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DALLE 19:17 ALLE 23:47 DI SABATO 06 APRILE 2019

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Libia: forze Haftar, ‘aeroporto nostro’
Portavoce Haftar, abbiamo perso 14 uomini

IL CAIRO06 aprile 2019 19:17

– L’Esercito nazionale libico (Lna) del generale Khalifa Haftar, anche pubblicando una foto, ha smentito l’annuncio che le milizie filo-Sarraj controllino l’aeroporto internazionale del Cairo, quello chiuso dal 2014 e situato a 25 km in linea d’aria dal centro della città. “Le forze armate in questo momento controllano l’insieme dell’aeroporto internazionale di Tripoli e lo mettono in sicurezza”, si sostiene in un post su Facebook della “Divisione informazione militare” dello Lna. Intanto il portavice del Lna ha riferito che sono 14 i morti nelle fila dell’Esercito nazionale libico dall’inizio dell’attacco lanciato due giorni fa su Tripoli da Haftar.
“Le operazioni militari, dal loro inizio, hanno fatto 14 martiri”, ha detto il portavoce usando il consueto termine islamico che indica i caduti in battaglia.
Libia: Moavero, cessino operazioni’C’è il rischio di un aumento del livello di destabilizzazione’

DINARD (FRANCIA)06 aprile 201919:35

– “Abbiamo parlato di Libia proprio durante gli sviluppi drammatici di queste ore” ma “è molto importante che cessino le operazioni militari che possono contribuire ad accrescere il livello di destabilizzazione”: lo ha detto il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, al termine dei lavori della ministeriale G7 di Dinard, in Bretagna, conversando con i giornalisti. Intanto, un portavoce del dipartimento di stato Usa ha detto che “promuovere la stabilità nel nord Africa e nel Sahel, inclusa la Libia, è una priorità del dialogo strategico Usa-Italia” riconfermando l’impegno Usa a “lavorare con la Libia, l’Onu e i nostri partner internazionali, compresi i nostri alleati italiani, per contribuire ad far avanzare una riconciliazione politica, sconfiggere il terrorismo e promuovere un futuro più stabile per il popolo libico.
A Belgrado nuove proteste contro VucicOppositori e studenti in corteo a sede tv ritenuta pro-governo

06 aprile 201921:35

A Belgrado nuovo sabato di proteste antigovernative e contro il presidente serbo Aleksandar Vucic, accusato di ‘autoritarismo’ e controllo dei media. Hanno cominciato nel pomeriggio gli studenti che, dopo un comizio, si sono mossi in corteo dal quartiere residenziale di Novi Beograd verso la sede del governo, attraversando il ponte Brankov sul fiume Sava. Agli studenti hanno parlato uno scrittore e un professore che hanno denunciato la precaria situazione occupazionale nel Paese, dal quale tanti diplomati e laureati al termine degli studi sono costretti a recarsi all’estero per trovare lavoro. Alla sede del governo gli studenti si uniranno agli altri manifestanti, che per il 18/o sabato consecutivo protestano nella capitale contro il presidente Vucic.
Tunisia: Essebsi, non mi ricandidoAperto congresso del partito modernista Nidaa Tounes

TUNISI06 aprile 201919:44

– “La Tunisia ha bisogno di cambiamento ed io non ho intenzione di presentarmi alle presidenziali”. Lo ha detto il presidente della Repubblica tunisina, Beji Caid Essebsi, oggi a Monastir in apertura del congresso del partito modernista di cui è anche fondatore, eliminando ogni dubbio sulla possibilità di una sua ricandidatura alle elezioni presidenziali del 17 novembre prossimo. Nidaa Tounes, uscito vincitore dalle elezioni politiche del 2014, partito della coalizione di governo, vive da anni una crisi profonda che ha causato scissioni, perdita di parlamentari e consensi in generale. Particolarmente difficili i rapporti tra l’attuale premier, Youssef Chahed ed il figlio del presidente tunisino, nonché direttore esecutivo di Nidaa Tounes, Hafedh Caid Essebsi. Il comitato esecutivo del partito, preso atto della posizione di Chahed decise a settembre di “sospendere l’adesione” del primo ministro. Oggi il presidente Essebsi a Monastir ha chiesto lo sblocco di questo “congelamento”.
Afghanistan: raffica attacchi, 10 mortiUn attentato contro un posto di blocco rivendicato dai talebani

KABUL06 aprile 201919:48

– Almeno sette poliziotti e tre civili sono stati uccisi oggi in Afghanistan in una serie di attacchi, uno dei quali è già stato rivendicato dai talebani.
Almeno quattro poliziotti sono morti e altri cinque sono rimasti feriti durante un attacco contro un posto di blocco nella provincia settentrionale di Sari Pul. Sempre nel corso di attacchi a posti di blocco, questa volta nella provincia orientale di Ghazni, sono morti altri tre agenti e altri sette sono rimasti feriti.
Inoltre, tre civili sono morti e altri 19 sono rimasti feriti in seguito all’esplosione di due bombe nella provincia orientale di Nangarhar. I talebani hanno finora rivendicato solo l’attacco di Ghazni.
Obama a giovani Ue, cambiate il mondoL’ex presidente a Berlino, ‘così io mi posso rilassare un po’

