meno dei 18 parlamentari di Italia Viva.
Ore 17:38 –  Il leader di Italia Viva Matteo Renzi è intervenuto in Senato e rivolgendosi a Conte ha detto: “Signor presidente, se lei parla di crisi incomprensibile, le spiego le ragioni che hanno portato la nostra esperienza al termine. Non è il governo più bello del mondo: pensiamo ci sia bisogno di un governo più forte, non pensiamo possa bastare la narrazione del ‘gli altri paesi ci copiano’. Non è stata aperta ancora una crisi istituzionale perché lei non si è dimesso”.
Ore 18:44 – L’assemblea dei senatori di Italia viva ha confermato la linea dell’astensione sul voto di fiducia in Aula Senato. Lo si apprende da fonti renziane.
Ore 18.50 – La replica di Conte e le dichiarazioni di voto – Il premier replica agli interventi che ci sono stati dopo il suo discorso. Seguono le dichiarazioni di voto
Ore 18:53 – Occorrono investimenti economici strutturati, dobbiamo investire sul futuro e non possiamo farlo creando una crisi di governo o cercando di far cadere un governo. Lo dice il premier Giuseppe Conte in Senato.
Ore 19:24 – “Poltrone? Quando sento questa parola io non mi vergogno di dire che stiamo seduti su queste poltrone. Non è importante – lo dico ai cittadini – dire ‘non sono interessato alla poltrona’ ma essere interessati a star seduti con disciplina e onore”. Lo dice il premier Giuseppe Conte nella replica in Aula al Senato.
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Ore 19:25 – Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha posto la questione di fiducia nell’Aula del Senato sulla risoluzione di maggioranza. E’ ora in corso il dibattito sulla fiducia.
Ore 20.00 – la prima chiama – Le votazioni dovrebbero prendere il via con la prima chiama. Il risultato è atteso intorno alle 20.30.
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De Magistris, mi candido a presidente della Calabria
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NAPOLI
19 gennaio 2021
16:53
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“Mi candido a presidente della Regione Calabria”. Lo annuncia il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ora in Calabria, dove si dovrebbe votare l’11 aprile.
De Magistris, nell’arco della giornata, sarà a Cosenza e Rende per una serie di incontri politici in vista dell’avvio della campagna elettorale.
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Primi volenterosi ‘salvano’ il premier Conte, Iv opposizione
Ciampolillo e Nencini riammessi al voto da un’imprevista ‘Var’ alle 22
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20 gennaio 2021
10:27
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Hanno fatto ‘outing’ in extremis e a urne appena chiuse al Senato, hanno chiesto di votare trasformando la precedente assenza in un sì aperto al governo Conte. La ‘zampata’ è di Lello Ciampolillo, ex del M5S, e di Riccardo Nencini di Italia viva.
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Riammessi al voto da un’imprevista “Var”, entrata in azione dopo le 22 grazie ai senatori questori, i due vengono allo scoperto. E sembrano solo i primi della pattuglia di ‘responsabili’, finora dormienti e che da oggi potrebbero aggiungersi alla maggioranza. “Lavoriamo a renderla più forte”, sottolinea il premier Giuseppe Conte. Ma la sua partita è in salita. Oggi, un vertice potrebbe tenersi per fare il punto. E non si esclude che, sempre nello stesso giorno, Conte vada al Colle. Lì il premier potrà comunicare la volontà di rafforzare la maggioranza. Avrà una manciata di giorni. Il tempo di superare il voto sullo scostamento e quello sul dl ristori, sul quale – al momento – il governo può contare anche su Iv e centrodestra.
La mossa di Ciampolillo e Nencini contribuisce pure ad alzare il margine della fiducia, che a Palazzo Madama arriva a quota 156, cioè 5 voti in meno rispetto alla maggioranza assoluta dei 161. Numericamente, però, Iv resta determinante. E Matteo Renzi, dal salotto di Vespa, promette battaglia. “Dovevamo asfaltarci ma non hanno in numeri. Mi sembra evidente che siamo all’opposizione”, attacca l’ex premier dicendosi pronto ad un governo di unità nazionale ma assicurando che non sarà alleato del centrodestra. La nuova partita a scacchi tra Conte e Renzi è, di fatto, già cominciata. E il premier è a un bivio: per evitare l’ultima ratio dell’appello a FI, può solo mirare a svuotare Iv guardando, al tempo stesso, all’Udc. Operazione difficile ma non impossibile.
“Se non si ricuce, io non vado all’opposizione”, è l’avvertimento del senatore renziano Eugenio Comincini. A tarda sera c’è un dato: i ‘costruttori’ si rivelano meno numerosi e incisivi delle speranze di Conte. Ciampolillo e Nencini lo fanno all’ultimo, pur essendo stati assenti a entrambe le ‘chiame’ in aula. Si difendono dicendo di non aver fatto in tempo a votare, la presidente Casellati ricostruisce poi che l’ex 5S è spuntato alle 22.14 e la dichiarazione di fine voto è di un minuto dopo. Inevitabili le proteste e la bagarre in Aula. Altre sorprese vengono da due forzisti: la fedelissima Maria Rosaria Rossi e Andrea Causin. Nei loro confronti scatta subito la scure di FI: “Sono fuori dal partito: votare con il governo in questo caso non è una questione di coscienza”, sentenzia il vicepresidente Antonio Tajani. Nel partito di Renzi, a parte lo strappo di Nencini e l’assenza per Covid di Marino, l’astensione per ora regge.
Il governo racimola inoltre consensi tra le frange del Misto, gruppo che a Palazzo Madama conta complessivamente 29 senatori di varie componenti. In particolare, pro fiducia si schierano i 7 del gruppo Autonomie (con Pieferdinando Casini in testa), i 5 del Movimento italiani all’estero, fuoriusciti come Gregorio De Falco (ex M5s) e Sandra Lonardo (ex FI) o “rientranti’ come Tommaso Cerno che da stasera ritorna al Pd, l'”ovile” da cui era uscito un anno fa. A loro si aggiungono i senatori a vita Mario Monti, Liliana Segre ed Elena Cattaneo. E, spiegano fonti di governo, vanno considerate le assenze del pentastellato Francesco Castiello e del senatore a vita Carlo Rubbia. Il Pd, che per ora si limita a parlare attraverso “fonti” del partito, parla di “sciagurato salto nel buio” dopo la mossa di Renzi e ribadisce la necessità “il rilancio dell’azione del governo”. Per i Dem Renzi, ormai è out. Diverso il discorso per i parlamentari renziani. Il M5S, con Alfonso Bonafede, sottolinea che, dopo i due voti di fiducia, “una maggioranza alternativa” non esiste. Ma è una maggioranza che va allargata. “Chi intende la politica in modo serio, è chiamato dalla storia a dare il suo contributo. Noi ci siamo”, è il nuovo appello ai costruttori di Luigi Di Maio.
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Renzi attacca Conte ma copre le carte sulle mosse di Iv – IL PUNTO
‘Il suo governo è un arrocco, il Paese non merita questo mercato’ dice il senatore di Iv
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19 gennaio 2021
18:34
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“Noi pensiamo che il suo governo non sia il più bello e il migliore del mondo” e “lei ha cambiato tre maggioranze per rimanere dove è”.
Matteo Renzi mette subito le carte in tavola. E al contrario di Conte, che non lo ha mai nominato in Parlamento, il leader di IV guarda in faccia il premier e “in modo liberatorio e tranquillo”, prende la parola al Senato e affonda: “Lei ha avuto paura di salire al Quirinale, perchè ha scelto un arrocco che farà comodo a lei ma certo non alle istituzioni”. Invece “ora o mai più” bisognava scegliere, “fare un passo in avanti” invece di “preoccuparsi di piazzare qualcuno al posto giusto o garantire qualche poltrona”, non risparmia colpi Renzi, di certo anche parlando al Pd.
Senza però nulla dire su quello che farà Iv di qui a breve – come aveva fatto stamattina l’ex ministra Bellanova annunciando l’astensione – Renzi gela Conte: “Non avrete 161 voti, ma vi auguro di avere una maggioranza.
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Che sia raccogliticcia è sicuro, perchè dovete fare presto”. L’attesa è ora tutta per la strada che sceglierà di prendere Conte, che nel suo intervento di stamattina per primo aveva ammesso: “i numeri oggi sono ancora più importanti ma quello che conta è la qualità del progetto”. Proprio quanto ai numeri, sul quadernetto di Maurizio Gasparri – un veterano delle conte in Parlamento – , il pallottoliere per Conte si ferma a quota 155 e Forza Italia sarà compatta. Perchè la voce che corre in Senato – mentre i lavori sono stati interrotti per la sanificazione dell’Aula prima dello show down del premier – è che potrebbero essere 2 e forse 4 gli azzurri che – come ieri Renata Polverini (su cui oggi si è abbattuto un pesante gossip oltre alle critiche politiche) – potrebbero invece diventare volenterosi-costruttori. Si aspetta infine il discorso dell’altro Matteo: Salvini, che alla fine dell’ennesima riunione del centrodestra chiosa: “Se continuano a dare numeri falsi vuol dire che sono preoccupati”.
Ma che il numero sia 155 (o 158, come qualcuno dice) il vero tema è che la fiducia probabilmente incassata stasera da Conte certificherà una maggioranza relativa e non assoluta. Quindi nei prossimi giorni il premier dovrà continuare a cercare stabilità, attraendo i volenterosi con le promesse chiave fatte ieri e oggi in Parlamento: legge elettorale proporzionale, rimpasto, una nuova lista Conte in grado di garantire seggi e progetto politico.
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Trump revoca bando viaggi da area Schengen e Gb per Covid
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WASHINGTON
19 gennaio 2021
01:35
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La decisione è stata presa alla luce della direttiva emessa il 12 gennaio scorso dai Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), secondo cui dal 26 gennaio tutti i passeggeri che arrivano in Usa da Paesi stranieri devono avere la prova di un test negativo al Covid-19 o la documentazione attestante la guarigione. Trump ha escluso la Cina e l’Iran per la loro carenza di trasparenza e cooperazione con gli Usa nella lotta alla pandemia.   POLITICA   MONDO   VAI ALL’ECONOMIA   VAI ALLA TECNOLOGIA   VAI ALLA CRONACA   VAI ALLE NOTIZIE DEL PIEMONTE

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Governo: per la maggioranza 153 voti certi ma si tratta ancora
Occhi su Iv-Fi.In M5s assente Covid.Assenti Rubbia e Piano
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19 gennaio 2021
15:48
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Sono 153 i sì ad ora ritenuti certi per la maggioranza in Senato ma il pallottoliere viene continuamente aggiornato e c’è chi confida che l’asticella a sostegno di Conte salga fino ad almeno 158. L’obiettivo, secondo alcune fonti di governo, sarebbe quello di lasciare più di 18 senatori di margine tra i Sì e i No, per dimostrare che Iv non è essenziale alla maggioranza.
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Tra i senatori già in maggioranza si segnala oggi l’assenza per Covid del M5s Francesco Castiello.
Ecco dunque i numeri: 91 M5s (senza Castiello), 35 Pd, 4 senatori del Maie, 6 di Leu più Sandro Ruotolo, 7 delle Autonomie, i senatori a vita Elena Cattaneo, Liliana Segre, Mario Monti. E ancora, dal Misto: Sandra Lonardo, Tommaso Cerno, gli ex M5s Maurizio Buccarella, Gregorio De Falco. Lelio Ciampolillo e Luigi Di Marzio dovebbero votare sì ma non è confermato. Tra i voti incerti – ma dovrebbe astenersi – viene considerato Riccardo Nencini, che siede con Matteo Renzi nel gruppo Iv-Psi.
Occhi puntati sui renziani per eventuali defezioni dell’ultima ora ma al momento non se ne segnalano. In Senato si ipotizza poi qualche sorpresa da Fi, come ieri Renata Polverini alla Camera: tra i due e i quattro senatori azzurri, secondo i rumors, potrebbero votare con la maggioranza. Dovrebbero essere assenti i senatori a vita Giorgio Napolitano, Carlo Rubbia e Renzo Piano.
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Segre, ovazione al Senato per la senatrice a vita
‘Sono venuta a votare sì’ ha detto
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19 gennaio 2021
13:38
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La senatrice a vita Liliana Segre è entrata nell’aula del Senato, accolta dagli applausi e dai parlamentari che si sono alzati, per omaggiarla. A salutarla, dal microfono, è stato Pier Ferdinando Casini durante il suo intervento dopo le comunicazioni del premier Conte in Aula.
“Grazie Liliana Segre” scrive su facebook il segretario del Pd Nicola Zingaretti allegando una foto della senatrice a vita in aula al Senato mentre viene omaggiata da una standing ovation.
“Deciderò quando sarò lì, ma se sono venuta da Milano…”, risponde così la senatrice a vita Liliana Segre ai giornalisti che le chiedono se voterà la fiducia a Conte.
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“Di solito quelle di 90 anni stanno a casa, quindi faccia conto che io stia a casa, la nonna la lasciate stare”, si schernisce.
“Che sia venuta è già una risposta. Sono venuta a votare sì”. Lo dice Liliana Segre, senatrice a vita, a chi la interpella in Senato sulle sue intenzioni di voto sulla fiducia, dopo le comunicazioni del premier Giuseppe Conte. A chi le domanda un’opinione sul discorso di Conte, risponde: “Sono stata prestata alla politica, senza essermene mai occupata, dal presidente Mattarella che un giorno mi ha fatto senatrice a vita. Io sono spettatrice. Ho iniziato molte cose tardi ma tardi così, non pensavo. Devo rileggere quel discorso, capire se ha toccato certi punti che mi interessano”, conclude.
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Governo: Centrodestra chiede al Colle le elezioni, caos in Fi
Salvini, che schifezza. Meloni, al voto. Dubbi su gruppo ‘azzurro’
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19 gennaio 2021
23:28
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Conte non ha una maggioranza solida in grado di guidare il Paese. Al Senato è in piedi solo grazie a transfughi e i senatori a vita: siamo pronti ad andare al Colle per chiedere le elezioni.
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Il centrodestra serra le fila, commenta così a caldo la fiducia ottenuta dal governo al Senato con 156 sì. Tuttavia, nella coalizione cresce l’apprensione sulla tenuta del gruppo azzurro a Palazzo Madama e in generale sul futuro del partito di Silvio Berlusconi. Dopo le costanti assicurazioni che il gruppo sarebbe stato ‘unito e compatto’ sono emerse evidenti crepe. Dopo la defezione di ieri a Montecitorio da parte di Renata Polverini, Forza Italia perde infatti altri due senatori: Andrea Causin e soprattutto Maria Rosaria Rossi, in passato molto vicina al Cavaliere, con il loro voto a favore del governo giallorosso hanno sancito la loro espulsione dal partito, decisa immediatamente da parte del vicepresidente Antonio Tajani. E’ vero che alcuni ex M5s si sono avvicinati all’opposizione, tuttavia il nodo sul futuro del Conte due si gioca al centro. E chissà che la breccia apertasi dentro Forza Italia possa essere da viatico al riposizionamento di altri senatori centristi. In attesa che si capisca di più nelle prossime ore la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ribadisce su Rete 4 che la sua priorità è il ricorso anticipato alle urne: “Ora votare è necessario perchè è l’ultima possibilità che l’Italia ha per rialzarsi, avendo un governo che ha un’idea chiara, che vuole andare tutto da una parte, con le idee chiare”. Nessuna voglia di cercare soluzioni alternative, dalle larghe intese ai governi di unità nazionale. Dubbi anche su un governo a guida centrodestra: “Lo proponemmo nel 2018. Se dessero l’incarico a Salvini, vediamo. Ma in ogni caso il nostro Piano A sono le elezioni”. Per le urne anche Matteo Salvini, convinto che perfino il ‘Prodi due’ quello in piedi grazie a Turigliatto e pochi altri fosse più stabile di questo esecutivo. “Che schifezza quello che abbiamo visto oggi al Senato. La cosa più seria ora – commenta a caldo – è dare la parola agli italiani. Qualcuno può pensare che un Parlamento che deve usare il Var per vedere se un senatore dormiva può portare avanti l’Italia? Che le persone che abbiamo visto possano gestire i soldi Ue?”.
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‘Faccetta nera’ in radio:non passa mozione contro Donazzan
Consiglieri Veneto di Lega e Lista Zaia si astengono
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VENEZIA
19 gennaio 2021
18:28
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La mozione di riserva discussa oggi in Consiglio regionale contro l’assessore all’istruzione del Veneto Elena Donazzan dopo il caso della canzone fascista “Faccetta nera” cantata alla radio non è passata. A determinare il risultato è stata l’astensione compatta della Lega e della Lista Zaia Presidente.
Donazzan aveva ripetuto in aula le proprie scuse, sottolineando che “accade nella vita di sbagliare”.
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Covid, Moratti: mai pensato di declinare vaccini e reddito
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MILANO
19 gennaio 2021
19:53
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Nessun accenno esplicito al Pil bensì a una “prevalenza e incidenza elevate” del virus, “all’elevata urbanizzazione” e alla “mobilità intra ed extra regionale” della Lombardia, “manifestazione del dinamismo economico” della regione che “deve essere preservato in quanto motore trainante del Paese”. Sono questi i “fattori” da tenere in considerazione secondo il vicepresidente della Regione Letizia Moratti, nella lettera inviata al commissario Arcuri in cui si chiede “la revisione degli step di approvvigionamento dei vaccini anti-Covid 19, con anticipo delle dosi”.

 

“Non ho mai pensato di declinare vaccini e reddito”. E’ quanto ha precisato in Consiglio regionale il neo vicepresidente e assessore al Welfare Letizia Moratti, rispetto a quanto emerso ieri dalla riunione con i capigruppo. “Il Pil è un indicatore economico-finanziario che attesta l’attività in una Regione, che, questo sì, ho detto, è il motore dell’Italia. In questo senso questa Regione ha la necessità di essere tenuta in considerazione, non parlo di piano vaccini ma di zona rossa”, ha chiarito Moratti.
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Vaccini: Moratti scrive ad Arcuri, nessun accenno a Pil
Vicepresidente Lombardia chiede revisione modalità assegnazione
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MILANO
19 gennaio 2021
19:54
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Nessun accenno esplicito al Pil bensì a una “prevalenza e incidenza elevate” del virus, “all’elevata urbanizzazione” e alla “mobilità intra ed extra regionale” della Lombardia, “manifestazione del dinamismo economico” della regione che “deve essere preservato in quanto motore trainante del Paese”. Sono questi i “fattori” da tenere in considerazione secondo il vicepresidente della Regione Letizia Moratti, nella lettera inviata al commissario Arcuri in cui si chiede “la revisione degli step di approvvigionamento dei vaccini anti-Covid 19, con anticipo delle dosi”.
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Conte, difficile governare con chi mina equilibri
Accuse di immobilismo e di correre,di pieni poteri e indecisione
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19 gennaio 2021
10:28
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In questi giorni ci sono state “continue pretese, continui rilanci concentrati peraltro non casualmente sui temi palesemente divisivi rispetto alle varie sensibilità delle forze di maggioranza. Di qui le accuse, a un tempo di immobilismo e di correre troppo, di accentrare i poteri e di non aver la capacità di decidere.
Vi assicuro che è complicato governare con chi mina continuamente un equilibrio politico pazientemente raggiunto dalle forze di maggioranza”. Lo dice il premier Giuseppe Conte intervenendo al Senato.
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Conte, opere mai bloccate, nel 2020 cresciuti appalti
Da 39 a 43 mld,grazie collaborazione di tutti.Ci sono commissari
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19 gennaio 2021
10:29
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“Si è detto che le opere” del decreto semplificazioni “sarebbero ancora bloccate per la designazione dei commissari: innanzitutto la lista c’è ma poi non è così, le opere non sono mai state bloccate, perché i poteri dei commissari sono stati attribuiti dal decreto semplificazioni ai responsabili unici di progetto. Gli appalti di Anas e Fsi sono cresciuti 43,3 mld rispetto ai 39,4 del 2019.
E’ un florilegio ma lo dico: questo è stato possibile grazie alla condivisione, collaborazione, responsabilità in ciascuna forza politica”. Lo dice il premier Giuseppe Conte al Senato facendo riferimento a una critica che gli è stata mossa da Iv.
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Governo: Salvini, Conte parla di buon lavoro, davvero?
Leader Lega parlerà in Senato in dichiarazione voto
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19 gennaio 2021
10:31
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“Conte: abbiamo lavorato bene e fatto tanto per tutti, partite Iva e famiglie, studenti e lavoratori, medici e commercianti, donne, giovani e pensionati.Davvero? Voi ve ne siete accorti???” . Lo scrive su Twitter il senatore e leader della Lega, Matteo Salvini, in aula durante le comunicazioni del premier Conte a Palazzo Madama.
Salvini dovrebbe intervenire in serata per le dichiarazioni di voto sulla fiducia.
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Conte, maggioritario creerebbe instabilità politica
Con proporzionale accordi programma di alto profilo per governo
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19 gennaio 2021
10:35
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Sulla proposta del sistema proporzionale “leggo delle interpretazioni, diciamo così maliziose. Negli anni passati abbiamo subito una frantumazione della rappresentanza.
Sono emersi nuovi processi, anche in maniera dirompente, non possiamo fare una legge che costringa forze così diverse. Questo artificio contribuirebbe all’instabilità politica, non stabilirebbe il quadro”. Lo dice il premier Giuseppe Conte intervenendo al Senato.
Le forze politiche, dopo le elezioni “saranno chiamate a definire accordi programmatici di alto profilo per governare, in modo da consentire una solida prospettiva politica” ai cittadini, aggiunge.
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Dpcm: Fontana, fatto il ricorso al Tar
Chiesto al Ministro di rivedere i parametri della decisione
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MILANO
19 gennaio 2021
11:02
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“Come anticipato nei giorni scorsi, abbiamo presentato ricorso al Tar contro la decisione del governo, e chiesto al Ministro di rivedere i parametri che regolano questa decisione, così impattante sulla vita dei nostri cittadini e delle nostre imprese”. Così, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, intervenendo in Consiglio Regionale, ha confermato la presentazione del ricorso al Tribunale amministrativo contro l’assegnazione della zona rossa alla Regione Lombardia, definita “fortemente, e ingiustamente, penalizzante per la nostra regione”
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Vaccino: intesa Piemonte con medici base, Cirio ‘noi primi’
Somministreranno Astra-Zeneca che non ha problemi conservazione
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TORINO
19 gennaio 2021
12:22
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“Oggi definiremo l’accordo per l’inoculazione del vaccino anti-Covid attraverso i medici di medicina generale: saremo la prima Regione d’Italia a chiudere un accordo di questo tipo. Siamo sabaudi e vogliamo essere pronti”.
Così il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, all’inaugurazione di un nuovo hot spot per tamponi rapidi a Torino. “Abbiamo 3.200 sentinelle della nostra salute con cui dobbiamo costruire una rete di sempre maggiore collaborazione. I medici di medicina territoriale collaboreranno alla campagna somministrando il vaccino Astra-Zeneca, che non presenta problemi di conservazione, non appena disponibile”.
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Milano, stop fumo in parchi e stadi
Da 2025 divieto scatterà in tutte le aree pubbliche all’aperto
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MILANO
19 gennaio 2021
13:47
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Da oggi Milano diventa smoking free e bandisce il fumo all’aria aperta in alcune zone della città, dalle fermate dei mezzi pubblici, ai parchi, fino agli stadi e strutture sportive, cimiteri e aree cani. Lo ha stabilito il Comune di Milano con l’approvazione, il 19 novembre scorso, del nuovo Regolamento per la qualità dell’aria.
Il divieto entra in vigore in modo soft: sarà possibile fumare all’aperto in quei luoghi se ci si trova a distanza di 10 metri dalle altre persone. Dal primo gennaio 2025 il divieto di fumo sarà esteso a tutte le aree pubbliche all’aperto.
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Expo:Appello,Sala falso sì ma prescritto
Giudici, non è privo di rilevanza penale ma estinto
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MILANO
19 gennaio 2021
13:51
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Non è ritenuto “innocuo e di conseguenza privo di rilevanza penale” ma è comunque prescritto il falso contestato al sindaco di Milano Giuseppe Sala finito sotto processo per aver firmato, quando era ad di Expo, due verbali retrodatati, che servirono a sostituire due commissari incompatibili della gara per la Piastra dei servizi.
Lo scrive la corte d’Appello di Milano nelle motivazione della sentenza dello scorso 21 ottobre con cui ha rigettato la richiesta di assoluzione nel merito da parte della difesa di Sala ma ha dichiarato l’estinzione del reato per prescrizione.
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Reddito cittadinanza a 1,25 milioni nuclei, +3,3% a dicembre
Inps, pagate 1,5 milioni mensilità Reddito emergenza in 8 mesi
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19 gennaio 2021
14:10
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Con il mese di dicembre 2020 si registrano 1,25 milioni di nuclei familiari beneficiari di Reddito/Pensione di cittadinanza, con 2,9 milioni di persone coinvolte ed un importo medio di 528 euro. Si tratta di un incremento del 3,3% sul mese precedente (1.249.809 beneficiari rispetto ai 1.209.381 di novembre).
Lo si legge nell’Osservatorio Inps. Il 61% dei nuclei percettori risiede al Sud e nelle Isole, il 23% al Nord ed il 16% al Centro.
Per quanto riguarda il Reddito di emergenza, fa inoltre sapere l’Inps, sono circa 1,5 milioni le mensilità pagate in 8 mesi, da maggio a dicembre 2020, in base ai tre diversi decreti che lo hanno introdotto e prorogato.
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Belsito non creò danni immagine alla Lega, assolto
Decisione giudici Genova. Partito aveva chiesto 500 mila euro
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GENOVA
19 gennaio 2021
14:16
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Nessun danno di immagine per la Lega. E’ quanto deciso dai giudici della corte di Appello di Genova nel processo d’Appello contro Francesco Belsito e tre imprenditori nel quale il Carroccio ha chiesto un risarcimento da 500 mila euro all’ex tesoriere perché secondo i legali del partito dopo il deflagrare dell’inchiesta sui fondi della Lega, nella quale era rimasto coinvolto Belsito, ci sarebbe stata una perdita di consenso elettorale nel 2011 e 2013.
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I giudici hanno assolto Belsito. “La giustizia finalmente sta arrivando e ha dimostrato che da parte della Lega non c’è stata correttezza”.
Lo ha detto l’ex tesoriere della Lega Francesco Belsito dopo la sentenza di assoluzione. “Sono felice per me e i miei avvocati che hanno creduto in questa assoluzione. In tutti questi processi che vanno avanti da tanti anni, alla fine l’unico sempre presente e a pagare sono stato sempre io. Mi sono tolto un grosso sasso dalla scarpa”.
Il caso nasce sulla scia delle indagini sui rimborsi elettorali per 49 milioni di euro non dovuti (la Cassazione ha confermato la confisca, i soldi sono spariti, la procura di Genova li cerca e intanto la Lega ha stabilito una rateizzazione da 600 mila euro all’anno), e sugli investimenti a Cipro e in Tanzania. Gli anni in questione vanno dal 2008 al 2013.
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Banche:Abi, a dicembre accelerano prestiti e depositi
Per famiglie e imprese non finanziarie sono cresciuti del 5,5%
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19 gennaio 2021
16:44
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Accelera la crescita dei prestiti bancari a dicembre. Secondo quanto si ricava dal rapporto mensile Abi i finanziamenti a famiglie e imprese non finanziarie sono cresciuti del 5,5% contro il +5,3% di novembre.
L’andamento continua a beneficiare delle misure straordinarie del governo e dal “ruolo di sostegno delle banche all’economia”, come spiega il vice dg dell’associazione Gianfranco Torriero secondo cui si tratta di una dato “in controtendeza rispetto agli altri paesi”.
“C’è un ricorso delle aziende alle banche per creare buffer di liquidità e traghettarle verso la nuova normalità” post pandemia, ha aggiunto Torriero. E nuovo balzo dei depositi bancari a dicembre. Dopo il lieve rallentamento di novembre quando avevano segnato un +8%, sono tornati a crescere a due cifre, con un rialzo del 10,3% e salendo di oltre 162 miliardi di euro a 1.736 miliardi rispetto a un anno fa. La raccolta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) risulta in crescita del +7,8%.
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Girolamini: assolto a Napoli l’ex senatore Dell’Utri
Era accusato di concorso in peculato per appropriazione 13 libri
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NAPOLI
19 gennaio 2021
16:45
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La prima sezione penale del Tribunale di Napoli (presidente Pellecchia) ha assolto – con la formula ‘il fatto non sussiste’ – l’ex senatore e cofondatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri, accusato di concorso in peculato in relazione all’appropriazione di 13 volumi trafugati dalla Biblioteca dei Girolamini di Napoli, libri consegnati all’imputato dall’ex direttore della biblioteca Massimo Marino De Caro. Gli inquirenti partenopei avevano chiesto la condanna a sette anni di reclusione per Dell’Utri.
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Covid: Boccia, proporrò ritiro impugnativa legge anti Dpcm Vda
“Corte costituzionale ci ricorda principio leale collaborazione”
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AOSTA
19 gennaio 2021
16:59
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“Dopo la sentenza della Corte Costituzionale sul caso della Valle d’Aosta, Regione autonoma che ha collaborato costruttivamente al confronto successivo alla presentazione del ricorso, ho ritenuto opportuno informare il Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, per l’insegnamento e l’opportunità che la sentenza della Corte Costituzionale dà a tutte le Regioni. La Corte ci ricorda con nuovi approfondimenti che le azioni di prevenzione e contrasto della pandemia da Covid-19 devono essere costantemente improntati al principio di leale collaborazione tra tutti i livelli istituzionali con differenti responsabilità.
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Proporrò al Consiglio dei ministri il ritiro dell’impugnativa sulla legge regionale della Valle d’Aosta e dei provvedimenti simili delle altre Regioni di fronte ad un ulteriore raccordo tra Stato e Regioni e relative integrazioni nella gestione dell’emergenza sanitaria e nel rafforzamento delle misure di contrasto al Covid-19”. Lo scrive, in una nota, il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Francesco Boccia, che aggiunge: “Soltanto praticando nelle azioni quotidiane la leale collaborazione richiamata dalla Consulta potremo realizzare azioni condivise per garantire un più efficace raggiungimento degli obiettivi comuni volti al contrasto della diffusione del virus e al superamento degli effetti negativi economici e sociali derivanti dalla pandemia finalizzati al rilancio del nostro Paese”.
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Ue propone di estendere aiuti di Stato al 31 dicembre
Per proseguire sostegno aziende. Tetti aumentati in alcuni casi
c
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BRUXELLES
19 gennaio 2021
19:01
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La Commissione Ue ha proposto agli Stati di prolungare fino al 31 dicembre 2021 lo schema temporaneo di aiuti di Stato messo in piedi a marzo scorso per sostenere le economie durante la pandemia. “Con la seconda ondata che continua ad avere un forte impatto sulle nostre vite, le aziende europee hanno bisogno di ulteriore supporto”, ha detto la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager, precisando che saranno anche aumentati i tetti degli aiuti in certi casi.
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La Commissione propone, “vista la durata prolungata della crisi”, di aumentare i massimali per gli importi limitati di aiuti concessi nell’ambito del quadro temporaneo (attualmente fino a 120.000 euro per aziende nel settore della pesca e dell’acquacoltura, 100.000 euro quelle agricole, e 800.000 euro per tutti gli altri settori) e per le misure che contribuiscono ai costi fissi delle aziende che non sono coperti dai loro ricavi (attualmente fino a 3 milioni di euro per azienda).
Inoltre, Bruxelles propone di consentire agli Stati membri di convertire gli strumenti rimborsabili concessi (inclusi i prestiti) in sovvenzioni dirette, anche in una fase successiva: l’obiettivo è spingere gli Stati a scegliere, in primo luogo, strumenti rimborsabili come forma di aiuto. Gli Stati membri hanno ora la possibilità di commentare la proposta della Commissione prima che venga approvata.
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Papa: via armi nucleari dal mondo per contribuire alla pace
Il 22 gennaio entra in vigore il trattato internazionale
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CITTA DEL VATICANO
20 gennaio 2021
10:29
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“Incoraggio vivamente tutti gli Stati e tutte le persone a lavorare con determinazione per promuovere le condizioni necessarie per un mondo senza armi nucleari contribuendo all’avanzamento della pace e della cooperazione multilaterale di cui oggi l’umanità ha tanto bisogno”. Lo ha detto il Papa al termine dell’udienza generale ricordando che “dopodomani, venerdì 22 gennaio, entrerà in vigore il trattato per la proibizione delle armi nucleari”.
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Vaccini, il governo attiva l’Avvocatura dello Stato contro Pfizer
Arrivate le ultime dosi del carico settimanale della casa farmaceutica americana
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20 gennaio 2021
12:51
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Il Governo italiano ha attivato l’Avvocatura Generale dello Stato per valutare i diversi profili di responsabilità della casa farmaceutica Pfizer in caso di inadempienza e le possibili azioni da intraprendere a tutela degli interessi del Paese e dei cittadini. È quanto si apprende da ambienti di Governo e della struttura Commissariale per l’Emergenza.  Sono arrivate oggi in Italia le ultime dosi di vaccini del carico settimanale di Pfizer, circa 330mila. Complessivamente questo lotto, come già annunciato, è privo del 29% delle dosi previste da contratto.
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Anche la prossima settimana, con l’arrivo del nuovo carico, è previsto sul lotto specifico un altro ammanco che – a quanto si apprende – sarà però inferiore al 29%.
Rivedere la distribuzione dei vaccini, rimodulando le consegne in modo che nessuna regione resti senza dosi e possa procedere con i richiami. A meno di 20 giorni dall’inizio della campagna vaccinale, il governo è già costretto a rimettere mano al piano presentato a inizio dicembre in Parlamento dal ministro della Salute Roberto Speranza per rispondere ai ritardi nelle consegne decisi unilateralmente da Pfizer. Mentre il ministro degli Affari Regionali, Francesco Boccia, annuncia “azioni legali concordate” nei confronti di Pfizer per il taglio e il ritardo nella consegna delle dosi dei vaccini, e chiede alle Regioni “un accordo di solidarietà per garantire i richiami a tutti”. Anche perché, come ha riferito il commissario Domenico Arcuri, la prossima settimana ci sarà una “pur lieve ulteriore riduzione delle consegne”, fatto per il quale Arcuri ha detto di valutare la presentazione di un esposto alla procura per “impatto sulla salute per inadempimento del contratto pubblico”.
La decisione di rivedere il piano è diventata necessaria visto che la casa farmaceutica americana non ha dato alcuna garanzia concreta che dalla settimana prossima si torni alla normalità, limitandosi a promettere in un comunicato stampa che si riprenderà con il “calendario iniziale di distribuzione all’Ue a partire dalla settimana del 25 gennaio”. Non solo. Al taglio di 165mila dosi annunciato venerdì – che ha ridotto del 29% le consegne al nostro paese per questa settimana, passate da 562.770 dosi a 397.800 – Pfizer ha fatto sapere solo alle 17 di lunedì, quando le fiale di vaccino sarebbero già dovute essere in Italia, che avrebbe ritardato ulteriormente la distribuzione, portando a destinazione la maggior parte delle dosi, poco più di 241mila, solo mercoledì. Un nuovo intoppo che rischia non solo di far slittare la campagna vaccinale di diverse settimane ma anche di creare più di qualche problema nella somministrazione della seconda dosa per i richiami, prevista 21 giorni dopo la prima. In questa situazione, Boccia ha sottolineato che Governo, Regioni e Commissario per l’Emergenza hanno deciso di procedere con un’azione legale congiunta nei confronti della casa farmaceutica americana.
L’incontro tra il governo, con i ministri Francesco Boccia e Roberto Speranza e il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri, e le Regioni, ha avuto l’obiettivo primario di evitare che vengano vanificati gli sforzi fatti finora, garantendo al milione e 200mila italiani che hanno già fatto il vaccino di poter fare anche il richiamo. L’ipotesi di un ‘meccanismo di solidarietà’ tra regioni – chi ha conservato più dosi ne cederebbe una parte a quelle che hanno somministrato di più senza tenere le scorte, la Campania e il Veneto su tutte – resta ancora in piedi, anche se tra i governatori una linea comune non c’è, con le regioni più virtuose che fanno resistenza e non accettano di essere penalizzate per aver rispettato le indicazioni date dallo stesso governo. In quella direzione sembrerebbe invece andare la proposta di Luca Zaia in base alla quale le seconde dosi devono essere “garantite da un magazzino nazionale”. Tutti però chiedono garanzie, come ribadisce il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini: le riduzioni “siano solo temporanee”. E che sia il governo a decidere dove devono andare i vaccini, non Pfizer. Per questo l’ipotesi più concreta è di rivedere il piano della distribuzione in modo che siano gli uffici del Commissario a stabilire la rimodulazione delle quantità e dei luoghi di consegna. Garantendo in maniera equa, sulla base dei criteri già definiti, meno dosi ma per tutti.
Intanto, dopo Arcuri, anche il direttore generale dell’Aifa Nicola Magrini ha criticato le decisioni di Pfizer. “E’ un ritardo molto preoccupante” anche perché “è stato comunicato tutto all’ultimo minuto”. Magrini sottolinea comunque che “se si tratta di un ritardo di una sola settimana le conseguenze potrebbero non essere così gravi”. Il problema è che non c’è certezza, come dimostrano le parole della commissaria alla Salute dell’Ue Stella Kyriakides: “il collo di bottiglia” nelle consegne “dipende dalla scarsa capacità di produzione a livello mondiale” da parte dell’azienda. E Per questo “lavoriamo in modo costante con Pfizer-Biontech per sostenere la capacità e il rafforzamento della produzione nell’Ue”.
I ritardi nelle consegne un risultato, negativo, lo hanno comunque già prodotto: lo slittamento di almeno due settimane dell’inizio della campagna di vaccinazione per gli over 80 e dei 400mila pazienti oncologici, ematologici e cardiologici. Il Lazio, dopo le prime dosi somministrate ieri, ha fissato l’apertura al primo febbraio, il Piemonte al 30 gennaio mentre la Puglia non aprirà le prenotazioni fino a quando non sarà fatta chiarezza.
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Papa: tempo di gravi disagi, unità prevalga sui conflitti
Bene prevalga su particolarismi. Divisioni cristiani ‘scandalo’
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CITTA DEL VATICANO
20 gennaio 2021
10:21
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“In questo tempo di gravi disagi è ancora più necessaria la preghiera perché l’unità prevalga sui conflitti. È urgente accantonare i particolarismi per favorire il bene comune, e per questo è fondamentale il nostro buon esempio: è essenziale che i cristiani proseguano il cammino verso l’unità piena, visibile”.
Lo ha detto il Papa nell’udienza generale dedicata alla Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Il Pontefice ha definito uno “scandalo” le divisioni tra le diverse confessioni cristiane.
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Scuola: iscrizioni online, oltre 1mln domande già inoltrate
Procedura aperta dal 4 gennaio, c’è tempo fino al 25
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19 gennaio 2021
14:54
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Sono 1.000.424 le domande online per le iscrizioni all’anno scolastico 2021/2022 già inoltrate alle 12 di oggi. Questo il dato aggiornato sulla procedura che è in corso di svolgimento.
Le iscrizioni, aperte il 4 gennaio scorso, potranno infatti essere effettuate fino alle ore 20 del 25 gennaio 2021. Lo rende noto il ministero dell’Istruzione.
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Vaccini: Bonaccini,è momento della serietà e responsabilità
‘Fornitura Pfizer torni regolare, Governo e Ue devono vigilare’
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BOLOGNA
19 gennaio 2021
13:29
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Sul fronte vaccinale in cui “in questi minuti stiamo superando quota 120mila” vaccini somministrati “l’Emilia-Romagna è pronta. Proseguiamo a vaccinare.
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Noi vogliamo accelerare, e siamo in grado di farlo”.
E’ quanto scrive, in un post sulla sua pagina Facebook, il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini che, in merito alla riduzione delle forniture da parte di Pfizer invita il Governo e l’Unione Europea “a vigilare” poichè “è’ il momento della serietà e della responsabilità”.
Proprio perchè la Regione è pronta ad accelerare, osserva, “ci siamo rivolti al Governo, al ministro Speranza e al commissario Arcuri, perché la riduzione della fornitura Pfizer-BioNtech che registriamo questa settimana sia solo temporanea, che la fornitura torni regolare già dalla prossima settimana, compreso il recupero delle dosi non arrivate in questi giorni. Su questo – prosegue Bonaccini – il Governo, così come l’Unione europea, devono vigilare e non arretrare di un centimetro: le dosi acquistate devono arrivare nei territori, la campagna di vaccinazione deve proseguire a pieno ritmo. Punto.
E’ il momento della serietà e della responsabilità. Questa battaglia – conclude il presidente emiliano-romagnolo – è troppo importante. La dobbiamo combattere tutti insieme, non c’è tempo da perdere”.
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Maturità: ministero al lavoro, verso esame ‘light’
Due le ipotesi al momento in campo
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19 gennaio 2021
12:06
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Il Ministero dell’Istruzione è al lavoro in vista dello svolgimento degli Esami di Stato: nei giorni scorsi la ministra Lucia Azzolina ha assicurato che una decisione arriverà in tempi rapidi.
“Il ministro sta lavorando” in vista della maturità, ha detto la ministra qualche giorno fa.
“Abbiamo chiesto agli studenti di farci delle proposte: lo scorso anno ci hanno presentato proposte molto ragionevoli; una decisione la prenderemo a breve, i ragazzi a causa dell’incertezza assoluta per le date di rientro che slittano come la tela di Penelope, hanno bisogno di avere certezze che il ministero darà a breve”.
Due le ipotesi, a quanto si apprende, alle quali si starebbe lavorando: secondo la prima si ricalca l’esame dello scorso anno, con una sola prova orale in presenza, davanti ad una commissione di docenti interni; la seconda ipotesi prevede una sola prova scritta (invece di due) e una prova orale. E’ molto probabile comunque che non ci sarà una ammissione generalizzata, come ci fu un anno fa.
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Sciopero toghe onorarie,basta paghe indegne e nessuna tutela
Si astengono dalle udienze sino a venerdì 22, ‘ora un dl’
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19 gennaio 2021
10:50
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Riparte la protesta dei magistrati onorari. Da oggi e sino a venerdì 22 si asterranno dalle udienze civili e penali.
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“Non è tollerabile l’indifferenza dello Stato verso questa categoria di lavoratori” afferma in una nota la Consulta della magistratura onoraria, segnalando che all'”assenza di tutele” e a una retribuzione “indegna” si unirà tra qualche mese, per effetto della riforma Orlando, anche “un dimezzamento degli impieghi, a scapito dell’efficienza” degli uffici giudiziari.
“Un Governo che si professa europeista disattende completamente le sentenze della Corte di Giustizia e le Direttive cui, quale Paese aderente all’Unione, è obbligatoriamente vincolato”, accusa la Consulta che ritiene “incostituzionale, e, sordo a tutti i moniti nazionali, della Anm e della Corte Costituzionale, nonché sovranazionali” il ddl di modifica della riforma Orlando, prospettato come soluzione dalle senatrici Valente ed Evangelista.
La Consulta informerà la Commissione europea di questa, come delle altre, proteste “per le opportune valutazioni in termini di Recovery Fund, non essendo, nei piani italiani, previsto un solo centesimo per la magistratura precaria in servizio. L’unica soluzione praticabile – afferma -è la decretazione di urgenza, che preveda la permanenza nelle funzioni e i diritti lavoristici imposti dalla normativa violata”.
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Zingaretti: “Abbiamo evitato un salto nel buio”
“Ora è il momento di voltare pagina, di rafforzare la forza parlamentare del governo”
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20 gennaio 2021
10:29
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“Ieri abbiamo evitato il salto nel buio di una crisi e abbiamo fatto bene. Ora dobbiamo agire su due fronti i problemi degli italiani e una prospettiva politica del governo”.
Lo ha detto il segretario del partito democratico Nicola Zingaretti a Radio Immagine, la neoemittente dem.
Zingaretti ha aggiunto di aver sentito il premier Conte ieri sera “c’è assoluta consapevolezza – ha assicurato – di muoverci su questi due fronti”. “Ora è il momento di voltare pagina, di rafforzare la forza parlamentare del governo. Perché è un governo che trova la sua legittimazione nel voto parlamentare”, ha detto il segretario del Pd.
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19 gennaio 2021
19:13
CONTE: MORTI COVID? TENIAMOLI FUORI DA CONTESA POLITICA.
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In giorno ‘volenterosi’ al Senato spuntano Razzi-Scilipoti
Ex senatore abruzzese,”non cambia nulla, ognuno fa i fatti suoi”
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19 gennaio 2021
14:12
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Nel D-Day del governo Conte-bis, nel giorno dell’appello ai “volenterosi”, a Palazzo Madama spuntano Antonio Razzi e Domenico Scilipoti, due senatori simbolo dell’ora “responsabilità”.
Nel 2010, infatti, con l’avvicinarsi della mozione di sfiducia al governo Berlusconi IV i due allora senatori lasciarono l’Italia dei Valori e votarono contro la sfiducia all’esecutivo di centrodestra ergendosi a “re dei responsabili” o, come sottolineato per anni da chi, a partire dal M5S, li ha messi nel mirino, “re dei voltagabbana”.

“Mi hanno accusato per anni, alla fine non cambia mai niente, ognuno si fa i c…suoi”, spiega Razzi nel Transatlantico del Senato.
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Secondo Razzi “se non ci fosse stata la riforma c’era pure la possibilità di votare ma con il taglio dei parlamentari chi vuole andare a casa?. Quando nel 2010 votai per il governo Di Pietro neanche ci salutava eppure noi avevamo portato voti al partito”. “Se è la mia rivincita? Ma no. Però è un peccato non andare in tribuna, purtroppo è vietato per il Covid”, conclude l’ex senatore abruzzese.
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Il Copasir chiede audizioni di Conte, Di Maio, Renzi e Casalino
Sulle vicende dei pescatori in Libia e la visita di Barr in Italia
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20 gennaio 2021
11:37
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Il Copasir ha chiesto l’audizione del premier Giuseppe Conte, del capo ufficio stampa di Palazzo Chigi Rocco Casalino e del ministro degli Esteri Luigi Di Maio in relazione alla vicenda dei pescatori trattenuti per alcuni mesi in Libia. Il Comitato ha anche chiesto l’audizione del senatore Matteo Renzi “al fine di arricchirsi di ulteriori ed eventuali notizie relative alla vicenda riguardante la visita nel 2019 del procuratore generale degli Stati Uniti, William Barr”.
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Papa: incontra la squadra dello Spezia Calcio, ‘Bravi!’
Si complimenta per la vittoria di ieri sulla Roma
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CITTA DEL VATICANO
20 gennaio 2021
11:53
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Papa Francesco, prima dell’udienza generale di stamattina, ha incontrato in Vaticano la squadra dello Spezia Calcio: mi piace, ha detto, “vedere lo sforzo dei giovani e delle giovani nello sport”.
Dal Papa in Vaticano dopo le fatiche di ieri sera sul prato dell’Olimpico, con la vittoria a sorpresa sulla Roma in Coppa Italia.
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Anche Papa Francesco ne era informato – riferisce Vatican News – e stamattina, incontrando in Vaticano i giocatori della squadra di calcio dello Spezia, non ha potuto non ricordarlo. Nessun discorso preparato per l’occasione, ma un incontro e un saluto spontanei prima di spostarsi nella Biblioteca per l’udienza generale.
“Prima di tutto, complimenti! Perché ieri siete stati bravi.
Complimenti!”, ha detto il Papa riferendosi al match di ieri. E poi una battuta per ricordare che “in Argentina si balla il tango” e che il tango è una musica il cui ritmo si basa sul tempo dei due quarti. E “voi oggi siete 4 a 2”, ha scherzato con i calciatori. Quindi li ha ringraziati per la loro visita e per la loro testimonianza sportiva. “A me piace vedere – ha detto Francesco – lo sforzo dei giovani e delle giovani nello sport, perché lo sport è una meraviglia. Lo sport porta su tutto il meglio che noi abbiamo dentro. Continuate con questo” perché “porta a una nobiltà grande”.
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Covid: niente ritiro di Quaresima ad Ariccia per il Papa
‘Preghiera personale dal 21 al 26 febbraio’
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CITTA DEL VATICANO
20 gennaio 2021
12:19
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Niente ritiro di Quaresima per il Papa e la Curia romana. “Considerato il permanere dell’attuale emergenza sanitaria, quest’anno – riferisce la sala stampa vaticana – non sarà possibile vivere comunitariamente gli Esercizi Spirituali della Curia Romana presso la Casa Divin Maestro in Ariccia.
Il Santo Padre ha pertanto invitato i Cardinali residenti a Roma, i Capi Dicastero e i Superiori della Curia Romana a provvedervi in modo personale, ritirandosi in preghiera, dal pomeriggio di domenica 21 a venerdì 26 febbraio. In quella settimana saranno sospesi tutti gli impegni del Santo Padre, compresa l’Udienza Generale di mercoledì 24 febbraio”.
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Tutte le parole di Giuseppe Conte alla camera e al Senato
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20 gennaio 2021
13:11
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Nel suo discorso alla Camera il premier ha utilizzato 5.632 parole per un totale di 32.563 caratteri. Il termine più ricorrente è stato “Paese” (24 volte).
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Nel suo intervento al Senato, le parole sono state 6.682, per un totale di 38.690 caratteri. Quella più usata è stata “Politica” (32 volte), ma anche “Paese” è rimasto ‘in pole’ con 28 citazioni.
Sono state passate sotto la lente d’ingrandimento tutte le conversazioni online riguardanti il Premier Conte (social + news + blog + forum) dal 13 gennaio, il giorno in cui si è ufficialmente aperta la crisi di Governo con le dimissioni delle due Ministre di Italia Viva, a ieri, quando il Governo ha incassato la fiducia a Palazzo Madama.
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In quest’arco temporale,  il presidente del Consiglio è stato citato circa 710 mila volte, da parte di circa 59 mila ‘autori unici’, con contenuti che hanno coinvolto (like + commenti + condivisioni) quasi 4.5 milioni di persone. Un volume di conversazioni che ha generato una portata potenziale, “opportunity to be seen” di ben 815.5 miliardi, che si stima aver dato luogo a 40.7 miliardi di impression, al lordo delle duplicazioni.
Le due giornate dedicate ai voti di fiducia, alla Camera e al Senato, sono state quelle con il maggior numero di conversazioni. In entrambi i giorni si sono superate abbondantemente le 140 mila citazioni di Giuseppe Conte.
Il picco massimo si è avuto tra le 22:00 e le 23:00 di ieri, durante e dopo la concitata votazione al Senato, con 20.399 citazioni.
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Durante il discorso di Conte alla Camera, alle 12:00 circa del 18 gennaio scorso, è stato menzionato online circa 14.326 volte, ma un picco si è avuto anche  durante la conferenza stampa di Renzi, il 13 gennaio, con 10.145 citazioni.
Tra i 120 termini più frequenti nelle conversazioni online relative a Conte, oltre al nome del Premier, le due parole ‘protagoniste’  sono state “crisi” (25.4%) e “Renzi” (25.2%). Oltre a #Conte, l’hashtag più utilizzato (circa 7 mila citazioni) è stato #CrisidiGoverno.
A partecipare a questo intenso dibattito politico dell’ultima settimana sono stati prevalentemente uomini (il 65% del totale) di età compresa tra i 25 e 34 anni (il 45% del totale).
Molto ampia la copertura della crisi di governo da parte dei media che ha generato l’enorme numero di impression riportate.
Ad esclusione degli account social delle diverse testate d’informazione, l’account che ha generato maggior engagement, cioè più coinvolgimento, è stato quello di una tale Mary che, come molti altri italiani, si è chiesta se ci fosse davvero bisogno di aprire questa in crisi in un momento tanto difficile per il Paese.
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Vaccini:Governo attiva Avvocatura Stato contro Pfizer
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20 gennaio 2021
12:45
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Il Governo italiano ha attivato l’Avvocatura Generale dello Stato per valutare i diversi profili di responsabilità della casa farmaceutica Pfizer in caso di inadempienza e le possibili azioni da intraprendere a tutela degli interessi del Paese e dei cittadini. È quanto si apprende da ambienti di Governo e della struttura Commissariale per l’Emergenza.
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Vaccini: governatori Lega, Conte si prenda responsabilità
Abbiamo dovuto dimezzare vaccini, non ne abbiamo
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MILANO
20 gennaio 2021
12:49
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“Da ieri abbiamo dovuto dimezzare il numero dei vaccini anti covid perché non abbiamo sufficienti dosi e personale medico per rispettare il piano vaccinale.
Invece di cercare i voti dei Ciampolillo in Parlamento, Conte, se ancora è presidente del Consiglio, si assuma la responsabilità di risolvere la questione”: questo chiedono i governatori della Lega Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia), Attilio Fontana (Lombardia), Maurizio Fugatti (Trentino), Chtistian Solinas (Sardegna), Nino Spirli (Calabria) e Luca Zaia (Veneto)
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Governo: Causin,entro nel Misto,spero ‘volenterosi’ crescano
Ok fiducia è scelta responsabilità. Non è stata sorpresa per FI
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20 gennaio 2021
12:52
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“Da oggi entrerò nel gruppo Misto del Senato, insieme alla senatrice Maria Rosaria Rossi, e mi auguro che da domani si rafforzi il gruppo di parlamentari che, come me, hanno deciso di dare un sostegno al governo, per cui non escluderei che si possa formare un gruppo autonomo in Parlamento che sia poi embrione di un’iniziativa politica orientata al progetto europeista, cattolico e socialista di cui ha parlato Conte”. Così il senatore Andrea Causin, dopo l’ok alla fiducia espresso ieri al Senato, in dissenso con Forza Italia.
Esponente del partito di Berlusconi da 4 anni, Causin è stato espulso ieri sera per la scelta fatta e condivisa con la senatrice Rossi, anche lei fuori da FI.
“Ho votato la fiducia per senso del dovere e perché l’instabilità istituzionale è la peggiore medicina a questa crisi – ha aggiunto – Ho fatto una valutazione attenta e sofferta. Ricordo che la mia insegnante di latino diceva che la parola ‘decidere’ deriva dal latino e significa anche ‘recidere’. E’ stato un po’ così per me, ma avevo avuto un confronto con il partito. La mia scelta non è stata insomma una sorpresa per FI”.
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Governo:Salvini a elettori 5s,oggi sono con Monti e Mastella
E che dire dei due di Fi eletti della Lega?
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20 gennaio 2021
12:56
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“Vogliamo parlare dei due parlamentari di Forza Italia, eletti anche con i voti della Lega? Vogliamo parlare di Monti, di Mastella, degli elettori M5s che ora vedono i suoi votare il governo con Monti, con Mastella?”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, in diretta Facebook.
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A studio altre 26 settimane Cig Covid e proroga sgravi
Misiani, blocco licenziamenti avanti solo per i settori in crisi
e
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20 gennaio 2021
12:57
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Altre 26 settimane di Cig Covid e licenziamenti bloccati dopo il 31 marzo ma solo per le imprese dei settori in crisi: sono due delle ipotesi che avanzano nel governo al lavoro per mettere a punto il prossimo decreto Ristori, dopo il via libera delle Camere allo scostamento da 32 miliardi atteso per oggi.
Sul fronte degli ammortizzatori si starebbe lavorando sull’ipotesi di estendere la Cig Covid garantendo una maggiore copertura, fino a 26 settimane per assegno ordinario e cassa in deroga.
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In parallelo si dovrebbe anche confermare l’esonero contributivo alternativo all’utilizzo della cassa Covid, per chi fa rientrare i dipendenti al lavoro. Nei giorni scorsi il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, aveva parlato di una “consistente proroga” della Cig Covid con il prossimo decreto Ristori, ipotizzando però altre 18 settimane.
Partita aperta anche sul blocco dei licenziamenti che però potrebbe non essere più generalizzato: “L’Italia – dice il viceministro all’Economia Antonio Misiani – non può permettersi un’ondata di licenziamenti, ma non possiamo nemmeno andare avanti con una logica emergenziale. Personalmente credo che” il blocco “debba essere prorogato per i settori maggiormente in crisi, mentre chi ha recuperato i livelli del 2019 credo debba lavorare per tornare alla normalità”. Quanto ai ristori veri e propri Misiani ha confermato l’intenzione di superare il meccanismo legato ai codici Ateco, concentrando gli aiuti sulle perdite di fatturato: la soglia dovrebbe essere quella del 33%, utilizzata finora. In arrivo anche, assicura, un miliardo e mezzo in più per l’anno ‘bianco’ dei contributi per gli autonomi.
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Governo:Salvini,Ciampolillo?Voleva le canne per curare Covid
Voleva denunciare chi vende latte, perchè il latte è del vitello
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20 gennaio 2021
13:02
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“Ciampolillo, quello che ieri ha chiesto il Var per votare, è lo stesso che voleva curare il Covid con le canne, poi voleva denunciare chi vende latte perchè il latte è del vitello. In un momento normale mi sarei messo a ridere, oggi mi cadono le palle.
E vuole diventare ministro dell’Agricoltura. Questo è il governo…”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, in diretta Facebook.
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Governo: Toti, è l’ora della responsabilità
Ne serve uno con migliori energie Paese,ampia forza parlamentare
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GENOVA
20 gennaio 2021
13:07
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“La giornata di ieri in Senato ci consegna la fotografia di un Paese ingovernabile”: lo sottolinea il presidente della Regione Liguria e leader di Cambiamo Giovanni Toti in un post su Facebook. “Per la terza volta in tre anni, l’Italia si ritrova con un Governo formato da forze politiche che stanno insieme per necessità, incoerente per progetto politico e fragile numericamente” e “mentre infuria la pandemia, i vaccini stentano ad arrivare, le imprese chiudono, esplode il dramma della disoccupazione, il debito pubblico sale al 170% e rischiamo pure di perdere l’occasione unica del Recovery”.
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“Penso che questo non sia il momento dei ‘responsabili’ dalla pelosa morale e dalla dubbia utilità. Credo che sia invece il momento della ‘responsabilità’. Per uscire dall’emergenza più difficile della nostra storia recente serve un Governo che tenga insieme le migliori energie del Paese, con un’ampia forza parlamentare, una grande capacità di dialogo con le forze economiche e sociali, una importante capacità di influenzare le politiche europee. Nessuno può chiamarsi fuori da questo sforzo collettivo, così come nessuno può considerarsi autosufficiente solo per aver preso un pugno di voti in più. Né tantomeno, con spocchiosa ipocrisia, qualcuno può sentirsi l’unico detentore della patente di democraticità, liberalismo, europeismo”. “Per quando ci riguarda, noi di Cambiamo! – afferma Toti – siamo pronti a lavorare con tutti coloro che vogliono mettere al centro della politica l’impegno, la serietà, la responsabilità, la competenza, le tradizioni popolari, liberali e riformiste del nostro Paese, per troppo tempo marginalizzate.
Lavoriamo per costruire un grande e nuovo contenitore dove tanti possano tornare a sentirsi a casa”.
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Governo: Zingaretti, ieri abbiamo evitato salto nel buio
Con Conte ci siamo sentiti ieri sera
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20 gennaio 2021
13:13
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“Ieri abbiamo evitato il salto nel buio di una crisi e abbiamo fatto bene. Ora dobbiamo agire su due fronti i problemi degli italiani e una prospettiva politica del governo”.
Lo ha detto il segretario del partito democratico Nicola Zingaretti a Radio Immagine, la neo emittente dem.
Zingaretti ha aggiunto di aver sentito il premier Conte ieri sera “c’è assoluta consapevolezza – ha assicurato – di muoverci su questi due fronti”.
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Bei: anche in 2020 Italia prima beneficiaria con 12 mld
Per un totale di 32,4 miliardi investimenti sostenuti
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20 gennaio 2021
12:29
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L’Italia è, anche nel 2020, il primo beneficiario della finanza della Bei, la Banca europea per gli investimenti. E’ quanto ha affermato il vicepresidente Dario Scannapieco (che ricopre anche la carica di presidente del Fei) presentando i risultati in una conferenza stampa virtuale: lo scorso anno è stata destinataria di 11,9 miliardi (+8,2%) per 32,4 miliardi di investimenti sostenuti, di cui 10,9 miliardi di prestiti Nel nostro paese sono state realizzate 65 operazioni.

