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RAGGI RISPONDE A SALVINI

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RAGGI RISPONDE A SALVINI

AGGIORNAMENTO IN “POLITICA”

DELLE 00:11 DI LUNEDì 15 APRILE 2019

RAGGI RISPONDE A SALVINI

“A Salvini voglio dire che ho le spalle larghe e non mi spavento facilmente. Io le villette dei clan mafiosi le ho abbattute, dopo decenni di silenzio delle precedenti giunte: otto case del clan Casamonica buttate giù dalla ruspa. Infine, per togliere la spazzatura non serve assolutamente uno scienziato ma sono necessari duro lavoro e costanza. Di certo non bastano due tweet e qualche battuta ad effetto. Ma io non voglio inutili polemiche elettorali.
Lavoriamo!”. Lo scrive su fb la sindaca di Roma Virginia Raggi- “Chiariamolo ancora una volta – aggiunge -. Non facciamo sborsare un euro in più allo Stato e alle altre amministrazioni per il vecchio debito di Roma. Anzi facciamo risparmiare agli italiani e ai romani 2,5 miliardi di euro, tagliando i folli tassi di interesse delle banche su quei 13 mld di debito che hanno fatto le precedenti amministrazioni. Da quando ci siamo noi, il debito è addirittura sceso perché noi teniamo i conti in ordine e non ne facciamo altro”.          [print-me title=”STAMPA”]

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FURTO CARBURANTE OLEODOTTI: ARRESTI

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FURTO CARBURANTE OLEODOTTI: ARRESTI

FURTO CARBURANTE OLEODOTTI CHE FORNISCONO FIUMICINO

AGGIORNAMENTO IN “CRONACA” DELLE 08:15 DI GIOVEDì 11 APRILE 2019

FURTO CARBURANTE OLEODOTTI: ARRESTI

Operazione dei carabinieri contro i furti di carburante dagli oleodotti che forniscono l’aeroporto di Roma Fiumicino. Dalle prime ore del mattino, al termine di un’indagine coordinata dal Gruppo reati gravi contro il patrimonio e gli stupefacenti della Procura di Roma, diretto dal procuratore aggiunto Lucia Lotti, i carabinieri della compagnia di Ostia stanno eseguendo l’arresto di 17 persone, destinatarie di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere del gip. La vasta operazione, che vede impiegati più di 150 carabinieri, sta interessando Roma e provincia, Napoli, Trieste e Cagliari dove si stanno rintracciando i presunti appartenenti al sodalizio criminale.          [print-me title=”STAMPA”]

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URUGUAY CONFERMA ESTRADIZIONE MORABITO

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URUGUAY CONFERMA ESTRADIZIONE MORABITO

AGGIORNAMENTO IN “MONDO”

DELLE 02:10 DI VENERDì 29 MARZO 2019

URUGUAY CONFERMA ESTRADIZIONE MORABITO

MONTEVIDEO

– Un tribunale penale di Appello dell’Uruguay ha confermato l’estradizione in Italia di Rocco Morabito, boss della ‘Ndrangheta calabrese, ‘most wanted’ negli Stati Uniti e condannato in contumacia dalla magistratura italiana a 30 anni di carcere. Lo apprendo da battute di Agenzie che affermano di essere informate con titolarità da persone a conoscenza dei fatti.

Arrestato nel settembre 2017 in un hotel di Montevideo dopo 23 anni di latitanza, Morabito (53 anni) – riferisce sulla sua pagina online il settimanale Busqueda – era agli arresti in attesa di un processo per falsificazione di documenti. Il pregiudicato ha ingaggiato nei mesi scorsi una battaglia legale con la magistratura locale per evitare l’estradizione, ed ora, riferisce il portale uruguaiano Subrayado, i suoi legali presenteranno un estremo appello alla Corte Suprema.         [print-me title=”STAMPA”]