SABERLINO06 aprile 201919:51

– “Voi potete cambiare il mondo. E io mi posso rilassare un po'”. Spiritoso, ma non troppo, Barack Obama a Berlino davanti a 300 giovani europei individuati quali ‘giovani leader’ dalla Obama Foundation che li ha invitati oggi all’incontro con l’ex presidente. “Con ispirazione, strumenti, sostegno, imparando gli uni dagli altri, siete voi che potete cambiare il mondo. E io mi posso rilassare un po'”, ha detto, spiegando che tra gli obiettivi della sua vita dopo la Casa Bianca c’e’ proprio l’impegno per il coinvolgimento della prossima generazione nella societa’ civile, nelle comunita’, che è una delle principali attivita’ della Obama Foundation che ha organizzato l’evento nella capitale tedesca.
Israele, più sovranità su CisgiordaniaNetanyahu annuncia il suo programma in caso di rielezione

06 aprile 201921:29

Se rieletto il premier Benyamin Netanyahu intende estendere la sovranità israeliana a parti della Cisgiordania. “Io – ha detto in tv sottolineando che di questo si sta discutendo nel governo – mi accingo ad estendere la sovranità in Giudea e Samaria (Cisgiordania) e non faccio differenze tra zone omogenee di insediamento ebraico e insediamenti isolati”. “Non dividerò Gerusalemme – ha aggiunto – non evacuerò alcuna comunità e avrò cura che Israele controlli il territorio ad ovest del Giordano”.
Guaidò, prepariamo incontro leader’Per parlare della situazione in Venezuela’

CARACAS06 aprile 201922:06

– Juan Guaidó, capo dell’opposizione venezuelana autoproclamatosi presidente ad interim, ha rivelato a Caracas che nell’ambito della nuova fase di lotta per mettere fine alla “usurpazione” del potere da parte del presidente Nicolas Maduro, si realizzerà “un grande incontro mondiale di leader per parlare della situazione in Venezuela. Lo riferisce l’emittente Union Radio.
L’annuncio è stato fatto durante un intervento pubblico di Guaidó nell’urbanizzazione El Marqués in cui ha invitato ancora una volta i suoi sostenitori a scendere in strada mercoledì prossimo.
L’autoproclamatosi presidente ad interim non ha fornito particolari sul futuro incontro, ma suoi collaboratori hanno comunicato ai media che i dettagli verranno forniti nei prossimi giorni.
Trump deride giovane deputata demOcasio-Cortez, ‘Green New Deal proposto da meravigliosa barista’

WASHINGTON06 aprile 201923:21

– Il Green New deal, l’ambizioso piano per salvare l’ambiente con energie rinnovabili, è stato proposto da “una meravigliosa giovane barista”: lo ha detto Donald Trump alla riunione annuale della Republican Jewish Coalition a Las Vegas, riferendosi senza nominarla alla deputata dem Alexandria Ocasio-Cortez, che in passato ha lavorato come cameriera in un locale.
Sudan: migliaia in piazza contro BashirPolizia lancia lacrimogeni contro i manifestanti

IL CAIRO06 aprile 201919:40

– Decine di migliaia di dimostranti sono scesi in piazza in Sudan chiedendo le dimissioni del presidente Omar al Bashir in una delle più grandi manifestazioni che da tre mesi scuotono il Paese africano. La polizia ha lanciato gas lacrimogeni contro un gruppo di persone che è riuscito ad arrivare nei pressi del quartier generale dell’esercito nella capitale Khartoum.
Le manifestazioni sono iniziate in dicembre per protestare contro gli aumenti dei prezzi e la scarsità di generi alimentari.
Ruanda: omaggio Ue a vittime genocidioOggi Paese trasformato grazie a determinazione ruandesi

BRUXELLES06 aprile 201919:53

– “In questa giornata internazionale di riflessione sul genocidio dei Tutsi in Ruanda, nel 1994, ci uniamo alla commemorazione e rendiamo omaggio agli oltre 800.000 uomini, donne e bambini che hanno perso la vita a causa delle inumane atrocità commesse deliberatamente contro di loro. Esprimiamo la nostra solidarietà alle famiglie”: lo ha dichiarato l’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini, a nome dell’Unione europea, in occasione delle celebrazioni per il 25/mo anniversario del genocidio. “Venticinque anni dopo, il Ruanda è, per molti versi, un Paese trasformato, grazie alla determinazione dei ruandesi a ricostruire le loro vite e il loro Paese e a perseguire la riconciliazione nazionale”, ha proseguito. “In questo sforzo continuo, i ruandesi meritano il sostegno permanente e la solidarietà della comunità internazionale”.          [print-me title=”STAMPA”]

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SCONTRI LIBIA PREOCCUPANO ONU

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SCONTRI LIBIA PREOCCUPANO ONU

AGGIORNAMENTO IN “MONDO”

DELLE 10:17 DI GIOVEDì 04 APRILE 2019

SCONTRI LIBIA PREOCCUPANO ONU

“Sono profondamente preoccupato per i movimenti militari in corso in Libia e per il rischio di scontro. Non c’è una soluzione militare. Solo il dialogo intra-libico può risolvere i problemi del Paese. Chiedo calma e moderazione mentre mi preparo per incontrare i leader libici nel Paese”. E’ quanto scrive su Twitter il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres.         [print-me title=”STAMPA”]

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AVVISO LIBIA ALLE ONG

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AVVISO LIBIA ALLE ONG

AGGIORNAMENTO IN “MONDO” E “CRONACA”