E la Bei ha mobilitato a favore dell’Italia 6,6 miliardi di euro per affrontare la pandemia Covid, il 30% dell’intera Ue. E’ quanto ha reso noto la banca europea degli investimenti presentando i risultati dello scorso anno per il nostro paese.
In particolare la Bei ha destinato 2 miliardi per la Sanità (1 miliardo già erogato): 8.000 posti in terapia intensiva e sub-intensiva, 651 pronto soccorso e 9.600 assunzioni. E’ stata inoltre disposta una moratoria per comuni e province, 640 milioni per le politiche regionali, inclusi 150 milioni del fondo Emergenza Imprese. Inoltre sono stati erogati oltre 4,4 miliardi di prestiti in partnership con banche e CDP in favore delle Pmi italiane.

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DALLE 17:44 DI DOMENICA 17 GENNAIO 2021

ALLE 22:16 DI LUNEDì 18 GENNAIO 2021

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Botta e risposta Mastella-Calenda: ‘Pariolino’, ‘un sensale’
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17 gennaio 2021
17:44
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Botta e risposta a distanza in diretta tv, a base di insulti ed improperi, tra Clemente Mastella e Carlo Calenda. A ‘In mezz’ora in più il sindaco di Benevento viene interpellato sulla telefonata tra lui e il leader di Azione, da quest’ultimo resa nota sui social media.

“Telefonate? Io ho chiamato solo Calenda e mia moglie…”,. dice Mastella che bolla Calenda come “burinotto, pariolino, figlio di papà… Lui Sindaco di Roma? Spero non lo faccia per il bene dei romani, una persona così… Lo conoscevo per le segnalazioni al Cis di Nola…”.
Calenda telefona in trasmissione per replicare, ma prima ci sono problemi sul collegamento e poi Mastella se ne va dalla trasmissione. E Calenda racconta: “Mi ha cercato Mastella. Io non lo conoscevo. Io ho semplicemente ricordato che un signore a me sconosciuto mi ha chiamato per dirmi che se avessi fatto votare la fiducia al governo Conte il Pd mi avrebbe appoggiato per la corsa a sindaco di Roma. Si trattava chiaramente di un sensale. La trovo una pratica indegna e indecorosa e lo ho liquidato. La telefonata sembrava quella dei venditori di un elenco telefonico…”.
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Salvini,se Conte non ha numeri elezioni o governo c.destra
Mastella e Tabacci cercano di notte senatori, è imbarazzante
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18 gennaio 2021
09:07
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“Oggi il problema per molte famiglie è la salute con i vaccini che mancano e la scuola con migliaia di ragazzi in classe senza sicurezza e le scadenze fiscali che nessuno ha rimandato, che tutto questo è in secondo piano perchè Mastella e Tabacci cercano senatori di notte è imbarazzante. Io non ci rimarrei mai così al governo.
Se Conte non ha i numeri le strade sono due: o le elezioni oppure se Mattarella ritenesse il centrodestra ha progetti e poche cose da fare velocemente per tirare fuori il paese dalla pandemia” Lo afferma il leader della Lega Matteo Salvini a Rtl 102.5.
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‘Ndrangheta: ai domiciliari sindaco di Rosarno
Voti in cambio incarichi in Comune. Arrestato anche consigliere
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REGGIO CALABRIA
18 gennaio 2021
09:28
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Il sindaco di Rosarno Giuseppe Idà, eletto nel 2016 a capo di una lista civica, è tra gli arrestati dell’operazione “Faust” condotta stamani dai carabinieri. Idà è stato posto ai domiciliari.
Lo stesso provvedimento è stato adottato nei confronti di un consigliere comunale, Domenico Scriva. Entrambi sono accusati di scambio elettorale politico-mafioso. L’operazione, secondo gli investigatori, ha consentito di accertare, la radicata e attuale operatività della cosca Pisano, conosciuti comi i diavoli di Rosarno, nonché, in un contesto che rivela cointeressenze di sodalizi operanti nel Mandamento Tirrenico, l’attuale pervasività dell’articolazione denominata società di Polistena, capeggiata storicamente da esponenti della famiglia “Longo”, ed anche della locale di ‘ndrangheta di Anoia.
Secondo l’accusa, la cosca Pisano avrebbe fornito appoggio elettorale a Idà e a Scriva in occasione delle elezioni comunali del 2016, in cambio della promessa di incarichi nell’organigramma comunale a uomini di fiducia della consorteria criminale.
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Navalny:Fico, arresto inaccettabile, diritti non negoziabili
Davanti a episodi come questo si misura senso Unione
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18 gennaio 2021
09:34
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“Inaccettabile l’arresto di Navalny al suo rientro in Russia. I diritti fondamentali non sono negoziabili, il loro rispetto precede qualsiasi forma di cooperazione e va preteso dall’Italia e dall’Europa tutta: davanti a episodi come questo si misura il senso della nostra Unione”.
Lo scrive su twitter il presidente della Camera Roberto Fico.   MONDO

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Zingaretti, grazie a Sami Modiano per essersi vaccinato
‘Avanti così, è immagine di speranza’
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18 gennaio 2021
10:37
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“Sami Modiano, sopravvissuto ad Auschwitz, ha appena fatto il vaccino anti Covid insieme a sua moglie Selma. Nel Lazio abbiamo iniziato le vaccinazioni per gli over 80 anni.
Avanti così, un’immagine di fiducia e speranza per tutti! Grazie Sami! #vaccino”. Così in un post su Fb il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.
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Camera: Zennaro lascia gruppo Misto, va alla Lega
Lo comunica in Aula Camera Presidente Fico
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18 gennaio 2021
12:30
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Il deputato Antonio Zennaro lascia il gruppo Misto della Camera ed aderisce a quello della Lega. Lo ha comunicato all’Assemblea di Montecitorio il presidente Roberto Fico.
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Conte,danni da crisi,non si può cancellare quanto successo
Fiducia condizione imprescindibile per guidare Paese
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18 gennaio 2021
12:45
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“Questa crisi ha provocato profondo sgomento nel Paese, rischia di produrre danni notevoli e non solo perché ha fatto salire lo spread ma ancor più perché ha attirato l’attenzione dei media internazionali e delle cancellerie straniere. Diciamolo con franchezza, non si può cancellare quello che è accaduto” Lo dice il premier Giuseppe Conte intervenendo in Aula alla Camera parlando della fiducia tra le forze alleate come “condizioni imprescendibile” per guidare il Paese.
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Conte, crisi senza alcun fondamento, confesso disagio
Premier, come spiegare ai cittadini? Lungo applauso in Aula
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18 gennaio 2021
12:54
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Nel pieno della pandemia Covid e mentre “da casa ci ascolta chi ha perso i propri cari, confesso di avvertire un certo disagio. Sono qui oggi non per annunciare nuove misure di sostegno o per bozza ultima del Recovery plan ma per provare a spiegare una crisi in cui non solo i cittadini ma io stesso alcun plausibile fondamento”.
Lo dice il premier Giuseppe Conte in Aula alla Camera, raccogliendo un lungo applauso
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Conte, governo promuoverà sistema elettorale proporzionale
Per assicurare stabilità politica
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18 gennaio 2021
13:04
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“Il governo, chiaramente nel rispetto delle determinazioni delle forze parlamentari, si impegnerà a promuovwere una riforma elettorale proporzionale, quanto più possibile condivisa, che possa coniugare le ragioni del pluralismo con l’esigenza di assicurare stabilità al sistema politica”. Lo dice il premier Giuseppe Conte intervenendo in Aula alla Camera.
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Conte, serve il più ampio consenso di forze volenterose
Capaci di sfuggire egoismi e utile personale
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18 gennaio 2021
13:08
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Per le sfide che attendono l’Italia servono “la massima coesione possibile, il più ampio consenso in Parlamento. Servono un governo e forze parlamentari volenterose, consapevoli della delicatezza dei compiti.
Capaci di sfuggire gli egoismi e l’utile personale”. Lo dice il premier Giuseppe Conte in Aula alla Camera.
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Conte, voto Aula ripari a grave gesto irresponsabilità
Ripaghiamo fiducia cittadini in istituzioni
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18 gennaio 2021
13:11
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“Aiutateci a riermaginare la crisi in atto. Cari cittadini, la fiducia deve essere reciproca, deve essere un qualcosa che si alimenta in maniera biunivoca.
Avete offerto una risposta di grande responsabilità, state dimostrando di riporre grande fiducia nelle istituzioni. Confido che con il voto di oggi anche le istituzioni sappiano ripagare questa fiducia” riparando “il grave gesto di irresponsabilità” che ha prodotto questa crisi. Lo dice il premier Giuseppe Conte intervenendo in Aula alla Camera.
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Salvini,legge elettorale proporzionale?Conte è su Marte
Leader Lega commenta promessa premier in Aula
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18 gennaio 2021
13:24
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“Conte ha detto che deve rimanere al governo per fare le cose che chiedono gli italiani, a partire da una legge elettorale proporzionale. La legge elettorale…..

Vabbè, è ufficiale, ormai costui vive su Marte”. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini.
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Vaticano rinuncia estradizione Marogna, ‘imminente processo’
L’accusa è di peculato commesso in concorso con altri
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18 gennaio 2021
13:50
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Il Giudice istruttore del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano, accogliendo l’istanza formulata dall’Ufficio del Promotore di Giustizia, il 13 gennaio “ha revocato la misura cautelare a suo tempo disposta nei confronti della Sig.ra Cecilia Marogna, a carico della quale è di imminente celebrazione il giudizio per un’ipotesi di peculato commesso in concorso con altri. L’iniziativa intende, tra l’altro, consentire all’imputata” di “partecipare al processo in Vaticano, libera dalla pendenza di misura cautelare nei suoi confronti”.
Lo dice il Pg vaticano spiegando il motivo per cui il Vaticano ha rinunciato alla richiesta di estradizione di Cecilia Marogna sulla quale avrebbero dovuto pronunciarsi oggi i giudici di Milano.
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Processo per vilipendio, no a legittimo impedimento per Salvini
Il giudice: ‘Il leader della Lega è un senatore, il Presidente del Consiglio ha parlato alla Camera dei Deputati’
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TORINO
18 gennaio 2021
16:42
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È stata respinta dal Tribunale di Torino la questione di legittimo impedimento sollevata dalla difesa di Matteo Salvini per l’udienza di oggi del processo in cui il leader della Lega è imputato di vilipendio alla magistratura. L’avvocato Claudia Eccher aveva motivato la questione con il fatto che Salvini, da lei definito “capo del centrodestra”, era impossibilitato a partecipare da impegni legati all’attuale situazione politica.
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Il giudice Roberto Ruscello ha deciso diversamente e ha disposto la prosecuzione dell’udienza, che è ripresa con la testimonianza di Alessandro Canelli, sindaco di Novara.
L’avvocato Eccher, dopo aver ribadito che Salvini intende essere presente al processo e farsi interrogare, ha osservato che è “il capo del centrodestra”, il segretario dela Lega, ed è impegnato ai “tavoli” in cui vengono esaminati gli sviluppi della situazione politica, in particolare le comunicazioni del premier Conte. Motivazioni che il giudice Ruscello non ha considerato sufficienti.
Il magistrato ha fatto presente che l’impedimento di un parlamentare è legato alla impossibilità di partecipare al dibattito in aula e di esercitare il diritto di voto, e ha osservato che il Presidente del Consiglio ha parlato alla Camera dei Deputati mentre Salvini è un componente del Senato.
Il leader della Lega è chiamato a rispondere in tribunale di alcune frasi che pronuncio nel 2016 a Collegno, nell’hinterland torinese, durante il congresso piemontese del partito.
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Viminale, ok spostamenti tra regioni se verso abitazione
In testo circolare non si nominano seconde case. Controlli anti-Covid, 1.325 sanzionati e 3 denunciati
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18 gennaio 2021
16:11
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L’ultimo Dpcm anti-Covid conferma fino al 15 febbraio 2021 lo stop agli spostamenti tra regioni ad “eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute, nonché dal rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione”. Così la circolare del Viminale nella quale non si fa riferimento alle ‘seconde case’.
Nel decreto precedente, quello contenente le misure per Natale e valido fino al 15 gennaio era esplicitato il divieto di spostamento verso le seconde case.
I prefetti dovranno garantire “la più scrupolosa osservanza delle prescrizioni vigenti attraverso mirati servizi di controllo del territorio, soprattutto nelle aree urbane – specialmente quelle interessate da fenomeni di affollamento nelle ore serali e notturne – nei luoghi di transito e lungo le principali arterie stradali”.
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Così il capo di Gabinetto del ministero dell’Interno, Bruno Frattasi, in una circolare inviata ai prefetti dopo l’ultimo Dpcm sulle ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza Covid.
Sono 82.051 le persone controllate ieri nell’ambito delle verifiche per il rispetto delle norme anti-Covid: 1.325 sono state sanzionate e 3 denunciate, come segnala il Viminale. Sono state effettuate verifiche in 11.808 attività ed esercizi commerciali: 65 i titolari sanzionati, 7 le chiusure.
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Governo, Zingaretti: ‘Strada strettissima, non possiamo accettare tutto’. Meloni: ‘Colle accetterà una maggioranza non assoluta?’
Salvini: ‘Se non hanno i numeri, elezioni o governo centrodestra’.
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18 gennaio 2021
21:14
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Conclusa la replica del premier Giuseppe Conte, sono cominciate le dichiarazioni di voto in vista della fiducia al governo previsto alla Camera.
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“Avvocato Conte, stamattina mi sono vergognata per lei e non solo per quell”Aiutateci’ che tradiva la sua disperazione ma per il mercimonio inscenato in quest’aula nel tentativo di dare una profondità a quella supplica”. Così Giorgia Meloni, deputata e presidente di Fratelli d’Italia nella dichiarazione di voto sulla fiducia al governo Conte.
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“Presidente Conte, siete sicuri che il presidente della Repubblica vi consentirà di governare in assenza di una maggioranza assoluta? Dopo che nel 2018 si e’ rifiutato di dare l’incarico al centrodestra perché non c’era la certezza sui numeri. Pensate che le regole della democrazia valgono solo per il centrodestra? Le regole valgono per tutti”, ha detto Meloni.

“C’è stata una chiusura del presidente Conte. Abbiamo ribadito che per noi il tema importante è come possiamo dare una mano agli italiani e un governo che funziona meglio. Mi sarei aspettata qualche parola diversa da Conte sui temi da noi posti, a partire dalle risorse del Mes”. Lo ha detto Maria Elena Boschi di Iv al Tg4.

“Voterò a favore risoluzione solo per rispetto degli effetti della pandemia”. L’ha detto Andrea Colletti, deputato del M5s intervenuto in Aula a titolo personale. E ha aggiunto: “In pochi tra i ministri si salvano nel governo: uno è lei, un altro è il ministro Di Maio e pochi altri ancora, ma la mancanza di qualità del resto della squadra va a detrimento di tutto. Sul Recovery la parte sulla giustizia si può cestinare perché ha idee vecchie, trite e ritrite che hanno già fallito. Così come questo governo fallirà in pochi mesi perché la crisi non è colpa di Renzi. Tuttavia voterò a favore”.

“Noi siamo profondamente europeisti, autenticamente liberali e ci onoriamo in alcuni di noi di una cultura socialista ma per tutte queste ragioni siamo alternativi alle forze che compongono la sua maggioranza. Un socialista non può stare con Bonafede che ha abolito la prescrizione ed un autentico liberale non riscontra nella politica economica di questo governo nulla che non sia dirigista, statalista e volto a vessare i citadini”. Lo dice nell’Aula della Camera Maria Stella Gelmini di Fi in dichiarazione di voto sulla fiducia sulle comunicazioni del presidente del Consiglio.
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“Mettere insieme la sua maggioranza è impossibile. Dovevate fare presto e bene. Noi non facciamo il tifo per lo sfascio, facciamo il tifo per l’Italia anche se siete voi a governare. Ma come farete mano con questa maggioranza frastagliata a mettere mano alla riforma elettorale?”, conclude

“La nostra non è stata una crisi sui posti, ma sulle idee. Non abbiamo fatto una crisi sul consenso ma sulle idee. La crisi non è nata oggi, non è dovuta a qualche dichiarazione di Renzi o Rosato e nemmeno per le dimissioni delle nostre ministre. Non c’è stata volontà di costruire una agenda condivisa e lei non si puo’ esimersi di assumersi la responsabilità”. Lo ha detto in Aula alla Camera Ettore Rosato annunciando l’astensione di Iv sulla fiducia.
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“Io sono fiducioso che anche questa volta prevarrà il bene comune del Paese, malgrado una situazione molto difficile. E sono sicuro che questo risultato si potrà raggiungere con un’azione collettiva del Pd”, senza “mai derogare all’innovazione” nel governare. Lo avrebbe detto il segretario Pd Nicola Zingaretti in assemblea dei senatori Dem. “Malgrado le condizioni, questo percorso è corretto dal punto di vista istituzionale e forte politicamente, nelle condizioni date”, avrebbe aggiunto.

“La strada, strettissima, molto più stretta di quanto si immagini, perché non possiamo in prospettiva accettare di tutto”. Lo avrebbe detto il segretario Pd Nicola Zingaretti in assemblea dei senatori Pd. “La strada non può che essere quella di ottenere una fiducia con il massimo del consenso al governo. Oggi il presidente Conte in modo molto importante nel suo intervento ha riproposto il tema del patto di legislatura e quindi non con una visione statica, non ‘arriviamo al massimo dei voti possibili e poi si vede’. Conte ha preso su di sé l’esigenza di continuare una stagione di rilancio dell’azione di governo che però avviene con solo con numeri molto angusti, ma all’interno di una compagine che è molto più complessa di quello che ci si immagina”. Lo avrebbe detto il segretario Pd.
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“Centro democratico, che si avvale di importanti adesioni parlamentari, ha apprezzato l’intervento del presidente del Consiglio e voterà convintamente la fiducia. La figura di Conte è centrale, e la scelta di parlamentare la crisi è stata doverosa”. Lo dice nell’Aula della Camera Bruno Tabacci di Cd in dichiarazione di voto sulla fiducia sulle comunicazioni del presidente del Consiglio.

“La segreteria nazionale Udc, che si è riunita nel pomeriggio, alla quale erano presenti tra gli altri il segretario nazionale Lorenzo Cesa e i Senatori Binetti, De Poli, Saccone, ha ribadito la linea del partito: l’Udc sta nel centrodestra e, all’unanimità in Senato, voterà no alla fiducia del Governo”. E’ quanto si legge in una nota diffusa dall’Ufficio stampa nazionale del partito di via in Lucina.
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Dalla Camera fiducia al governo Conte con 321 voti a favore, 259 contrari e 27 astenuti
Il premier: ‘Voto Aula ripari a grave gesto irresponsabilità. Ripaghiamo la fiducia dei cittadini nelle istituzioni’
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18 gennaio 202121:09
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La Camera accorda la fiducia al governo Conte con 321 voti a favore, 259 contrari e 27 astenuti. La votazione è stata palese per appello nominale: ciascun deputato ha sfilato davanti al banco della presidenza e ha dichiarato il suo voto ad alta voce. Conte ha lasciato l’Aula della Camera non appena ha avuto inizio la votazione.

Il premier a Montecitorio ha chiesto l’appoggio dei “volenterosi” di area “europeista: liberale, popolare, socialista”. Promettendo quindi che lascerà la delega ai Servizi “a un’autorità delegata di mia fiducia”, e quella all’agricoltura, e impegnandosi per “una riforma elettorale proporzionale” e “un grande progetto di riforma fiscale”.
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Le opposizioni in aula chiedono le dimissioni. Salvini attacca: “Ormai vive su Marte”. No alla fiducia da Fi e Udc. Iv si asterrà, ma la ricucitura è quasi impossibile. Zingaretti ammette: “La strada è più stretta di quanto si immagini perché non possiamo accettare di tutto”.
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Conte alla Camera. Premier chiede coraggio, progetto è chiaro – IL PUNTO
Meloni, mercimonio,vergogna. Zingaretti,preoccupato,via stretta
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18 gennaio 202119:14
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Nella sua replica alla Camera, Giuseppe Conte rafforza ancora l’appello ai “volenterosi” e alle coscienze dei singoli dalle cui scelte “in questa ora grave dipende il futuro del paese”. Si stupisce delle critiche, il premier, perchè il suo è “un appello chiaro, nitido, per un progetto politico articolato” europeista ed in linea con il multilateralismo della nuova amministrazione di Joe Biden (che Conte dice di aver sentito in una lunga e calorosa telefonata).
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Un appello rivolto a liberali, popolari, socialisti, in modo “trasparente, alla luce del sole e proposto nella sede più istituzionale e rappresentativa del Parlamento”. Dunque Conte i “volenterosi” ad avere coraggio e a mettersi in pista (offrendo anche a chi dovesse entrare nella nuova maggioranza la delega che è pronto a lasciare all’agricoltura). “Malgrado le condizioni, questo percorso è corretto dal punto di vista istituzionale e forte politicamente, nelle condizioni date”, gli da man forte da una riunione del PD il segretario dem Nicola Zingaretti, dopo che dallo stesso incontro erano filtrate le sue forti preoccupazioni ed i presenti avevano riferito la grave frase da lui pronunciata: “La strada, strettissima, molto più stretta di quanto si immagini, perché non possiamo in prospettiva accettare di tutto”. Il voto della Camera – dove sono in corso le dichiarazioni di voto – ha una sua grande importanza per rinforzare il “prudente ottimismo” con cui il premier guarda alla conta in atto per un primo rafforzamento della maggioranza (il vero e proprio allargamento Sto arriverebbe in un momento successivo). Ma gli occhi sono tutti puntati sul Senato, dove il governo conta di avere una maggioranza relativa (tra i 151 ed i 155 voti), sapendo che comunque sarà necessaria una maggioranza assoluta per provvedimenti come lo scostamento di bilancio ed i ristori. L’astensione annunciata da Iv potrebbe abbassare la soglia del voto, ma i renziani fanno filtrare un possibile no di alcuni che cambierebbe ancora le carte in tavola. Durissimo il discorso della leader di FdI Meloni: “un vergognoso mercimonio”, mentre nelle parole della capogruppo Fi Gelmini torna il no di Forza Italia ad un sostegno e anche l’Udc ribadisce che resterà nel centrodestra. Ettore Rosato è tornato ad offrire la mano tesa di Iv, con parole che ormai per Giuseppe Conte sono fuori tempo massimo.
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“Aiutateci”. Giuseppe Conte lo ripete tre volte con tono accorato, nell’Aula della Camera dove parla in primis al Paese “sgomento per la crisi”, a maggioranza e opposizione, ma non a Matteo Renzi, o chi non scelga con chiarezza l’europeismo. “A tutti coloro che hanno a cuore il destino dell’Italia, chiedo: aiutateci. Aiutateci a ripartire con la massima celerità. Aiutateci a rimarginare al più presto la ferita che la crisi in atto ha prodotto nel ‘patto di fiducia’ instaurato con i cittadini”. E’ l’appello che il premier fa ai “volenterosi”, chiedendo a liberali, popolari, socialisti un “appoggio limpido”. Per farsi “costruttori”. E con la salda base M5s-Pd-Leu lavorare – “cuore e sympatheia”- a un nuovo “patto di legislatura”. Bisogna rimediare “al grave gesto di irresponsabilità che ci ha precipitato in questa grave crisi, che non aveva alcun plausibile fondamento”. “Una ferita profonda”, che ha fatto “gravi danni” facendo salire lo spread e scendere la nostra reputazione nelle cancellerie di tutto il mondo.

“Adesso si volta pagina”, dice Conte al convitato di pietra Matteo Renzi senza mai nominarlo. “Non si può pensare di recuperare la fiducia, cancellare ciò che è accaduto” e ha ferito i cittadini italiani, non tanto e non solo il premier e la sua maggioranza. Arriva dunque – insieme all’elenco delle cose fatte e all’impegno del governo per una nuova legge elettorale proporzionale – la promessa di un rimpasto “per rafforzare la squadra di governo” e quella di passare la delega sui servizi. Ma non sono più concessioni a Renzi, dopo i suoi “attacchi aspri e scomposti”, le sue “continue pretese e rilanci su temi divisivi per la maggioranza”. Conte parla “a testa alta, non per arroganza o come chi pensi di non aver fatto errori, ma come chi ha impiegato tutte le sue energie fisiche e mentali per proteggere i cittadini” nella “sfida di portata epocale” della pandemia. Nessun J’accuse come quello pronunciato verso Matteo Salvini alla fine del primo governo Conte, ma parole definitive verso chi “ha aperto una crisi” e ha “dissipato energie” in un momento cruciale per il Paese”. Per “trasparenza e linearità” il premier chiude a Renzi e chiede fiducia a “volenterosi” e “costruttori”. Senza dimenticare di ringraziare le opposizioni per “la responsabilità dimostrata”.
Ma Salvini ribatte: “costruttori tradotto vuol dire poltronisti”. E insieme a Fdi e Fi presenta una mozione per bocciare il premier e chiedere a gran voce il voto.

“Ho fiducia nel Paese” – Inizia oggi con l’intervento del premier Giuseppe Conte alla Camera, previsto alle 12, la “prova” più dura per capire le sorti del governo e, di conseguenza, il prosieguo della legislatura. Giuseppe Conte non nega che la “situazione non sia semplice”, ma al contempo dice di aver fiducia “nei parlamentari e nel Paese”. La giornata decisiva sarà però domani quando il presidente del Consiglio si presenterà in Senato dove, almeno al momento, i numeri a disposizione della maggioranza non arriverebbero a quota 161.
Ma, nonostante le cifre non siano attualmente quelle sperate, a sentire gli azionisti della maggioranza l’esecutivo andrà comunque avanti: “Il tentativo di far cadere il governo non riuscirà”, mette in chiaro il vicesegretario del Pd Andrea Orlando che definisce Conte “un punto di equilibrio”. Orlando è inoltre convinto che le forze in Parlamento che hanno “a cuore l’interesse del Paese si manifesteranno quando sarà il momento di dare un segnale”. Dello stesso avviso Luigi Di Maio che in un’intervista al Corriere attacca Matteo Renzi bollandolo come “irresponsabile” per aver aperto la crisi: “Conte parlerà in Aula e lì ci sarà una distinzione tra costruttori e distruttori”, è l’opinione del ministro degli Esteri.
Ma Renzi non molla la presa e torna a rivendicare i motivi dello strappo: “Piano piano, trasmissione dopo trasmissione, giorno dopo giorno, la verità inizia a venire fuori. Si capisce che il Recovery Plan ancora non va”, scrive sulla sua e-news in cui sottolinea che “cresce la preoccupazione per una maggioranza raccogliticcia e senza respiro”. Che, tra l’altro, prova in tutti i modi, accusa il leader di Iv, a fare pressione sui suoi parlamentari Attenzione massima, dunque, al pallottoliere e all’atteggiamento di Italia Viva anche se Pd e M5s sembrano indisponibili a riaprire un dialogo dopo quanto accaduto.
Chi non ha dubbi su quali siano le scelte compiere è il centrodestra che ha depositato una risoluzione unitaria in cui si evidenzia “il fallimento del governo Conte”. Per il leader della Lega Salvini le strade sono due. Se il premier non ha i numeri, avvisa, “si torni al voto, oppure, se Mattarella lo ritenesse, il centrodestra ha progetti e poche cose da fare velocemente per tirare fuori il paese dalla pandemia”.
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La replica del premier – “Il mio è un appello molto chiaro e nitido: c’è un progetto politico ben preciso e articolato che mira a rendere il Paese più moderno e a completare tante riforme e interventi già messi in cantiere”, afferma Conte.
“Dalle scelte che ciascuno in questa ora grave deciderà di compiere dipende il futuro del paese. Siamo chiamati a costruirlo insieme, è un appello trasparente, alla luce del sole, chiaro che propongo nella sede più istituzionale e rappresentativa del Parlamento”.
“Dopo quanto successo il 6 gennaio in America, siamo consci che le nostre democrazie vanno difese con i fatti e con le parole, e noi leader abbiamo un compito: non ci possiamo permettere, come successo negli Stati Uniti, di alimentare la tensione”, afferma Conte.
“Pongo la questione di fiducia sull”approvazione della risoluzione di maggioranza” di Pd, M5S e Leu. Lo dice il premier Giuseppe Conte nella replica in Aula alla Camera dopo le comunicazioni di questa mattina.

La maggioranza assoluta alla Camera si raggiunge a quota 315, un voto in meno rispetto ai 316 normalmente richiesti. A far abbassare il quorum sono le dimissioni di Pier Carlo Padoan che ha lasciato il Parlamento il 4 novembre scorso per assumere l’incarico nel board di Unicredit e non è stato ancora sostituito a Montecitorio.
DALLA CAMERA

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Stamattina alle 12 il premier era intervenuto nell’Aula della Camera per le comunicazioni sulla situazione politica determinata dalle dimissioni dei ministri di Iv. Poi si è svolto il dibattito.

Italia viva conferma l’astensione sul voto di fiducia dopo le comunicazioni del premier Giuseppe Conte alla Camera. È quanto emerge al termine di una riunione dei deputati del gruppo.
Le comunicazioni sono durate circa 55 minuti, e sono state punteggiate da quattordici applausi della maggioranza. Di questi, uno solo è stato condiviso da alcuni deputati di Iv, quello relativo all’annuncio della prossima nomina di una Autorità delegata per i Servizi segreti.
Il premier ha chiesto l’appoggio dei “volenterosi”, nell’ambito di formazioni politiche “che si collocano nella più alta tradizione europeista: liberale, popolare, socialista” per costruire “un governo aperto a tutti coloro che hanno a cuore il destino dell’Italia”. L’obiettivo è “completare il lavoro avviato per un patto di legislatura” e porsi “nelle condizioni di rafforzare la squadra di governo”. Conte ha promesso quindi che lascerà la delega ai Servizi “a un’autorità delegata di mia fiducia”, e quella all’agricoltura, e si impegnerà per “una riforma elettorale proporzionale” e “un grande progetto di riforma fiscale”. Le opposizioni in aula ne hanno invocato le dimissioni.
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Salvini attacca: “Ormai vive su Marte. ‘Costruttori’ vuol dire ‘poltronari'”. No alla fiducia da Fi e Udc. Iv apre: “Se c’è da creare un governo migliore, ci siamo”.
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“All’inizio di questa esperienza di governo – ha detto Conte -, nel 2019, prefigurai un chiaro progetto politico per il Paese. Precisai che il programma non poteva risolversi in una mera elencazione di proposte eterogenee o una sterile sommatoria delle posizioni delle forze di maggioranza. Un’alleanza tra formazioni provenienti da storie, esperienze, culture di diversa estrazione e che in passato si erano confrontate con asprezza, poteva nascere solo su due discriminanti. Il convinto ancoraggio ai valori costituzionali e la solida vocazione europeista del Paese”. “Sin dall’inizio mi sono doperato perché si delineasse la prospettiva di un disegno rioformatore, ampio e coraggioso” per “configurare una nuova stagione riformatrice” basata sulla “sostenibilità, sulla coesione sociale e territoriale, sul pieno sviluppo della persona umana. E ancora oggi “c’è una visione”.
“In questi mesi drammatici” della pandemia da Covid “questa maggioranza ha dimostrato grande responsabilità, raggiungendo convergenza di vedute, risolutezza di azione anche nei momenti più difficili”. “Agli inizi 2020” il progetto del governo si è dovuto “misurare con la pandemia che ha sconvolto in profondità la società e la dinamica stessa delle nostre relazioni. Affontiamo una sfida di portata epocale – ha detto ancora Conte -, si vivono paure primordiali, più spesso conosciute da generazioni del passato. Torniamo a sentirci profondamente fragili, alcune certezze radicate sono state poste in discussione.
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Ci siamo misurati quotidianamente come mai in passato con scienza e tecniche, con la difficoltà a fornire risposte efficaci e rapide”. “Primi in occidente siamo stati costretti a introdurre misure restrittive dei diritti della persona, operando delicatissimi bilanciamenti dei principi costituzionali”.
“Abbiamo operato sempre scelte migliori? Ciascuno esprimerà le proprie valutazioni. Per parte mia – ha spiegato ancora il premier alla Camera – posso dire che il governo ha operato con massimo scrupolo e attenzione per i delicati bilanciamenti anche costituzionali. Se io oggi posso parlare a nome di tutto il governo a testa alta non è per l’arroganza di chi ritiene di non aver commesso errori ma è per la consapevolezza di chi ha operato con tutte le energie fisiche e psichiche per la comunità nazionale”.
“Non avremmo potuto realizzare tutto questo se non ci fossero state condivisione, collaborazione, responsabilità, in ciascuna – ciascuna – forza politica”, ha spiegato Conte elencando le principali misure della legge di bilancio e il decreto semplificazioni. “E’ stato fondamentale anche il senso di responsabilità delle forze opposizione che, pur nella dialettica della politica, hanno contribuito ad affrontare dei passaggi critici. Bisogna darne atto. Avete avanzato anche proposte concrete, qualificanti, alcune delle quali sono state accolte dalle forze di maggioranza”.
“Proprio nei momenti più critici del Paese dobbiamo trovare le ragioni più nobili e alte della politica”, come “servizio per i bisogni della comunità nazionale” e non come “logica di potere.
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Alla società che sta uscendo con difficoltà dalla pandemia non possiamo offrire risposte mediocri. Il governo deve essere all’altezza di questo compito”.
“Il 13 gennaio in una conferenza stampa sono state confermate le dimissioni delle ministre di Iv. Si è aperta una crisi che deve trovare qui in questa sede il proprio chiarimento in trasparenza del confronto e linearità di azione che hanno caratterizzato il mio mandato”. “Le nostre energie dovrebbero essere tutte, sempre concentrate sulla crisi del Paese. Così, agli occhi dei cittadini, appaiono dissipate in contributi polemici, spesso sterili, del tutto incomprensibili. Rischiamo così tutti di perdere contatto con la realtà. C’era davvero bisogno di aprire una crisi politica in questa fase? No”.
Nel pieno della pandemia Covid e mentre “da casa ci ascolta chi ha perso i propri cari, confesso di avvertire un certo disagio. Sono qui oggi non per annunciare nuove misure di sostegno o per bozza ultima del Recovery plan ma per provare a spiegare una crisi in cui non solo i cittadini ma io stesso alcun plausibile fondamento”.
“Questa crisi ha provocato profondo sgomento nel Paese, rischia di produrre danni notevoli e non solo perché ha fatto salire lo spread ma ancor più perché ha attirato l’attenzione dei media internazionali e delle cancellerie straniere. Diciamolo con franchezza, non si può cancellare quello che è accaduto”, ha proseguito il premier Conte parlando della fiducia tra le forze alleate come “condizioni imprescendibile” per guidare il Paese.
“Nonostante ci sia stato un chiaro contributo al miglioramento della bozza originaria” del Recovery plan “c’è stata un’astensione motivata principalmente per il fatto che la bozza non contempla le risorse del Mes, che però nulla ha a che vedere con il Recovery fund”. Il Recovery Plan italiano sarà un piano “largamente condiviso, uno sforzo collettivo di cui andare fieri”.
Il Paese “merita un governo coeso, ora si volta pagina”, ha detto Conte intervenendo in Aula alla Camera.
Quanto alla politica industriale “dobbiamo proseguire nel proteggere gli investimenti più strategici del Paese”. “Dobbiamo rafforzare politiche di intervento sulla base delle nostre filiere più produttive”, aggiunge Conte.
“L’assegno unico mensile si colloca in una cornice di interventi volti ad alleggerire il peso fiscale sulle famiglie”, ha spiegato il presidente del Consiglio intervenendo in Aula alla Camera annunciando che da “luglio” sarà introdotto “l’assegno unico mensile” per famiglie con figli sotto i 21 anni.
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Poi ancora: “il governo, chiaramente nel rispetto delle determinazioni delle forze parlamentari, si impegnerà a promuovere una riforma elettorale proporzionale, quanto più possibile condivisa, che possa coniugare le ragioni del pluralismo con l’esigenza di assicurare stabilità al sistema politica”.
Per le sfide che attendono l’Italia servono “la massima coesione possibile, il più ampio consenso in Parlamento. Servono un governo e forze parlamentari volenterose, consapevoli della delicatezza dei compiti. Capaci di sfuggire gli egoismi e l’utile personale”.
“Questa alleanza può già contare su una solida base di dialogo alimentata da M5s, Pd, Leu, che sta mostrando la saldezza del suo ancoraggio e l’ampiezza del suo respiro. Sarebbe un arricchimento di questa alleanza poter acquisire contributo politico di formazioni che si collocano nella più alta tradizione europeista: liberale, popolare, socialista. Ma chiesto un appoggio limpido e trasparente.
“Viste le nuove sfide e anche gli impegni internazionali, non intendo mantenere la delega all’Agricoltura se non lo stretto necessario e mi avvarrò anche della facoltà di designare un’autorità delegata per l’intelligence di mia fiducia”, ha annunciato Conte.
“Aiutateci a riermaginare la crisi in atto. Cari cittadini, la fiducia deve essere reciproca, deve essere un qualcosa che si alimenta in maniera biunivoca. Avete offerto una risposta di grande responsabilità, state dimostrando di riporre grande fiducia nelle istituzioni. Confido che con il voto di oggi anche le istituzioni sappiano ripagare questa fiducia” riparando “il grave gesto di irresponsabilità” che ha prodotto questa crisi.
“Costruiamo un governo aperto a tutti coloro che hanno a cuore il destino dell’Italia”, ha concluso Conte il suo intervento in Aula alla Camera.
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“Bene Conte. L’appello ad andare avanti per cambiare. Patto di legislatura, apertura al coinvolgimento del Paese, priorità allo sviluppo per creare lavoro, alla difesa della salute, al rafforzamento del protagonismo europeo a cominciare da Next Generation Eu. Non fermiamoci ora. Dobbiamo ricostruire la fiducia. L’Italia ha diritto alla speranza, c’è una prospettiva da perseguire per il futuro”. Così il segretario del Pd Nicola Zingaretti.

“Conte ha detto che deve rimanere al governo per fare le cose che chiedono gli italiani, a partire da una legge elettorale proporzionale. La legge elettorale….. Vabbè, è ufficiale, ormai costui vive su Marte”, ha detto il leader della Lega Matteo Salvini.
“Oggi il problema per molte famiglie è la salute con i vaccini che mancano e la scuola con migliaia di ragazzi in classe senza sicurezza e le scadenze fiscali che nessuno ha rimandato, che tutto questo è in secondo piano perchè Mastella e Tabacci cercano senatori di notte è imbarazzante. Io non ci rimarrei mai così al governo. Se Conte non ha i numeri le strade sono due: o le elezioni oppure se Mattarella ritenesse il centrodestra ha progetti e poche cose da fare velocemente per tirare fuori il paese dalla pandemia”, afferma il leader della Lega a Rtl 102.5.
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“Pieno sostegno al presidente Conte, l’Italia ha bisogno di una guida e di risposte ed è ciò che intendiamo continuare a fare, attraverso un rinnovato patto di governo. Non ci voltiamo indietro, andiamo oltre e torniamo a correre”. Lo dichiara il capo politico M5S Vito Crimi.

“Se c’è da creare un governo migliore e non abbiamo nessuna pregiudiziale sui nomi, figuriamoci se mettiamo un veto su di lei che ha governato con la Lega poco prima di questo governo. Ma chiediamo di muoversi, di darci risposte, una visione e una strategia. Se questo c’è, noi ci siamo”. L’ha detto Ivan Scalfarotto, deputato di Italia viva e sottosegretario agli Esteri che si è dimesso, intervenendo in Aula dopo le comunicazioni del premier Conte. E ha ribadito: “Se ci sarà la possibilità di dare un governo vero a questo Paese, Iv non mancherà”, sottolineando che il Conte bis è stato “un governo dei tempi ordinari, è il suo limite”.
Iv va verso la conferma dell’astensione alla Camera ma qualcuno tra i deputati si sarebbe detto tentato dal No alle comunicazioni del premier. E’ quanto emerge dalle fila di Iv, dopo il discorso di Giuseppe Conte in Aula. A quanto si apprende, il dibattito sarebbe emerso anche nella chat dei parlamentari renziani ma ad ora sarebbe prevalente – e dovrebbe essere confermata – la linea dell’astensione, mentre nessuno si sarebbe ad ora apertamente smarcato annunciando il Sì. Matteo Renzi sarebbe intervenuto nella chat, scrivendo: “Ragazzi, non reagire alle provocazioni: manteniamoci compatti”. Alle 15 è prevista una riunione del gruppo.
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“Credo che ricucire lo strappo” con Italia viva sia “difficile, se non impossibile, non per una ripicca: ci troviamo di fronte a una ripresa di una strategia che è stata fermata dalla pandemia, ma Italia Viva era decisa a dare una natura tattica e transitoria a questa alleanza. Appena si è aperta una finestra c’è stata una ripresa di quella strategia”. Lo ha detto Andrea Orlando, vicesegretario del Pd, allo speciale del Tg1 dopo le comunicazioni del premier Giuseppe Conte alla Camera. “Oggi Conte ha posto le basi, ha dato una fisionomia politica alla coalizione ed è la prima volta: ha detto è la coalizione degli europeisti. Poi ha riconosciuto l’esigenza di fare dei passi che noi sollecitavamo da molto tempo: un patto di legislatura, una scelta che vada nella direzione di un’accelerazione”. Così il vicesegretario Pd Andrea Orlando allo speciale del Tg1. “E’ molto importante capire come rispondanno tutte le forze politiche che vogliono concorrere. Sarà interessante come il M5S risponderà alla richiesta di Conte, di essere non più punto di equilibrio ma il riferimento di una coalizione europeista e antisovranista”.

“Ci troviamo a smentire, per l’ennesima volta, ricostruzioni fantasiose riportate da alcuni organi di stampa oggi. L’Udc voterà compattamente NO alla fiducia del Governo Conte bis”. E’ quanto si legge in una nota diffusa dall’Ufficio stampa nazionale dello Scudo crociato, guidato da Lorenzo Cesa.

“Buon lavoro, presidente Conte: poco o tanto che sia il Maie gli offre il suo sostegno”. Lo dice nell’Aula della Camera Antonio Tasso del Maie nel dibattito sulle comunicazioni del presidente del Consiglio. “Dopo la sua esauriente relazione parliamo di una crisi che non ho francamente capito e che non capiscono i nostri partner europei”, conclude.
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“Noi di Azione e +Europa non voteremo la fiducia al Governo e anche qualora trovasse una maggioranza noi saremo all’opposizione”. Lo ha detto Enrico Costa intervenendo in Aula alla Camera sulle comunicazioni del premier, Giuseppe Conte, sulla crisi di Governo.
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Scuola: rientro in classe per 640mila alle superiori
In 4 Regioni. Iniziative e proteste in alcune città
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18 gennaio 2021
16:28
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Rientrano nuovamente in classe oltre 640 mila studenti delle scuole superiori: sono i ragazzi di quattro Regioni italiane: i 256 mila del Lazio, a cui si aggiungono i 13 mila del Molise i 176 mila del Piemonte e i 196 mila dell’Emilia Romagna.
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Questi ragazzi si sommano a quelli delle Regioni Toscana, Valle d’Aosta e Abruzzo che già dall’11 gennaio frequentano in presenza al 50%. In Trentino le scuole hanno riaperto dal 7 gennaio.
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Nelle Marche, dove le scuole superiori dovrebbero riaprire il 1 febbraio, “se l’andamento della curva rimarrà con l’Rt sotto a uno anche nella prossima settimana, credo che potremmo pensare a un provvedimento di anticipo del rientro al 50% delle superiori”, ha annunciato il presidente della Regione, Francesco Acquaroli.
Il 1 febbraio l’apertura è prevista per le superiori in Sardegna, Veneto, Calabria, Basilicata, Friuli Venezia Giulia. Le scuole superiori – ha sancito ieri il Cts riunito d’urgenza dopo la richiesta del governo di un’indicazione sul ritorno in classe degli studenti – possono tornare in presenza nella misura del 50% e fino al 75% come previsto dal Dpcm del 14 gennaio. Per gli esperti, se qualche presidente di Regione decidesse diversamente, “se ne assume la responsabilità”. “Le valutazioni del Cts rappresentano una guida chiara che mi auguro possa garantire a scuole e studenti le certezze di cui hanno bisogno.
Il rientro in classe è un atto di responsabilità nei confronti dei nostri giovani”, ha osservato la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. In mattinata ed anche nel pomeriggio previste a Roma e in altre città italiane manifestazioni e iniziative di comitati e di studenti che chiedono maggiori investimenti per la scuola o che si oppongono al rientro in presenza considerandolo “imprudente”.
“Al momento non abbiamo le informazioni, il panorama è abbastanza variabile, alcune regioni hanno preso provvedimenti, altre hanno mantenuto le decisioni dei presidenti, l’importante è che l’analisi dei problemi vada avanti, che non si consideri la Dad (didattica a distanza) una soluzione”. Così sulla scuola il coordinatore del Comitato tecnico scientifico (Cts) Agostino Miozzo.
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“La Dad è un aiuto, uno strumento ma non è l’alternativa. Capisco da una parte la protesta degli studenti e il loro desiderio di far sentire la propria voce ma certo in questo periodo questo tipo di aggregazioni non si dovrebbero fare”, aggiunge Miozzo commentando la manifestazione stamani degli studenti davanti al Ministero dell’Istruzione a Roma.
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Auto: ecobonus al via, prenotati incentivi per 20 mln
In gran parte per vetture benzina e diesel
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18 gennaio 2021
18:34
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Sono partite oggi le prenotazioni da parte dei concessionari degli ecobonus per le auto a basse emissioni. Dalle 10 di questa mattina, sono stati richiesti circa 20 milioni delle nuove risorse messe a disposizione della legge di bilancio 2021.
Secondo i dati del ministero dello Sviluppo economico, la quasi totalità – circa 18 milioni – è stata prenotata per le auto con emissioni tra 61 e 135 grammi di CO2 al km (comprensive quindi di alimentazione a benzina o diesel di ultima generazione), mentre per le auto elettriche o ibride, tra 0 e 60 g/km, sono stati prenotati poco più di 2 milioni di euro.
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Patuanelli: ‘Il sistema delle imprese ha retto, ma serve prudenza ‘
Continueremo a lavorare fino all’ultimo per ristori e rilancio
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18 gennaio 2021
15:27
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“Nonostante il clima d’incertezza dovuto alla pandemia, il sistema imprenditoriale del Paese ha retto l’urto di una crisi simmetrica come quella generata dal Covid”. Lo afferma il ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli su Facebook riferendosi ai dati di Unioncamere su aperture e chiusure.
“Serve notevole prudenza nel commentare questi dati, perché gli effetti della pandemia perdureranno ancora e le sofferenze dei tessuti imprenditoriali sono pesanti e diffuse in tutto il Paese”, aggiunge, assicurando che “per questo continueremo a lavorare fino all’ultimo per garantire ristori e rilancio alle nostre imprese”. “Si registra dai dati complessivi di Unioncamere un +0,32% del saldo tra aperture e chiusure delle attività imprenditoriali, numeri certamente non scontati visto il terribile 2020 appena trascorso”, scrive Patuanelli.
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Gentiloni, Recovery Italia buona base ma va rafforzato
‘Spero Roma sia un interlocutore stabile’
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BRUXELLES
18 gennaio 2021
19:27
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“Il piano italiano di Recovery è ampiamente convergente con i nostri obiettivi e politiche generali, ma come molti altri deve essere discusso e rafforzato dal punto di vista delle riforme, delle raccomandazioni Ue, dei dettagli sul calendario e degli obiettivi che vogliamo raggiungere. Abbiamo una base molto buona ma dobbiamo lavorare per rafforzarla, non vale solo per l’Italia ma per tutti”: lo ha detto il commissario all’economia Paolo Gentiloni al termine dell’Eurogruppo.
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Interpellato sulla siatuazione italiana, Gentiloni ha risposto: “Per noi è difficile commentare”, ma “in ogni modo speriamo di avere un interlocutore stabile, in quanto l’Italia sarà cruciale per il successo del NextGeneration plan e noi abbiamo bisogno di interlocutori stabili”.
Più in generale, Gentiloni ha detto che “la crisi ha aggravato gli squilibri economici pre-esistenti, che stavano recedendo prima del Covid. Per esempio il debito pubblico è aumentato di più nei Paesi più colpiti economicamente dalla crisi, che erano anche quelli con il debito più elevato prima della pandemia”. Il sostegno economico dei governi “è stata ed è la cosa giusta da fare, dobbiamo fornirlo per tutto il tempo necessario, consapevoli della necessità di affrontare gli squilibri al momento appropriato”.   ECONOMIA

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Dalla Camera fiducia al governo Conte con 321 voti a favore, 259 contrari e 27 astenuti
Il premier: ‘Voto Aula ripari a grave gesto irresponsabilità. Ripaghiamo la fiducia dei cittadini nelle istituzioni’
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18 gennaio 2021
21:52
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La Camera accorda la fiducia al governo Conte con 321 voti a favore, 259 contrari e 27 astenuti. La votazione è stata palese per appello nominale: ciascun deputato ha sfilato davanti al banco della presidenza e ha dichiarato il suo voto ad alta voce. Conte ha lasciato l’Aula della Camera non appena ha avuto inizio la votazione.

Il premier a Montecitorio ha chiesto l’appoggio dei “volenterosi” di area “europeista: liberale, popolare, socialista”. Promettendo quindi che lascerà la delega ai Servizi “a un’autorità delegata di mia fiducia”, e quella all’agricoltura, e impegnandosi per “una riforma elettorale proporzionale” e “un grande progetto di riforma fiscale”.
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Le opposizioni in aula chiedono le dimissioni. Salvini attacca: “Ormai vive su Marte”. No alla fiducia da Fi e Udc. Iv si asterrà, ma la ricucitura è quasi impossibile. Zingaretti ammette: “La strada è più stretta di quanto si immagini perché non possiamo accettare di tutto”.
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La maggioranza assoluta alla Camera si raggiunge a quota 315, un voto in meno rispetto ai 316 normalmente richiesti. A far abbassare il quorum sono le dimissioni di Pier Carlo Padoan che ha lasciato il Parlamento il 4 novembre scorso per assumere l’incarico nel board di Unicredit e non è stato ancora sostituito a Montecitorio.
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Stamattina alle 12 il premier era intervenuto nell’Aula della Camera per le comunicazioni sulla situazione politica determinata dalle dimissioni dei ministri di Iv. Poi si è svolto il dibattito.

Italia viva conferma l’astensione sul voto di fiducia dopo le comunicazioni del premier Giuseppe Conte alla Camera. È quanto emerge al termine di una riunione dei deputati del gruppo.
Le comunicazioni sono durate circa 55 minuti, e sono state punteggiate da quattordici applausi della maggioranza. Di questi, uno solo è stato condiviso da alcuni deputati di Iv, quello relativo all’annuncio della prossima nomina di una Autorità delegata per i Servizi segreti.
Il premier ha chiesto l’appoggio dei “volenterosi”, nell’ambito di formazioni politiche “che si collocano nella più alta tradizione europeista: liberale, popolare, socialista” per costruire “un governo aperto a tutti coloro che hanno a cuore il destino dell’Italia”. L’obiettivo è “completare il lavoro avviato per un patto di legislatura” e porsi “nelle condizioni di rafforzare la squadra di governo”. Conte ha promesso quindi che lascerà la delega ai Servizi “a un’autorità delegata di mia fiducia”, e quella all’agricoltura, e si impegnerà per “una riforma elettorale proporzionale” e “un grande progetto di riforma fiscale”. Le opposizioni in aula ne hanno invocato le dimissioni.
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Le parole chiave di Conte
Da “disagio” a “forze volenterose”, da “fondamento” a “irresponsabilità” una spia sul futuro percorso di governo
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18 gennaio 2021
18:43
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Da disagio a forze volenterose, da fondamento a irresponsabilità, il discorso del premier Giuseppe Conte nelle sue Comunicazioni sulla crisi politica in atto, contiene alcune parole-chiave che, secondo le prime reazioni di politici e commentatori, rappresentano già una importante indicazione sugli indirizzi e il futuro percorso della maggioranza e del governo. Ecco alcune di queste parole.
Responsabili/Irresponsabili: i primi si trovano anche, ha concesso Conte, in alcune forze di opposizione: “E’ stato fondamentale anche il senso di responsabilità delle forze opposizione che, pur nella dialettica della politica, hanno contribuito ad affrontare dei passaggi critici.
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Bisogna darne atto. Avete avanzato anche proposte concrete, qualificanti, alcune delle quali sono state accolte dalle forze di maggioranza”. Quanto ai secondi, l’indiziato è in realtà uno solo. E’ lo stesso Conte a parlare al singolare di “grave gesto di irresponsabilità” rivolgendosi ai cittadini italiani che hanno invece dimostrato responsabilità: “Aiutateci a rimarginare la crisi in atto. Cari cittadini, la fiducia deve essere reciproca, deve essere un qualcosa che si alimenta in maniera biunivoca. Avete offerto una risposta di grande responsabilità, state dimostrando di riporre grande fiducia nelle istituzioni. Confido che con il voto di oggi anche le istituzioni sappiano ripagare questa fiducia” riparando “il grave gesto di irresponsabilità” che ha prodotto questa crisi.
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Disagio: Per il premier non ci sono dubbi, è una crisi talmente inspiegabile da creare disagio. E anche in questo caso il riferimento è ai cittadini, anzi a chi è ‘a casa’: nel pieno della pandemia Covid e mentre “da casa ci ascolta chi ha perso i propri cari, confesso di avvertire un certo disagio. Fondamento: la parola usata da Conte, al più ‘pesante’ concettualmente parlando, quella che fa riferimento a qualcosa che ci dovrebbe sempre sostenere e cui affidarsi, è strettamente connessa col disagio. “Sono qui oggi non per annunciare nuove misure di sostegno o per bozza ultima del Recovery plan ma per provare a spiegare una crisi in cui non solo i cittadini ma io stesso alcun plausibile fondamento”.  Dall’Aula a questo punto parte un applauso.
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Sgomento: Strettamente legata a disagio, evidentemente. E soprattutto motiva quello che oggi sembra l’allontanamento definitivo di Renzi: “Questa crisi ha provocato profondo
sgomento nel Paese, rischia di produrre danni notevoli e non solo perché ha fatto salire lo spread ma ancor più perché ha attirato l’attenzione dei media internazionali e delle
cancellerie straniere. Diciamolo con franchezza, non si può cancellare quello che è accaduto”.
Volenteroso: La parola non è nuova: nel 2006, governo Prodi, si parlava di ‘volenterosi’ (willings) per l’approvazione della Finanziaria. Erano i tempi del ‘tavolo’ con Bondi Lusetti e Alemanno. Prodi bocciò l’iniziativa: ‘Non si è mai vista una Finanziaria approvata anche dall’opposizione’.
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Conte in aula alla camera ha detto: per le sfide che attendono l’Italia, che certamente vanno ben oltre una legge di Bilancio, servono “la massima coesione possibile, il più ampio consenso in Parlamento. Servono un governo e forze parlamentari volenterose, consapevoli della delicatezza dei compiti. Capaci di sfuggire gli egoismi e l’utile personale”
Governo aperto: Espressione strettamente legata a “volenterosi\e”. Dice Conte: “Costruiamo un governo aperto a tutti coloro che hanno a cuore il destino dell’Italia”.
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Aiuti negati a stranieri, sindaca San Germano si dimette
‘Sempre agito nell’interesse esclusivo della popolazione’
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VERCELLI
18 gennaio 2021
15:40
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“Ho sempre agito nell’esclusivo interesse della popolazione, cercando di aiutare tutti coloro che versavano in condizioni di difficoltà e facendo buon uso dei denari pubblici”. Così Michele Rosetta, sindaca di San Germano Vercellese sospesa dopo l’arresto nell’inchiesta sulla gestione degli aiuti per l’emergenza Covid.
La prima cittadina definisce le accuse nei suoi confronti “infondate, ingiuste e gratuitamente infamanti”. E, tramite il suo legale, l’avvocato Roberto Capra, annuncia le dimissioni da sindaco.
“Dopo molto tempo passato a prodigarmi per il bene pubblico è giunto il momento, per il rispetto che devo ai miei familiari è giunto il momento di concentrarmi nella difesa all’interno del processo che gli inquirenti vercellesi ritengono di voler portare avanti”, aggiunge tramite il suo avvocato Rosetta, “convinta di non aver mai posto in essere condotte illecite e di aver sempre rispettato i principi e le regole della gestione di ciò che è pubblico”.   PIEMONTE

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Azzolina, da Cts netto ok a rientro; è atto responsabilità
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17 gennaio 2021
17:56
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“Oggi il Comitato Tecnico Scientifico si è riunito, su richiesta del Ministero della Salute, per esprimersi sul rientro in classe di studentesse e studenti delle scuole superiori, previsto dal Governo. Ne è emerso un parere molto netto.
Il Cts ha ricordato che le scuole hanno un ruolo limitato nella trasmissione del virus. E ribadito, non è la prima volta che lo dice, che l’assenza prolungata da scuola può provocare conseguenze gravi nei ragazzi, per gli apprendimenti e per la sfera emotiva e relazionale. Queste valutazioni rappresentano una guida chiara che mi auguro possa garantire a scuole e studenti le certezze di cui hanno bisogno. Il rientro in classe è un atto di responsabilità nei confronti dei nostri giovani”. Lo scrive sui social la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina.
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Covid: Moratti, Speranza sospenda zona rossa per 48 ore
‘Fino a martedì quando dati diranno minor rischio per Lombardia’
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MILANO
17 gennaio 2021
20:03
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Sospendere per 48 ore l’ordinanza che colloca la Lombardia in zona rossa in attesa dei dati di martedì che certificheranno “il minor grado di rischio”. E’ quanto chiede il vicepresidente della Lombardia Letizia Moratti al ministro della Salute Roberto Speranza.
“La revisione sollecitata per martedì – spiega Moratti – potrà essere molto più puntuale e oggettiva e dimostrare il minor grado di rischio della Lombardia. Si tratta di una sospensiva di 48 ore che sono certa troverà poi una conferma definitiva per l’intera Regione a seguito del ricalcolo aggiornato degli indici che il 16 gennaio a Regione Lombardia risulterebbe di 1,01”.
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Covid: Fontana, ricorso contro Dpcm presentato entro domani
Documento predisposto da avvocati, si impugna parte dei criteri
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MILANO
18 gennaio 2021
18:11
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“I nostri avvocati hanno predisposto il ricorso che tra stasera e domani mattina verrà depositato al Tar del Lazio. Si impugna nella parte dei criteri, facendo riferimento agli scenari anziché all’incidenza”.
Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, nel corso di una conferenza stampa in cui ha annunciato il ricorso contro il dpcm del governo di mettere la regione in zona rossa.
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Niente legittimo impedimento per Salvini,è polemica
Legale leader Lega, ordinanza lo priva dei diritti civili
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TORINO
18 gennaio 2021
18:40
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“È un ordinanza che priva una persona dei suoi diritti civili. Non riconoscere al senatore Salvini il legittimo impedimento in questo momento di crisi di governo è un fatto abbastanza grave”.
P
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E il commento dell’ avvocato Claudia Eccher, difensore di Matteo Salvini al processo in cui, a Torino, il leader della Lega è chiamato a rispondere di vilipendio alla magistratura.
Il giudice Roberto Ruscello ha respinto la questione di legittimo impedimento, disponendo la prosecuzione dell’udienza, che è ripresa con la testimonianza del sindaco di Novara, Alessandro Canelli. “Oggi – ha sottolineato Eccher – ci sono state le dichiarazioni del presidente Conte alla Camera, stamani Salvini ha preso parte a una riunione di parlamentari, domani c’è il voto al Senato. A nostro avviso il legittimo impedimento sussisteva”.
Sempre a Torino, in un altro procedimento, il giudice Franco Giardino Roch ha accolto la richiesta di legittimo impedimento della deputata e viceministro dell’Economia Laura Castelli, imputata per diffamazione, e ha sospeso i termini di prescrizione del reato. L’udienza è stata spostata al 22 febbraio, visto che oggi, a causa del dibattito alla Camera, la Castelli era impossibilitata a essere presente al Palazzo di Giustizia del capoluogo piemontese.
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Vaccini: Moratti, ripartizione anche in base a Pil Regione
La richiesta della Lombardia, lettera ad Arcuri
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MILANO
18 gennaio 2021
18:48
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Contributo che le Regioni danno al Pil, mobilità, densità abitativa e zone più colpite dal virus: sono questi i quattro parametri che il vice presidente e neo assessore al Welfare della Regione Lombardia Letizia Moratti avrebbe chiesto di tenere in considerazione per la ripartizione dei vaccini anti-Covid, con una lettera al commissario Arcuri.
E’ quanto filtra dalla riunione di Moratti con i capigruppo, secondo fonti di maggioranza e opposizione.