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Nuova Zelanda: sparatorie in due moschee: diversi morti Nella città di Christchurch. Arrestati tre uomini e una donna. Rivendicazione anti migranti Nuova Zelanda: spari moschee, 4 arrestiAustraliano 28enne rivendica attacchi, “contro i migranti”

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NUOVA ZELANDA: SPARATORIE IN DUE MOSCHEE

AGGIORNAMENTO IN “MONDO”

DELLE 06:10 DI VENERDì 15 MARZO 2019

NUOVA ZELANDA: SPARATORIE IN DUE MOSCHEE

Ci sarebbero diversi morti in Nuova Zelanda in seguito a sparatorie avvenute oggi in due moschee della città di Christchurch.
Tre uomini e una donna sono stati arrestati, ma non si esclude che altri assalitori siano ancora in azione. Le autorità chiedono ai residenti di chiudersi in casa.
Un australiano di 28 anni ha rivendicato l’attacco parlando di motivazioni anti immigrati.
La premier Ardern parla di “uno dei giorni più bui” per il Paese.

– La polizia neozelandese rende noto di aver preso in custodia tre uomini e una donna in merito alle sparatorie avvenute oggi in due moschee della città di Christchurch.
Un uomo ha rivendicato la responsabilità degli attacchi lasciando un manifesto anti-immigrati di 74 pagine in cui ha spiegato chi è e il motivo delle sue azioni, che definisce un attacco terroristico. Non è chiaro se si tratti di una delle persone già presa in custodia dalle autorità neozelandesi.
L’uomo dice di essere un australiano bianco di 28 anni che è venuto in Nuova Zelanda solo per pianificare e addestrarsi all’attacco. Ha detto di non essere membro di nessuna organizzazione, ma di aver fatto donazioni e interagito con molti gruppi nazionalisti, sebbene abbia agito da solo e nessun gruppo abbia ordinato l’attacco. Ha aggiunto di aver scelto la Nuova Zelanda a causa della sua posizione, per dimostrare che anche le parti più remote del mondo non sono esenti da “immigrazione di massa”.         [print-me title=”STAMPA”]

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Nuova Zelanda: sparatorie in due moschee Diversi morti a Christchurch. Un arresto, resta allerta alta

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Nuova Zelanda: sparatorie in due moschee

AGGIORNAMENTO IN “MONDO”

DELLE 05:19 DI VENERDì 15 MARZO 2019

NUOVA ZELANDA: SPARATORIE IN DUE MOSCHEE

WELLINGTON

– Ci sarebbero diversi morti in Nuova Zelanda in seguito a sparatorie avvenute oggi in due moschee della città di Christchurch.
Una persona è stata arrestata, ma non si esclude che altri assalitori siano ancora in azione. Le autorità chiedono ai residenti di chiudersi in casa.
La premier Ardern parla di “uno dei giorni più bui” per il Paese.         [print-me title=”STAMPA”]

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MAFIA: 32 ARRESTI A PALERMO

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MAFIA: 32 ARRESTI A PALERMO

AGGIORNAMENTO DELLE 08:22

DI MARTEDì 12 MARZO 2019

MAFIA: 32 ARRESTI A PALERMO

PALERMO

– I carabinieri del Comando Provinciale di Palermo hanno arrestato 32 persone accusate a vario titolo di associazione per delinquere di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsioni aggravate dal metodo mafioso, favoreggiamento aggravato, trasferimento fraudolento di valori, sleale concorrenza aggravata dalle finalità mafiose, spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di armi. L’inchiesta è coordinata dalla Dda del capoluogo siciliano. L’indagine è una prosecuzione di un’attività investigativa che nei mesi scorsi ha portato a “colpire” il mandamento mafioso di Porta Nuova e poi a scoprire la ricostituzione della Cupola di Cosa nostra, tornata a riunirsi dopo vent’anni, il 28 maggio scorso, ad Altarello di Baida, nel Palermitano. E’ ancora la droga il principale business di Cosa nostra a Palermo, attiva però in molti altri settori. Tra gli altri, la fornitura di caffè ai bar e gli autobus turistici.         [print-me title=”STAMPA”]