DELLE 23:39 DI MARTEDì 02 APRILE 2019

AVVISO LIBIA ALLE ONG

Avviso di Marina e Guardia costiera libica alle ong: “non entrate nelle nostre acque territoriali e non intervenite vicino alle nostre coste”. Lo riporta il sito Libya explorer. Le autorità libiche citano il dirottamento del mercantile dello scorso 27 marzo, criticando “il silenzio della comunità internazionale e dell’Unione Europea sulla condotta di alcuni migranti”, che potrebbe indurre “gruppi armati in futuro a fingere di essere migranti e fare lo stesso atto di pirateria una volta soccorsi”.          [print-me title=”STAMPA”]

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DI MARTEDì 25 DICEMBRE 2018

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Nissan: libertà su cauzione per Kelly
Assistente era stato arrestato assieme a Ghosh il 17 novembre

TOKYO25 dicembre 201810:26

– La Corte distrettuale di Tokyo ha accordato la libertà su cauzione a Greg Kelly, il direttore operativo della Nissan e assistente dell’ex presidente del gruppo Carlos Ghosn, con cui era stato arrestato il 19 novembre.
La cauzione è stata fissata a 70 milioni di yen, l’equivalente di 550mila euro, e il pubblico ministero può ancora presentare ricorso.
Kelly era stato incriminato lo scorso 10 novembre assieme a Ghosn con l’accusa di aver sottostimato i compensi per almeno 5 anni per un valore di 5 miliardi di yen e altre omissioni fiscali di varie entità. Accuse che entrambi i manager respingono.
Abu Mazen a Messa di Natale a BetlemmeLa città affollata di turisti e pellegrini

TEL AVIV25 dicembre 201810:43

– Migliaia di pellegrini e di turisti hanno partecipato la scorsa notte a Betlemme alle tradizionali celebrazioni natalizie nella Piazza del Mangiatoia e alla Messa di Mezzanotte celebrata dall’Amministratore apostolico del Patriarcato Latino Pierbattista Pizzaballa. Nella Basilica della Natività erano presenti il presidente palestinese Abu Mazen, il premier Rami Hami Hamdallah e personalità politiche e diplomatiche fra cui il Console generale italiano a Gerusalemme Fabio Sokolowicz. Nell’omelia mons. Pizzaballa ha espresso ammirazione per i lavori di restauro quasi completati nella Basilica e vi ha visto un messaggio più generale di fiducia in quanto, ha rilevato, a volte sotto una apparente sporcizia possono nascondersi tesori. L’affluenza a Betlemme per il Natale è stata particolarmente elevata. “Il messaggio dei palestinesi in questa occasione – ha detto il sindaco Anton Salman – è che noi intendiamo resistere alla occupazione fino alla costituzione di uno Stato palestinese indipendente”.
Libia: attacco kamikaze a sede del ministero degli Esteri, 3 i morti A Tripoli. Secondo alcuni testimoni, l’esplosione è stata accompagnata anche da colpi d’arma da fuoco

BENGASI25 dicembre 201810:51

Attentato suicida stamani contro la sede del ministero degli Esteri libico a Tripoli. Secondo fonti della sicurezza libica, tre persone sono morte nell’attacco. Secondo alcuni testimoni, l’esplosione è stata accompagnata anche da colpi d’arma da fuoco. Dalle immagini diffuse dai siti libici si vede una densa colonna di fumo sprigionarsi dall’edificio principale del ministero.
Libia: uccisi 5 assalitori del ministeroTre le vittime, tra cui un diplomatico e due dipendenti libici

25 dicembre 201812:44

– Sono cinque i terroristi che hanno tentato l’assalto al ministero degli Esteri libico stamani a Tripoli: due si sono fatti esplodere, gli altri tre sono rimasti uccisi. Lo riferiscono fonti qualificate, aggiungendo che la situazione è ora sotto controllo e le forze di sicurezza presidiano la zona. Tre le vittime dell’attacco: Hibraim Shibani, diplomatico e direttore generale del Dipartimento relazioni islamiche del Ministero degli Esteri libico, e due dipendenti civili libici. Intorno alle 10 di stamani (le 9 in Italia), i cinque assalitori hanno ingaggiato uno scontro a fuoco con membri della Guardia presidenziale nel tentativo di entrare nella sede del ministero. Dopo alcuni minuti, aggiungono le fonti, si è udita una forte esplosione, probabilmente dovuta a un terrorista che si è fatto esplodere nelle vicinanze del cancello del ministero. I 5 terroristi sarebbero di origine subsahariana come quelli dell’attacco condotto contro la sede della Noc (National oil corporation) lo scorso settembre.
Israele: sondaggio, Likud in vantaggioMa un ex generale potrebbe cambiare la scena politica

TEL AVIV25 dicembre 201812:46

– All’indomani dell’annuncio che ad aprile Israele andrà ad elezioni anticipate, Benyamin Netanyahu ha avuto conferma oggi da un sondaggio di opinione che il suo partito Likud è lanciato verso una nuova vittoria e che probabilmente lui stesso presiederà il suo quinto governo.
Secondo il sondaggio di Maariv, il Likud disporrà di 30 dei 120 seggi alla Knesset, con largo vantaggio su tutti gli altri partiti. Restano tuttavia alcuni elementi di incertezza. Il primo riguarda i futuri orientamenti di un esordiente nella scena politica, l’ex capo di Stato maggiore Benny Gantz, che secondo Maariv irromperebbe alla Knesset con 13 deputati. Il secondo è legato alle indagini condotte su Netanyahu. Yair Lapid, leader del partito centrista Yesh Atid, ha fatto oggi appello al consigliere legale del governo Avichai Mandelblit (che è anche capo della magistratura) affinché pubblichi prima del voto le proprie conclusioni su quelle indagini.
Tunisia: 6 agenti feriti in scontri ieriIn piazza a Kasserine giovani disoccupati, numerosi gli arresti