“La vicepresidente Moratti sulla distribuzione dei vaccini ha chiesto una serie di integrazioni che mi sembrano estremamente coerenti e logiche e ascolteremo cosa ne pensa Arcuri”, ha spiegato il presidente della Regione Attilio Fontana in conferenza stampa.
“Questo merita una discussione immediata in Consiglio: i criteri elencati al momento ci sembrano discutibili se non discriminatori”, ha subito commentato il capogruppo M5s al Pirellone, Massimo De Rosa.

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DALLE 13:13 DI SABATO 16 GENNAIO 2021

ALLE 17:44 DI DOMENICA 17 GENNAIO 2021

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Governo: nasce al Senato la componente Maie-Italia23
Merlo, prospettiva politica per tanti parlamentari
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15 gennaio 2021
13:51
AGGIORNATO IL
16 GENNAIO 2021
13:13
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E’ nato oggi al Senato il gruppo MAIE-Italia23, “per costruire uno spazio politico che ha come punto di riferimento Giuseppe Conte”. Lo spiega Ricardo Merlo, presidente MAIE e Sottosegretario agli Esteri, annunciando che così il gruppo MAIE a palazzo Madama cambia denominazione: “Non cerchiamo responsabili – ha precisato Merlo – ma costruttori, a cui l’unica cosa che offriamo è una prospettiva politica per il futuro, per poter costruire un percorso di rinascita e resilienza, nell’interesse dell’Italia, soprattutto in un momento così difficile come quello che stiamo vivendo”.
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Striscione per Regeni e Zaki su Palazzo Vecchio
Nardella per processo ricercatore: ‘Serietà e impegno da Italia’
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IRENZE
16 gennaio 2021
17:25
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Uno striscione in memoria di Giulio Regeni e per chiedere la liberazione di Patrik Zaki è stato steso oggi fuori dal balconcino di Palazzo Vecchio, in piazza della Signoria a Firenze: erano presenti il sindaco Dario Nardella, il presidente del consiglio comunale Luca Milani e i capigruppo consiliari.
“Alla vigilia della nuova udienza del processo contro Zaki – ha dichiarato Nardella – rinnoviamo la richiesta di impegno e serietà da parte del Governo in questa difficile e drammatica vicenda.
Il giovane ricercatore detenuto in Egitto deve tornare presto libero”. Un altro striscione per Zaki è appeso da alcune settimane sul terrazzo dell’ufficio del sindaco, sempre a Palazzo Vecchio.
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Speranza firma ordinanza, Lombardia zona rossa fino al 31/1
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MILANO
16 gennaio 2021
19:27
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Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato l’ordinanza che colloca la Lombardia in zona rossa. Gli effetti dell’ordinanza saranno attivi da domani fino al 31 gennaio.
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Scuola: riunione urgente Cts su riapertura superiori
Convocata da Speranza
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17 gennaio 2021
11:11
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Gli esperti del Comitato tecnico scientifico del governo si vedranno a breve per una riunione urgente sulla scuola. Il ministro della Salute Roberto Speranza, secondo quanto si apprende, ha convocato i tecnici per avere un parere sul ritorno in classe degli studenti delle scuole superiori (al 50%) e su un eventuale rinvio della didattica in presenza.
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Vaccini: Arcuri, Pfizer ha ridotto invio di 165 mila dosi
Decisione unilaterale che produrrà asimmetria tra le Regioni
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17 gennaio 2021
12:12
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La Pfizer ha ridotto di circa 165 mila dosi il nuovo invio di vaccini. Lo rende noto l’ufficio stampa del Commissario Straordinario per l’emergenza, Domenico Arcuri, in un comunicato in cui si ribadisce che la decisione di Pfizer è stata “unilaterale” e che ha “unilateralmente redistribuito le dosi da consegnare ai 293 punti di somministrazione sul territorio italiano.
Di conseguenza, e in modo del tutto arbitrario”, nella “prossima settimana a fronte delle 562.770 dosi previste, verranno consegnate 397.800 dosi”.
Una decisione “non condivisa né comunicata agli uffici del Commissario, produrrà un’asimmetria tra le singole Regioni”.
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Cts, nessun rinvio, scuola può tornare in presenza
Esperti, chi chiude se ne assume responsabilità
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17 gennaio 2021
13:30
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Le scuole superiori possono tornare in presenza nella misura del 50% e fino al 75% come previsto dal Dpcm del 14 gennaio. È questo, secondo quanto si apprende, il parere degli esperti del Comitato tecnico scientifico che si sono riuniti d’urgenza questa mattina dopo la richiesta del governo di un’indicazione sul ritorno in classe degli studenti delle scuole superiori.
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Le scuole vanno dunque riaperte e, sottolineano ancora gli esperti, se qualche presidente di regione decidesse diversamente, “se ne assume la responsabilità”.
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Scuola: Veneto, dopo vacanze già 200 classi in quarantena
Effetto regola che prevede isolamento anche con un solo contagio
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VENEZIA
17 gennaio 2021
13:35
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Sono circa 200 le classi scolastiche di elementari e medie sottoposte a quarantena in Veneto per positività di uno o più studenti. E’ l’effetto, 10 giorni dopo la ripresa dalle vacanze di Natale, dell’ordinanza della Regione che ha cambiato la gestione dei casi positivi a scuola, obbligando all’isolamento le intere classi in presenza anche di un solo contagio.
Gli studenti costretti a casa – riferisce il ‘Corriere del Veneto’ – sono circa 4.000.
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Studenti vedono Sala, ‘porterà governo nostre richieste’
Dopo occupazione delegazione Vittorio Veneto a Palazzo Marino
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MILANO
17 gennaio 2021
13:33
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È durato quasi un’ora l’incontro tra il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e gli studenti del liceo scientifico Vittorio Veneto che ieri hanno occupato la scuola, come hanno fatto nei giorni scorsi altri collettivi, per protestare contro la didattica a distanza. Dopo aver passato la notte all’aperto nel cortile del liceo, una delegazione di cinque ragazzi ha incontrato il sindaco a nome di “tutti gli studenti milanesi che hanno protestato in questi giorni”, come hanno spiegato al termine dell’incontro.

“Abbiamo parlato della priorità che dovrebbe avere la scuola, della Dad che non dovrebbe essere usata come opzione primaria, ma dovrebbe essere sempre affiancata a una didattica in presenza. – ha detto Tito in rappresentanza degli studenti -.
Quindi bisogna trovare una soluzione mista. Il sindaco Sala si è trovato d’accordo con le nostre richieste e ha detto che riferirà al governo le nostre proposte. Il tema principale di questo incontro è stato che la scuola deve avere la giusta priorità”. Gli studenti non continueranno l’occupazione.
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Ok recarsi nelle seconde case anche fuori dalla propria Regione. Lombardia rossa fino 31/1
E’ consentito dal nuovo decreto. Un’apertura rispetto al provvedimento delle festività natalizie
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17 gennaio 2021
15:40
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Per addolcire un po’ il lockdown morbido che da oggi vige di nuovo in quasi tutta Italia – con 2 regioni rosse e 12 arancioni – c’è il permesso di andare nelle seconde case. Palazzo Chigi ha chiarito che in base al nuovo Decreto del presidente del Consiglio (Dpcm) saranno raggiungibili anche fuori della propria regione.
Lombardia e Sicilia, rispettivamente epicentro della pandemia nella prima ondata e nuovo scenario di diffusione del virus, si avviano al ‘rosso’ con spirito opposto.
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Mentre Attilio Fontana prepara il ricorso contro la decisione del governo, a suo giudizio basata su dati superati (ma anche ieri la Lombardia ha registrato il maggior numero di test positivi), il presidente siciliano Nello Musumeci ha invocato in prima persona la chiusura.
Il terzo territorio in zona rossa è la Provincia autonoma di Bolzano, l’Alto Adige, che a sua volta non ci sta e preannuncia battaglia. Cinque le regioni che restano in fascia gialla: Campania, Sardegna, Basilicata, Toscana e Molise, così come la Provincia autonoma di Trento. Tutte le altre saranno arancioni, per un Paese che in gran parte manterrà le restrizioni del periodo natalizio di fronte a una circolazione sempre molto minacciosa del virus.
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“Le ordinanze sono costruite sulla base di dati oggettivi e indirizzi scientifici – ricorda il ministro della Salute Roberto Speranza -. Hanno la finalità di contenere il contagio in una fase espansiva dell’epidemia. Per questo rispettarle è decisivo se non si vuol perdere il controllo del contagio”.
E così da oggi fino al 5 marzo diffuse chiusure di attività commerciali, piscine e palestre, autocertificazioni per gli spostamenti, coprifuoco dalle 22 alle 5, asporto dai bar solo fino alle 18. Nelle zone gialle invece nei giorni feriali riapriranno i musei con accessi contingentati.
Il divieto di spostamento tra regioni durerà fino al 15 febbraio, mentre un miraggio rimane al momento la zona bianca – con tutto riaperto -, nuova invenzione cromatica per la quale bisognerà aspettare un calo drastico della curva.
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Fanno eccezione le seconde case. Come anticipato dal Corriere della Sera, fonti di Palazzo Chigi hanno confermato che “è comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione” e, diversamente dal decreto di Natale, non è specificato il divieto degli spostamenti verso le seconde case ubicate in altra Regione, che si trovi in una regione in fascia gialla, arancione o rossa. L’unico limite riguarda il fatto che potrà spostarsi soltanto il nucleo familiare.
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In Valle d’Aosta spostamenti consentiti dalle 5 alle 22 su tutto il territorio regionale, capoluogo compreso: è quanto prevede un’ordinanza del presidente della Regione Erik Lavevaz, dopo la collocazione in zona arancione. Intanto ieri, nell’ultimo giorno giallo per tutti, prima della nuova stretta, nelle grandi città molta gente in strada, specie nelle regioni che da oggi diventano arancioni o rosse. A Roma vigilia spensierata con gruppetti di turisti e sul litorale famiglie in gita. A Torino vie del centro affollate e calca sotto i portici, code fuori dai negozi e dehors dei bar al completo. Per Lazio e Piemonte arriva la zona arancione. In aumento i controlli delle forze dell’ordine. Sono 1.364 le persone sanzionate e 19 quelle denunciate venerdì – in salita rispetto alla media del periodo -, secondo il ministero degli Interni. Sono stati controllati 16.274 attività o esercizi commerciali, 106 titolari sono stati sanzionati, 29 locali sono stati chiusi. Cifre sulle quali probabilmente incide la protesta dei ristoratori #ioapro.
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Sanità: Emiliano, Italia nega a Sud articolo 3 Costituzione
Governatore Puglia inaugura ospedale Covid a Fiera del Levante
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BARI
16 gennaio 2021
13:19
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“Ringrazio tutti coloro che hanno realizzato questa impresa in pochissime settimane. Si tratta di una infrastruttura sanitaria fondamentale, la Regione Puglia ha un buon equilibrio sanitario ma non è una corrazzata come altre Regioni dal punto di vista finanziario, di posti letto e del personale.
Il Veneto ha il doppio degli ospedali della Puglia con poche centinaia di residenti in più. Questo perché l’Italia nega ad alcune Regioni del Sud l’articolo 3 della Costituzione.
E’ un dato di fatto che tutti conoscono e tutti fingono di ignorare. Siamo costretti a fare le nozze con i fichi secchi sempre”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, durante l’inaugurazione del nuovo ospedale Covid nella Fiera del Levante di Bari. Una struttura da 154 posti letto di terapia intensiva, sub intensiva e medicina Covid, realizzata in 45 giorni e che entrerà in funzione probabilmente entro l’inizio di febbraio.
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Speranza, firmata ordinanza per stop voli dal Brasile
Vietato l’ingresso a chi ha transitato ultimi 14 giorni, tamponi
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16 gennaio 2021
16:52
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“Ho firmato una nuova ordinanza che blocca i voli in partenza dal Brasile e vieta l’ingresso in Italia di chi negli ultimi 14 giorni vi è transitato. Chiunque si trovi già in Italia, in provenienza da quel territorio, è tenuto a sottoporsi a tampone contattando i dipartimenti di prevenzione.
È fondamentale che i nostri scienziati possano studiare approfonditamente la nuova variante. Nel frattempo scegliamo la strada della massima prudenza”. Lo annuncia su Facebook il ministro della Salute, Roberto Speranza.
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Covid: Lombardia, lunedì ricorso al Tar contro zona rossa
‘Con richiesta di misura cautelare urgente’
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MILANO
16 gennaio 2021
20:02
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“Dopo il provvedimento del ministro Speranza, che ha deciso di collocare la Lombardia in ‘zona rossa’, la Regione, come preannunciato dal presidente Attilio Fontana, lunedì mattina presenterà ricorso al Tar contro il provvedimento, con richiesta di misura cautelare urgente”. Lo comunica in una nota la Regione Lombardia.
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Vaccini: Nas,tra ‘furbetti’ anche ex sindaci e uno in carica
Indagine nel Ragusano per dosi a persone non in lista
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PALERMO
17 gennaio 2021
11:05
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Il ‘casus belli’ scoppiato a Scicli, nel Ragusano, per la vicenda dei vaccini somministrati a persone non in elenco, apre scenari imbarazzanti: i carabinieri del Nas stanno cercando di fare luce sulla trasparenza delle procedure e nella lista di chi ha scavalcato la fila ci sono almeno 4 ex sindaci del Ragusano, uno ancora in carica. Ed ancora, parenti di alcuni dirigenti amministrativi dell’Asp di Ragusa.
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Ma l’Azienda sanitaria, quando era scoppiato il caso, dieci giorni fa, aveva spiegato che “le persone che hanno avuto il vaccino l’hanno fatto per contribuire a utilizzare al più presto le fiale scongelate, che altrimenti sarebbero andate perse, perchè alcune persone in lista non si erano presentate”, aveva detto il manager dell’Asp di Ragusa, Angelo Aliquò.
La storia era venuta fuori il 5 e 6 gennaio, quando la macchina sanitaria regionale aveva avviato la campagna di vaccinazione al personale sanitario, tesa a somministrare 4 milioni di vaccini entro il agosto, secondo le stime dell’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza. Il sindaco di Scicli, Enzo Giannone, si era rivolto all’Asp per avere chiarimenti sull’accaduto. Tra i vaccinati, anche un sacerdote, Umberto Bonincontro, ultra ottantenne, che aveva detto di essere stato chiamato per ricevere il vaccino e di aver agito in buona fede.
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Governo: Paura per i numeri in Aula, allarme Pd-5S. Conte va avanti
Udc si sfila. Renzi, non hanno maggioranza. Colle preoccupato
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17 gennaio 2021
11:35
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Il “no” dell’Udc all’operazione costruttori apre quella che, per tutta la maggioranza, è la giornata della paura. Paura dei numeri al Senato, innanzitutto.
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Numeri che viaggiano attorno a quota 154, lontano quindi da quella maggioranza assoluta che permetterebbe al premier Giuseppe Conte di uscire da Palazzo Madama più forte di prima. E sono dubbi che, da qualche ora, si respirano anche nelle stanze di Palazzo Chigi senza però, almeno al momento, indurre “l’avvocato del popolo” a cambiare strategia. E l’obiettivo è quello di avere un voto in più e spostare più avanti la costruzione di una maggioranza solida.
Certo anche a Palazzo Chigi – dove si lavora alacremente al discorso da fare in Aula – sanno che arrivare a quota 161 al Senato sarebbe preferibile ma, vista la difficoltà a formare il gruppo dei costruttori, alla fine si accontenteranno anche di una maggioranza relativa. Tanto che, nei corridoi del governo, girano i precedenti di quello che, martedì, potrebbe succedere. E si va dal governo Fanfani II del 1958-59 (la fiducia iniziale ebbe 4 voti in meno di quella assoluta, alla Camera) al governo D’Alema II del 199-200, che alla Camera incassò 310 sì e non 315. Tutti presupposti che inducono Conte a guardare con prudente ottimismo alla prova dell’Aula. Un ottimismo che, al momento, non invade invece le stanze del Quirinale.
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Il presidente Sergio Mattarella vigila con intatta preoccupazione sulla crisi e non sembra aver cambiato idea su un concetto: l’invito a non fare maggioranze abborracciate, soprattutto in un momento cruciale per l’Italia alle prese con la pandemia, il Recovery Plan e anche la presidenza del G20. Se il Colle è preoccupato, Pd e M5S sono in stato d’allarme. “L’unico modo per salvare la legislatura è fare come De Filippo”, è la battuta che circola tra i dirigenti dem con riferimento al deputato renziano che oggi ha annunciato l’addio a Iv e il ritorno nel Pd. “Ci serve un patto di legislatura e una maggioranza politica”, sottolinea la vicepresidente Dem Debora Serracchiani alla vigilia della direzione del partito che, in mattinata, riunirà Nicola Zingaretti. E, in una nota, il Pd ribadisce la sua preoccupazione: “Il prezzo della crisi è immenso, in Aula tutti dovranno assumersi le proprie responsabilità per salvaguardare gli interessi del Paese”, si legge in una nota. La caccia ai responsabili, insomma, è tutt’altro che finita. Anche se, per ora, non miete troppi consensi.
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Lo sfilamento dell’Udc che in una nota dice “no ai giochi di palazzo” è frutto, anche, del pressing di Lega-Fdi-FI. Che, da qui a martedì, faranno di tutto per evitare la nascita di nuovi “costruttori”. Allo stesso tempo Iv con la scelta di astenersi sembra reggere l’urto. Finora nessuna defezione è stata registrata al Senato anche se, in maggioranza, c’è un certo ottimismo sul fatto che, qualcun’altro, oltre a De Filippo, dirà addio a Matteo Renzi. L’ex premier, riunendo nuovamente i parlamentari nel pomeriggio, prova a serrare ranghi. “Al Senato i 18 senatori saranno decisivi visto che la maggioranza al momento è tra 150 e 152”, sottolinea. “Tra Conte e Renzi è in corso una partita a scacchi che non finisce martedì”, spiega un ministro ‘contiano’. Allo stesso tempo anche nel M5S la fibrillazione è altissima. Vito Crimi e Alfonso Bonafede, dopo aver riunito i direttivi di Camera e Senato, ribadiscono la loro compattezza attorno a Conte e il “no” a Renzi. Ma, in una fronda del Movimento, i dubbi sul mantenere il veto totale ad Iv. E c’è chi addirittura avrebbe consigliato a Conte di tenere un’informativa e non delle comunicazioni, evitando così il voto. “Se ottiene dieci voti in meno di 161 il centrodestra farà fuoco e fiamme”, sottolinea una fonte di primo piano del Movimento.
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Ma il piano di Conte resta quello di ieri: andare in Aula, ottenere anche solo una maggioranza relativa e poi aprire il tavolo per il programma da governo e, probabilmente, anche il rimpasto. Niente dimissioni e niente Conte-ter, quindi.
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Covid: in Serbia un milione di dosi del vaccino cinese
E’ il terzo tipo nel Paese. All’aeroporto il presidente Vucic
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16 gennaio 2021
14:55
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Una partita di un milione di dosi del vaccino cinese Sinofarm è giunta stamane in Serbia, e ad attendere all’aeroporto di Belgrado l’arrivo dell’aereo Air Serbia da Pechino vi era il presidente Aleksandar Vucic.
Se otterrà l’autorizzazione dalla locale Agenzia del farmaco, si tratterà del terzo tipo di vaccino utilizzato in Serbia, dove già vengono somministrati i vaccini Pfizer-BioNtech e quello russo Sputnik V.   MONDO

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Governo: Calenda, Mastella mi ha chiamato. Lui, ‘squallido’
Il sindaco di Benevento: il leader di Azione? ‘Un gregario era tanti anni fa, quando l’ho conosciuto, e tale rimane. Sancho Panza non diventerà mai Don Chisciotte’
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17 gennaio 2021
11:35
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Botta e risposta fra Carlo Calenda e Clemente Mastella per una telefonata in cui avrebbero parlato dell’appoggio di Azione al governo di Giuseppe Conte in cambio della candidatura di Calenda a sindaco di Roma.
“Anche io ho avuto l’onore di una telefonata del simpatico Clemente – ha scritto Calenda su Twitter – Una roba tipo tu appoggi Conte e il Pd appoggia te a Roma. Scarsa capacità di valutare il carattere degli uomini.
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O quanto meno il mio”.
Mastella gli ha risposto con un comunicato: “Sei una persona di uno squallore umano incredibile. Ti ho telefonato per chiederti cosa facevi e mi hai detto che eri contro Renzi. Allora sei per il Pd? ‘No – mi hai risposto – il Pd mi dovrà scegliere per forza come candidato sindaco’. Quanto a me – aggiunge Mastella – non ho alcuna titolarità per parlare a nome del Pd”.
“Calenda? Un gregario era tanti anni fa, quando l’ho conosciuto, e tale rimane. Ma Sancho Panza non diventerà mai Don Chisciotte. Un goffo pallone gonfiato al quale non ho fatto alcuna offerta. Potevo mai parlare a nome del PD? Questo Calenda o ci è o ci fa. Decisamente ci è”, così Mastella, da Benevento, è tornato ha rincarato la dose all’indirizzo del leader di Azione.
Per il Pd è intervenuto il segretario di Roma, Andrea Casu: “Il Partito Democratico è totalmente estraneo allo scambio di messaggi, con supposte proposte sul sindaco di Roma, tra Calenda e Mastella, che abbiamo appreso oggi a mezzo stampa”.
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Governo: Renzi: ‘Non credo che Conte avrà la maggioranza in Aula’
Appello di Zingaretti a ‘democratici, liberali, europeisti’. Di Maio: ‘Non lasceremo gli italiani nelle mani di irresponsabili’
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17 gennaio 2021
15:57
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“Domani Conte viene in Aula. Noi gli avevamo chiesto “ritieni di cambiare qualcosa su quanto è stato fatto o nel governo? Il presidente del Consiglio ha risposto “ho il governo migliore del mondo”.
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A quel punto abbiamo chiesto possiamo metterci sulle cose da fare? Il presidente del Consiglio ha risposto di no, ha detto vado in Aula. Il portavoce del premier ha detto “asfaltiamo il premier”. E io non credo avranno la maggioranza”. Lo dichiara il leader di Iv Matteo Renzi a “Mezz’ora in più”, su Raitre.
“Io ho posto dei problemi politici e loro fanno telefonate per prendere senatori, lo facciano. Non voterò mai in governo che si ritiene migliore del mondo con 80 mila morti e che non prende il Mes”, ha aggiunto Renzi
“Lo sconcerto che nel mondo intero nei governi, nelle persone, ha provocato la notizia della crisi affonda qui le radici, nel ritorno, il giorno dopo l’approvazione del recovery, di un’Italia che rischia di aprire una fase incomprensibile”. Lo ha detto il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, nel suo intervento alla direzione del partito.
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“Io farò sempre gli interessi degli italiani, se c’è da votare lo scostamento per dare soldi ai ristoratori, non me ne frega chi sia il premier, voto a favore”, ha affermato ancora Renzi. “Se mi si chiede: siete parte della maggioranza? Non più”.
“Noi non abbiamo mai pensato che l’obiettivo fosse ‘cacciare Conte’. Leggo di ricostruzioni secondo cui io avrei un problema personale con Conte. C’era un modo per farlo, non dare la fiducia a un Conte-bis. Non ho niente contro Conte ma se per sei mesi provi a dire “guardate qua rischiamo l’osso del collo” e non ti danno ascolto ci sono due alternative: la prima è far finta di niente ma io non sarò mai corresponsabile del più grande spreco di risorse della storia”, ha proseguito l’ex premier.  “Io mi guardo allo specchio e mi chiedo “ma chi te lo fa fare? Io non faccio né la vittima né parlo di complotto. Questa è una battaglia sui contenuti, se non li lasciano realizzare lasciamo le poltrone”, aggiunge l’ex premier.
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Zingaretti alla direzione del Pd: ‘Crisi incomprensibile’
“Il Pd è stata la forza che di più ha lavorato per superare i problemi politici, gli steccati di questa maggioranza, per costruire alleanze nuove e competitive, ne siamo orgogliosi , abbiamo ricominciato a vincere in Comuni incredibili anche nel profondo nord. Chi rompe e chi isola invece fa vincere la destra”, ha aggiunto Zingaretti in direzione.
La crisi “ha indebolito la credibilità dell’italia, ha allontanato politica dai cittadini. Il Pd è impegnato a fare di tutto per difendere gli interessi dell’Italia che in questa situazione sono più vulnerabili”.
“Questo governo – ha detto ancora Zingaretti – è un governo parlamentare, non figlio di un diretto mandato elettorale ed è il parlamento che deve sancire o meno la fiducia”.
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Di Maio: ‘Non lasceremo gli italiani nelle mani di irresponsabili’
“Non lasceremo mai gli italiani nelle mani di persone irresponsabili. Dobbiamo difendere il diritto alla salute dei cittadini. Bisogna sostenere autonomi, commercianti, partite IVA, chi porta avanti il Paese creando occupazione e posti di lavoro. Il MoVimento 5 Stelle è compatto. Mentre c’è chi prova a distruggere, noi ci impegniamo a ricostruire”. Lo scrive il ministro Luigi Di Maio su Facebook.
“Mi fa rabbia perder tempo con inutili crisi politiche che danneggiano l’Italia e i cittadini. Lunedì e martedì” in Parlamento “verrà presentato un progetto concreto e lungimirante, con una visione ambiziosa del nostro futuro. E proprio su questo progetto chiederemo il sostegno di chi crede di poter offrire il suo contributo alla ricostruzione dell’Italia. Ora è il momento di scegliere da che parte stare. Da un lato i costruttori, dall’altro i distruttori”, scrive ancora Di Maio su Fb
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Rigopiano: Legnini, ricordo morti sia ammonimento costante
Commissario, stretti nel dolore ai familiari in attesa giustizia
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ANCONA
17 gennaio 2021
17:34
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“Ricordiamo l’immane tragedia di Rigopiano, l’enorme valanga di quattro anni fa che causò 29 vittime, e ci stringiamo nel dolore e nel ricordo ai famigliari, che attendono verità e giustizia. Il 17 e 18 gennaio del 2017 furono giorni drammatici, il terzo atto della sequenza di forti scosse sismiche che nei mesi precedenti avevano sconvolto il Centro Italia”.
A dirlo è il commissario straordinario alla ricostruzione post sisma, Giovanni Legnini.
“Il ricordo dei morti innocenti di Rigopiano, come quelli di Amatrice, Accumoli e Arquata, deve rappresentare un ammonimento costante”, aggiunge il commissario. “Sarà la giustizia a stabilire la verità su Rigopiano, chi ha perso i propri cari e tutta la comunità ne hanno diritto – sottolinea -. Le Istituzioni e coloro che le rappresentano hanno comunque il dovere di evitare che, per responsabilità degli uomini, i fenomeni naturali si trasformino in tragedie come quelle del Centro Italia e di tanti altri territori del nostro meraviglioso Paese. E’ per questo – dice ancora – che abbiamo assunto l’impegno per una ricostruzione sicura e sostenibile”.

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DALLE 18:41 DI GIOVEDì 14 GENNAIO 2021

ALLE 13:13 DI SABATO 16 GENNAIO 2021

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Fisco:0,8% italiani oltre 120mila euro,paga 16% Irpef totale
In 10 anni sono aumentati del 31%
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14 gennaio 2021
18:41
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I cittadini che dichiarano un reddito lordo oltre i 120mila euro sono appena lo 0,8% degli oltre 41 milioni di contribuenti italiani, percepiscono l’8% del reddito complessivo, ma versano ben il 16%, dell’Irpef nazionale. E’ quanto risulta da un’elaborazione di Elexia sui dati fiscali secondo la quale questi cittadini pagano in media oltre 79.000 euro annui, quasi 6.600 euro al mese.
“I dati”, osserva Nicola Cinelli, managing partner di Elexia, “sfatano un mito diffuso: i proventi dei super-contribuenti non derivano dai patrimoni, ma vengono da lavoro e pensioni, che rappresentano la fonte primaria per oltre il 90% dei soggetti.
Dal 2009 al 2018 i contribuenti italiani sopra i 120.000 euro lordi annui, sono cresciuti del 31% passando da 249.313 nel 2009 a 325.424 nel 2018.   ECONOMIA

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Fisco:0,8% italiani oltre 120mila euro,paga 16% Irpef totale
In 10 anni sono aumentati del 31%
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14 gennaio 2021
18:41
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I cittadini che dichiarano un reddito lordo oltre i 120mila euro sono appena lo 0,8% degli oltre 41 milioni di contribuenti italiani, percepiscono l’8% del reddito complessivo, ma versano ben il 16%, dell’Irpef nazionale. E’ quanto risulta da un’elaborazione di Elexia sui dati fiscali secondo la quale questi cittadini pagano in media oltre 79.000 euro annui, quasi 6.600 euro al mese.
“I dati”, osserva Nicola Cinelli, managing partner di Elexia, “sfatano un mito diffuso: i proventi dei super-contribuenti non derivano dai patrimoni, ma vengono da lavoro e pensioni, che rappresentano la fonte primaria per oltre il 90% dei soggetti.
Dal 2009 al 2018 i contribuenti italiani sopra i 120.000 euro lordi annui, sono cresciuti del 31% passando da 249.313 nel 2009 a 325.424 nel 2018.
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Bankitalia: debito novembre stabile a 2.587 miliardi
Oltre il 21% detenuto da Via Nazionale
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15 gennaio 2021
11:04
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A novembre il debito pubblico è rimasto pressoché stabile rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.586,5 miliardi di euro. A ottobre il debito aveva segnato un record a 2.586,971 miliardi.
Lo comunica Bankitalia nella pubblicazione ‘Finanza pubblica’, precisando che la quota detenuta da via Nazionale era pari a fine novembre al 21,2% (0,4 punti percentuali in più rispetto al mese precedente).
La vita media residua del debito è rimasta stabile rispetto a ottobre, a 7,4 anni. A novembre, viene specificato nella pubblicazione, è stata erogata un’ulteriore tranche (6,5 miliardi) dei prestiti previsti nell’ambito dello strumento europeo di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione in un’emergenza; alla fine del mese i prestiti erogati dalle istituzioni europee al nostro Paese ammontavano nel complesso a 16,5 miliardi.
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Amb. Usa a Roma, forte leadership Mattarella fondamentale
Messaggio di saluto all’Italia di Lewis Eisenberg
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15 gennaio 2021
11:51
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“In questi anni ho incontrato spesso il presidente Mattarella, un uomo che ammiro molto, la cui forte leadership è stata fondamentale, soprattutto in questo periodo”.
Lo ha detto l’ambasciatore Usa in Italia Lewis Eisenberg nel suo messaggio di saluto postato sul profilo Twitter dall’ambasciata americana.
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“Ho incontrato anche membri del governo – ha proseguito – dei partiti politici, sindacati, rappresentati della società civile, intellettuali scienziati. Con tutti loro vi è sempre stata l’opportunità di scambiare opinioni, non sempre per condividerle ma sempre per imparare qualcosa di utile”.   POLITICA   MONDO

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Covid: Fontana, Lombardia verso zona rossa
‘Speranza farà altri controlli, punizione che non meritiamo’
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MILANO
15 gennaio 2021
12:41
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La Lombardia dovrebbe entrare in zona rossa. A confermarlo è stato il presidente della Regione Attilio Fontana a margine di un evento a Concorezzo, in Brianza.

“Ho appena parlato con il ministro Speranza – ha detto -, è una punizione che la Lombardia non si merita. Mi ha detto che farà fare ancora dei controlli”.
Lunedì, nonostante la sentenza del Tar, quindi, “le scuole non riaprono” ha aggiunto Fontana. “Ho fatto presente a Speranza che c’è qualcosa che non funziona nei conti, come vengono fatti e nella determinazione dei parametri”, ha detto ancora il governatore.
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Governo: Cei, guardiamo con fiducia a Presidente Mattarella
Card. Bassetti, ‘ore di incertezza per il nostro Paese’
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15 gennaio 2021
12:42
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“Sono ore d’incertezza per il nostro Paese. In questo momento guardiamo con fiducia al Presidente della Repubblica che con saggezza saprà indicare la strada meno impervia.
Trovo un forte stimolo nelle parole pronunciate proprio dal Presidente Mattarella nel messaggio di fine anno: ‘Non viviamo in una parentesi della storia. Questo è tempo di costruttori’. Aggiungo: questo è anche tempo di speranza! Ci attendono mesi difficili in cui ricostruire le nostre comunità”.
Lo ha detto il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana, sottolineando che ora “lo sguardo deve puntare a uscire dall’emergenza sanitaria e alle fondamenta di una nuova stagione che non lasci indietro nessuno”.
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Governo: cattolici, crisi deleteria e incomprensibile
Ac, Fuci e Meic chiedono si politici ‘responsabilità’
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15 gennaio 2021
12:49
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Un appello alla “responsabilità” per evitare una crisi “deleteria” e “incomprensibile”. E’ quanto chiedono in una nota congiunta Azione Cattolica, Federazione Universitaria Cattolica Italiana, Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale.
“Il Paese è allo stremo delle forze” e l’apertura della crisi di governo è “deleteria per la gestione di un’emergenza che non accenna a declinare e incomprensibile per la gran parte dei cittadini”. “Serve un sussulto di dignità, scelte in linea con quel senso di responsabilità richiamato in maniera tanto incisiva dal Presidente della Repubblica nel suo messaggio di fine anno”, sottolineano le associazioni cattoliche.
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Covid: Bergamo chiede deroga, no zona rossa
Più colpita prima ondata ha 61 positivi ogni 100mila abitanti
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BERGAMO
15 gennaio 2021
12:54
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Con 61 positivi al Covid ogni 100 mila abitanti, ben al di sotto della media regionale, Bergamo – la più colpita dalla pandemia nella prima ondata – chiede una deroga alla zona rossa in cui dovrebbe entrare nelle prossime ore la Lombardia.
“Crediamo si possano comprendere le difficoltà e le sofferenze cui il protrarsi delle limitazioni, se non addirittura il loro inasprimento, sottopone i cittadini dei nostri territori”, scrivono il sindaco e il presidente della provincia di Bergamo, Giorgio Gori e Gianfranco Gafforelli, in una lettera alla Regione Lombardia perché si faccia portatrice della richiesta al Ministero della Salute.
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Covid: Conte ha firmato il nuovo dpcm
Contiene nuove misure di contrasto all’emergenza
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15 gennaio 2021
13:40
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Il premier Giuseppe Conte ha firmato il nuovo dpcm con le misure per il contrasto all’emergenza Covid.
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Renzi, non si sa se Conte ha 161 voti in Senato,vedremo
Noi abbiamo posto problemi merito, non possiamo far finta niente
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15 gennaio 2021
13:42
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“I giornali dicono che il Premier ha già in tasca i numeri.Alla Camera si, li aveva anche prima. Al Senato non sappiamo ancora se ci saranno 161 voti a favore.
Nel caso, la democrazia parlamentare avrà prodotto la terza diversa maggioranza in tre anni con lo stesso Premier. Vedremo se, come dicono, arriva a Quota 161. Noi abbiamo posto dei problemi di merito, non possiamo adesso far finta di niente”. Lo scrive Matteo Renzi, leader di Iv, nella Enews.
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Dpcm:in zona gialla e arancione superiori in presenza al 50%
In zone rosse a casa dalla seconda media
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15 gennaio 2021
14:43
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I ragazzi delle scuole superiori delle Regioni ‘gialle e arancioni’ torneranno a scuola lunedì 18 gennaio almeno al 50% della presenza: è quanto prevede il nuovo Dpcm firmato dal premier Conte. Nelle Regioni ‘rosse’ i ragazzi rimarranno a casa dalla seconda media a seguire la didattica a distanza.
Questo fatte salve ordinanze regionali.
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Scuola: Regione Lazio, apertura da lunedì secondo norme
Smentita fake news sul posticipo del rientro in classe
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15 gennaio 2021
14:06
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“La Regione Lazio, come più volte ribadito in questi giorni, da lunedì 18 gennaio sull’apertura delle scuole secondarie si atterrà alla normativa nazionale”. Lo comunica la stessa Regione in una nota nella quale smentisce una fake news “in merito ad un ipotetico posticipo dell’apertura in presenza degli Istituti secondari della Regione”.
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Covid: da domenica Fvg passa in area arancione
Colore sarà in vigore in altre 11 regioni
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TRIESTE
15 gennaio 2021
13:53
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Come prevede la nuova ordinanza del ministro Speranza, in vigore dal 17 gennaio, il Friuli Venezia Giulia, insieme con altre otto regioni (Abruzzo, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Valle D’Aosta) passa in area arancione, che è già in vigore in Calabria, Emilia-Romagna e Veneto (dove è stata confermata).
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Covid: Tar boccia sindaco, tornano le messe a Bono
“Assenza di presupposti di straordinaria necessità e urgenza”
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SASSARI
14 gennaio 2021
19:08
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Nella guerra a colpi di carte bollate tra Comune di Bono e Diocesi di Ozieri, il Tar dà ragione alla chiesa. La prima sezione del Tribunale amministrativo regionale ha accolto il ricorso del vescovo Corrado Melis e del parroco del paese, don Mario Curzu, contro l’ordinanza sindacale del 5 gennaio che tra i molti divieti, motivati dall’emergenza Covid, comprendeva anche quello della celebrazione delle messe in presenza nel territorio comunale.
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Reiterando una analoga ordinanza del 29 dicembre 2020 a firma del vicesindaco Nicola Spanu, per il cui annullamento si era attivata la prefetta di Sassari, Maria Luisa D’Alessandro, rilevando vizi formali e sostanziali, sindaco e vice avevano imposto nuovamente il divieto ai fedeli di assistere fisicamente alla messa. Così, vescovo e parroco avevano dato mandato all’avvocato Ivano Iai di opporsi. “Assenza dei necessari presupposti di straordinaria necessità e urgenza e violazione delle disposizioni generali in materia”, sancisce il Tar, sottolineando che i due prelati “hanno affermato di aver dato corretta applicazione alle disposizioni dettate per l’esercizio del culto nel periodo emergenziale” e che per loro “il provvedimento impugnato arreca un danno gravissimo e irreparabile per i fedeli che rappresentano”.
Secondo i giudici amministrativi, “anche ammesso che in casi di straordinaria necessità e urgenza il sindaco possa adottare provvedimenti ulteriori rispetto a quelli nazionali e regionali, devono essere accertate e indicate nell’atto le ragioni di straordinaria necessità e urgenza”. Ma le argomentazioni del vicesindaco, che aveva firmato l’ordinanza della discordia perché il sindaco Elio Mulas era assente per motivi di salute, per il Tar non bastano. Ieri, nel frattempo, il sindaco ha firmato una seconda ordinanza con cui vieta per domenica prossima la caccia nel territorio comunale di Bono, a prescindere dalle decisioni del Governo nazionale e della Regione.
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Covid:Musumeci a governo, Sicilia zona rossa per 14 giorni
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PALERMO
14 gennaio 2021
18:47
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“Alla luce dell’aumento dei contagi, che è ulteriormente progredito rispetto alla scorsa settimana, abbiamo sottoposto al governo centrale la proposta di dichiarare per due settimane la ‘zona rossa’ in Sicilia”. Lo ha detto il governatore Nello Musumeci.
“L’istanza – ha aggiunto – sarà valutata nella cabina di regia convocata per domani a Roma e, ove la nostra richiesta non dovesse essere accolta, prudenzialmente domani stesso procederò con mia ordinanza ad applicare le limitazioni previste per le “zone rosse” in tutte le aree regionali a maggiore incidenza di contagio, come peraltro richiesto da numerosi sindaci”.
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Scuola: Tar Fvg accoglie ricorso contro ordinanza su Dad
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TRIESTE
15 gennaio 2021
21:32
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Anche il Tar del Friuli Venezia Giulia, come già in altre regioni, ha accolto il ricorso presentato da genitori di studenti delle superiori e ha sospeso l’efficacia dell’ordinanza del 4 gennaio scorso del Governatore Massimiliano Fedriga che disponeva la chiusura delle scuole secondarie di secondo grado – con attività solo in didattica a distanza – fino alla fine del mese. Lo ha reso noto il Tgr Rai precisando che il ricorso scaturiva dai problemi sull’efficacia dell’azione didattica a distanza, sottolineando il divario tra le apparecchiature in possesso tra gli studenti e le conseguenze sulla salute psico-fisica dei ragazzi
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Covid: Musumeci firma ordinanza, Sicilia zona rossa
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PALERMO
15 gennaio 2021
20:09
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La Sicilia da domenica sarà zona rossa. Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha firmato l’ordinanza con la quale con cui si recepisce il Dpcm sull’emergenza Covid-19 e la decisione adottata col ministro della Salute, Roberto Speranza.
L’ordinanza sarà in vigore da domenica prossima al 31 gennaio.
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Covid, Allarme di Arcuri: ‘Da lunedì Pfizer consegnerà 29% dosi in meno’. In Italia un milione di vaccini
Pfizer conferma che rallenterà le consegne tra gennaio e febbraio. In molte regioni per i richiami usata la riserva del 30%
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15 gennaio 2021
20:58
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Allarme sulle nuove dosi attese di vaccino Pfizer in Italia come in tutta Europa. “Alle 15,38 di oggi – fa sapere il commissario Arcuri – la Pfizer ha comunicato unilateralmente che a partire da lunedì consegnerà al nostro Paese circa il 29 per cento di fiale di vaccino in meno rispetto alla pianificazione che aveva condiviso con gli uffici del Commissario e, suo tramite, con le Regioni italiane. Non solo: ha unilateralmente deciso in quali centri di somministrazione del nostro Paese ridurrà le fiale inviate e in quale misura.
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Analoga comunicazione è pervenuta a tutti i Paesi della Ue. La Pfizer ha altresì annunciato che non può prevedere se queste minori forniture proseguiranno anche nelle prossime settimane, né tantomeno in che misura”.
“Il Commissario all’emergenza – ha detto Arcuri – preso atto della gravità della comunicazione nonché della sua incredibile tempistica, ha inviato una formale risposta a Pfizer Italia, nella quale esprime il proprio disappunto, indica le possibili conseguenze di una riduzione delle forniture e chiede l’immediato ripristino delle quantità da distribuire nel nostro Paese. Riservandosi, in assenza di risposte, ogni eventuale azione conseguente in tutte le sedi. Il Commissario ha quindi chiesto a Pfizer di rivedere i propri intenti e auspica di non essere costretto a dover tutelare in altro modo il diritto alla salute dei cittadini italiani”.
Nel frattempo sono in esaurimento in diverse regioni le dosi a disposizione dei vari ospedali per le prime somministrazioni del vaccino Pfizer e, per i richiami già programmati, attualmente si utilizza la riserva del 30%.
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Intanto le vaccinazioni in Italia sono arrivate a quota un milione. “Un milione di italiani ha ricevuto il vaccino anti #covid19. Un sentito ringraziamento ai cittadini e al nostro Servizio sanitario nazionale per la risposta straordinaria. L’Italia è prima in Ue per numero di persone vaccinate. Un dato incoraggiante. Andiamo avanti così mantenendo sempre alta la guardia”. Lo scrive sui social il presidente del Consiglio Giuseppe Conte:

“Il primo milione di cittadini italiani è stato vaccinato. È un risultato del quale andare orgogliosi: siamo il primo Paese in Europa”, “non potevamo augurarci un inizio migliore, ma dobbiamo ricordare che è solo il primo passo di un lungo percorso che durerà ancora molto tempo e che ci porterà ad uscire da questa emergenza”. È quanto afferma il Commissario straordinario all’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri. “Questo grazie al prezioso impegno e alla dedizione delle donne e degli uomini del Servizio sanitario nazionale, alla determinazione di tutte le Regioni e Province autonome del nostro Paese con le quali lo staff della Struttura del Commissario Straordinario ha lavorato con grande professionalità e passione in queste settimane”, ha ancora affermato Arcuri.

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Scuola: Fedriga, lunedì non riapriranno
Governatore prepara ordinanza che scongiura decisione Tar Fvg
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TRIESTE
16 gennaio 2021
11:16
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“Lunedì le scuole non riapriranno”. Lo ha detto il Governatore del Fvg, Massimiliano Fedriga, riferendosi alla decisione di ieri del Tar Fvg che ha accolto il ricorso di alcuni genitori contro l’ordinanza regionale che disponeva la chiusura delle scuole secondarie di secondo grado fino alla fine di gennaio.
Secondo quanto si è appreso, il Governatore starebbe lavorando a una nuova ordinanza che scongiura la decisione del Tribunale amministrativo e che potrebbe essere emessa già oggi.
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Berlusconi dimesso dall’ospedale di Monaco
Dopo alcuni controlli. Ora sarebbe in Provenza, a casa della figlia Marina
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15 gennaio 2021
12:10
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Silvio Berlusconi. a quanto si apprende da ambienti di Forza Italia, è stato dimesso dall’ospedale di Monaco dove era ricoverato da lunedì per alcuni controlli.
L’ex premier è tornato a casa di sua figlia Marina in Provenza.
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Bozza Dpcm, impianti sci chiusi fino al 15 febbraio. Dal 18 superiori in presenza al 50%
Il divieto asporto peri bar sarà dalle 18. In arrivo una mini-proroga dell’invio delle cartelle esattoriali
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14 gennaio 2021
23:13
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Gli impianti sciistici rimarranno chiusi fino al 15 febbraio. Lo prevede la bozza del Dpcm in vigore dal 16 gennaio nella quale si sottolinea che dal 15 di febbraio potranno aprire gli impianti “solo subordinatamente all’adozione di apposite linee guida da parte della Conferenza delle Regioni e delle province autonome e validate dal Comitato tecnico scientifico, rivolte ad evitare aggregazioni di persone e, in genere, assembramenti”.
A partire da lunedì le scuole superiori di secondo grado “adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica…
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in modo che…almeno al 50% e fino ad un massimo del 75% della popolazione studentesca sia garantita l’attività didattica in presenza”. E’ quanto prevede la bozza del Dpcm in vigore dal 16 gennaio. Per le scuole dell’infanzia, per le elementari e le medie, prosegue il testo, la didattica continua a svolgersi “integralmente in presenza”.
Per i bar e le attività commerciali che vendono bevande e alcolici, come le enoteche, scatta il divieto di vendita da asporto alle 18. E’ quanto prevede la bozza del nuovo Dpcm in vigore dal 16 gennaio. “Per i soggetti che svolgono come attività prevalente una di quelle identificate dai codici Ateco 56.3 e 47.25 (bar e esercizi specializzati nella vendita al dettaglio di bevande e alcolici, ndr) – si legge nel testo – l’asporto è consentito esclusivamente fino alle 18”. Nella riunione con il governo di questa mattina le regioni avevano chiesto che fosse vietata solo la vendita di bevande e non l’asporto in generale.
In arrivo una mini-proroga dell’invio delle cartelle esattoriali: secondo quanto si apprende sul tavolo del Consiglio dei ministri oltre alla richiesta di scostamento ci sarà anche un decreto legge ad hoc per rinviare a fine gennaio la ripresa dell’invio degli atti della riscossione, in attesa di un provvedimento più complessivo.
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Via libera alle crociere. La bozza del Dpcm in vigore dal 16 gennaio afferma che “i servizi di crociera da parte delle navi passeggere di bandiera italiana possono essere svolti nel rispetto delle specifiche linee guida validate dal Comitato tecnico scientifico”.

Anche nelle zone rosse sarà possibile andare a casa di amici e parenti, in massimo due persone. Lo prevede la bozza del Dpcm in vigore dal 16 gennaio. “Lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata – si legge nella bozza – è consentito nell’ambito del territorio comunale, una volta al giorno, in un arco temporale compreso tra le 5 e le 22 e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di 14 anni sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale”. Chi vive nei comuni con meno di 5mila abitanti, dice ancora il decreto, potrà invece spostarsi per una distanza non superiore ai 30 km dal confine, con esclusione dei capoluoghi di provincia”.
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Le misure indicate nel Dpcm saranno valide dal 16 gennaio al 5 marzo. E’ quanto si legge nella bozza del Dpcm in base al quale continuano a valere fino a quella data anche le misure per gli ingressi da Gran Bretagna e Irlanda del nord.
Riaprono i musei, gli istituti e i luoghi di cultura nelle zone gialle. Lo prevede la bozza del Dpcm in vigore dal 16 gennaio. I musei saranno aperti dal lunedì al venerdì “a condizione che detti luoghi, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali nonché dei flussi di visitatori, garantiscano modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone”.
Sale a 32 miliardi, secondo quanto si apprende a Consiglio dei ministri in corso, la richiesta di scostamento che il governo si appresta a inviare alle Camere. Le risorse serviranno a finanziare il prossimo decreto Ristori.
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Recovery alle Camere. Conte: ‘Piano chiaro e coraggioso’
Progetto condiviso per futuro Paese, massimo impegno governo
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15 gennaio 2021
23:22
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“Per uscire da questa crisi e per portare l’Italia sulla frontiera dello sviluppo europeo e mondiale occorrono un progetto chiaro, condiviso e coraggioso per il futuro del Paese” per “ripartire rimuovendo gli ostacoli che l’hanno frenata durante l’ultimo ventennio”. Lo scrive il premier Giuseppe Conte nella premessa al Recovery Plan italiano, inviato al Parlamento in queste ore.
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“Abbiamo potenziato le capacità di risposta del sistema sanitario.
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imparato come modulare le restrizioni per fronteggiare il virus senza imporre costi eccessivi. Abbiamo avviato una campagna di vaccinazione di massa senza precedenti nella storia, che ci consentirà nel giro di un anno – sottolinea – di riprendere una vita normale, e questo grazie a uno straordinario sforzo internazionale di ricerca e produzione dei vaccini e a un piano coordinato europeo che garantisce la somministrazione a tutte le persone, iniziando da quelle più fragili e più esposte”.Lo scrive Giuseppe Conte nella premessa al Recovery Plan inviato alle Camere.
Il Pnrr è “il cardine di questo progetto”, ha una “strategia chiara” e “un orizzonte di lungo periodo”. Sul piano ci sarà “il massimo impegno del governo”.
Il miliardo aggiuntivo rientra nelle risorse del Recovery e resilience facility e deriva dall’aumento di tre componenti e dal calo di una. ‘Impresa verde ed economia circolare’, guadagna con l’agricoltura sostenibile 700 milioni ed ‘Efficienza energetica e riqualificazioni degli edifici’, in particolare pubblici, 200 milioni in più (facendo salire la missione Rivoluzione verde a transizione ecologica a 69,8 miliardi). ‘Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella PA’ aggiunge 300 milioni in più destinati alla giustizia, mentre il capitolo ‘Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo’ ne perde circa 200. La missione digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura si attesta così a 46,30 miliardi.
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Conte-Renzi, il burrascoso rapporto tra il premier e il leader Iv. La posta in gioco
Il nuovo azzardo dell’ex rottamatore
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14 gennaio 2021
18:44
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Se lo strappo di Matteo Renzi fosse per il timore che Conte punti al suo stesso elettorato centrista? E’ la domanda che in queste ore si fanno in molti nella maggioranza per cercare di capire lo showdown del leader di Iv. Nonostante i rumors circolati anche nei giorni scorsi il premier ha però smentito di star lavorando a un proprio partito che secondo alcuni avrebbe anche anche già un nome, ‘Insieme’: non è mai stato registrato alcun marchio, hanno messo a verbale da Palazzo Chigi.
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Il rapporto fra l’ex premier e l’attuale presidente del Consiglio è da sempre stato burrascoso anche se il ‘padrino’ politico del Conte II è stato lo stesso Renzi.
Di mezzo anche questioni caratteriali e il piglio accentratore che li contraddistingue entrambi ha probabilmente giocato un ruolo. Il 5 giugno del 2018 quando il governo gialloverde incassa la fiducia al Senato e nei capannelli fuori dall’Aula, il senatore di Firenze si dice convinto che “Conte e’ uno che alla gente puo’ piacere, ha uno stile suo, diverso da Salvini e Di Maio”. E c’è chi sostiene che questo sia appunto il timore principale di Matteo Renzi.
Se Conte si decidesse a fare un suo partito il rischio sarebbe che insisterebbe sullo stesso consenso elettorale dell’ex leader dem. Nel giorno in cui annuncia, in una lunga conferenza stampa a Montecitorio, le dimissioni delle ministre Iv ufficializzando la crisi gli attacchi che il senatore di Rignano riserva all’inquilino di Palazzo Chigi sono continui: lo accusa di aver recato un vulnus alle regole democratiche e anche se dice di non avere veti sul premier poi si affretta a chiosare che “altri premier siano possibili”.
A chi gli chiede se vi siano stati contatti diretti nelle ultime ore con Conte, Renzi nega: “Nessuno”, dice sorvolando velocemente. Una freddezza che non viene meno però anche nel privato: “Matteo – scrive il premier in occasione delle feste natalizie e mostrandosi più conciliante – ti avevo chiamato stamattina per farti gli auguri. Sia a te che alla tua famiglia, buone festività”. “Un augurio anche a te a ai tuoi, a presto”, risponde laconico Renzi che nella rubrica del telefonino ha registrato il presidente del Consiglio come il “Professor Conte”. Ma al di là dei rapporti personali, la storia di Renzi dimostra che l’ex sindaco di Firenze non teme gli azzardi: ha fatto la sfida sul referendum, l’ha persa e si è dimesso, ha scalato il pd e poi ha fondato un partito suo. Stavolta è pronto a lasciare il governo Conte che ha contribuito a fondare. E in molto si chiedono dove punti.
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Ipotesi scostamento fino a 30 miliardi per nuovi ristori
Un po’ più di un punto e mezzo di Pil ipotizzato finora per poter varare un nuovo decreto con i ristori per le attività colpite dalla pandemia
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14 gennaio 2021
18:46
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Il governo, secondo quanto si apprende, starebbe valutando di chiedere un nuovo scostamento fino a 30 miliardi – un po’ più di un punto e mezzo di Pil ipotizzato finora – per poter varare un nuovo decreto con i ristori per le attività colpite dalla pandemia. La nuova richiesta di extra-deficit, che dovrà poi ottenere il via libera del Parlamento a maggioranza assoluta, sarà in serata sul tavolo del Consiglio dei ministri.
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Nuovo Dpcm. Alto Adige, Lombardia, Sicilia in zona rossa. Fontana: ‘Farò ricorso’
Nove Regioni passano in area arancione. Sei regioni ‘virtuose’ in zona gialla – LE MISURE
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16 gennaio 2021
12:27
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Il premier Giuseppe Conte ha firmato il nuovo dpcm con le misure per il contrasto all’emergenza Covid. La nuova stretta entrerà in vigore nelle prossime ore. Nelle giornate festive e prefestive sono chiusi i negozi all’interno di mercati, centri, gallerie e parchi commerciali, a eccezione di farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie.
REGIONI ROSSE, ARANCIONI E GIALLE  – Intanto due Regioni vanno in area rossa più la provincia autonoma di Bolzano: Lombardia e Sicilia.
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Da quanto si apprende dal Ministero della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, firmerà nelle prossime ore una nuova ordinanza che andrà in vigore a partire da domenica 17 gennaio. Ma la Lombardia è pronta a presentare ricorso contro la decisione del Governo di collocare la regione in zona rossa. “Non condividiamo la scelta di inserire la Lombardia in zona rossa per cui, qualora dovesse arrivare questa ordinanza, proporremo ricorso” annuncia il presidente della Regione Attilio Fontana, in una nota. “In Lombardia negli ultimi 15 giorni la situazione è migliorata almeno per classificarci in zona arancione. Attendiamo l’ufficialità dal Ministero (della Salute, ndr) ma siamo pronti a presentare ricorso”, aggiunge.
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Bolzano non chiude e ‘ricorre’ contro zona rossa – La Provincia di Bolzano non chiude e ‘ricorre’ contro la classificazione a zona rossa. “Sono rimasto abbastanza sconcertato, visto che attualmente siamo zona gialla. Anche il ministro Speranza mi ha confessato di essere sorpreso”, ha detto il governatore Arno Kompatscher. Sulla base di una valutazione dell’Azienda sanitaria altoatesina, la giunta provinciale durante una seduta straordinaria ha deciso di non inasprire le limitazioni attualmente in vigore. Kompatscher firmerà in serata un’ordinanza. L’assessore Thomas Widmann ha parlato di una “valutazione sbagliata e inaccettabile” che “penalizza chi, come noi, fa molti test”.
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Speranza, rispetto ordinanze o si perde controllo contagio – “Le ordinanze sono costruite sulla base di dati oggettivi e indirizzi scientifici. Hanno la finalità di contenere il contagio in una fase espansiva dell’epidemia. Per questo rispettarle è decisivo se non si vuol perdere il controllo del contagio” lo afferma il ministro della Salute Roberto Speranza.
Nove Regioni passano in area arancione: sono le Regioni Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Valle D’Aosta. Restano in area arancione Calabria, Emilia-Romagna e Veneto.
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La Campania insieme ad altre 5 regioni/PA restano in fascia gialla. Sono Sardegna, Basilicata, Toscana, Provincia Autonoma di Trento, Molise.
LA SCUOLA – I ragazzi delle scuole superiori delle Regioni ‘gialle e arancioni’ torneranno a scuola lunedì 18 gennaio almeno al 50% della presenza: è quanto prevede il nuovo Dpcm firmato dal premier Conte. Nelle Regioni ‘rosse’ i ragazzi rimarranno a casa dalla seconda media a seguire la didattica a distanza. Questo fatte salve ordinanze regionali.
IL CASO LOMBARDIA – Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana protesta per la zona rossa: “Ho parlato con il ministro Speranza – ha detto -, è una punizione che la Lombardia non si merita. Mi ha detto che farà fare ancora dei controlli”. Con 61 positivi al Covid ogni 100 mila abitanti, ben al di sotto della media regionale, Bergamo – la più colpita dalla pandemia nella prima ondata – chiede una deroga alla zona rossa. “Crediamo si possano comprendere le difficoltà e le sofferenze cui il protrarsi delle limitazioni, se non addirittura il loro inasprimento, sottopone i cittadini dei nostri territori”, scrivono il sindaco e il presidente della provincia di Bergamo, Giorgio Gori e Gianfranco Gafforelli, in una lettera alla Regione Lombardia perché si faccia portatrice al Ministero della Salute.
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COSA SI PUO’ FARE E COSA NO – Nessun passo indietro, dunque, con il rinnovo di tutte le misure già in vigore a partire dal coprifuoco dalle 22 alle 5, le scuole superiori in didattica a distanza al 50% da lunedì e l’inasprimento delle soglie per accedere alle zone con restrizioni, introdotte con il decreto approvato mercoledì: con Rt 1 o con un livello di rischio ‘alto’ o, ancora, con un’incidenza di 50 casi ogni 100mila abitanti e un rischio moderato, si va in arancione, con Rt a 1,25 in rosso.
Il divieto di spostamento tra le regioni, comprese quelle gialle, sarà in vigore fino al 15 febbraio e non più al 5 marzo.

