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DALLE 13:16 DI VENERDì 08 GENNAIO 2021

ALLE 22:05 DI SABATO 09 GENNAIO 2021

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Di Maio, governo vada avanti, lavoriamo a patto con Conte
‘Non sono accettabili giochi di palazzo, ma serve trasparenza’
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08 gennaio 2021
13:16
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“Questo governo deve andare avanti, il Paese non può rischiare di cadere nell’immobilismo, non sono accettabili giochi di palazzo, ma serve trasparenza”. Lo scrive il ministro degli esteri Luigi Di Maio su Facebook.
“Lavoriamo tutti a un patto di governo più articolato che dia certezze sui temi ad ogni forza politica – afferma -, ma insieme a Giuseppe Conte che va rispettato e sostenuto”.
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Iss:bozza, Rt a 1,03. Prima volta sopra 1 da 6
Rischio alto in 12 regioni, 8 moderato, solo Toscana ‘basso’
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08 gennaio 2021
13:26
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Nel periodo 15-28 dicembre 2020, l’indice di trasmissibilità Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,03 (range 0,98 – 1,13), in aumento da quattro settimane e per la prima volta, dopo sei settimane, sopra uno. Lo rileva la bozza del monitoraggio settimanale Ministero della Salute-Istituto superiore di sanità (Iss).

Secondo il monitoraggi oinoltre sono 12 le Regioni/PPAA a rischio alto questa settimana (nessuna la settimana precedente), 8 a rischio moderato (di cui due ad alto rischio di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e solo una Regione (Toscana) a rischio basso.
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Zingaretti, Pd sostiene governo con massima lealtà
Segretario Pd apre direzione partito
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08 gennaio 2021
14:23
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“E’ un passaggio fondamentale per gli sviluppi del governo, che noi sosteniamo con la massima lealtà”.
Lo dice il segretario Pd Nicola Zingaretti aprendo la direzione.
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Governo: Bellanova, esperienza al capolinea
E premier dovrebbe prenderne atto, il tempo è finito
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08 gennaio 2021
14:27
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“Il premier dovrebbe prendere atto che questa esperienza è al capolinea e dire se siamo in grado tutti di ripartire”. Così la ministra di Iv Teresa Bellanovra su Rai2 dove aggiunge: “Il tempo per quanto mi riguarda è finito: ora servono risposte.
Sono mesi che chiediamo un accordo programmatico perché non si può andare avanti con un Dpcm o un decreto alla settimana.
Noi critichiamo e avanziamo proposte: il punto è -conclude – se le proposte vengono accolte”.
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Sciascia: Franceschini, “L’Italia gli deve molto”
“Una personalità animata da forte impegno civile”
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08 gennaio 2021
14:51
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“Un intellettuale al quale l’Italia deve molto”. Così il ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini nel giorno del centenario della nascita di Leonardo Sciascia.
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“Una personalità animata da forte impegno civile e passione democratica – aggiunge il ministro – capace di analisi, critiche e spunti narrativi di grande attualità, autore di romanzi e racconti ai quali occorre ritornare per comprendere appieno il nostro Paese”.
Il Mibact ricorda Sciascia anche attraverso una campagna social che ruota attorno all’animazione della sua firma in calce a una lettera autografa indirizzata ad Annamaria Ortese, proveniente dalle carte private dell’autrice de “Il mare non bagna Napoli”, depositate nel 2002 presso l’Archivio di Stato di Napoli dalla nipote della scrittrice, Rita Ortese.
I profili social del Mibact propongono un piccolo video in cui il pennino traccia idealmente la firma in calce al messaggio con cui il 21 gennaio 1983 l’intellettuale e scrittore siciliano, nato a Racalmuto l’8 gennaio del 1921, ricambiava alla Ortese gli auguri scrivendo dalla clinica Valmont a Glion-sur-Montreux.
Le poche, semplici righe con le quali Sciascia si dice a disposizione “per quello che posso”, “anche se non mi faccio vivo scrivendo”, sono vergate sulla carta intestata di un istituto in cui soggiornò anche il protagonista del pamphlet “Atti relativi alla morte di Raymond Roussel”, racconto-inchiesta composto dallo scrittore siciliano nel 1971 per indagare sulla morte misteriosa dell’autore francese avvenuta a Palermo nel 1933. Fili sottili di esistenze che si intrecciano, lasciando libera la fantasia di correre su questo documento conservato alla nostra memoria, insieme ad alcune foto di Nino Catalano rese disponibili dalla Fondazione Leonardo Sciascia, che ritraggono l’intellettuale siciliano in alcuni momenti di vita familiare, costituiscono l’omaggio simbolico Mibact per questa ricorrenza.
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Covid:Cav,dovere morale ripensare sanità con Recovery e Mes
Berlusconi, Fi presenterà proposta in Parlamento
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MILANO
08 gennaio 2021
16:04
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“La pandemia ha messo in evidenza la fragilità del sistema sanitario italiano fortemente indebolito da anni di definanziamento e di gestione carente che hanno impedito di formare ed assumere un adeguato numero di medici e di infermieri” è partito da questo Silvio Berlusconi in una nota per annunciare che “Fi predisporrà una proposta di rafforzamento del sistema sanitario italiano da presentare alle Camere mettere a disposizione del Paese.Abbiamo il dovere morale di ripensare, rafforzare e rilanciare il sistema sanitario italiano anche sfruttando le importanti risorse che arriveranno con il Recovery e auspicabilmente con il Mes”.
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Zingaretti,provocare elezioni sarebbe errore imperdonabile
Si oscilla pericolosamente, in passato logorare ha portato voto
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08 gennaio 2021
16:07
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“A novembre dopo il vertice a Palazzo Chigi si era avviata una stagione positiva di confronto sui contenuti del rilancio. Abbiamo scommesso in quel processo per cambiare e non distruggere.
Tutto però è tornato a oscillare pericolosamente, con fibrillazioni che rischiano di mandare in frantumi il lavoro di un anno e mezzo. Dentro una pandemia tragica, provocare elezioni anticipate sarebbe un errore imperdonabile”. Lo dice il segretario Pd Nicola Zingaretti in direzione. “Il logoramento dei rapporti politici già in passato ha portato a un’evoluzione incontrollabile, il cui esito sono state proprio le elezioni anticipate”.
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Maroni operato al neurologico Besta di Milano
Dopo malore dei giorni scorsi
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MILANO
08 gennaio 2021
16:14
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L’ex governatore della Regione Lombardia Roberto Maroni, è stato sottoposto oggi a un intervento chirurgico all’Istituto neurologico Besta. Maroni aveva avuto un malore, nei giorni scorsi a casa sua a Lozza (Varese) ed era stato ricoverato all’ospedale di Varese da cui è stato poi trasferito nel nosocomio milanese.
La famiglia ha chiesto la massima riservatezza. Lo si è appreso da fonti.
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Bellanova,a Conte campagna acquisti non sta andando bene
No a rimpastini
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08 gennaio 2021
16:18
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“Noi non abbiamo chiesto posti in più o strapuntini ma di avere risposte sulle questioni e sui temi che abbiamo avanzato. Io per prima porto avanti battaglie da una vita: se ci sono risposte siamo disponibili a proseguire altrimenti si trovino i ‘responsabili'”.
L’ha detto la ministra dell’Agricoltura di Iv Teresa Bellanova su Ore14 a Rai2 dove aggiunge: “Sappiamo che c’è il tentativo di campagna acquisti in corso: purtroppo non gli sta andando bene al premier”.
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Maroni operato al neurologico Besta di Milano
Dopo il malore dei giorni scorsi
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MILANO
08 gennaio 2021
16:22
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L’ex governatore della Regione Lombardia Roberto Maroni, è stato sottoposto oggi a un intervento chirurgico all’Istituto neurologico Besta. Maroni aveva avuto un malore, nei giorni scorsi a casa sua a Lozza (Varese) ed era stato ricoverato all’ospedale di Varese da cui è stato poi trasferito nel nosocomio milanese.
La famiglia ha chiesto la massima riservatezza. Lo si è appreso da fonti.
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Libia: Conte incontra Serraj a P.Chigi
In corso colloquio
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08 gennaio 2021
16:47
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Il premier libico Fayez Al Serraj è arrivato a Palazzo Chigi, dove è stato ricevuto dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Tra i due è in corso un colloquio.
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Scuola: nel Lazio superiori in Dad fino al 18 gennaio
Zingaretti firmerà ordinanza
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08 gennaio 2021
17:50
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Nel Lazio le scuole superiori saranno in Dad fino al 18 gennaio. Il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, visto l’incremento della curva dei contagi da Coronavirus, firmerà oggi un’ordinanza per posticipare al 18 Gennaio l’apertura in presenza delle scuole superiori.
Fino a quella data continuerà ad essere attiva la didattica a distanza per gli studenti delle scuole secondarie.
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Dad in scuole superiori Umbria fino 23 gennaio
Lo ha deciso la Regione secondo principio “massima precauzione”
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PERUGIA
08 gennaio 2021
17:53
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Didattica “esclusivamente a distanza” fino al 23 gennaio nelle scuole superiori dell’Umbria.
Lo ha deciso la Regione applicando il concetto di “massima precauzione”.
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Il provvedimento riguarda le scuole secondarie di secondo grado statali e paritarie.
In base ai dati epidemiologici e al parere del Comitato tecnico scientifico umbro, la Regione ha ritenuto necessario un periodo di osservazione nei circa 20 giorni seguenti le festività al fine di analizzare l’andamento dell’epidemia sul territorio e perseguendo “il concetto di massima precauzione a tutela del bene primario della salute”. In tal senso Palazzo Donini ha annunciato che si sta perfezionando anche un protocollo con le farmacie pubbliche e private nonché con la Croce rossa per permettere uno screening volontario degli studenti e del personale scolastico delle scuole superiori. Reso possibile grazie al recupero di risorse Fse per un milione di euro da parte dell’assessore al bilancio e all’istruzione Paola Agabiti.
Per ciò che concerne la didattica a distanza – si legge ancora in una nota della Regione -, resterà salva la possibilità di svolgere attività in presenza “qualora sia necessario l’uso di laboratori o in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata”.
Le disposizioni si applicano anche agli studenti iscritti per l’anno formativo 2020-2021 ai corsi di istruzione e formazione professionale (Iefp) presso le agenzie formative e gli istituti professionali statali in regime di sussidiarietà.
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Covid, Fontana: ‘Screening nelle scuole superiori lombarde’
‘Sperimentazione su studenti e docenti per incidenza virus’
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MILANO
08 gennaio 2021
18:42
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“In Lombardia partirà a breve una sperimentazione importante e mirata basata sullo screening di studenti e docenti delle scuole secondarie di secondo grado per verificare concretamente l’incidenza del virus in questo ambito”. E’ quanto ha annunciato il presidente della Lombardia Attilio Fontana, che poi ha aspramente criticato il modello a zone del governo per arginare la pandemia.
“La semplice definizione dei colori e delle relative fasce, basata su valutazione che spesso cambiano con frequenza molto rapida, vanno nella direzione opposta a quello che chiedono i cittadini e le imprese – ha detto il governatore – creando solo incertezze e danni economici rilevantissimi”.
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Open Arms: Salvini all’aula bunker, cominciata udienza
Ex ministro davanti a Gup per richiesta rinvio a giudizio
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PALERMO
09 gennaio 2021
10:16
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Il leader della Lega Matteo Salvini è arrivato all’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo per l’udienza preliminare in cui è imputato di sequestro di persona e rifiuto d’atto d’ufficio per aver vietato lo sbarco a Lampedusa, ad agosto del 2019, di 107 migranti soccorsi in mare dalla nave della ong spagnola Open Arms.
Blindate le strade circostanti il bunker dove una decina di manifestanti hanno atteso invano Salvini che ha raggiunto l’aula da un’entrata secondaria.

L’udienza è cominciata.
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Berlusconi: ‘Grazie a Gallera, ho voluto io Moratti’
Cav, deciso usare esperienza ex assessore in un altro modo
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MILANO
08 gennaio 2021
16:00
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“Un particolare ringraziamento” è quello che il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi ha voluto riservare a Giulio Gallera dopo il suo passo indietro come assessore al Welfare della Lombardia.
“Con il dottor Gallera abbiamo concordato di utilizzare in altro modo in Forza Italia la sua competenza e le sue capacità di lavoro, dimostrate in 26 anni di militanza nel nostro Movimento” spiega in una nota l’ex premier che, a quando si apprende, ha avuto un lungo colloquio telefonico nella notte con l’ormai ex assessore.

“Ho voluto personalmente Letizia Moratti – ha aggiunto Berlusconi – in questo ruolo, a fianco del Presidente Attilio Fontana, per rafforzare ulteriormente, con la sua credibilità e il suo prestigio, l’efficienza e l’autorevolezza della guida della regione, simbolo del buon governo del centro-destra”.
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Covid: Zaia, ci rimettiamo per zona a giudizi Iss
Ma escludiamo classificazione in zona rossa
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VENEZIA
08 gennaio 2021
13:21
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“Ci rimettiamo al giudizio dell’Istituto superiore della sanità nazionale per sapere in quale zona sarà il Veneto”. Lo ha detto il presidente Luca Zaia, il quale ha osservato “che non sa ancora se la regione passerà in zona gialla o arancione”.
Zaia ha escluso la classificazione in zona rossa. “Qualsiasi sia la decisione – ha concluso -sarà determinante l’intervento dei ristori”.
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Covid: Toti, Liguria sarà gialla, slitta rientro studenti
Prossima settimana per prudenza scuole superiori ancora in dad
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GENOVA
08 gennaio 2021
13:35
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“La Liguria sarà in zona gialla a partire da lunedì 11 fino a domenica 17. Questa la collocazione stabilita per la nostra regione alla luce dei dati epidemiologici su cui ho appena avuto un confronto telefonico con il ministro Speranza.
Precauzionalmente, al fine di non peggiorare una situazione ancora fragile e instabile circa la diffusione del Covid, uniformandoci alle Regioni che ci circondano, abbiamo deciso che da lunedì 11, e per una settimana, gli studenti delle scuole secondarie superiori non rientreranno ancora in aula ma proseguiranno nella modalità della didattica a distanza”. Lo annuncia Giovanni Toti su Facebook.
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Calabria:Tar sospende ordinanza Regione sulla dad
Scuole elementari tornano in aula,lezioni sospese per superiori
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CATANZARO
08 gennaio 2021
16:35
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Il Tar della Calabria ha accolto la richiesta di sospensione dell’ordinanza di chiusura delle scuole elementari e medie emanata dal presidente facente funzioni della Calabria, Antonino Spirlì lo scorso 5 gennaio, mentre gli effetti del provvedimento rimangono validi per le scuole superiori. Il ricorso era stato presentato dopo la presentazione lo scorso 5 gennaio dell’ordinanza di chiusura disposta dal presidente Spirlì che sospendeva le lezioni nelle elementari e medie fino al 15 gennaio e nelle superiori fino al 31.
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Per gli studenti delle scuole superiori i giudici amministrativi si esprimeranno il prossimo 10 febbraio.
“Il Tar manda i più piccoli a scuola e lascia a casa gli studenti delle superiori. Ci opporremo! Per noi, tutti a casa, in sicurezza e in dad”. Lo ha detto il presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì, commentando sulla sua pagina facebook la decisione del Tar che ha sospeso parzialmente l’ordinanza con la quale si disponeva, in Calabria, la chiusura delle scuole elementari e medie fino al 15 di gennaio e le superiori fino al 31 gennaio. Il ricorso che ha portato al pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale era stato presentato dall’avvocato Paolo Perrone su incarico di un gruppo di genitori.
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Covid, Fontana: ‘Screening nelle scuole superiori lombarde’
‘Sperimentazione su studenti e docenti per incidenza virus’
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MILANO
08 gennaio 2021
18:42
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“In Lombardia partirà a breve una sperimentazione importante e mirata basata sullo screening di studenti e docenti delle scuole secondarie di secondo grado per verificare concretamente l’incidenza del virus in questo ambito”. E’ quanto ha annunciato il presidente della Lombardia Attilio Fontana, che poi ha aspramente criticato il modello a zone del governo per arginare la pandemia.
“La semplice definizione dei colori e delle relative fasce, basata su valutazione che spesso cambiano con frequenza molto rapida, vanno nella direzione opposta a quello che chiedono i cittadini e le imprese – ha detto il governatore – creando solo incertezze e danni economici rilevantissimi”.
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Covid: Emiliano ai pugliesi, non uscite di casa se potete
‘Lavorate e studiate da casa’
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BARI
08 gennaio 2021
18:47
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“Rivolgo un appello a tutti coloro che possono fare a meno di uscire di casa e che possono operare a distanza attraverso la tecnologia di lavorare e studiare da casa. E di non uscire se non per stretta necessità.
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In particolare rivolgo un appello a tutto il mondo della scuola perché non spinga le famiglie ad andare a scuola in presenza. La mia non è una crociata contro la didattica in presenza, che anche per me e senza alcun dubbio è preferibile a quella a distanza”. Lo scrive su facebook il governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, dopo la decisione del governo di inserire la Puglia in zona gialla da lunedì prossimo.
“Capisco – dice – di avere preteso molto dai valorosi insegnanti pugliesi chiedendogli di seguire nello stesso momento sia gli studenti in presenza in classe, sia quelli a casa attraverso il computer. Voglio ringraziarli per questo sforzo senza del quale non avremmo potuto far abbassare i contagi scolastici che dopo il 24 settembre si erano moltiplicati a dismisura. Abbiate pazienza, in questo momento non è possibile avere l’ottimo e dobbiamo accontentarci del meglio possibile, dando priorità alla salute senza pregiudicare del tutto la didattica”.
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Scuola:14 Regioni dicono ‘no’ a ripresa di lunedì 11
Oggi anche Lazio, Umbria, Sicilia, E-R. Per 4 rientro 1 febbraio
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08 gennaio 2021
20:01
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Arriva a 14 il numero delle Regioni che con il passare delle ore ha deciso di rinviare ulteriormente il ritorno dei ragazzi delle superiori a scuola, prima fissato al 7 gennaio e poi slittato, per volontà del governo, a lunedì 11 gennaio. In alcuni casi i governatori hanno deciso di lasciare a casa per le prossime settimane anche gli alunni delle medie e delle elementari.
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In altre, come Calabria, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Marche, i ragazzi delle superiori torneranno in aula il primo febbraio. Oggi Lazio, Emilia Romagna, Umbria e Sicilia si sono aggiunte al fronte delle Regioni che già nei giorni scorsi avevano deciso di lasciare in didattica a distanza i propri alunni ma ognuno ha scelto modalità e date diverse: i ragazzi delle superiori del Lazio rimarranno in dad fino al 17 gennaio (data già decisa da giorni anche in Molise e in Piemonte); la dad è fino al 24 in Emilia Romagna e in Lombardia mentre in Sicilia il governatore Musumeci ha deciso per la sospensione delle attività didattiche in presenza fino al 16 gennaio per le scuole elementari e medie inferiori e fino al 30 gennaio per gli istituti superiori. In Umbria la Regione ha deciso didattica “esclusivamente a distanza” fino al 23 gennaio nelle scuole superiori.
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Maroni operato, istituto Besta: ‘Condizioni soddisfacenti’
‘Non saranno diramati altri bollettini medici’
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MILANO
08 gennaio 2021
20:21
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Le condizione dell’ex governatore Roberto Maroni, operato oggi all’Istituto neurologico Besta di Milano, sono “soddisfacenti”. Lo ha reso noto, in un comunicato, l’ospedale.

“In merito alle condizioni cliniche di Roberto Maroni, sottoposto oggi a un intervento presso la Fondazione I.R.C.C.S.
Istituto Neurologico ‘Carlo Besta’, la direzione sanitaria dell’istituto informa – si legge nel comunicato – che le condizioni cliniche del paziente sono soddisfacenti e che lo stesso è sveglio e cosciente. In accordo con la famiglia non saranno diramati altri bollettini medici in assenza di significativi sviluppi”.
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Alto Adige: si dimette comandante Schuetzen per video rap
Cappelli piumati ribadiscono propri valori e fede cristiana
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BOLZANO
08 gennaio 2021
21:18
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Il comandate degli Schuetzen altoatesini Juergen Wirth Anderlan si è dimesso in serata per il contestato video rap. I cappelli piumati, senza intervenire sulla questione del brano, ribadiscono in una nota di voler rappresentare anche in futuro i propri valori e la “fede cristiana” (scritto in corsivo, ndr.), come anche la “difesa della heimat”, la “libertà e la dignità dell’uomo”.

Il video, nel frattempo tolto da Youtube, è stato girato a lume di candela in una cantina buia e mostra Wirth Anderlan, che non è nuovo a iniziative provocatorie, che svoglia vecchie foto e canta in stile rap in tedesco degli altoatesini che “vivono nella nazione sbagliata, circondati da bugiardi e spie”. “Non conoscono più Ander (Andreas Hofer, ndr.) ma Greta (Thunberg,ndr.)”, “nel parco davanti a casa mia Dieter ama Peter” e “100 anni che ci trattano come una prostituta di pochi soldi” sono solo alcuni dei passaggi contestati, tra l’altro anche dagli Schuetzen del Tirolo austriaco.
L’attuale vice comandante Renato des Dorides assume la guida dell’associazione fino alle prossime elezioni.
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Vaccini: Uncem a Speranza, inserire sindaci in prima fase
Presidente Bussone, incorrono in un rischio che va abbassato
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TORINO
09 gennaio 2021
10:20
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“I sindaci dei Comuni italiani devono essere vaccinati al più presto. Ho scritto al ministro Speranza chiedendo che i primi cittadini vengano inclusi nella prima fase di somministrazione”.
E’ la richiesta di Marco Bussone, presidente nazionale Uncem, l’Unione nazionale comuni comunità enti montani, che si dice pronto a “individuare insieme al ministro punti di somministrazione quali farmacie o camper mobili, per raggiungere agevolmente i piccoli Comuni e tutte le aree montane del Paese”.
Bussone ricorda infatti che i sindaci “sono autorità sanitaria dei loro territori, hanno contatti con centinaia di persone, svolgono funzioni che non possono venir meno, hanno molto spesso responsabilità di persone tutelate, incorrono in un rischio che va abbassato”. Di qui la richiesta di “collocare gli 8mila sindaci italiani – ribadisce il presidente Uncem – nella prima fase di vaccinazione, nell’interesse delle loro comunità e di tutto il Paese”.   PIEMONTE   VAI ALL’ECONOMIA   VAI ALLA CRONACA   VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO   VAI ALLA TECNOLOGIA

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Letizia Moratti, mi metto a servizio cittadini
Presidente Fontana, nuova giunta è a tutti gli effetti operativa
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MILANO
09 gennaio 2021
12:49
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“Ringrazio il presidente Attilio Fontana che mi ha proposto in maniera inaspettata un compito difficile e complesso in un momento particolarmente complesso”: lo ha detto Letizia Moratti, nuovo vicepresidente e assessore al Welfare della Lombardia, in conferenza stampa. “E’ una responsabilità che ho deciso di prendermi – ha aggiunto – per mettermi al servizio dei cittadini della Lombardia”.

A convincere Letizia Moratti ad accettare il nuovo ruolo è stata la “ferma” convinzione del governatore Attilio Fontana. E oltre a questo “il fatto di capire che – ha aggiunto la neovicepresidente – per mio carattere cerco di non sottrarmi alle sfide, anche se gravose, se penso di poter dare un contributo alla mia città o alla mia regione”.
Al suo fianco Fontana ha sottolineato che “la nuova giunta a tutti gli effetti è operativa”.
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Lombardia:Galli(Sacco),ora voltare pagina in modo radicale
Buon lavoro a Letizia Moratti,emergenza non è terminata
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MILANO
08 gennaio 2021
14:01
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In Lombardia, nella sanità, “bisogna voltare pagina in modo radicale, lavorando sull’organizzazione degli interventi, il potenziamento della medicina del territorio e la capacità di fronteggiare emergenze come quella che stiamo vivendo”. A dirlo Massimo Galli, direttore di Malattie infettive presso l’ospedale Sacco di Milano, che saluta l’assessore lombardo al Welfare uscente, Giulio Gallera, e augura “buon lavoro” a Letizia Moratti, che prende il suo posto.

Si tratta di interventi “che non si fanno certo da un giorno all’altro, ma con programmi di medio e lungo termine, con forti investimenti in sanità – continua Galli -. Certo è che la gestione dell’emergenza non è terminata, è qui, e gli ultimi segnali non sono affatto favorevoli, bisogna prestare la massima attenzione”.
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Polemica per la mascherina con il volto di Borsellino indossata da Salvini
Critiche da Pd e M5s, strumentalizza il magistrato ucciso
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08 gennaio 2021
19:26
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Il volto di Paolo Borsellino e una frase che disse prima di morire: “La lotta alla mafia deve essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale,dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”. Ad innescare una nuova polemica su Matteo Salvini questa volta è la mascherina donata dall’assessore regionale dei beni culturali e dell’identità siciliana Alberto Samonà e indossata dal leader della Lega, in via D’Amelio, a Palermo, per ricordare in mattinata Paolo Borsellino e i cinque poliziotti di scorta, vittime dell’attentato del 19 luglio 1992.
Appena sceso dall’auto, Salvini si toglie quella che aveva e indossa l’altra con il volto del giudice ucciso: “Me l’ha regalata l’assessore Alberto Samonà e per questo lo ringrazio”.
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Poi un mazzo di fiori sotto l’ulivo piantato per commemorare i martiri di Cosa nostra. “Ogni volta che vengo a Palermo ritengo un dovere civico e umano rendere omaggio a Paolo Borsellino e agli uomini e alle donne della scorta, mi sembra il minimo. Mi sembrava giusto partire da qui”, dice Salvini. Ma tutto questo non basta perché non appena la notizia con la foto della mascherina fa il giro di agenzie, giornali e siti on line scoppia la polemica, alimentata dalle dichiarazioni di esponenti del Pd e del Movimento 5 Stelle.
“L’avidità di palcoscenico di questo personaggio è tale da essere pronto a creare il caso e la polemica strumentalizzando l’immagine di chi ha che ha dato la vita per il nostro Paese.
Semplicemente disgusto” scrive su Facebook il deputato dem Carmelo Miceli, membro della commissione Giustizia della Camera e responsabile sicurezza del Pd.
“Il personaggio ormai è noto,soprattutto nella sua propensione a mistificare e strumentalizzare. E’ bulimico. Ma non può permettersi di offendere i simboli dell’antimafia, chieda scusa”, rincara la dose Mario Perantoni (M5s), presidente della commissione Giustizia della Camera.
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Recovery, Conte stringe: ‘Il piano al prossimo Cdm, è dell’Italia intera’
Franceschini: ‘Buin senso per evitare crisi in piena pandemia’. Di Maio: ‘Non sono ammessi rallentamenti’
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09 gennaio 2021
20:14
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Il premier Conte prova a stringere sul Recovery plan e rilancia sul tavolo per il prosieguo della legislatura. “Mai come adesso – scrive un un post – serve un grande sforzo collettivo per realizzare al più presto un Recovery Plan che garantisca al nostro Paese pronta ripartenza e più elevata resilienza.
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Un piano che non appartiene a questo governo o alle forze di maggioranza che lo compongono, ma all’Italia intera. A questo riguardo, nella riunione di ieri sera, con tutte le forze di maggioranza abbiamo convenuto di portare al prossimo Consiglio dei Ministri la nuova bozza aggiornata del Piano, in modo da poter proseguire le interlocuzioni con il Parlamento e le parti sociali e poi passare alla stesura dello schema definitivo”. “Sin dall’inizio del mio mandato – dice il premier – ho preso un impegno con tutti i cittadini: lavorerò sempre per il bene vostro, il bene comune, e non per il mio utile personale. Fino alla fine farò ogni sforzo possibile per assolvere questo delicato incarico con “disciplina e onore”, come richiede la nostra Costituzione”. “Sto lavorando – sottolinea – anche a rafforzare la coesione delle forze di maggioranza e la solidità della squadra di governo. Senza queste premesse diventa arduo perseguire obiettivi che richiedono piena dedizione e acuta lungimiranza. E non consentono distrazioni, per rispetto dei cittadini e del momento che stiamo vivendo”. “In questi giorni sto preparando una lista di priorità che valgano a indirizzare e a rafforzare l’azione del governo sino alla fine della legislatura. Un programma da poter discutere e condividere con tutte le forze di maggioranza”.
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In tarda serata è prevista un riunione in videoconferenza una riunione in videoconferenza di Matteo Renzi con la cabina di regia di Italia viva e i gruppi parlamentari di Camera e Senato.
“Credo bastino un po’ di buonsenso e di buona volontà per evitare una crisi di governo in piena pandemia. Martedì mandiamo il Recovery in Parlamento e subito, come ha proposto Nicola Zingaretti, avviamo un confronto nella maggioranza per un patto programmatico di legislatura”. Lo scrive su Twitter il capo delegazione Pd al governo Dario Franceschini.
“Siamo alle battute finali per la presentazione del Recovery Plan italiano e non sono ammessi rallentamenti”, ha scritto in mattinata il ministro degli Esteri Luigi Di Maio sul suo profilo Facebook.”È bene ascoltare le opinioni di tutti e confrontarsi, ma non dimentichiamoci che siamo chiamati a rispettare gli italiani e le loro esigenze. Ci sono milioni di cittadini che aspettano queste risorse per ripartire. Il Recovery è un treno che passa una sola volta” aggiunge il ministro.
“Ci affidiamo alla saggezza del capo dello Stato, a lui tocca nel caso sciogliere le camere. Un governo istituzionale mi sembra molto difficile. Se non c’è l’accordo nella sinistra mi sembra che ci sia solo il voto”. Così il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani a “L’Ospite”, condotto da Massimo Leoni, su SkyTg24.
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Come “dopo le grandi tragedie come la Seconda Guerra Mondiale i partiti facciano un Governo di unità nazionale per far ripartire l’Italia, per prendere insieme le grandi decisioni”. Lo scrive il governatore ligure Giovanni Toti sui social. “Ora, il Covid non è la Seconda Guerra Mondiale, ma guardandomi intorno non vedo neppure un De Gasperi o un Togliatti! Tutto in proporzione…”.
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Scuola: le Regioni che dicono ‘no’ a ripresa di lunedì 11
Aumenta il numero di Regioni che ha deciso il rinvio del ritorno dei ragazzi in classe
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09 gennaio 2021
17:00
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Aumenta il numero delle Regioni che ha deciso di rinviare ulteriormente il ritorno dei ragazzi delle superiori a scuola, prima fissato al 7 gennaio e poi slittato, per volontà del governo, a lunedì 11 gennaio. Intanto monta la polemica dentro alla maggioranza di governo, con i Cinque stelle che si dicono “traditi” dal Pd, come dice la senatrice Bianca Granato, nell’impegno alla riapertura delle scuole; mentre il segretario dei democratici, Nicola Zingaretti, si rivolge direttamente alla ministra Lucia Azzolina per dire, anche come presidente regionale del Lazio, che con la riapertura “la politica e i partiti non c’entrano nulla”, perché si tratta di scelte che toccano “la vita e la sicurezza delle persone”.
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In alcuni casi i governatori hanno deciso di lasciare a casa per le prossime settimane anche gli alunni delle medie e delle elementari.
In altre, come Calabria, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Marche e Sicilia, i ragazzi delle superiori torneranno in aula il primo febbraio. Lazio, Emilia Romagna, Umbria e Sicilia si sono aggiunte al fronte delle Regioni che già nei giorni scorsi avevano deciso di lasciare in didattica a distanza i propri alunni ma ognuno ha scelto modalità e date diverse: i ragazzi delle superiori del Lazio rimarranno in dad fino al 17 gennaio (data già decisa da giorni anche in Molise e in Piemonte); la dad è fino al 24 in Emilia Romagna e in Lombardia mentre in Sicilia il governatore Musumeci ha deciso per la sospensione delle attività didattiche in presenza fino al 16 gennaio per le scuole elementari e medie inferiori e fino al 30 gennaio per gli istituti superiori.
In Umbria la Regione ha deciso didattica “esclusivamente a distanza” fino al 23 gennaio nelle scuole superiori. “Così è il caos: chiediamo che il governo, a fronte del fallimento delle misure che andavano adottate, si assuma la responsabilità del rinvio dell’apertura delle attività didattiche in presenza. Non si deleghi più nulla alle Regioni”, chiede la Flc Cgil, che si dice pronta alla mobilitazione. E mentre da febbraio si faranno i vaccini agli over 80 e ai docenti ma molti chiedono di anticiparne la somministrazione a questi ultimi, il governatore della Lombardia Fontana annuncia che partirà a breve una sperimentazione mirata basata sullo screening di studenti e docenti delle scuole secondarie di secondo grado per verificare concretamente l’incidenza del virus in questo ambito. Per il governatore della Puglia Michele Emiliano “è irresponsabile incoraggiare la scelta della didattica in presenza per gli studenti che potrebbero rimanere a casa”.
L’ordinanza regionale pugliese ha stabilito che sino al 15 gennaio in tutte le scuole ci sarà didattica a distanza, concedendo però la possibilità alle famiglie di chiedere ai presidi le lezioni in presenza. Il presidente del Comitato tecnico scientifico, Agostino Miozzo invita a riflettere: “La scuola non è esente da rischi ma si può convivere con il rischio. Dobbiamo valutare area per area se le condizioni esterne alla scuola sono state soddisfatte. Se non si entra nella logica del rischio accettabile la scuola resterà chiusa con la didattica a distanza fino a settembre – ottobre, quando l’immunità di gregge sarà raggiunta”. “Il governo – dice il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia – lavora per fare tornare i ragazzi in classe nel più breve tempo possibile. Il 7 sono tornati in aula i bambini delle elementari e medie, dobbiamo fare di tutto per far tornare nella normalità le superiori”. Eppure riaprire le scuole di ogni ordine e grado e riattivare completamente i contatti sociali senza misure restrittive potrebbe determinare “un’onda epidemica non contenibile”, rivela uno studio Inail-Iss pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences of the Us (Pnas).
Anche in Basilicata (zona gialla dall’11 gennaio) il rientro in aula degli studenti delle scuole superiori è rinviato almeno fino al prossimo 31 gennaio. La decisione è stata presa dal presidente della Regione, Vito Bardi (centrodestra), che nelle prossime ore firmerà un’ordinanza per disporre la didattica a distanza fino al prossimo 31 gennaio.
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Scuola: altri governatori posticipano il rientro – la situazione Regione per Regione
Nuove strette da Lazio ed Emilia Romagna, altre in arrivo
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09 gennaio 2021
11:22
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Arrivano nuove strette dalle Regioni sul fronte della scuola: Emilia Romagna e Lazio si sono unite al fronte di quelle che rinvieranno l’apertura delle superiori prevista per lunedì 11. Così aveva già deciso anche la Lombardia.
Questo il quadro nel dettaglio:
* Trentino Alto Adige – tutti gli studenti sono rientrati a scuola il 7 gennaio, per i ragazzi delle superiori dal 7 presenza al 50%.
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* Valle d’Aosta – era pronta ad aprire le scuole superiori già il 7 gennaio, ma la Regione si è ora adeguata alle indicazioni nazionale di lunedì 11.
* Piemonte – gli studenti delle scuole superiori torneranno in classe non prima del 18 gennaio “compatibilmente con l’andamento dell’epidemia”. Elementari e medie in presenza dal 7.
* Liguria – i ragazzi delle elementari e delle medie sono rientrati il 7 gennaio a scuola mentre le superiori cominceranno lunedì prossimo al 50%, ovvero metà alunni in presenza e metà in didattica a distanza.
* Lombardia – anche qui come in Liguria le lezioni in presenza hanno ripreso per tutti tranne per i ragazzi delle scuole superiori, in dad fino al 24 gennaio.
* Friuli Venezia Giulia – il governatore Massimiliano Fedriga ha firmato l’ordinanza che sarà in vigore dal 7 al 31 gennaio in base alla quale l’attività didattica delle scuole secondarie di secondo grado sarà svolta in Ddi, didattica digitale integrata.
* Veneto – prosegue la chiusura delle scuole superiori fino al 31 gennaio. Tutti gli altri in classe dal 7 gennaio.
* Emilia Romagna – sono riprese le lezioni a scuola per elementari e medie; il 25 gennaio per i ragazzi delle superiori al 50%.
* Toscana – le scuole superiori riprenderanno le lezioni in presenza l’11 gennaio. Già in classe tutti gli altri.
* Marche – la didattica a distanza proseguirà al 100% per le scuole secondarie di secondo grado, statali e paritarie, fino al 31 gennaio. Scuola in presenza per gli altri.
* Umbria – le superiori potrebbero essere in classe al 50% dall’11; tuttavia la Regione – si è appreso in queste ore – sta valutando un ulteriore rinvio, per prorogare la dad almeno fino a metà gennaio. Lezioni in aula per tutti gli altri.
* Lazio – riprese le lezioni in presenza per materne, elementari e medie, il 18 in presenza per le superiori.
* Abruzzo – sono tornati a svolgere la didattica in presenza tutti gli alunni della scuola dell’infanzia, della primaria, della secondaria di primo grado e dall’11 il 50% degli studenti delle superiori fino ad arrivare al 75% dal 16 gennaio.
* Molise – Il presidente della Regione Donato Toma, ha emanato una nuova ordinanza che dispone la sospensione dell’attività di didattica in presenza per tutte le scuole primarie e secondarie di primo grado fino al 17 gennaio. Viene data la facoltà ai sindaci di consentire il prosieguo soltanto per le scuole primarie.
* Campania – riapriranno lunedì 11 gennaio per gli alunni della scuola dell’infanzia e delle prime due classi della scuola primaria. A partire dal 18 gennaio sarà valutata la possibilità del ritorno in presenza per l’intera scuola primaria e dal 25 gennaio, per la secondaria di primo e secondo grado.
* Basilica – Anche in Basilicata (zona gialla dall’11 gennaio) il rientro in aula degli studenti delle scuole superiori è rinviato almeno fino al prossimo 31 gennaio. La decisione è stata presa dal presidente della Regione, Vito Bardi (centrodestra), che nelle prossime ore firmerà un’ordinanza per disporre la didattica a distanza fino al prossimo 31 gennaio.
* Calabria – dad alle elementari fino al 15 gennaio, le superiori fino al 31. Lo prevede l’ordinanza del governatore Spirlì, secondo la quale restano aperti gli asili.
* Puglia – il governatore Emiliano ha stabilito la didattica integrata a distanza fino al 15 gennaio per ogni ordine e grado.
* Sicilia – sospensione delle attività didattiche in presenza fino al 16 gennaio per le scuole elementari e medie inferiori e fino al 30 gennaio per gli istituti superiori.
* Sardegna – la Regione ha deciso di rinviare il ritorno in classe degli studenti delle scuole superiori a lunedì 1 febbraio. Il presidente della Regione, Christian Solinas, ha emesso una nuova ordinanza in cui viene disposto il proseguimento della didattica a distanza sino al 31 gennaio “allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus Sars-CoV-2”.
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Covid: cinque regioni in arancione, verso stretta con nuovo Dpcm
Il ministro Speranza ha emesso una nuova ordinanza, in vigore dal 10 al 15 gennaio relative a Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto.
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09 gennaio 2021
10:38
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Cinque regioni in fascia arancione e una situazione che peggiora nuovamente in tutta Italia, con l’indice di diffusione del virus che per la prima volta dopo sei settimane torna superiore all’1 a livello nazionale e 12 regioni a rischio alto. I dati della cabina di regia confermano quel che era evidente da giorni: il Covid ha ripreso a correre ed è quindi fondamentale contenerne la diffusione per evitare la terza ondata.
“Vanno mantenute le misure” in atto, confermano gli esperti invitando il governo a “rafforzare” le restrizioni. E la stretta arriverà con il nuovo Dpcm in vigore dal 16 gennaio, a partire dalla conferma del divieto di spostamento anche tra le regioni in zona gialla. Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto saranno in fascia arancione da domenica, con il ministro della Salute Roberto Speranza che ha firmato le nuove ordinanze: “dobbiamo tenere il massimo livello di attenzione, il virus circola molto e l’indice di contagio è in crescita”.
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Bar e ristoranti saranno chiusi, le scuole superiori proseguiranno con la didattica a distanza e sarà vietato uscire dal proprio Comune, ad eccezione degli spostamenti da quelli con popolazione fino a 5mila abitanti per un raggio di 30 chilometri dai confini.
A far scattare la zona arancione per le 5 regioni sono state le modifiche introdotte con il decreto del 5 gennaio, che hanno abbassato la soglia dell’Rt che determina il posizionamento nelle fasce: con Rt superiore a 1,25 anche nel valore minimo e rischio moderato si passa in zona rossa, con Rt ad 1 si va in arancione. Condizione quest’ultima in cui si trovavano la Calabria (1.04 nel valore mimino), l’Emilia Romagna (1.03) e la Lombardia (1.24). La Sicilia ha invece un Rt minimo a 0.99 e un rischio moderato ma è stata la stessa Giunta, sulla base di quanto suggerito dal Cts regionale, a chiedere di essere collocata in fascia arancione. Discorso simile per il Veneto: l’Rt è a 0.96 nel valore minimo ma il rischio di peggioramento è alto visto che il tasso di incidenza a 14 giorni è di 927 su 100mila abitanti a fronte di una media nazionale di 313.
Le ordinanze saranno in vigore fino al 15 gennaio, data in cui scade il Dpcm, e con il nuovo provvedimento verranno valutate eventuali proroghe. La nuova classificazione riapre però lo scontro tra Regioni e governo: “è una cosa demenziale – spara il governatore della Campania Vincenzo De Luca – così mandiamo al manicomio un paese intero”. Il modello, aggiunge Attilio Fontana, crea “solo incertezze e danni economici rilevantissimi”. La risposta arriva dal ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia: con il sistema delle fasce “si evita il lockdown”, ipotesi che per il momento a palazzo Chigi non vogliono prendere in considerazione. Quello che però è già certo è che ci sarà un’ulteriore stretta. Il monitoraggio indica 12 regioni e province autonome a rischio alto e 8 a rischio moderato, con 13 regioni che hanno un tasso di occupazione dei posti in terapia intensiva e nelle aree mediche sopra la soglia critica. La settimana prossima dunque, se i dati peggioreranno come si aspettano gli esperti, altri territori passeranno in zona arancione o rossa. L’epidemia, dicono gli esperti, è “in una fase delicata che sembra preludere un nuovo rapido aumento di casi nelle prossime settimane, qualora non venissero definite ed implementate rigorosamente misure di mitigazione più stringenti”.
Il governo inizierà a lavorare sulla bozza da lunedì, ma alcuni punti sono già definiti e Speranza li illustrerà alla Camera il 13. Verrà confermato il coprifuoco alle 22 e la zona gialla ‘rafforzata’, dunque con il divieto di spostamento tra le regioni. E’ invece ancora aperta la discussione se confermare o meno la possibilità di muoversi una sola volta al giorno in massimo due persone per andare a trovare parenti e amici, nell’ambito della regione se gialla, solo in ambito comunale se arancione o rossa.
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Per bar e ristoranti sarà confermata l’apertura nelle regioni gialle fino alle 18 mentre dovrebbero ancora rimanere chiuse palestre e piscine. L’ipotesi su questo fronte è di legare aperture e chiusure al sistema delle fasce, con la possibilità di consentire gli allenamenti nelle regioni gialle, ma prima dovrà esprimersi il Cts. Discorso a parte per la scuola: il Dpcm in vigore prevedeva il ritorno in presenza per i ragazzi delle superiori dal 7 ma già il governo aveva posticipato a lunedì 11 e diverse regioni hanno rinviato ulteriormente la scadenza, chi al 18 gennaio chi al 25 e chi al 1 febbraio. Non è affatto escluso, dunque, che l’esecutivo decida di intervenire nel nuovo Dpcm e posticipare il ritorno in classe almeno al 1 febbraio, per evitare che ogni regione vada in ordine sparso.
Intanto sono 501.683 le persone che in Italia, secondo l’ultimo aggiornamento, hanno ricevuto il vaccino contro il Covid. E’ quanto risulta dall’ultima comunicazione dei dati. Hanno ricevuto il vaccino 310.465 donne e 191.218 uomini. Oltre 414mila somministrazioni sono state effettuate a personale sanitario, 56mila a personale non sanitario e 30mila a ospiti di strutture residenziali.
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Ristori:Castelli,non abbiamo finito,continueremo a darli
Anche a chi, pur non chiudendo, ha avuto perdite.
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09 gennaio 2021
14:36
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“I ristori non si sono conclusi.
Continueremo a destinarli, fino a quando ci saranno chiusure obbligate.
E vogliamo anche intervenire dando un ristoro a chi non è stato costretto a chiudere ma, comunque, in questo passato 2020 ha registrato forti perdite”. E’ quanto afferma il vice ministro all’Economia Laura Castelli a commento dell’invio dei bonifici per i ristori previsti dal Dl Natale a chi ha dovuto chiudere durante le feste. “Abbiamo costruito per questa crisi uno strumento nuovo, rapido e capace di dare sostegno”.
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Il Papa: vaccino contro il Covid è etico, io lo farò
Intervista a Mediaset: ‘La settimana prossima si inizia in Vaticano’
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09 gennaio 2021
17:44
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“Io credo che eticamente tutti debbano prendere il vaccino, è un’opzione etica, perché tu ti giochi la salute, la vita, ma ti giochi anche la vita di altri”.
Lo dice Papa Francesco in un’intervista esclusiva rilasciata a Mediaset in un passaggio che andrà in onda questa sera al Tg5 alle 20.40.
In un colloquio col vaticanista Fabio Marchese Ragona, il Pontefice annuncia che si sottoporrà al vaccino contro il Covid-19. “La settimana prossima”, spiega Papa Francesco, “inizieremo a farlo qui” in Vaticano “ed io mi sono prenotato, si deve fare”.
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Nucleare:Regioni chiedono più tempo per osservazioni
“Servono più di 60 giorni, non è normale procedimento”
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CAGLIARI
09 gennaio 2021
13:07
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“Abbiamo chiesto al Governo più di 60 giorni per predisporre le osservazioni sulla Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi) ad ospitare il deposito unico delle scorie radioattive, perché non si tratta di un normale procedimento amministrativo”. Lo ha detto l’assessore regionale sardo della Difesa dell’ambiente, Gianni Lampis, al termine della videoconferenza col ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, alla quale ha partecipato, su delega del presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, come coordinatore della Commissione Ambiente ed energia della Conferenza.
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“Abbiamo evidenziato che ci sono state evidenti e gravi mancanze su come la Carta è stata resa nota nei giorni scorsi – ha aggiunto l’assessore Lampis – E’ paradossale realizzare una fase di consultazione pubblica per quei territori che si sono già espressi contrariamente in maniera netta, come ha fatto la Sardegna in occasione del referendum popolare e la Giunta regionale in più occasioni. Peraltro, alcuni siti indicati come idonei hanno caratteristiche di pregio, ambientale, paesaggistico e archeologico, che sono contro i parametri individuati per le aree destinate ad ospitare il deposito”.
“Infine, abbiamo chiesto che il Governo venga subito a riferire in Conferenza unificata, alla quale oltre alle Regioni partecipano anche l’Anci e l’Unione delle Province. Tutte queste osservazioni, ovviamente, saranno ribadite nel prossimo appuntamento (14 gennaio, ndr) della Conferenza delle Regioni”, ha concluso l’esponente della Giunta Solinas.
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Scuola: a Vibo Valentia tutti in Dad fino al 16 gennaio
Ordinanza sindaco, troppi casi e reparti ospedale pieni
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VIBO VALENTIA
09 gennaio 2021
20:52
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Il sindaco di Vibo Valentia Maria Limardo, con una propria ordinanza, ha disposto la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado di propria competenza su tutto il territorio. Una decisione presa in considerazione del focolaio della frazione Piscopio con oltre 340 positivi, e dall’aumento dei contagi nelle altre zone del capoluogo.
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Fino al 16 gennaio, quindi, si procederà con la didattica a distanza.
Nell’ordinanza, il sindaco rileva che dai dati dell’Asp aggiornati ad oggi, si registra nel comune di Vibo un numero di positivi pari a 513 e che alla data del 5 gennaio scorso, il numero era di 429. Sono quindi 75 i nuovi casi registrati in tre giorni. A pesare sulla decisione del sindaco – che ha emesso in 8 giorni 365 quarantene -anche il fatto che l’Asp ha comunicato che, ad oggi, sia il reparto di Malattie infettive che quello di medicina generale dell’ospedale di Vibo sono al completo.
“La riapertura dell’attività didattica in presenza – è scritto nell’ordinanza – potrebbe peggiorare significativamente tale situazione, con pericolo di innalzamento della curva di rischio sanitario, atteso che le scuole rappresentano un luogo di aggregazione in cui il rispetto del distanziamento interpersonale è complicato e la possibilità di trasmissione del contagio di origine domiciliare è amplificata”.
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Covid: 5 Regioni ‘arancioni’ a Governo, subito i ristori
Governatori, rischio è cancellare interi settori
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VENEZIA
09 gennaio 2021
18:01
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I presidenti delle 5 Regioni che da lunedì entreranno nella zona di rischio arancione – Veneto, Emilia Romagna, Lombardia, Calabria, Sicilia – chiedono con una lettera al Governo “di fornire doverose e puntuali rassicurazioni circa un’immediata messa in campo di ristori e la loro quantificazione”. Questo per evitare, scrivono Zaia, Bonaccini, Fontana, Spirlì e Musumeci – “ulteriori penalizzazioni alle categorie colpite e per scongiurare il rischio che interi comparti vengano definitivamente cancellati dalla geografia economica delle nostre Regioni”.
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Covid: vaccino reciproco tra medici base, un mese anticipo
Ancona, primi sette vaccinati poi dosi a 140 colleghi provincia
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ANCONA
09 gennaio 2021
17:32
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Per le vaccinazioni anti-Covid, il distretto 7 di Ancona si organizza e anticipa di un mese la campagna vaccinale per i medici di base. “Così siamo pronti per andare nelle case di riposo – spiega Annalisa Pini, medico di famiglia di Ancona – e per vaccinare gli anziani.
Una iniziativa spontanea e autonoma, nata grazie alla collaborazione del distretto medicina generale e del servizio prevenzione, per accorciare i tempi”. Questa mattina, dopo aver avvisato la categoria e aver preso 140 prenotazioni, sette medici di base si sono prima vaccinati tra di loro, all’ex Crass di Ancona (sede del distretto 7) si sono divisi in due unità e due palazzine distinte per vaccinare i colleghi arrivati da tutto il territorio provinciale: il distretto centro (che comprende tutta Ancona città), il distretto sud (con Osimo, Loreto e Castelfidardo) e il distretto nord (Falconara, Chiaravalle, Monte San Vito, Polverigi e Agugliano).
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Covid:Emiliano,con ospedale Fiera Bari pronti a terza ondata
Oggi sopralluogo governatore Puglia, ‘vicini a completamento’
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BARI
09 gennaio 2021
16:04
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“I lavori per la realizzazione del reparto Covid nella Fiera del Levante stanno procedendo, siamo vicinissimi al completamento, un miracolo del lavoro pugliese che in poche settimane ha messo su un impianto di grandissima importanza per il futuro della salute dei pugliesi e soprattutto per fronteggiare l’emergenza Covid in questo momento. Siamo pronti a fronteggiare anche la terza ondata”.
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Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, questa mattina durante un sopralluogo nel cantiere dell’ospedale Covid che sta nascendo negli spazi della Fiera del Levante a Bari.
“Questo ovviamente – ha proseguito – non vuol dire che bisogna approfittare della zona gialla per, diciamo così, esagerare nei contatti umani. Dovete rimanere sempre molto attenti, portare le mascherine, lavarvi sempre le mani e soprattutto incontrare meno gente possibile e stare a casa il più possibile, sia per studiare sia per lavorare”.
Con Emiliano c’era anche l’assessore regionale alla Sanità, Pierluigi Lopalco. L’inizio dei lavori è avvenuto lo scorso 1 dicembre. Sono 40 le ditte impegnate, in maggioranza pugliesi, per i 10 reparti su 15mila metri quadrati, con 2 sale operatorie, una zona per tac, rx e laboratorio analisi. “Questi reparti – ha aggiunto Lopalco – saranno operativi quanto prima.
I lavori saranno conclusi entro il 15 di questo mese, poi ci vorrà ancora qualche giorno per allestimenti, collaudi e ritocchi finali. Si tratta di moduli attrezzatissimi, estremamente moderni, che permetteranno di trasferire qui la maggior parte dei pazienti che in questo momento si trovano nel Policlinico. Ed in ogni caso ci siamo attrezzati nella malaugurata ipotesi di un nuovo ritorno di fiamma della pandemia”.
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Covid: morto Fabrizio Soccorsi, medico personale del Papa
Romano, 78 anni, era ricoverato al Gemelli per una patologia oncologica
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CITTÀ DEL VATICANO
09 gennaio 2021
17:49
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È morto Fabrizio Soccorsi, medico personale del Papa. Romano, 78 anni, era ricoverato al Gemelli per una patologia oncologica.
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Il decesso è avvenuto per complicazioni dovute al Covid-19. Lo riferiscono i media vaticani. Francesco lo aveva scelto come medico personale nel 2015.
Nato il 2 febbraio 1942 a Roma, Soccorsi si era laureato in medicina e chirurgia all’università La Sapienza nel 1968 e, dopo aver ottenuto l’anno successivo l’abilitazione all’esercizio della professione, aveva svolto un’ampia attività, sia a livello medico sia a livello di docenza, fino agli incarichi di primario del reparto di Epatologia e direttore del dipartimento Malattie del fegato, apparato digerente e nutrizione e del dipartimento Medicina interna e specialistica dell’ospedale San Camillo Forlanini di Roma.
Aveva insegnato immunologia presso la scuola medica ospedaliera di Roma e della Regione Lazio, tenuto corsi di aggiornamento sulle patologie del fegato presso l’ospedale San Camillo ed era stato titolare di cattedra di Medicina clinica e farmacologia presso la facoltà di Medicina e chirurgia dell’università La Sapienza.