TUNISI25 dicembre 201812:48

– E’ di sei agenti feriti e numerosi arresti tra i manifestanti il bilancio degli scontri avvenuti ieri sera a Kasserine, tra polizia e giovani disoccupati scesi per le strade per protestare per il diritto al lavoro contro la marginalizzazione della regione e in solidarietà al gesto estremo del reporter precario Abderrazak Zorgui. Lo ha riferito il portavoce del ministero dell’Interno di Tunisi, Sofiene Zaag, alla radio locale Mosaique fm, parlando di pietre contro le unità di sicurezza e pneumatici bruciati.       [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 03:30 ALLE 10:16

DI MARTEDì 13 NOVEMBRE 2018

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Suu Kyi: Amnesty, non più Ambasciatrice
Ong, ‘non è più simbolo speranza’ dopo vicenda Rohingya

Libia: Haftar non sarà a plenariaPortavoce, ‘a Palermo per partecipare a una serie di incontri’

Gaza: Hamas, se ancora raid altri razziIsraele ammonisce Hamas, riunito consiglio difesa

Libia: mini-vertice con Haftar e SarrajMedia, tra gli altri anche Conte, al Sisi e Medvedev

Pence a Tokyo, incontro con AbeCorea del Nord e commercio internazionale al centro dei colloqui

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Amnesty International ha annunciato che sta revocando il prestigioso riconoscimento di Ambasciatore della Coscienza alla leader birmana Aung San Suu Kyi, che è anche Nobel per la Pace, esprimendo “profonda costernazione” per il suo silenzio sulle “atrocità” compiute sulla minoranza musulmana dei Rohingya.
Si tratta solo dell’ultimo di una serie di riconoscimenti tolti alla leader de facto della Birmania che le erano stati tributato per il suo pluridecennale impegno per la democrazia e i diritti umani che le era costato 15 anni di arresti domiciliari durante la dittatura militare.
“Siamo profondamente costernati che lei non rappresenti più un simbolo di speranza, coraggio e di indomita difesa dei diritti umani”, ha scritto in una lettera a San Suu Kyi il segretario generale di Amnesty, Kumi Naidoo. “Il fatto che neghi la gravità e l’entità delle atrocità (contro i Rohingya) significa che ci sono poche speranze che la situazione possa migliorare”, ha aggiunto.
– PALERMO

– “Il maresciallo Haftar è arrivato in Italia ieri (lunedì) per una serie di incontri con i leader di Paesi vicini. Non è lì per partecipare alla Conferenza di Palermo”. Lo ha twittato, in italiano e inglese, il portavoce dell’esercito nazionale libico guidato dall’uomo forte della Cirenaica.
– TEL AVIV

– Il portavoce dell’ala militare di Hamas ha minacciato di colpire Beersheba e Ashdod se Israele persiste nella sua aggressione” sulla Striscia. Anche la jihad islamica ha fatto eco al comunicato di Hamas sostenendo che le fazioni palestinesi hanno la capacità di continuare la loro offensiva.
Il premier Benyamin Netanyahu ha convocato questa mattina una riunione del Consiglio di Difesa per esaminare la situazione in corso a Gaza. Israele ha ammonito Hamas che continuerà ad attaccare nella Striscia se continueranno “attacchi intenzionali contro civili israeliano”. “Hamas sta cercando di cambiare le regole del gioco – ha detto il portavoce del ministero degli Affari esteri, Emmanuel Nahshon – e usa i cittadini israeliani come ostaggi del terrore allo stesso modo di come tratta la propria popolazione a Gaza

– PALERMO

– Il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi, a Palermo per la Conferenza sulla Libia, parteciperà stamani a un ‘mini-summit’ con il premier italiano Giuseppe Conte, il generale libico Khalifa Haftar, il capo del governo di unità nazionale Fayez al Sarraj, il premier russo Dmitri Medvedev, l’inviato dell’Onu Ghassam Salamè e i leader di Tunisia, Algeria, Niger, Ciad. Lo riferisce l’agenzia ufficiale egiziana Mena, rilanciando l’ipotesi che di fatto possa esserci un incontro tra i due ‘rivali’ libici a latere della Conferenza.E’ in corso a Villa Igiea, a quanto si apprende, la riunione alla quale partecipano il premier Giuseppe Conte e i leader libici Fayez al Sarraj e Khalifa Haftar. All’incontro, a margine della Conferenza per la Libia, partecipano anche il premier russo Dmitri Medvedev, il presidente dell’Egitto Al Sisi, il presidente della Tunisia Essebsi, il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk, il ministro degli Esteri francese Le Drian, il premier algerino Ouyahia e l’inviato Onu per la Libia Salamè.
– TOKYO

– Cooperazione nel programma di denuclearizzazione della penisola coreana ed espansione degli scambi commerciali – che siano vantaggiosi per entrambe le nazioni. Sono stati questi i temi al centro dei colloqui nell’incontro avvenuto a Tokyo tra il vice presidente Usa, Mike Pence, e il premier nipponico Shinzo Abe. Il vice di Donald Trump è giunto lunedì sera in Giappone nella prima tappa di un viaggio che lo porterà nella Papua Nuova Guinea, dove è in programma il forum dei Paesi che fanno parte dell’organismo della Cooperazione Economica Asiatico-Pacifica (Apec). Nella conferenza che ha seguito l’incontro, i due leader hanno riferito di aver discusso della necessità della messa a punto delle risoluzioni Onu per il completo abbandono del programma missilistico e nucleare della Corea del Nord, e affrontato la questione dei cittadini nipponici rapiti dal regime di Pyongyang tra gli anni ’70 e ’80, che Tokyo vorrebbe vedere riconsegnati.   [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 14:36 DI LUNEDì 12 NOVEMBRE 2018