Fino a quella data sarà invece valida la regola che consente una sola volta al giorno ad un massimo di due persone (oltre ai minori di 14 anni conviventi) di andare a trovare parenti o amici nella regione, se questa è in zona gialla, o nel comune se è in zona arancione o rossa. E sempre fino al 5 marzo sarà possibile spostarsi nelle regioni arancioni dai comuni con una popolazione non superiore ai 5mila abitanti, per una distanza non superiore ai 30 km e mai verso i capoluoghi di provincia.
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Il governo ha poi confermato il divieto della vendita da asporto per i bar dalle 18. Provvedimento fortemente criticato dalle Regioni: “Non porta vantaggi significativi sul piano della prevenzione e al contrario rischia di rappresentare un ulteriore fattore negativo di tensione sociale ed economica sui territori” ha detto il presidente della Conferenza Stato Regioni Stefano Bonaccini a nome di tutti i governatori. Durante la riunione era stato il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia a rispondere sottolineando che l’esecutivo avrebbe mantenuto la norma per evitare casi di movida, ma palazzo Chigi e il Mise si sarebbero messi al lavoro per “limitare al massimo i divieti” alle sole bevande e alcolici. Sempre Boccia ha garantito, nonostante la crisi di governo, “massima priorità” per i ristori a tutte le attività costrette a fermarsi. Tra queste c’è lo sci: gli impianti non riapriranno almeno fino al 15 febbraio, nonostante alcuni presidenti chiedano che almeno nelle zone gialle sia consentita l’attività ai soli residenti.
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Chiuse anche palestre e piscine – anche se si continua a lavorare per consentire la ripresa almeno agli sport individuali nelle zone gialle – così come cinema e teatri. Tornano invece le crociere ed è confermata l’apertura dei musei, ma solo nelle regioni gialle e solo nei giorni feriali. “E’ un servizio ai residenti – ha sottolineato il ministro Dario Franceschini – è un primo passo, un segnale di riapertura” per il futuro. Non l’unico.
Con il decreto viene infatti introdotta la ‘zona bianca’, in cui le uniche restrizioni sono il distanziamento e l’uso della mascherina. Ma i parametri per entrarci – 3 settimane consecutive di incidenza di 50 casi ogni 100mila abitanti e un rischio basso – fanno sì che ci vorranno mesi prima che una regione possa trovarcisi.
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La crisi di governo. IV apre. Zingaretti a Conte: ‘Il Pd ha già dato’ IL PUNTO
In salita i ‘costruttori’. Mastella ‘responsabili ma non fessi’
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15 gennaio 2021
18:34
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Nel terzo giorno della crisi, c’è uno spazio che il segretario dem Nicola Zingaretti proprio non può lasciare a Matteo Renzi: quello di chi ha saputo allontanarsi dalle camarille di Palazzo per rappresentare il disagio di un Paese dove la crisi morde e la pandemia dilaga. “Il Pd è stato il primo a porre il tema della ripartenza”, rivendica Zingaretti nella appassionata assemblea dei dem alla Camera.
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E a Conte, che il Pd ha scelto di sostenere tenendo a bada non pochi malumori, il segretario dem anche per questo manda a dire che il sì ai costruttori e ad una maggioranza più ampia, non è fine a se stesso ma serve a fare le cose e a non fare più gli errori del passato. “Abbiamo dato”. Si attui ora l’agenda riformista del Pd e si lasci a Renzi, come dice Delrio, il merito di “aver fatto solo un favore alla destra”, che aspira al governo con il voto anticipato. L’opposizione per questo ripete il suo mantra: Conte non ha i 161 voti che gli servono al Senato.
L’operazione ‘costruttori’ è in effetti delicata ed il premier, mentre ne tira le fila, preferisce cimentarsi nella concretezza dell’azione di governo. “Un milione di italiani ha ricevuto il vaccino anti #covid19” è il conto che fa con il suo pallottoliere, mentre presunti ‘responsabili’ (Conzatti, Vono, Binetti, Pacifico, Masini), si chiamano fuori in vista della conta di lunedì e martedì sulle comunicazioni alla Camera e al Senato del premier Conte.
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Il vicesegretario del Pd Orlando intanto avverte: “La questione dei numeri è seria. Si può evitare la crisi avendo un numero in più, ma non pensare di governare”. Sulle incertezze si incunea Iv che con l’ex ministra Bonetti, Faraone e Nobili fa sapere a Conte “noi ci siamo se si vuole interloquire sui temi e non cercare nuovi Scilipoti”. Intanto Renzi riflette se astenersi nel voto in Aula. Per IV i numeri della maggioranza al Senato, senza i 18 di Italia viva, sono tra i 150 e i 152. E Conte potrebbe dunque ancora ripensarci sulla conta. Così Clemente Mastella a sera preferisce avvertire: “Siamo responsabili ma non fessi. Nessuno pensi di recuperare il dialogo con Renzi alle nostre spalle. Non siamo i polli di Renzi”.
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Amb. Usa in Italia,uniti siamo più forti,sconfiggeremo Covid
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15 gennaio 2021
12:19
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“L’Italia e gli stati uniti condividono una lunga storia di valori libertà, democrazia.
Siamo uniti soprattutto in tempi di crisi.
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Uniti affrontiamo una pandemia terribile e uniti prevarremo. Sappiamo che le nostre nazioni sono più forti quando lavoriamo insieme”. Così l’Ambasciatore Usa in Italia Lewis Eisemberg saluta l’Italia, a fine mandato, in un videomessaggio postato su twitter.
“Lo abbiamo dimostrato più volte – prosegue – e lo dimostreremo ancora combattendo questa pandemia”. La partnership tra Italia Usa, sottolinea ancora Eisenberg, nel campo di “difesa, commercio, innovazione, spazio, cultura, sono diversi aspetti della nostra cooperazione che ci offre incredibili opportunità”. Eisenberg ricorda la calorosa accoglienza ricevuta in Italia, elogia il cibo, il buon vino e il gusto degli italiani ma sottolinea anche le visite fatte in questi anni, parla di “impianti all’avanguardia”, mentre scorrono le foto della Ferrari, e ricorda l’importante scambio economico tra i due paesi. “L’Italia – prosegue – brilla come una luce nella storia, in cui la democrazia e il senato romano hanno avuto inizio e oggi siamo più uniti che mai, insieme sotto l’egida della democrazia”, prosegue mentre scorrono le immagini degli incontri con il presidente Mattarella. Il videomessaggio si conclude con un saluto dell’ambasciatore che accanto alla moglie assicura, in italiano che non sarà un addio ma un “arrivederci”.
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Governo, Renzi annuncia astensione di Italia Viva. Conte chiude, mai più con loro
La Cei: ‘Guardiamo con fiducia a Mattarella’. Bellanova: ‘Da Conte 2 miliardi di mancette all’opposizione’
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16 gennaio 2021
09:11
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Una guerra di numeri. E’ quella che si preannuncia martedì in Senato quando il premier Conte affronterà in Parlamento la sfida aperta da Matteo Renzi e cercherà di far sopravvivere il governo.
Il Pd di Nicola Zingaretti si dice pronto a sostenere un allargamento della maggioranza, ma chiede di concretizzare quel cambio di passo invocato a più riprese nelle ultime settimane.
Mentre Italia viva, dopo aver ritirato le ministre e aver aperto la crisi, lascia uno spiraglio: “Se Conte scioglie alcuni nodi, ci siamo”.
P
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E in serata fa sapere parlando in tv:”Staremo nell’arena politica lunedì e martedì, vedremo cosa il presidente del Consiglio farà, se arriverà al voto. Se dovessi scommettere oggi su un posizionamento nostro, ovviamente non possiamo votare la fiducia dopo quello che è successo, se cercherà di aprire alla senatrice Lonardo, a pezzi di Forza Italia e al mondo che sta cercando di portare con sé al posto nostro, ci asterremo”.
Qualsiasi passo indietro è impossibile, dice però Vito Crimi: “Con Renzi la situazione è e resta invariabile: abbiamo chiuso”. Raggiungere quota 161 a Palazzo Madama, vale a dire la maggioranza assoluta, appare una chimera. E se l’ex sindaco di Firenze fissa qui l’asticella, i ragionamenti della maggioranza di governo sono però diversi: basterà incassare la fiducia, anche se ci si dovesse fermare, come appare molto probabile, sotto questo traguardo.
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E’ un giorno di trattative e contatti con i ‘costruttori’, che vengono sondati ad uno ad uno. E intanto arriva il secondo ‘contenitore’ che potrebbe ospitare proprio i responsabili: dopo l’apertura del Psi, anche il Movimento per gli italiani all’estero, che vota da sempre a sostegno dell’esecutivo, cambia nome e diventa “Maie-Italia 23”. A spiegarne la missione, il presidente Ricardo Merlo (che è anche sottosegretario agli Esteri): “vogliamo essere uno spazio politico che ha come punto di riferimento Giuseppe Conte”. La nuova componente riceve subito l’adesione dell’ex 5S Maurizio Buccarella, che fa salire così a 5 il numero dei componenti.
M5s ribadice il proprio sostegno al premier e Luigi Di Maio sottolinea la propria lealtà al premier: “Io presidente del Consiglio? Questa cosa affiora ogni volta che si vuole mettere zizzania. E’ una cosa che si fa circolare per avere la scusa per non dare la fiducia martedì a Conte in Senato. Io non solo gli sono leale, ma sto anche lavorando con tutti gli altri ministri per superare questo momento difficile. Poi è ovvio che se dobbiamo mettere insieme un governo posticcio o precario, allora sono io a dire che è meglio andare a votare”.
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Il centrodestra boccia le manovre della maggioranza. “Non hanno i numeri” al Senato dice Matteo Salvini e domani si riunirà in un vertice a Milano.
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LE PREOCCUPAZIONI DEI CATTOLICI – “Sono ore d’incertezza per il nostro Paese. In questo momento guardiamo con fiducia al Presidente della Repubblica che con saggezza saprà indicare la strada meno impervia. Trovo un forte stimolo nelle parole pronunciate proprio dal Presidente Mattarella nel messaggio di fine anno: ‘Non viviamo in una parentesi della storia. Questo è tempo di costruttori’. Aggiungo: questo è anche tempo di speranza! Ci attendono mesi difficili in cui ricostruire le nostre comunità”. Lo ha detto il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana. “Trovo un forte stimolo nelle parole pronunciate dal Presidente Mattarella nel messaggio di fine anno: ‘Non viviamo in una parentesi della storia. Questo è tempo di costruttori’. Aggiungo: questo è anche tempo di speranza! Ci attendono mesi difficili in cui ricostruire le nostre comunità”. Lo dice il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il card. Gualtiero Bassetti, parlando della crisi politica.
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Legittimo impedimento per la crisi, salta processo Castelli
Viceministro imputata per diffamazione a Torino
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TORINO
15 gennaio 2021
17:44
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La crisi di governo fa saltare l’udienza fissata per lunedì al Palazzo di Giustizia di Torino che vede imputata per diffamazione il viceministro dell’Economia, Laura Castelli. L’esponente dei Cinque stelle infatti si è avvalsa del legittimo impedimento vista la situazione a Roma e quindi non potrà essere nel capoluogo piemontese per essere ascoltata, come invece era previsto.
Il procedimento riguarda un post su Facebook in cui la Castelli criticava una candidata Pd alle amministrative 2016, Lidia Roscaneanu, che nella foto postata dal viceministro compariva insieme all’ex sindaco Piero Fassino.
Castelli aveva scritto che la candidata lavorava nel bar del Palagiustizia affidato ad una ditta poi fallita tre volte, domandando quali legami la Roscaneanu avesse. Sotto il post la candidata venne insulta con frasi razziste e sessiste. Dopo l’inchiesta del pm Barbra Badellino sono stati rinviati a giudizio oltre al viceministro altre 18 persone.   PIEMONTE

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Si dimette anche prorettrice Università Stranieri Perugia
Guidava Ateneo dopo che aveva lasciato rettrice Grego Bolli
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PERUGIA
15 gennaio 2021
18:07
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Si è dimessa la prorettrice dell’Università per Stranieri di Perugia Dianella Gambini.
Guidava l’Ateneo dopo che aveva lasciato la rettrice Giuliana Grego Bolli, coinvolta nell’indagine sull’esame per la conoscenza della lingua italiana del calciatore Luis Suarez.
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Gambini ha formalizzato la sua decisione dopo avere appreso “con stupore e rammarico” delle dimissioni di un membro del Consiglio di amministrazione dell’Università per Stranieri.
L’Organo – si legge in una nota di Palazzo Gallenga – manca ora del necessario numero di componenti per la sua valida costituzione.
“Avrei sinceramente auspicato – ha affermato Gambini – una maggiore collaborazione interna in ragione del superiore interesse alla tutela dell’Ateneo e degli studenti dello stesso, cui per primi va il mio costante pensiero, e a beneficio dei quali ho sempre orientato la mia attività, sia come docente che come prorettrice. Prendendo atto della radicale impossibilità di proseguire nei compiti e nelle funzioni che ho sin qui espletato, ho rassegnato le mie dimissioni da prorettrice al ministro Gaetano Manfredi e ho rimesso a lui ogni determinazione in merito alla guida dell’Ateneo. Tornerò – ha concluso Gambini – alla mia funzione ordinaria di professore di lingua spagnola, ruolo che svolgo con passione e dedizione da più di trent’anni”.
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Governo: Cattolici: ‘Crisi deleteria e incomprensibile’
La Cei guarda con fiducia a Mattarella,’è tempo dei costruttori’
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15 gennaio 2021
18:15
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Il mondo cattolico guarda con preoccupazione alla crisi politica. Scende in campo la Conferenza Episcopale Italiana ma anche le associazioni perché la crisi, in questo tempo di pandemia, spaventa.
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“Sono ore d’incertezza per il nostro Paese. In questo momento guardiamo con fiducia al Presidente della Repubblica”, dice il presidente della Cei, il cardinale Gualtiero Bassetti. “Trovo un forte stimolo nelle parole pronunciate proprio dal Presidente Mattarella nel messaggio di fine anno: ‘Non viviamo in una parentesi della storia. Questo è tempo di costruttori’. Aggiungo: questo è anche tempo di speranza! Ci attendono mesi difficili in cui ricostruire le nostre comunità”, sottolinea il Presidente dei vescovi.
La ricerca dunque del premier Giuseppe Conte di possibili ‘costruttori’ per portare avanti l’esecutivo riceve un importante endorsement. A scendere in campo sono anche Azione Cattolica, Federazione Universitaria Cattolica Italiana, Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale: “Il Paese è allo stremo delle forze” e l’apertura della crisi di governo è “deleteria per la gestione di un’emergenza che non accenna a declinare e incomprensibile per la gran parte dei cittadini”.
“Serve un sussulto di dignità, scelte in linea con quel senso di responsabilità richiamato in maniera tanto incisiva dal Presidente della Repubblica”, dicono le tre associazioni. Parla di “crisi incomprensibile” anche Famiglia Cristiana. Padre Francesco Occhetta, gesuita grande esperto di politica italiana, distingue il “merito” della crisi innescata da Italia dei Valori dal “metodo”: “Nel merito IV ha ‘gridato’ alcuni punti legittimi da chiarire come ad esempio il Mes mentre il Pd li ha solo sussurrati. Nel metodo però la scelta di ritirare la propria rappresentanza di Governo contraddice il merito di migliorare ciò che si chiedeva. Per questo rimane un’incognita comprendere per l’opinione pubblica le intenzioni morali che hanno ispirato la scelta”. E allora i cattolici ora devono rimboccarsi le maniche: possono essere “enzima per ricomporre la crisi”.
Nessuno però negli ambienti cattolici vuol sentire parlare di ritorno alle urne. E anche chi era vicino a Matteo Renzi, cattolico con un passato nello scoutismo, come la sua ex ministra Elena Bonetti, ora prende le distanze. Da lui e anche dalla stessa Bonetti che nel lockdown dello scorso aprile, unica voce del governo fuori dal coro, si era decisamente schierata con la Cei per la riapertura delle chiese.
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Governo: Caccia a responsabili, incognita nuovo gruppo
La trattativa per rimpinguare il numero dei ‘costruttori’ procede a ritmo serrato, anche se con alcune difficoltà
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15 gennaio 2021
23:44
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L’operazione Responsabili a un certo punto sembrava potesse andare in frigorifero per un pò, dopo le aperture di Iv e la possibilità di una astensione in Parlamento di Matteo Renzi. Ma il dubbio è durato l’arco di un pomeriggio.
E, dopo la costituzione della componente Maie Italia 2023, la trattativa per rimpinguare il numero dei “costruttori” procede a ritmo serrato, anche se con alcune difficoltà.
Martedì in Senato, il governo potrebbe ottenere anche la fiducia con una maggioranza semplice, e non assoluta ma, Costituzione alla mano, tanto basta a Conte per andare avanti, lavorando semmai in un secondo momento al rafforzamento della maggioranza parlamentare anche alla luce del rafforzamento della squadra di governo.
La giornata era iniziata con una pioggia di smentite di nomi apparsi sui giornali come già arruolati tra i Responsabili: dalle renziane Donatella Conzatti e Gelsomina Vono, fino all’ex M5s Carlo Martelli e a Barbara Masini di Fi.
Un altro ex pentastellato Gianni Marilotti, oggi nelle Autonomie, pur rifiutando di aderire al nascente gruppo, ha confermato il suo sostegno a Conte, facendo così salire a 148 i voti che questi ha nel cassetto, dopo l’uscita dei 18 di Iv.
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Chi in queste ore tiene i conti aggiunge i due voti dei senatori a vita Mario Monti ed Elena Cattaneo che sono sempre venuti a votare la fiducia.
Quota 152 si raggiunge con altri due ex M5s che hanno dichiarato la propria disponibilità, cioè Gregorio De Falco e Tiziana Drago, e lì ad oggi ci si ferma: infatti molti altri nomi apparsi sui quotidiani già votano per Conte (i tre senatori del Maie, gli ex Fi Fantetti e Lonardo, gli ex M5s Fattori e Nunes, ecc). Ma tanto basta dopo che Renzi ha fatto filtrare l’ipotesi di una astensione di Iv, per evitare l’uscita dal gruppo di qualche suo senatore. Mossa difensiva che però ha anche frenato quanti riflettevano sulla possibilità di aderire subito ai Responsabili per mandare avanti la legislatura. Per ora il passo, per alcuni non sarebbe necessario.
Come ha infatti ricordato Stefano Ceccanti, costituzionalista e capogruppo del Pd in commissione Affari costituzionali, “alcuni quotidiani scrivono che al Senato al Governo occorrerebbero 161 voti, ma non e’ affatto vero.Può essere auspicabile, ma non e’ necessaria alcuna soglia numerica. Nelle votazioni fiduciarie è sufficiente che i Si’ battano i No”. E in effetti nelle innumerevoli fiducie poste da Conte in Senato, spesso si è scesi sotto quota 150.
Intanto, nasce la componente Maie-Italia 2023 all’interno del gruppo Misto, sorta dall’abbraccio tra i tre senatori del Maie (Cario De Bonis e Merlo) con l’ex Fi Fantetti, tutti parlamentari che già votavano la fiducia. Non aggiungono battaglioni dietro al generale Conte tuttavia l’iniziativa allude al possibile gruppo che avrebbe anche il nome di Conte nel proprio logo, così da formare in nuce la futura lista Conte per le elezioni, e così da trasformare i possibili Responsabili in Costruttori.
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Conte lavora a rilancio, Iv prova ad entrare in partita
No Pd-M5s, allargarela maggioranza. Nasce nuovo “gruppo” di costruttori
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16 gennaio 2021
09:11
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Una guerra di numeri. E’ quella che si preannuncia martedì in Senato quando il premier Conte affronterà in Parlamento la sfida aperta da Matteo Renzi e cercherà di far sopravvivere il governo.
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Il Pd di Nicola Zingaretti si dice pronto a sostenere un allargamento della maggioranza, ma chiede di concretizzare quel cambio di passo invocato a più riprese nelle ultime settimane. Mentre Italia viva, dopo aver ritirato le ministre e aver aperto la crisi, lascia uno spiraglio: “Se Conte scioglie alcuni nodi, ci siamo”.
Qualsiasi passo indietro è impossibile, dice però Vito Crimi: “Con Renzi la situazione è e resta invariabile: abbiamo chiuso”.
Raggiungere quota 161 a Palazzo Madama, vale a dire la maggioranza assoluta, appare una chimera. E se l’ex sindaco di Firenze fissa qui l’asticella, i ragionamenti della maggioranza di governo sono però diversi: basterà incassare la fiducia, anche se ci si dovesse fermare, come appare molto probabile, sotto questo traguardo. E’ un giorno di trattative e contatti con i ‘costruttori’, che vengono sondati ad uno ad uno. E intanto arriva il secondo ‘contenitore’ che potrebbe ospitare proprio i responsabili: dopo l’apertura del Psi, anche il Movimento per gli italiani all’estero, che vota da sempre a sostegno dell’esecutivo, cambia nome e diventa “Maie-Italia 23”.
A spiegarne la missione, il presidente Ricardo Merlo (che è anche sottosegretario agli Esteri): “Vogliamo essere uno spazio politico che ha come punto di riferimento Giuseppe Conte”. La nuova componente riceve subito l’adesione dell’ex 5S Maurizio Buccarella, che fa salire così a 5 il numero dei componenti.
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Ancora troppo pochi per dare vita, però, ad un gruppo indipendente. I corridoi di Palazzo Madama sono vuoti ma i contatti sono frenetici, come numerose le smentite di quanti sono stati annoverati nel gruppo dei nuovi responsabili: Conzatti, Vono, Pacifico e Masini mettono in chiaro la loro indisponibilità a qualsiasi tipo di soccorso. Paola Binetti, senatrice Udc, anche, ma con un distinguo: da sola non lascerebbe l’opposizione per traghettarsi nelle fila della maggioranza, ma se tutto il suo gruppo facesse un passo a fianco dell’esecutivo Conte lei seguirebbe. Il partito ufficialmente smentisce di essere pronto a cambiare posizionamento in Parlamento, ma le interlocuzioni sono in corso, secondo quando raccontano diverse fonti parlamentari. Tanto più che anche la Conferenza episcopale dei vescovi ha rotto le righe e ha deciso di appoggiare apertamente i nuovi costruttori: “Ci attendono mesi difficili in cui ricostruire le nostre comunità”, ha detto il cardinal Gualtiero Bassetti, parlando della crisi politica.
Lunedì il presidente del Consiglio affronterà l’Aula di Montecitorio, dove i numeri sono dalla sua, mentre martedì sarà in Senato e qui la maggioranza ha sempre corso sul filo ed ora, senza i 18 senatori di Italia viva, è scesa sotto quota 150.
Sarà un discorso per il rilancio dell’azione del governo quello del premier, a cui seguirà un voto di fiducia. Italia Viva, che dopo aver alzato un muro abbassa i toni e fa intendere che uno spazio ancora per il dialogo c’è, sarebbe orientata all’astensione. Una scelta che serve a Renzi per trattenere i suoi ed evitare che tornino tra le fila dei Dem. Ma quello di Renzi potrebbe essere letto anche come il segnale di un’apertura, e che prima o poi potrebbe essere colto.
Movimenti che vengono registrati e che fanno sorgere sospetti nella pattuglia dei costruttori: “Le maggioranze più vaste sono e meglio è… – osserva Clemente Mastella – ma nessuno pensi di recuperare il dialogo con Iv alle spalle dei “responsabili”. Non siamo i polli di Renzi”.
Calcoli numerici e calcoli politici, che chiaramente si fanno anche nel centrodestra. Matteo Salvini scommette sull’arrivo di “tanti” M5S: “vedo più arrivi che partenze”, assicura.
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Recovery sale a 223,9 mld, 700 mln in più ad agricoltura
Più risorse anche a giustizia ed efficienza energetica
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15 gennaio 2021
19:17
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Il Piano nazionale di ripresa e resilienza finanziato con i fondi del Next Generation Eu sale nell’ultima versione inviata al Parlamento a 223,9 miliardi, un miliardo in più rispetto alla bozza entrata in consiglio dei ministri. Ben 700 milioni sono stati attribuiti all’agricoltura sostenibile.

Il miliardo aggiuntivo rientra nelle risorse del Recovery e resilience facility e deriva dall’aumento di tre componenti e dal calo di una. ‘Impresa verde ed economia circolare’, guadagna con l’agricoltura sostenibile 700 milioni ed ‘Efficienza energetica e riqualificazioni degli edifici’, in particolare pubblici, 200 milioni in più (facendo salire la missione Rivoluzione verde a transizione ecologica a 69,8 miliardi). ‘Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella PA’ aggiunge 300 milioni in più destinati alla giustizia, mentre il capitolo ‘Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo’ ne perde circa 200. La missione digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura si attesta così a 46,30 miliardi.

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Governo: Amendola, è il momento di ascoltare il paese
Bisogna dialogare e migliorare le posizioni
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13 gennaio 2021
06:12
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“E’ un momento in cui bisognerebbe ascoltare il paese, l’ interesse generale della nazione e muoversi di conseguenza. C’è un metodo, quando ci si siede si dialoga, si ascolta, si migliorano le posizioni”.
Lo ha detto il ministro per gli affari europei Enzo Amendola, rispondendo ad una domanda sulla crisi su Rainews.
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Alitalia: commissario vede sindacati, rischi per stipendi
Smentite notizie su bando gara per il solo marchio
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13 gennaio 2021
10:24
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Il commissario straordinario di Alitalia Giuseppe Leogrande ha convocato urgentemente nella serata di ieri i sindacati. Lo si apprende da fonti sindacali, che spiegano come il commissario abbia illustrato la “criticità del momento”, caratterizzata dal fatto che la “difficile tenuta finanziaria dell’azienda”, che già a dicembre ha generato ritardi nella erogazione degli stipendi, si ripresenterà, se non cambiano le condizioni economiche e di mercato, anche nei prossimi mesi.
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Il commissario, secondo quanto si apprende, avrebbe fatto presente anche che l’instabilità del quadro politico ed un’eventuale crisi di governo potrebbero inoltre non dare certezze sulle tempistiche di nascita della nuova Ita, con aggravio sull’amministrazione straordinaria. In questo quadro, riferiscono le stesse fonti, per il commissario vanno messe in campo tutte le azioni disponibili per preservare quanto più a lungo possibile le risorse economiche in modo da garantire la continuità aziendale fino al decollo della newco.
Il commissario ha anche smentito le notizie di stampa inerenti presunte procedure di bandi di gara per la vendita del marchio o degli slot o della parte aviation separatamente, spiegando di non aver presentato alcuna istanza di vendita e indicando l’intenzione di preservare il valore aziendale dell’insieme degli asset. Il commissario, secondo quanto si apprende, avrebbe detto di prediligere la trattativa privata, ma sul tema sono comunque in corso le interlocuzioni con tra Governo e Commissione Ue.
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Di Maio, fare un passo indietro, la crisi la vive il paese
Servono serietà e responsabilità
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13 gennaio 2021
10:40
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“Ieri sera abbiamo approvato il piano da 209 miliardi di euro del recovery plan con il quale avvieremo la ricostruzione. L’Italia deve ripartire.
Servono serietà e responsabilità in questo momento storico. Tutti facciano un passo indietro per amore del Paese”. Lo scrive su facebook il ministro degli Esteri Lugi Di Maio. “Bisogna essere – aggiunge – pragmatici e concreti. Parliamo di risorse per fronteggiare la pandemia, aiuti per chi fatica dalla mattina alla sera, di pensioni, anziani, parliamo di chi è stato colpito ingiustamente dalla crisi come imprese e lavoratori. La vera crisi la stanno vivendo gli italiani, non la politica”.
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Zingaretti,fare di tutto per dialogo,patto è possibile
Ottimo risultato via libera a bozza Recovery Plan
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13 gennaio 2021
11:38
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“Ottimo risultato di tutti il via libera alla bozza del Recovery Plan. Ora bisogna correre e non pregiudicare il lavoro.
Si faccia di tutto per riprendere il dialogo, il confronto nella maggioranza, per trovare una soluzione alla crisi e affrontare con responsabilità i prossimi decisivi passaggi come lo scostamento di bilancio e i ristori economici alle imprese”. Così in una nota il segretario del Pd Nicola Zingaretti. “Si lavori come abbiamo insieme deciso al patto di legislatura in tempi certi e brevi con buonsenso e facendo prevalere il bene comune e la buona politica. Si può fare”.
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Fontana, Lombardia prima per vaccinazioni giornaliere
Da inizio campagna superata soglia 100mila
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MILANO
13 gennaio 2021
13:24
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“La Lombardia ha superato le 100.000 vaccinazioni Anti Covid. Con ordine e senza assembramenti, in linea con il piano regionale, da diversi giorni siamo la prima Regione sia per dato assoluto che per somministrazioni giornaliere”.
Lo ha rivendicato su Facebook il governatore Atilio Fontana, ringraziando “tutti gli operatori sanitari per la responsabilità dimostrata con l’alta adesione volontaria e a tutti gli operatori al lavoro nella prima fase di questa lunga e importante campagna”.
Il responsabile della campagna vaccinale, Giacomo Lucchini, in commissione Sanità al Consiglio regionale ha spiegato che ieri sono state vaccinate 17 mila persone.
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Regioni montagna, servono 4-5 miliardi per ristori sci
Stop impianti ha generato perdite per 11-12 miliardi
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AOSTA
13 gennaio 2021
13:32
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La chiusura dello sci ha generato una perdita complessiva di 11-12 miliardi di euro all’economia di montagna che ora ha bisogno di almeno 4-5 miliardi di ristori. E’ questa la prima stima fatta dalla Regioni, secondo quanto ha riferito oggi il vice presidente della Valle d’Aosta e assessore allo sci Luigi Bertschy.

“Come Regioni di montagna abbiamo presentato i primi dati allo Stato: il comparto montagna in questo periodo ci ha rimesso almeno 11-12 miliardi, questo significa che per un intervento minimo di recupero delle perdite delle società servono 4-5 miliardi”, ha riferito Bertschy in Consiglio regionale.
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Maroni: finalmente tornato, mai mollare
Sui social dopo le dimissioni dall’ospedale
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MILANO
13 gennaio 2021
13:36
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“Finalmente sono tornato” inizia così un messaggio inviato agli amici, insieme a un selfie, da Roberto Maroni, l’ex governatore operato al Besta di Milano dopo che aveva avuto un malore nella sua casa di Lozza, in provincia di Varese.
“Ringrazio il prof.
Paolo Cerroli e il prof Francesco Acerbi del Besta che si è rivelato davvero un’eccellenza straordinaria” ha aggiunto, concludendo il messaggio con “mai mula’” ovvero mai mollare.
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S&P, Pil Europa a due velocità, balzo Italia +5,3% nel 2021
Covid spinge risiko banche, aziende a livello pre-crisi nel 2022
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13 gennaio 2021
13:47
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Nel 2021 il Pil in Europa racconterà “due storie” con una probabile contrazione nella prima metà dell’anno ed una forte ripresa nel secondo semestre.
In Italia è prevista una crescita del Pil del 5,3%.
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E’ la previsione di S&P Global Ratings illustrata nel corso di una conferenza stampa.
“Il 2021 riserverà una probabile contrazione iniziale del Pil e una forte ripresa nella seconda parte, guidata dai servizi, assumendo che sia stata raggiunta una immunità di gregge”, ha detto Sylvain Broyer, Chief Economist Emea di S&P Global Ratings.
Sul fronte del sistema bancario, il Covid non farà altro che accelerare il processo di “cambiamento strutturale del sistema con un consolidamento”, ha evidenziato Mirko Sanna, director financial institutions, S&P Global Ratings. Ci sono alcune situazioni “come quella di Mps – ha aggiunto – con il Governo che ha detto che è un tema da risolvere nel corso del 2021 e che potrebbe accelerare il processo di consolidamento. C’è da considerare poi che ci sono ulteriori benefici fiscali previsti per le banche o più in generale per le banche che effettueranno consolidamento”.
I ricavi delle aziende italiane torneranno a “livelli pre-covid nel 2022”, ha detto Renato Panichi, senior director corporate ratings, S&P Global Ratings. La ripresa non sarà “standard ha aggiunto – come abbiamo potuto vedere nelle crisi precedenti. Nel 2020 abbiamo fatto molte azioni di rating.
Attualmente il 42% delle aziende italiane che ha un outlook negativo, in linea con la media europea. Quindi non abbiamo un caso Italia perchè siamo perfettamente allineati”.   ECONOMIA

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Sciascia: Fico, intellettuale originale ed anticonformista
Aula applaude per centenario nascita scrittore ed ex deputato
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13 gennaio 2021
13:55
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Leonardo Sciascia fu “uno dei grandi e più originali intellettuali italiani del Novecento, che con spirito libero ed anticonformista ha affrontato la narrazione della realtà, la critica e la denuncia di ingiustizie, soprusi e crimini”.. Lo dice nell’Aula della Camera il presidente Roberto Fico ricordando il centenario della nascita dello scrittore e ripercorrendone l’intensa attività di deputato.

“È per tenere viva questa straordinaria eredità letteraria, civile e politica, anche tra le nuove generazioni, che ricordiamo oggi Leonardo Sciascia”, ha concluso, mentre dall’Aula si levava un applauso unanime.
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Governo: alle 18 vertice centrodestra alla Camera
Con Salvini, Meloni, Tajani, Lupi e Cambiamo!
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13 gennaio 2021
13:57
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Si dovrebbe tenere alle 18 di questo pomeriggio alla Camera (probabilmente presso la Sala Salvadori) un vertice del centrodestra per fare un punto sulla situazione della crisi di governo. Tra i partecipanti Giorgia Meloni (Fdi), Matteo Salvini (Lega) e Antonio Tajani (Fi) oltre a Maurizio Lupi (Nci) e una delegazione di Cambiamo!
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Governo: Salvini, c.destra pronto a fare 5 riforme
Governo Conte-Mastella per rimandare il voto sarebbe squallido
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13 gennaio 2021
13:59
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“Su cinque punti, su cinque riforme precise da fare in pochissimo tempo, io credo che in Parlamento un’alternativa ci possa essere e che sia nostro dovere offrirla agli italiani”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, durante una conferenza stampa al Senato dedicata alla moda.

“Parlo di riforme su salute, lavoro e imprese, scuola, infrastrutture e giustizia. Sono cinque temi su cui rilanciare il Paese e penso che nei due rami del Parlamento una maggioranza, che metta al centro questi problemi con il centrodestra a fare da guida, sia la soluzione migliore. Sempre che non ci siano le elezioni che in qualunque democrazia sono la via maestra. Stando a tutti i sondaggi la lega resta il primo partito e il centrodestra vincerebbe le elezioni. Su questo è nato il governo Conte-Renzi, che è miseramente naufragato dopo un anno senza lasciare traccia di se. Se nascerà il governo Conte-Mastella per tenere fuori la Lega e rimandare il giudizio degli italiani – conclude Salvini – sarebbe squallido. Noi siamo pronti”.
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Comunali:Meloni,Bertolaso a Roma? Ne dobbiamo parlare
Per Milano candidatura migliore per me è Dallocchio
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13 gennaio 2021
14:04
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“Come ha detto ieri Salvini ne dobbiamo parlare. Ne parleremo”.
Intercettata a Montecitorio Giorgia Meloni risponde così a chi le chiede un commento sulle parole di ieri del leader della Lega in merito alla candidatura di Guido Bertolaso a sindaco di Roma. Sempre sulle amministrative, a chi le domanda di Roberto Rasia a Milano il presidente di Fratelli d’Italia spiega: “Per me ad oggi la candidatura migliore in campo è quella di Maurizio Dallocchio” economista e professore all’Università Bocconi. “Con gli alleati parleremo anche di questo” spiega.
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Covid: gestori impianti sci, rischio reale stop stagione
Appello al governo, studi attentamente i ristori per il settore
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13 gennaio 2021
14:06
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“Il rischio che salti l’intera stagione è più che mai reale, purtroppo”. A dirlo è Valeria Ghezzi, presidente dell’Anef, associazione nazionale che riunisce i gestori funiviari.
“E questa è una vera tragedia perché per noi c’è anche il dopo – aggiunge -. La nostra ripartenza sarà solo il prossimo Natale. Si tratta di una débacle senza precedenti, non solo per noi ma per tutti i lavoratori”. “Lanciamo un appello al governo affinché pensi ai ristori di questo settore così particolare”, continua Ghezzi.
“Gli impianti a fune – sottolinea – sono un settore che comincia a lavorare ad aprile-maggio in vista della stagione che parte a dicembre. Abbiamo quindi lavorato otto mesi con delle spese. Parliamo di aree che si sviluppano su tanti ettari. Noi continuiamo a spendere tutt’ora. Queste sono considerazioni da valutare da parte del governo, così come hanno fatto Oltralpe, dalla Francia all’Austria”.
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Conte a operai Whirlpool, crisi sarebbe incomprensibile
Nel corso incontro delegazione sottolineava sua insostenibilità
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13 gennaio 2021
14:16
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Una crisi di governo in questo momento sarebbe “incomprensibile”. E’ quanto ha sottolineato, a quanto si apprende, il premier Giuseppe Conte incontrando il gruppo di lavoratori della Whirlpool giunti a Palazzo Chigi per consegnare il calendario “Sulla nostra pelle”.
Nel corso dell’incontro la delegazione ha sottolineato al capo del governo come una crisi, in questo momento, sia insostenibile per il Paese.
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Conti pubblici: Camera, scostamento in Aula il 20/1
Se approvato prima dal CDM
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13 gennaio 2021
14:51
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L’Aula della Camera esaminerà lo scostamento dal pareggio di bilancio il prossimo 20 gennaio, ove il testo sia stato approvato prima dal Consiglio dei ministri.
Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo di Montecitorio.
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Conte, governo avanti solo con sostegno tutta maggioranza
L’Ho sempre detto
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13 gennaio 2021
16:11
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“Ho sempre detto che governo può andare avanti solo con il sostegno di tutte le forze di maggioranza”. Così il premeir Giuseppe Conte
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Conte,dimissioni ministre Iv?Spero non ci si arrivi
Sto lavorando a patto di legislatura
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13 gennaio 2021
16:12
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Le dimissioni delle ministre di Iv ?”Spero non si arrivi a questo, sto lavorando ad un patto di legislatura e serve uno spirito costruttivo”.Lo ha detto il premier Giuseppe Conte parlando fuori palazzo Chigi.
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Conte,responsabili? Serve una maggioranza solida
Premier fuori da Palazzo Chigi
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13 gennaio 2021
16:16
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“Io ho sempre detto che ci vuole una maggioranza solida per portare avanti l’azione del governo”.Lo ha detto il premier Giuseppe Conte parlando fuori palazzo Chigi e rispondendo ad una domanda sui cosiddetti “responsabili”.
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Azzolina, aumentano analfabetismo e Neet,per questo mi batto
7 miliardi mobilitati in un anno per la scuola
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13 gennaio 2021
16:19
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“Già prima della pandemia destava preoccupazione il tasso di dispersione scolastica nel nostro Paese. Oggi aumentano i segnali di allarme sociale e mi riferisco al fenomeno dei Neet e dell’analfabetismo funzionale.

Anche per questo mi batto per il rientro a scuola in presenza il prima possibile: senza scuola non c’è crescita; si accentua sempre più l’abbandono scolastico; aumentano le forme di disuguaglianza e di divario che è nostro preciso dovere contrastare”. Così la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina rispondendo all’on Vacca. Oltre 7 miliardi per la scuola sono stati mobilitati in 1 anno.
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Fisco: sindacati, da lunedì ripartono cartelle
Lo comunicano dopo incontro con Entrate-Riscossione
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13 gennaio 2021
16:53
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“L’attività di notifica delle cartelle e degli atti ripartirà dal 18 gennaio, conseguentemente è necessario organizzarsi per rispondere alla domanda di servizi che aumenterà progressivamente. Saranno incrementate le presenze giornaliere agli sportelli e nel limite del 50%, negli uffici interni”.
Lo comunicano i sindacati di categoria (Fabi, First, Fisac, Uilca) dopo un incontro oggi con l’Agenzia delle entrate – Riscossione.
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Fico, ora spirito costruttivo, coesione e collaborazione
Parlamento centrale
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13 gennaio 2021
16:54
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“In una fase decisiva per il futuro del nostro Paese è necessario uno spirito costruttivo e mettere al centro coesione e collaborazione”. Lo afferma il presidente della Camera Roberto Fico annunciando il percorso parlamentare del Recovery plan.

“Con questo percorso ribadiamo la centralità del Parlamento, che già a ottobre aveva esaminato e approvato, primo in Europa, le linee guida del Governo sul Recovery”, conclude.
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Papa Francesco si è vaccinato contro il Covid
La notizia dai media argentini, il Vaticano non commenta
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CITTA DEL VATICANO
13 gennaio 2021
17:14
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Il Papa si è vaccinato contro il Covid. Come aveva preannunciato, questa mattina si è presentato nell’ambulatorio allestito davanti all’Aula Nervi, che normalmente ospitava, prima della pandemia, i grandi eventi in Vaticano e anche le udienze generali.
La notizia della vaccinazione del Papa, con Pfizer, per conservare il quale anche le strutture sanitarie della Santa Sede si sono attrezzate con un mega refrigeratore, è circolata sulla stampa argentina, mentre il Vaticano ufficialmente non ha commentato e si è limitato a comunicare, attraverso il portavoce Matteo Bruni, che “questa mattina ha avuto inizio la campagna di vaccinazione contro il Covid-19 nell’atrio dell’Aula Paolo VI”. Anche Ratzinger dovrebbe vaccinarsi in queste ore, come comunicato dal suo segretario, monsignore Georg Gaenswein.
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Deputati M5S, essenziale sostenere settore montagna
“Ci auguriamo che Governo predisponga misure adeguate”
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AOSTA
13 gennaio 2021
17:18
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“Nel prossimo decreto Ristori sarà essenziale sostenere concretamente e con risorse importanti il settore della montagna, così gravemente penalizzato da questa emergenza. Da settimane collaboriamo con il Mef e il Mise per trovare le soluzioni migliori e rispondere alle sollecitazioni e alle preoccupazioni di chi vive delle attività invernali.

Abbiamo raccolto le istanze di tutte le associazioni di categoria e dei territori, ci auguriamo vivamente che il Governo accolga le nostre proposte, predisponendo misure adeguate”. E’ quanto dichiarano, in una nota, i deputati del Movimento 5 Stelle Giovanni Currò, Sabrina de Carlo, Luca Sut, Elisa Tripodi, Gianluca Vacca e Simone Valente.
“Finora, abbiamo presentato e sottoposto all’attenzione del governo diverse iniziative per tutelare le attività di montagna e tutta l’economia vacanziera invernale – aggiungono – ma il perdurare dell’emergenza sanitaria ripropone, aggravando, i problemi per imprese e lavoratori. Non possiamo perdere tempo: per i nostri territori e i nostri concittadini il turismo di montagna rappresenta la principale, quando non l’unica, fonte di sostentamento”.
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Camera, ok a risoluzione sul Dpcm. Speranza: “Serve unità, no alle polemiche politiche”
Venerdi nuove ordinanze. Ad oggi 12 regioni a rischio alto
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13 gennaio 2021
14:51
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L’Aula della Camera approva, con 295 voti a favore, 220 contrari e sette astenuti, la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del ministro della Salute Roberto Speranza sul prossimo Dpcm con le ulteriori misure di contrasto al Coronavirus.
“Non c’è altra strada diversa dall’unità per affrontare questa emergenza, la piu grande dal dopoguerra. Ecco perche mi rivolgo alla maggioranza e all’opposizione”, ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, aprendo l’informativa alla Camera sulle misure anti-Covid. “Nei prossimi mesi sara’ tutto terribilmente complicato, teniamo fuori dalla battaglia politica la salute degli italiani, sarebbe errore imperdonabile rallentare nell’ultimo miglio”, ha aggiunto.
VERSO IL NUOVO DPCM
Stasera alle 20:30 è atteso il Consiglio dei Ministri sul decreto Covid e la proroga dello stato d’emergenza.
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E Speranza, alla Camera, ha accennato alle misure del nuovo dpcm, affermando che “è intenzione del governo confermare il divieto di spostamento anche tra Regioni in zona gialla e vietare l’asporto dopo le 18 dai bar e stabilire l’ingresso in area arancione di tutte le regioni a rischio alto”. C’è poi intenzione di riaprire i musei in area gialla. L’intenzione è inoltre di confermare l’indicazione “a poter ricevere a casa massimo 2 persone non conviventi come già avvenuto durante le vacanze di Natale”.
“Questa settimana – ha sottolineato Speranza alla Camera – c’è un peggioramento generale della situazione epidemiologica in Italia, aumentano le terapie intensive, l’indice Rt e focolai sconosciuti. Non facciamoci fuorviare. L’epidemia è nuovamente in una fase espansiva”. Pertanto “il governo ritiene inevitabile prorogare al 30 aprile stato di emergenza”.
Arriveranno venerdi – secondo quanto si apprende – le ordinanze del ministro della Salute Roberto Speranza con le nuove classificazioni delle regioni per fasce di rischio. Secondo l’ultimo monitoraggio della cabina di regia – riportato da Speranza nelle comunicazioni alla Camera – 12 regioni e province autonome sono ad alto rischio, 8 sono a rischio moderato di cui 2 in progressione a rischio alto e una sola regione è a rischio basso”.
Oltre alle aree rosse, arancioni e gialle “il Gioverno ha intenzione di prevedere anche una quarta area, bianca, solo con incidenza sotto i 50 casi ogni 100mila abitanti e Rt sotto a 1” fermo restando le misure delle mascherine e del distanziamento.
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I VACCINI
“Con la campagna di vaccinazione vediamo la luce in fondo al tunnel. Il Covid ha le ore contate, ma non abbiamo ancora vinto, siamo alle prime battute di una lunga e difficile maratona”, ha detto Speranza. “Sono convinto che la stragrande maggioranza degli italiani deciderà di vaccinarsi senza ricorrere all’obbligo. Per il governo resta comunque fondamentale l’obiettivo dell’immunità di gregge. A chi ha dubbi sui vaccini dobbiamo rispondere con la trasparenza, l’evidenza scientifica e la capacità di ascolto e dialogo, non con gli insulti o con una guerra ideologica tra fan della scienza e primitivi delle caverne”, ha spiegato il ministro.
“Ad oggi abbiamo siglato opzioni per circa 226 milioni di dosi che nelle prossime settimane aumenteranno ulteriormente sino a giungere a 250 milioni esercitando sempre il diritto di opzione previsto dagli accordi europei che ci consente di bloccare per ogni contratto siglato dall’Unione il 13,46% di vaccini”, dice Speranza. “Abbiamo opzionato – ha spiegato – così quasi il doppio delle fiale necessarie per vaccinare tutti gli italiani. Tutto quello che si poteva e si doveva fare per approvvigionarsi del vaccino è stato fatto con attenzione e per tempo”.
“Nel primo trimestre 2021 – prosegue Speranza – è attesa l’autorizzazione anche del vaccino di Johnson & Johnson. I risultati del vaccino italiano ReiThera sono molto incoraggianti. Stiamo lavorando parallelamente ad organizzare le forze e l’Italia è pronta a mettere in campo una squadra forte: si aggiungeranno 40 mila medici ed entreranno anche le farmacie in campo”.
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LE PRIORITA’ NELLA VACCINAZIONE

“Le prime tappe della campagna di vaccinazione sono chiare e definite: innanzitutto il personale sanitario, le Rsa e le persone dagli 80 anni in su. Si tratta di oltre 6 milioni di persone di cui più di 4 sono over-80. Aver scelto questa priorità rappresenta un tratto di umanità e civiltà profondamente giusto”. Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza alla Camera. “Non credo ci possano essere dubbi: il Ssn, tanto più in una grave emergenza, ha obbligo di tutelare innanzitutto il diritto alla salute a partire dai più deboli, che corrono più rischi di perdere la vita”.
“Siamo ragionevolmente fiduciosi – ha aggiunto Speranza – che un aumento delle dosi disponibili avverrà in tempi non lunghi, aspettiamo certi che Ema e Aifa non perderanno neanche un giorno nel loro lavoro. Vogliamo correre ma dobbiamo farlo nell’assoluta sicurezza, ecco perche’ dobbiamo dare agli scienziati tutto il tempo necessario”.
Cts, prorogare stato emergenza al 31 luglio, preoccupazione per la riapertura dello sci
Prorogare lo stato d’emergenza fino al 31 luglio. Sarebbe questa, secondo quanto si apprende, l’indicazione che il Comitato tecnico scientifico ha dato al governo in vista del nuovo Dpcm. Secondo gli esperti, quattro sono gli elementi che consigliano il prolungamento di altri sei mesi, in modo da poter gestire la situazione con strumenti emergenziali: l’impatto ancora alto del virus sull’occupazione dei posti letto ospedalieri, la campagna vaccinale, la preoccupante situazione internazionale e la possibile sovrapposizione dell’influenza stagionale con il Covid.
“Grande preoccupazione” per la riapertura degli impianti sciistici. E’ quanto avrebbero espresso gli esperti del Comitato tecnico scientifico sottolineando tra l’altro che molte delle regioni in cui si trovano gli impianti sono proprio quelle dove la pandemia sta colpendo più duramente. Dal Cts è poi arrivata la conferma di quanto già emerso nella riunione del 7 gennaio: i mondiali di sci in programma a Cortina dall’8 al 20 febbraio si potranno svolgere ma a porte chiuse e con una serie di raccomandazioni tra cui quella di fare in modo che gli atleti restino in paese il minor tempo possibile, per evitare assembramenti.
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Nucleare: sindaci, con deposito turismo Sardegna a rischio
Assemblea Anci compatta, “mai le scorie nell’Isola”
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CAGLIARI
13 gennaio 2021
13:00
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Sindaci da tutta la Sardegna a Cagliari per dire no al deposito di scorie nucleari. Da Setzu, il paese più piccolo della mappa indicata da Roma, a Mandas, uno dei più grandi: i primi cittadini hanno indossato la fascia tricolore e hanno partecipato, dopo una lunga fila all’ingresso per la registrazione, all’assemblea promossa dall’Anci alla Fiera di Cagliari per fare il punto della situazione.
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Sindaci spaventati, esterrefatti e pronti alla battaglia.
“Dobbiamo iniziare a spese nostre persino i rilievi – denuncia il primo cittadino di Las Plassas Ernesto Nocco – per giunta con i problemi di organico che Comuni come il nostro hanno da sempre. Questa è una zona che sta investendo sul turismo, dalla Giara alla reggia di Barumini. Come si fa a contraddire questa vocazione con un deposito di scorie. La Marmilla è un museo a cielo aperto, ne approfittano perché siamo in pochi”.
E se Las Plassas di abitanti ne ha 223, lo stesso discorso vale per Setzu, con cento residenti in meno. “Questo è un territorio storico per l’agricoltura ma ora il futuro è sempre più turistico – racconta preoccupato il sindaco Francesco Cotza – Noi stessi siamo impegnati per lo sviluppo del parco della Giara. Ora che senso ha realizzare un deposito che inevitabilmente muterebbe questo percorso?”.
Il sindaco di Mandas Umberto Oppus anticipa le mosse dell’assemblea. “Voteremo una mozione speculare a quella approvata dal Consiglio regionale – annuncia – Il nostro non è un no ideologico, ma motivato. Questa assemblea è importante: autonomie regionale e locali insieme per una stessa battaglia”.
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Governo: Mastella, i “responsabili” ci sono, Renzi traditore
Collegati a centrosinistra alle prossime elezioni con “Meglio Noi”
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13 gennaio 2021
13:29
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“Renzi è il primo responsabile, quando c’era il governo Lega-M5s e si rischiava di andare al voto lui con i suoi responsabili e il Pd si è ritrovato a fare un governo diverso”. Lo ha detto Clemente Mastella, sindaco di Benevento ed ex Guardasigilli, a 24 Mattino di Simone Spetia su Radio 24.

“Ora esistono dei responsabili che maturano le condizioni per andare avanti rispetto alla sua irresponsabilità che vengono considerati traditori, ma il primo traditore è stato lui”.
“Renzi è un piccolo Trump italiano, ha lo stesso tipo di atteggiamento. Come si fa in questo momento con i morti e la gente chiusa in casa ad aprire una crisi? E’ una irresponsabilità incredibile. Se fossi stato in Parlamento gli avrei fatto vedere i sorci verdi, o viola visto che è un fiorentino”. “I responsabili fanno un’azione politica, e aldilà di questo momento noi saremo responsabili anche successivamente e con degli amici avvieremo una iniziativa politica con cui ci presenteremo alle elezioni collegati al centro sinistra, si chiamerà “Meglio noi”, ovvero la mia generazione che ha fatto l’Italia, assistere a quello che sta succedendo è sconcertante “.
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Scuola: genitori occupanti Manzoni, noi solidali
Lettera a preside, Azzolina, Fontana e al sindaco Sala
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MILANO
13 gennaio 2021
13:59
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Sono solidali anzi “pienamente” solidali con i loro figli i genitori di alcuni studenti e studentesse del liceo Manzoni, di Milano che da ieri stanno facendo una “occupazione pacifica nel rispetto delle norme di sicurezza anticovid” per chiedere il ritorno alle lezioni in presenza.
Lo hanno scritto come Comitato genitori in una lettera alla preside Milena Mammani, agli organi scolastici e anche al ministro Lucia Azzolina, al governatore Attilio Fontana e al sindaco Giuseppe Sala.

“Siamo consapevoli che l’emergenza sanitaria tutt’ora non permetta abbassamenti della guardia” sottolineano ma ” condividiamo e facciamo nostro lo scoramento dei ragazzi, ai quali sono state fatte promesse mai mantenute”.
La DAD totale è stata un’ancora di salvezza all’inizio di questo viaggio. Ora è il sasso che fa affondare. Sosteniamo quindi la loro protesta – proseguono -, considerando fondamentale e non più procrastinabile la ripresa immediata, seppur graduale e regolamentata, delle lezioni in presenza”.
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Vaccini:Monti,senza dosi Lombardia ferma
Con 13 mila al giorno servono nuove forniture
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13 gennaio 2021
14:01
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La Lombardia, con una media di 13mila iniezioni al giorno, ha già superato quota 100mila vaccinazioni anticovid e senza l’arrivo di nuovi dosi dal governo, domenica la macchina sarà costretta a fermarsi. È questa la denuncia del presidente della Commissione Sanità al Pirellone, Emanuele Monti, a margine dell’audizione del responsabile del piano vaccinale della Lombardia, Giacomo Lucchini.