Aveva inoltre sviluppato diverse collaborazioni e consulenze nel settore pubblico, con oltre un centinaio di pubblicazioni e contributi scientifici. Era stato anche consulente della Direzione di sanità e igiene del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e perito della consulta medica della Congregazione delle cause dei santi.

Nel giugno 2017 era stato profondamente colpito dalla morte della figlia Cristiana, prematuramente scomparsa dopo una lunga malattia. E con delicatezza Papa Francesco, nel santuario di Fatima dove si era recato qualche giorno prima, lo aveva voluto accanto a sé al momento di deporre due mazzi di rose bianche davanti all’immagine di Maria.
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Missione Di Maio in Giordania e Arabia Saudita
Oggi incontra ministro Esteri Amman, domani premier giordano
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POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
09 gennaio 2021
11:18
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Il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio sarà oggi e domani in missione in Giordania e in Arabia Saudita. Lo riferisce la Farnesina in una nota precisando che il ministro stasera parteciperà ad Amman ad una cena di lavoro con il collega giordano Ayman Safadi.
Domani Di Maio incontrerà il primo ministro giordano Bisher Al Khasawneh, quindi avrà un ulteriore riunione con il ministro degli Esteri. Al termine, i due ministri rilasceranno delle dichiarazioni.
Di Maio incontrerà poi il ministro della Pianificazione e della Cooperazione internazionale, Nasser Shraideh e la Ministro del Commercio, degli Investimenti e dei Rifornimenti, Maha al-Ali.
Nel pomeriggio di domenica il ministro Di Maio si trasferirà in Arabia Saudita, dove, ad Al Ula, incontrerà il collega Faisal bin Farhan Al Saud.
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Assessora Perugia come Jake lo Sciamano,’verrò bannata?’
Polemiche per post su Fb.”Ironia non compresa” scrive in seguito
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Assessora Perugia come Jake lo Sciamano,’verrò bannata?’
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PERUGIA
09 gennaio 2021
19:24
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Fa discutere a Perugia un post che l’assessore comunale allo sport e al commercio, Clara Pastorelli, di Fratelli d’Italia, ha pubblicato nelle “storie” del suo profilo Facebook facendo riferimento all’assalto al Campidoglio di Washington, con una sua foto nella quale indossa un grande colbacco e, secondo molti utenti di Fb, ricorda l’abbigliamento di Jake Angeli, lo Sciamano che ha guidato l’assalto. “Forza sempre e comunque Stati Uniti d’America.
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Spesso ciò che sembra reale non lo è. Fb bannerà pure me?”, era scritto nel post, in merito anche alla decisione di Mark Zuckerberg di bloccare gli account di Trump.
In un secondo post, Clara Pastorelli è poi nuovamente intervenuta sulla vicenda, con alcune precisazioni. “Ho cercato di esprimere – scrive – anche, mi sia consentito, con un minimo di, chiaramente non compresa, ironia, che: non credo sia semplice, nè opportuno dare giudizi certi sui fatti recenti di CApitol Hill, al netto di una ferma e scontata condanna dei modi e della sconcertante violenza usata. Storicamente molti pericoli per la democrazia sono stati volutamente nascosti o velati, davvero non si vedono i rischi o potenziali tali che possono provenire da società private, i giganti del web, che oscurando e cancellando il profilo di un presidente di una nazione si sostituiscono con protervia e arroganza alla magistratura e/o alle istituzioni a ciò deputate, così calpestando, nel caso di specie, la più risalente costituzione del mondo?”. Specifica infine: “Nella foto non sono vestita da ‘Angeli’ ma se mai, sia consentito, e paradossalmente, da zarina”.
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Assessore Perugia, amo democrazia Usa e contro ogni violenza
“Anche quella verbale e sessista contro di me”
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PERUGIA
09 gennaio 2021
21:21
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“Mia mamma, scomparsa qualche anno fa, era americana e quindi ho la doppia cittadinanza. Amo la democrazia degli Usa e sono contro ogni forma di violenza.
Anche quella verbale e sessista che si è scatenata nei miei confronti”: a sottolinearlo è Clara Pastorelli, assessore comunale di Perugia, dopo le polemiche legate a un suo post su Facebook.
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“Il cappotto che porto nell’immagine – spiega Pastorelli – è un capo che uso tutti i giorni, ormai da anni. Il cappello poi è un colbacco che porto spesso e che mi fa somigliare magari a una zarina, non certo a uno sciamano. Sono serena e tranquilla ma penso che parlare di queste cose in un momento come l’attuale sia ridicolo”.
L’esponente di Fratelli d’Italia dice poi che scrivendo nel post “spesso ciò che sembra reale non lo è” non si riferiva alle violenze di Capitol Hill. “Non parlavo di quello e dei morti che ci sono stati – afferma ancora – ma di ciò che c’è stato prima e dopo. Sono argomenti complessi che non possono essere letti in maniera semplicistica”.
“Forza democrazia Usa, sempre e comunque” conclude Pastorelli.

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ALLE 13:16 DI VENERDì 08 GENNAIO 2021

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Gualtieri consegna a Conte la nuova bozza del Recovery plan
Lunga riunione a Palazzo Chigi con Amendola e Provenzano
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06 gennaio 2021
15:04
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Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha consegnato al premier Giuseppe Conte la bozza aggiornata di Recovery plan, che recepisce alcune delle osservazioni dei partiti della maggioranza. Gualtieri, a quanto trapela da fonti di maggioranza, avrebbe illustrato il documento al premier in una lunga riunione a Palazzo Chigi, insieme ai ministri degli Affari Ue e del Sud, Enzo Amendola e Peppe Provenzano, che hanno lavorato insieme al Mef alla stesura della bozza aggiornata.
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Orlando, momento sbagliato per consultazioni e totoministri
Bisogna sedersi a un tavolo e discutere, non dare ultimatum
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06 gennaio 2021
15:39
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“Stento a capire esattamente perché anziché lavorare in un confronto anche duro, si è strappato e si parla di crisi. Io sono convinto che si debba cercare in tutti i modi di risolvere i problemi.
I problemi ci sono, ma siamo in un momento in cui l’epidemia non è ancora alle spalle e la campagna di vaccinazione sta partendo: è un momento sbagliato per parlare di valzer delle consultazioni, di totoministri”. Lo dice il vicesegretario del Pd Andrea Orlando a Oggi è un altro giorno.
“La strada è mettersi attorno a un tavolo e discutere: se poi non si troverà una soluzione si dovrà prendere atto, ma è meglio che dare ultimatum”.
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Governo: Rosato, Conte attivissimo ma non vedo responsabili
Ma se ci vuole in Aula andiamoci,confronto sia su idee:come Mes
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07 gennaio 2021
10:18
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“Il presidente del Consiglio ci ha anticipato che andremo in Aula, leggo sui giornali che ha i senatori, qualcuno lo ha recuperato da Italia Viva. Tutte cose che a noi non risultano ma facciamo finta che sia tutto vero quello che leggiamo sui giornali.
Vedo invece il premier molto impegnato sul fronte dei responsabili, noi vorremmo solo responsabilità nei confronti del Paese”. Lo dice il presidente di Italia Viva Ettore Rosato a Sky tg 24. “Se Conte ci vuole in Aula noi siamo pronti. Andiamo in Aula, ci confronteremo sulle idee e non sui numeri. Per esempio, perchè non attiviamo il Mes? Solo per un problema di etichetta? Cambiamo il nome, ci sia confronto di merito, ci dimostrino che sbagliamo ma ammettano invece se sbagliano loro a perdere centinaia di miliardi che servono al Paese”, prosegue.
C’è una dead line? “C’è perchè siamo in gravissimo ritardo, clamoroso e noi abbiamo scoperto come si utilizzano i soli del Recovery plan il 7 gennaio. Invece non ci capiterà mai più di avere tutti questi soldi da spendere e non si possono fare errori”, aggiunge.
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Mattarella,Tricolore rappresenta identità anche in pandemia
Presidente in 224/mo anniversario Giornata Bandiera
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07 gennaio 2021
10:22
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“Ricorre oggi il 224° anniversario della Giornata nazionale della Bandiera, il simbolo patrio più caro agli italiani. Durante questi lunghi mesi, così difficili per l’Italia e per il mondo intero, abbiamo provato una grande emozione nel vedere tanti tricolori esposti alle finestre, sulle terrazze e sulle case lungo tutta la Penisola.
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Una emozione rinnovata quando la Pattuglia acrobatica nazionale ha disegnato la nostra bandiera nei cieli delle nostre città, così come quando abbiamo visto il Tricolore illuminare gli edifici e i monumenti della Repubblica. Il Tricolore, come forse mai accaduto di recente in maniera così intensa, ha saputo rappresentare la nostra identità, il sentimento di coesione di un popolo che vuole guardare avanti, senza dimenticare le sofferenze provocate dalla pandemia, ma con la volontà di ripartire”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in una nota.
“La Bandiera, espressione della nostra storia – afferma Mattarella – incarna oggi gli alti valori indicati dalla Carta costituzionale: unità, libertà, democrazia, solidarietà.
Dal Risorgimento ai momenti più tragici e a quelli più entusiasmanti del nostro percorso nazionale, il Tricolore ha sempre ispirato speranza e fiducia e spinto gli italiani a trovare la forza necessaria a risollevarsi, insieme ai popoli che hanno scelto di dar vita all’Unione Europea e alla comunità internazionale a cui apparteniamo, perché solo uniti riusciremo a superare le avversità.Viva il Tricolore, viva la Repubblica”.
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Governo: Delrio, sintesi spetta a Conte, prenda iniziativa
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07 gennaio 2021
10:27
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“Noi vogliamo che si riparta, lo diciamo da mesi, per il rilancio di una azione di governo da qui a fine legislatura”. Lo ha detto Graziano Delrio, capogruppo Pd alla Camera, a Radio24, invocando “una iniziativa del presidente del Consiglio che tenga insieme la maggioranza”.

“È lui il garante dell’unità, deve assumere una iniziativa che tenga presente le sensibilità delle componenti della sua maggioranza. Ci sono questioni aperte, bisogna fare alcune scelte, concrete e di sintesi. Se lui deciderà che c’è bisogno di nuove persone per questa nuova stagione, lo deciderà lui insieme ai leader politici, come si fatto quando è nato il governo, e lo proporrà al presidente della Repubblica”, ha aggiunto.
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Orlando,responsabili?No barricate ma non ci si regge governo
Non affidarsi volontà singoli,può cambiare da un giorno ad altro
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07 gennaio 2021
10:45
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“Credo che in una fase come questa un governo si debba reggere con l’incontro di forze politiche: nessuna barricata se ci sono nuovi apporti ma non credo che un governo si possa reggere su un materiale così friabile come quello di singoli parlamentari la cui volontà può cambiare da un giorno all’altro, già così è dura”. Lo ha detto Andrea Orlando, vicesegretario del Pd, a Omnibus su La7, parlando dell’ipotesi di ingresso in maggioranza di un gruppo di responsabili.
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Usa:Conte,non vediamo ora di lavorare con Biden ed Harris
Per promuovere agenda di crescita, sostenibilità, inclusione
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07 gennaio 2021
11:08
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“Il Congresso americano ha certificato la vittoria elettorale di Joe Biden. Non vediamo l’ora di lavorare assieme al Presidente Biden e alla Vice Presidente Kamala Harris per promuovere insieme un’agenda globale di crescita, sostenibilità e inclusione”.
Lo scrive su Twitter il premier Giuseppe Conte in un messaggio in italiano e in inglese, accompagnato da una foto che ritrae Biden ed Harris.
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Renzi,follia mio ruolo contro Trump,agirò vie legali
Ci mancava giusto che mi accusassero di complotti internazionali
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07 gennaio 2021
11:21
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“Ieri prima dell’assalto al Campidoglio, alcuni profili trumpiani hanno accusato Obama e il sottoscritto di ‘orchestrare’ campagne contro Trump. Siamo alla follia totale.
I responsabili di queste menzogne hanno ricevuto il pardon – una sorta di grazia – da Trump qualche settimana fa.
Sto cercando con i miei avvocati di chiedere comunque di portare questi signori davanti alla giustizia italiana. Quello che dicono di me è folle: ci mancava giusto che mi accusassero di complotti internazionali. Ma ancora più grave è che questi signori la facciano franca”.
Così Matteo Renzi, nelle-news.
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Usa: Zingaretti, Biden presidente, vince fiducia su paura
Vince la verità sulle bugie
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07 gennaio 2021
11:26
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“Il Congresso Usa ha proclamato Joe Biden Presidente degli Stati Uniti d’America e Kamala Harris vice presidente. Dopo gli attacchi di ieri vince la democrazia sulla cultura dell’odio.
Vince la verità sulle bugie. Vince la fiducia sulla paura”. Così il segretario Pd Nicola Zingaretti su fb.
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Usa: Casellati, assalto a congresso fatto gravissimo
La democrazia non si tocca
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07 gennaio 2021
11:35
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“L’assalto al Congresso Usa è un fatto gravissimo e inaccettabile. Nulla può giustificare gli atti di violenza che si sono verificati a Washington.
La democrazia non si tocca. Gli Stati Uniti la difendano con le regole e i valori liberali che ne hanno sempre contraddistinto la storia”.Lo dichiara il Presidente del Senato Elisabetta Casellati.
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Emiliano, nessuno studente è obbligato ad andare a scuola
Per elementari e medie opzione presenza, ‘valutare con prudenza’
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BARI
06 gennaio 2021
21:15
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“Domani nessuno studente di ogni ordine e grado è obbligato ad andare a scuola. Tutti sono in didattica integrata da casa come da ordinanza che ho firmato ieri”.
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Lo sottolinea su Facebook il governatore pugliese Michele Emiliano. L’ordinanza dispone la Did fino al 15 gennaio e prevede per elementari e medie la possibilità di richiedere la presenza. Le famiglie, sottolinea Emiliano, dovranno “responsabilmente farne richiesta formale al dirigente scolastico” che dovrà decidere. “Auspico fortemente – aggiunge – una prudente valutazione di tale ultima circostanza”.
Sulla presenza alle elementari e alle medie non c’è “nessun automatismo”, precisa Emiliano. “Per il primo ciclo le famiglie che per loro ragioni intendono comunque fare frequentare in presenza i loro figli a scuola – spiega – devono responsabilmente farne richiesta esplicita e formale al dirigente scolastico, richiesta che verrà valutata da quest’ultimo sulla base dei criteri della alleanza scuola famiglia”.
“Possono andare a scuola in presenza – prosegue Emiliano – solo gli studenti con bisogni didattici speciali e chi deve fare laboratorio, secondo la valutazione autonoma delle scuole, ma non sono obbligati”. “La scuola per l’infanzia, per la quale non c’è obbligo di presenza – conclude – funziona solo in presenza”.
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Nucleare: Comitato scientifico a supporto No Sardegna
Annuncio Solinas, atteso anche odg unitario del Consiglio
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CAGLIARI
07 gennaio 2021
12:39
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Un Comitato che coinvolga le università, le associazioni e le parti sociali per la redazione di un documento che illustri in modo chiaro gli elementi scientifici idonei a supportare l’esclusione netta della Sardegna come sede del deposito unico nazionale di scorie nucleari. L’istituzione, ha annunciato questa mattina in Consiglio regionale il governatore Christian Solinas, “sarà deliberata oggi dalla Giunta”.
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La questione dello stoccaggio di rifiuti radioattivi è infatti il primo punto all’ordine del giorno della seduta dell’Aula, che si concluderà con l’approvazione di un ordine del giorno unitario.
“Se questo non dovesse essere sufficiente – ha chiarito il presidente – siamo pronti a coordinare la mobilitazione democratica di enti locali, del popolo sardo, delle istituzioni culturali e scientifiche e dei corpi intermedi per manifestare la nostra contrarietà netta, senza se e senza ma”. Solinas ha ribadito che “l’Isola ha già pagato il suo tributo allo Stato con il 60% delle servitù militari concentrate sul territorio, con quelle industriali senza che ci sia stata alcuna bonifica, con il contributo durante la Grande guerra, con un disboscamento dei 4/5 del nostro patrimonio arboreo per la costruzione delle ferrovie nazionali”. Concessioni, queste ultime, “che hanno determinato la situazione attuale di rischio idrogeologico, fino a modificare il sistema economico produttivo”. Rispetto a tutto questo, semmai, “lo Stato dovrebbe prevedere interventi economici e piani di rinascita per riallineare la Sardegna agli standard del resto del Paese e dell’Europa”.
Il presidente ha poi ricordato che è del 2011 il referendum che ha visto il 97% del popolo sardo dire No al nucleare, e che esiste una legge regionale che dichiara l’Isola territorio denuclearizzato impedendo persino il transito delle scorie.
Infine, sui siti individuati: “14 aree ubicate in aree di alto pregio paesaggistico, ad alta vocazione agricola e sprovvista di reticolo viario, significherebbe per anni avere decine di semirimorchi quotidianamente in transito”.
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Bruxelles, ‘no prove Moderna sia inefficace su variante Gb’
‘Ma stiamo ancora raccogliendo informazioni e le analizziamo’
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BRUXELLES
07 gennaio 2021
12:02
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“Attualmente non ci sono prove che i vaccini non siano efficaci contro entrambe le varianti, ma siamo ancora nella fase della raccolta delle informazioni e della loro analisi”. Lo riferisce un portavoce della Commissione europea al quale è stato chiesto se il vaccino anti-Covid Moderna fosse o meno efficace anche contro la variante inglese.

Come è noto, l’altra variante è quella sudafricana.
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Il Papa in copertina di Vanity Fair, ‘per il 2021 messaggio di speranza’
‘Siamo tutti sulla stessa barca, dobbiamo diventare una grande famiglia umana’
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CITTA DEL VATICANO
07 gennaio 2021
14:32
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Il settimanale di moda, bellezza, lifestyle, dedica la copertina del nuovo numero in edicola a Papa Francesco e declina il suo invito, “Fratelli Tutti”, che è anche il titolo della sua ultima Enciclica, nelle lingue più diffuse al mondo. “‘Siamo tutti sulla stessa barca, dobbiamo diventare una grande famiglia umana’.
E’ il messaggio che ci affida Papa Francesco – si legge sulla copertina del giornale – per affrontare il 2021 con amore e speranza”.
Sul sito di Vanity Fair c’è poi in apertura un contributo sul messaggio del Papa, relativo alle sfide da affrontare insieme in questo 2021, firmato da Andrea Tornielli, direttore editoriale dei media vaticani.
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Usa, giocatori Nba inginocchiati dopo assalto a Congresso
“Manifestanti trattati diversamente da Jacob Blake’
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WASHINGTON
07 gennaio 2021
15:37
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I giocatori di Boston, Miami, Golden State e Clippers si sono inginocchiati durante l’inno nazionale, prima delle loro partite Nba, in reazione all’assalto del Congresso da parte dei manifestanti pro Trump e alla decisione della procura di Kenosha di non incriminare gli agenti che hanno ucciso l’afroamericano Jacob Blake. “Il 2021 e’ un nuovo anno ma certe cose non sono cambiate.
Noi giochiamo con il cuore pesante dopo la decisione ieri a Kenosha e sapendo che i manifestanti nella capitale del nostro Paese sono stati trattati diversamente dai dirigenti politici in relazione al campo in cui si trovano su certi temi”, hanno scritto i club degli Heat e dei Celtics in un comunicato comune.   POLITICA   MONDO   VAI ALL’ECONOMIA

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Nucleare: odg bipartisan a Mattarella, mai in Sardegna
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CAGLIARI
07 gennaio 2021
19:01
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Sarà trasmesso al Capo dello Stato Sergio Mattarella l’ordine del giorno votato all’unanimità dal Consiglio regionale della Sardegna contro lo stoccaggio di rifiuti nucleari nell’Isola. Il documento appena approvato impegna il governatore Christian Solinas a intraprendere “ogni possibile iniziativa in tutte le sedi istituzionali deputate per esprimere e ribadire con determinazione la ferma volontà del popolo sardo contraria a qualsiasi ipotesi che l’Isola possa essere considerata quale sede del deposito nazionale delle scorie”.
Inoltre, “a sviluppare ogni approfondimento tecnico e scientifico a supporto di questa posizione”.
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E’ morto il giornalista Giuseppe Turani
E’ stato colto da un malore mentre era nella sua abitazione
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07 gennaio 2021
20:15
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E’ morto Giuseppe Turani, detto Peppino, editorialista economico per L’Espresso, Repubblica, Il Corriere della Sera, Capital e tante importanti testate dove aveva raccontato l’economia come pochi altri. E’ stato autore con Eugenio Scalfari di un libro che ha fatto epoca come Razza Padrona.
Era nato a Voghera il 29 aprile del 1941, è morto all’ospedale di Broni dove appunto era stato ricoverato per un malore che lo ha colpito mercoleì nella sua abitazione.
“Scompare un uomo di valore che ha attraversato da protagonista la storia del giornalismo economico. Con le sue lucide analisi ha raccontato la crescita dell’Italia e i passaggi più delicati dell’economia, con la competenza che l’ha contraddistinto”. Lo dichiara Maria Elena Boschi, presidente dei deputati di Italia viva.  “Oggi perdiamo non solo una firma storica del giornalismo – aggiunge – ma anche uno sguardo attento alle evoluzioni economiche e sociali, oltre che un testimone della vita del Paese”.
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Covid: P.Chigi, oltre 400mila vaccinati ad oggi in Italia
Diffuso l’ultimo aggiornamento sulle somministrazioni
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07 gennaio 2021
23:52
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Sono state effettuate 400.302 somministrazioni di vaccino anti-Covid ad oggi in Italia. E’ quanto fanno sapere fonti di Palazzo Chigi.
Le donne che hanno ricevuto il vaccino sono 246.910, gli uomini 153.392
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Lombardia: Salvini, per me Moratti è garanzia
Ha fatto bene sindaco e ministro
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MILANO
07 gennaio 2021
12:50
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“Chi ha fatto il sindaco di Milano cinque anni può fare bene anche l’assessore”. Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, intervenendo alla trasmissione Aria Pulita su 7 Gold per parlare del rimpasto di giunta in Regione Lombardia e dell’ingresso nella squadra di Letizia Moratti alla guida della sanità lombarda.

Secondo Salvini alla guida della sanità lombarda “serve un manager, e una persona che ha fatto bene il sindaco e il ministro dal mio punto di vista è una garanzia”, ha concluso.
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Recovery:Gualtieri ha visto Pd-5s-Leu. Iv vuole prima testo
Stallo in maggioranza, capi delegazione ancora non convocati
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07 gennaio 2021
13:45
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Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, a quanto si apprende da fonti di maggioranza, ha avuto ieri incontri riservati in videoconferenza con Pd, M5s, Leu, per illustrare i contenuti della bozza aggiornata del Recovery plan. Un incontro, nelle intenzioni del governo, avrebbe dovuto esserci anche con Italia viva, ma Iv chiede prima di qualsiasi colloquio di ricevere e leggere il testo.
Di qui la situazione di stallo. Dopo gli incontri con i partiti avrebbe dovuto esserci il confronto a livello di governo in una riunione di Conte e Gualtieri con i capi delegazione, in preparazione del Cdm. Ma ad ora nessuna riunione è convocata.
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Torna protesta toghe onorarie, in cento a flashmob a Roma
Sciopero dal 19 al 22 e il 29 manifestazione davanti Cassazione
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07 gennaio 2021
15:11
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Toghe indosso, una rosa gialla in mano, divenuta ormai il simbolo della protesta, e un striscione con la scritta “la legge è uguale per tutti ma non per il magistrato onorario”. Davanti alla procura di Roma è andato in scena un nuovo flashmob della magistratura onoraria.
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Vi hanno partecipato un centinaio tra giudici onorari di tribunale, giudici di pace e vice procuratori onorari di Roma e dell’intero distretto.
Una protesta diretta contro le misure in discussione in Parlamento che riguardano l’intera categoria .
“Oltre alle problematiche di inquadramento, la magistratura onoraria italiana esprime preoccupazione per le scelte in via di decretazione di urgenza illustrate dal senatore Mirabelli che rischiano di compromettere i già difficili assetti della giustizia italiana garantiti dalla attività quotidiana dei magistrati onorari” spiega la Consulta della magistratura onoraria, che ha organizzato la protesta.
Un nuovo flashmob è in programma il 29 gennaio davanti alla Cassazione, in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario. E mentre due toghe onorarie di Palermo ricominciano da oggi lo sciopero della fame, dal 19 al 22 gennaio l’intera categoria incrocerà le braccia con l’astensione dalle udienze
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Governo: Bonetti,pronti a dimissioni se continua logorio Italia
Le poltrone per le poltrone non ci interessano
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07 gennaio 2021
15:21
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“Spero che si apra presto il tavolo e arrivino risposte concrete” sul Recovery Plan,”attendiamo che questo accada” ha detto la ministra Elena Bonetti di Italia Viva, intervistata a SkyTg24 aggiungendo che “se questo non succederà, ad un logorio dell’Italia noi non ci stiamo”, “ci siamo a un lavoro serio” mentre “non ci stiamo ad occupare le poltrone per le poltrone”.
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Usa: Osservatore Romano, democrazia ferita
‘Chi semina vento raccoglie tempesta,trumpismo ha scavato solco’
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CITTA DEL VATICANO
07 gennaio 2021
15:42
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L’Osservatore Romano dedica la prima pagina all’assalto al Congresso americano e parla di “democrazia ferita”. “La politica non può prescindere dalle responsabilità individuali, soprattutto da parte di chi detiene il potere ed è in grado, attraverso una narrazione polarizzante, di mobilitare migliaia di persone.
Chi semina vento raccoglie tempesta”, scrive il giornale della Santa Sede per il quale “il trumpismo è destinato a lasciare un solco profondo nella scena politica a stelle e strisce”.
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Recovery: impegno fondi sale a quota 222 miliardi
A nuovi progetti vanno 143,24 mld
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07 gennaio 2021
17:27
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Ammontano complessivamente a 222,03 miliardi le risorse previste negli investimenti del cosiddetto Piano Recovery. Di questi 209,84 riguardano il Next Generation Eu: 66,6 miliardi sono già impegnati in progetti in essere, 143,24 su nuovi progetti.
E’ quanto emerge dalla tabella allegata al documento che il governo ha predisposto e girato ai partiti di maggioranza nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
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Recovery: risorse per 222,03 miliardi, la bozza sarà analizzata dal Cdm
Renzi: palla a Conte, se vuole sfidarci in Senato lo aspettiamo
e
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08 gennaio 2021
10:51
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Dovrebbe tenersi domani sera, intorno alle 18, la riunione del premier Giuseppe Conte con i capi delegazione di maggioranza sulla versione aggiornata del Recovery plan.
“Oggi è arrivato il documento che avevano cercato di approvare di nascosto in un Consiglio dei ministri un mese fa. Concretamente, le nostre richieste sono più soldi per la sanità che vuol dire prendere il Mes.
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Bisogna mettere più soldi su cultura, turismo, giovani. La next generation sono i giovani: diamogli qualcosa dopo aver chiuso le scuole”. Lo dice il leader di Iv Matteo Renzi a Tg2 Post. “Mi spiegate perché non mettete i 36 miliardi del Mes sulla sanità?”, aggiunge.

“La palla è nel campo del presidente del Consiglio. Ha detto che vuole sfidarci in Senato: noi lo aspettiamo lì. Noi siamo diversi dagli altri, non ci interessano poltrone e sgabelli”. Lo dice il leader di Iv Matteo Renzi a Tg2 Post, rispondendo a una domanda sulla crisi di governo. “Se il presidente del Consiglio vuole venire in Parlamento ci siamo, pronti a discutere”, aggiunge
Ammontano complessivamente a 222,03 miliardi le risorse previste negli investimenti del cosiddetto Piano Recovery. Di questi 209,84 riguardano il Next Generation Eu: 66,6 miliardi sono già impegnati in progetti in essere, 143,24 su nuovi progetti. E’ quanto emerge dalla tabella allegata al documento che il governo ha predisposto e girato ai partiti di maggioranza nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza in cui la quota della parte investimenti per il Sud, trasversale a tutte le missioni e i progetti previsto dal Piano Recovery del governo italiano, ammonta al 50 per cento. E’ questo – secondo quanto si apprende – il calcolo fatto dalle valutazioni congiunte del Ministero dell’Economia e del Ministero per il Sud e la coesione territoriale.
Alla sanità saranno destinati 19,7 miliardi dei fondi complessivi del Next Generation EU. Di questi 18 miliardi sono a valere sul Recovery fund e 1,7 sul React Eu. La missione si articola in due componenti: “Assistenza di prossimità e telemedicina” a cui sono destinati 7,9 miliardi in totale e “innovazione dell’assistenza sanitaria” che assorbirà 11,8 miliardi. Nella prima versione del piano alla sanità erano destinati 9 miliardi di euro. All’assistenza della rete sanitaria territoriale – importante ad esempio per il tracciamento del Covid e per la distribuzione dei vaccini – e della telemedicina saranno destinati 7,5 miliardi dei fondi del Recovery. Per questa voce lo stanziamento è stato aumentato di quasi tre miliardi rispetto agli iniziali 5 miliardi.
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza predisposto dal governo, integrato con gli altri fondi europei di Coesione e di React Eu, porta la quota di investimenti previsti al 70% e “assicurerebbe, secondo stime in corso, un impatto sul Pil di circa 3 punti percentuale e un incremento occupazionale superiore a quelli precedentemente stimato”. Il piano precedente prevedeva una crescita aggiuntiva di 2,3 punti.
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Salgono a 32 miliardi le risorse stanziate da Recovery Plan per le Infrastrutture per una mobilità sostenibile. Nello specifico, si tratta di 28,3 miliardi per la prima componente, Alta velocità di rete e manutenzione stradale 4.0, e 3,7 miliardi per la seconda componente, Intermodalità e logistica integrata. Si tratta di una mole di risorse superiore rispetto ai 27,7 miliardi della bozza del piano di dicembre.
Il piano Recovery al quale il governo, sta lavorando con l’obiettivo di aumentare il volume degli investimenti “può prevedere, in alcuni ambiti (politiche industriali per le filiere strategiche, miglioramento dei servizi turistici e infrastrutture di ricettività, economia circolare, housing sociale), l’utilizzo di strumenti finanziari che consentano di attivare un positivo effetto leva sui fondi per facilitare l’ingresso di capitali privati (equity o debito), di altri fondi pubblici o anche di una combinazione di entrambi (blending) a supporto delle iniziative di investimento”. “In questa prospettiva – viene spiegato – l’intervento pubblico può assumere la forma di una garanzia su finanziamento privato oppure di una copertura dell’eventuale prima perdita dell’investimento azionario finalizzato alla realizzazione di specifici progetti”.
Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura: è questa la prima missione del nuovo Pnrr messo a punto dal governo e a cui saranno destinati complessivamente 45,9 miliardi. Si articola in tre componenti: “digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella PA” che potrà contare su 11,3 miliardi, “digitalizzazione, ricerca e sviluppo e innovazione del sistema produttivo” (in cui rientra Transizione 4.0), con una dotazione di circa 26,6 miliardi, e “turismo e cultura” con 8 miliardi. Questa voce è “significativamente rafforzata” rispetto alla dotazione precedente di circa 3 miliardi.
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Aumenta la dotazione per la scuola nel Recovery Fund. Nell’ultima bozza si parla di oltre 20 miliardi destinati alla ‘missione Istruzione’. In particolare, sarebbero previsti oltre 6,8 miliardi per l’edilizia scolastica e oltre 14 per tutti gli altri capitoli fra cui accesso all’istruzione, potenziamento della didattica, percorsi professionali e Its.
Scendono a 69 miliardi i fondi destinati alla rivoluzione verde e alla transizione ecologica. Il nuovo Piano ‘taglia’ di circa 5 miliardi il precedente stanziamento di 74 miliardi di euro riservato alla missione green del Recovery plan. Quattro le componenti: “agricoltura sostenibile ed economia circolare” (5,5 miliardi), “energia rinnovabile, idrogeno e mobilità sostenibile” (18,2 miliardi), “efficienza energetica e riqualificazione degli edifici” (30,7 miliardi) e “tutela del territorio e della risorsa idrica” (14,5 miliardi).
Previsti nuovi progetti per la messa in sicurezza e il monitoraggio digitale di viadotti e ponti stradali nelle aree del territorio che presentano i maggiori problemi. Le risorse stanziate per questa voce, nell’ambito degli stanziamenti per le Infrastrutture, sono pari a 1,6 miliardi. Sul fronte ferroviario, invece, è previsto un “consistente intervento” sulla rete, pari a 26,7 miliardi, che è stato “ulteriormente potenziato nel Mezzogiorno grazie al supporto dei fondi Fsc”. Sul fronte dell’intermodalità, poi, è previsto un “cronoprogramma nazionale per gli investimenti per la logistica e la digitalizzazione dei porti, a partire da Genova e Trieste”, e per il rinnovo delle flotte portuali e dei mezzi di terra e la navigazione fluviale. La componente – si precisa – è stata “potenziata per finanziare investimenti nei porti del Sud, mentre sono stati eliminati gli incentivi al rinnovo delle flotte e del parco veicolare”.
Sono più che raddoppiati i fondi destinati al turismo dal Recovery Plan. Lo stanziamento totale per la componente Turismo e cultura ammonta a 8 miliardi, più del doppio rispetto ai 3,5 miliardi della bozza del piano del 30 dicembre.
Donne, giovani e Mezzogiorno sono priorità trasversali contenute in tutti gli obiettivi del l Piano Recovery al quale sta lavorando il governo e che saranno misurati negli impatti macroeconomici, occupazionali e di indicatori BES. “Tali priorità – è scritto – non sono affidate a singoli interventi circoscritti in specifiche componenti, ma perseguite in tutte le missioni del PNRR. Ogni missione, infatti, deve esplicitare le linee di riforma e di intervento mirate al perseguimento delle tre priorità trasversali, anche attraverso la definizione ex ante e la misurazione dei risultati attesi”.
“La bozza di PNRR sarà analizzata nel prossimo Consiglio dei Ministri e costituirà la base di discussione per il confronto con il Parlamento, le Istituzioni regionali e locali, le forze economiche e sociali, il Terzo Settore e le reti di cittadinanza, ai fini dell’adozione definitiva del Piano ‘Next Generation Italia’”.
“Il presente documento costituisce una sintesi delle attività di rielaborazione della bozza di Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). È il risultato del lavoro svolto dal Governo nel confronto con le forze politiche di maggioranza, che si è intensificato nelle ultime settimane anche attraverso l’elaborazione di osservazioni e proposte di modifica alle bozze di lavoro preliminari. È un documento di lavoro interno al Governo, per favorire il raggiungimento dell’accordo politico sulle modifiche alla bozza di Pnarr. Lo sforzo compiuto è di rendere più chiara, alla luce delle novità intervenute, la visione dinsieme della strategia di investimenti e riforme del Piano”. Lo si legge nelle premesse della nuova bozza di Recovery plan, inviata dal governo ai partiti di maggioranza.
“Abbiamo avuto poco fa le 13 cartelle del Recovery, che approfondiremo e poi diremo quello che va bene o meno”. Lo dice al Tg4 il ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova. Alla fine del prossimo Consiglio dei ministri “uscirò ancora ministro se arriveranno risposte – ha aggiunto – . Altrimenti Conte si trovi i responsabili; io farò la senatrice di opposizione per migliorare il Paese”.
Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, a quanto si apprende da fonti di maggioranza, ha avuto ieri incontri riservati in videoconferenza con Pd, M5s, Leu, per illustrare i contenuti della bozza aggiornata del Recovery plan. Un incontro, nelle intenzioni del governo, avrebbe dovuto esserci anche con Italia viva, ma Iv chiede prima di qualsiasi colloquio di ricevere e leggere il testo. Di qui la situazione di stallo. Dopo gli incontri con i partiti avrebbe dovuto esserci il confronto a livello di governo in una riunione di Conte e Gualtieri con i capi delegazione, in preparazione del Cdm. Ma ad ora nessuna riunione è convocata. Negli incontri informali avuti ieri dal ministro Roberto Gualtieri, a quanto confermano diverse fonti, il documento non è stato consegnato alle delegazioni. A un incontro analogo per un primo confronto erano stati invitati, viene spiegato, anche i renziani che però hanno chiesto di ricevere prima il testo.
“Grande irritazione” in Italia Viva dopo le dichiarazioni del vicesegretario Pd Andrea Orlando che stamani a Omnibus ha confermato di aver partecipato ieri ad una riunione col ministro Gualtieri sul nuovo testo del Recovery Plan. Queste dichiarazioni, dicono fonti di Iv, “parrebbero confermare che c’è una maggioranza nella maggioranza”. La ministra Teresa Bellanova si sarebbe detta “sconcertata e irritata per un metodo molto poco istituzionale e per nulla teso a quella pari dignità politica più volte sollecitata. Ancor più sconcertata da voci abilmente diffuse di una convocazione di Iv alla riunione di ieri, mai arrivata”.
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Conte: ‘Violenza incompatibile con il diritto e la democrazia’
Condanna unanime a Roma. Di Maio: ‘Attacco alla libertà del popolo americano’. Salvini: ‘No a violenza’
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06 gennaio 2021
23:17
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“Seguo con grande preoccupazione quanto sta accadendo a Washington. La violenza è incompatibile con l’esercizio dei diritti politici e delle libertà democratiche.
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Confido nella solidità e nella forza delle Istituzioni degli Stati Uniti”. Lo scrive su Twitter il premier Giuseppe Conte. “Quanto sta accadendo a Washington in queste ore è gravissimo. Un vero e proprio sfregio alla democrazia, un attacco alle libertà del popolo statunitense. Condanniamo con forza ogni forma di violenza, nell’auspicio che ci sia quanto prima un passaggio di poteri ordinato e pacifico”. Lo scrive su Twitter il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.
Condanna unanime e bipartisan da parte della politica italiana nei confronti delle violenze portate avanti dai manifestanti che hanno invaso Capitol Hill gettando la capitale americana in un clima da guerra civile. Matteo Salvini, considerato insieme alla presidente di FdI Giorgia Meloni il leader più vicino a Donald Trump ha preso le distanze via Twitter: “La violenza non è mai la soluzione, mai. Viva la Libertà e la Democrazia, sempre e dovunque”. Sul fronte di Fratelli d’Italia, Guido Crosetto, ricorda che “in nessuna democrazia si può accettare un attacco al Parlamento”. Sempre sul fronte del centrodestra, il leader di Cambiamo e Presidente della Liguria, Giovanni Toti fa autocritica: “Desolante spettacolo in America. In democrazia i risultati si accettano, anche se non si condividono. Avrei votato per Trump. Oggi mi tocca dire: sbagliando”. Nel centrosinistra Nicola Zingaretti osserva che quelle di Washington sono “immagini drammatiche, che mai avremmo pensato di vedere. Tutti a difesa e vicini alla forza della democrazia americana, per difenderla da questi fatti gravi. Il riconoscimento del voto popolare e degli avversari politici va sempre rispettato. E’ la dimostrazione di dove portano gli estremismi: queste scene – aggiunge il segretario dem – sono figlie di chi ha voluto soffiare sul fuoco per mesi. Vicinanza alla democrazia americana”. Il ministro per gli Affari Europei Enzo Amendola cita una frase di JFK in un tweet in cui posta la foto di un manifestante pro-Trump seduto sullo scranno di Mike Pence in Congresso. “Nel passato – è il suo commento – chi ha cercato stupidamente di ottenere il potere cavalcando la tigre ha finito per esserne divorato”. Anche l’ex premier Enrico Letta attacca frontalmente Trump: “Quel che sta succedendo al Capitol Building di Washington è la dimostrazione che Trump è un golpista. Come tale andrebbe trattato”. Infine, per Pietro Grasso (Leu), le immagini che arrivano da Washington “sono gravissime”. “Il Parlamento è un tempio della democrazia: è triste e preoccupante vederlo assaltato da moltissime persone fomentate da un uomo, Donald Trump, che ancora oggi ricopre l’incarico più prestigioso della nazione, quello di presidente degli Stati Uniti. Ora, addirittura, gli spari dentro Capitol Hill. Sarà difficile guarire le ferite profonde dell’America: serviranno le energie migliori del Paese. Quanto sta avvenendo è un monito e un avvertimento. Per tutti noi”.
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Recovery: superbonus fino al 2022, nessuna nuova proroga
La proroga del superbonus non si estende oltre quanto previsto nella legge di bilancio
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07 gennaio 2021
18:48
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La proroga del superbonus non si estende oltre quanto previsto nella legge di bilancio. L’ultima bozza del Recovery plan inviato dal governo ai partiti prevede infatti “l’estensione della misura del superbonus del 110% al 31 dicembre del 2022 per il completamento dei lavori nei condomini e al 31 dicembre del 2023 per gli IACP e per gli interventi di messa in sicurezza antisismica”, così come stabilito nella manovra.
Il superbonus rientra nel capitolo “Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici” della missione “Rivoluzione verde e transizione ecologica”.
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Recovery: impegno fondi sale a quota 222 miliardi
A nuovi progetti vanno 143,24 mld
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07 gennaio 2021
17:30
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Ammontano complessivamente a 222,03 miliardi le risorse previste negli investimenti del cosiddetto Piano Recovery. Di questi 209,84 riguardano il Next Generation Eu: 66,6 miliardi sono già impegnati in progetti in essere, 143,24 su nuovi progetti.
E’ quanto emerge dalla tabella allegata al documento che il governo ha predisposto e girato ai partiti di maggioranza nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
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Covid: Inail, riaperture rischiose anche con Rt sotto 1
Studio con Iss e Fbk, se incidenza resta alta
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08 gennaio 2021
10:36
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Le riaperture sono rischiose se l’incidenza del contagio da Covid resta alta anche se l’Rt è minore di 1. Lo si legge in uno studio FBK-Iss-Inail pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences of the Us (Pnas) sulla prima ondata del virus.
“Allentare le restrizioni quando l’incidenza delle infezioni è ancora alta – si legge – può portare a un rapido nuovo picco dei casi, e quindi dei ricoveri, anche se l’Rt è inferiore a 1. Nello studio è stato usato un modello di trasmissione del virus per stimare l’impatto di diverse strategie di mitigazione, introducendo anche la stima del rischio nei diversi settori.
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Istat: a novembre disoccupazione cala a 8,9%, giovani 29,5%
Risalgono occupati ma da febbario -300mila e +340mila inattivi
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08 gennaio 2021
11:48
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A novembre 2020 il tasso di disoccupazione scende all’8,9% (-0,6 punti rispetto al mese di ottobre) e tra i giovani al 29,5% (-0,4 punti). Lo comunica l’Istat, sottolineando il forte calo del numero di persone in cerca di lavoro che risulta -7,0%, pari a -168mila unità, nel confronto mensile, mentre nell’arco dei dodici mesi raggiunge -10,3%, pari a -256mila unità.

Dopo la sostanziale stabilità di ottobre, tornano a crescere gli occupati, che registrano un +0,3%, pari a +63mila unità, rispetto al mese precedente. Su base annua, si continua invece a registrare un calo che risulta dell’1,7%, pari a -390mila unità.
Rispetto a febbraio 2020, e quindi all’impatto del Covid, i livelli di occupazione e disoccupazione risultano “inferiori rispettivamente di 300 mila e di oltre 170 mila unità, mentre l’inattività è superiore di quasi 340 mila unità”.
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Recovery: oltre 20 mld per l’istruzione
Aumenta la dotazione, si partiva da 14 mld
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07 gennaio 2021
21:04
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Aumenta la dotazione per la scuola nel Recovery Fund. Secondo quanto si apprende, nell’ultima bozza si parla di oltre 20 miliardi destinati alla ‘missione Istruzione’.
In particolare, sarebbero previsti oltre 6,8 miliardi per l’edilizia scolastica e oltre 14 per tutti gli altri capitoli fra cui accesso all’istruzione, potenziamento della didattica, percorsi professionali e Its. La cifra inizialmente prevista era di circa 14 miliardi.
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Scuola: in Lombardia superiori in Dad fino a 24/1
‘Valutazioni condivise con il Cts regionale’
e
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MILANO
07 gennaio 2021
19:32
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Si svolgeranno fino al 24 gennaio le lezioni a distanza per gli studenti delle scuole superiori in Lombardia. “Preso atto – si legge in una nota della Regione – delle valutazioni e delle risultanze di carattere sanitario, connesse all’attuale diffusione del Covid, condivise con il Comitato Tecnico Scientifico lombardo, Regione Lombardia ha assunto l’orientamento di proseguire le lezioni per le scuole secondarie di secondo grado con la didattica a distanza al 100%”.
“La decisione – prosegue la nota – verrà formalizzata con un’ordinanza e resterà in vigore fino al 24 gennaio”.
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Gestori: tante incertezze sull’apertura degli impianti di sci il 18 gennaio
Anef, ‘tra le incognite anche la mobilità tra regioni’
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AOSTA
07 gennaio 2021
16:35
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Sull’apertura dello sci il 18 gennaio ci sono ancora “tante, ma tante incertezze”. Lo spiega Valeria Ghezzi, presidente dell’Anef, associazione nazionale che riunisce i gestori funiviari.
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“Ipotizziamo che il protocollo di sicurezza venga approvato dal Cts in tempo utile e che il Governo confermi la data di apertura per il 18 e non la rinvii per la crescita dei contagi, si potrebbe pensare di aprire il 18 gennaio”, spiega. “Ma rimane l’incognita della mobilità tra le regioni anche nei week end – aggiunge Ghezzi – che interessa soprattutto la Valle d’Aosta, il Trentino e l’Alto Adige, dove le persone devono poter arrivare”.
Gestori in Valle d’Aosta: incerta l’apertura il 18 gennaio – “C’è un’evoluzione che non sappiamo dove possa andare, servono certezze sulle aperture e sui ristori”. E’ l’appello dell’associazione che riunisce le società di gestione degli impianti da sci in Valle d’Aosta, in vista dell’apertura della stagione invernale posticipata al 18 gennaio: “Bisognerà vedere che cosa succede in quella data, con i tempi che corrono c’è estrema incertezza”, spiega Ferruccio Fournier, presidente dell’Associazione valdostana impianti a fune cui aderisco, tra gli altri, Courmayeur, Cervinia, Monterosaski, La Thuile e Pila. “Gli impianti sono abbastanza pronti, – spiega – la neve c’è, ma c’è il problema delle assunzioni degli stagionali, c’è da mettere in piedi l’organizzazione delle aziende per adattare le procedure al protocollo di sicurezza, su cui le società hanno già le idee chiare; per poter aprire abbiamo bisogno di saperlo una settimana prima”. La maggiore incognita riguarda la mobilità tra regioni: “Non possiamo permetterci di far girare gli impianti solo per gli sciatori della Valle d’Aosta”, spiega Fournier. Il comparto fattura nella regione alpina tra i 70 e gli 80 milioni di euro a stagione e impiega circa mille persone, di cui poco meno di 400 a tempo indeterminato, i restanti sono precari stagionali. “La battaglia che stanno conducendo le Regioni si sta scontrando contro un muro: anche se dovessimo aprire – prosegue il presidente dell’Avif – ci sarà comunque una botta economica a causa dell’assenza degli stranieri, mentre dallo Stato non arriva alcuna notizia sui ristori se non delle rassicurazioni estremamente generiche”.
Sindaco Val Susa a ministri, incertezza insostenibile – L’incertezza sugli impianti sciistici “è insostenibile” perché per molti paesi di montagna lo sci “è l’unica fonte di sostentamento”. Lo scrive, in una lettera ai ministri Speranza, Franceschini e Spadafora e al governatore del Piemonte Cirio, il sindaco di Sauze d’Oulx, rinomata stazione invernale della Valle di Susa (Torino), Mauro Meneguzzi. “A distanza di 10 mesi dalla sospensione dell’attività – ricorda Meneguzzi -, contrariamente a quanto avvenuto, ad esempio, negli Stati Uniti o in Svizzera, non è stato ancora possibile definire delle linee guida che permettano la convivenza dell’attività sciistica all’aperto con l’evoluzione della diffusione del virus. Vediamo quotidianamente ad esempio, nei centri urbani, soprattutto nei grandi centri commerciali, numerosissimi assembramenti di persone, a breve avremo sotto gli occhi i grandi affollamenti di studenti all’ingresso ed uscita dalle lezioni, ci chiediamo perché lo sci debba restar al palo”.
Il Sindaco Meneguzzi non nega “la gravità della situazione sanitaria”, ma chiede “però chiarezza nelle decisioni e soprattutto una progettualità in prospettiva, finalizzata ad una ripresa in tempi, magari lunghi, ma certi. Non possiamo accettare questo pantone di colorazioni, che variano ad intervalli di pochi giorni: impedisce una qualsiasi programmazione”.
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Lombardia: Fontana, Gallera fuori dalla giunta
‘Ha svolto lavoro molto pesante e ha condiviso avvicendamento’
e
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MILANO
08 gennaio 2021
12:34
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Giulio Gallera non avrà alcun incarico nella nuova giunta della Lombardia. E’ quanto ha spiegato il presidente della Regione Attilio Fontana.

“Giulio Gallera ha svolto un lavoro molto pesante, era particolarmente stanco e quindi ha condiviso l’avvicendamento”, ha detto Fontana.
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Lombardia: Fontana, Moratti vicepresidente e assessore
Entrano in giunta due deputati della Lega, Locatelli e Guidesi
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MILANO
08 gennaio 2021
12:28
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Letizia Moratti sarà vicepresidente e assessore al Welfare nella nuova giunta della Lombardia. E’ quanto ha detto il presidente della Regione Attilio Fontana.