ALLE 00:53 DI MARTEDì 13 NOVEMBRE 2018

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Gaza: bus israeliano colpito da razzo
Vicino Sderot in sud Israele. Almeno un ferito. Suona allarme

Gaza: funerali per miliziani uccisiFazioni armate minacciano ritorsioni

200 razzi da Gaza Raid di IsraeleIn circa venti minuti. Uno caduto a Sderot

Afghanistan: 67 morti in 24 oreIn attacchi dei Talebani in tre distretti e attentato Kabul

Gaza: raid Israele su StrisciaDopo la pioggia di razzi sullo Stato ebraico

Corea Nord: ‘programma in basi nascoste’Piano balistico prosegue, scrive il New York Times

Gaza: raid Israele,3 i palestinesi mortiFonti mediche, nel sud della Striscia ad est di Rafah

Thailandia, ‘Cavatassi è innocente’Sorella: condannato a morte, imminente sentenza definitiva

‘Romania non pronta per presidenza Ue’, dice presidenteLo dice presidente Iohannis, che chiede dimissioni governo

Libia: Conte, ridurre distanze tra partiPremier fa appello a dialogo, Conferenza Palermo non finisce qui

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– Un autobus israeliano è stato colpito da un razzo o da un colpo di mortaio lanciato dalla Striscia vicino a Sderot. Lo ha detto la Radio statale israeliana e secondo cui c’è almeno un ferito.
Le sirene di allarme antimissili hanno risuonato per almeno due volte nel sud di Israele. Lo ha detto il portavoce militare.
– TEL AVIV

– Decine di migliaia di palestinesi hanno preso parte a Khan Yunes, a sud di Gaza, ai funerali dei 7 miliziani rimasti uccisi la scorsa notte in uno scontro armato con una unità speciale israeliana penetrata di alcuni chilometri entro la Striscia. Sei dei miliziani erano di Hamas, e fra questi vi era Nur Barake, un comandante locale. Il settimo militava in un’altra fazione armata. I loro corpi sono stati deposti su barelle e portati a spalla fino al cimitero da membri dell’ala militare di Hamas, mentre dalla folla venivano scanditi slogan di vendetta nei confronti di Israele.
I portavoce di diversi gruppi armati – fra cui quelli di Hamas e della Jihad islamica – hanno avvertito che “il sangue dei caduti non sarà stato versato invano” e hanno minacciato ritorsioni. Intanto sul web la battaglia della scorsa notte a Khan Yunes è stata ricostruita graficamente da Hamas, che ha fornito così ulteriori dettagli sul suo svolgimento.
Tensione altissima in Medio Oriente. Una salva di razzi è stata lanciata da Gaza verso il sud di Israele e quest’ultimo risponde con raid aerei sulla Striscia, uccidendo almeno tre palestinesi.Dopo le prime sirene, i sistemi di allarme hanno cominciato a risuonare ininterrottamente nelle zone israeliane a ridosso della Striscia. L’allarme è suonato perfino vicino al Mar Morto. Almeno sette le persone ferite in Israele. Secondo la Radio militare i razzi sparati in circa 20 minuti sono stati 300, uno è caduto vicino a Sderot. Un autobus in Israele è stato colpito ed è rimasto ferito in modo grave un 19enne.
“Velivoli dell’aviazione israeliana stanno colpendo obiettivi terroristici in tutta la Striscia di Gaza”. Lo riferisce il po I lanci sono avvenuti “in risposta al crimine di ieri, il comando unificato delle fazioni palestinesi annuncia l’inizio di bombardamenti su insediamenti del nemico con salve di razzi”, ha fatto sapere Hamas, che governo nella Striscia di Gaza, mentre si tenevano i funerali dei 7 miliziani, fra cui un comandante dell’ala militare di Hamas, uccisi ieri in un’incursione di soldati israeliani in territorio palestinese, costata anche la vita a un soldato israeliano. Operazione che il portavoce militari ha detto stato “nè un tentativo di rapimento, nè un’esecuzione mirata”, ma” un’azione importante per la sicurezza di Israele”.

– KABUL

– Sono almeno 67 i morti nelle ultime 24 ore di sangue in Afghanistan. Nel distretto di Farah, almeno 30 i soldati afghani uccisi in un attacco dei talebani a Khost.
Le vittime civili sono 6, tra le quali 2 bambini. Nei distretti di Lamistan e Jaghori, dove centinaia di civili sono in fuga, almeno 10 i morti tra i militari e 15 tra i civili. A queste vittime vanno aggiunti 6 morti in un attacco avvenuto durante una dimostrazione della comunità Hazara che protestava contro le violenze a Ghazni.
– TEL AVIV

– “Velivoli dell’aviazione israeliana stanno colpendo obiettivi terroristici in tutta la Striscia di Gaza”. Lo riferisce il portavoce militare dopo la pioggia di razzi lanciati da Gaza nel sud di Israele.
– WASHINGTON

