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DALLE 16:56 ALLE 23:06

DIMERCOLEDì 23 GENNAIO 2019

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Fbi, shutdown danneggia lotta al crimine
‘Sempre meno risorse, situazione a un punto di rottura’

WASHINGTON23 gennaio 201916:56

– Il prolungato shutdown, che oramai da 33 giorni paralizza gran parte del governo federale statunitense, mette a rischio la lotta alla criminalità e al terrorismo. A lanciare l’allarme l’associazione di categoria che rappresenta i 13 mila uomini dell’Fbi che in un rapporto sottolinea come le risorse disponibili per sostenere il lavoro degli agenti federali siano sempre dimeno giorno dopo giorno e rischiano di portare la situazione a un punto di rottura e al collasso.
Assange prepara azione legale contro UsaPer obbligare amministrazione Trump a svelare inchiesta segreta

LONDRA23 gennaio 201916:57

– Il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, rifugiato dal 2012 nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra, ha preparato un’azione legale da presentare negli Usa per cercare di obbligare l’amministrazione Trump a svelare l’esistenza di una possibile inchiesta segreta contro di lui con accuse di fantomatico spionaggio. Lo scrive il Guardian online.
La procedura “d’urgenza” risulta essere stata già depositata dagli avvocati dell’attivista australiano – fra cui spicca il nome del celebre ex procuratore spagnolo anti corruzione Baltasar Garzon – presso l’Inter-American Commission of Human Rights (Iachr), organizzazione con sede a Washington a cui spetterebbe poi mettere sotto pressione la Casa Bianca.
Assange è inseguito tuttora da un mandato di cattura britannico per non essersi presentato di fronte alla giustizia del Regno, che avrebbe dovuto interrogarlo su mandato della procura di Stoccolma per un controverso caso di presunte molestie sessuali, poi archiviato dalla stessa magistratura svedese.
India: no vax bloccano vaccini in scuoleAlta Corte, su loro richiesta, impone consenso informato

NEW DELHI23 gennaio 201917:03

– Accogliendo un ricorso di diversi genitori, L’Alta Corte di Delhi ha stabilito che il Dipartimento Educativo della capitale indiana ha l’obbligo di informare i genitori dei bambini delle scuole primarie sui tutti i pro e i contro del vaccino MR (antimorbillo e rosolia). La Corte ha anche aggiunto che, per procedere alla vaccinazione, è necessario il consenso esplicito delle famiglie. Il Dipartimento dell’Educazione di Delhi aveva approvato lo scorso dicembre un vasto progetto sanitario che prevedeva di vaccinare tutti i bambini delle scuole elementari, senza il consenso preventivo dei genitori. Molte famiglie hanno immediatamente fatto ricorso all’Alta Corte, il tribunale che ha funzioni simili a quelle dei Tar italiani, e hanno ottenuto di bloccare il progetto.
I magistrati hanno cercato di trovare un accordo tra i rappresentanti dei familiari e gli esponenti del dipartimento, proponendo un’ampia campagna informativa. Ma i genitori, attraverso i loro legali, sono stati irremovibili.
Ocasio-Cortez in commissione vigilanzaProsegue ascesa giovane ‘star’ dem. Prima udienza con Cohen

WASHINGTON23 gennaio 201917:07

– Salgono le quotazioni di Alexandria Ocasio-Cortez: la giovane ‘star’ dei democratici è stata nominata membro della la potente Commissione Vigilanza e Riforme, la principale commissione investigativa della Camera.
Lo riferisce la Cnn. Ne farà parte anche Rashida Tlaib, prima musulmana a Capitol Hill.
La prima udienza della commissione è fissata per il 7 febbraio, con la testimonianza di Michael Cohen, ex avvocato personale di Donald Trump, già condannato a 3 anni per aver mentito al Congresso e per uso illecito di fondi elettorali per comprare il silenzio di due donne sulle loro relazioni sessuali con il futuro presidente.
Trump potrebbe riconoscere Guaido leader
Cinque persone morte nelle proteste cominciate ieri notte

WASHINGTON23 gennaio 201917:38

– Donald Trump potrebbe riconoscere Juan Guaido, ora alla guida dell’assemblea nazionale, come legittimo presidente del Venezuela: una mossa che potrebbe arrivare oggi stesso. Lo riferisce la Cnn citando tre fonti a conoscenza del dossier. Il tycoon starebbe aspettando di vedere se Guaido si autoproclamerà presidente ad interim, una mossa dalla quale finora si è astenuto. Intanto si aggrava il bilancio delle vittime delle proteste cominciate ieri notte: secondo l’ufficio del Pubblico ministero venezuelano quattro persone sono morte durante saccheggi registrati all’alba nello Stato di Bolívar, a sud di Caracas, mentre la quinta è un adolescente di 16 anni, di nome Alixon Pisani, colpito da un proiettile la notte scorsa a Cata, quartiere di Caracas.