Assieme a Letizia Moratti, entrano in giunta anche due deputati della Lega che hanno fatto parte del primo governo Conte e cioè l’ex ministro per la Famiglia Alessandra Locatelli e l’ex sottosegretario ai rapporti con il Parlamento Guido Guidesi.
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Accordo Lombardia-medici di famiglia per fare vaccino
Corti(Fimmg), obiettivo 5 milioni persone per fine ottobre
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08 gennaio 2021
11:52
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I medici di famiglia aiuteranno nella campagna di vaccinazione anti-Covid in Lombardia. E’ stato siglato questa mattina infatti l’accordo tra la Regione e le principali organizzazioni sindacali dei medici di medicina generale (Fimmg e Snami).
Il loro impegno, che sarà su base volontaria, partirà “non appena sarà disponibile il vaccino di Moderna e l’obiettivo è di arrivare a vaccinare entro fine ottobre circa 5 milioni di Lombardia”, precisa Fiorenzo Corti, vicesegretario nazionale della Fimmg (Federazione italiana medici medicina generale).
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Bonaccini: ‘Pronti a fare i vaccini anche di notte’
‘La terza ondata non è esclusa, tenere comportamenti adeguati’
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BOLOGNA
08 gennaio 2021
09:26
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“L’Italia si sta comportando bene” sulla prima fase dei vaccini e “da marzo sarà la vera sfida”, ha detto a Mattino 5 il presidente della Regione Emilia-Romagna e Stefano Bonaccini. Secondo cui è necessario “coinvolgere i medici di base per ampliare la platea vaccinale”.
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Per Bonaccini “si è detto che a fine anno si avrà l’immunità di gregge, ma io penso che si possa avere parecchi mesi prima e noi come Emilia-Romagna vogliamo essere pronti a raddoppiare o triplicare” il numero di dosi somministrate. “Ho detto ai direttori delle Asl di tenerci pronti anche per aperture notturne, se serve”, ha aggiunto. “Sui vaccini voglio avere fiducia. Ieri risultavamo la Regione con il più alto indice di rapporto per mille abitanti. Mi interessa poco la classifica, ieri abbiamo superato i diecimila”, ha aggiunto Bonaccini. Il presidente ha definito “ottima notizia” quella sull’approvazione del vaccino di Moderna, “e poi ce ne aspettiamo altri”. Da marzo, dunque, “bisognera fare bene i compiti, organizzare al meglio tutto. Essere bravi, veloci. E’ chiaro che serve un numero di vaccini adeguato. E’ nel flusso di trasferimento, distribuzione e vaccinazione che può andare al meglio una macchina che sta cominciando ad essere oliata veramente alla grande”. “Ci aspettiamo poi un aiuto di personale sanitario aggiunto. Le Regioni lo hanno chiesto al Governo, il commissario Arcuri ha fatto un bando e arriverà nelle prossime settimane”, ha concluso.
“In tutta Europa – prosegue Bonaccini – ci sono situazioni addirittura più pesanti dell’italia. La terza ondata non è esclusa e per combattere la pandemia economica e sociale bisogna che sconfiggiamo quella sanitaria. Serve che i comportamenti siano il più adeguati possibile”.  “Ieri, parlando, con gli epidemiologi – ha aggiunto – mi dicevano che in questo momento ci sono molti focolai familiari”, probabilmente conseguenza di pranzi e cene durante le festività.
“Noi, tra gennaio e febbraio, in parte direttamente come Regione, in parte con le camere di commercio per essere più rapidi, mettiamo in aggiunta alle risorse dello Stato 40 milioni di euro, di cui 22 solo ai bar e ai ristoranti. E gli altri alle attività come palestre, piscine, discoteche, spettacoli viaggianti, maestri di sci. Stiamo pensando di aggiungere ulteriormente”.
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Il Governo verso la conta. Bellanova: ‘Vogliamo segnali chiari’
‘Nessuno è insostituibile, neanche il presidente del Consiglio’
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08 gennaio 2021
12:28
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A un passo dal baratro: la rottura e la conta, in Aula al Senato. Si trova lì, il governo Conte 2.
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La crisi si avvita: la nuova bozza di Recovery plan, inviata ai partiti dopo ore di tensione e “irritazione” tra Iv e gli alleati, non sembra soddisfare Italia viva. E come una partita a poker, dopo la disponibilità al dialogo e al rimpasto data da Giuseppe Conte, Matteo Renzi prova a rilanciare e lasciare al premier il cerino della crisi.
“Noi – dice il ministro e capodelegazione Iv Teresa Bellanova a Omnibus su La 7 – stiamo facendo grande sforzo perchè per me il tempo è già finito. Ora bisogna dire che cosa si vuole fare: Conte vuole misurarsi con la soluzione dei problemi allora non minacciasse di andare in Parlamento perchè in Parlamento bisogna andare, in Parlamento si va e si avanzano le proposte, se si ha il consenso si governo se no si passa la mano. Noi parleremo con un documento in modo che nessuno possa ricostruire retroscena. Non chiediamo posti in più ma soluzioni che non sono arrivate. Già oggi ci devono essere dei segnali molto chiari.  Si cominci a scendere dal piedistallo. Qui nessuno è insostituibile, non lo sono io, non lo è Iv, non lo è neanche il presidente del Consiglio. Anche il Pd ha posto problemi poi se si vuole derubricare tutto perché si vuole isolare Renzi, facciano i loro giochetti.
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Anche Zingaretti in passato al tavolo con Crimi e Conte ha messo dei punti al tavolo per un un impianto programmatico. Ora sono risolti tutti i problemi?”.
I pontieri sono al lavoro per aprire davvero il tavolo del confronto. Ma il tempo corre: una riunione di Conte con i capi delegazione venerdì sera dovrebbe siglare l’intesa sulla bozza del Recovery plan da portare in Consiglio dei ministri nelle ore successive, probabilmente sabato. Solo dopo si aprirebbe – questa la “road map” condivisa da Conte, Pd, M5s e Leu – il tavolo sugli altri temi del programma di governo e la trattativa per il rimpasto. Ma Renzi vuole vedere tutte le carte insieme e vuole che Conte molli la delega ai Servizi e riparta da dimissioni e un Conte ter. Un iter cui Conte non è disponibile. Se sul Recovery Iv romperà, osservano i contiani, che al dialogo offerto dal premier è stato Renzi a chiudere. A questa dinamica assiste il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in questa fase osservatore di una crisi che non è nelle sue mani. Il momento storico, con la pandemia che morde e il rilancio da preparare, sconsiglierebbe di aprire una crisi di governo. Ma se accadesse, in ambienti parlamentari escludono che al capo dello Stato possa essere gradito un governo che nasca con il solo scopo di evitare le elezioni. Lo dice anche Andrea Orlando, dal Pd, che sulle spalle di un gruppo di responsabili – ognuno mosso dai suoi interessi – nascerebbe una maggioranza “friabile”. Un esperimento del genere, scommettono i più, avrebbe vita breve e difficile, a partire dalle commissioni. Nicola Zingaretti nelle prossime ore alla direzione del partito dovrebbe indicare l’obiettivo di un vero rilancio, su programma e Recovery. Ma i Dem avvertono Renzi che non farebbero “barricate” contro la nascita di un esperimento del genere: Goffredo Bettini definisce Conte il “pilastro” dell’alleanza giallorossa, se cade lui si va alla conta in Aula e poi eventualmente al voto. Larghe intese con Lega e Fdi non sono possibili, assicurano i Dem.
E anche tra le fila M5s sembra prevalere il ‘partito’ filo-premier. Gli alleati scelgono Conte. A questo punto circolano voci di una spaccatura dei gruppi Iv e della nascita di un gruppo con centristi, Maie ed ex M5s. Ad ora i conti non tornano, ma almeno tre renziani avrebbero bussato alla porta Pd e i contatti tra Renzi e Berlusconi per preparare soluzioni alternative non sarebbero andati a buon fine. Uno scenario di unità nazionale potrebbe essere sostenuto dal Cavaliere e anche dalla Lega, osservano fonti di opposizione, ma il Pd si è messo di traverso e anche Fdi potrebbe non starci. E’ in questo clima che si prova a confrontarsi sul Recovery plan. Un lungo tira e molla si protrae per ore, con il rifiuto di Iv di incontrare il ministro Roberto Gualtieri, che mercoledì aveva visto Pd, M5s e Leu, prima di aver letto la nuova bozza del Recovery.
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Nucleare: tutti i no della Sardegna dal 2011,plico a Governo
Comitato Nonucle avvia mobilitazione contro deposito nell’Isola
e
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CAGLIARI
08 gennaio 2021
12:47
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Hanno raccolto tutti gli atti ufficiali che negli ultimi anni hanno detto che la Sardegna non vuole diventare la ‘pattumiera’ dei rifiuti nucleari prodotti in Italia. Poi li hanno messi in un plico: dai risultati del Referendum del 2011 ai pronunciamenti dei Consigli comunali e della Conferenza episcopale.
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E questa mattina, nonostante la pioggia, il Comitadu NonucleNoscorie era negli uffici della sede di rappresentanza del Governo, in piazza del Carmine a Cagliari, per consegnare la documentazione.
“È la dimostrazione che la Sardegna ha sempre dichiarato in tutti i modi di non volere questo deposito – spiega Bustianu Cumpostu, uno dei portavoce del movimento che ha ripreso la battaglia dopo la pubblicazione della mappa dei siti potenzialmente idonei allo smaltimento delle scorie radioattive – Stasera – annuncia – consegneremo le nostre bandiere ai sindaci che si sono dati appuntamento a Mandas. La lotta è appena cominciata”.
Per l’occasione sono state rispolverate proprio le bandiere del Referendum del 2011 e molti manifestanti hanno indossato la maglietta gialla simbolo, allora come oggi, del Comitato.
Una delegazione è stata poi ricevuta nel palazzo a due passi da via Roma. La richiesta è stata quella di trasmettere il plico a Roma, anche se i documenti sono stati comunque inviati alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e alla Presidenza della Comunità Europea. Gli atti sono relativi al Referendum del 2011, alle leggi e ordini del giorno regionali, alle delibere dei Comuni e delle Province, alla determinazione della Conferenza Episcopale Sarda. Per i prossimi giorni il Comitato, “considerato l’allarme che ha suscitato la minaccia nucleare che la Sardegna sta subendo, si riserva, a seconda dell’evolvere della questione, di chiamare il popolo sardo a mobilitazioni di massa nel non rispetto delle norme restrittive anti Covid imposte dai Dcpm”
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Governo: Fassina, umiliante farsi dettare agenda da Renzi
Non si governa sotto ricatto linea iperminoritaria
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
08 gennaio 2021
12:02
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“Cari Movimento 5 Stelle e Pd, è umiliante, oltre che perdente, farsi dettare l’agenda politica e programmatica da Matteo Renzi che fuori dal Palazzo vale meno di Liberi e Uguali. Non si governa sotto ricatto di una linea iper-minoritaria.
Le elezioni sono il male minore”.Lo scrive su Twitter il deputato di LeU Stefano Fassina.
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Salvini,squallido Conte cerchi parlamentari per salvarsi
Leader Lega, attaccato al telefono promette mari e monti
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PALERMO
08 gennaio 2021
12:01
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“Mi risulta che ci sia Conte attaccato al telefono che promette mari e monti: diciamo che un presidente del Consiglio con una campagna vaccinale partita con difficoltà e con una situazione economica preoccupante a Palermo come a Milano che passi il suo tempo non a risolvere i problemi degli ospedali o delle imprese ma a cercare parlamentari per salvare la sua poltrona è squallido”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, a Palermo.
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Covid: D’Incà positivo, sta bene e senza sintomi
Controllo di routine il 5 gennaio, oggi l’esito positivo
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
08 gennaio 2021
11:56
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Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà è positivo al Covid. Il 5 gennaio, viene spiegato, il ministro si è sottoposto a un tampone: un controllo di routine a scopo precauzionale, dal momento che D’Incà non aveva alcun sintomo riconducibile al Covid.
Oggi è arrivato l’esito: il ministro risulta positivo al Covid. Per questo sono scattate immediatamente le procedure di profilassi.
Il ministro – rende noto il suo ufficio stampa – sta bene, non ha alcun sintomo, si atterrà scrupolosamente alle indicazioni dell’autorità sanitaria competente.
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Mes: Crippa, M5S fermamente contrario
Non è conveniente dal punto di vista economico
e
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
08 gennaio 2021
11:56
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“Ribadiamo che, il MoVimento 5 Stelle, è fermamente contrario all’attivazione del Mes”. E’ quanto ha affermato il capogruppo del MoVimento 5 Stelle alla Camera, Davide Crippa, nel corso del suo intervento ad “Agorà”.

“Ci sono diverse ragioni che supportano questa nostra posizione – ha aggiunto – anche in base all’evidenza degli accadimenti. La modalità, infatti, con cui i Btp di Stato sono stati messi all’asta, ed hanno ottenuto degli ottimi risultati, rispetto ai tassi d’interesse, fa comprendere, se ce ne fosse ancora bisogno, che non è conveniente anche dal punto di vista economico seguire quel percorso”.
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Covid: P.Chigi, oltre 400mila vaccinati ad oggi in Italia
Diffuso l’ultimo aggiornamento sulle somministrazioni
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7 gennaio 2021
23:52
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Sono state effettuate 400.302 somministrazioni di vaccino anti-Covid ad oggi in Italia. E’ quanto fanno sapere fonti di Palazzo Chigi.
Le donne che hanno ricevuto il vaccino sono 246.910, gli uomini 153.392.

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Maroni dimesso da ospedale, presto ulteriori accertamenti
Era stato ricoverato ieri a Varese dopo un malore in casa
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VARESE
05 gennaio 2021
19:07
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L’ex governatore della Lombardia Roberto Maroni ha lasciato l’ospedale di Circolo di Varese, dove era stato ricoverato ieri dopo che aveva accusato un malore in casa.
A quanto si apprende, il governatore sarà preso in cura all’Istituto neurologico Besta di Milano per ulteriori accertamenti.
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Crisi pilotata, al buio, elezioni. Gli scenari
Senza accordo preventivo, Conte verso dimissioni e crisi al buio
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05 gennaio 2021
20:26
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Tra minacce e bracci di ferro, bozze di Recovery ritirate e tentativi di mediazioni, si trascina ormai da quasi due settimane la tensione dentro la maggioranza.
E ancora non è chiaro quale sarà lo sbocco della crisi, se passerà da un rimpasto concordato o attraverso le dimissioni del premier Giuseppe Conte per una crisi al buio che potrebbe portare ad un Conte ter ma anche ad un nuovo governo istituzionale o alle elezioni.
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Ecco gli scenari possibili.
Crisi pilotata. Caldeggiata dal Pd e da M5S ma, a quanto si apprende ostacolata da Matteo Renzi, la crisi pilotata punterebbe a ricomporre la maggioranza con un rimpasto mirato ma non corposo, un accordo sul Recovery e sulla delega ai Servizi, evitando le dimissioni del premier e con un successivo voto di fiducia con una maggioranza blindata.
Crisi al buio. Matteo Renzi, come ha minacciato, ritira magari già nel consiglio dei ministri del 7 gennaio, le ministre Bellanova e Bonetti. Conte, constatato il venir meno della propria maggioranza, sale al Quirinale e rassegna le dimissioni.
A questo punto il presidente della Repubblica potrebbe, dopo un breve giro di consultazioni, reincaricare il premier uscente che tenta di dare avvio ad un nuovo esecutivo. In questo scenario Conte dovrebbe convincere la maggioranza, e in primis Renzi, della volontà di ridiscutere metodo, merito e squadra del suo governo precedente per dare vita ad un Conte ter che passerebbe a quel punto attraverso un rimpasto sostanziale.
Ma Conte potrebbe anche scegliere la via delle Camere. In caso di rottura definitiva all’interno della maggioranza, il premier potrebbe chiedere un voto del Parlamento per “inchiodare” il partito che ha dato vita alla crisi. “Lo aspettiamo in Senato” ripete infatti da giorni il leader Iv Matteo Renzi. A quel punto o il governo cade perchè viene meno la maggioranza o si salva perchè nel frattempo si è creata una nuova maggioranza, anche se si tratta di una maggioranza solo numerica.
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Si tratta della cosiddetta ipotesi dell’aiuto dei “responsabili” che seppur raffreddata non è mai venuta meno.
Governo istituzionale o elezioni. Se il governo Conte cade, restano solo due strade: un governo istituzionale o di salute pubblica, che però al momento vede indisponibili Pd, M5s e anche Fdi, o la strada delle urne nel più breve tempo possibile.
Con tutta probabilità se il premier Conte fosse sfiduciato dalle Camere il presidente Mattarella formerebbe un governo di garanzia con un diverso premier solo per portare il Paese alle urne.
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Il Recovery arriva a Conte. 18 miliardi per la sanità. Resta il nodo sul Mes
Stallo Conte-Renzi, la crisi sembra più vicina
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06 gennaio 2021
10:56
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Notte di lavoro al Ministero dell’Economia e Finanze sul Recovery Plan. I tecnici del Tesoro guidati da Roberto Gualtieri stanno “modellando” il Piano di Ripresa e Resilienza cercando di venire incontro alle richieste dei partiti e domani mattina il testo sarà consegnato al premier Giuseppe Conte.
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E, come richiesto più o meno da tutti, salgono le risorse per la sanità: si calcola che saranno fino a 18 miliardi rispetto ai 9 previsti inizialmente. Ma, sullo sfondo, resta il nodo Mes. Il timore nel M5S è che infatti un riferimento al fondo salva-stati, tabù dei pentastellati, alla fine possa essere inserito anche se al momento dal governo negano che sia così. Infrastrutture sociali, istruzione e cultura sono i settori su cui gli stanziamenti sono cresciuti. In tutto il Recovery Plan, in maniera trasversale, sono stati potenziati i progetti finalizzati alle donne, ai giovani e al Sud. L’aumento delle risorse per la sanità e per gli altri progetti è stato possibile grazie all’intesa raggiunta col Ministro per il Sud e la coesione territoriale Peppe Provenzano: all’interno del Pnrr, molti progetti destinati alle aree svantaggiate saranno finanziati con una parte dai Fondi europei per la coesione territoriale, che già erano previsti nel tendenziale (dunque non aumentano il deficit) ma non erano ancora stati ancora programmati. Nel documento, quindi, non solo sarebbero stati modificati i saldi, per venire incontro alle osservazioni dei partiti, ma sarebbe stato aggiunto un intero capitolo per inquadrare le possibili interazioni dei progetti del Piano con quelli finanziati con le altre risorse comunitarie e i fondi di coesione.

E il Mes? Convitato di pietra del lavoro sul Recovery Plan il fondo salva stati, nelle scorse ore, sarebbe comparso nelle riunioni sul dossier. Secondo fonti di primo piano del M5S a un certo punto al premier Giuseppe Conte sarebbe stato proposto di inserire un terzo del Mes nel Recovery. Una cifra quindi pari a 12 miliardi. I pontieri pentastellati avrebbero anche sondato diversi parlamentari ottenendo una risposta: è “complicato” che i gruppi tengano sul sì al fondo, anche se fosse un mini-Mes. In caso di inserimento del fondo nel Recovery, così come chiede costantemente Matteo Renzi, il rischio spaccatura del movimento è matematico. E anche per questo, probabilmente, Conte ha frenato. Con il risultato che, al momento, il Mes nel Pnrr non comparirebbe.
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“L’unica novità è che sono passate 24 ore”. Nel settimo giorno di pre-crisi lo stallo totale nel governo acquista improvvisa solidità. Il “rimpastino” sembra già appartenere al passato. E sulle dimissioni di Giuseppe Conte, vero obiettivo di Iv, con conseguente crisi pilotata ed eventuale Conte-ter, da Palazzo Chigi filtra a dir poco scetticismo. “Al momento l’opzione non c’è”, spiega una fonte che ha dimestichezza con il capo del governo. Lo stallo, dopo gli spiragli di trattative dei giorni scorsi, arriva fin su al Colle, dove il presidente Sergio Mattarella vigila con crescente preoccupazione. E al Quirinale si ribadisce un assunto: da un lato c’è l’apertura – pur considerandola rischiosa – a un rimpasto e anche al Conte-ter; dall’altro c’è l’indisponibilità a “governicchi” con maggioranze abborracciate o di salute pubblica. La via maestra in caso di crisi, quindi, non è neppure un governo istituzionale (circola, nei palazzi romani, sempre il nome di Marta Cartabia) ma quella del ritorno alle urne. Anche perchè non bisogna dimenticare che è entrata a regime la riforma costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari. Ed è una linea che il Pd, di fatto, sembra condividere. “Non è che ci piace votare in piena pandemia ma temiamo che le elezioni siano l’unica strada possibile perché tutte le altre ipotesi ad una soluzione costruita sulla base dell’attuale equilibrio, pur con i necessari ritocchi, non sono perseguibili”, scandisce il vice segretario Pd Andrea Orlando ribadendo che prima di tutto serve “un patto di legislatura”. Patto di legislatura quindi, “no” ad un’alleanza con la destra sovranista e ferma contrarietà ad una crisi al buio sono la stella polare del Pd.
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Al Nazareno si susseguono riunioni, dall’incontro di Zingaretti con il comitato politico a quella di Orlando con i segretari regionali. I Dem chiedono di partire dai contenuti per poi verificare se ci sono le condizioni per una soluzione ‘pilotata’ che faccia nascere un Conte ter. Il tema è che, al momento, un accordo tra gli alleati su come fare il rimpasto, non c’è. Anche perché, se non si passasse per le dimissioni del premier toccherebbe ai singoli partiti convincere i ministri “selezionati” a lasciare l’incarico. Con esiti imprevedibili. Ed è da questo stallo, anche, che nasce lo scetticismo del premier per il Conte-ter. Con un’intesa blindata, una crisi-lampo con dimissioni consegnate al Quirinale e immediato voto di fiducia alle Camere questo scetticismo potrebbe anche scemare, ma la strada è in salita. Anche perché ogni volta che Matteo Renzi va in tv e “bombarda” il governo, a Palazzo Chigi si convincono un po’ di più della sua inaffidabilità. Anche oggi il leader di Iv parla di “problema politico” con il presidente del Consiglio ed elenca tutti i nodi su cui difficilmente cederà: il Mes, il Recovery, la delega ai Servizi, perfino il reddito di cittadinanza. “Se le nostre idee non vi servono, tenetevi le poltrone”, è il suo affondo. E da Iv fanno sapere che non ci sono stati ancora contatti con Palazzo Chigi. Dunque i renziani reputano ancora ogni scenario aperto.. E in Iv non passa inosservata la nota di Cambiamo!, il partito di Toti, che apre a un “esecutivo di salute pubblica”. Qualche renziano la legge come un segnale a Conte, anche se i ‘totiani’ negano. Ma tornano a circolare voci di un lavoro in corso, con contatti anche da Palazzo Chigi, per formare un gruppo di “responsabili” o “costruttori”, al Senato. Da Iv confermano che sarebbero stati sondati anche un paio di senatori renziani e che i due parlamentari avrebbero girato il messaggio a Matteo Renzi. La reazione? “Auguri e tanti, tanti responsabili”, avrebbe detto il leader di Iv. E una fonte qualificata di Iv commenta: “Se così stanno le cose vuol dire che Conte vuole lo showdown, la conta in Parlamento”.
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Usa: Ossoff dichiara la vittoria in Georgia, doppietta dem
Mike Pence ha detto a Donald Trump che non crede di avere i poteri per bloccare la certificazione della vittoria di Joe Biden da parte del Congresso
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WASHINGTON
06 gennaio 2021
14:30
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Il democratico Jon Ossoff ha rivendicato la vittoria nel secondo ballottaggio in Georgia per il Senato, quando con il 98% delle schede scrutinate è avanti 50,2% contro il 49,8% del repubblicano Devid Perdue.
La Cnn ha gia’ dichiarato il reverendo dem Raphael Warnock vincitore dell’altro duello nel Paech State per il Senato, quando col 98% delle schede scrutinate e’ in testa sulla senatrice repubblicana uscente Kelly Loeffler 50,5% a 49,5%, con un margine di circa 36 mila voti. E’ il primo senatore afroamericano di questo ex Stato schiavista: un traguardo storico.
Sarebbe così doppietta dem: in tal caso il partito dell’Asinello avrebbe 50 senatori come i repubblicani, ma la vicepresidente Kamala Harris farebbe da ago della bilancia.
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Se invece il Grand Old Party conquistasse almeno uno dei due seggi, manterrebbe la maggioranza e Joe Biden sarebbe costretto a negoziare ogni legge e ogni nomina. Il primo network a proiettare vincitore Warnock paradossalmente e’ stato Newsmax, la tv via cavo conservatrici promosse da Donald Trump contro Fox News. Poi e’ stato lo stesso reverendo a tenere una sorta di discorso della vittoria: “Georgia, sono onorato dalla fiducia che hai dimostrato in me, andro’ al Senato a lavorare per tutti i georgiani”, ha detto il predicatore, che ad Atlanta ha ereditato il pulpito di Marther Luther King. Warnock ha voluto ricordare che sua madre, cresciuta raccogliendo tabacco e cotone durante l’estate, e’ stata in grado di votare per lui: “Le mani di 82 anni che ha usato per raccogliere cotone per altri sono andate al seggio e hanno scelto il figlio piu’ giovane per essere senatore degli Stati Uniti”, ha detto il reverendo, ultimo di 12 figli.
La sua rivale non ha ancora riconosciuto la sconfitta. Nelle prossime ore si attendono i risultati del secondo ballottaggio, dove il 33/enne Ossoff, giornalista investigativo e astro nascente del partito, potrebbe diventare il piu’ giovane senatore dal 1973, dopo il primato proprio di Biden. I due senatori repubblicani uscenti si erano allineati totalmente sulle posizioni di Trump, che nella notte ha evocato nuovi brogli mentre oggi provera’ a ribaltare i voti del collegio elettorale nell’ultima occasione utile, quando il Congresso si riunira’ in seduta plenaria per certificare la vittoria di Biden in un clima d’assedio. Fuori dal Congresso, dove sono attese migliaia di fan di Trump per protestare contro i ‘brogli’ (lui stesso li arringhera’ all’Ellipse, il grande parco a sud della Casa Bianca). E dentro Capitol Hill, dove una dozzina di senatori e decine di deputati repubblicani tenteranno inutilmente l’ultima spallata contestando i voti del collegio elettorali negli Stati piu’ contesi. Il ruolo piu’ difficile sara’ quello di Mike Pence, chiamato a presiedere l’assemblea e a dichiarare la vittoria di Biden. Trump, secondo la Cnn, lo ha minacciato di conseguenze politicamente “dannose” se non ribaltera’ il risultato ma il vicepresidente gli ha detto che non crede di avere i poteri per farlo.   MONDO   POLITICA

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Covid: Lopalco, in Puglia non ci sono numeri da zona rossa
‘Criteri classificazione cambiati, ma non è punizione’
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BARI
06 gennaio 2021
12:00
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“Non abbiamo allo stato attuale numeri da zona rossa” in Puglia, “però i criteri per classificazione sono stati cambiati e quindi sarà molto più facile passare in zona arancione e in zona rossa, ma non è una punizione”. Lo ha sottolineato l’assessore alla Sanità della Regione Puglia, Pierluigi Lopalco, durante la consegna di giocattoli e dolciumi ai piccoli pazienti dell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari.

“Non ci sono numeri da zona rossa per la Puglia – ha ribadito l’assessore – ma non dobbiamo essere preoccupati di una classificazione perché la classificazione dipende dal fatto che c’è un rischio: non è una punizione – ha concluso – è semplicemente una questione di prudenza perché il virus sta circolando e lo dobbiamo bloccare”.
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Recovery: riunione di Conte con Gualtieri su nuova bozza
Lungo incontro con ministro Economia, Amendola, Provenzano
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06 gennaio 2021
14:27
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Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, a quanto si apprende, ha consegnato al premier Giuseppe Conte la bozza aggiornata di Recovery plan, che recepisce alcune delle osservazioni dei partiti della maggioranza. Gualtieri, a quanto trapela da fonti di maggioranza, avrebbe illustrato la bozza al premier in una lunga riunione a Palazzo Chigi, insieme ai ministri degli Affari Ue e del Sud, Enzo Amendola e Peppe Provenzano, che hanno lavorato insieme al Mef alla stesura del documento aggiornato.
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Mafia: Grasso, P.Mattarella fu ucciso per fermare cambiamento
Fico: Il suo coraggio sia esempio per tutti
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06 gennaio 2021
14:03
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Il 6 gennaio di 41 anni fa la mafia uccise Piersanti Mattarella e oggi lo ricordano in molti tra politici e magistrati. “Piersanti Mattarella – dice il leader di Leu ed ex Pm Pietro Grasso – aveva avviato un rinnovamento politico, culturale e civile; voleva che la nostra terra fosse libera dalle logiche mafiose per sviluppare le sue potenzialità con trasparenza e rigore. Un sogno per tutte le persone oneste.
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Per questo fu ucciso”. “Quel giorno – aggiunge – ero il magistrato di turno e mi precipitai in via della Libertà, a Palermo. Fu la mia prima indagine di mafia. Ricordo la confusione, lo sgomento di tutti e la sensazione che con Mattarella avevamo perso l’occasione di un cambiamento”
“Il suo coraggio – osserva il presidente della Camera Roberto Fico – e la coerenza morale devono costituire per noi tutti, cittadini, politica e istituzioni, l’esempio da cui trarre l’ispirazione e la forza necessaria per proseguire lungo la strada obbligata e senza ritorno della lotta alla criminalità organizzata e costruire così un futuro dove non vi sarà più spazio per le dinamiche mafiose che umiliano i cittadini, né per le logiche di sopraffazione, nemiche della democrazia”.
“È un dovere per tutti noi ricordare, oggi, il sacrificio di Piersanti Mattarella, un esempio di uomo dello Stato e di politico che ha lottato per un’Italia senza mafie e più libera e che ha pagato con la vita la sua battaglia per la legalità”. Così il ministro della Difesa Lorenzo Guerini. “La sua visione riformatrice della politica è ancora oggi un punto di riferimento per tutti noi”, ha concluso Guerini.
Una corona floreale è stata posta a nome del governo regionale guidato da Nello Musumeci a fianco della lapide alla memoria di Piersanti Mattarella, in via della Libertà a Palermo. A rendere omaggio al presidente della Regione ucciso 41 anni fa, questa mattina si è recato il vice presidente della Regione Siciliana, Gaetano Armao. “La commemorazione del presidente Mattarella – ha detto Armao – ci riporta ai suoi valori, alle sue idee, al concetto di amministrazione moderna e innovativa che, da assessore prima e da presidente poi, condusse da vero riformatore. Per tutti noi rimane un riferimento che deve impegnarci a trasformare l’amministrazione regionale in elemento di modernità, di innovazione e di servizio per tutti i cittadini siciliani, contrastando in ogni modo le infiltrazioni che la mafia e la criminalità cercano di esercitare sulla gestione pubblica”.
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Vaccini: Viminale, rischio infiltrazioni clan su diffusione
Già tentano di accedere a sostegni a imprese e in sanificazioni
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06 gennaio 2021
08:06
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I clan mafiosi sfruttano l’emergenza Covid. Le indagini rivelano che stanno già tentando di accedere alle misure di sostegno all’economia e di infiltrarsi nei servizi di sanificazione per le strutture turistiche e commerciali.
Il pericolo è che ora cerchino di mettere le mani sui vaccini. A lanciare l’allarme è il quarto report dell’Organismo di monitoraggio istituito dal capo della Polizia sul rischio di infiltrazione nell’economia da parte delle mafie.
La diffusione dei vaccini, segnala il rapporto, potrebbe interessare i gruppi criminali per “l’elevata domanda” e per “la fisiologica bassa offerta iniziale”.
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Scuola: domani in classe 5 milioni di studenti
L’11 rientro per ragazzi superiori ma alcune Regioni rinviano
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06 gennaio 2021
09:59
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Domani, dopo la pausa per le vacanze di Natale, torneranno a scuola 5 milioni di studenti italiani: sono i bambini della scuola dell’infanzia, delle elementari e delle medie. Rientro posticipato a lunedì 11 per gli studenti delle scuole superiori – da diverse settimane in Didattica a distanza – che tuttavia domani riprenderanno le lezioni con la dad.
Numerose Regioni tuttavia hanno deciso date diverse per il ritorno in classe: il Piemonte ha fissato il rientro delle superiori al 18 gennaio; Friuli, Veneto e Marche rimandano la riapertura per le superiori al 1 febbraio, molto probabile anche in Sardegna. La Campania riaprirà lunedì 11 gennaio per gli alunni della scuola dell’infanzia e delle prime due classi della scuola primaria; a partire dal 18 gennaio sarà valutata la possibilità del ritorno in presenza per l’intera scuola primaria, e dal 25 gennaio per la secondaria di primo e secondo grado. La Calabria proseguirà con la dad alle elementari fino al 15 gennaio, alle superiori fino al 31. In Puglia didattica integrata per tutti fino al 15 gennaio; didattica a distanza per tutti gli studenti fino al 17 gennaio anche in Molise.
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Bellanova, non chiediamo posti governo ma confronto vero
Dimissioni su tavolo ma problema è qualità azione di merito
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06 gennaio 2021
10:19
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“Non abbiamo posto il problema di avere più spazi o incarichi, ma abbiamo posto il problema della qualità dell’azione di governo: sono mesi che abbiamo attirato su questo l’attenzione del presidente del Consiglio e dei partiti di maggioranza. E’ chiaro che le nostre dimissioni sono lì ma non è quello il punto, il punto è che ancora non si riesce ad avere un momento di confronto di merito vero”.
Lo ha detto Teresa Bellanova, capo delegazione di Iv, a Mattino Cinque.
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Mafia: Fico, coraggio P.Mattarella sia esempio per tutti
In prima linea contro lotta a criminalità organizzata
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06 gennaio 2021
11:09
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“Era il 6 gennaio di quarantuno anni fa quando l’allora presidente della Regione Siciliana Piersanti Mattarella veniva ucciso in un agguato mafioso. Era in prima linea nella lotta contro la criminalità organizzata e contro l’inquinamento mafioso della politica.
Ispirato da un profondo senso dello Stato e della legalità, aveva sempre inteso la politica come responsabilità e servizio alla collettività, finendo per pagare con la vita il suo impegno per una Sicilia finalmente libera dalle sopraffazioni e dalle violenze mafiose”.
Lo scrive su facebook il presidente della Camera Roberto Fico ricordando Piersanti Mattarella.
“Il suo coraggio – prosegue – e la coerenza morale devono costituire per noi tutti, cittadini, politica e istituzioni, l’esempio da cui trarre l’ispirazione e la forza necessaria per proseguire lungo la strada obbligata e senza ritorno della lotta alla criminalità organizzata e costruire così un futuro dove non vi sarà più spazio per le dinamiche mafiose che umiliano i cittadini, né per le logiche di sopraffazione, nemiche della democrazia”.
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Maroni, dura ma ora è tutto sotto controllo, faccio accertamenti
L’ex governatore dopo il malore avuto in casa
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MILANO
06 gennaio 2021
11:29
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“E’ stata dura ma ora è tutto sotto controllo”: così ha assicurato Roberto Maroni alla Prealpina, dopo che ieri è uscito dall’ospedale di Circolo di Varese dove era stato ricoverata a seguito di un malore che aveva avuto nella sua casa di Lozza dove è rientrato.
“Mi sto sottoponendo agli accertamenti del caso” ha aggiunto l’ex governatore ed ex ministro.
Accertamenti che saranno fatti, a quanto si apprende, all’Istituto Neurologico Besta di Milano.
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Covid: 259.481 vaccinati, Italia seconda in classifica Ue
Seguono Spagna, Polonia e Danimarca
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06 gennaio 2021
11:58
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Ha toccato quota 259.481 il totale delle vaccinazioni anti-Covid effettuate in Italia secondo l’ultimo aggiornamento del portale del ministero della Salute al 6 gennaio alle ore 00.25. L’Italia si conferma al secondo posto dopo la Germania nella classifica dei Paesi Ue, secondo un’elaborazione Agenas sugli ultimi dati disponibili.
Al primo posto si colloca la Germania con 316.962 somministrazioni effettuate (dato aggiornato al 4 gennaio 2021). Seguono l’Italia, la Spagna (139.339 somministrazioni al 5 gennaio), la Polonia (92.220 somministrazioni al 5 gennaio) e la Danimarca (51.512 somministrazioni al 4 gennaio). Si colloca al sedicesimo posto la Francia, con 5.000 somministrazioni al 5 gennaio.
Ultimo posto per il Belgio con 700 somministrazioni al 2 gennaio.
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Governo:Salvini, esecutivo di inetti si faccia da parte
Fermate questa penosa agonia
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06 gennaio 2021
12:17
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“Questa è quella che diceva di aprire i finestrini sull’autobus d’inverno. Abbiamo un governo di inetti, e non riescono nemmeno ad andare d’accordo tra di loro.

Il tutto sulla pelle degli italiani. Non sapete governare? Fermate questa penosa agonia e fatevi da parte”. Lo afferma il leader della Lega, Matteo Salvini, su twitter, postando una foto della ministra Paola De Micheli.
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Governo: Salvini, pronti a tornare in piazza
Non possiamo stare in balia di Conte, Renzi, Zingaretti
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06 gennaio 2021
12:38
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“Stiamo lavorando contro il governo in Parlamento, siamo pronti a tornare in piazza, in maniera educata e ordinata, ma non possiamo ancora stare in balia di Conte, Renzi, De Micheli, Zingaretti”. Lo afferma il leader della Lega, Matteo Salvini, in diretta su Fb.
“Che il 2021 sia un anno di ripartenza, lavoro, scuola”, aggiunge.
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Vaccini: Regioni, pronti per accordo con medici famiglia
‘E con i pediatri per coinvolgerli in questo sforzo collettivo’
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
06 gennaio 2021
14:08
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Le Regioni hanno manifestato la propria disponibilità a collaborare perché si possa fare un accordo quadro con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta “per coinvolgerli in questo importante sforzo collettivo”. Lo ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, dopo l’incontro con i ministro Boccia e Speranze e il commissario Arcuri.
“Significativo che i ministri Speranza e Boccia e il Commissario Arcuri abbiano manifestato gratitudine per l’impegno delle Regioni e per la dedizione encomiabile del personale sanitario impegnato in questa primissima fase”.
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Calabria, dad a elementari fino al 15, superiori fino al 31
Ordinanza Spirlì, restano aperti gli asili
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CATANZARO
05 gennaio 2021
19:09
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Scuole superiori chiuse fino al 31 gennaio e tutte le altre, di ogni ordine e grado, fino a 15.
Lo ha deciso il presidente facente funzioni della Regione Calabria Nino Spirlì con un’ordinanza.
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L’attività proseguirà con la didattica a distanza. Resta fatta salva l’attività didattica ed educativa per i servizi per l’infanzia e per la scuola dell’infanzia, che continua a svolgersi in presenza, e resta garantita la possibilità di svolgere attività in presenza per l’uso di laboratori o per “mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali”.
Nella sua ordinanza, Spirlì fa riferimento al Monitoraggio Fase 2 del Ministero della Salute, relativo ai dati della settimana 21-27 dicembre (aggiornati al 29 dicembre 2020) che evidenzia un Rt puntuale pari a 1,09, “compatibile con uno scenario di tipo 2”. Inoltre il presidente ff della Regione sottolinea che “nel periodo 3 dicembre 2020/3 gennaio 2021, si è registrato un cospicuo incremento dei nuovi casi” e che “l’andamento epidemiologico, nell’ultimo mese, ha registrato un trend in crescita”. “La ripresa delle attività scolastiche in presenza – è scritto nell’ordinanza – rappresenta una forte criticità non tanto per il possibile contagio all’interno degli Istituti nei quali si adottino pedissequamente le misure di prevenzione previste, quanto per la movimentazione delle persone che ne deriva, per i possibili assembramenti nei pressi delle istituzioni scolastiche e nelle principali aree cittadine di fruizione dei mezzi di trasporto e, più in generale, per il cospicuo aumento della legittima circolazione delle persone fisiche (popolazione studentesca, docenti, personale, familiari, addetti ai servizi) all’interno delle aree urbane, che in una fase delicata come quella evidenziata, può determinare un aumento del rischio di diffusione del contagio, che può propagarsi anche a livello familiare”.
“Partendo dal parere che il Cts nazionale ha comunicato al Governo a proposito dello stato pandemico in Calabria, ho ritenuto fosse necessario prendere un provvedimento che andasse a tutela della salute dei più giovani in questa fase di contagio caotico” afferma Spirlì.
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Divelta e portata via segnaletica dedicata a Di Vittorio
A Canosa di Puglia. Cgil, rammarico per atto deprecabile
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05 gennaio 2021
19:41
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E’ stato divelto e portato via il palo della segnaletica stradale che indica la via intitolata al sindacalista Giuseppe Di Vittorio, a Canosa di Puglia, a nord di Bari. A fine gennaio 2020 il palo fu divelto, lasciato lì, e poi venne ripristinato.
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Questa volta, invece, non c’è più traccia della segnaletica.
Il segretario generale della Cgil Barletta-Andria-Trani, Biagio D’Alberto, e il coordinatore della Camera del lavoro, Francesco Di Nicoli, esprimono “rammarico per il deprecabile atto messo in opera da ignoti nell’eliminare l’indicazione della strada in memoria del sindacalista della Cgil la cui vita è stata sempre dedicata alle lotte per il progresso e per la democrazia, fondamenta della nostra vita sociale”. “Un atto indegno – lo definiscono i sindacalisti – che va a colpire la sensibilità dei tanti lavoratori, pensionati e giovani, nonchè dell’intera comunità”. “Chiediamo all’amministrazione comunale, che due anni fa si fece promotrice dell’iniziativa per ricordare il nostro caro Peppino, un impegno per il rafforzamento della sorveglianza – concludono – al fine scoraggiare il ripetersi di simili gesti, e nel contempo che venga ripristinata la targa toponomastica a via Giuseppe Di Vittorio”.
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Covid: messe vietate,nuovo scontro Comune-Chiesa in Sardegna
Il vicesindaco firma un’altra ordinanza, il parrocco la impugna
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SASSARI
05 gennaio 2021
22:24
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Lo scontro a Bono sulla celebrazione delle messe non si placa. A poche ore dall’Epifania, il vicesindaco del Comune in provincia di Sassari, Nicola Spanu firma una nuova ordinanza con cui dispone, tra l’altro, la sospensione di tutte le cerimonie religiose in presenza di fedeli, compresi i funerali se non in cimitero e con massimo 15 persone.
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L’1 gennaio la vicenda aveva varcato i confini comunali e territoriali, coinvolgendo il vescovo di Ozieri, Corrado Melis, che aveva bollato un’analoga ordinanza del 29 dicembre come “un’indebita e grossolana ingerenza nella sfera del culto”, e la prefetta di Sassari, Maria Luisa D’Alessandro, che aveva messo fine alla riedizione in chiave Covid della saga di “Don Camillo e Peppone” annullando il provvedimento e adducendo tra le motivazioni la mancanza delle ragioni per cui il documento non veniva firmato dal sindaco ma dal vice. Elencati i riferimenti normativi, Spanu denuncia che “il numero di positivi comunicato dall’Ats è nettamente inferiore rispetto alle segnalazioni pervenuteci, che fanno supporre un dato relativo a circa 300 positivi”. Ma soprattutto il vicesindaco precisa che l’ordinanza sindacale è firmata da lui perché “il sindaco è assente per motivi di salute”.
Ora a contestare la reiterata ordinanza nonostante l’annullamento della Prefettura, è il parroco, don Mario Curzu, che già sulla prima si era espresso nettamente via social, definendola su Facebook “una brutta e triste e pagina”. “Ho ricevuto dal parroco di Bono il mandato di procedere all’immediata impugnazione dell’ordinanza davanti alla competente giurisdizione”, riferisce l’avvocato Ivano Iai. “Il provvedimento è lesivo dei principi costituzionali in materia di libertà religiosa e di esercizio del diritto di culto – afferma il legale – ed è adottato nonostante sia già intervenuto l’annullamento da parte del prefetto di Sassari di precedente e analoga ordinanza, in contrasto con le disposizioni legislative dello Stato”.
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Vaccini, Speranza: ‘In atto accelerazione, Paese pronto’
‘Maggioranza delle regioni ha raggiunto percentuali rilevanti’, ha detto il ministro della Salute. 259.481 vaccinati, Italia seconda in Ue. Seguono Spagna, Polonia e Danimarca
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06 gennaio 2021
13:46
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“Ora è in atto quell’accelerazione nella campagna vaccinale necessaria. La grande maggioranza delle regioni ha raggiunto percentuali rilevanti. Il paese è pronto”.
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Lo ha dichiarato il ministro della Salute, Roberto Speranza, durante la riunione con le Regioni. “Siamo secondi per numero di vaccinazioni in Europa, dietro solo alla Germania, e abbiamo tutte le capacità per accelerare. Il Piano sarà incrementato man mano che Ema autorizzerà gli altri vaccini. Sono stati fatti degli sforzi straordinari da parte di tutte le regioni per mettere a regime la macchina, che vuol dire 70 mila vaccini al giorno a livello nazionale finché non si avranno gli alti vaccini autorizzati”.
Per la somministrazione del vaccino Pfizer (modello Freeze) il Commissario per l’Emergenza, Domenico Arcuri, invierà da subito 1.500 operatori tra medici e infermieri, a integrazione dei 3.800 già operativi nelle singole regioni. La suddivisione sarà in base alla popolazione. Entro il 7 gennaio sarà comunicato l’elenco del personale individuato per regione alla Agenzie per il lavoro (sono 5 divise per aree territoriali, in base al numero di popolazione) e a partire dal 20 i primi candidati saranno disponibili. Lo ha garantito – a quanto si apprende – il Commissario Arcuri, durante il vertice Governo-Regioni. Al momento è stato presentato un programma con 5,9 milioni di vaccinati entro fine marzo, 13,7 ad aprile, 21,5 milioni entro fine maggio e si può completare la vaccinazione volontaria entro agosto, ha detto – a quanto si apprende – il Commissario Arcuri.
“Tutte le Regioni stanno facendo sui territori un intenso lavoro – ha detto a quanto si apprende il ministro per le Autonomie, Francesco Boccia, al vertice da lui convocato tra Governo e Regioni sui vaccini – per attuare il piano nazionale messo a punto dal Commissario per la campagna di vaccinazione, noi restiamo sempre al loro fianco disponibili per fornire tutto il supporto necessario. Con l’impegno di tutti abbiamo avviato un percorso che ci porterà a uscire gradualmente dall’emergenza entro l’estate”.
Durante il vertice, da alcuni governatori è arrivata la richiesta di ‘dare maggiore personale a quelle regioni che fanno tante vaccinazioni e non a chi tiene le dosi in magazzino, per evitare che con la giacenza vengano sprecate’.
Ha toccato quota 259.481 il totale delle vaccinazioni anti-Covid effettuate in Italia secondo l’ultimo aggiornamento del portale del ministero della Salute al 6 gennaio alle ore 00.25. L’Italia si conferma al secondo posto dopo la Germania nella classifica dei Paesi Ue, secondo un’elaborazione Agenas sugli ultimi dati disponibili. Al primo posto si colloca la Germania con 316.962 somministrazioni effettuate (dato aggiornato al 4 gennaio 2021). Seguono l’Italia, la Spagna (139.339 somministrazioni al 5 gennaio), la Polonia (92.220 somministrazioni al 5 gennaio) e la Danimarca (51.512 somministrazioni al 4 gennaio). Si colloca al sedicesimo posto la Francia, con 5.000 somministrazioni al 5 gennaio. Ultimo posto per il Belgio con 700 somministrazioni al 2 gennaio.
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Scuola: in Lombardia superiori in presenza al 50% dall’11
Manifestazione in piazza Affari di Priorità alla scuola
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MILANO
06 gennaio 2021
13:54
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“Come è ormai noto la ripresa delle attività didattiche in presenza è stata rinviata a lunedì 11 gennaio. In quella data, salvo ulteriori rinvii, potremmo riaprire la scuola limitando per il momento l’accesso in Istituto al 50% degli alunni”: l’avviso sul sito del liceo Volta di Milano è lo stesso per tutte le superiori della Lombardia.

Tutto è pronto ed era pronto anche per il 7 gennaio, con le 12 prefetture della Regione che hanno messo a punto il piano per la ripartenza con orari scaglionati (a Milano questo include l’apertura dei negozi non alimentari alle 10:15) e un potenziamento dei mezzi di trasporto. Ma con la decisione di riaprire le scuole in presenza dall’11, tutto è stato rimandato a lunedì.
Per chiedere il rientro a scuola in presenza, domani Priorità alla scuola ha organizzato una manifestazione a piazza Affari, poi un presidio davanti a Palazzo Marino, che è sede del Comune, e anche un girotondo intorno a Palazzo Lombardia.
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Scuola: Toti, in Liguria lunedì ‘superiori’ in classe
Metà studenti in presenza e l’altro 50% ancora a distanza
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GENOVA
06 gennaio 2021
14:03
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Domani per i ragazzi delle elementari e delle medie sarà il giorno del ritorno a scuola, mentre le superiori cominceranno comunque lunedì prossimo al 50%, ovvero metà alunni in presenza e metà in didattica a distanza”. Lo annuncia su Fb il presidente della Liguria Giovanni Toti.

Il presidente precisa che nei prossimi due giorni verrà valutato in quale colorazione verrà inserita da lunedì prossimo la Liguria in base ai report dell’Istituto Superiore di Sanità, ma pare esclusa la possibilità della zona rossa essendo stato l’Rt, l’indice di contagio, ampiamente sotto a 1 nelle settimane scorse e ora intorno a 1, parametro che non prevede la colorazione rossa che chiuderebbe automaticamente tutte le scuole.
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Scuola: ecco la mappa delle regioni per la ripartenza
Piccoli in classe il 7. Per altri ordine sparso, Governo dice l’11
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06 gennaio 2021
12:22
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Le scuole dell’infanzia elementari e medie riapriranno in tutta Italia – con pochissime eccezioni – in presenza il 7 gennaio. Lo stesso giorno riapriranno in presenza, per metà degli alunni, anche le scuole superiori in Trentino Alto Adige.
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Nel Lazio, Toscana ed Emilia Romagna le scuole superiori riapriranno al 50% della presenza l’11 gennaio. Le altre Regioni vanno in ordine sparso.
Questo il quadro nel dettaglio:
* Valle d’Aosta – era pronta ad aprire le scuole superiori il 7 gennaio, ma la regione si è ora adeguata alle indicazioni nazionale di lunedì 11.
* Piemonte – studenti delle scuole superiori torneranno in classe non prima del 18 gennaio “compatibilmente con l’andamento dell’epidemia”. Elementari e medie in presenza dal 7 gennaio.
* Liguria – situazione fluida il governatore Toti nelle prossime ore renderà nota la decisione della Regione sull’apertura di tutte le scuole.
* Lombardia – è pronta alla riapertura delle scuole, con i piani realizzati dalle prefetture, che riguardano anche i trasporti, tutti definiti. Però, spiegano dalla regione, il buon senso impone di capire cosa succederà nei prossimi giorni.
* Trentino Alto Adige – gli studenti rientreranno a scuola in presenza al 50% il prossimo 7 gennaio.
* Friuli Venezia Giulia – il governatore Massimiliano Fedriga ha firmato l’ordinanza che sarà in vigore dal 7 al 31 gennaio in base alla quale l’attività didatticadelle scuole secondarie di secondo grado sarà svolta in Ddi, didattica digitale integrata.
* Veneto – prosegue la chiusura delle scuole superiori fino al 31 gennaio.
* Emilia Romagna – il 7 gennaio riprenderanno le lezioni a scuola per elementari e medie, l’11 gennaio per i ragazzi delle superiori al 50%: questo l’orientamento che verrà confermato nelle prossime ore quando è prevista una riunione di giunta.
* Toscana – le scuole superiori riprenderanno le lezioni in presenza l’11 gennaio. Già il 7 in classe tutti gli altri.
* Marche – la didattica a distanza proseguirà al 100% per le scuole secondarie di secondo grado, statali e paritarie, fino al 31 gennaio. Lo ha deciso la Giunta.
* Umbria – Parte in base alle disposizioni del governo, le superiori il classe al 50% dall’11.
* Lazio – come in Emilia Romagna si riprendono il 7 le lezioni in presenza per elementari e medie, l’11 (ma dal 7 riprendono le lezioni con la dad) in presenza per le superiori.
* Abruzzo e Molise – il 7 gennaio torneranno a svolgere la didattica in presenza tutti gli alunni della scuola dell’infanzia, della primaria, della secondaria di primo grado e dall’11 il 50% degli studenti delle superiori fino ad arrivare al 75% dal 16 gennaio.
* Campania – riapriranno lunedì 11 gennaio per gli alunni della scuola dell’infanzia e delle prime due classi della scuola primaria, esattamente com’era prima della chiusura per la pausa natalizia. A partire dal 18 gennaio sarà valutata dal punto di vista epidemiologico la possibilità del ritorno in presenza per l’intera scuola primaria e dal 25 gennaio, per la secondaria di primo e secondo grado.
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* Calabria – dad alle elementari fino al 15 gennaio, le superiori fino al 31. Lo prevede l’ordinanza del governatore Spirlì, secondo la quale restano aperti gli asili
* Puglia – il governatore Emiliano ha stabilito la didattica integrata a distanza fino al 15 gennaio per ogni ordine e grado: ‘Non si sa l’effetto sui contagi dovuto al periodo delle feste’.
* Basilicata – Il governatore Bardi ha spiegato che la Regione sta valutando con il Governo “se far partire le scuole l’11 gennaio oppure a fine mese.
* Sicilia – le superiori non torneranno a scuola prima dell’11 gennaio. Intanto ci sarà un’acquisizione di dati regionali per decidere la presenza al 50%. Resta confermata la didattica in presenza dal 7 per l’infanzia, per la primaria e le medie
* Sardegna – la Regione sta valutando in queste ore un ritorno in classe per le superiori, sempre nel rispetto del 50% degli studenti in presenza, non prima del 18 ma con un’ipotesi concreta che arriva fino al 1 febbraio. Tutti gli altri rientreranno a scuola il 7 gennaio.

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DALLE 15:18 DI LUNEDì 04 GENNAIO 2021

ALLE 19:07 DI MARTEDì 05 GENNAIO 2021

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Governo:Fornaro, lavorare per risposte, no a crisi al buio
Fondi Recovery siano concentrati su pochi progetti
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04 gennaio 2021
11:01
AGGIORNATO ALLE
15:18
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“I fondi europei del Recovery devono essere concentrati su pochi grandi progetti che possano azzerare i ritardi dell’Italia nel digitale, nella riconversione ecologica e per ridurre le diseguaglianze. L’aumento delle risorse inizialmente allocate per la sanità, poi, è una necessità obbligata per rafforzare il Servizio sanitario nazionale.
Cittadini e imprese chiedono alla politica risposte per uscire al più presto dall’emergenza sanitaria e dalla crisi economica: non chiedono certo di aprire una crisi al buio.
Ascolto, dialogo e ricerca di soluzioni condivise sono le armi da usare in queste ore per evitare rotture dannose per il paese ancor più per chi dovesse assumersi la responsabilità di una crisi di governo”. Lo afferma Federico Fornaro, capogruppo di Leu alla Camera.
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Scuola: Veneto, superiori chiuse fino al 31 gennaio
Zaia firma ordinanza, ‘non prudente riaprire’
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VENEZIA
04 gennaio 2021
12:58
AGGIORNATO ALLE
15:18
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In Veneto prosegue la chiusura delle scuole superiori fino al 31 genbnaio. Lo ha annunciato ai giornalisti il presidente regionale Luca Zaia, che ha firmato un’ordinanza in questo senso.

“Non ci sembra prudente – ha aggiunto Zaia – in una situazione epidemiologica in Italia riaprire le scuole. Questo è ciò che dobbiamo fare per il bene della comunità oggi”.
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Scuola:M5S,riaprire il 7, Regioni si assumano responsabilità
‘Basta tergiversare, accordi sono già stati presi’
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04 gennaio 2021
15:18
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“Continuare a tergiversare sulla data di riapertura degli istituti scolastici, procrastinando il rientro dei nostri studenti, come stanno facendo molti presidenti di Regione, dopo accordi ben precisi sui tracciamenti e sul TPL assunti a dicembre non è più accettabile. Lo scorso 23 dicembre sono stati presi degli accordi tra il governo e le regioni, messi nero su bianco, che devono essere rispettati”.

Così gli esponenti del MoVimento 5 Stelle in commissione Istruzione al Senato.
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Bellanova,serve un nuovo accordo,non bisogna mettere toppe
Conte ha onere presentare programma di sintesi
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04 gennaio 2021
16:41
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“Serve un nuovo accordo perché bisogna programmare il futuro, non solo mettere toppe”. Lo ha dichiarato Teresa Bellanova, ministra delle Politiche agricole, alimentari in diretta nel programma di Raiuno ‘Oggi è un altro giorno’.