“È assurdo – ha spiegato Monti -. Con il ritmo attuale, se non verranno consegnate altre dosi da parte della struttura commissariale del governo, nella giornata di domenica la macchina sarà costretta a fermarsi. È bizzarro che il Governo si sottragga per l’ennesima volta alle proprie responsabilità e non invii le dosi sufficienti per far continuare la campagna vaccinale, specie nei territori più colpiti dalla pandemia”.
Monti ha inoltre definito “scandalosa” l’indicazione del commissario Arcuri di creare una scorta con il 30% delle dosi finora inviate, provvedimento che celerebbe l’incapacità nella gestione degli approvvigionamenti da parte del governo.
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Ok al Recovery Plan ma è scontro in Cdm
Prodi, Renzi come Bertinotti. Conte corre su ristori e dl Covid
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13 gennaio 2021
13:00
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Il Recovery Plan italiano c’è, il governo Conte-bis, fra una manciata d’ore, potrebbe non esserci più. Il Consiglio dei ministri notturno sul Piano di ripresa e resilienza certifica lo scontro totale tra il premier Giuseppe Conte e Matteo Renzi.
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“Se non ci sarà il Mes le ministre di Iv si asterranno”, annuncia l’ex premier in tv. E il piano passa infatti con l’astensione delle ministre Teresa Bellanova e Elena Bonetti. La conferenza stampa convocata da Renzi nel pomeriggio alla Camera potrebbe certificare l’addio di Iv al governo.
“Decidiamo in mattinata e poi lo comunicheremo alla stampa”, annuncia il senatore.
I margini di trattativa, dopo il Cdm, si assottigliano ulteriormente. Se nel pomeriggio fonti di maggioranza evocavano ancora la possibilità di un vertice tra i leader per una ricucitura e, prima di entrare a Palazzo Chigi, Vincenzo Spadafora vedeva ancora le “condizioni per gesti di responsabilità”, alla fine della riunione l’impressione è che non restino molti margini per ricompattare la maggioranza. Tanto che continuano a circolare voci e ‘conteggi’ sui possibili “responsabili” pronti a prendere il posto di Iv al Senato: si accredita l’uscita di 4 senatori dal gruppo di Renzi e ben 8 da Forza Italia.
E’ sul Mes intanto che si consuma l’ultimo scontro tra Iv, Conte e gli altri partiti alleati. Le ministre renziane definiscono “incomprensibile” la rinuncia al fondo salva-Stati, lamentano ritardi sulle urgenze del Paese e sui nuovi ristori.
“Il Mes non è compreso nel Next Generation, non è questa la sede per discutere il punto”, è la replica di Conte, che invita a “non speculare sul numero dei decessi in Italia per invocare l’attivazione del Mes”, con “un accostamento che offende la ragione e anche l’etica”.
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Subito dopo è Roberto Gualtieri a intervenire. “Il Mes non ha “nulla a che vedere con il programma Next Generation Eu” e anche se si decidesse di attivarlo, “non avremmo a disposizione risorse per investimenti aggiuntivi”, spiega il ministro dell’Economia. “Il Mes non c’entra, non c’è ragione per astenersi”, è il concetto che sottolineano a loro volta Francesco Boccia e Enzo Amendola. Mentre il ministro della Salute, Roberto Speranza, ricorda quano fatto per contrastare la pandemia, anche in termini di risorse. Il confronto viene descritto assai teso, lo strappo di Iv non rientra e le ministre si astengono. Ma Cdm terminato, Gualtieri esulta: “E’ stato un gran lavoro, più importante d’ogni polemica. Ora via al confronto in Parlamento e nella società”.
Fra poche ore, però, potrebbe essere la crisi di governo a dominare nella politica italiana. Non a caso Conte decide di correre e convoca un doppio Cdm, uno in serata sul nuovo dl anti-Covid (con lo stato di emergenza che potrebbe essere prorogato al 30 aprile), l’altro giovedì sul nuovo scostamento per i ristori di gennaio. Tentando così di mettere in cassaforte i provvedimenti più cruciali per il Paese in questo momento.
Poi, se le ministre di Iv si dimetteranno, per il premier si potrebbe davvero aprire la strada della conta e del sostegno dei Responsabili. “Sarà un governo Conte-Mastella e noi saremo all’opposizione o un esecutivo diverso”, attacca Renzi. “Ci sono delle forze che vogliono contribuire nel segno di un rapporto con l’Europa e penso che al momento opportuno queste forze possano palesarsi”, è la previsione ribadita da Goffredo Bettini, gran tessitore di questi giorni di pre-crisi. Mentre al premier, e al suo argine a un Conte-ter se Iv si sfilasse nelle prossime ore, una sponda arriva da Romano Prodi. “Conte ha fatto bene. A me sembra che Renzi abbia assolutamente lo stesso obiettivo di Bertinotti (nel Prodi I, ndr), cioè rompere”, spiega l’ex presidente del Consiglio. E il dado della crisi, ormai, sembra davvero tratto.
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Azzolina, vaccini per personale scuola è priorità
‘La scuola è àncora di sicurezza e di salvezza-. Dad non può sostituire presenza. Preoccupata per abbandono’
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14 gennaio 2021
10:46
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“La scuola è àncora di sicurezza per i nostri studenti e le nostre studentesse e aggiungo io, per molti di loro, è un’àncora di salvezza. Per questo ritengo che la didattica digitale, strumento utile per la gestione dell’emergenza e risorsa per la scuola del futuro, non possa comunque sostituire la didattica in presenza.
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I ragazzi hanno bisogno di recuperare quella dimensione di socialità indispensabile per la loro crescita. Desta preoccupazione anche l’aumento del fenomeno dell’abbandono scolastico”. Così la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina rispondendo al question time alla Camera.
“Per quanto riguarda i vaccini, è chiaro a tutti che la scuola sia un servizio pubblico essenziale. Sin dall’avvio del confronto sulla elaborazione del piano vaccinale ho chiesto e ottenuto di garantire priorità al personale scolastico. Auspico dunque che si proceda speditamente con la vaccinazione degli operatori sanitari e degli anziani, per arrivare subito alla scuola, partendo dal personale fragile e da chi ha una età più avanzata”, aggiunge.
“Spiace che gran parte delle Regioni abbiano posticipato il rientro in classe. Tutto ciò con il rischio di causare disorientamento, precarietà, insicurezza e povertà educativa. Rinnovo la mia disponibilità al dialogo, al confronto, con tutti gli attori istituzionali coinvolti, per il bene delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi. La scuola, lo ribadisco, è pronta e in grado di garantire ambienti controllati e con ridotte percentuali di rischio, come rilevato dai dati e dagli studi sui contagi forniti dalle autorità scientifiche”, prosegue Azzolina.
“La scuola è pronta per far sì che le aule si riempiano delle voci e degli sguardi degli alunni”, dichiara rispondendo al deputato Rossano Sasso della Lega. “Dobbiamo continuare a lavorare, stimolando tutti al rispetto degli impegni assunti, affinché trovi applicazione, prima possibile, quanto già il 23 dicembre hanno unanimemente condiviso Governo, Regioni e Province autonome, Province, Città metropolitane e Comuni: la ripresa in sicurezza per tutti e l’eventuale ulteriore sospensione o limitazione delle attività didattiche in presenza solo come misura residuale”, sottolinea la ministra.
Quali azioni il governo ha messo in campo per consentire la riapertura delle scuole. E’ su questa e altre domande, infatti,  che la ministra dell’Istruzone Lucia Azzolina risponde nell’Aula di Montecitorio durante il Question time.  In particolare la responsabile del Dicastero di Viale Trastevere dovrà pronunciarsi sull’interrogazione che le è stata rivolta dal deputato di Italia Viva Gabriele Toccafondi  circa le iniziative volte a garantire in maniera tempestiva ed in sicurezza la riapertura delle scuole, anche attraverso una campagna vaccinale straordinaria a favore del personale scolastico. Un’altra interrogazione alla ministra è stata presentata dal deputato Sasso della Lega sulla ripresa dell’attività scolastica “con particolare riferimento all’adozione di adeguate misure di sicurezza e di prevenzione dei contagi”. Ma anche il M5S, il Pd, FI ed esponenti del Gruppo Misto la sollecitano a parlare su come “rimediare ad eventuali disagi causati dal prolungamento della didattica a distanza in relazione all’emergenza sanitaria” e “sull’eventuale previsione di un recupero formativo o del prolungamento dell’anno scolastico”.
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Conte sale al Quirinale. Pd: ‘Noi siamo con il premier’
I Dem escludono che si possano trovare i Responsabili al Senato e paventano il voto anticipato a giugno
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14 gennaio 2021
16:40
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– Finisce il governo ‘Conte bis’. Non basta l’apertura di Giuseppe Conte a un “patto di legislatura”. Matteo Renzi annuncia le dimissioni delle ministre di Italia viva dal governo.
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Si apre una crisi di governo, che deve essere ancora ufficialmente formalizzata, dagli sbocchi ignoti. E si apre in modo inatteso, quando sembravano esserci tutte le condizioni per siglare la pace. A sera, aprendo il Consiglio dei ministri, il premier annuncia di aver informato il Quirinale e accettato il passo indietro di Teresa Bellanova ed Elena Bonetti. Le parole sono come pietre. Parla di “grave responsabilità” e “notevole danno al Paese” prodotto da un gesto che non può essere sminuito. Afferma di aver cercato “fino all’ultimo momento utile” il dialogo, ma il terreno è stato “disseminato di mine”.
“La maggioranza c’è quando sostiene un progetto di governo. Abbiamo ritenuto di uscire e di dare le dimissioni in modo inedito, perché pochi lasciano le poltrone, per ricostruire un progetto di governo per il Paese che sia utile e realizzabile”, ha detto la ministra dimissionaria per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti a Radio 24.
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“Le mie dimissioni sono lo spazio perchè questo tavolo per riprogettare il Paese, sempre rimandato, finalmente si apra. Non si può più rimandare, proprio perchè siamo in crisi bisogna agire, il tema non è Conte ma la risposta politica”. “Per noi l’utilizzo del Mes è dirimente per il Paese – ha spiegato – ed è dirimente per restare in maggioranza che ci siano le condizioni politiche sulla base delle quali l’utilizzo del Mes viene almeno discusso”.
“Quest’aula non è e non può essere indifferente a quanto sta succedendo”, ha detto il presidente della Camera Roberto Fico che, accogliendo la richiesta unanime di maggioranza ed opposizione, sospende i lavori dell’aula di Montecitorio ed annuncia la convocazione della conferenza dei capigruppo “per un percorso ordinato è responsabile”. Il presidente della Camera ha detto che contatterà il presidente del Consiglio Giuseppe Conte per riferirgli della richiesta avanzata dai gruppi parlamentari di venire a riferire in aula sulla situazione determinata dalle dimissioni dei ministri di Italia viva.
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– La conferenza dei capigruppo della Camera e del Senato. Convocate in mattinata sono poi state rinviate in attesa di acquisire da Palazzo Chigi il documento formale con le dimissioni dal governo da parte dei ministri di Italia Viva. Lo slittamento, hanno spiegato a Montecitorio, serve “per definire le modalità della parlamentarizzazione della situazione”. In ogni caso, è stato ribadito che l’esame della relazione sullo scostamento dal pareggio di bilancio si terrà comunque il prossimo 20 gennaio, trattandosi di un adempimento dovuto.
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– I commenti. I cosiddetti responsabili non ci sono, la maggioranza dopo lo strappo con Renzi non esiste più, quindi è reale il rischio di elezioni a giugno è l’analisi che in queste ore stanno facendo fonti qualificate del Pd dove si registra grande preoccupazione. Il Pd, spiegano le stesse fonti, non può andare dietro a rumors su sostegni alla maggioranza che al momento non si palesano. D’altro canto anche ricucire con Iv sembra una chimera perchè il M5S ha chiarito che con Matteo Renzi non ci parla più. Quindi senza volerlo, è l’analisi del Pd, la situazione sta rotolando verso le elezioni anticipate a giugno.
“Il Movimento deve solo mantenere la linea delle ultime 48 ore – ha scritto in un post su Fb l’esponente M5s Alessandro Di Battista – Renzi ha squittito per far fuori Conte e basta? Benissimo, Conte resta al suo posto. Renzi ha lasciato il governo? Benissimo, non ci entrerà mai più. Senza Se e senza Ma. Intanto queste sono le due condizioni che la forza politica che ha preso più voti nel 2018 (con una legge elettorale, lo ricordo, fatta ad hoc contro il M5S) mette sul piatto. E siamo compatti. Finalmente”.
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Ma intanto la ppolemica non si placa. Il vicesegretario del Pd Andrea Orlando continua ad attaccare Italia Viva definendola responsabile per quanto accaduto: “Con una crisi economica galoppante Iv si è assunta la responsabilità di provocare la crisi che getta il paese nell’incertezza e nella confusione. Avevamo detto che si sarebbe creata una situazione di confusione e un salto nel buio. I nostri appello non ascoltati e purtroppo questo è avvenuto”. E questo mentre i renziani non smettono di puntare il dito contro Conte. “C’è una crisi, due ministre si sono dimesse e il premier non vuole andare oggi al Colle e non vuole venire in Senato. C’è ancora una Costituzione in questo Paese o un DPCM l’ha cancellata? “, ironizza su Twitter il capogruppo Davide Faraone .
E intanto Luigi Di Maio lancia un appello ai ‘costruttori’ su Fb: “Il mio appello si rivolge dunque a tutti i costruttori europei che, come questo Governo, in Parlamento nutrono la volontà di dare all’Italia la sua opportunità di ripresa e di riscatto. Insieme, possiamo mantenere la via. Guardiamoci intorno e troveremo un Paese che chiede di essere ascoltato. Non possiamo permetterci di ignorarlo”.
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– Il vertice al Nazareno e il “no” al governo con il centrodestra: Anche il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri è giunto nella sede del Pd per il vertice sulla crisi di governo convocato dal segretario Nicola Zingaretti. Presenti i membri della segreteria, il vicesegretario Andrea Orlando, i capigruppo Graziano Delrio e Andrea Marcucci e i ministri.  “Abbiamo chiarito e dobbiamo ribadire che per noi è impensabile qualsiasi collaborazione di governo con la destra italiana, sovranista e nazionalista. Sarebbe un segnale incomprensibile. Le immagini di Washington ci dicono quanto pericolosa sia quella deriva. E’ sbagliato dopo la vittoria di Biden favorire scenari che ridanno fiato come è accaduto con la scelta di Renzi, agli alleati di Trump”, dice Zingaretti nel suo intervento alla riunione dell’ufficio politico del Pd. Quindi il monito di Graziano Delrio a parlamentarizzare la crisi: “Come gruppo dei democratici vogliamo che la crisi venga parlamentarizzata e che ci siano le comunicazioni”.  “C’è un dato che non può essere cancellato dalle nostre analisi. Ed è a questo punto l’inaffidabilità politica di Italia Viva. Che è un dato presente e che io credo, e questo dovremmo tenerlo in considerazione, per come è avvenuto mina la stabilità in qualsiasi scenario si possa immaginare un coinvolgimento e una nuova possibile ripartenza”, dice Zingaretti nel corso dell’ufficio politico del Pd.
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Intanto è stato annullato il question time al Senato, fissato oggi per le 15. Erano previste interrogazioni per i ministri della Giustizia Alfonso Bonafede, dell’Ambiente Sergio Costa e della Salute Roberto Speranza. La presidenza del Senato ha comunicato che “a seguito della Conferenza dei presidenti dei Gruppi” di oggi “lo svolgimento della seduta delle interrogazioni a risposta immediata ‘question time Senato’ programmata non avrà luogo”.
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– Bruxelles segue la crisi da vicino, ‘attuare il Recovery’. A Bruxelles la crisi politica italiana viene seguita da vicino. L’obiettivo resta l’attuazione del Recovery fund al più presto. È quanto si apprende nella capitale europea.
– Cominciano ad affacciarsi i ‘costruttori’. “Chi ha maggiori responsabilità è chiamato ad esercitarle fuoriuscendo dalla logica dei duellanti e tenendo fermo il richiamo del Presidente della Repubblica. Noi siamo tra i costruttori”, annunciano in una nota il segretario del Psi Enzo Maraio e il Senatore Riccardo Nencini che aggiungono: “Avessimo un centro destra a trazione berlusconiana, l’ideale sarebbe un esecutivo di rinascita da oggi a fine legislatura. Gettare le fondamenta della nuova Italia, come avvenne tra il 1944 e il 1947, per affidarsi poi alla sfida elettorale. Non è così, non con Salvini e Meloni che inneggiano a Trump e ritengono l’Europa un pericoloso accidente”.
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Sardegna:passa Piano casa,coste salve e scantinati abitabili
C.sinistra all’attacco, maggioranza non sempre compatta
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CAGLIARI
14 gennaio 2021
11:57
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Il nuovo Piano casa della Sardegna è legge e varrà sino al 31 dicembre 2023. I voti a favore sono stati 31, 19 i contrari e un astenuto.
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Il Consiglio regionale ha approvato il ddl 108 della Giunta alla settima seduta, dopo 140 ore di discussione. Tante novità, a partire dagli incrementi volumetrici fino al 50% negli alberghi oltre i 300 metri dal mare. Salva la fascia costiera: all’interno saranno consentite modifiche, con il sistema della demolizione-costruzione, ma senza aumento di cubature e comunque solo a beneficio delle strutture ricettive. Cambia volto anche l’agro: entro i mille metri dal mare potranno edificare solo gli agricoltori professionisti, purché titolari di un ettaro (prima erano necessari tre ettari); stesse condizioni per gli hobbisti, ma fuori dai mille metri.
Il dibattito in Aula è stato segnato da più di uno scontro tra gli schieramenti, in particolare sulle misure relative all’abitabilità dei seminterrati. Ma anche la maggioranza non è stata sempre compatta, andando sotto due volte. Il caso più eclatante riguarda l’approvazione di un emendamento del Pd che blinda anche la fascia dei 300 metri dalle zone umide: interessate tante aree della Sardegna, a partire da Olbia, Cagliari e Quartu. La legge evita il vuoto normativo che si è venuto a creare dopo la scadenza il 31 dicembre del precedente Piano casa. Le istanze proposte potranno essere ripresentate dopo l’entrata in vigore del ddl.
Secondo il capogruppo del Psd’Az Franco Mula “la legge del 2015 andava modificata per liberare una terra imbalsamata e che sta morendo, dalla quale i giovani stanno fuggendo”. Il capogruppo del Pd Gianfranco Ganau parla invece di una “deregulation urbanistica, negazione dell’urbanistica stessa, che guarda a interessi particolari e che sarà impugnata”. In maggioranza una voce fuori dal coro. Il leader dell’Udc Giorgio Oppi ha votato a favore, sottolienando però che si tratta di una legge “anomala che risponde anche a interessi particolari, noi ci battevamo per gli interessi generali”.
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Berlusconi in ospedale a Monaco, ‘esami di routine’
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14 gennaio 2021
16:31
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Silvio Berlusconi è stato ricoverato al Centro cardio toracico di Monaco, ospedale specializzato del Principato. A quanto si apprende, si tratta di esami di routine e il leader di Forza Italia tornerà a casa tra pochi giorni.
Berlusconi si trovava a Valbonne, la località vicino a Nizza dove ha trascorso anche gran parte del lockdown.

E’ stato Alberto Zangrillo, medico di fiducia di Silvio Berlusconi a decidere il suo ricovero a Monaco per “un problema cardiaco aritmologico”. “Lunedì – ha spiegato il professore – sono andato d’urgenza dove risiede temporaneamente il presidente, nel Sud della Francia, per un aggravamento” e “ho imposto il ricovero ospedaliero a Monaco perché non ho ritenuto prudente non affrontare il trasporto in Italia”.

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Conte prende tempo. Alla conta dei responsabili – IL PUNTO
M5s-Pd lo blindano,Renzi inaffidabile. Opposizione, si voti
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14 gennaio 2021
16:07
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Tempo. E’ la parola chiave di oggi nella crisi.
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Giuseppe Conte ne ha bisogno prima di salire al Quirinale non per dimettersi ma per dare garanzie e numeri sul nuovo gruppo parlamentare di responsabili che dovrebbe sostenerlo in Parlamento. Tempo che opposizione – ma oggi anche il Pd – negano chiedendo di parlamentarizzare immediatamente la crisi. Tempo che anche Mattarella pretende sia breve. Pd, M5s e Leu blindano il premier che chiude con Renzi, la cui “inaffidabilità politica” Nicola Zingaretti certifica davanti ai dem che però chiedono ai responsabili, se ci sono, di uscire allo scoperto. Clemente Mastella, che tira le fila dell’operazione con la consorte Sandra Lonardo, rassicura: “Non cerco i responsabili con il lanternino, ma ci sono. Come i vietcong. E per il sostegno a Conte prima eravamo a meno quattro, poi a meno tre, ora a meno due”. Anche il M5s, che stasera si riunisce in assemblea, con Luigi Di Maio dice “per sempre” no a Renzi e con Di Battista “mai più” ad esecutivi con Iv. Intanto, capigruppo di Camera e Senato si riuniscono, e l’opposizione – con Meloni, Salvini, Tajani, Lupi, Toti e Cesa – convoca un vertice dove ci si appella al Colle e si indica il voto come unica via praticabile. “Si vota in tutta Europa, la democrazia non si può rimandare all’infinito”, dice la Meloni. Iv, dopo lo strappo di ieri, con Faraone oggi si ribella: “Conte accetta le dimissioni di due ministre ma non vuole andare nè al Colle nè in Parlamento. Ma esiste ancora una Costituzione in questo Paese”. Ma Conte ora guarda solo la sabbia che scende nella clessidra della crisi: prenderà l’interim delle due ex ministre Iv, poi in cdm stasera chiuderà sullo scostamento di bilancio, che il Parlamento dovrà varare. Poi in un nuovo cdm il via al decreto Ristori. Due passaggi che gli faranno guadagnare il tempo necessario prima dell’informativa in Aula sulla crisi di governo. Almeno una settimana.
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Covid, Speranza: ‘Anticipare restrizioni per evitare ondata’. Ipotesi limitare il divieto di asporto solo a bevande
Toti: ‘Italia quasi tutta arancione da domenica’. Franceschini: ‘Ipotesi Dpcm musei aperti in zone gialle. Almeno per i giorni feriali, è un primo passo’
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14 gennaio 2021
16:44
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Riunione tra il Governo e le Regioni sulle misure restrittive che saranno contenute nel prossimo Dpcm. All’incontro, convocato dal ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, anche i rappresentanti di Anci e Upi.
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Presenti anche il ministro della Salute Roberto Speranza e il Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri. Parte della riunione è infatti dedicata all’integrazione del piano vaccini. Intanto in serata, il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto legge con le misure per il contrasto al Covid. Il decreto proroga anche lo stato d’emergenza fino al 30 aprile.
Il ministro Speranza nel suo intervento con le regioni ha sottolineato come “i dati europei siano in significativo peggioramento”, secondo quanto si apprende da fonti accreditate. “La situazione – ha aggiunto Speranza- non può essere sottovalutata. Lavoriamo insieme tempestivamente ad anticipare le restrizioni per evitare una nuova forte ondata”. L’introduzione della zona bianca è un “segnale per il futuro”. Nella zona bianca si entrerà in base ad una serie di condizioni: tre settimane di fila con un’incidenza sotto i 50 casi ogni 100mila abitanti, Rt sotto l’1 e rischio basso. Il ministro ha fatto una sintesi dei provvedimenti che entreranno in vigore dal 16: nuove soglie per l’ingresso nelle fasce – si va in zona arancione con RT 1 o con un rischio complessivo alto, si va in zona rossa con Rt 1.25 – divieto di spostamento tra le regioni anche gialle, con le deroghe già previste, proroga dello stato d’emergenza fino al 30 aprile, limite di due persone per andare a trovare a casa parenti o amici una volta al giorno.
La crisi “non ci impedirà di correre per garantire tempi rapidi” sui ristori: il decreto ha la “massima priorità” ma serve prima il nuovo scostamento di bilancio. Lo ha detto, secondo quanto si apprende, il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia nel corso della riunione con le regioni, sottolineando che si sta ragionando su ristori “specifici” per il settore dello sci e che sono confermati “interventi cospicui” su bar, ristoranti e su tutte le attività che verranno penalizzate dalle chiusure.
E’ necessario “innalzare l’ efficacia della campagna di vaccinazione”, garantendo sempre la “massima somministrazione possibile delle dosi consegnate (il 70%)” e, allo stesso tempo, un “30%” di stock “per le dosi di richiamo”. E’ quanto avrebbe detto il Commissario per l’Emergenza Domenico Arcuri nel corso della riunione con le Regioni, ribadendo che l’Italia è il paese che ad oggi sta vaccinando di più in Europa e sottolineando che si sta “stabilizzando il rapporto tra dosi consegnate e somministrate”. Arcuri ha poi ricordato che dal 20 gennaio arriverà nelle regioni il primo gruppo di medici e infermieri per la somministrazione.
VERSO IL NUOVO DPCM
SPOSTAMENTI – Il testo definitivo del decreto legge, secondo quanto avrebbe spiegato il ministro della Salute nel corso della riunione con le Regioni, prevede il divieto di spostamento tra le regioni sarà in vigore fino al 15 di febbraio e non fino al 5 marzo. Nella bozza che era entrata in Cdm gli spostamenti erano vietati dal 16 gennaio al 5 marzo, anche tra regioni gialle.
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MUSEI – Musei aperti in zona gialla nei giorni feriali. E’ l’ipotesi a cui il Governo sta lavorando con il nuovo Dpcm, secondo quanto annunciato dal ministro dei Beni culturali Dario Franceschini intervenendo al convegno online ‘More Museum’, organizzato dall’assessorato alla cultura del Comune di Firenze insieme a Muse e al museo Novecento. “Nel Dpcm che chiuderemo oggi – ha detto il ministro – proporrò che i musei riaprano nelle zone gialle almeno nei giorni feriali. E’ un servizio ai residenti. E’ un primo passo, un segnale di riapertura”.
LE ZONE – Stamani “in videoconferenza con i governatori il ministro Speranza ha annunciato il combinato disposto del decreto legge approvato ieri sera e del nuovo Dpcm, che sta per mettere in arancione praticamente tutta l’Italia a partire da domenica con i nuovi parametri”. Lo anticipa il presidente della Regione Liguria e vicepresidente della Conferenza delle Regioni, Giovanni Toti a Tg2 Italia su Rai 2. “Non credo che gli italiani possano restare con le loro attività chiuse, chiusi in casa e vedere un Governo che traccheggia nella speranza di trovare 7-8 voti al Senato”, commenta.
VACCINI – E una Piattaforma informativa nazionale, gestita dal commissario straordinario Domenico Arcuri, supporterà le Regioni che non dovessero farcela a gestire le operazioni di prenotazione, registrazione e certificazione dei vaccini anti-Covid. Lo prevede il Dpcm approvato nella notte dal Consiglio dei ministri. La struttura, indica il provvedimento, è istituita “al fine di dare piena, celere e trasparente attuazione al piano strategico dei vaccini”.
ASPORTO – Il divieto di vendita da asporto per i bar potrebbe essere limitato solo alle bevande e agli alcolici. E’ l’ipotesi, secondo quanto si apprende, emersa nel corso della riunione tra governo e Regioni dopo che diversi governatori hanno sollevato perplessità sulla misura. Il ministro Boccia, sempre secondo quanto si apprende, avrebbe ribadito la volontà del governo di mantenere la norma per evitare casi di movida ma avrebbe garantito che il governo recepirà le perplessità delle regioni e che palazzo Chigi e il Mise stanno valutando come limitare al massimo i divieti.
Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni ha sintetizzato l’esito del confronto odierno: “Positivo il lavoro che il Governo ha avviato allo scopo di garantire in modo tempestivo i necessari ristori alle categorie economiche colpite dalle restrizioni, come avevamo chiesto in questi giorni, e condividiamo i principi della nuova fase di campagna vaccinale che nelle prossime settimane riguarderà gli over 80. Resta però molto forte la preoccupazione da parte delle Regioni per il provvedimento di divieto di asporto per i bar dopo le 18”.
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Matteo Renzi annuncia dimissioni ministre IV e attacca il governo
L’emergenza non può tenere da sola in vita il governo
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13 gennaio 2021
19:39
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Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, annuncia, in una conferenza stampa alla Camera, le dimissioni della ‘sua’ delegazione dal governo: le ministre Teresa Bellanova ed Elena Bonetti e il sottosegretario Ivan Scalfarotto “così come annunciato in una lettera al premier Conte”. “E’ molto più difficile lasciare una poltrone che aggrapparsi allo status quo – afferma – noi viviamo una grande crisi poltica, stiamo discutendo dei pericoli legati alla pandemia.
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Davanti a questa crisi il senso di responsabilità è quello d risolvere i problemi, non nasconderli”.  “La crisi politica non è aperta da Italia Viva, è aperta da mesi”, aggiunge. “Nell’affermare fiducia incrollabile nel presidente della Repubblica e nel ruolo istituzionale che ricopre – osserva Renzi –  pensiamo che si debbano affrontare tre punti cardine”. “Il re è nudo. Risolviamo i problemi. Pensare di risolvere con un tweet, post o su instagram è populismo. La politica richiede il rispetto delle liturgie della democrazia. Poiché c’è la pandemia occorre rispettare le regole democratiche”, incalza. “Questo è il punto fondamentale: non giochiamo con le istituzioni, la democrazia non è un reality show dove si fanno le veline. Questo prevede la nostra costituzione che non è una storia su instagram”.
“Abbiamo chiesto tre questioni al premier. Il primo è di metodo: non consentiremo a nessuno di avere pieni poteri, abbiamo fatto un governo per non darli a Salvini”. Lo dice Matteo Renzi in conferenza stampa alla Camera attaccando “l’utilizzo in modo ridondante delle dirette tv, quello discutibile della delega ai servizi”. “C’è una drammatica emergenza da affrontare ma non può essere l’unico elemento che tiene in vita il governo. Rispondere alla pandemia significa avere desiderio e bisogno di sbloccare i cantieri e agire sulle politiche industriali”, prosegue. “Ci sarà un motivo se l’Italia è il Paese ha il maggior numero di morti e il Pil che crolla”.
“E’ evidente che non abbiamo il controllo – prosegue il senatore – al Senato abbiamo 18 persone incredibilmente libere. Per quello che noi sappiamo o c’è un progetto per un programma di fine legislatura, noi ci siamo. Se il tema è se si formano i gruppi di ‘responsabili’, fai pure presidente. A me non risulta ci siano alcuni dei nostri ma non grido allo scandalo, penso sia un’occasione persa”.
Lo sbocco della crisi? “Tocca al presidente del Consiglio, noi siamo pronti a discutere di tutto – risponde – non abbiamo nessuna pregiudiziale nè su formule nè su nomi”. “Non ci sono stati contatti con il presidente del Consiglio”, dichiara Renzi che assicura: “Non si vota ora, si vota nel 2023”. Per quanto riguarda le aperture fatte dal premier alle richieste di Italia Viva, renzi osserva: “Se c’è un’apertura politica vera, si misura in Parlamento non in un angolo di una piazza. Abbiamo fatto i tavoli politici, se vuoi fare un’apertura vera la fai sui contenuti”.
E’ stato creato “un vulnus nelle regole del gioco, delle regole democratiche”, dichiara criticando diversi aspetti dell’azione del premier Giuseppe Conte.
“Un grave errore fatto da pochi che pagheremo tutti”. Lo scrive su Twitter il vicesegretario Pd Andrea Orlando dopo l’annuncio delle dimissioni delle ministre Iv.
“Al posto di spendere ogni energia per uscire insieme dalla crisi sanitaria, economica e sociale, #Renzi preferisce aprire anche la crisi della serietà. Voltiamo pagina, per proteggere l’Italia. #crisidigoverno”. Lo scrive su twitter il vice presidente del Parlamento Ue ed esponente del M5S Fabio Massimo Castaldo.
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Moby Prince: Romano, avanti con nuova Commissione inchiesta
Dal presidente Fico sostegno e disponibilità
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13 gennaio 2021
17:42
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“La strage del Moby Prince non può restare senza verità: ce lo chiedono le 140 vittime, ce lo chiedono i trent’anni trascorsi da quel 10 aprile 1991, ce lo chiede l’assenza di una sentenza che stabilisca una volta per tutte le cause e le responsabilità di quella tragedia. L’ho sottolineato oggi al Presidente della Camera Roberto Fico, incontrato insieme al collega deputato del Pd Andrea Frailis che con me ha firmato la proposta di legge per istituire una nuova commissione d’inchiesta parlamentare che completi il lavoro della commissione avviata dal Senato nel corso della scorsa legislatura.
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È possibile proseguire quel lavoro, con una nuova commissione d’inchiesta parlamentare che questa volta sia promossa dalla Camera dei deputati. È necessario che le nostre istituzioni repubblicane, a partire dal Parlamento, facciano ogni sforzo per sanare una ferita inaccettabile per la storia e la coscienza civile della nostra nazione. Il Presidente Fico ha garantito la sua massima disponibilità a favorire questo percorso, che dovrà ovviamente vedere la collaborazione di tutti i gruppi parlamentari di maggioranza e di opposizione. Nelle prossime settimane incontreremo nuovamente il Presidente della Camera, questa volta insieme alle Associazioni dei familiari delle vittime della Moby Prince, per proseguire il lavoro rivolto alla riapertura della Commissione parlamentare d’inchiesta e in vista delle opportune iniziative commemorative che potranno e dovranno essere adottate in occasione del trentesimo anniversario della strage”. Lo scrive su facebook il deputato del Pd, Andrea Romano, che ha incontrato il Presidente della Camera Roberto Fico insieme al deputato Pd Frailis per parlare della commissione d’inchiesta sulla Moby Prince.
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Il premier Conte ricevuto al Quirinale, attesa conferenza stampa Iv
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13 gennaio 2021
15:37
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L’intervento del premier Conte:

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La Crisi corre, Conte non vuole dimettersi – IL PUNTO
Intanto il Pd dice no ai ‘responsabili’ anche se al Senato continua la caccia ai voti
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14 gennaio 2021
12:44
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“Confido che alla fine la politica prevalga”, “le mie dimissioni sono lo spazio perchè si apra finalemnte questo tavolo” di legislatura. Sono le parole con cui l’ex ministra Iv Elena Bonetti apre la giornata tentando di mettere un argine ad una crisi che ormai invece galoppa e affida alle decisioni dei partiti il suo esito finale. Che il Capo dello Stato Sergio Mattarella pretende sia rapido.
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Giuseppe Conte sembra orientato a non dimettersi e ad andare in Parlamento. E lì lo chiama oggi il presidente della Camera Roberto Fico, che accoglie la richiesta delle opposizioni sposata dalla maggioranza e chiosa: “Quest’aula non è e non può essere indifferente a quanto sta succedendo”. Convocate in mattinata le capigruppo di Camera e Senato, e alle 14 un vertice del centrodestra che invoca le dimissioni del premier, la parola va ai partiti.
Il M5s fa quadrato attorno a Conte ed esclude l’epilogo del voto. Il Pd vede invece il rischio concreto che la crisi finisca con il voto anticipato a giugno. Nicola Zingaretti riunisce i dem in mattinata e sembra voler sbarrare la strada ai cosiddetti responsabili: non ci sono, è l’analisi di queste ore.
Ma intanto la ricerca dei responsabili è in atto, con l’Udc pronto a cedere il simbolo per aggirare le nuove norme regolamentari sulla formazione di nuovi gruppi.Il Colle è stato chiaro: no a soluzioni “raccogliticce”. Alle 20 è convocato un nuovo cdm per lo scostamento di bilancio che il premier – pronto all’interim delle due ex ministre IV – dovrà poi portare in Parlamento conquistando tempo. Cinque sei giorni decisivi per Conte.
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Bonetti: ‘Politica è servizio, servirò Paese da aule’
Post su Facebook della ministra dimissionaria
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14 gennaio 2021
12:33
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“È stato un onore servire questo Paese nei palazzi romani delle istituzioni. Torno a farlo nelle aule universitarie milanesi.
La politica è servizio”. Lo scrive sul suo profilo Facebook la ministra dimissionaria per le pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti.
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L’opposizione vuole Conte in Parlamento e convoca un vertice
La forze del centrodestra si riuniscono nel pomeriggio per fare il punto sulla crisi di Governo con Meloni, Salvini, Tajani, Toti e Lupi.
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14 gennaio 2021
13:35
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Conte non può aspettare ancora, deve venire subito in Aula per una comunicazione sul suo governo. Serve un passaggio formale sennò non è rispettoso del Parlamento” .
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A lanciare l’appello al premier Conte di presentarsi subito alle Camere per spiegare cosa stia accadendo dopo lo strappo di Renzi è il capogruppo della Lega, Massimiliano Romeo, a “nome di tutto il centrodestra. L’opposizione infatti affila le armi e convoca un vertice alla Camera, nella Sala Salvadori,  per fare il punto sulla crisi. Tra i partecipanti Giorgia Meloni (Fdi), Matteo Salvini (Lega) e Antonio Tajani (Fi), Giovanni Toti (Cambiamo) e Maurizio Lupi (Nci).
Salvini e Meloni invocano il voto anticipato. “Diamo la parola agli italiani. Fidiamoci di loro. Meritano fiducia. Basta a maggioranze fatte con senatori trovati in giro di notte”, dichiara il leader della Lega Matteo Salvini che aggiunge: “Se Conte ha i numeri venga in Parlamento oggi stesso e si vada avanti, diversamente andiamo a votare”. Perché lui fa sapere di “essere pronto”: “Il centrodestra troverebbe numeri e progetti per un suo governo. Se mi dicessero provaci tu a tirar fuori il paese da questi problemi, noi saremmo pronti domani mattina con le donne e gli uomini e le idee per riprendere in mano l’Italia. Sono pronto, non mi tiro indietro”. Quindi sottolinea: “Tutto è nelle mani del presidente Mattarella, speriamo che ci aiuti a capire”.  “Nemmeno è caduto il governo Conte 2 e già si ipotizza un Conte-ter. Le inventeranno tutte per evitare, ancora una volta, di presentarsi al cospetto degli italiani in libere elezioni. È una menzogna che non si possa votare. Elezioni subito!” è invece il commento che scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.
“Non servono messaggi criptici: la sinistra dica che vuole fare”, insiste invece il vice presidente di Forza Italia Antonio Tajani replicando all’appello rivolto ai “costruttori europei” da Luigi Di Maio. “Ursula Von Der Leyen – ricorda – e’ popolare ed è stata sostenuta in modo da impedire Timmermans di essere eletto, dopo che i socialisti avevano perso le elezioni”.
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Governo, ecco i possibili scenari
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14 gennaio 2021
10:21
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Una soluzione della crisi “in tempi rapidi” è possibile e auspicabile. È quanto sarebbe emerso dall’assemblea dei parlamentari di Iv – presenti quasi tutti i deputati e senatori – con Matteo Renzi in videoconferenza, che in serata è durata poco più di due ore. Renzi avrebbe ribadito le strade aperte: un Conte ter, un esecutivo con la stessa maggioranza ma con un altro premier o un governo istituzionale. Qualsiasi sbocco, è il ragionamento, vedrà Iv tra i protagonisti.
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Renzi non avrebbe commentato le parole del premier in Cdm. In Iv ci sarebbe consapevolezza che Conte possa scegliere la conta in Aula e segnali che si possa andare in questa direzione, ma fonti renziane ribadiscono che sarebbero pronti ad affrontarla.
La tentazione dello showdown in Aula. Di raccontare al Paese l’azione del governo e la “contro-azione” di Italia Viva. Di uscire anche di scena, “ma a testa alta”. Giuseppe Conte, alle prese con la sua seconda crisi di governo in poco più di due anni, potrebbe adottare una linea non dissimile rispetto a quando fu Matteo Salvini a staccare la spina. La partita, questa volta, è però ancora più complicata. Matteo Renzi non ha chiuso tutte le porte al capo del governo ed è, tradizionalmente, un abile giocatore di poker, tanto che si ipotizza perfino un appoggio esterno di Iv al premier. Ma chi ha dimestichezza con “l’Avvocato del Popolo” si dice convinto che la linea della fiducia, tra Conte e il leader di Iv, si è ormai usurata.
Di fatto, il capo del governo è a un bivio. Per evitare lo showdown parlamentare e la sfiducia in Aula potrebbe rimettere il mandato e aprire ufficialmente un tavolo di maggioranza, come chiesto da Renzi, per dar vita eventualmente ad un Conte-ter. Ma se il premier non si fidava, figurarsi dopo una conferenza stampa che il leader di Iv ha improntato contro di lui e che ha tenuto dopo aver avuto zero contatti con Palazzi Chigi. E Conte non molla. Per ora non sale al Quirinale e si prende 24 ore per decidere come uscire dall’impasse.
Del resto, a far tornare Conte sui suoi passi rispetto alla linea dura sono stati tre fattori: il pressing del Pd a mantenere intatta la maggioranza attuale, i paletti del Colle a un nuovo governo con i Responsabili, l’incerto sostegno di una fetta del M5S, quella più delusa dal governo Conte-bis. Ma ora che Renzi ha aperto di fatto la crisi, le cose cambiano. E’, in primis, il fallimento di chi aveva cercato di mediare fino all’ultimo. Non a caso al Nazareno parlare di irritazione sarebbe troppo poco, per un Pd che, ancora in queste ore, guarda alla responsabilità di fronte ad un Paese in crisi e all’effetto domino che l’instabilità politica può avere nelle cancellerie mondiali. Tanto che, sui cellulari dei Dem, girano vorticosamente gli screenshot del racconto della crisi sul Financial Times.
La seconda conseguenza della mossa di Renzi è l’irrigidimento della posizione del premier. E il ritorno della suggestione Responsabili. E in maggioranza già si accenna una conta dei volenterosi: al Senato si parla di 4 “brunettiani” in uscita da FI, ai quali si aggiungerebbero i membri Maie e i tre dell’Udc (dove permangono i dubbi di una parte, tanto che Lorenzo Cesa riunisce per domani la segreteria). Secondo gli ultimi rumors un paio di senatori sarebbero in uscita da Cambiamo! e poi c’è Sandra Lonardo con Clemente Mastella tornato in trincea con l’idea di un nuovo partito: “i responsabili? Sono più di cinque…”, prevede. Alla Camera cinque ex M5S nel pomeriggio passano alla componente Centro Democratico del gruppo Misto e, da FI, parallelamente a Palazzo Madama, ci sarebbe più di un addio in direzione maggioranza.
E c’è un dato, inoltre, che non sfugge a Palazzo Chigi: se Conte, da premier in carica quale è tuttora, andasse in Aula a chiedere la verifica della fiducia nei suoi riguardi e quella fiducia la ottenesse, seppur con il sostegno dei “volenterosi”, il presidente della Repubblica potrebbe fare ben poco. Un sostegno che potrebbe andare bene anche al M5S che, in queste ore cruciali, sembra tornare a fare quadrato nella sua interezza attorno al premier. “Si va avanti con Conte”, sottolineano i big, da Alfonso Bonafede a Luigi Di Maio. Certo, la via dei responsabili resta un rischio, perché senza i numeri in Aula Conte non avrebbe più la possibilità di tornare a Palazzo Chigi e si aprirebbe, per l’Italia, la possibilità di un governo istituzionale. Con che premier? Qualcuno, nei palazzi romani, fa l’esempio di Romano Prodi, gran tessitore dei rapporti con l’Europa.
La scommessa di Renzi sta, d’altra parte, proprio nella difficoltà di fare un governo con i Responsabili e nell’impossibilità, che l’ex premier ripete a microfoni accesi e spenti, di tornare subito al voto. Per il leader di Iv gli scenari sono quattro: il Conte-ter dopo le dimissioni formali del premier e l’apertura di un tavolo sul programma; un nuovo governo con la medesima maggioranza e un premier che sia del Pd o perfino Luigi Di Maio; un premier istituzionale; un premier sostenuto dal centrodestra con Iv all’opposizione. Di certo, a Renzi, l’apertura “fatta in piazza” da Conte non è bastata. Frenetici sono stati i contatti tra l’ex premier e Dario Franceschini, che ha provato a mediare fino a pochi minuti prima della conferenza stampa. Fino alla fine, di fatto, del Conte-bis.
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Gualtieri, ci sarà passaggio parlamentare. Sconcerto dei partner europei
Da Renzi “irresponsabilità senza precedenti”. Gli italiani “solo oggi hanno perso 7,6 milioni di spread”
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14 gennaio 2021
16:58
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“Vengo da una riunione del comitato politico del mio partito, è chiaro che noi sosteniamo il presidente del Consiglio Conte, questi sono i paletti della nostra azione”. Loafferma il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri.
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“E’ inevitabile – dice Gualtieri – che ci sarà un passaggio parlamentare, è giusto che il Parlamento sia protagonista di questi passaggi dove il nostro lavoro sarà sempre mirato ad assicurare l’azione di governo necessaria al Paese in un momento così difficile”. “Solo oggi i cittadini italiani, per effetto dell’aumento dello spread, hanno perso 7,6 milioni”, avverte. “Il Pd non è disponibile ad aperture nei confronti di forze antieuropeiste e nazionaliste”, assicura il ministro che prosegue.: “Si è detto che si voleva il Mes per far risparmiare l’Italia, ma oggi sta accadendo l’opposto, mi sembra evidente che non era quella la ragione fondamentale…”. Poi nonostante la crisi in atto manifesta dell’ottimismo: “Per aiutare i cittadini in difficoltà abbiamo cercato di fare il meglio, siamo riusciti ad avere la fiducia dei mercati, il sostegno dell’Europa e l’Italia” ha potuto varare “una delle manovre tra le più massicce, che ci ha consentito di contenere” i danni del virus. “I dati economici che stiamo aggiornando, e li vedremo a brevissimo, dicono che siamo in grado di confermare la previsione e abbiamo perfino possibilità di fare leggermente meglio di quella fatta prima della seconda ondata”.
“Occorre proseguire il lavoro: stasera avremo un Consiglio dei ministri dove vareremo la richiesta di scostamento che il Parlamento dovrà approvare e che è necessario per il provvedimento economico indispensabile e urgente” dei nuovi ristori.
“L’apertura di una crisi in piena pandemia, nel momento in cui occorre varare provvedimenti di sostegno all’economia e si sta finalizzando un piano economico storico, è un atto di un irresponsabilità senza precedenti” dice ancora il ministro parlando di Renzi e di Italia Viva. Alla domanda se il Pd sia indisponibile a un patto di legislatura che includa Italia Viva, Gualtieri spiega che “nessuno ama le iperboli” ma aggiunge: “Abbiamo fatto davvero di tutto per realizzare questo patto, di tutto e di più, con grande pazienza abbiamo ascoltato le questioni, rivisto e migliorato il Recovery plan accogliendo proposte che venivano da tutti i partiti, anche Italia Viva, e dimostrato, da ultimo lo ha fatto il presidente del Consiglio ieri, totale apertura”. Apertura – ha proseguito – “che però dall’altra parte si è scontrata con una totale inaffidabilità. Mi sembra che la scelta sia compiuta, dobbiamo prendere atto che Italia Viva ha fatto una scelta incomprensibile ed è una forza totalmente inaffidabile. Dobbiamo dare una prospettiva a questo paese prendendo atto di quanto accaduto”.
“Una dannosa perdita di tempo” definisce Roberto Gualtieri, l’uscita di Italia Viva dalla maggioranza di governo. Poi si sofferma sui costi economici visti oggi in un’asta di titoli di Stato, “un effetto piccolo perché è un’asta piccola, ma ci dice che occorre anzitutto proseguire il lavoro indispensabile, che non può avere soste, di sostegno all’economia e contrasto alla pandemia”. Il ministro mette quindi  l’accento sulle reazioni “di sconcerto” dei partner internazionali ed europei: “Ci dicono, ma come, l’Italia si è battuta per ottenere dall’Europa il più grande piano europeo, un piano storico, ora deve tradurlo in pratica, e voi in questo momento vi mettete a fare una crisi di governo? Le responsabilità sono evidenti, prendiamo atto di questo”.
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Spread sale a 120 punti. Gualtieri, con crisi già persi 8 milioni
Asta di oggi è costata 7,6 milioni in più
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14 gennaio 2021
16:58
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Lo spread tra Btp e Bund sale fino a 120 punti base dopo la crisi innescata da Italia Viva. Nell’incertezza politica sul futuro del governo, il tasso di rendimento del decennale italiano è salito allo 0,65%.
La crisi ha un costo, ha spiegato il ministro dell’Economia Roberrto Gualtieri, pari già ora a quasi 8 milioni di euro.
Si è detto “che si voleva il Mes per fare risparmiare l’Italia, oggi sta accadendo l’opposto, mi sembra evidente che non era quella la ragione fondamentale”, ha detto rispondendo a una domanda sul Mes, uno dei temi posti da Italia Viva prima della dimissione delle ministre Bellanova e Bonetti. Nella sola asta di oggi per effetto dell’aumento dello spread “gli italiani – ha aggiunto – hanno perso quasi 8 milioni, 7,6”.
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Bonetti, noi fuori ma per ricostruire progetto Paese
Maggioranza c’è quando sostiene idea governo
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14 gennaio 2021
09:24
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“La maggioranza c’è quando sostiene un progetto di governo. Abbiamo ritenuto di uscire e di dare le dimissioni in modo inedito, perché pochi lasciano le poltrone, per ricostruire un progetto di governo per il Paese che sia utile e realizzabile”.
Lo ha detto la ministra dimissionaria per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti a Radio 24.
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“Le mie dimissioni sono lo spazio perchè questo tavolo per riprogettare il Paese, sempre rimandato, finalmente si apra. Non si può più rimandare, proprio perchè siamo in crisi bisogna agire, il tema non è Conte ma la risposta politica”.
Lo la detto la ministra dimissionaria per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti a Radio 24.
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Governo: Fico, Parlamento non insensibile a crisi
Stop aula e convocata capigruppo
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14 gennaio 2021
10:13
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“Quest’aula non è e non può essere indifferente a quanto sta succedendo”. Lo dice il presidente della Camera Roberto Fico che, accogliendo la richiesta unanime di maggioranza ed opposizione, sospende i lavori dell’aula di Montecitorio ed annuncia a breve la convocazione della conferenza dei capigruppo “per un percorso ordinato è responsabile”.
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Governo: Fico, sentirò Conte su intervento in Aula
A breve riunione capigruppo
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14 gennaio 2021
10:22
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Il presidente della Camera Roberto Fico ha detto che contatterà il presidente del Consiglio Giuseppe Conte per riferirgli della richiesta avanzata dai gruppi parlamentari di venire a riferire in aula sulla situazione determinata dalle dimissioni dei ministri di Italia viva. Fico ha sospeso l’aula e ha detto che convocherà a breve una riunione dei capigruppo.
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Crisi: alle 14 vertice del centrodestra alla Camera
Con Meloni, Salvini, Tajani, Toti e Lupi
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14 gennaio 2021
10:55
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Si terrà questo pomeriggio alle 14 alla Camera, nella Sala Salvadori, un vertice del centrodestra per fare un punto sulla situazione della crisi di governo. Tra i partecipanti Giorgia Meloni (Fdi), Matteo Salvini (Lega) e Antonio Tajani (Fi), Giovanni Toti (Cambiamo) e Maurizio Lupi (Nci).
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Governo: hashtag #AvantiConConte trend topic in poche ore
Ad usare l’hashtag anche ministri Pd e M5s
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14 gennaio 2021
10:58
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Boom dell’hashtag #AvantiConConte in queste ore sui social, dopo lo strappo di Matteo Renzi. Ieri sera l’hashtag in poche ore ha raggiunto la prima posizione tra i trend topic superando rapidamente i 13mila tweet e questa mattina era ancora al secondo posto della classifica.
L’hashtag è stato usato anche dai ministri Pd e M5S per sottolineare il loro supporto al premier Giuseppe Conte.
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Gdf al Ministero e Iss per acquisire carte piano pandemico
Nell’ambito dell’inchiesta della procura di Bergamo
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MILANO
14 gennaio 2021
11:02
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La Guardia di Finanza sta eseguendo una serie di acquisizioni in alcuni uffici del ministero della Salute. Le acquisizioni di documenti e atti relativi al piano pandemico rientrano nell’ambito dell’inchiesta della procura di Bergamo.
Gli uomini delle Fiamme gialle stanno raccogliendo documenti anche nella sede dell’Assessorato al welfare della Regione Lombardia.
La Gdf di Bergamo, oltre che negli uffici del Ministero della Salute all’Eur e Lungotevere, sta effettuando acquisizioni anche all’Istituto Superiore della Sanità a Roma. I militari, come si evince dall’ordine di esibizione firmato dai pm bergamaschi, si stanno facendo consegnare documentazione cartacea ed elettronica relativa al piano pandemico nazionale del 2017 e che si ritiene sia il copia-incolla di quello del 2006. Le Fiamme Gialle inoltre si trovano nelle sedi della Ats di Bergamo e dalla Asst di Bergamo est e in Regione Lombardia. Le indagini riguardano anche il piano pandemico regionale.
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Corte Ue,su radiazioni ionizzanti Italia è inadempiente
‘Non ha giustificazioni su ritardo direttiva Euratom’
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BRUXELLES
14 gennaio 2021
12:34
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La Corte di Giustizia Ue dichiara l’Italia inadempiente per non aver recepito, entro il termine stabilito dalla Commissione, la direttiva sulla protezione contro le radiazioni ionizzanti. Lo ha stabilito la Corte con una sentenza emessa oggi.