Trump riconosce Gaudio presidenteCinque persone morte nelle proteste cominciate ieri notte

WASHINGTON23 gennaio 201919:21

Donald Trump ha ufficialmente riconosciuto Juan Guaido presidente del Venezuela, dopo che il leader dell’opposizione di Caracas ha giurato autoproclamandosi presidente ad interim in attesa di nuove elezioni. L’inquilino della Casa Bianca ha quindi lanciato un appello a tutte le capitali occidentali a seguire il suo esempio e a rinnegare il governo di Nicolas Maduro. Intanto si aggrava il bilancio delle vittime delle proteste cominciate ieri notte: secondo l’ufficio del Pubblico ministero venezuelano quattro persone sono morte durante saccheggi registrati all’alba nello Stato di Bolívar, a sud di Caracas, mentre la quinta è un adolescente di 16 anni, di nome Alixon Pisani, colpito da un proiettile la notte scorsa a Cata, quartiere di Caracas.
Venezuela: Guaido si proclama presidenteDavanti a migliaia di sostenitori

23 gennaio 201919:11

– Il leader dell’opposizione venezuelana, Juan Guaido, si è autoproclamato presidente del Paese, davanti ai sostenitori riuniti a Caracas.
Guaido, davanti a migliaia di sostenitori, ha alzato la propria mano destra affermando di “assumere formalmente la responsabilità dell’esecutivo”.
Lista dei Gilet gialli alle europeeAlla guida ci sarà Ingrid Levavasseur

PARIGI23 gennaio 201919:20

– E’ ufficiale: un gruppo di gilet gialli ha ufficialmente costituito una lista per le elezioni europee di maggio 2019, di cui Ingrid Levavasseur sarà capolista. Lo riferisce Bfm-Tv citando un comunicato del movimento.
Svolta in Venezuela, Guaidò si autoproclama presidenteTrump lo riconosce, Maduro rompe con Usa e caccia i diplomatici

23 gennaio 201922:57

“Sì, se puede”. L’urlo di obamiana memoria, quel ‘Yes we can’ che nel 2008 portò l’ex presidente degli Stati Uniti al trionfo, si leva altissimo su Plaza Venezuela, il cuore di Caracas. Sono decine di migliaia le persone che ascoltano il capo dell’opposizione e leader dell’Assemblea nazionale Juan Guaidò giurare sulla costituzione, autoproclamandosi presidente ad interim fino a che non ci saranno nuove elezioni democratiche. Passano pochissimi minuti e dalla Casa Bianca arriva l’atteso riconoscimento ufficiale nei confronti di Guaidò: “Nicolas Maduro e il suo regime sono illegittimi – afferma Donald Trump – e il popolo del Venezuela ha fatto sentire con coraggio la sua voce chiedendo libertà e rispetto della legge”. La risposta non si è fatta attendere, con Maduro che parlando dal balcone a una folla di sostenitori annuncia la rottura delle relazioni diplomatiche con gli Usa, dando ai diplomatici americani 72 ore di tempo per lasciare il Paese. “Ci difenderemo a ogni costo”, promette, mentre da Washington il tycoon ricorda come “tutte le opzioni sono sul tavolo”. Una mossa annunciata quella di Trump: da sempre il presidente americano considera Maduro un usurpatore e un dittatore, mentre il presidente dell’Assemblea nazionale autoproclamatosi leader rappresenta per Washington l’unica figura legittimamente eletta dopo le contestate elezioni politiche nel Paese. Per questo l’amministrazione Usa ha lanciato un appello a tutte le capitali occidentali affinché seguano il suo esempio. Il primo a farlo è stato il Canada di Justin Tudeau, seguito da larga parte dei latinoamericani, anche se in soccorso di Maduro arrivano il Messico e la Bolivia. Per Maduro, 56 anni, al potere dal 2013 quando successe a Hugo Chavez, è decisamente il giorno più lungo, dopo che lo scorso 11 gennaio si è insediato per il suo secondo mandato. E la tensione a Caracas e in tutto il Paese è alle stelle. Una folla enorme oggi si è riversata in strada e solo nella capitale, a seguito degli scontri con la polizia e con la guardia nazionale, si registrano almeno cinque morti (qualcuno parla di otto) e diversi feriti. “Resteremo qui finché il Venezuela non sarà liberato”, ha promesso Guaidò dopo il giuramento, chiedendo all’esercito di mollare Maduro e di ristabilire i dettami della Costituzione. Sfidando così il regime in un’escalation che mette in pericolo innanzitutto la sua persona, visti i precedenti di oppositori arrestati, esiliati e addirittura – accusano le associazioni per i diritti umani – torturati. “Gli occhi del mondo sono tutti puntati su di noi”, ha tirato però dritto Guaidò. In rivolta contro Maduro sono soprattutto i quartieri operai di Caracas, quelli che una volta lo sostenevano e che ora, ridotti allo sfinimento da una crisi economica senza fine, si schierano invece col giovane ingegnere industriale di 35 anni, sempre più popolare soprattutto da quando l’ex pupillo di Chavez ha strappato ogni potere proprio all’Assemblea nazionale, nel tentativo di stroncare la sommossa. Assemblea che però è riconosciuta dalla comunità internazionale, così come Guaidò ancor prima che da Trump è stato riconosciuto dal neo presidente del Brasile Jair Bolsonaro. Intanto dal Palazzo di vetro delle Nazioni Unite, a New York, parte l’appello a fermare ogni violenza.        >[print-me title=”STAMPA”]

