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VENEZUELA: BLACKOUT COMPLETAMENTE TERMINATO

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VENEZUELA: BLACKOUT COMPLETAMENTE TERMINATO

AGGIORNAMENTO IN “MONDO”

DELLE 01:22 DI GIOVEDì 14 MARZO 2019

VENEZUELA: BLACKOUT COMPLETAMENTE TERMINATO

CARACAS

– Il sistema elettrico del Venezuela, paralizzato da giovedì scorso, ha recuperato la sua funzionalità al 100%. A comunicare la fine del blackout è stato il ministro della Comunicazione venezuelano, Jorge Rodriguez, che ha anche annunciato che giovedì 14 marzo riprenderanno le attività di lavoro, mentre le scuole resteranno chiuse fino a venerdì.         [print-me title=”STAMPA”]

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VENEZUELA: 80 bimbi morti per blackout

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VENEZUELA: 80 BIMBI MORTI PER BLACKOUT:

AGGIORNAMENTO IN “MONDO”

DELLE 00:18 DI LUNEDì 11 MARZO 2019

VENEZUELA: 80 BIMBI MORTI PER BLACKOUT

“Secondo alcune informazioni almeno 80 sono i morti nel reparto neonatale dell’ospedale universitario di Maracaibo, Zulia, da quando è iniziato il blackout giovedì”. Lo afferma il senatore repubblicano Marco Rubio, in un tweet al quale allega il cinguettio del network televisivo venezuelano VPItv.

La crisi in Venezuela ha preso una piega “catastrofica nelle ultime 72 ore. Ci avviciniamo alle 72 ore di blackout e la prospettiva di fame e carestia è ora per molti una realtà”. Lo twitta il senatore repubblicano Marco Rubio, sottolineando che “se ingenti aiuti non saranno consegnati presto, il timore è che ci sia una catastrofe senza precedenti”.
Intanto lunedì 11 marzo scuole e uffici rimarranno chiusi in tutto il paese. Lo annuncia il ministro della comunicazione Jorge Rodriguez su Twitter. “Il governo bolivariano ha deciso di sospendere le lezioni e le attività lavorative domani, lunedì 11 marzo, per sconfiggere, con la forza della verità e della vita, il brutale attacco terroristico contro il popolo. Insieme vinceremo”.
“Continuiamo a lavorare per recuperare il sistema elettrico nazionale”. Lo assicura il presidente venezuelano Nicolas Maduro su Twitter. E aggiunge: “la macabra strategia di portarci ad uno scontro fallirà. Vinceremo!”.
He ordenado a todos los Jefes de REDI, ZODI y a los Gobernadores mantener informado a nuestro pueblo. La estrategia macabra de llevarnos a un enfrentamiento fracasará. Seguimos trabajando por la plena recuperación del Sistema Eléctrico Nacional. ¡Venceremos! pic.twitter.com/wnQHQYgzlK

Intanto Juan Guaidò, il presidente del Parlamento venezuelano che ha assunto i poteri dell’esecutivo, chiederà nelle prossime ore lo stato di “emergenza nazionale” per il paese in una sessione speciale del Parlamento. Una richiesta – riporta la Cnn – dettata dal blackout che continua a lasciare al buio completo 16 stati del Venezuela, mentre altri sei hanno solo parzialmente l’energia elettrica. Secondo Guaidò, il blackout è costato finora al settore privato 400 milioni di dollari.         [print-me title=”STAMPA”]

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MONDO TUTTE LE NOTIZIE. ULTIM’ORA: Venezuela, Maduro chiude la frontiera con la Colombia per fermare gli aiuti Guaidò aveva annunciato che oggi sarebbero entrate le scorte mandate dagli Usa Corea Nord: Kim ‘presto’ in VietnamAnnuncio media Hanoi a pochi giorni da secondo summit con Trump Nigeria: esplosioni nel nordestA Maiduguri, popolazione in fuga

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MONDO

TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 06:42 ALLE 09:38 DI SABATO 23 FEBBRAIO 2019

MONDO

Il governo venezuelano sta ordinando la chiusura parziale del confine con la Colombia, alla vigilia dell’attesa consegna di aiuti umanitari supportata dagli Stati Uniti e osteggiata dal presidente Nicolas Maduro.
Il vicepresidente Delcy Rodriguez ha dichiarato su Twitter che il governo sta ordinando la chiusura temporanea di tre incroci nello stato di Tachira a causa delle “minacce gravi e illegali” contro la pace e la sovranità del Venezuela provenienti dal governo della Colombia. L’area di confine è dove i sostenitori del leader dell’opposizione Juan Guaido’ stanno cercando di consegnare diverse tonnellate di cibo e forniture mediche trasportate in aereo in Colombia negli ultimi giorni dall’amministrazione di Trump.