– La Corea del nord sta procedendo con il suo programma di missili balistici in 16 basi nascoste che sono state identificate nelle nuove immagini di un satellite commerciale, un network a lungo conosciuto dall’intelligence americana ma rimasto nell’ombra mentre il presidente Usa Donald Trump rivendica di aver neutralizzato la minaccia nucleare di Pyongyang. Le immagini satellitari, scrive il new York Times, suggeriscono che la Corea del nord abbia operato un grande raggiro: offrire di smantellare un importante sito di lanci – una misura avviata ma poi fermata – continuando a fare miglioramenti in oltre una dozzina di siti che rafforzeranno i lanci di testate convenzionali e nucleari. L’esistenza di basi di missili balistici, che Pyongyang non ha mai riconosciuto, contraddice le dichiarazioni del tycoon che la sua diplomazia ha portato all’eliminazione della minaccia nucleare, secondo il Nyt.
– TEL AVIV

– Un terzo palestinese è stato ucciso negli attacchi aerei dell’aviazione israeliana su Gaza dopo la pioggia di razzi lanciata nel sud di Israele. Lo riferiscono fonti mediche della Striscia aggiungendo che l’uomo è stato ucciso ad est di Rafah nel sud dell’enclave palestinese.
– “Mio fratello è innocente, c’è stato solo un enorme sbaglio, contro di lui non c’è nessuna prova, e speriamo che la Corte Suprema thailandese possa sancire la sua assoluzione dopo anni di calvario”: Romina, sorella di Denis Cavatassi, condannato a morte in due gradi di giudizio quale presunto mandante dell’omicidio di un amico e socio in affari, Luciano Butti, riafferma

la totale estraneità del fratello, agronomo di Tortoreto (Teramo) prestato all’industria turistica thailandese, al delitto. Le autorità italiane stanno seguendo il caso da vicino e la sentenza definitiva dovrebbe giungere entro fine anno. Cavatassi è attualmente l’unico italiano su cui pende una condanna a morte.
Romina Cavatassi ha ricostruito l’odissea del fratello, accusato di aver fatto uccidere nel 2011 il socio Luciano Butti per un credito in realtà inesistente. Nel 2015 Cavatassi è stato condannato a morte in primo grado, sentenza confermata in secondo grado nel 2017.
La Romania non è pronta ad assumere la presidenza di turno dell’Unione europea, che inizia il 1 gennaio: lo ha dichiarato Il presidente della repubblica romena, Klaus Iohannis, chiedendo apertamente le dimissioni del governo della premier socialdemocratica Viorica Dancila. Citato dai media, Iohannis ha detto che la situazione “è uscita dai binari” e che vi è una “necessità politica” di cambiare l’attuale esecutivo da lui definito “un incidente della democrazia romena”. Nei giorni scorsi si era dimesso a sorpresa il ministro Victor Negrescu, responsabile affari europei e incaricato di preparare il semestre di presidenza romeno della Ue. Il motivo, per i media, è l’insoddisfazione degli altri membri del governo per il suo lavoro. “Non si sa chi nel governo siano i responsabili, mentre quelli che devono occuparsi della presidenza Ue si dimettono”, ha affermato il presidente Iohannis. Liviu Dragnea, capo del Partito socialdemocratico, ha criticato la dichiarazione di Iohannis: “Non fa bene alla Romania”.

– PALERMO

– “Chiedo a tutti, pur nel rispetto delle posizioni di ciascuno, di vivere questa conferenza con uno spirito costruttivo, con il desiderio di lavorare per il bene della Libia e del suo straordinario popolo”. Lo ha affermato, secondo quanto si apprende, il premier Giuseppe Conte alla “welcome dinner” della Conferenza di Palermo lanciando un appello a “dialogo e inclusione” tra i capi delle delegazioni libiche presenti al summit. “La Conferenza di Palermo è una tappa di un percorso più ampio che non è iniziato certo oggi e che non finirà domani”, ha spiegato.   [print-me title=”STAMPA”]

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LIBIA: INIZIA SUMMIT A PALERMO

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DELLE 09:40

DI LUNEDì 12 NOVEMBRE 2018

Libia: Conte, lavoro a compromesso tra Sarraj e Haftar
Inizia il summit a Palermo

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LIBIA: INIZIA SUMMIT A PALERMO

Libia: Conte, lavoro a compromesso tra Sarraj e Haftar
Inizia il summit a Palermo

LIBIA: INIZIA IL SUMMIT A PALERMO

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LIBIA: INIZIA SUMMIT A PALERMO

Al summit di Palermo “mi aspetto che Haftar sia presente. La sua visione non è certamente coincidente con quella del presidente Sarraj”, ma “Mandela ha osservato che ‘il compromesso è l’arte della leadership e i compromessi si fanno con gli avversari, non con gli amici'”. Così il premier Giuseppe Conte in un’intervista in apertura di prima pagina della Stampa. Sulla Tav, Conte assicura che ascolterà l’opinione arrivata dalla manifestazione di Torino. “A breve si concluderà la valutazione costi-benefici. Il dossier sarà esaminato con cura come fatto su Ilva e Tap”.