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MADURO: RIVEDERE RELAZIONI CON USA

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MADURO: RIVEDERE RELAZIONI CON USA

AGGIORNAMENTO DELLE 00:57

DI MERCOLEDì 23 GENNAIO 2019

MADURO: RIVEDERE RELAZIONI CON USA

CARACAS

– Il presidente venezuelano Nicolás Maduro ha annunciato di avere “ordinato al ministro degli Esteri (Jorge Arreaza) di avviare una revisione totale, assoluta, delle relazioni con il governo degli Stati Uniti”.
In dichiarazioni ieri sera riferite al videomessaggio del vicepresidente americano Mike Pence riguardanti l'”incondizionato sostegno” all’opposizione venezuelana che scende in piazza oggi contro il capo dello Stato, da Pence definito “un dittatore senza alcun diritto al potere”, Maduro ha parlato di una “vera e propria aggressione straniera”.
Il vicepresidente americano, ha ancora detto, “ha rotto tutte le regole del gioco”, perché quello che ha fatto il governo statunitense di dare ordine di eseguire un colpo di stato fascista, tipo 11 aprile 2002, che abbiamo denunciato, che affronteremo e sconfiggeremo, non ha paragoni nei 200 anni di storia delle relazioni fra Stati Uniti e Venezuela”.         [print-me title=”STAMPA”]

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DI VENERDì 11 GENNAIO 2019

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Romania:Juncker, no ad amnistia corrotti
Avrebbe impatto sui principi fondamentali Unione

BUCAREST11 gennaio 2019 21:16

– “Un’amnistia per i corrotti, come alcuni in Romania vorrebbero, sarebbe un passo indietro”. Così il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker nella dichiarazione congiunta alla stampa col presidente Klaus Iohannis, in occasione della cerimonia ufficiale per l’avvio della presidenza di turno romena del Consiglio dell’Ue.
Juncker ha inoltre ribadito che in Europa “non si fanno compromessi su stato di diritto e corruzione” poiché questo ha impatto “sui principi fondamentali” dell’Ue.
Sudafrica, maestro separa bianchi e neriQuelli di colore in un angolo della classe, insegnante sospeso

IL CAIRO11 gennaio 201921:47

– In Sudafrica un maestro è stato sospeso dopo che sono circolate in rete foto della sua classe in cui aveva fatto sedere i bambini in gruppi separati a seconda del colore della pelle: bianchi tutti insieme in un tavolo grande posto al centro della stanza e neri in uno più piccolo e defilato. Le autorità del centro rurale di Schweizer-Reneke dove si trova la scuola hanno “condannato fortemente” l’episodio e sospeso l’insegnante “con effetto immediato” in attesa dell’esito di un’inchiesta. Il caso ha messo in evidenza gli strascichi ancora esistenti in Sudafrica del regime di segregazione razziale, l’apartheid, abolito nel 1994. La foto era stata scattata dallo stesso maestro e condivisa su whatsapp per sottolineare che il primo giorno di scuola mercoledì stava andando bene, suscitando però le ire dei genitori neri. Per rimediare, erano state poi condivise foto con i bimbi seduti in maniera mista, ma lo scandalo era ormai scoppiato.
Italiano morto annegato in MadagascarSenatore Forza Italia Siclari, ‘molte contraddizioni’