MONDO

 

– PECHINO

– Il leader nordcoreano Kim Jong-un sarà impegnato “presto” in una “visita ufficiale” di amicizia in Vietnam. Lo annuncia l’agenzia di stampa di Hanoi, Vietnam News Agency, secondo cui Kim, presidente del Partito dei Lavoratori e della Commissione degli Affari di Stato, è stato invitato da Nguyen Phu Trong, segretario generale del Partito comunista e presidente del Vietnam. L’arrivo di Kim, secondo indiscrezioni, è atteso per lunedì 25 febbraio, pochi giorni prima del secondo summit col presidente Usa Donald Trump del 27-28 febbraio.

MONDO

Esplosioni e colpi di arma da fuoco sono stati sentiti questa mattina a Maiduguri, la capitale dello Stato del Borno nel nordest della Nigeria, a poche ore dall’apertura delle urne per le elezioni presidenziali.
Secondo quanto riporta il Guardian, la città è stata attaccata da sospetti militanti islamisti e centinaia di persone sono in fuga.
Le urne aprono alle 8:00 ora locale (la stessa ora in Italia) e chiuderanno alle 14:00. La tornata doveva svolgersi sabato scorso ma é stata rinviata di una settimana a causa di ritardi nell’allestimento dei seggi, maltempo, controversie sulle registrazioni dei candidati e sospetti di sabotaggio.
Al voto sono chiamati oltre 84 milioni di persone, a fronte di una popolazione di oltre 190 milioni. Il principale fra i 73 candidati é il 76enne presidente uscente Muhammadu Buhari che cerca un secondo mandato quadriennale. Il suo principale rivale è l’ex vice presidente, il 72enne Atiku Abubakar.          [print-me title=”STAMPA”]

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VENEZUELA: LA SITUAZIONE: Venezuela: generale, fate entrare aiuti Appello ai militari, “come potreste essere così disumani?” Venezuela: Rincon, fate entrare aiutiRincon, “cosa vi hanno fatto le madri che vedono figli morire?” Venezuela: vietato volo a aerei privatiPer motivi legati a sicurezza Venezuela:Guaidò ordina apertura confiniIn decreto assicura “garanzie” ai militari che lo ubbidiscano

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VENEZUELA

LA SITUAZIONE AGGIORNATA

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI DAL MONDO IN TEMPO REALE

DALLE 19:34 DI GIOVEDì 21 FEBBRAIO 2019 ALLE 04:18 DI VENERDì 22 FEBBRAIO 2019

VENEZUELA

CARACAS

– Hugo Carvajal Barrios, un ex generale venezuelano compagno d’armi di Hugo Chavez ed ex responsabile dell’intelligence militare del governo di Nicolas Maduro, ha chiesto oggi ai militari del suo Paese che lascino entrare gli aiuti umanitari internazionali. In un video su Twitter, Carvajal, rivolgendosi ai generali delle Forze Armate, ha chiesto loro: “come è che, avendo il potere di lasciare entrare l’assistenza umanitaria internazionale nel nostro Paese per salvare vite potreste decidere di non farlo?”. “Potreste essere così disumani, o è che non avete coraggio sufficiente per affrontare, come è il vostro dovere, chi oggi vi ordina di opprimere il popolo?”, ha aggiunto l’ex militare. Carvajal si è inoltre messo agli ordini di Juan Guaidò, il presidente del Parlamento che ha assunto i poteri dell’Esecutivo, dicendogli che “qui c’è un soldato in più per la causa della libertà e della democrazia”.
– Tomàs Rincon, capitano della nazionale di calcio venezuelana e centrocampista del Torino, ha chiesto oggi alle autorità del suo paese che permettano l’ingresso degli aiuti umanitari internazionali, in un breve video pubblicato su Twitter.
“Cosa vi hanno fatto le madri che vedono i loro figli morire negli ospedali perché non ci sono le medicine? Che cosa vi hanno fatto quei bambini che vedono morire le loro speranze perché non hanno le cure necessarie?”, ha chiesto il calciatore, rivolgendosi al governo di Nicolas Maduro.
Rincon ha aggiunto che è arrivato il momento di “restituire la speranza ai venezuelani che vogliamo ricostruire il nostro paese”, indicando che “io sarò una parte attiva per la ricostruzione di quel Venezuela che tutti sognamo”, prima di concludere: “non perdiamo la speranza, Venezuela, io sono con voi!”.