Caos Libia, Haftar vuole disertare il summit di Palermo – Khalifa Haftar deciso a boicottare la conferenza sulla Libia. Voci su una visita-lampo di Giuseppe Conte a Bengasi – smentite con forza da Palazzo Chigi – per convincere il generale a ripensarci: è un thriller la vigilia del summit di Palermo, ma senza l’uomo forte della Cirenaica si rischia il naufragio ancor prima che la nave lasci il porto. Tra le proteste delle opposizioni a Roma, che accusano il governo di una “nuova figuraccia” e chiedono chiarimenti. A 24 ore dall’inizio dei lavori, ambienti dell’autoproclamato Esercito nazionale libico hanno fatto sapere in mattinata che il loro capo diserterà il summit perché non vuole sedere al tavolo con i rappresentanti del Qatar e di una fazione, il Libyan Fighting Group, secondo Haftar “legata ad al Qaida”. L’indiscrezione poteva essere il frutto di un bluff del generale per alzare la posta del negoziato. Più tardi, però, si è avuta la percezione che la situazione stesse realmente precipitando. Altre fonti vicine ad Haftar infatti – rilanciate dapprima dal media libico Address Journal e in seguito, tramite la France Presse, dall’autorevole sito egiziano Al Ahram e da Al Arabiya – hanno diffuso la notizia che Conte in giornata sarebbe volato a Bengasi: una visita lampo, si legge nella ricostruzione, per discutere con Haftar “gli ultimi sviluppi sulla conferenza di Palermo”. Palazzo Chigi ha smentito seccamente la notizia. Facendo trapelare che da parte del governo italiano “c’è la volontà di non interferire tra le parti libiche in una questione che è prettamente libica”. La posta in gioco è però troppo alta per passare la mano, e le trattative per un ripensamento del generale proseguono. Per settimane la diplomazia italiana, ma anche i russi e gli americani, hanno cercato di convincere Haftar ad andare al summit. Il ministro degli Esteri Enzo Moavero lo ha incontrato a Bengasi, lo stesso generale è stato ricevuto a Roma dal premier Giuseppe Conte. Sembrava che la riserva fosse stata sciolta, ma poi è cominciato il balletto dei distinguo, veline fatte filtrare dall’entourage del generale sui suoi dubbi: in particolare, che il formato della conferenza fosse sbilanciato verso la componente islamista dentro e fuori la Libia, legata alla Fratellanza Musulmana, a cominciare dai rappresentanti di Tripoli. La componente dei Fratelli Musulmani è invisa anche al presidente egiziano al Sisi, principale sponsor arabo di Haftar, e questo elemento potrebbe spiegare perché dal Cairo non è stato ancora chiarito a che livello l’Egitto sarà rappresentato a Palermo. La probabile assenza di Haftar alla conferenza sulla Libia ha scatenato le proteste delle opposizioni a Roma: “vertice inutile”, “ennesima figuraccia”, è il coro unanime che arriva da Pd, Forza Italia, Fdi. Mentre Leu esprime preoccupazione per le insinuazioni del generale sulla presenza a Palermo di esponenti filo-al Qaida. In Sicilia intanto sono arrivate le prime delegazioni, come quella del parlamento di Tobruk, guidata dal presidente Aguila Saleh, ed i rappresentanti del Consiglio di Stato. Il suo leader, Khaled al Meshri, ha lanciato un nuovo appello al dialogo tra le parti come “unico mezzo per uscire dalla crisi”. Ma che dialogo possa esserci senza Haftar, il capo de facto dell’est del Paese, è tutto da verificare. Così le trattative per portarlo a Palermo vanno avanti, fino all’ultimo.   [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 07:10 ALLE 12:03

DI LUNEDì 10 SETTEMBRE 2018

SOMMARIO

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Sobyanin confermato sindaco di Mosca
Ma affluenza molto bassa, 30%. Congratulazioni di Putin

Proteste in Russia, oltre mille fermiIeri manifestazioni in varie città contro riforma pensioni

Svezia: Kristensson, Lofven se ne vada’Pronti a formare un nuovo governo’

Svezia: Lofven, resto al lavoroAppello al centrodestra per ‘governo forte che isoli estremisti’

Libia: esplosioni a sede Noc di TripoliSi teme attentato kamikaze a compagnia petrolifera nazionale

Afghanistan: attacchi talebani, 35 mortiObiettivo agenti di polizia e milizie filogovernative

Team Onu in Italia, violenza e razzismoSquadra sarà inviata anche in Austria

Moavero a Bengasi incontra HaftarDialogo inclusivo con tutti per Paese unito e stabile

Onu,conseguenze devastanti stop navi ongBachelet, troppi morti in mare, Ue garantisca diritti umani

Migranti: 8 mila bloccati in TurchiaAnkara, ‘704 intercettati in mare, detenuti 150 trafficanti’

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L’ARTICOLO

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MOSCA

– Serghiei Sobyanin è stato confermato sindaco di Mosca ottenendo quasi il 70% dei voti alle elezioni di ieri. Secondo la Tass, è definitivamente in testa con il 69,72% delle preferenze quando è stato scrutinato il 91,9% delle schede. Molto bassa però l’affluenza, al 30,28%. Addirittura inferiore al 32,07% di cinque anni fa. Il Cremlino riferisce che il presidente russo Vladimir Putin si è già congratulato telefonicamente col suo alleato per il successo elettorale. A molti oppositori era stata negata la candidatura.
– MOSCA

– Sono più di mille le persone fermate ieri dalla polizia in Russia per aver partecipato alle manifestazioni contro l’aumento dell’età pensionabile organizzate dall’oppositore Alexiei Navalny. Lo riferisce l’ong per la difesa dei diritti umani Ovd-Info, che al momento riporta di almeno 1.018 dimostranti trascinati nelle camionette della polizia. Secondo l’organizzazione, 452 persone sono state fermate a San Pietroburgo, 183 a Ekaterinburg, 60 a Krasnodar, 43 a Omsk, 43 a Mosca, 23 a Perm, 22 a Kazan.
– STOCCOLMA