REGGIO CALABRIA11 gennaio 201921:59

– Un giovane di 24 anni, Aliosha Calipari, originario della Bielorussia ma residente a Reggio Calabria, è morto in un resort in Madagascar dove lavorava dallo scorso mese di marzo. Il giovane è stato trovato nella piscina del resort e sarebbe morto dopo il ricovero in ospedale. La morte, secondo i primi accertamenti, sarebbe stata provocata da annegamento, ma ci sono alcuni aspetti della vicenda che non sono chiari e che le autorità di polizia stanno verificando. Aliosha, che a casa chiamavano Alessio, era stato adottato da bambino da un medico di Reggio Calabria insieme ad altri due fratelli gemelli della stessa nazionalità. Il senatore di Forza Italia Marco Siclari, in una dichiarazione, ha chiesto, che “il Governo si impegni da subito per capire cosa è accaduto ad Alessio Calipari. Ho fatto visita alla famiglia che chiede di conoscere cosa è successo al giovane. É un suo sacrosanto diritto sapere la verità. Ci sono molte contraddizioni nei racconti dell’accaduto”.
Venezuela, capo Parlamento invoca poteriSfida a secondo governo Maduro con il sostegno dell’Osa

CARACAS11 gennaio 201922:10

– Juan Guaidò, presidente del parlamento venezuelano dove l’opposizione ha la maggioranza, ha chiamato oggi il Paese ad una “mobilitazione di massa” contro il governo di Nicolas Maduro per il prossimo 23 gennaio, candidandosi a sostituirlo provvisoriamente ad interim, e a convocare nuove elezioni. Guaidò ha annunciato di assumere le competenze che gli conferisce la Costituzione “per esercitare il mandato”. Una sfida aperta a Maduro, il cui secondo governo non viene riconosciuto dall’assemblea nazionale. “Accogliamo con favore l’assunzione di Juan Guaidó come presidente ad interim del Venezuela, in conformità con l’articolo 233 della Costituzione politica. Ha il nostro sostegno, quello della comunità internazionale e del popolo del Venezuela”, ha scritto sui social il segretario generale dell’Organizzazione degli Stati americani (Osa), Luis Almagro.
Siria: Usa, iniziato il ritiro dei mezziSecondo fonti del Pentagono

WASHINGTON

Gli Stati Uniti hanno cominciato il graduale ritiro dalla Siria con un primo convoglio di mezzi, con a bordo solo equipaggiamenti e non truppe e che ha lasciato il paese in direzione del vicino Kurdistan iracheno.Nel Paese ci sono circa 2000 militari statunitensi. Donald Trump ha ordinato la loro partenza ma il consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton ha posto alcune condizioni, tra cui l’eliminazione totale dell’Isis e la garanzia che Ankara non lancerà offensive sui curdi, alleati di Washington.

Ivanka Trump in corsa per Banca MondialeFt, per presidenza al posto di Kim. Tra i nomi anche quello di Nikki Haley

NEW YORK11 gennaio 201922:19

Ivanka Trump, la figlia-consigliere del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, sarebbe uno dei nomi allo studio per assumere la presidenza della Banca Mondiale al posto del dimissionario Jim Yong Kim. Lo riporta il Financial Times, secondo il quale in corsa ci sarebbe anche Nikki Haley, l’ex ambasciatrice americana all’Onu.        [print-me title=”STAMPA”]

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MADURO: SI ALLARGA IL FRONTE DEI PAESI CHE LO DISCONOSCONO

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MADURO: SI ALLARGA IL FRONTE DEI PAESI CHE LO DISCONOSCONO

AGGIORNAMENTO DELLE 06:30

DI VENERDì 11 GENNAIO 2019

MADURO: SI ALLARGA IL FRONTE DEI PAESI CHE LO DISCONOSCONO

SANTIAGO/BRASILIA

– Dopo le prese di posizione critiche di vari Paesi latinoamericani (Argentina, Colombia, Ecuador, Perù e Paraguay) nei confronti del presidente venezuelano Nicolás Maduro, che ha giurato ieri a Caracas per un secondo mandato di sei anni, anche Cile e Brasile hanno dichiarato ufficialmente di non riconoscere la legittimità del capo dello Stato venezuelano.
Così il presidente cileno Sebastián Piñera ha diramato una nota ufficiale in cui ha dichiarato che “il Cile non riconosce la legittimità del regime di Maduro”. Da parte sua il ministero degli Esteri brasiliano ha diffuso una nota ufficiale in cui ha definito “illegittimo” il governo del presidente Maduro.        [print-me title=”STAMPA”]

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GIURAMENTO MADURO: VENEZUELA PRESIDIATO DA MILITARI

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GIURAMENTO MADURO: VENEZUELA PRESIDIATO DA MILITARI

AGGIORNAMENTO DELLE 05:47

DI GIOVEDì 10 GENNAIO 2019

GIURAMENTO MADURO: VENEZUELA PRESIDIATO DA MILITARI

Elementi della Forza armata nazionale bolivariana (Fanb) hanno preso posizione in varie zone di Caracas e del Paese a ore dal giuramento del presidente Nicolás Maduro per un secondo mandato di sei anni.
I militari hanno anche bloccato l’accesso alla zona centrale della capitale e hanno posto un presidio nelle adiacenze del Palazzo legislativo.
Posti di controllo sono stati sistemati in Plaza Venezuela e lungo la centrale Avenida Urdaneta per controllare il traffico dei veicoli nella zona.
Attraverso i social network si apprende inoltre che simili movimenti sono avvenuti nelle principali città venezuelane come San Cristóbal (Stato di Táchira), Maracaibo (Zulia) e Barquisimeto (Lara), ad ovest di Caracas.
Nello stesso tempo membri dei cosiddetti ‘collettivi armati’ simpatizzanti con il governo si sono dispiegati in vari quartieri popolari della capitale, sistemandosi all’interno di istallazioni denominate ‘tribune anti imperialiste’.        [print-me title=”STAMPA”]