– L’Istituto Nazionale per l’Aeronautica Civile (Inac) venezuelano ha chiuso lo spazio aereo ai velivoli privati, secondo una circolare pubblicata dai media nazionali. A partire da oggi le “operazioni o circolazione sul territorio nazionale” dei “velivoli classificati di aeronautica generale e privata” sono proibite, si legge nella circolare. La nota fa riferimento a due articoli della legge che regola il traffico aereo in Venezuela, che stabiliscono che anche se la navigazione aerea è libera, il governo nazionale può “restringere, sospendere o proibire temporaneamente” la circolazione dei velivoli “per motivi di sicurezza del volo, interesse pubblico, sicurezza o difesa”.
– Juan Guaidò, il presidente del Parlamento venezuelano che ha assunto i poteri dell’Esecutivo, ha emesso un decreto nel quale autorizza l’ingresso degli aiuti umanitari nel Paese, ordina l’apertura delle frontiere e assicura “garanzie e benefici” ai membri delle Forze Armate che “adempiano il mandato della Costituzione”. Nel decreto, ricorda che due giorni fa l’Assemblea Nazionale ha varato una disposizione autorizzando l’ingresso degli aiuti, attualmente depositati vicino ai confini del Venezuela, aggiungendo che “usurpatori del potere legittimo” hanno promosso azioni per impedire che possano entrare nel territorio nazionale.         [print-me title=”STAMPA”]

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MONDO TUTTI GLI AGGIORNAMENTI: Venezuela: blindati a frontiera Brasile Per bloccare l’ingresso degli aiuti umanitari

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MONDO

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

TUTTE LE NOTIZIE DAL  MONDO SEMPRE AGGIORNATE

DELLE 00:31 DI GIOVEDì 21 FEBBRAIO 2019

MONDO

Il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha inviato blindati verso la città di Santa Elena de Uairén, alla frontiera con il Brasile, per evitare l’ingresso degli aiuti umanitari internazionali da Pacaraima, la città brasiliana dall’altra parte del confine. Lo hanno reso noto residenti del luogo, che hanno pubblicato immagini dei blindati sui social, rilanciate dai media locali.         [print-me title=”STAMPA”]

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MONDO TUTTI GLI AGGIORNAMENTI: Nigeria: calca a raduno elettorale,morti Lo riferisce la Bbc. Sabato si vota per capo Stato e Parlamento Usa:polizia uccide rapper nero che dormeLa famiglia denuncia omicidio a sfondo razziale Venezuela: Dudamel, fate entrare aiutiDirettore d’orchestra, sofferenza del popolo prima di politica Canada:accuse a Trudeau, ministra lasciaPresunte pressioni premier contro inchiesta su azienda canadese

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MONDO

TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 00:10 ALLE 07:35 DI MERCOLEDì 13 FEBBRAIO 2019

MONDO

Un numero imprecisato di persone sono rimaste uccise nella calca nello stadio di Port Harcourt, nel sud della Nigeria, a un raduno elettorale del presidente Muhammadu Buhari. Lo riferisce la Bbc online citando funzionari locali. Nel Paese sono previste elezioni presidenziali e parlamentari sabato 16 febbraio. Buhari corre per un secondo mandato, mentre il suo principale avversario sembra essere l’ex vicepresidente Atiku Abubakar. L’incidente è avvenuto al termine del discorso del presidente Buhari, verso le 15, nello stadio Adokiye Amiesimaka. Secondo i media locali, la maggior parte delle vittime sarebbe stata calpestata dalla folla che cercava di farsi strada attraverso un cancello semi-chiuso per seguire Buhari mentre lasciava lo stadio. L’ufficio del presidente ha poi reso noto che il presidente era stato informato della “tragica morte di molti membri del suo partito All Progressive Congress (APC) in un fuggi-fuggi”.