Alla domanda se un rimpasto di governo potrebbe soddisfare le richieste di Italia Viva, la ministra ha replicato: “Il problema non è cambiare qualche ministro, ora Conte ha l’onere di presentare un programma che sia la sintesi della maggioranza”
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Governo:Zingaretti,no a crisi da sviluppi imprevedibili
Serve spirito unitario
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04 gennaio 2021
16:42
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“Nel periodo della pandemia e della campagna vaccinale, nel pieno della discussione sul Recovery, devono prevalere l’innovazione ma insieme ad uno spirito unitario. Siamo convinti che affrontare con efficienza la pandemia, aprire una stagione di rinascita e investimenti per il lavoro e l’economia sia doveroso e possibile con un impegno collegiale e senza rotture all’interno della maggioranza.

Contribuiremo a questo sforzo e sosteniamo in tutte le sedi queste posizioni, convinti che al Paese vada evitata una crisi dagli sviluppi davvero imprevedibili”. Così Nicola Zingaretti in una nota approvata dalla segreteria del partito.
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Azzolina a Regioni,riflettete su slittamento apertura scuola
“Il Governo ha mantenuto impegni,ognuno faccia la propria parte”
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04 gennaio 2021
18:50
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“Le Regioni riflettano bene sulle conseguenze per studenti e famiglie”. Lo dice la Ministra Lucia Azzolina commentando l’annuncio di alcune Regioni di voler posticipare il rientro in classe per gli studenti delle scuole superiori, nonostante l’intesa firmata pochi giorni fa con Governo, Province e Comuni.
“Il Governo ha mantenuto gli impegni, i tavoli guidati dai Prefetti hanno prodotto piani operativi in tutte le Province, lavorando sul potenziamento dei trasporti e sullo scaglionamento degli orari di scuole e altre attività. Ognuno faccia la propria parte”.
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Malore per Roberto Maroni, è ricoverato in ospedale
Si è accasciato a terra in casa picchiando la testa
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VARESE
04 gennaio 2021
21:30
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Roberto Maroni, ex governatore della Lombardia e candidato sindaco per la Lega a Varese, è stato ricoverato oggi in osservazione in ospedale a Varese a seguito di un malore.
A quanto emerso si trovava a casa sua a Lozza (Varese), quando si è accasciato a terra picchiando la testa e ferendosi lievemente.
Sempre secondo quanto si apprende, Maroni è vigile ed è stato trattenuto in osservazione all’ospedale di Circolo di Varese per comprendere le cause del malore che lo ha colto questo pomeriggio.
Nella seduta del consiglio comunale di Varese del 28 dicembre scorso, in cui si discuteva l’ultimo bilancio di previsione, Maroni ha lanciato una sorta di manifesto della sua campagna a sindaco per il 2021.
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In Italia oltre 150mila i vaccinati, usato il 30% delle dosi
Lazio in testa. Lombardia e Calabria ancora in fondo
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04 gennaio 2021
22:12
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Sono 150.245 le persone a cui finora è stato somministrato il vaccino anti Covid in Italia, pari al 31,3% rispetto alle dosi ad oggi arrivate. La Regioni con la percentuale più alta sono il Lazio (61,4%), la Toscana (56%) e il Veneto (55,5%).
In coda alla classifica ci sono invece Lombardia (7,9%), Calabria (5,2%), Valle d’Aosta (4,4%), Sardegna (3,7%) Molise (1,7%).
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Scuola: 28% alunni, almeno un compagno ha smesso di studiare
Indagine Save The Children-Ipsos. In 34 mila a rischio abbandono
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05 gennaio 2021
06:30
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Il 28% degli adolescenti dichiara che dall’inizio della pandemia almeno un compagno nella propria classe ha smesso di frequentare la scuola. Tra le cause principali delle assenze durante la Dad la difficoltà di connessione e la mancanza di concentrazione.
E’ quanto emerge da un’indagine, “I giovani ai tempi del Coronavirus”, condotta da Ipsos per Save The Children che analizza opinioni, stati d’animo e aspettative di studenti tra i 14 e i 18 anni.
Sulla base dei dati dell’indagine, la stima è che almeno 34mila studenti delle superiori, a causa delle assenze prolungate, potrebbero trovarsi a rischio di abbandono scolastico.
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Fondi Lega: prestanome patteggia, 4 anni
Sostegni può essere teste chiave. Verso rito immediato per altri
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MILANO
05 gennaio 2021
11:37
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Ha patteggiato 4 anni e 10 mesi e una multa di 1.000 euro Luca Sostegni, presunto prestanome del commercialista Michele Scillieri, arrestato a luglio nell’inchiesta milanese sul caso Lombardia Film Commission e su presunti fondi neri per la Lega. Il patteggiamento per Sostegni (difeso dal legale Giuseppe Alessandro Pennisi), che ha versato 20mila euro come risarcimento, è stato ratificato dal gip Raffaella Mascarino.
Il 62enne, che ha collaborato alle indagini, può diventare teste chiave in dibattimento. Si avvicina la richiesta di processo immediato per gli altri arrestati nell’inchiesta dell’aggiunto Fusco e del pm Civardi.
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Depositi nucleari,ecco Carta aree potenzialmente idonee
Via libera dei ministeri dello Sviluppo e dell’Ambiente
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05 gennaio 2021
12:11
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E’ arrivato il via libera, con il nulla osta del ministero dello Sviluppo e del ministero dell’Ambiente, alla Sogin per la pubblicazione della Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi), del progetto preliminare e dei documenti correlati per la costruzione del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi che permetterà di conservare in via definitiva i rifiuti radioattivi italiani di bassa e media attività. La Sogin è la società statale responsabile dello smantellamento degli impianti nucleari italiani e della gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi.

Sono 67 i luoghi potenzialmente idonei (non sono tutti equivalenti tra di essi ma presentano differenti gradi di priorità a seconda delle caratteristiche) a ospitare il deposito nazionale di rifiuti radioattivi individuati in sette regioni: Piemonte, Toscana, Lazio, Puglia, Basilicata, Sardegna e Sicilia. Nella Tavola generale allegata alla Cnapi sono indicati anche i Comuni interessati nelle sette regioni.
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Arcuri, con ReiThera Italia cerca l’indipendenza sui vaccini
Si azzererà la disparità fra Regioni, non teniamo ferme le dosi
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05 gennaio 2021
12:40
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“Proviamo a raggiungere una qualche indipendenza anche nella dotazione dei vaccini”. Lo ha sottolineato Domenico Arcuri, commissario straordinario per l’emergenza Covid durante la presentazione dei risultati della fase 1 della sperimentazione del vaccino ReiThera GRAd-CoV2 all’Istituto Spallanzani di Roma.

“Il Governo ha destinato risorse sufficienti a finanziare lo sviluppo successivo della sperimentazione di ReiThera”, ha annunciato Arcuri, dicendosi poi “sicuro che si azzererà molto presto” la disparità fra Regioni nella somministrazione dei vaccini.
“Abbiamo un dovere – ha avvertito -: non tenere ferma una dose di vaccino neanche un minuto più di quello che serve. Se, come noi facciamo il tifo perché accada, anche altre case farmaceutiche riceveranno da Ema ed Aifa l’autorizzazione all’immissione in commercio come Pfizer e Biontech, riusciremo ad avere le dosi per vaccinare tutti gli italiani che lo vorranno”.
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Covid: Papa non celebrerà battesimi domenica 10 gennaio
Confermata invece la Messa dell’Epifania
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CITTA DEL VATICANO
05 gennaio 2021
12:50
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“A causa della situazione sanitaria, in via precauzionale, quest’anno non si celebrerà il tradizionale battesimo dei bambini presieduto dal Santo Padre nella Cappella Sistina la domenica del Battesimo del Signore. I battesimi saranno celebrati nelle rispettive parrocchie di appartenenza”.
Lo rende noto il Vaticano. I battesimi in Vaticano si tengono tradizionalmente nella domenica del Battesimo di Gesù (quest’anno il 10 gennaio). Il Papa celebrerà invece regolarmente la Messa di domani, festa dell’Epifania.
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Dl Ristori: Fraccaro, presto misure per sci, bar, ristoranti
Da parte del governo c’è massima attenzione
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05 gennaio 2021
15:21
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“Le misure restrittive imposte per contrastare il Covid in questo periodo hanno colpito particolarmente la filiera legata al turismo invernale e sportivo. Da parte del Governo c’è massima attenzione per un settore, come quello legato alle piste da sci, che è strategico per l’economia locale ma anche nazionale”.
Lo dichiara il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Riccardo Fraccaro. “Per questo – spiega – all’interno del prossimo decreto Ristori saranno previste misure ad hoc per impianti di risalita, bar e ristoranti. L’attività sciistica con il suo indotto rappresenta una realtà importante del nostro Paese ed è nostro dovere supportarla con gli strumenti necessari per far fronte al periodo di chiusura”.
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Covid: Di Maio, con sistema fasce più libertà cittadini
Europa è nella seconda ondata
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05 gennaio 2021
15:23
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“Con il sistema a fasce consentiamo ai cittadini di avere un minimo di attività sociale fuori dalle case”. Lo ha detto il ministro Luigi Di Maio a “Oggi è un altro giorno” su Rai1 dove ricorda: “l’Europa è nella seconda ondata e anche Germania e Gran Bretagna sono in lockdown”.
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Bufera su Trump per le minacce sul voto, ‘un golpe’
Procuratrice Georgia non esclude indagine sul tycoon. Domani la Georgia ritorna alle urne
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WASHINGTON
04 gennaio 2021
20:01
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“Abuso di potere”, “golpe”, “reati da impeachment o da tribunale”: è bufera su Donald Trump, che ora rischia un’inchiesta dopo la lunga telefonata minatoria al segretario di stato della Georgia, il repubblicano Brad Raffensperger, per sollecitarlo a “trovare” abbastanza voti da ribaltare la vittoria di Joe Biden nel Peach State. Stato, quest’ultimo, teatro anche dell’ultimo duello a distanza tra lo stesso Trump e il presidente eletto con i comizi per i due ballottaggi che martedì decideranno le sorti del Senato.
Il farneticante colloquio, la cui registrazione è stata pubblicata dal Washington Post, ha indotto i dem ad andare all’attacco, anche se i vertici del partito finora non si sono pronunciati, dal presidente eletto Joe Biden a Nancy Pelosi, che domenica è stata incoronata speaker della Camera per la quarta volta.
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E’ però uscita allo scoperto la vicepresidente eletta Kamala Harris: “E’ un insolente, sfrontato abuso di potere da parte del presidente degli Stati Uniti”. “Il disprezzo di Trump per la democrazia è messo a nudo”, le ha fatto eco il potente deputato Adam Schiff, mentre il suo collega Jerry Nadler annunciava che i dem al Congresso esamineranno le implicazioni legali della telefonata. Due deputati hanno già scritto una lettera al capo dell’Fbi Christopher Wray chiedendo di indagare sulla telefonata, mentre Raffensperger ha ammesso che il presidente rischia un’inchiesta della procura della contea di Fulton, dove voleva cambiare i risultati.
“Applicherò la legge senza timori o favori”, ha detto l’attorney distrettuale della contea di Fulton Fani Willis commentando la notizia della controversa telefonata di Trump. “Come molti americani, ho trovato la notizia allarmante”, ha spiegato in una nota, promettendo che “chiunque commetta una violazione della legge della Georgia nella mia giurisdizione sarà chiamato a risponderne”.
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Un’indagine è stata proposta dal Wp in un editoriale intitolato “Da impeachment. Probabilmente illegale. E’ un colpo di Stato”. Anche gli esperti legali contattati dal New York Times concordano che Trump potrebbe aver violato le leggi che proibiscono interferenze nelle elezioni statali e federali, ma pensano che sia difficile incriminarlo. Di diverso avviso l’ex leggendario reporter del Watergate Carl Bernstein: “Un’altra pistola fumante”. Pure nel campo repubblicano non mancano riserve e condanne. “Una mossa eccezionalmente pericolosa”, la reazione della numero tre del Grand Old Party alla Camera Liz Cheney. E proprio suo padre, l’ex vicepresidente Dick Cheney, sarebbe l’ispiratore della lettera con cui dieci ex capi del Pentagono hanno ammonito severamente Trump dalle colonne del Washington Post che “il tempo per contestare i risultati elettorali è passato” e che l’esercito non può essere usato per cambiarli. Il passo falso del presidente rischia di avere ricadute negative sui cruciali ballottaggi in Georgia, dividendo ulteriormente il partito e scoraggiando l’afflusso degli elettori repubblicani con la sua infondata teoria delle frodi elettorali, mentre gli avversari sono favoriti da un voto anticipato che ha già superato i tre milioni di elettori.
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In caso di vittoria, i dem controllerebbero tutto il Congresso e l’agenda di Biden non avrebbe ostacoli.   POLITICA   MONDO    VAI ALL’ECONOMIA   VAI ALLA TECNOLOGIA   VAI ALLA CRONACA   VAI ALLE NOTIZIE DEL PIEMONTE

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‘Sparito’ Jack Ma, mistero sul fondatore di Alibaba
Perse le tracce da 2 mesi dopo la stretta cinese sul suo impero
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PECHINO
05 gennaio 2021
08:26
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Jack Ma è sparito dalla scena da almeno due mesi, dal naufragio di inizio novembre della mega Ipo di Ant Group, la fintech della sua Alibaba, alimentando il mistero sulla sua sorte.
A 48 ore dalla doppia quotazione a Hong Kong e Shanghai, un’esplicita segnalazione del presidente Xi Jinping, secondo una ricostruzione del Wall Street Journal, portò al blocco della più grande operazione della storia del suo genere, da 37 miliardi di dollari. Ai vertici del Partito comunista non erano andate giù le aspre critiche che Ma aveva pronunciato ad un evento del 24 ottobre a Shanghai, in cui aveva affermato che “la Cina non ha un rischio finanziario sistemico semplicemente perché non ha un sistema, e questo è il rischio”.
Vantandosi del livello record dell’Ipo di Ant prezzata addirittura lontano da New York, aveva rincarato la dose accusando le banche cinesi di operare “con mentalità da banco dei pegni”, quando invece “la buona innovazione non ha paura delle regole, ma di regole antiquate”. Dopo numerose indiscrezioni, tra cui quella riportata da Bloomberg secondo cui le autorità di Pechino gli avrebbero raccomandato di non lasciare il Paese, il Financial Times ha riferito che Ma – il cui account su Twitter non è aggiornato dal 10 ottobre – era stato sostituito da un dirigente di Alibaba per la registrazione della finale di ‘Africa’s Business Heroes’, concorso televisivo per imprenditori in erba del continente africano con in palio un assegno da 1,5 milioni di dollari.
Del resto, fanno notare fonti finanziarie, con Alibaba al centro di indagini antitrust per presunte pratiche monopolistiche (circolano le voci anche di un possibile spezzatino per il gruppo) e Ant Group oggetto di ‘correzioni’ del business da parte delle autorità di regolamentazione, a partire dalla Banca centrale cinese (Pboc), “uscire dalla luce dei riflettori è la mossa più prudente che si possa fare”.
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Il Pcc ha sempre visto con sospetto l’influenza fuori misura dei grandi capitani d’impresa cinesi, a maggior ragione quella costruita da un miliardario carismatico noto sia sul fronte domestico sia in Occidente come un ‘visionario’ della tecnologia.
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Malore per Roberto Maroni, è ricoverato in ospedale
Si è accasciato a terra in casa nel pomeriggio. Il messaggio di Matteo Salvini
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VARESE
05 gennaio 2021
10:39
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Roberto Maroni, ex governatore della Lombardia e candidato sindaco per la Lega a Varese, è stato ricoverato in osservazione in ospedale a Varese a seguito di un malore.
A quanto emerso si trovava a casa sua a Lozza (Varese), quando si è accasciato a terra picchiando la testa e ferendosi lievemente.
Sempre secondo quanto si apprende, Maroni è vigile ed è stato trattenuto in osservazione all’ospedale di Circolo di Varese per comprendere le cause del malore che lo ha colto questo pomeriggio. Nella seduta del consiglio comunale di Varese del 28 dicembre scorso, in cui si discuteva l’ultimo bilancio di previsione, Maroni ha lanciato una sorta di manifesto della sua campagna a sindaco per il 2021.
Matteo Salvini ha scritto un messaggio a Roberto Maroni, colto oggi da un malore.
Il segretario della Lega, spiegano dal Carroccio, “si tiene costantemente aggiornato sulle condizioni dell’ex ministro, al quale ha augurato pronta guarigione”.
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Covid, Arcuri: ‘Presto per fare consuntivi sulle vaccinazioni’
Lettera al Corriere della Sera: ‘Saranno azzerate asimmetrie, in lista 22mila medici e infermieri’
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05 gennaio 2021
10:50
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“Per raggiungere la fatidica immunità di gregge servono i vaccini, un piano e la capacità di somministrarli in fretta. Non servono astrazioni o pregiudizi. Perché, ne sono certo, uscire da questo tunnel lo vogliamo tutti.
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Al di là dei ruoli di ognuno. E quell’epopea di rinascita e rigenerazione non basta invocarla. Dobbiamo tutti contribuire affinché accada”. E’ quanto scrive il commissario anti Covid Domenico Arcuri in una lettera al Corriere della sera. “Sono passati solo 4 giorni dall’inizio della campagna, è davvero presto e sarebbe strumentale fare già consuntivi – sottolinea Arcuri – sono certo che lo spirito di collaborazione che abbiamo messo in campo porterà rapidamente ad azzerare queste asimmetrie” tra Regioni. E se così non sarà di certo non mi esimerò dal denunciarlo”. In queste prime settimane “i destinatari dei vaccini sono i medici, gli infermieri e le Rsa.
Poi serviranno dei rinforzi. Abbiamo avviato una ‘call’ pubblica e ricevuto 22mila candidature di medici e infermieri. Quattro giorni fa è entrata in vigore la norma che ci consente di attivarli. I primi saranno formati ed inviati sui territori entro la fine del mese”.
“All’Italia spettano quest’anno 40 milioni di dosi Pfizer: si comincia con 2.349.750 a gennaio e 1.879.800 a febbraio, con una frequenza di 470mila dosi la settimana – continua – La Pfizer è la sola azienda autorizzata a immettere in commercio il proprio vaccino; lo distribuisce ai Paesi Ue in percentuale alla loro popolazione; all’Italia spetta il 13,46%; aspettiamo Moderna: sarebbero altre 20 milioni di dosi per l’Italia”.
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“Serviranno milioni di dosi (fino a 120 per tutti gli italiani) – rileva Arcuri – e, quando ci saranno, sarà avviata la campagna di vaccinazione di massa, che speriamo di concludere in autunno. I punti di somministrazione diventeranno 1.500, uno ogni 40mila abitanti. Il sistema informativo entrerà a pieno regime e servirà a prenotarsi, governare la somministrazione, la sua accountability e la farmaco-vigilanza”.
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Governo: Di Maio, ha responsabilità di andare avanti
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05 gennaio 2021
15:47
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“Deve prevalere la responsabilità. Se ci sono cose da mettere a posto si fa.
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Siamo un governo che affronta la peggiore situazione dal dopo guerra ad oggi”. Lo ha detto il ministro Luigi Di Maio a “oggi è un altro giorno” su Rai1. “Questo governo ha la responsabilità di andare avanti. Abbiamo di fronte mesi cruciali in cui ci giochiamo l’Italia dei prossimi 10 anni” .
“Nessuna! Siamo infatti gli unici disponibili a lasciare le poltrone. Se le nostre idee servono, ci siamo. Se le nostre idee non servono, tenetevi anche le poltrone”. Così Matteo Renzi nell’e-news sulla richieste di ‘poltrone’ da Iv. “Le veline del Palazzo riempiono i giornali di totoministri. Chiacchiere buone solo per far passare il messaggio che si risolve tutto con un rimpastone. Noi invece abbiamo messo nero su bianco i contenuti: spese sanitarie, alta velocità, vaccini, scuola, cultura, posti di lavoro”.
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“Magari avessimo un problema personale: noi abbiamo un problema politico con Conte”, ha scritto ancora nell’e-news. “Sul Recovery, sul Mes, sull’intelligence, sulla scuola, sull’alta velocità, sul garantismo, sul ruolo internazionale dell’Italia e sulla presenza nel Mediterraneo, sul rapporto con gli Stati Uniti, sul lavoro e il reddito di cittadinanza, sulla crescita, sullo stile istituzionale ho argomentato idee diverse. Non è un fatto personale, si chiama politica. E ho messo nero su bianco le nostre riflessioni per evitare che fossero sostituite dalla “narrazione” dei portavoce”.
“Italia Viva è sempre rappresentato come il partito che crea problemi al governo ma ieri sera e’ andato in onda un teatrino imbarazzante non con Iv ma tra il Pd e il M5S”, ha detto il ministro dell’Agricoltura, Teresa Bellanova, in un’intervista a InBlu Radio, il network delle radio cattoliche della Cei. “Una discussione infinita – ha proseguito Bellanova – e un consiglio dei ministri che è iniziato alle 21 ed è finito quasi all’una di notte per discutere se aprire le scuole il 7 o l’11 gennaio. Il problema però è molto più serio: cioè se in questi mesi si è lavorato per permettere alla scuola di aprire in sicurezza”.
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Covid, Palazzo Chigi: ‘Nel decreto spostamenti zona rossa solo nel proprio comune’
Modificato testo decreto 7-15/1 su visite a amici e parenti
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05 gennaio 2021
15:18
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Nel decreto che disciplina le misure anti-Covid dal 7 al 15 gennaio gli spostamenti verso abitazioni private altrui saranno consentite solo nel proprio Comune e non nella propria Regione come indicato nella notte. “Il testo prevede che, nei territori inseriti nella cosiddetta “zona rossa”, sia possibile spostarsi, una sola volta al giorno, in un massimo di due persone, verso una sola abitazione privata del proprio comune”, si legge nella nuova versione del dl.
In sostanza, spiega Palazzo Chigi, è ammesso andare a trovare amici e parenti ma solo nel proprio Comune.

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Covid:ordinanza Fedriga, scuole superiori in Ddi fino a 31/1
In presenza Servizi infanzia, scuola infanzia e 1/o ciclo
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TRIESTE
04 gennaio 2021
18:52
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Il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga ha firmato l’ordinanza contingibile e urgente 1/2021 che sarà in vigore dal 7 al 31 gennaio in tutta la regione, in base alla quale l’attività didattica delle scuole secondarie di secondo grado, statali e paritarie, e delle istituzioni che erogano percorsi di istruzione e formazione professionale saranno svolte in Ddi, didattica digitale integrata.
Resterà sempre garantita la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori strutturati e attrezzati non fruibili da remoto o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento on-line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata.
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L’attività dei servizi educativi per l’infanzia, per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo di istruzione continuerà a svolgersi integralmente in presenza.
Confermata, fino al 31 gennaio compreso, l’attuale articolazione dei servizi di trasporto pubblico locale, ferme restando eventuali rimodulazioni determinate dall’andamento della domanda, rinviando alla ripresa dell’attività didattica in presenza il correlato potenziamento dell’offerta con servizi aggiuntivi previsti dai documenti operativi delle Prefetture.
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Azzolina a Regioni,riflettete su slittamento apertura scuola
“Il Governo ha mantenuto impegni,ognuno faccia la propria parte”
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04 gennaio 2021
18:50
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“Le Regioni riflettano bene sulle conseguenze per studenti e famiglie”. Lo dice la Ministra Lucia Azzolina commentando l’annuncio di alcune Regioni di voler posticipare il rientro in classe per gli studenti delle scuole superiori, nonostante l’intesa firmata pochi giorni fa con Governo, Province e Comuni.
“Il Governo ha mantenuto gli impegni, i tavoli guidati dai Prefetti hanno prodotto piani operativi in tutte le Province, lavorando sul potenziamento dei trasporti e sullo scaglionamento degli orari di scuole e altre attività. Ognuno faccia la propria parte”.
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Oltre 100mila vaccinati, ma la lentezza preoccupa il Governo
Lazio in testa e Lombardia in coda: iniettate solo 3,8% di dosi
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04 gennaio 2021
19:35
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Superati i centomila vaccinati in Italia in una settimana, con il lavoro dei medici a velocità variabile a seconda delle regioni. Prosegue tra perplessità e polemiche la campagna vaccinale della Fase 1 in Italia (che con 109.454 vaccinati è al secondo posto in Europa, dietro alla Germania, per numero di somministrazioni).
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Ad attaccare il Piano vaccini messo a punto dagli esperti e dal Commissario per l’Emergenza, Domenico Arcuri, è anche la ministra per l’Agricoltura, Teresa Bellanova, che parla di “insufficienza e poca chiarezza”. Ma i ritardi e le problematiche legati alla mancanza di medici, al personale sanitario in ferie e alla carenza di siringhe di precisione mettono in apprensione anche altri membri dell’Esecutivo e i tecnici, che hanno manifestato preoccupazione proprio nel corso vertice di Governo tenuto dal premier Giuseppe Conte, con i capigruppo della maggioranza, il ministro per le Autonomie, Francesco Boccia, e i membri del Comitato Tecnico Scientifico.

Sotto i riflettori è finita la Lombardia: con il suo 3,8% di vaccinazioni effettuate rispetto alle dosi ricevute è ancora in coda alla classifica sulle somministrazioni. Quella graduatoria è “agghiacciante”, tuona l’assessore alla Salute della Lombardia, Giulio Gallera – “per non parlare – aggiunge – di quelle regioni che hanno fatto la corsa per dimostrare di essere più brave di chissà chi. Noi siamo una regione seria”. Ma il suo stesso partito, la Lega, gela l’assessore specificando che le sue dichiarazioni “non sono state condivise e non rappresentano il pensiero del governo della Lombardia”.
I sette governatori del Carroccio, da Fontana a Zaia passando anche per quelli di Sardegna, Friuli, Calabria, Umbria e Trentino – chiedono in coro di “garantire subito quanto promesso dal governo: personale sanitario per effettuare le vaccinazioni” per non rischiare “di mettere ulteriormente sotto stress un sistema già stremato”. Un monito arriva anche da Toti Amato, componente del direttivo della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, il quale sottolinea “la necessità e l’urgenza di vaccinare tutti i medici e chi lavora nella sanità a strettissimo contatto con i cittadini e i pazienti. Certo è – aggiunge – che non si può procedere in ordine sparso, con il passa parola o utilizzando liste appese alle porte che creano inevitabilmente assembramenti e attese snervanti”.

C’è anche chi come il governatore Nicola Zingaretti, con il Lazio che svetta in classifica tra i territori virtuosi, commenta soddisfatto: “siamo tutti e tutte impegnati con numeri nella nostra Regione davvero ottimi”. Il Lazio, con 22.225 vaccinati, è in effetti la regione con il più alto numero di vaccinazioni in assoluto ed anche quella con la più alta percentuale di vaccinati (48,5%) sul numero di dosi consegnate (45.805). Nelle ultime posizioni della classifica è collocata invece la Lombardia che, a fronte di 80.595 dosi ricevute (il numero più alto tra le regioni) ha vaccinato solo 3.085 persone, pari al 3,8%. Meno solo la Calabria (3,5%), la Sardegna (3,0%), il Molise (1,7%) Resta un’incognita l’arrivo dei vaccini, almeno nel timing stabilito nelle scorse settimane.
“Visto che, con ogni probabilità, andremo incontro a un periodo di nuove restrizioni dolorose per cittadini ed economia, è fondamentale accelerare la campagna dei vaccini”. Lo scrive sui social il governatore Giovanni Toti. “Israele ha dimostrato che con regole e procedure appropriate in pochi giorni è stato immunizzato 1 mln di persone. Parliamoci chiaro: non sono le Regioni a rallentare l’iter dei vaccini. Servono dosi, in quantità massiccia, serve personale che il Governo deve assumere e mandare nelle regioni e strumenti che deve acquistare la struttura commissariale nazionale”.
Da più parti si paventa un ulteriore slittamento dei tempi per la fase della vaccinazione di massa, che prevedeva date di consegna dei colossi farmaceutici non più avvenute proprio perché le fasi di sperimentazioni delle varie aziende non sono complete. Ma il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, assicura: “verosimilmente, nel corso del primo semestre del 2021 progressivamente tutti i vaccini saranno disponibili, mentre la campagna andrà avanti per tutto l’anno”.

La macchina del Piano prosegue anche sul fronte della custodia e della scorta alle dosi. Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, presiederà nelle prossime ore un Comitato Nazionale convocato “per un esame delle questioni di sicurezza ed ordine pubblico attinenti l’attuazione della campagna di distribuzione delle dosi vaccinali”.
Governo: Salvini, se non sono in grado si facciano da parte
‘Noi abbiamo già una squadra pronta’
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MILANO
05 gennaio 2021
15:29
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“Se non sono in grado di governare, si facciano da parte. Noi siamo pronti, abbiamo già una squadra pronta”.
Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini prima della sua visita all’Ospedale in Fiera a Milano, su una possibile crisi di Governo.
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Ema lavora a chiarire questioni in sospeso vaccino Moderna
Domani in discussione al Comitato CHMP
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05 gennaio 2021
16:18
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Il Comitato per i medicinali ad uso umano (CHMP) dell’Agenzia europea del farmaco Ema ha discusso ieri del vaccino anti-Covid dell’azienda Moderna, ma “la discussione non si è conclusa e proseguirà domani 6 gennaio; nel frattempo i nostri esperti stanno lavorando duramente per chiarire le questioni in sospeso con la compagnia”. Lo rende noto la stessa Agenzia Ema.
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Btp 15 anni di 10 miliardi, domanda oltre 105 miliardi
Rendimento si attesta in area 8 punti base
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05 gennaio 2021
16:27
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Il nuovo Btp a 15 anni collocato da Tesoro ammonta a 10 miliardi mentre la domanda totale è di oltre 105 miliardi. Il rendimento si attesta in area 8 punti base.

Attesi allocazione e il prezzo.
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Scuola: rientro il 7 per elementari e medie, 11 superiori
Ministero Istruzione, per questi ultimi studenti Dad da 7 al 9
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05 gennaio 2021
16:38
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Il Consiglio dei Ministri di ieri ha dato il via libera al rientro in presenza al 50% per le scuole secondarie di secondo grado dal prossimo lunedì, 11 gennaio. Dal 7 al 9 gennaio le lezioni si svolgeranno, invece, a distanza, con la didattica digitale.
Per le studentesse e gli studenti della scuola dell’infanzia e del primo ciclo, primarie e secondarie di primo grado, la ripresa avverrà, dal 7 gennaio, in presenza. Fin qui le disposizioni nazionali. Restano ferme le eventuali disposizioni adottate, con ordinanze territoriali, dalle singole Regioni.
Lo rende noto il Ministero dell’Istruzione.
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Covid: Vda, mobilità tra Comuni anche 9 e 10
A breve ordinanza deroga anche su attività motoria e sci fondo
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AOSTA
05 gennaio 2021
16:49
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La Valle d’Aosta adotterà a breve un’ordinanza di “adattamento” dell’ultimo decreto del Governo che consentirà la mobilità tra i comuni della regione anche nel fine settimana del 9 e 10 gennaio, autorizzando inoltre l’attività motoria e lo sci di fondo. Un provvedimento analogo era stato adottato per le festività natalizie.
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Scuola: la mappa delle Regioni per la ripartenza
Piccoli in classe il 7.Per altri ordine sparso. Azzolina: sulla scuola non ci può essere battaglia politica, se si chiude la scuola va chiuso tutto
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05 gennaio 2021
18:35
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“Le scuole superiori dovevano riaprire a dicembre, si è fatto un enorme lavoro con i prefetti che sono stati eccezionali. Il problema non è più il trasporto, il governo ha lavorato affinchè al scuola ripartisse in sicurezza.
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Ci sono tutte le condizioni per riportare gli studenti a scuola l’11 gennaio”. La scuola “è vita, amicizia, sorrisi, emozioni: il ritorno a scuola l’11 porrà fine a una serie di criticità. I ragazzi vogliono tornare a scuola, ce lo stanno gridando, hanno il diritto di tornare; non può essere la politica e neppure la pandemia a sottrarre loro tutto questo”. Così la ministra Lucia Azzolina a Rai News 24.
“Non penso sulla scuola ci possa essere una battaglia politica – dice Azzolina -, la scuola è il futuro del paese, è il volano, questo deve tornare ad essere un paese per i giovani che ci porteranno fuori dalla crisi attraverso la scuola; dobbiamo dare ai giovani le competenze”.
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La ministra ha quindi aggiunto: “Se si hanno contagi altissimi posso anche capire, ma allora se si chiude la scuola si deve chiudere tutto il resto, anzi la scuola dovrebbe essere l’ultima a chiudere. Se i contagi non sono alti, e ne abbiamo territori così, la scuola deve restare aperta: decisioni diverse non sarebbero comprese; la scuola ha un ruolo fondamentale, parliamo del futuro delle giovani generazioni che devono essere nel cuore delle istituzioni”.
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Le scuole dell’infanzia elementari e medie riapriranno in tutta Italia – con pochissime eccezioni – in presenza il 7 gennaio. Lo stesso giorno riapriranno in presenza, per metà degli alunni, anche le scuole superiori in Trentino Alto Adige e in Valle d’Aosta. Nel Lazio, Toscana ed Emilia Romagna le scuole superiori riapriranno al 50% della presenza l’11 gennaio. Le altre Regioni vanno in ordine sparso.
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Questo il quadro nel dettaglio:
* Trentino Alto Adige – gli studenti rientreranno a scuola in presenza al 50% il prossimo 7 gennaio.
* Valle d’Aosta – è pronta ad aprire le scuole superiori il 7 gennaio, assicura Luciano Caveri, assessore all’istruzione della regione alpina.
* Piemonte – studenti delle scuole superiori torneranno il classe il 18 gennaio “compatibilmente con l’andamento dell’epidemia”. Elementari e medie in presenza dal 7 gennaio.
* Liguria – situazione fluida il governatore Toti nelle prossime ore renderà nota la decisione della Regione sull’apertura di tutte le scuole.
* Lombardia – è pronta alla riapertura delle scuole, con i piani realizzati dalle prefetture, che riguardano anche i trasporti, tutti definiti. Però, spiegano dalla regione, il buon senso impone di capire cosa succederà nei prossimi giorni.
* Friuli Venezia Giulia – il governatore Massimiliano Fedriga ha firmato l’ordinanza che sarà in vigore dal 7 al 31 gennaio in base alla quale l’attività didattica delle scuole secondarie di secondo grado sarà svolta in Ddi, didattica digitale integrata.
* Veneto – prosegue la chiusura delle scuole superiori fino al 31 gennaio.
* Emilia Romagna – il 7 gennaio riprenderanno le lezioni a scuola per elementari e medie, l’11 gennaio per i ragazzi delle superiori al 50%: questo l’orientamento che verrà confermato nelle prossime ore quando è prevista una riunione di giunta.
* Toscana – le scuole superiori riprenderanno le lezioni in presenza l’11 gennaio. Già il 7 in classe tutti gli altri.
* Marche – la didattica a distanza proseguirà al 100% per le scuole secondarie di secondo grado, statali e paritarie, fino al 31 gennaio. Lo ha deciso la Giunta. * Lazio – come in Emilia Romagna si riprendono il 7 le lezioni in presenza per elementari e medie, l’11 (ma dal 7 riprendono le lezioni con la dad) in presenza per le superiori.
* Abruzzo e Molise – il 7 gennaio torneranno a svolgere la didattica in presenza tutti gli alunni della scuola dell’infanzia, della primaria, della secondaria di primo grado e dall’11 il 50% degli studenti delle superiori fino ad arrivare al 75% dal 16 gennaio.
* Campania – riapriranno lunedì 11 gennaio per gli alunni della scuola dell’infanzia e delle prime due classi della scuola primaria, esattamente com’era prima della chiusura per la pausa natalizia. A partire dal 18 gennaio sarà valutata dal punto di vista epidemiologico la possibilità del ritorno in presenza per l’intera scuola primaria e dal 25 gennaio, per la secondaria di primo e secondo grado.
* Calabria – “Se non ci saranno pericoli per i nostri ragazzi la scuola riprenderà in presenza al 50%, e non al 75%”, ha detto il presidente della Regione Calabria, Antonino Spirlì, riservandosi però una decisione nelle prossime ore.
* Puglia – le decisioni saranno prese nelle prossime ore ma è possibile uno slittamento delle lezioni in presenza per le superiori e tornare a stabilire per tutti gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado la didattica a distanza a richiesta.
* Sicilia – la scuola si prepara per la riapertura il 7 o l’8 gennaio (le date stabilite nel calendario regionale a inizio anno), con le superiori eventualmente al 50% fino al 18 gennaio, quando, se la curva epidemiologica lo permetterà, la percentuale salirà al 75%.
* Sardegna – la Regione sta valutando in queste ore un ritorno in classe per le superiori, sempre nel rispetto del 50% degli studenti in presenza, non prima del 15, ma cadendo di venerdì è ipotizzabile lunedì 18. C’è anche una ipotesi che arriva fino al 1 febbraio. Tutti gli altri rientreranno a scuola il 7 gennaio.
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Morta De Biasi: Sala, vera combattente Milano la ringrazia
L’esponente del Pd, ex senatrice, è scomparsa a 62 anni
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
05 gennaio 2021
15:03
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Anche il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, si unisce al cordoglio per la scomparsa di Emilia De Biasi, esponente del Pd, ex senatrice, scomparsa a 62 anni.
“La scomparsa di Emilia De Biasi è molto dolorosa per la nostra città – ha scritto sulle sue pagine social -.
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Consigliera comunale, deputata e poi senatrice si è occupata appassionatamente di cultura e di sanità. Una vera combattente che ha messo la sua vita a servizio della comunità. Grazie Emilia dalla tua Milano”.
“Mi addolora profondamente la scomparsa così prematura di Emilia De Biasi, già Deputata, Senatrice e Presidente della XII Commissione permanente Igiene e Sanità del Senato, ruolo che ha interpretato con grande impegno a difesa del nostro Servizio Sanitario Nazionale. Tema che le è sempre stato a cuore e su cui non abbiamo mai smesso di confrontarci fino a pochi giorni fa. Ci mancherà la sua passione e la sua dedizione. Sono vicino alla famiglia in questo momento così difficile”. Queste le parole del Ministro della Salute, Roberto Speranza.
“Ricordo con affetto Emilia De Biasi, parlamentare entusiasta, generosa e competente”. Così il commissario Ue, Paolo Gentiloni, su Twitter.
“Oggi perdiamo una combattente che mi e ci ha guidato in tante battaglie, soprattutto per le donne, sempre in prima linea per la difesa della nostra libertà in ogni ambito della vita”: così la segretaria milanese del Pd Silvia Roggiani ha voluto ricordare l’ex parlamentare Emilia De Biasi, morta a 62 anni per una breve malattia, nella sua città adottiva. E da Milano e non solo sono tante le testimonianze di affetto e stima nei suoi confronti. “Ha combattuto tutta la vita per i diritti, e in particolare per quelli delle donne” ha ricordato il viceministro dell’Interno Matteo Mauri,”Mi mancherai, ci mancherai molto”. “Ci ha lasciato troppo presto” ha commentato il presidente provinciale dell’Anpi Roberto Cenati ricordando che “con grande passione politica e impegno sui temi riguardanti la parità di genere, la salute, la cultura”. “Aveva tre grandi passioni che ha inseguito, e per cui ha lottato, per tutta la sua vita – ha ricordato l’europarlamentare Patrizia Toia -. La difesa strenua della libertà e della dignità di ogni donna, la cultura, la sanità. E poi la passione più grande, che tutto comprendeva: la politica. Mancherà tanto Emilia”.
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Maroni in osservazione, resta in ospedale per accertamenti
Malore ieri a casa sua, è caduto ed ha picchiato la testa
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VARESE
05 gennaio 2021
13:26
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Resta ricoverato all’ospedale di Circolo di Varese per accertamenti Roberto Maroni, candidato sindaco a Varese per la Lega, ex governatore della Lombardia ed ex ministro, colto da un malore nel pomeriggio di ieri mentre si trovava a casa sua a Lozza (Varese).
A quanto emerso i medici devono ancora accertare cosa gli abbia provocato il mancamento che lo ha fatto accasciare a terra e battere la testa.
Maroni “è cosciente e tranquillo”. È quanto ha riferito il leader della Lega, Matteo Salvini. “Gli ho mandato i miei auguri personali. Sto seguendo da lontano, con tutte le cautele del caso la situazione, è cosciente e tranquillo. So che è nelle mani dei migliori medici, come tutti i pazienti lombardi, e speriamo che non ci sia nulla di più rispetto a ieri”, ha auspicato Salvini, a margine della sua visita all’Ospedale alla Fiera di Milano.
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Covid, Franco Marini ricoverato a Rieti, è in terapia sub intensiva
Le condizioni dell’ex presidente del Senato sono stazionarie, ha una insufficienza respiratoria
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RIETI
04 gennaio 2021
20:09
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L’ex presidente del Senato, Franco Marini, 87 anni, è ricoverato a Rieti, nel reparto Covid dell’ospedale San Camillo de Lellis. L’esponente del Pd, in ospedale da due giorni dopo essere risultato positivo ed aver accusato sintomi, è in condizioni stabili ed è tenuto in respirazione assistita.
“Le condizioni generali del presidente Franco Marini, ricoverato presso il reparto Covid di terapia sub intensiva dallo scorso 2 gennaio, sono al momento stazionarie e mostrano una insufficienza respiratoria di medio grado.
Il paziente è strettamente monitorato e sottoposto a terapia ventilatoria e a terapia farmacologica”. E’ quanto dichiara il direttore del Dea e del reparto Covid di sub intensiva dell’ospedale de’ Lellis di Rieti, Flavio Mancini, in merito alle condizioni diMarini.
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Festa del Tricolore, omaggio della bandiera alla sanità
Il programma ufficiale della cerimonia a Reggio Emilia
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REGGIO EMILIA
05 gennaio 2021
15:46
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Sarà dedicata alla sanità la Festa del Tricolore di quest’anno a Reggio Emilia, città in cui è nato il vessillo nazionale per il quale il 7 gennaio ricorre il 224° anniversario. Il sindaco Luca Vecchi consegnerà una copia della bandiera alla direttrice generale dell’Ausl locale, Cristina Marchesi, simbolicamente di fronte all’ospedale Santa Maria Nuova (illuminato coi colori verde-bianco-rosso, così come municipio e ponti di Calatrava), come omaggio a tutti i medici e al personale sanitario che stanno combattendo la pandemia.
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Tramite una nota è stato ufficializzato il programma delle celebrazioni che – a causa delle restrizioni anti-Covid – saranno in forma ridotta e più sobria rispetto alla tradizione.
La cerimonia si potrà seguire tutta online sui canali youtube e facebook del Comune di Reggio Emilia. Alle 10.30 alzabandiera e inni nazionali in piazza Prampolini alla presenza del sindaco Vecchi e del Prefetto Iolanda Rolli. Alle 11 gli interventi istituzionali: il sindaco dalla Sala del Tricolore, mentre in videocollegamento ci saranno il governatore della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, il presidente della Provincia reggiana Giorgio Zanni e lo scrittore Antonio Scurati per una lectio magistralis.
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Nucleare:Solinas,atto arroganza Stato,oltraggio a Sardegna
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CAGLIARI
05 gennaio 2021
13:47
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“Indicare 14 siti in Sardegna sui 67 individuati complessivamente in Italia per la realizzazione del deposito unico dei rifiuti nucleari rappresenta l’ennesimo atto di arroganza e prevaricazione di uno Stato e di un Governo che non hanno alcun rispetto per l’Isola e per la volontà chiaramente espressa dal Popolo Sardo, in maniera definitiva ed irrevocabile, con un referendum ed una legge regionale”. Così il governatore Christian Solinas che annuncia: “Metteremo in campo ogni forma democratica di mobilitazione istituzionale e popolare per contrastare questa decisione e preservare la nostra Terra da questo ennesimo oltraggio”.
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Sindaca Raggi visita ambulatorio per senzatetto a San Pietro
Ha ringraziato i medici e i volontari della struttura
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ROMA
05 gennaio 2021
13:44
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La sindaca di Roma, Virginia Raggi, si è recata in Vaticano, presso l’ambulatorio Madre di Misericordia, che si occupa della salute degli homeless. Nel corso della visita ha parlato con i medici e i volontari che si occupano dei senzatetto nel presidio medico nei pressi del colonnato di San Pietro e li ha ringraziati per la loro opera.
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Scuola: i presidi: ‘Difficile capire il tira e molla Regioni-Governo’
Anp: ‘Spostare dal 7 all’11 nulla cambia’
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05 gennaio 2021
16:27
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“Fatico a capire le motivazioni di questo tira e molla continuo tra Regioni e Governo. Come le loro visioni possano essere così distanti se si basano sugli stessi dati.
Riprendere la frequenza il 7 o l’11 gennaio non cambia la situazione di contagi, scuole e trasporti”. Lo dice il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli.
Intanto il Piemonte ha deciso che gli studenti delle scuole superiori torneranno il classe il 18 gennaio “compatibilmente con l’andamento dell’epidemia”. La decisione fa parte dell’ordinanza che il presidente della Regione Alberto Cirio firmerà nelle prossime ore ed è stata condivisa dalla Regione con le Prefetture, i sindaci dei Comuni capoluogo, i presidenti delle Province, i rappresentanti degli Enti locali (Anci, Anpci, Upi, Uncem e Ali-Legautonomie), Elementari e medie riprenderanno in presenza il 7 gennaio.
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Covid: zona gialla ‘rafforzata’ nei giorni feriali, arancione nel weekend
Misure in Cdm, da lunedì scattano le fasce con nuovo Rt. Vietati dal 7 al 15 gli spostamenti tra regioni tranne per motivi lavorativi o di salute. Resta il limite di 2 persone per i movimenti verso un’altra abitazione nella stessa regione
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04 gennaio 2021
22:15
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Si va verso un decreto ad hoc – e non un’ordinanza del ministero della Salute – per stabilire le nuove misure restrittive per i giorni successivi all’Epifania. Un Consiglio dei ministri previsto inizialmente per le 21, è slittato alle 22..
Una zona gialla ‘rafforzata’ nei giorni feriali – con il divieto di spostamento tra le regioni e la conferma della regola che prevede la possibilità di spostarsi verso un’altra abitazione nella regione per massimo due persone – e una zona arancione nel fine settimana.
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E’ questa, secondo quanto si apprende, l’impostazione del nuovo decreto che andrà in Consiglio dei ministri e sarà in vigore fino al 15 gennaio. Il testo prevede anche l’abbassamento della soglia dell’Rt che fa scattare il posizionamento nelle diverse fasce e che sarà in vigore da lunedì 11: con Rt ad 1 si andrà in zona arancione e con l’Rt a 1,25 in zona rossa.
SPOSTAMENTI , REGIONI OFF LIMITS “Dal 7 al 15 gennaio 2021 è vietato, nell’ambito del territorio nazionale, ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. E’ comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, con esclusione degli spostamenti verso le seconde case ubicate in altra regione o provincia autonoma”. E’ quanto prevede la bozza del nuovo decreto sulle misure anti-Covid che sarà sul tavolo del Cdm. Nella bozza si conferma che, per il weekend del 9-10, tutta l’Italia sarà in fascia arancione con le stesse eccezioni, negli spostamenti tra i Comuni, previste per le feste natalizie. “Nei giorni festivi e prefestivi compresi tra il 7 e il 15 gennaio 2021 sull’intero territorio nazionale si applicano le misure di cui all’articolo 2 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 dicembre 2020, ma sono consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.
LIMITE DI 2 PERSONE VERSO ALTRE CASE, COPRIFUOCO ALLE 22. “È consentito lo spostamento verso una sola abitazione privata una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 05,00 e le ore 22,00, e nei limiti di due persone, ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi”. E’ quanto si legge nella bozza del decreto sulle nuove misure anti-Covid tra il 7 e il 15 gennaio. Il dl sarà sul tavolo del Cdm.
Il ministro della Salute Roberto Speranza porterà in Cdm l’inasprimento delle soglie dell’Rt che definiscono il passaggio di una regione in fascia arancione o rossa, ha detto il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia a ‘La vita in diretta’ sottolineando che gli interventi fatti a Natale “hanno evitato che ci fosse in Italia il liberi tutti”. La revisione della soglia del Rt (con 1 in zona arancione e con 1,25 in zona rossa, ndr) “è stata condivisa da tutte le regioni – ha aggiunto Boccia – perché tutti condividiamo la necessità di far scattare immediatamente le misure più restrittive quando si va oltre l’1”.
Resta il nodo scuole superiori. Il governo vuole riaprire il 7, ma le Regioni vanno in ordine sparso. Veneto e Friuli Venezia Giulia hanno deciso lezioni a distanza fino al 31 gennaio, in Campania aule chiuse fino all’11. In Toscana si riparte il 7.
Intanto, sono 10.800 i nuovi casi in Italia in 24 ore, 348 le vittime. Invariato rispetto a ieri il tasso di positività, fermo al 13,8%.
Onde evitare incomprensioni, riporto di nuovo l’ultimissima decisione:
Covid, Palazzo Chigi: ‘Nel decreto spostamenti zona rossa solo nel proprio comune’
Modificato testo decreto 7-15/1 su visite a amici e parenti
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05 gennaio 2021
15:18
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Nel decreto che disciplina le misure anti-Covid dal 7 al 15 gennaio gli spostamenti verso abitazioni private altrui saranno consentite solo nel proprio Comune e non nella propria Regione come indicato nella notte. “Il testo prevede che, nei territori inseriti nella cosiddetta “zona rossa”, sia possibile spostarsi, una sola volta al giorno, in un massimo di due persone, verso una sola abitazione privata del proprio comune”, si legge nella nuova versione del dl.
In sostanza, spiega Palazzo Chigi, è ammesso andare a trovare amici e parenti ma solo nel proprio Comune.