– Il leader del centrodestra svedese Ulf Kristersson ha detto ai suoi sostenitori che si attende un mandato per formare un nuovo governo e che il primo ministro uscente Stefan Lofven dovrebbe dimettersi. L’alleanza di opposizione in parlamento – ha detto – “è chiaramente la più ampia e il governo deve andarsene”. “Abbiamo vinto il promo round per formare un nuovo esecutivo”, ha aggiunto. Prima delle elezioni entrambi i maggiori blocchi in parlamento, quello socialdemocratico e quello di centrodestra, avevano detto di non avrebbero stretto alleanze con la destra anti-immigrati.
– STOCCOLMA

– Il primo ministro svedese Stefan Lofven ha detto che intende ‘restare al lavoro’, dopo le elezioni che hanno segnato la peggiore performance del partito socialdemocratico, e invita al dialogo il centrodestra per formare un “governo forte” in grado di arginare gli estremismi.
“Il risultato non è ancora chiaro”, ha detto riferendosi alla necessità di cucire alleanze per formare una maggioranza.
“Sta ora ai partiti politici cooperare responsabilmente e creare un governo forte”. “Un partito con radici naziste non potrà mai offrire nulla di responsabile”, ha aggiunto.
– Forti esplosioni seguite da colpi di armi da fuoco sono state udite all’interno della sede della National Oil Corporation (Noc) di Tripoli. Lo riportano vari media locali libici, ipotizzando che si tratti di un attentato suicida. La sede della National Oil Corporation è attualmente transennata e alcuni uomini armati si troverebbero asserragliati ancora all’interno. Lo riporta l’emittente libica Alharar tv sul proprio profilo twitter, citando il comando della zona militare. Stando a testimoni oculari l’operazione di sicurezza sarebbe ancora in corso e sul luogo starebbero accorrendo le forze speciali di deterrenza Rada. Alcune ambulanze sono giunte sul posto, ma non si hanno finora notizie di vittime o feriti. Un testimone ha riferito al portale Al-Wasat che un imprecisato numero di dipendenti della compagnia sarebbe riuscito ad abbandonare l’edificio, mentre altri si troverebbero ancora all’interno. Gli assalitori sarebbero armati di fucili mitragliatori e bombe a mano.
– KABUL

– Una serie di attacchi alle forze di polizia e a milizie filogovernative sono stati messi a segno nelle ultime 24 ore dai talebani in Afghanistan, con un bilancio complessivo di 35 morti. Ultimo in ordine di tempo, un attacco nel distretto di Dara Suf, nella provincia di Samangan, costato la vita a 14 militari. Altri sei sono rimasti feriti. Sul fronte opposto, sono stati uccisi tre militanti talebani e quattro sono feriti. L’attentato non è stato rivendicato ma le autorità locali puntano il dito contro i ribelli attivi. Altre 21 persone sono state uccise nella notte nel nord del Paese: 13 in un attacco ad un checkpoint nel distretto di Dashti Archi che ha lasciato a terra anche 15 feriti, e altre otto nel distretto di Khamyab dove si è scatenata una vera e propria battaglia durata diverse ore. Al termine, i militari sono stati costretti a ritirarsi dal loro quartier generale per evitare il coinvolgimento dei civili. Tre poliziotti sono rimasti feriti.
Uccisi sette talebani e feriti altri 8.
– GINEVRA

– “Abbiamo intenzione di inviare personale in Italia per valutare il riferito forte incremento di atti di violenza e di razzismo contro migranti, persone di discendenza africana e Rom”: lo ha annunciato oggi a Ginevra Michelle Bachelet, neo Alto commissario Onu per i diritti umani, aprendo i lavori del Consiglio Onu per i diritti umani, riunito fino al 28 settembre, precisando che una squadra sarà inviata, per motivi analoghi, anche in Austria.
– Il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi è a Bengasi, in Libia, per incontrare il maresciallo Haftar. Lo rende noto un tweet della Farnesina precisando che l’incontro è focalizzato al “dialogo politico inclusivo promosso” dall’inviato speciale Onu per la Libia, Salamè, “con tutti gli interlocutori per una Libia unita e stabile”.
– GINEVRA

– “Il Governo italiano ha negato l’ingresso di navi di soccorso delle Ong. Questo tipo di atteggiamento politico e di altri sviluppi recenti hanno conseguenze devastanti per molte persone già vulnerabili”: lo ha affermato il neo Alto commissario per i Diritti Umani Michelle Bachelet a Ginevra, annunciando l’invio di personale Onu in Italia. “Anche se il numero dei migranti che attraversano il Mediterraneo è diminuito, il tasso di mortalità per coloro che compiono la traversata è risultato nei primi sei mesi dell’anno ancora più elevato rispetto al passato”, ha aggiunto.
– ISTANBUL

– Si conferma in crescita la rotta dei migranti che coinvolge la Turchia. Le autorità di Ankara hanno fermato nell’ultima settimana 7.818 persone che cercavano di attraversare le frontiere con l’Unione europea o di entrare nel Paese senza regolari documenti. Tra queste, 704 sono state intercettati in mare. Lo riferisce il ministero degli Interni, secondo cui nello stesso periodo sono inoltre stati arrestati 150 presunti trafficanti di esseri umani.
Dal contestato accordo del marzo 2016 con Bruxelles, il numero di migranti e rifugiati che dalla Turchia raggiungono quotidianamente l’Ue, soprattutto la Grecia, si è ridotto notevolmente. Le cifre di coloro che risultano bloccati nei tentativi di traversata appaiono però in aumento.   [print-me title=”STAMPA”]