La Corte sottolinea che “non costituiscono valide giustificazioni quelle fatte valere dall’Italia circa le difficoltà incontrate nel recepire la direttiva” a causa dello scioglimento delle camere del Parlamento e delle elezioni anticipate.
Nel luglio 2019, l’esecutivo europeo, nell’ambito di una procedura d’infrazione contro l’Italia, aveva chiesto alla Corte europea di dichiarare che “il Paese è venuto meno agli obblighi”, stabiliti dal diritto dell’Unione, “per non avere né adottato né comunicato alla Commissione le disposizioni normative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi pienamente alla direttiva Euratom”, per la sicurezza e la protezione contro l’esposizione a radiazioni ionizzanti.
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Covid: Sassoli, cruciale impegno di tutti i Paesi Ue
Presidente Parlamento Ue riceve re Filippo del Belgio
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BRUXELLES
14 gennaio 2021
13:09
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“Abbiamo un anno cruciale davanti a noi, l’impegno del Belgio insieme a tutti i Paesi europei è essenziale nella lotta contro la pandemia”. Così su Twitter il presidente del Parlamento Ue, David Sassoli, dopo l’incontro con il re Filippo del Belgio.
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Governo:Zingaretti, Iv inaffidabile per qualsiasi scenario
Mina stabilità per nuova possibile ripartenza
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14 gennaio 2021
15:41
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“C’è un dato che non può essere cancellato dalle nostre analisi. Ed è a questo punto l’inaffidabilità politica di Italia Viva.
Che è un dato presente e che io credo, e questo dovremmo tenerlo in considerazione, comunque, per come avvenuto mina la stabilità in qualsiasi scenario si possa immaginare un coinvolgimento e una nuova possibile ripartenza”. Così Zingaretti nel corso dell’ufficio politico del Pd.
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Governo: Delrio (Pd), crisi sia parlamentarizzata
Ci siano le comunicazioni
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14 gennaio 2021
15:44
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“Come gruppo dei democratici vogliamo che la crisi venga parlamentarizzata e che ci siano le comunicazioni”. Lo ha detto capogruppo del PD alla Camera, Graziano delrio, a margine della conferenza dei capigruppo di Montecitorio.
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Franceschini, ricerca responsabili alla luce del sole
Dialogare con forze politiche con governo europeista
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14 gennaio 2021
16:14
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“Le maggioranze in un sistema non più bipolare si cercano e si costruiscono in Parlamento, è già avvenuto due volte in questa legislatura, e non c’è niente di male nel dialogare apertamente e alla luce del sole con forze politiche disponibili a sostenere un governo europeista in grado di gestire l’emergenza sanitaria, il recovery e di approvare una legge elettorale su base proporzionale”. Lo ha detto Dario Franceschini nel suo intervento all’ufficio politico del Pd in cui ha condiviso appieno la relazione di Zingaretti.
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Governo: M5s, piena fiducia a Conte, stop a Renzi
E’ quanto emerge da vertice Crimi con ministri 5 Stelle
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14 gennaio 2021
16:16
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Piena fiducia nel presidente Conte e nessuna possibilità di riavviare un confronto con Matteo Renzi.
A quanto si apprende da fonti M5s questi due punti sono emersi in modo netto nel corso della riunione tra il capo politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi e la delegazione M5s di governo.
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C.destra unito, Conte venga in Parlamento
Premier non può far finta di niente
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14 gennaio 2021
16:19
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“Non c’è più tempo per tatticismi o giochi di potere: il centrodestra unito, prima forza politica del Paese, aspetta da ieri che Giuseppe Conte venga in Parlamento a prendere atto di una crisi conclamata. L’Italia, il Parlamento e il Presidente della Repubblica meritano rispetto.
La situazione è drammatica: Conte non può far finta di niente”. Così la nota congiunta dei leader del centrodestra.
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Covid Scuola, dibattito sulla ripresa in presenza lunedì, il Lazio rafforza i trasporti
Utilizzati anche i bus turistici. la Lombardia pronta al rientro se non diventerà zona rossa ma Cremona chiede cautela. Studio Asl in Puglia: con la Did, calo drastico dei contagi
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14 gennaio 2021
16:42
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Se la Lombardia non diventerà zona rossa, lunedì in regione potrebbero riaprire le scuole superiori. Questo per effetto della sentenza del Tar che, accogliendo il ricorso del comitato ‘A scuola’, ha sospeso l’ordinanza che prevedeva la Dad al 100% fino al 24 gennaio, emanata dal governatore Attilio Fontana.
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Il tema della scuola è stato oggetto di un confronto questa mattina tra lo stesso presidente della Regione e il prefetto di Milano Renato Saccone, al quale ha partecipato anche il neo vicepresidente e assessore regionale al Welfare, Letizia Moratti. Fontana e Moratti – a quanto si apprende – hanno chiesto al Prefetto chiarimenti sui tempi tecnici per la riapertura, confermando la volontà di dare attuazione alla sentenza del Tar. A Saccone, inoltre, sono stati sottolineati i temi della riapertura delle scuole in sicurezza, del trasporto pubblico locale e dei servizi ausiliari legati alla ripresa, come ad esempio la vigilanza delle forze ordine sugli assembramenti in entrata e uscita.
Non si prevede a brevissimo un ritorno degli studenti delle superiori a lezione in presenza al 50% in Lombardia, nonostante la decisione del Tar che ha sospeso l’efficacia dell’ordinanza regionale che stabilisce lezioni solo a distanza fino al 24 gennaio.
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“Per il momento – ha spiegato Fabio Molinari, dirigente dell’ufficio scolastico di Sondrio e di Cremona – credo che le scuole superiori della nostra provincia non torneranno in presenza lunedì, salvo indicazione precise dal Dpcm o da organismi superiori dell’amministrazione”.
“In linea teorica – ha detto – le scuole potrebbero riprendere la didattica in presenza al 50%, tuttavia siamo alla vigilia di un nuovo Dpcm con decorrenza dal 15 gennaio. Quindi, mentre siamo in attesa di indicazioni, anche dall’ufficio scolastico regionale, credo che sia opportuno per ora attendere”.
In vista della riapertura di lunedì nel Lazio è stato potenziato il servizio dei trasporti pubblici.Lo ha spiegato l’Ufficio scolastico regionale in una comunicazione rivolta alle famiglie. “Tutte le aziende del trasporto pubblico locale hanno potenziato il servizio – si legge nella comunicazione – Cotral ha aggiunto 500 corse al giorno affittando “bus turistici” e altre ne ha aggiunte incrementando la frequenza dei passaggi dei propri mezzi; ATAC sta offrendo 1.500 corse in più al giorno; Astral, società della Regione Lazio, ha concluso una gara per 1.100 corse giornaliere in più. Le corse aggiuntive sono state inserite sulle tratte e negli orari che servono agli studenti”. Sui mezzi potranno essere occupati massimo la metà dei posti. “Giunti a questa soglia del 50% i mezzi di Cotral non accetteranno più passeggeri – viene sottolineato -.
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L’affollamento dei mezzi di ATAC sarà controllato da una squadra di verificatori”. “Tornare in presenza è importante per i nostri ragazzi: significa riacquistare la socialità sacrificata negli ultimi due mesi. Significa recuperare gli studenti più in difficoltà” viene sottolineato nella comunicazione.
Da quando la Regione Puglia ha disposto la sospensione delle lezioni in presenza, cioè da fine ottobre, c’è stata “una drastica riduzione dei casi di contagio nelle scuole”. E’ quanto emerge dalla analisi dei grafici realizzati dai tracciatori dell’Eic, Epidemic intelligence Center, centrale operativa della sorveglianza sanitaria del dipartimento di prevenzione della Asl Bari, attivo nel monitoraggio Covid nelle scuole. La curva dei contagi tra docenti e alunni degli istituiti di ogni ordine e grado, in provincia di Bari, ha subito una impennata tra il 19 ottobre e il 2 novembre, in concomitanza con l’avvio della seconda ondata. Il 26 ottobre la Regione Puglia ha poi emanato l’ordinanza di sospensione delle attività didattiche in presenza e nei dieci giorni successivi alla chiusura delle scuole, che è in media il periodo di incubazione del virus, la curva dei contagi sia tra docenti che alunni ha cominciato a scendere in maniera significativa.
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Covid: Zaia, 14/o giorno di calo
Zaia, dosi Moderna agli over 80
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VENEZIA
14 gennaio 2021
13:48
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“Siamo al 14/o giorno di calo”. Lo afferma il Presidente del Veneto Luca Zaia.
Nelle ultime 24 ore, ricorda, “abbiamo 128 ricoverati in meno, anche se il numero dei morti sono 101 in più”. Zaia ha inoltre annunciato il Veneto dedicherà la partita di dosi del vaccino Moderna – la prima fornitura è giunta ieri – agli over 80. “Con Pfizer, Moderna e AstraZeneca che sarà valutato dall’Ema il 29 gennaio, – ha detto – pensiamo di chiudere la partita vaccinale per giugno”.
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Covid: Valle d’Aosta in bilico tra zona gialla e arancione
Riguardo a misure restrittive per prossime settimane
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AOSTA
14 gennaio 2021
12:17
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Nell’ambito dell’emergenza Covid la Valle d’Aosta a metà gennaio si trova sul filo tra la zona ‘gialla’ e la zona ‘arancione’. L’indice Rt della regione alpina è intorno all’1.0 e pertanto anche pochi decimali di differenza possono determinare quali misure restrittive verranno adottate nelle prossime settimane.
La decisione verrà comunicata venerdì in base alle ultime rilevazioni. La differenza sostanziale tra le due zone riguarda principalmente l’apertura di bar e ristoranti.
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Covid: sindaco Messina, pronto a dimettermi
“Contro di me attacchi e minacce da poteri forti”
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MESSINA
14 gennaio 2021
08:12
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“Non sono arrabbiato ed amareggiato per la reazione di una parte di cittadini ed imprenditori ormai disperati per l’aumento degli effetti pandemici. Sono invece indignato per l’omertà della classe politica per gli attacchi, minacce e strumentalizzazioni che ho subito in questi ultimi tre giorni dai poteri forti che hanno approfittato della disperazione della gente per farmi fuori con l’ausilio di quelle sigle sindacati che ormai hanno dovuto smettere di usare il comune di Messina e le sue partecipate come un bancomat”.
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Lo afferma in una nota il sindaco di Messina, Cateno De Luca. aggiungendo di essere pronto a dimettersi.
“Il Presidente della regione siciliana Nello Musumeci ed il suo assessore alla sanità Ruggero Razza – prosegue De Luca – hanno avallato e sostenuto questa strategia nel miei confronti perché ho chiesto la testa del loro uomo di fiducia Paolo La Paglia, direttore generale dell’Asp di Messina”.
“Nessuno parla e tutti tacciano. Io sto rischiando la mia vita perché non ho accettato la logica mafiosa dell’omertà e della complicità. Le mie dimissioni da sindaco di Messina – sostiene De Luca – sono pronte perchè da autentico uomo delle istituzioni non posso convivere con altre istituzioni che stanno agendo con la logica mafiosa e stano uccidendo Messina lasciando i loro servi sciocchi al comando dell’Asp”.
“Perchè – conclude il sindaco – nessuno si indigna al cospetto di queste vicende da me denunciate pubblicamente e all’autorità giudiziaria?”.
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Scuola: Tar Lombardia accoglie ricorso contro ordinanza
Comitato ‘A scuola’, ora superiori potranno andare in presenza
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MILANO
13 gennaio 2021
20:24
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“Il Tar accoglie la nostra richiesta, respinge l’ordinanza, le scuole possono riaprire”: così un portavoce del comitato ‘A scuola!’ annuncia che il Tar lombardo ha accolto il loro ricorso contro l’Ordinanza lombarda dell’8 gennaio che aveva disposto la Dad al 100% per tutte le scuole secondarie fino al 25 gennaio.
“Le scuole possono riaprire, ovviamente non già domani perché è troppo tardi – spiega il portavoce del comitato – per organizzarsi”.
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13 gennaio 2021
18:19
RENZI, ANNUNCIAMO DIMISSIONI BELLANOVA-BONETTI.
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Azzolina, aumentano analfabetismo e Neet,per questo mi batto
7 miliardi mobilitati in un anno per la scuola
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13 gennaio 2021
16:19
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“Già prima della pandemia destava preoccupazione il tasso di dispersione scolastica nel nostro Paese. Oggi aumentano i segnali di allarme sociale e mi riferisco al fenomeno dei Neet e dell’analfabetismo funzionale.

Anche per questo mi batto per il rientro a scuola in presenza il prima possibile: senza scuola non c’è crescita; si accentua sempre più l’abbandono scolastico; aumentano le forme di disuguaglianza e di divario che è nostro preciso dovere contrastare”. Così la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina rispondendo all’on Vacca. Oltre 7 miliardi per la scuola sono stati mobilitati in 1 anno.
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Scuola: Azzolina, chiederò altre risorse per recuperi
‘Oltre a fondi Ristori e L. Bilancio per ridurre gap formativi’
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13 gennaio 2021
16:17
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“E’ condivisibile la preoccupazione per la quale la sospensione della didattica in presenza, nonostante gli investimenti del Governo e l’encomiabile impegno quotidiano di tutto il personale scolastico, possa determinare un impoverimento degli apprendimenti. Questo si configura come un problema di particolare serietà, con ricadute non solo sulla vita del singolo studente ma, più in generale, sul futuro del nostro Paese”.
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Lo ha detto la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina rispondendo all’on Piccoli Nardelli in question time alla Camera.
“Il Ministero ha posto e pone tutta la necessaria attenzione”, ha assicurato la ministra Azzolina, secondo la quale “per conoscere l’effettivo impatto della “perdita degli apprendimenti” prodotta dalle conseguenze della pandemia ed intervenire in modo mirato”, è necessario “disporre di dati e analisi sugli apprendimenti degli studenti. Solo così è possibile intraprendere un processo di analisi e la pianificazione di azioni di contenimento dei probabili effetti negativi determinati dalla pandemia”.
La ministra ha assicurato che il Ministero sta lavorando con le istituzioni scolastiche, “rilevando anche gli effetti del fenomeno della dispersione scolastica, che rischia concretamente di acuirsi durante l’emergenza che il Paese sta attraversando”.
E’ stato individuato uno specifico strumento da utilizzare in presenza di una o più insufficienze: il Piano di apprendimento individualizzato (PAI). Proprio attraverso il PAI il consiglio di classe individua, per ciascuna disciplina in cui sono state manifestate carenze, gli obiettivi di apprendimento da conseguire, nonché specifiche strategie per il miglioramento dei livelli di apprendimento. “Bisogna agire subito. Per questo, oltre alle risorse da ultimo stanziate nel “decreto ristori” e nella recente legge di bilancio per il miglioramento formativo e didattico, chiederò “ulteriori ristori formativi” per potenziare gli strumenti ricordati e per realizzare, anche con riferimento al primo ciclo di istruzione, iniziative di integrazione, recupero e sostegno degli apprendimenti, finalizzate alla riduzione del gap formativo derivante dal prolungato ricorso all’attività didattica a distanza”, ha concluso Azzolina.
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Covid: gestori impianti sci, rischio reale stop stagione
Appello al governo, studi attentamente i ristori per il settore
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13 gennaio 2021
14:06
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“Il rischio che salti l’intera stagione è più che mai reale, purtroppo”. A dirlo è Valeria Ghezzi, presidente dell’Anef, associazione nazionale che riunisce i gestori funiviari.
“E questa è una vera tragedia perché per noi c’è anche il dopo – aggiunge -. La nostra ripartenza sarà solo il prossimo Natale. Si tratta di una débacle senza precedenti, non solo per noi ma per tutti i lavoratori”. “Lanciamo un appello al governo affinché pensi ai ristori di questo settore così particolare”, continua Ghezzi.
“Gli impianti a fune – sottolinea – sono un settore che comincia a lavorare ad aprile-maggio in vista della stagione che parte a dicembre. Abbiamo quindi lavorato otto mesi con delle spese. Parliamo di aree che si sviluppano su tanti ettari. Noi continuiamo a spendere tutt’ora. Queste sono considerazioni da valutare da parte del governo, così come hanno fatto Oltralpe, dalla Francia all’Austria”.
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Le Regioni di montagna: servono 4-5 miliardi per i ristori dello sci
‘Lo stop degli impianti ha generato perdite per 11-12 miliardi’
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AOSTA
13 gennaio 2021
16:41
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La chiusura dello sci ha generato una perdita complessiva di 11-12 miliardi di euro all’economia di montagna che ora ha bisogno di almeno 4-5 miliardi di ristori. E’ questa la prima stima fatta dalla Regioni, secondo quanto ha riferito oggi il vice presidente della Valle d’Aosta e assessore allo sci Luigi Bertschy.
“Come Regioni di montagna abbiamo presentato i primi dati allo Stato: il comparto montagna in questo periodo ci ha rimesso almeno 11-12 miliardi, questo significa che per un intervento minimo di recupero delle perdite delle società servono 4-5 miliardi”, ha riferito Bertschy in Consiglio regionale.
“Il rischio che salti l’intera stagione è più che mai reale, purtroppo”. A dirlo è Valeria Ghezzi, presidente dell’Anef, associazione nazionale che riunisce i gestori funiviari. “E questa è una vera tragedia perché per noi c’è anche il dopo – aggiunge -. La nostra ripartenza sarà solo il prossimo Natale. Si tratta di una débacle senza precedenti, non solo per noi ma per tutti i lavoratori”
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Conte a operai Whirlpool: ‘Una crisi ora sarebbe incomprensibile’
La delegazione degli operai Whirlpool, accompagnata da Bersani e Scotto, aveva chiesto di non fare ‘giochi di Palazzo’ in un momento così delicato per la vita del Paese
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13 gennaio 2021
15:38
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Una crisi di governo in questo momento sarebbe “incomprensibile”. E’ quanto ha sottolineato, a quanto si apprende, il premier Giuseppe Conte incontrando il gruppo di lavoratori della Whirlpool giunti a Palazzo Chigi per consegnare il calendario “Sulla nostra pelle”.
Nel corso dell’incontro la delegazione ha sottolineato al capo del governo come una crisi, in questo momento, sia insostenibile per il Paese.
“Abbiamo detto al presidente del Consiglio che in questo momento per la nazione è importante non avviare nessuna crisi di governo. Significherebbe lasciare appesi centinaia e centinaia di famiglie in vertenze come la nostra. Una nazione intera non può dipendere da giochi di palazzo”. Lo sottolinea la delegazione di operai Whirlpool – accompagnata dagli esponenti di Leu Pier Luigi Bersani e Arturo Scotto – uscendo da Palazzo Chigi.
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Cambio al vertice dell’Arma dei Carabinieri, Luzi prende il posto di Nistri – la cerimonia dell”avvicendamento
In programma venerdì 16 gennaio alle 10,30
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14 gennaio 2021
16:51
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La cerimonia di avvicendamento del Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri: Teo Luzi darà il cambio a Giovanni Nistri:

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‘Faccetta nera’ alla radio: Lega dura su Donazzan
Capogruppo Pan, doveva evitare, troppa leggerezza
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VENEZIA
14 gennaio 2021
17:17
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Non è ancora chiusa, almeno nelle aule della politica veneta, la polemica sull’assessore Elena Donazzan (Fdi), finita nel mirino per aver cantato alla ‘Zanzara’ su Radio24 ‘Faccetta nera’.
Oggi, dopo che Donazzan, in vista della seduta del Consiglio di martedì 19 gennaio -, che ha il caso nell’ordine del giorno -, aveva inoltrato una lettera con scuse e spiegazioni dal suo personale punto di vista, è stata la Lega, con il capogruppo Giuseppe Pan, ad usare parola dure verso l’esponente della giunta.
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“Bene le scuse di Donazzan – ha detto Pan -, ma non possiamo accettare che un assessore e un rappresentante delle istituzioni affronti temi così delicati con una tale leggerezza”.
“Indubbiamente l’assessore Donazzan – ha aggiunto – avrebbe potuto evitare di fare quelle esternazioni, anche per rispetto dell’incarico e delle istituzioni che rappresenta. Le scuse della interessata hanno cercato di rimediare a quanto accaduto.
Come Lega, però, condanniamo fermamente qualsiasi revisionismo.
Si tratta di un pensiero che decisamente non ci appartiene.
Continuare a parlare oggi di fascismo e comunismo, come entità contrapposte e totalizzanti, è di fatto anacronistico. Non possiamo però dimenticare ciò che è stato. Non è corretto nei confronti di tanti che hanno subito sulla propria pelle gli orrori del fascismo”.
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Covid: Lavevaz, Consulta non ha colto nostro intento
‘Volevamo calare in nostra realtà norme nazionali’
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AOSTA
14 gennaio 2021
17:41
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“E’ un passaggio senza precedenti, credo che la Consulta non abbia colto pienamente quello che era l’intento politico contenuto in questa legge”. Così il presidente della Regione Valle d’Aosta, Erik Lavevaz, ha commentato la decisione della Corte costituzionale di sospendere la legge regionale valdostana sulle aperture in deroga alle norme nazionali.
“La nostra – ha aggiunto – non è nient’altro che una cornice normativa che ci permetteva di calare sulla nostra realtà territoriale e sul nostro tessuto economico e sociale le norme nazionali”.
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Conte,crisi in Aula.Caccia a responsabili
Mattarella riceve premier e prende atto. C.destra all’attacco
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14 gennaio 2021
17:56
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Il premier Giuseppe Conte sale per il secondo giorno consecutivo al Quirinale, prende l’interim del ministero delle Politiche Agricole, lasciato da Teresa Bellanova, e assicura al presidente della Repubblica Sergio Mattarella la volontà di parlamentarizzare la crisi come chiesto a gran voce dall’opposizione ma anche dalla maggioranza. Già lunedì, secondo le ipotesi, il premier potrebbe fare comunicazioni alla Camera e martedì al Senato.
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Ma non è ancora scontato che Conte vada alla conta. Grandi manovre sono in corso soprattutto al Senato, dove i 18 senatori Iv erano determinanti, per mettere in piedi l’operazione ‘responsabili’ che stabilizzi la maggioranza. Secondo quanto si apprende, un gruppo pronto a votare la fiducia si aggregherebbe intorno al Maie, il movimento degli italiani all’estero, e un altro polo sarebbe centrista. Dalla maggioranza trapela ottimismo sull’esistenza di una maggioranza alternativa dopo la rottura di Matteo Renzi.
Ormai i rapporti con Iv sembrano definitivamente rotti. E anche il Pd che stamattina aveva avvertito sul rischio elezioni, apre la porta ad una nuova maggioranza con Conte. “Nel passato – chiarisce il capodelegazione dem Dario Franceschini – il termine responsabili indicava una negatività, non è più così. Siamo in un sistema parlamentare in cui le maggioranze di governo si cercano in Parlamento, apertamente, alla luce del sole e senza vergognarsene. E così sarà anche questa volta”.
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Scuola: in Lombardia superiori in classe da lunedì
Lettera al Tar di prefetto Milano e direttore ufficio scolastico
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14 gennaio 2021
17:42
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In Lombardia i ragazzi delle superiori potranno tornare (parzialmente) in classe da lunedì prossimo. Il prefetto di Milano Renato Saccone e la direttrice dell’Ufficio scolastico regionale Augusta Celada hanno inviato una lettera al presidente del Tar della Lombardia spiegando che questi sono i “tempi minimi insopprimibili” per dare attuazione al decreto con cui il Tribunale ha sospeso l’ordinanza regionale che imponeva fino al 24 gennaio la didattica a distanza al 100%.

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DALLE 18:05 DI LUNEDì 11 GENNAIO 2021

ALLE 06:12 DI MERCOLEDì 13 GENNAIO 2021

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Azzolina, chiederò ristori per la scuola
Non si può pensare di recuperare in estate
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11 gennaio 2021
18:05
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“Non credo si possa pensare di recuperare d’estate: bisogna recuperare oggi. E’ più facile chiudere la scuola perchè la scuola non ha bisogno di ristori.

Sarò io oggi a chiedere i ristori formativi: ci sono anche bambini della scuola primaria che sono andati a scuola meno ma so bene che vengono da 3 mesi di dad dell’anno precedente.
Chiederò ristori formativi per fare apprendimenti potenziati anche nel pomeriggio, per fare educazione all’affettività e incrementare l’aiuto psicologico: ora bisogna intervenire non di certo in estate”. Così la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina a Uno Mattina.
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Governo: Di Maio, siamo vaccinati alle crisi
Non mi interessa ruolo vicepremier
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12 gennaio 2021
09:53
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“Io il vice premier l’ho già fatto, conosco il valore di quella carica. La si sta descrivendo come la panacea di tutti i mali ma non è così.
Ho rifiutato due volte di fare il presidente del Consiglio. In questo momento non ci interessano i giochi di Palazzo, stiamo pensando agli italiani”.
Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ad Agorà su Raitre. “Siamo vaccinati alle crisi”, ha detto ancora.
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Governo:Faraone,ok Iv a Recovery poi valuteremo che fare
Speriamo di fare battaglia per Mes dentro maggioranza
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12 gennaio 2021
09:54
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“Noi speriamo di fare la battaglia per il Mes dalla maggioranza, se non ci saranno le condizioni andremo serenamente all’opposizione. Le nostre ministre saranno stasera in Cdm” ma “non saremo responsabili di nessun ritardo sul Recovery plan, lo stiamo studiando, lo voteremo, lo sosterremo e lo miglioreremo, un minuto dopo valuteremo il da farsi”.
Lo ha detto, intervistato ad Agorà su Rai Tre, Davide Faraone di Italia Viva.
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Di Maio, Draghi usato come oggetto contundente contro Conte
‘Non merita di finire nel dibattito per accoppare un politico’
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12 gennaio 2021
09:55
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“Si cita Mario Draghi sempre quando il governo è in fibrillazione e quindi viene utilizzato a volte come oggetto contundente contro Conte o contro altri”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ad Agorà su Raitre.

“Il presidente Mario Draghi non merita di finire nel dibattito solo quando c’è da accoppare qualche politico”, ha detto ancora.
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Crimi, se Renzi ritira ministri no a nuovo governo con Iv
“Non si può abbattere casa, sorridere e dire che va tutto bene”
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12 gennaio 2021
10:10
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“Se Renzi si rende colpevole del ritiro dei suoi ministri, con lui e Italia Viva non potrà esserci un altro governo. Esiste un limite a tutto.
Se ora, nelle condizioni in cui siamo, qualcuno si chiama fuori e saluta la compagnia, per noi è fuori e resta fuori definitivamente”. Lo sottolinea il capo politico M5S Vito Crimi rispondendo a chi gli chiede della possibilità anche di un Conte-ter in caso di crisi. “Non si può abbattere la casa e poi fare un sorriso e dire che va tutto bene”, aggiunge il senatore del Movimento.
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Violenza sessuale:patrocinio gratuito anche per ‘abbienti’
Decisione della Consulta, agevolare denuncia di tali reati
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12 gennaio 2021
11:21
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Anche le persone con un reddito superiore ai 10 mila euro hanno diritto al patrocinio a spese dello Stato nei casi di violenza sessuale. A stabilirlo è una sentenza della Corte Costituzionale che ritiene “non fondata la questione di legittimità costituzionale” dell’articolo 4-ter del ‘Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia’ che prevede proprio l’automatica ammissione al patrocinio gratuito della persona offesa dai reati “anche in deroga ai limiti di reddito previsti dal presente decreto”, cioè 10.628,16 euro.
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Nella sentenza del 3 dicembre scorso, pubblicata l’11 gennaio 2021, la Consulta spiega che “è evidente che la ratio della disciplina in esame è rinvenibile in una precisa scelta di indirizzo politico-criminale che ha l’obiettivo di offrire un concreto sostegno alla persona offesa, la cui vulnerabilità è accentuata dalla particolare natura dei reati di cui è vittima, e a incoraggiarla a denunciare e a partecipare attivamente al percorso di emersione della verità. Valutazione che appare del tutto ragionevole e frutto di un non arbitrario esercizio della propria discrezionalità da parte del legislatore”. A queste argomentazioni, aggiunge la Corte Suprema, “va aggiunta la considerazione che nel nostro ordinamento sono presenti altre ipotesi in cui il legislatore ha previsto l’ammissione a tale beneficio a prescindere dalla situazione di non abbienza”.
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Regioni a Governo, turismo invernale rischia non rialzarsi
Subito misure immediate e proporzionate per imprese e lavoratori
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TORINO
12 gennaio 2021
11:32
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Il comparto turistico invernale “soffre oggi alcuni miliardi di mancato fatturato e che rischia, a crisi epidemica finita, di non avere più la forza di rialzarsi. Per questo è necessario mettere in campo misure immediate e proporzionate per le imprese e per i lavoratori stagionali”.
Lo ribadiscono le Regioni, che di fronte all’annunciata ipotesi di un nuovo rinvio dell’apertura degli impianti di risalita, si dicono disponibili da subito nella collaborazione istituzionale per trovare una soluzione condivisa e immediata.   PIEMONTE   ECONOMIA   VAI ALLA CRONACA   VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO   VAI ALLA TECNOLOGIA

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Covid: Papa, emerse carenze sanità,non sempre garantite cure
‘Una società è umana se sa prendersi cura dei più fragili’
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CITTA DEL VATICANO
12 gennaio 2021
12:14
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“L’attuale pandemia ha fatto emergere tante inadeguatezze dei sistemi sanitari e carenze nell’assistenza alle persone malate. Agli anziani, ai più deboli e vulnerabili non sempre è garantito l’accesso alle cure, e non sempre lo è in maniera equa”.
Lo sottolinea il Papa nel Messaggio per la Giornata Mondiale del Malato che si celebrerà l’11 febbraio. “Questo dipende dalle scelte politiche, dal modo di amministrare le risorse e dall’impegno di coloro che rivestono ruoli di responsabilità. Investire risorse nella cura e nell’assistenza delle persone malate – ha aggiunto – è una priorità legata al principio che la salute è un bene comune primario”.
Il Papa chiede anche un “patto” che metta al centro “la dignità del malato” e lancia un appello perché nessuno sia lasciato senza cure. “Una società è tanto più umana – sottolinea Francesco – quanto più sa prendersi cura dei suoi membri fragili e sofferenti, e sa farlo con efficienza animata da amore fraterno. Tendiamo a questa meta e facciamo in modo che nessuno resti da solo, che nessuno si senta escluso e abbandonato”.
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M5S: ‘assediamo traditori’, un denunciato per volantini
Nel Torinese per diffamazione aggravata e istigazione delinquere
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TORINO
12 gennaio 2021
12:18
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I carabinieri del Comando provinciale di Torino hanno denunciato un italiano di 52 anni per i volantini affissi nel torinese lo scorso 29 dicembre dal titolo “Assediamo i traditori a ‘5stelle'”. Nei manifesti veniva criticato il movimento politico per aver disatteso le aspettative dei suoi elettori e in particolare per non aver impedito il blocco dei lavori della Tav e l’approvazione del Mes e venivano promossi presidi sotto le abitazioni dei parlamentari con tanto di nomi e indirizzi.
E’ accusato di diffamazione aggravata e istigazione a delinquere.
Nell’abitazione dell’uomo denunciato i carabinieri hanno trovato 75 volantini pronti per l’affissione, un rotolo di carta autoadesiva contenente nominativi e indirizzi dei parlamentari del movimento politico residenti nella Regione Piemonte e una carabina, regolarmente denunciata, che gli è stata ritirata.
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Renzi, non siamo irresponsabili, chiediamo Mes non posti
Nessuna richiesta di poltrone
S
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12 gennaio 2021
12:28
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“A differenza di ciò che raccontano a reti unificate i cantori del pensiero unico, non c’è nessuna richiesta di poltrone, nessuna polemica pretestuosa, nessun atto irresponsabile. Quello che noi stiamo facendo si chiama POLITICA: studiare le carte, fare proposte, dare idee.

Irresponsabile sarebbe sprecare centinaia di miliardi dei nostri figli facendo debito cattivo e non investendo sulla sanità, sull’educazione, sull’innovazione”. Lo scrive nella Enews Matteo Renzi, ribadendo: se non ci sono risorse sufficienti nel piano pandemico nazionale, “prendiamo il Mes”.
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Recovery:Renzi, almeno a parole ci stanno dando ragione
Prima ci insultano poi ci danno ragione
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12 gennaio 2021
12:30
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“Adesso è avvenuto anche sul Recovery Plan dove – almeno a parole – ci stanno dando ragione”. Così Matteo Renzi nell’enews.

“Prima ci insultano. E poi ci danno ragione senza ammetterlo – dice Renzi – È avvenuto sul rapporto Stato / Regioni. È avvenuto sul bicameralismo.
È avvenuto sulla decontribuzione del JobsAct.
È avvenuto su Industria 4.0. È avvenuto sui diritti sociali e civili. E’ avvenuto sui vaccini. È avvenuto sull’idea di Europa, su Trump, sui temi dell’Expo.È avvenuto sulla centralità della scuola”.
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Bonafede,non si sfidi pazienza italiani evocando crisi
Desolante vedere toni volti solo a alimentare tensioni
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12 gennaio 2021
12:38
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“Ancora oggi prosegue l’inspiegabile attacco quotidiano, dall’interno della maggioranza, nei confronti del Presidente del Consiglio e dell’azione del Governo.
È davvero desolante dover constatare la persistenza di toni volti unicamente ad alimentare tensioni”.
Lo scrive su Fb il capodelegazione M5S Alfonso Bonafede che aggiunge: “Qualcuno dirà che nella politica ci può stare. Può darsi, ma ci sono momenti in cui tutti dovrebbero capire che non si può continuare a sfidare la pazienza degli italiani evocando crisi del tutto aliene rispetto ai bisogni dei cittadini”.
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Vaccini: giudici, vademecum su consenso
‘Direttori rsa possono ricorrere a giudici’
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12 gennaio 2021
12:52
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Un vademecum con tanto di casistica per “dare agli operatori sanitari”, in particolare a quelli che operano nelle rsa, e “agli amministratori di sostegno e a tutti soggetti investiti di poteri di rappresentanza legale delle persone incapaci, l’indicazione pratica delle regole di comportamento da seguire” per le vaccinazioni anti-Covid, quando si hanno di fronte persone non capaci di esprimere il consenso.
Lo ha predisposto l’ottava sezione civile del Tribunale di Milano.
Tra i soggetti che possono rilasciare il consenso per persone incapaci, privi di amministratori di sostegno o tutori legali, ci sono anche “i direttori Sanitari o i responsabili medici delle rsa o i direttori sanitari delle Asl (Ats)”.
Nel caso, ad esempio, di un ospite di rsa incapace “con coniuge, convivente ovvero parenti fino al terzo grado” e per il quale “risulti il dissenso alla vaccinazione” il direttore sanitario o della struttura, “se ritiene invece che il vaccino sia appropriato e necessario”, può presentare ricorso al giudice tutelare per “ottenere l’autorizzazione a procedere”.
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Recovery: Ue, piena fiducia, l’Italia farà del suo meglio
‘Non commentiamo le situazioni politiche dei Paesi membri’
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BRUXELLES
12 gennaio 2021
13:36
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“Non commentiamo le situazioni politiche all’interno dei Paesi membri, lavoriamo con le autorità italiane e abbiamo piena fiducia che l’Italia farà del suo meglio per presentare e avviare il piano nazionale del Recovery, per beneficare dei fondi di Nex GenerationEu quando saranno disponibili”. Così il portavoce della Commissione europea Eric Mamer ha risposto a una domanda dei giornalisti che chiedevano di commentare la situazione politica in Italia.
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Azzolina, chiederò ristori formativi per la scuola
Così si potranno fare corsi di recupero non solo per la scuola superiore ma anche per la scuola primaria. Sulla scuola ci sono 27 miliardi
(2)
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12 gennaio 2021
17:33
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“Non credo si possa pensare di recuperare d’estate: bisogna recuperare oggi. E’ più facile chiudere la scuola perchè la scuola non ha bisogno di ristori. Sarò io oggi a chiedere i ristori formativi: ci sono anche bambini della scuola primaria che sono andati a scuola meno ma so bene che vengono da 3 mesi di dad dell’anno precedente. Chiederò ristori formativi per fare apprendimenti potenziati anche nel pomeriggio, per fare educazione all’affettività e incrementare l’aiuto psicologico: ora bisogna intervenire non di certo in estate”. Così la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina a Uno Mattina.
“Chiederò i ristori formativi per fare corsi di recupero, non solo per la scuola superiore, ma anche per la scuola primaria.
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Il 7 gennaio sono tornati a scuola in 5 milioni, ma vengono da mesi di dad e bisogna recuperare adesso. Chiederò ristori formativi e per dare un supporto psicologico. Le risse tra i giovani sono diventate più frequenti in questo periodo”, osserva la ministra Azzolina.
“Sulla scuola abbiamo messo 7 miliardi; nel Recovery sulla scuola ci sono oltre 27 miliardi considerando tutti i fondi europei, Con questa cifra si può mettere a punto un piano a 360 gradi per risollevare l’istruzione che è stata negli anni maltrattata, ‘messa in uno sgabuzzino’ e che va finalmente risollevata”.
“Il problema non è il trasporto ma sanitario. Si va a colpire la scuola superiore che è chiusa da novembre, che non può essere causa dell’aumento dei contagi. Ma io non posso pensare di vedere i ragazzi al pomeriggio al centro commerciale, i ragazzi non sono a casa tutto il giorno, escono, hanno bisogno di socialità; abbiamo fatto con loro black out socialità e la cercano fuori dalla scuola. Così non si controlla la curva sanitaria”, prosegue. “I ragazzi hanno ragione: abbiamo acceso i pc ma spento gli animi. Tutti dobbiamo ricordare che l’Italia deve pensare alle giovani generazioni, non essere un Paese che si occupa solo delle generazioni più anziane”.
“Qualche cosa succederà – dichiara – evito di fare previsioni sulla crisi di governo, ma questa indebolisce, oltre alla classe politica, anche il paese: in un momento di pandemia, in cui dobbiamo vaccinare, riaprire la scuola, in cui ci sono tante attività in difficoltà, quello che ci vuole non è una crisi di governo, mi auguro prevalga senso di responsabilità. Questa dovrebbe essere il punto principe a cui guardare quando si fa politica”.
“Decideranno le Regioni quando riaprire – osserva la responsabile dell’Istruzione – io come governo ho messo in essere tutto quello che era necessario per far ripartire la scuola, abbiamo lavorato su mezzi pubblici, igienizzanti, mascherine. Sono state fatte azioni concrete e reali; quando i governatori decideranno che i ragazzi possono tornare a scuola potranno farlo, è tutto pronto”.
Sulle vaccinazioni “i docenti sono stati considerati categoria prioritaria ma dopo i sanitari e gli anziani. E’ vero, la scuola è un servizio pubblico essenziale, anche il personale Ata va vaccinato il prima possibile. L’Italia sta vaccinando in modo celere, prima ci vacciniamo tutti e meglio sarà; spero si faccia prestissimo con i sanitari e i nostri nonni per arrivare poi alla scuola, partendo dai docenti fragili e da chi ha una età più avanzata per arrivare ai più giovani”.
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La bozza del Recovery Plan Tabella per tabella
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11 gennaio 2021
23:39
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“Next Generation EU è una svolta europea. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza richiede una svolta italiana, nella programmazione e nell’attuazione degli investimenti, che segni una discontinuità decisiva per lo sviluppo sostenibile, la digitalizzazione e l’innovazione, la riduzione dei divari e delle diseguaglianze”.
Così il governo presenta il Piano Recovery. L’Italia “intende essere protagonista di questo Rinascimento europeo, attraverso il rilancio degli investimenti pubblici e privati e con riforme volte a rafforzare la capacità e l’efficienza delle istituzioni”.
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Scuola: Lezioni all’aperto, gli studenti chiedono di tornare in classe
Promosse da studenti e Comitati
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12 gennaio 2021
08:45
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Lezioni all’aperto davanti agli istituti superiori chiusi e assemblee nei parchi. Mobilitazioni della Rete degli studenti medi oggi a Roma e nel Lazio in occasione dello ‘sciopero della scuola’ che hanno indetto oggi in varie città per chiedere la “riapertura di tutte le scuole”.
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“Vogliamo la scuola in presenza ed essere priorità del paese, basta rimandi e rimpalli” hanno sottolinaeto gli studenti. E così dal Liceo Albertelli al Miamani, dal Tasso al Cavour al Righi, si sono svolte lezioni e assemblee. “Eravamo circa duecento davanti al Cavour stamattina – racconta Leone della Rete degli Studenti Medi del Lazio – c’è stata una assemblea/lezione con il giornalista Marco Damilano, direttore de L’Espresso, in cui si è parlato del tema della riapertura della scuola per arrivare ai trasporti, fino alla Next generation. A partecipare non solo studenti, ma anche professori e genitori”. Davanti al Mamiani si sono riuniti circa 200 ragazzi e la polizia locale ha chiuso la corsia laterale di viale delle Milizie. Mentre a Villa Torlonia, invece, si è svolta un’assemblea organizzata del Collettivo Plinio. “Diritto alla scuola” e “La nostra scuola” sono alcuni degli striscioni esposti.
E domani mattina alle 9 è prevista una mobilitazione di Priorità alla scuola nei pressi della Regione Lazio. L’appuntamento è alle 9 a piazza Oderico da Pordenone. “Chiediamo la riapertura immediata di tutte le scuole perché siamo esausti, è arrivato il momento. Non si può più rinviare” spiega Francesca di Priorità alla Scuola.
“Non si può tenere aperto tutto, mentre la scuola resta sempre chiusa, da ormai un anno”, dicono gli aderenti al comitato “Priorità alla Scuola” che chiede che la scuola sia finanziata perché possa avere più spazi, più personale, per riaprire le infermerie, per fare uno screening sanitario regolare della comunità scolastica (docenti, ATA, studenti), per inserire, come categoria prioritaria, il personale scolastico ad alto rischio nella fase 1 dell’agenda vaccinale.
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Per questi motivi sono state organizzative nuove mobilitazioni anche per i prossimi giorni.
Rientro in classe, oggi, solo per i ragazzi delle scuole superiori in Toscana (poco più di 166 mila), Abruzzo (56.500) e Valle d’Aosta. I ragazzi rientreranno al 50% in presenza. Tutte le altre Regioni hanno scelto di rinviare il ritorno sui banchi degli studenti delle superiori in date che vanno dal 18 gennaio al 1 febbraio.
TOSCANA – “Sono felice di tornare in classe, anche se è strano perché è quasi un anno che non torniamo a scuola – dice Martina del liceo classico Michelangiolo, storico istituto del centro di Firenze – la didattica a distanza è una scuola a metà quindi sono felice di tornare in presenza ma anche un po’ preoccupata perché qui abbiamo tanti contatti quindi c’è anche il timore di contagiarsi”. La campanella del Michelangiolo ha suonato alle 8.15, all’ingresso nessun assembramento e due volontari della Croce rossa italiana che misurano la febbre agli studenti. Per Jack che frequenta la succursale del liceo scientifico Castelnuovo “la distanza a volte è più semplice, ma tornare a scuola a tutta un’altra cosa a scuola perché posso avere un rapporto diretto con i miei compagni e partecipare meglio alle lezioni”.
Entusiasmo per il rientro a scuola in presenza in Toscana soprattutto per gli studenti dell’ultimo anno che a giugno dovranno affrontare gli esami di maturità. Per Niccolò, studente del liceo scientifico Castelnuovo di Firenze il rientro in classe “è emozionante e molto importante soprattutto per noi che siamo studenti del quinto anno e dobbiamo fare la maturità, rientrare in classe è necessario e sufficiente a svolgere bene l’anno scolastico. Per molti studenti – aggiunge – la didattica a distanza è stata faticosa, la soglia di concentrazione è molto più bassa da casa, ed è difficile seguire le lezioni dal computer, quindi è molto importante rientrare in classe, siamo fortunati”.
Sta funzionando a Firenze il piano trasporti per il rientro in classe del 50%, degli studenti delle superiori: nel capoluogo toscano sono circa 21.000 i giovani che possono da oggi tornare a far lezione in presenza su una popolazione scolastica totale di circa 42.000 ragazzi. Lo scaglionamento degli orari di ingresso e la didattica in presenza al 50% hanno evitato, secondo quanto emerso al momento, assembramenti sui mezzi di trasporto, bus e tramvia, e alle fermate, dove a vigilare ci sono steward in pettorina gialla.
“Io avrei preferito fare o tutta didattica a distanza o tutta in presenza, perché i ragazzi così sono molto scombussolati e anche noi docenti: un giorno andiamo a scuola e un giorno facciamo didattica a distanza, organizzare il lavoro così è un po’ complicato e anche per i ragazzi è pesante”. Così Antonella Troccoli, docente di educazione fisica a Firenze, entrando questa mattina al liceo classico Michelangiolo per il primo giorno di rientro a scuola degli studenti.
“Sono un po’ emozionata, rivedere i ragazzi è splendido, ho passato da sola due mesi a scuola insieme solo al vicepreside e 13 bidelli, ma certo il problema sanitario esiste ancora”. Così Liliana Gilli, dirigente scolastico del liceo classico Galileo di Firenze.
“La scuola non è uno dei tanti settori ma è il cuore, lo specchio del futuro”. Lo ha detto, intervenendo a Caterpillar su Rai Radio 2 stamani, il sindaco di Firenze Dario Nardella.
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“Ritengo che la scuola sia l’elemento centrale per la vita di una comunità, perché la scuola significa il nostro futuro, attraverso la formazione dei nostri ragazzi, e quindi quando ho visto che vi era l’opportunità non ho pensato a rinviare per avere magari maggiore sicurezza”. Così il presidente della Toscana, Eugenio Giani.
VALLE D’AOSTA – Incremento delle linee di trasporto su gomma, raddoppio delle carrozze ferroviarie, volontari dell’Associazione nazionale alpini e forze dell’ordine davanti a scuole e stazioni: così la Valle d’Aosta ha oggi riattivato la didattica in presenza al 50 per cento nelle scuole superiori. Gli studenti coinvolti sono in totale 5.600, 840 gli insegnanti.
La ripresa dell’attività didattica in presenza nelle scuole superiori della Valle d’Aosta “è un segno per guardare avanti in momenti difficili. Per ora siamo al 50%, ora speriamo di poter riaprire a tutti”. Così Luciano Caveri, assessore regionale all’istruzione. “Dopo tante settimane di didattica a distanza – prosegue – ha riempito il cuore vedere i ragazzi delle superiori con i loro insegnanti rivedersi in questa giornata invernale così fredda”.
ABRUZZO – Lezioni in presenza al 50%, da oggi, in Abruzzo, per le scuole secondarie di secondo grado. Ma sono tante le voci contrarie alla riapertura parziale e a sostegno dello ‘sciopero digitale’ degli studenti di Pescara annunciato da ‘Libera Associazione Studentesca’, Cobas scuola, ‘Priorità alla scuola’ e ‘Patto per l’Abruzzo resiliente’. Questa mattina è previsto un presidio in Piazza Unione, davanti alla sede del Consiglio regionale, per rivendicare un tavolo permanente di confronto con la Regione e per un rientro a scuola del 100% degli studenti in condizioni di sicurezza. “Sostengo in pieno l’iniziativa di studenti e associazioni – dice il consigliere regionale Antonio Blasioli (Pd) – occorre riaprire, ma va fatto in sicurezza: con un sistema di trasporti sicuro ed efficiente, strutturazione di presidi sanitari nelle scuole e confrontandosi con il mondo della scuola”.
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Anche Rifondazione Comunista, federazione di Pescara, sostiene lo ‘sciopero digitale’. Mentre alunni e personale di infanzia, primaria e medie inferiori hanno continuato a rimanere in presenza. Dei 57.000 studenti abruzzesi delle superiori solo metà rientrerà in classe, gli altri resteranno in Dad.
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Turismo, in piazza a Roma la protesta degli agenti di viaggio
La solidarietà di FI, Fdi e Lega.”Gli agenti di viaggio tra più colpiti da crisi”
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12 gennaio 2021
19:09
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“Noi di Maavi #nonsmetteremodiviaggiare”. E’ lo slogan con cui Enrica Montanucci, presidente del Movimento Autonomo Agenzie di Viaggio Italiane, ha chiamato a raccolta gli agenti di viaggio che hanno protestato  a piazza del Popolo a Roma.
A dar loro conforto è arrivato anche il senatore forzista Maurizio Gasparri che in un Tweet pubblica una foto e scrive: “In piazza a Roma con il Maavi, movimento autonomo agenzie di viaggio italiane, una delle categorie più colpite dalla crisi”.
“Durante la manifestazione daremo voce sia a noi di Maavi ma anche a Fiavet Lazio, e a tanti di voi, agenti di viaggio, tour operator, commerciali, rappresentanti di nuove aperture” sottolinea la Montanucci.
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Dpcm: mercoledì alle 15 comunicazioni di Speranza al Senato
Poi giovedì nuova riunione Governo-Regioni
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12 gennaio 2021
18:39
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Il ministro della Salute, Roberto Speranza riferirà mercoledì 13 gennaio alle 15 nell’aula del Senato sulle misure previste nel prossimo decreto del presidente del Consiglio. Dopo le sue comunicazioni, si passerà al voto delle risoluzioni.
A riferirlo, il capogruppo del Pd a Palazzo Madama, Andrea Marcucci al termine della conferenza dei capigruppo che si è svolta al Senato.
Il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia ha convocato per giovedì mattina una nuova riunione con le Regioni, l’Anci e l’Upi per fare il punto sulle misure che andranno nel nuovo Dpcm in vigore dal 16 gennaio. All’ordine del giorno dell’incontro, in programma alle 9.30, anche un’integrazione sul piano dei vaccini.
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Roberto Maroni dimesso dall’ospedale Besta dopo l’operazione
Aveva avuto un malore, lunedì 4 gennaio, a casa sua a Lozza
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MILANO
12 gennaio 2021
16:00
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L’ex governatore della Lombardia, ed ex ministro dell’Interno, Roberto Maroni è stato dimesso dall’Istituto neurologico Besta di Milano. Maroni, 65 anni, è stato sottoposto, venerdì scorso, a un intervento chirurgico dopo che aveva avuto un malore, lunedì 4 gennaio, a casa sua a Lozza (Varese). In un primo tempo era stato ricoverato all’ospedale di Circolo di Varese da cui è stato poi trasferito nel nosocomio milanese.
Dopo l’operazione l’ospedale aveva parlato di condizioni “soddisfacenti” e di paziente “sveglio e cosciente”.
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Covid: infettivologo Charité, col vaccino si potrà evitare la terza ondata
Secondo l’esperto ‘la politica è stata lenta, perciò le misure attuali non bastano’
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BERLINO
12 gennaio 2021
14:26
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“Credo che grazie al vaccino si stopperà la seconda ondata e si potrà evitare la terza. Nella prossima estate si potrebbe tornare alla normalità”.
Lo ha detto l’infettivologo dello Charitè Andrej Trampuz, primario del reparto di Infettivologia e Chirurgia settica, in un incontro on line con la stampa estera a Berlino. Secondo l’esperto, “la politica ha reagito con troppa lentezza e ha trascurato d’imporre le chiusure necessarie a ottobre in Germania. Per questo adesso le misure in vigore non bastano e andranno prorogate e rafforzate”.
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Arriva Piano Recovery,più fondi a scuola e digitale
Per la svolta dell’Italia.Nelle riforme taglio Irpef e giustizia
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12 gennaio 2021
15:33
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Un piano in 171 pagine, 6 missioni, 47 linee di intervento e 4 tabelle: arriva la bozza del Piano Recovery che, inviata ai partiti dal Mef e da Palazzo Chigi, approderà domani al Consiglio dei Ministri. Il documento promette di spendere subito, nel 2021, 25 miliardi di euro per gli obiettivi individuati e aumenta le risorse per i due importanti capitoli di istruzione e digitale.
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Ai 222,9 miliardi (144,2 per nuovi interventi) previsti imbarcando anche i fondi per la coesione, vengono poi aggiunti i soldi della programmazione di bilancio 2021-26. Il totale sale così 310 miliardi. Una massa enorme dalla quale il governo si aspetta una “svolta per l’Italia nella programmazione e attuazione degli investimenti” per un Paese che intende essere “protagonista del rinascimento europeo”.
Tre sono gli assi strategici del progetto – digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica e inclusione sociale – ma tre sono alcune priorità trasversali a molti progetti sui quali il governo intende porre l’attenzione: le donne, i giovani, il Sud. Ovviamente un posto primario ha la sanità, alla quale vanno quasi 20 miliardi di interventi, 19,72 per l’esattezza.
Rispetto alla prima stesura i cambiamenti sono molti, ma anche se si guarda al documento di confronto tra partiti di qualche giorno fa si scopre che aumentano le risorse per il capitolo istruzione e ricerca (da 27,91 a 28,49 miliardi) e quelle per la digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura (da 45,86 a 46,18 miliardi). Non cambiano le somme cumulate degli altri capitoli: 68,9 miliardi per la Rivoluzione Verde e Transizione ecologica, 31,98 miliardi per le infrastrutture per una mobilità sostenibile, 21,28 miliardi per l’inclusione e la coesione.
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Attenzione anche all’agricoltura, cara alla ministra Bellanova che guida all’interno del governo le posizioni di pungolo di Italia Viva. Difficile scorporare la cifra in un capitolo che parla anche di fonti energetiche come l’idrogeno, che ammonta in totale a 6,3 miliardi, a dire il vero gli stessi previsti nella prima bozza. Ma il piano prevede comunque di “rendere la filiera agroalimentare sostenibile, preservandone la competitività. Implementare pienamente il paradigma dell’economia circolare”. Altrettanto importante per Italia Viva anche il capitolo famiglia che compare con oltre 30 miliardi della programmazione di bilancio al 2026, volti a finanziare l’assegno unico a partire da quest’anno.
Rimane tutta da sciogliere invece la questione della governance. Nel testo solo poche righe. “Il Governo, sulla base delle linee guida europee per l’attuazione del Piano, – si legge – presenterà al Parlamento un modello di governance che identifichi la responsabilità della realizzazione del Piano, garantisca il coordinamento con i Ministri competenti a livello nazionale e gli altri livelli di governo, monitori i progressi di avanzamento della spesa”.
Viene invece indicato il contesto nel quale il governo utilizzerà le risorse che serviranno a rilanciare la crescita.
Il Pnrr verrà accompagnato da una serie di riforme per “rafforzare l’ambiente imprenditoriale, ridurre gli oneri burocratici e rimuovere i vincoli che hanno rallentato gli investimenti”. In particolare la riforma della giustizia e quella dell’Irpef con “la riduzione delle aliquote effettive sui redditi da lavoro, dipendente ed autonomo, in particolare per i contribuenti con reddito basso e medio-basso, in modo da aumentare il tasso di occupazione, ridurre il lavoro sommerso e incentivare l’occupazione delle donne e dei giovani”.
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Dalla scuola alla sanità, il Recovery Plan dell’Italia
Tra progetti 5G, Giubileo, asili, strade e ‘case della comunità’
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12 gennaio 2021
23:18
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Dagli asili nido alla telemedicina, dall’alta velocità al Giubileo, dai pagamenti digitali alle reti 5G. Con una dotazione di 222 miliardi il Pnrr spazia su ogni ordine di progetti per fare dell’Italia un Paese più moderno, più digitale, più verde e più inclusivo.
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Sei le missioni principali che a loro volta raggruppano 16 componenti: Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura; Rivoluzione verde e transizione ecologica; Infrastrutture per una mobilità sostenibile; Istruzione e ricerca; Inclusione e coesione; Salute.
DIGITALIZZAZIONE, DA CIBER SECURITY A GIUSTIZIA – La missione è suddivisa in tre componenti – PA, sistema produttivo e cultura – per oltre 46 miliardi. Vi rientrano infrastrutture digitali per la raccolta dei dati (con la nascita di Poli Strategici Nazionali), per garantire più servizi digitali, dalla ‘cittadinanza digitale’ alla digitalizzazione dei pagamenti, ma anche per la cyber security e la gestione di dati sensibili.
Semplificare ed accelerare i processi sono le parole d’ordine per la giustizia, mentre per la digitalizzazione del sistema produttivo, che potrà beneficiare del piano Transizione 4.0, si punta su tecnologie, ricerca, sviluppo e innovazione, reti ultraveloci in fibra ottica, 5G e satellitari.
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Negli 8 miliardi del capitolo cultura e turismo trovano infine spazio la riqualificazione di borghi, parchi, giardini storici e periferie, un progetto speciale per Roma ‘Caput mundi’ in vista del Giubileo del 2025 e un ‘Progetto Cinecittà’ per il cinema.
RIVOLUZIONE VERDE, DALL’ILVA AI BOSCHI – Ridurre le emissioni, migliorare l’efficienza energetica, proteggere e conservare l’Italia per consegnarla migliore alla Next Generation: territorio, acque, mari, patrimonio culturale e paesaggistico, città e foreste. Alla “Rivoluzione verde e transizione ecologica” è destinata la fetta maggiore di risorse: 68,9 miliardi. Si va dall’idrogeno verde alle energie rinnovabili, dalle ciclovie (con 1.000 km di piste ciclabili in città e 1.626 km di piste turistiche) al rimboschimento fino al riciclo dei rifiuti. In particolare 6,3 miliardi sono destinati a progetti su “Impresa verde ed economia circolare”, 18,2 miliardi a “Transizione energetica e mobilità locale sostenibile”, 29,3 miliardi per “Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici”, 15 miliardi per “Tutela e valorizzazione del territorio e della risorsa idrica”. Rientra anche la decarbonizzazione dell’ex Ilva.
INFRASTRUTTURE, ALTA VELOCITA’ E MANUTENZIONE STRADE 4.0 – Con circa 32 miliardi di risorse, l’intervento sulle infrastrutture punta a realizzare un “sistema infrastrutturale di mobilità moderno, digitalizzato e sostenibile”.
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L’intervento più corposo (28,3 miliardi) è destinato a ferrovie e strade: si punta a rafforzare le grandi linee di comunicazione del Paese, innanzitutto ferroviarie, con un focus sul Mezzogiorno; risorse anche per la messa in sicurezza e il monitoraggio digitale di viadotti e ponti stradali con maggiori criticità. Altri 3,68 miliardi sono per intermodalità e logistica integrata, con investimenti per rendere i porti più competitivi e sostenibili.
ISTRUZIONE, DA INSEGNANTI A SCUOLE CABLATE – Colmare il deficit di competenze che limita il potenziale di crescita, migliorare i percorsi scolastici e universitari degli studenti agevolandone l’accesso e rafforzare i sistemi di ricerca e la loro interazione con il mondo delle imprese e delle istituzioni. Sono questi i principali obiettivi del capitolo “Istruzione e ricerca” per il quale verranno stanziati un totale di 28,5 miliardi di euro: 16,7 per il potenziamento delle competenze e diritto allo studio e i restanti 11,7 per la ricerca all’impresa. Per scuola e formazione, tra i principali intenti ci sono l’aumento dell’offerta di asili nido e servizi per l’infanzia, l’ampliamento delle opportunità di accesso all’istruzione, il contrasto all’abbandono scolastico (14,5% in Italia contro una media UE del 10,6%) e una migliore formazione e reclutamento dei docenti.
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E’ inoltre previsto l’efficientamento energetico e la cablatura delle scuole.
INCLUSIONE, PRIORITA’ DONNE E GIOVANI – Intervenire sulle ‘fragilità’ sociali: donne e lavoro, giovani, famiglie ‘marginali’ con una precisa attenzione alle discriminazioni di genere. La missione, con un impegno di 27,26 miliardi, è dedicata proprio al “sostegno all’empowerment femminile e al contrasto alle discriminazioni di genere” e all’aumento dell’occupazione, soprattutto giovanile. Per il lavoro si ipotizza la revisione delle politiche attive, con il rafforzamento dei centri per l’impiego e la loro integrazione con i servizi sociali e con la rete degli operatori privati. La seconda componente, “Infrastrutture sociali, Famiglie, Comunità e Terzo settore”, mira invece a supportare situazioni di fragilità sociale ed economica, a sostenere le famiglie e la genitorialità. Una specifica linea d’intervento è pensata per le persone con disabilità o non autosufficienti e prevede l’incremento di infrastrutture e la messa a disposizione di servizi e reti di assistenza. Infine sono previsti “Interventi speciali di coesione territoriale” con il rafforzamento della Strategia nazionale delle aree interne rilanciata dal Piano Sud 2030.
SANITÀ PIÙ VICINA CON “CASE DELLA COMUNITÀ” – Assistenza di prossimità e digitalizzazione sono i due snodi per i quali il governo mette in gioco 19,72 miliardi. La sanità – spiega il piano – deve essere “vicina ai bisogni delle persone”, con strutture sul territorio e telemedicina. La novità è l’arrivo di 2.564 “case della Comunità”, una ogni 24.500 abitanti, che diventeranno il punto di riferimento sul territorio, anche per l’assistenza domiciliare integrata sulla quale si conta di realizzare 575 centrali di coordinamento, attivare 51.750 medici e fornire kit specializzati a 282mila pazienti. Previsti anche 730 mini-ospedali entro il 2026 e l’ammodernamento del parco tecnologico ospedaliero con l’arrivo del Fascicolo Sanitario Elettronico.
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Allarme di Gualtieri ‘Con la crisi ristori a rischio’
Il ministro dell’Economia: ‘Chiederemo l’autorizzazione del Parlamento a un nuovo scostamento’
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12 gennaio 2021
23:59
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“Nei prossimi giorni, forse già giovedì, faremo il Consiglio dei ministri per chiedere l’autorizzazione del Parlamento a un nuovo scostamento. Atto che, naturalmente, richiede un Governo nella pienezza delle sue funzioni, che non è compatibile con una crisi di governo”.
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Lo ha detto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, rispondendo a Radio popolare di Milano a una domanda sull’iter per il nuovo decreto ristori. “Poi, mentre il Parlamento voterà auspicabilmente questo scostamento, predisporremo quanto abbiamo già iniziato a fare, per arrivare dopo il voto alla sua approvazione”, ha aggiunto.

Il Piano per la ripresa e la resilienza italiano “richiede la partecipazione di tutti gli attori del Paese, è fondamentale il coinvolgimento delle parti sociali e della società civile, che vogliamo avviare subito dopo il cdm per la finalizzazione del piano”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri a Radio popolare di Milano. “Vogliamo costruire una partnership con questi attori anche nella sua realizzazione, penso al terzo settore, agli enti locali”, ha detto Gualtieri.
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“In Consiglio dei ministri chiederemo il Mes: se diranno sì al Mes, votiamo a favore, se diranno no, ci asteniamo”. Lo dice Matteo Renzi a Cartabianca, su Rai3.
Le dimissioni delle ministre Iv? “Dopo il Cdm di oggi, domattina (13 gennaio, ndr) decideremo e nel pomeriggio lo comunicheremo alla stampa”, spiega Renzi.
Anche in caso di crisi Iv “voterà l’informativa del ministro Speranza alla Camera. A Speranza ho poi chiesto di fare in fretta i ristori, che voteremo, così come voteremo il nuovo scostamento di bilancio”. “Noi siamo l’unico partito che lascia le poltrone. Volete le nostre idee, stiamo con voi. Se non le volete noi restiamo fuori”, afferma Renzi. “Le nostre richieste sono ferme, nero su bianco”, dice il leader di Iv. “Conte ha scelto di non parlare con noi. Ha scelto di andare in Parlamento per avere il voto dei responsabili”, osserva, “non ha voluto fare un accordo sui contenuti”. Alle “elezioni anticipate non ci credo”, afferma Renzi.

“Nelle ultime settimane Conte non mi rispondeva alle lettere, pensavo che stesse preparando le risposte, invece stava cercando i responsabili. Io penso che domani (13 gennaio, ndr) Conte annuncerà di avere altri parlamentari a suo sostegno. Noi stasera siamo in Consiglio dei ministri, domani mattina decideremo e domani pomeriggio lo diremo in conferenza stampa”. Lo dice Matteo Renzi a Cartabianca, su Rai3.
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Faro dell’Ue sull’Alitalia, Bruxelles chiede chiarimenti
Lettera al governo, fare chiarezza su discontinuità
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BRUXELLES
12 gennaio 2021
20:48
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La Commissione Ue ha chiesto una serie di chiarimenti sull’operazione che dovrebbe portare alla newco Ita. Secondo quanto confermano fonti europee, l’antitrust Ue ha inviato al governo una lettera per chiedere in particolare di approfondire le condizioni che garantirebbero la discontinuità con la vecchia Alitalia.