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DALLE 09:24 DI DOMENICA 03 GENNAIO 2021

ALLE 15:18 DI LUNEDì 04 GENNAIO 2021

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Presidente Consiglio Comune Foggia in video spara da balcone
Dopo i 2 video Capodanno choc, con figlio 16enne e bimbo Taranto
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FOGGIA
03 gennaio 2021
09:24
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E’ emerso un altro video diventato virale nei social media e mostra il presidente del Consiglio comunale di Foggia, Leonardo Iaccarino di Forza Italia, che spara dal balcone di casa, dopo i due video choc che da giorni fanno discutere in Puglia, protagonisti il figlio 16enne del politico foggiano e un bimbo di Taranto, che pure sparano da casa per festeggiare il Capodanno, con pistole scacciacani.
Nella vita Iaccarino fa il vigile del fuoco.
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Mentre spara a salve dice: “Non è una barzelletta”. E oggi conferma che il video è stato girato la sera del 31 dicembre, con un cellulare: dopo i primi 4 colpi il politico simula ancora gli spari. La pistola si inceppa e nel video si sente la voce di un ragazzino che lo incita a sparare di nuovo: “spara, spara ancora. C’è un altro colpo”. Poi parte un quinto colpo.
“Qualcuno si sta divertendo a mettere in giro questi video – commenta Leonardo Iaccarino -. Se qualcuno vuole contestare che stavo con una pistola a giocattolo, faccia pure.
Mi sembra assurdo che stare con una pistola giocattolo sul balcone di casa possa essere un fatto determinante per chiedere le mie dimissioni. Non mi dimetto. L’ha comprata mio figlio perché è una pistola giocattolo con tappo rosso. E io mi sono assicurato che si trattasse di un’arma a salve”, ha ribadito oggi.
Ieri aveva parlato dell’episodio con il figlio 16enne come di “una bravata che non andava assolutamente fatta e di questo chiedo scusa – aveva detto -. Non siamo genitori incoscienti.
Ingenuamente gli ho dato il consenso di utilizzare la pistola a salve con tappo rosso, legalmente acquistabile, proprio per evitare che scendesse in strada a sparare i botti di Capodanno”.
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Calabria: Spirlì, al voto l’11 aprile
“Decisione di buon senso e maturità”
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03 gennaio 2021
15:07
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Le elezioni in Calabria si faranno l’11 aprile.
“D’intesa con il presidente della Corte di appello di Catanzaro, e dopo aver sentito il presidente del Consiglio regionale, gli esponenti nazionali e locali delle varie forze politiche e gli assessori della Giunta regionale, assumo la decisione di rinviare al prossimo 11 aprile le consultazioni per l’elezione del presidente della Regione e dei consiglieri regionali della Calabria.
Il relativo decreto di indizione delle elezioni è in fase di elaborazione”. Lo afferma, in una nota, il presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì.
“L’emergenza sanitaria che interesserà la regione nelle settimane e nei mesi a venire mi induce ad assumermi una responsabilità ulteriore per salvaguardare la salute e l’incolumità dei Calabresi. Ritengo – conclude il presidente Spirlì – che in momenti drammatici come questo non ci siano vincoli di sorta che possano o debbano impedire di poter decidere secondo buon senso e maturità”.
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Scuola: Snals, rischioso aprire il 7, si rinvii al 18
In questi giorni aumento contagi
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03 gennaio 2021
15:40
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“La riapertura della scuola il 7 gennaio è troppo rischiosa. Stiamo prendendo atto dei problemi dell’ aumento dei contagi di questi giorni.
Giorno 18 gennaio potremmo già avere un’idea dell’andamento epidemiologico e decidere a ragion veduta”. A dirlo è Elvira Serafini, segretario dello Snals, uno dei sindacati più rappresentativi della scuola.
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Scuole elementari e medie tornano in presenza dal 7 gennaio, mentre sulla riapertura delle superiori diversi governatori ritengono che sia decisivo aspettare l’esito del monitoraggio, previsto l’8 gennaio. E’ la questione incidentalmente posta dai presidenti di Regione durante il vertice di stasera, che ha riguardato invece come oggetto principale le altre misure dopo il 7 gennaio.
“La riapertura della scuola il 7 gennaio è troppo rischiosa.
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Stiamo prendendo atto dei problemi dell’aumento dei contagi di questi giorni. Giorno 18 gennaio potremmo già avere un’idea dell’andamento epidemiologico e decidere a ragion veduta”. A dirlo è Elvira Serafini, segretario dello Snals, uno dei sindacati più rappresentativi della scuola.
“Continuiamo a leggere notizie giornalistiche ma con il Ministero non c’è nessun tipo di confronto. I dirigenti scolastici sono stremati; continuano a fare e rifare orari per le attività didattiche in presenza al 50%. Le famiglie sono confuse, i docenti si stanno reinventando modalità didattiche per tenere insieme i gruppi classe e quelli in Ddi. Non è ancora chiaro se alle Regioni sono arrivate le risorse per ampliare la mobilità con mezzi aggiuntivi. In alcuni casi non vengono investiti i finanziamenti assegnati nei mesi scorsi per ritardi burocratici. Ci preoccupa tanto la disomogeneità delle soluzioni”. Lo afferma Maddalena Gissi che guida la Cisl Scuola.
“Gli studenti rientreranno e studieranno normalmente a seconda della consistenza economica ed organizzativa delle loro regioni. C’è una dissociazione schizofrenica tra quanto si dice sulla necessità di rientrare a scuola e quanto si riesce a mettere in campo realmente! Manca un’idea complessiva di sistema e tutto passa attraverso soluzioni tampone che non fanno il bene dei nostri alunni e del futuro del Paese. Il 7 si rientrerà? La soluzione sarà estratta il giorno della Befana come succedeva un tempo con la Lotteria Italia!”, conclude la dirigente sindacale.
“E’ un errore scaricare sulla scuola le evidenti inadempienze diffuse che la scuola e il futuro del paese subisce e subirà nel tempo. Sarebbe ora di tornare all’unità e al consenso. Le forzature e lo scaricabarile sulle responsabilità non fa bene alla scuola e al futuro dell’Italia. Dall’emergenza si esce tutti insieme e se si torna al dialogo e al confronto. Per questo ci vuole cultura di governo e se ne vede veramente poca. Basta retorica e affrontare la realtà a cominciare dai presidi sanitari e dalla campagna di vaccinazione che deve fare perno sulla scuola e non come sta accadendo per i trasporti e lo scaglionamento, su altre sia pure importanti attività che vorrebbero la scuola in posizione ancillare, di adattamento continuo alle esigenze altrui, non volendo capire l’importanza del settore per il futuro sociale ed economico che è evidenziato solo a parole”, ha sottolineato Pino Turi, segretario della Uil scuola. “Si deve tornare all’accordo sulla sicurezza di agosto e ripartire da quel punto. Manca la politica e le decisioni strategiche che invece sono prevaricate da una visione miope e di parte. In questo modo la scuola sarà come è evidente il vaso di coccio tra quelli di ferro”, conclude il dirigente sindacale.
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Papa: per 2021 non c’è formula magica, curiamoci degli altri
‘Rinunciare alla tentazione di guardare solo a propri interessi’
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CITTA DEL VATICANO
03 gennaio 2021
14:32
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Il Papa all’Angelus ha rinnovato gli auguri per l’anno appena iniziato. “Come cristiani rifuggiamo dalla mentalità fatalistica o magica.
Sappiamo che le cose andranno meglio nella misura in cui, con l’aiuto di Dio, lavoreremo insieme per il bene comune mettendo al centro i più deboli, gli svantaggiati. Non sappiamo che cosa ci riserverà il 2021 ma ciò che ognuno di noi e tutti insieme possiamo fare è di impegnarci un po’ di più a prenderci cura gli uni degli altri e del creato, la nostra casa comune”, ha detto Papa Francesco.
“E’ vero, c’è la tentazione di prendersi cura soltanto dei propri interessi, continuare a fare la guerra per esempio, concentrarsi solo sul profilo economico, vivere edonisticamente, cioè cercando solamente di soddisfare i propri piaceri. C’è quella tentazione”, ha aggiunto rivolgendo invece “un particolare saluto a quanti iniziano il nuovo anno con maggiori difficoltà: ai malati, ai disoccupati, a quanti vivono situazioni situazione di oppressione o sfruttamento”.
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Bielorussia: Papa,in pensione vescovo che era stato esiliato
Mons. Tadeusz Kondrusiewicz compie oggi 75 anni
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CITTA DEL VATICANO
03 gennaio 2021
14:33
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Il Papa ha accettato la rinuncia al governo pastorale, presentata da mons. Tadeusz Kondrusiewicz, arcivescovo metropolita di Minsk-Mohilev, Bielorussia, e nello stesso tempo ha nominato Amministratore apostolico sede vacante della stessa diocesi mons.
Kazimierz Wielikosielec.
Monsignor Kondrusiewicz, che proprio oggi compie 75 anni, l’età in cui i vescovi presentano le proprie dimissioni (spetta poi al Pontefice la decisione di accettarle o meno), era stato tenuto per quasi quattro mesi lontano dal suo Paese, nel quale era rientrato il 24 dicembre scorso, proprio alla vigilia di Natale.
Era il 31 agosto 2020 quando, di ritorno da un viaggio compiuto in Polonia per motivi religiosi, l’arcivescovo Kondrusiewicz era stato fermato dalla polizia al valico di frontiera Kuznica Bialystok-Bruzgi e gli era stato negato l’ingresso in Bielorussia. Era partito da subito un delicato lavoro diplomatico da parte della Santa Sede per trovare una soluzione.
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Scuola: al via le iscrizioni online
Le domande da domani al 25 gennaio 2021
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03 gennaio 2021
15:31
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Al via le iscrizioni online per il prossimo anno scolastico, il 2021/2022. Le domande potranno essere effettuate dalle 8:00 del 4 gennaio 2021 alle 20:00 del 25 gennaio 2021 sulla pagina dedicata del Ministero dell’Istruzione. Per eseguire la procedura occorre aver effettuato la preventiva registrazione al portale, attiva già dal 19 dicembre 2020 e per tutta la durata del periodo delle iscrizioni.
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Chi è in possesso di un’identità digitale (SPID) potrà accedere al servizio utilizzando le credenziali del proprio gestore e senza effettuare ulteriori registrazioni. Inoltrare la domanda per primi non dà priorità di accoglimento da parte della scuola.
Le iscrizioni online riguardano le alunne e gli alunni e le studentesse e gli studenti delle classi prime della scuola primaria e della secondaria di I e II grado e i Centri di formazione professionale regionali che hanno aderito. Da quest’anno una nuova interfaccia grafica semplice e intuitiva e l’assistente virtuale ‘Iolly’ guideranno gli utenti nella compilazione della domanda. Sulla pagina dedicata e sul canale YouTube del Ministero dell’Istruzione, sono poi disponibili tre video tutorial per accompagnare le famiglie in tutte le fasi dell’iscrizione online. Un’App del portale ‘Scuola in Chiaro’ consentirà di reperire facilmente le principali informazioni su ciascun istituto.
L’adesione alla procedura d’iscrizione online è facoltativa per le scuole paritarie. L’iscrizione si effettua, invece, in modalità cartacea per la scuola dell’infanzia.

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Spara da balcone, si dimette presidente Consiglio Foggia
Iaccarino ha inviato lettera al sindaco di Foggia
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FOGGIA
03 gennaio 2021
16:29
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Con una lettera inviata al sindaco di Foggia, Franco Landella, il presidente del Consiglio comunale Leonardo Iaccarino ha annunciato le sue dimissioni dopo il video in cui spara con una pistola a salve dal balcone di casa per festeggiare l’arrivo del nuovo anno.
“Come noto – scrive – uno scampolo della mia vita privata è diventato, mio malgrado, di pubblico dominio.
Ciò ha leso la mia immagine pubblica (che è stata sempre ineccepibile) e l’Istituzione che rappresento. È superfluo – aggiunge – evidenziare che sono del tutto consapevole che in una città ostaggio della mafia, in cui le pistole sparano per uccidere, è doveroso evitarne qualsiasi utilizzo, per il forte disvalore simbolico che esse rappresentano. Devo anteporre l’interesse dell’Istituzione che rappresento e della intera Città, che per mia responsabilità si trova negativamente al centro della cronaca, e pertanto compiere un gesto per me doloroso ma inevitabile. Rassegno, pertanto – conclude – le mie dimissioni dalla presidenza dell’assise comunale”.
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Maltempo: Zaia, in corso procedure per stato di crisi
Disagi per neve nel vicentino e nel bellunese
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VENEZIA
03 gennaio 2021
19:11
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“Le procedure per la dichiarazione dello Stato di Crisi sono già state avviate. Quanto prima firmerò l’atto formale”.
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Così il presidente del Veneto, Luca Zaia, in relazione alla situazione causata sulla montagna veneta dalle abbondanti nevicate. “Da varie aree – aggiunge Zaia – giungono notizie di gravissimi disagi e vari danni a strade, infrastrutture e edifici. Siamo di fronte all’ennesima ondata eccezionale di maltempo per la quale procederemo in fretta alla conta dei danni per arrivare anche alla richiesta di dichiarazione dello Stato di Calamità Nazionale”. Situazione confermata dall’assessore alla Protezione Civile della Regione del Veneto, Gianpaolo Bottacin, che ha partecipato a vari incontri con il Capo della Protezione Civile Angelo Borrelli, con il Capo Dipartimento dei Vigili del Fuoco Laura Lega,e con il Ministro per i Rapporti col Parlamento Federico D’Incà. “Le criticità si riscontrano pressochè in tutta la montagna veneta, dalle Dolomiti ad Asiago – dice Bottacin – e per questo Borrelli mi ha comunicato la disponibilità a mettere a disposizione il supporto dell’Esercito”. Per tutta la giornata i vigili del fuoco sono stati impegnati in interventi specie nel bellunese e l’altopiano di Asiago. Interventi anche durante la scorsa notte per la rimozione di piante pericolose e rami caduti lungo la strade. Rimozione di neve dai tetti e dai comignoli per evitare il blocco delle caldaie.
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Finito vertice Esecutivo-Regioni, ora altro passaggio Governo
Sulle misure che saranno introdotte dal prossimo 7 gennaio
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04 gennaio 2021
00:24
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E’ terminato il vertice tra il Governo e le Regioni per illustrare le ipotesi sulle misure che saranno introdotte dal prossimo 7 gennaio, alla scadenza del decreto di Natale. Da quanto emerge, riguardo ai nuovi provvedimenti, sarà fatto un ulteriore passaggio di Governo.

Per l’Esecutivo erano presenti i ministri per le Autonomie e per la Salute, Francesco Boccia e Roberto Speranza. Tra i governatori, erano presenti Toti, Zaia, Bonaccini e Toma.
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Il dopo lockdown, nuovo vertice sulle misure, si lavora alla nuova ‘ordinanza ponte’
Boccia: “Più rigore sull’Rt”. Le Regioni: “Garantire i ristori”
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04 gennaio 2021
11:00
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È previsto in giornata un nuovo vertice di governo in vista del nuovo provvedimento sulle restrizioni da adottare dopo il 7 gennaio. Si lavora per chiudere a breve l’ordinanza ponte del ministro della Salute, Roberto Speranza, in vigore fino al 15 gennaio, data di scadenza dell’ultimo Dpcm.
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Non si esclude che il provvedimento possa essere firmato anche entro stasera.
Divieto di spostamento tra le regioni, ristoranti e bar solo da asporto nel prossimo week end e ancora il divieto di ospitare più di due persone a casa, tra amici e parenti. E’ un’Italia che prosegue sulla linea delle restrizioni delle festività, quella ipotizzata dal Governo e dai tecnici per dopo l’Epifania. La scadenza del decreto natalizio, al momento prevista il 6 gennaio, potrebbe essere prorogata con un’ordinanza del ministro della Salute. Ma non è l’unica ipotesi in campo.
TRA IL 7 E IL 15 NIENTE SPOSTAMENTI TRA REGIONI – Dopo il vertice riunito dal premier Giuseppe Conte, con il ministro Boccia, i capidelegazione della maggioranza e il Comitato Tecnico Scientifico è emersa l’idea di un ‘provvedimento ponte’ tra il 7 e il 15 gennaio. Le proposte sono due: quella di mantenere in vigore le misure vigenti fino al 15 gennaio (arancione nei feriali e rossa nel weekend), data di scadenza dell’ultimo Dpcm, oppure di tornare in zona gialla per il 7 e 8 gennaio, per poi passare alle misure della fascia arancione il weekend del 9 e 10 e, successivamente, sulla base del monitoraggio, assegnare le fasce per la settimana seguente.
PROSSIMO WEEKEND ‘ROSSO’ – “Valutiamo l’ipotesi per il prossimo fine settimana di applicare le misure da zona rossa per i festivi e prefestivi, con la salvaguardia dei Comuni più piccoli per gli spostamenti. Dopo aver raccolto i contributi dei presidenti domani si tireranno le somme con il Governo”. Così -a quanto si apprende – il ministro della Salute, Roberto Speranza, al temrine del vertice con le Regioni. Sempre a quanto si apprende, per i Comuni sotto i 5mila abitanti saranno comunque possibili gli spostamenti entro i 30 km, ad eccezione del Capoluogo di provincia.
MISURE PIU’ RIGOROSE – “Stiamo facendo fare un approfondimento ai tecnici in modo da abbassare le soglie dell’Rt per accedere in zona rossa o arancione. Misura che incide sul modello della zonizzazione”. Così, a quanto si apprende, il ministro per la Salute, Roberto Speranza, in merito alla cosiddetta “ordinanza ponte”.
“La proposta oggi non è di cambiare i parametri, che restano gli stessi perché hanno funzionato, ma le soglie di accesso ad una zona, decidendo di essere ancora più rigorosi per consentire alla campagna di vaccinazione di avere delle reti sanitarie meno appesantite, da difendere con maggior forza quando l’Rt supera l’1”. Così, a quanto si apprende, il ministro per le Autonomie, Francesco Boccia nel corseo del vertice con le Regioni. “La zonizzazione e le responsabilità dei territori – prosegue Boccia – hanno funzionato perché hanno portato il paese da 1.72 a 0.8. E questo è un risultato oggettivo”.
I presidenti delle Regioni sono quasi tutti concordi con misure rigorose anche per le prossime settimane purché non siano modificate di settimana in settimana e siano garantiti i ristori. E’ quanto emerge – secondo quanto si apprende – dal vertice tra Regioni e Governo. Diversi governatori sarebbero anche concordi sulla modifica in senso restittivo dell’Rt per accedere alle zone.
LE SCUOLE –  Scuole elementari e medie tornano in presenza dal 7 gennaio, mentre sulla riapertura delle superiori diversi governatori ritengono che sia decisivo aspettare l’esito del monitoraggio, previsto l’8 gennaio.
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E’ la questione incidentalmente posta dai presidenti di Regione durante il vertice di stasera, che ha riguardato invece come oggetto principale le altre misure dopo il 7 gennaio.
LE VACCINAZIONI – Nel corso del vertice sarebbe stata espressa anche preoccupazione per i ritardi nelle vaccinazioni, in particolare per la Lombardia.
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Il Conte-bis al capolinea, ultime mediazioni anti-crisi
In gioco il Conte-ter. Il Colle frena soluzioni deboli. Iv: match aperto
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04 gennaio 2021
14:04
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Il pressing delle forze di maggioranza è diventato assedio, la chance dello showdown in Aula è annegata nella pioggia torrenziale di questo inizio 2021, la clessidra per la crisi di governo è ormai capovolta. Giuseppe Conte, nelle prossime 48 ore, è chiamato alla sua decisione finale.
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Archiviato il Conte-bis così come lo conoscevamo fino ad oggi, il capo del governo è giunto al bivio. Intraprendere la via, non facile, del Conte-ter o pilotare l’esecutivo verso la crisi.
E, nelle ultime ore, riprende quota la prima opzione. Un accenno di mediazione, secondo alcune fonti di maggioranza, starebbe emergendo, sebbene modalità ed esito siano tutti da definire. “Si sono prima avventurati in minacce di voto, minacce che sono sterili. Poi si sono affannati a cercare Responsabili, ora ci aspettiamo buon senso e responsabilità”, sottolinea in serata il capogruppo di Iv al Senato, Davide Farone, traducendo in tv l’input arrivato da Matteo Renzi ai suoi: ci giochiamo la partita a viso aperto e nell’interesse del Paese. “Qualcosa devono fare altrimenti la prossima conferenza di fine anno Conte se la guarda da casa”, prevede un big renziano. Tra il 6 e il 7 gennaio, ovvero a ridosso del Cdm per il via libera al Recovery Plan, il leader di Iv chiederà alle sue due ministre di dimettersi. Potrebbe essere quella la miccia per l’avvio dell’iter formale del Conte-ter.
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Nel frattempo, M5S e Pd (“difficile andare avanti senza un chiarimento”, avverte Luigi Zanda) attendono la decisione di Conte con pazienza via via minore e, sottotraccia, aumentano il loro pressing per un governo-ter, con annesso rimpasto e con qualche seria concessione a Renzi. Nelle prossime ore, il capo dell’esecutivo, per evitare una crisi al buio nel mezzo della pandemia, dovrà certificare alcune modifiche nel Piano di Ripresa e Resilienza. A partire dalla cancellazione della fondazione per la cybersecurity presente anche nell’ultima bozza del piano. Tuttavia, per placare l’offensiva di Renzi, non basterà. La delega ai Servizi, in uno schema che vede il sorgere del Conte-ter, dovrà essere ceduta, se non ad un esponente politico, ad una personalità terza che Conte considera di sua fiducia. E poi c’è il dossier rimpasto, esplicitamente citato da Maurizio Martina. “Non capisco perché dovremmo escluderlo a priori”, spiega l’esponente Dem.
Ed è un assunto che, nel Pd trova in tanti d’accordo. Le dichiarazioni di Martina rimbalzano nelle stesse ore in cui, da più fonti di maggioranza, si parla di una mediazione al fotofinish tra Conte e Renzi. Mediazione che Palazzo Chigi non conferma, così come fonti di Iv negano che, almeno fino al tardo pomeriggio, ci sia stato un contatto tra il premier e il leader di Iv. Eppure, parlando al Tg4, Maria Elena Boschi – ovvero colei che tiene tradizionalmente il filo tra Palazzo Chigi e Renzi – è meno tranchant del solito. “Noi non vogliamo la crisi di governo” ma l’esito di questa situazione “dipende dal Presidente del Consiglio”, spiega l’ex ministro renziano. Il tema, per Conte, è che l’operazione Responsabili è fallita. Non la volevano il Pd e parte del M5S, non la voleva il centrodestra più dialogante e, forse, era difficile da spiegare anche al Quirinale.
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Il presidente Sergio Mattarella, osservano fonti parlamentari, ritiene che di fronte ad un’emergenza come quella pandemica servano un governo con una maggioranza solida e un vero programma e non soluzioni abborracciate solo per evitare il voto. Voto che, al Quirinale, non si è mai negato.
L’alternativa al Conte-ter, in teoria, potrebbe essere quella di un governo istituzionale ma non fino al 2023, bensì fino ad elezioni politiche da tenersi prima di luglio. Ed è una strada che Conte, forse, non esclude a priori. A quel punto, una sua discesa in campo rientrerebbe nella logica. Con una sua lista o persino come candidato premier del M5S. Ma per ora si viaggia sull’onda dei rumors, gli stessi che, in queste ore, indicano Marta Cartabia come possibile premier di un esecutivo di tal tipo. Rumors che esaltano più la possibilità che sia Mario Draghi a guidare il post-Conte. Forse perché è una possibilità che non esiste o forse perché, mai come ora, ha una sua concretezza.
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Emiliano, Conte è l’unica alternativa per questo Paese
Presidente Puglia,consiglio a Renzi di non far cadere il governo
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BARI
04 gennaio 2021
09:07
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“Penso di poter dare un buon consiglio sia a Renzi sia al popolo italiano, cioè di tirar dritto e di non far cader il governo, e di proseguire il lavoro.
Questa è la cosa più importante”.
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Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, secondo il quale “Conte in questo momento” è “l’unica alternativa per questo Paese”.
“Quindi – ha sottolineato – penso che è inutile andare alle elezioni per rieleggere Conte, o per eleggere Conte. Tanto vale tenerselo e non fare cadere il governo, è più rapido”.
“Sinceramente – ha aggiunto – vorrei vedere le facce degli italiani di fronte ai discorsi di Matteo Renzi che nel pieno di una pandemia, del piano vaccinale, della progettazione del Recovery fund, della ripresa delle scuole, l’unico pensiero che ha in testa è di far cadere il governo”.
Emiliano ha aggiunto che Renzi “ha provato innanzitutto a far cadere me durante quest’ultima campagna elettorale: non ha fatto una bella figura durante le elezioni”. “Questo governo – per Emiliano – in questo momento non ha sostanzialmente alternative”. “Se cadesse – ha concluso – si rischierebbe veramente di andare alle elezioni ma in un momento pazzesco, che peraltro prelude all’inizio delle procedure, non semplici, per la rielezione del presidente della Repubblica”.

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Speranza, valutiamo prossimo week end zona rossa
‘Con la salvaguardia dei Comuni più piccoli su spostamenti’
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04 gennaio 2021
00:31
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“Valutiamo l’ipotesi per il prossimo fine settimana di applicare le misure da zona rossa per i festivi e prefestivi, con la salvaguardia dei Comuni più piccoli per gli spostamenti. Dopo aver raccolto i contributi dei presidenti domani si tireranno le somme con il Governo”.
Così -a quanto si apprende – il ministro della Salute, Roberto Speranza, al temrine del vertice con le Regioni.
Sempre a quanto si apprende, per i Comuni sotto i 5mila abitanti saranno comunque possibili gli spostamenti entro i 30 km, ad eccezione del Capoluogo di provincia.
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Governatori,per riapertura superiori aspettare monitoraggio
Elementari e medie tornano in presenza dal 7 gennaio
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04 gennaio 2021
01:16
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Scuole elementari e medie tornano in presenza dal 7 gennaio, mentre sulla riapertura delle superiori diversi governatori ritengono che sia decisivo aspettare l’esito del monitoraggio, previsto l’8 gennaio. E’ la questione incidentalmente posta dai presidenti di Regione durante il vertice di stasera, che ha riguardato invece come oggetto principale le altre misure dopo il 7 gennaio.
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Boccia, più rigore su Rt per agevolare campagna vaccinazioni
‘La proposta non è cambiare i parametri, ma essere più rigorosi’
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04 gennaio 2021
01:26
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“La proposta oggi non è di cambiare i parametri, che restano gli stessi perché hanno funzionato, ma le soglie di accesso ad una zona, decidendo di essere ancora più rigorosi per consentire alla campagna di vaccinazione di avere delle reti sanitarie meno appesantite, da difendere con maggior forza quando l’Rt supera l’1”. Così, a quanto si apprende, il ministro per le Autonomie, Francesco Boccia nel corseo del vertice con le Regioni.
“La zonizzazione e le responsabilità dei territori – prosegue Boccia – hanno funzionato perché hanno portato il paese da 1.72 a 0.8. E questo è un risultato oggettivo”.
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Nuovo vertice Governo su misure, si lavora a ordinanza
Possibile chiusura provvedimento anche stasera
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04 gennaio 2021
10:41
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È previsto in giornata un nuovo vertice di governo in vista del nuovo provvedimento sulle restrizioni da adottare dopo il 7 gennaio. Si lavora per chiudere a breve l’ordinanza ponte del ministro della Salute, Roberto Speranza, in vigore fino al 15 gennaio, data di scadenza dell’ultimo Dpcm.
Non si esclude che il provvedimento possa essere firmato anche entro stasera.
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Governo:Fornaro, lavorare per risposte, no a crisi al buio
Fondi Recovery siano concentrati su pochi progetti
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04 gennaio 2021
11:01
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“I fondi europei del Recovery devono essere concentrati su pochi grandi progetti che possano azzerare i ritardi dell’Italia nel digitale, nella riconversione ecologica e per ridurre le diseguaglianze. L’aumento delle risorse inizialmente allocate per la sanità, poi, è una necessità obbligata per rafforzare il Servizio sanitario nazionale.
Cittadini e imprese chiedono alla politica risposte per uscire al più presto dall’emergenza sanitaria e dalla crisi economica: non chiedono certo di aprire una crisi al buio.
Ascolto, dialogo e ricerca di soluzioni condivise sono le armi da usare in queste ore per evitare rotture dannose per il paese ancor più per chi dovesse assumersi la responsabilità di una crisi di governo”. Lo afferma Federico Fornaro, capogruppo di Leu alla Camera.
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Confindustria: allarme debito per imprese, il peso raddoppia
Misurato in anni di cash flow. Nuovi investimenti a rischio
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04 gennaio 2021
11:51
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Il credito bancario alle imprese italiane ha registrato un balzo annuo del 7,4% annuo a ottobre, spinto dai prestiti emergenziali, e in molti settori questo “ha accresciuto troppo il peso del debito, misurato in anni di cash flow generato dalle imprese”. È l’allarme del Centro studi Confindustria.
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Il Csc prevede che, nel 2021, occorreranno 5,4 anni di cash flow nel manifatturiero per ripagare il debito, più del doppio dei 2,2 anni del 2019 e anche i servizi passeranno a quasi 4 anni, da meno di 2 anni nel pre-crisi, dopo essere schizzati a 11,2 anni nel 2020. Senza interventi sarebbe “a rischio il flusso di nuovi investimenti”.
Il Centro studi Confindustria indica come “necessario consentire un allungamento del periodo di rimborso dei debiti di emergenza contratti nel 2020” e, in una prospettiva di più lungo periodo, “sostenere la crescita dimensionale delle imprese e il riequilibrio della loro struttura finanziaria, attraverso una più ampia diversificazione delle fonti e una maggiore patrimonializzazione”.
Si tratterebbe di interventi necessari per riprendere il percorso dell’irrobustimento dei bilanci osservato dal 2008 e che ha fatto “un brusco balzo indietro nel 2020”. “Nei settori industriali in cui il cash flow è diventato negativo, non è possibile (aritmeticamente) neanche calcolare quanti anni di risorse generate internamente servirebbero ad estinguere il debito. Se protratta nel tempo, una situazione del genere rischierebbe di rendere il debito insostenibile per le imprese”, si legge nel testo.
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Scuola: Veneto, superiori chiuse fino al 31 gennaio
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VENEZIA
04 gennaio 2021
12:58
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In Veneto prosegue la chiusura delle scuole superiori fino al 31 genbnaio. Lo ha annunciato ai giornalisti il presidente regionale Luca Zaia, che ha firmato un’ordinanza in questo senso.

“Non ci sembra prudente – ha aggiunto Zaia – in una situazione epidemiologica in Italia riaprire le scuole. Questo è ciò che dobbiamo fare per il bene della comunità oggi”.
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Governo:Renzi,basta chiacchiere, usiamo soldi Mes
E’ il momento di dare risposte concrete ai cittadini su vaccini
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04 gennaio 2021
13:21
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“Questo è il momento per dare risposte concrete ai cittadini su vaccini, economia e scuola”.Lo ha detto Matteo Renzi intervistato dal Tg5 alla domanda se questo è il momento giusto per aprire una crisi.
“Nei palazzi romani – afferma Renzi – si smetta di chiacchierare e si diano più soldi per la sanità con il Mes.
L’Europa ci da un sacco di soldi, li vogliamo spendere bene?”.
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Governo: Renzi, ‘Basta chiacchiere, usiamo soldi Mes’
E ha dato suggerimenti molto giusti, speriamo li seguano
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04 gennaio 2021
14:40
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“A palazzo Chigi c’è un presidente del Consiglio alla volta e si chiama Conte. Draghi è una persona straordinaria per questo Paese, e devo dire che ha dato suggerimenti molto giusti”.
Lo ha detto il leader di Iv Renzi, al Tg5.
Draghi, ha continuato, “ha detto fate debito, ma fate debito buono per i giovani, per il futuro”. Invece, “qui abbiamo messo piu’ soldi per il cashback in un anno che non per i giovani e l’occupazione nei prossimi sei anni. Siamo di fronte a un piano, quello del Recovery, che pensa più al presente che al futuro.
Speriamo che lo cambino seguendo i suggerimenti di Draghi”, ha concluso il leader di Italia Viva.
“Questo è il momento per dare risposte concrete ai cittadini su vaccini, economia e scuola”.Lo ha detto Matteo Renzi intervistato dal Tg5 alla domanda se questo è il momento giusto per aprire una crisi. “Nei palazzi romani – afferma Renzi – si smetta di chiacchierare e si diano più soldi per la sanità con il Mes. L’Europa ci da un sacco di soldi, li vogliamo spendere bene?”.
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Scuola:Campania,ritorno graduale in presenza dall’11 gennaio
Infanzia e prime due classi primaria. Altre tappe il 18 ed il 25
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NAPOLI
04 gennaio 2021
14:28
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Le scuole in Campania riapriranno lunedì 11 gennaio quando potranno tornare in classe gli alunni della scuola dell’infanzia e delle prime due classi della scuola primaria, esattamente com’era prima della chiusura per la pausa natalizia. E’ il frutto della riunione dell’Unità di Crisi della Regione che ha valutato i dati epidemiologici in relazione alla possibilità di un ritorno in presenza; ci sarà un’ordinanza entro domani.
A partire dal 18 gennaio sarà valutata dal punto di vista epidemiologico generale, la possibilità del ritorno in presenza per l’intera scuola primaria e dal 25 gennaio, per la secondaria di primo e secondo grado
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Ex governatore Calabria Oliverio assolto da corruzione
Decisione Gup al termine del processo con rito abbreviato
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CATANZARO
04 gennaio 2021
12:54
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Assolto perché “il fatto non sussiste” l’ex presidente della Giunta regionale della Calabria Mario Oliverio, del Pd. Lo ha deciso il gup di Catanzaro Giulio De Gregorio nell’ambito del processo con rito abbreviato “Lande desolate” che vedeva Oliverio, difeso dagli avvocati Enzo Belvedere e Armando Veneto, accusato di abuso d’ufficio e corruzione.
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La Procura aveva chiesto una condanna a 4 anni e 8 mesi di carcere.
L’inchiesta della Procura di Catanzaro riguarda presunte anomalie riscontrate nella realizzazione di tre opere pubbliche (due delle quali incompiute): l’aviosuperficie di Scalea, l’ovovia di Lorica e piazza Bilotti a Cosenza (unica portata a termine). Oliverio è stato l’unico imputato a essere giudicato in abbreviato, gli altri imputati rinviati a giudizio – l’on.
Enza Bruno Bossio del Pd e suo marito Nicola Adamo, già vicepresidente della Giunta regionale sono stati prosciolti “perché il fatto non sussiste” – saranno processati con rito ordinario. L’udienza è fissata per il 7 ottobre.
Secondo l’ipotesi accusatoria, gli imputati avrebbero cercato di rallentare l’esecuzione dei lavori di Piazza Bilotti, eseguiti dal “gruppo Barbieri” che, in cambio, avrebbe ottenuto ulteriori finanziamenti per altri lavori ritenuti dall’accusa “non dovuti né legittimamente esigibili”. Rallentamento, secondo la Procura Catanzaro, il cui fine era di natura politica per non far inaugurare al sindaco di Cosenza Mario Occhiuto – che in quel periodo era ricandidato – la piazza che si trova nel centro cittadino.
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Formentini:oggi camera ardente in Comune
Il feretro nella Sala Alessi di Palazzo Marino, sede Comune
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MILANO
04 gennaio 2021
10:00
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È stata aperta a Milano la camera ardente di Marco Formentini, sindaco della città dal 1993 al 1997, scomparso all’età di 90 anni dopo una malattia.
L’ultimo saluto al primo e unico sindaco leghista di Milano si tiene nella Sala Alessi di Palazzo Marino, sede del Comune.

Il feretro è al centro della sala ed è adornato con un cuscino di rose rosse. Il primo a rendere omaggio a Formentini e a salutare i tre figli presenti alla camera ardente è stato l’attuale sindaco di Milano, Giuseppe Sala, in fascia tricolore.
La camera ardente rimarrà aperta fino alle 13:30 e alle 14:30 ci sarà un momento di commemorazione.
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Oltre 100mila vaccinati, ma la lentezza preoccupa il Governo
Lazio in testa e Lombardia in coda: iniettate solo 3,8% di dosi
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04 gennaio 2021
12:44
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Superati i centomila vaccinati in Italia in una settimana, con il lavoro dei medici a velocità variabile a seconda delle regioni. Prosegue tra perplessità e polemiche la campagna vaccinale della Fase 1 in Italia (che con 109.454 vaccinati è al secondo posto in Europa, dietro alla Germania, per numero di somministrazioni).
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Ad attaccare il Piano vaccini messo a punto dagli esperti e dal Commissario per l’Emergenza, Domenico Arcuri, è anche la ministra per l’Agricoltura, Teresa Bellanova, che parla di “insufficienza e poca chiarezza”. Ma i ritardi e le problematiche legati alla mancanza di medici, al personale sanitario in ferie e alla carenza di siringhe di precisione mettono in apprensione anche altri membri dell’Esecutivo e i tecnici, che hanno manifestato preoccupazione proprio nel corso vertice di Governo tenuto dal premier Giuseppe Conte, con i capigruppo della maggioranza, il ministro per le Autonomie, Francesco Boccia, e i membri del Comitato Tecnico Scientifico.

Sotto i riflettori è finita la Lombardia: con il suo 3,8% di vaccinazioni effettuate rispetto alle dosi ricevute è ancora in coda alla classifica sulle somministrazioni. Quella graduatoria è “agghiacciante”, tuona l’assessore alla Salute della Lombardia, Giulio Gallera – “per non parlare – aggiunge – di quelle regioni che hanno fatto la corsa per dimostrare di essere più brave di chissà chi. Noi siamo una regione seria”. Ma il suo stesso partito, la Lega, gela l’assessore specificando che le sue dichiarazioni “non sono state condivise e non rappresentano il pensiero del governo della Lombardia”.
I sette governatori del Carroccio, da Fontana a Zaia passando anche per quelli di Sardegna, Friuli, Calabria, Umbria e Trentino – chiedono in coro di “garantire subito quanto promesso dal governo: personale sanitario per effettuare le vaccinazioni” per non rischiare “di mettere ulteriormente sotto stress un sistema già stremato”. Un monito arriva anche da Toti Amato, componente del direttivo della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, il quale sottolinea “la necessità e l’urgenza di vaccinare tutti i medici e chi lavora nella sanità a strettissimo contatto con i cittadini e i pazienti. Certo è – aggiunge – che non si può procedere in ordine sparso, con il passa parola o utilizzando liste appese alle porte che creano inevitabilmente assembramenti e attese snervanti”.

C’è anche chi come il governatore Nicola Zingaretti, con il Lazio che svetta in classifica tra i territori virtuosi, commenta soddisfatto: “siamo tutti e tutte impegnati con numeri nella nostra Regione davvero ottimi”. Il Lazio, con 22.225 vaccinati, è in effetti la regione con il più alto numero di vaccinazioni in assoluto ed anche quella con la più alta percentuale di vaccinati (48,5%) sul numero di dosi consegnate (45.805). Nelle ultime posizioni della classifica è collocata invece la Lombardia che, a fronte di 80.595 dosi ricevute (il numero più alto tra le regioni) ha vaccinato solo 3.085 persone, pari al 3,8%. Meno solo la Calabria (3,5%), la Sardegna (3,0%), il Molise (1,7%) Resta un’incognita l’arrivo dei vaccini, almeno nel timing stabilito nelle scorse settimane.
“Visto che, con ogni probabilità, andremo incontro a un periodo di nuove restrizioni dolorose per cittadini ed economia, è fondamentale accelerare la campagna dei vaccini”. Lo scrive sui social il governatore Giovanni Toti. “Israele ha dimostrato che con regole e procedure appropriate in pochi giorni è stato immunizzato 1 mln di persone. Parliamoci chiaro: non sono le Regioni a rallentare l’iter dei vaccini. Servono dosi, in quantità massiccia, serve personale che il Governo deve assumere e mandare nelle regioni e strumenti che deve acquistare la struttura commissariale nazionale”.
Da più parti si paventa un ulteriore slittamento dei tempi per la fase della vaccinazione di massa, che prevedeva date di consegna dei colossi farmaceutici non più avvenute proprio perché le fasi di sperimentazioni delle varie aziende non sono complete. Ma il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, assicura: “verosimilmente, nel corso del primo semestre del 2021 progressivamente tutti i vaccini saranno disponibili, mentre la campagna andrà avanti per tutto l’anno”.
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La macchina del Piano prosegue anche sul fronte della custodia e della scorta alle dosi. Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, presiederà nelle prossime ore un Comitato Nazionale convocato “per un esame delle questioni di sicurezza ed ordine pubblico attinenti l’attuazione della campagna di distribuzione delle dosi vaccinali”.
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Maltempo: Zaia, in corso procedure per stato di crisi
Disagi per neve nel vicentino e nel bellunese
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VENEZIA
03 gennaio 2021
19:11
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“Le procedure per la dichiarazione dello Stato di Crisi sono già state avviate. Quanto prima firmerò l’atto formale”.
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Così il presidente del Veneto, Luca Zaia, in relazione alla situazione causata sulla montagna veneta dalle abbondanti nevicate. “Da varie aree – aggiunge Zaia – giungono notizie di gravissimi disagi e vari danni a strade, infrastrutture e edifici. Siamo di fronte all’ennesima ondata eccezionale di maltempo per la quale procederemo in fretta alla conta dei danni per arrivare anche alla richiesta di dichiarazione dello Stato di Calamità Nazionale”. Situazione confermata dall’assessore alla Protezione Civile della Regione del Veneto, Gianpaolo Bottacin, che ha partecipato a vari incontri con il Capo della Protezione Civile Angelo Borrelli, con il Capo Dipartimento dei Vigili del Fuoco Laura Lega,e con il Ministro per i Rapporti col Parlamento Federico D’Incà. “Le criticità si riscontrano pressochè in tutta la montagna veneta, dalle Dolomiti ad Asiago – dice Bottacin – e per questo Borrelli mi ha comunicato la disponibilità a mettere a disposizione il supporto dell’Esercito”. Per tutta la giornata i vigili del fuoco sono stati impegnati in interventi specie nel bellunese e l’altopiano di Asiago. Interventi anche durante la scorsa notte per la rimozione di piante pericolose e rami caduti lungo la strade. Rimozione di neve dai tetti e dai comignoli per evitare il blocco delle caldaie.
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Scuola: al via le iscrizioni on line – VIDEO TUTORIAL
Da oggi al 25 gennaio
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04 gennaio 2021
13:39
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Scuole, in Veneto e Friuli prosegue la chiusura delle superiori fino al 31 gennaio. Zaia: “Non è prudente aprire ora”
Uil: sbagliato il rientro il 7 gennaio. Cts, il problema non è riaprire ma mantenerle aperte
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04 gennaio 2021
14:50
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Confermata la ripresa delle scuole elementari e medie dal 7 gennaio. Per le superiori, Veneto e Friuli Venezia Giulia sono per riaprirle il 31 gennaio.
In Veneto prosegue la chiusura delle scuole superiori fino al 31 gennaio.
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Lo ha annunciato ai giornalisti il presidente regionale Luca Zaia, che ha firmato un’ordinanza in questo senso. “Non ci sembra prudente – ha aggiunto Zaia – in una situazione epidemiologica in Italia riaprire le scuole. Questo è ciò che dobbiamo fare per il bene della comunità oggi”.
Il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, “ha immaginato un’ordinanza che sposti dopo il 31 gennaio il rientro in classe dei ragazzi delle secondarie di secondo grado”. Lo ha annunciato l’assessore regionale all’Istruzione, Alessia Rosolen. “Ovviamente – ha aggiunto – ci sono possibilità di intervenire da qui al 31 gennaio, a seconda di come la curva epidemiologica si modificherà nelle prossime settimane”.
Le scuole in Campania, invece, riapriranno lunedì 11 gennaio quando potranno tornare in classe gli alunni della scuola dell’infanzia e delle prime due classi della scuola primaria, esattamente com’era prima della chiusura per la pausa natalizia. E’ il frutto della riunione dell’Unità di Crisi della Regione che ha valutato i dati epidemiologici in relazione alla possibilità di un ritorno in presenza; ci sarà un’ordinanza entro domani. A partire dal 18 gennaio sarà valutata dal punto di vista epidemiologico generale, la possibilità del ritorno in presenza per l’intera scuola primaria e dal 25 gennaio, per la secondaria di primo e secondo grado.
“Continuare a tergiversare sulla data di riapertura degli istituti scolastici, procrastinando il rientro dei nostri studenti, come stanno facendo molti presidenti di Regione, dopo accordi ben precisi sui tracciamenti e sul TPL assunti a dicembre non è più accettabile. Lo scorso 23 dicembre sono stati presi degli accordi tra il governo e le regioni, messi nero su bianco, che devono essere rispettati”, affermano gli esponenti del MoVimento 5 Stelle in commissione Istruzione al Senato.
La questione non è riaprire le scuole ma verificare se ci sono le condizioni per poi mantenere questa decisione. Lo ha detto il segretario del Comitato tecnico scientifico, Fabio Ciciliano, in un’intervista a InBlu Radio, il network delle radio cattoliche della Cei. “La cosa più importante – ha sottolineato Ciciliano – non è tanto riaprire le scuole ma cercare di tenerle aperte. Rischiare di riaprire le scuole e doverle poi richiudere tra una decina di giorni o tra due settimane. È una cosa che il Paese non si può permettere perché sarebbe la testimonianza provata del fatto che i numeri stanno riaumentando”.
La Uil “considera sbagliata la riapertura delle scuole a partire dal prossimo 7 gennaio”: lo dice il segretario generale Pierpaolo Bombardieri. “I dati epidemiologici ancora fortemente preoccupanti e le imminenti decisioni del Governo, che sembrano volte a proseguire nella linea delle restrizioni anti Covid, richiedono scelte coerenti anche sul fronte delle scuole”, prosegue sostenendo che “non esistono ancora le complessive condizioni organizzative per riavviare in sicurezza la didattica in presenza”.
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“Non vorremmo che, ora, prevalesse una posizione ideologica” e dunque, continua, “sarebbe bene attendere qualche altra settimana”.
Intanto il Tar chiede al governo una “relazione” per chiarire le evidenze scientifiche che hanno spinto a imporre l’uso della mascherina in orario scolastico per bimbi fra i 6 e gli 11 anni.
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Il Tar: Palazzo Chigi dia una relazione sull’obbligo di mascherina a scuola
Indicazioni dopo un ricorso contro il Dpcm del 3/12
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04 gennaio 2021
12:41
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La Presidenza del Consiglio dei ministri dovrà consegnare al Tar del Lazio una “sintetica relazione” per chiarire le evidenze scientifiche alla base dell’imposizione dell’uso della mascherina anche durante l’orario scolastico per i bambini fra i 6 e gli 11 anni. L’ha deciso il presidente della prima sezione del tribunale amministrativo, nell’ambito di un ricorso proposto contro il Dpcm del 3 dicembre scorso nella parte in cui “non prevede l’esenzione o le circostanze di esenzione per i minori infradodicenni come previsto dalle indicazioni internazionali Oms e Unicef”.
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Catalfo: ragioneremo sullo stop a licenziamenti e Cig
‘Pensare di allungare tempi oltre 31 marzo per aziende in crisi’
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04 gennaio 2021
12:14
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“Faremo un ragionamento per le aziende in forte crisi: per loro si può pensare di allungare lo stop” ai licenziamenti e la “Cig. L’obiettivo è evitare lo tsunami occupazionale, formare i lavoratori in transizione, ricollocarli altrove se l’impresa non riparte.
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Confidiamo poi nella campagna vaccinale e nei suoi effetti positivi sull’economia”. Così la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo su ‘La Repubblica’ a proposito della scadenza al 31 marzo per il blocco dei licenziamenti e la Cig Covid gratis.

È il momento giusto per far saltare il governo? “Credo non lo sia. Piuttosto è il momento di rimboccarsi le maniche e correre, se non vogliamo subire, anziché gestire la crisi. Non mettere in atto la Next Generation Eu significa negare il futuro alle nuove generazioni. Non ce lo possiamo permettere”.

“Nei primi mesi vorrei mettere a punto” ammortizzatori sociali, politiche attive per il lavoro. “Per le pensioni, a giugno avremo il piano per superare Quota 100 e garantire flessibilità in uscita. Ho già convocato alcuni tavoli sugli ammortizzatori e il lavoro autonomo. Le commissioni sui lavori gravosi e per separare previdenza e assistenza partiranno a breve. Proveremo a inserire i lavoratori fragili al Covid, con patologie importanti, nella platea dell’Ape sociale”.

“Nel prossimo decreto, dopo la richiesta di nuovo scostamento, andrà subito rifinanziata la Cassa integrazione legata però alla perdita di fatturato – osserva – il fondo per l’anno bianco degli autonomi salirà da 1 a 2,5 miliardi, consentendo la decontribuzione totale alle partite Iva con cali di entrate. Vorrei anticipare anche un’importante politica attiva, la Industry Academy, un programma incentivato per favorire la sinergia tra imprese e università, Istituti tecnici superiori e Regioni. Allungheremo la Naspi per gli over 50 o vicini alla pensione. Metteremo altre risorse sul Reddito di cittadinanza, tra 800 milioni e 1 miliardo. Le domande sono salite del 25% con la pandemia”. Il Reddito di emergenza è “stato richiesto da 700mila persone per 4 mensilità, se occorre lo ripristineremo. Ma il Reddito di cittadinanza va rimpolpato, ci sono più famiglie in bisogno. Di fatto è l’unica misura di contrasto alla povertà in Italia. Meno male che esiste; vogliamo rilanciare con forza le politiche attive a prescindere dal Rdc.

Ecco perché in legge di Bilancio abbiamo introdotto Gol, la Garanzia di occupabilità dei lavoratori: è il piano nazionale per l’occupazione. Al suo interno si muove l’assegno di ricollocazione che abbiamo ampliato anche ai percettori di Naspi e Cig”. Poi dice che la App che incrocia domanda e offerta di lavoro “esiste già: l’incrocio avverrà con l’app Io, usata per il cashback e presto anche per la Cig unica. Ci sarà un unico ammortizzatore per tutti i lavoratori e tutte le imprese, facile da richiedere usando anche l’app: basterà spuntare le ore di Cig. Niente più Iban, Sr41 e altre contorsioni burocratiche. Il 2020 è stato disastroso per la Cig, è ora di semplificare. E se quello passato è stato l’anno dell’Inps, in prima linea sulle politiche passive, questo sarà l’anno dell’Anpal per le politiche attive. Confido nel presidente Parisi, c’è molto da fare”.   ECONOMIA

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La Lega scarica Gallera: ‘Non rappresenta la Lombardia’
Il Carroccio contesta le giustificazioni dell’assessore per l’avvio della campagna vaccinale
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MILANO
03 gennaio 2021
23:50
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Sabato le critiche dell’opposizione sulla partenza considerata “flop”, ieri l’attacco della Lega – che suona come una sfiducia – nei confronti delle parole usate dall’assessore al Welfare Giulio Gallera per difendersi dalle accuse di ritardi: è un avvio sull’onda delle polemiche quello della campagna vaccinale anti-Covid in Lombardia, la regione più colpita dal virus eppure in fondo alla classifica delle somministrazioni effettuate in rapporto al numero di dosi ricevute a partire dal V-Day.
“Abbiamo preparato un’agenda – ha spiegato Gallera in un’intervista pubblicata da la Stampa – Il 31 era l’ultimo giorno dell’anno, poi ci sarebbero stati tre giorni di festa. Abbiamo medici e infermieri che hanno 50 giorni di ferie arretrate.
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Non li faccio rientrare in servizio per un vaccino nei giorni di festa”. Inoltre, Gallera ha definito “agghiacciante” la classifica delle regioni che finora hanno vaccinato più persone, “per non parlare di quelle regioni che hanno fatto la corsa per dimostrare di essere più brave di chissà chi”.
Frasi evidentemente non gradite ai leghisti in Regione: “Le dichiarazioni dell’assessore non rappresentano il pensiero del governo della Lombardia. Ma non possono comunque essere strumentalizzate dal governo per accusarci di ritardi nella campagna vaccinale” si legge in una nota diffusa dalla Lega, che al Pirellone rappresenta il partito di maggioranza. Sabato in un comunicato della Regione lo stesso Gallera aveva spiegato che la campagna vaccinale in Lombardia sarebbe partita dal 4 gennaio, “una scelta ponderata e attenta, motivata anche dal fatto che nei giorni delle festività parte del personale ha goduto di un sacrosanto riposo, visto che dal mese di febbraio, come in nessun’altra regione italiana, è sotto pressione per la violenza con cui il virus ha colpito il nostro territorio”. L’accelerazione sul vaccino è quindi attesa per oggi, giorno ufficiale dell’avvio della campagna in regione quando, sempre secondo l’assessore, la Lombardia dovrebbe procedere al ritmo di 10 mila vaccinazioni al giorno per poi arrivare a 15mila. Gallera, in quota Forza Italia, è ormai da mesi bersaglio di Pd e M5S che in più occasioni ne hanno chiesto la sostituzione per la gestione della pandemia e della campagna anti influenzale, con tanto di mozioni di sfiducia in Consiglio (tutte però respinte dal centrodestra). Nei giorni scorsi il governatore leghista Attilio Fontana ha aperto per la prima volta ad un rimpasto di Giunta, del quale si parla ormai da tempo: “I punti fondamentali su cui ci dobbiamo concentrare sono sanità e ripresa economica. Se ci potranno essere condizioni per migliorare la squadra – ha detto Fontana – verranno sicuramente prese in considerazione”.
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Covid: riunione Conte-capidelegazione
Presente anche Boccia. Punto in vista scadenza decreto Natale
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03 gennaio 2021
14:32
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Una riunione tra il premiere Giuseppe Conte e i capidelegazione della maggioranza, a quanto si apprende da fonti di governo, è stata convocata per questa mattina per fare un punto sull’emergenza Covid in vista della scadenza delle misure restrittive messe in campo per le festività. Alla riunione partecipa anche il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia.
Alla riunione partecipano anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro, il coordinatore del Cts Agostino Miozzo, il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro e il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli.
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Rider picchiato: De Luca, gesto vigliacco che condanniamo
La risposta dello Stato è stata immediata nei confronti dei responsabili
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NAPOLI
04 gennaio 2021
14:46
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“La rapina ai danni del rider a Calata Capodichino è un gesto vigliacco e di inaudita violenza che condanniamo con forza. Siamo vicini a lui e alla sua famiglia”.
Lo scrive su Facebook Vincenzo De Luca, governatore della Campania, commentando la rapina dello scooter avvenuta a Calata Capodichino a Napoli.
“La risposta dello Stato – scrive De Luca – è stata immediata nei confronti dei responsabili di questa azione criminale. Un gesto gravissimo contro chi, con grande difficoltà, sta affrontando la crisi. Il lavoro resta la priorità che ci impegna tutti anche all’inizio di questo nuovo anno”.
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Covid: su misure governo verso nuovo Dl, Cdm in serata
Convocazione potrebbe essere alle 21
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04 gennaio 2021
14:47
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Si va verso un decreto ad hoc – e non un’ordinanza del ministero della Salute – per stabilire le nuove misure restrittive per i giorni successivi all’Epifania. Un Consiglio dei ministri, a quanto si apprende, è previsto per questa sera: la convocazione potrebbe essere alle 21.

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Morto Formentini,sindaco leghista Milano
A 90 anni, in carica dal 1993 al 1997, deputato ed eurodeputato
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MILANO
02 gennaio 2021
07:41
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E’ morto a Milano Marco Formentini, il primo e unico sindaco della Lega del capoluogo lombardo in carica dal 1993 al 1997. Ne dà notizia Davide Boni, ex presidente del Consiglio regionale della Lombardia.