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DI LUNEDì 07 GENNAIO 2019

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Cuba: morto ex generale Fernandez
Aveva 95 anni, ricoprì diversi ruoli nelle forze armate

L’AVANA07 gennaio 201904:02

– José Ramón Fernández, ex generale considerato un ‘Eroe della Repubblica di Cuba’ è morto ieri a L’Avana all’età di 95 anni. Lo riferisce l’agenzia di stampa Prensa Latina.
Conosciuto dal popolo cubano come il ‘Gallego Fernández’, ricoprì nel corso della sua lunga carriera militare e politica diverse responsabilità nelle Forze armate rivoluzionarie, nello Stato e nel governo (fu vicepresidente del Consiglio dei ministri) cubani, ed anche nel Comitato olimpico dell’isola caraibica.
Dopo il trionfo della Rivoluzione, sostiene in prima pagina il quotidiano Granma, “Fernández partecipò alle ultime operazioni militari e si distinse nella direzione dei vittoriosi combattimenti nella Playa Girón (Baia dei Porci), agli ordini del Comandante in capo Fidel Castro”.
Nel marzo 2012 l’allora presidente Raul Castro sostituì Fernández alla vice presidenza del Consiglio con il più giovane Miguel Diaz-Canel, oggi presidente della repubblica. Nella mattinata di domani le sue ceneri saranno esposte nel Pantheon dei Veterani della ‘Necrópolis di Colón’, dove resteranno fino a quando saranno trasferite nel Mausoleo del ‘II Fronte orientale Frank País’.

Dazi, a Pechino colloqui Usa-CinaPrimo faccia a faccia dalla tregua Trump-Xi di Buenos Aires

PECHINO07 gennaio 201906:34

– Cina e Usa hanno riavviato oggi a Pechino i colloqui sull’articolato negoziato commerciale, in quello che si profila come il primo round tra le parti dopo la tregua di 90 giorni siglata il primo dicembre dai presidenti Donald Trump e Xi Jinping, a margine del G20 di Buenos Aires.
La delegazione americana, guidata dal vice Rappresentante sul commercio Jeffrey D. Gerrish, include funzionari dei ministeri dell’Agricoltura, dell’Energia e del Tesoro, e si confronterà con quella cinese fino a domani su temi, sollecitati dagli Usa, quali il riequilibrio dell’interscambio commerciale e le tensioni su trasferimento forzato di tecnologie e accesso ai mercati. Alla vigilia dei colloqui sia Trump sia Xi hanno lanciato segnali positivi apprezzati peraltro dai mercati azionari: il tycoon ha parlato di “grandi progessi” finora e della volontà di Pechino di raggiungere un accordo, mentre Xi ha menzionato la “collaborazione” tra i due Paesi come unica opzione possibile.
Giudice Corte Suprema fugge da VenezuelaZerpa va negli Usa, accusa Maduro di manipolare Corte

07 gennaio 201908:18

– Un giudice della Corte Supera venezuelana, Christian Zerpa, ex alleato del presidente Nicolás Maduro, ha lasciato il Paese per gli Stati Uniti, dove ha lanciato un duro attacco contro Maduro nel corso di un’intervista all’emittente tv della Florida EVTV.
Le elezioni dell’anno scorso “non erano libere”, ha detto, secondo quanto riporta la Bbc online, accusando il presidente di manipolare sistematicamente gli affari della Corte Suprema. In risposta, la Corte ha reso noto che Zerpa è scappato per sottrarsi ad accuse di molestie sessuali.
Zerpa, che nel 2016 ha giustificato in un parere legale la decisione di Maduro di spogliare il Parlamento dei propri poteri, era considerato un alleato cruciale del presidente nella Corte Suprema.
Il giudice ha sottolineato che ha preferito non criticare pubblicamente i risultati delle elezioni per poter lasciare il Paese con la sua famiglia in modo sicuro.
Golden Globes: vince Bohemian RhapsodyPremio anche a Malek per suo Freddie Mercury, beffata Lady Gaga