La lettera, precisano le fonti, rientra nella normale procedura di dialogo con le autorità.

La Commissione non commenta la lettera inviata dalla dg Comp alle autorità italiane su Alitalia, ma “in generale” ricorda che “la discontinuità economica” con la vecchia società viene analizzata “usando un set di criteri tra cui non soltanto l’ampiezza degli asset trasferiti ma anche il prezzo di trasferimento, l’identità dell’acquirente, la tempistica del trasferimento e la logica economica della transazione”. In questa fase, precisa il portavoce, “in assenza di elementi definitivi su questo aspetto, la Commissione non può prendere posizione sulla continuità economica”. I contatti tra Dg Comp e autorità italiane sono comunque in corso e, secondo quanto si apprende, ci sarà una riunione a livello tecnico venerdì.
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Governo: Rosato a Zingaretti, alleato di Trump è già a Chigi
Zingaretti aveva detto:con crisi rischio alleati Trump al potere
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12 gennaio 2021
13:48
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“Nicola, ma l’alleato di Trump è già a palazzo Chigi”. Lo scrive Ettore Rosato, presidente di Italia viva, rispondendo su Twitter al segretario del Pd Nicola Zingaretti.
Il leader Dem ha dichiarato: “I governi non si rilanciano mandandoli a casa con una crisi che nessuno capirebbe. Sarebbe un errore politico. C’è il rischio che in Italia gli alleati di Trump tornino al potere”.
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Bellanova, Conte tiene in ostaggio maggioranza,non Iv
“Mai detto Conte o niente”
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12 gennaio 2021
13:55
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“Chi sta tenendo in ostaggio il Paese non sta di certo in Iv. Andare avanti con le minacce, non aiuta nessuno”.
Lo dice Teresa Bellanova, capo delegazione di Iv, a L’aria che tira. “Non abbiamo detto “Conte o niente”, è Conte che sta tenendo in ostaggio la sua maggioranza”, aggiunge.
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Mes: Di Battista,Iv squallida, trasforma morti in bandierine
Renziani sono mediocre manipolo politicanti assetati poltrone
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12 gennaio 2021
13:58
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“Da quando i cosiddetti renziani – ovvero un mediocre manipolo di politicanti assetati di potere e poltrone – hanno aperto, ovviamente solo sui giornali, la crisi di governo, sono morte, di Covid, 16570 persone. 16570 persone che oggi ricevono meno spazio delle dichiarazioni del mediocre manipolo.” Lo scrive in un post su Fb Alessandro Di Battista, che attacca: “I morti si trasformano in fantasmi o, cosa ancor più indecente, in vessilli da sbandierare per volgari speculazioni politiche.
“Sono morti tanti medici, prendiamo il Mes” dicono i renziani. Che squallore.”
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Cds respinge i ricorsi, valido concorso Azzolina
Salva la selezione per oltre 3000 dirigenti scolastici
c
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12 gennaio 2021
14:33
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Il Consiglio di Stato ha respinto i ricorsi presentati per il concorso a dirigente scolastico del 2017. Vengono quindi confermati oltre 3 mila docenti scolastici vincitori di concorso.
Tra questi anche la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina.
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Tangenti da Azerbaijan, 4 anni a ex deputato Udc Volontè
Contestata stecca da mezzo milione,assoluzione per oltre 1,8 mln
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MILANO
11 gennaio 2021
18:15
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Luca Giuseppe Volontè, ex deputato e membro dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, è stato condannato oggi a Milano a 4 anni di carcere per corruzione. Per l’accusa avrebbe abusato della propria funzione, ricevendo mezzo milione di euro da due esponenti politici azeri, ai quali è stata inflitta la stessa pena, per orientare il voto e ottenere la bocciatura di un rapporto sui prigionieri politici nella repubblica caucasica, a vantaggio del governo azero.
La mazzetta contestata dai pm era di circa 2,4 milioni di euro, ma i giudici hanno assolto i tre per una somma consistente della stecca pari a oltre 1,8 milione.
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Covid: prime 47 mila dosi del vaccino Moderna a Roma, andranno in Regioni con più over 80
La fornitura sarà distribuita alle Regioni. Brusaferro: sfida epocale portare il vaccino a tutti
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BOLZANO
12 gennaio 2021
22:00
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E’ giunto in Italia il primo carico di vaccini della casa farmaceutica Moderna. Poco dopo le 2 di notte il furgone ha attraversato il Brennero e intorno a mezzogiorno è arrivato all’Istituto Superiore di Sanità (Iss) a Roma, per poi essere distribuito in 4-5 Regioni individuate dal commissariato all’emergenza di Domenico Arcuri.
I vaccini di Moderna sono distribuiti alle Regioni con i mezzi messi a disposizione da Poste Italiane dando priorità a quelle con un maggior numero di abitanti sopra gli 80 anni.
Il lotto potrebbe essere ripartito tra le Regioni ‘virtuose’, che smaltiscono più rapidamente le dosi.
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Al momento guida la Campania con il 101,7% (oltre la dotazione perché da una fiala Pfizer si possono ricavare 6 dosi invece di 5), poi Umbria 90,7%, Veneto 87,9% delle dosi. All’altro capo della classifica Trentino Alto Adige 34,8%, Calabria 42,7%, Lombardia poco più del 44%. La Campania non tiene una riserva per il richiamo, la seconda dose, mentre ad esempio il Veneto, ma anche il Lazio, lo fa per fronteggiare eventuali ritardi nelle forniture.
Il vaccino Moderna dovrebbe proteggere dal coronavirus per almeno un anno: lo ha detto agli investitori un alto funzionario della stessa società, secondo quanto riporta la Cnn. “La nostra aspettativa è che la vaccinazione duri almeno un anno”, ha detto Tal Zaks, direttore medico di Moderna, alla 39ma conferenza annuale di JP Morgan sulla sanità. La società, ha proseguito, dovrà verificare adesso se è possibile estendere la protezione con l’aggiunta di una terza dose. Attualmente il vaccino viene somministrato in due dosi a circa un mese di distanza.
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“Sono contrario ad allungare i tempi fra la prima dosa e il richiamo del vaccino anti Covid perche’ andiamo su un piano sconosciuto e tutti gli studi danno questa indicazione. Non prolungherei troppo perche’ mancherebbero le certezze”. Lo afferma il presidente del Consiglio Superiore di Sanita’, Franco Locatelli durante la registrazione della trasmissione Porta a Porta. Locatelli ha ricordato che per il vaccino di Pfizer sono indicati 21 giorni fra la prima e la seconda dose, 28 per Moderna. “Anche Fda si e’ espressa a favore del rispetto di questo intervallo temporale. La stessa opinione britannica e’ stata un pochino forzata”.
“Appena un anno fa questo virus era sostanzialmente sconosciuto, e ora abbiamo già due vaccini approvati, con la prospettiva a breve che se ne aggiungano altri, un traguardo impensabile frutto di uno sforzo senza precedenti nella storia. Ora le istituzioni, in Italia come nel resto del mondo, sono chiamate ad un’altra sfida epocale, quella di portare il vaccino a tutti i cittadini”., afferma Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di Sanità.
“Ci auguriamo tutti che entro la fine di gennaio l’Ema autorizzi anche il vaccino di AstraZeneca, ma la strada per arrivare all’immunità di gregge è ancora lunga e impone a tutti di non abbassare la guardia sulle misure di contenimento del virus”. Lo afferma il commissario straordinario Domenico Arcuri.
La società biotecnologica tedesca BioNTech, associata al colosso Usa Pfizer, ha stimato di poter produrre “due miliardi di dosi” del suo vaccino anti-Covid entro la fine dell’anno dopo la recente decisione dell’Ema di autorizzare la somministrazione di sei dosi per flaconcino di questo prodotto invece di cinque: si tratta di un target notevolmente superiore a quello precedente di 1,3 miliardi di dosi.
L’Ema ha dichiarato che AstraZeneca e l’Università di Oxford hanno presentato un’offerta formale per l’autorizzazione del loro vaccino contro il coronavirus e che una decisione potrebbe arrivare entro il 29 gennaio. Lo si legge in un comunicato.
“Buone notizie. AstraZeneca ha presentato il dossier all’Agenzia europea del farmaco (Ema) per far autorizzare il suo vaccino in Ue. L’Ema valuterà la sicurezza e l’efficacia del vaccino. Una volta che il vaccino avrà ricevuto un parere scientifico positivo, lavoreremo a tutta velocità per autorizzare l’uso in Europa”. Così la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, su twitter.
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“Se AstraZeneca otterrà il via libera” per la commercializzazione del suo vaccino anti-Covid nell’Ue, “speriamo che la casa farmaceutica faccia le prime consegne due settimane dopo l’autorizzazione, proseguendo con due consegne al mese. Ma questo è tutto in divenire e deve essere discusso con gli Stati membri”. Così la direttrice generale del dipartimento Salute e sicurezza alimentare della Commissione Ue, Sandra Gallina, nel suo intervento al Parlamento europeo.
La Commissione europea ha concluso oggi le discussioni preliminari con la società farmaceutica Valneva per acquistare il suo potenziale vaccino contro il Covid-19. Il contratto previsto con Valneva prevede la possibilità per tutti gli Stati membri dell’Ue di acquistare congiuntamente inizialmente 30 milioni di dosi, e fino a 30 milioni di dosi aggiuntive. Lo riferisce in una nota l’esecutivo comunitario.
“Il perdurare della pandemia di Covid-19 in Europa e in tutto il mondo rende più importante che mai l’accesso da parte di tutti gli Stati membri a un portafoglio di vaccini che sia il più ampio possibile per contribuire a proteggere le persone in Europa e altrove”. Così la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. “Il passo compiuto oggi verso un accordo con Valneva integra ulteriormente il portafoglio di vaccini dell’Ue e dimostra l’impegno della Commissione per trovare una soluzione duratura alla pandemia”, ha aggiunto.
“Con questo ottavo vaccino arricchiamo la già ampia e diversificata gamma di vaccini all’interno del nostro portafoglio. In questo modo possiamo massimizzare le possibilità di garantire a tutti i cittadini un accesso a vaccini sicuri ed efficaci entro la fine del 2021”. Così la commissaria europea alla Salute Stella Kyriakides, dopo che la Commissione europea ha concluso le discussioni preliminari con la società farmaceutica Valneva per acquistare il suo potenziale vaccino contro il Covid-19. “Tutti gli Stati membri hanno già avviato campagne di vaccinazione e inizieranno a ricevere un numero crescente di dosi per soddisfare il loro fabbisogno nel corso dell’anno”, ha aggiunto.
“Sono in corso contatti tra l’azienda russa” che produce il vaccino Sputnik “e l’Ema. La compagnia non ha ancora presentato una richiesta per l’autorizzazione alla commercializzazione” nell’ Ue, “ma l’Ema è in contatti esploratori con la casa russa”. Lo spiega un portavoce della Commissione Ue ad una domanda.
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Scuola: Spirlì, da Consiglio Stato motivazione politica
Continueremo monitorare. Azzolina non vuole didattica integrata
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CATANZARO
12 gennaio 2021
11:59
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La “carenza motivazionale” con cui il Consiglio di Stato ha deciso di bocciare il ricorso della Regione Calabria contro la decisione del Tar di riaprire le scuole elementari e medie “è una motivazione politica”. Lo ha detto il presidente ff della Regione Nino Spirlì in una diretta video su Facebook.
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“Già – ha aggiunto – basterebbe il parere del Cts che ha portato al rinvio delle elezioni regionali. Si capisce che è un fatto politico dai commenti: Spirlì ha perso, è stato battuto. Ma ci rendiamo conto? Pensano veramente fosse una battaglia politica? Lasciamo perdere i cavillini da azzeccagarbugli. Non è finita qui. Continueremo a vigilare ed a controllare i risultati territorio per territorio. State sicuri che laddove mi dovessi rendere conto che veramente cominciano casi veri e reali – e spero che non accada – sarò ancora una volta sulle barricate insieme a voi. In Germania, che è stata la prima a sbandierare ‘tutti a scuola’, adesso hanno messo tutti in dad fino alla fine di gennaio e sono disponibili ad allungarla anche dopo. Dagli screening che faremo in questi giorni potrebbe accadere che proporremo la didattica a distanza e mi auguro si possa fare e che non ci sia una sorta di guerra. Agli amici sindaci chiedo: verificate se sui vostri territori ci sono dei casi. Perché se ci fossero, come sta accadendo, allora potreste intervenire”.
“La cosa che mi ha sorpreso – ha detto Spirlì – è la rapidità supersonica con cui è stata svolta questa attività giudiziaria.
Un dato è chiaro: un centinaio di famiglie, che, ed è un nostro pieno diritto, andremo anche a sapere chi sono, hanno messo in scacco, non il presidente facente funzione ma oltre 10 mila famiglie calabresi che hanno fatto una petizione e non so come ringraziarvi”.
“In Conferenza Stato-Regioni – ha detto Spirlì – avevo proposto la didattica mista per consentire a chi lo desiderava di proseguire con la didattica a distanza ma il ministro Azzolina non gradisce. L’unica cosa che sta portando avanti, ormai, è il rientro a scuola. Se non si rientra ha perso e siccome non vuole perdere, è l’unica cosa che ripete e chiaramente deve ottenere quel risultato. Tutti quelli che non glielo fanno ottenere sono per lei da abbattere”.
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Scuola: Zingaretti,nel Lazio riapriamo lunedì ma rischio c’è
Spingiamo campagna tamponi ma curva contagi ancora altissima
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12 gennaio 2021
12:36
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“Stiamo spingendo per la campagna di tamponi prima della riapertura ma è un dato che a gennaio 2021 la curva dei contagi è ancora altissima, non c’è il tema di chi vuole aprire e chi no ma c’è il Covid e mandare fuori controllo la curva rischia di portare a chiusure totali. Tutti vogliamo tornare a scuola, non serve dividersi ma non amo la demagogia di chi dice che è tutto semplice.
Lunedì riapriremo nel Lazio ma un margine di rischio c’è”. Così Nicola Zingaretti a Sky.
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Cento anni fa nasceva il Partito Comunista d’Italia. La Cineteca di Bologna mette online filmato Congresso Livorno 1921
Dal 18 gennaio il video della nascita del Partito comunista
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BOLOGNA
12 gennaio 2021
20:20
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Cento anni fa nasceva il Partito Comunista d’Italia: per l’occasione la Cineteca di Bologna restaura e mette online uno straordinario documento d’epoca, cronaca viva dei giorni del gennaio 1921 in cui si svolse a Livorno il XVII Congresso del Partito socialista, concluso con la scissione dei comunisti.
‘Uomini e voci del Congresso socialista di Livorno’, custodito dalla Cineteca di Bologna grazie alla copia depositata dalla documentarista Cecilia Mangini e restaurato dal laboratorio L’Immagine Ritrovata con le musiche di Daniele Furlati, sarà online dal 18 gennaio sulla piattaforma ‘Il Cinema Ritrovato fuori sala’, presentato dal regista livornese Paolo Virzì, dal professor Paolo Capuzzo, direttore del Dipartimento di Storia dell’Università di Bologna, e dal direttore della Cineteca di Bologna Gian Luca Farinelli.
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Il film sarà disponibile fino al 17 febbraio, assieme agli altri titoli della piattaforma Il Cinema Ritrovato fuori sala, progetto realizzato dalla Cineteca di Bologna per la visione online – in collaborazione con MYmovies – di classici restaurati e rarità dalla storia del cinema, con un programma che si rinnova ogni 30 giorni.
“Il film in due bobine, girato in 35mm, della durata di 30 minuti, non ha indicazioni né sulla produzione, né su chi lo abbia diretto e non ebbe mai un visto di censura”, spiega Farinelli. “Pur essendo un documentario, è un vero esperimento perché cerca di offrire il ventaglio delle molte posizioni e delle importanti personalità che animavano quelle giornate, pur non avendo a disposizione il sonoro, ma solo didascalie, e una pellicola poco sensibile, che rendeva quasi impossibili le riprese all’interno del teatro. Sfilano i rappresentanti dell’Internazionale socialista, Turati e Terracini, Bordiga e Bombacci, Argentina Altobelli e Francesco Misiano, che scappato in Urss diede vita alla casa di produzione Mezrapom, per un decennio lo studio più innovativo del cinema sovietico. Per sintetizzare i lavori del congresso spesso l’autore fa ricorso al linguaggio simbolico delle immagini (come il mare in tempesta o parti animate) e il racconto di quelle giornate che dovevano decidere il futuro dell’Italia si chiude, senza chiarire gli esiti del Congresso e l’avvenuta scissione, su una bandiera rossa e sulla speranza di un futuro radioso. Alle elezioni del 16 novembre 1919 il Partito Socialista era stato il partito più votato, con il 32% dei voti e 156 seggi, a quelle del 15 maggio ottenne il 24% dei voti e 123 seggi, il Partito Comunista d’Italia il 4% e 15 parlamentari. Il vento era girato, la marcia su Roma era ormai alle porte”.    CINEMA   SPETTACOLI, MUSICA E CULTURA

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Covid: Salvini, ‘diamo voce a #Ioapro’, si parte venerdì’
Tam tam sui social. ‘Non è contro nessuno, non è di fuorilegge ma di uomini e donne’ dice il leader della Lega. Ristoratore: ‘Apriremo in 60mila’. Morani (Pd): ‘Istiga alla disobbedienza, metodo Trump’
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12 gennaio 2021
19:37
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“Basta Conte, Renzi..Ora parliamo di vita vera: dobbiamo essere cauti, portate le mascherine, distanze, ma c’è anche di diritto al lavoro e alla vita, altrettanto sacrosanto. Ora mi collego con Umberto animatore dell’iniziativa ‘Ioapro’, che già spopola in rete.
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Offro questo spazio a loro”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, su Fb.
“E’ una iniziativa che non è portata avanti da fuorilegge, nè da negazionisti, ma da migliaia di uomini e donne, piccoli imprenditori, artigiani, che vogliono pagare la gente, che vogliono lavorare. Si parte venerdì. Avranno – assicura Salvini – dei protocolli molto rigidi, ma non ce la fanno più. Dicono che non riescono a pagare i fornitori, basta zone gialle, arancioni”.
“In sessantamila locali, tra bar e ristoranti siamo pronti ad aprire venerdì, siamo tanti grazie al tam tam sulla rete. Non è una protesta ma abbiamo la necessità di aprire”. Così Umberto, un ristoratore in collegamento con il leader della Lega, Matteo Salvini, su Fb. “Hanno aderito 48 città, ci sono già tantissimi clienti che ci chiedono di riaprire”, aggiunge Umberto. “Ci stiamo tutelando con una task force di avvocati per difendere noi e i clienti. Prenderemo la multa e poi la manderemo ai nostri legali, quindi faremo ricorso”. Così Umberto, animatore della campagna “Ioapro”, collegato con il leader della Lega, Matteo Salvini, su Fb:

  Salvini, ex ministro degli Interni, istiga alla disobbedienza strumentalizzando la sofferenza di una categoria in forte difficoltà come quella dei ristoratori. È il metodo Trump ed io credo sia molto pericoloso oltre che irresponsabile”. Lo scrive su Twitter Alessia Morani (Pd), sottosegretaria al Ministero dello Sviluppo economico, a proposito del sostegno del leader leghista alla campagna #ioapro.

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Recovery: Rosato,modifiche sostanziali ma non è strategico
Cambiamenti inducano chi ci ha dato dei traditori a ritrattare
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12 gennaio 2021
14:50
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“Ci sono delle modifiche che sono di sostanza che dovrebbero indurre chi ci ha attaccato il 7 dicembre come traditori a ripensare alle accuse. Manca a mio giudizio una visione complessiva, sembra una grande legge di bilancio invece dovrebbe essere un piano di rilancio e ripartenza del paese.
Ci sono dei miglioramenti, ora siamo sopra il livello di decenza ma il voto lo daranno le ministre”. Così il coordinatore Iv Ettore Rosato a Un giorno da Pecora.
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Governo: Nobili, con sfida a Iv premier dice no a Conte Ter
“Contento lui, contenti tutti”
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12 gennaio 2021
14:52
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“Il fatto politico di oggi è che Conte, sfidando Italia Viva, ha detto di no all’ipotesi Conte Ter. Contento lui, contenti tutti”.
Lo scrive su Twitter Luciano Nobili, deputato di Italia Viva.
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Governo: Meloni,imbarazzante teatrino a scapito gli italiani
Continuano litigi e giravolte
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12 gennaio 2021
15:07
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“Nel Governo continuano con i litigi, le ipotesi di rimpasti, gli ultimatum e le giravolte. Ma quando la finiranno con questo imbarazzante teatrino a scapito dell’Italia e degli italiani?».
Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.
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Governo:Tajani,non collaboriamo con governo di sinistra
Collaborazione sono proposte su recovery plan
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12 gennaio 2021
15:18
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“Noi non partecipiamo a governo con forze di sinistra: l’unica forma di collaborazione è avanzare le nostre proposte per il Recovery Plan”. Così il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani, su Rai 1.
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Villa Reale Monza, il 15 la riconsegna delle chiavi
Rottura fra consorzio e gestore; sindaco, priorità riaprire
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MILANO
12 gennaio 2021
15:27
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Il 15 gennaio il gestore privato restituirà le chiavi della Villa Reale di Monza al Consorzio pubblico, con 14 anni di anticipo da quanto previsto dal contratto. Nel frattempo sono già stati smontati per essere messi in un deposito i pannelli per le esposizioni, i cartelli con le indicazioni disegnati dall’archistar Michele De Lucchi, l’attrezzatura della cucina professionale del ristorante che era stata presa in gestione da Vicook della famiglia Cerea, quella del ristorante pluristellato Da Vittorio.
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Nelle intenzioni saranno venduti all’asta dato che il Consorzio ha deciso di non acquistare quel materiale che secondo il gestore vale circa un milione 200 mila euro, così come ha deciso di non subentrare alle utenze di luce e gas.
I problemi (in tribunale) erano iniziati nel 2018 con una richiesta di revisione del piano finanziario e una diffida del gestore da otto milioni di euro. La pandemia ha aggravato la situazione. Chiusa a marzo, a maggio alla villa hanno aperto solo gli appartamenti di Umberto e Margherita, quelli cioè gestiti direttamente dal consorzio che il 23 dicembre ha inviato una lettera per rescindere il contratto.
La decisione finale sulla diatriba finirà in tribunale. Nel frattempo il sindaco di Monza Dario Allevi ha voluto rassicurare. “Il 15 gennaio – ha scritto su Facebook – è fissato l’incontro decisivo e subito dopo spiegherò nei dettagli tutto quello che è successo negli ultimi mesi e quello che abbiamo intenzione di fare per riaprire quanto prima (emergenza sanitaria permettendo) le porte del nostro gioiello al pubblico”.
“Tranquillizzo comunque – ha aggiunto – che nessun arredo storico uscirà dalla Reggia, nel frattempo per quanto riguarda le utenze i tecnici stanno lavorando sui nuovi contratti”.
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Covid: in vigore da venerdì obbligo test per viaggi in Gb
Andrà fatto entro 72 ore dalla partenza pena multe pesanti
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LONDRA
12 gennaio 2021
15:38
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Scatta da venerdì l’obbligo di tampone Covid negativo per tutti coloro che viaggeranno o rientreranno dall’estero a Londra come in qualsiasi altra località dell’Inghilterra, sia che si tratti di stranieri sia di cittadini del Regno. L’indicazione, annunciata la settimana scorsa da Grant Shapps, ministro dei Trasporti del governo di Boris Johnson, prevede che il test debba essere eseguito dai viaggiatori entro 72 ore dal loro arrivo sull’isola, quale che sia il Paese di provenienza.
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Con una multa da 500 sterline per chiunque non fosse in grado di dimostrare di averlo sostenuto con esito negativo.
Rimangono inoltre parallelamente in vigore tanto l’obbligo di isolarsi comunque per 10 giorni in casa dopo l’arrivo (anche senza sintomi di sorta, salvo la scarna lista dei Paesi esentati fra cui l’Italia non è compresa); quanto quello di compilare un modulo di autocertificazione prima del viaggio ritracciabile online presso il sito del governo di Londra. La decisione è stata motivata con la necessità di frenare i rischi di “riammissione” del virus dall’estero mentre il Regno Unito sta cercando di riportare sotto controllo una nuova impennata di contagi interni alimentati da una variante più virulenta dell’infezione. Un provvedimento identico è stato confermato anche dal governo locale della Scozia e preannunciato da quelli di Galles Irlanda del Nord – competenti sulla materia in forza della devoluzione – in relazione a chiunque viaggi direttamente dall’estero verso quei territori del Regno.
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Recovery: via libera del Cdm
Astenute due ministre Iv
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13 gennaio 2021
01:02
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Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera, a quanto si apprende, al Recovery plan. C’è stato il sì unanime, viene riferito, di tutti i ministri, tranne le due ministre Iv Teresa Bellanova ed Elena Bonetti.
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Covid: verso proroga stato emergenza fino a 30 aprile
Il Cdm sul Covid è previsto domani sera
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13 gennaio 2021
01:18
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Lo stato d’emergenza per il Covid dovrebbe essere prorogato fino al prossimo 30 aprile. Lo si apprende da fonti di governo a margine del Consiglio dei ministri.

Il Cdm sul Covid è previsto domani sera: in giornata il ministro della Salute Roberto Speranza riferirà alle Camere sulle nuove misure e sulla proroga dell’emergenza.
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Gualtieri,Recovery gran lavoro,è più importante di polemiche
‘Ora via al confronto in Parlamento e nella società’
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13 gennaio 2021
01:29
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“Il consiglio dei ministri vara il Recovery Plan, il più grande piano di investimenti mai visto in Italia. Con le risorse europee ora il nostro Paese può cambiare davvero.
È stato un gran lavoro, più importante d’ogni polemica.
Ora via al confronto in Parlamento e nella società”. Lo scrive su Twitter il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri al termine del Cdm.
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Recovery: Cdm, piano da 210 mld, 144 mld a nuovi progetti
Altri 65,7 mld a progetti in essere, daranno ‘accelerazione’
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13 gennaio 2021
02:33
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Le risorse complessivamente allocate nelle sei missioni del Piano nazionale di rilancio e resilienza sono pari a circa 210 miliardi di euro. Lo si legge nel comunicato stampa del Cdm.

Di questi, viene spiegato, 144,2 miliardi finanziano “nuovi progetti” mentre i restanti 65,7 miliardi sono destinati a “progetti in essere” che “riceveranno, grazie alla loro collocazione all’interno del Pnrr, una significativa accelerazione dei profili temporali di realizzazione e quindi di spesa”.
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Governo: Nodo quota 161 Senato, Palazzo Chigi alla ricerca di 14 voti
I vincoli per la formazione di nuovi gruppi
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12 gennaio 2021
21:01
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La maggioranza politica a Palazzo Madama ha il numero magico “161”. Ma potrebbero bastare 158 senatori sicuri per far proseguire la navigazione al governo Conte anche in caso di rottura da parte di Iv.
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E’ il ragionamento che si fa in ambienti della maggioranza partendo dal presupposto che al Senato di deve tener conto prima di tutto dei 315 parlamentari eletti, e non dei complessivi 321, tra i quali ci sono 6 senatori a vita. E’ dunque questa quota che il premier Conte potrebbe mirare a raggiungere anche se c’è, oltre alla questione numerica, anche un problema politico, visto che il Regolamento del Senato pone dei vincoli alla formazione di nuovi gruppi. Senza un nuovo gruppo parlamentare che lo sostiene al posto di Iv, Conte avrebbe solo una maggioranza numerica.
Attualmente Conte gode del sostegno di M5s (92 senatori), Pd (35), Leu (5), Autonomie (6), altri 9 senatori del gruppo Misto (Buccarella, Cario, De Bonis, Di Marzio, Fantetti, Fattori, Lonardo, Merlo, Ruotolo) e Italia Viva (18). In totale dunque di 165 voti, che crollerebbero a 147 in caso di passo indietro di Iv. Dal pallottoliere mancherebbero 11 voti, gli ipotetici futuri Responsabili, qualora Renzi si sfilasse definitivamente, per giungere a quota 158.
Una apertura è giunta da due ex M5s del gruppo Misto: Gregorio De Falco (che finora ha spesso votato con la maggioranza) e Mario Giarrusso. Poi ricorrono voci puntualmente smentite di un soccorso bianco di 3 senatori dell’Udc, e di 3 di Idea-Cambiamo.
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Da Fi Antonio Tajani e Anna Maria Bernini hanno ribadito il loro “non possumus” benché nessuno giuri che qualche singolo senatore non possa cedere alle lusinghe (ma smentiscono i senatori su cui si vocifera, Dal Mas, Mallegni e De Siano).
Definisce “infondate” le voci di un suo abbandono di Iv Anna Maria Parente, presidente della Commissione Sanità. In questa serie di smentite vengono indicati come possibili senatori da convincere e recuperare altri ex M5s del Misto (Ciampolillo, Drago, Martelli, Pacifico) finora del tutto ostili alla maggioranza e al Conte 2.
Da tener presente che il Regolamento del Senato vieta la costituzione di nuovi gruppi, se non con un simbolo presente alle precedenti elezioni. In tal senso sono forti le avances ai tre senatori Udc, il cui simbolo corse alle ultime politiche assieme a Noi con l’Italia.

Politica tutte le notizie In questa foto d'archivio Il premier Conte suona il tamburo della Banda della Marina Militare prima dell’incontro con il Primo Ministro Tunisino, Youssef Chaed
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DALLE 22:05 DI SABATO 09 GENNAIO 2021

ALLE 18:05 DI LUNEDì 11 GENNAIO 2021

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Azzolina,senza scuola non c’è crescita, continuo a battermi
Un anno fa il giuramento a ministra dell’Istruzione
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09 gennaio 2021
22:05
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“Un anno fa giuravo come Ministra.
Sento, ogni giorno, tutta la responsabilità dell’incarico.
Ho lavorato senza sosta e continuerò a farlo, guidata dall’amore per la scuola e per la Costituzione, guardando all’articolo 34.
Uno dei più belli, quello che mi ha permesso di immaginare e costruire un futuro da donna libera, pur partendo da una condizione di svantaggio. Mi batto per la scuola perché senza la scuola non c’è crescita, aumentano le disuguaglianze, si blocca l’ascensore sociale. E a pagare sono sempre i più deboli.
Continuerò a lavorare in questa direzione, senza risparmiarmi”.
Così la ministra Lucia Azzolina.
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Libia: Di Maio, proteggere negoziati da ogni interferenza
Il dossier libico nei colloqui del ministro in Giordania
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10 gennaio 2021
14:37
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“L’Italia ritiene fondamentale proteggere i risultati negoziali del Foro di Dialogo Politico libico in corso a Ginevra da interferenze interne ed esterne”.
E’ quanto ha sottolineato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio al collega giordano Ayman Safadi in un colloquio avuto oggi ad Amman che ha fornito l’occasione anche per un aggiornamento sulla situazione in Libia.

Il Comitato consultivo del Forum del dialogo politico libico si riunirà la prossima settimana a Ginevra.
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Di Maio, la Giordania un interlocutore di riferimento
Ministro ad Amman, ‘prezioso rapporto, bilaterale e regionale’
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10 gennaio 2021
14:40
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L’Italia considera “prezioso il rapporto con la Giordania, Paese che è per noi un interlocutore di riferimento sul piano bilaterale e sul piano regionale.
Confermo il nostro impegno a consolidare questo rapporto in tutti gli ambiti: dalle relazioni politiche, ai rapporti economico-commerciali, alla collaborazione in ambito culturale, all’ambito multilaterale”.
Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, nella sua visita in Giordania dopo l’incontro con il ministro degli Esteri Ayman Safadi .
“Ringrazio per l’accoglienza e il proficuo incontro che abbiamo avuto. Sia al Ministro Safadi, sia al Primo Ministro, che ho incontrato stamattina, ho sottolineato come dopo la “pandemia, che avuto un impatto negativo sui rapporti commerciali e sulla crescita a livello mondiale, con l’arrivo del vaccino ci stiamo avvicinando a un’uscita da questa emergenza sanitaria. Sarà importante – ha aggiunto Di Maio – cogliere tutte le opportunità per consolidare ed espandere la nostra presenza imprenditoriale nel Regno, già promettente in molti settori quali energia, infrastrutture, trasporti e telecomunicazioni”.
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Ristori: Catalfo, in nuovo dl rifinanzieremo cig
Nel Recovery raddoppiate risorse per il lavoro
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10 gennaio 2021
15:14
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“Con il nuovo decreto Ristori rifinanzieremo la cassa integrazione e ulteriori misure per lavoratori e imprese”. Lo ha detto al Tg1 il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo.

La ministra, che venerdì vedrà le parti sociali, ha sottolineato anche che “la riforma degli ammortizzatori sociali è necessaria, sottolineata anche dall’emergenza”. “La riforma toccherà tre punti fondamentali: universalismo, allargando questi strumenti a tutti i lavoratori con un’attenzione agli autonomi, semplificazione e collegamento con le politiche attive del lavoro”, ha aggiunto.
A proposito del Recovery Plan, la ministra ha detto che aveva “chiesto di investire più risorse sulle politiche del lavoro” per rafforzare le politiche attive e le competenze di giovani, donne, lavoratori anche cassintegrati e disoccupati. “Di fatto”, rispetto alla prima bozza, ha detto, “sono state raddoppiate e sono soddisfatta”.
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Ristori: si accelera su nuovo dl, scostamento 24 miliardi
Gualtieri: ‘Pronto scostamento di bilancio da 24 miliardi’. Di Maio: ‘Subito ristori a chi ha avuto cali nel fatturato’
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11 gennaio 2021
10:15
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Accelerare sullo scostamento di bilancio per poter procedere al più presto con il nuovo decreto ristori. Il Governo è compatto sull’urgenza di nuovi sostegni economici al tessuto produttivo, per far fronte alla necessità di proseguire con le misure restrittive per la pandemia.
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E almeno su questo capitolo la maggioranza in fibrillazione ritrova una convergenza, con Italia Viva che assicura il proprio voto.
Il nuovo scostamento, che come annunciato dal premier Giuseppe Conte verrà portato in settimana in Consiglio dei ministri, varrà più dei 20 miliardi ipotizzati finora. “Stiamo valutando un intervento da un punto e mezzo di pil”, spiega il ministro dell’economia Roberto Gualtieri in un’intervista al Corriere: cioè, circa 24 miliardi, “di cui circa un miliardo e mezzo” per i vaccini, precisa il ministro, sottolineando che nel nuovo provvedimento non ci saranno solo i ristori, ma anche “più di tre miliardi supplementari” per la Sanità.
Nel nuovo dl arriverà anche il rifinanziamento della cig e ulteriori misure per lavoratori e imprese, annuncia la ministra del lavoro Nunzia Catalfo. L’obiettivo dell’esecutivo è fare presto. Prima c’è passaggio “cruciale” del Recovery Plan, ma poi tocca a scostamento e nuovo decreto sui ristori, “indispensabili e urgenti”, avverte Gualtieri. “Vanno approvati subito ristori per autonomi, imprenditori, commercianti e tutti quelli che hanno avuto un notevole calo del fatturato a causa del covid” e questo “lo dobbiamo fare con il prossimo scostamento di bilancio”, incalza il ministro degli esteri Luigi Di Maio. Scostamento su cui è necessario “accelerare e chiudere entro fine mese, per dare un nuovo sostegno alle imprese”, dice la viceministra all’economia Laura Castelli invitando a non perdere tempo con “pseudo crisi”.
E un appello in questo senso arriva anche dal ministro per i rapporti con il Parlamento Federico D’Incà, che chiede fatti, “invece di perdere tempo prezioso a risolvere beghe politiche incomprensibili e inattuali”: serve “un nuovo scostamento di bilancio” e serve “il prima possibile”.
Un’urgenza condivisa anche da Italia Viva, che invece tiene alta la tensione sul Recovery (il testo potrebbe arrivare domani sera). La promessa sui ristori “va mantenuta senza se e senza ma”, dice il presidente dei senatori di Iv Davide Faraone, chiedendo al governo “di presentare in fretta il provvedimento di scostamento in parlamento: Italia Viva non farà mancare come sempre il proprio voto”.
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Usa: Papa, promuovere riconciliazione, tutelare democrazia
‘La violenza è autodistruttiva, sempre: nulla si guadagna con la violenza e tanto si perde’
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CITTÀ DEL VATICANO
10 gennaio 2021
12:50
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“Rivolgo un saluto affettuoso al popolo degli Stati Uniti d’America, scosso dal recente assedio al Congresso – ha detto papa Francesco all’Angelus -. Prego per coloro che hanno perso la vita, cinque, l’hanno persa in quei drammatici momenti”.
“Ribadisco – ha proseguito – che la violenza è autodistruttiva, sempre: nulla si guadagna con la violenza e tanto si perde”. “Esorto le autorità dello Stato e l’intera popolazione a mantenere un alto senso di responsabilità – ha aggiunto il Pontefice – al fine di rasserenare gli animi, promuovere la riconciliazione nazionale e tutelare i valori democratici radicati nella società americana”.
“La Vergine Immacolata, patrona degli Stati Uniti d’America – ha detto ancora il Papa -, aiuti a tenere viva la cultura dell’incontro, la cultura della cura, come via maestra per costruire insieme il bene comune”. “Lo faccia con tutti, con tutti coloro che abitano in quella terra”, ha concluso.
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Cashback: chiuso periodo sperimentale, rimborsi per 222 mln
Soglia minima delle 10 transazioni per 3,2 milioni di cittadini
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10 gennaio 2021
13:33
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5,8 milioni di cittadini iscritti nel periodo sperimentale del programma, con 9,8 milioni di strumenti di pagamento elettronici registrati e oltre 63 milioni di transazioni effettuate. Circa il 50% degli acquisti eseguiti con moneta elettronica ai fini del rimborso nel mese di dicembre ha un importo inferiore ai 25 euro.
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Sono 3,2 milioni i partecipanti all’Extra Cashback di Natale che hanno raggiunto la soglia minima delle 10 transazioni e otterranno un rimborso complessivo di oltre 222 milioni di Euro. Con la chiusura del periodo sperimentale del Cashback, che si è tenuto dall’8 al 31 dicembre 2020, è partita ufficialmente l’iniziativa su base semestrale”. E’ quanto rendono noto fonti di Palazzo Chigi. “La partecipazione – proseguono le stesse fonti – riscontrata ad oggi è stata al di sopra delle aspettative dal punto di vista dei numeri e dei dati di sintesi. In particolare, nel periodo tra l’8 e il 31 dicembre 2020: Oltre 5,8 milioni di cittadini si sono iscritti al Cashback (valore assoluto 5.870.063). Sono stati attivati per l’iniziativa più di 9,8 milioni di strumenti di pagamento elettronici (valore assoluto 9.834.919) di cui oltre 7,6 milioni dall’app IO (valore assoluto 7.637.768). Sono state elaborate dal sistema oltre 63 milioni di transazioni (valore assoluto 63.218.228) per un importo medio di 46 euro. Indicativa la quota di transazioni con valore inferiore ai 25 euro, che rappresenta il 48,5% del totale e segnala l’utilizzo di strumenti di pagamento elettronici nell’ambito del programma anche per acquisti di piccolo importo. Supera i 222,6 milioni di euro (222.668.781) il valore complessivo dei rimborsi da erogare ai 3.230.906 partecipanti che, sul totale dei cittadini iscritti, hanno effettuato il numero minimo delle 10 transazioni per avere diritto all’Extra Cashback di Natale.
“Interessante – sottolineano le stesse fonti – anche il dato relativo alle fasce di rimborso: il 3,1% degli aventi diritto (100.387 valore assoluto) otterrà il rimborso di 150 euro il 14,5% degli aventi diritto (468.822 valore assoluto) otterrà un rimborso di importo incluso tra i 100 e i 149 euro il 49,6% degli aventi diritto (1.602.297 valore assoluto) otterrà un rimborso di importo incluso tra i 50 e i 99 euro l 32,8% degli aventi diritto (1.059.399 valore assoluto) otterrà un rimborso di importo inferiore ai 50 euro. I dati sopra elencati continuano a crescere anche nella partecipazione rilevata a inizio 2021, con l’entrata a regime del programma lo scorso 1° gennaio e l’avvio del primo dei tre semestri in cui si articolerà fino al 30 giugno 2022. All’8 gennaio, sono più di 6,2 milioni il totale dei cittadini iscritti al Cashback, (valore assoluto 6.244.446) e oltre 10,6 milioni di strumenti di pagamento attivati (valore assoluto 10.636.108), con circa 9 milioni di nuove transazioni effettuate ai fini dell’iniziativa solo negli ultimi 8 giorni. A differenza di quanto previsto durante il periodo sperimentale, la soglia minima per acquisire il diritto al rimborso è pari a 50 transazioni valide a semestre. Inoltre, dal 1° gennaio si aggiunge anche la possibilità di ottenere il Super Cashback di 1.500 euro a semestre per i primi 100mila partecipanti che abbiano totalizzato, nel periodo di riferimento, il maggior numero di transazioni con carte e app di pagamento attivate nell’ambito dell’iniziativa. L’aspettativa è che la partecipazione continui a crescere in modo graduale e significativo nei prossimi mesi e che, con il tempo, l’iniziativa abbia un impatto positivo sul cambiamento delle abitudini di consumo degli italiani verso un sempre maggiore utilizzo della moneta elettronica negli acquisti di tutti i giorni.
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Governo, Bellanova: ‘Il tempo è finito’. In documento Renzi 30 punti, da Mes a Comunali
Inviato il 6 gennaio a Bettini: “Iv non non apre crisi, lascia poltrone”
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11 gennaio 2021
09:10
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Ultimatum di Iv con Bellanova che invoca “risposte”: “Per uscire serve discontinuità. Radicale discontinuità, nei metodi e nel merito.
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Ed il compito di metterla in campo, ben oltre qualche post Fb ma con atti politici” spetta a Conte, scrive su Fb Bellanova (IV). “Il tempo è davvero finito” e “questa esperienza per me è archiviata”, scrive. E invoca “risposte”: “Arrivi questo benedetto Recovery Plan, ci si dia il tempo di valutarlo e ci si confronti in Consiglio dei Ministri. Anzi, ci si confronti anche sugli altri nodi” con “un patto di legislatura”. “Se ci sarà tutto questo noi ci siamo. Diversamente l’esito è già scritto e la responsabilità solo di altri”.
“Al Presidente del Consiglio chiediamo, ora sì, chiarezza di comportamento, capacità di rilanciare, onere della sintesi politica, affermazione del proprio ruolo di garanzia di tutte le componenti. In una parola: leadership. Perché a chi queste ore mi chiede che farà Italia Viva dico che la domanda è inversa: cosa risponde Conte? È Conte che deve dire. Noi abbiamo già detto”, prosegue Teresa Bellanova. “Alle domande non è arrivata nessuna risposta, se non un Bignami di 13 pagine. Non c’è ad oggi alcun testo su cui valutare. Non c’è alcuna discontinuità, se non un post Facebook cui, per farlo comprendere, è dovuta seguire un’agenzia di stampa chiarificatrice. Il tempo è davvero finito. E questa esperienza per me è archiviata, perché sono insostenibili questi metodi e queste incertezze sul merito, questo giocare a un rimpiattino intollerabile e offensivo, che toglie forza e credibilità a questa maggioranza. Che ha solo una strada obbligata: guardarsi in faccia, intendersi sul da farsi, sconfiggere questa pigrizia continua, questo lasciar scorrere il tempo scansando problemi e non sciogliendo i nodi”, afferma la capo delegazione di Iv.
“Arrivi questo benedetto Recovery Plan, ci si dia il tempo di leggerlo e valutarlo e ci si confronti in Consiglio dei Ministri.
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Perché noi a confronti sui contenuti non ci siamo mai sottratti, anzi siamo stati quasi sempre i primi a chiederlo a gran voce. Anzi, il confronto si faccia anche sugli altri nodi politici che ci separano, costruendo un patto di legislatura su cui vedo oggi in tanti accapigliarsi reclamandolo a gran voce, ma che Italia Viva chiede da mesi”.
IL DOCUMENTO DI IV – Dal Mes ad Autostrade, dal fisco al Ponte sullo stretto, dalle riforme alle prossime comunali. E’ l’elenco in 30 punti delle “questioni politiche aperte” in maggioranza fatto il 6 gennaio da Matteo Renzi al Dem Goffredo Bettini. Nella notte il senatore avrebbe detto ai parlamentari Iv: senza risposte “non apriamo la crisi ma lasciamo le poltrone”. Nel documento del 6, Renzi a Bettini scrive che Conte non ha mantenuto l’impegno di chiudere i tavoli sul programma entro novembre e chiede: “Con chi si scrive un accordo serio? In che tempi? Chi garantisce che gli impegni si mantengano? Iv è pronta da mesi. Gli altri?”.
Restano le fibrillazioni nella maggioranza sul Recovery. “E’ il Presidente del Consiglio a staccare la spina del governo, non noi, perché è lui a continuare nel suo atteggiamento di non farsi carico dei problemi, ma anzi, mettendoli sotto il tappeto. Non si può andare avanti così. Ci ha detto che ci vedremo in aula sfidandoci? Va bene. Ci vedremo in Parlamento e utilizzeremo la dialettica e i nostri numeri per vedere chi ha ragione rispetto ai ritardi di questo governo”, afferma Ettore Rosato presidente di Italia Viva a Radio Popolare. “Ma che offerta avrebbe fatto Conte? Noi vogliamo risposte alle nostre richieste, Non ci interessano offerte di posti o di chissà quale tavolo di mediazione”. Rosato ha anche ribadito che secondo Italia Viva, anche di fronte a una crisi di governo non si andrà a elezioni anticipate: “Se c’è qualcuno che pensa che i problemi del Paese si risolvano con le elezioni anticipate, si faccia avanti, ma ho l’impressione che le forze politiche sappiano benissimo che non è questa la strada”.
“La crisi economica non aspetta la politica. Chi governa deve dettare i tempi della ripresa, dunque nelle prossime ore chiudiamo il Recovery e consegniamolo al Parlamento, mettiamoci al lavoro sui progetti di rilancio del Paese”, scrive il ministro degli Esteri Luigi Di Maio su Facebook, secondo cui “il Paese non può e non deve restare fermo. I politici sono pagati per lavorare, non per litigare. Ogni ministro, ogni membro di governo, ogni parlamentare è chiamato a dare il massimo, sempre. Le trame di palazzo, i giochini, non dovrebbero nemmeno sfiorarci”.
Un fronte aperto è quello dei ristori. “Quando è stato deciso che a Natale tante attività economiche sarebbero state chiuse o avrebbero ridotto drasticamente il proprio orario di apertura per un incremento dei contagi abbiamo promesso rapidissimi ristori che potessero compensare le perdite. La promessa va mantenuta senza se e senza ma. Chiediamo quindi al governo di presentare in fretta il provvedimento di scostamento in Parlamento: Italia Viva non farà mancare come sempre il proprio voto”. Così in una nota il presidente dei senatori di Italia Viva Davide Faraone.
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Le Regioni che saranno arancioni in base all’ultima ordinanza del ministro Speranza hanno chiesto aiuti per le attività economiche.
E la richiesta i ristori arriva anche dai gestori degli impianti di risalita. “La sbandierata riapertura degli impianti di risalita per il prossimo 18 gennaio appartiene più al mondo degli auspici che non a quello della realtà”, sostiene Giorgio Merlo, sindaco di Pragelato e assessore alla comunicazione dell’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea, in merito alla “stretta di gennaio annunciata dal Governo che, come ovvio, conterrà misure stringenti e restrittive”. Per Merlo, occorre dunque “prendere atto della grave situazione sanitaria senza indicare ulteriori rinvii per la sempre più remota riapertura, e intervenire con rapidità per definire la cifra dei potenziali ristori”.
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Covid: Giani, da domani Toscana è gialla, ne esco vincitore
‘Misure messe in campo giuste. E riapriamo le scuole superiori’
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FIRENZE
10 gennaio 2021
16:58
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“Sono certo che se ci avessero concesso la zona gialla anche prima di Natale la situazione sanitaria non sarebbe peggiorata, e al tempo stesso avremmo dato respiro alle categorie economiche”, “ma io ne esco vincitore: domani saremo zona gialla, e questo dimostra che la Toscana ha posto rimedio alle criticità che ci avevano penalizzato all’inizio”. Lo ha detto il governatore Eugenio Giani sottolineando che nel ritorno a zona gialla della Toscana “torno a fare appello al senso di responsabilità di tutti, specie dopo gli assembramenti di venerdì sera a Lucca e a Livorno che rischiano di vanificare gli sforzi di tanti”.
“Voglio ricordare – ha aggiunto – che le misure messe in campo dalla Toscana si sono rivelate giuste, al punto che domani riapriamo le scuole superiori, un successo di cui vado orgoglioso”.
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Papa: ‘Per la politica questo non è il momento di rompere l’unità’
Intervista del Pontefice al Tg5: ‘In questo momento la classe dirigenziale tutta non ha il diritto dire ‘Io’. Si deve dire ‘Noi’ e cercare un’unita davanti alla crisi’
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10 gennaio 2021
22:37
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“La classe dirigenziale ha il diritto di avere punti di vista diversi e anche di avere la lotta politica. È un diritto: il diritto di imporre la propria politica. Ma in questo tempo si deve giocare per l’unità, sempre”.
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Lo afferma papa Francesco nell’intervista al Tg5 andata in onda in serata su Canale 5. “In questo tempo non c’è il diritto di allontanarsi dall’unità – spiega -. Per esempio, la lotta politica è una cosa nobile, i partiti sono gli strumenti. Quello che vale è l’intenzione di fare crescere il Paese. Ma se i politici sottolineano più l’interesse personale all’interesse comune, rovinano le cose”.
“In questo momento la classe dirigenziale tutta non ha il diritto dire ‘Io’. Si deve dire ‘Noi’ e cercare un’unita davanti alla crisi – ribadisce il Papa rispondendo alle domande del vaticanista di Mediaset Fabio Marchese Ragona -. Passata la crisi ognuno ritorni a dire ‘Io’, ma in questo momento, un politico, anche un dirigente, un vescovo, un sacerdote, che non ha la capacità di dire ‘noi’ non è all’altezza. Deve prevalere il ‘Noi’, il bene comune di tutti. L’unità è superiore al conflitto”. Secondo Francesco, “i conflitti sono necessari, ma in questo momento devono fare vacanze. Bisogna sottolineare l’unità, del paese, della chiesa e della società. Chi dice che ‘in questo modo si possano perdere le elezioni’ dico che non è il momento, questo è il momento della raccolta. ‘L’uva si raccoglie in autunno’, questo è il momento di pace e non crisi, bisogna seminare il bene comune”. “Io dico a tutti i dirigenti – pastorali, politici, imprenditoriali – di cancellare per un po’ la parola ‘io’ e dire la parola ‘noi’. Perdi un’opportunità: la storia te ne darà un’altra. Ma non fare il tuo negoziato, il tuo negozio sulla pelle dei fratelli e delle sorelle che stanno soffrendo per la crisi. Davanti alla crisi, tutti insieme, ‘noi’, cancellare l”io’, per il momento”, aggiunge.
“Da dove possiamo ripartire? Io parto da una certezza. La pandemia è stata una crisi durata un anno e che continua ancora oggi. Ma da una crisi non se ne esce mai come prima, o se ne esce migliori o peggiori. Questo è il problema: come fare per uscirne migliori e non peggiori? Cosa ci aspetta in futuro? È una nostra decisione”, ha detto poi papa Francesco nell’intervista esclusiva al Tg5. “Se vogliamo uscirne migliori dovremo prendere una strada, se vogliamo riprendere le stesse cose di prima la strada sarà un’altra strada, e sarà negativa. E oltre alla pandemia ci sarà una sconfitta in più: quella di non esserne usciti migliori”, spiega il Pontefice rispondendo al vaticanista di Mediaset Fabio Marchese Ragona. “Dobbiamo fare un’analisi molto forte delle situazioni brutte che oggi si vivono nel mondo – prosegue -. Pensate ai bambini senza scuola e che soffrono la fame. Ci sono le statistiche delle Nazioni Unite che sono spaventose. Pensate ai bambini che sono nati con la guerra, da dieci anni vivono in guerra e che non sanno cosa sia l’odore della pace. Pensiamo solo ai bambini in generale: le statistiche sono terribili”. Secondo il Papa, “una domanda che tutti ci dovremmo fare è questa: cosa possiamo fare per poter far andare a scuola e per far avere da mangiare a tutti i bambini? Un altro problema riguarda le guerre perché c’è già la terza guerra mondiale, non coinvolge tutto il mondo ma esistono le guerre. E quindi dovremmo chiederci quale sia la strada per la pace. È un problema serio da prendere molto sul serio e se noi vogliamo uscire da questa situazione senza vedere queste cose allora l’uscita sarà peggiore”. “Dobbiamo uscirne considerando le cose concrete, nessuna fantasia: cosa possiamo fare per cambiare questa situazione? Le statistiche dicono che togliendo un mese di spese di guerra potremmo dare da mangiare a tutta l’umanità per un anno. Dobbiamo prendere coscienza di questa drammaticità del mondo, non è tutto una festa – aggiunge Francesco -. Per uscire da questa crisi a testa alta e in modo migliore dobbiamo essere realisti. Ci vuole realismo”.
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Conte: ‘Domani sera il Cdm per il Recovery’. Renzi: ‘Tirino fuori la bozza e valuteremo’
Il premier sul Covid: ‘Stiamo arrivando a una impennata di contagi, non sarà facile, dobbiamo fare ancora dei sacrifici’
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11 gennaio 2021
14:45
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“Domani sera dobbiamo fare il Consiglio dei ministri per approvare il Recovery plan. Dobbiamo correre”, lo ha detto il premier Giuseppe Conte in una intervista al Tg3 nella quale ha parlato anche delle fibrillazioni nella maggioranza. “Lavoriamo per costruire, il momento è così difficile che dobbiamo mettercela tutta per offrire risposte ai cittadini”, ha detto. “Sta arrivando un’impennata” dei contagi “dopo Gran Bretagna, Irlanda, Germania sta arrivando anche da noi: non sarà facile, dobbiamo fare ancora dei sacrifici”.
“Non mi interessa se Conte va al Quirinale o non va al Quirinale, ma che tirino fuori questo benedetto documento perché finora sono solo chiacchiere.
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Quando arriverà lo valuteremo, se non siamo d’accordo diciamo ‘amici come prima, noi le nostre poltrone ve le ridiamo’”. Lo ha detto il leader di Iv Matteo Renzi a L’aria che tira su La7, parlando del Recovery plan.