Formentini aveva 90 anni ed era malato da tempo.
Prima di diventare sindaco, Formentini venne eletto deputato sempre nelle file della Lega ed è stato poi anche eurodeputato per dieci anni, non tutti nelle file del Carroccio che lasciò per passare ai Democratici.
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Castelli, gestione straordinaria delle cartelle, sconti e rinvii
Per debiti accumulati nel 2020. Rottamazione quater 2016-2019
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02 gennaio 2021
13:37
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Una “gestione straordinaria” per “trattare le milioni di cartelle che si genereranno nel 2021, per posizioni maturate nel 2020”. La annuncia il viceministro all’Economia Laura Castelli spiegando che “una parte per i più fragili, ad esempio, andrà rimandata, e una parte, per chi è nelle condizioni di poterlo fare, andrà trattata in bonis, facendo pagare con uno ‘sconto’ su sanzioni e interessi”.
In più serve “gestire gli anni dal 2016 al 2019, con una “rottamazione quater”, un saldo e stralcio, per quei contribuenti in difficoltà e hanno posizioni aperte con il fisco, dovute a morosità incolpevoli”.
Il governo lavora anche, conferma il viceministro, alla “pulizia del magazzino pre 2015 dei ruoli inesigibili” che “costano troppo e non portano a nulla. Il magazzino infatti riguarda in gran parte soggetti falliti, deceduti, imprese cessate, da cui lo Stato non può più riscuotere”.   ECONOMIA

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Ruby: gip, nuove indagini su morte Imane
Su eventuali responsabilità medici. No a istanza archiviazione
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MILANO
02 gennaio 2021
13:37
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Servono nuove indagini e valutazioni, anche con perizie, sulla morte della modella marocchina Imane Fadil, una delle testimoni ‘chiave’ del caso Ruby deceduta il primo marzo 2019 all’Humanitas di Rozzano, nel milanese. Nuovi accertamenti per valutare se ci sia un “nesso” tra la morte e la “condotta dei sanitari” e se, tra le altre cose, la “malattia” poteva essere diagnosticata prima.
Lo ha deciso il gip di Milano Alessandra Cecchelli accogliendo la richiesta dei legali della famiglia della giovane, tra cui l’avvocato Mirko Mazzali, e respingendo l’istanza di archiviazione dei pm.
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Covid: pressing delle Regioni per le palestre: ‘Con regole più rigide possibile aprirle’
Potranno essere riaperte da metà gennaio quando scade l’attuale Dpcm
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02 gennaio 2021
19:12
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Con regole più rigide potrebbe essere possibile riaprire le palestre dal 15 gennaio, quando scade l’attuale Dpcm. E’ il parere “personale” della coordinatrice della Commissione Sport della Conferenza delle Regioni, Tiziana Gibelli, secondo cui, tuttavia, tutto dipenderà dall’andamento del contagio e dalle previsioni del Comitato tecnico scientifico.
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“Credo personalmente che le pattuizioni tra privati, cioè tra il gestore e il cliente, siano più agili e potrebbero consentire ai proprietari delle palestre di irrigidire subito le regole – al limite anche con tamponi frequenti, anche se non quotidiani – per agevolare le riaperture”, spiega Tiziana Gibelli, che chiarisce: “Potremo fare un ragionamento compiuto solo dopo aver capito cosa succederà dopo il 6 gennaio e quali sono le previsioni del Cts sulla curva contagi”.   SPORT

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Giorni decisivi per Conte, Renzi pronto alla sfida in Aula
‘Caccia ai responsabili al Senato’, Toti e Cesa dicono no
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02 gennaio 2021
20:21
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Giorni decisivi per il governo Conte. Renzi afferma di essere pronto alla sfida in Aula.
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Per il presidente della Camera Fico, una crisi ora sarebbe disastrosa. Voci sulla caccia ai ‘responsabili’ al Senato, ma Toti per Cambiamo! e Cesa per l’Udc escludono un voto a favore del governo che sostituisca l’appoggio di Italia Viva.
Il messaggio di fine anno di Mattarella “l’ho apprezzato molto. Sono felice che al Quirinale ci sia un galantuomo che interpreta al meglio il ruolo di garante delle regole che la Costituzione gli impone. Il passaggio su Europa e vaccini, poi, è stato semplicemente magistrale”. Lo dice, in un’intervista a Il Messaggero, il leader di Italia Viva Matteo Renzi.
L’invito forte alla coesione “è un passaggio che condivido totalmente. Abbiamo la più grande chance della storia degli ultimi trent’anni: una mole di risorse mai vista per ricostruire l’Italia. Non possiamo sprecarla. Ora o mai più”. Il destino dell’attuale esecutivo “dipende da Conte prima e dal Parlamento poi, non da me. Noi abbiamo messo per iscritto in due documenti le cose che non ci convincono”. Se però “le nostre idee danno fastidio, andiamo all’opposizione”.
Conte ha detto “che verrà in Parlamento. A mio giudizio ha sbagliato a chiudere così la verifica di governo. Ma se ha scelto di andare a contarsi in aula accettiamo la sfida”. Renzi non ha paura “della libertà delle persone. Se qualche parlamentare vorrà appoggiare il governo Conte perché convinto dalle parole del premier, bene. Mi fa sorridere che chi è entrato in Parlamento per aprirlo come una scatoletta di tonno finisca col dipendere dalle mosse di Clemente Mastella”.
L’ex presidente del Consiglio pensa “che il premier sia sicuro dei suoi conti, altrimenti avrebbe scelto la strada del confronto politico prima di andare in aula”. Se invece andrà sotto, “abbiamo varie soluzioni diverse che potranno essere valutate dal Parlamento e dal Capo dello Stato. Anticipare adesso la posizione di Italia Viva sarebbe mancare di rispetto al Quirinale. La Costituzione dice che la legislatura va avanti finché ci sono i numeri in Parlamento, non finché lo dice Conte”.
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“Essere responsabili significa, a casa nostra, essere coerenti con le proprie idee. Questo Governo non rispecchia le nostre. Dopo le lettura di qualche giornale ribadisco: per serietà e responsabilità Cambiamo! non sosterrà questo Governo. Il nostro Paese merita altro”. Con questo tweet il leader di Cambiamo! Giovanni Toti smentisce qualsiasi appoggio al Governo Conte.

“Ancora una volta ci troviamo costretti a smentire retroscena giornalistici senza fondamento. L’Udc non partecipa al teatrino della politica: non siamo e non saremo mai la stampella di nessuno”. Così Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell’Udc.

Secondo il presidente della Camera Roberto Fico serve “che tutti i soggetti della maggioranza facciano uno sforzo per scongiurare una crisi che sarebbe incomprensibile e disastrosa”. Lo dice in un’intervista a La Stampa, nella quale puntualizza: “L’appello alla responsabilità e allo spirito costruttivo del presidente Mattarella è stato molto significativo. Siamo in un momento storico delicatissimo, cruciale, verso il quale è impensabile approcciarsi coltivando meri interessi di parte. Sarebbe imperdonabile. Per questo credo che alla fine prevarranno ascolto e responsabilità”. Per Fico le spinte costruttive sono “sempre positive. Ma devono essere genuinamente costruttive”.
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Siamo davanti “a un’occasione storica per l’Italia, e per l’intera Europa”. Dobbiamo “essere all’altezza, per farlo è necessario un lavoro di squadra fra tutti i soggetti istituzionali” coinvolti nel piano e poi nella spesa dei fondi. Il Parlamento italiano “è stato il primo in Europa a votare un atto di indirizzo al governo sul Recovery. Ha dimostrato la sua centralità, che dovrà proseguire”. Il Movimento 5 Stelle “si pone come forza di stabilità in questa fase complessa per il Paese, nella gestione dell’emergenza sanitaria, sociale ed economica”. Una dimostrazione “di forza, non di debolezza”. Nei prossimi mesi “si voterà in tante città, tra cui i primi quattro comuni italiani: Roma, Milano, Napoli, Torino”. Prima di pensare ai nomi si deve ragionare “sugli strumenti a disposizione delle realtà metropolitane, la cui gestione è particolarmente complessa e delicata”. Per un possibile accordo M5s-Pd alle Amministrative “in alcune realtà il confronto è partito”. Rispetto alla richiesta del Pd che venga onorato l’accordo sulla nuova legge elettorale “i patti vanno rispettati” commenta Fico. Bisogna risedersi al tavolo per dotare il Paese “di una legge elettorale solida e di lungo respiro”.
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Le Regioni frenano sulla riapertura della scuola il 7 gennaio
Azzolina: ‘Non arretriamo’. Ma il contagio aumenta i dubbi degli esperti
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02 gennaio 2021
20:33
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La riapertura della scuola, il 7 gennaio, si avvicina, e i numeri dei positivi e l’indice di contagiosità, rimasti alti anche durante la pausa di Natale, aumentano da più parti dubbi e perplessità sull’opportunità di far tornare sui banchi tutti i ragazzi. “Io credo sarebbe giusto che il governo nelle prossime ore ci riconvocasse e insieme prendessimo una decisione, in maniera molto laica”, ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini.
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Del resto gli studiosi mettono in guardia. “Aumenta notevolmente la circolazione del virus in Italia e inizia ad aumentare di conseguenza la pressione sulle unità di terapia intensiva, in una situazione critica, nella quale gli eventuali effetti dei provvedimenti adottati prima di Natale potranno essere visibili solo a ridosso del 7 gennaio, data della possibile riapertura delle scuole”, ha rilevato il matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo ‘Mauro Picone’ del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Iac). Anche il direttore sanitario dello Spallanzani di Roma, Francesco Vaia, ha sostenuto come sia prudente “mantenere inalterate per la scuola le misure di salvaguardia e prudenza attuate prima e di aspettare almeno la seconda settimana di gennaio”.
Dal canto suo, la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina ha sottolineato che “non possiamo arrenderci e dobbiamo, ciascuno degli attori coinvolti, operare uniti, ricordandoci sempre del peso specifico che questa Istituzione ha nel percorso di ogni bambina e bambino, delle ragazze e dei ragazzi, nella vita del Paese. Arretrare sulla scuola, significa rinunciare a un pezzo significativo del nostro avvenire. Per questo non lo faremo”.
I docenti sono pronti a farsi vaccinare: l’80% lo farebbe subito, stando ad un sondaggio al quale hanno partecipato in totale 10.445 persone. Ma il mondo della scuola non ha un calendario vaccinale ad hoc, quindi docenti e bidelli verranno vaccinati probabilmente tra aprile e settembre. “Troppo tardi”, secondo tutti i sindacati.
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Scuola:Consiglio Superiore PI, ripresa sia priorità assoluta
‘Personale scolastico abbia priorità per vaccino’
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02 gennaio 2021
15:38
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“A nostro parere la ripresa delle attività scolastiche in presenza deve essere una priorità assoluta evitando gli errori del passato e assicurando le massime condizioni di sicurezza a studenti e personale scolastico. Rimane indispensabile che trasporti, regole per il tracciamento, coordinamento degli interventi sui territori, orari delle città siano al servizio della riapertura delle scuole.
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Una riapertura che deve essere inserita in una programmazione condivisa nel rispetto delle specificità territoriali e dei singoli indirizzi scolastici che coinvolga la rappresentanza della comunità educante”. Lo scrive il Consiglio superiore della Pubblica Istruzione (Cspi), guidato da Francesco Scrima, in una lettera inviata alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina in occasione della scadenza del mandato della componente designata, il 31 dicembre scorso. Oltre a fornire un dettagliato resoconto dell’attività svolta nel quinquennio, il Cspi propone alla ministra “alcune riflessioni sul presente e sul futuro della scuola”.
In particolare, per la ripresa delle lezioni in presenza il Cspi ritiene necessario che si attivino da parte dei soggetti competenti una serie di misure sanitarie e organizzative: potenziamento del sistema dei controlli sanitari, dei dispositivi di sicurezza, del tracciamento dei contagi mediante l’utilizzo di tamponi rapidi e di una corsia preferenziale per tutte le componenti scolastiche; priorità anche per il personale scolastico nella campagna vaccinale; potenziamento dei servizi e dei trasporti, coordinato a livello territoriale con l’orario di funzionamento delle scuole, nel rispetto delle decisioni delle autonomie scolastiche; interventi di carattere amministrativo in grado di garantire l’applicazione degli aspetti ordinamentali e che pianifichino per tempo aspetti fondamentali dell’anno scolastico.
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La componente elettiva del Consiglio è stata prorogata nelle sue funzioni di rappresentanza fino al 31 agosto 2021 dalla legge 6 giugno 2020 n. 41, anche per allineare la durata in carica dei consiglieri ai termini di inizio e fine del calendario scolastico.
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Covid: incognite sulle riaperture. A rischio almeno sei Regioni
Attesa la riunione della Cabina di Regia la prossima settimana
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02 gennaio 2021
20:34
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Una lenta decrescita della curva del contagio, ma con l’Rt in aumento e  il tasso di positività ancora in crescita. Con questi dati una parte del Paese, allo scadere del decreto di Natale, il 6 gennaio, potrebbe finire nuovamente in zona rossa o arancione: a rischiare per ora sono soprattutto Veneto, Liguria e Calabria, che secondo l’ultimo report Iss hanno superato il valore 1 di Rt e che potrebbero essere collocate nella lista dei territori sottoposti a maggiori restrizioni.
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Molto vicine a quella soglia ci sono anche Puglia, Basilicata e Lombardia.

Attualmente è previsto che, dopo il decreto, le Regioni tornino alla fascia di colore assegnata prima del lockdown natalizio, cioè tutte gialle (tranne l’Abruzzo arancione), ma l’andamento del contagio non rende scontato che sia così. Sarà il governo a decidere, la prossima settimana, a seguito delle verifiche effettuate dagli esperti sul nuovo report dell’Istituto Superiore di Sanità. La data della riunione della cabina di regia per il Monitoraggio Regionale non è ancora stata resa nota.

Il report del 30 dicembre indica varie criticità: in particolare, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Piemonte, Provincia autonoma di Trento ed Emilia Romagna hanno una probabilità superiore del 50% di superare la soglia critica di occupazione dei posti letto in area medica in 30 giorni, mentre per Lombardia, Trento e Veneto lo stesso discorso vale per le terapie intensive. A questi dati si aggiunge il caso della Sardegna, che ha una classificazione del rischio ‘non valutabile’ e quindi ‘alto’, a causa dell’incompletezza dei dati forniti.
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In attesa che il prossimo report sciolga ulteriormente i nodi, è lo stesso presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, a invitare alla cautela spiegando che “una vera valutazione solida dell’andamento durante queste festività la potremo avere solo a metà gennaio”. E il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli, aggiunge con una punta di ottimismo: “a fronte di numeri che meritano ancora uno sforzo, diamo il messaggio forte che quanto è stato messo in campo sta dando frutti”.
Qualcosa potrebbe cambiare anche sui parametri di valutazione. Nelle prossime ore, dopo una richiesta da parte delle Regioni avanzata attraverso un documento, l’Iss potrebbe ufficializzare alcune modifiche che potrebbero influire sui 21 indicatori per stabilire l’assegnazione delle regioni nelle varie fasce. Tra questi un diverso metodo di calcolo dei tamponi antigenici e molecolari effettuati, che potrebbe poi influire sul tasso di positività. Ad essere rivalutate potrebbero essere anche la definizione dei ‘casi’ e le strategie di esecuzione dei test.
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Sci: gli impianti riaprono il 18 gennaio. Speranza firma l’ordinanza
Le Regioni alpine e l’Abruzzo: ‘Abbiamo finalmente una data di apertura credibile e seria. Ora si può ripartire in sicurezza’
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02 gennaio 2021
22:21
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Il ministro della Salute, Roberto Speranza ha firmato l’ordinanza con cui si differisce la riapertura degli impianti sciistici al 18 gennaio 2021. Lo rende noto il ministero della Salute.
Nei giorni scorsi le regioni e le province autonome avevano chiesto, attraverso una lettera del presidente della conferenza Stefano Bonaccini, un rinvio della riapertura in vista di un allineamento delle linee guida al parere espresso dal Comitato tecnico-scientifico.
“Grazie al lavoro di squadra delle Regioni e delle Province autonome iniziato in Commissione Turismo abbiamo finalmente una data di apertura credibile e seria: il 18 gennaio. Ora si può finalmente ripartire in sicurezza”. Lo sostengono in un comunicato congiunto gli assessori con delega allo sci delle Regioni e Province autonome dell’arco alpino oltre che della Regione Abruzzo. “Il Governo ha finalmente ascoltato le Regioni e le Province autonome: siamo soddisfatti della decisione del Ministro Speranza”, aggiungono.
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Vademecum della crisi, cosa potrebbe accadere
Gli scenari istituzionali, da dimissioni a parlamentarizzazione
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03 gennaio 2021
09:13
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Il termine politico “crisi di governo” può avere molteplici esiti istituzionali, dalle immediate dimissioni del Presidente del Consiglio nelle mani del Presidente della Repubblica, alla parlamentarizzazione, che a sua volta può avvenire subito, in una sorta di prova di forza, o successivamente, dopo la ricomposizione della stessa crisi.
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Ecco i possibili scenari.
IL PREMIER AL QUIRINALE: è quanto avvenuto sempre nella Prima Repubblica. Il capo del governo, constatato il venir meno della propria maggioranza, sale al Quirinale e rassegna le dimissioni.
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Il Quirinale apre le consultazioni per verificare se in Parlamento esista una maggioranza (la stessa o una diversa) che sostenga un nuovo governo (con lo stesso premier o con un altro). In caso negativo convoca i comizi elettorali.
REINCARICO: è la prima variante allo scenario iniziale; dopo un breve giro di consultazioni il Presidente della Repubblica reincarica il premier uscente che dà avvio ad un nuovo esecutivo con un rimpasto rispetto a quello precedente. E’ quanto avvenne nel 2005 dopo la sconfitta del centrodestra alle Regionali, e il venir meno dell’appoggio dell’Udc all’esecutivo: al Berlusconi II successe il Berlusconi III, con diverse caselle ministeriali modificate.
RINVIO ALLE CAMERE: Il primo scenario ha una ulteriore variante: una volta al Quirinale il presidente del Consiglio è rinviato alle Camere. Questo consente al premier di tentare nei giorni successivi una ricucitura con la propria maggioranza sulla base di un nuovo programma ed eventualmente anche di un rimpasto. E’ quanto avvenne nell’ottobre 2007 col Governo Prodi che, dopo una iniziale rottura con Prc, riebbe la fiducia dalla medesima maggioranza su un programma rinnovato (le 35 ore) senza modificare la squadra.
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PARLAMENTARIZZAZIONE PARZIALE: In caso di rottura definitiva all’interno della maggioranza, il Presidente del Consiglio si presenta alle Camere ma, dopo le proprie comunicazioni e la discussione, non attende il voto e annuncia di recarsi dimissionario al Quirinale. E’ avvenuto il 22 dicembre 1994, dopo la rottura della Lega di Bossi con il governo Berlusconi, e il 20 agosto 2019, dopo la rottura della Lega di Salvini con il governo Conte I.
VOTO DELLE CAMERE: In una situazione di rottura, è il premier a voler drammatizzare la situazione con un voto delle Camere, per “inchiodare” il partito che ha dato vita alla crisi. E’ avvenuto due volte con i governi guidati da Romano Prodi (9 ottobre 1998 e 24 gennaio 2008) e una volta con il governo di Enrico Letta (11 dicembre 2014): entrambe gli esecutivi Prodi caddero, mentre quello Letta sopravvisse perché il partito che gli aveva inizialmente negato la fiducia, Fi, si spaccò.
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RESPONSABILI: E’ una variante dello scenario precedente: dopo una rottura, il governo cerca in Aula non una maggioranza politica alternativa a quella che si sta rompendo, bensì una maggioranza solo numerica. Tale maggioranza numerica si può costituire o puntando a ‘sfilare’ qualche parlamentare al partito che ha determinato la crisi, o creando un gruppo di parlamentari anche di altri partiti che vogliono evitare il voto anticipato. Il caso più noto è quello del 14 dicembre 2010, dopo la rottura di Fini e Fli con il governo Berlusconi; questi si presentò in Aula dopo diverse settimane, durante le quali riuscì sia a convincere alcuni deputati di Fli sia a costituire il gruppo dei Responsabili (guidati da Scilipoti e Razzi).

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EFFETTO BONUS,CREDITI IRPEF RECORD IN 2020 A 23 MLD
Elexia,+ 50% in 10 anni; a vantarli metà dei contribuenti
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01 gennaio 2021
10:13
AGGIORNATO ALLE
10:42
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Il 2020 segnerà un nuovo record di crediti Irpef vantati dalla metà dei contribuenti italiani, superando i 23 miliardi di euro. In un decennio la montagna annuale dei crediti Irpef è salita del 50%, passando da 14,8 miliardi del 2009 ai 22,2 del 2018 (ultimo anno con dati disponibili).
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È quanto emerge da un’analisi di Elexia, associazione di avvocati e commercialisti che raggruppa 40 professionisti di Milano, Roma e Firenze che sottolinea come il boom dei crediti Irpef derivi dalla crescente popolarità di oneri deducibili e detrazioni Irpef, come quelli legati alle ristrutturazioni di immobili”.Nel frattempo i contribuenti che chiudono l’anno a credito verso il Fisco sono passati da 17,3 a 21,7 milioni (+25%). L’importo medio vantato a credito è cresciuto da 857 a 1.022 euro. La percentuale dei contribuenti a credito è salita al 52% contro il 42% del 2009 e all’aumento costante potrebbe aggiungersi nel 2020 l’effetto della crisi causata dal COVID con molti contribuenti che hanno avuto un drastico calo dei redditi ma potrebbero aver dovuto versare comunque cospicui acconti calcolati sull’anno precedente.
“I contribuenti prestano maggiore attenzione rispetto al passato ai possibili risparmi, cercando così di ridurre il pesante carico di imposte”, sottolinea Alberto Basso, partner di Elexia, .
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Digitale: Pisano, 15,5 milioni i cittadini dotati di Spid
App io scaricata da 9,1 milioni
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01 gennaio 2021
11:48
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In chiusura di anno hanno raggiunto quota 15 milioni e mezzo i cittadini italiani dotati dello Spid, il Sistema Pubblico d’Identità Digitale; erano circa 4 milioni a settembre 2019 mentre la App Io è stata scaricata da 9,1 milioni di cittadini. Sono alcuni dei numeri sulla corsa alla digitalizzazione del nostro Paese citati dalla ministra per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione, Paola Pisano che traccia un bilancio di fine anno.
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In forte crescita anche i pagamenti elettronici attraverso la piattaforma PagoPa: solo nel 2020 sono transitati sulla piattaforma circa 100 milioni di pagamenti, per oltre 17 miliardi di euro mentre la carta d’identità elettronica (Cie) è stata assegnata a 18 milioni e 300 mila cittadini.
” Se da un lato la pandemia ci ha messo a dura prova, dall’altro ha reso evidente quanto abbiamo bisogno di servizi pubblici digitali efficienti, facili nell’uso e nell’accesso”, ha detto la ministra Paola Pisano.
“Nessuno di noi è in grado di fermare lo sviluppo tecnologico che va avanti, veloce, a prescindere da noi. La tecnologia continuerà ad avanzare e le persone ad usarla. Quello che si può fare è prendere atto di questa situazione e governarla, affinchè sia utile a migliorare il nostro Paese”.   TECNOLOGIA   ECONOMIA

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Saldi: Confcommercio, Covid taglia spesa di 1 miliardo
Alcune Regioni partono il 2 in zona rossa
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01 gennaio 2021
10:31
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Al via da domani i saldi invernali che per effetto della situazione di emergenza provocata dalla pandemia, muoveranno 1 miliardo in meno dello scorso anno, in totale 4 miliardi di euro contro 5. E’ la stima dell’Ufficio Studi Confcommercio che sottolinea come il calendario di quest’anno si presenti “come un rebus” con le svendite che iniziano alla spicciolata domani in Basilicata, Valle d’Aosta e Molise in totale zona rossa.
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Gli acquisti in saldo, secondo i commercianti, interesseranno oltre 15 milioni di famiglie e ogni persona spenderà circa 110 euro. In pratica, spiega Confcommercio, sarà dal 7 gennaio, data di partenza ad esempio della Lombardia, del Piemonte e della Sicilia, che si potranno fare gli acquisti veri e propri in saldo. L’Umbria partirà il 9, il Lazio il 12, il 16 le Marche e la Provincia Autonoma di Bolzano (comuni non turistici). I saldi arriveranno solo a fine mese, in Liguria, il 29, ed il 30 in Emilia Romagna, Toscana, e Veneto. In queste ultime regioni però come in altre , era stato possibile effettuare vendite promozionali già nei 30 giorni precedenti. Infine, per comprare in saldo nei comuni turistici della Provincia Autonoma di Bolzano, bisognerà attendere il 13 febbraio. La durata sarà variabile: si va dalle 4 settimane della Toscana, fino ai 2 mesi di diverse regioni.
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Calabria: Spirlì, avviata procedura per rinvio elezioni
“Attendo di condividere nuova data con presidente Corte appello”
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CATANZARO
01 gennaio 2021
13:12
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“È stata avviata, nel tardo pomeriggio di ieri, la procedura per il rinvio delle elezioni regionali. Nel pieno rispetto dei ruoli istituzionali, attendo di poter condividere la nuova data con il presidente della Corte d’appello di Catanzaro, passaggio necessario per poter adottare il nuovo decreto di indizione delle elezioni regionali”.
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Così, in una nota, il presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì.
«Questa decisione – spiega – segue la comunicazione ricevuta dai ministeri competenti circa il recente parere del Cts nazionale, oltre che i dati inseriti nell’ultimo monitoraggio dell’Iss, secondo cui la Calabria ha un Rt che supera la soglia di allarme (1,09) e che è compatibile con uno scenario di tipo 2. È dunque necessario non esporre i calabresi a un grave rischio sanitario. Perciò, dopo aver sentito il parere dei rappresentanti politici regionali e nazionali, e pur restando all’interno della forbice temporale già indicata dal Governo, ho ritenuto doveroso scegliere un’altra data rispetto a quella del 14 febbraio, che era stata indicata sulla scorta di previsioni sanitarie diverse rispetto a quelle attuali”.
“Quanto a presunte frizioni politiche legate a questa scelta – conclude Spirlì -, ribadisco che in campo c’è solo il buon senso che contraddistingue da sempre questa amministrazione”.
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‘Rivedere parametri’,documento Regioni al vaglio Iss
Governatori, diverso calcolo test antigenici e molecolari
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01 gennaio 2021
15:35
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Arriva da un documento delle Regioni la richiesta, ora al vaglio dell’Iss, di apportare alcuni cambiamenti che potrebbero influire sui 21 indicatori per stabilire l’assegnazione delle zone (gialla, arancione, rossa) nell’ambito del monitoraggio della Cabina di regia. Tra questi, secondo quanto si è appreso, un diverso metodo di calcolo dei tamponi antigenici e molecolari effettuati, che potrebbe poi influire sul tasso di positività.
Ad essere rivalutata potrebbe essere anche la definizione dei ‘casi’ e strategie di esecuzione dei test.
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Covid: vaccinate oltre 45 mila persone in Italia
Provincia Trento in testa per percentuale, Lazio per numero
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02 gennaio 2021
06:20
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Sono 45.667 le persone vaccinate contro il coronavirus in Italia, secondo l’ultimo dato disponibile sul portale online del commissario straordinario per l’emergenza.
In testa la Provincia Autonoma di Trento (somministrate 1.730 dosi, il 34,8% delle 4.975 disponibili) seguita dal Lazio (9.301 vaccinazioni, il 20,3% delle 45.805 delle dosi disponibili) e dal Friuli-Venezia Giulia (1.948 vaccinazioni, il 16,3% delle 11.965 dosi a disposizione).

La fascia di età più vaccinata è quella tra i 50 e i 59 anni (13.086), seguita da 40-49 (10.475) e da 30-39 (7.972). La fase 1 della vaccinazione, che ha preso ufficialmente il via tra il 30 e il 31 dicembre a seconda delle regioni, interessa operatori sanitari e sociosanitari (al momento sono 40.148 vaccinati), personale non sanitario (2.181) e gli ospiti delle Rsa (3.338)
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Frate e Commendatore,Mattarella onora chi lotta contro droga
Onorificenza in giorno dimissioni da Covid Hospital in Sardegna
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CAGLIARI
01 gennaio 2021
18:24
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“Signor Presidente, ho trascorso il Natale in un reparto anti-covid (dopo 39 vissuti con i tossicodipendenti), con nuovi poveri, e io, povero con loro, e con il personale sanitario strematissimo ma indefesso. Per me francescano è stato come vivere un Natale di Greccio incarnato nell’attualità di questa pandemia.
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Grazie e se e quando ci potremo incontrare, le chiedo di aggiungere al titolo di ‘commendatore’ anche quello di ‘frate Salvatore’: mi farà sentire ancora più a mio agio col mio padre San Francesco”. E’ un passaggio della lettera inviata al Capo dello Stato da padre Salvatore Morittu, 74 anni, insignito di una delle 36 onorificenze al Merito della Repubblica, proprio nel giorno in cui è stato dimesso dall’ospedale per essere risultato positivo al Covid.
“Lei capirà, signor Presidente, che la gioia di essere vivo e poter tornare a casa, ha superato l’imbarazzo e l’onore che Lei ha voluto dare alla mia persona. Non di meno, voglio tanto ringraziarLa perché ha rivolto il Suo sguardo sulla gente e sui problemi della mia Sardegna e da Frate francescano accetto con semplicità di essere stato così privilegiato della Sua attenzione – scrive – Le voglio anche dire che sono contento che questa distinzione onorifica Lei l’abbia attribuita al mio nome perchè, come tante volte ho detto alla mia gente, il mio è un NOME AL PLURALE: Lei ha onorato i miei Frati, i Volontari della nostra Associazione Mondo X-Sardegna e una incredibile moltitudine di uomini e donne che in questi 40 anni hanno convissuto con me sulla frontiera della droga, dell’Aids e dell’emarginazione sociale in Sardegna”.
nella nota che accompagna la lettera, padre Morittu, parla della sua degenza nel reprato Covid per una polmonite causata dal virus: “Dopo 11 infiniti giorni, il casco è stato sostituito dal boccaglio, mentre i valori rientravano nella norma ricorda – Questo mi ha fatto capire che Dio, nel frattempo, aveva cambiato programma: mi voleva vivo e dava tempi supplementari alla mia vita”.
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Mattarella: oltre 15 milioni hanno seguito il suo messaggio di fine anno in tv
Si registrano circa 5 milioni di ascoltatori in più rispetto al 2019
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01 gennaio 2021
20:36
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Sono stati 15 milioni e 272 mila le persone che hanno seguito il messaggio di fine anno del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, pari a uno share del 64,95%. L’anno precedente, secondo i dati diffusi da Rai Quirinale, i cittadini che avevano seguito il discorso del capo dello Stato erano stati 10 milioni e 205 mila con uno share del 60%.
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Si registra quindi, rispetto al 2019, un aumento di circa 5 milioni di ascolti. I dati si riferiscono alle tv generaliste e ai canali tematici.
I dati disponibili sugli ascolti dimostrano come l’ultimo messaggio del presidente Mattarella rappresenti il record assoluto di ascolti del suo settennato. Ma con tutta probabilità si tratta anche di quello più seguito dal lontano 1986, anno in cui sono iniziate le rilevazioni dell’Auditel. I confronti non possono avere un valore assoluto in quanto in passato non venivano registrati i dati delle reti tematiche che, in ogni caso, rappresentavano cifre di ascolto esigue. Per ritrovare un dato di ascolti simile a quello di quest’anno di Mattarella si deve tornare al 1993 quando l’allora presidente Oscar Luigi Scalfaro superò di pochissimo i 15 milioni. Negli anni successivi la cifra scese più o meno progressivamente attestandosi tra i 10 e i 12 milioni tra il 2000 e il 2010.
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Mattarella: Gorizia, il grazie della comunità
Ziberna: “Esempio unico in Europa”
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GORIZIA
01 gennaio 2021
13:19
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“Sono grato al Presidente della Repubblica Mattarella che nel suo intervento alla Nazione ha voluto citare Gorizia e Nova Gorica, Capitali europee della cultura 2025, come testimonianza, come esempio per tutta Europa e per tutto il mondo”: lo ha affermato il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna.
“Lo ringrazio perché oltre alle grandi ricadute economiche, promozionali, turistiche e occupazionali di cui potranno beneficiare i territori goriziani e di tutta la regione – ha aggiunto – senza dubbio il messaggio potente che noi vogliamo mandare a tutta Europa è proprio questo: se su questo lembo di territorio, travagliato, che ha subito le tragedie del ventesimo secolo, dove sarebbe stato impossibile pensare a rapporti di coesione internazionale, sono invece riuscite a germogliare queste grandi relazioni, grazie a illuminati amministratori e ai cittadini, credo che davvero noi saremo in grado di esportare la nostra testimonianza ed esperienza anche in quelle altre zone d’Europa in cui i confini rimangono ancora come elementi di divisione”.

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DALLE 11:57 DI GIOVEDì 31 DICEMBRE 2020

ALLE 10:13 DI VENERDì 01 GENNAIO 2021

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Papa: causa sciatalgia niente Te Deum e messa Capodanno
Bruni, “domani però reciterà l’Angelus come previsto”
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CITTÀ DEL VATICANO
31 dicembre 2020
11:57
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“A causa di una dolorosa sciatalgia le celebrazioni di questa sera e di domani mattina presso l’Altare della Cattedra della Basilica Vaticana non saranno presiedute dal Santo Padre Francesco”. Lo riferisce il portavoce vaticano Matteo Bruni.
I Primi Vespri e il Te Deum di questa sera saranno presieduti dal cardinale Giovanni Battista Re, decano del Collegio Cardinalizio, mentre la messa di domani, 1/o gennaio 2021, sarà presieduta dal card. Pietro Parolin, segretario di Stato. “Domani – aggiunge Bruni – Papa Francesco guiderà comunque la recita dell’Angelus dalla Biblioteca del Palazzo Apostolico, come previsto”.
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Fisco: dal primo gennaio ‘valanga’, in arrivo 50 mln atti
35 milioni quelli sospesi. Governo lavora a nuova rottamazione
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31 dicembre 2020
13:06
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Ripartono le richieste del fisco che erano state bloccate durante la prima emergenza Covid: si tratta di una ‘pioggia’ di 50 milioni di atti che l’amministrazione dovra’ inviare ai contribuenti a partire da domani, 1 gennaio 2021. 35 milioni tra atti di riscossione (cartelle, ipoteche, fermi amministrativi) sospesi nel 2020 ai quali si aggiungono quelli di inizio 2021.
Sono invece 15 milioni gli accertamenti e le lettere di compliance. Il governo ha già annunciato che punterebbe a una nuova rottamazione e al saldo e stralcio.
Provvedimenti che potrebbero arrivare a gennaio con un nuovo decreto Ristori. Nel frattempo si potrà comunque richiedere la rateizzazione.
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Manovra:Mcc, proroga di sei mesi per potenziamento fondo Pmi
Per imprese più grandi proroga solo di due mesi
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31 dicembre 2020
12:52
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Proroga di sei mesi, al 30 giugno 2021, per le misure di potenziamento del Fondo di Garanzia per le PMI destinato a imprese e professionisti colpiti dalla crisi Covid. Lo si apprende da una nota di Mediocredito Centrale che gestisce il fondo.
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La scadenza inizialmente stabilita per il 31 dicembre del 2020 è stata infatti posticipata dalla legge di bilancio 2021.
Piccole, medie imprese e professionisti potranno continuare a utilizzare le misure: garanzia al 100% per prestiti fino a 30mila euro, copertura al 90% per importi superiori con la possibilità di arrivare al 100% con l’intervento aggiuntivo di un confidi, importo massimo garantito fino a 5 milioni di euro, delibera dell’intervento senza valutazione dei dati di bilancio, rilascio di garanzie su operazioni già erogate.
Sempre per i provvedimenti previsti dal Dl Liquidità a favore delle imprese, ma con un numero di dipendenti compreso tra 250 e 499, la proroga prevista, invece, è di soli due mesi, fino al 28 febbraio 2021.
Nessuna proroga per le misure relative ai portafogli di finanziamenti.
Per le operazioni fino a 30mila con copertura al 100% la legge di bilancio 2021, oltre alla proroga, prevede alcune modifiche per le quali la data di entrata in vigore sarà comunicata dal Gestore tramite apposita circolare. Tra queste: estensione dei soggetti beneficiari a società di agenti in attività finanðziaria, società di mediazione creditizia, fermo restando che ditte individuali, professionisti e studi professionali che esercitano le medesime attività sono già ammissibili; aumento della la durata massima dei finanziamenti da 10 a 15 anni; rettifica del metodo di determinazione del tasso di interesse massimo da applicare ai finanziamenti (0,20% più, se positivo, rendistato di durata analoga al finanziamento).
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Prorogate al 31 gennaio le misure sullo smart working nella p.a
Misure già previste nel decreto ministeriale di ottobre
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31 dicembre 2020
19:24
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Con decreto ministeriale la ministra per la Pubblica amministrazione, Fabiana Dadone ha prorogato fino al 31 gennaio prossimo le disposizioni contenute nel Dm 19 ottobre 2020 in materia di lavoro agile nelle Pa. Il provvedimento, prevedeva tra l’altro lavoro agile almeno al 50% del personale impegnato in attivita’ ed invitava “le amministrazioni dotate di adeguata capacita’ organizzativa e tecnologica” ad assicurare “percentuali piu’ elevate possibili di lavoro agile”, garantendo comunque “l’accesso, la qualita’ e l’effettivita’ dei servizi ai cittadini e alle imprese”.   ECONOMIA

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Divelta a Milano targa circolo dedicato a Peppino Impastato
Video realizzato da passante mostra 3 incappucciati in azione
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MILANO
31 dicembre 2020
13:41
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Nella notte tra il 28 e il 29 dicembre alcune persone hanno divelto e rubato la targa del circolo di Rifondazione comunista “Peppino Impastato” di via Porpora 45, in zona Lambrate, a Milano. In un video, realizzato da un passante si vedono tre uomini, probabilmente giovani vestiti con felpe nere e cappuccio, compiere l’atto vandalico.
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Ne dà notizia Rifondazione Comunista.
“Non sappiamo ancora la matrice di questo gesto – dichiara il segretario della Federazione di Milano Matteo Prencipe – ma toccare il nostro simbolo che rappresenta lotte sociali e antifascismo crediamo abbia un significato politico chiaro. Non è la prima volta che succede, Rifondazione Comunista è ancora una forza politica che dà fastidio”.
“Al segretario Matteo Prencipe – commenta in una nota la segretaria metropolitana del PD Milano Silvia Roggiani, a nome della Federazione – va tutta la nostra solidarietà per lo sfregio che offende non solo la memoria di Peppino ma tutte e tutti noi, che ci riconosciamo nei valori della legalità e della lotta sociale. Siamo sicuri che la targa verrà ripristinata al più presto e ci auguriamo che le autorità individueranno il primo possibile i responsabili del vile atto”.
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Calabria:Spirlì, non si voterà il 14 febbraio
“Da scriteriati andare al voto con indice Rt a quasi 2”
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CATANZARO
31 dicembre 2020
19:47
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“Quello che è sicuro è che non voteremo il 14 febbraio. Non siamo così scriteriati da mandare i calabresi al voto con l’indice Rt che da 0,64 è passato a quasi 2 e con il numero di contagi che è raddoppiato in due giorni”.
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Lo ha detto il presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì in una diretta facebook.
“Sto preparando in queste ore – ha aggiunto Spirlì – l’atto che sarà quanto prima presentato con la data definitiva delle elezioni. Per rispetto istituzionale attendo di avere una interlocuzione con il presidente della Corte d’Appello di Catanzaro ma vi posso assicurare che nessun calabrese sarà messo in pericolo. Basta polemiche. Ricordo che la forbice temporale l’ha dettata il Governo per cui l’esecutivo Pd-M5s- Iv e Leu si è assunto tale responsabilità”.
Spirlì poi ha detto di essersi rivolto al Governo e al ministro Boccia anche sulla base del pronunciamento del Cts nazionale che nei giorni scorsi ha definito “non auspicabile” il voto in quel periodo. “Vi posso assicurare che ancora una volta – ha detto ancora Spirlì – non aspetteremo che siano altri a decidere al nostro posto. In piena serenità ho contattato le rappresentanze dei partiti nazionali, regionali, il presidente del Consiglio regionale al quale ho chiesto di contattare i capigruppo. Ho chiamato io stesso buona parte dei consiglieri regionali di maggioranza e opposizione e informato la Giunta”.
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Regeni: esposto genitori contro il governo per armi a Egitto
‘Paese che viola diritti umani’.Sotto accusa vendita due fregate
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31 dicembre 2020
22:46
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Un esposto contro il Governo italiano per violazione della legge in materia di vendita di armi a Paesi “autori di gravi violazioni dei diritti umani”. E’ quanto annunciato da Claudio e Paola Regeni, nel corso della trasmissione Propaganda Live.
Il provvedimento, che fa riferimento alla vendita di due fregate all’Egitto, è stato redatto dall’avvocato Alessandra Bellerini, legale dei familiari del ricercatore ucciso nel 2016.
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L’Italia torna in zona rossa, il Capodanno sarà in casa
Aumentano i controlli. Anche sul web, anti-veglioni clandestini
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31 dicembre 2020
15:32
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“Non conosco esattamente i dati di tutte le regioni, ma siccome le cose stanno andando meglio penso proprio che sarà così”. Così la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa risponde ad Affaritaliani.it alla domanda se da giovedì 7 gennaio tutto il Paese sarà in zona gialla.
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“Non si possono escludere nuove zone rosse, dipenderà dall’andamento dei dati”, ha aggiunto. Il 7 gennaio, spiega, “si ricomincia con la normale colorazione, giallo, arancione e rosso, sulla base delle misurazioni illustrate ogni settimana e che tutti conoscono, a partire dalle Regioni”.
Intanto da oggi l’Italia torna tutta in zona rossa, per gli ultimi 6 giorni di lockdown, fino all’Epifania, con la “pausa” arancione del 4 gennaio. Come successo per il Natale, anche il Capodanno sarà sorvegliato speciale da parte delle forze dell’ordine impegnate nei controlli non solo su strade e autostrade ma anche sul web, per intercettare i tentativi di organizzare feste e veglioni clandestini. L’obiettivo è quello di evitare assembramenti pericolosi, in particolare nella notte di San Silvestro quando il coprifuoco, che solitamente termina alle 5, sarà allungato fino alle 7 del mattino del primo gennaio.
Le restrizioni saranno quelle già predisposte nella settimana di Natale, dal 24 al 27 dicembre, con il divieto di spostamento se non per andare a trovare amici o parenti, in massimo due persone (ed eventuali figli sotto i 14 anni o persone disabili) e una sola volta al giorno. Stando sempre attenti comunque al divieto assoluto di muoversi nelle ore del coprifuoco, cioè a partire dalle 22, se non per comprovate esigenze di lavoro, di salute o di necessità e urgenza. I trasgressori rischiano multe che possono variare dai 400 ai 1.000 euro. In casa si possono ospitare al massimo due persone non conviventi, esclusi sempre i minori di 14 anni. Per questo le forze dell’ordine predisporranno controlli più serrati, in particolare sulle auto con più di due passeggeri.
La preoccupazione, infatti, è che rispetto al Natale – quando a spostarsi sono state in particolare coppie o famiglie – durante la notte di San Silvestro siano invece amici e conoscenti a viaggiare insieme verso feste vietate. Un particolare faro sarà rivolto sui locali chiusi, che potrebbero essere riaperti illegalmente, e anche nei tradizionali luoghi di assembramento, come strade e piazze delle città.
Controlli predisposti poi per verificare il rispetto delle normative anti-botti e fuochi d’artificio, previste in numerose città italiane, da Bologna a Palermo, a Napoli.
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Le restrizioni di Capodanno potrebbero non essere le ultime per gli italiani. Le fasce colorate – come ha confermato il premier Giuseppe Conte ieri nella conferenza di fine anno – resteranno ancora, soprattutto per scongiurare una terza potenziale ondata di Covid. “Dobbiamo solo capire – ha detto il presidente del consiglio – se le varianti, come quella inglese, che hanno un tasso di contagiosità più elevato, ci richiederanno o meno l’aggiornamento delle nostre misure. Altrimenti il sistema per fasce col monitoraggio è assolutamente adeguato anche per la terza ondata”. Ed intanto, in vista del 7 gennaio – e quindi di una cauta ripresa – sono diverse le attività che chiedono chiarezza sul futuro.
Sembra ormai tramontata l’ipotesi della riapertura degli impianti sciistici che, su indicazione del presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, potrebbe slittare al 18 gennaio. Una decisione che, con ogni probabilità, sarà presa solo nei primi dieci giorni del nuovo anno. Dalla Valle d’Aosta è comunque partito un appello al governo per mantenere alta l’attenzione sulle zone di montagna. Alcune regioni, poi, stanno pensando di cambiare la data dei saldi invernali, che tradizionalmente si svolgono proprio nei primi giorni dell’anno, in considerazione proprio degli ultimi giorni di zona rossa.
Quasi un italiano su due (47%), secondo Coldiretti, è pronto a denunciare eventuali comportamenti scorretti, come feste con tanti ospiti e veglioni abusivi. Secondo Confcommercio è boom di vendite nel settore alimentare a cominciare dai vini di alta qualità. La spesa media per il cenone a casa Coldiretti stima che sia intorno ai 65 euro.
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Scuola: Ok dai prefetti per la ripresa il 7 gennaio al 50%
Fino al 15 gennaio. Viminale, adottati documenti operativi
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31 dicembre 2020
16:47
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“Le prefetture hanno adottato i documenti operativi all’esito dei lavori dei tavoli di coordinamento scuola-trasporti istituiti in tutte le province in vista della ripresa, dal 7 gennaio, dell’attività didattica in presenza”. Lo annuncia in una nota il Viminale, spiegando che “i prefetti hanno tenuto conto anche dell’ordinanza del ministro della Salute del 24 dicembre 2020 che limitatamente al periodo 7-15 gennaio riduce la presenza in classe al 50%”.
“Saremo pronti per il 7 gennaio”, ha detto la ministra dei Trasporti, Paola De Micheli, in vista della riapertura delle scuole.
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“L’impegno di tutti è stato massimo e di questo ringrazio molto i prefetti – si legge in una nota -. Grazie a questo coordinamento la scuola ripartirà più sicura con più mezzi del trasporto locale e una riorganizzazione degli orari. Chiuderla è stata tra le scelte più sofferte affrontate dal Governo, il lavoro di tutti e la collaborazione istituzionale ci consentirà di riaprirla”.
La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha espresso “grande soddisfazione per il risultato raggiunto” commentando il via libera alla ripresa delle scuola in presenza il 7 gennaio. “In pochi giorni – ha spiegato – i tavoli guidati dai prefetti hanno permesso di elaborare misure specifiche, territorio per territorio, e subito operative. Un lavoro di squadra di cui andare fieri. Nell’unico interesse di studentesse e studenti”
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Conte: ‘Nel 2020 prova durissima, ma momenti di grande unità’
‘Ora è il momento di riprenderci le nostre vite’. Ciascuno di noi farà sua parte per rilancio Italia’
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31 dicembre 2020
19:27
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“Il 2020 non lo dimenticheremo. Ora però è arrivato il momento di riprenderci le nostre vite, di lavorare per reinventare una società migliore.
Il nuovo anno deve essere l’anno del riscatto. Ciascuno di noi farà la sua parte e tutti insieme lavoreremo alla ripresa e al rilancio dell’Italia. Buon 2021 a tutti gli italiani.” Lo scrive il premier Giuseppe Conte su Facebook:

  Nel 2020 “abbiamo vissuto momenti di grande unità. Abbiamo toccato con mano lo spirito di solidarietà di tante persone che sono rimaste impavide in prima linea. Abbiamo constatato il senso di responsabilità di tanti cittadini che hanno dato il loro contributo al bene comune semplicemente rispettando le regole. Ci siamo tenuti per mano tutti insieme, pur rimanendo distanti.” Lo scrive su fb il premier Giuseppe Conte che aggiunge: “Abbiamo vissuto un anno difficile. Difficilissimo. Abbiamo affrontato, e stiamo ancora affrontando, una prova durissima”.
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Mattarella: ‘Vaccinarsi è un dovere. Lo farò appena posso, prima le categorie a rischio’
Il messaggio di fine anno del capo dello Stato: ‘Sono giorni di angoscia e speranza. La pandemia mette a rischio nostre esistenze, ferisce modo di vivere’
31 DICEMBRE 2020
20:45
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“Questo è il mio ultimo anno al Quirinale” e sarà un anno interamente dedicato alla ripartenza dell’Italia. Sergio Mattarella chiude con quest’assicurazione personale il suo sesto discorso agli italiani.
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Ripartenza è infatti la parola chiave di un messaggio sobrio, a tratti doloroso, ma che in appena 14 minuti ha sferzato la politica chiedendo uno scatto morale che allontani i partiti dalla tentazione di capitalizzare “illusori interesse di parte”. Un accenno forse ai venti di crisi che agitano la maggioranza in questi giorni di festa e che non sarebbero compresi dentro un’emergenza che non ha precedenti nel dopoguerra. Il presidente della Repubblica, per la prima volta apparso ai cittadini in piedi di fronte al cortile d’onore del Quirinale con la mascherina in vista appoggiata sul leggio, è andato subito al sodo attaccando il tema del giorno, il negazionismo sui vaccini: “la scienza ci offre l’arma più forte, prevalendo su ignoranza e pregiudizi. Vaccinarsi è una scelta di responsabilità, un dovere. Tanto più per chi opera a contatto con i malati e le persone più fragili”, scandisce con estrema serietà il capo dello Stato.
“Io lo farò non appena possibile”, garantisce dopo aver più volte sottolineato come oggi la scienza sia l’unico faro ad illuminare una strada mai stata così buia. Ma chiuso il capitolo vaccini, il presidente si concentra sul prossimo futuro, sulla ripresa economica, sulla necessità di non perdere l’occasione del Recovery fund. E di non cadere nell’errore – questo l’invito al governo – di disperdere gli oltre 200 miliardi in via di stanziamento in mille rivoli. “Il piano europeo per la ripresa, e la sua declinazione nazionale – che deve essere concreta, efficace, rigorosa, senza disperdere risorse – possono permetterci di superare fragilità strutturali che hanno impedito all’Italia di crescere come avrebbe potuto”.
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Insomma, il capo dello Stato non fa sconti a nessuno e ricorda che non ci sono alternative: “il 2021 deve essere l’anno della ripartenza”. E perché sia così serve gettare il cuore oltre l’ostacolo, serve “cambiare ciò che va cambiato, rimettendosi coraggiosamente in gioco”. Coraggio, quindi. L’emergenza è tale da non permettere mezze misure. Non a caso Mattarella usa un termine evocativo, di forte impatto, quasi a voler ripulire il palcoscenico politico da scorie ancora recenti: “è l’ora dei costruttori”, sillaba immediatamente, richiamando alla memoria il suo contrario, quanti anche in politica hanno martellato, spezzettato, rottamato per scalare, pur legittimamente, consensi. Il 2021 non può più essere quel tempo, deve essere l’anno della ricostruzione, dell’unita “morale e civile”. “Non viviamo in una parentesi della storia. Questo è tempo di costruttori. I prossimi mesi rappresentano un passaggio decisivo per uscire dall’emergenza e per porre le basi di una stagione nuova”.
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Parole che sono ovviamente piaciute al premier Giuseppe Conte che le ha immediatamente fatte sue commentando il discorso del presidente così: “Ora arriva il compito più difficile, quello di continuare a restare coesi e di utilizzare rapidamente e al meglio le risorse utili a sostenere le persone più colpite da questa crisi, nella consapevolezza – come ha detto Mattarella – che ‘ora è il tempo dei costruttori'”. Sono certo che ce la faremo”. Come ormai sempre succede, unanime è stato il plauso delle forze politiche che con accenni diversi hanno sottolineato diversi passaggi dell’intervento presidenziale. Il centrodestra ha in particolare apprezzato la frase sui “costruttori” e i passaggi nei quali Mattarella spiegava che non c’è più spazio per “perdite di tempo e distrazioni”. Il primo cittadino si è sforzato di non rimuovere i drammi di questo 2020 e di infondere nuova energia. Senza nascondere “errori e ritardi” nella gestione della pandemia ma richiamando la politica a non perdere il contatto con il Paese reale: “la fiducia di cui abbiamo bisogno si costruisce tenendo connesse le responsabilità delle istituzioni con i sentimenti delle persone”.
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Senza dimenticare che l’aderenza al progetto europeo è un cardine del suo mandato e della genesi di questo esecutivo. Un’unione europea che la pandemia ha svegliato e rinvigorito: “La Ue è stata capace di compiere un balzo in avanti. Ha prevalso l’Europa dei valori comuni e dei cittadini. Non era scontato. Ora le scelte dell’Unione Europea poggiano su basi nuove. L’Italia è stata protagonista in questo cambiamento”.
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“Questo è tempo di costruttori, non sono ammesse distrazioni, non si deve perdere tempo, non vanno sprecate energie e opportunità.” Parole sante, come fondamentale e non scontata è la richiesta di più attenzione e più aiuti concreti per i disabili, un popolo di 6 milioni di Italiani che più di altri ha sofferto per il Covid”. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini lodando le parole del Capo dello Stato Sergio Mattarella.”Il Presidente Mattarella ha saputo esprimere nel modo più alto il comune sentire degli italiani al termine di un anno difficile. Siamo in perfetta sintonia con ogni parola del Capo dello Stato, che ha saputo cogliere la sofferenza di tanti italiani, le difficoltà delle imprese, le angosce delle categorie meno tutelate, donne, giovani, disabili, lavoratori autonomi, precari”. Così il Presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi loda il discorso di fine anno di Sergio Mattarella. “Credo in particolare sia molto importante che il Presidente della Repubblica abbia ribadito, in questa occasione solenne, l’appello ad un’unità sostanziale della nazione e della sua classe dirigente, unità che non cancella le distinzioni di parte ma che le supera in nome della comune responsabilità verso il futuro del Paese e verso le nuove generazioni. E’ lo spirito – conclude l’ex premier – con il quale abbiamo lavorato in questi mesi difficili e nel quale continueremo ad operare nel 2021, che dovrà essere per l’Italia l’anno della ripartenza”. “Ha ragione il Presidente Mattarella, quello che ci aspetta è tempo di costruttori. Per questo facciamo nostro il suo appello ad affrontare il piano europeo per la ripresa in modo concreto ed efficace, senza disperdere risorse come invece purtroppo è stato fatto negli ultimi mesi”. Lo dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni lodando il discorso del Presidente.
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‘Parole sante’, il plauso delle opposizioni al discorso di Mattarella
Salvini, Berlusconi e Meloni lodano il discorso del capo dello Stato. Per la maggioranza ‘indica la strada’
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31 dicembre 2020
21:22
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Da Salvini a Berlusconi plauso delle opposizioni l discorso di fine anno del presidente Mattarella. “Questo è tempo di costruttori, non sono ammesse distrazioni, non si deve perdere tempo, non vanno sprecate energie e opportunità.” Parole sante, come fondamentale e non scontata è la richiesta di più attenzione e più aiuti concreti per i disabili, un popolo di 6 milioni di Italiani che più di altri ha sofferto per il Covid”.
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Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini lodando le parole del Capo dello Stato Sergio Mattarella. “L’anno – sottolinea Salvini – non può cominciare con una politica che perde tempo a parlare di rimpasti, litigi, poltrone. L’impegno mio, di tutta la Comunità della Lega e del centrodestra, anche per onorare il sacrificio di chi ci ha lasciato in questo 2020, sarà ancor più finalizzato a lavorare per costruire, per unire, per rilanciare, per restituire salute, lavoro, bellezza, ricchezza e speranza alla nostra splendida, unica, immortale Italia”. “Il Presidente Mattarella ha saputo esprimere nel modo più alto il comune sentire degli italiani al termine di un anno difficile. Siamo in perfetta sintonia con ogni parola del Capo dello Stato, che ha saputo cogliere la sofferenza di tanti italiani, le difficoltà delle imprese, le angosce delle categorie meno tutelate, donne, giovani, disabili, lavoratori autonomi, precari”. Così il Presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi loda il discorso di fine anno di Sergio Mattarella. “Credo in particolare sia molto importante che il Presidente della Repubblica abbia ribadito, in questa occasione solenne, l’appello ad un’unità sostanziale della nazione e della sua classe dirigente, unità che non cancella le distinzioni di parte ma che le supera in nome della comune responsabilità verso il futuro del Paese e verso le nuove generazioni. E’ lo spirito – conclude l’ex premier – con il quale abbiamo lavorato in questi mesi difficili e nel quale continueremo ad operare nel 2021, che dovrà essere per l’Italia l’anno della ripartenza”. “Ha ragione il Presidente Mattarella, quello che ci aspetta è tempo di costruttori. Per questo facciamo nostro il suo appello ad affrontare il piano europeo per la ripresa in modo concreto ed efficace, senza disperdere risorse come invece purtroppo è stato fatto negli ultimi mesi”. Lo dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni lodando il discordo del Presidente.
“Non siamo in balia degli eventi. Ora dobbiamo preparare il futuro”. Dal Presidente Mattarella un grande messaggio che chiama tutti alla responsabilità, al senso di comunità e all’impegno per la rinascita italiana insieme a un’Europa che sta cambiando. È tempo di ricostruire”. Lo scrive il segretario del Pd Nicola Zingaretti in un post su Fb.
“Al Presidente Mattarella va il sincero ringraziamento mio e di tutti gli italiani per le parole pronunciate questa sera e per il suo costante esempio: per come ha saputo rappresentare l’unità del Paese nel momento più difficile. Durante questo anno terribile che ci stiamo lasciando alle spalle la sua rettitudine, il senso profondo di comprensione e partecipazione manifestato tante volte agli italiani, hanno rappresentato un faro nella tempesta. Così come affermato dal Capo dello Stato, dell’anno che si sta per concludere dobbiamo conservare la memoria, il senso di comunità ritrovato e l’identità nazionale rafforzata”. Lo afferma in una nota il capo politico del Movimento 5 Stelle Voto Crimi.
“La solidarietà e la coesione come chiave per uscire definitivamente da questa stagione così difficile. Le parole del Presidente Mattarella indicano la strada giusta per costruire l’Italia del 2021”. E’ il commento del Ministro della Salute, Roberto Speranza, al messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
“Riconoscere la gravità della pandemia. Ripartire grazie ai vaccini e alla risposta comune europea. Riscoprire solidarietà e fratellanza. Grazie Presidente. Davvero è il tempo dei costruttori”. Lo scrive su twitter il commissario all’Economia dell’Ue Paolo Gentiloni.
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Fisco: effetto bonus,crediti Irpef record in 2020 a 23 mld
Elexia,+ 50% in 10 anni; a vantarli metà dei contribuenti
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01 gennaio 2021
09:53
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Il 2020 segnerà un nuovo record di crediti Irpef vantati dalla metà dei contribuenti italiani, superando i 23 miliardi di euro. In un decennio la montagna annuale dei crediti Irpef è salita del 50%, passando da 14,8 miliardi del 2009 ai 22,2 del 2018 (ultimo anno con dati disponibili).
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È quanto emerge da un’analisi di Elexia, associazione di avvocati e commercialisti che raggruppa 40 professionisti di Milano, Roma e Firenze che sottolinea come il boom dei crediti Irpef derivi dalla crescente popolarità di oneri deducibili e detrazioni Irpef, come quelli legati alle ristrutturazioni di immobili”.Nel frattempo i contribuenti che chiudono l’anno a credito verso il Fisco sono passati da 17,3 a 21,7 milioni (+25%). L’importo medio vantato a credito è cresciuto da 857 a 1.022 euro. La percentuale dei contribuenti a credito è salita al 52% contro il 42% del 2009 e all’aumento costante potrebbe aggiungersi nel 2020 l’effetto della crisi causata dal COVID con molti contribuenti che hanno avuto un drastico calo dei redditi ma potrebbero aver dovuto versare comunque cospicui acconti calcolati sull’anno precedente.
“I contribuenti prestano maggiore attenzione rispetto al passato ai possibili risparmi, cercando così di ridurre il pesante carico di imposte”, sottolinea Alberto Basso, partner di Elexia, .