07 gennaio 201906:23

– Tre Globi d’Oro a Green Book, due a Bohemian Rhapsody e due a Roma, uno solo a A Star is Born.
La cerimonia dei Golden Globes ha aperto la stagione dei premi decretando i vincitori del premio istituito dall’Hollywood Foreign Press Association. Green book è la miglior “comedy o musical”, mentre il racconto della vita di Freddie Mercury in Bohemian Rhapsody è il miglior film drammatico. Rami Malek che interpreta Mercury è il migliore attore protagonista mentre il miglior non protagonista è Mahershala Ali per Green Book, film che vince anche la migliore sceneggiatura. Roma di Alfonso Cuaron è il miglior film straniero e Cuaron il miglior regista.
Delusione invece per A star is born, candidato a 5 premi ma che si deve accontentare di quello alla migliore canzone, Shallow di Lady Gaga, che perde il premio alla migliore attrice drammatica, andato a Glenn Close, per The Wife. Anche Vice, che aveva dalla sua 6 nomination, vince poco: migliore attore protagonista Christian Bale nei panni di Dick Cheney.
Bangkok:donna saudita barricata in hotelRahaf Mohammed al-Qunun teme di essere uccisa dalla sua famiglia

07 gennaio 201908:50

– La 18enne saudita Rahaf Mohammed al-Qunun, in fuga poiche’ teme di essere uccisa dalla sua famiglia, si è barricata nella camera di albergo all’aeroporto di Bangkok nel tentativo di impedire che venga rimpatriata: lo riporta la Bbc online.
Gli agenti dell’ufficio immigrazione vogliono riportarla in Kuwait, dove la sua famiglia si trova attualmente, ma la ragazza si è rifiutata oggi di imbarcarsi su un volo per Kuwait City.
“I miei fratelli e la mia famiglia e l’ambasciata saudita mi aspettano in Kuwait”, ha detto la giovane: “Mi uccideranno. La mia vita è in pericolo. La mia famiglia minaccia di uccidermi per le cose più banali”.
Rahaf Mohammed al-Qunun si era imbarcata per l’Australia di nascosto durante un viaggio con la famiglia in Kuwait, ma è stata bloccata all’aeroporto di Bangkok, dove funzionari sauditi le hanno sequestrato il passaporto.

Brexit: media, parlamento voterà il 15Lo riporta la Bbc citando fonti governative

07 gennaio 201909:52

– Il Parlamento britannico voterà il piano della premier Theresa May sulla Brexit il 15 gennaio: lo scrive la Bbc online citando fonti governative.        [print-me title=”STAMPA”]

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DI DOMENICA 06 GENNAIO 2019

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Egitto, Sisi inaugura cattedrale copta
Alla cerimonia anche Abu Mazen e sceicco al-Azhar

IL CAIRO06 gennaio 2019 21:50

– Il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi ha inaugurato oggi una nuova cattedrale copta e una delle più grandi moschee della regione, un gesto altamente simbolico in un momento in cui i militanti islamici stanno prendendo sempre più di mira la minoranza cristiana nel Paese.
“Questo è un momento storico e importante – ha detto al Sisi dentro la cattedrale -. Ma dobbiamo ancora proteggere l’ albero dell’amore che abbiamo piantato qui oggi perchè la sedizione non si arresta mai”. Gli ha fatto eco il Gran sceicco di al-Azhar, anche lui presente alla cerimonia, insieme al leader palestinese Abu Mazen e a vari rappresentanti del mondo arabo.
I due luoghi di culto – ha detto al Sisi – sono un simbolo contro i “tentativi di minare la stabilità del Paese e le violenze settarie”.
Venezuela, ‘Usa promuove colpo di Stato’Lo sostiene un comunicato ufficiale

CARACAS06 gennaio 201922:34

– Il Venezuela ha denunciato oggi l’esistenza di un tentativo degli Stati Uniti di realizzare un colpo di Stato contro il governo costituzionale e democratico del presidente Nicolás Maduro “promuovendo il disconoscimento delle istituzioni legittime e democratiche dello Stato venezuelano”.
In un comunicato si ricorda che nei giorni scorsi portavoce del governo statunitense “hanno scatenato una serie di azioni ostili a partire da falsi presupposti con cui si manipola la verità, con il proposito di rompere la stabilità istituzionale e la pace del Venezuela”.
Nel 2019, si dice, il Segretario di Stato Usa Mike Pompeo “non ha smesso di attaccare il Venezuela” con varie dichiarazioni interventiste contro il governo nazionale”. Questo comportamento che viola il diritto internazionale, si sostiene, “non è nuovo in assoluto” perché “è dal 2002 che Washington finanzia “azioni violente” per generare un cambio di regime con la forza”.
Gaza: Anp si ritira da valico RafahCheck point di fatto bloccato dopo tensioni tra al-Fatah e Hamas