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ARRESTO MARCO DI LAURO: IL RACCONTO

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ARRESTO MARCO DI LAURO: IL RACONTO

IN “CRONACA”

AGGIORNAMENTO DELLE 07:54 DI DOMENICA 03 MARZO 2019

ARRESTO MARCO DI LAURO: IL RACCONTO

Era in casa a consumare un piatto di pasta asciutta e dei pistacchi, con accanto due gatti, mentre la sua compagna era intenta a fare le faccende domestiche. Quando in casa sono arrivati gli uomini delle forze dell’ordine Marco Di Lauro, 39 anni, rampollo del clan di Secondigliano, latitante da 14 anni, tra i 4 più pericolosi, non ha opposto alcuna resistenza. E forse la sua cattura è legata ad un femminicidio, avvenuto a Milito di Napoli, che ha visto coinvolto uno ex sorvegliato speciale, ritenuto in passato vicino al clan.
Di Lauro non possedeva armi, aveva una modesta somma di denaro – quello che basta per fare gli acquisti per appena una settimana – e si è lasciato portare via tranquillamente. A suo carico pende una condanna definitiva a 11 anni e 4 mesi per associazione a delinquere e un’ordinanza di custodia cautelare per traffico di droga.
Polizia, carabinieri e guardia di finanza da anni lo inseguivano sia in Italia che all’estero: anni di pedinamenti, appostamenti, intercettazioni telefoniche. L’uomo non avrebbe mai commesso un passo falso. Lo hanno bloccato, nel primo pomeriggio di oggi, in un modesto appartamento di una anonima palazzina di via Emilio Scaglione, alla periferia di Napoli ad una manciata di chilometri da Secondigliano, dove una volta c’era il quartiere generale del clan che è stato protagonista tra il 2003 ed il 2005 di una faida tra gli uomini fedeli al clan e quelli che volevano mettersi in proprio e per questo definiti gli “scissionisti” o i “girati”.
Soddisfazione per l’arresto di Di Lauro è stata espresso dal premier Giuseppe Conte, dai ministri Matteo Salvini e Alfonso Bonafede oltre che dal presidente della Commissione antimafia Nicola Morra.
Gli investigatori sospettavano che Di Lauro non potesse essere molto lontano. E che però per sfuggire alla cattura si sarebbe ben “mimetizzato”, conducendo una vita da cittadino normale, occupando un alloggio abbastanza modesto. Niente sfarzo, niente auto di lusso con l’obiettivo di passare inosservato. Ma questo non esclude che abbia goduto di una fitta rete di protezione, forse anche da parte di insospettibili.
I fari degli investigatori erano puntati da tempo nella zona a nord di Napoli. Il cerchio si stava stringendo da alcuni giorni ma nel pomeriggio di oggi, come ha detto nel corso di una conferenza stampa il questore di Napoli, Antonio De Iesu, “c’è stata una fibrillazione sulle attività tecniche”. Poche ore prima in questura si era costituito un uomo di 40 anni, un ex sorvegliato speciale, ritenuto in passato vicino ai Di Lauro, che aveva ucciso in mattinata la moglie a Melito. Alla domanda di un giornalista se vi possa essere un collegamento tra i due episodi, il questore, nel corso della conferenza stampa, tenuta alla presenza del comandante provinciale dei Carabinieri, Ubaldo del Monaco e di ufficiali della Guardia di Finanza, ha ribadito che “c’è stata una inusuale fibrillazione sulle attività tecniche. Vi posso dire solo questo”. L’arresto di Marco Di Lauro ha visto l’impiego di circa 150 uomini delle forze dell’ordine. Per l’uomo non c’è stata alcuna possibilità di scampo.
Il 39enne avrebbe preso le redini del clan Di Lauro (che non ha più la potenza militare ed economica del 2004), guidato una volta dal padre, Paolo, conosciuto come “Ciruzzo o’ milionario” per la sua disponibilità finanziaria. Prima di lasciarsi portare via dagli uomini delle forze dell’ordine che lo hanno condotto negli uffici della questura ha espresso preoccupazione per i due gatti che fino a qualche ora prima gli tenevano compagnia.         [print-me title=”STAMPA”]