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Fincantieri: Patuanelli, presto lettera a Vestager e Breton
Stiamo interloquendo con Le Maire
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30 dicembre 2020
12:53
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“Stiamo interloquendo con Le Maire e scriveremo tra oggi e domani una lettera a Vestager e Breton”.
Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, parlando con i giornalisti, in Senato, riguardo la vicenda Fincantieri.   ECONOMIA

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Conte: “Accelerare la verifica, no ultimatum. Recovery pronto a metà febbraio
Il vaccino? ‘Lo farei subito’. Ma il premier esclude l’obbligatorietà
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30 dicembre 2020
22:03
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Conte, nella conferenza stampa di fine anno, avverte Renzi: stop “agli ultimatum”, sì al dialogo e “se manca la fiducia di un partito” si va “in Parlamento”. Se il problema è il rimpasto “lo affronteremo”.
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Quindi assicura che sul Recovery il documento finale “sarà pronto per metà febbraio”. Per quanto riguarda la governance del Recovery, invece, pensa a un decreto così come chiede l’Ue. Intanto, la delegazione di IV presenta al Mef la sua proposta divisa in 62 ‘appunti’ e continua a incalzare il governo che, nel frattempo, ha già elaborato una nuova bozza. Si tratta di un testo di 153 pagine con tanto di cronoprogramma dei singoli progetti e l’indicazione, come vuole l’Ue, di ‘milestones’ e target. Per quanto riguarda la scuola il governo punta a ripartire il 7 gennaio almeno al 50%.

La conferenza stampa di Conte – Occorre “accelerare” la cosiddetta verifica di maggioranza, così da affrontare “nei primi giorni di gennaio” il Recovery Plan, da consegnare poi alle “forze sociali e al Parlamento” per definirlo in via definitva “a febbraio”, ha detto il premier Giuseppe Conte alla conferenza stampa di fine anno. “Dobbiamo avere una prospettiva di legislatura nel quadro dell’occasione storica dei 209 miliardi del Recovery plan.Ma non possiamo permetterci di galleggiare”, ha detto. E poi ha aggiunto: “Senza la coesione delle forze di maggioranza si può vivacchiare”.
Il premier cita quindi Aldo Moro. “Ci sono due aspetti che non riesco a fare miei. Uno sono gli ultimatum, non appartengono a mio bagaglio. In ultimo discorso, l’ultimo fatto nel febbraio 1978, Moro ha detto che gli ultimatum non sono ammissibili in politica, significano far precipitare le cose e impedire una soluzione. Io sono per il dialogo e il confronto e trovare una sintesi per il Paese”.
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“Un’altra cosa non mi appartiene oltre agli ultimatum – ha aggiunto il premier -. Noi stiamo lavorando al futuro del Paese, stiamo lavorando per il Recovery Plan, abbiamo fatto una manovra espansiva di 40 miliardi, lavoriamo al Bilancio europeo, sono qui per programmare il futoro. Non potrei distogliermi da questi impegni per impegnarmi in una campagna elettorale”.
Se verrà meno la fiducia di un partito andrò in Parlamento”, spiega Conte, e se verrà posto il problema del rimpasto “lo affronteremo”. Sul Mes, invece, “sarà il Parlamento a dover decidere”.
A proposito del vaccino Conte annuncia: “Io stesso per dare il buon esempio lo farei subito ma è giusto rispettare le priorità approvate dalle Camere”. Il premier tuttavia confida in una vaccinazione di massa ed esclude al momento l’obbligatorietà. “Io chiedo a tutti uno sforzo, mettiamo una parte le ideologie e le reazione emotive, compiamo un atto di solidarietà verso tutta la comunità nazionale, sottoponiamoci al vaccino”.
“Lo stato di emergenza” per il Covid “lo prorogheremo sino a quando sarà necessario per mantenere i presidi di protezione civile e tutti i presidi che ci consentono di gestire l’emergenza, dando poteri ai soggetti attuatori”, ha detto il premier.
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Sulla riapertura delle scuole Conte auspica “che il 7 gennaio le scuole secondarie di secondo grado possano ripartire con una didattica integrata mista almeno al 50% in presenza, nel segno della responsabilità, senza mettere a rischio le comunità scolastiche. Se, come mi dicono, i tavoli delle prefetture, hanno lavorato in modo efficace, potremo ripartire quantomeno con il 50%”.
“Abbiamo approfittato di dicembre – prosegue – per un ulteriore passo avanti, in una logica di massima flessibilità. Abbiamo coinvolto i prefetti, con tutte le autorità coinvolte, per una sintesi. Abbiamo compreso che il sistema è così integrato che non è possibile decongestionare i flussi attorno alla scuola, anche per il trasporto pubblico locale, se non si integrano i comparti diversi. Le prefetture hanno avuto il compito di coordinare soluzioni flessibili, da valutare paese per paese, scuola per scuola. C’è stata disponibilità a differenziare gli orari di ingresso anche negli uffici pubblici”.
In Italia dati peggiori sul Covid che altrove? “Teniamo conto che l’Italia è stato il primo Paese europeo e occidentale in cui è scoppiata la pandemia in modo così incisivo. Questo ci ha complicato la risposta e abbiamo dovuto elaborare risposte che non ci consentivano di riprodurre quelle applicate altrove”. Così risponde il premier Giuseppe Conte nella conferenza stampa di fine anno. “Aspettiamo a fare bilanci: avremo sempre il massimo impegno per limitare le limitazioni delle libertà personali. Nella seconda ondata le misure restrittive sono dappertutto e a volte anche in modo più incisivo che da noi”, aggiunge.
“Perché l’Italia non si è assicurata dosi di vaccini come la Germania? Italia, Francia, Germania e Olanda sono stati i primi paesi che in modo sintonico si sono mossi per l’alleanza per i vaccini, dopo aver già preso contatti con le ditte. Abbiamo consegnato la palla ala commissione Ue. E’ stata una scelta politica. L’Italia non ha tentato di assicurarsi altre commesse perché le dosi contrattualmente negoziate sono centinaia di milioni. E poi L’Italia non l’ha fatto perché all’articolo 7 del contratto della commissione europea c’è il divieto di approvvigionarsi a livello bilaterale”.
“La ministra con i sindacati e le forze sociali sta già lavorando allo scenario che dovremo affrontare dopo marzo” con la fine del blocco dei licenziamenti: “è uno scenario molto preoccupante. Abbiamo costruito una cintura di protezione sociale che più o meno sta funzionando, ha scongiurato il licenziamento per 600mila persone. Ma dobbiamo lavorare alla riforma e riordino degli ammortizzatori sociali e rendere più incisive le politiche attive del lavoro. Dovremo lavorare per non farci trovare impreparati. Il mercato del lavoro si preannuncia molto critico dopo marzo”.
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La conferenza stampa di fine anno si è aperta con un minuto di silenzio in ricordo delle vittime del Covid e in solidarietà dei loro familiari.
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Conte, accelerare verifica, Recovery a febbraio
Progetto poi sarà consegnato a forze sociali e Camere
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30 dicembre 2020
14:07
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Occorre “accelerare” la cosiddetta verifica di maggioranza, così da affrontare “nei primi giorni di gennaio” il Recovery Plan, da consegnare poi alle “forze sociali e al Parlamento” per chiuderlo in via definitiva “a febbraio”.
Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte alla conferenza di fine anno.
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Conte,prospettiva legislatura ma non dobbiamo galleggiare
Recovery occasione storica
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30 dicembre 2020
14:08
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“Dobbiamo avere una prospettiva di legislatura nel quadro dell’occasione storica dei 209 miliardi del Recovery plan. Ma non possiamo permetterci di galleggiare”.

Lo afferma il presidente del Consiglio Giuseppe Conte parlando nel corso della conferenza stampa di fine anno, a villa Madamna
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Renzi,voglio stabilità ma se immobilismo legislatura finisce
Non siamo irresponsabili, chiediamo chiarezza
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30 dicembre 2020
14:06
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“A chi ci viene a dire ‘siete irresponsabili perché mettete in discussione la stabilità’, rispondo che io ho lavorato perché si proseguisse l’esperienza di legislatura perché pensiamo sia un valore la stabilità ma c’è una differenza epocale tra la stabilità e l’immobilismo. Come in una bicicletta l’equilibrio si tiene se ci si muove o l’immobilismo fa terminare la vita della legislatura.
Ecco perché abbiamo chiesto chiarezza”. Lo dice il leader di Iv Matteo Renzi nella dichiarazione di voto sulla manovra in Senato.
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Conte,prospettiva legislatura ma non dobbiamo galleggiare
Recovery occasione storica
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30 dicembre 2020
14:08
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“Dobbiamo avere una prospettiva di legislatura nel quadro dell’occasione storica dei 209 miliardi del Recovery plan. Ma non possiamo permetterci di galleggiare”.

Lo afferma il presidente del Consiglio Giuseppe Conte parlando nel corso della conferenza stampa di fine anno, a villa Madamna
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Manovra: Senato conferma fiducia con 156 sì, è legge
Arriva ok definitivo del Parlamento
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30 dicembre 2020
14:13
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Il Senato ha confermato la fiducia al governo sulla Manovra, con 156 voti a favore, 124 contrari e nessun astenuto. Successivamente al voto di fiducia posto sull’articolo 1 della manovra, l’Aula ha approvato il provvedimento nel suo complesso con 153 voti favorevoli, 118 contrari e un astenuto.
Il provvedimento è quindi approvato in via definitiva dal Parlamento.
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Conte, su fiducia in Parlamento ognuno assume responsabilità
Non sfido nessuno, trasparenti davanti cittadini per credibilità
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30 dicembre 2020
14:25
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“Il premier non sfida nessuno, ha la responsabilità di una sintesi politica e di un programma di governo. Per rafforzare la fiducia e la credibilità del governo e della classe politica bisogna agire con trasparenza e confrontarsi in modo franco.
Il passaggio parlamentare è fondamentale. Finché ci sarò io ci saranno sempre passaggi chiari, franchi, dove tutti i cittadini potranno partecipare e i protagonisti si assumeranno le rispettive responsabilità”. Lo dice il premier Giuseppe Conte parlando di un eventuale voto di fiducia in Parlamento al termine delle verifica.
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Conte, escludiamo vaccinazione obbligatoria
Confido in vaccino di massa
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30 dicembre 2020
14:52
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“Escludiamo la vaccinazione obbligatoria”. Lo dice il premier Giuseppe Conte nella conferenza stampa di fine anno.
“Confido – aggiunge – in una vaccinazione di massa”.
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Scuola: Conte, auspico ripartenza il 7/1 almeno al 50%
Se tavoli prefetture hanno lavorato bene, potremo farlo
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30 dicembre 2020
16:54
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“Auspico che il 7 gennaio le scuole secondarie di secondo grado possano ripartire con una didattica integrata mista almeno al 50% in presenza, nel segno della responsabilità, senza mettere a rischio le comunità scolastiche.
Se, come mi dicono, i tavoli delle prefetture, hanno lavorato in modo efficace, potremo ripartire quantomeno col 50%”.
Lo dice il premier Giuseppe Conte nella conferenza stampa di fine anno.
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Ue, ok ad accordo politico su investimenti con Cina
Dombrovskis, ‘una pietra miliare per l’economia’
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BRUXELLES
30 dicembre 2020
16:28
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La Ue e la Cina hanno concluso un accordo politico sugli investimenti, dopo sette anni di negoziati. Lo rende noto il presidente del Consiglio europeo Charles Michel.

“Una pietra miliare per l’economia”, che migliora “l’accesso ad un mercato chiave globale e crea parità di condizioni per le nostre imprese”, un accesso che la Cina “non ha mai dato a nessun Paese”, ha commentato il vicepresidente della Commisisone Ue responsabile per il commercio, Valdis Dombrovskis. L’intesa “non risolverà tutte le nostre sfide con la Cina, che restano tante, ma le vincola in modo significativo nella giusta direzione”, ha aggiunto.
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Manovra: Senato; via a dichiarazioni di voto sulla fiducia
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30 dicembre 2020
10:29
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Chiusa la discussione generale sulla fiducia alla manovra in Aula in Senato. Sono così iniziate le dichiarazioni di voto.
L’ok al provvedimento è atteso intorno all’ora di pranzo.
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Manovra: il Senato conferma la fiducia con 156 sì, è legge
Gualtieri: ‘Legge di bilancio ambiziosa, sono soddisfatto’
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31 dicembre 2020
10:03
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Il Senato ha confermato la fiducia al governo sulla Manovra, con 156 voti a favore, 124 contrari e nessun astenuto. Il provvedimento è quindi approvato in via definitiva dal Parlamento.
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Il Senato ha approvato successivamente al voto di fiducia posto sull’articolo 1 della manovra, il provvedimento nel suo complesso con 153 voti favorevoli, 118 contrari e un astenuto.
“Sono molto soddisfatto. Si conclude un iter in tempi rapidi, ringrazio il Parlamento, che consente l’approvazione di una legge di bilancio ambiziosa, fortemente espansiva, orientata alla crescita, al lavoro, alla coesione”, ha detto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, commentando al Senato l’approvazione della legge di Bilancio. “Ci sono misure di carattere storico, come le risorse per il varo dell’assegno unico per i figli, per l’avvio della riforma fiscale. Misure non solo per uscire dalla crisi, ma per rilanciare la crescita”.  “Stiamo varando il provvedimento più importante dell’anno, la legge di bilancio in un solo giorno”, ha affermato il presidente del senato Elisabetta Casellati in Aula a Palazzo Madama sottolineando la compressione dei tempi per l’esame parlamentare. “Si sta parlando di democrazia parlamentare”, ha aggiunto sottolineando “non voglio applausi”.
“Diciamo sì anche oggi” alla manovra “ma assegniamo al governo la responsabilità di dire che fa da grande. Siamo pronti a lavorare se c’è un orizzonte. Non saremo mai complici del più grande spreco di denaro della storia repubblicana” sul Recovery fund. “La palla tocca al governo perché noi abbiamo solo detto la verità”, ha affermato il leader di Iv Matteo Renzi. “Oggi abbiamo ascoltato parole definitive di un collega, Zanda. Leggetelo. Ci etichettano come irresponsabili e pierini ma dal rispetto delle forme democratiche deriva una credibilità delle istituzioni che ora rischia di essere messa a dura prova. Se il governo gialloverde approva la legge elettorale in 48 ore, si va alla Corte costituzionale, come ha fatto il Pd. Se lo fa il governo giallorosso si sta zitti?”, ha detto Renzi in Senato. “Stiamo distruggendo quest’aula e la nostra credibilità”, aggiunge. “Rispetto delle forme istituzionali, dall’intelligenze, dai servizi segreti, alla legge di bilancio”. “A chi ci viene a dire ‘siete irresponsabili perché mettete in discussione la stabilità’, rispondo che io ho lavorato perché si proseguisse l’esperienza di legislatura perché pensiamo sia un valore la stabilità ma c’è una differenza epocale tra la stabilità e l’immobilismo. Come in una bicicletta l’equilibrio si tiene se ci si muove o l’immobilismo fa terminare la vita della legislatura. Ecco perché abbiamo chiesto chiarezza”, ha aggiunto il leader di Italia Viva.
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Parlando con i giornalisti al Senato, il ministro Gualtieri ha sottolineato che sul Recovery, “non è sufficiente spendere tutti i soldi, ma devono essere spesi bene e che si raggiungano gli obiettivi. Altrimenti non arrivano i soldi dall’Europa e si rischia di perderli e di avare un buco di bilancio”, visto che le risorse vengono anticipate dall’Italia e poi rimborsate.
Nel documento inviato al ministro dell’Economia sul Recovery Plan, Italia Viva scrive:  “Non servono progetti nascosti nei cassetti e tirati fuori all’ultimo minuto. Occorre trasparenza. Questo è il documento più importante della legislatura: è in gioco il futuro dei nostri figli. Queste risorse sono risorse eccezionali: sprecare una così rilevante occasione sarebbe drammatico non solo per noi ma anche per i nostri figli e i nostri nipoti. Non possiamo accettare un documento senza una visione, non possiamo essere complici del più grande spreco di denaro pubblico”.
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Addio 2020, l’anno più brutto delle nostre vite
Gli eventi che hanno segnato la nostra storia
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30 dicembre 202022:55
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Un anno da sopravvissuti, per chi ce l’ha fatta. Un anno in cui il battito del mondo è parso a tratti rallentare, fin quasi a fermarsi.
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Il saluto del pianeta al 2020 è un addio a 12 mesi nei quali le vicende umane si sono susseguite e le notizie non sono mancate, come sempre; ma – in tutti i continenti – sotto l’ombra compatta e tenebrosa di “un nemico invisibile”: il Covid. Parola ignota ai vocabolari di qualunque lingua ancora nel 2019 e oggi ripetuta con gli accenti di tutti gli idiomi come una maledizione.
E’ il 4 gennaio, si è appena finito di far festa per il nuovo anno, quando le Agenzie battono in poche righe questa notizia: “Le autorità cinesi hanno avviato un’indagine sulla diffusione di una misteriosa polmonite di natura virale con decine di persone colpite nella città di Wuhan, nel centro della Cina. Online si sono diffusi timori che il virus possa essere legato alla Sars, che fra il 2002 e il 2003 causò la morte di 700 persone. La polizia di Wuhan ha fatto sapere che otto persone sono state sanzionate per la diffusione di false informazioni via Internet”. Se ne sa ancora poco, ma in filigrana ci sono già tutti gli elementi della bufera. Di un incubo in procinto di diventare – da semplice epidemia – pandemia globale. “La prima mai generata da un coronavirus”, come dichiarerà drammaticamente e in forma ufficiale l’11 marzo il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus: tragedia senza precedenti nel mondo moderno, segnata da un contatore di morte che tuttora non si è fermato.
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Le prime istantanee di quello che si sta preparando appaiono ancora remote in Europa, a gennaio: sono le immagini dei volti coperti dalle mascherine, dei luoghi pubblici svuotati dai lockdown (altro termine destinato a dilagare nell’uso comune), degli operatori sanitari o dei servizi di emergenza sfiancati e bardati come di fronte a una guerra biologica che rimbalzano inizialmente da Wuhan, dalla Cina, dove dietro le precauzioni dell’isolamento sociale di massa si materializza un capillare apparato di sicurezza. Ma ben presto le stesse visioni diventano familiari dappertutto sul pianeta. E l’Italia si ritrova a fare i conti con una prima ondata di casi che precede quella degli altri Paesi europei: a partire dai focolai che al principio si concentrano soprattutto in Lombardia. Tra i clic che restano nella memoria di quei giorni di sgomento non può mancare l’atroce processione di bare allineate sui cassoni di una fila di camion militari a Bergamo. O il viso disfatto dalla fatica e dal dolore di una delle infermiere travolte dall’emergenza fra i reparti di terapia intensiva. Flash di una battaglia combattuta da tanti con coraggio, compresa la gente comune che quel coraggio cerca di darselo cantando dai balconi nelle prime settimane di confinamento in casa; ma che lascia sul terreno vittime e ancora vittime a ogni latitudine, col trascorrere dei mesi. Ci sono i morti in camice bianco, caduti nelle corsie degli ospedali e riscoperti forse tardivamente come “eroi”; e i tanti nonni spirati in solitudine, falciati da un virus che colpisce soprattutto (non solo) i più vecchi e vulnerabili.
Universale si staglia poi il profilo di papa Francesco, in piedi in una piazza San Pietro deserta, lustra di pioggia e coperta da nuvole plumbee, a implorare l’Altissimo che ci liberi dal male.
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Momento profetico, capace di scuotere tutti o quasi tutti – chi crede, chi non crede, chi non sa – nel dubbio e nello sconforto dell’incertezza. Come se si fosse tornati ai secoli della morte nera, ai simboli di luoghi quali la Madonna della Salute, imponente basilica bianca innalzata dai veneziani a mo’ di ex voto dopo la peste del 1630.
Poi, certo, sarebbe giunto pure il racconto della sfida della scienza al Covid-19, dei laboratori dove stanno nascendo i vaccini che – si spera – sapranno sconfiggerlo. Troppo tardi per chi si è arreso lungo la strada. Nomi noti e non, dallo scrittore cileno Luis Sepulveda in avanti, in un 2020 nel quale l’umanità perde anche altre icone per ragioni diverse dalla pandemia. Diego Armando Maradona su tutti, genio sovrumano del football (genio e sregolatezza, come quasi sempre quando si ha a che fare con i talenti assoluti), pianto a fine anno nella natia Argentina, a Napoli, patria adottiva, e da chiunque sia stato in grado di apprezzarne in giro per il mondo l’arte irrefrenabile.
O ancora, in Italia, Paolo Rossi, Pablito, simbolo del trionfo azzurro ai mondiali dell’82, che con i suoi gol e il suo sorriso fece ballare per un’estate un’intera nazione reduce dai cupi anni di piombo. E senza dimenticare, fra i protagonisti del mondo di celluloide, l’addio al più celebre degli 007, l’highlander scozzese Sean Connery, James Bond cinematografico per antonomasia, uscito di scena a 90 anni.
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Quanto alla politica, a suggellare l’anno è senza dubbio la fine della presidenza di un solo mandato negli Usa, breve quanto tumultuosa, del magnate repubblicano Donald Trump. E la contestata elezione al suo posto del democratico Joe Biden, 78enne veterano dell’establishment a cui mezza America e tanta parte del mondo affidano adesso speranze di cambiamento – o solo di quiete – dopo una corsa alla Casa Bianca mai così divisiva per un Paese già scosso nei mesi precedenti dalle proteste del movimento anti razzista Black Lives Matter, sull’onda dell’uccisione dell’afroamericano George Floyd, ennesima vittima della polizia: con record storico di voti in cifra assoluta per il vincitore (affiancato per la prima volta da una vicepresidente donna e non bianca, Kamala Harris), ma anche per lo sconfitto.
Una svolta destinata a riverberarsi certo sul futuro dell’affannata superpotenza d’oltreoceano e del globo nel 2021: anno in cui “nulla sarà più come prima”, non si fa che ripetere fra paure e auspici, come in un mantra. Sempre che ad avverarsi non sia invece, una volta di più, l’amaro vaticinio del Gattopardo.
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Ecco la manovra: sanità, famiglie, lavoro, le novità per il 2021
Nel testo previsto l’assegno unico per i figli. 800 euro per gli autonomi
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31 dicembre 2020
10:30
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Famiglie, imprese, lavoratori: la manovra per il 2021 cerca di “non lasciare indietro nessuno”, come ripete il governo dall’inizio della pandemia, e distribuisce i 40 miliardi – tra deficit e fondi Ue – in gran parte a nuovi aiuti per far fronte alla crisi, a partire dal rafforzamento della sanità e dal finanziamento del piano vaccini. Nel suo iter parlamentare iper-compresso (48 ore in commissione, due fiducie e meno di tre giorni per l’esame del Senato) riesce ad accogliere oltre 250 proposte di modifica e si arricchisce di una carica di bonus e micro-misure, dai festeggiamenti per il primo presepe al turismo esperienziale, ma anche del primo abbozzo di ammortizzatore sociale per gli autonomi.
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Ecco in sintesi le novità del 2021:
RIVOLUZIONE FAMIGLIA CON L’ASSEGNO UNICO: è una delle misure distintive della manovra già nella versione di partenza.
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Vengono stanziati 3 miliardi – che salgono a circa 6 a regime – per l’introduzione a partire da luglio dell’assegno universale che andrà anche ad autonomi e incapienti e sostituirà gli altri aiuti per i figli a carico, fino ai 21 anni. Per i dettagli bisognerà però aspettare l’ok del Senato al ddl delega sul tema e ai decreti attuativi. Nel pacchetto famiglia anche il bonus bebé confermato ancora per il 2021, il congedo per i papà che sale a 10 giorni, i finanziamenti per aumentare i posti negli asili nido e una serie di misure per il lavoro delle neomamme e delle donne in generale. Più fondi anche contro le discriminazione di genere e le violenze, per careliver e caregiver. Aiuti poi per la casa, con più fondi per incentivare chi abbassa l’affitto (fino al 50% della riduzione del canone, massimo 1200 euro) e cento milioni in più anche per il fondo morosi incolpevoli. Altri 40 milioni per i buoni spesa per le famiglie in difficoltà.
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AUTONOMI, ANNO BIANCO E ‘CIG’: L’altra ‘rivoluzione’ è quella in arrivo per gli autonomi: intanto con 1 miliardo, che sarà potenziato con un ulteriore miliardo e mezzo, scatterà l’esonero (parziale) dai contributi per il 2020 per le piccole partite Iva fino a 50mila euro con perdite di almeno un terzo nell’anno nero del Covid. In più arriva Iscro, la nuova ‘cig’ per gli automi, una indennità di sei mesi fino a 800 euro.
SCUDO ANTI-LICENZIAMENTI: Se i licenziamenti sono bloccati, con la manovra, fino a fine marzo, si cerca di stendere uno scudo per evitare una emorragia di posti di lavoro. Oltre al rifinanziamento per 5 miliardi di altre 12 settimane di Cig Covid, gli sgravi al 100% per le assunzioni di under 35 per 3 anni (4 al Sud) e per le donne, lo sconto del 30% dei contributi per i dipendenti nel Mezzogiorno, vengono prorogati ed estesi alle imprese dai 250 dipendenti i contratti di espansione, torna l’assegno di ricollocazione per chi è Naspi e nasce Gol, un nuovo programma per il Reddito di cittadinanza (per il quale ci sono risorse aggiuntive) e disoccupati in Naspi. In attesa della riforma delle pensioni per superare Quota 100 prorogate Ape social e opzione donna. Scatta la nona salvaguardia per gli esodati.
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DAI MEDICI AI VACCINI, OLTRE 3 MILIARDI A SANITA’: Un miliardo in più per il Servizio sanitario e altri 650 milioni per assumere 3mila medici e 12mila infermieri per somministrare i vaccini; 400 milioni per acquistarli, 70 milioni per i tamponi da medici di base e pediatri. Ci sono poi 850 milioni per le indennità di medici e infermieri. 100 per le professioni sanitarie. In più siringhe, tamponi e vaccini saranno senza iva, 5 milioni serviranno ad arginare la carenza di bombole di ossigeno. Raddoppiano i fondi per la cannabis terapeutica e arriva un contributo per le coppie che si sottopongono alla Pma.

NUOVI AIUTI, DA TURISMO A FILIERE AGRICOLE: Per sostenere il turismo, tra i settori più provati dalla crisi, arriva un nuovo pacchetto da mezzo miliardo tra stop alla prima rata Imu per alberghi, stabilimenti e discoteche, proroga del credito d’imposta sugli affitti e tax credit per agenzie di viaggio e tour operator. Agli aeroporti vanno 500 milioni. Scende al 10% l’Iva su asporto e delivery. E si guarda anche alle filiere indirettamente colpite dalle chiusure, dai vini di qualità ai suini.
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DALLA CASA ALL’AUTO, TUTTI I BONUS: Conferma anche nel 2022 del Superbonus al 110%, esteso a tetti e ascensori, ai nuovi ecoincentivi auto (3.500 euro anche per le euro 6) e un bonus fino al 40euro della spesa per i redditi bassi che comprano auto elettriche. Il bonus mobili si applica a spese fino a 16mila euro. Ci sono poi il bonus occhiali (50 euro con Isee entro i 10mila euro), quello da 1000 euro per i filtri dell’acqua ma anche altrettanti per chi cambia rubinetti e wc in chiave anti-spreco. Arriva il cellulare o il tablet “di Stato”, per consentire la connessione delle fasce più deboli. C’è infine un bonus revisione auto, che coprirà solo 1 volta nei prossimi tre anni l’aumento da gennaio di 10 euro.
GARANZIE E INCENTIVI AGGREGAZIONI IMPRESE: Per evitare strette sul credito prorogate le garanzie e anche la moratoria sui mutui. Rafforzato ed esteso Transizione 4.0, e incentivata l’aggregazione (norma di cui si potrebbe avvalere anche Mps).
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Recovery: nuova bozza del governo con il cronoprogramma dei progetti
Testo di 153 pagine: tante conferme, da Superbonus a cybersecurity
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30 dicembre 2020
19:04
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Spunta una nuova bozza di Recovery plan, un documento aggiornato di 153 pagine, nel quale per la prima volta compare il cronoprogramma dei singoli progetti, con l’indicazione, come chiede l’Ue, di milestones (pietre miliari) e target (obiettivi). Vengono indicati i soggetti proponenti, attuatori e la natura della spesa, se si tratta di investimenti, riforme o incentivi. Compaiono anche impatto green e digital.
La bozza, datata 29 dicembre, aggiorna il testo di 133 pagine portato in Cdm il 7 dicembre. Sui progetti diverse conferme: dal Superbonus al centro di ricerca sulla cybersecurity da realizzare entro il quarto trimestre 2021.
Due miliardi e 640 milioni aggiuntivi per accelerare sulla banda ultralarga e avviare già nel 2021 la copertura del 10% di scuole, strutture sanitarie, musei, e anche di 30mila km di strade extraurbane. E’ l’obiettivo che si pone il governo per il progetto ‘connessioni veloci’ contenuto nella nuova bozza del Recovery Plan. Nel dettaglio si prevede tra il 2024 e il 2026 la copertura piena di 9mila scuole,12.300 ospedali, 100 parchi, 200 musei e siti archeologici, 1000 centri sportivi. Previsto anche di raggiungere entro il primo trimestre 2026 2,5 milioni di case in aree grigie e bianche.
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Covid: Regioni, rimandare apertura impianti sci al 18/1
Con la scuola il Governo vuole ripartire il 7, almeno al 50%
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31 dicembre 2020
10:04
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Le regioni chiedono di rimandare l’apertura degli impianti sciistici al 18 gennaio. In una lettera ai ministri Francesco Boccia e Roberto Speranza, il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini ha sottolineato che “allo stato attuale, causa anche il recente andamento epidemiologico a livello internazionale che non ha agevolato l’assunzione delle necessarie decisioni, si ritiene non ricorrano le condizioni tali da consentire iniziative e azioni programmabili per permettere l’apertura degli impianti il giorno 7 gennaio”.
Intanto il Governo vuole riportare due milioni e mezzo di studenti a scuola il 7 gennaio, almeno al 50% in presenza.
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Lo ha ribadito il premier Conte nella conferenza stampa di fine anno, mentre le Regioni si attrezzano perché personale e ragazzi possano affrontare le aule in sicurezza. Ma le polemiche non sono ancora sopite: in mattinata studenti e studentesse si sono mobilitati davanti al liceo Visconti di Roma per manifestare il loro dissenso verso la gestione del rientro subito dopo l’Epifania, mentre striscioni di protesta facevano comparsa davanti a una ventina di scuole di tutto il Lazio. I ragazzi chiedono “trasporti sicuri e aumento delle connessioni”, facendo eco a molti presidi italiani che continuano a ritenere difficile il rientro il 7 gennaio.
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Da Erasmus a passaporto cosa cambia per gli italiani con la Brexit
Le nuove regole per turisti, studenti e lavoratori
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31 dicembre 2020
11:20
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Dall’Erasmus al roaming, per le centinaia di migliaia di italiani ed europei, che guardano al Regno Unito come una meta turistica, lavorativa, di studio e di avventura dal primo gennaio, con l’entrata in vigore della Brexit, cambieranno molte cose. La svolta più immediata riguarderà, in senso più severo e restrittivo, le regole sugli spostamenti: uno dei fattori determinanti che hanno portato alla scelta del divorzio da Bruxelles nel referendum del 2016. Dal nuovo anno la libertà di movimento come intesa sino ad oggi cessa di esistere.
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Sarà necessario il passaporto (senza visto) per viaggiare nel Regno Unito e restarci fino a tre mesi. Per un periodo più lungo, nel caso in cui si intenda soggiornare per ragioni di lavoro o di studio, occorreranno invece visti analoghi a quelli richiesti attualmente agli stranieri non comunitari.
Ma non finisce qui. Per limitare gli ingressi, anche dall’Ue, vengono introdotte liste di priorità legate al possesso di un contratto di lavoro già garantito, con un salario minimo annuo lordo da 25.600 sterline (oltre 28.000 euro). Il tutto all’interno di un sistema di filtro degli ingressi a punti in cui si valuterà fra l’altro il livello delle proprie specializzazioni e la padronanza della lingua inglese.
Quanto a coloro che sono già residenti sull’isola (circa 4 milioni di europei, di cui oltre 700.000 italiani), il mantenimento dei diritti pre Brexit resta soggetto all’iscrizione, al più tardi entro giugno 2021, nel registro del cosiddetto ‘Eu Settlement Scheme’, istituito in forma digitale presso l’Home Office a tutela di un trattamento equiparato a quello dei cittadini britannici. Ma per i nuovi venuti, giovani in primis, la musica avrà un altro spartito. E i cambiamenti sono destinati a coinvolgere chi sogna Oxford e Cambridge o una delle tante altre università britanniche dove le presenze italiane sono una costante consolidata. Chi vi s’iscriverà dal 2021 pagherà una retta piena, al pari degli extracomunitari, che a seconda degli atenei può arrivare fino all’equivalente di oltre 30.000 euro per anno accademico.
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Inoltre la Gran Bretagna esce dal programma Erasmus di scambi fra studenti europei, considerato troppo oneroso dal governo Tory di Boris Johnson e utilizzato finora più dai ragazzi continentali per periodi di studio sull’isola che non dai giovani britannici attratti dagli atenei dei Paesi Ue. Un programma che Londra ha annunciato di voler sostituire con un nuovo schema di scambi globali, allargato agli atenei americani o asiatici, e intitolato al matematico inglese Alan Turing (colui che svelò i segreti dei cifrari tedeschi di Enigma durante la Seconda Guerra Mondiale): programma per il quale il ministro dell’Istruzione, Gavin Williamson, ha promesso uno stanziamento iniziale da 100 milioni di sterline, in grado di coprire dall’anno prossimo i costi di soggiorni di studio globali a 35.000 studenti isolani contro i 15.000 circa dell’ultimo Erasmus.
Infine c’è la questione del roaming telefonico che riguarda soprattutto chi vorrà recarsi nel Regno Unito per turismo. Fino ad oggi infatti i cittadini italiani hanno potuto usare i loro piani tariffari come se fossero in Italia grazie ad una legge europea entrata in vigore tre anni fa. Con la Brexit le cose cambieranno, a meno di accordi nei prossimi mesi, e chi possiede sim italiane dovrà fare riferimento al proprio operatore telefonico circa gli addebiti roaming.
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Egitto: ‘Processo Regeni immotivato’. Ira dell’Italia
Farnesina: ‘Parole inaccettabili, piena fiducia nella magistratura italiana’
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IL CAIRO
31 dicembre 2020
11:00
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Nel sostenere che un processo in Italia sarebbe “immotivato”, la Procura generale egiziana accredita la tesi secondo la quale imprecisate “parti ostili a Egitto e Italia vogliano sfruttare” il caso di Giulio Regeni “per nuocere alle relazioni” tra i due paesi. Ciò, aggiunge la Procura, sarebbe provato dal luogo del ritrovamento del corpo e dalla scelta del giorno del sequestro e di quello del ritrovamento del cadavere, avvenuto durante una missione economica italiana al Cairo.
“La Farnesina ritiene che quanto affermato dalla Procura Generale egiziana relativamente al tragico omicidio di Giulio Regeni sia inaccettabile”. In una nota diffusa in serata la Farnesina ribadisce “di avere piena fiducia nell’operato della magistratura italiana” e che “continuerà ad agire in tutte le Sedi, inclusa l’Unione europea, affinché la verità sul barbaro omicidio di Giulio Regeni possa finalmente emergere”.
“La Farnesina auspica che la Procura Generale egiziana condivida questa esigenza di verità e fornisca la necessaria collaborazione alla Procura della Repubblica di Roma”.

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ALLE 15:35 DI MARTEDì 29 DICEMBRE 2020

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Natale: Provincia Belluno dona albero a Palazzo Chigi
A premier Conte scultura su schianto tempesta Vaia
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BELLUNO
28 dicembre 2020
06:00
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La Provincia di Belluno ha consegnato anche quest’anno il grande albero di Natale a Palazzo Chigi, dono diventato tradizionale, a cui si è aggiunto anche un alberello scolpito negli schianti della tempesta “Vaia” di due anni fa.
Si tratta di una piccola scultura realizzata dall’artista alleghese Gianni Da Tos, con una targhetta ‘Alleghe’, donata al presidente del Consiglio Giuseppe Conte a margine dell’incontro con il ministro Federico D’Incà e il presidente del Comitato paritetico Fondo Comuni confinanti, Roger De Menech, tenuto per fare il punto sull’ultima emergenza maltempo e su varie problematiche della provincia bellunese.

“È un piccolo segno di rinascita, che dimostra come il nostro territorio stia superando la distruzione della tempesta di ottobre 2018 – commenta il presidente della Provincia, Roberto Padrin -. Dalla strage degli alberi, come è stata definita, sono nate sculture e opere d’arte. E ci auguriamo tutti che anche dal Covid e dalla crisi prodotta dal virus possano nascere occasioni di ripresa e di rilancio”.
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Dalla Presidenza del Consiglio è stato inviato al presidente Padrin un messaggio di auguri e di ringraziamento.
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Recovery, Renzi: Senza accordo le ministre si dimetteranno
Il leader di Iv: Se c’è l’accordo” sul Recovery “bene, si va avanti, se non c’è l’accordo è evidente che faranno senza di noi”
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29 dicembre 2020
13:25
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Il Recovery plan proposto da Giuseppe Conte è un “collage raffazzonato senz’anima”. Parte da una stroncatura senza appello di Matteo Renzi, l’ultimo tentativo di rimettere insieme i pezzi della maggioranza ed evitare che le dimissioni delle ministre di Iv aprano la crisi di governo.
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Il “Ciao”, il contro-piano renziano, sembra fin dal nome voler liquidare il premier, anche perché le richieste renziane sono difficili da digerire, non solo per Conte ma anche per il M5s: dalla rinuncia alla delega ai Servizi, allo ius culturae per gli universitari stranieri, al Mes. Ma l’affondo di Iv ancora non c’è. E Pd, M5s, Leu rilanciano con le loro proposte.
Martedì al ministero dell’Economia Roberto Gualtieri ed Enzo Amendola vedranno le delegazioni di Pd e M5s, mercoledì Leu, Iv e Autonomie per preparare il terreno del confronto, prima di un incontro plenario con tutti i partiti. Solo dopo, forse a cavallo dell’Epifania, Conte convocherà il Consiglio dei ministri sul Recovery. Se intesa ci sarà, potrebbe essere un primo tassello di un più ampio accordo di governo, che potrebbe passare da un rimpasto “pilotato”, che eviti una crisi al buio dall’esito – concordano tutti i partiti – imprevedibile.
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Ma se non ci sarà intesa, continua a minacciare Renzi, “faranno senza Iv”. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, le cui parole sono attese nel discorso di fine anno, osserva l’evolversi della situazione. In ambienti parlamentari c’è chi, interpretando il pensiero del capo dello Stato, ritiene difficile l’ipotesi della nascita di un governo Conte ter, che passi dalle dimissioni del premier e consultazioni per un nuovo governo. Diverso – forse più praticabile – il caso in cui Conte proponesse alcuni cambi nella sua squadra di governo con un rimpasto su cui chiedere una nuova fiducia in Parlamento.
A margine dei lavori sulla manovra continuano a rincorrersi voci, nonostante le smentite, di un ingresso di Renzi o Ettore Rosato nel governo, con cambi al Viminale (che andrebbe al Pd o a Di Maio) e alle Infrastrutture. Solo ipotesi, per ora. Il Pd continua a smorzare le tentazioni di crisi rilanciando sul piano delle proposte per “cambiare l’Italia” con il Recovery e sostenendo che l’unica alternativa a questo governo sono le elezioni, magari con un’alleanza Pd-M5s (Renzi si tira fuori) e una lista Conte.
Intanto i presidenti dei gruppo parlamenti di LeU, Loredana De Petris e Federico Fornaro hanno presentato al presidente del Consiglio “le osservazioni e le proposte di Liberi e Uguali per il Recovery Plan italiano. Nel documento abbiamo ritenuto fondamentale riaffermare che i fondi destinati alla Sanità, pari ad appena 9 mld, sono largamente insufficienti, anche tenendo conto di alcuni programmi trasversali”, hanno detto.
“Il Servizio sanitario nazionale – hanno spiegato Fornaro e De Petris – ha per noi un’importanza strategica decisiva. E’ quindi necessario l’investimento di ben più ampie risorse soprattutto sul fronte dell’assistenza di prossimità e della medicina territoriale. Salute, quindi, ma anche ambiente, infrastrutture sociali, istruzione e ricerca, mobilità sostenibile e mezzogiorno gli assi portanti delle nostre priorità”.
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“L’intero impianto del programma Next Generation Eu – proseguono i due capigruppo – lega la crisi sociale e quella ecologica. E’ dunque necessario abbandonare l’impostazione micro progettuale per adottare una visione complessiva, quella che papa Francesco ha definito ‘Ecologia integrale’, rifiutando quindi qualsiasi operazione di greenwashing e di dispersione delle risorse in microprogetti”.
“Nel documento oltre ad aver segnalato l’inadeguatezza di alcuni dei progetti proposti, chiediamo la revisione, non più rinviabile, degli obiettivi del PNIEC, investimenti massicci in idrogeno verde e non blu, impegno a un uso solo residuale del gas come risorsa energetica. Sono urgenti poi maggiori investimenti nella forestazione urbana e nell’economia circolare, nonché la transizione energetica dell’edilizia residenziale pubblica per consentire una maggiore equità sociale. Gli obiettivi di mitigazione della crisi climatica e ambientale necessitano altresì di investimenti per agricoltura e mobilità sostenibili, proseguono i capigruppo di LeU”.
“Riteniamo un errore grave e da correggere – aggiungono – il non aver considerato le infrastrutture sociali come asse strategico. Si tratta infatti di un intervento decisivo per garantire la terza linea strategica del NGEU, quella dell’inclusione sociale. Altrettanto inspiegabile è poi la quasi scomparsa dalla bozza degli investimenti volti a colmare il divario tra il Sud e il resto d’Italia, tra i principali destinatari dei 209 miliardi del PNNR. E’ infine necessario investire nel potenziamento della didattica e nel diritto allo studio in favore dei redditi più bassi e rafforzare la ricerca pubblica, concludono i presidenti dei gruppi di LeU”.
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Calabria:Cittadella Regione intitolata a Jole Santelli
Spirlì:un regalo della sua Calabria nel giorno del compleanno
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CATANZARO
28 dicembre 2020
14:37
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E’ stata intitolata a Jole Santelli, prima presidente donna della Regione Calabria, nel giorno che avrebbe dovuto segnare il suo cinquantaduesimo compleanno, la Cittadella regionale degli uffici di Catanzaro.
Emozioni e lacrime trattenute a stento dal presidente facente funzioni Nino Spirlì, dagli assessori della sua giunta (mancava solo Sergio De Caprio, assente dalla Calabria per motivi familiari) dalle sorelle Paola e Roberta, da consiglieri di maggioranza e di opposizione e sindaci – c’erano tra questi Maria Limardo (Vibo), Sergio Abramo (Catanzaro) e Giuseppe Falcomatà (Reggio) – nella sala che ha preceduto la benedizione della targa all’ingresso principale del palazzo benedetta dall’arcivescovo di Catanzaro Squillace mons. Vincenzo Bertolone, presidente della Conferenza episcopale Calabra.
La Cittadella da oggi porta il nome di Jole Santelli, già parlamentare e più volte sottosegretario di Stato scomparsa il 15 ottobre scorso. Una decisione che non è andata giù ad un cartello di associazioni catanzaresi che ha presentato un ricorso al Tar.
“Avremmo dovuto festeggiare in altro modo questa ricorrenza – ha detto Spirlì, preceduto da un tributo video – ma non ci è stato dato di poterlo fare. Ma questa giornata non poteva passare senza che ci fosse un regalo della Calabria al politico che, quanto e più di tutti gli altri, ha segnato un passaggio nuovo nel linguaggio, nell’approccio, nel disegno e nei risultati politici”. Spirlì ha parlato di Jole Santelli come il “politico che ha segnato un passaggio nuovo”, facendo riferimento anche alle parole del procuratore Gratteri, secondo cui la defunta presidente della Regione “è e resta il politico su cui non si può dire una parola negativa. Lei ha sfondato dall’interno le porte di questo palazzo, è entrata con un sorriso e con un sorriso ha aperto le porte a tutti i calabresi”.
“La Giunta – ha sostenuto Spirlì – è formata da tutti noi che siamo orfani e vedovi di Jole. In queste settimane non l’abbiamo mai sentita lontana, perché lei ha segnato un solco talmente profondo e corposo, nella politica e in questa amministrazione, che non ci si può allontanare, da quel solco”.
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Da Mattarella 36 onorificenze al merito, più della metà a donne
A chi si è distinto per atti eroismo e solidarietà
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29 dicembre 2020
09:07
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Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito, motu proprio, trentasei onorificenze al Merito della Repubblica Italiana a cittadine e cittadini che si sono distinti per atti di eroismo, per l’impegno nella solidarietà, nel volontariato, per l’attività in favore dell’inclusione sociale, nella cooperazione internazionale, nella promozione della cultura, della legalità e del diritto alla salute. Più della metà, 21 su 36, sono donne e la più giovane ha 18 anni.
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L’elenco delle 36 onorificenze al Merito della Repubblica
Ecco la lista e le motivazioni dei nuovi insigniti dal Capo dello Stato
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29 dicembre 2020
09:33
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Ecco l’elenco e le motivazioni dei nuovi insigniti dal Capo dello Stato.
– Chiara Amirante, 54 anni (Roma), Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per il suo straordinario contributo al recupero delle marginalità e fragilità sociali e al contrasto alle dipendenze”.
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Fondatrice e Presidente della Comunità Nuovi Orizzonti e Consultrice di due Pontifici Consigli della Santa Sede.Da sempre impegnata nel recupero degli emarginati, dei giovani con problemi di tossicodipendenza, alcolismo e prostituzione, attiva nelle carceri e con i bambini di strada. Inizia il suo percorso negli anni ’90 offrendo un servizio di ascolto e condivisione ai giovani in condizione di disagio che dormivano nei sottopassaggi della stazione Termini di Roma.
Nel 1993 fonda la Comunità Nuovi Orizzonti che diventerà un punto di riferimento per il recupero e il reinserimento di molti giovani attraverso uno specifico programma pedagogico riabilitativo (“Nuovi Orizzonti”) che otterrà riscontro e riconoscimento a livello nazionale. Un anno dopo apre la prima Comunità di accoglienza residenziale per una trentina di ragazzi nella zona di Trigoria, a Roma.
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Sulla spinta del crescente successo dell’opera della sua Comunità, nel 1996 avvia anche il progetto “Cittadella Cielo”, una struttura che si compone di numerosi Centri impegnati nella realizzazione di iniziative sociali di solidarietà: da comunità di accoglienza a case famiglia, da centri di ascolto ad equipe di strada, da cooperative sociali a gruppi di sostegno negli ospedali, nelle carceri, nelle baraccopoli. E in molte di queste iniziative, proprio quegli “invisibili” da Chiara aiutati, sono divenuti a loro volta, volontari. L’impegno di Chiara non si è fermato ai confini nazionali. Nel 2010 il Pontificio Consiglio per i laici riconosce Nuovi Orizzonti come Associazione Privata Internazionale di fedeli.Ha ricevuto numerosi riconoscimenti in Italia e all’estero.
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– Domiziana Avanzini, 48 anni (Trieste), Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per la sua preziosa opera di assistenza e supporto ai malati nelle strutture ospedaliere”.
Romana di nascita ma triestina di adozione. Si trasferisce a Trieste per studiare all’Università lettere moderne e dopo la laurea si occupa di progetti socioculturali, artistici, cooperativistici. Nel 2000, coinvolta da una amica, si avvicina all’Avo – Associazione Volontari Ospedalieri – e comincia a prestare servizio volontario presso il reparto di Ortopedia.
Negli anni è diventata dapprima responsabile dei volontari nel reparto Ortopedia e, successivamente, nel marzo 2009, è stata eletta Presidente della rappresentanza dell’Avo triestina.Quella triestina, fondata nel 1979, è stata una delle prime associazioni di volontari ospedalieri in Italia. Oggi conta più di 150 soci e volontari che, dopo un periodo di formazione teorica e pratica, prestano assistenza ai degenti, soprattutto nelle ore dei pasti, nei reparti dell’Ospedale Maggiore e di Cattinara al fine di contribuire a “umanizzare” l’ambiente ospedaliero.
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– Nazzarena Barboni, 51 anni (Camerino – MC), Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per la sua generosa dedizione al supporto ai piccoli pazienti oncologici e alle loro famiglie” Dopo la morte del figlio, affetto da neuroblastoma, avendo conosciuto la condizione dei bambini malati oncologici e la loro vita “rinchiusi” in un ospedale, nel 2007 ha fondato, con l’aiuto dell’ex marito Andrea, l’Associazione Raffaello Onlus per “creare uno spazio di vita normale” per i piccoli pazienti, ricoverati nel Centro di Oncoematologia Pediatrica dell’Ospedale Salesi di Ancona, per aiutare loro e le loro famiglie a dimenticare la malattia per qualche ora.Le attività sono pianificate in accordo con i sanitari ed il responsabile del Reparto del Centro di Oncoematologia dell’Ospedale Salesi.
Alle attività nel reparto si sono aggiunte due “case Raffaello”, punti di appoggio gratuiti per le famiglie dei bambini ricoverati. Ha scritto Nazzarena: “è proprio dal dolore della perdita, dal dolore di quella che sembra una sconfitta irreparabile che è nata la voglia di usare la mia energia per i bimbi, per dargli la possibilità di sorridere, di divertirsi anche tra quelle mura strette”.
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– Carolina Benetti, 89 anni (San Giovanni Lupatoto – VR), Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per la sua generosità e la totale dedizione all’integrazione e supporto di giovani con disabilità”. Madre di due figli, il secondogenito nato con disabilità a causa di una sofferenza neonatale.Nel 1983 il primogenito muore in un incidente stradale. Dopo tale tragedia Carolina e il marito Carlo – al quale è rimasta legata in matrimonio per 57 anni, fino alla morte di lui, nel 2014 – hanno anche la preoccupazione del futuro del secondogenito Stefano. Nel 1984, il marito Carlo fonda, insieme ad altre famiglie con figli “speciali”, una associazione in cui anche Carolina sarà molto attiva. Venti anni dopo si impegnano in un nuovo percorso associativo come fondatori di “Amici del Tesoro” Onlus dedicandosi, anche in ragione dell’avanzare dell’età, al tema del “dopo di noi”.
Nutrono il sogno di poter realizzare una casa famiglia che possa accogliere in un clima familiare il loro Stefano ed altri ragazzi. Dopo la morte del marito nel 2014, Carolina porta avanti questa missione e due anni dopo, impegnando i risparmi di una vita, dona alla associazione una villetta a San Giovanni Lupatoto (VR), la Casa di Carlo, per Stefano e altri giovani con disabilità. La Casa di Carlo vuole essere un luogo dove promuovere una cultura dell’integrazione e rappresentare un’occasione di incontro e conoscenza della diversità, un laboratorio in cui sviluppare potenzialità inespresse e progetti, un punto di socializzazione tra le persone disabili e la comunità.
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– Rachid Berradi, 45 anni (Palermo), Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per la sua appassionata promozione di una cultura della legalità e per il contributo al contrasto all’emarginazione sociale”. Nato a Meknes, in Marocco, ma palermitano di adozione (da quando aveva 10 anni). Cittadino italiano, già in forza al Gruppo sportivo del Corpo Forestale dello Stato, è attualmente Appuntato Scelto dell’Arma dei Carabinieri in servizio presso il Comando Provinciale di Palermo.È stato un protagonista dell’atletica leggera italiana: mezzofondista, campione europeo nei 10.000 metri e finalista alle Olimpiadi di Sydney.
Ha iniziato ad avvicinarsi allo sport in prima media, quando chiese al suo insegnante di fare la selezione per i campionati studenteschi. Da quella volta non ha mai smesso.È stato Presidente della Fidal (Federazione Italiana di Atletica Leggera) di Palermo. Ha fatto della sua passione e professione uno strumento di inclusione sociale a favore dei ragazzi e delle famiglie residenti in aree disagiate e a forte rischio emarginazione sociale, dove lo sport assume il significato di “riscatto e legalità”, come lui stesso afferma. Con queste finalità, nel 2009 ha deciso di aprire una sua società sportiva, Atletica Berradi 091. È anche Coordinatore Sport dell’associazione Libera-Sicilia. Con il suo impegno testimonia il valore della pratica sportiva come prevenzione ed educazione alla legalità. Tra i suoi progetti più significativi l’Atletico Zen, squadra di calcio, da lui stesso allenata, composta da ragazzi provenienti dal quartiere omonimo, con cui ha partecipato nel 2019 al Primo Memorial Calcio a 5 Paolo Borsellino, organizzato negli impianti sportivi nei pressi del luogo della strage.