06 gennaio 201922:41

– L’Autorità nazionale palestinese ha deciso oggi di ritirare il proprio personale dal valico di Rafah, che collega la striscia di Gaza all’Egitto. Lo riferiscono fonti locali a Gaza secondo cui ancora non è chiara la durata di questo provvedimento che di fatto blocca il valico e che è stato annunciato subito dopo una visita al Cairo del presidente Abu Mazen.
La decisione dell’Anp giunge mentre nella Striscia sono molto cresciute le tensioni fra al-Fatah e Hamas, in particolare per le retate condotte dai servizi di sicurezza locali nei confronti di sostenitori di Abu Mazen.         [print-me title=”STAMPA”]

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TRUMP VALUTA STATO EMERGENZA MURO. GRUPPO LIMA: MADURO ILLEGITTIMO

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TRUMP VALUTA STATO EMERGENZA MURO. GRUPPO LIMA: TRUMP ILLEGITTIMO

AGGIORNAMENTO DELLE 22:58

DI VENERDì 04 GENNAIO 2019

TRUMP VALUTA STATO EMERGENZA MURO. GRUPPO LIMA: MADURO ILLEGITTIMO

Trump valuta stato emergenza per il muro
Per aggirare Congresso su fondi. ‘In gioco c’è sicurezza Usa’

WASHINGTON04 gennaio 2019

– Il presidente americano Donald Trump sta “seriamente considerando le potenziali opzioni per aggirare il Congresso” e ottenere fondi per costruire il muro con il Messico. Fra le ipotesi c’è quella di “dichiarare un’emergenza nazionale, per liberare fondi da altre agenzie governative per aiutare a finanziare il muro”. “Sì, potrei farlo perché c’è in gioco la sicurezza del Paese”, ha detto, confermando l’indiscrezione dei media, rispondendo a una domanda dei giornalisti.
Trump ammette di aver valutato e che potrebbe farlo a meno di un accordo con i leader del Congresso. Parlando dal Rose Garden, Trump spiega comunque che le trattative proseguono nel fine settimane per sbloccare l’impasse sulla sicurezza e riaprire il governo.
Paesi Gruppo Lima, ‘Maduro illegittimo’Ma il Messico non firma il documento

LIMA04 gennaio 2019

– I ministri degli Esteri del ‘Gruppo di Lima’ riuniti in Perù hanno firmato, con l’eccezione del Messico, un documento in cui “non si riconosce la legittimità del nuovo mandato presidenziale del regime di Nicolás Maduro in Venezuela, che comincerà il 10 gennaio prossimo”. Questo, si sostiene, perché il processo elettorale “non si è basato sulle garanzie e gli standard internazionali necessari per un processo libero, giusto e trasparente”. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri peruviano. In una Dichiarazione di undici punti, “Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Guatemala, Guyana, Honduras, Panama, Paraguay, Perù e Santa Lucia, hanno sollecitato Maduro a non assumere la presidenza del Venezuela e a trasferire il potere esecutivo all’Assemblea nazionale fino a quando non si svolgeranno nuove elezioni democratiche”. Il Messico, che aveva firmato tutti i precedenti documenti del Gruppo di Lima, si è astenuto per la politica di ‘non ingerenza’ del presidente Andrés Manuel López Obrador.        [print-me title=”STAMPA”]

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MADURO BOICOTTATO. COLLOQUI TALEBANI.

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MADURO BOICOTTATO. COLLOQUI TALEBANI.

AGGIORNAMENTO DELLE 21:48 E 22:43

DI DOMENICA 16 DICEMBRE 2018

MADURO BOICOTTATO. COLLOQUI TALEBANI.

Maduro non invitato giuramento Bolsonaro
Lo ha annunciato il futuro ministro degli Esteri, Araujo

SAN PAOLO16 dicembre 201821:48

– SAN PAOLO

– Il futuro ministro degli Esteri brasiliano, Ernesto Araujo, ha detto che il leader venezuelano Nicolas Maduro non è stato invitato all’insediamento presidenziale di Jair Bolsonaro, il primo gennaio a Brasilia.
La decisione, ha scritto Araujo su Twitter, è stata presa “per rispetto al popolo venezuelano”, giacché “non c’è posto per Maduro in una celebrazione della democrazia e del trionfo della volontà popolare”.
“Tutti i Paesi del mondo dovrebbero smettere di appoggiarlo e unirsi per liberare il Venezuela”, ha aggiunto il futuro capo della diplomazia brasiliana.
Il Brasile fa parte del cosiddetto Gruppo di Lima, che riunisce la grande maggioranza dei Paesi del continente americano che, insieme agli Usa e all’Unione Europea, non riconoscono la legittimità delle elezioni in Venezuela, del maggio scorso, nelle quali Maduro è stato rieletto presidente per un secondo mandato, che deve iniziare il prossimo 10 gennaio.
Afghanistan,colloqui Usa-Talebani in EauAnnuncia portavoce jihadisti. Partecipano Riad, Eau, Pakistan