– WASHINGTON

– La polizia californiana di Six Vallejo, ad una cinquantina di km a nord est di San Francisco, ha ucciso un rapper ventenne nero mentre stava dormendo nella sua auto all’esterno di un Taco Bell, una catena americana di fast food messicano. Lo riferiscono le autorità. La vittima si chiamava Willie McCoy. La sua famiglia ha denunciato un omicidio a sfondo razziale, sostenendo che non c’era giustificazione per usare la forza contro una persona che dormiva e non era una minaccia.
Secondo la versione della polizia, gli agenti stavano controllando McCoy dopo che un dipendente del Taco Bell aveva chiamato il numero di emergenza segnalando un uomo con la testa appoggiata al volante della sua auto all’esterno del locale. Il giovane era nella vettura accesa con le porte chiuse e non avrebbe risposto ad un primo richiamo. In grembo avrebbe avuto una pistola.

– CARACAS

– Il direttore d’orchestra venezuelano Gustavo Dudamel ha pubblicato un appello alle Forze Armate del suo paese perché lascino entrare l’assistenza umanitaria inviata dall’estero, per permettere che “gli aiuti arrivino al più presto a chi più ne ha bisogno”.
In un messaggio pubblicato su Twitter, Dudamel -che è direttore musicale dell’Orchestra Sinfonica Simon Bolivar in Venezuela e della Filarmonica di Los Angeles – ha detto che “bisogna aprire le porte perché l’assistenza umanitaria arrivi imperiosamente ai venezuelani”.
“Salvare vite e alleviare la sofferenza della popolazione deve essere la priorità, non può esservene un’altra”, ha scritto il direttore d’orchestra, avvertendo che se l’aiuto umanitario fosse bloccato alla frontiera “si starebbe condannando gli innocenti e si starebbe dicendo al mondo che la politica è più importante della vita dei cittadini”.

– WASHINGTON

– Brutto colpo per il premier canadese Justin Trudeau, che quest’anno deve affrontare le elezioni per la sua rielezione: la sua ex ministra della giustizia Jody Wilson-Raybould ha annunciato che lascerà il governo, dove da un mese guidava il ministero per i veterani.
Wilson-Raybould non ha spiegato i motivi delle dimissioni, ma la sua mossa arriva dopo le accuse a Trudeau – trapelate sui media – di aver fatto pressioni su di lei per evitare una inchiesta penale ad una grande società di costruzioni canadese.          [print-me title=”STAMPA”]

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MONDO TUTTI GLI AGGIORNAMENTI: Khashoggi, scontro Congresso-Casa Bianca Ma Pompeo fornisce aggiornamento in extremis India, 39 morti per liquore illegaleArrestati 8 fornitori, sospesi 35 funzionari, anche 12 agenti Cina, dialogo unica via per Venezuela’Problemi del Venezuela vanno risolti dal popolo venezuelano’

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MONDO

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI DALLE 05:15 ALLE 09:23

DI SABATO 09 FEBBRAIO 2019

MONDO

WASHINGTON

– E’ ancora scontro tra Congresso e Casa Bianca sul caso Khashoggi. In ottobre i parlamentari statunitensi avevano fatto scattare una disposizione del Global Magnitsky Act che concede al presidente 120 giorni per riferire sul responsabile dell’omicidio del giornalista dissidente e se gli Usa intendono imporre sanzioni. Il termine scadeva l’8 febbraio ma la Casa Bianca ha fatto sapere che “il presidente mantiene il suo potere discrezionale di non agire su richiesta di una commissione, quando lo ritiene appropriato”. Una risposta che ha irritato i congressmen. In serata, però, il dipartimento di Stato ha reso noto che il capo della diplomazia Usa Mike Pompeo ha fornito un aggiornamento al Congresso sulle indagini riguardanti l’uccisione di Khashoggi. Non è ancora dato sapere se basterà a placare Capitol Hill.
– NEW DELHI

– Almeno 39 persone sono morte in diversi villaggi del nord dell’India e altre 27 sono state colte da malore dopo aver bevuto del liquore prodotto clandestinamente e contenente del metanolo tossico durante una festa tradizionale. La polizia ha riferito che 26 persone sono morte in due diversi luoghi nello Stato di Uttar Pradesh, 306 chilometri a est dalla capitale New Delhi, mentre altre 13 sono morte nel vicino Stato di Uttarakhand. La polizia ha arrestato 8 presunti fornitori e sospeso 35 pubblici ufficiali, tra cui 12 agenti di polizia.