Obiettivo dell’impegno di Rachid è anche quello di creare una rete di legalità sul territorio. A tal fine ha, ad esempio, organizzato stage di atletica coinvolgendo le forze dell’ordine che hanno partecipato in borghese come allenatori per poi rivelare la loro professione ai ragazzi solo alla fine, quando si era già instaurato un rapporto di fiducia. Racconta: “la prima reazione dei bambini è stata di smarrimento e rifiuto ma poi l’affiatamento che si era creato ha preso il sopravvento e tutto è andato bene”. Coinvolge nei vari progetti sportivi solidali, campioni olimpici, allenatori e calciatori professionisti.

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Valentina Bonanno, 30 anni (Palermo), Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per il suo contributo, in ambito internazionale, alla diffusione di pratiche sicure di supporto alla gravidanza” Ha visitato il Kenya la prima volta da bambina e da allora, con i genitori, ha vissuto tra Italia e Kenya. In questo Paese, insieme alla madre ha fondato l’associazione Maharagwe Fauzia Onlus che presiede. Obiettivo della associazione è quello di sviluppare una rete sicura di supporto alla gravidanza, parto e puerperio attraverso la formazione di ostetriche e personale qualificato. In un contesto caratterizzato da elevata mortalità durante il parto, diventa infatti essenziale, secondo Valentina, garantire ad ogni mamma la possibilità di partorire seguendo le proprie tradizioni e culture ma in assoluta sicurezza. Inoltre, qualora la madre sia affetta da malattie trasmissibili come l’HIV, per limitare la possibilità di trasmissione della malattia al neonato, l’associazione si impegna per garantire un parto cesareo e nutrimento alternativo rispetto all’allattamento al seno. Ad oggi l’associazione si avvale di una squadra di ostetriche tradizionali, sparse sul territorio, a cui offre strumenti e formazione, contatti e appoggio. È anche impegnata in attività di assistenza presso la clinica di Mambrui. Il progetto di dare vita all’associazione è nato dopo la morte nel 2008, per setticemia conseguente al parto, di Fauzia, giovane ragazza keniota, a cui Valentina era molto legata. – Alma Broccoli, 92 anni (Dormelletto – NO), Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per l’impegno profuso, nel corso della sua vita, nella promozione del valore della solidarietà” Da trenta anni – da quando è andata in pensione e ha deciso di dedicarsi al volontariato – è la centralinista della Croce Rossa di Arona. Coordina i soccorsi dei volontari rispondendo alle chiamate. Nel 2019 ha anche donato un mezzo, una Fiat Panda, alla stessa associazione.
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Laura Bruno, 91 anni (Crotone), Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per l’encomiabile esempio di generosità e solidarietà con cui da sempre opera a supporto delle persone emarginate” Inizia a svolgere attività di Volontaria Vincenziana presso una Parrocchia della Borgata Ottavia. Dal 1988 al 1994 è stata Presidente dell’Associazione di Volontariato di Roma che comprendeva più di mille volontarie in circa 100 parrocchie. Nel 1995 ha fondato il Centro Odontoiatrico “Solidarietà Vincenziana” che presiede. Nell’ambito del reinserimento sociale delle persone emarginate, il Centro interviene sui problemi odontoiatrici nella convinzione di ottenere due risultati: curare un problema sanitario e migliorare l’aspetto della persona, passaggio spesso fondamentale per recuperare la dignità e per l’accettazione da parte della “società civile” di soggetti che vivono in condizione di povertà e trascuratezza. Il progetto alla base è quello della “cura della persona come elemento di integrazione sociale”. Nel centro prestano attività volontaria 48 persone tra odontoiatri, odontotecnici, assistenti alla poltrona e 22 addetti all’accoglienza e alla segreteria. Ogni anno il Centro assiste circa 800 pazienti e vengono erogate circa 2.500 prestazioni sanitarie completamente gratuite: dalle sedute di igiene dentale alla chirurgia orale. Inoltre, a fronte di un minimo rimborso spese, è possibile effettuare la riabilitazione protesica degli adulti e l’ortodonzia per i bambini.
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Angela Buanne, 54 anni (Napoli), Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per il suo contributo alla causa della sensibilizzazione presso i giovani sul tema della sicurezza stradale e del contrasto all’alcolismo e alle stragi del sabato sera” È la madre di Livia Barbato, deceduta poco più che ventenne nel luglio 2015 per le ferite riportate in un incidente stradale causato dal fidanzato, che in stato di ebrezza, guidò contromano per diversi chilometri. Nello stesso incidente perse la vita il conducente dell’auto proveniente dal verso giusto di marcia. La vicenda della figlia è stata raccontata nel libro “Viaggio al centro della notte” del giornalista Luca Maurelli che affronta più in generale la piaga delle stragi del sabato sera, dell’alcolismo giovanile e degli sballi facili. Grazie al sostegno della Fondazione Ania (Associazione nazionale imprese assicuratrici) e della fondazione Exodus di Don Antonio Mazzi, Angela, accompagnata da Luca Maurelli, gira le scuole per incontrare gli studenti e sensibilizzarli sul tema della sicurezza stradale.
Ciro Corona, 40 anni (Napoli – Scampia), Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per il suo quotidiano e instancabile impegno nella promozione della legalità e nel contrasto al degrado sociale e culturale” Laureato in filosofia, dal 1998 lavora come operatore sociale nel ruolo di educatore di strada e di comunità. Socio fondatore, nel 2008, dell’associazione (R)esistenza Anticamorra (di cui è Presidente) e, nel 2012, della Cooperativa sociale (R)esistenza (di cui è legale rappresentante). Così descrive il suo impegno: “(R)esistenza ha sempre avuto una idea di sociale differente, un sociale non assistenziale ma responsabile. Pensiamo che sia dal basso che si producano gli anticorpi per contrastare malapolitica e camorra. Mostrando alla gente nuovi modelli di sviluppo e generando una possibilità di scelta. Quella possibilità di scelta che per tanti anni è mancata. È solo vivendo il territorio che si fa antimafia”. Attraverso l’associazione gestisce anche il Fondo Rustico Amato Lamberti, il primo bene agricolo confiscato di Napoli sul quale vengono ora prodotti vino, miele, confetture e birra artigianale secondo la logica dell’agricoltura sociale (in particolare, ad esempio, con percorsi lavorativi individualizzati per detenuti). È diventato un punto di riferimento per quanti resistono alla criminalità organizzata, ha creato uno sportello anti-camorra ed è coordinatore del polo socio-culturale intitolato a Gelsomina Verde, giovane ventiduenne vittima della camorra. Così inizia il suo libro “(R)esistere a Scampia (edito nel 2019)”: “sono nato e cresciuto a Scampia e spero anche di morirci, di morte naturale e il più tardi possibile”. È un libro che denuncia le difficili condizioni di vita di quella periferia napoletana ma che vuole anche mostrare che esiste un’altra faccia della medaglia. Racconta in tal senso: “la camorra non è mai entrata in casa mia, nonostante l’avessi così vicina, nel mio stesso palazzo e in famiglia. (..) non è stato facile da ragazzo sfuggire alle maglie della criminalità organizzata, alle lusinghe di un guadagno facile e a una strada lastricata di droga e morte. Io ho scelto un’altra strada e come me tanti altri a Scampia. Non ho scelto la strada della camorra e neppure quella della fuga. Ne ho scelto una terza: quella di restare, di resistere ed esistere”.
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Nicoletta Cosentino, 49 anni (Palermo), Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per il suo esempio di reazione e per il contributo offerto nella promozione di una cultura di contrasto alla violenza sulle donne e di recupero delle vittime di abusi” Vittima di violenza domestica, dopo un percorso di recupero intrapreso nel centro antiviolenza Le Donne Onlus di Palermo, e con il sostegno del Centro Astalli e dell’Associazione Pellegrino della Terra, riesce a superare una storia personale di abusi e a ricostruire la propria vita. Frequenta uno stage formativo presso un laboratorio di produzione alimentare che la porterà a ricostruire e riscoprire sé stessa e anche la sua passione per la cucina. Da qui l’idea di avviare un’attività imprenditoriale: grazie anche al supporto della rete Di. Re. (Donne in rete contro la violenza) ottiene la copertura per un finanziamento da Banca Etica e crea “Le Cuoche Combattenti”, un laboratorio artigianale di conserve e prodotti da forno. Attraverso questa iniziativa mette a disposizione delle altre donne il suo difficile trascorso ma soprattutto la sua esperienza di riscatto e lancia un messaggio di incoraggiamento e di speranza per quante ancora non hanno il coraggio di fuggire da una vita violenta. Nel suo laboratorio coinvolge otto donne sottratte alla violenza, non solo fisica, ma anche psicologica e familiare; offre loro stage formativi e lavoro come presupposto per riacquistare libertà, dignità e indipendenza economica e riprendere così il controllo delle proprie vite. Il suo motto è “mai più paura, mai più in silenzio, non siamo vittime, ma combattenti”.
Don Luigi D’Errico, 58 anni (Roma), Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per il suo quotidiano impegno a favore di una politica di reale inclusione delle persone con disabilità e per il contrasto alla povertà e alla marginalità sociale” Referente del settore disabili e catechesi dell’Ufficio catechistico della diocesi di Roma. Dal 2007 è Parroco nella Chiesa dei Santi Martiri dell’Uganda nel quartiere Ardeatino di Roma dove da tempo è stata avviata un’esperienza esemplare di catechesi per e con le persone disabili. Il suo obiettivo è quello di essere “una vera comunità che accoglie lavorando sul pregiudizio”. Importante in questo senso è il lavoro di rete messo in atto con le famiglie dei disabili. Ma il suo impegno non si ferma alla disabilità, da sempre portatore di una politica di vera accoglienza per quanti soffrono condizioni di disagio sociale, tra le sue iniziative si segnala l’istituzione delle case famiglia “Rifugio per Agar”, dedicata a donne e bambini vittime di maltrattamenti e “Casa Betlemme”, per accogliere famiglie senza fissa dimora, in collaborazione con altre parrocchie. La sua parrocchia offre inoltre, anche attraverso uno straordinario coinvolgimento dei parrocchiani, servizi di distribuzione di pasti caldi ai senza tetto, doposcuola per bambini in difficoltà, un centro di ascolto, assistenza domiciliare per gli anziani, aiuti alimentari.
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Aldo Andrea Di Cristofaro, 77 anni (Bagnaturo di Pratola – AQ), Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per le sue iniziative di solidarietà nei confronti dei connazionali in Canada, così come a favore della comunità di origine nel nostro Paese” Originario di Bagnaturo di Pratola (AQ), Presidente (per il terzo mandato consecutivo) dell’associazione Valle Peligna di Toronto. Da sempre impegnato in iniziative di solidarietà verso gli italiani che vivono in Canada così come in progetti di beneficenza e solidarietà verso la sua terra di origine. Nel 2009, in occasione del terremoto a L’Aquila ha donato un prefabbricato per gli incontri di socializzazione delle persone anziane, borse di studio agli studenti rimasti orfani, un parco giochi per i bambini. È stato, inoltre, protagonista di una importante raccolta di finanziamenti a supporto della popolazione locale nel caso del più recente sisma di Amatrice. Nel 2019 ha ricevuto il riconoscimento di “Eroe civico” dal Consiglio Comunale di Vaughan, cittadina canadese a pochi chilometri da Toronto, per il suo contributo di solidarietà.
– Vittoria Ferdinandi, 34 anni (Perugia), Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per il suo contributo nella promozione di pratiche di autonomia e di inclusione sociale per i malati psichiatrici” Laureata in Filosofia e Scienze Tecniche e Psicologiche. È la direttrice del ristorante (e centro polifunzionale) “Numero Zero”: aperto a Perugia nel novembre 2019, impiega un gruppo di ragazzi e ragazze (pari al 50% del personale) che soffrono di disturbi mentali di diversa entità e che si alternano tra cucina, sala e bancone. L’iniziativa è nata per cercare di costruire un luogo di possibilità concreta per il reinserimento sia sociale sia lavorativo dei malati psichiatrici alla luce dell’evidenza che per il malato psichiatrico il lavoro non esiste o, se esiste, si tratta per lo più di mansioni decentrate rispetto alla socialità e alla comunità (in archivi, magazzini, etc). Numero Zero è di fatto un esperimento di inclusione: i ragazzi sono messi in rapporto con la clientela e in interazione con i colleghi. Il lavoro è retribuito e questo aspetto costituisce un perno fondamentale per il supporto alla costruzione dell’identità, di un ruolo sociale e di relazioni significative all’interno della comunità, fuori dall’istituzione psichiatrica. Insieme ai ragazzi indossano il grembiule anche operatori e psicologi dell’associazione RealMente, che ha ideato il progetto in collaborazione con la Fondazione La città del Sole – Onlus che ha preso in locazione lo spazio nel centro storico di Perugia. Numero Zero ha aperto dopo un lavoro di restauro e adeguamento realizzato anche grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e della Brunello Cucinelli S.p.A. Numero Zero è prima di tutto un luogo in cui si promuove la cultura della diversità intesa come patrimonio di inestimabile ricchezza; un luogo di incontro, socialità e cultura.
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Anna Fiscale, 32 anni (Verona), Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per il suo appassionato contributo e lo spirito di iniziativa con cui ha lavorato sulle vulnerabilità e le differenze per trasformarle in valore aggiunto sociale ed economico” Dopo diverse esperienze nella cooperazione internazionale, tornata a Verona poco più che ventenne, sviluppa un progetto che, grazie a un piccolo contributo di alcune fondazioni del territorio, la porterà alla creazione, nel 2013, della cooperativa sociale Quid Onlus che presiede. La cooperativa ha un doppio obiettivo: riciclare stoffe in eccesso, provenienti da rimanenze di grandi marchi; dare lavoro a donne svantaggiate e in generale persone con fragilità. Il principio base è trasformare “le vulnerabilità in valore aggiunto”. Grazie ai brand partner che forniscono le eccedenze, dai laboratori escono collezioni di alta qualità e a prezzi democratici. Impiega circa 100 lavoratori di molte nazionalità (per l’80% donne provenienti da categorie socialmente svantaggiate). Distribuisce le proprie collezioni in un centinaio di negozi multibrand, online e in alcuni negozi Quid. Ha spiegato Ludovico Mantoan, amministratore delegato e cofondatore di Quid: “La sfida della cooperativa è trasformare i limiti di persone nate in luoghi svantaggiati, o reduci da esperienze dolorose, nella nostra più importante risorsa aziendale. L’impresa sociale non è un’esibizione di carità, ma la conferma che anteporre la persona al profitto oggi può generare un valore nuovo. La diversità favorisce la creatività e in ogni prodotto si sente che c’è una storia importante da raccontare”. La cooperativa è presente, con laboratori sartoriali, anche nel carcere di Montorio con un programma per i detenuti nel loro reinserimento. Nel 2014 ha vinto il premio europeo “Innovazione sociale” e nel 2018 il “Best Wwworkers 2018” quale impresa italiana che meglio ha saputo declinare il made in Italy alle nuove tecnologie. La pandemia Covid19 ha inferto un duro colpo al Progetto Quid che a marzo 2020 ha dovuto chiudere i punti vendita. Collaborando con altre cooperative sparse su tutta la penisola ha riconvertito la produzione e prototipato modelli di mascherina protettiva riutilizzabile in tessuto anti-microbico e anti-goccia: Quid ha creato uno “starter pack” per la produzione dei primi campioni e un tutorial per le istruzioni di imballaggio; le altre cooperative hanno aderito al progetto e si sono attivate per iniziare la produzione e, in sinergia, rispondere alle richieste del mercato. È nata così Co-ver, mascherina protettiva riutilizzabile certificata da filiera interamente Made-in-Italy. Danilo Galli, 40 anni (Roma), Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per il suo coraggioso e tempestivo intervento nel soccorso a una donna che minacciava di gettarsi da un viadotto” Da 11 anni autista dell’Azienda di Trasporti di Roma ATAC. Nel settembre 2020 ha salvato la vita ad una donna che stava per gettarsi dal ponte di Via delle Valli a Roma. Stava effettuando la corsa quando ha visto una figura a cavalcioni sul parapetto del viadotto che minacciava di gettarsi. L’autista ha fermato l’autobus, ha attraversato la strada e tirato giù la donna dalla ringhiera. Nel frattempo arrivavano in suo soccorso altri due colleghi. Insieme hanno chiamato il 118 e le forze dell’ordine.
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Cinzia Grassi, 62 anni (Roma), Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per la sua importante opera di sensibilizzazione e conoscenza della patologia del diabete giovanile insulino-dipendente e di promozione di una cultura di contrasto agli stereotipi e alle discriminazioni” Medico chirurgo, specialista in pediatria. Dal 1988 al 2018 è Dirigente medico della Polizia di Stato. Impegnata nel contrasto all’abuso, al maltrattamento e alla pornografia a danno dell’infanzia. Per quattordici anni è stata in servizio presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri nei Dipartimenti con delega all’infanzia. È stata Coordinatore dell’Osservatorio per il contrasto all’abuso e alla pedo-pornografia e Capo delegazione per l’Italia al Consiglio d’Europa per il negoziato della nuova Convenzione ratificata a Lanzarote “Convenzione per la protezione dei bambini contro lo sfruttamento e gli abusi sessuali”. In qualità di esperto ha ricoperto numerose posizioni, anche apicali, sia in ambito nazionale che internazionale, dalla Comunità Europea alle Nazioni Unite. Nel 2006, in memoria del figlio, ha fondato la Onlus “Edoardo con noi” che è impegnata in attività di ricerca e di sensibilizzazione. In particolare, l’associazione raccoglie fondi da destinare alla ricerca scientifica per il diabete giovanile insulino-dipendente, promuove manifestazioni ed eventi sportivi dedicati agli atleti affetti da tale patologia, fa opera di sensibilizzazione nelle scuole e in altri luoghi di aggregazione giovanile per la conoscenza della stessa patologia al fine di contrastare la percezione di diversità che avvertono i giovani malati. L’associazione svolge attività divulgativa anche attraverso la realizzazione di cortometraggi e di spettacoli teatrali. Tra i corti, “Questa è la mia bici” (di Enzo Musmeci Greco) ha vinto, nel 2019, il Premio Miglior Opera in Concorso al Festival Nazionale dello Sport Integrato del Cinema d’inclusione di Courmayeur ed è stato finalista al Festival Tulipani di Seta Nera per Rai Cinema Channel nonché tra i 5 finalisti del Festival “Nastri d’Argento” nella sezione “Corti, Società, Solidarietà”. Nel 2019 è stata autrice e curatrice di “Suicidio e Law Enforcement”, un volume che, nato dalla collaborazione tra il Ministero dell’Interno e l’Università La Sapienza di Roma (Facoltà di Medicina e Psicologia), offre una rassegna delle principali linee di ricerca sul fenomeno del suicidio nelle forze armate e di Polizia e sulla sua prevenzione.
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Elisabetta Iannelli, 52 anni (Roma), Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per l’impegno profuso nella tutela dei diritti dei malati oncologici e nella difesa della loro qualità di vita” All’età di 24 anni le viene riscontrato un cancro, ma, dopo il primo periodo, nonostante la malattia, mette a disposizione le sue risorse per aiutare i malati come lei a convivere con la malattia senza rinunciare a una vita sociale e lavorativa. Il suo motto diventa “Il cancro ha cambiato la mia vita, io cambierò la mia vita con il cancro”. A 33 anni diventa Vice Presidente dell’Associazione Italiana Malati di cancro, parenti e amici – Aimac. Dal 2004 è Segretario Generale della Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia- FAVO. È anche membro del Comitato Scientifico dell’Osservatorio Permanente sulla condizione assistenziale dei malati oncologici. In ambito internazionale ha fatto parte del Working Group on Patients rights della European Cancer Leagues (ECL) ed è stata Segretario Generale della European Cancer Patient Coalition. È stata designata Global Cancer Amabassador per l’Italia dall’American Cancer Society in occasione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel settembre 2011, come rappresentante della FAVO, unica organizzazione di volontariato italiana ed europea a partecipare al vertice ONU sulle malattie non trasmissibili. Destinataria di numerosi premi e riconoscimenti, autrice di numerose pubblicazioni, il suo impegno è volto ad individuare e praticare azioni concrete finalizzate alla tutela dei diritti dei malati di cancro, affinché sia garantito il pieno ritorno alla vita sotto ogni aspetto: familiare, lavorativo, sociale, economico, previdenziale, assicurativo e riabilitativo. Si è battuta per i diritti dei malati di cancro: per la preservazione della fertilità dei giovani malati, per il diritto all’adozione dopo il cancro, per ottenere mutui e finanziamenti.
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Sara Longhi, 38 anni e Alfonso Marrazzo, 36 anni (Bologna), Cavalieri dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per il loro esemplare contributo alla conoscenza delle diversità e alla promozione di una cultura di reale inclusione e dialogo” Entrambi non udenti. Nel 2012, cercando un posto per organizzare eventi artistici per la comunità dei sordi, si sono ritrovati a dare vita a una attività nuova: il “Senza nome” caffè, un bar che ha la funzione di far interagire i sordi con gli udenti, contribuire a facilitare l’integrazione e il confronto e allo stesso tempo promuovere la lingua dei segni italiana. Situato nel centro di Bologna, oggi considerato un riferimento per molti sordi di tutta Italia. A servire la clientela sono dei ragazzi sordi. Se si vuol fare una ordinazione l’udente ha diverse opzioni: utilizzare il linguaggio dei segni (avendo diritto ad uno sconto alla cassa!), utilizzare dei bigliettini prestampati posti in bacheca (su “l’angolo del cocciuto”), scrivere su foglietti o ricorrere ai gesti più comuni. In questo spazio “speciale” non sono i non udenti a doversi sforzare per farsi capire, ma sono gli udenti a dover provare a utilizzare nuove forme di comunicazione per entrare in contatto con baristi e camerieri. Ma per aiutare chi non conosce la Lis i ragazzi hanno trovato alcune soluzioni. Sulle pareti, ad esempio, è attaccato un cartellone che propone il menù tradotto nella Lis: chi vuole può imparare e ordinare proprio utilizzando il linguaggio dei segni e per chi è in difficoltà, sono i ragazzi al bancone che cercano di insegnare qual è il gesto giusto da fare per ordinare quel piatto o quella bevanda in particolare. Il locale è frequentato da molti udenti anche per le sue numerose iniziative culturali: da laboratori di arte a mostre, proiezioni, testimonianze.
Egidio Marchese, 52 anni (Aosta), Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per il suo impegno nello sport paralimpico e la sua dedizione alla pratica sportiva come occasione di inclusione sociale” Nato in Calabria, nei primi anni Novanta si trasferisce in Valle d’Aosta per lavoro. Nel gennaio del 1997 è vittima di un incidente stradale che lo costringe su una sedia a rotelle. Si avvicina all’AVP Associazione Valdostana Paraplegici, di cui oggi è rappresentante legale, che lo introduce nel mondo dello sport per diversamente abili. Con il curling per disabili partecipa alle Paralimpiadi di Torino nel 2006 e a quelle di Vancouver nel 2010. La squadra paralimpica di curling, capitanata da Marchese, ha avuto un effetto di trascinamento: sempre più persone diversamente abili si sono avvicinate allo sport e al ruolo di questo come occasione di inclusione sociale e strumento di sensibilizzazione sul tema delle barriere architettoniche. È Presidente della DISVAL ASD, società sportiva valdostana per persone con disabilità, gestita interamente da disabili, nata con l’obiettivo di raccogliere e diffondere le informazioni sulla disabilità e migliorare le condizioni di vita nei diversi settori: dall’inserimento lavorativo, all’assistenza ospedaliera e sanitaria. La stessa associazione, con il sostegno dell’Inail, della Regione Valle d’Aosta e di Technogym, ha aperto la prima palestra inclusiva: attrezzata con macchinari a doppio uso, che si possono adattare anche alle persone con disabilità. Si tratta dell’unico centro in Italia che permette ad atleti disabili e normodotati di allenarsi insieme. La DISVAL organizza anche iniziative di avvicinamento allo sport per gli infortunati sul lavoro.
Don Tarcisio Moreschi, 73 anni e Fausta Pina 73 anni (Brescia), Commendatori dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per aver dedicato la loro vita, in ambito internazionale, alla cura, tutela e istruzione di bambini orfani e con disabilità” Don Tarcisio, originario della diocesi di Brescia, appena ordinato (a Malonno, nel 1975), è partito come Fidei Donum per l’Africa dove opera da 36 anni. Dal 1993, dopo il Burundi e l’ex Zaire (attuale Repubblica del Congo), è in Tanzania. In tutti questi anni ha realizzato chiese, orfanotrofi, scuole, un ospedale, un centro per bambini disabili e un servizio di assistenza sanitaria per madri sole affette da HIV/AIDS. Fausta Pina, maestra di infanzia in pensione, è in Africa come volontaria da 15 anni. Insieme a Don Tarcisio è l’anima di Tumaini (che in lingua swahili significa “speranza”), un villaggio per bambini orfani che hanno fondato nel 2002. Oggi il centro ospita circa 100 bambini, di cui alcuni sieropositivi, e si occupa della loro istruzione primaria e secondaria. Padre Salvatore Morittu, 74 anni (Sassari), Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per aver dedicato tutta la sua vita al contrasto alle tossico-dipendenze e all’emarginazione sociale” Da sempre impegnato nella lotta contro le tossico-dipendenze e l’emarginazione sociale. Nel 1980 ha fondato a Cagliari la Comunità San Mauro, prima comunità terapeutica residenziale per tossicodipendenti in Sardegna e il Centro di Accoglienza San Mauro per preparare i giovani al programma residenziale e allo stesso tempo per fare prevenzione sul territorio. Solo due anni dopo ha dato vita alla Comunità di S’Aspru, nelle campagne di Siligo (SS) utilizzando una vecchia fattoria di proprietà della diocesi. Nel 1984 è la volta del Centro di Accoglienza “Città di Sassari”, con le stesse funzioni di quello di Cagliari e di “Associazione Mondo X – Sardegna per la difesa dell’uomo”. Dal 1985 comincia ad accogliere in comunità i giovani sieropositivi all’HIV e i malati di Aids che, a partire dal 1998 verranno ospitati nella Casa Famiglia Sant’Antonio Abate, unica struttura socio-residenziale nell’isola che accoglie persone affette da HIV e patologie correlate. E’ socio fondatore della Società Italiana Tossicodipendenze che raccoglie a livello nazionale i più celebri ricercatori in ambito medico-farmacologico-sociale. Enrico Parisi, 28 anni (Corigliano-Rossano – CS), Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per il suo appassionato contributo alla promozione di pratiche di sostenibilità sociale, ambientale ed economica” Giovane imprenditore. Dopo la Laurea in economia aziendale e management alla Bocconi di Milano e l’esperienza in Brasile con la Camera di Commercio di Rio de Janeiro nel settore vitivinicolo, nel 2016 ha scelto di ritornare in Calabria a lavorare nell’azienda di famiglia che produce olio biologico “D.O.P Bruzio Colline Ioniche Presilane” da tre generazioni. All’interno dell’azienda ha creato “+ che olio coltiviamo cultura”, una sezione che, nell’ambito della responsabilità di impresa, mira alla realizzazione di progetti di sostenibilità sociale, economica ed ambientale. Ha inaugurato, in collaborazione con la cooperativa “I figli della luna” , il primo orto sociale di Corigliano Rossano. Il motto dell’orto sociale è “crescere insieme per crescere meglio”; piante di pomodori e peperoni sono state utilizzate come strumento di “pedagogia agricola”. Inoltre, in un’ottica di economia circolare, i loro frutti, confezionati al momento della loro maturazione, sono venduti per finanziare la cooperativa. Dal 2017 al 2019 è stato il delegato provinciale di Giovani impresa Coldiretti Cosenza. Valeria Parrini, 65 anni (Piombino), Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per il prezioso contributo che, da molti anni, offre sul tema della sicurezza dei lavoratori” Giornalista della cronaca del Tirreno, moglie del padre di Ruggero Toffolutti, un operaio morto sul lavoro nel 1998 all’età di 30 anni nell’acciaieria Magona di Piombino, oggi Arcelor Mittal. Nello stesso anno, a pochi mesi dalla morte di Ruggero ha fondato l’Associazione Nazionale per la Sicurezza sul lavoro Ruggero Toffolutti di cui è Presidente onoraria e anima da più di 20 anni. Si batte instancabilmente perché tragedie come quella che ha colpito la sua famiglia non accadano più. Come si legge nello statuto dell’associazione: “Lo scopo è quello di perseguire ogni azione in favore della tutela della vita, dell’integrità e della sicurezza dei lavoratori, contro gli incidenti sui luoghi di lavoro e di promuovere la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sull’argomento, con ogni strumento non violento.” Immacolata (detta Titina) Petrosino, 73 anni e Ugo Martino, 73 anni (Isernia), Commendatori dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per l’opera di solidarietà offerta, in ambito internazionale, a favore della promozione dei diritti di base assistenziali e sanitari” Nel 2007, in seguito all’incontro con Padre Leòn Sirabahenda ad Isernia, fondano l’Associazione Oltre la Vita Onlus in nome del figlio Francesco, giovane vittima nel disastro ferroviario di Roccasecca del 2005. L’incontro con il sacerdote e i suoi racconti sulla sofferenza delle popolazioni del Burundi dopo i conflitti etnici fecero nascere in Titina e Ugo il desiderio di fare qualcosa per loro. Spiega Ugo: “venne spontaneo unire il nostro dolore per Francesco con quello della gente del Burundi”. L’associazione persegue finalità di carattere sociale con interventi assistenziali e sanitari miranti al miglioramento della qualità della vita e alla promozione dei diritti delle persone. In particolare, finanzia progetti in favore della popolazione di Makamba in Burundi dove, grazie alle donazioni di tante persone, è stato possibile costruire una scuola, un orfanotrofio, un centro per disabili, un piccolo ospedale e un dispensario. È sempre stato prioritario per l’Associazione il principio di rispettare le usanze e le tradizioni del posto, senza tentare di modificarle. Michela Piccione, 35 anni (Sava – TA), Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per il suo coraggioso gesto di denuncia delle condizioni di sfruttamento del lavoro giovanile” Diplomata all’istituto tecnico chimico biologico. Madre di due figli. Fino ad oggi non ha mai avuto un contratto a tempo indeterminato. Ha svolto vari lavori prima di arrivare al ruolo di centralinista in un call center a Taranto. Si rende conto da subito delle condizioni lavorative cui lei e suoi colleghi sono sottoposti, sfruttati per un compenso irrisorio. Trovata la forza, ha convinto altre 20 colleghe e denunciato alla SLC Cgil tutte le irregolarità riscontrate. In seguito alla denuncia la struttura è stata chiusa. Commenta: “questa storia mi ha rafforzato e mi ha dato la consapevolezza che, se tutti alziamo la testa, forse le cose cambiano. La vergogna non può essere la nostra ma di chi ci sfrutta”. Al momento è impiegata in un call center regolare con un contratto a progetto. Serena Piccolo, 18 anni (Pomigliano d’Arco – Na), Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per il suo esempio di forza d’animo e determinazione” Affetta da una rara malattia (aplasia midollare). Da gennaio 2020, su iniziativa della famiglia di Serena e con il sostegno dell’Avis di Sant’Anastasia e dell’Associazione Admo, si sono susseguiti diversi appelli via social per trovare un donatore esterno compatibile. A giugno scorso, quando era ricoverata presso l’ospedale Bambin Gesù di Roma, in attesa del trapianto, in occasione del suo esame di maturità, Serena ha scelto di lasciare l’ospedale per sostenere l’esame in presenza presso il Liceo “Vittorio Imbriani” di Pomigliano d’Arco (che frequentava prima dell’insorgere della patologia) e ha preso 100/100. Avrebbe potuto sostenere l’esame a distanza, dall’ospedale, così come consigliato dai medici e dai docenti, ma ha fortemente voluto farlo di persona. Il padre ha commentato: “Serena ha voluto la soddisfazione di confrontarsi, mettersi in gioco, avere paura e gioire come una qualsiasi ragazza di 18 anni”. In agosto è giunta la notizia che è stato trovato un donatore grazie al registro europeo, un ragazzo tedesco di 25 anni. Il 21 agosto è stato effettuato il trapianto.
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Enrico Pieri, 86 anni (Sant’Anna di Stazzema – LU), Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per l’impegno, di tutta una vita, a favore della tutela della memoria, della diffusione della conoscenza storica e della difesa dei principi alla base della convivenza democratica” Superstite e testimone dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema: aveva dieci anni il 12 agosto del ’44 quando, nascosto sotto la scala vide morire per mano nazista i genitori, due sorelle, nonni, zii e cugini. È Presidente dell’associazione “Martiri di Sant’Anna di Stazzema” e ha donato all’associazione la sua casa di infanzia, la stessa in cui fu sterminata la famiglia, per favorire incontri e dare spazio alle delegazioni di studenti e ricercatori che si recano a Sant’Anna per informarsi e approfondire la conoscenza storica. E proprio ai più giovani Enrico non si stanca di raccontare di quella strage, mettendoli in guardia da ideologie e nazionalismi. Così si esprime: “Viviamo da 76 anni in una condizione di pace e benessere grazie a tutte le persone che hanno pagato per la guerra. Non dobbiamo perdere la memoria, la dobbiamo tenere viva”. Emigrato in Svizzera, dove ha vissuto per 32 anni, è stato militante attivo nell’organizzazione “Colonia Libera Italiana”. Per il suo impegno ha ricevuto nel 2011 il premio di Cittadino europeo dell’anno dal Parlamento europeo. Christian Plotegher, 45 anni (Rovereto- TN), Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per il suo contributo nella realizzazione di ambienti della vita quotidiana accessibili ed inclusivi anche per ragazzi con disabilità” Titolare di Barber Factory 1975 a Rovereto (TN). In seguito all’incontro con Tommaso, un bambino autistico di 2 anni, e sua madre, Barbara, ha deciso di prevedere “l’ora della quiete” : un tempo dedicato a tagliare i capelli ai bambini autistici in un ambiente sereno e confortevole, poco rumoroso e non affollato, che li metta al riparo da fonti di stress e quindi rischi di crisi. Più di recente ha anche deciso di farsi promotore di un nuovo progetto e recarsi a tagliare i capelli direttamente nelle strutture che si occupano di autismo o a domicilio. Fabiano Popia, 77 anni (Valsinni – MT), Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per la sua dedizione e il suo quotidiano impegno nella promozione della cultura del dono degli organi” Nato in Basilicata, si trasferisce per lavoro prima in Germania e poi a Olginate, in provincia di Lecco. Nel 1995 perde la figlia Rosella, vittima di un incidente stradale a Valsinni, dove stava trascorrendo le vacanze estive. Fabiano e la moglie Elvira, nel rispetto delle sue volontà, decidono di donare gli organi, facendo di Rosella il 1° donatore multiorgano della Regione Basilicata: salva ben 7 persone. Questa esperienza spinge Fabiano a non fermarsi al dolore: decide di impegnarsi come volontario per divulgare il messaggio della donazione e del trapianto organi. Tornato definitivamente a Valsinni, nel 1996, fonda il 1° gruppo comunale AIDO della Basilicata, dedicato alla figlia e nel 2000 diventa Presidente della sezione provinciale Aido di Matera. Da quel 1996 Fabiano svolge un intenso lavoro di informazione e sensibilizzazione presso la popolazione lucana e grazie alla sua instancabile costanza, nasceranno, in vari Comuni della Basilicata, nuovi gruppi AIDO. L’opera instancabile di Fabiano nel ricordo della figlia Rosella vuole essere un messaggio di speranza e incoraggiamento alla vita. Ha pubblicato un libro “Il dono degli organi in Basilicata” in cui ha raccolto testimonianze di autorità locali, esponenti di ospedali, autorità ecclesiastiche e di amici, in ricordo di Rosella e del suo grande ed infinito dono della vita. Giovannella Porzio, 24 anni (Torino), Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per il suo appassionato contributo nell’abbattimento delle barriere fisiche e mentali e nella diffusione di pratiche di inclusione” Affetta dalla malattia rara Charcot-Marie-Tooth che l’ha costretta alla carrozzina dall’età di 10 anni. Laureanda in Lingue per il Turismo. È vice-campionessa italiana ed europea di danza paralimpica. Da sempre innamorata della danza, dopo il liceo ha potuto realizzare la sua passione grazie all’Associazione “Ballo Anch’io” di Torino dove pratica la danza in carrozzina. Fa parte del Gruppo Performer, che è quello più avanzato, composto sia da persone in carrozzina sia da ballerine in piedi. Propongono spettacoli ed esibizioni in teatri e manifestazioni in tutta Italia e partecipano ai campionati della Federazione Danza Sportiva. Il suo sogno è quello di fondare una scuola di danza e diventare insegnante di danza inclusiva. Commenta: “con la danza si può dimostrare quanto possa essere semplice e concreta l’inclusione e la collaborazione tra realtà diverse, dove la differenza e la disabilità non sono impedimento ma diventano uno strumento artistico”. È testimone per l’Associazione Progetto Mitofusina 2 Onlus e Telethon. Rachele Spolaor, 25 anni (Mestre – VE), Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per il coraggio e l’altruismo con cui, a proprio rischio, è intervenuta in soccorso di un uomo che si era gettato sui binari della stazione di Mestre” Laureata all’Accademia di Belle Arti di Venezia, lavora come grafica in un’azienda del trevigiano. Il 10 dicembre scorso, mentre si trovava alla stazione ferroviaria di Mestre-Ospedale, di rientro dal lavoro, ha visto un uomo lanciarsi sui binari ed è intervenuta in suo soccorso. Nonostante l’imminente sopraggiungere di un treno, lo ha raggiunto sui binari cercando di farlo risalire sulla banchina. Il macchinista della locomotiva ha tirato il freno a mano per limitare l’impatto. Rachele ha riportato la frattura della tibia e l’uomo, un 35enne di origine rumena, gravi traumi alla testa e alla schiena ma non è in pericolo di vita. Così ha commentato Rachele: “Ho agito d’istinto, mi sentivo responsabile di quella vita. Non ho guardato se nel frattempo stesse arrivando il treno. Non ho pensato a nulla, ho semplicemente fatto quello che avrebbe fatto chiunque”. Mattia Villardita, 27 anni (Savona), Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per l’altruismo e le fantasiose iniziative con cui contribuisce ad alleviare le sofferenze dei più giovani pazienti ospedalieri” Impiegato terminalista nel porto di Vado Ligure. Conosciuto nel mondo calcistico savonese per i trascorsi in alcune squadre giovanili. Per una malattia congenita ha dovuto affrontare diverse operazioni fino all’età di 14 anni. Da tre anni, travestito da Spiderman fa visita ai piccoli pazienti dei reparti pediatrici della Liguria (che definisce “gli unici e veri supereroi”): dall’ospedale di Imperia al Gaslini di Genova, passando per il reparto pediatrico del San Paolo di Savona. È il fondatore di Supereroincorsia, un gruppo di giovani impegnati nel volontariato che, travestiti da eroi, donano sorrisi e momenti di spensieratezza ai piccoli pazienti pediatrici. Racconta: “ho dei problemi di salute sin dalla nascita, quindi sono sensibile all’argomento e ho sempre fatto del volontariato ma questa idea è nata due anni fa quando, parlando con il primario di pediatria e neonatologia del San Paolo, mi ha riferito che avevano bisogno di un pc per i loro piccoli pazienti e, così, sono andato a donarlo vestito da Spiderman. Da quel momento mi sono messo a disposizione del reparto e la cosa ha preso piega”. Neanche il Covid lo ha fermato: ha indossato la maschera e videochiamato i bambini.
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Fincantieri, l’acquisizione di Stx verso il fallimento
Afp, mancano documenti per Ue. Gruppo italiano, fatto possibile
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29 dicembre 2020
13:20
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La vendita dei cantieri navali di Saint Nazaires a Fincantieri rischia di saltare definitivamente. In base agli accordi con la Francia, scrive l’Afp, la cessione di Stx va conclusa entro il 31 dicembre ma il gruppo italiano non ha sottoposto all’Antitrust Ue, che sull’acquisizione sta conducendo una severa istruttoria, tutte le informazioni richieste.
Senza risposte entro giovedì o in mancanza di una nuova proroga l’operazione salterà. “Riteniamo di aver fatto tutto il possibile. Da parte nostra non è possibile fare di più”, ha dichiarato un portavoce di Fincantieri all’Afp.
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Di Maio a ministro Cina, grazie per via libera a marittimi
Ministro ringrazia Wang Yi in videoconferenza
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29 dicembre 2020
10:55
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“Desidero innanzitutto ringraziarla per il suo intervento che ha consentito di sbloccare la questione degli equipaggi di alcune navi italiane all’ancora in porti cinesi. Alcuni dei marittimi italiani fermi da quest’estate al largo di Huanghua sono imbarcati da oltre un anno e duramente provati.
Grazie all’autorizzazione concessa, potranno presto rientrare a casa”. Lo avrebbe detto, a quanto si apprende, il ministro degli affari esteri Luigi Di Maio durante la videoconferenza, ancora in corso, con il Consigliere di Stato e Ministro degli Esteri della Repubblica Popolare Cinese Wang Yi.
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Tpl: De Micheli, avvio scuole momento critico
Indispensabile pianificare orari nelle città
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28 dicembre 2020
13:00
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“L’avvio dell’anno scolastico che rappresentava e rappresenta un momento di elevata criticità”: Lo ha detto la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, in un’audizione alla Camera sullo stato del trasporto pubblico locale con riferimento all’emergenza sanitaria, anche in vista della riapertura delle scuole sottolineando che “pianificare gli orari delle città diviene una misura indispensabile per poter garantire la riapertura delle scuole”.
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Verso lo slittamento di un mese per la lotteria degli scontrini
Problemi su adeguamento registratori di cassa
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29 dicembre 2020
08:49
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Si fa sempre più concreta l’ipotesi di uno slittamento della lotteria degli scontrini, che sarebbe dovuta partire il primo gennaio. In base a quanto si apprende, la maggioranza sta valutando la possibilità di introdurre nel milleproroghe uno spostamento di circa un mese.
Alla base del rinvio ci sarebbero questioni di carattere tecnico legate all’adeguamento dei registratori di cassa.
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Covid: Franceschini, in 2020 11 mld a cultura e turismo
Ministro, Impegno per non lasciare fuori nessuno
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29 dicembre 2020
12:03
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Oltre 11 miliardi di euro. E’ il valore delle misure varate dal ministero di beni culturali e turismo per contrastare gli effetti ella pandemia nei settori del turismo e della cultura.
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Lo sottolinea il ministro Franceschini che oggi pubblica sul sito del Mibact un dettagliato consuntivo degli interventi predisposti nel 2020.
“Un impegno – dice – che ha interessato tutti i settori di competenza partendo dalle categorie più colpite, per non lasciare fuori nessuno”.
Il documento, riassunto in una serie di slide pubblicate online sul sito del ministero, ripercorre per ogni settore e nel dettaglio tutte le misure prese, per gli istituti, le imprese, i lavoratori, dal turismo al cinema, dai musei ai siti archeologici, dall’editoria alla musica, la tutela del patrimonio, le fiere, i congressi, la promozione del sistema paese. “Agli oltre sessanta provvedimenti del Mibact dal valore di 11 miliardi di euro – fa notare il ministro – si sommano le misure di carattere generale: dalla cassa integrazione ordinaria e speciale ai fondi integrativi salariali, dai contributi a fondo perduto corrisposti dall’Agenzia delle entrate in base ai codici Ateco settoriali, ai Tax credit speciali per le spese COVID, fino alle misure del Dl liquidità a supporto e garanzia delle imprese. Un’attività che ha impegnato notevoli risorse umane e finanziarie e che proseguirà fino a quando questi due settori strategici non avranno superato la crisi”.
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Bonomi, gestione Covid pesa molto, non fatto il necessario
Tre volte più vittime di Germania, molto c’è da cambiare
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29 dicembre 2020
14:59
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“Ripeto: a febbraio il compito per il Governo di affrontare la prima ondata di contagi era immane”.
Ma, rileva il presidente di Confindustria Carlo Bonomi, in una lettera ai presidenti delle associazioni del sistema di via dell’Astronomia,”gli otto mesi successivi pesano molto, perché in termini di sicurezza sanitaria non è stato fatto quel che a febbraio non si poteva improvvisare ma che poi era assolutamente necessario realizzare”.
E rimarca: “Se registriamo più di 3 volte il numero di vittime della Germania, che ha 23 milioni di residenti più di noi, molto non è stato fatto e molto c’è da cambiare”.
Sula situazione economica Bonomi spiega: “L’ipotesi di una ripresa a V si allontana mentre lo scenario consueto di una crescita più lenta per l’Italia rispetto all’Eurozona diviene probabile”.
Infine il Recovery: “Non possiamo rassegnarci a un Recovery Plan figlio solo delle tensioni tra i partiti”.   ECONOMIA

Chiara Lubich e il suo messaggio “politico” su Rai1
3/1 su Rai1 Capotondi nei panni della fondatrice Focolari
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28 dicembre 2020
13:46
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“Una donna di grande dolcezza e determinazione. E con una visione, anche politica, di unione e fratellanza, che forse servirebbe anche oggi”.
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Così Cristiana Capotondi racconta la “sua” Chiara Lubich (Trento 1920 – Rocca di Papa 2008), fondatrice del Movimento dei Focolari, che proprio nel centenario della nascita arriva in tv nel film di Giacomo Campiotti prodotto da Rai Fiction e Luca Barbareschi per Eliseo Multimedia, “Chiara Lubich. L’amore vince tutto”, in onda il 3 gennaio in prima serata, prima nuova fiction dell’anno per Rai1.
Nato sotto le bombe della seconda guerra mondiale, approvato solo nel 1964 da Papa Paolo VI con il nome ufficiale di Opera di Maria e oggi diffuso in oltre 180 paesi con più di 2 milioni di aderenti, il Movimento dei Focolari nacque per portare un messaggio di unità, con l’obiettivo di cooperare alla costruzione di un mondo più unito “perché tutti siano una sola cosa” (Gv 17,21) nel rispetto e nella valorizzazione delle diversità. Ricostruita la Trento del 1943, il tv movie si concentra sugli anni della giovinezza di Chiara, giovane maestra di scuola elementare che a 23 anni “sposa” Dio con voto perpetuo di castità e nel pieno del conflitto resta a Trento per aiutare i bisognosi. Proprio la decisione di vivere concretamente il Vangelo, condiviso con le sue amiche, scatena forti reazioni.
“Spero che Chiara Lubich – dice Barbareschi – sia una ‘vaccinazione’ per lo spirito di milioni di italiani”. Una spinta a “un’aspirazionalità che porti i giovani a costruire con nuova dignità e politica responsabile questo Paese”. Donna di molti primati, nel corso della sua vita la Lubich ha contribuito al riavvicinamento della Chiese Cattolica e Ortodossa ed è stata la prima donna bianca non musulmana a parlare alla moschea di Harlem a New York. Nel cast, Aurora Ruffino, Miriam Cappa, Greta Ferro, Eugenio Franceschin, Roberto Citran.   CINEMA

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Covid: Gori, Comune Bergamo persona offesa in indagine pm
Sindaco, necessario visto il numero di vittime
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28 dicembre 2020
16:25
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“La Giunta del Comune di Bergamo ha deliberato di dichiarare il Comune persona offesa” nell’indagine preliminare della Procura di Bergamo per epidemia colposa sulla pandemia da Covid-19. “Se la Procura deciderà di promuovere l’azione penale, con il rinvio a giudizio, allora il comune si costituirà parte civile”.
Lo ha detto il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, questo pomeriggio durante una conferenza stampa su zoom. Un passo “giustificato e necessario”, ha aggiunto Gori, visto anche “l’eccezionale impatto” della pandemia su Bergamo e “visto l’elevato numero di vittime”.
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Snam:in statuto transizione energetica e parità genere
Proposta di modifica del Cda in assemblea il prossimo 2 febbraio
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29 dicembre 2020
09:02
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Il consiglio di amministrazione di Snam da deliberato di inserire in statuto “l’impegno della società a favorire la transizione energetica verso forme di utilizzo delle risorse e delle fonti di energia compatibili con la tutela dell’ambiente e la progressiva decarbonizzazione”. La proposta sarà sottoposta all’assemblea degli azionisti convocata per il prossimo 2 febbraio insieme a quella di “riservare al genere meno rappresentato una quota pari ad almeno due quinti dei componenti da eleggere” in consiglio di amministrazione.
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Maltempo: scontro Sala-Salvini sulla gestione della nevicata
Leghista, guarda il meteo; Sindaco, non ha mai lavorato
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MILANO
28 dicembre 2020
14:31
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E’ scontro aperto sulla gestone della nevicata di oggi a Milano fra il segretario della Lega Matteo Salvini secondo cui la città era “nel caos” e il sindaco Giuseppe Sala che lo ha accusato di non aver mai lavorato.
“A Milano tram bloccati, strade con 20 centimetri di neve e caos.
Nevicata annunciata da giorni, Sala non segue le previsioni del tempo?” ha scritto sui social Salvini. “Abbiamo fuori tutti i mezzi disponibili e che c’è tanta gente che in ufficio o all’aperto sta lavorando per la città” ha replicato Sala. “Chi come me lavora da una vita è abituato a seguire le cose e poi ad agire. Chi come lui non ha mai lavorato – ha ironizzato – è abituato più che altro a usare la tastiera e a fare grandi proclami. Personalità e modi di essere diversi. Per fortuna dei milanesi, così potranno fra pochi mesi scegliere chi è più credibile per prendersi cura di Milano”.