ISLAMABAD16 dicembre 201822:43

Si tiene lunedì negli Emirati arabi uniti (Eau) un nuovo incontro tra rappresentanti dell’ufficio politico dei Talebani afghani e inviati del governo Usa. Lo ha annunciato questa sera il portavoce dei Talebani, Zabibullah Mujahid, confermando una notizia data venerdì dal presidente pachistano Imran, Khan. Il portavoce ha aggiunto che ai colloqui parteciperanno anche rappresentanti degli stessi Emirati, dell’Arabia Saudita e del Pakistan.Nel novembre scorso rappresentanti dei Talebani avevano preso parte a consultazioni sul futuro dell’Afghanistan prima a Mosca e poi in Qatar con l’inviato speciale degli Usa, Zalmay Khalilzad. Gli sforzi diplomatici per trovare una soluzione allo strisciante conflitto afghano, in corso ormai da 17 anni, stanno prendendo maggior vigore negli ultimi tempi. I Talebani controllano attualmente una quantità di territorio maggiore di quanto abbiano mai avuto nelle loro mani a partire dall’invasione americana del 2001.      [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 21:41 DI MERCOLEDì 21 NOVEMBRE 2018

ALLE 07:20 DI GIOVEDì 22 NOVEMBRE 2018

SOMMARIO

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Brexit: May, buoni progressi con Juncker
La premier, torno a Bruxelles sabato per nuovo incontro

Maduro agli studenti: “Studio e fucile”Il presidente venezuelano offre 20.000 borse a giovani

Messico arresta 300 migranti verso UsaFacevano parte di una delle carovane di centroamericani

California: incendi, morti salgono a 83Scende invece a 540 il numero delle persone disperse

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LONDRA

– “E’ stato un buon incontro e abbiamo fatto ulteriori progressi”. Così Theresa May al termine del faccia a faccia con Jean-Claude Juncker. La premier britannica si è detta ottimista che il colloquio sia servito a dare impulso alla parte finale dei negoziati sulla cornice delle relazioni post Brexit da allegare all’intesa già raggiunta sul divorzio. “Spero possa condurre alla soluzione delle questioni rimaste”, ha proseguito, annunciando che tornerà a Bruxelles a vedere Juncker sabato prima del cruciale vertice di domenica.
– CARACAS

– Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha ingiunto agli studenti di prepararsi nelle “milizie universitarie” a difendere la patria da qualsiasi tentativo di invasione da parte degli Usa.
Il capo dello Stato ha invocato “studio e fucile, affinché la gioventù universitaria difenda con le armi in mano la Patria se necessario di fronte all’imperialismo e all’oligarchia”.
Maduro ha poi l’offerta di aiuti economici a giovani colombiani che non possono studiare per il perdurante sciopero che paralizza le università del loro Paese. In Colombia, ha ricordato il presidente, “gli studenti sono in sciopero da oltre 40 giorni perché il governo non intende stanziare più fondi per l’istruzione pubblica”. Io, ha proclamato, “offro 20.000 borse di studio agli studenti colombiani che vogliano venire in Venezuela. Che vengano qui a studiare medicina e ingegneria, o quello che vogliono!”.
– CITTA’ DEL MESSICO

– Agenti della polizia federale e dell’Istituto nazionale delle migrazioni (Inm) hanno arrestato circa 300 migranti centroamericani entrati ieri in Messico guadando il Rio Suchiate dal Guatemala. Lo scrive il quotidiano La Jornada.
Citando fonti governative dello Stato di Chiapas il giornale ha precisato che i cittadini centroamericani, che formavano la quarta carovana entrata in territorio messicano da metà ottobre, sono stati bloccati nel comune di Metapa de Domínguez quando insieme si dirigevano a Tapachula per poi proseguire verso la frontiera degli Stati Uniti. Dopo una tesa discussione con i migranti, per lo più salvadoregni, gli agenti messicani li hanno fatti salire su un gruppo di autobus che li ha condotti nella stazione migratoria ‘Siglo 21′ a Tapachula. Le stesse fonti hanno infine detto che dietro questa carovana ne esiste una quinta, composta da circa 200 persone, che si trova oggi a Tecún Umán, in Guatemala, in attesa di entrare in Messico, sempre attraversando il Rio Suchiate.
– CHICO (USA)

– E’ salito a 83 morti il bilancio degli incendi che hanno devastato la California, secondo gli ultimi dati ufficiali. Scende invece a 560 il numero delle persone ancora disperse.   [print-me title=”STAMPA”]