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CRIMINALITà: OPERAZIONE “FAR WEST”

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CRIMINALITà: “OPERAZIONE FAR WEST”

AGGIORNAMENTO DELLE 07:53

DI VENERDì 08 FEBBRAIO 2019

CRIMINALITà

FOGGIA

– Dalle prime ore della giornata è in corso una vasta operazione contro la criminalità sulla costa settentrionale del Gargano con arresti e perquisizioni e piùdi cento carabinieri impegnati del comando provinciale di Foggia.
L’attivitàinvestigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Foggia, ha individuato e colpito un gruppo di criminali ritenuto in ascesa, con importanti collegamenti con le cosche mafiose della zona, dediti al controllo dello spaccio di stupefacenti, danneggiamenti di esercizi commerciali mediante l’uso di esplosivo, furti aggravati. Contestato anche un tentato furto ai danni di un istituto di credito mediante la tecnica cosiddetta della ‘marmotta’, forzando cioè la fessura per l’erogazione delle banconote del bancomat per poi inserire l’esplosivo nel foro.         [print-me title=”STAMPA”]

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ISCHIA. RAPINA A MANO ARMATA

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ISCHIA. RAPINA A MANO ARMATA

AGGIORNAMENTI DELLE 11:39 E 11:45

DI DOMENICA 30 DICEMBRE 2018

ISCHIA. RAPINA A MANO ARMATA

Ischia, chiesta proroga stato emergenza
2000 le firme raccolte finora per completare interventi in corso

ISCHIA (NAPOLI)30 dicembre 201811:39

– Sono circa 2000 le adesioni alla raccolta di firme promossa dai cittadini dell’isola d’Ischia (Napoli) per richiedere la proroga dello ‘Stato di Emergenza Terremoto’, dichiarato dal Consiglio dei Ministri il 29 agosto 2017, in conseguenza dell’evento sismico che ha interessato il territorio dei Comuni isolani. Fase di emergenza che è durata un anno e successivamente prorogata di altri 6 mesi, con ultima scadenza il prossimo 24 febbraio.
I terremotati di Ischia chiedono che “vengano completati gli interventi di messa in sicurezza e di riduzione del rischio residuo” previsti sul territorio, ed affidati allo stesso commissario per l’emergenza.
Secondo gli organizzatori “la cessazione dello ‘Stato di Emergenza Terremoto’ sarebbe un’ipotesi non del tutto confortante e volgendo lo sguardo al Centro Italia, senza un delegato all’emergenza, i tempi per Cas (contributo autonoma sistemazione, ndr) ed alloggiati sarebbero allungati”.
Rapina a mano armata in villa a FoggiaIrruzione banditi incappucciati e con pistole in villa a Foggia

FOGGIA30 dicembre 201811:45

– Un commando di cinque banditi incappucciati e armati con pistole ieri sera ha fatto irruzione nel circolo privato ‘Burraco team’ a Foggia e ha rapinato i dieci soci che stavano giocando a carte: i malfattori hanno intimato ai presenti di non muoversi e tenere le mani in alto, e gli hanno portato via orologi e portafogli. Prima di andarsene i banditi hanno anche rapinato una coppia di pensionati 80enni che vive al primo piano della villa in cui ha sede il circolo: quando i ladri sono entrati in casa gli anziani hanno reagito e nei momenti di concitazione la donna ha battuto la testa contro una finestra ferendosi in maniera lieve. Dopo avere immobilizzato gli anziani, i banditi hanno rubato dall’abitazione alcuni oggetti preziosi.
Sul posto sono intervenuti gli uomini della squadra mobile che hanno ascoltato i testimoni e ricostruito la dinamica della rapina. A quanto si apprende i banditi erano italiani.      [print-me title=”STAMPA”]