In mattinata a Rtl 102.5: “Approviamo questo benedetto Recovery, che sono in larga parte prestiti e vanno spesi per creare posti di lavoro, per dare soldi alla sanità. Il 22 luglio ho detto spendiamo soldi, se qualcuno mi dice ‘facciamo veloci’ io dico ‘corri, presenti questo Recovery, e usiamolo ma in cose utili”.
“Io non ho mai chiesto la conta in Aula, Conte ha detto ‘ci vedremo in aula’, non siamo noi a cercare la conta, noi chiediamo più vaccini, più soldi a cultura e teatro, ai giovani. Su questi temi è possibile essere accusati come irresponsabili? Sui post danno tutti ragione a noi ma io voglio vederlo nei documenti, quando ci daranno documenti lo saprò dire” ha aggiunto Renzi precisando che “se ora Conte e Casalino vogliono la conta in aula spero solo che abbiano fatto bene i conti dei numeri”.
“A me del cambio di Governo interessa zero. Il problema non è come si cambia il Governo, ma come si affronta questa pandemia. Io sono antipatico, non guardate me, ma guardiamo la sostanza. Noi abbiamo il maggior numero di morti, il peggior livello di pil e il paese che ha fatto le chiusure più toste, io dico non buttiamo via i soldi che abbiamo. Non ci frega nulla delle poltrone, ma non si buttino via i soldi che non torneranno mai più.
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O li spendiamo bene o spendeteli senza di noi. Io voglio avere la coscienza a posto”. “Il presidente della Repubblica ha detto cose che tutti noi condividiamo – ha aggiunto Renzi – . Suggerisco di non tirare per la giacchetta il presidente della Repubblica, lui è un arbitro e non si mette a dire a un dirigente politico cosa deve fare. Nella sostanza, comunque, approviamo questo benedetto recovery”.
“L’accordo in generale non lo darei per fatto, ci sono molte questioni aperte. Ma sul Recovery siamo contenti che sia passata la nostra linea. Non è una cosa di questo governo e di questa maggioranza, è fondamentale che si metta in sicurezza e che non si intralci il percorso per portarlo in Parlamento”. Così il vicesegretario Pd Andrea Orlando, a Agorà, dopo le parole di Matteo Renzi che ha dato il via libera all’approvazione del Recovery plan.
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Scuola: Azzolina, la dad non funziona più sono preoccupata
Il ministro annuncia a breve decisioni sull’esame di maturità
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11 gennaio 2021
12:52
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Rientro in classe, oggi, per i ragazzi delle scuole superiori in Toscana (poco più di 166 mila), Abruzzo (56.500) e Valle d’Aosta. I ragazzi rientreranno al 50% in presenza.
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Tutte le altre Regioni hanno scelto di rinviare il ritorno sui banchi degli studenti delle superiori in date che vanno dal 18 gennaio al 1 febbraio. Sono previsti per oggi proteste e flash mob. Ragazzi, studenti e docenti, dal Nord al Sud, chiedono di poter tornare a scuola.
“E’ difficile per gli studenti comprendere perchè non rientrano a scuola, capisco le loro frustrazione: la scuola è un diritto costituzionale se a me avessero tolto la scuola non sarei probabilmente qui”. Così la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina a Radio Rai 1. “Nelle regioni a fascia gialla tutto è aperto tranne la scuola superiore e questo creerà profonde cicatrici, i ragazzi hanno bisogno di sfogare la loro socialità. Si fa l’errore di credere che la scuola non produca incassi: se io chiudo un negozio so purtroppo quanto ho perso, sulla scuola questo discorso non si fa ma i costi sono altissimi. Sono molto preoccupata, oggi la dad non può più funzionare, c’è un black out della socialità, i ragazzi sono arrabbiati, disorientati ed sono preoccupata per il deflagrare della dispersione scolastica”.
“Il rischio zero non esiste, ma non esiste in alcun ambito – ha aggiunto – . All’interno delle scuole il rischio è molto basso e lo testimoniano gli studi italiani ed europei. La scuola si è organizzata molto bene. Io ho fatto tutto quello che potevo fare, chiedo a tutti di trattare la scuola non in modo diverso di come si trattano le attività produttive”, ha concluso la ministra Azzolina.
“Da parte mia non vuole esserci polemica con le Regioni. Ma bisogna dire quelli che sono i fatti: volevamo riaprire le scuole il 9 dicembre, qualcuno ci disse no, ma le attività produttive sono partite. Il 23 dicembre si è stipulata un’intesa all’unanimità con le Regioni che hanno garantito che al 50% le scuole superiori sarebbero rientrate. E’ partito un lavoro immane nei tavoli con i prefetti e sono stati previsti molti bus in più. A inizio gennaio molti presidenti di Regione hanno detto che erano addirittura pronti a far rientrare il 75% dei ragazzi in aula. Ci sono regioni che hanno lavorato bene come la Toscana, noi al ministero abbiamo monitorato tutto, abbiamo fatto informative; il lavoro fatto dai dirigenti scolastici è stato encomiabile. E’ difficile per gli studenti comprendere perché oggi non si riapre: hanno ragione, capisco le loro frustrazioni, la scuola è un diritto costituzionale se a me avessero tolto la scuola non sarei probabilmente qui”.
“Il ministro sta lavorando” in vista della maturità. “Abbiamo chiesto agli studenti di farci delle proposte: lo scorso anno ci hanno presentato proposte ragionevoli; una decisione la prenderemo a breve, i ragazzi a causa dell’incertezza assoluta per le date che slittano come la tela di Penelope, hanno bisogno di avere certezze che il ministero deve dare”.
“Capisco i ragazzi: il diritto all’istruzione è essenziale, sarei anch’io arrabbiata – afferma ancora la titolare del ministero dell’Istruzione – . Io ho il dovere di dire loro che il governo ha fatto tutto quello che doveva per il rientro a scuola. A maggio 2020 i medici mi scrivevano per chiedere di lasciare chiusa la scuola e così è stato, oggi ricevo lettere di tanti medici che mi chiedono di aprire le scuole: vedono le difficoltà dei loro figli. Ieri sera ho ricevuto la lettera di un anestesista”.
Il ministro è intervenuto anche sul concorso straordinario che “riprenderà, il 75% delle prove è stato svolto, i commissari potranno iniziare a correggere le prove già svolte, al più presto termineremo le prove di quel concorso, mancano 4 giorni per finire. Poi partirà il concorso ordinario”.
Sulla questione del rientro in classe era intervenuto nella serata di domenica anche il ministro della Salute Roberto Speranza. “Ne discuteremo domani (oggi n.d.r.) con le regioni, ma mi pare complicato vedere le scuole superiori chiuse e gli impianti di sci aperti. Sarà uno dei temi, e poi ancora in Parlamento”.
“Trovo irresponsabile e inutile lo scaricabarile della ministra Azzolina sulle regioni, così come la sua condanna della DAD. Con le regioni ci si confronta, si chiama Costituzione. E alla DAD, che certo non può sostituire la scuola in presenza, andrebbe fatto un monumento”. Lo scrive su Twitter il deputato del Pd Filippo Sensi.
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Perù: ex presidente Fujimori a giudizio per sterilizzazioni forzate
Fra il 1990 e il 1999 la campagna coinvolse oltre 300.000 donne, per lo più indigene, madre di più figli
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LIMA
11 gennaio 2021
11:59
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Un tribunale del Perù terrà oggi una seduta per permettere alla Procura peruviana di formalizzare i capi d’accusa nei confronti dell’ex presidente Alberto Fujimori per una campagna di sterilizzazioni forzate che fra il 1990 e il 1999 coinvolse oltre 300.000 donne, per lo più indigene, madri di più figli.
Attraverso una udienza virtuale, riferisce la radio RPP di Lima, il giudice Rafael Martín Martínez ascolterà la relazione del pm Pablo Espinoza che formulerà le accuse contro Fujimori, gli ex ministri della Salute dell’epoca, ed altre importanti personalità coinvolte nella realizzazione del piano governativo che risale a più di 22 anni fa.
Secondo l’emittente la Procura sosterrà la tesi che le sterilizzazioni realizzate senza il consenso delle donne coinvolte, sicuramente alcune migliaia, rappresentano “crimini contro l’umanità” che dovranno essere puniti severamente.
Attualmente Fujimori, 81 anni, è in carcere per scontare una pena di 13 anni per crimini contro l’umanità e corruzione.
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Spara da balcone: Iaccarino, resto in maggioranza
Presidente Consiglio Foggia non si dimette e attende voto aula
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FOGGIA
11 gennaio 2021
14:19
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Conferma che non intende dimettersi, che attenderà il voto in aula sulla mozione di sfiducia presentata dai consiglieri comunali e sottolinea che, in ogni caso, resta un componente della maggioranza di centrodestra. E’ quanto emerso nel corso della conferenza stampa indetta quest’oggi dal presidente del consiglio comunale di Foggia, Leonardo Iaccarino, ex Forza Italia ora indipendente, protagonista di un video che lo ritraeva mentre, dal balcone della sua abitazione, sparava alcuni colpi con la sua pistola scacciacani per festeggiare l’arrivo del nuovo anno.
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Immagini che hanno fatto il giro del web, a seguito delle quali, tutti i consiglieri comunali di Foggia hanno presentato nei suoi confronti una mozione di sfiducia dalla carica di presidente della massima Assise cittadina. Iaccarino aveva inizialmente manifestato l’intenzione di dimettersi ma poi aveva cambiato idea. “Convocherò una conferenza con i capigruppo e insieme a loro stabiliremo lo svolgimento consiglio comunale” – ha precisato Iaccarino rispondendo alle domande di alcuni cronisti che gli chiedevano quando convocherà il consiglio comunale durante il quale sarà votata la sua sfiducia -. Iaccarino alle scorse elezioni comunali del 2019 si era candidato con Forza Italia (partito che ha preso le distanze dopo la pubblicazione del video) ottenendo oltre 1300 preferenze. “Sono stato eletto tra le fila della maggioranza ed ho sposato il progetto politico presentato nel 2019 dal candidato sindaco del centrodestra Franco Landella, pertanto qualora in aula si voti la mia sfiducia da presidente della massima Assise cittadina, tornerò ad accomodarmi tra i banchi della maggioranza” – precisa Iaccarino -.
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Recovery: Renzi, tirino fuori bozza e valuteremo
Non mi interessa se Conte va al Quirinale o no
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11 gennaio 2021
13:20
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“Non mi interessa se Conte va al Quirinale o non va al Quirinale, ma che tirino fuori questo benedetto documento perché finora sono solo chiacchiere. Quando arriverà lo valuteremo, se non siamo d’accordo diciamo ‘amici come prima, noi le nostre poltrone ve le ridiamo’”.
Lo dice il leader di Iv Matteo Renzi a L’aria che tira su La7, parlando del Recovery plan.
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Governo: Romani,disponibili solo a governo unità nazionale
Tra emergenze, vaccini e crisi economica
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
11 gennaio 2021
13:07
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“I costruttori, come richiamati dal Capo dello Stato, intervengono quando c’è qualcosa da costruire.
Noi non siamo minimamente interessati né al Conte bis né al Conte ter.
Nessuna stampella, dunque, possiamo essere interessati e partecipi nel momento in cui il Presidente della Repubblica, verificato che non ci sia più una maggioranza giallo-rossa, dovesse indicare la necessità di un governo, di scopo, istituzionale o di unità nazionale, per fare uscire il Paese dalle tre emergenze eccezionali che il nostro Paese si trova ad affrontare: fenomeno pandemico, piano vaccinale e crisi economica”. Così Paolo Romani, senatore di Idea-Cambiamo! intervenendo a Rai news 24.
“L’orizzonte temporale del Recovery Fund travalica questo esecutivo e coinvolgerà sicuramente più di un governo. La classe politica – prosegue – dovrebbe essere fatta solo di costruttori se fosse una buona classe politica, tutta coinvolta, maggioranza e opposizione, nella definizione e nella finalizzazione delle risorse, nel rispetto dei vincoli europei, ben più condizionanti di quelli del MES sanitario”.
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Card. Parolin conferma Enoc al Bambino Gesù per altri 3 anni
Guida l’ospedale pediatrico dal 2015
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CITTA DEL VATICANO
11 gennaio 2021
12:44
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Il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, “in base ai poteri conferitegli da Sua Santità Papa Francesco”, ha nominato Mariella Enoc presidente del Consiglio di Amministrazione dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù per i prossimi 3 anni. Il mandato della presidente Enoc all’ospedale Bambino Gesù era già stato rinnovato una prima volta nel 2017.
La presidente è in carica da febbraio 2015.
“La decisione della Santa Sede – dichiara Mariella Enoc – è un attestato di stima per il lavoro che l’Ospedale ha fatto in questi anni. Questo ci conforta e personalmente mi rende molto lieta. Stiamo vivendo tutti un grande momento di difficoltà legato alla pandemia, ma sono certa che riusciremo a superare anche questa sfida, inimmaginabile fino a qualche tempo fa.
Lavoreremo nei prossimi mesi per costruire un progetto strategico che possa guardare al futuro dell’ospedale, per continuare a garantire l’eccellenza delle cure e della ricerca scientifica”.
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Papa: nuovi ruoli alle donne, apre a Lettorato e Accolitato
‘Ma la Chiesa non può conferire loro l’ordinazione sacerdotale’
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
CITTA DEL VATICANO
11 gennaio 2021
12:37
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Papa Francesco ha stabilito con un Motu proprio che i ministeri del Lettorato e dell’Accolitato siano d’ora in poi aperti anche alle donne, in forma stabile e istituzionalizzata con un apposito mandato. Le donne che leggono la Parola di Dio durante le celebrazioni liturgiche o che svolgono un servizio all’altare in realtà già ci sono con una prassi autorizzata dai vescovi.
Fino ad oggi però tutto ciò avveniva senza un mandato istituzionale vero e proprio.
Aprire ufficialmente le porte alle donne nel Lettorato e nell’Accolitato non significa che potranno diventare sacerdoti.
E’ quanto precisa lo stesso Papa facendo proprie le parole di Giovanni Paolo II: “Rispetto ai ministeri ordinati la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l’ordinazione sacerdotale”.
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Governo: Gelmini, subito scostamento e nuovo dl ristori
Priorità paese non è ricomposizione squadra governo
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11 gennaio 2021
11:52
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“Da oggi alcune Regioni sono tornate in fascia arancione, mentre si annunciano nuove restrizioni con il prossimo Dpcm: di fronte a tutto ciò, all’emergenza sanitaria in atto e all’impatto sulle categorie economiche della crisi, la priorità per il Paese non è la composizione della squadra di governo. I lavoratori, le piccole imprese, il mondo del commercio e dell’artigianato, non sono interessati a sapere chi farà il ministro di cosa in un governo rimpannucciato, ma quante risorse saranno messe a disposizione per risarcire i danni delle chiusure.
Ha ragione il presidente Berlusconi: occorre fare presto. L’esecutivo pensi a portare subito in Parlamento il nuovo scostamento di bilancio che dovrà necessariamente essere in grado di rifinanziare il fondo di perequazione per i ristori 2020, azzerato dalla legge di bilancio, e un nuovo decreto risarcimenti per le chiusure già in atto nel nuovo atto. Non c’è tempo da perdere; prima che dei loro posti discutano dei posti di lavoro degli italiani”. Lo afferma in una nota Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera.
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Governo: D’Incà,Renzi?Chi dà instabilità non ha molti meriti
Nessuno ‘scouting’ per senatori responsabili
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11 gennaio 2021
11:21
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“Renzi pone problematiche importanti per lui, noi come M5S siamo distanti dalle sue considerazioni.
Il problema di questo Paese è stato per tutti questi anni l’instabilità, per cui, chiunque dia instabilità non ha molti meriti”.
Lo afferma il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà a 24 Mattino su Radio 24. A chi gli chiede se ci sia uno scouting in corso di responsabili per sostenere Conte, risponde: “La nostra maggioranza è questa e su questa vogliamo andare avanti. Non c’è nessuno scouting, rassicuro tutti: la volontà di tutti è andare avanti, mettendo fine alle polemiche e concentrarsi sul prossimo decreto ristori e piano vaccinazioni”.
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Governo:Orlando,accordo non chiuso ma bene Recovery a riparo
Su Recovery passata linea Pd
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11 gennaio 2021
10:12
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“L’accordo in generale non lo darei per fatto, ci sono molte questioni aperte. Ma sul Recovery siamo contenti che sia passata la nostra linea.
Non è una cosa di questo governo e di questa maggioranza, è fondamentale che si metta in sicurezza e che non si intralci il percorso per portarlo in Parlamento”. Così il vicesegretario Pd Amdrea Orlando, a Agorà, dopo le parole di Matteo Renzi che ha dato il via libera all’approvazione del Recovery plan.
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Renzi, se premier vuole conta faccia bene i calcoli
Io non ho mai chiesto conta
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11 gennaio 2021
10:10
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“Io non ho mai chiesto la conta in Aula, Conte ha detto ‘ci vedremo in aula’, non siamo noi a cercare la conta, noi chiediamo più vaccini, più soldi a cultura e teatro, ai giovani. Su questi temi è possibile essere accusati come irresponsabili? Sui post danno tutti ragione a noi ma io voglio vederlo nei documenti, quando ci daranno documenti lo saprò dire”.
Lo ha detto Matteo Renzi a Rtl 102.5 aggiungendo che “se ora Conte e Casalino vogliono la conta in aula spero solo che abbiano fatto bene i conti dei numeri”.
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Scuola: oggi riaprono le superiori in tre Regioni
Toscana, Abruzzo e VdA. Proteste studenti per mancato rientro
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11 gennaio 2021
08:22
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Rientro in classe, oggi, per i ragazzi delle scuole superiori in Toscana (poco più di 166 mila), Abruzzo (56.500) e Valle d’Aosta. I ragazzi rientreranno al 50% in presenza.
Tutte le altre Regioni hanno scelto di rinviare il ritorno sui banchi degli studenti delle superiori in date che vanno dal 18 gennaio al 1 febbraio. Sono previsti per oggi proteste e flash mob. Ragazzi, studenti e docenti, dal Nord al Sud, chiedono di poter tornare a scuola.
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Azzolina,studenti arrabbiati per scuole chiuse,hanno ragione
“Ora anche i medici mi chiedono che le scuole vengano riaperte”
A
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11 gennaio 2021
08:21
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“Capisco i ragazzi: il diritto all’istruzione è essenziale, sarei anch’io arrabbiata. Io ho il dovere di dire loro che il governo ha fatto tutto quello che doveva per il rientro a scuola.
A maggio 2020 i medici mi scrivevano per chiedere di lasciare chiusa la scuola e così è stato, oggi ricevo lettere di tanti medici che mi chiedono di aprire le scuole: vedono le difficoltà dei loro figli. Ieri sera ho ricevuto la lettera di un anestesista”. Lo ha detto la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina su Radio Rai 1.   VAI ALL’ECONOMIA   VAI ALLA TECNOLOGIA   VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO   VAI ALLA CRONACA   VAI ALLE NOTIZIE DEL PIEMONTE

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Azzolina,senza scuola non c’è crescita, continuo a battermi
Un anno fa il giuramento a ministra dell’Istruzione

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10 gennaio 2021
11:30
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“Un anno fa giuravo come Ministra.
Sento, ogni giorno, tutta la responsabilità dell’incarico.
Ho lavorato senza sosta e continuerò a farlo, guidata dall’amore per la scuola e per la Costituzione, guardando all’articolo 34.
Uno dei più belli, quello che mi ha permesso di immaginare e costruire un futuro da donna libera, pur partendo da una condizione di svantaggio. Mi batto per la scuola perché senza la scuola non c’è crescita, aumentano le disuguaglianze, si blocca l’ascensore sociale. E a pagare sono sempre i più deboli.
Continuerò a lavorare in questa direzione, senza risparmiarmi”.
Così la ministra Lucia Azzolina.
Scuola: domani rientro in classe per oltre 220 mila ragazzi
In Toscana e Abruzzo. Rientrano I e II elementare in Campania
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10 gennaio 2021
14:05
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Rientro in classe domani, oltre che per i 5 milioni di studenti italiani delle materne, elementari e medie tornati sui banchi giovedì scorso 7 gennaio, anche per i ragazzi delle superiori in Toscana (sono 166 mila) e in Abruzzo (56.600) e in Valle D’Aosta. che si alterneranno a scuola in base alla percentuale stabilita del 50%.
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A questi numeri vanno aggiunti i bambini delle prime due classi delle elementari che torneranno anche loro in presenza domani in Campania. In Trentino Alto Adige già dal 7 gennaio tutti gli alunni dalle materne alle superiori sono rientrati in classe. Nelle altre regioni il rientro dei ragazzi delle superiori è posticipato con date differenziate a territorio a territorio che vanno dal 18 gennaio (Piemonte, Lazio, Liguria, Molise, Puglia) fino al 1 febbraio (Marche, Calabria, Basilicata, Sardegna, Sicilia, Veneto, Friuli Venezia Giulia). Il 25 gennaio torneranno invece in classe i ragazzi delle superiori in Emilia Romagna, Campania, Lombardia e Umbria.
A casa domani rimarranno anche tutti gli studenti siciliani: il presidente Musumeci ha disposto infatti il rientro il 1 febbraio per gli studenti delle superiori e il 18 gennaio per quelli del primo ciclo.
Scuola: studenti, basta dad, vogliamo rientrare in sicurezza
“Scuola sia priorità per Governo e Regioni”
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11 gennaio 2021
15:26
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Stamattina studenti e studentesse di tutto il Lazio hanno organizzato azioni simboliche davanti alle proprie scuole per chiedere che siano garantite le condizioni per un rientro in aula in sicurezza.
“La didattica a distanza ha grossi limiti strutturali e non può essere una soluzione di lungo termine – dichiarano i rappresentanti della Rete degli Studenti Medi – per questo bisogna sfruttare ogni giorno a disposizione per costruire le condizioni di sicurezza necessarie a svolgere la didattica in presenza.
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Servono garanzie: gli studenti sono confusi e disorientati dalle incertezze sul rientro in classe ed è pericolosamente aumentato il livello di dispersione scolastica.
È necessario un impegno da parte di tutte le istituzioni per garantire l’accesso al diritto allo studio e la sicurezza degli studenti e del personale scolastico. Finora è mancato il coinvolgimento nei tavoli con l’Ufficio Scolastico Regionale e le Prefetture. Le decisioni prese sugli scaglionamenti e sull’organizzazione non garantiscono le esigenze di tutte e tutti: per questo chiediamo che gli studenti vengano inclusi in questi momenti di confronto per portare la voce di chi la scuola la vive ogni giorno”.
Sui trasporti e sullo screening dei casi postivi – assicurano gli studenti – il confronto con la Regione è serrato. “Si sta andando nella direzione giusta e ci aspettiamo che si possano riscontrare già nei prossimi giorni i risultati indicati. Noi siamo pronti a raccogliere la sfida della partecipazione ai processi decisionali, stando attenti a monitorare sugli impegni presi, raccogliendo le segnalazioni e portando il nostro punto di vista. La scuola deve essere la priorità per il governo e per le amministrazioni: un paese che non mette al centro la scuola, è un paese che non pensa al futuro”, concludono i ragazzi.
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Patuanelli,boom interventi superbonus,per oltre 200mln euro
Fine dicembre altri 1000 interventi, per 100 mln crediti imposta
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11 gennaio 2021
15:12
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“Si conferma la crescita esponenziale del Superbonus 110%, una misura fortemente voluta dal Ministero dello Sviluppo Economico, dal sottosegretario Riccardo Fraccaro e da tutto il Governo. Nelle ultime due settimane di dicembre sono stati registrati altri mille interventi per ulteriori 100 milioni di crediti d’imposta prenotati.
Il totale sale dunque a circa 1700 interventi per oltre 200 milioni di euro”. Lo scrive il ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli su Facebook.
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Recovery: Marcucci, credo che Iv darà ok a bozza
E’ stata corretta nell’interesse degli italiani
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11 gennaio 2021
14:36
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“Non so se c’è un accordo, ma penso che Iv approverà la bozza del Recovery che è stata corretta in modo sostanziale perché è nell’interesse degli italiani. Oggi sarebbe una follia e mi sembra che le dichiarazioni di Renzi vadano in quella direzione”.
Così il capogruppo del Pd al Senato, Andrea Marcucci ospite di ‘Un giorno da pecora’ su Radio 1.
E alla domanda su chi vincerà alla fine tra il premier Conte e il leader di Italia viva, Renzi, Marcucci ha risposto: “Spero che vinca il Paese e siccome il Pd vuoel il bene del Paese, se vince il Paese vince il Pd”.
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Conte, crisi? Lavoriamo per costruire, dobbiamo correre
Momento è difficile, dobbiamo dare risposte ai cittadini
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11 gennaio 2021
14:33
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“Dobbiamo correre” sul Recovery plan.
Lo dice il premier Giuseppe Conte al Tg3.
E a una domanda sulla crisi dice: “Lavoriamo per costruire, il momento è così difficile che dobbiamo mettercela tutta per offrire risposte ai cittadini”, aggiunge.
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Recovery: Conte, domani sera il Cdm per approvarlo
Lo annuncia il premier
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11 gennaio 2021
14:31
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“Domani sera dobbiamo fare il Consiglio dei ministri per approvare il Recovery plan”. Lo dice il premier Giuseppe Conte al Tg3.
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Recovery: FdI, su voto regolamento al Pe ci asterremo
‘Rischi di penalizzare Italia’
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BRUXELLES
11 gennaio 2021
13:45
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“Siamo a favore del Recovery Fund ma non possiamo accettare un Regolamento che reintroduce le regole dell’austerità mettendo a serio rischio la fase attuativa del piano in Italia. Perché, è inutile negarlo, la pandemia sta colpendo tutta Europa ma le conseguenze sulle economie nazionali sono e saranno differenti ed è necessaria la massima flessibilità per evitare di interrompere gli stanziamenti alle nazioni più indebitate, che sono anche le più bisognose del sostegno europeo”.
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È quanto dichiara Raffaele Fitto, Co-Presidente del gruppo Ecr e membro della Commissione Affari Economici del Parlamento Europeo, annunciando la sua astensione sul provvedimento nella seduta odierna della commissione del Parlamento europeo.
“Il Recovery Fund non può e non deve trasformarsi in un nuovo Mes, un nuovo strumento per strangolare le economie del sud Europa, a partire da quella italiana. Se vuole essere davvero uno strumento per la ripresa si deve consentire di spendere fino all’ultimo centesimo le risorse previste, naturalmente con trasparenza e regolarità ma senza reintrodurre dalla finestra la stagione dell’austerità che tutti a parole dichiarano di aver archiviato per sempre”, aggiunge il Capodelegazione di Fratelli d’Italia a Bruxelles, Carlo Fidanza.
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Governo:Delrio,Conte presenti presto piano Patto legislatura
Coalizione ne discuta con spirito unitario
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11 gennaio 2021
13:28
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“La drammatica crisi economica e sociale innescata dalla pandemia ha messo a nudo le fragilità del sistema Paese accentuando strutturali squilibri e diseguaglianze. Ricostruire un’Italia migliore e più giusta è la sfida della politica e in particolare di maggioranza e governo.

Con le risorse e i progetti del Next Generation Eu possiamo mettere l’Italia sulla strada giusta. La parola d’ordine deve essere costruire insieme e l’imperativo è fare presto. Anche per questo, come noi democratici chiediamo da mesi, serve un deciso rilancio dell’azione di governo attraverso un Patto di legislatura che dia alla maggioranza, nella mutata condizione complessiva, una visione definita ed unitaria del cambiamento necessario all’Italia che certamente non ha bisogno di crisi al buio o perenni conflittualità”. Così il capogruppo democratico alla Camera Graziano Delrio.
“Il Presidente del Consiglio sta lavorando alla sintesi delle proposte già avanzate dai partiti per la definizione di un patto di fine legislatura. Ci aspettiamo che rapidamente la coalizione ne discuta, in uno spirito unitario di cui lo stesso Conte non può che essere garante”, conclude.
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Zaia, assessore si deve quantomeno scusare
Donazzan aveva cantato ‘Faccetta Nera’ alla radio
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VENEZIA
11 gennaio 2021
13:31
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“L’asessore si deve quantomeno scusare. Conosco la sua sensibilità.
Non l’ho sentita, penso che le scuse siano doverose”. Lo ha detto il presidente del veneto Luca Zaia, a proposito delle polemiche sull’assessore Elena Donazzan che aveva intonato ‘Faccetta nera’ alla radio. Sulle richieste di dimissioni “prendo atto delle richieste. me ne arrivano ogni giorno”, ha concluso Zaia.
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Covid: Crisanti, screening e vaccini per Sardegna free
Prof in Ogliastra per secondo step, anche per lui il tampone
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LANUSEI
11 gennaio 2021
12:45
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“La campagna di screening che estenderemo dall’Ogliastra a tutti i territori dell’Isola, più le vaccinazioni, avranno un effetto sinergico importantissimo che porterà a delineare un quadro più completo per la popolazione, liberando la Sardegna dal virus”. Così Andrea Crisanti, il microbiologo e ordinario dell’Università di Padova che ha messo a punto lo screening di massa voluto dalla Regione con la campagna “Sardi e sicuri”.
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Il professore questa mattina è a Lanusei per seguire il secondo giro di tamponi previsto sui cittadini ogliastrini, ed è stato il primo a sottoporsi al test.
“La campagna sta andando benissimo – commenta Crisanti – Abbiamo avuto una adesione al primo screening di una settimana fa dell’80% della popolazione, una cifra al di sopra delle aspettative. L’obiettivo – ribadisce – è quello di interrompere la trasmissione del contagio e rendere sostenibile l’impatto di eventuali casi residui. La campagna ci permette anche di valutare la macchina organizzativa e le prestazione dei test, che faremo due volte a distanza di una settima sulla stessa popolazione. I tamponi della prima fase sono diversi da quelli che ripeteremo dopo una settimana: la prima volta testeremo la popolazione con un tampone antigenico di seconda generazione, mentre la seconda useremo un tampone antigenico con immunofluorescenza, ovvero di terza generazione che ha una sensibilità più elevata al virus”.
Nella prima parte della campagna in Ogliastra sono state 26mila e 936 le persone sottoposte allo screening, di cui solo 132 sono risultate positive (lo 0,5%), oggi il test si ripete su tutti i negativi. Per il microbiologo “è ancora presto per fare bilanci” ma chiarisce che la doppia azione screening-vaccini è una formula vincente. Risponde così alle polemiche di chi accusa la Regione di aver avviato la campagna fuori tempo e a ridosso delle vaccinazioni, sottraendo a queste prezioso personale sanitario. “Le due cose non sono in antitesi ma vanno insieme – replica Crisanti – I vaccini infatti, essendo ancora in numero insufficiente a immunizzare tutti rapidamente, non sono in grado di risolvere i problemi subito”.
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Scuola: protesta a Palazzo Lombardia
Assemblea davanti a Regione, ‘chiediamo un rientro serio’
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MILANO
11 gennaio 2021
11:55
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Circa un centinaio di studenti si sono radunati questa mattina di fronte al palazzo della Regione Lombardia a Milano, per protestare contro l’ennesimo rinvio della riapertura delle scuole. “L’obiettivo – racconta uno degli organizzatori della Rete degli Studenti (Rsm) – è quello di consegnare al governatore Attilio Fontana un documento in cui spieghiamo i nostri disagi e avanziamo la semplice richiesta di tornare tra i banchi in sicurezza”.

“Oggi dovevamo essere a scuola” recita uno degli striscioni appeso davanti a Palazzo Lombardia, dove i ragazzi si sono seduti a terra in assemblea a formare un grande cerchio per illustrare poi le loro idee alternandosi al megafono. Cinque i punti fondamentali delle richieste degli studenti: la fine della didattica a distanza, che “non può essere un’alternativa alla scuola”, presidi medici in ogni istituto, potenziamento del trasporto pubblico, protocolli chiari e più personale scolastico.
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Covid: Fontana, ‘La Lombardia si sta avviando alla zona rossa’
‘Stiamo peggiorando in tutti i parametri’
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MILANO
11 gennaio 2021
12:49
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In Lombardia “la scorsa settimana l’Rt si è improvvisamente innalzato a 1,24 e tenendo conto dei nuovi parametri ci stiamo sicuramente avvicinando alla zona rossa”: così ha spiegato il presidente della Lombardia Attilio Fontana a Sky TG24.
“Mi auguro che questi numeri si invertano” ha aggiunto, ma se non avverrà il rischio della zona rossa è più che concreto. E in questo caso, la zona rossa prevede “la chiusura delle scuole”, tutte.
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“Stiamo peggiorando in tutti i parametri”.

Sulla campagna vaccinale in Lombardia “non c’è un ritardo perché questa non è una gara a chi arriva prima. Anzi, chi arriva prima rischia di trovarsi in difficoltà” secondo il presidente della Lombardia “Abbiamo concluso con il commissario Arcuri un accordo in base al quale dovremo finire il primo giro di vaccinazioni il 28 gennaio – ha spiegato a Sky Tg24 – e il 28 gennaio finiremo il primo giro di vaccinazioni. Poi dovremo fare il richiamo per cui, dato che deve essere svolto fra il 19mo e il 23mo giorno, dovremo avere la certezza di avere le altre dosi di vaccino, altrimenti c’è il rischio di aver fatto il primo giro e di non averlo per il secondo perché si è arrivati troppo presto. E quindi dover ripartire da capo”.
La Lombardia ha quindi tenuto le dosi per il richiamo “per essere sicuri che se iniziamo una operazione, la portiamo a termine”. “Io – ha concluso – non capisco perché si debba in ogni caso creare una sorta di competizione che non ha senso”.
Il responsabile della campagna vaccinale anti-Covid in Lombardia, Giacomo Lucchini, e il direttore generale del Welfare, Marco Trivelli, saranno uditi mercoledì mattina in commissione Sanità del Consiglio regionale per presentare il piano vaccini e rispondere alle richieste dei consiglieri. Lo comunica il presidente della stessa commissione, Emanuele Monti, consigliere regionale della Lega.
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Covid: Leoluca Orlando,governo dichiari Sicilia ‘zona rossa’
Sindaco Palermo, Musumeci intanto la istituisca per i capoluoghi
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PALERMO
10 gennaio 2021
20:26
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“Siamo di fronte al dilagare dell’epidemia, spinto anche da comportamenti irresponsabili di tanti. Oggi si è registrato un ulteriore aumento dei contagi e, fatto ancor più preoccupante, un indice di positività che sfiora il 20%, con gli ospedali e i Pronto soccorso prossimi alla saturazione.
Prima che sia troppo tardi, prima che si contino in Sicilia migliaia di morti, torno a chiedere al Governo nazionale di dichiarare la nostra regione Zona Rossa”. Lo afferma il sindaco di Palermo Leoluca Orlando che aggiunge: “in attesa che questo avvenga, chiedo al Presidente Musumeci di provvedere a dichiarare Zone Rosse tutti i capoluoghi, che sono quelli più esposti, come dimostrano i dati di Catania, Messina, Palermo e Siracusa”.
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Covid: da oggi l’Italia zona gialla, eccetto 5 regioni arancioni
Regioni contro i parametri della zona rossa, oggi vertice con governo
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11 gennaio 2021
13:48
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Il governo prepara il primo provvedimento del 2021 con nuove limitazioni e una stretta in particolare sulla movida, arrivata dopo gli ultimi episodi di assembramenti e feste illegali, vietando l’asporto dai bar a partire dalle 18 ed estendendo il divieto di spostamento tra regioni anche nelle zone gialle, così come avvenuto dalle feste di Natale ad oggi. Ma sul tavolo c’è anche la possibilità di istituire una zona bianca, seppur difficile da raggiungere (servirebbe un Rt sotto 0.5), in cui poter riaprire tutto senza limitazioni.
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Sono le ipotesi trapelate al termine della riunione del premier Giuseppe Conte con i capi delegazione e che saranno presentate oggi alle Regioni nel vertice con il ministro Francesco Boccia. Un incontro nel quale i governatori hanno già annunciato di volersi opporre a quella sembra molto più di un’ipotesi, e cioè alla possibilità di far scattare automaticamente la zona rossa nel caso si superasse il limite dei 250 contagiati per 100 mila abitanti. Una raccomandazione, perorata dagli scienziati, che però potrà vedere la luce solo dopo il confronto di oggi e solo dopo il passaggio in parlamento del ministro della Salute, Roberto Speranza, in programma il 13 gennaio. “Quel limite non l’ha chiesto nessuna regione – tuona il presidente dei governatori, Stefano Bonaccini – e, se volete la mia impressione, non entrerà fra quelli utilizzati per decidere la colorazione o lo spostamento delle Regioni”.
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L’intenzione di Palazzo Chigi sarebbe quella di seguire le raccomandazioni di Istituto Superiore di Sanità e Comitato Tecnico Scientifico per varare il nuovo provvedimento che entrerà in vigore il 16 gennaio: se l’incidenza settimanale dei casi supera i 250 casi ogni centomila abitanti, la Regione è automaticamente in zona rossa. Un’ipotesi che, con i dati attuali, metterebbe il Veneto in zona rossa (con i suoi 453,31 casi) e l’Emilia-Romagna di poco fuori (242,44 casi). Dati comunque suscettibili ad altri cambiamenti nel corso dei giorni. Il governo cercherà di trovare un’intesa, ma appare chiara la volontà di stringere le maglie anche, e soprattutto, per evitare la temuta terza ondata e contenere i contagi che, oggi, hanno registrato oltre 18 mila nuovi casi e 361 vittime, con un incremento del tasso di positività salito al 13,3%. Per questo nel nuovo Dpcm non dovrebbe cambiare la norma che prevede la possibilità una sola volta al giorno e per un massimo di due persone (oltre ai minori di 14 anni) di andare a trovare amici o parenti. Nel provvedimento, oltre alla scuola, entrerà molto probabilmente anche la proroga della chiusura degli impianti da sci, che al momento dovrebbero riaprire il 18 gennaio. L’unica cosa certa al momento è che il nuovo provvedimento – al quale sarà affiancato un Dl per estendere il divieto di spostamento tra le regioni – continuerà a prevedere le zone colorate e il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino. Smentita invece la possibilità di istituire i weekend arancioni: le giornate di sabato e domenica, dunque, avranno le stesse limitazioni delle zone di appartenenza. Resteranno ancora chiuse palestre e piscine, così come teatri, musei e cinema. Intanto da oggi, quando riapriranno le scuole superiori in sole tre regioni (Valle d’Aosta, Toscana e Abruzzo), quasi tutta Italia tornerà in zona gialla, eccezion fatta per Calabria, Emilia-Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto che resteranno in arancione. Per tutti, però, varrà il divieto di spostamento tra regioni, salvo che per esigenze lavorative, motivi di salute o rientro nelle proprie abitazioni, domicili o residenze. Gli ultimi cinque giorni prima del nuovo Dpcm e dei nuovi dati del monitoraggio che potrebbero rivedere dunque colori, divieti e limitazioni.
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Via Lattea ‘ripartenza sci remota, subito ristori’
Merlo, annunciata stretta conterrà misure restrittive
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TORINO
10 gennaio 2021
15:03
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“La sbandierata riapertura degli impianti di risalita per il prossimo 18 gennaio appartiene più al mondo degli auspici che non a quello della realtà”. Lo sostiene Giorgio Merlo, sindaco di Pragelato e assessore alla comunicazione dell’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea, in merito alla “stretta di gennaio annunciata dal Governo che, come ovvio, conterrà misure stringenti e restrittive”.
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Per Merlo, occorre dunque “prendere atto della grave situazione sanitaria senza indicare ulteriori rinvii per la sempre più remota riapertura, e intervenire con rapidità per definire la cifra dei potenziali ristori”.
Oltre a “definire la cifra dei potenziali ristori”, Merlo auspica che vengano subito individuate “le categorie interessate dal provvedimento e la tempistica certa per evitare che migliaia di lavoratori e centinaia di piccole e medie aziende entrino in una crisi irreversibile e definitiva”. Misure che adesso, sostiene l’assessore dell’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea, “si rendono sempre più necessarie ed indispensabili se non vogliamo che questa filiera economica e produttiva, a cominciare dal comparto territoriale della Via Lattea con i suoi impianti e le sue piste, entri in un vicolo cieco senza più la possibilità di riprendere il suo corso normale”.
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Patuanelli,boom interventi superbonus,per oltre 200mln euro
Fine dicembre altri 1000 interventi, per 100 mln crediti imposta
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11 gennaio 2021
15:12
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“Si conferma la crescita esponenziale del Superbonus 110%, una misura fortemente voluta dal Ministero dello Sviluppo Economico, dal sottosegretario Riccardo Fraccaro e da tutto il Governo. Nelle ultime due settimane di dicembre sono stati registrati altri mille interventi per ulteriori 100 milioni di crediti d’imposta prenotati.
Il totale sale dunque a circa 1700 interventi per oltre 200 milioni di euro”. Lo scrive il ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli su Facebook.
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Covid, Conte: ‘Arriva impennata, non è facile, ancora sacrifici’. Governo conferma stop asporto bar alle 18
Governo conferma stop asporto bar alle 18. Tre Regioni chiedono zona arancione in tutta Italia. Boccia garantisce: ‘Ristori a chi sarà chiuso’
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GENOVA
11 gennaio 2021
17:14
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“Sta arrivando un’impennata” dei contagi “dopo Gran Bretagna, Irlanda, Germania sta arrivando anche da noi: non sarà facile, dobbiamo fare ancora dei sacrifici”. Lo dice il premier Giuseppe Conte al Tg3 parlando del Covid.
Il governo intanto ha incontrato le Regioni in vista delle nuove misure e conferma di voler introdurre nel Dpcm il divieto per i bar di vendere cibi e bevande da asporto dopo le 18.
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La scelta sarebbe stata ribadita nel corso della riunione con le regioni nel quale sono state illustrate anche le altre misure: conferma per tutte le zone della regola che consente a massimo due persone di andare a trovare a casa parenti e amici, stop alla mobilità tra le regioni, anche tra quelle gialle, istituzione di una zona bianca, per “dare un segnale” del lavoro che si sta facendo e che consentirà di entrare in una fase diversa in tempi però più lunghi.
Intervenire sugli indici di rischio per facilitare gli ingressi in zona arancione delle regioni a rischio alto: è quanto avrebbe proposto, secondo quanto si apprende, il ministro della Salute Roberto Speranza nel corso della riunione tra governo e Regioni, ribadendo che sarà mantenuto il modello delle fasce e che sarà confermato nel nuovo Dpcm l’abbassamento della soglia dell’Rt: con 1 si va in arancione e con 1,25 in zona rossa. Senza le misure restrittive introdotte per le vacanze di Natale “avremmo altri numeri”, avrebbe sottolineato Speranza nel corso delle riunione con le Regioni, invitando a guardare cosa sta succedendo nel resto d’Europa, dove c’è “una situazione complessa”.
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Il divieto di ospitare a casa più di due parenti o amici “si è dimostrata una norma ragionevole che ha funzionato nel periodo natalizio. Credo che avrebbe senso confermarla”, ha detto Speranza a Rai Radio2 il ministro della Salute Roberto Speranza, al termine dell’odierna riunione tra Governo e regioni. “Domani sarà il Parlamento ad esprimersi ed entro giovedì venerdì avremo un testo definitivo. La situazione epidemiologica non è da sottovalutare, l’epidemia è ancora molto forte e per questo – ha ribadito – servono ancora restrizioni e comportamenti corretti”.
“Ho detto al Governo – dice Giovanni Toti via Facebook al termine dell’incontro – di essere contrario al divieto di asporto take away per ristoranti e bar dopo le 18”. “Queste attività, pur potendo continuare con le consegne a domicilio, rischiano di essere penalizzate ancora di più, dopo aver già subito pesanti restrizioni. Bene invece l’introduzione di una zona bianca, come avevamo proposto già oltre un mese fa, cioè una zona dove, virus permettendo, si possa cominciare un lento ritorno alla normalità”.
Alle aziende che gestiscono i trasporti pubblici urbani ed extaurbani che hanno messo o metteranno in campo servizi aggiuntivi per gli studenti, deve essere riconosciuto un ristoro per i mancati ricavi dalla vendita dei biglietti e degli abbonamenti dovuti alla riduzione della presenza degli altri passeggeri. E’ quanto avrebbe chiesto, secondo quanto si apprende, il presidente dell’Anci Antonio Decaro nel corso della riunione con le Regioni e il governo. Altrimenti, avrebbe aggiunto, “non ci si può aspettare che quelle aziende garantiscano i servizi aggiuntivi indispensabili ad assicurare il distanziamento per gli studenti”.
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Tutte le attività che rimarranno chiuse “saranno ristorate”. E’ quanto ha garantito, secondo quanto si apprende, il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia alle Regioni nel corso della riunione di oggi. Il ministro ha ribadito la validità del sistema a fasce – “ci ha salvato due volte da un nuovo lockdown” – e ha riconvocato le Regioni per una nuova riunione giovedì, dopo che il ministro della Salute Roberto Speranza avrà illustrato le misure in Parlamento.
In mattinata il presidente della Lombardia Attilio Fontana parlando a Sky TG24 ha fatto sapere che “la scorsa settimana l’Rt si è improvvisamente innalzato a 1,24 e tenendo conto dei nuovi parametri ci stiamo sicuramente avvicinando alla zona rossa”. “Mi auguro che questi numeri si invertano” ha aggiunto, ma se non avverrà il rischio della zona rossa è più che concreto. E in questo caso, la zona rossa prevede “la chiusura delle scuole”, tutte. “Stiamo peggiorando in tutti i parametri”.
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Scuola: Abruzzo, superiori in aula al 50% ma si invoca lo ‘sciopero digitale’
Così più confusione che in Dad, dubbi su trasporti e tracciamento
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PESCARA
11 gennaio 2021
08:29
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Lezioni in presenza al 50%, da oggi, in Abruzzo, per le scuole secondarie di secondo grado. Ma sono tante le voci contrarie alla riapertura parziale e a sostegno dello ‘sciopero digitale’ degli studenti di Pescara annunciato da ‘Libera Associazione Studentesca’, Cobas scuola, ‘Priorità alla scuola’ e ‘Patto per l’Abruzzo resiliente’.
Questa mattina è previsto un presidio in Piazza Unione, davanti alla sede del Consiglio regionale, per rivendicare un tavolo permanente di confronto con la Regione e per un rientro a scuola del 100% degli studenti in condizioni di sicurezza.
“Sostengo in pieno l’iniziativa di studenti e associazioni – dice il consigliere regionale Antonio Blasioli (Pd) – occorre riaprire, ma va fatto in sicurezza: con un sistema di trasporti sicuro ed efficiente, strutturazione di presidi sanitari nelle scuole e confrontandosi con il mondo della scuola”.
Anche Rifondazione Comunista, federazione di Pescara, sostiene lo ‘sciopero digitale’.
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Mentre alunni e personale di infanzia, primaria e medie inferiori hanno continuato a rimanere in presenza. Dei 57.000 studenti abruzzesi delle superiori solo metà rientrerà in classe, gli altri resteranno in Dad. “La Regione e ciascuno dei Dipartimenti di Prevenzione delle 4 Asl quanto personale hanno dedicato per il tracciamento nelle scuole? E perché manca una pianificazione periodica dei test rapidi e sierologici per studenti e personale scolastico, come avviene per il personale sanitario? Tutte le scuole hanno attivato le commissioni covid? In quali condizioni sono gli autobus? Con quale frequenza sono assicurate pulizia e sanificazione?”.
“Tornare nelle aule è pericolosissimo – dichiara il segretario regionale del sindacato Snals Carlo Frascari – siamo tutti convinti dei danni che provoca la didattica a distanza, tuttavia il ciclone della pandemia ha messo in luce le carenze strutturali del sistema scolastico e dei trasporti, che non possono essere risolte in pochi mesi. Da ciò la nostra convinzione che la riammissione in presenza (sia pure parziale) alle superiori ha il sapore di un azzardo fondato, sia a livello centrale sia periferico, su una scommessa politica o peggio ancora demagogica. Le rassicurazioni di Marsilio e dell’Ufficio scolastico Regionale non ci convincono, sia per la complessa organizzazione delle turnazioni al 50% (che investono anche i trasporti) sia per la scelta di non attendere almeno due settimane in una fase di nuovo aumento dei contagi. I danni provocati dalla mancata presenza sono almeno pari a quelli provocati da un’organizzazione temporanea e alternata della didattica che genera ansie e confusione tra alunni e docenti”.
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Vaccino, Arcuri: ‘Entro la fine di marzo saranno vaccinati 6 milioni di italiani’
De Luca: ‘Esaurite le dosi di vaccini’. La replica: ‘Nuova distribuzione’
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NAPOLI
11 gennaio 2021
11:11
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Entro la fine di marzo saranno vaccinati 6 milioni di italiani, ha detto il Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri a ‘In mezzora in più’ su Rai3 sottolineando che i contratti aggiuntivi sottoscritti dall’Ue con Pfizer e Moderna consentiranno “di raggiungere quel numero di vaccinati”. Nel corso dell’anno, ha aggiunto Arcuri, “l’Italia otterrà 60 milioni di dosi da questi due produttori e potremo vaccinare 30 milioni di italiani”.
“In Italia resta, al momento, l’indicazione di effettuare la seconda dose, ovvero il richiamo, del vaccino Pfizer-BioNTech dopo 21 giorni dall’inoculazione della prima.
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Ciò sulla base delle attuali indicazioni dell’Agenzia italiana del farmaco Aifa e degli studi disponibili”, ha affermato Luca Richeldi, presidente della Società italiana di pneumologia e componente del Comitato tecnico scientifico (Cts).
Intanto i vaccinati in Italia sono stati 627.946 di cui 367.821 donne e 260.125 uomini. Sono state somministrate il 68,4% delle 918.450 dosi consegnate. E’ quanto emerge dal report delle 20,45. L’Umbria ha già somministrato l’89,8% delle dosi consegnate, seguita da Campania (89,5%) e Veneto (87,9%). All’ultimo posto la provincia autonoma di Bolzano (34,8%), preceduta da Calabria (41,8%) e Lombardia (43,1%).
Da lunedì 30mila saturimetri verranno distribuiti gratuitamente nelle farmacie ai nuclei familiari al cui interno vi sia un membro affetto da patologie respiratorie. Lo annuncia Luca Richeldi, presidente della Società italiana di pneumologia e componente del Comitato tecnico scientifico (Cts). L’iniziativa è in collaborazione con Federfarma e coinvolgerà 1200 farmacie in tutta Italia. L’obiettivo è anche di prevenire le complicanze gravi legate a Covid-19, particolarmente pericolose per questi pazienti.
In serata il ministro della Salute, Roberto Speranza, a Che tempo che fa su Rai3, ha detto che “quando avremo a disposizione un numero di vaccini molto alto, i medici di medicina generale, che ho incontrato in parte pochi minuti fa, sono disponibili ad essere protagonisti, così come i pediatri di libera scelta ed abbiamo una disponibilità di massima a vaccinare da parte delle farmacie e siamo pronti ad eseguire le vaccinazioni anche in luoghi straordinari. Ma abbiamo bisogno della materia prima, cioè il vaccino”. “Gli anziani verranno contattati per la vaccinazione anti-Covid attraverso i medici di medicina generale e i dipartimenti di prevenzione. Abbiamo un elenco esatto di queste persone, i loro indirizzi e ci metteremo in contatto con loro attraverso le strutture del Ssn e quando sarà necessario attiveremo anche la nostra capacità di andare nei luoghi dove queste persone vivono”.
Il commissario per l’emergenza Arcuri ha inoltre replicato al presidente della Campania che aveva lancato in mattinata un allarme sull’esaurimento delle dosi di vaccino nella sua Regione. De Luca, ha detto Arcuri, “sa già che domani ci sarà la nuova distribuzione dei vaccini. Lui ha giustamente lanciato l’allarme ma se domani il modello distributivo di Pfizer funzionerà, e io non ho dubbi di questo, riceverà le nuove dosi”. Arcuri si è omplimentato con De Luca per la somministrazione di tutte le dosi. “Mi chiedo cosa sarebbe successo – ha aggiunto – se un governatore invece avesse tenuto i 60mila vaccini ricevuti in un freezer e non li avesse somministrati”.
In mattinata De Luca aveva sottolineato che le dosi nella sua regione erano finite. “Ancora nella giornata di ieri – ha detto De Luca – la Campania ha raggiunto, con il 90%, la percentuale più alta d’Italia nella somministrazione dei vaccini. Oggi in tutte le aziende sanitarie si esauriscono le dosi consegnate alla nostra regione. Questa sera le aziende si fermano per mancanza di vaccini. E’ questo l’esito di una distribuzione fatta in modo sperequato nei giorni scorsi”. L’esaurimento delle dosi di vaccini in Campania è stato segnalato dal governatore Vincenzo De Luca “al commissario Arcuri, sollecitando un invio immediato. Martedì dovrebbero arrivare nuove forniture, ed è necessario che questo avvenga, riequilibrando i nostri quantitativi. Così come è necessario e urgente l’invio di personale aggiuntivo per le vaccinazioni, per far fronte alla situazione di forte sottodimensionamento del nostro personale nella quale si sta lavorando. Voglio ringraziare – aggiunge De Luca – tutte le nostre strutture sanitarie per i risultati straordinari conseguiti pure in carenza di personale. La campagna vaccinale sarà nei prossimi mesi la nostra priorità, per portare la Campania fuori dall’epidemia e verso una vita normale”.
La Campania ha usato 89,5% di dosi, altre 3 regioni all’80% – La Campania è la regione italiana che ha somministrato il maggior numero di dosi di vaccino consegnate: 60.001 su 67.020, pari all’89,5% del totale. E’ quanto emerge dal report sulla somministrazione pubblicato dal Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri, aggiornato alle 11 di questa mattina e in base al quale sono state consegnate complessivamente in Italia 918.450 dosi e ne sono state somministrate 589.798, il 64,2% del totale. Dagli uffici del Commissario è stato sottolineato nei giorni scorsi che l’indicazione data alle regioni era quella di conservare il 30% delle dosi ricevute in modo da poter garantire la somministrazione della seconda iniezione, prevista dopo 21 giorni dalla prima. Ma non tutte hanno rispettato l’indicazione: 3 hanno superato o sfiorano l’80% (il Veneto è all’ 81,8%, la Toscana al 79,9% e l’Umbria al 79,6%) mentre altre 8 tra regioni e province autonome si attestano attorno al 70% e in alcuni casi lo superano (la Sicilia al 74,5%, la provincia di Trento al 72,3%, la Valle d’Aosta al 72,2%, il Lazio al 71,3%, l’Emilia Romagna e la Puglia al 70,2%, le Marche al 69,7%, la Sardegna al 69,3%). All’opposto, con una percentuale di somministrazione che non raggiunge il 40%, ci sono 3 regioni: la Calabria, al 39,3%, la Lombardia al 38% e la provincia di Bolzano, al 34,8%. A partire da lunedì, stando agli accordi con Pfizer, dovrebbe arrivare in Italia la terza tranche del vaccino: altre 470mila dosi in una settimana che verranno consegnate nei 294 punti di somministrazione indicati dalle regioni direttamente dalla casa farmaceutica americana.
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Entro febbraio in Italia 764mila dosi vaccino Moderna
133mila a gennaio. Speranza: è inizio, unica strada per uscirne
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09 gennaio 2021
23:07
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Arrivano a partire da lunedì le prime 47mila dosi del vaccino di Moderna ed entro la fine di febbraio l’Italia ne avrà a disposizione 764mila, che si andranno ad aggiungere a quelle garantite da Pfizer con un invio di 470mila a settimana e a quelle, se l’Ema autorizzerà la commercializzazione entro fine gennaio, di AstraZeneca. Superata la soglia del mezzo milione di italiani, entra nel vivo la campagna vaccinale: “la vera strada – ha ribadito il ministro della Salute Roberto Speranza – per uscire da questi mesi e da questa crisi così difficile”.
Il cronoprogramma degli arrivi del vaccino di Moderna è stato messo a punto dagli uffici del Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri.
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A differenza di Pfizer, Moderna spedirà le dosi ogni due settimane: dopo le prime 47mila, è previsto per la settimana del 25 gennaio l’invio di altre 66mila, per quella dell’8 febbraio di 163mila e per quella del 22 febbraio di 488mila. Per ora, a differenza di quanto era stato pianificato in un primo momento, anche questi vaccini non transiteranno per l’hub nell’aeroporto militare di Pratica di Mare: le confezioni verranno consegnate direttamente nelle Regioni ai punti di somministrazione indicati. Per far decollare la campagna, però, c’è bisogno di più dosi.
Lo stesso Speranza lo conferma quando sottolinea che “siamo ancora all’inizio del percorso e le dosi di cui disponiamo sono ancora evidentemente limitate”. Importanti, a questo punto, le dosi AstraZeneca per arrivare a coprire intanto i 6.4 milioni indicati nel piano (1,4 tra medici e infermieri, 570mila tra personale e ospiti delle Rsa e 4,4 milioni di over ottanta), senza voler considerazione la possibilità che venga ampliato lo spettro delle categorie prioritarie: in molti chiedono che tra queste rientri il personale della scuola e il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa ha annunciato che il governo sta ragionando se aggiungere ai fragili i pazienti ematologici e oncologici.
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Irpef: Ruffini, così disincentiva lavoro e guadagno
In 2018 evasione a 79,8 mld
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11 gennaio 2021
16:57
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L’attuale sistema dell’Irpef “disincentiva l’offerta di lavoro” e “a guadagnare di più”. Lo ha detto il direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini in commissione finanza alla Camera.
“Il sistema delle detrazioni e delle deduzioni – ha spiegato – ha determinato con il tempo una deformazione della progressività dell’imposta ‘effettiva’ rispetto alle aliquote nominali, determinando un potente disincentivo a lavorare e guadagnare di più” Anche a causa di “detrazioni decrescenti” che provocano su redditi medio-bassi (55.000 euro) un ‘salto di aliquota’.
Riguardo ai dati sull’evasione fiscale Ruffini ha rilevato che nel 2018 l’agenzia delle Entrate ha registrato per Irpef, Ires, Iva e Irap un tax gap di 79,8 miliardi di euro con una riduzione “molto ampia” di 5 miliardi rispetto all’anno di imposta 2017. “Il risultato – ha detto – è dovuto alle misure di contrasto all’evasione fiscale e al miglioramento della tax compliance”.
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Bankitalia:in Italia forte peso fisco su capitale e lavoro
Possibile riequilibrio tassando consumi e ricchezza
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11 gennaio 2021
16:57
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“Anche se negli ultimi anni diversi interventi hanno concorso a diminuire il livello dell’imposizione, l’Italia, nel confronto internazionale, si caratterizza ancora per l’alta incidenza del carico fiscale sul capitale e soprattutto sul lavoro”.E’quanto afferma Banca d’Italia in audizione alla Camera sulla riforma dell’Irpef.
“Dati i vincoli di bilancio, a parità di spesa pubblica ulteriori riduzioni del prelievo sul lavoro potrebbero essere finanziate attraverso un maggiore carico fiscale sui consumi e sulla ricchezza, considerato meno dannoso per la crescita”.Il prelievo effettivo sui consumi è infatti più basso che in altri Paesi
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Governo: in 2019 reddito Conte scende a 158mila euro
Primo anno interamente dedicato a istituzioni
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11 gennaio 2021
17:43
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Ammonta a 158.4848 mila euro il reddito del premier Giuseppe Conte nel 2019, il primo anno da lui interamente dedicato alle istituzioni, con un calo rispetto all’anno precedente, quando i primi mesi furono dedicati all’attività forense e all’insegnamento universitario e ancora di più al 2017. E’ quanto emerge dalla dichiarazione dei redditi pubblicata sul sito del Senato, dove compaiono le situazioni patrimoniali dei membri del governo che non sono parlamentari. Nel 2018 il reddito di Conte (che ha assunto l’incarico di governo l’1 giugno) è ammontato a 1.155.229 euro, mentre quello del 2017, quando Conte ero ancora “solo” un avvocato e un docente, faceva segnare 370.314 euro.
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Tridico,con salario minimo a 8 euro +3,3 mld a lavoratori
A netto Tfr e 13ma. Non si rischia riduzione occupazione
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11 gennaio 2021
17:25
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Fissando il salario minimo a 8 euro l’ora al netto della tredicesima e del Tfr ci sarebbe un maggiore reddito disponibile per i lavoratori (saldo tra maggiore retribuzione e maggiori imposte e contributi) di circa 3,3 miliardi. Lo ha detto il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, in una audizione al Senato spiegando che per le imprese ci sarebbe un aumento delle retribuzioni lorde per 4,6 miliardi.
I lavoratori coinvolti sarebbero il 13,8% del totale dei dipendenti privati. L’introduzione del salario minimo secondo Tridico ridurrebbe le disuguaglianze e non dovrebbe portare a una riduzione dell’occupazione così come non è accaduto in Germania. Il maggiore aggravio per le imprese (6,17 miliardi il costo del lavoro supplementare comprensivo degli oneri sociali) si trasferirebbe per la maggior parte sui consumatori.
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Scuola:Consiglio Stato rigetta ricorso Regione Calabria
Lezioni rimangono in presenza
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CROTONE
11 gennaio 2021
17:41
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Il Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso presentato dalla Regione Calabria contro il decreto di sospensione dell’ordinanza emessa dal presidente facente funzione, Nino Spirlì, con la quale era stato disposto il rinvio al 15 gennaio dell’apertura delle scuole elementari e media in presenza. Lo stabilisce il decreto numero 18 del 2021 della sezione terza del Consiglio di Stato, presieduta da Franco Frattini.
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Le lezioni rimangono in presenza.
Nel decreto si rileva che l’ordinanza del presidente Spirlì doveva essere accompagnata da dati scientifici. “A fronte di norme statali successive alla ordinanza regionale – è scritto nel testo – l’eventuale misura regionale più restrittiva, tenuto conto della rilevanza del diritto alla istruzione e del contesto di socialità specialmente per gli alunni più giovani, avrebbe dovuto essere motivata con dati scientifici evidenzianti il collegamento tra focolai attivi sul territorio e impatto della attività scolastica in presenza”. Inoltre, viene evidenziato che “nella ordinanza regionale vi è una chiusura generalizzata senza alcuna, ove esistente, indicazione di zone interessate da incremento di contagi; né, peraltro, le problematiche relative al trasporto (movimentazione di persone) – risolvibili con diligente ed efficace impegno amministrativo nei servizi interessati – possono giustificare la compressione grave di diritti costituzionalmente tutelati dagli studenti interessati”.