– PECHINO

– La Cina ritiene che il dialogo pacifico e gli strumenti politici siano “l’unica via” verso una pace durevole in Venezuela, e sostiene gli sforzi multinazionali a questo fine. La nota del portavoce del ministero degli Esteri Hua Chunying giunge in risposta a una domanda circa l’incontro di giovedì scorso del gruppo internazionale di contatto a Montevideo. La Cina è fedele alleata del presidente venezuelano Nicolas Maduro, al quale ha prestato miliardi per aiutarlo a puntellare il regime in difficoltà. Hua ha detto che la Cina “crede che i problemi del Venezuela debbano essere risolti dal popolo venezuelano nella cornice della sua Costituzione e delle sue leggi e attraverso il dialogo pacifico e gli strumenti politici.
Questa è l’unica via per una pace duratura nel Paese”.             [print-me title=”STAMPA”]

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GUAIDò INCONTRA RAPPRESENTANTI UE

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GUAIDò INCONTRA RAPPRESENTANTI UE

AGGIORNAMENTO DELLE 07:56

DI GIOVEDì 07 FEBBRAIO 2019

GUAIDò INCONTRA RAPPRESENTANTI UE

CARACAS

– Il presidente dell’Assemblea nazionale (An) venezuelana, Juan Guaidó, si è riunito ieri con rappresentanti dell’Unione europea (Ue) ringraziandoli per il riconoscimento formalizzato da numerosi Paesi membri della sua carica di ‘presidente ad interim’ del Venezuela. Con loro, ha riferito Union Radio di Caracas, Guaidó ha affrontato questioni legate alla “transizione democratica” nel Paese. Via Twitter il leader dell’opposizione ha riferito che “abbiamo conversato con rappresentanti della Ue per consolidare il loro appoggio e la transizione democratica” in Venezuela. Guaidó ha infine colto l’occasione della riunione per ringraziare nuovamente per “il riconoscimento della comunità internazionale”.         [print-me title=”STAMPA”]

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VENEZUELA APPROVA AIUTI UMANITARI

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VENEZUELA APPROVA AIUTI UMANITARI

AGGIORNAMENTO DELLE 02:09

DI MERCOLEDì 06 FEBBRAIO 2019

VENEZUELA APPROVA AIUTI UMANITARI

CARACAS

– L’Assemblea nazionale venezuelana, controllata dall’opposizione, ha approvato a Caracas “una strategia di aiuto urgente complesso in alimentazione e salute per l’emergenza umanitaria”, rivolta “alle persone la cui vita è in pericolo”. In questo modo l’Assemblea, presieduta da Juan Guaidó, ha deciso di opporsi alla posizione del presidente Nicolás Maduro che si è detto contrario al suo ingresso perché rappresenterebbe il pretesto per un intervento militare degli Stati Uniti. Intanto il presidente dell’Assemblea nazionale costituente (Anc, controllata dal governo), Diosdado Cabello, ha designato una commissione che si incaricherà di realizzare una consultazione popolare sullo svolgimento anticipato delle elezioni legislative, in calendario per il 2020, come proposto dal presidente Nicolás Maduro. L’opposizione però, sostenuta da molti Paesi stranieri, ha chiesto di anticipare le presidenziali.         [print-me title=”STAMPA”]

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LA DENUNCIA DI GUAIDò AL TG2

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LA DENUNCIA DI GUAIDò AL TG2

AGGIIORNAMENTO DELLE 09:08

DI VENERDì 01 FEBBRAIO 2019

LA DENUNCIA DI GUAIDò AL TG2

“Maduro ha perso il controllo del paese e la popolazione sta soffrendo. Ci sono 70 giovani assassinati in una settimana dal faes, le forze speciali di polizia, e 700 persone in carcere, 80 minorenni addirittura bambini”. E’ la denuncia di Juan Guaidó sulla situazione in Venezuela, in un’intervista al Tg2.         [print-me title=”STAMPA”]